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Cha no yu

Il cuore della Cerimonia del t consiste nel preparare una deliziosa tazza di
t; disporre il carbone in modo che riscaldi
l'acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate, proporre il
freddo; in inverno, il caldo; fare tutto prima del
tempo; preparare per la pioggia e dare a coloro con cui ti trovi ogni
considerazione
!en no "i#y$%
Il Cha no yu & '( )&, *acqua calda per il t*%,
conosciuto in +ccidente anche come Cerimonia del
t, un rito sociale e spirituale praticato in ,iappone,
indicato anche come Chadz- o !adz-, & ./, *0ia del
t*%1
2 una delle arti tradizionali zen pi$ note1 Codificata in
maniera definitiva alla fine del 30I secolo dal monaco
buddhista zen !en no "i#y$ ai )))4s )5667)58)%,
maestro del t di +da 9obunaga /../ :5) ;2 /,
)5(<7)5=6% e successivamente di ;oyotomi :ideyoshi
2 / / /-, )5(>7)58=%1 Il Cha a? yu di !en no
"i#y$ riprende la tradizione fondata dai monaci zen
@urata !hu#o ti A( 58# )<6(7)5?6% e ;a#eno
Boo Ct CD i4)(1 )5?67)555%1 Ea Cerimonia si basa
sulla concezione del Fabi7cha :5 G%1 Huesta
cerimonia e pratica spirituale puI essere svolta
secondo stili diversi ed in forme diverse1 J seconda
delle stagioni cambia la collocazione del bollitore /
#ama%K in autunno e inverno posto in una buca di
forIna quadrata ))& r?, fornace%, ricavata in uno dei
tatami /% che formano il pavimento1 In primavera ed
estate in un braciere faro, Cl ))L% appoggiato sul
tatami1 Ea forIna pi$ complessa e lunga G-, chaMi%
consiste in un pasto in stile #aise#i N.2 C%, nel
servizio di t denso ))& G, #oicha% e in quello di t
leggero ./ G, usucha%')O1 In tutti i casi si usa, in
matcha &%,
polverizzato, che viene mescolato all'acqua calda con
l'apposito frullino di bamb$ D&, chasen%1 Huindi la
bevanda che ne risulta non un'infusione ma una
varie quantitP, il t verde
sospensioneK la polvere di t viene cio consumata
insieme all'acqua1 Qer questo motivo e per il fatto che il
matcha viene prodotto utilizzando germogli terminali
della pianta, la bevanda ha un effetto notevolmente

Cerimonia del te, secondo lo stile rya#u7bnn 'R/2%1 Huesto stile fu
ideato da ;etchG !oshitsu 54& *Q44D 2, il cui nome monastico era
Cnnosai, ICB/C', )=467)86<%, 3III temuta S..B.% del lignaggio
'rasen#e 2 )45L%, e consiste in una forma semplificata della
Cerimonia1 E'ospite e nella classica posizione inginocchiata,
denominam seiza C))5%1

dell'acqua, per la Cerimonia invernale, denominam per l'appunto "? e
praticata dal mese di novembre a quello di aprile1
eccitante1 Infatti veniva e viene ancora utilizzata dai monaci zen per rimanere
svegli durante le pratiche meditative
zazen, TiT .2/%1 Il t leggero usucha, a seguito dello sbattimento dell'acqua
col frullino durante la preparazione, si
ricopre di una sottile schiuma di una tonalitP particolarmente piacevole e che
si intona con i colori della tazza1
Cha no yu
+rigini e sviluppo di una cerimonia zen
E'origine di una cerimonia formale che
accompagnasse e regolasse il consumo del t
sicuramente cinese1 Jnche questo evento,
come la stessa scoperta del t, tuttavia di
difficile datazione1 !i puI presumere, tuttavia,
che l'esigenza della formazione di un
cerimoniale sia correlata alla notevole
diffusione di questa bevanda nelle classi
aristocratiche durante la dinastia !ong
8>?7)648%, anche se il Canone del t, il
ChaM-ng & ', nel sistema pinym%, redatto da
E$ U$ VR ((), 4((7=?<%, databile intorno al

)6) N
45= ' Il ,in#a#u7Mi ()5( l'5&, *Qadiglione d'argento*% a Vyoto, dove, secondo
la
W W W W X tradizione, ebbe luogo la nascita della Cerimonia del te
!empre al periodo della dinastia !ong si puo
far risalire la diffusione nei monasteri del
Auddhismo chan .2/2/, chan zong% dell'uso collettivo di bere da una singola
tazza del t di fronte ad una statua di
Aodhidharina & I/B/ 2, <=(75<?%1 Ea bevanda del t, contenendo infatti una
buona dose di caffeina, era un
valido sostegno alle estenuanti pratiche meditative dello zuIchan TiT .2/%,
proprie delle scuole del Auddhismo chan1
'na leggenda, nata in ambito chan, attribuisce allo stesso leggendario fondatore
di questa scuola, Aodhidharma, la
*generazione* della pianta del tK questi, addormentatosi incautamente durante
lo zuIchan, al momento del risveglio
si strappI le palpebre per impedire nuovamente l'assopimento e le gettI via1 Ya
queste nacquero le prime piante del
t1 2 comunque comprensibile che in un ambito fortemente normativo della vita
quotidiana, come quello dei
monasteri chan, dove ogni momento della quotidianitP veniva formalizzato ai fini
dell'esercizio della presenza
mentale, anche il consumo di t seguisse delle precise regole di condottam1
In ,iappone, la pianta del t, nel suo utilizzo matcha, fu importata dal monaco
tendai Cisai 2/2, ))<)7)6)5% che,
nel ))8), riportI da un suo pellegrinaggio in Cina sia gli insegnamenti chan
EfnMi C)5) ', in giapponese "inzai% del
ramo :uanglTng 2 2R/, in giapponese Zryz[% sia alcune piante di t1 Cos[, nel
)6=6 si tenne nel tempio !aidai7Mi
GM--P-% di 9ara il primo Zchamori ../!.22%, in cui 0enivano evidenziati gli
aspetti spirituali della Cerimonia
del t1
Cha no yu
@a la pratica mondana del ;Icha ' G%, passatempo
aristocratico fondato su sfarzose gare in cui i partecipanti
dovevano indovinare il luogo di origine delle foglie di t
che consumavano, prevalse presto in ,iappone
sull'?cham?ri, e la decadenza spirituale della pratica del
t legata ai principi chan e zen segu[ tutto il 3I0 e 30
secolo1
\u il monaco zen rinzai @urata !hu#o 9 :5) 5C [Gf,
)<6(7)5?6% a elaborare, sotto la guida del maestro l##y$
!oMun e )4V rD )(8<7)<=)% i) cerimoniale del
chado]1 I##y$ !oMun rivestiva in quegli anni il ruolo di
abate dell'importantissimo monastero zen rinzai, il
Yaito#u7Mi ....2 4)&% di Vyoto1
Il chado] di @urata !hu#o e l##y$ !oMun si fondava sul
principio di *leggere il Yharma del Auddha anche nella
bevanda del t*, eliminando ogni ostentazione di

ricchezza tipica della cerimonia del tIcha e riportando la
cerimonia del t in un ambito di semplicitP e sobrietP1 I##yG !IMun < ^./2
)(8<<<=)
9el )<=8, l'ottavo shIgzm del clan Jshi#aga, Uoshimasa
C .' E5), )<(57)<8?%, dopo essersi ritirato
dall'incarico di governo, si trasfer[ in una villa7tempio
fatta da lui costruire nel )<4( a nord7est di Vyoto,
residenza denominata Bisho7Mi :D .P-% e conosciuta
anche come ,in#a#u7Mi ./ 2. _')5, *Qadiglione
d'argento*%1 Uoshimasa trascorse in questa villa il resto
dei suoi giorni, promuovendo incontri di poesia e di arti
tradizionali1 0enuto a conoscenza del Cha a? yu
elaborato da @urata !hu#o, lo invitI a mostrargli le
*nuove* regole cerimoniali1
Jffascinato dalla *nuova* arte tradizionale zen,
Uoshimasa divenne subito un attivo promotore della

Cerimonia del t1 Qer questa ragione, il ,in#a#u7Mi !tatuadi;a#eno
B,,H/2I2CBS/, )5?67)555%
considerato, tradizionalmente, il luogo di nascita del Cha n`)dai!e*N#*^*a +sa#a
a? yu1 @urata !hu#o fu anche il primo ad accentuare
l'impronta di semplicitP di questa cerimonia, a cominciare dall'oggettistica,
che riprende forme della stessa cultura
contadina1 \u lui ad ideare il chasha#u & 4)<O% in bamb$ e a ridurre la stanza
del t a quattro stuoie tatami% e
mezza, in modo da diminuire gli utensili1 C fu sempre @urata !hu#o ad esporre
dei rotoli che riportavano disegni o
scritture #a#emono, ..IN 5)&% dei maestri zen all'interno della stanza e a
privilegiare gli oggetti carichi di tempo
rispetto a quelli di nuova fattura concezione dello hiesabi, ' 3. ?`%1
Cha no yu
'n'immagine di !en no "i#y$ )4))))4),
)5667)58)%, dipinm da :asega^a ;oha#u
/<aN)Ib&)/l, )5(87)>)?

Vobori Cnshu dc-Gi- ))b, )5487)><4
Con la morte, nel )5?6, di @urata !hu#I, la pratica del chado] ebbe un
arresto di alcuni decenni, determinato anche dalle feroci guerre civili1
+ccorre aspettare un altro monaco zen, ;a#eno BoI I.R C)?4(
)5?67)555%, allievo dei discepoli di @urata !hu#I, !ochin e !ogo,
perchT lo sviluppo della 0ia del t riprendesse1 ;a#eno BII gettI le
basi della concezione Fabi7cha )&*&%, studiando con !ochin e !ogo
sia la poesia Fa#a )))()? sia la 0ia delO incenso in giapponese 4)5
R2, VIdo]%1 @odificI il Cha a? yu eliminando gli scaffali per gli utensili
e disponendo questi ultimi direttamente sui tatami e utilizzando solo
legno grezzo per il to#onoma ^ '( )5'5)(%1 ;a#eno BII ideI anche
l'usanza di porre il r? il focolare sopra il quale veniva poggiato il
bollitore per l'acqua per il t% direttamente nella stanza della cerimonia,
ereditando questa usanza dalla cultura contadina1
;erzo grande maestro del t fu un altro monaco zen, !en no "i#y$ ()
))))4)6 )5667)58)%, che iniziI lo studio del Cha a? yu a diciassette
anni, con il maestro Vitamu#i Yochin -)l- ))( .E/ )5&, )5?<7)5>6%,
divenendo due anni dopo diretto discepolo di ;a#eno BII, cui rimase
vicino per i successivi quindici anni1 Yal )54= al )5=6, !en no "i#y$
ricopr[ l'incarico di funzionario dello shIgzm ?)()i% +da 9obunaga e,
dopo la morte, probabilmente per seppu#u rituale del suicidio%, di
questo shIgzm, ricopr[ lo stesso incarico per il suo successore,
;oyotomi :ideyoshi1
;ra il nuovo shIgzm e il maestro del t nacque subito un rapporto di
rispetto reciproco, che consent[ la diffusione di questa pratica
nell'ambiente dei samurai e persino presso la Corte imperiale, dove il
monaco !Ie#i 2//B% questo era il nome religioso di !en no "i#y$, il
suo precedente nome *laico* era UoshirI% ottenne la possibilitP, nel
)5=5, di organizzare un incontro del t1 9el )5=4, sempre con l'aiuto di
;oyotomi :ideyoshi, !en no "i#y$ organizzI un'importante riunione
sulla cerimonia del t presso il Vitano ;enman7g$ /22..d .72., un
tempio shintoista a VamigyI7#u nei pressi di Vyoto%, invitando
centinaia di persone di ogni estrazione sociale e consentendo ai meno
abbienti l'utilizzo del pi$ economico riso tostato al posto del t1 Il
grande ricevimento del )5=4 fu uno degli ultimi episodi dell'amicizia
tra lo shogun :ideyoshi e il maestro del t1 Ya quel momento
l'amicizia si incrinI e a tutt'oggi non si conoscono i veri motivi del
dissapore tra i due, che si concluderanno, nel )58), nel drammatico
ordine dello shogun :ideyoshi a !en no "i#y$ di compiere seppu#u
))) :2%1
;ra le ragioni che all'epoca furono adombrate vi erano l'accusa, rivolta
a !en no "i#y$, di aver posto nel tempio Yaito#u7Mi una propria statua
all'ingresso di modo che persino lo shIgzm vi
dovesse passare sotto1 'n'altra accusa riguardava il fatto di essersi arricchito
con la compravendita di oggetti per la
Cerimonia del t1 Jmbedue le accuse si mostrarono presto infondate, di certo lo
stesso :ideyoshi ebbe motivo di
ricredersi se, a distanza di due anni dal tragico evento, decise di riabilitare
con tutti gli onori la famiglia di !en no
"i#y$1 ;oyotomi :ideyoshi nominI erede del maestro del t da lui costretto al
suicidio proprio \uruta +ribe 2 :(
Cha no yu
/.../2V, o \uruta !higenari, 2 :( /^R, )5<57)>)5%, l'unico degli allievi di !en
no "i#y$ a rendergli pubblicamente
omaggio nel momento della sua maggiore disgrazia1 Eo stesso +ribe sarP costretto
al seppu#u, nel )>)5, da un altro
shIgzm, ;o#ugaFa Ieyasu ..2 ) ))&&, )5<67)>)>%1
Crede di +ribe fu Vobori Cnshu e)X R/./ ))), anche Vobori @asa#azu, e)X R/.7
/-m, )5487)><4%, che diffuse il
Cha a? yu presso l'aristocrazia giapponese, fondando il lignaggio della scuola
di Cha a? yu denominata +ribe7ry$,
/2/22A ))())%1
E'ereditP della *casa* di !en no "i#y$ fu assegnata invece a suo genero, !hIan
!IMun Hd22d/, )5<>7)>)<% cui
segu[ il figlio ,enpa#u !Itan fK ))( !fD 2, )54=7)>5=%1 \u ,enpa#u !Itan a
rivalutare l'ideale Fabi della
Cerimonia del t e il suo stretto legame con lo zen del tempio Yaito#u7Mi,
fondando le basi del Cha a? yu insegnato
dalla famiglia !en1
,enpa#u !Itan divise nel suo testamento i beni immobili fra tre dei suoi quattro
figli, essendo il primogenito !osetsu
deceduto nel )>561 Il gruppo delle case principali della famiglia !en fu diviso
tra il terzogenito Voshin !Isa 3))55
2/C, )>)(7)>46%, che ebbe la parte anteriore \ushin7an, S.2\/% e il
quartogenito !enso !oshitsu ))))
2, )>667)>84% che ebbe la parte posteriore Vonnichini7an, TN C) )(L%1 Jl
secondogenito, IchiI !Ishu m
4)*N, )58(7)>45%, che si era allontanato dalla famiglia per un certo periodo di
tempo, fu assegnata una abitazione
situata su una strada vicina, @ushano#oMi, denominata Van#yu7an N2. )4)- )(L%1
Ya ciascuno di questi figli di
,enpa#u !Itan ebbe origine una differente scuola di Cha a? yu, che si affianca a
quella che ha origine da \uruta
+ribe +ribe "yz[%K da Voshin !Isa ha origine la scuola +motesen#e .z ()g &%,
da !enso !oshitsu ha origine la
scuola 'rasen#e 2 ()g &% e da IchiI !Ishu, la @ushano#IMisen#e I.2 2 e)X (&
()g &%1 ;utte e tre le scuole
sono a tutt'oggi esistenti1
Ea !tanza del t e la Cerimonia
Ea cerimonia del t qualcosa che va molto al di lP della
semplice preparazione di una bevanda1 2 forse
l'espressione pi$ pura dell'estetica zen, tanto che un adagio
giapponese diceK cha zen ichimi & --mu- cio *t e
zen un unico sapore'<O'5O%*1 Cntrando nella stanza da una
porticina bassa mMiriguchi, : )K)% che costringe a piegarsi
in segno di umiltP, l'ospite entra in uno spazio piccolo, a
volte minimo, dove equilibrio e distacco dal mondo sono

procurati da gesti che richiamano costantemente la
presenza mentale in un ambito di naturalezza e spontaneitP, 1 v, r 11 i , , W
in una sequenza di interazioni codificate e circondata da I) nlMlnguchl d m%,
i) QRCC+R+ ingresso ())( !tanza del-Giues-a
oggetti semplici ma di grande forza espressiva1 Ea stanza, dhmmmam f*Nf****]
detta chashitsu & 2%, puI essere anche di pochi tatami,
le finestre sono schermate e la luce filtra sommessa conferendo un alone di
particolare fascino ad ogni elemento1 Ya
un lato c' il to#onoma, una piccola nicchia in cui appeso uno scritto
eseguito da un calligrafo esperto di shodo], ed
una piccola composizione simile alli#ebana 22 .C% particolarmente adattata alla
circostanza e con grande coerenza
con la stagione in corso, detta chabana & .C% cio Gori per il t1 Il ;o#onoma
ha da un lato un pilastro, detto
to#o7bashira ^ )(mO, formato da un palo
Cha no yu
di legno appena sgrossatom a cui di solito appeso il chabana costituito da un
piccolo vaso e spesso un unico fiore, in modo che tutta l'attenzione sia
attratta
dalla sua bellezza1
Il particolare significato che viene attribuito al Cha a? yu si percepisce anche
dal
fatto che per indicare l'atto del preparare il t si usa il verbo tateru che
solitamente ha il significato di *celebrare* e non il pi$ normale !ara 4)& T %
cio
fare, eseguire1 Yopo che gli invitati si sono accomodati, in ordine
rigorosamente
precostituito, con la persona pi$ importante shI#ya#u, C 2ZAO o
particolarmente prediletta posta al primo posto, si apre la porta scorrevole
shIMi
)(& I% e appare il teishu 2 2, chi prepara il t% inginocchiato in posizione

seiza C /% cio con le punte dei piedi rivolte verso l'esterno1
I) ;a#anama CC a% \ai%, l'area della
stanza del t, chashitsu 5)55%,
dove vengono esposti il #a#emnna
)(&%, il rotolo con le scritture o
disegni, e i) chabana ?& )46% )a
composizione horeale1 Ya notare il
ta#a7bashira ?4)()(1N%, )a colonna in
legno grezzo introdotta, secondo )a
tradizione, da ;a#eno B oo nel 30I
secolo1

Qarticolare di Chabana, l'ornamento
horeale che viene esposto nella
!tanza del t, all'interno del
;o#onoma1 !ullo sfondo, il
ta#a7bashira ?4)()(1N%, )a colonna in
legno grezzo1
Cha no yu
9ella forma pi$ semplice della cerimonia usucha%, essa prosegue con
il posizionamento dei vari utensili e con la preparazione del t nella
tazza chaFan, & )(8)%1 +gni commensale cominciando da quello
principale% viene invitato a consumare il dolce con la formula ritualeK
o#ashi o dozo it1 servitevi del dolce, prego%1

!uccessivamente gli viene posta dinanzi la chaFan1 Il primo invitato si W
scusa col vicino e gli chiede il permesso di servirsi per primoK , e ,
Chasha#u 5(K)(% e 9atsume i% per )a
cerimonia 'sucha 'sucha7#i natsume, )55)gK
prende la tazza la fa ruotare per esporre lo shImen C/, cio la parte &&&%1 Ya
notare che i) natsume i) classico
"i#yIS7gata natsume ?<))))4)))8 2%, interamente
laccato di nero sia fuori che all'interno1
osa#ini,
di finitura che fa da riferimento% in direzione del teishu dopodichT beve
con brevi sorsi esprimendo il suo gradimento1 Qoi pulisce il bordo della
tazza e la posa dinanzi a sT1 Ea tazza viene ripresa dal teishu e lavata1
Ea cerimonia procede con gli altri ospiti, finchT al termine, quando tutti hanno
bevuto il t, il primo ospite
shI#ya#u% pronuncia la frase di ritoK
onatsume to ochasha#u no hai#en o
cio chiede il permesso di esaminare gli utensiliK il contenitore del t
natsume% e il cucchiaino di bamb$ chasha#u%1
Il permesso viene accordato e a turno gli ospiti prendono gli utensili e li
osservano attentamente1 Qer ultima viene
osservata la tazza, rigirandola tra le mani e chiedendo informazioni sul maestro
che l'ha creata, l'epoca e lo stile1
Jll'ospite poi puI venir richiesto se intenda dare un nome poetico mei% al
chasha#u e lui a questo punto puI citare
una poesia o un verso o semplicemente fare un riferimento alla stagione in
corso1 @olto indicati sono i #igo /2/%
cio i riferimenti stagionali contenuti nell'ultimo verso di un hai#u, quindi
frasi come a#i a? #ure sera d'autunno%
oppure momono hana fiori di pesco% e cos[ via1 Ea cerimonia si conclude col
teishu che ritorna alla posizione
iniziale, si inchina profondamente all'unisono con gli ospiti e richiude la
porta scorrevole1 Huella descritta la
cerimonia pi$ semplice cio il servizio di usucha t leggero% ma ve ne sono di
assai pi$ lunghe e complesse come
quella del servizio di #oicha t denso% che richiede anche utensili diversi
chaire, #obu#usa ecc1 %1 Ee varie
procedure di preparazione e svolgimento sono dette temae .2. secondo la scuola
'rasn#T; /2.I secondo la
scuola +motesen#e%1
Cha no yu
Ea Yimora del 0uoto

ChaFan, 575)64)% )a mzza al cui interno stato
posto il cha#in, 2\. l')4% la piccola pezza bianca
di lino utilizzam per asciugare )a mzza dopo
averla lavata1 !opra questa vi il chasen 2\. (&%,
il frullino in bamb$ per mescolare il t in polvere
con l'acqua bollente e, sul bordo destro della
mzza vi il chasha#u 5)5)(%, il cucchiano in
bamb$ per raccogliere il t in polvere dal suo
contenitore, il cha#i 2\. &2%1

'na chaFan nera nello stile "a#u C))5=,
"a#uya#i%, risalente al 30I secolo ;o#yo
9ational @useum%
Ea stanza del t il luogo fisico dove si svolge la cerimonia ma
anche luogo *spirituale*'8O1
dell'estetica zen1 Ji concetti precedenti di yz[gen )6)6) /% e di sabi !R%,
!en no "i#y$ evidenziI quello di Fabi :5%1 !e lo yz[gen era l'incanto
In essa sono stati trasfusi gli ideali
sottile, collegato al mistero e alla eleganza, impossibile da trasmettere
con le parolenoO, caro agli autori del 9o soprattutto Seami, i)55) (4V
)(>(7)<<(% e il sabimO la patina sottile del tempo che rende gli oggetti
affascinanti e ispiratori di tranquillitP e armonia, il Fabi di !en no
"i#y$nzO introdusse qualcosa di eversivoK la povertP ricercata, il rifiuto
assoluto dell'ostentazione1 !en no "i#y$ amava lo stile semplice, cio
vedeva la stanza del t come dimora della creativitP priva di
attaccamenti quindi una dimora del vuoto1 !pogliata da ogni possibile
orpello, con pareti grezze e praticamente priva di alcun contenuto che
non fosse il vissuto libero dagli attaccamenti della vita *mondana*1 I
personaggi che si muovono in essa sono usciti temporaneamente dal
mondo e dai suoi affanni per contemplare brevemente il vuoto1 Il
1 1 1 1 c )(
vissuto di mu7shm GeIEN%, cio *non7mente*
), quindi l'abbandonare
il pensiero ruminante e giudicante per giungere ad un approccio
spontaneo e totalizzante con gli oggetti e le persone, rappresentato
perfettamente dallo spazio racchiuso nella stanza del t1 Jl vuoto
materiale deve corrispondere il vuoto *mentale*, inteso come vissuto di
consapevolezza privo di preoccupazioni e attaccamenti mondani1 \in
dall'inizio della sua istituzione, nella stanza della Cerimonia del t tutti
dovevano entrare disarinati e tutti erano uguali, tutti si dovevano
inginocchiare e tutti dovevano *subire* le stesse regole1 2 chiaro quale
fosse il potere destabilizzante di questa pratica e cos[ !en no "i#y$ fu
costretto al seppu#u in quanto un potere che viveva, come sempre, di
ostentazione e di forme vane, si sentiva minacciato dalla forza
silenziosa del maestro1
Cha no yu
I quattro principi costitutivi della Cerimonia del t secondo !en no "i#yG
Il monaco buddhista zen !en no "i#y$
universalmente considerato il
Codificatore ultimo della Cerimonia del
t, dopo i grandi maestri @urata !hu#I
e ;a#eno BoI1 Ea Cerimonia del t di
!en no "i#y$ si fonda su quattro
principi basilari a cui fanno riferimento
tutti i lignaggi scolastici che
proseguono gli insegnamenti di questo
maestro del tK
7 Jrmonia ))()<), ^a%
Huesta dimensione comprende la
relazione ospite7invitato, gli oggetti

scelti, il cibo servito1 Hueste relazioni
devono rihettere il ritmo ^ W W W W W ' ' W W , W X
Cio che rimane oggi dell'antica residenza di !en no "i#y$ a !a#ai +sa#a% sua
citta
lmpermanente delle Cose e della 0))(* natale1 !ul lato destro della foto si puI
osservare il pozzo dell'acqua a cui il maestro
YC..RIIICI+ compreso in tutte le cose attingeva per )a Cerimonia1 Ea stanza del
t chashitsu, 86)55%, denominata Bissa7an,
0iene Confermato infatti dal loro andata perduta durante i bombardamenti della
II ,uerra mondiale, ma stata ricostmim
ed attualmente conservata presso il tempio buddhista zen rinzai, 9anshu7Mi di
!a#ai1
III'.SIIIIC:.+ C? !.SI:.C 1 @6) Z! !Z:d+
l'effimero, l'impermanente, l'unica
realtP in cui ci muoviamo esso assurge a "ealtP ultimansO1 +spite e invitato
sono in realtP intercambiabili in quanto
agiscono coerentemente in questa dimensione di consapevolezza1 Qrima di offrire
il t, l'ospite porge dei dolci
all'invitato, a volte un pasto leggero1 ;utto deve essere all'insegna della
stagione in corso, al ritmo naturale della
cose1 Il principio dell' *Jrmonia* significa dunque essere affrancati da ogni
pretesa e da ogni estremismo,
incamminati lungo la moderazione e la *0ia di mezzo* propria degli antichi
insegnamenti buddhisti1
7 "ispetto aizlmlVei%
2 il riconoscimento in ogni persona, ma anche nei pi$ semplici oggetti, della
presenza di una innata dignitP1
Coltivare questo vissuto nella Cerimonia del t e nella vita permette di
comprendere la comunione dell'essenza di
tutto ciI che ci circonda1
7 Qurezza R/.':, !ei%
0a immediatamente precisato che in ambito zen, questo non significa discriminare
tra ciI che *puro* e quello che
ritenuto *impuro*, essendo il *puro* e l'*impuro* partecipanti insieme alla
"ealtP ultima1 !pazzare la stanza del t
significa occuparsi di disporre un mondo che accolga anche il *bello*1 Che
consenta a ciI che *bello* di esprimersi1
Huesta occupazione anche una metafora nei confronti della nostra mente e dei
nostri vissuti che vanno
quotidianamente *spazzati* dai vincoli mondani e dalle loro preoccupazioni, per
consentirsi esperienze altrimenti
non esperibili1 @entre pulisce la stanza del t, l'ospite riordina anche se
stesso1
7 ;ranquillitP Glm, Ba#u%
!oshistsu !en *\ 2/22%, 30 iemoto P .M% del lignaggio 'rasen#e 2 ()eN &%,
cos[ esprime questo principioK
!eduto lontano dal mondo, all'unisono con i ritmi della natura, liberato dai
vincoli del mondo materiale e dalle
comoditP corporali, purificato e sensibile all'essenza sacra di tutto ciI che lo
circonda, colui che prepara e beve il t
in contemplazione si avvicina ad uno stadio di sublime serenitP1jj')8O
E'incontro con l'altro nella Cerimonia del t
amplifica questa dimensione e, come ricorda sempre il 30 iemoto dell''rasen#eK
kk;rovare una serenitP duratura in
noi stessi in compagnia d'altriK questo il paradosso1jj'6?O
Cha no yu )?
'tensili e ambientazione
7 Chaire & l%K "ecipiente per il t da usare per il #?icha1
7 Cha#i D&/%K "ecipiente per il t1 !i suddivide in due tipiK Chaire
natsume1
7 Cha#in & ))O%K !alvietta in lino per asciugare la tazza dopo averla
lavata con acqua1
7 Chasen D&%K \rullino di bamb$, atto a mescolare il t in polvere
matcha, )5)5 G% con l'acqua bollente1
7 Chasha#u D4)'gO%K Cucchiaino di bamb$, utilizzato per prendere il
t dal cha#i e metterlo nella tazza ChaFan%1
7 Chashitsu GP%K !tanza del t1
7 ChaFan & )())%K Ea tazza dove si beve il t nella Cerimonia del t1
7 \u#usa )))1)8)%K \azzoletto di seta utilizzato per pulire il Chasha#u e
il cha#i1
7 \u#usa7basami )))8 l- a8 anche 2 i))() a8%K
Jstuccio in cui ogni ospite ripone il necessario #aishi, #ashi7yIMi

Il contenitore dell'acqua fresca, mizusashi 4)-
etcN%1 )'5()%, in primo piano1 Yietro, a destra, uno
7 \uro C)))(%K Araciere appoggiato sul tatami, in uso da maggio a sha#mate
)<((%, una 0aso spesso nannaa, per
ottobr$ le composizioni horeali, contenente Qhisha#u 4))4)
)(%, il mestolo di bamb$; e le hibashi NV &%,
due grandi bacchette in metallo utilizzate per
dispoirei carboni nel braciere faro C)))4N, o r?
del r?1 '))4N%1 J sinistra, il #ensui 2 4)-% il contenitore
7 \utao#i 2.2%K Jppoggio per lo hisha#u1
7 ,oto#u G--G%K ;reppiede di ferro su cui poggia il #ama all'interno
7 :ashi ?&%K bacchette di legno utilizzate dall'invitato per servirsi il
dell'acqua di lavaggia Yma il braciere ?)f*%
Cibo o i dolci1 con sopra il bollitore dell'acqua #ama ()&%1
7 :ibashi Ve/%K ,randi bacchette in metallo utilizzate per disporre i carboni
nel braciere G<r? o r?%1
7 :igashibon ) /;/R%K 0assoio per dolci secchi higashi, )&D% utilizzati nella
cerimonia usucha1
7 :isha#u 4))) 4))O%K @estolo di bamb$, utilizzato per prendere l'acqua
bollente o fredda1
7 Vaishi )55)5%K \ogli di carta utilizzati dall'invitato come tovaglioli1
7 Vashi7yIMi 4D b k)) 5 ' %K Qiccolo coltello di metallo per tagliare i dolci1
7 Vama /%K Aollitore per l'acqua1
7 Vensui 2 4)L%K "ecipiente per l'acqua di lavaggio1
7 Vobu#usa 2 2 /Ha%K Qiccolo fazzoletto su cui appoggiare la ChaFan1
7 Voita e)X)).%K ;avoletta di legno posta alla base del faro1
7 VuromoMi : R-%K Qiccolo bastoncino di legno, a punta, con cui l'invitato si
serve per prendere i dolci1
7 @izusashi 4)N 4&%K "ecipiente per l'acqua fredda1
7 9atsume /%K "ecipiente laccato per il t da usare per la cerimonia usucha1
7 "o )))5%K Auca quadrata in cui si pone la #ama, in uso da novembre ad aprile1
7 !ensu C))%K 0entaglio che viene usato per lo pi$ come segna posto1
7 !hifu#u ))&%K !acchetto di broccato entro cui si ripone il Chaire1
7 !homen C /%K Qunto grafico o segno della parte esterna della ChaFan che fa da
riferimento per orientarla1
7 ;atami /%K !tuoie che compongono il pavimento della Chashitsu1
\rasario
Clenco di brevi frasi in giapponese da utilizzare durante il Cha no yu
Cha no yu
"omanizzazione
Italiano
JrigatG gazaimasu
,razie inGnite
ChGdai itashirrmsu Eo accetto umilmente Qrima di prendere il te e nel caso di
accettazione di un dono
Y?)> Qrego
,nmen #udasai @i scusi
:ai ![
:ai#en Fn Qosso vederloD
:aMimerruzshite !ono felice di incontrarla Jll'inizio della Cerimonia
I#aga desu#a Come staD
Itada#i masu Eo accetto !imile a ChGdai itashirrmsu ma riferito al cibo
Ve##G desu
*@olto benem* o anche *9e ho avuto abbastanza*
9el caso di un complimento o come gentile riGuto
Van nichi Fa
Come state oggiD
9tm desu#a
Che cos' questoD
+matase shimashita
@i perdoni per l'attesa
+negai shimasu
Ee chiedo umilmente
9el caso in cui si richiede un favore
+sa#ini @i perdoni se inizio prima di lei 2 la frase che l'invitato pronuncia
nei confronti di chi viene servito dopo di
lui
+shGban Qrendo parte alla Cerimonia 0iene detto all'invitato che ci precede
itashirruzsu
!ayGnara Jrrivederci
!hitsurei shimashita
*@i perdoni* oppure *@i scusi per la mia
rudezza *
Ceramiche
Ea diffusione del principio del Fabi7cha di !en no "i#y$ sconvolse
anche l'arte della ceramica giapponese1 Ee ceramiche finissime di
origine cinese furono scalzate rapidamente da quelle di apparenza
rozza che incarnavano l'ideale estetico di semplicitP e povertP che il
maestro intendeva affermare1 ;utto iniziI quando ad un certo ChoMiro
/ UBe. 2R., )5)57)586%, operaio, forse di origine coreana addetto alla
produzione di tegole, !en no "i#y$ chiese di realizzare una ciotola

senza usare il tornio nT la sovrapposizione a spirale di un cordone di
materiale, ma semplicemente modellando la forma Concava partendo
da un pezzo di argilla1 ChoMiro esegu[ la commissione e il risultato fu 'natazza
in Ceramica !tile "am mi
"a#uya#i%, risalente al 30III secolo1 Ya nomre
sul davanti lo !hGmen B.C/C%, il punto graGco o
segno della parte esterna della ChaFan che fa da
riferimento per orientarla1
talmente straordinario che !en no "i#y$ stesso giudico la tazza perfetta
sia dal punto di vista estetico, poichT l'aspetto semplice e rustico
rispondeva a quell'esigenza di austeritP che si prefiggeva, ma anche da
un punto di vista pratico in quanto la tazza bassa e larga aveva una
stabilitP ideale ed era quindi adattissima per l'utilizzo sul tatami senza
pericolo che i numerosi spostamenti cui era
la
soggetta durante
Cha no yu
)6
3h M
c <;
cl]7
Jutografo di
Vichizaemon /.2
--i\- )8<87% 30 "a#u
u%1
cerimonia ne causassero il ribaltamento1 Jnche lo shogun ;oyotomi :ideyoshi fu
altrettanto entusiasta e confer[ al vasaio l'autorizzazione a fregiarsi, con
tutti i suoi
discendenti, del sigillo "a#u ' )()&, questo termine indica *comodo*,
*maneggevole*% e da
allora la sua famiglia e i suoi discendenti si fregiarono di questo nome1 Jncora
oggi il 30
e ultimo discendente dei "a#u, Vichizaemon /- C.2R \., )8<87% produce, come i
suoi
antenati, tazze di grande bellezza1 +vviamente anche altri si cimentarono in
questo tipo di
produzione e cos[ nacquero altri capolavori sempre coerenti con i principi
estetici dello zen1
\ra i pi$ noti quelli di stile @ino, !eto, !hino, Aizen1 Qarticolarissime le
tazze con smalti
color crema e soprattutto quelle con smalto nero1 Il discepolo di !en no "i#y$,
\uruta
+ribe, dette origine a una serie di pezzi straordinari per creativitP e
colorazione appunto
noti da allora come stile +ribe1 !pesso i vasai lasciavano colature di smalto o
zone non
coperte, imperfezioni, bolle, insomma l'ideale estetico del Fabi7cha si diffuse
sempre pi$1
@algrado le intenzioni di !en no "i#y$, le ceramiche che dovevano esprimere il
massimo
dell'austeritP e della povertP raggiunsero presto prezzi elevatissimi ed erano
assai ricercate
dalle classi pi$ agiate1 !i usava persino premiare i combattenti samurai% pi$
valorosi
donando loro pezzi particolarmente pregiati o di maestri celebri1 +ra molte di
queste opere
sono conservate nei musei possedendo un valore economico spesso incalcolabile1
@a
anche le opere di maestri viventi, o del recente passato, eseguite con tecniche
immutate dai tempi di !en no "i#y$,
raggiungono quotazioni notevoli1
!cuole del Fabi7cha
Ee tre scuole principali della Cerimonia del te
giapponese, secondo lo stile Fabi7cha, sono
state fondate dai figli del nipote di !en no
"i#y$, ,enpa#u !otan R l/l !*D 2,
)54=7)>5=%K
7 Ya !enso !oshitsu ;IBB/IR22,
)>667)>84%, la scuola 'ra !en#e 2r--
aP
7 Ya Voshin !osa -IC,
)>)(7)>46%, la scuola +mote !en#e .zr--
aP
7 Ya Ichio !oshu n5555(), )58(7)>45%,
la scuola @ushano#oMi !en#e 222eb
&ra&

'na tazza di te matcha1 Jccanto al dolce e posto un VuromoMi Y iD%
Il termine !en#e N\ R% si compone diK !en
f, da !en no "i#y$% e #e P, casa, famiglia%, e indica quindi *Case di !en no
"i#y$*1
+ltre questi tre importanti lignaggi di insegnamento, esistono in ,iappone molte
altre scuole che fanno riferimento al
Fabi7cha, alcune di dimensioni molto piccole, in questo caso si indicano come
ryz[ R.E.% ovvero *stile*K
Cha no yu
)(
+ribe7ry$ /.../2' fondata da \uruta +ribe%
Jnra#uan7ry$ R ' 'C
Chinshin7ry$ .2.;2
Cdosen#e7ry$ -l 5 ;N &
Cnsh$7ry$ / @
\uruichi7ry$ C \l-[-G
\usai7ry$ 2.N '
\uMibayashi7ryG
\uha#u7ry$ V /I
\umai7ry$ SK )(4)i
:ayami7ry$ / 4V
:igo#o7ry$ 'C./ 2
:isada7ry$ 4c '(
:oso#aFasansai7ry$ //C l I I C '
:orinouchi7ry$ R/ ^
Vayano7ry$ / 2.
Vobori7ry$ eB X R/
Vogetsuensh$7ry$ ..: R/ *il
@atsuo7ry$ .eE./
@itani7ry$ C
@iyabi7ry$ a
9ara7ry$ 6&ND 2B..1
"i#yu7ry$ .^2
!a#ai7ryu iGF-G
!e#ish$7ry$ C @
7 !e#ish$7ry$ I#eiha C @ arma ma
7 !e#ish$7ry$ Zguchiha C @ I-[M. l-l a
7 !e#ish$7ry$ !himizuha C @ 4m
7 !e#ish$7ry$ 9omuraha C @ 2... R./
!oFa7ry$ gfD .'
'edaso#o7ry$ BK '( 2../.
'ra#u7ry$ 45 '
Uabunouchi7ry$ / ^ fondataK Uabunouchi Vench$ B ochi,
P ^ o)5(>7)>64O, che, come !en no "i#yu, fu un discepolo di
;a#eno B oo%1
Yainippon chadoga##ai M- Cl Sl- G ./ i /D
\ilm

'n caratteristico natsame 2, un cha#i di legno%
laccato1 Ya notare il sigillo imperiale giapponese
#amnn 5)'55? rappresenmto da un Gore di
crisantemo circolare stilizzato con )> petali1

\atan#i 22%, appoggio
posto sul tatami per lo
:isha#a @)<)% il mestolo di
bamb$ utilizzato per versare
l'acqua durante la Cerimonia1
7 'no dei film pi$ interessanti sull'argomento e @orte di )m maestro del t
)8=8%, Eeone d'argento alla @ostra del
Cinema di 0enezia, del regista Vei Vumai, con ;oshiro @ifune, CiMi +#uda,
Vinnosu#e Uorozuya, ,o Vato,
!hinsu#e Jshida1 Il film rende in modo perfetto l'atmosfera del mondo del te e
narra la vicenda del maestro "i#yu
e le problematiche abbastanza misteriose che lo condussero al suicidio nel )58)1
7 'n altro film certamente da segnalare sulla storia della Cha no yu e "i#yu
)88)% del regista :iroshi ;eshigahara
con "entaro @i#uni, Uoshi#o @ita, ;sutomu Uamaza#i e VyI#o Vishida1
Cha no yu )<
9ote
o)O Il te utilizzato nel Cha no ya e un te verde in polvere denominato matcha
.2R.2.%1 9ella cerimonia del te denso NR2// #aicha% viene
utilizzato un te proveniente dalle foglie pi$ giovani delle piante di te pi$
vecchie della piantagione1 0iceversa nella cerimonia del te leggero
lPeCtP; asacha% viene utilizzato un te proveniente dalle foglie pi$ vecchie
delle piante pi$ giovani, risultando al gusto leggermente pi$ amaro
del te denso1 Ea polvere per il te denso puI essere usata per preparare il te
leggero, ma non viceversa1 Qer il te leggero viene usata in
proporzione il doppio dell'acqua utilizzata per la preparazione del te densoK
quest'ultimo risulm quindi pi$ pastoso1 Jnche i contenitori
utilizzati per conservare il te sono differenti si veda cha#i%1 Cfr1 anche B1
E1 Jnderson, Jn Intrndactiun tu Bapanese ;ea "itaal, 9eF Uor#,
!'9UQ, ) 88 ) 1
o6O Eu Uu, Il canone del teN, Eeonardo Cditore, @ilano, )88?, I!A9 ==7(557??8=7
61
o(O 9el ))?(, Shanglu Songyi B.S/..... R2.., 47))?4D% compilI un codice
monastico chiamato ChanyuPn q-nggu- ./I./:/.2/ 2-l, *Ee pure
regole per il giardinoemonastero chan*% che contiene, tra l'altro, le regole per
il rito del te e dell'acqua calda1 ;ale codice ripreso da Yogen B/
.M, )6??7)65(%, fondatore del Auddhismo !oto Sen in ,iappone, nell '9IH7no^i#i7
?74a8<6c46c5a=eef47HI9' Ciheishingi 4)V di ' l-e't,
*"egole del monastero Cihei7Mi*%, dove anch'egli prescrive l'offerta del te1
o<O Huesta frase e attribuita a B aquan !ota#u, nipote di !en no "i#yu, e
riportata nel suo Senchara#n 22/2.'%, messo per iscritto nel )=6= dopo
una lunga trasmissione orale1
o5O Ya notare che il carattere aili, aroma o sapore, si compone di tre
caratteriK l7l Nl] 4V1 Il primo, l7l sta a indicare una bocca, mentrei due
successivi compongono 5V mi% che significa *incompiuto* ma che foneticamente
esprime qualcosa di buono, ovvero 'qualcosa di buono
indugia nella bocca'1
oeO Jnche nihanbashira Sl ti%1
o4O Il legno utilizzato varia a seconda del livello di 'formalitP' della smnzaK
legno di cipresso in quelle pi$ formali; seguito da pino, sandalo, gelso
e acero in quelle semi7formali; cedro, castagno o bamboo in quelle pi$ semplici1
J volte fu utilizzato anche materiale proveniente da antichi
edifici di legno1 !econdo la tradizione fu ;a#eno B oo nel 30I secolo a
introdurre questo elemento nella stanza del te1 @a negli appunti di
@atsuo 9i##i ^./ Cl ti% databili alla meta del 3I3 secolo, si afferma essere
stato \uruta +ribe, nel 30I secolo, il primo a suggerire
l'utilizzo del tn#u7bashira1
o=O Il secondo invitato viene indicato con il termine Mi#ya#u D42.%, il terzo
come teishi gli%1
o8O !pirituale nell'accezione che si puI assegnare a questo termine all'interno
del Auddhismo, e in particolar modo del Auddhismo zen, quindi
non in un signiGcato trascendentale, ma che attiene alla realtP ultima della
propria vita e delle cose1
o)?O Eo yi-gen e nel Auddhismo giapponese tradizionalmente legato alla scuola
;endai da cui la scuola Sen proviene1 !egnatamente e collegato,
in questa scuola, allo shi#an BE'% ovvero alla consapevolezza della
interrelazione tra la n)isteriosa profonditP delle cose con la loro
apparenza1
o))O Ya nomre che il carattere -v- sabi% si compone di :f a rappresentare il
tetto di una casa, sotto cui e posto il carattere i5() che indica il pi$
giovane dei fratelli del padre, il tutto a suggerire il vissuto di una
tranquilla solitudine1
o)6O 0a tuttavia ricordato che fu il maestro di !en no "i#yu, ;a#eno Boo, a
coniare il termine Fabi per indicare il relativo vissuto e la pratica a
cui collegarlo1 !en no "i#yu difese e propugnI questa nuova concezione della
Cerimonia del te1
o)(O Ya precisare che una lettura dell'origine del carattere ma%, puI essere
il carattere :* ovvero *fuoco* posto sotto un covone di grano
Huesto per esprimere la cessazione di esistenza di qualcosa, ma in ambito della
dottrina buddhism zen la sua pi$ corretta accezione e *nT
esistenza, nT non7esistenza*1 Il carattere EN shin% indica il cuore sanK hrd%1
@a in Cina e in ,iappone anticamente si riteneva che questo
fosse l'organo del pensiero e delle emozioni, questo carattere indica quindi
mente pensante sanK citta%1
o)<O Il carattere .: si compone di l7l, *bocca* nel senso che 'parla', accanto a
5V, carattere che indica la pianta del riso1 Ea pianta del riso e spesso
associam in ,iappone alla morbidezza1 Huindi il suo signiGcato e 'comunicare
armonia'1 Il carattere .: e usato anche per indicare lo stesso
,iappone1
o)5O Cos[ il fondatore del !oto Sen, YogenK *9el Auddhismo non c'e nessun
nirvana separato dal ciclo di vim e morte o1 1 1O; non c'e nessun
Yharma buddhism al di fuori della vim quotidiana* !hGbGgenzG, B.CR2R '.2'%1
Come non ricordare Jlbert CamusK *Il mondo e bello e fuor
d'esso non c'e salvezza*1
o)>O Il carattere fldl si basa, nella sua composizione sul carattere i che ha il
signiGcato di *forza*, associato a 4& che se nell'odierno signiGcato
ha perso qualsivoglia caratteristica simbolica, anticamente rappresentava una
persona inchinata che parla notare la l7l, bocca%1 Huindi una
persona che, inchinandosi, *trova* la forza per parlare, evidentemente in un
atteggiamento di *umiltP* e rispetto1
o)4O Il carattere ... si compone di l che signiGca *acqua* e faD che ha il
signiGcato di azzurro o anche verde o anche giovane1 Huindi *acqua
fresca e pulita* che richiama il senso di purezza1
o)=O Il carattere -v- reso anche come sabi% si compone di *Nf a rappresentare
il tetto di una casa, sotto cui e posto il carattere i5() che indica il pi$
giovane dei fratelli del padre, il tutto a suggerire il vissuto di una
tranquilla solitudine1
o)8O InK !oshitsu !en 301 ChadaK ;he Mapanese Fay af tea1 ;o#yo, )8481 Chada, Ea
Sen nell'arte del teN1 ;orino, Qromolibri edizioni, )8=>, pag1
6 ) 1
o6?O !oshistsu !en1 +prit1 pag16O1
Cha no yu )5
AibliograGa
Il notevolissimo numero di opere sull'argomento consiglia una sintesi dei testi
pi$ accessibiliK
"and Castile1 ;he Fay of tea, ;o#yo, Bohn ^eaterhill, )84)1
Va#uzo +#a#ura1 ;he Aoo# of ;ea, 9eF Uor# )8?>1
!oshitsu !en 301 ChadoK ;he Mapanese Fay of tea1 ;o#yo )848
Qrincipali edizioni italiane
Chado, E? Sen nell'arte del teN1 Qromolibri edizioni1 Hui un estratto del libro
Chado di !oshitsu !en 30 in italiano
httpKeeFFF1magnanelli1iteCstrattieE+;W!oshitsu!en30Chado1htm%1
Il libro del teN, "oma, Aocca, )85<;
,ian Carlo Calza, Il libro del teN, Cditoriale 9uova, )8=(;
E? zen e la cerimonia del teN, trad1 e note di laura ,entili; con uno scritto di
Cverett \1 Aleiler, @ilano, !C, )88(1
@aria Ye ,iorgi1 Ea via del te nella spiritualitP giapponese, Arescia,
@orcelliana, 6??41 I!A9
84=7==7(4676)=6781
@asao !hoshin Ichishima1 Illuminazione originaria e mente Fabi, in *Yharma*,
6??(, <, )5, (67<?1
Jldo ;ollini1 Ea cultura del te in ,iappone e la ricerca della perfezione1
;orino, Cinaudi, 6?)<1
0oci correlate
^abi7cha
Cha#i
Chasha#u
Chashitsu
;o#onoma
;atami
Auddhismo Sen
!en no "i#yu
I##yu !oMun
Voha#u ma#u
Jltri progetti
2 Commons http KeeCommons1Fi#imedia1orgeFi#ieQaginaWprincipaleDuselangpit%
contiene immagini o altri
file su Cha no yu http Keecommons1Fi#imedia1
orgeFi#ieCategoryKBapaneseWteaWceremonyDuselangpit%
Collegamenti esterni
+motesen#e official Febsite httpKeeFFF1omotesen#e1Mpeenglishetobira1html%
'rasen#e official Febsite httpKeeFFF1urasen#e1or1Mpetecteeindec1html%
@usha#oMisen#e official Febsite httpKeeFFF1musha#ouMi7sen#e1 or1
Mpeaisatsu61html%
H Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone
Aacchette per il cibo
)>
Aacchette per il cibo
Aacchette per il cibo

Cinese
Cinese i(6)4 o ^55)i
Qinyin #uPizi o #uai 'er
^ade7,iles lduai7tzu o lduai7erh
,iapponese
VanMi )1
61 NC' Y o (5^D
(1 -feh[l
:iragana )J l; E
61 4b ? l[ E
(1 i> 4b Y l[ E
:epburn "omaMi )1 hashi
61 Faribashi
(1 oFaribashi
Coreano
:angul S) h[q
Eatnes#un Meotgara#
@cCune7"eischauer ehGt#ara#
;hailandese
;hailandese [[ttG-lu
";,! ta#iap
0ietnamita
Huoc ngff dua
:an tu
Indonesiano
Indonesiano sumpit
\ilippino
\ilippino ipit7ipit
Ee bacchette per il cibo sono una coppia di piccoli bastoncini affusolati, di
uguale lunghezza, che si ritiene
generalmente abbiano avuto origine nell'antica Cina e che vengono utilizzate
tradizionalmente come posate o utensili
per il cibo in vari paesi dell'Jsia orientale e sud7orientale in particolare
Cina, ,iappone, Corea, ;aiFan, ;hailandia,
0ietnam e !ingapore%1 Jl di fuori di tali aree, le bacchette si trovano
prevalentemente nei ristoranti che propongono
piatti delle cucine originarie di questi paesi1
Jttualmente si possano trovare anche in alcune aree del ;ibet e del 9epal vicine
all'inhuenza culturale delle
popolazioni cinesi di stirpe :an1 Ee bacchette sono adoperate comunemente nello
3inMiang dagli 'iguri e da altre
etnie per mangiare il lamian, una varietP di noodles cinesi, mentre nell'Jsia
sud7orientale si usano di solito quando si
Aacchette per il cibo
)4
mangiano noodles o riso bianco1
;ali utensili sono fatti comunemente di legno, bamb$, metallo, osso, avorio e,
nei tempi moderni, anche di plastica1
Ea coppia di bastoncini si manovra con una sola mano r tra il pollice e le altre
dita r e si usa per prendere piccole
quantitP di cibo1
!toria
Ee bacchette per il cibo provengono dall'antica CinaK sulla loro origine sono
fiorite numerose leggende, ma e provato
che venivano utilizzate giP ai tempi della dinastia !hang )>??7))?? a1C1%1
'tensili simili a bacchette sono stati
dissotterrati anche nel sito archeologico di @egiddo in Israele1 Huesta scoperta
potrebbe rivelare l'esistenza di
rapporti commerciali tra il @edio +riente e l'Jsia nei primi tempi
dell'antichitP oppure potrebbe trattarsi di uno
sviluppo parallelo avvenuto in modo indipendente1 Ee bacchette erano oggetti
domestici comuni anche tra gli 'iguri
civilizzati delle steppe mongole durante il 0I70III secolo1
Ctimologia
In cinese mandarino le bacchette per il cibo sono indicate con la parola #uaizi
:%1 2 un termine composto da una
parte fonetica, N2[, che significa *rapido*, e da una parte semantica, ;eI, che
vuol dire *bamb$*1 9el cinese antico, ed
anche in alcune varietP di quello moderno come il min nan, la parola per
*bacchette* era zh$ ?&% cinese medioK
dMFo7; pinyinK zh$; minnanK ti%1 ;uttavia, zh$ divenne tab$ sulle navi perchT
suonava allo stesso modo di un'altra
parola che significava *fermarsi* :(%1 Yi conseguenza, fu sostituita da una
parola di significato opposto, #uai
*veloce, rapido*%, che si diffuse gradualmente fino a diventare il termine
corrente per designare le *bacchette* nella
maggior parte delle varietP del cinese moderno1 Il carattere che indica il nuovo
significato di *bacchette* :% ha
l'elemento semantico del *bamb$* ;eI% aggiunto a quello del carattere
originario #$ai N2b che, come giP accennato,
significa *rapido*1m
In giapponese, le bacchette sono chiamate hashi, scritto &1 !ono note anche come
otemoto 2 . 2 i]%,
un'espressione stampata comunemente sugli involucri delle bacchette usa e getta1
In coreano, si usa il vocabolo composto Meotgara# 5) 4)))O%, che e formato da
Meo *bacchette*% e gara#
*bastoncino*%1 Beo non puI essere usato da solo1
In 0ietnamita, le bacchette sono dette dua ?&%, parola anch'essa derivata dal
cinese &1
9elle lingue occidentali non esiste, in genere, un termine specifico per
indicare le bacchette per il cibo1 \a eccezione
la lingua inglese, che utilizza la parola chopstic#s, di probabile origine
asiatica1 !embra infatti che sia derivata dal
pidgin sino7inglese, dove l'espressione chop chop significava *rapidamente.m1
;ipi
0i sono diversi stili di bacchette che variano in
relazione aK
7 EunghezzaK le bacchette molto lunghe, solitamente
circa (? o <? centimetri, tendono ad essere utilizzate
per cucinare, specialmente per friggere a fondo i
cibi1 In ,iappone sono chiamate saibashi i &%1

Ee bacchette pi$ corte sono usate generalmente
come utensili per mangiare, ma anche per cucinare1
Aacchette di legno e plastica1
7 JffusolamentoK le bacchette per prendere il cibo sono affusolate con
l'estremitP smussata o appuntita1 Huelle
smussate forniscono una superficie maggiore per trattenere il cibo e per
spingere il riso nella bocca1 Huelle
Aacchette per il cibo )=
appuntite consentono di manipolare pi$ facilmente il cibo e di spinare il pesce
cotto intero1
7 @aterialeK le bacchette possono essere fatte di una varietP di materialiK
bamb$, plastica, legno, osso, metallo,
giada e avorio1
7 Ee bacchette di bamb$ e legno sono a buon mercato, conducono poco il calore e
forniscono una buona presa
per trattenere il cibo grazie alle loro superfici opache1 !i possono incurvare e
deteriorare con l'uso
prolungato e se non vengono pulite adeguatamente possono annidare batteri1 Huasi
tutte le bacchette per
cucinare e quelle usa e getta sono fatte o di bamb$ o di legno1 Ee bacchette usa
e getta non laccate si usano
in particolare nei ristoranti1 !i presentano spesso come un pezzo di legno che e
parzialmente tagliato e deve
essere spezzato in due bacchette dall'utilizzatore dimostrando cos[ che non
sono state usate in precedenza%1
In giapponese, sono conosciute come Faribashi /' 0% &%1
7 Ee bacchette di plastica sono a buon mercato e conducono poco il calore1
Inoltre non annidano batteri ne si
deteriorano molto con l'uso prolungato1 ;uttavia, a causa della loro
composizione, non sono buone come
quelle di legno e di bamb$ per prendere il cibo1 Qer la stessa ragione, le
bacchette di plastica non possono
essere impiegate per cucinare dal momento che le temperature elevate potrebbero
danneggiarle e produrre
composti tossici1
7 Ee bacchette di metallo sono durevoli e facili da pulire1 Come quelle di
plastica, non trattengono il cibo
bene quanto quelle di legno o di osso1 ;endono anche ad essere pi$ costose1 Ea
loro pi$ elevata conduzione
del calore, inoltre, significa che non sono comode da usare per cucinare1
7 @ateriali come avorio, giada, oro e argento sono scelti tipicamente per
ragioni di lusso1
7 +rnamentiK le bacchette di legno o di bamb$ possono essere dipinte o laccate
per decorarle e renderle
impermeabili all'acqua1 Ee bacchette di metallo a volte vengono irruvidite o
rigate all'estremitP affusolata per
renderle meno scivolose quando si prende il cibo1 Coppie di bacchette di metallo
molto lunghe talvolta sono
legate da una corta catena all'estremitP non affusolata per impedirne la
separazione1
!tili di bacchette utilizzati nelle diverse culture
7 CinesiK bastoncini pi$ lunghi che hanno la sezione
trasversale quadrata ad un'estremitP quella con cui
si tengono% e rotonda all'altra quella con cui
vengono a contatto con il cibo%, terminando con una
punta smussata1

7 ,iapponesiK bastoncini di lunghezza da corta a
media che si affusolano con un'estremitP appuntita1
Huesta forma si potrebbe attribuire al fatto che la
dieta giapponese consiste in grandi quantitP di pesce
con la lisca intera1 Ee bacchette giapponesi sono
fatte tradizionalmente di legno laccato1 Jlcuni X7 6&1*
servizi comprendono bacchette di due lunghezze

diverseK pi$ corte per le donne e pi$ lunghe per gli Yall'alto in bassoK
bacchette di plastica da ;aiFan, bacchette di
uomini sono inoltre assai diffuse bacchette a porcellana dalla Cina continenmle,
bacchette di bamb$ dal ;ibet,
bacchette di legno di palma dall'Indonesia stile vietnamim%,
bacchette piatte inossidabili dalla Corea insieme ad un cucchiaio
` CoreaneK asticciole affusolate di media lunghezza, abbinato%, un servizio
giapponese da due due coppie di bacchette%,
in acciaio inossidabile, con una sezione trasversale bacchette giapponesi per
bambini e hashi usa e getta nell'involucro%1
misura di bambino1
piatta e rettangolare1 ;radizionalmente, erano fatte
di ottone o di argento1% @olte bacchette coreane di metallo sono riccamente
decorate all'impugnatura1
7 0ietnamiteK lunghi bastoncini che si affusolano con una punta smussata;
tradizionalmente di legno, ma fatte ora
anche di plastica1 'n dua ca e una grande coppia di bacchette piatte, usate per
servire il riso da una pentola1
Aacchette per il cibo
)8
7 In uso in ItaliaK sono simili a quelle giapponesi e sono fatte di legno
laccato oppure di plastica; esistono anche
quelle usa e getta1 9ello scegliere tra i due tipi di bacchette e bene tener
conto dei loro difettiK quelle di legno
laccato possono essere portatrici di malattie, mentre quelle usa e getta hanno
l'inconveniente di essere costose1
"iprendendo il termine giapponese, le bacchette in Italia si chiamano :ashi1
'so
,eneralitP
@olte sono le regole di etichetta che governano il modo appropriato di usare le
bacchette1 ;enute fra il pollice e le
dita di una mano, le bacchette si usano a mo' di pinza per prendere piccole
quantitP di cibo, che sono preparate e
portate in tavola in porzioni piccole e adeguate1 Ee bacchette si possono
utilizzare tranne che in Corea% per spingere
in bocca il riso e altri piccoli bocconi direttamente dalla ciotola1

!olo le estremitP pi$ piccole delle bacchette
vengono a conmtto con il cibi1 Hui le bacchette si
usano per mangiare un piatto giapponese
conosciuto come natto, fatto con fagioli di soia
fermentati1
Ee bacchette si tengono insieme nella stessa mano, solitamente la
destra1 Jlcune persone, specialmente i mancini, hanno cominciato ad
usare le bacchette anche con la mano sinistra1 In alcune occasioni
formali%, tuttavia, questo comportamento potrebbe essere considerato
sconveniente1
9elle culture che fanno uso delle bacchette, il cibo generalmente e
preparato in piccole porzioni; tuttavia, alcuni modelli di bacchette
hanno bordi intagliati intorno alle punte per aiutare ad afferrare
porzioni di cibo pi$ grandi1 Il riso, che solitamente sarebbe quasi
impossibile da mangiare con le bacchette se preparato utilizzando
metodi occidentali, normalmente in Jsia orientale e preparato con una
minor quantitP di acqua, il che lo porta ad *agglutinarsi*, rendendo cos[
pi$ facile mangiare con le bacchette1 Ee caratteristiche collose del riso
dipendono anche dalla cultivar selezionata; quella impiegata nei paesi
est7asiatici di solito e la cultivar Maponica, che e un tipo di riso
naturalmente pi$ agglutinante dell'indica, il riso utilizzato nella
maggior parte dei paesi occidentali e sud7asiatici1
+ltre che come posate per mangiare, le bacchette sono utilizzate anche come
utensili da cucina per mescolare gli
ingredienti in una pentola o trasferire i cibi dalla pentola ai piatti1
Come adoperare le bacchette
)1 @ettete una bacchetta tra il palmo e la base del pollice, usando il
dito anulare cioe il quarto dito a partire dal pollice% per sostenere la
parte inferiore del bastoncino1 Con il pollice, schiacciate il
bastoncino verso il basso mentre il dito anulare lo spinge verso
l'alto1 Ea bacchetta dovrebbe essere fissa e molto stabile1
61 'sate le punte del pollice, dell'indice e del medio per tenere l'altra
bacchetta come una penna1 Jssicuratevi che le punte dei due
bastoncini siano allineate1
'so delle bacchette
(1 "uotate la bacchetta superiore in alto e in basso verso la bacchetta
inferiore fissa1 Con questo movimento si possono prendere cibi di dimensioni
sorprendenti1
<1 Con sufficiente pratica, i due bastoncini funzionano come un paio di pinze1

Aacchette per il cibo 6?
!uggerimentoK per maneggiarle pi$ facilmente all'inizio, tenete le bacchette a
metP come farebbe un bambino1
Huando sarete divenuti pi$ bravi, tenete le bacchette alle estremitP superiori
per arrivare pi$ lontano ed avere un
movimento pi$ sicuro ed elegante1
!e le punte non riescono ad allinearsi, sarP difficile trattenere i cibi1 ;enete
le bacchette diritte con una delle punte
che tocca leggermente il tavolo, e spingete le bacchette verso il basso o
allentate la presa per un istante sempre
delicatamente% per far s[ che le punte raggiungano la stessa lunghezza1 In
questo modo potete anche regolare la presa
o la posizione di tenuta1
Con la pratica, e possibile eseguire i passi ) e 6 simultaneamente, sollevando
le bacchette con una sola mano in
modo fluido1 !e necessario, tenete la bacchetta ad angoli diversi per sentirvi a
vostro agio con i bastoncini tra le dita1
Auone maniere a tavola
Ctichetta universale
9ei vari paesi in cui si utilizzano le bacchette per mangiare, generalmente si
osservano le seguenti regoleK
7 Ee bacchette non si usano per fare rumore, per attirare l'attenzione o per
gesticolare1 ,iocare con la bacchette e
considerato maleducato e volgare proprio come sarebbe giocare con le posate in
un ambiente occidentale%1
7 Ee bacchette non si usano per spostare ciotole o piatti1
7 Ee bacchette non si usano per giocherellare con il cibo o con i piatti in
comune1
7 Qi$ spesso, le bacchette non si usano per infilzare il cibo, tranne poche
eccezioni, ad esempio quando si fanno a
pezzi cibi pi$ grandi come verdure e #imchi1 9ell'uso informale, cibi piccoli,
difficili da prendere come pomodori
ciliegia e polpette di pesce possono essere infilzati, ma quest'uso e biasimato
dai tradizionalisti1
7 Ee bacchette si possono appoggiare orizzontalmente sul proprio piatto o
ciotola per tenerle completamente
lontano dalla tavola1 Qer tenere le punte lontano dalla tavola si puI utilizzare
un poggiabacchette1
7 Ee bacchette non si dovrebbero lasciare appoggiate verticalmente in una
ciotola di riso o di altro cibo1 Hualsiasi
oggetto simile ad un bastoncino con la punta rivolta verso l'alto assomiglia,
infatti, ai bastoncini d'incenso che
alcuni popoli asiatici usano come offerte per i familiari defunti; non a caso,
certi riti funerari indicano le offerte di
cibo ai defunti usando bacchette messe in posizione eretta1
Ctichetta cinese
7 9ella cultura cinese, e normale sollevare la ciotola di riso alla bocca e
usare le bacchette per spingere il riso
direttamente in bocca1 !e il riso perI viene servito su un piatto, come e pi$
comune in +ccidente, e accettabile e
pi$ pratico mangiarlo con una forchetta, un cucchiaio o una forchetta7cucchiaio1
7 E'estremitP smussata si usa a volte per trasferire il cibo da un piatto comune
al piatto o alla scodella di un
commensale1
7 2 accettabile trasferire il cibo a persone strettamente imparentate ad es1
nonni, genitori, moglie, figli e altre figure
importanti% se stanno avendo difficoltP a prenderlo1 Inoltre e un segno di
rispetto passare il cibo per primi ai pi$
anziani prima che inizi il pasto1
7 2 da maleducati infilzare il cibo con una bacchetta eeo giocare con le
bacchette1
7 Ee bacchette non devono mai essere appoggiate sul piatto, ma sulla tovaglia o
sugli appositi poggiabacchette1
Easciare le bacchette infilzate in una portata e un segno di ostilitP verso il
padrone di casa1
Aacchette per il cibo
6)
Ctichetta giapponese
Il cibo non si dovrebbe trasferire dalle bacchette di qualcuno a quelle di
qualcun altro1 I ,iapponesi offriranno
sempre il loro piatto per trasferirlo direttamente, o passeranno il piatto della
persona da servire se la distanza e
grande1 In ,iappone, infatti, le bacchette si usano in questo modo solo durante
la cerimonia del funerale
buddhistaK dopo aver cremato il defunto, la famiglia e gli amici spostano le
ossa bruciate del morto dalla bara ad
una pentola appunto con le bacchette1
Huando le bacchette non si usano, le estremitP appuntite dovrebbero essere
appoggiate su un poggiabacchette1
2 abbastanza frequente rovesciare le bacchette ed usare l'estremitP opposta
pulita per spostare il cibo dal piatto
comune, sebbene non sia considerato segno di buona educazione1 Qiuttosto, i
commensali dovrebbero chiedere
altre bacchette per trasferire il cibo dal piatto comune1
Ee bacchette non si dovrebbero incrociare sulla tavola, nT lasciare appoggiate
verticalmente in una ciotola di riso,
poichT questo simboleggia la morte1
Come giP ricordato, in ,iappone, si adoperano spesso bacchette monouso chiamate
Faribashi *bacchette
divise*%, che sono unite tra loro e devono quindi essere spezzate in due per
poter essere usate1 In questi casi, e da
maleducati sfregare insieme le bacchette dopo averle divise, perchT questo gesto
comunica all'ospite che si pensa
siano a buon mercato1
Ctichetta coreana
I Coreani considerano segno di maleducazione sollevare la ciotola di riso dal
tavolo per mangiare1
Yiversamente da altre culture che fanno uso delle bacchette, i Coreani adoperano
un cucchiaio per il riso e la
zuppa, e le bacchette per la maggior parte degli altri cibi in tavola1
;radizionalmente, i cucchiai coreani hanno
una testa relativamente piatta, circolare, con un manico diritto, diversamente
dai cucchiai da minestra cinesi o
giapponesi1%
Yiversamente dal riso consumato in molte parti della Cina, il riso cucinato in
Corea puI essere preso facilmente
con le bacchette, sebbene mangiare riso con il cucchiaio sia pi$ accettabile1
Huando si posano le bacchette sul tavolo accanto ad un cucchiaio, non bisogna
mai metterle a sinistra di
quest'ultimo1 Ee bacchette, infatti, si poggiano a sinistra solo peri membri
defunti della famiglia1
Ee estremitP smussate del manico delle bacchette non si usano per trasferire il
cibo dai piatti comuni1
Huando non sono disponibili bacchette comuni, e perfettamente accettabile
prendere il banchan e mangiarlo
senza prima metterlo gi$ sulla propria ciotola1
Inoltre, c'e un vecchio detto secondo cui pi$ si tiene la mano vicina alle punte
delle bacchette, pi$ a lungo si
rimane non sposati1
Ctichetta 0ietnamita
Come nel caso dell'etichetta cinese, la ciotola di riso si solleva alla bocca ed
il riso si spinge in bocca usando le
bacchette1
Yiversamente dai piatti cinesi, e pratico usare le bacchette anche per prendere
il riso nei piatti, ad esempio il riso
fritto, perchT quello 0ietnamita e tipicamente colloso1
2 corretto usare sempre due bacchette insieme, anche quando le si adopera per
mescolare1
9on si dovrebbe prendere il cibo dalla tavola e porlo direttamente in bocca1 Il
cibo deve prima essere messo nella
propria ciotola1
9on si dovrebbero tenere le bacchette in bocca mentre si sceglie il cibo1
Yopo mangiato, le bacchette non si dovrebbero mai poggiare sulla tavola formando
una *0*; e interpretato come
un segno di malaugurio1
Aacchette per il cibo
66
Qroblemi con le bacchette
E'uso delle bacchette comporta essenzialmente due tipi di problemiK
7 Ee bacchette usa e getta hanno un pesante impatto sull'ambiente
7 'sare regolarmente le bacchette puI causare certi problemi di salute1
Ee bacchette e l'ambiente
'sare una sola volta un servizio di bacchette e poi gettarle via, causa problemi
per l'ambiente1 !ono sorti alcuni
movimenti volti a spingere la gente ad utilizzare pi$ volte lo stesso paio di
bacchette1 In Cina, si usano circa <5
miliardi di paia di bacchette usa e getta all'anno1 Huesto equivale ad ),4
milioni di metri cubi di legname 7 circa 65
milioni di alberi adulti1 Ea Cina e il pi$ grosso produttore di bacchette usa e
gettaK basti pensare che quasi >?1???
persone sono impiegate in questo settore1 !e la produzione continuerP al livello
attuale, le foreste della Cina saranno
esaurite nell'arco di un decennio1
Qer questa ragione, nell'aprile 6??> sulle bacchette monouso e stata introdotta
un'imposta1 !i parla anche di sostituire
le bacchette usa e getta fatte di legno con quelle in plastica o metallo1
Ee bacchette e la salute
9el 6??(, fu fatto uno studio in base al quale l'uso regolare delle bacchette
potrebbe aumentare lievemente il rischio
di sviluppare l'artrosi nella mano, una condizione in cui la cartilagine si
consuma, causando dolore alle articolazioni
della mano, in particolare tra gli anziani1 !ono stati inoltre avanzati timori
circa il fatto che l'utilizzo di certi tipi di
bacchette usa e getta, fatte di legno scuro sbiancato con candeggina, possa
causare tosse o addirittura asma1
'n'indagine condotta nel 6??> dal @inistero della salute di :ong Vong rilevI che
la proporzione di persone che si
servono di bacchette o altri utensili per il cibo e aumentata dal <>& al >5&
dopo lo scoppio della !J"! nel 6??(,
determinando anche un miglioramento delle condizioni igieniche generali1
9ote
o)O 9orman, Berry )8==%1 Chinese, Cambridge 'niversity Qress, p1 4>1
o6O 9orman, Berry )8==%1 Chinese, Cambridge 'niversity Qress, p1 6>41
Aibliografia
` ,iblin, Bames Cross1 )8=4%1 \ rom :and to @outh +r, :oF ^e Invented Vnives, \
or#s, !poons, and Chopstic#s,
and the ;able1 9eF Uor#K ;homas U1 CroFell1 I!A9 84=7?7>8?7?<>>?7)
Jltri progetti
7 P Commons httpKeecommons1Fi#imedia1orgeFi#ieQaginaWprincipaleDuselangpit%
contiene immagini o altri
file su Aacchette per il cibo httpKeecommons1Fi#imedia1orgeFi#ieChopstic#sD
uselangpit%
Aacchette per il cibo 6(
Collegamenti esterni
7 m% J smart thing to help adults and children learn hoF to use Chopstic#s
httpKeeFFF1funchop1con)e%
7 C% :oF to use Chopstic#sD http Keema#emysushi1 comechopsti#shtml%
7 C% Bapanese Chopstic#s +hashi% Ctiquette http KeeFFF1Fandco1con)e )(%
7 C% Chopstic#s httpKeeFFF1Mapanese7restaurants1net% @astery and Ctiquette
7 C% Qing@ag on Qortable Chopstic# Yesigns, also covers disposable Chopstic#s
httpKeeFFF1pingmag1Mpe
6??>e?4e)?eportable7chopstic#7designse%
7 C% :oF to 'se Chopstic#s 0ideo% httpKeeFFF1videoMug1comefilmehoF7to7use7
chopstic#s75%
ll+l Qortale CucinaK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di cucina
Cha#i
Cha#i & =&% e un termine che indica tutti i tipi e gli stili di scatole
porta7te usati nella Cerimonia del te giapponese1
I Cha#i sono i recipienti in cui il te matcha i5)5 G, te verde in polvere%
viene conservato prima di essere portato nella stanza del te
denominata chashitsu, G 2%1 Hui il matcha conservato nel cha#i
viene servito in una tazza ChaFan, GlG% per mezzo di un cucchiaio
in bamb$ Chasha#u, G l'(% e mescolato dal chasen & /, un
frullino in bamb$% con dell'acqua bollente prima di essere servito1 I
Cha#i non sono tuttavia i recipienti in cui viene conservato il matcha
per lungo tempo, ma vengono utilizzati esclusivamente per la durata
della cerimonia1 !uccessivamente vengono svuotati e puliti, mentre il
matcha avanzato viene conservato in contenitori a chiusura ermetica e
riposto in un luogo fresco1

e classiGcazione 'n tipico natsume 2, un Cha#i di legno% laccato1
Ya notare il sigillo imperiale giapponese #amon
In generale, i cha#i possono essere suddivisi in due categorie
giga%rappmenmodaunGoredicasmtemo
principaliK quelli in legno o bamboo, e quelli in ceramica1 circolare stilizzato
con )> petali1
Qossono essere inoltre distinti a seconda del tipo di te leggero, o
usucha 4& &; o denso, denominato #oicha R2 G% che debbono contenere e che
caratterizzano il tipo o fase di
Cerimonia del te1
I cha#i in ceramica e porcellana sono chiamati c'ha7ire & l, *qualcosa in cui
viene messo del te*% o #oicha#i R2
D&/ *cha#i per il te denso*%, mentre i cha#i di bamb$ e legno sono conosciuti
come usucha#i CD =&, *cha#i
per il te leggero*% o natsume /, anche *MuMube*, in riferimento alla loro
forma%1
!ia i cha7ire che inatsume sono ulteriormente classificati secondo il luogo di
provenienza, i materiali e la forma, e in
alcuni casi dall'artigiano che li ha prodotti o, in casi ancora pi$ particolari,
dal nome specifico a loro assegnato1
Cha#i 6<
9atsume 'sucha#i%
In senso lato, un usucha#i o natsume% e un
recipiente di legno con un coperchio, designato
per contenere te leggero ovver quel tipo di te
destinato alla Cerimonia del te 'sucha1
;radizionalmente, gli usucha#i sono realizzati
a mano usando legno o bamb$, che possono
poi essere laccati o lasciati intrattati1 Qossono
inoltre presentare dei disegni, dipinti, applicati
o scolpiti sul recipiente1 +ggi sono disponibili
degli usucha#i in plastica, ben pi$ economici1
Il nome *natsume* viene dal frutto natsume o

MuMube in italiano giuggiolo ? dattero cinese%, Chasha#u Ct7!iD% e 9atsume CD%
per la cerimonia 'sueha 'sueha7#i
natsume, ./eS2 (&D% Ya notare che il natsume e il classico "i#yu7gata
natsume .\' <4h4)D 2%, interamente laccato di nero sia fuori che all'interno1
che alcuni usucha#i sembrano ricordare1
!trettamente parlando, la parola natsume
dovrebbe essere usata solamente per riferirsi a
recipienti aventi la sommitP larga e piatta e la base stretta che dP appunto
questo nome, ma nella pratica corrente
ogni usucha#i puI essere chiamato natsume1
Yal momento che i natsume sono usati per la Cerimonia 'sucha, sono i primi cha#i
che gli studenti del te imparano
ad usare, essendo questa Cerimonia del te pi$ semplice della Cerimonia Voicha1
!toria dei natsume
Il primo utilizzo di contenitori a forma di natsume potrebbe essere stato quello
di piccoli vasi da fiore1 Il loro primo
utilizzo come contenitori del te e attribuito a :aneda ,orou ((1) '( C ')(%
vissuto nei presi del tempio
@you#a#u7Mi ))8 ' ()5% di Vyoto, durante il periodo di Jshi#aga Uoshimasa C
;)) 2ER'R, )<(578?%1 Il loro
utilizzo divenne popolare nel periodo Cdo, a causa dell'inhuenza di !en no "i#yu
() ;))<<N, )5667)58)%1
;ipi di natsume
I natsume possono essere divisi in tre tipi principaliK grandi fD o7natsume%,
medi '()( / chu7natsume% e piccoli
eBX / #o7natsume%1 Comunque esistono moltissime sfumature e varianti tra le
varie grandezze1 Il natsume pi$
comune e di media o grande dimensione, ed e laccato in rosso o nero1
Il preferito dal riformatore del Cha no yu, !en no "i#yu fu il ri#yu7gata
natsume ^)4=iD /%, denominato anche
#aFatarou ^ ii 2I/%, interamente laccato di nero sia all'esterno che
all'interno e privo di ogni altra decorazione1
Jltri tipi di natsume sono, ad esempio, il shiriGi#urami l[ )))56% largo alla
base; il chao#e & 4)&%; il doubari ClG
(V%, allargato al centro; il #oua#a C)( a.-%, con il coperchio colorato di
rosso1
Cha#i 65
Cha7ire Voicha#i%
Ea pi$ importante arte ceramica del Cha7no7yu e prima di tutto il Cha7ire e
poi il Cha7Fan1 !i dice che tra le classi
militari i possedimenti pi$ importanti fossero in primo luogo le scatole porta7
teN, poi il libri ed inGne le spade1 Huesto era
l'ordine con cui i doni venivano presentati dallo !hogun alla persona che
desiderava onorare1
JE1 !adleizm%
'n cha7ire e un recipiente di ceramica con un piccolo coperchio, fatto per
contenere te per la Cerimonia del te
*denso* Voicha%1 Il coperchio del cha7ire e tradizionalmente in avorio ed e
rivestito da una foglia d'oro nella parte
interna1 +ggi questi coperchi sono spesso realizzati con materiali che
richiamano solamente la tonalitP dell'avorio1 Ee
sue dimensioni variano da (7)5 centimetri per l'altezza, mentre il diametro e di
circa <7= centimetri1 Yi solito un
Chaire e inserito in un sacchetto, denominato shiGi#u li :/%, di materiale
prezioso, broccato in oro, in sitle
damasco o con strisce di seta denominate #antou I2'R/%1
!toria del cha7ire
I cha7ire furono originariamente usati in Cina durante le Yinastie !ong
meridionali e Uuan come contenitori di olii
essenziali e medicine, e furono importati in ,iappone per essere usati come
contenitori del te dalla fine dello
shogunato Jshi#aga o dall'inizio dell'era ;o#ugaFa1
;ipi di cha7ire
I Cha7ire possono essere divisi in due categorieK #aramono / 5&% e Famono ;'
5&, a volte #o#uya#imono%1 I
Varamono sono cha7ire creati in Cina o fatti a somiglianza di questi ultimi,
mentre i Famono sono quelli creati in
,iappone1 Huesti possono vengono suddivisi secondo la ceramica ed il forno usati
o secondo la forma1
Varamono
I cha7ire #aramono sono divisi per formaK
7 9asu >(<?Ka%K Il cha7ire *a melanzana* e un recipiente di media grandezza
chiamato cos[ per la sua forma1 Jltri
tipi di nasu la cui forma varia di poco% sono il bunrin e lo shiGi#ura1
7 Vatatsu#i B2 .2R%K Il cha7ire *a spalla*, il tipo pi$ comune, e un recipiente
alto e stretto chiamato cos[ per le
*spalle* prounciate che formano la sommitP del recipiente1 +gni cha7ire alto e
stretto puI essere chiamato
#atatsu#i1
7 @arutsubo
7 ;ai #ai il%K Il cha7ire *,rande oceano* o *bocca larga* ha un'apertura larga
generalmente pi$ grande della
sua altezza1 'n sottotipo pi$ piccolo di questo cha7ire e conosciuto col nome di
nai #ai1
7 ;suru#u#i
7 !hirifu#ure
Cha#i
6>
^amono
I cha7ire ^amono sono classificati secondo il nome delle ceramiche e dei forni
usatiK
!tile provinciale
7 Varatsu
7 !atsuma
7 !higara#i
7 ;a#atori
7 +muro
7 ;anba
7 Aizen
\orni
7 @aemon
7 "i#yu
7 ,enMuro
7 +ribe
7 !hidoro
7 !himbei
7 ;oMiro I, II, III, I0
9ote
o)O !adler, J1E1 Cha79o7UuK ;he Bapanese ;ea Ceremony1 ;o#yoK ;uttle, )8>6, >>1
0oci correlate
7 Cha no yu
7 Chasha#u
Collegamenti esterni
7 Immagine di una elaborata natsume laccata di nero con un motivo di petali di
ciliegio dorati httpKeeFFF>1ocn1
ne1 Mpe9hidMunenatsume1 Mpg%
7 Immagine di quattro natsume lavorate ,iapponese% http Keeta#ochu1
comeFatabeenatsumeenatsumeWother1htm%
Cha#in 64
Cha#in
Il Cha#in & l'))% e un piccolo tovagliolo utilizzato nel Cha no yu per
asciugare la
tazza ChaFan GlG% dopo il suo lavaggio1 Csso si compone di una piccola pezza
bianca di lino lunga (? centimetri e larga )6,5 centimetri1 Yopo la sua cucitura
lungo il bordo mezzo centimetro per parte% la sua larghezza si riduce a )),5
centimetri1 Qrima del suo utilizzo, effettuato per mezzo di precisi gesti
cerimoniali
atti a manifestare la presenza mentale dell'ospite della Cerimonia, questa pezza
viene piegata in terzi e poi a metP1

0oci correlate
ChaFan, 5)5 m% la tazza al cui
1 Cha no yu interno e stato posto il Chll#l-l, 5)5
N ChaFan \'% la piccola pezza bianca di lino
o Chasha#u utilizzam per asciugare la mzza
1 Chasen dopo averla lavam1 !opra questa vi
ii Chasen ;ai il frullino in
H Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone bamb$
per mescolare i) t in
polvere con l'acqua bollente1
Chasen
i Il Chasen & /% e un frullino di bamb$ atto a mescolare, nella
Cerimonia del te giapponese Cha no yu, G '( R2%, nella tazza
ChaFan GlG% il te in polvere matcha )5)5 G% con dell'acqua calda
>? `C% assolutamente non bollente1 Huesto frullino e fabbricato da un
singolo pezzo di bamb$ dello spessore di 676,5 centimetri e lungo dai 8

ai )6 centimetri1 J partire da questo singolo pezzo, nella parte
*i* superiore il bamb$ viene sfilacciato per generare delle strisce sottili
ripiegate verso l'interno e denominate hosa#i ' 5C%1 Jl centro della
I)C*a!N5*.;.&%N rosa composta dalle strisce di bamb$, una parte di queste
vengono
riunite a formare il chaMimi & ' a8% che e il cuore del chasen1 Jlla
loro base, tutte queste strisce di bamb$ vengono raccolte da una
cordicina di tessuto nero denominata #arami7ito 5>& a8 /[%1 J partire
dal #arami7ito, sotto un nodo della venatura denominato fushi 2..%, si
forma il manico denominato Mi#u 2C:%1 I colori del bamb$ usato e
quindi le tonalitP del chasen variano a seconda le scuole1 Cos[, ad
esempio, la scuola 'rasen#e 2 r)mN &% preferisce chasen chiari
rispetto alla scuola +motesen#e .zrl- &% che preferisce tonalitP pi$
!C'IC1

Il te mateha )4)(6)D% dopo essere smto mescolato
dal Chasen ././% con dell'acqua tiepida1
Chasen 6=
0oci correlate
7 Cha no yu
7 Chasha#u
7 ChaFan
o Cha#in 'n ehasen visto dall'alto
con altri oggetti della
Cerimonia del te1

,84 Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone
Chasha#u
Con il termine Chasha#u Glm si indica un utensile chadougmD
.//% della Cerimonia del te cha no yu, G '( R2% giapponese e che
corrisponde ad un cucchiaio sottile in bamb$ utilizzato per trasferire il
te verde in polvere matcha, )5)5 G%, dal suo contenitore denominato
nella cerimonia 'sucha, lD G, come 9atsume, /% alla tazza
ChaFan, G )&% dove poi sarP mescolato dal chasen & /, un

frullino in bamb$% con dell'acqua calda, ma non bollente massimo >5 fN
`C%1 s?7 a
Chasha#u /i- )<O% e 9atsume 2% per la
+riginariamente il Chasha#u era in avorio e veniva utilizzato nelle CehGmma
'Nffi]a'Nffi]aN#i****me]
&22%1 Ya notare che il natsume e il classico
"i#y$7gata natsume 4)))<)4)8 2%, interamente
fabbricato erano l'argento, il legno di gelso e i gusci di tartaruga1 9el
iaccaio iiiaeio sia iaoiiche aiivimamai
botteghe che commerciavano farmaci1 Jltri materiali con cui veniva
30II secolo, tuttavia, i maestri del te gli preferirono il pi$ semplice e
sobrio materiale di bamb$, proveniente dalla locale cultura contadina1
Ee dimensioni del Chasha#u possono variare, ma la forma pi$ diffusa e compresa
nella lunghezza tra i )8 e 6),5
centimetri, la larghezza non supera, in genere, il centimetro1
Ea punta denominata tsuyu 2% viene curvata lungo le venature di crescita del
bamb$, risalendo verso il manico
denominato ottori [/'3%, il cui inizio e segnalato da una scanalatura
denominata fushi 2.., la struttura si inspessisce
e termina con un taglio netto denominato #iridome )54))))%1
Qrima di arrivare al Chasha#u interamente di bamb$, ideato e preferito da !en no
"i#y$ )<))<<, )5667)58)%, vi
furono dei Chasha#u compositi formati da bamb$ con legno di gelso o argento1
Ji Chasha#u viene spesso assegnato un nome1 Qrima di compiere seppu#u, !en no
"i#yu nominI il suo come namida
4)&, lacrime%1 Huesto Chasha#u venne poi consegnato a \uruta +ribe 2 5(1<)(L
2', o \uruta !higenari, 2 '( /
4&, )5<57)>)5%, anche lui poi costretto a compiere seppu#u dietro ordine di uno
shogun1
Chasha#u
0oci correlate
7 Cerimonia del te
7 !en no "i#yu
^+H Qortale Cucina Qortale ,iappone
Chashitsu
Chashitsu & 2% e un termine
giapponese che indica un luogo o un
edificio dedicato al consumo del te
secondo la tradizionale Cerimonia del
te Cha no yu, G '( R2%1 In particolar
modo questo termine indica
propriamente la stanza dove si svolge
la Cerimonia del te1
Eo stile e le dimensioni di questa
stanza, nella Cerimonia del te, possono
variare1 Eo stile pi$ semplice, indicato
come souan C C% e riportato nelle
stanze composte da quattro tatami /%

e mezzo e per questo denominate

yoMouhan ))5) / <5%1 Ee stanze pi$ r
Interno di una grande stanza del te Chashitsu 2\. C%, con il pavimento composto
di
grandi vengono denominate hiroma
tatami :% e, sullo sfondo il tn#anama '45?% .2.%1 Ya nomre che nel tn#nnnma,
sul lato
YK e ospitano anche riti pi$ destro, e posta una composizione horeale in stile
i#ebana /./% e non chabana 5(1445%1
foGnali denominati !#aif !ul lato sinistro del ta#anama e posto un incensiere
Imam, //R.N%1
essendo, peraltro, pi$ adatte ad
accogliere numerosi invitati1 E'area
della chashitu e composta da un
to#onoma ^ '( \65%, e da due entrate
separate per l] ospite e gli invitati1
!tuoie di paglia tatami, /% ne
compongono il pavimento1
0oci correlate
7 Cha no yu
7 ;o#onoma
7 ;atami
g%N Qortale ,iapponeK accedi alle
voci di ^i#ipedia che trattano di
,iappone

E'ingresso degli invitati ad una Chashitsu
\u#usa (?
\u#usa
Il \u#usa ^. ^, anche Chabu#usa GiG[ /H*% nella Cerimonia del
te Cha no yu, G '( R2% e un tovagliolo di seta privo di decorazioni o
disegni, utilizzato per pulire alcuni oggetti come il Chasha#u hGF% e
il Cha#i & //%1 Ee sue dimensioni sono in media di 6= centimetri per
64,> centimetri1 Csso viene piegato a forma di triangolo e portato
dall'ospite, avvolto nella cintura alla vita1 I movimenti con cui viene
estratto e quelli con cui viene utilizzato sono estremamente codificati a
dimostrazione della presenza mentale dell'ospite che lo impiega1 Huesti

movimenti, tuttavia, variano a seconda degli stili delle scuole in cui la
'n fu#asa7basami ^-hl- P] )5g% su cui sono
stati poggiatiK un 0entaglio sensiet, haN )4%, un
H Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ``h`))m` Qer
d`)`i #ashiyGfii, 4f la Nt 5 Y%
e un fu#usa di colore viola sotto il quale sono
raccolti dei tovaglioli di carm bianca #aishi Nie/
<&%1
Cerimonia viene eseguita1
,iappone
I##y$ !IMun

'no dei padiglioni del monastero Yaito#u7Mi R
.2M/% di Vyoto che ebbe o##y$ come abate a
o##yG !oMun partire dal )<4< Gno alla sua morte nel )<=)1

;i prego, ti prego, non preoccuparti
quante volte devo dirteloK
non hai altra scelta
se non quella di essere chi tu sei e dove tu sei1
I##y$ gli%
))<^ !IMun ()
I##y$ !oMun I##yz[ !oMunD% )(8< r )<=)% e stato un monaco buddhista, abate e
poeta giapponese1
Ea vita
@aestro buddhista zen, e comunemente ritenuto figlio illegittimo dell'imperatore
,o#omatsu ./ eBX 4)& . /
,o#omatsu7tenno, )(447 )<((, regnoK )(867 )<)6% e di una dama di corte di basso
rango1
Jbbandonato dalla madre nel tempio buddhista zen di istituzione ,ozan G Iii%,
l'Jn#o#u7Mi R faD% di Vyoto,
l##y$ trascorse l'infanzia tra questo tempio e il ;enry$7Mi . 2/ .P-%, sempre a
Vyoto e anch'esso di istituzione
,ozan1
9el )<)?, l##y$ lasciI il ;enry$7Mi per trasferirsi in un eremo sotto la guida
di Ven'o !oi 47)<)<%1 Ya
notare che questo maestro zen, Ven'o !oi, era privo di un formale certificato di
illuminazione CI. .I, in#a% e
proveniva dai monasteri Yaito#u7Mi M- ..2 faD% e @yoshin7Mi ))8)m% faD% che da
tempo erano usciti dall'orbita del
,ozan, quest'ultima una istituzione sostenuta dagli stessi shogun1
;ale scelta dimostra quanto I##y$ fosse, fin dall'adolescenza, insofferente nei
confronti degli aspetti formali delle
istituzioni zen, mirando piuttosto ai contenuti della tradizione di questa
scuola buddhista1 Ea prevalenza per I##y$
del contenuto rispetto alla formalitP degli insegnamenti venne confermata dal
fatto che, dopo la morte di Ven'o !oi
nel )<)<, egli si trasfer[ al Yaito#u7Mi di Vyoto, sotto la guida del
ventiduesimo abate di questo monastero, Vaso
!odon / (<6 2/2, )(567 )<6=%, con cui studiI presso un piccolo eremo a Vatada
sulle rive del Eago AiFa e dove,
nel )<6? all'etP di ventisei anni, raggiunse il satori ;D 0% %, l]
*illuminazione*, al grido di una cornacchia mentre
meditava su una barca1
@a anche I##y$, come Ven'o !oi, rifiutI il certificato di illuminazione
offertogli dal suo maestro1 Qoco tempo dopo
questo avvenimento, I##y$ lasciI Vatada, probabilmente per dei contrasti
intercorsi con lo stesso Vaso !odon,
dirigendosi verso !a#ai dove presto conquistI fama di grande eccentrico
frequentando postriboli e taverne1 I##y$
avrP modo di sostenere pi$ volte che questi luoghi erano di gran lunghi pi$
adatti all' *illuminazione* buddhista
rispetto ai corrotti monasteri di Vyoto1 In questo periodo, iniziI la sua lunga
vita di monaco itinerante, assumendo il
nome di VyIzm C 22, 9uvola folle% cui fece riferimento nel titolo della sua
raccolta poetica pi$ importanteK
VyIunshz[ ..22, "accolta della 9uvola folle%%1
Qresto anche il Yaito#u7Mi divenne bersaglio dei suoi strali, nonostante fosse
stato, per un breve periodo nel )<<?,
abate di un padiglione minore di questo monastero, il 9yoi7an1 Ea nomina ad
abate di Uoso !Ii / / !*D RR/,
)(4>7)<5=%, giP discepolo di Vaso !odon, acu[ infatti gli attacchi di l##y$ al
monastero di Vyoto essendo stato,
l'appena nominato abate, suo rivale ai tempi di Vatada1
!empre a partire dal )<<?, l##y$ si dedicI con passione alle emergenti nuove
arti giapponesiK la calligrafia, dove le
sue opere vennero successivamente molto apprezzate; la poesia, dove studiI con
il poeta !ochI 54(5, )<<=7)5(6%;
il teatro 9o, dove strinse rapporti con l'autore Vomparu Senchi#u 2 ;eI, )<?57
)<>=%; la Cerimonia del te,
dove collaborI con il monaco @urata !hu#o 9 :( 5C RE/, )<647)5?6% ai primi
canoni di questa disciplina; la
pittura, dove frequentI i pittori Ao##ei !aiyo n1d1% e @otsurin !hoto anche
Ao#usai, ', )<)6D7 )<86%1
9el )<<4 abbandonI definitivamente il Yaito#u7Mi, ritirandosi in un eremo nei
pressi di Vyoto che denominI
*Capanna dell'asino cieco* e dove rimase fino al )<>4, allorchT la zona iniziI
ad essere funestata dagli scontri che
portarono al conhitto Znin, la guerra civile che devastI il paese per ben dieci
anni1 Yopo altre peregrinazioni ritornI,
per ordine imperiale, al Yaito#u7Mi nel )<4<, quando il monastero non era che un
mucchio di rovine causate dalle
guerre civili1 Ee conoscenze maturate durante la sua vita errabonda, gli
consentirono tuttavia di raccogliere donazioni
per la ricostruzione del monastero Yaito#u7Mi che venne rifondato e che lo ebbe
come abate fin dal )<4<1 I suoi ultimi
anni di vita li trascorse in disparte, nei pressi di un piccolo tempio, insieme
ad una cantante cieca di nome @ori1
@or[ in tarda etP, a ottantasette anni, stroncato da un attacco di malaria1
))<^ !IMun (6
Ee opere
E'opera poetica maggiore di l##y$ e il VyIunshz[ ..22, Jntologia di nuvole
pazze% che comprende circa mille
poesie di stile cinese, tutte con metro di quattro versi con sette caratteri per
verso1 'na seconda opera poetica e il
Bi#aishz[ /I G-, "accomandazioni a se stesso%1 +ltre a queste opere poetiche e
autore di alcune prose di carattere
eminentemente buddhistaK Au##igzm ;E 2/, Ea guerra dei buddha e dei demoni%,
@a#a haimya haramita singyo]
#ai !piegazione del !utra del cuore della perfezione di saggezza%, Jmida hada#a
monogatari ^ /.B. b(.S .H/^2/,
Il racconto di Jmida nudo%, ,ai#otsu N/S /], !cheletri%1 Eo stile della sua
poesia non prevedeva l'uso di caratteri
fonetici hiragana non presenti nell'alfabeto cinese1 Jssai dibattuta e la forte
contraddizione tra la fede professata
nelle sue poesie e le immagini sensuali, spesso assai crude, che appaiono con
una certa frequenza nei suoi versi1 Ea
sua poesia e un susseguirsi di elevati concetti religiosi e di forti passioni
carnali, queste ultime tutt'altro che
fantasiose quali quelle suscitate dall'amante cieca @ori1
9on passa notte che I##yu non canti a
squarciagola
per sT stesso
per il cielo e le nuvole
perchT lei si offerta in libertP
le sue mani, la sua bocca, il suo seno
le sue lunghe cosce bagnate dal sudore1
I##y$ <)4i%
9ella cultura di massa
Il protagonista della serie anime I##yusan il piccolo bonzo e basato sulla vita
di l##y$ !oMun1
AibliograGa
7 !onya Jrntzen1 I##yu and the Crazy Cloud JnthologyK J Sen Qoet of@edieval
Bapan1 ;o#yo, 'niversity of
;o#yo Qress, )8=41
` I##yu1 CroF Fith 9? @outh 7 \ meenth Cemury Sen @aster trad1 !tephen Aerg%1
'!J, Copper Canyon Qress,
6???1
7 I##yu1 ^ild ^aysK Sen Qoems ofl##yu trad1 Bohn !tevens%1 'sa, !hambala, )8851
7 Bames !anford1 Sen7@an I##yu1 '!J, !cholar]s Qress, )8=)1
0oci correlate
7 Auddhismo giapponese
7 Auddhismo Sen
7 Sen "inzai
7 Cha no yu
Jltri progetti
` 8%% ^i#iquote contiene citazioni di o su I##y$ !oMun
7 Commons olO contiene immagini o altri file su I##y$ !oMun o6O
Controllo di autoritP 0IJ\K (?((=<?5 o(O ECC9K n=?)?4?=( o<O
`
07h Qortale Aiografie ' u Qortale "eligioni
I##yG !oMun
((
9ote
o)O httpzlecommons1^i#imedia1orge^i#ieQaginaWprincipaleDuselangpit
o6O httpzlecommons1^i#imediaorge^i#ieCategoryKo##yuDusela1ngpit
o(O httpzleviaf1orgeviafe(?((=<?5
o<O httpzleid1loc1goveauthoritiesenamesen=?)?4?=(
9iMiriguchi
9iMiriguchi ' Y, JncheK
agariguchi dBK 0% Y; mMirido @5;
e #uguriguchi NR2. Y% e un termine
niMiri
giapponese che indica il piccolo
ingresso alla stanza del te, Chashitsu
& 2%1
giapponese1
nella Cerimonia del te
Ee sue dimensioni corrispondono a
>53>? centimetri1
2 nel 9anboro#u P 45 Y%, )) libro
segreto del te in sei volumi attribuito
!en no "i#yu, che viene descritto per

la prima volta questo ingresso e la sua v1
9iMiriguchi Y Y %, il piccolo ingresso alla smnza del te questa e denominata
Chashitsu,
funzionalitP, tesa a separare l'ospite e
la stanza del te dal mondo esterno,
costringendo il primo ad assumere un
atteggiamento di umiltP e semplicitP1 :oso#aFa ;adao#i )<5(% Il ); (&,
chiamato anche !ansai, C ', )5>(7)><5%
descrisse nel suo :oso#aFa !ansai Chasho NL5( i Il CD GliD% cheK *Qer poter
entrare nel mMiri, occorre prima
far entrare le mani, poi la testa, entrando con un primo ginocchio oscillando
lateralmente far entrare anche l'altro1*1
Eo scopo di questo ingresso, e le sue dimensioni, e quello di costringere gli
ospiti della Cerimonia del te a piegarsi in
segno di umiltP, entrando in uno spazio piccolo, a volte minimo, dove equilibrio
e distacco dal mondo sono procurati
da gesti che richiamano costantemente la presenza mentale in un ambito di
naturalezza e spontaneitP, in una
sequenza di interazioni codificate e circondata da oggetti semplici ma di grande
forza espressiva1
0oci correlate
7 Cha no yu
7 Chashitsu
H Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone
"a#u
(<
"a#u
"a#u7ya#i ' 5>&% o ra#u e una una tecnica di costruzione e di cottura
giapponese per la fabbricazione di ciotole per la cerimonia del te
!toria
Il ra#u, e una tecnica di origine giapponese, nata in sintonia con lo
spirito zen, in grado di esaltare l'armonia presente nelle piccole cose e
la bellezza nella semplicitP e naturalezza delle forme1 E'origine del
ra#u e legata alla cerimonia del teK un rito, realizzato con oggetti
poveri, il pi$ dei quali era la tazza, che gli ospiti si scambiavano l'un
l'altro1 Ee sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel

palmo della mano1
E'invenzione della tecnica ra#u e attribuita ad un artigiano coreano Ciotola
nofGln !tilo "a#u dolsodloosilno !ecolo,
usam per la cerimonia del te @useo nazionale di
addetto alla produzione di tegole dell'epoca @omoyama 30I secolo ; # %
o yo
d1C1%, ChoMiro, che la sviluppI per facilitare la fabbricazione delle
ciotole per la cerimonia del te e in effetti il suo mecenate fu !en no
"i#yu, era un maestro di questa cerimonia%1 Il termine giapponese ra#u significa
letteralmente *comodo, rilassato,
piacevole, gioia di vivere*, deriva dal sobborgo di Vyoto da cui veniva estratta
l'argilla nel sedicesimo secolo1 Ya
quel momento divenne anche il cognome e il sigillo della stirpe di ceramisti
discendente da ChoMiro, tuttora attiva in
,iappone1 9el diciottesimo secolo, venne pubblicato un manuale che ne spiegava
nel dettaglio la tecnica, e da allora
il ra#u si diffuse anche al di fuori del ,iappone1 Ee ceramiche ra#u sono molto
quotate e ricercate1 @olte di queste
sono delle vere e proprie opere d'arte e possono essere ammirate, infatti, in
musei e in collezioni private1
;ecnica
Ea tecnica ra#u venne introdotta recentemente nel mondo occidentale che ne ha
stravolto i principi fondamentali1
E'effetto decorativo, con rihessi metallici e la cavillatura, la singolaritP del
processo, dove l'oggetto viene estratto
incandescente dal forno, ne fanno una tecnica estremamente originale, che
stravolge il metodo classico1 Yurante il
processo ra#u il pezzo subisce un forte shoc# termicoK e quindi necessario
utilizzare un'argilla robusta e refrattaria1
Huesto tipo di materiale possiede al suo interno dei granelli di sabbia,
chiamati chamotte, che diminuiscono il grado
di contrazione, evitando cos[ la probabilitP di frattura1 Il pezzo in argilla
refrattaria bianca, dopo esser stato
modellato, viene cotto una prima volta a 85?7)??? `C; successivamente avviene la
decorazione1 In questa tecnica
vengono utilizzati ossidi o smalti, quindi per avere una colorazione verde, ad
esempio, non si utilizza il pigmento
dello stesso colore, ma l'ossido di rame1
Csempio di decorazione tramite riduzioneK togliendo l'oggetto incandescente dal
forno, in base al tipo di prodotto che
si utilizza segatura, carta, foglie ecc1% sull'oggetto biscottato cotto due
volte%, si potranno ottenere diversi effetti di
riduzione dal colore, dal nero al colore grigio1
"a#u
(5
Colori
7 AaseK fritte *ovvero silice con aggiunta di fondente, ossido di piombo, o
alcalino, con l'aggiunta di fedspati o
soda, per ottenere la base vetrosa alla quale aggiungere gli ossidi coloranti*,
in alternativa si possono usare
cristalline trasparenti esistenti in commercio
7 +pacizzanteK ossido di stagno per ottenere il bianco, ovvero per togliere la
trasparenza naturale delle cristalline o
fritte
7 +ssidiK mescolarli con varie percentuali alle cristalline, applicare a
pennello a spruzzo o ad immersione, in
alternativa si possono applicare direttamente sui pezzi smaltati, avendo cura di
non eccedere, altrimenti non
riusciranno ad inglobarsi nella massa vetrosa sottostante
7 +ssido di rame per il colore verde, con rihessi metallici che vanno dal color
rame al rosso rubino, al blu, fino
all'oro in riduzione d'ossigeno
7 +ssido di cobalto per il colore blu e se mescolato allo stagno per l'azzurro
7 +ssido di manganese per il colore melanzana
7 9itrato d'argento per ottenere effetti madreperlati dorati1
7 +ssido di ferro rosso per ottenere gialli, bruni, fino al grigio verde in base
alla percentuale di ossigeno in
raffrreddamento o nella camera di cottura
7 +ssido di nichel per ottenere dei verdi caldi o grigiastri in assenza
d'ossigeno
Cottura ra#u
Ea cottura ra#u, o seconda cottura, viene effettuata in un apposito forno, a
pozzetto o a campana, in fibre ceramica
leggera, ma si possono costruire piccoli forni anche con mattoni refrattari non
cementati, dove la temperatura sale a
circa 85? 7 )??? `C1 Huando il colore del forno e di un arancio chiaro tendente
al giallo e i pezzi invetriati sono
lucidi, si procede all'estrazione1 Il forno viene aperto e l'oggetto viene preso
attraverso apposite pinze e
immediatamente depositato all'aria a raffreddare, in alternativa immerso
nell'acqua, questa e la vera tecnica ra#u1 In
tempi recenti, anni 4?, scoperta questa tecnica di cottura, si e pensato di
inserire i pezzi in un contenitore di metallo
pieno di materiale combustibile fogli di giornale, trucioli, segatura ecc1%,
che, bruciando a contatto dei pezzi
incandescenti, provocando una grossa riduzione d'ossigeno1 E'oggetto viene poi
estratto nuovamente dal contenitore
e immerso nell'acqua, dopo di che viene pulito per eliminare i segni della
combustione e per far emergere i rihessi
metallici in tutta la loro iridescenza e brillantezza1
;ali rihessi metallici si formano in assenza totale o parziale di ossigeno
attorno ai >5?74?? `C con questa tecnica
cruenta, non bisogna dimenticare i famosi lustri Ispano @oreschi e quelli di
,ubbio, erano ottenuti con assenza di
ossigeno nella terza cottura, sempre alla stessa temperatura, ma nel forno di
cottura allora a legna, chiudendo il
camino, immettendo materiale, zoccoli di cavallo, resina, pece, nel forno e
chiudendo anche il focolare, si otteneva la
riduzione1
Il processo di riduzione puI essere parziale o totale1 E'elemento che denota il
tipo di riduzione ottenuto e il colore
dell'argilla non smaltataK e nera con la riduzione totale e si schiarisce nei
toni di grigio a contatto con l'ossigeno1 ;ali
effetti si notano su pezzi antichi arcaici, quando i manufatti venivano cotti a
contatto diretto della fiamma, in forni
detti a buca1 Ea riduzione totale si ottiene chiudendo completamente il
contenitore, in modo che non entri aria1 Il tipo
di riduzione cambia in base a una serie di variabiliK il combustibile il suo
potere di combustione, la sua umiditP%, il
tempo che intercorre tra l'estrazione e la riduzione tempo di contatto con
l'ossigeno%, la copertura 7 totale o parziale 7
dell'oggetto1 E'anima del ra#u e il contatto con la materia, con gli elementi,
;erra, Jcqua, Jria, \uoco, oggetti unici,
irripetibili, come natura crea1
"a#u
(>
Jltri progetti
7 Commons olO contiene immagini o altri file su "a#u olO
9ote
o)O httpzelcommonsFi#imedia1orge^i#ieCategoryK"a#uDuselangpit
!en no "i#y$
!en no "i#yu <)& )4#, anche !en "i#yu; !a#ai, )566 r 6) aprile )58)%
e stato un monaco buddhista giapponese, zen, riformatore della Cerimonia
del te, che codificI in maniera definitiva nella forma Fabi7cha, e maestro
del te di personaggi politici di primo piano del suo tempo quali +da
9obunaga e ;oyotomi :ideyoshi1
Ea vita
!en no "i#yu nacque a !a#ai, cosmopolita cittP portuale di mercanti,
ubicata vicino a +sa#a1 \iglio di un gestore di magazzini di nome ;ana#a
Uohei :( alf 5 (4((), date sconosciute% e di ,esshin @yochin :
))8N .e;, date sconosciute%, il suo nome era Uoshiro1 Jll'etP di diciassette
anni divenne discepolo del maestro del te Vitamu#i Yochin -ll- .\R R/ 5&,
)5?<7)5>6% e, poco dopo, entrI come monaco nel tempio buddhista zen
rinzai 9anshu7Mi di !a#ai, ricevendo il nome monastico di !oe#i !D 55%1
E[ studio sotto il maestro zen Yairin !oto )<=?7)5>=%1 Yue anni dopo
divenne allievo di un altro maestro zen, ;a#eno Boo 2R C; )(c45
)5?67)555% che era a sua volta stato allievo dei discepoli di @urata !hu#o
9 C( 5C Rl/, )<6(7)5?6%, !ochin e !ogo1 ;a#eno Boo era dunque erede
del lignaggio della Cerimonia del te avviata circa mezzo secolo prima da
@urata !hu#o e dal grande maestro zen l##y$ !oMun m )(8<
r )<=)%1 !en no "i#yu rimase allievo di ;a#eno Boo per i successivi
quindici anni dove approfond[ lo stile Fabi7cha1
'na immagine di !en no "i#yu dipinta da
:asega^a ;oha#u B.zeG[ lll &N</l,
)5(87)>)?%1
!en no "i#yu (4
!uccessivamente si trasfer[ presso il
monastero buddhista zen rinzai, il
Yaito#u7Mi dK --G a% di Vyoto,
approfondendo gli studi religiosi e
quelli inerenti alla Cerimonia del
te19el )5=?, a 5= anni, !en no "i#yu
divenne maestro del te personale dello
shogun +da 9obunaga 55& :( 2
/, )5(<7)5=6%1 2 il periodo della
diffusione presso la casta dei samurai
della cerimonia del te di ispirazione

zen nello stile Fabi7cha, uno stile che
!e da una Qalio !R Qresentaf Como !tatuadi;a#en+ Bcc)-G&-hD45lS&,)5o61)555%,
estremamente disciplinato ed estetico, llmGos-rod-son no "l#y-EnelYai!en7#ouen,
nella sua radicale sobrietP esponeva +sa#aN
quei principi religiosi sulla vita e sulla
morte tipici dello zen1 9on di rado
questa Cerimonia era praticata negli
accampamenti militari1 Cntrato in
rapporto con +da 9obunaga, nel ruolo
di suo maestro del te, questa carica
andava al di lP delle sue finalitP
apparenti1 In un'epoca difficilissima
come quella dell'ultimo quarto del
cinquecento, funestata da lotte intestine
sanguinosissime, gli equilibri tra i vari
clan dominanti erano difficilissimi e
assai instabili1 Jlla corte del daimyo,
!en no "i#yu svolgeva quindi anche
un ruolo politico e diplomatico, oltre

quello istituzionale legato al
cerimoniale1 Jlla morte di +da
CiI che rimane oggi dell'antica residenza di !en no "i#yu a !a#ai +sa#a% sua
cittP
9obunaga, nel )5=6, passI al !CI0RSR+ natale1 !ul lato destro della foto si puI
osservare il pozzo dell'acqua a cui il maestro
del !uo !uccessore ;oyotomi attingeva per la Cerimonia1 Ea stanza del te
Chll!hl.!let, 2NK C%, denominata Bissa7an, e
1 1 d d d 'b bd 'dllII, dil, N ' '
:ldeyoshl C /D] )5(><58=%1 an ata per uta urante i ?m ar amenti e a uerra mon a
e ma e stata ricostmim
' ' ed e attualmente conservata presso il tempio buddhista zen rinzai, 9anshu7Mi
di !a#ai1
Huest'ultimo era un generale d) +da
9obunaga dalla personalitP molto forte
e dai metodi piuttosto sbrigativi1 ;uttavia ;oyotomi :ideyoshi era anche un
raffinato esteta e un sincero
appassionato dell'arte del te e di tutto il contesto estetico7religioso che
circondava questa disciplina1 Cos[ in
occasione della presentazione della Cerimonia del te nello stile Fabi7cha
all'imperatore +gimachi C-G AR.. C
Zgimachi7telmo], )5)47)58(%, evento procuratogli grazie all'intercessione di
;oyotomi :ideyoshi, !e no "i#yu
ottiene dall'imperatore il nome onorifico buddhista "i#yz[ VoMi ^)<= C Rche il
maestro semplificherP
successivamente in "i#yzElll1
9el )5=4, sempre con l'aiuto di ;oyotomi :ideyoshi, !en no "i#yu organizzI
un'importante riunione sulla
Cerimonia del te presso il Vitano ;enman7g$ -il- 2.. ' .2., un tempio
shintoista a Vamigyo7#u nei pressi di
Vyoto% invitando centinaia di persone di ogni estrazione sociale e consentendo
ai meno abbienti l'utilizzo di riso
!en no "i#yu
(=
tostato al posto del te, prodotto pi$ costoso1
Il grande ricevimento del )5=4 fu uno degli ultimi episodi dell'amicizia tra lo
shogun :ideyoshi e il maestro del te1
Col tempo i due entrarono in rotta di collisione1 Yi fondo, il dissidio era di
tipo filosoficoK il Fabi7cha di !en no
"i#yu, cioe la ricerca instancabile della semplicitP e il rifiuto, connaturato
al suo carattere, di qualsiasi ostentazione,
si contrapponeva al gusto sfarzoso di ;oyotomi1
Il conhitto dei due e stato minuziosamente analizzato e sono state fatte molte
ipotesi1 !i disse che ;oyotomi si fosse
invaghito di +gin, giovane figlia di "i#yu1 Che si rimproverasse a "i#yu il
tentativo di griffare gli utensili del te,
imponendo e sfruttando la moda per ritrarre dalla vendita degli oggetti profitti
considerevoli1
!embra che ;oyotomi accusasse "i#yu di culto della personalitP in relazione alla
presunta erezione di una statua,
rappresentante il maestro, all'ingresso del Yaito#u7Mi1
Yi certo il dissidio si aggravI con la spedizione militare in Corea, organizzata
da ;oyotomi per spirito di conquista e
giudicata da "i#yu un'operazione di espansionismo non condivisibile1 !icuramente
l'estensione dei conhitti anche
all'estero, e su rotte commerciali importanti, turbava non poco la classe
mercantile di cui, per nascita, "i#yu faceva
parte1 Huindi la censura, ben lungi dall'essere morale, era incardinata su
interessi economici rilevantissimi1
0a tuttavia considerato che l'espansionismo di ;otyotomi era ampiamente
giustificato dalle esigenze della classe
samurai che erano divenute ormai difficilissime, se non impossibili, da
soddisfare in ,iappone, in quanto le terre
disponibili erano ormai tutte occupate e non si poteva materialmente far luogo a
nuove assegnazioni al numero
sempre crescente di samurai che le esigenze di potere di ;oyotomi richiedevano1
Ya ultimo sembra che un supposto avvicinamento di "i#yu ai ;o#ugaFa fosse visto
come un tentativo di tradimento1
;oyotomi non aveva tutti i torti a temere il clan rivale, se e vero che alla sua
morte divennero i nuovi signori e che in
seguito alla battaglia di !e#igahara 6) ottobre )>??% riuscirono in un'impresa,
giudicata impossibileK l'unificazione
del paese sotto il loro potere1
Il conhitto tra i due si acuiva e ;otyotomi insisteva nella sua politica di
utilizzare l'arte del te per costruire un'estetica
di corte sfarzosa e nello stesso tempo popolare1 Ji suoi ricevimenti, cosiddetti
cha#ai, partecipava un numero sempre
pi$ grande di persone1 Jl famoso daicha#ai grande cerimonia del te% di Vitano,
furono invitati tutti quelli che
coltivassero interesse per il cha no yu trasformandolo in un fenomeno di massa1
J un certo punto il conhitto giunse al suo epilogo e le personalitP dei due
contendenti erano troppo forti per cercare
un compromesso1 ;oyotomi ordinI a "i#yu di eseguire il seppu#u, forse sperando
in un cedimento dell'altro1 @a
"i#yu non era tipo da piegarsi e, dopo aver offerto a ;oyotomi per l'ultima
volta il te nella sua spoglia ed essenziale
Chashitsu, si suicidI1 Qrima di morire scrisse una poesia di addio, secondo
l'usanza, e incise un ultimo Chasha#u, il
cucchiaino di bamb$ che si usa per preparare il te, cui diede il nome di 9amida
cioe *Eacrime*1 !i dice che in
quest'ultimo oggetto "i#yu abbia trasfuso tutta la sua forza spirituale, tutto
il suo credo estetico1
Il Fabi7cha
E'essenza del pensiero di "i#yu e il concetto di Fabi1 Jl sabi, cioe la patina
del tempo che segna l'aspetto delle cose
e allo yz[gen, l'incanto sottile che non si puI descrivere con le parole, tanto
caro agli autori dei drammi 9o, "i#yu
aggiunse questo concetto che dopo di lui diverrP il fulcro di tutta l'estetica
zen1
Il Fabi e la semplicitP, la povertP ricercata fino a divenire estrema sintesi di
ogni forma1 2 anche il rifiuto di qualsiasi
orpello, di ogni ostentazione, che appesantisca l'espressione1 Qi$ che gli
scritti di "i#yu, descrivono il concetto gli
aneddoti che rappresentano assai bene il suo pensiero1 Come quando, dovendo
ricevere ;oyotomi, eliminI tutti i fiori
del giardino per lasciarne uno solo esposto nel to#onoma affinchT la sua forma
fosse essenziale, concettuale,
archetipica1 Ea vita stessa di "i#yu e un paradigma del Fabi1
C anche la sua morte, cos[ scarna, dignitosa, quasi disumana1 "i#yu fu costretto
al seppu#u, al suicidio rituale, da
;oyotomi e nulla fece per sottrarsi al suo destino1 Qrotestando contro l'atto
del tiranno nella forma pi$ semplice
possibileK avviandosi alla morte senza concedere nulla alla debolezza, alla
fragilitP umana1
!en no "i#yu
(8
Yei due fu "i#yu il vincitoreK ;oyotomi mor[ nel )58= e nulla rimase del suo
sogno egemonico1 Yue successive
spedizioni in Corea ebbero esito catastrofico1 Il clan ;o#ugaFa riunificI il
,iappone ponendo fine all'epoca terribile
delle guerre civili e iniziando una signoria destinata a durare oltre due secoli
e mezzo, fino alla restaurazione
imperiale @eiMi1 Yi "i#yu e della sua filosofia e rimasta una traccia profonda
sia in ,iappone che in molti paesi e
ancora oggi ogni giorno migliaia di suoi epigoni ripetono i gesti da lui fissati
pi$ di quattro secoli fa1
E'ereditP di "i#yu
Yopo la morte del maestro non ci furono particolari atti persecutori nei
confronti della sua famiglia e i suoi discendenti, con l'avvento dell'era
;o#ugaFa, ritornarono nelle case dei !en1 I nipoti fondarono varie
scuole ancora oggi esistenti1 Ee due principali sono l''ra !en#e HH%
2 dia R% e l'+mote !en#e Gh% .S N\ R%1 Il nome deriva dalla
posizione delle case davanti omote% o dietro ara% rispetto al fronte
della strada1 Ee case sono ancora l[K in una via periferica di Vyoto, con
tutto il loro contenuto di tesori sia materiali che spirituali1

seri
Il cha no yu, un tempo corredo spirituale e di etichetta delle giovani I Vyotg
W'm !en#e
spose giapponesi, e divenuto un fenomeno che raccoglie, nel mondo,
migliaia di adepti1 C il pensiero di "i#yu e ancora vivo e costituisce ancora un
sostegno peri samurai di oggi1 !i dice
che nella sede di ogni grande multinazionale giapponese vi sia, in disparte, una
Chashitsu, dove i manager ritrovano
l'armonia, lontani dal frastuono del mondo1 E'arte e comunque assai praticata
anche in occidente e molti capiscuola,
in vari paesi, sono degli occidentali1
\ilm
'no dei migliori film sulla vita di "i#yu e sulle problematiche che lo
condussero alla morte e @orte di )m maestro
del te )8=8%, del regista Vei Vumai, Eeone d'Jrgento alla @ostra del Cinema di
0enezia, con ;oshiro @ifune, CiMi
+#uda, Vinnosu#e Uorozuya, ,o Vato, !hinsu#e Jshida1 Il film e tratto da
un'opera di Uasushi Inoue :on#a#ubo
Ibun Il testamento di :on#a#ubo, )88)%o6l ed e basato su elementi e figure
realmente esistite, come l'allievo di
"i#yu, :on#a#ubo e 'ra#usai, fratello minore del daimyo +da 9obunaga1 'n altro
film certamente da segnalare
sullo stesso argomento e "i#yu )88)% del regista :iroshi ;eshigahara con
"entaro @i#uni, Uoshi#o @ita, ;sutomu
Uamaza#i e Vyo#o Vishida1
9ote
o)O Ya notare che il titolo l.iR, #oMi devoto buddhista laico%, indica che !en
no "i#yu e considerato un buddhista laico1
o6O Uasushi Inoue, Ee ma-tre de the], tr1 fr1 di :on#a#ubo Ibun oIl tesmmento di
:on#a#ubo o Il diario postumo di :on#a#uboO, Qarigi, !toc#7Ee
livre de poche, s1i1a1, 6??? I!A9 6765(78((6<7<
0oci correlate
7 Cha no yu
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7 !ito ufficiale dell'+mote !en#e httpKeeFFF1omotesen#e1Mpe%
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;oyotomi :ideyoshi
:ideyoshi ;oyotomi / 2 g]D 2D o 2 2 g]D /D% 9agoya, 6
febbraio )5(> r Castello \ushimi, )= settembre )58=% e stato un
militare giapponese1 \u famoso samurai e daimyo del periodo
!engo#u, fondI il Clan ;oyotomi e riunificI il ,iappone, succedendo
al suo precedente signore +da 9obunaga1 2 conosciuto anche per
l'invasione della Corea1 Yurante il suo periodo iniziI molte modifiche
culturali, tra cui la restrizione legale che permetteva ai soli membri
della classe dei samurai di portare armi1
Il periodo del suo governo viene spesso detto periodo @omoyama, dal
nome del castello di ;oyotomi1 Yuro dal )5=6 fino alla sua morte nel
)58= o secondo alcuni studiosi% fino a che ;o#ugaFa Ieyasu non
assunse il potere dopo la Aattaglia di !e#igahara nel )>??1 9ella
storiografia tradizionale giapponese, comunque, si preferisce in genere
indicare l'epoca di +da 9obunaga e di ;oyotomi come un unico

periodo, che prende il nome di periodo Jzuchi7@omoyama1 e 'r r I
"itratto del )>?)
;oyotomi :ideyoshi
<)
Jscesa al potere
;oyotomi :ideyoshi nacque in quello che e ora il quartiere 9a#amura
di 9agoya nella provincia di +Fari, sede del clan +da1 !i hanno
davvero poche notizie certe riguardo alla vita di questo personaggio nel
periodo precedente al )54?, periodo in cui e testimoniata la sua
presenza in diverse lettere e documenti ufficiali; la sua autobiografia ha
inizio dal )544 ma della sua infanzia e della sua giovinezza parla ben
poco1 Yi certo sappiamo che non nacque da nobile lignaggio bens[ da
un umile guerriero di nome Uaemon e a causa delle umili circostanze
della sua nascita non ebbe cognome1 In giovent$ il suo nome fu
:iyoshimaru Cl 2.2.]%, sebbene ci siano alcune variazioni1 !econdo
@aeda ;oshiie ed un missionario europeo chiamato Euis \rois, era
polidattilo 7 possedeva due pollici sulla mano destra e non si tagliI il
pollice ectra come altri giapponesi del suo periodo avrebbero fatto1 Ya
giovane si un[ prima al clan ImagaFa come servo del governante locale
@atsushita, con il nome di Vinoshita ;o#ichiro 4I.;\&/. 2I/.]%1

!uccessivamente si uni al clan +da come servo, ma si fece notare per
B ?? Jspetti della Eima n4, di ;su#io#a
UoshitoshiK *Euna della @ontagna Inaba* il
giovane ;oyotomi :ideyoshi guida un piccolo
le sue capacitP e sal[ rapidamente di grado diventando uno dei
principali generali di +da 9obunaga assumendo infine il nome
:ashiba ottenuto unendo due caratteri, ognuno preso dal nome di due
altri uomini di fiducia di +da, 9iFa 9agahide e !hibata Vatsuie%
:ideyoshi1
gruppo all'assalto del castello sulla montagna di
Inaba; )==5, )6` mese
Jlcune delle sue imprese al servizio di +da 9obunaga, molte delle quali vennero
ingigantite e romanticizzate,
includono la leggendaria costruzione in una notte del Castello di !unomata, il
suo incontro con ;a#ena#a !higenaru
e l'assedio del Castello di ;a#amatsu1
In seguito alla morte improvvisa di +da 9obunaga e del suo figlio maggiore, +da
9obutada per mano di J#echi
@itsuhide nel )5=6 :ashiba sconfisse J#echi nella Aattaglia di Uamaza#i
insediandosi come successore de facto del
governo militare di +da1
Jll'Incontro di Viyosu per decidere il successore de Mure di +da, :ashiba isolI
il candidato apparente +da 9obuta#a
ed il suo sostenitore, il generale capo del clan +da, !hibata Vatsuie,
supportando il giovane figlio di 9obutada, +da
:idenobu1 "iuscendo ad ottenere il sostegno di due altri anziani del clan +da,
9iFa 9agahide e I#eda Itsuo#i
:ashiba riusc[ a rinsaldare la posizione di :idenobu, cos[ come la sua propria
inhuenza nel clan +da1 Ea tensione tra
!hibata e :ashiba aumentI rapidamente e l'anno successivo nella Aattaglia di
!hizugata#e :ashiba distrusse le forze
di !hibata consolidando i proprio potere e assorbendo sotto il suo controllo la
maggior parte del clan +da1
Comunque l'altro figlio di 9obunaga, +da 9obu#atsu rimase ostile a :ashiba e si
alleI con ;o#ugaFa Ieyasu1 Ee
due fazioni si scontrarono nell'inconcludente Aattaglia di Voma#i79aga#ute1 Ea
situazione rimase in stallo,
nonostante le forze di :ashiba avessero ricevuto un colpo pesante1 Infine
:ashiba fece pace con 9obu#atsu,
eliminando ogni pretesto per la guerra tra i clan ;o#ugaFa e :ashiba1 ;o#ugaFa
infine si sottomise a :ashiba
divenendone un vassallo1
Y'altra parte :ashiba voleva il titolo di shogun perchT questo era considerato
il titolo del governante reale del
,iappone1 Comunque l'Imperatore non poteva conferirlo a qualcuno dalla
discendenza cos[ umile come quella di
:ideyoshi1 :ashiba cercI essere accettato come figlio adottivo dall'ultimo
!hogun @uromachi, Jshi#aga Uoshia#i,
ma questo rifiutI1 Incapace di assumere il titolo di shogun assunse nel )5=5 la
posizione di reggente #anpa#u%, fino
ad allora sempre appartenuta ai \uMiFara, ed in quello stesso periodo sposI
Uodogimi, che gli avrebbe dato un figlio1
9el )58>, ricevette formalmente il nome di ;oyotomi dalla corte imperiale1
;oyotomi :ideyoshi
<6
!uccessivamente ;oyotomi soggiogI la provincia di Vii e conquistI !hi#o#u dal
clan Choso#abe1 Qrese anche il
controllo della Ctchu e conquistI il Vy$sh$1 9el )5=4 ;oyotomi emise
un'ordinanza che bandiva i missionari
cristiani dal Vy$sh$, per mantenere un maggiore controllo sui daimyo cristiani1
9el )5== ;oyotomi iniziI una caccia
alle spade e proib[ alle persone comuni di possedere armi1 Hueste misure
fermarono effettivamente le rivolte
contadine ed assicurarono una maggiore stabilitP, a spese della libertP
individuale1 Con l'assedio di +daFara contro il
;ardo clan :oMo nel Vanto, conquistI l'ultima sacca di resistenza alla sua
autoritP e pose fine al periodo !engo#u1
E'anno dopo, nel )58) ;oyotomi abdicI dalla carica di #ampa#u ed assume il
titolo di tai#o reggente ritirato%1 Il suo
figlio adottivo, :idetsugu in realtP suo nipote% gli successe come #ampa#u1
Qrima di assumere il controllo del ,iappone ;oyotomi :ideyoshi tenne un
atteggiamento diplomatico amichevole
nei confronti della Yinastia @ing ed aiutI il governo cinese a combattere i
pirati Fa#o giapponesi lungo le coste del
@ar ,iallo, mare Cinese del !ud e di ;aiFan1 @a una volta assicuratosi il
controllo della nazione iniziI la Aattaglia
di Aunro#u per annettersi la Corea1 9ell'aprile )586 i suoi generali invasero la
Corea1 9el giro di un mese i
giapponesi controllavano praticamente l'intero paese1 Comunque molto presto il
popolo coreano si ribellI con l'aiuto
della Yinastia @ing1 Ea resistenza condotta da Ui !un !in forzI l'esercito
giapponese a ritirarsi dalla Corea nel
dicembre )5861
Insoddisfatto ;oyotomi ritentI nel )58> di invadere la Corea con la battaglia di
Veicho1 Huesta volta i giapponesi
incontrarono una ben preparata difesa congiunta coreano7cinese ed infine
dovettero arrendersi1 E'invasione della
Corea diede vita ad un'ereditP di mutua inimicizia tra la Corea ed il ,iappone1
Huasi un terzo dell'esercito
giapponese di )5?1??? uomini mor[ nel solo inverno del )586, ma non
abbandonarono !eul che nel )58( dopo averla
incendiata e rasa al suolo1 Yurante la seconda invasione ordinI ai suoi generali
di uccidere tutti quelli che resistevano
alle truppe giapponesi, donne e bambini inclusi, e di tagliare loro i nasi, di
cui ;oyotomi collezionI decine di
migliaia in una grande pila conosciuta oggi con il nome ingannevole di *;umulo
delle +recchie*, situata vicina al
suo @ausoleo, l':o#o#u7byo nel tempio :o#o#u in Vyoto1
Il 8 dicembre )58> vennero arrestati sei francescani, tre gesuiti e )4 fedeli
giapponesi nel gruppo c'erano pure tre
giovani di )), )( e )< anni% tra cui Qaolo @i#i, che furono crocifissi sulla
collina di 9agasa#i il 5 febbraio )5841
9el )58= alla sua morte l'armata giapponese si ritirI e le battaglie
terminarono1 E'ammiraglio Ui !oon !in insegu[ la
hotta giapponese in ritirata e nello scontro finale della guerra metP della
restante hotta giapponese venne affondata o
comunque non fece ritorno1 Ea futile guerra serv[ solo ad indebolire i clan
fedeli a ;oyotomi1 In seguito alla sua
morte gli altri membri del Consiglio dei cinque reggenti non riuscirono a tenere
sotto controllo le ambizioni di
;o#ugaFa Ieyasu1 Il figlio minorenne e successore designato ;oyotomi :ideyori
perse ogni rivendicazione al potere
detenuto dal padre e ;o#ugaFa Ieyasu venne dichiarato !hogun in seguito alla
battaglia di !e#igahara1
;oyotomi :ideyoshi
CreditP culturale
;oyotomi :ideyoshi continuI e iniziI diverse riforme che ebbero un
impatto duraturo sulla societP giapponese1 'na delle riforme pi$
importanti fu il disarmo delle classi contadine, giP iniziato da
9obunaga; durante l'epoca !engo#u, infatti, le continue guerre avevano
spinto molti contadini a imbracciare le armi e diversi samurai a ritirarsi
nei campi1 :ideyoshi differenziI le caste per legge, e proib[ a tutti i
non samurai il porto d'armi, consolidando un sistema sociale che
sarebbe rimasto in vigore per i successivi (?? anni1 Inoltre, ordinI un
censimento della popolazione giapponese, e proib[ la libera
circolazione delle persone, che dovevano restare nell'han in cui erano
registrati a meno di non ricevere un permesso ufficiale; in questo modo
fu ad esempio possibile isolare fenomeni come il banditismo1 Il

censimento riguardI anche le terre, e questo permise un migliore
utilizzo delle risorse disponibili1 ]
Il castello di +sa#a ricostruito dopo la seconda
9el )5== ;oyotomi abol[ effettivamente la schiavit$ vietando la gllmanmndlale
vendita di schiavi1 Il lavoro contrattuale e sotto apprendistato
sostituirono la schiavit$^i#ipediaK'so delle fonti1
9el )58? :ideyoshi completI la costruzione del castello di +sa#a, il pi$ grande
e maestoso del Qaese, dal quale era
possibile tenere sotto controllo le vie occidentali verso Vyoto1
Il contributo di :ideyoshi alla cultura giapponese non fu perI solo militare e
amministrativo; come 9obunaga prima
di lui, spese tempo e denaro nella cerimonia del te, collezionando
suppellettili, sponsorizzando sontuosi eventi
dell'alta societP, e patrocinando i maestri pi$ acclamati; con il crescere
dell'interesse della classe governante nei
confronti della cerimonia del te crebbe anche la domanda di suppellettili di
ceramica, perciI durante la campagna di
Corea vennero confiscate numerose ceramiche e molti artigiani coreani vennero
costretti a trasferirsi in ,iappone1
Ispirato dal Vin#a#u7Mi padiglione d'oro% di Vyoto, fece costruire una favolosa
sala da te portatile, rivestita di lamine
d'oro e arredata all'interno con garze rosse, e nota perciI come #igame no
zashi#i *camera dorata*% o ogon no
Chashitsu /- '( GP-]%; la portava con sT dovunque andava, e vi praticava la
cerimonia del te, dimostrando la
sua potenza e la sua raffinatezza1
;oyotomi :ideyoshi <<
Qoliticamente instaurI un sistema governativo che bilanciava i daimyo
pi$ potenti; venne creato un consiglio, che includeva i signori della
guerra pi$ inhuenti, e designI un reggente a capo di essi1 Huesta
struttura somigliava in qualche modo al parlamento di un governo
democratico, con il suo presidente1 Jl momento della sua morte,
:ideyoshi aveva sperato di aver impostato un sistema sufficientemente
stabile da sopravvivere fino a che suo figlio fosse in grado di
succedergli, e per impedire che un solo reggente potesse esautorare la
sua autoritP nominI un consiglio dei cinque reggenti composto dai
daimyo pi$ potenti1 ;uttavia in seguito alla morte di @aeda ;oshiie,
;o#ugaFa Ieyasu iniziI a stringere alleanze, inclusi matrimoni politici
che erano stati proibiti da :ideyoshi%, finchT non si arrivI ad uno
scontro aperto tra le fazioni fedeli ai ;oyotomi contro quelle fedeli ai
;o#ugaFa, nella battaglia di !e#igahara, vinta dai ;o#ugaFa, che

ricevette il titolo di !eii ;aishogun che era stato negato a :ideyoshi1
Il tempio shintoista di ;oyo#uni Vyoto%,
dedicato a :ideyoshi
Ieyasu riconobbe la saggezza di :ideyoshi e mantenne in vigore la
gran parte dei suoi decreti, costruendovi anzi sopra il proprio
!hogunato1
Cssendo la vita di ;oyotomi soggetto di molte speculazioni e racconti, questa
viene frequentemente usata come fonte
di ispirazione per opere di narrativa, film e videogiochi1
9ote
Aibliografia
7 CiMi Uoshi#aFaK ;ai#o "omanzo storico%1 Vodansha International ,iappone%,
6??), I!A9 <744??76>?878
Jltri progetti
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7 C% :ideyoshi ;oyotomi httpKeeFFF1imdb1comecharacterech??(6(?=e% in Internet
@ovie Yatabase,
I@Yb1com Inc1
Controllo di autoritP 0IJ\K 48<?<=5( httpKeeviaf1orgeviafe48<?<=5(% ECC9K
n=)?(68=) httpKe e id1 loc1 gove
authoritiesenamesen=)?( 68 =)%
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;ocha <5
;ocha
Il ;ocha ' G, ,ara del ;e% ha rappresentato una pratica mondana e di
divertimento nelle classi aristocratiche e
benestanti giapponesi nel tardo Qeriodo :eian, diffondendosi nel 3III e 3I0
secolo1 Ea popolaritP di questa pratica
sociale, che consisteva nell'indovinare la provenienza del te gustato, crebbe
proporzionalmente con la diffusione
della bevanda del te nell'arcipelago giapponese1 Ee sue origini sono cinesi,
segnatamente riferibili alla Yinastia !ong
& /l[quando la bevanda del te iniziI ad essere comunemente classificata per
colore, tempo di infusione, qualitP
dell'acqua e gusto1 In ,iappone, tale diversivo mondano giunse a rappresentare
anche una forma di gioco d'azzardo,
denominato chayoriai & / %, che fu vietato nel )((> dal Codice di Venmu 2
22%1 Il diario dell'imperatore
:anazono <4( / . /, )6847)(<=% riferisce che gli aristocratici giapponesi
gareggiavano nel distinguere il te
della regione di Vyoto, denominato toganoo I \(, altrimenti definito il *vero
te* o honcha, Sl- G% dal
non7toganoo denominato hicha, C:D G%1 Qi$ tardi le competizioni divennero pi$
complesse e anche i premi pi$
lussuosi, arrivando a giochi molto diffusi come shishu Mippu#u cha Cl I/s''&,
quattro tipi di te e dieci tazze%,
ro#usho#ucha G2 G, i sei colori te%, hyappu#ucha / :5, G, con cento tazze%,
nanato#o shoubu di \B. (&
/, tra sette concorrenti% , sanshu meicha C G, tre tipologie di te%, shi#icha
Cl / G, te di quattro
stagioni differenti%, e #eizucha / G, te di varie annate%1 Ea pratica del ;ocha
venne progressivamente a
declinare con la diffusione, a partire dal 30 secolo, della Cerimonia del te
Cha no yu, G '( R2, *acqua calda per il
te* o anche Chado o !ado], G[/, 0ia del te%, legata a valori pi$ prettamente
religiosi e spirituali del Auddhismo, in
particolar modo degli insegnamenti dello Sen1
0oci correlate
7 Cerimonia del te
H Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone

^abi7cha
<>
^abi7cha


'na stanza del te giapponese Chashitsu, 2NK C%, che rihette lo stile
Fabi7eha l7RN 575% situata nel giardino Venro#u7en / 4D I2R% a
Vanaza^a Ishi#aFa%
'na tazza da te ChaFan V54)i% contemporanea, secondo lo stile
Fabi7cha

'na tazza da te Chll^llh 2I/'.2% del 30I secolo,
secondo lo stile Fabi7eha
Ci si dovrebbe rendere conto che la 0ia del t solo bollire l'acqua,
preparare il t e berlo1
!en no "i#yu, :) ))4)s, )5667)58)%
Il ^abi7cha ..! G% e lo stile della Cerimonia del te giapponese praticata
secondo gli insegnamenti dei monaci
buddhisti zen @urata !hu#o ti C( 58# )<6(7)5?6%, ;a#eno Boo ii CD ad )5?67
)555%, e !en no "i#yu
ram, )5667)58)%1
Cssa si caratterizza per la semplicitP e la sobrieta del rito e per il suo
stretto collegamento agli insegnamenti
buddhisti1
Il fondamento della concezione Fabi :5% della Cerimonia del te e giP presente
fin dall'opera di @urata !hu#o
quando egli evidenziava come *uno splendido cavallo si manifesta meglio in
un'umile capanna che in una sontuosa
stalla*1 !econdo lo studioso giapponese @asao !hoshin Ichishima olO la metafora
di @urata !hu#o e evidenteK il
meraviglioso cavallo rappresenta la *mente originaria* giapp1 honga#u, Sl- /]%
mentre l'umile capanna di paglia
indica la *stanza del te* Chashitsu, G 2 soprattutto nel suo stile yoMouhan oCO
/ <5%1 Ea sobria e semplice
bellezza Fabi si oppone dunque alla bellezza sontuosa, denominata in giapponese
basara aS)f%D .2.'/, tale termine
^abi7cha <4
deriva dal sanscrito vaMra che in quella lingua indica il diamante% di cui lo
shogun ;oyotomi :ideyoshi 2 2 ((
2-, )5(>7)58=% fu per lungo tempo propugnatore1
@urata !hu#o riprendeva questa sua particolare concezione della Cerimonia del te
proprio dalle dottrine buddhiste
enunciate, nel II secolo, dal maestro indiano 9PgPrMuna1
9el @ahapraMnaparamita7sastra Commentario al @ahapraMnaparamita7sz[tra, ..2B
pinyinK Ya zhid$ l$n,
giapp1 Yaichidoron, ;1Y1 )5?8, 65154c745>b, opera attribuita a 9PgPrMuna e
tradotta da VumPraM-va in )?? fascicoli1
Conservato nel !hiMingl$nbu% si leggeK
I saggi conoscono la loro soddisfazione per mezzo di piccoli desideri1 Ea
terra del Auddha piena di gemme preziose che
ricoprono tremila grandi mondi1 Ya dove derivano tali gemme prezioseD Huando i
buddha e i saggi soddisfano le loro menti
con un desiderio minimo, allora tali gemme si manifestano per loro
@ahdpraMr-dpPramite[7sdstra ^C222, ;1Y1 )5?8, 65154?<5>)5%
E'ideale del !hIyu#u Chiso#u HQ2./: C%
Ea dottrina del *desiderio minimo* sanscritoK alpecchata, cinese 8& shaoy$,
giapp1 shoyo#u, tib1 'dod pa chung
ngu% che porta ad una piena soddisfazione 2' 6&, cin1 zhizzi, giapp1 chiso#u%,
verrP ripresa dal nipote di !en no
"i#yu, Ba#uan !ota#u nel suo Sencharo#u ^D ', scritto nel )=6> ma su una
tradizione orale ben pi$ antica% con
la dottrina !hoyu#u Chiso#u la soddisfazione si conosce attraverso piccoli
desideri%1 +vvero non bisogna cercare il
*desiderio* perfetto attraverso le *gemme* ma attraverso la realizzazione di
piccoli desideri le *gemme* si
manifestano1
Vobori Cnshu ZR/./ @, )5487)><4% chiese al suo maestro \uruta +ribe 2 '(
/../2', o \uruta !higenari, 2
'( / 'S2, )5<57)>)5, giP allievo di !en no "i#yu %, come dovesse essere un
giardino in stile Fabi1 \uruta +ribe
rispose con una poesiaK
Ea luna di sera,
un lago appena
visibile
attraverso gli alberi1
\uruta +ribe%
!econdo il principio del !hoyu#u Chiso#u l'autentica bellezza non puI essere
scorta nella piena visuale, ciI
impedisce di scorgere la propria mente7cuore meravigliosa se questa viene
disturbata da tutto ciI che si presenta1
Il Fabi7cha e il !utra del Eoto
Il Sencharo#u affronta anche un altro tema importante, sottinteso nella
Cerimonia del te, secondo il Fabi7chaK
incorporare l'essenza dei suoi insegnamenti attraverso la pratica concreta della
*0ia del te* Chado% e non attraverso
la loro comprensione teorica o dottrinaria1
E'insegnamento di questa pratica concreta, la *0ia del te*, avviene
esclusivamente per mezzo di un rapporto diretto
tra il maestro del te e il suo discepolo, relazione denominata in giapponese con
il termine #uden Y )&, cinese #ovu
chuan o anche Y 2RC giapp1 #a#etsu, cin1 #ovu Mue% e che ha origine nella
trasmissione orale dell'insegnamento
buddhista Yharma%1
E'insegnamento #uden avviene con l'utilizzo dei *mezzi abili* giapponese hoben,
dal sanscrito ()^ upaya, cinese 4(
2 fangbian% da parte del maestro1 J tal proposito, il Sencharo#u cita
espressamente il terzo capitolo del !utra del
Eoto giapp1 ))(' @yoho "enge Vyo]%, con la narrazione della parabola della
Casa in Gamme dove il
maestro del te rappresenta il padre che vuole salvare i figli che si
intrattengono in giochi all'interno di una casa
incendiata1
^abi7cha
<=
9ote
o)O @asao !hoshin Ichishima1 Illuminazione originaria e mente Fabi1 InK Yharma,
6??(, <, )5, (67<?1
0oci correlate
7 Cha no yu
7 Auddhismo giapponese
7 Auddhismo Sen
7 ^abi7sabi
H5 Qortale ,iapponeK accedi alle voci di ^i#ipedia che trattano di ,iappone
^abi7sabi
^abi7sabi in VanMiK ;(5 !R% costituisce una
visione del mondo giapponese, o estetica,
fondata sull'accoglimento della transitorietP
delle cose1 E'espressione deriva da due
caratteri _./ Fabi% e sabi%K
;ale visione, talvolta descritta come *bellezza
imperfetta, *o)O
deriva dalla dottrina buddhista dell'anitya
\)<;
giapp1 &
impermanenza%1
impermanente e incompleta
sanscrito, maMo];
!econdo Voren, il ^abi7sabi e la pi$ evidente e
particolare caratteristica di ciI che


bellezza ,
'na casa del te giapponese che rispecchia l'estetica del ^abi7sabi
consideriamo come tradizionale
giapponese dove *occupa all'incirca lo stesso
posto dei valori estetici come accade per gli
ideali di bellezza e perfezione dell'Jntica ,recia in +ccidente*1 JndreF Buniper
afferma che *se un oggetto o
un'espressione puI provocare dentro noi stessi una sensazione di serena
malinconia e un ardore spirituale, allora si
puI dire che quell'oggetto e ^abi7sabi*1 "ichard "1 QoFell riassume dicendo *il
^abi7sabi% nutre tutto ciI che e
autentico accettando tre semplici veritPK nulla dura, nulla e finito, nulla e
perfetto*1
Ee parole Fabi e sabi non si traducono facilmente1 ^abi si riferiva
originariamente alla solitudine della vita nella
natura, lontana dalla societP; sabi significava *freddo*, *povero* o
*appassito*1 0erso il )<esimo secolo questi
significati iniziarono a mutare, assumendo connotazioni pi$ positive1 ^abi
identifica oggi la semplicitP rustica, la
freschezza o il silenzio, e puI essere applicata sia a oggetti naturali che
artificiali, o anche l'eleganza non ostentata1
QuI anche riferirsi a stranezze o difetti generatisi nel processo di
costruzione, che aggiungono unicitP ed eleganza
all'oggetto1 !abi e la bellezza o la serenitP che accompagna l'avanzare
dell'etP, quando la vita degli oggetti e la sua
impermanenza sono evidenziati dalla patina e dall'usura o da eventuali visibili
riparazioni1
!ia Fabi che sabi suggeriscono sentimenti di desolazione e solitudine1 9ella
visione dell'universo secondo il
Auddhismo @ahayana, questi possono essere visti come caratteristiche positive,
che rappresentano la liberazione dal
mondo materiale e la trascendenza verso una vita pi$ semplice1 Ea filosofia
mahayana stessa, comunque, avverte che
la comprensione genuina non puI essere raggiunta attraverso le parole o il
linguaggio, per questo l'accettazione del
^abi7sabi in termini non verbali puI costituire l'approccio pi$ giusto1
^abi7sabi <8
I concetti di Fabi e sabi sono originariamente religiosi, ma l'uso che si fa
attualmente di queste parole in giapponese
e spesso abbastanza causale1 In ciI si puI notare la natura sincretica dei
sistemi di credenze giapponesi1
'na traduzione molto semplice di ^abi7sabi potrebbe essere bellezza triste1
Jltra interpretazione possibile e *bellezza austera e, quasi malinconicamente,
chiusa in sT*1
^abi7sabi nell'arte giapponese
@olte arti giapponesi negli scorsi millenni sono state inhuenzate dallo Sen e
dalla filosofia @ahayana, in particolare
la contemplazione dell'imperfezione, il husso costante e l'imper)nanenza di
tutte le cose1 ;ali arti possono essere
esempio di un'estetica ^abi7sabi1 Cccone una lista incompletaK
7 :on#yo#u musica tradizionale di sha#uhachi di monaci Sen vagabondi%
7 I#ebana disposizione dei fiori%
7 giardino giapponese, giardino Sen e bonsai giardini in vaso%
7 Qoesia giapponese, in particolare gli hai#u
7 Qorcellane giapponesi
7 Cerimonia del te giapponese
'so occidentale
Yurante gli anni 8? il concetto e stato preso in prestito da sviluppatori
softFare ed impiegato nella Qrogrammazione
agile e nelle ^i#i per descrivere l'accettazione dello stato di continua
imperfezione, prodotto costante di questi
metodi1
Il concetto di ^abi sabi e stato recentemente adottato ed analizzato dalla
disciplina del disegno industriale, col fine di
indagare una possibile valorizzazione dell'imperfezione nei prodotti
industriali1
0oci correlate
7 I#i filosofia% un ideale estetico giapponese%
7 @ono no aFare
7 ^abi7cha
7 Vintsugi o #intsu#uroi%
9ote
o)O Eeonard Voren1 ^abi7!abiK farJrtists, Yesigners, Qaets and Qhilasaphers1
!tone Aridge Qress, )88< I!A9 84=7)==?>5>)68
AibliograGa
7 Voren, Eeonard trad1 ,uido Calza%, ^abi !abi1 Qer artisti, designer, poeti e
GlosoG, Qonte alle ,razie, 6??61
I!A91
7 Buniper, JndreF, ^abi !abiK ;he Bapanese Jrt ofImpermanence, ;uttle
Qublishing, 6??(1 I!A9 ?7=?<=7(<=6761
7 QoFell, "ichard "1, ^abi !abi !imple, Jdams @edia, 6??<1 I!A9 )758((47)4=7?1
7 CroFley, Bames and !andra, ^abi !abi !tyle, ,ibbs !mith, Qublisher, 6??)1 I!A9
)75=>=5745(7(1
7 +stuzzi \1, !alvia ,1, "ognoli 01, e Eevi @1, Il valore dell imperfezione1
E'approccio Fabi sabi al design, \ranco
Jngeli, Qublisher, 6?))1 I!A9 84===5>=(==>61
7 0ervoordt J1, ;atsuro @1, Eo spirito Fabi, E'Ippocampo, Qublisher, 6?)?1 I!A9
84===8>8>=)861
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\onti e autori delle voci 5?
\onti e autori delle voci
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Carlolerna, Chrysochloa, Yani<Q,
Yomenico Ye \elice, Yzag, C:)?), Cumolpo, ,ac, ,alloramenu, ,liu, :elios, B alo,
B apanEove, B aqen, Ea 9uova Idea mia%, Eumpacio, @adald, @arcangela, @arcol7
it, @oloch8=), 9emo bis,
9o6, +s#, Qaginazero, Qanapp, Qequod4>, Qhantomas, Qracchia74=, "C3EC3, "ob7ot,
!bisolo, !enpai, !imona chesauan, !ir mare#, ;'ma, 0moscarda, 3instal#er, ((
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Cuphydryas, ,ac, @@, @arco#,
Qers+nEine, Qhantomas, "ichardprins, ;on#aFa>=, 3instal#er, Uac#yac#, Uoruno, )(
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Cha#i \onteK httpKIliEFi#ipediaorglFlindec1phpDoldidK><=)=54) JutoriK Jlessio
"olleri, JyErus, Yani<Q, ,randangolo, Balo, 9o6, +nic, 3instal#er, ) @odifiche
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Cha#in \onteK httpzlliEFildpedia1orgeFlindec1phpDoldidK>5)56(68 JutoriK 9o6,
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Chasen \onteK httpzlliEFildpedia1orgeFlindec1phpDoldidK>5)56<)6 JutoriK 9o6,
"oMelio, !y)io,3instal#er, 4'D l ll-[ i, ) @odifiche anonime
Chasha#u \onteK httpzllitFi#ipediaorgeFlindec1phpDoldidK>5=(4454 JutoriK
Jfnecors, Jlecmar8=(, Yani<Q, 9o6, 3instal#er, ) @odifiche anonime
Chashitsu \onteK httpzlliEFi#ipedia1oryFlindec1phpDoldidK>5)56<)<
JutoriK9o6,3instal)ker
\h#usa \onteK httpzlliEFildpedia1oryFIindec1phpDoldidK>5)>56(4 JutoriK Jry68,
Yani<Q, 9o6, 3instal#er, ) @odifiche anonime
l##y$ !oMun \onteK httpzlliEFildpediaorglFlindec1phpDoldidK><=(85?> JutoriK
Jdriano, Jpologeta, Aufo Aufo, Cotton, Cginardo, ,acio, E4(>C, Eingtft, @edan,
@oroboshi,@rbuic)k,
Qequod4>, Qhantomas, !tefano"", 3instal#er
9iMiriguchi \onteK httpKIliEFi#ipedia1orgIFIindec1phpDoldidK>5)=?<6) JutoriK
9o6, ! androcozzi, 3instal#er
"a#u \onteK httpzllitFei#ipediaorglFlindec1phpDoldidK>(88((5< JutoriK &Qier&,
Jbsinthe, Yani<Q, Yiscanto, Cumolpo, \ire8?, ,rani=5, :ellis, @4, @idnight bird,
9o6, Huaaludes,
!androcozzi, !bisolo, !nar#, !quattaturi, 3instal#er, Usogo, Uunyu , So)ro55, (>
@odifiche anonime

!en no "i#yuNK \onteK httpzlliEFi#ipedia1orgeFlindec1phpDoldidK><>8<>46 JutoriK
Jdriano, Jlec, JndreJ, Jtto"enato, Yani<Q, Yomenico Ye \elice, Cumolpo, ,iac=(,
B alo, B apanEove,
Vruoit4>g, Ep, @arcol7it, @r buic#, 9gebendi, 9o6, !ha#a, ;irinto, 3instal#er, )
@odifiche anonime
;oyotomi :ideyoshi \onteK httpzllit1FildpediaoryFlindec1phpDoldidK>>)?(64)
JutoriK 1Mhc1, AaruneMu, Aultro, Yaniele Qugliesi, Cumolpo, Ccairetos, \aberFar,
,atto 9ero, ,iovanni
,rimaldi, ,spinoza, :ellis, OOQisano, B alo, B apanEove, Earry Uuma, @oloch8=),
@oroboshi, @I buic#, 9ipposardo, Qhantomas, Qigr=, "esigua, "ob7ot, ;enebroso,
;on#aFa>=, 0alepert,
3instal#er, Uac#yac#, Uacara, )8 @odifiche anonime
;ocha \onteK httpzlliEFildpediaoryFeindec1phpDoldidK>?6(4((5 JutoriK
Jlessio@ela, Jlecmar8=(, Yani<Q, Cumolpo, 9o6, 3instal#er, ) @odifiche anonime
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Jvemundi, 9o6, Qequod4>, 3instal#er, l@odifiche anonime
^abi7sabi \onteK httpzllitFildpediaorglFlindec1phpDoldidK>58)<?)? JutoriK Jry68,
Jtto"enato, Aradipo Eento, Arumon, Cumolpo, ,co, ,elma, @aiYireChiara,
@assimiliano Qanu,
3ander6#, 3instal#er, )( @odifiche anonime
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lmmaginez@useum Gir +stasiatische Vunst Yahlem Aerlin @ai 6??> ?)>1Mpg \onteK
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:iro6??>, B ed
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Yoodledoo, Clian, ,uillom, Beffq, Vtin#le,
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Jbu badali, Aouncey6#, Cathy "ichards, Cyber!#ull, It Is @e :ere, @i#elifeguard,
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