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EMANUELE SEVERINO

Parmenide
1. Professor Severino, quali possono esseri i moivi !"e !i spin#ono o##i a ineressar!i
della filosofia #re!a e in pari!olare di un filosofo !ome Parmenide$
%eramene quesa domanda o!!a un aso dolene, e !io& quello della nosra !ulura, la
quale pensa di poersi disineressare del pensiero #re!o e di non aver nulla a !"e fare !on
esso. Inve!e si raa di rendersi !ono !"e non solo la nosra !ulura, ma l'inera nosra
!ivil( si sviluppa all'inerno delle !ae#orie !"e sono sae espresse per la prima vola dal
pensiero #re!o. %i sono an!"e dei se#nali !"e fanno !apire l'imporan)a dei *re!i e in
pari!olare modo di Parmenide. + vero del reso !"e o##i qual!"e auore , ad esempio
Popper , si ineressa di Parmenide, e in #enerale !-& il se#nale !"e non si rai proprio di
uno s!onos!iuo. Per quano ri#uarda i filosofi ani!"i, sappiamo !"e ad esempio Plaone
lo !"iama .venerando e erri/ile.. Arisoele, !"e in #enere & !os0 !ompassao, di!e !"e
quelle di Parmenide sono man1ai, !io& follie. Eppure quesa .pa))ia. di Parmenide & il
puno di riferimeno per l'inera soria del pensiero filosofi!o. Si raa di !apire !"e il
pensiero #re!o sa/ilis!e il erreno su !ui noi o##i !i muoviamo, si raa del erreno !"e
poremmo !"iamare onolo#i!o.
.Onolo#ia., queso ermine !os0 e!ni!o, vuol dire riflessione sul senso dell'essere e del
niene. 2uese due parole, .essere. e .niene., sem/rano esranee al lin#ua##io nosro di
ui i #iorni, ai nosri ineressi, all'ari!ola)ione !on!rea del sapere s!ienifi!o3 eppure
quese due !ae#orie !osiuis!ono l'am/io all'inerno del quale ua la soria
dell'O!!idene & !res!iua, e si raa an!"e di !omprendere !"e quese !ae#orie sor#ono
per la prima vola !on i *re!i. 2ueso & imporane per!"4 i *re!i non solo porano alla
lu!e una eoria, !io& una !omprensione del mondo !"e non era mai apparsa, ma an!"e una
!omprensione del mondo !"e !onsene di porsi !ome la prima #rande forma di rimedio
!onro il dolore. 2uindi, se!ondo la mia opinione & errao insisere e !onsiderare il
pensiero #re!o, sin dalle sue ori#ini, !ome una mera ela/ora)ione eori!a !"e non a//ia il
!ompio di prendere posi)ione rispeo a !i5 !"e vi & di pi6 an#os!iane nell'esisen)a, e
!io& il dolore. Io !redo !"e la nosra riflessione pore//e pro!edere !er!ando di vedere
quali sono i rappori ra le !ae#orie dell'onolo#ia #re!a e il dolore dell'esisen)a.

7. In #enerale si pensa alla filosofia di Parmenide e a ua l'onolo#ia #re!a in rela)ione al
desiderio di !onos!en)a. %ome si inseris!e in queso am/io la !ae#oria del dolore$
Arisoele di!e !"e la filosofia nas!e dalla meravi#lia, e la parola !"e e#li usa per indi!are
la meravi#lia & 8"a9ma:. Ma an!"e qui, !ome in ue le #randi parole del nosro
lin#ua##io, "a9ma non si#nifi!a sempli!emene la meravi#lia ma vuol dire an!"e errore,
vuol dire il errore di frone all'an#os!iane. Non so di!endo, alla Nie)s!"e, !"e la for)a
della eoresi, la for)a della eoria sa nella sua !apa!i( di risolvere i pro/lemi prai!i3 non
& sao !ero queso l'ineno dei #re!i e si pu5 #iusamene rilevare !"e i filosofi #re!i
a//iano avuo innan)i uo la vo!a)ione per la eoria disineressaa, !onemplaiva. Ma
inendo dire !"e proprio il !araere disineressao della eoria, e !io& il suo essere veri(,
!onsene di affronare il pro/lema dell'esisen)a e della via. Il pro/lema della via &
innan)iuo la erri/ili( del dolore; allora io non sosen#o !"e l'uni!o valore della eoria
!onsise nel suo essere sempli!emene uno srumeno in /ase al quale, !onos!endo !ome
sanno le !ose, si fa ar#ine !onro il dolore3 di!o !"e proprio per!"4 la eoria inende
essere veri( , e !io& non una eoria qualsiasi ma la eoria assoluamene vera , proprio
queso !onsene di andare in!onro al dolore !on o!!"io diverso da quello !"e #li uomini
possiedono quando an!ora non sanno. A ale proposio /iso#na vedere qual & il rapporo
ra eoria e dolore, per!"4 an!"e il modo in !ui spesso si raa Parmenide pres!inde da
quesa emai!a, isolando il momeno eori!o3 al !onrario o !redo !"e Parmenide dia la
prima #rande risposa al pro/lema del dolore.
<i!evo prima !"e i *re!i porano per la prima vola alla lu!e il senso dell'essere e del
niene. Se noi !rediamo di morire sen)a saper nulla del senso del niene , e quindi del
senso dell'essere a !ui il niene si !onrappone , la nosra more & profondamene diversa
dal modo in !ui moriamo quando sappiamo !"e noi andiamo nel niene. 2ueso vuol dire
qual!osa di e!!e)ionale e !io& !"e !on i *re!i #li uomini in!omin!iano a morire , e
quindi a nas!ere , in modo diverso da !ome nas!ono e muoiono prima dei *re!i, prima di
saper qual!osa del niene. I *re!i evo!ano queso si#nifi!ao erri/ile e radi!ale , il
si#nifi!ao del niene , nella sua !onrapposi)ione infinia all'essere, !ome l'assolua
ne#aivi( !"e non "a al!un!"4 dell'essere. In queso modo il pro!esso del mondo a!quisa
un !araere esremamene an#os!iane, proprio per!"4 il pensiero #re!o e quesa !osa
apparenemene asraa !"e & l'onolo#ia , la riflessione sull'opposi)ione infinia ra
l'essere e il niene , evo!a la mina!!ia esrema, quella dell'esisen)a poraa innan)i
dall'annienameno delle !ose. Ma il *re!o evo!aore della mina!!ia esrema 4 insieme il
*re!o !"e va alla ri!er!a del rimedio !onro la mina!!ia esrema. Parmenide, rovandosi
proprio all'ini)io di queso pro!esso & l'evo!aore3 infai non a//iamo noi)ia !"e prima
di Parmenide si sia parlao dell'essere o del niene, della !onrapposi)ione infinia ra
l'essere e il niene. Il modo in !ui Parmenide pensa & un modo sin#olare , e poi si raer(
di vedere !"e ne & nella soria della nosra !ulura di quesa sin#olari(. Parmenide evo!a
l'esrema mina!!ia, la !onrapposi)ione infinia ra l'essere e il niene, ma insieme evo!a il
modo sin#olare di !osruire un rimedio !onro quesa mina!!ia; il rimedio & dao dalla
meafisi!a e l'onolo#ia.

=. In !"e modo Parmenide pone il nulla nella !ondi)ione di non nuo!ere$
Parmenide si rova in una posi)ione sin#olare per!"4 in un !ero senso d( la prima
risposa dell'O!!idene alla mina!!ia e al !araere no!ivo del niene, dell'annienameno
delle !ose, inerro#andosi sul si#nifi!ao del niene3 in un !er'alro senso & il puno di
ma##iore vi!inan)a dell'O!!idene all'Oriene. Vorrei fermarmi su queso puno. In
#enerale la prima #rande solu)ione, la prima #rande forma di rimedio al dolore & la
filosofia; se noi dovessimo fare rapidamene l'elen!o delle forme di rimedio
dell'O!!idene dovremmo dire !"e la prima & la filosofia, !io& il fao di sapere in modo
in!onroveri/ile il senso del mondo, il senso uniario del mondo. Poi la #rande forma di
rimedio & , quando l'esperien)a ani!a del pensiero filosofi!o & andaa al ramono , il
%risianesimo e poi la s!ien)a.
La posi)ione di Parmenide & sin#olare per!"4 & an!"e il puno di ma##iore !onao !on
l'Oriene. 2ual & infai la solu)ione !"e la filosofia dell'O!!idene d( al pro/lema del
dolore e dell'annienameno$ %"e !osa !i an#os!ia quando noi a//iamo a !"e fare !on il
dolore$ Non parlo del dolore !"e noi aualmene paiamo, per!"4 !i5 !"e pais!o in
queso momeno , poniamo , ormai & a!!eao, & l0 e non !'& nulla da fare, per!"4 ormai &
re!epio. Mi riferis!o inve!e all'an#os!ia del fao !"e il dolore a//ia a !oninuare,
fa!endo!i !"iedere; .!"e ne sar( di me ra un momeno, domani, ra un anno$ %oninuer(
queso dolore$. Vo#lio dunque dire !"e l'an#os!ia si riferis!e all'imprevedi/ili( del
fuuro, e in queso !aso il rimedio non pu5 essere alro !"e la previsione del senso del
uo3 e!!o per!"4 prima "o parlao an!"e di s!ien)e, per!"4 la previsione s!ienifi!a sar(
in un !ero senso l'erede della previsione filosofi!a. Previsione filosofi!a vuol dire
8epis4me:, quesa #rande parola #re!a !"e si#nifi!a, alla leera, la !apa!i( di
sare3 .seme. deriva infai dal ver/o >sas?ai 8"1sas"ai:, la !apa!i( di sare, menre ep1
vuol dire sopra; dunque si raa di .sare sopra uo !i5 !"e inende ne#are !i5 !"e sa..
%i5 !"e sa & l'aperura di senso, l'aperura del senso del uo !"e inende sare e !"e si
riiene !apa!e di imporsi su !i5 !"e presume ne#arla, e insieme su ui #li eveni !"e
sopra##iun#ono e !"e !osiuis!ono quello !"e o##i noi moderni !"iameremmo la novi(
della soria. L'epis4me & al di sopra di o#ni innova)ione sori!a; queso & sao il #rande
so#no della filosofia da Parmenide ad @e#el. Se si !onos!e in!onroveri/ilmene, sando
sopra o#ni ne#a)ione e o#ni eveno sopra##iun#ene, il senso del uo, allora si & in #rado
di prevederlo e la previsione rende spie#a/ile il dolore. .Per!"4 il dolore, di!e Es!"ilo,
#ea nella follia$. Proprio per!"4 non "a senso finano!"4 non si vede il senso del uo.
E//ene la solu)ione di Parmenide & sin#olare, per!"4 su!!essivamene l'O!!idene
inender( !osruire un sapere !"e sa sopra la mina!!ia del divenire !onrollandola,
#uidandola e quindi !osruendo al di sopra di esso quella serie di sruure immua/ili !"e
vanno dal <io eolo#i!o al <io !risiano, alle sruure ne!essarie se!ondo le quali si
sviluppa la soria.
Parmenide adoa un'alra srada !"e non sar( per!orsa dall'O!!idene , di!evo prima !"e
era la srada pi6 vi!ina all'Oriene. <i frone al divenire l'O!!idene di!e; .Au non mi
mina!!i pi6 per!"4 io i prevedo e quindi prevedo il senso di !i5 !"e u, divenire, fai
irrompere su di me.. Prevedendo il senso di o#ni irru)ione, l'irru)ione non & pi6
l'imprevedi/ile an#os!iane e il dolore a!quisa senso; lo sesso annienameno si ins!rive
in un ordine. 2uesa & la vo!e della filosofia dell'O!!idene dopo Parmenide. La sua vo!e
inve!e & diversa e sin#olarmene vi!ina all'Oriene per!"4 Parmenide di!e al divenire;
.Au non esisi.. 2ueso & molo sin#olare, per!"4 uo il pensiero, non solo filosofi!o,
dopo Parmenide di!e al divenire; .Au esisi ma io i domino.3 e !"i parla & appuno il
rimedio, !io& il sapere episemi!o.
L-afferma)ione di Parmenide non viene pronun!iaa per un sempli!e desiderio , ormai
purroppo il senso radi!ale della filosofia in !ere forme della nosra !ulura va perdendosi
, ma per!"4 vi sono delle sruure !on!euali !"e lo porano a dire queso. In queso
modo, menre nella solu)ione pos,parmenidea il dolore & vino per!"4 !'& un padrone !"e
domina il divenire, la solu)ione radi!ale di Parmenide & quesa; il divenire non mina!!ia
pi6, non pu5 essere no!ivo per!"4 non esise. %on quesa !an!ella)ione del divenire
enriamo nel #rande paradosso del pensiero di Parmenide, !"e & la !an!ella)ione del
mondo, !on !ui uo l'an#os!iane, uo il erri/ile, uo l'orrendo del mondo & illusione3
queso & il senso della doBa di Parmenide. E//ene quesa & an!"e la srada per!orsa
dall'Oriene; i Veda, le Upanis"ad, la ripresa /uddisa del /ramanesimo sono ui #randi
moivi !"e !onver#ono su queso puno; l'uomo & infeli!e per!"4 non sa di essere feli!e,
per!"4 non sa !"e il dolore & al di fuori di lui, e !"e lui & un puro s#uardo !"e non &
!onaminao dal dolore !"e #li passa innan)i, !os0 !ome lo spe!!"io non & !onaminao
dall'imma#ine !"e si riflee in esso. 2uesa & la vi!inan)a di Parmenide rispeo
all'Oriene, ma /iso#na an!"e #uardarsi dallo spin#ere roppo l'analo#ia per!"4 !'& an!"e
una radi!ale diversi(3 Parmenide & l'invenore dell'onolo#ia, l'Oriene & la sa##e))a !"e
si sviluppa prima, indipendenemene dall'onolo#ia. 2uesa non & una differen)a da
po!o, per!"4 l'Oriene muore non sapendo nulla del niene3 poremmo dire !"e la more
dell'Oriene & lieve e non "a la perenorie(, non "a quel !araere di lama assoluamene
affilaa !"e "a la more nel nosro empo , a parire da Parmenide , proprio per!"4 la
more & visa in !onnessione !on la assolua ne#aivi( del niene. La differen)a ra
l'O!!idene !ome paria, luo#o dell'onolo#ia e l'Oriene !ome dimensione pre,onolo#i!a
non va quindi ras!uraa.
C. In Parmenide vi & quesa radi!ale disin)ione ra la al4"eia, la veri(, e la dDBa,
l'opinione, quasi !"e !oin!idano !on l-essere e non essere. Per Parmenide l'opinione ,
l'opinione !omune e #li o##ei !"e noi #uardiamo ui i #iorni , l'apparene movimeno e
il divenire di ue le !ose, sono una pura illusione dei sensi oppure sono qual!osa !"e
sempli!emene "a un !araere finio e perano & un non,essere$
Non & un !aso !"e uo il pensiero filosofi!o a//ia fao riferimeno a Parmenide, proprio
per!"4 lo s!andalo !onsise nel dire; .Il mondo non &, il divenire non &, non !'& il
mondo.. Ma !i5 & moivao , !i en#o a soolinearlo , da un-ari!ola)ione lo#i!a !"e
forse & il !aso di ener presene, poi!"4 a!!osarsi a Parmenide, !ome & per lo pi6
a!!aduo fino a#li anni 'EF , parendo dal lin#ua##io, impoveris!e il suo pensiero. Vi & ad
esempio la esi sosenua, an!"e in modo esremamene inelli#ene, da *uido %alo#ero,
nei suoi Sudi sull'eleaismo, se!ondo !ui l'essere di Parmenide sare//e l'iposasi della
!opula, di modo !"e la sin#olari( della !opula, della parola .&., avre//e arao
l'aen)ione di queso alreano sin#olare pensaore il quale avre//e fao di una vo!e del
lin#ua##io uno sao. L-idea !"e la sin#olari( del lin#ua##io e quindi della lin#ua !"e
Parmenide parla , !"e & una sin#olari( delle lin#ue indoeuropee3 la preminen)a della
!opula in !eppi lin#uisi!i non indoeuropei & assene , a//ia pouo spin#erlo a
soffermarsi, a presare aen)ione al si#nifi!ao di quesa parola apparenemene
irrilevane , !io& l-.&. , & ammissi/ile. Ma si raa appuno di una spina, menre la
#rande))a di Parmenide sa inve!e nell'inendere l'essere !ome l'assoluamene .alro. dal
niene.
Le parole usae da Parmenide sono; eGnai 8eHnai:, !"e & l'infinio del ver/o essere, IJn
8eDn:, !"e & la forma pari!ipiale ar!ai!a !"e !orrisponde allo Kn 8Dn: del lin#ua##io
plaoni!o,arisoeli!o. L'Dn, l'essere, & l'assoluamene opposo al niene3 !'& !"i si
s!andali))a delle auolo#ie di Parmenide, ma io vorrei au#urare a o#ni dis!orso di essere
auolo#i!o, per!"4 la auolo#ia por( non ineressare solo !"i & alla ri!er!a !uriosa delle
differen)e del mondo, quelli !"e Plaone nella Repu//li!a 8CLF a: !"iamava i filJdoMoi
8p"ilDdoBoi:, #li amani delle opinioni. La auolo#ia & qual!osa di formida/ile, &
l'ideni( !on s4 di qual!osa !"e & assoluamene non smeni/ile. %ero, le #randi
auolo#ie di Parmenide in!uono il imore reveren)iale3 si raa di !apire, non di al)are le
spalle. Per!"4 Parmenide di!e; .L'essere &, il non,essere non &.$ %"e !osa vuol dire$
Innan)iuo il si#nifi!ao di quesa afferma)ione pora a quelle !onse#uen)e paradossali
di !ui parlavamo prima, il !"e vuol dire !"e la auolo#ia non & !os0 inno!ua !ome
pore//e sem/rare se pora al paradosso, al pi6 #rande paradosso !"e sia mai apparso
nella soria della nosra !ulura , e si pore//e dire della !ulura in #enerale.
Noi delle vole vo#liamo sapere !ome si s!andis!e la soria e allora, per esempio,
parliamo del #rande passa##io dal mariar!ao al pariar!ao !ome uno dei se#nali !"e
s!andis!ono il movimeno sori!o. Oppure si parla di *es6, !"e "a diviso la soria in due.
Io direi, sen)a imore di sem/rare a mia vola paradossale, !"e il pensiero di Parmenide
se#na una fraura ra il passao e il nosro empo an!ora pi6 radi!ale !"e non il passa##io
dal mariar!ao al pariar!ao, an!ora pi6 radi!ale della sessa nas!ia di *es6. Per!"4 di!o
queso$ Per!"4 lo sesso messa##io di *es6 & divenao quello !"e & divenao solo in
quano si & ins!rio nelle !ae#orie del pensiero #re!o. Se noi eliminiamo quese
!ae#orie dal messa##io !risiano, queso si impoveris!e , e purroppo o##i, volendo de,
elleni))are il %risianesimo, si sa rius!endo ad impoverire il %risianesimo !"e non di!e
pi6 nulla, essendo sao disolo dal !oneso onolo#i!o in !ui esso parla.

E. %ome si sviluppa l'ar#omena)ione di Parmenide$
Se!ondo una prima ari!ola)ione esso suona !os0; se l'essere & assoluamene opposo al
niene, allora la prima !onse#uen)a & !"e esso & immua/ile, eerno, in!orrui/ile,
in#enera/ile. Per!"4$ An!"e in queso !aso, Parmenide non si limia ad affermarlo,
poi!"4 e#li di!e , e qui l'aen)ione deve divenare massima , !"e se si #enerasse o si
!orrompesse, esso sare//e sao niene e ornere//e ad essere niene. Ma l'essere non & il
niene, dunque & impossi/ile !"e sia sao niene, !"e orni ad essere niene3 queso vuol
dire !"e & impossi/ile !"e non sia, e dunque deve essere eerno, in#enera/ile, immua/ile.
Si pu5 dire !"e queso dis!orso !"e a//iamo esposo !os0 alla svela, & uno dei dis!orsi
!"e devono essere messi nei a/erna!oli della filosofia.
L'alra ari!ola)ione si riferis!e alla ne#a)ione del molepli!e , quesa & sen)'alro
l'inerprea)ione !"e di Parmenide danno ui quelli !"e l'"anno se#uio, !omin!iando da
Empedo!le, a <emo!rio, Plaone, Arisoele, fino ad @e#el. %"e il molepli!e non .&.
vuol dire !"e il mondo !os0 !ome !i sa davani nella sua sraordinaria ri!!"e))a,
differen)a di forme, !olori, di lu!i, di siua)ioni, non .&.. An!"e in queso !aso si arriva a
quesa !on!lusione per!"4 & in #io!o la auolo#ia. Vediamo !ome. Noi possiamo
!"iamare le differen)e per nome; la lampada, la ele!amera, #li arredameni della san)a,
poi le selle, il !ielo3 possiamo semplifi!are e dire A, N, %, < !"iamando !on ali leere le
varie !ose del mondo. %i do//iamo !"iedere; .A., !ome poi .N. e .%., si#nifi!a
.essere.$ Supponiamo !"e .A. sia il /rillare delle selle3 Aeniamo di las!iar parlare
Parmenide; .Lu!e si#nifi!a essere$.. .NoO.. 2ueso .no. lo di!e Parmenide per la prima
vola, ma poi lo diranno ui #li alri e se noi !"iedessimo ad un lin#uisa se .essere.
si#nifi!a lu!e, an!"e il lin#uisa, !on ua la sua !orree))a s!ienifi!a, !i dire//e !"e
.essere. non si#nifi!a .lu!e.. Ma allora lu!e non & .essere.3 ma .non essere. vuol dire
.ni,ene. !"e vuole dire .non,ene. , io amo sosenere quesa eimolo#ia della nosra
lin#ua , e allora .lu!e. & .non essere.. Ma lo sesso dis!orso lo possiamo dire di ue le
!ose !"e !i sanno aorno !"e !osiuis!ono il puno di riferimeno della nosra via.
O#nuna di quese deermina)ioni della via non si#nifi!a essere e quindi & niene.
Prendiamo ora la #rande auolo#ia !"e di!e; .L'essere non & il niene., e a queso puno
si fa innan)i la !on!lusione !"e !i ri#uarda , noi uomini della !ivil( della e!ni!a , molo
da vi!ino; dire !"e la lu!e, i !olori, le !ose, le !ase, #li uomini .sono., si#nifi!a
ammeere !"e il niene .&.. Vorrei ripeere quesa !osa. Le differen)e del mondo "anno
un si#nifi!ao !"e non !oin!ide !on il si#nifi!ao dell'essere3 quesa non !oin!iden)a vuol
dire la loro diversi( dall'essere, e !io& !"e sono .non essere.. Se allora l'amane o ami!o
del mondo vuol dire; .il mondo &., e#li deve an!"e dire; .Il niene &.. La ra#ione
dell'O!!idene nas!e qui, dall'esi#en)a di ener ferme le deermina)ioni , poremmo dire
l'esi#en)a di non !onraddirsi. Se si afferma !"e il mondo molepli!e &, si afferma !"e il
niene &. Allora a//iamo quesa !on!lusione sraordinaria; Parmenide, proprio per eviare
!"e il niene sia, proprio per eviare di idenifi!are l'essere al niene, afferma !"e le !ose
sono niene, !"e le differen)e sono niene3 se si afferma il mondo, se si & ami!i del mondo
si sa nella pa))ia !"e idenifi!a l'essere e il niene.
A queso puno a//iamo #li elemeni per rispondere alla Sua domanda. Il lD#os, !"e
!osiuis!e il pensiero in!onroveri/ile per!"4 si appo##ia sulla auolo#ia di!e appuno
!"e il divenire non &, e !"e non esise molepli!i(. 2ual & il si#nifi!ao di quesa
ne#a)ione$ Vuol forse dire !"e Parmenide non vedeva il divenire e non vedeva la
molepli!i($ Sare//e srano, avremmo a !"e fare !on un qual!"e !osa !"e non appariene
alla nosra esperien)a3 noi vediamo il mondo, vediamo il divenire e la molepli!i( delle
!ose e ne #odiamo, per!"4 sen)a di esse la nosra via non avre//e si#nifi!ao. L'Oriene
di!e inve!e !"e la nosra vera via & al di l( del molepli!e e del divenire.
Parmenide inve!e di!e !"e l'essere & immua/ile e sempli!e , sempli!e vuol dire non
molepli!e e non differen)iao3 in queso !aso l'apparire del mondo !ome diveniene &
molepli!e e non veri(, !io& & illusione, & dDBa. %on una /aua direi !"e uo il pensiero
su!!essivo, ma non solo filosofi!o, an!"e s!ienifi!o , e di!o s!ienifi!o sapendo !"e
quesa afferma)ione pu5 suonare paradossale , inende salvare il mondo da Parmenide,
per!"4 e#li pone il mondo !ome non veri(.

P. Non le sem/ra !"e forse Parmenide, per un e!!esso di !auela nei !onfroni dell'essere,
a//ia alla fine !onse#nao , proprio #ra)ie a quesa assolua separa)ione ra essere e non,
essere, ra veri( e dDBa , a#li s!ei!i, ai fuuri sofisi, i quali si poranno s/ara))are di
queso essere proprio per!"4 non !'& nessuna possi/ili( di !omuni!a)ione ra l'essere e il
non,essere $
2ueso & a!!aduo sori!amene. Lo s!ei!ismo, per esempio la forma di s!ei!ismo
pirroniano, prende spuno da Parmenide, per!"4 se il mondo & illusione, quando non si
!reder( pi6 nel lo#os di Parmenide rimarr( il #io!o illusorio del molepli!e e del divenire.
Ma il pro/lema an!ora pi6 !onsisene, non sono #li esii s!ei!i della filosofia di
Parmenide, ma quello di salvare il mondo, per!"4 la #rande soria dell'O!!idene non &
faa in prima /aua dallo s!ei!ismo3 lo s!ei!ismo & pre)ioso per!"4 & il pun#olo !"e
allona e impedis!e di riposarsi e di a!quiearsi nel do#maismo3 , quindi @e#el fa!eva
/ene ad inviare a un saluare /a#no nello s!ei!ismo.

Q. Il mondo di Parmenide & un mondo della ne!essi( assolua, & un mondo immo/ile,
eerno, e quindi sen)a empo. Evidenemene !i sono sai dei moivi di !rii!a !"e "anno
spino i filosofi su!!essivi a prendere le disan)e, a !ompiere queso .parri!idio. nei suoi
!onfroni, !ome ad un !ero puno sem/ra fare Plaone. %i pu5 spie#are /ene queso
passa##io$
La volon( di andare !onro Parmenide si spri#iona in O!!idene e !osiuis!e l'O!!idene,
menre l'Oriene non l'"a fao, sia per moivi !ronolo#i!i, sia per moivi di aiudine
psi!olo#i!a. Noi o##i di!iamo !"e la !ivil( della e!ni!a domina sulla Aerra e quindi
domina sull'Oriene, ma non dimeni!"iamo !"e la prima #rande invasione dell'Oriene &
di Alessandro Ma#no !"e arriva fino in India. %i5 vuol dire !"e la !ulura #re!a, !"e
arriva e domina l'Oriene, !onrolla la sessa sa##e))a orienale. La proesa !onro
Parmenide esprime la nosra psi!olo#ia, la volon( !"e il mondo .sia., e noi o!!idenali
dominiamo il pianea per!"4 non rinun!iamo al mondo, menre l'Oriene "a rinun!iao al
mondo. La !ivil( della e!ni!a non & qual!osa !"e non "a nulla a !"e fare !on Parmenide
e la filosofia #re!a, per!"4 la !ivil( della e!ni!a & il porao ulimo e pi6 ri#oroso della
proesa della filosofia #re!a !onro la !ele/ra)ione del mondo. Ma pore//e sem/rare
una preesa ar/iraria. Non !i "a deo Parmenide !"e il mondo & illusione e !"e la veri(
inve!e & l'eerni( e immua/ili( dell'essere$ Inve!e a queso puno si raa di
!omprendere !"e Parmenide "a in se sesso il proprio nemi!o3 proprio per!"4 & lui sesso
a sosenere l'illusorie( dell'apparire del mondo, e#li avre//e dovuo dire !"e olre
all'essere, an!"e l-illusione .&.. 2ueso & quello !"e Parmenide non pu5 dire, per!"4 la
sua lo#i!a lo pora a dire !"e solo il sempli!e .&., e !i5 !"e non & il sempli!e & niene.
<unque Parmenide & ne#aore di queso mondo, ma ne ri!onos!e l'esisen)a proprio in
quano lo ne#a; e!!o il nemi!o !"e parla denro l'animo di Parmenide. E#li "a in s4 quesa
!onraddi)ione, quesa aninomia ra#i!a, !io& il ri!onos!ere !"e l'illusione .&. ano
quano l'essere. In queso modo, l'essere non & l'uno, per!"4 olre all'uno !'& l'alro, il
mondo dell'illusione. La !onse#uen)a per la !ivil( o!!idenale & !"e la !os!ien)a
in!onroveri/ile non & solo la ra#ione, il lo#os, !io& l'opposi)ione di essere e niene, ma &
la !os!ien)a dell'apparire del mondo , e queso ri!onos!imeno !omin!ia, prima di
Plaone, !on Empedo!le.
<opo Parmenide !i si & resi !ono !"e l'apparire del mondo & ano inne#a/ile quano &
inne#a/ile il prin!ipio !"e di!e; .l'essere non & il niene.. Il parri!idio !"e Plaone !ompie
nel Sofisa nei !onfroni del pensiero di Parmenide "a lo s!opo di mosrare !ome
l'apparire del mondo non impli!"i l'assurdo dell'idenifi!a)ione dell'essere e del niene. Il
#rande !ompio & dunque quello rius!ire a salvare il mondo, ovvero, se!ondo
l-espressione di Plaone, sR)ein S fainJmena 8.sD)ein ( p"ainDmena .:; .salvare i
fenomeni., e !io& le !ose !"e appaiono, il mondo nella sua !on!ree))a illuminaa e
manifesa. Il parri!idio di Plaone forma per !os0 dire lo s!udo , sulla !ui !onsisen)a
nuro dei du//i , al riparo del quale si porr( ua la soria dell'O!!idene, !on ue le sue
#randi !osru)ioni, !onro la mina!!ia di Parmenide.