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La PALMA DA DATTERO (Phoenix dactylifera).

Il suo centro di diffusione fu in tempi antichissimi la


zona mesopotamica, con un'irradiazione, attraverso una coltivazione che ne svilupp i frutti, che
raggiunse a est il bacino dell'Indo e a ovest l'Egitto, il mar Rosso, l'Asia Minore e l'Africa fino al enegal.
La citt! di "abilonia era circondata da palme e i #abatei sono i primi a coltivarle nelle piane tra il $igri e
l'Eufrate, usando l'impollinazione artificiale, %uasi indispensabile per farle fruttificare.
La palma fu chiamata phoeni& dai greci, poich' era divenuta l'albero tipico dei (enici, che infatti la
rappresentano anche sulle loro monete. #on citata nell'Iliade, viene invece nominata nell')dissea *+$u
assomigli alla palma, che incorona con alti onori gli altari di (ebo+, dice ,lisse a #ausica-, il che
potrebbe indicare una data approssimativa di diffusione in ambito greco.
Essa giunse a .elo, dove era presente presso il tempio di Apollo *sotto tale albero si diceva che egli fosse
stato partorito da Latona-, tramite le migrazioni semite attraverso /reta0 infatti simile appare il valore di
gioia e di vittoria che le sue foglie significa sia nela tradizione biblica che in %uella greca. #onostante il
divieto della dottrina pitagorica di piantare palme da dattero, %uesta accezione di vittoria ebbe larga
diffusione, e esse si trovano spesso intorno ai templi greci.
/oltivata inizialmente per i suoi frutti, che tuttora costituiscono per le popolazioni maghrebine e arabe
un elemento importante di alimentazione, essa si diffuse anche sui versanti nordici del Mediterraneo,
dove per per via del clima non d! frutti commestibili.
La palma era associata alla fenice, l'uccello mitologico che rinasceva dalle sue ceneri, poich' essa si
rigenera per polloni basali. 1linio *2III, 345- tramanda che l'albero si riproduceva miracolosamente
seguendo il ciclo della fenice di 6736 anni, e ne evidenziava la forte componente sessuale, in cui alberi
maschi e femmine, attraverso la copulazione, si riproducevano.
1er %uesto suo valore di rinascita miracolosa, la palma divenne un albero simbolico anche presso i
cristiani, indicando l'anima che risorge dopo la morte8 infatti in molti mosaici e affreschi paleocristiani e
medievali essa viene rappresentata con %uesta valenza, talvolta con una fenice tra le foglie.
La sua coltivazione sulle sponde settentrionali del Mediterraneo fu anche mantenuta in vita dall'uso,
durante i riti della 1as%ua, di foglie di palma.
Introdotta in pagna dai Romani, ivi si estinse con la decadenza dell'Impero, per esservi reintrodotta nel
9:3 dal califfo Abdurrahman I, che ne piant con le sue mani il primo esemplare in un giardino di
/ordova.
Il nome latino della palma, che non deriva da %uello greco ma probabilmente da %uello semitico tamar,
ci indica che i Romani la conoscevano tramite i commerci e gli insediamenti fenici. $uttavia essa ebbe
una grande diffusione, una vera e propria modo, solo dopo la con%uista dell'Egitto0 come elemento
decorativo naturalistico la troviamo con grande fre%uenza in affreschi, stucchi, mosaici e bassorilievi.
#el ettecento e )ttocento fu nuovamente impiegata con larghezza come elemento significativo nella
costruzione di giardini e nella definizione di un paesaggio mediterraneo ideale, a met! t