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CARMINA

PRIAPEA
in italiano con testo a fronte
a cura di Edoardo Mori ed Enrique Valmont
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1
in copertina: Priapo itifallico, Casa dei Vettii Pompei
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2
PREFAZIONE
Questa una mia traduzione senza pretese dei Carmina Priapea. Non mancano certo altre
traduzioni quali
!io"anni #ac$% Carmina Priapea% &e Carlo% Roma 1'()
Cesare *i"aldi% Carmina Priapea% !uanda% Milano 1'+, e Ne-ton Compton 1'',
.ucio Mariani% Carmina priapea% Ponte alle !razie% /irenze% 1''2
Esule 0ella% I versi di Priapo% /o1ola% 2orino 1''2
Ettore #arelli% Carmina priapea% Nuo"a Pratic$e% 1''+
3olanda Insana% Carmi Priapei% E0. Milano 1'''
Antonio Castrono"o% Carmi Priapei% 0tampa Alternati"a% Milano 2441
AA.**.% i sonetti pe! Priapo aridotti in romanesco% *alentino de Carlo% Roma 1'++
In in1lese importante la traduzione di .eonard C. 0mit$ers e 0ir Ric$ard #urton del 15'4.
Mi distur6a"a il 7atto c$e nessuna 7osse reperi6ile in Internet. *e ne una sola di /iornando
!a66rielli% ma essa $a il di7etto di essere in "ersi e molto li6era. 8ra i Carmina non sono
interessanti per le loro qualit9 poetic$e :del resto irripeti6ili in una traduzione;% ma come
documento di costume e quindi essenziale cercare di rendere il senso preciso del testo in relazione
a quanto si conosce de1li usi sociali e reli1iosi romani. Quindi la mia traduzione $a cercato di essere
quanto pi< possi6ile aderente al testo. Il "ero pro6lema c$e spesso il testo incerto e c$e le molte
lacune sono state ricostruite dai curatori nel tentati"o di dare un senso lo1ico a 7rasi del tutto oscure.
Molte di esse riman1ono tuttora oscure perc$= 7anno ri7erimento ad usi c$e non conosciamo% o
perc$= conten1ono allusioni c$e ci s7u11ono o perc$= usano "oca6oli di si1ni7icato per noi incerto.
Nel du66io $o sempre cercato di dare un senso compiuto alla 7rase. I titoletti non sono presenti nel
testo ori1inale e sono opera mia.
.>opera% tramandataci con pi< nomi :Priapea% Carmina Priapea% Priapeia% Carmina
Priapeia% Corp"s Priapeor"m; una raccolta di circa 54 poesie il numero "aria perc$= alcuni
curatori $anno di"iso poesie un po> lun1$e in due poesie pi< corte. A queste sono state poi a11iunte
dai racco1litori poesie di 8razio% 8"idio% Marziale% Catullo a"enti ad ar1omento il dio Pri9po.
Anc$e le tre Priapeia della Appendi# Vir$iliana sono 7inite nella raccolta del Corp"s Priapeor"m,
portando il numero complessi"o di composizioni a '). .>Inno a Priapo non pro"iene da palinsesti
ma da una stele.
.>opera era 6en nota a1li umanisti del Rinascimento? nel 1,,( "enne commentata da @aspar
0c$oppe e da !iuseppe !iusto 0cali1ero con il titolo Priapeia% sive &iversor"m poetar"m in
Priap"m l"s"s.
Ampia stata la disputa circa l>autore dell>opera? l>opinione corrente c$e si tratti di una
raccolta di composizioni anonime% risalenti al periodo di Mecenate e quindi all>inizio del primo
secolo dopo Cristo. Nulla esclude o""iamente c$e qualcuna di queste composizioni anonime sia
stata composta da qualc$e poeta 7amoso e alcune sono state attri6uite in passato a 8"idio% Catullo%
2i6ullo% *ir1ilio. E77etti"amente alcuni "ersi riec$e11iano "ersi di questi poeti% ma 6en possi6ile
c$e si tratti di parodie% "isto c$e componimenti cosA 6re"i non ric$iedono c$iss9 quale arte poetica.
Ci si c$iesto come mai questo tipo di letteratura sia stato cosA raro a Roma% limitato com>
a questi Carmina% al 'at(ricon ed alle 'atire di !io"enale.
.a risposta 7ornita e1re1iamente da Paul En1lisc$% )esc*ic*te der erotisc*en iterat"r%
#erlino 1'2+% il quale scri"e :trad. M. Montanari;
Per quanto i romani 7ossero dissoluti nelle loro azioni e nei loro scritti% non sopporta"ano un
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont B
racconto scollacciato. 0e qualcuno usa"a una parola sconcia% se ne scusa"a con una 7ormula
introdutti"a sit venia ver+o, *onos a"ri+"s sit. Quintiliano de7inisce tali espressioni praefanda.
Questo pudore in molti casi e77etto di una superstizione caratteristica dei romani in7atti dire
parole oscene era considerato un presa1io s7a"ore"ole. &i conse1uenza tali espressioni erano
proi6ite persino nella cerc$ia dei vive"rs e delle ra1azze di piacere. Plauto dice nella sua commedia
Casina C&ire parole indecenti si1ni7ica portar s7ortuna al proprio interlocutoreD% e .ucio Accio
a"e"a scritto nella sua commedia Oenomae"s% C&ite per le citt9 e le campa1ne c$e tutti 1li a6itanti%
per assicurarsi il 7a"ore de1li di con presa1i 7a"ore"oli% de66ono e"itare o1ni espressione
indecenteD. Il 7atto c$e Plauto% Marziale% Catullo e 8razio a66iano li6eramente 7atto uso di parole
oscene puE essere attri6uito alla loro cultura 1reca% ma !io"enale c$e 7ece il ma11ior uso di
espressioni oscene per suscitare nausea e ri6rezzo proprio a questo proposito. 2utta"ia non si puE
7acilmente risol"ere questa e"idente contraddizione 7ra l>essere e il sem6rare. 81ni popolo ancora ai
primordi della sua cultura% non ancora corrotto dalla troppa ci"ilt9% parla li6eramente% senza
"er1o1na e con tutta naturalezza di o1ni cosa c$e sia strettamente connessa alla procreazione ed alle
necessit9 corporali. Quando la ci"ilt9 mette radici e pro"oca il di77ondersi della ra77inatezza%
dell>ipercultura e del 7asto% si a66andonano le "ie dirette e si pre7eriscono espressioni contorte c$e in
7ondo dicono la stessa cosa% ma e"itano l>antica% aperta 6rutalit9. 2utta"ia% a"endo acquisito una
sensi6ilit9 pi< ra77inata% il lettore ma11iormente disposto a rile"are certe s7umature e cosA 1li
saltano a1li occ$i quelle 7rasi e quelle parole il cui suono 7a pensare anc$e solo "a1amente alle cose
proi6ite ed escluse dal lin1ua11io comune. Ma non si puE rinne1are la natura% e poic$= l>uomo resta
6en consape"ole della necessit9 dei 6iso1ni ora occultati% seppure non pi< riconosciuti nei loro
diritti% si arri"a alla menzo1na cosciente% "oluta% al pudore a77ettato% e ci si a77erra disperatamente a
questo per mantenere le apparenze della decenza% anc$e quando ne 1i9 sparita da tempo la pi<
piccola traccia. Ma poic$= si continua pur sempre a nuotare in un mare di lasci"ia e nello stesso
tempo la si "uol nascondere a1li altri% si 7inisce col pre7erire la peri7rasi% la masc$era% c$e cela e allo
stesso tempo lascia intuire% e molto. F cosA c$e si costituisce la "ita pu66lica. Ma per quanto
ri1uarda la "ita pri"ata% c$iusa 7ra quattro pareti e nascosta a1li occ$i della 1ente% ci si esprime e si
a1isce o11i come un tempo in piena li6ert9.
Edoardo Mori
,ol-ano, ./ novem+re .001
G G G
Ho conosciuto i Priapea al liceo% quando la mia pro7essoressa di lettere me ne parlE come testo di
1randissimo pre1io in1iustamente oscurato e ta1liato dal latino per6enista c$e da sempre si "uole
imporre nelle scuole. 0ul li6ro di testo% a con7erma di ciE% appena una "a1a descrizione senza
ri7erimento ori1inale. &a allora inizia la mia ricerca online per curiosit9 personale% 7ino a qualc$e
1iorno 7a del tutto inconcludente% cio 7in quando $o tro"ato il testo redatto due anni 7a dal 1entile
Mori% c$e $a deciso di di77ondere le sue 7atic$e 1ratuitamente. Non solo $o apprezzato l>opera ad
uso personale ma $o deciso modestamente di ridarne lustro con un nuo"o laIout% piccole do"erose
re"isioni stilistic$e e 1rammaticali e delle le11erissime precisazioni con a11iunte come si con"iene
:specialmente in sinossi col pi< romanzato e 1i9 citato !a66rielli;. Credetemi controllare e
or1anizzare da zero 1B1,( parole J 6en ++,+B caratteri J in BB pa1ine :contro le 14( dell>edizione
di partenza dal MoriK; come scri"erlo di proprio pu1no? non stato un la"oro 7acile ma 6en
ripa1ato. Ed ora c$e 6ell>e 7inito dedico soddis7atto il risultato a quella pro7essoressa di lettere da
cui prima del latino $o appreso la curiosit9% il pepe delle cose "ietate... anc$e in tema letterario.
Enri2"e Valmont
Ca$liari, 3 ma$$io .044
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont (
,I,IO)RAFIA
/. #Lc$eler% Petronii 'at"rae et i+er Priapeor"m% #erlin 1'11
#ae$rens% Poeti atini Minores% I recensuit et emenda"it% .ipsiae 15+'
I ristampa anastatica% Ne- MorNO.ondon 1'+'
P.H. ParNer% Priapea poems for a p*allic )od% .ondonO0idneI 1'55
AleQander "on #ernus% Carmina Priapeia. In Nac*dic*t"n$ von Ale#ander von ,ern"s mit einer
5ritisc*en Einf6*r"n$ von Adolf &anne$$er% Pri"atdrucN des *erla1es 0c$uster R .oe77ler%
#erlinO.eipzi1 1'4)
*inzenz #uc$$eit% 't"dien -"m Corp"s Priapeor"m% C. H. #ecN% 1',2 1'',
C$ristiane !old6er1% Carmina Priapea. Einleit"n$, 7+erset-"n$, 8ommentar% C. Pinter%
Sni"ersitTts"erla1% Heidel6er1 1''2
#ernard @Itzler% )edic*te an den )arten$ott, Carmina Priapea 9&ie ,i+liot*e5 der Alten :elt;%
Artemis R PinNler *erla1% 1'+B 1'5B
!errit @loss% 8ritisc*es "nd E#e$etisc*es -" den Carmina Priapea. In )<ttin$er For"m f6r
Altert"ms=issensc*aft% 1''5 0. 'J25
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont )
CARMINA PRIAPEA
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont ,
I PROEMIO
Carminis incompti lusus lecture procaces%
con"eniens .atio pone supercilium.
Non soror $oc $a6itat P$oe6i% non *esta
1

sacello%
nec quae de patrio "ertice nata dea est%
sed ru6er $ortorum custos% mem6rosior aequo%
qui tectum nullis "esti6us in1uen $a6et.
Aut i1itur tunicam parti praetende te1endae%
aut qui6us $anc oculis aspicis% ista le1e.
2u c$e ti accin1i a le11ere 1li s7rontati sc$erzi di
queste rozze poesie% non a11rottar i sopracci1li
come si con"erre66e alla 1ra"it9 latina. In
questo tempietto non a6itano n= la sorella di
/e6o n= *esta n= una dea nata dal cer"ello del
padre% ma un rosso custode di orti% pi<
mem6ruto del 1iusto% c$e $a l>in1uine non
coperto da "este alcuna. PerciE% o stendi la
tunica sulla parte da coprire oppure% con 1li
stessi occ$i con cui la 1uardi% le11i attentamente
questi "ersi.
II GIUSTIFICAIO!E "E# POETA
.udens $aec e1o teste
2
te% Priape%
$orto
B
carmina di1na% non li6ello%
scripsi non nimium la6oriose.
Nec musas tamen% ut solent poetae%
ad non "ir1ineum locum "oca"i.
Nam sensus mi$i corque de7uisset%
castas% Pierium c$orum% sorores
auso ducere mentulam ad Priapi.
Er1o quidquid id est% quod otiosus
templi parieti6us tui nota"i%
in partem accipias 6onam% ro1amus.
Per sc$erzo o Priapo% c$e nei sei testimonio% $o
scritto queste poesie% de1ne di un orticello e non
di un li6ro% senza troppo impe1no. E neppure%
come usano i poeti% $o in"ocato le Muse in
questo luo1o non "ir1inale perc$= mi sare66ero
mancati i sensi e il cuore di condurre il coro
delle caste sorelle Pieridi da"anti al mem6ro di
Priapo. PerciE ti pre1o di non prendertela a male
per qualunque cosa io% non a"endo di me1lio da
7are% a66ia scritto sulle pareti del tuo tempio.
III PRIAPO A" U! RAGAO
86scure poteram ti6i dicere U&a mi$i% quod tu
des licet assidue% nil tamen inde perit.
&a mi$i% quod cupies 7rustra dare 7orsitan olim%
cum tenet o6sessas in"ida 6ar6a 1enas%
quodque Io"i dederat qui raptus a6 alite sacra
(
miscet amatori pocula 1rata suo%
quod "ir1o prima cupido dat nocte marito%
dum timet alterius "olnus inepta loci.V
0implicius multo est U&a pedicareV .atine
dicere. Quid 7aciamW Crassa Miner"a mea est.
Con eu7emismi potrei dirti U&ammi ciE tu puoi
dare di continuo tanto mica si consumaK &ammi
ciE c$e 7orse un tempo a"rai "o1lia di dare
in"ano quando a"rai le 1uance ricoperte da una
6ar6a in"idiosa? ciE c$e diede a !io"e quel tale
rapito dal sacro uccello e c$e riempie le coppe al
suo 1radito amante? ciE c$e la "er1ine d9 al
marito "o1lioso la prima notte di nozze%
temendo% l>inesperta% la 7erita nell>altro postoV.
Ma molto pi< semplice dirti da 6uon romano
U&ammi il culoV. C$e de"o 7arci% la mia
Miner"a "ol1are.
1 &iana% *esta e Miner"a erano tre dee "er1ini. .e statuette di Priapo erano tutte dipinte di rosso.
2 Possi6ile 1ioco di parole con il si1ni7icato di testes% testicoli.
B Il termine *ort"s era usato anc$e in senso erotico.
( !animede.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont +
IV "E"ICA "I #A#AGE
86scaenas ri1ido deo ta6ellas
dicans eQ Elep$antidos
)
li6ellis
dat donum .ala1e ro1atque% temptes%
si pictas opus edat ad 7i1uras.
.ala1e% mentre dedica al dio arrapato questi
osceni quadretti ispirati ai li6elli di Ele7antide% lo
pre1a di "oler pro"are se ciE c$e sa 7are 6en
renda le posizioni dipinte.
V #A #EGGE "I PRIAPO
Quam puero le1em 7ertur diQisse Priapus%
"ersi6us $is in7ra scripta duo6us erit
UQuod meus $ortus $a6et sumas inpune lice6it%
si dederis no6is quod tuos $ortus $a6et.V
Qui sotto scritta in due "ersi la le11e c$e
Priapo% a quanto si dice% sta6ilA per il ra1azzo
U2u puoi prendere impunemente ciE c$e nel
mio orto se ci darai ciE c$e $a il tuo orto.V
VI PRIAPO MI!ACCIA U!A "O!!A
Quod sum li1neus% ut "ides% Priapus
et 7alQ li1nea li1neusque penis%
prendam te tamen et tene6o prensum
totamque $anc sine 7raude% quantacunque est%
tormento cit$araque tensiorem
ad costam ti6i septimam recondam.
#enc$=% come "edi% io sia di le1no e cosA lo
siano la 7alce e il pene% tutta"ia ti prenderE e ti
terrE stretta e tutto quest>a77are% pi< teso della
corda della cetra% per quanto lun1o e senza
in1anno% 7ino alla settima costola te lo in7ilo.
VII PRIAPO $ %#ESO
Cum loquor% una mi$i peccatur littera? nam 2
P dico semper 6laesaque lin1ua mi$i est.
,
Quando parlo% sempre mi con7ondo su una
lettera? la mia lin1ua 6lesa e dico sempre U2i
inculo.V
VIII CASTE MATRO!E
Matronae procul $inc a6ite castae
turpe est "os le1ere inpudica "er6a.
non assis 7aciunt euntque recta
nimirum sapiunt "identque ma1nam
matronae quoque mentulam li6enter.
Caste si1nore% andate"ene da questo posto
scon"eniente c$e "oi le11iate queste turpi
parole. Ma esse se ne 7anno un 6a77o e
continuano per la loro strada non c> da stupirsi%
anc$e le si1nore apprezzano e 1uardano
"olentieri un 6en 1rosso arnese.
) Ele7antide una scrittrice di un li6ro osceno citata da 0"etonio nella "ita di 2i6erio. Il testo non era o""iamente
illustrato% ma qualc$e pittore si era ispirato ad esso per 7are una serie di quadretti illustranti Ule nuo"e posizioniV.
0iccome qualcuno a"e"a letto Uno"eV in"ece di Unuo"eV in certi testi si le11e c$e il testo espone"a Ule no"e
posizioniV. 0econdo certi studi potre66e essere stato lo pseudonimo di 0ulpicia% amica di 8"idio.
, C$i 6leso non pronuncia la r in"ece di dire te praedico :Uti lodoV; dice te pedico :Uti inculoV;.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 5
I& #'ARMA "I PRIAPO
Cur o6scaena mi$i pars sit sine "este% requirens
quaere% te1at nullus cur sua tela deus.
/ulmen $a6ens mundi dominus tenet illud
aperte?
nec datur aequoreo 7uscina tecta deo.
Nec Ma"ors illum% per quem "alet% occulit
ensem?
nec latet in tepido Palladis $asta sinu.
Num pudet auratas P$oe6um portare sa1ittasW
Clamne solet p$aretram 7erre &iana suamW
Num te1it Alcides nodosae ro6ora cla"aeW
0u6 tunica "ir1am num deus ales $a6etW
Quis #acc$um 1racili "estem praetendere
t$Irso%
quis te celata cum 7ace "idit% AmorW
Nec mi$i sit crimen% quod mentula semper
aperta est
$oc mi$i si telum desit% inermis ero.
Mi c$iedi perc$= le mie parti oscene non siano
coperte da una "esteW Ed io ti c$iedo perc$=
nessun dio copra le sue inse1ne. Il padrone del
mondo $a il 7ulmine e lo tiene 6en in "ista? n= al
dio del mare stato dato un tridente nascosto% n=
Marte nasconde quella spada per cui e1li "ale%
n= la lancia di Pallade nascosta nel suo tiepido
seno. /orse c$e /e6o si "er1o1na di portare le
sue 7recce d>oroW E &iana porta 7orse le sue
7recce in modo nascostoW /orse c$e Alcide
nasconde la potenza della sua cla"a nodosaW
/orse c$e il dio alato tiene il suo caduceo sotto
la tunicaW C$i $a mai "isto #acco stendere la sua
"este sull>esile tirsoW C$i "ide te% o Amore% con
la torcia celataW PerciE neppure per me sia un
delitto se il mio mem6ro sempre in mostra se
questa mia arma non appare% sarei disarmato.
& RAGAA C(E RI"E
Insulsissima quid puella ridesW
non me PraQiteles 0copas"e 7ecit%
non sum P$idiaca manu politus
+
?
sed li1num rude "ilicus dola"it
et diQit mi$i U2u Priapus estoV.
0pectas me tamen et su6inde rides
nimirum ti6i salsa res "idetur
adstans in1uini6us columna nostris.
Perc$= ridi stupidissima ra1azzaW Non sono stato
scolpito n= da Prassitele n= da 0copa% n=
le"i1ato dalla mano di /idia% ma un rustico
contadino mi $a s1rossato con l>ascia e mi $a
detto U2u sei PriapoV. Eppure mi 1uardi e
continui a ridereW Ci credo% a te de"e sem6rare
6u77a questa colonna c$e s"etta dal mio pu6e.
&I MI!ACCE A" U! RAGAO
Ne prendare ca"e. Prenso nec 7uste noce6o%
sae"a nec incur"a "olnera 7alce da6o
traiectus conto sic eQtendere pedali%
ut culum ru1am non $a6uisse putes.
Attento a non 7arti prendereK 0e ti prendo non ti
7arE male col 6astone% n= ti darE crudeli 7erite
con la 7alce cur"a tra7itto da questo piolo lun1o
un piede% sarai cosA allar1ato c$e potrai 7ar conto
di non a"er pi< 1rinze al culo.
&II U!A VECC(IACCIA
Quaedam iunior Hectoris parente%
Cumaeae soror% ut puto% 0i6Illae%
Sna donna% meno 1io"ane della madre di Ettore
e sorella% a quanto stimo% della 0i6illa cumana%
+ .e statue de1li antic$i erano colorate.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont '
aequalis ti6i% quam domum re"ertens
2$eseus repperit in ro1o
5
iacentem%
in7irmo solet $uc 1radu "enire
ru1osasque manus ad astra tollens%
ne desim si6i mentula% ro1are.
Hesterna quoque luce dum precatur%
dentem de tri6us eQcrea"it unum.
U2olle J inquam J procul et iu6e latere
scissa su6 tunica stolaque ru7a%
ut semper solet et timere lucem
qui tanto patet indecens $iatu%
6ar6ato macer eminente naso%
ut credas Epicuron oscitari.V
coetanea di quella c$e 2eseo% ritornando a casa%
tro"E stesa su di un ro1o% solita "enir qua con
passo tra6allante e% alzando alle stelle le sue
mani ru1ose% pre1a perc$= non le "en1a a
mancare un mem6ro. Ieri mentre pre1a"a in tal
modo% dei suoi ultimi tre denti ne $a sputato
7uori uno. U2o1limi dai piedi J 1ridai J quel tuo
conno% e 7allo stare 6en nascosto sotto la tua
tunica lacera e la tua stola rossa% come 7a di
solito% e tema la luce% esso c$e sta spalancato in
modo cosA indecente c$e mi ricorda Epicuro c$e
s6adi1lia tutto ma1ro con il suo naso
prominente.V
&III AVVISO A" U! RAGAO
Percidere% puer% moneo? 7utuere% puella?
6ar6atum 7urem tertia
'
poena manet.
Io ti a""erto% 6el ra1azzo tu "errai inculato? e tu%
6ella 7anciulla% "errai 7ottuta? al ladro peloso
spetter9 la terza pena.
&IV I!VITO !E# TEMPIETTO
Huc $uc% quisquis es% in dei salacis
de"erti 1ra"e ne puta sacellum.
Et si nocte 7uit puella tecum%
$ac re quod metuas adire% non est.
Istud caeliti6us datur se"eris
nos "appae sumus et pusilla culti
ruris numina% nos pudore pulso
stamus su6 Io"e coleis apertis.
Er1o quili6et $uc lice6it intret
ni1ri 7ornicis
14
o6litus 7a"illa.
Qui% qui% c$iunque tu sia% non credere di poter
e"itare di passare presso il tempio austero del
dio lasci"o. E se di notte ti accompa1na una
ra1azza% non "i moti"o perc$= tu de66a a"er
paura di "enire da me. Questo rispetto do"uto
ai se"eri di del cielo noi siamo dei perdi1iorno%
piccoli numi di un dio campestre e% a66andonato
o1ni pudore% ce ne stiamo con i co1lioni al "ento
sotto 1li occ$i di !io"e. PerciE qui entri pure
c$iunque% anc$e se ancora tutto sporco della
nera 7uli11ine del 6ordello.
&V MI!ACCE AI #A"RI
Commisso mi$i non satis modestas
quicunque attulerit manus a1ello%
is me sentiet esse non spadonem.
dicat 7orsitan $oc U2i6ine quisquam
C$i cerc$er9 di sacc$e11iare con le sue mani da
ladro questo campicello c$e mi stato a77idato%
sentir9 su s= stesso c$e non sono un castrato.
/orse e1li 7ra s= e s= dir9 UNessuno "err9 mai a
5 0i ri7erisce ad Ecate c$e% secondo un poemetto di Callimaco% a"e"a ospitato 2eseo? questi% al suo ritorno dalla lotta
con il toro maratonio% la tro"a morta% distesa su di un ro1o.
' Cio prenderlo in 6occa.
14 Erano i portici sotto cui esercita"ano le prostitute.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 14
$ic inter 7rutices loco remoto
percisum sciat esse meV% sed errat
ma1nis testi6us
11
ista res a1etur.
sapere c$e io sono stato rotto di dietro in questo
luo1o remoto 7ra i cespu1liV% ma si s6a1lia
perc$= la cosa si s"ol1er9 da"anti a dei 1rossi
testimoni.
&VI OFFERTE "I ME#E A# "IO
Quali6us Hippomenes rapuit 0c$oeneida
12

pomis%
quali6us Hesperidum no6ilis $ortus erat%
qualia credi6ile est spatiantem rure paterno
Nausicaam pleno saepe tulisse sinu%
quale 7uit malum% quod littera pinQit Aconti%
qua lecta est cupido pacta puella "iro
1B

qualiacunque% pius dominus 7lorentis a1elli


imposuit mensae% nude Priape% tuae.
Quelle mele con cui Ippomene rapA la 7i1lia di
0c$eneo? quelle mele per cui era 7amoso il
1iardino delle Esperidi? quelle di cui
"erosimile c$e Nausicaa si riempisse spesso il
seno della "este quando 1ira"a nei poderi
paterni? quella su cui Aconzio scrisse il
messa11io c$e% letto dalla 7anciulla% la "incolE al
cupido marito tutte queste mele% o nudo Priapo%
il pio padrone di questo 7lorido campicello $a
posto sulla tua mensa.
&VII A# GUAR"IA!O "E##'ORTO
Quid mecum ti6i% circitor molesteW
ad me quid pro$i6es "enire 7uremW
Accedat% sine laQior redi6it.
C$e "uoi da me% o molesto 1uardianoW Perc$=
impedisci al ladro di "enire da meW .ascialo
"enire se ne andr9 6en allar1atoK
&VIII AVERCE#O GRA!"E
Commoditas $aec est in nostro maQima pene%
laQa quod esse mi$i 7emina nulla potest.
Sn "anta11io 6en 1rande $a il mio pene c$e
nessuna donna per me troppo lar1a.
&I& #O"E "I U!A "A!ATRICE
Hic quando 2elet$usa circulatriQ
1(
%
quae clunem tunica te1ente nulla
eQstans altius altiusque motat%
Quando la passe11iatrice 2elet$usa qui a1ita in
lun1o e in lar1o le c$iappe non coperte da alcuna
"este e stando a ca"alcioni 6en ti s6atte
11 >estes si1ni7ica sia testimoni c$e testicoli.
12 0i ri7erisce alla storia della corsa 7ra Ippomene ed Atalanta e delle tre mele d>oro.
1B In ri7erimento alla storia narrata da Aristeneto e ripresa da 8"idio nelle ?eroides il 1io"ane Aconzio c$e a &elo% per
7arsi amare da Cidippe mentre si tro"a nel tempio di &iana% le 7a rotolare una mela su cui $a scritto VAconzio% ti
amo e 1iuro in nome di &iana c$e ti sposerEV. .a "er1ine le11e la 7rase e rimane "incolata al 1iuramento.
1( CirculatriQ era la prostituta c$e esercita"a all>aperto e si distin1ue"a dallo scort"m c$e era la prostituita c$e
esercita"a in 6ordello? ma i testi in cui "en1ono usati i termini sono troppo poc$i per essere sicuri su questa
distinzione? tal"ola con circ"latri# "iene indicata una danzatrice 1iro"a1a.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 11
crisa6it ti6i 7luctuante lum6o
$aec sic non modo te% Priape% posset%
pri"i1num quoque sed mo"ere P$aedrae.
scuotendo le anc$e e dimenando le cosce in tal
modo potre66e arrapare non solo te% o Priapo%
ma anc$e il 7i1liastro di /edra.
&& #'ARMA "I PRIAPO
/ulmina su6 Io"e sunt? Neptuni 7uscina telum?
ense potens Mars est? $asta% Miner"a% tua est?
sutili6us .i6er committit proelia t$Irsis?
7ertur Apollinea missa sa1itta manu?
Herculis armata est in"icta deQtera cla"a
at me terri6ilem mentula tenta 7acit.
!io"e comanda ai 7ulmini? il tridente l>arma di
Nettuno. Marte si 7a 7orte della sua spada e la
lancia tua% o Miner"a. #acco "a in 6atta1lia
con i tirsi le1ati? si narra c$e le 7recce "en1ano
sca1liate dalla mano di Apollo? l>in"itta destra di
Ercole armata di una cla"a. A me il mem6ro
duro c$e mi rende terri6ile.
&&I U! #A"RO A PRIAPO
Copia me perdit tu su77ra1are ro1atus%
indicio nec nos prode% Priape% tuo%
quaeque ti6i posui tamquam "ernacula poma%
de sacra
1)
nulli diQeris esse "ia.
.a quantit9 mi 7re1a tu c$e in"oco per aiuto% o
Priapo% non 7armi la spia? non dire a nessuno c$e
queste mele domestic$e "en1ono dalla "ia
0acra.
&&II PE!E PER I #A"RI
/emina si 7urtum 7aciet mi$i "ir"e puer"e%
$aec cunnum% caput $ic prae6eat% ille nates.
0e mi deru6ano una donna o un uomo o un
1io"incello% quella mi o77ra la 7ica% il secondo la
testa% il terzo le natic$e.
&&III MA#E"IIO!E "EI #A"RI
Quicunque $ic "iolam rosam"e carpet
7urti"umque $olus aut inempta poma%
de7ectus pueroque 7eminaque
$ac tenti1ine% quam "idetis in me%
rumpatur% precor% usque mentulaque
nequiquam si6i pulset um6ilicum.
C$iunque qui prende una rosa o una "iola% o
"erdura 7urti"a o mele non "endute% pre1o c$e se
non $a a disposizione una donna o un
1io"incello sia tormentato da quel tiramento c$e
"edete in me e c$e il mem6ro 1li continui a
s6attere a "uoto sull>om6elico.
1) Era la "ia c$e attra"ersa"a i /ori Imperiali.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 12
&&IV AVVISO AI #A"RI
Hic me custodem 7ecundi "ilicus $orti
mandati curam iussit $a6ere loci.
/ur $a6eas poenam% licet indi1nere U7eramVque
Upropter $olus
1,
V dicas U$oc e1oWV UPropter
1+

$olusV.
Il contadino $a incaricato me di essere il custode
di questo orto 7econdo e di a"er cura del luo1o
a77idatomi. 2u quindi% o ladro% rice"erai la tua
punizione anc$e se ti arra66ierai e dirai U&e"o
su6ire questo per un>insalataWV U0A% proprio per
un>insalata.V
&&V AVVISO AI #A"RI
Hoc sceptrum% quod a6 ar6ore est recisum
nulla et iam poterit "irere 7ronde%
sceptrum% quod pat$icae petunt puellae%
quod quidam cupiunt tenere re1es%
cui dant oscula no6iles cinaedi
15
%
intra "iscera 7uris i6it usque
ad pu6em capulumque coleorum.
Questo scettro% c$e stato reciso dall>al6ero e
c$e mai pi< potr9 "erde11iare di 7ronde? lo
scettro c$e desiderano le impudic$e ra1azze% c$e
amano tenere in mano alcuni re c$e 6aciano i
noti 7inocc$i% entrer9 nelle "iscere del ladro 7ino
al pu6e e alla radice dei co1lioni.
&&VI PRIAPO $ SPOMPATO
Porro J nam quis erit modusW J Quirites
aut praecidite seminale mem6rum%
quod totis mi$i nocti6us 7ati1ant
"icinae sine 7ine prurientes
"ernis passeri6us salaciores%
aut rumpar nec $a6e6itis Priapum.
Ipsi cernitis% e77ututus ut sim
con7ectusque macerque pallidusque%
qui quondam ru6er et "alens sole6am
7ures caedere quamli6et "alentes.
&e7ecit latus et periculosam
cum tussi miser eQpuo sali"am.
8rdunque o Quiriti% c$e altro si puE mai 7areW 8
mi ta1liate il mem6ro seminale c$e tutte le notti
"iene s7inito dalle mie "icine con un prurito
inesauri6ile e pi< li6idinose dei passeri di
prima"era% oppure lasciatelo rompere e non
a"rete pi< un Priapo. !uardate "oi stessi come
sono stato spompato% come sono ridotto ma1ro e
pallido% io c$e una "olta ero ru6icondo e 7orte e
sole"o inculare i ladri% anc$e i pi< ro6usti. 0ono
stremato e quando tossisco% me misero% sputo
una sali"a da malato.
1, ?ol"s termine 1enerico per le "erdure.
1+ Alcuni le11ono prope e quindi la traduzione di"enta U&e"o prenderlo proprio "icino ad una insalata :o ca"olo;WV
15 Il termine% come per circ"latri#% indica"a anc$e 1ente da 7iera% ma poi passato ad indicare il 7inocc$io. Sso questo
termine perc$= $a una sicura a77ermazione storica 7in dal medioe"o e non "i ra1ione per cui noi soli do"remmo
ricorrere a parole straniere. Nel medioe"o erano 1i9 molto amati 7ra studenti e 6u77oni i 1ioc$i di parole allusi"e e le
parole c$e termina"ano in c"l"m erano molto utili. Il 7inocc$io :"erdura; in latino si c$iama foenic"l"s ed era quindi
normale c$e si 7acessero 6attute dicendo% ad esempio% c$e il tal ca"aliere da"a "olentieri il suo foeni@c"l"m. .a
stessa identica ori1ine $a il termine orecc*ione per le 6attute deri"ate dalla parola orecc$io c$e in latino 7a
a"ric"l"m. .a pro"a c$e la parola U7inocc$ioV era usata 1i9 nel Rinascimento si tro"a in poesie e canti
carnascialesc$i in cui si parla di Umettere il 7inocc$io 7ra le meleV :C7r.*. .o11ione e !io"anni Casale1no%
&i-ionario 'torico del lessico erotico italiano% 1'',;.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1B
&&VII VOTO "I U!A "A!ATRICE
&eliciae populi% ma1no notissima circo
Quintia% "i6ratas docta mo"ere nates%
cIm6ala cum crotalis% pruri1inis arma% Priapo
ponit et adducta tImpana pulsa manu
pro qui6us% ut semper placeat spectanti6us% orat%
tentaque ad eQemplum sit sua tur6a dei.
Io Quinzia% delizia del popolo% 7amosa nel
Circolo Massimo% esperta nel muo"ere le sue
"i6ranti natic$e% dedica a Priapo questi cim6ali e
questi crotali% armi di arrapamento% e i timpani
percossi dalla mano stretta. In cam6io ti pre1a di
7ar sA c$e essa possa sempre piacere a1li
spettatori e c$e la sc$iera dei suoi amanti l>a66ia
sempre duro come il dio.
&&VIII A U! #A"RO
2u% qui non 6ene co1itas et ae1re
carpendo ti6i temperas a6 $orto%
pedica6ere 7ascino pedali.
Quod si tam 1ra"is et molesta poena
non pro7ecerit% altiora tan1am.
2u c$e $ai catti"i pensieri e a stento ti trattieni
dallo s"ali1iare l>orto% sarai inculato da questo
mem6ro lun1o un piede. E se non ti 6asta una
pena cosA 1ra"e e molesta% colpirE pi< in altoK
&&I& U! PASSA!TE A PRIAPO
86scaenis% peream% Priape% si non
uti me pudet inpro6isque "er6is.
0ed cum tu posito deus pudore
ostendas mi$i coleos patentes%
cum cunno mi$i mentula est "ocanda.
C$e possa morire o Priapo se non mi "er1o1no
di usare parole sconce e oscene? ma quando tu%
c$e sei un dio% lasciato da parte o1ni pudore mi
esi6isci i tuoi co1lioni in 6ella mostra% anc$e a
me "ien da dire cazzo e 7ica.
&&& A" U! PASSA!TE
U/alce minaQ et parte tua maiore% Priape%
ad 7ontem% quaeso% dic mi$i qua sit iter.V
*ade per $as "ites% quarum si carpseris u"am%
cur aliter sumas% $ospes% $a6e6is aquam.
U&immi% ti pre1o o Priapo% cosA minaccioso con
la tua 7alce e con la parte pi< 1rande del tuo
corpo% quale la strada per la 7onteWV
*ai a"anti per queste "i1ne% ma attento
7orestiero% c$e se prenderai l>u"a rice"erai
un>acqua 6en di"ersa da quella c$e ti aspetti.
&&&I A" U!A "O!!A
&onec proter"a nil mei manu carpes%
lice6it ipsa sis pudicior *esta.
0in% $aec mei te "entris arma laQa6unt%
eQire ut ipse de tuo queas culo.
/ino a c$e non prenderai nulla di mio con la tua
mano s7rontata% potrai essere pi< pudica di *esta
stessa% altrimenti quest>arma del mio "entre ti
allar1$er9 talmente c$e potrai uscire dal tuo
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1(
stesso culo.
&&&II #A VISITATRICE A!ORESSICA
S"is aridior puella passis%
6uQo pallidior no"aque cera%
collatas si6i quae suisque mem6ris
7ormicas 7acit altiles "ideri?
quoius "iscera non aperta 2uscus
per pellem poterit "idere aruspeQ?
quae suco caret ut putrisque pumeQ
1'
%
nemo "iderit $anc ut eQpuentem?
quam pro san1uine pul"erem sco6emque
in "enis medici putant $a6ere J
ad me nocte solet "enire et a77ert
pallorem maciemque larualem.
&uctor 7erreus insularius"e
lanternae "ideor 7ricare cornu.
24
Sna ra1azza pi< secca dell>u"a passa% pi< pallida
del le1no di 6osso e della cera no"ella% c$e 7a
sem6rare le 7ormic$e% in para1one alle sue
mem6ra e al suo corpo% 6estie all>in1rasso% le cui
"iscere l>aruspice etrusco puE esaminare
attra"erso la pelle% senza aprirla% c$e $a meno
liquidi della pol"ere di pomice una c$e non
mai stata "ista sputare% una c$e i medici
1iudicano a"er pol"ere e se1atura al posto del
san1ue% suol "enire da me di notte portandomi il
suo pallore e la sua macilenza spettrale. Mi
sem6ra proprio di essere il 7erraiolo del quartiere
c$e s7re1a il 6ecco della lanterna.
&&&III I PRIAPI "I U!A VO#TA
Naidas antiqui &rIadasque $a6uere Priapi%
et quo tenta dei "ena su6iret% erat.
Nunc adeo ni$il est% adeo mea plena li6ido est%
ut NImp$as omnis interiisse putem.
2urpe quidem 7actu% sed ne tenti1ine rumpar%
7alce mi$i posita 7iet amica manus.
I Priapi di una "olta a"e"ano attorno a s= Naiadi
&riadi% e do"e il teso mem6ro entra"a era cosa
7attaK 8ra non c> pi< nulla% ora la mia lussuria
talmente al massimo c$e mi pare c$e tutte le
Nin7e siano estinte. F una cosa squallida% ma per
e"itare c$e il mem6ro si spezzi per il troppo
tirare% poserE la 7alce e mi aiuter9 la mia amica
mano.
&&&IV "E"ICA
Cum sacrum 7ieret deo salaci%
conducta est pretio puella par"o
communis satis omni6us 7utura
quae quot nocte "iros pere1it una%
tot "erpas ti6i dedicat sali1nas.
Al sacri7icio dedicato al dio della lussuria "enne
assunta per poco prezzo una ra1azza c$e
soddis7acesse tutti 7inc$= ne a"essero "o1lia? ed
essa% per o1ni masc$io c$e $a s6ri1ato quella
notte% dedica a te altrettanti mem6ri di le1no di
salice.
1' .a pomice era usata in molte espressioni latine proprio come sim6olo di aridit9 ed a"arizia? come noi diciamo
Uca"ar san1ue da una rapaV% i latini dice"ano Uca"ar acqua dalla pomiceV.
24 2esto latino incerto. 0i ipotizza c$e i 7erraioli 7ossero incaricati della pulizia delle lanterne.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1)
&&&V MI!ACCE
Pedica6ere% 7ur% semel? sed idem
si prensus 7ueris 6is% irruma6o?
quod si tertia 7urta molieris%
ut poenam patiare et $anc et illam%
pedica6eris irruma6erisque.
.a prima "olta% o ladro% ti inculerE? ma se ti 7ai
prendere un>altra "olta lo prenderai in 6occa e ti
allatterE? ma se commetterai un terzo 7urto
su6irai entram6e le pene lo prenderai di dietro e
in 6occa.
&&&VI "OTE FISICA
Notas $a6emus quisque corporis 7ormas
P$oe6us comosus% Hercules lacertosus%
tra$it 7i1uram "ir1inis tener #acc$us%
Miner"a ra"o
21
lumine est% *enus paeto%
7ronte crinitos Arcadas "ides /aunos%
$a6et decentes nuntius deum plantas%
tutela .emni
22
dispares mo"et 1ressus%
intonsa semper Aesculapio 6ar6a est%
nemo est 7eroci pectorosior Marte
quod si quis inter $aec locus mi$i restat%
deus Priapo mentulatior non est.
81nuno di noi $a delle note particolarit9 7isic$e?
/e6o era 6en c$iomato% Ercole muscoloso% il
7anciullo #acco a"e"a 7i1ura "ir1inea% Miner"a
$a 1li occ$i castani e *enere un po> stra6ici? tu
"edi i /auni dell>Arcadia con i capelli sulla
7ronte? il messa11ero de1li di $a piedi
1rade"oli? il dio tutelare di .emno 7a un passo
lun1o e uno corto% la 6ar6a d>Esculapio sempre
intonsa% nessuno $a un torace pi< ro6usto del
6ellicoso Marte. Ma se rimane un posticino per
mettermi 7ra costoro% non "i dio con mem6ro
pi< 1rande di Priapo.
&&&VII TAVO#ETTA VOTIVA
Cur pictum memori sit in ta6ella
mem6rum quaeritis% unde procreamurW
cum penis mi$i 7orte laesus esset
c$irur1ique manum miser timerem%
dis me le1itimis nimisque ma1nis%
ut P$oe6o puta 7ilioque P$oe6i%
curatum dare mentulam "ere6ar?
$uic diQi U7er opem% Priape% parti%
quoius tu% pater% ipse pars "ideris?
qua sal"a sine sectione 7acta
ponetur ti6i picta% quam le"aris%
compar consimilisque concolorque.V
Promisit 7ore mentulamque mo"it
pro nutu deus et ro1ata 7ecit.
Perc$= "i c$iederete in questa ta6ella "oti"a
dipinto il mem6ro con cui "eniamo procreatiW
Perc$= il mio pene era si era accidentalmente
7erito ed io% me misero% temendo la mano del
c$irur1o e non osando dare il mio mem6ro in
cura a quei troppo 1randi di speci7ici della
medicina come /e6o o il 7i1lio di /e6o % a te mi
ri"olsi U&ai l>opera tua o Priapo a questa parte
di cui tu stesso o padre% sem6ri essere una parte?
7ai c$e si sal"i senza ta1liarlo e ti sar9
consacrato un dipinto con l> imma1ine di ciE c$e
$ai sal"ato% del tutto e1uale per 7orma e colore.V
Il dio promise UcosA siaV 7acendo un cenno col
suo mem6ro% e 7ece la 1razia.
21 2esto corrotto? alcuni le11ono Minerva flava e ri7eriscono l"mine a *enere. Nel "erso sotto in"ece c$e fronte
crinitos si le11e fronte corn"a.
22 Il messa11ero de1li di era Mercurio? il dio di .emno% *ulcano% era zoppo.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1,
&&&VIII PATTI C(IARI
0impliciter ti6i me% quodcunque est% dicere
oportet%
natura
2B
est quoniam semper aperta mi$i
pedicare "olo% tu "is decerpere poma?
quod peto% si dederis% quod petis% accipies.
0enza mezzi termini ti de"o dir tutto% perc$= la
mia natura sempre aperta io "o1lio inculare e
tu "uoi prendere le mele se darai ciE c$e
desidero io% prenderai ciE c$e desideri tu.
&&&I& I PREGI "I PRIAPO
/orma Mercurius potest placere%
7orma conspiciendus est Apollo%
7ormosus quoque pin1itur .Iaeus%
7ormosissimus omnium est Cupido.
Me pulcra 7ateor carere 7orma%
"erum mentula luculenta nostra est
$anc ma"olt si6i quam deos priores
si qua est non 7atui puella cunni.
Mercurio puE piacere per il 6ell>aspetto% Apollo
ammire"ole per la 6ellezza. Anc$e .ieo "iene
dipinto 6ello e 6ello sopra tutti Cupido. .o
ammetto% a me manca un 6ell>aspetto% ma il mio
mem6ro da""ero ma1ni7ico ed desiderato pi<
de1li altri di da o1ni 7anciulla c$e non a66ia la
7ica insensi6ile.
&# PRIAPO RICEVE U!A CORO!A
Nota 0u6uranas
2(
inter 2elet$usa puellas%
quae% puto% de quaestu li6era 7acta suo est%
cin1it inaurata penem ti6i% sancte% corona
$oc pat$icae summi numinis instar $a6ent.
2elet$usa% 6en conosciuta 7ra le ra1azze della
0u6urra e c$e% come credo% si resa li6era con
propri 1uada1ni% ti cin1e% o nume% il pene con
una corona dorata le puttane lo stimano quanto i
1randi numi.
&#I AI VISITATORI
Quisquis "enerit $uc% poeta 7iat
et "ersus mi$i dedicet iocosos.
Qui non 7ecerit% inter eruditos
7icosissimus
2)
am6ulet poetas.
C$iunque "iene qui% si impro""isi poeta e mi
dedic$i dei "ersi 1iocosi. C$i non lo 7ar9 se ne
"ada a passe11iare con emorroidi 1rosse come
7ic$i 7ra i poeti eruditi.
&#II OFFERTE "E# CO!TA"I!O
.aetus Arista1oras natis 6ene "ilicus u"is
de cera 7acta dat ti6i poma% deus.
At tu sacrati contentus ima1ine pomi
Il contadino Arista1ora% 7elice per la 6ella
crescita dell>u"a% ti dona% o dio% delle mele di
cera. Ma tu% se sei contento delle mele
2B &oppio senso.
2( .a 0u6urra era il quartiere mal7amato di Roma.
2) .e emorroidi erano ritenute un distur6o tipico dei 7inocc$i.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1+
7ac "eros 7ructus ille% Priape% 7erat. consacrate in e77i1e% 7a> sA c$e l>al6ero porti dei
"eri 7rutti.
&#III C(E PE!SA!O #E RAGAE
*elle quid $anc dicas% quam"is sim li1neus%
$astam%
oscula dat medio si qua puella mi$iW
Au1ure non opus est Uin me J mi$i credite% diQit
J utetur "eris "iri6us
2,
$asta rudis.V
C$e cosa pensi c$e "o1lia dal mio mem6ro una
ra1azza c$e mi 6acia in mezzo se66ene esso sia
di le1noW Non c> 6iso1no di essere un indo"ino%
essa dice UCredetemi% in me questa rozza "er1a
dar9 il me1lio di s=.V
&#IV AI #A"RI
Nolite omnia% quae loquor% putare
per lusum mi$i per iocumque dici.
&eprensos e1o ter quaterque 7ures
omnis% non du6itetis% irruma6o.
Non crediate c$e io dica cose per sc$erzo o per
di"ertirmi. 2utti i ladri c$e acc$iapperE% non
du6itatene% lo prenderanno in 6occa tre o quattro
"olte.
&#V PETTI!ARSI "A !EGRA
Cum quendam ri1idus deus "ideret
7er"enti caput ustulare 7erro%
ut Maurae similis 7oret puellae%
UHeus J inquit J ti6i dicimus% cinaede%
uras te licet usque torqueasque%
num tandem prior es puella% quaeso%
quam sint% mentula quos $a6et% capilliWV
Il dio eretto% "edendo uno c$e si a66rustoli"a i
capelli con un 7erro ro"ente per assomi1liare ad
una ra1azza ne1ra% 1li dice UNoi ti diciamo% o
7inocc$io% 7ai pure% se "uoi 6ruciarti e
attorci1liarti i capelli% ma non me1lio una
ra1azza c$e 1i9 $a i capelli come i peli del
cazzoW
&#VI TROPPO SC(IFOSA
8 non candidior puella Mauro%
sed mor6osior omni6us cinaedis%
pI1maeo 6re"ior 1ruem timenti%
ursis asperior pilosiorque%
Medis laQior Indicis"e 6racis
mallem scilicet ut li6enter ires?
2+
nam quam"is "idear satis paratus%
erucarum
25
opus est decem maniplis%
7ossas in1uinis ut teram dolemque
8 ra1azza 6ianca come una ne1ra ma pi<
smidollata di un 7inocc$io% pi< piccola di un
pi1meo c$e $a paura anc$e di una 1ru% pi< irsuta
e pelosa dell>orso% pi< slar1ata delle 6ra1$e dei
Medi o de1li Indiani puoi restare qui o
andartene? ma se66ene io appaia 6en 7ornito% ci
"orranno dieci 7asci di rucola per s6attere la
7ossa del tuo in1uine e mazzolare i "ermi c$e
usciranno dalla tua 7ica.
2, 2esto contro"erso? qualcuno le11e aptet"r veris "si+"s% altri "tet"r Veneris l"si+"s.
2+ In altra lettura manes *inc, licet "t li+eret, ires.
25 .a rucola era considerata un>er6a a7rodisiaca.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 15
cunni "ermiculos scaturrientis.
&#VII A C(I !O! "E"ICA VERSI
Quicunque "estrum% qui "enitis ad cenam
li6are nullus sustinet mi$i "ersus%
illius uQor aut amica ri"alem
lasci"iendo lan1uidum% precor% reddat
et ipse lon1a nocte dormiat solus
li6idinosis incitatus erucis.
A c$iunque di "oi "iene qui a man1iare e non si
impe1na a dedicarmi dei "ersi% io au1urerE c$e
la mo1lie o l>amica s7iniscano con la loro
lasci"ia il suo ri"ale% e c$e e1li dorma per tutta
la lun1a notte da solo% arrapato dall>a7rodisiaca
rucola.
&#VIII RICOR"O "I U!A RAGAA
Quod partem madidam mei "idetis
per quam si1ni7icor Priapus esse%
non ros est% mi$i crede% nec pruina%
sed quod sponte sua solet remitti%
cum mens est pat$icae memor puellae.
Quando "edete tutta umida quella parte per cui
"en1o c$iamato Priapo% credetemi% non ru1iada
n= 6rina ma ciE c$e se ne esce spontaneamente
quando ripenso ad una lasci"a ra1azza.
&#I& GRAFFITI OSCE!I
2u% quicunque "ides circa tectoria nostra
non nimium casti carmina plena ioci%
"ersi6us o6scaenis o77endi desine non est
mentula su6ducti nostra supercilii.
2u% c$iunque tu sia% c$e "edi sull>intonaco qui
attorno "ersi non troppo casti% pieni di 6attute%
non o77enderti per quei "ersi osceni il nostro
mem6ro non tipo da a11rottar le sopracci1liaK
# RIC(IESTA "I U!A GRAIA
Quaedam% si placet $oc ti6i% Priape%
7ucosissima me puella ludit
et nec dat mi$i nec ne1at daturam
causas in"enit usque di77erendi.
Quae si conti1erit 7ruenda no6is%
totam cum pari6us
2'
% Priape% nostris
cin1emus ti6i mentulam coronis.
Sna certa ra1azza troppo 7alsa J se% o Priapo
"uoi concedermi la tua 6ene"olenza J mi prende
in 1iro e non me la d9% ma neppure dice di non
"olermela dare sempre tro"a una scusa per
rimandare. 0e tu 7arai sA c$e me la possa 1odere%
o Priapo% cin1eremo tutto il tuo mem6ro con le
nostre 1$irlande.
2' Non c$iaro c$e cosa si1ni7ic$i.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 1'
#I #'ORTO "I PRIAPO
Quid $oc ne1oti est qua"e suspicer causa
"enire in $ortum plurimos meum 7ures%
cum% quisquis in nos incidit% luat poenas
et usque cur"os eQca"etur ad lum6osW
Non 7icus $ic est prae7erenda "icinae
u"ae"e% quales 7la"a le1it Arete
B4
%
non mala truncis adserenda Picenis
pirum"e% tanto quod periculo captes%
ma1is"e cera luteum no"a prunum
sor6um"e "entres lu6ricos moraturum.
Praesi1ne
B1
rami nec mei 7erunt morum
nucem"e lon1am% quae "ocatur a"ellana
amI1dalum"e 7lore purpurae 7ul1ens.
Non 6rassicarum 7erre 1lorior caules
6etas"e% quantas $ortus educet nullus%
crescens"e semper in suom caput porrum.
Nec seminosas ad cucur6itas quemquam
ad ocimum"e cucumeresque $umi 7usos
"enire credo sessiles"e lactucas
acresque cepas aliumque 7uratum%
nec ut salaces nocte tollat erucas
mentamque olentem cum salu6ri6us rutis.
Quae cuncta quam"is nostro $a6emus in saepto%
non pauciora proQimi 7erunt $orti.
Qui6us relictis in mi$i la6oratum
locum "enitis% impro6issimi 7ures
nimirum apertam con"olatis ad poenam%
$oc "os et ipsum% quod minamur% in"itat.
Ma c$e pro6lema c>W Perc$= do"rei a"ere dei
du66i per il 7atto c$e tanti ladri pre7eriscano
"enire nel mio orto% "isto c$e c$iunque mi capita
sotto pa1a lo scotto e "iene allar1ato 7ino alla
sua sc$iena pie1ataW Qui non c> un 7ico da
pre7erire a quello del "icino% non "i u"a pari a
quella raccolta dalla 6ionda Arete% non mele
innestate ai tronc$i piceni% non il pero c$e co1li
con tanto risc$io di prenderlo di dietro% o la
pru1na 6ionda come la cera no"ella% o il sor6o
c$e 7rena 1li intestini troppo sciolti. N= i miei
rami portano la 1rossa mora% n= l>o6lun1a
nocciola detta a"ellana% n= la mandorla
splendente del suo 7iore purpureo. Non mi "anto
di produrre piante di ca"olo o 6ietole pi< di
qualsiasi altro orto% n= il porro c$e continua a
crescere dalla sua testa. N= credo c$e qualcuno
"en1a per le zucc$e ricc$e di semi o per il
6asilico o per i cocomeri sparsi sulla terra o per
l>insalata con le 7o1lie stese a terra. N= per
ru6are di notte la piccante rucola o la menta
odorosa assieme alla salu6re ruta o le cipolle
pun1enti o l>a1lio 7i6roso. Perc$= tutte queste
cose c$e sono nel mio orto recintato% non
crescono da meno ne1li orti "icini. Ed in"ece
"oi% ladri scellerati% trascurate 1li altri e "enite
tutti nel mio orto cosA curato. Ma non strano
c$e "oi accorriate alla 6en esi6ita pena per "oi
ciE c$e "i minacciamo un in"itoK
#II TERRI%I#I MI!ACCE
Heus tu% non 6ene qui manum rapacem
mandato mi$i contines a6 $orto%
iam primum stator $ic li6idinosus
alternis et eundo et eQeundo
porta te 7aciet patentiorem.
Accedent duo% qui latus tuentur%
pulcre pensili6us peculiati?
qui cum te male 7oderint iacentem%
ad partes
B2
"eniet salaQ asellus
et nil deterius mutuniatus.
Quare si sapiet malus% ca"e6it%
E$i tu% c$e non tieni 6en lontano dall>orto c$e mi
stato a77idato la tua mano rapace adesso% per
prima cosa questa li6idinosa sentinella% entrando
e uscendo a"anti e indietro% ti allar1$er9 6en
6ene il 6uco. *erranno poi due c$e stanno di
sentinella ai lati% 6en muniti di or1ani pendenti? e
quando essi ti a"ranno disteso e male inculato%
arri"er9 un asinello arrapato e non meno dotato
di meO Per cui% c$i capisce qualcosa% e"iter9 il
1uaio ora c$e sa quanti cazzi l>aspettano.
B4 Mo1lie di Antinoo% re dei /eaci.
B1 In altra "ersione praepin$"e.
B2 In altre "ersioni ad portam, ad partis.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 24
cum tantum sciet esse mentularum.
#III PICCO#A OFFERTA
Contentus modico #acc$us solet esse racemo%
cum capiant alti "iQ cita musta lacus%
ma1naque 7ecundis cum messi6us area desit%
in Cereris crines una corona datur.
2u quoque% di"e minor% maiorum eQempla
secutus%
quam"is pauca damus% consule poma 6oni.
#acco suol accontentarsi di un piccolo 1rappolo
d>u"a mentre 1li alti tini si riempiono
rapidamente di mosto? e mentre la 1rande aia
non 6asta a contenere le messi 7econde% si
appende solo una corona di spi1$e ai capelli di
Cerere. Anc$e tu% o dio minore% se1ui l>esempio
dei 1randi di% ed anc$e se ti diamo poco%
accetta di 6uon 1rado queste mele.
#IV RE%US
C& si scri6as temonemque insuper addas%
qui medium "olt te scindere% pictus erit.
BB
0cri"i C& e a11iun1ici sopra un palo a"rai
dise1nato c$i ti "uol spaccare in due.
#V I# FURTO "E##A FA#CE
Credere quis possitW /alcem quoque turpe
7ateri
de di1itis 7ures su6ripuere meis.
Nec mo"et amissi tam me iactura pudorque
quam prae6ent iustos altera tela metus
quae si perdidero% patria muta6or
B(
% et olim
ille tuos ci"is% .ampsace% !allus
B)
ero.
Incredi6ileK Mi "er1o1no a dirlo% ma i ladri mi
$anno tolto la 7alce dalle dita. E non mi addolora
tanto la dis1razia e la "er1o1na per tale perdita%
ma la 7ondata paura per le altre mie armi? c$= se
do"essi perderle do"rE essere mandato in esilio?
ed io c$e una "olta ero tuo cittadino% o .ampaco%
di"enterE un !allo.
#VI #A"RO IRRIVERE!TE
&erides quoque% 7ur% et impudicum
ostendis di1itum mi$i minantiW
Heu $eu me miserum J quid ista li1num est
quae me terri6ilem 7acit "ideriW
Manda6o domino tamen salaci%
ut pro me "elit irrumare 7ures.
8si deridermi% o ladro% e con il dito teso 7ai il
1esto di mettermelo in culoW Peccato% me
dis1raziato% c$e l>attrezzo c$e mi 7a apparire cosA
terri6ile sia solo di le1no. Ma a77iderE al mio
lasci"o padrone il compito di metterlo in 6occa
ai ladri e di allattarli.
BB #attuta non molto c$iara? in alcun testi scritto E&. /orse "ole"a dire c$e se si scri"e E@& la E con il trattino
rappresenta il mem6ro c$e si in7ila al centro della & :ipotesi dello 0cali1ero;.
B( In altra "ersione m"lta+or% essere esiliato.
B) Sn castrato? !alli erano i sacerdoti della dea Ci6ele c$e si autoe"ira"ano durante le cerimonie reli1iose in suo onore.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 21
#VII VECC(IA CO! I SO#"I
CorniQ et caries "etusque 6ustum%
tur6a putida 7acta saeculorum%
quae 7orsan potuisset esse nutriQ
2it$oni Priamique Nestorisque%
illis ni pueris anus 7uisset%
ne desim si6i% me ro1at% 7ututor.
Quid si nunc ro1et% ut puella 7iatW
0i nummos tamen $aec $a6et% puella est.
Sna cornacc$ia tarlata e un sepolcro in ro"ina%
resa puzzolente dai troppi secoli% c$e 7orse
a"re66e potuto essere la nutrice di 2itone%
Priamo e Nestore se 1i9 non 7osse stata "ecc$ia
quando essi erano 6am6ini% mi pre1a ora c$e
non le "en1a mai a mancare c$i la 7otta. Non
sare66e come se ora mi c$iedesse di ritornare
ra1azzaW Ma se $a i soldi... una ra1azza.
#VIII MA#E"ETTI #A"RI
Quicunque nostram 7ur 7e7ellerit curam%
e77eminato imminet procul du6io?
B,
quaeque $ic proter"a carpserit manu poma
puella% nullum reperiat 7ututorem.
81ni ladro c$e si sottrarr9 al mio controllo%
pre1o c$e 1li "en1ano dolori al culo e77eminato
e o1ni ra1azza c$e con mano insolente prender9
queste mele% possa non tro"are mai c$i la scopi.
#I& ) A# #A"RO I# FATTO SUO
Praedictum ti6i ne ne1are possis
si 7ur "eneris% inpudicus eQis.
Non puoi ne1are c$e non ti a66ia a""isato sei
"enuto ladro e te ne "ai stuprato.
#& VERSI E ME#E
0i quot $a6es "ersus% tot $a6eres poma% Priape%
esses antiquo ditior Alcinoo
B+
.
0e tu a"essi tante mele% o Priapo% quanti sono i
"ersi c$e rice"i% saresti pi< ricco del "ecc$io
Alcinoo.
#&I #E POESIE PESA!O
Quid 7rustra quereris% colone% mecum%
quod quondam 6ene 7ructuosa malus
autumnis sterilis duo6us adstemW
Non me prae1ra"at% ut putas% senectus%
nec sum 1randine "er6erata dura%
nec 1emmas modo 1ermine eQeuntes
seri 7ri1oris ustula"it aura%
nec "enti plu"iae"e siccitas"e%
quod de se quererer% malum dederunt?
Perc$= o contadino inutilmente ti lamenti con
me perc$= io% un tempo al6ero di mele ricco di
7rutti% da due autunni sono rimasto sterileW Non
mi opprime la "ecc$iaia% come pensi% n= sono
stato percosso dalla dura 1randine? n= l>aria dei
7reddi tardi"i $a 6ruciato le 1emme appena
uscite dal 6occiolo? n= "enti% n= pio11ia% n=
siccit9 $anno 7atto alcunc$= di cui il melo de66a
duolersi. Non mi danne11iarono neppure lo
B, Altra "ersione effeminato verminet :o marceat; proc"l c"lo?
B+ Noto per la ricc$ezza dei suoi 1iardini.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 22
non sturnus mi$i 1racculus"e raptor
aut corniQ anus aut aquosus anser
aut cor"us nocuit siticulosus
sed quod carmina pessimi poetae
ramis sustineo la6oriosis.
storno o la taccola ladrona% o la "ecc$ia
cornacc$ia o l>anatra c$e s1uazza nell>acqua% o il
cor"o c$e asseta il 1uaio c$e de"o sostenere
sui miei rami stanc$i le poesie di un pessimo
poeta.
#&II I CA!I CUSTO"I
0ecuri dormite% canes custodiet $ortum
cum si6i dilecta 0irius Eri1one
B5
.
&ormite tranquilli% o cani? a custodire l>orto
pro""eder9 0irio con la sua diletta Eri1one.
#&III PRO%#EMI "I PRIAPO
Parum est mi$i quod $ic 7iQi sedem
B'
%
a1ente terra per caniculam rimas
siticulosam sustinemus aestatem?
parum% quod $iemis per7luont sinus im6res
et in capillos 1randines cadunt nostros
ri1etque dura 6ar6a "incta crIstallo?
parum% quod acta su6 la6ori6us luce
parem die6us per"i1il tra$o noctem.
Huc adde% quod me 7uste de rudi "ilem
(4
manus sine arte rusticae dola"erunt%
interque cunctos ultimum deos numen
cucur6itarum li1neus "ocor custos.
Accedit istis impudentiae si1num%
li6idinoso tenta pIramis ner"o.
Ad $anc puella J paene nomen adieci J
solet "enire cum suo 7ututore%
quae tot 7i1uras% quas P$ilaenis enarrat%
non in"entis
(1
pruriosa discedat.
F per me cosa da poco c$e io a66ia sta6ilito qui
la mia sede e sosten1a l>estate assetata con la
terra c$e si 7ende per la canicolaW F cosa da
poco c$e la pio11ia scorra 1i< sul mio corpo e
c$e la 1randine cada sui miei capelli e c$e la mia
6ar6a si con1eli stretta dal 1$iaccioW F cosa da
poco c$e dopo a"er passato il 1iorno a la"orare%
de66a trascorrere la notte a 7ar la 1uardia come
di 1iornoW A questo a11iun1i c$e sono stato
s6ozzato da un palo da rustic$e mani inesperte e
c$e io% la pi< piccola di"init9 7ra 1li di% "en1o
c$iamato il custode di le1no delle zucc$e. Come
se non 6astasse a11iun1i a questo il sim6olo
dell>impudicizia% questo mem6ro piramidale%
teso dal ner"o della li6idine? a questo suol "enire
una ra1azza J quasi ne 7accio il nome J assieme
al suo trom6atore ed essa se non ri79 tutte le
posizioni c$e elenca /ilenide% se ne "a ancora
insaziata.
#&IV TROPPO FI!OCC(IO*
Quidam mollior
(2
anseris medulla
7uratum "enit $uc amore poenae
Sn tale% pi< molle del midollo dell>oca% "iene qui
da me a ru6are per desiderio della pena.
B5 Racconto mitolo1ico di Eri1one% 7i1lia di Icario% e della sua ca1na Maera% tras7ormate da1li di rispetti"amente nella
costellazione della *er1ine e di 0irio.
B' Altra "ersione par"m est 2"od *ic "t fi#im"s semel sedem.
(4 2esto corrotto e poco c$iaro.
(1 Altre "ersioni novis2"e fictis o non invenit.
(2 In latino mollis $a il si1ni7icato anc$e di e77eminato% e come per noi il midollo era usato per indicare il massimo
della penetrazione molli+"s ardet in med"llis% dice"a Cicerone di uno innamorato cotto.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2B
7uretur licet usque% non "ide6o. Continui pure a ru6are non "edrE nulla.
#&V #A PORTA APERTA
Hic ti6i qui rostro crescentia lilia morsit%
caeditur e tepida "ictima porcus $ara.
Ne tamen eQanimun 7acias pecus omne% Priape%
$orti sit% 7acias% ianua clausa tui.
Qui ti "iene sacri7icato un maiale c$e con il suo
1ru1no si di"orato i 1i1li in crescita% una
"ittima tratta 7uori dal suo caldo porcile. PerE% o
Priapo non pensare c$e io possa 7ar 7uori tutte le
mie 6estie per teK Cura c$e la porta del tuo orto
resti c$iusa.
#&VI FI!TO PU"ORE
2u quae ne "ideas notam "irilem
$inc a"erteris% ut decet pudicam
nimirum% nisi quod times "idere
intra "iscera $a6ere concupiscis.
2u% c$e per non "edere il mio sim6olo "irile
cam6i strada come si con"iene ad una donna
pudica nulla di strano% se non 7osse c$e ciE c$e
mostri di a"er paura a "edere% 7in troppo desideri
di a"erlo nella pancia.
#&VII RE%US
Penelopes primam &idonis prima sequatur
et primam Cadmi sIlla6a prima Remi%
quodque 7it eQ illis
(B
% tu mi deprensus in $orto%
7ur% da6is $ac poena culpa luenda tua est.
Prendi la prima silla6a di Penelope% se1ua la
prima di &idone e la prima di Cadmo preceda la
prima di Remo? il risultato di ciE quel c$e ti
darE se ti prendo nell>orto e con questa pena
espierai la tua colpa.
#&VIII
++
OMERO RIVISITATO
Rusticus indocte si quid diQisse "ide6or%
da "eniam li6ros non le1o% poma le1o.
0ed rudis $ic dominum totiens audire le1entem
co1or Homereas edidicique notas.
Ille "ocat% quod nos psolen
()
% XYZ[\]^_
`\a_b][]%
et quod nos culum% `YbZ\[] ille "ocat.
Perdonami se io% semplice contadino% sem6ro un
i1norante non le11o li6ri% ma raccol1o mele.
Ma per quanto i1norante% sono spesso costretto
ad ascoltare il mio padrone c$e le11e e cosA $o
imparato a memoria i "oca6oli omerici. E1li
c$iama ABCDEFGH IEJHKFDF :psoloenta Nera"non;
ciE c$e noi c$iamiamo psolen :cazzo; e culo lo
(B Pedicare% o""ero UinculareV.
(( In alcune raccolte questo 6rano stato suddi"iso in due parti :la prima di solo otto "ersi; e perciE la numerazione
continua poi con il numero .cc.
() 0i tratta di una serie di accostamenti ad orecc$io come se un i1norante pensasse c$e la culinaria concerne il culo.
ABCDEFGH IEJHKFDF si1ni7ica U7ulmine ardenteV ma 1li ricorda la parola psolL, c$e in 1reco "uol dire UcazzoV?
IBKCEDF la 1uaina ma 1li ricorda il terrmine UculoV% e MNEJOHCPBM si1ni7ica Uterri6ileV e non UmerdosoV.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2(
de\af_ZgYh certe si res non munda "ocatur%
et pediconum mentula merdalea est.
Quod nisi 2aenario
(,
placuisset 2roica cunno
mentula% quod caneret% non $a6uisset opus.
Mentula 2antalidae
(+
6ene si non nota 7uisset%
nil% senior C$rIses quod quereretur% erat.
Haec eadem socium tenera spolia"it amica%
quaeque erat Aeacidae% maluit esse suam.
Ille Pelet$roniam cecinit misera6ile carmen
ad cit$aram% cit$ara tensior ipse sua.
No6ilis $inc nata nempe incipit Ilias ira
principiumque sacri carminis illa 7uit.
Altera materia est error 7allentis SliQei
si "erum quaeras% $anc quoque mo"it amor.
Hic le1itur radiQ
(5
% de qua 7los aureus eQit%
quam cum eiZb "ocat% mentula eiZb 7uit.
Hic le1imus Circen Atlantiademque CalIpson
1randia &ulic$ii "asa
('
petisse "iri.
Huius et Alcinoi mirata est 7ilia mem6rum
7rondenti ramo "iQ potuisse te1i.
Ad "etulam tamen ille suam propera6at% et
omnis
mens erat in cunno% Penelopea% tuo
quae sic casta manes% ut iam con"i"ia "isas
utque 7ututorum sit tua plena domus.
E qui6us ut scires quicunque "alentior esset%
$aec es ad arrectos "er6a locuta procos
UNemo meo melius ner"om tende6at *liQe%
si"e illi laterum si"e erat artis opus.
Qui quoniam periit% "os nunc intendite% qualem
esse "irum sciero% "ir sit ut ille meus.V
Hac e1o% Penelope% potui ti6i le1e placere%
illo sed nondum tempore 7actus eram.
c$iama IBKCEDF :Nuleon;? una cosa non pulita la
c$iama MNEJOHCPBM :smerdaleos; e certamente il
mem6ro dei 7inocc$i merdoso. Ma c> di pi<?
se il cazzo del troiano non 7osse piaciuto alla
7ica spartana non ci sare66e stato un poema a
cantarla. 0e il mem6ro del 2antalide non 7osse
stato troppo noto% il "ecc$io Crise non a"re66e
a"uto di c$e lamentarsi. .ui stesso pri"E il
compa1no della sua tenera amica% e pretese c$e
ciE era di Ac$ille 7osse sua. E Ac$ille cantE sulla
cetra tessalica un lamentoso canto% con il
mem6ro pi< teso delle corde della sua cetra.
Proprio da questa ira inizia la no6ile Iliade e
quello 7u l>inizio del sacro carme. .>ar1omento
dell>altro carme l>errare dello scaltro Slisse se
"uoi saper la "erit9 anc$e lui 7u spinto
dall>amore. *i si le11e della radice da cui uscA un
7iore 6ellissimo% ma quando lo c$iama NQCK
:molI;% quella parola si1ni7ica cazzo. Qui
le11iamo di Circe e di Calipso% 7i1lia di Atlante%
c$e c$iesero ad Slisse ciE c$e a"e"a di 6en
1rande. Anc$e Nausicaa% la 7i1lia di Alcinoo
rimase stupita c$e il mem6ro di Slisse a
malapena potesse essere coperto da un ramo
7rondoso. Ma Slisse perE si a77rettE a tornare
dalla sua "ecc$ierella e tutto il suo pensiero era
ri"olto alla tua 7ica% o Penelope% c$e rimanesti
casta anc$e "i"endo in mezzo ai 6anc$etti e con
la casa piena di 1io"ani pronti a 7otterti. E per
sapere quale 7ra loro 7osse il pi< "alente dicesti
UNessuno me1lio di Slisse sape"a tendere il suo
ner"o% sia per la 7orza delle reni% sia per la sua
a6ilit9. Perc$=% se do"esse essere morto% "oi ora
tendete l>arco e saprE quale l>uomo c$e sia
masc$io come lo era il mio.V
Con questa re1ola% o Penelope% io a"rei potuto
piacerti? ma a quel tempo non ero ancora nato.
#&I& #A"RO "I FIC(I
Cum 7ici ti6i sua"itas su6i6it
et iam porri1ere $uc manum li6e6it%
ad me respice% 7ur% et aestimato%
Quando ti "err9 in mente la soa"it9 dei 7ic$i e
quando 1i9 starai per stendere la tua mano%
1uardami 6ene o ladro e "aluta 6ene quale sar9 il
(, 2enario era un promontorio della .aconia? quindi equi"ale a spartano.
(+ A1amennone? ci si ri7erisce alla narrazione dell>Iliade per la discordia 7ra Ac$ille ed A1amennone a causa di
Criseide.
(5 Era un>er6a data da Mercurio ad Slisse per contrastare 1li incantesimi di Circe.
(' Il termine vasa era usato anc$e nel senso di 1enitali.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2)
quot pondo est ti6i mentulam cacandum. peso del cazzo c$e do"rai cacar 7uori.
#&& I CA!I MA!GIA!O #E OFFERTE
Illusit mi$i pauper inquilinus
cum li6um dederat molaque 7usa%
carnum parti6us additis in i1nem
)4
%
sacro protinus $inc a6it peracto.
*icini canis $uc su6inde "enit
nidorem% puto% persecuta 7umi%
quae li6amine mentulae comeso
tota nocte mi$i litat ri1endo
)1
.
At "os amplius $oc loco ca"ete
quicquam ponere% ne 7amelicorum
ad me tur6a "elit canum "enire%
ne dum me colitis meumque numen%
custodes $a6eatis irrumatos.
Mi $a preso in 1iro un po"ero 7itta"olo c$e mi
$a dato una 7ocaccia sacri7icale di 7arro
spar1endone le parti sul 7uoco e poi% compiuta la
cerimonia% se ne andato "ia su6ito. .a ca1na
del "icino "enuta su6ito qui se1uendo% io
credo% l>odore del 7umo% e si man1iata quelle
cose c$e erano state dedicate al mio mem6ro e
per tutta la notte $a placato il mio mem6ro.
Quindi "oi state attenti a non mettere cose in
questo posto in modo c$e non arri"i da me un
6ranco di cani 7amelici e% pur "enendo per
"enerare me e il mio nume% non siano in"ece i
1uardiani ad essere costretti a prenderlo in
6occa.
#&&I AVVISO AI #A"RI
0i commissa meae carpes pomaria curae%
dulcia qui doleam perdere% doctus eris.
0e ru6erai le mele a77idate alla mia custodia
imparerai quanto io so77ra a perdere quelle dolci
cose.
#&&II PREG(IERA
2utelam pomari% dili1ens Priape% 7acito
ru6ricato 7uri6us minare mutino
)2
.
Prote11i% o Priapo% con dili1enza queste mele e
minaccia i ladri con il tuo em6lema 7allico.
#&&III
,-
MI!ACCIA
Quod monear non est% quia% si 7ura6eris ipse
1randia mala% ti6i 6racc$ia macra da6o
)(
.
Non c> 6iso1no di sollecitarmi% perc$= anc$e se
ru6erai 1rosse mele ti darE mele ancora pi<
)4 *erso corrotto? in altre "ersioni 2"arae parti+"s a+ditis in i$nem o 2"or"m parti+"s a+ditis in in$"em. Quest>ultima
la "ersione c$e me1lio quadra con i "ersi se1uenti parti dell>o77erta erano state poste sul mem6ro e il cane lo $a
leccato per tutta la notte.
)1 In altre "ersioni% ri$enti.
)2 Mutinus 2itinus era una di"int9 7allica introdotta a Roma al tempo di Au1usto.
)B I "ersi c$e se1uono% in alcune raccolte sono riunti ai due precedenti? quindi cam6ia ancora al numerazione.
)( 2esto oscuro e non si comprende il si1ni7icato della parola +racc*ia o +racc*ica. 0i suppone c$e la parola mela
"en1a usata per alludere ai testicoli.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2,
1rosse.
#&&IV #E "O!!E "EVO!O "AR#A
86liquis quid me% pat$icae% spectatis ocellisW
non stat in in1uini6us mentula tenta meis.
quae tamen eQanimis nunc est et inutile li1num%
utilis $aec% aram si dederitis% erit.
Per medios i6it pueros mediasque puellas
mentula% 6ar6atis non nisi summa petet.
))
Perc$=% puttanelle% mi 1uardate con la coda
dell>occ$ioW Il mio mem6ro non sta 6el 6ello
dritto sul mio in1uine% ma se ora esanime e un
inutile pezzo di le1no torner9 utile se lo
ospiterete in "oi. Esso 7inir9 7ra le 1am6e dei
ra1azzi e delle ra1azze e a quelli 1i9 con i peli
7orse 7inir9 pi< in alto.
#&&V I SA!TUARI
&odone ti6i% Iuppiter% sacrata est%
Iunoni 0amos et MIcena ditis%
undae 2aenaros aequorumque re1i?
Pallas Cecropias tuetur arces%
&elp$os PIt$ius% or6is um6ilicum%
Creten &elia CInt$iosque colles%
/aunus Maenalon Arcadumque sil"as?
tutela R$odos est 6eata 0olis%
!ades Herculis umidumque 2i6ur?
CIllene celeri deo ni"osa%
tardo 1ratior aestuosa .emnos?
Hennaeae Cererem nurus 7requentant%
raptam CIzicos ostreosa di"am%
7ormosam *enerem !nidos Pap$osque.
Mortales ti6i .ampsacum dicarunt.
),
A te o !io"e consacrata &odona% a !iunone
0amo e Micene% al re delle acque le onde del
2enario% Pallade di7ende le rocc$e di Cecrope
:Atene;% Pitio $a &el7o% om6elico del mondo% la
dea di &elo :&iana; $a Creta e i colli cinzi%
/auno $a il Menalo e le sel"e dell>Arcadia% Rodi
sicura sotto la protezione del sole% !ade e
l>umido 2e"ere di Ercole% la ne"osa Cillene
sacra al dio "eloce :Mercurio;% e l>in7ocata
.emno al dio zoppo :*ulcano;% le donne di Enna
onorano Cerere% Cizico ricca di conc$i1lie la dea
rapita :Proserpina;% Cnido e Pa7o la 6ella *enere.
I mortali a te% o Priapo% $anno dedicato
.ampsaco.
#&&VI #&&VII
,.
PRIAPO SE!A #A"RI
Quod sim iam senior meumque canis
cum 6ar6a caput al6icet capillis
deprensos e1o per7orare possum
2it$onum Priamumque Nestoremque.
Immanem stomac$um mi$i "idetis
)5
qui densam 7acitis su6inde saepem
et 7ures pro$i6etis $uc adire.
0e66ene sia 1i9 "ecc$io e la mia 6ar6a e i miei
capelli siano canuti posso ancora inculare c$i
catturo e anc$e 2itone% Priamo e Nestore. Mi
7ate 1on7iar lo stomaco :per la ra66ia;% "oi c$e
continuate ad alzare una spessa siepe e impedite
ai ladri di entrare. *oi pensate cosA di aiutarmi%
ma in"ece mi danne11iate come impedire a1li
)) Questi ultimi due "ersi sono tal"olta numerati separatamente. .a crescita dei peli era considerato il momento in cui
il ra1azzo non era pi< adatto ad usi sessuali.
), Quest>ultimo "erso compare nella "ersione dello 0cali1ero.
)+ Questi due 6rani "en1ono di solito riuniti.
)5 In altre "ersioni movetis.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2+
Hoc est laedere% dum iu"atis? $oc est
non admittere ad aucupem "olucres.
86structa est "ia% nec licet iacenti
iactura natis eQpiare culpam.
Er1o qui prius usque et usque et usque
7urum scindere podices sole6am%
per noctes aliquot diesque cesso.
Poenas do quoque% quot satis superque est%
in semenque a6eo salaQque quondam
nunc "itam pera1o J quis $oc putaretW J
ut clusus cit$aroedus a6stinentem.
at "os% ne peream situ senili%
quaeso% desinite esse dili1entes
ne"e imponite 7i6ulam Priapo.
uccelli di andare alle reti dell>uccellatore. .a "ia
ostruita e non pi< possi6ile per c$i steso a
terra di espiare la sua colpa rimettendoci le
natic$e. PerciE io% c$e prima usa"o sempre e poi
sempre rompere il culo ai ladri% ora me ne sto
disoccupato 1iorno e notte. Io stesso ora sono
punito% il c$e "eramente troppo e io un tempo
cosA lasci"o% mi accontento delle polluzioni? ora
7accio una "ita di astinenza Jc$i l>a"re66e mai
dettoK J come un citaredo in7i6ulato. Ma "oi% se
non "olete c$e io muoia di mu77a senile%
smettetela% "i pre1o% di essere cosA dili1enti e
non mettete la 7i6ula a Priapo.
#&&VIII MA#E"IIO!E
At di deaeque denti6us tuis escam
ne1ent% amicae cunnilin1e "icinae%
per quem puella 7ortis ante nec mendaQ
et quae sole6at impi1ro celer passu
ad nos "enire% nunc misella .andice
)'
"iQ posse iurat am6ulare prae 7ossis.
C$e 1li di e le dee possano to1lierti il pane per i
tuoi denti% a te c$e lecc$i la 7ica della mia "icina
amica% cosA c$e essa% prima ro6usta e sincera e
c$e sole"a "enir da me s"elta con passo a1ile%
ora% po"eretta o .andice% 1iura c$e puE a stento
camminare% tanto lar1$i sono i suoi 6uc$i.
#&&I& POETA CRITICO
Priape% quod sis 7ascino 1ra"is tento%
quod eQpro6ra"it $anc ti6i suo "ersu
poeta noster% eru6escere $oc noli
non est poeta 7ascinosior
,4
nostro.
Priapo% non de"i arrossire se ti pesa il tuo
mem6ro eretto% come ti $a rin7acciato il nostro
poeta nel suo "erso non "i in7atti poeta pi<
pesante di lui.
#&&& RAGAE I!SO""ISFATTE
At non lon1a 6ene est% at non stat 6ene mentula
crassa
et quam si tractes% crescere posse putesW
Me miserum% cupidas 7allit mensura puellas
non $a6et $aec aliud mentula j maius eo.
Stilior 2Ideus% qui% si quid credis Homero%
in1enio pu1naQ% corpore par"os erat.
0ed potuit damno no6is no"itasque pudorque
/orse non a66astanza lun1o il mio mem6roW
non a66astanza 1rossoW Non credi c$e se lo
mane11i 6ene possa ancora crescereW Eppure%
me misero% le sue dimensioni deludono le
lasci"e ra1azze se66ene nessun altro a66ia un
mem6ro pi< 1rosso. Pi< utile% se credi ad
8mero% era 2ideo% di carattere com6atti"o ma di
corpo minuto. Ma questa no"it9 e questa
)' Il nome del responsa6ile. In altre "ersioni un incomprensi6ile landicae.
,4 Il testo in ori1ine era stato letto come sarcinosior% c$e si1ni7ica Upi< pesanteV? poi stato pre7erito fascinosior% cio
Upi< mem6rutoV.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 25
esse% repellendus saepius iste mi$i.
,1
modestia potre66ero nuocermi e questo danno
de"o com6atterlo.
#&&&I
/0
PREG(IERA
&um "i"is% sperare licet tu% rustice custos%
$uc ades et ner"is% tente Priape% 7a"e.
Ma 7inc$= "i"i puoi sperare tu% rustico custode%
rimani qui e sii propizio% o eretto Priapo% al mio
mem6ro.
#&&&II
/-
"E"ICA "I U! TEMPIETTO
*ilicus aerari quondam% nunc cultor a1elli%
$aec ti6i Perspectus templa% Priape% dico.
Pro qui6us o77iciis% si 7as est% sancte% paciscor%
assiduus custos ruris ut esse "elis%
impro6us ut si quis nostrum "iola6it a1ellum%
$unc tu% sed tento
,(
scis% puto% quod sequitur.
Io% un tempo contadino salariato ora colti"atore
di un campicello% di nome Perspecto% ti dedico% o
Priapo% questo tempietto. E per questa mia
de"ozione% se lecito% o nume% io 7accio un
patto c$e tu "o1lia essere 7edele custode del
campo e c$e se qualc$e 7ara6utto "ioler9 il mio
campicello tu allora ma perc$= te lo dico% sai
senz>altro c$e cosa de"i 7are.
#&&&III
/,
IMPOTE!A
Quid $oc no"i estW Quid ira nuntiat deumW
0ilente nocte candidus mi$i puer
tepente cum iaceret a6ditus sinu%
*enus 7uit quieta% nec "iriliter
iners senile penis eQtulit caput.
Placet% Priape% qui su6 ar6oris coma
soles% sacrum re"incte pampino caput%
ru6er sedere cum ru6ente 7ascinoW
At% o 2rip$alle% saepe 7lori6us no"is
tuas sine arte deli1a"imus comas
a6e1imusque "oce saepe% cum ti6i
seneQ"e cor"os impi1er"e 1raculus
sacrum 7eriret ore corneo caput.
*ale% ne7ande destitutor in1uinum%
"ale% Priape de6eo ti6i ni$il.
Iace6is inter ar"a pallidus situ%
canisque 7oedus usque immin1et% aut ti6i
C$e no"it9 questaW Quale sua ira mi annuncia
il dioW Nella notte silente un 6el ra1azzo 1iace"a
stretto nel mio tiepido 1rem6o% *enere rimasta
tranquilla e l>inerte pene senile non $a alzato la
sua testa. Puoi consentire% o Priapo% una cosa
simile% tu c$e suoli sedere sotto le c$iome de1li
al6eri% con il sacro capo cinto di pampini%
tuttorosso con il rosso mem6roW 8 2ri7allo%
spesso con i 7iori 7resc$i a66iamo intrecciato
alla 6uona le tue c$iome% ed a66iamo 7atto
scappare con la "oce il "ecc$io cor"o e l>a1ile
taccola c$e con il loro 6ecco corneo di 7eri"ano
il sacro capo del pene. Addio% ne7ando
trascuratore del mio in1uine% addio% Priapo% nulla
pi< ti de"o. !iacerai nei campi pallido per la
mu77a% un cane sc$i7oso di piscer9 addosso e un
maiale 7an1oso s7re1$er9 il tuo 7ianco
,1 2esto considerato 7rammentario e di di77icile comprensione.
,2 Questi due "ersi "en1ono tal"olta uniti ai precedenti.
,B Attri6uita a 2i6ullo.
,( Altra "ersione taceo.
,) Attri6uita a 2i6ullo.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont 2'
lutosus sus 7rica6it o6litum latus
,,
.
At% o sceleste penis% o meum malum%
1ra"i piaque le1e noQiam lues.
.icet querare nec ti6i tener puer
pate6it ullus% imminente qui toro
iu"ante "erset arte mo6ilem natem%
puella nec iocosa te le"i manu
7o"e6it apprimet"e lucidum 7emur.
#idens amica Romuli senis memor
paratur% inter atra cuius in1uina
latet iacente pantice a6ditus specus
"a1aque pelle tectus annuo 1elu
araneosus o6sidet 7orem situs.
2i6i $aec paratur% ut tuom ter aut quater
"oret pro7unda 7ossa lu6ricum caput.
.ice6it ae1er an1ue lentior cu6es%
,+
tereris usque% donec% a miser miser%
tripleQque quadrupleQque compleas specum.
0uper6ia ista proderit ni$il% simul
"a1um sonante merseris luto caput.
quid est% inersW pi1etne lentitudinisW
.ice6it $oc inultus au7eras semel
sed ille cum redi6it aureus puer%
simul sonante senseris iter pede%
ri1ente ner"os eQcu6et lu6idine
et inquietus in1uina arri1at tumor
neque incitare cesset usque dum mi$i
*enus iocosa molle ruperit latus.
im6rattato. E tu% o scellerato pene% o mio
malanno% do"rai espiare la 1iusta pena secondo
la le11e 1iusta e se"era. E tu potrai 6en
lamentarti a te mai pi< si o77rir9 un tenero
ra1azzo appo11iandosi all>utile letto% esperto
nell>arte di muo"er le c$iappe% n= mai pi< una
ra1azza amante dei 1ioc$i del sesso ti aiuter9
con la sua mano le11era e premer9 sul tuo
in1uine la sua 6ianca coscia. A te porteranno una
"ecc$iaccia con due denti% 1i9 memore amica
del "ecc$io Romolo% 7ra i cui in1uini 7unesti si
nasconde% quando la pancia 1iace% un recondito
antro coperto da pelle tremula% il cui in1resso
occupato% a causa dei lun1$i anni di a66andono%
da mu77a e ra1natele. Questa ti sar9 data cosA c$e
per tre o quattro "olte di se1uito in1$iotta nella
sua pro7onda "ora1ine la tua testa lu6rica. E tu
1iacerai malato% pi< moscio di un serpente%
s7re1ato e menato 7inc$=% o po"eretto% per tre o
quattro "olte riempirai la ca"erna. A nulla di
ser"ir9 la tua super6ia quando do"rai immer1ere
la tua testa moscia in quello s1uazzante 7an1o.
C$e cosa $ai% o moscioW 2i da noia la tua
7iacc$ezzaW Per questa "olta te la ca"erai senza
casti1o ma quando torner9 quello splendido
ra1azzo% appena sentirai il rumore del suo piede
sul sentiero% il mio ner"o si do"r9 eri1ere per la
li6idine e un inquieto tur1ore rizzer9 il mem6ro%
e non cesser9 di eccitarlo 7inc$= la 1ioconda
*enere non mi a66ia s7iancato le molli reni.
#&&&IV
/1
TIMORI "I PRIAPO
*ere rosa% autumno pomis% aestate 7requentor
spicis? una mi$i est $orrida pestis $iemps.
Nam 7ri1us metuo et "ereor% ne li1neus i1nem
$ic deus i1na"is prae6eat a1ricolis.
In prima"era sono ornato con la rosa% in autunno
con le mele% in estate "en1o 7este11iato con le
spi1$e? l>in"erno in"ece per me un>orrida peste.
0o77ro il 7reddo ed $o paura c$e questo dio di
le1no ser"a per il 7uoco ai pi1ri a1ricoltori.
,, 2rascuro la pi< recente "ersione canis2"e saeva s"s2"e li$neo ti+i l"tos"s affrica+it o+lit"m lat"s c$e accomuna
senza alcun senso cane e maiale.
,+ Altra "ersione a$er a"t lan$"entior c"+es.
,5 Parte dell>Appendi# Vir$iliana.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont B4
#&&&V
/2
AI VIA!"A!TI
E1o $aec% e1o arte 7a6ricata rustica%
e1o arida% o "iator% ecce populus
a1ellulum $unc% sinistra et ante quem "ides%
erique
+4
"illulam $ortulumque pauperis
tuor malaque 7uris arceo manu.
Mi$i corolla picta "ere ponitur%
mi$i ru6ens arista sole 7er"ido%
mi$i "irente dulcis u"a pampino%
mi$i caduca oli"a% cocta 7ri1ore.
teneraque matre mu1iente "accula
deum pro7undit ante templa san1uinem.
Proin% "iator% $unc deum "ere6eris
manumque sursum $a6e6is. Hoc ti6i eQpedit%
parata namque cruQ stat ecce mentula.
k*elim polk inquisW At pol
+1
ecce "ilicus
"enit% "alente cui re"ulsa 6racc$io
7it ista mentula apta cla"a deQterae.
Io% o "iandante% scolpito con rustica arte da un
secco pezzo di pioppo% custodisco questo
campicello da"anti a cui a sinistra "edi la casetta
e l>orticello di un po"eretto% di7endendolo dalla
mano rapace del ladro. In prima"era mi ornano
con coroncine colorate% a me la spi1a arrossata
dal sole cocente% a me la dolce u"a con il "erde
pampino% a me l>oli"a maturata dal ri1ido 7reddo.
.a delicata capretta dei miei pascoli porta in
citt9 le mammelle colme di latte e dai miei o"ili
il pin1ue a1nello mi rimanda a casa con la destra
pesante per il denaro% e la tenera "itella% mentre
la madre mu11isce% spar1e il suo san1ue da"anti
al tempio. PerciE o "iandante% onora questo dio e
tieni indietro le mani? sar9 me1lio per te. Ecco
qua un 6el mem6ro pronto a tra7i11erti. UPer dio
J tu dici J Umi 7are66e piacereV% ma% per dio%
ecco "enire il contadino per il quale questo
mem6ro di le1no strappato dal suo 7orte 6raccio%
di"enta un cla"a adatta per la sua destra.
#&&&VI
.0
RU%ATE A# MIO VICI!O
Hunc e1o% o iu"enes% locum "illulamque
palustrem
tectam "imine iunceo caricisque maniplis
quercus arida rustica 7omitata securi
nutrior. Ma1is et ma1is 7it 6eata quontannisK
Huius nam domini colunt me deumque salutant
pauperis tu1uri pater 7iliusque adulescens%
alter assidua colens dili1entia% ut $er6ae
asper aut ru6us a meo sint remota sacello%
alter par"a manu 7erens saepe munera lar1a.
/lorido mi$i ponitur picta "ere corolla%
primitus tenera "irens spica mollis arista%
luteae "iolae mi$i lacteumque papa"er
pallentesque cucur6itae et sua"e olentia mala%
u"a pampinea ru6ens educata su6 um6ra.
0an1uine $aec etiam mi$i :sed tsce6itis; arma
6ar6atus linit $irculus cornipesque capella.
Pro quis omnia $onori6us nunc necesse Priapo
est
Io% rica"ato con una rustica ascia da un secco
pezzo di quercia% ora prote11o questo luo1o
palustre e questa casetta coperta di "imini e di
7asci di carice% a77inc$= o1ni anno di"entino
sempre pi< prosperi. In7atti i padroni di questo
luo1o mi onorano e mi salutano come un dio? il
padre e il 7i1lio adolescente del misero tu1urio%
l>uno colti"ando con assidua dili1enza a77inc$=
le er6e secc$e ed i ro"i stiano lontane dal mio
tempietto% l>altro portando con la sua manina
doni a66ondanti. &urante la 7lorida prima"era
su6ito mi incoronano di corone "ariopinte e con
la "erde spi1a e le molle arista% con le 1ialle
"iole ed il 6ianco papa"ero% e poi con zucc$e
s6iadite e mele dal soa"e pro7umo% e tralci d>una
rossa colti"ata all>om6ra. Questa mia arma eretta
:ma non lo raccontate in 1iro; "iene aspersa con
il san1ue del capretto 6ar6uto o della capretta
con 1li zoccoli.
,' Parte dell>Appendi# Vir$iliana.
+4 Non si comprende se sia un nome proprio :altro"e ?eri2"e;.
+1 Pol era un intercalare deri"ato dal 1iuramento su Polluce.
+2 Parte dell>Appendi# Vir$iliana% ma attri6uita a Catullo.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont B1
praestare et domini $ortulum "ineamque tueri.
Quare $inc% o pueri% malas a6stinete rapinas.
*icinus prope di"es est ne1le1ensque Priapi.
Inde sumite% semita $aec deinde "os 7eret ipsa.
PerciE Priapo% de"e corrispondere a tutti questi
onori e prote11ere la "i1na e l>orticello del
padrone. Quindi% ra1azzi% e"itate le tristi rapine?
il mio "icino ricco e trascura il suo Priapo?
ru6ate a lui% questo sentiero "i porter9 l9.
I!!O A PRIAPO
0al"e% sancte pater Priape rerum%
sal"e. Mi$i 7loridam iu"entam
da mi$i ut pueris ut puellis
7ascino placeam 6onis procaci
lusi6usque 7requenti6us iocisque
dissipem curas animo nocentes
nec 1ra"em timeam nimis senectam%
an1ar $aud lmisermae pa"ore mortis
qua ad domus tra$et in"idas lA"ermnlim%
7a6ulas manes u6i reQ coercet%
unde 7ata ne1ant redire quemquam.
0al"e% sancte pater Priape% sall"me.
Con"enite simul quot estlis ommnes%
quae sacrum colitis lnemmus lpumellae%
quae sacras colitis alqmuas puellae%
con"enite quot estis atque l6emllo
"oce dicite 6landula lPriampo
sal"e% sancte pater Priape rerum.
lInm1uini oscula 7i1ite inde mille%
7ascimnum 6ene olenti6us lcormonis
lcin1mite illi iterumque dicite omnes
sal"e% lsanmcte pater Priape rerum
nam malos arcens $omines lcrmuentos
ire per sil"as dat ille "ol6mis
perque opaca silentia incruenta%
ille 7onti6us arcet et scelestos%
inpro6o pede qui sacros liquores
transeunt 7aciuntque tur6ulentos
qui la"lanmtque manus nec ante multa
in"ocant prece "os% deae pulellaem.
C8 Priape% 7a"e% almeD dicite lomnesm%
C0al"e% sancte pater Priape lsal"em.D
8 Priape potens amilcem% sal"e%
seu cupis 1enitor "olcarim et auctor
or6is aut p$Isis ipsa Panque% sal"e.
Namque concipitur tuo "i1ore
quod solum lreplmet aet$era atque pontum.
Er1o sal"e% Priape% sal"e% sancte.
0ae"a lIupiterm ipse te "olente
ultro 7ulmina ponit atque lsemdes
0al"e o sacro Priapo dio delle cose% sal"e.
&ammi la 7lorida 1io"ent<% 7a> sA c$e il mio
mem6ro procace piaccia ai 6ei ra1azzi e alle
6elle ra1azze e c$e i miei 7requenti 1ioc$i e
sc$erzi 7acciano sparire le preoccupazioni c$e
ro"inano l>animo. E c$e non de66a troppo
temere la molesta "ecc$iaia o la paura della
trista morte c$e ci trasciner9 alla dimora
in"idiosa dell>A"erno% do"e il re rinc$iude le
om6re dei morti e do"e si dice c$e nessuno mai
ritorni. 0al"e o sacro Priapo dio delle cose.
Racco1liete"i qui tutte assieme% ra1azze c$e
onorate il sacro 6osco e le sacre acque% "enite
qui e cantate con "oce melodiosa al potente
Priapo sal"e o sacro Priapo dio delle cose. Poi
date mille 6aci al suo mem6ro e cin1etelo con
corone pro7umate e di nuo"o cantate in coro
sal"e o sacro Priapo dio delle cose. Perc$= e1li
tenendo lontani 1li uomini mal"a1i e san1uinari%
"i consente di andare sicure per i 6osc$i e per le
om6rose strade silenziose e sicure. E1li tiene
lontani dalle 7onti que1li scellerati c$e
attra"ersano con immondo piede le sacre acque
e le rendono tor6ide% c$e ci si la"ano le mani e
c$e prima non "i in"ocano o di"ine 7anciulle%
con molte pre1$iere. &ite tutte in coro o Priapo%
sii a noi 7a"ore"ole. 0al"e o sacro Priapo dio
delle cose. 8 Priapo% potente amico% sal"e% sia
c$e tu "o1lia essere detto il creatore del mondo
o della sua natura stessa% o Pan% sal"e. Perc$=
per la tua 7orza creato tutto ciE c$e riempie la
terra e l>aria e il mare. PerciE sal"e o santo
Priapo% sal"e. 0e tu lo c$iedi lo stesso dio !io"e
depone i suoi 7ulmini crudeli e spinto dalla
lasci"ia lascia le sue 6rillanti dimore. 2u sei
onorato dalla 6uona *enere% dal 7er"ido Cupido%
dalle tre sorelle !razie% da .ieo% dispensatore di
1ioia. Perc$= senza te neppure *enere ci
soddis7a% n= le !razie sono 1raziose% n=
piacciono #acco e Cupido. 8 Priapo% potente
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont B2
lucidas cupidus suas relinlquitm.
2e *enus 6ona% 7er"idus Cupido%
!ratia et 1elminaem colunt lsormores
atque laetiltiae damtor .Iaeus.
namque te silne nmec *enus pro6alturm%
!ratiae illepidae% Cupildo% #macc$us.
8 Priape potens amice% sal"e.
2e "ocant prece "ir1ilnes pudimcae%
zonulam
+B
ut sol"as diu li1atam%
teque nupta "ocat sit ut mariltom
ner"us saepe ri1ens potensque semlperm.
0al"e% sancte pater Priape% slal"em.
amico% sal"e. 2i in"ocano nella loro pre1$iera le
"er1ini pudic$e perc$= tu sciol1a il nodo della
loro cintura troppo a lun1o le1ata? ti in"oca la
sposa perc$= il marito a66ia spesso il mem6ro
duro e sia sempre potente. 0al"e o sacro Priapo
dio delle cose% sal"e.
+B /ascia annodata c$e porta"ano le "er1ini? la sera delle nozze lo sposo scio1lie"a il nodo.
CARMINA PRIAPEA di E. Mori ed E. Valmont BB