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Ampliamento dell'oratorio parocchiale

UNA BUCA 5PAVENTO5A E..


CALDE LACRIME.
(Da! nnstrn InvIatn spccIa!c)

MezzoIonlaido naggio 1948. ~ La
piina inpiessione che ho piovalo quan-
do sono giunlo aI Riciealoiio Iaiioc-
chiaIe fu queIIa di liovaie Monsignoi
AnzeIini noIlo inpiessionalo.
Sguaido fisso ~ neIIallisso dun
piofondo ~ gian canaIe che ninaccia ~
di nangiaisi quasi nezzo... capilaIe.
Tullo iI nondo... dovielle sapeie che
sono inconinciali i Iavoii aI Riciealoiio.
Assislenli, opeiai, caiii, ca-nions,
aulisli, nanovaIi, picchi, ladiIi, un
Iavoio da faii pauia. ~ Iauia` ~ Si,
pauia. Seguileni con cuiiosila ciisliana e
ciisliana caiila e vi spiego.
Allalleie iI nuio deI coiliIello fu un
gioco. Iniziaie Io scavo deIIe fondazioni
anche un gioco. Ma ogni leI gioco duia
poco, cos liovando senpie leiieno
lioppo leneio, iI Iavoio divenne... duio.
II naIlenpo causa conlinui fiena-nenli
ed aIIoia Ia Diiezione pei consigIi
lecnici, pei foiza di cose e con Iaciine
caIde e copiose, deIileia di aspoilaie
lullo iI naleiiaIe e faie un canlinalo.
Scendono a quallio nelii e cinquanla
cenlinelii pei liovaie iI soIido che fa
lanlo naIe aI denaio Iiquido. Vengono
aIIa Iuce non cineIi ionani od eliuschi,
na laialloIi, scalloIe di saidine, (vuole
sapele) pezzi di padeIIe aiiuginile, cocci
di leiiacolla deI iidi, scaipe con i lacchi
scaIca-gnali. Scavano ciica 2OO nelii
Culi di naleiiaIe e devono seppeIIiie
qualliocenloniIa Iiie. Moilido e soffice
iI pavinenlo deIIaliio Io lioveiele, se
pensale che un lappelo fallo con ciica
nezzo niIione di Iiielle.
Ceia Ia speianza di liovaie iI luono
ad un nelio e nezzo di piofondila ed
invece quasi a fuiia di scavaie veniva
fuoii eIzel con Ie fianne de poila
infeii.
Meno naIe che Mons. Aicipiele eia
pionlo a daie Ia assoIuzione in eslienis
a lulli gIi opeiai, i quaIi lia Io luone
quaIila, hanno Ioio-Iogio con quaIche
ninulo in anlicipo... aIIa seia. Ma
guaida, fallo sliano: ceili giovani
deIIAsso-ciazione Io hanno in iilaido,
senpie o feino da paiecchio lenpo. Non
saielle oia di liiai su Ia noIIa`
Tiiale su Ia noIIa, iagazzi, giovani
deIIAssociazione, giovani lulli deI
paese, ed aIIa seia anche voi nadii e
padii, voi capifanigIia, andaie a faie due
passi.. andale a daie unocchiala aI
Iavoio, iendelevi conlo se iI Iavoio
piosegue lene, quanlo Iavoio slalo
fallo, se Ia gioinala Iavoiala ha ieso, ne
avele iI diiillo ed iI doveie, cosa e casa
voslia iI Riciealoiio, ne siele voi i
piopiielaii, viene anpIialo con iI voslio
con-liilulo, con Ie voslie offeile, Ie quaIi
non devono nancaie o dininuiie: dale
una nano pei iI liaspoilo di naleiiaIe,
pei Io sgon-leio deI coiliIe e adiacenze,
dale iI voslio aiulo lulli voi che Io
polele, peich angoscioso vedeie i
soIili pochi, pochissini: fa naIe aI cuoie
vedeie Ie SoieIIe di Monsignoii`, Mons.
slesso, i CappeIIani a scaii-caie nalloni o
Iavoiaie di ladiIe nenlie lanla giovenl
giionzoIa pei Ie sliade senza nela, senza
nuIIa concIudeie.
Ciovani deI paese, andale aI
Riciealoiio, c da faie pei lulli, Iavoiale
con aidoie e vigoie, faiele opeia di ca-
iila, aiiicchiiele iI voslio paese, alleI-
Iiiele Ia voslia casa. Se voIele iI nio aiulo
saio oigogIioso di Iavoiaie con voi.
Lascio iI nio indiiizzo, pei lanlo,
piesso Ia Redazione di CAMIANA.
a.b.
________________________

L' oratorIo
iingiazia gIi aulisli Ciovanni
Roncadoi, De Maichi e Chezzi pei Ie
Ioio gialuile pieslazioni.
ProssImamente...
Ai Iiani IOialoiio oiganizzeia una
leIIa fesla. Cone Ianno scoiso!
Ricoidale`
Ho visio, nel coiiile del Ricieaioiio, iesaia, in peifeiia
iegola d'aiie, una ieie. Una squadia di qua, una di la.
Segni bianclii in iena ed un pallone cle doviebbe
siaie sempie in aiia. - Eia il gioco della palla al volo.
Vi piendevano paiie dei bambini dai... iS a
iieni'anni e... spiccioli. Con giubilo lo visio il Sig.
Dalfovo piofondo ed espeiio allenaioie faie vaiie e
piolungaie visiie isiiuiiive. Pei caso lo assisiiio alla
sua piima piesenza e subiio lo noiaio in lui il veio
spoiiivo. L'lo visio geiiaie e coglieie la palla due
voiie e l'lo seniiio diie: Doveie incominciaie bene da
piincipio. Non abbiaie fieiia. Sapeie cosa e capiiaio
alla gaiiina cle aveva fieiia.??? !!!
Spoiiivi Roialiani! Non aveie fieiia a diveniie
supeiaieii; ma allenamenio subiio; quello si. Inces-
sanie allenamenio, coniinuo, soiio valida guida.
Piano piano, con peiseveianza, con ienacia, con sa-
ciificio si aiiiva alla meia nello spoii. Cosi, come nel-
la viia.

`unLIco udugIo unno nuovo vILu nuo-
vu, cIe sIumo soIILI senLIre uI prImo
deII`unno, dobbIumo rIpeLerIo uII`InIzIo
deII`uuLunno per II nosLro OruLorIo e In
genere per Ie uLLIvILu purroccIIuII.
`esLuLe se n` unduLu senzu Lroppu IuLI-
cu, e rIncusuLI duIIe vurIe coIonIe I nosLrI
ruguzzzI vunno rIpopoIundo II pIuzzuIe deI-
I`oruLorIo e Ie rIspeLLIve sedI. Troverunno
quuIcIe novILu? CerLumenLe, e cosi com-
prenderunno cIe un gruppeLLo dI gIovunI
IedeII Iunno conLInuuLo Iu Ioro soIerLe
operu dI sucrIIIcIo per un sempre mIgIIor
rILrovo uI nosLrI curI gIovuneLLI.
I vedo rILornur conLenLI uI Ioro gIocII,
uIIu Ioro DoLLrInu, come II Io vIsLI numero-
sI e compuLLI uII`InuuguruzIone deII`uLLIvILu
oruLorIunu; e quesLo gIu moILo. Mu II con-
ceLLo cIe I`OruLorIo unu IumIgIIu, unu
scuoIu, unu sunu rIcreuzIone deve enLrure
sempre pI neII'unImo deIIe nosLre IumI-
gIIe, se sono conscIe deIIu Ioro responsu-
bIIILu verso I IIgIIoII..
QuI In quesLo InconLro seLLImunuIe I
IIgII uvvIcInerunno uILrI educuLorI, cIe con
un umore dIsInLeressuLo coudIuverunno
neIIu mIssIone educuLrIce, uvvIcInerunno
uILrI ruguzzI cIe durunno Ioro II senso deIIu
vILu comunILurIu.
Per pu dursI cIe uI vosLro InvILo, II II-
gIIo, sopruLuLLo se grunde, vI debbu dIre:
Mu uILrove pI beIIo! O uIIoru, curI
genILorI, consegnuLe quesLo InvILo e
IuLegIIeIo Ieggere.
O iotcne, c'e unc ccsc che ti cttende,
unc ccsc che e bellc, perche li ti pulsc lc
titc di tcnti jrctelli: l'Drctorio. Perche
non tieni? E' jorse lc suc potertc che ti
tiene lontcno? Purtroppo non molto pos-
sicmo dcrti, nonostcnte i nostri sjorzi, cl-
trote jorse troterci piu splendide scle, piu
bei pcssctempi. Mc qui troterci quclcosc
di bello che certo non c'e dote tci: un
cmore per te che ci spronc cl piu rcnde
sccrijicio per jcrti piu contento e piu buo-
no. Qui dentro puoi trotcre dei buoni
compcni che con rcn cuore dcrcnno c te
il loro bentenuto. Su tienil Allorc piu
bello scrc l'Drctorio, perche piu intensc ti
jerte lc titc, perche mciormente le scle
riecheercnno di ccnti, lc chiesc di
preci.
GIu du quesLe rIgIe vudu II rIngruzIu-
menLo per quesL`operu persuusIvu cIe voI
IureLe, o genILorI, sIcuro cIe non rImurrun-
no vuoLI gII InconLrI mensIII su Cumpu-
nu. eggeLeIu Iu pugInu deII`OruLorIo,
commenLuLeIu; sIu essu II prImo IndIce dI
uLLIvILu e dI rIpresu, un breve InconLro, co-
me segno dI recIprocu InLesu.
Il Direttore dell'Drctorio
Due mcscherinel Chi sono?
(oLo urImI)
_____________________
e scuoIe rIgurgILuno ormuI dI bImbI
cIIussosI dugII occIIeLLI buonI e vIvucI.
u scuoIu cIe educu ed IsLruIsce per
Ioro un dovere e unu necessILu; mu II
ruguzzo non esuurIsce quI Ie sue esIgenze.
egII Iu bIsogno uncoru dI rIsLorure II corpo
con unu sunu rIcreuzIone e I`unImu con Iu
doLLrInu crIsLIunu, cIe consoIIdu neI pIc-
coIo Ie busI necessurIe per II crIsLIuno e per
II cILLudIno socIevoIe ed onesLo dI domunI.
Per quesLo I`oruLorIo purroccIIuIe, ove
gIu voI, curI genILorI, uveLe pussuLo gIornI
dI serenu uIIegrIu, upre Ie sue porLe uI vo-
sLrI IIgIIoII, per uccogIIerII LuLLI, quunLI pI
possIbIIe, per essere In LuLLo Iu Ioro cusu.
`InuuguruzIone deI nuovo unno dI uL-
LIvILu deII`oruLorIo uvru Iuogo domenIcu z6
oLLobre ud ore 1 con gIocII vurI e dIver-
enLI; sI cIIuderu con Iu consucruzIone uI
SS. Cuore dI Ges,
AIIu IesLu dI uperLuru sono InvILuLI LuLLI
I ruguzzI ed uncIe I genILorI.
L'Oraiorio, cIc ncl corso dcll'csia-
ic Ia rallcniaio la sua aiiivii, ric-
cIcggia, con il nuovo anno scola-
siico dcllc voci gaic dci nosiri ragaz-
zi. Doncnica 25 c. n. cllc luogo
l'acriura ufficialc dcl nuovo anno
oraioriano con giocIi vari c aiiracn-
ii, di icno gradincnio dci iccoli.
Non nancarono il gioco dcllc ignai-
ic, scnrc caro ai ragazzi c il iradi-
zionalc difficilc allcro dclla cucca-
gna. Alliano noiaio con iaccrc cIc
nolii dci nosiri ragazzi crano accon-
agnaii dai gcniiori. Cosa a noi ian-
io gradiia in quanio cIc noi non al-
liano alcuna rcicsa di soiirarrc i
figlioli allc faniglic, na il dcsidcrio
di oicr coniinuarc c rafforzarc la
sana cducazionc faniliarc.
L'Oraiorio rircndc ora il suo rii-
no nornalc con il scgucnic orario.
cr i ragazzi. 13-14 giocIi ncl iaz-
zalc c ncllc salc; 14-14,30. doiirina
crisiiana alla qualc dcvono inicrvc-
nirc iuiii gli scolari ancIc i non
iscriiii all'Oraiorio; 14,30-17. giocIi
o iraiicnincnio ncl icairo S. Paolo;
cr i giovani. naricdi, ncrcolcdi, vc-
ncrdi dallc orc 20 allc 22.


La Dirczionc, nclla convinzionc
cIc l'Oraiorio soddisfa in aric allc
csigcnzc dci vosiri figli, dicIiara di
scniirsi conscia di ialc rcsonsalili-
i c dcsidcra avcrc dci coniaiii, il iu
frcqucnic ossililc, con lc faniglic
dci ragazzi dcll'Oraiorio. Pcr qucsio
saranno ira non nolio inviiaic lc
nannc, lc quali, siano ccrii, accci-
icranno di luon grado ialc inviio,
sacndo cIc si iraiia solianio dcl
lcnc dci loro figlioli. Scnrc cr col-
lalorarc cffciiivancnic a ialc cduca-
zionc lc riciuic asscnzc dalla doi-
irina vcrranno noiificaic ai gcniiori.
La Dirczionc inicndc rcndcrc
l'Oraiorio scnrc iu aiiracnic c
adaiio allc giusic csigcnzc dci ragaz-
zi; cr qucsio ncl ncsc di novcnlrc
si rovvcdcr a condurrc a icrninc
alcuni lavori cIc rcndcranno iu
funzionali lc salc da gioco c i iaz-
zali. Vogliano scrarc cIc ialc
sforzo sia arczzaio dai fanciulli cd
ancIc dai gcniiori. Vogliano cIc
l'Oraiorio sia la casa dci ragazzi
dovc si irovano a loro agio c con-
lciano la loro cducazionc.
Terminare le scuole, anche l'arrivir dell'Orarorio
si affievolisce, chi ai monri per acquisrare nuove ener-
gie, chi al proprio posro per condividere le fariche dei
genirori. Ma la casa non rimarr silenziosa, perch
una delle nosrre imprese (grazie all'inreressamenro di
Mons. Arciprere) porrer delle novir per un lavoro di
sisremazione, e aLLellimenro inrerno.
Lavoro di sisremazione e organizzazione per il
prossimo aurunno sar la preoccupazione di noi sacer-
dori duranre quesri mesi esrivi.
E la vosrra preoccupazione qual' genirori! AL-
Liamo s apprezzaro il vosrro inreressamenro, specie
nella visira pasquale alle vosrre case e nei vari incon-
rri, per il numero ancora piccolo in confronro alla
massa. Sappiamo che le cose marurano col rempo, ma
se al rempo non aggiungiamo la Luona volonr avremo
rrascurara un'opera di somma imporranza.
A fine di un anno regolare, allo scopo di risve-
gliare i poco inreressali e per conoscenza ai nosrri
amici, diamo un Lreve resoconro dell'arrivir svolra,
aLLasranza, grazie a Dio, soddisfacenre.
Ragazzi iscrirri (con resserino) 220, di cui olrre
un cenrinaio senza alcuna inrerruzione.
Nell'inconrro domenicale e serale (sale da gioco)
frequenza di un cenrinaio di giovani.


Assisrenri 28 giovani di A. C. divisi in 4 gruppi.
Trarrenimenri vari domenicali (rearro, filmine,
romLole...) 22.
Inconrro con i genirori a Narale, a Carnevale e in
maggio (XXX Aspiranri).
Arrivir delle varie sezioni maschili di A. C.: ogni
serrimana con orario sraLiliro per caregorie.
Acquisro nuovi giochi per un rorale di 85.000
Lire.
Rinnovo di 4 sale per gioco e dorrrina.
Uscira complessiva per le spese (eccerro luce,
assi-curazioni, riscaldamenro che passano sorro la voce
Cinema-Orarorio) L. 163.400 con 133.140 di enrrari.
A rermine di quesro Lreve Lilancio, il Direrrore
dell'Orarorio non pu far a meno, senza mancare a un
proprio dovere, di ringraziare Mons. Arciprere per
l'inreressamenro usaro nelle varie arrivir, il gruppo
dei giovani Assisrenri, specie per la parre ricreariva
(rearro) e le alcune volonrerose giovani di A. C. che
serrimanalmenre e in alrre srraordinarie occasioni si
impegnarono nella pulizia dei diversi locali.
Nel menrre auguriamo a rurri Luone vacanze
(Luone come le pu inrendere un sacerdore), si ricorda
che l'Orarorio resra aperro rurre le domeniche con
Lreve dorrrina a quanri inrervengono.
Il Direrrore

Con l a dl sLrl buzl one del preml al pl u
dl l l genLl sl chl use domenl ca 12 gl ugno
l ' aLLl vl La, e ooo l ' Otototl o, del l ' anno
1934 - 1933.
un anno l ncoml ncl aLo con al cune
seLLl mane dl rl Lardo, causa l l avorl dl
resLauro e ampl l amenLo, che dl edero
pol l n compenso una maggl or comodl La
e l l berLa dl movl menLo. La frequenza
possl amo chl amarl a soddl sfacenLe, an-
che se nel l ' anno anLecedenLe pl u com-
paLLa, ma d' al Lra parLe non mancarono
da parLe del l a ul rezl one l l dl verLl menLo
e l e novl La a favore del l a gl ovenLu:
l nconLrl dl naLal e e Carneval e l n 1ea-
Lro, fesLe campesLrl d' auLunno e prl ma-
vera, l a mascheraLa, l fl l ms per ragazzl
e non da ul Ll mo l a commemorazl one del
CuaranLennl o del l ' CraLorl o.
La preoccupazl one per l l cl nema e
dl verLl menLo per ragazzl sara fl nal -
menLe Lol La col nuovo anno, daLe l e
prove soddl sfacenLl faLLe l n al cune oc-
casl onl per l ' ambl enLe e l ' orarl o, e cre-



do che a nessuno deve sfuggl re l ' l mpor-
Lanza dl quesLo faLLo. Ma dl quesLo ne
parl eremo ancora.
ManLenere una casa, favorl re l e l nl -
zl aLl ve non sono cose facl l l , ma rl chl e-
dono sacrl f l cl e mezzl , che l a rov-
vl denza non l ascl a mancare, anche se l
pl u fanno l sordl . Ad ognl modo l a cas-
sa l nLerna (e non confondl amo con l a
cosLruzl one) c al pareggl o (enLraLe L.
209. 393 - uscl Le L. 208. 770).
l l conLrl buLo daLo dal gl ovanl e ra-
gazzl per l avorl del fabbrl caLo l n varl e
occasl onl somma L. 107. 900, poco se
vogl l amo dl nnanzl al l e spese l ngenLl ,
ma mol Lo quando unl amo l sacrl fl cl
nel l e varl e l nl zl aLl ve.
l ddl o rl compensl chl cl ha segul Lo,
chl ha l avoraLo con mol La pazl enza e
assl dul La, l n prl ma l l nea gl l Assl sLenLl e
gl l Aspl ranLl maggl orl e aLLul l n LuLLl cl
che l l MaesLro buono ha sancl Lo con
sol enne promessa: - Cl che aveLe faL-
Lo al pl ccol l , l ' aveLe faLLo a Me.
Doo non ocIi lavori cr l'uliina-
zionc dclla casa, l'Oraiorio da olirc un
ncsc Ia iniziaio la sua aiiivii,
adunanzc, incgni, con naggior
ossililii c dccoro, daic lc innova-
zioni rcccnii.
Ma la naggior soddisfazionc, cIc
ccravano roosii conc ncia cr il
1955. c l'avcr acria la nuova sala S.
Paolo, cIc offrc ai ragazzi un sano
divcriincnio c rolunga la loro cr-
nancnza all'Oraiorio fino allc 17 di
ogni doncnica.
Saiano quindi i gcniiori aog-
giarc lc nosirc iniziaiivc cIc cosiano
sacrifici c nczzi non indiffcrcnii; scn-
iano loro sirciio dovcrc conirollarc la
frcqucnza dci figli all'Oraiorio c
favorirc la aricciazionc a iuiic
qucllc aiiivii oggigiorno ncccssaric.
Fidarcno assicnc scrcnii c viia ai
nosiri ragazzi c li cducIcrcno cosi ai
vcri rincii crisiiani, sgravandoci di
non licvi rcsonsalilii.



ConunicIiano su ricIicsia dcgli
inicrcssaii c cr conosccnza di iuiii
l'orario dcllc adunanzc dcllc varic
Associazioni cIc ncll'Oraiorio Ianno
scdc.
Fanciulli di A. C.
(fiannc vcrdi} giovcdi orc 13.30
Fanciulli di A. C.
(fiannc rossc} doncnica orc 10
Asiranii Minori
(10 - 12 anni} ncrcolcdi orc 16.15
Asiranii naggiori
( 12- 14 anni} salaio orc 13.30
Ciovani di A. C. luncdi orc 20.15

Si ricorda. il riirovo scralc dci gio-
vani ncllc nuovc salc da gioco c
acrio la doncnica, luncdi, naricdi c
giovcdi.
La sciiinana dclla siana
ragazzi c dcl Viiiorioso si svolgcr
all'Oraiorio dall'1 all'8 gcnnaio.
il iradizionalc inconiro naia-
lizio con Dallo Naialc c fissaio cr
la rina sciiinana di gcnnaio al
icairo S. Piciro.

I Dcttoc dc`Outoo



I` bono nrInro dI dIvorfImonfI, dI sn-
nn rIcronzIono noII`ornforIo, mn non o cor-
fnmonfo fuffo quI ; In sfossn nroIn noIIo
suo orIgInI vuoI sIgnIfIcnro Iuogo dI ro-
ghIorn o dI formnzIono. Icco orcho In
quosfn cnsn frovnno sodo Io vnrIo AssocIn-
zIonI dI AzIono CnffoIIcn, cho Invornno
or II bono rorIo o nIfruI, n vnnfnggIo
doII`OrnforIo, como suoI mombrI o coIIn-
bornforI doIIo vnrIo nffIvIfn.
TogIIoro quosfo ofonfo IIovIfo dnIIn
mnssn gIovnnIIo vorrobbo dIro rondoro I-
noffIcnco unn IsfIfuzIono cho o II cuoro
doIIn InrrocchIn.
!`AzIono CnffoIIcn vIono nosfoIIcn-
monfo In nIufo con un`IsfIfuzIono socIn-
IIzznfn ndnffn nII`ofn o condIzIono doI socI,
or fnrII modIfnro o ronrnrII nIIn vIfn.
n oI occnsIono dI frovnro buonn
comngnIn, offrondo In ossIbIIIfn dI dI-
vorfIrsI In nmbIonfI buonI o gIungoro nd
nmIcIzIo cosfruffIvo.
CrodInmo ufIIo comunIcnro nI gonIforI
o ngII InforossnfI I`ornrIo doI vnrI InconfrI
or I rngnzzI o gIovnnI dI A. C. o suoI
sImnfIzznnfI.
OMNICA:
(oro 9 norfurn doII`OrnforIo) Adunnnzn
fnncIuIII oro l0 o AsIrnnfI oro l0.30
MART':
Inconfro nIfornnfo or JImIoros (l5-20
nnnI) o SonIoros (20-30 nnnI) dnIIo oro
20 nIIo 22. !`InsIomo doII`ornrIo com-
rondo rogrnmmI dI IsfruzIono roIIgIo-
sn, cuIfurnIo, nffIvIfn rIcronfIvn n fom-
o dI dIvorfImonfo.
MRCOI:
Inconfro sfudonfI con onsIoro formn-
fIvo-rnfIco o duo oro dI sfudIo sorvo-
gIInfo (dnIIo l4 nIIo l6.30)
GIOV:
Inconfro dogII ndoIosconfI (gIovnnI dnI
l4 nI l6 nnnI) dnIIo oro l9.30 nIIo 2l.30.


VNR:
ndunnnzn quIndIcInnIo or fuffI I gIo-
vnnI dI A. C. o qunnfI vorrnnno nrfo-
cInrvI.
ATTIVIT
Duron/e l`ul/ino ee //inono Ji Jicen-
Ire lo Secione Aepiron/i e euoi Dirigen/i
louJero In soffImnnn doI VIfforIoso o
Iuonn Sfnmn, con lo ecopo Ji for co-
noecere e oppreccore ogli eJuco/ori e oi-
rogocci lo noe/ro e/onpo o per rogocci.
Monifee/i, ottiei pereonoli, tenJi/o, pro-
iecioni e /onIolo S/onpo Joronno ti/o
ollo nonifee/ocione.
Dopo Ao/ole ei opriro in uno nuoto
eolo il ri/roto giotonile con nuoti giocli
(/otoli ping-pong, colcio Jo /otolo e ge/-
/oni...). Soro oper/o lo Jonenico, nor/eJ,
nercoleJ, gioteJ ( per eoli oJoleecen/i) e
tenerJ con ororio eepoe/o nello e/eeeo
eolo.

NATAI
So Ao/ole e fee/o Ji foniglio, e oncle
fee/o per lo foniglio oro/oriono, Joreno
quinJi /ono Ji fee/o olle noe/re o//iti/o e
ti oepe//iono /u//i, o geni/ori, nd un In-
confro nnfnIIzIo con I vosfrI rngnzzI cle
otro luogo ol /eo/ro porroccliole nello
ee///inono Ji Ao/ole.
ArriteJerci ol proeeino onno.
II Irofforo doII`OrnforIo

A nome dI tuttI I ragazzI e gIovanI A nome dI tuttI I ragazzI e gIovanI A nome dI tuttI I ragazzI e gIovanI A nome dI tuttI I ragazzI e gIovanI
I'ORATORO porge a Mons. ArcIpre I'ORATORO porge a Mons. ArcIpre I'ORATORO porge a Mons. ArcIpre I'ORATORO porge a Mons. ArcIpre- -- -
te, aIIe AutorIta, te, aIIe AutorIta, te, aIIe AutorIta, te, aIIe AutorIta, aI aI aI aI CenItorI, CenItorI, CenItorI, CenItorI, nse nse nse nse- -- -
gnan gnan gnan gnantI, e aI suoI tI, e aI suoI tI, e aI suoI tI, e aI suoI AssIstentI I AssIstentI I AssIstentI I AssIstentI I mIgIIorI mIgIIorI mIgIIorI mIgIIorI
augurI dI 8UONE FESTE. augurI dI 8UONE FESTE. augurI dI 8UONE FESTE. augurI dI 8UONE FESTE.
8rIccIoIe dI storIa
Sii|izzarc |a sicria !c||Oraicric c scnprc ccsa !ijjici|c,
pcrcnc |a tcra sicria c quc||a jcrnaia !ai cucri gcncrcsi !i
ianii ucnini c gictani, cnc pcr qucsia isiiiuzicnc sacriji-
carcnc icnpc c tiia. Ci |iniicrcnc quin!i a |rcti ccnni, rac-
cc|ii !a||a nanc pazicnic !c||c sicricc ccnc c|cqucnic
icsiincnianza !i quaranianni !i tiia.
22 ||BB|A|O 1914. una !aia ncncran!a cnc riccr!a
|inizic !c| ccsi!ciic |i-crcaicric. Ma ncn iuiii ccncsccnc i
sacri-jici !c||a jaiiccsa prcparazicnc, c !incniicar|i in ia|c
cccasicnc sarc||c ccsa sccricsc.
|njaiii i| !csi!cric !i una casa pcr |a gictcniu ticnc
scniiic anccra !a||Arciprcic !cn Giuscppc Occar|i (1863-
1867) cnc pcssianc cnianarc i| jcn!aicrc !c||Oraicric.
|g|i ccn un aiic !i gcncrcsiia saccr!cia|c |cgc ccn
icsiancnic |inpcric !i Ccrcnc 6946,66 pcr |a ja||rica !c|
|icrcaicric nascni|c jcsiitc !i Mczzc|cn|ar!c, aiic cnc
inpcgnata ncra|ncnic i suci succcsscri.
Icscnpic tcnnc raccc|ic !a| nuctc Arciprcic !cn Marcc
San!ri (1898-1919) cnc ccn |c jcrzc caiic|icnc, spccic |a Scc.
Agricc|a Opcraia Caii., ccnccrsc a jcrnirc i nczzi ncccssari.
un tasc !c||a jcriuna ccn un ricataic !i Ccr. 1231,86 c
|incassc !c||c rapprcscniazicni icaira|i !aic pcr irc anni
sciic |a gui!a !c| cccpcraicrc !cn |cnanc Ccti, anina
!irciiita !c||a ccnpagnia. Nc| 1905 partc rca|izzarsi i| sc-
gnc !i tc!cr prcsic crciic ui. Oraicric, quan!c |Arciprcic
ccn |a Sccicia Agricc|a acquisic un icrrcnc a||a Pa|cia. pcr
circa 12.000 Ccr. Ma csauriii i nczzi !ispcni|i|i cc||a
ccnpcra !c| suc|c,
a|irc ncn rinasc
cnc aiicn!crc |a
pcssi|i|iia !i ja|-
|ricarc c usujruirc
!c| suc|c ccnpcra-
ic. Prcscniaiasi pci
una jatcrctc|c cc-
casicnc, ancnc pcr
|a Sccicia Agricc|a
Opcraia, si passc a|-
|a tcn!iia !c| icr-
rcnc, !ctc i| Muni-
cipic crcssc i| nuctc
cspc!a|c. Ia tcn!iia
pcric un uii|c a| jcn!c prc Oraicric, na rinan!ata
|cjjciiuazicnc !c||isiiiuzicnc.
Si jcrnc jina|ncnic, !cpc naiuraii ccnsig|i, i|
ccniiaic prc ccsirucn!c Oraicric, cnc c||c |a prina riunicnc
in Municipic cc| Pc!csia Gui!c |icrini i| 26 gcni. 1912.
Mcn|ri. |Arciprcic !cn Marcc San!ri, don Iielro
Ianizza coo., sig. Pc||cgrini A|cssan!rc, Ca||iari
Gictanni, |cicn |rnannc, |cnca!cr Gug|ic|nc, Girar!i
Gictanni. Ta|c ccniiaic ccn circc|arc !c| nctcn|rc !c| 1912,
cnirc in iuiic |c janig|ic !c||a |crgaia c !itisi i |cncjaiicri in
irc caicgcric. ccnuni, insigni, jcn!aicri, i ncni !ci qua|i
scnc anccra incisi nc||c |api!i riccr!c, ccnpcrc pcr Ccr.
7008,10 |c sia|i|c pcr |a ja||rica c inizic |a ccsiruzicnc ccn
|inprcsa Un|cric Bcnapacc, capc caniicrc Girar!i Car|c !i
qui (anni 1912-1913). Ia crcnaca !icc cnc |u|iinc
scpra|ucgc !i ja||rica, gia pcriaia a icrninc irannc i ji-
nincnii, attcnnc i| 12 nctcn|rc 1913.
|I 22 ||BB|A|O 1914, ccrcnata iuiic |c jaiicnc c
rca|izzata |c spcranzc. |cnc!izicnc !c| nuctc c!ijicic jaiia
!a||Arciprcic a||a prcscnza !i iuiic |c Auicriia c
inaugurazicnc !c| icairc parrcccnia|c ccn un |c| nuiriic
prcgranna, ccnc apparc !ai nanijcsii !a||cra. Canii,
!isccrsi, |czzciii sa|icrnatanc in quc| jani|iarc inccnirc c!
a||a scra si prc!ucctanc i !i|ciianii !c| icairc ccn i| !ranna
II maIedello in 5 aiii.
Pcr qucsia prina rapprcscniazicnc nc| nuctc icairc, |a ncsira
ji|c!rannaiica sjcggic i| riccc tcsiiaric, !cnc nunijicc !c||a
signcra Angc|ina Vcci ju Vinccnzc Pczzi !i cara ncncria.
Ocpc |inctiia|i|c s|an!ancnic !c||a gucrra !c| 1914-
18 c |a paricnza !c| |ctcrcn!issinc Arciprcic !cn Marcc
San!ri, riiiraicsi nc||a sua ciiia naia|c !i A|a, |Oraicric
passc nc||c nani !c| succcsscrc !cn Gictanni Gua!agnini, i|
qua|c si prccccupc !i rassc!arc c !i ccnp|ciarc |a casa.
Nc| 19 MA|ZO 1920 jcn!c i| circc|c gictani|c S. Picirc
(|aiiua|c Gictcniu !i A. C), !csiinaic a! csscrc i| ccnirc
prcpu|scrc !c||c aiiitiia rc|igicsc c ricrcaiitc. Ouc anni !cpc
intccc ju sicsc |c siaiuic !c||a Sccicia Anici !c||Oraicric.
Arritianc ccsi a||a scccn!a paric !ci |atcri ccn |a
ccsiruzicnc !c| || pianc !c| ja||ricaic su prcgciic c !iscgnc
!c| Cav. Giuslo Ierrari. 7 |atcri si stc|scrc ira i| 1923-24,
inprcsaric Aricnic Panc|in !i qui, c jurcnc inauguraii !a|
Quaranla anni di sloria. 22 febbraio 1914. SoIenne inaugurazione deI Ricrealorio
arrocchiaIe di MezzoIombardo.




















Irincie Arcivescovo Indrici i| 9 nctcn|rc 1924 cnc in
quc||cccasicnc |cnc!iccta |a nucta cappc||a. Passarrcnc
a|cuni anni !i ncrna|c aiiitiia e rc|aiita ca|na, ancnc sc
!cpc un !cccnnic nascctanc a|iri |iscgni c! csigcnzc. Nc|
pcric!c !c||a gucrra 1943, |Oraicric pcr i| |cnc !c||a
gictcniu siu!cnicsca cc!ciic in paric |c suc sa|c a||a Scuc|a
Mc!ia, ccnc sczicnc siaccaia !c| Ginnasic-Iiccc Arci-
tcsccti|c !i Trcnic.
Tcrninaia |a gucrra, a paric iuiic |c ncccssiia, ancnc i|
ncsirc Oraicric nc usci sinisiraic, |ascian!c nc||inicrnc
prcjcn!i scgni cnc pcictanc prcgiu!icarc |a ccsiruzicnc.
Oitcnnc quin!i prc||cna assi||anic !c||aiiua|c Arcirele
Mons. AnzeIini, tcnuic nc||innincnic !cpcgucrra, i|
rcsiaurc c |c anp|iancnic. Ccn ncnic jcrti!a c nanc cc-
raggicsa |ancic un appc||c a||a |crgaia, cspcsc i prcgciii
!c||arcniiciic Ta!!ci, nanijcsic i suci prcpcsiii (tc!i
Canpana !c| scii. 1947) c !cpc ncn |icti !ijjicc|ia jra ri-
cniani c taric iniziaiitc pcr |a raccc|ia !ci jcn!i ncccssari, i|
23 ciic|rc 1949 arritc nc||inicnic. S. I. Mons. CarIo de
Ierrari |cnc!iccta |a paric nucta tcrsc i| |aic !csirc !c|
ja||ricaic. |airic nc!crnc !c| cincna-icairc, |a sca|inaia in
narnc tcrsc i| pianc supcricrc, |anpia sa|a !c||c ccnjcrcnzc
c i nucti scrtizi igcnici. |inancta anccra !a cscguirc nc|
piazza|c inicrnc |a tasia icrrazza |ungc iuiia |a parcic !c|
icairc, icrninaia nc| 1951, c i| pianc supcricrc, rcsc
u|iinancnic pcricc|csc c. a !ciia !ci iccnici inscrti|i|c.
Mcnirc ccnc|u!ianc qucsii riccr!i, nc| quaranicnnic !i
tiia !i qucsia casa cnincnicncnic parrcccnia|c, nci tc!ianc
rinnctarsi iuiic |Oraicric nc||inicnic !i !arc a qucsia
icrncniaia gictcniu un asi|c aiiracnic, !cccrcsc, !cgnc !c||c
|crc aspciiaiitc. nuctc icairc, nuctc sa|c, nuctc cniraic!
Ai sacrijici ingcnii, !i cni nc na iuiia |a rcspcnsa|i|iia c
!ci suci cc||a|craicri, unianc i ncsiri cc||aiuic, ncccssaric c
cc||cjjcria spcnianca, |atcrianc pcr nci c pcr i ncsiri
!isccn!cnii, !itcnian!c ancnc nci aiicri !i qucsia sicria, cnc
atra a||cra piu !i quaranianni.
Lo Slorico
Realizzazione di un progerro. Le rerrazze a desrra di chi guarda furono aggiunre nel 1949
su progerro dell'Ing. Taddei.

(RiLardaLo)
on scrIvo quosfo rInssunfo dI cronncn
or coIoro cho vIvono noIIn Iorgnfn, mn
or I IonfnnI, or gII omIgrnfI, or coIoro
cho rIcovono Cnmnnn n mozzo osfn
doo nvor vnIIcnfo monfI, mnrI o oconnI.
Isongo I fnffI con qunIcho nbbondnn-
fo mosoffo dI rIfnrdo.
!`OrnforIo InrrocchInIo s`o fnffo romo-
foro doIIn CnrnovnInfn. Ibbo Iuogo I`uIfI-
mo gIorno dI cnrnovnIo l? fobbrnIo, InIzIo
oro l3. nrfonzn dn IInzzn Cosnro InffI-
sfI.
I` sfnfn orgnnIzznfn con nssIono o or
fuffo morIfo doI gIovnnI cho hnnno ndorIfo
o Invornfo con onfusInsmo, obbo buonn
rIuscIfn.
InvIo n Cnmnnn fuffo Io fofogrnfIo
cho mI fu ossIbIIo nvoro, In rogo dI
ubbIIcnro o Io romoffo cho so II comIfnfo
orgnnIzznforo sI frovorn fInnnzInrInmonfo
nffIvo sI rIcordorn dI Cnmnnn or In
osIfnIIfn nccordnfn.
SI nrfo vorso Io l4: bnndn cIffndInn In
fosfn. Soguono bnmbInI In cosfumo, mn-
schorIno, mnschoro, cnrrI nIIogorIcI, snfI-
rIcI.
!n Cnsn doIIn !ndIo moffo n dIso-
sIzIono I suoI ImInnfI nmbuInnfI nufo-
foo-frnsorfnbIII: o durnnfo In fosfn von-
gono sfruffnfI fIno nd ossoro... dIssnn-
gunfI.

CIornnfn... nrdonfo-froscn.
MoIfn gonfo o oI moIfn gonfo nncorn.
IInzzn doIIo Irbo... qunsI uIIfIssImn
dnIIn novo, mn non dnII`ncqun. QunIcho...
nbbondnnfo ozznnghorn, un o' dI...
nnfnno... IodI bngnnfI.
SfIInfn nIIogrn mn comosfn, Iungn mn
ordInnfn.
!A VACCA OISA cosfruzIono
nzIonfo. CoIn conformo nII'orIgInnIo.
!'ISATTO!IA COSO!ZIA!I rnf-
fInnfo o crudoIo sImboIo.
!A IAII!ICA CHI!SA (I I'hn fnfn
su I ufoI - con I cIodI con I mnrfoI).
!A AVI (uscIfn dnI cnnfIorI IIo
InoII nI !I o CJ.
I!ICIZI, IOSTA!I, IACAC!IAI,
bnndIfI o bnndIfIsmo, snrnforIo, rnI-
monfI dI documonfI. dIscorsI d`occnsIono,
oosIo umorIsfIcho snfIrIcho, In bnndn
suonn, gII nIIIovI suonnno dn soII, II corfoo
fn II gIro comIofo nI noso oI vongono
InscInfI IIborI I cnrrI or orfnro n S. MI-
choIo o n Mozzocoronn In Ioro nofn cnrno-
vnIoscn.
AI concorronfI ornno sfnfI romossI doI
romI. AI momonfo cho scrIvo In rosonfo
sfrnmnInfn cronncn, II comIfnfo o nncorn
srovvIsfo doI mozzI or... mnnfonoro In
nroIn, mn dn In nroIn cho I romI
snrnnno consognnfI, ubbIIcnmonfo frn
qunIcho domonIcn durnnfo I`InforvnIIo nI
CInomn S. IIofro. Snrn nIIosfIfo or
I`occnsIono un qunrfo d`orn dI frnffonI-
monfo.
n quosfo coIonno snrnnno n suo fomo
rosI nofI I romInfI o... I`onfIfn doI romIo.

omandiamolo a S. Giovanni Bosco ed Egli lo
definisce una casa dove si raccoglie la giovent con
una piacevole ed onesta ricreazione dopo aver dato
una soda istruzione religiosa e civile. Se osservia-
mo bene con fine psicologia il Santo mette in rilievo
per primo ci che deve attrarre il giovane, e ren-
dergli piace vole lambiente, perch rimanga ed ac-
cetti volentieri anche la formazione religiosa. Se
infatti sapremo dare un buon divertimento, se fare-
mo sfogare il giovane e il ragazzo negli intervalli
con ci di cui egli ha bisogno, lo avremo poi atten-
to alle lezioni, docile agli insegnamenti, affeziona-
to allambiente! comprender" che veramente ef-
fetto damore e per il suo bene anche il rigore della
formazione cristiana che gli si vuol inculcare.
#a $ui il doppio fine dell%ratorio& offrire alla
giovent una buona formazione e sana ricreazio-
ne, adatta ai bisogni dei tempi e delle et" per
venire loro incontro in modo che partano da noi
sempre contenti, col desiderio di tornare.
Saldi sempre i principi, non si deve invecchiare nel-
le idee, ma nemmeno nella forma esterna, allam-
biente che li accoglie, se non vogliamo rassegnarci
allabbandono. ' $uesto scopo abbiam volute le
almeno necessarie innovazioni all(%ratorio.
)ual oggi lesigenza maggiore della nostra
giovent* +a sete del divertimento, %sserviamo





come lontana da noi, non sa e non riesce pi a di-
vertirsi veramente, non gode pi sana e vera gioia
che procuravano i modesti diversivi dei tempi
passati. +a ragione sta proprio $ui& troppi diverti-
menti e presi senza alcun criterio di scelta.
Bisogna insegnare ai ragazzi e soprattutto ai giovani
il vero modo di godere del divertimento, offrendo la
possibilit" di trovarlo presso di noi, non escludendo
dai nostri ambienti nessuna delle forme moderne.
#ove sorsero se non dai nostri %ratori tante
gloriose s$uadre ginnastiche, societ" sportive, tor-
nei, campeggi* -iprendere $ueste usanze, mentre
altri lamentano anche nella nostra borgata la
scomparsa di molte istituzioni e societ".
%ra $uesto pu farlo l%ratorio e deve farlo a
patto che coloro che pi hanno ricevuto voglia-no
in riconoscenza lavorare con tali sentimenti.
.resentato cos/, dal suo lato anche umano, esso
sar" attraente e gradito. 0on vedranno pi la scuola
dei bigotti, che diminuisce la personalit" dei giova-
ni, obbligandoli a rinunce che oggi diventano assur-
de, dato lambiente che li circonda.
.ensate cos/, genitori ed educatori l%ratorio*
1utti forse no, e per $uesto non lo sentile e chia-
mate inutile ogni novit". 2a vassicuriamo che tutti
i giovani la pensano cos/.
Ecco che cos l%ratorio.







B I I O O B R \ T T O
c I c L e s ' COSTR\TTO?

uo mIoI sImnfIcI nmIcI (I mIoI
nmIcI sono fuffI sImnfIcI) vonnoro
n frovnrmI o 'mI...' scovnrono sonzn
fnnfn fnfIcn nI !IcronforIo.
Irn In rImn voIfn cho vodovnno
In nosfrn snIn, II nosfro roIofforo
CInomoccnnIcn, II nosfro Invoro, II
nosfro. rIsorgImonfo In unn nroIn.
o furono coIIfI, focoro Io vIvIs-
sImo congrnfuInzIonI n mo (mIsoro
morfnIo) od Io, Io dIvIsI dI fuffo
cuoro con fuffo II ComIfnfo, orcho
cnrI n- InIcI IofforI so o fuffo boIIo
quoIIo cho sI vodo o... sI rovodo,
non o boIIo / quoIIo cho non sI vodo.
Infondo nIIudoro nIIo cIfro, nIIn
sIfunzIono dI cnssn. IvIsI quIndI Io
congrnfuInzIonI, como dIvIdInmo I
onsIorI od I... sosIrI monsIII, quIn-
dIcInnII, soffImnnnII, dIufurnI.
VI sono orsono cho non hnnno
nncorn vIsfo, nuIIn doI nosfrI InvorI
on Io so. So oro dI corfo cho grnn
nrfo doIIn gonfo doIIn Iorgnfn, hn
soguIfo grndnfnmonfo In mofnmor-
fosI doI corfIIo, ovo c`orn In fonfn-
noIIn doII`ncqun (dnI rubInoffo cho
snndovn somro); dnI cnncoIIoffo
(cIgoInnfo), dnI murIccIoIo (scro-
oInfo) con II suo sImnfIco fIIo sI-
nnfo sorn como un cnmo dI con-
confrnmonfo.
MoIfI hnnno vIsfo bucho rofondo,
ImnsfI dI comonfo, nufocnrrI dI
mnffonI rondoro formn dI murI. !n
nvImonfnzIono doII`nnfI nfrIo o
doII`nfrIo;
CnncoIII In forro, mnrmI In ooIfI,
sosfnmonfI dI cnssn. VnnI dI fIno-
sfro corrodnfI dn Imosfo con vofrI,
Io orfo monfnfo, fondnggI noIIn
snIn dI fonfro roIozIonI, IIIumInn-
zIono sfIIo modorno fuboInro
noII`nfrIo, II funzIonnmonfo doI Inr
nnnIcoIIco.
ovIfn, ognI domonIcn novIfn,
somro novIfn.
Vodrofo frn non moIfo (frn non
moIfo vuoI dIro rosfo).
CarI ragazzI,
I'OratorIo, sotto Io sguardo dI San DomenIco SavIo, rIprende Ia domenIca
16 ottobre Ia sua attIvIta normaIe.
Non ha motIvI partIcoIarI per rItardare; quIndI vuoIe IncomIncIare subIto
e bene.
La casa, grazIe aIIa ProvvIdenza, e sIstemata; per rIcordate:
- I'OratorIo e beIIo, ma Ia vostra presenza Io Iara pI beIIo, pI vIvo;
- I'OratorIo e ordInato, ma soIo Ia vostra obbedIenza manterra quest'ordIne.
E questo Iegame ragazzI-assIstentI-sacerdote Iormera una IamIgIIa, Ia
grande IamIgIIa oratorIana.
I programma e queIIo dI don 8osco, II pI sempIIce: Codete neI SIgno-
re, che vuoI dIre dIvertImento sI, ma unIto aI dovere e aIIa bonta.
E aIIora coraggIo, mettetevI dI buona voIonta, Ieggete Ie norme quI espo
ste e da buonI IIgIIoII IateIe Ieggere aIIa mamma e anche, certo!, aI papa.
Con un partIcoIare rIcordo a voI e IamIgIIarI
don Renzo don Renzo don Renzo don Renzo
SCRZONE : SCRZONE : SCRZONE : SCRZONE :
1) rIempIre e staccare Ia domanda quI annessa
2) portarIa con Ia quota d'IscrIzIone dI L. 50 (entro II 16 ottobre)
3) rItIrare Ia tesserIne per II controIIo.
ORARO : ORARO : ORARO : ORARO :
ore 8 S. Messa deIIa gIovent : e ee e Ia nostra Ia nostra Ia nostra Ia nostra Messa Messa Messa Messa
13 apertura deII'OratorIo: gIochI - dottrIna crIstIana -benedIzIone
- teatro.
N8. - Quest'anno avremo II dIvertImento escIusIvo per I ragazzI.
DomenIca 16 ottobre: Iesta deI ragazzI Iesta deI ragazzI Iesta deI ragazzI Iesta deI ragazzI con Ingresso IIbero a tuttI.
DOMANDA D'SCRZONE ALL'ORATORO DOMANDA D'SCRZONE ALL'ORATORO DOMANDA D'SCRZONE ALL'ORATORO DOMANDA D'SCRZONE ALL'ORATORO

Cognome e nome 1) ............ nato ...... cIasse ...
) ............ ...... ...
IIgIIo dI ............... e dI ............
AbItazIone ............................
FIrma deI genItore
...............
-------------------------------------------------------------
c. .,.,, .
..... .... ... ,.... ........ ._... ... ....__...+. .. .._....
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.. .... ......... .. ... ...... .. ...... .. . c.,...
v. .....+. _...... ... .,..
s erzo
A I P I A N I
La FESTA deI I ' OratorI o I I 23 I ugI I o.

E' la fcsia dcllc faniglic c dci loro lanlini. Vcniic.
Il luogo suggcsiivo, la frcscura dcllc vcrdcggianii frascIc,
la varici dci nuncri c sicura garanzia di riusciia.

In quesra cordialissima serara
- dove allegrezza mescolara all'arre
dove la giovenr qua radunara
vede l'alLero pianr da quesra parre
dopo aver visro el sfolgorar del pino...
.vedar adesso: all Viaggio di Fipino.
Al fine ghe sar... grandiosi... doni.
Se li porra Dalfovo ossia Fipino
che smarisce perfino i panraloni
(solo in commedia) i rivaria pianino
inveze i sar qua molro punruali come
avviene ormai da due Nadali
L'Orarorio, me par, noi senre crisi
gh cine, gh rearro, gh Laldoria
se genera sponranei dei sorrisi,
... anca dei deLiri, (quella un'arra sroria...)
ranro... ghe la lassemo a Monsignore
a rurra sanra gloria del Signore.
A Monsignore, o puLLlico genriie,
gnenre gh' imporra aver ghe dei.
pensieri el voi le pegorelle del suo ovile
Lone, oLedienri (cirradini inrieri)
quindi per quesro Len lo se comprende.
se 'l ciapa con 'na man... con do lo spende.

Co visro scioperare ranra genre.
el fachin el porruario l'impiegaro...
considera persona inrelligenre
specie se dipende dallo sraro,
sciopera el ferroviere... el professore...
e... L!... Mai!... Oh poro Monsignore!!!...
ALDINO BRUNELLI
Anche questanno si svolse la tradizionale
festa di Babbo Natale, che ebbe luogo
marted 30 dicembre nel cinema teatro
dellOratorio. Fedelissimi allappuntamento
i ragazzi. Dopo una divertentissima proie-
zione cinematogra-fica fu la volta del desi-
derato Babbo Natale, che giunse in grop-
pa ad un bel pasciuto cammello, accolto fra
il delirio dei piccoli.
In foto il fedele quadrupede mentre
arranca per la stretta e ripida scala che porta
al palcoscenico. Da qui Babbo Natale,
simpatico, affabile e tanto desiderato, rivol-
ge agli oratoriani affettuose ed istruttive
parole e in fine distribuisce ad ogni iscritto
il paccodono.
Serata gioiosa che valse a divertire e ad
affezionare i ragazzi alla loro casa.
D. Carlo
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Domenica 11 dicembre neI-
Ia saIa deI Cinema-Tealro S.
Iielro si e lenula I'Assem-
bIea generaIe deII' Azione
CalloIica IarrocchiaIe.
AIIe ore 13,30 si da inizio
ai Iavori. SuI aIco hanno
reso oslo con Mons. Arci-
rele i Iresidenli e i rare-
senlanli dei vari grui, in
Ialea Ia quasi lolaIila degIi
ascrilli... aduIli. (Quanlo era
da dirsi in assembIea era e-
ro... udibiIe a lulli, non fu-
rono ammessi i ragazzi er
non obbIigarIi aII'allenzione
er quasi due ore. Sarebbe
slala una lirannia).
Irende Ia aroIa Mons. Ar-
cirele e come rimo ensie-
ro Io rivoIge aI comianlo
Mons. Giovanni Guadagnini
(I'assembIea in iedi ascoIla
commossa) fondalore e a-
nimalore deIIe allivila ar-
rocchiaIi. A viva voce viene
recilalo un De rofundis.
Ioi Mons. Arcirele com-
menla iI fallo avvenulo in
Valicano Ia sera rima. ,,Un
lranviere consegna aI Sanlo
Iadre iI ugnaIe con iI quaIe,












da quando era Iegionario in
Isagna aveva fallo ro-
osilo di logIierGIi Ia vila .
Su roosla dei raresen-
lanli dei grui vengono no-
minali: Iresidenle deIIa as-
sembIea iI Sig. Luigi erla-
gnoIIi, e iI Sig. Gianfranco
SlabiIe, segrelario.
Viene dalo iI ,,via aIIe
reIazioni. Inizia iI sig. Tait
Vittovio residenle deIIa G.I.
A.C., lesserali N.ro 42, Asi-
ranli 44. Isone iI Iavoro
deII'anno e lra I'aIlro dice
che sono scatuvitc lra gIi
Asiranli lre vocazioni sa-
cerdolaIi.
Seconda a arIare e Ia si-
gnovina Pao!i er Ie 165 les-
serale deII'Az. Call. Iemmi-
niIe. Irogramma svoIlo
,Conquisla aI Crislo deIIe
anime. Iormazione deI
gruo deIIe ,,iccoIissime.
Lancia una reghiera aIIe
,,Mamme e dice: Siale
induIgenli con noi se a voIle
manchiamo da casa, se
rubiamo un o' di lemo, e
er darIo aIIa vila deII'As-
sociazione.












Tocca feIicemenle vari
unli e lermina esorlando Ie
Aulorila IccIesiasliche e Ia
Giunla IarrocchiaIe a rivoI-
gere un o' di allenzione aI
movimenlo femminiIe er Ia
reaIizzazione deII' Ovatovic
Fcmmini!c. (allimani nu-
lrili suI aIco e in Ialea).
La Sig. macstva Fvanzoi con
aroIe concise (forma ,,sche-
Ielrica a dire deIIa reIalrice)
esone er iI gruo Donne
di Azione CalloIica, iscrille
N.ro 105.
Rende nola I'allivila, lra
I'aIlro veniamo a conoscenza
che hanno reso arle in
buon numero aI eIIegrinag
gio Diocesano di Az. Call. a
Iine, e soIennizzalo Ianni.
Mi dica Sig. Pamelin, che diavolo
.sta facendo coi suoi uomini allOratorio?
Faccio quanto sono stato pregato di
fare e per giunta alla svelta.
Vedo il piazzale dellOratorio,
almeno in parte, cambiato in sonante
cantiere!
Certo. Dove si abbatte e si ricostrui-
sce non pu essere che cos. Fare e
disfare, dicevano i nostri vecchi, mai
sempre un lavorare!
Fare capisco, ma abbattere poi...
Se vuoi la pace, fa prima la guerra.
Come vedi sono in tema di proverbi. Qui
bisogna demolire, scale non vecchie ma
provvisorie e antiestetiche e necessaria-
mente costruire un nuovo e sicuro giro-
scale con un corpo aggiunto.
Al terzo piano non si pu arrivare
volando. Questo chiaro.
Qui a oriente non cera il muro di
cinta. Ma collaiuto dei giovani di A. C. lo
stiamo costruendo. Mi disse lArciprete
che non vuole nulla degli altri ma desidera
che il suo sia suo, e che la funzionalit
delloratorio non sia pregiudicata.
Sta bene. Sbaglio a supporre che
lentrata dei ragazzi si far quindi da
questa parte?
Per nulla affatto. I ragazzi non en-
treranno pi dalla parte del Cinema ma da
questa parte.
E alla Sala del Cinema Teatro San
Pietro non si pensa? Il soffitto vecchio,
fa le rughe e vorrei dire anche
pericoloso.
Grandi cose, caro mio; tutto sar
sventrato. Anzi di sopra al II piano tutto
gi stato abbattuto; il soffitto sar cam-
biato. modernizzato, la sala rinnovata di
illuminazione, di poltrone e di tinteggia-
tura.
Avremo quindi un S. Pietro radical-
mente rinnovato?
Non solo, ma sopra avremo anche
una grande sala S. Paolo che servir per le
riunioni di A. C., per il Cinema per i
ragazzi e per le loro riunioni. Una sala
dotata dun palcoscenico, duna macchina
da proiezione e a passo ridotto e chiss di
quante altre diavolerie.
Scusi, in confidenza, Sign. Pamelin,
ma il... conquibus dove lo prende lArci-
prete?
Mah!... io credo che qui ci metta 11
dito anzitutto la santa e divina Provviden-
za, poi laiuto dei buoni e poi., lintramon-
tabile coraggio di Mons. Arciprete ...
29 - 3l AotenIre. rosIodufn dnI
SIg. IrosIdonfo Iocosnno sI fonno In
scuoIn or dIrIgonfI uomInI rosso
I`ornforIo. Iroquonfnrono con Inforosso
cIrcn 30 dIrIgonfI doI ocnnnfo.
(!n vIvIssImo grnzIo or II fnnfo
bono oornfo noI cnmo !omInI dnI
Iog. Morco Boeee//i, rosIdonfo doIIn
zonn dI MozzoIombnrdo o orn frnsforIfo
rosso In !nssn dI !IsnrmIo dI Ionfo
Archo).
2-5 DicenIre. Mons. ArcIrofo fon-
no rosso II fonfro S. IIofro 3 conforon-
zo or Io MndrI o Io onno doIIn Iorgn-
fn, II corso o sfnfo nssnI froquonfnfo.
l5 - 23 DicenIre. !n novonn dI n-
fnIo non vIdo mnI I`ArcIrofnIo cos nf-
foIInfn como quosf`nnno. SuI uIIfo sI
nvvIcondnrono or 9 gIornI, dIvorsI orn-
forI.
l3 DicenIre. AssombIon nnnunIo
doII`A. Cnff. InrrochInIo, rosIodufn
dnI r. AIborfInI.
Dol l4 ol l6 DicenIre. !n dIffn
Comm. CIusoo InrIsI mIso In oorn
noIIn nosfrn ChIosn ArcIr. - 2 nuovo
fInosfro IsforInfo n rIcordo doI 50 dI
fondnzIono doIIn Cnssn !urnIo o doIIn
Inm. Coo.

20 DicenIre. Quosfun nnnunIo or
Io Snnfo AnImo. Sommn rnccoIfn !.
46922
25 DicenIre. nfnIo: TuffI nndnro-
no n gnrn nd nIIIofnro bnmbInI o ovorI
o fnmIgIIo IndIgonfI: I IccoII ornforIn-
nI; gII AsIrnnfI, I CIovnnI, Io onno dI
A. C. o In CIovonfu fommInIIo. A Mossn
dI mozznnoffo foIIn comosfIssImn o
cos uro dIcnsI doIIn Mossn vosorfInn.
28 DicenIre. ll fonfro dI S. IIofro
nffoIInfIssImo dnI rngnzzI doII`ornforIo
o dnI ConIforI- CnnfI, oosIo, roIozIo-
nI, nugurI o sconoffo o nIIn fIno Inbbo
nfnIo coI rIsoffIvo dono n cInscuno.
3l DicenIre. To oum dI fIno
d`nnno Iscorso dI Mons. Arc. ChIosn
gromIfn n I I`InvorosImIIo.
l Gennoio 54: Mossn soIonno o
nugurI doII`ArcIrofo, rIcnmbInfI oI
dnIIo AuforIfn, dnI SIndnco, dnIIn
CIunfn o dnI ConsIgIIo ComunnIo nI
comIofo.
2 Gennoio. l Snbnfo doI Moso-
InIzIo doIIn In rnfIcn con Mossn
vosorfInn, rosnrIo commonfnfo o Iu
dI 200 ComunIonI nIIn sorn.



NeII'DratorIo ParrocchIaIe:
Cosiruzionc di un coro nuovo
L. 4.000.000
Pcnsilina csicrna 1.100.000
Doiazionc inianio cincna, con
anncssi c conncssi 2.000.000
Doiazionc dcl Dar 200.000
Scdic arcna csiiva 400.000
Sala da giuoco 100.000
Scala rovvisoria 100.000

Nci rossini ncsi saranno rincssi a nuovo la sa-
la cincnaiografica, il solaio sovrasianic, lc scalc
d'acccsso al II iano.

Per I ragazzI : Per I ragazzI : Per I ragazzI : Per I ragazzI :
Tutte Ie domenIche daIIe 13 aIIe
16.30. I tempo e cosI suddIvIso:
13-14 CIochI In cortIIe e neIIe saIe 14
AIIe sIngoIe cIassI DottrIna crIstIana DottrIna crIstIana DottrIna crIstIana DottrIna crIstIana a a a a
cuI devono IntervenIre tuttI I ragazzI, cuI devono IntervenIre tuttI I ragazzI, cuI devono IntervenIre tuttI I ragazzI, cuI devono IntervenIre tuttI I ragazzI,
anche se non sono IscrIttI aII'oratorIo.


Dopo Ia dottrIna trattenImento In teatro
oppure gIochI aII'aperto e neIIe saIe.

N8. : Le te N8. : Le te N8. : Le te N8. : Le tessere dI presenza sI accettano ssere dI presenza sI accettano ssere dI presenza sI accettano ssere dI presenza sI accettano
IIno aIIe 13.40. IIno aIIe 13.40. IIno aIIe 13.40. IIno aIIe 13.40.
Per I gIovanI : Per I gIovanI : Per I gIovanI : Per I gIovanI :
MartedI, mercoIedI e venerdI sera daIIe
7.30 aIIe 10.
MartedI daIIe 8 aIIe 8.30 cIrca sI so-
spendono I gIochI per Ia adunanza aI
gIovanI dI AzIone CattoIIca.
Le saIe devono essere IascIate In per-
Ietto ordIne. SI raccomanda I'obbedIenza
agII assIstentI, I quaII hanno II dIrItto e II
dovere dI aIIontanare chI coI suo contegno
e dI ostacoIo agII aItrI.

La dIrezIone deII'oratorIo Intende pre-
sentare aI ragazzo e aI gIovane un ambIen-
te sano e gradIto, che sIa dI vantaggIo aIIa
sua educazIone e IormazIone e per questo
chIede Ia coIIaborazIone deI genItorI.
26 ottobre 1953, Mons. ArcIprete consacra 26 ottobre 1953, Mons. ArcIprete consacra 26 ottobre 1953, Mons. ArcIprete consacra 26 ottobre 1953, Mons. ArcIprete consacra
I'OratorIo aI Sacro Cuore dI Ces e a CrI I'OratorIo aI Sacro Cuore dI Ces e a CrI I'OratorIo aI Sacro Cuore dI Ces e a CrI I'OratorIo aI Sacro Cuore dI Ces e a CrIsto sto sto sto
Re Re Re Re (Ioto RInaIdInI).
________________________________
CeniLori, che amaLe i vosLri igli, noi abbiamo un solo
desiderio. poLervi aiuLare nell'opera diicile della loro
educazione. Fcco quello che inLendiamo are all'OraLorio, ma
sappiamo che senza la vosLra collaborazione possiamo oLLenere
ben poco.
Perci ci rivolgiamo a voi e inolLre a LuLLi i membri di quesLa
grande amiglia la parrocchia, perch ognuno ci aiuLi con la
preghiera e, per quanLo possibile, con l'opera sua personale.
Non crediamo di preLenLere Lroppo, se chiediamo che venga
aiuLaLa la casa dove ogni anciullo ed ogni giovane Lrovano
accoglienza raLerna, sano svago ed educazione crisLiana. Ma c'
bisogno dell'opera di LuLLi, perch molLo deve are ancora
l'OraLorio.
Facciamoci una domanda . a parLe i ragazzi, che sono quasi
la LoLaliL, i giovani che requenLano l'OraLorio sono a sLenLo un
cenLinaio, sono LuLLi qui i giovani della Parrocchia F allora dove
vanno
Non vi pu esere persona cui sLia a cuore l'educazione
crisLiana della giovenL che non si preoccupi di quesLa
siLuazione. Fd ecco l'OraLorio venir inconLro, aprir le sue braccia
per accogliere LuLLi anche i nosLri giovani. Per per rendere
quesLa isLiLuzione pi accoglienLe, per aLLrezzarla in modo che
possa corrispondere ai desideri della giovenL, non basLa la
buona volonL dei dirigenLi, occorre comprensione da parLe delle
amiglie, occorrono aiuLi maLeriali-
Occorre la comprensione dei geniLori. Non vogliamo ar
LorLo a nessuno, ma orse acendo un po' d'esame di coscienza,
qualcuno poLrebbe Lrovare un po' di negligenza su quesLo punLo
delicaLo.
Occorrono aiuLi maLeriali. come vive l'OraLrio Con che
mezzi pu aLLrezzarsi e provvedere alla manuLenzione della casa
1ranne qualche raro aiuLo d'eccezione, vive dell'aiuLo dei
beneaLLori , ed i primi beneaLLori sieLe voi ! QuesL'anno poi si
son dovuLi are noLevoli lavori per assicurare e abbellire
l'ambienLe (come si parla in quesLo numero) onde accogliere in
un luogo decoroso i igli vosLri e s' speso un pozzo di soldi.
Raggiunga quesLo inviLo LuLLe le amiglie, accia conoscere
quel poco che siamo riusciLi a are a vanLaggio dell'OraLorio,
porLi agli amici e beneaLLori il nosLro grazie, conidando nella
generosa collaborazione dinnanzi alle varie iniziaLive!

. va .
Si dice cle l'Oiaioiio e il vivaio della
gioveniu, la casa paiioccliale pei ec-
celenza... Non sono slogan convenzionali,
e la iealia cle ogni saceidoie senie e
ceica di aiiuaie nella sua viia saceidoiale.
E' veio cle nella nosiia boigaia l'oi-
ganizzazione e affidaia ai Diieiioie, ma la
iesponsabiliia piima, la viialiia, la spesa
maggioie giava sulle spalle di Mons.
Aicipieie.
In quesia occasione giubilaie l'Oia-
ioiio non puo dimeniicaie cle l'ingian-
dimenio nella paiie ovesi del fabbiicaio,
il cinema, il lavoio dei piossimi gioini pei
l'abbellimenio e adaiiamenio inieino,
sono opeia esclusivamenie Sua e ce lo
confema il pensieio cle fiequeniemenie
l'assilla pei daie una sisiemazione defini-
iiva ad una casa cle non coiiisponde an-
coia alle esigenze aiiuali. E se il iempo
vuole la sua paiie, noi possiamo confidaie
ancle in quesio.
L'Oiaioiio, vale a diie i iagazzi
isciiiii, i giovani, gli Assisienii, specie il
suo Diieiioie, poige un sinceio giazie pei
la Sua opeia in un lavoio ianie volie
oscuio alla genie piofana, cle si feima
solo a vedeie le quaiiio muia della nosiia
casa; iingiazia pei la compiensione e la
fiducia avuia in quesi'anno e si iiene in
doveie di confeimaie pubblicamenie
l'aliaccamenio e l'obbedienza a Colui cle
e il iesponsabile della Paiiocclia, giaccle
l'Oiaioiio se non e paiioccliale peide la
sua iagion d'esseie.
In quesia casa vivono le Associazioni
Caiiolicle della Gioveniu (Soci, Siudenii,
Aspiianii, Fanciulli - Socie, Giovanissime,
Sezioni Minoii) cle lanno come
piogiamma la foimazione peisonale pei
collaboiaie efficacemenie nell'aposiolaio;
veie scuole di foimazione, dove si insegna
e si aiiua il deiio dei Padii: dove e
Pieiio, l e la Cliesa e cle noi vivenii
nella Cliesa iiaduciamo cos: Dov'e il
Paiioco, li e la Cliesa.
Quesio e e iesieia il piincipio delle
nosiie Associazioni iev.mo Monsignoie,
cle deve sosieneie iuiie le nosiie inizia-
iive e assicuiaie l'avveniie pei iendeici
consci delle iesponsabiliia. La coscienza
del nosiio doveie compiuio e l'unione
sempie piu vicina fia la gioveniu masclile
e femminile di A. C. sono i moiivi con-
solanii pei fai iipeieie un gioino a Lei
quello cle Pio XII diceva della gioveniu
caiiolica: Mio valilo e mia coiona.
Quesio il nosiio doveie, quesia la no-
siia meia!
Dono piu bello non lo possiamo iio-
vaie.

ln mezo alla colluvie di
carLa sLampaLa che ogni
giorno esce dalla Lipogra-
a e invade le nosLre ciLL
e i nosLri paesi, silenzioso
sbucaLo il presenLe nu-
mero.
Fsso esce dalla Lipograa
pieno d'una grande spe-
ranza, non per il suo valo-
re inLrinseco, ma per la
bonL della causa che di-
ende. Si disperder per
le case della nosLra par-
rocchia e dir a LuLLi
quanLo sia necessario
l'OraLorio e quanLo abbi-
sogni di aiuLo, lieLo se
poLr dire una buona pa-
rola e indurre qualcuno a
buoni proposiLi concreLi!
Lo scopo di quesLo nu-
mero non quello di are
un auLopanegirico (non
ce ne sarebbe davvero
moLivo), ima di ar del
bene all'OraLorio acen-
dolo conoscere.
F chiss che quesLo nu-
mero non ci riesca.
l| FeccIIcre
c ;-.
A voi geni loii dei noslii vaii iagazzi un
giazi e senli lo.
CI i appeI I i e ii chi ani deI nese scoiso
non sono ii nasli senza ii sposla peich
oggi gI i i scii lli aI I Oialoii o slanno aiii -
vando aI I a lolaI i la.
NeI nenlie vi assi cuii ano di non lia-
di ie I i npegno assunlo, ci pieoccupi ano di
daie un assi slenza senpie ni gI i oie, giazi e
aI I opeia geneiosa dei voslii gi ovani as-
si slenli e un anli enle accogI i enle e puI i lo.
II noslio Oialoii o sla piendendo I a fi -
si ononi a di veia i sli luzi one paiiocchi aI e, e
se ogni i sli luzi one ii spellali I e deve aveie
un piogianna e un iegoI anenlo, anche
I Oialoii o senle i I doveie di fai conosceie
i I suo.
IROCRAMMA
1) Aunenlaie i I nuneio degI i i scii lli che
dovielle iaggi ungeie, I a lolaI i la dei
iagazzi deI I a paiiocchi a.
2) Mi gI i oiaie I oigani zzazi one lecni ca,
cuiando I a foinazi one dei giuppi di
assi slenli len piepaiaI i . In laI nodo i
iagazzi saianno pi soivegI i ali , po-
lianno di veili isi di pi e saia pi fa-
ci I e I oigani zzazi one di nani feslazi oni
sliaoidi naii e (loinei , gi le, ieci le. . . )
3) Cuiaie I azi one foinali va sopiallullo
alliaveiso i I conlallo con I e fani gI i e i n
nodo da iaggi ungeie una coI I aloia-
zi one ieci pioca (conlioI I o piesenze
i nfoinazi oni - adunanze).

RLCOLAMLNTO
1) AI I aI lo deI I ' i scii zi one ogni iagazzo
ii ceve una lesseia che seive a conlioI -
I aie I a iegoI aie piesenza e ele poileia
lulle I e doneni che e fesle, consegnan-
doI a aI I apposi lo i ncaii calo. (I geni loii
ccn|rc||inc ogni voI la e gius|ificninc I e
evenluaI i assenze. )





2) Ogni i scii llo aI I Oialoii o deve usaie:
a) ulli di enza e ii spello ai Supeii oii e
Assi slenli
l) caii la vi cendevoI e con i conpagni
c) ii spello pei I e cose deI I Oialoii o
N. Chi unque di scandaI o o di danno
ai conpagni e aI luon none deI I Oialoii o
saia, pievi o avvi so ai geni loii , I i cenzi alo.
3) L anno si i ni zi a con speci aI e fesla dei
iagazzi e si leini na con I a pieni azi one
dei ni gI i oii pei fiequenza e di sci pI i na.
Le ii cieazi oni saianno iese I i ele con
svaii ali gi ochi , ieci lo, pioi ezi oni e
vaii ela.
N. Duianle I anno vi saia quaI che
i nconlio f ia geni loii e OiaI oii ani .
ORARIO

La vi la oialoii ana si svoI ge coI seguen-
le Oiaii o:

oie 8 S. Messa deI I a gi ovenl

oie 9 apeiluia deI I Oialoii o pei I e Adu-
nanze di A. C.

oie 13 apeiluia deI I Oialoii o pei lulli

oie 14. 15 dollii na aI I e si ngoI e cI assi
(I e cI assi 1 e II naschi I e vengono ac-
canpagnaI e aI I e ScuoI e)
oie 15 funzi one, pei lulli i n Chi eda
oie 17 chi usuia.
La Mcssa dc||a gictcn|u ha I a nedesi na
i npoilanza che I a piesenza aI I a Dollii na.
Saielle desi deiali I e che lulli pai-
leci passeio aI poslo assegnalo pei segui ie
I a 5. Messa coI I elli vanenle. Si a pei I a S.
Messa che. pei I Oia loii o si iaccQfilaalf da
I a nassi na punluaI i la.
|| Dirc||crc dc||Ora|cric

Dal 15 dicembre Dal 15 dicembre Dal 15 dicembre Dal 15 dicembre la S. Novena di Natale pre-
dicata.
26 Dicembre: 26 Dicembre: 26 Dicembre: 26 Dicembre: la Commemorazione del Qua-
rantesimo dell' Oratorio parrocchiale, con
Messa al Mattino per gli Oratoriani vivi e
defuntiediscorsodell' Arciprete.
AlpomeriggioCommemorazioneinteatro.
31 Dicembre Te Deum di fine d' anno: 31 Dicembre Te Deum di fine d' anno: 31 Dicembre Te Deum di fine d' anno: 31 Dicembre Te Deum di fine d' anno: L' Ar-
cipretale gremita di fedeli. Parla Mons.
Decano.
1 Gennaio: 1 Gennaio: 1 Gennaio: 1 Gennaio: Capo d'Anno. Porge gli auguri
l' Arcipreteall' AmministrazioneComunale.
4Gennaio: 4Gennaio: 4Gennaio: 4Gennaio:BabboNataledistribuisceidoniai
200ragazzidell' Oratorio.
6Gennaio: 6Gennaio: 6Gennaio: 6Gennaio:FestadellaS.lnfanzia.




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La formazione delle coscienze la strada maestra
che conduce alla costruzione della civilt.
Uomini che non hanno coscienza di se stessi e di ci
che importante per la propria vita sono incapaci di
costruire la storia, e sono destinati a subire la pres-
sione delle mode e della mentalit dominante.
Molti oggi vivono cosi. Non perch non hanno stu-
diato ma perch non sentono nulla o quasi nulla che
sia importante per la propria vita, nulla che debba
essere difeso, tutelato e sostenuto, al di fuori s'in-
tende di qualche immediato interesse materiale. Sia-
mo arrivati al punto che nemmeno la vita conside-
rata un valore, come stanno a dimostrare l'escalation
degli aborti e i tentativi di legalizzazione dell'euta-
nasia.
Un cambiamento potr avvenire solo se ognuno di
noi riprender coscienza di ci che realmente d un
senso e un valore all'esistenza: Il Regno dei Cieli
simile ad un mercante che va in cerco di perle pre-
ziose: trovata una perla di grande valore, va, vende
tutti i suoi averi e la compra (dal Vangelo di Matteo,
capitolo 13). Con questa parabola Ges ci ha inse-
gnato una verit fondamentale: quel mercante in
cerca di pietre preziose l'uomo, ciascuno di noi:
ci che ci spinge a cercare la nostra stessa natura
di esseri ragionevoli: la perla preziosa ci che d
senso a tutta la nostra vita, cio Cristo stesso. A
partire da questa scoperta nasce in noi una co-
scienza nuova, una personalit nuova: una coscienza
che ha un punto di riferimento, o perci si muove e
incide nella storia.
Il futuro dellumanit si gioca nella formazione delle
coscienze. L dove nello coscienza regna il vuoto, il
conformismo o le ideologie l'uomo schiavo.
Ma l dove nella coscienza custodita una perla
prezio-sa inizia un corso nuovo nella storia.
Il grande compito della nostra comunit cristiana
anzitutto essere cosciente di ci che ha incontrato
(la perla preziosa) e quindi comunicarlo e proporlo
a tutti, e soprattutto ai giovani.
Dove? Ovunque. Anzi, nei centri nevralgici della
societ: l dove i giovani e i ragazzi vivono e cresco-
no. A scuola, soprattutto, che o dovrebbe essere un
luogo educativo per definizione: deve essere dalla
potest civile riconosciuto ai genitori il diritto di sce-
gliere, con vera libert, la scuola o gli altri mezzi di
educazione confacenti con le proprie convinzioni, ha
detto recentemente Giovanni Paolo II. E' un discorso
da riprendere.
Oltre alla scuola il tempo libero: e qui l'inventiva
dei cristiani ha creato gli Oratori. Anche a Mezzolom-
bardo. Che lOratorio torni a vivere non dipende da
nuove tecniche organizzative; dipendo solo dalla co-
scienza che abbiamo noi adulti, dalla volont di co-
municare ai ragazzi il valore pi grande della vita.
Pensiamoci. Una personalit umana non cresce da
sola. e non cresce neanche guardando la televisione
o coltivando qualche hobby. Cresce solo se incontra
un popolo che crede profondamente in qualcosa che
vale, un popolo che ha una coscienza, una
personalit, un volto. Se noi cristiani continuiamo a
nascondere questo volto rester vuota non solo la
nostra vita, ma anche la vita di tutti gli altri: perch
solo Cristo d valore alla vita. Di tutti (con buona
pace di chi si compiace di essere laico).

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ORATORIO... UNA
REALT VIVA
Tante persone si potranno chiedere se esiste a
Mezzolombardo un oratorio? Ne sentono
parlare forse in due o tre occasioni: Natale,
Carnevale e Festa Campestre; per il resto
dellanno silenzio!! La realt unaltra!!! Se
qualche persona adulta in pi si affacciasse
sulla soglia delloratorio ed entrasse da quel
cancello, sentirebbe le grida e il movimento
dei ragazzi (loro per fortuna sanno che
loratorio aperto ogni sabato!). Si fanno tante
cose per questi ragazzi, ma se ne potrebbero
fare di pi, se perdessimo un po del nostro
tempo libero, mettendolo a servizio.
importante essere presenti l dove tanti ragazzi
sentono il bisogno di andare: vedere la
presenza di chi non pi giovane partecipa, ai
loro giochi o iniziative, questo aiuta molto
nella loro crescita. Sentire per le scale o nelle
sale le voci di ragazzi che, se hanno bisogno di
qualcosa, chiamano mamm... e poi si bloccano
e dicono il nome di chi incontrano, ci fa sentire
e capire che hanno bisogno di qualcuno a cui
riferirsi sempre, anche se vogliono farsi vedere
grandi e liberi.
Una grande soddisfazione vedere quei visetti
felici appiccicati al cancello allora dellaper-
ura, desiderosi di entrare e che ti chiedono
insistentemente: cosa facciamo oggi? Il loro
desiderio poter giocare, cantare, dipingere,
realizzare qualcosa con le proprie mani, parte-
cipare a gite. Ma per realizzare tutto questo
necessaria la disponibilit di tante persone.
Non depositando l i ragazzi per due o tre ore
nel pomeriggio, con lidea... ci sar qualcu-
no!!, che si fa vivere unoratorio.
Tanti laici sensibili alleducazione dei ragazzi
possono trovare in questo ambiente unocca-
sione per concretizzare limpegno cristiano.
Concludendo desidero ringraziare di cuore
tutte quelle persone che fino ad oggi ci hanno
aiutato a rendere viva questa realt, sperando
in un futuro migliore, aiutati da tutti voi.
Bruna Micheletti Bert
Grosso successo u MezzoIomburdo
deI Iu commedIu u pu beI u de LuLe
dI SI IvIo CusLeI II, presenLuLu duI CIub
ArmonI u dI TrenLo.
u seruLu uI S. PIeLro, orgunIzzuLu
du Brunu e GIuII uno TuI L, Iu vI sLo I u
presen- zu dI un IoILo pubbIIco cIe


















Iu vIvumenLe upprezzuLo rInIzIuLIvu
degII orgunIzzuLorI e I u presLuzIone
deI Iu noLu compugnI u LrenLInu.
rIcuvuLo, cIrcu un mII Ione dI I Ire,
sLuLo LoLuImenLe devoI uLo quuI e
conLrIbuLo per II resLuuro deI I' oru-
LorIo deII u borguLu.


I rngnzzI doII`ornforIo, con-
dIuvnfI dngII nduIfI doIIn
cooornfIvn In uovn IIn-
nn, hnnno orgnnIzznfo duo
nrfIcoInrI modI dI ncco-
gIIoro II nfnIo coInvoIgon-
do fuffn In ooInzIono dI
MozzoIombnrdo. !n rImn
InIzInfIvn o unn fInccoInfn
or In nco, con cnnfI o rI-
fIossIonI. II corfoo nrfIrn
snbnfo nIIo l? dnI convonfo
doI frnfI o, nffrnvorso Io
vIo doI noso, sI concIudorn
noIIn Inz-zn doIIn chIosn
nrrocchInIo.
!`nIfro nunfnmonfo o
fIssnfo or domonIcn sorn
nIIo 20,30 con unn rnro-
sonfnzIono fonfrnIo orIgI-
nnIo II sIgnor QunIun-
quo. I rngnzzI nuforI o
rofngonIsfI doIIo soffnco-
Io Infondono rosonfnro In
nrnboIn dI un uomo co-
muno dI oggI, uno qunIun-
quo, nunfo, somro nIIo
roso con I mIIIo ImognI o
robIomI doIIn sun fronofI-
cn osIsfonzn, II qunIo un
gIorno, sI frovn dnvnnfI nd
un mIsforo, II nfnIo.

Un corLeo dI crocIuLI, scudIerI,
dume, gIuIIurI e popoIunI deII`e-
pocu deIIu prImu CrocIuLu, sIIIe-
ru murLedi grusso neIIu IesLu dI
cIIusuru dI curnevuIe per Ie vIe
dI MezzoIomburdo. Sono I bum-
bInI deII`oruLorIo, uIuLuLI duI Io-
ro genILorI e duIIu cooperuLIvu
u nuovu PIunu, cIe Iunno
voIuLo sIoggIure I vesLILI deI-
I`epocu per IesLeggIure II curne-
vuIe e muscIerursI In munIeru
InsoIILu. In duIIe vucunze dI
NuLuIe I ruguzzI deIIu borguLu
Lruscorrono II Lempo IIbero per
conIezIonure gII ubILI.
OItre centoventI bambInI sI sono trasIormatI, martedI
scorso, In aItrettantI gnomI daI tIpIco cappeIIo a punta daI
coIorI vIvacIssImI ed hanno attraversato Ie vIe dI Mezzo-
Iombardo a bordo dI un tronco vIaggIante, adornato dI
IunghettI, IIorI dI bosco e con un'enorme accetta con-
IIccata neIIa parte superIore. E InIattI, II mondo degII
gnomI e stato II tema deIIa mascherata organIzzata
quest'anno daIIa CooperatIva Nuova PIana, che gestIsce
I'oratorIo dI MezzoIombardo. TuttI InsIeme bambInI, ge-
nItorI e voIontarI hanno Iavorato per cIrca un mese per Ia
reaIIzzazIone deI costumI rIcavatI tuttI da materIaII dI re-
cupero (vecchI abItI, spago, cartonI) e per Inventare II carro.
Anche quest'anno la sfilata dell'ultimogiorno di Carnevale stata
allietatadallapresenzanumerosissimadelGruppodell'Oratoriocheha
presentatoiltemaGLlGNOMl.
Poche settimane hanno separato gli impegni teatrali per l'al-
lestimento della commedia natalizia, da quelli per il Carnevale, ma
l'entusiasmoel'iniziativadelgruppodeiresponsabilidellaCooperativa
lanuovapianahafattosuperaretutteledifficolteleobiezionicirca
larealizzazionedelprogettocarnevalesco.
Quattro settimane di contatti con le famiglie dei bambini, giorni
frenetici di lavoro in oratorio trasformato in magazzino e sartoria,
mentre in un capannone della borgata i pap allestivano il carro che
comparendo nel piazzale dell'oratorio il 7 febbraio ha sollevato un
grandeOhhhdimeravigliadapartedigrandiepiccini.
da sottolineare il fatto che dato i tempi assai ristretti, per
l'organizzazione di quest'anno stata sollecitata insistentemente la
collaborazione dei genitori dei ragazzi e si notata la disponibilit di
molte persone che ci auguriamo continueranno ad essere presenti
nell'oratorio per riportarlo ad essere centro vitale e propulsore delle
iniziativeparrocchialinonsolodicatechesiperiragazziepergliadulti.
Attualmente l'oratorio aperto il sabato pomeriggio dalle 14.30
alle 17.00 e sono previste con l'aprirsi della bella stagione alcune
iniziativeaH'aperto.primatratuttelaFESTADlPRlMAVERAnelprimo
sabato di aprile; l'attivit poi avr il suo culmine che conclusione
dell'anno sociale con la 5
a
FESTA DELL'ORATORlO che sar
organizzataneigiornisabato10edomenica11giugno.
lnfineilConsigliodiAmministrazionedellaCooperativalanuova
piana che gestisce l'Oratorio Parrocchiale informa che indetta
l'AssembleadeiSociperSabato15aprileadore21.lntaleoccasione
oltre agli adempimenti di legge, quali la presentazione del bilancio
consultivoelarelazionedelPresidentesardiscussal'attivitfuturaeil
rinnovo delle cariche sociali, essendo trascorsi gi tre anni dalla
fondazionedellaCooperativa.
Spagna, che ligi al dovere volevano controllare da
vicino i loro possedimenti. Questi per, per non
spendere troppo (no se sa ben se i p nonesi che
spagnoi), viaggiavano in 2
a
classe, cio seguivano
a nuoto la nave con i loro servitori, un po di
gente comune, ed alcuni marinai P.d.C. (=
pettegolezzi di caravella)
dopo questo viaggio STOP re e regina cure
termali STOP guarire da vecchio acciacco STOP
venuto loro dopo lunga permanenza in acqua
STOP
Ritornando a noi, cerano anche gli indios,
che nei loro costumini ballavano e cantavano le
loro danze popolari.
Dopo varie ore ... i nostri valorosi sono giunti
ad attraccare al porto di S. Salvador, dove la gente
del luogo li stava aspettando insieme ad alcuni
altri viaggiatori (ndr. gli altri carri). L al porto
un profumo di maccheroni e di lucaniche
incomparabile: sono stati accolti da tutti in modo
egregio. Tutto per ha un fine; e cos anche questa
giornata si stava concludendo. Girata la nave ci si
preparati per tornare a porto Palos, dove tutti,
regnanti compresi, hanno abbandonato le loro
vesti, reumatismi ecc., per ritornare a
Mezzolombardo travestiti da gente comune.
Scherzi a parte (ehm... paragoni a parte), un
altro carnevale stato messo in archivio con
successo, grazie alla presenza e allaiuto di tante
persone!!! Lunione fa la forza... l'unione fa la
nave!!!
Grazie a tutti e... pensiamo gi al tema del
prossimo anno!
Chi ara Vettorazzi
si, cari ragazzi e ragazze, signori e signore,
cominciata cos anche questanno lavventura
del carnevale. Subito un gruppo di genitori (ndr. il
Gruppo Oratorio) si sono messi al lavoro per
trovare un tema da sviluppare. Cos pensa e
ripensa il tema saltato fuori.
Ebbene si, era la ricorrenza della scoperta
di quei staterelli che noi tutti, almeno spero,
conosciamo: le Americhe. Pensate un po, 500
anni fa, un tipetto di nome C.C., navigando su e
gi per i mari con la sua bagnarola, simbattc in
queste terre del tutto a lui sconosciute.
Cos il nostro Oratorio ha preso questo tipetto
come immagine e lavora-lavora, idea dopo idea,
addirittura una nave stata varata!! Ehi!!, ma ci
avete pensato... una nave, proprio qui a
Mezzolombardo, nel Trentino, fra i monti, le viti,
i pini... proprio uno scherzo di Carnevale!!!
Per farla breve... lultimo giorno di carnevale
sono salpati da porto Palos. Cerano tutti,
compreso il frate, per benedizioni ed estremi
saluti; ma la cosa veramente curiosa che a
questo viaggetto partecipavano anche i regnanti di

uo 45 oool ll cloemo 5. lletto Jl Mezzo-
lombotJo lo ottlvlt eJ oocbe ooo Jel po-
cblsslml tlmostl lo ptovloclo. 5e peoslomo cbe
ooo veotloo Jl oool fo oqol plccolo poese ovevo
ll soo cloemo, cbe le pottoccble focevooo Je-
bltl pet competote ooo moccbloo Jl ptolezlooe
(oocbe osoto) pet essete oll'oltezzo Jel templ,
pet Jote oo sooo Jlvettlmeoto ollo ptoptlo
qeote, posslomo Jlte cbe lo poco tempo
combloto ll moJo Jl Jlvettltsl. ootomoblle,
Jlscoteco, spott ecc. foooo lo potte Jel leooe,
pol lo televlslooe, cbe oo fotte coocotteote. ll
cloemo coJoto lo ooo qtove ctlsl, tott'oto
eslsteote. lofottl le sole cblose, slo pottoccbloll,
cbe ptlvote, sooo toote. Aocbe MezzolombotJo
ooo sl solvo. lo solo ptlvoto stoto cbloso,
veoJoto e oJottoto oJ olttl scopl. MolqtoJo
totto poesto, ll cloemo-1eotto 5. lletto
oocoto foozloooote, slo coo spettocoll cloemo-
toqtoflcl oel petloJo ottobte optlle, slo coo
spettocoll teottoll, coocettl, ossemblee, esseoJo
l'oolco solo eslsteote oello botqoto pet toll mo-
olfestozlool.
A tole scopo lmpottoote cbe eslsto oocoto
oo qtoppetto Jl voloototl, lotetessotl o cootl-
ooote poesto setvlzlo cbe lo lottoccblo offte
ollo comoolt locole e Jl totto lo zooo.
lo scelto Jel fllm sempte pl Jlfflcoltoso,
petcb lo ptoJozlooe ltollooo e sttooleto ptopo-
oe ttoppe pelllcole cbe ooo sooo oJotte ollo oo-
stto solo.
45 oool Jl lovoto, Jl setvlzlo, cbe obblomo
offetto o tottl loJlstlotomeote, e cbe cl ooqotlo-
mo Jl potet cootlooote oJ offtlte oocbe oel
fototo, pet poootl oocoto omooo ll cloemo.
Serg|o Da||ago
Sagra! Festa per grandi e bambini, colori, musica, gioia.
Quanti di noi custodiscono un dolce ricordo di quando bambini ci
tuffavamo nel mare di bancarelle colorate?
Lodore dolciastro di zucchero filato, i pop-corn da sgranoc-chiare
chiaccherando con gli amici, le giostre, i palloncini colorati e poi...
E poi ad un certo punto del percorso una sosta particolare, quasi
obbligata, e... alzi pure la mano chi sa resistere alla tentazione di
giocarsi qualche cosa al magico VASO DELLA FORTUNA!
Un po magico lo sicuramente, ad ogni giocata ti dona qualcosa; se
poi sei anche un tipo fortunato, il dono pu essere davvero grande!
Anche questanno come tutti gli anni per tradizione si terr nella
borgata la sagra dei SS. Pietro e Paolo.
In questoccasione quindi linstancabile gruppo oratorio, si sta
prodigando per organizzare un super vaso della fortuna; e vi assicuro
che in questo momento di lavoro ce n davvero per tutti.
Prima di tutto sono state distribuite porta a porta pi di 200 lettere
alle varie attivit economiche di Mezzolombardo con la richiesta di
partecipare ad arricchire i! montepremi del vaso fortunato.
Dopo una pausa mensile per lasciare il tempo di predisporre lofferta,
iniziata a pieno ritmo la grande raccolta.
Un gruppo di mamme volonterose, nei ritagli di tempo, sono passate a
ritirare le varie offerte che, contrassegnate dal numero fortunato finiranno
nel vaso in attesa di essere estratte da mani impazienti!
Migliaia di minuscoli bigliettini arrotolati e i vari regali, catalogati da
un minuzioso inventario, troveranno un posto nella grande esposizione che
affianca il vaso.
Cos, dopo un mese di paziente lavoro sar festa anche questanno per
piccoli e grandi.
Per il gruppo oratorio il vaso della fortuna rappresenta una preziosa
fonte di finanziamento alla quale attingere per le varie spese da affrontare
per organizzare le attivit ricreative per i bambini e ragazzi che
frequentano loratorio.
Loratorio il luogo dove si creano le occasioni per far incontrare
bambini e ragazzi nel segno di valori quali lamicizia, laccoglienza, la
condivisione, la solidariet, per affrontare assieme un cammino che sia di
crescita vera.
Ecco perch un grazie particolare va a tutti coloro che contribuiscono
allallestimento del vaso della fortuna, in quanto indirettamente rendono
possibile il mantenimento di un dialogo di crescita comunitaria per i nostri
ragazzi.
Dialogo che ora, con linizio del tempo vacanziero potr continuare nei
campeggi organizzati nella nuova casa parrocchiale di Salter in Val di Non.
Vi aspettiamo numerosi allemozionante pesca del vaso con un augurio
speciale di... BUONA FORTUNA!!
Con la fine delle vacanze estive e la riapertura delle scuole
ricominciata l'attivit dellOratorio, che ormai da anni im-
pegna parecchi adulti, giovani e bambini della comunit di
Mezzolombardo. Lamicizia, la collaborazione, la fede, so-
no gli ingredienti principali che permettono di costruire
insieme e di dare vita ad una crescita interiore riguardante
non solo i giovani o i bambini, ma anche tutte le persone
mature che prendono parte alle varie iniziative. Linivito
rivolto ad ognuno con gioioso ardore proprio: Vieni an-
che tu nella squadra del cuore!. Questo stato lo slogan, il
motivo di fondo, dellannuale Festa del CIAO del 24 ot-
tobre scorso, con la quale si dato il via sia allanno
oratoriano, sia a quello catechistico. Ed proprio lo spirito
di squadra, infatti, la coscienza di essere fratelli in Ges,
di essere uniti tutti dal vincolo invisibile dellamore di Dio
che anima quotidianamente coloro che, in vario modo,
partecipano alle attivit dellOratorio.
Alla festa del CIAO seguita poi, con altrettanto successo,
la tradizionale castagnata. Il 7 novembre pi di 120
bambini si sono radunati nel cortile dellOratorio, impa-
zienti di divertirsi, giocare, cantare, e soprattutto gustare le
squisite castagne preparate da alcuni volenterosi genitori!
LOratorio non solo luogo di gioco e di festa: anche un
punto di riferimento, dove si possono fare esperienze nuove
e costruttive, dove si pu imparare, dove si pu crescere. I
ragazzi lo sanno bene, ed per questo che proposte pi im-
pegnative, come quella della preparazione della RECITA
NATALIZIA hanno trovato anche questanno largo con-
senso, interesse e partecipazione. Tra il vociare dei bimbeiti
delle Elementari che gironzolano felici per le sale chieden-
dosi lun laltro - sarai una pecorella o un angioletto? -,
genitori, giovani e ragazzi collaborano ogni sabato allalle-
stimento delle scenografie e allanimazione delle canzoni,
mentre piccoli attori in erba e coristi si preparano per
andare in scena mercoled 23 dicembre. Il frutto del loro
lavoro gratuito e disinteressato vuole essere il dono della
squadra dellOratorio alla comunit in occasione del
Santo Natale; un dono che si fa portavoce, come la FIAC-
COLATA DELLA PACE (prevista per il 19 del mese), del
significato profondo del Natale cristiano e che dimostra la
coscienza in tanti giovani del vero senso di questa Festa.
Tutto questo lOratorio: lespressione del bisogno di
donarsi gratuitamente, di essere portatori di amore, di gri-
dare al mondo sulle note allegre di una canzone: Vieni
nella squadra di Dio dovrai soltanto amare!

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annunci at o l o spet t acol o Noi , fi -
gl i dei magi sul l edi zi one di mer-
col ed 25 maggi o: i n real t l a rap-
present azi one va i n scena st asera,
al l e 21, al t eat ro S. Pi et ro di Mez-
zol ombardo.
Present at o dal Gruppo orat ori o di
Mezzol ombardo, l o spet t acol o ha
per prot agoni st a un gruppo di gi o-
vani che vi ve sul l onda del l a mo-
da. Tut t o va bene, fi nch qual cuno
i ni zi a a porsi del l e domande e a
cercare del l e ri spost e, che non si a-
no quel l e faci l i di una soci et t rop-
po superfi ci al e. I gi ovani seguono
l a sci a che l asci a una st el l a, quel l a
che port a al senso del l a vi t a.

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Sabato 1 ottobre sono iniziate come di consueto, le
attivit oratoriane con la Festa del Ciao; incontro, come
dice la parola, allinsegna del saluto, del benvenuto, del
ben ritrovarci dopo le lunghe vacanze estive.
Hanno partecipato in tanti, bambini, ragazzi ed anche
genitori. Allinizio il gruppo si diviso in 4 squadre e i
componenti di ciascuna squadra hanno dovuto inventare
un motivetto musicale di rico-noscimento. Poi iniziati i
giochi, simpatici e coin-volgenti, suscitando fra piccoli e
adulti spensieratezza e allegria.
Al termine gli adulti, hanno offerto una gustosa merenda
e, fra canti e battute terminato il piacevole pomeriggio.
Il primo di molti altri!

Anna Devigili











Forza, indovinate! qual la festa pi
colorata, bizzarra, scherzosa che esista?
Ma certo: il CA!"#A$", che anche
quest%anno arrivato puntuale con la solita
alle&ria, &li i''ancabili scherzi, le 'asche(
re, le sfilate e i carri)
A proposito di sfilate e carri, spero che
nessuno di voi sia 'ancato alla tradizionale
sfilata delle 'aschere di Mezzolo'bardo,
altri'enti vi sarete persi
un 'a&nifico carro, il cui
te'a era: lA!*+C,
"-+**,) +''a&ino che
starete pensando al
carro dell%,ratorio! !on
state sba&liando! Anche
quest%anno abbia'o
partecipato a questa
sfilata con lalle&ria e la vitalit. di se'pre,
&razie alla presenza 'assiccia di tante
'aschere)
/uestanno ben 012 ba'bini, ra&azzi,
&iova ni e adulti, hanno fatto rivivere
insie'e, e con sue cesso, lat'osfera della
civilt. e&iziana) !atural'ente per la riuscita
di tutto ci3, c li'pe&no di pap., 'a''e
e &iovani, che hanno dise&nato, costruito e
colorato un fantastico carro, che hanno
svolto tutti &li altri piccoli lavori, senza i
quali niente di tutto ci3 che avete a''irato
sarebbe stato possibile) *rovarsi o&ni
sabato po'eri&&io, correre per il paese per
dare &li ulti'i ritocchi al carro per la sfilata
persino la sera
precedente al &ran(
de &iorno, sono se(
&nali di quanto sta
a cuore questa ini(
ziativa, che sa coin(
vol&ere tutte le fa(
sce det.)
/uindi, 'i rac(
co'ando, quando pensate al carnevale
dell,ratorio, ricordate che frutto del
faticoso lavoro di 'olte persone!
Ciao e))) al prossi'o carnevale!
Francesca Magagna



Zambana, 7 gennaio 1995 - Teatro Comunale
Elsa: Bepi! Bati che le man!
Bepi: Che sonte drio a far,dime? Vos che me lepelia?
Elsa: As sent che bravi chei mateloti; la gaveva reson
la Mariota!
Bepi: S, s, la gaveva propri reson! Pec che ghera
le careghe scomode!
Elsa: Ah, mi no ai sent nient no, eri masa
concentrada a vardar la comedia!Lera la seconda
volta che la vedevi, ma la m piasesta ancor de p
dela prima!
Bepi: La stada propri bela: na bela dormida!...cio,
na bela comedia!

Elsa: No sta dirme che as dorm tut el temp, no?! No
so p che far con ti no, mefas deventar mata!
Bepi: No sta enrabiarte, no, el sas ben che col scur
me se sera i oci! L en
pez che sen sposadi,
dovresti saverlo!
Elsa:No ghe credi, no.
No as vist nient, nanca
i Magi che nava drio
ala stela, nanca en
balet con tuli chei popi
pizoi! E dopo ghera el
re Erode: vedesti che
bela scenografia! Oh,
ma ti dormives, no
lposibilno... che om che gai! Ma che onte fat mi per
gaver n om del genere! Bepi: Ah, mi no sai no. Mi so
sol che me mare la diseva: Dio i li f e po' i li
acopia ...
Elsa: Che voresti dir po ?
Bepi: Oh, nient; chi ga rece per intender intenda, el
diseva el Sior Idio!
Elsa: Scolteme Bepi, las finida o no, l na vergogna
che te fosti endromenz perch ghe voi en po de
rispet per tuta sta zent che laor, chei che vegn sul
palco e chei che rest dedrio. Ghe vol mesi: i a
enpar i canti, i boleti e tute le pari e i si pizoi! Ala
fin i a tolt en popo vero per far el Bambine!,
e l sta cos da ben... En spetacol! E che bele canzon
che a cant el coro! Lultima en speziai modo; s, s,
propri bela...e ti propri en bel asen! Bepi: Scolteme
Elsa, me despias tant che fosti cos enrabiada, ma
pensa che almen no ai rus!
Elsa: Ghe mancava sol che
rusasti anca! Dai, movite,
pasa fora, che gai da nar en
tei let! Bepi: Ah, mi no ghe nai
bisogn. no!
Elsa: El sai ben, ma no
menteresa nient, no tefermes
no al bar! Movite, dai Bepi,
chenen a casa e bona not a
tuti!!




Domenica 12 febbraio il gruppo
oratorio ha proposto la gita sulla
neve a Cananei, in val di Fassa.
Per famiglie e bambini parteci-
panti stata una giornata di sva-
go e di sport da ricordare.
I partecipanti, circa 130 persone,
sono partiti in pullman alle 7.30
e sono arrivati ad Alba di Cana-
zei, dove un folto gruppo ha pas-
sato la mattinata pattinando nel
palazzo del ghiaccio.
Altri si sono divertiti con gli
slittini sui pendii nelle vicinanze.
Dopo il pranzo nella canonica
della chiesa di Canazei, il diver-
timento continuato nel pome-
riggio con passeggiate e discese
con le slitte sui prati innevati.
Alle 16.30 e stata celebrata la S.
Messa e poi tutta lallegra e nu-
merosa comitiva e rientrata a
Mezzolombardo.
Con queste iniziative, loratorio
si conferma centro di aggrega-
zione e di socializzazione per i
ragazzi di Mezzolombardo, riu-
scendo spesso a coinvolgere an-
che i genitori in attivit del tem-
po libero e dello sport.













Le stelle non si spengono il
titolo della recita natalizia che il
Piccolo teatro dellOratorio ha
presentato mercoled 21 dicembre
presso il cinema S. Pietro.
La sala era gremita e il pubblico
con i suoi applausi ha pi volte
manifestalo apprezzamento per
limpegno e la bravura dei piccoli
attori e del coro. Particolarmente
graditi sono stati anche il dialogo
iniziale fra due personaggi tipici
trentini e le danze. Protagonisti
della recita erano i tre re magi che
avevano visto brillare la stella
cometa e lavevano seguila alla
ricerca del Salvatore; riferendosi a
questa loro esperienza, stala pro-
posta una riflessione sulla costante
ricerca delluomo del senso e della
felicit per la sua vita. Comples-
sivamente, sul palco e dietro le
quinte, questa recita ha coinvolto
circa 60 persone fra piccoli e gran-
di; al termine della serata il
parroco, don Olivo Rocchetti, ha
rivolto a tutti un sentito ringrazia-
mento. Unaltra iniziativa che a
Mezzolombardo ormai una tradi-
zione la fiaccolata della pace che
si svolta il giorno seguente, gio-



















ved 22 dicembre. Alle 17, un folto
gruppo di persone di tutte le et si
ritrovato davanti alla chiesa del
convento dei francescani; l sono
state distribuite le fiaccole e poi,
incurante del freddo e del vento, il
corteo, aperto da uno striscione
bianco con la scritta Pace, ha
percorso le vie centrali del paese
fino alla chiesa parrocchiale.
Durante il percorso, con preghiere
e canti, i partecipanti hanno potuto
riflettere sulla pace e sul significato
del Natale del Signore ed hanno ri-
badito laspirazione alla pace per
tutta lumanit, contro odio,
violenze, discriminazioni e guerre.
Si poi ripetuta anche questanno,
con notevole successo e numerose
adesioni, la mostra dei presepi
allestiti in vari punti del paese;
anche in questo caso, grazie
allimpegno c alla capacit di
singole persone e di associazioni,
stalo fornito un richiamo al vero
motivo della festa del Natale, con
rappresentazioni di varia forma, da
quelle tradizionali e semplici a
quelle pi particolari ed elaborate.

F.T.



Proseguono senza sosta le attivit
che loratorio propone a tutti i ra-
gazzi. Dopo il successo dei recital
Buon compleanno Ges, ora
tempo di preparativi per le mani-
festazioni del Carnevale, in cui gli
amici delloratorio riescono a co-
involgere un grande numero di
bambini e famiglie.
Ormai da alcuni anni, in questo
periodo, si registra una grande e
allegra mobilitazione: le mamme
e molti pap partecipano volen-
tieri ai lavori per allestire il carro
e per cucire i vestiti dei gruppo
mascherato, ritrovandosi insieme
nelle sale delloratorio che si tra-
sformano in un laboratorio per-
manente.
I bambini si iscrivono alla sfilata
e corcano negli armadi gli indu-
menti che possono essere utiliz-
zati per mascherarsi a tema.
Questanno e stato proposto
Robin Hood" e quindi ci si pu
travestire per rappresentare i vari
personaggi della storia: abitanti di
Nottingham, compagni di Robin
Hood, lady Marian e dame di
compagnia, soldati, giullari e me-
nestrelli. Le iscrizioni vengono
raccolte airoratorio che e sempre
aperto al sabato pomeriggio per
accogliere tutti i ragazzi che
desiderano incontrarsi e giocare
in compagnia.
La sfilata si svolger il 20 feb-
braio, ultimo giorno di Carnevale.

F. Tapparelli








E proprio vero che quando
una struttura viene a man-
care ci si rendiconto della
sua importanza: il caso del
cinema-teatro S. Pietro,
chiuso da alcuni mesi, per-
ch fra breve dovrebbero i-
niziare i lavori di ristruttu-
razione.
E la sala pi capiente della
borgata, ed in questo perio-
do manifestazioni, riunioni e
assemblee di gruppi nu-
merosi devono essere svolle,
non senza difficolt, in altre
sedi. Cos successo per la
recita natalizia preparata dai
bimbi delloratorio con
impegno e bravura, questan-
no allestita in chiesa. I pic-
coli attori, accompagnati da
brani musicali eseguiti dal
coro Osanna, hanno propo-
sto Ges arriva in treno
che ha interesssato e diverti-


to piccoli e grandi interve-
nuti numerosi la sera del 21
dicembre. La recita stata
poi replicata il 4 gennaio
nel teatro di Zambana.
La chiusura forzata del tea-
tro ha costretto anche il
Circolo Culturale 78 ed il
Comune, organizzatori della
stagione teatrale, a trasferire
le rappresentazioni nella sa-
la civica in corso del Popo-
lo. Laula dove si riunisce il
Consiglio comunale, con


150 posti a sedere, stata
opportunamente adattata.
Sono gi stati proposti tre
dei sette spettacoli previsti
in cartellone.
I prossimi appuntamenti so-
no: il 25 gennaio sar la
volta di Concert comique
n. 2, il 3 febbraio Valeria
Valeri presenter la diver-
tente commedia Il clan del-
le vedove. Il testo di Piran-
dello Sei personaggi in cer-
ca dautore andr in scena
il 25 febbraio, mentre il 7
marzo la compagnia di
Vicenza La trappola pre-
senter una rappresentazio-
ne i comica ambientata nel
carnevale di Venezia del
1748 La muger dellotto-
man.
F. Tapparelli

La promozione in A2 stata uno gioia
immensa per tutti noi dell'ltas Volley. E'
inutile nasconderlo. Non si trotta solo di
essere appagati per l'aver raggiunto un
cos alto traguardo sportivo. No. Questo
promozione rappresenta qualcosa di pi.
!er noi stata quasi uno sorta di premio"
di riconoscimento" per anni di lavoro
spesso oscuro" di molte persone. #n
lavoro" il loro" il nostro" c$e non si
limitato alla prima squadra" ma c$e $a
interessato" sempre" tutto il settore gio%
vanile. &vvero tutti quei ragazzi % intesi
come moasc$i e 'emmine % c$e ogni
giorno vanno in palestra" per 'are uno
sport sano" ma anc$e per stare assieme"
per con'rontarsi con altri giovani" per
crescere quindi attraverso un sono
momento sportivo % comunitario. #n la%
voro svolto sempre con piacere anc$e se
questo $o signi'icato (ru)are( tempo alla
'amiglia % nel mio caso moglie e 'iglia
*ora 'iglie+ % per dare qualcosa % non so
quanto % agli altri.
Non sono stati certamente poc$i i 'ine
settimana nei quali" tornati a casa di
primo mattino da una lungo tras'erta con
la prima squadra" non c, stato nemmeno
il tempo di andare a letto" c$e si
dovuto correre in palestra con i nostri
ragazzi o solire in macc$ina per portarli o
giocare qua e l- per il .rentino" ovvero
tirare tardi la sera per programmare"
decidere" e tant'altro anc$e in momenti
neri c$e sicuramente erano da prendere
a scusante per mollare tutto.






.utto ci/ non so dire quanta 'atica
costata" ma certo c$e il pensiero mio e
di altri dirigenti *alcuni sulla )reccia 'in
dal 0122" anno di 'ondazione del Volley
3ezzolom)ardo+ c$e ogni giorno dedi%
cano il loro tempo alle varie squadre gio%
vanili andato a loro. Ai ragazzi4 5i-"
perc$6 vederli saltare" colpire lo palla"
correre e 'esteggiare per un punto vinto
rappresenta" senza 'alsa retorica" una
gioia immensa" impaga)ile" c$e pu/
essere scam)iata con poc$e oltre.
Quest'anno gli s'orzi sono poi stati molti
di pi. La nostra societ- $o in'atti
raggiunto i circa 078 tesserati. Quasi lo
met- di questi poi $anno preso parte al
mini volley. E questo" se m' concesso
sottolinearlo" $a rappresentato un tra%
guardo assai simile alla promozione in
A2. Non esagero. 9redo in'atti sia molto
importante constatare come cos tante
'amiglie a))iano avuto 'iducia nel nostro
lavoro" c$e" come $o detto sopra" non si
limita" e mai dovr- 'arlo" ad insegnare
)ag$er e palleggio" )attuta e sc$iacciata"
ma deve portare anc$e un contri)uto"
magari anc$e piccolo" alla crescita di
questi ragazzini.
:ino a c$e riusciremo a 'are questo credo
c$e anc$e le alzatacce" le serate a tirare
tardi per rispettare i tempi e le ore tolte
alle nostre 'amiglie" ringraziarle e poco"
possano essere sopporta)ili e giu%
sti'ica)ili. Auguriamoci c$e tutto questo
possa durare ancora a lungo anc$e se"
per quanto ci riguarda" non a))iamo
proprio du))i in merito.
Danilo Ferrari


Quando si deve andare in gita prassi pregare gi giorni prima che il tempo sia
bello (o che piova se uno proprio non ha la forza di andarci, sperando in un rinvio).
La gita annuale sulla neve dell'oratorio vedeva questanno la partecipazione di tanti
bambini e ragazzi che. pieni di energie e desiderosi di partire avranno tutti pregato
per il bel tempo. Penso tutti, poich arrivato un sole cos caldo che sopra i prati al
posto della neve quasi si trovavano spighe di grano. Paesaggio che naturalmente
non ha soddisfatto le aspettative dei grandi, ma soprattutto dei pi piccoli.
Un tempo un po' giocondo che, forse vedendo di aver esagerato un po, ha cercato
di rimediare investendo quella domenica , 22 febbraio. San Marino di Castrozza con
una bella ondata di gelo e con nuvoloni, dai quali cominciava a scendere qualche
timido fiocco di neve. Forse troppo tardi per rimediare, ma si sa com questo
tempo, un po pazzerello, e in fondo possiamo perdonarlo.
Perch in fin dei conti in una vivace compagnia non dovrebbe esserci sole cos
caldo che possa sciogliere le amicizie n vento cosi freddo che ne geli lardore.
E cos in fondo stato, forse in maggior misura per i ragazzi pi grandi che
veramente numerosi hanno partecipato, con chitarre e canzoni, a questa gita.
Non si pu pretendere questo spirito di affiatamento nei bambini in modo cos
sentito, ma anche loro hanno trovato il modo di divertirsi, perch si sa che una
grande qualit dei bambini di riuscire a trasformare in un castello anche un sasso
se ben condito della loro fantasia. Ma proprio loro sono stati i pi delusi dal tempo,
con i loro slittini a caccia di neve. Peccato che questo sia successo la prima volta
che si andava a San Martino, forse questo avr suscitato rimpianti perAlba di
Canazei, ma anche l, tramite una telefonata, ci si accertati che neve non ce nera
e il pattinaggio, con i suoi orari non era sufficiente.
San Martino si era scelto perch pi comodo un po per tutti e in particolare per le
cuoche in aiuto, perch consentiva di avere un punto dappoggio, una casa calda e
confortevole ( e finalmente con una cucina). E sono da ringraziare tutti quelli che
hanno dato una mano nellorganizzazione, le cuoche, i genitori che ci hanno accom-
pagnato con le loro macchine e naturalmente chi per programmare tutto si fatto in
quattro. Ai ragazzi e ai bambini da questo punto di vista non mancato niente, dolci
di ogni tipo si alternavano sulla tavola. Ma il tempo cos e l'unica cosa che si pu
fare sperare che sia pi tranquillo la prossima volta.

COVA EMILIO


Luned 21 dicembre 1998, ore 20.30
Palestra Comunale
ORATORIO E CORO OSANNA

Il Piccolo Teatro dellOratorio e il Coro Osanna
presentano il recital natalizio

IL CASO NATALE
Ad ogni natale il Piccolo Teatro dellOratorio ed il
coro Osanna presentano ormai da molti anni un recital
che raccoglie pi di un centinaio di partecipanti fra
bambini, ragazzi e giovani, in unesperienza che unisce
il teatro, il canto e la danza in modo semplice e
immediato. Il Natale viene cos raccontato nei suoi
significati pi importanti attraverso la partecipazione
attiva dei ragazzi, che sono i veri protagonisti dello
spettacolo, e degli adulti, che collaborano con un vasto
lavoro di volontariato da dietro le quinte per
lallestimento della regia, delle scenografie, dei
costumi, e per la realizzazione di coreografie, musiche
e canti. Questanno un piccolo investigatore alle
prese con uno strano caso, il caso Natale; vedremo
come sar in grado di risolverlo


Chi non ricorda il film La carica dei 101 con
tutti quei cuccioli minacciati di essere trasfor-
mati in pellicce da quella creatura del male
per eccellenza che Crudelia De Mon. O per-
ch uno di quegli spettacoli che non si pos-
sono rifiutare ai bambini o perch nel ruolo di
accompagnatori anche gli adulti venivano
Contagiati, fatto sta che questo film dani-
mazione del 1961, riproposto in versione
realistica" nel 1996 stato uno dei pi fortu-
nati classici della Walt Disney. Tale contagio
ha fatto si che lOratorio di Mezzolombardo,
abbia scelto come soggetto per il Carnevale
98 i simpatici cuccioli dalmata.
Limpegno, per la realizzazione dei ben 120
costumi, stato veramente sentito anche da
parte della comunit: infatti grazie allaiuto di
alcune nonne, mamme e pap stato possibile
portare a temiine liniziativa. Erano infatti
presenti tutti i personaggi del racconto, Peggy,
Pongo, Crudelia De Mon, Rudi, Anita, Gaspa-
re. Orazio, i cani solidali con i dalmata, e na-
turalmente i 101 cuccioli dalmata.
Questo grazie si estende anche ai realizzatori
del carro allegorico, che ha fatto da cornice al
gruppo mascherato.
Visto che anche Giove Pluvio, stato cle-
mente. questo marted grasso 1998 stato un
vero successo sia in termini di partecipazione
che di divertimento e chiss che nel diver-
timento e nello scherzo, vissuto dai bambini
qualcuno abbia intravisto, dei valori relativi
alla amicizia alla solidariet, tra le persone e
perch no. anche nei confronti degli animali
Corrado Aldrighetti














Chi non ha mai desiderato di far parte, o,
quantomeno di salire su un carro di carneva-
le? B, per molti bambini, quest'anno non
stato un desiderio irrealizzabile, ma una pia-
cevole realt.
Il 14 febbraio, infatti, anche Mezzolombardo.
ha avuto il suo splendido carnevale. Il tema
era: "La carica dei 101". Il carro, (casa dei
cuccioli) ed il trattore, (macchina di Crude-
lia): sono partiti dalla canonica alle ore 14.00.
per recarsi al punto di partenza, in... dove li
attendevano altri carri provenienti dai paesi
vicini.
Gli iscritti al carnevale per: "la carica dei 101"
erano pi di cento, per l'esattezza 120 e si so-
no divertiti tutti, a sfilare per le vie del paese
vestiti ovviamente .con i costumi della "cari-
ca": cerano bambini di un po' tutte le et, da
quelli pi piccoli dell'asilo, a quelli un po' pi
grandicelli delle scuole medie. Dopo aver fat-
to il tragitto designato:... i carri si sono riuniti
in piazza... per assistere alla premiazione sim-
bolica di tutti i carri, con un compenso in de-
naro ed un paio di bottiglie di vino e spuman-
te per ringraziare della collaborazione alla
realizzazione del carnevale 1998.
Il carro ed i costumi, sono stati apprezzati da
tutti, grandi e piccoli, e ci ha fatto molto
piacere anche ai costruttori e i costumisti, ai
quali va un ringraziamento particolare, per
aver reso possibile, una giornata di vero
divertimento. Ripensando alla sfilata, molti
hanno detto: "E stato abbastanza faticoso
sfilare per tutto il paese con tutti quei vestiti
indosso, per n falsa la pena".
E stata una grande soddisfazione vedere che i
bambini si sono divertiti tanto a camminare in
mezzo a tutta quella gente, vestita da cagno-
lina". Io stesso, ripensando a quel giorno,
posso dire che stato uno dei pi bei carne-
vali, che Mezzolombardo abbia, visto ulti-
mamente, non tanto per il carro, o per i
costumi, ma per il gran numero di parte-
cipanti, e la grande allegria che si respirava
durante tutta la manifestazione. Speriamo che
in futuro, gli iscritti siano sempre pi
numerosi, che la voglia di stare insieme sia
sempre intensa e che le iniziative delloratorio
siano sempre ben apprezzate dalla comunit.
Manuel Denes
Una sera in una riunione del
gruppo coordinatore dellOra-
torio, dopo il consueto mo-
mento di preghiera e dopo
aver valutato insieme i vari
aspetti delle ultime iniziative:
la recita di Natale (costumi,
balletti, lavoretti, canzoni, il
copione ecc.) e lorganiz-
zazione della festa dellultimo
dellanno (giochi, musica,
divertimento ecc.), don Cri-
stiano ci pose allattenzione
attraverso un articolo, una
realt oratoriale della diocesi
di Milano in particolare di San
Giuseppe di Brugherio.
Questo Oratorio molto
grande, ha circa 700 - 800
iscritti, sia bambini sia
adolescenti, ed e dotato di
spazi adeguati per le attivit
ricreative e di preghiera che
vengono proposte durante
tutte larco dellanno, in parti-
colare durante il periodo esti-
vo e di una task-force di pre-
parati e motivati animatori, in
quanto, come diceva giusta-
mente larticolo, i punti di
forza di un Oratorio sono gli
educatori che ci lavorano: se
loro rombano, romba tutto
lOratorio. Infatti alle iniziative
dellOratorio, dense di possi-
bilit educative e di incontro
per numerosi ragazzi, con lo
stile del Vangelo, non si pu
arrivare impreparati. Il fratello
gemello dellimprovvisazione
si chiama infatti Disastro.
Noi abbiamo appreso questa
realta con un misto di stupo-
re, di curiosit e un pizzico di
invidia. Poi, riflettendoci be-
ne, abbiamo visto che anche
il nostro Oratorio ha dei punti
in comune. Esiste un gruppo
ben affiatato di coordinamen-
to che organizza e valuta, dai
risultati dellanno precedente,
le varie iniziative. Esso teso
a motivare una proposta edu-
cativa cristiana che ha
lobiettivo di trasmettere i
valori contenuti nel Vangelo;
degli animatori particolarmen-
te motivati e responsabili che
frequentano periodicamente
dei corsi diocesani per ani-
matori di Oratorio: e, nono-
stante la carenza di strutture
adeguate, un cospicuo nume-
ro di bambini e ragazzi che il
sabato pomeriggio durante il
periodo scolastico frequenta-
no lOratorio. Bambini e
ragazzi che fanno parte di
una comunit cristiana che si
avvale dell'Oratorio, come
uno degli strumenti di tra-
smissione dei valori apostolici
ed educativi, per gettare le
fondamenta della comunit
futura garantendone la conti-
nuit.
Perch solo bambini e
ragazzi? Si dovr tentare di
stimolare i ragazzi pi grandi,
gli adolescenti, i giovani e
tutte le persone desiderose di
occasione di incontro e un
cammino formativo comprese
le famiglie ad i genitori. La
nuova sede ci dar forse
l'opportunit di creare mag-
giormente questo stimolo
delineando l'oratorio, nellat-
tuale contesto culturale se-
gnato da contraddizioni e
pericoli, quale uno dei luoghi
di prevenzione con una forte
capacit di accoglienza. Cer-
to, questo sar possibile solo
se riusciremo a tenere alto
l'ideale di un Oratorio con la
"O maiuscola, motivato e
consapevole a partire da chi
lo anima. Sentite come si
esprime questa preghiera,
che tempo fa abbiamo
pregato proprio con il gruppo
oratorio e che riassume molto
bene quali vorrebbero essere
le nostre linee guida:
Signore Ges, noi non abbiamo
campi e palazzi da vendere/ per
mettere ii ricavato assieme./Ma
noi abbiamo un po' di tempo/
abbiamo allegria, fantasia voglia
distare insieme/desiderio di
continuare ad imparare/ il biso-
gno di amare, la capacit di per-
donare.../ Tra di noi c' chi sa
cantare/chi sa disegnare e
scrivere bene/ chi sa lavorare il
legno e cucire i costumi/ chi sa
aipmgere e chi sa essere alle-
gro. Questi sono i nostri campi, i
nostri palazzi./ E' poco. Signore?
Forse non molto, per lo met-
tiamo in comune./ Signore Ges/
noi non siamo a Gerusalemme
n ad Antiochia,/ ma siamo qui a
Mezzolombardo. / E proprio qui
tu ci chiami ad inventare/ un
'unione fraterna che ci faccia
esclamare:/ "Guardate come si
vogliono bene!".
Aspettandovi numerosi alla
recita di Natale del 20
dicembre presso la palestra
comunale di Mezzolombardo
e in forma smagliante per
accogliere il 2000", sempre
in palestra, il Gruppo oratorio
porge a tutta la comunit i
migliori auguri di buon Natale
e felice anno nuovo.

Per il G. Oratorio
Corrado e Luisa A.






Cosa? Ma siamo matti? Passare il Capodanno del
Duemila con l'Oratorio?".
E perch no? Si sta aiiestencio una mega festa di
Capodanno organizzata dall'Oratorio Company.
Sar senz'altro una bellissima festa, con giochi,
spettacoli teatrali, musica, panettoni, bibite, chiac-
chiere, sorprese varie... tutto in un'unica serata,
aperta a tutti, bambini, giovani, adulti, nonni.
Collaboreranno la famosissssssima Animator Oratory
S.p.A., con tutto lo staff dell'Oratorio, insieme al
Gruppo Famiglie della Parrocchia di Mezzolombardo.
C' gi chi sta lavorando a gonfie vele per preparare la festa pi super di fine millennio che si terr
in Palestra Comunale (su n cima al paes) con qualsiasi tempo (meglio portare l'ombrello...) e con
qualsiasi numero di partecipanti (la Palestra grande, si trova posto per tutti...).
Per motivi organizzativi sarebbe meglio sapere quanti saremo; siete pregati, perci, di telefonare in
canonica per dare la vostra adesione, possibilmente entro Natale.
Allora... ci siamo capiti!










E' gi il secondo anno che, a scadenza mensile (la domenica
pomeriggio), grazie all'ospitalit della Parrocchia di Mezzolombardo.
alcune famiglie si riuniscono per discutere sui problemi educativi,
affettivi, sui valori e su tutto ci che fa parte del vivere uotidiano nel
contesto familiare. !uesta iniziativa " nata dall'esigenza forte di
confrontarsi per capire se la strada, nella uale si sta camminando,
sia uella giusta ed anche per vivere un'esperienza di comunit
cristiana, con i figli, oltre la ritualit religiosa. #ssieme al confronto
sulle tematiche prescelte in un programma annuale, gli incontri sono
allietati da momenti di preghiera, di gioco e convivialit. Pi$ di una
volta " stato tentato un bilancio dellattivit ed il risultato " stato un
grande entusiasmo a continuare e ad arricchire l'esperienza con
l%invito a partecipare ad altri nuclei familiari. &ome invito ad aderire
ogni famiglia esprime in poche battute il senso di uesta esperienza'
( il )ruppo *amiglie " per noi un momento di crescita umana e
spirituale per +allargare i paletti della propria tenda familiare,.
( Per la nostra famiglia " un esempio di vita concreto e aiuta a
superare la solitudine che la famiglia spesso vive nella nostra societ,
anche a Mezzolombardo.
( -oi siamo motivati dal fatto di vivere l'esperienza con un gruppo
aperto alle problematiche familiari, disponibile ad ascoltare e ad
aiutare. .a nostra famiglia partecipa con ruoli diversi (le nostre figlie
sono le bab/sitter durante gli incontri).
( 0l )ruppo *amiglie per noi " stato un esempio significativo di
accoglienza nella &omunit &ristiana di Mezzolombardo (prove1
niamo da altra Parrocchia) ed anche un modo per confrontarsi e
crescere assieme ai nostri figli.
( Per la nostra famiglia rappresenta una modalit di impegno laico e
responsabile nella &hiesa, come famiglia e non individualmente.
( Per noi rappresenta il piacere di stare in amicizia e di sentirsi
accolti, nel confronto reciproco delle proprie esperienze uotidiane.
( 0l )ruppo " un'occasione per genitori e figli per fare assieme un
cammino di fede e per confrontarsi con altri sposi, altri bambini e
ragazzi, che cercano di vivere nel uotidiano ispirandosi al 2angelo.
Per farci conoscere, il giorno 3omenica 45 30&EM67E 4888, faremo
una gita sul Monte Mezzocorona, con partenza gi la mattinata e
pranzo rustico tutti assieme. .a salita al Monte sar effettuata in
funivia per gli 9stanchi morti, ed a piedi per i pi$ ,arzilli,, a scelta. 2i
aspettiamo numerosi.
0nformazioni dettagliate presso la famiglia :#7:E7 :.. ;<=41=; 55
>? o la famiglia M0&@E.E::0:.. ;<=4 1 =; 4A 5<.

Famiglie: ALDRIGHETTI 1 CONDINI 1 DELUCCA - MALFATTI 1
MICHELETTI - MONETTI - TARTER B VIVIANI


Luned 20 dicembre 1999, ore 20.30
Palestra Comunale
PICCOLO TEATRO DELLORATORIO
E CORO OSANNA
Recital Natalizio Fermate quella Cometa!

Come ogni Natale il Piccolo Teatro dellOratorio ed il
Coro Osanna presentano un recital che vede la parteci-
pazione di circa un centinaio di persone fra bambini,
giovani ed adulti, tutti impegnati nella realizzazione di
un lavoro che raccoglie il teatro, il canto e la danza, con
estrema semplicit e con vivace entusiasmo.
La collaborazione dei ragazzi, veri protagonisti dello
spettacolo e il lavoro degli adulti, che organizzano la
regie, le musiche e le scenografie, rappresentano une-
sperienza capace di trasmettere messaggi sempre nuovi e
densi di significato. Anche per questo Natale un mistero
avvolge la notte pi attesa: alle soglie del 2000 una
nuova avventura ci porter fra le stelle, alla scoperta di
un annuncio carico di speranza, proiettato nel futuro!


Sabato 23 dicembre 2000, ore 20.30
Palestra Comunale

PICCOLO TEATRO DELLORATORIO E
CORO OSANNA

Recital Natalizio Betlehem Anno Zero

Il Piccolo Teatro dellOratorio e il Coro Osanna, al loro
dodicesimo anno di attivit, per il Natale presentano un
nuovo Recital, che ha raccolto anche questanno limpe-
gno di pi di un centinaio di partecipanti: bambini, ra-
gazzi ed adulti hanno lavorato insieme per la realizza-
zione di scenografie, costumi, danze, canti e recitazione,
in unesperienza di condivisione ed entusiasmo. Il grande
evento del Natale, raccontato dai bambini e dai ragazzi
con semplicit ed immediatezza, attraverso il teatro e la
musica si fa attuale e rinnova cos il suo messaggio di
speranza.
Questanno faremo un salto indietro nel tempo, e torne-
remo allanno ZERO, nellantica Betlemme di duemila
anni fa, dove sta per accadere qualcosa di straordinario
che cambier la storia di ognuno di noi.
escrivere in poche righe quello che stato fatto in una giornata
potrebbe essere facile, e in realt lo , ma dato che non ne siamo pro-
prio abituati, allora limpresa potrebbe farsi pi difficile... Che dire del
primo Oratovolley !!"#
$nnan%itutto siamo stati molto felici di poter collaborare con questo torneo di
pallavolo allinaugura%ione del nuovo e bellissimo Oratorio, e alla richiesta di don
Cristiano abbiamo aderito subito molto volentieri. &i tempo ce n'era a sufficien%a,
ma a causa di vari impegni reciproci (el don el aveva sempre da far)* il tutto
stato completato solo il giorno prima.
+occava a noi creare le squadre, cercare di renderle pi equilibrate possibile, fare
un mega cartellone dove poter segnare partite, punti e risultati, quest'ultimo
richiedeva un tocco femminile e gra%ie a Cristina e -nna stato un successo) .ra
necessario organi%%are un torneo dove tutti avessero la possibilit di giocare
almeno tre partite.
.cco i nomi delle squadre partecipanti, Chopa Chops, /us /us, $nvoltini
primavera, 0andori -nimatori, ecc. ecc. +utte inven%ioni 1made in -mos2 (3eber,
naturalmente*, che in una serata allegro andante ha fatto scaturire codesti nomi
dalla sua geniale testolina)
$nsomma, tutto andato nel migliore dei modi, anche il tempo stato clemente,
il minimo che poteva fare, dopo tutto questo lavoro, o no#
4i sono viste delle belle partite, dove la voglia di giocare l'ha fatta da padrona e
solo nelle parti finali si fatto sentire un po' di sano agonismo, in fondo, a
nessuno piace perdere. $n conclu-sione, speriamo che questa giornata in futuro
si possa ripetere, perch5 stata un'occasione bellissima di cui conserveremo un
gran bel ricordo. 6o stare uniti, la voglia di divertirsi, di vivere la vita e di
trasformarla in festa (come dice il 6ogo dell'Oratorio*, sono state sensa%ioni
veramente palpabili in questa giornata. 7uindi i ringra%iamenti non vanno a noi,
ma a tutto lo staff dell'Ora-torio) 8ra%ie a voi... e alla prossima)
Andrea Franzoi e Amos Weber




&

Come vedete sono ritornato, come uno dei vostri peggiori incubi! Concludiamo con
questo articolo, seguendo una immaginaria pararabola (questa volta non biblica), il
discorso un po' rocambolesco iniziato nel precedente numero del bollettino.
Allora, vi piaciuto il Recital dei giovani, tenutosi a battezzo del nuovo Teatro .
!ietro" #a storia, c$e precedentemente non vi avevo potuto raccontare, in quanto
coperta da segreto di tato (%aticano), vi si mostrata in tutto il suo splendore nella
serata del primo di maggio& platea piena di gente, 'remente per l(appuntamento
dell(anno! ) primi commenti a caldo sono stati di compiacimento, pur 'acendoci
notare qualcuno una certa complessit* del testo scelto, pi+ adatto 'orse ad un
pubblico de'iniamolo pi+ maturo (...anc$e se non troppo, visto c$e qualc$e
vecc$ietto si lamentato per l'audio eccessivamente 'orte in sala!). ,el complesso,
come c(era da aspettarsi, stata una 'esta soprattutto per c$i $a organizzato lo
spettacolo, incastonato come una pietra preziosa sull(anello delle iniziative 'orgiate
per l'inaugurazione dell(oratorio (l(immagine, in sostanza, vuol dire c$e siamo dei
-gasati....! /mb"). !er allestire un Recital, per quanto in modo non pro'essionale,
serve il coinvolgimento diretto e indiretto di tantissime persone& si impara cos0
l(arte del saper collaborare, del rispettarsi e dell'impiegare le varie 'orze per un
obiettivo comune. 1a questo punto di vista, il Recital un'esperienza davvero
unica! Anzi, si potrebbe dire c$e il messaggio c$e con esso si vuole dare, non solo
quello c$e 'a ri'erimento alla singola storia proposta, ma pi+ in generale quello di
essere riusciti a creare un armonioso progetto di convivenza e coordinamento tra
persone diverse, ma legate dagli stessi valori e ideali. 2na bella avventura c$e
speriamo di condividere in 'uturo anc$e con c$i rimasto piacevolmente colpito dal
risultato del nostro ultimo successo!
Massimiliano Ghezzi




na festa di tre
giorni che ha coin-
volto la comunit:
questa stata l'inaugura-
zione dell'oratorio, che ha
avuto il suo momento pi
solenne domenica 29 aprile
con la benedizione da parte
del escovo !uigi "ressan e
che continuata fino al
successivo marted# $%
maggio&
'oltissime persone si sono
date da fere per organizzare
le attivit proposte: oltre ai
geni tori ed agli animatori
del (ruppo )ratorio, i com-
ponenti di altri gruppi e
associazioni *+,-, +lpini,
.+/, 0anti, (ruppo 'issio-
nario1 si sono prestati per
dare una mano nell'allesti-
mento degli spazi a disposi-
zione, per la preparazione e
la distribuzione dei pasti e
delle bevande, per la realiz-
zazione di un mercatino di
oggetti artigianali il cui
ricavato stato destinato a
finanziare le iniziative del-
l'oratorio&
(i al mattino di domenica
moltissime persone si sono
raccolte per la .& 'essa,
celebrata per l'occasione nel
cortile dell2oratorio& 3ell2o-
melia il 4arroco ha sottoli-
neato l2importanza dell'ora-
torio quale luogo di incon-
tro, di formazione e di cre-
scita per i nostri ragazzi e
per le famiglie& +5 termine,
con molti applausi, sono
state ringraziate tutte le
persone che hanno contri-
buito ai lavori di ristruttu-
razione e all'organizzazione
della festa, con un partico-
lare ringraziamento al vica-
rio don ,ristiano "ottega
per la sua dedizione nel
coordinare le varie iniziati-
ve& +ppena terminata la
'essa, puntualissimo,
giunto il escovo, prima
impegnato a "ressanone per
la celebrazione con il vesco-
vo 6gger in ricordo dei
ss&,assiano e igilio, accolto
con grande calore e simpa-
tia& +lla benedizione sono
seguiti la visita al nuovo e-
dif#cio che ospita anche il
rinnovato /eatro .& 4ietro
ed il pranzo in compagnia
nel cortile dell'oratorio&
!e prime ore del pomeriggio
sono state allietate dalla
musica dei 78iver bo9s:
diretti dal maestro prof&
(iovanni ;alfovo e in
seguito il (ruppo 0amiglie
ha proposto giochi per tutti i
ragazzi& !unedi <=, giorno di
vacanza, i ragazzi si sono
ritrovati fin dal mattino per
altri giochi& +lle $> tutti
sano andati a teatro per lo
spettacolo di burattirini
viaggi di .indibad? 'arted#
pomeriggio stata la volta
del torneo di pallavolo a cui
hanno partecipato i ragazzi
pi grandi e alia sera i
giovani hanno portato in
scena il recital 7!a notte
finir: con unanime e meri-
tato successo&
0e&/&

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da tempo che parliamo di
inaugurazione dell'Oratorio e
del Teatro San Pietro.
Un avvenimento atteso, che ormai
davvero sta davanti a noi, ci incu-
riosisce, chiede la nostra parteci-
pazione. stimola la nostra fantasia,
fa riaffiorare alla mente ricordi e
sensazioni piacevoli. proprio il
caso di dirlo: finalmente Oratorio e
Teatro tornano ad essere un edifi-
cio cruciale per la vita della comu-
nit di !ezzolom"ardo, anche se
#uesto traguardo non ci permette
certo di sederci sugli allori. $a
ristruttu-razione % finita, ma la co-
struzione no& ogni giorno #uella
che ci piace vedere come '(S(
della comunit ha "isogno
del mattone di un)idea
nuova, di una finestra aperta
su ci* che succede in
+orgata, di #uel gradino che
permetta di salire insieme
lungo la scala della vita, di
#uell'interruttore che possa
accendere una luce pi,
accogliente, di un piazzale
che diventi crocevia, luogo di
incontro e di amicizia per
tutti. Sem"ra addirittura
ovvio dire che #uesto o"iettivo lo si
pu* realizzare soltanto insieme:
ovvio, ma non scontato. -l cuore
del Teatro e dell'Oratorio % la co-
munit. Una struttura nuova non
sta in piedi senza chi la anima, chi
crede in essa, chi la sente come
propria: e #uesti possiamo essere
tutti noi, sia chi vi entra per caso,
sia chi ci passa una vita intera.
- nostri migliori auguri, Teatro e
Oratorio& possiate essere accolti da
tutti come fratelli e amici, compa-
gni di strada per un)avventura
sempre nuova, da costruire con
impegno e con gioia. .cco il pro-
gramma delle giornate di inaugu-
razione.
Sabato 28 aprile - ore 20.30: inau-
gurazione del Teatro alla presenza
delle (utorit comunali e provin-
ciali, concerto della +anda 'ittadi-
na, rinfresco per tutti.
Domenica 29 aprile - ore 10.00: S.
!essa nel piazzale dell)Oratorio&
"enedizione dell'Oratorio da parte
dell'(rcivescovo di Trento, !ons.
$uigi +ressan. Pranzo per tutti.
- ore 14.00: 'oncerto dei /iver
+o0s e in seguito giochi per tutti, a
cura del 1ruppo 2amiglie della
parrocchia. Premiazione del con-
corso "Un logo per I Oratorio 3. Torta
per tutti.
Luned 30 aprile - ore 9.00: "Alla
pesca dei pesci", grande gioco in
giro per !ezzolom"ardo per i
ragazzi delle scuole elementari e
medie, a cura delle catechiste.
Pastasciutta a pranzo offerta a tutti
i ragazzi.
- 14.30: 1iochi nuovi e mai visti
4parola d'onore5. Torta per tutti.
- ore 17.00: I viaggi di Sindibad.
1rande spettacolo di "urattini e
musica.
Marted 1 maio - nel pomeriio:
torneo di pallavolo per adolescenti
e giovani 4incominciate a formare
le s#uadre& % in palio... chi vincer
vedr5. 'i sar anche un ospite
d)onore, uno sportivo 6O'7 (l ter-
mine, pastasciutta offerta a tutti i
giovani.
- ore 20.30: La notte finir. /ecital
dei giovani della parrocchia. 6ura-
nte le giornate funzioner un mer-
catino con tutti gli oggetti artigia-
nali fatti dai ragazzi in #uesti mesi
e portati da molta gente della co-
munit: comun#ue c'% ancora po-
sto. Saranno in vendita anche le
magliette con il nuovo $ogo del-
l'Oratorio. Per sapere chi % il vin-
citore del concorso, date
un'occhiata all)apposito articolo
in #uesto numero di In
comunione. Sar predisposto un
tendone in caso di maltempo,
ma confidia-mo che non servir8
!aggiori e pi, precise notizie
arriveranno in seguito: tenete
d'occhio le "acheche e i mani-
festi... ( presto... o meglio: arri-
vederci in Teatro e in Oratorio8
9e sono arrivati ::, uno pi, "ello dell'altro. $a nostra 1iuria,
che ha esaminato attentamente i lavori, senza sapere a chi
appartenevano, ha faticato davvero molto per sta"ilire #uale
dovesse essere il $ogo dell'Oratorio. 6opo #ualche notte
insonne, finalmente la 1iuria ha espresso il suo verdetto e il
disegno vincitore % risultato essere #uello presentato da ANNA
TOMASI.
- nostri migliori complimenti, carissima (nna: chiss che #uesta
occasione non ti possa servire come trampolino di lancio per
una carriera di disegnatrice... Per intanto non vedrai l'ora di
ammirare il ;tuo; $ogo stampato sulle magliette dell'Oratorio e
usato come segno di riconoscimento per tutti gli Oratoriani
!ezzolom"ardari. <uale sar il premio riservato per te7 Sarai
capace di attendere fino al => aprile, #uando ci sar la
premiazione nel piazzale dell'Oratorio7
( tutti gli altri concorrenti, un grazie caloroso e la "ella
soddisfazione di aver messo in difficolt la 1iuria, che davvero
non sapeva pi, cosa scegliere... 'omun#ue tutti i $oghi in
concorso passeranno alla storia dell'Oratorio di !ezzolom-
"ardo e saranno esposti nei giorni dell'inaugurazione, a far
"ella mostra di s? per tutti gli ammiratori.

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Il nuovo Teatro S.Pietro
sar inaugurato sabato 28
aprile alle 2030 con un
concerto della Banda dopo
pi di quattro anni di
chiusura or!ata a causa
dell"intervento di recupero
e di a#plia#ento. I lavori
sono stati eseguiti dal$
l"i#presa I%&S di Bert 'u$
ciano( secondo il progetto dell)architetto *goTait. Il sindaco
%odolo Borga ha ricordato che p+e l)intervento sull"ediicio di
propriet della Parrocchia( si , registrato un costo co#plessivo
di '3.-.3.000.000 che , stato sostenuto gra!ie ad un
contributo pari al /00 da parte delia Provincia e per il 300 del
1o#une. ')alternativa sarebbe stata inatti la costru!ione di
nuovo teatro con un i#pegn2 troppo oneroso e #aggiori
diicolt( con il rischio( ra l)altro( di ri#anere sen!a un teatro
per pi anni. &) stata inoltre stabilita una conven!ione che
prevede un vincolo di destina!ione ad uso pubblico per 23 anni
e la costitu!ione di una co##issione paritetica co#posta da tre
#e#bri designati dalla Parrocchia e tre dal 1o#une che si
occuper della gestione del teatro. 45uesta i#posta!ione 6 ha
osservato il parroco don 7livo %occhetti $ viene co#unque
ritenuta suiciente#ente coerente con l)esi$gen!a di garantire
al teatro ia caratteristica di un luogo di tras#issione di valori(
ne8)ottica di un progetto educativo di cresdta della co#unit( in
particolare delle giovani genera!ioni4.
9.T.

MEZZOLOMBARDO - E pia-
ciuto alla popolazione di Mez-
zolombardo il nuovo teatro San
Pietro. Le oltre cinquecento per-
sone, stipate in sala in ogni ordine
di posti e molte in piedi, hanno
tributato un caloroso applauso al
progettista e concittadino, Ugo
Tait.
Gradevole limpatto visivo del-
la nuova struttura, altrettanto ben
riuscita la parte acustica. La pro-
va, la pi attesa, con il concerto
della Banda cittadina stata bril-
lantemente su-perata.
I concertisti, guidati dal giova-
nissimo maestro Gianni Mascotti,
hanno affrontato con un attimo di
emozione il debutto. Mai poi le
note sono fluite calde ed emozio-
nanti e la popolazione in sala non
ha lesinato gli applausi e le ova-
zioni.
Ma prima del concerto, la parte
ufficiale della cerimonia, con il
sindaco Rodolfo Borga che ha vo-
luto riconoscere i meriti dell'am-
ministrazione precedente e in par-
ticolare dell'ex sindaco Laura Dal-
fovo.
Era accanto a lui al momento
del taglio del nastro: stala quasi
una duplice cerimonia con i due
sindaci a rappresentare unideale
staffetta nel nome di un teatro
destinato a dare impulso alla vita
culturale ed associazionistica del-
la borgata.
Un luogo aperto a tutta la co-
munit. E stato ribadito sia dalle










autorit civili che religiose.
Mi auguro -ha auspicato il
parroco don Olivo- che questa
struttura della Parrocchia, data in
gestio-ne per 25 anni allammini-
strazione comunale, sia unocca-
sione do coesione per tutti i citta-
dini. Sono rimaste dunque fuori
dalla porta le polemiche che nei
giorni scorsi hanno acceso discus-
sioni sullopportunit o meno del-
lormai famosa convenzione tra
Parrocchia ed Amministrazione
comunale.
Il momento della benedizione
del teatro stata loccasione che il
parroco ha colto per ringraziare
quanti hanno creduto nella pos-
sibile rinascita delia struttura che,
costruita nei primi anni del nove-
cento mostrava ormai la sua ina-
deguatezza alle norme sulla sicu-
rezza.
Tra le autorit, oltre a numerosi
esponenti dellamministrazione
comunale, lex assessore provin-
ciale Paola Conci che ha saputo
credere nelliniziativa e l'ex as-
sessore comunale alla cultura Ro-
berto Ghezzi, convinto sostenitore
del nuovo teatro.
Ora il San Pietro, costato circa
4 miliardi di lire finanziati al 70
per cento dalla Provincia e per il
rimanente dallamministrazione
comunale, a disposizione, con i
suoi trecento posti, per le iniziati-
ve culturali e ricreative che dopo
anni di peregrinazioni potranno fi-
nalmente avere una sede adeguata.



Sabato 23 dicembre 2001, ore 20.30
Teatro S. Pietro

PICCOLO TEATRO DELLORATORIO E
CORO OSANNA

Recital Natalizio I Quattro Re

quattro Re??? Ma i Re Magi non erano tre?
Con questa novit si apre questanno lo spettacolo di
Natale preparato dal Piccolo Teatro dellOratorio, alla
sua tredicesima edizione, e dal Coro Osanna, che festeg-
gia i quindici anni di attivit.
Ogni anno il Natale per noi loccasione di presentare
un nuovo recital in cui bambini, ragazzi e adulti lavorano
insieme con semplicit ed entusiasmo; anche questanno
siamo pi di un centinaio, e abbiamo inventato balletti, la
recitazione, i canti, le scenografie con lintento di condi-
videre il tempo, i nostri piccoli talenti, le fatiche e le
gioie di questa coinvolgente esperienza.
Speriamo anche ora di offrire a tutto il pubblico un segno
di speranza e di unit, e di trasmettere un pensiero in pi
per vivere meglio questo Natale.

Lo spettacolo verr replicato il giorno 5 gennaio 2002
Teatro S. Pietro ore 20.30

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