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J acques Le Goff
Il Medioevo di Georges Duby
1


[Edito a stampa in Medioevo e oltre. Georges Duby e la storiografia del nostro
tempo, a cura di Daniela Romagnoli, Bologna 1999, pp. 11-31. J acques Le
Goff. Distribuito in formato digitale da Itinerari medievali]


Georges Duby morto il 3 dicembre 1996, a settantasette anni. Dalla pubblica-
zione della sua tesi, nel 1953, fino alla morte, ha primeggiato tra i medievalisti
francesi grazie alla sua personalit, al suo insegnamento, ai suoi scritti e alle sue
attivit.
Duby ha rinnovato la conoscenza e limmagine delle strutture feudali analiz-
zandone taluni aspetti significativi. In primo luogo, egli ha messo in risalto
lascesa della cavalleria nel XII secolo e limportanza del possesso o della cu-
stodia dei castelli, che si moltiplicano nei secoli X e XI e si rafforzano sia sotto
il profilo della potenza militare sia come simboli di prestigio, attraverso luso
generalizzato della pietra al posto del legno e la erezione di torri. Ha inoltre
mostrato il costituirsi di un modello territoriale per lesercizio di poteri diversi,
che trovano la loro origine nel diritto di comando del signore: si tratta della co-
siddetta signoria bannale.
Duby ha dedicato una parte considerevole delle sue prime opere al carattere
pi importante delleconomia e della societ dei secoli centrali del Medioevo
(X-XIII), cio la funzione fondamentale della terra; e lo ha fatto mettendo a
confronto i nobili guerrieri, possessori della terra, con linsieme di quelli che la
lavorano. Guerrieri e contadini: questo infatti il titolo di uno dei suoi primi
grandi libri
2
, nel quale mostra come lo sviluppo delleconomia dellOccidente
medievale derivi in primo luogo dai profitti della guerra e della violenza dei
guerrieri (VII-X secolo), e in secondo luogo dai frutti del lavoro dei contadini
soggetti alla signoria.
In seguito egli si interessato da vicino al posto occupato dalle rappresenta-
zioni mentali e dalle ideologie nella storia delle societ. stato infatti tra i pio-

1
Questo testo tiene conto del necrologio pubblicato nei Cahiers de Civilisation mdivale,
aprile-giugno 1997, e riprende, anche se in maniera abbreviata e con alcune correzioni, aggiunte
e varianti, larticolo pubblicato nel numero 1/1998 della rivista The Medieval History
J ournal, con il titolo The Moyen Age of Georges Duby. Ho dedicato particolare attenzione ai
rapporti di Georges Duby e del suo Medioevo con le Annales e la loro concezione della sto-
ria.
2
G. DUBY, Guerriers et paysans. VII
e
-XII
e
sicle. Premier essor de lconomie europenne,
Gallimard, Paris 1973.
2
nieri della storia delle mentalit
3
, e ha impiegato con successo, adattandola al
contesto dellOccidente medievale, la teoria dumziliana dello schema trifun-
zionale indoeuropeo
4
, riconciliando, in quel capolavoro che Le Dimanche de
Bouvines
5
, lavvenimento e le strutture.
Inoltre, Duby ha riequilibrato la definizione del sistema feudale, mostrando
la necessit di aggiungere alle basi economiche della signoria e agli aspetti so-
cio-giuridici del sistema vassallatico un altro fondamento, quello della parente-
la, ed riuscito con ci ad ampliare e riproporre sotto diversa luce i problemi
relativi alla dinamica del lignaggio
6
. In tale prospettiva, ha insistito
sullimportanza del modello matrimoniale monogamico e indissolubile imposto
dalla Chiesa nel quadro della riforma gregoriana del XII secolo e si venuto in-
teressando vieppi alla funzione e allimmagine della donna, o meglio delle
donne, nella societ feudale; cos facendo, si trovato in sintonia con gli studi
di storia della letteratura sulle nuove concezioni dellamore e dellideologia
dellamore cortese. Ha infatti dedicato alle dame lultimo corso tenuto al Col-
lge de France e lultima opera, in tre volumi: Dames du XII
e
sicle
7
.
La sua visione globale del Medioevo lo ha portato ad interessarsi alla crea-
zione artistica e alle testimonianze iconografiche. Oltre ai testi letterari, si ser-
vito ampiamente anche delle immagini, abitudine questa non troppo diffusa tra i
medievalisti.
Pur nella molteplicit dei suoi punti di vista sul Medioevo, Duby, sulla stra-
da tracciata da Marc Bloch, ha per privilegiato la storia sociale; una storia so-
ciale rinnovata, allargata e approfondita grazie anche al rapporto sempre pi
stretto con le scienze umane e sociali.
Non ha mai scritto opere teoriche, ma nel corso di interviste, poi pubblicate,
ha parlato spesso del metodo storiografico e del mestiere di storico
8
.

3
G. DUBY, Lhistoire des mentalits, in CH. SAMARAN (a cura di), LHistoire et ses mtho-
des, Gallimard, Paris 1961; IDEM, Le mental dans le fonctionnement des socits humaines, in
LArc, n 72, 1978; IDEM, Histoire sociale et histoire des mentalits, in La Nouvelle Criti-
que, 1970.
4
Cfr. per esempio G. DUMZIL, Lidologie tripartite des Indo-Europens, Latomus, Bruxel-
les 1958; trad. it. Lideologia tripartita degli indoeuropei, Il cerchio, Rimini 1988.
5
G. DUBY, Le Dimanche de Bouvines. 27Juillet 1214, Gallimard, Paris 1973.
6
Le opere pi importanti (libri e articoli) di Georges Duby riguardanti la societ e la cultura
feudali sono state ripubblicate nel volume Fodalit uscito nella collezione Quarto, Gallimard,
Paris 1996. Il volume contiene unottima introduzione di J acques Dalarun (pp. IX-XXVII), una
bibliografia sulla fodalit e una sulle pubblicazioni di Duby. Un altro volume, in corso di pub-
blicazione, sar dedicato allarte.
7
G. DUBY, Dames du XII
e
sicle, 3 voll., I, Hlose, Alinor, Iseut et quelques autres, II, Le
souvenir des aeules, III, ve et les prtres, Gallimard, Paris, 1995 (I e II), 1996.
8
G. DUBY, G. LARDREAU, Dialogues, Flammarion, Paris 1980; G. DUBY, Le plaisir de
lhistorien, in P. NORA (a cura di), Essais dego-histoire, Gallimard, Paris 1987; IDEM, Lhis-
3
Molto attento allampia diffusione della produzione storica, ha creato film
per la televisione ed ha svolto funzioni dirigenziali per il canale televisivo fran-
co-tedesco Arte.
Dotato di una grande capacit di scrittura e preoccupato della qualit lettera-
ria delle sue opere (ha sempre pensato alla storia come arte oltre che come
scienza), stato uno scrittore vero; dopo Fernand Braudel stato infatti accolto
allAcadmie Franaise, che aveva chiamato la maggior parte degli storici-
scrittori francesi del XIX secolo, come Augustin Thierry e J ules Michelet.
Storico completo e studioso di un Medioevo totale, la sua fama non si limi-
tata al mondo dei dotti e degli universitari; stato anzi un personaggio cono-
sciuto e stimato dal grande pubblico ed riuscito nellimpresa di riattribuire
importanza al ruolo sociale che gli storici del XIX secolo avevano ricoperto,
pur tenendosi lontano dalluniverso della politica.

Il percorso formativo e intellettuale

La sua vita legata a pochi luoghi. Dopo linfanzia parigina (dalla nascita, nel
1919, fino alla partenza per Mcon nel 1932), e il primo anno dinsegnamento
in una scuola di Besanon nel 1950, la sua esistenza si svolta fra Mcon, dove
ha frequentato il liceo a partire dal 1932, e Lione, dove stato studente, poi as-
sistente universitario dal 1937 al 1959, periodo spezzato dalla drammatica frat-
tura bellica, con i mesi passati a sfuggire allo S.T.O
9
.
Negli Essais dego-histoire
10
egli stesso ha ricordato la sua formazione e i
suoi maestri. Da principio sub la seduzione della geografia e fu abbagliato da
Andr Allix che aveva la statura, i gesti, il fascino di un gran signore. Subir
sempre linflusso di questa scienza che si apprende allaperto, della quale ha
detto: la geografia ha modellato imperativamente i metodi con i quali ho prati-
cato il mio mestiere fino alla fine. Egli si inserisce dunque nella grande tradi-
zione francese degli storici (in particolare quelli delle Annales) sensibili allo
spazio, allanalisi del paesaggio, alluso e alla preparazione di mappe e carte
geografiche.
Il Medioevo di Duby appunto fatto di spazi, di paesaggi, di campagne aper-
te, di campi e di foreste, di villaggi e di citt, di strade, dove la presenza e il la-
voro delluomo sono alle prese, per lo pi faticosamente, con il loro ambiente
naturale. Il suo amore per la natura, il molto tempo passato fuori dalle citt, in

toire continue, Odile J acob, Paris 1991.
9
Service de travail obligatoire (Servizio di lavoro obbligatorio), sistema imposto dalla Ger-
mania nazista in tutti i paesi occupati per reclutare manodopera.
10
P NORA (a cura di), Essais dego-histoire, cit., pp. 115 ss.

4
Provenza, ai piedi della Montagne Sainte-Victoire dipinta da Czanne , han-
no portato Duby a comprendere i rapporti delluomo medievale con una natura
onnipresente, dominata a fatica e solo in minima parte. Immagina, e ci riesce
grazie al suo istinto, il contadino nei campi, il monaco che dissoda il terreno, il
signore a caccia nella foresta.
Dal 1951 alla morte, lesistenza, linsegnamento e la produzione di Duby
trovano realizzazione nellandirivieni tra due luoghi: Aix e Parigi. Il giovane
esploratore solitario rimasto affascinato dalla Provenza, da Manosque, da Ar-
les, da Marsiglia, ma soprattutto da Aix.
Quando nel 1951, gi insegnante della Facolt di Besagon, apprende la noti-
zia che ad Aix, la sola sede universitaria francese in cui ancora non era istituito,
si stava creando un insegnamento di storia medievale, il suo cuore ebbe un sus-
sulto: quel posto doveva essere suo. L era la sua passione, l conoscer la gioia
che secondo lui deve accompagnare il mestiere di storico
11
. E Duby non solo
storico, anche un pittore, per il quale il grande amore per la citt e per i pae-
saggi cesser solo con la morte. Ritrovava infatti nella natura il piacere estivo
della sua prima giovinezza, quando, fuggendo da una Parigi dove la sua infan-
zia era stata imprigionata, partiva alla volta di una citt minuscola, assopita,
penetrata dalla campagna dove poteva assaporare il senso della liberazione,
di poter finalmente respirare
12
.
Questo bisogno di spazio, di aria, di orizzonti sar una dimensione fonda-
mentale della sua opera: Ci sono gli storici che si chiudono nella propria ca-
mera, e gli altri
13
. Egli uno degli altri. Dalle sue due residenze ha saputo u-
scire per vedere il mondo e gli uomini. Non a caso fino alle ultime settimane di
vita ha mantenuto viva la passione dei viaggi; ma non uscito dalla stanza
solo per il proprio piacere, bens anche per dividere con gli altri il frutto del suo
lavoro e del suo pensiero, le sue ricchezze: insegnare, divulgare, invitare a leg-
gere e a vedere, a riflettere. Non mai stato uno studioso asserragliato nella
propria ricerca o allinterno di un gruppo diniziati.
In pochi anni la sua cattedra diviene un punto di riferimento, un polo
dattrazione internazionale della storia medievale e Aix funge da capitale della
ricerca medievalistica.
Nel decennio 1950-1960 Duby entr in contatto con le Annales, il pi no-

11
Il saggio di Duby (ibidem, pp. 109-138) sintitola Le plaisir de lhistorien.
12
Ibidem, p. 112.
13
G. DUBY, B. GEREMEK, Passions communes. Entretien avec Ph. Sainteny, Ed. du Seuil,
Paris 1992, p. 43; [299] p. 35. Duby, come molti altri storici francesi, allacci legami stretti con
la scuola storica polacca e la sostenne prima, durante e dopo Solidarnosc nella lotta contro la
sovietizzazione; intrattenne in particolare rapporti di amicizia con il grande medievalista Broni-
slaw Geremek, oggi Ministro degli Affari Esteri della Polonia indipendente.

5
vatore e rivoluzionario ambiente in cui allepoca ci si occupi di ricerca storica.
Leggeva la rivista e le opere di Bloch e Lucien Febvre; dichiarer: queste let-
ture hanno fatto di me quello che sono
14
. Poi incontra gli uomini. Nel 1944, a
Lione, Allix lo aveva presentato a Febvre, ma i suoi rapporti con gli storici del-
le Annales diverranno pi stretti a partire dal 1955, quando inizier la sua a-
micizia con Robert Mandrou
15
. Con questultimo ha pubblicato nel 1958 presso
Armand Colin, editore delle Annales, una breve ma innovativa Histoire de la
civilisation franaise, opera pionieristica in un campo storiografico destinato ad
un successo forse eccessivo, tanto da invadere il territorio della ricerca storica
odierna: la storia culturale. Del resto, Duby e Mandrou, sulle orme di Febvre e
della tradizione storiografica francese, avevano con grande accortezza preferito
civilt a cultura.
Duby pubblic vari articoli nelle Annales
16
, fra cui il capolavoro Dans la
France de Nord-Ouest au XII
e
sicle: les jeunes dans la socit aristocrati-
que, che introdusse fra gli storici la nozione antropologica e sociologica di clas-
se det ed apr la strada a molte ricerche sui giovani nella storia
17
. Si pu far ri-

14
P. NORA (a cura di), Essais dego-histoire, cit., p. 133.
15
Duby soffr per la violenta rottura tra Fernand Braudel e Robert Mandrou avvenuta negli anni
60, ma riusc a mantenersi fedele amico delluno e dellaltro. Negli Essais dego-histoire, cit.,
p. 134, ricorda che la nostra amicizia si rafforz allepoca del convegno da me organizzato a
Royaumont nel 1962 (Hrsies et socit dans lEurope prindustrielle, Mouton, Paris-LaHaye
1968). Rimasi affascinato dallintelligenza e dalla profondit delle conclusioni presentate a cal-
do alla fine dei lavori. Nei testi autobiografici ha sempre mantenuto la massima riservatezza
sulla sua vita privata. Voglio per sottolineare qui quanto abbia contato nella sua vita laffetto
per i tre figli e soprattutto quale coppia stupenda abbia formato con la moglie Andre, storica a
sua volta, alla quale lopera del marito deve molto. Delle sue confidenze riveler solamente i
lunghi ripensamenti prima di accettare la candidatura allAcadmie Franaise. Non era a caccia
di riconoscimenti sociali e si convinto solo comprendendo che la sua presenza, insieme a
quella di Claude Lvi-Strauss e dopo Fernand Braudel, avrebbe rafforzato il prestigio della sto-
ria e delle rinnovate scienze sociali. Il desiderio di difendere la sua intimit gli ha causato lun-
ghe esitazioni prima di scrivere il saggio richiestogli da Pierre Nora per il volume collettivo di
ego-histoire.
16
G. DUBY, Sur les voies ouvertes par Marc Bloch: esclavage et servage au Moyen Age
(1957); La fodalit, une mentalit mdivale? (1958); Les campagnes anglaises au Moyen Age
daprs les comptes seigneuriaux, les enqutes et la photographie arienne (1960); Dans la
France de Nord-Ouest au XIp sicle: les jeunesdans la socit aristocratique (1964). Dopo il
1970 Duby ha pubblicato nelle Annales solo due articoli: Lignage, noblesse et chevalerie au
XI sicle dans la rgion mconnaise (1972), integrazione indispensabile alla sua tesi, e Pour
une histoire anthropologique. La notion de rciprocit. Dbat (1974). Le Annales hanno an-
che pubblicato la lezione inaugurale tenuta al Collge de France con il titolo Les socits m-
divales: une approche densemble (1971), ripubblicata poi da Gallimard col titolo Des socits
mdivales.
17
Penso in modo particolare a G. LEVI, J . - CL. SCHMITT (a cura di), LHistoire des Jeunes
en Occident, 2 voll., Ed. du Seuil, Paris 1996, I, De lAntiquit lpoque moderne; trad. it.
6
salire a questo periodo il suo interesse per la nozione di mentalit
18
, interesse
che ebbe in comune appunto con gli storici delle Annales. Aveva anche cono-
sciuto Fernand Braudel, successore di Febvre non solo nella direzione della ri-
vista ma anche al Collge de France. Braudel prov molta ammirazione per il
collega medievalista, tanto da auspicarne lingresso appunto al Collge.
Lindecisione di Duby, poco propenso a lasciare la sua cara Aix, svanir di l a
poco. Ha scritto di aver avuto nei confronti di Parigi un atteggiamento ambi-
guo in cui si mescolavano attrazione e repulsione
19
. Ci che permise
allattrazione di avere la meglio fu, fin dallinizio, per linsegnante preoccupato
di diffondere le sue tesi e la sua idea di storia, la convinzione di potersi rivolge-
re, in una sede prestigiosa come quella del Collge de France, ad un pubblico
molto pi vasto. E soprattutto fu confortato dalla certezza che a Parigi avrebbe
dovuto trascorrere solamente linverno per tenere le dodici lezioni al Collge e
che, anche se da quel momento avrebbe dovuto suddividere il suo tempo tra
Aix e Parigi, la prima avrebbe avuto la parte maggiore. Infatti Parigi fu il luogo
della parola, Aix quello della scrittura.
Il corso e il seminario di Duby al Collge furono frequentati fin dallinizio
da un pubblico numeroso ed entusiasta e assunsero importanza a livello mon-
diale per la storia medievale. Pur rimanendo il maestro di Aix, Duby era diven-
tato il maestro del Collge de France. Ma non si mai trovato in pieno accordo
con la linea di evoluzione della nuova storia o comunque con limmagine che
comunemente ci se ne faceva. Vicino, ma sempre indipendente. Il suo semina-
rio e i suoi nuovi lavori continuavano ad essere unindispensabile fonte di ispi-
razione, ma ciascuno di noi aveva una propria strada da seguire.

Il percorso storiografico

Vorrei ora riandare il suo percorso storiografico, tenendo conto dellevoluzione
cronologica e dei principali temi trattati, e tentare di mostrare la formazione e lo

Storia dei giovani, I, Dallantichit allet moderna, Laterza, Roma-Bari 1994.
18
G. DUBY, Lhistoire des mentalits, in CH. SAMARAN (a cura di), LHistoire et ses mtho-
des, Gallimard, Paris 1961, pp. 937-966; R. MANDROU, Histoire, 5, LHistoire des mentalits.
Encyclopaedia Unversalis, vol. 8, 1968, pp. 436-438; J . LE GOFF, Les mentalits: une histoire
ambigue, in J . LE GOFF, P. NORA (a cura di), Faire de lHistoire, 3 voll., Gallimard, Paris
1974, III, Nouveaux objets, pp. 76-94. Febvre con la nozione di outillage mental e Bloch in
particolare con i testi riuniti nel volume II dei Mlanges historiques (S.E.V.P.E.N., Paris 1963)
sotto il titolo Aspects de la mentalit mdivale sono stati precursori anche in questo settore.
Sempre di Georges Duby consiglio Le mental dans le fonctionnement des socits humaines, in
LArc, n. 72, 1978, pp. 90-92.
19
P. NORA (a cura di), Essais dego-histoire, cit., p. 112.
7
sviluppo del suo Medioevo
20
.
La Socit aux XI
e
et XII
e
sicles dans la rgion mconnaise
21
, la tesi che ha
posto le basi dellintera opera di Duby, mostra un approccio alla societ feudale
simile a quello della Socit fodale di Bloch
22
, anteriore di poco pi di un de-
cennio: e tuttavia il modo di intendere quella societ appare diverso, nuovo. Di
fronte alla grande sintesi di un maestro che non ha conosciuto, la cui opera lo
ha ispirato ma senza intimidirlo, Duby, fedele alla tipologia della thse di cui
per non subisce i limiti, sembra ripiegare sulla monografia regionale. Lo fa per
meglio cogliere le trasformazioni della vita di una societ, e si serve di una do-
cumentazione (le carte di Cluny) e di un paesaggio (il Mconnais) coerenti tra
loro. Certamente Bloch sensibile alla cronologia: individua infatti anche un
punto di partenza e due et feudali. Stranamente per lo storico degli anni
Trenta pi sensibile al metodo strutturalista rispetto al collega dei primi anni
Cinquanta, epoca in cui la moda dello strutturalismo non si era ancora diffusa.
Bloch aveva dichiarato di voler procedere allo smontaggio di una societ col-
ta nella fase e nella forma del suo massimo sviluppo, mentre Duby ha studiato
la genesi di una societ entro una cornice cronologica precisa, ma in movimen-
to. Lhistoire ha scritto dabord stricte chronologie
23
. Come Bloch, Duby
costruisce la sua ricerca in grandi settori allinterno dei quali si articolano
leconomico, il sociale, il politico [nel senso moderno, per entrambi, di struttura
e di funzionamento dei poteri], il mentale in un ordine mobile (J acques Dala-
run): e questa mobilit ha per lui la massima importanza. Della regione di M-
con nei secoli X e XII egli analizza gli effetti dello sviluppo economico, il mol-
tiplicarsi dei castelli e dei loro signori i castellani , il fiorire di un nuovo tipo
sociale, il cavaliere, che ingloba la maggior parte del ceto nobiliare, ed infine la
costituzione pragmatica ma irresistibile, attraverso lo sfruttamento economico e
lesercizio della giustizia a vantaggio di un signore dominatore, di una nuova
organizzazione territoriale economica, sociale e politica: la signoria bannale.

Storia rurale

Fin dallinizio, giacch studia una societ fondata sulla terra e sul lavoro dei
contadini, Duby privilegia la storia rurale. Ancora nel 1969 affermava:

20
Come gi ricordato alla nota 6 le opere e gli articoli pi importanti di Georges Duby riguar-
danti la societ medievale sono stati pubblicati nel volume Fodalit, cit.
21
G. DUBY, La Socit aux XI
e
et XII
e
sicles dans la rgion mconnaise, S.E.V.P.E.N., Paris
1953.
22
M. BLOCH, La Socit fodale, Albin Michel, Paris 1939-1940; trad. it. La societ feudale,
Einaudi, Torino 1949.
23
G. DUBY, Saint Bernard. L art cistercien, Arts et Mtiers Graphiques, Paris 1976, p. 11;
La storia innanzitutto rigorosa cronologia, [122], p. 7.
8
lhistoire qui mest la plus familire est celle des campagnes, spcialement
celle des campagnes franaises
24
.
Il miglior risultato di questa ricerca la sintesi, apparsa in due volumi nel
1962, Lconomie rurale et la vie des campagnes dans lOccident mdival
(France, Angleterre, Empire, IX
e
et XV
e
sicles)
25
. Anche in questo caso Duby si
situa sulla scia di Bloch e dei suoi Caractres originaux de lhistoire rurale
franaise
26
. Il geografo Maurice Le Lannou ha sottolineato che Duby offriva
un contributo essenziale alla geografia storica profonda, lunica capace di far
comprendere la personalit del nostro continente. Duby mostra la costituzione
in tre fasi del paesaggio rurale nel cuore dellEuropa medievale: lestendersi
della radura, i nuovi villaggi, il popolamento intercalare ossia con insedia-
mento sparso. E lo fa mettendo in luce tutte le componenti di questa storia:
loccupazione del suolo, levoluzione demografica, le tecniche, la societ di vil-
laggio e la signoria rurale con lo sviluppo della rendita signorile, la famiglia
contadina, gli scambi, levoluzione dei rapporti tra foresta, bocage
27
e aperta
campagna; si tratta di una vera e propria storia della civilt rurale fino alla cri-
si del XIV secolo. Duby la illumina grazie a numerosi documenti di tipo diver-
so che sono per lui le fonti e gli aiuti pi importanti per lo storico: in primo luo-
go i testi, ma anche le carte, i grafici e le immagini senza le quali i testi riman-
gono astratti ed inerti.
La storia rurale anche alla base di un altro grande libro: Guerriers et pa-
ysans. VII
e
-XII
e
sicles, il cui sottotitolo, Premier essor de lconomie euro-
penne
28
, indica nettamente la preoccupazione costante di Duby di studiare i
processi genetici e di mostrare la dinamica della storia.
Accostando ai frutti del lavoro contadino i profitti ottenuti, con la violenza,
dai guerrieri che, in seno allordine feudale, diventano padroni dei contadini,
egli segnala come la collaborazione gerarchizzata fra le due categorie sia causa

24
la storia che mi pi familiare quella delle campagne, e specialmente delle campagne
francesi, [96] p. non numerata. Testo ripreso nel 1996, [352], p. 3. Duby ha anche pubblicato
unimportante sintesi in inglese: MedievalAgriculture, 900-1500, in The Fontana Economic Hi-
story of Europe, Fontana, London 1972, pp. 175-220. Nel 1991 ha dato alle stampe Quelques
notes pour une histoire de la sensibilit au paysage, in Etudes rurales, 121-124, pp. 11-14, ri-
vista di cui stato uno dei fondatori e uno dei grandi protagonisti.
25
G. DUBY, L conomie rurale et la vie des campagnes dans lOccident mdival (France,
Angleterre, Empire, IX
e
et XII
e
sicles), 2 voll., Aubier Montaigne, Paris 1962.
26
M. BLOCH, Les Caractres originaux de lhistoire rurale franaise, Aschehoug, Oslo 1931;
trad.it. I caratteri originali della storia rurale francese, Einaudi, Torino 1973.
27
Paesaggio della Francia nord-occidentale (Vandea, Normandia), caratterizzato da campi e
prati circondati da siepi o da filari di alberi, con insediamento sparso. [N.d.C.].
28
G. DUBY, Guerriers et paysans. VII
e
-XIII
e
sicles. Premier essor de lconomie europenne,
Gallimard, Paris 1973. Nella traduzione italiana la posizione del titolo e sottotitolo invertita.
Cfr. bibliografia. [N.d.C.]
9
delle conquiste contadine che caratterizzano lo sviluppo del primo Medioevo.
Con pi efficacia e pi precisione rispetto alle opere precedenti sulla storia delle
campagne, in questo lavoro viene sottolineata limportanza rivestita, a fianco
delle forze produttive e delle strutture sociali (sempre in primo piano), dagli
atteggiamenti mentali.
Coronamento della presenza e del peso di Duby nellambito della storia rura-
le stata la pubblicazione dellHistoire de la France rurale, quattro volumi sot-
to la direzione sua e di Armand Wallon, ispettore generale dellAgricoltura
29
.
Cur inoltre personalmente il primo di questi volumi: La formation des campa-
gnes franaises des origines 1340. Leccezionale successo riscosso da
questopera fece conoscere al grande pubblico il nome di Duby come quello di
un grande storico dotato e capace, e rivel linteresse dei Francesi per le loro
radici
rurali.
Sul versante opposto, forse la storia urbana non fu altrettanto approfondita.
Ha per diretto unaltra grande opera collettiva, lHistoire de la France urbai-
ne
30
; del resto nelle sue visioni dinsieme la citt sempre presente e nelle sue
opere di storia rurale egli ha sempre atteggiamento non condiviso da tutti gli
storici delle campagne sottolineato e studiato il peso della citt sulla vita rura-
le, e limportanza dei rapporti tra citt e campagna.
In una ulteriore direzione di studio, indispensabile dedicare qualche parola
a unaltra grande opera collettiva, lHistoire de la vie prive (diretta allinizio
con Philippe Aris), che ha consentito ad una schiera di storici, spesso giovani e
quasi sconosciuti al grande pubblico, lesplorazione di un nuovo territorio sto-
riografico. Questopera pionieristica ebbe un clamoroso e meritato successo
31
.

Immaginario medievale

Gi in Guerriers et paysans Duby si era interessato alla teoria di Georges Du-
mzil secondo cui nelle societ indoeuropee agisce una forma di organizzazione
trifunzionale del pensiero, rintracciabile anche nella organizzazione sociale, ba-
sata sulla divisione tra sacralit, guerra e prosperit; per semplificare, poich
ciascuna di queste funzioni (soprattutto la terza) in realt pi complessa, si
pu parlare di una ripartizione in oratores, bellatores, laboratores. Nei primi

29
G. DUBY, A. WALLON (a cura di), Histoire de la France rurale, 4 voll., Ed. du Seuil, Paris
1975.
30
G. DUBY (a cura di), Histoire de la France urbaine, 5 voll., Ed. du Seuil, Paris 1980-1985;
in quella occasione mi fece lonore di andarmi la responsabilit del secondo volume, La ville
mdivale.
31
G. DUBY (a cura di), Histoire de la vie prive, 5 voll., Ed. du Seuil, Paris 1986-1987.
10
anni passati al Collge de France Duby ha tenuto il suo seminario su questo te-
ma. Il risultato stato uno dei suoi libri pi importanti e pi celebri Les trois
ordres et limaginaire du fodalisme, apparso nel 1978
32
.
Qualche anno prima egli si era gi immerso nellimmaginario medievale con
un piccolo grande libro: LAn Mi1
33
, pubblicato nella prestigiosa collezione Ar-
chives creata e diretta da Pierre Nora
34
. Dopo aver distrutto lillusione romanti-
ca dei terrori dellAnno Mille, Duby ricrea le ansie e i sogni di una societ mos-
sa dallinterpretazione simbolica e mistica del visibile e dallossessione
dellinvisibile. Lautore mette di nuovo laccento sui meccanismi mentali e
lancia al tempo stesso un appello per una storia degli atteggiamenti mentali;
esplora il senso della storia che monaci, chierici e potenti dellAnno Mille
vissero e pensarono in un insieme fatto di attesa, di paura e di speranza, proiet-
tato nella prospettiva escatologica della fine del millennio e del mondo; analiz-
za le corrispondenze mistiche tra la societ celeste e la societ terrestre,
langosciante presenza dei morti tra i vivi, e laldil, lonnipresenza delle mera-
viglie, dei prodigi e dei segni. Illumina in questo contesto la percezione dello
scatenamento del male, leresia in primo luogo, e di conseguenza gli sforzi di
ogni tipo per ristabilire lordine e far trionfare il bene: penitenze, pace di Dio,
pellegrinaggi collettivi; il rinnovamento, la nuova alleanza, vera e propria pri-
mavera del mondo, in cui sboccia la riforma della Chiesa, con il grande svi-
luppo architettonico che orna il mondo di una candida veste di chiese e con la
croce innalzata per chiamare alla Crociata. Cos stato ricreato e chiarito, pro-
cedendo dallinterno, il fermento di unepoca e di una societ, e in conclusione
stata trovata una buona formula: On a tort de croire aux terreurs de lAn Mil.
Mais on doit admettre, en revanche, que les meilleurs chrtiens de ce temps ont
vcu dans une anxit latente et que, mditant lEvangile, ils faisaient de cette
inquitude une vertu
35
. Il Medioevo di Duby un mondo, una societ in co-

32
G. DUBY, Les trois ordres et limaginaire du fodalisme, Gallimard, Paris 1978. Ho com-
mentato questo famoso libro in Les trois fonctions indo-europennes, lhistorien et lEurope
fodale, in Annales. E.S.C., 1979, pp. 1187-1215.
33
G. DUBY, LAn Mil, J ulliard, Paris 1967.
34
Mi sembra necessario sottolineare quanto siano state fondamentali per lelaborazione
dellopera di Duby la complicit intellettuale e lamicizia con Pierre Nora. Duby, sempre con-
sapevole dellimportanza della committenza editoriale per lopera di molti storici, lui compreso,
ha pubblicato la maggior parte dei suoi lavori individuali presso Gallimard e delle opere collet-
tive da lui dirette presso le ditions du Seuil. Cos scrive negli Essais dego-histoire (p. 136):
Nora venne ad Aix per parlarmi della collezione che voleva creare Archives. Gli proposi un
saggio sullAnno Mille. Cos iniziata la nostra amicizia che mi port da Gallimard. Duby ha
ripreso il tema Anno Mille, ampliandolo per un confronto Medioevo-Et contemporanea, in un
volume della collezione pubblicata da una nuova casa editrice: An 1000 An 2000: sur le traces
de nos peurs, Textuel, Paris 1995.
35
G. DUBY, LAn Mil, cit., p. 146; Si ha torto a credere a terrori dellAnno Mille. Ma si deve
11
struzione e in ebollizione, mai immobile n tranquilla.

I signori della guerra

Allo stesso tempo Duby segue e approfondisce la pista della cavalleria e della
guerra, scruta i rapporti tra le realt sociali e i sistemi di rappresentazione e di
valori e apre un nuovo cantiere, quello della testimonianza delle immagini, del
significato e del messaggio dellarte nella societ. Mette per in guardia lo sto-
rico: la vera storia sociale si trova nel confronto tra le strutture sociali e i siste-
mi di valori che le sottendono, tra le realt e le loro rappresentazioni. Vedere
solamente una delle facce della storia sociale, come accade agli integralisti della
storia delle mentalit da un lato e ai nostalgici della storia positivistica
dallaltro, significa lasciarsi sfuggire la verit della storia sociale e tradire il cor-
retto metodo storico.
Il Medioevo di Duby un mondo di realt messe a confronto: quella della
vita materiale, delle strutture, degli avvenimenti e delle istituzioni testimoniate
grazie allarcheologia, ai documenti darchivio e agli atti della vita pratica, e
quella delle rappresentazioni, delle immagini, dellimmaginario che si esprime
nella letteratura e nellarte. Su questi due tipi di fonti Duby fonda, descrive e
spiega una societ che con fatica e fervore trae linfa vitale dallintrecciarsi di
questi due tipi di realt e si esprime attraverso quei due generi di testimonianze
alle quali lo storico deve ridare vita.
Lapprofondimento della riflessione dei temi della guerra e della cavalleria,
sulle strutture e sugli uomini, si colloca tra due capolavori: Le Dimanche de
Bouvines e Guillaume le Marchal ou le meilleur chevalier du monde
36
.
Le Dimanche de Bouvines (bisogna ammettere che tra tanti grandi libri la
scelta difficile) secondo me il fiore allocchiello dellopera di Duby. Co-
stretto nella cornice della collezione delleditore Gallimard Trente journes qui
ont fait la France, la fa esplodere. Mette infatti in evidenza una caratteristica
essenziale del tempo storico e storiografico, perch mostra in maniera magistra-
le che esso costituito da eruzioni spettacolari e maturazioni di lunga durata, e
riconcilia le strutture con lavvenimento. La memoria, inconscia o cosciente, fa
parte della storia; Duby riesce a dare lesempio pi efficace del ritorno
dellavvenimento, che comincia a farsi largo nella storiografia francese
allinizio degli anni 70. La storia-battaglia, vecchio argomento trito e ritrito
della storiografia tradizionale, trova qui morte, risurrezione, trasfigurazione.

ammettere, in compenso, che i migliori Cristiani di quel tempo sono vissuti in unansiet latente
e che, meditando il Vangelo, facevano di quellinquietudine una virt, 1541 p. 118.
36
G. DUBY, Le Dimanche de Bouvines. 27 juillet 1214, Gallimard, Paris 1973; IDEM, Guil-
laume le Marchal ou le meilleur chevalier du monde, Fayard, Paris 1984.
12
Perch Bouvines accada necessaria la lenta trasformazione delle tecniche mi-
litari, delleconomia (intorno ai tornei e alla guerra si creata una potente eco-
nomia), del funzionamento del potere (il re diventato il signore della guerra e
della pace), delle mentalit e dellimmaginario. La vittoria esiste solo grazie al-
la sua eco, frutto di messa in scena, di uso dei simboli, di produzione di imma-
gini e di memoria. Per avere un significato nella storia ha bisogno di tradizione
e di risonanza. Lavvenimento Bouvines acquista valore solo alla luce di
Bouvines dopo Bouvines. Molto gi detto nel titolo del libro: infatti Bouvi-
nes fu lempiet e il clamore di una battaglia combattuta di domenica.
Un altro tipo di virtuosismo si pu ritrovare in Guillaume le Marchal: an-
che qui, gi il titolo esprime la necessit di puntare lo sguardo su un individuo
in un mondo di movimenti collettivi e di gruppi, mentre il sottotitolo (ou le
meilleur chevalier du monde) evoca limportanza dellimmagine, del sistema di
valori di una societ in cerca di modelli e di eroi universali oltrech di grandi
personalit. La prodezza dello storico sta nel trarre tutto questo da un testo lette-
ra-rio in cui si mescolano realt ed immaginario. In questo caso Duby scrittore
travolge lo storico: la vita un romanzo. Ma, per usare un termine caro
allautore, quale piacere! Ci ha tenuto col fiato sospeso al capezzale di un mori-
bondo per farci assistere ad un flash-back in cui rivive unintera societ.

Arte e societ

Linesauribile, infaticabile Duby aveva intanto intrapreso altri percorsi, ancora
una volta incoraggiato da un incontro e da una richiesta. Del resto, sempre sta-
to convinto che la possibilit di approfondire e coltivare molti dei suoi interessi,
spesso di lunga data, dipendesse sovente da un incontro e da una proposta: nella
sua opera ha avuto grande parte il caso.
Dopo aver definito i suoi tre primi itinerari come universitario, di Aix, e
braudeliano, egli pone il successivo sotto legida di Albert Skira
37
,
leditore ginevrino di libri darte. Il caso si present sotto forma di una telefona-
ta di Skira, una bella sera del 1958. Lo stesso editore gli esporr nei partico-
lari il suo progetto qualche tempo dopo a Ginevra. Si trattava di presentare in
una collana divisa in magnifici volumi i rapporti dellopera darte con la societ
e la cultura che, depoca in epoca, lavevano vista sbocciare, che lavevano fatta
propria o respinta
38
. Egli fu lautore di tre di questi volumi. Li scrisse con
grande gioia; finalmente libero potevo scrivere in un altro tono, evadere dal
piccolo mondo universitario in cui il mio lavoro mi aveva fino ad allora costret-

37
P. NORA (a cura di), Essais dego-histoire, cit., p. 124.
38
Ibidem, p. 136.
13
to
39
. Pierre Nora ha pubblicato il testo di questi volumi nel 1976 presso Galli-
mard, nella collana Bibliothque des Histoires con il titolo Le Temps des cath-
drales. LArt et la socit 980-1420. In seguito, nel 1976 e 1979 sono apparsi
altri due testi, Saint Bernard. Lart cistercien e LEurope au Moyen Age. Art
roman, artgothique.
Uomo e umanista, Duby infine ha regalato alla televisione magnifiche im-
magini, cercando di cogliere e di utilizzare ci che di meglio pu essere trovato
nei moderni mezzi di comunicazione, accettando di mettere il suo prestigio al
servizio del famoso canale della televisione culturale franco-tedesca Arte
40
.

Le donne

Duby ha consacrato gli ultimi anni dinsegnamento al Collge de France e le ul-
time pubblicazioni ad un tema che lo affascinava da lungo tempo: la donna, le
donne, nella societ medievale.
Vi si era preparato ampliando i propri orizzonti e includendovi la famiglia e
la sua funzione nelle strutture feudali. Le sue ricerche e riflessioni
sintrecciavano con quelle di alcuni antropologi come Claude Lvi-Strauss. E-
rano anni in cui gli storici si occupavano soprattutto di terra, di feudi e di rela-
zioni socio-giuridiche fra gli uomini, (i rapporti vassallatici); ma molti aspetti
erano ancora in ombra: infatti la famiglia, la parentela, il lignaggio, i rapporti
fra le persone e limpatto sulle mentalit erano stati presi in considerazione in
modo insufficiente, in particolare dal marxismo. E questo nonostante il fatto
che in altre societ, almeno parzialmente paragonabili, le donne, o per meglio
dire la circolazione delle donne rivestisse grande importanza.
Duby sinteress dapprima a unistituzione fondamentale che si trasform
profondamente fra la met dellXI secolo e linizio del XI-II, soprattutto sotto
linflusso della riforma gregoriana: il matrimonio. Una serie di conferenze tenu-
te negli Stati Uniti port alla pubblicazione di un libro decisamente innovativo:
Medieval marriage. Two models from Twelfth Century France
41
. Duby ha di-
mostrato come per lungo tempo abbia regnato un modello aristocratico laico nel
quale il matrimonio era manipolato dalla politica delle grandi famiglie nobili,

39
Ibidem. Il piccolo mondo degli storici dellarte universitari accolse in generale con poco
entusiasmo e nessuna apertura quella che considerava lintrusione di un non specialista nella
propria riserva di caccia.
40
Arte ha pubblicato in videocassetta a colori uno stupendo film-documentario realizzato da
J EAN-MICHEL MEURICE, girato nei mesi precedenti la morte di Duby: Georges Duby, le
plaisir et le temps, ritratto e testamento dello storico.
41
G. DUBY, Medieval marriage. Two models from Twelfth Century France, The J ohns Hop-
kins University Press, Baltimore-London 1978, traduzione di Elborg Foster, prefazione di J ohn
Baldwin.
14
che si servivano delle donne per procurarsi terre, ricchezze, potere e piacere. La
poligamia e la pratica del ripudio della donna, gradite ai maschi aristocratici,
continuavano antichi costumi, per lo pi germanici. Contro questo modello la
Chiesa, con grande difficolt e molto lentamente, fece trionfare un modello di
matrimonio monogamico e indissolubile, che controller attraverso la regola
dellincompatibilit fra consanguinei regola che applicher secondo i propri
interessi e gli interessi temporali della propria clientela aristocratica. Tale mo-
dello acquister comunque carattere sacro: il matrimonio diverr infatti un sa-
cramento. Il testo americano fu tradotto e ampliato in una delle principali opere
di Duby: Le chevalier, la femme et le prtre. Le mariage dans la France foda-
le
42
. Anche nel gi citato Guillaume le marchal verr sottolineata limportanza
della strategia matrimoniale nelle strutture feudali
43
. A coronamento di questo
genere di studi Duby diresse insieme a Michelle Perrot LHistoire des femmes
en Occident, cinque volumi che ottennero un nuovo grande successo interna-
zionale, ai quali si aggiunse, sotto la stessa doppia direzione, Images des fem-
mes, uno stupendo volume di immagini commentate con intelligenza e sensibi-
lit
44
.
Infine, i tre volumi dedicati alle Dames du XIII
e
sicle
45
, che riuniscono don-
ne reali e donne immaginarie, concludono la grande in-chiesta sulle donne me-
dievali, con levidente libert e felicit di pensiero e di scrittura di uno storico
ormai giunto al culmine della sua opera.
Nel frattempo Duby aveva sondato i misteri dellamore nel Medioevo in
saggi di grande rilevanza riuniti nel 1988 sotto il titolo: Male Moyen Age. De
lAmour et autres essais
46
.
Paradossalmente, egli ha fatto rivivere queste donne in modo in-
dimenticabile proprio ricordando il dominio maschile e il silenzio imposto loro
dalle fonti. Il Medioevo di Duby, esemplare modello di gender history, indi-
pendente per da ogni ideologia e da ogni compiacenza verso la moda del mo-
mento, ridona alla donna la sua presenza nella societ medievale, ne ricorda
limportanza per il funzionamento di questultima, sia sul piano economico e
demografico sia su quello del potere e dei valori, ma attenendosi alle fonti
la mostra nellatto di esprimersi solo attraverso lo sguardo e la testimonianza
degli uomini.

42
G. DUBY, Le chevalier, la femme et le prtre. Le mariage dans la France fodale, Hachette,
Paris 1981.
43
Sempre nel 1984 Duby ha pubblicato in La Pense (238, pp. 5-15) un articolo su Les fem-
mes et la rvolution fodale.
44
G. DUBY, M. PERROT (a cura di), LHistoire des femmes en Occident, 5 voll., Plon, Paris
1990-1992; G. DUBY, M. PERROT (a cura di), Images des femmes, Plon, Paris 1992.
45
Cfr. nota 12.
46
G. DUBY, Mle Moyen Age. De lAmour et autres essais, Flammarion, Paris 1988.
15

Conclusioni

Duby ha dunque esplorato e dato vita a tutti gli aspetti essenziali e ai problemi
fondamentali della storia medievale. La sua opera pu essere considerata come
la storia totale di un periodo e di una societ.
Oltre alle qualit scientifiche ed intellettuali, le sue doti di grande scrittore
(che spiegano e giustificano lelezione allAcadmie Franaise) hanno contri-
buito in modo determinante al successo, certo anche futuro, della sua opera. In
una intervista concessa a Guy Lardreau ha dichiarato: Jattache normment
de prix lexpression, la manire dcrire en loccurrence pour moi dcrire
lhistoire. J e juge que lhistoire est dabord un art, un art littraire essentielle-
ment
47
. Maestro nellanalisi rigorosa delle fonti, Duby ha per anche mostrato
come scrivere di storia possa e debba essere arte pur senza rinnegare le origini
scientifiche della storiografia. Nonch far parte del mestiere di storico, la cura
letteraria deve aggiungere vigore al discorso storiografico. Nessuno lha detto
meglio dello stesso Duby: Ecrire dune certaine faon nest pas seulement
moyen de convaincre, moyen daccrocher, dattirer, de captiver. Cest encore et
surtout un moyen de mnager, par des artifices littraires, des ces fissures, de
ces discontinuits ensorcelantes qui entranent le lecteur rver, de la faon
mme dont lhistorien rve de son ct
48
. Cos Duby, che non ha mai amato il
romanticismo, riincontra, dopo aver fatto propri un pensiero ed un significato
storico pi puntuali e sicuri, gli incantesimi di uno Chateaubriand o di un Mi-
chelet.
Ricorda con insistenza la funzione fondamentale della cronologia, ma elogia
Bloch, Febvre e le Annales per aver liberato gli storici dalla meschinit
dellavvenimento e si rammarica della tendance gnrale, et fcheuse ... des
historiens ... de privilgier linnovation par rapport la continuit
49
.
Pur essendo immune da ogni moda intellettuale, ha sempre fatto appello alla
moderazione nelle reazioni di rigetto e alla critica scelta fra le teorie e i metodi
di idoli combattuti o ormai decaduti. Egli ricorda che sono esistiti ed esistono

47
G. DUBY, G. LARDREAU, Dialogues, cit., p. 50; Attribuisco un valore enorme
allespressione, alla maniera di scrivere nel caso specifico, per me, di scrivere storia. Ritengo
che la storia sia prima di tutto unarte, essenzialmente unarte letteraria, [154] p. 50.
48
Ibidem, p. 50; Scrivere in un certo modo non solo un mezzo per convincere, per afferrare,
attirare, sedurre. , anche, e soprattutto, un mezzo per far buon uso, mediante artifici letterari,
di quegli interstizi, di quelle discontinuit ammaliatrici che portano il letto-re a sognare, allo
stesso modo in cui, da parte sua, lo storico sogna, [154] p. 51.
49
Ibidem, pp. 66; ... la tendenza generale, e, ... sbagliata, degli storici sia quella di privilegiare
linnovazione nei confronti della continuit, [154], p. 66.
16
forse tuttora un marxismo volgare e una psicanalisi ancora pi volgare
50
;
tuttavia: ce nest pas parce que lutilisation qui a t faite, en certains lieux, de
la pense de Marx nous rvolte quil faut jeter le bb avec leau du bain
51
n
dimenticare che Freud ... nous permet de poser dune autre manire les pro-
blmes de lhistoire
52
.
Nelle ultime settimane di vita Duby ha rilasciato due interviste. Nel numero
speciale de LHistoire dedicato ai Chateaux forts, tornato sui valori della
cavalleria ed ha definito luniverso dei romanzi cavallereschi una proiezione
onirica di un sistema vissuto e reale, e al tempo stesso un tipo di perfezione
virile, che non del tutto scomparsa ai nostri tempi e che mantiene a volte
un suo tipo di perversione: quella follia amorosa di cui Tristano ed Isotta so-
no i protagonisti trasgressivi e tragicamente puniti. Una grande lezione di con-
tinuit nel lungo periodo, un Medioevo durevole, in parte ancora vivo
53
.
Nellintervista su Dbat (n. 92, novembre-dicembre 1996) Duby, aggior-
nando le pagine degli Essais dego-histoire, ha ripercorso le tappe della sua car-
riera e della sua opera. Ne indicher alcuni temi ricorrenti. In primo luogo la
persuasione, riconfermata, che intorno allAnno Mille si collochi un punto di
frattura, e questo, in risposta alle tesi revisioniste
54
di taluni giovani storici
come Dominique Barthlemy (da lui peraltro stimato), che aveva demolito
lidea di mutazione dellAnno Mille. Poi, il fatto che pur senza aver abban-
donato lispirazione marxiana ha constatato linsufficienza della sola storia
economica per spiegare la ripartizione del potere nella storia delle societ,
cosa che lo ha condotto a riflettere sul ruolo ricoperto dai fattori immateriali,
ideologici, intellettuali o culturali. Infine, la sempre pi marcata insistenza
cosa di cui mi ero gi accorto in anni recenti sullimportanza del sacro (nel
senso dato al termine da Alphonse Dupront), che necessario reintegrare... nei
nostri modelli di societ feudale. Il Medioevo di Duby ha fatto finalmente
propria la dimensione religiosa del sacro, che non era stata approfondita nel

50
II termine mio e non utilizzato in senso peggiorativo.
51
G. DUBY, G. LARDREAU, Dialogues, cit., p. 128; E non si pu, perch limpiego che in
taluni luoghi si fatta [sic] del pensiero di Marx, ci ripugna, gettare il bambino con lacqua del
bagno [154] p. 124.
52
Ibidem, p. 106; Freud ... ci permette di porre in modo diverso i problemi della storia [154]
p. 103.
53
V. SALES (a cura di), Georges Duby et le monde des chevaliers, Lhistoire, 205 (dicembre
1996), pp. 34-37.
54
Il termine mio e non peggiorativo. Cfr. D. BARTHLEMY, La mutation fodale a-t-elle
eu lieu? Note critique, in Annales. E.S.C., 1992, pp. 767 e gli interventi di T.N. BISSON
(1994), D. BARTHLEMY e S.D. WHITE (1996) e la replica di T.N. BISSON (1997), pubbli-
cati su Past and Present: Debate The Feudal Revolution.

17
Temps des cathdrales, opera di taglio forse un po troppo sociologico, e nep-
pure in Saint Bernard. Lart cistercien, opera di taglio forse un po troppo este-
tizzante.
Infine egli ricorda il suo attaccamento alla scrittura e, ritrovando la sua pas-
sione di sempre, dice quanto abbia voluto, in Dames du XIII
e
sicle, aggiungere
il piacere del testo a quello di scoprire una storia poco nota, piacere, ancora
una volta, nonch gratuito, essenziale per spingersi in profondit, dallesterno
verso linterno.
Lultimo Medioevo di Duby, pi che mai letterario, simmerge
nellinteriorizzazione e nella storia del profondo.

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