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Matthew Dicks

Lamico immaginario
Traduzione di
Marina Astrologo e Stefano Tummolini

Titolo originale:
Memoirs Of An Imaginary Friend
Copyright Matthew Dicks 2012
All rights reserved

http://narrativa.giunti.it

2012 Giunti Editore S.p.A.


Via Bolognese 165 50139 Firenze Italia
Via Dante 4 20121 Milano Italia

Prima edizione digitale settembre 2012

ISBN 9788809775794

A Clara

Uno

Ecco quello che so:


Mi chiamo Budo.
Esisto da cinque anni.
Cinque anni una vita lunghissima, per
uno come me.
stato Max a darmi questo nome.
Max lunico essere umano che riesce a
vedermi.
I genitori di Max mi chiamano lamico
immaginario.
Voglio molto bene alla signora Gosk, la
maestra di Max.
Invece laltra maestra, la signora Patterson, non mi piace per niente.
Non sono immaginario.

Due

Per essere un amico immaginario, sono


molto fortunato. Esisto da molto pi tempo
di quasi tutti gli altri. Una volta conoscevo
un amico immaginario che si chiamava Philippe. Era lamico immaginario di uno dei
compagni di classe di Max allasilo. durato
meno di una settimana. Un bel giorno apparso allimprovviso e sembrava abbastanza
umano, a parte il fatto che gli mancavano le
orecchie (un sacco di amici immaginari non
hanno le orecchie). Ma poi, dopo pochi
giorni, sparito.
Sono fortunato anche perch Max ha
molta immaginazione. Una volta conoscevo
un amico immaginario di nome Chomp che
era soltanto una macchiolina sulla parete.
Solo una chiazzetta scura e confusa, senza
una vera forma. Chomp sapeva parlare e in
pi sapeva scivolare su e gi lungo la parete,

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per era bidimensionale come un pezzo di


carta, quindi non poteva mai staccarsi dal
muro. E poi non aveva le braccia e le gambe
come le ho io. Anzi, non aveva neanche la
faccia.
Laspetto degli amici immaginari dipende
dalla fantasia dei loro amici umani. Max un
bambino molto creativo, perci io ho due
braccia, due gambe e una faccia. Non mi
manca nessuna parte del corpo, e questo fa
di me una rarit nel mondo degli amici immaginari. A quasi tutti gli amici immaginari
manca questo o quello, e alcuni non hanno
nemmeno un aspetto umano. Come Chomp.
Per troppa fantasia pu essere un male.
Una volta ho conosciuto un amico immaginario che si chiamava Pterodattilo e aveva gli
occhi fissati in cima a certe strane antenne,
sottili e tutte verdi. Povero Pterodattilo:
magari al suo amico umano sembrava fichissimo, ma lui con quegli occhi non riusciva
neanche a mettere a fuoco. Mi diceva che

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aveva sempre la nausea e che inciampava


continuamente nei suoi stessi piedi, che
erano solo due ombre confuse in fondo alle
gambe. Il suo amico umano era cos ossessionato dalla testa di Pterodattilo e da quegli
occhi pazzeschi, che non aveva neanche
provato a immaginare comera fatto
dallombelico in gi.
una cosa che succede spesso.
Io sono fortunato anche perch sono mobile. Ci sono un sacco di amici immaginari
che sono costretti a restare appiccicati ai loro
amici umani. Alcuni hanno un guinzaglio al
collo. Certi sono alti dieci centimetri e stanno
tutto il tempo infilati nelle tasche. Altri
ancora sono solo delle macchie sul muro,
come Chomp. Io invece, grazie a Max, posso
andare in giro da solo. Posso anche allontanarmi da Max, se voglio.
Ma farlo troppo spesso potrebbe essere
rischioso per la mia salute.

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Finch Max crede in me, io esisto. Certe


persone, come la madre di Max e la mia amica Graham, dicono che questo che mi
rende immaginario. Invece non vero. Io
avr anche bisogno dellimmaginazione di
Max per esistere, per ho i miei pensieri, le
mie idee e la mia vita al di fuori di lui. Sono
legato a Max nello stesso modo in cui gli astronauti sono legati da cavi e tubi alla loro
navicella spaziale. Se la navicella esplode e
lastronauta muore, non significa che lastronauta era immaginario. Significa soltanto
che gli hanno tagliato i collegamenti che lo
tenevano in vita.
Per me e Max la stessa cosa.
Io ho bisogno di Max per sopravvivere, ma
sono comunque una persona indipendente.
Posso dire e fare quello che mi pare. Certe
volte io e Max litighiamo addirittura, ma mai
per cose serie: magari bisticciamo per decidere quale programma guardare in tv, oppure a che gioco giocare. Per opportuno (

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una parola che la Gosk ha spiegato in classe


la settimana scorsa) che io rimanga attaccato
a Max pi che posso, perch ho bisogno che
Max continui a pensare a me. Che continui a
credere in me. Non voglio finire lontano
dagli occhi, lontano dal cuore, come dice a
volte la mamma di Max quando il pap si dimentica di telefonare a casa per avvisare che
torna tardi. Se resto via troppo a lungo, Max
potrebbe smettere di credere in me: e se succede, addio!

Tre

Una volta, in prima elementare, la maestra


di Max ha detto che le mosche comuni
vivono circa tre giorni. Mi chiedo quanto
duri la vita media di un amico immaginario
Probabilmente non molto di pi. Quindi mi
sa che io, nel mondo degli amici immaginari,
sono praticamente un pezzo dantiquariato.
Max infatti mi ha immaginato per la prima
volta quando aveva quattro anni, e puff!, ho
cominciato a esistere. Appena nato sapevo
solo quello che sapeva Max. Sapevo i colori e
un po di numeri e i nomi di un sacco di cose,
come il tavolo e il forno a microonde e la
portaerei. Avevo la testa piena di tutte quelle
cose che sanno i bambini di quattro anni.
Per Max mi ha immaginato molto pi
grande di lui. Adolescente, forse. O anche un
po pi grande. O magari come un bambino
con il cervello di un adulto. Difficile dirlo. Io

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non sono molto pi alto di Max, ma sono


sicuramente diverso da lui. Quando sono
nato ero pi sveglio di Max. Capivo gi delle
cose che per lui erano ancora confuse.
Trovavo la soluzione a dei problemi che lui
non riusciva a risolvere. Chiss, forse cos
che nascono tutti gli amici immaginari. Non
so.
Max non ricorda il giorno in cui sono nato,
e quindi non ricorda a che cosa stava
pensando in quel momento. Ma visto che mi
ha immaginato pi grande e pi sveglio di
lui, sono riuscito a imparare tutto molto pi
in fretta. Il giorno che sono nato, riuscivo gi
a concentrarmi e a capire le cose pi di
quanto Max riesce a fare oggi. Ricordo che
quel giorno la mamma di Max stava cercando di insegnargli la tabellina del due
due-quattro-sei e lui proprio non ci arrivava. Io invece ho imparato subito. Mi
venuto facile perch il mio cervello era

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pronto per imparare i numeri pari in sequenza. Quello di Max invece no.
Almeno, questa lidea che mi sono fatto.
E poi io non dormo, perch Max non ha
mai immaginato che avessi bisogno di
dormire. Quindi ho pi tempo per imparare.
E non passo mica ogni secondo con Max:
quindi ho imparato un sacco di cose che lui
non ha mai visto o di cui non ha neanche mai
sentito parlare. Dopo che Max andato a
letto, io mi siedo in soggiorno o in cucina insieme ai suoi genitori. Guardiamo la televisione, oppure resto semplicemente ad ascoltarli mentre parlano fra loro. A volte esco.
Per esempio vado dal benzinaio che non chiude mai, perch l ci sono le persone che pi
mi piacciono al mondo a parte Max e i suoi
genitori e la signora Gosk. Oppure vado da
Doogies, quel locale dove fanno gli hotdog,
un po pi avanti sulla stessa strada, o
magari vado al commissariato di polizia o
allospedale (solo che adesso allospedale non

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ci vado pi perch l c Oswald che mi fa


paura). Invece quando siamo a scuola certe
volte vado in sala professori oppure in unaltra aula, e ogni tanto anche nellufficio del
preside, tanto per sentire un po quello che si
dice. Io non sono pi intelligente di Max,
per so un sacco di cose che lui non sa, ma
solo perch resto sveglio pi di lui e vado in
posti dove lui non pu andare. Questo un
bel vantaggio. Cos certe volte posso aiutarlo
quando non capisce bene qualcosa.
Per esempio la settimana scorsa Max voleva farsi un panino con burro di arachidi e
gelatina, ma non riusciva ad aprire il barattolo. Budo! ha detto. Non riesco ad
aprirlo.
Ma certo che ci riesci ho detto io. Gira
dallaltra parte. Si apre a sinistra e si chiude
a destra.
una frase che ho sentito dire varie volte
dalla mamma di Max, quando doveva aprire
un barattolo. Be, ha funzionato. Max

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riuscito ad aprire. Per era talmente


emozionato che ha fatto cadere il barattolo
sul pavimento della cucina e si rotto in un
milione di pezzi.
Quanto pu essere complicato il mondo,
per Max. Anche quando fa una cosa giusta,
qualcosa pu sempre andare storto.
Io abito in uno strano posto nel mondo.
Abito nello spazio che c fra le persone.
Gran parte del tempo la passo nel mondo dei
bambini insieme a Max, per sto anche un
sacco di ore con gli adulti, tipo con i genitori
di Max e con le maestre e con gli amici che
incontro dal benzinaio, solo che loro non mi
vedono. La mamma di Max direbbe che sto
sempre in bilico. Lo dice anche a Max
quando non riesce a decidersi su qualcosa, il
che capita molto spesso.
Vuoi il ghiacciolo azzurro o quello
giallo? gli chiede lei, e a quel punto Max si
blocca. Si congela proprio come un

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ghiacciolo. Quando il momento di scegliere, deve pensare a troppe cose tutte


insieme.
meglio il rosso o il giallo?
meglio il verde o lazzurro?
Quale dei due pi freddo?
Quale dei due si squaglier prima?
Che sapore ha il verde?
Che sapore ha il rosso?
Ogni colore ha un sapore diverso?
Vorrei tanto che la mamma di Max scegliesse
al posto suo, e basta. Lo sa benissimo quant
difficile per lui. E invece, quando lo costringe
a scegliere e lui non ci riesce, certe volte intervengo io. Gli sussurro: Scegli quello
azzurro. E allora lui dice: Prendo quello
azzurro. A quel punto fatta, non sta pi in
bilico.
Ecco, vi ho raccontato un po com la mia
vita. Sempre in bilico. Abito nel mondo

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giallo, ma anche in quello azzurro. Vivo con i


bambini e vivo con gli adulti. Non sono
proprio un bambino, ma non sono neanche
un vero adulto.
Sono giallo e azzurro, io.
Sono verde.
E conosco le combinazioni dei colori.

Quattro

La maestra di Max si chiama signora Gosk.


La signora Gosk mi sta un sacco simpatica.
La signora Gosk va sempre in giro con un
righello da un metro che chiama il righello
picchiatutti, e minaccia gli alunni parlando
come unistitutrice inglese, ma i bambini lo
sanno che cerca solo di farli ridere. La signora Gosk molto severa e pretende che i
bambini studino sodo, ma non li picchierebbe mai. Comunque una tipa tosta. Li
obbliga a star seduti dritti e a fare i compiti
in classe in silenzio, e quando un bambino si
comporta male gli dice: Vergognati,
somaro! Sei un bellesempio per tutti!. Oppure: Queste sciocchezze, giovanotto, potrai
farle solo quando i porci avranno le ali!. I
colleghi dicono che la Gosk una maestra
allantica, ma i bambini sanno benissimo che
severa solo perch ci tiene.

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A Max stanno antipatiche un sacco di persone, ma adora la signora Gosk.


Lanno scorso la maestra di Max era la signora Silbor. Anche lei era severa. Faceva
studiare sodo i bambini, come la Gosk. Per
si vedeva chiaramente che non gli voleva
bene come la Gosk, e quindi in classe nessuno sgobbava come questanno. Strano: gli
insegnanti vanno alluniversit tutti quegli
anni per imparare a fare i maestri, eppure alcuni di loro non imparano mai le cose pi
semplici. Come per esempio a far ridere i
bambini. E fargli capire che gli vuoi bene.
Invece la signora Patterson non mi sta
simpatica per niente. Non una vera maestra, in realt. uninsegnante di sostegno.
Cio una che aiuta la Gosk a seguire Max.
Siccome Max diverso dagli altri bambini,
non passa tutta la giornata con la signora
Gosk. A volte studia con la signora McGinn
al Centro di Apprendimento, insieme ad altri
bambini che hanno bisogno di un aiuto in

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pi; altre volte fa gli esercizi di dizione con la


signora Riner, oppure va a giocare insieme
ad altri bambini nello studio della professoressa Hume. E poi ogni tanto legge e fa i
compiti con la Patterson.
A quanto ho capito, nessuno sa bene perch Max diverso dagli altri bambini. Suo
pap dice che solo un po lento, e ogni volta
la mamma di Max si arrabbia cos tanto che
non gli rivolge pi la parola per almeno un
giorno.
Non so perch tutti pensano che Max sia
complicato. solo che le persone non gli
stanno cos simpatiche come agli altri
bambini. Cio gli stanno simpatiche, ma in
modo diverso. Diciamo che gli stanno simpatiche da lontano. Pi ti tieni alla larga da
Max e pi gli vai a genio.
E poi a Max non piace essere toccato. Perch quando qualcuno lo tocca, come se il
mondo diventasse troppo accecante e si

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mettesse a tremare. cos che una volta mi


ha descritto la sensazione che prova.
Io non posso toccare Max e lui non pu
toccare me. Forse per questo che andiamo
tanto daccordo.
E poi Max non capisce le persone quando
dicono una cosa ma ne pensano unaltra. Per
esempio la settimana scorsa, a ricreazione,
Max stava leggendo un libro e un bambino di
quarta gli si avvicinato e gli ha fatto: Uh,
eccolo qui il genietto!.
Max non ha aperto bocca, perch sapeva
che se diceva qualcosa quello di quarta
sarebbe rimasto l a dargli fastidio. Io per so
benissimo che era confuso, perch quel
bambino gli stava dicendo che era intelligente, ma in realt voleva dirgli una cattiveria. Stava facendo dellironia, ma Max lironia
non la capisce. Per lui era chiaro come il sole
che quel bambino era cattivo, ma solo perch
lo era sempre stato. E non capiva perch

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adesso lo chiamasse genietto, visto che di


solito una cosa positiva essere definiti un
genio.
Le persone confondono Max, quindi per
lui difficile stare con loro. Ecco perch deve
fare quei giochi nello studio della professoressa Hume insieme ad altri bambini. Secondo lui una gran perdita di tempo. Odia
doversi sedere per terra davanti al Monopoli,
perch seduti per terra non si sta comodi
come su una sedia. Ma la professoressa
Hume cerca di insegnare a Max a giocare con
gli altri bambini in modo che cominci a capire quando sono ironici o quando lo prendono in giro. Perch Max proprio non lo
capisce. Quando i suoi genitori litigano, la
mamma rimprovera al pap di vedere solo
un albero alla volta e non la foresta nel suo
insieme. Lo stesso si pu dire di Max, solo
che nel suo caso si tratta del mondo intero.
Insomma, non riesce a vedere le cose grandi

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per colpa di tutte le cose piccole che gli passano continuamente davanti agli occhi.
Oggi la Patterson assente. Quando una
maestra fa unassenza, di solito significa che
malata, o che suo figlio malato, oppure
che ha avuto un lutto in famiglia. Una volta
alla signora Patterson capitato davvero un
lutto. Lo so perch spesso le altre maestre le
dicevano cose carine tipo: Tieni duro, eh,
tesoro?. E di tanto in tanto, quando lei usciva dallaula, si scambiavano sussurri alle
sue spalle. Ma questo successo molto
tempo fa. Adesso, quando la signora Patterson assente, di solito significa soltanto che
venerd.
Oggi la supplente della signora Patterson
non c, e quindi Max e io potremo restare
tutto il giorno insieme alla Gosk, con mia
grande gioia. La signora Patterson mi sta antipatica. Anche a Max sta antipatica, ma
come gli stanno antipatici quasi tutti i suoi
insegnanti. Lui non vede quello che vedo io,

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perch troppo preso a fissare gli alberi uno


per volta. Il punto che la signora Patterson
diversa dalla signora Gosk e dalla signora
Riner e dalla signora McGinn. La signora
Patterson non sorride mai davvero. Nella sua
testa pensa sempre una cosa diversa da
quella che le leggi in faccia. Non credo che
Max le piaccia, ma fa finta di s, e questo
anche pi preoccupante di una vera
antipatia.
Ciao, Max, bambino mio! esclama la signora Gosk quando entriamo in aula.
A Max non piace che la maestra lo chiami
bambino mio, perch Max non il suo
bambino, visto che ha gi una mamma.
Per non ha il coraggio di chiederle di non
farlo, perch domandarle di smetterla gli
sembrerebbe ancora pi difficile che sentirle
dire bambino mio tutti i santi giorni.
Piuttosto che dire qualcosa a una persona,
Max preferisce non dire niente a nessuno.

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Comunque, anche se non capisce perch lo


chiami bambino mio, Max sa che la signora Gosk gli vuole bene davvero. Sa che
non cattiva. Anche se lo confonde un po.
Vorrei tanto poter dire alla signora Gosk di
non chiamare Max bambino mio: ma lei
non mi vede e non mi sente, e io non posso
fare niente perch si accorga di me. Gli amici
immaginari non possono toccare o spostare
le cose nel mondo degli umani. Ecco perch
io non posso aprire un barattolo di gelatina o
raccogliere una matita o scrivere qualcosa
sulla tastiera del computer. Altrimenti
scriverei un biglietto alla signora Gosk per
chiederle di non chiamare Max bambino
mio.
Io posso scontrarmi con il mondo reale,
ma non posso toccarlo davvero.
In ogni caso sono fortunato, perch
quando Max mi ha immaginato per la prima
volta, ha immaginato che io potessi passare
attraverso le cose, tipo le porte e le finestre,

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anche quando sono chiuse. Credo che labbia


fatto perch aveva paura che quando i suoi
genitori, la notte, chiudevano la porta della
sua camera, io sarei potuto restare fuori, e a
lui non piace addormentarsi se non ci sono
io seduto sulla sedia accanto al suo letto. Per
questo posso andare dappertutto passando
attraverso le porte e le finestre, ma mai attraverso i pavimenti o i muri. Questo non posso
farlo perch non cos che Max mi ha immaginato. Sarebbe stata una cosa troppo
stramba da pensare, anche per Max.
Ci sono amici immaginari che possono
passare attraverso porte e finestre, come me,
e altri che riescono anche a passare attraverso i muri, ma la maggior parte non pu
passare attraverso un bel niente e resta bloccata nei posti per un sacco di tempo. quello
che capitato a Puppy, un cane parlante che
un paio di settimane fa rimasto chiuso
nellarmadio del bidello. stata una notte da
incubo per la sua amica umana, una

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bambina dellasilo che si chiama Piper, perch non aveva la minima idea di dove fosse
finito.
Ma stato ancora pi pauroso per Puppy,
perch proprio restando chiusi in un armadio che a volte gli amici immaginari spariscono per sempre. Un bambino chiude per
sbaglio (ma a volte uno sbaglio voluto) il
suo amico immaginario in un armadio o in
una cantina, e puff! Lontano dagli occhi,
lontano dal cuore. Fine dellamico
immaginario.
Saper passare attraverso le porte pu salvarti la vita.
Oggi non voglio muovermi dallaula perch
la signora Gosk sta leggendo ad alta voce La
fabbrica di cioccolato e io adoro sentirla
leggere. Ha una vocina sottile che sembra un
sussurro, e perci tutti i bambini devono
stare attentissimi e in silenzio assoluto per
riuscire a sentirla, il che per Max la
situazione ideale. I rumori lo distraggono.

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Per esempio, se Joey Miller tamburella con


la matita sul banco, o Danielle Ganner batte i
piedi sul pavimento come fa sempre, Max
non riesce pi a sentire altro che la matita o i
piedi di Danielle. Non riesce a ignorare i rumori come fanno le altre persone. Ma
quando la Gosk legge ad alta voce, tutti stanno muti come pesci.
La maestra sceglie sempre i libri pi belli e
racconta storie fantastiche tratte dalla sua
vita e legate al libro. Se, per esempio, Charlie
Bucket fa qualcosa di assurdo, allora la signora Gosk ci racconta di quella volta che
suo figlio Michael ha fatto una cosa assurda,
e noi ci sbellichiamo dalle risate. Perfino
Max, a volte.
A Max non piace ridere. Certi pensano che
per lui non ci sia mai niente di divertente,
ma non vero. Le cose buffe, Max non le
capisce sempre. Per lui le battute e gli scherzi
non hanno senso, perch dicono una cosa ma
ne vogliono dire unaltra. Quando una parola

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pu significare un sacco di cose diverse, lui


fatica a scegliere qual il significato giusto.
Non capisce neanche perch una parola
debba avere significati diversi a seconda di
come la usi, e non posso certo dargli torto.
Neanche a me va molto a genio questa storia.
Per Max trova divertentissime altre cose.
Come quando la signora Gosk ci ha detto che
una volta, per gioco, suo figlio Michael ha
fatto consegnare venti pizze al formaggio pi
il conto a un ragazzino che faceva sempre il
prepotente durante la ricreazione. Quando
lagente di polizia andato a casa della Gosk
per rimproverare Michael, lei, per dare una
lezione al figlio, gli ha detto: Lo porti pure
in prigione, agente. A sentire quel racconto,
tutti hanno riso. Persino Max. Perch quella
storia aveva un senso. Aveva un inizio, uno
svolgimento e una fine.
Oggi la signora Gosk ci sta spiegando la
Seconda guerra mondiale, che non nel programma ma a sentire lei ci dovrebbe essere.

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Ai bambini piace un sacco, e a Max in modo


particolare, perch lui non fa che pensare
alle guerre e alle battaglie e ai carri armati e
agli aerei. A volte non pensa ad altro per
giorni e giorni. Se a scuola si parlasse solo di
guerra e di battaglie, e non di matematica e
di temi, Max sarebbe il miglior alunno del pianeta Terra.
Largomento di oggi la battaglia di Pearl
Harbor. I giapponesi hanno bombardato
Pearl Harbor il 7 dicembre del 1941. Secondo
la maestra, noi americani siamo stati presi
alla sprovvista da quellattacco a tradimento,
perch nessuno immaginava che i giapponesi
potessero attaccarci da cos lontano.
LAmerica ha dimostrato scarsa immaginazione ha detto la Gosk.
Se Max fosse vissuto nel 1941, magari le
cose sarebbero andate diversamente, perch
lui di immaginazione ne ha da vendere.
Scommetto che avrebbe intuito perfettamente
il
piano
dellammiraglio

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Yamamoto, con i mini-sommergibili e i siluri


con i timoni di legno e tutto il resto. Avrebbe
potuto avvertire i soldati americani perch
proprio in questo che bravo Max. bravo a
immaginare le cose. Dentro di lui succedono
sempre un sacco di cose, ed per questo che
non fa tanto caso a quello che succede fuori.
questo che la gente non capisce.
Ecco perch io devo rimanere attaccato a
Max il pi possibile. A volte lui non fa abbastanza attenzione a quello che gli capita
intorno. La settimana scorsa stava per salire
sullautobus quando una gran folata di vento
gli ha fatto volar via dalle mani la pagella,
che andata a finire fra lautobus 8 e il 53.
Allora per acchiapparla Max uscito di corsa
dalla fila di bambini, ma si dimenticato di
guardare da tutte e due le parti, e allora io ho
gridato: Max Delaney! Fermati!.
Quando voglio richiamare la sua attenzione, chiamo Max per nome e cognome.
Lho imparato dalla signora Gosk. Ha

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funzionato. Max si fermato ed stato un


bene, perch proprio in quel momento
unautomobile stava passando accanto agli
scuolabus, anche se vietato.
Graham ha detto che ho salvato la vita a
Max. Per quanto ne so, attualmente Graham
la terza amica immaginaria in giro per la
scuola, e ha visto tutta la scena. Graham
una femmina, ma ha un nome da maschio.
Ha un aspetto umano quasi quanto il mio,
solo che ha i capelli dritti come se sulla Luna
ci fosse qualcuno che glieli tira su. E ogni
ciocca rigida e dura come la pietra. Insomma, Graham ha sentito che gridavo a
Max di fermarsi e poi, quando lui si
rimesso in fila, venuta subito da me e mi ha
detto: Budo! Hai appena salvato la vita a
Max! Stava per essere spiaccicato da quella
macchina!.
Io per le ho risposto che di vita avevo salvato la mia, perch se Max dovesse morire,
penso che morirei anchio.

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Giusto?
Io credo di s. Non ho mai conosciuto un
amico immaginario il cui amico umano sia
morto prima che lui scomparisse. Quindi
non lo so con certezza.
Per penso che andrebbe cos. Che morirei
anchio, voglio dire.
Se Max morisse.

Cinque

Secondo te, io sono reale? domando.


S dice Max. Passami quel blu a due
punte.
Un blu a due punte un pezzo del Lego.
Max ha un nome speciale per ogni pezzo.
Non posso dico io.
Lui mi guarda un attimo e poi fa: Ah, gi.
Dimenticavo.
Se sono reale, allora perch mi vedi solo
tu?
Non lo so risponde Max irritato. Secondo me sei reale. Ma perch continui a
chiedermelo?
vero. Glielo chiedo di continuo. E lo faccio apposta. Io non vivr per sempre. Lo so.
Vivr solo finch Max creder in me. Quindi,
se lo costringo a ripetere che sono reale,
magari ci creder pi a lungo.

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Naturalmente so benissimo che a forza di


domandarglielo, magari gli far venire il
dubbio che sono immaginario. Il rischio c.
Ma finora andato tutto bene.
Una volta la professoressa Hume ha detto
alla mamma di Max che spesso i bambini
come lui hanno degli amici immaginari, che
tendono a durare pi a lungo del normale.
Durare. Mi piace questa parola.
Io durer.
I genitori di Max stanno litigando di nuovo.
Lui non li sente perch sta giocando ai
videogiochi in cantina e i suoi si insultano
sottovoce. Sembrano due persone che strillano da cos tanto tempo che ormai hanno
perso la voce. E in effetti vero, almeno in
parte.
Non me ne frega un cazzo di cosa pensa
la psicoterapeuta dice il pap di Max con le
guance che gli diventano rosse nello sforzo di
trattenere gli strilli. Max un bambino

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normale, solo un po lento: gli piacciono i


giocattoli, fa sport, ha degli amici!
Il pap di Max si sbaglia. Max non ha altri
amici a parte me. I compagni di scuola a
volte lo trovano simpatico, o lo odiano, oppure lo ignorano, ma nessuno veramente
suo amico, e io credo che nemmeno Max li
voglia come amici. Max sta bene soprattutto
da solo. A volte gli do fastidio perfino io.
Anche i compagni che lo trovano simpatico
lo trattano in modo diverso dagli altri. Prendiamo Ella Barbara: lei vuole bene a Max,
ma gli vuole bene come a una bambola o a
un orsacchiotto. Lo chiama Maxino mio e
si fa in quattro per portargli il cestino della
merenda fino alla mensa e chiudergli la zip
della felpa prima di ricreazione, anche se sa
benissimo che lo pu fare da solo. Max non
la sopporta. Ogni volta che lei cerca di
aiutarlo o anche solo di toccarlo, si tira indietro: ma non riesce a dirle di smetterla, perch per lui pi facile allontanarsi e soffrire

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che parlare chiaro. La signora Silbor ha voluto che Ella e Max rimanessero insieme
quando li ha promossi in terza, perch
pensava che potessero farsi del bene a vicenda. questo che ha detto alla mamma di
Max, durante la riunione genitori-insegnanti. E magari vero che Max fa bene a
Ella, perch lei si diverte un sacco a trattarlo
come una bambola: ma Ella non fa per niente bene a Max.
Non affatto lento e vorrei tanto che la
piantassi di usare questespressione dice la
mamma di Max con il tono che ha quando
cerca di rimanere calma ma non ci riesce
tanto bene. Lo so che ti faresti ammazzare
piuttosto che ammettere la verit, John, ma
le cose stanno cos. Com possibile che tutti
gli specialisti si sbaglino?
proprio questo il problema dice il
pap di Max, mentre la fronte gli si copre di
chiazze rosse. Non tutti gli specialisti sono
daccordo, e tu lo sai! Spara ogni parola

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come la pallottola di un fucile. Non lo sa


nessuno che cosha Max. E allora perch la
mia idea dovrebbe valere meno di quella di
un branco di specialisti che non sanno
neanche mettersi daccordo tra di loro?
Non serve etichettarlo dice la mamma.
Non ha importanza che cosha. Quello che
conta che va aiutato.
Io proprio non capisco insiste il pap di
Max. Ieri sera ho giocato a palla con lui in
cortile. Lho portato spesso al campeggio. A
scuola prende buoni voti. In classe non ha
problemi. Perch facciamo di tutto per curarlo, quando non ha niente che non va?
La mamma di Max si mette a piangere.
Batte le palpebre e gli occhi le si riempiono
di lacrime. Non sopporto vederla piangere, e
non lo sopporta neanche il pap di Max. Io
non ho mai pianto, non so cosa si prova, per
una cosa bruttissima da vedere.
Ma John, nostro figlio non vuole abbracciarci. Non riesce nemmeno a guardare gli

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altri negli occhi. Va fuori di testa se gli cambio le lenzuola o compro una marca diversa
di dentifricio. Non fa che parlare da solo.
Questi non sono comportamenti da bambino
normale. Io non dico che abbia bisogno di
medicine. Non dico che non diventer normale da grande. Dico solo che ha bisogno di
uno specialista che lo aiuti a superare almeno in parte questi problemi. E voglio che
succeda prima che facciamo un altro figlio.
Finch possiamo concentrarci solo su di lui.
Il pap si volta e se ne va. Uscendo sbatte
la zanzariera della veranda, che continua a
fare tic tac prima di fermarsi. Un tempo
pensavo che quando il pap se ne andava
dopo una litigata, voleva dire che la mamma
aveva vinto. Pensavo che battesse in ritirata
come i soldatini di Max. Che si arrendesse,
insomma. Invece, anche se lui ad andarsene, non sempre significa che si arreso.
Si gi ritirato un sacco di volte, sbattendo la
zanzariera e facendola tremare tutta, ma poi

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non cambiato niente. come se il pap di


Max premesse il tasto pausa sul telecomando. La litigata si blocca. Ma non
finita.
A proposito, Max lunico bambino che
giocando con i soldatini li fa ritirare o
arrendere.
Tutti gli altri li fanno morire, a quanto ne
so.
Io non lo so se Max dovrebbe andare da uno
psicoterapeuta, e in realt non so neanche di
preciso a che servono gli psicoterapeuti. Per
ho visto alcune delle cose che fanno ma
non tutte ed proprio questo che mi rende
nervoso. Probabilmente i genitori di Max
continueranno a litigare su questo punto, e
anche se nessuno dei due dir mai Ok, mi
arrendo! oppure Hai vinto tu! o magari
Hai ragione tu, alla fine Max andr dallo
psicoterapeuta, perch alla fine quasi
sempre la sua mamma ad averla vinta.

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Secondo me il pap di Max sbaglia a credere che lui sia semplicemente un po lento.
Io con Max ci passo buona parte della
giornata, quindi vedo quant diverso dagli
altri bambini della sua classe. Max vive tutto
dentro, mentre gli altri vivono fuori.
questo che lo rende tanto diverso. Max non
ha un fuori. Max tutto dentro.
Io non voglio che Max vada dallo
psicoterapeuta. Gli psicoterapeuti sono persone che usano dei trucchetti per farti dire la
verit. Riescono a vedere dentro la tua testa e
sanno esattamente quello che stai pensando,
e se Max sta pensando a me mentre parla
con lo specialista, lui user un trucco per
farlo parlare di me. E magari lo convincer a
smettere di credere che esisto.
Comunque mi dispiace lo stesso per il
pap di Max, anche se sua mamma che sta
piangendo. A volte vorrei tanto dire alla
mamma di Max di essere pi gentile con suo
marito. A casa lei che comanda, ma d

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ordini anche al pap di Max, e io non credo


che questo sia un bene per lui: lo fa sentire
piccolo e stupido. Per esempio, quando il
mercoled sera vuole giocare a poker, non
pu dire agli amici che ci va e basta: deve
prima chiedere il permesso alla moglie, e deve chiederglielo nel momento giusto, quando
lei di buon umore, altrimenti rischia di
dover rinunciare.
Perch lei magari gli dice: Avrei bisogno
che restassi in casa. Oppure: Ma non avete
giocato la settimana scorsa?. O magari, che
ancora peggio: Va bene. Che in realt
significa: Non va bene per niente e se ci vai
sar arrabbiata con te per almeno tre
giorni!.
Cos mi domando come dovrebbe fare Max
per chiedere il permesso di andare a giocare
da un amico, se mai volesse giocare con qualcuno che non sono io, cosa che comunque
non gli interessa.

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Io non capisco perch il pap di Max deve


chiedere il permesso, ma quello che capisco
ancora meno perch la mamma pretende
che lui le chieda il permesso. Non sarebbe
meglio se il marito potesse semplicemente
decidere da solo cosa fare?
Senza contare che il pap di Max direttore di un Burger King. Secondo Max questo
uno dei mestieri pi belli del mondo, e se io
mangiassi doppi cheeseburger al bacon con
patatine fritte, probabilmente la penserei
allo stesso modo. Ma nel mondo degli adulti,
dirigere un Burger King non affatto un bel
lavoro, e il pap di Max lo sa. Lo si capisce
dal fatto che non ne parla volentieri. Non
chiede mai agli altri che lavoro fanno, eppure
questa la domanda pi frequente tra gli
adulti da che mondo mondo. E quando deve dire a qualcuno di cosa si occupa, si
guarda la punta delle scarpe e dice: Sono
nella ristorazione. Provare a fargli pronunciare le parole Burger King come tentare

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di costringere Max a scegliere fra spaghetti e


brodo di manzo. Il pap di Max farebbe
qualsiasi cosa pur di non pronunciare quelle
parole.
Anche la mamma di Max dirige unattivit.
Lavora in un posto che si chiama Aetna e ha
anche dei dipendenti, per non ho capito che
cosa fanno esattamente. Di sicuro non doppi
cheeseburger al bacon. Una volta sono andato nel suo ufficio per cercare di capire che
cosa faceva tutto il santo giorno, ma ho visto
solo della gente che stava seduta davanti al
computer, ognuno in una specie di scatoletta
senza il coperchio. Altri erano seduti attorno
a un tavolo in una stanza dove si moriva di
caldo e tamburellavano con le dita guardando lorologio, mentre un vecchio o una
vecchia parlavano di cose che non interessavano a nessuno.
Ma anche se una cosa noiosa e non fanno
doppi cheeseburger, si capisce che il lavoro
della mamma di Max meglio di quello del

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pap, perch nel suo ufficio le persone portano completi, camicie e cravatte, non divise.
Per giunta, a differenza del pap di Max, lei
non si lamenta mai di persone che rubano o
che non si presentano al lavoro. E poi il pap
certe volte inizia a lavorare alle cinque di
mattina, e altre volte va avanti tutta la notte
e torna a casa allalba. strano, perch
anche se il lavoro del pap di Max sembra
molto pi duro, sua mamma guadagna di pi
e gli adulti pensano che faccia un mestiere
migliore. E lei non si guarda mai la punta
delle scarpe quando spiega agli altri che lavoro fa.
Sono proprio contento che stavolta Max
non li abbia sentiti litigare. A volte li sente,
quando si dimenticano di insultarsi sottovoce. Altre volte vanno a litigare in macchina, dove non importa se strillano o meno.
Comunque, quando litigano, Max diventa
triste.

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Litigano per colpa mia mi ha detto una


volta. Stava giocando con il Lego, e quelli
sono i momenti in cui Max preferisce parlare
di cose serie. Quando fa il Lego non mi
guarda nemmeno. Sta l a costruire aeroplani
e fortini e corazzate e navi spaziali, e intanto
parla.
Ma non vero gli ho detto io. Litigano
perch sono adulti. Agli adulti piace
litigare.
No, invece. Litigano per me.
Ma no ho insistito. Ieri sera hanno litigato su che programma guardare alla
televisione.
In effetti avevo sperato che vincesse il
pap di Max, cos avremmo visto il giallo, ma
invece ha perso e abbiamo dovuto guardare
uno stupidissimo programma di canzoni.
Quella non era una litigata ha detto
Max. Erano solo in disaccordo. diverso.
Erano le parole della signora Gosk. La
maestra dice sempre che va bene essere in

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disaccordo, ma questo non significa che sia


giusto litigare: Un disaccordo lo posso ammettere, ma non sopporto che si litighi in
mia presenza.
Litigano solo perch non sanno che cosa
meglio per te ho detto. Stanno cercando
di capire che cosa meglio fare.
Max mi ha guardato per un momento.
Allinizio sembrava arrabbiato, poi la sua espressione cambiata: diventata meno dura
e pi triste. Quando le persone rigirano il
discorso per farmi sentire meglio, io mi sento
solo peggio. Ed ancora pi brutto quando
lo fai tu.
Mi dispiace ho detto.
Fa niente.
No, aspetta ho continuato. Non mi dispiace per quello che ho detto, perch semplicemente la verit. I tuoi stanno davvero
cercando di capire qual la cosa migliore da
fare. Volevo dire che mi dispiace che i tuoi

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genitori litighino per te, anche se lo fanno


solo perch ti vogliono bene.
Ah ha detto Max sorridendo. Non era
proprio un vero sorriso, perch Max in realt
non sorride mai. Per gli occhi gli si sono
aperti un po di pi e ha piegato la testa verso
destra. Questo il suo modo di sorridere.
Grazie ha detto. E ho capito che era un
grazie sincero.

Sei

Max dentro il gabinetto. Sta facendo la


cacca, e non gli piace farla fuori casa. Max
non fa quasi mai la cacca nei bagni pubblici.
Per luna e un quarto e ci sono ancora due
ore di scuola e lui non riusciva pi a tenersela. Max cerca sempre di fare la cacca ogni
sera prima di andare a letto, e se non ci riesce ci riprova la mattina dopo, prima di andare a scuola. Stamattina effettivamente ha
fatto la cacca subito dopo colazione, quindi
questa una cacca extra.
Max odia le cacche extra. Max odia tutti i
fuoriprogramma.
Ogni volta che fa la cacca a scuola, cerca di
usare il gabinetto per i disabili che sta vicino
allinfermeria, cos pu stare da solo. Oggi
per la bidella stava pulendo il pavimento
dal vomito, perch quando un bambino dice

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che gli viene da vomitare, linfermiera lo


manda sempre in quel gabinetto.
Quando Max usa il bagno normale, io mi
metto fuori dalla porta e se arriva qualcuno
lo avverto. Non gli piace che nei bagni ci sia
qualcun altro, me compreso, mentre fa la
cacca. Per gli piace ancora meno essere
colto di sorpresa, e quindi a me permette di
entrare, ma soltanto se unemergenza.
Emergenza significa che qualcuno sta entrando per andare al gabinetto.
Quando gli dico che arriva qualcuno, Max
solleva i piedi da terra, cos nessuno pu
vederlo, e prima di finire di fare la cacca aspetta che il locale sia vuoto. Se ha fortuna, il
bambino che entrato neanche si accorge
che Max sulla tazza, a meno che non debba
fare la cacca anche lui, e allora bussa alla
porta del gabinetto. A quel punto Max rimette i piedi per terra e aspetta che se ne
vada.

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Uno dei problemi che ha Max con la cacca


che gli ci vuole un sacco di tempo per farla,
anche quando sta sulla tazza di casa sua.
Adesso gi dentro da dieci minuti e probabilmente gli manca ancora un bel po. possibile che non abbia neanche incominciato.
Magari si sta ancora arrotolando per benino i
pantaloni in modo che non tocchino il
pavimento.
in questo momento che intravedo un
guaio ambulante che si avvicina lungo il corridoio. Tommy Swinden appena uscito
dallaula che si trova dallaltra parte del corridoio e sta venendo verso di me. Mentre
cammina, stacca con una sola mossa le
cartine delle tredici colonie da cui nacquero
gli Stati Uniti dalla bacheca appesa fuori
dallaula della signora Vera. Ride e prende a
calci i fogli di carta caduti per terra. Tommy
Swinden in quinta elementare e Max non
gli sta simpatico.
Non gli mai stato simpatico, in realt.

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Ma adesso ancora meno. Tre mesi fa,


Tommy Swinden si portato a scuola un coltellino dellesercito svizzero per sfoggiarlo
davanti ai suoi amici. Stava in piedi al margine del parco e faceva la punta a un bastoncino per far vedere agli altri quanto era affilato il suo coltello, e in quel momento Max lo
ha visto e ha detto tutto alla maestra. Cose
del genere Max non capace di tenersele per
s. Quindi corso dalla signora Davis e ha
strillato: Tommy Swinden ha un coltello!
Un coltello!. Lhanno sentito un sacco di
bambini, e alcuni dei pi piccoli hanno cacciato un urlo e si sono messi a correre verso
Tommy, cosa che li ha spaventati ancora di
pi. Tommy Swinden ha passato un bel
guaio. stato sospeso per una settimana,
buttato fuori dallo scuolabus per il resto
dellanno e in pi ha dovuto fare un sacco di
ore di doposcuola in cui gli hanno insegnato
come si diventa una persona per bene.
Bella rogna, per uno di quinta.

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Anche se la signora Davis e la signora Gosk


e tutte le altre maestre hanno detto a Max
che aveva fatto bene ad avvertire del coltello
(perch a scuola non permesso portare
armi e questa una regola molto importante), a nessuna venuto in mente di insegnare a Max come si fa la spia senza attirare
lattenzione di tutti. Io proprio non capisco.
La signora Hume passa tanto tempo a insegnare a Max come chiedere indicazioni e aiuto
in caso di bisogno, ma nessuno si prende il
disturbo di spiegargli una cosa fondamentale. Ma le maestre non lo sanno che
Tommy Swinden lo ammazzer per averlo
cacciato in un guaio del genere?
Forse non lo sanno perch quasi tutte le
maestre di Max sono femmine, e forse
quando andavano a scuola non hanno mai
combinato grossi guai. Forse nessuna di loro
ha mai portato un coltello in cortile, o ha mai
avuto problemi a fare la cacca nei bagni pubblici. Forse non sanno che cosa significa

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essere un bambino con un sacco di guai e


probabilmente proprio per questo che passano tutta la pausa pranzo a dire cose tipo:
Non capisco proprio che cosa avesse in
mente quel Tommy Swinden quando ha
portato a scuola il coltello.
Io invece lo so benissimo che cosa aveva in
mente. Forse pensava che mostrando ai compagni come si fa la punta a un bastoncino
con un coltello svizzero, loro avrebbero
smesso di chiamarlo Tommy il Tonto perch ancora non sa leggere. Sono cose che i
ragazzini fanno spesso. Cercano di nascondere le loro insicurezze con roba tipo i coltellini dellesercito svizzero.
Per non penso che le maestre lo capiscano, e probabilmente proprio per questo
motivo che nessuno si preso il disturbo di
spiegare a Max come si fa a dire alla maestra
che uno di quinta ha con s un coltello senza
spifferarlo anche al resto del mondo. E cos
adesso Tommy Swinden, il bambino di

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quinta che non sa leggere e ha un coltello ed


due volte pi grosso di Max, sta venendo
dritto verso i bagni mentre lui l dentro che
cerca di fare la cacca.
Max! lo avverto passando attraverso la
porta dei bagni. Sta arrivando Tommy
Swinden!
Max emette un gemito e tira su le scarpe
da ginnastica, che scompaiono dalla fessura
sotto la porta del gabinetto. Vorrei passare
attraverso e mettermi vicino a lui per non
lasciarlo da solo, ma so che non posso. Max
non vorrebbe mai che io lo vedessi sulla
tazza del water, e sa anche che gli sar pi
utile fuori, dove posso vedere quello che lui
non vede.
Tommy Swinden, che alto quanto il
maestro di tecnica e grosso quasi quanto
quello di educazione fisica, entra nel locale
dei bagni e si dirige verso uno dei pisciatoi
attaccati al muro. Sbircia rapidamente sotto
le porte dei gabinetti, non vede piedi e

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probabilmente pensa di essere solo. Dopo di


che d unaltra occhiata verso la porta principale, attraversandomi con lo sguardo, e si
gira per aggiustarsi le mutande che gli si
sono infilate tra le chiappe. una cosa che
vedo fare di continuo, perch passo un sacco
di tempo con persone che pensano di essere
da sole. Quando le mutande si infilano l in
mezzo si dice che ti si incastrano tra le
chiappe, ed una cosa molto fastidiosa. A
me non si mai incastrato niente da
quelle parti, perch Max non mi ha mai immaginato in quella situazione. Grazie al cielo.
Adesso Tommy Swinden si gira di nuovo
verso il pisciatoio e fa la pip. Quando ha finito si sgrulla un po il pisello e poi si tira su
la lampo e si riabbottona i jeans. Ma non
come quel ragazzino che una volta ho visto
sgrullarsi il pisello nel bagno dei disabili vicino allinfermeria, quando Max mi ha chiesto di andare a controllare se dentro cera
qualcuno. Non ho idea di che cosa stesse

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facendo, ma non era una semplice sgrullata.


A me non piace spiare chi sta al gabinetto,
specie se si sta smanettando il pisello, ma
Max odia bussare alla porta dei bagni perch
quando dentro c lui e qualcuno bussa non
sa mai che cosa dire. Prima diceva: Max sta
facendo la cacca!. Ma poi un bambino andato a dirlo alla maestra che lo ha sgridato.
Infatti la maestra ha spiegato a Max che
non sta bene dire che stai facendo la cacca.
La prossima volta che qualcuno bussa,
basta che tu dica: Ci sono io. gli ha detto.
Ma una cosa stupida ha obiettato Max.
Quello mica lo sa chi sono io. Non posso
dire Ci sono io e basta.
Daccordo ha risposto la maestra, con il
tipico tono che hanno le maestre quando ordinano ai bambini di fare cose ridicole e sono
stufe di dare spiegazioni: Allora digli il tuo
nome.
E cos, adesso, quando qualcuno bussa alla
porta del bagno, Max risponde: Occupato

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da Max Delaney!. E la gente o si mette a


ridere, oppure rimane l a fissare la porta con
una faccia strana.
E come dargli torto?
Tommy Swinden ha finito quello che
doveva fare e adesso in piedi avanti al
lavabo che allunga la mano verso il rubinetto
e sta per aprirlo e riempire il locale con il
suono dellacqua che scorre, quando dal
gabinetto dov nascosto Max si sente
provenire un plop!
Eh? fa Tommy, chinandosi di nuovo per
vedere se da sotto le porte spuntano dei
piedi. Poi, siccome non ne vede, si avvicina al
primo gabinetto e picchia un colpo fortissimo sulla porta. Forte da far tremare le
pareti. Lo so che sei l dentro! grida. Ti
vedo dalla fessura!
Non credo che Tommy sappia che dietro la
porta c proprio Max, perch la fessura tra
la porta e la parete troppo stretta per
vedere la sua faccia tutta intera. E questo

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senzaltro uno dei vantaggi di essere fra i pi


forzuti della scuola: puoi picchiare sulla
porta di un bagno senza preoccuparti di chi
c dentro, perch tanto sei capace di
stendere chiunque tra i tuoi compagni.
Cercate di immaginare cosa si prova.
Max non risponde e allora Tommy picchia
di nuovo sulla porta: Chi c qui dentro?
Voglio saperlo!.
Non dire niente, Max! faccio io dalla
mia postazione accanto alla porta. Tanto
non pu entrare. Prima o poi dovr
andarsene!
E invece mi sbaglio, perch la seconda
volta che Max non risponde, Tommy si mette
a quattro zampe e sbircia da sotto la porta.
Max il deficiente dice, e anche se sono
dietro di lui mi sembra di vedere il sorriso
che ha in faccia. Non un sorriso
amichevole. un sorriso cattivo. Non ci
posso credere che sei tu. Si vede che oggi il
mio giorno fortunato. Che ti succede, eh?

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Quellultimo stronzo proprio non riuscivi a


trattenerlo?
No risponde Max strillando, e nella voce
sento che in preda al panico. Era gi
mezzo fuori!
La situazione bruttissima sotto tutti i
punti di vista. Max intrappolato dentro a
un gabinetto pubblico, che gi di per s un
posto che gli fa paura. Ha i pantaloni arrotolati attorno alle caviglie e probabilmente
non ha finito di fare la cacca. Tommy
Swinden fuori dalla porta e sicuramente
vuole fargli del male. Non c nessuno a parte
loro due. E io, naturalmente. Ma vista la mia
utilit, praticamente come se non ci fossi.
Quello che mi spaventa di pi il modo in
cui Max ha risposto a Tommy. Nella sua voce
cera pi del semplice panico: cera il terrore.
Come quando nei film uno vede il fantasma o
il mostro per la prima volta. Ecco, Max ha
appena visto un mostro fare capolino da
sotto la porta del bagno ed spaventato.

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Forse gi sul punto di bloccarsi, e questa


non mai una cosa buona.
Apri questa porta, testa di cazzo urla
Tommy tirando indietro la testa e rimettendosi in piedi. Se fai come ti dico, ti faccio
fare solo un paio di capriole.
Non lo so che cosa intenda con un paio di
capriole, ma gi mi immagino Tommy
Swinden che fa rotolare la testa di Max lungo
il pavimento dei bagni come una palla da
bowling.
Occupato da Max Delaney! strilla Max
con una vocetta acuta come quella di una
bambina. Occupato da Max Delaney!
Questo lultimo avvertimento, deficiente: apri o entro da solo!
Occupato da Max Delaney! ripete Max.
Occupato da Max Delaney!
Tommy Swinden si rimette a quattro
zampe, pronto a strisciare sotto la porta, e io
non so che cosa fare.

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Max ha pi bisogno di aiuto della maggior


parte dei suoi compagni di classe, e io sono
sempre l per lui, pronto a dare una mano.
Anche quel giorno che ha fatto la spia a
Tommy Swinden, io ero l che gli consigliavo
di parlare a bassa voce e lo pregavo: Fermati! Devi essere prudente! Smettila di gridare!. Ma Max non ha voluto starmi a sentire, perch dentro la scuola cera un coltello
e quello era un fatto cos grave che non
riuscito a controllarsi e ha dovuto per forza
spifferare chi era stato a infrangere il regolamento. Era come se il suo mondo fosse andato in pezzi e lui aveva bisogno di avvertire
una maestra perch lo riaggiustasse. Quel
giorno non sono riuscito a fermarlo, per ci
ho provato.
Almeno in quel caso sapevo cosa fare.
Invece adesso non lo so. Tommy Swinden
sta per strisciare sotto la porta del gabinetto
in cui intrappolato Max, che probabilmente
accucciato sopra la tazza del water con le

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ginocchia al petto e i pantaloni abbassati,


completamente paralizzato. Se non piange
poco ci manca, e appena Tommy riuscir a
passare sotto la porta, probabilmente urlando, comincer a gridare a squarciagola,
con quel modo di urlare acuto e strozzato che
gli fa arrossare tutta la faccia riempiendogli
gli occhi di lacrime. Stringer i pugni, chiuder gli occhi, nasconder il viso dietro le
braccia e inizier a cacciare quelle grida sottili e quasi soffocate che mi ricordano tanto i
fischietti per cani. Un soffio daria quasi
senza suono.
Prima che arrivi almeno un insegnante,
Tommy Swinden avr gi fatto fare un paio
di capriole a Max, qualsiasi cosa significhi.
E anche se le capriole non fanno bene a nessuno, per un bambino come Max sar ancora
peggio, perch Max quello che . Le cose gli
restano dentro per sempre. Non dimentica
mai niente, e anche un fatto minuscolo pu
segnarlo per tutta la vita. Qualunque cosa

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siano, queste capriole lasceranno una


traccia indelebile in lui. Io lo so bene, ma
non ho idea di che cosa fare.
Aiuto! avrei voglia di gridare. Qualcuno aiuti il mio amico!
Ma mi sentirebbe soltanto Max.
Quando la testa di Tommy scompare sotto
la porta del cesso, io mi metto a strillare:
Resisti, Max! Combatti! Non lasciarlo
entrare!.
Non so perch lho detto, e mentre le parole mi escono dalla bocca, sono il primo a
restare sorpreso. Non una gran bellidea.
Non unuscita intelligente e neanche originale. Ma lunica cosa che mi venuta in
mente. Max deve combattere, altrimenti
Tommy gli far fare un paio di capriole.
Adesso la testa e le spalle di Tommy sono
gi scivolate sotto la porta del gabinetto, e
vedo che sta per infilare dentro anche il bacino e le gambe con ununica mossa veloce, e
a quel punto sar con Max e si avventer sul

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suo corpicino esile e tremante. Pronto a


colpirlo. Pronto a fargli fare un paio di
capriole.
Resto impalato come un manichino davanti alla porta.
Una parte di me vorrebbe entrare e aiutare
il mio amico, ma a Max non piace farsi
vedere nudo o mentre fa la cacca. Adesso
sono pi bloccato io di lui.
Poi per si sente un altro strillo, e stavolta
non Max. Stavolta Tommy che urla. Non
il grido terrorizzato di Max in trappola.
un grido diverso. Pi grintoso. Non un grido
di panico o di spavento, ma il grido di qualcuno che osserva incredulo quello che appena successo. E mentre grida, Tommy
comincia a dire qualcosa e cerca di alzarsi in
piedi, ma dimentica di avere una porta sopra
di s e sbatte con la schiena sul bordo, il che
lo fa strillare di nuovo, ma stavolta di dolore.
A quel punto la porta si spalanca di colpo ed
ecco Max l in piedi, con i calzoni quasi tirati

67/715

su ma con la chiusura lampo ancora aperta.


E ha le gambe divaricate, una di qua e una di
l, con in mezzo la testa di Tommy.
Scappa! grido a quel punto. E lui
scappa, calpestando la mano di Tommy e facendolo strillare ancora. Max mi sfreccia accanto, e mentre corre si tira su i pantaloni.
Adesso fuori dalla porta dei bagni. Lo
seguo. Anzich prendere a sinistra per tornare in aula, gira a destra e intanto si tira su la
lampo e si abbottona senza fermarsi.
Ma dove vai?
Mi serve un altro bagno mi dice. Forse
adesso quello dellinfermeria pulito.
Ma che successo a Tommy? domando.
Che gli hai fatto?
Gli ho fatto la cacca in testa risponde
lui.
Che cosa? Hai fatto la cacca mentre in
bagno con te cera unaltra persona?
Non ci posso credere. Che Max abbia fatto
la cacca in testa a Tommy Swinden

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incredibile, ma che sia riuscito a fare la cacca


in presenza di un altro essere umano
ancora pi assurdo.
Solo un pochino spiega Max. Quando
entrato avevo quasi finito. Avanza ancora di
qualche passo lungo il corridoio e poi aggiunge: Stamattina lavevo gi fatta, quindi
ne restava pochissima. Ricordi? Era una
cacca extra.

Sette

Max ha paura che Tommy faccia la spia


proprio come ha fatto lui a proposito del coltellino svizzero. Ma io so che non lo far.
Nessun bambino vuole che i suoi amici, o
anche i suoi maestri, sappiano che qualcuno
gli ha fatto la cacca in testa. Adesso Tommy
vorr sicuramente uccidere Max. Lo vorr
uccidere per davvero. Vorr fargli smettere
di battere il cuore e tutte le altre cose che
servono per ammazzare un essere umano.
Ma di questo ci preoccuperemo al momento giusto.
Max pu convivere con la paura della
morte, basta che non finisca nei guai per aver
fatto la cacca in testa a Tommy Swinden.
Tutti i bambini hanno paura di morire e
quindi, per Max, avere paura che Tommy
Swinden lo strozzi o gli dia un pugno sul
naso normale. Ma non normale essere

70/715

sospeso da scuola per aver fatto la cacca in


testa a un compagno di quinta elementare.
Una cosa del genere succederebbe soltanto in
un mondo malato.
Dico a Max che non deve aver paura di
finire nei guai. Lui mi crede solo a met, ma
gli basta per rilassarsi.
E poi sono passati gi tre giorni da quando
ha fatto la cacca in testa a Tommy Swinden,
e da allora lui non si pi visto. Allinizio ho
pensato che fosse assente, e quindi sono andato nellaula della signora Parenti per
vedere se cera: cera. Seduto in prima fila,
vicinissimo alla maestra, probabilmente perch cos lei pu tenerlo docchio.
Non sono sicuro di cosa stia pensando
Tommy. Forse cos imbarazzato per quella
cacata in testa che ha deciso di dimenticare
lintera faccenda. O forse cos arrabbiato
che ha intenzione di torturare Max prima di
ucciderlo. Come quei ragazzini che a ricreazione danno fuoco alle formiche con le lenti

71/715

dingrandimento, anzich calpestarle con la


suola delle scarpe da ginnastica.
Questo quello che pensa Max, e anche se
gli dico che si sbaglia, so che probabilmente
ha ragione.
Non puoi fare la cacca in testa a uno come
Tommy Swinden e sperare di passarla liscia.

Otto

Oggi ho visto Graham. Lho superata mentre


andavo alla mensa e lei mi ha fatto un cenno
con la mano.
Sta cominciando a scomparire.
Non riesco a crederci.
Mentre agitava la mano davanti alla faccia,
riuscivo a vederle attraverso il palmo i capelli
dritti e tutti i denti che ha in bocca.
Gli amici immaginari possono metterci un
sacco di tempo a scomparire, oppure pochissimo, ma credo che a Graham non ne resti
molto.
Il suo amico umano una ragazzina di
nome Meghan, che ha sei anni. Graham ha
soltanto due anni, ma stata la mia prima
amica immaginaria e non voglio che se ne
vada. lunica vera amica che ho, a parte
Max.
Ho paura per lei.

73/715

Ho paura anche per me.


Un giorno sollever una mano davanti alla
faccia e vedr dallaltra parte la faccia di
Max, e allora capir che anchio sto
scomparendo.
Un giorno morir, se questo che succede
a tutti gli amici immaginari.
cos che deve essere. Giusto?
Voglio parlare con Graham, ma non so
cosa dirle. Chiss se ha capito che sta
scomparendo.
E se ancora non lo sa, dovrei avvertirla io?
Ci sono un sacco di amici immaginari nel
mondo che non posso incontrare, perch non
escono mai di casa. La maggior parte degli
amici immaginari non hanno la fortuna di
poter andare a scuola o in giro da soli come
me e Graham. Una volta la mamma di Max ci
ha portato a casa di una sua amica e l ho incontrato ben tre amici immaginari. Erano seduti tutti e tre su delle seggioline davanti a
una lavagna. Avevano le braccia incrociate e

74/715

se ne stavano immobili come delle statue


mentre questa bambina di nome Jessica ripeteva lalfabeto e chiedeva loro di risolvere
dei problemi di matematica. Ma i tre amici
immaginari non sapevano n camminare n
parlare. Quando sono entrato nella stanza
dei giochi mi hanno fatto locchiolino restando immobili sulle sedie. E basta.
Solo locchiolino.
Gli amici immaginari di quel tipo non durano a lungo. Una volta, quando Max era
allasilo, ho visto unamica immaginaria
comparire nella sua classe e poi sparire dopo
solo quindici minuti. Sembrava che qualcuno
lavesse gonfiata come un palloncino. cresciuta sempre di pi, come uno di quei palloni
a forma di persona che vendono alle sfilate di
carnevale, finch non diventata grande
quasi quanto me. Una grossa bambina rosa
con i codini in testa e dei fiori gialli al posto
dei piedi. Ma quando suonata la campanella, scoppiata come se lavessero bucata

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come uno spillo. diventata sempre pi piccola e alla fine non lho vista pi.
Mi sono davvero spaventato vedendo
sparire in quel modo la bambina rosa. Quindici minuti non sono niente.
Non ha fatto neanche in tempo a sentire la
campanella.
Graham invece esiste da tantissimo tempo.
Sono due anni che mia amica. Non riesco a
credere che stia morendo. Dovrei prendermela con la sua amica umana, Meghan, perch colpa sua se Graham sta morendo.
Meghan non crede pi in lei.
Quando Graham morir, la mamma di
Meghan le chieder dov finita la sua amica
immaginaria, e la bambina dir qualcosa tipo
Graham non abita pi qui o Non so dov
finita oppure Se n andata in vacanza. E
la madre sorrider tutta contenta, pensando
che la sua bambina sta diventando grande.
E invece no. Le cose non stanno cos. Graham non andr in vacanza da nessuna parte.

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Non si trasferir in unaltra citt o in un altro


paese.
Graham morir.
Tu hai smesso di credere in lei, ragazzina,
e adesso la mia amica morir. Ma il fatto che
tu sei lunica persona umana che pu vederla
e sentirla non significa che Graham non sia
reale. Anchio posso vederla e sentirla. la
mia amica.
Certe volte, quando tu e Max siete in
classe, io e lei ci vediamo allaltalena per
chiacchierare.
A ricreazione giocavamo sempre a
rimpiattino.
Una volta che ho fermato Max prima che
andasse a finire sotto a una macchina, Graham ha detto che ero un eroe, e anche se non
penso di esserlo, me lo ricordo ancora.
E adesso Graham morir perch tu non
credi pi in lei.
Ora siamo seduti alla mensa. Max ha lezione
di musica e Meghan sta pranzando. Dal

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modo in cui parla con le sue amiche al tavolo, capisco che non ha pi bisogno di Graham come una volta. Ride. Segue la conversazione con gli occhi. Ogni tanto dice perfino
qualcosa. Fa parte di un gruppo, ormai.
diventata unaltra, Meghan.
Come ti senti oggi? chiedo a Graham,
sperando che cominci lei a parlare della sua
scomparsa.
E infatti lo fa.
Lo so che cosa sta succedendo, se
questo che intendi risponde. Sembra molto
triste, ma anche rassegnata. Come se si fosse
gi arresa.
Oh faccio io, e per un momento non so
cosa dire. Resto a fissarla e poi faccio finta di
guardare altrove, oltre la mia spalla, verso
sinistra, come se da un angolo della mensa
un rumore avesse attirato la mia attenzione.
Non riesco a guardarla, perch se la fisso non
posso fare a meno di notare che

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trasparente. Alla fine mi giro verso di lei, e


mi costringo a osservarla.
Che effetto fa?
Non fa nessun effetto.
Alza le mani per darmi una dimostrazione
e attraverso i palmi vedo la sua faccia, che
adesso non sorride pi. Come se le mani
fossero di carta velina.
Non capisco dico. Cos successo?
Quando parli con Meghan, ti sente ancora?
Oh, s. E mi vede anche. Poco fa abbiamo
giocato insieme a campana, i primi dieci
minuti della ricreazione.
Ma allora perch non crede pi in te?
Graham sospira. Poi sospira ancora.
Non che non ci crede pi. che non ha
pi bisogno di me. Prima aveva paura di parlare con gli altri bambini. Quandera piccola
balbettava e quindi evitava di parlare e di
fare amicizia con gli altri. Ora non le succede
pi, sta migliorando. Un paio di settimane fa
andata addirittura a giocare da Annie. Era

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la prima volta che andava a giocare a casa di


qualcuno. Ora lei e Annie parlano tutto il
tempo. Ieri in classe la maestra le ha perfino
sgridate perch chiacchieravano invece di
leggere. E oggi, quando le altre bambine
lhanno vista giocare a campana, sono venute
a giocare anche loro.
Cosa significa balbettare? chiedo.
Magari balbetta anche Max.
quando le parole non ti escono bene.
Prima Meghan si bloccava su ogni sillaba.
Sapeva quale parola doveva dire ma non
riusciva a pronunciarla. Spesso gliela ripetevo io in modo lentissimo, e cos ci riusciva. Adesso invece balbetta solo quando ha
paura, o nervosa, o si stupisce di qualcosa.
Ha fatto una cura?
Una specie risponde Graham. Durante
la settimana faceva degli esercizi con la signora Riner e dopo la scuola con il signor
Davidoff. Ci ha messo un sacco di tempo ma

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adesso parla abbastanza bene, e cos sta


cominciando a fare amicizia.
Anche Max fa degli esercizi con la signora
Riner. Chiss se riuscir a guarire. Magari il
signor Davidoff lo psicoterapeuta da cui lo
vuole mandare la sua mamma.
E adesso che farai? domando. Non
voglio che tu sparisca. Cosa puoi fare per non
scomparire?
Sono preoccupato per Graham, ma sento
di doverle fare queste domande anche per
me stesso, nel caso si dissolva allimprovviso
davanti ai miei occhi. Devo fargliele, finch
sono in tempo.
Graham apre la bocca per parlare e poi si
ferma. Chiude gli occhi. Scuote la testa e si
strofina le palpebre con le mani. Mica si
metter a balbettare penso. Invece inizia a
piangere. Cerco di ricordare se mi gi successo di veder piangere un amico
immaginario.
Non credo.

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La guardo mentre abbassa il mento sul


collo e singhiozza. Le lacrime le scorrono
lungo le guance, e quando una lacrima cola
gi dal mento la vedo cadere e spiaccicarsi
sul tavolo, fino a sparire completamente.
Come succeder a Graham tra poco.
Mi sembra di essere di nuovo nel bagno
dei maschi. Tommy Swinden sta strisciando
sotto alla porta del gabinetto. Max in piedi
sul water, con i pantaloni arrotolati. E io
sono nellangolo, senza sapere cosa dire o
cosa fare.
Aspetto finch Graham non smette di
singhiozzare, e inizia a tirar su con il naso.
Aspetto finch le lacrime non le scendono
pi. Finch non riapre gli occhi.
Poi dico: Ho unidea. E aspetto la sua
reazione.
Lei continua a tirare su con il naso.
Ho un piano, insisto un piano per
salvarti.

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Ah, s? dice Graham, ma capisco che


non mi crede.
S le dico. Devi fare in modo di restare
amica di Meghan, e basta.
Ma non cos semplice, e me ne accorgo
appena lho detto.
No, aspetta faccio. Ho sbagliato.
Resto in silenzio. Lidea ce lho. Devo soltanto trovare il modo di esprimerla bene.
Dillo senza balbettare penso.
E allora tutto diventa chiaro.
Ho un piano ripeto. Dobbiamo assicurarci che Meghan continui ad avere
bisogno di te. Dobbiamo fare in modo che
non possa vivere senza di te.

Nove

Come abbiamo fatto a non pensarci prima?


Ogni venerd la maestra di Meghan, la signora Pandolfe, assegna alla classe un
compito di ortografia, e Meghan di solito
prende un brutto voto.
Max secondo me non ha mai fatto un solo
errore di ortografia, mentre Graham dice che
Meghan sbaglia a scrivere almeno sei parole
alla settimana, cio pi o meno la met di
quelle del compito, anche se Graham non sa
che la met di dodici sei. Mi sembra strano
che non lo sappia, perch una cosa talmente ovvia. Voglio dire, se sei pi sei fa
dodici, come fai a non sapere che la met di
dodici sei?
Chiss, magari neanchio lo sapevo,
quandero ancora in prima con Max.
Anche se, secondo me, lo sapevo eccome.

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Mentre Megham stava pranzando, Graham e io abbiamo fatto una lista di tutti i
problemi della bambina. Ho detto a Graham
che dovevamo trovare un problema che solo
lei poteva risolvere, cos, una volta risolto,
Meghan avrebbe capito quanto aveva ancora
bisogno di lei.
A Graham sembrata unottima idea. Potrebbe funzionare ha detto, e per la prima
volta da quando ha iniziato a scomparire gli
occhi le sono diventati grandi e brillanti.
unottima
idea.
Potrebbe
funzionare
davvero.
Ma penso che Graham sarebbe entusiasta
di qualsiasi idea, perch ormai sta scomparendo sempre pi in fretta.
Ho cercato di farla ridere dicendole che le
erano gi sparite le orecchie lei non ce le
ha mai avute, le orecchie ma non ha nemmeno sorriso. spaventata. Dice che si sente
sempre meno reale, come se stesse per dissolversi nellaria e volare via. Allora ho

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cominciato a parlarle dei satelliti nello


spazio, di come le loro orbite a volte
decadono lasciandoli andare alla deriva, per
capire se la sensazione era quella: ma poi mi
sono fermato.
Non credo che abbia voglia di parlarne.
Max mi ha spiegato il decadimento delle
orbite lanno scorso. Laveva letto su un
libro. Io sono fortunato perch Max intelligente e legge moltissimo, cos anchio imparo
un sacco di cose. per questo che so che la
met di dodici sei e che i satelliti possono
decadere dalle loro orbite e perdersi nello
spazio per sempre.
Sono cos felice che il mio amico sia Max e
non Meghan. Meghan non sa nemmeno
come si scrive barca.
Cos abbiamo fatto una lista dei problemi
di Meghan. Ovviamente non potevamo
scriverla su un foglio di carta, perch nessuno di noi due sa tenere una matita in

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mano, ma era abbastanza breve per impararla a memoria.


Balbetta quand stressata.
Ha paura del buio.
Fa molti errori di ortografia.
Non sa allacciarsi le scarpe.
Tutte le sere prima di andare a letto ha
una crisi isterica.
Non riesce a chiudersi la cerniera del
cappotto.
Non sa calciare la palla.
Non un granch come lista, perch per
molti di questi problemi Graham non pu
aiutarla in nessun modo. Se Graham potesse
allacciare le scarpe o tirare su una cerniera
lampo, lo farebbe volentieri: ma non pu fare
nessuna di queste cose. Conosco un solo
amico immaginario che pu toccare e
muovere le cose nel mondo reale, ma non ci
aiuterebbe nemmeno se lo pregassi in
ginocchio.

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E comunque ho troppa paura di lui per andarglielo a chiedere.


Non sapevo che cosera una crisi isterica,
cos Graham me lha dovuto spiegare. un
po come quando Max si blocca. Meghan non
vuole mai andare a letto, cos quando sua
madre dice che ora di lavarsi i denti comincia a strillare e a battere i piedi per terra, e
certe volte il padre deve prenderla in braccio
e portarla in bagno con la forza.
E succede tutte le sere? domando a
Graham.
S. Diventa tutta rossa, comincia a sudare
e alla fine si mette a piangere. Molte volte
continua a piangere finch non si addormenta. Mi dispiace cos tanto per lei. Ma
non c niente che possiamo fare, n io n i
suoi genitori.
Wow faccio io, perch non riesco
neanche a immaginare quanto devessere
faticoso stare con un bambino che ha una
crisi isterica tutte le sere.

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Max non si blocca tanto spesso, ma


quando gli succede come se avesse una
crisi isterica da dentro. Resta in silenzio,
stringe i pugni e inizia a tremare, ma non diventa rosso, non suda e non strilla. Forse fa
tutte queste cose dentro, ma fuori rimane
solo bloccato. E certe volte ci mette un sacco
di tempo a sbloccarsi.
Ma almeno quando gli succede non fa
rumore e non d fastidio a nessuno. E non gli
succede mai solo perch deve andare a letto.
Max va sempre a letto volentieri, quando
ora.
Cio alle otto e mezzo.
Se troppo presto o troppo tardi, si agita.
Non riesco proprio a immaginare cosa potrebbe fare Graham per le crisi isteriche di
Meghan, cos sulla nostra lista non rimane
granch. Ed per questo che abbiamo
pensato al compito di ortografia.
Ma come faccio ad aiutarla durante il
compito? mi ha chiesto Graham.

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Adesso te lo spiego.
Tutte le settimane la signora Pandolfe appende le parole da imparare su un cartellone
davanti allaula, proprio come fa la signora
Gosk. Il gioved pomeriggio toglie la lista,
cos Graham e io passiamo tutta lultima ora
davanti al cartellone, imparando ogni parola
a memoria. Non avevo mai prestato molta
attenzione ai compiti di ortografia di Max, e
neanche alle lezioni di ortografia della signora Gosk, quindi stato pi difficile di
quanto pensassi. Molto pi difficile.
Ma dopo unora, Graham sapeva come si
scrivono perfettamente tutte le parole.
Domani star vicino a Meghan durante il
compito, e appena Meghan sbaglier a
scrivere una parola, le dir come scriverla
bene. un piano geniale, perch Meghan ha
il compito di ortografia tutte le settimane,
cos succeder pi volte. Graham potr
aiutare Meghan ogni settimana. E magari

90/715

potr iniziare ad aiutarla anche per altri


compiti in classe.
Penso che possa funzionare davvero, a
meno che Graham non sparisca proprio
stanotte. Una volta un amico immaginario di
nome Mr. Finger mi ha detto che la maggior
parte degli amici immaginari scompare
mentre i loro amici umani stanno dormendo,
ma penso che probabilmente se lo sia inventato per impressionarmi. Come faceva a
sapere una cosa del genere? Stavo quasi per
dire a Graham di tenere sveglia Meghan per
tutta la notte, nel caso in cui Mr. Finger mi
avesse detto la verit, ma Meghan ha solo sei
anni, e i bambini cos piccoli non possono restare svegli tutta la notte. Alla fine si addormenterebbe comunque, non importa
quello che fa Graham.
Cos non mi resta che sperare che Graham
superi la notte.

Dieci

Max arrabbiato con me perch passo un


sacco di tempo con Graham. In realt non sa
che sono con lei. Sa soltanto che vado da
qualche altra parte, e questo lo fa arrabbiare.
Mi sembra una cosa positiva. Io mi innervosisco sempre quando non vedo Max per un
po di tempo, ma se anche lui si arrabbia
quando non mi vede vuol dire che mi pensa e
che sente la mia mancanza.
Sono dovuto andare a fare la pip e tu
non sei venuto a controllare il bagno mi
dice. Mi toccato bussare alla porta.
Stiamo tornando a casa con lo scuolabus e
Max se ne sta accucciato sul sedile, parlandomi sottovoce in modo che gli altri
bambini non ci sentano. Solo che loro ci sentono. Ci sentono sempre. Max non riesce a
vedere quello che vedono gli altri bambini,

92/715

ma io s. Io vedo sia gli alberi da soli che la


foresta tutta intera.
Sono dovuto andare a fare la pip e tu
non sei venuto a controllare il bagno ripete.
Max ripete sempre le cose se non rispondi
alle sue domande, perch ha bisogno di sentire la risposta prima di dire la frase dopo.
Solo che le domande di Max non sempre
sembrano domande. Molte volte dice una
cosa in tono normale e si aspetta che tu
capisca che una domanda. E se deve ripeterla tre o quattro volte cosa che con me
non succede mai, ma pu capitare con le
maestre o con suo padre si agita moltissimo. E a volte si blocca.
Ero in classe di Tommy, gli dico stavo
cercando di capire che cosa ha in mente.
Volevo essere sicuro che non pensasse di
vendicarsi gi questa settimana.
Stavi spiando dice Max, e io capisco che
una domanda, anche se il tono normale.
S, gli rispondo stavo spiando.

93/715

Okay fa lui, ma mi accorgo che ancora


un po arrabbiato.
Non posso dire a Max che ero con Graham,
perch non voglio che sappia che esistono altri amici immaginari. Finch continua a credere che sono lunico amico immaginario del
mondo, penser che sono speciale. Penser
che sono insostituibile. Il che una cosa positiva, direi.
Contribuisce alla mia sopravvivenza.
Se invece sapesse che ci sono altri amici
immaginari, ogni volta che si arrabbia con
me, come adesso, potrebbe dimenticarmi e
immaginare un altro amico. E io scomparirei
come sta succedendo a Graham.
Certo dura, perch in realt vorrei raccontargli di Graham. Allinizio volevo dirglielo perch pensavo che potesse aiutarmi.
Pensavo che potesse darmi qualche buona
idea, visto che cos intelligente. O che
magari potesse darci una mano a risolvere
almeno uno dei problemi di Meghan, tipo

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insegnarle ad allacciarsi le scarpe, e poi


avrebbe potuto dire a Meghan che era stata
unidea di Graham e dare tutto il merito a lei.
Ma adesso invece vorrei raccontargli la
storia di Graham semplicemente perch ho
paura. Ho paura di perdere la mia amica e
non ho nessuno con cui parlarne. Forse potrei parlarne con Puppy, ma non lo conosco
tanto bene, sicuramente non quanto Max o
Graham. E anche se Puppy sa parlare,
sempre strano parlare con un cane. Max il
mio amico, con lui che dovrei confidarmi
quando sono triste o spaventato: e invece
non posso.
Spero solo che domani Graham venga a
scuola e che non sia troppo tardi.
Il pap di Max racconta sempre a tutti che lui
e il figlio giocano a palla ogni sera nel cortile
sul retro. Proprio come stasera. Lo dice a
tutti quanti, spesso anche pi di una volta,
ma di solito prima di dirlo aspetta che la
mamma di Max se ne sia andata. Certe volte

95/715

lo dice appena lei esce dalla stanza, se sa che


deve tornare subito dopo.
Ma in realt lui e Max non giocano davvero. Il pap di Max tira la palla a Max, Max
la lascia cadere e rotolare per terra e quando
si ferma la raccoglie e cerca di lanciarla al
pap. Solo che il pap di Max non mai abbastanza vicino e cos Max non riesce a raggiungerlo, anche se il pap gli dice sempre:
Fatti sotto! oppure Tirala con tutta la
forza!. O magari: Metticela tutta, figlio
mio!.
Ogni volta che giocano a palla, il suo pap
lo chiama figlio mio invece di Max.
Ma anche se Max si fa sotto o ce la mette
tutta (non so cosa significano esattamente
queste espressioni, e credo che non lo sappia
nemmeno Max), la palla non raggiunge mai
il suo pap.
E se lui vuole che la palla lo raggiunga,
perch non si avvicina e basta?

96/715

Ora Max a letto. Sta dormendo. Nessuna


crisi isterica, ovviamente. Si lavato i denti,
si messo il pigiama del gioved sera, ha
letto un altro capitolo del libro e ha posato la
testa sul cuscino alle otto e mezza spaccate.
Stasera la mamma di Max aveva una riunione, cos stato il pap a baciarlo sulla
fronte per dargli la buonanotte. Poi ha
spento la luce della cameretta e ha acceso le
lampade da notte.
Che sono tre.
Resto seduto al buio accanto al letto di
Max, a pensare a Graham. A chiedermi se c
unaltra soluzione. Se c ancora qualcosa che
posso fare.
Dopo un po la mamma torna a casa. Entra
silenziosa in camera, si avvicina in punta di
piedi al letto di Max e lo bacia sulla fronte.
Max lascia che i suoi lo bacino, a patto che lo
facciano in fretta e solo sulla guancia o sulla
fronte: e ogni volta che lo fanno, lui trema
leggermente. Ma quando dorme come

97/715

adesso, la mamma pu dargli un bacio pi


lungo, di solito sulla fronte ma a volte anche
sulla guancia. Spesso viene in camera a baciarlo due o tre volte nella stessa sera prima
di andare a dormire, anche se stata lei a
metterlo a letto e quindi lha gi baciato.
Un giorno, a colazione, la mamma ha raccontato a Max che gli aveva dato il bacio
della buonanotte dopo che si era gi addormentato. Ha detto: Sembravi un angioletto ieri sera, quando sono venuta a darti il
bacio della buonanotte.
stato pap a mettermi a letto le ha risposto Max. Non tu.
Era una delle domande-non domande di
Max, e io lho capito subito. Lha capito
anche la mamma. Lo capisce sempre. Lo
capisce perfino meglio di me.
S ha risposto. Ero andata a trovare il
nonno in ospedale, ma appena tornata sono
entrata nella tua stanza in punta di piedi e ti
ho dato un bacio della buonanotte.

98/715

Mi hai dato un bacio della buonanotte


ha ripetuto Max.
S ha risposto la mamma.
Pi tardi, mentre andavamo a scuola con il
bus, Max si rannicchiato e ha detto: La
mamma mi ha baciato sulle labbra?.
No, ho detto io sulla fronte.
Max si toccato la fronte, se l strofinata
con le dita e poi le ha guardate. stato un
bacio lungo? ha chiesto.
No ho detto io. Supercorto.
Ma non era vero. Io non dico quasi mai
bugie a Max, ma quella volta lho fatto perch ho pensato che era meglio, sia per lui, sia
per la sua mamma.
Max mi chiede ancora se la mamma gli d
un bacio lungo le sere che non lei a metterlo a letto. Io dico sempre: Macch!
Supercorto.
E non gli ho mai detto neanche dei baci extra che sua mamma gli d prima di andare a
dormire.

99/715

Ma questa non una bugia, perch Max


non mi ha mai chiesto se la mamma gli d
dei baci extra.
La mamma di Max sta cenando. Si
scaldata il piatto con gli avanzi che le ha lasciato il marito. Il pap di Max seduto davanti a lei dallaltra parte del tavolo e legge
una rivista. Non sono molto bravo a leggere,
ma so che la rivista si chiama Sport Illustrato, perch il pap di Max la prende tutte
le settimane dalluomo che consegna i
giornali e la posta.
Sono scocciato perch ho capito che i genitori di Max non hanno intenzione di
guardare la tv, e io invece ne avrei voglia. Mi
piace sedermi sul divano vicino alla mamma
e al pap di Max a guardare i programmi in
televisione mentre loro li commentano durante gli spot.
Gli spot sono dei miniprogrammi dentro ai
programmi, ma sono quasi sempre stupidi e
noiosi, quindi in realt nessuno li guarda.

100/715

Tutti approfittano delle pause per parlare o


per andare in bagno o per versarsi da bere.
Il pap di Max si lamenta sempre dei programmi in televisione. Trova che non siano
mai abbastanza interessanti. Dice che le storie sono ridicole e che ci sono troppe opportunit sprecate. Non sono sicurissimo di
sapere cosa vuol dire, ma penso significhi
che i programmi sarebbero migliori se decidesse lui come farli.
A volte la mamma di Max si stufa di tutte
queste lamentele, perch vorrebbe solo
guardare in pace i programmi, senza preoccuparsi delle opportunit sprecate.
Voglio solo rilassarmi un po dice, e io
sono daccordo con lei. Io non guardo i programmi per cercare di capire come si potrebbero migliorare. Mi piace guardarli e
basta. Comunque la maggior parte delle volte
il pap e la mamma di Max ridono se i programmi sono divertenti e si mordono le unghie se invece fanno paura e c molta

101/715

tensione. E secondo me non si accorgono


nemmeno che si mordono le unghie negli
stessi momenti.
A loro piace anche fare previsioni su quello
che succeder nella puntata successiva. Non
sono sicuro al cento per cento, ma ho limpressione che i genitori di Max siano stati
alunni della signora Gosk, perch lei chiede
sempre ai ragazzi di fare delle previsioni sui
libri che legge in classe, e mi sembra che fare
previsioni sia la cosa che piace di pi alla
mamma e al pap di Max. Anche a me piace
molto, perch cos posso aspettare e vedere
se ho indovinato. La mamma di Max di solito
prevede che succedano delle cose belle anche
quando tutto sembra andare male. Io invece
prevedo spesso il peggior finale possibile, e
certe volte ci indovino, soprattutto quando
stiamo guardando un film.
Per questo stasera sono cos preoccupato
per Graham. Non riesco a smettere di
pensare al peggio. Certe sere mi devo sedere

102/715

sulla poltrona, perch il pap di Max si accomoda vicino alla mamma e le mette un braccio intorno alle spalle, e lei lo stringe fortissimo e sorridono. Queste sere mi piacciono
perch capisco che sono felici, ma allo stesso
tempo mi sento anche un po escluso. Come
se fossi un estraneo. Cos a volte me ne vado
e basta, soprattutto se il pap e la mamma di
Max stanno guardano un programma senza
una storia, come quello in cui il pubblico decide chi canta meglio e il vincitore riceve un
premio.
Anche perch secondo me pi divertente
decidere chi canta peggio.
La mamma e il pap di Max restano in silenzio per un bel pezzo. Lei mangia e lui
legge. Gli unici rumori sono quelli della
forchetta e del coltello che tintinnano sul piatto. La mamma non mai cos silenziosa, a
meno che non voglia che sia il pap a parlare
per primo. Di solito ha sempre un sacco di
cose da dire ma certe volte, quando litigano,

103/715

preferisce aspettare e vedere se lui prende


liniziativa. Non lha mai detto esplicitamente, ma li osservo da cos tanto tempo che
ormai lho capito.
Non so per cosa litigheranno stasera,
quindi un po come guardare un programma in televisione. So che presto cominceranno a litigare, ma non so per cosa. un
mistero. Immagino che abbia a che fare con
Max, perch il motivo per cui discutono pi
spesso.
Quando ha finito di cenare, la mamma si
decide a parlare: Hai pensato alla questione
del dottore?.
Il pap sospira. Sei proprio convinta che
dobbiamo farlo? Non alza gli occhi dalla
rivista, il che un brutto segno.
Sono passati dieci mesi.
Lo so, ma dieci mesi non sono un periodo
cos lungo. In passato non abbiamo mai
avuto problemi. Ora il pap di Max sta
guardando la mamma.

104/715

Lo so, dice lei ma allora quanto dobbiamo aspettare? Non voglio aspettare un
anno o due per poi sentirmi dire che c un
problema. Preferirei saperlo subito, in modo
da poter fare qualcosa.
Il pap di Max alza gli occhi al cielo. Non
penso che dieci mesi siano cos tanto. Scott e
Melanie ci hanno messo quasi due anni,
ricordi?
La mamma sospira. Ma non ci sarebbe
niente di male a parlare con qualcuno.
Giusto?
S dice il pap di Max, che adesso sembra arrabbiato. Andrebbe bene, se bastasse
vedere un medico per risolvere tutto. Ma non
basterebbe, se avessimo davvero un problema. Dovremmo fare tutta una serie di analisi. E in fondo sono passati solo dieci mesi.
Ma non vuoi sapere come stanno le
cose?
Il pap non risponde. Se si trattasse di
Max, la mamma ripeterebbe la domanda: ma

105/715

a volte gli adulti rispondono alle domande


semplicemente ignorandole. E penso sia
quello che sta facendo il pap di Max.
Quando alla fine si decide a parlare,
risponde alla prima domanda anzich allultima. Okay, andiamo da un dottore. Lo
prendi tu lappuntamento?
La mamma annuisce. Pensavo che sarebbe
stata contenta di aver convinto il marito, invece sembra ancora triste. Anche il pap
sembra triste, ma nessuno dei due guarda
laltro. Nemmeno una volta. come se in
mezzo a quei due ci fossero cento tavoli da
pranzo, invece di uno.
Anchio mi sento triste per loro.
Se avessero guardato la tv e basta, tutto
questo non sarebbe successo.

Undici

Dico a Max che anche oggi voglio tenere


docchio Tommy Swinden. Lui non protesta
perch stamattina ha gi fatto la cacca, e
quindi non avr bisogno che gli controlli il
bagno fino allora di pranzo. E la signora
Gosk ha iniziato la giornata leggendo in
classe ad alta voce. A Max piace tantissimo
quando la maestra legge ad alta voce per
loro. Si concentra cos tanto sulla sua voce
che dimentica tutto il resto, quindi probabilmente non si accorger nemmeno che me ne
sono andato.
Non vado in classe di Tommy Swinden.
Vado nella classe della signora Pandolfe.
Quasi quasi preferirei evitarlo, perch ho
paura di quello che trover. O di quello che
non trover.
Entro nellaula, che molto pi pulita e ordinata di quella della signora Gosk. Tutti i

107/715

banchi sono perfettamente in fila e sulla


scrivania della signora Pandolfe non ci sono
montagne di fogli di carta. fin troppo
pulita.
Guardo da una parte allaltra della classe,
avanti e indietro. Graham non c. Guardo
nellangolo dietro alla libreria e nel
guardaroba. Niente.
I bambini sono seduti ai loro posti e fissano la signora Pandolfe, che in piedi davanti alla classe. Indica un calendario e parla
della data di oggi e del tempo. Il cartellone
con la lista settimanale delle parole da imparare a scrivere gi sparito.
Vedo Meghan. seduta in fondo allaula e
ha alzato la mano. Vuole rispondere alla
domanda della signora Pandolfe su quanti
giorni ha il mese di ottobre.
So anchio la risposta. Trentuno.
Non vedo Graham.

108/715

Vorrei andare da Meghan e chiederle se


ieri notte ha smesso di credere nella sua amica immaginaria.
Hai smesso di credere nella bambina coi
capelli dritti che ti ha tenuto compagnia
quando non sapevi con chi parlare e tutti ti
prendevano in giro?
Ti sei dimenticata della tua amica dopo
che hai smesso di balbettare?
Ti sei accorta, almeno, che stava
scomparendo?
Hai ucciso la mia amica?
Ma Meghan non pu sentirmi. Non sono io
il suo amico immaginario. Graham.
Era Graham.
Poi la vedo. a pochi passi da Meghan, in
piedi in fondo alla classe, ma riesco a scorgerla appena. La stavo trapassando con gli
occhi mentre guardavo verso la finestra, e
non me nero neanche accorto. come se
qualcuno avesse disegnato la sua sagoma sul
vetro tanto tempo fa e adesso fosse ormai

109/715

rovinata e sbiadita. Non credo che lavrei


notata, se non avesse battuto le palpebre. Mi
sono accorto del movimento degli occhi, non
di lei.
Non pensavo che mi avresti vista mi
dice.
Io non so cosa rispondere.
Non ti preoccupare continua Graham.
Lo so che molto difficile distinguermi.
Stamattina, quando ho aperto gli occhi, non
riuscivo a vedermi le mani. Ho pensato di essere gi scomparsa.
Non sapevo che dormissi le ho detto.
Certo che dormo. Perch, tu no?
No rispondo.
E allora cosa fai quando Max dorme?
Resto con i suoi genitori finch non vanno a letto le spiego. Poi vado a
passeggiare.
Non le dico che a volte vado dal benzinaio
allangolo, e da Doogies, e allospedale e al
commissariato di polizia. Non ho mai detto a

110/715

un altro amico immaginario dove vado di


notte. una cosa mia. Mia soltanto.
Wow esclama Graham, e per la prima
volta mi accorgo che anche la sua voce sta
svanendo. diventata debole e sottile, come
se venisse da dietro una porta. Non sapevo
che non dormissi mai. Mi dispiace.
Perch? le chiedo. A che serve
dormire?
Quando dormi, sogni.
Tu sogni? le chiedo.
Certo dice Graham. Ieri notte ho
sognato che Meghan e io eravamo gemelle.
Giocavamo insieme nel parco, e riuscivo a
toccare la sabbia per terra. Potevo tenerla in
mano e farmela scorrere tra le dita, proprio
come fa Meghan.
Mi sembra incredibile che puoi sognare
le dico.
E a me sembra incredibile che tu non
puoi.

111/715

Restiamo tutti e due in silenzio per un


momento.
In piedi davanti alla classe c un bambino
di nome Norman, che sta raccontando della
sua visita in un posto chiamato Prigione di
Old Newgate. Io lo so cos una prigione,
quindi capisco che Norman non sta dicendo
la verit. Ai bambini non permesso visitare
le prigioni. E non riesco a capire perch la signora Pandolfe non costringa Norman a dire
la verit. Se la signora Gosk sentisse raccontare una storia del genere, direbbe subito a
Norman: Vergognati, somaro! Sei un
bellesempio per tutti!. E allora Norman
dovrebbe dire la verit.
Norman ha un sasso nella mano, e dice che
lha preso in prigione. Dice che viene da una
miniera. Anche questa cosa non ha senso.
Una miniera deve essere qualcosa che ha che
fare con le mine, e una mina una bomba
che i soldati seppelliscono sottoterra, cos
quando i nemici ci camminano sopra saltano

112/715

per aria. Max a volte fa finta di costruire dei


campi minati per i suoi soldatini, per
questo che lo so. Quindi com possibile che
in una prigione ci sia una miniera?
E invece Norman ha preso in giro tutti
quanti, perch adesso gli altri bambini della
classe vogliono toccare il sasso, anche se
probabilmente lha trovato stamattina in
cortile. E anche se lavesse trovato in una
miniera, resterebbe sempre un sasso. Quindi
che hanno da scaldarsi tanto? La signora
Pandolfe deve ordinare alla classe di
sedersi e di stare tranquilli. Quando la
signora Gosk vuole che i bambini stiano
tranquilli, dice: Tutti zitti come topi!. Non
so cosa vuol dire di preciso, ma fa ridere.
La signora Pandolfe ripete ai bambini di
sedersi. Promette che tutti potranno tenere
in mano il sasso se avranno un po di
pazienza.
solo uno stupido sasso vorrei gridare.

113/715

Sono tutti presi da questa stupidaggine, e


intanto la mia amica muore.
Quando c il compito di ortografia?
domando.
Adesso, credo dice Graham, con la voce
ancora pi fioca. Ormai sembra che arrivi da
dietro tre porte. Di solito assegna il compito
dopo il racconto dellesperienza personale.
Graham ha ragione. Dopo che Norman ha
finito di raccontare bugie sulla sua finta visita in prigione e tutti sono riusciti a toccare il
suo stupido sasso, la signora Pandolfe distribuisce finalmente i fogli a righe bianchi
per il compito di ortografia.
Io resto in fondo allaula, mentre Graham
si mette vicino a Meghan. Ormai non riesco
quasi pi a vederla. Quando rimane ferma,
scompare quasi completamente.
Resto indietro, sperando che Meghan faccia almeno uno sbaglio. Anche se di solito
scrive malissimo, Graham dice che in alcuni
compiti riuscita a scrivere bene tutte le

114/715

parole. Se anche oggi cos, non avremo il


tempo di inventarci un altro piano.
Sento che Graham potrebbe scomparire da
un momento allaltro.
E poi succede. La signora Pandolfe dice
ghiro e Meghan scrive la parola sul foglio.
Un secondo dopo Graham si china su di lei,
le indica la parola e dice qualcosa. Meghan
lha scritta male, forse senza la h, e io sento il
cuore che mi scoppia di gioia vedendo che
cancella la parola e la riscrive da capo.
Tre parole dopo succede di nuovo, stavolta
con la parola ciliegie. Alla fine del compito
Graham ha aiutato Meghan a scrivere correttamente ben cinque parole, e io mi aspetto
che il processo di scomparsa si fermi. Mi aspetto che da un momento allaltro riesca a
vederla anche se non si muove. Tra pochi
secondi la mia amica riapparir completamente. E sar di nuovo al sicuro.
Aspetto.
Aspetta anche Graham.

115/715

Il compito finito. Ci sediamo a un banco


in fondo allaula. Ci guardiamo negli occhi.
Non vedo lora di saltare in piedi strillando:
Sta succedendo davvero! Stai tornando!.
La signora Pandolfe ha cominciato lora di
matematica e noi siamo ancora qui che
aspettiamo.
Ma non succede niente. Anzi, mi sembra
che Graham stia scomparendo sempre pi
velocemente. seduta a meno di un metro
da me e riesco appena a vederla.
Vorrei che fosse colpa dei miei occhi.
Magari mi stanno giocando un brutto
scherzo. Ma poi capisco che non cos. Graham continua a scomparire. Ogni secondo
che passa, diventa sempre pi trasparente.
Non posso dirglielo. Non voglio ammettere
che il piano non ha funzionato, perch
avrebbe dovuto. Doveva funzionare per
forza.
E invece no. Graham si sta dissolvendo.
Ormai non c quasi pi.

116/715

Non ha funzionato dice alla fine lei,


rompendo il silenzio. Ho capito. Va bene.
Doveva funzionare ribatto. Meghan ha
scritto bene tutte le parole solo per merito
tuo. Ha bisogno di te, e adesso lo sa. Doveva
funzionare.
Ma non ha funzionato dice Graham.
Lo so, lo sento.
Fa male?
Appena lo dico, vorrei non averlo fatto.
brutto chiederglielo, perch in realt lo sto
chiedendo per me. Non per lei.
No, dice Graham per niente. Anche
se difficile vederla, mi sembra che stia sorridendo. come andare alla deriva. Mi sento libera.
Ci devessere qualcosaltro che possiamo
fare insisto.
Sono agitatissimo. Non posso farci niente.
Mi sembra di essere su una nave che sta affondando in mezzo alloceano e non ci sono
scialuppe di salvataggio.

117/715

Credo che Graham stia facendo no con la


testa, ma non sono sicuro. Ormai cos difficile vederla.
Ci devessere qualcosa che possiamo
fare ripeto. Aspetta. Hai detto che Meghan
ha paura del buio. Dille che sotto al suo letto
si nasconde un mostro che esce solo di notte,
e che lunico motivo per cui non se l ancora
mangiata che ci sei tu accanto a lei. Dille
che tu la proteggi dal mostro tutte le notti, e
che se muori il mostro se la manger.
Budo, non posso.
Lo so che una cosa bruttissima, ma se
non glielo dici morirai. Devi provarci.
Non preoccuparti dice Graham. Sono
pronta ad andarmene.
Che vuol dire che sei pronta ad andartene? Ad andare dove? Lo sai cosa succede quando scompari?
No, ma va bene lo stesso ripete lei. Qualsiasi cosa succeder io star bene e star
bene anche Meghan.

118/715

Ormai riesco appena a sentire la sua voce.


Devi provarci, Graham. Va da lei e dille
che ha bisogno di te. Dille del mostro sotto al
letto!
Non questo, Budo. Il punto non che
Meghan non ha pi bisogno di me. Ci siamo
sbagliati. solo che sta diventando grande.
Ora tocca a me, poi toccher alla favola del
dente sotto al cuscino e lanno prossimo a
Babbo Natale. diventata grande, ormai.
Ma la favola del dente sotto al cuscino
vera, e anche tu lo sei! Combatti, Graham!
Combatti! Non lasciarmi, ti prego!
Sei stato un buon amico, Budo, ma adesso devo andare. Andr a sedermi vicino a
Meghan. Voglio passare con lei gli ultimi
minuti che mi restano. Seduta accanto alla
mia amica. solo questo che mi dispiace.
Cosa?
Che non potr pi guardarla. Non la
vedr crescere. Mi mancher cos tanto.

119/715

Graham resta in silenzio per un momento e


poi aggiunge: Le voglio tanto bene.
Mi metto a piangere. Allinizio non me ne
accorgo, perch la prima volta che piango.
Il naso mi si riempie allimprovviso di moccio e mi sento tutti gli occhi umidi. Sono accaldato, e triste. Tristissimo. Mi sento come
un tubo per innaffiare a cui hanno fatto un
nodo in mezzo e che aspetta solo che sciolgano il nodo per schizzare acqua da tutte le
parti. Sento che potrei scoppiare in un pianto
disperato. Ma sono felice di piangere, perch
non trovo le parole per dire addio a Graham,
e so che devo farlo. Tra pochissimo lei se ne
andr e io perder per sempre la mia amica.
Vorrei salutarla e dirle quanto le voglio bene,
ma non so come. Spero che le mie lacrime
parlino per me.
Graham si alza e mi sorride. Annuisce. Poi
si avvicina a Meghan. Si siede dietro di lei e
le sussurra qualcosa allorecchio. Non credo

120/715

che Meghan riesca a sentirla ormai. Sta


ascoltando la signora Pandolfe, e sorride.
Mi alzo in piedi e vado verso la porta.
Voglio andarmene. Non voglio esserci
quando Graham scomparir del tutto. Mi
guardo indietro unultima volta. Meghan ha
alzato di nuovo la mano per rispondere a
unaltra domanda. Senza pi balbettare. Graham ancora dietro di lei, arrampicata su
una seggiolina dellasilo. Ormai non riesco
quasi pi a vederla. Se la signora Pandolfe
aprisse la finestra e facesse entrare un po
daria, basterebbe a soffiar via per sempre
quello che rimane di Graham.
La guardo unultima volta, prima di andare. Sorride ancora. Sta fissando Meghan,
allungando il collo per guardarla in viso, e
sorride.
Mi volto, e mi lascio la mia amica alle
spalle.

Dodici

La signora Gosk sta facendo lezione di


matematica. I bambini, sparsi per laula, lanciano i dadi e contano con le dita. Mi ci vuole
un po per perlustrare tutti gli angoli della
stanza, ma poi mi accorgo che Max non c.
normale. Lui odia questi giochetti. Odia tirare i dadi e sentire gli altri bambini che strillano quando escono due sei. Vorrebbe soltanto risolvere i problemi di matematica in
santa pace.
Non sono sicuro di dove potrebbe essere in
questo momento. Forse al Centro di Apprendimento con la signora McGinn e la signora
Patterson, oppure nellufficio della signora
Hume. difficile star dietro a Max, perch
ogni giorno vede cos tanti insegnanti. E poi
io non sono molto bravo a capire che ore
sono guardando gli orologi con le lancette, e

122/715

nellaula della signora Gosk ce n soltanto


uno e di quel genere.
Vado a controllare nellufficio della signora
Hume perch quello pi vicino allaula
della Gosk, ma Max non nemmeno l. La signora Hume sta parlando con la preside di
un ragazzo che potrebbe essere Tommy
Swinden, solo che il suo nome Danny ed
in seconda elementare. La preside sembra
preoccupata. Pronuncia per tre volte la parola situazione parlando di Danny. Quando
gli adulti dicono spesso la parola situazione,
vuol dire che il problema serio.
La preside si chiama signora Palmer.
una donna anziana a cui non piace punire i
bambini o prendere provvedimenti severi,
cos con la Hume parla spesso di soluzioni
alternative per far rigare dritto gli alunni. Ad
esempio convinta che se un ragazzino come
Tommy facesse del volontariato allasilo, imparerebbe a rigare dritto.

123/715

Io invece penso che gli si darebbe solo la


possibilit di essere cattivo anche con i
bambini pi piccoli.
La signora Hume crede che la signora
Palmer sia matta, solo che non glielo dice. Io
per lho sentita usare quellespressione con
altri insegnanti. La Hume pensa che se la
Palmer punisse pi severamente i ragazzini
come Tommy Swinden, passerebbe loro la
voglia di far fare le capriole ai bambini come
Max.
Io credo che abbia ragione la signora
Hume.
La mamma di Max dice sempre che di
solito la cosa giusta la pi difficile da fare.
E temo che la signora Palmer non abbia
ancora imparato la lezione.
Attraverso il corridoio e mi affaccio alla
porta del Centro di Apprendimento, ma Max
non nemmeno l. La signora McGinn sta lavorando con un bambino di nome Gregory.
Gregory fa la prima elementare e ha una

124/715

malattia che si chiama apoplessia. Deve


sempre portare un casco per evitare di
sbattere la testa per terra quando ha un attacco. Lapoplessia un po come bloccarsi e
avere una crisi isterica tutto insieme.
Magari Graham sarebbe ancora qui, se
avessi trovato un modo per aiutarla a far
passare a Meghan le crisi isteriche. Forse a
Meghan non importa niente dellortografia.
Forse dovevamo risolvere qualcosa di pi
importante di un compito di ortografia.
Probabilmente Max nel bagno accanto
allinfermeria. possibile che abbia dovuto
fare una cacca extra. Se cos, sar arrabbiatissimo. Sarebbe gi il secondo giorno che
deve bussare alla porta.
Ma Max non nemmeno l. Il bagno
vuoto.
Ora comincio a preoccuparmi.
Lunico altro posto dove potrebbe essere
lufficio della signora Riner, ma Max lavora
con lei solo il marted e il gioved. Magari ha

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dovuto farlo oggi per qualche ragione particolare. Forse marted prossimo la signora
Riner ha un impegno, magari un matrimonio, e non lo pu incontrare. lunico posto
dove potrebbe essere Max. Ma la stanza della
signora Riner dallaltra parte della scuola, e
per arrivarci dovr passare di nuovo davanti
allaula della signora Pandolfe.
Sono tre minuti che non penso a Graham e
questo mi fa sentire meglio. Adesso per mi
domando se sia gi scomparsa completamente. Chiss se passando davanti alla classe
la vedr ancora seduta dietro a Meghan.
Magari riuscir a distinguere solo qualche
ciocca dei suoi capelli.
Vorrei aspettare che Max arrivasse
nellaula della signora Gosk, ma so che
meglio andare a cercarlo dalla Riner. Lui
sarebbe felice di vedermi e, a essere sinceri,
anchio ho una gran voglia di incontrarlo.
Ora che scomparsa Graham ho bisogno di
vederlo pi che mai, anche se questo

126/715

significa dover passare di nuovo davanti alla


classe della signora Pandolfe.
Ma non faccio in tempo a raggiungerla.
Appena arrivo davanti alla palestra, che divide in due la scuola separando la zona dei
bambini pi grandi da quella dei piccoli,
vedo finalmente Max. Lo vedo entrare nei
locali della scuola attraversando una fila di
doppie porte che conducono allesterno.
assurdo. Non ricreazione, e quelle porte
non danno neanche sul cortile. Danno sul
parcheggio e sulla strada. Non ho mai visto
un bambino passare di l.
Dietro di lui c la signora Patterson.
Quando entra nelledificio si ferma per
guardare a destra e a sinistra, come se si aspettasse di trovare qualcuno ad attenderla vicino alle porte.
Max! grido, e lui si gira e mi vede.
Non dice niente, perch sa che se lo facesse la signora Patterson comincerebbe a
fargli delle domande. Certi adulti si

127/715

rivolgono a Max come se fosse un bambino


piccolo, quando gli chiedono di me. Dicono
cose tipo: Budo qui con noi, adesso? oppure Budo vuole dirmi qualcosa?.
S dico sempre a Max. Digli che vorrei
dargli un pugno sul naso.
Ma lui non glielo dice mai.
Poi ci sono altri adulti che, quando Max
parla di me, lo guardano come se fosse malato. Come se avesse qualcosa che non va.
Certe volte hanno perfino unaria spaventata.
Quindi io e lui non parliamo quasi mai davanti alla gente, e se qualcuno lo vede chiacchierare con me da lontano, tipo in cortile,
sullautobus o nel bagno, Max si inventa che
stava parlando da solo.
Ma doveri? gli chiedo, anche se so che
non mi risponder.
Lui si gira verso il parcheggio. Spalanca gli
occhi per farmi capire che, ovunque sia stato,
gli piaciuto un sacco.

128/715

Ci avviamo verso laula della signora Gosk,


seguendo la Patterson. Poco prima di arrivare alla porta, la signora Patterson si
ferma e si gira verso Max. Poi si china su di
lui per fissarlo dritto negli occhi.
Ricordati quello che ti ho detto, Max. Lo
faccio solo per il tuo bene. E a volte mi sembra di essere lunica a capire che cosa sia
veramente bene per te.
Non ci giurerei, ma ho limpressione che la
signora Patterson abbia detto lultima frase
pi a se stessa che a Max.
Sta per aggiungere qualcosa, quando Max
la interrompe. Mi d fastidio quando mi ripete sempre le stesse cose. Sembra che per
lei non sono abbastanza intelligente.
Scusa, dice la signora Patterson non
volevo. Tu sei il bambino pi intelligente che
conosco. Non ti ripeter pi queste cose.
Poi fa una pausa, e io capisco che sta aspettando che Max risponda. una cosa che
succede spesso. Max non si accorge mai delle

129/715

pause. Quando qualcuno gli parla e fa una


pausa aspettando la sua reazione, lui rimane
in silenzio. Se non deve rispondere a una
domanda e non ha niente da dire, resta ad
aspettare e basta. Il silenzio non lo imbarazza come invece imbarazza le altre
persone.
Alla fine la signora Patterson ricomincia a
parlare. Grazie, Max. Sei proprio un giovanotto dolce e intelligente.
Anche se penso che sia sincera quando
dice che Max dolce e intelligente, la signora
Patterson usa con lui lo stesso modo di parlare infantile che usano le altre persone
quando gli parlano di me. Quindi sembra
falsa, perch come se si dovesse sforzare di
essere sincera, invece di essere sincera punto
e basta.
La signora Patterson non mi piace per
niente.
Dove sei stato oggi con la signora Patterson? gli domando.

130/715

Non te lo posso dire. Ho promesso di


mantenere il segreto.
Ma tu non hai mai avuto segreti per me.
Max sogghigna. Non esattamente un sorriso, ma il massimo che riesce a fare. Nessuno mi aveva mai chiesto di mantenere un
segreto, finora. la prima volta.
un brutto segreto? domando.
Che vuoi dire?
Hai fatto qualcosa di male? O stata la
signora Patterson a fare qualcosa di male?
No.
Ci penso un po su. Hai aiutato
qualcuno?
Tipo. Ma un segreto dice Max, e
sogghigna di nuovo. Poi spalanca gli occhi.
Non posso dirti altro.
Davvero non me lo vuoi dire? gli chiedo.
No. un segreto. il primo segreto della
mia vita.

Tredici

Oggi Max non andato a scuola. Halloween, e lui non va mai a scuola il giorno di
Halloween. Gli fanno paura le maschere indossate dagli altri bambini durante le feste.
Una volta allasilo si bloccato dopo aver
visto un bambino di nome J.P. che usciva dal
bagno con indosso la maschera dellUomo
Ragno. Era la prima volta che si bloccava a
scuola e la maestra non sapeva che fare. Non
ho mai visto una maestra cos spaventata.
In prima elementare la mamma e il pap
di Max hanno riprovato a mandarlo a scuola
il giorno di Halloween, sperando che avesse
superato la cosa. Superare la cosa vuol dire
che i suoi genitori non sapevano come intervenire, quindi potevano solo sperare che le
cose si fossero risolte da sole perch nel frattempo Max era cresciuto in altezza e portava
delle scarpe pi grandi.

132/715

Ma appena Max ha visto il primo bambino


in maschera, si bloccato di nuovo.
Cos lanno scorso a Halloween rimasto a
casa, e oggi far lo stesso. Anche il pap di
Max si preso un giorno libero, per stare insieme a lui. Ha chiamato il suo capo e gli ha
detto che stava male. Gli adulti non devono
stare male sul serio per non andare al lavoro,
mentre un bambino, se non vuole andare a
scuola, deve stare male per forza.
Oppure deve aver paura delle maschere di
Halloween.
Andiamo alla Casa Internazionale della Frittella sulla Berlin Turnpike. A Max piace un
sacco quel posto. uno dei suoi locali preferiti. Max mangia solo in quattro locali.
ECCO LA LISTA DEI QUATTRO LOCALI
PREFERITI DI MAX
1. La Casa Internazionale della Frittella
2. Wendys (Max ormai non pu pi
mangiare da Burger King perch suo

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padre una volta gli ha raccontato di un


cliente che aveva trovato un osso dentro
un sandwich, e adesso Max ha paura che
dentro tutti i panini di Burger King ci
possa essere un osso).
3. Max Burger (in realt ci sono un sacco
di fastfood che si chiamano Max, tipo
Max Fish o Max Downtown, e a Max piace tantissimo il fatto che si chiamano
come lui. Ma i suoi genitori lhanno
portato prima da Max Burger, cos adesso vuole andare solo l).
4. Al Carlino.
In qualsiasi altro locale Max non mangia.
Certe volte addirittura si blocca. difficile
spiegare perch. Per Max, le frittelle della
Casa della Frittella sulla Berlin Turnpike
sono vere frittelle, mentre le frittelle del locale dallaltra parte della strada no. Anche se
hanno lo stesso aspetto e probabilmente
perfino lo stesso sapore, per Max sono una
cosa completamente diversa. Lui direbbe che

134/715

le frittelle dallaltra parte della strada sono s


frittelle, ma non le sue frittelle.
Come ho gi detto, difficile da spiegare.
Oggi vuoi provare a mettere un po di
mirtilli sulla frittella? domanda il pap.
No risponde Max.
Okay dice il pap di Max. Magari la
prossima volta.
No.
Restiamo seduti in silenzio, aspettando
che ci portino da mangiare. Il pap sfoglia il
men, anche se ha gi ordinato. La cameriera aveva rimesso i men al loro posto dietro
lo sciroppo dopo che tutti avevano ordinato,
ma il pap di Max ne ha ripreso uno appena
lei se n andata. Credo che gli piaccia avere
qualcosa da guardare quando non sa che
dire.
Max e io stiamo facendo una gara di
sguardi. una cosa che facciamo spesso.

135/715

Il primo round lo vince lui. Io mi sono distratto quando una cameriera ha rovesciato
per terra un bicchiere di succo darancia.
Sei contento che oggi non sei andato a
scuola? chiede il pap mentre stiamo iniziando un altro round. La sua voce mi
spaventa e sbatto gli occhi.
Max vince di nuovo.
S risponde Max.
Stasera ti va di fare giochetto o
scherzetto?
No.
Non c bisogno che ti metti la maschera
dice il pap. Non devi metterti neanche il
costume, se non ti va.
No.
A volte ho limpressione che il pap di Max
si intristisca, mentre parla con lui. Glielo
leggo negli occhi e glielo sento nella voce. Pi
parlano, peggio . Ha le spalle basse. Sospira
di continuo. Affonda il mento nel petto.
Forse crede che sia colpa sua, se Max gli

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risponde a monosillabi. Come se fosse lui il


motivo per cui Max non ha voglia di parlare.
Ma Max parla soltanto se ha qualcosa da
dire, non importa chi ha davanti: e se gli fai
delle domande a cui deve rispondere soltanto
s o no, lui ti risponde solo s o no.
Max non capace di chiacchierare.
In realt, non vuole neanche imparare a
chiacchierare.
Restiamo ancora in silenzio. Il pap
guarda il men.
Un altro amico immaginario entra nel locale. Cammina dietro a un gruppo di genitori
e a una bambina con i capelli rossi e le lentiggini. Mi assomiglia un sacco, in realt.
Sembra quasi un essere umano, solo che ha
la pelle gialla. Non giallognola. Gialla come
se qualcuno lavesse colorato con il giallo pi
giallo che c. E poi gli mancano le
sopracciglia, il che abbastanza comune per
gli amici immaginari. Ma per il resto potrebbe sembrare una persona, se qualcuno

137/715

oltre a me e alla bambina coi capelli rossi


riuscisse a vederlo.
Vado in cucina dico a Max per vedere
se pulita.
una cosa che faccio spesso, quando ho
voglia di esplorare un po. Max sempre
contento se controllo che un posto sia pulito.
Infatti annuisce. Tamburella con le dita sul
tavolo disegnando delle figure geometriche.
Mi avvicino al bambino giallo, che si seduto accanto alla bambina. Il loro tavolo
dallaltra parte del locale e Max da l non mi
pu vedere.
Ciao, gli dico sono Budo. Ti va di fare
due chiacchiere?
Il bambino giallo si spaventa cos tanto che
per poco non cade dalla panca. unaltra
cosa che succede spesso.
Riesci a vedermi? mi dice.
Ha la voce di una bambina piccola, altro
fatto comune fra gli amici immaginari. A
quanto pare i bambini non immaginano mai

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i loro amici immaginari con delle voci profonde. Suppongo che sia pi facile immaginare una voce simile alla propria.
S, gli dico ti vedo. Sono come te.
Davvero?
S.
Non uso le parole amico immaginario
perch non tutti gli amici immaginari conoscono questespressione e alcuni di loro si
spaventano quando la sentono per la prima
volta.
Con chi parli?
la bambina. Avr tre o quattro anni. Ha
sentito parlare il bambino giallo.
Vedo il panico negli occhi del bambino
giallo. Non sa che dire.
Dille che parlavi da solo gli suggerisco.
Scusa, Alexis. Parlavo da solo.
Riesci ad alzarti e andartene? gli chiedo.
Lo puoi fare?
Devo andare in bagno dice il bambino
giallo ad Alexis.

139/715

Okay risponde lei.


Okay cosa? chiede la donna seduta davanti ad Alexis. la sua mamma, non c dubbio. Sono identiche. Tutte e due rosse e con
le lentiggini.
Jo-Jo pu andare a sedersi sul vasino
dice Alexis.
Oh, oh esclama il pap della bambina.
Jo-Jo va a sedersi sul vasino.
Il pap di Alexis sta parlando in modo infantile. Ho gi capito che non mi piace.
Seguimi dico a Jo-Jo, e gli faccio strada
in cucina e gi per una rampa di scale, fino al
seminterrato.
Ho gi esplorato questo posto. Visto che
andiamo sempre nei soliti quattro locali, e
che uno solo un chiosco allaperto, non
difficile conoscerli tutti. A destra c una cella
frigorifera e a sinistra un magazzino, che
per non una stanza vera e propria. solo
uno spazio circondato da una grata di ferro.
La grata va dal pavimento al soffitto. Passo

140/715

attraverso la porta e mi siedo su uno degli


scatoloni che stanno dallaltra parte.
Wow! dice Jo-Jo. Come hai fatto?
Tu non puoi passare attraverso le porte?
Non lo so.
Se potessi farlo, lo sapresti dico.
Comunque non ti preoccupare.
Passo di nuovo attraverso la porta e mi
siedo su un secchio di plastica nellangolo vicino alle scale. Jo-Jo resta ancora un momento a fissare la grata. Allunga un braccio
per toccarla, avvicinando lentamente la
mano come se avesse paura di prendere la
scossa. Poi la tiene ferma, senza toccare il
metallo. Non tenta di spostarlo. Ferma la
mano e basta. Non la grata che gli impedisce di entrare. lidea della grata.
Anche questa una cosa che ho gi visto.
lo stesso motivo per cui io non sprofondo nel
pavimento. Quando cammino non lascio impronte, perch in realt non tocco mai il

141/715

pavimento. Tocco soltanto lidea del


pavimento.
Certe idee, come quella del pavimento,
sono troppo forti perch gli amici immaginari riescano ad attraversarle. Nessuno ha mai
pensato a un amico immaginario che riesce a
passare attraverso il pavimento scomparendo nel nulla. Lidea del pavimento troppo
forte nella mente dei bambini piccoli.
troppo stabile. Come quella del muro.
Meglio per noi.
Siediti dico, spostandomi su una botte.
Jo-Jo si siede.
Io sono Budo. Scusa se ti ho spaventato.
Non ti preoccupare. solo che sembri
cos reale.
Lo so dico.
Mi successo un sacco di volte di spaventare altri amici immaginari solo rivolgendo
loro la parola. Io sembro molto reale, mentre
di solito gli amici immaginari hanno la pelle
giallognola e sono senza sopracciglia.

142/715

La maggior parte delle volte non sembrano


affatto delle persone.
Io invece s. Per questo posso far paura.
Perch sembro reale.
Puoi dirmi cosa sta succedendo? chiede
Jo-Jo.
Tu cosa sai? domando. Cominciamo da
quello, e io riempir gli spazi vuoti con le informazioni che ho. Questo il modo
migliore per iniziare un discorso con un
amico immaginario.
Okay dice Jo-Jo. Ma cosa devo dirti?
Da quanto tempo esisti? gli chiedo.
Non lo so. Da un pochino.
Pi di qualche giorno? domando.
Oh, s.
Pi di qualche settimana?
Jo-Jo ci pensa su un momento. Non lo
so.
Okay dico. Quindi da poche settimane,
probabilmente. Qualcuno ti ha mai detto
cosa sei?

143/715

Mamma dice che sono lamico immaginario di Alexis. A lei non lha detto, ma ho
sentito che lo diceva a pap.
Sorrido. Molti amici immaginari credono
che i genitori dei loro amici umani siano
anche i propri genitori.
Okay dico. Quindi lo sai. Sei un amico
immaginario. Gli unici che possono vederti
sono Alexis e gli altri amici immaginari.
Quindi sei un amico immaginario anche
tu?
S.
Jo-Jo si avvicina un altro po. Vuol dire
che non siamo reali?
No dico. Vuol dire solo che siamo reali
in modo diverso. Ma gli adulti non capiscono
il nostro modo di essere reali e cos dicono
che siamo immaginari.
Perch tu puoi passare attraverso le grate
e io no?
Noi possiamo fare tutto quello che immaginano i nostri amici umani. Il mio amico ha

144/715

immaginato che io avessi questo aspetto e


che potessi attraversare le porte. Alexis invece ha immaginato che tu avessi la pelle
gialla e che non lo potessi fare.
Oh.
Quelloh significa: Mi hai spiegato una
cosa gigantesca.
Vai davvero al bagno? domando.
No. quello che dico ad Alexis quando
voglio dare unocchiata in giro.
Avrei dovuto pensarci anchio.
Ci sono degli amici immaginari che ci
vanno davvero?
Scoppio a ridere. Io non ne conosco
nessuno.
Oh.
Mi sa che adesso dovresti tornare da
Alexis dico, pensando che probabilmente
anche Max si sta chiedendo che fine ho fatto.
Oh, okay. Ti rivedr?
Probabilmente no. Dove abiti?
Non lo so risponde. Nella casa verde.

145/715

Dovresti cercare di scoprire qual il tuo


indirizzo, nel caso ti perdessi. Soprattutto
visto che non puoi attraversare le porte.
Che vuoi dire? mi chiede. Sembra preoccupato. E fa bene a esserlo.
Devi stare attento a non restare indietro.
Cerca sempre di salire in macchina appena lo
sportello si apre. Altrimenti potrebbero
partire senza di te.
Ma Alexis non farebbe mai una cosa del
genere.
Alexis una bambina piccola dico io.
Non lei che comanda. Sono i suoi genitori
che comandano, e loro non pensano che tu
sia reale. Quindi devi avere cura di te.
Okay?
Okay risponde, ma adesso sembra
proprio piccolissimo. Spero di rivederti.
Max e io ci veniamo spesso, qui. Magari
ci rivediamo da queste parti. Okay?
Okay dice, come se stesse esprimendo
un desiderio.

146/715

Mi alzo. Sono pronto a tornare da Max. Ma


Jo-Jo resta seduto sul secchio.
Budo, domanda dove sono i miei
genitori?
Eh?
I miei genitori ripete. Alexis ce li ha
due genitori, ma io no. Lei dice che i suoi
sono anche miei, ma in realt loro non mi
vedono e non mi sentono. Dove sono i miei
genitori? Quelli che possono vedermi
davvero?
Noi non abbiamo genitori gli dico. Vorrei spiegarglielo meglio, ma meglio di cos
non si pu. Lui si intristisce e lo capisco, perch una cosa che intristisce anche me.
per questo che devi aver cura di te gli dico.
Okay fa lui, ma ancora non si alza. Resta
seduto sul secchio, a guardarsi i piedi.
Dobbiamo andare adesso. Okay?
Okay. Finalmente si tira su. Mi mancherai, Budo.
Anche tu.

147/715

Max comincia a strillare esattamente alle


9.28 di sera. Lo so con precisione perch
stavo guardando lorologio, in attesa che arrivassero le 9.30, quando la mamma e il
pap di Max cambiano canale e mettono sul
mio programma preferito della settimana.
Non so perch sta strillando, ma so che
non normale. Non ha avuto un incubo e
non ha nemmeno visto un ragno. Non era
uno strillo normale. Prevedo che si bloccher, anche se i suoi genitori stanno gi correndo su per le scale.
Poi li sento.
Tre colpi che vengono dalla parte anteriore
della casa. Tre colpi contro la facciata. Forse
ce n stato un altro prima che Max si
mettesse a strillare. La televisione stava
dando la pubblicit, e la pubblicit ha
sempre un volume altissimo.
Poi sento altri due colpi. E un rumore di
vetro che si rompe. Una finestra, penso. Una
finestra andata in frantumi. La finestra

148/715

della camera di Max. Non so come faccio a


saperlo, ma lo so e basta. La mamma e il
pap di Max sono gi arrivati al secondo piano. Li sento correre in corridoio verso la sua
stanza.
Sono ancora seduto. Per un momento
resto bloccato anchio, anche se non proprio
come Max. Gli strilli, i colpi e i vetri in frantumi mi hanno fatto bloccare sulla poltrona.
Non so che fare.
Max dice sempre che un bravo soldato
bravo anche sotto pressione. Io sotto pressione non sono per niente bravo. Sotto pressione sono un disastro. Non so che fare.
Poi mi decido.
Mi alzo e vado verso lingresso. Attraverso
la porta ed esco sulla veranda. Intravedo un
bambino che scappa dietro la casa, verso il
lato opposto della strada. L c la casa dei
Tyler. Il signore e la signora Tyler sono anziani. Non hanno figli piccoli, quindi capisco
che il bambino sta attraversando il loro

149/715

cortile solo per scappare. Per un secondo


penso di corrergli dietro, ma non c bisogno.
Tanto lo so chi .
Anche se lo raggiungessi, cosa potrei fare?
Mi giro verso casa nostra. Mi aspetto di
vedere dei buchi nel muro. Forse scintille e
fiamme. Invece vedo solo delle uova. Gusci e
tuorli che colano sugli infissi della finestra
della camera di Max.
E la finestra rotta. C un buco nel vetro.
Adesso Max non strilla pi.
Si bloccato.
Quando si blocca non strilla.
Quando Max si blocca, nessuno pu fare
niente per aiutarlo. La sua mamma gli strofina il braccio e gli accarezza i capelli, ma
penso che serva solo a lei, per sentirsi
meglio. Secondo me, Max non se ne accorge
nemmeno. Alla fine si sblocca sempre da
solo. E anche se la mamma si preoccupa perch questa potrebbe essere la peggior crisi
della sua vita, Max si blocca sempre allo

150/715

stesso modo. Si blocca e basta. Lunica cosa


che cambia quanto tempo resta bloccato. E
siccome la prima volta che gli rompono la
finestra della camera e che il vetro cade in
frantumi sul suo letto mentre sta dormendo,
penso che stavolta rester bloccato un bel
po.
Quando si blocca, Max rimane seduto con
le ginocchia strette contro il petto e si dondola avanti e indietro facendo una specie di
fischio. Tiene gli occhi aperti, ma come se
fosse cieco. E non riesce neanche a sentire i
rumori. Una volta mi ha detto che, quando si
blocca, riesce a sentire le persone intorno a
lui, ma gli sembra che le loro voci vengano
dalla televisione della casa dei vicini finte e
lontane.
Un po come la voce di Graham prima che
scomparisse.
Quindi non posso aiutarlo in nessun
modo.

151/715

per questo che preferisco andarmene dal


benzinaio. Non per cattiveria. solo che
qui non servo a niente.
Ho aspettato larrivo della polizia, che ha
fatto un bel po di domande alla mamma e al
pap di Max. Il poliziotto, che era molto pi
basso e pi magro di quelli che si vedono in
televisione, ha scattato qualche foto alla casa
e alla finestra e alla camera, e poi ha scritto
tutto su un taccuino. Ha chiesto ai genitori di
Max se sapevano perch qualcuno avrebbe
dovuto tirare delle uova contro la nostra casa
e loro hanno risposto di no.
Halloween ha detto il pap di Max.
C un sacco di gente che tira le uova, no?
Ma senza rompere le finestre ha risposto il mini-poliziotto. E a quanto pare chi
ha tirato le uova mirava in particolare alla
finestra di vostro figlio.
Come faceva a sapere che era la sua finestra? ha chiesto la mamma di Max.

152/715

Mi avete detto che il vetro era coperto di


adesivi di Guerre stellari ha detto il minipoliziotto. Giusto?
Ah, gi.
A questo ci ero arrivato anchio.
Max ha problemi con qualcuno a
scuola? ha chiesto il poliziotto.
No ha risposto il pap, cos in fretta che
la mamma non ha avuto neanche il tempo di
parlare. Come se avesse paura che la moglie
dicesse qualcosa. Max va benissimo a
scuola. Non ha mai avuto problemi.
A parte fare la cacca in testa a Tommy
Swinden.

Quattordici

Il benzinaio a sei isolati da casa, in fondo


alla strada. aperto a qualsiasi ora. Non
come lalimentari o laltra stazione di servizio, che spesso sono chiusi: per questo che
mi piace cos tanto. Posso uscire nel cuore
della notte e trovarci sempre qualcuno sveglio. Se dovessi fare una lista dei posti che
preferisco al mondo, penso che al secondo
posto metterei il benzinaio.
Stanotte, quando entro, in servizio ci sono
Sally e Dee. Sally di solito un nome da femmina, ma in questo caso Sally un ragazzo.
Una volta ho chiesto a Max se in genere
Budo un nome da maschio e lui mi ha detto
di s: solo che mentre lo diceva ha aggrottato
le sopracciglia, quindi mi sa che non era
molto sicuro.
Sally perfino pi basso e pi magro del
poliziotto che venuto a casa poco fa.

154/715

praticamente minuscolo. Non credo che si


chiami davvero Sally. Credo che le persone lo
chiamino Sally perch pi piccolo di una
ragazza.
Dee davanti al bancone delle caramelle e
dei Twinkie, e sta sistemando nuove confezioni da mettere in vendita. I Twinkie sono
dei dolcetti gialli che tutti disprezzano ma
alla fine mangiano sempre, quindi lei sta
riempiendo lo scaffale di Twinkie. Ha
sempre i capelli arricciati e la gomma in
bocca. Mastica in continuazione. Mastica
come se masticasse con tutto il corpo. Si
muove tutta, quando mastica. Dee sempre
allegra e arrabbiata allo stesso tempo. Si arrabbia per delle stupidaggini, ma mentre
strilla sorride. Le piace un sacco strillare e
lamentarsi, secondo me perch quando si
lamenta e strilla felice.
La trovo cos buffa. Le voglio bene. Se
dovessi fare una lista di tutti gli esseri umani
con cui mi piace parlare a parte Max, penso

155/715

che vincerebbe la signora Gosk, ma potrebbe


vincere anche Dee.
Sally dietro la cassa, con un blocco in
mano, e fa finta di contare i pacchetti di
sigarette dentro a una scatola di plastica su
uno scaffale. In realt sta guardando un programma nel televisorino dietro al bancone.
Fa sempre cos. Non riconosco il programma, ma vedo che ci sono dei poliziotti,
come nella maggior parte dei programmi
televisivi.
C un solo cliente nel negozio. Un uomo
anziano che gironzola vicino ai frigoriferi sul
retro e guarda attraverso il vetro per decidere quale bottiglia comprare. Non un cliente fisso. I clienti fissi sono quelli che vengono sempre alla stazione di servizio.
Alcuni di loro anche tutti i giorni.
Dee e Sally non ci fanno caso, ma Dorothy,
che a volte fa il turno di notte anche lei, odia
i clienti fissi. Dice sempre: Con tutti i posti
dove potrebbero passare il tempo, questi

156/715

fannulloni, perch devono venire proprio in


una stazione di servizio dimenticata da
Dio?.
Mi sa che anchio sono un cliente fisso.
Con tutti i posti dove potrei andare, alla fine
vengo sempre qui.
Non mimporta di cosa pensa Dorothy. Io
voglio bene a questo posto. stato il primo
posto in cui mi sono sentito al sicuro quando
ho cominciato a uscire di notte senza Max.
stata Dee che mi ha fatto sentire al
sicuro.
Sono vicino a lei quando si accorge che
Sally non sta lavorando. Ehi, Sally! Vuoi
smetterla di perdere tempo? Finisci
linventario!
Lui alza la mano e punta il dito medio
verso Dee. Lo fa spesso. Allinizio pensavo
che lo facesse perch doveva chiedere qualcosa, come fa Max quando vuole fare una
domanda alla signora Gosk o come ha fatto
Meghan quando ho visto Graham per

157/715

lultima volta. Ma poi ho capito che non


cos, perch Sally non ha mai niente da
chiedere. Ogni tanto anche Dee gli punta
contro il dito medio, e spesso dice anche vaffanculo, una parola che so che non si
dovrebbe dire perch una volta Cissy Lamont
stata beccata a mensa mentre la diceva a
Jane Feber e ha passato un sacco di guai.
un po come se Sally e Dee si battessero il
cinque senza toccarsi. Ma credo che in realt
sia una cosa negativa, come fare la linguaccia
a qualcuno che ti sta antipatico, perch Sally
lo fa soltanto quando Dee lo fa irritare. Sally
per non lo fa mai ai clienti, anche se si comportano male: e ho visto clienti essere anche
dieci volte pi irritanti di Dee. Quindi ancora
non ho capito bene come funziona la
faccenda.
Non posso neanche chiederlo a Max, perch non sa che vengo qui la notte.
In realt Sally e Dee si stanno un sacco
simpatici. Ma ogni volta che c un cliente nel

158/715

negozio, fanno finta di litigare. Mai niente di


serio. La mamma di Max direbbe che bisticciano, che significa litigare senza mai arrivare a odiarsi. questo che fanno Sally e
Dee. Bisticciano. Ma appena il cliente se ne
va, ricominciano a trattarsi con gentilezza.
Secondo me gli piace dare spettacolo quando
qualcuno li guarda.
Max non capirebbe mai una cosa del
genere. Non riesce proprio a capire che ci si
deve comportare in modo diverso a seconda
delle situazioni.
Lanno scorso Joey venuto a giocare a
casa nostra e la mamma di Max ha detto:
Ragazzi, vi va di giocare ai videogames di
Max?.
Posso giocare ai videogames solo dopo
cena ha detto Max.
Oh, non preoccuparti Max. Oggi c Joey.
Puoi giocarci anche adesso.

159/715

Io ho il permesso di giocare ai videogames solo dopo cena, e solo per trenta


minuti.
Non preoccuparti, Max ha ripetuto sua
mamma. Oggi diverso. Hai un amico.
Non posso giocare ai videogames prima
di cena.
Max e la mamma hanno fatto tira e molla
finch Joey non ha detto: Non importa. Andiamo fuori a giocare a palla.
stata lultima volta che Max ha giocato
con qualcuno.
Il cliente esce e Sally e Dee ricominciano a
fare i carini.
Come sta tua madre? chiede Sally. Ha
ricominciato a contare le sigarette, ma probabilmente perch in televisione c la
pubblicit.
Sta bene dice Dee. Ma a mio zio hanno
amputato un piede per via del diabete e ho
paura che possa succedere anche a lei.

160/715

Perch mai? domanda Sally spalancando gli occhi.


Problemi di circolazione. Ne soffre da
parecchio. A un certo punto il piede muore e
te lo devono segare.
Accidenti dice Sally, chiaro che sta riflettendo sulle parole di Dee e ancora non riesce a crederci.
Non riesco a crederci neanchio. per
questo che mi piace stare dal benzinaio.
Prima di venire qui, non sapevo che i piedi
potessero morire ed essere amputati.
Pensavo che se una parte di un essere umano
moriva, moriva anche tutto il resto.
Dovr chiedere a Max cosa vuol dire avere
problemi di circolazione, e dovr fare in
modo che non gli vengano mai. E poi voglio
proprio scoprire chi sono, questi tagliatori di
piedi.
Mentre continuano a parlare della mamma
di Dee, entra Pauley. Pauley un tizio che lavora da Walmart e compra sempre i gratta e

161/715

vinci. A me piacciono un sacco i gratta e


vinci, e mi piace quando Pauley viene a comprarli, perch li gratta sempre davanti alla
cassa e se vince rid subito i soldi a Dee o a
Sally o a Dorothy per comprarne di nuovi.
I gratta e vinci sono come un programma
tv cortissimo, perfino pi corto della pubblicit, ma molto pi divertente. Paghi un dollaro e cerchi di vincerne un milione, che sono
un sacco di soldi. La vita di Pauley potrebbe
cambiare per sempre con una sola grattata.
In un secondo potrebbe diventare ricco, e
non dovrebbe pi lavorare da Walmart e potrebbe passare molto pi tempo qui. Ogni
volta che vengo, lo guardo sempre grattare.
Mi sporgo oltre la sua spalla e guardo tutti i
trucioli spazzati via dalla sua monetina
fortunata.
Pauley non ha mai vinto pi di cinquecento dollari, ma anche quelli sono bastati a
farlo felice. Ha fatto finta di niente, ma le
guance gli sono diventate tutte rosse e quasi

162/715

non riusciva pi a reggersi in piedi. Saltellava e si strofinava le mani, come un


bambino dellasilo che sta per farsela
addosso.
Penso che un giorno Pauley vincer il
Primo Premio. Compra cos tanti gratta e
vinci che alla fine dovr vincere per forza.
Spero solo che non vinca quando non ci
sono, e che io non debba saperlo il giorno
dopo da Dee o Sally.
Pauley dice che quando vincer non lo
vedremo pi, ma io non gli credo. Non credo
che abbia un posto migliore di questo dove
andare. Se no perch verrebbe tutte le sere a
comprare i gratta e vinci restando per unora
a bere il caff? Secondo me Sally e Dee e
perfino Dorothy sono i suoi migliori amici,
anche se non lo sanno.
Ma forse Dee lo sa. Lo vedo dal modo in
cui parla con Pauley. Forse non vuole essere
veramente amica di Pauley, ma non pu
evitarlo. Lo deve fare per lui.

163/715

per questo che Dee la persona che


preferisco al mondo, dopo Max e la mamma
e il pap di Max. E forse la signora Gosk.
Pauley gratta dieci gratta e vinci, e io resto
a guardarlo. Non vince niente e adesso non
ha pi soldi.
Mi pagano domani dice. Sono un po a
corto di moneta.
Dice sempre cos quando vuole un caff
gratis. Dee gliene offre una tazza. Pauley
beve lentamente, restando vicino alla cassa a
guardare la tv con Sally, che ormai non fa
neanche pi finta di contare le sigarette.
Sono le 10.51 di sera, il che significa che il
programma sta arrivando alla fine, che
sempre la parte da non perdere. Puoi saltare
i primi dieci minuti se vuoi, ma non puoi
perderti gli ultimi dieci, perch sono quelli in
cui succedono tutte le cose migliori.
Giuro che se non spegni quella maledetta
tv, dico a Bill di buttarla fa Dee.

164/715

Cinque minuti! dice Sally, senza staccare gli occhi dallo schermo. Poi la spengo.
Promesso.
Sii gentile dice Pauley.
Quando il programma finisce (un poliziotto molto furbo arresta un criminale che si
crede ancora pi furbo), Sally torna alla cassa. Pauley appoggia la tazza, aspetta che se
ne vadano altri due clienti, e saluta tutti. Fa
un grande gesto con la mano, resta un momento davanti alla porta come se non se ne
volesse andare (e secondo me, non se ne vorrebbe andare mai) e poi dice che torner
domani.
Una volta o laltra devo seguirlo. Per
vedere dove abita.
ancora Halloween, e anche se tardi e la
maggior parte dei bambini sono a letto, non
mi stupisco quando entra luomo con la
maschera. una maschera da diavolo.
Rossa, con due corna in cima. Dee sta
riempiendo lo scaffale in fondo al negozio di

165/715

cerotti e aspirine e tubetti di dentifricio. Si


inginocchiata, per cui non vede entrare
luomo mascherato. Sally invece sta contando i gratta e vinci. Il tizio entrato dalla
porta pi vicina a Sally e si dirige alla cassa.
Mi dispiace, ma non si pu entrare con la
maschera. una
Sembra che voglia aggiungere qualcosaltro ma poi si ferma. Qualcosa non va.
Apri la cassa e dammi i soldi, o ti faccio
saltare in aria la testa.
la voce delluomo-diavolo. Ha in mano
una pistola. nera e argento e sembra pesante. La sta puntando in faccia a Sally. So
che il proiettile non pu ferirmi, ma mi nascondo lo stesso. Ho paura. La voce
delluomo-diavolo sembra fortissima, anche
se non lo .
Mentre mi chino per nascondermi, Dee,
che accanto a me, si alza in piedi, con i
tubetti di dentifricio in mano. Ci incrociamo
a met strada, e mentre i nostri visi si

166/715

sfiorano, allimprovviso vorrei dirle di fermarsi. Di nascondersi.


Che succede? domanda, alzando la testa
oltre gli scaffali.
Poi sento uno schianto. Un colpo cos forte
che mi farebbero male le orecchie, se le orecchie potessero farmi male. Faccio un urlo.
Non un urlo lungo, ma breve. Un urlo di sorpresa. Prima ancora che sia finito, Dee cade
per terra. come se lavessero spinta, e cade
sullo scaffale delle patatine. Cade allindietro
e allo stesso tempo si gira, e mentre si gira
vedo il sangue sulla sua maglietta.
Non come in televisione. Ha il sangue
sulla maglietta ma anche qualche goccia
sulla faccia e le braccia. Il rosso dappertutto. E Dee non dice niente. Cade sulle patatine con la faccia, mentre i tubetti di dentifricio le precipitano addosso.
Cazzo!

167/715

stato luomo a parlare. Luomo-diavolo.


Non un cazzo detto con rabbia. un cazzo
terrorizzato.
Cazzo! Cazzo!
Le ultime due volte lo dice urlando.
ancora spaventato, ma come se non riuscisse a credere a quello che vede. Come se
allimprovviso si fosse ritrovato nel ruolo del
cattivo di un film, senza che nessuno lavesse
avvisato.
Alzati!
Anche questo lo dice urlando. Adesso di
nuovo arrabbiato. Mi sembra che stia parlando con me, e ubbidisco. Mi alzo in piedi.
Ma non sta parlando con me. Allora penso
che stia parlando con Dee, che intanto
scivolata gi dallo scaffale delle patatine ed
finita per terra. Ma non sta parlando
neanche con lei. Sta gridando contro la cassa, cercando di sbirciare dietro il bancone,
ma il bancone troppo alto. su un piano rialzato, e bisogna salire tre scalini prima di

168/715

arrivare alla cassa. Sally dallaltra parte,


credo. Steso sul pavimento. Ma luomodiavolo da sotto non pu vederlo.
Cazzo! Grida unaltra volta con una
specie di grugnito, poi si gira e scappa via.
Riapre la porta da cui entrato un minuto fa,
prima che Dee cominciasse a sanguinare, e
scompare nel buio.
Resto fermo un attimo e lo guardo scappare. Poi sento Dee. sul pavimento vicino
ai miei piedi e sta rantolando, come Corey
Topper quando gli vengono gli attacchi
dasma. Ha gli occhi aperti. Sembra che mi
guardi dritto negli occhi, anche se in realt
non mi pu vedere. Ma una parte di me giurerebbe che invece mi vede. Sembra proprio
che mi stia guardando. Sembra cos
spaventata. Non come in televisione. C
cos tanto sangue.
Dee ferita dico, e in qualche modo mi
sento gi sollevato, perch essere feriti

169/715

molto meglio che essere morti. Sally!


grido.
Ma Sally non mi pu sentire.
Corro verso la cassa, salgo i tre gradini, e
guardo dietro al bancone. Sally steso sul
pavimento. Sta tremando. Trema perfino pi
di Max quando resta bloccato. Allinizio
penso che sia ferito anche lui, ma poi mi ricordo di aver sentito un colpo solo.
Sally non ferito. Sally bloccato. Deve
chiamare lospedale, altrimenti Dee morir.
Ma bloccato.
Alzati! gli grido. Forza! Alzati!
bloccato. Pi bloccato di Max nei suoi
momenti peggiori. raggomitolato come
una palla e sta tremando. Dee morir perch
Sally non riesce a muoversi e io posso soltanto stare a guardare. Una delle persone che
amo di pi al mondo qui che sanguina e io
non posso fare niente di niente.
La porta pi vicina si apre. Luomo-diavolo
tornato. Mi giro, immaginando di vedere la

170/715

pistola e le sue corna a punta, ma non lui.


Dan. Il Grande Dan. Un altro cliente fisso.
Meno simpatico di Pauley ma pi normale.
Un po meno triste. Dan entra e per un momento penso che mi stia vedendo, perch
guarda nella mia direzione. Mi attraversa
con lo sguardo e sembra confuso, perch non
vede nessuno.
Dan! grido. Hanno sparato a Dee!
Ehi? dice il Grande Dan guardandosi intorno. Ragazzi?
Dee rantola ancora. Dan non riesce a
vederla, perch stesa per terra dietro agli
scaffali, e per un momento penso che non
labbia neanche sentita. Poi invece guarda
nella sua direzione e ripete: Ehi?.
Un altro rantolo, e allimprovviso mi sento
felice. Felicissimo. Dee ancora viva. Avevo
urlato che le avevano sparato perch era
meglio che dire che era morta, ma adesso so
davvero che non morta. Sta di nuovo rantolando e, meglio ancora, sta cercando di

171/715

rispondere al Grande Dan. Il che significa


che cosciente.
Dan raggiunge il corridoio dove caduta
Dee. Quando la vede l per terra, esclama:
Oh mio Dio! Dee!.
Il Grande Dan si muove in fretta. Prende il
cellulare e schiaccia i tasti chinandosi accanto a Dee. Il Grande Dan fatto cos, tutte
le sere si ferma dal benzinaio e beve una
Doctor Pepper per restare sveglio durante il
tragitto fino a casa sua, un posto chiamato
New Haven. Il Grande Dan, che non si ferma
mai alla stazione di servizio un minuto pi
del necessario, ma sempre gentile.
Voglio tanto bene a Pauley e ai suoi gratta
e vinci e al suo modo di bere il caff il pi
lentamente possibile: ma in caso di emergenza, preferisco il Grande Dan.

Quindici

I soccorritori hanno portato via Dee e Sally


su due ambulanze separate. Dee partita per
prima, e Sally subito dopo, anche se non era
ferito. Ho cercato di dire agli infermieri che
Sally era soltanto bloccato, e non c bisogno
di portare via una persona su unambulanza
solo perch rimasta bloccata: ma ovviamente non mi potevano sentire.
Un uomo con i capelli a cespuglio ha tirato
fuori un cellulare vecchissimo con una grossa
antenna per dire a qualcuno in ospedale che
Dee in condizioni critiche. Questo significa
che potrebbe morire, soprattutto se ha visto
in faccia luomo-diavolo che le ha sparato. A
quanto pare, pi cose sai della persona che ti
ha sparato e pi probabile che morirai.
La polizia ha chiuso il benzinaio, anche se
il benzinaio in realt non dovrebbe chiudere

173/715

mai, cos dopo che hanno portato via Dee e


Sally sono tornato a casa.
Max ancora bloccato. Il suo pap deve lavorare domani mattina alle cinque, quindi se
n andato a letto. La mamma invece
ancora sveglia, ed seduta accanto al letto di
Max.
Sulla mia sedia.
Ma non fa niente. Voglio sedermi anchio
con la mamma di Max. Voglio che resti in
camera sua tutta la notte. Ho appena visto
un uomo sparare alla mia amica un proiettile
vero con una pistola vera e non riesco a
smettere di pensarci. Vorrei tanto che la
mamma di Max accarezzasse i capelli anche
a me, e mi desse un bacio sulla fronte.
Max si sveglia sabato mattina. Si sbloccato.
Che ci fai qui?
Penso che stia parlando con me. Sono seduto in fondo al suo letto. Sono rimasto qui
tutta la notte, a pensare a Dee e a Sally e

174/715

alluomo-diavolo e a guardare la mamma di


Max, perch mi fa sentire meglio.
Ma Max non sta parlando con me. Sta parlando con sua madre. Si addormentata
sulla mia sedia, e la voce di Max la fa svegliare. Fa un salto come se lavessero pizzicata.
Cosa? dice guardandosi intorno come se
non sapesse dove si trova.
Che ci fai qui? ripete Max.
Max, ti sei svegliato.
E allimprovviso le uova e i sassi e i vetri
rotti e la crisi di Max sembrano piovere tutti
su di lei, facendola balzare gi dalla sedia.
Sono rimasta qui perch ieri sera ti sei
spaventato e non volevo lasciarti solo dice a
Max. Lui guarda la finestra accanto al letto.
chiusa con della plastica trasparente. Ce
lha messa ieri sera il suo pap.
Mi sono bloccato? chiede Max.
S, dice sua madre per un pochino.
Max sa di essersi bloccato, ma ogni volta
chiede sempre conferma. Non so perch.

175/715

Non soffre di amnesia, che una malattia


che spegne il cervello delle persone, cos poi
dimenticano quello che hanno visto o che
hanno fatto. In televisione succede spesso, e
penso che sia vero, anche se non ho mai conosciuto nessuno con lamnesia. Probabilmente Max chiede conferma per essere
sicuro che tutto a posto.
Gli piace molto chiedere conferma.
Chi stato a rompere la finestra?
chiede, continuando a guardare la plastica.
Non lo sappiamo dice la mamma.
Pensiamo che sia stato uno sbaglio.
Come si fa a rompere una finestra per
sbaglio?
I ragazzini fanno cose strane ad Halloween risponde lei. Ieri sera hanno tirato
delle uova contro il muro di casa. E anche
delle pietre.
Perch?

176/715

Dal tono di voce, capisco che Max


spaventato. E sono sicuro che lo capisce
anche la sua mamma.
una bravata gli dice. Certi bambini si
divertono a fare delle bravate la notte di
Halloween.
Fare delle bravate?
Fare degli scherzi. continua lei.
unespressione che si usa a volte, fare delle
bravate.
Oh.
Vuoi fare colazione? chiede la mamma
di Max. Si preoccupa sempre che Max non
mangi abbastanza, anche se in realt mangia
tantissimo.
Che ore sono? chiede lui.
La mamma guarda lorologio. un orologio con le lancette, quindi non lo so leggere
bene.
Le otto e mezza dice, sollevata.

177/715

Max pu fare colazione solo prima delle


nove. Se sono le nove passate, deve aspettare
mezzogiorno per il pranzo.
una regola di Max, non della sua
mamma.
Okay dice lui. La faccio.
La mamma va a preparare le frittelle e lascia che Max si vesta. Lui non fa mai colazione in pigiama. Anche questa una sua
regola.
Mamma mi ha baciato, ieri sera?
domanda.
S gli dico. Ma solo sulla fronte.
Vorrei anche dirgli che ieri notte luomodiavolo ha sparato alla mia amica, ma non
posso. Non voglio che sappia che vado dal
benzinaio e al ristorante e al commissariato e
allospedale. Non credo che sarebbe contento, se sapesse che vado in tutti questi
posti. Gli piace pensare che resto tutta la
notte seduto vicino a lui o almeno da qualche
parte in giro per casa, a portata di mano se

178/715

avesse bisogno di me. Penso che si arrabbierebbe moltissimo se sapesse che ho altri
amici oltre a lui.
stato un bacio lungo? mi chiede.
Per la prima volta nella vita, questa
domanda mi fa arrabbiare. So quant importante per Max sapere che il bacio della
mamma non stato lungo, ma in fondo la
lunghezza del bacio di una mamma non
una cosa cos importante. una piccola cosa
in confronto alle pistole e al sangue e agli
amici portati via in ambulanza, e non
dovrebbe chiedermela tutti i giorni. Possibile
che non sappia che il bacio di una mamma
non mai una cosa brutta?
No, rispondo come sempre stato
supercorto.
Ma stavolta mentre lo dico non sorrido.
Anzi, lo guardo male. E lo dico a denti stretti.
Max non se ne accorge. Non si accorge mai
di queste cose. Sta ancora fissando la plastica
sulla finestra.

179/715

Tu lo sai chi mi ha rotto la finestra? mi


domanda.
Lo so, ma non so se dovrei dirglielo. Non
so se come quando sua madre gli d dei
baci pi lunghi, e quindi meglio mentire. In
pi sono ancora arrabbiato perch si preoccupa sempre della lunghezza dei baci, e cos,
anche se vorrei fare la cosa migliore per lui,
allo stesso tempo non voglio farla. Non
voglio far del male a Max, ma non mi sento
neanche di aiutarlo pi di tanto.
Ci metto troppo tempo a rispondere.
Tu lo sai chi mi ha rotto la finestra? ripete Max.
Non mi ripete mai due volte la stessa
domanda. Quindi adesso arrabbiato anche
lui.
Decido di rispondere sinceramente, non
perch penso che sia meglio per Max, ma
perch sono arrabbiato e non ho voglia di decidere che cosa giusto.

180/715

stato Tommy Swinden dico. Sono


corso fuori quando ho sentito rompersi la
finestra e lho visto scappare via.
stato Tommy Swinden ripete Max.
S confermo. stato Tommy
Swinden.
stato Tommy Swinden a rompere la mia
finestra e a tirare le uova contro la casa.
Max lo dice alla sua mamma mentre
mangia le frittelle. Non riesco a credere che
glielabbia detto. Non mi aspettavo che lo
rivelasse a qualcuno. Ora come far a spiegare tutto? Allimprovviso non sono pi arrabbiato con lui. Sono preoccupato. Preoccupato di quello che dir. E sono arrabbiato
con me stesso per essere stato cos stupido.
Chi Tommy Swinden? chiede la
mamma di Max.
un bambino di scuola che cattivo con
me. Mi vuole uccidere.
Come fai a saperlo? Dal tono della voce,
sembra che la mamma di Max non gli creda.

181/715

Me lha detto lui.


Cosa ti ha detto esattamente? La
mamma sta continuando a lavare la padella,
quindi vuol dire che ancora non gli crede.
Ha detto che voleva farmi fare le
capriole.
Che cosa vuol dire?
Non lo so, ma una cosa brutta. Max
sta fissando le frittelle, perch quando
mangia fissa sempre il cibo.
Come fai a sapere che una cosa
brutta? chiede la mamma.
Perch Tommy Swinden mi dice sempre
cose brutte.
La mamma di Max resta in silenzio per un
momento, come se volesse lasciar perdere
tutta la faccenda. Poi invece ricomincia a
parlare.
Come fai a sapere che stato Tommy a
tirare le uova e i sassi?
Lha visto Budo.
Lha visto Budo.

182/715

Stavolta stata la mamma a fare una


domanda che non sembrava una domanda.
S ripete Max. Lha visto Budo.
Okay.
Mi sento come uno scheletro nellarmadio.
unespressione che indica un segreto ingombrante tenuto ben nascosto. La mamma
di Max usa molto spesso questespressione
quando parla con il pap di certe cose che lui
preferirebbe rimanessero tra le mura di casa,
come la diagnosi dei medici a proposito di
Max.
Ci ho messo uninfinit di tempo a capire
cosa significava questa storia dello scheletro.
Max e la sua mamma continuano a mangiare per un po, dopo di che lei chiede:
Tommy Swinden in classe con te?.
No. nella classe della signora Parenti.
Terza elementare?
No dice Max. Sembra infastidito. Secondo lui la mamma dovrebbe sapere benissimo che la signora Parenti non insegna in

183/715

terza elementare, perch nel mondo di Max


sapere chi insegna in terza una cosa molto
importante. La signora Parenti uninsegnante di quinta elementare.
Oh.
La mamma non dice nientaltro su Tommy
Swinden o sulle uova o sulle pietre o sulle
capriole o su di me, il che un male. Vuol
dire che ha in mente qualcosa.
Me lo sento.

Sedici

Dee e Sally non tornano n sabato n


domenica sera. Li sostituisce un uomo che
Dorothy chiama il signor Eisner. la prima
volta che lo vedo, ma mi accorgo che Dorothy
sembra nervosa quando sta con lui. Quasi
non si parlano.
Il signor Eisner mi ricorda la preside di
Max, la signora Palmer. La signora Palmer
la responsabile della scuola e mette sempre
dei vestiti pi eleganti di quelli delle maestre,
ma credo che se le affidassero una classe non
sarebbe capace di insegnare.
Il signor Eisner uguale. Porta la cravatta,
e prende i soldi dai clienti e riempie lo scaffale dei Twinkie come Dee, ma si vede benissimo che pensa troppo a quello che deve fare
invece di farlo e basta.
Dee non morta. Lo so perch i clienti fissi
come Pauley e il Grande Dan sono venuti

185/715

sabato notte a chiedere di lei. In realt


sarebbero venuti comunque, perch sono dei
clienti fissi, ma perfino il Grande Dan rimasto un po pi a lungo del solito, per
chiedere notizie di Dee. Il signor Eisner non
parlava molto con loro, quindi non sapevano
se rimanere o no. Sembrava tutto diverso.
Cera qualcosa che non andava.
Dee adesso con gli UTI. Gli UTI sono dei
dottori che ti controllano continuamente per
essere sicuri che non muori. Dorothy dice
che non sicuro che Dee ce la far, il che
secondo me significa che potrebbe morire.
Chiss se torner alla stazione di servizio,
e se potr rivederla.
Spero tanto di s. Stanno sparendo tutti,
ormai.

Diciassette

Sono preoccupato per Max. luned e siamo


di nuovo a scuola.
Credo che oggi la sua mamma abbia in
mente un piano. preoccupata per via di
Tommy Swinden e ho paura che possa peggiorare le cose. Spero che venerd sera
Tommy Swinden si sia vendicato abbastanza
e che Max sia ormai fuori pericolo. Max per
aveva gi fatto passare a Tommy un mare di
guai per la storia del coltello, anche prima di
fargli la cacca in testa, quindi magari Tommy
pensa di doversi vendicare ancora. Probabilmente cos, ma le cose peggioreranno se ci
si mette anche la mamma di Max.
I genitori di Max sono proprio come lui.
Non sanno fare le cose con calma.
Oggi la signora Gosk fa molto ridere. Ha
scritto un racconto su come ci si sente a essere un tacchino nel Giorno del

187/715

Ringraziamento e lo sta leggendo in classe.


Cammina per laula facendo il verso del tacchino mentre legge, e perfino Max fa un
mezzo ghigno. Non sorride, ma quasi. La signora Gosk gratta per terra con un piede e
agita le braccia come se fossero ali. Nessuno
riesce a staccarle gli occhi di dosso.
La signora Patterson si affaccia sulla porta
della classe e fa segno a Max di seguirla. Le ci
vuole un po ad attirare la sua attenzione,
perch la Gosk fa troppo ridere. Mi aspetto
che Max si innervosisca, perch la signora
Gosk non ha ancora finito il suo racconto, invece quando vede la Patterson gli si spalancano gli occhi. Sembra entusiasta. Non
capisco.
Vorrei restare con la signora Gosk e vedere
come andr avanti, e invece seguo Max e la
signora Patterson nellatrio, verso il Centro
di Apprendimento. Solo che, quando arriviamo al punto in cui dovremmo girare a
sinistra, Max e la Patterson continuano dritti

188/715

e lui non dice niente. Questo ancora pi


sorprendente del fatto che abbia accettato di
lasciare la classe della signora Gosk, perch a
Max non piacciono i cambiamenti, e questo
sicuramente un cambiamento rispetto al tragitto che facciamo sempre per andare al Centro di Apprendimento. In pi un cambiamento stupido, perch vuol dire che
dovremo girare intorno allauditorium e alla
palestra, e faremo il doppio della strada.
Poi per ci fermiamo davanti alle stesse
porte da cui ho visto entrare Max e la signora
Patterson la settimana scorsa. Siamo dietro
allauditorium, in un corridoio lontano da
aule e uffici, e la signora Patterson si guarda
a destra e a sinistra prima di aprire la porta.
Poi mette una mano sulla schiena di Max e lo
incoraggia a uscire. Lui sta camminando
verso luscita, ma la signora Patterson vuole
che vada pi veloce, e questo mi rende
nervoso. come se volesse farlo uscire in

189/715

fretta dalle porte prima che qualcuno possa


vederlo.
C qualcosa che non va.
Cerco di stargli dietro. Ma quando imbocca il sentiero asfaltato che porta al
parcheggio, Max si volta a guardarmi.
Adesso sono uscito anchio. Lui mi fissa e
scuote la testa pi volte. So cosa vuol dire.
Vuol dire: Niente da fare.
Non vuole che lo segua. Poi mi fa un cenno
con la mano.
Vuole che rientri a scuola.
Di solito faccio quasi sempre quello che mi
dice, perch un po come se fosse il mio lavoro. Max ha bisogno del mio aiuto, e io
glielo do. Succede altre volte che mi chieda di
lasciarlo solo, come quando legge un libro o
sta facendo la cacca. Succede abbastanza
spesso, in realt. Ma stavolta diverso. Lo
so. Max non dovrebbe uscire da scuola a
questora, e soprattutto non dovrebbe uscire

190/715

da queste porte laterali che danno sul


parcheggio.
C qualcosa che non va.
Rientro come Max mi ha detto di fare, ma
resto appoggiato al muro accanto alle porte,
per sbirciare fuori. Adesso lui e la signora
Patterson stanno attraversando il parcheggio, e camminano in mezzo alle file di macchine. Immagino che siano le macchine degli
insegnanti, visto che i bambini non guidano.
Devessere cos. Poi vedo Max e la signora
Patterson che si fermano vicino a una piccola
auto azzurra. Lei si guarda intorno unaltra
volta. quel modo di guardarsi intorno di
chi vuol essere sicuro che nessuno lo stia
guardando. La signora Patterson apre lo
sportello di dietro e fa salire Max. Poi d
unaltra occhiata in giro e sale in macchina
sul sedile davanti. Quello dove c il volante.
Quello dove si siede la persona che guida.
La signora Patterson se ne sta andando via
con Max.

191/715

E invece no. La macchina non si muove.


Restano seduti dentro. Max sul sedile di dietro. La signora Patterson su quello davanti.
Lei sta parlando, mi pare, e Max continua ad
abbassare la testa. Non per nascondersi, ma
per guardare qualcosa sul sedile, credo. Sembra molto indaffarato. Sta facendo qualcosa.
Un momento dopo la signora Patterson
scende dalla macchina e si guarda di nuovo
intorno. Vuole essere sicura che nessuno li
stia guardando. Lo so. Ho osservato cos
tante persone senza che se ne accorgessero,
che ormai lo capisco subito quando qualcuno
si vuole nascondere: e la signora Patterson si
vuole nascondere. Poi apre lo sportello a
Max e anche lui scende. Insieme, tornano
verso lingresso. La signora Patterson apre le
porte con una chiave e rientrano a scuola. Io
scendo qualche scalino verso latrio, allontanandomi dalle porte, e mi siedo con la
schiena contro il muro per far credere a Max

192/715

che sono rimasto qui tutto il tempo. E che


non ho guardato.
Voglio che pensi che non ho idea di dove
sono andati lui e la signora Patterson e, cosa
ancora pi importante, voglio che pensi che
non me ne importa niente. Non deve
sospettare che sono preoccupato, perch la
prossima volta che la Patterson lo porter
nella sua macchina, ci voglio andare anchio.
Se lo porter di nuovo in macchina (e
credo che lo far), non sar come stavolta.
Non so come andr esattamente, ma sono
sicuro che succeder qualcosa in pi. E sar
peggio. Lo so. La signora Patterson non infrangerebbe le regole solo per stare cinque
minuti in macchina con Max. Quindi succeder qualcosaltro.
Non so spiegare perch, ma ormai la signora Patterson mi preoccupa pi di Tommy
Swinden.
Molto di pi.

Diciotto

Siamo seduti nello studio della dottoressa


Hogan. La dottoressa Hogan molto intelligente. Max qui da un sacco di tempo e lei
non ha provato a farlo parlare neanche una
volta. rimasta seduta a guardarlo mentre
giocava con dei pezzi di metallo e di plastica
che lei ha chiamato giochi di intelligenza
nuovi di zecca. Dal modo in cui lha detto,
scommetto che nuovi di zecca non fa parte
del nome: solo che non capisco cosa vuol
dire.
So cosa significa nuovo, ma cos una
zecca?
A Max piacciono un sacco questi giocattoli.
La sua mamma direbbe che impegnato,
cio che ha smesso di fare attenzione a tutto
quello che ha intorno. Max si impegna un
sacco, il che un bene perch vuol dire che
felice, ma vuol dire anche che si dimentica di

194/715

tutto il resto. Quando Max impegnato,


come se esistesse una cosa sola. Da quando
si seduto sul tappeto davanti al tavolinetto
e si messo a giocare con questi giocattoli,
credo che non abbia pi alzato gli occhi da
terra.
Ma la dottoressa Hogan intelligente,
quindi lo lascia giocare. Ogni tanto gli fa
qualche domanda e finora erano tutte
domande che richiedevano come risposta un
s o un no, per cui Max ha risposto quasi a
tutte.
Anche questa una cosa intelligente. Se la
dottoressa Hogan avesse cercato di far parlare Max e basta, senza i giochi di intelligenza e senza rimanere in silenzio, lui probabilmente si sarebbe chiuso, come dice la signora Hume quando Max non ha voglia di
risponderle. Invece cos Max si sta abituando
piano piano alla dottoressa Hogan, e alla fine
potrebbe anche parlarle, se lei ha abbastanza
pazienza. Soprattutto se non gli d

195/715

limpressione di fissarlo e di registrare tutto


quello che dice. Perch di solito gli adulti
cominciano piano piano con Max, ma poi
perdono la pazienza e mandano tutto allaria.
La dottoressa Hogan carina. pi
giovane della mamma di Max, credo, e non si
veste troppo elegante. Porta una gonna, una
maglietta e delle scarpe da ginnastica, come
se dovesse andare a passeggiare al parco.
Anche questa una cosa intelligente, perch
sembra una ragazza qualsiasi. Non una vera
dottoressa.
Max ha paura dei dottori.
La cosa pi importante che la dottoressa
Hogan non ha fatto neanche una domanda
su di me. Nemmeno una. Avevo paura che
chiedesse di me tutto il tempo, e invece sembra pi interessata al piatto preferito di Max
(maccheroni) e al suo gusto di gelato
preferito (vaniglia) che al suo amico
immaginario.

196/715

Ti piace la scuola? chiede la dottoressa


Hogan.
La dottoressa ha detto a Max che poteva
chiamarla Helen, ma questa cosa mi sembra
troppo strana. Per adesso Max non ha ancora
dovuto chiamarla, quindi non so cosha deciso di fare, ma scommetto che la chiamer
dottoressa Hogan lo stesso.
Abbastanza dice Max. Ha la lingua che
gli spunta da un angolo della bocca e strizza
gli occhi fissando due pezzi del gioco, per
cercare di capire come unirli.
Cos che ti piace di pi della scuola?
Max rimane zitto per dieci secondi e poi
dice: Il pranzo.
Oh fa la dottoressa Hogan. E sai dirmi
perch la cosa che ti piace di pi?
Visto quant intelligente? Non gli chiede
semplicemente perch il pranzo la cosa che
gli piace di pi, ma gli domanda prima se sa
il motivo. Se Max non sa spiegarle perch il
pranzo la cosa che gli piace di pi, pu

197/715

rispondere di no e basta, e non deve sentirsi


stupido perch non sa la risposta. Se la dottoressa gli facesse una domanda che rischia
di farlo sentire stupido, potrebbe anche non
riuscire mai a farlo parlare.
No dice Max, e la dottoressa Hogan non
sembra per niente stupita.
Nemmeno io mi stupisco. Anche se credo
di sapere perch Max preferisce il pranzo.
Penso che sia perch lunico momento durante la scuola in cui pu rimanere da solo.
Nessuno gli rompe le scatole e nessuno gli
dice cosa deve fare. Si siede in fondo a un tavolo della mensa, solo soletto, a leggere il suo
libro e a mangiare tutti i giorni la stessa cosa:
un sandwich con gelatina e burro di arachidi,
una barretta di cereali e succo di mela. Il
resto della mattinata imprevedibile. Non
sai mai quello che pu succedere. Le cose
cambiano continuamente, e le maestre e gli
altri bambini lo sorprendono ogni volta. Il
pranzo invece sempre uguale.

198/715

solo una mia idea, ovviamente. Io non lo


so perch Max preferisce il pranzo, e non
penso che lo sappia nemmeno lui. A volte ti
succede di avere una sensazione ma non sai
spiegare il perch. Come la sensazione che
ho sulla signora Patterson. Ho capito che
non mi piaceva la prima volta che lho vista,
ma non so spiegare il perch. Lho capito e
basta. E adesso che lei e Max hanno un segreto, mi piace ancora di meno.
Chi il tuo migliore amico, Max?
domanda la dottoressa Hogan.
Max risponde Timothy, perch risponde
sempre cos quando qualcuno gli chiede chi
il suo migliore amico, anche se io lo so che il
suo migliore amico sono io. Ma Max sa che
se dice il mio nome, le persone poi gli faranno delle domande e gli diranno che non esisto. Timothy un bambino che Max incontra al Centro di Apprendimento, e ogni tanto
fanno delle attivit insieme. Max dice che
Timothy il suo migliore amico perch non

199/715

litigano mai. A nessuno dei due piace stare


con gli altri, cos quando i maestri li fanno lavorare insieme, cercano sempre un modo per
lavorare ognuno per conto suo.
Una volta la signora Hume ha detto alla
mamma di Max che triste che i migliori
amici di Max siano dei bambini che lo lasciano sempre da solo, ma lei non capisce che
Max da solo sta benissimo. Il fatto che la signora Hume e la mamma di Max e la maggior parte delle persone stanno meglio
quando sono in compagnia dei loro amici
non vuol dire che Max abbia bisogno di amici
per stare bene. A Max non piacciono gli altri,
per cui sta bene soltanto quando gli altri lo
lasciano in pace.
come per me con il cibo. Io non mangio.
Non ho mai conosciuto un amico immaginario che mangia. Una notte stavo in ospedale, perch lospedale non chiude mai, e
passavo un po di tempo con Susan, una signora che ormai non mangia pi con la

200/715

bocca. Ha una cannuccia che le va dentro la


pancia, e linfermiera le mette il budino dentro la cannuccia. Cerano anche le sorelle di
Susan, che erano venute a trovarla, e quando
sono uscite in corridoio davanti alla camera,
quella pi cicciona ha detto che era triste che
Susan non potesse mangiare pi, perch il
cibo ti d una gioia grandissima.
Non vero! ho detto io. Ma non mi ha
sentito nessuno.
E invece cos. Io sono felice di non
mangiare, e non mimporta di cosa pensa
quella cicciona della sorella di Susan. Mangiare mi sembra solo una rottura di scatole.
Anche se il cibo buono, devi sempre
pensare se hai abbastanza soldi per comprartelo e poi lo devi cuocere senza bruciarlo
e devi mangiarne la quantit giusta per non
diventare ciccione come la sorella di Susan.
E ci vuole un sacco di tempo per cuocere il
cibo e lavare i piatti e tagliare la frutta e
sbucciare le patate e chiedere al cameriere il

201/715

latte invece della panna. Senza contare il rischio di strozzarsi con il cibo o di essere allergico a certe cose. Mi sembra tutto cos complicato. Chi se ne importa di quanto buono.
Non vale la pena di fare tutta questa fatica.
Forse anche Susan la pensa cos, ora che pu
mangiare con la cannuccia nella pancia, che
mi sembra molto pi semplice di dover cucinare tutte le sere. Ma anche se Susan non
di questo parere, io la penso cos e basta. Se
mi dicessero che posso mangiare del cibo in
questo preciso istante, direi di no, perch
non vorrei mai prendere labitudine di
mangiare e dover fare tutta quella tiritera,
che una delle parole preferite della signora
Gosk.
Io sto benissimo anche se non mangio, e
chi se ne importa se il cibo ti d una gioia
grandissima. Anche non dover pensare al
cibo una gioia grandissima. Anzi ancora
pi grande, secondo me.

202/715

Per Max, una gioia stare da solo. Lui non


si sente solo, perch le persone non gli piacciono granch. Ma felice cos.
Qual il cibo che ti piace di meno?
chiede la dottoressa Hogan.
Max si ferma un momento, con le mani
quasi congelate a mezzaria, e poi dice: I
piselli.
Io pensavo le zucchine. Scommetto che si
scordato le zucchine.
Qual lora che ti piace di meno, a
scuola? chiede la dottoressa.
Ginnastica risponde Max, stavolta senza
aspettare. E arte. E ricreazione. Mi
scoccia.
Qual la persona che ti piace di meno?
Max alza gli occhi per la prima volta. Ha il
muso lungo.
C qualcuno che non ti piace, a scuola?
insiste lei.
S dice Max, e si rimette a guardare i
pezzi del gioco.

203/715

E chi che ti piace meno di tutti?


Ora capisco che cosa sta facendo la dottoressa Hogan. Sta cercando di parlare con Max
di Tommy Swinden, e lui tra poco aprir la
porta per farla entrare. gi un problema
che la mamma di Max abbia saputo di
Tommy. Ora le cose potrebbero mettersi
anche peggio.
Ella Wu! esclamo, sperando che Max ripeta quello che ho detto.
Tommy Swinden dice invece lui, senza
alzare gli occhi.
Sai dirmi perch non ti piace Tommy
Swinden?
S dice Max.
Perch non ti piace Tommy Swinden?
chiede la dottoressa Hogan, e vedo che si
sporge in avanti, anche se di pochissimo.
Questa la risposta che aspettava.
Perch mi vuole uccidere risponde Max,
sempre senza preoccuparsi di alzare gli
occhi.

204/715

Oh, no dice lei, e sembra davvero sincera, come se la cosa la stupisse sul serio,
anche se secondo me sapeva gi tutto di
Tommy Swinden. Probabilmente glielha
detto la mamma di Max.
Questincontro era una vera trappola e
Max ci caduto dentro.
La dottoressa non dice niente per un po e
poi chiede: Sai perch Tommy Swinden
vuole ucciderti, Max?.
Gli adulti mettono sempre il nome di Max
in fondo a ogni domanda, quando pensano
che sia importante.
Forse risponde Max.
E per quale motivo pensi che forse
Tommy Swinden vuole ucciderti, Max?
Lui si ferma di nuovo. Ha in mano un
pezzo del gioco di intelligenza nuovo di zecca
e resta a fissarlo. Conosco quello sguardo.
lo sguardo di quando sta per dire una bugia.
Max non bravo a dire le bugie e gli ci vuole

205/715

sempre un po di tempo prima che riesca a


inventarne una.
Non gli piacciono i bambini che si
chiamano Max dice.
Ma lo dice troppo veloce, e la sua voce
sembra diversa, quindi sono sicuro che la
dottoressa Hogan ha capito che una bugia.
Probabilmente ha rubato lidea da un
bambino di quinta elementare che una volta
gli ha detto che Max un nome stupido.
Anche se vero che a un bambino non piaceva il suo nome, non mi sembra una bugia
riuscita. Nessuno ammazzerebbe qualcun altro solo perch non gli piace il suo nome.
C qualcosaltro? domanda la dottoressa Hogan.
Cosa?
C qualche altro motivo per cui pensi che
forse questo bambino ti vuole uccidere?
Oh dice Max, e poi fa unaltra pausa.
No.

206/715

La dottoressa Hogan non gli crede. Vorrei


tanto che gli credesse, ma non gli crede.
Parola mia. Ha parlato con la mamma di
Max. Lo so. A un certo punto deve essere
successo che la mamma e il pap di Max
hanno deciso di mandarlo qui. Quindi il pap
di Max ha perso la battaglia.
Forse laltra notte, quandero dal
benzinaio.
Ma anche se non avesse parlato con la
mamma di Max, la dottoressa Hogan
avrebbe capito lo stesso che Max sta dicendo
una bugia. Max il peggior bugiardo del
pianeta.
E la dottoressa Hogan molto intelligente.
Il che mi fa ancora pi paura.
Chiss che cosa ha in mente, adesso. Chiss se riuscir a farla parlare con Max della signora Patterson.

Diciannove

Sto seguendo Max. Mi ha detto di nuovo di


aspettare vicino alle porte, ma stavolta voglio
avvicinarmi di nascosto alla macchina della
signora Patterson per vedere cosa sta succedendo. Non mimporta di quello che dice
Max. C qualcosa che non torna.
Max e la signora Patterson sono gi a met
del parcheggio quando passo attraverso le
porte a vetri ed esco dalla scuola. C un albero a destra del viale e per prima cosa vado
a nascondermi l dietro. Di solito non devo
nascondermi in questo modo. Non ricordo di
essermi mai nascosto da Max, e visto che
lunico che pu vedermi, mentre per gli altri
sono sempre e comunque invisibile, questa
la prima volta che mi nascondo in assoluto.
C un altro albero un po pi avanti lungo
il viale, sulla sinistra, e cos mi sposto di
corsa dietro a quello. Se quando corro

208/715

calpestassi davvero il terreno, ora dovrei


muovermi in punta di piedi per non farmi
sentire da Max. Ma siccome quando mi
sposto non faccio nessun rumore, e nemmeno Max pu sentirmi, correre lideale,
perch cos rimango meno tempo sotto i suoi
occhi.
Sbircio da dietro lalbero. Max e la signora
Patterson sono quasi arrivati alla macchina.
Lei cammina svelta, pi svelta degli altri
adulti, che di solito non chiedono ai bambini
di mantenere un segreto e non li portano in
macchina di nascosto durante lorario di
scuola. Per arrivare dallalbero fino al
parcheggio dovr strisciare per terra. A circa
trenta passi da me, c una fila di macchine.
Se striscio, riuscir a rimanere nascosto dietro alle auto, anche perch Max basso e
non pu vedere oltre. buffo perch in teoria, mentre striscio sul prato davanti alla
scuola, tutti i bambini delle due classi dietro

209/715

di me dovrebbero vedermi. strano restare


nascosto davanti a tutte queste persone.
Sento una portiera che si apre. Max e la signora Patterson sono arrivati alla macchina.
Ho unidea. Sono rannicchiato dietro a una
piccola auto rossa, la prima della fila, e
sbircio attraverso i finestrini per capire se
Max gi entrato nella macchina della signora Patterson. Non riesco quasi a vedere la
sua auto, che in fondo alla fila opposta,
dallaltra parte del viale. Per posso passare
attraverso le macchine che ho davanti, perch tutte hanno le portiere. Lidea questa:
invece di camminare lungo il viale, passer
attraverso le macchine.
Mi infilo dentro la macchina rossa e
striscio lungo i sedili. Dentro c un gran disordine. Il sedile davanti pieno di libri e di
fogli e per terra ci sono un sacco di lattine
vuote e di cartacce. Probabilmente la macchina della signora Gosk. Mi ricorda un po
la sua classe: piena di cose e disordinata. Mi

210/715

piace. A volte penso che le persone pulite e


organizzate passano troppo tempo a programmare le cose e troppo poco a farle. Non
mi fido delle persone pulite e organizzate.
Scommetto che la signora Patterson una
persona pulita e organizzata.
Attraverso la portiera e arrivo dallaltra
parte, dopo di che supero altre cinque auto e
vado a rannicchiarmi in una macchina
grande, con quattro portiere e un portellone
dietro. Attraverso il vetro del portellone riesco a vedere la macchina della signora Patterson. La signora Patterson ha parcheggiato
con il muso in avanti, non come quella pazza
della signora Griswold che ogni mattina
perde dieci minuti a fare retromarcia con
tutti i bambini che la fissano e ridono.
Questo un vantaggio, perch vuol dire che
lei e Max non guardano verso di me, e io
posso spiarli senza problemi. Passo attraverso il portellone della macchina grande e
corro fino alla macchina della signora

211/715

Patterson, attraversando il marciapiede tra le


due file. Tengo la testa bassa nel caso che
Max si giri a guardare dietro.
Il finestrino della Patterson aperto. Fa
caldo e la macchina ferma, quindi probabilmente lha aperto per far passare un po
daria. Vorrei guardare sul sedile di dietro
per vedere cosa sta facendo Max, ma dal
punto in cui sono sento la voce della signora
Patterson e mi fermo. Sta parlando al telefono. Mi appoggio sulle mani e sulle ginocchia e striscio verso il lato del finestrino della
Patterson, per sentire meglio. Ora sono rannicchiato accanto alla macchina, tra la portiera davanti e quella di dietro.
S, mamma sento dire alla signora
Patterson.
Poi c una pausa.
S, mamma dice unaltra volta. Ti
voglio tanto bene.
Unaltra pausa.

212/715

No, mamma, non mi metter nei guai.


Sei la mia mamma, e ho bisogno di parlare
con te durante la giornata. Specie adesso che
stai cos male.
Unaltra pausa.
Lo so, mamma. Hai ragione. Tu hai
sempre ragione.
La signora Patterson ride un po e dice:
Sono cos fortunata ad avere questo giovanotto qui con me. Poi ride ancora. Nessuna
delle due risate sembra sincera. Si chiama
Max spiega. il bambino pi gentile e intelligente che conosco.
Resta in silenzio per un secondo o due e
poi continua: S, mamma. Dir senzaltro a
Max quanto gli sei grata per il suo aiuto. Ti
voglio tanto bene, mamma. E spero che
presto starai meglio. Ciao, ciao.
Questa telefonata tutta sbagliata. Ho
sentito un sacco di volte la mamma e il pap
di Max parlare al telefono, e non parlano mai
cos. Qui tutto sbagliato. La signora

213/715

Patterson non rideva per davvero. E quando


ascoltava senza parlare le pause erano
troppo corte. Ha detto troppe volte la parola
mamma. E parlava in modo troppo
perfetto.
Non ha detto mai ehm. Non ha mai
balbettato.
Sembrava una maestra di prima elementare che legge un libro alla classe. Sembrava
che tutto quello che diceva lo dicesse per
Max, e non per la sua mamma.
Comincio a muovermi strisciando allindietro, quando la portiera di Max si apre. Io
sono a quattro zampe proprio l sotto, e la
parte bassa della portiera, aprendosi, mi
passa attraverso.
Scendendo dalla macchina, Max mi vede.
Da sorridente che era, si incupisce. I suoi occhi prima si spalancano e poi si stringono
fino a diventare due fessure, con delle piccole
rughe in mezzo. arrabbiato. Per non dice
niente, perch un secondo dopo si apre la

214/715

portiera della signora Patterson e anche lei


scende. Mi sento uno stupido, accovacciato a
quattro zampe in mezzo a loro, ma provo
troppo imbarazzo e troppa vergogna per
alzarmi in piedi. Quindi resto fermo e basta,
mentre lei chiude la portiera e allunga una
mano verso Max. Lui mi guarda ancora una
volta, poi le stringe la mano. la prima volta
che vedo la signora Patterson prendere per
mano Max, e mi sembra strano. Max odia
dare la mano alle persone. E adesso non si
volta pi a guardarmi. Mi alzo e lo fisso
mentre rientra a scuola. Scompare nellatrio,
senza girarsi pi.
Guardo dentro la macchina della signora
Patterson. C uno zaino azzurro sul sedile
dovera seduto Max. chiuso, quindi per me
impossibile vedere cosa c dentro. Non c
nientaltro, a parte lo zaino. La macchina
vuota e ordinata.
Avevo ragione. La signora Patterson pulita e organizzata.

215/715

Non ci si pu fidare di lei.

Venti

Max non mi parla pi. Per tutto il resto della


giornata non mi guarda neanche, e quando
provo a sedermi sullo scuolabus vicino a lui,
mentre torniamo a casa, fa segno di no con la
testa e mi lancia unocchiata come a dire: niente da fare. la prima volta che ci sediamo
lontani sul bus. Io mi siedo in un posto davanti al suo, dietro al conducente. Vorrei voltarmi a guardarlo, sorridergli e cercare di
strappargli un sorriso, ma non trovo il coraggio. Perch so che lui non mi sorriderebbe.
Quando Max non sar pi arrabbiato con
me, dovr parlargli della signora Patterson.
Ancora non ho capito cosa sta succedendo,
ma so che non niente di buono. E adesso ne
sono ancora pi sicuro. Pi penso a Max seduto con lo zaino azzurro in quella macchina,
nel bel mezzo di un giorno di scuola, e a
quella telefonata che non sembrava una

217/715

telefonata, e soprattutto al modo in cui quei


due si tenevano per mano, pi mi spavento.
Per un po ho pensato che magari stavo esagerando. Ho pensato che forse era come in
uno di quei film della tv, dove tutti gli indizi
portano a un colpevole e invece poi si scopre
che lassassino un altro. Un assassino a sorpresa. Forse la signora Patterson una persona buona e c un motivo assolutamente
giusto per cui lei e Max stanno seduti in
quella macchina. Ma adesso ho capito che
faccio bene a preoccuparmi, non sto esagerando. Non so spiegare come faccio a saperlo,
ma lo so e basta. Probabilmente anche quei
personaggi della televisione si sentono cos.
Quelli che pensano che lassassino sia uno,
mentre invece un altro. Solo che questa la
vita reale. E non c nessuno che mi mette
apposta sotto al naso dei falsi indizi, come in
un film. Questa la vita reale, e nella vita
reale non ci possono essere tutti questi falsi
indizi uno dopo laltro.

218/715

Lunica bella notizia che domani venerd, e la signora Patterson il venerd non viene
quasi mai. Questa cosa fa sempre impazzire
la preside, la signora Palmer. Una volta lho
sentita parlare della Patterson con unaltra
signora che annuiva e faceva ehm e diceva
che la signora Patterson ha il diritto di usare
i giorni di malattia se malata, e la conversazione finita l. Non so perch la Palmer
non ha risposto che nessuno si ammala tutte
le settimane sempre lo stesso giorno,
comunque non lha fatto. E quando laltra se
n andata, la signora Palmer ha sbottato che
era tutta colpa del sindacato del cavolo.
Non ho ancora capito che cos il sindacato
del cavolo, e quando lho chiesto a Max non
lo sapeva nemmeno lui.
Quindi probabilmente la signora Patterson
domani sar malata, o far finta di esserlo, e
io avr tutto il fine settimana per farmi perdonare da Max e riuscire a parlarci.

219/715

Per un po ho avuto anche paura, e mi


sono chiesto se Max avrebbe smesso di credere in me visto che cos arrabbiato e non
mi rivolge la parola. Ma poi ho pensato che
Max non potrebbe certo arrabbiarsi con
qualcuno che non esiste, quindi alla fine se
arrabbiato con me un buon segno. Deve
crederci tanto, ma proprio tanto in me, per
essere cos arrabbiato.
Forse avrei dovuto fare in modo che
Meghan si arrabbiasse con Graham. Forse
cos le avrei salvato la vita.
Ultimamente penso un sacco a Graham.
Penso a come ha smesso di esistere e al fatto
che tutto quello che diceva o faceva ormai
non significa pi niente per Meghan. E anche
se Graham significa ancora qualcosa per me
o per Meghan, e forse perfino per Puppy,
ormai non ha pi importanza, perch lei non
esiste pi.
Questa lunica cosa che conta della nonesistenza di Graham.

220/715

Quando morta la nonna di Max, il suo


pap gli ha detto che la nonna avrebbe continuato a vivere nel loro cuore, e che finch
lavessero ricordata avrebbe continuato a
vivere anche nei loro ricordi. Questo ha funzionato per Max e magari lha fatto anche
sentire meglio; ma non ha aiutato in nessun
modo la nonna di Max. Lei se n andata, e
anche se Max continua a farla vivere nel suo
cuore, ormai non esiste pi. E alla nonna
non importa un bel niente di quello che succede nel cuore di Max, perch ormai per lei
non conta pi niente. Tutti si preoccupano
sempre delle persone che sono ancora vive,
ma le persone che soffrono di pi sono quelle
morte. Come Graham e la nonna di Max.
Loro non esistono pi.
la cosa peggiore del mondo.
tutta la sera che Max non mi parla. Ha
fatto i compiti, ha giocato ai videogiochi per
trenta minuti, ha letto qualcosa sulle guerre
mondiali su un libro grosso come la sua testa

221/715

e poi andato a dormire senza dire una parola. Ora sono seduto sulla sedia accanto al
suo letto, aspettando che si addormenti e
sperando di sentire la sua vocina che dice:
tutto a posto, Budo. Invece non dice niente. Alla fine il suo respiro diventa pesante
e si addormenta.
Sento aprirsi la porta. La mamma di Max
tornata a casa. Aveva appuntamento con la
dottoressa e non ha potuto mettere Max a
letto. Entra in camera e gli d un bacio, gli
rimbocca le coperte e lo bacia altre tre volte.
Poi esce.
La seguo.
Il pap di Max sta guardando una partita
di baseball. Quando la mamma entra in soggiorno, lui schiaccia il tasto per togliere il
volume sul telecomando ma non stacca gli
occhi dal televisore.
Allora? Che cosa ha detto? domanda il
pap di Max. Sembra infastidito.

222/715

Ha detto che andata bene. Hanno parlato un po e Max ha risposto ad alcune


domande. convinta che alla fine riuscir a
convincerlo a fidarsi di lei e ad aprirsi, ma ci
vorr un po.
Dici che Max non si fida di noi?
Andiamo, John esclama la mamma di
Max. Certo che si fida di noi. Ma questo
non vuol dire che ci dica tutto.
E quando mai i bambini dicono tutto ai
genitori?
Il nostro caso diverso dice la mamma
di Max e mi dispiace che tu non riesca a
capirlo.
Ma dalla voce non sembra che le
dispiaccia.
Spiegami perch diverso chiede il
pap di Max.
Io sento di non conoscere mio figlio. Max
non come gli altri bambini. Quando torna a
casa non ci dice mai com andata a scuola.
Non gioca con i suoi compagni. convinto

223/715

che qualcuno a scuola voglia ucciderlo. Parla


ancora con il suo amico immaginario. E
quasi non mi permette di toccarlo, Cristo
santo! Devo aspettare che dorma per dargli
un bacio. Possibile che non riesci a vederlo
per quello che ?
Mentre parla alza la voce sempre di pi, e
penso che stia per mettersi a piangere o a
strillare o tutte e due le cose insieme. Credo
che dentro stia gi piangendo, solo che si
trattiene, cos fuori pu continuare a litigare
con suo marito.
Il pap di Max non dice niente. quel silenzio che usano gli adulti quando vogliono
dire le cose senza dirle.
Quando lei ricomincia a parlare, la sua
voce dolce e tranquilla. Ha detto che
secondo lei molto intelligente. Pi intelligente di quanto sembra. E pensa che riuscir
a fare molti progressi.
E ha capito tutte queste cose in quarantacinque minuti?

224/715

Ne vede tanti di bambini come Max. E


comunque non ha fatto una diagnosi definitiva. Sono solo delle supposizioni, sulla base
di quello che ha visto e sentito finora.
Lassicurazione fino a quando ci copre?
chiede il pap di Max.
Non so bene cosa voglia dire, ma dal suo
tono capisco che non sta cercando di
collaborare.
Per cominciare, dieci sedute. Poi dipende
da quello che dice la dottoressa.
E la nostra quota quant?
Ma sei serio? C una persona che pu
aiutare nostro figlio e tu ti preoccupi di
quanto ci costa?
Era solo per sapere dice il pap di Max,
e si vede che gli dispiace di averlo chiesto.
Va bene risponde lei. Sono venti dollari a seduta. Okay?
Era solo per sapere, ripete il pap di
Max nientaltro. Resta in silenzio per un
momento e poi sorride e aggiunge: Ma visto

225/715

che Max la vede solo per quarantacinque


minuti e la nostra parte di venti dollari,
uno pu anche chiedersi quanto prende
allora. Giusto?.
Guarda che non fa mica la cameriera
sbotta la mamma di Max. una dottoressa,
Cristo santo.
E dai la rassicura lui ridendo.
Scherzavo.
Stavolta gli credo. E penso che gli creda
anche la mamma di Max. Perch sorride e
dopo un secondo si siede vicino a lui.
Che altro ha detto? chiede il pap di
Max.
Nientaltro. Max ha risposto a quasi tutte
le sue domande, e questo secondo lei un
buon segno. E il fatto di essere l da solo non
lo rendeva nervoso, cosa abbastanza strana.
Ma ancora convinto che qualcuno a scuola
lo voglia uccidere. Tommy Swinden. Ti dice
qualcosa?
No.

226/715

Max ha detto che Tommy Swinden lo


vuole uccidere perch non gli piace il suo
nome. Ma la dottoressa Hogan non gli
crede.
Non crede che lo voglia uccidere, o non
crede alla storia del nome?
Non sicura dice la mamma di Max.
Ma le sembrato che Max non stesse
dicendo tutta la verit su Tommy, ed stata
lunica volta in cui ha avuto limpressione
che non fosse sincero.
E noi che dovremmo fare?
Domani chiamer la scuola. Probabilmente Max ha interpretato male qualcosa
che successo, ma voglio averne la
certezza.
Mamma-elicottero parte in soccorso?
Non la prima volta che il pap di Max
chiama sua moglie mamma-elicottero, ma
non capisco cosa vuol dire. So cos un elicottero, ma non ho mai visto la mamma di Max
guidarne uno e nemmeno giocare con gli

227/715

elicotteri giocattolo di Max, anche se lui ne


ha un sacco.
Adesso lei sorride, e questo mi confonde
ancora di pi. Quando il pap di Max le dice
che una mamma-elicottero, di solito lei si
arrabbia; ma certe volte invece si diverte e
non riesco a capire perch.
Se Tommy Swinden ha davvero minacciato mio figlio, dice la mamma di Max gli
far piombare addosso tutta laviazione. Altro che mamma-elicottero.
Certe volte sei un po schizzata commenta suo marito. E anche un po nevrotica. E ogni tanto hai delle reazioni esagerate. Ma Max molto fortunato ad avere una
mamma come te.
Lei allunga un braccio e prende la mano
del pap di Max e la stringe forte. Per un attimo mi sembra che stiano per baciarsi, cosa
che mi fa sempre sentire un po strano; invece la mamma di Max ricomincia a parlare.

228/715

La dottoressa Hogan vuole rivedermi fra


due sedute. La prossima volta vuoi venire
anche tu?
Ci coster una quota aggiuntiva?
Stavolta si baciano per davvero, quindi
guardo da unaltra parte. Vorrei tanto sapere
cos una quota. La prima volta che il pap di
Max lha nominata, la mamma si arrabbiata un sacco. Invece stavolta lha baciato.
per questo che capisco Max cos bene.
Certe volte sono confuso quanto lui.

Ventuno

Oggi la signora Patterson non venuta a


scuola. Magari la preside Palmer si arrabbier, ma per me un sollievo. Max continua a
non parlarmi, ma almeno ho tutto il fine settimana per convincerlo a perdonarmi.
stata una giornata strana. Max non mi
ha mai degnato di uno sguardo. La prima ora
labbiamo fatta con la signora Gosk, esercitandoci con le tabelline (che Max ha imparato
a memoria due anni fa) e poi siamo andati
nellaula di educazione artistica, dove la signora Knight ha insegnato a Max a fare una
decorazione con dei pezzetti di carta colorata. Lui non aveva laria di divertirsi molto,
perch ascoltava appena le spiegazioni della
signora Knight, anche se di solito i lavori di
decorazione gli piacciono.
Ora ha appena finito di fare merenda nella
classe della signora Gosk e sta andando al

230/715

Centro di Apprendimento. Anche se gli cammino a fianco, non si gira nemmeno per un
momento verso di me. Comincio veramente
ad arrabbiarmi. La sua proprio una reazione esagerata, mi pare. Come succede a
volte alla mamma di Max.
In fondo lho solo seguito fino alla macchina della signora Patterson.
Max, vuoi giocare con i soldatini dopo la
scuola? gli domando. venerd, potremmo organizzare una battaglia enorme e
giocare anche domani tutto il giorno.
Max non risponde.
ridicolo, dico non puoi continuare a
trattarmi male per sempre. Volevo solo
sapere cosa stavi facendo.
Max accelera il passo.
Stiamo facendo di nuovo la strada pi
lunga, quella che gli ha fatto fare laltro
giorno la signora Patterson. Immagino che
ormai sia diventata la strada ufficiale, anche
se ci si mette di pi. Forse Max la preferisce

231/715

perch cos pu passare meno tempo al Centro di Apprendimento.


Quando arriviamo alle porte a vetri che
danno sul parcheggio, Max si ferma e guarda
fuori. Ha la faccia cos vicina al vetro che il
suo respiro lo fa appannare. Non sta semplicemente guardando. Sta cercando qualcosa. Qualcosa in particolare. Guardo
anchio, per capire di cosa si tratta, e alla fine
mi accorgo che lha trovato.
Ma io no.
Non so che cosa ha visto, ma ha visto qualcosa, perch allunga il collo e spinge il naso
pi in alto lungo il vetro. E adesso il vetro
non pi appannato, perch Max sta trattenendo il fiato. Guardo di nuovo, ma non vedo
niente. Solo due file di macchine e la strada
dietro.
Resta qui dice Max. cos tanto che non
mi parla, che faccio un salto.
Dove vai? gli chiedo.

232/715

Resta qui ripete. Torno tra poco. Ti


prometto che se resti qui e mi aspetti, torno
subito.
Sta mentendo. Capisco che sta mentendo
proprio come lha capito laltro giorno la dottoressa Hogan. Ma almeno ha ricominciato a
parlarmi. Mi ha parlato e non sembrava arrabbiato, cos sono di nuovo felice. Voglio
crederci, perch se lo faccio tutto torner a
posto. Max non sar pi arrabbiato con me, e
anche se non ho Graham o Dee o Sally o una
mamma o un pap, almeno avr di nuovo
Max, il che gi abbastanza.
Okay, dico aspetto qui. Mi dispiace se
laltra volta non ti ho dato retta.
Okay risponde Max.
Poi si guarda a destra e a sinistra, controllando latrio per vedere se arriva qualcuno.
Mi ricorda la signora Patterson, e allimprovviso comincio a preoccuparmi. Anzi, mi
spavento.

233/715

Max sta mentendo e c qualcosa che non


va.
Non arriva nessuno, cos lui apre la porta
ed esce dalla scuola. Cammina lungo il viale
asfaltato verso il parcheggio, a passi veloci
ma senza correre.
Guardo unaltra volta. Ma cosa ha visto?
Guardo nella direzione in cui sta andando e
non vedo niente. Solo le macchine e la
strada. Qualche albero con le foglie gialle e
rosse. Erba.
Niente.
Poi la vedo.
La macchina della signora Patterson. Ora
la vedo. Sta uscendo da un parcheggio,
mentre prima era invisibile, dietro a un camion argentato. E sta uscendo con il muso. La
signora Patterson entrata in retromarcia
nel parcheggio vicino al camion, in modo da
poter uscire con il muso, ed allora che
capisco che c davvero qualcosa che non va,
perch solo la signora Griswold cos

234/715

stupida da parcheggiare in retromarcia. E invece oggi lha fatto anche la Patterson, e mi


sembra una cosa brutta, finta e calcolata. E
in qualche modo sento che Max sapeva tutto.
La macchina si ferma davanti a Max, e lui
apre la portiera e sale dietro. Adesso
nellauto della signora Patterson.
Passo attraverso le porte a vetri e corro
lungo il viale asfaltato. Chiamo Max per
nome. Lo chiamo per ordinargli di fermarsi.
Vorrei riuscire a dirgli che tutto un imbroglio e che io lo so perch lo sento dentro.
Non so spiegare perch lo so, ma lo so e
basta, mentre lui non se ne pu accorgere
perch lui Max e Max non riesce a distinguere gli alberi dalla foresta, ma non ci
sono parole per dirlo e cos grido soltanto:
Max!.
Ora lauto si sta muovendo lungo la fila di
macchine, verso la strada, e io non riesco a
starle dietro. sicuramente la signora Patterson, lavevo riconosciuta prima che

235/715

girasse. Sta accelerando, come se mi vedesse


arrivare nello specchietto retrovisore, e non
riesco a raggiungerla in tempo. La macchina
arriva in fondo alla fila e svolta a sinistra
nella strada e si allontana. Continuo a correre finch non raggiungo la via. Salgo sul
marciapiede e corro finch non vedo pi la
macchina. Vorrei continuare a correre perch non so che altro fare, ma alla fine mi
fermo.
Max scomparso.

Ventidue

Mi siedo sul bordo del marciapiede e aspetto.


Non mimporta se Max scopre che ho
provato a seguirlo. Lo aspetter finch non
torna, e poi gli dir che non deve pi salire in
macchina con la signora Patterson. Non sono
un insegnante, ma lo capisco perfino io che
una maestra non dovrebbe portarsi via un
bambino durante lorario di scuola.
Se fossi sicuro che Max torner presto,
non sarei cos preoccupato. Ma sono preoccupato, invece. Ci sono un sacco di cose che
mi preoccupano.
La signora Patterson mancata da scuola
tutto il giorno.
venuta apposta per prendere Max.
entrata in retromarcia nel parcheggio
per potersene andare pi in fretta.

237/715

Ha parcheggiato dietro al grande camion


in modo che nessuno, dalla scuola, vedesse la
sua macchina.
Lei e Max avevano fatto un piano per
incontrarsi.
Max sapeva che sarebbe venuta.
La signora Patterson lo stava aspettando.
Max ha trattenuto il respiro quando lha
vista.
Nessuno li ha notati mentre andavano via.
Continuo a sperare che la mia preoccupazione sia esagerata, come quando certi
personaggi alla tv accusano un amico di un
crimine terribile e poi capiscono di aver
sbagliato. Sicuramente sto esagerando, perch Max in fondo con una maestra, e anche
se la signora Patterson sta violando le regole,
resta sempre una maestra.
Per oggi era assente ed venuta apposta
a prendere Max. Non riesco a smettere di
pensarci. questa la cosa peggiore, credo.

238/715

Sento suonare la campanella della prima


ricreazione. Quindi pi di unora che sono
seduto sul bordo del marciapiede. I compagni di classe di Max attraversano latrio
diretti alla mensa. Chiss se la signora Gosk
si accorta che Max assente. Anche se
una brava maestra, la migliore di tutte, Max
ha tantissime insegnanti, e la Gosk potrebbe
pensare che ora lui sia con la signora Riner, o
con la signora Hume, o con la signora
McGinn, mentre magari la Hume e la Riner
pensano che sia con la Gosk.
Forse la signora Patterson aveva previsto
che le maestre di Max avrebbero pensato
questa cosa, ed per questo che ha deciso di
venire a prenderlo proprio oggi.
Questo mi fa preoccupare ancora di pi.
difficile non preoccuparsi, perch se mi
sforzo di non farlo finisco per pensare che invece dovrei. E quando sei seduto sul bordo di
un marciapiede ad aspettare che torni il tuo
amico, difficile dimenticare per quale

239/715

motivo stai seduto l. A ogni macchina che


passa, a ogni uccellino che canta, a ogni campanella che suona mi preoccupo sempre di
pi. Perch ogni macchina, ogni uccellino e
ogni campanella mi ricordano quanto tempo
passato dallultima volta che ho visto Max.
E comincia a sembrarmi uneternit.
Sono suonate quattro campanelle da
quando Max se n andato, il che significa
che sono gi passate due ore. Chiss se c un
altro ingresso sul retro della scuola di cui
nessuno mi ha mai parlato. Magari c una
strada che attraversa il bosco e arriva fino al
parcheggio, e la signora Patterson ha riportato indietro Max passando proprio di l,
dove nessuno li poteva vedere. Sono qui che
mi chiedo se dovrei alzarmi per controllare
se c un altro ingresso, o rientrare a scuola
per capire se Max tornato, quando sento
chiamare Max dallinterfono. Linterfono si
sente dentro la scuola e fuori nel cortile, che
sullaltro lato del palazzo, ma io lo sento

240/715

anche da qui. la preside, la signora Palmer,


che sta chiamando Max.
Max Delaney, sei atteso in classe
immediatamente.
Quindi Max non tornato. O magari tornato e in questo momento sta andando in
classe dalla signora Gosk. Forse dovrei restare sul bordo del marciapiede ad aspettarlo, come ho giurato di fare; ma ora che
la signora Palmer sa che Max assente,
magari sarebbe meglio se entrassi.
E poi voglio scoprire cosa sta succedendo.
La signora Gosk, la signora Riner e la signora Hume sono nella classe della Gosk.
Non ci sono bambini. Sono alla lezione di
musica, credo. Il venerd pomeriggio hanno
sempre musica. Tutte e tre le maestre sembrano preoccupate. Fissano la porta
dellaula, e quando entro ho limpressione
che mi stiano guardando. Per un secondo,
penso che riescano a vedermi.

241/715

Vado in mezzo alla classe. Se potessi guardarmi allo specchio, se avessi un riflesso
come gli esseri umani, penso che avrei la
stessa espressione delle maestre.
Un secondo dopo arriva la signora Palmer.
Non si visto? chiede. Anche lei sembra
preoccupata.
No dice la signora Gosk.
Non lavevo mai sentita cos seria, eppure
ha detto solo una parola. Ha detto semplicemente no e ho capito subito che non era
mai stata cos preoccupata.
Dove pu essere? domanda la signora
Hume. Anche lei preoccupata.
Bene penso. giusto che si
preoccupino.
Okay, restate qui dice la signora Palmer,
ed esce dallaula.
E se fosse scappato? chiede la signora
Hume.
Max non tipo da scappare risponde la
signora Gosk.

242/715

Sinceramente, Donna, non credo che sia


a scuola ribatte la signora Hume.
Donna il nome di battesimo della signora
Gosk. I bambini non possono mai chiamare
le maestre per nome, mentre le altre maestre
s.
Non lascerebbe mai la scuola dice la signora Gosk, e in fondo ha ragione. Max non
se ne andrebbe mai da scuola, a meno che
una maestra non lo convincesse a farlo con
linganno ed esattamente quello che
successo.
Sono lunico a sapere come sono andate le
cose e non posso dirlo a nessuno. Max
lunico essere umano a cui potrei dirlo, ma
non c perch proprio lui che
scomparso.
Si sente di nuovo la voce della signora
Palmer dallinterfono.
A tutto il personale: per cortesia guardatevi intorno e controllate larea in cui vi
trovate. Max Delaney, un alunno della

243/715

signora Gosk, si perso da qualche parte


nelledificio e vogliamo assicurarci che riesca
a tornare in classe. Se lo vedete, per favore
chiamate immediatamente la segreteria. E
Max, se puoi sentirmi, per favore torna in
classe. Se sei rinchiuso o bloccato da qualche
parte, fatti sentire e verremo a prenderti. A
tutti gli alunni: non c motivo di preoccuparsi. La nostra scuola grande e a volte pu
succedere che un bambino si perda.
S, come no penso.
Non credo che sia a scuola. Secondo me
se n andato, dobbiamo chiamare la polizia
propone la signora Hume. Non abita molto
lontano, per. Forse tornato a casa a
piedi.
vero, dice la signora Riner
dovremmo chiamare i suoi genitori. Potrebbe essere andato a casa.
Max non lascerebbe mai la scuola ripete
la signora Gosk.

244/715

Torna la signora Palmer. Non riesco a credere che sia cos calma.
Ho detto a Eddie e a Chris di controllare
il seminterrato e di aprire tutti gli armadietti.
Gli addetti alla mensa stanno cercando in cucina. Wendy e Sharon stanno dando unocchiata fuori.
Se n andato conclude la signora
Hume. Non so come e perch, ma se n andato. Ormai passato troppo tempo. Vi ricordo che stiamo parlando di Max.
Non possiamo esserne certi ribatte la signora Palmer.
Invece ha ragione lei dice la signora
Gosk. Ora la sua voce pi morbida. Non
sembra pi sicura come poco prima. Sembra
assolutamente terrorizzata. Max non potrebbe mai ignorare tutti questi annunci.
Credi che si sia allontanato da scuola?
chiede la signora Palmer.
S. Non so come abbia fatto a sparire, ma
penso che se ne sia andato.

245/715

Ve lavevo detto che la signora Gosk


intelligente.

Ventitre

Tutta la scuola sotto sequestro, si dice cos.


Vuol dire che nessuno pu andarsene finch
non glielo permettono gli agenti di polizia.
Nemmeno le maestre. Nemmeno la signora
Palmer. strano perch io sono lunico a
sapere che stata la signora Patterson a
portare via Max, ma sono anche lunico che
pu lasciare la scuola. Dovrebbero mettere
me sotto sequestro, e invece sono lunico che
libero di muoversi.
Anche se so cos successo a Max, non so
ancora dove lha portato la signora Patterson, e anche se lo sapessi comunque non
avrei idea di cosa fare. Non posso fare niente.
Cos resto bloccato qui come gli altri, che non
sanno niente.
Solo che probabilmente sono il pi preoccupato. Tutti in realt sono preoccupati. La
signora Gosk preoccupata e anche la

247/715

signora Hume e la signora Palmer. Ma io


penso di esserlo ancora di pi perch so cos
successo a Max.
Anche gli agenti di polizia sono preoccupati. Si guardano tra loro di soppiatto e parlano sottovoce per non far sentire quello che
dicono alle maestre e alla signora Palmer. Io
per riesco a sentirli. Posso stargli vicino e
sentire ogni parola che si scambiano, mentre
loro non possono sentire una sola parola di
quello che avrei da dire io. Sono lunico che
potrebbe aiutare Max, ma nessuno mi pu
sentire.
Allinizio, quando sono nato, ho provato a
farmi sentire dalle persone come la mamma
e il pap di Max, perch non sapevo che non
era possibile. Pensavo che mi ignorassero.
Mi ricordo che una sera Max e la sua
mamma erano usciti e io sono rimasto a casa
con il pap. Avevo paura a seguire Max perch non ero mai uscito di casa, cos sono rimasto tutta la sera seduto sul divano con il

248/715

pap di Max. Ho urlato e strillato tutto il


tempo per farmi sentire da lui. Pensavo che
se avessi strillato abbastanza, alla fine si
sarebbe girato per dirmi di stare zitto. Lho
supplicato di ascoltarmi e di rispondermi,
ma lui ha continuato a guardare la partita di
baseball come se non ci fossi. Poi, mentre
stavo strillando, si messo a ridere. Per un
secondo ho pensato che stesse ridendo di
me, ma dopo ho capito che rideva per qualcosa che aveva detto il tizio in televisione,
perch anche lui stava ridendo. E allora mi
sono chiesto comera possibile che avesse
sentito luomo della tv mentre io gli strillavo
fortissimo proprio dentro allorecchio. Cos
ho capito che nessuno poteva sentirmi,
tranne Max.
In seguito ho incontrato altri amici immaginari e mi sono accorto che loro potevano
sentirmi. Per lo meno quelli che hanno
ludito, perch non tutti gli amici immaginari
ce lhanno.

249/715

Una volta ho incontrato unamica immaginaria che era solo un fiocco per i capelli
con due occhi. Non avevo neanche capito che
era unamica immaginaria, finch non ha
cominciato a farmi locchiolino come se volesse lanciarmi un segnale. Sembrava solo un
fiocco sulla testa di una bambina. Un fiocco
rosa. E da questo ho capito che era una femmina. Solo che non poteva sentire niente di
quello che dicevo, perch la bambina non
aveva immaginato che avesse ludito. In
genere, anche se si dimenticano le orecchie, i
bambini immaginano sempre che i loro
amici immaginari abbiano ludito e cos
quasi tutti ce lhanno. Ma fiocchetto rosa non
ce laveva. Poteva solo farmi locchiolino, e
cos glielo facevo anchio. E poi aveva paura.
Lho capito dal suo sguardo e dal modo in cui
mi strizzava locchio. E anche se avrei voluto,
non potevo dirle che andava tutto bene.
Riuscivo solo a farle locchiolino. Ma anche
quegli scambi di occhiolini, forse, le hanno

250/715

fatto passare un po di paura, lhanno fatta


sentire un po meno sola.
Ma giusto un po.
Anchio avrei paura se fossi un fiocco per i
capelli, muto e legato in testa a una bambina
dellasilo.
Fiocchetto rosa sparita il giorno dopo, e
anche se penso che non esistere sia la cosa
peggiore che pu capitare a qualcuno, ho
limpressione che lei si sia sentita meglio
dopo essere scomparsa. Almeno ha smesso
di avere paura.
La polizia pensa che Max sia scappato da
scuola. questo che dicono mentre stanno in
cerchio e sussurrano tra loro. Pensano che la
signora Gosk non stia dicendo la verit.
Pensano che probabilmente Max stamattina
sia uscito dalla classe prima dellorario indicato dalla Gosk, ed per questo che non
lhanno ancora trovato.

251/715

Lha perso di vista e basta ha detto uno


dei poliziotti, e tutti gli altri che erano intorno hanno fatto s con la testa.
Se cos, non possiamo sapere quanta
strada ha fatto ha continuato un altro poliziotto, e tutti hanno annuito di nuovo.
I poliziotti non sono come i bambini. Vanno sempre daccordo tra di loro.
Il commissario dice che ha mandato degli
agenti e dei volontari (che solo una parola strana per dire persone) a cercare
Max nel bosco dietro la scuola e nelle strade
qui intorno. Stanno bussando alle porte di
tutte le case per scoprire se qualcuno lha
visto. Anchio avevo pensato di uscire per andare a cercarlo, ma per il momento invece
rester a scuola. Anche se non sono sotto sequestro, ci rester. Aspetter che sia Max a
tornare. La signora Patterson non pu
trattenerlo per sempre.

252/715

Spero solo che i poliziotti capiscano che


stata la Patterson a portarlo via. Se fossero
come i poliziotti in tv, lavrebbero gi capito.
Ho visto un sacco di agenti negli ultimi
giorni. Prima il poliziotto che venuto a casa
dopo che Tommy Swinden aveva rotto la
finestra di Max, poi i poliziotti e la poliziotta
che sono venuti dal benzinaio quando hanno
sparato a Dee, e Sally rimasto bloccato. E
adesso ci sono poliziotti e poliziotte in tutta
la scuola. Ce ne sono un sacco. Ma nessuno
di loro assomiglia agli agenti della tv, quindi
ho paura che nessuno di loro sia davvero in
gamba. I poliziotti nel mondo reale sono un
po pi bassi, un po pi grassi e un po pi
pelosi di quelli della tv. Ce n uno che ha
perfino i peli nelle orecchie. Non la poliziotta
femmina, per, uno dei maschi. In tv non ho
mai visto degli agenti cos normali. Ma chi
pensano di prendere in giro, quelli che fanno
i programmi in televisione?

253/715

Chi pensano di prendere in giro? Questa


una delle domande della signora Gosk. La
fa spesso. Soprattutto ai bambini cattivi,
quando le dicono che si sono dimenticati i
compiti sul tavolo della cucina. Lei allora
dice: Chi pensi di prendere in giro, Ethan
Woods? Non sono mica nata ieri.
Vorrei chiedere alla signora Patterson chi
pensa di prendere in giro, ma sembra che
stia prendendo in giro proprio tutti.
La preside Palmer infastidita perch la
scuola sotto sequestro. Ho sentito che lo
diceva alla signora Simpson dopo che la polizia aveva finito di setacciare ledificio. La
Palmer pensa che Max sia scappato, per cui
non capisce che bisogno c di mettere sotto
sequestro la scuola per tutto questo tempo.
La polizia ha gi cercato in ogni stanza e in
ogni armadietto e perfino nel seminterrato,
quindi ormai chiaro che Max non qui. Ma
vogliono essere prudenti, secondo me. Il
commissario ha detto che se un bambino pu

254/715

sparire dalla scuola, vuol dire che possono


sparirne anche altri.
Forse qualcuno lha portato via ha detto
alla signora Palmer, quando lei ha cercato di
protestare. Se cos, qualcuno qui a scuola
potrebbe sapere qualcosa.
Non penso che creda davvero che qualcuno labbia portato via. Vuole solo essere
prudente. Per qualsiasi evenienza. Per
questo la signora Palmer arrabbiata. Per lei
non c nessuna evenienza. Lei pensa che
Max sia uscito a fare una passeggiata e non
pi tornato. E questo quello che pensa
anche il commissario.
Continuo a credere che ogni minuto che la
polizia passa a cercare nel seminterrato e nel
bosco, e a bussare alle porte, un altro
minuto che mi fa rischiare di perdere Max
per sempre.
Anche se non penso che Max sia morto.
Non so neanche perch mi viene in mente
questidea, in realt non ci credo. vivo e sta

255/715

bene. Probabilmente seduto sul sedile di


dietro della macchina della signora Patterson
con quello zaino azzurro. Penso che stia bene
e penso anche che non sia morto. Ma vorrei
smettere di pensare che non morto, e
pensare semplicemente che vivo.
Ma se Max fosse morto, me ne accorgerei?
Oppure sparirei con un puff, senza neanche
sapere cos successo? Trattengo il respiro in
attesta di fare puff, ma forse se succedesse
non me ne renderei neanche conto. Farei
puff e basta. Un secondo prima ci sono, e un
secondo dopo non ci sono pi. Quindi aspettare che succeda stupido. Eppure non
riesco a evitarlo.
Continuo a sperare che forse una ragione
c, se la signora Patterson ha portato via
Max. Forse sono andati a prendere un gelato
e si sono persi, o forse la signora Patterson
ha portato Max a fare una gita in campagna e
si dimenticata di dirlo alla Gosk, o forse
lha portato a conoscere sua madre. Forse da

256/715

un momento allaltro spunteranno sul viale e


Max sar di nuovo qui con me.
Solo che secondo me la signora Patterson
ieri non stava parlando con sua madre.
Non credo neanche che ce labbia, una
madre.
Chiss se hanno gi avvertito la mamma di
Max. E il pap. Forse anche i suoi genitori lo
stanno cercando nel bosco proprio in questo
momento.
La signora Palmer entra in classe. La Gosk
sta di nuovo leggendo La fabbrica di cioccolato, che di solito mi piace un sacco, solo che
adesso Max si sta perdendo il racconto, e io
so che anche a lui piace un sacco quando la
signora Gosk legge in classe. In pi Veruca
Salt appena sparita nello scarico dei rifiuti
e io non credo che in un momento come
questo la signora Gosk dovrebbe leggere
delle storie in cui spariscono i bambini.
La Gosk si ferma e guarda la signora
Palmer.

257/715

La preside dice: Posso parlare un momento alla classe, signora Gosk?.


Laltra risponde di s, ma le si alzano le
sopracciglia, e questo significa che confusa.
Allora, bambini. Sono sicura che poco fa
avete sentito chiamare Max Delaney dallinterfono. E sapete anche che la scuola sotto
sequestro. Sono sicura che avete tante
domande da fare. Ma non c niente di cui
preoccuparsi. Dobbiamo solo fare in modo di
trovare Max. Pensiamo che sia uscito a fare
un giro o che qualcuno sia passato a prenderlo in anticipo dimenticando di avvisarci.
Tutto qui. Magari qualcuno di voi sa che fine
ha fatto. Per caso Max vi ha detto qualcosa?
Vi ha accennato che doveva uscire in
anticipo?
La signora Gosk ha gi fatto queste
domande ai bambini qualche ora fa, quando i
bambini hanno visto le macchine della polizia che si fermavano davanti alla scuola e la
Palmer ha chiesto alle maestre di

258/715

cominciare la procedura di sequestro in attesa di nuove disposizioni. Ma lascia


comunque che la preside le faccia di nuovo.
Briana alza la mano. Max va spesso al
Centro di Apprendimento. Forse si perso
mentre andava l.
Grazie, Briana dice la signora Palmer.
Qualcuno sta gi controllando.
Perch c la polizia? stato Eric a parlare, e non ha alzato la mano. Eric non alza
mai la mano.
La polizia qui per aiutarci a trovare
Max risponde la signora Palmer. Loro
sono bravissimi a trovare i bambini. Sono
sicura che Max salter fuori a momenti. Ma
per caso ha detto qualcosa a qualcuno di voi,
oggi? Qualsiasi cosa?
I bambini scuotono la testa. Nessuno ha
parlato con Max, perch con Max non ci
parla nessuno.

259/715

Okay. Grazie, bambini dice la preside:


Signora
Gosk,
posso
parlarle
un
momento?.
La maestra posa il libro e raggiunge la signora Palmer fuori dallaula. Io la seguo.
Sei sicura che non ti ha detto proprio niente? domanda la preside.
Niente risponde la signora Gosk. Sembra infastidita. Anchio lo sarei, al suo posto.
Questa domanda glielha gi fatta due volte il
commissario.
E sei sicura anche che uscito a
quellora?
Sicurissima dice la signora Gosk, ancora
pi infastidita.
Okay. Se ai bambini viene in mente qualcosa, avvertimi. Io intanto cerco di sbloccare
il sequestro dei locali. Ci sono gi un sacco di
genitori fuori in strada che aspettano di
portare a casa i figli.
I genitori sono gi stati informati?
chiede la signora Gosk.

260/715

S, sono due ore che la polizia bussa a


tutte le porte, e lAssociazione genitori-insegnanti sta organizzando delle squadre di
volontari per perlustrare la zona. Hanno proclamato il codice giallo. Fuori c gi ununit
mobile di raccolta informazioni. E
dovrebbero allestirne altre prima delle sei.
Oh dice la signora Gosk, che ora sembra
molto meno infastidita. Ha laria di una bambina piccola che ha appena ricevuto una punizione. Non lavevo mai vista cos. Sembra
spaventata e confusa, e questa cosa mi fa
paura.
La signora Palmer se ne va lasciando la
Gosk da sola sulla porta. Seguo la preside
nellatrio. Voglio sentire cosa dice al commissario, e poi non minteressa sapere che fine
far quella schifosa di Veruca Salt.
Anche se disgustosa, non importa. Ormai
non riesco pi a ridere ascoltando storie di
bambini che spariscono.

261/715

Mentre la signora Palmer attraversa latrio


e gira verso lufficio, una delle porte dingresso della scuola si spalanca. C un poliziotto che la tiene aperta.
Entra la signora Patterson.
Mi blocco.
Non posso crederci. La signora Patterson
sta entrando a scuola. Mi aspetto di veder arrivare Max dopo di lei, ma il poliziotto richiude la porta.
Max non c.

Ventiquattro

Karen, non riesco a crederci dice la signora Patterson. Cosa pu essere


successo?
La signora Palmer e la signora Patterson si
abbracciano in mezzo allatrio.
La signora Palmer sta stringendo la signora Patterson, e Max non c.
Allinizio avevo pensato di correre nel
parcheggio a vedere se Max era ancora sul
sedile di dietro della macchina, ma poi ho
deciso di non farlo. La signora Patterson ha
detto che non riusciva a credere che Max
fosse scomparso, e siccome stata lei a farlo
scomparire, chiaro che sta mentendo. Max
non pi sul sedile di dietro della sua
macchina.
Per un secondo ho pensato che Max fosse
morto, e ho sentito la tristezza che mi
riempiva tutto il corpo. Per un momento ho

263/715

pensato di essere morto anchio. Poi mi sono


ricordato che ero vivo, per cui doveva essere
vivo anche Max.
Questo il punto: se Max fosse morto (e
non lo ) e io fossi ancora vivo, vorrebbe dire
che se Max morisse, o smettesse di credere in
me, io non sparirei.
Non voglio che Max sia morto, e non
penso che lo sia (perch non lo ), ma se lui
fosse morto e io no, questo vorrebbe dire
qualcosa. Sarebbe la cosa pi triste della
storia, ma vorrebbe dire qualcosa. Qualcosa
di importante per me. Non sto dicendo che
voglio che Max sia morto, perch non lo
voglio e perch non cos. Ma se fosse morto
e io esistessi ancora, sarebbe una cosa importante da sapere.
Se continuo a pensare che Max potrebbe
essere morto, solo perch guardo troppa
televisione.
La signora Patterson e la signora Palmer
smettono di abbracciarsi proprio quando il

264/715

commissario spunta da dietro langolo.


stato un lungo abbraccio. Allimprovviso
sembra che si piacciano, anche se prima che
Max sparisse non si piacevano per niente. E
penso che la signora Palmer si sia dimenticata del sindacato del cavolo. Sembrano amiche per la pelle, l in mezzo allatrio. Sembrano quasi sorelle.
Ruth Patterson? chiede il commissario.
Non so se davvero il commissario, ma
oggi comanda lui ha una pancia enorme,
quindi mi sembra il commissario. Il suo vero
nome Bob Norton, che non un nome da
poliziotto della tv. Non penso che abbia
molte possibilit di trovare Max, purtroppo.
La signora Patterson si gira. S, sono io.
Pu seguirmi nellufficio della signora
Palmer?
Certamente.
La Patterson sembra preoccupata. Probabilmente il commissario pensa che sia preoccupata per Max, ma secondo me

265/715

preoccupata perch ha paura di essere


scoperta. Forse sta facendo in modo che la
preoccupazione di essere scoperta sembri
preoccupazione per la scomparsa di Max.
La signora Patterson e la signora Palmer si
siedono su un divano, e il commissario si
siede su un altro dalla parte opposta del tavolinetto. Ha un blocco con dei fogli gialli
sulle gambe e una penna in mano.
Io mi siedo vicino a lui. Anche se non lo sa,
sono nella sua squadra.
Signora Patterson, dice il commissario
lei linsegnante di sostegno di Max
Delaney, giusto?
S. Passo molto tempo con Max. Ma
seguo anche altri alunni.
Non resta tutto il giorno con lui?
domanda il commissario.
No. Max un bambino intelligente. Non
ha bisogno di essere seguito tutto il giorno.

266/715

Mentre la signora Patterson parla, la


preside annuisce. Non lavevo mai vista andare cos daccordo con lei.
Posso chiederle perch oggi era assente
dal lavoro? dice il commissario.
Avevo una visita medica. Due, a dire il
vero.
Dove, esattamente?
La prima proprio in fondo alla strada
spiega la signora Patterson, indicando lingresso della scuola. Allambulatorio. C
anche un centro di fisioterapia. Stamattina
dovevo fare fisioterapia per un problema alla
spalla. Poi avevo un altro appuntamento a
Farmington Avenue. Ero l quando Nancy mi
ha chiamato.
La signora Palmer dice che lei manca
spesso dal lavoro, soprattutto di venerd. a
causa della fisioterapia?
La Patterson guarda un istante la preside,
poi si volta di nuovo verso il commissario e
sorride.

267/715

Ha rapito Max e adesso se ne sta seduta


davanti al commissario, e sorride.
S dice. Voglio dire, a volte sto poco
bene, e altre volte ho delle visite mediche.
Poi si ferma, fa un bel respiro, e continua:
Nessuno lo sa, ma soffro di lupus, e questo
mi ha causato molti problemi di salute negli
ultimi due anni. A volte lavorare cinque
giorni di seguito troppo faticoso per me.
La signora Palmer resta un momento
senza fiato. Ruth, non ne avevo idea.
Allunga un braccio e tocca la spalla della
Patterson. Anche la mamma di Max, quando
lui agitato, lo toccherebbe in quel modo
se Max le permettesse di toccarlo. Non posso
credere che la signora Palmer stia toccando
la signora Patterson in quel modo. Max
scompare e la Patterson dice di avere una
cosa che si chiama lupus e di colpo la preside
vuole abbracciarla e darle una pacca sulla
spalla.

268/715

Non preoccuparti dice la Patterson alla


Palmer. Non volevo allarmare nessuno.
Pu darci qualche informazione che ci
aiuti a trovare Max? chiede il commissario.
Sembra un po infastidito, il che mi fa
piacere.
Non mi viene in mente nulla risponde la
signora Patterson. Max non certo il tipo
da scappare, ma sempre stato un bambino
curioso, e fa sempre tante domande sul
bosco. Per non penso che ci andrebbe da
solo.
Il tipo da scappare?
Stavolta la signora Palmer a parlare. Alcuni dei nostri bambini con esigenze particolari hanno la tendenza a scappare dalla
scuola. Se riescono a raggiungere le porte, a
volte corrono in strada. Ma Max non laveva
mai fatto.
Non ha mai cercato di scappare? chiede
il commissario.
No, dice la signora Patterson mai.

269/715

Non posso credere che sia cos calma.


Forse chi ha il lupus pi bravo a dire le
bugie.
Il commissario guarda il blocco giallo che
ha sulle gambe. Si schiarisce la gola. Non so
come faccio a saperlo, ma sento che sta per
fare delle domande importanti. Domande
pi difficili.
Oggi Max doveva andare dallaula della
signora Gosk al Centro di Apprendimento,
dove per non mai arrivato. un tragitto
che fa da solo, normalmente?
A volte dice la signora Patterson, ma
questo non vero. Ci sono sempre io con lui,
quando va al Centro di Apprendimento. Se
sono a scuola vado io a prenderlo. Ma non ha
bisogno di essere accompagnato.
Stiamo cercando di renderlo pi indipendente spiega la signora Palmer. Cos,
anche quando c Ruth, lasciamo che si
sposti da solo.

270/715

Quando sono a scuola il venerd aggiunge la signora Patterson lavoro sempre


con Max al Centro di Apprendimento e di
solito lo accompagno, visto che devo andarci
anchio.
possibile, secondo lei, che Max sia uscito in anticipo dallaula della signora
Gosk?
Forse dice la signora Patterson. Max
non riesce a leggere gli orologi digitali.
Donna lha fatto uscire in orario?
Cos dice continua il commissario. Mi
chiedo solo se, per sbaglio, possa averlo fatto
uscire in anticipo. O se possibile che il
bambino sia uscito senza avvisarla, o senza
che lei se ne sia accorta.
possibile.
Bugiarda! grido, solo perch non riesco
a trattenermi. La signora Gosk non fa mai
uscire i bambini in anticipo. Al massimo si
dimentica proprio di farli uscire. Perch
troppo presa dai suoi libri e dalle sue lezioni.

271/715

E Max non uscirebbe mai dallaula senza il


suo permesso. Mai e poi mai.
Pi la signora Patterson dice le bugie, pi
ho paura. cos brava a mentire.
Che mi dite dei genitori di Max? chiede
il commissario. C qualcosa che dovrei
sapere sul loro conto?
In che senso?
Che tipo di genitori sono? Vanno daccordo? Sono puntuali quando portano Max a
scuola? Se ne occupano abbastanza, secondo
voi? Cose del genere.
Non capisco dice la signora Patterson.
Crede che gli abbiano fatto del male?
Pensavo che oggi fosse venuto a scuola.
venuto, e pu darsi che sia semplicemente uscito a fare una passeggiata e che
salti fuori da un momento allaltro. Magari si
sta dondolando sullaltalena nel cortile di
una casa qui accanto, oppure si nascosto
nel bosco. Ma se non cos, allora qualcuno
lha portato via, e in genere quasi sempre

272/715

qualcuno che il bambino conosce. Spesso un


membro della famiglia. Le viene in mente
qualcuno che potrebbe rapire Max? Crede
che centrino i suoi genitori?
La signora Patterson non risponde a
questa domanda con la stessa velocit con
cui ha risposto alle altre, e il commissario se
ne accorge. Si china verso di lei nello stesso
momento in cui lo faccio anchio. Sente che
la signora Patterson sta per dire qualcosa di
importante, e anchio lo sento. Solo che il
commissario pensa che lei gli racconter un
fatto grave.
Io invece penso che di grave gli racconter
una bugia.
Ho sempre trovato preoccupante il fatto
che Max frequentasse la scuola.
Parla come se stesse sollevando uno zaino
enorme. Ogni sua parola sembra pesante e
leggera allo stesso tempo.
Max un ragazzo molto sensibile e non
ha amici. Ogni tanto qualche bambino lo

273/715

provoca. A volte non riesce a controllare


quello che fa e si espone a dei rischi. Come
correre davanti a uno scuolabus o dimenticarsi che allergico alle nocciole. Se fossi sua
madre, non so se lo manderei alla scuola
pubblica. Penso che sia troppo pericoloso.
Non credo che dei genitori davvero responsabili manderebbero un bambino come
Max alla scuola pubblica.
La signora Patterson fa una pausa. Si
guarda le scarpe. Non penso che si renda
conto di cosa ha detto, perch quando alza di
nuovo gli occhi sembra quasi sorpresa di
vedere il commissario.
Ma non penso che potrebbero far del
male a Max dice.
Lo dice troppo in fretta, mi pare.
Alla signora Patterson non piacciono la
mamma e il pap di Max. Prima non lo
sapevo, ma adesso lo so. E secondo me, lei
preferiva che non lo sapessi.

274/715

Ma c qualcosa che la preoccupa, in particolare, dei suoi genitori? chiede il commissario. A parte il fatto che lo mandano
alla scuola pubblica?
La signora Patterson resta un momento in
silenzio e poi dice: No.
Quindi il commissario le fa delle domande
sulle maestre del Centro di Apprendimento,
sui compagni di classe di Max e sulle altre
persone che Max vede ogni giorno, che in realt non sono moltissime. La signora Patterson spiega che secondo lei nessuna di loro
potrebbe aver portato via Max.
Il commissario annuisce e basta.
Le chieder di ripercorrere con un mio
agente la strada che Max fa di solito per andare al Centro di Apprendimento, per vedere
se le viene in mente qualcosa. Nel caso, mi
faccia sapere. E le chiederemo anche qualche
dettaglio e ulteriori informazioni su chiunque abbia contatti giornalieri con Max.
Okay?

275/715

Okay dice la signora Patterson. Ma


posso andare a casa, dopo aver risposto a
queste domande? Almeno per un po. La fisioterapia e la visita medica mi hanno molto
stancata, e vorrei riposarmi. O magari potrei
stendermi un po sul divano della sala docenti, se preferite che rimanga a scuola.
No, vada pure. La contatteremo noi se ci
serve qualcosa. Se Max non torna entro
stasera, probabilmente dovremo interrogarla
di nuovo. A volte le persone non si rendono
conto dellimportanza di certe informazioni
per le nostre indagini.
Far qualsiasi cosa per rendermi utile lo
rassicura la signora Patterson. Fa per alzarsi
dal divano, ma poi si ferma. Voi pensate di
ritrovarlo, vero?
Lo spero dice il commissario. Come le
ho detto, probabilmente salter fuori nel giro
di unora, magari in un cortile qui accanto.
S, penso che lo troveremo.
Io lo trover di sicuro.

276/715

Perch adesso vado a casa della signora


Patterson.

Venticinque

La mamma e il pap di Max sono in piedi dietro al bancone della segreteria. Li vedo
subito perch sono il primo a uscire dalla
stanza della signora Palmer. Poi li vede
anche la signora Patterson, ma non credo
che li conosca. Secondo me la prima volta
che li incontra. Ha rapito il loro bambino e
ha detto alla polizia che sono dei cattivi genitori e non li conosce nemmeno. Neanche i
genitori di Max la conoscono, secondo me.
Sanno il suo nome, ma non lhanno mai vista
in faccia prima dora. Quando incontrano gli
insegnanti, vedono sempre la signora
McGinn e la signora Riner e la signora Gosk.
Non la signora Patterson. Non gli insegnanti di sostegno.
La Patterson non si ferma a parlare con
loro. Gira a sinistra, uscendo dalla porta laterale dellufficio, dove la sta aspettando un

278/715

poliziotto. un signore anziano con una


macchia marrone sul collo, e secondo me
non ce la farebbe mai ad arrestare un criminale, neanche se il criminale fosse la signora
Patterson come in effetti .
Poi anche la preside Palmer esce dallufficio e vede i genitori di Max. Signor Delaney,
signora Delaney dice, come se fosse sorpresa. Raggiunge il bancone e apre la porta a
vento che separa la zona dove stanno le persone normali da quella dove sta il personale
della segreteria. Accomodatevi, prego.
Di solito la mamma di Max che
comanda, ma stavolta non sembra cos. Le
tremano le mani e ha la faccia pallida. tutta
molle, come una bambola di gomma. So che
pare assurdo, ma perfino i suoi capelli sembrano meno ricci. Ha meno energia del solito
e ha unaria spaventata. Ho limpressione
che abbia fame. Fame di notizie, immagino.
Adesso a comandare sembra il pap di
Max. Ha un braccio intorno alle spalle della

279/715

moglie e si guarda in giro come la signora


Gosk quando fa lappello. Per controllare chi
c e chi non c.
Superano il bancone e vanno verso lufficio
della signora Palmer, ma secondo me la
mamma di Max non ce la farebbe neanche a
muoversi se non la spingesse suo marito.
C qualche novit? chiede il pap di
Max prima ancora di entrare. Anche dalla
voce si capisce che lui a comandare. Le sue
parole sembrano delle frecce sparate dritte
contro la signora Palmer, ed evidente che
nascondono ben altro. Il pap di Max non sta
facendo delle semplici domande. Sta rimproverando la signora Palmer perch ha
perso di vista Max, anche se in realt non
grida e ha solo chiesto se c qualche novit.
Accomodatevi ripete la signora Palmer.
Il commissario Norton vi sta aspettando e
potr rispondere a tutte le vostre domande.
Il commissario Norton non cera quando
Max scomparso ribatte il pap di Max.

280/715

Altre frecce. Molto affilate.


Vi prego, dice ancora la preside
accomodatevi.
Entriamo nellufficio e stavolta sono i genitori di Max a sedersi sul divano dove un paio
di minuti fa si trovavano la Patterson e la
Palmer. Come vorrei potergli dire che sono
esattamente nello stesso posto dove pochi
minuti fa era seduta la persona che ha rapito
Max.
La signora Palmer si sposta sul divano
dove si accomodato il commissario. Per me
non c pi posto, cos resto in piedi vicino ai
genitori di Max. Anche se adesso non ci sono
pi buoni e cattivi, perch il vero cattivo
ormai se n andato, ho ancora la sensazione
di dover scegliere da che parte stare, e qualcosa mi dice che voglio stare dalla parte dei
genitori di Max.
Il commissario si alza e stringe loro la
mano. Si presenta e poi si siedono tutti,
tranne me.

281/715

Signori Delaney, sono il commissario


Norton. Ho assunto io lincarico di cercare
vostro figlio. Lasciate che vi spieghi a che
punto siamo.
La mamma di Max annuisce, ma il pap
no. Non si muove proprio. Secondo me lo fa
apposta. Se si muovesse, se annuisse soltanto, nella stanza non ci sarebbero pi buoni
e cattivi. Sarebbero tutti dalla stessa parte.
Diventerebbero una squadra.
Il pap di Max non muove un dito.
Il commissario racconta ai genitori dei
controlli fatti allinterno della scuola e dei
volontari che stanno perlustrando i dintorni.
Dice che stanno operando in base allipotesi
che Max sia scappato e che quindi lo ritroveranno presto, ma a sentirlo sembra che la
sua sia solo una speranza e che in caso contrario non saprebbe che fare.
Max non mai scappato da scuola dice
il pap di Max.

282/715

Lo sappiamo risponde il commissario.


Ma le sue insegnanti pensano che sia possibile, e in effetti lipotesi pi probabile.
Quali sono le altre? chiede il pap di
Max.
Prego? domanda il commissario.
Quali sono le altre ipotesi di cui parla?
Il commissario resta un momento in silenzio. Quando risponde, pronuncia le parole
molto lentamente. Be, lipotesi di una fuga
da scuola pi probabile di un rapimento.
La mamma di Max fa un piccolo gemito
quando sente la parola rapimento.
Non volevo spaventarla, signora Delaney.
Come ho gi detto, mi aspetto che il mio telefono squilli da un momento allaltro, e che
qualcuno mi dica che Max stato ritrovato
mentre giocava in un cortile qui accanto o
vagava nel bosco dietro alla casa di un vicino.
Ma se cos non fosse, dovremo prendere in
considerazione la possibilit che qualcuno
labbia portato via. Ho gi avviato alcune

283/715

operazioni preliminari nelleventualit in cui


la situazione sia questa. Stiamo tenendo conto di entrambe le possibilit, per qualsiasi
evenienza.
possibile che sia scappato e che qualcuno, vedendolo per strada, labbia fatto salire in macchina?
La signora Palmer ha appena finito la
domanda, e capisco gi dal suo guardo e da
quello del commissario che tutti e due vorrebbero che non lavesse mai fatta. Almeno
non davanti ai genitori di Max. La preside
guarda la mamma di Max, che sembra sul
punto di piangere. Mi dispiace dice. Non
volevo spaventarla.
improbabile spiega il commissario.
Mi pare una coincidenza singolare che Max
abbia deciso di scappare proprio mentre un
potenziale rapitore passava in macchina vicino alla scuola. Ma stiamo valutando tutte le
possibilit, e stiamo interrogando tutti i
membri del personale che hanno contatti con

284/715

Max, e stiamo cercando di scoprire se qualcun altro lha visto o sentito di recente.
Perch Max era da solo? chiede la
mamma di Max.
Questa una buona domanda. Una
domanda-freccia che dovrebbe colpire la signora Palmer proprio in mezzo agli occhi, e
invece suona morbida come gelatina. Non
una domanda con un significato nascosto.
Anche la mamma di Max sembra fatta di
gelatina. tutta molle e traballante.
Linsegnante di sostegno di Max oggi era
assente, ma Max era gi andato molte altre
volte da solo al Centro di Apprendimento
spiega la signora Palmer. Anzi, uno degli
obiettivi del suo Programma di Istruzione
Personalizzato proprio quello di renderlo
pi indipendente nei suoi spostamenti allinterno delledificio e nellattenersi allorario
delle lezioni. Quindi non era insolito, per lui,
spostarsi da solo dalla classe al Centro di
Apprendimento.

285/715

Ed durante quel tragitto che pensate


che sia scomparso? chiede il pap di Max.
Mentre andava dalla classe al Centro di
Apprendimento?
S risponde subito il commissario. Secondo me vuole che la signora Palmer stia
zitta, per cui riempie tutti i silenzi in cui lei
potrebbe inserirsi. Max stato visto per
lultima volta in classe. Non mai arrivato al
Centro di Apprendimento, ma siccome la sua
insegnante di sostegno oggi non cera, gli altri docenti non se ne sono accorti, perch lei
lunica a lavorare con Max in quellora. E la
sua maestra, la signora Gosk, ha dato per
scontato che Max fosse al Centro, cos si
sono resi conto della sua scomparsa soltanto
dopo un paio dore.
Il pap di Max si passa le mani tra i capelli.
Di solito lo fa quando vuole evitare di dire
qualcosa di brutto. Lo fa spesso quando litiga
con sua moglie. In genere prima di sbattere
la porta con la zanzariera e andarsene.

286/715

Avremmo bisogno di alcune informazioni dice il commissario: Nomi di persone che hanno contatti abituali con Max.
Nuove conoscenze del bambino, di qualsiasi
genere. Le sue abitudini quotidiane. Qualsiasi informazione medica sia necessario
conoscere.
Ha detto che pensate di trovarlo da un
momento allaltro lo interrompe la mamma
di Max.
S, lo so, e ne sono ancora convinto. Abbiamo pi di duecento persone che stanno
perlustrando la zona in questo momento, e i
media ci stanno aiutando a spargere la
voce.
Il commissario sta per dire qualcosaltro
quando si sente bussare alla porta e una poliziotta fa capolino nellufficio e dice: Commissario, la signora Patterson vorrebbe andare a casa, se non ha pi bisogno di lei.
Le venuto in mente qualcosa lungo il
tragitto?

287/715

No.
E abbiamo i suoi recapiti?
S.
Va bene, allora conclude il commissario.
Pu andare.
State lasciando andare il cattivo! grido,
ma nessuno mi sente.
come quando il pap di Max o Sally urlano contro la tv se un investigatore per
sbaglio lascia andare un cattivo, solo che di
solito in tv i cattivi vengono sempre catturati,
alla fine. Questo invece il mondo reale, e
non credo che qui valgano le regole della
televisione. I cattivi come Tommy Swindon e
la signora Patterson possono anche vincere,
nel mondo reale. Max pu contare solo su di
me, e io non posso fare niente.
Ok, la mando a casa dice la poliziotta.
Questo vuol dire che il momento che
vada anchio, anche se una gran parte di me
vorrebbe restare qui con la mamma di Max.
Lunico modo per aiutarla aiutare Max, ma

288/715

lasciarla proprio adesso mi sembra sbagliato.


Sembra cos debole. Come se fosse rimasta
solo la met di lei.
Ma io devo trovare il mio amico.
Passo attraverso la porta ed esco nella
zona della segreteria. Non vedo la signora
Patterson. La poliziotta che ha appena parlato con il commissario Norton adesso al
telefono. seduta alla scrivania dove di
solito si siede la segretaria. Non so dov la
signora Patterson, ma so dove parcheggia la
sua macchina, e ho paura che possa essere
gi l, cos sto per correre fuori dagli uffici
quando sento che la poliziotta dice: Dille
che pu andare, adesso. Ma dille di lasciare il
cellulare acceso in caso avessimo bisogno di
lei. Questo lo dice alla persona con cui sta
parlando al telefono.
Bene. La signora Patterson non se n
ancora andata.

289/715

Ma voglio entrare nella sua macchina


prima che arrivi al parcheggio, quindi
comincio a correre.
Una volta conoscevo un amico immaginario che faceva puff: invece di raggiungere
un posto camminando, poteva sparire da un
luogo e riapparire in un altro, purch fosse
un luogo dove era gi stato prima. Mi sembrava una cosa incredibile, perch era come
se smettesse di esistere per un secondo e
ricominciasse a esistere un secondo dopo. Gli
ho chiesto comera smettere di esistere, perch volevo sapere se faceva male, ma lui non
ha capito la domanda.
Io non smetto di esistere mi ha detto.
Faccio solo puff da un posto allaltro.
Ma cosa senti quando smetti di esistere,
in quel secondo prima di riapparire?
Non sento niente ha risposto. Chiudo
gli occhi e quando li riapro sono gi nel posto
dove volevo andare.

290/715

Ma cosa senti quando il tuo corpo


scompare?
Non sento niente.
Mi sembrato che si stesse arrabbiando,
cos ho smesso di fargli domande. Ero un po
invidioso del fatto che sapeva fare puff, ma
in compenso era alto quanto una Barbie e
aveva gli occhi blu. Completamente blu. Non
aveva neanche un po di bianco. Era come se
vedesse il mondo attraverso degli occhiali da
sole blu scuro, quindi ci vedeva a malapena,
soprattutto quandera nuvoloso o quando la
maestra spegneva le luci per guardare un
film in classe. E non aveva un nome, cosa che
succede abbastanza spesso agli amici immaginari, ma che comunque un po triste. E
ora non c pi. Ha smesso di esistere durante le vacanze di Natale, quando Max era
ancora allasilo.
Vorrei proprio saper fare puff, adesso. Invece sto correndo nellatrio, seguendo la
stessa strada che ho fatto stamattina con

291/715

Max, quando la signora Patterson lha rapito.


Fino ad arrivare alle porte di vetro da cui
uscito.
Lauto della signora Patterson non nel
parcheggio. Corro su e gi lungo la fila di
macchine ma non riesco a trovarla. Ma c
solo una strada per arrivare al parcheggio,
attraverso quellatrio e quella serie di porte a
vetri, e so che la signora Patterson non pu
averci messo meno di me perch io ho corso
per tutto il tempo mentre lei non correrebbe
mai, visto che non vuole dare nellocchio.
Poi mi viene un dubbio. Forse ha due macchine ed tornata a scuola con laltra. Senza
lo zaino azzurro e senza nessuna traccia di
Max, un capello o il fango lasciato dalle sue
scarpe, o le impronte delle sue dita. Tutta
quella roba che la Scientifica pu usare per
dimostrare che Max era seduto sul sedile di
dietro. Devessere cos. tornata a scuola
con unaltra macchina, nel caso in cui la polizia avesse deciso di ispezionarla. Sarebbe

292/715

una cosa furba e diabolica, e penso che la signora Patterson sia la persona pi furba e
diabolica che abbia mai incontrato. Potrebbe
uscire da quelle porte da un momento allaltro ed entrare in una macchina diversa. In
una macchina che io non ho mai visto. Forse
proprio quella che adesso si trova davanti a
me.
Mi guardo intorno per vedere se nel
parcheggio c una macchina nuova. Una che
non ho mai notato prima. Poi la vedo. Non
una macchina sconosciuta, ma la solita macchina della signora Patterson. Quella con lo
zaino azzurro e il capello di Max e il fango di
Max. parcheggiata lungo la rotatoria,
proprio davanti allingresso della scuola,
anche se vietato parcheggiare l durante
lorario di scuola. Lo so perch a volte la signora Palmer, attraverso linterfono, chiede
alla persona che ha parcheggiato sulla rotatoria di spostare la macchina immediatamente. Dice immediatamente per far capire

293/715

che arrabbiata. Potrebbe dire semplicemente: Per favore, chiunque tu sia, sposta
la macchina dalla rotatoria. E sappi che mi
hai fatto arrabbiare. E invece dice immediatamente, che sembra pi gentile ma in realt non gentile per niente
Comunque sono sempre i genitori o i supplenti a parcheggiare sulla rotatoria, perch
le maestre sanno bene che vietato. Anche la
signora Patterson lo sa. Quindi perch adesso ha parcheggiato l? Ci sono anche alcune macchine della polizia, sulla rotatoria,
ma ai poliziotti permesso infrangere le
regole.
Poi mi accorgo che anche la macchina dei
genitori di Max parcheggiata sulla rotatoria. Si trova proprio dietro la macchina della
Patterson, anzi, adesso non pi, perch la
macchina della signora Patterson appena
partita. Gira in fondo alla rotatoria e va verso
la strada principale.

294/715

Mi metto a correre. Corro pi veloce che


posso, cio con tutta la velocit che Max ha
immaginato che avessi, che per poca. Vorrei gridare: Fermati! Aspetta! Non potevi
parcheggiare sulla rotatoria!. Ma la signora
Patterson non mi sentirebbe mai, perch ha i
finestrini alzati ed troppo lontana, e io sono
immaginario, e solo gli altri amici immaginari e il mio amico umano, che stato rapito
da lei, possono sentirmi.
Attraverso il viale senza guardare da una
parte e dallaltra e senza passare sulle strisce,
e poi corro nel prato fino allaltra parte della
rotatoria, ma la signora Patterson ha gi raggiunto la strada principale e sta girando a
destra. Come vorrei saper fare puff! Chiudo
gli occhi e cerco di immaginare il sedile di dietro della macchina della signora Patterson,
con lo zaino azzurro e il capello di Max e il
fango delle sue scarpe, ma quando un
secondo dopo riapro gli occhi sto ancora correndo sul prato e la macchina della signora

295/715

Patterson sta scomparendo in fondo alla collina, e dietro a una curva.


Rallento e poi mi fermo. Ora sono in
mezzo al prato davanti alla scuola, sotto a un
paio di alberi. Delle foglie gialle e rosse mi
cadono intorno.
Ho perso Max.
Di nuovo.

Ventisei

Il commissario Norton ha detto alla mamma


e al pap di Max che non ha perso la speranza di trovarlo da qualche parte qui intorno, ma che sta anche indirizzando le indagini in una direzione diversa.
Questo vuol dire che non pensa pi che
Max sia scappato.
Ha mandato i suoi genitori in sala professori con una poliziotta, perch rispondano
a qualche altra domanda. Poi ha detto
allagente con la macchia marrone sul collo
di chiamare Burger King e lAetna per vedere
se la mamma e il pap di Max erano davvero
al lavoro quando lui scomparso. Vuole essere sicuro che non siano stati la mamma e il
pap di Max a farlo sparire. La cosa non mi
stupisce. La polizia deve sempre controllare
prima di tutto i genitori.

297/715

In televisione i cattivi sono sempre i


genitori.
Lagente torna nellufficio e dice al commissario Norton che la mamma e il pap di
Max sono rimasti al lavoro tutto il giorno ed
erano bene in vista: vuol dire che non possono essere venuti a scuola a rapire Max
senza che nessuno se ne sia accorto.
Il commissario sembra sollevato.
Immagino che sia meglio cercare uno
sconosciuto che rapisce i bambini piuttosto
che scoprire che un bambino stato rapito
dalla sua mamma o dal suo pap. Per
guardando la televisione ho imparato anche
che le persone che fanno del male ai bambini
o li rapiscono di solito non sono estranei e
infatti vero anche stavolta. La signora Patterson non unestranea. solo furba.
Circa venti minuti prima della fine delle
lezioni, il commissario ha detto che non era
pi necessario tenere sotto sequestro i locali
della scuola e ha lasciato che i bambini si

298/715

preparassero per uscire, mettendosi in fila


per gli scuolabus. Ma oggi cerano pochi
alunni in fila. Molti genitori sono venuti a
prendere i figli, e tutti si mordevano le unghie, si rigiravano la fede al dito e camminavano pi veloci del solito, come se il
rapitore si fosse nascosto dietro a un albero
nel prato davanti alla scuola, pronto a portarsi via qualche altro bambino.
Ho provato a parlare con Puppy prima che
salisse sullo scuolabus con Piper, ma ho
avuto solo un paio di minuti perch il bus li
stava gi aspettando.
La signora Patterson ha rapito Max gli
ho detto.
Eravamo in piedi in classe di Piper, e la
guardavamo spostare i quaderni dallarmadietto allo zaino. In realt solo Puppy era in
piedi, perch io quando parlo con lui devo
mettermi seduto per terra, visto che Puppy
un cagnolino.
Lha rapito? ha chiesto lui.

299/715

Mi fa sempre un effetto strano quando


Puppy parla, perch di solito i cani non parlano, e lui sembra proprio un cane vero.
Quando lo fa, la lingua gli pende dalla bocca
e lo fa balbettare. E poi si gratta un sacco,
anche se, per quel che ne so io, le pulci immaginarie non esistono.
S, ho detto Max salito in macchina
con lei e lei ha messo in moto ed partita.
Allora non lha rapito. Forse sono andati
a fare un giro.
S, ma secondo me Max non ha capito
cosa stava succedendo. Penso che la signora
Patterson labbia imbrogliato.
E perch? ha chiesto Puppy. Perch
una maestra dovrebbe imbrogliare un
bambino?
Questa unaltra ragione per cui non mi
piace parlare con Puppy. Lui non capisce le
cose come me. Piper ancora in prima elementare, e Puppy resta quasi tutto il tempo
con lei, quindi non vede mai il mondo degli

300/715

adulti. Di notte non va dal benzinaio o allospedale e non guarda la televisione con i genitori di Piper. troppo simile a lei. Non ha
imparato ancora niente, tipo il motivo per
cui una maestra potrebbe rapire un
bambino.
Non so perch la signora Patterson lha
imbrogliato rispondo, perch non ho voglia
di spiegargli che cos un cattivo. Ma
secondo me non le piacciono i genitori di
Max. Forse pensa che sono cattivi.
E perch i genitori di Max dovrebbero essere cattivi? I genitori non sono mai cattivi.
Capito cosa voglio dire?
Come vorrei che Graham fosse ancora qui.
Quanto mi manca. E mi sa che sono lunico a
sentire la sua mancanza. Perch se la sentisse anche Meghan, Graham non sarebbe
sparita. Secondo me, Meghan non se la ricorda nemmeno.
Qualsiasi cosa succeda, non credo che
qualcuno si ricorder di me, quando sar

301/715

scomparso. Sar come se non ci fossi mai


stato. Non rester nessuna prova che sono
esistito. Quando Graham stava scomparendo, ha detto che lunica cosa che la faceva
sentire triste era che non avrebbe visto crescere Meghan. Se io scomparissi, sarei triste
di non veder crescere Max, ma sarei anche
triste di non veder crescere me stesso.
Solo che non puoi essere triste se scompari, perch le persone che scompaiono non
possono neanche essere tristi.
Possono
solo
essere
ricordate
o
dimenticate.
Io Graham me la ricordo, quindi il fatto
che esistita ha ancora importanza. Graham
non stata dimenticata. Ma non c pi nessuna Graham che si possa ricordare di me.
La polizia ha ordinato del cibo cinese per i
genitori di Max e il commissario Norton
glielha appena portato.
Dobbiamo farvi qualche altra domanda,
ma non ci vorr molto. Potete restare

302/715

unaltra oretta? Poi vi rimandiamo a casa con


un paio di agenti.
Possiamo restare tutto il tempo che vi
serve risponde la mamma di Max.
Da come lo dice, sembra che resterebbe
qui tutta la notte. La capisco. Finch non torna a casa, pu continuare a pensare che ritroveranno Max da un momento allaltro. Se
torna a casa invece vuol dire che per stanotte
non lo ritroveranno.
Ma se non vanno dalla signora Patterson,
non lo ritroveranno mai.
Lagente con la macchia marrone sul collo
esce dalla stanza con il commissario Norton.
Il commissario Norton dice ai genitori di
Max che li lascer da soli per qualche minuto
per farli mangiare in pace.
Io invece non esco. Ora che non c Max, i
suoi genitori sono le uniche persone che mi
restano.
Appena si chiude la porta, la mamma di
Max si mette a piangere. Non un pianto

303/715

enorme, come quelli che fanno i bambini il


primo giorno dellasilo. un pianto piccolo.
Tira su con il naso tante volte e le scende
qualche lacrima, tutto qui. Il pap di Max la
abbraccia. Non dice niente, e non capisco
perch. Restano seduti e basta. Forse stanno
cos male che lunico modo per dirlo quello
di non dire niente.
Anchio sto malissimo, ma se potessi parlare parlerei.
Gli direi quanto mi sento stupido per aver
lasciato che la signora Patterson se ne andasse senza di me. Quanto mi sento stupido
e colpevole e schifoso. Gli direi quanto sono
preoccupato, perch oggi venerd e quindi
non potr salire nella macchina della signora
Patterson prima di luned pomeriggio. Gli
direi che ho tanta paura che la signora Patterson luned non torner a scuola e io non
potr pi trovare n lei n Max.
Se potessi parlare con i genitori di Max, gli
direi che la signora Patterson lha

304/715

imbrogliato e lha portato via da scuola e ha


detto tante bugie su quello che successo e
adesso Max nei guai. Se potessi dirgli tutte
queste cose, forse riuscirei a salvare Max.
Quanto vorrei poter toccare il loro mondo e
fargliele sapere.
Per questo mi venuto in mente Oswald,
luomo dellospedale. Lamico immaginario
cattivo che non voglio mai pi rivedere.
Solo che forse adesso devo farlo.

Ventisette

Stanotte a casa ci sono due poliziotti, e sono


quel tipo di poliziotti che non dorme mai. Ne
ho gi visti altri del genere al commissariato.
Possono stare svegli tutta la notte, perch il
commissariato non chiude mai.
Sono seduti in cucina, a bere caff e a
guardare la televisione. strano stare a casa
con due sconosciuti, specialmente adesso che
Max non c. Devessere strano anche per la
mamma e il pap di Max, perch stasera
sono andati a letto presto invece di sedersi in
soggiorno a guardare la televisione.
Il pap di Max voleva uscire a cercarlo, ma
il commissario Norton gli ha detto di andare
a casa a dormire un po. Le nostre pattuglie
e i volontari stanno perlustrando il quartiere,
e abbiamo bisogno che lei sia ben riposato
nel caso domani ci servisse il suo aiuto.

306/715

E se Max si fatto del male ed bloccato


da qualche parte? ha chiesto il pap di Max,
e cera rabbia nella sua voce, ma quella rabbia che a volte le persone provano quando
sono spaventate. Sembrava pi che altro
nervoso e agitato. Come se dietro alla voce
grossa e alle guance rosse ci fosse tanta
paura. Se scivolato ed caduto e ha battuto la testa ed rimasto svenuto sotto a un
cespuglio, dove le vostre pattuglie non lo
vedranno mai? O se caduto in un tombino
aperto o magari ha cercato di calarsi dentro
da solo? Se steso in una fogna sotto a una
strada, e sta morendo dissanguato in questo
stesso istante?
La mamma di Max ha ricominciato a piangere, e allora il pap si ferma prima di dire
di nuovo che Max forse sta morendo o potrebbe essere gi morto.
Sono tutte cose che abbiamo tenuto in
considerazione dice il commissario Norton.

307/715

Anche se il pap di Max stava quasi urlando, la voce del commissario rimasta
tranquilla. Ha capito che il pap di Max non
era arrabbiato con lui. Forse ha capito anche
che il pap di Max non era veramente arrabbiato, ma solo spaventato. Alla fine ho limpressione che il commissario Norton sia pi
intelligente di quello che pensavo.
In realt abbiamo gi controllato tutti i
tombini nel giro di tre miglia dalla scuola, e
ora stiamo estendendo il raggio. S, possibile che Max sia finito in qualche posto difficile da individuare per le nostre squadre,
ma ho messo in guardia tutti quelli che lo
stanno cercando, e vi assicuro che setacceranno ogni angolo.
Il pap di Max ha ragione: Max bloccato
in un posto dove nessuno pu vederlo. E per
quanto lo cerchino, credo che non lo troveranno lo stesso.
La mamma e il pap di Max adesso sono a
casa, e dopo aver spiegato ai poliziotti

308/715

doverano la caffettiera e il bagno e il telefono e il telecomando, gli hanno detto che se


ne andavano a letto.
Non hanno acceso nemmeno la televisione, e non mi ricordo che sia mai successo
prima. La mamma di Max si fatta la doccia
e adesso seduta sul letto, a spazzolarsi i
capelli. Anche il pap di Max seduto sul
bordo del letto e si rigira il telefono tra le
mani.
Penso continuamente a come devessere
spaventato dice la mamma di Max. Ha
smesso di spazzolarsi i capelli.
Lo so risponde il pap. Sono convinto
che rimasto bloccato da qualche parte.
Forse si infilato nel seminterrato di una
casa o magari ha trovato una grotta nel bosco
e adesso non riesce pi a uscire. Ma ovunque
sia, chiss come si sente solo e spaventato.
Spero che almeno ci sia Budo con lui.
Caccio un grido quando sento dire il mio
nome dalla mamma di Max. So che

309/715

convinta che sono immaginario, ma per quel


mezzo secondo mi sembrato quasi che mi
considerasse reale.
Non ci avevo pensato dice il pap di
Max. Ma qualsiasi cosa possa farlo sentire
meglio, e fargli provare un po meno paura,
ben venga.
La mamma si mette a piangere, e un
secondo dopo si mette a piangere anche il
pap. Ma lui piange dentro. Si capisce che sta
piangendo, ma si capisce anche che convinto che non lo possa vedere nessuno.
Vorrei sapere dove abbiamo sbagliato
dice la mamma di Max, senza smettere di piangere. Continuo a pensare che in qualche
modo colpa nostra.
Basta risponde il pap, e capisco che
non sta pi piangendo. Almeno per ora.
Quella maledetta maestra lha perso di
vista, e Max probabilmente andato a fare
una passeggiata e si perso. E poi qualcosa
deve averlo incuriosito ed rimasto bloccato

310/715

da qualche parte. Abbiamo gi abbastanza


motivi per preoccuparci, ci manca solo il
senso di colpa.
Secondo te non lhanno rapito?
No dice lui. Non pu essere. No, lo ritroveranno in fondo a un pozzo o intrappolato
nel seminterrato di qualche casa abbandonata o chiuso a chiave in una rimessa. E
poi lo sai com fatto. Probabilmente ha gi
sentito qualcuno che lo chiamava per nome,
ma non risponde perch non gli piace parlare
con le persone e non gli piace neanche strillare. Se ne star al freddo e al gelo, terrorizzato, ma non gli succeder niente.
Andr cos, me lo sento. Me lo sento nel profondo del cuore.
Le parole del pap di Max fanno un belleffetto. Sono piene di speranza e penso che ci
creda davvero in quello che ha detto. E penso
che anche la mamma di Max stia cominciando a crederci. Per un secondo, ci credo
perfino io. Ci voglio credere.

311/715

I genitori di Max si abbracciano e non si


lasciano pi. Dopo qualche istante mi sembra strano restare seduto vicino a loro,
quindi
esco.
Tanto
tra
poco
si
addormenteranno.
Stanotte non voglio andare dal benzinaio.
Dee e Sally non ci saranno, e non voglio
pensare a tutte le persone che ho perso nella
mia vita. Graham. Dee. Sally. Max. Il benzinaio era uno dei miei posti preferiti, ma ora
non pi.
Per non posso neanche stare qui. Non
tutta la notte. Non mi va di stare seduto nella
stanza dei genitori e non voglio neanche restare da solo in camera di Max. E non posso
stare neanche in soggiorno o in cucina, perch ci sono i poliziotti che guardano uno di
quei programmi in cui un tizio parla a un
gruppo di persone che lo trovano molto pi
divertente di quanto lo troviamo noi a casa.
E poi strano avere tutti questi estranei
qui dentro.

312/715

Ho bisogno di parlare con qualcuno. E non


ci sono molti posti dove un amico immaginario pu trovare qualcuno con cui parlare,
specialmente di notte.
Un posto per lo conosco.

Ventotto

Lospedale pediatrico davanti allospedale


normale, ma allospedale normale non ci
vado pi. Non ci vado pi da quando ho incontrato lamico immaginario delluomo cattivo. A volte mi sento nervoso quando vengo
allospedale pediatrico, perch molto vicino
a quello degli adulti.
Ma il posto migliore per trovare altri
amici immaginari. Anche meglio della
scuola. Le scuole sono piene di bambini, ma
la maggior parte di loro lasciano gli amici
immaginari a casa, perch difficile parlare
o giocare con un amico immaginario quando
ci sono le maestre e gli altri alunni in giro.
Magari i bambini se li portano a scuola il
primo giorno dellasilo, ma a meno che non
siano come Max, lo capiscono subito che parlare con qualcuno che invisibile non un
buon modo per fare amicizia. Ed cos che la

314/715

maggior parte degli amici immaginari


smettono di esistere.
Vengono uccisi allasilo.
Lospedale pediatrico invece sempre un
buon posto per trovare altri amici immaginari. Ci sono venuto la prima volta quando
Max era in prima elementare, perch la
maestra di Max, la signora Kropp, ci aveva
detto che lospedale non chiude mai. Stava
parlando in classe del 911, che un numero
che puoi chiamare al telefono se c
unemergenza.
Se potessi schiacciare i tasti del telefono
lavrei chiamato oggi, quando la signora Patterson ha rapito Max.
La signora Kropp ci aveva spiegato che il
911 si pu chiamare in qualsiasi momento,
perch le ambulanze e gli ospedali sono
sempre aperti. Cos una notte ho deciso di
non andare dal benzinaio e di andare invece
allospedale, che a tipo sei benzinai di
distanza.

315/715

I bambini dellospedale pediatrico sono


sempre malati. Alcuni sono malati solo per
uno o due giorni. Cadono dalla bicicletta e
sbattono la testa o si prendono una cosa
chiamata broncopolmonite, ma ci sono
anche dei bambini che stanno in ospedale da
tanto tempo perch sono veramente malati.
Molti di loro, soprattutto quelli veramente
malati, hanno degli amici immaginari, probabilmente perch ne hanno bisogno. Alcuni
bambini sono pallidi e magrissimi e non hanno i capelli, e certi si svegliano nel cuore
della notte piangendo piano piano, cos nessuno li sente e nessuno si preoccupa per loro.
I bambini malati sanno di essere malati, e i
bambini veramente malati sanno di essere
veramente malati, e alcuni di loro hanno
paura. Cos molti hanno bisogno di un amico
immaginario per avere un po di compagnia
quando i genitori vanno a casa e loro restano
da soli con le macchine che fanno bip e le
luci che lampeggiano.

316/715

Lascensore dellospedale per me un


problema, perch non posso passare attraverso le porte degli ascensori. Posso passare
attraverso le porte a vetri e le porte di legno e
le porte delle camere da letto e anche attraverso le portiere delle macchine, ma non attraverso le porte degli ascensori. Penso che
dipenda dal fatto che Max ha paura degli ascensori e non ci entra mai e poi mai, quindi
probabilmente pensa che le porte degli ascensori non sono come le porte normali. Gli
sembrano quasi delle botole.
Solo che voglio andare al quattordicesimo
piano, e con lascensore pi facile arrivarci.
Quattordici piani sono un sacco di scale.
Questo per vuol dire che prima devo verificare che in ascensore ci sia spazio anche per
me, perch anche se le persone non possono
vedermi o sentirmi, quando sono troppe possono sbattermi addosso e schiacciarmi in un
angolo.

317/715

Anche se in realt non cos. Non sono


loro che mi sbattono addosso. Sono io che
sbatto addosso allidea che ho di loro, perch
io li sento ma loro non sentono me. Certe
volte succede che lascensore si riempie di
gente e io vengo schiacciato in un angolo, e
allora comincio a sentirmi come deve sentirsi
Max quando in ascensore. Tutto schiacciato e in trappola e senzaria, anche se io non
ho bisogno di respirare. Sembra che respiri,
ma respiro solo lidea dellaria.
molto strano essere un amico immaginario. Non puoi soffocare e non puoi ammalarti e non puoi cadere e romperti la testa
e non puoi prendere la broncopolmonite.
Lunica cosa che pu ucciderti quando una
persona smette di credere in te. Ma questo
succede molto pi spesso del soffocamento,
delle botte in testa e della broncopolmonite
messi insieme.
Aspetto che una donna con un vestito
azzurro schiacci il bottone. entrata

318/715

nellospedale subito dopo di me. Devo aspettare che qualcuno usi lascensore perch
io non posso schiacciare il bottone che avverte lascensore che qualcuno vuole salire. E
poi devo solo sperare che chi ha schiacciato il
bottone scenda a un piano vicino al mio. La
donna con il vestito azzurro schiaccia il numero undici, che non male. Se in ascensore
non sale nessun altro, scender anchio
allundicesimo piano e salir le scale fino al
quattordicesimo.
Non sale nessun altro prima dellundicesimo piano, cos esco e faccio le ultime tre
rampe di scale.
Il quattordicesimo piano fatto a forma di
ragno, con un cerchio in mezzo dove lavorano tutti i dottori, da cui partono quattro
corridoi che si allungano allesterno. Ne attraverso uno andando verso il centro, e supero varie porte aperte. Questo un altro
vantaggio dellospedale pediatrico. I dottori
non chiudono mai le porte quando entrano

319/715

nelle camere dei bambini, cos gli amici immaginari che non riescono ad attraversarle
non restano rinchiusi tutta la notte.
tardi, quindi il corridoio silenzioso.
Tutto il quattordicesimo piano silenzioso.
Quasi tutte le camere sono al buio. Nel cerchio c un gruppo di dottoresse giovani, sedute o in piedi dietro ai banconi, che
scrivono numeri e parole su dei fogli e entrano nelle camere quando suona un campanello. Sono come i poliziotti che non
dormono mai. Possono restare sveglie tutta
la notte e sembra che stiano bene cos.
In fondo a una zampa del ragno c una
stanza con dei divani e delle poltrone e un
sacco di giornaletti e giocattoli. Di giorno ci
fanno ricreazione i bambini malati. Di notte
ci si incontrano gli amici immaginari che non
dormono.
Prima pensavo che nessun amico immaginario dormisse, ma poi Graham mi ha
detto che lei di notte dormiva, quindi forse

320/715

stanotte in ospedale ci sono degli amici immaginari che stanno dormendo in camera
con i loro amici umani.
Immagino Graham mentre dormiva nel
letto di Meghan, vicino a lei, e mi viene
voglia di piangere.
Stanotte in sala ricreazione ci sono tre
amici immaginari: non molti. Tutti e tre hanno laspetto tipico degli amici immaginari. Ce
n uno che pare proprio un bambino vero,
solo che ha le gambe e i piedi piccoli e appena abbozzati, e la testa troppo grossa
rispetto al corpo. Sembra uno di quei
pupazzi con il collo a molla che la signora
Gosk tiene sulla scrivania. In compenso ha le
orecchie e le sopracciglia e le dita, e questo lo
fa assomigliare molto pi a un essere umano
che a un amico immaginario. Ma ha la testa
cos grossa che sarei curioso di vederlo
camminare.
Seduta vicino al bambino con la testa
grossa e il collo a molla c una bambina alta

321/715

come una bottiglia di coca-cola. Ha i capelli


gialli e non ha n il collo n il naso. Ha la
testa appoggiata direttamente sulle spalle,
come un pupazzo di neve. E ha lo sguardo
fisso.
Il terzo amico immaginario sembra un
cucchiaio grosso come un bambino, con gli
occhi grandi e rotondi, la bocca piccola e le
gambe e le braccia che ricordano due stecchi.
tutto argentato e non ha vestiti addosso,
ma tanto i vestiti non gli servono perch, a
parte le gambe e le braccia, sembra proprio
un cucchiaio.
In realt non sono neanche sicuro se
maschio o femmina. A volte gli amici immaginari non sono n luno n laltro. Questo
qui potrebbe anche essere un cucchiaio e
basta.
Quando entro, tutti smettono di parlare e
mi fissano. Ma non mi guardano negli occhi,
probabilmente perch pensano che io sia un
essere umano.

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Ciao dico, e il cucchiaio sta quasi per


strozzarsi. Il bambino con il collo a molla fa
un salto e la testa gli dondola avanti e indietro proprio come quella dei pupazzi della signora Gosk.
La bambina minuscola non si muove. Lo
sguardo sempre fisso.
Pensavo che fossi reale dice il cucchiaio.
cos stupito che sembra che le parole gli si
strozzino in gola. Ha la voce di un bambino,
quindi penso sia un maschio.
Anchio! dice il bambino con il collo a
molla. Sembra molto eccitato.
No, no. Sono come voi. Mi chiamo
Budo.
Wow. Sembri cos reale commenta il
cucchiaio. Non riesce a staccarmi gli occhi di
dosso.
Sono reale. Reale come voi.
Ogni volta che parlo con degli amici immaginari, la conversazione sempre la stessa.
Tutti si stupiscono che non sono un essere

323/715

umano e dicono che sembro reale. E io devo


ricordargli che anche loro sono reali.
Certo dice il cucchiaio. Ma tu sembri
davvero un essere umano.
Lo so rispondo.
Dopo un momento di silenzio, parla il cucchiaio. Io sono Spoon dice.
Io Klute continua il ragazzo con il collo
a molla. Lei Summer.
Ciao esclama la bambina piccola con
una vocina sottile sottile. Dice solo ciao e
gi capisco che triste. La persona pi triste
che abbia mai visto. Pi triste del pap di
Max quando Max non gioca bene a palla.
Forse triste come me quando penso a
Graham.
Hai qualcuno qui? chiede Spoon.
Che vuoi dire?
Hai un amico umano in ospedale?
Ok, no, rispondo sono venuto a fare un
giro. Non la prima volta che vengo. un

324/715

buon posto per incontrare altri amici


immaginari.
vero dice Klute, scuotendo la testa e
facendola ruotare. Io e Eric siamo qui da
una settimana e non avevo mai visto cos
tanti amici immaginari prima.
Eric il tuo amico umano? domando.
Klute dondola la testa per dire s.
Da quanto tempo esisti? gli chiedo.
Dal campeggio estivo risponde Klute.
Conto allindietro fino allinizio dellestate.
Cinque mesi? domando.
Non lo so. Non so contare i mesi.
E tu? chiedo a Spoon.
Questo il mio anno numero tre dice
Spoon. Asilo e adesso prima elementare.
Sono tre anni, giusto?
S confermo. Sono sconvolto da quant
grande. Gli amici immaginari che non sembrano degli esseri umani di solito non vivono
molto a lungo. Tre anni sono un sacco di
tempo dico.

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Lo so risponde Spoon. Non ho mai


conosciuto nessuno pi vecchio di me.
Io ne ho quasi sei spiego.
Sei cosa? domanda Klute.
Sei anni. Max adesso in terza. Max il
mio amico umano.
Sei anni? chiede Spoon.
S.
Per un momento nessuno dice niente. Mi
fissano e basta.
Hai lasciato Max da solo? stata Summer a parlare. Ha la voce sottile, ma mi fa
sussultare.
Che vuoi dire? chiedo.
Hai lasciato Max a casa da solo?
In realt no. Max non a casa. fuori.
Oh. Summer resta in silenzio per un
momento, poi domanda: E perch non sei
andato con lui?.
Non potevo. Non so dov.
Sto per spiegare quello che successo a
Max, quando Summer ricomincia a parlare.

326/715

La sua voce ancora sottile, ma in qualche


modo anche forte.
Io non potrei mai lasciare Grace da sola
dice.
Grace? domando.
Grace. La mia amica umana. Non potrei
mai lasciarla. Neanche per un secondo.
Apro di nuovo la bocca per spiegare quello
che successo a Max, ma Summer parla per
prima.
Grace sta morendo.
Guardo Summer, vorrei dire qualcosa ma
non mi esce niente. Non trovo le parole.
Grace sta morendo ripete Summer. Ha
la leucemia. una cosa brutta. tipo la peggiore influenza che si pu prendere. E cos
adesso sta morendo. Il dottore ha detto alla
mamma che sta per morire.
Di nuovo non so che dire. Cerco di pensare
a qualcosa per farla sentire meglio o per sentirmi meglio io, ma Summer ricomincia a
parlare prima di me.

327/715

Quindi non lasciare Max da solo per


troppo tempo, perch un giorno potrebbe
morire anche lui. Devi giocare con lui il pi
possibile, finch vivo.
Allimprovviso capisco che la voce di Summer non stata sempre cos triste e sottile.
triste e sottile adesso, perch Grace sta
morendo, ma una volta anche Summer sorrideva ed era felice. Ora riesco a vedere la
versione felice di Summer, come unombra
intorno alla sua versione triste.
Davvero continua. Gli amici umani
non vivono per sempre. Muoiono.
Lo so dico.
Non le dico che penso continuamente al
fatto che Max potrebbe morire.
Invece mi metto a parlare di Max con lei e
con Spoon e con Klute. Comincio descrivendogli com fatto. Spiego che gli piacciono
il Lego e la signora Gosk. Gli dico che ogni
tanto si blocca. Che spesso fa una cacca extra. Gli parlo dei suoi genitori. Dei problemi

328/715

con Tommy Swinden. Poi gli racconto della


signora Patterson e di quello che gli ha fatto.
Di come ha imbrogliato Max. Di come ha imbrogliato tutti tranne me.
Anzi ha imbrogliato anche me, perch altrimenti adesso sarei insieme a Max.
Da come mi ascoltano, mi accorgo che
Spoon quello che capisce meglio le cose che
dico, ma Summer quella che capisce meglio
le cose che sento. Penso che sia spaventata
per Max quasi quanto lo sono io. Klute
ascolta, ma mi ricorda Puppy. Credo che non
capisca proprio niente. Cerca solo di
partecipare.
Devi trovarlo dice Spoon quando finisco
di raccontare. Lo dice con la stessa voce che
usa Max quando parla con i suoi soldatini.
Non lo dice soltanto: me lo ordina.
Lo so rispondo. Ma non so che fare
dopo che lho trovato.

329/715

Devi aiutarlo dice Summer. Ora la sua


voce non pi sottile. molto dolce, ma non
pi sottile.
Lo so ripeto. Ma non so come. Non
posso dire dov alla polizia, e nemmeno ai
suoi genitori.
Non ho detto che devi aiutare la polizia
dice Summer. Ho detto che devi aiutare
Max.
Non capisco.
Prima devi trovarlo interviene Spoon.
Guardo la testa di Klute che continua a
dondolare mentre guarda prima me poi
Summer poi Spoon e poi di nuovo me.
Riesce a seguire a malapena il discorso,
direi.
Devi aiutarlo ripete Summer, e adesso
sembra infastidita. Arrabbiata, addirittura.
Devi aiutarlo a tornare dalla sua mamma e
dal suo pap.
Lo so, ma se non posso parlare con la
polizia o con i suoi genitori, come

330/715

Devi farlo insiste Summer.


Sembra che stia strillando anche se parla
con la sua solita vocina sottile. Apparentemente la stessa voce, solo che non pi
sottile. Anzi grossa. E anche Summer sembra grossa. sempre alta come una bottiglia
di coca-cola ma adesso sembra pi grande.
Non la polizia dice. Tu. Tu devi salvare
Max. Lo sai quanto sei fortunato?
Che vuoi dire? domando.
Grace sta morendo. Sta per morire e io
non posso salvarla. Posso sedermi accanto a
lei e cercare di farla sorridere, ma non posso
salvarla. Lei morir e scomparir per sempre
e io non posso aiutarla. Non posso salvarla.
Tu invece puoi salvare Max.
Non so che cosa fare dico.
Guardo
dallalto
questa
bambina
minuscola con la voce sottile, ma adesso
sono io a sentirmi piccolo piccolo. come se
Summer avesse tutte le risposte. Rischio di
essere lamico immaginario pi vecchio del

331/715

mondo, ma questa bambina sa tutto e io invece non so niente.


allora che capisco che forse potrebbe
avere la risposta anche alla domanda pi
importante.
Cosa ti succeder quando Grace muore?
chiedo.
Hai paura che Max possa morire?
domanda lei. Che la maestra lo far
morire?
Forse dico. Mi dispiace pensarlo, ma so
che vero. Anche se non ci pensi, le cose
restano reali lo stesso.
Sei preoccupato per Max o per te?
chiede Summer.
Vorrei dire una bugia ma non ci riesco.
Questa bambina minuscola con la vocina sottile sa tutto. Ormai lho capito.
Per tutti e due rispondo.
Non puoi preoccuparti di te dice Summer. Max potrebbe morire, e tu devi

332/715

salvarlo. Forse salvando Max puoi salvare


anche te, ma questo non importante.
Cosa succeder quando muore Grace?
chiedo di nuovo. Morirai anche tu?
Non importa risponde Summer.
Perch? domando.
Gi, perch? chiede Spoon.
Anche Klute dondola la testa. Tutti lo
vogliamo sapere.
Summer non dice niente, cos glielo chiedo
unaltra volta. Ma mentre glielo chiedo ho
paura. In realt ho un po paura di Summer,
adesso. Non riesco a spiegarmi perch, ma
cos. Ho paura di questa bambina minuscola
con la vocina sottile sottile. Solo che glielo
devo chiedere per forza.
Morirai quando muore Grace?
Penso di s risponde lei, guardandosi i
piedini. Poi alza gli occhi verso di me e dice:
Lo spero.
Ci guardiamo per un bel po, e alla fine lei
ricomincia a parlare.

333/715

Salverai Max? mi domanda.


Io annuisco.
Summer sorride. la prima volta che la
vedo sorridere. Dura solo un secondo, e poi
basta.
Lo salver dico. E siccome penso che sia
una cosa importante da dire, specialmente a
Summer, aggiungo: Lo prometto.
Spoon annuisce.
Klute dondola la testa.
Summer sorride ancora.

Ventinove

Scendo in ascensore con un uomo che spinge


una specie di macchinario con le ruote. Fa
fermare lascensore al quarto piano e decido
di scendere anchio. Il fatto che lascensore
stava scendendo non significa che adesso
non possa cambiare idea e tornare su: ho gi
visto molti ascensori comportarsi cos, compreso questo.
Esco e giro a destra, le scale sono dietro
langolo. Quando svolto, vedo il cartello sul
muro. Sopra c una lista di parole con delle
freccette che indicano verso destra o sinistra.
Non sono bravissimo a leggere, ma riesco a
decifrare qualche parola:
SALA DATTESA
STANZE 401-420
STANZE 420-440
TOILETTE

335/715

E sotto a TOILETTE, la scritta UTI, con una


freccia che indica destra.
Allinizio mi sembra ununica parola sola e
la dico ad alta voce: Uti?.
Poi mi accorgo che sono tutte lettere
maiuscole. Questo vuol dire che non una
parola sola: ogni lettera indica una parola diversa, sono delle iniziali. Lho imparato in
prima elementare.
Leggo le iniziali ad alta voce, separandole:
U-t-i. Guardo le lettere ancora un momento, e poi le rileggo. Uti.
Mi ci vuole qualche secondo per ricordarmi dove ho gi sentito questa parola. Poi
mi viene in mente: Dee stata mandata dagli
Uti quando le hanno sparato. Solo che non
erano gli Uti.
Era lU-T-I.
Dee potrebbe essere qui, allora, in questo
palazzo. Su questo piano. A destra.
Vado a destra.

336/715

Ci sono molte porte su entrambi i lati del


corridoio. Mentre ci passo davanti, guardo le
targhette con le scritte. Cerco le lettere U-TI., o tre parole che cominciano con queste
iniziali.
Le trovo in fondo al corridoio. Ci sono due
porte che bloccano il passaggio e sopra c
una targa con la scritta UNIT DI TERAPIA
INTENSIVA..
UTI.
Non so cosa vuol dire intensiva, ma
scommetto che una stanza dove mettono le
persone a cui hanno sparato con la pistola.
Passo attraverso le porte. La stanza
grande. In mezzo c un lungo bancone con
tre dottori seduti dietro: sono tutte donne.
Sul bancone le luci sono accese, ma solo in
quel punto. Il resto della stanza non
proprio buio, ma scuro. Ci sono veramente
un sacco di macchinari strani in questa
stanza. E tutti con le ruote. Mi sembrano dei

337/715

camioncini dei pompieri, zitti e immobili, ma


sempre pronti a partire.
Lungo i lati della stanza ci sono delle tende
da doccia che pendono dal soffitto e che
scorrono fino a met della sala. Alcune sono
tirate. Oltre quelle aperte ci sono dei letti
vuoti.
Le tende chiuse sono due e l dietro potrebbe esserci Dee.
Mi avvicino alla prima e cerco di attraversarla, ma non ci riesco. La tenda mi
blocca, e quando ci sbatto contro resta
immobile.
Evidentemente per Max una tenda da doccia non come una porta. O almeno la
pensava cos quando mi ha immaginato.
Anche se scomparso, mi sembra che sia qui
con me, e che sia lui a fermarmi davanti alla
tenda. come se fossimo ancora insieme,
anche se siamo separati. La tenda da doccia
mi ricorda che ancora vivo.

338/715

Mi abbasso e striscio sotto lo spazio tra il


pavimento e la tenda. C una ragazza nel
letto, ma non Dee. una bambina piccola.
Potrebbe stare in prima elementare con
Puppy. Dorme e la stanza piena di macchine da cui partono dei cavi e dei tubi che le
passano sulle braccia e si infilano sotto le
coperte. Ha la testa avvolta in un asciugamano bianco e gli occhi nero-blu. Ha un
cerotto sul mento e sulle sopracciglia.
sola. Neanche una mamma o un pap
sulla sedia accanto al suo letto. E nessun dottore che la controlla.
Penso a Max. Chiss se anche lui da solo,
stanotte.
Quando si sveglier?
Unaltra bambina che sembra quasi
identica a quella sdraiata seduta su una sedia alla mia destra. Non lavevo vista mentre
strisciavo sotto la tenda e quando la guardo
si alza in piedi.

339/715

Mi sorprende che non mi abbia scambiato


per un essere umano come fa la maggior
parte degli amici immaginari. Forse ha
capito che sono immaginario perch sono
strisciato sotto la tenda da doccia, mentre gli
esseri umani attraversano le tende
camminando.
Non lo so quando si sveglier dico.
Perch non mi parlano?
Chi? domando guardandomi intorno.
Per un secondo, penso che ci sia qualcun altro dietro la tenda. Qualcuno che non ho
visto.
Le altre persone risponde lei. Io gli
chiedo quando si sveglier ma loro non mi
parlano.
Ora capisco. Sai come si chiama? chiedo
indicando la bambina nel letto.
No risponde lei.
Quando lhai conosciuta?

340/715

Nella macchina, dice dopo lincidente.


Dopo che la macchina ha sbattuto contro laltra macchina.
E doveri prima di salire in macchina? le
domando.
Da nessuna parte risponde. Sembra
confusa e imbarazzata. Si guarda le scarpe.
Quando si addormentata la bambina?
chiedo.
Non lo so fa lei, sempre confusa. Delle
persone lhanno portata via dietro a delle
porte. Ho aspettato fuori e quando uscita
dormiva.
Hai mai parlato con lei?
S, in macchina. Mamma e pap non le
rispondevano, cos mi ha chiesto di aiutarla.
Sono rimasta con lei. Le ho parlato. Abbiamo
aspettato finch non sono arrivati quegli
uomini: con una specie di macchinario che
sputava fuoco e faceva un gran rumore sono
riusciti a tirarla fuori.

341/715

Meno male che siete uscite dalla macchina dico.


Non voglio che si spaventi, e penso che le
mie domande la stiano spaventando. Ma ho
ancora qualcosa da chiederle.
Hai pi visto mamma e pap dopo che sei
uscita? le domando.
No risponde.
Come ti chiami? chiedo.
Non lo so dice, e adesso sembra triste.
Mi sa che potrebbe anche scoppiare a
piangere.
Senti. Tu sei unamica speciale. Unamica
immaginaria. Questo vuol dire che quella
bambina lunica che pu vederti e sentirti.
In macchina ha avuto bisogno di te perch
era spaventata, ed per questo che ora sei
qui. Ma andr tutto bene. Devi solo aspettare
che si svegli.
Come mai tu riesci a vedermi? mi
chiede.

342/715

Perch sono come te le spiego. Anchio


sono un amico immaginario.
Oh. E allora dov la tua bambina?
domanda lei.
Il mio bambino un maschio. Si chiama
Max, ma non so dov.
Mi guarda. Non dice niente, cos aspetto in
silenzio. Neanchio so cosa dire. Restiamo a
guardarci, con i macchinari accanto al letto
che ronzano e fanno bip. Il silenzio sembra
infinito. Alla fine parlo io.
Lho perso. Ma lo sto cercando.
Lei continua a fissarmi. Questa bambina
esiste solo da un giorno ma io lo so che cosa
sta pensando. Sta pensando che sono un
pessimo amico, perch ho perso Max.
Ora devo andare dico.
Okay. Quando si sveglier?
Presto rispondo. Basta che aspetti. Si
sveglier presto.
Striscio di nuovo sotto la tenda da doccia
prima che la bambina possa dire

343/715

qualcosaltro. C unaltra tenda tirata a pochi passi da me, ma so che dietro non c
Dee. Questo lospedale pediatrico. Probabilmente c unUTI anche nellospedale degli
adulti, e Dee deve trovarsi l.
Chiss se Max ora tutto solo, come la
bambina dietro alla tenda da doccia. Lei non
ha nessuna mamma e nessun pap seduti accanto al letto. Forse anche loro sono feriti.
Forse sono morti. Per preferisco non
pensarlo, perch sarebbe una cosa terribile
da pensare.
Almeno lei ha la sua amica immaginaria.
Pu anche non avere un nome, per l che
laspetta vicino al letto, cos la bambina non
mai da sola.
Continuo a pensare a quello che ha detto la
mamma di Max: Spero almeno che ci sia
Budo con lui.
Io per non sono con Max.
Stanotte questa bambina ha la sua amica
immaginaria nuova di zecca vicino a lei,

344/715

mentre Max da solo chiss dove. vivo,


perch io sono ancora qui e sarebbe terribile
pensare che Max sia morto.
Ma anche solo.

Trenta

La mamma di Max non smette pi di piangere. Ma non piange perch triste. Piange perch spaventata. Piange come piangono i bambini quando non riescono a trovare la mamma.
Solo che stavolta la mamma che non riesce a trovare il bambino.
Il pap di Max la stringe. Non dice niente
perch non c niente da dire. Lui non piange, ma so che sta piangendo dentro.
Una volta pensavo che le tre cose peggiori
del mondo fossero queste:
1. Tommy Swinden
2. Le cacche extra
3. Non esistere
Adesso penso che le tre cose peggiori del
mondo sono:

346/715

1. Aspettare
2. Non sapere
3. Non esistere
domenica sera, quindi vuol dire che
domani posso andare a scuola a cercare la signora Patterson e Max.
Sempre se la signora Patterson torna a
scuola.
Penso che torner, per non far nascere
troppi sospetti. Se la Patterson fosse il cattivo di un film, sicuramente luned
tornerebbe a scuola. Potrebbe addirittura offrirsi di aiutare il commissario a cercare
Max.
Scommetto che lo far. Perch la signora
Patterson furba e diabolica.
Ho passato tutto il fine settimana a cercare
Max, ma adesso mi sembra solo di aver
sprecato il tempo. Non so dove abita la signora Patterson, ma non potevo starmene
due giorni seduto a casa senza far niente, e
non sopportavo neanche di rimanere accanto

347/715

ai poliziotti, perch ce ne sono fin troppi che


si domandano se Max morto (anche se non
lo fanno mai in presenza dei suoi genitori).
Cos ho cominciato a cercare Max dentro
le case delle persone, sperando di trovare
quella della signora Patterson. So che la signora Grady e la signora Paparazzo vivono
cos vicino alla scuola che ogni tanto ci vanno
a piedi, cos ho pensato che forse la maggior
parte delle maestre abita qui in zona (anche
se so che la signora Gosk vive in un posto
lontano dallaltra parte del fiume, ed per
questo che ogni tanto fa tardi). Cos ho
cominciato la mia ricerca dalle case pi vicine. Ho fatto dei cerchi intorno alla zona
come quelli che si formano sulla superficie
dellacqua quando Max tira i sassi nel lago.
Lui non fa mai il bagno, ma gli piace tirare
i sassi nellacqua.
Sapevo che sarebbe stato quasi impossibile
trovare la casa della signora Patterson in
quel modo, ma dovevo fare qualcosa. Per

348/715

non servito a niente. Non ho trovato n


Max n la signora Patterson. Ho trovato solo
dei genitori che non avevano perso i loro
bambini. Delle famiglie che mangiavano sedute a tavola e raccoglievano le foglie in
giardino con il rastrello e litigavano per i
soldi e pulivano gli scantinati e guardavano i
film in televisione. Tutti sembravano cos felici. Come se non immaginassero nemmeno
che un giorno la signora Patterson potrebbe
andare a scuola e rapire uno dei loro
bambini o delle loro bambine.
I mostri sono una brutta cosa, ma i mostri
che non camminano e non parlano come
mostri sono ancora peggio.
Ho pensato anche di tornare in ospedale
per consigliarmi con Spoon e con Summer,
ma ho paura che Summer si arrabbi perch
non ho ancora trovato Max.
Non so come faccio ad aver paura di una
bambina grande quanto una bottiglia di
coca-cola, eppure cos. Non ho paura che

349/715

possa tipo picchiarmi, ma ho paura di deluderla come quando Max ha paura di deludere la signora Gosk, anche se praticamente la delude sempre e non se ne accorge
nemmeno.
Ho anche paura che lamica umana di
Summer sia morta e che quindi sia morta
anche lei.
Scomparsa, voglio dire. Che abbia smesso
di esistere.
Ieri notte sono passato dal benzinaio per
vedere se era tornata Dee.
Ma non cera. Non cera nemmeno Sally, e
penso che non lo vedr mai pi. Un colpo di
pistola pu uccidere una persona, ma non
credo che possa impedirgli di tornare al lavoro. Restare bloccati come Sally invece pu
impedire a una persona di tornare al lavoro
per sempre, anche solo per salutare i vecchi
amici.
Non credo che le cose torneranno pi
come prima, dal benzinaio. Ieri notte cerano

350/715

tre persone che lavoravano, ma non ne conoscevo nessuna. Pauley venuto a comprare
dei gratta e vinci e secondo me pensava la
stessa cosa. Non neanche rimasto a grattare i bigliettini. Si fermato al bancone per
un secondo, ci ha pensato su e poi se n andato e basta, con la testa china.
Il benzinaio non pi il nostro posto.
Ma non neanche un posto diverso.
Non pi un posto speciale per nessuno.
Le persone che ci lavorano adesso lavorano e
basta. La ragazza che era l ieri notte sembrava che dovesse fare due o tre cacche extra: aveva la faccia tutta seria e imbronciata.
E gli altri, tutti e due uomini, quasi non si
parlavano. Non fanno che lavorare. Nessuno
perde tempo. Niente pi tv dietro al
bancone. Niente pi chiacchiere con i clienti
e nessuno che li chiama per nome. Niente
pi Dee che dice a Sally di rimettersi al
lavoro.

351/715

Non so se torner pi dal benzinaio. Vorrei rivedere Dee. Forse un giorno allUTI, se
trover il coraggio di andare allospedale dei
grandi. Ma anche se tornasse Dee, non credo
che la stazione di servizio tornerebbe quella
di prima.
Domani mattina devo uscire presto. Ho
paura che lo scuolabus non si fermer alla
nostra fermata, perch Max non sar vicino
allalbero come al solito, toccandolo tutto il
tempo con la mano come per aggrapparsi ed
evitare di finire in strada per sbaglio. stata
una mia idea, anche se quando Max lha
spiegata a sua madre per convincerla che poteva aspettare il bus da solo, lha spacciata
per unidea sua.
Ma io non ci sono rimasto male. Io stesso
sono unidea di Max, quindi in un certo
senso la mia idea era anche sua.
Posso andare a scuola a piedi se necessario, come ho fatto questo fine settimana per
cercare Max, ma finora ci sono sempre

352/715

andato con lo scuolabus, e penso che sarebbe


un buon segno se potessi farlo anche
domani. Sarebbe come dire al mondo che
sono salito sul bus come al solito perch so
che presto Max torner.
Ho una lista di cose da fare domani e ho
passato tutta la notte a pensarci. A impararle
a memoria. A volte vorrei tanto, ma tanto,
poter tenere in mano una matita, per
scrivermi le cose su un foglio. Stavolta devo
fare molta pi attenzione. Venerd non sono
stato abbastanza attento e la signora Patterson se n andata senza di me. Cos domani
devo essere sicuro di non sbagliare.
La mia lista delle cose da fare corta:
1. Uscire di casa quando si sveglia la
mamma di Max.
2. Andare davanti casa dei Savoy e aspettare lo scuolabus con loro.
3. Arrivare a scuola con il bus.
4. Andare dritto al parcheggio dove la signora Patterson lascia sempre la macchina.

353/715

5. Aspettare la signora Patterson.


6. Quando la signora Patterson parcheggia, entrare nella macchina della signora
Patterson.
7. Non uscire pi dalla macchina per nessuna ragione.
Spero solo che la signora Patterson domani
venga a scuola. Ho cercato di pensare a una
lista di cose da fare se non ci sar, ma non
sono riuscito a immaginare niente da
mettere nella lista.
Se la signora Patterson non torner a
scuola, credo che avr perso Max per
sempre.

Trentuno

Lo zaino azzurro non pi sul sedile di dietro. Sono seduto nel punto in cui lho visto
lultima volta.
Gioved. Lultima volta che lho visto
stato gioved.
Quattro giorni fa. Sembrano quaranta.
La signora Patterson arrivata nel
parcheggio prima della campanella della
prima ora. Ha parcheggiato la macchina al
solito posto ed entrata a scuola come se
fosse un giorno qualsiasi. Una ladra di
bambini vaga per i corridoi della scuola e
nessuno lo sa, a parte me. Continuo a chiedermi se ha in mente di rapire qualcun altro.
Star gi imbrogliando un altro come ha
fatto con Max?
Voleva proprio Max in particolare, oppure
fa collezione di bambini?
Tutte e due le idee mi spaventano.

355/715

La mia lista di cose da fare dice di restare


in macchina a ogni costo, ma la giornata
lunga ed ancora presto. Non suonata
neanche la campanella della prima ricreazione. Non credo che la signora Patterson se
ne andr via gi adesso, perch potrebbe insospettire qualcuno. E sono stato io a fare la
lista delle cose da fare, quindi se voglio la
posso anche cambiare. Non come la regola
che dice di non correre nei corridoi o di restare in silenzio quando c lesercitazione
antincendio o di non sporcare il tavolo della
mensa con il burro di arachidi. una regola
che ho fatto io quindi se voglio posso anche
non rispettarla. E cos non la rispetto.
Voglio solo vedere cosa sta succedendo a
scuola.
Voglio vedere la signora Gosk.
C un uomo seduto dietro una scrivania
nellatrio, e non cera mai stato. Non porta
luniforme ma capisco che un poliziotto. Ha
laria seria e annoiata allo stesso tempo,

356/715

proprio come quegli agenti che lavorano


tutta la notte al commissariato.
Una signora appena entrata dalle porte
principali e il poliziotto le sta facendo un
cenno di saluto dalla scrivania. Le chiede di
fare una firma su una cartella, e intanto le
domanda perch venuta.
La signora porta un vassoio di muffin.
Questo poliziotto non devessere molto in
gamba. Anche un bambino dellasilo saprebbe cos venuta a fare la signora.
Attraverso latrio verso la classe della signora Gosk. Sta facendo lezione, quando entro. Solo sentire la sua voce nei corridoi mi fa
gi stare un po meglio.
in piedi davanti alla classe e sta parlando
di una barca chiamata Mayflower. Ha srotolato una cartina sulla lavagna, e punta con
una bacchetta chiedendo dov il Nord America. Io so la risposta perch a Max piacciono
un sacco le cartine. Gli piace progettare
battaglie
immaginarie
con
eserciti

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immaginari su delle cartine reali, quindi so i


nomi di tutti i continenti e degli oceani e di
molti paesi.
Il banco di Max vuoto. lunico banco
vuoto della classe. Oggi nessun altro assente. Sarebbe stato meglio se anche qualcun
altro fosse stato assente, cos il banco di Max
sarebbe sembrato un po meno vuoto.
Qualcuno avrebbe dovuto ammalarsi e restare a casa.
Mi siedo al suo banco. La sedia abbastanza indietro, cos posso sedermi senza
sentirmi schiacciato tra lidea del banco e
lidea della sedia. La signora Gosk ha smesso
di picchiettare sulla cartina. Jimmy ha risposto alla domanda sul Nord America e
molti bambini sembrano sollevati dal fatto
che lui sapesse la risposta. Avevano paura
che la signora Gosk chiedesse a loro dov il
Nord America, e questa la tipica domanda
a cui perfino un asino dovrebbe saper
rispondere. Ora la signora Gosk sta

358/715

mostrando un disegno della Mayflower, solo


che sembra che qualcuno abbia tagliato la
barca a met. Si vedono delle piccole stanze
piene di piccoli tavoli e di piccole sedie e di
piccole persone.
La Mayflower era una barca grande.
La signora Gosk alza gli occhi dal disegno,
guarda la classe e dice: Immaginate di
dover lasciare la vostra casa per sempre.
Proprio come i Padri Pellegrini. Vi state imbarcando per lAmerica e potete portare con
voi solo una piccola valigia. Cosa ci mettereste dentro?.
Si alzano molte mani. Questa la tipica
domanda a cui possono rispondere tutti.
Nessuno ha pi bisogno di Jimmy. Anche chi
non ha seguito la spiegazione pu alzare la
mano e rispondere senza fare la figura del
somaro. La signora Gosk fa spesso delle
domande cos. Secondo me vuole che tutti i
bambini abbiano qualcosa di cui parlare, e le

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piace che si sentano parte delle storie che


racconta.
Gli alunni cominciano a rispondere. La signora Gosk ride quando Mark dice: Tante,
tante mutande. E quando Leslyan dice: Il
caricabatterie del mio cellulare. Me lo dimentico sempre quando vado in vacanza.
Mi stupisco di veder ridere la signora
Gosk. E mi arrabbio, anche. La signora Gosk
si comporta come la solita signora Gosk. Non
si comporta come la signora Gosk che ha
perso un suo alunno e che due giorni fa
stata quasi accusata dalla polizia. Anzi, mi
sembra pi signora Gosk che mai. come se
fosse due volte la signora Gosk. Non fa che
schizzare da una parte allaltra della classe.
Come se le andassero a fuoco le scarpe.
Poi capisco tutto.
La signora Gosk sta facendo finta di essere
la signora Gosk. Sorride e fa tante belle
domande e agita la bacchetta su e gi, perch
non la sola a essere triste e preoccupata per

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Max. Anche i bambini sono preoccupati.


Molti di loro non conoscono tanto bene Max
e spesso sono stati cattivi con lui, alcuni apposta e altri per caso, ma tutti sanno che
scomparso e quindi sono preoccupati e
spaventati. Forse perfino tristi. La signora
Gosk lo sa e cos, anche se probabilmente la
persona pi preoccupata e spaventata di
tutta la scuola, sta facendo finta di essere due
volte la signora Gosk per il bene dei bambini.
preoccupata per Max ma preoccupata
anche per gli altri venti alunni della classe,
cos sta facendo una specie di spettacolo
tutto per loro. Vuole che questo sia il giorno
pi normale e pi tranquillo che abbiano mai
passato.
Voglio tanto bene alla signora Gosk.
Forse anche pi di quanto gliene vuole
Max.
Sono felice di essere venuto in classe. Mi
bastato vederla per sentirmi meglio.

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Torno verso la macchina della signora Patterson. Vorrei fermarmi in ufficio per vedere
cosa sta facendo la Palmer. Vorrei vedere se
il commissario ancora seduto sul suo divano. Vorrei vedere se i genitori di Max sono
venuti a scuola per rispondere ad altre
domande. Vorrei andare in sala professori a
controllare cosa dicono di Max le altre
maestre. Vorrei vedere se la signora Hume e
la signora Daily e la signora Riner sono preoccupate quanto me. Vorrei trovare la signora Patterson e scoprire se oggi si sta comportando in modo normale o se sta mentendo ad altri bambini come ha fatto con
Max. Soprattutto, vorrei stare ancora un po
in classe con la signora Gosk.
Ma se la signora Gosk pu addirittura
fingere di essere se stessa, anchio posso aspettare in macchina finch non torna la signora Patterson. Aspettare una delle tre
cose peggiori del mondo, ma lattesa finir
molto presto.

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E se resto seduto ad aspettare nella macchina della signora Patterson, finalmente


trover Max.

Trentadue

La signora Patterson apre lo sportello e si


siede al posto del guidatore. Lultima campanella suonata pi o meno cinque minuti
fa e ci sono ancora degli scuolabus sulla rotatoria che aspettano di riempirsi di
bambini. Ma la Patterson non una delle
maestre responsabili dei bambini. Non deve
preoccuparsi di come tornano a casa o se li
viene a prendere una baby-sitter o uno zio o
una nonna. Non deve nemmeno preoccuparsi se hanno amici con cui giocare o se
mangiano abbastanza a pranzo o hanno un
cappotto caldo per linverno.
A queste cose ci pensano solo le maestre
come la signora Gosk, cos le maestre come
la Patterson possono andarsene subito appena suona lultima campanella. Magari
questo tipo di maestre sono perfino contente
di poterlo fare, ma non immaginano

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nemmeno quanto i bambini vogliano bene


alla signora Gosk.
I bambini non possono volerti bene se gli
fai lezione solo unora alla settimana.
O se li rapisci.
La signora Patterson mette in moto la
macchina e gira a sinistra uscendo dalla rotatoria, cos non resta bloccata in mezzo agli
scuolabus. Non si possono sorpassare gli
autobus se hanno la freccia accesa.
Mi ricordo ancora il giorno in cui Max si
messo a correre fra i bus ed stato quasi investito da una macchina che aveva sorpassato un bus sulla rotatoria.
Cera anche Graham quel giorno. Cerano
sia Graham che Max. Sembra passato cos
tanto tempo.
La signora Patterson guida e basta. Non
accende la radio. Non fa nessuna telefonata.
Non canta, non borbotta e non parla nemmeno tra s e s. Tiene tutte e due le mani
sul volante e guida.

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La osservo. Penso di spostarmi sul sedile


davanti vicino a lei, ma poi non lo faccio.
Non mi sono mai seduto sul sedile davanti e
non voglio sedermi vicino a lei. Voglio spiarla. Voglio che mi porti da Max cos potr
salvarlo. Ma non voglio sedermi vicino a lei.
Avrei cercato di salvare Max anche se non
avessi mai incontrato Summer. Gli voglio
bene e sono lunico che pu salvarlo. Ma mi
viene spesso in mente Summer quando
penso a un modo per salvare Max. Penso alla
promessa che le ho fatto. Non so perch, ma
ci penso.
Mentre la signora Patterson guida cerco
degli indizi. Aspetto che dica qualcosa. Sono
gi stato in macchina da solo con la mamma
e il pap di Max, e sono stato accanto a un
sacco di persone che pensavano di essere
sole, e di solito fanno sempre qualcosa. Alla
fine tutti fanno qualcosa. Accendono la radio, o borbottano, o si lamentano, o si sistemano i capelli guardandosi nello

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specchietto, o tamburellano con le dita sul


volante. A volte parlano da soli. Fanno delle
liste, o si lamentano di qualcuno senza che
nessuno li ascolti, o dicono qualcosa a quelli
che viaggiano nelle macchine accanto, come
se potessero sentirli attraverso il vetro e il
metallo.
A volte in macchina le persone sono maleducate. Si mettono le dita nel naso. maleducazione, anche se la macchina sembrerebbe uno dei posti migliori per mettersi
le dita nel naso, perch non c nessuno in
giro e puoi scaccolarti per bene prima di arrivare a casa. La mamma di Max lo sgrida
sempre perch si mette le dita nel naso, ma
lui dice che certe caccole non escono con il
fazzoletto, e penso che abbia ragione perch
ho scoperto che anche lei si mette le dita nel
naso, certe volte. Ma mai quando qualcuno la
guarda.
Ecco cosa dico a Max.

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Metterti le dita nel naso come fare la


cacca gli dico. Lo devi fare in privato.
Max a volte si mette ancora le dita nel naso
davanti alla gente. Ma non tanto spesso
come prima.
La signora Patterson non si scaccola. Non
si gratta la testa. Non sbadiglia, non sospira e
non tira neanche su con il naso. Guarda
dritto davanti a s e toglie le mani dal
volante solo per mettere la freccia quando
deve girare. molto seria quando guida.
molto seria in generale, credo. un tipo
serio, come direbbe la signora Gosk, e questo
mi spaventa ancora di pi. Le persone serie
fanno le cose sul serio e non sbagliano mai.
La signora Gosk dice che Katie Marzik un
tipo serio perch Katie prende sempre dieci
ai compiti di ortografia e risolve tutti i problemi di matematica senza farsi aiutare da
nessuno. Anche quelli che il resto della classe
non riesce a risolvere nemmeno facendosi
aiutare.

368/715

Se Katie Marzik da grande volesse mettersi


a rapire i bambini, sarebbe sicuramente
bravissima.
Scommetto che un giorno Katie Marzik
guider proprio come la signora Patterson,
con gli occhi fissi sulla strada e le mani sul
volante e la bocca chiusa.
Se la signora Patterson sta guidando verso
casa sua, e scommetto che cos, comincio a
preoccuparmi per quello che pu aver fatto a
Max. Come ha fatto a tenerlo rinchiuso tutto
il giorno mentre lei era a scuola?
Forse lo ha legato con una corda, e questa
sarebbe una brutta cosa. A Max non piace essere tenuto fermo. Non dorme mai nel sacco
a pelo perch troppo stretto. Dice che lo
stritola. E dice anche che le magliette con il
collo alto lo soffocano, anche se non vero,
ma allo stesso tempo per vero. Non entra
mai negli armadi e non si tira mai le coperte
sopra la testa. Non indossa mai pi di sette
cose alla volta, escluse le scarpe. Mai pi di

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sette, perch pi di sette troppo.


troppo! grida. Troppo! Troppo!
Questo vuol dire che quando fuori fa molto
freddo, la mamma di Max riesce a fargli
mettere solo le mutande, i pantaloni, la
maglietta, il cappotto, due calzini e un berretto. Mai i guanti o le muffole. E anche se gli
togliesse i calzini o il berretto e le mutande
e a volte credo che lo farebbe davvero, se
potesse , Max comunque non si metterebbe
i guanti o le muffole perch non gli piace
avere le mani tutte coperte e strizzate. Cos la
mamma gli ha cucito delle fodere di pelliccia
nelle tasche del cappotto e Max deve soltanto
mettere le mani in tasca per stare al caldo.
Se la signora Patterson legasse Max o lo tenesse chiuso in un armadio o in uno scatolone per tutto il giorno sarebbe una cosa
molto, molto brutta.
Sono arrabbiato con me stesso per non
averci pensato prima, ma sono anche

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contento di non averci pensato, perch mi


sarei preoccupato ancora di pi.
Forse la signora Patterson ha qualcuno che
laiuta. Forse la signora Patterson sposata e
ha rapito Max insieme a suo marito. Forse
lidea stata del marito. Forse la signora Patterson ha detto al signor Patterson che loro
due come genitori sarebbero stati molto pi
bravi dei genitori di Max, cos lui ha fatto
finta di fare il pap tenendo docchio Max
per tutto il giorno. Sempre meglio che legarlo
e chiuderlo in un armadio, ma sarebbe
comunque una cosa brutta perch a Max non
piacciono gli estranei o i posti che non conosce o i cibi nuovi o i letti nuovi o qualunque
cosa diversa dal solito. La signora Patterson
mette la freccia, ma in realt non c nessuna
strada dove girare. Solo case. Una di queste
devessere casa sua. E Max l dentro. Ora
non riesco quasi a rimanere seduto. Finalmente sto per arrivare.

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La signora Patterson supera tre vialetti


dingresso e poi finalmente gira a destra. C
un lungo viale per le macchine davanti a noi.
In cima alla collina c una casa azzurra.
piccola ma sembra perfetta, come lillustrazione di un libro o di una rivista. Ci sono
quattro grandi alberi nel cortile davanti, ma
nemmeno una foglia sullerba. Non ci sono
foglie nelle grondaie o lungo i muri della
casa. Ci sono due cesti di fiori appoggiati
sulla scalinata davanti alla porta dingresso,
sembrano quelli che i genitori degli alunni
vendono ogni anno a scuola per beneficenza.
Dei cesti con dei piccoli fiorellini gialli. Forse
la signora Patterson li ha comprati la settimana scorsa, quanderano in vendita. Ogni singolo fiorellino nei cesti sembra perfetto.
Anche il viale dingresso perfetto. Non ci
sono crepe n macchie da nessuna parte. C
un laghetto dietro alla casa. Abbastanza
grande, credo, lo vedo spuntare dietro agli
angoli.

372/715

Mentre guida su per la collina, la signora


Patterson prende un telecomando e schiaccia
un bottone: la porta del garage si apre. La signora Patterson entra nel garage e spegne la
macchina. Un secondo dopo sento la porta
che ronza e sferraglia. Si sta chiudendo.
Sono a casa della signora Patterson.
Sento nella testa la voce di Summer, che
mi fa promettere unaltra volta di salvare
Max.
Lo so dico.
La signora Patterson non pu sentirmi.
Solo Max mi pu sentire, e presto mi sentir
per davvero. Max da qualche parte qui dentro. qui vicino, e io lo trover. Non posso
credere di essere arrivato fin qui.
La signora Patterson apre lo sportello e
scende dalla macchina.
Scendo anchio.
ora di trovare il mio amico.
ora di salvare Max dico.

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Cerco di sembrare coraggioso, ma non lo


sono.

Trentatre

Non aspetto la signora Patterson. Lei si


ferma subito in una stanzetta dentro al garage per togliersi il cappotto e la sciarpa. Ci
sono dei ganci per appendere le cose e una
lavatrice e unasciugatrice, ma niente Max
cos la supero ed entro in soggiorno.
Ci sono delle sedie e un divano e un caminetto e un televisore appeso al muro e un tavolino con dei libri e delle foto con le cornici
dargento, ma Max non c.
Ci sono un corridoio e una scala alla mia
destra, per cui giro e salgo di sopra. Faccio
gli scalini due alla volta. Ormai non ho pi
bisogno di correre perch finalmente sono a
casa della signora Patterson, per corro lo
stesso. Sento che ogni secondo importante.
In cima alla scala c un corridoio con
quattro porte. Tre sono aperte e una
chiusa.

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La prima porta a sinistra aperta. una


camera da letto, ma non della signora Patterson. Dentro non ci sono cose. Solo un letto
e un cassettone e un comodino e un specchio. Mobili, ma niente cose. Non c niente
sul cassettone. Niente sul pavimento.
Neanche un vestito o una giacca appesi ai
ganci sulla porta. Troppi cuscini sul letto:
una montagna di cuscini. Sembra la camera
da letto che la mamma e il pap di Max hanno in fondo al corridoio di sopra. La
chiamano la stanza degli ospiti, ma non
hanno mai avuto ospiti a casa. Probabilmente perch a Max non piacerebbe se qualche ospite si fermasse a dormire. come una
camera finta. Una camera che puoi guardare
ma senza usarla mai. Come in un museo.
C un armadio vicino al letto, quindi ci
guardo dentro. Passo attraverso la porta e mi
infilo in uno spazio scuro. Non riesco a
vedere niente perch tutto buio, cos sussurro: Max? Sei qui dentro?.

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Non c. Lo so gi prima di pronunciare il


suo nome.
Non so neanche perch ho sussurrato,
visto che Max lunica persona che pu sentirmi. La sua mamma direbbe che guardo
troppa televisione, e forse ha ragione.
Anche la seconda porta a sinistra aperta.
un bagno: unaltra stanza finta. Il bagno di
un museo. Non c niente nemmeno qui. Niente sul lavandino o per terra. Gli asciugamani sono tutti ordinati e appesi perfettamente e il coperchio del water chiuso.
un bagno degli ospiti, penso, anche se non
sapevo neanche che esistessero.
Attraverso il corridoio e vado verso la
porta chiusa. Se Max fosse qui, penso che
sarebbe in una stanza con la porta chiusa.
Passo attraverso la porta, ma lui non c.
una camera per bambini. Ci sono una culla e
una scatola di giochi e una sedia a dondolo e
una scrivania con sopra un cesto di pannolini. Per terra ci sono delle costruzioni e

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una piccola locomotiva azzurra e una fattoria


di plastica con degli omini e degli animaletti.
A Max la fattoria di plastica non piacerebbe perch si vede subito che gli omini
sono finti. Sono solo delle mollette con la
faccia, e a lui non piace questo genere di
giocattoli. A lui piacciono i giocattoli che
sembrano veri. Comunque gli omini e gli animaletti della fattoria sono tutti in fila davanti
al granaio, quindi c un bambino a cui
devono piacere un sacco.
Poi capisco tutto. La signora Patterson ha
un bambino. Non posso crederci.
Anche in questa stanza c un armadio. Un
lungo armadio con le porte scorrevoli, e una
aperta. Ci sono degli scaffali pieni di miniscarpe e mini-magliette e mini-pantaloni e
mini-calzini appallottolati.
Ma niente Max.
La signora Patterson ha un bambino piccolo. Questa una cosa strana. I mostri non
dovrebbero avere dei bambini piccoli.

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Esco dalla stanza dei bambini ed entro in


quella sullaltro lato del corridoio. la camera da letto della signora Patterson. Lo
capisco subito. Ci sono un letto e un cassettone e un altro televisore appeso al muro.
Il letto rifatto ma non pieno di cuscini e ci
sono una bottiglia dacqua e un libro sulla
testiera. Vicino al letto c un comodino con
una sveglia e una pila di riviste e un paio di
occhiali. Ci sono delle cose in questa stanza.
Non una camera da letto per gli ospiti.
C un bagno e un grande armadio senza
porte, grande quasi quanto la camera di Max.
Dentro ci sono molti vestiti e scarpe e cinture, ma niente Max.
Grido: Max? Sei l dentro? Mi senti?.
Nel caso non riuscissi a vederlo.
Non risponde nessuno.
Esco dalla stanza della signora Patterson.
Mi fermo in corridoio e guardo in alto per
vedere se c una botola che porta in soffitta.
La mamma e il pap di Max hanno una

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botola con delle scale attaccate, cos quando


tiri un cordino la botola si apre e la scala di
srotola e tu puoi salire in soffitta. Nessuna
botola, qui. Niente soffitta.
Scendo di nuovo le scale.
Invece di tornare in soggiorno, giro a sinistra, dove trovo un corridoio che porta in cucina e in un altro soggiorno. Ci sono divani e
poltrone e tavolini e lampade e un altro caminetto e anche uno scaffale pieno di libri, ma
niente Max.
Attraverso il soggiorno, giro a sinistra ed
entro nella sala da pranzo. C un lungo tavolo con delle sedie. Un tavolino con delle fotografie e un carrello con le bottiglie. Giro di
nuovo a sinistra ed entro in cucina. Ci sono
un sacco di cose per la cucina, ma niente
Max.
Il primo piano fatto da un soggiorno, un
altro soggiorno, una sala da pranzo e una cucina. Tutto qui. Max non da nessuna parte.
Non c nemmeno la signora Patterson.

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Attraverso di nuovo tutta la casa, stavolta


pi in fretta. Trovo un bagno che allinizio
non avevo visto perch la porta era chiusa e
un armadio per i cappotti vicino allingresso.
Niente Max.
Poi trovo la porta che stavo cercando, nel
corridoio che va verso la cucina.
La porta dello scantinato.
La signora Patterson nello scantinato con
Max. Lo so.
Passo attraverso la porta e scendo. Le luci
delle scale e della stanza in fondo sono accese. una stanza con le pareti tappezzate e
sembra un altro soggiorno. In mezzo c un
grande tavolo verde senza sedie, con una
specie di retina che lo attraversa in mezzo.
Sembra un piccolo campo da tennis. Un
campo da tennis per le bambole. Anche qui
ci sono divani e sedie e un televisore, ma niente Max.
E niente signora Patterson.

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C una porta aperta sullaltro lato della


stanza. La attraverso ed entro in quello che
sembra uno scantinato normale. Il pavimento fatto di pietra e in un angolo ci sono
delle grandi macchine tutte sporche. Una
un bruciatore per scaldare la casa, e unaltra
una macchina con un tubo per lacqua, ma
non so a che serve. C un tavolo con dei
martelli e delle seghe e dei cacciaviti appesi
al muro, che ordinato come larmadio e il
prato della signora Patterson. Tutta la casa
ordinata. La bottiglia dacqua sulla testiera
del letto era lunica cosa che sembrava fuori
posto.
Poi basta. Qui sotto non ci sono armadi o
scale o nientaltro.
Niente Max. E niente signora Patterson.
Lho persa unaltra volta. A casa sua.
Corro di sopra in cucina e grido il nome di
Max. Corro in garage per controllare se la
macchina della signora Patterson ancora l.
C ancora. Il motore fa quella specie di tic

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tac che a volte fanno le macchine dopo che si


sono spente. Il cappotto della signora Patterson appeso al gancio accanto alla lavatrice.
Forse uscita. Mi sto comportando come
uno stupido, perch impossibile perdere
una persona dentro casa sua: ma sento che
farei meglio ad aver paura. C qualcosa che
non va. Lo so. Anche se la signora Patterson
uscita, dov Max?
Alzo una mano davanti al viso e la guardo
da vicino, per vedere se sto diventando
trasparente.
Sono ancora solido. Non sto scomparendo.
Quindi Max sta bene. qui da qualche parte
e sta bene. La signora Patterson sa dov,
quindi devo solo trovarla e alla fine trover
anche lui.
Vado fuori. Passo attraverso le porte a
vetri scorrevoli della sala da pranzo ed esco
su una terrazza dietro la casa. Degli scalini
portano dalla terrazza a un cortiletto con
lerba e poi a unaltra fila di scalini che

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scendono fino al laghetto. un laghetto


lungo e stretto. Riesco a vedere delle case
sullaltra sponda e le luci di altre case a
destra e a sinistra, attraverso gli alberi. I vicini abitano a una certa distanza, ma
comunque non credo che la signora Patterson porterebbe Max fuori di casa.
In fondo agli scalini c un pontile che entra nellacqua, con una barchetta che gli galleggia vicino. Un pedal. Lestate scorsa la
mamma di Max ha cercato di far salire Max
su un pedal quando siamo andati a Boston,
ma lui non ha voluto. Stava quasi per bloccarsi, cos lei alla fine ha smesso di insistere.
stata una di quelle volte in cui ho
pensato che la mamma di Max stesse per
mettersi a piangere, perch tutti gli altri
bambini si stavano divertendo un sacco in
barca con i genitori e solo Max non voleva
andarci.
La signora Patterson non sul pontile. C
un tavolo con un ombrello e un mucchio di

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sedie, ma Max e la signora Patterson non ci


sono.
Salto gi sul prato e corro intorno alla
casa. Corro e guardo e corro, finch non ho
fatto tutto il giro della casa e sono di nuovo
sul pontile a fissare il laghetto. Il sole sceso
e adesso le ombre si sono allungate. I raggi
scintillano sullacqua.
Grido il nome di Max pi forte di quanto
abbia mai gridato in vita mia. Grido ancora e
poi ancora e poi ancora.
Gli uccelli sugli alberi rispondono al mio
grido, ma in realt non stanno parlando con
me. Solo Max pu sentirmi, e lui non mi
risponde.
Sento che ho perso il mio amico unaltra
volta.

Trentaquattro

Rientro in casa. Ci devessere una stanza o


un armadio o una credenza che non ho
ancora visto. Entro nella sala da pranzo e
grido di nuovo il nome di Max. La mia voce
senza eco perch il mondo non la pu sentire. Solo Max pu sentirla. Ma se il mondo
potesse sentire la mia voce, il suono si ripeterebbe. E leco continuerebbe ancora e
ancora. Perch il nome di Max lo sto gridando fortissimo.
Scendo le scale, stavolta pi lentamente, e
faccio tutto il giro dalla sala da pranzo alla
cucina al soggiorno e di nuovo in sala da
pranzo. Mi fermo nel soggiorno con la televisione e guardo le fotografie nelle cornici dargento. C un bambino in tutte e tre le foto.
In una cammina a quattro zampe e in unaltra in piedi, aggrappato al bordo della vasca
da bagno. In tutte e tre le foto sorride. Ha i

386/715

capelli castani e gli occhi grandi e la faccia


paffuta.
Ancora non riesco a credere che la signora
Patterson abbia un bambino. Un bambino
piccolo. Lo dico ad alta voce, cos sembra pi
reale. La signora Patterson ha un bambino
piccolo. Lo dico unaltra volta perch
ancora non ci credo.
Mi chiedo: Dov il bambino della signora
Patterson? Allasilo nido?.
Poi mi viene unidea. Forse il bambino sta
da un vicino di casa mentre lei al lavoro.
Forse la signora Patterson andata a casa
del vicino a riprenderlo.
cos. Lo so. La signora Patterson uscita
di casa mentre ero di sopra o nello
scantinato, ma non ha preso la macchina.
andata a riprendere il bambino da un vicino
o forse in un asilo nido. Comunque da qualche parte qui intorno. Forse tutti i giorni va a
riprendere il bambino e lo riporta a casa a
piedi, perch laria fresca fa bene ai bambini

387/715

e lei pu chiedergli com andata la giornata,


anche se il bambino non sa rispondere, perch le mamme fanno sempre cos.
Ora mi sento sollevato. Non so dov Max,
ma se continuo a seguire la signora Patterson
alla fine lo trover. Finch non la perdo di
vista, tutto andr bene. Forse Max in unaltra casa con il marito della signora Patterson.
Forse il signore e la signora Patterson hanno
una casa per le vacanze in Vermont, come
quella di cui parla sempre Sadie McCormick
ogni volta che chiacchiera con qualcuno, e
magari adesso Max l. Lontano da dove la
polizia potrebbe cercarlo.
Sarebbe proprio una bella furbata da parte
della signora Patterson.
Portare Max lontanissimo, dove la polizia
non potrebbe mai trovarlo.
Lontano dai suoi genitori, di cui non si
fida, e dalla scuola, dove secondo lei non
dovrebbe andare.

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Ma va bene lo stesso. Se resto con la signora Patterson, alla fine mi porter da Max.
E anche se in Vermont, lo trover.
Mi controllo la mano, mettendola davanti
alla faccia. Mi sento quasi in colpa, ma mi ripeto che lo sto facendo per il bene di Max,
anche se in realt lo faccio soprattutto per il
mio. La mia mano ancora solida. Sto bene.
Non sto scomparendo. E anche Max sta
bene. Da qualche parte, chiss dove, sta
bene.
Decido di cercare di nuovo in casa mentre
aspetto che torni la signora Patterson. Mi
sembra di essere un poliziotto della televisione a caccia di indizi, e infatti proprio
cos. Sto cercando degli indizi che mi portino
da Max.
Noto un armadio in cucina che prima non
avevo visto, e ci guardo dentro anche se so
che Max non c. Sarebbe un posto stupido
dove nascondere un bambino, e poi lui
avrebbe sentito che lo stavo chiamando se

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fosse stato l. Dentro buio ma nellombra riesco a vedere i contorni di scatole e lattine.
una dispensa.
Trovo altre fotografie del figlio della signora Patterson, sui ripiani di tutti e due i
caminetti e sui tavolini in soggiorno. Non
trovo immagini di lei, cosa che allinizio mi
sembra strana, ma poi capisco che probabilmente stata la signora Patterson a scattare
le foto. Succede la stessa cosa con il pap di
Max. Lui non c quasi mai nelle foto, perch
sta sempre dietro alla macchina invece che
davanti.
Non ci sono molte cose a casa della signora
Patterson. Non ci sono pile di riviste. Niente
ceste di frutta. Niente giocattoli per terra o
cesti di vestiti sporchi vicino alla lavatrice.
Niente piatti nel lavandino o tazzine vuote di
caff sul tavolo della cucina. Mi sembra la
nostra casa quando i genitori di Max avevano
deciso di venderla. Max andava allasilo e il
suo pap aveva pensato che avevano bisogno

390/715

di una casa pi grande in caso fosse nato un


fratello o una sorella, cos piantarono un
grande cartello nel cortile davanti, per far
sapere alla gente che la casa era in vendita. E
una signora di nome Meg portava degli estranei in casa quando non cera nessuno, cos
potevano guardarsi in giro e decidere se volevano comprarla.
Max odiava lidea di doversi spostare. Lui
odia tutti i cambiamenti, e un trasloco
sarebbe stato un cambiamento enorme. Qualche volta si bloccava quando scopriva che
stavano arrivando degli estranei, cos alla
fine il pap e la mamma smisero di avvisarlo.
Penso che sia per questo che non ci siamo
mai trasferiti. Avevano paura che Max si
bloccasse per sempre, se lo avessimo fatto.
Ogni volta che venivano degli estranei a
guardare la casa, i genitori di Max infilavano
tutti i giornali e le riviste in un cassetto della
cucina e buttavano tutti i vestiti che erano
per terra dentro un armadio. E poi

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rifacevano il letto, cosa che non fanno mai.


Dovevano far finta che in casa fosse tutto a
posto, per convincere gli estranei che quelli
che ci vivevano erano ordinatissimi.
La casa della signora Patterson esattamente cos. Sembra pronta per ricevere degli estranei. Ma non credo che abbia intenzione di venderla. Penso che sia proprio lei
che fatta cos.
Controllo unaltra volta di sopra e nello
scantinato, in cerca di armadi che non ho
visto o di indizi su dove possa essere Max.
Trovo altre foto del bambino della signora
Patterson e un armadio nel corridoio di
sopra. Max non nemmeno l.
Nello scantinato trovo tre credenze, ma
sono scure e impolverate e troppo piccole per
contenere Max. Trovo delle scatole di chiodi
e una pila di mattoni e dei contenitori di
plastica pieni di vestiti e un tagliaerba, ma
niente signora Patterson e niente Max.

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Non c problema. Tanto la signora Patterson entrer da un momento allaltro. E anche


se so che Max non sar con lei, va bene lo
stesso. Mi baster ritrovare la signora Patterson. Sar lei a portarmi da Max.
Sono in sala da pranzo che guardo il laghetto attraverso le porte a vetri, quando finalmente sento che la porta si apre. Ora le
ombre degli alberi si stanno allungando sul
laghetto e lo scintillio arancione sulle piccole
onde quasi sparito. Il sole ormai basso nel
cielo e non splende pi. Mi giro ed entro in
cucina, andando verso il corridoio che porta
allingresso, e capisco che il rumore che ho
sentito non era quello della porta di casa.
Era la porta dello scantinato.
La signora Patterson sta uscendo dallo
scantinato e sta venendo verso la cucina.
Ero l sotto solo un paio di minuti fa, a
frugare nelle credenze e tra le scatole di chiodi. Due minuti fa la signora Patterson non
era nello scantinato e adesso invece sta

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uscendo proprio da l e si sta chiudendo la


porta alle spalle.
Adesso ho pi paura che mai.

Trentacinque

Il mio primo pensiero che in realt la signora Patterson un amico immaginario e io


non me ne ero mai accorto. Forse pu passare attraverso le porte come me ed rientrata a casa ed scesa nello scantinato senza
farsi sentire.
Subito dopo penso che una cosa ridicola.
Ma in qualche modo devessere una tipa
speciale, perch rimasta nello scantinato
senza che la vedessi. Forse pu diventare invisibile o magari pu rimpicciolirsi.
Lo so che anche questo ridicolo.
Vedo che apre il frigorifero e prende del
pollo. Mette una padella sui fornelli e comincia a cuocerlo. Mentre il pollo frigge, lei fa
cuocere il riso.
Pollo con il riso: il piatto preferito di Max.
Lui non mangia molte cose, ma il pollo con il

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riso bianco lo mangia sempre. Gli piacciono


le cose che non hanno dei colori brillanti.
Vorrei tornare nello scantinato a cercare
larmadio o la scala che evidentemente non
ho visto. Forse la signora Patterson ha uno
scantinato sotto lo scantinato. Forse per
terra c una botola che non ho notato, perch di solito non guardo se ci sono botole per
terra. Ma ho paura ad allontanarmi di nuovo
dalla signora Patterson. Aspetter. Sta preparando la cena per Max. Lo so. La seguir
quando avr finito.
La signora Patterson non sporca dappertutto quando cucina. Appena ha finito con il
tagliere, lo sciacqua e lo mette nella
lavastoviglie. Quando ha finito di versare il
riso in una ciotola di vetro, rimette la scatola
nella dispensa. Piacerebbe molto alla
mamma di Max, se non avesse rapito suo
figlio. Sono tutte e due molto ordinate. La
mamma di Max dice sempre: Pulisci,
mentre fai le cose. Ma il pap di Max

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continua a mettere pile e pile di piatti sporchi nel lavandino e a lasciarcele tutta la
notte.
La signora Patterson appoggia un vassoio
rosso sul bancone. Lo pulisce con un fazzoletto di carta, anche se sembra gi pulito. Poi
mette due piatti e due forchette e due bicchieri di plastica sul carrello.
A Max piace mangiare nei piatti e nei bicchieri di plastica perch sa che sono sempre
puliti. Non si fida di come le persone lavano i
piatti e le forchette e i bicchieri, e nemmeno
delle lavastoviglie. La mamma e il pap di
Max non sempre gli permettono di mangiare
nei piatti di carta e di plastica, ma certe volte
s, specialmente quando la mamma cerca di
fargli mangiare qualcosa di diverso.
Ma come fa la signora Patterson a sapere
che a Max piacciono i piatti e le forchette di
plastica? Non mai venuta a cena da noi. Poi
mi ricordo che ormai stata con Max per tre

397/715

giorni: deve aver imparato che lui non si fida


delle lavastoviglie.
La signora Patterson mette il riso e il pollo
nei piatti e versa del succo di mela nei
bicchieri.
La bevanda preferita di Max il succo di
mela.
La signora Patterson alza il vassoio e si avvia verso le scale che portano allo scantinato.
La seguo.
In fondo alle scale gira a sinistra, verso la
parte con le pareti tappezzate e il tavolo
verde con la rete e la televisione.
C una botola da qualche parte sotto il
tappeto. Lo so. Probabilmente Max proprio
sotto di me. In uno scantinato sotto lo
scantinato.
Poi la signora Patterson attraversa la
stanza, supera il tavolo verde e arriva davanti
a un muro su cui appeso un quadro con dei
fiori, vicino a uno scaffale. Mi aspetto che si
chini per alzare il tappeto e invece allunga un

398/715

braccio verso lalto e spinge un pezzetto dello


scaffale dentro al muro. Lo scaffale fa clic e
una parte del muro si muove. La signora Patterson la spinge finch lo spazio non abbastanza grande per passare. Poi entra e un
secondo dopo il muro scorre indietro e lo
scaffale fa di nuovo clic. ritornato a posto.
La porta segreta e il muro che scorre sono invisibili, perch la fessura tra la porta e il
muro nascosta dalla carta da parati. Il passaggio camuffato. Anche se so che la porta
l, non riesco pi a vederne i contorni.
una porta supersegreta e Max dietro a
quella porta supersegreta.
Cammino su e gi per la stanza. Finalmente sto per rivedere Max. Faccio un passo
verso la porta ma non riesco ad attraversarla.
Ci sbatto contro e cado con la schiena sul pavimento. La porta nel muro invisibile,
quindi devo averla mancata. Mi sposto a sinistra e ci riprovo, stavolta camminando pi
lentamente, in caso la mancassi di nuovo.

399/715

Sbatto unaltra volta contro il muro. Provo


altre tre volte, ma ogni volta vado a sbattere.
vero che qui c una porta, ma ho lo
stesso problema che ho con quelle dellascensore dellospedale. Quando Max mi ha
immaginato, non ha immaginato che anche
le porte supersegrete nascoste nei muri
fossero delle porte, cos io adesso non posso
attraversarle.
Max dallaltra parte di questa porta che
non una porta. Riuscir a passare solo se la
signora Patterson la riapre.
Devo aspettare.
Mi siedo sul tavolo verde a fissare il muro.
Non posso allontanarmi e neanche distrarmi.
Quando la signora Patterson aprir quella
porta, ci sar giusto lo spazio per farla uscire,
il che significa che dovr infilarmi in quella
fessura appena sar passata. Se sono troppo
lento, rischio di non riuscirci.
Aspetto.

400/715

Fisso il quadro con i fiori, aspettando che


si muova. Cerco di pensare solo alla porta
che non una porta, ma poi finisco con il
chiedermi cosa ci sar dietro al muro.
Devesserci una stanza, e devessere abbastanza grande da permettere alla signora
Patterson di cenare con Max. Ma comunque
sottoterra e non ha finestre e probabilmente chiusa a chiave, per cui Max deve
sentirsi in trappola. E questo vuol dire che si
bloccato. O forse si bloccato e poi si
sbloccato.
Vorrei vederlo, ma ho anche paura di
scoprire che aspetto ha, dopo tre giorni passati dietro a un muro. Anche se si sbloccato, non deve avere un bellaspetto.
Continuo ad aspettare.
Finalmente il muro si muove. Salto gi dal
bordo del tavolo e mi avvicino. Il muro si
apre e la signora Patterson esce dalla fessura.
Dopo essere uscita si guarda indietro, lasciandomi un sacco di tempo per passare.

401/715

Allinizio penso che si guardi indietro per


essere sicura che Max non cerchi di seguirla,
ma mi sbaglio. Mi basta dare unocchiata alla
stanza dietro al muro per capire che mi
sbaglio.
Max non sta cercando di scappare.
Non riesco a credere ai miei occhi.

Trentasei

La luce accecante. Forse solo perch sono


rimasto in uno scantinato buio tutto questo
tempo, ad aspettare che si muovesse il muro,
ma la stanza pi luminosa di qualsiasi cantina immaginabile.
Mentre i miei occhi si abituano alla luce,
vedo che le pareti sono dipinte di giallo e
verde e rosso e blu. Mi ricorda la classe
dellasilo del signor Michaud, con il suo
bruco gigante che strisciava sulla lavagna bianca e i disegni appesi su tutto il muro fatti
con le dita dai bambini. Mi ricorda una
scatola di matite, una di quelle con otto o
dieci colori diversi. La stanza unesplosione
di colore.
C un letto a forma di macchina da corsa,
dipinto di rosso e oro, con il volante che
spunta dalla testiera. C un cassettone con i
cassetti ognuno di un colore diverso e una

403/715

porta in fondo alla stanza con la parola


Maschietti scritta a caratteri rossi tutti arzigogolati. C una scrivania con una pila altissima di carta da disegno e una ancora pi
alta di carta quadrettata, che la carta
preferita di Max. perfetta per disegnare le
mappe e progettare le battaglie con i soldatini. Ci sono degli aeroplanini che pendono
dal soffitto appesi a un filo. Ci sono soldatini
e carri armati e camion dellesercito e aeroplani dappertutto: dei cecchini su una
mensola sopra il letto, una fila di carri armati
allineati su un cuscino, colonne di soldati che
marciano in mezzo alla stanza, una pista
datterraggio sul letto con i cannoni della
contraerea piazzati sui guanciali. Devesserci
appena stata una battaglia. Si capisce da
come sono sistemati i soldati e i carri armati.
I verdi hanno sconfitto i grigi, credo. A
quanto pare i grigi non avevano molte
chance.

404/715

La stanza pi grande di quel che


pensavo. Molto pi grande. Ci sono dei binari del treno che girano tuttintorno, spariscono sotto il letto e rispuntano dallaltro
lato. Solo che non vedo il treno. Probabilmente parcheggiato sotto il letto.
Ci sono decine, forse centinaia di pupazzetti di Guerre stellari sistemati sul cassettone, e delle astronavi di Guerre stellari
in un angolo della stanza, disposte in ordine
perfetto come le avrebbe messe Max. Gli Xwing hanno bisogno di spazio per decollare,
quindi non hanno nessuna astronave
parcheggiata davanti. Il Millennium Falcon
invece pu alzarsi in verticale, perci circondato dai caccia stellari TIE e dalle TwinPod Cloud Car. Le truppe dassalto imperiali
e le truppe di Cloud City sono schierate accanto a ogni astronave, in attesa che Max dia
lordine di decollo.
Solo nel negozio di giocattoli avevo visto
cos tanti pezzi di Guerre stellari. Nemmeno

405/715

Max ne ha cos tanti. Credo che abbia la


collezione di Guerre stellari pi grande di
tutta la classe, ma al confronto di questa, la
sua sembra minuscola.
Ci si potrebbe fare un piccolo esercito, con
tutte queste truppe imperiali.
Ci sono sei caccia X-wing. Max ne ha solo
due, che gi sono tanti.
C un televisore appeso al muro davanti al
letto, con sotto una pila di dvd alta quasi
quanto Max. cos alta che sembra sul
punto di cadere da un momento allaltro.
Sopra ci sono tre elicotteri verdi con dei
cecchini di guardia. Il dvd in cima quello di
Starship Troopers Fanteria dello spazio. A
Max piace un sacco quel film.
Per terra c un tappeto. blu scuro e
pieno di stelle, lune e pianeti. soffice e
nuovo, e mi piacerebbe affondarci i piedi
come fa Max. Ma i miei piedi possono solo
toccare lidea del tappeto, non affondarci
dentro. Ci restano sopra.

406/715

Vicino al letto c un piccolo distributore di


chewing-gum.
Appoggiato sul letto, c lo zaino azzurro
che era nella macchina della signora Patterson. aperto e dentro si intravedono dei
mattoncini Lego.
I Lego servivano a tenere Max impegnato
quando era seduto sul sedile di dietro della
macchina. A distrarlo mentre la signora Patterson lo portava a casa sua.
E in mezzo alla stanza ci sono altri Lego.
Migliaia di Lego di forme e dimensioni che
non ho mai visto. Dei Lego grandi e dei Lego
piccoli e dei Lego meccanici, quelli che funzionano con le batterie e che sono i preferiti
di Max. Ce ne sono pi di quanti Max abbia
mai immaginato. Sono stati divisi per file a
seconda della forma e delle dimensioni, e
capisco subito che a dividerli stato Max. Le
file sono fatte proprio come le fa lui. I mattoncini sono allineati per terra come dei

407/715

soldati, tutti alla stessa distanza luno


dallaltro.
E seduto davanti ai mattoncini, come un
generale del Lego, voltato di spalle, c Max.
Lho trovato.

Trentasette

Non riesco a crederci: sono nella stessa


stanza con Max. Aspetto ancora un secondo
prima di dire il suo nome e lo fisso come fa di
notte la sua mamma, dopo che lo ha baciato
di nascosto mentre dorme. Non ho mai
capito perch lo fissa in quel modo, ma adesso lo faccio anchio.
Vorrei fissarlo per sempre.
Max mi mancato, ma solo adesso capisco
quanto. Ora so cosa si sente quando qualcuno ti manca cos tanto da non riuscire a
descrivere la sensazione. Dovrei inventare
delle parole nuove per descriverla.
Alla fine pronuncio il suo nome. Max,
dico sono qui.
Max lancia lurlo pi forte che gli ho mai
sentito fare.
un urlo che non dura moltissimo. Solo
un paio di secondi. Allinizio penso che la

409/715

signora Patterson arriver di corsa per


vedere cos successo, ma poi mi ricordo che
non riuscivo a sentire n lei n Max mentre
aspettavo dallaltra parte del muro. E
neanche Max poteva sentirmi prima, mentre
gridavo il suo nome.
Questa
devessere
una
stanza
insonorizzata.
Ci sono un sacco di stanze insonorizzate in
televisione. In genere si vedono nei film, ma
a volte anche negli altri programmi.
Max non si gira a guardarmi mentre grida,
e questo un brutto segno. Vuol dire che potrebbe bloccarsi. Vuol dire che si sta bloccando in questo preciso istante. Mi avvicino
a lui, ma senza toccarlo. Appena grida un po
meno, gli dico: Max, sono qui. Esattamente la stessa cosa che avevo detto prima
che si mettesse a gridare. Parlo veloce,
dolcemente. Mentre parlo mi sposto e arrivo
davanti a lui, solo il suo esercito di Lego ci
divide. Mi accorgo che stava costruendo un

410/715

sommergibile, e lelica ha tutta laria di potersi muovere da sola quando sar finita.
Max, ripeto sono qui.
Lui non grida pi. Adesso ha il fiatone. La
mamma di Max la chiama iperventilazione.
come se avesse appena finito una gara di
corsa lunga mille miglia e stesse cercando di
riprendere fiato. Certe volte, quando gli succede, si blocca.
Dico unaltra volta: Max. Sono qui. Va
tutto bene. Sono qui. Va tutto bene.
Toccarlo sarebbe la cosa peggiore che potrei fare. Anche gridare sarebbe uno sbaglio.
Sarebbe come spingerlo nel suo mondo interiore, dove tutto bloccato. Invece continuo a parlargli veloce, dolcemente, ancora e
poi ancora. Cerco di raggiungerlo con la
voce. come se gli lanciassi una corda
pregandolo di afferrarla con le mani. Certe
volte funziona e riesco a tirarlo fuori prima
che si blocchi, e certe volte no. Ma lunico
rimedio che conosco.

411/715

E stavolta funziona. Parola mia.


Ora il suo respiro sta rallentando, ma rallenterebbe anche se Max si stesse per bloccare. Per capisco dai suoi occhi che non si
bloccato: i suoi occhi mi vedono. Vedono i
miei occhi. Max non si sta allontanando.
ancora qui. Sta tornando nel mondo. Mi sorride con gli occhi e capisco che tornato.
Budo dice. Sembra felice, e mi sento felice anchio.
Max gli rispondo.
Allimprovviso mi sento come la mamma
di Max. Vorrei saltare oltre la fila di Lego e
abbracciarlo e stringerlo forte. Ma non
posso. Max probabilmente felice che ci siano le file di Lego a separarci. Perch cos
pu sorridermi con gli occhi senza aver
paura che lo tocchi. Sa che a cose normali
non lo toccherei mai, ma forse si rende conto
che adesso la situazione diversa. Non
eravamo mai rimasti separati per tre giorni.

412/715

Stai bene? chiedo, sedendomi sul pavimento davanti a lui, sempre con i Lego in
mezzo.
S risponde Max. Mi hai spaventato.
Pensavo che non ti avrei rivisto mai pi. Sto
costruendo un sommergibile.
S, gli dico ho visto.
Poi non so pi cosa dire. Cerco di pensare
alla cosa giusta. La cosa giusta da fare per
salvarlo. Forse dovrei essere anchio diabolico e tentare di scoprire cosa gli ha fatto credere la signora Patterson, ma poi penso che
meglio capire davvero cosa sta succedendo,
qualsiasi cosa sia. La faccenda seria. Non si
tratta di dire una bugia sui compiti persi da
qualche parte o sulle crocchette di pollo lanciate alla mensa.
Questa una faccenda anche pi seria di
Tommy Swinden.
Decido di non essere diabolico. Decido di
non danzare con il diavolo sotto la pallida
luce della luna. una cosa che dice sempre

413/715

la signora Gosk quando un bambino racconta bugie: Tu stai danzando con il diavolo
sotto la pallida luce della luna, signor
Woods. Attento a te.
Stavolta per il diavolo reale, e non c
tempo da perdere.
Max, dico, cercando di parlare come la
signora Gosk la signora Patterson cattiva
e dobbiamo farti uscire da qui.
In realt non saprei proprio come, ma
comunque non posso fare niente se Max non
daccordo.
Non cattiva dice lui.
Ti ha rapito ribatto. Ti ha imbrogliato
e ti ha portato via dalla scuola.
La signora Patterson dice che non ci
dovrei andare a scuola. Dice che la scuola
non un posto sicuro per me.
Ma non vero dico io.
S che vero insiste Max, cominciando a
sembrare un po agitato. Lo sai. Tommy
Swinden mi uccide se resto a scuola. Ella e

414/715

Jennifer mi toccano in continuazione. Toccano le mie cose da mangiare. Gli altri


bambini mi prendono in giro. La signora
Patterson sa tutto di Tommy Swinden e degli
altri bambini e dice che la scuola non il
posto giusto per me.
Ma la tua mamma e il tuo pap pensano
che tu sia al sicuro a scuola. E loro sono il tuo
pap e la tua mamma.
Non sempre i pap e le mamme sanno
cosa meglio. Lha detto la signora
Patterson.
Max, sei rinchiuso in uno scantinato.
Questa s che una brutta cosa. Solo le persone cattive chiudono i bambini in cantina.
Dobbiamo farti uscire da qui.
La voce di Max si ammorbidisce. Se dico
alla signora Patterson che sono felice, sar
felice anche lei.
Non capisco cosa vuol dire. Prima che
possa chiederglielo, Max ricomincia a
parlare.

415/715

Se la signora Patterson felice, non mi


toccher e non mi far del male.
Te lha detto lei?
No, ma sono io che lo penso fa Max.
Penso che se provassi a scappare potrebbe
arrabbiarsi moltissimo.
Non credo che voglia farti del male.
Vuole solo rapirti.
Ma mentre lo dico, penso che forse Max
potrebbe avere ragione. Lui di solito non
capisce molto bene le persone, ma a volte le
capisce meglio di chiunque altro. Magari non
capisce che succhiarsi le dita in classe lo fa
sembrare stupido, ma stato lunico a capire
che la signora Gosk era triste il giorno che
era morta la sua mamma. Lha capito subito,
anche se la signora Gosk era stata bravissima
a nasconderlo e il resto della classe lha
capito solo il giorno dopo, quando la signora
Gosk lha detto a tutti. Cos mi chiedo se non
abbia ragione anche sulla signora Patterson.

416/715

Magari ancora pi diabolica di quel che


pensavo.
Non vuoi andare via? domando.
Mi piace questo posto dice Max. Ci
sono un sacco di cose belle. E adesso ci sei
anche tu. Prometti che non te ne andrai?
Prometto. Ma non pensi alla tua mamma
e al tuo pap?
Vorrei dire di pi. Vorrei elencargli tutte le
cose di cui sentir la mancanza se rester
rinchiuso qui dentro, ma non ci riesco.
Allimprovviso mi rendo conto che, di tutte le
cose della sua vita, lunica di cui potrebbe
sentire la mancanza sono la sua mamma e il
suo pap. Max non ha amici. Sua nonna
morta lanno scorso, e laltra nonna abita in
Florida e non lo viene mai a trovare. I suoi zii
e sua zia sono sempre imbarazzati quando lo
vedono, e se ne stanno tutto il tempo in silenzio. I suoi cugini lo evitano. Max ha solo
la sua mamma e il suo pap e le sue cose e
me. E le sue cose forse hanno la stessa

417/715

importanza dei suoi genitori. triste da dire


ma vero, per. Se Max dovesse scegliere tra
i suoi Lego e i suoi genitori, non so che cosa
sceglierebbe.
Penso che questo lo sappia anche la
mamma di Max. Probabilmente lo sa anche il
pap, ma si racconta le bugie da solo e dice
che non vero.
Posso vedere mamma e pap dice Max.
Me lha detto la signora Patterson. Uno di
questi giorni, ma non adesso. Adesso lei si
prender cura di me e mi far stare al sicuro
e mi terr lontano dalla scuola. Dice che sono
il suo giovanotto.
E suo figlio? domando. Lhai
incontrato?
La signora Patterson non ha pi un figlio.
morto. Me lha detto lei.
Non parlo pi. Aspetto.
Max guarda il suo sommergibile e cerca di
aggiungere dei pezzi nel lato che ancora da
finire. Dopo un minuto, ricomincia a parlare.

418/715

morto perch il suo pap non si preso


abbastanza cura di lui. Cos morto.
Vorrei chiedergli dov il signor Patterson
adesso, ma non lo faccio. Ovunque sia, non
qui. Lui non centra niente con questa storia.
Ora lo so.
Ti piace davvero qui? chiedo.
una bella stanza dice Max. Ci sono
un sacco di cose. Quando sono arrivato era
tutta in disordine, ma la signora Patterson
me lha lasciata sistemare. Tutti i Lego erano
mischiati e i pezzi di Guerre stellari erano
nel cesto dei giochi e tutti i soldatini erano
ancora nelle scatole. Tutti impacchettati
nella plastica. E anche quei dvd erano in una
scatola. Adesso tutto in ordine. La signora
Patterson mi ha dato anche un porcellino
salvadanaio e un bel po di spiccioli da infilarci dentro. Erano cos tanti che quasi non
centravano.
Max indica la scrivania. Su un angolo c
un piccolo salvadanaio di metallo a forma di

419/715

porcellino. Ha le zampette di metallo e le


orecchie di metallo e il grugno di metallo.
vecchio e arugginito.
Era della signora Patterson da bambina
dice Max, come se mi leggesse nel pensiero.
Credo che la signora Patterson sia stata
molto furba a lasciare che Max sistemasse la
stanza. Immagino che sistemare la stanza lo
abbia aiutato a superare il primo giorno. Max
non si stacca mai dai Lego finch non ha finito di metterli in fila, e allasilo doveva
sempre sistemarli tutti prima di tornare a
casa, altrimenti continuava a pensarci tutta
la notte. Scommetto che il primo giorno che
stato qui, se non si bloccato, ha avuto un
gran daffare.
Max, se hai paura della signora Patterson, vuol dire che questo non un bel
posto.
Non ho paura di lei, finch felice. E ora
ci sei anche tu. Mi sento molto meglio, adesso. Finch sei qui, andr tutto bene. Lo so.

420/715

Ho detto alla signora Patterson che avevo


bisogno di te, e lei ha detto che forse saresti
venuto. E sei venuto, infatti. Cos adesso possiamo stare qui tutti e due insieme.
Adesso capisco: finch Max rester chiuso
in questa stanza, io non scomparir.
La mamma e il pap di Max cercano
sempre di incoraggiarlo a diventare gande, a
conoscere altre persone, a provare cose
nuove. Il pap di Max, lanno prossimo, vorrebbe iscriverlo a una cosa che si chiama
Farm League Baseball e sua mamma vorrebbe che imparasse a suonare il piano. Lo
mandano a scuola tutti i giorni, anche se
Max gli ha detto chiaro e tondo che Tommy
Swinden lo vuole uccidere.
Non ci avevo mai pensato prima, ma la
mamma e il pap di Max sono il pericolo pi
grande di tutti per me.
Perch vogliono che Max diventi grande.
La signora Patterson invece vuole lesatto
contrario. Vuole tenere Max in questa stanza

421/715

fatta apposta per lui. Vuole tenerlo qui al


sicuro. Non ha intenzione di chiedere un
riscatto o di farlo a pezzettini. Vuole solo tenerlo qui, come se fosse una cosa sua. Rinchiuso e al sicuro. La signora Patterson un
diavolo sotto la pallida luce della luna, ma
non un diavolo come quelli del cinema o
della televisione. un diavolo reale, e in
fondo in fondo potrei anche danzare con lei.
Se Max resta qui dentro, potrei vivere
quanto vive lui. Potrei vivere pi a lungo di
qualsiasi altro amico immaginario.
Forse, se Max rimane in questa stanza, potremmo essere felici per sempre.

Trentotto

Io e Max stiamo giocando con i soldatini,


quando la porta si apre ed entra la signora
Patterson. Indossa una camicia da notte
rosa.
Mi sento in imbarazzo. Sto guardando una
maestra in pigiama.
Max invece non la guarda. Tiene la testa
bassa, sta fissando la fila di soldatini davanti
a lui. Sono appena stati abbattuti da una cosa
chiamata missile Cruise. In realt era solo
una matita che Max ha lasciato cadere da un
aeroplano di plastica, ma bastata a far saltare in aria tutti i soldatini.
Stavi giocando con i soldatini? chiede la
signora Patterson. Sembra stupita.
S dice Max. C Budo.
Ah, s? Sono cos felice per te, Max.
Sembra felice davvero. Forse sollevata al
pensiero che Max abbia qualcuno con cui

423/715

giocare, anche se non pensa che io sia reale.


Probabilmente pensa che Max si sta adattando alla sua nuova stanza, e che questo il
motivo per cui sono tornato.
Non sa quanta fatica ho fatto per arrivare
fin qui.
ora di andare a letto dice la signora
Patterson. Ti sei lavato i denti?
No risponde Max, sempre guardando i
soldatini. In mano ha un cecchino grigio. Se
lo rigira fra le dita mentre parla.
Vuoi lavarti i denti? chiede la signora
Patterson.
S dice Max.
Vuoi che ti aiuti a metterti a letto?
No dice Max. Lo dice veloce. Risponde
veloce a tutte le domande, e soprattutto dice
molto veloce la parola No, anche se solo la
parola No.
Okay, ma tra quindici minuti devi essere
a letto con le luci spente.
S risponde Max.

424/715

Okay, allora. Buonanotte, Max.


La voce della signora Patterson sale di
tono mentre dice le ultime due parole, come
se aspettasse una risposta. Si aspetta che
anche Max le dia la buonanotte, completando la bella scenetta della sera. Resta
vicino alla porta per un minuto, aspettando
la risposta.
Max invece fissa il cecchino e non dice
niente.
Quando la signora Patterson capisce che
non ha intenzione di rispondere, la sua faccia
sembra precipitare. Gli occhi e le guance e la
testa cascano allingi tutti insieme, e per un
istante mi dispiace per lei. Avr anche rapito
Max, ma non gli farebbe mai del male.
Vedendo la sua espressione triste, lo so per
certo.
La signora Patterson vuole bene a Max.
Lo so che non puoi rubare un bambino ai
suoi genitori solo perch hai perso un figlio,
e so che probabilmente la signora Patterson

425/715

resta comunque un diavolo e un mostro. Ma


in quel secondo di silenzio, mi sembra pi
una signora triste che un mostro. Forse
pensava che Max avrebbe potuto renderla felice, ma finora non stato cos.
Alla fine se ne va, chiudendosi la porta alle
spalle senza aggiungere una parola.
Torner a controllare? domando.
No dice Max.
Allora perch non giochiamo tutta la
notte?
Non lo so risponde lui. Di certo non
sbircia dalla porta, ma sono sicuro che in
qualche modo sa sempre tutto.
Max va verso la porta con su scritto
Maschietti e la apre. Dallaltra parte c un
bagno. Prende uno spazzolino da denti dal
lavandino, spreme un po di dentifricio e
comincia a lavarsi i denti.
Come faceva a sapere che vuoi solo il
Crest per bambini? domando. lunico
dentifricio che usa Max.

426/715

Non lo sapeva risponde lui lavandosi i


denti. Glielho detto io.
Potrei fargli altre domande sul dentifricio
ma non gliele faccio. O Max si bloccato la
prima sera quando la signora Patterson ha
cercato di fargli usare il Colgate o il Crest alla
Menta Piperita (com successo quella volta
che il suo pap voleva fargli cambiare dentifricio), oppure la signora Patterson gli ha
chiesto che dentifricio voleva prima che arrivasse lora di lavarsi i denti.
Probabilmente andata cos. Anche se la
signora Patterson ha cambiato ogni singola
cosa nella vita di Max, sono sicuro che
capisce che ogni cambiamento per lui un
problema. Il pap di Max lo capisce, solo che
cerca lo stesso di cambiare le cose, pur
sapendo che Max rischia di bloccarsi. Anche
la mamma di Max lo capisce, ma cerca di
cambiare le cose pi lentamente, in modo
che Max non se ne accorga. Il pap invece
cambia le cose e basta, come il dentifricio.

427/715

carina questa stanza dico mentre Max


si mette il pigiama. un pigiama mimetico.
Non quello che mette di solito, ma secondo
me gli piace un sacco. Poi torna in bagno a
guardarsi allo specchio.
Questo posto molto carino ripeto.
Max non risponde.
Continuo a pensare a come si rigirava il
soldatino in mano mentre la signora Patterson gli parlava e a come evitava di guardarla.
Max ha detto che questa stanza gli piace e
che possiamo starci tutti e due insieme. Gli
credo, ma penso anche che dietro a quelle
parole ce ne siano altre che lui non dice.
Max ha paura. Max triste.
Una parte di me vuole dimenticare il modo
in cui guardava quel soldatino. Vuole aspettare qualche giorno o un mese o perfino
un anno, perch alla fine Max apprezzer
questa stanza e forse anche la signora Patterson. Vuol credere che Max star bene come

428/715

ha detto di stare, perch questo significa che


io esister per sempre.
Ma unaltra parte di me vuole salvare Max
adesso, prima che sia troppo tardi. Prima che
succeda qualcosa che ancora non riesco a immaginare. Questa parte di me pensa che
sono io lunica salvezza per Max, e che devo
fare qualcosa il prima possibile.
Adesso.
E in mezzo a queste due parti di me, ci
sono io. Bloccato come Max. Vorrei salvare
sia lui che me, ma non so se ci riuscir.
Non so quanto di lui potrei perdere, per
salvare me stesso.

Trentanove

Finalmente Max si addormentato.


Ha spento le luci e si messo a letto dopo
essersi lavato i denti. Io mi sono seduto vicino a lui e ho aspettato che sistemasse i cuscini. Proprio come a casa.
Solo che in questa stanza ci sono nove
lampade notturne, sei in pi rispetto a quelle
che si trovano in camera di Max, e quindi
non molto buio.
Pensavo che Max avrebbe detto qualcosa,
invece rimasto sdraiato a fissare il soffitto.
Gli ho chiesto se voleva parlare, perch di
solito parliamo prima che lui si addormenti,
ma ha fatto segno di no con la testa. Dopo un
po ha sussurrato: Buonanotte, Budo. E
basta.
Dopo un bel po, si addormentato.
Io sono rimasto qui seduto, a chiedermi
che fare. Ascolto il respiro di Max. Si gira e si

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rigira nel letto, ma non si sveglia. Se chiudo


gli occhi e resto ad ascoltarlo, mi sembra
quasi di essere di nuovo a casa.
Se fossimo a casa, ora sarei gi seduto in
soggiorno, a guardare la televisione con i
suoi genitori.
Sento gi la loro mancanza.
Mi sento in trappola, qui dentro.
Sono intrappolato in questa stanza. Sono
prigioniero, proprio come Max. Fisso la
porta e mi domando come posso sperare di
salvare lui, se non posso scappare neanchio.
Poi capisco cosa fare. Mi alzo e mi avvicino
alla porta. Faccio tre passi e la attraverso, e
un secondo dopo mi ritrovo nella zona dello
scantinato dove ci sono il mini-tavolo da tennis e le scale. Niente lampade notturne in
questa stanza, quindi buio pesto.
Stavolta sono riuscito ad attraversare la
porta, perch dal lato dove si trova Max sembra davvero una porta, e anche Max lha
chiamata cos. Ha detto che la signora

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Patterson non avrebbe sbirciato dalla porta,


il che vuol dire che quella per lui una porta,
e se una porta allora io la posso attraversare. la sua idea di porta che conta.
Invece per Max la porta supersegreta
dallaltra parte del muro non una porta,
quindi non posso attraversarla. Giusto per
verificare, mi giro e torno verso la parete.
cos buio che ci sbatto contro anche pi forte
di quanto pensassi.
Avevo ragione: su questo lato c solo il
muro.
Forse non stata una buona idea. Se Max
si sveglia, non posso rientrare nella stanza
per fargli sapere che sono ancora qui. Non
posso neanche sapere se si sveglia. Lho lasciato unaltra volta da solo, e lui se ne accorger: ho fatto un altro grande sbaglio.
Mi giro e cammino lungo i lati della
stanza, seguendo il muro per trovare la
strada, finch non raggiungo la scala. Salgo
lentamente i gradini, tenendomi al

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corrimano, e poi attraverso la porta in cima,


tornando nel corridoio tra la cucina e il soggiorno. La signora Patterson in piedi in cucina. Sul tavolo ci sono delle lattine di zuppa
Campbell e delle scatole di maccheroni al
formaggio Kraft. La signora Patterson le sta
sistemando dentro a uno scatolone di
cartone.
Sono due dei piatti preferiti di Max.
Altri quattro scatoloni sono impilati sul tavolo. Sono chiusi, quindi non posso vedere
cosa c dentro. Per un secondo penso che
queste scatole siano importanti, ma poi
capisco che non cos. Sto cercando degli indizi per salvare Max, solo che non ce ne
sono. Max chiuso in una stanza segreta
nello scantinato e nessuno sa che qui. Non
un film del terrore. solo una cosa brutta.
La signora Patterson finisce di impacchettare le zuppe e i maccheroni e chiude lo
scatolone. Poi lo aggiunge alla pila sullaltro

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lato del tavolo e va a lavarsi le mani nel


lavandino, mormorando qualcosa.
Quando ha finito, mi supera e si avvia al
piano di sopra. La seguo. Non mi resta altro
da fare. Non posso andarmene da questa
casa. Anche se posso uscire dalla stanza segreta, sono intrappolato qui dentro. Non so
dove mi trovo, e dov il resto del mondo.
Non ci sono benzinai o commissariati o ospedali dove andare. Max qui. Non posso
andarmene senza di lui. Gli ho promesso che
non me andr mai, anche se comincio a
pensare che, se voglio salvarlo, prima o poi lo
dovr fare.
Sul pavimento in camera della signora Patterson ci sono delle scatole di cartone che
oggi non cerano. Apre il cassettone e comincia a spostare i vestiti dal cassettone alle
scatole. Non tutti i vestiti, ne sceglie solo alcuni. Mi viene in mente che queste scatole, in
fondo, potrebbero essere un indizio.

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Impacchettare del cibo non normale, ma


ancora pi strano impacchettare dei vestiti.
Dopo che ha riempito cinque scatole di
vestiti e di scarpe e di biancheria, la signora
Patterson le riporta di sotto e le aggiunge alla
pila sul tavolo. Poi torna di sopra e si lava i
denti. Si sta preparando per andare a letto,
penso, cos me ne vado. vero che la signora
Patterson il cattivo della situazione, ma
non credo che sia giusto guardarla mentre si
passa il filo interdentale e si lava la faccia.
Vado nellaltra stanza e mi siedo a pensare.
Mi serve un piano.
Vorrei che Graham fosse qui.

Quaranta

Sento la voce di Max: sta chiamando il mio


nome. Mi alzo di scatto e vado in corridoio,
sono confuso. La sua voce non viene dallo
scantinato. Viene dalla camera della signora
Patterson. Mi giro e torno indietro di corsa.
Passo attraverso la porta ed entro. Il sole sta
spuntando dalla finestra. Mi giro a guardarlo
e per un secondo resto accecato. Chiudo gli
occhi e vedo galleggiarmi davanti delle macchie arancioni. Sento ancora Max che mi
chiama per nome. Il suono viene da questa
stanza, ma allo stesso tempo sembra
lontano, come se fosse sotto una coperta o
chiuso dentro un armadio. Apro gli occhi e
vedo la signora Patterson. seduta sul letto,
e guarda il telefono. Solo che non un telefono. pi grande e pi pesante. Ha uno
schermo che la signora Patterson sta

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fissando. dal non-telefono che viene la


voce di Max.
Faccio il giro del letto e mi siedo accanto a
lei, guardando il non-telefono da sopra la sua
spalla. Nello schermo c Max. tutto bianco
e nero e grigio, ma riesco a vederlo lo stesso.
Anche lui seduto sul letto, e sta gridando il
mio nome.
Sembra proprio spaventato.
Io e la signora Patterson ci alziamo nello
stesso momento, lei da un lato del letto e io
dallaltro. Lei si infila un paio di pantofole ed
esce dalla stanza.
La seguo.
Va dritta verso lo scantinato e io le sto dietro. Sento Max gridare dal non-telefono ma
non riesco a sentirlo gridare da dietro il
muro. strano. proprio dietro a quel muro
ma non arriva neanche un suono minuscolo,
anche se so che lui sta gridando.
La signora Patterson apre la porta segreta
ed entra. Le urla di Max riempiono la stanza.

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Io resto dietro di lei, perch non voglio che


Max mi veda e chiami il mio nome. Lo sta gi
gridando, in realt, ma non voglio che mi
veda e dica: Budo! Sei tornato! Doveri?
Perch eri con la signora Patterson?.
Se lo fa, lei scoprir che ero uscito dalla
stanza segreta e che la stavo spiando.
Lo so che non potrebbe mai succedere,
perch la signora Patterson non pensa che
sono reale, ma in questi primi secondi nella
stanza segreta quasi me lo dimentico. facile
dimenticare che le persone non credono che
esisti.
Allinizio, appena entrato, ho paura. Paura
di essere scoperto dalla signora Patterson.
cattiva e non voglio che si arrabbi con me,
anche se non crede che esisto.
Va tutto bene, Max dice la signora Patterson, avvicinandosi al letto ma fermandosi
qualche passo prima, il che molto furbo da
parte sua. Avvicinarsi troppo a Max quando
spaventato una cosa che fanno tutti, ma

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proprio quello che non si dovrebbe fare mai.


La signora Patterson proprio una
furbacchiona.
veramente il diavolo sotto la pallida luce
della luna.
Budo! grida di nuovo Max.
cento volte peggio che nel non-telefono.
la cosa peggiore che abbia mai sentito. Mi
sembra di essere il peggior amico immaginario del mondo. Mentre mi sporgo da dietro
la signora Patterson, mi chiedo come far a
lasciarlo solo di nuovo, oggi.
Max, sono qui sussurro.
Sono sicura che torner dice la signora
Patterson, parlando subito dopo di me e facendomi pensare, per un secondo, che mi abbia sentito.
Budo! grida di nuovo Max, ma questa
volta un grido di gioia. Mi ha visto.
Buongiorno, Max rispondo. Mi dispiace. Sono rimasto bloccato fuori dalla
stanza.

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Bloccato? chiede lui.


Cosa si bloccato? domanda la signora
Patterson.
Budo rimasto bloccato dice Max.
Giusto? E mentre lo domanda, guarda me.
S rispondo. Ma te lo spiego quando
siamo da soli.
Una delle cose che ho imparato che Max
si confonde troppo se parla con me e con un
essere umano allo stesso tempo, cos cerco di
evitare la cosa ogni volta che posso.
Sono sicura che Budo riuscir a sbloccarsi dice la signora Patterson. Non c niente da temere.
Si gi sbloccato.
Oh, bene esclama la signora Patterson.
come se riprendesse fiato dopo essere rimasta sottacqua per un sacco di tempo.
Sono cos contenta che sia tornato.
Okay borbotta Max. una risposta
strana, ma Max non sa mai che rispondere
quando le persone gli dicono come si

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sentono. La maggior parte delle volte non


risponde niente. Aspetta solo che le persone
dicano qualcosaltro. Comunque okay una
risposta che non d problemi.
Ce la fai a vestirti? chiede la signora
Patterson. Non ho neanche cominciato a
prepararti la colazione.
S risponde Max.
Okay conclude la signora Patterson.
Si ferma di nuovo vicino alla porta, ad aspettare. Non so se sta aspettando che Max
dica qualcosa o se sta cercando di trovare
qualcosaltro da dire. Comunque sembra
triste. Max non la nota nemmeno. Ha gi in
mano un X-wing e sta schiacciando il bottone che fa aprire le ali.
La signora Patterson sospira ed esce.
Quando la porta si chiude con un clic, Max
alza gli occhi dal suo giocattolo. Doveri?
mi domanda.
So che arrabbiato, perch me lo chiede
guardandomi negli occhi, anche se ha in

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mano un giocattolo di Guerre stellari che


dovrebbe attirare completamente la sua
attenzione.
Ieri notte sono uscito dalla stanza, ma
non riuscivo pi a rientrare.
Perch no? dice Max. I suoi occhi sono
tornati sullastronave.
Su questo lato c una porta, ma sullaltro
c un muro gli rispondo.
Max non dice niente. Questo vuol dire che
ha capito quello che ho detto, oppure che
non interessato alla mia risposta. Di solito
riesco a distinguere se luna o laltra cosa,
ma stavolta no.
Posa il caccia X-wing sul cuscino e scende
dal letto. Si avvicina al bagno e apre la porta,
voltandosi di nuovo a guardarmi.
Prometti che non mi lascerai mai pi da
solo dice.
Glielo prometto, anche se so che tra poco
dovr lasciarlo da solo unaltra volta.

Quarantuno

Decido di non dire a Max che sto per andarmene. Forse per lui sar pi facile se esco di
nascosto e basta. Poi per mi rendo conto
che sarebbe pi facile per me, ma certo non
per lui.
In realt ho paura che Max possa arrabbiarsi cos tanto da cominciare a non credere
pi in me.
Vorrei tanto sapere cosa devo fare.
Allinizio pensavo che Max sarebbe rimasto intrappolato qui per sempre, e che
avrei avuto tutto il tempo di pensarci. Di fare
un piano. Ma adesso ho paura che non sia
cos, e che il tempo che avevo a disposizione
per salvarlo stia finendo prima ancora di essere iniziato.
In fondo in fondo avevo anche sperato che
Max potesse affezionarsi a questa stanza, e
che avremmo potuto restarci insieme per

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sempre. So che sarebbe brutto non aiutare


Max, ma so anche che sarebbe brutto
smettere di esistere. I leoni mangiano le giraffe per sopravvivere, anche se le giraffe non
gli hanno fatto niente di male: e nessuno
pensa che i leoni sbaglino a comportarsi cos.
Perch esistere una cosa troppo importante. la cosa pi importante di tutte. Cos
da una parte so che dovrei aiutare Max, e
voglio davvero aiutarlo, e vorrei anche prendere la decisione giusta, ma dallaltra voglio
anche esistere!
Ci sono un sacco di cose a cui pensare, e
adesso ho paura che non avr pi tempo.
Max ha finito di fare colazione e sta
giocando con la PlayStation. Sta guidando
una macchina su una pista. Io lo guardo perch so che gli piace quando lo guardo mentre
gioca ai videogiochi. Non mi dice niente e
non mi fa domande. Ha solo bisogno che lo
stia a guardare.

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La porta si spalanca e la signora Patterson


entra in camera. vestita per andare a
scuola e ha messo il profumo. Sento il suo
odore prima ancora di vederla.
Non tutti gli amici immaginari sentono gli
odori, ma io s.
La signora Patterson odora di fiori secchi.
Porta dei pantaloni grigi, una camicia rosa e
una giacca. Ha in mano una scatola di
Transformers.
Max, dice devo andare al lavoro.
Parla lentamente, con prudenza, come se
immergesse una mano nellacqua per sentire
se fredda.
Max non risponde. La sua mamma e il suo
pap fanno sempre una gran fatica a tirargli
fuori le risposte quando sta giocando con un
videogioco, quindi non so se sta ignorando la
signora Patterson di proposito.
Ti ho messo il pranzo nel cestino dice
lei. C della zuppa nel termos e uno yogurt
e unarancia. So che non divertente

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mangiare la stessa cosa tutti i giorni, ma non


posso darti niente che rischi di farti soffocare, mentre sono via.
La signora Patterson si aspetta che Max
dica qualcosa, ma lui continua a guidare la
macchinina sulla pista del videogioco.
Ma non preoccuparti dice lei. Presto
staremo insieme tutto il giorno. Okay?
Max resta in silenzio e continua a fissare lo
schermo.
Oggi mi mancherai, Max esclama la signora Patterson, e adesso sembra che stia
cercando di raggiungerlo con la voce, come a
volte tento di fare anchio. Gli sta lanciando
una fune, ma so gi che Max non la afferrer.
Sta giocando con i videogiochi, adesso. Il
resto non conta.
Mi manchi ogni giorno, Max dice la signora Patterson. E voglio che tu sappia che
tutto quello che sto facendo lo sto facendo
per te. Presto le cose andranno molto meglio.
Okay?

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Ora vorrei anchio che Max rispondesse.


Vorrei che chiedesse alla signora Patterson
di che cosa sta parlando. Com che cambieranno le cose? Quando cambieranno? Che
cosha in mente?
Invece lui continua a fissare lo schermo
mentre la macchinina si muove lungo la
pista.
Ciao, Max. Ci vediamo dopo.
La signora Patterson vorrebbe dirgli ti
voglio bene. Lo so. Tre parole che sembrano
quasi penderle dalle labbra. E credo che
voglia davvero bene a Max. Molto bene. Mi
sento di nuovo triste per lei. Ha rapito Max, e
anche se dice di averlo fatto per il suo bene,
so che in realt vorrebbe riavere indietro il
suo bambino. E il bambino che ha rapito non
parla molto di pi di quello morto.
La signora Patterson esce dalla stanza e si
chiude la porta alle spalle con un clic. Max
alza gli occhi e fissa la porta per un momento, poi torna a guardare il gioco.

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Io resto ad aspettare l accanto, continuando a fissarlo. Conto fino a cento. Apro la


bocca per parlare e poi conto unaltra volta
fino a cento.
Finito di contare, mi decido a dire
qualcosa.
Anchio me ne vado, Max.
Cosa? chiede lui alzando gli occhi dal
gioco.
Non facile, perch devo dire a Max qualcosa di importante e soprattutto farglielo capire, ma ho anche poco tempo. Avevo paura
che se fossi uscito dalla stanza mentre la signora Patterson era ancora in casa, lei
lavrebbe sentito gridare dal non-telefono e
sarebbe tornata indietro. E magari non
sarebbe pi andata a lavorare. Ho bisogno
che entri in garage, ma non posso sapere se
lo ha gi fatto. Posso solo tirare a indovinare.
Per ho contato due volte fino a cento,
quindi la signora Patterson ha avuto un
sacco di tempo per arrivare alla macchina.

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Probabilmente anche troppo. Potrebbe essere gi tardi.


Me ne vado, Max, dico ma solo fino a
stasera. Vado a scuola con la signora Patterson, cos vedo come sta la signora Gosk e
controllo anche se la tua mamma e il tuo
pap stanno bene. Poi torno con lei dopo la
scuola.
Voglio venire anchio esclama Max.
Non me laspettavo. Non so che cosa dire.
Resto a bocca aperta finch non mi ritornano
le parole.
Lo so, dico ma non so come farti uscire
da questa stanza. Tu non puoi passare attraverso la porta.
Voglio venire anchio! grida Max.
Voglio vedere la signora Gosk e mamma e
pap! Voglio vedere mamma e pap!
Max non li chiama mai mamma e pap.
Quando lo sento dire queste parole penso
che non riuscir mai pi a uscire da qui. Non
riuscir mai ad abbandonarlo, perch

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sarebbe una cosa troppo triste e troppo


cattiva.
Trover un modo per farti uscire da
questa stanza gli dico.
Lo dico per farlo contento, ma mentre le
parole mi escono dalla bocca capisco che non
mi serve altro tempo per decidere che cosa
fare. Io non sono un leone e Max non una
giraffa. Io sono Budo e Max il mio amico e
c ununica cosa da fare. Questo non vuol
dire che devo smettere di esistere, ma che
devo smettere di pensare solo alla mia
esistenza.
E vuol dire anche che devo andarmene
adesso.
Max, devo andare. Ma torner. E far in
modo di farti rivedere molto presto la tua
mamma e il tuo pap. Te lo prometto.
la seconda promessa che gli faccio stamattina. E sto gi per infrangere la prima.
Mentre corro verso la porta, Max si mette
a strillare. No, no, no, no! grida.

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Se me ne vado, si bloccher.
Se passo attraverso la porta, non potr rientrare nella stanza finch la signora Patterson non la riaprir una volta tornata da
scuola.
Attraverso la porta lo stesso, sapendo che
la scelta pi difficile di solito quella giusta.
Chiedo a qualcuno che non pu sentirmi di
perdonarmi per aver infranto la promessa,
abbandonando il mio amico Max.
Appena rientro nello scantinato, ricomincio a sentire i suoni. La stanza di Max alle
mie spalle, immersa nel silenzio, e il rumore
della caldaia che ronza e dellacqua che
scorre e gocciola nei tubi riempie lo
scantinato. So che Max sta gridando, probabilmente sta battendo contro la porta dietro di
me, ma io non posso sentirlo. Per fortuna.
Solo immaginarlo che si blocca dietro a quel
muro mi riempie di tristezza e sensi di colpa.
Sentirlo sarebbe ancora peggio.

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Una porta sbatte al piano di sopra. Allimprovviso mi ricordo cosa devo fare. Attraverso di corsa la stanza e salgo le scale fino al
primo piano, giro nel corridoio e guardo in
cucina. Le scatole che ieri notte erano sul tavolo adesso non ci sono pi. Non vedo la signora Patterson da nessuna parte.
Poi sento il suono di un motore che parte,
seguito un momento dopo dal cigolio della
porta del garage che si apre.
Penso di correre in garage, ma poi decido
che troppo tardi. Giro a destra e vado verso
la porta dingresso. La attraverso ed esco, cadendo dai gradini che non sapevo fossero l.
Casco per terra, rimbalzando su un vialetto
di pietra che corre intorno alla casa e porta al
viale dingresso. Mi tiro su, cominciando a
correre prima ancora di essermi rialzato del
tutto. Per i primi due o tre passi, struscio con
gli stinchi per terra. Faccio la curva e arrivo
di corsa davanti casa e vedo il viale che porta
alla strada. La macchina della signora

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Patterson gi a met. Ha il muso rivolto


verso la strada, quindi non sta andando piano come quando le persone vanno in
retromarcia.
Non ce la far mai a raggiungere la macchina, gi troppo lontana. Max non ha mai
immaginato che potessi correre cos veloce.
Non ha mai immaginato che potessi averne
bisogno.
Ma io corro lo stesso, non sopporto lidea
di passare tutto il giorno in casa sapendo che
Max intrappolato dietro a un muro e io non
posso raggiungerlo. Corro pi veloce che
posso gi per la collina, incrociando il viale a
met. Corro cos veloce che per poco non
cado, un po corro e un po inciampo, ma
anche cos non ce la far mai a raggiungere
la signora Patterson.
Poi la vedo. Una macchina, che sta arrivando lungo la strada. Una macchina verde
che passer proprio davanti al viale della signora Patterson. E lei dovr rallentare e

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forse addirittura fermarsi per lasciarla


passare.
Ho una possibilit.
E appena penso di potercela fare, supero il
confine tra correre e inciampare, e inizio a
rotolare per terra senza fermarmi pi. Metto
le braccia sopra le orecchie per proteggermi,
e poi in qualche modo rotolo su me stesso e
mi rialzo, e un secondo dopo sto correndo di
nuovo, sempre fuori controllo ma nella
direzione giusta, verso il fondo del viale e
verso la macchina della signora Patterson.
Barcollo a destra e a sinistra e tendo le braccia per mantenere lequilibrio, ma resto in
piedi e continuo a correre.
La signora Patterson si fermata in fondo
al viale e la macchina verde le sta passando
davanti. Giro a sinistra uscendo dal viale e
corro in mezzo allerba. Non arriver mai in
tempo, ma forse posso raggiungere la macchina mentre svolta nella strada. Punto con
tutto il corpo verso il recinto del giardino,

454/715

dove lerba incontra un muro di pietra e una


fila di alberi. Corro pi veloce che posso
verso quellangolo mentre la macchina della
signora Patterson svolta e accelera. Non ce la
far mai se non salto. Quando raggiungo la
fine del prato, dove lerba incontra lasfalto,
salto e chiudo gli occhi, convinto di andare a
sbattere sul parafango o sulla ruota della
macchina della signora Patterson.
Invece sento quel uoosh silenzioso che
sento ogni volta che passo attraverso una
porta, e un secondo dopo sono steso sul
sedile di dietro della macchina, rannicchiato,
che cerco di riprendere fiato.
Sento la voce della signora Patterson: sta
cantando.
Datemi un martello Che cosa ne vuoi
fare?

Quarantadue

La signora Patterson canta due volte la canzone del martello e poi accende la radio.
Ascolta il notiziario. Lo ascolto anchio, per
sentire se ci sono delle notizie su Max. Non
ce ne sono.
Chiss se anche la signora Patterson vuol
sentire se dicono qualcosa di Max.
da un pezzo che corriamo su una superstrada, il che strano perch la signora Patterson abita vicinissimo alla scuola. Ieri sera
per arrivare a casa sua ci abbiamo messo
meno di quindici minuti, e non mi sembra
proprio che siamo passati sulla superstrada.
Lorologio sul cruscotto segna le 7.36. La
prima campanella suona alle 8.30, quindi
abbiamo ancora un sacco di tempo per arrivare a scuola, ma questo fatto della superstrada mi rende nervoso.
Dove stiamo andando?

456/715

Cerco di non pensare a Max. Cerco si


smettere di immaginarlo l da solo, intrappolato dietro a quel muro. Cerco di non sentire la sua voce che mi chiama disperata. Mi
ripeto di concentrarmi sulla strada e di
leggere cosa dicono i cartelli e di osservare la
signora Patterson per trovare degli indizi, ma
la mia testa continua a immaginare Max, che
grida e piange e batte sul muro in cerca di
aiuto.
Vorrei dirgli: Ti sto aiutando io. Ma
anche se potessi, so che non mi crederebbe.
difficile aiutare un amico quando per farlo
devi infrangere una promessa e lasciarlo da
solo dietro a un muro.
Sento un rombo sopra la testa e capisco
che un aeroplano. Non ho mai sentito un
aeroplano volare cos basso, ma ne ho visti e
sentiti in televisione, quindi capisco che da
qualche parte lass c un aeroplano molto
grosso. Un jumbo jet.

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Guardo fuori dal finestrino e alzo gli occhi.


Vorrei vedere laeroplano ma non ci riesco.
Un cartello verde al di sopra della superstrada dice: BENVENUTI ALLAEROPORTO
INTERNAZIONALE DI BRADLEY. Ci sono
altre scritte sul cartello, ma non riesco a
leggere cos in fretta. Sono contento di essere
riuscito a leggere almeno la parola internazionale, perch non una parola facile.
Guardo davanti e vedo dei palazzi bassi e dei
parcheggi di vari piani e degli autobus e delle
macchine e un sacco di indicazioni da tutte le
parti. la prima volta che vengo allaeroporto, ma mi aspettavo di vedere degli aerei.
Invece non ne vedo nemmeno uno. Li sento
ma non li vedo.
La signora Patterson lascia la strada principale e prende un viale che scende e gira
fino a un passaggio con una sbarra. Si ferma
davanti a una macchinetta automatica, abbassa il finestrino e allunga un braccio per
schiacciare un pulsante. C una scritta sulla

458/715

macchinetta
automatica
che
dice:
PARCHEGGIO A LUNGO TERMINE. Non
so cosa vuol dire, ma comincio a pensare che
forse ho fatto un altro sbaglio. Non sar che
la signora Patterson sta per scappare su un
aereo per chiss dove? Forse ha paura che la
polizia stia per trovare Max?
Ho gi visto arrestare delle persone
allaeroporto, in televisione. Sono sempre dei
cattivi che cercano di lasciare il paese. Non
capisco perch la polizia non prende mai
laereo per seguire i cattivi negli altri paesi.
Comunque credo che la signora Patterson
abbia in mente di fuggire. Forse sa che la signora Gosk o il commissario hanno risolto il
mistero e hanno scoperto chi ha rapito Max,
e cos adesso deve scappare, altrimenti finir
in prigione.
La macchinetta automatica fa un ronzio e
poi sputa fuori un biglietto. La signora Patterson entra in un parcheggio pieno di

459/715

macchine. Saranno centinaia, e c anche un


altro parcheggio vicino a questo che
pienissimo.
Guidiamo su e gi lungo le file di macchine. Passiamo davanti a dei posti vuoti, ma
la signora Patterson non parcheggia in nessuno di questi. Guida come se dovesse andare in un posto preciso, non come se cercasse un posto.
Finalmente rallenta e parcheggia la macchina. Scende e io faccio lo stesso. Ormai
sono troppo lontano da casa per rischiare di
perdermi. Dovunque vada la signora Patterson, andr con lei.
Apre il bagagliaio: le scatole che erano
impilate sul tavolo della cucina adesso sono
l dentro. La signora Patterson ne prende
una, si gira, e percorre il corridoio che porta
sullaltro lato del parcheggio. Cammina superando tre macchine e poi si ferma davanti
a un furgone. Un furgone enorme. Anzi, una
specie di autobus. una di quelle case con le

460/715

ruote, direi. Un coso mezzo furgone, mezzo


casa e mezzo autobus. La signora Patterson
fruga nelle tasche e tira fuori una chiave, la
infila in una porta e la apre. come la porta
dello scuolabus di Max, le dimensioni sono
quelle. La signora Patterson sale tre gradini
ed entra nel coso mezzo furgone mezzo casa
mezzo autobus, girando a sinistra.
La seguo.
Dentro c un soggiorno, proprio dietro al
posto del guidatore. Ci sono un divano e una
poltrona e un tavolo che inchiodato al pavimento, cos non si pu spostare. Ci sono un
televisore appeso al muro e un letto a castello vicino al divano. La signora Patterson
mette la scatola sul divano, poi si gira ed
esce. La seguo di nuovo verso la macchina e
la guardo mentre prende unaltra scatola e la
porta nel bus. La mette vicino alla prima e fa
per uscire. Stavolta per non la seguo. Ha
altre sei scatole da portare dentro e voglio

461/715

fermarmi un secondo a guardare il resto del


bus.
Attraverso il soggiorno e arrivo in un corridoio stretto. C una porta chiusa alla mia
destra e un cucinotto alla mia sinistra. Ci
sono un lavandino e un fornello elettrico e
un microonde e un frigorifero. Passo attraverso la porta a destra ed entro in un bagnetto con un lavandino e un water.
Un bus con il bagno.
Se lo scuolabus di Max avesse un bagno,
lui non dovrebbe pi preoccuparsi delle cacche extra.
Ma in realt non credo che riuscirebbe a
fare la cacca in uno scuolabus, anche se
avesse il bagno.
Attraverso di nuovo la porta e torno nel
corridoio stretto. C unaltra porta chiusa
alla fine del corridoio. Guardo dietro di me e
vedo la signora Patterson che posa altre due
scatole sul divano. Ora in tutto sono quattro.
Un altro paio di viaggi e avr finito.

462/715

Passo attraverso la porta alla fine del corridoio. Quando apro gli occhi, sento il primo
brivido della mia vita lungo la schiena. Avevo
gi sentito questespressione, ma non lavevo
mai capita prima.
Non riesco a credere a quello che vedo:
sono in una camera da letto.
la stessa camera da letto dove Max intrappolato in questo momento. Cio, pi
piccola, e ci sono meno lampade, e ci sono
due finestre di forma ovale su tutti e due i
lati, coperte dalle tende, ma le pareti sono
dello stesso colore di quelle della camera di
Max nello scantinato della signora Patterson,
e il letto a forma di macchina da corsa con
le stesse lenzuola e gli stessi cuscini e le
stesse coperte. Sul pavimento c lo stesso
tappeto. E la stanza piena di Lego e giocattoli di Guerre stellari e soldatini. Tanti
quanti ce ne sono nella stanza di Max in cantina. Forse anche di pi. Ci sono un televisore attaccato al muro e unaltra PlayStation e

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unaltra pila di dvd, proprio come nella


stanza nello scantinato. Anche i dvd sono gli
stessi.
Questa unaltra camera per Max. Una
camera che si pu muovere.
Sento la signora Patterson che poggia lennesima scatola sul divano. Mi giro per andarmene. Non ho capito se pensa di partire con
questo bus o con la sua macchina, o se vuole
prendere un aeroplano, ma devo restare con
lei a tutti i costi. Da qui non riuscirei mai a
ritrovare la strada fino a casa sua.
Mentre passo attraverso la porta, noto che
c un lucchetto. Un lucchetto con un
chiavistello.
Sento un altro brivido lungo la schiena. Il
secondo della mia vita.
La signora Patterson trasporta le ultime
tre scatole dalla macchina al bus e poi
scende. Chiude la porta a chiave e torna alla
macchina, sale e accende il motore. Io mi
siedo di nuovo sul sedile di dietro. La signora

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Patterson parte, ricominciando a cantare la


canzone del martello mentre si infila in vari
corridoi tra le macchine fino a unuscita con
la sbarra, sullaltro lato del parcheggio.
Si ferma davanti a una cabina e passa il
biglietto alluomo che seduto l dentro.
Ha sbagliato settore? chiede il tizio
quando legge il biglietto.
No dice la signora Patterson. Mia
sorella ha parcheggiato qui la sua macchina e
mi ha chiesto di darle unocchiata mentre lei
via, e di lasciarle un giacchetto per quando
torna. Ma penso che il giacchetto fosse solo
una scusa perch si sentiva troppo stupida a
chiedermi di controllare la macchina. un
po ossessivo-compulsiva
Luomo nella cabina si mette a ridere.
La signora Patterson brava a dire le bugie. come unattrice della televisione. Recita una parte invece di essere se stessa.
Finge di essere una donna con una sorella
ossessivo-compulsiva. proprio brava. Le

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crederei anchio, se non sapessi che ha rapito


Max.
La signora Patterson passa dei soldi
alluomo nella cabina e la sbarra si alza. Lei
saluta e se ne va.
Lorologio sul cruscotto segna le 7.55.
Spero che adesso andremo a scuola.

Quarantatre

Il banco di Max ancora vuoto. Anche oggi


lunico bambino assente, e questo fa sembrare il suo posto ancora pi vuoto. Non
cambiato niente da ieri, anche se mi sembra
che sia passato un milione di anni. Il poliziotto ancora seduto vicino alla porta dingresso. La signora Gosk sta ancora facendo
finta di essere la signora Gosk. E il banco di
Max ancora vuoto.
Mi siederei l se potessi, ma la sedia schiacciata contro il tavolo, e non c posto per
mettermi a sedere. Allora mi sistemo in
fondo allaula e ascolto la signora Gosk che
spiega le frazioni.
Anche senza la sua solita energia, resta la
miglior maestra del mondo. Riesce a far
ridere i bambini anche quando spiega una
cosa noiosissima come i numeratori e i
denominatori.

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Chiss se la signora Patterson sarebbe


comunque diventata una rapitrice, se da
bambina avesse avuto come maestra la signora Gosk.
Non credo.
Credo che la signora Gosk farebbe diventare buono anche Tommy Swinden, se avesse
abbastanza tempo a disposizione.
Quando la signora Patterson andata al
Centro di Apprendimento sono venuto qui in
classe per ascoltare per un po la signora
Gosk che spiegava. Continuo a pensare a
come ho abbandonato Max, ma speravo che
la voce della signora Gosk mi avrebbe fatto
sentire un po meglio.
E cos stato. Almeno un pochino.
Quando i bambini escono dallaula per la
ricreazione, seguo la maestra in sala professori. Se voglio capire cosa sta succedendo,
l che posso scoprirlo. La signora Gosk
pranza tutti i giorni con la signorina

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Daggerty e la signora Sera, e parlano sempre


di belle cose.
Ci sono due tipi di maestre al mondo:
quelle che fanno finta di insegnare e quelle
che insegnano davvero. E la signorina Daggerty e la signora Sera e soprattutto la signora Gosk appartengono al secondo tipo.
Loro parlano ai bambini con una voce normale, e dicono le stesse cose che direbbero a
casa loro. Hanno la bacheca sempre piena di
fogli e la cattedra un po in disordine e i libri
sparsi qua e l, ma i bambini le adorano perch parlano di cose vere con la loro vera
voce, e dicono sempre la verit. per questo
che Max adora la signora Gosk. Lei non fa
mai finta di essere una maestra. Lei se
stessa e basta, e questo permette a Max di rilassarsi un po. Non c niente di cui aver
paura con lei.
Perfino Max si accorge quando una maestra fa finta di insegnare. Le maestre che fingono di insegnare non riescono a tenere a

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bada i bambini. Preferiscono quelli che se ne


stanno seduti al loro posto e ascoltano con
attenzione e non tirano mai gli elastici ai
compagni. Vorrebbero che tutti i bambini e
le bambine fossero comerano loro ai tempi
della scuola, ordinati e carini e perfetti. Le
maestre che fanno finta di insegnare non
sanno cosa fare con i bambini come Max o
Tommy Swinden o Annie Brinker, che una
volta saltata apposta sulla cattedra della signora Wilson. Loro non capiscono i bambini
come Max perch preferirebbero insegnare a
delle bambole piuttosto che a dei bambini
veri. Usano le bacchette e i registri e le pagelle per tenere a bada gli alunni, ma nessuna di queste cose funziona davvero.
La signora Gosk e la signorina Daggery e la
signora Sera, invece, vogliono bene ai
bambini come Max e Annie, e perfino a
Tommy Swinden. Ti fanno proprio venire
voglia di comportarti bene, e non hanno
paura di dire ai bambini che stanno

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rompendo le scatole. Per questo sono le


maestre migliori con cui sedersi allora di
pranzo.
La signora Gosk sta mangiando una cosa
che si chiama panino alle sardine. Non so
che cosa sono le sardine, ma mi sa che non
sono buone. La signorina Daggerty storce il
naso quando la signora Gosk le dice cosa sta
mangiando.
La polizia ti ha fatto altre domande?
chiede la signorina Daggerty. Abbassa un po
la voce, mentre parla.
Ci sono altre sei maestre nella stanza e alcune di loro sono di quelle che fanno finta di
insegnare.
No dice la signora Gosk, parlando in
tono normale. Ma sarebbe ora che facessero
il loro dovere e lo trovassero una volta per
tutte.
Non ho mai visto piangere la signora Gosk,
anche se ho visto piangere molte maestre.
Ora non sta piangendo, ma mentre diceva

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queste parole, sembrava cos arrabbiata che


poteva anche farlo: non piangere di tristezza,
ma di rabbia.
Devessere stato uno dei genitori dice la
signorina Daggerty. O un parente. I
bambini non spariscono cos.
Non riesco a credere che siano gi passati quanti? Quattro giorni? sospira la signora Sera.
Cinque precisa la Gosk. Cinque maledetti giorni.
tutto il giorno che non vedo Karen
dice la signora Sera.
Karen il nome di battesimo della preside
Palmer. Le maestre che fanno finta di insegnare la chiamano signora Palmer, ma le
maestre come la signora Sera la chiamano
Karen e basta.
rimasta chiusa in ufficio tutta la mattina spiega la signorina Daggerty.

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Spero che si stia dando da fare per cercare Max, invece di nascondersi e basta dice
la signora Sera.
Dovr sputare lanima finch non lo
trova, altro che esclama la Gosk. Ha le lacrime agli occhi e le guance rosse. Si alza e
lascia l il suo panino alle sardine. Appena
esce, la stanza piomba nel silenzio.
Esco anchio.
La signora Patterson deve incontrarsi alle
due con la Palmer. Lo so perch oggi,
quand arrivata a scuola, ha chiesto di incontrare la preside, ma la segretaria ha detto
che la signora Palmer era impegnata fino alle
due. Cos la Patterson ha risposto: Va
bene. In quel modo che in realt significa
che non va bene per niente.
Voglio
esserci
anchio
quando
sincontrano.
Manca ancora unora alle due e gli studenti
della signora Gosk sono a lezione di ginnastica. Lei seduta dietro alla cattedra e sta

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correggendo i compiti in classe, cos vado


nellaula della signora Kropp a cercare
Puppy. Non lo vedo da cinque giorni, che
un periodo lunghissimo nel mondo degli
amici immaginari.
Puppy appallottolato accanto a Piper,
che sta leggendo un libro: la sua bocca si
muove ma non dice niente. I bambini in
prima elementare leggono spesso cos. Anche
Max leggeva cos quandera in prima.
Puppy dico.
Allinizio parlo sottovoce. unabitudine.
Non unabitudine mia, ma di tutti gli altri,
cos lo faccio anchio. Poi mi rendo conto di
quant stupido parlare sottovoce in una
stanza dove c solo una persona che pu
sentirmi, cos continuo in tono normale.
Puppy! Sono io, Budo.
Lui non si muove.
Puppy! strillo, e stavolta lui salta su e si
guarda intorno.

474/715

Mi hai spaventato dice vedendomi


sullaltro lato della stanza.
Anche tu dormi? chiedo.
Certo che dormo. Perch?
Anche Graham una volta mi ha detto che
dormiva. Ma io non dormo mai.
Davvero? chiede Puppy, attraversando
la stanza e venendo da me.
I bambini stanno leggendo in silenzio e
anche la signora Kropp sta leggendo, seduta
a un banco laterale con altri quattro alunni.
Ci sono solo bambini di prima elementare,
ma leggono tutti senza distrarsi o guardare
fuori dalla finestra, perch la signora Kropp
unaltra maestra che non fa finta di insegnare ma insegna davvero.
S rispondo. Io non dormo mai. Non so
nemmeno come si fa.
Io passo pi tempo a dormire che sveglio dice Puppy.
Magari dormirei anchio se lo volessi davvero. Chiss. Io non mi sento mai stanco, ma

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forse se appoggiassi la testa su un cuscino e


chiudessi gli occhi per un bel po, mi addormenterei. E se dormissi tanto come
Puppy, potrei scordarmi di quant facile
smettere di esistere per noi amici
immaginari.
Per un secondo sento di invidiare Puppy.
Hai saputo niente di Max? gli domando.
tornato?
No, stato rapito. Ricordi?
Lo so, fa lui ma pensavo che magari
fosse tornato.
Non hai saputo niente?
No dice Puppy. Lhai trovato?
Devo andare dico.
Non vero, ma mi ero scordato di quant
irritante parlare con Puppy. Non solo stupido, ma anche convinto che il mondo sia
come uno di quei libri illustrati che la signora Kropp legge ai bambini di prima elementare. Quei libri dove tutti imparano una
lezione e non muore mai nessuno. Puppy

476/715

convinto che nel mondo ci sia sempre il lieto


fine. Lo so che non colpa sua, ma mi irrita
lo stesso. Non posso farci niente.
Mi volto per uscire dallaula.
Forse Wooly sa qualcosa dice Puppy.
Wooly?
S, Wooly.
Puppy non ha le mani, cos invece di indicare annuisce con la testa in direzione del
guardaroba. In piedi davanti al muro c un
omino di carta. Mi arriva pi o meno alla
cintura, e allinizio penso che sia una di
quelle sagome che Max si rifiutava sempre di
fare allasilo, quando ai bambini veniva chiesto di sdraiarsi su dei grandi fogli di carta e
di disegnarsi i contorni del corpo luno con
laltro.
Una volta la maestra aveva cercato di disegnare la sagoma di Max e lui si era bloccato.
Ma quando guardo pi da vicino, vedo che
lomino di carta mi fa locchiolino. Poi scuote

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la testa a destra e a sinistra, come se cercasse


di salutarmi senza usare le mani.
Wooly? chiedo di nuovo a Puppy.
S. Wooly.
E da quanto tempo sta qui?
Non lo so. Da un pochino.
Mi avvicino al guardaroba, dove Wooly
sembra appeso al muro.
Ciao, dico io sono Budo.
Io Wooly dice lomino di carta.
Ha due braccia e due gambe, ma poco
corpo, come se lavessero ritagliato in fretta.
Immaginato in fretta, mi correggo. Ha i
bordi tutti seghettati e irregolari, e il corpo
sgualcito come se lavessero piegato e ripiegato un milione di volte sempre in modo
diverso.
Da quant che sei qui? gli domando.
In questa stanza? chiede. O nellimmensit del mondo?
Sorrido. Ho gi capito che pi sveglio di
Puppy.

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Nel mondo dico.


Dallanno scorso risponde Wooly. Alla
fine dellasilo. Ma non vengo a scuola molto
spesso. Kayla di solito mi tiene a casa, oppure piegato nello zaino, solo che da un po
di giorni ha cominciato a farmi uscire. Forse
da un mese.
Qual Kayla? domando.
Wooly allunga un braccio per indicarmela,
ma appena lo fa gli si srotola tutto il corpo e
si accartoccia per terra a faccia in gi.
Tutto a posto? gli chiedo, non sapendo
che fare.
S dice Wooly, usando le braccia e le
gambe per girarsi sulla schiena. Poi mi
guarda dal basso verso lalto: Mi succede
spesso.
Sta sorridendo. Non ha una bocca vera e
propria come me, ma solo una linea che si
apre e si chiude e cambia forma. I bordi per
sono arricciati verso lalto, quindi capisco
che un sorriso.

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Gli sorrido anchio. Ce la fai a rialzarti?


gli chiedo.
Certo dice Wooly.
Lo guardo mentre inarca il centro del
corpo, prima verso lalto e poi verso il basso,
come un bruco, spingendosi contro il muro
fino a toccarlo di nuovo con la testa. Poi si
arrotola spingendo la testa contro la parete e
facendola scivolare verso lalto. Lo fa altre
due volte, allungandosi fino ad afferrare il
bordo di un piccolo scaffale per tirarsi su.
Finalmente di nuovo in piedi, anche se in
realt soltanto appoggiato al muro.
Mica facile dico.
No. Riesco a camminare abbastanza bene
strisciando sulla pancia o sulla schiena, ma
arrampicarmi sui muri difficile. Se poi non
c niente a cui aggrapparsi, impossibile.
Mi dispiace.
Va bene cos dice Wooly. Pensa che la
settimana scorsa ho incontrato un amico immaginario a forma di stecco di ghiacciolo,

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senza braccia n gambe. Era uno stecco e


basta. Laveva portato a scuola Jason. Ma appena la signora Kropp ha fatto provare a
Jason un nuovo gioco al computer, lui ha
buttato sul banco lo stecco e se l scordato l.
Sono rimasto sul muro a guardare il
bambino a forma di stecco di ghiacciolo che
sbiadiva, finch non sparito del tutto. Un
minuto prima era qui e un minuto dopo era
scomparso. Hai mai visto scomparire un
amico immaginario?
S rispondo.
Io ho pianto dice Wooly. Non lo conoscevo nemmeno, ma ho pianto. E anche il
bambino a forma di stecco piangeva. Ha pianto finch non scomparso.
Avrei pianto anchio dico.
Restiamo tutti e due in silenzio per un momento. Cerco di immaginare cosa pu aver
provato il bambino a forma di stecco di
ghiacciolo.
Decido che Wooly mi piace un sacco.

481/715

Come mai Kayla ha deciso di portarti a


scuola? gli chiedo.
So che quando un bambino comincia a
portare in giro il suo amico immaginario, di
solito vuol dire che successo qualcosa di
brutto.
Il suo pap non abita pi con lei. Ha picchiato la sua mamma, prima di andarsene.
Erano a cena, pensa un po. E lha colpita
proprio in faccia. Poi lei gli ha tirato un piatto e hanno cominciato a urlare. Fortissimo.
Kayla non la smetteva pi di piangere, e da
allora ha iniziato a portarmi a scuola.
Mi dispiace ripeto.
No, dice Wooly deve dispiacerti per
Kayla, non per me. A me piace venire a
scuola. Cos almeno per un po non far la
fine del bambino a forma di stecco. Kayla
viene sempre a bere alla fontanella, ma in realt lo fa solo per controllare se ci sono
ancora. Per questo non sono pi rinchiuso
nel suo zaino. Penso che si scorderebbe di

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me molto pi facilmente se continuasse a


tenermi nello zaino. Quindi meglio cos.
Sorrido. Wooly intelligente. Molto
intelligente.
Mi chiedevo se hai sentito qualcosa su un
bambino che si chiama Max dico. scomparso la settimana scorsa.
scappato, giusto?
Che cosa hai sentito dire? gli chiedo.
La signora Kropp stata a pranzo qui con
altre due signore e ne stavano parlando. Ha
detto che scappato.
E le altre signore che hanno detto?
domando.
Una di loro diceva che probabilmente
stato rapito da qualcuno che lo conosceva. E
che i bambini rapiti vengono sempre rapiti
da qualcuno che li conosce. Ha detto che
Max era troppo stupido per riuscire a scappare e nascondersi per cos tanto tempo
senza farsi scoprire.

483/715

Max non stupido ribatto. Mi stupisco


di quanto sono arrabbiato.
Mica lho detto io. Lha detto la signora.
Lo so, scusa. Comunque ha ragione sul
fatto del rapimento. stata la signora Patterson a rapire Max.
Chi la signora Patterson? chiede
Wooly.
La maestra di Max.
Una maestra? Wooly non crede alle sue
orecchie. Sento che finalmente ho trovato
qualcuno che sta dalla mia parte.
Lhai detto a qualcuno? mi chiede.
No. Max lunico essere umano che pu
sentirmi.
Oh. Poi i suoi occhi, che sono solo un
cerchio dentro un altro cerchio, si spalancano. Oh, no. Max il tuo amico
immaginante?
Non avevo mai sentito chiamare cos un
essere umano, ma rispondo di s.

484/715

Forse dovrei dirlo a Kayla, dice Wooly


cos lei potrebbe dirlo alla signora Kropp da
parte tua.
Non ci avevo pensato, ma Wooly ha ragione. Wooly potrebbe essere il mio collegamento con il mondo degli esseri umani. Potrebbe dirlo a Kayla, e Kayla potrebbe dirlo
alla signora Kropp, e la signora Kropp potrebbe dirlo al commissario. Ma come ho
fatto a non pensarci prima?
Secondo te la signora Kropp le crederebbe? gli chiedo.
Non lo so risponde Wooly. Forse.
Magari funziona. Ho sempre pensato che
Max fosse lunico collegamento che avevo
con il suo mondo, ma ogni amico immaginario ha un collegamento con il mondo
esterno.
Ogni amico immaginario pu toccare il
mondo degli esseri umani. Perfino Puppy.
Ogni amico immaginario pu toccare il
mondo penso.

485/715

Poi mi viene unaltra idea. Migliore e peggiore allo stesso tempo.


No esclamo. Non dirlo a Kayla.
Penso allautobus della signora Patterson
con la camera da letto e il lucchetto alla
porta, e mi viene il dubbio che se lei scopre
che Kayla ha detto tutto alla signora Kropp,
magari chiude Max l dentro e se lo porta via
per sempre. La signora Kropp potrebbe avvertire la polizia, ma potrebbe anche fare un
sorrisetto a Kayla e dirle qualcosa tipo: Ah
s? Te lha detto Wooly?. E poi racconterebbe alla Patterson di questa cosa assurda
che Kayla ha detto in classe, e la Patterson si
farebbe prendere dal panico e scapperebbe
via con Max prima che io riesca a trovare un
modo per salvarlo.
Lidea di Wooly potrebbe funzionare, ma
io ho un collegamento migliore con il mondo
di Max.
Un collegamento migliore e peggiore allo
stesso tempo.

486/715

Sento un altro brivido lungo la schiena.

Quarantaquattro

La signora Palmer ha laria molto stanca. Ha


la voce rauca e gli occhi gonfi che sembrano
sul punto di chiudersi. Perfino i suoi vestiti e
i suoi capelli sembrano stanchi.
Come stai? le chiede la signora
Patterson.
Noto che la scrivania della preside Palmer
piena di carte e di fascicoli e di tazzine da
caff di polistirolo. C una pila di giornali
per terra, vicino al cestino della spazzatura.
Non avevo mai visto niente sulla sua
scrivania, a parte il computer e il telefono.
Non ricordo di aver mai visto un solo pezzettino di carta in questufficio.
Tutto bene risponde la signora Palmer,
e anche queste due parole sembrano stanche.
Star molto meglio quando avremo ritrovato Max, ma so che stiamo facendo tutto il
possibile.

488/715

Non possiamo fare granch, o sbaglio?


dice la signora Patterson.
Sto facendo il massimo per aiutare la polizia, e intanto tengo a bada i media. E cerco
anche di aiutare i signori Delaney, per quel
che posso. Ma hai ragione. Non possiamo
fare granch, a parte aspettare e pregare.
Meno male che la responsabile sei tu e
non io dice la signora Patterson. Hai tutta
la mia stima, Karen. Non so proprio come
fai.
Ma la Palmer non molto responsabile, e
la signora Patterson lo sa. La preside
risponde al telefono e fa gli annunci con linterfono e ricorda al signor Fedyzyn di mettersi la cravatta quando c la consegna dei
diplomi, ma la sua responsabilit dovrebbe
essere quella di garantire che i bambini siano
al sicuro. questo il suo vero mestiere. Solo
che Max adesso non al sicuro, e la persona
che lha rapito seduta proprio qui, nellufficio della preside, e lei neanche lo sa.

489/715

Quindi non mi sembra tanto responsabile.


In ventanni di carriera non avevo mai attraversato un periodo cos difficile dice la
signora Palmer. Ma se Dio vuole ce la
faremo, e Max torner da noi sano e salvo.
Ora, cosa posso fare per te?
So che non il momento migliore, ma
volevo chiederti un periodo di aspettativa. Le
mie condizioni di salute non migliorano e
pensavo di andare per un po nellOvest da
mia sorella. Per non voglio lasciarti nei pasticci. Non ho nessuna fretta. Aspetter finch
non trovi un supplente, e continuer a collaborare con la polizia per ogni necessit,
restando nel Connecticut finch avranno
bisogno del mio aiuto. Ma quando sar possibile, appena sar possibile, vorrei prendermi un congedo per il resto dellanno
scolastico.
Certamente dice la signora Palmer.

490/715

Sembra sorpresa e forse un po sollevata.


Secondo me pensava che la signora Patterson volesse parlarle di qualcosaltro.
Non so molto sul lupus, e mi dispiace
moltissimo. Mi sarei documentata di pi, se
in questi giorni non avessi dovuto concentrarmi su Max. C qualcosa che posso
fare?
Sto bene, grazie. Sto prendendo molte
medicine che per il momento sembrano
tenere la situazione sotto controllo, ma una
malattia imprevedibile. Non vorrei svegliarmi una mattina e scoprire che non sono
pi in grado di andare a trovare mia sorella e
i suoi bambini. Vorrei tanto che conoscessero la zietta.
Devessere dura dice la signora Palmer.
Pensavo che non mi sarei pi risollevata
quando ho perso Scotty. Ma questo posto mi
ha aiutata tanto. Mi ha riportata nel mondo
dei vivi. Mi ha ricordato che c ancora qualcosa di bello in questo mondo, e che ci sono

491/715

dei bambini che hanno davvero bisogno di


me. Non passa giorno che non pensi a mio
figlio, ma sono andata avanti e credo di aver
fatto anche qualcosa di buono.
Lhai fatto eccome esclama la Palmer.
Solo che la scomparsa di Max mi ha fatto
tornare in mente quanto la vita pu essere
imprevedibile. Prego ogni sera che stia bene,
ma quello che successo mi ha lasciata senza
parole. Oggi ci sei, domani non ci sei pi.
Proprio come il mio Scotty. E un giorno potrebbe succedere anche a me. Non voglio pi
avere rimpianti nella vita, devo fare
qualcosa.
Capisco perfettamente commenta la signora Palmer. Domani chiamo Rich e dico a
quelli delle Risorse umane di cominciare
subito i colloqui per trovare un supplente. Lo
farei io stessa, solo che non credo di averne il
tempo. Ma in giro ci sono un sacco di insegnanti senza lavoro, per cui trovare un sostituto allaltezza non dovrebbe essere difficile.

492/715

Pensi che lanno prossimo vorrai rientrare in


servizio?
La signora Patterson sospira e sembra
veramente sincera, anche se so che ogni cosa
che dice una bugia. Non riesco a credere
che sia cos brava a fingere di essere unaltra.
Mi piacerebbe pensare di s dice.
Andrebbe bene per te se ti dessi la conferma in primavera? difficile prevedere
come star da qui a sei mesi. A dire il vero,
gi unimpresa presentarmi a scuola ogni
giorno, sapendo che Max non c pi e che se
venerd scorso fossi venuta al lavoro, tutto
questo non sarebbe successo.
Non essere ridicola, Ruth esclama la signora Palmer.
Non ridicolo. Se fossi venuta
Smettila la interrompe la preside,
alzando il braccio come un vigile urbano.
Non colpa tua. Max non scappato. Qualcuno lha portato via, e se non lavessero
rapito venerd, lavrebbero rapito un altro

493/715

giorno. La polizia dice che i rapimenti non


avvengono mai in modo casuale. Qualcuno
deve aver pianificato tutto. Tu non hai nessuna colpa.
Lo so. Ma dura lo stesso. Se Max tornasse, mi sentirei di ricominciare anche lanno prossimo. Ma se, Dio non voglia, a
settembre non lavessimo ancora trovato,
non credo che avrei la forza di rientrare da
quella porta.
Ogni parola che dice fa sembrare la signora Patterson pi innocente agli occhi
della signora Palmer, e pi pericolosa ai
miei.
Non hai nulla da rimproverarti dice la
signora Palmer. Tu non centri niente con
questa storia.
Di notte, quando sono a letto e penso a
Max e a dove potrebbe essere, difficile non
credere che sia tutta colpa mia.
Non devi, Ruth. Sei troppo buona per
colpevolizzarti cos.

494/715

Certe volte chiedo a Max se esisto soltanto


per fargli ammettere che esisto davvero. Per
ricordarglielo. Ora la signora Patterson sta
facendo la stessa cosa. La signora Patterson,
che ha rapito Max, entrata nellufficio della
signora Palmer e a forza di bugie lha convinta a dirle che non ha fatto niente di male. Il
cattivo seduto proprio davanti alla Palmer,
e lei non pu fare altro che dirgli che innocente, anche quando quello ammette la sua
colpa.
La preside sta danzando con il diavolo
sotto la pallida luce della luna, e ci sta rimettendo di brutto.
E adesso ha anche concesso alla signora
Patterson un anno di aspettativa, cos lei pu
andarsene nellOvest a trovare una sorella
che probabilmente non esiste nemmeno.
Credo che la Patterson abbia in mente di lasciare il Connecticut, e magari pensa davvero
di andarsene nellOvest, ma non a trovare
sua sorella.

495/715

Vuol portare via Max, e se lo fa, penso che


nessuno dei due torner pi indietro.
Devo fare in fretta.
Devo infrangere unaltra promessa che ho
fatto a Max.

Quarantacinque

Prendo lo scuolabus per andare a casa, ma


anche stavolta devo scendere davanti casa
dei Savoy, perch il bus non ferma alla fermata di Max. Vado a vedere come stanno la
mamma e il pap di Max, ma non per
questo che ho preso il bus. Non conosco la
strada dalla scuola allospedale, cos per raggiungerlo devo partire da casa.
Vorrei fare pi attenzione alle strade. Il
pap di Max dice che ha una cartina stradale
dentro la testa che gli permette di andare
dappertutto. Tutte le mie cartine, invece,
partono da casa di Max. Sono fatte a forma
di ragno. La casa di Max il corpo e tutti gli
altri posti sono le zampe.
E le zampe non si collegano mai tra di
loro.
Non so neanche andare a casa della signora Patterson senza che mi ci porti lei in

497/715

macchina, il che vuol dire che se decide di


non tornare pi a scuola, sono proprio nei
guai. Non riuscir pi a trovare Max.
Se tutto va secondo il mio piano, torner
domani nella sua macchina.
I genitori di Max sono a casa. Ho visto le
loro auto nel viale quando lo scuolabus
passato di l.
Di solito a questora il pap di Max
dovrebbe essere al lavoro e la mamma di
Max arriverebbe giusto in tempo per vederlo
scendere dallo scuolabus. Invece oggi sono
tutti e due a casa.
La mamma di Max in cucina, sta preparando dei biscotti. La casa silenziosa. Niente radio o televisione. Lunico suono che
sento quello della voce del pap di Max,
che viene dal suo studio. Sta parlando al
telefono.
strano. Non mi aspettavo biscotti o
telefonate.

498/715

E poi la casa pulita. Pi pulita del solito.


Non ci sono libri o lettere sparsi sul tavolo da
pranzo e nemmeno piatti nel lavandino. Niente scarpe ammucchiate davanti alla porta
dingresso.
Mi ricorda un po la casa della signora
Patterson.
Il pap di Max esce dallo studio ed entra in
cucina.
Stai facendo i biscotti? domanda.
Sono contento perch volevo chiedere la
stessa cosa anchio.
Li voglio portare al commissariato.
Pensi che abbiano bisogno di biscotti?
Non so che altro fare, okay? dice la
mamma di Max.
E spinge la ciotola con la pastella lungo il
bancone. La ciotola scivola oltre il bordo e
casca per terra. Si rompe. Fa tipo crac, ma
resta quasi intera. limpasto dei biscotti a
tenerla insieme. Solo un paio di pezzetti di
vetro si staccano.

499/715

La mamma di Max scoppia a piangere.


Cristo santo! grida il pap. E guarda la
ciotola rotta. Un pezzo di vetro scivolato sul
linoleum e si fermato davanti alla sua
scarpa. Lui lo guarda e poi guarda unaltra
volta la mamma di Max.
Scusa, dice lei ma non so che fare.
Purtroppo non esiste un manuale che ti
spiega cosa fare quando scompare tuo figlio.
La polizia ti dice di stare a casa ad aspettare,
ma io che cavolo dovrei fare? Guardare la tv?
Leggere un libro? Tu giochi a fare il piccolo
detective e io me ne sto qua a fissare il muro
e a chiedermi che diavolo successo a Max.
La polizia ha detto che probabilmente
stato qualcuno che lo conosce dice il pap
di Max. Sto solo cercando di immaginare
chi potrebbe essere.
Chiamando tutti quelli che conosciamo e
sperando che ammettano di averlo preso?
Credevi di trovarlo nel giardino dei Parker o
con i bambini di mia sorella?

500/715

Non lo so, dice lui ma qualcosa devo


pur fare.
Pensi davvero che mia sorella potrebbe
aver rapito Max? Non riesce nemmeno a
rivolgergli la parola senza diventare isterica.
Non riesce neanche a guardarlo negli occhi.
Almeno faccio qualcosa, maledizione!
Non posso starmene seduto senza far
niente!
E pensi che fare i biscotti sia come non
fare niente?
Non vedo come pu aiutarci a trovare
Max.
E che succeder quando non avrai pi
nessuno da chiamare? chiede la mamma di
Max. Che cosa farai? Quanto possiamo resistere, prima di tornare al lavoro e alla nostra
vita?
Vuoi tornare al lavoro?
No, certo che no. Ma continuo a chiedermi cosa succeder se non trovano Max.
Quanto tempo potremo restare chiusi in casa

501/715

ad aspettare notizie? Lo so che una cosa orribile, ma mi domando come faremo ad andare avanti quando la polizia ci dir che dobbiamo smettere di sperare. Perch sto
cominciando a smettere di sperare. Dio mi
perdoni, ma cos. Sono passati cinque
giorni e non hanno ancora niente in mano.
Che ne sar di noi?
Sono solo cinque giorni dice il pap di
Max. Il commissario ha detto che i rapitori
commettono sempre qualche sbaglio. Forse
non la prima settimana, e magari nemmeno
il primo mese, ma non possono stare attenti
a tutto per sempre. Chiunque abbia preso
Max, prima o poi commetter un errore, e allora noi lo troveremo.
E se fosse gi morto?
Non dirlo! grida il pap di Max. Non
devi dirlo, cazzo!
Perch no? Non dirmi che non ci hai
pensato.

502/715

Sto cercando di non pensarci. Cosa lo dici


a fare, Cristo santo?
Perch non riesco a pensare ad altro!
dice la mamma di Max. Il mio bambino
scomparso e probabilmente morto e non lo
rivedremo mai pi!
Ora sta piangendo davvero. Butta sul
bancone un cucchiaio di legno sporco di pastella e si accascia sul pavimento, con la testa
nascosta tra le braccia. Per un momento mi
fa pensare a Wooly, quando scivolato dal
muro cascando per terra. Il pap di Max fa
un passo avanti, si ferma un attimo, e poi va
da lei. Si siede per terra e le mette un braccio
intorno alle spalle.
Non morto sussurra. Adesso non
strilla pi.
E se invece morto? chiede lei. Che
facciamo? Come faremo ad andare avanti?
Lo troveremo.
Continuo a pensare che abbiamo fatto
qualcosa di sbagliato. O che ci siamo

503/715

dimenticati di fare qualcosa. Che in qualche


modo colpa nostra.
Smettila dice il pap di Max, ma lo dice
con gentilezza. Non come un vigile urbano.
Non cos che va il mondo e lo sai anche tu.
Una persona orribile ha deciso di portarci via
Max. Noi non centriamo niente. solo una
cosa orribile fatta da una persona orribile, e
noi troveremo quel figlio di puttana e riporteremo il nostro bambino a casa. Prima o poi
far qualche sbaglio, vedrai. Il commissario
ne certo. E quando succeder, ci riprenderemo nostro figlio. Lo so.
Ma se non ci riusciamo?
Ci riusciremo. Te lo prometto.
Il pap di Max sembra sicurissimo di
quello che dice, anche se continua a parlare
come se il rapitore fosse un maschio. Allimprovviso capisco che Max non lunica persona che devo salvare. Devo salvare anche i
suoi genitori.

Quarantasei

Comincio dallospedale pediatrico. Non ho


nessun motivo di andarci, ma voglio vedere
Summer. Non so bene perch, cos e basta.
Sento che ho bisogno di vederla.
Vado in sala ricreazione. Stavolta lascensore mi lascia al quattordicesimo piano.
Niente scale.
Decido che un buon segno. Le cose
cominciano ad andare nel verso giusto.
Entro nella saletta. Sono le sette passate,
quindi i bambini probabilmente sono gi a
letto e gli amici immaginari probabilmente
sono gi usciti dalla camera e si sono riuniti
l.
Quando mi vede sulla soglia, Klute salta
dalla sedia e grida il mio nome. La testa gli
dondola avanti e indietro senza controllo.
Anche altri tre amici immaginari saltano su,

505/715

stupiti. Tra loro non ci sono n Spoon n


Summer.
Ciao, Klute dico.
Sembri cos reale! commenta un
ragazzo che sembra un robot. Luccicante, rigido e squadrato. Ho gi visto un sacco di
amici immaginari a forma di robot, prima di
lui.
vero conferma un orsacchiotto di peluche marrone, alto pi o meno la met di
me.
La terza, una bambina che sembra un essere umano a parte il fatto che le mancano le
sopracciglia e ha due ali da fata sulla schiena,
torna a sedersi intrecciando le mani in
grembo, senza dire niente.
Grazie dico al robot e allorsacchiotto.
Poi mi rivolgo a Klute: Summer ancora
qui? E Spoon?.
Spoon andato a casa due giorni fa
risponde Klute.
E Summer? domando.

506/715

Klute si guarda i piedi. Mi giro verso il robot e lorsacchiotto. Anche loro si fissano i
piedi.
Cos successo? insisto.
Klute dondola lentamente la testa avanti e
indietro, e cos la testa gli comincia a sussultare. Riesce a guardarmi solo un secondo alla
volta, sforzandosi di alzare gli occhi mentre
la testa continua a fare su e gi.
morta dice la bambina con le ali da
fata.
Mi giro e la guardo. Cosa vuol dire
morta?
Summer morta. E poi morta anche
Grace.
Grace? domando. Allimprovviso ricordo tutto.
La sua amica spiega la fata. Quella che
stava male.
Summer morta e poi morta anche
Grace?

507/715

S risponde la fata. Summer scomparsa. E dopo un po i dottori hanno detto


che Grace era morta.
stato triste dice Klute. Sembra che stia
per mettersi a piangere. Era seduta qui con
noi e a un certo punto ha cominciato a scomparire. diventata trasparente.
Era
spaventata?
domando.
Ha
sofferto?
No dice la fata. Sapeva che Grace stava
per morire, quindi era felice di morire prima
lei.
E perch? domando.
Perch cos poteva aspettarla dallaltra
parte risponde la fata.
Dallaltra parte di cosa?
Non lo so.
Guardo Klute.
Non lo so neanchio dice lui. Ha detto
solo che lei e Grace si sarebbero riviste
dallaltra parte.

508/715

Io non cero, interviene lorsacchiotto


ma sembra proprio una storia triste. Io non
voglio scomparire mai.
Tutti scompariamo, un giorno dice il robot. Parla proprio come i robot dei film.
Tutto metallico e a scatti.
Davvero? chiede Klute.
Hai trovato il tuo amico? domanda la
fata.
Cosa?
Sei tu quello che ha perso il suo amico
umano? ripete lei. Summer ci ha detto che
avevi perso il tuo amico e che lo stavi
cercando.
Anchio te lho detto dice Klute, dondolando la testa avanti e indietro. Ho conosciuto Budo prima di voi.
S, rispondo lho trovato. Ma non lho
ancora salvato.
E lo farai? chiede la fata. Si alza in piedi,
ma anche cos non mi arriva nemmeno alla
spalla.

509/715

Vorrei dirle che sto cercando di salvare


Max, ma invece dico: S. Ho promesso a
Summer che lavrei fatto.
Allora che ci fai qui? chiede lei.
Ho bisogno di aiuto rispondo. Ho
bisogno di aiuto per salvare Max.
Del nostro aiuto? chiede speranzoso
Klute. eccitatissimo. La testa ricomincia a
sobbalzare.
No dico. Ma grazie lo stesso. Voi non
potete aiutarmi. Ho bisogno di qualcun
altro.

Quarantasette

Ecco che cosa so di Oswald:


1. cos alto che la sua testa tocca quasi
il soffitto. lamico immaginario pi
alto che abbia mai visto.
2. Oswald sembra un essere umano. Almeno quanto me, solo che altissimo.
Ha le orecchie e le sopracciglia e tutto il
resto.
3. Oswald lunico amico immaginario
che conosco ad avere come amico
umano un adulto.
4. Oswald lunico amico immaginario
che conosco che pu muovere le cose nel
mondo reale. per questo che non sono
sicurissimo
che
sia
un
amico
immaginario.
5. Oswald cattivo e spaventoso.
6. Oswald mi odia.

511/715

7. Oswald lunica persona che pu


aiutarmi a salvare Max.
Ho incontrato Oswald pi o meno un mese
fa, per cui non sono sicuro che sia ancora in
ospedale. Ma probabile di s. Il suo amico
umano in un reparto speciale dellospedale,
quello per gli psicopatici: e Max mi ha spiegato che un altro modo per dire matti. Lho
sentito dire da una dottoressa. O forse era
uninfermiera. Ha detto che odiava lavorare
nel reparto degli psicopatici.
Per unaltra infermiera lha chiamato il
reparto dei pazienti con un trauma cranico,
che credo siano le persone che si sono spaccate la testa. Per cui non so. Forse tutte e
due le cose. Forse la testa spaccata fa diventare psicopatici.
Lamico umano di Oswald in coma, che
secondo Max vuol dire che si addormentato
per sempre.

512/715

Una persona in coma tipo lopposto di


me. Io non dormo mai, mentre una persona
in coma pu solo dormire.
Ero nellospedale per gli adulti quando ho
visto Oswald la prima volta. Mi piace andarci
ogni tanto, a sentire i dottori che parlano
delle persone malate. Ogni malato diverso
dallaltro, cos anche ogni storia diversa
dallaltra. A volte le storie sono difficili da capire, ma sono sempre entusiasmanti. Starle a
sentire perfino meglio di guardare Pauley
che gratta i biglietti della lotteria.
Mi piace anche solo passeggiare per lospedale, perch grandissimo. Ogni volta che
ci vado, trovo un posto nuovo da esplorare.
Quel giorno stavo esplorando lottavo piano, e Oswald mi venuto incontro camminando lungo il corridoio. Teneva la testa bassa
e si guardava i piedi. Era alto e grosso, con la
faccia lunga e il collo tozzo. Aveva le guance
rosse, come se fosse appena arrivato da un

513/715

posto freddo. Era pelato, senza neanche un


capello sul capoccione.
Ma la cosa che mi ha colpito di pi stato
il suo modo di camminare. Buttava le gambe
in avanti come se volesse prendere laria a
calci. Come se niente al mondo potesse fermarlo. Mi ricordava uno spazzaneve.
Quando arrivato vicino a me, ha alzato
gli occhi e ha gridato: Togliti di mezzo!.
Io mi sono girato per vedere se cera qualcuno dietro di me, ma il corridoio era vuoto.
Quando mi sono voltato di nuovo verso
Oswald, lui ha detto: Togliti subito di
mezzo!.
stato allora che ho capito che era un
amico immaginario. Mi vedeva. Stava parlando con me. Cos mi sono spostato da una
parte e lui mi ha superato. Ha continuato a
spazzare la neve senza nemmeno alzare gli
occhi. Mi sono girato e lho seguito. Non
avevo mai visto un amico immaginario che
sembrasse cos reale, e volevo parlargli.

514/715

Mi chiamo Budo ho detto, cercando di


raggiungerlo.
Oswald ha risposto lui. Ma non si girato a guardarmi. Ha detto il suo nome e
basta, continuando a spazzare laria.
No, ho detto io mi chiamo Budo.
Lui si fermato e si girato verso di me.
E io mi chiamo Oswald. Lasciami in pace.
Poi si voltato e ha ricominciato a
camminare.
Ero un po nervoso, perch Oswald era cos
grosso e imponente, e sembrava anche cattivo. Era la prima volta che incontravo un
amico immaginario cattivo. Ma era anche la
prima volta che vedevo un amico immaginario cos reale, quindi stato pi forte di me:
lho seguito.
Oswald ha attraversato tutto il corridoio,
ha girato, ha percorso un altro corridoio, ha
girato ancora, e poi si fermato davanti a
una porta socchiusa. Cera una piccola fessura. I dottori lasciano spesso una fessura

515/715

aperta, cos di notte possono intrufolarsi


nelle stanze e visitare le persone senza svegliarle. La fessura era troppo piccola perch
Oswald potesse passarci, cos ho pensato che
stesse per attraversare la porta, come avrei
fatto io. Invece ha allungato un braccio e lha
spalancata. Lha spinta in avanti quanto gli
bastava per entrare.
Quando la porta si mossa, ho gridato.
Non riuscivo a crederci. Era la prima volta
che vedevo un amico immaginario muovere
le cose nel mondo reale. Oswald deve avermi
sentito gridare, perch si girato ed corso
verso di me. Io mi sono bloccato. Non sapevo
che fare. Ancora non riuscivo a credere a
quello che avevo visto. Oswald mi ha raggiunto, ha allungato le mani e mi ha colpito.
Nessuno mi aveva mai colpito prima. Sono
caduto per terra.
Fa male.

516/715

Non avevo mai saputo di poter provare


dolore, prima di allora. Non sapevo neanche
cosa significasse, provare dolore.
Ti ho detto di lasciarmi in pace! ha gridato lui. Poi si girato ed tornato verso la
stanza.
Anche se Oswald mi aveva sgridato e mi
aveva spinto e mi aveva fatto male, dovevo
assolutamente sapere cosa cera in quella
stanza. Non potevo resistere. Avevo appena
visto un amico immaginario toccare e aprire
una porta nel mondo reale. Dovevo saperne
di pi.
Cos ho aspettato. Sono andato in fondo al
corridoio e sono rimasto l, a sbirciare da dietro langolo, senza mai staccare gli occhi
dalla porta. Ho aspettato una vita e alla fine
Oswald uscito dalla stanza attraverso la
stessa fessura che aveva aperto un secolo
prima. Veniva nella mia direzione, cos mi
sono nascosto dentro un armadio. Sono

517/715

rimasto al buio e ho contato fino a cento, poi


sono uscito.
Oswald era sparito.
Sono tornato verso la stanza da cui era uscito Oswald e sono entrato. Le luci erano
spente, ma il neon del corridoio formava un
alone grigio nella stanza. Dentro cerano due
letti. In quello pi vicino alla porta era sdraiato un uomo. Laltro letto era vuoto, senza
cuscino n lenzuola. Mi sono guardato intorno per vedere se cerano dei giocattoli o
dei peluche o dei pantaloni e delle scarpe di
taglia mini. Qualcosa che potesse farmi capire che nella stanza cera anche un bambino
o una bambina. Ma non ho visto niente.
Solo quelluomo.
Aveva una barba rossa e folta, e anche
delle sopracciglia folte, ma la testa era completamente calva come quella di Oswald. Vicino al letto cerano delle macchine e dei cavi
e dei tubi collegati alle sue braccia e al suo
petto. Le macchine soffiavano e facevano

518/715

bip. Cerano delle luci che brillavano e


lampeggiavano su dei piccoli schermi attaccati alle macchine.
Ho guardato di nuovo verso il letto vuoto,
pensando che magari mi era sfuggito qualcosa. Forse da qualche parte cera un peluche, oppure dei pantaloni da bambino
appesi nellarmadio, e magari il bambino in
quel momento era in bagno. O forse luomo
pelato sdraiato a letto era un pap, e Oswald
era lamico immaginario di suo figlio o di sua
figlia. Magari il figlio delluomo pelato era seduto in sala dattesa, ad aspettare che il suo
pap si svegliasse. Forse aveva mandato
Oswald in camera per controllare se il suo
pap stava bene.
Poi ho pensato che in realt luomo pelato
non era il pap di nessuno. Poteva essere
uno qualsiasi, e magari Oswald si era solo
fermato a riposare un attimo sul letto extra.
O forse cercava un posto tranquillo dove

519/715

sedersi, e basta. O forse era soltanto curioso,


come me.
Poi ho pensato che magari Oswald era un
essere umano che riusciva a vedere gli amici
immaginari, invece che un amico immaginario che riusciva a toccare il mondo reale.
Stavo cercando di decidere quale delle due
cose era pi probabile, quando tre persone
hanno acceso le luci e sono entrate nella
stanza. Una portava un camice bianco e le
altre due le stavano dietro, con un blocco in
mano. Si sono avvicinate alluomo nel letto e
la donna con il camice ha detto: Questo
John Hurly. Cinquantadue anni. Trauma
cranico causato da una caduta. stato ricoverato qui il 4 agosto. Non risponde a nessun
trattamento. in coma da quando
arrivato.
Qual la terapia per il signor Hurly? ha
chiesto una delle persone con il blocco in
mano.

520/715

Poi hanno continuato a parlare, a fare


delle domande e a dare delle risposte, ma io
ho smesso di ascoltare.
In quel momento Oswald entrato di
nuovo.
Prima ha guardato la tipa con il camice bianco e le persone con il blocco. Sembrava infastidito, ma non arrabbiato. Ha girato gli
occhi allins e ha sbuffato un pochino.
Penso che li avesse gi visti altre volte.
Ma poi ha notato me. Ero in piedi in
mezzo ai due letti, con la schiena verso le
macchine, e cercavo di non muovermi.
Speravo che non mi notasse. Quando mi ha
visto, Oswald ha aperto la bocca e per un
momento si bloccato. Penso che fosse sorpreso di vedermi l dentro. Sorpreso almeno
quanto me, quando lavevo visto aprire la
porta. Non riusciva a crederci.
Ha fatto un respiro profondo, mi ha
puntato un dito contro e ha detto: Tu!.

521/715

Non si messo a correre, ma era cos alto e


cos veloce che gli bastato fare tre passi per
arrivare in mezzo ai due letti. Io non ho
avuto neanche il tempo di pensare.
Ero in trappola, e avevo paura. Non credo
che un amico immaginario possa uccidere un
altro amico immaginario, ma non pensavo
nemmeno che gli amici immaginari
potessero farsi del male tra loro, e Oswald mi
aveva gi dimostrato che mi sbagliavo.
Ha fatto un balzo verso di me, cos io sono
saltato sul letto vuoto atterrando dallaltra
parte. Lui mi ha imitato, rotolando sul letto e
arrivando sul lato opposto prima che riuscissi a ritrovare lequilibrio. Poi mi ha dato un
altro spintone. Aveva le mani cos grandi che
mi ha alzato da terra. Sono caduto allindietro, su un tavolino nellangolo della stanza.
Il tavolino non si mosso, ovviamente, ma io
lho colpito lo stesso, e mi ha fatto male. Lo
spigolo mi si ficcato nella schiena, e ho
strillato per il dolore. Era solo lidea dello

522/715

spigolo: per era affilata come lo spigolo


vero.
Stavo per rialzarmi quando Oswald mi ha
preso per le spalle e mi ha buttato di schiena
sul letto vuoto. Sono rimbalzato sul materasso e sono caduto sul pavimento in mezzo ai
due letti, sbattendo la testa contro una
delle macchine, credo , cos ci ho messo un
po per rimettermi in piedi. Sono rimasto un
secondo per terra, cercando di calmarmi e di
pensare. Ho guardato sotto al letto delluomo
pelato e ho visto sei piedi sul lato opposto. La
donna con il camice bianco e le due persone
con il blocco. Stavano ancora parlando
delluomo in coma. Facevano domande e
guardavano una cosa chiamata cartella clinica. Non avevano idea che proprio davanti a
loro fosse in corso una lotta anche se non
era una lotta, perch io in realt non stavo
lottando. Mi stavo solo facendo male.
Mi sono alzato sulle mani e sulle ginocchia
e stavo per rimettermi in piedi, quando

523/715

Oswald mi ha sbattuto il ginocchio contro la


schiena. Quello stato il dolore pi terribile
che ho sentito. stata come unesplosione
dentro la schiena. Ho gridato e sono caduto
unaltra volta per terra, sbattendo la faccia
contro le piastrelle, e ho sentito sul naso e
sulla fronte lo stesso dolore fortissimo. Ho
pensato di essere sul punto di piangere, e
allepoca non avevo ancora mai pianto in vita
mia. Non sapevo neanche di poter piangere,
ma in quel momento ho pensato che avrei
potuto. Faceva cos male.
I bambini piccoli chiamano sempre la
mamma quando si fanno male giocando.
Anchio volevo chiamare la mamma, ma la
mamma non ce lho, e in quel momento non
avere una mamma stata la cosa che mi ha
fatto pi male. Non avevo nessuno che
potesse aiutarmi. I tre dottori erano ancora
nella stanza e continuavano a parlare e a fissare i loro appunti, ma non avevano idea che
qualcuno l stava soffrendo.

524/715

Chiss se Oswald pu uccidermi ho


pensato o mandarmi in coma come luomo
pelato.
Poi Oswald mi ha preso a calci sulle
gambe. Anche sulle braccia.
Volevo di nuovo gridare mamma. Invece ho pensato a Dee e ho chiamato il suo
nome.
Anche in quel momento avrei potuto mettermi a piangere, ma non cera tempo, perch Oswald mi aveva gi preso e mi stava
sbattendo contro il muro sullaltro lato della
stanza. Sono rimbalzato sulla parete e sono
atterrato sulla schiena, dove sentivo ancora
un dolore terribile. Poi lui mi ha alzato e mi
ha buttato verso la porta. Ho sbattuto con la
testa sul muro e ho visto le stelle. Non riuscivo pi a distinguere lalto dal basso.
Oswald mi ha sollevato di nuovo e mi ha lanciato fuori dalla stanza, in corridoio. Sono
rotolato un paio di volte e poi ho cominciato
a strisciare via il pi veloce possibile. Non

525/715

capivo in che direzione stavo strisciando,


sapevo solo che stavo strisciando via, e
questo gi era un bene. E per tutto il tempo
ho pensato che Oswald poteva riprendermi
da un momento allaltro.
Ma non lha fatto.
Ho strisciato per tipo trenta secondi e poi
mi sono fermato a guardarmi indietro.
Oswald era in piedi in mezzo al corridoio, e
mi fissava.
Mai pi ha detto.
Ho aspettato che dicesse qualcosaltro.
Siccome non lha fatto, ho risposto:
Okay.
Dico sul serio ha insistito. Mai pi.

Quarantotto

Oswald la mia unica speranza dico.


lunica speranza per Max. Deve aiutarci.
Non lo far ribatte Klute.
Il robot conferma scuotendo la testa.
Deve farlo insisto.
Prendo lascensore fino al decimo piano e
poi scendo due piani a piedi fino allottavo.
Il reparto degli psicopatici.
Vado verso la stanza dove ho visto Oswald
lultima volta. La stanza del suo amico psicopatico pelato. Cammino lentamente,
aguzzando gli occhi ogni volta che giro un
angolo o passo davanti a una porta aperta.
Non voglio ritrovarmi allimprovviso davanti
a Oswald. Ancora non ho idea di cosa gli
dir.
La porta della stanza aperta. Mi avvicino.
Cerco di non pensare allultima volta che ho
visto Oswald. Al suono della sua voce. A

527/715

come mi ha sbattuto da una parte allaltra


della stanza. Ai suoi occhi giganteschi
mentre diceva: Mai pi.
Quel giorno ero perfettamente daccordo
con lui: ho promesso di restare alla larga per
sempre. E invece eccomi di nuovo qui.
Arrivo sulla soglia, pronto allattacco.
Succede in fretta.
Noto molti dettagli prima che Oswald mi
raggiunga.
Le tende sono aperte e la stanza inondata
dalla luce del sole. La cosa mi stupisce: me la
ricordavo buia e spaventosa. Nella mia memoria, la stanza non aveva dei veri angoli,
solo delle macchie scure. Ora sembra troppo
allegra e assolata perch possa succedere
qualcosa di brutto, eppure Oswald gi a pochi passi da me che urla: No! No! No!.
Luomo pelato con la barba rossa ancora
nel suo letto, con le macchine che ronzano e
soffiano e lampeggiano come lultima volta.
C anche un altro uomo, nel secondo letto.

528/715

giovane e grassoccio e ha qualcosa che non


va in faccia: sembra gommosa e
addormentata.
In pi c un terzo uomo. seduto su una
sedia in fondo al letto del tizio con la faccia
addormentata. Ha in mano una rivista e la
sta leggendo ad alta voce a Faccia di Sonno.
Riesco a sentire solo qualche parola, prima
che Oswald mi salti addosso. Qualcosa sul
baseball, mi pare: un lanciatore ha sbagliato
il tiro. Ma prima che possa sentire il resto, le
mani di Oswald mi afferrano il collo, stringendo. Mi rigira e mi butta in fondo alla
stanza. Il mio corpo va a sbattere sul letto
delluomo pelato. Se non fossi un amico immaginario, probabilmente lurto avrebbe
fatto spostare il letto. Ma sono immaginario,
quindi rimbalzo e atterro tutto accartocciato
ai piedi di Oswald. Mi fanno male la testa e il
petto e il collo. Per un momento non riesco a
respirare. Lui si china su di me, mi prende
per il colletto e per la cintura dei pantaloni, e

529/715

mi fa volare oltre il letto del pelato, su quello


di Faccia di Sonno. Rimbalzo di nuovo, senza
che lui si accorga di niente, e rotolo per terra,
finendo rannicchiato vicino al muro in fondo
alla stanza.
Ora mi fanno male anche altre parti del
corpo. Parecchie.
stata una pessima idea. Oswald non
uno spazzaneve. una di quelle gigantesche
gru con una palla appesa a una catena.
Quelle che buttano gi i palazzi. E continua a
battere contro di me.
Stavolta mi alzo in fretta: devo farlo, altrimenti Oswald mi prender e mi lancer contro il muro o comincer a prendermi a calci.
Luomo sulla sedia, un ragazzo giovane e pallido, continua a leggere. C un combattimento in corso, e lui non lo sapr mai.
Oswald si sposta, mettendosi tra il letto di
Faccia di Sonno e il muro, chiudendomi la
via di fuga. Vorrei tanto rotolare sotto il letto

530/715

di Faccia di Sonno e poi sotto quello di


Pelato-patico, fino a raggiungere la porta.
Oswald fa due passi avanti verso di me.
Ancora non gli ho detto una sola parola. Decido che il momento buono.
Basta gli dico, con voce supplichevole.
Mi viene bene perch in effetti lo sto supplicando davvero. Ti prego. Ho bisogno del tuo
aiuto.
Ti avevo detto di stare alla larga grida
Oswald. Grida cos forte che per un secondo
copre anche la voce del ragazzo che legge
larticolo sul baseball. Poi viene avanti e mi
rimette le mani al collo.
Stavolta cerco di bloccarlo, ma mi spinge
via le mani come se fossero leggere come
carta. Tipo le mani di Wooly. Poi comincia a
stringere. Mi sta soffocando. Se avessi
bisogno davvero di respirare, morirei. Io
respiro solo lidea dellaria, ma Oswald mi sta
spremendo anche quella.
Penso che forse sto per morire.

531/715

I piedi mi si staccano dal pavimento,


quando sento unaltra voce nella stanza.
Lascialo, Oswald.
Lui mi lascia, ma non perch obbedisce al
comando. sorpreso. Anzi, scioccato.
Glielo leggo in faccia.
Tocco il pavimento con i piedi e per un attimo barcollo, poi ritrovo lequilibrio e il fiato
allo stesso tempo, e mi giro verso la porta. La
fata che era in sala ricreazione adesso in
piedi sulla soglia, solo che in realt non in
piedi. Vola. sospesa nellaria, con le alette
che si muovono cos veloci che non riesco pi
a distinguerle luna dallaltra.
Non avevo mai visto un amico immaginario volare.
Come fai a sapere il mio nome?
domanda Oswald.
Penso di approfittare del momento per
spingere Oswald e scappare via. Per colpirlo
mentre distratto. Ma anche se mi vuole uccidere, ho ancora bisogno del suo aiuto e

532/715

penso che questa potrebbe essere lunica occasione che ho per girare le cose a mio
favore.
La fata la mia unica occasione.
Budo mio amico dice. Non voglio che
tu gli faccia del male.
Come fai a sapere il mio nome? ripete
Oswald. La sua sorpresa si sta trasformando
velocemente in rabbia. Le sue mani si stringono a pugno e gli si gonfiano le narici.
Budo ha bisogno del tuo aiuto, Oswald
spiega la fata.
Non so come faccio a saperlo, ma sono
sicuro che sta evitando apposta di rispondere
alla domanda di Oswald. Forse sta cercando
di capire quale pu essere la risposta giusta.
Come fai a sapere il mio nome? Stavolta
Oswald grida e si muove verso la porta,
dritto verso la fata.
Io lo seguo.
Non gli permetter di farle del male. Ma
appena allungo un braccio per afferrarlo, per

533/715

tirarlo indietro e dare il tempo alla fata di


scappare, i miei occhi e quelli di lei sincontrano, e lei scuote la testa dolcemente. Mi sta
dicendo di fermarmi. O per lo meno di
aspettare.
Obbedisco.
Ora tutto chiaro.
Quando si avvicina alla porta, anche
Oswald si ferma. Non allunga le sue mani gigantesche verso la fata. Pu far volare me per
tutta la stanza e prendermi a calci e strozzarmi, ma la fata non la tocca.
Come fai a sapere il mio nome? grida
ancora, e adesso sento qualcosa nella sua
voce che finora mi era sfuggito. Oswald arrabbiato, ma mi sa che anche curioso. Addirittura pieno di speranza. Sotto la rabbia
c qualcosaltro. Secondo me anche lui ha
bisogno di aiuto.
Sono una fata dice lei. Lo sai che cos
una fata?

534/715

Come fai a sapere il mio nome! Stavolta


pi che una domanda un ruggito. Se
Oswald fosse stato un essere umano, tutte le
finestre dellottavo piano si sarebbero messe
a tremare e ogni singola persona nellospedale avrebbe sentito la sua voce.
Non ho mai avuto cos tanta paura.
La fata si gira e indica luomo pelato nel
letto. Lui il tuo amico. E si fatto male,
giusto?
Oswald la guarda e non dice niente. Io
sono dietro di lui, quindi non posso vedere la
sua espressione, ma i pugni si aprono e mi
accorgo che i muscoli delle braccia e della
schiena si rilassano un po.
Oswald ripete la fata. Lui il tuo
amico, giusto?
Oswald guarda luomo pelato e poi guarda
di nuovo la fata. Fa segno di s con la testa.
E si fatto male?
Oswald annuisce lentamente.

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Mi dispiace tanto dice la fata. E com


successo? Lo sai?
Oswald annuisce di nuovo.
Possiamo andare in corridoio a fare due
chiacchiere? domanda lei. Non riesco a
concentrarmi con quel tipo che continua a
leggere ad alta voce.
Mi ero scordato che nella stanza ci sono
anche Faccia di Sonno e il suo amico pallidino. Ho smesso di seguire la storia del lanciatore da quando la fata ha cominciato a
parlare. Era come guardare un domatore che
teneva a bada un leone con uno spazzolino
da denti, anzich con la frusta e la sedia.
Anzi, non con uno spazzolino. Con un
cotton-fioc. Eppure in qualche modo ha funzionato. La fata ce lha fatta.
Oswald accetta di andare in corridoio. Ma
voltandosi, la fata si accorge che non si
mosso. Si gira di nuovo verso di lui.
Che c? domanda.

536/715

Deve uscire anche lui risponde Oswald


indicandomi.
Certo dice la fata. Budo viene con noi.
Oswald si gira e la segue fuori. Io esco dietro di lui. Camminiamo fino a uno slargo
con delle sedie e delle lampade e dei tavolini
con sopra pile di riviste. La fata si siede e le
sue ali smettono di battere. Quando sono immobili, sembrano piccole e fragili. Non riesco
a credere che voli davvero.
Oswald si siede davanti a lei e io mi sistemo su una sedia l accanto.
Chi sei? chiede Oswald.
Mi chiamo Teeny risponde la fata.
Mi sento in colpa. Non le avevo nemmeno
chiesto come si chiama.
Come fai a sapere il mio nome? chiede
di nuovo Oswald. Ora la rabbia diventata
semplice curiosit.
Teeny resta in silenzio. Forse dovrei dire
qualcosa io, per darle il tempo di riflettere.

537/715

Sembra indecisa. Invece, prima che io apra


bocca, ricomincia a parlare.
Stavo per dirti che sono una fatina magica che sa tutto quello che succede, e che tu
devi starmi ad ascoltare. Ma non voglio dire
bugie. So che ti chiami Oswald perch me
lha detto Budo.
Lui non dice niente.
Apro la bocca per parlare, ma Teeny mi
interrompe.
Budo ha bisogno del tuo aiuto, e io avevo
paura che tu fossi cattivo con lui come lultima volta che lhai visto. Cos lho seguito fin
qui.
Gli avevo detto di stare alla larga dice
Oswald. Lavevo avvisato.
Lo so. Ma ha bisogno del tuo aiuto.
Doveva venire per forza.
Perch? chiede Oswald.
Perch Budo dice che tu puoi muovere le
cose nel mondo reale spiega Teeny.

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vero? Glielo domanda come se non ci credesse nemmeno lei.


Le sopracciglia cespugliose di Oswald si
avvicinano come due bruchi che si baciano.
Allimprovviso mi accorgo che ha le
sopracciglia identiche a quelle del pelato. Gli
assomiglia un sacco.
pi facile notare la somiglianza, ora che
ho smesso di volare da una parte allaltra
della stanza.
Ti ho visto aprire la porta della camera
dico. Tu puoi muovere le cose nel mondo
reale, giusto? Come questo tavolo. O questi
giornali.
S dice Oswald. Ma difficile.
Difficile? domanda Teeny.
Le cose nel mondo reale sono pesantissime. Molto pi pesanti di te spiega
indicandomi.
Se lo dici tu faccio io.
I bruchi si baciano unaltra volta.
Lascia perdere, continua pure dico.

539/715

E non riuscirei mai a spostare un tavolo


fa lui. Anche un tavolino piccolo come
questo troppo pesante.
Ma le cose piccole le puoi muovere aggiungo io. Giusto?
Oswald annuisce.
Da quanto tempo esisti? chiede Teeny.
Non lo so risponde Oswald guardandosi
i piedi.
Come si chiama il tuo amico? domanda
lei.
Chi?
Luomo nel letto.
Ah. Lui John.
Lhai conosciuto prima che si facesse
male? domando.
Penso alla bambina senza nome nellUnit
di Terapia Intensiva. Chiss se Oswald
come lei.
Solo per un secondo risponde. Era per
terra. Con la testa rotta. Ha alzato gli occhi

540/715

verso di me e ha sorriso, poi ha richiuso gli


occhi.
E tu lhai seguito fin qui? domando.
S. Oswald fa una pausa, poi dice: Vorrei che John riaprisse gli occhi e sorridesse di
nuovo.
Puoi aiutare Budo? chiede Teeny.
Come?
Ho bisogno che aiuti il mio amico dico
io. Non si fatto male come John, per
davvero nei guai. E io senza di te non posso
salvarlo.
Dovr scendere le scale? Non mi piace
fare la scale.
Dovrai andare lontanissimo spiega
Teeny. Scendere le scale e uscire dallospedale e andare lontanissimo. Ma importante, e anche John ti direbbe di farlo. E
quando avrai finito, Budo ti riporter qui.
Giusto?
No dice Oswald. Non posso.

541/715

S che puoi ribatte Teeny. Devi farlo.


Un bambino nei guai e solo tu puoi
salvarlo.
Non voglio insiste Oswald.
Ho capito, dice Teeny ma lo devi fare.
C un bambino nei guai. E noi non possiamo
dire di no ai bambini in pericolo. Giusto?
Giusto conferma Oswald.

Quarantanove

Come ci sei riuscita? chiedo mentre attraversiamo il corridoio andando verso gli
ascensori.
Sto camminando accanto a Teeny, che invece vola a mezzaria. Le sue ali fanno una
specie di ronzio che non avevo sentito
quandero nella stanza del pelato. Si
muovono cos in fretta che, anche cos da vicino, non riesco a distinguerle luna
dallaltra.
Oswald dietro di noi, con la testa bassa, e
sembra di nuovo uno spazzaneve.
Come sono riuscita a fare cosa? chiede
Teeny.
Tutto questo rispondo io, abbassando la
voce fino a sussurrare. Come facevi a sapere
che Oswald non ti avrebbe attaccata come invece aveva fatto con me? Come hai fatto a

543/715

convincerlo ad aiutarmi? E anche a sapere


che ero l!
Lultima domanda facile dice Teeny.
Ci avevi detto tu a che piano avevi visto
Oswald la prima volta. Un paio di minuti
dopo che te ne sei andato, ho pensato che potevi aver bisogno di aiuto. Cos sono venuta
allospedale degli adulti volando su per le
scale fino allottavo piano. Una volta arrivata
qui, trovarti stato facile. Stavate facendo un
gran casino, cos ho capito subito dove
andare.
Facevamo casino perch mi stava sbattendo contro il muro come un bambolotto.
Lo so dice Teeny sorridendo.
Okay. E come facevi a sapere che Oswald
non ti avrebbe attaccato? chiedo.
Perch io non sono entrata nella sua
stanza spiega Teeny. Sono rimasta sulla
porta.
Non capisco.

544/715

Tu avevi detto che Oswald, la prima volta


che vi siete incontrati, ti aveva visto mentre
lo seguivi di nascosto. Proprio davanti alla
sua stanza. E dopo ti ha sorpreso addirittura
dentro. Cos ho pensato che se non fossi entrata, probabilmente non mi avrebbe fatto
del male. In pi, io sono una femmina. E una
fata. Devi essere proprio una carogna, per
picchiare una fata.
Ti hanno immaginata molto intelligente
dico.
Teeny sorride di nuovo.
Da quanto tempo esisti? chiedo.
Quasi tre anni.
un sacco di tempo, per quelli come
noi.
Tu esisti da molto di pi.
S, ma anche tu non scherzi. Sei
fortunata.
Giriamo langolo e superiamo un uomo in
sedia a rotelle che sta parlando da solo. Mi
guardo intorno cercando altri amici

545/715

immaginari, ma non ne vedo nessuno. Poi mi


giro verso Oswald. circa tre passi dietro di
noi, e continua a spazzare laria. Mi volto
verso Teeny.
Come hai fatto a convincere Oswald ad
aiutarmi? sussurro. Ti bastato chiederglielo, e ha detto subito di s.
Ho fatto come la mamma, quando vuole
che Aubrey faccia qualcosa.
Aubrey la tua amica umana?
S. Ha qualcosa che non va nella testa, e i
dottori gliela devono aggiustare. per
questo che in ospedale.
E cosa fa la mamma quando vuole che
Aubrey faccia qualcosa? domando.
Quando la mamma vuole che Aubrey faccia i compiti o che si lavi i denti o che mangi i
broccoli, non le dice di farlo. Fa finta che sia
una scelta di Aubrey. Lunica sensata. Come
se non mangiare i broccoli fosse sbagliato.
Tutto qui? domando. Non hai fatto nientaltro?

546/715

Cerco di ricordare tutto quello che Teeny


ha detto a Oswald, ma successo troppo in
fretta.
Con Oswald stato facile, perch non
aiutarti era sbagliatissimo. Molto pi
sbagliato di non mangiare i broccoli o di non
lavarsi i denti. E poi gli ho fatto delle
domande. Ho cercato di fargli capire che ci
tenevo a lui, perch ho pensato che probabilmente si sentiva solo. Mi sa che non ci sono
molti amici immaginari in un ospedale per
adulti. Giusto?
Ti hanno immaginata proprio intelligente dico.
Teeny sorride ancora. Per la prima volta
da quando scomparsa Graham, ho limpressione di aver trovato unamica immaginaria che potrebbe anche diventare mia
amica.
Arriviamo allascensore e mi giro verso
Oswald. Vuoi andare in ascensore o
preferisci fare le scale?

547/715

Sarebbe la prima volta che prendo lascensore risponde.


Vuoi fare le scale, allora?
Non mi piacciono le scale fa lui, guardandosi i piedi.
Okay. Allora andiamo in ascensore.
Vedrai che ci divertiamo.
Restiamo ad aspettare che arrivi qualcuno
a schiacciare il bottone per scendere. Per un
momento penso di chiedere a Oswald di
schiacciarlo lui, solo per vederlo di nuovo
spostare qualcosa nel mondo reale, ma poi
decido che meglio di no. Ha detto che difficile muovere le cose, e non c nessun
bisogno di farlo stancare quando c qualcun
altro che pu lavorare al posto suo. gi abbastanza nervoso. Dopo un po arriva un
uomo con il camice bianco che spinge un
paziente in sedia a rotelle. Luomo preme il
bottone con la freccia allingi e quando la
porta scorrevole si apre, Oswald, Teeny e io
entriamo in ascensore dietro di lui.

548/715

la prima volta che prendo lascensore


ripete Oswald.
divertente dico io. Ti piacer.
Solo che Oswald sembra nervoso. E anche
Teeny.
Luomo che spinge la sedia a rotelle schiaccia il numero tre e lascensore comincia a
muoversi. Oswald spalanca gli occhi e stringe
i pugni.
Gli uomini scendono al terzo piano, e noi
scendiamo con loro. Da l possiamo prendere
le scale.
Okay dice Oswald, un po sollevato.
Vorrei dirgli che dal terzo piano al primo
basterebbero cinque secondi di ascensore in
pi, ma preferisco lasciarlo tranquillo. Le
scale non gli piacciono, ma mi sa che lascensore lo odia proprio.
E mi sa che lo odia anche Teeny.
La porta si apre e seguiamo luomo e la sedia a rotelle in corridoio.
Le scale sono dietro langolo dico.

549/715

Mentre parlo, noto il cartello sul muro di


fronte. Tra la freccia che indica i bagni e
quella che indica un posto chiamato Radiologia, ce uninsegna che dice:
UNIT DI TERAPIA INTENSIVA
Mi blocco e resto un momento a fissare il
cartello.
Che c? domanda Teeny, vedendo che
non mi muovo.
Tu e Oswald potete aspettare qui un attimo? le chiedo.
Perch?
Voglio vedere come sta una persona.
Devessere su questo piano.
Chi ? domanda Teeny.
Unamica. Una specie di amica, voglio
dire. Credo sia in fondo al corridoio.
Teeny mi guarda e i suoi occhi si assottigliano fino a diventare delle fessure. Sento che
sta cercando di guardarmi dentro.

550/715

Okay dice alla fine. Possiamo aspettare. Giusto, Oswald?


Okay risponde Oswald.
Giro a sinistra e seguo i cartelli come ho
fatto quando ho trovato lUTI allospedale
pediatrico. Dopo due lunghi corridoi e una
svolta, mi ritrovo davanti a una fila di doppie
porte che assomigliano un sacco a quelle
dellUTI dei bambini. La targhetta sulle porte
dice: UNIT DI TERAPIA INTENSIVA.
Le attraverso.
Mi ritrovo in una grande stanza con delle
tende lungo i lati. Alcune sono chiuse e altre
aperte. Al centro c un lungo bancone con
delle scrivanie e un sacco di macchinari. Dei
dottori fanno avanti e indietro, entrando e
uscendo dalle tende, e poi scrivono qualcosa
sul computer, parlano al telefono, parlano
fra di loro, prendono appunti su dei fogli e
hanno la faccia preoccupata.

551/715

Tutti i dottori sembrano sempre preoccupati, ma questi qui sono proprio superpreoccupati.
Comincio dalla tenda pi vicina. chiusa.
Striscio sotto e vedo una donna anziana
sdraiata sul letto. Ha i capelli grigi e un sacco
di rughe intorno agli occhi. Ci sono delle
macchine da cui partono dei cavi e dei tubi
attaccati alle sue braccia. In pi ha un tubicino di plastica che le entra nel naso. Dorme.
Mi avvicino alla tenda successiva e poi a
quella dopo ancora. Quando la tenda chiusa, ci striscio sotto. Alcuni letti sono vuoti,
mentre sugli altri ci sono dei pazienti. Tutti
adulti. Quasi tutti uomini. Dietro un paio di
tende non c nemmeno il letto.
Infine, dietro allultima, trovo Dee.
Allinizio non mi accorgo che lei: ha la testa
rasata a zero. pelata come lamico pelato di
Oswald. pelata come Oswald. Ha le guance
gonfie e la pelle intorno agli occhi tutta
nera. la persona con pi macchine

552/715

attaccate al corpo che ho visto finora. Ha attaccati al petto e alle braccia dei tubi che partono da alcune buste piene dacqua, e dei
cavi collegati a delle macchine con piccoli
schermi. Le macchine soffiano e ticchettano
e fanno bip.
Seduta accanto a Dee c una ragazza che
la tiene per mano. sua sorella: lo so perch
identica a Dee, la sua versione pi giovane.
Ha la pelle scura come lei. Lo stesso mento a
punta. Gli stessi occhi rotondi. Sta sussurrando delle parole allorecchio di Dee, le
stesse parole in continuazione. Parole come
Dio e Ges e Onnipotente e Prega. Riesco a
malapena a sentirla.
Dee non ha un bellaspetto. Sembra
bruttissima.
Nemmeno sua sorella ha un bellaspetto,
sembra stanca e spaventata.
Mi siedo sul bordo del letto. Poi guardo
Dee. Vorrei mettermi a piangere, solo che
non ho tempo. Teeny e Oswald mi stanno

553/715

aspettando davanti allascensore e la signora


Patterson sta riempiendo il suo autobus segreto di cibo e vestiti. Devo andare.
Mi dispiace che stai male dico a Dee.
Mi dispiace tantissimo. Avrei voluto salvarti. Mi manchi.
Ho gli occhi pieni di lacrime. solo la
seconda volta che mi escono le lacrime dagli
occhi e li sento strani. Tutti caldi e umidi.
Devo salvare Max spiego a Dee. Non
sono riuscito a salvare te, ma lui penso di poterlo salvare. Per questo devo andare,
adesso.
Mi alzo e guardo ancora una volta la faccia
pallida di Dee e i suoi polsi sottili. Ascolto il
suo respiro rauco e irregolare, e i sussurri di
sua sorella e il bip costante della macchina
vicino al letto. Guardo e ascolto. Poi mi siedo
di nuovo.
Ho paura dico a Dee. Non sono riuscito a salvare te, ma forse posso salvare Max.
Solo che ho paura. Max nei guai, ma penso

554/715

che i suoi guai potrebbero essere un bene per


me. Se lui rimane nei guai, io continuer a
esistere. Quindi sono confuso.
Faccio un bel respiro, penso a qualcosaltro da dire, non mi viene in mente niente, ma
ricomincio a parlare lo stesso.
Non che gli ha sparato un uomo
mascherato da diavolo. Non intendo quel
tipo di guai. La signora Patterson si prender
cura di Max. Lo so. Anche lei un diavolo,
ma non come quello che ha sparato a te. Max
star bene comunque, non importa cosa faccio io. Ma forse sar io a non stare bene. Non
so cosa mi succeder. E adesso c Oswald
che mi aiuta, quindi potrei davvero riuscire a
salvare Max. Non avrei mai pensato che
Oswald accettasse di aiutarmi, e invece lha
fatto. Ora posso salvare Max, credo. Solo che
ho paura.
Resto a fissare Dee e ascolto sua sorella
che continua a sussurrarle le stesse parole.
Sembrano quasi una canzone.

555/715

Lo so che salvare Max la cosa giusta da


fare dico a Dee. Ma anche se faccio la cosa
giusta, che importanza avr se poi smetto di
esistere? La cosa giusta funziona solo se puoi
restare qui a godertela.
Sento che altre lacrime calde e umide mi
riempiono gli occhi, ma stavolta non sono
per Dee. Sono per me.
Vorrei tanto che ci fosse un Paradiso. Se
sapessi che dopo andr in Paradiso, allora
salverei Max di sicuro. Non avrei pi paura,
perch saprei che c un posto dopo questo.
Un altro posto. Ma non penso che ci sia un
Paradiso, almeno non per gli amici immaginari. Il Paradiso stato pensato solo per gli
uomini creati da Dio, e a me non mi ha creato Dio. Mi ha creato Max.
Sorrido, immaginando Max come un dio.
Un dio rinchiuso in uno scantinato con un
mucchio di Lego e di soldatini. Lui Dio per
una persona sola: il Dio di Budo.

556/715

Forse per questo che dovrei salvarlo


continuo. Perch mi ha creato lui. Senza di
lui non esisterei. Ma ho paura, e la paura mi
fa stare male. Per mi sento ancora peggio
quando penso di lasciare Max con la signora
Patterson. Anche se so che cercher di salvarlo, a volte penso di non salvarlo e questo
mi fa star male. Mi sento proprio una carogna. Per non sbagliato preoccuparmi
anche di me stesso. Giusto?
No.
Non stata la sorella di Dee a parlare. E
nemmeno un dottore. stata Dee.
So che non pu sentirmi, perch sono un
amico immaginario. Ma la sua sembrava
proprio una risposta alla mia domanda. Sono
sorpreso. Gi il fatto di sentirla parlare mi
sorprende. Accidenti.
Dee? chiede sua sorella. Che cosa hai
detto?
Non aver paura dice Dee.

557/715

E di cosa non devo aver paura?


domanda la sorella. Le sta stritolando la
mano e si china sempre pi su di lei.
Stai parlando con me? domando io.
Ora Dee ha gli occhi aperti, ma sono solo
delle fessure piccole piccole. Cerco di capire
se mi sta guardando, ma non ci riesco.
Non aver paura ripete. Ha la voce sottile
e sussurra, ma le parole si capiscono bene.
Dottore! grida sua sorella, voltando la
testa verso il bancone e le scrivanie al centro
della stanza. Mia sorella sveglia. Sta
parlando!
Due dottori si alzano e vengono verso di
noi.
Stai parlando con me, Dee? chiedo
ancora. So che non cos. Non pu essere.
Eppure sembra di s.
Vai dice Dee. Vai. ora.
Io? domando. Stai parlando con me?
Dee?

558/715

Arrivano i dottori e aprono tutta la tenda.


Uno chiede alla sorella di Dee di spostarsi.
Gli altri circondano il letto mentre un allarme comincia a suonare. Gli occhi di Dee si
rovesciano allindietro. I dottori si muovono
pi in fretta, e io vengo spinto per terra da
uno che appena arrivato. Mi ha buttato gi
dal letto senza neanche accorgersene.
Un attimo fa ha parlato! dice la sorella
di Dee.
Sta collassando! grida un dottore.
Un altro prende la sorella di Dee per le
spalle e lallontana dal letto. Arrivano altri
due e io mi sposto. Riesco a malapena a
vedere Dee mentre i dottori si affollano intorno a lei. Uno le mette una busta di
plastica sulla bocca e comincia a schiacciarla,
aprendola e chiudendola. Un altro infila un
ago in un tubo che collegato al braccio di
Dee. Vedo un liquido giallo scivolare lungo il
tubo e scomparire sotto la sua camicia da
notte.

559/715

Dee sta morendo.


Lo capisco dalle facce dei dottori. Lavorano sodo e in fretta ma fanno solo il loro
dovere. Ho gi visto lo stesso sguardo sulle
facce di alcune maestre di Max, quando lui
non capisce qualcosa e loro pensano che non
capir mai. Anche le maestre lavorano sodo,
ma chiaro che stanno solo facendo il loro
dovere. Non insegnano per davvero. Anche
per i dottori lo stesso. Stanno facendo i dottori ma non credono in quello che fanno.
Gli occhi di Dee si chiudono.
Le sue parole mi risuonano in testa.
Vai. ora. Non aver paura.

Cinquanta

Siamo in piedi allingresso dellospedale.


Fuori sta cadendo la neve. Oswald dice che
la prima volta che vede la neve. Gli assicuro
che gli piacer un sacco.
Grazie dico a Teeny.
Lei sorride. So che non pu lasciare
Aubrey da sola, ma vorrei tanto che venisse
con noi.
Sei pronto, Oswald? domando.
Latrio affollatissimo di gente che entra
ed esce. Oswald mi sembra ancora pi
grosso, ora che lo vedo accanto a tutte queste
persone. un gigante.
No risponde. Voglio restare qui.
E invece andrai con Budo per aiutarlo
dice Teeny. La sua non una domanda. un
ordine.
S dice Oswald.

561/715

La parola che dice s ma suona come un


no.
Bene continua Teeny, e poi vola verso
Oswald e lo abbraccia.
Oswald sussulta e irrigidisce tutti i muscoli, stringendo di nuovo i pugni. Teeny continua a tenerlo stretto finch finalmente lui
non si rilassa. Ma gli ci vuole un bel po.
E buona fortuna aggiunge Teeny. Vi
rivoglio qui tutti e due. Molto presto.
Okay dice Oswald.
Sicuro esclamo io.
Solo che non ci credo. Penso che questa sia
lultima volta che vedr Teeny e anche
lospedale.
Appena fuori, Oswald passa i prime cinque
minuti a cercare di evitare i fiocchi di neve.
Ne scansa uno, mentre altri dieci lo attraversano. E lui non se ne accorge nemmeno.
Quando finalmente capisce che la neve
non pu fargli male, passa altri cinque
minuti a cercare di prendere i fiocchi con la

562/715

lingua. Ovviamente i fiocchi gliela attraversano, ma gli ci vuole un po per capirlo, e


prima di riuscirci sbatte almeno contro tre
persone e un palo del telefono.
Dobbiamo andare gli dico.
Dove?
Dobbiamo andare a casa. Domani dobbiamo prendere il bus per la scuola.
Non ho mai preso lautobus dice
Oswald.
Mi accorgo che nervoso. Decido che dora
in poi gli dir il meno possibile.
Sar divertente. Promesso.
Bisogna camminare un bel po per arrivare
dallospedale a casa di Max. Di solito mi
godo la passeggiata, ma stavolta c Oswald
che fa un sacco di domande. Ma proprio un
sacco.
Quand che si accendono i lampioni?
Ogni lampione ha un interruttore tutto
suo?
Dove sono i treni che fanno ciuff ciuff?

563/715

Perch le persone non si disegnano e


stampano i soldi da sole?
Chi ha deciso che il rosso vuol dire fermati
e il verde passa?
La luna una sola?
I clacson delle macchine sono tutti uguali?
Come fa la polizia a non far crescere gli alberi in mezzo alla strada?
Ognuno si dipinge la sua macchina?
Che cos un idrante?
Perch la gente non fischietta quando
cammina?
Dove vivono gli aerei quando non volano?
Le domande non finiscono mai, e anche se
vorrei che finissero, continuo a rispondere.
Questo gigante, che solo ieri mi sbatteva contro il muro in una stanza dospedale, oggi ha
bisogno di me: e finch avr bisogno di me,
posso sperare che mi ascolti e mi aiuti.
Da quando abbiamo lasciato Teeny in ospedale, ho avuto paura che Oswald si arrabbiasse come prima. Che lincantesimo di

564/715

Teeny finisse prima del tempo. Invece lui si


trasformato in un bambino dellasilo che
vuole sapere tutto.
Questa casa mia gli spiego quando finalmente giriamo nel viale.
tardi. Non so quanto tardi, ma le luci in
cucina e in soggiorno sono spente.
Dove andiamo? chiede Oswald.
Dentro. Tu dormi?
Quando? fa lui.
In generale. Dormi?
Ah. S.
Stanotte dormiremo qui dico, indicando
la casa.
E da dove entro? mi chiede.
Dalla porta rispondo.
Ma come?
Poi mi rendo conto della situazione.
Oswald non pu attraversare le porte. In ospedale, quando abbiamo fatto le scale dal
terzo piano al primo, abbiamo seguito due
uomini con la divisa blu che hanno aperto la

565/715

porta. E quando siamo usciti dallospedale,


abbiamo seguito un uomo e una donna.
per questo che Oswald ha aperto la porta
della stanza delluomo pelato. Della stanza di
John. Doveva aprirla per forza, se voleva
entrare.
Puoi aprire la porta? gli domando.
Non lo so risponde Oswald. Ma mi accorgo che guarda la porta come se fosse una
montagna.
Lascia perdere. Sar chiusa a chiave. E
questo vero.
Di solito come entri? chiede lui.
Io passo attraverso le porte.
Ci passi attraverso?
Salgo i tre gradini dingresso e poi attraverso la porta. In realt attraverso due porte.
La zanzariera e la porta di legno. Poi mi giro
e le attraverso di nuovo per tornare fuori.
Quando ricompaio sul lato opposto, vedo
che Oswald rimasto a bocca spalancata. I
suoi occhi sono giganteschi.

566/715

Sei un mago mi fa.


No, tu sei un mago ribatto. Conosco un
sacco di amici immaginari che passano attraverso le porte. Ma nessuno che riesce a toccare il mondo reale.
Amici immaginari?
Capisco che ho parlato troppo unaltra
volta.
S rispondo. Io sono un amico immaginario. Poi resto un momento in silenzio,
pensando a cosaltro dire. Alla fine aggiungo:
E anche tu.
Io sono un amico immaginario?
domanda Oswald.
Perch, cosa pensavi di essere?
Un fantasma risponde. Pensavo che
fossi un fantasma anche tu. E che volessi
rubarmi John.
Scoppio a ridere. Macch. Qui non ci
sono fantasmi. E Teeny, cosa pensavi che
fosse?
Una fata risponde Oswald.

567/715

Rido ancora, ma poi mi rendo conto che


forse stato proprio questo che ha aiutato
Teeny a convincerlo a darmi una mano.
Forse un po hai ragione su Teeny dico.
una fata, ma immaginaria anche lei.
Ah.
Sembri sconvolto dico.
la verit. Ha ricominciato a fissarsi i
piedi, e le braccia gli pendono sui fianchi
come degli spaghetti bagnati.
Non so quale dei due meglio mi fa.
Immaginario o fantasma.
Che differenza fa? gli chiedo.
Se sono un fantasma, vuol dire che una
volta ero vivo. Se sono immaginario, vuol
dire che non sono mai stato vivo.
Restiamo a guardarci in silenzio. Non so
che dire. Poi trovo le parole.
Ho unidea esclamo.
Unidea ce lho davvero, ma lo dico soprattutto perch voglio cambiare discorso.
Ce la fai a suonare il campanello?

568/715

Dove? chiede Oswald, e dalla sua


domanda capisco che non sa cos un
campanello.
Quel pallino l spiego, indicando il pulsante. Se lo schiacci, c un campanello dentro casa che suona. E i genitori di Max verranno ad aprire. Cos noi possiamo infilarci
dentro.
Pensavo che potessi attraversare la
porta dice Oswald.
S, vero. Scusa. Volevo dire che tu potrai infilarti dentro.
Okay fa lui.
Oswald dice spesso okay, e ogni volta che
lo fa mi torna in mente Max. pi forte di
me. Max stanotte star da solo, chiuso nello
scantinato della signora Patterson, e se ci
penso mi sento triste e mi sento un verme.
Gli avevo promesso che non lavrei mai abbandonato. E invece eccomi qui con Oswald.

569/715

Ma domani sera Max dormir di nuovo nel


suo letto. Mi ripeto mentalmente queste parole, e mi fanno sentire un po meglio.
Oswald sale i tre scalini fino al pianerottolo. Allunga un braccio per suonare il campanello, ma prima che lo faccia, tutto il suo
corpo si irrigidisce. I muscoli delle braccia e
del collo si gonfiano. Una vena gli spunta
sulla fronte e inizia a pulsare. I bruchi che ha
sugli occhi ricominciano a baciarsi. Stringe
fortissimo i denti e gli tremano le mani,
mentre allunga il dito. Il dito tocca il pulsante, e per un secondo non succede niente.
Poi la mano di Oswald trema ancora di pi e
lui fa un grugnito. A quel punto il pulsante
gli sparisce sotto il dito e il campanello
suona.
Ce lhai fatta! esclamo, e anche se non
la prima volta che lo vedo toccare il mondo
reale, sono comunque sbalordito.
Oswald annuisce. Ha delle goccioline di
sudore sulla fronte e sta cercando di

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riprendere fiato. Sembra che abbia corso per


venti chilometri.
Sento che qualcuno in casa si muove. Facciamo un passo indietro, in modo che la zanzariera, aprendosi, non scaraventi Oswald
gi dagli scalini. La porta di legno si spalanca
verso linterno e la mamma di Max si affaccia
sbirciando attraverso la zanzariera. Mette le
mani intorno agli occhi come se tenesse un
cannocchiale. Guarda a destra e a sinistra, e
a questo punto capisco che non ho avuto una
bella idea: leggo la speranza sul suo viso.
Pensava che fosse una buona notizia.
Pensava che potesse essere Max.
La mamma di Max apre la zanzariera ed
esce sul pianerottolo, fermandosi accanto a
Oswald. Fuori fa freddo. Ha smesso di
nevicare, ma vedo il suo respiro nellaria gelida. Si stringe nelle braccia per scaldarsi.
Spingo Oswald mentre lei esclama: Ehi? C
qualcuno?.
Entra dico a Oswald. E aspettami.

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Oswald fa come gli ho detto. La mamma di


Max grida ancora qualcosa, poi la speranza le
scompare dal viso.
Chi ? domanda il pap di Max, che nel
frattempo arrivato in cucina. Oswald si
fermato accanto a lui.
Nessuno risponde lei. La sua voce pesante come un macigno. Cos pesante che riesce appena a farla salire e uscire dalla
bocca.
Chi cazzo che suona il campanello alle
dieci e poi scappa via? urla il pap di Max.
Forse si sono sbagliati dice la mamma.
Sembra lontanissima, anche se in piedi accanto a me.
Vaffanculo. Nessuno fa uno sbaglio del
genere e poi scompare nel nulla.
La mamma di Max scoppia a piangere.
Credo che avrebbe pianto comunque, ma la
frase scompare nel nulla la colpisce come
un macigno. Gli occhi le si riempiono di
lacrime.

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Lui capisce al volo. Capisce che cosa ha


fatto.
Tesoro, mi dispiace.
La abbraccia e la tira via dalla porta, lasciando che la zanzariera si chiuda dietro di
loro. Niente tic tac, stavolta. Il genitori di
Max restano in cucina, abbracciati, e la
mamma piange, piange e piange. Piange pi
forte di tutte le altre persone che ho sentito
piangere in vita mia.
La porta della camera di Max chiusa, cos
dico a Oswald di dormire sul divano in soggiorno. Lui per cos lungo che i piedi gli
spuntano oltre il bordo del divano. Penzolano nellaria come due enormi canne da
pesca.
Stai comodo? gli domando.
Quando qualcuno si mette a riposare nel
letto accanto a John, devo sempre dormire
per terra. Qui sopra meglio.
Ok. Dormi bene, allora.

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Aspetta mi interrompe Oswald. Anche


tu ti metti a dormire?
Non voglio dirgli che in realt non dormo.
Ho paura che si metterebbe a fare altre
domande, quindi gli rispondo di s.
Dormir su questa sedia. Lo faccio spesso.
Prima di dormire, parlo sempre con
John.
Davvero? E che gli dici?
Gli racconto la mia giornata, quello che
ho fatto. Non vedo lora di descrivergli tutte
le cose che ho visto oggi.
Vuoi raccontarlo a me, quello che hai
fatto?
No dice Oswald. Tu lo sai gi che cosa
ho fatto. Eri con me.
Ah. Allora vuoi raccontarmi qualcosaltro?
No. Voglio che mi parli del tuo amico.
Max? chiedo.

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S risponde Oswald. Parlami di Max.


Io non ho mai avuto un amico che cammina
e che parla.
Okay gli dico. Ti parler di Max.
Comincio dalle cose facili. Gli dico che aspetto ha Max e quello che gli piace mangiare.
Gli parlo dei Lego e dei soldatini e dei
videogiochi. Gli spiego che Max diverso
dagli altri bambini perch a volte si blocca e
perch pi che altro vive dentro se stesso.
Poi gli racconto un po di cose che gli sono
successe. Gli parlo della prima festa di Halloween, quando Max era ancora allasilo, e
delle cacche extra e dello scontro con Tommy
Swinden nel bagno dei maschi e del sasso
che Tommy Swinden ha tirato contro la
finestra della sua camera la settimana scorsa.
Gli dico che la mamma di Max cerca sempre
di fargli provare delle cose nuove e che il
pap usa un sacco la parola normale. Gli racconto di quando giocano a palla nel cortile
sul retro e di come aiuto Max a scegliere tra

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una maglietta rossa e una verde quando lui


non riesce a decidere.
E poi gli parlo della signora Gosk. Gli dico
che quasi perfetta, a parte quando chiama
Max bambino mio, ma comunque cos
vicina alla perfezione che praticamente
perfetta.
Non gli parlo della signora Patterson. Ho
paura che se lo faccio, Oswald potrebbe
spaventarsi troppo e magari decidere di non
aiutarmi pi.
Lui non fa domande. Per due volte mi
sembra che si sia addormentato. Smetto di
parlare ma lui alza la testa, mi guarda e dice:
Che c?.
Lo sai qual la cosa che mi piace di pi di
Max? gli chiedo.
No risponde lui. Non lo conosco.
La cosa che mi piace di pi che
coraggioso.
E che cosha fatto di coraggioso?

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Mica una cosa sola rispondo. Tutto.


Max diverso da qualsiasi altra persona al
mondo. Gli altri bambini lo prendono in giro
per questo. La sua mamma cerca di farlo
cambiare e il suo pap lo tratta come se fosse
qualcun altro. Perfino le sue maestre lo trattano in modo diverso, e certe volte non sono
neanche tanto gentili. Anche la signora Gosk.
Lei perfetta, eppure anche lei lo tratta in un
modo particolare. Nessuno tratta Max come
un bambino normale, ma tutti vorrebbero
che fosse un bambino normale, invece di essere se stesso. E nonostante questo, Max
continua ad alzarsi dal letto tutte le mattine e
ad andare a scuola e al parco e pure alla fermata del bus.
Per questo dici che coraggioso? chiede
Oswald.
Il pi coraggioso di tutti rispondo io.
Io sono lamico immaginario pi vecchio e
pi intelligente che sia mai esistito. Per me
facile uscire e incontrare altri amici

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immaginari, perch tutti mi guardano e mi


fanno un sacco di domande e vorrebbero essere come me. Quando non mi menano.
Sorrido a Oswald. Lui invece non sorride.
Ma devi essere la persona pi coraggiosa
del mondo per uscire di casa ogni giorno ed
essere te stesso, quando a nessuno piace
quello che sei. Io non potrei mai essere coraggioso come Max spiego.
Vorrei avere un Max anchio dice
Oswald. John non lho mai sentito parlare.
Forse un giorno lo far.
Forse borbotta Oswald, ma secondo me
non ci crede.
Ora possiamo metterci a dormire? gli
domando.
S risponde, e poi non dice pi niente. Si
addormenta quasi subito.
Mi siedo e lo guardo dormire. Cerco di immaginare cosa succeder domani e preparo
una lista delle cose che devo fare per salvare
Max. Cerco di prevedere i motivi per cui il

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mio piano potrebbe fallire. E immagino cosa


dir a Max, quando arriver il momento.
Questa sar la parte pi importante. Non
posso salvare Max da solo. Avr bisogno
dellaiuto di Oswald ma, soprattutto, avr
bisogno di Max.
Potr salvare Max soltanto se riuscir a
convincerlo a salvarsi.

Cinquantuno

Una volta la signora Gosk ha letto in classe la


storia di un bambino di nome Pinocchio.
Tutti hanno riso un sacco quando hanno sentito quel nome: pensavano che fosse una
storia per quelli dellasilo.
Non mai una buona idea ridere della signora Gosk.
Appena ha cominciato a leggere, i bambini
hanno capito quanto si sbagliavano. La storia
era fantastica e non volevano pi che la signora Gosk smettesse di leggere. Volevano
ascoltarla ancora e ancora e ancora. Ma ogni
giorno la maestra si fermava sul pi bello e li
faceva aspettare fino al giorno dopo, per
scoprire cosa sarebbe successo. I bambini la
pregavano di andare avanti ancora un po,
ma lei rispondeva: Un giorno, quando i
porci avranno le ali, sarete voi a prendere le
decisioni in questa classe!. Quanto si

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arrabbiavano! Si arrabbiava perfino Max,


perch anche a lui piaceva un sacco quella
storia. Penso che la signora Gosk lo facesse
apposta a smettere di leggere sul pi bello,
per punire i bambini di aver riso di lei.
Mai provocare la signora Gosk.
Pinocchio era un burattino che un uomo
chiamato Geppetto aveva ricavato da un
pezzo di legno magico. Anche se era solo un
burattino, Pinocchio era vivo: poteva
muoversi da solo e parlare, e il suo naso diventava addirittura pi lungo quando diceva
le bugie. Per passava quasi tutto il tempo a
sperare di diventare un bambino vero.
Io odiavo Pinocchio. Mi sa che ero lunico
di tutta la classe che lo odiava. Era vivo, per
non gli bastava. Poteva camminare e parlare
e toccare le cose nel mondo reale, ma passava tutto il tempo a desiderare sempre di
pi.
Pinocchio non aveva proprio idea della
fortuna che aveva.

581/715

Stasera ho cominciato a pensare a lui per


via di quello che ha detto Oswald sui fantasmi e sugli amici immaginari. Forse ha ragione: sarebbe meglio essere un fantasma. I
fantasmi una volta erano vivi. Gli amici immaginari invece non sono mai stati vivi nel
mondo reale.
Se sei un fantasma, non smetti di esistere
quando qualcuno smette di credere in te. O si
dimentica di te. O trova qualcuno di meglio
da mettere al posto tuo.
Se fossi un fantasma, potrei esistere per
sempre.
Stamattina ho dimenticato di far uscire
Oswald di casa: il primo sbaglio della
giornata. Fare uno sbaglio prima ancora di
uscire di casa non un buon segno.
Ma forse possiamo ancora farcela. Quasi
tutte le mattine la mamma di Max esce per
andare a correre, e il pap di Max di solito va
al lavoro prima che arrivi il bus. In pi a
volte esce per raccogliere il giornale che il

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fattorino ha lasciato sul vialetto. Certi giorni


lo prende e se lo porta direttamente al lavoro, ma altri lo porta dentro per leggerselo
mentre fa colazione. Ci basta che qualcuno
apra una volta sola la porta, e Oswald potr
uscire.
La mamma di Max entra in cucina alle
7.30. tranquilla e ha indosso la vestaglia.
Anche se si appena svegliata, sembra
ancora stanca. Mette sul fuoco la caffettiera e
mangia un toast con la marmellata. Non
mia madre, ma la cosa pi simile a una
mamma che abbia mai avuto, e non sopporto
di vederla cos piccola e triste e stanca. Cerco
di immaginare come urler di gioia quando
stasera rivedr Max. Cerco di cancellare la
sua immagine di adesso, sconvolta e distrutta, e di cambiarla con limmagine che
avr in futuro. La guarir io. Salver Max e
salver anche lei.
Finalmente, alle 7.48 stando allorologio
sul microonde il pap di Max apre la porta.

583/715

Ha ancora addosso i pantaloni della tuta,


non credo che stia andando al lavoro. Sembra stanco. Anche se ieri sera i genitori di
Max si sono abbracciati, sento che tra loro c
qualcosa che non va. Il pap non parla con la
mamma. Dice buongiorno e nientaltro. E
lei non aggiunge niente. come se tra loro ci
fosse un muro invisibile.
Max gli ha sempre dato un sacco di motivi
per litigare, ma credo anche un sacco di motivi per volersi bene. Solo che adesso stanno
perdendo la speranza e stanno cominciando
a pensare che forse non lo rivedranno mai
pi. E senza Max, non c pi niente che li
tenga insieme. come se Max fosse ancora
qui, ma solo per ricordargli quello che hanno
perso.
Oggi devo salvare un sacco di persone.
Lo scuolabus di solito si ferma davanti
casa alle 7.55, solo che oggi non lo far, perch non c nessun bambino alla fermata.
Dobbiamo andare a casa dei Savoy, e questo

584/715

significa correre il pi veloce possibile. Non


possiamo perdere il bus, perch non sono
sicuro di saper arrivare a scuola da solo.
Forse s, ma non faccio mai abbastanza caso
alle strade. Quindi forse anche no.
Appena usciamo, Oswald ricomincia a
farmi un sacco di domande.
Cos quella scatoletta in fondo al viale?
mi chiede.
La cassetta delle lettere rispondo.
Cos la cassetta delle lettere?
Mi fermo e mi giro verso di lui. Se non
prendiamo quellautobus, non riusciremo
mai a salvare Max. Potrai farmi tutte le
domande che vuoi, una volta che saremo
saliti. Ma ora dobbiamo correre pi veloce
possibile se lo vogliamo prendere. Okay?
Okay dice Oswald, e comincia a correre.
un gigante, ma corre veloce. Quasi non riesco a stargli dietro.
Lo scuolabus ci sorpassa quando siamo
ancora a due isolati da casa dei Savoy. Sono

585/715

sicuro che non ce la faremo mai ad arrivare


in tempo alla fermata. Ma l ad aspettare ci
sono i tre fratelli Savoy e una bambina di
prima elementare che si chiama Patty, e
forse lautista dovr perdere un po di tempo
per farli salire. Magari non abbastanza, ma
abbiamo una possibilit.
Le mie speranze si avverano. Mentre Jerry
Savoy si prepara a salire sul bus, suo fratello
maggiore, Henry, gli butta tutti i libri per
terra e si mette a ridere. I libri cadono davanti alla pedanina, e uno rotola sotto al bus.
Jerry si deve chinare per raccoglierli, e gli
tocca mettersi a quattro zampe per raggiungere il libro che finito l sotto. Henry Savoy grande, grosso e cattivo, ma oggi mi ha
fatto proprio un favore. Lui non lo sa, e non
lo sa nemmeno Jerry, ma forse hanno appena salvato Max. Raggiungiamo la fermata
appena in tempo per infilarci nella porta dietro a Patty.
Altri dieci secondi e il bus sarebbe partito.

586/715

Cerco di riprendere fiato mentre indico a


Oswald il posto dove di solito ci sediamo
Max e io.
Perch i bambini prendono lautobus?
domanda Oswald. Non possono portarli a
scuola le loro mamme?
Non lo so rispondo. Forse alcune
mamme non hanno la macchina.
la prima volta che salgo su un
autobus.
Lo so. bello, no?
meno emozionante di quello che
pensavo.
Grazie per aver corso cos veloce.
Voglio salvare Max dice Oswald.
Davvero?
S.
E perch? gli domando. Non lo conosci
nemmeno.
il bambino pi coraggioso del mondo.
Lhai detto tu. Ha fatto la cacca in testa a
Tommy Swinden e va a scuola tutti i giorni

587/715

anche se nessuno lo vuole. Dobbiamo salvare


Max.
Sentirlo parlare cos mi scalda il cuore.
Devessere questo che prova la signora Gosk
quando sente i suoi bambini ripetere le storie
che ha raccontato lei in classe.
Ma come lo salviamo, per? chiede
Oswald. Non me lhai ancora detto.
Decido che arrivato il momento. Passo i
minuti successivi a raccontargli tutto quello
che so sulla signora Patterson.
Hai ragione dice Oswald quando ho finito. La signora Patterson il diavolo. un
diavolo che ruba i bambini.
Gi, faccio io ma sai una cosa? Per me
la signora Patterson non sa di essere il
diavolo. Lei pensa che i diavoli siano i genitori di Max. Pensa che quello che sta facendo sia giusto. Non mi piace lo stesso, ma
questo me la fa odiare un po meno.
Forse tutti siamo il diavolo per qualcuno dice Oswald. Forse perfino tu e io.

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Quando dice queste ultime parole, noto


per la prima volta che, dai finestrini
dellautobus che si muove lungo la strada, riesco a vedere le case e le poche foglie colorate ancora rimaste sugli alberi. Riesco a
vedere gli alberi attraverso Oswald.
Oswald sta scomparendo.
Non ha senso. Quante possibilit cerano
che cominciasse a scomparire proprio il
giorno in cui ho bisogno di lui? Il giorno in
cui Max ha bisogno di lui.
Non giusto.
Mi sembra impossibile.
Sembra uno di quei film della tv dove
succedono troppe cose brutte tutte insieme, e
allora capisci che tutto finto.
Poi mi rendo conto di cos successo. Sono
io il colpevole. Oswald sta morendo per
causa mia.
Oswald ha detto che tutte le sere, prima di
andare a dormire, parla sempre con John.
Gli dice quello che ha fatto e visto durante la

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giornata e dopo avergli raccontato tutto, si


addormenta.
Devessere stato per questo che John ha
continuato a credere in lui. Evidentemente
riusciva a sentirlo mentre parlava. Con le
orecchie, o forse solo dentro la sua testa.
Dentro la sua mente. Magari proprio per
questo che Oswald ha cominciato a esistere.
John intrappolato in un corpo che non si
sveglier pi, cos Oswald gli fa un po da occhi e da orecchie. la sua finestra sul
mondo.
Prima pensavo che Oswald riuscisse a
muovere le cose nel mondo reale perch
John un adulto. Era la prima volta che incontravo un amico immaginario che aveva
come amico umano un adulto, cos ho
pensato che fosse proprio questo a renderlo
speciale. A dargli quei poteri particolari.
Ma forse Oswald riesce a muovere le cose
nel mondo reale perch John non ci riesce
pi. Forse John era cos triste di essere in

590/715

coma che ha immaginato che Oswald riuscisse a muovere le cose al posto suo. Oswald
lunico modo che gli resta per toccare
ancora il mondo reale.
Solo che adesso io gli ho portato via la
finestra sul mondo. Ieri notte Oswald non ha
potuto parlare con John, e cos lui ha smesso
di credere nel suo amico immaginario.
Oswald sta morendo per colpa mia.
Aveva proprio ragione: tutti siamo il
diavolo per qualcuno, e io sono il diavolo per
Oswald.

Cinquantadue

Siamo seduti nella classe della signora Gosk.


La signora Gosk sta raccontando una storia
sulle sue figlie, Stephanie e Chelsea. Ancora
non se stessa. Riesco a vedere la tristezza
che ha negli occhi. Non saltella pi per la
classe come se il pavimento andasse a fuoco.
I bambini invece sono sempre seduti sul
bordo delle sedie, attentissimi. Anche
Oswald: non riesce a staccare gli occhi dalla
signora Gosk. solo per questo, credo, che
non si ancora accorto che sta scomparendo.
E sta scomparendo in fretta. Molto pi in
fretta di Graham. Ho paura che possa
svanire del tutto prima della fine della
mattinata.
Oswald si gira verso di me.
Mi preparo al peggio. Ha capito cosa sta
succedendo, lo sento.
Adoro la signora Gosk dice.

592/715

Sorrido.
Oswald si rimette a guardare la maestra,
che intanto ha finito di raccontare la storia
sulle sue figlie, e sta parlando di una cosa
chiamata predicato. Non so cos un predicato. Secondo me non lo sa nemmeno
Oswald, ma sembra interessato ai predicati
pi di qualsiasi altro bambino nellaula. Ha
gli occhi incollati sulla signora Gosk.
So cosa devo fare. Non so come riuscir a
farlo, ma devo trovare il modo. la cosa
giusta. Sembra impossibile sbagliare, quando
hai davanti la signora Gosk.
Oswald, dobbiamo andare dico.
Dove? domanda lui, continuando a fissare la maestra.
Allospedale.
Oswald si gira verso di me. I bruchi che ha
sugli occhi hanno ricominciato a baciarsi. E
Max? Dobbiamo salvarlo.
Oswald, stai scomparendo.
Te ne sei accorto? domanda.

593/715

E tu te ne sei accorto? ripeto.


S. Lho notato stamattina appena sveglio. Riuscivo a vedere le cose attraverso le
mie mani. Tu non hai detto niente, cos ho
pensato che ero lunico ad accorgersene.
Invece lo vedo anchio, e lho gi visto
succedere altre volte. Scomparirai completamente se non ti riportiamo da John.
Forse dice Oswald, ma non quello che
pensa. In realt pensa: sicuramente ed
quello che penso anchio.
Non forse! esclamo. proprio cos.
John crede in te perch ti sente parlare con
lui tutte le sere. Ma ieri sera non ti ha sentito, visto che eri con me. per questo che
stai scomparendo. Dobbiamo tornare da
lui.
Ma che ne sar di Max? domanda
Oswald. C una punta di rabbia nella sua
voce, che mi stupisce.

594/715

Max il mio amico, e so che non vorrebbe che tu morissi per salvare lui. Non
giusto.
Io voglio salvare Max, esclama Oswald
e la scelta mia.
Stringe i pugni e mi guarda in cagnesco.
Mi viene da pensare che forse perfino lui
costretto a fare la cosa giusta, quando ha
davanti la signora Gosk.
Lo so che lo vuoi salvare, dico ma non
oggi. Devi tornare da John. Max potrai salvarlo domani.
Potrei non arrivare in tempo da John. E
anche se ci riuscissi, non riesco pi a sentirlo. Penso che sia gi troppo tardi.
Lo penso anchio. Ricordo cos successo
quando ho cercato di salvare Graham. Sto
cominciando a credere che quando un amico
immaginario inizia a scomparire, non c pi
niente da fare. Ma non voglio ancora
ammetterlo.

595/715

Morirai, se non facciamo qualcosa


continuo.
Non c problema. Lo so.
Guarda che non diventerai un fantasma,
se questo che stai pensando. Scomparirai
per sempre e basta. E sar come se non ci
fossi mai stato.
Non se salver Max insiste Oswald. Se
salver il bambino pi coraggioso del
mondo, sar come restare qui per sempre.
Non vero dico io. Scomparirai e nessuno si ricorder di te. Nemmeno Max si ricorder di te. Sar come se non fossi mai
esistito.
Lo sai perch ero cos arrabbiato, la
prima volta che ci siamo incontrati?
domanda Oswald.
Perch pensavi che fossi un fantasma. E
che volessi rubarti John.
S, ma non era solo per questo. Era perch in quellospedale era come se non esistessi. Ero bloccato in quella stanza e in quei

596/715

corridoi senza nessuno con cui parlare e


senza niente da fare o da vedere. Forse non
sono un fantasma, ma l dentro era come se
lo fossi.
ridicolo faccio io.
E lo davvero. come se io e Oswald ci
fossimo scambiati di posto. Io sono arrabbiato e spaventato e pronto a prendere a pugni
in faccia qualcuno, e lui stupidamente
calmo. Sta scomparendo sotto ai suoi stessi
occhi ma non gliene importa niente. Non
vuole combattere.
Mi ricorda Graham dopo che il nostro piano per salvarla era fallito. Anche lei si era
arresa.
Poi Oswald fa una cosa incredibile: si avvicina e mi abbraccia. Mi avvolge con le sue
braccia gigantesche e mi stritola. Mi alza letteralmente dalla sedia. la prima volta che
mi tocca senza farmi male, ed una cosa che
non ha senso. Oswald sta scomparendo ma
lui ad abbracciare me.

597/715

Ho capito che stavo scomparendo stamattina, quando mi sono visto le mani dice,
continuando a stritolarmi. Allinizio ho
avuto paura, ma anche in ospedale avevo
paura tutto il tempo. E adesso invece ho incontrato te e Teeny. Sono salito in ascensore
e sullautobus. Ho conosciuto la signora
Gosk. E salver Max. pi di quello che ho
fatto in tutta la mia vita.
Ma pensa a tutto quello che potresti
ancora fare gli dico.
Oswald mi rimette gi. I nostri occhi si
incontrano.
Non se devo rimanere chiuso tutti i giorni
in ospedale. Preferisco avere unavventura
soltanto, che restare in ospedale per
sempre.
sbagliato non cercare di tornare in ospedale. come se ci stessimo arrendendo.
sbagliato non aiutare Max dice
Oswald. il bambino pi coraggioso del
mondo. Devessere salvato per forza.

598/715

Lo puoi salvare dopo che ti sarai salvato


tu.
Di colpo Oswald sembra arrabbiato: quel
tipo di rabbia che gli ho visto in faccia poco
prima che cominciasse a sbattermi contro i
muri della camera dellospedale. Gli sirrigidiscono i muscoli e sembra cresciuto di
venti centimetri.
Poi lo vedo cambiare di nuovo atteggiamento. Allenta i pugni. Rilassa i muscoli. Gli
si ammorbidisce la faccia. La sua non pi
rabbia, adesso: delusione.
deluso da me.
Smettila dice. Voglio sentire la signora
Gosk. Okay? Voglio stare seduto qui ad
ascoltare la signora Gosk finch non ora di
andare.
Okay rispondo.
Vorrei dire qualcosaltro, ma ho paura.
Non ho paura che Oswald sia arrabbiato o
deluso da me, anche se la cosa mi ferisce pi
di quanto pensassi. Ho paura perch ho

599/715

bisogno di Oswald. Non posso salvare Max


senza di lui. Sono felice che voglia salvare
Max invece di se stesso, ma questo mi fa
anche sentire un mostro. Mi sembra di essere il peggior amico immaginario mai
esistito.
Max il bambino pi coraggioso del
mondo, ma lamico immaginario pi coraggioso del mondo Oswald.

Cinquantatre

Oswald resta con la signora Gosk tutto il


giorno. La segue addirittura in bagno. Gli
dico di non farlo, ma non credo che capisca
che il bagno un posto intimo.
Anchio rimango con lei per quasi tutto il
giorno. Tengo docchio Oswald. Ho paura
che possa scomparire prima di aiutarmi a
salvare Max. Fisso il suo corpo trasparente e
cerco di indovinare quanto tempo gli resta.
Solo il pensiero mi fa impazzire.
Tengo docchio anche la signora Patterson.
La prima cosa che ho fatto quando siamo arrivati a scuola stato controllare che fosse
venuta al lavoro. Ed venuta. Labbiamo
vista uscire dalla macchina appena il bus si
fermato sulla rotatoria.
Sta andando tutto secondo il programma.
Solo che la persona pi importante per la

601/715

riuscita del mio piano sta scomparendo davanti ai miei occhi.


Anche se le lezioni finiscono alle 3.20 del
pomeriggio, Oswald e io usciamo dalla classe
della signora Gosk alle 3. Oswald deve salire
nella macchina della Patterson appena lei
apre lo sportello, e quindi voglio che sia
pronto a entrare in azione.
Prima di andarsene, Oswald saluta la signora Gosk. Va davanti alla cattedra e le dice
che la maestra pi brava del mondo, e che
stare in classe con lei stata lesperienza pi
bella della sua vita. Non so se un giorno
rivedr la signora Gosk, ma so che Oswald
non la rivedr mai pi. Guardarlo mentre la
salutava con la mano uscendo dalla classe
stato triste quasi quanto guardare Graham
scomparire. Forse la cosa pi triste del
mondo. Anchio lho salutata, ma lho fatto
nel modo pi veloce possibile.
Non posso immaginare di non rivederla
mai pi. Le voglio troppo bene.

602/715

La signora Patterson esce dalla porta laterale della scuola cinque minuti dopo che la
campanella ha suonato. Porta un borsone
con tutte e due le mani. Sembra pieno. In pi
ha una borsetta a tracolla.
Non preoccuparti per me ricordo a
Oswald. Io posso attraversare le portiere
della macchina proprio come ho fatto con la
porta di casa. Tu entra e basta. Appena la signora Patterson apre, salta dentro prima di
lei. Non aspettare un solo secondo. Devi essere velocissimo.
La signora Patterson si ferma vicino alla
macchina. Posa il borsone a terra e apre la
portiera di dietro. Alza il borsone, che sembra piuttosto pesante. Vedo che dentro ci
sono dei libri e delle fotografie incorniciate e
degli scarponi da neve. E sotto anche altre
cose. La signora Patterson sta per metterlo
sul sedile di dietro e Oswald non nella posizione giusta per entrare in macchina da quel
lato. in piedi davanti alla portiera, quando

603/715

la Patterson la apre. Solo che si fa prendere


dal panico. Prova a girare dietro alla maestra
e a infilarsi in macchina prima che lei chiuda
lo sportello, ma non fa in tempo. Sbatte contro la portiera e rimbalza, finendo per terra.
Grugnisce e scuote la testa.
Alzati! gli grido.
Lui mi d retta e scatta di nuovo in piedi.
La signora Patterson fa un passo e apre la
portiera davanti, quella vicina al volante.
Oswald in posizione: in realt un paio di
passi indietro rispetto a dove gli avevo detto
di mettersi, ma abbastanza vicino da riuscire a entrare, credo.
Ora! gli urlo, e Oswald scatta, pi veloce
di quello che pensavo, riuscendo a infilarsi
dentro, a strisciare sul posto del guidatore e
a passare dallaltra parte prima che la Patterson si sieda. Non so cosa sarebbe successo se
la maestra si fosse seduta su di lui. Di solito
in questi casi gli amici immaginari vengono
spinti da parte, come quando lascensore si

604/715

riempie di gente, ma ci devessere un po di


posto dove essere spinti. Se la signora Patterson si fosse seduta su Oswald in quello
spazio ristretto, non so come sarebbe andata
a finire.
Per fortuna non lo sapremo mai.
Io passo attraverso la portiera di dietro, mi
arrampico sul borsone e mi siedo dietro a
Oswald, che adesso sul sedile accanto alla
signora Patterson.
Stai bene? gli chiedo.
S dice lui, ma la sua voce mi sembra
lontanissima. Dopo un paio di secondi, aggiunge: Non sembra una persona cattiva. Me
laspettavo molto pi crudele.
Probabilmente per questo che nessuno
pensa che abbia rapito Max.
Forse tutti i diavoli sembrano normali
dice Oswald. Forse per questo che riescono a essere cos cattivi.
Ora sembra talmente lontano che ho paura
che non superer il viaggio in macchina.

605/715

Sei sicuro di stare bene? domando.


S risponde lui.
Bene. Arriveremo a casa della signora
Patterson tra pochissimo.
Anche se arriveremo presto, non potremo
salvare Max prima di stanotte. Oswald deve
continuare a esistere per diverse ore, e non
sono sicuro che ci riuscir.
Cerco di togliermi dalla testa questi pensieri e di fare attenzione alle strade mentre ci
allontaniamo dalla scuola. Ho bisogno di disegnare una mappa nella mia testa perch il
mio piano funzioni. Prima giriamo a sinistra
uscendo dalla rotatoria. Arriviamo in fondo
alla strada e ci fermiamo a un semaforo. Il
semaforo dura tantissimo. La signora Patterson si mette a tamburellare con le dita sul
volante mentre aspettiamo. Anche lei pensa
che il semaforo duri tantissimo. Finalmente
la luce diventa verde e la signora Patterson
gira a sinistra.

606/715

La radio accesa e un uomo sta leggendo


le ultime notizie. Non dice niente su un
bambino scomparso da scuola.
Superiamo il parco a sinistra e una chiesa
a destra. Il prato davanti alla chiesa tutto
coperto di zucche. C una tenda bianca accanto al campo arancione e in piedi l sotto
c un uomo. Credo che stia vendendo le zucche. Superiamo altri due semafori. Poi a
quello successivo giriamo a destra.
Sinistra, poi di nuovo sinistra, e dopo tre
semafori a destra dico, e lo ripeto altre due
volte. Cerco di trasformare la frase in una
canzone, perch le canzoni sono pi facili da
ricordare.
Che stai dicendo? domanda Oswald.
Sono indicazioni stradali. Devo ricordarmi la strada per tornare a scuola.
Neanche andare in macchina un
granch, commenta Oswald ma un po
meglio che andare in autobus.

607/715

Vorrei parlare con lui, ma non posso. Sto


cercando di imparare a memoria la strada.
Solo che mi dispiace: Oswald sta scomparendo in fretta. Lunico amico immaginario che
pu toccare il mondo reale sta per sparire
per sempre, e io non ho neanche il tempo di
parlarci.
Percorriamo una strada lunga e buia. Non
ci sono n parchi n chiese, solo case e strade
sia a destra che a sinistra. Superiamo due
semafori e poi la signora Patterson gira a sinistra e cominciamo a scendere lungo una collinetta tutta curve. In fondo gira di nuovo a
sinistra. Questa la strada di casa sua, la
riconosco. C il laghetto a destra. E in fondo
alla via, sempre a destra, la casa della signora
Patterson.
Cerco di rivedere nella mia testa tutto il
percorso dalla scuola fino a l. Sinistra, sinistra, destra, sinistra, sinistra. I semafori. Il
parco. La chiesa con le zucche. Il laghetto.

608/715

Mi rendo conto che non sono bravo con le


indicazioni stradali. Ho imparato la strada
fino allospedale, al commissariato di polizia
e al benzinaio, perch ci sono arrivato camminando. Le macchine invece vanno veloci.
difficile notare tutti i dettagli quando sei in
macchina. E ci sono un sacco di svolte da ricordare, perch vai pi lontano.
La macchina rallenta e la signora Patterson gira a destra nel suo vialetto.
Siamo arrivati dico. La casa in cima a
questa collina.
Okay risponde Oswald.
Arriviamo in cima alla collina e siamo a
casa. La signora Patterson schiaccia il pulsante sul telecomando e la porta del garage si
apre. Si ferma l dentro e schiaccia di nuovo
il pulsante, facendo richiudere la porta.
ora di salvare Max? chiede Oswald.
Tra un po. Dobbiamo aspettare qualche
ora. Pensi di poter aspettare cos tanto?

609/715

Non conosco il tempo. Non so cosa vuol


dire qualche ora.
Va bene dico io. Prima andr a vedere
come sta Max, perch posso passare attraverso la porta della sua stanza. Ma presto lo
vedrai anche tu.
La signora Patterson chiude la portiera
della macchina facendola sbattere. Il rumore
mi ricorda che Oswald ancora seduto sul
posto del passeggero e adesso non pu pi
uscire.
Ho fatto un altro sbaglio.
Siccome sono sei anni che passo attraverso
le porte, mi sono scordato che Oswald non lo
pu fare.
Siamo punto e a capo.

Cinquantaquattro

Che succede? domanda Oswald.


Da quando la signora Patterson ha chiuso
lo sportello, non ho pi detto una parola.
Ho fatto un casino spiego. Mi sono
scordato di dirti di uscire dalla macchina.
Ah.
Non fa niente. Mi inventer qualcosa.
Ma mentre dico a Oswald di non preoccuparsi, mi viene in mente una scena orribile:
lunico amico immaginario che riusciva a
toccare il mondo reale scompare dentro a
questa stupida macchina in questo stupido
garage, senza poter compiere lultima,
grande impresa a cui era destinato.
Posso provare ad aprire lo sportello dice
lui.
No, non puoi lo correggo. Ho visto che
fatica hai fatto per suonare il campanello a
casa di Max. Non riuscirai mai a tirare la

611/715

maniglia e a spingere lo sportello nello stesso


tempo.
Oswald guarda la maniglia e annuisce.
Forse la signora Patterson torner dice.
vero. Potrebbe tornare. Ha lasciato il
borsone sul sedile di dietro e potrebbe
ancora averne bisogno. Solo che Oswald sta
scomparendo in fretta e se lei non torna
presto, ho paura che non rester pi niente
di lui.
Spostati dietro gli dico. Se torna, verr
a riprendersi il borsone. E aprir questo
sportello. Indico lo sportello posteriore.
Dobbiamo essere pronti.
Oswald si arrampica sul sedile di dietro.
Continuo a stupirmi dellagilit con cui si
muove, pur essendo un gigante. Si siede tra
me e il borsone e per un po restiamo in silenzio ad aspettare.
Forse dovresti andare dentro a vedere
come sta Max suggerisce Oswald. Sembra

612/715

lontano mille di chilometri. La sua voce


soffice e attutita.
Ci avevo pensato anchio, ma ho paura di
allontanarmi dalla macchina. Ho paura che
Oswald possa scomparire mentre sono via.
Lo guardo da vicino. Riesco ancora a vederlo,
ma riesco anche a distinguere tutto quello
che dietro di lui. Il borsone sul sedile. Lo
sportello della macchina. La pala e il
rastrello appesi al muro del garage. Quando
Oswald resta immobile, vedo quasi meglio la
pala e il rastrello che lui.
Andr tutto bene dice. come se mi leggesse nel pensiero. Vai a vedere come sta
Max, e torna qui.
Stai scomparendo.
Lo so.
Ho paura che tu scompaia mentre sono
via.
Credi che se esci dalla macchina, scomparir pi in fretta? domanda.

613/715

No. solo che non voglio che tu scompaia da solo.


Ah.
Restiamo di nuovo in silenzio. Sento di
aver detto la cosa sbagliata e cerco di trovare
le parole giuste.
Alla fine gli domando: Hai paura?.
No risponde. Non ho paura. Sono solo
triste.
Triste per cosa?
Sono triste perch non saremo pi amici.
Perch non vedr pi John e Teeny. Perch
non salir pi sullascensore o sullautobus.
Perch non far in tempo a diventare amico
di Max. Poi sospira e abbassa la testa. Cerco
di trovare di nuovo le parole giuste, ma
Oswald parla prima di me. Ma quando
scomparir, non sar pi triste. Non sar pi
niente. Quindi sono triste adesso e basta.
Come fai a non aver paura?
Non la cosa giusta da dire a Oswald, ma
la cosa giusta da dire per me, perch io

614/715

invece ho paura, anche se non sto scomparendo per niente. Mi dispiace di aver pensato
solo a me stesso, ma non posso farci nulla.
Paura di cosa? mi chiede.
Paura di quello che succede dopo che sei
morto.
E cosa succede? fa lui.
Non lo so.
Allora perch avere paura? domanda
Oswald. Penso che probabilmente non succeder niente. O magari potrebbe succedere
qualcosa di meglio.
E se invece succede qualcosa di peggio?
Niente peggio di niente. E comunque se
dopo non c niente io non lo potr sapere,
proprio perch non ci sar niente.
In questo momento Oswald mi sembra un
genio.
E il fatto di non esistere? chiedo. Il
mondo intero andr avanti senza di te, come
se tu non ci fossi mai stato. E poi un giorno
anche tutti quelli che ti conoscono saranno

615/715

morti, e sar come se tu non fossi mai esistito. Mai e poi mai. Questo non ti fa sentire
triste?
Se salvo Max, no. Se salvo Max, esister
per sempre.
Sorrido. Non credo a quello che ha detto,
ma sorrido perch mi piace lidea. Vorrei poterci credere.
Vai a vedere come sta Max mi ordina.
Ti prometto che non scompaio.
Non posso.
Se comincio a scomparire suono il clacson, okay? Sono sicuro di farcela.
Va bene dico, e faccio per uscire dalla
macchina. Poi mi fermo. Hai ragione. Puoi
suonare il clacson.
Quindi?
Vai sul sedile davanti gli dico e
suonalo.
Perch?
Forse ho trovato il modo per farti
uscire.

616/715

Oswald si va a sedere sul posto del guidatore e mette tutte e due le mani sul clacson.
Riesco a malapena a vederle. Mi viene il dubbio che il suo potere di toccare il mondo
possa scomparire piano piano insieme a lui.
Oswald preme sul clacson, e mentre lo fa
gli si contraggono i muscoli delle braccia. Il
corpo gli trema. Due vene sul collo gli diventano grosse e scure. Sento che fa un
grugnito, ma lontanissimo. Un secondo
dopo il clacson suona. Suona per tipo tre
secondi e poi smette.
Appena smette di suonare, Oswald si rilassa e sospira.
Ora preparati gli dico.
Okay risponde lui, riprendendo fiato.
Aspettiamo per un momento che sembra
interminabile. Dieci minuti. Forse di pi.
Fissiamo la porta che collega il garage alla
casa: non si apre.
Devi farlo unaltra volta dico.

617/715

Okay risponde Oswald, ma dal suo


sguardo capisco che non sicuro di riuscirci.
Aspetta dico. Forse la signora Patterson nella stanza segreta con Max. Forse da
l non pu sentire il clacson. Meglio che vada
dentro a controllare. Non voglio che suoni il
clacson a vuoto.
Neanchio dice Oswald.
Trovo la signora Patterson in cucina. Sta
lavando una padella con una spugnetta e sta
cantando di nuovo la canzone del martello.
La lavastoviglie aperta e nel cestello ci sono
piatti, bicchieri e posate. Forse ha appena finito di mangiare con Max.
Torno in garage. Quando mi avvicino alla
macchina, non vedo pi Oswald. scomparso. scomparso mentre ero in casa, proprio
come avevo temuto.
Poi lo vedo: quasi invisibile ma ancora
vivo. Mi fa locchiolino e riesco a distinguere
i suoi occhi neri e i contorni del suo corpo gigantesco. Decido che non possiamo aspettare

618/715

che la signora Patterson vada a dormire:


dobbiamo salvare Max adesso.
Salgo di nuovo in macchina.
Okay, la signora Patterson in cucina.
Ascolta: quando arriver, aprir la macchina
per controllare il clacson e vedere come mai
ha suonato. Tu allora esci dalla macchina ed
entra in casa pi veloce che puoi. Non puoi
restare bloccato in garage.
Daccordo dice Oswald. Quasi non riesco pi a vederlo, e sono seduto proprio accanto a lui.
Rimette le mani sul volante e stavolta
quando preme il clacson alza il sedere dal
sedile. Sta usando tutto il suo peso per fare
forza. I muscoli delle sue braccia, ormai
semi-trasparenti, si gonfiano di nuovo e gli
rispuntano le vene sul collo. Grugnisce. Ci
vuole almeno un minuto prima che il clacson
si decida a suonare e stavolta dura solo per
un secondo, ma abbastanza.

619/715

Un momento dopo, la porta tra il garage e


la casa si apre e la signora Patterson compare sulla soglia, gli occhi fissi sulla macchina. Aggrotta le sopracciglia e si china un po
in avanti, ma rimane ferma dov.
La osservo: non verr mai a controllare. Lo
so.
Rifallo! grido. Suona il clacson! Ora!
Oswald mi guarda. Riesco a malapena a
vederlo, ma noto la stanchezza sulla sua faccia: non crede di poterci riuscire.
Di! urlo ancora. Suona quel clacson,
fallo per Max Delaney! Sei la sua unica speranza! Forza! Presto scomparirai e se non esci
da questa macchina non rester pi niente di
te! Suonalo! Suonalo adesso!
Oswald si tira su, si inginocchia sul sedile e
si piega in avanti, poggiandosi con tutto il
peso sul clacson. Poi lo preme, gridando il
nome di Max. Anche se ogni parola che dice
sembra sempre pi lontana, il nome di Max
riempie la macchina. Oswald non grida:

620/715

ruggisce. Gli si tendono perfino i muscoli


della schiena, insieme a quelli delle braccia e
delle spalle. Mi fa di nuovo pensare a uno
spazzaneve. Uno spazzaneve scatenato.
Il clacson suona quasi immediatamente.
La signora Patterson sta chiudendo la
porta quando si blocca e fa un salto. Lascia
andare la porta, che si spalanca di nuovo, e
guarda verso la macchina, grattandosi la
testa. Poi, proprio quando penso che stia per
rientrare in casa, fregandosene del clacson
che ha suonato da solo, scende i tre gradini
che portano al garage.
Eccola che arriva dico. Appena apre lo
sportello, salta gi dalla macchina ed entra
in casa.
Oswald annuisce. Non riesce a parlare e ha
il fiatone.
La signora Patterson apre lo sportello del
guidatore e si sporge dentro la macchina.
Mentre allunga il braccio destro verso il clacson, Oswald si infila tra lei e la portiera e

621/715

poggia i piedi sul cemento del garage. Poi si


ferma, continuando a riprendere fiato,
mentre io lo incoraggio ad andare.
Adesso! gli dico.
Lui obbedisce, mentre la signora Patterson
prova il clacson, facendolo suonare. Oswald
fa un salto, ma non si ferma. La Patterson fa
qualche atra verifica, e io non spreco
neanche un secondo. Passo attraverso la portiera e seguo Oswald dentro casa. Mentre
percorriamo la stanza con la lavatrice e raggiungiamo il soggiorno immerso nellombra,
mi blocco. Il sole tramontato e fuori gi
buio: siamo rimasti in macchina pi a lungo
di quel che pensavo. In questa stanza non ci
sono luci accese e non vedo pi Oswald.
Oswald sussurro. Dove sei? La signora Patterson non potrebbe sentirmi
comunque, ma sussurro lo stesso. La televisione ti fa fare un sacco di cose stupide.
Qui risponde lui, stringendomi il
braccio.

622/715

Oswald accanto a me ma non riesco a


vederlo. E ormai sento appena la sua voce.
La sua stretta forte, per, e mi fa sperare
che riuscir a fare quello che deve.
Okay gli dico. Andiamo.
Buona idea. Mi sa che non mi resta molto
tempo.
La porta dello scantinato aperta. Dopo
tutto quello che successo, ci meritiamo almeno un po di fortuna. Non avrei saputo
come far entrare Oswald se fosse stata chiusa. Mentre gli faccio strada in cucina e gi
per le scale, guardo lorologio sopra i fornelli.
Sono le 6.05 di sera.
Pi tardi di quanto pensavo, ma non
ancora abbastanza: la signora Patterson andr a dormire solo tra qualche ora. Ma
Oswald non ha pi tempo. Devo trovare il
modo di risolvere tutto adesso.
Le luci dello scantinato sono accese, ma
vedere Oswald quasi impossibile. Quando
entra nella stanza davanti al nascondiglio

623/715

segreto di Max, riesco a vederlo solo perch


si muove. Appena si ferma vicino al tavolo
verde del mini-tennis, non lo distinguo pi.
Max dietro quel muro gli dico. una
porta, ma una porta segreta e quindi io non
posso attraversarla. E Max non pu aprirla.
Vuoi che la apra io? domanda Oswald
da qualche terra lontana.
S rispondo.
cos che salver Max? mi chiede lui.
Sembra sollevato. Ce lha fatta: sta per
compiere lunica, grande impresa della sua
vita prima di scomparire.
S, cos confermo. Tu sei lunico che
pu aprire la porta. Lunico al mondo.
Gli faccio vedere il punto dove deve
premere sullo scaffale. Lui ci appoggia sopra
tutte e due le mani, poi si piega e spinge.
Spinge in avanti con tutto il corpo e si trasforma di nuovo in uno spazzaneve. Il pezzo
di scaffale rientra quasi immediatamente nel
muro e la porta scorrevole si apre.

624/715

Stavolta stato facile dico.


Gi borbotta lui, stupito. Forse sto diventando pi forte.
Non riesco a vedere il suo sorriso, ma
glielo sento nella voce.
Entro nella stanza di Max per quella che
spero sia lultima volta.

Cinquantacinque

Problemi per riportare Max a casa:


1. Max ha paura del buio.
2. Max ha paura degli estranei.
3. Max non parla con le persone che non
conosce.
4. Max ha paura della signora Patterson.
5. Max non vuole ammettere che ha
paura della signora Patterson.
6. A Max non piacciono i cambiamenti.
7. Max crede in me.

Cinquantasei

Max crede che dalla porta stia per entrare la


signora Patterson e quindi non alza nemmeno gli occhi quando mi infilo nella stanza.
Sta costruendo un trenino con i Lego. I binari sono circondati da un plotone di soldatini
di plastica.
Ciao, Max esclamo.
Un treno che fa ciuff ciuff! grida
Oswald.
Max lascia cadere il pezzetto di Lego che
ha in mano e si alza in piedi.
Budo!
Sembra felice di vedermi. I suoi occhi si
spalancano quando incontrano i miei. Fa
subito un passo in avanti ma poi si ferma, e
la sua voce cambia di colpo. Stringe gli occhi.
Aggrotta le sopracciglia.
Mi hai abbandonato sussurra.
Lo so.

627/715

Non hai mantenuto la promessa.


Lo so.
Digli che ti dispiace mi dice Oswald.
Ha attraversato la stanza, adesso vicino a
Max e non riesce a staccargli gli occhi di
dosso. come se Max non fosse pi il Dio di
una sola persona, cio io, ma di due persone:
io e Oswald.
Guardo Oswald sgranando gli occhi e gli
faccio segno di no con la testa. Spero che
capisca cosa voglio dire. Non ho paura che
Max possa sentirlo, ma che Oswald mi distragga. Mi sento come uno di quei poliziotti
della tv che devono parlare con un matto che
sta per buttarsi gi da un ponte. Non posso
distrarmi neanche per un momento. Devo
fare la mia parte, adesso: ho solo una possibilit di salvare Max e non mi resta molto
tempo.
Perch te ne sei andato? domanda lui.
Dovevo farlo. Se fossi rimasto qui, ci
saresti rimasto anche tu.

628/715

Ma io ci sono rimasto comunque dice


Max. Gli occhi gli si stringono ancora di pi.
Sembra confuso.
Lo so. Ma avevo paura che se io fossi restato con te, tu saresti rimasto per sempre
con la signora Patterson. Non qui che devi
stare, Max.
Invece s. Smettila, Budo. Dici delle cose
assurde.
Max, devi andartene da questo posto.
No, non devo ribatte lui.
Sta cominciando ad agitarsi. Ha le guance
arrossate e sembra sputare le parole. Devo
fare attenzione, devo farlo agitare solo fino al
punto giusto. Se si agita troppo, rischia di
bloccarsi.
S che devi gli dico. Devi andartene.
Questa non casa tua.
La signora Patterson dice che questa
casa mia. E ha detto che ci puoi stare anche
tu.
La signora Patterson cattiva.

629/715

No dice Max. Anzi, lo grida. La signora


Patterson si prende cura di me. Mi ha dato i
Lego e i soldatini e mi fa mangiare il formaggio alla griglia per cena tutte le volte che
voglio. E ha raccontato alla sua mamma che
sono un bravo bambino. Non pu essere
cattiva.
Questo non un bel posto rispondo.
S che lo . Smettila, Budo. Dici delle cose
assurde. Non ti comporti come un vero
amico. Perch parli cos?
Devi andartene, Max. Altrimenti non
rivedrai pi la tua mamma e il tuo pap e la
signora Gosk e nessun altro.
Vedr te risponde Max. E la signora
Patterson ha detto che presto potr rivedere
anche pap e mamma.
Ti ha detto una bugia, e tu lo sai.
Max non dice niente. un buon segno.
E se resti qui, non rivedrai pi neanche
me.

630/715

Basta. Dici delle cose assurde! Max mi


stringe i polsi con le mani. Per un attimo mi
ricorda Oswald.
Dico sul serio insisto. Non mi vedrai
mai pi.
Perch? chiede lui. Ora ha una voce
spaventata. Anche questo un buon segno.
Me ne vado. E non ritorner pi.
No dice Max.
Ma non un ordine, una richiesta. Mi sta
chiedendo di restare. Mi sta quasi pregando
di restare. Vuol dire che c un po di
speranza.
S insisto. Me ne vado. E non torner
mai pi.
Ti prego, Budo. Non te ne andare.
Invece s.
No. Ti prego, non andartene.
S che me ne vado dico, cercando di fare
una voce fredda e dura come la pietra. Puoi
andartene anche tu. Oppure puoi restare qui
per sempre.

631/715

Non posso andarmene ribatte Max. Ora


sento il panico nella sua voce. La signora
Patterson non mi lascer andar via.
per questo che devi scappare, Max.
Non posso.
S che puoi.
Non posso ripete, e sembra che stia per
mettersi a piangere. La signora Patterson
non mi far mai uscire.
La porta aperta gli dico. E indico la
porta.
La porta aperta? ripete Max, notandola soltanto adesso.
stata la signora Patterson a lasciarla
cos.
Hai detto una bugia, non sei figlio di
Maria... dice Oswald da un posto lontanissimo. Sorrido. Chiss chi glielha insegnato.
Stammi a sentire, Max. La signora Patterson non si scorder mai pi di chiudere la
porta. Devi andartene adesso.

632/715

Budo, ti prego, resta con me. Restiamo


qui a giocare con i soldatini e i Lego e i
videogiochi...
No. Io me ne vado.
Perch sei cos cattivo? mi domanda
Oswald.
La sua voce sembra un sussurro dal passato, carico di polvere. Vorrei fermarmi e
dirgli addio, ringraziarlo per quello che ha
fatto. Ho limpressione che potrebbe scomparire da un momento allaltro. Ma non
posso fermarmi. Max sta per cedere, lo sento. Devo finire il mio lavoro.
Mi giro e faccio tre passi verso la porta
aperta.
Ti prego, Budo. Ora Max mi sta supplicando. Sento che ha le lacrime agli occhi.
No. Me ne vado e non torner mai pi.
Budo, ti prego dice Max, e mi si spezza
un po il cuore a sentirlo cos spaventato.
quello che volevo, ma non pensavo che
sarebbe stata cos dura. La cosa pi giusta da

633/715

fare non mai la pi facile, e mai come adesso sento che vero.
Ti prego, non lasciarmi mi supplica
Max.
Capisco che il momento decisivo. La mia
voce cambia da pietra in ghiaccio. La signora Patterson cattiva, Max. Tu hai paura
di dirlo, ma lo sai che cos. Ed ancora pi
cattiva di quello che pensi. Sta progettando
di portarti via da questa stanza. Via da
questa casa. Tanto, tanto lontano. Non
rivedrai mai pi la tua mamma e il tuo pap.
Non rivedrai pi neanche me. Tutto cambier per sempre, se non te ne vai adesso. Devi
andartene subito.
Ti prego, Budo dice Max. Ora sta
piangendo.
Ti prometto che se te ne vai adesso, sarai
al sicuro. Scapperai dalla signora Patterson.
Tornerai a casa. E stasera rivedrai la tua
mamma e il tuo pap. Te lo giuro sulla mia

634/715

vita. Per dobbiamo andarcene adesso. Vieni


o no?
Max ormai piange a dirotto, le lacrime gli
grondano sulle guance e non riesce quasi a
respirare. Ma tra un singhiozzo e laltro,
annuisce.
Annuisce.
Abbiamo ancora una speranza.

Cinquantasette

La signora Patterson in camera da letto. Sta


riempiendo un altro scatolone con delle cose
che ha preso sotto al lavandino del bagno.
Lorologio sopra i fornelli segna le 6.42.
ora di andare.
Torno nello scantinato. Max in piedi vicino alle scale. Proprio dove lho lasciato. Ha
in mano la locomotiva dei Lego e la stringe
come un salvagente. Qualcosa gli riempie la
tasca dei pantaloni. Non gli chiedo cos.
Chiss se Oswald ancora qui. Mi guardo
intorno ma non riesco a vederlo.
Sono qui mi dice, muovendo la mano.
Grazie a quel movimento riesco a intravederlo. in piedi dietro a Max, ma
come se fosse dallaltra parte del Grand
Canyon.
Pensavi di avermi perso? mi fa.
Sorrido.

636/715

La signora Patterson di sopra, dico a


Max nella sua camera da letto. Seguimi su
per le scale. Cercheremo di uscire dalla porta
scorrevole della sala da pranzo. Dovrebbe
aprirsi senza far rumore. Una volta ho visto
la signora Patterson che lapriva, e non ha
scricchiolato. Appena siamo fuori, devi girare a destra e correre nel bosco pi in fretta
che puoi.
Okay risponde Max. Gli trema tutto il
corpo. terrorizzato.
Ce la puoi fare, Max.
Okay ripete. Ma so che non mi crede.
Saliamo le scale ed entriamo in corridoio.
La porta dingresso a destra. Mi viene in
mente di far uscire Max da l, ma poi ci
ripenso: proprio in fondo alle scale e la signora Patterson potrebbe sentirla aprirsi.
Da questa parte dico a Max, facendogli
strada in cucina e poi in sala da pranzo. La
maniglia sul lato destro, basta che la tiri un
po e la porta scorre.

637/715

Max sposta il trenino Lego nella mano sinistra e afferra la maniglia con la destra. Tira.
La porta si sposta appena e poi si ferma con
un tonfo.
Oh, no esclamo in preda al panico.
Max, dobbiamo... Prima che finisca la
frase, Max gira un pomello sulla porta. Era
bloccata sussurra. Tutto qui.
Tira di nuovo e il vetro scorrevole si apre
in un soffio.
Per un attimo, mi sento alle stelle. Non
solo la porta si aperta, ma stato Max ad
aprirla. stato lui a risolvere il problema. E
Max di solito non risolve i problemi, ci resta
intrappolato dentro.
un buon segno.
Ma mentre la porta scorre, nella casa si
sentono tre bip. Non scattato lallarme,
sono solo i bip che avvertono il padrone di
casa che lallarme al momento spento. Le
porte dei genitori di Max fanno lo stesso
suono. Ormai non ci faccio neanche pi caso,

638/715

perch i bip si sentono tutte le volte che


qualcuno apre la porta, in continuazione.
Ma non credo che questi tre passeranno
inosservati.
A dimostrazione della mia teoria, sento
qualcosa cadere in terra proprio sopra di noi.
E un secondo dopo, dei passi che sfrecciano
veloci sul pavimento del piano superiore.
Sta arrivando! grido. Corri!
Max per non si muove. Rimane davanti
alla porta aperta, congelato sul posto. Il
rumore dei passi della signora Patterson che
partita alla carica lha fatto bloccare.
Max, se non corri subito, non riuscirai
mai pi a scappare.
Appena lho detto, mi rendo conto di
quant vero. Abbiamo avuto unoccasione
doro. Se la signora lo riprende adesso, non
gli dar mai pi unaltra possibilit di scappare. Questa lunica occasione che ho di riportarlo a casa.
E lui continua a non muoversi.

639/715

Sento la Patterson sulle scale.


Max ti prego, mettiti a correre. Io me ne
vado con o senza di te. Qui non ci resto. Non
c tempo. La tua mamma e il tuo pap ti
stanno aspettando. Anche la signora Gosk ti
aspetta. Corri!
Qualcosa di quello che ho detto lo convince a muoversi. Vorrei tanto sapere cosa,
per usarlo ancora in futuro. Forse stato il
fatto che ho nominato la sua mamma.
Max corre nella notte. buio e ho paura
che si possa bloccare di nuovo, ma invece no.
Ha paura del buio, ma adesso ha pi paura
della signora Patterson. Ha ammesso di aver
paura di lei, e questo un bene. Attraversa la
veranda e scende i tre gradini che portano
sul prato. Poi guarda il laghetto: la luna
sospesa sopra le cime degli alberi sullaltra
sponda e la luce bianca luccica sullacqua
immobile.

640/715

La pallida luce della luna penso. Adesso


Max sta ballando davvero con il diavolo sotto
la pallida luce della luna.
Gira a destra e corri! grido con tutta la
forza che ho. Con tutta la rabbia che ho.
Max ubbidisce e corre in mezzo agli alberi.
Mi volto verso la porta scorrevole: la signora Patterson non ancora arrivata. Deve
aver deciso di controllare prima lingresso.
Sulla soglia per c Oswald. Sotto la luce
della luna, che si fonde con quella della casa,
la sua immagine sembra vibrare come laria
calda sopra il cofano di una macchina appena parcheggiata. Sta scomparendo. In
questo preciso istante. Proprio sotto ai miei
occhi.
Corri, Budo! grida.
Il suono che gli esce dalla bocca non sembra pi una voce. Sembra un ricordo
lontano. Un ricordo quasi dimenticato. Solo
che adesso so che Oswald aveva ragione: io
non lo dimenticher mai.

641/715

Salva Max dice.


Probabilmente sta gridando. Sta ruggendo
il suo ultimo ordine, il pi importante in assoluto. Sono le ultime parole della sua vita.
Ma mi arrivano come un sussurro
debolissimo.
Ho ancora una cosa da fare.
Non riesco a correre. Mi sento come Max:
sono bloccato sul posto. Oswald il Gigante,
lamico immaginario di John lo Psicopatico,
lunico amico immaginario che aveva un
piede anche nel mondo reale, sta morendo
davanti ai miei occhi.
E io sono responsabile della sua morte.
Proprio quando penso che stia per spegnersi per sempre, lui si volta e guarda dentro
casa. Aspetta un secondo, si piega su un
ginocchio e tende le mani in avanti come un
bambino che fa vedere alla mamma quante
dita ci vogliono per arrivare a dieci. Non riesco pi a distinguere i dettagli del suo aspetto che una volta lo rendevano cos reale,

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ma non ho bisogno di vederli per sapere che i


suoi muscoli stanno scoppiando per lultima
volta. Le vene sul collo pulsano i loro ultimi
battiti. diventato di nuovo Oswald il
Gigante, che si prepara alla sua ultima
battaglia.
Poi si gira verso di me, mi vede bloccato
sul prato sotto la pallida luna sospesa in
cielo, e sussurra: Addio, Budo.
Non riesco pi a sentire quello che dice,
ma in qualche modo le sue parole si fanno
strada nella mia mente.
E poi ancora: Grazie.
In quel momento compare la signora Patterson. Sta correndo dalla cucina in sala da
pranzo, verso la porta aperta. Corre pi veloce di quello che pensavo, e allora capisco
che la fuga di Max non finir tanto presto.
appena cominciata.
Oswald aveva ragione. Tutti sono il diavolo
per qualcuno, e la signora Patterson il
diavolo per Max.

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E per me.
Poi un pensiero mi colpisce.
Oswald il diavolo per la signora Patterson. Adesso il diavolo sotto la pallida luce
della luna Oswald il Gigante.
Un istante dopo, la Patterson si tuffa verso
la porta aperta e sbatte contro Oswald, che
accovacciato l davanti, tremante e
moribondo. Lei sbatte il ginocchio contro il
suo braccio destro e cade in avanti di testa,
schiantandosi sulla veranda con un grugnito
e un gran tonfo. Scivola in fondo alla veranda
e poi rotola gi dai gradini atterrando in
mezzo allerba, a pochi centimetri da me.
Alzo gli occhi verso la porta, in cerca del
mio amico coraggioso e moribondo, ma so
gi che non c pi.
Hai salvato Max gli dico, ma ormai nessuno mi ascolta.
Poi sento Max che grida: Budo!.
La signora Patterson alza la testa dallerba.
Si tira su con un braccio e guarda nella

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direzione da cui arrivata la voce. Un


secondo dopo gi in piedi.
Mi giro e corro.
La fuga di Max appena cominciata.

Cinquantotto

Max in piedi dietro a un albero e abbraccia


il trenino Lego come un orsacchiotto. Alcuni
pezzi si sono staccati, ma lui non se n
ancora accorto. Sta tremando tutto. Fa
freddo e non ha il cappottino addosso, ma
secondo me non per questo che trema.
Non puoi restare qui gli dico. Devi
scappare.
Fermala sussurra Max.
Non posso gli rispondo. Devi
scappare.
Resto in ascolto. Mi aspetto di sentire la signora Patterson che corre in mezzo agli alberi e i cespugli, e invece niente. Probabilmente cammina piano, cercando di non far
rumore. Forse vuole prendere Max alla
sprovvista e saltargli addosso.
Max, devi scappare ripeto.
Non posso.

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Devi farlo.
In quel momento un raggio di luce passa
attraverso gli alberi. Guardo di nuovo verso
la casa e vedo un fascio di luce brillante
allinizio del bosco.
una torcia.
La signora Patterson tornata in casa a
prenderla.
Max, se ti trova ti porter via per sempre,
e resterai da solo per tutta la vita.
Star con te risponde lui.
No, con me no.
Invece s. Tu dici che mi lascerai, ma non
lo farai veramente. Lo so.
Max ha ragione: non lo abbandonerei mai.
Ma non il momento di dire la verit. Devo
inventare una bugia, una bugia che non avrei
mai pensato di poter raccontare.
Max, gli dico, guardandolo negli occhi
io non sono reale. Sono immaginario.
Non vero ribatte lui. Smettila.

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vero invece. Sono immaginario. Tu adesso sei da solo, Max. Mi vedi, ma io non
sono qui per davvero. Sono immaginario. Io
non posso aiutarti, Max. Devi fare tutto tu.
Il raggio di luce passa attraverso gli alberi
alla nostra sinistra, in direzione del laghetto.
La signora Patterson sta scendendo lungo la
collina, allontanandosi un pochino da Max;
ma non abbastanza. Anche se sta andando
nella direzione sbagliata, la signora Patterson presto lo trover. La luna illumina il
bosco e lei ha una torcia elettrica.
Un secondo dopo sentiamo un ramo spezzarsi. Eccola che si avvicina. Max fa un salto
e per poco non gli cade il trenino. Da che
parte? mi domanda. Da che parte devo
andare?
Non lo so gli rispondo. Sono immaginario. Dimmelo tu.
Un altro ramo si spezza, stavolta molto pi
vicino, e Max si gira e inizia correre verso
destra, lontano dallacqua e lontano dalla

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signora Patterson. Solo che si muove troppo


in fretta e fa troppo rumore. La luce della
torcia si sposta verso di lui e punta sulla sua
schiena.
Max! strilla la signora Patterson.
Aspetta!
Quando sente la sua voce, Max si mette a
correre pi forte. E io pure.
Lo perdo di vista mentre sfreccia in mezzo
ai pini. Ma sta andando nella direzione
giusta. Ci sono cinque case su questo lato,
prima della fine della strada, e lui sta per
raggiungere la pi vicina. Intravedo gi le
luci tra gli alberi. Solo che lho perso, era
venti o trenta passi davanti a me, ma adesso
scomparso.
Smetto di correre e comincio a camminare. Voglio ascoltare e guardarmi intorno.
Anche la signora Patterson ha smesso di correre. Si sta muovendo dietro di me, non
molto lontano, alla mia sinistra, e fa la stessa
cosa che faccio io.

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Tutti e due stiamo cercando Max.


Budo!
Max mi sta chiamando, ma stavolta con un
filo di voce che viene dalla mia destra, quindi
guardo in quella direzione. Vedo alberi e
rocce e foglie e le luci dei lampioni in cima
alla collina, dove sincontrano il bosco e la
strada, ma non vedo Max.
Budo sussurra di nuovo, e allora comincio a spaventarmi. Lui sta cercando di non
far rumore, ma la signora Patterson troppo
vicina. Max non pu permettersi di dire nientaltro.
Poi lo vedo.
Per terra, tra una roccia e un albero, c un
mucchio di foglie, probabilmente spinte l
dal vento, e Max si nascosto l sotto. Vedo
la sua manina che spunta dal mucchio e mi
fa un cenno.
Mi metto a quattro zampe e striscio verso
di lui, fino a raggiungere la roccia.

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Max, che stai facendo? sussurro pi piano che posso, in modo che anche lui
risponda piano.
Aspetto.
E cosa?
Faccio come i cecchini risponde. Mi
lascio superare dai soldati nemici, e poi
attacco.
Ma non puoi attaccare la signora
Patterson.
No. Aspetter finch...
Max smette di parlare, perch si sentono
dei passi frusciare in mezzo alle foglie. Un
secondo dopo la luce della torcia passa sulla
roccia dove sono seduto e accanto alla quale
si trova Max, sepolto sotto le foglie.
Alzo gli occhi. Ora riesco a vedere la signora Patterson, la sua sagoma sotto la luce
della luna. Si avvicina, ormai a una cinquantina di passi da noi. Poi trenta. Poi
venti. Cammina veloce come se sapesse esattamente dove si nascosto Max. Se non

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cambia direzione, rischia di passargli proprio


sopra.
Max dico. Non muoverti. Sta
arrivando.
Mentre mi siedo ad aspettare che arrivi la
Patterson, penso alla sua decisione di nascondersi sotto le foglie. Faccio come i cecchini mi ha detto.
Max ha letto un libro sulla guerra. In realt ha letto milioni di libri sulla guerra, e
adesso sta sfruttando le cose che ha imparato
per salvarsi. In un bosco misterioso. Di
notte. Con qualcuno che lo insegue. E con il
suo migliore amico che continua a dire di
non essere reale.
E non si bloccato. quasi incredibile.
Ora la signora Patterson a dieci passi da
lui. Cinque passi. Fa luce con la torcia e non
la punta per terra, ma dritto davanti a s.
Due passi prima di sbattere contro Max,
svolta a sinistra e risale la collina verso la
strada. normale che abbia girato.

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Altrimenti si sarebbe dovuta arrampicare


sulla roccia oppure infilarsi tra la roccia e
lalbero.
Ma c mancato poco. Se avesse puntato la
torcia sul mucchio di foglie, sono sicuro che
avrebbe riconosciuto la sagoma di Max l
sotto.
Quanto tempo vuoi aspettare? gli
domando una volta che la Patterson si allontanata, e i suoi passi sulle foglie non si
sentono pi.
I cecchini aspettano per giorni interi
sussurra lui.
Per giorni?
I cecchini s. Io non lo so. Un pochino.
Okay.
Non so se unidea buona o cattiva, ma
ormai Max ha preso la sua decisione. lui
che sta risolvendo il problema. Sta scappando da solo.
Budo mi sussurra. Sei reale o no?
Dimmi la verit.

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Ci penso un po, prima di rispondere. Vorrei dire di s, perch s la verit, e dicendo


di s sarei salvo. Con un s potrei continuare
a esistere. Solo che Max non ancora al
sicuro, e adesso non pu permettersi di credere in me, perch io non posso salvarlo.
Deve credere in se stesso. Ha contato su di
me per troppo tempo e ora deve contare solo
su se stesso. Io non posso riportarlo a casa.
Non come scegliere tra gli spaghetti e la
carne con le verdure. Qui non siamo al Centro di Apprendimento o nel cortile o sul bus
della scuola. Non siamo neanche in bagno
con Tommy Swinden.
Qui c davvero il diavolo, e quella davvero la pallida luce della luna.
Max deve tornare a casa da solo.
No gli rispondo. Te lo giuro sulla mia
vita. Sono immaginario. Sei tu che mi immagini, per semplificarti le cose. Per avere un
amico.
Veramente? domanda.

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Veramente.
Sei un buon amico, Budo dice Max.
la prima volta che me lo dice. Io voglio
esistere per sempre, ma se smettessi di esistere in questo preciso istante, almeno sarei
stato felice. Lamico immaginario pi felice
al mondo.
Grazie, rispondo ma sono semplicemente come mi hai immaginato tu. Sono un
buon amico perch tu mi hai immaginato
cos.
ora di andare dice Max. Lo dice cos
veloce che mi viene il dubbio che forse non
mi stesse ascoltando. Si alza, ma rimane con
la schiena curva. Comincia a risalire la collina verso sinistra, andando nella direzione
opposta rispetto alla signora Patterson.
Io lo seguo.
Mentre passo davanti al mucchio di foglie
dove era sepolto fino a qualche secondo fa,
vedo il trenino Lego appoggiato vicino alla
roccia. Max se l scordato l.

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Dopo un minuto arriviamo davanti al


prato del vicino. La lunga striscia derba
tagliata in due da un vialetto di ghiaia. Sul
lato opposto c un altro bosco. Pi piccolo,
credo. Le luci della casa sembrano vicine e
brillano attraverso una fila di alberi.
Dovresti andare l e bussare alla porta. La
gente che ci abita ti aiuter.
Max non dice niente.
Non ti faranno del male, Max lo
rassicuro.
Lui non risponde.
Lo sapevo che non avrebbe chiesto aiuto
n ai vicini della signora Patterson n a nessun altro. Penso che preferirebbe dar fuoco a
tutti i Lego, i soldatini e i videogiochi che ha,
riducendoli a un ammasso di plastica fusa,
piuttosto che rivolgere la parola a un estraneo. Bussare alla porta di uno sconosciuto, per lui, sarebbe come bussare allo
sportello di unastronave aliena.

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Max guarda a destra e a sinistra lungo il


prato. Sembra che si stia preparando ad attraversare la strada, anche se in tutta la sua
vita non ha mai attraversato la strada da
solo. Poi di colpo sbuca fuori dagli alberi e
corre sullerba. La luce della luna lo illumina,
ma a meno che la signora Patterson non sia
nelle vicinanze, riuscir ad arrivare dallaltra
parte del prato senza farsi notare.
Appena raggiunge il viale, le luci automatiche della casa si accendono, illuminando
tutto il giardino come in pieno giorno. Sono
delle luci che si accendono e si spengono
quando qualcuno si muove. I genitori di Max
le hanno messe nel cortile sul retro, e a volte
si accendono quando passa un gatto
randagio o un capriolo.
Appena viene illuminato Max si blocca. Io
sono ancora vicino agli alberi, lo osservo ma
non lho seguito. Sono rimasto a bocca
aperta a fissare questo bambino che una

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volta aveva bisogno di aiuto anche solo per


decidere quali calzini mettersi.
Max si gira verso il boschetto e ricomincia
a correre, ed in quel momento che la signora Patterson sbuca fuori dagli alberi alla
mia destra e corre nel prato come un
fulmine.
Allinizio Max non la vede, cos gli grido:
Max, attento! dietro di te!.
Lui si gira ma non smette di correre.
Mi risveglio dal mio momento di stupore e
comincio a correre anchio. Allimprovviso
mi prende la paura. Seguo la signora Patterson, che adesso si sta avvicinando a Max ed
pi veloce di lui. molto pi veloce del
previsto.
veramente il diavolo.
Max raggiunge gli alberi sullaltro lato del
prato. Fa due passi nel bosco e poi salta su
un vecchio muro di pietra. Inciampa su un
sasso e cade per terra dallaltra parte,

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scomparendo oltre il muro. Un secondo dopo


balza di nuovo su e ricomincia a correre.
La signora Patterson raggiunge gli alberi
tipo dieci secondi dopo. Anche lei salta, ma
supera il muro senza neanche sfiorarlo, atterrando e ricominciando a correre con un
solo, agilissimo movimento. Muove svelta le
braccia, sotto i riflettori ancora accesi ma
non pi puntati su Max. Ora riesce a vederlo
e si avvicina sempre di pi. I raggi di luce
splendono senza piet in mezzo agli alberi.
Corri, Max! grido saltando oltre il muro.
Sono a pochi secondi dalla signora Patterson, ma non posso fare un bel niente. Sono
inutile. Inutile.
Grido di nuovo: Max!.
Lui raggiunge il giardino della casa accanto. pi piccolo del primo, e il viale asfaltato invece che di ghiaia. Max corre
sullerba velocissimo, e siccome stavolta non
si accende nessun riflettore, scompare nel
buio dallaltra parte, in mezzo al bosco.

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Ormai le case e gli alberi e il laghetto stanno finendo. Ancora due case e Max raggiunger una strada da attraversare. Lui che non
mai riuscito ad attraversare da solo. E poi
si ritrover in un quartiere con delle case e
dei marciapiedi e dei lampioni e dei cartelli
stradali. Niente pi mucchi di foglie e muri
di pietra e alberi alti. Niente pi buio. Niente
pi nascondigli. Dovr cercare aiuto per
forza, o la signora Patterson lo prender.
Ma niente di tutto questo avr importanza,
se lei lo acchiapper prima. E sembra
proprio che stia per farlo.
La signora Patterson raggiunge gli alberi
pochi secondi dopo Max. Io sono a circa
venti passi da lei quando vedo un grande
ramo secco che sbuca allimprovviso dal buio
e la colpisce in faccia. Lei grida e casca per
terra come un sasso. Un secondo dopo vedo
Max: ha cambiato direzione, ha girato a
destra e sta correndo in mezzo agli alberi

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verso la strada, invece di attraversare il


bosco per raggiungere la casa pi vicina.
Mi fermo dov caduta la signora Patterson. Ha il naso pieno di sangue e si copre
locchio sinistro con la mano, lamentandosi.
Max ha danzato con il diavolo sotto la pallida luce della luna, e a quanto pare ha vinto.
Mi giro e corro nella stessa direzione del
mio amico evitando gli alberi. Posso andare
pi veloce se resto sul prato. Quando raggiungo la strada, mi fermo e guardo a destra e
a sinistra.
Max non c.
Giro verso la via principale, e corro, sperando che Max abbia continuato a muoversi
nella stessa direzione. Pochi secondi dopo lo
sento chiamare il mio nome.
Sono qui! grida in un sussurro. dallaltra parte della strada, in mezzo a un gruppetto di alberi, accovacciato dietro a un muretto
di pietra.

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Mi ci vuole un po per rendermi conto che


ha attraversato la strada da solo.
Ma che hai fatto? gli chiedo, arrampicandomi oltre il muro per raggiungerlo. La
signora Patterson ferita.
Le ho teso una trappola risponde lui. Ha
il fiatone, trema ed tutto sudato: per ha
anche un ghigno particolare sulla faccia. Non
proprio un sorriso, ma quasi.
Cosa? gli chiedo.
Ho tirato un ramo indietro e lho lasciato
andare appena si avvicinata.
Lo guardo incredulo.
Lho imparato da Rambo mi fa. Il film,
te lo ricordi?
Me lo ricordo eccome. Max lha visto con il
suo pap, che gli aveva fatto promettere di
non dirlo alla mamma. Invece lui glielha
detto appena lei tornata a casa, perch non
capace di dire le bugie. E quella notte il
pap di Max ha dormito nella stanza degli
ospiti.

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S fatta malissimo dico. Sta


sanguinando.
Non era proprio come la trappola di
Rambo. Lui aveva fatto una trappola con dei
chiodi che sinfilavano nelle gambe dei poliziotti. Ma io non avevo una corda e nemmeno
un coltello, e anche se li avessi avuti non
cera tempo. Per lidea mi venuta da l.
Okay esclamo. Non so che altro dire.
Okay ripete Max. Poi si alza e cammina
sul muro di pietra, sempre restando accovacciato, andando verso la via principale.
Non aspetta che sia io a fargli strada, non
mi chiede nemmeno in che direzione andare.
Ormai va per conto suo.
Si sta salvando.

Cinquantanove

Max arriva in fondo alla strada della signora


Patterson e si ferma. Finora rimasto nel
bosco lungo la via, camminando piano e con
calma in mezzo agli alberi. Ma quando lascer questa strada non ci saranno pi
cespugli o piante dietro cui nascondersi. La
serie di case lungo il lago, con i lunghi viali
dingresso e i giardini enormi sta arrivando
alla fine. Si ritrover in una strada con piccoli vialetti, gruppi di case attaccate luna
allaltra, lampioni e marciapiedi.
Se la signora Patterson gli sta ancora
dando la caccia, lo vedr facilmente.
Vai a destra gli dico.
Max in piedi sullangolo, schiacciato contro un albero. Sembra indeciso su che strada
prendere.
La scuola a destra gli spiego.

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Okay dice Max, ma invece di allontanarsi dallalbero dietro cui si nascosto,


si infila nel cortile sul retro della prima casa
sulla strada.
Ma che fai? gli domando.
Non posso camminare sul marciapiede
risponde. La signora Patterson potrebbe
vedermi.
E dove vai, allora?
Passer dietro le case.
E cos fa. Camminiamo per quasi trenta
minuti, passando da un cortile allaltro.
Quando tra le case non ci sono staccionate o
alberi o garage o macchine, Max si mette a
correre. Resta sempre un po basso e si
muove in fretta. Quando un cortile
recintato, lui fa il giro intorno alla staccionata, aprendosi la strada tra i cespugli e le
erbacce. Si graffia le mani e la faccia e affonda con i piedi nelle pozzanghere e nel
fango, ma non si ferma mai. Fa scattare altri

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sei riflettori ma nessuno, allinterno delle


case, se ne accorge.
Max non come Rambo in quel film. Non
si nasconde in una miniera abbandonata,
non sfonda le porte dei commissariati di polizia e non scala le montagne, ma solo perch
qui non ci sono n miniere n commissariati
n montagne. Qui ci sono case e cortili e
staccionate e cespugli di rose, e Max li sfrutta
proprio come farebbe Rambo.
Quando arriviamo a un incrocio, capisce
subito dove siamo.
Il parco dallaltra parte della strada
dice. Laggi.
Indica a sinistra. Dietro al parco c la
scuola. Ma invece di girare a sinistra, lui gira
a destra.
Che fai? gli domando. Sta gi costeggiando una staccionata, passando dietro a unaltra casa.

666/715

Non possiamo attraversare qui sussurra. proprio quello che si aspetta la signora Patterson.
Max attraversa la strada due isolati pi in
gi, e non allaltezza dellincrocio. Aspetta dietro una macchina parcheggiata finch la via
libera e poi attraversa la strada di corsa
senza guardare il semaforo.
Mi sa che la prima volta che non rispetta
le regole.
O forse esiste anche una regola che dice di
non fare la cacca in testa a qualcuno?
Una volta arrivato dallaltra parte della
strada, Max continua a correre. Per, invece
di strisciare dietro le case, passa sul marciapiede e corre pi veloce che pu. Vuole arrivare al parco prima possibile, credo. Anche
a me sembra un posto sicuro. Il parco un
posto per bambini, anche nel cuore della
notte.
Max attraversa una strada laterale e poi
gira a destra nel parco, ed evitando i sentieri

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va verso un campo di calcio tra due colline


molto ripide. Una volta il suo pap ha
provato a farlo scendere con lo slittino
proprio da quelle colline, che sono fatte per
le persone che si siedono l a guardare le
partite di calcio, ma sono fantastiche anche
per andare sullo slittino. Dopo ogni nevicata
sono prese dassalto da tonnellate di
bambini. Max per si rifiutato di andare
sullo slittino e si lamentato tutto il tempo
perch aveva i guanti umidi. Alla fine suo
padre lha riportato a casa senza dire una
parola.
Oggi Max corre gi per la collina pi veloce di uno slittino, e attraversa di corsa il
campo di calcio. Vicino alla porta gira a
destra verso il campo da baseball, ma sempre
senza passare per il sentiero: corre sullerba e
in mezzo agli alberi e costeggia la pista.
Quando ha superato il campo, gira a destra
oltre il parco giochi e va verso gli alberi.

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C un altro boschetto tra la scuola e il


parco, con dei sentieri fatti di pezzetti di
legno, dove le maestre a volte portano i
bambini in primavera e in autunno. La signora Gosk ci ha portato la classe a fare una
passeggiata poche settimane fa, e poi gli
alunni hanno scritto delle poesie sulla
natura. Max si seduto su un tronco e ha
fatto una lista di tutte le parole che fanno
rima con albero.
Cerano 102 parole nella lista. Non era una
poesia, ma la signora Gosk rimasta impressionata lo stesso.
Max punta verso il bosco. Corre sulla riva
di un laghetto circondato dagli alberi, e per
un momento passa sul sentiero prima di raggiungere il margine del bosco e scomparire
nel buio.
Quindici minuti pi tardi, dopo esserci
persi due volte, arriviamo dallaltra parte:
solo un prato ci separa dalla scuola. lo
stesso prato in cui Max si rifiutato di

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correre e saltare e giocare a palla durante


lora di educazione fisica. La luna salita pi
in alto nel cielo da quando siamo scappati da
casa della signora Patterson. sospesa sulla
scuola come un gigantesco occhio cieco.
Vorrei dire a Max che ce lha fatta. Vorrei
dirgli di infilarsi tra i cespugli lungo il bosco
e di aspettare che faccia giorno. Vorrei dirgli
che appena gli scuolabus cominceranno a
fermarsi sulla rotatoria davanti alla scuola,
non dovr fare altro che correre attraverso il
prato ed entrare dalla porta dingresso come
se fosse un giorno normale. Potr anche andare in classe dalla signora Gosk, se vuole.
Una volta entrato a scuola, sar in salvo.
Invece gli chiedo: E adesso?.
Glielo chiedo perch non sono pi io a
comandare. Non credo che potrei pi farlo,
anche se lo volessi.
Voglio tornare a casa risponde. Voglio
vedere mamma e pap.
Ci sai arrivare da qui? gli domando.

670/715

S dice lui.
Davvero?
S ripete. Certo.
Ah.
E quando dovremmo partire? domando,
sperando che aspetteremo fino a domattina.
Che ci faremo riportare a casa dalla signora
Gosk o dalla signora Palmer o dalla polizia.
Adesso risponde deciso. Poi si gira e
inizia a camminare lungo il bordo del prato.
Voglio tornare a casa.

Sessanta

Non so da quanto tempo stiamo camminando, quando finalmente superiamo la casa


dei Savoy. La luna si spostata nel cielo, ma
ancora sopra le nostre teste. Max non ha
parlato granch, lui fatto cos. Pu anche
essersi trasformato in Rambo per una notte,
ma rimane pur sempre Max.
Abbiamo marciato per un bel pezzo, restando dietro le case e i cespugli e gli alberi
tutte le volte che potevamo. Ho seguito Max
per tutta la strada, e lui non si lamentato
neanche una volta.
Non riesco a credere che tra pochi minuti
sar di nuovo a casa. Ho smesso di immaginare la faccia che faranno i suoi genitori
quando se lo troveranno sulla porta. Ormai
sta per succedere davvero. E io non ci
speravo pi.

672/715

Mi fermo proprio davanti al vialetto di


casa e guardo il mio amico. Per la prima
volta nella mia vita, capisco cosa vuol dire
essere orgoglioso di qualcuno. Non sono n
la mamma n il pap di Max, ma sono il suo
amico, e mi sento scoppiare dorgoglio.
E poi lo vedo.
Lautobus della signora Patterson. Lautobus con dentro la stanzetta tutta per Max.
Lui sta per svoltare nel vialetto e salire gli
ultimi gradini verso casa, ma non sa che la
signora Patterson lo sta aspettando. Non sa
che, parcheggiata in fondo alla strada, poco
dopo la casa, nello spazio buio tra due lampioni, c la signora Patterson con il suo
autobus.
Max non sa nemmeno che ha un autobus.
Apro la bocca per gridargli di stare attento
ma troppo tardi. Max ha gi fatto quattro o
cinque passi lungo il viale quando la Patterson sbuca da dietro la quercia gigante dove
io e lui aspettiamo lo scuolabus tutti i giorni

673/715

da quando andavamo allasilo. Lalbero da


cui lui non si stacca mai finch non arriva il
bus.
Max sente i passi della signora Patterson
prima di sentire la mia voce, ma tutti e due lo
raggiungono troppo tardi. Vede la maestra
che si avvicina, e si mette a correre. gi a
met del viale quando la mano della signora
Patterson cala su di lui e lo prende per una
spalla. La forza del braccio lo fa inciampare e
Max cade a terra. Per un secondo di nuovo
libero e striscia verso casa a quattro zampe,
ma un istante dopo la signora Patterson
sopra di lui e lo prende per un braccio, tirandolo su come un bambolotto.
Max grida: Mamma! Pap! Aiuto!.
La signora Patterson gli tappa la bocca con
laltra mano per farlo star zitto. Ma credo che
i suoi genitori non lavrebbero sentito
comunque. La loro camera al piano di
sopra sul retro, e poi molto tardi. Stanno
dormendo, credo. Ma la Patterson questo

674/715

non lo sa e vuole che Max stia zitto per portarselo via per sempre.
Alla fine anchio mi decido a muovermi,
corro lungo il viale e mi fermo davanti a
Max. Lui si divincola, cercando di liberarsi.
Ha gli occhi spalancati e leggo il terrore sul
suo viso. Cerca di gridare attraverso la mano
della signora Patterson, ma gli esce solo un
suono soffocato. Cerca di prenderla a calci
negli stinchi. Alcuni calci vanno a segno, ma
la Patterson non batte ciglio.
Io resto l come uno scemo, senza poter
fare niente. Sono a pochi centimetri dal mio
amico, lo guardo combattere per la sua vita,
e non posso far niente. Max mi fissa negli occhi, mi sta implorando di aiutarlo, ma non
c niente che posso fare. Posso solo
guardare il mio amico che viene trascinato
via per sempre.
Combatti! gli grido. Mordile la mano!

675/715

Lui lo fa. Guardo la sua mandibola che si


apre e si chiude. La signora Patterson ha un
sussulto ma non molla la presa.
Max agita le braccia e continua a dare
calci. Afferra la mano che gli preme sulla
bocca e cerca di tirarla via. Ce la mette tutta,
strabuzzando gli occhi, ma non ci riesce.
Batte con il pugno sulla mano della signora
Patterson. Poi vedo che nel suo sguardo cambia qualcosa. Per un secondo il panico lascia
il posto a qualcosaltro. Max si infila una
mano in tasca e prende loggetto che avevo
notato gonfiargli i pantaloni. il salvadanaio
a forma di porcellino che stava sulla
scrivania della sua stanza. Il porcellino tutto
arrugginito pieno di spiccioli fino allorlo.
Mi sono sbagliato: quando Max ha attraversato la strada senza rispettare il semaforo,
era gi la seconda volta che infrangeva le
regole.
La prima volta aveva rubato.

676/715

Max prende il salvadanaio con la mano


destra e lo sbatte sul braccio della signora
Patterson. Le zampette metalliche del porcellino graffiano la pelle della maestra e lei si
tira indietro e strilla, continuando per a
trattenere Max.
Non vuole mollare. Ora lho capito. Anche
se le zampe del porcellino la graffiano e le
tagliano la pelle, sa che le basta trascinare
Max fino allautobus per essere di nuovo al
sicuro. Ed proprio questo che sta facendo.
Mentre lui continua a sbatterle il salvadanaio
sul braccio, lei indietreggia, trascinandolo
lungo il vialetto verso la quercia dove
parcheggiato lautobus.
Vorrei gridare e chiedere aiuto, svegliare i
genitori di Max, far sapere a tutto il mondo
che il mio amico riuscito a raggiungere il
vialetto di casa e gli serve solo un ultimo
aiutino per completare la fuga. Ha fatto tutto
il viaggio da solo e adesso basterebbe che
qualcuno venisse a salvarlo.

677/715

Poi mi viene unidea.


Tommy Swinden! grido a Max.
E anche se continua a colpire il braccio
della signora Patterson con il porcellino e a
divincolarsi, Max aggrotta le sopracciglia e
mi guarda.
No, non devi fare la cacca in testa anche a
lei spiego. Tommy Swinden ha rotto la tua
finestra ad Halloween. Rompi la finestra
anche tu, Max!
Max alza il braccio, pronto a colpire unaltra volta la signora Patterson con il porcellino, ma si ferma. Un lampo gli attraversa gli
occhi, e vedo che ha capito. Ha solo un colpo
a disposizione, ma ha ben chiaro cosa deve
fare.
Alza gli occhi verso la casa. Ora a met
del vialetto e la signora Patterson continua a
trascinarlo sui talloni. Max deve farlo adesso,
o sar troppo lontano. C un finestrone in
soggiorno, molto grande, proprio al centro
della parete della casa. Ma sar un tiro

678/715

difficile. Il finestrone lontano e i piedi di


Max quasi non toccano terra.
E poi Max non bravo a lanciare.
Prima mordila gli dico. Mordila forte.
Pi forte che puoi.
Lui annuisce. La signora Patterson lo tiene
stretto e lo trascina via, ogni speranza di
rivedere la sua mamma e il suo pap sta
scomparendo, ma lui annuisce.
E poi la morde.
La morde pi forte di prima, perch appena lo fa, la signora Patterson strilla e gli
toglie la mano dalla bocca, agitandola come
se le andasse a fuoco. E, cosa ancora pi importante, smette di trascinarlo lungo il viale.
Continua a tenerlo per un braccio, ma gli lascia almeno poggiare i piedi per terra. Ora
Max ha una possibilit.
Fatti sotto! urlo. Lancialo con tutto il
corpo! Metticela tutta!

679/715

Okay dice Max tra un respiro e laltro.


Prende lo slancio con il salavadanaio in
mano e poi lo lancia nel buio.
La signora Patterson vede il porcellino
staccarsi dalla mano di Max e spalanca gli
occhi guardandolo volare con il muso in avanti e puntando verso il finestrone.
Quando i porci avranno le ali diceva la
signora Gosk.
Per un momento, sembra che tutto il
mondo si fermi. Anche locchio cieco della
luna si volta a guardare il porcellino di
metallo che vola nellaria.
Il salvadanaio colpisce la finestra proprio
al centro del vetro. un lancio che
renderebbe orgoglioso il pap di Max, orgoglioso per tutta la vita. Meglio di quanto
Tommy Swinden abbia mai sognato di fare.
Il vetro si schianta e, pochi secondi dopo,
scatta lallarme rompendo il silenzio della
notte.

680/715

La signora Patterson allunga la mano libera, che sta sanguinando, nel punto in cui
lha morsa Max. Gli mette il braccio intorno
al collo e lo afferra. Poi alza Max da terra e
corre pi veloce che pu, con in braccio un
bambino che grida e si dimena per liberarsi.
Attraversa il prato davanti casa correndo
verso il suo bus.
Max ha appena fatto il lancio della sua
vita. Il finestrone andato in frantumi, lallarme sta suonando. La polizia sta per arrivare. Eppure la signora Patterson continua
a trascinarlo verso il bus. Pochi secondi e
riuscir a sparire per sempre.
Vedo solo una macchia sfocata sfrecciarmi
accanto: il pap di Max mi supera al volo e si
butta con tutto il peso sulla schiena della signora Patterson, come un treno impazzito.
Mentre lui la spinge a terra lei grida e lascia
andare Max, cercando di proteggersi con le
mani dalla caduta. Max cade in avanti e rotola da una parte: ha il fiatone e i conati di

681/715

vomito, e si tiene la gola cercando di riprendere fiato. La signora Patterson lo stava


strozzando. Adesso per la maestra a terra,
con il pap di Max sopra di lei, che le stringe
le braccia intorno come dei cavi dacciaio. Ha
addosso i boxer e una maglietta, e le braccia
tutte tagliate e sanguinanti, con dei graffi
lunghissimi che gli arrivano fino alle spalle.
Ha la maglietta strappata sulla schiena e
macchiata di rosso. Sono confuso, ma poi mi
giro verso la casa e capisco tutto. La porta
dingresso ancora chiusa: il pap di Max
saltato gi dal finestrone rotto e si tagliato
con i vetri.
Max! Mio Dio! Stai bene? chiede senza
lasciar andare la signora Patterson. Lha
bloccata per terra e continua a premere con
tutto il corpo sulla sua schiena. Dio mio,
Max. Stai bene?
Sto bene risponde lui. Ha la voce rauca
e debole e graffiata, ma sta dicendo la verit.
Max sta bene.

682/715

Max!
la mamma. in piedi dietro al finestrone, e guarda la scena che si sta svolgendo
in giardino. Suo marito tutto insanguinato.
La donna che ha rapito Max. E Max, seduto
accanto a suo padre, che si strofina il collo.
Max! Oh, mio Dio! Max!
La mamma scompare dal finestrone e pochi secondi dopo le luci si accendono, illuminando il giardino davanti casa. La porta
dingresso si spalanca e la mamma di Max
corre di fuori, attraversa la veranda e arriva
in giardino. Porta una camicia da notte bianca che brilla sotto la luna. Cade in ginocchio e striscia nellerba fino a Max, stringendolo fra le braccia e baciandogli la fronte un
milione di volte. Dallo sguardo che ha Max,
capisco che non gli piacciono tutti quei baci,
ma per una volta non protesta. La sua
mamma piange e lo bacia allo stesso tempo,
e lui rimane quasi impassibile.

683/715

Guardo il pap di Max, che continua a


tenere la signora Patterson bloccata a terra.
Non si muove, ma lui ha visto troppi film
polizieschi per lasciarla andare. Sa bene che
proprio quando pensi che il cattivo sia
sparito o morto, pu sbucare da dietro un albero e saltarti addosso.
Per sorride.
Sento le sirene in lontananza: sta arrivando la polizia.
La mamma di Max, continuando a tenerlo
tra le braccia, scivola verso il marito e abbraccia anche lui, mentre lui continua a
tenere bloccata la signora Patterson. La
mamma piange come una fontana.
Mentre lei lo stringe, Max alza gli occhi
verso di me. Sorride. Il suo non pi un
ghigno. un sorriso vero.
Max Delaney sta sorridendo.
Anchio sorrido. E piango, anche. Sono le
mie prime lacrime di gioia. Guardo Max e
alzo il pollice per dirgli okay.

684/715

Attraverso il pollice, vedo Max che bacia la


sua mamma sulla guancia, ancora bagnata di
lacrime.

Sessantuno

Lo sai che stai...


Lo so dico. Ho iniziato a scomparire
due giorni fa.
Teeny sospira e per un attimo non dice niente. Mi guarda e basta. Ora siamo soli in
sala ricreazione. Cerano anche altri amici
immaginari quando sono arrivato, ma appena Teeny mi ha visto li ha mandati via.
E nessuno pu disubbidire a una fata.
E senti qualche...?
Non sento niente dico. Se fossi cieco,
non mi accorgerei nemmeno che sto
scomparendo.
In realt non esattamente cos. Max ha
smesso di parlarmi. Non che sia arrabbiato
con me, solo che non si accorge pi della
mia presenza. Se mi metto davanti a lui e gli
parlo, allora mi nota e risponde. Ma se non

686/715

sono io a rivolgergli la parola, lui non mi dice


niente.
una cosa triste.
Dov Oswald? domanda Teeny. Ma da
come si guarda i piedi capisco che lo sa gi.
Se n andato rispondo.
Dove?
Bella domanda. Non lo so. Dove sto andando io, cio probabilmente da nessuna
parte.
Racconto a Teeny la fuga di Max. Le spiego
come Oswald il Gigante ha aperto la porta
dello scantinato dove lo tenevano prigioniero
e poi ha toccato il mondo unultima volta per
rallentare la corsa della signora Patterson,
facendola inciampare e dando al mio amico il
tempo di scappare via. Le racconto dellinseguimento nel bosco e della trappola che
Max ha fatto con il ramo e della lotta finale
nel giardino davanti casa. Le dico di come il
pap di Max ha bloccato la signora Patterson
finch non arrivata la polizia, e di come si

687/715

vantato con i poliziotti del fatto che suo figlio


aveva affrontato e sconfitto quella puttana
impazzita.
Poi le dico che Oswald aveva capito che
stava per morire, e che io avevo cercato di
convincerlo a tornare in ospedale, per
salvarlo.
Ma lui non ha voluto le spiego. Si
sacrificato per salvare Max. un eroe.
Come te dice Teeny, sorridendo tra le
lacrime.
Non come Oswald preciso. Io sono
solo rimasto l a dire a Max di correre e di
nascondersi. Non posso mica toccare il
mondo come Oswald.
Hai detto a Max di tirare quel porcellino
contro la finestra. E gli hai detto che eri immaginario, perch potesse salvarsi. Ti sei
sacrificato anche tu.
S confermo, sentendo la rabbia ribollirmi dentro. E per questo adesso non esister pi. Max libero, sano e salvo, e

688/715

invece io sto morendo. E quando me ne sar


andato, lui non si ricorder nemmeno che
sono esistito. Sar soltanto una storia che
sua mamma gli racconter una volta ogni
tanto. Cera una volta un amico immaginario di nome Budo.
Invece secondo me ti ricorder per
sempre dice Teeny. Solo che penser che
non sei mai stato reale. Ma io lo so che non
cos.
Peccato che anche Teeny morir, un
giorno. E probabilmente succeder molto
presto. La sua amica umana ha quattro anni,
quindi Teeny resister ancora un anno, se
non di meno. Verr uccisa allasilo, come
succede a tanti amici immaginari. E quando
morir, sar tutto finito. Nessuno si ricorder pi che Budo esistito.
Tutto quello che ho detto o fatto scomparir per sempre.
Teeny inizia a battere le ali. Si alza dal divano e vola al centro della stanza.

689/715

E lo dir anche agli altri esclama, come


se mi leggesse nel pensiero. Lo dir a tutti
gli amici immaginari che conosco, chiedendo
di dirlo a tutti quelli che conoscono loro. Gli
dir di far girare la storia da un amico immaginario allaltro, perch il mondo non dimentichi mai quello che Oswald il Gigante e
Budo il Grande hanno fatto per Max
Delaney, il bambino pi coraggioso del
mondo.
Sei gentile. Grazie, Teeny.
Non ho il coraggio di dirle che questo non
mi aiuta per niente ad accettare la morte, e
che secondo me gli amici immaginari in giro
per il mondo non faranno mai circolare la
nostra storia. Ci sono troppi amici immaginari come Puppy o come Chomp o come
Spoon.
E troppo pochi come Teeny o Oswald o
Summers o Graham.
Davvero troppo pochi.

690/715

Come sta Max? domanda Teeny, atterrando di nuovo sul divano vicino a me. Vuole
cambiare discorso e la cosa mi fa piacere.
Sta bene dico. Pensavo che dopo tutto
quello che successo, sarebbe cambiato. E
invece no. Forse un po cambiato, ma non
molto.
Che vuoi dire?
Max stato bravissimo nel bosco, e anche
nel giardino davanti casa, perch ha fatto
quello che sa fare meglio. Ha passato la vita a
leggere libri sulla guerra e sulle armi e sui
cecchini. Ha pianificato migliaia di battaglie
con i suoi soldatini. Nel bosco era da solo,
non era costretto ad avere contatti con estranei. Nessuno ha cercato di parlargli o di
guardarlo negli occhi. Nessuno ha provato a
stringergli la mano o a dargli un pugno sul
naso o a chiudergli la zip del cappottino.
Doveva solo scappare da una persona, ed
quello che ha sempre cercato di fare nella
sua vita. Scappare via dalle persone. stato

691/715

bravissimo a farlo, ma in fondo sempre


stata la sua specialit.
E adesso? domanda Teeny.
Ieri, quando tornato a scuola, stata
molto dura per lui. Tutti volevano parlargli.
Troppe persone, e troppo in fretta. Per poco
non si bloccato. Ma la signora Gosk ha
capito che cosa stava succedendo e ha detto a
tutte le altre maestre e ai bambini pi grandi
e
perfino
agli
psicoterapeuti
di
smammare!. Max sempre Max. Forse ora
un po pi coraggioso. Un po pi bravo a
badare a se stesso. Ma sempre Max. E si
preoccupa ancora delle cacche extra e di
Tommy Swinden.
Teeny aggrotta la fronte in un punto dove
dovrebbero stare le sopracciglia, se le avesse.
Lascia stare le dico. una storia
lunga.
Tra quanto pensi che...
Non lo so rispondo. Forse anche
domani, mi sa.

692/715

Teeny sorride, ma un sorriso triste. Mi


mancherai, Budo.
Anche tu mi mancherai. Mi mancher
tutto quanto.

Sessantadue

Avevo ragione: sta succedendo oggi. Stamattina, quando Max ha acceso la luce, riuscivo
appena a vedermi. Lho salutato e lui non mi
ha risposto. Non ha nemmeno guardato
verso di me.
E poco fa ho cominciato ad avere questa
strana sensazione. Sono seduto in classe con
la signora Gosk. Max sul tappeto con gli altri bambini. La signora Gosk sta leggendo un
libro intitolato Le avventure del topino
Despereaux. Siccome parla di un topo
pensavo che fosse un libro stupido, invece
non stupido per niente. un libro bellissimo. Racconta di un topo che ama la luce e
sa leggere e deve salvare la Principessa Pea.
La signora Gosk solo a met del libro:
non sapr mai la fine della storia. Non sapr
mai cosa succede a Despereaux.

694/715

Desperaux un po come me in questo


senso. Io non sapr mai il destino di Despereaux e nessuno sapr mai il mio. Io smetter
di esistere e di resistere oggi, ma sar
lunico a saperlo. sar una morte nascosta
e silenziosa, in fondo a questa classe, mentre
ascolto la storia di un topo di cui non sapr
mai il destino.
Max e la signora Gosk e tutti gli altri andranno avanti come se niente fosse. Continueranno a seguire Despereaux e le sue
avventure.
Io invece non posso.
Mi sembra di avere nella pancia un pallone
morbido e gonfio, di quelli palloni che si sollevano nellaria. Non fa male. Mi sento solo
tirare verso lalto, anche se sono ancora seduto su questa sedia. Mi guardo le mani e riesco a vederle solo se le agito davanti agli
occhi.
Sono felice di morire in classe con la signora Gosk. Max e la signora Gosk sono le

695/715

due persone che preferisco al mondo. bello


pensare che saranno il mio ultimo ricordo.
Solo che tra un po non avr pi ricordi.
Sar bello morire con Max e con la signora
Gosk, ma solo fino al momento in cui morir
davvero. Da quellistante in poi, niente avr
pi importanza. Da quellistante in poi, niente avr pi significato per me. E non soltanto quello che succeder dopo, ma anche
tutto quello che successo prima. Quando
morir, morir tutto quanto.
Mi sembra davvero uno spreco enorme.
Guardo Max, che seduto ai piedi della signora Gosk. La storia di Despereaux gli sta
piacendo almeno quanto piace a me. Sta sorridendo. Ora sorride veramente. Questa la
differenza pi grande tra il Max che credeva
in Budo e il Max che non ci crede pi. Ora
sorride. Non molto, ma ogni tanto s.
Anche la signora Gosk sta sorridendo. Sorride perch Max tornato, ma sorride anche
perch la storia di Despereaux le piace come

696/715

a tutti i bambini. Despereaux stato messo


in prigione perch diverso dagli altri topi, e
in un certo senso anche Max come Despereaux. Anche lui diverso da tutti, e anche lui
stato rinchiuso nello scantinato. E penso
che anche Despereaux scapper dal buio e
torner alla luce, proprio come ha fatto Max.
Il pallone che ho nella pancia sta crescendo. una sensazione calda e piacevole.
Mi alzo e vado a sedermi ai piedi della signora Gosk, proprio accanto a Max.
Ripenso a tutti gli amici che ho perso nelle
ultime due settimane. Graham e Summer e
Oswald e Dee. Li immagino tutti davanti a
me. Cerco di immaginare ognuno di loro
quandera al suo meglio.
Graham che scompare seduta accanto a
Grace.
Summer che mi fa promettere di salvare
Max.

697/715

Oswald che si piega su un ginocchio davanti alla porta, e allunga le braccia per far cadere la signora Patterson.
Dee che rimprovera Sally perch gli vuole
bene come a un fratello.
Volevo bene a tutti loro.
Mi mancano tutti.
Alzo gli occhi verso la signora Gosk.
Quando non ci sar pi, toccher a lei proteggere Max. Dovr aiutarlo con le cacche extra e con Tommy Swinden e con tutte le altre
piccole cose che Max non riesce a fare, perch vive quasi tutta la sua vita dentro s.
Quel dentro grande e bellissimo che una
volta ha immaginato me.
E so che la signora Gosk far il suo dovere.
Oswald il Gigante era un eroe, e forse anchio
lo sono stato un pochino. Ma la signora Gosk
un eroe di tutti i giorni e di sempre, anche
se questo lo sanno solo i bambini come Max.
E continuer a esserlo per molto tempo,

698/715

dopo che io me ne sar andato: perch la signora Gosk sempre stata un eroe.
Mi giro a guardare Max. Il mio amico. Il
bambino che mi ha creato. Vorrei essere arrabbiato con lui perch mi ha dimenticato,
ma non lo sono. Non riesco ad arrabbiarmi
con Max, gli voglio troppo bene. Niente avr
pi importanza quando smetter di esistere,
ma credo che in qualche modo continuer a
volergli bene.
Ormai la morte non mi fa pi paura. Mi
sento solo triste perch non vedr pi Max.
Mi mancheranno tutti i suoi giorni futuri,
migliaia di giorni in cui crescer e diventer
un uomo e magari avr un piccolo Max tutto
suo. Penso che se solo potessi starmene seduto in un angolo, zitto e buono, a guardare
crescere il bambino a cui voglio cos bene, a
vederlo vivere la sua vita, sarei felice.
Non ho pi bisogno di esistere per me
stesso. Vorrei esistere solo per Max. Vorrei
conoscere la sua storia.

699/715

Le mie lacrime sono calde. Tutto il mio


corpo caldo. Non riesco pi a vedermi, ma
riesco ancora a vedere Max. Fissa con il suo
bel viso la maestra che ama, lunica maestra
che abbia mai amato, e capisco che sar felice. Sar al sicuro. Star bene.
Non vedr il resto della sua vita, ma so che
sar lunga e bella e serena.
Chiudo gli occhi. Le lacrime mi scorrono
sulle guance e poi scompaiono. Le loro
strisce calde e umide non ci sono pi. Il pallone gonfio dentro la mia pancia cresce fino a
riempire ogni angolo e ogni fessura dentro di
me, e sento che comincio a sollevarmi.
Non sono pi completo. Non sono pi me
stesso.
Sto salendo.
Trattengo nella mia mente limmagine del
viso di Max il pi a lungo possibile, finch
non ci sono pi.

700/715

Ti voglio bene, Max sussurro, mentre il


suo viso e ogni altra cosa al mondo si dissolve nel bianco.

Epilogo

Apro gli occhi. Sto fissando altri occhi. Occhi


che ho gi visto. Sono scuri e affettuosi. Mi
conoscono.
Non riesco a ricordarmi dove li ho gi visti.
Poi mi viene in mente.
Sono confuso.
Dico il suo nome.
Dee?
E allora capisco.

Ringraziamenti

Stephen King suggerisce di preparare la


prima stesura di un romanzo con la porta
chiusa. Il mio sospetto che il signor King,
per il quale nutro profonda ammirazione,
non abbia passato linfanzia nel buio di una
sala giochi o seduto davanti alla tv con un
joystick in mano. I maniaci dei videogame
hanno sempre bisogno di un feedback e controllano in continuazione il punteggio. Pur
avendo ormai superato la mia dipendenza,
ho ancora la necessit di ricevere un feedback immediato. Cos ho scritto ogni frase
con la porta aperta e ho invitato una dozzina
di persone tra amici e familiari perch leggessero mentre scrivevo. I loro generosi
incoraggiamenti, i suggerimenti e le critiche
sono stati fondamentali, cos come la consapevolezza
che
qualcuno
leggesse

703/715

attendendo con ansia il capitolo successivo.


Di questo, sar sempre riconoscente.
Tra questi primi lettori la pi importante
, ed sempre stata, mia moglie Elysha
Dicks, per la quale scrivo ogni parola. Per me
scrivere un tentativo continuo di stupire la
dolce fanciulla che amo. una fortuna che
Elysha apprezzi i miei libri e mi sostenga
sempre. lei la ragione per cui desidero
scrivere bene e per cui almeno in parte ci
riesco.
Un ringraziamento speciale a Lindsay
Heyer per avermi suggerito di utilizzare
lamico immaginario della mia infanzia come
fonte di ispirazione. Ho avuto la fortuna,
negli ultimi quattro anni, di passare un bel
po di tempo con lei: questo libro non esisterebbe se Lindsay non fosse stata per me una
vera amica e unascoltatrice cos attenta.
Grazie ai miei suoceri, Barbara e Gerry
Green, per laffetto e il sostegno. Malgrado il
loro entusiasmo talvolta eccessivo (e i loro

704/715

cani che spesso hanno mandato ai matti me e


mia moglie), sono unautentica benedizione.
Finalmente ho capito cosa significhi lorgolglio di un genitore per un un figlio. Un
prezioso e inaspettato regalo.
Grazie alla vera signora Gosk, non tanto
diversa da quella del romanzo. Sono stato
fortunato ad averla come mentore quando ho
cominciato la carriera di insegnante quattordici anni fa: fin dal primo giorno ci ha accomunati una grande affinit. Donna una
delle migliori insegnanti che abbia mai conosciuto, e lho vista lasciare una traccia profonda nelle vite di numerosi bambini. Volevo
dare a Max e Budo il miglior insegnante possibile: la vita reale mi ha fornito un personaggio che la mia immaginazione non avrebbe
mai potuto concepire.
Un grosso grazie a Celia Levett, redattore
di questo romanzo. I nomi dei redattori
dovrebbero comparire in copertina come
riconoscimento per tutto il lavoro che

705/715

svolgono nellaccompagnare un libro al traguardo. La competenza di Celia mi ha salvato


da numerosi imbarazzi grammaticali e il suo
soffio vitale presente bench nascosto in
ogni pagina, come un amico immaginario.
Gratitudine imperitura a Daniel Mallory:
anche se non ci siamo mai incontrati di persona, sento tra noi grande affinit, nata attraverso qualche telefonata e una marea di
mail. Sospetto che se Daniel vivesse nei
paraggi saremmo ottimi amici, ma con
loceano in mezzo mi devo accontentare dei
suoi saggi e preziosi consigli. Sono fortunato
ad aver trovato qualcuno cos abile
nellaiutarmi a dar vita a Budo.
Infine, eterna gratitudine a Taryn Fagerness, agente e amica, convinta che avrei potuto scrivere questa storia qunado io non lo
ero ancora. Senza il suo incoraggiamento,
Budo & co. sarebbero rimasti nel mio hard
disk, tra le idee incompiute. Taryn stata
lamica invisibile nella mia carriera di

706/715

scrittore e ha reso ogni salita meno ripida,


ogni successo pi gioioso e ogni frase che
scrivevo meno infelice. lei la Teeny della
mia vita. Il mio angelo custode.

Table of Contents
Collana
Frontespizio
Colophon
Dedica
Uno
Due
Tre
Quattro
Cinque
Sei
Sette
Otto
Nove
Dieci
Undici
Dodici
Tredici
Quattordici
Quindici

708/715

Sedici
Diciassette
Diciotto
Diciannove
Venti
Ventuno
Ventidue
Ventitre
Ventiquattro
Venticinque
Ventisei
Ventisette
Ventotto
Ventinove
Trenta
Trentuno
Trentadue
Trentatre
Trentaquattro
Trentacinque
Trentasei
Trentasette

709/715

Trentotto
Trentanove
Quaranta
Quarantuno
Quarantadue
Quarantatre
Quarantaquattro
Quarantacinque
Quarantasei
Quarantasette
Quarantotto
Quarantanove
Cinquanta
Cinquantuno
Cinquantadue
Cinquantatre
Cinquantaquattro
Cinquantacinque
Cinquantasei
Cinquantasette
Cinquantotto
Cinquantanove

710/715

Sessanta
Sessantuno
Sessantadue
Epilogo
Ringraziamenti

Table of Contents
Collana
Frontespizio
Colophon
Dedica
Uno
Due
Tre
Quattro
Cinque
Sei
Sette
Otto
Nove
Dieci
Undici
Dodici
Tredici
Quattordici
Quindici

712/715

Sedici
Diciassette
Diciotto
Diciannove
Venti
Ventuno
Ventidue
Ventitre
Ventiquattro
Venticinque
Ventisei
Ventisette
Ventotto
Ventinove
Trenta
Trentuno
Trentadue
Trentatre
Trentaquattro
Trentacinque
Trentasei
Trentasette

713/715

Trentotto
Trentanove
Quaranta
Quarantuno
Quarantadue
Quarantatre
Quarantaquattro
Quarantacinque
Quarantasei
Quarantasette
Quarantotto
Quarantanove
Cinquanta
Cinquantuno
Cinquantadue
Cinquantatre
Cinquantaquattro
Cinquantacinque
Cinquantasei
Cinquantasette
Cinquantotto
Cinquantanove

714/715

Sessanta
Sessantuno
Sessantadue
Epilogo
Ringraziamenti

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