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Nel 1927 Heidegger pubbli ca Essere e tempo, quella

che rimane, oltre che la sua opera maggiore, una delle


tappe decisive di tutta la filosofia contemporanea. Ma
Essere e tempo si presenta come un'opera interrotta:
solo come prima met di un trattato che dovr esse-
re completato con una seconda met. In quest'ulti-
ma, a partire dall'analitica dell 'esistenza - svolta nE311a
prima met - si dovr dare infine risposta alla questio-
ne sul senso dell'essere in base al tempo. Ma questa
seconda met non verr mai pi pubblicata, e l'incom-
piutezza dell'opera diverr la cifra di una strutturale so-
spensione dell'ontologia dell'esserci sull'abisso non an-
cora raggiunto - in un certo senso irraggiungibile -
del senso e della verit dell'essere stesso.
Sempre nel 1927, per, Heidegger tiene all'Universit
di Marburgo un corso su I problemi fondamentali della
fenomenologia, concependolo proprio come il comple-
tamento della prima parte dell'opera pubblicata. Il ten-
tativo di von Herrmann quello di introdurre alla lettu-
ra di questo corso, non solo come il compimento - in
una via pi storica - dell'interrogazione fenomeno-
logico-ermeneutica di Essere e tempo, ma anche come
un momento centrale ed essenziale di passaggio Cdi
svolta) alle questioni che impegneranno successiva-
mente il pensiero heideggeriano. Questo scritto di von
Herrmann ci si presenta dunque sia come un prezioso
strumento di ricostruzione testuale e un saggio esem-
plare di storiografia heideggeriana; sia come un contri-
buto all'interpretazione complessiva del problema del-
l'essere.
Come poscritto alla traduzione italiana, segue un testo
inedito di von Herrmann sull'Edizione completa delle
opere di Heidegger.
Friedrich-Wilhelm von Herrmann Professore di Filo-
sofia presso l'Universit di Friburgo in Brisgovia. stato
stretto collaboratore di Heidegger negli ultimi anni di vita
del filosofo, quando questi preparava l'Edizione com-
pleta delle sue opere, di cui von Herrmann attualmente
il coordinatore.
Oltre alla cura e all'edizione di molti testi heideggeria-
ni, ha finora dedicato i suoi scritti (citati a p. 93 di que-
sto volume) soprattutto all'elaborazione di tematiche
centrali del pensiero di Heidegger e di Husserl, e all'in-
terpretazione - in chiave fenomenologica - di alcuni
testi classici della tradizione filosofica.
UNIVERSIDAD DE NAVARRA
I llllll lllll lllll lllll 111111111111111111111111111111111
In copertina:
Heidegger in una foto degli anni
Venti, tratta da W B1EMEL, Martin
H e i d e g g e ~ in Selbstzeugnissen
und Bilddokumenten, Rowohlt,
Reinbeck 1973.
VESTIGIA
Studi e strumenti
di storiografia filosofica
1. Ada Lamacchia, Percorsi kan-
tiani, 1990, pp. 240.
2. Pasquale Porro, Enrico di
Gand. La via delle proposizio-
ni universali, 1990, pp. 220.
3. Ada Lamacchia, Due saggi di
storiografia .filoso.fica, 1991,
pp. 88.
4. Paolo Ponzio (a cura di),
Asclepius, 1991, pp. 264.
5. Ada Lamacchia, Reverentia
casti iuris - Grazio nella lettu-
ra di Corsano, 1991, pp. 113.
6. Francis Wayland, Elementi di
scienza morale, a cura di A.
Lamacchia, 1992, pp. 441.
7. F. Botturi - U. Galeazzi - A.
Lamacchia - F. Marcolungo -
P. Porro, Metafisica e teologia
civile in Giambattista Vico,
1992, pp. 236.
8. Costantino Esposito, Heideg-
ger. Storia e fenomenologia
del possibile, 1992, pp. 404.
9. Ada Lamacchia, Mounier.
Personalismo comunitario e
filosofia dell'esistenza, 1993,
pp. 348.
10/1. Tommaso Campanella, Meta-
.fisica (Universalis Philoso-
phiae seu Metaphysicarum re-
rum iuxta propria dogmata -
Li ber I), edizione critica e tra-
duzione di P. Ponzio (in cor-
so di stampa).
11. Friedrich-Wilhelm von Herr-
mann, Heidegger e I problemi
fondamentali della fenomeno-
logia, a cura di C. Esposito,
1993, pp. 93.
In copertina:
Heidegger in una foto degli anni Venti, tratta da W. BIEMEL, Martin Heidegger
in Selbstzeugnissen und Bilddokumenten, Rowohlt, Reinbeck 1973.
VESTIGIA
Studi e strumenti di storiografia filosofica
11
Collana diretta
da
ADA LAMACCHIA
Nella collana
1. Ada Lamacchia, Percorsi kantiani, 1990, pp. 240.
2. Pasquale Porro, Enrico di Gand. La, via delle proposizioni uni-
versali, 1990, pp. 220.
3. Ada Lamacchia" Due saggi di storiografia.filosofica, 1991, pp. 88.
4. Paolo Ponzio (a cura di), Asclepius, 1991, pp. 264.
5. Ada Lamacchia, Reverentia casti iuris - Grazio nella lettura di
Corsano, 1991, pp. 113.
6. Francis Wayland, Elementi di scienza morale, a cura di A. La-
macchia, 1992, pp. 441.
7. F. Botturi - U. Galeazzi - A. Lamacchia - F. Marcolungo - P.
Porro, Metafisica e teologia civile in Giambattista Vico, 1992,
pp. 236.
8. Costantino Esposito, Heidegger. Storia e fenomenologia del pos-
sibile, 1992, pp. 404.
9. Ada Lamacchia, Mounier. Personalismo comunitario e filosofia
dell'esistenza, 1993, pp. 348.
10/1. Tommaso Campanella, Metafisica (Universalis Philosophiae seu
Metaphysicarum rerum iuxta propria dogrnata - Liber I), edi-
zione critica e traduzione di P. Ponzio (in corso di stampa).
11. Friedrich-Wilhelm von Herrmann, Heidegger e I problemi fonda-
mentali della fenomenologia, a cura di C. Esposito, 1993, pp. 93.
Friedrich-Wilhelm von Herrmann
Heidegger
e 'I problemi fondamentali
della fenomenologia'
Sulla seconda met di 'Essere e tempo'
Con un poscritto sull'Edizione completa
delle opere di Heidegger
Edizione italiana a cura di Costantino Esposito
Levante editori - Bari
Titolo originale:
Heideggers "Grundprobleme der Phtinomenologie''.
Zur "Zweiten Halfte" von "Sein und ?.eit"
1991, Vittorio Klostermann, Frankfurt a.M.
1993, Levante editori, Bari
Titolo originale del poscritto:
Wirkungen und Erwartungen.
Ruckblick und Vorblick auf die Martin-Heidegger-Gesamtausgabe
1993, Levante editori, Bari
Traduzione, Nota introduttiva e note di Costantino Esposito
Ai sensi della Legge sui diritti d'autore tutelati dal Codice Civile
vietata la riproduzione di questo libro, o di parte di esso, con qualsiasi mezzo
(elettronico, meccanico, per mezzo d,i fotocopie, microfilms, registrazione, ecc.)
Digitalizado por @elteologo
2014
NOTA INTRODUTTIVA
Per larga misura, il problema fondamentale del pensiero di
Heidegger il problema di Essere e tempo. O meglio, considerata
la genesi e la stria emblematica di questo testo, che vive per co-
s dire della sua stessa incompiutezza, proprio Essere e tempo a
costituire il problema centrale e in certo modo permanente del
pensiero di Heidegger. Per questo motivo, per chi voglia com-
prendere e interpretare il suo percorso, bisogner tornare sem-
pre all'opera pubblicata nel 1927, senza voler affrettatamente
passare oltre, a ci che avviene dopo la "svolta", ma anche -
che poi l'altro lato della stessa posizione - senza fermarvisi su,
come se si trattasse di un capitolo autonomo o chiuso. Essere e
tempo non va considerato tanto o solo come il risultato di una fa-
se della ricerca heideggeriana - quella impostata come Ontolo-
gia fondamentale e realizzata come analitica dell'esserci -,
ma va piuttosto inteso e seguito nella sua propria dinamica inter-
rogativa, nel suo costitutivo mo.vimento fenomenologico, l dove
la questione sul semo dell'essere si manifesta come ermeneutica
dell'esistenza e dove la struttura comprensiva dell'esistenza mi-
ra, da parte sua, a rendere manifesto ci che innanzitutto e per
lo pi, ma anche secondo tradizione, si nasconde. In questa
prospettiva ermeneutico-fenomenologica il tempo si svela come
il senso nascosto dell'essere stesso, la possibilit stessa dell'esse-
re che, in quanto sempre trascendente o differente dall'ente
(l'ente intramondano ma anche l'ente che l'esserci), si rende
evidente proprio come impossibilit.
Di questa rinnovata attenzione a Essere e tempo come un'o-
pera fenomenologica, siamo debitori in special modo a Fried-
rich-Wilhelm von Herrmann. Il nome di von Herrmann si ac-
6
NOTA INTRODUTTIVA
compagna ormai strettamente a quello di Heidegger, non solo a
motivo della collaborazione che lo ha legato personalmente a
quest'ultimo, ma anche per le chiarificanti interpretazioni che
egli ha proposto delle questioni-chiave della ,ricerca heideggeria-
na, con una caratteristica posizione dall'interno, staremmo per
dire dallo stesso centro dinamico del procedimento di questa ri-
cerca; e soprattutto perch von Herrmann, a partire dal 1975,
guida la pubblicazione della Gesamtausgabe, l'Edizione comple-
ta delle opere di Heidegger, impostata dallo stesso autore come
Ausgabe letzter Hand, vale a dire come edizione definitiva. Il fat-
to che le ricerche dell'interprete si accompagnino qui stretta-
mente all'attivit dell'editore, non casuale, anzi indice del-
l'approccio di von Herrmann al pensiero di Heidegger. E ancor
pi emblematico, in questa linea, il fatto che l'Edizione com-
pleta sia stata iniziata, per decisione dello stesso Heidegger, pro-
prio con la pubblicazione - a cura di von Herrmann - del cor-
so inedito tenuto nel 1927 a Marburgo sui Problemi fondamenta-
li della fenomenologia, presentato come il completamento decisi-
vo di Essere e tempo (pi precisamente, il completamento della
prima parte, come viene ampiamente documentato nelle pagine
che seguono), che costringe a rileggere daccapo la prima met
dell'opera, pubblicata sempre nel 1927, contemporaneamente a
questa Vorlesung.
Quello che i Problemi fondamentali permettono, non sar
dunque una "chiusura" o una semplice "conclusione" di Essere
e tempo con Tempo ed essere (il titolo, appunto, della sezione
mancante della prima parte) ma, al contrario, una sua essertziale
"riapertura", sia nel senso che mediante il corso di lezioni pos-
sibile considerare nella sua globalit l'intrapresa della questione
sul senso temporale dell'essere; sia nel senso che l'interruzione
dell'opera non va pi intesa soltanto come incompiutezza, ma
anche - e proprio per questo - come nuovo inizio, riproposi-
zione del problema in una diversa maniera, in quella che gi. qui
Heidegger considera come una via storica.
NOTA INTRODUTTIVA
7
Questa via evidenzier che non possibile cogliere il senso
temporale dell'essere stesso, se non attraversando la tradizionale
problematica dell'essere dell'ente, e che la temporalit, da parte
sua, pu essere intesa e, pi radicalmente, pu temporalizzarsi
solo mediante la differenza ontologica, anzi come la stessa diff e-
renza. Con la conseguenza che non si deve pi risalire all'essere
come se si trattasse di una o di un presupposto
trascendentale, ma si deve compiere ogni volta - in un senso
metodologico e casale insieme - lo scarto temporale tra l'essere
e l'ente. Elo si deve compiere storicamente, andando a cercare
nella tradizione metafisica la traccia di questa differenza, nono-
stante essa venga il pi delle volte dimenticata e, pi al fondo,
nascosta.
La caratterizzazione della temporalit come storia dell'esse-
re configura cos il peculiare compimento fenomenologico-erme-
neutico di Essere e tempo, compimento che coincide con la sua
stessa svolta, quella svolta nell' evento che oggi possiamo ve-
dere compiersi nella grande opera degli anni Trenta, inedita fino
al 1989, i Contributi alla filosofia.
In questa prospettiva, lo scritto che presentiamo qui in tra-.
duzione italiana anzitutto un prezioso strumento di lettura e di
interpretazione genetico-sistematica dell'intero percorso di pen-
siero compreso neMa questione dell'essere e del tempo; un per-
corso che viene impostato in senso ontologico-fondamentale e
che si trasforma poi nel senso della storia dell'essere. Il lavoro
sui testi, proprio di von Herrmann, attentissimo a evidenziare
la loro dinamica strutturale fatta di acquisizioni sistematiche e di
aperture problematiche; a rintracciare corrispondenze e insieme
differenze nella loro tessitura linguistica; e insieme a rimettere
sempre a fuoco, nei singoli, spesso intricati momenti dell'analiti-
ca ontologico-fondamentale, il punto di partenza e la mira ulti-
ma della ricerca heideggeriana, la sua "cosa" decisiva.
Proprio per questo, oltre che essere uno strumento di lettura
che ci invita ad incontrare con rinnovato interesse il testo stesso
8 NOTA INTRODUTTIVA
di Heidegger - che poi la massima aspirazione di ogni saggio
introduttivo a un'opera filosofica-, questo scritto di von Herr-
mann indica anche una precisa modalit di lettura e di interpre-
tazione degli scritti di Heidegger, una modalit che trova pro-
prio nella sua dimensione fenomenologica l'accesso pi appro-
priato alla ricerca heideggeriana. Il che non significa che ogni
lettura di Heidegger debba essere consenziente o che l'immede-
simazione metodologica (e dunque casale) debba annullare qual-
siasi distanza critica. A ben vedere, e quasi paradossalmente,
proprio la fedelt fenomenologica al percorso heideggeriano pu
comportare, in maniera pi consapevole e motivata rispetto ad
altre posizioni, la possibilit di una radicalizzazione o di un su-
peramento di quel percorso, se non addirittura di un distacco da
esso. Ma l'essenziale che quest'ultima possibilit - come pure
la possibilit di accompagnarsi all'itinerario di Heidegger, che
quella scelta da von Herrmann - siano richieste o meno dalla
sua stessa problematica, e che in una certa maniera le questioni
critiche poste dal lettore si incrocino con le stes!)e aporie dell'au-
tore.
Come Poscritto all'edizione italiana del testo sui Problemi
fondamentali della fenomenoiogia, proponiamo qui un altro testo
- finora inedito - di von Herrmann, in cui si fa il punto sinteti-
co sull'Edizione completa delle opere di Heidegger, sia riguardo
a ci che gi apparso e agli effetti che ha prodotto nella recezio-
ne del pensiero heideggeriano, sia riguardo alle numerose parti
inedite che ancora attendono di essere pubblicate. Al di l della
competenza e dell'informazione di prima mano che von Herr-
mann, in qualit di curatore responsabile della Gesamtausgabe,
pu assicurare pi di ogni altro, va detto che questo secondo
scritto non interessa solo a livello informativo, ma anche al pi
essenziale livello di comprensione sistematica del pensiero hei-
deggeriano. Giacch proprio questa estrema e continua ricerca
di una sistematicit - del problema dell'essere e della storia del-
NOTA INTRODUTTIVA 9
l'essere e del pensiero dell'essere - che oltrepassi il sistema tra-
dizionale della metafisica in favore di un altro orizzonte specula-
tivo, nori meno vincolante anche se di segno differente, il tratto
che; man mano che appaiono i volumi dell'Edizione completa,
chiede sempre pi di essere compreso e valutato.
***
Per quanto riguarda la traduzione, abbiamo cercato di non
gravare la scrittura con i termini tedeschi, anche laddove la den-
sit o la vera e propria ambiguit del lessico heideggeriano impo-
nevano di ricorrere all'etimologia originale. In questi ultimi casi
abbiamo preferito affidare i chiarimenti linguistici - i quali na-
turalmente implicano delle scelte interpretative - alle note a pi
di pagina, l dove il termine in questione o o r r ~ per la prima
volta o nel luogo in cui viene direttamente tematizzato.
Le citazioni heideggeriane presenti nel testo di von Herr-
mann sono state tradotte tutte direttamente dall'originale, anche
laddove ne esista gi la traduzione italiana, per poter rendere ap-
pieno la compatta tessitura dei testi con i commenti e le interpre-
tazioni. In ogni caso le traduzioni italiane, con le quali ci siamo
confrontati, vengono ugualmente richiamate, di volta in volta,
nelle note. ,,
Tutti i nostri interventi esplicativi, come pure le nostre inte-
grazioni bibliografiche, sono riportati sempre tra parentesi qua-
dre.
Costantino Esposito
PREFAZIONE
Quando, nel tardo autunno del 1975, cominciata ad appa-
rire l'Edizione completa degli scritti di Martin Heidegger con la,
pubblicazione, in prima edizione, del corso tenuto all'Universit
di Marburgo nel semestre estivo 1927 su I problemi fondamentali
della fenomenologia, stata messa fine alla lunga serie di supposi-
zioni riguardo alla terza sezione - su Tempo ed essere - della
prima parte di Essere e tempo. Heidegger aveva redatto questo
corso di lezioni, come <<nuova elaborazione della 3 a sezione della
I parte di Essere e tempo, dopo aver gettato via, agli inizi del
gennaio 1927, la prima elaborazione, preparata fino ad allora, di
quella che la pi importante sezione dell'intero trattato.
Sebbene queste lezioni - da un punto di vista testuale -
non si colleghino direttamente alla seconda sezione di Essere e
tempo, bens prendano una via pi storica, Heidegger le pensa
tuttavia e le struttura, nella loro interezza, in una maniera rigo-
rosamente sistematica. La prima delle tre parti del corso una
Discussione fenofnenologico-critica di alcune tesi tradizionali
sull'essere. Qui Heidegger mostra in che modo queste tesi sul-
l'essere richiedano il ritorno del pensiero filosofico all'essenza
dell'uomo come esserci, nella sua esistenza che comprende l'es-
sere; inoltre egli mostra in che modo si debba elaborare e dare ri-
sposta - seguendo il filo conduttore dell'esserci - alla questio-
ne fondamentale sul senso dell'essere in generale, e in che modo
a tale questione fondamentale della filosofia appartengano quat-
tr problemi fondamentali, i quali si trovano nascosti nelle sud-
dette quattro tesi tradizionali, e a partire da queste ultime devo-
no essere enucleati. La seconda parte del corso tratta perci La.
questione ontologico-fondamentale sul senso dell'essere in gene-
12 PREFAZIONE
rale. Le strutture fondamentali e i modi fondamentali dell'esse-
re. Questa seconda parte contiene il nucleo centrale di quella
tematica che, secondo l'impianto di Essere e tempo, costituisce la
terza sezione della prima parte, con il titolo di Tempo ed esse-
re. Come oggetto di ricerca della terza parte del corso, era pre-
visto Il metodo scientifico dell'ontologia e l'idea di fenomeno-
logia.
Il presente scritto, sulla base delle fonti pi recenti, tratta
anzitutto della genesi di Essere e tempo e del corso su I problemi
fondamentali della fenomenologia ( 1 ). Dopo di che, esso intende
mostrare che il testo di queste lezioni porta effettivamente a
svolgimento - almeno per un tratto ancora - il nucleo tematico
di Tempo ed essere. Per questo si confronteranno i numerosi
accenni preliminari alla terza sezione su Tempo ed essere, che
si trovano nella prima met di Essere e tempo apparsa nel 1927,
con quello che viene svolto nel testo delle lezioni del 1927 ( 2
e 3). Ma da ci risulter pure che, per un'appropriazione inter-
pretativa dell'analitica dell'esserci contenuta in Essere e tempo,
d'ora in poi si dovr assumere quest'analitica a partire dalla co-
noscenza di Tempo ed essere, comprendendola cos nella sua
mira puramente ontologico-fondamentale, e senza aspettarsi da
essa ci che non o ~ p i t o dell'ontologia fondamentale, bens
della metaontologia ( 4). Ma un'appropriazione, da parte del
pensiero filosofico, della questione ontologico-fondamentale sul
senso dell'essere in generale, nonch un'appropriazione dei pro-
blemi fondamentali che scaturiscono da essa, resta indispensabi-
le anche per un'adeguata comprensione del pensiero dell'evento.
Quest'ultimo, infatti, assume in s quelle questioni ontologico-
fondamentali di fondo, in una modalit trasformata di domanda-
re e di rispondere ( 5).
I problemi fondamentali della fenomenologia non solo comple-
tario la prima met di Essere e tempo, apparsa nel 1927, con la se-
zione pi importante dell'intero trattato, ma costituiscono anche
un irrinunciabile anello di congiunzione, lungo il cammino del
PREFAZIONE
13
pensiero di Heidegger, tra la pubblicazione del 1927 e i Contri-
buti alla filosofia, il cui piano era gi stabilito, nei suoi tratti fon-
damentali, sin dalla primavera del 1932, e il cui manoscritto fu
steso tra il 1936 e il 1938, quale prima, cmpleta configurazione
- articolata in sei compaginazioni - del pensiero dell'evento.
La parte centrale di questo scritto, costituita dal testo di
una conferenza tenuta nel 1989, in occasione del 100 anniver-
sario della nascita di Martin Heidegger, dapprima a Chicago,
durante l'International Conference presieduta dal Prof. Dr. John
Sallis alla Loyola University (21-24 settembre) e successivamen-
te a Mosca, durante il Congresso heideggeriano svoltosi all' Ac-
cademia delle Scienze dell'URSS, sotto la direzione della Prof.
Dr. N.V. Motroschilowa (17-19 ottobre).
***
Nel dedicare questo scritto al Prof. Dr. Dr. h.c. Max Miiller
per il suo 85 compleanno, l'autore ricorda con gratitudine i
suoi anni di studio a Friburgo, dal 1957 al 1961. stato durante
le lezioni tenute da Max Miiller in quel periodo, che all'autore
fu dato di e ascoltare ci che aveva sperato nel cambiare il luogo
dei suoi studi da Berlino a Friburgo. I problemi posti dai due
grandi pensatori di Friburgo - Edmund Hus-
serl e Martin Heidegger - erano costantemente presenti nelle
lezioni di Max Miiller sulla metafisica. Egli aveva compreso, in
maniera magistrale, che bisognava situare Husserl e Heidegger
nel corso della grande filosofia occidentale-europea che va da
Platone e Aristotele, attraverso Agostino e Tommaso d'Aquino,
fino a Kant e a Hegel. Le lezioni di Max Miiller appartengono ai
corsi pi stimolanti di quegli anni di studio.
Friburgo in Br., febbraio 1991
'F.-W. vonHerrmann
HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI
DELLA FENOMENOLOGIA
SULLA SECONDA MET DI ESSERE E TEMPO
A Max Miiller,
per il suo 85 compleanno,
. con ammirazione e gratitudine
1. Sulla genesi dei due scritti
Il punto di partenza della nostra esposizione quella nota
che contrassegna il corso tenuto da Heidegger a Marburgo nel
semestre estivo 1927 su I problemi fondamentali della fenomenolo-
gia1, e che gli attribuisce il rango di continuazione decisiva della
prima met di Essere e tempo
2
Nel manoscritto delle lezioni, ac-
canto al titolo del corso che si trova sulla parte sinistra della pa-
gina, a destra si trova segnata, con la stessa 'accurata scrittura e
con inchiostro rosso, l'indicazione: Nuova elaborazione della
3a sezione della I parte di Essere e tempo. Questa terza sezione
- Tempo ed essere - la sezione pi importante dell'intero
trattato Essere e tempo, poich in essa vien data risposta alla que-
stione fondamentale di questo trattato, e cio la questione che ri-
guarda non solo il senso dell'essere dell'esserci, ma anche il sen-
so dell'essere in generale.
Negli anni 1922-23 Heidegger aveva dato inizio, con una
prima stesura, a Essere e m p o ~ Per l'elaborazione di questo trat-
tato, durata cinque anni, egli aveva affittato una camera nella
parte riservata agli anziani della casa colonica di alcuni amici -
la "Biihlhof' - sotlo la baita costruita nel 1922 a Todtnauberg,
per difendersi dal chiasso e dai giochi dei suoi due ragazzi.
Circa l'inizio e il decorso dei lavori di composizione e stam-
p di Essere e tempo, troviamo delle informazioni sicure nelle let-
1
M. HEIDEGGER, Die Grundprobleme der Phiinomenologie, Gesamtausgabe
Bd. 24, Hg. F.-W. von Herrmann, Klostermann, Frankfurt a.M. 1975 [trad. it. di
A. Fabris: I problemi fondamentali della fenomenologia, il melangolo, Genova
1988].
'M. HEIDEGGER, Sein und Zeit (1927), Niemeyer, Tubingen 1979
15
[trad. it.
di P. Chiodi, condotta sull'll edizione: Essere e tempo, Longanesi, Milano 1970.
- A partii-e dalla 14 edizione vengono riportate anche le note a margine apposte
da Heidegger sulla sua copia di lavoro dell'opera].
18 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
tere scritte in questo periodo da Heidegger a Karl Jaspers
3
Nel-
la sua lettera del 24 aprile 1926 da Todtnauberg, Heidegger co-
munica a Jaspers di aver cominciato il 1 aprile la Stampa, e
cio la composizione delle bozze del suo trattato Essere e tem-
po. Era stta per un'occasione esterna a dare il primo avvio ai
lavori di stampa. A motivo della partenza di Nicolai Hartmann
alla volta di Colonia, la prima Cattedra di Marburgo si era resa
vacante. La Facolt di Filosofia aveva proposto al Ministero del-
la pubblica istruzione di Berlino, come successore di Nicolai
Hartmann, unico loco Heidegger. Per assicurare la nomina, per,
era necessaria la pubblicazione di un adeguato manoscritto
4

Da un'altra notizia fornita da Heidegger nella stessa lettera
del 24 aprile 1926, e cio che il trattato comprendeva circa 34 fo-
gli di stampa
5
, si evince che in quel momento egli pensava anco-
ra di pubblicare Essere e tempo nella sua interezza, e quindi non
ancora in due met. 34 fogli di stampa, in sedicesimo, avrebbero
reso 544 facciate, mentre la Prima met apparsa nel 1927 com-
prende poco meno di 28 fogli di stampa, con 438 facciate. Nella
copia delle bozze, con le relative correzioni, di Essere e tempo -
copia rimasta allo stato frammentario, e di cui una volta Heideg-
ger ha fatto dono all'autore di questo scritto - si trovano, segna-
te a matita da Heidegger, le date in cui di volta in volta veniva
conclusa la correzione, per la maggior parte di 16 fogli di bozze.
La prima data riferentesi alle correzioni sul foglio n. 17, :
Todtnauberg 17.IV.26.
Nella sua lettera del 31 luglio 1926 da Marburgo, Heidegger
scrive a Jaspers che la stampa avanzata bene sino alla fine di
3
M. HEIDEGGER-K. }ASPERS, Briefwechsel 1920-1963, Hg. W. Biemel u. H.
Saner, Klostermann-Piper, Frankfurt a.M.-Miinchen-Ziirich 1990.
' Cfr. M. HEIDEGGER, Mein Weg indie Phii,nomenologie, in Zur Sache des Den-
kens [Sulla cosa del pensiero] (1962-1964), Niemeyer, Tiibingen 1969, pp. 87-88
[trad. it. di E. Mazzarella: Il mio cammino di pensiero e la fenomenologia, in Tempo
ed essere, Guida, Napoli 1980, p. 189].
5
Cfr. HEIDEGGER-JASPERS, Briefwechsel, p. 62.
SULLA GENESI DEI DUE SCRITTI 19
giugno. Poi sono stato oberato dal lavoro per il semestre, essen-
domi accollato tutto il tran tran degli esami. All'inizio di giugno
la Facolt ha inoltrato al Ministero, in due copie, la 1 a parte del
mio lavoro, nella stampa definitiva
6
La 1 a parte - come te-
stimonia la copia. delle o z z e ~ costituita dall' Introduzione e
dalla prima sezione della prima parte, che insieme risultavano di
quasi 15 fogli in sedicesimo.
Nella sua successiva lettera a J aspers, il 4 ottobre 1926 da
Todtnauberg, Heidegger scrive poi, in riferimento a quanto gli
aveva gi comunicato nella lettera precedente: A met del seme-
stre estivo ho sospeso la stampa, e quando son tornato al lavoro,
dopo un brevissimo riposo, mi sono messo a riscrivere. Il lavoro
diventato pi esteso di quanto pensassi, sicch ora devo divi-
derlo in due met, ciascuna di circa 25 fogli di stampa. La parte
rimanente per il primo volume devo consegnarla entro il 1 no-
vembre 7. All'inizio di giugno era dunque pronta la stampa de-
finitiva sia dell'Introduzione, intitolata L'esposizione della
questione sul senso dell'essere, sia della prima sezione, intitola-
ta L'analisi fondamentale dell'esserci come analisi preparato-
ria, ci che confermato anche dalla copia delle bozze. La com-
posizione delle bozze della seconda sezione, quella su Esserci e
temporalit, era proseguita sino alla fine di giugno, poi per era
stata interrotta da Heidegger per sovraccarico di lavoro. Dopo la
fine del semestre estivo 1926 egli si era concesso solo un brevis-
simo riposo, per poi dedicarsi nuovamente al lavoro di Essere e
tempo. Come apprendiamo dalla lettera appena citata del 4 otto-
bre, nella ripresa del suo lavoro Heidegger si era messo a riscri-
vere. La riscrittura si riferisce al testo della seconda sezione su
Esserci e temporalit. Ma dal momento che a quell'epoca
l' Introduzione - contenente i paragrafi 5 e 8, che forniscono
le informazioni sull'impianto sistematico e sui passi principali
6
HEIDEGGER-}ASPERS, Briefwechsel, p. 66.
7
HEIDEGGER-JASPERS, Briefwechsel, p. 67.
20 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
dell'intero trattato - era gi composta nella medesima redazione
e con le stesse correzioni definitive con cui sar poi pubblicata
nel 1927, all'interno della prima met; allora la riscrittura non
poteva certo riguardare la concezione di fondo e la compagina-
zione fondamentale di Essere e tempo.
Contemporaneamente Heidegger si rende conto che il testo
di Essere e tempo, nel corso del suo svolgimento, diventato pi
esteso di quanto egli ancora pensasse nella lettera del 24 aprile,
dove parlava "di circa 34 fogli di stampa. Adesso egli presume
che Essere e tempo nella sua interezza, e quindi con tutte e due le
parti previste, risulter di circa 50 fogli di stampa (e cio, in se-
dicesimo, 800 facciate). Cos, per, non pu pi essere pubblica-
to in un unico volume, tanto pi che per l'VIII volume dell' An-
nuario per la filosofia e la ricerca fenomenologica
8
di Husserl,
erano previsti pure trattati di altri autori. Heidegger si decide
perci a dividere la pubblicazione, in modo tale che ognuna del-
le due met comprenda circa 25 fog di stampa. in questo mo-
mento, dunque, che viene presa la decisione di far apparire Esse-
re e tempo in due met.
Insieme a questo, Heidegger fa sapere a J aspers di dover
consegnare, entro il 1 novembre, la parte rimanente per il pri-
mo volume. E qui per bisogna chiedersi in che doveva consiste-
re questa parte rimanente. Forse Heidegger in quel momento
credeva ancora di poter pubblicare, nella prima met, tutte e tre
le sezioni della prima parte? Oppure la decisione di dividere la
pubblicazione comportava gi la risoluzione di pubblicare, nella
pfima met, solo le prime due sezioni della prima parte, con l'e-
sclusione della terza sezione su Tempo ed essere?
Questa seconda ipotesi certamente quella giusta. Se il 4 ot-
tobre Heidegger presume che la prima met sarebbe ammontata
a circa 25 fogli di stampa, mentre poi quando essa appare ne
8
[Jahrbuch fUr Philosophie und phiinomenologische Forschung.]
SULLA GENESI DEI DUE SCRITTI 21
conster poco meno di 28, questo vuol dire che, nel momento in
cui egli si era deciso per la suddivisione, anche la terza sezione
su Tempo ed essere era gi prevista per la seconda met.
Il 26 dicembre 1926, da Marburgo, Heidegger scrive a J a-
spers che il 1 gennaio si sarebbe recato da lui ad Heidelberg.
Insieme a questo gli fa sapere di avergli inviato per posta il 17 e
il 18 foglio di stampa. I fogli restanti, dal 19 al 23 , li avrebbe
portati con s ad Heidelberg, mentre gli ultimi 4 mancavano
ancora
9

Da un'altra lettera, scritta il 1 marzo 1927 da Marburgo,
apprendiamo che la tipografia aveva fatto una lunga pausa, cos
che oggi egli poteva spedirgli solo l'ultimo foglio di stampa
nella prima correzione
10
Infine, nella lettera del 18 aprile 1927,
da Todtnauberg, egli comunica a Jaspers di essersi inteso qual-
che tempo prima con l'editore, perch inviasse allo stesso Ja-
spers una copia di Essere e tempo. Solo il 27 aprile, con un po' di
ritardo, nell'VIII volume dell' Annuario per la filosofia e la ri-
cerca fenomenologica a cura di Edmund Husserl, e contempo-
raneamente come estratto, apparve Essere e tempo. Prima met.
Dal 1 al 10 gennaio del 1927, Heidegger si era trattenuto in
visita e in colloquio filosofico da J aspers ad Heidelberg
11
Come
annunciato, egli aveva portato con s per Jaspers le bozze dei fo-
gli di stampa di E'Ssere e tempo, dal 19 al 23. Questi fogli ri-
guardavano essenzialmente il terzo e il quarto capitolo della se-
conda sezione, e dunque i paragrafi che contengono l'analisi sul-
la temporalit esistenziale dell'esserci. Sulla base di questi fogli
in bozza, tra Heidegger e Jaspers si arriv a un'animata, ami-
chevole discussione, nel corso della quale ad Heidegger Si fece
9
Cfr. HEIDEGGER-}ASPERS, Briefwechsel, p. 72.
10
HEIDEGGER-}ASPERS, Briefwechsel, p. 73.
11
Cfr. M. HEIDEGGER-E. BLOCHMANN, Briefwechsel 1918-1969, Hg. J.W.
Storck, Marbacher Schriften Bd. 33, Marbarch a.N. 1989, p. 19 [trad. it. di R.
Brusotti: Carteggio 1918-1969, il melangolo, Genova 1991, p. 39].
22 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
chiaro che l'elaborazione raggiunta fino ad allora della terza se-
zione su Tempo ed essere, quella che la pi importarite se-
zione dell'intero trattato, doveva restare incomprensibile
12
. A
dire il vero, le bozze o anche solo i fogli di stampa relativi a que-
sta sezione, non erano ancora pronti. In questo colloquio, per,
a partire dalle analisi della temporalit esistenziale dell'esserci
esposte nei fogli di stampa, Heidegger potette tentare di comu-
nicare a Jaspers in che modo il mostrarsi della temporalit esi-
stenziale dell'esserci costituisca il presupposto per esplicitare il
tempo originario - nella terza sezione su Tempo ed essere -
quale orizzonte trascendentale per rispondere alla questione sul
senso dell'essere in generale. In questi colloqui, Heidegger si
serv di ci che aveva gi elaborato nel manoscritto di Tempo
ed essere. E tuttavia, proprio durante questi colloqui gli si fece
chiaro che il modo in cui finora egli aveva elaborato questa tema-
tica, doveva restare incomprensibile al lettore. Perci, gi duran-
te il suo soggiorno da Jaspers, egli si decise a non pubblicare
questa prima elaborazione di Tempo ed essere. Decisione,
questa, che egli prese lo stesso giorno in cui, insieme con J a-
spers, fu raggiunto dalla notizia della morte di Rainer Maria
Rilke
13

Nello stesso tempo, per, Heidegger pensava di poter pre-
sentare, gi dopo un anno, l'itinerario di pensiero della terza se-
zione su Tempo ed essere, in una redazione pi chiara e com-
prensibile14. Per questo egli si decise a intraprendere, nel corso
12
M. HEIDEGGER, Die Metaphysik des deutschen Idealismus. Zur erneuten Aus-
legung von Schelling: "Philosophische Untersuchungen ilber das Wesen der menschli-
chen Freiheit und die damit zusammenhangenden Gegenstande" (1809) [La metafisica
dell'Idealismo tedesco. Per una rinnovata interpretazione di Schelling: "Ricerche
filosofiche sull'essenza della libert umana e gli oggetti che vi sono connessi"
(1809)] (Vorlesung: I. Semester 1941; Seminar: Sommersemester 1941),
Gesamtausgabe Bd. 49, Hg. G. Seubold, Klostermann, Frankfurt a.M. 1991, pp.
39-40.
13
Cfr. DieMetaphysik des deutschen Idealismus, p. 40.
14
Cfr. Die Metaphysik des deutschen Idealismus, p. 40.
SULLA GENESI DEI DUE SCRITTI 23
di lezioni dell'imminente semestre estivo 1927, una Nuova ela-
borazione della 3a sezione della I parte di Essere e tempo, se-
guendo una via pi storica. La prima elaborazione invece, secon-
do quanto dice un'annotazione manoscritta di Heidegger, egli
l'ha distrutta.
Il fatto che, dopo la distruzione della prima elaborazione di
Tempo ed essere - rimasta secondo Heidegger insufficiente
- solo il corso del semestre estivo 1927 su I problemi fondamen-
tali della fenomenologia assuma ormai, tra i suoi manoscritti, il
rango di terza sezione della prima parte di Essere e tempo, risulta
anche da due significative note a margine, pubblicate rispettiva-
mente nei volumi 2 e 9 dell'Edizione completa. Nella sua copia
di lavoro della seconda edizione (1929) di Essere e tempo, da lui
stesso denominata Hiittenexemplar, copia della baita (giacch
vi aveva lavorato su durante i suoi soggiorni alla baita di Todt-
nauberg), si trovano due note a margine del titolo della prima
parte. Questo titolo formulato in modo che la sua prima met
- e cio L'interpretazione dell'esserci in riferimento alla tem-
poralit - nomini la tematica della prima e della seconda sezio-
ne. Riguardo alla prima met del titolo, la nota a margine dice:
Soltanto questo, in questa parte pubblicata. La seconda met
del titolo - e cio l'esplicazione del tempo come l'orizzonte
trascendentale delhf questione sull'essere - si riferisce invece
alla tematica della terza sezione su Tempo ed essere. Riguardo
ad essa Heidegger annota: Cfr. su questo il corso marburghese
del semestre estivo 1927 (I problemi fondamentali della fenome-
nologia)15.
Nella sua copia di lavoro della prima edizione del saggio
Dell'essenza del fondamento (1929), alla fine di una pi estesa no-
ta a margine nella quale egli si riferisce al corso su I problemi fon-
damentali della fenomenologia, si dice: Il corso, nella sua interez-
"Sein und Zeit, p. 41, note a e b. [Le note manoscritte di Heidegger, a margi-
ne di Essere e tempo, non si trovano ancora nella trad. it.].
24 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
za, fa parte di Essere e tempo, I parte, 3a sezione, "Tempo ed
essere"
16

Abbiamo infine anche un prospetto manoscritto di Heideg-
ger: Lezioni ed esercitazioni seminariali a partire dalla pubbli-
cazione di Essere e tempo (tutte completamente elaborate). Sul
corso del semestre estivo 1927, I problemi fondamentali della fe-
nomenologia, egli annota: dalla II parte di Essere e tempo. Ma
con questo si intende: dalla seconda met di Essere e tempo, la
quale, secondo l'impianto del trattato
11
, doveva cominciare con
la terza sezione della prima parte, la sezione su Tempo ed esse-
re, e oltre a ci doveva comprendere la seconda parte, sui Li-
neamenti fondamentali di una distruzione fenomenologica della
storia dell'ontologia, seguendo il filo conduttore della problema-
tica della temporalit [Temporalitat].
La genesi appena tratteggiata del corso marburghese del se-
mestre estivo 1927 su I problemi fondamentali della fenomenologia
- con il quale, nel novembre del 1975, Heidegger inaugur la
pubblicazione dell'Edizione completa dei suoi scritti - ci pone
ora di fronte alla domanda: in che senso e fino a che punto il te-
sto di queste lezioni, articolato dallo stesso Heidegger in forma
di libro, una nuova, e cio una seconda elaborazione della sezione
pi importante della prima parte di Essere e tempo, quella in cui
deve trovar risposta la domanda fondamentale che fa da guida al-
l'opera e alla precedente analitica ontologico-esistenziale dell'es-
serci, vale a dire la domanda sul senso dell'essere in generale?
La nostra questione verr chiarita solo se, oltre a presentare
sommariamente la tematica di Tempo ed essere, avremo la
possibilit di acquisire una conoscenza pi precisa - e pi atten-
1
M. HEIDEGGER, Vom Wesen des Grundes, in Wegmarken, Gesamtausgabe
Bd. 9, Hg. F.-W. von Herrmann, Klostermann, Frankfurt a.M. 1976, p. 134
[trad. it. di F. Volpi: Dell'essenza del fondamento, in Segnavia, Adelphi, Milano
1987' p. 90].
11
Sein und Zeit, 8, pp. 39-40 [trad. it., p. 60].
SULLA GENESI DEI DUE SCRITTI 25
ta alle differenze - riguardo al modo in cui questa tematica do-
veva essere realizzata. vero che non possediamo pi la prima
elaborazione, la quale non solo fu rigettata, ma fu anche distrut-
ta da Heidegger, e dunque non possiamo pi interrogarla. Tut-
tavia, la prima met pubblicata di Essere e tempo contiene, in via
preliminare, un numero sufficiente di rimandi al pensiero che
sar svolto nella sezione su Tempo ed essere - quella che co-
stituisce il nostro problema -, e questi rimandi ci mettono cer-
tamente in condizione di risolvere la questione riguardante il
rapporto tra la cosa dei Problemi fondamentali e la cosa di Essere
e tempo, secondo l'impianto sistematico fornito nel 8 di Essere e
tempo. Ma, oltre che dal 8, questi accenni preliminari noi li at-
tingiamo anche dalla stringata Prefazione a Essere e tempo; poi
dall'Introduzione, che ha come suo compito quello di esporre la
questione dell'essere e che fornisce, nel 5, uno sguardo d'insie-
me sull'andamento del pensiero lungo la prima parte, con le sue
tre sezioni; li attingiamo inoltre dal titolo della prima parte, e in-
fine dal 83, l'ultimo paragrafo della seconda sezione, il cui
contenuto costituisce il passaggio alla terza sezione su Tempo.
ed essere.
Chiarendo la questione del rapporto tra la cosa dei Problemi
fondamentali e quella di Essere e tempo, miriamo ad acquisire un
fondato sguardo d'fnsieme sulla via di elaborazione ontologico-
fondamentale della questione dell'essere, nella sua interna siste-
matica. Solo sulla base di una completa e sicura padronanza dei
tratti sistematici di fondo della questione dell'essere - nella sua
impostazione ontologico-fondamentale - potremo poi compren-
dere adeguatamente .anche i passaggio a quell'altra via di elabo-
razione della stessa questione, la via della storia dell'essere, cos
come la troviamo nei Contributi allajilosofia
18

18
M. HEIDEGGER, Beitriige zur Philosophie (Vom Ereignis) (1936-1938) [Con-
tributi alla filosofia (Dell'evento}], Gesamtausgabe Bd. 65, Hg. F.-W. von Herr-
mann, Klostermann, Frankfurt a.M. 1989.
26 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
2. Gli accenni preliminari alla terza sezione su Tempo
ed essere, contenuti nella prima met di Essere e
tempo
a) La Prefazione a Essere e tempo, nelle sue indicazioni
circa la tematica di Tempo ed essere
In questa Prefazione viene subito nominata la questione fon-
damentale del trattato che porta il titolo di Essere e tempo, e vie-
ne chiaramente evidenziata, in caratteri corsivi, come la questio-
ne sul senso dell'essere. La locuzione senso dell'essere vuol dire
anzitutto qualcosa come: l'essere in. quanto essere, l'essere in
quanto tale, l'essere stesso nel senso che gli proprio - a diffe-
renza della questione sull'ente in quanto ente, cio sull'ente nel
suo essere. SeJa questione sul senso dell'essere dev'essere posta
nuovamente, questo nuovamente ci dice che tale questione si
riallaccia a quella che ci viene tramandata a partire da Parmeni-
de, Platone e Aristotele, in maniera tale, per, che la modalit
con cui essa stata tradizionalmente posta - come questione
delrente hel suo essere.....: venga abbandonata a favore Jella pi
originaria questione sull'essere in quanto tale.
La Prefazione ci dice poi che l'intento del presente trattato
la concreta elaborazione della questione sul senso dell' "esse-
re". Questa dichiarazione di intenti si riferisce, in via prelimi-
nare, all'intero trattato, nelle sue due parti. Inoltre la Prefazione
ci fa sapere che il traguardo provvisorio di questo trattato l' in-
terpretazione del tempo come l'orizzonte possibile di ogni com-
prensione dell'essere in generale: ma questa la tematica della
prima parte di Essere e tempo. In queste due frasi della Prefazio-
ne, le parole essere e tempo sono scritte entrambe in corsi-
vo, per orientare gi qui il lettore sul modo in cui si debba inten-
dere il titolo Essere e tempo : il tempo come l'orizzonte all'inter-
no del quale viene compreso l'essere in generale. Se si pone la
questione sul senso dell'essere in generale, il tempo si mostrer
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSERE E TEMPO
27.
come il senso che si ricerca, quel senso secondo cui noi, in ogni
rapporto con l'ente, comprendiamo in anticipo l'essere di questo
ente. Bisogna notare che qui, nella Prefazione, con la prima
menzione dei termini fondamentali di essere e tempo viene
introdotto anche il fondamentale termine-guida di comprensio-
ne dell'essere. Quando si pone la questione sul senso dell'essere
in quanto tale, questo senso dev'essere portato a mostrarsi come
tempo, e il tempo come quell'orizzonte secondo cui l'essere -
come ci che compreso di volta in volta in ogni comprensione
dell'essere - si determina temporalmente. Gi nella Prefazione,
dunque, si preannuncia formalmente, e nella maniera pi diret-
ta, che la questione fondamentale di Essere e tempo si volta -
lungo la via della sua elaborazione - nella questione su Tempo
ed essere, quella che chiede in che modo, a partire dal tempo
compreso come un orizzonte, si determini temporalmente l'esse-
re della comprensione dell'essere.
b) Il titolo della prima parte, nel suo accenno prelimina-
re alla tematica di Tempo ed essere
Il titolo della prima parte di Essere e tempo suona: L'inter-
pretazione dell'esserci in riferimento alla temporalit e l'esplica-
zione del tempo corhe l'orizzonte trascendentale della questione
sull'essere. In che modo la tematica nominata in questo titolo si
suddivida nelle diverse articolazioni della prima parte, lo ap-
prendiamo dall' impianto del trattato che fornito nel 8. Qui
viene solo ripetuto ci che nel 5, in un primo sguardo d'insie-
me, era venuto in chiaro come indicazione formale, e cio che
l'elaborazione della questione sul senso dell'essere - vale a dire
la questione dell'essere
19
- si biforca in due compiti, i quali arti-
colano il trattato in due parti. Al titolo della prima parte, enun-
19
[La questione sul senso dell'essere (die Frage nach dem Sinn von Sein) in-
dicata sinteticamente come questione dell'essere (Seinsfrage).]
28 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
ciato per la prima volta nel 8, segue l'articolazione di questa
parte. in tre sezioni. E qui si mostra subito che la prima del
titolo, quella che precede l' e di congiunzione, raccoglie' Ja te-
matica delle prime due sezioni del. trattato.
dell'esserci in riferimento alla temporalit si compie infatti in
due passi: nel primo passo - quello che concerne L'analisi fon-
damentale dell'esserci come analisi preparatoria -, con lo
sguardo rivolto alla domanda-guida sul senso dell'essere, l'esser-
ci viene colto nel modo d'essere che gli pi proprio, e cio co-
me comprensione dell'essere, e con ci viene svelato nelle sue
strutture ontologico-esistenziali, quelle che costituiscono l'esi-
stenza che comprende l'essere. Questo svelamento - fenomeno-
logico nel suo metodo - procede come un' analisi fondamenta-
le, in quanto porta allo scoperto le strutture ontologiche fonda-
mentali, cio essenziali, dell'esistenza che comprende l'essere.
Essa tuttavia un'analisi preparatoria, in quanto prepara la
pi delle interpretazioni dell'essere dell'esserci. Que-
st'ultima ha luogo nella seconda sezione, quella su Esserci e
temporalit: qui infatti il senso d'essere dell'esserci, rimasto an-
cora nascosto nella prima sezione, viene ad essere mostrato come
lo svelarsi della temporalit temporalizzantesi dell'esserci2.
Solo che, mostrando la temporalit esistenziale dell'esserci
come il senso d'essere dell'esserci, non si ancora data una ri-
sposta alla domanda-guida sul senso dell'essere in generale, e
dunque nemmeno a quella sul senso d'essere di tutti gli enti dif-
formi dall'esserci. Dare risposta a questa, che la questione fon-
damentale di Essere e tempo, e a cui finalizzata l'analitica onto-
20
[La temporalit temporalizzantesi traduce die zeitigende Zeitlichkeit, l do-
ve la temporalizzazione, intesa come la dinamica fenomenologica dell'esistenza,
implica anche il significato corrente del verbo zeitigen, e cio "maturare", "pro-
durre", "conseguire". Come troveremo pi sotto, questa temporalizzazione co-
stituisce dunque il compimento (Vollzug) ontologico dell'esistenza, nel senso
specifico della sua trascendenza, e cio la comprensione dell'essere nell'orizzon-
te del tempo.]
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSEREE TEMPO 29
logico-esistenziale dell'esserci nelle du prime sezioni: ecco il
compito della terza sezione, cui accenna, in via preliminare, la
seconda met del titolo della prima parte, dopo l' e di congiun-
zione: [ ... ] l'esplicazione del tempo come l'orizzonte trascen-
dentale della questione dell'essere. L'orizzonte di cui gi parla-
va la Prefazione - il tempo come orizzonte - riceve adesso una
pi precisa caratterizzazione come orizzonte trascendentale.
L'aggettivo trascendentale deriva dal sostantivo trascenden-
za, inteso come il trascendere, l'oltrepassare. In questo senso la
trascendenza la determinazione decisiva dell'esistenza, nel suo
compimento come comprensione dell'essere. Esistendo, l'esserci
ha gi sempre oltrepassato l'ente - l'ente che esso stesso , cos
come quello che esso stesso non e al quale per si rapporta nel
suo esser se stesso - verso l'apertura dell'essere in generale o in
totalit, per ritornare poi, a partire da questa apertura dell'essere
dischiusa in senso esistenziale-trascendentale, sull'ente in quan-
to ente.
comprendendo l'essere che l'esserci nella sua esistenza e
negli esistenziali che la strutturano, in quanto in questi ultimi e
nel loro compimento dischiuso, aperto, diradato l'essere in to-
talit21. L'essere in generale, come essere in totalit, vuol dire sia
l'essere in quanto esistenza, sia anche i molteplici modi di essere
"
21
[L'essere in totalit dischiuso, aperto, diradato: erschlossen, offen, gelich-
tet. Si noti qui la progressiva specificazione dell'apparire di ci che aperto, una
sorta di graduale allargamento di campo della coll).prensione, che tutt'uno con il
mostrarsi fenomenologico del senso dell'essere. Nella Erschlossenheit, e cio nell'a-
pertura che si dischiude come esistenza (nel capoverso precedente si parlava di
un'.apertura [ ... ] dischiusa: aufgeschlossene Erschlossenheit}, viene aperto e risulta
aperto (offen) - in senso temporale - l'essere in generale. Quest'ultimo viene ri-
schiarato (gelichtet} come orizzonte estatico-trascendentale, un orizzonte, cio, in
cui l'esistenza diradata (ancora: gelichtet) nella trascendenza dell'ente, e l'essere
dell'ente da parte sua si dirada come senso dell'essere. In questo lichten stanno le
radici della Lichtung, quella radura che in Essere e tempo indica la luminosa aper-
tura dell'esistenza (cfr. 28), e successivamente l'aperta di&tesa in cui l'essere si
mostra ritraendosi.]
30 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
dell'ente non conforme all'esserci, modi che sono aperti e dira-
dati con l'esistenza e con il suo compimento. Alla trascendenza
dell'esserci appartiene per qualcosa come un orizzonte, motivo
per cui quest'ultimo pu essere contrassegnato come orizzonte
trascendentale. L'orizzonte dell'esistenza dell'esserci - un'esi-
stenza che trascendente in quanto comprende l'essere _,.
quell'aperto circolo visuale al cui interno l'esserci comprende
l'essere come aperto, diradato. Ma se per la comprensione del-
l'essere, propria dell'esserci, questo circolo visuale diradato il
tempo, ci significher che l'esserci comprende l'essere come
,aperto, a partire dall'orizzonte del tempo, dunque temporalmen-
te.
Il tempo dev'essere esplicitato cme orizzonte trascendenta-
le, e cio a partire dalla suddetta temporalit dell'esserci. Se l'es-
serci - nella sua esistenza che comprende l'essere - trascen-
dente, la trascendenza da parte sua si fonder nella temporalit
dell'esserci o, detto in altro modo, l'esserci sar trascendente nel
compimento, nella temporalizzazione della sua temporalit. E se
l'esserci, nel suo compimento trascendente, sta aperto nel di-
schiuso orizzonte del tempo, allora il tempo costituir l'orizzon-
te della temporalit esistenziale. Il tempo come orizzonte appar-
tiene essenzialmente alla temporalit esistenziale, di modo che,
solo dopo aver svelato nella seconda sezione la temporalit esi-
stenziale, nella terza sezione - a partire da questa temporalit
esistenziale o trascendentale - si pu esplicare, e cio si pu
svelare il tempo come orizzonte, vale a dire la temporalit oriz-
zontale. La temporalit esistenziale o trascendentale e il tempo
orizzontale si coappartengono in maniera indissolubile, e in que-
sta coappartenenza formano l'essenza del tempo ossia il tempo
originario, da cui deriva quello che per noi il tempo corrente e
orientato sull'adesso, e che Heidegger chiama il tempo ordina-
rio.
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSERE E TEMPO 31
c) Il 5 dell'Introduzione, nel suo accenno preliminare
alla terza sezione su Tempo ed essere
Dato che il 5 dell'Introduzione introduce nella prima par-
te del trattato e fornisce, come indicazione formale, uno sguardo
d'insieme sui passi principali del pensiero in tutte e tre le sezio-
ni, il suo titolo - analogamente al titolo della prima parte - da
un lato nomina la tematica delle prime due sezioni, le quali con-
tengono l'analitica dell'esserci in senso stretto, e dall'altro lato
nomina la tematica della terza sezione su Tempo ed essere.
L' analitica ontologica dell'esserci di cui parla il titolo del 5,
corrisponde, nel titolo della prima parte, all' interpretazione
dell'esserci in riferimento alla temporalit. Allo stesso modo,
nel titolo del 5, lo scoprimento dell'orizzonte per un'interpre-
tazione del senso dell'essere in generale corrisponde a quel-
1' esplicazione del tempo come l'orizzonte trascendentale della
questione dell'essere di cui parla il titolo della prima parte.
Ora, i capoversi dal nono al quattordicesimo del 5 forni-
scono un primo sguardo d'insieme, anche se solo come un'indi-
cazione formale, sulla tematica della terza sezione intitolata
Tempo ed essere
22
Da questo sguardo d'insieme ricaviamo
un'indicazione importante, e cio che la risposta che sar data in
questa terza s z i o n ~ alla domanda-guida dell'analitica dell'esser-
ci - la domanda sul senso dell'essere in generale - dovr com-
piersi in due passi chiaramente distinti l'uno dall'altro.
Lo svelamento fenomenologico del senso d'essere dell'esser-
ci come temporalit temporalizzantesi, costituisce il terreno per
il conseguimento
23
della risposta alla domanda-guida sul senso
dell'essere in generale, e non solo sul senso d'essere dell'esserci.
22
[Nella trad. it. edita da Longanesi, non sempre i capoversi corrispondono a
quelli del testo originale. I capoversi 9-14, di cui si parla qui, vanno individuati a
partire da p. 35 (Di cenno abbiamo fatto vedere che ... ), sino alla fine del paragra-
fo.]
"Sein und Zeit, p. 17 [trad.it., p. 35].
32 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
La questione cos formulata - sul terreno della temporalit co-
me senso d'essere dell'esserci - pone la domanda sul senso d'es-
sere di ogni ente non conforme all'esserci, e al quale l'esserci si
rapporta sul fondamento della sua temporalit esistenziale-tra-
scendentale. A questo ente esso pu rapportarsi solo a partire
dall'essere che preliminarmente compreso, cio aperto, dirada-
to nella sua comprensione. Ma se l'essere dell'ente non confor-
me all'esserci aperto e diradato solo nel compimento della tem-
poralit temporalizzantesi, allora assieme all'apertura esistenzia-
le dell'esistenza sar aperta e diradata 'temporalmente anche l'a-
pertura orizzontale e la rischiaratezza
24
dell'essere dell'ente non
conforme all'esserci. Mentre l'apertura esistenziale dell'esisten-
za dischiusa temporalmente come temporalit, l'apertura -
che in essa viene compresa - dell'essere dell'ente non conforme
all'esserci dischiusa temporalmente come orizzonte del tempo.
E poich l'esserci - nel suo essere come temporalit - com-
prendendo rapito nell'orizzonte aperto dal tempo, Heidegger
parla della temporalit esistenziale o trascendentale come della
temporalit estatica
25
Prendendo le mosse dalla temporalit
estatica svelata nella seconda sezione, ora, nella terza sezione,
dev'essere portato alla luce
26
l'orizzonte del tempo appartenen-
te alla temporalit.
Il primo dei due passi del pensiero, all'interno della tematica
di Tempo ed essere, l' esplicazione 01iginaria del tempo co-
me orizzonte della comprensione dell'essere, a partire dalla tem-
24
[ diradata (gelichtet) la rischiaratezza ( Gelichtetheit): nella temporalit
dell'esistenza viene alla luce il tempo, come orizzonte per comprendere il senso
dell'essere.] .
25
[Si noti il nesso tra la temporalit estatica (ekstatische Zeitlichkeit) e l'esser
rapito (entriickt, traducibile anche con estsiato) dell'esserci. L'estasi una
dimensione essenziale della temporalit, l'xq-ca-cLx6v che si manifesta nel movi-
mento proprio dell'esistenza trascendente dell'esserci, e cio.nel suo rapimento
(Entriickung) nell'orizzonte del tempo.]
2
Sein und Zeit, p. 17 [trad. it., p. 35].
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSERE E TEMPO 33
poralit come l'essere dell'esserci che comprende l'essere
27

Detto altrimenti: in questo primo e decisivo passo dell'analitica,
all'interno della terza sezione, la temporalit estatica scoperta
nella seconda sezione viene completata in quel tempo-orizzonte
che le appartiene in maniera essenziale. Lo svelamento del tem-
po - il quale si temporalizza orizzontalmente nella temporalit
estatica - come l'orizzonte per la comprensione dell'essere del-
l'ente non conforme all'esserci, il contenuto del primo passo di
Tempo ed essere.
Il secondo passo, che formalmente comincia ad essere de-
scritto con l'undicesimo capoverso del 5, consiste per prima
cosa nel far fruttare il risultato del primo passo. Sul terreno del-
la questione gi elaborata sul senso dell'essere - e cio sul ter-
reno dell'esplicazione del tempo come orizzonte della temporali-
t estatica, compiuta nel primo passo - il secondo passo dovreb-
be mostrare che e in che modo, nel fenomeno del tempo, retta-
mente inteso ed esplicitato, si radichi la problematica centrale di
ogni ontologia
28

Ma cosa significa vedere che nel fenomeno del tempo come
orizzonte, svelato in base alla temporalit estatica, si radica la
problematica centrale di ogni ontologia? A questa domanda d
risposta il dodicesimo capoverso. L'essere dev'esser concepito
in base al tempo
29
Cos, dopo aver concepito, gi nella seconda
sezione, il modo d'essere pi proprio dell'esserci, quello che ap-
p ~ t i e n e solo ad esso, in base al tempo originario in quanto tem-
poralit estatica, ora si tratta di concepire, in base al tempo esta-
tico-orizzontale, l'essere dell'ente non conforme all'esserci.
Tuttavia, l'essere dell'ente non conforme all'esserci non
uniforme, bens mostra una molteplicit di maniere differenti di
21
Sein und Zeit, p. 17 [trad. it., p. 35].
2
Sein und Zeit, p. 18 [trad. it., p. 36]
2
' Sein und Zeit, p. 18 [trad. it., p. 36].
34 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
essere, che Heidegger chiama anche modi3. Se dunque l'essere
va concepito in base al tempo, si tratta di mostrare che e come i
modi e i derivati dell'essere, nelle loro modificazioni e derivazio-
ni, divengano comprensibili in riferimento all'orizzonte del
tempo che si temporalizzato nella temporalit estatica. Oltre ai
modi dell'essere (le maniere d'essere), Heidegger distingue i de-
rivati dell'essere. Si tratta di quelle strutture d'essere che risulta-.
no dalle variazioni dei modi primari dell'essere. Cos il compito
del secondo passo, all'interno della tematica di Tempo ed esse-
re, quello di render manifesto l'essere stesso - e cio i mol-
teplici modi e derivati dell'essere dell'ente non conforme all'es-
serci - nel suo carattere temporale.
L'importante, per, la sottolineatura che l'essere stesso,
cio l'essere in quanto tale, abbia un carattere temporale pro-
prio. E se questo carattere si determina in base al tempo origina-
rio, cio in base all'unit di temporalit estatica e di tempo oriz-
zontale, allora il termine temporale, i:iferendosi all'essere in
quanto tale, non pu significare essente nel tempo. Essente-
nel-tempo dice il modo in cui l'ente nel tempo. L'essere-nel-
tempo, l'intratemporalit dell'ente, scaturisce a sua volta dal
tempo originario, quello da cui l'essere in quanto tale riceve il
suo senso temporale.
Riferendosi alla determinatezza originaria del senso dell'es-
sere - cio dell'essere, in quanto tale, dell'ente non conforme
all'esserci - e a quella dei suoi caratteri e dei suoi modi in ba-
se al tempo estatico-orizzontale, Heidegge; parla di una deter-
minatezza temporale [ tempora/]
31
Mentre l'etimologia latina
(tempus) serve a una definizione terminologica del fenomeno
orizzontale del tempo, l'etimologia tedesca (Zeit) coglie la deter-
30
[Maniere di essere = Seinsweisen; modi = Modi. - In seguito, quando i
due termini non saranno pi usati assieme, renderemo anche Weise con modo o
modalit.]
31
Sein und Zeit, p. 19 [trad. it., p. 36].
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSERE E TEMPO 35
minatezza del senso dell'esistenza e dei suoi modi - in base al
fenomeno estatico del tempo e cio in base alla temporalit -
come determinatezza temporale [zeitlich]32. Con ci si differen-
ziano, nella parola e insieme nella cosa, la zeitliche Interpretation,
l' interpretazione temporale
33
dll'esserci nel suo essere, e la
temporale Interpretation, l'interpretazione temporale dell'essere,
in quanto tale, dell'ente non conforme all'esserci. Il secondo
passo all'interno della terza sezione su Tempo ed essere si tro-
va dunque sotto il titolo di Herausarbeitung der Temporalitat des
Seins, elaborazione della temporalit dell'essere
3
4.
d) Il 83 della seconda sezione, come passaggio alla terza
sezione su Tempo ed essere
Il titolo di questo paragrafo, in modo analogo al titolo del
paragrafo 5 e a quello della prima parte, nomina da un lato la te-
matica delle prime due sezioni, e dall'altro la tematica della terza
sezione della prima parte. L'analitica esistenziale-temporale
dell'esserci si riferisce alla prima e alla seco.nda sezione. La
questione ontologico-fondamentale sul senso dell'essere in ge-
nerale - nominata dopo la e di congiunzione - allude alla te-
matica della terza sezione. Gi nel primo capoverso si sottolinea
che la messa in evitlenza della costituzione d'essere dell'esser-
ci, conseguita nelle prime due sezioni, non fine a se stessa,
bens rimane solo una via, la cui meta l'elaborazione. della
questione dell'essere in generale
35

32
[Per indicare la differenza tra zeitlich!Zeitlichkeit e temporal/Temporalitat, in
italiano traducibili entrambi solo con temporale/temporalit, nel secondo caso
indicheremo sempre, nel corso del testo o fra parentesi, il termine tedesco di etimo
latino.]
33
Sein und Zeit, p. 331 [trad. it., p. 398].
34
Sein und Zeit, p. 19 [trad. it., p. 37].
35
Sein und Zeit, p. 436 [trad. it., p. 518].
36 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
Il compito risolutivo assegnato all'ormai prossima terza se-
zione, sulla base di quanto stato raggiunto alla fine della secon-
da sezione, viene mostrato - come a segnare la via - nell'ulti-
mo capoverso del 83. Per prima cosa la trattazione si assicura
ci che ha gi guadagnato, lungo la via dell'analitica dell'esserci,
riguardo alla questione fondamentale sul senso dell'essere in ge-
nerale. Essa ha portato a mostrarsi, in senso fenomenologico, il
fatto che l"'essere" viene aperto nella comprensione dell'esse-
re36. Avendo portato nel campo visuale del pensiero - in gene-
rale e per la prima volta nella storia della questione sull'essere -
il fenomeno fondamentale dell'apertura, ossia della radura, co-
me l'esser-disvelato, ossia come la verit (il non-nascondimento)
propria dell'essere, essa non ha pi reso visibile, come faceva la
tradizione, solo l'essere nell'ente, ma l'essere in quanto tale.
Aperto, dischiuso nella comprensione dell'essere propria
dell'esserci - l'essere. Il comprendere proprio dt:lla com-
prensione dell'essere, appartiene all'esserci esistente, come un
suo modo fondamentale di essere. L'analitica dell'esserci ha mo-
strato che questo comprendere possiede la struttura del pro-
getto gettato
37
. L'essere in generale, l'essere in totalit, dischiu-
so nel compimento del progettare gettato. Tra i molteplici modi
di essere, inclusi nell'unit del concetto generale di essere, i pri-
mi ad essere tematizzati, lungo la via dell'analitica dell'esserci,
sono stati i modi di essere dell'esistenza e del con-esserci, e assie-
me ad essi soprattutto quei modi di essere non conformi all'es-
serci, che sono l'utilizzabilit e l' esser-presente-sottomano
38
,
36
Sein und Zeit, p. 437 [trad. i ~ . p. 520].
37
[Progetto gettato = geworfener Entwurf.]
38
[Il senso etimologico della Vorhandenheit e del Vorhanden-sein precisamen-
te questo esser-presente-sottomano, e cio l'esser-presente al nostro sguardo di
qualcosa che l, disponibile, come una semplice presenza, secondo l'invalsa
tradzione di P. Chiodi - una traduzione, quest'ultima, che rischia per di con-
fondersi in maniera indebita con l' esser-presente e con la presenza (anwesen,
Anwesenheit), termini con cui Heidegger designa piuttosto il senso dell'essere pres-
GLI ACCENNI A TEMPO ED ESSERE IN ESSERE E TEMPO 37
mentre i modi di essere della vita e della consistenza (dell'ente
ideale) vengono solo nominati e appena toccati
39
L'apertura del-
l'essere, dischiusa in senso esistenziale-trascendentale, rende
possibile che l'esserci, in quanto esiste come essere-nel-mondo,
possa rapportarsi [ ... ] all'ente
40
Nel rapporto dell'esserci all'en-
te, l'apertura dell'essere, in quanto tale, di questo ente non-
concettuale e preliminare, cio insieme inespressa e non-te-
matizzata. Ma l'ente a cui l'esserci si rapporta in base alla sua
apertura esistenziale dell'essere in totalit - un'apertura che re-
sta velata all'esserci stesso - non solo l'ente che esso incontra
pel mondo, l'ente utilizzabile, presente-sottomano o vivente, ma
anche quell'ente esistente che se stesso, e che non se stesso
(l'altro).
Comprendere l'essere come ci che compreso, vale a dire
come ci che aperto, si compie - come ogni comprensione
so i greci. Giustamente F. Volpi, nella sua traduzione di Wegmarken, ha proposto
di rendere Vorhandenheit, in maniera pi fedele, con mera presenza sottomano.
Tale presenza non tuttavia da intendersi - come forse il sottomano indurreb-
be a fare - nel senso di ci che pu essere adoperato o manipolato: a questo senso,
infatti, corrisponde la Zuhandenheit, !'utilizzabilit (propriamente: ci che alla
mano), quale modo d'essere primario, assegnato da Heidegger all'ente non confor-
me all'esserci, e rispetto al quale, invece, la Vorhandenheit costituisce una determi-
nazione derivata, quale ~ m di un'osservazione o di una considerazione teoretica.
Si pu anche dire, allora, che Vorhandenheit significhi una mera, neutrale sussi-
stenza, o pi semplicemente sussistenza, come propone il traduttore italiano
dei Grundprobleme, A. Fabris; bisogna per notare che in questo modo, ci che per
Heidegger costituisce un dato fenomenologico primario dell'ente, viene caricato dei
significati metafisici e teologici sedimentati nel termine subsistentia, che ne devie-
rebbero il senso. L' esser-presente-sottomano - assieme all'utilizzabilit - si-
gnifica per Heidegger un fenomeno ontologico peculiare, in cui si manifesta il sen-
so d'essere dell'ente non conforme all'esserci: esso un ente intramondano, non
come semplice dato, ma in quanto incontrato dall'esserci; e quest'ultimo, da par-
te sua, si rapporta strutturalmente ad esso, presso di esso, prima ancora di poter-
lo concepire e ridurre a un correlato dell'io.]
39
[Sulla problematica della vita vedi p. es. Sein und Zeit, pp. 50, 194, 246
(trad. it., pp. 73, 242, 301-302). Sulla consistenza (Bestand) ideale dell'ente vedi
p. es. Sein und Zeit, pp. 216-217, 362-363 (trad. it., pp. 267-268, 434-435).]
40
Sein und Zeit, p. 437 [trad. it., p. 520].
38 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
propria dell'esserci - nella modalit del progetto gettato. Non
solo la comprensione aprente l'esserci come essere-nel-mondo,
ma anche la comprensione aprente l'essere dell'ente non confor-
me all'esserci, in quanto un progettare gettato, possibile solo
in conformit all'esserci, in base all' originaria costituzione d'es-
sere dell'esserci, alla sua temporalit estatica. Il primo passo ri-
solutivo, nella terza sezione su Tempo ed essere, consiste per-
ci nel portare allo scoperto, in senso fenomenologico, un'ori-
ginaria modalit di temporalizzazione della stessa temporalit
estatica. Essa, per, deve mostrarsi come una modalit di tem-
poralizzazione. tale, che renda possibile il progetto estatico del-
1' essere in generale, cio temporalizzi l'orizzonte del tempo -
il tempo orizzontale - e progetti, quindi dischiuda in senso tem-
porale [temporalJ l'essere dell'ente non conforme all'esserci. Per-
ci si deve mostrare una via che porti dal tempo originario,
dalla temporalit estatica, al senso dell'essere
41
; ma questo vuol
dire mostrare in che modo lo stesso tempo originario - inteso
come il fenomeno di un orizzonte - appunto quell'orizzonte
dal quale tutti i caratteri e tutti i modi dell'essere, con i rispettivi
derivati, ricevono il loro senso temporale [temporalJ.
" Sein und Zeit, p. 437 [trad. it., p. 520].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 39
3.1 problemi fondamentali della fenomenologia come
seconda elaborazione della terza sezione su Tempo
ed essere
Che il testo intitolato I problemi fondamentali della fenomeno-
logia abbia, come suo oggetto di ricerca, la tematica di Tempo
ed essere, risulta indubitabile dalla delucidazione del titolo,
contenuta nel 4 dell'Introduzione. L' intera consistenza dei
problemi fondamentali della fenomenologia, considerati nella lo-
ro sistematica e nella loro fondazione, risiede nella discussione
della questione fondamentale sul senso dell'essere in generale, e
nella discussione dei problemi che scaturiscono da essa
42
Con
ci vengono nominati quei due passi fondamentali, nell'elabora-
zione della tematica di Tempo ed essere, che abbiamo gi dif-
ferenziato attraverso i relativi passaggi testuali di Essere e tempo.
La discussione della questione fondamentale sul senso del-
1' essere in generale costituisce, in senso stretto, il primo passo, e
cio l'esplicazione fenomenologica del tempo orizzontale in base
alla temporalit estatica.
I problemi che scaturiscono dalla questione fondamentale,
chiarificano quella che in Essere e tempo era stata designata, solo
per accenni, come l'interpretazione temporale [tempora!] dei ca-
r a t t e r ~ dei modi e d$i derivati dell'essere - in quanto tale - del-
l'ente non conforme all'esserci. Ci che ancora non si diceva, in
quegli stringati accenni preliminari alla terza sezione, era che,
per poter interpretare in senso temporale [tempora!] - e cio in
base all'orizzonte del tempo originario - i caratteri, i modi e i
derivati dell'essere, la trattazione prima di ogni altra cosa deve
assicurarsi di questa struttura, dei caratteri e dei modi in un qua-
dro sistematico. Questa assicurazione parte essenziale del se-
condo passo all'interno della tematica di Tempo ed essere, e ci
42
Die Grundprobleme der Phi:inomenologie, p. 21 [trad. it., p. 14].
40 HEIDEGGER E !PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
porta a vedere che sono quattro i problemi scaturenti dalla que-
stione fondamentale sul senso dell'essere in generale.
Gi a questo punto, per, dobbiamo dire che la suddetta di-
scussione della questione fondamentale e dei quattro problemi
che scaturiscono da essa, forma il nucleo centrale di Tempo ed
essere - e non solo nella sua seconda elaborazione, ma gi nella
prima. Nell'impianto del corso, articolato in tre parti, questo
nucleo centrale riservato alla seconda parte, quella intitolata
La questione ontologico-fondamentale sul senso dell'essere in
generale. Le strutture fondamentali e i modi fondamentali del-
l'essere43. Da questo ci possibile desumere che nella prima ela-
borazione, poi rigettata, di Tempo ed essere, la risposta data
alla questione fondamentale mediante l'esplicazione del tempo
orizzontale a partire dalla temporalit estatica, nonch la tratta-
zione temporale [tempora!] dei quattro problemi fondamentali,
erano conseguite in diretta prosecuzione e in immediata connes-
sione con le analisi sistematiche della seconda sezione.
Contrariamente a ci, nella seconda elaborazione si riscon-
tra una deviazione significativa. Gi nel 1 dell'Introduzione
veniamo a sapere di non poter giungere ai problemi fondamenta-
li della fenomenologia per via diretta, bens per la via traversa
di una discussione di determinati problemi particolari
44
In questi
ultimi si tratta di tesi caratteristiche sull'essere, espresse nel
corso della storia della filosofia occidentale, a partire dall'anti-
chit. Il loro specifico contenuto casale [ ... ] dev'essere discus-
. so criticamente, in modo da poter passare, per loro tramite, ai
sunnominati problemi fondamentali della scienza dell'essere
45
.
Dalle tesi sull'essere tramandate nella storia, bisogner
enucleare i problemi fondamentali di una scienza fenomenolo-
43
Die Grundprobleme der Phanomenologie, pp. 32 e 321 [trad. it., pp. 22 e 218].
44
Die Grundprobleme der Phanomeno!ogie, p. 1 [trad. it., p. l].
45
Le due ultime citazioni: Die Grundprob!eme der Phanomenologie, p. ?O [trad.
it., p. 13].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 41
gica dell'essere in quanto tale, e determinarli nella loro connes-
sione sisternatica
46
Questo il contenuto della prima parte del
corso, quella che porta il titolo di Discussione fenornenologico-
critica di alcune tesi tradizionali sull'essere
47
Il vantaggio di
questo accesso ai quattro problemi fondamentali e alla questione
fondamentale - accesso caratterizzato da Heidegger come una
via traversa - consiste nel poter vedere che, e in che modo, la
questione fondamentale sull'essere in quanto tale e sul suo sen-
so, come pure i quattro problemi fondamentali che scaturiscono
da essa, derivino da una radicalizzazione, e cio da una pi origi-
naria ripetizione della metafisica e dell'ontologia tramandate.
L' Impianto del corso, riportato nel 6 dell'Introduzione,
prospetta per anche una terza parte, intitolata Il metodo scien-
tifico dell'ontologia e l'idea di fenornenologia
48
Qui l'idea, e
cio il concetto di fenomenologia dev'essere sviluppato in base al
terna della fenomenologia - l'essere in quanto tale, nella sua
struttura, nei suoi caratteri e nei suoi modi - e in base alla ma-
niera o ~ cui la f enornenologia tratta questo suo terna
49
E. cos
come la prima e la seconda parte sono articolate in quattro capi-
toli, anche per la terza parte prevista una quadruplice articola-
zione. Dopo aver compiuto l'analitica dell'esserci e aver dato ri-
sposta alla questione fondamentale che la guida, come pure ai
quattro problemi fohdarnentali che scaturiscono da essa, ora pu
seguire finalmente una meditazione sul fondamento ontico del-
l'ontologia e [sull']analitica dell'esserci come ontologia fonda-
mentale, sull'apriorit dell'essere e [sulla] possibilit e struttu-
ra della conoscenza a priori, sui tratti fondamentali del metodo
fenomenologico: riduzione, costruzione, distruzione, e infine
46
Die Grundprobleme der Phii,nomenologie, p. 1 [trad. it., p. l].
47
Die Grundprobleme der Phanomenologie, pp. 32 e 35 [trad. it., pp. 21e24] .
.
48
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 32 [trad. it., p. 22].

49
Cfr. Die Grundprobleme der Phanomenologie, pp. 1 e 3 [trad. it., pp. 1 li! 3].
42 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
sull' ontologia fenomenologica e [sul] concetto di filosofia
50
.
Senza dubbio, anche il contenuto di questa terza parte - la me-
ditazione conclusiva sull'idea di fenomenologia - apparteneva
. all'ambito tematico della prima elaborazione di Tempo ed esse-
re, come provato da un passo della seconda sezione di Essere e
tempo
51
E non poteva essere altrimenti, se nel paragrafo metodo-
logico dell'Introduzione a Essere e tempo si pu fornire e discute-
re, per il momento, solo il concetto preliminare di f enomenolo-
gia52. In quanto concetto preliminare, esso il concetto provvi-
sorio che rinvia a quel concetto completo di fenomenologia che
si potr dare solo successivamente. Questo concetto completo
viene designato anche come l'idea di fenomenologia.
a) La risposta alla questione fondamentale sul senso del-
l'essere in generale
Le quattro tesi storiche sull'essere (l'essere non un predi-
cato reale; alla costituzione ontologica di un ente appartengono
essentia ed existentia; i modi fondamentali dell'essere sono l'esse-
re dello spirito e l'essere della natura; l'essere della copula) sono
tesi diverse riguardo all'ente nel suo essere, e sono quindi delle
tesi metafisiche. In ciascuna di queste tesi, per, si trova nasco-
sto un problema ontologico-fondamentale di fondo
53
, e cio un
problema fondamentale riguardo all'essere in quanto tale. Ma i
problemi fondamentali, nascosti in tal modo, possono essere di-
svelati ed elaborati solo se prima vien posta e risolta la questione
fondamentale di ogni scienza dell'essere: la questione sul senso del-
l'essere in generale
54
L'interpretazione critica di ciascuna delle
50
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 33 [trad. it., p. 22].
51
Cfr. Sein und Zeit, p. 357 [trad. it., p. 428].
52
Sein und Zeit, p. 34 [trad. it., p. 54].
53
[Qui e in seguito, il problema ontologico-fondamentale di fondo traduce
das fundamentalontologische Grundproblem.]
54
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, pp. 20-21 [trad. it., p. 14].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 43
quattro tesi tramandate porta, di volta in volta, a una prima indi-
cazione formale del problema ontologico-fondamentale di fondo.
La meditazione riguardo alla via che ora si deve intraprende-
re - nella seconda parte del corso - per discutere di tale que-
stione fondamentale e dei problemi fondamentali che da essa
scaturiscono, la stessa che conosciamo da Essere e tempo, sen-
z'alcuna differenza. L'essere in quanto t ~ l - nel suo senso ri-
cercato - ci si d quando comprendiamo l'essere, nella com-
prensione dell'essere propria dell'ente che noi stessi siamo: un
ente che, sulla base di questa sua comprensione dell'essere, vie-
ne chiamato esserci, Dasein. L'essere che viene.dischiuso nella
comprensione, rende possibile all'esserci i suoi rapporti con
l'ente - l'ente che esso stesso , e quello che esso stesso non .
La comprensione dell'essere ha la maniera d'essere dell'esserci
umano, il modo in cui l'esserci costituito nel suo essere
55

Solo se vengono svelate e determinate la costituzione e la strut-
tura ontologica dell'esserci che comprende l'essere, sussiste la
possibilit di cogliere, nella sua struttura, la comprensione del-
1' essere propria dell'esserci
56
Solo sulla base della pi origina-
ria chiarificazione possibile della struttura d'essere dell'esserci,
si possono porre e risolvere le due questioni tra loro connesse ri-
guardo alla comprensione dell'essere.
La prima questione si chiede: che cosa rende possibile la
comprensione dell'essere in generale, in quanto comprensione? La
seconda questione va in cerca di ci a partire da cui - e cio di
quell' orizzonte preliminarmente dato, a partire dal quale -
l'esserci comprende l'essere. L'analitica olitologico-fondamenta-
le, cio il disvelamento della comprensione dell'essere, pone con
ci sia la questione riguardante la comprensione che propria del-
l'esserci, sia quella riguardante l'essere che compreso nella
comprensione, ossia la comprensibilit dell'essere.
55
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 21 [trad. it., p. 14].
56
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 21 [trad. it., p. 14].
44 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
Questa concisa meditazione riguardo alla via, porta a vedere
che la questione sul senso dell'essere in generale, e quindi l'ana-
litica della comprensione dell'essere propria dell'esserci, presup-
pone un'analitica dell'esserci ordinata a questo scopo. Essa
per prima cosa dovrebbe evidenziare la costituzione fondamen-
tale dell'esserci (come cura: prima sezione di Essere e tempo), e
succesivamente dovrebbe portare allo scoperto il senso dell'esse-
re dell'esserci come temporalit (seconda sezione di Essere e tem-
po).
Questo richiamo ai due compiti inerenti all'analitica dell'es-
serci, viene seguito dalla meditazione decisiva riguardo alla via
che bisogna intraprendere - sotto il titolo di Tempo ed essere -
per poter passare dall'analitica dell'esserci alla soluzione della que-
stione fondamentale sul senso dell'essere in generale. La temporalit
estatica il senso d'essere dell'esserci. All'essere dell'esserci, alla
sua costituzione d'essere, appartiene essenzialmente la compren-
sione dell'essere. E dunque anche la comprensione dell'essere,
in quanto appartiene all'essere dell'esserci, resa possibile in ba-
se al senso d'essere di quest'ultimo, cio in base alla temporalit.
La comprensione dell'essere, in quanto un progettare gettato,
si compie come un'originaria modalit di temporalizzazione della
temporalit estatica. E per la comprensione temporalizzantesi
non sta senza l'essere che in essa viene compreso. Per questo,
non solo il comprendere determinato temporalmente, ma an-
che ci che in esso viene compreso - l'essere, in quanto tale,
dell'ente non conforme all'esserci, a cui l'esserci di volta in volta
si rapporta - dev'essere determinato in se stesso temporalmen-
te. Da qui sorge la prospettiva di una possibile verifica della se-
guente tesi: l'orizzonte, .a partire dal quale diviene comprensibi-
le qualcosa come l'essere in generale, il tempo
57
Il tempo, co-
me orizzonte, appartiene alJa temporalit estatica, e vi appartie-
57
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 22 [trad. it., p. 15].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 45
ne in quanto questo tempo-orizzonte si dischiude, ossia si dirada
nella temporalizzazione della temporalit estatica. Anche qui
l'interpretazione ontologico-fondamentale dell'essere in quanto
tale, viene caratterizzata - in base al tempo - come interpreta-
zione temporale [tempora!].
Con questo gi tracciata la via per la seconda, decisiva par-
te del corso, nella quale per _prima cosa dev'esser data risposta al-
la questione fondamentale, mostrando il tempo orizzontale che
proprio della temporalit estatica, e per seconda cosa devono es-
ser discussi i quattro problemi fondamentali come problemi della
temporalit [ Temporalitat].
Se ora diamo uno sguardo all'articolazione della seconda
parte, secondo il progetto preliminare del 6, osserveremo che i
suoi quattro capitoli corrispondono ai quattro problemi fonda-
mentali. Non troviamo, invece, un capitolo specifico per la que-
stione fondamentale cui si deve dare risposta prima dei quattro
problemi fondamentali. Il primo capitolo intitolato diretta-
mente: Il problema della differenza ontologica
58
Tuttavia, se
guardiamo con pi attenzione, ci si mostra che nei 19-21 non
subito la differenza ontologica ma - corre annunciato - la
questione ontologico-fondamentale sul senso dell'essere in gene-
rale, che viene elaborata e risolta. Solo nell'ultimo paragrafo di
questo capitolo, il 2 ~ viene discusso il problema fondamentale
della differenza ontologica, come un problema fondamentale
della temporalit [Temporalitat] dell'essere.
Da ci possiamo desumere che la prima elaborazione di
Tempo ed essere si collegava direttamente ai risultati dell'na-
litica della seconda sezione di Essere e tempo. E giacch nella se-
conda sezione era stata disvelata la temporalit estatica nelle sue
possibili modalit di temporalizzazione, la terza sezione poteva
passare direttamente ad eseguire il compito formulato alla fine
58
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, pp. 33 e 322 [trad. it., pp. 22 e 218].
46 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
del 83: il disvelamento di quell'originaria modalit di tempora-
lizzazione della temporalit estatica, che progetta l'essere in ge-
nerale secondo il tempo orizzontale.
La seconda elaborazione, invece, non sceglie la via diretta.
Caratteristico del suo modo di procedere anche il fattp che es-
sa, gi all'inizio della prima parte, e poi continuando nella s e ~
conda, espone alcuni dei principali passaggi dell'analitica del-
l'esserci, quelli indispensabili per dare risposta alla questione
fondamentale. In altri termini, lo svolgimento della tematica di
Tempo ed essere avviene con la contemporanea elaborazione
di alcune parti essenziali dell'analitica dell'esserci, svolta nelle
prime due sezioni di Essere e tempo. Questo modo di procedere
ha il vantaggio di non presupporre la conoscenza della prima
met di Essere e tempo: non si poteva infatti presupporre che gli
ascoltatori di queste lezioni avessero gi acquisito questa prima
met, dal momento che essa era appena apparsa.
Per poter dare risposta - nel primo capitolo della seconda
parte - anzitutto alla questione ontologico-fondamentale sul
senso dell'essere in generale, per prima cosa si deve svelare e si
deve introdurre sul ca_mmino del pensiero la temporalit estati-
ca. Per questo fine Heidegger sceglie una via che merita di esse-
re considerata attentamente, poich non si tratta della via che
proviene dalla seconda sezione di Essere e tempo, bens della sua
inversione. In Esserci e temporalit Heidegger percorre la via
che, a partire dalla cura, porta alla temporalit come tempo ori-
ginario, per poter mostrare poi come da quest'ultimo scaturisca
il solo tempo che ci sia familiare, il tempo-ora ordinario. All'ini-
zio della seconda parte dei Problemi fondamentali, invece, egli
percorre la strada inversa, partendo dalla determinazione con-
cettuale del tempo ordinario - quale si trova, in senso paradig-
matico, in Aristotele - e ritornando di qui, passo dopo passo,
nel campo d'origine della temporalit e s t a t i ~ a Questa via egli la
percorre nei 19 e 20.

LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 47
Verso la fine del 20 egli passa poi, sulla base della tempo-
ralit estatica, all'esplicazione fenomenologica del tempo come
orizzonte della comprensione dell'essere. L'orizzonte del tempo
originario viene introdotto rivolgendo lo sguardo al fatto che le
estasi della temporalit (avvenire, essere-stato, presente) non so-
no semplicemente dei rapimenti verso ... , dei rapimenti per cos
dire nel nulla, e che invece, in quanto rapimenti verso ... , in
base al loro rispettivo carattere estatico possiedono un orizzonte,
il quale prefigurato dal modo del rapimento - cio dal modo
dell'avvenire, dell'essere-stato e del presente - e appartiene l ~
l'estasi stessa
59
Questo verso-che del rapimento, il verso-dove
dell'estasi, viene designato come orizzonte o come io schema
orizzontale dell'estasi. All'unit estatica delle estasi della tem-
poralit corrisponde un'unit dei suoi schemi orizzontali
60
,
Per questo, ora non si parla pi solo di temporalit estatica, ma
di temporalit estatico-orizzontale. Il trascendere dell'esserci
rende possibile il suo comprendere l'essere. Ma se il trascendere
si fonda sulla costituzione estatico-orizzontale della temporali-
t61, questa sar la condizione di possibilit sia del comprendere
l'ssere, che dell'essere stesso in quanto compreso, cio aperto, di-
radato. Con questa visione si chiude il 20 su Zeitlichkeit und
Temporalitat, Temporalit e temporalit dell'essere.
Nel seguente '1 su Temporalitat und Sein, Temporalit
ed essere, si pu ormai mostrare - in una prima ed essenziale
modalit - come l'unit estatico-orizzontale della temporalit
progetti temporalmente [tempora!] l'essere in quanto tale del-
l'ente non conforme all'esserci. Gi all'inizio viene sottolineato
che la Temporalitat la pi originaria temporalizzazione della
59
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 428 [trad. it., p. 289. - Vedi su-
pra, nota 25].
60
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 429 [trad. it., p. 289. - Il verso-
che = das Wozu; il verso-dove = das Wohin].
61
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 429 [trad. it., p. 289].
48 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
temporalit [Zeitlichkeit] in quanto tale, la pi originaria tra le
molteplici articolazioni che discendono dall'origine. In questo
senso, anche nel 83 di Essere e tempo si parlava di un'origina-
ria modalit di temporalizzazione della temporalit
62
. Come ri-
sposta essenziale alla questione fondamentale, il 21 fornisce
un' interpretazione temporale [tempora!] dell'essere di ci che anzi-
tutto presente-sottomano, dell'utilizzabilit, e mostra, esem-
plificandolo in riferimento alla trascendenza, in che modo la
comprensione dell'essere sia possibile temporalmente [tempo-
ral]63. L'ente il cui essere viene progettato - nell'orizzonte del
tempo originario - come utilizzabilit, si fa incontro all'esserci
nel commercio con cui quest'ultimo si prende cura di esso
64
.
Questo stesso commercio possiede una propria temporalit, il
presentare che trattiene-attendendo
65
. Ma non questa stessa
temporalit, bens la pi originaria temporalit della compren-
sione dell'essere - comprensione che rende possibile il commer-
cio che si prende cura - quella che progetta, e cio dischiude
temporalmente [tempora!] l'utilizzabilit dell'ente di cui ci si
prende cura.
Come ogni modalit di temporalizzazione della temporalit,
anche la sua modalit originaria - quella che rende possibile la
comprensione dell'essere - consiste nell'unit delle tre estasi
dell'avvenire, dell'essere-stato e del presente. Per quanto riguar-
da il progetto temporale [tempora!] dell'utilizzabilit, l'estasi de-
terminante quella del presentare. La direzione del rapimento
di questa estasi porta al suo orizzonte specifico, quello della pre-
senza66. E qui segue il passaggio decisivo: Ci che si trova oltre
62
Sein und Zeit, p. 437 [trad. it., p. 520].
63
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 431 [trad. it., p. 291].
64
[Il commercio con cui ci si prende cura = der besorgende Umgang.]
65
[Il presentare che trattiene-attendendo = das behaltend-gewiirtigende Ge-
genwiirtigen.]
"[L'estasi del presentare (Gegenwiirtigen) rapita verso l'orizzonte della
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE
49
l'estasi come tale, ed al di l di essa sulla base del suo carattere
di rapimento e in quanto determinato da quest'ultimo, o pi
precisamente: ci che determina in generale il verso-dove dell"'ol-
tre s" in quanto tale, la presenza come orizzonte. La presenza
non si identifica con il presente, ma, come determinazione fonda-
mentale dello schema orzzontale di questa estasi, costituisce insie-
me l'intera struttura temporale del presente. Qualcosa di corri-
spondente vale per le altre due estasi, l'avvenire e l'essere-sta-
to67. L'estasi del presente - in unit con le estasi dell'avvenire e
dell'essere-stato - ptogetta l'utilizzabilit come tale nell'oriz-
zonte della presenza. In quanto l'essere dell'ente che si incontra
dentro il mondo progettato presenzia/mente, esso compreso
temporalmente [tempora/]. In questo senso Heidegger pu enun-
ciare il principio fondamentale: L'essere noi lo comprendiamo
dunque a partire dall'originario schema orizzontale delle estasi
della temporalit
68
.
b) Il primo problema fondamentale:
la differenza ontologica di essere ed ente
Si detto che i quattro problemi fondamentali della f enome-
nologia, vale a dire dell'ontologia fenomenologica fondamentale,
scaturiscono dalla qy.estione fondamentale. In che modo il pri-
mo problema fondamentale, la differenza ontologica, scaturisce
dalla questione fondamentale? In che senso questo il primo dei
quattro problemi fondamentali?
L'ontologia fondamentale la scienza filosofica dell'essere
in quanto tale, e non appena dell'ente in quanto tale. L'essere in
quanto tale, tuttavia, l'essere dell'ente. Ma proprio come nulla
presenza (Praesenz). - Pi sotto troveremo la differenza tra presente (Gegen-
wart) e presenza (Praesenz).]
67
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 435 [trad. it., p. 294. - Il verso-
dove dell"'oltre s" = das Wohin des "iiber sich hinaus'1.
68
Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 436 [trad. it., p. 294].
50 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
di essente, l'essere essenzialmente differente dall'ente. Per que-
sto parliamo anche di essere stesso. In quanto differenziato dal-
l'ente, l'essere per determina l'ente in quanto ente. Senza l'esse-
re, l'ente non sarebbe manifesto e comprensibile in quanto tale.
Perci bisogna chiedersi come vada intesa la differenza di essere
ed ente, e ancor pi come vada fondata la possibilit di questa
differenza. Ma la chiarificazione concettuale della differenza di
essere ed ente deve anche determinare in che modo l'essere -
differenziato dall'ente - appartenga tuttavia all'ente, e cio in
che modo esso renda manifesto l'ente in quanto tale. Solo allor-
quando compiamo, in maniera chiara ed evidente, la differenza
di essere ed ente, raggiungiamo il tema dell'ontologia fondamen-
tale: l'essere in quanto tale e nel suo senso.
Ma con ci si anche fondato il motivo per cui la differenza
ontologica di essere ed ente il primo problema fondamentale.
Solo allorquando si sia chiarita, nel suo senso fondamentale, la
differenza di essere ed ente, si possono infatti discutere gli altri
tre problemi fondamentali, i quali riguardano tutti l'essere in
quanto tale. Nell'importante 4 dell'Introduzione - il quale,
sotto il titolo Le quattro tesi sull'essere e i problemi fondamen-
tali della fenomenologia, fornisce un'indicazione formale della
questione f'ondamentale e dei quattro problemi che da essa sca-
turiscono - si fa dipendere la chiarificazione della differenza
ontologica dal fatto di aver portato esplicitamente alla luce, in
precedenza, il senso dell'essere in generale, cio dal fatto di aver
mostrato in che modo la temporalit estatico-orizzontale renda
possibile la differenziabilit di essere ed ente
69

Il compito stabilito nell'Introduzione, viene eseguito nel
22. Nel compimento della sua esistenza, l'esserci comprende
l'essere; in base a questa comprensione dell'essere si rapporta al-
l'ente, e in ci lo sperimenta in quanto ente. La differenza di es-
69
Cfr. Die Grundprobleme der Phiinomenologie, pp. 22-23 [trad. it.,. pp. 15-16].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE
51
sere ed ente cominicia ad aprirsi - come qualcosa di non esplici-
tamente saputo - nel compimento dell'esistenza dell'esserci.
Come inesplicita comprensione dell'essere quale essere dell'en-
te, a cui l'esserci, esistendo, si rapporta, la differenza di essere ed
ente possiede la maniera d'essere dell'esserci. Il modo di esse-
re dell'esistenza si pu anche caratterizzare come "essere nel
compimento di questa differenza"
70
Ma poich l'esistere si
compie come il temporalizzarsi della temporalit estatico-oriz-
zontale, anche la differenza di essere ed ente temporalizzata
nella temporalizzazione della temporalit
11
Il differenziarsi di
essere ed ente si compie nella e con la temporalizzazione della
temporalit estatico-orizzontale, nella quale l'apertura dell'esse-
re dischiusa come esistenza e come utilizzabilit - in senso
estatico-temporaie [ ekstatisch-zeitlich] e orizzontale-temporale [ho-
rizontal-temporalj -, in maniera tale che nell'apertura dell'esser-
utilizzabile, progettata presenzialmente, l'ente venga scoperto
come utilizzabile. La differenza di essere ed ente allora la diffe-
renza tra l'esser-aperta dell'utilizzabilit, determinata in senso
temporale [temporalj, e l'esser-scoperto
72
dell'ente utilizzabile in
quanto reso presente.
Importante l'indicazione secondo cui solo in quanto si
temporalizza gi sempre sulla base della temporalit e insieme
ad essa, che la differl!nza pu essere propriamente ed esplicita-
mente saputa, e in quanto saputa, interrogata, e in quanto inter-
10
Die Grundprobleme der Phdnomenologie, p. 454 [trad. it., p. 306. - Existenz
heiflt gleichsam "im Vollzug dieses Unterschiedes sein": Esistenza significa, per cos
dire, "essere nel compimento di questa differenza", tenendo anche conto del sen-
so soggettivo del genitivo, per cui esistenza significherebbe l e s s ~ e nel compi-
mento da parte di questa differenza, il compiersi di essa].
11
[Da intendersi anche nel senso che la differenza viene a prodursi, giunge a
maturazione (ist gezeitigt) nel compimento stesso, vale a dire nella maturazione del-
la temporalit (in der Zeitigung der Zeitlichkeit}! cfr. supra, nota 20.]
12
[Esser-aperto (o apertura) = Erschlossenheit; esser-scoperto = Entl.eckt-
heit.]
52 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
rogata, ricercata, e in quanto ricercata, concettualizzata
73
Solo
in quanto la differenza di essere ed ente, in senso pre-ontologico,
ci gi sempre latente nell'esistenza dell'esserci, cio di-
svelata nell'esserci, essa pu venire esplicitata e tematizzata in
generale. E poich in questa tematizzazione, propria del pensie-
ro filosofico, l'essere diviene il possibile tema di una compren-
sione concettuale (logos), la differenza di essere ed ente, esplici-
tamente compiuta, viene chiamata differenza ontologica
74

c) Il secondo problema fondamentale:
l'articolazione fondamentale nell'essere
Il primo problema fondamentale - la differenza ontologica
di essere ed ente - viene enucleato, nella prima parte del corso,
a partire dalla tesi di Kant, secondo la quale l'essere non un
predicato reale. Il secondo problema fondamentale viene ricava-
to dalla discussione critica di quella tesi ontologica medievale,
risalente ad Aristotele, la quale sostiene che alla costituzione
d'essere di ciascun ente appartengono il che-cos' (essentia) e
l'esser-presente-sottomano (existentia)75. Con rincrescimento di
tutti coloro che sono interessati a una completa elaborazione del-
l'ontologia fondamentale e della tematica che cade sotto il titolo
73
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 454 [trad. it., p. 306].
74
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 454 [trad. it., pp. 306-307. -
Nell'utima frase il termine differenza traduce, nel primo caso (come in diversi
altri nelle frasi precedenti) Unterschied, nel secondo Differenz. Di fatto in questo
contesto il significato lo stesso, bench lo si possa differenziare rispettivamente
con distinzione e differenza, come propone p. es. il traduttore italiano dei
Grundprobleme. Ci che comunque, rispetto all' Unterschied, caratterizza la Diffe-
renz, che si tratta specificamente di una ontologische Differenz, e quindi l'aggetti-
vo ci sembra determini precisamente il senso della differenza rispetto alla di-
stinzione, che in tal modo verrebbe a significare una differenza non centrata
esplicitamente nel suo senso ontologico].
"[Il che-cos' = das Was-sein; l'esser-presente-sottomano = das Vorhan-
densein: cfr. supra, nota 38.]
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE
53
di Tempo ed essere, bisogna per prendere atto che neanche
la seconda elaborazione di Tempo ed essere completa, e che
soprattutto manca lo svolgimento del secondo, del terzo e del
quarto problema fondamentale. Un motivo esterno costituito
dalla fine del semestre. Tuttavia, noi possiamo desumere i tratti
f ondmentali di questa elaborazione mancante degli altri tre pro-
blemi fondamentali, oltre che dal suddetto 4, anche dai capitoli
corrispondenti della prima parte. E, ogni volta, soprattuto nel
terzo paragrafo di ciascuno di questi capitoli che, in una critica
fenomenologica di ci che insufficiente nella tesi tramandata,
vien fatto emergere il problema ontologico-fondamentale di fon-
do. Su questa via noi raggiungiamo uno sguardo d'insieme sugli
altri tre problemi fondamentali, ma con ci otteniamo anche una
comprensione della sistematica interna dei quattro problemi di
fondo dell'ontologia fenomenologica fondamentale, scaturenti a
loro volta dalla questione fondamentale.
stata soprattutto l'ontologia medievale, con la sua dottrina
della distinctio realis, modalis o rationis, a esprimere la tesi secon-
do cui ad ogni ente appartiene il suo che-cos' (essentia) e una
maniera d'essere (existentia). Con ci essa ha compreso il che-co-
s' e l'esser-presente-sottomano (esser-effettivo) quali caratteri
d'essere dell'ente. Al tempo stesso questa tesi si presenta con
una pretesa ontologica universale: ogni ente - compreso cio an-
che l'uomo. L'ontologia medievale ha espresso questa tesi in una
maniera dogmatica: vero che essa ha considerato la distinctio,
in quanto tale, nel modo pi dettagliato, ma non ha posto in
questione la sua possibile origine.
Tale questione dell'origine porta al secondo problema onto-
logico-fondamentale di fondo. La sua elaborazione mostra che il
che-cos' e il modo-di-essere
76
appartengono, in senso ampio, al-
l'essere stesso e che quindi l'essere in quanto tale (e non solo
76
[Il che-cos' = dasWas-sein; il modo-di-essere = dieWeise-zu-sein.]
54 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
l'essere nell'ente) arti.colato nella sua essenza
77
mediante
quelle due determinazioni d'essere. Ma se l'essere, in quanto ta-
le, dischiuso temporalmente [temporal] come essere dell'ente
non conforme all'esserci, allora, sulla base del gi disvelato sen-
so dell'essere stesso - cio a partire dall'orizzonte temporale
[temporal] -, si deve fondare il motivo per cui ogni ente pu
avere e deve avere un che-cosa, un i;(, e un possibile modo di es-
sere. Il problema dell'articolazione fondamentale dell'essere
la questione della necessaria coappartenenza del che-cos' e del
modo-di-essere, e quella dell'appartenenza di entrambe, nella loro
unit, all'idea dell'essere in generale.
Soprattutto, per, si deve limitare. e modificare la tesi ontolo-
gico-universale tramandata, riguardante l'articolazione dell'esse-
re di un ente in che-cos' e in esser-presente-sottomano. Limita-
zione e modificazione tuttavia non si riferiscono all'articolazione
dell'essere in quanto tale, bens all'asserzione dogmatica che vi
sia soltanto un modo o una maniera d'essere per tutti gli enti, va-
le a dire l' existentia, e che ogni ente si differenzi dagli altri enti
solo mediante il suo che-cos', e non mediante la sua maniera
d'essere
78

L'ente che per primo cade al di fuori della tesi della tradizio-
ne, formulata in senso universale, quello il cui modo d'essere
non l'existentia, bens l'esistenza che comprende l'essere. Que-
sto, che il modo d'essere pi proprio dell'esserci, anche quel-
lo che non permette che alla costituzione ontologica dell'esserci
appartenga qualcosa come la cosalit (realitas) o il che-cos'
(quidditas, essentia). Il modo d'essere dell'esistenza non prefigu-
ra, per l'esserci, alcun che-cos', bens un chi-
19
Chi sia di volta
11
Questa e le due prossime citazioni: Die Grundprobleme der Phiinomenologie,
p. 24 [trad. it., p. 16].
1
Su questo e su quanto segue cfr. Die Grunw_probleme der Phiinomenologie, pp.
168 ss. [trad. it., pp. 113 ss.].
19
[Cosalit = Sachheit; che-cos' = Washeit; chi- = Werheit.]
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 55
in volta l'esserci, viene determinato in base al modo con cui esso
si rapporta, nel suo essere, a questo essere stesso. L'articolazione
d'essere dell'esserci non mai quella di essentia ed existentia,
bens quella di esistenza e chi-.
Ma la tesi tramandata riguardo alla distinctio dell'essere in
essentia ed existentia, non conserva il suo valore nemmeno per
tutti quanti gli enti non conformi all'esserci. La limitazione e la
modificazione necessarie si estendono anche all'ente non confor-
me all'esserci, poich neppure esso generalmente e regolar-
mente presente-sottomano, di volta in volta, nel suo che-cos'. E
neanche I'existentia l'unico modo d'essere dell'ente non con-
forme all'esserci, bens solo uno tra i tanti. E dal momento che il
modo d'essere prefigura il rispettivo che-cos' di un ente, solo
il modo d'esser presente-sottomano (existentia) a tracciare il che-
cos' come esser-cosa
80
Invece il modo d'essere dell'utilizzabilit
traccia il che-cos', come ci che Heidegger chiama appagativi-
t81. Un terzo modo d'essere dell'ente non conforme all'esserci
la vita, la quale prefigura il che-cos' proprio dell'ente vivente,
un che-cos' che non si pu cogliere n come esser-cosa n come
appagativit. E infine, come quarto modo d'essere dell'ente non
conforme all'esserci, Heidegger nomina la consistenza e la
persistenza
82
, quali modi d'essere dei rapporti geometrici e arit-
metici. Anche quest"o modo d'essere prefigura un autonomo che-
cos' di quell'ente.
80
[Esser-cosa traduce il termine Dinglichkeit - distinto da Cosalit (Sach-
heit), impiegato nel capoverso precedente - in quanto indica non appena il conte-
nuto essenziale dell'ente, ma la sua dipendenza ontologica dal modo d'essere spe-
cifico di esso, dipendenza che ci che qui pi interessa.]
81
[Appagativit = Bewandtnis. - Vedi Sein und Zeit, 18 e 69/a; Die
Grundprobleme der Phiinomenologie, 20/d.]
82
[Consistenza = Bestand; persistenza = Bestiindigkeit. - Su questi modi,
e su quello della vita, per quanto riguarda Sein und Zeit vedi supra, nota 39 e Die
Grundprobleme der Phiinomenologie, p. 14 (trad. it., pp. 9-1 O).]
56 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
Il problema tradizionale della distinctio, trasformato - in
senso ontologico-fondamentale - nel problema dell'articolazio-
ne dell'essere, diviene assai complesso come problema fonda-
mentale. D'ora in poi, infatti, l'articolazione fondamentale che
vige nell'essere in quanto tale, risulta come articolazione di esi-
stenza e con-esserci, utilizzabilit, presenza-sottomano, vita e
consistenza da una parte, e chi-, appagativit, esser-cosa e che-
cos' del vivente, come pure del persistente dall'altra parte.
Il secondo problema fondamentale lo si pu comprendere
per solo se lo si coglie nella sua connessione con il primo. Il pro-
blema dell'articolazione fondamentale dell'essere solo una
questione pi specifica, riguardo alla differenza ontologica in ge-
nerale83. L'essere, nella sua differenza dall'ente, non sempli-
ce, bens articolato; ma non articolato in un unico modo soltan-
to, bens in molti modi. L'articolazione che varia, di volta in vol-
ta, a seconda dei modi d'essere, partecipa - assieme a ci che in
essa viene articolato - alla differenza di essere ed ente, e dunque
alla differenza ontologica. Tutto ci che appartiene all'articola-
zione dell'essere, dev'essere pensato a partire dalla differenza
ontologica di essere ed ente.
d) Il terzo problema fondamentale: le modificazioni
dell'essere e l'unit della sua molteplicit
Il terzo problema fondamentale viene enucleato a partire da
una discussione critica della tesi centrale dell'ontologia moderna
iniziata con Descartes. Secondo questa tesi, i modi fondamentali
dell'essere sono la res cogitans, l'essere dello spirito, e la res exten-
sa, l'essere della natura. Nell'abbozzo del secondo problema fon-
damentale abbiamo gi dovuto anticipare una parte del terzo, va-
le a dire la molteplicit dei modi di essere. L'esposizione di que-
83
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 170 [trad. it., p. 115].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE 57
sto problema fondamentale prende le mosse dal fatto che ogni
ente, oltre al suo che-cos' (il quale ora assume un ruolo comple-
mentare), possiede anche un modo-di-essere. Nel terzo problema
fondamentale si tratta della tematizzazione sistematica, in senso
ontologico-fondamentale, dei modi di essere.
La tradizione dice che il modo-di-essere ha lo stesso caratte-
re per tutti gli enti. La critica ontologico-fondamentale di questa
tesi mostra invece una molteplicit di differenti modi di essere.
In particolare, essa svela che il modo d'essere pi proprio del-
l'uomo, incomparabile in quanto tale con gli altri modi, l'esi-
stenza che comprende l'essere.
Ora, a un primo sguardo sembrerebbe che sia stata proprio
l'ontologia moderna di Descartes e di Kant a mettere in luce, per
la prima volta, questa differenza tra il modo d'essere dello spiri-
to e della persona da un lato, e quello della natura e della cosa
dall'altro. Sennonch, a uno sguardo pi attento si mostra che
quella differenza non una differenza tra veri e propri modi di
essere, bens una differenza nel che-cos' dell'ente. Anche l'on-
tologia moderna conosce solo un modo di essere, l'esser-presen-
te-sottomano, e su questa base differenzia la res cogitans dalla res
extensa, la persona dalla cosa.
Ma se vi sono pi modi di essere, ci si deve chiedere quali
siano i modi d' essefe fondamentali. Inoltre ci si deve chiedere
Come [sia] possibile la molteplicit dei modi di essere, e come
possiamo comprenderla a partire dal senso dell'essere in genera-
le. Infine si fa incalzante la domanda su come si possa parlare,
nonostante la molteplicit dei modi di essere, di un concetto n ~
tario dell'essere in generale
84

Come abbiamo gi visto nel contesto del secondo problema
fondamentale, Heidegger differenzia, in tutto, cinque o sei modi
fondamentali di essere: esistenza, con-esserci, utilizzabilit, pre-
84
Le due citazioni: Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 24 [trad. it., p.
16].
58 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
senza-sottomano, vita, consistenza
85
Il con-esserci, quale modo
d'essere, non significa l'altro che esiste assieme, bens il modo
d'essere dell'altro. Come modo d'essere, il con-esserci non solo
una variazione del mio propro modo d'essere - l'esistenza -
bens un modo d'essere proprio, non derivabile da altri, in base
al quale l'altro mi incontra come l'estraneo.
La tradizionale divisione dell'ente in res cogitans (persona) e
res extensa (cosa) determinata seguendo il filo conduttore di
un concetto dominante di essere
86
, quello secondo cui essere
non significa altro che esser-presente-sottomano. La differenza
radicale tra la costituzione d'essere dell'esserci e quella dell'ente
non conforme all'esserci, viene svelata solo mediante la differen-
ziazione ontologico-fondamentale tra i modi d'essere dell'esisten-
za e dell'esser-presente-sottomano (in senso ampio). Ma il modo
d'essere dell'esserci e i modi d'essere dell'ente non conforme al-
l'esserci risultano talmente disparati che, in un primo momen-
to, questi due modi di essere non sembrano comparabili e deter-
minabili a partire da un concetto unitario di essere in generale.
La questione che viene posta qui quella riguardante l'unit
del concetto di essere, in relazione a una possibile molteplicit
dei modi dell'essere. Lo svolgimento del terzo problema fonda-
mentale ci manca, e dunque la questione sull'unit del concetto
di essere non riceve risposta. Da parte nostra, tuttavia, possiamo
dare una risposta a tale questione, basandoci sull'intero tracciato
problematico seguito dal pensiero ontologico-fondamentale.
L'unit del concetto di essere data nell'unit del senso dell'es-
sere in generale, vale a dire nell'unit dell'apertura o radura
estatico-temporale [ekstatisch-zeitlich] e di quella orizzontale-
temporale [horizontal-temporalJ dell'essere in generale.
85
[Vedi, p. es., Die Grundprobleme der Phiinomenologie, pp. 14 e 395-396 (trad.
it., pp. 9 e 268).]

86
Questa e le prossime citazioni: Die Grundprobleme der Phiinomenologie, p.
250 [trad. it., p. 168].
LA SECONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE
e) Il quarto problema fondamentale:
il carattere di verit dell'essere
59
Il quarto problema fondamentale viene ricavato da una di-
scussione critica della tesi riguardante l'essere della copula -
una tesi propria della logica, in tutta la sua storia, a partire da
Aristotele. Nell'asserzione S P noi troviamo un , che colle-
ga S e P. Ogni logos che sia costituito cos, in un senso apofanti-
co, o vero o falso. Da ci risulta che l'esser-vero o il non-es-
ser-vero sta in connessione con l'essere della copula. La logica
conosce la connessione di essere e verit solo in questa forma,
fondata a sua volta in diversi modi.
Ma questa forma pu servire come punto di partenza per
raggiungere quel problema ontologico-fondamentale che si basa
sul carattere di verit dell'essere in quanto tale. Il manifestare pro-
prio dell'asserzione predicativa uno scoprimento
87
predicativo
dell'ente, fondato come tale in uno scoprimento ante-predicati-
vo, primario, di questo ente. L'esser-vero dell'asserzione una
verit predicativa che si fonda nella verit ante-predicativa del-
l'ente, cio nella sua disvelatezza
88
ante-predicativa. E lo scopri-
mento ante-predicativo dell'ente si fonda, da parte sua, nella
comprensione dell'essere dell'ente che si deve scoprire. In que-
sta comprensione aperto l'essere. l'apertura dell'essere -
un'apertura che all'esistenza dell'esserci - ci che
rende possibile lo scoprimento primario dell'ente e l'esser-sco-
perto, ossia la verit di questo ente. Ma l'apertura stessa il pi
originario fenomeno della verit. Nell'esser-aperto, come verit
(non-nascondimento)
89
dell'essere, si fonda l'esser-scoperto, co-
me verit (non-nascondimento) dell'ente, la quale fonda da parte
sua la verit predicativa dell'asserzione.
87
[Scoprimento = Entdecken (pi gi: esser-scoperto = Entdecktheit).]
88
[Disvelatezza (o anche, pi gi, esser-disvelato) = Enthiilltheit.]
89
[Non-nascondimento = Unverborgenheit.]
60 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
All'essere appartiene la sua propria verit come esser-disve-
lato, come non-nascondimento. Cos si deve dire che l'essere si
d soltanto se vi apertura, vale a dire se c' la verit
90
Ma la
verit, come l'esser-disvelato dell'essere, c' solo Se esiste un
ente che dischiude, vale a dire che apre. Questo dischiudere ap-
partiene alla maniera d'essere di questo ente, appartiene al
progetto gettato e alla temporalit esttico-orizzontale dell'esser-
ci. L'essere "si d" [ ... ] soltanto se esiste la verit, cio se esiste
l'esserci
91
Solo con l'esserci, infatti, l'apertura dischiusa in
senso estatico-orizzontale, nel quale soltanto si d l'essere. L'es-
sere non si d senza l'apertura che gli propria, senza ii suo es-
ser-disvelato o senza la verit. Questo allora significa che essere
e verit sono essenzialmente in un rapporto reciproco
92
Ma
poich l'apertura dischiusa in senso estatico-temporale [eksta-
tisch-zeitlich] e orizzontale-temporale [hori'zontal-temporalj, an-
che la verit dell'essere sar costituita in modo temporale.
Nell'ultimo corso marburghese del semestre estivo 1928, sui
Principi metafisici della logica a partire da Leibniz, Heidegger
tocca ancora una volta, in poche pagine, la connessione sistema-
tica della questione dell'essere e dei problemi fondamentali o
questioni fondamentali che le appartengono: Sviluppare positi-
vamente l'universalizzazione del problema dell'essere, significa
mostrare quali questioni fondamentali - connesse tra di loro -
siano incluse nella questione dell'essere in generale. Quando si
pone la questione su essere e tempo, a quali problemi fondamen-
tali si pensa, con la semplice espressione "essere"?
93
In connes-
" Questa e le prossime citazioni: Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 25
[trad. it., p. 17. - In questo contesto il termine Erschlossenheit viene tradotto ora
con apertura, come in questo caso, ora con esser-aperto, come nel capoverso
precedente].
"Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 317 [trad. it., p. 213].
"Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 318 [trad. it., p. 213].
93
M. HEIDEGGER, Metaphysische Anf angsgriinde der Logik im Ausgang van
Leibniz, Gesamtausgabe Bd. 26, Hg. K. Held, Klostermann, Frankfurt a.M.
LA SEONDA ELABORAZIONE DI TEMPO ED ESSERE
61
sione con tale questione, Heidegger porta alla luce i quattro pro-
blemi fondamentali nel loro contenuto problematico, cos come
sono esposti nei Problemi fondamentali della fenomenologia.
1978, p. 191 [trad. it. di G. Moretto: Principi metafisici della logica, il melangolo,
Genova 1990, p. 180].
62 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
4. Ontologia fondamentale e metaontologia
I problemi fondamentali della fenomenologia - la seconda
elaborazione, in senso trascendentale-orizzontale, di Tempo ed
essere, e l'unica che possediamo - devono essere letti da chi
voglia introdursi nella tematica di Essere e tempo, come la terza
sezione della prima parte a cui portano le prime due sezioni ap-
parse nel 1927. L'analisi fondamentale dell'esserci come analisi
preparatoria ed Esserci e temporalit erano state elaborate da
Heidegger seguendo la prospettiva che conduceva alla tematica
di Tempo ed essere. il contenuto di questo sguardo prospet-
tico ad aver determinato l'impostazione e la realizzazione dell'a-
nalitica dell'esserci. In questo senso, nel 5 dell'Introduzione a
Essere e tempo si dice: L'analitica dell'esserci, cos intesa, resta
completamente orientata sul compito-guida dell'elaborazione
della questione dell'essere. Con ci si determinano i suoi confi-
ni
94
La scelta dei fenomeni dell'esserci, e la successione dei sin-
goli passi dell'analitica ontologico-esistenziale, vengono guidate
dallo sguardo prospettico portato alla questione sul senso e l ~
l'essere in generale - questione che si deve trattare sotto il titolo
di Tempo ed essere - e alle questioni fondamentali che le
appartengono.
E se l'interrogazione tradizionale sull'essere, come anche
l'interrogazione sulla verit, sul mondo, sul tempo, sullo spazio,
attingevano la loro prospettiva e il loro filo conduttore dall'es-
senza dell'uomo, inteso come essere sensi)Jile dotato di linguag-
gio e di ragione; cos pure, per elaborare in modo pi originario
quelle questioni fondamentali della fi(osofia, c' anche bisogno
di raggiungere, in maniera corrispondente, un filo conduttore pi
originario. Non l'essere sensibile dotato di linguaggio e di ragio-
ne, bens l'esserci che comprende l'essere quello che si deve
94
Sein und Zeit, p. 17 [trad. it., p. 34].
ONTOLOGIA FONDAMENTALE E METAONTOLOGIA
63
elaborare come nuovo filo conduttore, se la questione sull'essere
dev'esser impostata in maniera pi originaria rispetto alla que-
stione sull'ente nel suo essere (enticit). In ci consiste il compi-
to dell'analitica ontologico-esistenziale dell'esserci. Per assolvere
questo compito non c' bisogno di una completa ontologia del-
l'esserci, o di una completa tematizzazione ontologico-esisten-
ziale di tutti i campi e di tutti i fenomeni dell'esserci. Ci che in-
vece si richiede un'analitica di quelle strutture fondamentali
dell'esistenza, che costituiscono il contrassegno proprio dell'es-
serci - l'essere cio un ente che comprende l'essere.
Una completa ontologia dell'esserci pu seguire solo a
un'ontologia fondamentale. Di questa connessione tratta, fra
l'altro, l'ultimo corso marburghese. Qui si dice che l'ontologia
fondamentale, come fondazione ed elaborazione dell'ontologia
nella sua interezza, <<1. analitica dell'esserci [ = P e 2 a sezione
della prima parte di Essere e tempo] e 2. analitica della temporali-
t dell'essere [3a sezione]
95
E riguardo all'analitica temporale
della 3a sezione, si dice poi che essa conduce alla svolta, nella
quale la stessa ontologia [l'ontologia fondamentale] ritorna espli-
citamente nell'ontica metafisica
96
La svolta il volgersi, il ca-
povolgimento dell'ontologia fondamentale nell'onti-
ca metafisica, che per questo motivo Heidegger chiama metaon-
tologia97. L'ontica mttafisica non una semplice ontica, bens
una metafisica dell'ente in totalit, cio dei molteplici ambiti
dell'ente, che ha luogo sulla base di una compiuta ontologia fon-
damentale. Ci che Heidegger designa come metaontologia, do-
po l'attuazione dell'ontologia fondamentale, egli l'aveva caratte-
95
Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 201 [trad. it., p. 188. - La tem-
poralit di cui si parla qui la Temporalitat, per definizione riguardante non l'ente
ma l'essere stesso. Cos pure, nella frase seguente si parla di una temporale Ana-
lytik. - Le parentesi quadre nella citazione sono di von Herrmann].
"Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 201 [trad. it., p. 189. - La paren-
tesi quadra di von Herrmann].
97
Cfr. Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 199 [trad. it., p. 187].
64 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
rizzato prima di questa attuazione - nel 3 dell'Introduzione a
Essere e tempo - parlando di ontologie regionali delle regioni
dell'ente. L'ontica metafisica, o metaontologia, significa tema-
tizzare, alla luce. dell'ontologia [dell'ontologia fondamentale],
l'ente nella sua totalit
98

Alla metaontologia dell'ente in totalit, appartiene dunque
anche la metaontologia dell'esserci, o metafisica dell'esistenza.
In questo contesto Heidegger annota che solo qui si pu porre
il problema dell' etica
99
E con ci si fa chiara una cosa: tutto
quello che ogni volta ci si rincresce di non trovare in Essere e
tempo - un'etica o una filosofia del politico e delle forme della
comunit umana e di quant'altro ancora - non trova il suo luo-
go sistematico nell'analitica dell'esserci, la quale fa parte dell'on-
tologia fondamentale, bens nella metaontologia o metafisica del-
1' esistenza. Un completamento dell'ontologia dell'esserci -
quella che attuata nelle prime due sezioni di Essere e tempo, e
che in quella sede si limita al solo intento ontologico-fondamen-
tale - dovrebbe, alla luce di un'ontologia fondamentale gi ela-
horata, indagare l'es_serci nella totalit dei suoi diversi campi
esistenziali.
Non sufficiente, per, leggere I problemi fondamentali della
fenomenologia solo come la continuazione di quella parte delle ri-
cerche di Essere e tempo che era stata pubblicata nel 1927. Al
contrario, per comprendere adeguatamente l'analitica dell'esser-
ci compiuta in senso ontologico-fondamentale, ormai indispen-
sabile ripercorrere le sue analisi, interpretandole in base alla te-
matica di Tempo ed essere esposta nei Problemi fondamentali.
Se ci si impegna in questo compito, bisogner chiedersi quale si-
gnificato abbia ciascuno dei capitoli della prima e della seconda
sezione dell'analitica dell'esserci, in ordine alla tematica che si
98
Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 200 [trad. it., p. 187. - La paren-
tesi quadra di von Herrmann].
99
Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 199 [trad. it., p. 187].
ONTOLOGIA FONDAMENTALE E METAONTOLOGIA
65
deve trattare in Tempo ed essere. Sulla base della conoscenza
di questa tematica, si potr mostrare allora in che modo la que-
stione fondamentale e le quattro questioni di fondo che scaturi-
scono da essa, vengano gi trattate - quanto alla loro imposta-
zione - nell'analitica dell'esserci, in vista di un loro successivo
affronto sistematico sotto il titolo di Tempo ed essere. Solo
questo modo di leggere l'analitica dell'esserci contenuta in Esse-
re e tempo la mantiene libera dalla fatale apparenza che in essa si
tratti di una semplice ontologia, o addirittura di un'antropologia
dell'esserci - che si tratti di una filosofia dell'esistenza. Tutto
ci che si soliti chiamare, a buon diritto, filosofia dell'esisten-
za, e che ha avuto il suo inizio con Karl Jaspers, resta orientato
secondo il filo conduttore tradizionale dell'interrogazione filoso-
fica, vale a dire secondo la determinazione essenziale dell'uomo
come l'essere vivente che contraddistinto mediante la ragione.
E se vero che, per poter comprendere adeguatamente uno
scritto filosofico, necessario leggerlo nella sua interezza, anche
a partire dalla sua fine, in vista della quale esso si svolge, allora
si dovr giungere a interpretare anche L'analisi fondamentale
dell'esserci come analisi preparatoria ed Esserci e temporalit
a partire da Tempo ed essere. Dal momento in cui sono appar-
si i Problemifondamentali, nel tardo autunno del 1975, tutti i let-
- tori di Essere e tempo son stati chiamati a ripensare a fondo, in
modo nuovo e ormai alla luce dell'elaborazione di Tempo ed
essere, l'analitica dell'esserci orientata in senso ontologico-fon-
damentale, l'unica ad essere esposta in Essere e tempo. Solo allora
le analisi dell'analitica dell'esserci vengono riportate alla lue, a
quella illuminante intensit in cui esse furono a suo tempo com-
piute da Heidegger.
66 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
5. I problemi fondamentali della fenomenologia e il
pensiero dell'evento
100
Solo uno studio approfondito, non soltanto dll'analitica on-
tologico-fondamentale dell'esserci, in quanto tale, ma anche dei
tratti essenziali dell'ontologia fondamentale nella sua totalit, ci
metter in condizione di compiere con Heidegger - nel modo in
cui ci richiesto - anche il passaggio dall'impostazione tra-
scendentale-orizzontale della: questione dell'essere e dei proble-
mi filosofici fondamentali che le appartengono, all'impostazione
riguardante la storia dell'essere
101
In questo passaggio non che
vengano abbandonate le questioni e le tematiche dell'ontologia
fondamentale e della metaontologia, per far posto a qualcosa di
diverso e di nuovo. Non ci si congeda n da ci che si visto nel-
l'analitica dell'esserci, n dalle questioni fondamentali che appar-
tengono a Tempo ed essere. Ci che si trasforma non sono
tanto le questioni e le vedute come tali, bens la prospettiva tra-
scendentale-orizzontale assunta finora, quella in cui stata attuata
l'analitica dell'esserci e sono state elaborate le questioni fonda-
mentali.
Il passaggio dalla prospettiva trascendentale-orizzontale nella
prospettiva del pensiero dell'evento, riguardante la storia dell'essere,
dipende da un modo di vedere in cui il riferimento dell'essere al-
l'esserci viene sperimentato e colto in una maniera ancor pi ori-
ginaria, rispetto a come gi avveniva nella prima via di elabora-
zione della questione dell'essere. Questa visione, con la quale
viene suscitato il pensiero dell'evento, uno sguardo che decide
di tutto: lo sguardo nella svolta - che il modo in cui ora il rap-
porto di riferimento di essere ed esserci si mostra al pensiero
102

100
[Il pensiero dell'evento traduce das Ereignis-Denken, locuzione, quest'uhi
ma, in cui si vuole evidenziare che l' evento non un semplice oggetto o tema del
pensiero, ma la sua stessa, originaria essenza.]
101
[Riguardante la storia dell'essere = seinsgeschichtlich.]
102
[Il rapporto di riferimento traduce das Bezugs-Verhiiltnis. Qui il rappor
IL PENSIERO DELL'EVENTO
67
Ci che viene qui ad esperienza fenomenologica - qualora ven-
ga visto - che il progetto gettato dell'essere, come esser-pre-
sente, nella sua apertura temporale [tempora/] il progetto avve-
nuto e appropriato da parte del getto eveniente e appropriante della
verit dell'essere
103
La svolta il controslancio di progetto avvenu-
to-appropriato e di getto eveniente-appropriante
104
Qui l'essere
(esser-presente), che era stato progettato come orizzonte da parte
del progetto gettato trascendente, ripreso nella sua provenienza
dal getto eveniente e appropriante che invia
105
Ma la svolta ap-
partenente all'essenza, vale a dire all'essenziarsi della verit del-
l'essere come evento - il controslancio di getto eveniente-appro-
priante che invia, e di progetto avvenuto-appropriato - non pu
essere scambiata con la svolta come capovolgimento dell'ontolo-
gia fondamentale in metaontologia.
Il pensiero dell'evento il pensiero riguardante la storia del-
l'es.sere, nel senso in cui Heidegger lo coglie per la prima volta
nei Contributi alla filosofia: L'evento di appropriazione la
stessa storia originaria, con la qual cosa si potrebbe intendere
che qui, in generale, l'essenza dell'essere [Seyn] viene concepita
"storicamente"
106
Questo concetto della storicit dell'essere, in-
to (Verhiiltnis) si connota.ipi propriamente come riferimento (Bezug), in quan-
to non lega due enti o due oggetti tra loro, ma indica un'implicazione ontologica di
essere e uomo, e quindi la loro originaria modalit. Pi gi Bezug indicher il rife-
rimento dell'essere all'esserci, e viceversa Verhiiltnis indicher il rapporto dell'es-
serci ali' essere.]
103
[Esser-presente traduce das Anwesen. - Il progetto gettato (der geworfene
Entwurf) si trasforma, con la svolta (Kehre), in un progetto avvenuto e insieme
appropriato: ereigneter Entwurj, secondo i due sensi indistricabili che Heidegger
coglie nei termini di Ereignis e di ereignen: evento e appropriazione (anz.i: evento di
appropriazione: Er-eignis). Questo progetto ora gettato dalla stessa verit dell'es-
sere: essa che getta, e il suo getto - pi propriamente, un getto-a .. ., un getto
che invia: Zuwurj- a sua volta eveniente e appropriante: ereignender Zuwurj.]
104
Cfr. Beitriige zur Philosophie, pp. 239, 251, 261.
10
' Cfr. Sein und Zeit, p. 39, nota a margine b [non riportata nella trad. it.].
10
' Beitriige zur Philosophie, p. 32. [La scrittura arcaica Seyn indica per Heideg-
ger un ripensamento del senso e della stessa verit dell'essere, non pi come es-
68 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
teso in senso ampio, dev'essere distinto per da quel suo uso pi
tardo e pi ristretto, secondo cui la storia dell'essere la storia
della metafisica, come storia del sottrarsi dell'essere e della di-
menticanza dell' essere
101

divenuto abituale caratterizzare il pensiero di Heidegger
dopo Essere e tempo, allorquando esso abbandona la prospettiva
trascendentale-orizzontale, come il pensiero dopo la svolta. Que-
sto modo di esprimersi si presta per a molti fraintendimenti. In
esso infatti vige l'idea che qui abbia svoltato il pensiero, e che
questa svolta proceda dal pensiero. Ma come mostrano, in modo
chiaro e inequivocabile, i Contributi alla filosofia - e cio la pri-
ma, compiuta configurazione, da parte .di Heidegger, del pensie-
ro dell'evento, scandita in sei compagini -, il termine svolta,
che Heidegger usa pubblicamente per la prima volta nella sua
Lettera sull'"umanismo"
108
, nomina uno stato di cose che non ca-
ratterizza primariamente il pensiero, bens caratterizza il riferi-
mento della verit dell'essere all'esserci che comprende l'essere,
e il rapporto dell'esserci alla verit dell'essere. In tal senso, nella
sua lettera del 1962 al p. William J. Richardson, Heidegger scri-
veva: La svolta non , in primo luogo, qualcosa che accada nel
pensiero che domanda; essa appartiene proprio a quello stato. di
cose che viene nominato dai titoli "Essere e tempo", "Tempo
ed essere". [ ... ] La svolta gioca nello stesso stato di cose. Non
l'ho inventata io, n essa riguarda solo il mio pensiero
109
L'es-
sere dell'ente, ma come differente dall'ente; laddove per esso non da intendersi
come il polo opposto rispetto all'ente, ma come la stessa apertura della differenza,
un evento di appropriazione di essere e uomo, pi originario, e insieme pi nasco-
sto, rispetto alla determinazione ente-essere].
101
Cfr., tra gli altri luoghi, Zur Sache des Denkens, p. 44 [trad. it., pp. 144-145].
108
M. HEIDEGGER, Brief iiber den "Humanismus" (1946), ora in Wegmarken,
cit., p. 328 [trad. it. in Segnavia, p. 281].
109
M. HEIDEGGER, Ein Vorwort. Brief an P. William J. Richardson, in "Philo-
sophisches Jahrbuch", 72 (1965), p. 400 [Il Vorwort di cui si parla la Prefazione
scritta da Heidegger allo studio di W.J. RICHARDSON S.J., Heidegger. Through
IL PENSIERO DELL'EVENTO
69
senziarsi storico della verit dell'essere, nella sua coappartenen-
za all'esserci che e-siste - cio sta dentro - la verit dell'essere,
la svolta del getto eveniente-appropriante che invia e del progetto
avvenuto-appropriato. Solo portando lo sguardo nel carattere di
svolta clie appartiene al riferimento di essere ed esserci e al rap-
porto dell'esserci alla verit dell'essere, si pu poi parlare di una
trasformazione immanente al pensiero. Essa consiste nel passag-
gio dalla prospettiva trascendentale-orizzontale nella prospettiva
dell'evento. Nell'evento viene pensata la coappartenenza della
verit dell'essere - nl suo getto eveniente-appropriante che in-
via - e dell'esserci nel suo progetto avvenuto-appropriato.
Dopo aver richiamato, nei 2 e 3 di questo nostro scritto,
l'impianto sistematico della questione ontologico-fondamentale
dell'essere, e cio di una questione impostata sempre in senso
trascendentale-orizzontale; ora, con lo sguardo rivolto a quell'al-
tra via di elaborazione della stessa questione che la storia del-
l'essere - una via che si configura, in tutta la sua portata, per la
prima volta nei Contributi alla filosofia -, possiamo porre una
serie di questioni decisive, anche se non potremo risolverle in
questa sede. Si tratta di questioni che deve porsi e risolvere
chiunque si dedichi al pensiero dell'evento.
Ci chiediamo dunque: come si trasforma la-questione fonda-
mentale sul senso dll'essere in generale, lungo quella via di ela-
borazione che il pensiero dell'evento? Un'indicazione decisiva,
per rispondere a questa domanda, l'abbiamo gi fornita mostran-
do in che modo la via dell'elaborazione trascendentale-orizzonta-
le trapassi nella via del pensiero dell'evento: in che modo, e cio
mediante quale visione sia stata suscitata questa trasformazione
immanente. Tuttavia, da sola quest'indicazione non basta. Ora
dobbiamo chiederci, pi precisamente: in che modo, nel passag-
gio della prospettiva trascendentale-orizzontale nella prospettiva
Phenomenology to Thought, Nijhoff, The Hague 1963, pp. VIII-XXIII, qui p.
XIX].
70 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
del pensiero dell'evento, si trasforma quel fondamentale stato di
cose che, lungo la prima via di elaborazione, era stato mostrato
in senso fenomenologico come l'unit di temporalit [Zeitlich-
keit] estatica e temporalit [Temporalitat] orizzontale? Una ri-
sposta significativa a questa domanda centrale costituita, tra le
altre, dalla conferenza tenuta da Heidegger a Friburgo nel 1962,
su Tempo ed essere1
10
Noi per potremo appropriarci in maniera
adeguata della tematica "Tempo ed essere" - sviluppata in que-
st'ultimo testo nella prospettiva del pensiero dell'evento - solo
allorquando avremo ripensato a fondo anche l'elaborazione tra-
scendentale-orizzontale di questo stesso tema, compiuta nei Pro-
blemi fondamentali della fenomenologia. Bisogna chiedersi poi in
che modo la versione trascendentale-orizzontale della differenza
ontologica si trasformi ora, all'interno del pensiero dell'evento.
Quale forma assumono, nella prospettiva del pensiero dell'even-
to, le altre tre questioni fondamentali, e cio quella riguardante
l'articolazione fondamentale nell'essere stesso, quella sulla mol-
teplicit dei modi di essere nella loro unit, e infine quella che
verte sul carattere di verit dell'essere?
Nessuna di tali questioni fondamentali - poste dapprinci-
pio in senso trascendentale-orizzontale - viene abbandonata nel
pensiero dell'evento. All'interno della prospettiva dell'evento
riemergono tutte di nuovo, e per lo pi in un linguaggio trasfor-
mato, corrispondente al modo trasformato con cui si mostra lo
stato di cose in questione. E poich, assieme alla prospettiva, si
trasforma anche il modo di domandare da parte di queste doman-
de fondamentali, esse portano pure a delle risposte trasformate.
Il pensiero dell'evento, tuttavia, proviene dal pensiero ontologi-
co-fondamentale, il quale, considerato retrospettivamente, non
risulta affatto un pensiero errato. La provenienza del pensiero
dell'evento prefigura ampiamente il modo in cui questo pensiero
110
Zeit und Sein, in Zur Sache des Denkens, pp. 1-25 [trad. it., pp. 97-126].
IL PENSIERO DELL'EVENTO 71
si conforma in se stesso. Perci anche il pensiero dell'evento pu
essere seguito e accompagnato, in maniera adeguata, solo se vie-
ne colto a partire dalla sua peculiare provenienza. Per dirla in
una parola: i Contributi alla filosofia, nella forma in cui Heideg-
ger li ha scritti e in cui noi ora li abbiamo, non sono comprensi-
bili senza una conoscenza di Essere e tempo e della prima via di
elaborazione della questione dell'essere. Proprio in questo sen-
so, nel 1953 Heidegger scriveva, nella Nota preliminare alla
settima edizione invariata di Essere e tempo: la via della prima
met di Essere e tempo res<ta per una via necessaria ancor oggi,
se la questione dell'essere deve muovere il nostro esserci.
Nell'analitica dell'esserci di Essere e tempo stato mostrato,
mediante delJe analisi rigorosamente fenomenologiche, solo que-
sto: che cosa significhi cogliere l'essenza dell'uomo, non pi co-
me un essere sensibile dotato di linguaggio e di ragione, bens
come esserci, e cosa voglia dire che con ci si guadagna un filo
conduttore pi originario per l'elaborazione della questione del-
l'essere e per l'elaborazione delle questioni filosofiche fonda-
mentali che le appartengono. E se nei Contributi alla filosofia, e
in tutti gli scritti successivi di Heidegger, si continua a parlare
dell'esserci, non sar dunque sufficiente avere davanti agli occhi
solo ci che Heidegger, di volta in volta, dice in quegli scritti.
Ci che questi ultimi! dicono dell'esserci, in un linguaggio tra-
sformato, si alimenta di ci che a suo tempo stato mostrato dal-
l'analitica dell'esserci. Per questo motivo l'interprete si vede in-
dotto, per esempio di fronte a ci che Heidegger afferma - negli
scritti succesivi a Essere e tempo - sull'insistenza
111
, a una chiari-
ficazione che mostri le strutture esistenziali dell'analitica dell'es-
serci, che nell' insistenza sono nascostamente racchiuse. lo
stesso Heidegger che fornisce una guida per tale procedimento
interpretativo, da un lato nella sua Lettera sull'"umanismo",
111
[Insistenza = Instiindigkeit.]
72 HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI DELLA FENOMENOLOGIA
pubblicata nel 1947, e dall'altro nell'Introduzione, scritta nel
1949, alla Prolusione tenuta a Friburgo sul tema Che cos' meta-
fisica?112. In entrambi questi scritti egli mostra in che modo le
strutture esistenziali dell'essere, attinte dall'analitica dell'esser-
ci, costituiscano l'esserci che appartiene all'evento.
Tuttavia, cogliere la provenienza della seconda via dalla pri-
ma via di elaborazione della questione dell'essere, non vuol dir
solo aver presente l'analitica dell'esserci delle prime due sezioni
di Essere e tempo, ma richiede anche, contemporaneamente, di
dominare la tematica centrale dell'ontologia fondamentale -
quella che cade sotto il titolo di Tempo ed essere - cos come
essa esposta, almeno nella sua impostazione, nei Problemi fon-
damentali della fenomenologia. Senza uno studio approfondito
dei Problemi fondamentali, infatti, non solo l'appropriazione del-
l'analitica dell'esserci in Essere e tempo, ma anche quella del pen-
siero dell'evento resterebbero insufficienti per il pensiero filoso-
fico113.
112
M. HEIDEGGER, Einleitung zu Was ist Metaphysik?, ora in Wegmarken,
cit., pp. 365-383 [dove si trova anche il testo della Prolusione del 1929 e quello del
Poscritto redatto nel 1943. -Trad. it. in Segnavia, pp. 317-334. - proprio in
questa Introduzione che ritroviamo il nesso tra esistenza e insistenza (p. 374,
trad. it., p. 326), appena richiamato come esempio da von Herrmann].
113
Su questo cfr.: F.-W. VON HERRMANN, Die Frage nach dem Sein als herme-
neutische Phanomenologie, in E. SPAUDE (Hg.), Grofie Themen. Martin Heideggers.
Bine Einfiihrung in sein Denken, Rombach, Freiburg i. Br. 1990, e inoltre Weg und
Methode. Zur hermeneutischen Phanomenologie des seinsgeschichtlichen Denkens, Klo-
stermann, Frankfurt a.M. 1990.
POSCRITTO ALL'EDIZIONE ITALIANA
EFFETTI E ASPETTATIVE.
UNO SGUARDO RETROSPETTIVO
E UNO SGUARDO PROSPETTICO
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE
DI MARTIN HEIDEGGER
A partire dall'autunno del 1975
1
, sono apparsi quaranta dei
cento volumi previsti per la Martin-Heidegger-Gesamtausgabe,
l'Edizione completa delle opere heideggeriane. Su questa base
potremo dividere il nostro discorso in due parti, e parlare dap-
prima degli effetti riconoscibili di ci che apparso finora, e poi
di quello che ci si pu aspettare dalle parti che devono essere anco-
ra pubblicate nell'Edizione completa
2

1. Effetti riconoscibili dei quaranta volumi apparsi fi-
nora
Dei quaranta volumi apparsi finora, nove fan parte della I
sezione, quella in cui sono raccolti gli Scritti pubblicati dallo stes-
so Heidegger fino a quando iniziata l'Edizione completa. Dei
restanti trentuno volumi, trenta sono volumi di Lezioni, e appar-
tengono alla II sezione, e uno fa parte della III Sezione, quella che
comprende i Trattatitinediti. La maggior parte dell'attivit edi-
toriale di questi sedici anni si dunque concentrata in particola-
re sull'edizione delle Lezioni, adempiendo in ci a una disposi-
' Conferenza tenuta nell'ambito di un Convegno sul tema Le edizioni filoso-
fiche: aspettative ed effetti, Berlino 11-13 giugno 1992.
2
[Il piano della Gesamtausgabe suddiviso in quattro sezioni:
I. Abteilung: Veroffentlichte Schriften (Scritti pubblicati) 1910-1976.
II. Abteilung: Vorlesungen (Lezioni) 1919-1944, a sua volta tripartita in Marbur-
ger Vorlesungen 9 2 3 ~ 9 2 8 ; Freiburger Vorlesungen 1928-1944 e Fruhe Freiburger
Vorlesungen 1919-1923.
III. Abteilung: Unveroffentlichte Abhandlungen (Trattati inediti), comprenden-
te anche Vortriige - Gedachtes (discorsi e pensieri poetici).
IV. Abteilung: Aujzeichnungen und Hinweise (Appunti e rimandi).]
76
POSCRITTO
zione espressa chiaramente dall'autore. Quando, nel 1973, Hei-
degger si decise a un'Edizione COII?-pleta delle sue opere, pensava
soprattuto a una pubblicazione di opere inedite. E infatti, i cinque
sesti dei manoscritti previsti per l'Edizione completa si rendono
accessibili per la prima volta proprio mediante quest'Edizione.
Le aspettative che si sono indirizzate, e che ancora continuano a
indirizzarsi verso di essa, riguardano perci soprattutto i testi
pubblicati per la prima volta, tanto pi che anche nella I sezione
non abbiamo edizioni storico-critiche, bens delle semplici riedi-
zioni.
E tuttavia nei volumi di questa I sezione, oltre alla ristampa
dei testi, a pi di pagina sono pubblicate anche le note a margine
che Heidegger segnava sulle sue copie di lavoro. Queste annota-
zioni marginali possono essere suddivise in tre tipi:
1. spiegazioni di un passo del testo, nel suo stesso c;ontesto
significativo;
2. osservazioni a partire da un mutato conte-
sto significativo;
3. parole fondamentali del pensiero dell'evento, taciute nel
testo pubblicato.
La decisione di far cominciare la pubblicazione degli inediti
con le lezioni, fu accompagnata da un'altra decisione, e cio di
far iniziare la sezione relativa con la pubblicazione delle Lezioni
marburghesi. Per questo tratteremo in primo luogo dell'effetto di
queste ultime lezioni - limitatamente a quelle apparse finora.
a) Le lezioni marburghesi (1923-1928)
I cinque volumi, dei dieci .complessivi delle lezioni marbur-
ghesi, apparsi tra il 1975 e il 1979, non potevano restare senza
effetto, trattandosi delle lezioni che accompagnano l'elaborazio-
ne di Essere e tempo, iniziata nel 1922, e cadendo altres nel pe-
riodo in cui Heidegger cercava di venire a capo di una seconda
elaborazione della terza sezione su Tempo ed essere. Quello
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER
77
che nelle analisi di Essere e tempo si trova estremamente concen-
trato, nella forma di un trattato; nelle lezioni lo ritroviamo svol-
to con un'ampiezza fenomenologica rispondente all'intento di-
dattico. Le lezioni; inoltre, fanno vedere in che modo tutte le
analisi cosali contenute in Essere e tempo vengano guadagnate
nell'incontro e nel confronto con la tradizione. Solo grazie a que-
ste cinque lezioni marburghesi si giunti a una nuova appropria-
zione del pensiero di Essere e tempo. Di converso, un confronto tra
Essere e tempo e queste lezioni mostra che la priorit e l'efficacia
proprie dell'opera risiedono nella sua impostazione sistematica e
nella sua architettonica, in base alle quali si deve tornare a rileg-
gere le lezioni, che sono invece elaborate con un intento piutto-
sto didattico.
Tra le sei lezioni marburghesi finora pubblicate, due si con-
traddistinguono per il fatto che ci forniscono delle informazioni
riguardo alla continuazione dell'opera che nel 1927 fu pubblica-
ta solo come prima met. Il manoscritto del corso su I problemi
fondamentali della fenomenologia, iniziato ai primi di maggio, po-
chi giorni dopo l'uscita di Essere e tempo (fine aprile), contras-
segnato da Heidegger come Nuova elaborazione della 3a sezio-
ne della I parte di Essere e tempo
3
Con questo corso, apparso
come volume 24 nel novembre del 1975, ha avuto inizio la pub-
blicazione dell'Ediziohe completa. Come ora si pu verificare
nel volume 49, nei primi giorni del gennaio 1927 Heidegger si
era deciso a troncare l'elaborazione fin l compiuta di Essere e
tempo, poich gli sembrava incomprensibile per il lettore
4
Se-
condo un'annotazione contenuta nel suo lascito, Heidegger
avrebbe distrutto questa prima elaborazione, per compiere su-
bito, gi durante il corso del semestre estivo 1927, un nuovo
tentativo che prendesse delle vie pi storiche. L'impianto si-
3
Die Grundprobleme der Phanomenologie, p. 1 [trad. it., p. 23. - Vedi supra,
p. 17, nota l].
4
Die Metaphysik des deutschen Idealisms, p. 40 [vedi supra, p. 22, nota 12].
78
POSCRITTO
stematico di questo corso, e con esso la seconda elaborazione del-
la tematica di Tempo ed essere, non stato poi compiuto nella
sua interezza; e tuttavia questo testo - segnatamente il 1 capi-
tolo della II parte - da un lato mostra il tempo orizzontale, e
cio il tempo che si temporalizza nella temporalit estatica del
l'esserci, come il senso dell'essere in generale, quel senso che
ricercato nella questione dell'essere; dall'altro lato esso offre uno
sguardo sistematico d'insieme sulle strutture fondamentali e
[sui] modi fondamentali dell'essere, i quali si articolano nei
quattro problemi fondamentali scaturenti dalla questione fonda-
mentale, vale a dire la differenza ontologica, l'articolazione fon-
damentale dell'essere, le modificazioni dell'essere e il carattere
di verit dell'essere. Solo con la pubblicazione del testo di que-
sto corso, la domanda posta in Essere e tempo riguardo al senso
dell'essere in generale, trova la sua risposta sistematica decisiva.
Tutti coloro che nutrono un interesse filosofico per Essere e tem-
po avrebbero desiderato la pubblicazione di questo corso gi da
alcuni decenni.
L'ultimo corso marburghese del semestre estivo 1928, Prin-
cipi metafisici della logica a partire da Leibniz, apparso come vo-
lume 26, riprende di nuovo il nesso tra la questione fondamenta-
le e i quattro problemi fondamentali5, e insieme caratterizza l'a-
nalitica temporale [tempora!] di Tempo ed essere come la
svolta in cui la stessa ontologia [l'ontologia fondamentale] ritor-
na esplicitamente [ ... ] nell'antica metafisica
6
L'antica metafi-
sica, definita adesso come metaontologia, l'ontologia regionale
dei differenti ambiti d'essere dell'ente in totalit, ontologia che
va compiuta nell'orizzonte della gi elaborata ontologia fonda-
mentale. Solo con la conoscenza di questo corso si chiarisce quel
5
Cfr. Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, pp. 171 ss. [trad. it., pp. 162 ss.
- Vedi supra, p. 60, nota 93].
Metaphysische Anfangsgriinde der Logik, p. 201 [trad. it., p. 189. La parentesi
quadra di von Herrmann].
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER
79
celebre passo della Lettera sull"'umanismo" (1946), nel quale
Heidegger dice che la sezione su Tempo ed essere era rimasta
in sospeso perch il pensiero non riusciva a dire in maniera ade-
guata questa svolta
1
Noi possiamo chiamare questa svolta la
svolta ontologico-fondamentale, per distinguerla dalla svolta
propria del pensiero dell'evento.
b) Le prime lezioni friburghesi
La decisione di far cominiciare la sezione delle Lezioni con
le lezioni marburghesi, comportava al tempo stesso la decisione
di non pubblicare, per il momento, le prime lezioni friburghesi
( 1919-1923), senza escludere necessariamente un loro futuro in-
serimento nell'Edizione completa. Nel frattempo, degli otto ma-
noscritti conservati di questi corsi, ne sono apparsi quattro in tre
volumi, tra cui il primo del semestre di guerra (dal gennaio all'a-
prile 1919), e l'ultimo del semestre estivo 1923. Se le lezioni
marburghesi cominciano quasi nello stesso momento in cui vie-
ne avviata l'elaborazione dell'ontologia dell'esserci, e contribui-
scono in maniera assolutamente decisiva alla comprensione della
genesi e dello sviluppo di Essere e tempo ; da parte loro, le prime
lezioni friburghesi mostrano invece la via lungo la quale stata
raggiunta la posiziont di partenza per Essere e tempo. A tal ri-
guardo soprattutto il primo corso del semestre di guerra che
chiarifica il punto d'attacco del domandare originale di Heideg-
ger. Gi il suo titolo, L'idea difilosofia, indica che in esso si de-
vono cogliere e determinare nuovamente, in via di principio,
l'essenza e le domande della filosofia. Mediante una radicalizza-
zione del principio fenomenologico fondamentale di Husserl, se-
condo cui tutto ci che si offre originariamente nell'intuizione
1
Brief iiber den "Humanismus", in Wegmarken, p. 328 [trad. it., p. 281. -
Vedi supra, p. 24, nota 16].
80
POSCRITTO
[ ... ] va assunto semplicemente come esso si d
8
, Heidegger
giunge a vedere che gi nel modo con cui Husserl accostava la
sfera dei vissuti, per interrogarla fenomenologicarnente, si era
introdotto quel primato del teoretico che domina sin dagli ini-
zi greci
9
Ma con questo primato, il vissuto viene coperto nel
suo peculiare carattere pre-teoretico. Per questo motivo c' biso-
gno della filosofia, quale scienza ermeneutico-fenomenologica
originaria, la quale dischiuda la vita pre-teoretica e i suoi vissuti
nella loro essenza propria. Quest'essenza propria, Heidegger la
definisce evento, in quanto che io stesso mi ap-proprio la mia
esperienza vissuta: Le esperienze vissute sono eventi d'appro-
priazione, in quanto vivono di ci che proprio, e la vita vive so-
lo cos
10
Ci che qui viene colto come carattere d'evento dei
vissuti, un'anticipazione di ci che alla fine, in Essere e tempo,
sar chiamato il carattere d'esistenza, ossia il carattere esistenzia-
le del prendersi cura e dell'aver cura
11
. All'inizio della via fatta
propria da Heidegger sta la scienza originaria dei vissuti del
mondo-ambiente, che egli ha sviluppato - nell'ultima delle sue
prime lezioni friburghesi - come un' ermeneutica della fattici-
t12. Ma quest'ultima altro non che l'analitica ontologico-esi-
stenziale dell'esserci, che a partire da questo momento egli svi-
8
M. HEIDEGGER, Die Idee der Philosophie und das Welt.anschauungsprblem, in
Zur Bestimmung der Philosophie, Gesamtausgabe Bd. 56/57, Hg. B. Heimbilchel,
Frankfurt a.M. 1987, p. 109 [cfr. E. HUSSERL, Ideen I, 24].
' Die Idee der Philosophie und das Weltanschauungsproblem, p. 87.
10
Die Idee der Philosophie und das Weltanschauungsproblem, p. 75 [evento,
Ereignis, dice insieme appropriazione, nel senso che io mi ap-proprio della mia
esperienza vissuta: ich er-eigne mir das Erleben. Per questo, le esperienze vissute
sono eventi d'appropriazione: Erlebnisse sind Er-eignisse].
11
[Prendersi cura: Besorgen; aver cura: Fursorgen.]
12
M. HEIDEGGER, Ontologie (Hermeneutik der Faktizitat) (Sommersemester
1923), Gesamtausgabe Bd. 63, Hg. K. Brocker-Oltmanns, Frankfurt a.M. 1988
[trad. it. di G. Auletta: Ontologia. Ermeneutica della effettivit, Guida, Napoli
1992].
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER 81
lupper come la via per elaborare la questione fondamentale del-
la filosofia, quella sul senso dell'essere in generale.
La pubblicazione delle prime lezioni friburghesi mostra la
via fenomenologica propria di Heidegger nel suo status nascendi.
Essa comincia con la domanda ermeneutico-fenomenologica ri-
guardo al carattere pi proprio del viver l vita
13
, ed solo gra-
zie a questo inizio che si trovato il nuovo filo conduttore per la
filosofia e per le sue questioni, e si potuto porre l'antica do-
manda sull'essenza dell'essere in una maniera pi originaria: co-
me domanda sull'essere stesso e sulla sua verit. L'aver visto il
carattere d'evento dei vissuti ha portato a vedere una pi origi-
naria essenza dell'uomo - pi originaria dello Zoon logon echon
e dell'anima! rationale, i quali costituiscono il filo conduttore an-
che per la fenomenologia husserliana della coscienza. Solo un'es-
senza dell'uomo che fosse pi originaria dell'essere vivente dota-
to di ragione, solo l'esserci, nella sua esistenza che comprende
l'essere, poteva permettere un domandare pi originario rispetto
a tutte le questioni fondamentali della tradizione filosofica.
c) I Contributi allafilosofia, le lezioni storiche e le lezio-
ni su Holderlin
Allorch Heidegger decise di far cominciare la pubblicazio-
ne dell'opera inedita con le lezioni, egli dispose al tempo stesso
di inziare le pubblicazioni della III e della IV sezione solo dopo
che fosse conclusa la sezione contenente le lezioni. Per la /// se-
zione sono previsti soprattutto dei trattati inediti - quattordici
di numero, di cui tre redatti in forma di dialogo -, poi un volu-
me di discorsi inediti, che conterr anche una serie di redazioni
non pubblicate di discorsi gi pubblicti, e due serie di discorsi.
Ad esclusione di uno, tutti e quattordici i trattati fanno parte
13
[Vivere la vita: Er-leben.]
82
POSCRITTO
della seconda via di elaborazione della questione dell'essere,
quella via della storia dell'essere, o via dell'evento, che inizia
con gli anni 1931/32. Heidegger basava questa sua disposizione
a che si cominciassero a editare i trattati della III sezione solo do-
po la pubblicazione di tutti corsi, sul fatto che l'appropriazione
delle lezioni costituisce un presupposto determinante per un'a-
deguata comprensione dei trattati. Ora, giacch alla ricorrenza
del 100 anniversario della nascita di Heidegger tutte le lezioni
di cui si conserva il manoscritto o erano gi state pubblicate o al-
meno erano state assegnate, per la redazione, ai rispettivi curato-
ri, nella primavera del 1989 potuto apparire il pi significativo
di tutti e quattordici i trattati della III sezione. Si tratta dei Con-
tributi allafilosofia - Beitriige zur Philosophie - il cui piano era
gi stabilito .nei suoi tratti fondamentali sin dalla primavera del
1932 e il cui manoscritto venne elaborato tra il 1936 e il 1938.
Da quando disponiamo di questo testo, come volume 65, si fat-
to chiaro altres che la conoscenza e l'appropriazione speculativa
di esso costituisce anche un presupposto per un'adeguata appro-
priazione delle lezioni degli anni Trenta e Quaranta.
I Contributi alla filosofia, infatti, occupano un posto rilevan-
te fra i trattati inediti proprio perch sono la prima completa
configurazione della compagine, cio della compaginazione del
pensiero della storia dell'essere
14
Come Essere e tempo traccia
l'impianto sistematico della questione dell'essere impostata in
senso ontologico-fondamentale, cos i Contributi fanno vedere
l'impianto compaginativo del pensiero dell'evento. solo per
questo motivo che essi costituiscono la seconda opera principale
di Heidegger, quella che elabora, in maniera determinante per
tutti i trattati successivi, la prospettiva della storia dell'essere,
guadagnata da una trasformazione immanente della prospettiva
ontologico-fonda1J1entale.
14
(Compagine = Fuge; Compaginazione = Gefiige.]
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER
83
Rispetto alla prima completa configurazione della compa-
gine, Heidegger distingue - come veniamo a sapere per la pri-
ma volta dai Contributi - l' enucleazione di singole questioni,
come per esempio l'elaborazione della questione sull'origine del-
l'opera d'arte, la quale deve rinunciare all'apertura e alla confi-
gurazione corrispondenti all'intero campo della compagine
15

Gi solo questa breve avvertenza possiede una preziosa capacit
chiarificatrice. In un sol colpo si chiarisce la situazione di tutti i
manoscritti riguardanti corsi, discorsi e saggi redatti dopo il
1930. Tutti manoscritti si indirizzano a delle singole que-
stioni emergenti dal campo via via percorso dal pensiero dell!e-
vento, senza per rendere visibile e senza configurare completa-
mente questo campo nella sua propria compaginazione: compi-
to, quest'ultimo, che spetta per la prima volta ai Contributi. La
pubblicazione dei Contributi rappresenta una rivoluzione nella
storia della recezione e degli ef /etti di H eidegger; e ancor di pi essa
ha fatto comprendere che, sulla base dei Contributi, si devono ri-
pensare a fondo tutti gli scritti heideggeriani a partire dai primi
anni Trenta - quelli pubblicati dallo stesso Heidegger e quelli
apparsi per la prima volta nell'Edizione completa -, appunto
perch i Contributi tracciano la prospettiva ultima nella quale
quei testi sono stati scritti.
L'impianto dei'Contributi costituito dalla compagine
l'essenziarsi storico della verit dell'essere [Seyn] come evento;
una compagine che si dispone in sei compagii:iazioni1
6
: la riso-
nanza, il gioco di passaggio, il salto, la fondazione, i futuri, l'ul-
timo Dio. All'inizio della seconda compaginazione ci vien detto
che tutte le lezioni storiche trovano il loro luogo compaginati-
vo nel gioco di passaggio
17
Quest'ultimo, infatti, .costituito
15
Beitriige zur Philosophie, pp. 59-60 [vedi supra, p. 25, nota 18].
16
[La compagine che si dispone in sei compaginazioni = die in sechs Fiigun-
gen gefiigte Fuge.]
11
Beitriige zur Philosophie, pp. 167 e 169 [il gioco di passaggio = das Zu-
spielj.
84
POSCRITTO
da quella meditazione storica in cui avviene il passaggio vicende-
vole tra la storia del pensiero tramandato - quale primo inizio
- e la possibilit dell'altro inizio. Il che non esclude che le lezio-
ni contengano elementi propri del pensiero delle altri compagi-
ni.
Per quanto riguarda le lezioni storiche, si tratta delle le-
zioni friburghes1 degli anni Trenta e Quaranta che trattano di
Anassimandro, Eraclito e Parmenide, di Platone e Aristotele, di
Descartes e Leibniz, di Kant, Hegel e Schelling e di Nietzsche,
finora comprese complessivamente in sedici volumi. solo a
partire dai Contributi alla filosofia che diviene visibile il nascosto
intento di queste lezioni.
Le tre lezioni su Holderlin (dei semestri invernalil 934/35 e
1941/42 e del semestre estivo 1942), apparsi come volumi 39, 52
e 53, occupano un posto particolare nella serie dei corsi. Mentre
i pensatori cui sono dedicate le lezioni storiche, da Anassiman-
dro a Nietzsche, sono pensatori del primo inizio e della sua sto-
ria, le lezioni su Holderlin riguardano, appunto, il poeta dell'al-
tro inizio. Anche in questo caso, sono i Contributi alla filosofia a
dare per la prima volta una spiegazione sicura circa la posizione
che la poesia di Holderlin assume all'interno della compagina-
zione del pensiero dell'evento.
La decisiva esperienza del pensiero, che porta al passaggio
dalla via trascendentale-orizzontale nella via della storia dell'es-
sere, proviene dall'esser-gettato del progetto gettato dell'essere:
l'esser-gettato viene sperimentato, in senso ermeneutico-fenome-
nologico, come l'esser-avvenuto e appropriato da parte di un getto
e di un appello eveniente e appropriante1
8
Tramite ci, l'orizzonte
d'essere del progetto trascendente dell'essere viene ripreso nel
18
[Per i termini Ereignetsein (esser-avvenuto e appropriato) ed ereignender
Zuwurf und Zuruf (getto e appello eveniente e appropriante) si veda supra, p. 67,
nota 103.]
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER
85
getto storicamente eveniente e appropriante. Il rapporto di rife-
rimento19 fra trascendenza e orizzonte - proprio della via onto-
logico-fondamentale - si trasforma, in senso immanente, nel ri-
ferimento del getto eveniente e appropriante al progetto avvenu-
to e appropriato, e nel rapporto del progetto avvenuto e appro-
priato al getto eveniente e appropriante. L'insieme di quest'ulti-
mo rapporto e di quel riferimento, Heidegger lo chiama l'even-
to-appropriazione, das Ereignis. Esso proprio il contro-slancio
di progetto avvenuto e appropriato dell'essere e getto eveniente
e appropriante, e tale contro-slancio la svolta nell'evento.
A partire da questi riferimenti e da queste connessioni; che
formano la struttura essenziale dell'evento, si chiarifica cosa .
pensi il tardo Heidegger con espressioni correlative quali il re-
clamo e il corrispondere o la contrata e l'abbandonq, e cos
via: nient'altro che l'evento d'appropriazione, che non per u
pensiero mistico o proveniente dall'estremo oriente, bens una
compaginazione strutturale, sperimentata e pensata in senso er-
meneutico-fenomenologico. Lo sguardo portato nella coapparte-
nenza di verit dell'essere [Seyn] ed esserci stato possibile in
quanto proveniva dalla prospettiva trascendentale-orizzontale
dell'ontologia fondamentale. Ma il pensiero poteva ritornare in
questa prospettiva solo perch aveva preso avvio con la questio-
ne ermeneutico-fencmenologica sul peculiare carattere pre-teo-
retico dei vissuti. Con questo si delinea - nonostante le trasfor-
mazioni immanenti o i rovesciamenti, come li ha chiamati
Heidegger - un tratto unitario fondamentale nel suo cammino
di pensiero, dal 1919 fino al 197 6. -
"[Sul rapporto di riferimento, Bezugs-Verhiiltnis, si veda supra, pp. 66-67,
nota 102.]
86
POSCRITTO
2. Cosa ci si pu aspettare dalle parti che devono esse-
re ancora pubblicate nell'Edizione completa
Le aspettative di cui parleremo qui, si estendono alle future
pubblicazioni all'interno della III e' della IV sezione. Anche in
questo caso divideremo il nostro discorso in tre parti.
a) .J trattati ancora mancanti della III sezione
I Contributi alla filosofia hanno una vicinanza particolare a
quattro altri trattati. I titoli di questi trattati sono: Meditazione
(1938/39), Sull'inizio (1941), L'evento (1941/42) e I sentieri dell'i-
nizio (1944}2. In ciascuno di questi quattro trattati cronologica-
mente successivi, si intraprende un nuovo tentativo - al di l
delle precedenti configurazioni complessive - di presentare la
compaginazione ddl .pensiero dell'evento, quel pensiero che vie-
ne configurato per la prima volta nella sua globalit proprio nei
Contributi. E tuttavia, quest'ultima prospettiva dei Contributi
viene fondamentalmente mantenuta in ciascuno di questi nuovi
tentativi. Perci nel 1962, in uno sguardo retrospettivo, Heidg-
ger pu affermare: I riferimenti e le connessioni che costitui-
scono la struttura essenziale dell'evento sono stati elaborati tra il
1936 e il 1938
21
Solo che nessuno dei quattro suddetti trattati
si concepisce come una conclusione, poich il pensiero della sto-
ria dell'essere, in base alla sua stessa cosa, sfugge essenzialmente
a ogni conclusione.
Questi cinque trattati, che a motivo della loro particol_are
coappartenenza possiamo definire come una Pentalogia, forma-
no senza dubbio la parte centrale dei trattati e degli scritti che
verranno pubblicati nella III sezione.
20
[In originale, rispettivamente: Besinnung, Uber den Anfang, Das Ereignis e
Die Stege des Anfangs.]
21
ZurSachedes Denkens, p. 46 [trad. it., p. 147. - Vedi supra, p. 18, nota 4].
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER 87
b) Gli appunti per i seminari
Nel titolo scelto da Heidegger per la IV sezione -Appunti e
rimandi - gli appunti sono soprattutto quelli riguardanti i se-
minari o le esercitazioni. Di questi appunti, a volte oltremodo
estesi, lo stesso Heidegger dice che contengono in maniera pi
o meno dettagliata, a seconda dei casi, le pi importanti integra-
zioni sia alle lezioni sia alle opere vere e proprie. Per dare un'i-
dea della molteplicit e dell'ampiezza di quello che ci si pu
aspettare dai volumi della IV sezione comprendenti i Seminari,
ne citiamo i pi importanti ambiti tematici: il Fedro di Platone
(semestre estivo 1932), il principio di in Aristote-
le (semestre estivo 1933), l'indagine temporale di Agostino '(se-
mestre invernale 1930/31), la Monadologia di Leibniz (semestre
invernale 1935/36), la Dialettica trascendentale e la ragion prati-
ca di Kant (semestre invernale 1931/32), -1a Critica del giudizio
estetico di Kant (semestre estivo 1936), gli scritti filosofici sul-
l'arte di Schiller (semestre invernale 1936/37), Schelling e l'I-
dealismo tedesco (tra il 1941 e il 1943), la Fenomenologia dello
spirito di Hegel, la filosofia del diritto di Hegel (semestre inver-
nale! 934/35), la filosofia del linguaggio di Herder (semestre esti-
vo 1939), la posizione metafisica fondamentale di Nietzsche (se-
mestre estivo 19 3 7), le posizioni metafisiche fondamentali del
pensiero occidentale (semestre invernale 1937/38).
Il fatto che questi manoscritti, nati in collegamento con la
preparazione dei seminari, abbiano il carattere di appunti, com-
porta delle esigenze ancor pi particolari per quanto riguarda la
loro edizione.
c) I rimandi agli scritti gi pubblicati
Quelli che, nel titolo della IV sezione, sono indicati c:ome
rimandi, si riferiscono a un gruppo di manoscritti nei quali
Heidegger - durante il passaggio dalla prospettiva ontologico-
88
POSCRITTO
fondamentale in quella della storia dell'essere, come pure nello
sguardo retrospettivo che ne seguito - si confronta a livello
immanente soprattuto con Essere e tempo e con Dell'essenza del
fondamento, vale a dire con gli scritti principali della via ontolo-
gico-fondamentale. Nella maggior parte dei casi questi mano-
scritti sono.menzionati nei Contributi alla filosofia: si tratta es-
. . .
senzialmente delle Annotazioni correnti a Essere e tempo
(1936)
22
, delle Annotazioni a Dell'essenza del fondamento
(1936)
23
, inoltre del manoscritto Un confronto con Essere e tempo
(1936)
24
- che Heidegger ha designato anche come la sua auto-
critica - e de La via. Il cammino attraverso Essere e tempo (ini-
zio anni Quaranta)
25
Tutti questi rimandi a Essere e tempo e a
Dell'essenza del fondamento, nei quali Heidegger mette in rap-
porto la prospettiva trascendentale-orizzontale della questione
dell'essere con la prospettiva della storia dell'essere, mediante
un confronto immanente tra le due, .sono raccolti in un volume
con cui sar aperta la IV sezione.
***
Con l'inizio dell'Edizione completa delle opere di Heideg-
ger si cominciato a dedicare una nuova attenzione al pensiero
heideggeriano, un'attenzione che continua fino ad oggi. Un se-
gno visibile dell'effetto mondiale seguito a questa Edizione - la
quale si accresce ogni anni di due volumi - sono stati i ben oltre
cento simposi internazionali organizzati in occasione del cente-
nario della nascita di Heidegger
26

22
[Laufende Anmerkungen zu "Sein und Zeit".]
23
[Anmerkungenzu "Vom Wesen des Grundes".]
2
[Bine Auseinandersetzung mit "Sein und Zeit".]
25
[Der Weg. Der Gang durch "Sein und Zeit".]
2
' Da questa serie difficilmente clilcolabile si distingue, ancora una volta, il
simposio di una settimana realizzato dalla Alexander-von-Humboldt-Stiftung, a cui
hanno partecipato 120 borsisti provenienti da 33 paesi, per impegnarsi in un dia-
logo "Sull'attualit filosofica di Martin Heidegger". L'effetto mondiale, della pub-
SULL'EDIZIONE COMPLETA DELLE OPERE DI HEIDEGGER 89
Solo mediante la pubblicazione dell'Edizione completa si fa vi-
sibile la compaginazione dei riferimenti e delle connessioni che
attraversano intrinsecamente tutti gli scritti di Heidegger, com-
presi quelli che lui stesso ha pubblicato.
blicazione dell'opera inedita si rispecchia con grande chiarezza nei contributi - rac-
colti e curati in tre volumi da Otto Poggeler - di quello che stato il pi grande
simposio finora organizzato sul pensiero di Heidegger: cfr. D. PAPENFUB u. O.
POGGELER (Hrsg.), Zur Philosophischen Aktualitat Heideggers. Symposium der
Alexander-von-Humboldt-Stiftung (Bad-Godesberg, 24-28 aprile 1989), 3 Bde.,
Frankfurt a.M. 1990 ss.: 1. Philosophie und Politik (1991); 2. Im Gesprach der Zeit
(1990); 3. Im Spiegel der Welt: Sprache, Ubersetzung, Auseinandersetzung (1992).
INDICE DEI NOMI
Agostino d'Ippona, 13, 87.
Anassimandro, 84.
Aristotele, 13, 26, 46, 52, 59, 84, 87.
Auletta G., 80.
Biemel W., 18.
Blochmann E., 21.
Brocker-Oltmanns K., 80.
Brusotti R., 21.
Chiodi P., 17, 36.
Descartes R., 57, 84.
Eraclito, 84.
Fabris A., 17, 37.
J#
Hartmann N., 18.
Hegel G.W.F., 13, 84, 87.
Heimbuchel B., 80.
Held K., 61.
Herder J.G., 87.
Herrmann F.-W. von, 5-10, 17, 24,
25, 63, 64, 72, 78.
Holderlin F., 81, 84.
Husserl E., 13, 20, 21, 79, 80.
Jaspers K., 18-22, 65.
Kant I., 13, 52, 57, 84, 87.
Leibniz G.W., 60, 61, 78, 84, 87.
Mazzarella E., 18.
Moretto G., 61.
Motroschilowa N.V., 13.
Miiller M., 13, 15.
Nietzsche F., 84, 87.
Papenfuf& D., 89.
Parmenide, 26, 84.
Platone, 13, 26, 84, 87.
Poggeler O., 89.
Richardson W.J., 68.
Rilke R.M., 22 ..
Sallis J., 13.
Saner H., 18.
Schelling F.W.J., 22, 84, 87.
Schiller F., 87.
Seubold G., 22.
Spaude E., 72.
Storck J.W., 21.
Tommaso d'Aquino, 13.
Volpi F., 24, 37.
SULL'AUTORE
Friedrich-Wilhelm von Herrmann Professore di Filosofia presso
l'Albert-Ludwigs-Universitat di Friburgo in Brisgovia. Formatosi nel-
l'ambito della filosofia fenomenologica friburghese, stato stretto collabo-
ratore di Heidegger nei suoi ultimi anni di vita, gli anni in cui il filosofo
preparava l'Edizione completa delle sue opere. All'interno di questa Edi-
zione - di cui attualmente coordinatore - von Herrmann ha gi curato
alcuni dei volumi pi importanti, che comprendono tanto opere gi pub-
blicate da Heidegger, quanto altre rimaste finora inedite.
Tra i suoi studi vanno ricordate le seguenti monografie: Die Selbstin-
terpretation Martin Heideggers [L'auto-interpretazione di M. Heidegger],
A. Hain, Meisenheim a.G., 1964; Bewufltsein, Zeit und Weltverstandnis
[Coscienza, tempo e comprensione del mondo], Klostermann, Frankfurt a.M.
1971; Husserl und die Meditationen des Descartes, ivi 1971; Subjekt und Da-
sein. Interpretationen zu "Sein und Zeit" [Soggetto ed esserci. Interpreiazioni
di "Essere e tempo"], ivi 1974, edizione notevolmente aumentata 1985;
Heideggers Philosophie der Kunst [La filosofi1;1 dell'arte di Heidegger], ivi
1980; Der Begriff der Phanomenologie bei Heidegger und Husserl [Il concetto
di fenomenologia in Heidegger e Husserl], ivi 1981; Hermeneutische Pha-
nomenologie des Daseins. Bine Erlauterung von "Sein und Zeit". Band 1.
"Einleitung: Die Exposition der Frage nach dem Sinn von Sein" [Fenomeno-
logia ermeneutica dell'esserci. Una delucidazione di "Essere e tempo".
Volume 1. "Introduzione: L'esposizione della questione sul senso dell'es-
sere"], ivi 1987; Weg und Methode. Zur hermeneutischen Phanomenologie
des seinsgeschichtlichen Denkens [Via e metodo. Sulla fenomenologia erme-
neutica del pensiero della storia dell'essere], ivi 1990; Augustinus und die
phanomenologische Frage nach der Zeit [Agostino e la questione fenomeno-
logica sul tempo], ivi 1992.
INDICE
Nota introduttiva di Costantino Esposito
Prefazione
HEIDEGGER E I PROBLEMI FONDAMENTALI
DELLA FENOMENOLOGIA
SULLA SECONDA MET DI ESSERE E TEMPO
pag.
"
5
11
1. Sulla genesi dei due scritti pag. 17
2. Gli accenni preliminari alla terza sezione su Tempo
ed essere, contenuti nella prima met di Essere e tempo "
a) La prefazione a Essere e tempo, nelle sue indicazioni
circa la tematica di Tempo ed essere
b) Il titolo della prima parte, nel suo accenno prelimi-
nare alla tematica di Tempo ed essere
c) Il 5 dell'Introduzione, nel suo accenno prelimina-
re alla terza sezione su Tempo ed essere
d) Il 83 della seconda sezione, come passaggio alla terza
sezione su i:,empo ed essere
"
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3. I problemi fondamentali della fenomenologi.a come seconda
elaborazione della terza sezione su Tempo ed essere "
a) La risposta alla questione fondamentale sul senso del-
l'essere in generale
b) Il primo problema fondamentale: la differenza onto-
logica di essere ed ente
c) Il secondo problema fondamentale: l'articolazione fon-
damentale nell'essere
d) Il terzo problema fondamentale: le modificazioni del-
l'essere e l'unit della sua molteplicit
e) Il quarto problema fondamentale: il carattere di ve-
rit dell'essere
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4. Ontologia fondamentale e metaontologia
5. I problemi fondamentali della fenomenologia e il pensie-
ro dell'evento
POSCRITTO ALL'EDIZIONE ITALIANA
EFFETTI E ASPETTATIVE.
UNO SGUARDO RETROSPETTIVO
E UNO SGUARDO PROSPETTICO
SULL'EDIZIONE COMPLETA
DELLE OPERE DI MARTIN HEIDEGGER
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1. Effetti riconoscibili dei quaranta volumi apparsi finora pag. 75
a) Le lezioni marburghesi (1923-1928) " 76
b) Le prime lezioni friburghesi " 79
c) I Contributi alla filosofia, le lezioni storiche e le le-
zioni su Holderlin
2. Cosa ci si pu aspettare dalle parti che deyono essere
ancora pubblicate nell'Edizione completa
a) I trattati ancora mancanti della III sezione
b) Gli appunti per i seminari
c) I rimandi agli scritti gi pubblicati
Indice dei nomi
Sull'autore
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Fotocomposizione, riproduzioni a scanner, legatura e stampa
eseguite nel mese di settembre 1993 dalla
LEVANTE EDliORI FIGLI DI MARIO CAVALLI srl - BARI Cltalial
35, via Napoli - Tel. e Fax COBOl 5213778