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La scuola oggi: cosa non va?

1. Analfabetismo funzionale e metodo mnemonico



In Italia da statistiche eseguite tra il 1994 2003
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risultato che il Bel Paese al
primo posto trai paesi sviluppati ad avere il 47% della popolazione che soffre di
una forma particolare di analfabetismo, la variante funzionale, ove non vi una
vera e propria mancanza di capacit di lettura e/o scrittura, ma bens una
incapacit concreta nel comprendere i concetti contenuti allinterno dei testi
scritti. Si legge senza capire, con la conseguenza che si imparano le cose in modo
superficiale, mnemonico. Questo uno dei problemi principali della scuola di oggi.
Una grossa fetta dei docenti delle scuole superiori (ma spesso capita anche alle
medie) pretende che gli alunni apprendano le nozioni citando di pari passo il libro,
evitando di porre quesiti che implichino una reale assimilazione del testo con
esercizi mirati ad una pi oculata valutazione. Non raro, infatti, addirittura
assistere a verifiche orali delle competenze dove il docente ferma lalunno perch
questi ha argomentato con parole sue una nozione presa in analisi, accenno
chiaro di assimilazione stroncata sul nascere. Qui non si parla di nozioni di fisica
o matematica, con formule da imparare dapprima a memoria e poi scomposte e
capite in modo concreto. Si fa riferimento a materie soprattutto umanistiche, come
storia, storia dellarte, letteratura, filosofia e tutte le materie loro affini. Di fronte
ad una situazione cos incresciosa lalunno ha solo due vie: o si adegua al metodo
mnemonico dellinsegnante o si becca un brutto voto. Quindi non ci deve
sconvolgere che abbiamo un cos alto tasso di analfabetismo funzionale di pi tipi
e a pi livelli, poich s un dato preso da un contesto socio antropologico ampio,
ma che non viene di certo aiutato da una scuola che, al pi, quasi lo impone. Con
una scuola che tende allomologazione delle culture e delle menti non si pu non
discutere di come sia retrogrado il metodo di insegnamento, di come gli insegnanti
non siano aggiornati, di come la media degli insegnanti italiani sia composta da
persone con una certa et.
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Tutto ci non contribuisce a creare un ambiente
culturalmente e socialmente stimolante. Il divario generazionale si fa sentire molto
sulle spalle di una classe di primo anno di superiori che si ritrova a far lezione con
un insegnante che ha un forte stacco generazionale, che non minimamente al
passo coi tempi sotto nessun punto di vista. A primo impatto, ovviamente, un
insegnante anagraficamente giovane non finiamo su mere questioni di immagine
e con studi pi recenti si ritrova a poter agevolmente insegnare rispetto ad un
altro insegnante che ha concluso gli studi decenni prima, senza potersi
aggiornare, spesso rimanendo dietro la cattedra solo per questioni burocratiche,

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Progetto ALL (Adult Literacy and Lifeskills - Letteratismo e abilit per la vita), promosso
dallOCSE, nel 2003-2004 su un campione della popolazione compresa tra 16 e 65 anni hanno
denunciato un quadro non brillante: il 46,1% al primo livello, il 35,1% al secondo livello e solo
il 18,8% a un livello di pi alta competenza.
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Rapporto 'Education at a glance' del 2011, OECD, ha rivelato che il 47,6% degli insegnanti della
scuola elementare, il 61,0% degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado e il 62,5%
degli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado aveva pi di 50 anni; sono pochissimi i
giovani adulti a cui stato possibile lassunzione per eseguire la professione dellinsegnante.
come linnalzamento dellet pensionabile.
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Gli insegnanti, dal canto loro, si
sentono denigrati da una nuova societ che non li valuta, che d loro stipendi al
disotto della media europea
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, con alunni che per ragioni sociali che in questa sede
non approfondiremo (poich meriterebbero un interesse focalizzato e approfondito)
non mostrano rispetto, ben lungi dal concetto giapponese dellinsegnante che non
si prostra di fronte allimperatore. Tutti questi fattori generano il seguente
ambiente: vi , in unaula spesso sovraffollata, una figura che dovrebbe essere un
faro didattico ma che si ritrova come una lampada al tungsteno consunta di fronte
ad una classe che dovrebbe essere stimolata e stimolante ad un corretto e
continuo medium di informazioni e cultura, ma che, purtroppo, si ritrova arida e
disinteressata da nozioni reputate, malamente, obsolete e non contribuenti al
mondo del lavoro. Questo perch in un periodo di crisi economica come quella che
si vive ora lalunno medio la cosa che cerca con pi interesse una strada
semplice e veloce per il mondo del lavoro. Siamo passati dalla paura di un posto
fisso, dalla paura di essere ingranaggi nel sistema del capitalismo tipica
concezione del sistema lavorativo del secolo scorso al desiderio di entrare come
componenti in una catena di montaggio immensa solo per avere qualche soldo con
cui poter fare quel che si vuole. Si perso di vista, da tutti i fronti, linteresse
verso le scienze e verso le materie umanistiche che si definiscono tali perch
formano lindividuo. Con ci si intende parlare di un individuo dotato di raziocinio
e capacit critica, non un mero pezzo di un pi grande meccanismo che non riesce
a pensare autonomamente, giungendo ad una forma di alienazione tipicamente
capitalista. Bisogna discernere la specializzazione con la preparazione focalizzata
priva di fondamenta. Una persona che ha una formazione di base ampia e che poi
va sempre pi col focalizzarsi ben differente da una persona che ha studiato
quella tale materia focalizzata senza aver nullaltro. Vi sar dedicato un paragrafo
apposito in questo breve saggio in cui si porranno le differenze e le similitudini tra
le varie scuole e tra i vari stati, per le formazioni e per la tipologia di sbocchi
offerti. Riallacciandoci col titolo del paragrafo interessante unendo lavoro e
analfabetismo funzionale quanto questi gravino sullo sviluppo economico di un
paese. Da uno studio del Northeast Institute ha dato un interessante dato: i paesi
con livelli inferiori di analfabetismo funzionale tra le loro popolazioni adulte
tendono ad essere quelli coi pi alti livelli di alfabetizzazione scientifica tra la
classe inferiore dei giovani che si avvicinano alla fine dei loro studi accademici.
Questo suggerisce che un fatto che contribuisce al livello di alfabetizzazione civile
la capacit delle scuole di far s che gli studenti raggiungano lalfabetismo
funzionale che , ovviamente, richiesto per la comprensione di testi e documenti di
base.
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Art. 24 del D.L. 201/2011 del 6 dicembre 2011 detto "Salva Italia" sul pensionamento voluto dal
Ministro Fornero, detto anche Riforma Fornero.
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Statistiche di Education at a Glance 2013: OECD Indicators; punto D3.4 della tabella.
5
Henry Milner, Civic Literacy: How Informed Citizens Make Democracy Work (in inglese), UPNE,
2002.

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