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APAT

SERVIZIO INTERDIPARTIMENTALE
PER LE CERTIFICAZIONI AMBIENTALI
CER
Identificazione
DT-EMA-01-2006
Rev.1

data
14/07/06

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TITOLO:
Linee guida per la predisposizione dellinformativa sul rispetto della legislazione
ambientale da parte delle organizzazioni richiedenti la registrazione ai sensi del
Regolamento CE 761/01 EMAS

INDICE
INTRODUZIONE

1 IL REGOLAMENTO EMAS
2 SCHEMA PROCEDURALE PER LA REGISTRAZIONE (art. 6 del Regolamento 761/01) E
DEFINIZIONE DEI RUOLI
3 CONSIDERAZIONI GENERALI
4 INFORMATIVA SUL RISPETTO DELLA LEGISLAZIONE AMBIENTALE: MODALITA
OPERATIVE
5 TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI AD APAT
6 AZIONI DA INTRAPRENDERE A FRONTE DI NON CONFORMITA E/O VIOLAZIONI DELLE
LEGGI AMBIENTALI
7 AZIONI PER IL MANTENIMENTO DEL LIVELLO DI ATTENZIONE SULLE TEMATICHE
AMBIENTALI E PERIODICITA DEI CONTROLLI SUL RISPETTO DELLE PERTINENTI LEGGI
AMBIENTALI DA PARTE DELLE ORGANIZZAZIONI
8 GESTIONE DELLE INFORMAZIONI SUL RISPETTO DELLE PERTINENTI LEGGI
AMBIENTALI ACQUISITE SUCCESSIVAMENTE ALLA REGISTRAZIONE EMAS
9 CONSULTAZIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI
10 CONSIDERAZIONI SULLE MODALITA DI VALUTAZIONE DEL RISPETTO DELLA
LEGISLAZIONE AMBIENTALE PER ALCUNE TIPOLOGIE DI ENTITA REGISTRABILI
(allegato I Decisione della Commissione 681/2001)
11 DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
12 ALLEGATI







1 14/072006
Recepimento osservazioni
ARPA/APPA Rossella Gaf Rocco Ielasi
GdL APAT-ARPA-
APPA
0 22/05/2006 Prima emissione
GdL APAT-ARPA-
APPA Rossella Gaf
Rev. DATA DESCRIZIONE EMISSIONE REDATTO VERIFICATO APPROVATO
Posizione archivio:

Nome del file: DT-EMA-01-2006 rev.1 del 14.07.06


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Introduzione
La presente Linea Guida ha lobiettivo di fornire alle ARPA/APPA indicazioni pratiche per la predisposizione
dellinformativa sul rispetto della legislazione ambientale da parte delle organizzazioni richiedenti la registrazione
EMAS, al fine di rendere omogeneo loperato dei funzionari su tutto il territorio nazionale e superare
situazioni/comportamenti che possano creare disparit fra una Regione e laltra. Il presente documento frutto del
lavoro congiunto di APAT, ARPA e APPA e rappresenta un altro tassello importante per rendere pi efficiente il
Sistema delle Agenzie nellambito delle attivit richieste dai nuovi strumenti di politica europea.
I contenuti della presente Linea Guida sono una esplicitazione di quelli della pi generale procedura di integrazione
APAT-ARPA-APPA: EMAS: integrazione del sistema ANPA-ARPA-APPA nei processi di registrazione delle
organizzazioni approvato dal Consiglio delle Agenzie in data 19/02/2002.
Il Gruppo di Lavoro APAT-ARPA-APPA, costituitosi il 24 settembre 2003, ha coinvolto tutte le Agenzie regionali e
provinciali ad eccezione dellARPA Valle DAosta. Il Gruppo si poi suddivido in 5 sottogruppi, ciascuno incaricato
di elaborare parte delle linee guida. I singoli sottogruppi erano cos composti:
Sottogruppo 1 (Parte Generale): Marche (Federica Allegrezza, Massimo Marcheggiani), Umbria (Laura Beneventi,
Susanna DAmico), Piemonte (Marco Glisoni), Sardegna (Graziano Sarritzu)
Sottogruppo 2 (Organizzazioni che operano in un unico sito e organizzazioni che potrebbero registrare unentit pi
piccola di un sito): Puglia (Giuseppe Gravina), Calabria (Cristiana Simari Benigno), Sicilia (Francesca Intravaia,
Fiammetta Pant, Michele Fiore), Lombardia (Claudio Rabasco, Francesca Gaburro, Rossella Azzoni, Massimo
Mauri)
Sottogruppo 3 (Organizzazioni che operano in pi siti con prodotti o servizi simili; con prodotti o servizi diversi):
Trento (Paolo Tranquillini), Bolzano (Debora Predenz), Basilicata (Maria Angelica Auletta), Abruzzo (Lorelay
DAmico), Toscana (Marcello Mossaverre, Luciano Giovannelli, Paola Querci, Roberta Mastri, Patrizia Andreini)
Sottogruppo 4 (Piccole imprese che operano in un grande territorio e producono prodotti o servizi identici o simili):
Friuli V.G. (Fabio Veronese, Enrico Artini), Molise (Debora Giancola), Campania (Anna Maria Matrone, Gennaro
Oliviero), Emilia Romagna (Riccardo Franchini, Paolo Maroli, Marina Mengoli, Emanuela Venturini).
Sottogruppo 5 (Autorit locali e istituzioni governative): Liguria (Donatella Grimaldi, Roberta Cataudella), Veneto
(Riccardo Quaggiato), Lazio (Stefano Brasini).
APAT, oltre ad aver elaborato alcuni capitoli delle linee guida, ha raccolto e messo insieme i contributi dei singoli
sottogruppi, elaborando il documento conclusivo poi approvato dalle singole Agenzie tra lottobre ed il dicembre
2005. Dallapplicazione delle linee guida, da parte di alcune Agenzie scaturita la necessit di rendere il documento,
poco operativo, disomogeneo e ripetitivo, pi snello, organico nei contenuti e fruibile da tutti i funzionari ed operatori.
Nei primi mesi del 2006, APAT si dunque fatta carico di tale revisione che conserva, sintetizzandoli e
riorganizzandoli, tutti i contenuti definiti dai singoli sottogruppi, riportando in allegato le indicazioni per le singole
entit registrabili definite dai sottogruppi 2, 3, 4, 5 (allegato 6), le tabelle di sintesi della legislazione ambientale di
riferimento ( allegato 1 e 7) ed i format (allegati 2, 3, 4, 5) .

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1. Il Regolamento EMAS
Il Regolamento EMAS (EcoManagement and Audit Scheme) una legge europea, relativa ad uno schema ad adesione
volontaria che ha la finalit di promuovere il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali e la comunicazione
al pubblico e ad altri soggetti interessati di informazioni pertinenti.
Il Regolamento europeo EMAS e lo standard ISO 14001 sono ad oggi i principali schemi di certificazione volontaria
nellambito della gestione ambientale. La certificazione secondo la norma ISO 14001 rappresenta un passo
propedeutico
1
alla registrazione EMAS che richiede il rispetto della legislazione ambientale applicabile, lattuazione di
un sistema di gestione dedicato essenzialmente alle effettive prestazioni ambientali con limpegno al miglioramento
continuo, da raggiungere anche attraverso il dialogo aperto con il pubblico ed il coinvolgimento attivo dei dipendenti.
Lobiettivo dell'EMAS consiste nel promuovere miglioramenti costanti dellefficienza ambientale delle diverse attivit
economiche dellorganizzazione che si registra. Ladesione ad EMAS comporta una presa di coscienza e responsabilit
da parte dellorganizzazione produttiva o di servizi nei confronti degli impatti che essa stessa genera sullambiente
circostante: nel quadro pi ampio del percorso verso uno sviluppo sostenibile, rappresenta dunque una scelta etica.
Il Regolamento (CE) EMAS 761/01 corredato da tre documenti di orientamento per lattuazione di EMAS. Si tratta
della Decisione della Commissione 2001/681, della Raccomandazione della Commissione 2001/680, entrambe del 7
settembre 2001, e della Raccomandazione 2003/532 del 10 luglio 2003, vere e proprie linee guida che analizzano nel
dettaglio le modalit di applicazione di alcuni punti specifici del Regolamento.
2. Schema procedurale per la registrazione (art. 6 del Regolamento 761/01) e definizione dei ruoli
In linea generale il processo di registrazione
2
pu essere sintetizzato come descritto di seguito:
Regolamento EMAS: procedura per la registrazione delle organizzazioni
Registrazione
Documenti
+ tassa di registrazione
s
no
Organizzazione
Organismo
Competente
(Comitato Ecolabel-
Ecoaudit Sez. EMAS)
APAT ARPA/ APPA
Responsabile di I struttoria
Completezza
Relazione
Requisiti
EMAS
no
s
Conformit legislativa
Comunicazione
Eventuali osservazioni
Non registrabilit
I nformazione al pubblico
Comunicazione
Ricevimento domanda
Modifiche/ integrazioni
Modifiche/ integrazioni



1 E utile precisare che la certificazione ISO 14001 non rappresenta un passaggio necessario per accedere ad EMAS: indicata come passo
propedeutico, poich il Regolamento EMAS ha fatto propri, inserendoli nel testo, i requisiti del sistema di gestione ambientale definiti dalla norma
internazionale, ci al fine anche di superare la contrapposizione fra i due strumenti.
2 Per approfondimenti sui dettagli della procedura, si rimanda alla Procedura per la registrazione delle organizzazioni disponibile sul sito:
http://www.apat.gov.it/certificazioni/site/it-IT/EMAS/documentazione/procedure.

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Considerato lapproccio volontario e gli investimenti operati dal richiedente, particolarmente importante che il
processo di registrazione si svolga in modo coerente, fluido e senza interferenze fra i diversi attori che contribuiscono a
realizzare liter procedurale: questo, inoltre, deve svilupparsi, per quanto possibile, in tempi ragionevoli e congruenti
con le cadenze di aggiornamento annuale e rinnovo triennale fissate dal Regolamento.
A tal fine fondamentale definire in modo chiaro i diversi ruoli dei soggetti pubblici e privati coinvolti. In sintesi:
ORGANIZZAZIONE: il soggetto che si attiva per ottenere la registrazione, realizza il processo di attuazione del
sistema di gestione ambientale e predispone la dichiarazione ambientale.
VERIFICATORE AMBIENTALE: un soggetto privato accreditato dallorganismo di accreditamento
3
, che verifica,
su richiesta dellorganizzazione, la rispondenza del sistema di gestione ambientale ai requisiti richiesti dal
Regolamento e convalida la dichiarazione ambientale, attestando lattendibilit delle informazioni e dei dati contenuti
in essa.
ORGANISMO COMPETENTE, Comitato per lEcolabel e lEcoaudit, Sezione EMAS
3
: il soggetto, istituito dal DM
413/95, responsabile dellesecuzione delle funzioni previste dal Regolamento EMAS; ha il compito di deliberare la
registrazione o il diniego della stessa, la cancellazione o la sospensione di organizzazioni dalla registrazione.
APAT: incaricata dal DM 413/95 di fornire supporto tecnico al Comitato Sezione EMAS nelladempimento delle sue
funzioni; in particolare, svolge le istruttorie tecniche per:
a) valutare i contenuti della dichiarazione ambientale, al fine di consentire al Comitato di adottare o meno le
delibere di registrazione EMAS,
b) valutare la capacit tecnica/gestionale dei verificatori ambientali, al fine di consentire al Comitato di adottare
o meno le delibere di accreditamento.
ARPA/APPA: fornisce, su richiesta dellAPAT, uninformativa sul rispetto da parte dellorganizzazione della
legislazione ambientale.
3. Considerazioni generali
Per definire in modo il pi possibile univoco ed omogeneo il percorso per la raccolta di informazioni da parte delle
Agenzie Regionali/Provinciali, opportuno richiamare il testo dellarticolo 6, paragrafo 1, del Regolamento 761/2001
che, omesse le altre condizioni per la registrazione, su questa materia recita: Se un organismo competente ... (omissis)
... ha appurato, sulla base degli elementi ricevuti, e in particolare attraverso la richiesta allautorit competente in
materia di controllo di informazioni sul fatto che lorganizzazione ottemperi alla legislazione ambientale applicabile,
che lorganizzazione soddisfa tutti i requisiti del presente regolamento, esso registra lorganizzazione . (il corsivo
nostro).
3.1 L autorit competente in materia di controllo
Sebbene, in generale, le Agenzie Regionali/Provinciali per lAmbiente espletino la funzione di supporto tecnico in
materia ambientale allazione della Regione, delle Province, dei Comuni e delle Comunit Montane, nellambito della
suddetta procedura, si configurano come autorit competente in materia di controllo.

3
Il Regolamento 761/01 EMAS incarica gli Stati Membri di istituire un sistema di accreditamento per i verificatori (art. 4), anche attraverso la
istituzione di un soggetto apposito, e di designare lorganismo competente (art. 5) per la registrazione delle organizzazioni. In Italia il DM n. 413 del
02/08/95 ha istituito un soggetto unico, il Comitato per lEcolabel e lEcoaudit che, per il Regolamento EMAS, ha funzioni sia di organismo di
accreditamento sia di organismo competente. Il Comitato per lEcolabel e lEcoaudit suddiviso in due sezioni, Ecolabel ed EMAS, che svolgono
rispettivamente le funzioni stabilite dai Regolamenti 1980/2000 e 761/2001.

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In questo ambito, dunque, per gli aspetti di carattere ambientale (acqua, aria, suolo, rifiuti, controllo integrato
dellinquinamento, valutazioni di impatto ambientale), le ARPA/APPA si fanno carico di fornire una risposta
allAPAT o sulla base dei controlli effettuati direttamente (attivit istituzionali stabilite dalle leggi regionali/provinciali
istitutive delle singole Agenzie o richieste dagli Enti interessati a loro discrezione) o fornendo le valutazioni e gli esiti
dei controlli effettuati dallEnte competente.
Per gli aspetti di carattere non strettamente ambientale (verifiche impiantistiche, igiene industriale, sicurezza nei luoghi
di lavoro, alimenti e fitofarmaci,), anche se istituzionali per le Agenzie (paragrafo 3.2), cos come per gli aspetti sui
quali ARPA/APPA non ha alcuna competenza procedurale (CPI/DIA, gas tossici, PRG, licenze e regolamenti
digiene,), ciascuna Agenzia valuta lopportunit di fornire ad APAT approfondimenti in merito, al fine di delineare
un quadro complessivo sulla corretta gestione dellorganizzazione.
LARPA/APPA rappresenta in sintesi il tramite per acquisire le informazioni necessarie presso i vari Enti competenti.
Alle ARPA/APPA non viene, infine, richiesta una valutazione dei contenuti della dichiarazione ambientale: tale
azione, infatti, oltre ad interferire con compiti e responsabilit assegnate ad altri soggetti (vedi diagramma al paragrafo
2), inserirebbe un intervento da parte della autorit di controllo non previsto, in questa fase, dal processo definito dal
Regolamento EMAS ed, inoltre, riguarderebbe un documento non autorizzato ad essere pubblicato, finch non viene
concessa la registrazione EMAS.
3.2 La legislazione ambientale applicabile
Ai fini della definizione dei confini della legislazione ambientale applicabile alla singola organizzazione, utile partire
dalla individuazione degli aspetti ambientali generati dalla stessa. Infatti, se laspetto ambientale normato e
ladempimento relativo in capo allorganizzazione, sar oggetto di valutazione.
Va ricordata, in tale ambito, lanomalia contenuta nel testo italiano del Regolamento 761/01 rispetto a quello inglese
che il riferimento iniziale, frutto del lavoro di revisione del primo Regolamento EMAS operato in sede europea.
Lanomalia consiste nel fatto che il testo in inglese riferisce allart. 6 compliance of the organization with the
relevant
4
environmental legislation, mentre il testo italiano fa riferimento a ottemperi alla legislazione ambientale
applicabile. Premesso che il testo di riferimento in ambito nazionale quello in italiano e che non sarebbe praticabile
una suddivisione in rilevante o meno della legislazione ambientale, si pone allattenzione delle ARPA/APPA il fatto
che non tener conto di questa anomalia potrebbe comportare per il sistema produttivo nazionale e per le relative
organizzazioni in genere, una penalizzazione nei confronti delle analoghe concorrenti europee, facendo venir meno il
concetto che EMAS, oltre che ad essere uno strumento volontario di miglioramento ambientale, deve essere anche uno
strumento di mercato.
LAgenzia provvede a valutare il rispetto della normativa ambientale e delle prescrizioni autorizzative dove ha
specifica competenza od eventualmente a richiedere informazioni agli Enti competenti.
In questa sede si riportano le matrici ambientali ed i principali ambiti della normativa ambientale sui quali pu
convergere la valutazione:


4
Sebbene di norma il termine relevant significa attinente, pertinente e quindi applicabile, tuttavia in ambito legale, e dunque in questo
contesto, la corretta traduzione del temine importante, utile.

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aria
acque (superficiali e sotterranee)
suolo e sottosuolo (compresi agricoltura, cave e
giacimenti minerari)
rifiuti
rumore
prevenzione incendi
industrie insalubri
gas tossici
rischio di incidente rilevante
sostanze pericolose
radioprotezione
inquinamento elettromagnetico
valutazione di impatto ambientale
prevenzione e riduzione integrate dellinquinamento
(IPPC)
beni ambientali e aree protette

Per unanalisi di carattere generale delle principali normative legate ad alcuni settori tematici, si suggerisce la
consultazione dellAllegato 1. E importante comunque sottolineare che non si tratta di un quadro esaustivo:
levoluzione della norma costante ed sempre possibile la nascita di nuovi settori legislativi ambientali, come pure
possibile che in un settore legislativo gi esistente (esempio: flora e biodiversit in genere) vengano introdotte nuove
leggi che riguardano i siti produttivi e di servizi.
Un ulteriore elemento necessario alla definizione del quadro legislativo, ma soprattutto alla sua applicazione sul
campo, costituito dalle tipologie di obblighi che conseguono alla legislazione ambientale. Si distinguono obblighi di
carattere documentale (A) e obblighi relativi allo stato di fatto del sito e dei suoi impatti sullambiente (B). Allinterno
di queste due categorie si collocano poi le specifiche tipologie di obblighi legislativi ambientali.
A Obblighi di carattere documentale.
A1 Obblighi di possesso di autorizzazioni (esempio: autorizzazione alle emissioni in atmosfera ex DPR
203/88).
A2 Obblighi di invio allautorit di determinata documentazione (esempi: obbligo di invio del rapporto di
sicurezza per gli impianti esistenti a rischio di incidente rilevante ex DPR 334/99; obbligo di invio di
analisi allavvio dellimpianto autorizzato ex DPR 203/88; obbligo annuale di presentazione del MUD).
A3 Obbligo di aggiornare e detenere presso il sito ed esibire ad eventuale controllo dellautorit, determinate
documentazioni (esempio: il registro dei rifiuti speciali ex D.Lgs. 22/97).
B Obblighi relativi allo stato di fatto del sito e dei suoi impatti sullambiente.
B1 Rispetto di prescrizioni analitiche, impiantistiche e gestionali specificamente emesse dallAutorit per il
sito interessato (esempi: prescrizioni riportate in un'autorizzazione per gestione rifiuti ex D.Lgs. 22/97;
prescrizioni relative alle emissioni in atmosfera ex D.P.R. 203/88).
B2 Rispetto di prescrizioni analitiche, impiantistiche e gestionali generalmente valide per determinate
categorie di insediamenti (esempi: rispetto dei limiti per lemissione fumi di impianti termici civili ex
Legge 10/91; prescrizioni impiantistiche per gli scarichi idrici di edifici a uso civile ex regolamento
edilizio del Comune; obbligo per il gestore di dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza ex D.Lgs.
334/99 per le attivit a rischio di incidente rilevante).

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Gli obblighi di cui al punto B1 possono derivare da quelli del punto A1; per esempio lobbligo di possesso di un
autorizzazione ex DPR 203/88 comporta certamente il rispetto di prescrizioni impiantistiche, gestionali ed analitiche
specifiche per il sito. Altri casi di obblighi del punto B1 derivano da atti della Pubblica Amministrazione che non
comportano un processo autorizzativo: per esempio, gli insediamenti esistenti a rischio di incidente rilevante in base al
D.Lgs. 334/99 non necessitano di autorizzazione, ma possono essere soggetti a decreti con prescrizioni impiantistiche
o di altro tipo atte a migliorarne la sicurezza. Altri obblighi, e nello specifico quelli dei tipi A2, A3 e B2, sono un
effetto diretto della legislazione, e non necessitano di un atto amministrativo emanato nei confronti dellorganizzazione
interessata.
4. Informativa sul rispetto della legislazione ambientale: modalit operative
In linea con le indicazioni definite dalla procedura di integrazione APAT-ARPA-APPA: EMAS: integrazione del
sistema ANPA-ARPA-APPA nei processi di registrazione delle organizzazioni, approvata dal Consiglio delle
Agenzie in data 19/02/2002, la predisposizione dellinformativa da parte delle ARPA/APPA competenti per territorio,
attivate da una richiesta formale dellAPAT, si svolge indicativamente nelle seguenti fasi:
1. definizione del quadro informativo con la valutazione interna dei propri dati ed eventuale verifica-valutazione
esterna dei dati richiesti ad altri soggetti;
2. analisi dei dati acquisiti;
3. elaborazione della relazione.
In relazione allo sviluppo temporale, la predisposizione dellinformativa di cui sopra deve essere svolta nellarco di 30
giorni.
Qualora, a seguito della valutazione, emergesse incompletezza delle informazioni, scarso aggiornamento dei dati e
presenza di particolari criticit, lARPA/APPA pu decidere se effettuare sopralluoghi mirati (fase 2a) o indagini
strumentali/analitiche (fase 2b), tese a completare il quadro valutativo; in tal caso, le tempistiche si dilatano a 60 giorni
o pi. La necessit di dilatazione dei tempi viene comunicata ad APAT.
Di seguito si riporta un sintetico diagramma di flusso che rappresenta le diverse fasi:
Modalit di predisposizione dellinformativa sul rispetto della legislazione ambientale applicabile
1. Definizione del quadro informativo
Valutazione
2. Analisi dei dati
3. Elaborazione della relazione
Espressione del parere
2a. Sopralluogo mirato
NO
2b. Indagini analitiche
SI
senecessarie
Informazione ad
APAT
prolungamento
tempistiche
30 gg 60 gg


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Si riporta nella sottostante tabella una sintesi delliter di valutazione.
Fase Modalit di svolgimento
Informazioni/dati da
raccogliere
Fonti
Tempo
richiesto
Informazioni generali
sullorganizzazione
Archivio ARPA/APPA
Sito web
dellorganizzazione
Altre fonti
Informazioni generali sul
comparto e sulle problematiche
ambientali ad esso legate: cicli
produttivi, aspetti/problematiche
ambientali rilevanti
Organizzazione
Siti web
Testi specifici (ad es. nel
caso di PMI che operano
in un Distretto, AAI di
distretto/area, RSA,
Programma di
miglioramento di
distretto/area, Analisi di
comparto)
Archivi interni
ARPA/APPA
I) raccolta dati e informazioni
preliminari relativamente
allorganizzazione e, se
necessario, al comparto
produttivo di appartenenza
Elenco della normativa
applicabile/pertinente allo
specifico comparto
Legislazione europea,
nazionale e regionale
1/2
settimane
1.
Definizione del quadro
informativo
II) richiesta informazioni,
mediante lettera o via e-mail, agli
Enti ed alle Istituzioni interessate
Autorizzazioni ambientali
Concessioni
Certificati
Notifiche
Comune
Provincia
VVF
ASL
.
Fino a 5
settimane
2.
Analisi e valutazione
dati
analisi delle informazioni raccolte
nelle varie fasi al fine di stendere
un quadro generale della
situazione esistente

Aspetti ambientali rilevanti
Criticit
Soluzioni/misure di
abbattimento e prevenzione
Adempimenti normativi di
stretta pertinenza
Copie dei documenti
acquisiti
Esiti interpellanze Enti
Pareri parziali Settori
interni ARPA/APPA
Organizzazione
Letteratura specifica
Settori interni
ARPA/APPA
2/4
settimane
anche
non
consecuti
ve

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raccolta informazioni dettagliate
su cicli produttivi, materie prime
ed ausiliarie, misure di
protezione e riduzione
dellinquinamento, etc.
Modalit di prelievo e
scarico acque
Caratteristiche qualitative e
quantitative dei fumi,
relative modalit e
tecnologie di abbattimento
Modalit di gestione rifiuti,
criteri di identificazione e
separazione, depositi
temporanei
Presenza e stato di serbatoi
interrati
Presenza di manufatti
contenenti amianto
Stato dei sistemi/misure di
emergenza
a) Sopralluogo
acquisizione documenti
analisi della documentazione in
possesso dellorganizzazione e
accertamento della rispondenza
tra quanto prescritto e quanto
messo in opera
Autorizzazioni ambientali
Concessioni
Certificati
Notifiche
Organizzazione
1/2
giorno/i
2
b) Indagini
strumentali/analitiche
in relazione alle indagini da
eseguire

Organizzazione
Settori interni
ARPA/APPA
Laboratori
2/4
settimane
in
relazione
alle
indagini
da
eseguire
3. elaborazione relazione
raccolta della documentazione da
conservare, unitamente al parere
conclusivo dellAgenzia, in un
dossier agli atti
Eventuale relazione di
sopralluogo
Parere conclusivo
Organizzazione
Letteratura specifica
Settori interni
ARPA/APPA
1/2
settimane
Indicativamente, nel seguente diagramma Gantt, riassunto lo sviluppo temporale per la predisposizione
dellinformativa (gli spazi in graticcio indicano i tempi necessari in caso di sopralluogo e indagini strumentali).
TEMPO settimane
FASE 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
I) raccolta dati preliminari
1
Quadro
informativo
II) acquisizione informazioni presso Enti
Analisi dati /valutazione
a) Sopralluogo
2
b) Indagini strumentali/analitiche
3 Elaborazione relazione


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4.1 Definizione del quadro informativo (fase 1) ed analisi e valutazione dei dati (fase 2)
La fase di definizione del quadro informativo viene attivata, di norma, al momento della ricezione della richiesta di
informazioni da parte di APAT e pu essere suddivisa in due sotto attivit:
a) Raccolta di dati e informazioni relativamente allazienda ed al comparto produttivo di appartenenza: occorre
raccogliere sia informazioni di carattere generale sullorganizzazione che richiede la registrazione sia sul comparto
produttivo di appartenenza. Nel primo caso, come specificato dalla procedura di integrazione APAT-ARPA-
APPA, si tratta di ricostruire presso larchivio ARPA/APPA la documentazione riferita ad istruttorie per
autorizzazioni, atti di vigilanza, eventuali report e monitoraggi comunicati dallorganizzazione, eventuali criticit
ambientali riferite ad episodi pregressi. Nel secondo caso vanno attinte da fonti quali rapporti ambientali, testi
specifici, eventualmente siti web, informazioni che consentano di individuare, con relativa buona
approssimazione, le matrici ambientali su cui lorganizzazione agisce nonch gli ambiti normativi di riferimento.
Qualora le Agenzie prendano parte a qualunque titolo a progetti di promozione della registrazione EMAS (per es.
distretti industriali, progetti Life, etc.), per ovviare ai limiti temporali imposti per la valutazione (e anche per
testare la volont delle organizzazioni di impostare un rapporto collaborativo con lEnte di controllo), si pu
attivare questa fase ricognitiva in anticipo rispetto alla richiesta formale di intervento da parte di APAT, avendo
cura di dare rilievo a questo modus operandi, affinch siano le stesse organizzazioni a richiedere di rapportarsi in
itinere con lAgenzia e non solo in fase conclusiva;
b) Richiesta di informazioni, mediante lettera (allegato 2) o per via telematica, agli Enti ed alle Istituzioni
interessate: qualora le informazioni circa la regolarit del regime autorizzativo nonch lottemperanza a tutti gli
obblighi previsti dalla normativa ambientale applicabile al caso aziendale in esame, leventuale coinvolgimento
diretto dellazienda in incidenti ambientali, lesistenza di pendenze e/o condanne per illeciti in materia ambientale,
non siano gi patrimonio dellAgenzia, si potranno contattare le Pubbliche Amministrazioni competenti (Comune,
Provincia, Regione, Azienda Sanitaria Locale, i Vigili del Fuoco) o gli organismi di polizia giudiziaria (Corpo
Forestale dello Stato, G.d.F., CCTA, etc.). La verifica incrociata di documenti e informazioni presso gli Enti e le
Istituzioni interessate pu consentire di ridurre la probabilit di errore e di incompletezza.
E importante precisare che, ai sensi della L. 241/90, il percorso per acquisire atti che sono gi in possesso della P.A.
non deve coinvolgere in nessun caso lorganizzazione: lARPA/APPA potr, come si detto, contattare gli Enti
competenti oppure potr visionare o acquisire gli atti e le informazioni necessarie direttamente dallorganizzazione
solo ed esclusivamente in occasione delleventuale sopralluogo. Come gi specificato nel paragrafo 3.1, si ribadisce
che in nessun caso deve essere richiesta copia della dichiarazione ambientale convalidata in quanto:
I. non un documento valido fino alla delibera del Comitato per lEcolabel e lEcoaudit, Sezione EMAS Italia ed
alliscrizione dellorganizzazione nel registro europeo;
II. le ARPA/APPA non sono inserite nel processo di valutazione dei contenuti della dichiarazione ambientale ed
intervenire in tale fase significa stravolgere il processo definito dal Regolamento EMAS che stabilisce che il
soggetti coinvolti sono lorganizzazione, il verificatore accreditato e lorganismo competente.
In base ai risultati di questo esame documentale, viene elaborata la relazione (fase 3, paragrafo 4.3).
Qualora tuttavia vengano individuate lacune nella documentazione in possesso degli uffici e/o emergano punti critici
della situazione strutturale e ambientale del sito, le ARPA/APPA possono decidere se effettuare un sopralluogo e/o
indagini ulteriori (fasi 2a e 2b).

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4.2 Sopralluogo (fase 2a) e indagini analitiche (fase 2b)
Previo accordo con i responsabili aziendali, gli incaricati dellAgenzia effettuano una visita (articolata su pi giornate
qualora fosse necessario) presso il/i sito/i dellorganizzazione al fine di:
a) approfondire presso il sito il livello di conoscenza strutturale per rilevare lo stato di conservazione e manutenzione
delle installazioni e cogliere riscontri a quanto emerso in fase di analisi della documentazione. Lanalisi di questi
aspetti utile per capire, discutendone anche con i responsabili dellorganizzazione, la capacit della stessa a
mantenere nel tempo e con continuit il rispetto della legislazione ambientale; la segnalazione da parte
dellAgenzia di uno stato di particolare deterioramento o vetust delle installazioni pu essere uno spunto per
raccomandazioni allorganizzazione in sede di registrazione;
b) raccogliere eventuali informazioni (qualora non gi note sulla base dellindagine preliminare di
archivio/area/comparto) su cicli produttivi, su impianti accessori o ausiliari e di servizio, sostanze chimiche
utilizzate, misure di protezione e riduzione dellinquinamento, etc. In generale, a prescindere dai casi specifici,
viene posta particolare attenzione ai seguenti aspetti:
modalit di prelievo e scarico delle acque;
caratteristiche qualitative e quantitative delle emissioni in atmosfera, relative modalit e tecnologie di
abbattimento;
modalit di gestione dei rifiuti, in particolare criteri di identificazione e separazione dei rifiuti, esistenza e
stato di eventuali depositi temporanei;
presenza, anche pregressa, di serbatoi interrati;
presenza di manufatti contenenti amianto;
presenza e stato di sistemi/misure di emergenza;
c) effettuare la verifica documentale relativamente alla documentazione in possesso dellorganizzazione, in
particolare:
autorizzazioni ambientali (es. emissioni atmosferiche, scarichi idrici, stoccaggio/trattamento rifiuti);
concessioni (es. prelievo idrico);
certificati relativi ad autocontrolli previsti da autorizzazioni (es. su emissioni atmosferiche, scarichi);
notifiche (es. Aziende a rischio di incidente rilevante);
registri (es. carico/scarico rifiuti);
comunicazioni obbligatorie ad Amministrazioni/Enti di controllo (periodiche e non) (es. PCB, MUD);
autocertificazioni (es. valutazioni di impatto acustico);
d) accertare, almeno per gli adempimenti che prevedono evidenza immediata, la rispondenza fra quanto prescritto e
quanto messo in opera.
La corretta esecuzione dellindagine presso i siti, sia essa visiva che documentale, pu essere basata, ai fini della
completezza e delluniformit del metodo, nonch dellottimizzazione temporale, su check-list di valutazione (allegato
3) suddivise per matrice ambientale.
Pu accadere, comunque, che la complessit della situazione nella struttura sotto esame o la peculiarit di alcune
tematiche non permetta, anche dopo la visita programmata, una valutazione compiuta. Ad esempio, per questioni
interpretative pu non essere chiaro se un gestore di rifiuti abbia ottemperato a una prescrizione regionale; oppure, pur
in presenza della dovuta autorizzazione alle emissioni in atmosfera, le condizioni di efficienza di un impianto di

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abbattimento possono apparire molto dubbie e le analisi di parte pubblica mancare del tutto o risalire a molto indietro
nel tempo.
Occorre, in casi di questo tipo, avere contributi interpretativi su materie specifiche ed effettuare, eventualmente,
incontri e scambi di corrispondenza con gli Enti competenti per tutti gli elementi procedurali, documentali e di fatto
che richiedono un approfondimento; nel caso in cui le informazioni acquisite non siano comunque sufficienti e la
criticit di specifici problemi lo richieda, come si detto, saranno effettuate indagini strumentali/analitiche
specialistiche per l'acquisizione di quanto ritenuto necessario a completare il quadro informativo.
4.3 Relazione (fase 3)
Nel dettaglio, la relazione conclusiva (allegato 4) riporta, in modo sintetico e limitatamente alle tematiche di
competenza ARPA/APPA, i seguenti elementi:
gli estremi di identificazione degli atti autorizzativi;
gli elementi di non conformit descritti in modo preciso, riportandone il dettaglio. Si sottolinea che
linformazione sulle criticit riscontrate deve riassumere sinteticamente i risultati delle indagini analitiche
effettuate e dei provvedimenti attuati in conseguenza dellaccertamento della violazione (comunicazione
allautorit giudiziaria, alle autorit competenti, eventuali provvedimenti di autorit competenti, etc.);
eventuali fattori critici, di tipo impiantistico o gestionale, emersi da precedenti attivit di controllo o dalla
presa visione dello stato di fatto dellorganizzazione, che costituiscono una fonte potenziale ed evidente di
futura criticit.
Per le autorizzazioni di competenza dei diversi Enti a seguito di unistanza, che per legge deve avere riscontro entro un
termine prefissato, in caso di mancato rispetto del termine, e considerato che non ci si pu avvalere del silenzio
assenso, nel parere si prende atto delle domande presentate dallazienda, evidenziando la mancata conclusione del
procedimento da parte degli Enti interessati.
In funzione del livello di conoscenza, l'Agenzia, ove possibile, integra la relazione con una valutazione di massima in
merito al grado di coerenza che l'organizzazione dimostra rispetto al contesto della legislazione ambientale applicabile.
5. Trasmissione delle informazioni ad APAT
Acquisite tutte le informazioni necessarie, il referente dellARPA/APPA territorialmente competente (funzionario
individuato dalle singole Agenzie per gestire linterfaccia con lAPAT nella predisposizione dellinformativa sul
rispetto della legislazione ambientale), trasmette la sintesi delle proprie valutazioni in modo chiaro ed univoco,
esprimendo, sulla base delle informazioni in proprio possesso, una valutazione positiva o negativa, debitamente
sottoscritta dal responsabile della struttura competente (allegato 5). Tale valutazione deve essere riferita alla situazione
attuale o immediatamente pregressa del sito, con riferimento, se opportuno, ai dati storici in campo ambientale ed agli
interventi correttivi attuati dallorganizzazione in esame. Qualora vi siano degli elementi di criticit, le Agenzie sono
invitate a tener conto in modo prioritario degli aspetti sostanziali conseguenti allapplicazione della legislazione
ambientale: il Regolamento EMAS, infatti, esigendo da parte dei soggetti che decidono di applicarlo un approccio
preventivo nei confronti degli impatti ambientali, rappresenta unopportunit non solo per le organizzazioni ma anche
per le ARPA/APPA ai fini di un pi stretto ed efficace controllo del territorio.
LARPA/APPA pu decidere, in funzione della propria organizzazione interna, se allegare o meno allinformativa, la
relazione tecnica elaborata. Per concludere, utile sottolineare la necessit che le informazioni siano sempre corredate

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da una valutazione espressa da ARPA/APPA, in mancanza di questa ogni informazione trasmessa risulta per APAT
non significativa n utilizzabile ai fini istruttori, in quanto APAT non pu trarre conclusioni da elementi la cui
valutazione responsabilit di altri soggetti istituzionali.
6. Azioni da intraprendere a fronte di non conformit e/o di violazioni delle leggi ambientali pertinenti
Se durante la predisposizione dellinformativa sul rispetto della legislazione ambientale applicabile da parte di
unorganizzazione, si rileva una non conformit, oltre allattivazione delle procedure previste a fronte della violazione
riscontrata, lARPA/APPA provvede ad esprimere una valutazione ed a comunicarla ad APAT.
Un aspetto che va messo in evidenza che a volte la mancanza di unautorizzazione da parte di unorganizzazione
richiedente EMAS non imputabile allorganizzazione stessa, ma dovuta a ritardi da parte dellamministrazione
preposta al rilascio. Questo fatto, che non pregiudica lottenimento della certificazione secondo la norma ISO 14001,
pu essere ostativo rispetto allottenimento della registrazione EMAS. Nel caso specifico, opportuno che
lARPA/APPA promuova unazione di sensibilizzazione e sollecito delle altre amministrazioni per far s che non si
pregiudichi, con tali ritardi, il percorso volontario di unazienda verso leccellenza ambientale. Nei casi in cui poi si
riscontri la presenza di una autorizzazione errata, auspicabile che lARPA/APPA indichi il percorso corretto per
sanare la non conformit; questo sempre nel quadro di un intervento costruttivo da parte delle Agenzie nei confronti di
organizzazioni che hanno deciso di intraprendere un percorso verso la trasparenza ed il miglioramento continuo delle
prestazioni ambientali.
7. Azioni per il mantenimento del livello di attenzione sulle tematiche ambientali e periodicit dei
controlli del rispetto delle pertinenti leggi ambientali da parte delle organizzazioni.
Nellambito dei dispositivi legislativi di tipo volontario, le Agenzie per lambiente devono riuscire a mantenere
lequilibrio fra due importanti compiti:
garantire il giusto livello di attenzione sulle organizzazioni una volta registrate EMAS, ai fini di assicurare la
credibilit al sistema;
riconoscere fiducia al sistema ed evitare inutili appesantimenti amministrativi ed ispettivi alle aziende
che hanno raggiunto leccellenza ambientale EMAS (cos come richiede lart. 10 del Regolamento 761/01:
Gli Stati Membri dovrebbero studiare come tener conto della registrazione EMAS, ottenuta conformemente
al presente regolamento, nellattuazione e nellesecuzione della legislazione ambientale al fine di evitare
inutili duplicazioni di attivit sia da parte delle organizzazioni che delle autorit competenti in materia di
controllo.)
Le attivit ispettive e di controllo sono pianificate dalle Agenzie secondo le rispettive leggi istitutive, regolamenti,
leggi regionali, nazionali e comunitarie che disciplinano la materia specifica ed in accordo con la Regione, le Province,
i Comuni e le ASL. Occorre quindi valutare di volta in volta con tali istituzioni gli spazi e le possibilit di
razionalizzare i controlli, tenendo conto della minore criticit rappresentata dalle organizzazioni che hanno adottato un
sistema di gestione ambientale secondo lo schema EMAS.
Sarebbe opportuno comunicare alla Provincia, al Dipartimento/Sezione territorialmente competente dellAgenzia e in
generale a tutte le amministrazioni che hanno contribuito alla produzione del parere, lavvenuta registrazione
dellazienda nel sistema EMAS. In tal caso, occorre ricordare loro di segnalare allARPA/APPA ogni eventuale
violazione della pertinenti disposizioni in materia ambientale o situazioni di emergenza ambientale che
sopravvenissero presso le organizzazioni registrate. Le Agenzie cio si impegnano con gli Enti territoriali a mantenere

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attivo un canale informativo bilaterale per fare pervenire tutte le informazioni circa le sopravvenute inadempienze e
violazioni di disposizioni normative e/o prescrizioni regolamentari in materia ambientale da parte dellorganizzazione
ai fini delladozione dei provvedimenti di cui allart. 6 comma 4 del Regolamento CE 761/01.
8. Gestione delle informazioni sul rispetto delle pertinenti leggi ambientali, acquisite successivamente
alla registrazione EMAS
Il regolamento EMAS allarticolo 6, comma 4, contempla la possibilit di sospensione e cancellazione della
registrazione, qualora lorganismo competente riceva dallautorit preposta al controllo, informazioni su violazioni
delle pertinenti leggi ambientali da parte di unorganizzazione. Emerge quindi la necessit di uninformazione
tempestiva che possa consentire di attuare nel pi breve tempo possibile le azioni necessarie per poter sospendere o
cancellare lorganizzazione dal registro europeo.
LARPA/APPA territorialmente competente, qualora venga a conoscenza di fatti o eventi incidentali che potrebbero
compromettere i requisiti di conformit legislativa di unorganizzazione registrata EMAS, ne d tempestivamente
comunicazione ad APAT: nel pi breve tempo possibile, trasmette una relazione sintetica nella quale viene descritta,
nel rispetto delleventuale segreto istruttorio, la problematica rilevata e le eventuali azioni conseguenti, (segnalazione
allautorit giudiziaria, diffide, sospensioni, revoche di autorizzazioni, etc.). La relazione deve specificare se il
problema riscontrato frutto di eventi episodici ovvero sistematici e, se possibile, deve anche descrivere leventuale
azione correttiva attuata o pianificata dallorganizzazione per rimuovere la causa della non conformit, con la
tempistica relativa; tale dettaglio utile per valutare lefficienza e lefficacia del sistema di gestione ambientale che
deve essere in grado di riconoscere in modo tempestivo il problema e reagire altrettanto rapidamente per correggere la
non conformit.
In caso di sospensione, APAT chiede allARPA/APPA territorialmente competente informazioni sulle azioni correttive
attuate che possano dare garanzie che la violazione non si ripeter. In caso di sospensione o cancellazione APAT
informa tempestivamente lARPA/APPA competente.
9. Consultazione dei soggetti interessati
Qualora il Comitato debba pronunciarsi per il rifiuto, la sospensione o la cancellazione della registrazione, il
Regolamento EMAS allart. 6, comma 5, prevede lattivazione della consultazione dei soggetti interessati:
organizzazione, Comitato Sezione EMAS Italia, verificatore accreditato, ARPA/APPA ed APAT. Tale strumento ha
lobiettivo di approfondire e chiarire i dettagli delle problematiche rilevate e quindi di individuare, tramite un
confronto sereno e costruttivo, il percorso e le tempistiche necessari per risolvere le criticit emerse.
10. Considerazioni sulle modalit di valutazione del rispetto della legislazione ambientale applicabile per
alcune tipologie di entit registrabili (allegato I Decisione della Commissione 681/2001)
Anche se, in linea generale, le indicazioni operative definite nelle precedenti pagine possono essere applicate alla
totalit delle organizzazioni che ricadono nelle diverse tipologie di organizzazioni definite dallallegato I della
Decisione della Commissione 681/2001, utile formulare alcune considerazioni sulle caratteristiche di alcune entit
registrabili che possono avere ricadute sulle modalit di predisposizione dellinformativa sul rispetto della legislazione
ambientale applicabile. In allegato 6 si riportano le considerazioni scaturite dai gruppi di lavoro ARPA/APPA su
alcune entit registrabili, numerate secondo le indicazioni dellallegato I della Decisione della Commissione 681/2001.
Si precisa che per alcune entit (segnalate in allegato 6) ancora necessario un confronto ed un approfondimento sulle
modalit di approccio e conduzione della verifica.

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11. Documenti di riferimento
Regolamento (CE) 761/01 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sulladesione volontaria delle
organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS).
Raccomandazione della Commissione del 7 settembre 2001 relativa agli orientamento per lattuazione del regolamento
(CE) n. 761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sulladesione volontaria delle
organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). 2001/680/CE.
Decisione della Commissione del 7 settembre 2001 relativa agli orientamento per lattuazione del regolamento (CE) n.
761/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2001 sulladesione volontaria delle organizzazioni a un
sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS). 2001/681/CE.
Procedura EMAS: INTEGRAZIONE DEL SISTEMA APAT-ARPA-APPA NEI PROCESSI DI REGISTRAZIONE
EMAS del 11/02/2002.
12. Allegati
ALLEGATO 1: Principali normative legate ad alcuni settori tematici
ALLEGATO 2: Esempio di lettera di richiesta informazioni ad Enti terzi
ALLEGATO 3: Esempio di check list di valutazione
ALLEGATO 4: Format relazione tecnica
ALLEGATO 5: Esempio di lettera per lespressione del parere
ALLEGATO 6: Indicazioni sulle modalit di conduzione della valutazione per specifiche entit
ALLEGATO 7: Attivit e compiti specifici degli Enti cos come attribuito loro dalla Costituzione, dal D.Lgs. 267/2000
e dalle leggi di interesse ambientale




I
Allegato 1 (aggiornamento: aprile 2005)
Modulo 1: ACQUA
Modulo 2: ARIA
Modulo 3: RIFIUTI
Modulo 4: INQUINAMENTO ACUSTICO
Modulo 5: SOSTANZE LESIVE DELLOZONO
Modulo 6: AMIANTO
Modulo 7: CONTAMINAZIONE DEL SUOLO E DELLACQUA
Modulo 8: AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE

Modulo 1: ACQUA
R.D. 11 Dicembre 1933, n. 1775 Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici
Sintesi dei contenuti Il decreto disciplina lutilizzazione delle acque pubbliche tramite concessioni rilasciate dal Genio
Civile.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 7 - Le domande per nuove concessioni e utilizzazioni corredate dei progetti di massima delle
opere da eseguire per la raccolta, regolazione, estrazione, derivazione, condotta, uso, restituzione e
scolo delle acque sono dirette al Ministro dei lavori pubblici e presentate all'ufficio del Genio civile
alla cui circoscrizione appartengono le opere di presa;
Art. 42 - A cura e a spese del concessionario delle derivazioni d'acque pubbliche, sono installati e
mantenuti in regolare stato di funzionamento idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei
volumi in corrispondenza dei punti di prelievo e di restituzione, ove presente. I risultati delle
misurazioni sono trasmessi con frequenza almeno semestrale all'autorit concedente.
D. Lgs. 11 maggio 1999, n. 152 come modificato ed integrato dal D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 258 - Disposizioni sulla tutela delle acque
dallinquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE
relativa alla protezione delle acque dallinquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.

Sintesi dei contenuti
Il decreto definisce:
1) la disciplina generale per la tutela delle acque superficiali, marine e sotterranee perseguendo gli
obiettivi di:
prevenire e ridurre linquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;
conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguata protezione di quelle
destinate a particolari usi;
perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorit per quelle potabili;
mantenere la capacit naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonch la capacit di
sostenere comunit animali e vegetali ampie e ben diversificate.
2) gli strumenti per il conseguimento degli obiettivi indicati.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 28 - Tutti gli scarichi devono essere effettuati nel rispetto degli obiettivi di qualit dei corpi
idrici recettori e devono comunque rispettare i valori limite di emissione previsti nellAllegato 5
del decreto.
Non e' comunque consentito diluire con acque di raffreddamento, di lavaggio o prelevate
esclusivamente allo scopo gli scarichi parziali, prima del trattamento degli scarichi parziali stessi
per adeguarli ai limiti previsti dal decreto.
Art. 29 - E vietato lo scarico sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo fatta eccezione per
le specifiche deroghe.
Art. 30 - E vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo.
Art. 31 - Gli scarichi di acque reflue industriali in acque superficiali devono avvenire nel rispetto
dei valori limite di emissione previsti nellAllegato 5 del decreto.
Art. 45 Tutti gli scarichi sono preventivamente autorizzati ad eccezione degli scarichi di acque
reflue domestiche in reti fognarie, che sono sempre ammessi nell'osservanza dei regolamenti
fissati dal gestore del servizio idrico integrato.
Lautorit competente al rilascio dellautorizzazione allo scarico la Provincia, ovvero il Comune
se lo scarico avviene in pubblica fognatura.
Fatto salvo quanto stabilito dal D.Lgs 372/99, lautorizzazione agli scarichi valida 4 anni dal
momento del rilascio e ne deve essere richiesto il rinnovo un anno prima della scadenza.
Tutti i nuovi insediamenti produttivi, devono preventivamente presentare domanda di

II
autorizzazione agli scarichi.
Allo stesso modo, per gli insediamenti la cui attivit trasferita in altro luogo o per quelli soggetti
ad ampliamento o ristrutturazione, da cui derivi uno scarico con caratteristiche quali-quantitative
diverse da quello originario, va richiesta una nuova autorizzazione.
Se, viceversa, lo scarico non presenta caratteristiche differenti da quello originario, deve essere
data comunicazione all'Autorit competente, per ladozione di eventuali provvedimenti.
Art. 50 - Il titolare dello scarico tenuto, in sede di controllo da parte del soggetto incaricato, a
fornire le informazioni richieste e a consentire laccesso ai luoghi dai quali ha origine lo scarico.
Art. 52 Il titolare degli scarichi di sostanze di cui alla tabella 5 dellallegato 5 del decreto,
tenuto, qualora prescritto nellautorizzazione, ad osservare modalit di gestione, a dotarsi di
strumenti di controllo in automatico e a conservare i relativi risultati che devono rimanere a
disposizione dellAutorit competente al controllo, per un periodo non inferiore a tre anni dalla
data di effettuazione dei singoli controlli.

Modulo 2: ARIA
D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203 "Attuazione delle Direttive CEE 80/779, 82/884, 84/360 e 85/203 concernenti norme in materia di qualit dell'aria
relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto da impianti industriali"
Sintesi dei contenuti Il decreto, che detta le norme per la tutela della qualit dellaria ai fini della protezione della salute e
dellambiente su tutto il territorio nazionale, disciplina :
tutti gli impianti che possono dar luogo ad emissione nellatmosfera;
le caratteristiche merceologiche dei combustibili ed il loro impiego;
i valori limite ed i valori guida per gli inquinanti dellaria nellambiente esterno ed i relativi metodi
di campionamento, analisi e valutazione;
i limiti delle emissioni inquinanti ed i relativi metodi di campionamento, analisi e valutazione.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 6 Per la costruzione di un nuovo impianto deve essere presentata domanda di autorizzazione alla
Regione o alla Provincia autonoma competente, corredata dal progetto nel quale sono comunque indicati il
ciclo produttivo, le tecnologie adottate per prevenire l'inquinamento, la quantit e la qualit delle
emissioni, nonch il termine per la messa a regime degli impianti. Copia della domanda deve essere
trasmessa al Ministro dell'ambiente, nonch allegata alla domanda di concessione edilizia rivolta al
Sindaco.
Art. 8 L'impresa, almeno quindici giorni prima di dare inizio alla messa in esercizio degli impianti, ne d
comunicazione alla Regione e al Sindaco del Comune o dei Comuni interessati. Entro quindici giorni dalla
data fissata per la messa a regime degli impianti, l'impresa comunica alla Regione e ai Comuni interessati i
dati relativi alle emissioni effettuate da tale data per un periodo continuativo di dieci giorni.
Art. 12 Per gli impianti esistenti deve essere presentata domanda di autorizzazione alla Regione o alla
Provincia autonoma competente corredata da una relazione tecnica contenente la descrizione del ciclo
produttivo, le tecnologie adottate per prevenire l'inquinamento, la quantit e la qualit delle emissioni,
nonch un progetto di adeguamento delle emissioni.
Art. 15 - Sono sottoposte a preventiva autorizzazione:
a) la modifica sostanziale dell'impianto che comporti variazioni qualitative e/o quantitative delle
emissioni inquinanti;
b) il trasferimento dell'impianto in altra localit.
Altri adempimenti: Gli impianti devono rispettare i valori limite di emissione e i metodi di
campionamento, analisi e valutazione delle emissioni fissati nel DM 12 luglio 1990.

D.P.R. 25 luglio 1991 Modifiche dellatto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attivit a ridotto
inquinamento atmosferico, emanato D.P.C.M. in data 21 luglio 1989
Sintesi dei contenuti Il decreto definisce le disposizioni in materia di emissioni poco significative e di attivit a ridotto
inquinamento atmosferico.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 2 - Le attivit di cui all'allegato I del decreto sono, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, attivit ad
inquinamento atmosferico poco significativo ed il loro esercizio non richiede autorizzazione.
Le Regioni possono prevedere che i titolari delle attivit di cui all'allegato I comunichino alle
autorit competenti la sussistenza delle condizioni di poca significativit dell'inquinamento
atmosferico prodotto.
Art. 5 - Le Regioni e le autorit di cui all'articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203, autorizzano in via generale le attivit a ridotto inquinamento atmosferico

III
di cui allAllegato II del decreto. Per tali attivit le Regioni, possono altres predisporre procedure
specifiche anche con modelli semplificati di domande di autorizzazione.

Modulo 3: RIFIUTI
D.Lgs 5 febbraio 1997, n 22 e successive modifiche ed integrazioni - Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti
pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggi.
Sintesi dei contenuti Il decreto rappresenta il quadro normativo di riferimento in materia di gestione dei rifiuti, dei
rifiuti pericolosi, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggi.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 6 I rifiuti pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di
smaltimento con cadenza almeno bimestrale indipendentemente dalle quantit in deposito, ovvero,
in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti pericolosi in deposito raggiunge i 10 metri cubi.
I rifiuti non pericolosi devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di
smaltimento con cadenza almeno trimestrale indipendentemente dalle quantit in deposito, ovvero,
in alternativa, quando il quantitativo di rifiuti non pericolosi in deposito raggiunge i 20 metri cubi.
Il deposito temporaneo deve essere effettuato per tipi omogenei e nel rispetto delle relative norme
tecniche, nonch, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle
sostanze pericolose in essi contenute.
Art. 9 - vietata, salvo specifica autorizzazione, la miscelazione di:
categorie diverse di rifiuti pericolosi;
rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi.
Art. 11 - Chiunque effettua a titolo professionale attivit di raccolta e di trasporto di rifiuti,
compresi i commercianti e gli intermediari di rifiuti, ovvero svolge le operazioni di recupero e di
smaltimento dei rifiuti, nonch le imprese e gli enti che producono rifiuti pericolosi e le imprese e
gli enti che producono rifiuti non pericolosi di cui allart. 7, comma 3, lettere c), d) e g) sono tenuti
a comunicare annualmente, con le modalit previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, le quantit
e le caratteristiche qualitative dei rifiuti oggetto delle predette attivit. Nel caso in cui i produttori
di rifiuti conferiscano i medesimi al Servizio pubblico di raccolta, la comunicazione effettuata
dal gestore del servizio limitatamente alla quantit conferita.
Art. 12 - Le imprese hanno lobbligo di tenere un registro di carico e scarico con fogli numerati e
vidimati dallUfficio del registro, su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche
qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto.
Le annotazioni devono essere effettuate:
a) per i produttori almeno entro una settimana dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del
medesimo;
b) per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto almeno entro una settimana
dalleffettuazione del trasporto;
c) per i commercianti e gli intermediari almeno entro una settimana dalleffettuazione della
transazione relativa;
d) per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento entro 24 ore dalla
presa in carico dei rifiuti.
I registri, integrati con i formulari relativi al trasporto dei rifiuti, sono conservati per cinque anni
dalla data dellultima registrazione, ad eccezione dei registri relativi alle operazioni di smaltimento
dei rifiuti in discarica, che devono essere conservati a tempo indeterminato ed al termine
dellattivit devono essere consegnati allautorit che ha rilasciato lautorizzazione.
Va utilizzato il modello definito con D.M. 1.04.1998 n. 148.
Art. 15 - Durante il trasporto effettuato da enti o imprese i rifiuti sono accompagnati da un
formulario di identificazione dal quale devono risultare i seguenti dati:
a) nome ed indirizzo del produttore e del detentore;
b) origine, tipologia e quantit del rifiuto;
c) impianto di destinazione;
d) nome ed indirizzo del destinatario.
Il formulario di identificazione deve essere redatto in quattro esemplari, compilato, datato e

IV
firmato dal detentore dei rifiuti e controfirmato dal trasportatore.
Una copia del formulario deve rimanere presso il detentore, e le altre tre, controfirmate e datate in
arrivo dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore che provvede a
trasmetterne una al detentore.
(Ai sensi dellart. 10, comma 3, qualora, entro tre mesi dalla data di conferimento dei rifiuti, non
riceva tale copia, il detentore del rifiuto deve darne comunicazione alla Provincia).
Le copie del formulario devono essere conservate per cinque anni.
Art. 28 Lesercizio delle operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti autorizzato dalla
Regione competente per territorio. Lautorizzazione concessa per un periodo di cinque anni ed
rinnovabile. Entro 180 giorni dalla scadenza dellautorizzazione deve essere presentata apposita
domanda alla Regione che decide prima della scadenza dellautorizzazione stessa.

Modulo 4: INQUINAMENTO ACUSTICO
D.P.C.M 1 marzo 1991 Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nellambiente esterno
Sintesi dei contenuti Il decreto stabilisce limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e
nellambiente esterno, richiedendone il rispetto anche agli insediamenti industriali, che devono
adeguarsi con un piano di risanamento acustico.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 3 - Ai fini di un graduale adeguamento delle situazioni esistenti ai limiti fissati nel decreto, le
imprese interessate possono, entro il termine di sei mesi dall'entrata in vigore del decreto stesso,
presentare alla competente Regione un piano di risanamento con l'indicazione delle modalit di
adeguamento e del tempo a tal fine necessario, che non pu comunque essere superiore ad un
periodo di trenta mesi dalla presentazione del piano.
Le imprese che non presentano il piano di risanamento debbono adeguarsi ai limiti fissati nel
presente decreto entro il termine previsto dal precedente comma per la presentazione del piano
stesso.
Legge 26 ottobre 1995 , n 447 Legge quadro sullinquinamento acustico
Sintesi dei contenuti La legge rappresenta il quadro di riferimento in materia di inquinamento acustico.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 8 - Le domande del rilascio di concessioni edilizie relative a nuovi impianti ed infrastrutture
adibiti ad attivit produttive, sportive e ricreative e a postazioni di servizi commerciali
polifunzionali, dei provvedimenti comunali che abilitano alla utilizzazione dei medesimi immobili
ed infrastrutture, nonch le domande di licenza o di autorizzazione allesercizio di attivit
produttive devono contenere una documentazione di previsione di impatto acustico.
La domanda di licenza o di autorizzazione allesercizio delle attivit, che si prevede possano
produrre valori di emissione superiori a quelli determinati ai sensi dellarticolo 3, comma 1, lettera
a), deve contenere lindicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni sonore
causate dallattivit o dagli impianti. La relativa documentazione deve essere inviata allufficio
competente per lambiente del Comune ai fini del rilascio del relativo nullaosta.

Modulo 5: SOSTANZE LESIVE DELLOZONO
Legge 28 dicembre 1993, n. 549 Misure a tutela dellozono stratosferico e dell ambiente
Sintesi dei contenuti La legge disciplina la cessazione dellimpiego delle sostanze lesive dell'ozono stratosferico e
dannose per l'ambiente, nonch le fasi di raccolta, riciclo e smaltimento delle stesse.
A partire dalla entrata in vigore della legge vietata lautorizzazione di impianti che utilizzano le
sostanze nella tabella A. Tali sostanze possono essere utilizzate per la manutenzione e la ricarica
di apparecchi ed impianti gi venduti ed installati prima del 1gennaio 1994.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 3 - La produzione, lutilizzazione, la commercializzazione, limportazione e lesportazione
delle sostanze elencate nella tabella A e B allegate alla legge devono cessare entro il 31 dicembre
2008.
Art. 5 - Entro 6 mesi dallentrata in vigore della legge tutte le imprese che producono o utilizzano
le sostanze lesive sono tenute a comunicare all'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente
l'ubicazione degli stabilimenti, le sostanze lesive utilizzate ovvero i quantitativi prodotti o immessi

V
sul mercato dal 1986.
Art. 6 - vietato disperdere nell'ambiente le sostanze lesive. E fatto obbligo a tutti i detentori di
prodotti, di impianti e di beni durevoli contenenti le sostanze lesive di conferire i medesimi, al
termine della loro durata operativa, a centri di raccolta autorizzati, entro 6 mesi dallentrata in
vigore della legge.

D.M. 3 ottobre 2001: Recupero , riciclo , rigenerazione degli Halon
Sintesi dei contenuti Il decreto disciplina il recupero, il riciclo, la rigenerazione degli Halon.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 2 - Luso di halon vergine, recuperato, riciclato o rigenerato vietato.
Entro dodici mesi dallentrata in vigore del decreto gli halon contenuti nei sistemi di protezione
antincendio e negli estintori devono essere recuperati.
Art. 3 - Chiunque dallentrata in vigore del decreto utilizzi halon deve darne comunicazione ai
Ministeri competenti entro sessanta giorni allentrata in vigore del decreto, indicando
lubicazione e la tipologia delluso, la natura e la quantit della sostanza. Gli stessi soggetti
comunicano annualmente ai Ministeri competenti i quantitativi di halon riciclato o rigenerato
utilizzati nellanno precedente per la ricarica o la manutenzione.

Modulo 6: AMIANTO
Legge 27 marzo 1992, n. 257 Norme relative alla cessazione dellimpiego dellamianto (produzione, commercializzazione, esportazione,
importazione, estrazione)
Sintesi dei contenuti La legge disciplina la cessazione dellestrazione, dellimportazione, dellesportazione e
dellutilizzazione dellamianto e dei prodotti che lo contengono, la realizzazione di misure di
decontaminazione e bonifica delle aree interessate da inquinamento da amianto e il controllo
dellinquinamento da amianto.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 3 - La concentrazione di fibre di amianto respirabili nei luoghi di lavoro ove si utilizza o si
trasforma o si smaltisce amianto, nei luoghi ove si effettuano bonifiche, negli ambienti delle unit
produttive ove si utilizza amianto e delle imprese e degli enti autorizzati alle attivit di
trasformazione o di smaltimento dell'amianto o di bonifica delle aree interessate, non pu
superare i valori fissati dall'articolo 31 del D.Lgs 277/91, come modificato dalla presente legge.
Art. 9 - Le imprese che utilizzano amianto nei processi produttivi, o che svolgono attivit di
smaltimento o di bonifica dell'amianto, inviano annualmente alle Regioni, alle Province
autonome di Trento e Bolzano e alle ASL competenti, una relazione indicante:
a) i tipi e i quantitativi di amianto utilizzati e dei rifiuti di amianto oggetto dell'attivit di
smaltimento o di bonifica;
b) le attivit, il numero e i dati anagrafici degli addetti, il carattere e le durata della loro attivit
e le esposizioni all'impianto alle quali sono stati sottoposti;
c) le caratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto;
d) le misure adottate o in via di adozione ai fini della tutela della salute dei lavoratori e della
tutela dell'ambiente.
Art. 12 - Le imprese che operano per lo smaltimento e la rimozione dellamianto e per la bonifica
delle aree interessate debbono essere iscritte alla speciale sezione dellalbo di cui allart. 10 del
D.L. n. 361/1987 convertito dalla legge n. 441/1987.

Modulo 7: CONTAMINAZIONE DEL SUOLO E DELLACQUA
D.M . 25 ottobre 1999, n. 471 -Regolamento recante criteri, procedure e modalit per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale
dei siti inquinati, ai sensi dellart. 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997 n. 22, e successive modificazioni e integrazioni
Sintesi dei contenuti Il decreto individua i criteri per operare la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale
dei siti inquinati in attuazione dellart. 17 del D.Lgs. 22/97.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Art. 7 - Chiunque cagiona, anche in maniera accidentale, il superamento dei valori di
concentrazione limite accettabili di cui allarticolo 3, comma 1, o un pericolo concreto e attuale di
superamento degli stessi, tenuto a darne comunicazione al Comune, alla Provincia e alla
Regione nonch agli organi di controllo ambientale e sanitario entro le quarantotto ore successive

VI
all'evento. Entro le quarantotto ore successive al termine di cui al comma 1, il responsabile della
situazione di inquinamento o di pericolo di inquinamento deve comunicare al Comune, alla
Provincia e alla Regione territorialmente competenti gli interventi di messa in sicurezza
demergenza adottati e in fase di esecuzione.
Art 8 Qualora i soggetti e gli organi pubblici accertino nellesercizio delle proprie funzioni
istituzionali una situazione di pericolo di inquinamento o la presenza di siti nei quali i livelli di
inquinamento sono superiori ai valori di concentrazione limite accettabili di cui allAllegato 1, ne
danno comunicazione alla Regione, alla Provincia ed al Comune. Il responsabile
dell'inquinamento deve provvedere agli adempimenti di cui allarticolo 7, comma 2, entro le
quarantotto ore successive alla notifica dell'ordinanza dellautorit competente che accerti una
situazione di pericolo di inquinamento o la presenza di siti nei quali i livelli di inquinamento sono
superiori ai valori di concentrazione limite accettabili di cui allAllegato 1.
Art. 9 - Il proprietario di un sito o altro soggetto che intenda attivare di propria iniziativa le
procedure per gli interventi di messa in sicurezza demergenza, di bonifica e di ripristino
ambientale, ai sensi dellarticolo 17, comma 13 bis del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22
tenuto a comunicare alla Regione, alla Provincia ed al Comune la situazione di inquinamento
rilevata nonch gli eventuali interventi di messa in sicurezza demergenza necessari per assicurare
la tutela della salute e dellambiente adottati e in fase di esecuzione.

Modulo 8: AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE
Decreto Legislativo del 17 agosto 1999, n. 334 - Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incendi rilevanti connessi
con determinate sostanze pericolose
Sintesi dei contenuti Il decreto affronta la tematica della prevenzione degli incidenti industriali rilevanti (Seveso bis).
La normativa stabilisce lobbligo, per i proprietari e gestori di depositi e impianti in cui vengono
stoccate o impiegate sostanze pericolose (in quantit tali da poter dar luogo a incidenti rilevanti),
di adottare tutte le precauzioni finalizzate ad evitare il verificarsi di incidenti e ridurne gli effetti
qualora dovessero verificarsi.
Principali obblighi di conformit e
adempimenti
Con riferimento alle classi di appartenenza gli stabilimenti sono tenuti ai seguenti adempimenti:
NOTIFICA. Sono soggetti a notifica tutti gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose
in quantit superiori a quelli di colonna 2 (classe A2) e colonna 3 (classe A1) dellallegato I del
decreto, parti prima e seconda. Il gestore deve trasmettere entro 180 giorni prima dellinizio della
costruzione del nuovo stabilimento al Ministero dellAmbiente, alla Regione, alla Provincia, al
Comune, al Prefetto e al Comitato tecnico Regionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco,
una notifica, che, sotto forma di autocertificazione, deve contenere:
nome e ragione sociale del gestore, indirizzo dello stabilimento;
sede o domicilio del gestore;
attivit dellimpianto in corso o prevista;
informazioni sulle sostanze pericolose: quantit, categoria, forma fisica.
CLASSE A1 (notifica completa)
a) predisporre un rapporto di sicurezza (art.8), Nulla osta di Fattibilit (art.9 comma 1),
particolareggiato (art.9 comma 2) perizia giurata (art.9 comma 3);
b) inviare la scheda di informazione alla popolazione (art.6 comma 5);
c) predisporre il piano di emergenza interno (art. 11);
d) redigere il documento di politica della prevenzione e stendere il programma di attuazione del
sistema di gestione della sicurezza (art. 7 comma 1);
e) attuare il sistema di gestione della sicurezza (art. 7 comma 2);
f) informazioni al Prefetto e Provincia utili per la redazione del Piano di Emergenza (art. 11
comma 4).
CLASSE A2 (Notifica semplice)
a) predisporre una relazione congruente ai dettami del D.P.C.M. 31 marzo 1989 (art. 5
comma 3);
b) inviare la scheda di informazione alla popolazione (art.6 comma 5);
c) predisporre il piano di emergenza interno (art. 11);

VII
d) redigere il documento di politica della prevenzione e stendere il programma attuazione del
sistema di gestione della sicurezza (art. 7 comma 2).
RELAZIONE
In classe B rientrano gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose secondo le
definizioni dellallegato B del decreto che non sono tenuti allobbligo di notifica, ma alla
redazione di una relazione semplice.
CLASSE B (relazione semplice)
a) predisporre una relazione congruente ai dettami del D.P.C.M. 31 marzo del 1989 (art.5
comma 3);
b) inviare la scheda di informazione alla popolazione (art.5 comma 3);
c) predisporre il piano di emergenza interno(art. 11).
ESENZIONE
I gestori degli stabilimenti rientranti in CLASSE C che detengano sostanze pericolose in
quantitativi inferiori ai limiti di soglia rientranti nelle classi A1, A2 e B sono esentati dagli altri
obblighi e sono tenuti soltanto ad:
a) identificare i rischi integrando la valutazione di cui al D.Lgs. n. 626 /1994(art. 5 comma
2);
b) adottare le appropriate misure di sicurezza (art. 5 comma 2);
c) informare, formare, addestrare ed equipaggiare coloro che lavorano in situ come previsto
dal decreto del Ministro dell'ambiente 16 marzo 1998 (art. 5 comma 2).


I
Allegato 2
Si riporta di seguito, a titolo esemplificativo, il testo di una lettera per la richiesta di informazioni ad altri soggetti istituzionali

- Regione,
- Provincia,
- Comune,
- Organi di Polizia Giudiziaria (GdF, CCTA, Corpo Forestale)
- Autorit di Bacino, ASL, Vigili del Fuoco, Registro Dighe, Autorit portuale, Ente Tutela Pesca etc..

Oggetto: Richiesta di registrazione EMAS di
Con la presente si informa che .dellARPA/APPA di .. hanno attivato il procedimento
per la valutazione del rispetto della legislazione ambientale applicabile ai fini della registrazione EMAS (Regolamento CE n.
761/2001) dellorganizzazione:..
A tal fine si richiedono, in base ai vostri atti di ufficio, informazioni relative a procedimenti di diffida, revoca o sospensione
di atti concessori o autorizzatori di vostra competenza e relative a procedimenti sanzionatori, in materia ambientale (con
riferimento alle singole matrici: acqua, aria, suolo, rifiuti, rumore, elettromagnetismo; con riferimento alle normative
particolari sui Rischi di incidenti rilevanti, sulle Sostanze e merci pericolose; con riferimento ad alcuni aspetti della
sicurezza connessi alle verifiche impiantistiche, alla prevenzione incendi, alla sicurezza sul lavoro ed alla radioprotezione).
Inoltre si richiede cortesemente di ricevere copia degli atti autorizzatori di vostra competenza in materia ambientale e della
valutazione di impatto acustico se presentata dalla ditta (SOLO PER IL COMUNE).
Il/ La ..referente EMAS per la nostra Agenzia ..Direzione Generale,
Via disponibile, se da Voi richiesto, a concordare un incontro e provvedere a recuperare copia della
documentazione disponibile.
Si informa la S.V. che la richiesta di informazioni ha carattere di urgenza per poter rispondere alle richieste dellAgenzia
Nazionale per la Protezione dellAmbiente e per i Servizi Tecnici (APAT). LAPAT di supporto tecnico al Comitato
Ecolabel Ecoaudit per lespletamento della procedura istruttoria ai fini del rilascio della Registrazione EMAS
allorganizzazione richiedente. A tal fine, visto i tempi brevi per espletare tale istruttoria dallARPA/APPA. si riterr, ove
non pervenisse riscontro entro breve periodo (entro la prima met di ) che non vi siano osservazioni da parte del
Vostro Ente in materia ambientale sullorganizzazione in oggetto.
Infine si chiede di mantenere attivo un canale informativo verso la presente Agenzia, per far eventualmente pervenire, con la
dovuta tempestivit, tutte le informazioni circa le sopravvenute inadempienze e violazioni di disposizioni normative e/o
prescrizioni regolamentari, nella materia ambientale di vostra competenza, ai fini delladozione dei provvedimenti di cui
allart. 6 co.4 del Reg. CE n. 761/2001.
Nel ringraziarla per la collaborazione, invio distinti saluti.

I
Allegato 3 (aggiornamento:aprile 2005)
Si riportano, a titolo di esempio, le tavole di controllo per le acque ed i rifiuti.

matrice Verifiche Rif. normativo soggetti interessati ente preposto validit
corso d'acqua
R.D. 1775/33;
Dlgs 152/99
azienda
Ministero
Infrastrutture;
Autorit di
bacino

pozzo
Dlgs 152/99;
Leggi regionali
azienda
Regione;
Comune

accertare le
modalit di
captazione
dell'acqua e
verificare in base
ai casi le
concessioni di
derivazione da
acquedotto
Regolamento del
gestore
azienda
Gestore;
Comune

verificare se, in caso di
derivazione/scarico in corpo
idrico superficiale, vengono
rispettati i livelli minimi di DMV
imposti dal relativo piano di
bacino

Piano di bacino azienda
Autorit di
bacino

verificare autorizzazioni allo
scarico

Dlgs 152/99;
Dlgs 258/2000
azienda Provincia 4 anni
AUTORIZZAZIO
NI
verificare autorizzazioni allo
scarico in PF

Regolamento
Comunale
azienda Comune
verificare ciclo di lavorazione,
impianti e sostanze che danno
luogo a reflui

azienda
verificare che gli scarichi presenti
rispondano a quanto indicato
nell'autorizzazione, incluse le
modalit e la periodicit di misure
e controlli nonch i sistemi di
depurazione utilizzati

Dlgs 152/99;
Dlgs 258/2000
azienda
verificare che rifiuti liquidi non
vengano trattati come reflui

Dlgs 152/99;
Dlgs 22/97
azienda
verificare che non avvenga
diluizione degli scarichi

Dlgs 152/99;
Dlgs 258/2000
azienda
ACQUE
ACCERTAMENTI
TECNICI
verificare se, in caso di
derivazione e scarico in corpo
idrico superficiale, sussistono
problemi di DMV

Piano di bacino azienda


II

matrice verifiche rif. normativo soggetti interessati ente preposto validit
verificare esistenza autorizzazione
alla costruzione di impianti di
smaltimento e recupero
Dlgs 22/97 -
art.27
titolari di impianti di
smaltimento, recupero
(esclusi rifiuti DM
5/2/98 e DM 12/6/02),
stoccaggio (deposito
preliminare),
miscelazione di rifiuti

verificare esistenza autorizzazione
all'esercizio delle operazioni di
smaltimento e recupero
Dlgs 22/97 -
art.28
idem 5 anni
verificare esistenza autorizzazione
per impianti mobili di
smaltimento e recupero
Dlgs 22/97 -
art.28, comma 7
idem
AUTORIZZAZIO
NI ORDINARIE
verificare esistenza autorizzazione
per impianti di ricerca e
sperimentazione
Dlgs 22/97 -
art.29
idem
Provincia
1 anno
titolari attivit recupero
e messa in riserva rifiuti
non pericolosi (DM
5/2/98) e pericolosi
(DM 12/6/02)
AUTORIZZAZIO
NI
SEMPLIFICATE
verificare comunicazione di inizio
attivit +relazione tecnica
Dlgs 22/97 -
art.31, 32 e 33
autosmaltimento rifiuti
non pericolosi
Provincia 2 anni
verificare iscrizione albo
nazionale gestori
imprese che svolgono
attivit di raccolta,
trasporto, bonifica,
intermediazione ex artt.
8 e 9 DM 406/98
5 anni
comuni,aziende
speciali, consorzi e
societ ex L.142/90 che
esercitano servizio di
gestione RU
ISCRIZIONI
verificare iscrizione semplificata
all'albo nazionale gestori
Dlgs 22/97 -
art.30, comma 4;
DM 406/98
imprese di raccolta e
trasporto rifiuti destinati
alle attivit di recupero
individuate dalle norme
attuative degli artt.31 e
33 del Ronchi
Albo Nazionale
Gestori Rifiuti
2 anni
verificare che il formulario sia
numerato, vidimato da Ufficio
Registro o CCIAA, la fattura
d'acquisto registrata sul registro
IVA prima dell'uso
enti e imprese che
effettuano trasporto di
rifiuti (escluso il
trasporto <30 Kg o L/g
effettuato dal produttore
con proprio automezzo)
verificare che il formulario sia
emesso e compilato in maniera
corretta e completa
produttore, detentore o
trasportatore
FORMULARIO
DI TRASPORTO
verificare, nel caso il produttore di
rifiuti speciali conferisca a
soggetto terzo autorizzato, la
ricezione (e conservazione) della
quarta copia del formulario entro
3 mesi dalla spedizione
Dlgs 22/97 -
art.15; DM
145/98; CA/I
4/8/98; Direttiva
MA 9/4/02
produttore

le copie
vanno
conservate
5 anni
RIFIUTI
REGISTRO
CARICO
SCARICO
verificare se obbligatorio (per il
produttore qualora non conferisca
al servizio pubblico)
Dlgs 22/97 -
art.12; DM
148/98;
i diversi soggetti a
seconda dei casi

conservazi
one 5 anni

III
matrice verifiche rif. normativo soggetti interessati ente preposto validit
verificare che sia stato vidimato
dall'Ufficio del Registro
verificare che sia compilato
correttamente e completamente

verificare che le annotazioni (per i
produttori) siano state effettuate
entro 1 settimana dalla
movimentazione (carico/scarico)

MUD
deve essere compilato in maniera
esatta e completa presentato entro
30 aprile di ogni anno
stessi soggetti del RCS
Sezione
regionale del
Catasto Rifiuti
1 anno
verificare ciclo di lavorazione,
impianti e sostanze che danno
luogo a rifiuti
ACCERTAMENT
I TECNICI
verificare la corretta
classificazione dei rifiuti e la
corretta assegnazione dei codici
CER
verificare i quantitativi in
deposito, in particolare che
sussistano le condizioni di
deposito temporaneo (20 mc o
asportazione entro 3 mesi per non
pericolosi, 10 mc o asportazione
entro 1 mese per pericolosi)
verificare corrispondenza tra le
condizioni di deposito (qualora
autorizzato) e quanto indicato in
autorizzazione o comunicazione
verificare corrispondenza tra
quanto fisicamente rilevato e i dati
riportati sul registro carico/scarico
verificare la corretta modalit di
deposito e gestione in relazione
allo stato fisico del rifiuto ed alla
protezione ambientale offerta
(tenendo anche conto delle
condizioni atmosferiche)
verificare che non ci sia
miscelazione, e nel caso che sia
presente l'autorizzazione

ACCERTAMENT
I PRESSO LE
AREE DI
DEPOSITO
verificare la compatibilit tra
l'area utilizzata e le labilit
ambientali (possibili
inquinamenti)
Dlgs 22/97 produttori azienda

I
Allegato 4
Si riporta di seguito un format per la predisposizione della relazione tecnica che, si sottolinea, solo una proposta di
strumento di lavoro che ciascuna Agenzia, in piena autonomia, pu adottare come traccia da seguire.
FORMAT RELAZIONE TECNICA

(Regolamento CE 761/2001 sulladesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione ed audit, EMAS)
1 - Dati dellorganizzazione
Riportare
Dati identificativi dellorganizzazione
Campo di attivit: descrizione sintetica del ciclo produttivo
2 - Risultati della valutazione del rispetto della legislazione ambientale applicabile
Riportare per ogni comparto:
Riferimenti normativi
Estremi dellatto autorizzativo
Descrizione delle non conformit rilevate
2.1 Comparto ambientale 1 (es. Emissioni in atmosfera)
2.2 Comparto ambientale 2 [es.Acque (comprese quelle sotterranee)]
2.3 .
2.4 .
.
3 - Riepilogo delle criticit emerse
Riassumere:
- Non conformit sulle tematiche di competenza
- Eventuali fattori critici rilevati


I
Allegato 5
Si riporta di seguito, a titolo esemplificativo, il testo di una lettera per lespressione del parere sul rispetto
della legislazione ambientale applicabile ai fini della registrazione EMAS.

Spett. APAT
Via ..
Fax n. ..
c.a. .

Oggetto: Regolamento (CE) n. 761/2001. Istruttoria di registrazione EMAS nominativo e localizzazione
dellorganizzazione/sito.
Secondo la procedura APAT/ARPA/APPA, sono stati acquisiti da questa Agenzia, nellambito dei riferimenti di
competenza, gli elementi in merito alloggetto.
A seguito di ns richiesta formale (nota del , prot. n), il Servizio/Sezione/Dipartimento.provinciale di.. (ovvero la
struttura appositamente preposta o incaricata), territorialmente competente sullorganizzazione/sito, ha prodotto riscontro
concernente le valutazioni in merito allo stato dellinsediamento e con riferimento al rispetto della legislazione ambientale.
Segue: versione A o B:
Versione A:
Sulla base degli atti acquisiti/a disposizione del Servizio/dipartimento/Sezione (ovvero la struttura appositamente preposta o
incaricata) non risultano violazioni della legislazione ambientale applicabile e/o criticit ambientali; ad oggi dunque non
sussiste alcun elemento che infici il rispetto della legislazione ambientale applicabile del sito/organizzazione in oggetto.
Versione B:
Sulla base degli atti acquisiti/a disposizione del Servizio/Sezione/Dipartimentoprovinciale di (ovvero la struttura
appositamente preposta o incaricata) risultano le seguenti violazioni della legislazione ambientale applicabile e/o criticit
ambientali: (segue dettaglio delle non conformit)
Oppure
Sulla base degli atti acquisiti/ a disposizione del Servizio/Sezione/Dipartimentoprovinciale di (ovvero la struttura
appositamente preposta o incaricata) risultano le violazioni della legislazione ambientale applicabile e/o criticit ambientali
riportate nella relazione allegata.

I
Allegato 6
Si riportano di seguito alcune indicazioni sulle modalit di conduzione della valutazione del rispetto della legislazione
ambientale applicabile per le specifiche entit registrabili definiti dallallegato I alla Decisione della Commissione
681/2001. Alcune entit, segnalate, sono ancora da discutere.
Tipologia 1: Organizzazioni che operano in un unico sito: rappresenta il caso pi semplice, derivato da EMAS I, per
il quale il sistema di gestione ed il sito coincidono.
Si propongono di seguito alcuni esempi di organizzazioni che operano in un unico sito:
unazienda di produzione vinicola, il cui processo produttivo comincia dalla raccolta delle uve per arrivare
allimbottigliamento del prodotto finito, caratterizzata da un perimetro che racchiude sia i vitigni che le aree di
produzione, pu richiedere la registrazione EMAS per lorganizzazione nel suo complesso;
in un caso simile al precedente, larea di coltivazione vinicola e gli impianti di trasformazione non sono racchiusi
nello stesso perimetro ma sono collocati in una zona geografica determinata e identificabile; la presenza di
amministrazione e funzioni gestionali in capo ad una unica organizzazione fa s che tale fattispecie sia ricompresa
nella tipologia in esame;
unorganizzazione che produce energia da biogas da rifiuti pu richiedere la registrazione EMAS per il proprio
impianto, ma tale registrazione non riguarder la discarica su cui ricade limpianto in quanto controllata da altra
organizzazione.
Tipologia 2: Organizzazioni che potrebbero registrare unentit pi piccola di un sito: tale opzione percorribile
solo in casi eccezionali e secondo determinati principi.
Nel caso di registrazione di entit pi piccole di un sito necessario che in sede di valutazione vengano messi bene in
evidenza i flussi di ingresso e di uscita esclusivamente riconducibili a tale entit, e la loro separazione dal processo
produttivo o dalle attivit della restante parte del sito, in modo da poterli collegare correttamente con la situazione di
ottemperanza legislativa dellentit stessa. Lentit registrabile deve essere in grado di dimostrare la propria autonoma
conformit in materia di autorizzazioni e licenze ambientali; ovvero deve essere possibile effettuare controlli sia interni
che pubblici sui parametri ambientali relativi alla specifica entit da registrare, e lAgenzia deve poter eseguire,
separatamente dal resto del sito, la valutazione del rispetto della legislazione ambientale.
Esempi di registrazione di entit pi piccole di un sito:
unazienda possiede uno stabilimento che ha subto nel tempo varie trasformazioni e che di conseguenza vede
presenti nellunico sito due linee produttive non interconnesse in alcun modo (esempio: produzione di tubi e
produzione di apparecchiature elettroniche) e dotate di gestioni separate. Tale organizzazione pu stabilire un
programma di adesione ad EMAS anche solo per una delle due linee di produzione;
un impianto facente parte di un complesso chimico o petrolchimico, con proprie materie prime, prodotti e sistema
di gestione, e con emissioni separate da quelle degli altri impianti, pu essere oggetto da parte dellorganizzazione
di richiesta di registrazione EMAS (esempio: il parco serbatoi di stoccaggio).
Tipologia 3.1 e 3.2: Organizzazioni che operano in pi siti (es. produzione di energia o smaltimento rifiuti),
differenziando i casi di prodotti o servizi simili oppure diversi.
Nel caso in cui i siti siano distribuiti in pi Regioni, ciascuna ARPA/APPA territorialmente interessata provvede a
svolgere l'istruttoria di propria competenza ai fini dellelaborazione dellinformativa sul rispetto della legislazione
ambientale applicabile come per le organizzazioni che operano in un unico sito. Operativamente auspicabile che le

II
Agenzie competenti per territorio si coordinino nelle tempistiche e nelle modalit di approccio. Se, invece, nellambito
di una stessa Regione, listruttoria coinvolge pi di un Dipartimento/Sezione/Servizio, la sede centrale valuta
lopportunit di convocare una riunione con tutti i soggetti interni coinvolti nellemissione del parere al fine di
concordare una comune modalit operativa nella conduzione dellistruttoria. Nellottica di un atteggiamento
collaborativo si suggerisce di organizzare incontri congiunti, organizzazione, ARPA/APPA, enti locali, per raccogliere
rapidamente tutte le informazioni necessarie.
Tipologia 4: Organizzazioni per le quali non possibile definire adeguatamente un sito specifico (es. distribuzione
di servizi, trasporti, telecomunicazioni): devono definire chiaramente la sfera di funzionamento, linfrastruttura e
soprattutto le responsabilit per gli aspetti ambientali significativi; DA DISCUTERE
Tipologia 5: Organizzazioni che controllano siti temporanei (es. imprese di costruzione, imprese di pulizie): devono
essere in grado di adattare le procedure di gestione ambientale a ciascun sito di volta in volta controllato; DA
DISCUTERE
Tipologia 6: Organizzazioni indipendenti da registrare come unorganizzazione comune (es. parchi commerciali,
poli turistici): in questo caso deve emergere chiaramente una responsabilit comune per la gestione degli impatti
ambientali; DA DISCUTERE
Tipologia 7: Piccole imprese che producono prodotti o servizi identici/simili che operano in un territorio di
grandi dimensioni (es. Distretti industriali): ciascuna impresa richiede una registrazione individuale, con la
possibilit di elaborare una politica ed un programma ambientale comune e cercare soluzioni comuni per sfruttare
economie di scala.
Sebbene, in questo caso, alle organizzazioni appartenenti ad un Distretto offerta la possibilit di fruire, in termini di
agevolazione, di indicazioni elaborate su scala comune (in merito, alla Politica ed al Programma di miglioramento
ambientale), ovvero di operare con una serie di semplificazioni relativamente alliter di convalida e registrazione, la
responsabilit di dover garantire rispondenza alla legislazione di pertinenza in capo alla singola organizzazione e
prescinde totalmente dallesistenza di problematiche diffuse e condivise a livello di Distretto. Ai fini della valutazione
del rispetto della legislazione ambientale da parte delle ARPA/APPA, i documenti prodotti a livello di comparto
produttivo (analisi ambientale iniziale territoriale e studi sui comparti) sono utili strumenti per definire agevolmente le
principali tipologie di impatto e acquisire informazioni sulle tecniche/tecnologie di mitigazione degli impatti utilizzate
e sulle criticit/aspetti di vulnerabilit del contesto (Distretto).
Tipologia 8: Autorit locali ed istituzioni governative.
In questa categoria specifica rientrano i seguenti soggetti (elenco non esaustivo): Comuni, Province, Regioni, Comunit
Montane, gli Enti gestori delle aree protette (terrestri e marine).
Vista la natura delle organizzazioni considerate, una particolare attenzione deve essere necessariamente posta a quelle
che sono le responsabilit politiche di unamministrazione pubblica, legate, soprattutto, alla gestione del territorio e alla
qualit della vita, presente e futura, dei cittadini sotto la sua responsabilit.
Per le autorit pubbliche indicate, gli elementi che vanno esaminati in sede di valutazione del rispetto della legislazione
ambientale possono essere suddivisi in due categorie: 1) competenze legate alle proprie pertinenze, attivit e servizi, e
2) questioni legate agli adempimenti obbligatori in materia di pianificazione e gestione del territorio.
Per le prime, legate principalmente alle dotazioni impiantistiche gestite direttamente dallente, lARPA/APPA procede
alla verifica con le stesse modalit applicate alle organizzazioni che operano in un sito specifico ed esprime una
valutazione solo per quegli aspetti il cui controllo di pertinenza dellAgenzia (per esempio, il controllo di un

III
depuratore gestito dal Comune demandato dalla Provincia allARPA, esattamente come il controllo di uno scarico
industriale).
La conformit legata alle attivit di pianificazione e gestione del territorio riguarda le attivit e i compiti specifici degli
Enti cos come attribuito loro dalla Costituzione, dal D.Lgs. 267/2000 e dalle leggi di interesse ambientale (allegato 7) e
coerentemente con il sistema di deleghe a livello regionale in vigore. Per gli altri adempimenti sopra citati, alle
ARPA/APPA non in alcun modo attribuito un compito di controllo. Tuttavia, per agevolare il processo di valutazione,
lAgenzia pu rappresentare ugualmente linterlocutore di APAT e lintermediario tra APAT e lEnte sovraordinato
allautorit che ha chiesto la registrazione, assumendosi il compito di raccogliere le evidenze oggettive utili per la
valutazione. In ogni caso, comunque, il compito di esprimersi in merito deve essere attribuito allEnte sovraordinato,
che detiene la funzione di controllo sulloperato dellorganizzazione richiedente la registrazione e che in alcuni casi ha
poteri sostitutivi in caso di inadempienza.
Si riportano di seguito le evidenze oggettive utili per la valutazione dellottemperanza alla legislazione ambientale
applicabile e le relative modalit di acquisizione.
Attivit Pianificazione e Programmazione
Atti di approvazione (es. delibere di Giunta/Consiglio), quale evidenza oggettiva delladozione da parte della P.A. dei
Piani/Programmi o altro Atto previsti dalla normativa di riferimento (vedi Allegato 7), da richiedere allEnte stesso,
oggetto della registrazione EMAS.
Attivit Controlli e Monitoraggi qualit ambientale
Per quanto riguarda lo svolgimento dei controlli e dei monitoraggi di competenza dellEnte (vedi Allegato 7), si potr
procedere ad acquisire, nel caso in cui lEnte non svolga in proprio le attivit di competenza, copia della convenzione o
altro atto che regolamenta i rapporti con altro Ente/Istituzione che svolge le attivit di controllo per suo conto.
Nel caso in cui lARPA/APPA abbia stipulato una convenzione o altro impegno formalizzato con lEnte richiedente la
registrazione EMAS per:
lo svolgimento di istruttorie o partecipazione a Conferenze di Servizio per il rilascio delle autorizzazioni
di competenza dellEnte,
lo svolgimento dei controlli e/o dei monitoraggi ambientali di competenza dellEnte,
pu ritenersi automaticamente rispettato il requisito richiesto.

I
Allegato 7 (aggiornamento. Aprile 2005)
Si riporta tabella comprendente gli adempimenti ai quali gli Enti Locali devono ottemperare, in virt di quanto stabilito
dal dettato normativo
Per facilitare la consultazione, si ritenuto di suddividere gli adempimenti in 11 moduli, per matrice ambientale,
ognuno dei quali, a sua volta, diviso in 4 parti:
1. pianificazione/programmazione dove sono indicati gli obblighi di pianificazione attribuiti allente dalla
normativa nazionale.
2. Monitoraggio e qualit ambientale dove sono riferite le azioni da intraprendere a favore del mantenimento
e/o miglioramento della qualit ambientale del territorio.
3. Autorizzazioni - nella quale sono riportati i compiti dellente e le modalit per il rilascio delle autorizzazioni.
4. Controlli allinterno del quale sono riportati i compiti di controllo attribuiti allente.

Modulo 1: RISORSE IDRICHE/MARE
Modulo 2: RIFIUTI
Modulo 3: EMISSIONI IN ATMOSFERA
Modulo 4: SUOLO/CAVE
Modulo 5: CFC/PCB
Modulo 6: AMIANTO
Modulo 7: RUMORE
Modulo 8: ENERGIA
Modulo 9: ELETTROMAGNETISMO
Modulo 10: GRANDI RISCHI
Modulo 11: IPPC/VIA
N.B. ENTE COMPETENTE come definito in normativa nazionale. Per attribuzioni di competenze differenti da quelle stabilite nella normativa
nazionale si rimanda a quella regionale
Modulo 1: RISORSE IDRICHE/MARE
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE NOTE
L. 36/94 art. 8
definizione degli ambiti territoriali
ottimali
Regione/Province autonome
L. 36/94 art. 8
aggiornamento del piano regolatore
generale degli acquedotti
Regione/Province autonome
D.Lgs. 152/99 art. 5
identificazione delle classi di qualit
dei corpi idrici significativi
Regione/Province autonome
i corpi idrici
significativi sono
definiti nell'all.1
D.Lgs. 152/99 art. 10
designazione e classificazione delle
acque idonee alla vita dei pesci
Regione/Province autonome
i requisiti sono
riportati nell'all.2 B
D.Lgs. 152/99 art. 19
programma quadriennale di controllo
delle concentrazioni dei nitrati nelle
acque superficiali dolci, marine
costiere e di transizione
Regione/Province autonome
i requisiti sono
riportati nell'all.7 A
D.Lgs. 152/99 art. 20
identificazione delle zone vulnerabili
da prodotti fitosanitari
Regione/Province autonome
i criteri sono riportati
nell'all.7 B
Pianificazione
Programmazione
D.Lgs. 152/99 art. 21
individuazione delle aree di
salvaguardia (zone di tutela assoluta,
zone di rispetto e di protezione) delle
superficiali e sotterranee destinate al
consumo umano
Regione/Province autonome

II
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE NOTE
D.Lgs. 152/99 art. 22
definizione degli obblighi di
installazione degli strumenti per la
misura delle portate di acqua
Regione/Province autonome
D.Lgs. 152/99 art. 27
obbligo di reti fognarie per i comuni
con pi di 2000 abitanti equivalenti
Comune
D.Lgs. 152/99 art. 28
biennalmente le regioni trasmettono
allAPAT le informazioni relative alla
funzionalit dei depuratori, nonch allo
smaltimento dei relativi fanghi
Regione/Province autonome
D.Lgs. 152/99 art. 41
obbligo di disciplina degli interventi di
gestione e trasformazione del suolo
nella fascia di 10 metri dalla sponda di
fiumi, laghi, stagni e lagune
Regione/Province autonome
D.Lgs. 152/99 art. 42
programma di rilevamento dei dati per
descrivere i bacini idrografici
Regione/Province autonome
aggiornamento ogni 6
anni
D.M. 367/03 art. 2
entro il 1 gennaio 2006 aggiornamento
del programma di rilevamento di cui
sopra
Regione/Province autonome
D.Lgs. 152/99 art. 43
programma di conoscenza e verifica
dello stato qualitativo e quantitativo
delle acque (superficiali e sotterranee)
dei bacini idrografici
Regione/Province autonome indicazioni nell'all. 1
D.Lgs. 152/99 art. 44
obbligo dell'adozione piano di tutela
delle acque
Regione/Province autonome
D.P.R. 236/88 art. 18
piano di intervento sulla qualit e
l'approvvigionamento delle acque
Regione/Province autonome
D.Lgs. 96/99 art. 34
programmazione, pianificazione e
gestione integrata degli interventi di
difesa delle coste
Province
DPR 470/82 art. 4
redazione e invio al Ministero della
sanit della mappa degli scarichi, dei
corsi dacqua e dei punti in cui saranno
effettuati i campionamenti e le analisi a
cura delle Agenzie Regionali per la
Protezione dellAmbiente.
Regione/Province autonome
la frequenza di
campionamento
riportata nell'all.1
DPR 470/82 art. 4
individuazione delle zone idonee alla
balneazione sulla base dei risultati
delle analisi e delle ispezioni effettuate
durante lanno precedente. Tale
individuazione dovr essere trasmessa
al Ministero della sanit e del
Ministero dellambiente entro il 31
dicembre dellanno al quale si
riferiscono i risultati delle analisi,
nonch delle amministrazioni
comunali interessate almeno un mese
prima dellinizio della stagione
balneare
Regione/Province autonome

DPR 470/82 art. 5
delimitazione delle zone non idonee o
temporaneamente non idonee alla
balneazione.
Comune
D.Lgs. 152/99 art. 5
entro il 31/12/08 ogni corpo idrico
superficiale deve essere valutato
"sufficiente"; entro il 21/12/16 ogni
corpo idrico superficiale deve essere
valutato "buono"
Regioni o Province
autonome
i requisiti sono definiti
nell'all.1
Monitoraggio qualit
ambiente
D.Lgs. 152/99 art. 6
redazione dell'elenco delle acque dolci
superficiali per la produzione di acqua
potabile
Regioni o Province
autonome
i requisiti sono
riportati nell'all.2 A

III
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE NOTE
D.Lgs. 152/99 art. 15
accertamento dei requisiti di qualit
delle acque destinate alla vita dei
molluschi
Regioni o Province
autonome
i requisiti sono
riportati nell'all.2 C
D.Lgs. 152/99 art. 20
verifica di aree minacciate da siccit,
degrado e desertificazione
Regioni o Province
autonome

D.Lgs. 152/99 art. 31
entro il 31/12/00 gli scarichi
provenienti da agglomerati >di 15.000
abitanti equivalenti devono subire un
trattamento secondario
Comune
D.Lgs. 152/99 art. 31
entro il 31/12/05 gli scarichi
provenienti da agglomerati >di 10.000
abitanti equivalenti devono subire un
trattamento secondario
Comune
D.Lgs. 152/99 art. 31
entro il 31/12/05 gli scarichi
provenienti da agglomerati >di 2.000
abitanti equivalenti che recapitano in
acque dolci o di transizione devono
subire un trattamento secondario
Comune
salvo comuni situati
ad una quota >di
1500 m.s.l.
D.Lgs. 152/99 art. 34
l'autorit che rilascia l'autorizzazione
per lo scarico delle sostanze pericolose
di cui alla tab. 3/A dell'all. 5 deve
redigere un elenco delle autorizzazioni
rilasciate, degli scarichi e dei controlli
effettuati
autorit competente
D.Lgs. 152/99 art. 38
l'utilizzo dei reflui di allevamento in
agronomia deve essere disciplinato
Regioni o Province
autonome

D.Lgs. 152/99 art. 39
devono essere approvati provvedimenti
per regolamentare le acque meteoriche
Regioni o Province
autonome

D.L.155/88 art. 1 e 2 (L.
271/88) e successive
modifiche
adozione del programma di
sorveglianza algale
Regioni o Province
autonome
criteri riportati nel
D.M. 17/6/98
D.L.155/88 art. 3 (L.
271/88) e successive
modifiche
comunicazione ai ministeri Ambiente e
Sanit del rapporto dei risultati del
programma entro il 31/12 di ogni anno
Regioni o Province
autonome

D.Lgs. 96/99 art. 34 gestione del demanio idrico Province
R.D. 1775/33 gestione del catasto idrico Province
D.P.R. 236/88 art. 18 piano di intervento delle acque

L. 574/96 art. 2
limitazione all'utilizzo delle acque di
vegetazione in agricoltura
Comune
D.Lgs. 152/99 art. 29
non possono essere autorizzati gli
scarichi idrici sul suolo, salvo i casi
previsti dal comma 1
Regioni o Province
autonome

D.Lgs. 152/99 art. 30
non possono essere autorizzati gli
scarichi idrici nel sottosuolo, salvo i
casi previsti dal comma 2 e 3
Regioni o Province
autonome

D.Lgs. 152/99 art. 45
rilascio dell'autorizzazione agli
scarichi idrici in fognatura
Comune
entro 90 giorni dalla
ricezione
D.Lgs. 152/99 art. 45
rilascio dell'autorizzazione agli
scarichi idrici
Regioni o Province
autonome
entro 90 giorni dalla
ricezione
Autorizzazioni

concessione all'utilizzo di acque
sotterranee
Regioni (Genio Civile)
DPR 470/82 art. 6
campionamento per l'idoneit alla
balneazione
Comune
frequenza fissata
nell'all.1
D.Lgs. 96/99 art. 34
compiti di polizia idraulica e pronto
intervento
Province
Controlli
D.Lgs. 152/99 art. 49 controllo sugli scarichi idrici autorit competente

IV
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE NOTE

D.Lgs. 152/99 art. 50
effettuazione di ispezioni, controlli e
prelievi
soggetto incaricato del
controllo


Modulo 2: RIFIUTI
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
D.Lgs. 22/97 art. 1 Legge regionale di adeguamento
Regioni o Province
autonome
D.Lgs 22/97 art. 16 e
s.m.i.
le Regioni e le Province autonome comunicano le informazioni
di cui all'articolo 38 del regolamento CEE n. 259/93 al
ministero dell'ambiente, per il successivo inoltro alla
Commissione dell'Unione Europea
Regioni o Province
autonome
D.Lgs. 22/97 artt. 19-22
piano regionale di gestione dei rifiuti; delimitazione degli
ambiti ottimali; regolamentazione delle attivit di raccolta
differenziata
Regione
Pianificazione
Programmazione
D.Lgs. 22/97 art. 21 gestione dei rifiuti urbani Comune
Monitoraggio qualit
ambiente
---------- ------------ -----------
D.Lgs. 22/97 artt. 27-28-
29
approvazione di progetto, autorizzazione alla realizzazione ed
esercizio di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti
Regioni o Province
autonome
D.Lgs. 22/97 artt. 31-32-
33
approvazione di progetto, autorizzazione alla realizzazione ed
esercizio di impianti di recupero di rifiuti - procedure
semplificate
Provincia
Autorizzazioni
D.Lgs. 22/97 art. 30 albo nazionale delle imprese che effettuano gestione dei rifiuti
Controlli D.Lgs. 22/97 art. 20 controllo delle attivit di gestione dei rifiuti Provincia

Modulo 3: EMISSIONI IN ATMOSFERA
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE
ADEMPIMENTO
ENTE COMPETENTE NOTE
DPR 203/88, D.lgs
351/99
redazione Piano regionale di
risanamento e tutela della qualit
dell'aria
Regione/Provincia
autonoma

Pianificazione
Programmazione
DPR 203/88
redazione e tenuta dell'inventario
provinciale delle emissioni
atmosferiche
Regione/Provincia

V
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE
ADEMPIMENTO
ENTE COMPETENTE NOTE
Monitoraggio qualit
ambiente
D.lgs 351/98
rilevamento dei dati sulla dualit
dell'aria, utilizzando i dispositivi di
misurazione previsti dalla
normativa vigente, finalizzate alla
valutazione della qualit dell'aria
ambiente
Regione/Provincia
autonoma

Autorizzazioni
DPR 203/88
rilascio autorizzazioni emissioni in
atmosfera
Regione/Provincia
autonoma
nella maggior parte dei
casi tale competenza
stata trasferita alle
Province mediante leggi
regionali a seguito della
L. 142/90
Controlli
DPR 203/88
controlli presso gli impianti con
emissioni in atmosfera
Provincia

Modulo 4: SUOLO/CAVE
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
D.Lgs. 22/97 art. 17 anagrafe dei siti da bonificare Regione
Pianificazione Programmazione
D.Lgs. 183/89 piano delle attivit estrattive Regione
Monitoraggio qualit ambiente

Autorizzazioni
D.Lgs 471/99 artt. 17-21 approvazione dei progetti di bonifica Comuni
Controlli D.Lgs. 22/97 art. 20 controllo delle attivit di bonifica Provincia

Modulo 5: CFC/PCB
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO* ENTE COMPETENTE
Pianificazione
Programmazione
D.Lgs. 209/99 art. 4
adozione e comunicazione al ministero dell'ambiente del
programma di decontaminazione e smaltimento degli apparecchi
contenenti PCB e del PCB contenuto
Regioni o Province
autonome

Modulo 6: AMIANTO
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO
ENTE
COMPETENTE
Pianificazione
Programmazione
L. 257/1992, DPR
08/08/04
adozione dei piani di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di
smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto
Regioni/Province
autonome

VI
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO
ENTE
COMPETENTE
Monitoraggio
qualit ambiente
L. 257/1992, DPR
08/08/04
censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti
amianto libero o in matrice friabile. Censimento imprese che utilizzano o hanno
utilizzato amianto nelle attivit produttive e censimento imprese che svolgono
attivit di smaltimento e bonifica.
Regioni/Province
autonome
Autorizzazioni
--------------- --------------------- ----------------
Controlli
DPR 08/08/04
vigilanza e controllo sulle imprese che provvedono alla raccolta, al trasporto e
allo smaltimento dei rifiuti di amianto
Provincia

Modulo 7: RUMORE
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE
ADEMPIMENTO
ENTE COMPETENTE NOTE
L. 447/95, art. 4
redazione piano regionale
triennale di intervento per la
bonifica dall'inquinamento
acustico
Regione/Provincia
autonoma

L. 447/95, art .6 classificazione del territorio
comunale
Comune

adozione dei piani di risanamento
Comune
Pianificazione
Programmazione

adozione di regolamenti per
l'attuazione della disciplina statale
e regionale per la tutela
dell'inquinamento acustico
Comune
Monitoraggio qualit
ambiente
L. 447/95, art 6 rilevazione delle emissioni sonore
prodotte dai veicoli
Comune
Autorizzazioni L. 447/95, art.6
autorizzazione per lo svolgimento
di attivit temporanee e di
manifestazioni in luogo pubblico
o aperto al pubblico e per
spettacoli a carattere temporaneo
ovvero mobile
Comune

VII
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE
ADEMPIMENTO
ENTE COMPETENTE NOTE
Controlli L. 447/95, art. 14 controllo sull'osservanza delle
prescrizioni attinenti il
contenimento dell'inquinamento
acustico prodotto dal traffico
veicolare e dalle sorgenti fisse e
della disciplina relativa al rumore
prodotto dall'uso di macchine
rumorose e da attivit svolte
all'aperto
Comune
le funzioni di controllo e di
vigilanza, in caso ricadenti
nel territorio di pi Comuni
ricompresi nella
circoscrizione provinciale,
sono attribuite alle
amministrazioni provinciali

Modulo 8: ENERGIA
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
4
L 10/91, art 5 redazione Piano energetico regionale
Regioni/Province autonome
Pianificazione
Programmazione
L 10/91, art 9 concessione ed erogazione contributi per il risparmio di
energia e l'utilizzazione di fonti rinnovabili di energia o
assimilate
Regioni/Province autonome
Monitoraggio qualit
ambiente
---------- ----------
---------
Autorizzazioni ---------- ---------
---------
Controlli L 10/91, art 31 controlli su impianti termici per verificarne, con cadenza
almeno biennale, l'osservanza delle norme relative al
rendimento di combustione
i Comuni con pi di
quarantamila abitanti e le
Province per la restante
parte del territorio

Modulo 9: ELETTROMAGNETISMO
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
Pianificazione
Programmazione
L. 36/01 art 8 realizzazione e la gestione di un catasto delle sorgenti fisse
dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici
Regioni o Province
autonome

Modulo 10: GRANDI RISCHI
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
D.Lgs. 112/98, art.72;
D.Lgs. 334/99, art.18
Legge regionale di adeguamento
Regione
D.Lgs. 334/99, art. 22 informazioni alla popolazione
Comune
DM 9/5/2001 pianificazione territoriale in relazione alla presenza di
aziende a rischio di incidente rilevante
Provincia
Pianificazione
Programmazione
DM 9/5/2001 modifica al PRG con l'introduzione dell'Elaborato Tecnico
"Rischio di incidenti rilevanti (RIR)"
Comune

VIII
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
DM 293 del 16/5/2001 rapporto Integrato di Sicurezza dei porti industriali
Autorit portuali
Monitoraggio qualit
ambiente
----- --- --------
----------
Autorizzazioni
-------- ------------ -------------
Controlli D.Lgs. 334/99, art. 25 verifica dei sistemi di gestione della sicurezza
Regione

Modulo 11: IPPC/VIA
ATTIVITA'
RIFERIMENTO
NORMATIVO
DESCRIZIONE ADEMPIMENTO ENTE COMPETENTE
D.Lgs.372/99 approvazione L. R. di recepimento
Regioni o Province
autonome
D.Lgs.372/99 approvazione calendari per presentazione domande di
autorizzazione integrata ambientale
Regioni o Province
autonome
Pianificazione
Programmazione
D.P.R. 12/04/96 (artt.1 e
4); DPCM 03/09/99;
DPCM 01/09/2000
disciplina delle procedure regionali di V.I.A.
Regioni o Province
autonome
D.Lgs. 372/99 verifica completezza e congruenza Catasto Nazionale
Emissioni e Scarichi
Regioni o Province
Monitoraggio qualit
ambiente

Catasto informatizzato dei progetti sottoposti a VIA

Autorizzazioni D.Lgs.372/99 rilascio autorizzazioni integrate ambientali
Regioni o Province
Controlli
------ ---------------- -------