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Alberti: lomellini tutto d'argento

Venerdì 23 Ottobre 2009 09:22 -

ALBONESE – Ad attendere Fabio Alberti di ritorno dall’avventura australiana il freddo pungente


dell’ottobre lomellino. Il portacolori della Mapey partito per Sydney, appena dieci giorni fa, aveva
lasciato una temperatura quasi estiva, clima che ha ritrovato anche nella terra dei canguri, ma
non più al suo ritorno tra le risaie dove, però, a riscaldarlo ci sono le sensazioni, le grandi
soddisfazioni ed i ricordi, ancora vivi, di un’esperienza che resterà indelebile nella brillante
carriera sportiva del lomellino. Abbiamo incontrato Alberti poche ore dopo il suo ritorno a casa,
con in mano quella medaglia d’argento che ben presto entrerà tra la schiera dei numerosi trofei
vinti, pedalando più veloce dell’avversario, su un anello che è la sua grande passione ed anche
un sogno non tanto segreto.
“E’ stata un’esperienza bellissima – commenta Fabio Alberti – che va al di la dei risultati ottenuti
in pista. Partecipare ad una manifestazione di queste proporzioni ti lascia davvero il segno. Per
una settimana abbiamo respirato il vero profumo dello sport quello vero, fatto di passione e
sacrificio, che hanno portato a Sidney trentasettemila atleti provenienti da tutto il mondo per
gareggiare, ma soprattutto per esserci. Bella ed emozionate la cerimonia di apertura dei giochi,
nello stadio olimpico, davanti a quasi cinquantamila persone. Sfilare con tutti gli atleti è stato un
momento molto particolare, così come lo è stato vivere all’interno del villaggio olimpico,
respirare l’atmosfera delle gare, di chi si preparava per gareggiare, di chi, a volte, cercava di
riprendersi dopo una sconfitta o festeggiava una vittoria”. Emozioni sensazioni alle quali si
aggiungono quelle della competizione, del risultato, di quella medaglia d’argento vinta,
sfiorando di un soffio la possibilità di giocarsi l’oro. “Sono soddisfatto dei risultati ottenuti –
continua Alberti – sia miei che della squadra. Un quinto posto individuale nel chilometro da
fermo ed un quinto di squadra nel Team Sprint sono davvero ottimi risultati. L’argento nella
velocità ha coronato, poi, una spedizione davvero da ricordare. In ogni successo, che non sia
pieno, però, ci sono sempre i due volti della medaglia quello della soddisfazione per quello che
si è fatto e quello più amaro di ciò che si poteva fare. Se vogliamo vedere questo lato posso
dire che resta un velo di rimpianto per non essere riuscito a portare la serie finale alla bella.
Visto come sono finite le due manche, osando un po’ di più, spingendo magari un rapporto più
lungo, avrei potuto mandare la serie alla terza manche e li, con entrambi nelle gambe due
volate tirate, era tutto da giocare. Resta comunque la grande soddisfazione per aver centrato
un risultato dietro al quale c’è stata una lunga preparazione”. Già, la preparazione, una
medaglia d’argento non la si improvvisa di certo dalla sera alla mattina, ma la si costruisce con
grande abnegazione e meticolosa programmazione proprio come Fabio ha fatto durante tutta la
stagione. “Già a maggio – continua il lomellino – avevo programmato la trasferta in Australia,
prenotando il viaggio e tutta la mia stagione è stata finalizzata per questo appuntamento. Sono
partito per Sidney convinto di poter fare bene perché tutte le indicazioni erano positive.
Ringrazio pubblicamente il mio preparatore Paolo Menospa ed il centro Mapei di Castellanza
che mi hanno seguito per tutto l’anno portandomi al momento decisivo in grandissima forma.
Ogni due mesi sostenevo dei test di verifica della condizione e le indicazioni sono sempre state
buone.  Già agli europei di Manchester eravamo arrivati in grandi condizioni. Nelle ultime
settimane poi ho avuto la possibilità di allenarmi sul nuovo impianto di Montichiari, una pista di
250 metri in legno molto simile a quella di gara e questo mi ha aiutato moltissimo”. Fatica,
abnegazione, impegno e per finire, dietro ogni successo, dediche particolari, speciali alle quali
neanche il portacolori della Maperi si sottrae. “Questo successo lo dedico alla mia famiglia, a
mia moglie che oltre a seguirmi in questa trasferta mi è sempre vicina. Per vincere e gareggiare
a certi livelli ci vuole tanto allenamento e tanto tempo da dedicare alla bicicletta a volte
sacrificando la famiglia per questo un grande grazie a Monica ed alla sua pazienza. Infine una

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Alberti: lomellini tutto d'argento
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dedica particolare a papà Giuliano che oggi sarebbe stato fiero di vedermi su quel gradino del
podio a coronare un grande sogno”.

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