Sei sulla pagina 1di 4

09/04/2014 16:34 SERGIO DOGLIANI [non-bibliotecario] | letto&detto

Page 1 of 4 https://lettoedetto.wordpress.com/2014/04/08/sergio-dogliani-non-bibliotecario/
letto&detto
dieci domande a personalit del mondo dellarte, della
scrittura, della musica, del giornalismo e della cultura.
Feeds: Articoli Commenti
SERGIO DOGLIANI [non-bibliotecario]
8 aprile 2014 di letto&detto
(https://lettoedetto.files.wordpress.com/2014/04/sergio-dogliani-by-daniel-copia.jpg)
Mi chiamo Sergio Dogliani e di professione faccio il non-bibliotecario. Cosa vuol dire? Vuol dire che da 10
anni, a Londra, dirigo delle biblioteche un po diverse dal solito che si chiamano Idea Stores
09/04/2014 16:34 SERGIO DOGLIANI [non-bibliotecario] | letto&detto
Page 2 of 4 https://lettoedetto.wordpress.com/2014/04/08/sergio-dogliani-non-bibliotecario/
(https://www.ideastore.co.uk/home), ma che non sono un bibliotecario di formazione.
Nato a Rivoli (Torino) nel 1959, dopo un primo soggiorno di un anno nel 1980, si trasferito
definitivamente a Londra nel 1984, dove ha cominciato una carriera di insegnante di italiano.
Dopo aver insegnato anche cucina e informatica, nel 1991 diventato direttore delle facolt di
lingue, informatica e materie umanistiche. Nel 2002 diventato il primo Idea Store Manager,
aprendo Idea Store Bow. In seguito, ha ottenuto lincarico di Principal Idea Store Manager,
trasformatosi nel 2010 nellattuale Deputy Head of Idea Store. Oltre ad aver contribuito a libri
sullesperienza Idea Store in Francia e Spagna, ha pubblicato articoli su giornali e riviste in Italia,
in Spagna, in Francia e in Gran Bretagna. E sposato con Emma Dogliani
(http://www.emmadogliani.com/biography), soprano, e insieme hanno tre figli.
Sergio Dogliani in Facebook
(https://www.facebook.com/sergio.dogliani.1)Twitter: @sergiodogliani

1. Perch hai scelto il lavoro/mestiere che fai?
Al mio lavoro (direttore di Idea Store, una rete di biblioteche innovative a Londra) ci sono arrivato
grazie al suggerimento di una mia capa, che pensava sarei stato la persona ideale per lanciare
questo progetto nel 2002. Io allora ero direttore di corsi di formazione continua in un college, ma
avevo sempre avuto un forte interesse per la lettura e una passione per le biblioteche, perci la
prospettiva di unire la mia esperienza nellinsegnamento a questo nuovo tipo di biblioteche mi
aveva entusiasmato. Mi sempre piaciuto lavorare con la gente (piuttosto che con le cose), e
soprattutto poter essere daiuto a chi ne ha pi bisogno. Lavorare in una delle zone pi disagiate
di Londra, rendendo la lettura e listruzione pi accessibile a tutti, uno dei modi migliori di farlo.
2. Qual laggettivo che meglio definisce la tua attivit?
Meritevole, il mio lavoro tanto e faticoso, ma ne vale proprio la pena.
3. Qual il tuo primo ricordo di una biblioteca?
Sono cresciuto nella periferia di Torino in una famiglia moderatamente devota e mia madre,
quando ero piccolo, insisteva nel farmi andare a messa tutte le domeniche. Arrivato a dodici anni,
come tutti quando si cresce, avevo cominciato a pormi una serie di grandi domande. Poi un
giorno ho scoperto una biblioteca, non lontano da casa. E l, inaspettatamente, in mezzo a tutti
quei libri, ho trovato molte delle risposte che non riuscivo pi a trovare in chiesa. Da l in poi ho
abbandonato la chiesa a favore della biblioteca, una decisione di grande impatto nella mia vita
molti anni dopo.
4. Come definiresti la biblioteca?
Quella pubblica? Dipende a chi ci rivolgiamo: un punto dincontro, un campo neutro, un rifugio,
un magazzino, un distributore, un deposito, un palcoscenico, un trampolino, un laboratorio, un
baluardo, un avamposto, una trincea, unoasi, unincubatrice, un crocevia, un crogiuolo, una
scatola di Pandora.
O una piazza del sapere (http://www.laterza.it/index.php?
option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788842089919&Itemid=97), come la definisce la mia
amica Antonella Agnoli.
09/04/2014 16:34 SERGIO DOGLIANI [non-bibliotecario] | letto&detto
Page 3 of 4 https://lettoedetto.wordpress.com/2014/04/08/sergio-dogliani-non-bibliotecario/
5. Cosa ti piace di pi in una biblioteca?
Il fatto che sia uno dei pochi posti rimasti dove non importa chi sei e cosa fai, sei libero di entrare
quando vuoi. E ogni volta che ne esci ti senti pi ricco.
6. Quale stato il primo libro che hai letto?
Pinocchio di Collodi, e mi era piaciuto, ma poco dopo ho letto I Ragazzi della Via Paal
dellungherese Ferenc Molnr, che mi piaciuto ancora di pi, perch oltre alla fantasia aveva un
forte realismo e un fascino universale, sopratutto per un bambino come me che allora (dieci anni,
figlio unico), stava cominciando a capire due o tre cose sulla vita, lamicizia e altro.
7. Quale libro ti ha lasciato un ricordo speciale?
Difficile trovarne uno solo, vorrei nominarne almeno tre allora dico I Nostri Antenati di Italo
Calvino, cos posso farci entrare la sua trilogia (Il Visconte Dimezzato, Il Barone Rampante, Il
Cavaliere Inesistente). Li ho letti quando sono arrivato a Londra trentanni fa, e anche se non sono
ambientati in unItalia riconoscibile nel tempo e nello spazio, mi sempre piaciuto considerarli
come un legame con il mio paese dorigine, paese che amo ancora (nonostante alcuni suoi abitanti
a volte imperfetti quanto i personaggi di Calvino), per la forte umanit che si trova per la strada.
8. Quale libro consiglieresti a un giovane lettore?
Martin Eden di Jack London. Io lho scoperto a quindici anni, dopo aver letto, da piccolo, gli altri
suoi classici (Zanna Bianca, ecc). Martin Eden la storia di un giovane proletario autodidatta che
diventa scrittore. Mi aveva fatto impressione ed un libro che regalo volentieri. Qualche anno fa,
in visita in California con mio figlio Zaki (allora adolescente), eravamo andati a cercare la casa di
Jack London, nella Sonoma Valley, a nord di San Francisco. Ci siamo arrivati in una fredda e
piovosa giornata di febbraio, attraversando una foresta di sequoie mi ricordo ancora la magia di
riconoscere un posto che avevo conosciuto solo attraverso i libri.
9. Leggere fa bene? E perch?
Mah, da piccolo ad un certo punto credevo che leggere non facesse per niente bene, almeno a
sentire mia nonna, che nel vedermi sempre rannicchiato sul suo sof a leggere aveva detto a mia
madre che era preoccupata per la mia salute! Leggere da soli o in compagnia fa benissimo,
come dimostrato da studi sui benefici della lettura per la salute mentale, la senilit e la solitudine.
E non solo fa bene leggere romanzi, racconti e poesie, anche la lettura di manuali sulla salute e sul
benessere e le biografie di persone colpite da malattie, possono essere un aiuto pratico nel farci
sentire meglio. Ad Idea Store recentemente, per lanciare il nostro manifesto sui benefici della
lettura per la salute, abbiamo adottato la scritta che cera davanti allantica biblioteca di Tebe:
Medicina per lanima.
10. A quale altra domanda avresti voluto rispondere?
Questa: Secondo te in che modo e cambiata lItalia da quando ti sei trasferito allestero?
A sentire chi ci abita sembra peggiorata, la mancanza di opportunit per i giovani che mi aveva
spinto a lasciarla trentanni fa non sono aumentate, anzi, direi il contrario, almeno a giudicare dai
tanti giovani italiani che scelgono di andarsene. La situazione di certo preoccupante nel settore
della cultura, compreso il settore delle biblioteche pubbliche dove il fatto di non poter rinnovare il
personale, per esempio, sta paralizzando i servizi. Detto questo, ogni volta che ritorno mi
sorprende la caparbiet di operatori che non si danno per vinti, di cooperative che intervengono,
09/04/2014 16:34 SERGIO DOGLIANI [non-bibliotecario] | letto&detto
Page 4 of 4 https://lettoedetto.wordpress.com/2014/04/08/sergio-dogliani-non-bibliotecario/
prendono in mano la situazione e ne escono vincenti, di volontari che si impegnano con tanta
passione (e anche competenza) nel realizzare bellissimi progetti. Sono appena tornato dalla Fiera
del Libro per Ragazzi di Bologna, dove tra le altre cose ho sentito di ottimi realt a Napoli e in
Puglia che meriterebbero il supporto delle istituzioni. In certi casi la crisi economica ha fatto fare
delle riflessioni interessanti, ed alcuni operatori sembra abbiano le idee pi chiare (e secondo me
meglio di quelle di trentanni fa) ma non basta, hanno bisogno di una dirigenza che capisca che
la cultura, quella con la c minuscola, va fatta partendo dalla base.
Russell Hobbs 3-Piece Stainless Steel
30.99 (plus delivery)
Pubblicato su Interviste | Contrassegnato da tag blog, idea store, lettoedetto, londra, sergio
dogliani |
Blog su WordPress.com.
The MistyLook Theme.
Iscriviti
Segui letto&detto
Con tecnologia WordPress.com
About these ads (http://en.wordpress.com/about-these-ads/)

Interessi correlati