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ANNO XVI NUMERO 1 - ESTATE 2014
Non gettare a terra
A cura di ALTERNATIVA ANTAGONISTA (Verona)
Direttore responsabile: Stefano Vernole
Tribunale di Verona: Autorizzazione n 1368 del 03/04/99
Diffusione gratuita
Stampa: S.E.B. Stabilimento di Cusano Milanino (MI)

Per contattarci: POSTAOTTO@HOTMAIL.COM
Sito: WWW.ALTERNATIVA-ANTAGONISTA.COM

Questo numero stato chiuso il: 01/05/2014
Facebook: www.facebook.com/otto.alternativaantagonista
Perch OTTO?
Nel calcio il centromediano metodista era il regista classico, colui che creava il gioco della squadra e
che faceva da filtro tra difesa e centrocampo; e sulla maglia portava appunto il numero 8 (otto). Il calcio
doggi, ma non solo questo, diventato globale sacrificando ogni specificit e chiedendo ad ogni
giocatore di attaccare e difendere allo stesso tempo. OTTO si propone, quindi, di essere il regista di
un nuovo modello di pensiero, il moderatore di un dibattito al quale siete tutti invitati.
Otto 2
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Otto 3
Non so il tuo nome, n dove, n quando sei nato,
Non so che studi hai fatto Non sono un benpensante.
Non so che religione professavi Non sono un prete.
Non so di che colore era la tua camicia o il tuo fazzoletto
Non sono un politicante!
So di te unicamente che sei morto, so di te unicamente che hai lottato.
Eppure io ti conosco meglio di chiunque altro, ora che due metri di terra
hanno ricoperto le tue ossa,
ora che l'ipocrisia inutile dei discorsi si spenta, ora che sei un ricordo
Ora ti voglio parlare.
Perch sei morto? Non importa Ci credevi!
stato inutile? Non importa Ci credevi!
La tua splendente giovinezza non accarezza pi
la tiepida e profumata aria di primavera,
il sangue caldo fuggito da te in stille di rubino lucente
per conquistare un sogno.
Ci credevi! E non ci sei pi.
Sono tutti fuggiti, gli altri,
ma nei tuoi occhi tristi era scritto un credo che parlava pi forte, nel silenzio;
le tue mani pulite si sono alzate al cielo in un inno alla giustizia,
ma erano solamente le tue mani guidate da un cuore divino che hanno
lottato per la libert.
Troppo poco forse, gli uomini non ti hanno voluto:
Tu credevi!
Il mondo non vuole rischiare con quelli come te,
che sognano la Giustizia, la Libert, l'Onore,
non servono queste cose a chi vive.
Tu sei morto. Non importa perch!
Tu credevi, e non importa che cosa!
Tu sognavi il mio sogno, e sei morto!
Ti hanno definito in mille modi:
i tuoi genitori ti hanno chiamato sensibile,
gli amici hanno detto che eri strano,
la scuola irrequieto,
la stampa teppista,
la polizia delinquente,
il medico ora ti ha definito morto!
Cos, sotto questo cumulo di giudizi, ti hanno sepolto,
ma cosa potevano dire, ma cosa potevano fare;
tu, uomo qualunque, nel tepore accogliente della tua casa,
che pensi, che sogni, in che credi, a niente?
No, anche tu credi, sogni qualcosa, ma non il mio sogno:
tu credi nel denaro, nel benessere, nel quieto vivere;
io no, io credo, e non importa che cosa.
Io combatto anche per te, uomo qualunque, ma tu non mi ascolti;
io muoio anche per te, uomo qualunque, e tu mi disprezzi.
Perch? Non importa!
I miei occhi malinconici, la mia splendente giovinezza,
il mio caldo sangue color rubino
io te li dono, uomo qualunque.
Io non ho le tue ricchezze, non voglio per me il tepore
accogliente della tua casa,
tutto ti lascio, anche la mia vita.
Io credo. Non importa che cosa!
(ZPM Io credo)
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Il 9 Dicembre e i Forconi, a prima vista in grado di bloccare e sconvolgere la Penisola ma in breve tempo incartatisi su se
stessi (e Magdi Allam) sino a dividersi e (apparentemente) annullarsi Tanta buona fede, motivazioni da vendere, ma troppa
inesperienza.
E di contraltare si passati dai salotti anni '70 dell'intellighentia della sinistra al caviale ai nuovi salotti-bene su Facebook,
privi di colore ma 360 politicamente corretti (ed a volte pure corrotti), tolleranti sino a quando si esprimono i loro punti di
vista, per poi, da analogamente supponenti, distruggere ci che non combacia col loro pensiero (puntualmente filo-sistema ed
ovviamente democratico) liquidandolo con altezzoso ghigno di derisione mascherato da sorriso, indispettito e sprezzante.
Che volete: sono la nuova Destra e la vecchia Sinistra, entrambe - senza neanche che se ne accorgano - secolarizzate e
distanti dal popolo, nonostante chi scriva in questi salotti-Facebook sia popolo.
Beffati dai servizi Usa, i vertici politici europei pretendono un codice etico dello spionaggio (sic!) Ragionando per assurdi
ed ossimori, allora sta bene pure chiedere ad un criminale di continuare s a delinquere ma rispettando le leggi O per questo
esistono gi i politicanti?
A Verona lo scandalo Agec, quello Giacino, Report e chi ne ha pi ne metta. Ride bene chi ride ultimo? Chi la fa
l'aspetti? No; semplicemente Noi attendiamo eventuali sentenze definitive prima di giudicare. A differenza di chi, anche a
Palazzo Barbieri, garantista con i suoi o con chi conviene; salvo giudicare indagati, educazioni ricevute e familiari, far
costituire parte civile il Comune e pretendere condanne esemplari (e non secondo giustizia) possibilmente con pubbliche
fustigazione e gogna, nel caso di soggetti a lui indifferenti o che potrebbero macchiarlo se l'opinione pubblica rispolverasse
passati pi o meno giovanili. Il tempo sentenzier
Lo stesso che chiedeva per il feretro di Priebke il teletrasporto in modo da non farlo passare da Verona, ed il moderno
pubblico ludibrio per coloro (un tempo amici, ora rinnegati) che da uomini liberi avevano osato tra i pochi esprimere il proprio
scomodo e non allineato pensiero. Ma in un paese abituato a correre in soccorso del vincitore e nel quale si vietano funerali,
vengono prese impunemente a calci le bare ed in cui vi sono consigli comunali che applaudono gli assassini di giovani inermi, ci
meravigliamo ancora? Era cos negli anni '70, cos oggi. A furor di popolo (pilotato ed ingannato da media a loro volta
orchestrati; giornalisti che per inciso si scandalizzavano e chiedevano provvedimenti perch una curva di uno stadio italiano
aveva osato esporre uno striscione in onore a due ragazzi greci di Alba Dorata criminalmente uccisi a sangue freddo inermi
e privi di colpa da sciacalli occultati da caschi e dal Sistema. Per chi volesse approfondire:
http://www.youtube.com/watch?v=1qP0wdlYCC8)
IN QUESTI MESI..
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Oramai evidente: non viene limitata tanto e non solo la libert di
pensiero e di espressione (che nel migliore dei casi derisa, umiliata,
liquidata e squalificata); vengono negati il diritto alla verit e quello al
dissenso!
Un furor di popolo sovrano che, invece, non viene considerato (n il
furore, n il sovrano) nella staffetta tra il governo barzelLetta e
quello del sosia di Pinocchio, Renzi. Ancora una volta con la pi normale
spudoratezza ed incoerenza, senza interpellare gli elettori, ma pur
sempre parlando di democrazia. Come formule magiche per
sistemare tutto, Abracadabra e Supercalifragilistichespiralidoso
sembravano pi simpatiche e credibili
E poi secessionisti nostrani, tanki e leoni di S. Marco ammanettati per
rivoluzioni solo sulla carta e insurrezioni (vere) in Ucraina; la Crimea e
gli scontri tra separatisti e fedeli a Kiev: pro-russi Anti-Mosca filo-
ucrai ni pro-UE nazi onal i sti anti governati vi ma pure
antimondialisti imperialismo russo no! Grande Madre Russia
rivoluzioni arancioni regime corrotto identitari puzza di Cia Un
bel casino, insomma; tanto per cambiare. E di mezzo pure le Olimpiadi
di Sochi 2014 e le accuse a Putin e a Mosca. Una cosa certa: al di l
delle singole questioni (nelle quali, s'intende, la ragione potrebbe
essere anche altrove) la Russia evidentemente nel mirino occidentale. Il perch lo avete capito, dopo 15 anni di Otto?
Ma, intanto, noi dobbiamo accontentarci di Ligabue che canta siamo la vittoria della Tradizione Sigh!... Forse quella dei
Camperos
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Chi di noi ha avuto la fortuna di crescere nel periodo in cui si poteva disporre dei migliori strumenti intellettuali, culturali e politici che il mondo
anticonformista abbia mai prodotto (parlo ad esempio del lavoro macinato instancabilmente da Carlo Terracciano, Alessandra Colla, Rutilio
Sermonti, Maurizio Murelli, Gabriele Adinolfi), ha sviluppato una naturale capacit di comprendere e riconoscere le dinamiche operative ed i
segnali di inizio lavori della pi oppressiva e letale ideologia mai apparsa sul nostro Pianeta. Eppure, noi stessi a volte ci stupiamo di quanto il
Mondialismo, visto sul campo, sia uguale a s stesso. Ovvero di quanto le descrizioni teoriche e gli esempi storici studiati su testi e articoli di
pregevole e approfondita fattura corrispondano allo stato reale delle cose.
Avendo avuto l'impagabile privilegio di vivere la vicenda birmana dal 2001 (alcuni di noi in verit gi da qualche anno prima), siamo stati testimoni
diretti della progressiva realizzazione del disegno mondialista in quella parte del globo. Ci eravamo addirittura illusi (leggere e studiare non sempre
riesce a guarire dal letale ottimismo) che le foreste che avevamo iniziato a frequentare con regolare tenacia sarebbero state risparmiate dalla
gioiosa macchina da guerra. Da quelle parti avevamo gi una guerra, che come tutte le guerre non era bella sebbene ci piacesse per lo spirito
eroico che sosteneva la lotta di popolo che la alimentava. Speravamo solo non diventasse gioiosa.
Invece, come il Mondialismo vuole, ad un certo punto sono arrivati i chirurghi plastici. Bisturi e filo di sutura, un po' di botulino, ed il gioco era fatto.
Il primo lavoretto estetico ha avuto il volto di Aung San Suu Kyi, the Lady. Credo vada dato atto a Popoli di aver sempre invitato alla prudenza
nei giudizi sulla Signora. Attenti perch questa non si sa per chi stia effettivamente lavorando! dicevamo mentre l'eroina dei diritti civili si
alternava tra arresti domiciliari e bagni di folla plaudente . Infatti. Non appena ottenuta la possibilit di sedere in parlamento, Aung San Suu Kyi si
rivelata il cavallo di Troia della Open Society, sigla dietro la quale fiorisce il demo-business di Gorge Soros e di altri filantropi. The Lady
riuscita in brevissimo tempo a far infuriare masse di proletari birmani per il suo silenzio di fronte alle bastonate e agli ordigni incendiari con cui la
polizia del regime soffoca le proteste di lavoratori sottopagati e di contadini espropriati dei loro pezzi di terra per far posto agli impianti delle
multinazionali. Per non parlare della diffidenza con cui vista dai gruppi etnici, che hanno ben presto compreso che la Signora avrebbe
concentrato la sua attenzione sulle questioni della democratizzazione del sistema politico birmano e della apertura economica verso i mercati
esteri, ignorando di fatto le istanze di autonomia per le quali decine di migliaia di persone hanno perso la vita negli ultimi sessanta anni di lotta
contro il disegno egemonico del Governo di Rangoon.
Le diplomazie occidentali hanno utilizzato la concessione dei diritti politici ad Aung San Suu Kyi da parte della giunta birmana come giustificazione
per le loro entusiastiche aperture nei confronti dei generali (di fatto, in sordina, gi partner commerciali di diverse aziende). Da quel momento i
governi europei, cos come quello statunitense, hanno potuto prendere in giro pi facilmente i propri cittadini sostenendo che la Birmania, o
Myanmar, fosse divenuto un Paese retto da lungimiranti politici, sinceramente orientati verso la democrazia e la pace sociale.
Gli organi di stampa hanno come al solito eseguito gli ordini, recitando lo slogan preconfezionato ed osservando il silenzio sui massacri che
continuano ad essere condotti contro le popolazioni civili da parte dell'esercito di Rangoon. Stop quindi alle sanzioni. Via libera agli investimenti. Le
aree abitate dai Karen, dagli Shan, dai Kachin e dagli altri popoli che compongono il variegato mosaico etnico birmano sono divenuti terra di
conquista per le compagnie occidentali che ora fanno concorrenza a quelle cinesi e thailandesi, da lunghissimo tempo coinvolte nello sfruttamento
delle risorse naturali del Paese.
Il Mondialismo non ha trascurato ovviamente la commedia politica. Al fine di convincere i movimenti autonomisti a rinunciare alla loro legittima
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lotta armata, sono state inviate sul campo organizzazioni umanitarie di accertata fedelt ai principi della Open
Society che hanno mediato i negoziati tra resistenza e governo. Rinunciate alle vostre aspirazioni. Un fiume di
denaro sta per arrivare nei vostri villaggi. I vostri figli avranno scuole ed ospedali. Vivrete in pace. Pi o meno
questo il tenore dei discorsi dei delegati umanitari ai poco smaliziati negoziatori etnici. La subdola azione dei
demo-pluto-massoni (ridete pure ma questa la reale anima delle organizzazioni che hanno governato il processo
negoziale) ha avuto gioco facile anche perch i movimenti di resistenza hanno fatto l'imperdonabile errore di darsi
una struttura democratica, quindi facilmente esposta a processi corruttivi.
I nostri Karen non hanno fatto eccezione: chiamati ad eleggere la nuova leadership, molti delegati sono stati
comprati dai fautori della linea morbida nei confronti dell'occupante birmano. Il fiume di denaro di cui sopra si
trasformato in un insieme di ruscelli che sono andati a bagnare alcuni rappresentanti di distretto della K.N.U.
(Karen National Union), alcuni comandanti di Brigata del Karen National Liberation Army, alcuni responsabili dei
dipartimenti. E cos, per una manciata di voti, a guidare la linea politica dei Karen sono finite le colombe, le quali,
in un movimento di liberazione nazionale non inquinato dalla cancrena democratica, sarebbero rimaste ai margini,
semplici e minoritarie spettatrici di un negoziato politico da condurre con intelligenza e pragmatismo ma anche
con assoluta intransigenza circa l'obiettivo finale: l'autonomia e il rispetto dell'identit e del territorio Karen.
Cresce quindi la protesta della popolazione contro la condotta dei politici Karen. Non passa infatti giorno senza che dai villaggi dai quali gli abitanti
vengono fatti sloggiare per permettere il passaggio di una highway o la costruzione di una diga, la gente chieda alla K.N.U. di difendere i suoi diritti
fondamentali. Ci sono capi villaggio che inseguono i responsabili di zona della K.N.U. per scongiurarli di fermare le attivit minerarie responsabili
dell'inquinamento di fiumi e terreni, uniche risorse per la sopravvivenza di intere comunit.
Il Mondialismo forte, vincente. Profuma di uffici con la moquette e di SUV carichi di pingui negoziatori. E puzza di corruzione e di tradimento. I
suoi nemici sono la coerenza e il coraggio. Il Generale Baw Kyaw (pronuncia: Bogi), il Colonnello Nerdah Mya, David Thackrabaw (gi vice
presidente della K.N.U., ora allontanato dall'incarico per le sue posizioni intransigenti) sono alcuni dei personaggi che ancora si battono contro la
conquista totale della loro Terra da parte della plutocrazia. Rischiano l'isolamento da parte degli organi ufficiali, ma al tempo stesso godono di una
sempre maggiore popolarit tra la loro gente. Cos, mentre in alcune aree dello Stato Karen vi sono compagnie che estraggono oro e altri minerali
riempiendo le tasche di qualche comandante e di molti politici, succede che dove a governare sono i nostri le multinazionali piangano lacrime
amare, con cantieri continuamente bloccati dalle incursioni della resistenza patriottica e con ingegneri sotto la costante minaccia di rapimento.
Quanto questo possa durare difficile dirlo. Quanto questa sacca di resistenza antimondialista possa trascinare dalla sua parte il resto del
movimento altrettanto difficile prevederlo. Dobbiamo dire onestamente che non siamo molto ottimisti. L'esercito birmano sta concentrando
uomini, mezzi e munizioni a ridosso dei territori dei nostri. C' il concreto rischio che vogliano dare una lezione a Baw Kyaw, a Nerdah e ai loro
fedelissimi. Se questo accadr, temiamo che dalla bocca di Aung San Suu Kyi come da quella degli ambasciatori presenti in Myanmar non uscir
alcuna parola. Il Mondialismo, come il guardiano di un cimitero, ama il silenzio.
Franco Nerozzi
www.comunitapopoli.org
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11.01.2014: MORIVA ARIEL SHARON
Per i Palestinesi un assassino, per gli Israeliani un eroe militare e politico, per alcuni intellettuali
nostrani per non smentirsi il solo politico che realmente si adoperato per raggiungere un
compromesso tra palestinesi ed israeliani.
Noi ricordiamo la sua ricerca di pace con questa emblematica vignetta trovata in internet; vittime e
sopravvissuti di Sabra e Chatila, come della Gaza libera e dei territori sistematicamente bombardati e
discriminati dalle truppe con la stella di David, ricordano sulla loro pelle la sua volont di risolvere i
conflitti (pi o meno dichiarati) in cui era impegnata Tel Aviv
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I bijeti? Ghe io! La sposa me basa, ritorna vincitoooor!, cantava Roberto Puliero ai tempi dell'ultima
et dell'ora del calcio italiano. Erano gli anni '80, gli stadi erano stracolmi (eppure sulle strade intorno
non mancavano schiaffoni, scazzottate, sassaiole e pure peggio), i campioni incantavano le platee. Che
malinconia nel raffronto con gli spalti desolati di oggi, che tristezza dover leggere l'elenco dei
documenti necessari per comprare un tagliando. Dunque, per non sbagliarsi e non dover tornare a casa a
recuperare chiss quale modulo, meglio munirsi di quanto segue per ogni evenienza. Allora: carta
d'identit, tessera del tifoso, certificato di buona costituzione fisica, passaporto, buono sconto
supermercati Esselunga, abbonamento per dieci caff e/o cappuccini autogrill Pavesi-Motta-Alemagna,
collezione completa dei dischi di Gianni Togni, in alternativa stock musicassette di Christian. Per le
partite ad alto rischio, pu essere richiesta anche l'esibizione delle
attestazioni relative al regolare pagamento del canone Rai, oppure il
codice cliente Sky, con il quale si ha diritto a una sciarpa della propria
squadra, prodotto che, per chi volesse, si pu acquistare al megastore o in
altro negozio convenzionato. Avviso: se, sia pure nel 1983 o in precedenza,
impegnati, ancorch minorenni, fatto non giustificativo n esimente, in un
torneo giovanile con una qualsiasi formazione paesana o rionale, ivi
compresa la partita Arbizzano - Porta Nuova, e l'arbitro della gara vi
avesse ammonito, il suo referto potrebbe determinare a vostro carico il
blocco del conferimento del titolo di accesso all'impianto. Tali
responsabilit, va precisato, ricadranno nondimeno sui vostri figli, sui figli
dei vostri figli e sui figli dei figli dei vostri figli. A fronte, invece, della
corrispondenza positiva a tutti i parametri soprastanti, buon
divertimento: ve lo siete meritato.
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Sono il giornalista che all'epoca del processo Priebke scov l'ex milite della Repubblica sociale che a Verona era stato il suo autista, il signor Paolo
Cappelletto, l'intervista col quale venne in quei giorni pubblicata su un quotidiano milanese a diffusione nazionale in prima pagina su nove
colonne, purtroppo titolata in modo fantasiosamente errato da un collega del giornale che probabilmente non aveva letto con attenzione l'articolo:
poi ripresa da altre testate come "L'Arena" di Verona con la mia consulenza e in modo corretto. Sono dunque al corrente dei fatti per testimonianza
diretta e per avere dovuto in quell'occasione documentarmi sul piano storico oltre che su quello cronachistico. Il recente putiferio scatenato
impietosamente e partigianalmente da mestatori in mala fede o quanto meno ignoranti in materia, mi suggerisce di mettere le cose a posto.
Il capitano delle SS scomparso quale giorno fa, stato definito da telegiornali asserviti e da testate cartacee conformi alla vulgata resistenziale, il
boja delle fosse Ardeatine. Cosa aveva fatto, l'allora giovanissimo ufficiale, per meritare tale epiteto? Ci sarebbe da credere che avesse giustiziato
di propria mano i trecentotrentacinque ostaggi soppressi in seguito all'attentato di via Rasella. Non cos: il capitano Priebke aveva sparato a due
dei condannati. Se avesse disobbedito all'ordine sia pure atroce ricevuto, sarebbe stato a sua volta giustiziato dai commilitoni germanici: come in
qualsiasi Paese del mondo previsto dal Codice di guerra per il militare che si rifiuti di fare parte d'un plotone d'esecuzione. La ragione per cui poi
lui solo sia il boja e non anche gli altri esecutori della rappresaglia, son pronto a scommettere che nessuno saprebbe spiegarmela. Come nessuno
sa dirmi come mai lo stesso insulto non sia mai stato rivolto ad un Giorgio Albertazzi o ad un Enrico Maria Salerno che pure fecero a loro volta parte
di plotoni d'esecuzione.
E' il caso di ricordare agli immemori (sarebbe tempo sprecato ricordarlo a chi lo sa benissimo) come i franchi tiratori fossero definiti fuori legge
dalla Convenzione di Ginevra, cui avevano aderito cinquantaquattro nazioni, inclusa non solo la Germania, ma anche l'Italia, per non parlare della
Gran Bretagna e degli Stati uniti. Per i franchi tiratori - cos definiti coloro che sparavano senza indossare la divisa di un esercito regolare, - era
prevista la pena di morte mediante fucilazione: e nel caso di loro irreperibilit, la fucilazione da parte dell'esercito della nazione colpita
dall'aggressione, di dieci ostaggi per ogni vittima subta. A tale scopo, ogni nazione era autorizzata a detenere in cattivit delle persone facenti
parte della popolazione del Paese ostile, definiti ostaggi appunto, da cui prelevare le vittime da sopprimere per rappresaglia. La misura non aveva
il fine di ammazzare gente, bens di evitare che ne venisse ammazzata.
Gli accordi internazionali si convengono e si sottoscrivono nell'intento di rispettarli e di farli rispettare: non sono pezzi di carta straccia da buttare
quando pi non fanno comodo. E l'ignoranza delle leggi non ammessa. Ad ogni buon conto, il Comando germanico aveva fatto tappezzare i muri
di Roma con migliaia di manifesti nei quali venivano ricordate le norme previste dalla
Convenzione internazionale. Ripeto e insisto: che per ogni vittima d'attentati sarebbero stati
fucilati dieci ostaggi, non era improvvisazione d'un Comando barbaro e crudele, bens solo norma
di legge internazionale preesistente: la cui esistenza, ad ogni buon conto, veniva rammentata. Lo
scopo era quello di ammonire a non uccidere.
tratto da http://www.trentinolibero.it/cronaca/cronaca/cronaca-nazionale/5444-lattentato-di-via-rasella-e-la-rappresaglia-tedesca.html
L'attentato di Via Rasella e la rappresaglia tedesca
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Sergio Stancaneli
I trentatr ultrasessantenni assassinati in via Rasella, non erano tedeschi come testardamente e
ottusamente stato detto e si continua a dire, bens italiani dell'Alto Adige che Hitler aveva
costretto a indossare la divisa tedesca quando in sguito al tradimento vero o presunto dell'Italia, la
Germania si era annessa quella regione. Non erano soldati combattenti n avrebbero potuto
esserlo, data l'et , bens territoriali, addetti cio come specifica lo "Zingarelli" del 1996 alla
tutela del paese e ai servizi di retrovia. Specificamente, erano addetti alla regolazione del traffico
nella capitale. Quale influenza potesse avere sull'esito e sulla durata della guerra la morte di
trentatr vigili urbani che stavano rientrando in caserma cantando , gli attentatori che lanciarono
il sasso e nascosero il braccio assassinando anche una donna di passaggio ed il suo bimbo, dovrebbero una buona volta rivelarlo a chi come me
non riesce a capirlo.
Dopo il vile, efferato e superfluo attentato, prima di procedere legittimamente alla rappresaglia regolarmente prevista dalla Convenzione di
Ginevra, il Comando tedesco fece diramare per radio e diffondere nelle strade mediante altoparlanti montati su autoblinde, l'intimazione agli
autori dell'eccidio di presentarsi, avvertendo che in caso contrario si sarebbe dato luogo alla fucilazione di dieci ostaggi per ogni vigilante rimasto
ucciso, come previsto dalle leggi internazionali. Non paghi della gloriosa azione compiuta, gli assassini mostrarono il coraggio di cui erano in
possesso guardandosi bene dal costituirsi, e lasciarono tranquillamente e con indifferenza che l'esercito tedesco effettuasse la rappresaglia.
A questi eroi che nascosero una bomba in un cassonetto e poi si eclissarono, la repubblica nata da quel fenomeno fuori legge che fu la resistenza,
invece di sputare in faccia come avrebbero meritato e di sottoporli a giudizio per crimini di guerra, ha conferito la medaglia d'oro, che comporta
anche una pensione d'onore vitalizia, accomunandoli ad un Costantino Borsini che si inabissa con la sua nave o ad un Salvo d'Acquisto che,
innocente, si immola per salvare la vita degli ostaggi. Chiss quale coraggio occorre per nascondere una bomba in un cassonetto quando nessuno
ti vede e poi darsela a gambe. Nessun giornale riport, all'epoca, notizia di tutti gli eroi autentici che per protesta restituirono allora la propria
decorazione, con ci rinunciando anche al vitalizio. Essi s'appaiano con quel deputato del Movimento sociale che, quando i parlamentari si
autoaumentarono lo stipendio, per dissenso e protesta si dimise: del quale non ricordiamo neanche pi il nome.
Non va dimenticato che nessun tribunale condann mai alcuno per la rappresaglia delle fosse Ardeatine, le condanne essendo state comminate
solamente per il fatto che, per errore, erano stati giustiziati cinque ostaggi in pi. Ma equivocare fa parte della tragicommedia di questa repubblica
che sarebbe da operetta se non fosse drammaticamente una realt squallida e funesta. Il Priebke venne assolto, in prima istanza: e il tribunale che
l'aveva assolto fu assaltato dalla folla dei teppisti inferociti. Lo stesso giudice deplor il disprezzo della giustizia cos manifestato: lo si ud
dichiararlo in diretta, incredulo che alla folla belluina la si desse vinta. Riprocessato, in dispregio alla norma che nessuno pu essere sottoposto a
giudizio per una seconda volta, l'ex capitano venne condannato a furor di popolo. Questa la giustizia della repubblica sorta dalla resistenza.
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Hanno un bel da dire. S s s. Cio pare che alcuni testi confermino che l'umanit tutta si sia messa d'accordo per rispettare a qualsiasi
longitudine e latitudine del globo dei simboli, senza distinzione di razza, credo e numero di scarpe. Sei Caucasico e arrivi ad uno stop? Ti
devi fermare. E questo vale anche per Africani, Rom, Ebrei, Nazisti, Verdi, Agnostici, Gay, Punkrocker e ballerini di liscio. S, anche per
Raul Casadei. Ruby, Berlusconi, Belen e la Minetti stanno facendo il trenino ma sono in macchina? Se c' un obbligo di svolta a sinistra
devono andare a sinistra! Fai l'arrotino, ti appena arrivata una cartella di Equitalia e vorresti strozzare il tuo vicino? Se hai un dare la
precedenza devi rallentare, dare la precedenza se ci sono veicoli che sopraggiungono e poi puoi partire. E la regola della precedenza vale
anche se fai il collaudatore di letti in una fabbrica di materassi e hai appena vinto al superenalotto!
Tutto questo vale per tutti in tutto il mondo. Meno che per mia morosa. A suo dire.
Lei ha delle teorie alquanto interessanti in merito al codice della strada. Credo addirittura che abbia dei sodali che sposano le sue teorie.
Perlopi sue amiche, ma credo che molte donne in generale siano d'accordo con lei. Alcuni esempi:
Il cellulare: non si pu usare in macchina. Punto. Questo quello che dice il codice della strada. Il codice della Giusy (nome di pura fantasia)
presuppone che ai semafori o durante le code si possano mandare sms, giocare a Mionion Rush, What'appare allegramente e financo
telefonare al moroso. Della serie: le cuffie queste sconosciute!
Capitolo cinture: vero, ci sono posti nel mondo in cui il loro utilizzo non obbligatorio. Da noi si. Non un consiglio. obbligatorio.
Mettersi le cinture di sicurezza non rovina la messa in piega, ve lo assicuro. Non vi costringe ai lavori forzati sotto la minaccia di uno
scudiscio. Non una tortura medievale, come quella di farvi leccare i piedi da una capra lasciata senza acqua per giorni finche non vi
scortica i talloni!
I semafori notturni: il semaforo lampeggiante deve essere considerato uno stop. O meglio dovrebbe. Ci si DEVE fermare e quindi
riprendere la marcia quando consentito. Secondo la sua teoria si dovrebbero fare andare i semafori anche di notte: al rosso ci si dovrebbe
fermare, ma se non sopraggiunge nessuno si dovrebbe avere il diritto di partire. Lo so. Tu che mi stai leggendo, soprattutto se sei donna,
stai dicendo che lei ha perfettamente ragione. Mi spiace contraddirti, ma non cos! Rosso ci si ferma. Verde si parte. cos in tutto il
mondo! Sono stato in Albania nel 1999, dove si svolgevano quotidianamente i mondiali di clacsonate: tutti a strimpellare il clacson sempre in
qualsiasi luogo e occasione; ma al Rosso erano fermi, e ripartivano al Verde. Penso sia cos tutt'ora in quel paese. Laos: paese di una bellezza
strana, sicuramente non all'avanguardia tecnologica, e con automobilisti decisamente poco disciplinati. Ma al Rosso si fermavano; e al
verde ripartivano. Cambogia: il traffico di Phnom Penh non si ferma mai per 24 ore al giorno, qualcosa di strabiliante. Migliaia di motorini e
macchine in coda che continuano a superarsi, appena lo vedi la prima cosa che pensi che ci siano almeno un migliaio di morti al giorno in
incidenti stradali. Poi dopo un paio di settimane capisci che auto e motorini danzano tutti su uno stesso ritmo all'unisono senza mai toccarsi.
E anche l, al Rosso si fermano e al Verde ripartono. Effettivamente c' un eccezione: girano delle auto senza targa ed hanno la precedenza
assoluta su tutto e tutti. E se chiedete il perch verrete guardati come alieni. Quelle macchine sono senza targa perch non c' bisogno di
sapere chi ci sia dentro, si sa punto! Di certo non c' l'arrotino che abbiamo menzionato prima Magie d'Asia! Ma quella appunto
un'eccezione! E nella perfida Albione, dove per un retaggio dei cavalieri, questi barbari guidano tenendo la corsia opposta alla nostra?
Anche l vale! Al Rosso si fermano e al Verde ripartono.
Se togliamo anche queste piccole regole, allora dove andremo a finire??? Si inizia dal lasciar passare su queste piccole cose e ci si potrebbe
finire ad avere un presidente del consiglio imbonitore che prende per il culo tutti per venti anni, avere una morosa che ti chiede un Boeing
747 rosa da mettere in giardino per Natale o addirittura un sindaco che magari si traveste e va a trans! Insomma per evitare tutte queste
cose, meglio fermarsi al rosso, anche se notturno capito??
C.d.S.
Fofe
O
T
T
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C
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N
S
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L
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Otto 14
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Otto 15
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