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redazione@laseradiparma.it SPETTACOLI SABATO 2 APRILE 2011 17
Eventi
A
vrebbe dovuto esse-
re una celebrazione
locale per quanto
importante, si tra-
sformata nella pi grande
adunata dei pesi massimi del
ciclismo nazionale, con alla
testa il grande ct Martini. In
citt ieri pomeriggio per par-
lare ai giovani dalla sala del
Consiglio Comunale, la comi-
tiva di iridati e fedeli gregari
ha poi traslocato nel paradiso
in un angolo dEmilia; da una
parte della strada, bambini di
tutti i colori che giocano spon-
tanei nei prati, guardati a vista
dalle mamme che socializza-
no. Dallaltra i nonni che sot-
to la pergola discorrono in
dialetto del Parma calcio, c
la fla per accaparrarsi lacqua
pubblica dal lavatoio comune
e per un pomeriggio, alla sala
civica del quartiere Cittadel-
la in via Bizzozero, si parla di
ciclismo che fu, ma anche di
quello che verr.
Parma citt della bicicletta sta
per accogliere il Giro dItalia,
e tutto fa (ottimo) brodo per
rinfocolare una passione che,
dov vera, non crolla mai: il
circolo Filippo Corridoni e
lassessorato allo Sport del
Comune hanno convocato i
ciclisti locali dun tempo e,
bench dilettanti e non volti
da palline sulla spiaggia, li
riconosci subito perch sono
alti e ancora asciutti, arrivano
alla rimpatriata sul mezzo di
sempre, si salutano calorosa-
mente e subito si gettano nei
ricordi. Le prime fle sono loro,
di fronte la cattedra da cui
Paolo Gandolf, relatore ex
cestista ma appassionato del-
le due ruote, squaderna i ca-
taloghi dei cimeli depoca,
rispolverati per lannata in cui
il capoluogo ducale anche
citt europea dello sport. Gli
Verso il Giro, loro della bici a Parma
I team depoca con Martini e Adorni
di ENRICO VERONESE anni doro del ciclismo parmen-
se furono i Sessanta, quando
nei capanni agricoli in mura-
tura delle campagne padane era
facile imbattersi nelle scritte
inneggianti alla Salvarani, alla
Salamini e poi alla SCIC, mar-
chi di cucine o elettrodomesti-
ci che seppero sfruttare con
intelligenza le strettoie del ca-
rosello, appoggiandosi allago-
nismo mastice di un Paese.
Come si diceva, presto levento
si trasformato del tutto da ci
che avrebbe dovuto essere, in-
gigantendo la sua portata: men-
tre Gandolf (collezionista di
quasi 45mila cartoline depoca
inerenti alla bici) ricordava i
prodromi dellepopea, col tra-
sferimento nel 1963 della roma-
gnola Ghigi a Parma e lacco-
glienza dei fratelli Salvarani al
progetto del direttore sportivo
Luciano Pezzi, snocciolando i
nomi dei tanti alferi della por-
ta accanto -Emilio Casalini,
Armani, Ottavio Marchesi e la
moglie Florinda Parenti, prima
donna professionista dItalia
provenendo dal Belgio- la por-
ta della sala si apre a Faustino
Coppi, fglio dellindimentica-
to campionissimo, a Vittorio
Adorni che port Parma nelli-
ride, a Imerio Massignan gran
cerimoniere, ma soprattutto alla
leggenda vivente Alfredo Mar-
tini, novantenne commissario
tecnico azzurro dal 1975 al 1997
e stimolatore degli atleti pi
grandi. Un ciclone di lucidit e
insegnamento morale si ab-
battuto sulla platea degli anta,
con forte accento toscano Mar-
tini prende in mano la situazio-
ne e spiega con pochi tratti
perch il ciclismo diverso da
tutti gli altri sport: La discipli-
na tornata a piacere alle mol-
titudini perch vedono il passo
Gavia sotto la tormenta, e san-
no che lass non si arriva con
le pastiglie. Una volta le corse
iniziavano alle 6 di mattina,
duravano anche 400 km, i cam-
pioni erano predestinati per
natura, per nel nord Europa
avevano gi le piste ciclabili
appena dopo la guerra. Bettini
sar un grande ct perch ha
fatto il gregario prima di diven-
tare capitano. Comera il pove-
ro Ballerini, che sapeva ascol-
tare e trasmettere. LAlfredo
un fume in piena, dedica un
pensiero al Giro delle Fiandre
di domani ricordando Fiorenzo
La rimpatriata degli assi del pedale ha felicemente stravolto lidea iniziale del circolo Corridoni
Magni e le sue tre vittorie sul
Grammont dove si va pi for-
te a piedi che in bici, unisce
una memoria indelebile alla
forza dellesempio che ha fatto
chiedere nellambiente il rico-
noscimento di senatore a vita.
Di quei talenti avvicinabili dal
pubblico, a Parma, restano le
memorie lunghe un anno: il 7
maggio allITC Bodoni verr
inaugurata una mostra docu-
mentaria sugli anni doro, quan-
do il Ducato era capitale mon-
diale con la Salvarani che
vinceva tutto, una Salamini
sfortunata in campo societario
e la SCIC che arruol i miglio-
ri su piazza. Si guadagnava
poco, sottolinea Casalini che
batt il suo capitano Merckx al
Monte Grappa, mentre Adorni
rievoca la cronometro vinta nel
1966 a Baganzola dentro lo sta-
bilimento dello sponsor, e la
querelle con Luigi Salvarani, che
lo pag per non correre dopo
larrivo di Zilioli. Si parlava di
me come allenatore della nazio-
nale quando stavano per nomi-
nare Martini, aspettando il mio
momento sono invecchiato,
scherza il campione del mondo
di Imola68 mentre la commo-
zione allontana il tramonto
sopra la pianura.
p. r. confidential
I
n principio fu il tormen-
tone della crisi, una bene-
dizione per chi doveva
liquidare il seccatore di turno:
Vorrei pagarti, ma la crisi...,
non possiamo fnanziare il
vostro progetto dalla profon-
da valenza culturale. Volete
incolpare qualcuno? Prende-
tevela con la crisi, sono in
crisi e questa una rapina.
Oggi regna il culto del taglio;
difuso dai sacerdoti del bilan-
cio, evoca un immaginario da
macelleria (sociale) con i vari
politici nelle vesti ideali di Jason
o Michael Myers. Tagli, tagli,
tagli... la parola entra in circo-
lo, colonizza i cervelli e giusti-
fca ogni conseguenza.
Le vittime designate sono i ser-
vizi pubblici che forse non ri-
spondevano ai nostri sogni da
tenore di vita scandinavo, ma
nemmeno meritavano lestin-
zione. E cos la lama da taglio
scintilla nei corridoi delle scuo-
le, si materializza tra gli scaf-
fali delle biblioteche o cala la
sua ombra aflata nei reparti
ospedalieri: ovunque stana lo
spreco e recide il superfuo.
A Parma durante lultima set-
timana, i responsabili dei teatri
cittadini hanno premuto il pul-
sante dellallarme rosso.
La mia ansia per gli efetti del-
le ferite da taglio raggiunge li-
velli tali che ho trovato il recen-
te Piranha molto attuale,
quasi documentaristico: giova-
di kostedde
ni con lacqua alla gola selvag-
giamente martoriati dalle fau-
ci di creature preistoriche. Nel
flm non c scampo alla carne-
fcina, nella realt lunica ri-
sposta sembra quella degli eco-
nomisti, incoraggiare i consumi...
Ecco il dilemma: fnire divora-
ti o incamminarsi verso il nuo-
vo tempio, il grande centro
commerciale che con la sua mole
enorme e indiferente ruba la
luce alla mia fnestra preferita?
Il diavolo si nasconde nei detTAGLI
ALCUNI DEI PARTECIPANTI ALLA RIMPATRIATA DI IERI: si riconoscono tra gli altri Alfredo Martini e Vittorio Adorni
Florinda Parenti, la parmigiana prima donna ciclista dItalia Un cimelio della grande stagione ciclistica cittadina (anni 60)