Sei sulla pagina 1di 35

Di ri t to i ndust ri al e

30/09/10
Concorrenza = Intesa come li bera concorrenza t ra i mprendi tori che offrano sullo
stesso mercato beni o servizi i donei a soddisfare gli stessi bisogni =
pri nci pio del li bero mercato.
?
eci ta! leale! necessaria per chi ut i lizza il prodot to sul mercato= meri ta di ri manere
sul mercato chi offre buoni prodot t i e servizi.
"egni disti nti vi t i pici dell # i mprendi tore$ di t t a! i nsegna! marchio
"egni disti nti vi ati pici del l # i mprendi tore$ slogan pubblici tario! sigla dell # i mprendi tore!
emblemi ricompresi nel marchio = i ndi vi duano la provenienza di %uel prodot to.
&iscipli na della concorrenza= vuole t utelare la fi gura dell # i mprendi tore! t ut ela dei
suoi segni disti nt i vi.
1' regola$ t ut t o cio# che e# i doneo a t rarre i n i nganno il consumat ore e# fat t ispecie di
concorrenza sleale.
Inganno = at to decet t i vo.
(ri ma del codice ci vile del # )* la discipl i na del la conocorrenza era regolata dall # art
10 bis del la Convenzione di (arigi del 1+93 nor ma di protezione a t ut ela della
concorrenza! manca una discipli na di t ut ela vera e propria della concorrenza ora
art. *,9+ e ss C.c. casi di illeci ta concorrenza.
Illeci to concorrenziale -illeci to di pericolo. e# di verso da illeci to ci vile.
Illeci to ci vile$ si deve provare il dolo o la col pa! deve esserci un danno diret to.
Illeci to concorrenziale$ c#e# presunzione di dolo e colpa! e# sufficiente la
potenziali ta# di arrecare danno.
"ogget t i del rapposto concorrenziale sogget t i che ri vestono la %uali ta# di
i mprendi tore!che di fat t o eserci ti no sul mercato un/ at t i vi t a/ di i mpresa! un/ at t i vi ta/
economica organizzataal fi ne della produzione o dello scambio di beni e servizi. &ue
sono concorrent i i n %uanto soddisfano bisogni si mi li! mi rano alla stessa clientela! si
ri vol gono allo stesso mercato li mi tatamente ad una zona deter mi nata.
0essuno puo# ut i l izzare lo stesso marchio per prodot t i affi ni.
1e%uisi t i$ capaci ta# disti nt i va2 novi ta# lo registro e dopo di me nessun al tro lo puo#
usare. "e non lo registro la mi a t ut ela e# mol t o pi u# li mi tata.
a legge riconosce l # i lleci to concorrenziale anche se l # at t o e# messo in essere da
parte di un t erzo$
se si riesce a di most rare il rapporto t ra i comportament i del l # i mprendi tore e %uello
del t erzo i n senso favorevole e consapeevole dell / i mprendi tore l # at t i vi ta# e#
sanzionata perche# sussiste l # i lleci to concorrenziale2
- "e il t erzo e# un di pendente dell # i mprendi tore esclusi va responsabil i ta#
dell # i mprendi tore a meno che il di pendente non sia ri vesti to di mansioni che gli
consentono di assumere discrezional ment e i niziati ve i n t al campo. -*0)9cc.
3 "e il t erzo e# una persona autonoma e i nseri ta a un certo li vello della
strut t ura organizzati va = il t erzo risponde i n solido con l # i mprendi tore.
/art. *401 c.c. ? accorda la possibil i ta/ di agire per la repressione della concorrenza
sleale anche alle associazioni professionali e agli enti che rappresentano una
categoria i mprendi toriale %uando si t rat t i di at t i che pregi udicano gli i nteressi del la
categoria.
5rt. *,9+ cc funzione integrat i va= va di viso i n due part i $
3 1 e * comma = c#e# una t i pizzazione delle fat t ispecie che costi t uiscono illeci to
concorrenziale.
3 5lcune fat t ispecie %ui nomi nate possono dar l uogo a problemi di
i nterpretazione.
3 3 comma = clausola generale che t ut t o cio# che non rient ra nella pri ma parte
e# il leci to se idoneo a provocare un danno all # azienda al t rui e dev# essere cont rario al
pri nci pio di corret t ezza professionale.
3
5nche la pubblica ammi nist razione se svolge at t i vi ta# i mprendi toriale deve
sot tostare alle regole della li bera concorrenza e cosi # anche l # i mprendi tore
occasionale. 5nche il professionista deve sot tostare a t al i regole anche se su %uesto
t ema e# i n corso un grosso di bat t i to.
06/10/10
at t i confusori
5rt. *0,9 cc at t i deni gratori
al t ri mezzi per met t ere i n at t o competenza sleale
produrre confusione signi fica ingenerare nei desti natari del messaggio un falso
convi nci ment o circa I prodot t i e at t i vi t a/ con i %ual i vengono i n contat to.
5rt. *,9+ c.c. menziona t re fat t ispecie di at t i confusori$
adozione di nomi o segni disti nt i vi confondi bi li con %uel li di al t ri
i mi t azione servile di prodot t i al t rui
%ualsiasi al tro at to i doneo a creare confusione.
5t ti confusori possono provocare confusione perche# usano segni disti nt i vi
dell # i mprendi tore.
I segni disti nti vi dell / i mprendi tore sono t ut elati contro l / i mi t azione confusoria.
/i mprendi tore ha un di ri t to sui propri segni disti nti vi.
5rt.* del codice di proprieta# i ndustriale fa disti nzione t ra di ri t t i di proprieta#
i ndust riale non t i t olat i e di ri t t i di proprieta# indust riale t i t olat i.
&i ri t t i t i t olat i = ac%uistati at t raverso la brevet t azione di i nvenzioni e la regist razione
del marchio.
&i ri t t i non t i tolati = t rovano riconosci mento in %uanto ci siano leggi speciali che li
prevedono ma sono t ut elat i anche se non si ha provveduto alla brevet t azione e alla
regist razione.
a nor ma non ha carat tere t assati vo ma esempl ificati vo.
(er stabilire se vi sia confusione si fa riferi ment o al consumat ore medio categoria
dei consumatori che e# circoscri t ta i n base ai bisogni e alle necessi ta# che vengono
soddisfat t e pi u# il consumat ore e# specializzato! e pi u# la cont raffazione
dev# essere raffi nata e precisa. 7utto cio# vale sia per i segni t i pici che per i segni
ati pici.
5rt. *,9+ cc nor me sulla concorrenza sleale.
5zione i ni bi toria come sanzione si ricorre al gi udice perche# viet i l # ut i l izzo del
prodot t o o del segno disti nt i vo del prodot to cche crea confusione. Inol tre se e#
accertat a la concorrenza sleale si puo# chiedere la dist ruzione del prodot to che crea
confusion.
5rt. *,4) cc di t t a irregolare se ut i lizzando una di t t a si uti l izzano nome e
marchio di un al tro i mprendi tore si deve di fferenziarla modi ficandone le analogie
rispet to all # i mprendi tore che per pri mo li ha ut i l izzati non si deve richiedere la
distruzione. 8siste una nor ma specifica per cui anche se si ha la possibi li ta# di
esperire azione i ni bi toria! %uesto di vieto non arri vera# a far si che la di t ta venga
distrut t a! ma solo di di fferenziarla in modo da eli mi nare ogni t i po di confusione. 5
vol te nor me generali di t ut ela si vanno a sovrapporre a nor me specifiche la
dot t ri na stabi lisce che possano essere esperi te ent rambe ma stabilisce cm% la
prevalenza della nor ma specifica. a gi urisprudenza i nvece ri t iene che le nor me
siano esperi bi li in maniera al ternati va.
5t ti di deni grazione o di appropriazione di pregi al t rui la deni grazione non e# solo
get t are scredi to sulla fi gura dell # i mprendi tore ma e# un procedi ment o che porta il
consumatore a perdere la fi ducia su %uell deter mi nate prodot t o o servizio. 8#
un# at t i vi ta# complessa che puo# ri guardare sia il prodot to che il servizio! si la fi gura
dell # i mprendi tore. 8# cm% riferi ta all #at t i vi ta# i mprendi toriale che eserci ta e non gli
aspet t i della sua sfera personale.
a dot t ri na ri t iene che l # at t i vi t a# di discri mi nazione si ha anche %uando si va a
di ffondere una not izia scredi tat nte i n una cerchia ristret ta di persone! mentre la
gi urisprudenza richiede un# adeguata pl urali ta# di persone a cui viene ri portata la
not izia deni gratoria l # i mpor tante e# di most rare il pericolo i mmi nente di danno per
avere t ut ela anche se la not izia deni gratoria i nteressa poche persone.
(ubblici ta# comparati va pri ma del d. l gs. 1),/ *006 era illeci ta perche# get t ava
discredi to sull # i mprendi tore. 5 parti re dal decreto appena nomi nato e# di vent ata
leci ta se segue le nor me$
3 0on dev# essere i ngannevole
3 &eve ri guardare prodot t i che soddisfano gli stessi bisogni
3 &eve avvenire i n modo ogget t i vo per t ut t i gli element i di %uell prodot t o
3 0on deve creare confusione
3 &ev# essere li mpi da e t rasparente
&. l gs. = nuove nor me sulla t rasparenza del le pubblici ta#. 5rt. ** non e# pi u#
possibile ed e# pubbl ici ta# vietat a la pubblicizzazione di bi gl iet t i di servizio di
t rasporto il cui costo non comprenda t ut t i gl i oneri fiscali.
5ppropriazione pregi al t rui si pubbl icizza un prodot t o facendo credere che abbia
una serie di carat teristiche proprie i nvece di un al tro prodot t o e che il prodot to i n
%uestione non ha.
"i pubblicizza un prodot to facendo ri feri mento ad un modello di un prodot t o di un
al tro i mprendi tore -scarpe t i po 7ods! ricambi t i po 9iat.. "i ha anche nel caso i n cui il
prodot t o pubbl icizzato e# mi gl iore di %uel lo di cui si appropria dei pregi.
1)/10/10
5rt.30 c.p.i. e# vi etato! se i ngannevole! l # uso di indicazioni geografiche o doc o
docg se il prodot to viene da una locali ta# di versa. 5ll #art. ,16 %uarter c.p. e# stato
i nseri to il reato di al terazione di prodot t i agroali mentari = sanzione fi no a * anni di
carcere e *0000 euro.
5l di la# del codice ci vile! anche ol tre le leggi! hanno previsto e disci pli nato
si tuazioni che si veri ficavano ma non erano preste t ra gl i at t i di concorrenza sleale.
5rt. *,9+.3 c.c. ogni al tro mezzo i donea a danneggiare l # al t rui azienda.
(roblema e# i ndi vi duare a cosa si ri ferisca l # espressione : al t ri mezzi ;.
<uesta e# una clausola generale vi rient rano t ut t i gl i at t i che non sono stati
nomi nate nei commi 1 e * se hanno il re%uisto di i ngannare gl i utent i.
# art. *,9+ non esaurisce t ut t e le fat t ispecie di at t i di concorrenza sleale.
(rincipio di corret tezza professionale =gi urisprudenza e dot t ri na di vergono sul
significato di t ale pri nci pio$ la gi urisprudenza ri ti ene che vadano val utati non solo gli
at t i che vi olano usi e consuet udi ni gi uresprudenzali! ma anche %uegl i at t i di
morali ta# e di etica professionale. a dot t ri na per li mi tare l # arbi t rio del gi udice ha
i ntrodot to un element o della morali ta# comune! t enendo sempre conto dello
specifico set t ore professionale.
Idonei ta# a danneggiare= potenziali ta# a provocare il danno. 7ale dannosi ta/
dev/ essere %uali ficata cioe/ dev/ essere maggiore rispet t o alla nor male dannosi ta/ di
un at t o dello stesso t i po non scorret to. Ci si riferisce ad ogni modo a %ualsiasi
danno economico che colpisca l / i mpresa del concorrente. <uanto fi n %ui det to
prende il nome di danno concorrenziale. e fat t ispecie i donee a produrre un danno
concorrenziale pot ranno essere %uali ficate come concorrenza sleale. &i soli to
l / at t i vi ta/ di concorrenza presenta una cont i nui ta/ nel t empo o e/ costi t ui ta da una
ri pet izione di at t i.
7ra i mezzi di comunicazione non dobbiamo intendere solo i classici mezzi
pubblici tari! ma anche la rete t elemat ica cioe# internet che vi ene ad essere
e%ui parato a %ualsiasi al tro mezzo di comunicazione pubblici taria.
&.l gs. 1),/06 ha i n parte modi ficato il codice del consumatore. (uo# prevedere una
serie di mezzi di concorrenza sleale da far rient rare nel l # ar t. *,9+.3 c.c.
# art.*0 del codice del consumo = una pratica commerciale e# scorret ta se cont raria
a di li genza professionale o falso o i doneo a falsare i n misura apprezzabile i n
ri feri mento al consumatore medio.
#=8 ha redat t o una lista nera = lista di comportament i commerciali che
confi gurano una prat ica scorret ta di i mprendi tori nei confronti dei consumatori. Ci
sono nor me di ordi ne pubbl ico che t ut t i devono seguire che stabi liscono$ se c#e# una
violazione di %uesta da parte dell # i mprendi tore ol tre a essere passibile di sanzione
ammi nist rat i va! se l # at to e# i doneo ad arrecare danno al concorrente puo# essere
sot toposto ad azione per concorrenza sleale e il leci to concorrenziale.
5l tri mezzi comunicazizoni i ngannevoli = di mendacio concorrenziale si parla per
lo pi u/ i n riferi mento alla pubblici ta/ menzoniera. <uesta fat t ispecie e/ vi etata ai
sensi dell / art. 10 bis della Convenzione d/=nione il %uale estende la t utela non solo
alle affer mazioni pubblici tarie ma anchea %ualsiasi t i po di comunicazione mendace
e che %ui ndi non corrisponda a veri ta/ a condizione che sia i donea a ingannare I
suoi desti natari. / inganno deve vert ere sulla nat ura! modo di fabbricazione!
carat teristiche! at t i t udi ni all / i mpi ego o %uanti ta/ dei prodot t i. &eve t rat t arsi di
element i i n ordi ne ai %ual i un i nganno puo/ deter mi nare delle modi fiche nel
compor tament o del potenziale consumat ore sul mercato.
(ubblici ta/ occul ta realizzata su carta stampat a medi ante la t ecnica della
pubblici ta/ redazionale! la %uale viene spesso scambi ata per raccomandazioni di
ac%uisto provenient i da una fonte autorevole e ogget t i va.
1e%uisi to necessario e/ l / i donei ta/ a i ngannare per cui escl ude l / il licei ta/ di
menzogne i nnocue o i nadat te a i ndurre i n errore il consumat ore.
5l tri mezzi vendi ta sot tocosto= vendi t ra fat t a ad un prezzo che sia inferiore al
costo del prodot to per l / i mpresa vendi t rice. Consistono i n modali ta/ concorrenziali
essenzial mente dist rut t i ve. Cio/ che conta ai fi ni della %uali ficazione di illicei ta/
della fat t ispecie e/ la diret t a i donei ta/ del sot tocosto a deter mi nare effet t i
monopolistici.
5l tri mezzi storno di di pendent i = caso i n cui l # i mprendi tore sot t rae al
concorrentei propri di pendenti. Il di pendente e# li bero di scegliere il proprio datore
di lavoro se e# il di pendente a compi ere un at t o i n autonomi a! l # i mprendi tore non
risponde di at t o di concorrenza sleale. "i ha storno se si accompagna ad al ter
fat t ispecie di concorrenza sleale$ di ffamazione! falsa not izia. >iurisprudenza e parte
della dot t ri na hanno ri tenuto che lo storno dev# essere accompagnato dall # ani mus
nocendi i ntento di nuocere al concorrente. In real ta# l # ani mus nocendi e# di fficile
da di mostrare ma si voleva porre l # accento sul dato psicologico.
a gi urisprudenza ha elaborato degli i ndici che fanno presupporre l # ani mus nocendi
element i di segnale. 0on e# necessaria una prova piena dell # ani mus nocendi ma
e# sufficiente la di most razione del la presenza di element i vol t i a nuocere
all # i mprendi tore concorrente. "i val uta anche il vantaggio da un punto di vista
economico. a possibili ta# di reazione dell # i mprendi tore che subisce e# azione
i ni bi toria.
5l tri mezzi sot t razione di segreti aziendali . 8# di fficile i ndi vi duare le infor mazioni
segrete.
?edi art. 9+ 99 c.p.i. t ut ela le i nfor mazioni segrete le %uali devono avere un valore
economico e devono essere sot t oposte a misure i donee per mant enerle segrete.
"ul concet t o di segretezza si e# mol t o discusso$
(er la gi urisprudenza t ut t o cio# che l # i mprendi tore ri ti ene non dover essere
accessibile e non di vul gabi le a t erzi.
5rt. 99 c.p.i. e# vi etato ri velare a t erzi le i nfor mazioni di cui all # art. 9+.
5l tri mezzi concorrenza parassi taria. at t raverso un# i mi tazione sistemat ica di
ogni i niziati va presa da un# al t ra at t i vi ta# i mprendi toriale.
5l tri mezzi boicot t aggio e# una non conclusion di un cont rat to per fare i n modo
che l # i mprendi tore non possa svol gere deter mi nati at t i. 5 meno che non dia l uogo
ad al ter fat t ispecie di illeci to! di per se non puo# essere considerate illeci to
concorrenziale.
"i di vi de in$
3 @oicot taggio pri mario = at t uato diret tament o dall # i mprendi tore
3 @oicot taggio secondario = at t uato at t raverso al tre persone per non far
svol gere all # i mprendi tore deter mi nate at t i vi ta# al fi ne di eli mi narlo dal mercato
basta di per se per essere fat t ispecie di illeci to concorrenziale.
"e e# illeci to concorrenziale si puo# agire con azione ini bi toria.
7izio i nizia a falsificare il marchio di Caio. Caio ha necessi ta# che l # at t i vi t a# di 7izio
venga bloccata! che %uell prodot to non circoli e che gl i utent i sappiano che 7izio
produce %uel prodot t o con il marchio di Caio.
a domanda per l # azione i ni bi toria dev# essere fondata e ci dev# essere la circostanza
di dover subi to bloccare %uell compor tamento. 0ella sentenza ci sara# il di vieto di
cont i nuare a produrre %uel l prodot t o con %uel l marchio e ci saranno i provvedi ment i
come ad esempio la dist ruzione dei beni messi in commercio e in magazzino.
Inol tre si puo# chiedere la pubblicazione della sentenza sui maggiori %uot i diani a
di ffusione nazionale.
"e si riesce a di most rare il danno si puo# richiedere anche il risarci mento del danno
t ut ela piena.
# azione si propone di nanzi al gi udice ordi nario.
In mat eria di pubbl ici ta# i ngannevole sono stati di recente i ntrodot t i nuovi art icoli
nel codice del consumo di competenza i n mat eria di autori ta# garante della
concorrenza e del mercato isti t ui t a con la legge ant i t rust del 1990 la %uale ha il
potere di controllo.
Con le nuove nor me chi si sente offeso da una prat ica concorrenziale scorret ta puo#
ri vol gersi a t ale autori ta# che puo# i ntervenire anche d# ufficio. 9a cessare il
compor tament o e commi na una sanzione pecuniaria ammi nistrati va assai
consistente maggi ore t ut ela.
1+/10/10
A51CBIC = font i $ codice ci vile! legge Aarchi! l.)+0/9*! codice della proprieta#
i ntellet t uale.
(resupposto della possibili ta/ che la concorrenza si svol ga frut t uosamente e/ che il
consumatore possa at t ri buire meri t i e demeri ti dei prodot t i che gl i sono offert i!
all / i mprendi tore dal %uale provengono.
Il marchio e/ la marca la sua funzione e/ di disti nguere prodot t i o servizi di
un/ i mpresa da %uelli di un/ al t ra. a t ut ela del marchio opera %uando l / adozione di
esso da parte di un t erzo possa provocare un rischio di confusione per il pubbl ico. 8#
il segno disti nt i vo del prodot to o servizio! si disti ngue i n generale %uando comunica
un messaggio sull / ori gi ne del prodot t o! o speciale %uando at t i ene alle specifiche
carat teristiche del prodot to. Inol tre puo/ essere denomi nat i vo se costi t ui to da
parole! o fi gurati vo se costi t ui to da fi gure.
9unzione disti nti va fa riconoscere la provenienza. 0on si esclude la possibili ta# di
regist rarlo come marchio la musica disegnando le note sul pentagramma.
0on e# possibi le regist rare odori e profumi.
5rt. 6 c.p.i. = possono costi t uire marchio registrato t ut t i I segni suscet ti bi li di essere
rappresentat i graficament e.
(rincipio di estranei ta/ del marchio al prodot to = marchio come ent i t a/ percet t i bile
connessa al prodot to! capace di di fferenziarlo! ma al contempo separabile dal
prodot t o senza che %uesto ne risul t i al terato! al t ri ment i sarebbe carat t eristica del
prodot t o stesso.
e for me possono costi t uire ogget to di vali do marchio a condizione che non si t rat t i
di for me funzionali.
a domanda di regist razione viene deposi tata presso l # ufficio marchi e brevet t i il
%uale dovra# esami nare l # esistenza di una serie di presupposti. # unico element
analizzato i n %uesta sede e# la licei ta# = non cont rario all # ordi ne pubblico o a nor me
i mperat i ve. "e la licei ta# sussiste il marchio viene regist rato! lasciando
successivament e le contestazioni circa la funzione disti nt i va.
9unzione disti nti va = at t i t udi ne a disti nguere i prodot t i di un i mprendi tore da %uel li
di al t ri i mprendi tori che siano si mi li e che si ri vol gono allo stesso mercato si
concretizza nel di ri t to di esclusi va.
a legge marchi i mponeva l # onere di t rasferi ment o dell # azienda assieme al marchio
per garanti re la funzione disti nti va.
Con la l. )+0/ 9* -at t uat i va di una diret t i va C8. viene eli mi nato l # onere lasciando la
possibili ta# di t rasferire separatament e il marchio a t utela del consumatore. a
legge i mpone che il t rasferi ment o non compromet t a la %uali ta# garant i t a dal
precedente prodot t o! in modo da non creare confusione.
"IA@CI 8 "8>0I
"ono t ut t e le rappresentazioni grafiche . a parola puo# essere regist rata se non e#
uti l izzata i n senso descri t t i vo del prodot t o bensi # per disti nguere prodot t i che non
hanno un legame dal punto di vista li nguistico$
3 0omi propri di persona
3 Cifre numeriche
3 &isegni
3 Iniziali
3 9orme -dev# essere part icolare del prodot to.
3 "uoni -rappresentato graficament e.
3 7onali ta# cromat iche
Aarchio generale
Aarchio speciale = va ad i denti ficare le carat t eristiche peculiari del prodot to2 deve
conservarle nel t empo.
5rt. *1 c.p.i. = 1 comma$ li mi t i. <uando i n segni i confli t t o sono i dentici e pure i
prodot t i! c/ e/ t utela del marchio regist rato anche i n
mancanza di confondi bi li ta/ .
* comma$ viene sanzionato l # ut i l izzo cont rario alla legge capace
di creare confusione
circa la nat ura! %uali ta#! provenienza.
5rt. 9 c.p.i. = non possono essere regist rati I segni i n nat ura -for me convenzionali..
a capaci ta# disti nti va e# variabile$ il marchio puo# esserne i nizial ment e pri vo e
successivament e puo# ac%uisirne! o viceversa. 5 seconda dello "tato di produzione
la mancanza t otale rende nul lo il marchio.
"econdarD meani ng = da segni con un significato generale! il marchio ori gi nario
ac%uista grazie ad una maggiore notorieta# ! un : secondo significato; pi u# specifico.
5rt. 13.3$ nul li ta# sanata$
3 5l momento della regist razione della domanda
3 5ll #eccezione sollevata - marchio regist rato. marchio i nizial ment e nullo =
riabi li tazione.
5rt. 13.)$ decadenza.
*1/10/10
a capaci ta# disti nti va = art. 13 c.p.i. ? carat teristiche che il segno deve avere per
essere i doneo a i dent i ficare agli occhi del pubbl ico una species di prodot to o
servizio.
Il marchio i nizial mente soffre di carenza di capaci ta# disti nt i va e la assume invece
poi via via in %uanto vi ene conosci uto! viene di ffuso.
"econdarD meani ng = i ndicazione pi u# specifica che fa ac%uisire al marchio il segno
disti nt i vo.
5rt. 13.3 = riabil i tazione del marchio =l a nul li ta# del marchio viene sanata
at t raverso il secondarD meani ng$
3 "e al moment o della proposizione della domanda di registrazione il marchio
i nizial mente pri vo di capaci ta# disti nti va l # ha poi ac%uisi ta.
3 "e dopo aver regist rato il marchio pri vo di capaci ta# disti nt i va! %uesto la
ac%uista.
&ecadenza= perdi ta di capaci ta# disti nt i va per i nat t i vi ta# del t i tolare che non
i mpedisce ad al t ri di ut i lizzare il suo marchio.
0on sono sogget t i a regist razione segni sempl icement e descri t t i vi come la
provenienza geografica uso abi t uale. "e l # uso non e# %uello abi t uale di
provenienza il marchio puo# essere regist rato.
Aarchio espressi vo il marchio ha la descrizione di element i che costi t uiscono il
bene e un prefisso o suffisso! o comun%ue che ha %ualcosa i n pi u# rispet t o al
sempl ice marchio descri t t i vo. ? si pone un problema di compat i bi li ta/ con lart. 13.1
che viene risol to dalla gi urisprudenza che affer ma la presenza di capaci ta/ disti nt i va
del fat t o che la denomi nazione generica e/ dotata di un prefisso o suffisso.
In mol t i casi t ut t avia il li mi t e t ra vali di ta/ e i nvali di ta/ e/ di di fficile i ndi vi duazione.
7uttavia t ale t i po di marchio e/ defi ni to marchio debole in %uanto ha un/ at t enuata
t utela.
(er i nomi geografici %uando hanno portat a descri t t i va e/ escluso che possano
for mare da soli ogget t o di val i do marchio. "ara/ val i do se il l uogo di produzione non
i nfl uenza la %ual i ta/ del prodot to.
5rt. 1* c.p.i. = al tro re%uisi to fondament ale che il marchio deve avere per poter
essere regist rato e# la novi ta# o ori gi nali ta#.
0ovi ta# = %uando si registra un marchio si deve stare at tent i che al t ri non abbiano
regist rato un prodot to si mi le con lo stesso marchio. a novi ta# si ha per analisi i n
negat i vo ed e# di fficile %uella in posi ti vo.
et tere a b c = element i sostanziali
et tere d e f = element i for mal i
0on si ha novi ta# se =
3 a segni che consistono i n elementi comuni nel li nguaggio corrente all # i nterno
del commercio= vol garizzazione.
3 5 segni che siano si mi l i a un segno gia# noto come marchio per prodot t i o
servizi affi ni se si puo# creare confusione per gl i utenti o per il marchio stesso.
5 commerciante di 7rieste produce scarpe : astronave; a li vello locale e non
lo registra - marchio di fat to.. @ successi vament e produce scarpe
: astronave;a li vello nazionale e deci de di registrar il marchio. Il marchio
regist rato mant i ene la novi ta# anche se c#e# %ualcuno pri ma di l ui che ha
uti l izzato lo stesso marchio! ma dovra# t ol lerare che anche l # al tro cont i nui a
uti l izzare %uel marchio nel li mi t e della zona locale. Aa colui che per pri mo
l # ha uti l izzato! ma non l # ha regist rato non pot ra# agire contro col ui che lo ha
regist rato. Chiaramente colui che non ha regist rato il marchio deve
di most rare di aver ut i lizzato il marchio precedentement e -preuso locale. alla
regist razione di @ e che la di ff usione e# li mi tata a una specifica zona
geografica. 7utto cio# viene compl icate dall # art. *,61 c.c. =coordi na l # art 1*
c.p.i. marchio non registrato. Inol tre si fa riferi ment o alle convenzioni
i nternazionali $ se il marchio &ior e# di un paese chef a parte del la
convenzione di (arigi! negl i al t ri "tati aderent i alla convenzione non si puo#
regist rare lo stesso marchio perche# mancherebbe del re%uisi te del la novi ta# .
1. Inserisce per la pri ma vol ta il nome a domi nio aziendale non si possono
usare segni si mi l i in ri feri manto a$ di t t a! denomi nazione!ragione sociale!
i nsegna. 8lemento i mpor tante che deve sussistere e# il rischio di confusione
che si puo# creare per il pubblico.
*. (rescinde dal concet t o di confusione. "egni i dent ici ad un marchio da al t ri
regist rato o con efficacia nello "tato. 1ichiamo ad un elemento for male
regist razione che dev# essere avvenuta nel lo "tato. &i ri t t o di priori ta# = ci
sono casi i n cui si fa riferi ment o non alla data di presentazione della
domanda! ma ad al t ri element i ogget to di al tre disposizioni.
3. "egni i dent ici o si mi li ad un marchio gia# registarto da al t ri o con efficacia
nello "tato per prodot t i o servizi affi ni o i dent ici. 1itorna l #accertamento di
un# event uale confusione nel pubblico dei consumatori o rischio di
associazione t ra due segni.
). t ornano nel concet to di notoriament e conosciuto e fa riferi ment o alla
comuni ta# se il marchio e# comuni t ario.
,. Come sopra.
4. 0ei casi i n cui nel le let t. d. ed e. non t ogl ie novi ta# il marchio anteriore
scaduto * anni o 3 anni se collet t i vo e decaduto per inuti l izzo.
5rt. 11 c.p.i = marchio collet t i vo non e# uti l izzato da un unico i mprendi tore ma da
organismi organizzati vi e il marchio e# comune a t ut t i %uei sogget t i e per la
produzione di %uel prodot to devono seguire deter mi nati procedi ment i prestabi li ti.
-es. consorzi..
*,/10/*010
&oppia i denti ta/ del marchio
del servizio o prodot t o
(er stabilire l / anteriori ta/ si guarda la data di deposi to della domanda di
regist razione. "e c/ e/ accogli mento da %uel moment o si puo/ far valere un proprio
di ri t to di garanzia e gl i effet t i retroagiscono al momento di presentazione della
domanda. In caso di cont rasto t ra due marchi si verifica la data di presentazione
della domanda.
&eroghe= di ri t t o di priori ta' , di ri t t o di preesistenza. Si va a veri ficare che non ci sia
un uso di fat to di uno stesso marchio. a legge per la novi ta/ ri ti ene ri levante non
solo la regist razione ma anche l / uso di fat to di un marchio di ri t t o di preesistenza.
a Convenzione =nione di (arigi consente di registrare un marchio a li vello
sovranazionale e successi vamente i n un singolo "tato! se cio/ avviene entro sei
mesi dalla registrazione a li vello sovranazionale! gli vi ene riconosci uta la stessa
data di richiesta di regist razione della pri ma di ri t t o di priori ta' .
<uando i n relazione ad eventi eccezionali si puo/ ot tenere un riconosci ment o di
priori ta/ se si fa valere il marchio i n uno di %uesti event i eccezionali e lo si va poi a
regist rare! gl i effet t i retroagiscono alla data i n cui e/ stato uti l izzato il marchio
all / evento straordi nario di ri t to di priori ta' .
8/ possibile una sanatoria di un marchio nullo perche/ mancava del re%uisi to della
novi ta/ . 5nche se per , anni non lo ut i lizzo e nessuno fa valere che il marchio e/
scaduto! e il 4o anno viene di nuovo ut i lizzato sanatoria.
et t.h art. 1* c.p.i. non t ogl ie novi ta/ il marchio anteriore decaduto per * anni o
per 3 anni per marchi collet t i vi di inuti l izzo.
5rt. *) c.p.i. decadenza -come sinoni mo di scadenza. = per non uso esclusi vo del
marchio$
3 , anni dalla regist razione per i nut i lizzo concreto del marchio per prodot t i o
servizi2 nel caso di marchio di servizio e/ la mancata pubblicazione. 5nche se
solo a li vello locale! l / ut i l izzo evi ta la decadenza.
3 "e si sospende successivamente per , anni i ni nt errot t i il marchio decade a
meno che non sussista una legi t t i ma gi ustificazione.
Aarchio protet t i vo %uando si va a regist rare un marchio! si registra t ut t a una
serie di al t ri marchi che sono si mi li. Ba funzione prevent i va per non dover poi
andare a discutere la somi gl ianza di %uello con il marchio pri ncipale. /i mprendi tore
pero/ al moment o della regist razione deve i ndicare che si t rat t a di marchi si mi li a
%uel lo pri nci pale. Il marchio protet t i vo non e/ ut i lizzato e commercializzato! cosi / !
perche/ non decada! si deve di mostrare di aver ut i lizzato concretamente il marchio
pri nci pale.
5rt. *4 c.p.i decadenza per al t ra i potesi$
vol garizzazione.
per non uso ai sensi dell / art.*).
illicei ta/ sopravvenut a.
Aarchio collet t i vo viene apposto e registrato non da un i mprendi tore singolo ma
da una collet t i vi ta/ . ?iene apposto sul bene se %uesto ha una serie di carat teristiche
e %uali ta/ prestabil i te. ?a fat t o un controllo che il prodot t o rispet t o gl i standard
%ual i tat i vi.
5rt. 1* ul t. Comma non conta solo la presentazione della domanda di
regist razione! perche/ pri ma dell / accogli mento passa del t empo i n cui si puo/ anche
ri t i rare la domanda! per cui %uesta non avra/ nessun effet t o nel mondo gi uri dico.
<ui ndi conta anche l / effet t i va regist razione.
IC8I75/ &8 A51CBIC.
5rt. 1) c.p.i. enuncia la defi nizione in negat i vo. 9a riferi ment o a segni cont rari
alla legge! all / ordi ne pubbl ico o al buon costume. 9a riferi mento ai pri nci pi generali
che at tengono ai di ri t t i dell / i ndi vi duo. Il re%uisi to di licei ta/ deve sussistere per t ut t o
il periodo di ut i l izzo di %uel marchio. 7ale licei ta/ puo/ venire meno successi vament e.
et t. @ art. 1) c.p.i non possono essere idonei a regist razione segni che siano
i donei a i ngannare il pubblico circa la provenienza geografica! la %ual i ta/ ! e le
carat teristiche del prodot to o servizio.
a legge sullo svil uppo del *009 ha i nseri to un ul teriore art icolo nel codice penale
art. ,3) %uater il %uale stabilisce che costi t uisce reato l / i ndicazione geografica o di
%ual i ta/ di un prodot to erronea -cont raffazione agroali mentare..
et t. C art. 1) c.p.i. uti l izzo come marchio di beni ogget t o di di ri t t i d/ autore! di
proprieta/ i ndust riale o di escl usi va di t erzi
art.1).* c.p.i al t ri casi di decadenza$
3 se i doneo a t rarre i n inganno a causa di un uti l izzo che il t i tolare fa od
omissione dei controll i da parte di chi regist ra i marchi circa le carat teristiche
di un deter mi nato prodot t o o servizio
3 se cont rario al buon costume! alla legge o all / ordi ne pubbl ico.
0on si possono uti l izzare bandiere! stemmi o si mboli per il marchio. Inol tre non
dev/ essere decet t i vo! le carat t eristiche devono essere veri ti ere.
*+/10/*010
18>I"715EIC08 &I1I77C &I A51CBI
art. 19 c.p.i. possono legi t t i mamente regist rare$
coloro che met t ono i n commercio il loro prodot t o o servizio2
coloro che si propongono di ut i l izzarlo! per apporre il marchio al prodot to che
poi concederanno a t erzi i n ut i l izzo.
5rt. 19.1 c.p.i. i ndica anche il fenoment o dei gruppi di i mpresa$ e/ consi derata
vali da la regist razione da parte della hol di ng! anche se non met t e nel mercato i
prodot t i! cosa che faranno i nvece le societa/ di gruppo.
a legi t t i mi ta/ e/ sganciata dalla %uali ta/ di i mprendi tore. (er regist rare un marchio
non serve essere i mprendi tori! pero/ e/ necessari ala volonta/ di desti narlo ad essere
uti l izzato.
(ossono vali damente registrare un marchio anche le ammi nist razioni del lo "tato!
delle 1egioni! delle (rovi nce e dei Comuni. >li stranieri pot ranno ot tenere una
vali da registrazione.
1egistarzione in mal a fede registrazione di un marchio che ha gia/ raggi unto una
notevole notorieta/ sul mercato. In %uesto caso la registrazione e/ nul la.
a regola generale appena enunciata subisce delle eccezioni i n relazione a
deter mi nate categorie di segni la cui registrazione e/ riservata a deter mi nati
sogget t i.
0ella registrazione di un nome proprio si disti ngue$
se registra la persona t i t olare del nome non c/ e/ problema
se registra un/ al t ra persona serve il consenso del proprietario del nome e se
%uesto e/ deceduto! con il consenso di un erede fi no al )o grado.
5rt. +.* c.p.i. i nomi di persona di versi da %uello del richiedente possono essere
regist rat i purche/ il loro uso non sia t ale da ledere la fama! il credi to o il decoro di
chi ha di ri t t o di portare t al i nomi.
/ ufficio brevet t i e marchi ha la facol ta/ di subordi nare t ale registrazione al consenso
stabi li to dal comma 1.
8/ possibile la coesistenza di di t t a e marchio a nome di un sogget t o sempre con il
consenso del t i tolare del nome. Il consenso va allegato alla richiesta di
regist razione.
5nche il ri t rat t o al t rui si puo/ uti l izzare come segno disti nt i vo del prodot to e non e/
richiesto consenso del t i tolare che puo/ t ut t avia essere richiesto dall / ufficio di
regist razione.
(1CC8&IA807C &I 18>I"715EIC08
ci si ri vol ge all /=fficio Italiano @revet t i e Aarchi che ha sede a 1oma! t ut t avia la
richiesta puo/ essere presentata presso le locali camere di commercio o at t raverso
un sistema elet t ronico di t rasmissione on li ne. Il di ri t t o che si ac%uisisce e/ un di ri t to
reale.
8/ i mport ant e la data del deposi to della domanda perche/ da %uesta decorre il
periodo di val i di ta/ della regist razione di 10 anni. / ufficio veri fica solo la corret t ezza
for male della domanda ma non fa un/ analisi approfondi ta della novi ta/ e degl i al t ri
re%uisi ti che vengono veri ficati successivament e at t raverso un gi udizio proposto da
un al tro i mprendi tore che vi abbia i nteresse.
=nici re%uisi ti che vengono verificati sono %uelli di i mpedi ment o assoluto che
bloccano la registrazione. a domanda puo/ avere ad ogget t o un solo marchio e
deve contenere un esemplare del marchio i n allegato e dovranno essere i ndicati
prodot t i e servizi che il marchio andra/ a cont raddisti nguere e se si intende favorire
del di ri t to di priori ta/ ac%uisi to precedentement e! e anche %uesto andra/ i ndicato i n
allegato. 5 %uesto punto si passa all / esame dei re%uisi ti.
"ono previsti dei t er mi ni entro i %uali si possono fare osservazioni -entro 40 gg dalla
data di presentazione del la domanda..
In %uesto senso non c/ e/ una pubblici ta/ del deposi to di %uel segno come marchio.
a gente puo/ pero/ venire a sapere. "e l / ufficio ri t iene fondate le osservazioni le
t rasmet t e all / i mprendi tore che entro 30 gg deve i ntegrare. In %uesto periodo
succede che un sogget t o puo/ fare opposizione se e/ a conoscenza della mancanza
del re%uisi to di novi ta/ ! solleci tando l / esame da parte dell / ufficio al ri guardo senza
dover ricorrere successivamente al gi udizio.
Aentre i segni disti nt i vi si t rasferiscono con l / i mpresa! il marchio puo/ essere dato i n
licenza d/ uso.
"e la mi a domanda viene ri get t ata posso ricorrere alla Commissione ricorsi che e/
un organo all / i nterno dell / ufficio i taliano brevet t i e marchi! il %uale emet t e delle
decisioni che sono assi mi labili a vere sentenze e sono i mpugnabi li solo di fronte alla
Corte di Cassazione.
(er gl i stranieri -che non hanno ci t t adi nanza i tal iana. dev/ esserci al meno
domiciliazione i n Italia e che il prodot to venga venduto in Italia2 i nol tre e/ necessaria
la condizione di reciproci ta/ ovvero che l / i taliano nel paese dello straniero sia
t rat t at o nello stesso modo i n cui viene t rat tato lo straniero i n Italia.
5rt. *0 c.p.i. di ri t t i da eserci tare una vol ta ot tenuta la registrazione$
di ri t to di uti l izzo esclusi vo del marchio e/ fondamentale per la capaci ta/ disti nt i va.
0on puo/ essere uti l izzato da al t ri se non con il consenso del t i tolare e nel li mi te
delle fi nali ta/ dell / azienda. Il di ri t t o di esclusi va ha nat ura reale.
Il dolo e la colpa grave ri levano solo al fi ne della sanzione da i nfli ggere ma i n
concreto l / element o sogget t i vo non ri leva.
(er t ot ale affi ni ta/ di si mbolo e prodot t o -il consumatore pensa che si t rat t i della
stessa azienda. art. *0 c.p.i.
"egno si mi le e prodot t o si mi le let t. @ art. *0 c.p.i. = non parla solo di confusione
per segno si mi le o prodot to affi ne! ma anche per i casi di associazione di due segni
= il consumatore e/ indot t o a pensare che il prodot to e/ si proveniente da aziende
di verse ma ci sia un collegamento t ra le due aziende ? caso di gruppi di aziende.
Come va di most rata la somi gl ianza 7ra marchi si mi l i e/ facile disti nguere se si
presuppone che il consumatore ricordi il si mbolo! il %uale val utera/ i det tagli che
ricorda di %uel marchio. Inol tre bisogna far riferi mento alla cerchia di consumat ori
cui il prodot to e/ desti nato. /accertament o della somi gl ianza dovra/ ri guardare
l / i ntero segno e non singoli det tagli.
Crientamento pri nci pale della gi urisprudenza ri t iene affi ni prodot t i che hanno stessa
nat ura! ri vol ti alla stessa categoria di consumat ori e soddisfano gl i stessi bisogni.
Cri tica a t ale orientamento $ si rischia di far rient rare prodot t i che si ri tengono affi ni
perche/ rient rano nella stessa categoria merceologica! ma che i n real ta/ sono
t otal mente di versi. "i e/ %ui ndi proposta una t esi che analizza e specifica
mant enendo la t esi pri nci pale e dicendo che pero/ bisogna guardare la provenienza
del marchio. (er cui si fa rient rare se puo/ i ndurre a pensare il consumatore che
%uel l / azienda ol tre che a produrre %uel prodot t o! produce anche prodot t i di di versa
nat ura. "i deve presupporre che non ci sia un cont rat to di licenza di marchio.
<ueste i potesi si ri feriscono a marchi non ri nomat i let t. C art. *0 c.p.i. caso
della ri nomanza$ t utela pi u/ ampia.
iste di protezione contengono una serie di prodot t i anche del t ut t o di versi
rispet to al prodot to per cui e/ stata richiesta la regist razione del marchio.
Il mancato uso del marchio per i prodot t i i n lista e/ causa di decadenza del marchio
per %uei deter mi nati prodot t i.
<uando registro un marchio ho t ut ela anche nei confront i di un al tro i mprendi tore
che ut i l izza il mi o marchio sul suo si to! e/ %ui ndi di ut i l izzarlo come domai n name.
01/11/*010
715"981IA807C &8 A51CBIC art.*3 c.p.i.
9ino al 199* la legge prevedeva che il marchio non potesse essere t rasferi to se non
con l / azienda o un ramo di essa. Cggi t ale di vieto e/ venuto meno e a nor ma degl i
art t. *,63 c.c. e *3 c.p.i. I %uali stabiliscono appunto la t rasferi bili ta/ del marchio e
aggi ungono che esso puo/ anche essere concesso in licenza! ovvero concesso dal
t i tolare i n godi mento a t erzi. In ent rambi i casi si veri fica un distacco t ra marchio e
i mpresa solo se il marchio e/ gia/ stato usato pri ma della sti pulazione del negozio
t raslati vo della t i tolari ta/ .
"e il marchio e/ stato registrato per una pl urali ta/ di prodot t i o servizi esso pot ra
essere t rasferi to per la t ot al i ta/ o per parte di essi t rasferi mento t otale o parziale
del marchio. Aa %uesta puo/ avvenire %uando la cessione parziale abbia ad ogget to
prodot t i o servizi non affi ni al t ri ment i si deter mi na una si tuazione analoga alla
cont i tolari ta/ dello stesso marchio. ?a cm% t enut o conto a t al proposi to che la
nozione di affi ni ta/ deve accordarsi alla crescente specializzazione produt t i va.
icenza ha fonte cont rat t uale ! puo/ essere anche non esclusi va e ri guardare solo
una zona dello "tato. In t al caso pi u/ i mprendi tori di versi i mmet t eranno nel mercato
con lo stesso marchio gl i stessi prodot t i. (roblema$ evi tare che i consumatori
possano t rovare sul mercato prodot t i apparentement e i dentici ma in real ta/
%ual i tat i vament e di ffor mi. Il legislatore ha subordi nato la licei ta/ di %ueste licenza
alla condizione che il licenziatario si obbli ghi ad uni for mare la propria produzione a
%uel la degl i al t ri licenziatari del lo stesso marchio per prodot t i eguali.
merchandisi ng si basa sulla concessione di una serie di licenze parziali per
prodot t i t ra loro anche vici ni = casi di marchi di notorieta/ .
5rt. *3.3 c.p.i. elenco di vi olazioni del cont rat t o di licenza da parte del
licenziatario il t i t olare del marchio puo/ far valere il di ri t t o all / uso esclusi vo del
marchio. Il t i tolare puo/ agire contro il licenziatario come se il t i t olo cont rat t uale non
esistesse. Il licenziatario puo/ di fendersi su base cont rat t uale eccependo
l / i nesistenza del la violazione. 9orse t ale nor ma confi gura un caso di i nadempi ment o
come causa di risol uzione automat ica del cont rat t o di licenza. Aa t ale costruzione
non lascerebbe la possibili ta/ al t i tolare di mantenere i n vi ta il rapporto cont rat t uale.
Il t rasferi ment o e la licenza del marchio possono deter mi nare un rischio di lesione
degl i i nteressi del consumatore ? art. *,63 c.c. e art.*3.) c.p.i. dal t rasferi mento
non deve deri vare i nganno nei carat teri dei prodot t i essenziali per l / apprezzament o
del pubblico ? pone dei vi ncoli per il cessionario e per il licenziatario. l / obiet t i vo e/
i mpedire l / i nganno del pubbl ico e %ui ndi favorire mi gl iorament i %uali tat i vi del
prodot to.
a nor ma vieta$ deteriorament i ri levanti e celati dal prodot to i donei a i ngannare il
pubblico.
7rasferi mento marchio generale = t i ene conto del messaggio generale che il
marchio comunica messaggio sull / ori gi ne del prodot to. (er evi tare l / i nganno del
pubblico la cessione del marchio dev/ essere accompagnata dalla cessione
dell / azienda o da una congrua i nfor mazione del pubblico.
a cessione e licenza del marchio sono legi t t i mi ove ogni i nganno del pubblico sia
escluso.
7utto cio/ vale anche per uso confusorio di un t erzo del marchio del t i tolare con il
suo consenso. a sanzione non ha nat ura cont rat t uale.
5rt. *,63.* c.c. = se il marchio e/ costi t ui to da un segno fi gurati vo! denomi nazione
di fantasia o da di t t a deri vata! il di ri t t o escl usi vo di esso si t rasferisce con l / azienda.
5rt. 13+ c.p.i. = vanno t rascri t t i gli at t i fra vi vi che t rasferiscono i di ri t t i su marchi
regist rat i presso l / ufficio i tal iano brevet t i e marchi. (ossono essere t rascri t te
domande gi udiziarie diret t e ad ot t enere le sentenze per at t i di di visione! di societa/ !
di t ransazione2 verbali di pi gnoramento! e di aggi udicazione i n segui to a vendi ta
forzata.
a t rascrizione ha effet t i t i pici e non condiziona la vali di ta/ degl i at t i da t rascri vere
ma si li mi t a a renderl i opponi bi li a t erzi aventi di ri t to sul marchio degli at t i da
t rascri vere.
0=I75/ &8 A51CBIC
e/ l / esti nzione del di ri t to. a legge dispone che dei segni possono val i dament e dar
l uogo a marchio solo ove presenti no i re%uisi ti di val i di ta/ del marchio. =n marchio
puo/ essere regist rato anche se non i doneo.
5rt 116 c.p.i. la regist razione non pregi udica l / esercizio dell / azione gi udiziaria. Il
marchio pot ra/ essere dichiarato nul lo dalle autori ta/ gi udiziarie anche se regist rato.
5rt. *, c.p.i. cause di nulli ta/ $
3 se non e/ nuovo -art. 6 c.p.i..
3 se e/ costi t ui t o da una for ma funzionale o che da una for ma sostanziale al
prodot t o -art t. 9! 10 ! 13! 1).1! 19.* c.p.i..
3 se cont rario alle nor me sui nomi! ri t rat t i al t rui e segni notori-art. + c.p.i..
3 se la registrazione e/ stata effet t uata a nome di chi non ne aveva di ri t t o -art.
1+.3/b c.p.i..
Cri teri per stabilire se un marchio e/ nuovo sono gli stessi che val gono per la
cont raffazione del marchio.
0ulli ta/ puo/ ri guardare anche solo un parte di %uesti.
5rt. *6 c.p.i. la declaratoria di null i ta/ ri guarda solo la parte di prodot t i o servizi
i nvesti ta dalla nul li ta/ stessa e il resto del marchio pot ra/ sopravvi vere.
&8C5&80E5 &8 A51CBIC
3 decadenza per non uso = ove il marchio non venga ut i l izzato entro , anni
dalla registrazione o se l / uso venga sospeso per un periodo ini nterrot to di ,
anni. (er evi tare la decadenza l / uso del marchio dev/ essere effet t i vo e non
deve t rat t arsi di un uso meramente si mbolico o per %uant i t a/ di prodot t o
irrilevante o sporadico. / uso dev/ essere fat to dal t i t olare del marchio o con il
suo consenso sembra ri feri bi le a un consenso di nat ura cont rat t uale. / uso
del licenziatario deve essere e%ui parato a %uello del t i tolare e deve essere
i doneo ad evi tarne la decadenza %uel lo esclusi vamente pubbl ici tario. a
decadenza non si produce se il non uso e/ gi ustificato da un mot i vo legi t t i mo
dovuto da cause i ndi pendenti dalla volonta/ del t i tolare. a Corte di >iustizia
C8 ha ri tenuto che sussistano mot i vi legi t t i mi solo i n presenza di circostanze
t al i da rendere l / uso del marchio i mpossibile o irragionevole! i ndi pendenti
dalla volonta/ del t i tolare del marchio.
3 /onere della prova della legi t t i mi ta/ dei mot i vi i ncombe sul t i tolare del
marchio.
3 5rt. *).3 c.p.i. = la decadenza non puo/ essere fat t a valere se t ra la scadenza
del %ui n%uennio di non uso e la proposizione del la domanda di decadenza sia
i niziato o ri preso l / uso del marchio. "e il t i tolare effet t ua i preparati vi della
ri presa del l / uso del marchio solo dopo che ha saputo che sta per essere
proposta la domanda di decadenza t ale ri presa non sono presi i n
considerazione se non effet t uati al meno 3 mesi pri ma del la proposizione
della domanda.
3 a riabil i tazione del marchio non pot ra/ aversi nei casi di di ri t t i ac%uistat i sul
marchio da t erzi con il deposi to o con l / uso! e/ escl usa la possibili ta/ di
riabi li tazione %uando t erzi si siano i nseri t i nel periodo i ntercorrente. 5nche la
decadenza puo/ essere parziale %uando un marchio sia stato deposi tato per
una pl urali ta/ di prodot to i servizi il non uso di esso per alcuni di %uesti ne
compor ta la decadenza parziale. =n marchio decaduto per non uso puo/
essere vali damente ri deposi tato da %ualsiasi t erzo o dal l / eF t i t olare di esso.
3 I marchi difensi vi si sot t raggono alla decadenza per non uso.
3 ?olgarizzazione = caso i n cui il marchio sia di venuto nel commercio
denomi nazione generale del prodot to o servizio. Il marchio t ende a di vent are
la denomi nazione di %uel nuovo t i po di prodot to o servizio. (erdi ta/ di
capaci ta/ disti nt i va da parte di un segno. a t rasfor mazione del segno i n
denomi nazione generica e/ agevolata dal fat t o che dei t erzi i nizino a usare
%uel segno per i ndicare i propri prodot t i. "e il t i t olare non reagisce la
t rasfor mazione del segno di pende dal la sua inat t i vi ta/ ! il t i tolare dovra/
at t i varsi al massi mo.
3 &ecadenza per decet t i vi ta/ = art.1).*/a c.p.i. = se il marchio e/ di venuto
i doneo a i ndurre i n i nganno il pubblico circa la nat ura! %uali ta/ o provenienza
del prodot t o a causa del modo e del contesto i n cui viene uti l izzato dal
t i tolare o con il suo consenso. "ara/ necessario disti nguere t ra marchi speciali
e marchi generali. <uanto ai marchi speciali il cui messaggio e/ i nerente alla
%ual i ta/ del prodot to! la nor ma dice che il marchio non deve mai comunicare
al pubbl ico %ualcosa che gli faccia pensare che il prodot to o il servizio
cont rassegnat i hanno %uali ta/ di versa.
3 a nor ma vieta la regist razione del marchio decet t i vo sancendone la nul li ta/ !
non e/ %ui ndi %uesta l / i potesi presa in considerazione nell / art. 1).*/a c.p.i. a
sanzione della decadenza deri va dal deterioramento %uali tati vo del prodot to
che non sia stato dichiarato dal t i t olare. 0on si puo/ parlare di i nganno nel
caso di mut ament o del prodot t o in senso mi gl iorat i vo2 neppure in caso di
mut ament o che non mi gl iori ne peggiori 2 neppure se il mut ament o e/
irrilevante o nel caso i n cui il consumatore venga avverti to. 5 provocare
ri mane l / i potesi di un deterioramento rilevante del prodot t o non evi denziato.
3 (er il marchi generali il cui messaggio e/ di cont i nui ta/ di ori gi ne la sol uzione
della decadenza concerne una i ngannevolezza sopravvenuta.
3 5l tra i potesi e/ la modi fica del modo di usare il marchio = campagna
pubblici taria decet t i va = i potesi suffragata dal fat t o che la nor ma parla di
decet t i vi ta/ causata dal modo o contesto i n cui viene uti l izzata.
3 5rt. 1).* c.p.i. = ove il marchio sia di venut o cont rario alla legge! all / ordi ne
pubblico o al buon cost ume.
3 1inunzia del t i tolare art. 1,., c.p.i.
5rt. 1** c.p.i. ?= l / azione diret t a ad ot tenere la dichiarazione di decadenza o null i ta/
di un t i tolo di proprieta/ i ndust riale puo/ essere eserci tata da chi un%ue vi abbia
i nteresse o promossa d/ ufficio dal pm. Il secondo comma prevede un/ eccezione
li mi t ando la legi t t i mazione per la sussistenza di un di ri t t o anteriore! ai t i t olari di
di ri t t i anteriori! ai loro avent i causa o avent i di ri t to.
Casi di nul li ta/ relati va sono accumunat i dal fat to che la causa e/ costi t ui ta dalla
preesistenza di un di ri t t o al t rui. (otranno porsi problemi di compresenza di marchi
confondi bil i per il mancato esercizio del l / azione di nul li ta/ da parte del sogget to
legi t t i mato. <ui soccorre lo stat ut o della non decet t i vi ta/ . (er i casi di nul li ta/
assoluta! legi t t i mat o ad agire e/ chiun%ue vi abbia i nteresse! ogni concorrente che
t rovi nel la presenza del marchio un ostacolo all / esercizio della propria at t i vi ta/ .
In t ut t e le cause di nul li ta/ o decadenza l / i nt ervento del pm non e/ obbli gatorio.
"i ammet t e la legi t t i mazione at t i va di %ualsiasi i mprendi tore concorrente del t i tolare
e alle associazioni di categoria e i n alcune i potesi alle associazioni di consumat ori.
egi t t i mat o passivo e/ il t i tolare del marchio al %uale la legge affianca %uali
li tisconsort i necessari t ut t i coloro che risul tano annotati nell / at t estato ori gi nale di
regist razione %uali avent i di ri t t i sul marchio e chi abbia dei di ri t t i i nerent i al marchio
i n base a un t i tolo t rascri t to.
5lla sentenza di null i ta/ del marchio consegue il di vieto il di vieto ri vol to a chi un%ue
di farne uso.
1,/11/*010
Convenzione =nione di (arigi -1++3. = at t uata i n Italia nel 1964.
5ccordo e (rotocollo di Aadri d = pat t i stret t i t ra "tati per creare uni for mi t a/ nel
mercato.
Convenzione =nione di (arigi = pri nci pio di assi mi lazione. <uando 5 deve andare a
regist rare il marchio i n uno "tato parte della Convenzione viene assi mi lato agli al t ri
ci t tadi ni degl i "tati parte. "e 5 decide di registrare pri ma il marchio nel suo "tato
parte della Convenzione ha 4 mesi per farlo valere anche all / i nterno degl i al t ri paesi
dell /=nione con di ri t t o di priori ta/ .
* i ntervent i i mportant i.
5ccordo di Aadri d e (rotocollo di Aadri d$
l /5ccordo se si voleva il marchio i nternazionale si doveva o deposi tare o
regist rare il marchio nel proprio paese e doveva poi essere richiesto all / ufficio di
t rasmet t ere la richiesta all / ufficio i nternazionale per la protezione della proprieta/
i ndust riale per la regist razione a li vello i nternazionale il %uale mandava negl i uffici
degl i "tati ove il marchio volevo fosse di ff uso. Cgni ufficio aveva da 1* a 1+ mesi
per segnalare mot i vi per il non riconosci ment o dell / escl usi va del marchio. "e si
aveva il rifi uto non si poteva far valere il di ri t to di esclusi va sul marchio.
a di fferenza t ra marchio i nternazionale e marchio comuni tario consiste nel fat t o
che il marchio i nternazionale viene a essere t ut elato nei singol i "tati che danno il
loro consenso! il marchio comuni tario e/ automat icamente t ut elato i n ogni "tato
facente parte del la comuni ta/ .
Il marchio i nternazionale nei pri mi , anni era di pendente dalla regist razione del
marchio base2 %uesta regist razione facili tava il deposi to ma in real ta/ non aveva una
disci pli na uni taria.
5rt. 161 c.p.i. poteva ovviare alla regola del la di pendenza! alla decadenza del
marchio il t i tolare poteva chiedere una nuova regist razione i n un al tro paese
straniero e ot t enere la priori ta/ e %ui ndi ot t enere per la domanda successi va con la
stessa data di deposi to della domanda precedente.
(er deposi tare una domanda sulla base del la Convenzione =nione di (arigi era
necessario fosse in li ngua francese.
(rotocollo di Aadri d -19+9. recepi to in Italia nel 1999.
&i venta sufficiente per la regist razione del marchio i nternazionale il mero deposi to
della domanda di marchio. Inol tre per met t e che ci sia la regist razione a li vello
i nternazionale del marchio comuni t ario.
7ra nor me dell /5ccordo di Aadri d e %uelle del (rotocollo di Aadri d si stabili / che
dovevano prevalere %uelle del (rotocollo.
"istema li nguistico t ri part i t o$ i nglese! francese! spagnolo.
"i e/ vol uto facili tare il deposi to e la registrazione del marchio a li vello
i nternazionale. 5 li vello i nternazionale e comuni tario si e/ cercato di t ut elare il caso
i n cui ci sia il t i tolare di un marchio alienato non per sua volonta/ o per volonta/ di
una pubbl ica ammi nistrazione.
5rt. , = pri ncipio di esauri ment o comuni tario = se registro un marchio comuni tario
il t i t olare che i mmet t e nel mercato i suoi prodot t i nel t erri torio comuni t ario non vi si
puo/ opporre.
"e si riesce a di most rare che il prodot t o sia stato modi ficato o al terato posso
i mpedire che il prodot to con il mi o stesso marchio venga commercializzato nello
"tato di appartenenza dove e/ stata fat ta la registrazione base.
Aarchio comuni tario = e/ un marchio a t i tolo unico. "i ot t i ene chiedendo che l / ufficio
nazionale t rasmet t a all / ufficio ar monizzazione del mercato i nternazionale la
domanda.
7ale marchio ha una regolament azione a parte 1egolament o *06/ 09 che prevale
sulla regolamentazione interna! ma %uesto regolament o comun%ue ri prende la
disci pli na del Codice della (roprieta/ i ndust riale.
Il marchio comuni tario puo/ essere regist rato da persona fisica o gi uri dica che
risieda o abbia ci t t adi nanza del paese parte della Comuni ta/ 8uropea o abbia
stabi li mento o sede i ndust riale in uno di %uesti.
/ ufficio ar monizzazione del mercato i nternazionale controlla gli i mpedi ment i
assoluti. (er i mpedi ment i relati vi - novi ta/ . i nvia una richiesta agli uffici nazionali
ma Italia! "pagna e >ermania non rispondono i n %uanto non hanno strument i per
control lare il re%uisi to della novi ta/ .
8ntro 3 mesi dalla richiesta i vari uffici devono dare risposta e a %uesto punto ci
puo/ essere l / opposizione di al t ri "tati.
1+3**3*4/11/*010
A51CBIC 0C0 18>I"7157C
art. *,61 c.c. = marchio di fat to. Il codice della proprieta/ i ndustriale conosce e
parzial ment e disci pli na t ale isti t ut o pur non usando mai t ale espressione.
Cggi i marchi non regist rati sono pochi e la posizione assunta dal codice pare
coerente con lo stato at t uale delle cose.
I codici si occupano del marchio non regist rato solo i n relazione ad una sua possibile
i nterferenza con un marchio regist rato uguale.
a legge disti ngue due i potesi$
3 i potesi che il preuso del marchio di fat t o non i mport i notorieta/ di esso o
i mpor ti notorieta/ purament e locale.
3 i potesi che il preuso del marchio di fat t o i mpor ti notorieta/ generale.
In ent rambi i casi il preutente puo/ vali damente registrare il marchio .
<uando a regist rare un marchio uguale sia un t erzo! nel pri mo caso la novi ta/ del
marchio registrato dal t erzo non e/ escl usa -coesistenza fra marchio di fat t o e
marchio registrato.! mentre nel secondo caso il marchio registrato dal t erzo e/ pri vo
di novi ta/ .
a facol ta/ di cont i nuarne l / uso nonostante la registrazione al t rui e/ assicurazione
che %uell / uso non pot ra/ essere i mpedi to dal regist rante. Il di ri t t o che nasce dal
preuso e/ un di ri t to relati vo! per cui il di ri t to sul marchio di fat t o sorgera/ con il
sorgere di una possibil i ta/ di confusione nel pubblico.
I pri nci pi che ri guardano la capaci ta/ disti nt i va e la t utela di esso nei li mi t i della
possibili ta/ di confusione sono appl icabili anche al marchio di fat to. Contro la
possibili ta/ di confusione la fat t ispecie costi t ut i va del di ri t t o consistera/ nel
raggi ungi mento della notorieta/ %uali ficata. a capaci ta/ disti nt i va pot ra/ variare nel
t empo. /esistenza della notorieta/ %ual ificata pot ra/ desumersi dal la ri levanza
%uant i t ati va della presenza del prodot t o sul mercato! dal la durata della presenza!
dalla pubbl ici ta/ ! da i ndagi ni demoscopiche.
Con la cessazione dell / uso del segno e del le al tre at t i vi ta/ il di ri t to su di esso si
avviera/ all / esti nzione e si esti nguera/ dopo un periodo di t empo t ale da far ri tenere
che il mercato si sia scordato del segno.
<ualora t erzi pongano i n circolazione prodot t i uguali o affi ni a %uel li del t i tolare del
marchio di fat t o! muni ti di i un segno ad esso uguale o si mi le! nella zona di
notorieta/ del medesi mo! il t i tolare pot ra/ reagire con l / azione di concorrenza sleale!
chiedendo l / i ni bi toria! il risarci mento del danno e la pubblicazione della sentenza.
Aa i n t al caso i ncombera/ sul t i tolare del marchio di fat to l / onere del la prova dei
fat t i costi t ut i vi del suo di ri t to.
Di t t a l / unica defi nizione e/ presente nel codice ci vi le.
&ue t eorie$
3 7eoria sogget t i va di t ta servi va ad i denti ficare nell / at t i vi t a/ i mprendi toriale
la persona dell / i mprendi tore.
3 7eoria ogget t i va secondo la %uale la di t t a servi va a i denti ficare l / azienda
comprensi va anche degl i element i umani.
&ue sono le nor me relati ve
1 art.*,43 c.c. = pretende che la di t ta comprenda cognome o sigla
dell / i mprendi tore. 5mmet t e che la di t t a sia variament e for mata e riconosce piena
t utela anche alla di t t a irregolare.
* art. *,4,c.c. = consente che la di t t a venga t rasferi ta senza obbli go per
l / ac%uirente di sosti t uire il proprio nome o sigla a %uella del t i t olare precedente.
I segni adot t abi li come sigla sono essenzial ment e denomi nat i vi! di maggiore o
mi nore fantasia.
&ue pri nci pi veri ta/ = cognome o sigla dell / i mprendi tore.
corrispondenza ? i mpresa = i mprendi tore.
Conti nui ta/ nell / esercizio dell / i mpresa$ se non e/ possibile cedere la di t t a senza
l / i mpresa! si puo/ cedere l / i mpresa senza di t ta.
Caso di omoni mi a = prevale chi regist ra per pri mo. (uo/ pero/ essere contestata la
conoscenza dell / al tro di una di t ta anteriore gia/ i n circolazione. 8/ necessaria la
modi fica.
1e%uisi t i$
3 Capaci ta/ disti nt i va e/ val utata con mi nor ri gore! per cui sono considerate
t utelabil i anche le di t te espressi ve ovvero che si discostano poco dalla
denomi nazione generica. 5 vol te di t t e viene riconosciuta a di t t e che ne erano
ori gi nariament e pri ve e cio/ e/ gi ustificato dalla notorieta/ che ac%uista. a
t endenza a t ut elare le di t te poco ori gi nali i n %uanto per val utare la loro
capaci ta/ disti nt i va si fa ri feri mento alla cerchia i mprendi toriale operante nel
ramo e %ui ndi a una cerchia di sogget t i capaci di cogl iere anche i pi u/ lievi
element i disti nt i vi.
3 0ovi ta/ e/ la di versi ta/ di essa da al tre adot t at e anterior mente nel
medesi mo set tore di at t i vi t a/ o i n set tori affi ni e nel medesi mo ambi t o
t erri toriale. @astano varianti pi u/ lievi dato che ci si ri ferisce alla capaci ta/ di
val utazione di una cerchia at t enta e professionale.
3 /art. ** c.p.i. vieta l / adozione come di t t a del marchio al t rui %uando possa
deter mi nare un rischio di confusione per il pubbl ico. (revede che il marchio
regist rato che goda di ri nomanza abbia un potere i nvali dante che esorbi ta i
nor mal i li mi t i merceologici.
3 icei ta/ la t ut elabi li ta/ e/ subordi nata alla licei ta/ i ntesa come non
cont rarieta/ alla legge! all / ordi ne pubblico! al buon costume! come non
decet t i vi ta/ e non i ngannevolezza del segno.
9attispecie costi t ut i va$ uso -effet t i vo. nei rapporti d/ affari $ come i ntestazione del la
carta da let t ere e di t ut t a la modulistica aziendale e negl i elenchi t elefonici. &eve
t rat t arsi di un uso capace di deter mi nare una notorieta/ del segno sufficiente a farlo
percepire al pubblico come segno disti nti vo di una specifica i mpresa.
5rt. *,4) c.c. nel caso di confli t to fra i t i t olari di due di t te confondi bil i prevale chi
per pri ma abbia iscri t to la di t t a nel registro delle i mprese a meno che il t i tolare
dell / al t ra di t ta non dia prova di un proprio uso anteriore alla regist razione al t rui.
Il t i tolare ha di ri t t o all / uso esclusi vo di essa. a t utela opera in presenza
dell / adozione di una di t t a uguale o si mi le da parte di un al tro i mprendi tore! che puo/
creare confusione. (er val utare la confondi bil i ta/ t ra due di t te si dovra/ fare
ri feri mento a una serie di element i! confondi bi li ta' per ogget to del l ' i mpresa di
fronte a at t i vi ta/ i mprendi torial i i dentiche o si mi lari t al i da poter indurre t erzi ad
at t ri bui rle l / i mpresa del t i tolare della di t t a anteriore non bisogna affi darsi
esclusi vamente al mercato di sbocco -i consumatori. ma anche agli i mprendi tori
che t engono rapport i commerciali2 confondi bi li ta' per il l uogo non e/ necessario
che le due i mprese svolgano la loro at t i vi ta/ nel la stessa locali ta/ essendo sufficiente
che si sovrappongano anche parzial ment e le rispet t i ve sfere di dist ri buzione. "i fa
ri feri mento al mercato di sbocco potenziale cioe/ alle zone raggi ungi bil i i n segui to a
svil uppi potenziali dell / azienda ma dove la di t t a deve avere una notorieta/ at t uale.
"anzione pri nci pale non consiste i n una i ni bi toria bensi / nell / obbli go di modi ficare o
i ntegrare con i ndicazioni idonee a di fferenziare la di t t a! ma %uesto solo nei casi di
confli t t o di di t t e in senso t i pico. 0el caso di di t t e usate anche come marchio o
i nsegna subentrera/ la sanzione ordi naria cioe/ la piena i ni bi toria dell / uso del segno
i mi tato.
Cmoni mi a = la disci pli na ha vol uto da un lato evi tare la confondi bi li ta/ e le
operazioni parassi tarie! dall / al tro non ha vol ut o spingersi fi no a i mpedire che
ciascuno potesse usare il proprio nome nell / at t i vi ta/ i mprendi toriale. 5rt. *,4) c.c.
parla di modi fiche i donee a di fferenziare l / una di t t a dal l / al t ra. 5lla sanzione del la
modi fica si accompagna %uelle previste per la concorrenza sleale cioe/ risarci mento
del danno e pubbl icazione della sentenza.
7rasferi mento di di t t a non si puo/ pensare che sia di visibi le dall / i mpresa. 7ut tavia
l / i mpresa puo/ scindersi i n elementi costi t ut i vi personali e element i reali. &eve di rsi
che la funzione disti nt i va della di t ta consiste nell / assicurazione che l / i mpresa
cont rassegnata e/ sempre la stessa.
I rapporti t ra di t ta e marchio sono mol t o stret t i. ?i e/ il di vieto di adozione come
di t t a del marchio al t rui o di un segno si mi le che possa deter mi nare un rischio di
confusione per il pubbl ico.
8sti nzione della di t t a$ non basta la cessazione dell / uso di essa ma occorre che
venga meno il ricordo di %uell / uso. a di t t a esti nt a pot ra/ essere riesumata dal suo
vecchio t i tolare o veni r occupata da un t erzo.
I nsegna manca una sua defi nizione! ma si pensa il legislatore si sia vol uto
ri ferire alle scri t t e e alle i mmagi ni che compaiono all / i ngresso degl i esercizi
commerciali apert i al pubblico e %ui ndi cont raddisti ngue i locali di esercizio.
Il di ri t to si ac%uista con l / adozione e l / uso di essa. 1e%uisi ti sono gl i stessi richiesti
per la di t ta$
la novi ta/ va val utata consentendo anche somi glianze notevoli2 e/ t i picamente
ri vol ta all / i ndi fferenziato pubblico dei consumat ori e viene ricordata nel contesto di
element i ambi ental i. a disci pli na e/ ri dot ta dal fat t o che le insegne pi u/ i mpor tanti
sono regist rate come marchi. Il di ri t t o sull / i nsegna si esti ngue con il veni r meno del
ricordo del segno presso il pubblico.
a t esi prevalente ri t iene che possa essere ceduta solo insieme ad una parte
dell / azienda a cui l / i nsegna fa ri feri mento.
I0?80EIC0I
il concet t o non e/ a priori! e/ un dato aperto suscet t i bile di accogliere real ta/ di verse.
In Italia si e/ di ffusa una defi nizione dell / i nvenzione brevet t abi le che affi da la li nea di
confi ne alla cont rapposizione t ra scienza e t ecnica! t ra at t i vi ta/ conosci ti va e
at t i vi ta/ di t rasfor mazione del l / esistente.
/i nvenzione si colloca sul mondo del la t ecnica.
Cenni $ Convenzione di Aonaco fasci di brevet t i.
Convenzione di ussemburgo t i t olo uni tario nella =82 mai ent rato i n
vi gore.
&isti nzione t ra opere dell / i ngegno$ musica! let terat ura...
i nvenzioni i ndustrial i$ creazioni i ntel let t ual i che portano una
soluzione ad un problema t ecnico per la pri ma vol ta.
&i ri t t i riconosci ut i $
3 essere riconosciuto come autore morale2
3 poter brevet t are2
3 di ri t t i sul brevet to.
5rt. ), c.p.i. -ogget to di i nvenzione. = il d. l gs. 131/ *010 ha aggi unto che ol tre
ad essere nuove! le i nvenzioni devono i mpl icare un/ at t i vi t a/ i nvent i va.
"econdo comma da un elenco di cosa non puo/ essere brevet t abi le$
3 scoperte! t eorie scient i fiche! met odi mat emat ici - perche/ non presentano il
re%uisi to della creazione.
3 hardGare! sof t Gare -per scel ta poli tica..
a scoperta considerata non brevet tabile e/ la scoperta puramente t eorica! e/
distant e dall / uso prat ico.
7erzo comma esclude la brevet tabil i ta/ del le real ta/ sovraesami nate solo nella
misura i n cui la domanda di brevet to concerna scoperte! t eorie! piani! pri nci pi!
met odi e programmi considerati i n %uanto t al i.
<uarto comma t i ene conto del set tore biotecnologico = dev/ essere conosci uto.
/orientament o prevalente considera %uesto elenco t assati vo! anche se non si
esclude che i n fut uro possa essere modi ficato! dato il rapi do progredire del set tore
t ecnologico.
&isti nzione t ra prodot t o = bene mat eriale frut t o dell / i nvenzione2
procedi mento = at t i vi ta/ di produzione.
<uesta disti nzione e/ mol to i mportante per la for mul azione della richiesta di
brevet t azione.
Ci sono i nvenzioni che sono al contempo i nvenzione di prodot to e di procedi mento.
a defi nizione di invenzione come soluzione ori gi nale di un problema t ecnico
consente di porre i n l uce che e/ essenziale l / i ndicazione dell / uso cui il prodot to o il
procedi mento sono desti nati. problema mol to delicato.
Il problema t ecnico alla base dell / i nvenzione di prodot to vi ene risol to at t raverso
l / uso del prodot to. 5 vol te le domande non i ndicano l / uso del prodot to! ma risul ta i n
t er mi ni uni voci dalla descrizione del la strut t ura del prodot to.
Invenzioni deri vate hanno la carat t eristica di presentarsi come deri vazione da
una precedente invenzione. Ipotesi riconduci bili sono$
3 Invenzioni di perfezionamento = offrono una soluzione con mi gl iore
rendi ment o di un problema t ecnico gia/ risol to da una precedente i nvenzione.
3 Invenzioni di combi nazione = realizzano un risul tato nuovo ed ori gi nale
t rami t e il coordi namento di element i gia/ conosciut i.
3 Invenzioni di t raslazione = applicano ad un set tore di verso un/ i nvenzione
nota i n al tro set tore.
5 vol te si t ende a dare alle i nvenzioni deri vate una discipli na ad hoc. <uesta
categoria in real ta/ non e/ un t i po gi uri dico ma gl i si lascia solo una funzione
descri t t i va.
Invenzioni di pendent i l / at t uazione di un/ i nvenzione richiede l / uso di un prodot to o
procedi mento coperto da un brevet to anteriore. 5 %ueste si possono ricondurre sia
le invenzioni di perfezionamento sia %uelle di coordi namento.
<uesto t i po di i nvenzioni dispongono di una regola speciale per cui l / at t uazione
di pendente costi t uisce cont raffazione del brevet t o precedente e puo/ essere
legi t t i mat a solo dal consenso del t i t olare. 7uttavia il t i t olare dell / i nvenzione
di pendente e/ favori to dalla legge che gl i consente di ot t enere una licenza
obbl i gatoria.
5rt *,+, c.c. esempl i ficazione del l / ogget t o dell / i nvenzione.
1e%uisi t i$
1. Indust riali ta/ = at t i t udi ne ad avere un/ applicazione i ndustriale -art.)9 c.p.i.. ?
un/ i nvenzione e/ considerata at t a ad avere un/ appl icazione i ndust riale se il
suo ogget t o puo/ essere fabbricato o ut i lizzato i n %ualsiasi genere di
i ndust ria. a fabbricabili ta/ i ndust riale i mpl ica la ri pet i bi li ta/ del processo di
fabbricazione per un numero non fi ni to di vol te con risul tat i costant i.
/ uti l izzabili ta/ i ndust riale esige che l / i nvenzione funzioni secondo il suo scopo
ri uscendo a conseguire il risul tato promesso. Il problema nasce dalla
defi nizione di ut i l izzabil i ta/ indust riale! bisogna vedere anche al riscontro di
consenso nel mercato i n %uanto e/ proprio l ui il mi gl ior gi udice.
3 0ella val utazione dell / ut i l i ta/ dell / i nvenzione ent rano i n gioco fat t ori
economici est ranei al suo meri to t ecnico.
3 0ovi ta/ = -art. )4 c.p.i.. = : non e/ compresa nello stato della t ecnica;.
3 I fat t i distrut t i vi della novi ta/ sono$
3 a. anteriori ta/ = t ut t o cio/ che e/ reso conoscibi le al pubbl ico brevet tato o
brevet t abi le.
3 a conoscenza puo/ essere di most rata con %ual un%ue mezzo. "e e/
constatato un uso anteriore segreto! il t i t olare avra/ un di ri t t o di preuso. a
legge i ntende evi tare che per la stessa invenzione vengano rilasciati due
brevet t i.
3 e domande di brevet to deposi tate all / estero per brevet t i nazionali! si ri t iene
che non dist ruggano la novi ta/ . =n uso anteriore al t rui produce dist ruzione
della novi ta/ solo se si t rat ta di un uso che provoca accessibili ta/ al pubbl ico
dell / i nvenzione stessa.
*. predi vul gazione = comunicazione a t erzi! pri ma della domanda di
brevet t azione. &eve ri guardare l / i nvenzione nella sua i nterezza. 0on si
considerano come t erzi i collaboratori! e se la di vul gazione e/ commessa da
sogget t i con obbli go di segretezza! cio/ comporta un di ri t t o del t i t olare ad
avere un risarci ment o del danno.
3 Cri gi nali ta/ = seleziona t ra cio/ che e/ nuovo l / i nvenzione che da uno svil uppo
ul teriore al set tore. "egna una li nea di confi ne t ra cio/ che apparti ene al
di venire di ciascun set tore! che potrebbe essere realizzato da %ual un%ue
operatore del set tore! e cio/ che e/ frut t o di un/ i dea che supera le nor mal i
prospet t i ve di evol uzione del set tore.
3 (er il gi udizio di ori gi nali ta/ occorre i ndi vi duare il set tore cui l / i nvenzione
at t iene! si ha probel ma di indi vi duazione per le i potesi i n cui l / i nvenzione
viene realizzata con l / apporto di compet enze poliset t oriali2 si deve costruire
un modello di persona esperta del ramo! la %uale esige l / i ndi vi duazione del
bagaglio di conoscenze e capaci ta/ del model lo2 il gi udice val ut a se %uel
modello consi dererebbe %uell / i nvenzione evi dente! per cui il gi udice espri me
un rapporto t ra invenzione e il di venire nor male del set tore cui at t i ene.
1ichiede una conoscenza articolata del set tore e del le sue vicende. I dati
fat t ual i che consentono di i ndi vi duare la presenza di ori gi nali ta/ vengono
chiamat i i ndizi di evi denza i ndizi ogget t i vi dedot t i dall / analisi della real ta/ e
dalle carat t eristiche t ecniche del l / i nvenzione. 7ra %ueste part icolare ril ievo
assume il progresso t ecnico come arricchi ment o della t ecnica e comprende
t ut t e le i potesi di mi gl ioramento! sempli ficazione del la strut t ura! ri duzione dei
costi. 5l tro indizio di non evi denza e/ la storia del set t ore anteriore con la
prova di precedenti ri masti i nfrut t uosi2 fat t i successi vi all / i nvenzione! per cui
emerge il successo commerciale %uando puo/ essere ricondot t o ai meri ti
t ecnici dell / i nvenzione2 opi nione degl i esperti.
3. icei ta/ = -art. ,0 c.p.i.. 1 comma ? no cont rario al buon costume e all / ordi ne
pubblico.
3 * comma specifico art icolo. 8sclude la brevet tabil i ta/ di nuove razze
ani mal i muove dall / i dea che sia opport uno disporre di una nor mat i va
speciale i n t ema.
3 "i ri ti ene che il ri lascio del brevet to sia escluso solo per le invenzioni per le
%ual i non e/ pensabi le un uso leci to. 7uttavia il ri lascio del brevet t o non
i mpl ica autorizzazione all / uso! i mpl ica un/ escl usi va di produzione e
commercializzazione ed uso.
3 la brevet t i bil i ta/ sicuramente presuppone una i ndicazione del l / uso cui il
prodot t o e/ desti nato elemento autonomo.
5 (1CC8&=15 &I @18?8775EIC08
art t. ,1 ,* ,3 modi ficati dal regolament o 33/*010.
Il di ri t to esclusi vo di uti l izzare l / i nvenzione sorge con il ri lascio del brevet to da parte
dell /=fficio @revet t i e Aarchi. a data di deposi to della domanda di brevet t o funge
da cri terio di soluzione del confl i t t o t ra pi u/ i nvent ori! i nol tre segna il moment o di
decorrenza del t er mi ne ventennale di efficacia del brevet to.
7uttavia gli effet t i decorrono dalla data i n cui la domanda viene resa accessibile al
pubblico.
Il deposi to del la domanda puo/ essere effet t uat o presso l / ufficio brevet t i! presso le
camere di commercio locali o per via t elemat ica at t raverso un sistema on li ne. In
caso di pi u/ richiedenti e/ data priori ta/ a chi deposi ta per pri mo!di versament e da
al t ri "tati che predil i gono il pri mo inventore. >li effet t i per brevet t o hanno corso dal
giorno i n cui la domanda viene resa pubbl ica. &al 1 l ugl io *00+ e/ stata i nseri ta la
ricerca di autent ici ta/ . C/ e/ collaborazione t ra ufficio brevet t i i taliano ed europea!
dove %uest / ul t i mo vi ene i ncaricato della ricerca. "pesso chi presenta la domanda e/
un esperto i n proprieta/ i ndustriale percio/ e/ necessario indicare il mandatario.
a domanda deve avere ad ogget t o un/ unica invenzione -anche se e/ spesso di fficile
precisare se vi sia un/ unica i nvenzione o pi u/ i nvenzioni.! deve indi vi duare
l / i nvenzione! proporre un t i tolo! articolare le ri vendicazioni e fornire una descrizione
dell / i nvenzione. 8/ necessaria la descrizione dell / i nvenzione accompagnata da
disegni . &ev/ essere i ndicato inol tre l / ut i lizzo che a seconda del t i po di i nvenzione
dovra/ essere pi u/ o meno specifico. "e vi sono pi u i nvenzioni all / i nterno della stessa
domanda il richiedente e/ chiamato a li mi tarla ad una sola di esse.
Il richiedente puo/ modi ficare anche i n t er mi ni li mi t at i vi il contenut o del brevet t o
dopo il ri lascio a pat to che il t i tolare present i la nuova descrizione e i nuovi disegni.
/ ufficio at t ua un esame sulla completezza della domanda -contenuto. ed entro 9
mesi riceve i risul tati della ricerca.
Con il deposi to della domanda si apre la fase dell / esame che puo/ articolarsi i n due
modi $
1. esame puramente for male per cui l / ufficio non accerta la presenza dei
re%uisi ti! ma ri lascia il brevet t o senza alcuna garanzia di val i di ta/ . Il control lo
della val i di ta/ del brevet to puo/ avvenire solo i n data successi va ed e/ affi dato
alla cognizione del gi udice ordi nario. / ufficio e/ un organo a strut t ura
puramente burocrat ica e opera con costi mol t o bassi! le t asse di brevet to
sono contenute e i t empi della procedura di ri lascio sono mol t o brevi.
*. 8same prevent i vo per cui l / ufficio svol ge un esame completo della domanda!
val utando l / esistenza dei re%uisi ti sostanziali. 7ale ufficio deve dotarsi di una
strut t ura t ecnica e complessa! i costi di funzionament o sono mol t o elevat i! le
t asse di brevet t o sono al te e i t empi per la procedura di ri lascio sono mol to
l unghi e costosi.
Il sistema i tal iano e/ sempre stato un sistema senza esame preventi vo! e sebbene
i n pi u/ ri prese si sia cercato di i ntrodurlo con varie leggi di rifor ma! in real ta/ non e/
mai stato real ment e i ntrodot to.
Il brevet t o ha efficacia ventennale! senza possibili ta/ di ri nnovo. a domanda di
brevet t o vi ene ricevuta dall / ufficio e resa accessibile al pubbl ico solo dopo 1+ mesi.
Il richiedente puo/ domandare la pubblicazione ant ici pata dopo 90 giorni dalla data
di deposi to. / interval lo t ra il deposi to della domanda e la sua pubblicazione offre al
richiedente una pausa di ri flessione sull / opport uni ta/ di dar corso alla procedura di
ri lascio. &urante t ale periodo la domanda puo/ essere modi ficata o integrata ma
l / ogget t o non puo/ mai estendersi.
Il di ri t to ad essere riconosci uto autore nasce con l / i nvenzione i n capo all / i nventore
ed e/ i nalienabile e i nt rasmissibile! di versamente dal di ri t t o al ri lascio del brevet to.
Consente all / i nventore che il suo nome sia menzionato sul brevet to. 0on ha
contenut o pat ri moniale. 0el caso di i nvenzioni di gruppo! il di ri t t o di paterni ta/
spet t era/ a t ut t i i membri del gruppo che abbiano parteci pato all / at t i vi ta/ inventi va.
&i ri t t o al ri lascio del brevet to spet ta all / i nventore ma e/ t rasmissibile.
&i ri t t o di escl usi va 33 di ri t t o at t ri bui to dal brevet t o all / i nvenzione per un periodo di
*0 anni i n Italia. 8/ esclusa ogni possibili ta/ di prol ungamento. 7ale li mi t e t emporale
ha la funzione di offrire l / i nvenzione alla li bera fruizione del la collet t i vi t a/ . (er i
prodot t i la cui commercializzazione e/ sospesa per accertament i prevent i vi -es. i
far maci. la legge concede un t empo ul teriore pari al periodo di controllo.
Il brevet t o di prodot to conferisce al suo t i t olare il di ri t t o esclusi vo di produrre! usare!
met t ere i n commercio il prodot to ot tenuto con il procedi mento i n %uestione.
(reuso uti l izzo dell / i nvenzione pri ma che %uesta venga brevet t ata. (er essere
brevet t abi le non deve essere stato reso accessibile al pubblico.
Il sistema vi gente ri ti ene li berament e cedi bi le il di ri t t o di brevet t o ed il di ri t t o su
domanda di brevet to.
ibera t rasferi bi li ta/ del di ri t to al rilascio$
3 per causa di mor te segue le regole ordi narie di di ri t t o successorio
3 per at t o t ra vi vi e/ possibi le sia a t i tolo oneroso sia a t i tolo grat ui t o
3 per cessione- vendi ta! per muta! conferi mento in societa/ .. il t i tolare si
spoglia del di ri t t o a favore di un al tro sogget to. Il cont rat t o di cessione
ri mane fer mo anche nel caso in cui il brevet to venga successivamente
dichiarato nullo. 7ut tavia il gi udice puo/ concedere all / ac%uirente un e%uo
ri mborso di %uanto abbia gia/ pagato i n esecuzione del cont rat to.
3 5rt. 66 c.p.i. la cessione e/ vali da anche se il brevet t o e/ nullo.
3 (er licenza -at t o at i pico. cessione dell / ut i lizzazione che per met t e di portare
svil uppi all / i nvenzione. Il t i t olare autorizza un t erzo ad ut i lizzare l / i nvenzione
brevet t at a. a licenza puo/ per met tere l / accesso del prodot to a set tori di
mercato che il t i tolare del brevet t o non potrebbe raggi ungere al t ri ment i. =na
delle clausole pi u/ ricorrenti all / i nt erno di %uesti cont rat t i ati pici e/ la clausola
di esclusi va secondo la %uale il t i tolare mant iene solo dei poteri assai li mi t at i.
e parti possono stabi lire un apposi to regolamento per il t rasferi mento. 8/ i mposta
la for ma scri t t a.
a nul li ta/ viene dichiarata da una sentenza del gi udice ordi nario. caso che per
errore il t i t olare chiede e ot t i ene il ri lascio di un brevet t o per un i nvenzione per un
t rovato che era da %uali ficare non i nvenzione.
&ecadenza$ art. 6, c.p.i. mancato pagamento del le t asse. ? i potesi di cessazione
ant ici pata del di ri t t o di brevet to.
@18?877C 8=1C(8C
Convenzioni$ vale il pri nci pio di t erri toriali ta/ . a richiesta in un paese estero li mi ta
la val i di ta/ del brevet to alla discipli na i nternazionale. <uando si puo/ chiedere un
brevet t o per i paesi aderent i alla Convenzione di (arigi non verra/ fat t o valere un
t i tolo uni tario.
Convenzione =nione di (arigi $
3 pri nci pio di assi mi lazione pari di ri t t i per i ci t tadi ni dei paesi aderenti 2
3 pri nci pio di priori ta/ una vol ta ot t enut o il brevet to i nternazionale decorrono
1* mesi per presentare la domanda negli al t ri paesi! retroagendo alla data
del pri mo deposi to.
5ccordo di "trasburgo$ classificazione dei brevet t i.
Convenzione di Aonaco$ deposi to di un/ unica domanda presso l / ufficio nazionale o
presso l / ufficio europeo -art. 1)9 c.p.i... Il brevet t o vale per t ut t i i paesi aderent i -se
non si specifica per %uel li..
0on c/ e/ una discipli na propria! ma si appl ica la singola discipli na nazionale.
(ri ma dell / approvazione viene svol ta una ricerca sull / anteriori ta/ . Aol te nor me delle
Convenzioni sono state recepi te nel codice della proprieta/ i ndustriale.
a domanda va deposi tata avant i all /=fficio europeo dei @revet t i e va redat t a i n una
delle t re li ngue della convenzione$ francese! t edesco! i nglese2 i nol tre deve
contenere lo stato o gl i stat i aderent i alla convenzione per il %uale il richiedente
chiede che l / i nvenzione sia protet ta. ?iene resa accessibile 1+ mesi dopo la data di
deposi to. / ufficio effet t ua un esame for male della domanda e dalla data di
deposi to il richiedente ha 4 mesi per chiedere che sia avviato l / esame sostanziale.
a procedura stabi li ta per il brevet to europeo vale anche per il brevet t o comuni tario
il %uale pero/ varrebbe come t i tolo uni tario e non come fascio di brevet t i e sarebbe
sogget to solo alla disci pli na delle Convenzioni di Aonaco e di ussemburgo.
AC&8I &I =7II75/ 8 AC&8I 8 &I"8>0I -&8"I>0.
I pri mi sono t utelabili t rami t e brevet to! i secondi con la regist razione. I pri mi
proteggono le for me nuove del prodot to! cioe/ l / i nnovazione t ecnologica! i secondi
proteggono la for ma puramente estetica.
5rt.+* c.p.i. elenco dei model li di ut i li ta/ .
In real ta/ sono di ffici da disti nguere dalle i nvenzioni. =n cri terio %uali tat i vo potrebbe
essere la soluzione ad un problema t ecnico.
1e%uisi t i$
3 novi ta/
3 ori gi nali ta/
il codice prevede il doppio deposi to di domanda per i nvenzioni di model lo di uti l i ta/
-art.+) c.p.i...
8/ prevista la conversione della domanda per i nvenzioni %ualora abbiano i re%uisi ti
del modello di ut i li ta/ .
Il brevet t o in %uesto caso ha val i di ta/ decennale problemi con le al tre t utele$
1 problema$ marchio di for ma -art. *,9+ c.c.. t ut ela pi u/ ampi a e non ci si puo/
avvalersene uan vol ta brevet t ato il modello.
&isegni e model li ori gi nariamente disegni ornamental i. Banno una funzione
estetica. a t ut ela t i ene conto di for me! colori! strut t ure esterne. -art. 31 c.p.i.. $
elenco.
1e%uisi t i$
3 novi ta/
3 carat tere i ndi vi duale -art.33c.p.i.. i mpressione generale che susci ta nel
l / ut i lizzatore i nfor mato -il desi gner esperto. rispet t o a precedent i
orientament i di stile.
3 la legge 131/ *010 ha aggi unt o la licei ta/ .
Ba durata , anni ed e/ prorogabile fi no ad un massi mo di *, anni t ot al i.
5rt. )0 = e/ possibile i nol t rare due domande! una per modello d/ ut i li ta/ e una per
modello e disegno.
(roblema con la t ut ela dell / aut ore l. 131/*010
1apporto t ra t utela del marchio e i mi t azione servi le e/ possibile il cumul o se il
modello e/ regist rato come marchio.
1eg. 1+91/*010 regist razione a li vello comuni t ario.
*9/11/*010
&I1I77C 507I71="7
nasce non nel nostro ordi namento ma in %uello americano nel 1990. "i vuole
cont rapporre al sistema americano dove c2erano si tuazioni di monopoli che si
veni vano a creare a causa dei t rust.
7rust concent razione di un bene pat ri moniale nelle mani di un unico sogget to.
&opo i vari t rat t at i di isti t uzione del l /=nione 8uropea si percepisce la necessi ta/ di
regolare %uesti rapport i t ra "tati.
9onti "herman act! legislazioni nazionali di at t uazione.
"i fonda sul pri nci pio della li bera concorrenza.
Aercato i nsieme di cont rat t azioni t ra vendi tori e ac%uirent i at t raverso le %uali si
stabi lisce il prezzo di un bene.
Cligopol io numero li mi t ato di sogget t i che i mpongono il prezzo di scambio di un
bene.
Aonopolio unico sogget t o che det t a le condizioni per %uel bene.
ibera concorrenza domanda e offerta si i ncont rano t al i da creare una li bera
concorrenza t ra i mprese.
Aercato ri levante ambi t o t erri toriale ri levante per la vendi ta di %uel deter mi nato
bene.
Il fi ne della nor mati va ant i t rust e/ la pari ta/ di t rat tament o delle i mprese a li vello
i nternazionale anche se t ale pri nci pio non e/ t ut elato a pieno i n %uanto vi e/ una
sovrapposizione di legislazione.
5 li vello comuni tario ci si e/ accort i che le i mprese non avevano di mensioni e
carat teristiche di al tre che operavano a li vello europeo. "i e/ cercato di t ut elare le
i mprese europee non vi etando i ntese che se realizzate creavano una si t uazione in
real ta/ vietata! al fi ne di t utelare le i mprese europee rispet t o ai colossi americani e
giapponesi.
/orientament o della comuni ta/ europea e/ di protezionismo nei confronti del le
i mprese europee e cosi facendo si e/ mantenuto l / e%uil i brio all / i nterno del mercato.
5 li vello del t rat tato europeo la nozione comuni taria di : i mpresa; e/ mol to pi u/
ampia e ricomprende %ualsiasi ent i t a/ che svolga at t i vi ta/ commerciale che abbia o
meno personali ta/ gi uri dica.
egge anti t rust i tal iana anche %ui il concet to di : i mpresa; e/ mol to pi u/ ampio di
cio/ che siamo abi t uati a ricomprendervi.
Il di ri t to ant i t rust si appl ica sia alle i mprese pubbliche sia a %uelle a prevalente
parteci pazione statale. 8scluse sono le i mprese sogget t e a monopolio legale.
8/ previsto che la legislazione comuni taria non si appl ichi alle operazioni
i ntergruppo anche perche ne/ a li vello nazionale! ne/ a li vello comuni tario si ha una
defi nizione di cio/ che e/ un : gruppo; e vi ene %ui ndi considerato come i mpresa
unica.
e fat t ispecie t i pizzate sono$
Intese restri ngono la concorrenza e sono comportament i bi3 o pl urilaterali i n cui
si cerca di rest ri ngere la concorrenza. (ossono avere la for ma pi u/ varia.
5buso di posizione domi nante abuso del comportamento uni laterale di
un/ i mpresa che crea un restri ngi mento del la concorrenza.
Concent razioni o si costi t uisce o si rafforza la posizione domi nante che
un/ i mpresa ha nel mercato ma non e/ ancora abuso di posizione domi nante.
a sanzione per le i ntese e per le concent razioni e/ la nul li ta/ dell / at t o! invece per
l / abuso di posizione domi nante si ha come sanzione l / i nfl izione di una pena
pecuniaria.
8/ possibile richiedere il risarci ment o del danno ma la %uanti ficazione e/ assai
di fficile. Il sistema si basa sulla sanzione di t i po ammi nistrati vo ma non abbiamo
sanzioni di t i po penalistico come i nvece c/e/ nel sistema americano.
CCC1&I05A807C &8I "I"78AI 507I71="7 CCA=0I751IC 8 05EIC058
Con il 7rat tato di isbona sono stat i modi ficati i numeri degl i art icoli.
7utto t rae ori gi ne dal 7rat tato di 1oma e dal 7rat tato C8C5 e l / obiet t i vo era creare un
li bero mercato comune e in %uesti t rat tat i il pri nci pio ispi ratore e/ la li bera
concorrenza negl i "tati aderenti.
Ci sono poi regolament i e diret t i ve che si sono sussegui t i per svil uppare il pri nci pio
sopradet to.
Ci sono dei comportament i che vengono vietat i e i n %uello comuni t ario t roviamo
anche comportament i che vengono i mposti.
a legge i taliana si deve coordi nare con i pri nci pi del la Costi t uzione e i nol tre deve
i nterpretarsi alla luce della disci pli na europea.
a discipli na comuni taria si applica alle si t uazioni i n cui le i mprese comuni tarie
i ncorrono in comportament i vietat i che vengono a restri ngere la li bera concorrenza
anche se a t ale accordo parteci pano i mprese eFt racomuni tarie i n %uanto al terano il
mercato comuni tario. 5nche se il mercato su cui i ndice e/ eFt racomuni tario la
competenza e/ comuni taria perche/ le i mprese europee riceveranno un
rafforzamento rispet t o al mercato.
5lcuni "tati hanno scel to il sistema a doppio bi nario i n Italia i nvece vi ge il sistema
del bi nario unico %ui ndi viene at t uat a la discipl i na europea mentre %uella i tal iana
ha competenza residuale.
Il di ri t to nazionale si applica %uando ci sono comportament i che non sono ri levant i
per il mercato europeo.
5 li vello europeo competente e/ la Commissione europea. 5 li vel lo nazionale e/
competente l /5utori ta/ garante della concorrenza e del mercato.
Con la l. *+6/ 90 sono stati isti t ui te autori ta/ competenti per alcuni set t ori speciali.
1egolamento di esenzione si t uazioni i n cui ci t roviamo di fronte a i ntese vi etate
ma il ricorrere di alcuni presupposti fanno si che t ali i ntese di venti no leci te i n
%uanto vietarle sarebbe ancora pi u/ dannoso. 5lcune i mprese alla luce di t ale
regolament o chiedono prevent i vamente se deter mi nat i comportament i rient rano o
meno nelle ipotesi esentate.
01/1*/*010
Il t rat t at o dell /=8 alla l uce del 7rat tato di isbona *009 ha avut o delle modi fiche
nella numerazione gl i art. +1 e +* oggi sono gl i art.101 10* art +) +, oggi sono 104
106 10+. i nol tre ci sono state del le modi fiche agli ai uti di "tato. /aspet to che ci
ri guarda e/ che ment re per la discipli na delle intese vietate e/ ri masto i nvariato!
pri ma si diceva che il mercato i nterno controllava che la concorrenza non fosse
falsata! oggi i nvece si dice che l /=8 e/ competente a defi nire le regole della
concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno! per cui si e/ posto
l / accento sulla funzione che la nor me =8.
0uovo t esto art. 106 ri prende l /eF art.+6 e i n parte va a modi ficarlo$ gl i i nterventi
economici che i singoli "tati possono andare ad effet t uare nei confronti delle
i mprese nazionali possono provocare del le distorsioni al buon funzionamento del
mercato i nterno! si ravvisa una potenziali ta/ a i nci dere i n modo art i ficiale sulle
condizioni di scambio.
&efi nizione ai uto di "tato %ualsiasi vant aggio di t i po economico ri levante che
viene at t ri bui to all / i mpresa grazie all / i ntervento dello "tato nazionale.
5rt. 106 -eF +6. 79=8 gl i i ntervent i economici possono inficiare sull / andamento
nat urale.
3 comma i ntervent i incompat i bi li = incidono sugli scambi t ra gli "tati
membri. @asta la potenziali ta/ .
) comma i ntervent i compat i bil i = legge sulle grandi i mprese i n crisi -e
modi fiche.. In alcuni aspet t i la Corte di >iustizia l / ha gi udicato cont rario ai pri ncipi
sul li bero mercato.
3 aiut i a carat t ere speciale per singol i consumatori
3 aiut i per danni causati da calami t a/ nat urali
3 aiut i gi ustificati per varie ragioni -poli tiche sociali.
3 comma potere discrezionale della commissione =8. (otenziati poteri ist rut t ori.
8sistono i potesi di esenzione e di riconoscere l / ai uto come aiuto compat i bi le %ualora
sussistano i presupposti che vanno val utati dalla Commissione europea.
Inol tre ci sono novi ta/ sulla derogabili ta/ degl i aiut i i ncompat i bi li ai sensi del 1
comma.
"ono i ncompat i bil i! sal vo di versamente stabili to da al t ri t rat t ati! con il mercato
i nterno! gl i aiut i di "tato che vanno a i nci dere sugli scambi degl i stati membri
favorendo alcune i mprese e che vanno a falsare la li bera concorrenza del mercato.
Cl tre alla fat t ispecie concreta c/ e/ anche la mi naccia di falsare e %ui ndi la sua
potenziali ta/ a falsare la concorrenza.
0el secondo comma ci sono del le deroghe stabil i te dalla legge stessa e i n %uanto
t al i sono compat i bil i con il mercato.
egge sulle grandi i mprese i n crisi %uando si ravvisano dei casi di i nsol venza per
%uanto ri guarda una grande i mpresa! non si at t ua una procedura concorsuale! ma
si usa l / ammi nistrazione straordi naria delle grandi i mprese i n crisi! ci sono percio/
degl i aiut i di "tato per evi tare il falli mento e ci siano gravi ri percussioni sociali sullo
"tato stesso. a Corte di >iustizia l / ha considerata cont raria i n alcuni aspet t i perche
favori va alcune i mprese che poi andavano a mi nacciare la li bera concorrenza a
li vel lo europeo. "i e/ %ui ndi arri vat i ad una ri duzione dell / ai uto di "tato stabili to dalla
legge.
3 comma a Commissione puo/ val utare discrezional ment e! al sussistere di alcuni
presupposti! che l / ai uto puo/ essere compati bi le. e i potesi di deroga sono relati ve
agli aiut i a carat t ere sociale concessi ai singol i consumatori %uando ci siano accordi
che non operi no discri mi nazioni i n relazione alle ori gi ni del prodot to2 ai uti
deter mi nati dalla necessi ta/ di ovviare a danni arrecati da particolari calami ta/
nat ural i2 aiut i che vengono ad essere concessi i n forza di deter mi nate ragioni
gi usti ficate dal lo "tato membro. ?iene at t ri bui to alla Commissione il compi t o di
control lare che gl i "tati membri rispet t i no t al i nor me. Il potenziamento dei poteri
della Commissione ri guarda anche i poteri istrut t ori e di vi gilanza anche per gl i al t ri
compor tament i vietati dall /=8. "ono stat i anche potenziati i poteri del Consiglio$ il
Consiglio puo/ emanare regolament i su proposte del la Commissione previo parere
del (arlament o europeo. a Commissione i nizia una procedura di veri fica di alcune
si tuazioni! val ut a se e/ il caso di archi viare o se sussistono i presupposti per il
riconosci ment o di un comport ament o illegi t t i mo! se deci de di non archi viare!apre la
fase vera e propria fase della contestazione dell / addebi to. "i apre un cont raddi t t orio
e val utat a la di fesa e le gi usti ficazioni! la Commissione deci de se archi viare la
pratica o se andare ad irrogare la sanzione. 0ella decisione di infrazione si ordi na
allo "tato o all / i mpresa di non t enere pi u/ %uel comportamento. 0elle intese la
sanzione irrogata e/ la null i ta/ dell / i ntesa la %uale ha effet to retroat t i vo. "i puo/
aprire una contestazione con lo "tato. 7alvol ta il pericolo e/ t ale che viene richiesto
alla Commissione che vengano emessi dei provvedi ment i cautelari provvisori.
Ipotesi di Intese vietat e che non sono state modi ficate dal t rat t ato di isbona art t.
101 10*$
c/ e/ una clausola generale sono illegi t t i me %uelle i ntese che vanno a restri ngere o
al terare la concorrenza all / i nterno del mercato.
"ono vi etate le i ntese$ %ualsiasi t i po di accordo scri t t o o non scri t to! deli berazioni di
consorzi e prat iche concordate.
(ratica concordata e/ il comport ament o che le i mprese t engono nei rapporti t ra di
loro e nascono da accordi verbali o i ntese che concretamente danno luogo a %ueste
pratiche e che sono di di fficile indi vi duazione. 5 presci ndere dalla for ma
dell / accordo se i n concreto si realizza un/ al terazione della concorrenza %uesta
i ntesa si avra/ un compor tament o il leci to e %ui ndi vi etato.
Ci sono stat i dei regolament i emanat i per specificare le varie i potesi e per poter
per met t ere alla Commissione di vi gi lare per ri levare le fat t ispecie vietate. <uella
che presenta maggiore di fficol ta/ e/ la prat ica concordata perche/ se non e/
di most rata non si puo/ applicare la sanzione.
7ali i ntese sono vietate perche/ rest ri ngono falsano o modi ficano la li bera
concorrenza! e la nor ma comuni t aria come %uella i tal iana considera vietate %uelle
i ntese che hanno come ogget t o o effet to di falsare in maniera consistente la
concorrenza all / i nterno del mercato.
0*/1*/*010
I078"8 ?I87578
l.*+6/90. e i ntese devono avere per effet t o o ad ogget t o di rest ri ngere e falsare la
concorrenza.
(ratica concordata compor tament o t enuto dalle i mprese! frut t o di verbali o
t aci t i! di fficili da i ndi vi duare.
a Comuni ta/ del l /=nione europea ha elaborato un programma di clemenza e ha
stabi li to l / i mmuni ta/ per le i mprese che abbiano collaborato con l /5utori ta
sull / esistenza di i ntese vietate. a Commissione non applica o ri duce la sanzione
pecuniaria. 7ale disci pli na e/ stata ri presa con la legge i tal iana n *)+/04 che ha
i ntegrato le nor me del la l. *+6/ 90.
8/ i mport ant e disti nguere le intese orizzontali e le i ntese vert icali $ le pri me sono pi u/
pericolose perche/ i nci dono di pi u/ sul mercato e sono sanzionate di pi u/ 2 le seconde
sono viste con meno severi ta/ perche/ potrebbero essere addi ri t t ura posi ti ve per il
mercato.
"ono previste , fat t ispecie a t i t olo esempl ificat i vo! %ui ndi se un/ i potesi non e/
specificatament e menzionata! se ricorrono deter mi nati presupposti rient rano nella
fat t ispecie i n esame.
5rt 101 7=8 e art. * l. *)+/04
1. i ntese che fissano i prezzi di acquisto o di vendi ta, diet t amente o
i ndi ret tament e, o di al t re condizioni cont rat t uali ? e/ la pi u/ pericolosa perche/
al tera la li beraconcorrenza degl i al t ri operatori del mercato. 8/ una delle
i potesi pi u/ fre%uenti e pi u/ pericolose per cui le autori ta/ comuni tarie e
nazionali vi pongono particolare at tenzione. 0on e/ sogget ta a i potesi di
esenzione. Il prezzo i mposto e/ un accordo consi derato il leci to sia dal la
disci pli na europea sia dal la disci pli na i taliana.
*. Intese che li mi t ano gl i sbocchi o gl i accessi al mercato ? e/ di fficile da t enere
disti nt a dalla i potesi che vedremo subi to dopo. "i vuole eli mi nare i potesi di
cont i ngentament o di %uote di mercato andando a rendere nul la la rilevanza
degl i al t ri i mprendi tori. 5 vol te t al e i potesi puo/ avere dei risvol t i posi ti vi per
il mercato per cui possono esserci i potesi che rient rano t ra i casi di esenzione
e che si possono consi derare leci te in deter mi nati set tori.
3. ?engono fat t e rient rare in %uesta fat t ispecie le i potesi che prevedono scambi
di i nfor mazioni t ra un gruppo di i mprendi tori e t ale operazione li pone i n una
si tuazione di vantaggio rispet to agli al t ri i mprendi tori che subiscono il rischio
del compor tament o t enuto dai pri mi .
). Intese che prevedono la ri parti zione dei mercati ? cio/ sia a li vello t erri toriale!
sia a li vello di approvvi gionamento di una deter mi nata mat eria. 8/ sogget ta
ad esenzione se sussistono i presupposti di un vantaggio a favore dei
consumatori perche/ incide sul mi gl iorament o del prodot to. 5 t al proposi to
vengono i n ri lievo le associazioni t emporenee d/ i mpresa ? nascono %uando
un/ i mpresa non ha i re%uisi t i per parteci pare a gare d/ appal to! per cui si
associa con al tre per poter parteci pare a t ale gara unendo le loro capaci ta/
pur mantenendo la loro indi vi dual i ta/ . 7ermi nata l / at t i vi t a/ ! t al i associazioni si
sciolgono. "e t ut t e le associano i nsieme e/ un/ unica : associazione
d/ i mpresa;che si propone per avere l / appal to! per cui viene meno la
concorrenza.
,. Intese che vogl iono appl iicare condizioni di verse a pari ta' di prestazioni
equi valenti (pat to di boicot t aggio) ? es. di verse condizioni di vendi ta nei
confronti di sogget t i di versi che propongono la stessa controprestazione. 8/
un at t eggiament o uni laterale dell / i mpresa. 8/ un/ i potesi che non e/ sogget t a
all / esenzione anche se i n caso di ac%uisto di una %uant i t a/ maggi ore di
prodot t i! l / ac%uirente puo/ avere un t rat t ament o di favore.
4. Intese che subordi nano l ' accet tazione a prestazioni ul teriori (cont rat t i
abbi nati ) ? l / i mpresa offre un pacchet to pri nci pale ai t erzi che ol tre alla
prestazione pri nci pale prevede t ut t a una serie di prestazioni accessorie che
possono essere ogget t o di cont rat t i autonomi.
Aercato ri levante le i ntese sono vietate i n %uanto vanno a incidere sulla
concorrenza. 7uttavia bisogna stabi lire l / ambi to di studio del fenomeno i n relazione
alla fungi bi li ta/ di %uel prodot to. 0on rileva la categoria merceologica! ma la reale
i nterscambiabil i ta/ di %uel deter mi nato prodot to e %ui ndi l / i ncontro t ra domanda e
offerta.
&eroghe ai di vieti delle singole i ntese una vol ta l / i mpresa che voleva l / esenzione
sot toponeva alla Commissione il caso. a Commissione non ri usci va ad esami nare
t ut t e le richieste e cosi e/ stato emanato un regolamento che stabi lisce i re%uisi ti
necessari per poter usufruire dell / esenzione. (er cui le i ntese usufruiscono
dell / esenzione eF lege.
1e%uisi t i$
3 che l / i ntesa realizzi un mi gl ioramento della produzione e arrechi vantaggio ai
consumatori.
3 per arri vare al vantaggio non deve arrecare pregi udizio alla concorrenza di
al t ri set t ori.
3 non si deve eli mi nare la concorrenza di una parte sostanziale del mercato.
5@="C &I (C"IEIC08 &CAI05078
art. 10* 7=8 i potesi che danno l uogo a sanzione ammi nist rat i va ma a cui non
puo/ essere applicata la nul li ta/ . a legislazione comuni taria non si prefi gge
l / obiet t i vo di eli mi nare si tuazioni di monopolio o oligopolio! ma vuole evi tare che ci
sia un abuso di posizione domi nante che possa andare a danneggiare o restri ngere
la concorrenza. 0e/ il t rat t at o ne/ / la legge i tal iana danno una defi nizione di %uesta
fi gura gi uri dica. 7uttavia t roviamo un/ esempl i ficazione di una serie di fat t ispecie
che sono le stesse delle i ntese. (uo/ essere che uno stesso compor tament o vada a
violare sia l / art. 101! sia l / art. 10* 7=8 e di soli to in% uesti casi la fat t ispecie dell / art.
101 viene assorbi ta dell / art.10* 7=8. Ci sono pero/ i potesi che t engono disti nte le *
fat t ispecie. <uesta fat t ispecie non e/ sogget ta a esenzione.
1iusciamo a ricavare una defi nizione = posizione che l / i mpresa deve ricoprire
all / i nterno del mercato.
a gi urisprudenza della Corte di >iustizia ha stabil i to un cri terio per stabi lire %uando
si sia i n presenza di t ale abuso$ se si deti ene pi u/ del 60H delle %uote di mercato si
e/ in presenza di abuso di posizione domi nante. "e le %uote sono comprese t ra il
60H e il )0H si puo/ essere i n t ale i potesi al ricorrere di deter mi nat i presupposti.
0ell / art.1. . *)+/04 la legge vi ene i nterpretata alla l uce dei pri nci pi comuni tari!
allora anche per la fat t ispecie di abuso di posizione domi nante vengono adot tati i
cri teri stabi li ti dal la Corte di >iustizia.
egge svil uppo 99/09 ha i ntrodot to la legge annuale per il mercato e la
concorrenza.
(revede che il >overno presenti alle Camere! entro 40 giorni dal la t rasmissione
della relazione annuale del l / 5utori ta/ >arante della concorrenza e del mercato! per
eli mi nare gl i ostacoli alla li bera concorrenza.
&a la possibi li ta/ di intervenire per promuovere lo svil uppo! eli mi nare gl i ostacoli per
la li bera concorrenza e garant ire la t utela dei consumatori.
&CA50&8 &8#8"5A8 "C1I77C$
1.Aarchio di fat t o e marchio regist rato.
*.&iscipl i na art. *,9+ CC.
3. Intese vietate.
# esame scri t to lo fara# intorno al 10 di dicembre solo per i fre%uentanti! %ui ndi
cerca di esserci sempre.
In real ta# dicono che siccome lei non ha mol ta voglia di fare %uando e# stato ora di
correggere i nostri esami ha dato solo una let t a a cio# che avevamo scri t to e che
abbia messo il voto i n base alla lunghezza del lo scri t to. Io avevo fat to un foglio
protocollo pi u una facciata e ho preso *+. "e all unghi ancora un po magari arri vi al
30. Cerca di fare lo scri t to perche# l # orale e# pi u di fficile e lei pretende mol to.
"pero t u capisca t ut t o dei mi ei appunt i. "e t rovi dei segni strani e# perche# li avevo
fat t i i n odt e li ho t rasfor mat i poi in doc %ui ndi nella conversione mi ha cambiato dei
segni! ma ho cercato di met t ere a posto t ut t o pri ma di mandartel i! spero non me ne
siano sfuggi t i. @uono studio. <uando vuoi t i do il li bro! ma credi mi che serve a poco.