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Teorema

Romeo
S T OR I A DI UN B L OG E DI UN S I S T E MA C HE NON E S I S T E
C AP I T OL O 1
Perch Romeo
PREFAZIONE : IL BLOG ROMEOMEDIATICO
Questa la vita di un blog, messa per iscritto con una lunga premessa politico
affettiva
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Una massa di pensieri, link e rinvii, occasionale , approssimativa, confusa, non
impaginabile. Che nasce per da una vicenda fortissima . Il caso Romeo, anzi il si-
stema Romeo che appariva n dall'inizio pi un teorema mediatico giudiziario che
un caso di cattiva amministrazione. Ho voluto trascrivere testi e riferimenti con
limmediatezza e saltuariet con cui l'ho tenuto. Nellordine in cui lho scritto e
collezionato come un collage.
Il caso Romeo, cos come presentato dai media su indicazione della magistratu-
ra inquirente stato un caso di scuola per molti aspetti. Uno dei casi pi clamoro-
si di giustizia mediatico-politica degli ultimi anni. Il blog ha un titolo interrogativo
: sistema Romeo o Teorema Romeo? Quando l'ho avviato, infatti, non sapevo co-
me sarebbe nita, e tutti mi consigliavano di star zitto, di non espormi. Conoscevo
gi Romeo, avevo lavorato con lui, sapevo quasi tutto (pensavo) della sua attivit e
mi piaceva.
Mincuriosiva la potenza nascosta dietro allidea della gestione dei patrimoni
immobiliari, del Facility management, come aveva imparato a denirlo Alfredo.
Cio l'idea che "governare" realt complesse come i patrimoni spesso sconosciuti
delle pubbliche amministrazioni, fosse possibile solo mettendo "insieme" pubblico
e privato. La complessit crescente dei sistemi amministrativi, la difcolt di far
funzionare criteri di contabilit pubblica ormai analoghi a quelli privatistici, il livel-
lo europeo delle gare in termini di concorrenza e di standard da un lato e la neces-
sit di rispondere al cittadino non pi come a un suddito ma come a un cliente e
la necessit di misurare, confrontare i risultati, tutto ci; non aveva negli anni 80
(quando la Romeo comincia la sua attivit) e non hanno know how sufciente nel-
la amministrazione dello stato . E lo stato aveva sempre meno risorse se non quelle
inutilizzate e disperse del patrimonio immobiliare pubblico. Un patrimonio accu-
mulato enorme, tanto grande quanto immobile e costoso. Metterlo a valore, farlo
funzionare, come parte della ricchezza di una comunit viva ancorch complicatis-
sima, farlo con una pubblica amministrazione in debito d'aria costante mi apparve
nel 1990 unaffascinante curiosit.
Ero ancora stupito che un avvocato di origini umili, un immobiliarista, di sini-
stra avesse realizzato il miracolo di portare per questa impensabile via nelle casse
del promettente governo cittadino di Bassolino a Napoli tanti soldi. Era l'epoca dei
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Sindaci: far pagare i tti, le bollette, conoscere e accrescere il valore del patrimo-
nio immobiliare, organizzare i servizi inerenti, far diventare "le carte", il sistema
burocratico elefantiaco e dispersivo un buon sistema il governo, collaborando con
le burocrazie, e con i decisori politici. Mettere un numero in quelle poste di bilan-
cio ha signicato per Napoli e per Roma e per Firenze e per Milano sopravvivere.
Come investire quella risorse poi era unaltra cosa. Per me che me lo guardavo e
studiavo era passare dalla grande politica del consenso, a quella del funzionamen-
to. Certo Napoli e la sua amministrazione versano in condizioni pietose, la classe
dirigente di questi anni non stata all'altezza, ma sarebbe stata meglio senza quel-
le risorse? A giudicare da come sono state amministrate si pu anche pensare di s.
In verit le risorse che vengono dal vero "sistema romeo" quello della valorizzazio-
ne di asset immobiliari, fanno campare tutte le grandi citt, che le amministrano
direttamente o con qualche privato. A me piace capire come funzionano i meccani-
smi, le cose e perch non funzionano. Mi piace scaricare i software, e provarli, co-
noscere le aziende, e visitarle, come fossero paesi, le persone diverse da me, le idee,
la cultura: nelle diverse epoche della mia vita aiutato dalla politica, hanno cercato
sempre di capire come funziona e come pu funzionare meglio .
E' stato quel che mi ha spinto ad avviare lattivit di lobbying e public affairs di
comunicazione istituzionale. Avevo gi chiaro, dalla mia personalissima esperienza
che la societ, come la decisione politica (dentro la quale ho vissuto a lungo) una
serie di network, di responsabilit, dintelligenze, di problemi aggrovigliati. Illuder-
si che un pezzo possa decidere separato dagli altri, una falsit pericolosa. Uno
dei primi clienti, che non conoscevo, stato Alfredo Romeo. Ricordo quando con
i miei soci abbiamo creato a questa societ, io avevo gi qualche cliente che appor-
tai all'impresa e un altro socio port Romeo. E che voleva Romeo? Romeo sedeva
in qual suo ufcio tutto sommato modesto al secondo piano di un palazzetto di
piazzale Flaminio. Al piano terra un via vai dinquilini degli enti pi svariati a por-
re milioni di problemi quotidiani, smistati con perizia dal personale... le telecame-
re di Anno Zero non poteva riprendere questa normalit e allora sono andate nel-
le aree pi degradate, dove non si pu o non si vuole cambiare (il conne spesso
labile) ed hanno ripreso buche crepe. Colpa di Romeo ? ma Romeo non poteva e
non doveva riparare se non dopo avere rispettato le procedure di legge, anzi ri-
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schiava la galera se lo faceva. "L'Avvocato al secondo piano, sa dove ?" " Cos ti
riceve a Via ... n badge, n identicazione. Ero curioso: che voleva da noi Ro-
meo? Innanzitutto capire: chi governava a Roma, dove sarebbe nita la situazione
a Napoli in continua ebollizione, poi dove andavano i governi nazionali rispetto al-
la sua esperienza, come poteva estenderla oltre Napoli, se qualcuno avrebbe gradi-
to conoscerla, discuterne e farlo partecipare. Mai una richiesta di conoscere chi
era in commissione in una gara (rischio da cui ci siamo premuniti sempre restando
sotto i riettori.)
Temeva e sapeva di essere guardato come uno scugnizzo napoletano, presun-
tuoso che aveva avuto fortuna e in verit quasi mai nonostante la sua passione poli-
tica mi chiese di conoscere dei politici, anzi quando lo invitavamo a cene, iniziati-
ve dove cerano decisori importanti non vennero mai, dico mai. Tranne una cena
elettorale: con Francesco Rutelli e Massimo DAlema, quando gi si sapeva che sa-
rebbero stati scontti. Lo mettemmo al tavolo d'onore, e non parl quasi non nes-
suno.
Romeo faceva tanto, aveva una conoscenza maniaca non delle persone nella
pubblica amministrazione, ma delle procedure, del funzionamento della macchina
amministrativa. Cos, quando non era scelto per denire un progetto di valorizza-
zione perch non aveva quarti di nobilt come Pirelli RE, o Caltagirone, perch
nemmeno aveva il pelo sullo stomaco dei proprietari dimprese di pulizie, o dei "ri-
scaldatori" (i primi a dargli l'idea del "global Service"). Quando era scartato, aveva
spesso la soddisfazione di essere richiamato dai soggetti afdatari per progettare e
far funzionare i progetti. Romeo ha riconosciuto per primo Conosceva la forza dei
database, delle anagra, del "governo" di un progetto attraverso l'uso dellinforma-
tica legata allamministrazione, senza la quale valori, efcienza ed efcacia si per-
dono inevitabilmente.
Il sistema Romeo , quello vero, descritto come tale sul portale della Reala ne
ha reso efcienti e quasi indipendenti le amministrazioni sulla gestione del patri-
monio immobiliare ; ha fatto e fatto fare il massimo su quel livello di servizio, ha
avuto l'onore e l'onere di far funzionare davvero le leggi sulle dismissioni del patri-
monio immobiliare, accanto a nomi pi internazionali altisonanti , con le Cartola-
rizzazioni, dopo aver ideato il global service di ministeri ,tribunali, enti previden-
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ziali con risparmi certicati dalla Cosi pari al 20% di tutte le spese, dopo aver avu-
to una fetta di quel mercato pari a circa il 25% Romeo si guardato attorno e co-
me ogni imprenditore con voglia di continuare e inventare ha visto due cose : dove
era arrivato e dove vuole andare
Dove si trovava Romeo quando comincia la sua odissea? In un sistema paese
sempre pi debole, incapace di utilizzare linnovazione, di cui aveva sperimentato
l'aspetto predatorio nel 1993: quando il re delle preferenze Vito, dopo che la giusti-
zia amministrativa gli aveva dato ragione, per ottenere il dovuto, cio l'assegnazio-
ne di una gara gi vinta gli chiede una tangente per nanziare tutti i partiti. Ro-
meo processato... il processo va alle lunghe ma il reato cade in prescrizione Que-
sto episodio spesso ricordato a Travaglio e da Di Pietro per dire e perch gli si af-
davano gare? Non solo perch lo prevede la legge, ma se si scava nel caso scopria-
mo che in realt Romeo un concusso, ma siccome stato introdotto da poco il
"patteggiamento" che consente per la prima volta a manager altolocati di cavarse-
la dalle grine dei pool anticorruzione, confessando. Un criterio di collaborazione
tuttora vigente che ha visto di recente la stessa Telecom di Tronchetti uscire dal
processo delle intercettazioni, siccome aveva cominciato a funzionare questo ave-
va consentito poi a Vito di confessare e patteggiare. La descrizione del reato non
lascia dubbi: ma se fosse stata concussione, come fu, avrebbe dovuto pagare solo il
concussore, cio il datore del lavoro di Romeo. Invece bisognava far tenere il siste-
ma e "piegare" la "descrizione del reato" tipica concussione in danno del Romeo,
rovesciando in corruzione ambientale. Romeo va comunque avanti e dopo i pas-
si di cui sopra si trova nell'Italia dei furbetti, dagli immobiliaristi, cosa che lui on
mai stato. Quelli che con la complicit delle banche comprano a prestito e rivendo-
no speculando, qualcuno pi oculatamente, qualcun altro pensando di scalare po-
tere e massonerie, le banche. Nella parte "protetta " del salotto bene che va da Cal-
tagirone a Tronchetti Provera, questo "valorizzatore" napoletano senza patrimo-
nio relazionale e senza banche alle spalle visto come un utile ma imbarazzante
compagno di viaggio che non deve montarsi la testa. E' vicepresidente con Puri
Negri (Pirelli Real Estate) di Asso immobiliare, ma quando si affaccia su patrimo-
nio di Fininvest, irriso, quello deve farlo Pirelli! Quando va a parlare con gli uo-
mini che gestiscono il patrimonio immobiliare di Telecom per ottimizzarlo come
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quello di grandi banche, accolto con supponenza e stupore. Non sa ancora che
quello sar il tesoretto dell'Immisi post Colaninno e pure resta fuori. Romeo deve
stare al suo posto, sa fare il property management dei comuni, cava soldi da una
rapa, che spesso non gli crede no a prova del contrario. E lui ci resta e l si trova,
nessuno ne eguaglia risultati quando si tratta di valorizzare e gestire, ma lui non de-
ve pensare di impicciarsi d'altro.
La riprova di questo fastidio da parte del capitalismo Crony nel fatto che il
giornale che pi duramente attacca il suo business il Sole 24 ore di Conndustria
, dove i "signori" del salotto buono sono ottimamente rappresentati. L'attacco
tanto chiaro quanto paradossale: come fa Romeo a fare utili cos alti con il pubbli-
co ? Si mai visto il quotidiano dei capitalisti italiani che attacca il protto, gli utili
di unazienda? Nel blog questo c' ognuno tragga le conclusioni. Quello che non
c' nel Blog che il cornista incaricato di seguire la giudiziaria quello che sinven-
ta pi colore lasciando intendere che nel nuovo Hotel Romeo si possono incontra-
re potenti locali e belle ragazze... ma questaspetto oggetto di una Richiesta di ri-
sarcimento di 30 milioni di euro...
Dove vuole andare Romeo? Quali sono i sogni di Romeo? Uno si parzialmen-
te avviato: Fare con la gestione delle strade di Roma e Napoli lo stesso operazione
fatta con il patrimonio immobiliare ....metterlo a valore : calcolare costi e ricavi,
fronteggiare buche e contenziosi per chiuderli entrambi al meglio. Il Global servi-
ce delle strade: una gara contesa poi aggiudicata, ricorsa e poi rivinta . Qui Ro-
meo alleato di Caltagirone, e la +amministrazione di sinistra capisce la novit,
ma spuntano le malignit, i manifesti in campagna elettorale delle migliaia di sub-
appaltatori, manifesti anonimi che dicevano: Roma si Romeo No, con il simbolo
di una ruspa.
Appena scoppia, il caso Alemanno dichiara che vuole risolvere il contratto e
Mantovano castigatore castigato ad Anno Zero si vanta della risoluzione del con-
tratto. Rinforzino da sinistra: al contratto di Romeo il giornalista Statera dedica co-
lonne di fuoco a novembre quando il Tevere sfora gli argini e i tombini sintasano
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(molto meno di prima) il fustigatore di Repubblica attribuisce a Romeo la piena
del Tevere...
Prima il comune chieder i danni, poi c' una composizione bonaria ma assur-
da: Romeo rinuncia a proseguire e il Comune senza alcuna recriminazione paghe-
r i 20 milioni di euro dovuti, per ripiombare nel caos che tutti i cittadini stanno
sperimentando. Paragonando i numeri dei mesi di gestione romeo con la gestione
successiva i cittadini potranno sapere davvero che cosa ha fatto Alemanno e maga-
ri chiedere i danni se del caso.
A Napoli la gara salta, ma poich Romeo se n occupato, ha messo in guardia
dal fare le cose in danno dellamministrazione quelle telefonate sono la pietra dello
scandalo... di cui tutti sanno.
Viene i giorni di dicembre limprenditore porta a commento il suo unico vero
sogno: dare a Napoli un Hotel a Cinque stelle gran lusso. Il Romeo Hotel. L do-
ve era l'Hotel Lauro e il quartier generale del Comandante Lauro, vicinissimo al
centro, ma su unarea degradata della Marina nasce un albergo senza pari disegna-
to dallo studio di Kenzo Tange ... E' bello, sembra una sda. Romeo non ha com-
prato derivati, non ha comprato complessi immobiliari a debito, ha una bella villa
a Posillipo che lo fa sofare (condannato per broccoletti nel Blog) ha messo tutti i
suoi soldi nell'Hotel. I giudici cercheranno a lungo conti o altro: i soldi sono sul
conto dell'azienda. Lui si da uno stipendio di 300.000 euro l'anno. Come mai? Gli
chiedono poi i giudici ... Perch l'azienda tutta e gliela levano per oltre un anno !
Su quellinaugurazione sento di avere una responsabilit, allora gi girava voce
di uninchiesta, c'era stato il suicidio di Nugnes, i cronisti del Correre del mezzo-
giorno, son gi largamente informati e scrivono sotto dettatura. Si parlava di altre
fughe di notizie, ma le uniche voci scritte sono quelle. Romeo incerto non sa se
inaugurare l'Hotel della sua vita, ha paura dellUbris dello scugnizzo, di esser casti-
gato per costruire nella citt del non fare. Fa slittare la data, all'ultimo vuole annul-
lare tutto, il concerto di biondi le tre serate di presentazione. Io Insisto e gli dico
"Alfredo se ti vuole colpire ti colpiranno, questa la cosa che fai per te, per Napoli
e per i tuoi gli....e poi per me sei l'imprenditore pi onesto che c'". "Grazie Mas-
simo andiamo avanti" mi risponde
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Nella notte del 17 di dicembre arrestato alle 4 del Mattino all'Hotel de Rus-
sie, perdo il contatto con lui dopo i giorni dellinaugurazione: i suoi amici sono sot-
to botta, la giunta anche tutti i politici che hanno scambiato due chiacchiere va in
carcere o sono inquisiti. I collaboratori i consulenti incarcerati e i giudici buttano
la chiave e tutti fanno Natale in galera. E qui parte il blog... e
Parte l'assalto soprattutto mediatico che ha messo al centro Alfredo Romeo, in
carcere dal 17 dicembre, e Napoli. Riguarda unintera classe dirigente locale e na-
zionale... Vogliamo entrare nel merito del "processo" mediatico , quello che ha gi
condannato....che rester, senza possibilit di riabilitazione .....Del tutto a prescin-
dere dagli esiti giudiziari, dalle cifre, da realt e sostanza
Non riesco a stare zitto a nascondere quel che penso e l'amicizia parte il mio
blog soprattutto perch resti traccia dell'unico processo che conter comunque
quello mediatico.
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C AP I T OL O 2
Processo Mediatico
Il processo mediatico gi concluso.
E' Tangentopoli 2.0: user generated crimes.
Sull'esito dell'indagine decider la magistratura. Comincio cos anchio. Ma
non vero. C' un processo, anzi tanti processi, mediatici gi celebrati e conclusi
con la condanna e altri ogni giorno vengono innescati. E' la Tangentopoli 2.0: non
ci sono tangenti, dazioni, partiti, non ci sono percentuali e tesori ma telefonate, di-
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scussioni su come proporre e mandare avanti progetti di servizi. I crimini li stabili-
scono i lettori. E' sotto inchiesta un rapporto tra pubblico e privato, che immagina
servizi che razionalizzano e migliorano funzioni svolte dalle amministrazioni. La
questione discussa in convegni, esibita in premi ufciali, il business riguarda an-
che concorrenti del gruppo Romeo come Pirelli, Manutencoop, Manital. L si chia-
ma networking, benchmarking, best practices. Tutta cultura d'impresa.
Ma se trattata in pranzi o telefonate, soprattutto ellittiche e tronche per ragio-
ni dialettali o per la preoccupazione che qualcuno fraintenda.... criminale. Se
intercettata questattivit, si trasforma prima del processo. La forza virale delle in-
tercettazioni, spezzettate e montate, dilaga a prescindere dalla sostanza; la capaci-
t in particolare del centro sinistra di autoaccusarsi in scontri fratricidi, rafforza la
convinzione, presente nei comunicati, delle procure, come di scrittori e intellettua-
li, ma soprattutto dei politici che la politica Casta (e lo , suicida) e perci spor-
ca... Sotto accusa un intero sistema , ma soprattutto l'idea che le pubbliche ammi-
nistrazioni siano in modo trasparente in rapporto con il privato... Sul Mattino si
prende un indagato : si pubblicano tutte le sue telefonate , si mette tra parentesi vi-
cino ai nomi (non indagato) ma il titolo dice "Un network di ....illegalit, favori
scambi..." Il gioco fatto: Posti di lavoro, informazioni tecniche legittime, richieste
dinformazioni sulle pratiche ferme, qualche giudizio su qualche politico, insieme
ai biglietti di teatro o per lo stadio . E' il crimine generato dai lettori, o dagli spetta-
tori: ragnatele web.
Chi risarcir i "non indagati", e gli indagati che ne uscissero a testa alta.
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I dati del processo mediatico.
Romeo su Google "pesa" quanto Tot Riina

Una foto fedele dell'impatto mediatico: mettiamo Alfredo Romeo e Tot Riina su
Google. Il numero di occorrenze si distacca di poco 184.000 per Romeo e 237.000
per tot Riina ... Ma uno stato arrestato e condannato in regime di 46 bis per al-
meno 12 omicidi tra cui Falcone e molti altri, l'altro indagato per turbativa d'asta
e corruzione...Due rilievi : uno gi condannato e l'altro ? Pure in verit dai media.
Per la stampa sembra che l'odore del sangue della politica sia maggiore di quello
delle vittime della Maa....Parliamo di un signore innocente no al terzo grado di
giudizio e del peggiore criminale della storia italiana recente...Eh i giornali il gior-
no dopo niscono dove sappiamo , ma i bit restano.
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Dicembre 2008. Giustizialismo Fisiognomico
Ricordate mai considerazioni sui blazer di Tronchetti Provera ? (patteggiamen-
to per le intercettazioni e assoluzione per molte altre cose), sui tailleur della Morat-
ti? Sulle consulenze d'oro (inchiesta archiviata) etc. Mai fatte o scritte considerazio-
ni analoghe a quelle sui foulard, sul kitsch, sul fatto di essere ricco e napoletano...
che, per Romeo, compaiono un po ovunque. Lha notato il Riformista dopo una
settimana in cui l'imprenditore stato denito il centro di unenorme ragnatela
dinteressi... di un sistema delinquenziale senza precedenti.
19 dicembre 2008. Catanzaro : Why not la situazione denita dal-
lo stesso procuratore Jannelli
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Nelle carte che avviano il processo De Magistris lamenta il silenzio di Napolita-
no.
Sentite invece cosa dichiara il procuratore generale di Catanzaro Jannelli lo stes-
so che ha rmato i 106 avvisi di chiusura delle indagini per Why not:
"Il processo Why not nasce malato, nasce malato perch si iscrivono un sacco
di persone con vari titoli di reato che IO NON RIESCO ANCORA A CAPIRE
QUAL E' L'ELEMENTO CONCRETO CHE POSSA IPOTIZZARE LA STES-
SA IPOTESI DELITTOSA"
A proposito di ducia nella magistratura e serenit di giudizio!"
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Il comunicato stampa numero uno della Procura della Repubblica
Da leggere e rileggere il comunicato stampa della Procura di Napoli... si capi-
sce gi l'impianto basato su giudizi politici, di sistema, segnali mediatici... tutto im-
pastato con i termini tecnici... a uso dei media e dei vari copioni televisivi del net-
work giustizialista.
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2004 Alfredo Romeo presidente del premio epic
Romeo Viene premiato insieme ad altri protagonisti del mercato delle valorizza-
zioni immobiliari
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C AP I T OL O 3
Gruppo e Sistema
Cos' il gruppo Romeo..?
Romeo il primo contribuente del capoluogo partenopeo . Cio quello che
paga pi tasse, a Napoli, in Italia.
E' un gigante? Non proprio : l'insieme della attivit del gruppo ha un valore di
161 milioni di euro , con un protto di 25 milioni. Impiega circa 400 persone, ma
la sua attivit coinvolge aziende che nel impiegano 18.000
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Che cosa fa questa impresa ? Servizi di valorizzazione e di gestione dei patrimo-
ni immobiliari. Per enti pubblici (comuni e ministeri ad esempio) e operatori priva-
ti (banche fondi etc) Quando qualcuno di questi soggetti lo ritiene vantaggioso af-
da all'esterno tali servizi.
A Napoli Romeo ha vinto una sola gara in questi anni quella della gestione del
patrimonio immobiliare
Qualche numero : Prima della gestione Romeo il Comune Partenopeo racco-
glieva 1,5 milioni di euro di aftti , adesso il reddito del comune di 44 milioni
ogni anno ! Dopo l'inventario svolto dalla azienda , il comune ,che contava su
1330 unit , immobiliari, ha scoperto di averne 56.000. Il valore patrimoniale per
il comune passato da 1,5 miliardi di "lire" a 3 miliardi di "euro". Queste attivit
hanno consentito di "salvare" dall'usucapione (cio la perdita del patrimonio a van-
taggio degli occupanti di un bene non rivendicato) e di garantire il "recupero di
una perdita di 100 miliardi di euro". Questo numero era dato ad esempio a Porta
a Porta ... "patrimoni amministrati altri media parlano di quello, gestito, altri del
volume di affari, o il Business di Romeo... in verit il Gruppo Romeo Raccoglie cir-
ca 44 milioni di euro di aftti per il comune di Napoli e si fa pagare 4 milioni di
euro....Non noto l'utile su commessa , ma se assomiglia all'utile aziendale sugli
800.000 euro il 20% di 4 milioni . Cifre importanti , ma che al quotidiano del Sole
24 ore della Conndustria sembrano eccessive....Chiss se ci sono raffronti con al-
tri risultati , sul quotidiano non lo chiamano "benchmarking"
Le telefonate con Rutelli
Il Foglio . Claudio Cerasa 19/12/08
Le intercettazioni vanno lette e ci si deve domandare dove il reato, , la percen-
tuale richiesta, quella offerta etc ?
Ecco tutte le telefonate con gli amici onorevoli Ho riferito a Francesco del festi-
val. Se ne occupa Barbara, la moglie. Palombelli: Mai conosciuto Difdare del-
le ordinanze, delle carte e delle sentenze con troppi aggettivi (vedi il caso Romeo)
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Dicono che la differenza tra un bravo giornalista e un cattivo giornalista sta nel-
lavere cos tanto materiale da avere la possibilit di raccontare un fatto senza aver
bisogno di descrivere nientaltro che quello che si raccolto, o quello che si visto.
Quando si racconta qualcosa almeno cos insegnano meno aggettivi ci sono,
meno commenti ci sono, meno avverbi ci sono, meno parole che lasciano intende-
re opinioni ci sono, e meglio . Punto. La stessa cosa, dovrebbe valere per le senten-
ze, per le ordinanze e per tutto ci che magistrati e gip scrivono per informare di
un reato commesso e per provare a inchiodare un indagato. Quando un articolo di
cronaca pieno di aggettivi c qualcosa di strano: sembra quasi che ci sia qualcu-
no che ti voglia convincere di qualcosa senza avere argomenti sufcienti per farlo.
Con le carte spesso funziona allo stesso modo, e allora dopo aver letto la nota
che la procura di Napoli ha scritto sul gran casino napoletano c un aspetto che
va notato, perch sempre pi spesso capita che ci siano gip che scrivono sentenze o
ordinanze dando limpressione di non riuscire a essere totalmente distaccati. Quasi
come volessero convincerci di un fatto non solo offrendoci le notizie di reato ma
provando a persuaderci con luso di aggettivi e avverbi giusti.
Leggete qui. Da quelle parole, ascoltate nel corso di una telefonate che egli,
amabilmente, intratteneva con Giorgio Nugnes. Romeo, padre-padrone di
uno dei maggiori gruppi imprenditoriali romani. Si affrettava a replicare il pub-
blico funzionario infedele. Esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e
delle sue imprese. Una commistione impressionante. Dir un esaltato consi-
gliere comunale nel parlare con Romeo. Ecco, naturalmente questo non basta
per dire che c puzza di bruciato. E vero, ci sono alcune cose che non tornano, il
reato contestato agli indagati di Napoli non sembra essere ancora del tutto verica-
to. Si parla di appalti e si parla di tangenti, ma dalle carte non solo non risulta es-
serci nulla che riesca a dimostrare in modo chiaro che i politici indagati hanno rice-
vuto chiss quale benecio dalla societ Romeo (per capire: non si parla di
mazzette, non si parla di favori fatti ai politici, etc etc), ma in pi due di quei famo-
si appalti per cui sono niti sotto indagine anche gli assessori della giunta di Napo-
li non risulta proprio che siano mai andati in porto, dato che lappalto che doveva
nire in mano alla Global Service dei Romeo (quello sulle strade del napoletano
bandito dalla provincia di Napoli) stato bloccato, e quello che invece era stato
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bandito dal comune di Napoli stato stoppato da un ricorso al tar del 28 febbraio.
Pubblicato da Claudio Cerasa a venerd, dicembre 19, 2008
Per il sole 24 Ore il reato di Romeo il 20 % di utili.
E 16 milioni di tasse pagate allo stato !
Cos il Sole 24 ore "Appalti su misura
A cominciare dalla commesse record: come il maxi-appalto per la manutenzio-
ne delle strade della Capitale: 580 milioni per 9 anni, quando a Bologna o a Firen-
ze si paga per lo stesso servizio quindici volte meno. Un abisso. O la gestione che
dura da molti anni del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Un servizio
che ha reso alla collettivit la miseria di soli 13 milioni di euro su un "pacchettone
"di case e ufci che di milioni ne valgono oltre 2.000. Chiunque ,viste le cifre,
avrebbe saputo far rendere quelle case assai di pi. E allora l'equazione quasi
scontata. Appalto ricco, Romeo ci si ingrassa e i Comuni ci perdono." Cos il quoti-
diano ci Conndustria...
Ma le cose stanno cos ? Chi che quel chiunque che fa guadagnere di pi ai
comuni nel settore ? Quale il benchmark non lo dice il giornalista ...Per il quoti-
diano un reato arrivare ad un utile del 20% e pagare la differenza dovuta in tas-
se sulla attivit di impresa ? E davvero tutti i bilanci della societ di servizi che de-
nunciano meno utili sono a posto con la coscienza...gi non esiste l'elusione n
l'evasione, a dunque se si guadagna e si pagano le tasse deve essere perch si otten-
gono i risultati in modo scorretto.
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I concorrenti di Romeo lo aspettano al varco . I pezzi del Sole.24
ore...Un feeling casuale ?
Pirelli Re amministra un patrimonio di 1 milardo e 800 mila euro, fa ricavi
complessivi (incluse compravendite evidentemente) : ha un volume di affari per ser-
vizi pari a 350 mila euro compresi servizi di agenzia con un ROS del 18 % ; e fa
anche servizi di Property e Facility Management con ricavi minori . Adesso sappia-
mo da dove viene la tesi del Sole , certo Pirelli guadagna meno di Romeo e nel
pubblico non riuscita a passare; ma guadagna meno anche su patrimoni propri...
dunque non sa fare efcienza , forse . Il pubblico non c'entra. Notoriamente gli im-
mobiliaristi guadagnano in altri modi, almeno no a qualche anno fa. Romeo agli
immobiliaristi e ai concorrenti (anche le piccole aziende che godevano dei nanzia-
menti a pioggia prima del global service, con costi sommati pi alti) non mai pia-
ciuto troppo . Se giornalisti politici utano il sangue del potere, quelli economici
utano le opportunit di qualche altro concorrente per un business su cui si posso-
no nalmente mettere le mani...una volta eliminato Romeo.
Del resto c' un altro concorrente che parla proprio del maxi appalto di Roma,
Manital che non lo considera folle, ma ha fatto un ricorso al TAR che ha bocciato
l'aggiudicazione della gara a Romeo e poi si vista dar torto in Consiglio di Stato.
Persino il legale del concorrente, pur dicendosi garantista, teme che alla ne "non"
ci siano prove e la montagna "partorisca il topolino"...e aggiunge che il contratto
con Romeo talmente ben fatto, che il comune rischia di dovergli pagare i danni
per rescinderlo....Troppo legittimo per liquidarlo, questo famoso maxiappalto, par-
lando di inadempienze....Oggi il tema di contratti e convenzioni di Romeo viene
sollevato anche a Milano, dai leghisti, ma il Comune allo stato dice che funziona.
Il comune di Firenze lo ha usato, poi ribassato e una volta imparato , ha portato
dentro il servizio...dunque la Pubblica amministrazione ha imparato da Romeo e
riesce a far da sola
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Barbara Palombelli il tritacarne ed il rapporto pubblico privato
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Le notizie di oggi : la talpa e la danzata ?
Oggi ci sono due temi all' attenzione del tritacarne. L'interrogatorio della pre-
sunta talpa Mazzucco che nega e racconta :
.
...come risulta alla stampa afferma di aver chiesto aiuto, non ottenuto, per un
parente dell'autista del giudice e per il padre di Annalisa Durante la ragazzina as-
sassinata a Forcella
L'altra notizia un tentativo di mettere sotto indagine tutto ci che l'azienda ha
fatto con la pubblica amministrazione.. a Roma c' una frase che denuncia la col-
pevolezza di Romeo e che tutti i giornali e TG riprendono :
"Roma , mi sono danzato con Roma....." Insomma vedi sopra. Dopo avere ac-
certato che Barbara non era Barbara Rutelli, Francesco non era Francesco, che Ni-
no non era Antonio Polito...vediamo chi "non era" la Roma "danzata" , magari
non era neanche Roma !
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Sistema o teorema? Destra, Sinistra e stampa.
Il volume di fuoco sui casi giudiziari che coinvolgono decine di amministrazioni
enorme, ma a dominare il"sistema Romeo"
Lo abbiamo detto se si immette Alfredo Romeo su Google risultano 180.000
links, per Tot Riina quasi lo stesso. Chi come me conosce questo imprenditore
napoletano, chi gli amico, resta basito per la distanza tra quel che ne sa e quel ne
dicono. Si fatica a dire soltanto che alla magistratura spetta l'ultima parola ,come
vero, quando il processo mediatico gi nito con una condanna denitiva. L'indi-
gnazione della stampa tornata felicemente giustizialista unanime : la destra sotto-
linea il "contrappasso" dantesco sulla questione morale , la sinistra invoca un lava-
cro su s stessa, cerca la linea in una purga generalizzata...invocando il giudizio po-
polare (ma i sindaci sono gli unici sottoposti alla scelta popolare ! ). La rigenerazio-
ne a sinistra si chiama primarie e regole dipietriste. I parlamentari eletti dalle segre-
terie denunciano per la prima volta l'esistenza di "capibastone" e l'intenzione di
farne a meno.Il principio dell'innocenza no a giudizio denitivo richiamato da
pochi e messo tra parentesi da molti, in cambio del principio di "opportunita' "
Tutto si basa sulla lettura di centinaia di pagine di ordinanze, tagliate e cucite
dai media, i titoli e i numeri vengono composti seguendo un format rigoroso e
squillane. Un quadratino appena per lo stupore e l'orgoglio dei dipendenti in cro-
naca locale e centinaia di colonne di piombo per tutto il resto. La foto con la cami-
cia rosa aperta sul collo ormai l' icona di "magnanapoli". Sembra di sentire le no-
te del pazzariello. Intanto si ripetono ossessivamente brani di intercettazioni e il fat-
to che non contengano esplicite notizie di reato , non fa mai sorgere il dubbio del-
la innocenza , ma fa riettere sulla sfrontatezza della intimit tra i componenti del-
la associazione criminale.
Lo scrittore Roberto Saviano per spiegare questa stranezza ricorre alla catego-
ria della illegalit inconsapevole. Riferendosi al fatto che imprenditori, politici e cit-
tadini assumono tutti liberamente comportamenti di scambio , di vantaggio rela-
zionale come naturali , sostiene (in parte ha ragione) che affondano e bloccano il
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paese. Quali comportamenti per? Non detto che siano illegali, sono comunque
criminali ! Non basta , esaurita la prima sbornia di arresti , i cronisti di tutta Italia,
i manovali delle cronache locali ....costretti nora a parlare di umi che non eson-
dano e di infrastrutture pericolose e inquinanti ma che non decollano
mai.....Possono domandarsi dove altro si annida la "rete" ? Dove ha vinto le gare
Romeo ? In tutta Italia come si ricava dal suo sito del gruppo Romeo : a Roma ,
durante la amministrazione di Veltroni . Romeo dice che a Napoli dove la gara
non si fatta, gli avevano chiesto di spiegare "come ha fatto " a Roma e lui gli lo
ha detto". Cio deve aver spiegato cosa il Global Service (che non una societ).
Ma allora chiaramente un discorso criminoso !
L'odore del sangue ormai scatena cacce alle streghe anche all'interno del centro
destra : la destra di Alemanno non cos dispiaciuta dell'inciampo di Bocchino; la
Lega a Milano chiede al comune chiarezza sugli appalti a Romeo. L'assessore com-
petente, risponde perch mai, se il servizio funziona? Come pu funzionare ! Se la
magistratura indaga qualcosa ci sar. E poi tocca a Bari, vinta grazie ad un siste-
ma nora criticato perch eccessivamente rigoroso, quello della Consip...e allora
tocca pure alla Consip. User generated crime. Non c' alcun complotto dei media
e magistrati.
Ma non c' neppure il caso e basta : si fa strada un Teorema per la tangentopoli
2.0 , quella senza tangenti, senza dazioni, senza buste, senza percentuali, fatta, si
presum , di relazioni favori, di scambi, posti di lavoro: il reato nell' epoca della so-
ciet a rete sta nelle relazioni e nel marketing relazionale, nel rapporto tra X e Y
La pubblica amministrazione e la politica sono "Casta" , Napoli male ammini-
strata e dunque corrotta. Chi ha interessi privati con tutti costoro non pu che in-
trattenere rapporti criminosi. Il teorema ha solide basi ideologiche : non ci sono pi
i meravigliosi ideali di un tempo, della Dc e del PCI ; il PD fallito e sono rimaste
solo le retroguardie locali che senza quelle ideologie sono prive di temperie mora-
le. Dunque queste interazioni ,cos vaste , cos esplicite con imprenditori non posso-
no che essere una stabile organizzazione , quasi certamente un reato o almeno un
malcostume. Tra l'altro , e qui i media imitano Kafka, se nelle intercettazioni si so-
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stiene di voler rispettare la legge : " per depistare". Pubblico e privato non posso-
no parlarsi e collaborare, possono essere solo collusi, a meno che non si parlino per
lettera raccomandata. Deve per forza trattarsi di un illecito condizionamento del
potere. L'imprenditore, soprattutto se meridionale, veste in modo ricercato, elide
spudoratamente l'ultima sillaba e ascolta un politico che gli dice "Tieni 'nu grande
assessore" come quello che diceva "abbiamo una banca". Colpevoli ! Eppure il
Sindaco di Firenze lo ha spiegato bene : il suo comune ha usato i servizi di proper-
ty management, poi li ha ridiscussi abbassando i costi, inne l'amministrazione ha
imparato e ha preso a fare da sola. Magari sar stata una discussione solo di carte ,
ma se si fossero parlati, come nel caso dello Stadio, dove sta il reato ?
Negli Old come nei new media insomma una "tangentopoli 2.0" : il crimine
generato dagli ascoltatori, dai lettori, dagli utenti e dai metamediatori dei media, che
stanno sullo steso palco dei politici cercando di buttarli gi
L'imprenditore indossa camicie rosa, portava foulard quando era in FGCI,
(chiaro segno di deviazionismo) ama il lusso kitsch (il buon gusto appannaggio
della gauche caviar), fa manicure dal barbiere...(il che evoca immagini di criminalit
, gangster italoamericani). Come pu offrire know how, capacit di progettazione
comune, una soluzione al problema dei mille contratti e appalti incontrollabili? Se
un imprenditore parla con un decisore politico lo controlla, se i tecnici si scambia-
no opinioni, ritagliano le gare.. se si chiede un parere tecnico ...si vuole favorire.
Non contano i diversi gradi di analisi, il giudizio tecnico e di controllo, anzi se qual-
cuno spiega qualcosa in questa fase : l' illecita pressione di un criminali . Se un
amministratore parla di equilibrio spartizione, cartello.
I consigli di amministrazione della societ, pubbliche e private, sono pieni di
persone che stanno in un gran numero di altri consigli di altre societ e che dialo-
gano. Certo anche questo pu limitare il ricambio, ma nel mondo del business ci si
parla direttamente , ci si scambiano idee , proposte, si elaborano progetti, si fa
benchmarking (al nord) si fanno alleanze, joint ventures e si realizzano i convegni e
istituzioni . E vengono chiamati i Romeo (di meno), la Pirelli RE ( premiata da Ro-
meo ), la Manital , la Manutencoop a parlare con gli assessori,i ministri ad impara-
re gli uni dagli altri. Basta cercare on line. Tutto questo nei casi di specie si chiama
cultura d'impresa, efcienza, project nancing, concorso di idee, networking,
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outsourcing di funzioni, anche economia relazionale . E pu essere buona o catti-
va.
Le ricerche di lavoro ormai avvengono su internet, su Linkedin , l le recommenda-
tions sono accanto ai curricula. Invece le telefonate fatte a per un autista , o per il
padre di una vittima della camorra sono un crimine. La sottoscrizione per un ope-
ra di carit equivale ad un atto di corruzione.
Il tipo di business , il raffronto con altri paesi ed altri attori del mercato scompa-
re dal panorama. Anzi il quotidiano di Conndustria, che in genere premia le im-
prese che fanno protti, dice che il 20% degli utili nelle attivit di servizio di Ro-
meo sono troppi , troppi 25 milioni di utili dopo le tasse ( e i 16 milioni pagati al
sco) su 161 milioni di fatturato . Forse il Sole 24 ore ha in mente Pirelli RE , un
concorrente di Romeo , che riesce a spuntare molti pi utili sui servizi di agenzia e
di compravendita (che il gruppo Romeo non fa perch non ha patrimoni immobi-
lari propri) che sul property e facility management e vorrebbe fare di pi e meglio
e con il Gruppo ha collaborato... Il contributo dato dagli immobiliaristi alla cresci-
ta economica evidente . Ed chiaro come gli immobiliaristi (come a suo tempo
Edilnord prima di Berlusconi poi acquisita da Pirelli) considerino il gruppo Romeo
...che troppo spesso sta sulla loro strada : a volte ci costruiscono alleanze , come sul-
la gara per le strade di Roma, con Caltagirone (le cui quotazioni, dopo la sentenza
del Consiglio di Stato, prendono il volo) a volte competono duramente . Oggi il si-
stema Romeo attaccato anche dai concorrenti ,che lo hanno battuto in alcune ga-
re e ne hanno perse altre.. che forse vedono una buona opportunit proprio nella
bufera in corso.Ma il rischio che retroceda un intero ambito di collaborazione
tra imprese di servizi e di opere e la pubblica amministrazione a svantaggio di en-
trambi
Il gruppo Romeo insomma stato utile per ideare e proporre il business dei ser-
vizi agli immobili, e viene chiamato con aziende multinazionali , anche come advi-
sor delle cessioni del Tesoro . Tutti : enti , istituzioni , clienti privati (BNL) grazie al
suo know how, fanno miliardi di valorizzazioni, e lui il primo contribuente napo-
letano, la sua azienda oltre a consentire a molti comuni di sopravvivere, paga
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anch' essa le tasse. A lui ci si rivolge anche per un posto di lavoro, per venire a sape-
re se e quando c' l'opportunit di una cessione...forse sbagliato e anche
improprio...Alla giornalista di un quotidiano che l'ha attaccato per la gestione del-
la cessione delle case della Regione Lazio voluta dalla giunta Storace, sembra ab-
bia detto polemicamente , "che vuole una casa anche lei.... ? "e quella ritira fuori
adesso la sprezzante , e improvvida battuta di chi tormentato dalle richieste e in-
dispettito dalle polemiche, come la "prova" di una offerta e di un costume. Di cer-
to non ci son mai stati colleghi, o persone che abbiamo fatto tali richieste. E poi
pranzi con magistrati, incontri tra collaboratori tecnici, sono segnali di potere di
scambio di condizionamento, davvero cose che solo Romeo fa ! E deve essere per
forza per motivi illegittimi, deve rispecchiare la casta! Poi pian piano viene fuori
che Barbara (Palombelli) non Barbara Palombelli , ma un'altra persona , Nino
non Polito..e Romeo chi sei tu Romeo?
I dipendenti del gruppo Romeo. Su Apcom
Martedi 23 dicembre 2008
Global Service-Romeo, lettera aperta dipendenti:Siamo orgogliosi "Il Comune
Napoli ha guadagnato con noi 40 milioni di euro" Roma, 23 dic. (Apcom) - Le
aziende del gruppo Romeo sono serie, afdabili e attraverso la gestione del patri-
monio immobiliare hanno fatto guadagnare milioni di euro ai comuni di Napoli,
Roma e Milano e a diversi enti statali. Napoli, in particolare, ne incassa una qua-
rantina in pi all'anno. Sono gli stessi dipendenti a difendere, con una lettera aper-
ta, il gruppo "per difendere la nostra dignit di lavoratori e per rappresentare con
orgoglio il buon nome che in questi anni la aziende del gruppo, a suon di risultati
positivi, si sono conquistate. Sentiamo prima di tutto il bisogno - spiegano - di
esprimere la nostra solidariet umana al dottor Romeo, con la speranza di un esito
sollecito e positivo della vicenda giudiziaria in corso". Rispetto poi all'attenzione
dei media, che "sta travolgendo, spesso in maniera poco chiara e chiaricatrice, an-
che le aziende che operano sotto il nome Romeo", i lavoratori puntualizzano che
"abbiamo sempre lavorato duro nel gruppo, non ci stato mai chiesto, n abbia-
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mo avuto mai la sensazione di lavorare in un contesto illecito, o anche solo scarsa-
mente professionale. Anzi per molti di noi - aggiungono - nelle situazioni pi diver-
se, l'appartenenza al gruppo nata da una selezione severa ed stata motivo di or-
goglio e soddisfazione". Romeo attualmente conta 360 addetti e un fatturato di
161 milioni di euro, generando un indotto di circa 18mila impiegati. Ha sedi a Na-
poli, Roma, Milano e Bari. Tra i dipendenti annovera legali, contabili, progettisti,
architetti, ingegneri, informatici e personale tecnico. "Per il Comune di Napoli -
proseguono i lavoratori - operiamo nella gestione dell'inventario degli immobili di
propriet comunale, nella riscossione degli aftti abitativi e commerciali, nella loro
manutenzione. Il censimento degli immobili, prima dell'intervento del gruppo Ro-
meo, era di 1.300 unit. Oggi ammontano a 56mila grazie ad un capillare lavoro
di emersione di tutte le propriet. Gli incassi del Comune sono passati da 1,5 milio-
ni di euro della passata gestione a 44 milioni di euro l'anno. Il valore patrimoniale
del Comune passato da circa 750 milioni di euro a 3 miliardi di euro. Il costo per
l'amministrazione di 4 milioni di euro". "Lo stesso sistema - proseguono - stato
adottato anche a Roma: se prima della gestione del gruppo Romeo il Campidoglio
incassava 18 milioni di euro l'anno, dopo ha raggiunto i 90 milioni di euro. Il costo
del servizio stato di 3 milioni di euro. A Milano le proporzioni tra costi e ricavi
sono uguali a quelle di Napoli e Roma, ma su un patrimonio amministrato di
12mila unit. Le attivit di global service del gruppo riguardano immobili e sedi
nazionali e territoriali di alcuni dei pi importanti e prestigiosi enti ministeriali e
statali. Secondo i dati del ministero dell'Economia - sottolineano - in 4 anni di ge-
stione da parte del gruppo Romeo questa parte della spesa pubblica si ridotta del
22 per cento". "Sarebbe lunghissimo - continuano - l'elenco delle attivit svolte in
questi anni con tante amministrazioni, ma ovunque i parametri di efcienza e ri-
sparmio, conseguiti da questo team in collaborazione con la committenza pubbli-
ca risultano ottimi. E questo ci rende orgogliosi e profondamente consci di fornire
un servizio altamente specializzato e innovativo. Sul dottor Romeo sappiamo quel-
lo che vediamo ogni giorno venendo a lavorare: un impegno diretto, quotidiano,
sferzante e appassionato". Dall'attuale "accanimento mediatico - concludono - ci
sentiamo umiliati e disorientati, ma andiamo avanti con orgoglio e con la professio-
nalit di sempre per onorare gli impegni assunti con i nostri committenti, gli utenti
e i nostri partner".
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C AP I T OL O 4
Qualcuno dubita del
teorema
Se l'Inquisizione Togata prende schi per aschi (Lehner su Libero)
Vado controcorrente e, da poco-tenente, me lo posso permettere, essendo diver-
so anche rispetto agli onesti come Di Pietro, che di propriet ne hanno pur ac-
quisite; sicuramente in maniera pulita, avendo restituito i prestiti richiesti ed otte-
nuti da due futuri inquisiti.
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Reso ancor pi saldo dall'aver studiato Benedetto Croce, mi consento alcuni ci-
nici ossimori, salutari, tuttavia, per diradare il conformismo del circo mediatico-
giudiziario.
Quando, oggi, certuni innocenti escono di galera dopo trent'anni o altri, pi for-
tunati, dopo quindici, perch Santa Inquisizione Togata s' nalmente accorta
d'aver preso schi per aschi in tutti e tre i gradi di giudizio, mi riesce difcile sotto-
scrivere il malloppo consegnato alla stampa dai pm napoletani, con il consueto co-
rollario di intercettazioni sui giornali e su Internet.
Quando il collega Giancarlo Pittelli costretto a chiedere le dimissioni da parla-
mentare, lui che stato da tempo archiviato, per potersi difendere dai rumori me-
diatici di Santoro e De Magistris; quando cotesto pm, di contro ai normali cittadi-
ni, pu disporre dell'attenzione quotidiana dei colleghi, tirando in ballo l'universo
mondo, nanco il presidente Napolitano; quando il valente on. Mario Landol de-
ve rinunciare al posto di ministro o di presidente di commissione, perch da tempo
impiccato ad un'accusa che non sta in piedi e neppure seduta; quando il sottosegre-
tario Nicola Cosentino, incensurato e neppure indagato, si vede massacrare a mez-
zo stampa con verbali inconsistenti e datati 1995, chiss perch, adesso, rinverditi;
quando, inne, tutti vedono che, senza pentiti e intercettazioni, questa magistra-
tura non si raccapezza mai o fa scempio dell' Habeas Corpus come nel caso del
babbo dei fratellini di Gravina; ebbene, allora vien da borbottare che, nell'inchie-
sta a carico di Alfredo Romeo, non esiste congruit alcuna tra lo stridente boato
mediatico e la tessitura probatoria, visto che, al momento, non v' traccia di passag-
gi di denaro, bens soltanto di chiacchierate di stampo lobbistico.
Negli Usa cosa normale e legale, da noi perch dovrebbe ascendere addirittu-
ra a diabolico sistema Romeo? Alla n ne, viene da porsi un dilemma strano e
sconvolgente: per chiudere la questione meridionale sarebbero meglio uno, dieci,
cento Romeo, imprenditori che creano, senza corruzione ma lobbisticamente, po-
sti di lavoro, ricchezza e tecnologie di primo livello; oppure uno, dieci, cento di
quei pm, i quali spendono e spandono i soldi di Pantalone, sparando inchieste ro-
boanti e demonizzanti, con l'unico risultato di vedersele archiviate, dopo aver semi-
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nato panico, perch carenti, infondate, inconsistenti, poco o nulla riscontrate? Chi
ripagher il male fatto a Barbara Palombelli esposta al fango schizzatole addosso
da intercettazioni subito date in pasto alla morbosa ferocia mediatica, ma che i ma-
gistrati emeriti non s'erano affatti curati di riscontrare, evitando, cos, devastanti
scambi di persona? Siamo ancora a si scrive Tortona, ma si pu leggere Torto-
ra?
Se un indagato dichiara che il procuratore Lepore raccomand qualcuno a Ro-
meo, certo pu mentire pro domo sua, ma perch mai il magistrato non si limita a
negare, aggiungendo, invece, scene a colori di complotti e delegittimazioni?
Io, deputato della Campania, meridionalista e fautore della nuova regione che
amo chiamare Lucania Magna (Basilicata pi la provincia di Salerno affrancata
in tutti i sensi da Napoli), tra Romeo e i pm che non riscontrano, mi schiero a favo-
re dell'opzione pi paradossale e, come avrebbe suggerito Croce, dico alto e forte:
meglio uno, dieci, cento Alfredo Romeo. La religione della libert impone di chie-
dersi se la vera questione politico-morale non riguardi gli eversori che, mascherati
da onesti, sfruttano i boati giudiziari ancora tutti da vericare, al solo scopo di
ridurre a bivacco di manipoli o a caserme di polizia le aule di Montecitorio e Pa-
lazzo Madama.
Giancarlo Lehner 23/12/2008
Lobbying o corruzione ?
Panorama: In occasione della discussione sul caso Romeo ne parlano su Panora-
ma : Velardi, Zanetto, Gasparri, e anche il presidente dell'Ance, Buzzetti che fa
lobbying a favore dei costruttori e contro gli appalti di Global Service. E penso che
sia legittimo.
Non sono mai stato dell'idea che la regolamentazione della attivit di Lobbying
risolva tutto. Poich in Italia ci che non esplicitamente previsto da una legge
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illegale, o pu esserlo, meglio avere una legge sulla trasparenza dei rapporti tra po-
litica e interessi che rischiare che unattivit legittima di lobbying, di networking,
magari perch fatta in modo confuso o approssimativo, o in conformit a rapporti
presunti, desiderati, o esibiti impropriamente diventa un reato.
Allora abbiamo due vie : quella europea che si pu agilmente copiare : un regi-
stro volontario, o quella statunitense un registro obbligatorio e piena disclosure di
ogni singolo euro....In entrambi i casi il tema la trasparenza....In Italia siamo pie-
ni di proposte cos , tutte morte in breve tempo. E' il caso di cogliere al volo questa
possibilit e di fare presto.
Al tempo stesso la politica e il decision making devono essere resi trasparenti e
comprensibili altrimenti nei numeri volati in questi giorni, nessuno capir pi nul-
la.
Ad esempio certicare i bilanci degli enti locali e renderli accessibili anche dal
punto di vista della trasparenza:
Una iniziativa che la fondazione Civicum vuole estendere in tutto il paese (15
gennaio a Roma) per rendere trasparenti i bilanci dei comuni istituendo un bollino
di qualit indiscutibile.
Finalmente qualche giornale da conto della posizione dei dipendenti. Nelle cronache locali!
commenti:
Teresa ha detto...
Tra le colpe di Romeo, secondo un articolo a rma di Gerardo Ausiello sul
Mattino del 24 dicembre, c' anche quella di aver arredato l'hotel Romeo con co-
stose opere d'arte. quel che conta il lusso per il lusso"..."l'arte un lusso e come
tale non ha prezzo"..."Romeo e il lusso. Un rapporto viscerale intimo, come tra
due amanti" e via discorrendo, sottolineando continuamente l'aspetto dei costi,
piuttosto che la presenza di opere rmate dai pi noti e importanti artisti contem-
poranei. Viene da chiedersi se questo signor Ausiello sia a conoscenza di una ten-
denza diffusa da anni, in Europa e nel mondo, che vede gli alberghi protagonisti,
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C AP I T OL O 5
Lobbying e story
telling
La lobby al tempo di Romeo e Il sistema Giulietta

Sistema Romeo: secondo i giudici si tratta di unassociazione criminale rivolta a
condizionare la politica su scala nazionale; un "network", ha scritto un giornale in
cui cerano politici tecnici e funzionari, cui era promessa carriera, vantaggi. Il rea-
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to contestato aver predisposto i termini di una gara mai realizzata a Napoli e poi
aver commesso una serie di altre possibili illegalit.
Secondo quel che noto nora dalla difesa degli imputati: il network c'era, ma
era un sistema di relazioni (alcune utili altre meno) richiesto e ben visto dalle auto-
rit, necessario per garantire il funzionamento e lideazione di servizi che sul pro-
prio patrimonio immobiliare quasi nessun comune o ente era capace di gestire in
proprio.
Quale che sia lesito delle indagini e il lavoro dei giudici e il processo mediatico
sono gi conclusi, poich noto le regole della stampa impongono un giudizio e
senza possibilit di ricorsi o ulteriori istanze dal taglio e la posizione degli articoli e
dei titoli dei primi giorni. Archiviazioni, assoluzioni e prescrizioni: non ci sono nel
circuito mediatico, n corti dappello n cassazioni. Ci sono le smentite di legge.
Tanto meno valgono nel tempo dinternet: dove i bit si allineano in database eter-
ni... Per questo Giulio Andreotti resta per molti, giovani e non, intellettuali e tassi-
sti, il capo della maa o quello che ha baciato Riina. Intendiamoci la stampa non
ha fatto indagini, sulla base delle intercettazioni e dei comunicati della Procura: ha
emesso un verdetto A prescindere. Direbbe Tot.
Il network integrato dei Santoro, Grillo e i Travaglio, conosce il meccanismo
perfettamente. Blog, spettacoli satirici, vendita di DVD ed instant-book, processi in
diretta, indagini a sensazione, inseguimenti di qualche parlamentare.., rilanci su
You tube . La stampa conndustriale "deplora" il benchmark di Romeo rispetto ai
rispettabili concorrenti: Troppi protti, aggravante per eccesso di protto in ge-
stione di impresa !
Nessun complotto, intendiamoci, ma tutto si tiene e si mantienedel resto la
consegna del primo degli agit-prop: il "ripeti ripeti qualcosa rester" viene ampli-
cato dall epoca delle reti, ma deve essere ottimizzato da esperti di Search Engine Op-
timization. Il bravissimo consulente di Grillo, Casaleggio e Associati sa di che si trat-
ta.
In tutti i casi al centro del processo c linsieme dei public affairs: i rapporti con
le istituzioni delle imprese, le attivit di lobbying. Secondo alcuni (la maggioranza
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della classe dirigente mediatica politica) sono dirty affairs, corruttela, contiguit e
commistione di poteri usurpati ho comprato, il lezzo del malaffare non pu che al-
bergare qui, tra politica e realt.
Secondo altri si tratta di relazioni istituzionali perfettamente legittime anche se
svolte in un ambiente difcile, anche di acquisizione di crediti di rivendicazioni
improprie di paternit ma nessuna corruzione, nessun controllo del potere anzi un
ruolo di advisoring elevato e specialistico.
Di natura parzialmente diversa le indagini che hanno riguardato centinaia di
funzionari, attori, imprenditori e che hanno portato al rinvio a giudizio di 106 per-
sone in Basilicata... qui nelle carte del giudice c' addirittura la descrizione del pro-
lo di personalit coinvolte a diverso titolo come una trama relazionale coesa e
controllata dellimprenditore meridionale Saladino se non sbaglio. Si menziona ad-
dirittura lattuale Presidente delle Repubblica per dire che in giovent uno dei diri-
genti della Compagnia delle Opere aveva fatto parte dellala riformista del PCI il
cui leader era Giorgio Napolitano .
Sulle relazioni tra amministrazione e appaltatori, imprenditori locali testimoni
di matrimonio e dunque erogatori di donazioni era basata anche la misura domici-
liare che ha messo fuori per il sindaco di Pescara poi liberato dagli inquirenti, do-
po il commissariamento e tra le polemiche. Non ci sono dazioni, n scambi diretti,
sono chiamati in causa da intercettazioni e stampa: network politici, antiche afni-
t di corrente (old boyz networks), afnit storiche (alumni). Tutte accuse a carico
per il tribunale on the air della stampa mainstream di tutti gli orientamenti (tranne
rare eccezioni) nella parte della accusa contro il sistema delle relazioni tra imprese
e potere. Chiamatela lobbying, networking, relazioni istituzionali sembra che gli in-
teressi (soprattutto in certe condizioni politiche e geograche ) siano di per s so-
spetti, colpevoli no a prova del contrario.
Naturalmente il sistema della stampa analogica vive e si alimenta dello stesso
sistema che combatte, ci sono politici che pensano utilizzare stampa e decisioni del-
la magistratura per affermare la loro linea oggi alloffensiva e poi niscono sulla
graticola ( e correnti nei partiti che si combattono). Ci sono editori che sono im-
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prenditori , a volte parte a volte vittime del sistema. (Chiss che un giorno un giudi-
ce non veda anche qui un intrigo bipartisan per avere soldi pubblici ?) e imprendi-
tori-editori che sono stati alleati di altri imprenditori ma oggi possono sperare di
prendere il posto di chi sotto botta. Anche questa una lobby bellezza ,s, ma
quella che balla sguaiata al suono dellorchestra giustizialista. E non averla mai re-
golatala lobby vera , quella che in tutta Europa e nel mondo organizza e fa emerge-
re i rapporti , non aver mai avuto una legge in un paese in cui ci, che non previ-
sto per legge reato funzionale sia ai corrotti che ai moralisti a giorni alterni.
Nel rapporto tra pubblico e privato si colpevoli sino a prova del contrario.
Curiosamente non attrae pi di tanto lattenzione che su un tema di lobbying si
sia consumato i divorzio tra il DG di Conndustria e la attuale presidenza : tema
gli aiuti allindustria automobilistica.
Proviamo a immaginare una piccola ction
che chiameremo il sistema Giulietta
Facciamo nta che il Direttore Generale di Conn-
dustria sia stato anche a capo delle Relazioni Istitu-
zionali della pi grande industria di auto Italiana e
invece che Romeo si chiami Giulietta. Si tratta di
unazienda che ha avuto a lungo anche il monopo-
lio di tante forniture pubbliche dauto e mezzi con gare pubbliche, che si giova di
un sistema autostradale di prima grandezza e che riuscita a risollevarsi con uno
sforzo enorme ed un management universalmente stimato.
Facciamo nta (questo altamente improbabile) che il dott. Giulietta abbia un
marcato accento napoletano (poco credibile), che nel corso di diverse leggi nan-
ziarie si sia occupato di ipotesi interessanti il suo mercato , come la rottamazione
ed altro..Per diversi anni e ad oggi nellambito della manovra anticrisi il supposto
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dott. Giulietta ha parlato con ministri , parlamentari e funzionari , con altre parti
dei rappresentati dicendo : quella cosa quella degli incentivi , per me dovrebbe es-
sere specicato un ruolo del comparto nostro e non solo genericamente per lindu-
stria , ne ha parlato a pranzo con qualche parlamentare , o con qualche esponen-
te della Presidenza del consiglio . Facciamo nta che il dott. Giulietta anche nel
nuovo incarico ha mandato delle slides a supporto, che so ad un Direttore gene-
rale del ministero dellindustria o del Tesoro , per dimostrare che so che rispetto al-
le misure avviate da Bush negli States o in Europa a sostegno di imprese concor-
renti la mancanza di un supporto alla nostra unica industria multinazionale mani-
fatturiera . Se le stesse cose le avesse dette a uno o pi esponenti della opposizione
che avrebbero commentato verimm che potimme fa e qualcuno lo avesse ad-
dirittura chiamato , magari un sindaco, uno pi assessori, rassicurando che con
Letta ci ho parlato anche io a Roma e ho un buon rapporto anche con Scaiola
per liter della proposta ,; Immaginiamo che Giulietta abbia detto al Sindaco :
ma siamo sicuri, guarda che a me risulta che i tuoi stanno criticando il provvedi-
mento magari criticando qualche altro esponente del governo e dicendo no , ma
quello scemo perch qualcuna di queste imprese risulta e importante per il desti-
no di un comune, di una regione Io penso che avrebbe fatto una buona parte del
proprio dovere.. , . Questo suo ruolo sarebbe dovuto essere riconosciuto dal siste-
ma come un ruolo importante di educazione reciproca (anche se in dialetto parte-
nopeo) tra istituzioni e interessi indipendentemente dai risultati .Quanto allimpre-
sa si sarebbero valutate le performance in borsa proprio sui protti e non solo sul
vantaggio competitivo dato dal sistema relazionale. E lautore di questazione una
persona competente di politica e dindustria avrebbe avuto come riconoscimento ,
proprio un incarico nella associazione diventando il dirigente pi importante della
lobby delle industrie italiane. Fino al cambio di dirigenza e linea almeno.
Ma immaginiamo anche che due anni fa allavvio di questo percorso un giudi-
ce che ad Avellino indagava sul caso Yes we can.. sottolinei una frase pronuncia-
ta da uno degli indagati durante la stessa campagna elettorale per ingraziarsi in un
colloquio uno qualunque di parlamentari o personaggi citati , tipo con Te ( Giu-
lietta) il rapporto lo tengo io per tutto il gruppo in particolare per la cosa che ti sta
a cuore , degli sgravi scali a Torino. Siamo una cosa sola .
37
Da quel momento il telefono di Giulietta messo sotto controllo : e tutte le tele-
fonate e i contatti di cui sopra , e quelli che portano alle riunioni, quelle della sua
segretaria, dei suoi collaboratori di tutti gli altri contatti con decisori o inuenti di
qualunque tipo sono intercettati. Per due anni.
Immaginiamo poi che qualcuno di costoro dalla impresa o da altri abbia solleci-
tato o ricevuto donazioni per un orfanatroo, sponsorizzazioni a un congresso , a
un maxi concerto di un grande comune a una festa nazionale, biglietti della scala ,
o della Formula 1.
Facciamo nta che si sta parlando di soldi pubblici, di sgravi scali, di allocazio-
ni importantissime di denari pubblici .il giudice della giurisdizione di competen-
za potrebbe trarre la conclusione che si tratti di distrazione di fondi pubblici !
Poi se limpresa ha partecipato a gare ad esempio presso la Consip magari per il
rating dauto , (sarebbe certo toccato in una grande azienda al responsabile marke-
ting settore PAC con cui a volte Giulietta pu avere interagito). Tutto questo po-
trebbe aver creato ripetute turbative dasta soprattutto se avesse partecipato a grup-
pi di lavoro della Consip stessa sugli stessi temi. Insieme unassociazione a delin-
quere , un network.
Tutto questo potrebbe emergere da due anni in migliaia dintercettazioni, du-
rante un paio di mesi di titoloni di giornale , poi arresti, richieste di indagare i par-
lamentari etc.
Santoro e Travaglio con foto nostalgiche si interrogherebbero sulla dinastia dei
fondatori dell impresa "conniventi o no " ? Colpa loro o dei loro manager ? Per-
ch a sinistra non ci si accorti ? E cos via Ecco, per sempre ,instaurato presso la
pubblica opinione il sistema Giulietta . Tutto per nta , ma non per scherzo !
38
C AP I T OL O 6
Gli sfrantummati,
Santoro e i broccoli
Iervolino e Mishima : Ci deve essere un errore
"Il suicidio di Nugnes? Un atto di dignit che mancato ad altri. Rosa Russo Ier-
volino. Nel momento in cui il mondo si scambiava gli auguri ...Nelle intercettazioni
al massimo a lei hanno dato della scema
Ma considerare il suicidio un atto di dignit, dai tempi di Mishima che non lo
sentivo dire. La vita non era un valore assoluto ?
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Romeo, Lusetti e gli Imprenditori che inuenzano la politica
APPALTI ROMEO:LUSETTI, EQUIVOCO CHE CHIARIRO' A MAGI-
STRATI (ANSA) - ROMA, 7 GEN - ''C' un equivoco molto grosso e avr modo
di chiarire la mia posizione ai magistrati''. Il deputato del Pd Renzo Lusetti, a Por-
ta a porta, offre la sua estraneit dalle accuse che gli sono state rivolte dalla magi-
stratura di Napoli per la vicenda Global Service, in conformit a alcune intercetta-
zioni telefoniche tra lui e l'imprenditore Alfredo Romeo. ''Escludo categoricamen-
te di essermi attivato presso chicchessia, anche verso alti magistrati del Consiglio
di Stato, per poter inuenzare in qualche modo una decisione'', ''Romeo un im-
prenditore di valenza nazionale - sottolinea Lusetti - ed era vicino alla Margherita
come ad altri partiti, aveva rapporti buoni con noi ed anche con altri''. ''Nelle no-
stre conversazioni - osserva Lusetti - c un tono molto discorsivo, scherzoso, sul
piano di un rapporto ironico tra noi due''. Lusetti sostiene, inoltre, che ''non possi-
bile che un imprenditore inuisca sugli equilibri interni di un partito'' e sostiene
che in genere ''gli imprenditori sono interessati a capire gli equilibri all'interno di
un partito e si informano''.
In verit curioso assai che si deniscano "inuenze nella politica" circa 50.000
euro di partecipazione a un giornale, quattro chiacchiere poco comprensibili con
Lusetti (che non poi il capo della Margherita) sugli equilibri interni ...Questo
quando abbiamo tre canali nazionali, il maggior settimanale e diversi giornali di
propriet del presidente del consiglio. Quando il giornale pi inuente del centro
sinistra, che da anni orienta il suo gruppo dirigente dello stesso schieramento , che
svolge campagne pro e contro parti dei suoi gruppi dirigenti che appartiene a un
importante gruppo con diversi interessi che su temi diversi dalle telecomunicazioni
ed altro, ha fatto sentire la sua voce sino a promuovere un partito oggi in difcolt.
Quando un costruttore con interessi legati ai piani di sviluppo edilizio residenziale
e di infrastrutture che controlla alcuni dei pi inuenti quotidiani proprio a Napoli
40
e a Roma ! Altro che sistema Romeo : le inuenze sulla politica , semmai sono be-
ne equilibrate in un sistema in cui francamente Romeo appare "periferico" e "resi-
duale" ....per questo, (senza discutere dei metodi che verranno accertati) fastidioso
e problematico.
MAUTONE , ma era uomo di ducia di Di Pietro o no ?
APPALTI ROMEO:MAUTONE A PANORAMA,ECCO RICHIESTE DI
PIETRO JR (ANSA) - NAPOLI, 8 GEN - ''Non so se per lui fosse poco o molto,
ma queste sono le richieste che mi ha fatto''. Parole di Mario Mautone, riferite a
Cristiano Di Pietro, glio dell'ex ministro e leader dell'Idv. L'ex provveditore
ai lavori pubblici della Campania e del Molise racconta al settimanale il presunto
sistema di favori. ''Erano impegni istituzionali - dice - quali la realizzazione della
nuova prefettura di Isernia, altre caserme dei carabinieri e della polizia di Stato, il
restauro della Torre di Montebello''. Mautone passa in rassegna gli interrogatori
avuti con i magistrati e dice a Panorama: ''Non mi e' stata fatta alcuna domanda
su Antonio Di Pietro''. Mario Mautone e' tra i tredici destinatari di ordinanza di
custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta della procura partenopea sugli appalti
al Comune di Napoli per la quale e' detenuto in carcere l'immobiliarista Alfredo
Romeo.
L'8 Gennaio i PM ottengono di mettere in galera anche Gambale !
NAPOLI, 8 GEN - Il fermo agli arresti domiciliari disposto dalla Procura della
Repubblica di Napoli nei confronti dell'ex assessore comunale Giuseppe Gambale
era stato emesso sabato scorso subito dopo l'annullamento dell'ordinanza da parte
del Tribunale del Riesame. Ieri il gip, pur rinnovando la misura cautelare, non ha
convalidato il fermo non ravvisando il pericolo di fuga che la motivazione alla ba-
se del provvedimento dei Pm. E oggi i legali di Gambale, gli avvocati Domenico
Ciruzzi e Marco Campora criticano l'iniziativa della procura rilevando che il fer-
mo stato 'un incondivisibile atto di arroganza inquisitoria, risultando evidente,
anche al comune cittadino, la totale insussistenza del pericolo di fuga, quale neces-
sario ed inderogabile presupposto applicativo''. La non convalida del fermo da par-
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te dellautorit giudiziaria ''impone l'obbligo - affermano Ciruzzi e Campora - di
informare correttamente l'opinione pubblica''. Per i penalisti ''il fermo disposto dal-
la procura della Repubblica di Napoli rischia di diventare un' intollerabile e capzio-
sa prassi applicativa in grado di aggirare norme procedurali volute dal legislatore a
garanzia del cittadino inquisito''. ''Sul punto, e sul prosieguo del processo - dicono
gli avvocati -, l'auspicio che gli organi di informazione continuino ad esercitare
quella funzione di controllo di rilevanza costituzionale che attribuisce ad essi la fun-
zione di attenti interpreti e fedeli guardiani della cronaca processuale, deludendo
chi li vorrebbe 'cagnolini da salotto' delle Procure della Repubblica. Sussiste infatti
il rischio di diffondere estrapolazioni accusatorie, selezionate da suggeritori occul-
ti''. Invece ''i rilevanti e documentati assunti difensivi, pur presenti negli atti e negli
interrogatori di garanzia, non vengono propalati, sol perch' i difensori, sino ad
ora, hanno inteso rispettare le regole del riserbo processuale, evitando di anticipa-
re la celebrazione del contraddittorio sui media''. I difensori inne segnalano che
''in ragione di uninefcienza organizzativa della stessa Procura'' (i mancati avvisi
ai difensori che determinarono l'annullamento da parte del Riesame, dr.) ''la posi-
zione dell'on. Gambale, innocente sino al giudicato denitivo, a tutt'oggi, non e'
stata neanche sottoposta al vaglio critico del Tribunale del Riesame'
Il sistema nanziario invece un network "condonato" dalla crisi
La notizia di oggi l'analisi della Authority per la concorrenza e il mercato sul-
la situazione di potenziale conitto dovuta alle partecipazioni incrociate tra azien-
de (banche e assicurazioni) concorrenti e il grande numero di manager che pure
partecipano agli organi di governance di imprese concorrenti.....L'analisi una
buona cosa, peccato che la stampa nazionale invece che gridare allo scandalo con-
tro questo "network" ,davvero spurio per le responsabilit che comporta...tutto
sommato "rinvia la pena" per via della grave crisi nanziaria..."il rischio -dice
qualcuno- che si parli di losoa"
Curioso nel caso di telefonate e contatti tra politici e imprenditori, a proposito
di appalti, parte subito il dubbio dei giudici e dei media che "l'interesse privato sia
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l'unico vero benecio" , mentre per gli istituti, privati ma regolati, che hanno con-
tribuito a diffondere gravissimi comportamenti lesivi dei diritti dei risparmiatori,
non si toccano : proprio laddove non solo le stesse regole della concorrenza se non
rispettate , creano una disparit gravissima nella tutela "istituzionale" dei cittadini
clienti.
Ancora : la stesse Banche hanno enormi responsabilit e fanno affari con le
pubbliche amministrazioni, partecipano a processi di evidenza pubblica, hanno
venduto prodotti nanziari e collaborato a cartolarizzazioni...ne avranno parlato i
responsabili commerciali e amministratori con amministratori pubblici , ad esem-
pio per proporre prodotti "derivati" per la gestione....
Questo intreccio di responsabilit per essere migliorato o discusso avr bisogno
dindagini giudiziarie o no ? Non sarebbe meglio dedicarsi subito a nuove regole
per migliorare la ducia, per garantire i destinatari ultimi (cittadini e clienti) ? Non
sarebbe meglio occuparsene mentre ingenti risorse pubbliche vengono destinate a
garantire un "sistema" fatto di relazioni assai pi intime, anzi interne alla "gover-
nance" delle stesse aziende di quanto non fossero gli episodi n qui discussi nelle
varie indagini ?
Judicial networking ? Romeo's ubiquity. Luxury Hotel.
Low cost Corruption.
APPALTI ROMEO: INCHIESTA ROMA,IMPRENDITORE SARA' IN-
TERROGATO
(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Sar interrogato a breve dalla
Procura di Roma Alfredo Romeo, limprenditore gi al centro
Dellinchiesta sulla gestione degli appalti del comune di Napoli
E indagato anche nella capitale per corruzione nellambito di un
Filone dindagine arrivato dalla procura di Potenza nel quadro
Dellinchiesta su una serie di scambi illeciti di favori in cui sarebbe stato coinvol-
to lex ministro dellAmbiente Alfonso
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Pecoraro Scanio. La procura di Roma indaga su un episodio concernente il pa-
gamento ad Angelo Canale, ex assessore al Patrimonio del Campidoglio durante
la prima giunta di Francesco Rutelli, di due pernottamenti a Napoli nel lussuoso
hotel Continental.(sic) Al vaglio dei Pm Sergio Colaiocco e Roberto Felici c unin-
tercettazione dalla quale emerge la circostanza oggetto dindagine. Gli inquirenti
dovranno accertare in cosa consistita la presunta corruzione nei confronti di An-
gelo Canale. Lo stesso Canale, che tra laltro stato magistrato della Corte dei
Conti e che attualmente ricopre il ruolo di responsabile del Dipartimento Sviluppo
del Turismo, a sua volta indagato per corruzione.
I magistrati stanno monitorando, dal 1997, la tipologia dei rapporti tra Canale,
allepoca assessore al patrimonio del comune di Roma, e limprenditore Romeo, il
quale
Si aggiudic in quel periodo lappalto per la gestione del patrimonio immobilia-
re del Campidoglio
Processo mediatico a Romeo : c'entro anchio.
Anno zero ha visto il blog !
Oggi sono stato messo in contatto da una brava collaboratrice del programma
Anno Zero di RAI2, Dina Lauricella. Ho accettato subito la sua intervista. Tema:
il mio blog sul caso Romeo e le mie critiche alla stampa. Un punto a suo favore
perch ha cercato notizie su internet e mi ha trovato.
Vi anticipo il colloquio, per curiosit ed anche perch possiate vericarne il ri-
torno mediatico sulla prossima puntata della trasmissione. Sono certo che sar im-
peccabile almeno da parte sua.
Perch sono stato critico con la stampa?
Perch ritengo che i media stiano dentro un format che in parte subiscono e in
parte alimentano, dando solo la versione delle Procure e non della difesa, descri-
vendo il lavoro del Gruppo Romeo e la sua entit in modo spropositato e sbagliato
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(il fatturato 161 milioni di euro, quando i concorrenti hanno numeri assai pi
grandi), e pur avendo un ruolo delicato con la Pubblica Amministrazione si descri-
ve come Gruppo pi potente dItalia e non cos. Quindi un processo di fatto, gi
concluso.
Ho poi anche detto che la presa di posizione dei dipendenti sui numeri e le atti-
vit stata censurata e lo confermo perch pubblicata in modo marginale, solo da
qualche cronaca locale. Di fronte ad uno tsunami di titoloni!
Alla mia domanda se Anno Zero ne abbia parlato, se abbia comunicato notizia
di questa lettera dei dipendenti, la giornalista ha risposto che era stato molto com-
plicato mettere in contatto lazienda.
Lautocritica: uno dei compiti non riusciti del consulente di comunicazione era
proprio quello di far comunicare di pi il Gruppo. Romeo ha sempre difeso un at-
teggiamento comunicativo di Low prolo, considerando il suo ruolo solo tecnico.
Comunque quella lettera dei dipendenti c' e possono comunicarne notizia. Ve-
dremo.
Quanto al nostro lavoro fatto con Romeo? : Abbiamo svolto monitoraggio quotidiano
sulle attivit parlamentari, come facciamo per altre settanta aziende, consulenza
politica generale (stabilit e orientamenti dei governi etc) che a Romeo interessava
moltissimo, per cui aveva una vera passione e poi anche indicazioni sugli orienta-
menti del governo o dei decision makers verso servizi di esternalizzazione, o
outsourcing.
Inne attivit, poche ahim, di comunicazione. Non ha partecipato molto a
tutti gli appuntamenti propri di Reti, dando sempre l'impressione di essere perso-
na che ragiona solo su fatti tecnici.
Noi facciamo da nove anni attivit di lobbying, cio di comunicazione tra inte-
ressi e decisori pubblici come in tutta Europa e nel mondo si fa in modo ordinato e
trasparente.
L'attivit pi recente stata la comunicazione dellinaugurazione del Romeo
Hotel. Ho insistito personalmente perch, nonostante le voci dindagini, quell'inve-
stimento fosse presentato.
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La giornalista ha sottolineato che trovava strano che alla inaugurazione ci fosse l'assessore al
turismo Claudio Velardi, socio fondatore di Reti, e che la cerimonia fosse curata da Re-
ti lo trovava al limite del conitto dinteresse.
Non vedo perch:
a) Velardi fuori dalla governance di Reti da quando assessore; b) abbiamo
ritenuto opportuno di non operare perch attivit di relazioni istituzionali e lob-
bying , cio di rapporto con qualsiasi decisore pubblico: non assumiamo e non ab-
biamo commesse che mettano in rapporto privati con le Amministrazioni Pubbli-
che a Napoli e in Campania.
Ma di certo non abbiamo fatto pulizia etnica o geograca di clienti, di cui curia-
mo la comunicazione con la stampa, gli eventi e cos via in tutta Italia. Sempre che
non ci siano di mezzo le Amministrazioni Pubbliche della Campania e si tratti solo
di rapporti tra privati. Cos stato per linaugurazione dell'hotel. Sarebbe anzi con-
itto dinteressi, civilmente perseguibile dall'azienda, se avessi escluso, senza validi
motivi e autorizzazioni, un rapporto tra privati (ripeto, senza relazioni con le Am-
ministrazioni Pubbliche ) solo per favorire un socio che ha deciso di fare un altro
mestiere
Piantagione illegale di Broccoli per Romeo !
E' proprio il padrone d'Italia ! Piantare broccoli illegalmente a Napoli davvero
deve aver indignato e impegnato le procure. Non si riscontrano intercettazioni, ma
i mezzi investigativi moderni consentiranno di chiarire se i broccoli sono stati pian-
tati o sono spuntati spontaneamente. Dopo di Pietro , anche le simpatiche piantine
saranno presto ascoltate in procura
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Cristiano di Pietro su Facebook
IERVOLINO PRUDENTE SU APPALTI ROMEO, C'E' REGIME
CONTRATTUALE, NO A PASSI FALSI Napoli, 19 gen. - (Adnkronos) - ''Non
possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare pas-
si falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni''. Lha detto il sindaco di Na-
poli Rosa Russo Iervolino leggendo la relazione di apertura del Consiglio comuna-
le in merito ai rapporti del Comune con la societ Romeo. ''La Giunta -ha spiega-
to il primo cittadino- ha deciso di compiere una puntuale e accurata rivisitazione
del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali, al ne di veri-
care ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi rea-
lizzare un miglioramento nei controlli che non dovranno essere pi soltanto spora-
dici e cartacei ma continui, ispettivi e puntuali''. Quanto alla contrattazione in cor-
so per la riscossione delle contravvenzioni, la Iervolino ha aggiunto che ''occorre
ricordare che il Romeo vincitrice della gara, ma al ne di dare un chiaro segnale
di discontinuit saranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall'interruzione delle
trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo gi frutto di lunghi e forti
contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune
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Giulietta chi ? Santoro Wolwerine contro Romeo Magneto
Oggi Annozero sui rapporti tra Romeo e Politica a Napoli. In studio Di Pietro,
Tonini, Mantovani ed altri . Sembra che si discuter soprattutto della manutenzio-
ne degli stabili afdati al gruppo Romeo , vedremo probabilmente buchi e lamente-
le da Pianura , inquilini arrabbiati e degradazione dalle case popolari ( in passato
stupendamente servite dalla amministrazione?) . Forse si approfondiiranno le impli-
cazioni politiche dei "broccoli abusivi" in villa e certamente dell' "scandaloso" lus-
so dell ' Hotel (indagato per abusivismo)...ma certamente verr anche letto integral-
mente il comunicato dei dipendenti del Gruppo e si dar notizia del comunicato
della Consip . (o no ?)
Si parler immagino anche di Napoli e del PD delle sue divisioni naturalmente
a ridosso della presenza di Veltroni e D'alema nella Capitale Partenopea....e gi
un altro p di mazzate al centro sinistra alla politica in generale....tutt'indignati ed
uniti dietro le bandiere del giustizialismo doc..Niente analisi, numeri raffronti, con-
fronti con i concorrenti saranno certamente al centro....Gran Sart. Forse si citer
anche questo blog che ha avuto l'onore di una visita.. ed una intervista (vedi sotto)
quale la Tesi del "teorema Giulietta" (da noi anticipato) ? Se c' un Romeo (certa-
mente colpevole) , nella classe politica c' sicuramente una Giulietta (ancor pi
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sporca) da ammanettare . Ricetta: vedi il saggio di De Magistris sulla funzione dei
giudici su Micromega riportato oggi dal Riformista.
A Proposito : oggi un altro "Magneto" mostro processato a lungo dagli X-men di
stampa e procure assieme ai DS , Consorte , ha avuta annullata la condanna in
Cassazione senza rinvio, ha avuto ragione almeno su una parte del caso che lo vi-
de imputato e condannato dai giornali. Aspettiamo X-men
Povero Santoro
"Il povero Santoro" dice Santoro di se stesso...comincia cosi' ...Legge poi una
lettera di una magistrato...in solidariet con i magistrati. Contro l'ANM
Un ora di trasmissione e...solo i Kassam dell'accusa
Ore 22 Un'ora di trasmissione ad Anno Zero , solo i Kassam dell'accusa. nem-
meno una parola alle tesi della difesa....
Solo a Di pietro consentita la difesa su Anno Zero ... e solo il glio parla di
percentuali
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Annozero.... mi ha "immodestamente censurato"
non poteva strumentalizzare la intervista della sua collaboratrice....
Forse sar per le ragioni che mi ha anticipato la gentile intervistatrice..."no non
si preoccupi non potremo tagliarla lei parla a mitraglia..." Non hanno mandato in
onda la intervista, come non mandarono quella di Claudio Velardi all'inaugurazio-
ne dell'Hotel Romeo. Non c'era ciccia.
Doveveno esserci solo interviste aggressive, interventi e notizie di parte, politici
in imbarazzo, ction e intercettazioni taglia e cuci .Travaglio accusatore del Ro-
meo del 96, si trasformato in difensore solo del glio di Di Pietro che stato il so-
lo che ha parlato di percentuali di una gara (l'unico nelle intercettazioni). L'unica
difesa ascoltata anche dal pap nto severo.
Adesso attaccano ANM e CSM perch hanno punito qualche magistrato...non
una parola alle ragioni della difesa. E' l'unico tipo di processo cos costruito nel
mondo (eccetto forse la Cina e la Corea del Nord) Sul merito confusione di cifre e
quant'altro chi ha voglia si senta la mia modestissima intervista...su questo Blog
che insiste sul fatto che su tutte queste cose la stampa tradizionale fa solo una parte
in commedia
Il Velino se n' accorto
Il Velino fa giustizia e d conto del nostro blog....e della mancata intervista
vi diamo la notizia della agenzia stampa...
Romeo, il blog del socio di Velardi: Santoro mi censura Napoli, 23 GEN (Veli-
no/Velino Campania) - "Annozero mi ha censurato perche' non poteva strumenta-
lizzare quello che avevo detto su Romeo". l'accusa lanciata dal braccio destro di
Claudio Velardi, Massimo Micucci, tra i fondatori di Reti, societa' di lobbying che
ha lavorato tra gli altri per le aziende di Romeo. "Forse sara' per le ragioni che mi
ha anticipato la gentile intervistatrice: no non si preoccupi non potremo tagliarla
50
lei parla a mitraglia - spiega Micucci dal suo blog intitolato signicativamente
romeomediatico.blogspot.com -. Non hanno mandato in onda la intervista, come
non mandarono quella di Velardi all'inaugurazione dell'Hotel Romeo. Non c'era
ciccia. Dovevano esserci solo interviste aggressive, interventi e notizie di parte, poli-
tici in imbarazzo, ction e intercettazioni taglia e cuci .Travaglio accusatore del
Romeo del 96, si e' trasformato in difensore solo del glio di Di Pietro che e' stato
il solo che ha parlato di percentuali di una gara (l'unico nelle intercettazioni)".
Qual e' la tesi difensiva di Micucci? "Non c'e' un sistema Romeo ma un teorema
Romeo: i media stanno dentro un format che in parte subiscono e in parte alimen-
tano, dando solo la versione delle Procure e non della difesa, descrivendo il lavoro
del gruppo Romeo e la sua entita' in modo spropositato e sbagliato (il fatturato e'
161 milioni di euro, quando i concorrenti hanno numeri assai piu' grandi), e pur
avendo un ruolo delicato con la Pubblica Amministrazione lo si descrive come
gruppo piu' potente d'Italia e non e' cosi'. Quindi un processo di fatto, gia' conclu-
so
Laboccetta....
Ma adesso che c'entra l'on.Laboccetta....?
Mai saputo di intercettazioni....Boh ? Dal "
network globale " delle intercettazioni deve
essere saltato fuori qualche altra sorpresa ?
Potevano farlo ieri mattina almeno si "rim-
polpava" Anno Zero.
APPALTI ROMEO: LABOCCETTA,
CHIARIRO' MIA POSIZIONE (ANSA) -
NAPOLI, 23 GEN - '' Non mi aspettavo
certo di essere convocato in Procura a Na-
poli per lunedi' prossimo in qualita' di inda-
gato. Pensavo che al limite i PM partenopei
mi avrebbero ascoltato quale persona informata sui fatti rispetto alla vicenda Glo-
51
bal Service''. Lo afferma Amedeo Laboccetta, deputato napoletano del Pdl compo-
nente della Commissione Antimaa, commentando la convocazione in procura
nell'ambito dell'inchiesta Global Service. ''Sono pronto, comunque, a rispondere a
qualsivoglia domanda inerente l'inchiesta in corso, e sono convinto di poter chiari-
re la mia posizione ed ottenere un'immediata archiviazione'', prosegue Laboccetta.
L'esponente di An chiarisce, inne, di non essere ''compagno di merende di alcun
soggetto coinvolto nell'inchiesta. Non mi occupo di appalti o di clientele''. ''E chi
mi conosce lo sa. Respingo con fermezza le accuse che mi vengono mosse'', conclu-
de il parlamentare
Anche Amedeo Laboccetta stato assolto...
22 Gennaio : viene chiamato in causa pure De Mita che Risponde ai magistrati
su Romeo....MAI INTERVENUTO IN SUOI AFFARI
APPALTI ROMEO: DE MITA, MAI IN-
TERVENUTO IN SUOI AFFARI (ANSA) -
NAPOLI, 22 GEN - ''Ero e resto amico di
Romeo ma non mi e' mai stato da lui richie-
sto di intervenire nei suoi affari''. Questa la
risposta data da Ciriaco De Mita ai pm della
Procura di Napoli che gli hanno chiesto dei
suoi rapporti con l' imprenditore Romeo. De
Mita, conversando all'uscita con i giornalisti,
ha precisato che le questioni della sua cono-
scenza con Romeo e del lone d' inchiesta
sulla scuola nell'ambito degli appalti dell' im-
prenditore ''sono due cose distinte''. ''Io sono
amico di Romeo - spiega de Mita - e la no-
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stra conoscenza e' legata al fatto che lui ha sposato una marchesa di Nusco e an-
che alla circostanza che lui gestisce la vendita di alcuni immobili dove io ho locato
un appartamento. Questa e' l' origine della nostra amicizia che rimane. I rapporti
tra me e lui sono sempre stati di grande correttezza, abbiamo scambiato opinioni
ma non ho mai ricevuto richieste di intervenire in procedure di affari''
53
C AP I T OL O 7
Le (in) giustizie
Romeo ancora in carcere.
Lo stupratore di Roma rimesso in libert
ROMA, STUPRO DI CAPODANNO: DOMICILIARI A AGGRESSORE
ROMA
E' stato posto agli arresti domiciliari Davide Franceschini, 22 anni, il giovane
che la sera di Capodanno ha stuprato una ragazza di 23 anni durante la festa orga-
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nizzata alla Fiera di Roma. Lo ha deciso il Gip Marina Finiti che ha convalidato
oggi il fermo del giovane ed emessa la contestuale ordinanza di custodia cautelare
presso il domicilio cos come sollecitato dal Pm Vicenzo Barba.
Alla base della decisione di scarcerare il giovane di Fiumicino, la sua buona con-
dotta giudiziaria e il contributo dato dopo il suo fermo. Durante l'interrogatorio di
oggi a Regina Coeli, il Franceschini accusato di violenza sessuale aggravata ha
ribadito di avere agito sotto l'effetto di alcol e droga. Rifacendosi alla confessione
di ieri il giovane si detto ancora dispiaciuto per quanto accaduto e di non sapersi
spiegare come possa aver avuto un comportamento cos violento.
"Come pu esserci tanta disparit con le inchieste di Napoli ? Non lo capisco. I
media come lo spiegano ?"
"Mi rallegro se uno non in carcere, purch venga rapidamente
giudicato......ma come pu esserci una disparit cos grave con un reato meno tragi-
co come la turbativa d'asta, su un'asta che non c' stata"
Il nuovo pool di Di Pietro
Ha tribune nell'editoria. Gode dell'appoggio di numerose procure. E ha trovato
il suo organo ufciale in Annozero di Santoro. Attraverso cui ha voluto uscire
dalla clandestinit per sdare a viso aperto il sistema politico. E sabotare la rifor-
ma dell'apparato giudiziario, vera gallina dalle uova d'oro.
55
Nella foto Antonio Di Pietro
Si racconta che un noto giornalista tv, per sorprendere i propri ospiti, durante
una cena abbia fatto ascoltare, al momento del dessert, la registrazione di una in-
tercettazione telefonica del caso Del Turco. Le solite fonti anonime raccontano
che spesso, ben prima che le inchieste pi clamorose delle procure giungano alle
conclusioni, alcuni cronisti di giudiziaria vengano preavvertiti sul menu elaborato
dai Palazzi di Giustizia. In Transatlantico si sussurrava che sarebbe scoppiata uno
scandalo con al centro alcuni ministri del governo Prodi circa un anno prima che
De Magistris fosse noto al grande pubblico.
La differenza fra oggi e gli anni 92-94 tutta qui. Alla ne del secolo la magi-
stratura milanese metteva sulla graticola la classe politica con lappoggio dei gior-
nali che, provvidenzialmente, venivano a sapere in anticipo notizie di reato e rei.
Ma si trattava sempre di mondi distinti. Di questi tempi si ha limpressione che il
circuito mediatico-giudiziario si sia, invece, stabilizzato dando vita a un Nuovo
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Pool che trae la sua forza pi fuori che dentro i palazzi di Giustizia. Il Nuovo Pool
pi di un accordo di collaborazione trasversale fra politica-giornalismo-magistra-
tura, una sorta di Politburo in cui politici, giornalisti e magistrati decidono tempi e
modalit dellassalto al comune nemico (un partito, un potere economico, un edito-
re).
Il Nuovo Pool ha inaugurato il giustizialismo a partito unico radunando le
forze attorno al movimento di Di Pietro e gioved sera ad Annozero, come vedre-
mo in seguito, ha fatto il suo esordio trionfale. Annozero lorgano ufciale del
Nuovo Pool, pi precisamente la voce ufciale del suo Politburo.
Questa volta Michele Santoro ha lavorato in grande radunando attorno a s
non solo la vecchia redazione, che ha al centro il fedele assistente Sandro Ruotolo,
ma richiamando altri validissimi giornalisti di area che si erano rifugiati altrove ne-
gli anni passati, alcuni su Sky, come Corrado Formigli, e altri a la 7, come Giom-
maria Monti. Nelle retrovie redazionali un contratto da redattore capo stato assi-
curato a Gianni Barbacetto, antico sodale di Marco Travaglio a simboleggiare lal-
largamento dellassetto proprietario dellorgano ufciale del Nuovo Pool non pi
monocraticamente diretto da Michele Santoro. Infatti al duo Santoro-Travaglio
ormai il compito di tenere la prima linea.
Travaglio ormai una ditta giustizialista ben affermata, con Barbacetto e Go-
mez pubblica libri che sono annuari del malcostume italiano raccontato attraverso
le sentenze, ha rubriche su LEspresso, del gruppo De Benedetti, e A del gruppo
Rizzoli, penna di punta dellUnit, mantiene una rubrica sul blog di Beppe Gril-
lo, tiene in piedi una rete personale di sostenitori sia attraverso il proprio blog sia
utilizzando quello di Di Pietro, gira i teatri con uno spettacolino forcaiolo. Il mon-
do di Travaglio ormai una impresa giornalistico-giudiziaria con un fatturato di
alcune centinaia di migliaia di euro lanno che ha bisogno di essere continuamente
alimentato. Ma il Nuovo Pool non sarebbe quellaggregato aggressivo che senza
lappoggio di una distesa rete di ancheggiatori che talvolta si inabissa ma nei mo-
menti topici viene alla supercie. Pensiamo a tutto quel mondo dello spettacolo e
delle Universit che attorno a Micromega di Flores e alle iniziative del gruppo o-
rentino di Pardi e Ginsborg si radunato durante lesplosione dei girotondi e che
continua a tenere in piedi un tessuto associativo robusto. Nello stesso mondo televi-
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sivo, dalla Dandini a Fabio Fazio, numerose sono state le testimonianze di collate-
ralismo con il Nuovo Pool
Peppino Caldarola. Il Riformista
APPALTI ROMEO:INDAGINI SU PATRIMONIO, SPUNTA CONTO
DA 30 MLN (ANSA) - NAPOLI, 26 GEN
Spunta un maxiconto corrente nell'inchiesta a Napoli sull'imprenditore Alfredo
Romeo, in carcere dallo scorso 17 dicembre nell'ambito dell'indagine sugli appalti:
conto riconducibile alla sua famiglia dove vi sono depositati trenta milioni di euro.
Secondo quanto riferiscono oggi organi di stampa, le ultime mosse della Procura
riguardano proprio gli aspetti patrimoniali.
Domanda ai media : Un conto da 30 milioni di euro un maxiconto ? per me e
per quasi tutti gli italiani si ! Ma per un imprenditore il cui gruppo paga 18 milioni
di Tasse e che il principale controbuente napoletano ?
Quote societarie, immobili, conti correnti, sequestrati al termine di indagini del-
la Dia e riconducibili al patrimonio dell'immobiliarista: venerdi' scorso gli inquiren-
ti hanno scritto alla Dia - l'organo di Pg che ha condotto l'inchiesta - e agli ammini-
stratori giudiziari nominati dal Tribunale per gestire l'impero Romeo.
La Procura vuole conoscere l'esatto ammontare dei beni sequestrati all'impren-
ditore, quanti soldi ci sono sui conti correnti, lo spessore delle quote societarie; veri-
care, inoltre, se attraverso i canali bancari sono stati investiti proventi di attivita'
illecite. Una prima stima effettuata dagli inquirenti all'indomani degli arresti indi-
cava in 'svariate centinaia di milioni di euro' il valore complessivo delle quote socie-
tarie e delle altre somme bloccate su disposizione dei magistrati.
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Di nuovo se questa l'entit del patrimonio oggi amministrato dagli ammini-
stratori giudiziari , 30 milioni sono un maxiconto ? E questo conto era occulto o
sconosciuto no ad ora ?
Gruppo Romeo : 315 milioni di liquidit nei bilanci. E' un bene o
un male ?2 febbraio 2009
APPALTI ROMEO: 315 MLN LIQUIDITA' IN BILANCI CINQUE SOCIE-
TA' INDAGINI ESTESE A PRESUNTO - Trecentoquindici milioni di euro di
liquidita' nel bilancio consolidato riferito alle cinque societa' sequestrate al gruppo
Romeo. E' la cifra che emerge, secondo indiscrezioni, dalla relazione trasmessa ai
pm dagli amministratori straordinari nominati dalla procura della Repubblica do-
po l'arresto dell'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'inchiesta sugli appalti
a Napoli. Gli amministratori hanno concluso la prima parte del lavoro, individuan-
do le somme di denaro depositate sui conti delle cinque societa' che dal 17 dicem-
bre scorso, giorno dell'arresto dell'imprenditore, sono sotto sequestro: Romeo Ge-
stioni, Romeo Alberghi, Romeo Immobiliare, Romeo Legale e Isvasim. Nei prossi-
mi giorni ai magistrati perverranno le quanticazioni relative al valore degli immo-
bili appartenenti alle societa' e indicati nei bilanci. Secondo quanto trapela, si trat-
terebbe di una cifra assai ingente, nell'ordine di diverse centinaia di milioni di eu-
ro.
Due curiosit :
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1) Una societ che operava outsourcing (riscossioni, contratti etc) per miliardi ,
poteva avere scarsa liquidit ?
2) Se avesse avuto 315 milioni di debiti : oggi sarebbe destinatario di aiuti ?
Ah ecco erano 315 milioni di fatturato ! Come si poteva ricavare dai bilanci
pubblici del gruppo ! O No ?
MANCATO RISPETTO DELLAPPALTO A NAPOLI ?
Intanto le ultime indagini coordinate dai pm della Dda di Napoli - i sostituti
Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - secondo indiscrezio-
ni punterebbero ad accertare anche un presunto mancato rispetto, da parte della
societa' del gruppo Romeo che gestisce il patrimonio comunale di Napoli, di quan-
to previsto dall'appalto in materia di ''monitoraggio'' sugli immobili. Secondo que-
sta pista, che nel caso venisse vericata potrebbe far congurare una ipotesi di truf-
fa ai danni del Comune, la societa' si sarebbe attivata per eseguire gli interventi di
manutenzione degli immobili solo in seguito alle segnalazioni provenienti dal Co-
mune senza effettuare in proprio le veriche che erano previste a suo carico dall'ap-
palto. Un altro buco nell'acqua...
Rutelli e De Magistris
La stampa sulla ordinanza De Magistris e Rutelli: vediamo domani
APPALTI ROMEO: MANTINI (PD), ORDINANZA DE MAGISTRIS GRA-
VE (ANSA) - ROMA, 29 GEN - Pierluigi Mantini, del Pd, denisce ''grave ed ano-
mala'' l'ordinanza del giudice del tribunale del riesame di Napoli, Luigi De Magi-
stris, sul caso Romeo, affermando che ''ha ragione Fassino a dubitare su certi pub-
blici ministeri, e non su Rutelli''. Per Mantini, l'ordinanza di De Magistris ''confer-
ma la linea della rinuncia ad indagare su eventuali corruzioni o turbative delle ga-
re e si ferma alla dimostrazione del presunto sodalizio politico affaristico. E' acca-
duto anche per il deputato Margiotta, poi assolto''. Ma ''se manca l'accertamento
(e persino l'indagine) dell'illecito ogni relazione tra politici e imprenditori sarebbe
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in se' criminale'', osserva Mantini. ''Nell'ordinanza si sostiene testualmente - secon-
do Mantini - che le relazioni amicali sono nalizzate a condizionare l'indirizzo poli-
tico. Ma questo non e' reato anzi - afferma Mantini - per certi versi, e' parte ineli-
minabile nelle attivita' politiche''. ''I partiti hanno molti difetti ma ad essi non si ap-
plicano i reati associativi come alla maa'', afferma Mantini, che chiede ''un serio
confronto giuridico e culturale su questo punto perche' la situazione e' grave ed
anomala''
APPALTI ROMEO: FINOCCHIARO, PIENA SOLIDARIETA' A RUTELLI
(ANSA) - ''Esprimo la mia piena solidarieta' a Francesco Rutelli. Gettare fango sen-
za prove e senza dimostrare nulla contro personalita' politiche che, tra l'altro, ora
ricoprono cariche delicate, mi sembra un costume davvero fuorviante e sbagliato''.
Lo afferma Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
TENAGLIA (PD), A RUTELLI MIA STIMA E FIDUCIA ''Francesco Rutelli
sta subendo una serie continua di attacchi basati su presupposti inconsistenti, pro-
prio nel momento in cui e' chiamato a svolgere una delicata ed importante funzio-
ne istituzionale di controllo. Siamo in presenza di azioni che muovono da premes-
se sbagliate. A Francesco Rutelli, che e' persona di specchiata moralita', esprimo
tutta la mia stima e ducia''. Lo afferma il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tena-
glia.
PARLAMENTARI PDL, SI VUOLE INTIMIDIRE RUTELLI (ANSA) - RO-
MA, 29 GEN - ''Apprendiamo dai quotidiani che con straordinario tempismo il
Tribunale del Riesame di Napoli, estensore dottor Luigi De Magistris, ha inteso de-
positare le motivazioni dell'ordinanza che ha negato la scarcerazione ad Alfredo
Romeo proprio all'antivigilia dell'audizione dello stesso De Magistris presso il Co-
pasir in merito al cosiddetto 'archivio Genchi'. La circostanza non puo' passare
inosservata, dal momento che l'atto rmato dal dottor De Magistris, ripreso oggi
con ampio risalto dagli organi di stampa, si sofferma diffusamente e arbitrariamen-
te sul senatore Francesco Rutelli, che del Copasir e' presidente. Di fronte a quello
che ha tutte le sembianze di un tentativo di intimidazione, al presidente Rutelli va
tutta la nostra solidarieta' personale e istituzionale''. Lo dichiarano in una nota con-
giunta Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, Fabrizio Cicchitto e Gaeta-
no Quagliariello, componenti del Copasir.
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ZANDA, ALLUSIONI PER GETTARE FANGO SU RUTELLI (ANSA) -
ROMA, 29 GEN - Il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha criticato
in una nota un passo di un'ordinanza del Tribunale di Napoli, riferita sui quotidia-
ni di stamane, in cui vengono deniti ''francamente poco chiari'' i rapporti tra Al-
fredo Romeo e Francesco Rutelli. ''Mi sembra - ha detto Zanda - un perfetto esem-
pio di un linguaggio allusivo e indeterminato, capace di gettare fango ma non in
grado di dimostrare assolutamente nulla. Un linguaggio che dovrebbe sempre esse-
re estraneo ai documenti giudiziari soprattutto quando viene riferito a persone per-
bene e per di piu' a parlamentari che rivestono delicatissime responsabilita' istitu-
zionali''. ''Accade troppo spesso di leggere sui giornali estratti di atti giudiziari scrit-
ti e diffusi con la stessa disinvoltura con cui si costruiscono i gossip. Questo stile -
ha aggiunto Zanda - fa molto male ai cittadini coinvolti senza alcun riscontro con
la realta' dei fatti. E fa ancor piu' male alla giustizia che, oltre a perseguire i colpe-
voli, dovrebbe sempre preoccuparsi di proteggere le persone perbene''.
LEGALE RUTELLI,RIFERIMENTI DEL TUTTO INFONDATI (ANSA) -
NAPOLI, 29 GEN - Sono ''del tutto infondati'' i riferimenti a Francesco Rutelli
contenuti nelle motivazioni dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli
che ha confermato gli arresti in carcere per l'imprenditore Alfredo Romeo. E'
quanto afferma in una dichiarazione l'avv. Paola Severino, legale di Rutelli. ''Ho
ricevuto incarico dal presidente Rutelli - afferma l'avvocato - di tutelare nelle sedi
competenti la sua onorabilita' rispetto ad alcune frasi enucleate dalla voluminosa
ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli e riprese da alcuni giornali. In par-
ticolare il senatore Rutelli, pur non indagato in tale procedimento, viene evocato
con riferimenti del tutto infondati a suoi asseriti 'consolidati' e 'francamente poco
chiari' rapporti con il dott. Romeo''. ''Come lo stesso senatore Rutelli ha dichiarato
in qualita' di persona informata sui fatti ai pm di Napoli, egli - ha concluso il lega-
le - non ha mai avuto alcun colloquio, alcuna telefonata con il dott. Romeo, ne'
qualsivoglia rapporto con le attivita' dello stesso''. (ANSA). COM-LN 29-GEN-09
17:54 NNN
APPALTI ROMEO: VELTRONI, SOLIDARIETA' E VICINANZA A RU-
TELLI (ANSA) - ROMA, 29 GEN - ''Da qualche tempo Francesco Rutelli e' ogget-
to di campagne e attacchi dei quali non si vede il fondamento. Conosco Rutelli da
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C AP I T OL O 8
Difendersi dove?
La parola alla difesa ! Anche fuori delle aule.
Un appello agli avvocati
Ormai c' un continuum tra denunce, indagini,rinvii a giudizio, per politici,net-
work relazionali; ci sono milioni di utenze schedate e intercettazioni da un lato, e
processi mediatici, cronache, libri, lm , mobilitazioni pro e contro la riforma della
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giustizia, scontro tra procure , anm, csm dallaltro .Un campo quello dell'accusa
con altissime performance mediatiche L'ex magistrato di Pietro , a capo di questo
partito, prima attacca il Presidente della Repubblica accusandolo di non essere ter-
zo e poi fa appello perch si opponga al voto del Parlamento sulle intercettazioni e
prenda parte per le tesi del suo movimento...
Insomma siamo alla "giustizializzazione" della intera realt italiana. In questo
quadro gli imputati (sul piano politico, giudiziario, etico) e il mondo di relazioni a
loro connesso cosa fanno ? Come riescono a difendersi ed essere tutelati nel proces-
so mediatico sociale cui sono sottoposti. ?
In quell'aula sconnata che la societ dell'informazione quali sono i diritti del-
la difesa ? Come vengono esercitati ? Nell'epoca in cui qualunque attivit dalla ri-
cerca, alla produzione alla vendita di beni e servizi deve grande parte dei risultati a
quantit e qualit delle informazioni , ricevute, erogate, diffuse; nellepoca della re-
putation, come si congura la responsabilit di chi indirizza tale usso. ? Non sol-
tanto rispetto ai media ma allo sconnato mondo degli utenti ormai autori.
Certo vanno precisate le responsabilit di chi scrive pubblica diffonde, ma non
si pu risolvere tutto a giudizio concluso con cause per diffamazione o restringen-
do (no a dove ) il diritto di cronaca o aspettando che prevalga la sobriet o il sen-
so di responsabilit istituzionale.
Il problema come dare la parola alla difesa prima e fuori dal giudizio daula
nel percorso mediatico e informativo.
Ci vuole una cultura , una preparazione , una predisposizione a comunicare in
modo professionale chiaro e consapevole anche della difesa . Occorre saper fron-
teggiare attacchi , imprecisioni, distorsioni . E necessario sostenere le ragioni di
chi accusato , anche in sede extragiudiziaria e tutelare, in modo coerente con la
tutela giuridica, gli interessi dei clienti e di eventuali attori e soggetti coinvolti. In
generale gli atteggiamenti comunicativi della difesa sono assai pi prudenti di quel-
li dell'accusa ,per non dire remissivi e subalterni. Nessuno da quel lato adotta le
tecniche necessarie in situazioni di crisi.
Le procure invece , nel loro diritto e nei termini di legge, mediatizzano n dal-
l'inizio non solo con comunicazioni all'imputato , con dettagliate comunicazioni al-
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la stampa; selezionano "i pezzi" pi forti a sostegno della tesi accusatoria- Si pu
obbiettare quanto si vuole sui termini e sulle speculazioni delle stampa
dassalto...Dall'altra parte non c quasi nulla. I PM invece occupano la scena me-
diatica, vanno in tv, scrivono saggi , le ordinanze contengono giudizi politici, etici
e di altro tipo . Ora del tutto evidente che media,politica e giustizia si fondano in
Italia sulla logica del nemico e dell'accusa . E' il format del sistema
italiano...L'accusa di qualcuno in invece della assunzione di responsabilit, tanto
di moda a parole. Ma gli interessi individuali, economici, coinvolti direttemente e
indirettamente, vanno protetti anche in questa fase con analoga forza e strumenti
corrispondenti. Anche sui media vanno riequilibrati i pesi tra accusa e difesa. Non
basta invocare codici giuridici o deontologici.
Credo che gli avvocati dovrebbero pensare ai cambiamenti che questo compor-
ta nel loro prolo e formazione , ai supporti e mezzi necessari per meglio tutelare
e assistere i clienti ; in una aula che ha ormai le dimensioni del mondo e in un di-
battimento ,quello mediatico e on line ,cui partecipano milioni di persone....Con
conseguenze allo stato inevitabili
Commenti forti dalla difesa di Romeo...la difesa costretta a uscire
dal riserbo
APPALTI ROMEO: LEGALE, GIUDICI NAPOLI INCAPACI A GIUDICA-
RE (ANSA) - NAPOLI, 6 FEB - Un giudizio fortemente critico alle motivazioni
con cui il gip ha confermato oggi la custodia in carcere per l'imprenditore Alfredo
Romeo, e' stato espresso dall'avvocato Bruno Von Arx, uno dei legali dell'imprendi-
tore detenuto dal dicembre scorso. Un provvedimento che viene denito dal pena-
lista ''assurdo, paradossale, abnorme''. Tra i punti oggetto delle critiche, l'aver rite-
nuto il giudice una condanna in primo grado initta a Romeo per violazione di si-
gilli tra gli elementi alla base del rigetto dell'istanza di revoca della misura cautela-
re. Un altro passaggio delle motivazioni contestate e' quello in cui il gip afferma
che ''il mero decorso del tempo in regime cautelare non e' un elemento rilevante''
per revocare la misura, e cio' ''in assenza di una proporzionalita' - scrive il giudice -
tra il presofferto (il periodo trascorso nora agli arresti, ndr) rispetto alla sanzione
che si prevede possa applicarsi''. ''Nell'ordinanza del gip - ha spiegato Von Arx - vi
sono considerazioni fuori dal codice penale''. ''Stiamo valutando se questo sia il sin-
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tomo di una incapacita' della magistratura napoletana di giudicare Romeo''. Che
secondo l'avvocato da presunto protagonista di un ''sistema'' che porta il suo nome
diventa ''vittima del sistema giustizia''
E' veramente troppo !!
I cinquantacinque giorni di Romeo in carcere
Global service, per Romeo verra' chiesto il rinvio a giudizio Napoli, 16 FEB (Ve-
lino/Velino Campania) - Global service: e' pronta la richiesta di rinvio a giudizio
per Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano in carcere a Poggioreale dallo scor-
so dicembre per presunti affari con diversi esponenti politici locali. Le accuse che
la Procura di Napoli continua a sostenere sono, per Romeo e gli altri indagati tra
cui gli ex assessori Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza e Giuseppe Gambale,
l'ex ufciale della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco e l'ex provveditore alle
Opere pubbliche, Mario Mautone: associazione per delinquere, turbativa d'asta,
rivelazione di atti coperti da segreto. Il prossimo 17 marzo scadranno i tre mesi dal
giorno in cui Romeo fu rinchiuso in carcere, mentre gli altri soggetti coinvolti sono
tutti ai domiciliari. Ora gli atti sono nelle mani dell'ufcio Gup: a breve il giudice
Bruno D'Urso dovrebbe ssare la prima udienza preliminare. I tempi sono molto
stretti ed e' evidente l'esigenza di fare chiarezza su questa vicenda che ha sconvolto
la politica napoletana (cambi nella giunta Iervolino e polemiche conseguenti).
Romeo in carcere, pedolo libero. Che giustizia a Napoli ?
di Massimiliano Gallo
Giustizie. L'uomo arrestato a Napoli per aver seviziato un bambino era gi sta-
to indagato.
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Si chiama Pasquale Modestino l'uomo arrestato ieri a Napoli con l'accusa di
aver violentato in un vicolo a ridosso della stazione un ragazzino di dodici anni.
Marted l'uomo ha attirato l'adolescente in una stradina, ha abusato di lui, do-
podich lo ha seviziato con un bastone, picchiato e inne gli ha urinato addosso.
Insomma, una storia schifosa. La polizia ha fermato l'uomo neanche ventiquattro
ore dopo. Anche perch la povera vittima, come ha spiegato il questore di Napoli
Antonio Puglisi, stato bravo e chiaro sin dal primo momento. La sua descrizio-
ne stata precisa e ci ha permesso di arrivare all'individuazione di Pasquale Mode-
stino.
Del resto - e qui sta il secondo risvolto assurdo della vicenda, per non dire rac-
capricciante - le perversioni sessuali dell'uomo erano note alla giustizia. Modestino
era gi stato denunciato nel 2005 per violenza sessuale nei confronti di una sua ni-
pote acquisita, una bambina di sei anni, che fu ricoverata per lesioni alla zona vagi-
nale. Ma all'epoca - come ha spiegato il capo della squadra mobile Vittorio Pisani
- il Gip del Tribunale di Napoli riut la richiesta di incidente probatorio in meri-
to alle violenze sessuali.
Una decisione che ha consentito all'uomo di restare in libert e di continuare
ad agire indisturbato. curioso che in Italia, dove troppo spesso la carcerazione
preventiva viene usata a proposito e a sproposito, un uomo che realmente pu re-
iterare il reato, e che reato, continui a girare indisturbato. In una citt come Napo-
li, tanto per dire, da due mesi e mezzo in custodia cautelare Alfredo Romeo, l'uni-
co della Tangentopoli vesuviana a essere rimasto in carcere. A lui non sono stati
concessi nemmeno i domiciliari. Pasquale Modestino, invece, per la giustizia italia-
na era un uomo libero.
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Piero Sansonetti
A me la legge sulle intercettazioni, nelle sue grandi linee, piace.
Non mi sembra affatto una legge illiberale, n una legge bavaglio che uccide
linformazione. Mi sembra una legge con alcuni difetti, da correggere, ma che si
ispira a principi garantisti e di difesa del cittadino, della sua innocenza, della sua
vita privata, del diritto a non esser linciato. Il diritto di chiunque - super manager
o mendicante - a non essere linciato, credo che sia uno dei pilastri della civilt. Da
qualche anno questo pilastro scricchiola. Se lo si irrobustisce un po non male,
perch se quel pilastro cede si sgretola tutta la costruzione.
Naturalmente questo non vuol dire che la legge sulle intercettazioni sia perfet-
ta. Penso che vada modicata sia nella parte che riguarda la magistratura sia in
quella che tocca noi operatori della informazione, giornalisti ed editori. Nella pri-
ma parte della legge, che regola le modalit delle intercettazioni, vedo due cose
che non mi sembrano ragionevoli. La prima la necessit di gravi indizi di colpe-
volezza per ottenere lautorizzazione a intercettare. eccessiva la formulazione
gravi indizi di colpevolezza. Mette i bastoni tra le ruote ad alcune indagini im-
portanti.
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La Dc mi tolse il Corriere Angelo Rizzoli Scagionato dopo 26 anni
Sono sereno ma ho il rimpianto per la vita che non ho potuto vivere: io ero sta-
to programmato per fare l'editore. Angelo Rizzoli (nella foto, e da giovane con il
padre Andrea e il nonno Angelo) parla al Riformista dopo che la Cassazione ha
cancellato la sua condanna per bancarotta: Ventisei anni fa i poteri forti mi sbatte-
rono in galera e si presero il Corriere della sera. La Dc ordin alle banche di chiu-
dermi i rubinetti e Calvi e la P2 mi nanziarono con tassi da usurai. Dopo lo
scandalo degli elenchi a casa di Gelli, Rizzoli and dall'allora presidente del Consi-
glio Spadolini: C'erano anche Andreatta e Manzella e dissi che volevo cacciare la
P2 dal giornale. Ma per aiutarmi mi posero una condizione che Calvi ostacol:
cacciare Tassan Din. Oggi fa il produttore tv e cinematograco e la politica la ve-
de da lontano: A Berlusconi uomo e non politico sar grato per tutta la vita:
l'unico che mi ha aiutato.
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C AP I T OL O 9
Libert e processo
Il Punto sul processo
Alfredo Romeo nalmente con la sua famiglia. Dice di sentirsi meglio di co-
me lo hanno descritto sulla stampa. E' lucido e determinato.Me ne rallegro.
Il mio ultimo post sui tre gradi di giudizio rovesciati nel processo mediatico,
pu essere apparso disperato, ma le conseguenze del giudizio mediatico sono radi-
cali.
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In verit se scrivo su questo Blog perch penso che qualcosa si pu fare. Che
cosa ? Primo non avere paura : nella societ dell informazione non bisogna avere
paura delle proprie ragioni, ma imparare a sostenerle anche in questo luogo vastis-
simo. Secondo cercare di farsi ascoltare : e questo meno facile , ed un lungo e
complesso cammino. Terzo : imparare da altri casi, dal mondo della rete , che
ormai le conversazioni contano di pi delle notizie sparate. Questo difcile da
credere e ancora pi difcle da praticare , ma ha una forza notevole. Stiamo tutti
imparando e cos forse raddrizzeremo le cose
Romeo sta bene. Avere sue notizie mi ha aiutato a pensare
Dunque vediamo un p il caso del secolo in Italia IL SISTEMA ROMEO va
cos.
I reati per cui Romeo allo stato si fatto 72 giorni di carcere sono: turbativa
d'asta , quanto ad una gara per il global service che non si mai tenuta e associa-
zione a delinquere per la turbativa e corruzione come crimine per ottenere il risul-
tato dell'asta : su questa base oltre alla detenzione di Romeo , e ci sono stati diversi
assessori (poi scarcerati) agli arresti domiciliari e rinviati a giudizio ,. Gli inquirenti
hanno sentito anche deputati e la Sindaco che si delata dal giudizio : liquidati
gli assessori e fatto un rimpasto la Iervolino rimasta l. Dopo questa bufera , nella
quale tuttora lampeggiano minacciose quanto remote accuse per casi diversi su cui
eventualmente si occuperanno altre procure in altri procedimenti ...Alla base della
scarcerazione dellimprenditore c una ordinanza rmata dal giudice per ludien-
za preliminare Enrico Campoli che sancisce che Alfredo Romeo non pu pi in-
quinare le prove e non pi in grado di commettere ulteriori reati. Con Romeo
tornano liberi anche Paola Grittani, Guido Russo, Giuseppe Gambale, Mario
Mautone, Vincenzo Mazzucco. Dopo dieci ore di interrogatori di garanzia , a fron-
te del continuo scetticismo degli inquirenti Romeo ha riutato di continuare la tor-
tura , ha respinto l'dea che alle sue risposte si rispondesse sempre che non era con-
vincente e ha chiesto il rito abbreviato . A chi gli a chiesto "ma sicuro, lei vuole
tornare da dove venuto " sembra abbia detto piuttosto che non essere creduto ,
anche se pu sembrare un ricatto, torno dentro ! E' vero che una delle conseguen-
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ze del rito abbreviato che se colpevoli si ottiene uno sconto di pena, ma in verit
chi pensa di essere colpevole patteggia...l'altra conseguenza che le carte si ferma-
no e la difesa sostiene oggi che sia gi tutto chiaro . Non vuol prendere tempo.
Vuole giustizia.
Per intenderci l'imputato che ha respinto le accuse ritiene che tutto sia ormai
detto e non vuole pi rinvii o altro. Subito dopo un gip ha scarcerato lui e tutti gli
altri rinviati a giudizio.
Che se ne sa no ad ora della inchiesta basata su migliaia di intercettazioni?
1) Sul primo reato la Cassazione ha chiarito in via denitiva (esaminando per
prima la posizione di un altro imputato , Mautone ) che se non c' stata gara non
pu esserci stata turbativa . Difcile riaprire il tema.
2) L'associazione a delinquere inerente a tale turbativa. Idem
Ci sono altri due reati : Corruzione e abuso d'ufcio
Gli episodi di corruzione sono :
1) Una sottoscrizione per una associazione beneca religiosa di 8.000 euro, re-
golarmente registrata.... fatta per compiacere uno degli assessori coinvolti nella
gara...e risulta dagli interrogatori che sarebbero stati molti gli imprenditori che
hanno sottoscritto con regolari ricevute e Romeo per ultimo.
2) L'assunzione, su sollecitazione di autorit varie, in una sua ditta del marito di
una vittima di camorra.
3) L'assunzione di due lavoratori disoccupati che manifestavano per disperazio-
ne davanti al consiglio regionale .....!!
Non ci sono sottrazioni o fuoriuscite di soldi, dazioni improprie,nulla. Per evo-
care la centralit dei rapporti con la Margherita e Rutelli che Romeo ha incontra-
to due volte si evocano telefonate di Franceschini che avrebbe informato Romeo di
aver "perso" della gare...presso il ministero di Rutelli. Romeo "controllava Napoli,
gli assessori rispondevano a lui " : e ha vinto una sola gara in tutti questi anni ?
Era piuttosto un imprenditore nazionale . La Consip su richiesta della Regione Pu-
glia per bocca del suo amministratore ha dichiarato che nora gli appalti vinti dal-
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la Romeo sono corretti e ben gestiti. Lo stesso confermano gli amministratori giu-
diziari nominati dalla procura , che addirittura sono costretti per legge a chiedere
l'attuazione delle gare aggiudicate !!
Il tesoro di romeo : un gruppo di 4 societ , che gli attuali amministratori giudi-
ziari considerano gestite in modo impeccabile . Il fatturato risulta corrispondente a
quello dichiarato al sco e gli utili dichiarati sono sui conti delle societ ! Intanto i
conti di Romeo, di sua moglie della famiglia e del glio sono bloccati, sequestra-
to anche il motorino del glio. A richiesta degli avvocati gli inquirenti rispondano
stiamo indagando . E che ci pu aver fatto il gliolo col motorino, distribuire tan-
genti ? dare ordini a Rutelli ?
L'esperienza in carcere non sembra affatto che abbia provato l'imprenditore :
considera ragazzi sfortunati i giovani con cui ha condiviso la cella. Pare che quan-
do ha cercato di spiegare il suo crimine, gli abbiano risposto "abbeh zi?' n'avimmo
capito nu cazzo, ma si nnucente (come quasi tutti in carcere dicono) " Poi hanno
scoperto che era avvocato che sapeva scrivere, e gi lettere e consigli, aiuti a quelli
che considera ragazzi sfortunati. Il "creso" pertenopeo , accusato anche di essere
un parvenu.amante del lusso smodato...educato in verit da genitori modesti e rigo-
rosi , non ha sofferto n per il vitto n per l'alloggio, ma per chi era "fuori" fami-
glia e dipendenti..."Lei troppo intelligente gli avrebbero detto gli inquirenti ..al-
l'obiezione che non un reato : dipende pu essere un crimine." Il processo non
c' stato , ma ci sar presto , ma tutto quel che vi dico sulla stampa non c' e i gior-
nalisti che lo cercano non lo troveranno ancora probabilmente..basta aspettare il
30 marzo...se non sono in ferie o in sciopero gli operatori della giustizia.
Romeo sicuro delle sue ragioni, ma della giustizia chi pu dire ?
La pericolosit in base alla quale stato tenuto in carcere deriva da una con-
danna (in primo grado) per abuso edilizio : ha piantato un orto di broccoletti in
luogo di oleandri...nel giardino sottoposto a sigilli virtuali....(sic)
Ma sui rapporti tra pubblico e privato, tra impresa e politica oggetto delle in-
chieste che hanno portato alla fama e alla Candidatura europea il giudice-indaga-
to De Magistris ,torneremo perch un tema troppo serio.
73
Romeo il processo "vero" si apre luned 6 aprile... , eroi e indagini
anche su Facebook ?
Intanto continuo a raccogliere dettagli, novit o notizie che mi erano sfuggite,
che nel processo mediatico non sono stata ammesse o che sono interventute dopo
la "condanna".
1) L'istanza di scarcerazione di Alfredo Romeo, considera l'imputato "incensu-
rato", mentre il neo-candidato De magistris quando era giudice del riesame , ne
aveva negato la scarcerazione adducendo le ragioni di pericolist sociale la condan-
na in primo grado per abuso edilizio....Ugualmente "colpevole per prescrizione /e
derubricazione "l'aveva giudicato il "giudice" Travaglio per le tangenti del 1992 .
2) La pericolosit sociale dovuta alla condanna per abusivismo edilizio , come
noto riguarda un orto di broccoletti (3metri quadrati) piantato in luogo di una sie-
pe di oleandri ...mi era sfuggito che in quel caso il PM aveva chiesto una semplice
anmenda e il giudice ha invece dettato tre anni...
3) Le aziende del male, quelle di Romeo ,sono amministrate da tre mesi da am-
ministratori giudiziari. Per intenderci amministratori delle aziende sono afancati
da tecnici di ducia dei giudici che debbono vigilare e consentire le indagini . N
un euro pu essere speso, n un atto pu essere compiuto , senza la loro rma e
quella dei giudici in calce. Se in queste condizioni non si trovasse una carta fuori
posto nella parte dei servizi resi alle amministrazioni su quei "48 miliardi di patri-
monio amministrati" , se incassi spese ed utili fossero tutti sui conti delle
aziende.Se fosse vero tutto ci.. lascerebbe sconcertati gli inquirenti perch Romeo
: "si pagava poco" e lasciava gli utili in azienda....
Eroi di questi mesi sono certamente quei dipendenti che hanno continuato ad
assicurare non solo il funzionamento delle aziende ,ma anche di quei servizi che
vengono resi a centinaia di migliaia di utilizzatori ..
74
By the way : non solo nessuna amministrazione ha potuto constatare irregolari-
t e sospendere gli appalti assegnati alle ditte del gruppo Romeo. Anzi gli ammini-
stratori hanno dovuto sollecitare i termini di legge a quelle in ritardo negli adempi-
menti e qualche amministrazione rischia penali salate.
Il Comune di Roma ha scelto di recedere dal contratto e sta discutendo con gli
stessi amministratori come fare per tornare ad esercitare in proprio la manutenzio-
ne stradale visto che in parte stata afdata ed eseguita..
4) Per sicurezza oltre ai conti personali e di tutta la famiglia gli e suocera com-
presa, sono stati sequestrati il motorino e anche i computer dei tre gli; poich sem-
bra che alcuni siano attivi sui social networks in inglese e francese sono stati assun-
ti degli interpreti per passare in rassegna hard disk e chat e ...l'immancabile face-
book !!
Laddove come noto continuano a celarsi messaggi e status trasversali "in lin-
gue diverse dall'Italiano", che dunque richiedono apposita decifrazione da persona-
le specializzato (traduttori nda) .
Processi giudiziari, processi politici, processi mediatici e...
Processi alle intenzioni ?
Critiche alla presenza del procuratore alla prima dellinceneritore
di Dario Del Porto
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Linaugurazione del termovalorizzatore di Acerra nisce al centro di unassem-
blea urgente della Procura. Nelle intenzioni dei promotori, la riunione servir per
replicare al presidente del Consiglio, che aveva denito eroi i manager di Impre-
gilo coinvolti nelle indagini sul ciclo dei riuti condotte dai pm Giuseppe Noviello
e Paolo Sirleo. Ma anche (forse soprattutto) per affrontare un altro nodo, quello
della partecipazione alla kermesse di Acerra, da alcuni sostituti ritenuta inoppor-
tuna, del procuratore Lepore, che aveva incontrato in quella circostanza lattuale
presidente di Impregilo (peraltro non coinvolto nelle indagini) Massimo Ponzellini.
Circostanze che hanno fatto rapidamente serpeggiare malumore fra i sostituti.
Lepore non ci sta e risponde: Sono amareggiato per quanto sta accadendo.
Ho sempre difeso i miei pm e continuer a farlo. Credevo di aver gi spiegato tut-
to in una lettera indirizzata ai colleghi. Sono andato a quella manifestazione per
dovere istituzionale e per evitare che la mia assenza potesse essere strumentalizza-
ta. Certo, quello del presidente del Consiglio stato un attacco. Ma non potevo
certo alzarmi quando ha iniziato a parlare e poi non ha mai pronunciato la parola
Procura. Con Ponzellini non ho in alcun modo parlato di attivit giudiziarie, c
stata solo una stretta di mano.
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Il processo in piazza ? Davanti a casa di Romeo...a prescindere
Plastici della casa, riprese dettagliate , piantine: domani gli attivisti degli scontri
di Chiaiano, dei vari no-global...cercano visibilit.
Si danno appuntamento davanti a casa di Romeo ...quale l'obbiettivo di
questa.manifestazione..inuenzare il processo ? Improbabile. Creare un clima inso-
stenibile in citt gi tormentata ? Possibile . Rilanciare il processo mediatico ? A
prescindere dalla verit.
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Prima Udienza del Processo Romeo. Quello Vero
Oggi si aperto il processo con rito abbreviato. Alfredo Romeo era presente,
come sempre affrontando le sue responsabilit. L'imprenditore convinto delle
sue ragioni e dopo oltre due mesi di carcere appare comunque ducioso nella ma-
gistratura giudicante. Anzi pensa che il rapporto tra privati e amministrazione pu
e deve salire di livello..una volta chiarite le responsabilit .Il processo si svolge a
porte chiuse L'accusa ha ripresentato i contenuti dell'atto d'accusa gi largamente
noti e diffusi per mesi , n dal primo comunicato della procura. Nessun mistero,
nessuna novit Le intercettazioni gi ampiamente sceneggiate in sede televisiva, so-
no state fatte ascoltare "live" .
Il pm ha poi rivolto una dura critica contro il "pivot" di tutta l'inchiesta. Romeo
? No la sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che il reato di turbativa
d'asta non pu darsi se l'asta non c' stata, come gi avvenuto per l'imputato
Mautone ... Curioso da un p di tempo, e non solo a Napoli, i percorsi della giusti-
zia passano attraverso "aspri dibattiti" , "tra" istanze della magistratura. Commen-
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ti sulle inchieste per il termo valorizzatore sono oggetto di discussione , e le parteci-
pazione a iniziative istituzionali vengono dibattute in assemblea.Lo scontro tra pro-
cure su cui interviene il CSM , produce la messa sotto accusa politico mediatica
dello stesso Consiglio e l'avvio di campagne politiche. Magistrati che dispongono
della libert di imputati si trovano pochi giorni dopo candidati..Non si pu dire
che questo clima renda pi facile il lavoro , e la serenit di tantissimi magistrati che
fanno il loro dovere, sgobbano sulle carte ,amano il loro lavoro e non amano il pal-
coscenico. Grazie a loro non c' motivo , anche secondo Romeo, di perdere la du-
cia
La parola all'accusa : "cavallette d'allevamento" e "miracolo Ro-
meo" ?
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I giornali, per ora locali , hanno "fotografato" l'avvio del processo. I pm hanno
ripetuto le tesi dell'accusa giocando su una citazione aggiornata. Romeo nel pro-
cesso che lo coinvolse nel 92 aveva giusticato i suoi rapporti con i politici con la
frase "erano come le cavallette." Dunque potenti, aggressivi ed esigenti perch spo-
gliavano gli imprenditori. Condanna prescritta e reato derubricato. Oggi dice il
Pm in uno sforzo di "refresh" che chiama i titoli: le cavallette erano
d'allevamento...Concetto contradditorio in s : o Romeo alleva chi lo spoglia e di-
vora le sue risorse, ma allora perch si fa spogliare? Oppure le addomestica per i
suoi ni, ma allora come gli d da mangiare ?
Allo stato sembra infatti che gli amministratori giudiziari abbiano trovato azien-
de ben amministrate, da bravi amministratori. Tra poco dovrebbero essere pubbli-
cati i bilanci. Pur nella bufera che ha coinvolto il titolare, il gruppo ha continuato
(col controllo e consenso dei giudici) a vincere gare e a mantenere servizi
efcienti...Mentre Il titolare era in galera il direttore del tesoro si complimentato
con la Romeo Gestioni per i servizi garantiti durante lo svolgimento del G8 delle
nanze !!! Nessuna amministrazione ha disdetto i contratti della Romeo...Al comu-
ne di Roma in discussione un accordo per tornare alla amministrazione diretta
della manutenzione stradale. Insomma allo stato da l non venivano regalie , soldi
o altro che possa inuenzare la rete nazionale descritta dai giudici. la domanda
80
che si fa chi segue Dove sta il potere del sistema ? Quali risorse inuenzavano
tanti contatti politici tanto da congurare un sistema ? Where is the beef ? Il Pm
secondo ha dovuto parlare di "Miracolo Romeo" E mi venuto in mente Troisi :
"c' o'miracolo e O' Miracolooo" . Di che si tratta ? Il seguito dar una risposta e
Romeo , in aula apparso ducioso
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Panorama sull'andamento del gruppo Romeo. Parlano i custodi giu-
diziari. (29 / 04/2009)
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Romeo il giudizio dei miracoli... e degli scongiuri !
Leggiamo il Mattino , quotidiano di propriet del costruttore e immobiliarista
Caltagirone, sulla requisitoria de PM dedicata agli 11 imputati nel caso Romeo. Il
processo a porte chiuse , ma i bravi cronisti hanno raccolto informazioni puntua-
li sulle tesi dell'accusa. In stile prettamente partenopeo e nello sforzo di aiutare la
notiziabilit di un processo che ormai troviamo solo nelle cronache locali ,essendo-
si gi concluso per i media nazionali .L'accusa ha parlato dei tre miracoli del Siste-
ma Romeo.
Si denisce miracolo (dal latino miraculum, cosa meravigliosa) un evento pa-
ranormale ed attribuito ad un intervento soprannaturale o divino, durante il quale
le leggi naturali appaiono sospese. Nel linguaggio comune, per estensione, il termi-
ne miracolo indica anche un evento che ha dell'incredibile, che desta meraviglia.
Quali sarebbero questi eventi paranormali ? Il primo essere uscito indenne da
tangentopoli (l'ente soprannaturale "miracolante" qui una legge che prevede la
prescrizione). Il secondo miracolo : "garantire alle sue aziende una alta redditivit
essendo gli enti locali pessimi pagatori. Quello che denirei il miracolo Sole 24 ore
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C AP I T OL O 10
Le Conseguenze
Gli Amministratori nominati dal Giudice denunciano al Tar il Comu-
ne di Napoli ; persi 48 milioni di multe !!!
Come volevasi dimostrare, diceva il mio professore di Matematica..le gare vinte
da Romeo a Napoli sono del tutto legittime . Illegittima o almeno dannosa secon-
do gli amministratori giudiziari la scelta della amministrazione e del sindaco di so-
prassedere alla assegnazione.
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Il Giornale (Facci) : la carriera di De magistris
Luigi De Magistris candidato alle elezioni europee ma anche alla poltrona di
peggior magistrato italiano della storia recente. Sin dal 1996, appena insediato alla
Procura di Catanzaro, si occup di reati contro la pubblica amministrazione, per
nessuno dei suoi indagati stato mai condannato per reati, appunto, contro la pub-
blica amministrazione. Neanche uno. Mai. Luigi De Magistris ha perso tutti i pro-
cessi da lui istruiti tra i pochissimi che non si sono arenati prima ancora di giunge-
re in dibattimento: cancellati, polverizzati, distrutti da gip, organi del riesame, Cor-
ti dAppello, di Cassazione, Tribunali, chiunque abbia avuto modo di vericare
lincredibile imperizia di questo magistrato che con le sue inchieste totalmente falli-
mentari, ma ben orchestrate sui giornali prima di scoppiare poi come bolle, ha di-
strutto vite, persone, famiglie, imprese, posti di lavoro e reputazioni. Il tutto facen-
do anche spendere milioni di euro per consulenze allucinanti (vedi caso Genchi) e
cos pure per rifondere tutti gli innocenti ingiustamente incarcerati in anni di disin-
voltura scandalosamente impunita, o meglio: premiata, ora, con una candidatura
che rappresenta la fuga nale da una corporazione che lo stava progressivamente
espellendo.
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Luigi De Magistris stato candidato da Antonio Di Pietro nonostante persino
Massimo Di Noia, avvocato storico proprio di Di Pietro, come vedremo, ebbe a in-
vocare dei provvedimenti disciplinari contro De Magistris solo due anni fa. A di-
mostrare tutto questo non soltanto linchiesta con cui il Giornale ripercorrer la
storia del neo candidato dellItalia dei Valori: stata la stessa Magistratura nelle se-
di opportune, come si dice. Basti leggere, per esempio, il parere con cui il Consi-
glio Giudiziario si espresse sulla nomina di De Magistris a magistrato di Corte
dAppello: doveva essere un passaggio scontato, solo un timbro per consacrare una
progressione in carriera che i Consigli Giudiziari tendono quasi sempre a rilascia-
re in positivo: i magistrati giudicati negativamente, di norma, non superano luno
per mille del totale.
Ma nel caso di DeMagistris, il 18 giugno 2008, il relatore Bruno Arcuri fece
suonare una musica che raramente si era sentita in una sede come quella: Pren-
dendo possesso del mio ufcio di Procuratore generale, iniziavo la mia esperienza
in Calabria con vivo interesse per il dr. De Magistris dopo aver letto di lui sulla
stampae averlo visto in televisione. Fui subito colpito dalle notizie che andavo ap-
prendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto
sociale perch istruiti contro i cosiddetti colletti bianchi, erano quasi tutti abortiti
con provvedimenti di archiviazione, con sentenze di non doversi procedere e con
sentenze ampiamente assolutorie.
Voci che mi stupirono perch in contrasto con la rappresentazione che ne dava-
no i media. Seguiva unanalisi che denotava una serie numerosissima di insucces-
si , la anomalia dei provvedimenti adottati ,procedimenti infausti , omessa
indicazione dei reati e delle fonti di prova, questo mentre De Magistris, ogni vol-
ta, perseverava nelladozione di provvedimenti immotivati malgrado i continui in-
successi.
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Gioved 14 maggio 2009
Roma, Morassut: la rinuncia all appalto Romeo onerosissima
"Campidoglio sta trattando fuoriuscita e trascura le strade"
Roma, 14 mag. (Apcom) - Per mettere ne al rapporto con la Romeo il Campi-
doglio "sta trattando una onerosissima fuoriuscita del Comune dall'appalto delle
manutenzioni stradali". Lo afferma in una nota il segretario regionale del Partito
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Democratico del Lazio, Roberto Morassut. "Ancora una volta - sottolinea - come
per il Pincio, si buttano soldi dalle nestre e si riempiono le tasche delle imprese
per sanare assurdi contenziosi generati dalla furia ideologica di una giunta che, an-
zich governare, continua a fare opposizione a Veltroni e al centrosinistra in una
logica perversa. Le strade di Roma sono ammalorate, piene di buche, i rari cantie-
ri procedono lentamente, gli appalti comunali si contano con il contagocce. La si-
curezza degli automobilisti e dei cittadini che usano le due ruote a rischio. Il Co-
mune ha ritenuto di superare l'appaltone ma non ha messo in campo alcuna inizia-
tiva alternativa e concreta per gestire la manutenzione stradale. Risultato: si daran-
no soldi a palate alle imprese del vecchio consorzio che incasser senza colpo feri-
re un sostanzioso indennizzo, ma intanto le buche continuano a moltiplicarsi".
"Forse qualcuno - prosegue Morassut - dovrebbe spiegare ai cittadini cosa sta
succedendo, cosa si sta trattando, la dimensione nanziaria dei costi derivanti dal
cosiddetto appaltone e, soprattutto, cosa si intende fare di serio per manutenere i
5mila chilometri di strade comunali, la cui cura spetta per 800 chilometri al Cam-
pidoglio e per 4.200 ai municipi, ai quali per si sono ridotti i trasferimenti nan-
ziari. Questa vicenda - conclude Morassut - un'altra prova di una giunta incapa-
ce e di una citt senza guida".
Come previsto : la rinuncia unilaterale del comune di Roma all'appalto di Global Service ,
pu essere un costosissimo boomerang per Alemanno
88
Fuori processo : Multe . Danni chiesti al Comune di Napoli
Avevamo fatto una facile previsione sui rischi dovuti agli atteggiementi delle
Amministrazioni di destra e sinistra sulla sostanza delle attivit econmiche-
Domanda ai media economci nazionali e ai cittadini pi attenti : questa buo-
na e prudente amminstrazione ? Vedremo
89
Italia Oggi rileva l'andamento del gruppo Romeo e chi ci rimette nora dal
processo mediatico : i comuni paralizzati (+debiti-servizi)
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Un libro impressionante di Liviadiotti
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C AP I T OL O 11
Penultimo atto. La fine
della Chimera?
Chiesti dieci anni per Romeo.
Allo stupratore di capodanno 2 anni e 8 mesi
Non c' la turbativa d'asta (solo il tentativo di concepirla) non ci sono dazioni,
soldi a nessuno..ma vengono chiesti 10 anni come per un omicida..
92
Mi sa che non ci sono commenti da fare....solo condare, come fa Romeo nella
magistratura giudicante e che i media diano altrettanto rilievo a quello che diran-
no le parti a loro difesa....
La Iervolino no. Dopo aver giudicato cristianamente il suicido di Nugnes "un
atto di dignit che altri non hanno avuto" ha denito la posizione di uno degli im-
putati (Gambale) suo ex assessore come "reo confesso" ?!? Senza neppure aver
ascoltato la sua difesa !

Comincia ad emergere la insostenibilit
(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)
Tutti assolti con la formula pi ampia: il Tribunale di Roma ha escluso respon-
sabilit a carico del giudice napoletano Bruno Schisano, dellimprenditore Alfredo
Romeo e della moglie di questi, Maria Vittoria Parisio Perrotti, imputati di tentato
abuso dufcio per le presunte interferenze che secondo laccusa erano state eserci-
tate dal magistrato durante un processo per violazione dei sigilli relativo alla villa
di Posillipo dei coniugi Romeo. Il verdetto stato emesso perch il fatto non sussi-
ste come chiesto dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Giovambattista Vigno-
la, per Parisio Perrotti, Domenico Ducci, per Schisano, e Francesco Carotenuto
per Romeo. Il pm Sergio Colacioccio aveva chiesto la condanna dellimprenditore
e del giudice a 10 mesi di reclusione e lassoluzione per la Parisio Perrotti. Linda-
gine era partita dalle intercettazioni disposte sullutenza di Romeo nellambito
dellinchiesta poi sfociata nel caso Global Service per il quale limprenditore sta ce-
lebrando il giudizio abbreviato.
Dalle conversazioni fra Romeo e Schisano era emerso il sospetto che il giudice
potesse aver cercato di contattare quattro colleghi per inuenzare il procedimento
sulla violazione dei sigilli. Tesi sempre esclusa dagli imputati e ridimensionata dai
magistrati sentiti come testimoni al processo: uno dei giudici ha detto di non essere
stato contattato, altri due di non aver interpretato i colloqui come pressioni, un al-
tro di aver considerato le parole del collega al pi come una specie di raccoman-
dazione. Alludienza del 24 maggio il Tribunale di Roma ha ritenuto inutilizzabi-
li le telefonate perch il reato di tentato abuso dufcio non consente le intercetta-
93
zioni. Commenta Schisano: In ossequio al principio di riservatezza cui ho sempre
informato il mio comportamento, non intendo rilasciare dichiarazioni sul merito
della vicenda. Naturalmente non posso non manifestare il mio pi vivo compiaci-
mento per unassoluzione che giunge a conclusione di un tormentato iter proces-
suale nel corso del quale ho sempre con forza ribadito la mia estraneit rispetto
alladdebito che mi stato mosso
Si noti che anche in base a questo procedimento e all'abuso edilizio rappresen-
tato dalla piantagione di broccoletti in luogo di un oleandro, il magistrato de Magi-
stris aveva negato la libert a Romeo per la sua pericolosit sociale.
Intanto un'altro politico eccellente in galera da mesi e non si tro-
vano le prove schiaccianti contro Del Turco
Il Partito di Veltroni lo ha abbandonato e ha perso le elezioni in Abbruzzo
Giustizia: niente prove su Del Turco? Quel pm dovrebbe pagare
di Vittorio Sgarbi
Scandalo cliniche in Abruzzo, per il procuratore di Pescara cera "una valanga"
di elementi, ma in 18 mesi non si trovato nulla. Sar difcile risarcire chi stato
arrestato
Dopo le ultime sconcertanti rivelazioni relative alla inchiesta sulla malasanit in
Abruzzo, capisco la soddisfazione di Ottaviano Del Turco che, mentre ricorda las-
94
soluta latitanza dei suoi compagni del Pd e sottolinea la meschinit di Veltroni, ci
tiene a ricordare le parole di solidariet di Berlusconi, e una bellissima telefona-
ta che gli fece Cossiga. Non pretendo la riconoscenza e neppure lamicizia, ma
Del Turco dimentica che, allindomani dellarresto, il primo a manifestare lassolu-
ta convinzione sulla sua onest, per prova ontologica, e a rilevare la grossolana in-
fondatezza delle accuse, fui io, su questo giornale. Nonostante questa distrazione,
ho goduto con lui alla prima avvisaglia della eccezionale bufala della magistratura
di Pescara, riportata dal Giornale. In sostanza, non le tesi della difesa del malcapi-
tato presidente, ma quattro rapporti, uno dei carabinieri, uno della Guardia di -
nanza, e due della Banca dItalia scagionano Del Turco e la sua giunta, accrescen-
do il turbamento di un uomo che ha sempre avuto ducia nella giustizia, lex asses-
sore di Pescara, Marco Alessandrini, glio del procuratore Emilio, ucciso da Prima
Linea. Con stupore Alessandrini conclude: Il rapporto dei carabinieri offre un
punto di vista diametralmente opposto a quello cristallizzato negli arresti. Sostan-
zialmente il 16 giugno 2008, solo un mese prima degli arresti di Del Turco, i cara-
binieri del Nas documentavano di aver riscontrato una serie di truffe ai danni della
Regione nei conti delle cliniche convenzionate di Vincenzo Angelini, laccusatore.
Reati tanto gravi da consigliare larresto di Angelini. La causa del pentimento
del quale, con la messinscena, non documentata, delle mazzette a Del Turco, sa-
rebbe stata nella determinazione della giunta abruzzese di tagliare i fondi destinati
alle cliniche di Angelini, per la loro gestione troppo allegra, con una riduzione
di circa 43 milioni di euro, quattro volte di pi dei tagli disposti dalla precedente
giunta di centrodestra. Come io sospettavo, dunque, conoscendo Angelini: una ri-
torsione, una vendetta. E una mossa danticipo per evitare gli arresti. Naturalmen-
te, la morale della vicenda non nella sventura toccata a Del Turco, e neppure nel-
la pesante ingerenza della magistratura nella politica, con la conseguenza di deter-
minare nuove elezioni e di ribaltare, attraverso la diffamazione, il risultato politico;
ma nella straordinaria leggerezza della procura di Pescara. Al di l di tutto, ed es-
sendo tutto giusto e vero, ci che sconcerta e che dovrebbe far riettere anche gli
esponenti latitanti del Pd (non pretendo i Travaglio e i Di Pietro che aggrediscono
Violante per il suo revisionismo) la stolida sicurezza del procuratore capo Nicola
Trifuoggi, persona allapparenza gentile, misurata ed educata, quindi credibile
che, in una non necessaria conferenza stampa, dichiar: Vi assicuro: tutti gli inda-
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gati sono schiacciati da una valanga di prove e ancora: Credetemi: stavano lette-
ralmente distruggendo la sanit abruzzese. Affermazioni precise, forti, e decisive
con in due verbi intensivi: Vi assicuro, credetemi.
A distanza di 18 mesi non emersa una prova, della valanga annunciata, e i ca-
rabinieri documentano lopposto di quanto ha affermato il procuratore Trifuoggi.
Risulta che la Procura, nonostante la sicumera, abbia chiesto, per due volte, la pro-
roga delle indagini e abbia disposto oltre 100 rogatorie internazionali alla ricerca
di conti esteri, senza nessun risultato. In compenso, la Guardia di nanza ha ri-
scontrato movimentazioni sospette di danaro, estero su estero, da parte di Angeli-
ni. Ci si chiede: perch Trifuoggi ha chiesto larresto di Del Turco e non di Angeli-
ni? Come si pu distruggere un uomo, trattarlo da ladro, macchiarne, con linfa-
mia, tutta la carriera, di sindacalista, di ministro, di presidente della Commissione
Antimaa, sulla base delle dichiarazioni di un imprenditore interessato, e senza
una sola prova certa? Da anni, io combatto non la magistratura, ma la forza dirom-
pente della diffamazione in nome del popolo italiano, non per un astratto errore
della giustizia, ma per la vanit, la presunzione, linsufcienza di rigore, la leggerez-
za di uomini che hanno un potere senza paragone. E che sbagliano per i loro limi-
ti. Un medico che sbaglia - lo vediamo nelle recenti inchieste sulla sanit - paga
per la sua incapacit. Nel mio stesso campo molti professori non vedono, non capi-
scono i quadri e i loro errori vengono prontamente smascherati. Nel sacro recinto
della Giustizia non si contempla lerrore per incapacit, per pregiudizio, per arro-
ganza. Se le presunzioni di Trifuoggi dovessero rivelarsi totalmente infondate, non
pagher Trifuoggi. Pagher lo Stato, cio noi, a Del Turco, un risarcimento co-
munque inadeguato a restituirgli dignit, ruolo, onore. Una anomalia. Una grave
anomalia. Perch lerrore non colpa della magistratura, ma del solo Trifuoggi..
Assolto Loiero, ma la campagna elettorale gi partita .... chi gli re-
stituisce i voti De Magistris ?
L'accusa aveva chiesto la condanna per abuso d'ufcio
96
02 marzo
Why Not: assolto Loiero (ANSA) - CATANZARO, 2 MAR - Agazio Loiero, e'
stato assolto dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro nel-
l'ambito del procedimento Why Not. Per il presidente della Regione Calabria, l'ac-
cusa aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per abuso d'ufcio. I magi-
strati avevano chiesto, invece, l'assoluzione di Loiero dall'accusa di corruzione, per
non avere commesso il fatto.
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Caso Romeo : una Rafca di Assoluzioni
Il sistema Romeo non esiste !
Esiste solo il Teorema Romeo. Scontta la tesi dell'accusa
Alfredo Romeo un uomo libero. Questo Blog stato aperto per tenere un dia-
rio della sua e di altre vicende mediatico giudiziarie. Analoghe a quelle che stanno
paralizzando l'Italia da anni. -Romeo stato assolto da quasi tutti i reati ascritti
per cui avevano chiesto 10 anni. E' stato condannato a due anni, per un episodio
di corruzione con Mautone, e cio per aver cercato di assumere due operai: la pe-
na sospesa...Assolti i suoi collaboratori che avevano fatto il carcere, assolti i politi-
ci , che erano subito liquidati dalla Sindaco Iervolino come sfrantummati, dando
prova una ipocrisia clamorosa.. Possiamo rispondere anche con la sentenza alla do-
manda da cui ha preso spunto questo Blog : Non esiste alcun sistema Romeo, non
c' l'associazione a delinquere, non ci sono stati scambi di denaro,n turbativa
d'asta, n soldi ai partiti, n consulenze improprie , n amministratori corrotti ,
non ci sono appalti aggiudicati impropriamente, non esistono le cavallette , come
aveva affermato l'accusa...chiedendo 10 anni ! L'impero del male che ha campeg-
giato sui giornali per oltre due mesi dalla inaugurazione dell'Hotel Romeo , che ha
fatto scrivere articoli in cui si lasciava intendere di tutto ...non c'.. Non c' quel
protagonista descritto nel termitaio da Statera. E' vero una cosa si trova sempre...
Romeo era gi stato condannato per violazione dei sigilli del suo giardino , per ave-
re sostituito un oleandro con dei broccoletti : Abuso edilizio . Su questa base aveva
respinto la richiesta di scarcerazione il famoso De Magistris . Oggi per aver cerca-
to di assumere due operai si rtitrova una condanna per corruzione . Cionostante
all'imprenditore Romeo stato restituito l'onore ed anche le aziende : , i conti in
banca a sua moglie a lui , i motorini e i computer sequestrati ai suoi gli ; la con-
danna comunque amara perch alla ne la Romeo srl risultata una azienda be-
ne amministrata, e sul suo operato non ci sono stati rilievi se non positivi anche da
parte degli amministratori giudiziari e ci auguriamo che venga corretta nei gradi
successivi.
98
Alfredo Romeo aveva gi subito 70 giorni di carcere e una gogna mediatica pe-
sante milioni di righe di piombo, in cui era trattato come l'imperatore del male. Il
capo di un impero da miliardi di euro ! il pi grande corruttore della storia, per vo-
ler assumere due operai ? ....Siamo davvero il paese di Pulcinella...chiedendo scusa
a Pulcinella.
Un pensiero va anche all' assessore Nugnes che non era stato chiamato in ballo
in questa inchiesta se non da qualche articolo, e dalle improvvide dichiarazioni del-
la Iervolino che giusticava il suo suicidio con la dignit, nelle giornate in cui pren-
deva le distanze dai suoi amministratori indagati denendoli "sfessati". Nugnes si
suicidato non per un processo o per digint . schiantato mentre stava conoscendo
i rischi della gogna mediatica . Romeo invece ce l'ha fatta : grazie alla sua famiglia,
alla sua coerenza, alla forza con cui gli hanno confermato ducia i dipendenti .
Un'altra impresa cos a Napoli non c'. Ricordo ora che alla vglila della inagu-
razione dell'Hotel Romeo : mi domandava : ma la facciamo questa inaugurazione
? Non ci attiriamo invidie con le voci che circolano ? "Alfredo non conosco nessu-
no onesto dentro come te- gli risposi- e questa scelta di mettere tutto quel che hai
in una impresa quasi impossibile un Hotel a 5 stelle a Napoli in una zona semide-
gradata fa di te il pi coraggioso che conosco". E' un onore esserti amico e poter
colaborare. Se vogliono colpirti lo faranno comunque vai avanti. La felicit per
quella inaugurazione fu l'ultima prima della galera e credo no ad oggi . Non
una vittoria denitiva , ma denitiva la scontta di quelli che ti hanno avversato .
Sabato a Napoli ero in taxi e il giovane tassista mi diceva . "Ma io lo conosco a Ro-
meo, prima di fare il tassista ho pure lavorato per delle ditte che facevano lavori...
l'unico cha a Napoli ha provato a fare qualcosa e guarda come lo hanno trattato"
. Dopo questa sentenza c' tanto da fare ma lasciate che lo dica alla romana : "se
po fa', se po fa".
99
LEGALE: ROMEO, ASSOLTO DA 11 IMPUTAZIONI SU 12 'L'IM-
PRENDITORE HA SVOLTO SOLO ATTIVITA' LECITA DI LOB-
BYING'
''Piu' di un anno fa, quando l'avvocato Alfredo Romeo era in carcere, afferma-
vo che non aveva compiuto altro che un'attivita' lecita di lobbying per promuovere
e difendere i propri interessi imprenditoriali''. Lo ha dichiarato il legale di Alfredo
Romeo, Bruno Von Arx commentando la sentenza emessa oggi al termine del pro-
cesso con rito abbreviato.. ''Oggi, la sentenza del giudice Campoli ci da' pienamen-
te ragione assolvendolo con formula piena da undici dei dodici reati contestati ed
assolvendo, in particolare - ha proseguito Von Arx - anche gli amministratori pub-
blici che erano stati coinvolti nelle indagini'. L'unica condanna pronunciata nei
confronti di Romeo - ha aggiunto Von Arx - riguarda una ipotesi di corruzione
che, fra l'altro, e' costruita dall'accusa sulla base della raccomandazione ad assume-
re due operai, caso nel quale non esiste alcun passaggio di dazione di denaro, co-
me in tutti gli altri''. ''Sono quindi particolarmente felice sotto il prolo umano, per-
che' la sentenza restituisce a Romeo la sua dignita' di imprenditore. Tutte le impre-
se gia' sequestrate sono state restituite nella piena disponibilita'
Romeo : non mai esistito un sistema Romeo !
Questa vicenda mi ha creato momenti di sofferenza indicibili, ho trovato la
forza di reagire nel convincimento che prima o poi la mia innocenza sarebbe stata
riconosciuta''. Cos in una nota l'imprenditore Alfredo romeo ha commentato la
sentenza emessa al termine del processo sugli appalti a Napoli. ''Mi attendevo - ha
aggiunto - la sentenza di assoluzione nei miei confronti, ma questo non diminuisce
la mia gioia e la mia soddisfazione, anzitutto per le imprese del mio gruppo, che
mi sono state restituite, ma anche perche' si e' riconosciuto che la mia condotta e'
sempre stata lecita e portata avanti secondo i criteri che animano e determinano lo
sviluppo e la produttivita' nazionali''. ''Vorrei anche sottolineare che questo risulta-
to non sento essere scalto dalla condanna per uno soltanto dei dodici capi di im-
100
putazione che mi venivano contestati, che si esaurisce nella raccomandazione rice-
vuta per l'assunzione di due operai, perche' questa sentenza - ha concluso - mi re-
stituisce dignita' come imprenditore e sancisce fermamente che non e' mai esistito
un sistema Romeo. Ora ha concluso torno al lavoro''
Gambale sulla Iervolino che dopo avere scaricato gli imputati, fa la
vittima
La faccia con cui Rosa Russo Iervolino ha cercato di sfruttare a proprio vantag-
gio la sentenza di assoluzione per tutti i politici assolti nella vicenda Global Service
monumentale.
Ieri li ha chiamati sfrantummati da Cardillo a Gambale e oggi se ne fa scudo ver-
so chi la critic non per l'indagine ma per la sua insipienza politica , per lo sfascio
di Napoli....Si deve a lei e non certo solo a Bassolino se il centro sinistra ha raggiun-
to certi livelli di incapacit politica nella citt di Napoli. A gran parte del PD che
non volle ascoltare due anni di critiche da parte del sindaco di Salerno , oggi candi-
dato "contro la volont" di Bassolino, e della Iervolino
Altri Blog e il Mercato della Gogna. Houston abbiamo un problema
Pubblichiamo pi avanti leditoriale di Claudio Velardi su The Front Page ed anche le numero-
se reazioni per mostrare come ormai il "mercato" del giustizialismo sia ancora fortissimo. E nep-
pure la lunga serie di assoluzioni , di nulla di fatto, di indagini scandalose e scanda-
li basati sul rilascio di intercettazioni, da "abbiamo una banca" alla D'addario, da
Naomi a Vittorio Emanuele, no ai Monopoli di Stato con richieste di archiviazio-
101
ni degli stessi PM che i giudici in aspettativa non implementano per arrivare alla
prescrizione .....Sono rimaste senza esito ma hanno rovinato con le persone coin-
volte , che sono servite solo a ricchi conduttori di sinistra a gettare fango su destra
e sinistra , e in denitiva sulle istituzioni, senza mai dico mai svolgere opera educa-
tiva sulla sostanza del problema giustizia. Hanno corrotto loro la speranza , hanno
tirato dalla parte di un moralismo "falso e doppio " (vedi Di Pietro). Hanno inse-
gnato a tanti italiani giovani , solo la sducia , la supercialit. Hanno consegnato
il tema della giustizia a chi la teme e non a chi la vuole giusta e funzionate, hanno
umiliato i magistrati per bene con la supponenza di quelli mediatizzati e ambizio-
si. Hanno sbarrato il passo a chi vuole tra loro rompere con l'ultracasta intoccabile
e parassitaria , hanno fatto danno alle centinaia di giudici per bene .Ma hanno fat-
to un danno peggiore, hanno convinto giovani e meno giovani che bisogna odiare
per vincere, spiare per perseguitare (un esponente dei verdi lo ha teorizzato), han-
no scambiato lo scontro politico per un universo concentrazionario di indagini,
persecuzioni, corruttele malaffare, la politica un mondo buio dove tutti i gatti son
bigi
Il travaglismo vende, basta entrare in Libreria : e guardare i titoli che descrivo-
no l'Italia di oggi peggio dei territori della Maa , l'ossessione compulsiva a "vede-
re in galera" qualcuno, a cercare un colpevole e non un responsabile. Hanno tra-
sformato la politica in un desiderio perennemente insoddisfatto e autoalimentato
di guerra , manette , pene, crimini, delitti....dove le responsabilit di chi governa
male si confondono e spariscono dietro a quelle di chi ruba . Dove il giudizio mora-
le dei media vecchi e nuovi sulle frasi smozzicate delle intercettazioni , prevarica
quello sui risultati sia della politica che delle indagini. E'un danno gravissimo, una
rinuncia a pensare in modo coerente, che non si pu combattere con altre proibi-
zioni, ma rompendo che tutte le ipocrisie e presunzioni di colpevolezza. E c' una
responsabilit particolare dei disastrati partiti italiani tutti : quelli vecchi come i ra-
dicali, che un tempo erano garantisti e oggi sono al massimo "cartabollari" vittimi-
sti e auto-riferiti e scioperano per Saddam Hussein, ma non per Nugnes perch te-
mono di spiacere agli alleati che al disastro gli danno da mangiare e , gli danno
candidati perch sono senza ducia in loro stessi
102
E' colpevole Berlusconi e Forza Italia che prima ha alimentato la speranza di
una riforma della giustizia cui sono interessate almeno 8 milioni di famiglie con
processi incagliati e poi riuscita a fare quasi nulla , stretta tra le rivalit di Lega
che dice ( ed contenta di dimostrare ) che l'Italia ladrona...e Fini che spera in
un magistrato che lo liberi di Berlusconi. E cos dalla speranza siamo alla sopravvi-
venza di lodi, liberi impedimenti, uno squallore giustamente ridotto alla resistenza
in vita del premier. Che ormai ha "abboffato le palle" anche degli elettori di centro-
destra che non ci credono pi. Ma pi di tutti colpevole una forza che doveva es-
sere erede del socialismo garantista , nato in terra di operai e di avvocati e non di
giudici, e del popolarismo progressista che sa della sofferenza di tutti quanti non
hanno giustizia in tempi certi e hanno aperto le porte ai magistrati, minoranza
spesso corporativa e sempre lottizzata, come liberatori invece che guardare alle vit-
time della ingiustizia e cio i cittadini.
Il danno grave perch un tempo con le politiche e le parole queste forze edu-
cavano, spiegavano, rafforzavano la democrazia con la ragione , oggi indottrinano
sulla falsit , innalzano a simbolo il network giustizialista miliardario e non respon-
sabile, liquidando i magistrati non "mediatizzati" cio traditori....dalla storia della
prima parte di questo processo forse c' da imparare qualcosa. Ma non nita e
molti si augurano di trovare una diversa interpretazione , che l'odore del sangue
venga spento da una vittima. Considerano che un processo non nito no all'ulti-
mo ricorso dei giudici.
Massimo Micucci
103
The front page
per darvi una idea di come se ne parlasse su internet a sentenza ormai avvenuta, guardate la
discussione di quelli che "un cittadino indagato colpevole no al terzo grado !!"
In frantumi il teorema di giudici e giornali di Claudio Velardi
Linchiesta con al centro Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, viene chia-
mata Magnanapoli, simpatica espressione inventata un po per gioco, dico-
no i giornali dai magistrati della procura. Il processo breve ed esemplare, e le
condanne subito comminate: le gazzette decretano lesistenza del sistema Ro-
meo, pensosi editorialisti si stracciano le vesti sulle sorti della povera Napoli.
Bilancio operativo dellautunno 2008: un morto suicida, imprenditori, funziona-
ri e politici incarcerati, assessori dimissionari. Con vivi complimenti ai magistrati,
che passano carte che non devono passare, dichiarano, si esibiscono. E ai giornali-
sti, che riempiono senza fatica e senza morale intere paginate.
Concluso brillantemente il processo mediatico, comincia per i magistrati il lavo-
ro meno divertente: bisogna dimostrare che effettivamente Romeo a capo di
unassociazione a delinquere. Cos lo sbattono in galera per 79 giorni. Ma non tro-
vano uno straccio di prova per le accuse mosse. Che erano pesantissime: associazio-
ne a delinquere, corruzione, turbativa dasta. In tutto, dodici capi daccusa, che co-
involgevano lui e diversi politici partenopei.
Stamattina la sentenza. Agenzie e giornali titolano: Romeo condannato a due
anni. Tutti gli altri (politici, funzionari, consulenti) sono stati assolti. Condivide il
destino di Romeo soltanto lex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone.
Un po poco per un corruttore matricolato, per linventore del famigerato sistema
Romeo, per il capo di una cupola politico-affaristica che ha rischiato di travolgere
la giunta Iervolino.
E infatti la verit che anche Romeo stato assolto, da 11 capi daccusa su 12,
e il teorema della procura, subito fatto proprio dalle gazzette, andato miseramen-
te in frantumi. Lunico reato di cui si macchiato il terribile Romeo, e per il quale
104
stato condannato, aver raccomandato due operai. Giudici e giornali farebbero
bene a riettere
31 commenti a In frantumi il teorema di giudici e giornali
1. AMSICORA scrive:
19 marzo 2010 alle 18:28
niranno cos anche i casi protezione civile e fastweb-telecom, vedrete
mi pare che, con frequenza sempre crescente e preoccupante, accada quel che se-
gue:
visto che i pm nel processo vero, col contraddittorio, non riescono a provare la
colpevolezza degli indagati, allora nella fase delle indagini preliminari incarcerano
a mo di tortura no alla confessione (della qualunque,direbbe il procuratore di reg-
gio calabria) o gli sputtanano (sempre ai ni della confessione) passando le intercet-
tazioni ai giornali amici.
2. simonetta scrive:
19 marzo 2010 alle 18:43
con lo spirito dellarticolo sono perfettamente daccordo, ma due anni per aver rac-
comandato due operai non un po troppo?
3. Cesare Luigi scrive:
19 marzo 2010 alle 18:55
Caro CV, sono molto dispiaciuto per il tono leggero che lei ha usato. Non si pu
banalizzare, en passant, il suicidio di una persona. Ma ci rendiamo conto della mo-
struosit e della barbarie di questa macelleria giudiziaria e mediatica!? (con tutto il
rispetto per i barbari che, forse, hanno dimostrato molto pi umanit dei cialtroni
di oggi). E i nostri prodi, come al solito, si delano. Perch non hanno la schiena
dritta o per paura?
4. Claudio Velardi scrive:
19 marzo 2010 alle 19:10
@ Cesare Luigi. Chiedo scusa, ma lintento era altro. Io sono sdegnato, imbestiali-
to per laccaduto. La mia descrizione della vicenda pesantemente sarcastica, non
leggera. E trovo molto appropriata lespressione macelleria giudiziaria e mediati-
ca
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5. John Doe scrive:
19 marzo 2010 alle 19:26
Condivido tutto, e sulla macelleria giudiziaria e mediatica pensavo che, se non mi
sfugge qualche categoria ben nascosta (sospetto ad esempio dei notai, ma non ho
prove) non esiste in italia un livello di impunit maggiore di quello accordato a que-
ste due benemerite professioni.
Dopo lintimidazione agli ispettori smascherata da Napolitano, ad esempio, non ci
dovrebbero essere dimissioni non dico dei rmatari, ma almeno dei promotori? Se
fosse venuta da altra casta si sarebbe parlato di aggressione squadristica, qui invece
tutto tace.
Ho sempre davanti la faccia del povero Galloni quando Cossiga (sempre benedet-
to per questo) gli tolse le deleghe. Quando sono triste penso alla faccia di Galloni e
mi tiro un po su
6. dr duke scrive:
19 marzo 2010 alle 20:57
Sono ad Abu Dhabi e non so per quale autoagellazione ho sintonizzato su tg1
@Claudio Velardi dico: fai bene ad usare il tono sarcastico, ch se ci mettiamo den-
tro la testa davvero ci viene da scappare dellitalia. Questa ennesima (e nemmeno
ultima) pagina di macelleria giudiziaria ha un chiaro e denito pap: la politica. O
meglio, la mancanza della politica. Dopo 15 anni di sputtanamento di intere pri-
me linee politiche, c ormai una titubanza imbarazzante della politica a fare (e a
dire) i fondamentali che le competono. Senza il primato della politica, ce ne possia-
mo andare tutti via dallitalia. Segnalo che se il politico mi fotte, normalmente non
lo voto, se il dentista mi toglie il dente sbagliato, gli faccio causa, e viste le lungaggi-
ni nei gradi di giudizio, nel dubbiolo meno; ma se il giudice mi manda in gale-
ra, cosa faccio? Si dice sempre del politico che perde la sua immagine, giusto. E
limprenditore che vede le sue banche scappareO il professionista a cui chiudo-
no le carte di creditoTutto questo lo mettiamo in conto alla leggerezza di qual-
che giudice rampante. E poi, leggerezza dite? Ma se ho sentito motivazioni mo-
rali di richiesta darresto perch linquisito conduceva vita dissennata ed altamen-
te spettacolare. Quando la politica cavalca questa bestia, alla ne ne viene travol-
ta. E se i giudici incominciano a fare politica, il risultato uguale a quello religio-
106
so: komeinismo puro. Solo che se adesso io scendo per strada ed entro nella prima
aula giudiziaria qui ad Abu Dhabi, nessuno ma proprio nessuno si sognerebbe di
accusare qualcuno per avere fatto azioni di lobbying. Come invece ho sentito accu-
sare il povero Romeo. Come vedete sempre meglio vivere in un Paese Emergen-
te che in paese immergente..
7. antonella borzillo scrive:
19 marzo 2010 alle 23:35
Sono stanca e disorientata da questo modo nuovo di far politica:a colpi di carte
bollate e inchieste giuridiche!BASTA!!!Non si pu giocare cos con le vite degli es-
seri umani.
8. Paolo Pantani scrive:
20 marzo 2010 alle 00:03
Garantista sugno, ma non a senso unico, mica son todos caballeros, non scher-
ziamo! In Italia ci sono tre gradi di giudizio e i pm hanno richiesto il secondo,
aspettiamo. Del resto Romeo aveva gi una condanna, ma acquisiva pure altre co-
succe a Venezia e a Napoli, chiss come faceva, del resto la prima sede della socie-
t era a Roma, via del Vascello Fantasma.
Sistemico o non sistemico, questa la seconda, di condanna, ma mica lo hanno no-
minato commendatore! Ma la giustizia faccia il suo corso, comunque me fotto, ca-
si loro, non commento e prendo atto.
Una cosa mi preme ricordare, come dire, ad instrumentum regni.
E stata approvata dal governo a Luglio la legge sulla certicazione energetica, -
nalmente! Tutti gli edici devono avere entro questanno il certicato energetico e
provvedere al risparmio usando nuove tecnologie, nuovi inssi e doppi vetri. Pensa-
vo che il Comune Di Napoli, dopo averci istruito per bene tempestivamente a Set-
tembre, essendo uno dei pi grandi proprietari di edici, chiese, plessi scolastici,
potesse ottemperare facendo lavorare i suoi numerosissimi tecnici
interni:Ingegneri, Periti, Architetti, Geometri. La cosa pressocch impossibile, ol-
tre al Patrimonio dismesso alla Romeo, anche le carte e le planimetrie sono stati
consegnati alla medesima ditta. Ricordo quello che mi diceva la nonna: MAI DI-
SMETTERE IL PROPRIO PATRIMONIO,CHI NON HA PROPRIETA,O RI-
NUNCIA AD AMMINISTRARLA,NON HA STORIA!
107
Per ottemperare alle leggi dovremo chiedere per forza un global service, povero
Giorgio Nugnes!
9. fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 00:52
Chiedo umilmente venia, ma semplicare una sentenza non mai cosa buona e
giusta. Certo che il giudizio, con rito abbreviato, non dimentichiamolo, non ha
sancito attraverso una sentenza, lesistenza di un sistema Romeo. Rimane il fat-
to tuttavia che lo stesso Romeo stato condannato a due anni per corruzione (e
scusate s poco). Inoltre lo stesso Romeo, nonch Mautone, ex provveditore alle
opere pubbliche di Campania e Molise, sono stati condannati allinterdizione dai
pubblici ufci per cinque anni. Cosa facciamo, guardiamo alla luna, o continuia-
mo a denigrare il dito che la punta?!?
10. Claudio Velardi scrive:
@ fraba. E no, fraba, qui la luna era Magnanapoli, il sistema Romeo, la mor-
te di Nugnes, la Napoli sconvolta di quel livido dicembre, i commenti indignati di
tanti, il giustizialismo tracimante di quei giorni. Il problema non la sentenza di
oggi, lo scandalo quello che successe allora. Cos come succede ormai a giorni al-
terni in questo paese, con le inchieste e le condanne sparate sui giornali. Secondo
te per scoprire un episodio di corruzione bisogna combinare questira di Dio? Non
potevano lavorare in silenzio, essere pi discreti e scrupolosi, per usare parole lie-
vi?
Secondo punto (qui c la mia interpretazione). I magistrati e i giornali che hanno
creato questi casini se ne possono uscire totalmente a mani vuote? Devono giusti-
care laccaduto, i morti, gli arrestati, i titoli, i soldi della comunit buttati. Cos la
vicenda diventa tutta politica. E magistrati e avvocati si mettono daccordo. Lo
condanniamo per una cosa minore, noi magistrati salviamo la faccia, il vostro clien-
te stremato ricomincia a vivere, i giornali possono comunque titolare condanna-
to, e anche lopinione pubblica pu dire, guardando il dito, beh, rimane il fatto
che tuttavia Romeo
11. Max C. scrive:
20 marzo 2010 alle 08:07
Non capisco bene lo spirito ed il tono dellarticolo e di alcuni commenti.
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Cosa si vuol dire che il problema in Italia sono le inchieste della magistratura e
non la corruzione diffusa. Il benaltrismo italiano arrivato a coniare lipotesi sug-
gestiva che -il problema- di Palermo sia il trafco !
12. Paolo scrive:
20 marzo 2010 alle 10:05
quando cronaca giudiziaria, politica e imprenditoria si intrecciano cos spesso
qualcosa credo non vada bene e non so per colpa di chi nel merito difcile
entrare lascerei il compito ai tecnici indipendenti ci sono?
13. fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 10:22
@claudio
Infatti, claudio. Rimane la questione politica. (fermo restando che prima di giu-
dicare una sentenza, sempre opportuno leggerne le motivazioni).
Le intecettazioni venute fuori in quel livido dicembre, non mi pare che fossero
chiacchiere fra amici. Ora, e fermo restando il fatto che il rito abbreviato consente
e presuppone certi accordi, rimane il fatto che queste persone operavano in una
condizione ai limiti della legalit escludendo altre imprese dagli appalti e regolan-
do la faccenda attraverso rapporti che, e su questo spero converrai, di limpido ave-
vano ben poco.
Il dimostrare giuridicamente tutto questo, non stato fatto. Rimangono in piedi
per, a mio parere, le responsabilit di chi, invece di controllare, dialogava ame-
nemente con il controllato accettando serenamente quelli che, alla luce della sen-
tenza di ieri, possiamo denire consigli.
Io un modus operandi del genere, non lo ritengo ne opportuno ne tantomeno cor-
retto.
MA rimane la mia opinione.
14. fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 10:23
PS: e lasciamo fuori Nugnes fuori da tutta questa faccenda, per piacere..
15. Claudio Velardi scrive:
20 marzo 2010 alle 10:47
109
Io il modus operandi lo considero pessimo, degradato, corrivo, non limpido met-
tici gli aggettivi che vuoi. Ma la magistratura deve occuparsi dei reati, non dei com-
portamenti. Quelli degli amministratori pubblici vengono giudicati con il voto.
Lassenza di civilt democratica questa, in Italia: i magistrati si sostituiscono arbi-
trariamente al processo democratico, e una parte del popolo esulta, perch spera
per via giudiziaria di ottenere il risultato che non raggiunge per via democratica.
(Qui, come evidente, non sto parlando solo di Romeo, ma di tutto il resto)
16. Sergio scrive:
20 marzo 2010 alle 13:35
@ Paolo Pantani
lei se ne fottebene, bravo, bis! augurandole sinceramente che n lei n alcu-
no a lei vicino nisca nelle mire di qualche magistrato chiassoso altrimenti ve-
dr che cambier idea!e s che lei porta il cognome di una illustre vittima del tri-
tacarne mediatico-giudiziario, che per quanto possa aver commesso degli errori
stata letteralmente massacrata e spinta alla deriva. Poi, nel caso Romeo, varie per-
sone sono state triturate, cosa gi di per s vergognosa, poi si scopre che le prove
schiaccianti non ci sono e arriva solo una minima condannuccia secondaria
beh, questi magistrati dovrebbero essere essi stessi indagati per primi: o per incapa-
cit (se le prove erano cos tante e schiaccianti com che non hanno ottenuto nul-
la??) o per malafede (tutto quel casino con in mano solo 4 prove minori e un teore-
ma tutto da dimostrare???)
@Max C.
Nessuno qui, credo, sostenga che il problema siano le inchieste o neghi che corru-
zione e malaffare vadano contrastati ma se la giustizia si mette sullo stesso piano
di coloro che dovrebbe perseguire, infangando, maltrattando e violentando gli
indagati, forse fanno pi danni che non beneci. Questa non giustizia (n con la
g minuscola n con la G maiuscola), ma regime del terrore!
P.S. Cento delinquenti fanno meno male di un giudice cattivo (Francisco de Que-
vedo y Villegas)
17. Beppe Gambino scrive:
20 marzo 2010 alle 13:40
Velardi ne ha detta prima una sbagliata: i magistrati si sostituiscono arbitrariamen-
110
te al processo democratico. Non vero. Pare che sia cos solo perch sono gli unici
che fanno il proprio dovere. E prima di identicare la malafede solo ed esclusiva-
mente nel comportamento della magistratura, io ci penserei due volte, anzi tre, per-
ch si rischia di vittimizzare i politici, che per antonomasia sono la malafede in
sembianze umane, lunit di misura della malafede.
E poi, per, ne ha detta una giusta: il popolo esulta perch spera per via giudizia-
ria di ottenere il risultato che non raggiunge per via democratica.
E certo che cos: la politica in Italia morta, stagnante, putrefatta. Posto che que-
sta classe politica composta vuoi da delinquenti, vuoi da incapaci, cos anorma-
le che, in fondo ai nostri cuori, speriamo che se ne vadano fuori dalle scatole una
buona volta (e non parlo solo dei Berluscones. Io vorrei che uscisse dalla vita politi-
ca anche DAlema, persona che conoscete molto meglio di me)? E in questa pia
(perch pia e pia rimane) speranza, in chi condare, se non nelle uniche due cate-
gorie che ne possono smascherare le magagne (ossia: informazione e magistratu-
ra)?
Attenzione: si rischia di dire che gli Italiani sono messi male, sono alla frutta solo
perch ripongono altrove (ossia NON nella classe politica italiana) tutte le loro spe-
ranze di miglioramento. Ma non cos. E la politica ad essere messa male. Molto
male. E noi tutti ne siamo vittime, ne stiamo pagando le conseguenze. C un tizio
che oggi a Roma sparer balle sesquipedali in un microfono di fronte a migliaia di
persone che lo osanneranno. Balle. Cazzate inumane. Ed il padrone dItalia. Co-
me si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che segna
sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadr mai, lo so. Ma cos
bello riuscire ancora a sognare.
18. Paolo Pantani scrive:
20 marzo 2010 alle 14:03
Comunque, indipendentemente dai comportamenti, dai giudizi temporanei di pri-
mo grado, dai media e dai magistrati, Alfredo Romeo stato interdetto dai pubbli-
ci ufci per cinque anni, che facciamo, riprendiamo la delibera di afdamento dei
servizi di manutenzione stradale, ripristino funzionale di tutto e di pi di global ser-
vice? E alla scadenza dei contratti vecchi, che facciamo, li procrastiniamo ,con la
scusa che gli dobbiamo dei soldi? Visto che alla seconda condanna, i contratti in
111
esecuzione non li verichiamo, controlliamo e revisioniamo? A proposito,visto che
siamo in clima di campagna elettorale, ricordo che Bassolino disse in campagna
elettorale la prima volta che avrebbe annullato tutti i contratti dove risultarono tan-
genti conclamate e confessate: il famoso parco mazzette, ricordate? Ditermi voi,
non per qualcosa, da come parlate sembra che TUTTI i fatti non susssistano, i si-
stemi non esistino, Mautone era sulo isso, ma fateci il piacere!
19. orione scrive:
20 marzo 2010 alle 14:41
Come si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che se-
gna sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadr mai, lo so. Ma co-
s bello riuscire ancora a sognare.
Raramente ho letto una frase cos triste. Se lo spazio dei tuoi sogni la galera al-
trui (di qualunque altrui), non vorrei mai sapere dei tuoi incubi
20. Paolo Pantani scrive:
E vero, me ne strafotto altamente dei casi giudiziari, i magistrati, come dice giusta-
mente il politologo Sartori, CI VOGLIONO e SI RISPETTANO.
E visto che non si possono abolire, si accettano serenamente i giudizi, TUTTI I
GIUDIZI, soprattuto quelli gi passati in giudicato e mi pare che ci siano GIA
STATI PRIMA.
MA mi interessano molto, ma molto di pi, le continue proteste per le manutenzio-
ni che non si eseguono degli inquilini degli alloggi pubblici Napoli, spesso sono i
politici che intervengono in loro tutela e il call center Romeo non funziona, ho ve-
ricato, mi interessa una Pubblica Amministrazione che non dismetta il proprio pa-
trimonio ad un privato, mi interessa controllare le fonti di spesa, monitorare i con-
tratti, vericarne la efcienza, impedire la crescita di un monopolio interno ai ser-
vizi pubblici, il quale, con il tempo, diventa lunico possessore di capacit di inter-
vento e gestione, attraverso il presidio del mercato interno e la simmetria informati-
va.
Ad esempio, si voleva fare il PIANO DI RISPARMIO ENERGETICO DEGLI
EDIFICI COMUNALI,MA E IMPOSSIBILE PERCHE LE CARTE E LE
PLANIMETRIE SONO STATE TRASFERITE ALLA ROMEO.
112
21. alessandro cascone scrive:
20 marzo 2010 alle 14:46
si consoli Velardi, nessuna carriera sar distrutta. Romeo versione 1996 docet.Ma
dove vogliamo andare
22. andrea lucangeli scrive:
questo andazzo dei processi mediatici con carcerazione preventiva, sputtana-
mento totale e al dibattimento assoluzioni ha un inizio ben preciso: 1992, rito
ambrosiano, cio iniziato con il famigerato pool di mani pulite. Ricordo tra i
vari suicidi lOn.Moroni, Gabriele Cagliari e Raul Gardini.Quando Gabriele
Cagliari si suicid in carcere dopo due mesi di galera preventiva a S.Vittore in
estate e senza essere mai stato ascotato dal magistrato proprio quel Pm (che era
in ferie.) ebbe il buon gusto di dire: se si suicidato evidentemente si sentiva re-
sponsabile..
Con una magistratura cos spietata di cosa ci stupiamo ancora? Questi Pm sono
dei macellai del Diritto e pure delle vite delle persone. E non pagano mai.
23. AMSICORA scrive:
@ Beppe Gambino
1-in realt, a ben vedere, i primi a violare le leggi sono proprio i magistrati, tra abu-
so delle intercettazioni, violazione del segreto dufcio, abuso della carcerazione
preventiva
2-Come si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che se-
gna sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadr mai, lo so. Ma co-
s bello riuscire ancora a sognare.
agghiacciante.conferma lesistenza del partito dellodio, di cui lei ha la tessera n1
@ andrea lucangeli
proprio quel Pm (che era in ferie.) ebbe il buon gusto di dire: se si suicidato
evidentemente si sentiva responsabile..
quel pm era fabio de pasquale, il csm non lha cacciato, fa ancora il sostituto alla
procura di milano e ha sostenuto laccusa nel processo mills
24. Sergio scrive:
E vero, me ne strafotto altamente dei casi giudiziari, i magistrati, come dice giu-
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stamente il politologo Sartori, CI VOGLIONO e SI RISPETTANO.
si rende conto di quello che dice?? Quindi -estremizzando- per lei, se Hitler o
Stalin fossero stati dei magistrati democraticamente nominati lei avrebbe rispettato
a priori, senza se e senza ma, qualunque loro decisione? Che tristezza
Bravi Orione e Lucangeli
25. Marialuigia scrive:
20 marzo 2010 alle 20:50
1) Perch il magistrato che disse: se si suicidato evidentemente si sentiva respon-
sabile ha continuato tranquillamente la sua carriera?
E quello che ha indotto il povero Giorgio Nugnes a togliersi la vita?
2) Quando noi Italiani ci decideremo a considerare i PM parte in un processo co-
me gli Avvocati difensori?
3) Quando la Politica si decider a votare la separazione delle carriere che il solo
modo per far funzionare la GIUSTIZIA e far capire allopinione pubblica che le
carte pubblicate dai giornali sono le tesi dellAccusa e non il verdetto del Processo?
26. nunzio scrive:
20 marzo 2010 alle 20:53
I pm che hanno svolte le indagini percepiscono ancoro lo stipendio?
27. Paolo Pantani scrive:
Ma quanti paraustielli inutili!
Il para usted spagnolesco prevede il diritto di precedenza e di ossequio a tutte le
autorit, a tutti los hidalgos hijos de algo , i gli di qualcuno.
La Fonte del Diritto LA lEGGE, non la dittatura autoritaria, il paraustiello
non REGGE. E le leggi le fa il parlamento, punto. Il potere giudiziario quel pote-
re che in quanto organo costituzionale permette in via denitiva e autonoma di ri-
solvere una controversia di natura civile,penale e amministrativa, (secondo le diver-
se giurisdizioni), applicando la legge; nel rispetto del contraddittorio delle parti,
trasparenza del procedimento e motivazione della decisione, da parte di un giudi-
ce terzo.
Questo procedimento si svolge in diversi ufci a seconda il grado di giudizio, dove
il cittadino viene giudicato dai relativi giudici con la possibilit di impugnare le
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eventuali sentenze.
In Italia fanno il concorso pubblico gli aspiranti giudici, non vengono eletti, non
siamo in America o in Inghilterra, non c qui il giudice della contea, lo sceriffo di
Nottingham, la foresta di Sherwood, eccetera.
Si vedono troppi lm-luce in Italia, Vostro Onore, diceva lavvocato Perry Ma-
son e i Giudici venivano cos interpellati, fra la ilarit degli avvocati paglietta, po-
tere della tv in bianco e nero! Il potere giudiziario applica LE LEGGI, se volete
non rispettarlo e conseguentemente abolire lordinamento, DITELO! DOVETE
DIRLO! Il parlamento ha il compito di legiferare, se non ci fosse il parlamento,
non acceterei e non rispetterei nessuna autorit,neanche se rappresentasse i miei
personali interessi, sono una persona libera e, in quanto tale, responsabile.
Per il feudalesimo,la teocrazia e la dittatura, abbiamo gi dato in questo arretratis-
simo e disgraziato paese.
28. Paolo Pantani scrive:
Comincio a credere che la politica, la economia, la amministrazione della cosa
pubblica si debba insegnare di nuovo, ci vogliono i centri studi e le scuole politi-
che, c troppa regressione umana e culturale in giro.
Infatti cos stiamo operando, ritorno a Camelot, ritorno alla tavola rotonda, cadu-
to limpero, la legione perduta nella isola Grande nellAtlantico si riorganizza in-
torno al centurione Artorius, re Art, ma orizzonale la tavola, si discute. Extra
cultura nulla salus.
Bisogna ritornare alla formazione politica, c tanta ignoranza in giro, la nostra
pricipale nemica, si propaga atraverso i media, la mala educazione la moneta
cattiva che scaccia quella buona.
Su questo nascono pretese improprie che tutti hanno diritto a fare come gli pare e
i magistrati e i giornalisti sono bacchettoni invidiosi e propagatori di odio.
29. alessandro cascone scrive:
quoto (e molto) quanto scrive Paolo Pantani e faccio osservare, a Velardi in primis,
che la sentenza di cui su discute una sentenza di 1 grado. Mi permetto di ricor-
dare che in Italia un imputato non considerato colpevole sino alla condanna de-
nitiva cos come stabilito dalla Costituzione. Cos come giusto considerarli al mo-
mento, eccezion fatta per Romeo, non colpevoli, si aspetti il terzo grado per urlare
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C AP I T OL O 12
Cassazione e...
LA FINE DI UN INCUBO ?
Sistema Romeo cinque anni dopo. La Cassazione ribadisce e mette una pietra
tombale su uno scandalo falso, inventato e dannosissimo per Napoli e per lItalia.
Nessun sistema corruttivo, tutti innocenti, nessun reato, neanche piccolo stato
commesso. Una assoluzione storica. Tra il 2009 e il 2010 il nome di Alfredo Ro-
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meo fu al centro di una campagna vastissima di stampa come neanche Tot Riina.
Si chiuse il cerchio della convinzione secondo cui anche il nuovo Pd di Veltroni
era corrotto e da cambiare, ma solo a livello locale. Su queste falsit, poi dilagate
ed estese ad altre vicende cadute nel vuoto, si avvi il bombardamento di una poli-
tica locale gi obsoleta e si auto-inib una possibilit di rinnovamento nazionale.
Un trend che ha portato alla buffonata della rivoluzione arancione e allelezio-
ne a sindaco Napoli del giudice de Magistris, accusatore dellinesistente sistema
Romeo. Un trend che ancora tiene ancora commissariata nellimpotenza e nella
inanit la politica a Napoli. Diverse puntate di Santoro, migliaia intercettazioni
rappresentate da attori: in un processo mediatico gi denitivo. Chi vuole pu ri-
percorrerne le vestigia in un Blog che aprii per puntiglio personale. Romeomediati-
co.
Il coinvolgimento nel Teorema Romeo senza alcuna colpa di nomi come Luset-
ti, Bocchino, Laboccetta, Iervolino, Nugnes, Cardillo, Fioroni, Rutelli e almeno al-
tri 10 o 15 politici anche non indagati fu una vergogna senza fondamento. Gi in
primo grado il giudice assolse quasi del tutto gli imputati e den chimerica la co-
struzione delle accuse. Con coda di polemiche tra pm e giudice. Tutti gli assessori
della giunta Iervolino furono consegnati dallallora sindaco alla condanna preventi-
va: sfrantummati. Si fecero il carcere preventivo, come Romeo. Indagati? No,
condannati alla gogna. Hanno avuto giustizia? No, stata solo applicata la legge;
il che unaltra cosa. Certamente non lha avuta Giorgio Nugnes che si suicid
perch coinvolto in una indagine in cui non poteva avere responsabilit, perch
non furono commessi crimini. Rosa Russo Iervolino disse allora che era stato un
sussulto di dignit. Chiss non ne abbia oggi uno anche lei, anche meno devastan-
te, e chieda scusa ai fgli e alla vedova per quelle parole.
E Alfredo Romeo? La sua societ ha continuato anche dopo lassalto, e ha con-
sentito con i suoi servizi di sostenere le nanze dei comuni di Roma, di Napoli, in
parte di Firenze e di Milano. Ha messo a reddito e ha fatto funzionare gran parte
degli immobili di stato restituendo circa il 42% di risparmi. stata, anche secondo
gli amministratori giudiziari, un esempio svizzero di buona impresa. Gli ammini-
stratori locali, che lui avrebbe potuto allontanare, hanno continuato a chiamarlo
per risolvere problemi.
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Ma oggi il vero tema che interessa, credo anche allamico Alfredo, non que-
sto. In quella occasione si affossata la collaborazione migliore tra pubblico e pri-
vato. Laddove non sono state incassate tangenti ma aumentati risparmi, introiti ed
efcienza per lo Stato in benecio della spesa pubblica. Su quelle gare, su quei con-
tratti, persino la Corte dei Conti ha dato giudizi positivi. Ma le buche del bombar-
damento si vedono ancora: sono le buche che tutti i giorni ci inghiottono a Roma
dopo la revoca onerosissima da parte di Alemanno del contratto sulla manuten-
zione stradale. Una ipotesi di sana gestione del territorio metropolitano che a Na-
poli non s neanche avviata. E stiamo come stiamo.
Non il caso di cogliere anche questa occasione, di legarla alla riforma della
pubblica amministrazione e di ripensare a quelle esperienze (come in Consip) di
collaborazione tra pubblico e privato in cui invece di fare appalti di opere si face-
vano appalti di servizi, garantiti da deiussioni proprozionate e legati ai risparmi e
ai ricavi della pubblica amministrazione? La libert e il buon lavoro di molti sono
stati sacricati a una giustizia fatta come vedete. Non il caso di riprendere una
partnership trasparente, consapevole e dinamica tra pubblico e privato? Se lob-
biettivo del governo spendere meno per fare meglio, indispensabile pensare an-
che con limpresa privata. Oggi si pu fare con un po pi di libert, se dagli errori
si riesce anche ad imparare. Qualcuno continua a crederci.
Massimo Micucci
La Cassazione da ragione a questo piccolo Blog
Un Blog di cinque anni fa ha ancora una ragion? Anche se stato abbandona-
to da un bel p? Si qui ci sono le "vestigia del Caso Romeo" le ho appena rinfresca-
te per la "gioia". Un processo mediatico e giudiziario che ha fatto male agli imputa-
ti e al paese. Una costruzione accusatoria che il giudice den "chimerica" Con il
giudizio di primo grado smisi di scrivere, perch il poco che rimaneva in capo a
Romeo anche dopo l'appello mi sembrava pi fantasmatico che chimerico. Ricor-
do una frase che dissi ad Alfredo Romeo per convincerlo ad andare avanti con la
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festa di inaugurazione del suo Hotel a Napoli: "Alfredo sei una delle persone pi
oneste che ho conosciuto, in tutti i sensi. Devi andare avanti". Anche se girava la
voce dell'arresto la festa di fece. Mi sono poi domandato se anche quella scelta non
avesse spinto gli accusatori ad inseguire una Chimera. Forse si. Oggi per la parti-
ta si chiude con una sentenza della Cassazione era falsa anche l'ultima condanna
per corruzione per i rapporti con Mautone. Nessun reato, ma molti condannati
della cui innocenza ritroviamo traccia solo in colonnine nascoste. Chi risarcisce il
danno fatto?
Contrordine Compagni! Romeo 2.0 la Vendetta
Come vogliono ridurre Napoli e lItalia certi magistrati? Alfredo Romeo, dopo
cinque anni di staflate mediatiche e di odissea giudiziaria, stato assolto. Non
cerano reati n colpevoli. Non cera un sistema. Laccusa, chera stata iper comu-
nicativa, si scaten a giudizio concluso persino contro il giudice di prima istanza
che aveva denito chimerico limpianto della difesa. La Cassazione ha assolto
tutti e condannato i cacciatori di chimere. Il giorno dopo quellassoluzione, alla
societa Romeo Gestioni vengono sequestrati 24 milioni e 700 mila euro, gli viene
comunicata, con un comunicato stampa com uso degli ufci inquirenti parte-
nopei che accusato di peculato e di appropriazione indebita.
Con Alfredo Romeo ci siamo sentiti al telefono, era basito, addolorato: Pensa-
vamo di avere avuto giustizia! Guarda che succede. Ma a te che sembra? Come lo
giudichi?
Io sono stato sincero: Sembra una vendetta. Sembra la trama di un ricatto.
Da comunicatore e da cittadino mi chiedo se non abbiano voluto mettere una spa-
da sul piatto della bilancia per ragioni mediatiche e di potere. Quasi non si possa
dire mai anche i giudici sbagliano: anche se tengono in galera per 79 giorni un
innocente, anche se sbattono in galera tutta la classe dirigente locale innocente, an-
che se ci scappa il morto.
Sembra di sentirla lUltracasta: Eh no, ora non parlateci di responsabilit.
Chi capita nel nostro mirino qualcosa deve aver fatto lo dicono per primi ai gior-
nalisti. Perch sanno che il luogo della decisione e della agenda pubblica sono i me-
dia. I giudici sanno dai numeri che abbiamo riferito, che per lindagato anche inno-
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cente la partita mediatica si chiude 978 a 8 per loro. Bisogna aumentare le distan-
ze. Guai se un caso come questo pesasse nella decisione del governo di riformare
questo sistema malato, sbagliato e spesso corrotto.
Ma come andata? gli chiedo, dimmelo perch io lo possa capire e riassu-
mer .
Romeo mi ricorda che ne ho anche parlato nel blog romeomediatico. In piena
bufera dei 5 anni di fuoco, il comune di Napoli deve a Romeo una montagna di
soldi; sul piano civile non ci sono dubbi: il bilancio rischia losso del collo. Nel nuo-
vo clima che si instaura con De Magistris, a Romeo viene chiesto aiuto e si arriva
a un accordo: la Romeo pensa si sia ora in un paese normale e rinuncia ad azioni
giudiziarie e pignoramenti presso il comune, si impegna nel piano di dismissione
(con annunci del sindaco) e il comune salda il debito a rate, a partire anche dal re-
cupero di denaro fatto dal Romeo. A un certo punto, per, il Comune ci ripensa e
smette di pagare le rate. Essendoci tra gli introiti e le rate un vincolo negoziale, la
societ di Romeo, dopo opportune ingiunzioni, mette i soldi che incassa in un con-
to che non tocca e chiede con un accertamento negoziale al giudice civile se
quei soldi sono suoi o del comune. La Romeo Gestioni spa secondo i legali ha
esposto i fatti al giudice civile competente da 18 mesi con cinque diversi atti di cita-
zione, ora riuniti in un unico atto complessivo, pendente davanti al Tribunale delle
Imprese per ludienza del prossimo 30 settembre 2014#.
Mentre attesa ludienza del giudice civile, il giudice penale sequestra e accusa
di peculato. Proprio il giorno dopo la assoluzione in Cassazione. Ciak si gira Ro-
meo 2 la Vendetta. Voi che dite? Si pu lavorare con lo Stato? Vale la pena racco-
glier soldi a decine di milioni per un comune che non sa nemmeno fare il suo me-
stiere? Il clamore positivo del Romeo innocente rischiava di far vedere tutta la veri-
t. Bisognava, se non mettere a tacere i garantisti, operare almeno una rivalsa, ave-
re un contrappeso, lasciare sempre aperto il dubbio manettaro. Il teorema Ro-
meo deve continuare. Romeo ha reagito con troppa sobriet, e di una cosa cer-
tamente colpevole, di essere ancora in campo e di aver creduto nelle istituzioni an-
che quando, come a Napoli, sono una cricca di incapaci inafdabili. Forse anche
di aver pensato che la applicazione del diritto dopo anni gli potesse rendere giusti-
zia. Non cos quando di mezzo ci sono altri interessi e la voglia di difenderli ad
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