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Dipartimento di Storia

SCUOLA DI DOTTORATO DI RICERCA IN: Scienze Storiche


INDIRIZZO: Storia del Cristianesimo e delle Chiese
CICLO XXI
Nell'alta conoscenza del nudo amore.
Un testo anonimo della mistica brabantina del XIV secolo: le Mengeldichten 17-29
irettore della !cuola: Chmo !ro" #aria Cristina La Rocca
"oordinatore d#indirizzo: Chmo !ro" !aolo $ettiolo
!u$er%isori: Chmi !ro" %ian L&ca !otest' e Sa(ine )erh&lst
ottoranda: Alessia )allarsa

2
Indice
Abbreviazioni p.5
Introduzione: per togliere dall'ombra di Hadewijch p.7
Capitolo I
Stato della ricerca attorno alle Mengeldichten 17-!
1. Dibattito storiografico p.11
2. Conclusioni e considerazioni p.37
Capitolo II
"ra#mi##ione$ elementi %ormali e lingui#tici
1. La tradizione manoscritta p.43
2. Edizioni p.51
3. spetti linguistici p.52
Capitolo III
Il conte#to religio#o e teologico tardo medievale nell'&uropa del 'ord
1. La mistica renano!fiamminga p.5"
2. #Minnemystiek$ p.%%
3. &uattro mulieres religiosae' (eatrice di )azaret*+ ,ade-i.c*+ /atilde di
/agdeburgo+ /arg*erita 0orete p.77
Capitolo I(
)a #cuola dell'amore #econdo le Mengeldichten 17-*
1. 1ntroduzione p.123
2. La particolare forma ritmica delle poesie 17!24' aabccb p.124
3. )ell2alta conoscenza 3 Del nudo amore p.13"
4. )ella Deit4 3 Di personalit4 3 )on 5i 6 alcuna forma p.153
5. )ell2immensit4 sel5aggia p.1%"
%. 7n annuncio sempre nuo5o 3 )ell2oscura luce p.1"2
7. 8accogliti 3 )el puro amore 3 9enza distinzione p.2:4
;. 1n <uesta mancanza 3 (isogna affondare p.214
". Conclusioni p.223
Capitolo (
)'incono#cenza abi##ale nelle Mengeldichten +-!
3
1. 1ntroduzione p.22"
2. La forma ritmica delle poesie 25!2"' monorime p.231
3. )ell2inconoscenza abissale p.233
4. 1 po5eri di spirito nell2unit4 p.237
5. 7na nobile luce p.244
%. La 5ostra astuzia 6 troppo forte p.24"
7. (en5enuta 9orgente 1nteriore p.25:
;. Conclusioni p.25:
Capitolo (I
)a p#eudo-Hadewijch e ,an van -uu#broec
1. La <uestione (loemardinne p.255
2. 9tudio comparati5o p.2%"
3. Conclusioni p.3:5
Conclu#ioni p.313
Appendice
Mengeldichten 17!2"' testi originali e traduzione italiana aggiornata p.317
.ibliogra%ia p.351
4
Abbreviazioni
99 Acta Sanctorum quotquot toto orbe coluntur, n5ers!(ru=elles+ 1%43!
CCC/ Corpus Christianorum Continuatio Mediaevalis+ >urn*out+ (repols+ 1"71!.
CC9L Corpus Christianorum Series Latina+ >urn*out+ (repols+ 1"53!.
D,?E Dictionnaire d'histoire et de gographie ecclsiastiques, 0aris+ Letouze@ A nB+ 1":"!
D10 Diionario degli !stituti di "er#eione, 8oma+ Edizioni 0aoline+ 1"74!2::3.
D9 Dictionnaire de spiritualit, asctique et mystique+ 0aris+ (eauc*esne+ 1"32!1""5.
DC /eister EcD*art+ Die deutschen $erke+ 9tuttgart and (erlin+ C. Eo*l*ammer+ 1"3%!
DC( Dietsche $arande en %el#ort+ Leu5en+ 0eeters+ 1"::!
,EF/ &andelingen der 'oninkli(ke )uidnederlandse Maatschappi( voor *aal+ en Letterkunde+ ?ent.
L/ Le,ikon des Mittelalters, /Gnc*en!FGricD+ rtemis und CinDler+ 1"77!1""".
LC /eister EcD*art+ Die lateinischen $erke+ 9tuttgart and (erlin+ C. Eo*l*ammer+ 1"3%!
)(C -ationaal %iogra#isch $oordenboek+ (russel+ 0aleis der cademiHn+ 1"%4!
I?E .ns geesteli(k er#. Driemaandeli.Ds ti.dsc*rift 5oor de gesc*iedenis 5an de 5room*eid in de
)ederlanden JIrgaan 5an *et 8uusbroecgenootsc*apK+ nt-erpen+ 1"27!
0L "atrologiae cursus completus/ Series Latina+ a cura di L.!0. /igne+ 0aris+ 1;44!1;%4.
8/ 0evue d'asctique et de mystique, 8ome!>oulouse+ 1"2:!1"%%.
8,E 0evue d'histoire ecclsiastique, Lou5ain!la!)eu5en ! Leu5en+ 1"::!
9(I Sancti %ernardi .pera+ L. Leclerc< ! C.,. >albot ! ,. 8oc*ais Jcur.K+ 1!11+ 8omae+ Ed.
Cistercienses+ 1"57!1"5;M L. Leclerc< N ,. 8oc*ais Jcur.K+ 111!O111+ 8omae+ Ed. Cistercienses+
1"%3!1"77.
9C Sources chrtiennes+ 0aris+ Editions du Cerf+ 1"43!
>)>L *i(dschri#t voor -ederlandse *aal+ en Letterkunde+ uitgege5en 5an-ege de /aatsc*appi. der
)ederlandse LetterDunde te Leiden+ (rill+ 1;;1!
O/EO 1erslagen en Mededeelingen van de 'oninkli(ke 1laamsche Academie voor *aal+ en
Letterkunde+ ?ent+ 1;;7!1"71.
O/E)>L 1erslagen en Mededelingen van de 'oninkli(ke Academie voor -ederandse *aal+ en
Letterkunde J)ieu-e 8eeDsK+ ?ent+ 1"72!
Ffd )eitschri#t #2r deutsches Altertum und deutsche Literatur+ (erlin+ de ?ru@ter+ 1;14!
5
%
Introduzione: per togliere dall'ombra di Hadewijch
>re sono i manoscritti attra5erso i <uali l2opera di ,ade-i.c* ci 6 giuntaM si tratta dei cosP
c*iamati manoscritti + ( e CM i primi due sono conser5ati alla (iblioteca 8eale di (ru=ellesM
l2ultimo alla (iblioteca 7ni5ersitaria di ?ent.
1
La particolarit4 di <uesti manoscritti 6 c*e di
,ade-i.c*+ ciascuno riporta l2opera intera.
Dal punto di 5ista storico ,ade-i.c* rimane una grande sconosciuta' non ci 6 per5enuta
nessuna Oita sul suo contoM di lei ignoriamo tanto le date di nascita e di morte+ <uanto i luog*i
in cui nac<ue+ 5isse e morP. Da alcuni+ fragili indizi nel corpus della sua opera si 6 dedotto c*e
sarebbe 5issuta attorno alla met4 del Q111 secolo. 9i registra+ a tutt2oggi+ una tendenza allo
spostamento di <uesta data.
2
La lingua brabantina dei manoscritti+ una 5ariante della lingua
diets+ ossia del 5olgare neerlandese+ *a portato a ritenere c*e ,ade-i.c* sarebbe stata atti5a in
una citt4 del ducato di (rabante' ad n5ersa+ come 5uole una tradizione c*e prese a55io nel
QO1 secolo+ oppure a (ru=elles+ la citt4 di Lan 5an 8uusbroec e anc*e di (loemardinne. 1l
celebre mistico conobbe le opere di ,ade-i.c* e il suo discepolo e figlio spirituale Lan 5an
Leeu-en ne scrisse un elogio+ c*e anc*e noi in pagine piR a5anti in <uesto nostro la5oro
abbiamo riportato. Dall2esame dell2opera di ,ade-i.c* si 6 giunti a ritenere c*e la scrittrice
sarebbe appartenuta al mo5imento delle donne religiose del (rabanteM sarebbe stata una
beg*ina. nc*e su <uesto aspetto+ non sono mancati elementi di critica.
3
L2opera di ,ade-i.c* si presenta 5oluminosaM di lei possediamo una raccolta di 31 Lettere
nelle <uali la misteriosa scrittrice emerge come guida di un gruppo di amic*e a lei affini
spiritualmenteM abbiamo inoltre un gruppo di 14 1isioni alla fine del <uale 5i 6 un singolare
testo+ la cosiddetta Lista dei per#ettiM un gruppo+ poi+ di 45 "oesie stro#iche costruite secondo i
moduli della lirica cortese+ e un gruppo di 1% Lettere rimate. Due dei tre sopra menzionati
manoscritti+ ossia i manoscritti ( e C riportano+ in piR+ un bre5e trattato spirituale e un gruppo
di poesie. 1l bre5e trattato+ anonimo+ porta il titolo di *3ee+vormich *ractaetken J#>rattato in
due parti$K e potrebbe essere stato l2opera di una donna+ forse di una beg*ina.
4
1l gruppo di
poesie costituisce l2oggetto della nostra ricerca' si tratta delle poesie della cosiddetta pseudo!
1 Si tratta, rispettivamente, di Brussel, Koninklijke Bibliotheek, ms. 2879-80; Brussel, Koninklijke
Bibliotheek, ms. 2877-78; Gent, Universiteitsbibliotheek, ms. 941.
2 Si veda SCHEEPSMA, De Limburgse sermoenen, p. 253-254 e WARNAR, Ruusbroec. Literatuur
en mystiek, p. 75 ss. Questi autori la vorrebbero attiva alla fine del X secolo inizio del XV. Nel
corso del nostro lavoro torneremo su questo punto.
3 Si ricorda qui in modo particolare la critica di Peters che prende avvio dalla concezione dei testi
religiosi come "rappresentazioni tipologiche della vita religiosa. Anche su questo aspetto,
ritorneremo nelle pagine del nostro lavoro. PETERS, Religise Erfahrung, p. 52 in particolare.
4 VEKEMAN, Mystieke amazone, p. 64. Anche Reynaert indicava una figura femminile.
REYNAERT, De beeldspraak, p. 431-432.
7
,ade-i.c*. Esse corrispondono ai numeri 17!2" delle Mengeldichten Jletteralmente' poesie
#miste$K+ cosP come sono state suddi5ise nell2edizione di Oan /ierlo'
5
un corpus di
dimensione modica di tredici poesie+ corpus c*e puS ben essere distinto+ a moti5o di una
differenza nella 5ersificazione+ in due unit4' il gruppo delle Mengeldichten 17!24 e il gruppo
delle Mengeldichten 25!2". L2autore Jo gli autoriK 6 JsonoK anonimoJiK. Di incerta datazione+
secondo Oan /ierlo esse si colloc*erebbero alla fine del Q111 secolo+ al piR tardi agli inizi del
Q1O'
%
se accettiamo la collocazione temporale proposta per ,ade-i.c*+ la met4 del Q111
secolo+ e <uella proposta per <ueste poesie+ possiamo dire c*e <ueste ultime si collocano tra la
grande scrittrice e poetessa brabantina e Lan 5an 8uusbroec J 13;1K. Tino ad oggi <uesto
corpus di poesie non 6 stato di fre<uente oggetto di ricerca. Corpus disposto+ anc*e
fisicamente+ nei manoscritti+ a margine dell2opera di ,ade-i.c*+ 6 stato oggetto di attenzione
nei momenti in cui si studia5a l2opera della grande poetessa e scrittrice. )on sono <uindi
mancati contributi di ricerca su <ueste poesie+ ma fino ad oggi 6 mancato uno studio
complessi5o c*e le prendesse in considerazione in modo esclusi5o. 9i de5ono perS nominare
due eccezioni' l2opera del certosino erudito 0orion c*e nel 1"54 tradusse <ueste poesie
integralmente in francese fornendo anc*e un prege5ole+ anc*e se bre5e+ studio al loro
riguardo
7
e il la5oro della studiosa /urD Lansen+ *he Measure o# Mystic *hought J1""1K c*e+
applicando un metodo di analisi statistica <uantitati5a+ prese anc*e in considerazione il
corpus.
Eppure nel corpus della pseudo!,ade-i.c* si tro5ano i bei 5ersi c*e tanti fiamming*i
conoscono a memoria' Alle dinghe4 Si(n mi te inghe4 5c ben so 3i(t ! 5ersi c*e noi abbiamo
tradotto con #>utte le cose3 /i sono troppo strette'3 9ono cosP 5astaU$ !.
;
V curioso osser5are
come i piR credano c*e si tratti di ,ade-i.c*+ della sua poesia' in5ece no+ si tratta della nostra
anonima pseudo!,ade-i.c*. 1noltre le poesie di <uesto corpus+ e alcune in modo particolare+
destarono l2attenzione di piR di un celebre autore c*e non mancarono di ispirare. Le poesie
anonime della pseudo!,ade-i.c* furono infatti conosciute attra5erso la traduzione in francese
c*e nel 1"54 fu proposta dal certosino 0orion+ come gi4 sappiamo. Lacan conobbe <ueste
poesie ed 6 stato notato il suo debito 5erso la mistica beg*inale'
"
il concetto di mancanza+ c*e
occupa un posto centrale nel suo pensiero+ 6 l2eccellente tema della prima delle poesie del
5 HADEWJCH, Mengeldichten (1952).
6 p. XXX.
7 HADEWJCH D'ANVERS, Pomes des !guines. Ristampa del 1994: HADEWJCH D'ANVERS,
"crits mysti#ues.
8 PSEUDO-HADEWJCH, Poesie Miste, p. 55.
9 MURARO, Le amiche di Dio, p. 63, 122. LACAN, Le s!minarie li$re %%. Encore. Qui Lacan
nomina Hadewijch.
;
nostro corpus+ la /gd. 17. Di recente+ in un saggio sul filosofo WiXeD+ discepolo di Lacan+
sono un paio di 5ersi delle nostre poesie a 5enire citati+ in apertura dell2opera+ nella traduzione
c*e ne abbiamo dato+ nel 2::7+ in italiano. 9i tratta dei 5ersi cruciali attorno al concetto di
mancanza' #1n <uesta mancanza3 (isogna affondare$.
1:
7n altro autore+ ancora francese+ ad
apprezzare in modo particolarmente 5i5o le nostre anonime poesie fu de Certeau. )elle pagine
finali di 6abula mistica+ do5e egli pare proporre una 5era e propria meditazione concernente
la mistica e l2essere mistici+ sotto il nome di ,ade-i.c* N de Certeau+ come Lacan+ c*iama5a
,ade-i.c* anc*e la nostra pseudo!,ade-i.c* N egli cita solo e unicamente una serie di 5ersi
delle nostre poesie.
11
)ella pseudo!,ade-i.c* egli legge la tensione di c*i+ consape5ole di ciS
c*e gli manca+ mosso dal desiderio+ cerca instancabilmente.
1l nostro la5oro di ricerca *a preso spunto dalle parole con le <uali 8e@naert conclude5a+
in De beeldspraak van &ade3i(ch+ il suo importante contributo sulle poesie della pseudo!
,ade-i.c*. 8e@naert si auspica5a l2arri5o di uno studio del linguaggio metaforico di <ueste
poesie+ uno studio condotto mirando ai possibili #substrati$' contemplando cio6 ,ade-i.c*+
EcD*art+ 8uusbroec e forse anc*e altri mistici del Q1O secolo. 9copo precipuo di <uesto tipo
di studio+ secondo lo studioso+ sarebbe di togliere <ueste poesie dall2ombra di ,ade-i.c*. 7na
<uestione impellente+ infatti+ a proposito di <uesti componimenti poetici+ 6 <uella di
riconoscere e di circoscri5ere il posto indipendente c*e essi+ parlando ancora con le parole
dello studioso belga+ possono ri5endicare+ sulla base del loro significato storico!culturale.
12

)el dialogo con il dibattito storiografico precedente+ l2approccio a <uesto corpus si 6 costituito
tramite una serie di analisi di tipo formale e di tipo retorico!letterario. Esse *anno interessato
aspetti come l2indagine delle strutture ritmic*e c*e <ui 5engono utilizzate+ la disamina della
situazione comunicati5a c*e si registra in <uesto corpus+ considerazioni sul linguaggio
negati5o di cui <uesto corpus risulta particolarmente intessuto+ un2analisi della <uestione della
suddi5isione in di5ersi componimenti. 0arallelamente a <uesto+ il nostro la5oro si 6
imperniato in un2opera di indagine del messaggio dottrinale c*e informa <ueste poesie. Come
suggeri5a 8e@naert+ nell2ambito di una comparazione di elementi dottrinali abbiamo tenuto
conto delle dottrine di ,ade-i.c*+ di EcD*art e di 8uusbroec ma anc*e di /arg*erita 0orete+
di (eatrice di )azaret* e di alcuni poemi spirituali di natura speculati5a della fine del Q111 N
inizio del Q1O secolo. Cercando con <uesti strumenti di non perdere di 5ista anc*e la
<uestione di c*i a5rebbe composto <ueste poesie e in <uali ambienti esse potrebbero essere
10 Men moet crighen/ n dat ontbliven (Mgd. 17,19-20). POUND, iek. & '$ery( critical introduction,
p. vii. PSEUDO-HADEWJCH, Poesie miste, p. 4.
11 DE CERTEAU, )abula mistica, p. 352-353.
12 REYNAERT, De beeldspraak, p. 437.
"
sorte+ la comparazione con l2opera di 8uusbroec ci *a portati alla formulazione di una
possibile attribuzione.
1:
Capitolo I
Stato della ricerca attorno alle Mengeldichten 17-!
/ 10 1ibattito #toriogra%ico
nalizzando il manoscritto (russel+ EoninDli.De (ibliot*eeD+ 3:"3!"5+ cosiddetto
manoscritto #D$+ noto per contenere le /gd. 17!2" senza la presenza di alcun2altra opera di
,ade-i.c*+ lo studioso De Oooi.s nel 1":4 afferma c*e forse ci si potrebbe porre la
domanda se la seconda serie delle Mengeldichten sia effetti5amente di ,ade-i.c*.
13
1 la5ori
9nellen del 1":7+ dedicati a ,ade-i.c*+ contengono alcune osser5azioni a proposito delle
/gd. 17!2"M la studiosa riferisce delle impressioni per le <uali <ueste poesie forse non si
do5rebbero attribuire alla grande poetessa. 1n particolare la studiosa segnala in esse un
andamento piR leggero e un temperamento differente da <uello c*e si a55erte nelle altre opere
di poesia di ,ade-i.c*M il timbro della loro 5oce e l2andamento ritmico sono di5ersiM i 5ersi
sono forse piR poetici+ piR fluttuanti+ piR lieti e piR eterici nel tonoM non si incontrerebbe <ui la
tormentosa 5ita dell2anima com26 tipico in ,ade-i.c*. La studiosa afferma inoltre c*e in
<ueste poesie appaiono alcune #parole tipicamente mistic*e$ come genster JscintillaK+ vonk
Jfa5illaK+ levelecheit der ielen Jprincipio 5itale dell2animaK c*e altro5e in ,ade-i.c* non si
incontrano+ nB in poesia+ nB in prosa.
14
)el 1"12 appare la prima delle edizioni delle Mengeldichten a cura dell2erudito gesuita
Oan /ierlo. )ell2opera egli dic*iara+ senza fornire alcuna argomentazione+ c*e #la seconda
serie delle Mengeldichten+ c*e comun<ue non sono di ,ade-i.c*+ rappresentano la transizione
tra la mistica latina e <uella tedesca+ rappresentata da noi da 8uusbroec$.
15
V del 1"23 un
cruciale articolo di (ouman intitolato Die literarische Stellung der Dichterin &ade3i(ch/
L2autore apre e c*iude il suo contributo accennando alle posizioni discordanti sull2opera di
,ade-i.c* e sulla sua figura+ in particolare in riferimento al fatto c*e alcuni l2*anno c*iamata
o desiderata santa e altri in5ece la 5orrebbero identificare con l2eretica (loemardinne.
1%
1l
corpo principale dell2articolo dello studioso riguarda in5ece i precursori e gli esempi ai <uali
,ade-i.c* si sarebbe rifatta. (ouman contesta a Oan /ierlo il fatto di non a5er riconosciuto
la seconda serie delle Mengeldichten come opera di ,ade-i.c* e di non a5er fornito le pro5e
di <uesta scelta.
17
(ouman 6 con5into della loro autenticit4+ cio6 c*e esse siano da attribuirsi a
13 DE VOOJS, *erspreide, p. 56.
14 SNELLEN, +ad,igiana, p. 7. - HADEWJCH, Liederen $an +ade,i-ch, p. V.
15 HADEWJCH, Mengeldichten (1912), p. 176.
16 BOUMAN, Literarische .tellung, p. 271, 279.
17 Nota 1, p. 271.
11
,ade-i.c*M di conseguenza egli a5anza di parecc*i decenni la collocazione temporale della
poetessa. 9econdo lo studioso una parte delle Mengeldichten contiene una grande <uantit4 di
termini mistici accuratamente scelti+ come se il poeta si fosse impegnato a preparare i suoi
strumenti di la5oro per accostarsi ad una materia cosP ele5ataM
1;
<uesti termini dimostrerebbero
la corrispondenza con /eister EcD*art. Lo studioso fornisce un elenco di possibili
corrispondenze+ tutta5ia senza un do5uto approfondimento. 1n base ad esse la /gd. 27 di
,ade-i.c* sembrerebbe essere una parafrasi del 1on dem 2berschalle+ c*e egli attribuisce ad
EcD*art+ sia per <uanto riguarda il contenuto+ sia per le considerazioni+ sia per le
rappresentazioni. Le due strofe della medesima poesia con i sostanti5i astratti in rima in +heit
potrebbero essere il segno dell2influenza di EcD*art. La strofa iniziale della /gd. 2: sarebbe
documentata+ parola per parola+ in EcD*art. 0arole come over#ormet, overnatuerleke, vonke,
toeval, menich#uldicheit, onghe3esent, ledicheyt+ sarebbero ricorrenti presso il mistico tedesco
e il piR delle 5olte da lui create. nc*e nella Lettera 27 ,ade-i.c* si starebbe dilettando con i
#bei e nuo5i$ sostanti5i astratti in +heit+ come a55iene in EcD*art. 0ur ritenendo la seconda
serie delle Mengeldichten autentica+ (ouman in ogni caso afferma anc*e c*e <ueste poesie
#sembrano distanziarsi per un certo grado dalle altre opere di ,ade-i.c*$.
1"
Egli dic*iara c*e
nel confronto tra la /gd. 2%+ c*e *a come tema i po5eri di spirito+ e il sermone %eati
pauperes spiritu di EcD*art+ si rimane sorpresi per la forte corrispondenza nel contenuto e
nella realizzazione. La /gd. 1"+ inoltre+ pare essere scritta dopo la lettura della trentesima
predica di EcD*art. )eppure al di fuori dalle Mengeldichten l2uni5erso concettuale di EcD*art
non 5errebbe mai abbandonato.
La risposta di Oan /ierlo non si fa attendere a lungo. )ello stesso anno appare un articolo
dello studioso+ articolo destinato a di5enire importante+ a proposito delle nostre
Mengeldichten' esso porta il titolo &ade3i(ch en 7ckhart. 1l tono 6 polemico. Oan /ierlo
critica aspramente il saggio di (ouman e in particolare la tesi dell2influenza di EcD*art su
,ade-i.c*. Egli critica coloro c*e+ a riguardo della letteratura neerlandese+ #considerano
come un fondamentale dogma la dipendenza e l2impersonalit4 della nostra arte medie5ale$.
2:

8iferendosi a (ouman cosP egli reagisce' #>utto de52essere spiegato attra5erso EcD*art'
EcD*art 6 per lui la grande sorgente+ a cui non solo 8uusbroec+ ma anc*e ,ade-i.c*+ *a
be5uto a grandi sorsiU De5e a5er be5utoU$
21
Oan /ierlo nel suo articolo pro55ede finalmente
ad esporre le sue argomentazioni contro l2autenticit4 delle /gd. 17!2". Le indica come gruppo
18 p. 272.
19 p. 273.
20 VAN MERLO, +ade,i-ch en Eckhart, p. 1139.
21 p. 1139.
12
a sB stante+ tutta5ia le definisce come appartenenti alla #scuola di ,ade-i.c*$' con <uesta
affermazione egli d4 il 5ia ad una tradizione. Egli dic*iara l2influenza di EcD*art+ in essa+
strettamente limitata. /a 5ediamo come. 9econdo lo studioso le /gd. 17!2" #formano
assieme una unit4 a sB stante$M
22
Oan /ierlo c*iama in causa la testimonianza dei manoscritti
Jle /gd. 17!2" non sono presenti nel manoscritto + il piR anticoM nei manoscritti ( e C
attra5erso le rubric*e 5iene segnalato c*e dalla /gd. 17 inizia una nuo5a serieM il manoscritto
D+ nel <uale esse sono presenti+ non contiene nessun2altra opera di ,ade-i.c*K tutta5ia la sua
attenzione maggiore 5a alla dottrina in esse contenuta' #1n <ueste poesie a sB stanti 5engono
omaggiate totalmente altre forme e rappresentazioni mistic*e+ rispetto alla restante opera di
,ade-i.c*$.
23
0er Oan /ierlo <ui ci si tro5a in ciS c*e comunemente 5iene indicata come
speculazione tedesca. Egli critica l2operazione di (ouman di e5idenziare+ nella /gd. 27+ le
parole c*e sono presenti nel poema ecD*artiano 1on dem 2berschalle8 ricorda la tesi di
(ouman per la <uale la /gd. 27 sarebbe una parafrasi del poema ecD*artiano citatoM egli
sostiene c*e le parole indicate da (ouman non sarebbero affatto le parole piR tipicamente
ecD*artiane mentre non appaiono sottolineate altre parole c*e in5ece sarebbero
specificatamente germanic*e. Oan /ierlo presenta sommariamente la dottrina mistica delle
/gd. 17!2" e afferma' #&uesta mistica+ c*e modella 8uusbroec+ 6 per contro interamente
estranea alla restante opera della nostra 5isionaria. )iente di ciS si potr4 incontrare altro5e
presso di lei+ per lo meno proposto in <uel modo e in <uella forma. Essa 6 anc*e molto piR
begardica e <uietistica' alcune poesie perfino si potrebbero difficilmente scagionare da
<uietismo J...K. /a la mistica di ,ade-i.c* 6 piR combatti5a+ piR energetica$.
24
E poi' #&uesto
non significa c*e tra la mistica *ade-i.c*iana e <uesta esiste un abisso. Essa ne 6 una ulteriore
elaborazione' ma una tale elaborazione c*e ri5ela un totalmente altro spirito.$
25
9econdo Oan
/ierlo <uesto 6 in sB un argomento decisi5o per non lasciare piR a lungo la seconda serie delle
poesie sotto il nome di ,ade-i.c*. 8iferendosi a EcD*art in un passo Oan /ierlo dic*iara'
#)on 6 <ui il luogo per dilungarsi ulteriormente' se la nostra tarda mistica neerlandese assume
gi4 da EcD*art le nuo5e rappresentazioni e concetti+ e se forse EcD*art stesso non abbia gi4
preso in prestito molto dalla precedente a lui mistica neerlandese. lcune espressioni
ecD*artiane *anno tutta5ia piuttosto un determinato suono neerlandese+ piR c*e <uelle
neerlandesi ne abbiano uno tedesco Jper es. ledigheit, blootheid, genster+ ecc.K$.
2%
utori come
=ters+ 0orion e piR tardi 8u* ritorneranno su <ueste sentenze di Oan /ierlo denunciandone
22 p. 1140.
23 p. 1140.
24 p. 1142-1143. Corsivo nel testo originale.
25 p. 1143.
26 p. 1143.
13
l2inesattezza.
Oan /ierlo si sofferma poi su un2altra osser5azione di (ouman+ <uella per cui ,ade-i.c*
nella Lettera 27 gioc*erebbe con sostanti5i astratti dal suffisso in +heit+ secondo l2esempio di
EcD*art. 0er Oan /ierlo <uesto dimostrerebbe <uanto occorra cercare lontano+ al di fuori
delle Mengeldichten, per a55istare un2influenza ecD*artiana. 1noltre per lo studioso (ouman
non a5rebbe capito la particolarit4 dei sostanti5i astratti dal suffisso in +heit di EcD*art.
EcD*art a5rebbe formato <uelle parole per esprimere concetti metafisici astratti+ mentre
totalmente altre sono le parole usate da ,ade-i.c* nella sua Lettera 27+ e altro5e. 0erciS Oan
/ierlo conclude c*e nella seconda serie delle Mengeldichten #la presunta influenza tedesco!
ecD*artiana rimane cosP strettamente limitata J...K$.
27

C26 da ricordare inoltre la #<uestione cronologica$. Oan /ierlo dimostra come sia
cronologicamente impossibile parlare di un2influenza di EcD*art su ,ade-i.c* 5isto c*e
<uest2ultima+ secondo determinate argomentazioni+ do5rebbe a5er 5issuto attorno alla seconda
met4 del Q111 secolo e c*e EcD*art scri5e la sua prima opera nel 13:7+ o forse <ualc*e anno
prima. Oan /ierlo tro5a c*e (ouman+ per compro5are la sua tesi+ a5rebbe do5uto confutare le
argomentazioni c*e determinano cronologicamente l2esistenza di ,ade-i.c*.
Oi sono anc*e altre argomentazioni c*e Oan /ierlo adduce per dimostrare c*e le /gd.
17!2" non sarebbero opera di ,ade-i.c*. Le poesie sarebbero di una <ualit4 inferiore rispetto
alle opere della grande poetessa. Egli segnala una trascuratezza nella 5ersificazione' <uesta
lascerebbe a desiderare+ sarebbe molto meno curata e precisa dell2accurata e pura
5ersificazione c*e si incontra nelle "oesie stro#ische di ,ade-i.c*. Oan /ierlo indica inoltre
una #differenza nel 5ocabolario$' <uesto sarebbe di un carattere molto piR astratto di <uello
c*e si incontra nelle Lettere e nelle menzionate "oesie stro#icheM nelle /gd. 17!2" i sostanti5i
astratti abbonderebbero+ specialmente <uelli dal suffisso in +heit. Ci sarebbe inoltre un2intera
serie di parole nuo5e. Lo studioso suggerisce anc*e la presenza di un tono di bassa <ualit4 e di
uno spirito #borg*ese$M ci sarebbero cio6 una serie di #espressioni borg*esi$ c*e ,ade-i.c*
non a5rebbe mai utilizzato.
2;

Oan /ierlo conclude parlando esplicitamente di una #scuola$+ una scuola nata sulle tracce
dell2arte poetica *ade-i.c*iana. Egli dic*iara c*e #la seconda serie delle Mengeldichten
pro5engono da <uella scuola$.
2"
0er <uanto le forme e le rappresentazioni di <ueste poesie
siano di5erse dall2opera di ,ade-i.c*+ 5i 6 un ricordo+ forse lontano ma netto+ di ,ade-i.c*.
27 p. 1144.
28 p. 1149-1150. Riferendosi al corpo di Cristo la poetessa parla delle teenen, le dita dei piedi (Mgd.
18). L'immagine della taverna dell'amore (presente nella Mgd. 24) sarebbe realistica, priva di
buon gusto.
29 p. 1152.
14
#L2more Jde MinneK 6 ancora il piR alto$ osser5a Oan /ierloM #le immagini ca5alleresc*e di
prima non sono totalmente assentiM ma anc*e <ui si indi5idua l2imitazione. 0resso ,ade-i.c*
5engono percepite come autentica realt4M in <ueste Mengeldichten+ come del resto anc*e
presso 8uusbroec+ come ricordi e ripresa di una tradizione.$
3:
Oan /ierlo conclude in <uesto
modo' #La seconda serie delle Mengeldichten 6 sorta fra i discepoli piR recenti di ,ade-i.c*+
c*e *anno accolto e ulteriormente s5iluppato la sua dottrina mistica. Esse annunciano
8uusbroec.$
31
)el 1"52 esce la seconda edizione delle Mengeldichten curata ancora da Oan /ierlo. 1l
saggio introdutti5o esordisce nel modo rimasto celebre' #Le poesie 17!2" non sono piR di
,ade-i.c*$.
32
Oan /ierlo riporta molte delle argomentazioni illustrate nell2articolo di cui
abbiamo appena trattato+ &ade3i(ch en 7ckhart+ del 1"23. Egli dic*iara' #CosP 6 <uesta
poesia+ o meglio <uesta mistica+ certamente proseguimento di <uella di ,ade-i.c*+ comun<ue
anc*e con un2inclinazione+ perfino una forte inclinazione+ al <uietismo. )oi abbiamo <ui a c*e
fare con poesie dalla scuola di ,ade-i.c*+ la cui mistica 6 entrata sempre piR sotto l2influenza
della scolastica+ ma <uesta si 6 s5iluppata in una direzione piR <uietistica+ come anc*e il
domenicano EcD*art far4$.
33
Egli si c*iede se non si debbano distinguere+ in <ueste poesie+
differenti autori. 1n particolare le /gd. 25!2" potrebbero essere l2opera di un autore di5erso a
moti5o del cambiamento della struttura delle strofe e del 5erso ma anc*e a moti5o del
differente contesto' <ueste poesie suonerebbero #ancor piR <uietistic*e+ begardic*e delle
altre$. nc*e se #pro5engono comun<ue dagli stessi ambienti delle precedenti$.
34

Oan /ierlo opera alcune considerazioni a proposito della suddi5isione del corpus delle
poesie c*e egli ritiene poco sicura.
35
0er <uanto riguarda la datazione egli ritiene c*e la
seconda serie delle Mengeldichten possano risalire alla fine del Q111 secolo+ o al piR tardi
all2inizio del Q1O.
3%
Oi 6 un corto ma denso paragrafo c*e Oan /ierlo intitola' #1nfluenza di EcD*artY$ CosP lo
studioso si pronuncia' #La mistica di <ueste poesie 6+ per lo meno in molta della sua
terminologia+ strettamente affine a <uella di EcD*art c*e all2inizio del Q1O secolo predicS a
9trasburgo e a Colonia e in <uest2ultima citt4 morP nel 132;. Ira EcD*art 5iene generalmente
considerato come il padre della mistica tedesca. La domanda puS allora essere+ se <ueste
30 p. 1152-1153.
31 p. 1153.
32 "De gedichten 17-29 zijn niet langer van Hadewijch. HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p.
XXV.
33 p. XXV.
34 p. XXX.
35 p. XXX.
36 p. XXX.
15
poesie siano dipendenti da EcD*art+ o se EcD*art abbia forse gi4 conosciuto la nostra mistica
medio neerlandese. )on abbiamo nessuna pro5a di alcuna conoscenza di EcD*art <ui da noi
prima del 135:!%:+ <uando il (uon Cuoco e 8uusbroec a ?roenendaal iniziarono a inter5enire
contro la sua dottrina.
37
1noltre non c26 niente nelle nostre poesie c*e lasci supporre alcuna
influenza tedesca. Comun<ue molti dei nuo5i concetti nell2espressione concordano con <uelli
di EcD*art' bloot JnudoK+ blootheid Jnudit4K+ ledigheid J5uotezza!inatti5it4K+ vonke o gesterken
der iel Jfa5illa o scintilla dell2animaK+ overvormd JtrasformatoK+ ecc.M ma la pura forma medio
neerlandese di <ueste parole lascerebbe piuttosto concludere c*e EcD*art le abbia assunte
dalla nostra mistica. 1n un paio di poesie tedesc*e pre!ecD*artiane+ con la stessa struttura delle
strofe delle nostre+ 5ediamo anc*e gi4 espressi alcuni concetti+ c*e si considerano come
dottrina di EcD*art. 1noltre ora sappiamo c*e la nostra mistica fiorP prima di <uella tedesca$.
3;
9econdo gli orientamenti della cosiddetta Minnemystiek Jla #mistica dell2more$K l2more
mantiene+ in <ueste poesie+ il suo posto principale e il suo ruolo imprescindibile+ nota Oan
/ierlo. &ui si ritro5a il ser5izio incondizionato all2more Jde MinnedienstK cosP com26 in
,ade-i.c*+ anc*e se in modo non cosP ardente com26 nella grande poetessa e scrittrice. Oiene
mantenuta anc*e una mistica cristologica anc*e se risulta essere meno esplicitamente
s5iluppata+ ma semmai supposta. 9olo nella /gd. 1;+ a partire dal 5erso 271+ 5errebbe posto
l2accento sulla 5ita di Cristo e <uesto sarebbe un ricordo della de5ozione al 9acro Cuore+ c*e
fiorP 5i5acemente nei circoli beg*inali. La mistica di <ueste poesie sarebbe piR
intellettualistica e piR trinitaria rispetto a <uella delle opere di ,ade-i.c*. 1noltre tutto
ricorderebbe la conoscenza negati5a di Dio di Dionigi reopagita. Oan /ierlo conclude in
<uesto modo' #Di grande importanza per la conoscenza corretta di <uesta mistica 6 <uesto
carattere pseudo!dionisiano+ c*e rende la dottrina molto piR intellettualistica+ cosicc*B della
precedente mistica nuziale non resta <uasi niente. Da lP il grande posto c*e il ghedachte+
l2intelletto+ <ui occupaM mentre al contrario la parola ghebruken per il godimento della
massima beatitudine <ui si incontra appena. La somma beatitudine 6 la conoscenza in
on3etene sonder gront Jnell2 #inconoscenza$ senza fondoK$.
3"

=ters+ nel secondo 5olume della sua 9eschiedenis van de vroomheid in de -ederlanden
J9toria della piet4 nei 0aesi (assiK+ del 1"53+ nella lunga sezione c*e prende in esame #la piet4
speculati5amente orientata prima di 8uusbroec$+ dedica un capitolo alla seconda serie delle
37 l Buon Cuoco: si tratta di Giovanni di Leeuwen che si un alla comunit di Groenendaal e ne
divenne il cuoco. Fu anche autore di numerosi trattati.
38 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. XXX.
39 Trad. it.: nell/inconoscenza senza fondo0 Van Mierlo sta citando dalla prima strofa della Mgd. 25.
p. XXX.
1%
Mengeldichten/
:;
0er lo studioso le /gd. 17!2" della pseudo!,ade-i.c* J6 lui stesso a
battezzarla in <uesto modoK occupano il piR importante posto tra le poesie speculati5e nel
periodo di tempo c*e corre tra l2atti5it4 letteraria di ,ade-i.c* e l2apparire dei primi trattati di
8uusbroec. Egli rile5a come+ ad una prima lettura+ 5i siano moti5i per considerare le poesie in
oggetto come un unico corpo. 1 5ersi iniziali della /gd. 17 annuncerebbero c*e lP l2autore sta
per iniziare un nuo5o compito+ mentre l2ultima /gd. sarebbe+ a <uanto pare+ una conclusione e
un ringraziamento a Dio. >utta5ia anc*e secondo lo studioso si puS seriamente dubitare c*e le
/gd. 17!2" siano di uno stesso autore. Le differenze interne c*e egli rile5a riguardano la
struttura ritmica dei 5ersi+ il contenuto Jnelle /gd. 25!2" piR didattico e meno coin5olgenteK+
e in particolare i destinatari delle poesie stesse. 0er =ters il destinatario delle /gd. 17!24
sarebbe una persona de5ota della cerc*ia degli spiriti affini all2autoreM per le /gd. 25!2" non
sarebbe <uesto il caso+ esse non lascerebbero supporre una o piR persone a cui esse sarebbero
indirizzate. 9econdo lo studioso #,ade-i.c*+ c*e scrisse le "oesie stro#iche e le
Mengeldichten 1!1%+ non puS essere considerata come autrice nB delle /gd. 17!24+ nB delle
/gd. 25!2"$.
41
&uesto per la testimonianza resa dai manoscritti+ per la presenza di parole c*e
non appaiono nell2opera di ,ade-i.c* e per il riferimento ad un uni5erso concettuale estraneo
all2opera di <uest2ultimaM inoltre il ritmo leggero ed allegro risulterebbe nuo5o sia rispetto alle
"oesie stro#iche sia alle /gd. 1!1%. 0er lo studioso non c26 nessun2altra indicazione c*e
consenta di ipotizzare piR di due autori. Igni gruppo di poesie sembra omogeneo.
=ters si c*iede se il riferimento allo F-in nella /gd. 25 sia un2allusione ad un autore c*e
sarebbe da ricercarsi nelle Tiandre.
42
Egli ricorda c*e il fatto c*e lo F-in fosse conosciuto
anc*e da Dante s5ela come esso sia stato un luogo geografico ben conosciuto. Egli e5idenzia
come <uesto sia l2unico appiglio geografico c*e <uesti testi ci danno. 1nutilmente sarebbero da
ricercarsi allusioni ad una o ad un2altra 5icenda storica o a nomi di autoriM non si 6 a
conoscenza di c*i siano gli autori di ciascuno dei due gruppi di poesie ma =ters ribadisce
come sia c*iaro c*e l2autore delle /gd. 17!24 abbia una posizione di superiorit4 rispetto al
loro destinatario. L2autore sembra infatti parlare #sulla base di una e5identemente accettata
autorit4$.
43
0er <uanto concerne la dottrina spirituale =ters afferma c*e l2interesse dell2autore
o degli autori della seconda serie delle Mengeldichten riguarderebbe+ in modo fortemente
perseguito+ il rapporto ontologico dell2anima con Dio. &uesto parrebbe essere soprattutto 5ero
40 AXTERS, *roomheid. , p. 195-205.
41 p. 197.
42 Lo Zwin: l'insenatura marittima che nel Medioevo collegava Bruges al mare, facendone un porto
di centrale importanza in Europa. l processo di insabbiamento che iniziS nel Quattrocento
condusse allo spostamento delle vie commerciali e alla perdita per Bruges del ruolo di centro di
scambio.
43 AXTERS, *roomheid. , p. 198.
17
per le /gd. 17!24. Le /gd. 25!2" sarebbero meno coin5olte nel suddetto tema e anc*e la
creazione poetica sarebbe di un li5ello inferiore. =ters rimane in ogni caso dell2a55iso c*e la
5isione c*e <ueste poesie lasciano conoscere resta di un li5ello c*e raramente si incontra+
nella poesia religiosa. Egli osser5a come lo slancio e il linguaggio metaforico siano meno
appassionati e meno accurati rispetto a ciS c*e si incontra nelle "oesie stro#iche di ,ade-i.c*'
#>utta5ia l2intera 5ita spirituale resta cosP profondamente coin5olta nella speculazione e la
partecipazione 6 <ui ripetutamente cosP sincera+ c*e le Mengeldichten 17!2" della pseudo!
,ade-i.c* meritano un posto tra le migliori poesie metafisicamente orientate$.
44
=ters dedica il paragrafo finale del suo studio alla <uestione delle fonti. Egli lo giudica
un problema c*e si pone in condizioni molto sfa5ore5oliM ne indica le cause nell2assenza di
<ualsiasi riferimento c*e permetta una datazione e di <ualsiasi indicazione di nomi di autori.
9econdo lo studioso due sono i principali punti di affinit4+ per le /gd. 17!2"' l2opera di
/eister EcD*art e <uella di Lan 5an 8uusbroec. Iccorrerebbe pertanto tenere conto di due
ipotesi diametralmente opposte' o l2opera di /eister EcD*art e <uella di Lan 5an 8uusbroec
sarebbero state per le /gd. 17!2" due fonti principali+ oppure le Mengeldichten in <uestione
do5rebbero essere 5iste come una fonte+ della <uale EcD*art e 8uusbroec si sarebbero ser5iti.
=ters accenna anc*e ad una terza possibilit4' <uella per cui EcD*art+ 8uusbroec e l2autore
delle /gd. 17!2" a5rebbero usato le medesime fonti+ e in tal caso la loro affinit4 si ri5elerebbe
essere un2affinit4 di fonti.
0er <uanto riguarda il rapporto tra le /gd. 17!2" e l2opera di 8uusbroec+ 6 per =ters #piR
credibile$ c*e #la creazione poetica della pseudo!,ade-i.c* abbia procurato allo sciolto
discorso didattico di 8uusbroec una <uantit4 di concetti e di termini piuttosto c*e pensare c*e
dai termini in un certo senso sparsi dell2opera di 8uusbroec sarebbe cresciuta la bella unit4
della poesia$.
45
0er <uanto concerne l2altra ipotesi+ cio6 il rapporto delle /gd. 17!2" con
l2opera di EcD*art+ =ters nota c*e in molti casi le /gd. 17!2" ricordano molto c*iaramente
testi c*e sono giunti sotto il nome di EcD*art o anc*e le tesi di cui egli fu incolpato nel
processo di Colonia. >utta5ia il tema resta per lo studioso #un compito difficile da
realizzare$.
4%
8ifacendosi alle posizioni di Oan /ierlo+ se egli da un lato afferma c*e #la
pseudo!,ade-i.c* do5r4 a5er attinto dagli scritti ecD*artiani$+ dall2altro in particolare
riferendosi ai piR tardi scritti del mistico tedesco+ egli dic*iara la tesi opposta+ cio6 c*e #la
pseudo!,ade-i.c* potrebbe essere la fonte e il testo tedesco 5ice5ersa colui c*e prende in
44 p. 200.
45 p. 202.
46 p. 204.
1;
prestito$.
47
)ell2ultimo paragrafo =ters tratta della terza possibilit4. #>utta5ia c26 nel frattempo
ancora un2altra possibilit4. 1l parallelismo tra l2opera di /eister EcD*art e le /gd. 17!2" della
pseudo!,ade-i.c* tro5a forse ancora la sua piR soddisfacente spiegazione nel fatto c*e la
speculazione mistica nel settore brabantino!renano sarebbe nata prima di <uanto finora molti
pensano$.
4;
Egli riferisce due esempi' l2inno trinitario Drei#altigkeitslied+ sorto gi4 prima della
fine del Q111 secolo e c*e egli definisce #un annuncio$ della mistica di EcD*artM alcuni assunti
pro5enienti dalla Compilatio de novo spiritu+ c*e risale al 12%: circa+ con i <uali #sia EcD*art
c*e pseudo!,ade-i.c* con5erranno$.
4"
Le conclusioni a cui lo studioso arri5a rimangono
all2interno di <uesta terza possibilit4' #EcD*art e pseudo!,ade-i.c* si sono forse riallacciati+
nel trattamento di determinate tesi teologic*e+ cosP come nell2uso di determinati termini
mistici+ ad una tradizione gi4 piR 5ecc*ia di decine d2anni$.
5:
)ello stesso secondo 5olume della sua 9eschiedenis van de vroomheid in de -ederlanden
=ters dedica un paragrafo al #8eciproco rapporto dei testi mistici prima dell2atti5it4 del beato
Lan 5an 8uusbroec$.
51
9econdo lo studioso un certo numero di testi mistici+ prima della
comparsa letteraria di 8uusbroec+ sarebbero+ dal punto di 5ista della dottrina+ strettamente
affini. Egli sottolinea come la loro reciproca affinit4 emerga in ogni caso ancor piR c*iara
osser5ando la scelta lessicale. #CosP noi incontriamo i molto caratteristici termini bloot JnudoK
e blootheid Jnudit4K+ enicheit Junit4K+ #orme JformaK e #ormeloos Jpri5o di formaK+ minneloos
Jpri5o di amoreK e 3erkeloos Jpri5o di operaK+ yet J<ualcosaK e niet JnienteK+ ledich J5uoto e
inatti5oK+ ledicheit Jstato di 5uotezza e di inatti5it4K+ e verledeghen Js5uotare+ liberareK+ vonke
Jfa5illaK+ 3ise JmodoK e sonder 3ise Jsenza modoK sia nei due piccoli trattati contenuti nel
codice biblico delle Tiandre Iccidentali del 134; c*e nei 9aesdoncksche *raktaten e nelle
/gd. 17!2" della pseudo!,ade-i.c*.$
52
/a per =ters #dispone ancor piR a riflessione c*e
noi incontriamo e<ui5alenti termini per la maggior parte di <uesti caratteristici termini
germanici nel trattato di lingua romanza Mirouer des simples ames$.
53
#0er concetti
pienamente germanici come il conosciuto sonder middel Jsenza mezzoK delle Mengeldichten
J/gd.1"K della nostra pseudo!,ade-i.c*+ /arg*erita 0orete usa solo la trascrizione di lingua
romanza sans moyen. 0er il sonder 3aeromme Jsenza perc*BK delle Mengeldichten J/gd. 1;K+
ella usa la trascrizione di lingua romanza sans pourquoy+ sans nulpourquoy. 0erfino per il
47 p. 204.
48 p. 204.
49 p. 204.
50 p. 204-205.
51 p. 208-213.
52 p. 209.
53 p. 209.
1"
molto inconsueto een verre bi Juna lontana 5icinanzaK dalla Mengeldicht 17 della pseudo!
,ade-i.c*+ ella *a l2e<ui5alente loingpres. La terminologia usata tiene ancor piR strettamente
insieme i testi mistici della prima met4 del <uattordicesimo secolo c*e le piR fondamentali
idee.$
54
V del 1"54 l2opera del certosino francese 0orion &ade3i(ch d'Anvers/ "o<mes des
%guines. Egli traduce un certo numero di poesie scelte tra le "oesie stro#ische e le
Mengeldichten 1!1%+ collocandole in una sezione intitolata #0o6mes spirituels$M il suo
interesse maggiore 6 perS per le Mengeldichten 17!2" c*e traduce+ con una traduzione a tratti
libera+ integralmente e c*e colloca in un2altra sezione c*e egli intitola #)ou5eau= po6mes$.
ccanto alle traduzioni 0orion compie un bre5e ma denso studio introdutti5o offrendo alcune
note sul mo5imento e sulla letteratura beg*inali in generale e sulle opere di ,ade-i.c* in
particolareM egli si sofferma in un paragrafo sulle /gd. 17!2". 0er 0orion 6 fuor di dubbio il
fatto c*e non sia ,ade-i.c* l2autrice dei #)ou5eau= 0o6mes$. Egli reputa <uesti ultimi
#insieme interessanti sotto parecc*i aspetti e di una grande bellezza$ ma di5ersi dalle poesie
di ,ade-i.c* #per lo spirito e lo stile$+ per #un arricc*imento della lingua+ una certa
e5oluzione dell2atteggiamento interiore$.
55
Li giudica inoltre #piR 5icini al Miroir+ come
dottrina+ c*e a ,ade-i.c*$.
5%
Iccorre <ui dire c*e secondo Oerde@en 0orion sarebbe stato il
primo a rile5are la stretta affinit4 tra le /gd/ 17!2" e il trattato Miroir des simples ames.
0robabilmente perS il primo fu =ters.
57
L2attenzione di 0orion 6 ri5olta all2ambiente di origine di <uesti testi e alla tradizione ai
<uali essi appartengono' secondo lo studioso essi sono l2opera di una contemplati5a c*e
sarebbe appartenuta al medesimo ambiente beg*inale di ,ade-i.c*M riferendosi ai manoscritti
c*e li contengono egli dic*iara c*e #tutto porta a credere c*e essi abbiano un2origine comune+
non di persona senza dubbio+ ma di ambiente e di tradizione.$
5;
E il fatto c*e 8uusbroec citi
nelle sue opere sia i testi di ,ade-i.c* sia le /gd. 17!2" ne fornirebbe un2ulteriore pro5a.
0orion sottolinea in effetti ripetutamente il 5alore c*e <ueste poesie ebbero per 8uusbroec'
#tutto ci porta a pensare c*e egli le stimasse altamente e le tenesse a memoria$.
5"

)el corso del suo studio 0orion arri5a ben presto a parlare di due tipi di mistica+ una
mistica nuziale e una mistica dell2Essenza Jo anc*e mistica affetti5a e mistica speculati5a o+ in
tedesco+ %rautmystik e $esenmystikK. 0ur a55ertendo c*e l2opposizione si ri5ela pro55isoria e
54 p. 210.
55 Citiamo dall'edizione del 1994: HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 9, 62.
56 p. 18.
57 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 437. Si vedano, nelle nostre pagine precedenti, le osservazioni
dello studioso in merito.
58 HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 63.
59 p. 63.
2:
superficiale egli rile5a' #C*e si oppongano in un senso+ lo si puS concedere' l2una
compiacendosi di onorare i mezzi dell2unione+ e concependo <uesta stessa come un dialogo
eterno+ l2altra piR desiderosa di superare gli intermediari+ correndo all2abisso dell27nit4 do5e
s5aniscono+ come lo dir4 5olentieri Lan 5an 8uusbroec+ #le persone+ i modi e i nomi$$.
%:
Lo
studioso colloca l2intera opera di ,ade-i.c* nella mistica nuzialeM per <uanto riguarda i
#)ou5eau= 0o6mes$ egli sostiene in5ece c*e essi ci presentano la mistica dell2Essenza <uale
si sarebbe diffusa negli ambienti beg*inali #sotto una forma raffinata di trasparenza e di
purezza$.
%1
1n essi si tro5erebbero termini ed espressioni caratteristici della tendenza
speculati5a tedesca e neerlandese del Q1O secolo. Lo studioso li definisce inoltre come #una
delle piR pure espressioni della corrente spirituale di cui /eister EcD*art 6 con 8uusbroec il
rappresentante piR conosciuto+ ma non l2iniziatore$.
%2

8iferendosi alla mistica dell2Essenza 0orion e5idenziando c*e <uando se ne 5uole a5ere la
formula sistematica ci si riferisce generalmente all2opera di /eister EcD*art+ sottolinea come
#5ia 5ia c*e si a5anza5a nell2esame delle correnti spirituali del Q111 secolo+ ci si 6 resi conto
c*e la maggior parte dei temi #ecD*artiani$ erano rappresentati dagli spirituali una o piR
generazioni prima c*e il domenicano li integrasse nella su opera$.
%3
0orion e5idenzia come sia
<uasi certo c*e il Miroir des simples ames sia un2opera pre!ecD*artiana e come pertanto esso
costituisca una testimonianza importante dello s5iluppo della mistica dell2Essenza+ agli inizi
del Q1O secolo+ in un ambiente di contemplati5e. 0orion ricorda inoltre come ?rundmann
abbia osser5ato c*e le due proposizioni della beg*ina /arg*erita 0orete per le <uali fu messa
al rogo si ritro5ino in EcD*art.
%4

Lo studioso cerca di tracciare i luog*i dottrinali c*e caratterizzano la mistica dell2Essenza'
i mezzi 5ogliono essere superatiM l2atteggiamento fondamentale 6 la ricerca dell2immediatoM c26
una ricorrenza dell2espressione sonder middel Jsenza mezzoKM il superamento 5iene esteso alle
parole+ alle ragioni+ ai segni+ alle opere e alle 5irtRM le distinzioni personali de5ono 5enir
meno+ nell27nit4M nell2anima si registra un certo distacco dall2agire.
0orion non manca di riflettere sulla <uestione della datazione delle Mengeldichten <ui in
oggetto e su <uella+ delicata+ dell2influenza della mistica tedesca. Egli ricorda+ ma senza
acconsentire+ come Oan /ierlo sia incline a crederle pre!ecD*artiane. )ota+ a riguardo+ le
oscillazioni di =ters a <uesto proposito+ c*e se da una parte non rifiuta l2assunto di Oan
/ierlo+ dall2altra segnala elementi propensi a fare pre5alere l2opinione contraria. 0orion 6 del
60 p. 23.
61 p. 32.
62 p. 61.
63 p. 66.
64 p. 31.
21
parere c*e si possa riconoscere in esse un2eco dell2insegnamento di EcD*art+ il #missing link
degli studi rusbroc*iani$ c*e de5e collegare in <ualc*e modo l2opera di 8uusbroec con la
predicazione di EcD*art.
%5
0orion sottolinea infatti c*e non sembra c*e 8uusbroec abbia
conosciuto direttamente i suoi sermoni. >utta5ia per 0orion *a maggior 5alore l2appartenenza
di <ueste poesie ad una tradizione beg*inale' #0er <uanto <uesti raffronti siano note5oli+ per
<uanto sia incontestabile la parentela c*e essi manifestano tra i testi confrontati+ 6 opportuno
notare la differenza di registro. Le Mengeldichten sono piR 5icine a 8uusbroec c*e ad
EcD*art' esse continuano Jo riprendonoYK la tradizione di (eatrice e di ,ade-i.c*+ attra5erso
un felice e<uilibrio tra il piano affetti5o e il piano teorico J...K$.
%%

0er 0orion 6 da ritenersi probabile un prestito tra l2ambito tedesco e l2ambito neerlandese+
in un senso o nell2altro. Egli arri5a a <ueste conclusioni attra5erso il confronto tra la /gd. 17 e
il trattato ecD*artiano 1on dem 2berschalle e <uello tra la /gd. 2% e il sermone %eati
pauperes spiritu di EcD*art.
Lo studioso elenca poi alcune espressioni cruciali. 9i sofferma in particolare
sull2espressione sans pourquoi nella <uale si penserebbe di 5edere una particolarit4 tutta
ecD*artiana' si tratta in5ece di un2espressione di (eatrice di )azaret*+ la <uale traduce a suo
modo (ernardo di C*iara5alle. Egli rile5a come <uesta espressione abbia gi4 passato nelle
5icinanze dell2anno 13:: due frontiere linguistic*eM la si incontra infatti nel Miroir des
simples ames e nella lauda . amor de povertate+ forse di Lacopone da >odi. Lo studioso
ragiona poi sulla /gd. 2%M circa la somiglianza tra <uesta e il sermone di EcD*art %eati
pauperes spiritu+ egli dic*iara c*e essa non basta affatto a pro5are una filiazione+ sembrando
il tema della po5ert4 di spirito+ trattato nei termini caratteristici della mistica speculati5a+ sia
stato un luogo comune degli spirituali di <uesta tendenza. 0orion ne traccia bre5emente la
storia. Lo studioso giudica il problema della datazione dei #)ou5eau= 0o6mes$ in rapporto
alla predicazione dei domenicani di ?ermania di importanza secondaria. CiS c*e 6 degno di
attenzione #6 l2antic*it4 e la continuit4 del dialogo tra i teologi e gli spirituali c*e c*iede5ano
loro di interpretare o di dirigere le loro esperienze. 1n <uesta con5ersazione storica 6
impossibile precisare ciS c*e ogni parte *a rice5uto e dato J...K$.
%7
Egli afferma inoltre c*e la
fonte 6 spesso zampillata #negli ambienti meno carcic*i di scienza teorica+ presso beg*ine o
monac*e dall2intelligenza 5ergine e dal cuore generoso$.
%;
#)on c26 posto <ui per la nozione di
propriet4 intellettuale$
%"
M 0orion c*iama in causa ?rundmann+ c*e lo a5rebbe gi4 notato. Lo
65 p. 64.
66 p. 203.
67 p. 70.
68 p. 70.
69 p. 70.
22
studioso conclude la sua analisi in <uesto modo' #1 #0oemi 9pirituali$ sono l2opera di una
beg*ina dei 0aesi (assi+ composti 5erso il 125: J...K. V uno dei primissimi monumenti della
poesia lirica in lingua fiamminga+ ed 6 gi4 la trasposizione Jo la restituzioneK della poesia
cortese al dominio dell2amore di5ino. &uesti testi appartengono alla mistica nuziale' l2autore+
,ade-i.c*+ offre d2altro canto delle tracce della tendenza speculati5a+ ma non appartiene
affatto a <uesta$.
7:
#La seconda raccolta J...K pare di un2altra beg*ina fiamminga+ piR recente.
)oi non possiamo fissare le sue date e ignoriamo+ in particolare+ se ella abbia gi4 conosciuto
in <ualc*e modo la predicazione di EcD*art. /a se si prende in considerazione l2insieme della
letteratura spirituale tedesca e fiamminga di <uesta epoca+ con i rapporti intimi e reciproci c*e
appaiono tra di loro fin dall2inizio+ si de5e con5enire c*e il dato c*e ci manca 6 secondario' ciS
c*e fa l2importanza dei #)ou5eau= 0o6mes$ 6 la purezza e la c*iarezza con la <uale essi
rappresentano la mistica speculativa delle beghine Je dei loro consiglieri spiritualiK nella
generaione che ha preceduto quella di 0uusbroec+ e in un documento da cui si 6 ispirato
parecc*ie 5olte l2incomparabile maestro$.
71

bbondanti e ricc*e di informazioni sono poi le note c*e accompagnano la traduzione.
0orion mette in risalto i parallelismi delle /engeldic*ten in oggetto con testi tedesc*i e
neeerlandesi del Q1O secolo+ in particolare con testi ecD*artiani e con l2opera di 8uusbroec.
Oerso la fine del suo la5oro lo studioso afferma c*e comun<ue #la tradizione c*e 5a da
,ade-i.c* all2autore dei -ouveau, "o<mes+ e da <uesti a 8uusbroec+ 6 continua e diretta+
<ualun<ue possa essere l2apporto della corrente speculati5a di ?ermania$.
72
nc*e 0orion nota c*e la poesia 2"+ l2ultima+ si presenta come un commiato+ e c*e la
prima+ d2altro canto+ segna esordioM in <uesti due fatti si puS 5edere una ragione per
considerare le /gd. 17!2" come un tutto e per ipotizzare l2esistenza di un unico autore. )ella
sua analisi+ ad un certo punto+ lo studioso ipotizza c*e l2autore delle /gd. 17!2" sia una
donna+ e lo fa riferendosi ad un senso femminile+ pratico+ c*e egli indi5iduerebbe in <ueste
poesie. Esse sarebbero caratterizzate da #un felice e<uilibrio tra il piano affetti5o e il piano
teoricoM una sorta di buon senso pratico N femminile+ senza dubbio N accompagna <ui la piR
audace speculazione$.
73
ncora' #la beg*ina conser5a nel suo slancio metafisico un senso del
reale+ un umore delicato c*e noi non tro5iamo affatto nei testi medio!tedesc*i+ e c*e danno un
carattere particolare a <uesta raccolta$.
74
La ?uarnieri+ autrice di !l movimento del Libero Spirito+ del 1"%5+ nota come tra l2ultimo
70 p. 74-75.
71 Cio Ruusbroec; corsivo nel testo originale; p. 75-76.
72 HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, n. 5 p. 208.
73 n. 2 p. 203.
74 n. 4 p. 207.
23
<uarto del Q111 secolo e il primo del Q1O appaia un2abbondante letteratura+ spesso anonima+ in
5olgare+ dotata tal5olta di alto 5alore poetico e soprattutto mistico+ caratterizzata da #una
stupefacente unit4 di ispirazione+ considerata la distanza geografica$.
75
>ale letteratura 5a
dalle Laudi .acoponic*e e dalle poesie pseudo!francescane alle Mengeldichten 17!2" della
pseudo!,ade-i.c*+ dal Miroir des simples ames di /arg*erita 0orete e dal Drei#altigkeitslied
edito da 0reger e da (artsc* ai 9aesdoncksche *raktaten.
7%
&uesta letteratura rimane non
tanto apocrifa+ <uanto clandestina+ e non ri5ela sempre gli autori. 9econdo la ?uarnieri #in
<uesti scritti+ le dottrine del #libero spirito$ non sono esposte o difese per se stesse+ ma esse 5i
tro5ano un terreno fa5ore5ole$.
77
L2autrice riferendosi alle pagine di una pseudo!,ade-i.c*+ di
uno pseudo!Lacopone+ di una 0orete e di uno pseudo!EcD*art+ osser5ando l2anonimato di
<uesta letteratura+ si pone ironicamente la domanda' #ma sono tutti pseudoY$.
7;
La ?uarnieri
afferma come il mo5imento del Libero 9pirito sia stato l2erede piR radicale+ insieme con gli
spirituali+ del mo5imento apostolico e pauperistico sorto intorno al /illeM spesso i suoi
seguaci si sono c*iamati #frates de 5era+ de alta+ de altissima paupertate$ o po5eri in spirito+ in
senso mistico.
7"
&uesto 6 il caso+ secondo la studiosa+ del significato del sermone %eati
pauperes spiritu di EcD*art ma anc*e di <uello della lauda LQ . amor de povertate di
Lacopone e di <uello della /gd. 2% della pseudo!,ade-i.c*. La studiosa riporta ed accosta i
tre scritti.
;:
Della <uestione dell2apporto della mistica araba in Iccidente la ?uarnieri+ conscia
della 5astit4 del tema+ delinea solo alcuni aspetti+ in particolare <uelli dei punti di contatto tra
il sufismo e il Libero 9pirito. <uesto riguardo la studiosa afferma c*e le poesie della
pseudo!,ade-i.c* lasciano intra5edere molti punti di contatto con la mistica araba Jil tema
della ta5erna mistica N presente nella /gd. 24 N sarebbe tipicamente di ispirazione arabo!
persianaKM dic*iara inoltre c*e tutta <uella letteratura anonima e in 5olgare di cui si 6 detto
a5e5a scopi simili' si tratta5a di canzoni a ballo+ sacre. #C*e cosP accadesse anc*e tra i
#laudesi$ italiani+ 6 risaputoM lo stesso de5e dirsi dei #danseurs$+ nonc*B dei begardi
dell2Europa centrale$.
;1
L2autrice afferma+ fra i 5ari aspetti osser5ati+ una concordanza anc*e
nelle espressioni piR tipic*e. d esempio al tema del puro amore degli arabi corrisponde in
Lacopone l2assunto c*e #la 5irtR non 43B perc*ene$+ il #sonder -aeromme$ della pseudo!
,ade-i.c* e di (eatrice di )azaret*+ il #sans nul pour<uoi$ nel Miroir+ il #sunder -arumbe$
75 GUARNER, 2l mo$imento, p. 384.
76 p. 384.
77 GUARNER, )rres du Libre Esprit, col. 1252.
78 GUARNER, 2l mo$imento3 p. 399.
79 p. 362.
80 p. 363.
81 p. 370. La Mgd. 26 cosP recita nella prima strofa: Maer si en moghen dit liedeki-n met mi niet
singhen (Ma non sanno cantare con me questo canto).
24
di EcD*art.
;2
8e@naert nella sua opera De beeldpraak van &ade3i(ch+ del 1";1+ nel capitolo dedicato ai
testi di dubbia autenticit4 si sofferma in un paragrafo sulle Mengeldichten 17!2".
;3

L2attenzione dello studioso 6 per l2uso metaforico dell2immagine della luce. >ale immagine
occupa all2incirca il medesimo posto c*e occupa in ,ade-i.c*+ tutta5ia #appare in modo
sufficientemente c*iaro c*e noi <ui abbiamo a c*e fare con un2altra personalit4 e soprattutto
con un2altra teoria mistica$.
;4
La luce come <ualit4 di Dio o a lui e<uiparata appare in <uesti
testi in modo piR consape5ole e piR deliberato+ come l2affermazione #?*i. si.t lic*t$ JOoi siete
luceK J/gd. 23K+ c*e non si incontra in ,ade-i.c*+ lascia intendere. 9e ,ade-i.c* considera la
luce <uasi esclusi5amente come un mezzo tra Dio e gli uomini+ <ui l2autore la considera come
uno scopo in sB+ <uasi come un e<ui5alente dell2enecheyt Junit4K stessa. Lo studioso nota c*e
nuo5a 6 la <ualificazione di edel=e> JnobileK data alla luce J/gd. 1; N /gd. 27K. Come
,ade-i.c* l2autore di <ueste poesie+ per l2immagine della luce+ pare essere ispirata dalla
(ibbia. nc*e la presenza di Dio nell2anima 5iene simbolizzata+ in <ueste poesie+ attra5erso la
luce. Lo studioso osser5a c*e #totalmente nuo5a in <uesto contesto 6 per contro l2immagine
ecD*artiana della scintilla animae$.
;5

0er lo studioso in <ueste poesie resta sconosciuta+ cosP come in ,ade-i.c*+ l2illuminatio
intellettualeM totalmente nuo5a rispetto a ,ade-i.c* si ri5ela essere l2attribuzione di una
illuminazione alla eenuoldicheit Jsemplicit4' /gd. 27K e l2uso dell2aggetti5o nudo riferito alla
luce J/gd. 22' nella nuda luceK. 0er 8e@naert l2ossimoro #doncker clare$ Joscura luceK+
presente nella /gd. 17+ in comparazione con il #nacht bi daghe$ di ,ade-i.c*+ di forte
impatto emozionale+ si ri5ela un2espressione #piatta e totalmente impersonale$ c*e *a in
comune con l2ossimoro della grande poetessa #solo ancora il nome della figura stilistica$.
;%
0er
lo studioso #del resto in generale <ueste poesie rispetto all2opera di ,ade-i.c* possono 5enire
caratterizzate come fredde e in un certo senso intellettualistic*e' la mancanza sia
dell2immagine metaforica del fuoco+ sia di <uella dell2ac<ua+ c*e nella nostra mistica
Z,ade-i.c*[ cosP spesso traducono gli aspetti affetti5i e fruiti5i dell2esperienza mistica+ 6 sotto
<uesto aspetto tipico$.
;7
0er <uanto riguarda il tema della vriheit Jlibert4K lo studioso osser5a
c*e in <ueste poesie+ <uando il contesto si presenta sufficientemente penetrabile al significato+
82 p. 371. La questione delle affinit con la mistica araba stata sottolineata per brevi cenni anche
da Porion citando la figura del mistico iraniano Hallj. Si veda HADEWJCH D'ANVERS, "crits
mysti#ues, p. 162, nota 3.
83 REYNAERT, De beeldspraak, p. 434-437.
84 p. 434.
85 p. 435. l riferimento alla Mgd. 27.
86 p. 436.
87 p. 436.
25
esso tro5a impiego in riferimento allo s5uotamento dello spirito 5isto come luogo di immagini
e figure e portatore di un2atti5it4 intellettuale. 0er <uanto riguarda l2aggetti5o nu3e Jnuo5oK+
esso 5iene pre5alentemente applicato ai sostanti5i mare Jannuncio+ messaggioK e verstaen
JcomprensioneK.
8e@naert dic*iara c*e #del resto <uesti testi non possono negare la loro appartenenza alla
#scuola$ di ,ade-i.c*$M
;;
<uesto a moti5o di elementi ed immagini c*e 5anno ripetutamente a
ricordare il di lei linguaggio metaforicoM anc*e altri tipici temi della grande poetessa appaiono
almeno una 5olta. 8e@naert conclude auspicando l2arri5o di uno studio del linguaggio
metaforico di <ueste poesie+ studio sensato c*e #le potrebbe togliere dall2ombra di ,ade-i.c*
e riconoscere loro+ come testimonianza della mistica della fine del Q111 secolo o dell2inizio del
Q1O+ il posto indipendente c*e esse sulla base del loro significato storico!culturale+ possono
ri5endicare$.
;"
)el 1";2 5engono pubblicati gli atti di un con5egno c*e ebbe luogo a (ru=elles dal 21 al
24 ottobre dell2anno precedente. >ra di essi+ un articolo dello studioso belga Oerde@en 6 di
centrale interesse per la nostra presente ricerca. Con <uesto articolo+ c*e porta per titolo .ver
de auteur van de Mengeldichten ?@ tot A:, la <uestione dibattuta ed irrisolta dell2attribuzione
delle Mengeldichten a ,ade-i.c* tro5a una di5ersa soluzione+ cio6 <uella del confronto con
un2altra autrice+ ancora di ambiente beg*inale+ appartenente perS ad un2area linguistica non
neerlandese. L2autrice 6 /arg*erita 0orete+ la sua opera Le miroir des simples ames. 1n ogni
caso secondo lo studioso belga il certosino 0orion sarebbe stato il primo ad osser5are la stretta
affinit4 tra le /gd. 17!2" e il trattato della beg*ina francese.
Lo studioso si propone di effettuare un confronto tra i due testi al fine di datare le
Mengeldichten in oggetto e di stabilire in <uale ambiente abbiano a5uto origine. )el suo
articolo Oerde@en si riferisce ad un poeta o ad una poetessa Jdichter=es>K non mancando+ in tal
modo+ di e5idenziare una <uestione c*e domanda ancora una ricerca ma non escludendo
tutta5ia l2ipotesi c*e si sia trattato di un2autrice. La <uestione+ per lo studioso+ 6 <uella di
indagare a <uale minneschool Jscuola dell2amoreK le /gd. 17!24 appartengano+ se a <uella di
,ade-i.c* o a <uella di /arg*erita 0orete. La sua prima operazione 6 <uella di indicare
alcune fondamentali differenze tra l2insegnamento di ,ade-i.c* e <uello della 0orete. >re
sono gli argomenti di comparazione' la reciprocit4 della relazione d2amore+ la considerazione
in cui 6 tenuta la ragione umana+ l2attenzione per l2umanit4 di Cristo e per le opere concrete di
5irtR e di carit4. Oerde@en e5idenzia come in <uesti argomenti le due autrici differiscano
88 p. 437.
89 p. 437.
2%
profondamente. #,ade-i.c* sottolinea la reciprocit4 della relazione d2amore+ 5uole con la sua
ragione e la sua intelligenza ricercare il mistero di Dio e 5uole ser5ire la maestosit4 di Dio
nelle buone opere+ come Cristo *a fatto durante la sua 5ita terrena. /arg*erita descri5e come
l2anima perda tutte le distinzioni nel fer5ore dell2amore di5ino. La ragione umana non puS nB
esplicitare nB penetrare <uesta esperienza. L2anima annientata de5e+ secondo /arg*erita+
rinunciare a tutte le 5irtR e a tutte le buone opere' essa de5e con la /addalena sedere ai piedi
di ?esR e lasciare illuminare dalla luce di Dio la sua piR profonda essenza.$
":
Colte le
differenze+ Oerde@en passa a ricercare a <uale delle due scuole le /gd. 17!24 debbano essere
assegnate. #,a <ui parola un seguace di ,ade-i.c* o un discepolo di /arg*eritaY$
"1
Oerde@en
per la sua analisi prende in esame alcune strofe delle Mengeldichten/ Egli sottolinea come
sulla reciprocit4 della relazione d2amore non 5enga detto nulla in nessun 5erso delle /g/
17!24. 0er <uanto concerne la ragione egli e5idenzia come in <ueste poesie si incontri lo
stesso accento sulla conoscenza negati5a di Dio c*e 6 presente nel trattato di /arg*erita.
Oerde@en osser5a inoltre come nelle Mengeldichten manc*i ogni positi5o apprezzamento
dell2atti5it4 ricercante della ragione e come allo stesso tempo manc*i ogni riferimento al
significato dell2umanit4 di ?esR. Egli nota infatti come a ?esR lP ci si ri5olga nella forma della
seconda persona in sole cin<ue strofe delle centosettanta. L2autore o l2autrice tende a parlare
piuttosto del ?esR celeste c*e comunica la sua luce di5ina e c*e porta le persone nella
contemplazione fino all2 #unit4 senza distinzione$ J/gd. 23K. Egli osser5a c*e se proprio di
opere si parla+ ciS riguarda la continua predicazione della maestosit4 di Dio' gi4 da <uaggiR
dobbiamo #lodare con gioia$ Dio J/gd. 1"K. #Di concrete opere di amore per il prossimo e del
duro ser5izio dell2a55entura dell2amore JminneavontuurK non se ne parla$.
"2
La ricerca+ s5olta
sui contenuti+ porta lo studioso a concludere c*e #la dottrina delle /gd. 17!24 si colloca piR
5icino all2opera di /arg*erita 0orete c*e alle opere di ,ade-i.c*.$
"3
Oerde@en osser5a come
possa essere difficilmente accettata l2ipotesi c*e l2autore o l2autrice delle Mengeldichten risulti
piR strettamente affine ad un2autrice francese piuttosto c*e ad un autore o ad un2autrice
brabantini. tal riguardo egli ricorda come studiosi come 0orion e 8u* abbiano gi4
dimostrato come i confini linguistici significarono solo un piccolo ostacolo nella reciproca
comunicazione tra le beg*ine europee. <uesto riguardo Oerde@en riporta alcuni esempi di
termini riscontrabili in ambiente beg*inale+ termini c*e si incontrano tanto nelle
/engeldic*ten <uanto nell2opera di /arg*erita 0orete. Oerde@en <uindi afferma' #Le /gd.
90 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 151-152.
91 p. 152.
92 p. 154.
93 p. 154.
27
17!24 appartengono pertanto alla stessa scuola dell2amore JminneschoolK del Miroir di
/arg*erita 0orete$. Egli le attribuisce ad #un anonimo poeta Jo poetessaK c*e 6 5issuto attorno
al 13::$.
"4

Lo studioso c*iude il suo articolo con due osser5azioni+ la prima delle <uali 6 utile alla
nostra ricerca. ,ade-i.c*+ /arg*erita e la pseudo!,ade-i.c* si sono espresse nella forma
della lirica cortese. La conseguenza 6 c*e i loro la5ori+ ad una prima lettura+ paiono
assomigliarsi fortemente fra di loro. >utta5ia Oerde@en sottolinea come il messaggio spirituale
delle tre autrici sia molto differente.
9tudi in direzione dell2ipotesi annunciata in <uesto articolo+ <uella cio6 per cui esisterebbe
una stretta affinit4 tra le Mengeldichten della pseudo!,ade-i.c* e il trattato Miroir des
simples ames+ per <uanto *o potuto 5edere non sono piR stati compiuti+ neppure dall2autore
dell2articolo.
)el 1";1 in un congresso a Lo5anio dedicato a Lan 5an 8uusbroec+ De 0aepe+ riprendendo
la <uestione dell2attribuzione delle /gd. 17!2"+ si c*iede se esse non debbano tutta5ia essere
riconosciute come opera di ,ade-i.c*.
"5
&uando perS appare il suo studio sulle "oesie
stro#iche+ nel 1";3+ lo studioso le colloca+ sulla scorta di Oan /ierlo e di 8e@naert+ nella
#scuola di ,ade-i.c*$+ affermando c*e #tutti i grandi mistici *anno #fatto scuola$ $.
"%

Lie5ens+ in un articolo del 1";7+ pensa a #un fiore tardi5o della mistica beg*inale$
riferendosi ad alcune poesie dal carattere speculati5o da lui indagate JDe spekulatieve 1v+
9edichtenK+ al poema 1on dem 2berschalle+ alla se<uenza 9ranum sinapis+ e alle
Mengeldichten 17!2" della pseudo!,ade-i.c*.
"7
1n merito alla parola #niet$ egli osser5a c*e
#<uesto niet non crea nessun problemaM si adatta interamente alla teologia negati5a e al parlare
apofatico di Dionigi reopagita$. 9e la #5ecc*ia mistica J(eatrice di )azaret* e ,ade-i.c*K$
non usa ancora <uesta parola+ la si incontra fre<uentemente in /arg*erita 0orete+ in EcD*art+
in 8uusbroec. 1n EcD*art+ >aulero e 9uso si incontra la combinazione #ein l\ter ni*t$ e #das
bl]ze ni*t$M nella pseudo!,ade-i.c* #in een bloet niet$ e nel secondo 8einaert #Lc bin in een
bloet niet$.
";
8iferendosi poi alla parola #simpel$+ Lie5ens nota c*e se ,ade-i.c* non usa
ancora <uesta parola essa appare due 5olte nella pseudo!,ade-i.c*. Oiene usata da
8uusbroec+ in un determinato significatoM in /arg*erita 0orete <uesta parola risulta centrale'
appare nel titolo della sua opera+ ed 6 anc*e la sua ultima parolaM all2interno dell2opera la si
94 p. 154.
95 Si veda il riferimento che ne fa Verdeyen. VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 151-152.
96 DE PAEPE in HADEWJCH, .trofische gedichten (a cura di De Paepe), p.18.
97 LEVENS, Spekulatie$e *$45edichten, p. 75.
98 p. 79-80. nteressanti a questo riguardo risultano le osservazioni di Wackers su un passaggio
della Reynaerts historie e il suo rimando al movimento del Libero Spirito. Si veda WACKERS,
Reynaert al Mystic.
2;
incontra in s5ariate combinazioni.
V del 1";; 6emmes troubadours de Dieu di Epine@!(urgard e Fum (runn. L2opera
considera le figure di cin<ue scrittrici medie5ali con le loro opere. Oiene dedicato un
paragrafo alle /gd. 17!2" c*e sono c*iamate #0oemi nuo5i$+ al modo di 0orion. 9econdo le
autrici <ueste Mengeldichten #pro5engono 5erosimilmente da ambiente beg*inale non
identificato$M
""
esse apparterrebbero ad una mistica piR intellettualistica e porterebbero i segni
di un2influenza della scolastica+ a moti5o della presenza di parole #straniere$ come
contempleren, reveleren, speculieren e questie.
1::
1 poemi ric*iamerebbero ,ade-i.c* a
moti5o di temi simili a <uelli c*e si incontrano nella sua opera+ come il tema cortese della
Minne e la teoria dell2esemplarismo. 1l tema ricorrente di <uesti poemi sarebbe <uello della
libert4+ una libert4 da con<uistare non solo di tipo morale ma anc*e come bloetheid Jnudit4K+
ledicheit Jstato di 5uotezza e di inatti5it4K e spogliamento della 5olont4+ delle forme e delle
immagini+ per arri5are al bloet niet #c*e 6 la Di5init4 al di l4 di ogni rappresentazione
umana$.
1:1
Oiene osser5ato c*e a differenza da ,ade-i.c* per la <uale l2unione appare come
fusione+ l2unione <ui si ri5ela essere #piuttosto come un2immersione in una conoscenza senza
fondo+ nel #deserto sel5aggio$ dell$Essenza di5ina$.
1:2

V del 1""1 la pubblicazione della tesi di dottorato di /urD Lansen+ pubblicazione c*e *a
per titolo *he Measure o# Mystic *hought/ A Study o# &ade3i(ch's Mengeldichten/ 1l la5oro
prende in analisi tutte le MengeldichtenM tutta5ia non manca di dedicare una particolare
attenzione alla dibattuta seconda serie. L2ottica in cui la studiosa rimane 6 <uella della
<uestione dell2attribuzione o meno di <ueste poesie a ,ade-i.c*.
1l la5oro si propone di esaminare la teologia e la poetica delle Mengeldichten usando+
nella parte finale+ un metodo di analisi statistica di approccio <uantitati5o.
La /urD Lansen parte da una sua #impressione di note5ole somiglianza tra i testi attribuiti
a ,ade-i.c* e le Mengeldichten 17!24$.
1:3
Circa la figura dell2autore+ secondo la studiosa
#non c26 nessuna pro5a per indicare se il poeta era uomo o donna$+ ma nella sua opinione
#l2autore era probabilmente una donna$.
1:4
La /urD Lansen sostiene c*e le Mengeldichten
17!2" c*e #finora sono state supposte appartenere alla posteriore scuola di pensiero J...K esse
in 5erit4 appartengono alla scuola precedente e contengono elementi c*e andranno a formare il
centro di molto dell2insegnamento dei mistici successi5i come EcD*art$.
1:5

99 EPNEY-BURGARD ZUM BRUNN3 Le poetesse di Dio, p. 138.
100 p. 138.
101 p. 139.
102 p. 139.
103 MURK JANSEN, 6he Measure, p. 2.
104 p. 3.
105 p. 5.
2"
9econdo la /urD Lansen <uesto gruppo di Mengeldichten potrebbe essere opera di
,ade-i.c*M per <uesta ragione la studiosa si sforza di controbattere gli assunti+ deri5anti dal
precedente dibattito+ c*e indicano la di5ersit4 di stile e di teologia di <ueste Mengeldichten
rispetto alle opere attribuite alla grande poetessa.
1:%
La /urD Lansen dic*iara c*e tra loro c26
una somiglianza in termini di teologia e di esperienza misticaM la studiosa arri5a gi4 a <ueste
conclusioni appoggiandosi a testi sui <uali la discussione sull2attribuzione a ,ade-i.c* 6
ancora aperta+ o c*e presentano elementi di discontinuit4 rispetto alla di lei opera' un esempio
per tutti 6 la Lettera 2; di ,ade-i.c*. &uesto resta il segno di una essenziale di5ersit4 tra le
/gd. 17!2" e l2opera di ,ade-i.c*+ c*e non si puS eliminare. La /urD Lansen stessa+
concentrandosi su tale di5ersit4+ arri5a ad ipotizzare c*e l2autore della Lettera 2; potrebbe
essere stato l2autore delle /gd. 17!24' #>ali differenze sono simili a <uelle tra la Lettera 2; e
il resto dell2opera attribuita a ,ade-i.c*+ e naturalmente potrebbe essere interpretata come
un2indicazione c*e i testi sono di un autore di5erso. 9e+ come 8e@naert sostiene+ la Lettera 2;
non fu scritta da ,ade-i.c* ma da un contemporaneo di lei nella stessa comunit4+ allora lo
stesso mistico puS ben essere stato l2autore delle Mengeldichten 17!24$.
1:7
Le conclusioni a cui la /urD Lansen arri5a sono le seguenti' le /gd. 17!2" si ri5elano
essere due discrete collezioni di poemi+ di cui i numeri 17!24 sono piR simili alle opere
attribuite a ,ade-i.c* c*e i numeri 25!2" c*e per la studiosa poco probabilmente sono di sua
manoM per <uanto riguarda il rapporto tra le /gd. 17!24 e i testi di ,ade-i.c*+ per l2autrice
esso risulta essere di meno facile definizione.
1:;
La /urD Lansen dic*iara tutta5ia c*e la
somiglianza tra <uesti poemi e le "oesie stro#iche suggerisce c*e l2autore #de5e a5er a5uto una
conoscenza molto profonda della poetica propria di ,ade-i.c*+ o esserne stato grandemente
influenzato$ e c*e #potrebbe essere stato un 5icino contemporaneo di ,ade-i.c*$.
1:"
1n ogni
caso la studiosa rile5a come nei termini dell2esperienza mistica lP descritta le /gd. 17!24
abbiano un2enfasi di5ersa dalla maggioranza delle opere di ,ade-i.c*. &uesto a55errebbe in
<uanto le /gd. 17!24 si concentrerebbero <uasi interamente sulla finale esperienza di unione+
esperienza c*e la /urD Lansen interpreta come l2esperienza finale+ la piR alta.
11:
1noltre per la
studiosa le differenze in termini di linguaggio e di stile potrebbero anc*e essere spiegate con
una 5ariazione di stile dell2autore per adattarsi alle 5ariazioni di contenuto nell2indirizzarsi ad
un differente pubblico.
111
>ale pubblico sarebbe #tanto a5anzato nel ser5izio all2more <uanto
106 Cap. 1-3.
107 p. 163.
108 p. 163.
109 p. 163.
110 p. 163-164.
111 p. 163.
3:
il poeta stesso$.
112

La /urD Lansen conclude il suo la5oro sostenendo c*e le somiglianze tra le /gd. 17!24 e
le opere attribuite a ,ade-i.c* mettono in e5idenza c*e #l2autore di <ueste poesie potrebbe
benissimo essere stato un contemporaneo di ,ade-i.c*$. 9i potrebbe inoltre suggerire+
secondo il suo parere+ c*e esse siano l2opera di #un2altra mistica altamente dotata$ entro
l2immediato circolo di ,ade-i.c*.
113
E poi dic*iara' #7n2altra possibile spiegazione N e a mio
parere almeno probabile N 6 c*e le Mengeldichten 17!24 furono scritte dalla stessa ,ade-i.c*+
e c*e rappresentano il piR alto li5ello nella sua propria esperienza mistica$.
114
Eurt 8u* nel secondo 5olume della Storia della mistica occidentale+ del 1""3+ nel
capitolo dedicato all2opera poetica di ,ade-i.c*+ si sofferma sulle Mengeldichten 17!2"+
112 p. 164.
113 p. 166.
114 p. 166. Come si pu notare, il consenso generale per il quale le Mgd. 17-29 non sarebbero opera
di Hadewijch viene di tanto in tanto messo in discussione. Citiamo a questo proposito l'articolo di
Suydam, del 1996, intitolato 6he Politics of &uthorship. n esso l'autrice cerca di sostenere la tesi
per la quale le Mgd. 17-29 sarebbero opera di Hadewijch, me le sue argomentazioni si rilevano
essere, pi che filologiche, legate a quelle che lei chiama, come il titolo del suo contributo ben
esprime, 76he Politics of &uthorship. McGinn ha giudicato il suo contributo un ragionamento
inconvincente. McGNN, 6he )lo,ering of Mysticism, p. 417, nota 7. Tra le recensioni, invece, al
lavoro della Murk Jansen una entra in modo particolare nei contenuti. Si tratta della recensione di
de Baere, membro del Ruusbroecgenootschap dell'Universit di Anversa (UFSA) e curatore delle
edizioni dell'opera di Ruusbroec, recensione che porta per titolo De Mengeldichten of +ade,i-ch
met een -anusgezicht. (Le altre sono le recensioni di R. Meyer in "Germanistik (Tb.), 33 (1992)
3-4, p. 833, e di W. Breuer in "Mediaevistik, 6 (1993 [versch. 1995]), p. 496-498). De Baere
saluta generosamente l'opera della Murk Jansen, riferendosi in particolare all'esiguit di studi fino
all'oggi dedicati alle Mengeldichten che egli chiama il figliastro (het stiefkind) della ricerca su
Hadewijch (p. 40). De Baere rileva tuttavia nel lavoro della Murk Jansen delle imprecisioni
nell'assunzione di informazioni dalla ricerca precedente (p. 41); contesta inoltre il giudizio
immediatamente critico della studiosa (p. 42). Nell'analisi delle cesure codicologiche presenti nei
manoscritti de Baere critica le conclusioni della studiosa per la quale le cesure non
indicherebbero necessariamente l'ipotesi di un altro autore. Secondo de Baere queste conclusioni
non fornirebbero una risposta ma sposterebbero solamente il problema (p. 42). Egli inoltre critica
l'affermazione della Murk Jansen tale per cui i dati forniti dai manoscritti sarebbero "the
fundamental question in relazione alla domanda di attribuzione delle Mengeldichten: sono invece
necessari altri criteri. De Baere critica il procedimento degli hapax legomena in particolare in
riferimento alla quantit (p. 43); della dimostrazione di un precoce uso dello schema ritmico
aabccb3 de Baere rileva l'imprecisione di alcuni argomenti (p. 43-44). Dello studio delle immagini
delle Mgd. 17-24 de Baere non concorda con le conclusioni affermando che pur trattandosi delle
medesime immagini il loro significato non sarebbe lo stesso quale si incontra nelle Poesie
strofiche (p. 44-45). n riferimento alle analisi di alcuni contenuti delle Mengeldichten tali per cui
per cui ci sarebbe una somiglianza tra le Mgd. 17-24 e l'opera di Hadewijch, de Baere non se la
sente di concordare con le conclusioni (p. 45-46). n merito alla ricerca statistica, che egli giudica
meritevole di particolare attenzione perch nuova negli studi dedicati a Hadewijch (p. 47), egli
contesta l'eccessiva tecnicit di alcuni capitoli, l'introduzione nel metodo di un margine di
soggettivit, in particolare nella selezione dei dati, ed alcuni risultati (p. 47). De Baere contesta
anche la conclusione finale, in particolare quella per cui le Mgd. 17-24 sarebbero da attribuirsi a
un contemporaneo di Hadewijch o a un'altra mistica del circolo di Hadewijch o a Hadewijch
stessa. Scrive De Baere: "Se le Mgd. 17-24 sono effettivamente di Hadewijch, allora lei la figura
di un giano bifronte (-anusfiguur), l'ultima che ci si aspetterebbe da questa donna radicale (p. 48).
Viene invece apprezzata la descrizione dettagliata dei manoscritti. De Baere nota che la
conoscenza della grammatica e del vocabolario del medio neerlandese non sempre soddisfatta
e indica l'esegesi del testo come prima condizione per l'applicazione di un metodo di ricerca
statistica (p. 49-50).
31
presentando una serie di considerazioni. Egli afferma c*e esse sono di un autore di5erso da
,ade-i.c*+ anzi probabilmente di due autori distinti. Egli non attribuisce le /gd. 17!2" a
,ade-i.c* a moti5o della #testimonianza della tradizione$ e del lessico. 0er #testimonianza
della tradizione$ 8u* intende la tradizione manoscritta. 0er lo studioso #tutti i copisti erano
coscienti c*e le /gd. 17!2" non a5e5ano niente a c*e fare con le /gd. 1!1%$.
115
1n particolare'
il manoscritto non contiene le /gd. 17!2"M ( distingue per mezzo dell2iniziale i gruppi
17!24 e 25!2"+ C in5ece no. &uesto 6 per 8u* un #ine<ui5oco 5oto dei manoscritti contro
l2autenticit4 delle /gd. 17!2"$.
11%
0er <uanto riguarda la possibilit4 c*e gli autori siano stati
due+ secondo 8u* la tradizione non permette nessun giudizio+ nemmeno la separazione dei
due gruppi nel manoscritto ( sarebbe elo<uente+ perc*B ciS non pro5erebbe c*e il copista
pensasse c*e fossero di due autori di5ersi' il mutamento della forma potrebbe esser stata una
ragione sufficiente per distinguere le /gd. 17!24 dalle altre.
8u* e5idenzia come il lessico si differenzi considere5olmente da <uello c*e si incontra
nelle /gd. 1!1%. Egli riporta un elenco di parole c*e appaiono solo nelle /gd. 17!2". )ota
inoltre le parole c*e risultano assenti+ in particolare #lo specifico gruppo olandese ore3oet,
3oeden, 3oet, storm, verstormen$. 9econdo 8u* una parte considere5ole delle parole elencate
sono di origine tedesca e la pro5a 5errebbe da un confronto con il lessico presente nell2opera
Seven manieren van minne di (eatrice di )azaret*. Dei termini prima elencati+ in <uest2opera
8u* ne indi5idua solo <uattro. 9econdo lo studioso occorre in ogni caso parlare di due gruppi
distinti anzitutto a moti5o della forma metrica differente.
8u* cita l2ipotesi di Oerde@en+ <uella per cui le /gd. 17!24 apparterrebbero alla stessa
minneschool del Miroir di /arg*erita 0orete. ?iudica corretto l2assunto di Oerde@en di
collocarle nel Q1O secolo+ ma a suo parere rimane #senza alcuna coerenza$ la tesi sul
Miroir
117
' #non 6 riuscito a distogliermi il tentati5o compiuto da Oerde@en di attribuire le
/gd. 17!24 ad un autore c*e si ricollega al Miroir des simples ames di /arg*erita 0orete$.
11;

0er 8u* #una #minnesc*ool$ c*e si ricolleg*i al Miroir non c26 mai stata$.
11"
Lo studioso afferma anc*e di non sentirsela di concordare neppure con la ricerca della
/urD Lansen c*e attribuisce a ,ade-i.c* il gruppo 17!24+ perc*B la sua analisi stilistica
<uantitati5a non puS a5ere ragione sulla testimonianza della tradizione e sulle di5ergenze nel
lessico nei confronti delle /gd. 1!1%. D2altro lato 8u* afferma di non essere in grado di dare
115 RUH, .toria della mistica. , p. 190. Nelle citazioni dall'edizione italiana ho modificato l'articolo
applicato al sostantivo Mengeldicht3 preferendo quello femminile a quello maschile, per rimanere
nella scelta da me fatta di tradurre "het gedicht con "la poesia.
116 p. 190.
117 p. 196.
118 nota 59, p. 199.
119 p. 196.
32
una collocazione precisa+ letteraria e teologica+ alle /gd. 17!24. >utta5ia egli+ sulla base del
lessico e delle immagini+ ritiene 5erosimile l2influsso della mistica tedesca.
0er il gruppo 25!2"+ 8u* ritiene possibile dare una collocazione storico!letteraria ed anc*e
cronologica. 9econdo lo studioso <ueste Mengeldichten non possono essere state composte
prima del secondo <uarto del Q1O secolo+ ossia all2incirca a met4 secolo+ perc*B 6 c*iara la
loro dipendenza dallo pseudo!EcD*art. tal proposito 8u* riprende #la pro5a di (ouman$M
nell2articolo del 1"23+ c*e noi piR sopra abbiamo presentato+ (ouman considerS il poema 1on
dem 2berschalle e le glosse come fonti per la /gd. 27+ e il sermone %eati pauperes spiritu
come fonte per la /gd. 2%. 1n particolare+ per 8u* la dipendenza tra la /gd. 27 e il poema
succitato sarebbe diretta+ a moti5o di una citazione letterale' /gd. 27+3' dat ghensterki(n 4 Die
levelicheyt der ielen mi(nM 2berschalle 51"+15' den kleiner ganster, die lebelicheit des
geistes.
12:

8u* propone anc*e una data per la costituzione del corpus delle opere di ,ade-i.c*.
0oic*B la diffusione degli scritti tedesc*i di EcD*art inizia solo 5erso la met4 del Q1O secolo+
un autore olandese non a5rebbe potuto attingere ad EcD*art prima di allora. &uello sarebbe
anc*e il tempo della costituzione del corpus di ,ade-i.c*.
121
8u* dic*iara altresP c*e risulta #difficile indicare fonti dirette per le /gd. 25!2"$.
122
suo
parere <ueste poesie de5ono essere collocate nel contesto di monac*e c*e #5ole5ano edificare
#in un bel modo$ e a <uesto scopo attinge5ano da un fondo di concetti mistici e di
rappresentazioni costituitosi mediante predic*e e trattati+ per cosP dire un repertorio di parole!
c*ia5e c*e utilizza5ano liberamente$.
123
8u* conclude+ contrapponendosi a Oan /ierlo e a
8e@naert+ sostenendo c*e le /gd. 17!2" non possono appartenere alla #scuola$ di ,ade-i.c*+
c*e #secondo <uanto attesta la tradizione+ non 6 mai esistita$.
124
8iferendosi alle /gd. 25!2"
egli afferma c*e esse si collocano #fra le canzoni e le poesie molto diffuse nell2area tedesco!
olandese+ c*e+ in collegamento con la mistica speculati5a tedesca+ sono sorte ad uso delle
monac*e. )on fanno parte della storia dell2influenza di ,ade-i.c*+ ma della mistica
domenicana tedesca$.
125
V del 1""4 un articolo di (reuer intitolato Der minnen naerre dringhen/ B&ade3i(chsC
/engeldic*ten AD+AE als )yklus. 9econdo lo studioso tanto la tradizione manoscritta <uanto la
struttura delle poesie manifesterebbero c*e l2intero gruppo delle /engeldic*ten furono
120 p. 198.
121 p. 198-199.
122 p. 199.
123 p. 199.
124 p. 199.
125 p. 199.
33
concepite in tre parti. La prima parte J/gd. 1!1%K esordisce infatti con un saluto e termina con
l2enunciazione dei setti nomi della MinneM la seconda parte J/gd. 17!24K inizia con un prologo
e si c*iude con un 9loria patri. nc*e la forma metrica e5idenzierebbe le tre parti. Le
Mengeldichten del primo gruppo sono+ ad eccezione della /gd. 14+ lettere in rima. )el
secondo gruppo le poesie 5ariano nel numero delle strofe c*e perS sono tutte costruite su sei
5ersi e presentano uno sc*ema ritmico aabccb/ )el terzo gruppo J/gd. 25!2"K le strofe
5ariano per numero di 5ersi ma sono organizzate sotto una medesima rima.
12%
La prima strofa
della /gd. 2% J/gd. 2%+ 1!4K si ri5ela problematica tanto per la metrica c*e per il contenuto. 1
5ersi appaiono essere troppo lung*iM la strofa presenta tutta5ia una rima interna c*e+ se
seguita+ origina una strofa di sei 5ersi.
127
9econdo (reuer <uesta strofa formulerebbe il
programma delle cin<ue ultime /engeldic*ten' #!c soude der minnen noch gherne naerre
dringhen JOolentieri mi a55icinerei all2amoreK J/d. 2%+1K N con <uesta il programma delle
cin<ue poesie 6 formulato' l2a55icinamento all2amore. Le cin<ue Mengeldichten ricercano N
pur nella loro di5ersit4 N la 5ia dell2uomo 5erso l2unit4 nell2amore e con l2amore la 5ogliono
descri5ere$.
12;
La strofa a5rebbe anc*e una #TunDtion der >ornada$' essa rimanderebbe alla
Mengeldicht precedente+ la 25+ e alle due antecedenti unit4+ ossia ai gruppi 1!1% e 17!24.
12"

0ertanto le /gd. 25!2" sarebbero #sorte dopo le altre due raccolte$M inoltre' #esse non
pro5engono da ,ade-i.c*+ 5ogliono perS completare e superare le due successi5e fre<uenze
con 2" poesie$.
13:
tal proposito (reuer nota+ del gruppo 25!2"+ come il numero totale delle
strofe J2"K+ moltiplicato per 5 Jil numero delle poesieK dia come risultato il numero totale dei
5ersi J145K. (reuer si c*iede se ciS sia un caso. 55alendosi della simbologia numerica+ #ora
l2esistenza della simbologia numerioca medioe5ale 6 indiscutibile$+
131
(reuer osser5a come in
altre parti nell2opera di ,ade-i.c* il numero 5entino5e occupi una posizione rile5ante. 1n
particolare la "oesia stro#ica 2"+ c*e risulta essere una lode a /aria+ rappresenta secondo
(reuer l2apice delle "oesie stro#iche/ La Lista dei per#etti elenca inoltre 5entino5e perfetti con
/aria al primo posto. 9econdo (reuer il numero delle Mengeldichten sarebbe stato
intenzionalmente completato da una sconosciuta redattrice a 5entino5e+ mantenendo pertanto
una relazione con il numero dei 5ersi+ delle strofe e delle poesie.
132

nc*e il numero totale dei 5ersi J144+ ossia 12 = 12K della Mengeldicht con cui il secondo
gruppo si c*iude J/gd. 24K rappresenterebbe il numero della perfezione+ cosP come la (ibbia
126 BREUER, Der minnen naerre dringhen, p. 161-162.
127 p. 163.
128 p. 186.
129 p. 164.
130 Corsivo nel testo originale. p. 165.
131 p. 166.
132 p. 165, 188.
34
gi4 indic*erebbe in pocalisse 7+4. (reuer ricorda le osser5azioni di (osc* e di Cillaert in
merito alla simbologia numerica nell2opera di ,ade-i.c*. Citando un passo di 1sidoro di
9i5iglia+ relati5amente al numero 3:+ (reuer spiega in <uesto modo il significato del numero
2"' #2" 6 il numero c*e piR si a55icina a 3: ma non ad esso identico. Esso simboleggia la
5icinanza a Dio J...K perS non 6 Dio$.
133
Lo studioso descri5e il percorso indicato dalle cin<ue Mengeldichten e conclude' #Le
Mengeldichten descri5ono il percorso dell2uomo 5erso l2unit4 con Dio+ come 5iene
rappresentato in /aria con il numero 2"$.
134
ll2interno del ciclo 25!2" solamente nella <uinta
e sesta strofa della /gd. 27 5iene ri5olta la parola ad un #5icino$. La /gd. 27 6 anc*e l2unica+
con la citazione di ?io5anni 1+5+ in cui appare un riferimento diretto a Dio+ anc*e se rimane
solo un2indicazione dell2incomprensibilit4 della natura di5ina. differenza dalle "oesie
stro#iche+ dalle Lettere e dalle /gd. 17!24+ le /gd. 25!2" non sembrano specificatamente
indirizzarsi ad un circolo di de5oti o a un2unica personaM #in5ece di ri5olgersi a delle persone
interessate+ le poesie ser5ono piR c*e altro all2osser5azione speculati5a di singoli credenti$.
135
)ell2analisi delle fonti secondo (reuer le /gd. 25!27 #sono un esempio della ricezione di
EcD*art nei 0aesi (assi$. >utta5ia #il ricordo di ,ade-i.c* e delle sue poesie 6 5i5o$.
13%
Oi
sarebbe inoltre traccia delle opere di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ e di 8iccardo di 9an Oittore.
0er <uanto riguarda il rapporto con l2opera di 8uusbroec secondo (reuer ci sarebbe una
reciproca influenza. 1n particolare nelle /gd. 25!2" 5i sarebbero tracce dello Specchio
dell'eterna beatitudine ma anc*e 8uusbroec a5rebbe conosciuto <ueste poesie.
L2ipotesi c*e le /gd. 25!2" formino un ciclo e la loro identica struttura ritmica non
porterebbero necessariamente ad indi5iduare un2unica scrittrice. Le differenze a li5ello dei
contenuti delle cin<ue poesie lascerebbero pensare #a di5erse scrittrici di un con5ento$.
137

1noltre (reuer cosP afferma' #?li autori sono perciS da ricercare nell2ambito intorno a
8uusbroec+ e possiamo considerare la testimonianza di 8uusbroec in #Oanden Q11 (eg*inen$
JDelle dodici beghineK 5alida' erano beg*ine$.
13;
9econdo (reuer <ueste poesie non sopra55i5erebbero solo nell2opera di 8uusbroecM
sarebbe in parte per mezzo di loro c*e un inno alla trinit4+ . over hoghe *riniteit+ risulta
comprensibile. >utta5ia la fonte sembrerebbe essere ancora EcD*art.
L2opera curata da /c?inn e intitolata Meister 7ckhart and the %eguine Mystics/
133 p. 166.
134 p. 187.
135 p. 188.
136 p. 188.
137 p. 188.
138 p. 188.
35
&ade3i(ch o# %rabant, Mechthild o# Magdeburg, and Marguerite "orete, del 1""7+ contiene
un saggio di /urD Lansen c*e porta lo stesso titolo del cruciale articolo di Oan /ierlo del
1"23' &ade3i(ch and 7ckhart. La ripresa del titolo non 6 casuale+ perc*B nella prima parte del
suo saggio la /urD Lansen fa sue le argomentazioni e la sfida di 8u*. Le argomentazioni'
l2articolo di Oan /ierlo del 1"23+ di risposta ad (ouman+ articolo nel <uale Oan /ierlo
#sostiene la causa contro la possibile influenza di EcD*art su ,ade-i.c*$+
13"
sarebbe stato
l2ultimo la5oro serio riguardante tale <uestione. La sfida' riprendere la pro5a di (ouman. La
/urD Lansen analizza alcuni degli spunti indicati a suo tempo da (ouman+ spunti c*e
anda5ano a segnalare un influsso diretto di EcD*art sulle Mengeldichten 17!2"M in particolare
la studiosa si concentra sulle somiglianze tra la /gd. 27 e il sermone pseudo!ecD*artiano 1on
dem 2berschalle+ tra la /gd. 1" e il sermone 3: di EcD*art e tra la /gd. 2%+ c*e *a per tema i
po5eri di spirito+ e il sermone ;7 %eati pauperes spiritu/ 1n tutti e tre i casi la /urD Lansen
arri5a alla conclusione c*e #le somiglianze sono piR facilmente spiegate come testimonianza
di una comune tradizione sia per i testi tro5ati nei manoscritti di ,ade-i.c* c*e per i sermoni
5ernacolari di EcD*art+ piuttosto c*e presupponendo un influsso diretto$.
14:
nc*e per la tesi
opposta+ <uella di un2influenza di ,ade-i.c* su EcD*art+ riferendosi ai testi attribuiti a
,ade-i.c*+ le conclusioni sono simili' #9ostenere una diretta influenza da ,ade-i.c* ad
EcD*art sarebbe inappropriato+ ma l2estensione della somiglianza suggerisce c*e EcD*art sta5a
scri5endo in una tradizione di spiritualit4 e di teologia 5ernacolare c*e ebbe le sue radici
precocemente nel tredicesimo secolo$.
141
La /urD Lansen c*iude il suo contributo in <uesto
modo' #1n conclusione+ spero c*e <uesta ri5alutazione dell2articolo di (ouman abbia
dimostrato c*e la somiglianza c*e (ouman percepP tra l2opera di ,ade-i.c* e <uella di
EcD*art non do5rebbe essere sommariamente congedata. C*e la spiegazione c*e (ouman
a5anza per <uesta somiglianza+ cio6 l2influenza diretta di EcD*art su ,ade-i.c*+ appaia
difettosa non diminuisce il 5alore delle sue osser5azioni$.
142
E poi' #La somiglianza 6
sufficientemente grande per indicare c*e entrambi gli autori+ se non influenzati direttamente
l2uno dall2altro+ sta5ano almeno elaborando sulla base di materiale comune$.
143
La medesima raccolta curata da /c?inn+ contiene un saggio di Dietric* intitolato *he
$ilderness o# 9od in &ade3i(ch !! and Meister 7ckhart and &is Circle. L2autore si propone di
accostare tre poemi' la /gd. 2% della pseudo!,ade-i.c*+ c*e porta a tema la po5ert4 di
spirito+ il poema 9ranum Sinapis attribuito a EcD*art e una cantica di >aulero+ la Song o#
139 MURK-JANSEN, +ade,i-ch and Eckhart, p. 19.
140 p. 23. Le medesime conclusioni sono a p. 21, 25, 26.
141 p. 26.
142 p. 29.
143 p. 29.
3%
%areness, secondo la traduzione inglese. CiS c*e risulta comune a <uesti poemi 6 la presenza
di un linguaggio apofatico reso per mezzo di un #5ocabolario di deserto e solitudine$.
144
1 tre
poemi paiono manifestare #tre rese poetic*e della via negativa$.
145
9e lo scopo di Dietric* non
6 <uello di e5idenziare le somiglianze tra ,ade-i.c* ed EcD*art+
14%
egli conclude cosP' #il
5ocabolario+ l2immagine e gli insegnamenti di ,ade-i.c* 11 mostrano innegabile affinit4 con
/eister EcD*art e il suo circolo di discepoli$.
147
9ulla difficolt4 nel definire le reciproc*e
influenze
14;
cosP afferma Dietric*' #Torse 6 sufficiente osser5are le somiglianze e guadagnare
un passo a5anti ponendo /eister EcD*art nel contesto storico descri5endo i note5oli mondi di
pensiero di espressione mistici di donne c*e 5issero una generazione o due precedenti$.
14"

7n2altra osser5azione. 9i puS notare+ in generale+ un non poco fre<uente recupero delle
/gd. 17!2" da parte di c*i si dedica allo studio delle religioni e delle filosofie orientali. ?li
interessati sembrano cogliere+ nella ,ade-i.c* 11 JpiR in essa N o <uasi pre5alentemente in
essa ! c*e nella 5era e propria ,ade-i.c*K+ aspetti c*e ben si coniugano con le suddette
filosofie. Lo stesso Dietric* afferma+ in un2inter5ista' #C26 una collezione di scritti c*e 6 stata a
lungo attribuita a ,ade-i.c*+ ma della <uale si crede ora c*e sia stata scritta da <ualcun altro.
1 poemi sono del tipo zen e sono sobri. Essi trattano della denudazione dell2anima da tutto ciS
c*e non 6 essenziale. Essi si imperniano attorno al distacco+ e <uesti sono concetti c*e ora noi
associamo con alcuni aspetti dello zen$.
15:
>ro5iamo simili riflessioni nei numerosi saggi c*e
(aumer!Despeigne *a dedicato a ,ade-i.c* 11+ arri5ando a definirla #una partner cristiana nel
dialogo con le religioni orientali$.
151
,irs*field+ professoressa in California ed educata al 9an
Trancisco Fen Centre traduce alcuni brani tratti dalle /gd. 17!2".
152
/ 0 Conclu#ioni e con#iderazioni
1l dibattito attorno alle /gd. 17!2" non 6 di certo mancato+ come emerge dall2esposta
letteratura+ tutta5ia esso si 6 s5olto+ nel tempo+ in modo discontinuo+ nell2assenza di 5eri e
144 DETRCH, 6he 8ilderness of 5od3 p. 32.
145 p. 43.
146 p. 32-33.
147 p. 43.
148 p. 32-43.
149 p. 43.
150 http://www2.umt.edu/comm/f99/divine.html , 09.02.2007.
151 BAUMER-DESPEGNE, +ade,i-ch d/&n$ers9 une partenaire. n questo saggio la Baumer-
Despeigne sottolinea come le poesie della pseudo-Hadewijch presentino parecchie similitudini
con i testi delle religioni orientali, soprattutto con le Upanishads. Nello stesso senso va il suo
contributo nel volume Mysticism in .hai$ism and :hristianity (a cura di B. Baumer). Si veda la
bibliografia finale.
152 HRSHFELD, 8omen in Praise.
37
propri studi ad esse dedicati Jad eccezione di un paioK e pre5alentemente attra5erso bre5i
contributi per lo piR in margine agli studi dedicati a ,ade-i.c*.
)ella prima met4 del secolo 6 Oan /ierlo a dominare il dibattito c*e pare nascere
anzitutto come risposta alle pro5ocazioni suscitate da (ouman J1"23K e c*e poi prosegue con
la riedizione delle opere di ,ade-i.c* di cui <uella delle Mengeldichten 6 del 1"52 c*e si
accompagna ad un2estesa introduzione. ca5allo della met4 del secolo appaiono+ a distanza di
un anno l2uno dall2altro+ i due contributi rispetti5amente di =ters e 0orion c*e sembrano 5oler
moderare le posizioni assunte da Oan /ierlo J<ueste proclama5ano l2indipendenza della
letteratura neerlandese dall2influenza tedesca e in particolare da EcD*art+ la nascita della
mistica neerlandese prima di <uella tedesca+ ecc.K. Le posizioni di =ters+ argomentate in un
bre5e capitolo+ in particolare <uelle concernenti la <uestione delle fonti+ appaiono moderate
pur sostenendo una nuo5a tesi+ <uella dell2esistenza di una tradizione anteriore alla <uale tanto
EcD*art <uanto la pseudo!,ade-i.c* si sarebbero riallacciati. V 0orion a dedicare alle /gd.
17!2" non solo un2opera di traduzione integrale dal medio neerlandese al francese corrente+ ma
anc*e abbondanti note e uno studio forse bre5e ma sicuramente prezioso per la ricc*ezza di
informazioni in esso contenute. 0orion non manca di contestare le posizioni di Oan /ierlo
J#9i auspic*erebbe c*e <uesto argomento #ilologico in fa5ore del primato della mistica dei
0aesi (assi sui mo5imenti spirituali di ?ermania fosse precisato e sostenuto$
153
K tutta5ia le
sue conclusioni sono simili a <uelle di =tersM riferendosi alla <uestione dell2autore egli
afferma' #ignoriamo+ in particolare+ se ella abbia gi4 conosciuto in <ualc*e modo la
predicazione di EcD*art. /a se si prende in considerazione l2insieme della letteratura
spirituale tedesca e fiamminga di <uesta epoca+ con i rapporti intimi e reciproci c*e appaiono
tra di loro fin dall2inizio+ si de5e con5enire c*e il dato c*e ci manca 6 secondario J...K$.
154
Dai la5ori del 1"53 e 1"54 di =ters e 0orion la riflessione sulle Mengeldichten 6 ripresa
da 8e@naert J1";1K+ De 0aepe J1";1K+ Oerde@en J1";2K+ Lie5ens J1";7K e Epine@!(urgard
J1";;K+ ma si tratta di bre5i contributi o di cenni 5eloci per lo piR in margine ad un la5oro piR
sostanzioso dedicato alla ,ade-i.c* 5era e propria o ad altri soggetti. Iccorre aspettare il
1""1 per 5edere uno studio <uasi interamente dedicato alle Mengeldichten J/urD Lansen+ *he
Measure o# Mystic *houghtK. 9eguono poi i saggi di 8u* J1""3K+ di (reuer J1""4K e di
9u@dam J1""%K+ certamente stimolati dal la5oro della Lansen.
155
9i puS osser5are come il dibattito sia rimasto a lungo ancorato attorno alla <uestione
153 Corsivo nel testo originale. HADEWJCH D'ANVERS, Ecrits mysti#ues, p. 180.
154 p. 75-76. Corsivo nel testo originale.
155 L'opera di Ruh nasce in realt prima di quella della Murk Jansen che scrisse la sua tesi nel 1988,
come Ruh stesso ricorda (RUH, .toria della mistica. , p. 169). Tuttavia l'autore ha potuto
confrontarsi con l'opera della studiosa in diversi punti.
3;
dell2attribuzione o meno delle poesie a ,ade-i.c*. V all2oggi posizione condi5isa la non
attribuzione alla grande poetessaM <uesto tema rimane perS non definiti5amente c*iuso. )e 6
pro5a il la5oro poco lontano nel tempo della /urD Lansen c*e li attribuisce a ,ade-i.c*+ e a
<uesto la5oro 5a aggiunto l2articolo di 9u@dam. 9e <uesti testi non sono di ,ade-i.c*+
appartengono perS alla sua #scuola$. )e sono fautori in particolare gli autori fiamming*i+
studiosi di ,ade-i.c* JOan /ierlo+ c*e per primo ne *a parlato J1"23K+ Lie5ens+ De 0aepe+
8e@naertK. 8u* mette in discussione <uesta appartenenza J#secondo <uanto attesta la
tradizione+ non 6 mai esistita$
15%
K senza perS offrire una possibilit4 alternati5a J#)on sono in
grado di dare una collocazione precisa dal punto di 5ista letterario e teologico ai /gd.
17!24$
157
K.
V Oerde@en+ e il suo articolo del 1";2+ a indicare una nuo5a possibilit4. &uesto autore 6
l2unico+ a <uanto mi 6 dato 5edere+ c*e in5ece di rimanere ancorato al dibattito
dell2attribuzione o meno a ,ade-i.c* introduce un nuo5o punto di 5ista+ confrontando le
poesie Jegli analizza solo le /gd. 17!24K con un2autrice non piR di lingua neerlandese ma di
lingua francese J/arg*erita 0orete e il suo testo Le miroir des simples amesK arri5ando ad
ascri5erle alla medesima #scuola dell2amore$ JMinneschoolK del Miroir.
1l dibattito attorno alla <uestione dell2influsso ecD*artiano su <uesti testi rimane senza
ferme conclusioni. 1 sostenitori di un influsso diretto di EcD*art sulla pseudo!,ade-i.c*
furono+ in particolare+ (ouman J1"23K e E. 8u* J1""3K. l riguardo+ gli altri autori rimangono
su posizioni moderate. V la /urD Lansen+ nel 1""7+ a riprendere la <uestione+ in un saggio il
cui titolo+ &ade3i(ch and 7ckhart/ Amor intellegere est+ 6 5olutamente un diretto
collegamento al saggio di Oan /ierlo del 1"23+ di risposta a (ouman+ e il cui contenuto segue
le 5ie suggerite da 8u* Jriprendere la #pro5a di (ouman$K. Le conclusioni del saggio della
/urD Lansen lasciano tutta5ia ancora aperta la <uestione o+ piuttosto+ sembrano spostarsi
ancora su posizioni moderate' #J...K la somiglianza c*e (ouman percepP tra l2opera di
,ade-i.c* e <uella di EcD*art non do5rebbe essere sommariamente congedata. C*e la
spiegazione c*e (ouman a5anza per <uesta somiglianza+ cio6 l2influenza diretta di EcD*art su
,ade-i.c*+ appaia difettosa non diminuisce il 5alore delle sue osser5azioni. J...K La
somiglianza 6 sufficientemente grande per indicare c*e entrambi gli autori+ se non influenzati
direttamente l2uno dall2altro+ sta5ano almeno elaborando sulla base di materiale comune$.
15;
Dalla letteratura emerge un consenso generale circa una di5ersit4+ all2interno del corpus+
fra i due gruppi J/gd. 17!24 e /gd. 25!2"K. =ters afferma come ad una prima lettura ci
156 RUH, .toria della mistica. , p. 199.
157 p. 196.
158 MURK-JANSEN, +ade,i-ch and Eckhart, p. 29.
3"
siano moti5i per considerare i testi in oggetto come un unico corpo.
15"
Di identic*e posizioni 6
0orion.
1%:
9econdo 8u* la tradizione manoscritta non permette nessun giudizio in merito alla
possibilit4 c*e gli autori siano stati due' per il copista il mutamento della forma potrebbe
essere stata una ragione sufficiente per distinguere le /gd. 17!24 dalle altre+ nel manoscritto
(.
1%1
La maggioranza degli altri autori riconosce una differenza tra i due gruppi' a moti5o
della struttura strofica e del tipo di mistica Jle /gd. 25!2" sarebbero #ancor piR <uietistic*e+
begardic*e delle altre$K JOan /ierloK+ del contenuto e del destinatario Jcontenuto piR didattico
e meno coin5olgente nelle /gd. 25!2"M il destinatario delle /gd. 17!24 sarebbe una persona
de5ota affine all2autore+ le /gd. 25!2" non lascerebbero supporre una o piR personeK J=tersK+
della teologia e del lessico Jle /gd. 17!24 sono piR simili alle opere attribuite a ,ade-i.c*
c*e i numeri 25!2" c*e sarebbero poco probabilmente di sua manoK J/urD LansenK+ della
c*iara dipendenza del gruppo 25!2" dallo pseudo!EcD*art J8u*K. 1n (reuer la distinzione+
all2interno dell2intero corpus delle Mengeldichten, di tre parti J1!1%+ 17!24 e 25!2"K+ si ri5ela
essere fondamentale e per lo studioso il numero delle Mengeldichten sarebbe stato
intenzionalmente completato a 5entino5e da una sconosciuta redattrice+ mantenendo in <uesto
modo una relazione con il numero dei 5ersi+ delle strofe e delle poesie.
0er <uanto riguarda una possibile delineazione della figura dell2autore Jo degli autoriK di
<uesti testi+ la maggior parte degli studiosi non si pone la <uestione+ altri in5ece 5i riflettono.
V =ters a introdurre il nome #pseudo!,ade-i.c*$. Egli e5idenzia come il riferimento allo
F-in+ nella /gd. 25+ non sia da ritenersi un argomento 5alido per collocare l2autore nelle
Tiandre+ essendo stata+ <uell2insenatura marittima c*e collega5a (ruges al mare+ un luogo
geografico molto conosciuto+ fino a Dante. CiS c*e =ters coglie+ nel testo+ 6 l2impressione
per la <uale l2autore delle /gd. 17!24 pare detenere una posizione di superiorit4 rispetto al
loro destinatarioM l2autore parlerebbe infatti #sulla base di una e5identemente accettata
autorit4$.
1%2
9econdo 0orion l2autore dei testi sarebbe una beg*inaM gli argomenti c*e egli
adduce sono la testimonianza di 8uusbroec Jriferendosi ai 5ersi della /gd. 25 c*e 8uusbroec
fa dire all2undicesima beg*ina nell2opera 1anden F!! beghinen JDelle dodici beg*ineK egli
dice' #&uesto prestito 6 il piR preciso e il piR importante di <uelli c*e 8uusbroec *a fatto dai
#)ou5eau= 0o6mes$M noi ci appoggiamo naturalmente su <uesto per supporre c*e il loro
autore era perciS una beghina$
1%3
K e la presenza nel testo di #un felice e<uilibrio tra il piano
affetti5o e il piano teoricoM una sorta di buon senso pratico N femminile+ senza dubbio N
159 AXTERS, *roomheid. , p. 195-196.
160 HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 212.
161 RUH, .toria della mistica. , p. 190.
162 AXTERS, *roomheid. , p. 198.
163 Corsivo nel testo originale. HADEWJCH D'ANVERS, Ecrits mysti#ues, p. 199.
4:
accompagna <ui la piR audace speculazione$.
1%4
#La beg*ina conser5a nel suo slancio
metafisico un senso del reale+ un umore delicato J...K$.
1%5
Oerde@en nel suo saggio del 1";2 si
riferisce ad un poeta o ad una poetessa Jdichter=es>K ma egli resta dell2idea c*e si sia trattato di
una beg*ina 5iste le sue finali riflessioni sulla reciproca comunicazione tra le beg*ine europee
e sui termini c*e si riscontrano nei testi di tradizione beg*inale. Lie5ens colloca <ueste poesie
accanto ad altri testi definendoli #un fiore tardi5o della mistica beg*inale$.
1%%
9econdo la
/urD Lansen non ci sono pro5e per indicare se il poeta sia stato un uomo o una donna+ tutta5ia
#l2autore era probabilmente una donna$.
1%7
9econdo 8u* le /gd. 25!2" sarebbero sorte in un
contesto di monac*e+ nello specifico della corrente della mistica domenicana tedesca.
1%;
0er
(reuer le /gd. 25!2" lascerebbero pensare #a di5erse scrittrici di un con5ento$M
1%"
egli d4
credito alla testimonianza di 8uusbroec' #?li autori sono perciS da ricercare nell2ambito
intorno a 8uusbroec+ e possiamo considerare la testimonianza di 8uusbroec in 1anden F!!
%eghinen JDelle dodici beg*ineK 5alida' erano beg*ine$.
17:
)el corso del nostro la5oro di
ricerca cerc*eremo di dare risposta alle <uestioni <ui e5idenziate.
164 n. 2 p. 203.
165 n. 4 p. 207.
166 LEVENS, .pekulatie$e *$45edichten, p. 75.
167 MURK JANSEN, 6he Measure, p. 3.
168 RUH, .toria della mistica. , p. 199.
169 BREUER, Der minnen naerre dringhen3 p. 188.
170 p. 188.
41
42
Capitolo II
"ra#mi##ione$ elementi %ormali e lingui#tici
/ 10 )a tradizione mano#critta
La considerazione della tradizione manoscritta si ri5ela di centrale importanza. >re sono i
manoscritti c*e trasmettono+ ciascuno+ l2opera completa di ,ade-i.c*. Essi sono' (russel+
EoninDli.De (ibliot*eeD+ ms. 2;7"!;:+ noto come manoscritto M (russel+ EoninDli.De
(ibliot*eeD+ ms. 2;77!7;+ noto come manoscritto (M ?ent+ 7ni5ersiteitsbibliot*eeD+ ms. "41+
noto come manoscritto C. Le Mengeldichten 17!2" sono presenti in due di <uesti manoscritti'
nel manoscritto ( e nel manoscritto C.
Iccorre inoltre menzionare altri due manoscritti' (russel+ EoninDli.De (ibliot*eeD+ ms.
3:"3!"5+ noto anc*e come manoscritto D+ c*e non contiene nessuna opera di ,ade-i.c* ma
c*e contiene+ come gruppo a sB stante+ le Mengeldichten 17!2" e nt-erpen+
8uusbroecgenootsc*ap+ ms. 3;5 11+ noto come manoscritto 8+ c*e contiene solamente i numeri
25!2" delle poesie della pseudo!,ade-i.c*+ accanto ad altre opere della grande ,ade-i.c*.
0er l2analisi dei manoscritti *ade-i.c*iani ci siamo a55alsi dei piR recenti contributi
a55enuti in <uesto campo+ ossia degli studi di E-aDDel c*e abbiamo tro5ato significati5i per i
nuo5i elementi c*e essi mettono in luce. &uesto studioso+ paleografo di formazione+ riprende
il problema dell2et4 dei manoscritti *ade-i.c*iani e ne ri5ede la datazione sulla base di
osser5azioni paleografic*e.
171
La sua attenzione si concentra poi sulla genesi dei manoscritti
stessi. 7n2analisi codicologica dei mss + ( e C ri5ela c*e essi sono costituiti di differenti
unit4. La stessa analisi indica a E-aDDel come i mss + ( e C rappresentino un tipo di codice
c*e non puS essere considerato nB come un manoscritto in cui 5engono riunite unit4 di di5erso
tipo+ nB come una raccolta di manoscritti uniti in una medesima legatura. partire da <uesta
constatazione+ E-aDDel si approccia ai manoscritti secondo criteri c*e nella ricerca su
,ade-i.c* non sono mai stati prima utilizzati' assumendo una classificazione in #unit4 di
produzione$ e #unit4 d2uso$.
0er #unit4 di produzione$ E-aDDel intende #uno o piR fascicoli c*e come un2unit4+ cio6 in
una 5olta l2uno dietro l2altro+ sono prodotti$.
172
V sempre una cesura codicologica a marcare la
171 Gli studi sui codici hadewijchiani con i quali Kwakkel si confronta, in particolar modo in riferimento
alla questione della loro datazione, sono gli studi pi significativi riguardanti i manoscritti
hadewijchiani: gli studi di Vercoullie, De Vreese, Snellen, Van Mierlo, Verheyden; si veda la
bibliografia finale. Come Kwakkel osserva, le datazioni dei manoscritti proposte in questi studi
differiscono molto fra di loro.
172 KWAKKEL, 1uderdom en genese, p. 28.
43
fine di un2unit4 di produzione. Con #unit4 d2uso$ E-aDDel intende #un certo numero di
fascicoli dei <uali si puS dimostrare c*e in un determinato momento *anno funzionato come
unit4$.
173
7n2unit4 d2uso puS essere originata da una o piR unit4 di produzione+ senza c*e sia
necessario c*e tutte le unit4 di produzione di un codice 5engano comprese. Le unit4 d2uso
5engono indi5iduate con argomenti dimostrati5i' per esempio un marc*io di propriet4 o una
menzione su di un elenco di testi. 0oic*B le unit4 d2uso possono originarsi progressi5amente+
E-aDDel usa anc*e il concetto di #fasi d2uso$.
Le analisi di E-aDDel offrono nuo5i elementi circa il rapporto tra le /gd. 17!2" e l2opera
di ,ade-i.c*. 0er mezzo di osser5azioni paleografic*e sullo stile di scrittura presente+
E-aDDel localizza temporalmente il manoscritto + il piR antico codice *ade-i.c*iano+ c*e
non contiene le Mengeldichten 17!2"+ tra il 1325 e il 135:. 0er <uanto riguarda la genesi di
<uesto manoscritto+ il codice si comporrebbe di tre unit4 di produzione+ compilate da due
copisti. Le unit4 gi4 nella fase di produzione sarebbero state concepite per 5enire unite tra di
loro. Da analisi codicologic*e emerge+ a conferma di ciS+ c*e nessuna delle unit4 pare a5er
funzionato in modo indipendente. 1l codice formerebbe <uindi un2unica unit4 d2uso. Le tre
unit4 *anno a5uto origine in uno stesso luogo+ ma non 6 c*iaro do5e. La lingua dei copisti 6+
in ogni caso+ un brabantino. 1l codice 6 stato trasmesso dal monastero dei regolari agostiniani
28ooDlooster$+ do5e fu dotato di due marc*i di propriet4. 9econdo E-aDDel prima di allora il
codice fu probabilmente in possesso della Certosa di ,erne. 1nteressante 6 notare come l2opera
di ,ade-i.c*+ durante la fase di produzione+ sia stata di5isa in tre unit4 indipendenti. La prima
unit4 contiene le LettereM la seconda le 1isioni alle <uali fa seguito la Lista dei per#ettiM la
terza contiene le "oesie stro#iche e le Mengeldichten Jun termine c*e puS essere tradotto con
#poesie miste$K 1!1%+ attribuite a ,ade-i.c*. Le Mengeldichten 17!2"+ come gi4 sappiamo+
non compaiono in <uesto codice.
riguardo del manoscritto (+ E-aDDel non contesta la datazione c*e De Oreese propose'
il 13;: circa.
174
1l copista di <uesto manoscritto a5rebbe usato il manoscritto come modelloM
emerge infatti come il manoscritto sia stato imitato il piR fedelmente possibile. )ell2analisi
E-aDDel indi5idua una cesura codicologica dopo il foglio 147. 1l codice si comporrebbe
pertanto di due unit4 di produzione. La prima di <ueste unit4 contiene l2opera completa di
,ade-i.c*+ la seconda il *3ee+vormich tractaetken+ un trattato sulla 5ita mistica non ancora
attribuito+ e le nostre Mengeldichten 17!2". Le due unit4+ in ogni caso+ risultano compilate da
una medesima manoM esse mostrano alcune differenze a li5ello di tipo di pergamena+ colore
173 p. 29.
174 DE VREESE, 1$er handschriften, p. 65.
44
dell2inc*iostro e fori di costruzione+ differenze c*e farebbero supporre l2esistenza di un certo
lasso di tempo c*e sarebbe trascorso tra la realizzazione delle due unit4 stesse.
E-aDDel rile5a+ tutta5ia+ come la seconda unit4 abbia le medesime caratteristic*e formali
della prima+ come il formato di impaginazione e il numero delle rig*eM <uesto sembrerebbe
indicare come ci sia sempre stata l2intenzione di accorpare le due parti. Dalle analisi
emergerebbe inoltre c*e la prima unit4 di produzione non a5rebbe mai funzionato come unit4
d2uso indipendente. &uesta constatazione 5iene rafforzata dal fatto c*e l2ultima pagina
dell2ultimo fascicolo della seconda unit4 di produzione 6 un foglio singolo.
0er E-aDDel e5entualmente si potrebbe ipotizzare c*e una delle due unit4 abbia
funzionato in modo indipendente e c*e l2altra sia stata piR tardi compilata ed aggiunta+ dalla
stessa mano di c*i a5e5a gi4 compilato la prima. Oerrebbero ipotizzate pertanto due fasi d2uso.
L2ultima fase a5rebbe a5uto inizio con la legatura a55enuta nella bottega del negoziante di
libri ?ode5aert de (loc+ a (ru=elles. 1n ogni caso alla fine del Q1O secolo entrambe le unit4 di
produzione funziona5ano in una forma legataM i marc*i di propriet4 del monastero
#8ooDlooster$ lo confermano.
0er <uanto riguarda la circolazione del manoscritto+ secondo E-aDDel molto
probabilmente esso fu compilato nella Certosa di ,erne+ da un2unica mano e per attendere alla
ric*iesta di ?ode5aert de (locM in seguito al fallimento di <uest2ultimo+ a55enuto nel 13;3+ il
manoscritto sarebbe passato ai regolari agostiniani del monastero #8ooDlooster$.
nc*e per il manoscritto C lo studio di E-aDDel offre interessanti elementi.
Differenziandosi da <uanti fissa5ano prima del 135: la datazione di <uesto manoscritto+ per
E-aDDel non ci sono argomenti paleografici c*e legittimino una datazione prima della met4
del Q1O secolo. 0er E-aDDel il manoscritto 6 della seconda met4 del Q1O secolo+ e
probabilmente dell2ultimo <uarto del secolo.
1l codice si ri5ela essere il risultato di una collaborazione fra due copisti. E-aDDel 5i
indi5idua due unit4 di produzione. La prima contiene le 1isioni di ,ade-i.c* c*e 5engono
seguite dalla Lista dei per#ettiM la seconda le Lettere e le "oesie stro#iche di ,ade-i.c*+ il
trattato anonimo *3ee+vormich tractaetken J#>rattato in due parti$K+ le Mengeldichten 1!1% di
,ade-i.c* e le Mengeldichten 17!2" della pseudo!,ade-i.c*. >utta5ia 5i sarebbe una sola
unit4 d2uso e una sola fase d2uso' le due unit4 a5rebbero sempre funzionato legate. E-aDDel
nota come in <uesto codice le Mengeldichten 17!2" e il *3ee+vormich tractaetken siano unite
in forte misura all2opera di ,ade-i.c*.
175
175 KWAKKEL, 1uderdom en genese, nota 74, p. 37.
45
0er <uanto riguarda la circolazione del manoscritto+ per E-aDDel+ come per 8e@naert+
17%
ci
sono sufficienti argomenti per localizzare lo stesso presso il monastero di (et*le*em' il
manoscritto a5rebbe fatto parte della collezione di libri dei canonici regolari di 9. gostino di
,erent+ nei pressi di Lo5anio. )on 6 noto do5e il codice abbia precedentemente circolato. 1l
priorato di (et*elem fu fondato nel 14:7 sul luogo in cui 5i5e5ano delle recluse. E-aDDel si
c*iede se il codice non sia forse precedentemente appartenuto al loro eremo.
177
Le Mengeldichten 17!2" sono presenti+ come corpus a sB stante+ anc*e in un codicetto alto
<ualcosa di piR di 1: cm+ noto come manoscritto D+ c*e non contiene altre opere di
,ade-i.c*. La datazione proposta 6 per l2ultimo <uarto del Q1O secolo. 9econdo le analisi di
E-aDDel <uesto manoscritto si comporrebbe di due unit4 di produzione. La prima unit4
contiene opere di (ernardo di C*iara5alle+ di nselmo e di gostino+ in traduzione medio
neerlandese. Le Mengeldichten 17!2" si tro5ano nella seconda unit4 assieme alla traduzione in
medio neerlandese del Lignum vitae di (ona5entura. Le due unit4 a5rebbero funzionato in
modo indipendenteM E-aDDel parla pertanto di due unit4 d2uso. Le parti sarebbero state
compilate nella Certosa di ,erne. La loro legatura a55enne probabilmente attorno al 14::. 1l
codice 6 presente attorno al 145: nel monastero #8ooDlooster$+ c*e ce l2*a trasmesso.
1l manoscritto nt-erpen+ 8uusbroecgenootsc*ap+ 3;5 11+ noto come manoscritto 8+ non 6
stato argomentto delle analisi di E-aDDel+ a5endo a5uto il suo studio come oggetto i
manoscritti pro5enienti dal monastero #8ooDlooster$. 9i tratta di un altro codicetto c*e pare
essere un florilegio dell2opera di ,ade-i.c*. Oiene collocato temporalmente nel primo <uarto
del QO1 secolo. Contiene tutte le "oesie stro#iche della grande poetessa e tutte le
Mengeldichten attribuite a lei Ji numeri 1!1%KM seguono poi solamente gli ultimi cin<ue numeri
delle Mengeldichten della pseudo!,ade-i.c* J/gd. 25!2"K e la Lita dei per#etti+ attribuita a
,ade-i.c*.
17;
E-aDDel a conclusione delle sue analisi osser5a come le Mengeldichten 17!2"+ assieme al
*3ee+vormich tractaetken+ sembrino passo dopo passo integrarsi all2opera di ,ade-i.c*.
17"
Lo
studioso conclude le sue analisi con la seguente considerazione' il fatto c*e <uesti
componimenti poetici non siano presenti nel piR antico manoscritto *ade-i.c*iano+ il
manoscritto + d4 un forte sostegno all2ipotesi c*e <uei componimenti non siano opera di
,ade-i.c* e neppure pro5engano dal suo diretto ambiente.
176 REYNAERT, :atalogus, p. 73-74.
177 KWAKKEL, 1uderdom en genese, nota 64, p. 35.
178 DESCHAMPS, Middelnederlandse handschriften, p. 84.
179 KWAKKEL, 1uderdom en genese, p. 38.
4%
La testimonianza dei manoscritti 6 fondamentale. noi pare un elemento significati5o il
fatto c*e il corpus delle Mengeldichten 17!2" sia presente in due dei tre manoscritti
*ade-i.c*iani. La loro mancata presenza nel manoscritto + il codice *ade-i.c*iano piR
antico+ 6 un dato indicati5o c*e 5a nella direzione di accogliere il parere di E-aDDel+ secondo
cui <ueste poesie molto probabilmente non sono opera di ,ade-i.c*. &uesta conclusione
5errebbe poi confermata dal fatto c*e le Mengeldichten 17!2" si tro5ano come corpus a sB
stante+ non accostato ad alcuna opera di ,ade-i.c*+ nel cosiddetto manoscritto D. >utta5ia a
noi pare altrettanto rile5ante il fatto c*e gi4 con il manoscritto ( le Mengeldichten 17!2" siano
state associate e accostate all2opera di ,ade-i.c*. Le analisi paleografic*e e codicologic*e di
E-aDDel+ s5olte alla luce dei criteri interpretati5i sopra esposti J#unit4 di produzione$+ #unit4
d2uso$+ #fase d2uso$K+ nuo5i nella ricerca su ,ade-i.c*+ *anno rile5ato c*e nel manoscritto (+
per il <uale E-aDDel non rifiuta una datazione attorno al 13;:+ si possono distinguere due
unit4 di produzione+ opera comun<ue della medesima mano. Le stesse analisi *anno messo in
luce come ci sia stata sempre l2intenzione di accorpare le due parti. E-aDDel stesso nota la
concordanza formale dell2impaginazione delle due unit4 e osser5a come la prima lasci
intra5edere di non a5er mai funzionato come unit4 d2uso indipendente e come la seconda unit4
sia forse stata fin dall2inizio destinata a 5enire aggiunta alla gi4 esistente copia del manoscritto
.
1;:
E-aDDel propone anc*e l2ipotesi c*e le due unit4 abbiano funzionato separatamente+ ma
6 un2ipotesi c*e egli stesso propone in seconda istanza+ come e5entuale.
L2elemento c*e a noi pare rile5ante 6 <uesto' il fatto c*e le Mengeldichten 17!2" siano
state gi4 nel manoscritto ( associate e accostate all2opera di ,ade-i.c*+ con l2intenzione di
funzionare legate alla sua opera. &uesto puS aprirci uno spiraglio per tentare di dire <ualcosa
sulla tradizione in cui le Mengeldichten 17!2" si inseriscono e forse <ualcosa sul loro autore.
9e ,ade-i.c* 6 considerata come una delle prime appartenenti al gio5ane mo5imento
beg*inale+ 6 lecito pensare c*e anc*e <ueste poesie si inseriscano in una tradizione di scritti
beg*inaliY 9ono anc*2esse l2opera di una donnaY Di una beg*inaY 8icordiamo il giudizio di
OeDeman+ studioso del *3ee+vormich *ractaetken+ il trattato anonimo c*e compare anc*2esso
nei manoscritti ( e C accanto alle nostre Mengeldichten 17!2"' secondo lo studioso tale
trattato sarebbe opera di una donna+ forse di una beg*ina benedetta con talento letterario.
1;1
1l
manoscritto C+ c*e E-aDDel localizza temporalmente nell2ultimo <uarto del Q1O secolo+ ci
offre altre indicazioni. 0er <uesto codice E-aDDel indi5idua una sola unit4 d2uso. LP le
180 p. 38.
181 VEKEMAN, Mystieke amazone, p. 64.
47
Mengeldichten non sono piR distinte dall2opera di ,ade-i.c* da elementi <uali ad esempio
una cesura codicologica+ ma sono ben integrate in essa. E-aDDel afferma c*e con il
manoscritto C si 6 gi4+ probabilmente+ alla fine della tradizione manoscritta *ade-i.c*iana del
Q1O sec. >utta5ia 6 di nuo5o lecito porre la seguente domanda' <uanto dista temporalmente il
manoscritto C dal manoscritto (Y )on di molto+ secondo la datazione proposta da E-aDDel
stesso. )el manoscritto 8+ <ui perS siamo gi4 nel primo <uarto del QO1 secolo+ un gruppo
delle nostre Mengeldichten+ ossia i numeri 25!2"+ 6 di nuo5o associato e integrato all2opera di
,ade-i.c*.
nc*e in <uesto caso+ sulla base delle analisi di E-aDDel circa il manoscritto C+ sono
l2associazione e la buona integrazione all2opera di ,ade-i.c* gli elementi c*e ci paiono
importanti. 9i inseriscono+ <ueste poesie+ in una tradizione di scritti beg*inali composti in
lingua dietsY
1;2
9i inseriscono in una #tradizione *ade-i.c*iana$Y 9ono+ come Lie5ens
reputa5a+ un #fiore tardi5o$ della mistica beg*inaleY 1l nostro la5oro di ricerca 5orr4 dare
risposta a <uesti <uiesiti.
1;3

Lo studio di E-aDDel si ri5ela a noi importante anc*e a proposito della collocazione
culturale dei manoscritti c*e ci interessano da 5icino. Lo studioso *a analizzato i 23
manoscritti del Q1O secolo trasmessi in medio neerlandese dal monastero dei regolari
agostiniani #8ooDlooster$. >ra <uesti manoscritti tro5iamo il (russel+ EoninDli.De
(ibliot*eeD+ ms. 2;7"!;:+ Jms. K e il (russel+ EoninDli.De (ibliot*eeD+ ms. 2;77!7;+ Jms.
(K+ ossia due dei tre manoscritti contenenti l2opera completa di ,ade-i.c*. V trasmesso dal
8ooDlooster anc*e il (russel+ EoninDli.De (ibliot*eeD+ ms. 3:"3!"5+ Jms. DK. Le
Mengeldichten 17!2" sono presenti+ come sappiamo+ nei mss ( e D. conclusione delle sue
ricerc*e E-aDDel dic*iara+ in primo luogo+ c*e difficilmente <ualcuno dei 23 manoscritti fu
realizzato al 8ooDloosterM in secondo luogo lo studioso afferma c*e era la Certosa di ,erne+
situata a 3: c*ilometri a sud!o5est di (ru=elles+ gi4 nota agli studi per la sua opera di
traduzione di testi latini+ a produrre su larga scala manoscritti in lingua 5ernacolare+ molti dei
<uali finirono al monastero agostiniano #8ooDlooster$. 1 mss + ( e D+ secondo le analisi di
182 Diets puS essere genericamente tradotto con "medio neerlandese; questo termine si riferisce, pi
precisamente, a partire dal X secolo, alla lingua del popolo, in un momento in cui il latino
perdeva progressivamente potere.
183 Lusinghiera la recensione all'opera di Kwakkel di Van Reenen (in "Queeste (Hilversum), 12
(2005) 2, p. 149-152) per l'accuratezza e l'affidabilit della ricerca e il guadagno negli studi.
Faems (in "Millennium (Nijmegen), 17 (2003) 2, p. 178-181) giudica attendibili i risultati della
ricerca di Kwakkel. Anche la recensione di Tigelaar (in "Nederlandse Letterkunde (Groningen), 8
(2003) 3, p. 270-273) che mette a nudo alcuni elementi retorici della struttura dell'opera di
Kwakkel, d credito ai risultati del lavoro dello studioso.
4;
E-aDDel+ furono realizzati alla Certosa di ,erne.
9e rimaniamo in <uesto orizzonte delineato dallo studioso+ possiamo a55alerci di alcune
interessanti e significati5e osser5azioni c*e risultano utili nel tentati5o di indi5iduare la
collocazione culturale dei manoscritti *ade-i.c*iani. E-aDDel *a messo in e5idenza come i
certosini di ,erne abbiano assolto ad un cruciale ruolo nella produzione di libri a e attorno a
(ru=elles e come gli stessi abbiano ricoperto una funzione eccezionalmente atti5a come
fornitori di testi spirituali in lingua 5ernacolare fino ad essere i piR importanti fornitori di
manoscritti in 5ernacolo nella regione di (ru=elles.
1;4
1n particolare+ i certosini di ,erne
traduce5ano e copia5ano+ a pagamento+ testi in medio neerlandese su ric*iesta di laici ed
ecclesiastici. E-aDDel *a dimostrato c*e i certosini di ,erne realizza5ano manoscritti e
traduzioni per pri5ati cittadini della citt4 di (ru=elles+ per comunit4 religiose e per
commercianti di libri.
1;5
1l commerciante c*e ci riguarda piR da 5icino 6 ?ode5aert de (loc. 1l
manoscritto (+ trasmesso dal monastero #8ooDlooster$+ ne documenta un legame. La pro5a 6
una scritta sulla rilegatura del manoscritto' gode#ridus scriptor me #ecit. 9appiamo c*e
?ode5aert era un librarius, un negoziante di libri atti5o nella citt4 di (ru=elles. 9econdo
E-aDDel si puS a buon diritto affermare c*e i certonisi realizzarono il manoscritto (+
contenente la completa opera di ,ade-i.c* e le Mengeldichten 17!2"+ su commissione di
?ode5aert.
1;%

9ul perc*B molti dei manoscritti di ,erne siano andati a finire al monastero
#8ooDlooster$+ E-aDDel adduce come parziale ma fondata spiegazione l2ac<uisto dei beni di
?ode5aert da parte del 8ooDlooster+ dopo il fallimento+ a55enuto nel 13;3+ dell2atti5it4 del
commerciante.
nc*e Carnar *a riflettuto sull2ambiente e sulle condizioni in cui i manoscritti
*ade-i.c*iani sono sorti. 0er <uesto studioso la connessione dei manoscritti *ade-i.c*iani
con l2ambiente cittadino sarebbe eclatante.
1;7
8iferendosi all2opera di ,ade-i.c*+ egli afferma'
#C*e la sua mistica beg*inale fosse ben rappresentata nella biblioteca di un monastero sta
ancora in linea con le aspettati5e anc*e se il possesso di <uattro esemplari riportanti l2opera di
,ade-i.c* in una piccola comunit4 monastica di neppure 5enti membri+ 6 un lusso c*e poc*e
bibliotec*e moderne di istituti si possono permettere. /a 6 molto piR sorprendente c*e <uesta
alta letteratura mistica sia caduta nelle mani di un commerciante di libri c*e produce5a anc*e
184 KWAKKEL, Die dietsche boeke3 p. 137.
185 p. 138-156.
186 p. 152.
187 WARNAR, Een sneeu,bui3 p. 102.
4"
copie in francese dei romanzi di rtR per la corte ducale brabantina$.
1;;

Carnar ricorda il legame del manoscritto ( con ?ode5aert de (loc. 0er lo studioso ci
sono elementi per poter sostenere c*e anc*e il manos + ossia il piR antico manoscritto
*ade-i.c*iano+ trasmesso anc*2esso dal 8ooDlooster+ pro5eni5a dai beni del librarius
?ode5aert de (loc. La prima delle spiegazioni c*e si impone 6 c*e il manoscritto funzionS
da campione per la realizzazione del manoscritto (.
1;"
0er Carnar la realizzazione di manoscritti contenenti l2intera opera di ,ade-i.c* indica un
rinato interesse per la poetessa e la sua operaM
1":
mostra inoltre+ nel (rabante+ una 5i5ace
ric*iesta di testi spirituali in 5ernacolo ri5elando l2esigenza di traduzioni dal latino al medio
neerlandese.
0er Carnar i manoscritti trasmessi dal 8ooDlooster fanno supporre c*e l2attrazione per la
letteratura spirituale in lingua 5ernacolare 5i5esse in strati di5ersi della popolazione
bru=ellese. Lo studioso ricorda come dal Q1O secolo l2interesse per una letteratura spirituale e
profonda sembri allargarsi ad un2Blite c*e in parte si tro5a5a fuori dalle mura dei monasteri. 1
manoscritti *ade-i.c*iani indic*erebbero un2inclinazione spirituale elitaria da parte di lettori e
lettrici abbienti+ capaci di ac<uistare i manoscritti di ?ode5aert.
1"1
V in <uesto contesto c*e lo studioso inserisce i componimenti poetici della pseudo!
,ade-i.c*. 9econdo Carnar l2interesse per l2opera di ,ade-i.c* 6 5isibile non solo nella
realizzazione di manoscritti contenenti la sua intera opera+ ma anc*e nella presenza+ nel
manoscritto pro5eniente dalla bottega di ?ode5aert+ di poesie c*e #per forma e contenuto
sono c*iaramente ispirate alle poesie di ,ade-i.c* e c*e anc*e in altri luog*i sono trasmesse
con la sua opera$.
1"2
Lo studioso dic*iara inoltre c*e se ci basiamo sulla trasmissione+ si puS
osser5are come il baricentro sia stato nel (rabante+ e molto probabilmente a (ru=elles.
1"3
Dai dati raccolti emerge c*e le Mengeldichten 17!2"+ presenti in manoscritti del Q1O
secolo+ accanto all2opera di ,ade-i.c*+ si inseriscono in un contesto di rifiorito interesse per
l2opera della poetessa e per opere #a lei ispirate$.
1"4
9i inseriscono inoltre in un <uadro di 5i5o
interesse e di forte ric*iesta di testi spirituali in medio neerlandese+ interesse nutrito non solo
da parte di ecclesiastici ma anc*e ed in particolar modo da parte di laiciM appartene5ano
188 p. 102.
189 p. 102.
190 p. 105.
191 p. 104.
192 p. 105.
193 p. 105.
194 Si ricordino De Paepe e Reynaert che, sulla scorta di Van Mierlo, collocano le Mgd. 17-29 nella
"scuola di Hadewijch. HADEWJCH, .trofische 5edichten (a cura di De Paepe), p. 18.
REYNAERT, De beeldspraak, p. 437.
5:
probabilmente ad un2Blite coloro c*e c*iede5ano la realizzazione di manoscritti. 1l centro piR
5i5o di <uesto interesse e di <uesta atti5it4 di realizzazione di manoscritti+ per <uanto ci 6 dato
da comprendere+ fu il (rabante+ molto probabilmente (ru=elles.
/ 0 &dizioni
La successione delle edizioni delle Mengeldichten 6 legata a <uella delle edizioni delle
opere di ,ade-i.c*M del di lei la5oro in poesia sono state perS le "oesie stro#iche i
componimenti ad essere piR studiati ed editi. /olto piR ridotte+ <uanto a numero+ sono state le
edizioni e le trascrizioni in neerlandese corrente delle Mengeldichten/
Dal ritro5amento+ a55enuto nel 1;3;+ dopo <uattro secoli di assoluto silenzio+ dei
manoscritti *ade-i.c*iani+
1"5
6 del 1;75 la prima edizione dell2opera di ,ade-i.c*.
1"%
1n
<uell2anno appare infatti la prima parte dei $erken van )uster &ade3i(ch a cura di L.T.L.
,eremans e C.L.E. LedegancD. Essa 6 dedicata all2opera in poesia. 9i tratta di un2edizione
diplomatica+ con scarse annotazioni e pri5a di un2introduzioneM 5i tro5ano posto le "oesie
stro#iche e tutte le Mengeldichten. Tu <uesta l2occasione in cui i curatori attribuirono il nome
Mengeldichten all2intera raccolta c*e comprende le /gd. 1!1%+ attribuite a ,ade-i.c*+ e
c*iamate anc*e Lettere in 0ima+ e le nostre Mengeldichten 17!2". 1l nome+ nell2intenzione dei
curatori+ 5ole5a significare una raccolta mista e multiforme di testi in poesia.
1"7
L2edizione 6
data sulla base dei manocritti e (. La suddi5isione delle Mengeldichten non risulta essere
<uella ora piR conosciuta+ cio6 <uella c*e piR tardi dar4 Oan /ierlo sulla base del manoscritto
C+ cosicc*B porta il numero 1; la /gd. c*e ora 6 nota come /gd. 17 e la di5ersa suddi5isione
porta ad un numero totale di trentadue Mengeldichten.
)el 1":5+ a trent2anni dalla prima edizione+ appare la terza parte dei $erken van )uster
&ade3i(ch+ curata da L. Oercoullie. 1n essa L.T.L. ,eremans e C.L.E. LedegancD forniscono le
5arianti del manoscritto C alle poesie.
)egli anni 1":;!1"12 6 il gesuita Oan /ierlo a curare le edizioni delle opere di
,ade-i.c*. )el 1"12 appare l2edizione fatta sulla base del manoscritto C delle Mengeldichten
c*e egli sceglie di continuare ad intitolare in <uesto modoM esse 5engono presentate con la
suddi5isione con la <uale sono ora comunemente note Jarri5ando cio6 ad un totale di
5entino5e Mengeldichten' le prime sedici attribuite a ,ade-i.c*+ le successi5e tredici alla
195 Si tratt dei manoscritti noti come A e B. l ritrovamento del manoscritto C avvenne nel 1867.
196 manoscritti conobbero anche vicende di falliti progetti di edizione. A questo proposito si veda
REYNAERT, De receptie $an +ade,i-ch.
197 Lievens defin questo titolo "un buon esempio di diplomazia. LEVENS, Een nieu, Mengeldicht,
p. 65.
51
cosiddetta pseudo!,ade-i.c*K. L2edizione 6 pri5a di un2introduzione+ le annotazioni sono
contenute cosP come lo sono i commenti alle singole poesie.
>ra il 1"24 e il 1"52 Oan /ierlo procede ad un la5oro di riedizione di tutta l2opera
*ade-i.c*iana
1";
M la nuo5a edizione delle Mengeldichten 6 del 1"52M essa 6 corredata di un
ampio la5oro introdutti5o in cui le due serie delle Mengeldichten 5engono trattate
separatamente+ e di accurate annotazioni. &ueste ultime edizioni di Oan /ierlo rimangono+
fino ad oggi+ la base di partenza per l2approccio scientifico all2opera di ,ade-i.c*.
1""
/ 30 A#petti lingui#tici
Del corpus delle poesie della pseudo!,ade-i.c* si 6 parlato di un autore anonimo c*e
sarebbe da ricercarsi non tanto nel (rabante <uanto piuttosto nelle attuali Tiandre IccidentaliM
piR in particolare+ nei dintorni di (ruges. &uesto a moti5o di un paio di 5ersi della /gd. 25'
1l mio spirito non saprebbe dirlo piR
Di una mola di mulino galleggiante nello F-in.
2::
1l moti5o 6 cio6 la menzione dello 9-in+ l2insenatura marittima c*e+ garantendo a (ruges
il collegamento con il /are del )ord+ face5a di <uesta citt4 un porto di fondamentale
importanza+ in Europa. &uesto fino al QO secolo+ <uando lo F-in cominciS ad insabbiarsi.
Oan /ierlo si c*iede5a esplicitamente+ in prima analisi+ se i succitati 5ersi non do5essero far
pensare alle Tiandre IccidentaliM altri autori ripresero <uesta sua supposizione.
2:1

198 Data 1950 un'antologia curata da Van Mierlo e intitolata HADEWJCH, Een bloemlezing uit hare
,erken. n essa trovano posto testi tratti dalle *isioenen, dalle rie$en e dalle .trofische
5edichten, mentre in un capitolo dedicato alle "overige gedichten (le restanti poesie) sono
riportati brani tratti dalle Mgd. 1-16 e dalle nostre Mgd. 17-29, senza che sia indicata una
suddivisione tra le due serie delle quali, per, viene detto nell'introduzione. Scarse risultano le
annotazioni.
199 Nel 1962 appare l'antologia *an t,ee;rlei $an minne a cura di Pollmann. Si tratta di una raccolta
di testi poetici in medio neerlandese. Trovano qui posto le Mgd. 21 e 28. Nel 1988 appare l'opera
Mengeldichten of Ri-mbrie$en. Si tratta di una traduzione in neerlandese corrente, a cura di
Ortmanns-Cornet, con testo originale a fronte. Come il titolo lascia capire le Mengeldichten qui
prese in oggetto sono solamente quelle attribuite a Hadewijch (Mgd. 1-16). L'opera priva di
note. Del 2002 l'opera Minne is ,onderzoet in al haar stormen. Si tratta di un'antologia a cura di
Stassaert, frutto di una selezione dall'opera poetica di Hadewijch, in cui le poesie vengono
riformulate in neerlandese corrente (hertaling). n essa trovano posto anche alcune
Mengeldichten della pseudo-Hadewijch. Occorre ricordare come in molte antologie per la scuola
alcuni versi della pseudo-Hadewijch siano stati letti e presentati come opera di Hadewijch; il
caso ad esempio dei famosi versi &lle dinghe .i-n mi te inghe0 2c ben so ,i-t (Tutte le cose/ Mi
sono cos strette:/ Sono cos vasta).
200 Mgd. 25,11-12. Want niet bat en caent ghetonen mijn sin,/ Dan een molesteen mach vlieten int
swin.
201 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 134. VERDEYEN, Pays4as, col. 722, che parla
esplicitamente di un autore sconosciuto che sarebbe vissuto dei dintorni di Bruges.
52
=ters a proposito di <uesti 5ersi N essi contengono l2unico riferimento geografico c*e
<uesti testi offrono N ricorda5a c*e se perfino Dante sape5a dell2esistenza di <uesto braccio di
mare a nord di (ruges+ ciS significa c*e tale luogo geografico era un ben noto luogo+ e c*e
anc*e un (rabantino a5rebbe saputo di c*e si tratta5a.
2:2

)el dettaglio Dante si riferisce a (ruges nel canto QO dell21nferno'
&ual i Tiamming*i tra ?uizzante e (ruggia+
temendo 2l fiotto c*e 2n5er2 lor s2a55enta+
fanno lo sc*ermo perc*B 2l mar si fuggia
2:3
Come si 5ede Dante non parla dello 9-in in modo esplicito ma si riferisce ad una regione
#tra ?uizzante e (ruggia$ do5e i Tiamming*i costruiscono #lo sc*ermo$+ ossia un riparo !
dig*e ed argini N allo scopo di sbarrare il mare. La <uestione 6 come 5ada interpretato il
termine #?uizzante$. 9i 6 5isto c*e esso puS essere stato la traduzione di Eadzand o di
Fuidzande+ entrambe localit4 sulla costa belga+ ad est di (ruges' in <uesto caso Dante con #tra
?uizzante e (ruggia$ a5rebbe inteso i punti estremi di un territorio nel <uale lo 9-in era
compreso. 9e #?uizzante$+ in5ece+ 6 stato la traduzione di #Cissant$+ una localit4 sulla costa
francese+ ad o5est di (ruges+ allora Dante a5rebbe a5uto in mente una regione nella <uale lo
9-in non era compreso.
2:4
proposito del termine s3in Oan /ierlo si c*iede5a anc*e se esso non fosse
un2espressione fissa per significare semplicemente beek+
2:5
una parola c*e in italiano possiamo
tradurre con torrente+ ruscello. L2opera degli studiosi Oer-i.s!Oerdam+ il Middelnederlandsch
3oordenboek+ alla 5oce s3in indica un canale o un ruscelletto in territori strappati al mareM la
parola assume anc*e il significato di corso d2ac<ua N condotto d2ac<ua+ ruscello N c*e fluisce
in un corso d2ac<ua superiore.
2:%
Iccorre dire c*e del resto in altre pagine Oan /ierlo si riferP alla lingua contenuta nei
manoscritti + ( e C come ad un #puro brabantino$M egli lo afferma5a pur conscio di una certa
202 AXTERS, *roomheid. , p. 197-198.
203 DANTE ALGHER, :ommedia. . 2nferno (a cura di Chiavacci Leonardi), canto XV, 4-6, p.
455-456.
204 AXTERS, *roomheid. , p. 197-198, nota 1. Vediamo che Chiavacci Leonardi, legge "Guizzante
con "Wissant; dello stesso parere nglese, nella recente edizione dell'nferno. DANTE
ALGHER, :ommedia. 2nferno, (a cura di nglese), p. 177. DANTE ALGHER, :ommedia. .
2nferno, p. 456.
205 HADEWJCH, Mengeldichten (1912), p. 138, nota 12. HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p.
134.
206 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 2560.
53
mancanza di omogeneit4 nello spelling delle parole' #>utte <ueste differenze ortografic*e non
impediscono c*e la lingua dei nostri tre manoscritti sia la stessa' la lingua 6 e rimane un puro
brabantino$.
2:7
Dal canto nostro ci siamo proposti un2analisi indipendente utilizzando come strumento di
ricerca il relati5amente recente 'lankatlas di (erteloot J1";4K.
2:;
La nostra analisi *a portato
all2indi5iduazione di una serie di osser5azioni linguistic*e c*e ora elenc*iamo.
V noto come siano le parole in posizione di rima <uelle a do5er essere prese in
considerazione in una ricerca di <uesto tipoM le parole in posizione di rima a5rebbero la
prerogati5a di garantire una immutabilit4 di trascrizione in trascrizioneM <uesto a differenza
dalle altre parole+ piR libere perc*B non costrette per esempio ad una rima+ e <uindi oggetto di
e5entuale 5ariazione a piacimento del copista. La forma kinnen Jconoscere+ conoscenzaK
compare nelle nostre poesie un ele5ato numero di 5olte' appare 1" 5olte in posizione di rima
nel gruppo delle /gd. 17!24 e 4 5olte ancora in posizione di rima nel gruppo /gd. 25!2".
/ai nel corpus si rin5iene la 5ariante kennen. La forma kinnen si ri5ela essere la forma c*e
appari5a tipicamente nel (rabante storico+ ossia nel ducato di (rabante.
2:"
Dall2atlante risulta
come essa era da rin5enirsi con una forte concentrazione tra la citt4 di /ec*elen e la citt4 di
(ru=elles.
21:

La forma nu3e Jnuo5oK compare una sola 5olta in posizione di rima+ alla /gd. 1;+%2M
<uesta forma 6 presente poi fuori dalla posizione di rima altre 7 5olte nel gruppo delle /gd.
17!24 e una 5olta nel secondo piR ridotto gruppo+ alla /gd. 2"+3M dalle 5arianti possiamo
osser5are c*e i tutti manoscritti *anno mantenuto <uesta formaM cio6 mai nel corpus si
incontra l2altra 5ariante+ nieu3. La forma nu3e 6 stata registrata a /ec*elen e ad o5est e a
nord!est della citt4' si tratta ancora+ come si nota+ del (rabante.
211

7n2attenzione particolare meritano in5ece le 5arianti denken4 dinken JpensareKM nel nostro
corpus le incontriamo entrambe in posizione di rima nella prima unit4 del corpus J/gd.
17!24K. lla /dg. 17+11; abbiamo dincken+ alla /gd. 21+4 ghedencken e alla /gd. 24+1%
denct' si <ueste due ultime perS gli altri manoscritti presentano le 5arianti+ rispetti5amente+
ghedincken, gedinken e dinct+ producendo ogni 5olta con il 5erso successi5o+ anc*2esso
adattato+ una nuo5a rima. 1n <uesto caso <uindi <ueste parole in posizione di rima non sono
rile5anti per la nostra indagine. Ci parlano+ semmai+ del luogo in cui i manoscritti sarebbero
207 HADEWJCH, *isioenen. , p. 21.
208 BERTELOOT, <lankatlas.
209 Parliamo di Brabante storico perch il ducato di Brabante era differente, nei confini, dal Brabante
attuale; era molto pi grande: ancora nel XV secolo esso si estendeva fino alle odierne citt
olandesi di Breda e 's-Hertogenbosch.
210 BERTELOOT, <lankatlas, tav. 28.
211 Tav. 104.
54
stati compilati. Dall2atlante risulta c*e la forma dinken era da rin5enirsi tanto nella contea di
Tiandra+ <uanto nel ducato di (rabante+ ma solo a sud di /ec*elenM la forma denken 5iene
in5ece registrata nella citt4 di /ec*elen e nella poco distante ,emiDsem.
212

nc*e a proposito delle 5arianti licht4 lecht JluceK occorre fare un discorso a parte. 1n
posizione di rima esse appaiono nel corpus dei nostri componimenti 2 5olte nella prima unit4
J/gd. 17!24K+ e una 5olta nella seconda J/gd. 25!2"K. )el dettaglio+ nella /gd. 1;+43
incontriamo lechtM il manoscritto D ne d4 la 5ariante licht+ producendo con l2ultima parola del
5erso successi5o+ parola c*e risulta pure modificata+ una nuo5a rima. )eanc*e <uesto caso ci
aiuta <uindi nella nostra indagine. lla /gd. 23+13 abbiamo licht. lla /gd. 27 ai 5ersi 1" e
24 abbiamo lichte. La forma licht appare ben rappresentata tanto nel (rabante+ e interessa
ancora /ec*elen+ c*e nella contea di Tiandra.
213
1l participio passato #detto$ appare nel corpus in posizione di rima solamente nella
5ariante gheseit J/gd. 1;+;7+ /gd. 1;+5%+ /gd. 24+13%K. La forma gheseit risulta essere
registrato tanto in Tiandra c*e nel (rabanteM nel (rabante+ in particolare a ,emiDsem+ a
/ec*elen e a (ru=elles.
214

La forma 3ale Jforma a55erbiale c*e+ associata a 5erbi+ significa #bene$K la si rin5iene
<uattro 5olte in posizione di rima' tre 5olte nella prima unit4 del corpus J/gd. 1;+1%;+415M
/gd. 24+12;K e una 5olta nella seconda J/gd. 2%+3:K. Essa risulta essere una forma tipica
solamente per il (rabante.
215
lcuni termini presenti nel 'lankatlas appaiono rappresentati solo nella prima unit4 delle
nostre poesie J/gd. 17!24K. V il caso di borg Jforte+ cittadellaK J/gd. 1;+3";K+ 5ariante c*e se
indica piR al (rabante c*e alla Tiandra+ 5iene registrata in ogni caso per entrambe le regioni.
21%

Iccorre poi guardare a gheet Jterza persona del 5erbo gaen+ andareK c*e in posizione di rima
appare nella /gd. 1;+13;+331M essa emerge come una forma tipica del (rabante.
217

9appiamo bene <uanto <uesta opera di indi5iduazione e giudizio degli elementi linguistici
per mezzo di un atlante linguistico sonoro N giudicato comun<ue uno strumento 5alido N sia
delicata e non pri5a di risc*i. 0ossiamo dire c*e la con5ergenza di <ueste indicazioni di ordine
linguistico e la forza probante di alcune di esse in particolare N in modo particolare il caso
della forma kinnen ! ci portano a concludere c*e la lingua del corpus della pseudo!,ade-i.c*
6 un brabantino. /olte indicazioni+ inoltre+ con5ergono al territorio della citt4 di /ec*elen.
212 Tav. 26.
213 Tav. 40.
214 Tav. 37.
215 Tav. 149.
216 Tav. 55.
217 Tav. 79.
55
Del corpus+ di dimensione modesta+ della pseudo!,ade-i.c* ci colpisce in modo
particolare la presenza di una serie di parole c*e E. 8u* analizzando altri testi *a definito
#parole straniere$.
21;
=ters a riguardo di <uesti fenomeni usa5a l2espressione piR tecnica+ c*e
noi preferiamo+ #leen-oorden$+ c*e significa #prestiti linguistici$ Je anc*e <uindi
forestierismi+ esotismiK.
21"
9i tratta delle seguenti parole' #iguere J/gd. 17+1:2M /gd. 23+23K+
ghebenedi(t J/gd. 17+1:M /gd. 23+1K+ creatueren J/gd. 1;+3%;M /gd. 24+45M /gd. 2%+4K+
natuere J/gd. 1;+373M /gd. 2:+17M /gd. 24+":K+ scri#tuere J/gd. 1"+1M /gd. 24+2;M /gd.
2"+12K+ memorien J/gd. 22+3;K+ contempleren J/gd. 23+1:K+ speculeren J/gd. 23+11K+
contemplacien J/gd. 23+1%K+ collacien J/gd. 23+17K+ cesseren J/gd. 23+31K+ reveleren J/gd.
23+32K+ comple,ie J/gd. 23+45K+ materie J/gd. 22+35M /gd. 23+4"K+ questie J/gd. 23+%4+7:K+
sciencien J/gd. 23+%5K+ simpelheyt J/gd. 2%+12K+ prisoen J/gd. 25+21K+ storien J/gd. 2:+22K+
philosophien J/gd. 2:+34K+ deus J/gd. 25+25M /gd. 27+37K.
9i puS perS certamente dire c*e molte di esse *anno gi4 una tradizione nella lingua medio
neerlandese. ,ade-i.c* usa le parole #iguere+ ghebenedien+ creatueren+ natuere+ scri#tuere+
memorien+ contemplacien+ cesseren+ materie e deus. 0er <uanto abbiamo potuto 5edere+ le
restanti parole Jcontempleren+ speculeren+ collacien+ cesseren+ reveleren+ comple,ie+ questie+
sciencien+ simpelheyt+ prisoen+ storien e philosophienK non appartengono al 5ocabolario di
,ade-i.c* e neppure a <uello di (eatrice di )azaret*.
riguardo del caso della parola simpelheyt G ,ade-i.c* *a conosciuto simpel+ ma non
simpelheyt ! colpisce in modo particolare il fatto c*e nel corpus della nostra pseudo!
,ade-i.c* si incontri tanto <uesta forma latina Jsimpel+ simplelheytK
22:
<uanto la forma
germanica Jeenvoldich+ eenvoldicheitK.
221
Lo stesso fenomeno lo si rin5iene nei trattati di
8uusbroec. proposito del mistico brabantino+ lo studioso di testi speculati5i medio
neerlandesi Lie5ens notS <uesto osser5ando c*e in5ece autori come EcD*art+ ,ade-i.c* e
(eatrice di )azaret* non erano caduti nella #forza d2attrazione del latino$.
222
Le popolazioni
germanic*e non ne a5e5ano infatti alcun bisogno+ possedendo esse parole come einvaltic+
einvalticheit+ eenvoldech e eenvoldecheit. Lo studioso si c*iede se 8uusbroec+ utilizzando la
parola simpel 5icino o assieme a eenvoldech non si fece promotore di una sorta di sintesi tra
218 RUH, .toria della mistica. , p. 240.
219 AXTERS, .cholastiek le=icon, p. 5*.
220 Rispettivamente in Mgd. 17,51 e Mgd. 26,12.
221 Le parole semplice/semplicit si incontrano in modo frequente nelle ultime cinque poesie del
corpus (Mgd. 25-29).
222 LEVENS, De spekulatie$e *$45edichten, p. 81.
5%
est ed o5est. Ci c*iediamo se non ci si debba c*iedere lo stesso a riguardo della nostra pseudo!
,ade-i.c*. bbiamo osser5ato il medesimo fenomeno a riguardo della parola prisoen J/gd.
25+21K. L2autore di <ueste poesie conosce la forma germanica di <uesta parola+ c*e egli
utilizza ben due 5olte nella medesima poesia' la parola gevaen JimprigionatoKM il sostanti5o
corrispondente assume la forma gevangenissen+ gevangenhuus+ c*e non compare. Ira la
parola prisoen delinea una pro5enienza francese+ ma anc*e medio altotedesca.
223
V anc*e particolare il fatto c*e nella /gd. 23 si rin5iene una spiccata concentrazione dei
prestiti linguistici c*e abbiamo elencato. Di <uelli c*e non compaiono in ,ade-i.c* si
tro5ano' contempleren J,ade-i.c* conosce contemplacieK+ speculeren+ collacien+ reveleren+
comple,ie+ questie+ sciencien. V la poesia c*e usa la parola questie a riguardo di un argomento
gra5e+ profondo JstercK+ argomento c*e tutta la scienza dei c*ierici non potrebbe c*iarire.
224
La
poesia ci fa capire c*e l2argomento in ballo 6 la contemplazione e l2unione dell2anima a Dio
sonder onderscheyt+ senza distinzioneM un2espressione+ <uesta+ lo 5edremo nel corso
dell2analisi dottrinale+ per la <uale 8uusbroec fu accusato di essere affiliato ai begardi.
)oi riteniamo c*e i prestiti linguistici <ui e5idenziati+ e in particolare <uelli c*e non
compaiono nB in ,ade-i.c*+ nB in (eatrice di )azaret*+ piR c*e indicare una regione
geografica indic*ino piuttosto un ambienteM ambiente di appartenenza dell2anonimo autore Jo
degli autori di <ueste poesieK o di 5icinanza o di contatto. V c*iaro c*e si tratta di un ambiente
influenzato dalla scolastica e caratterizzato dalla speculazione e da un acceso intellettualismo.
Isser5iamo c*e nella Leven van sinte Lutgart appaiono i termini contempleren e speculeren.
&uesta 5ita *a a5uto un legame con ,ade-i.c*' in essa si incontra il particolare termine
ore3oet+ una delle parole piR tipic*e dell2opera della grande scrittrice e poetessa.
225

223 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 696 (francese prison, medio
altotedesco pris>n3 pris>ne.
224 Mgd. 23,64-66.
225 Si veda REYNAERT, De beeldspraak, p. 382, nota 20. La parola ore,oet pu essere resa con
"insania amoris. Di questo termine che anche Beatrice di Nazareth ha utilizzato tratteremo nei
capitoli dedicati alle due scrittrici. Per i termini contempleren e speculeren e la loro presenza nella
Le$en $an sinte Lutgart si veda VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. , col.
1819 e V, col. 1671.
57
5;
Capitolo III
Il conte#to religio#o e teologico tardo medievale nell'&uropa del 'ord
/ 10 )a mi#tica renano-%iamminga
La denominazione di mistica #renano!fiamminga$ non 6 stata accompagnata dall2assenza
di un dibattito. &uesta nozione storico!geografica si riferisce alle correnti religiose dei secoli
Q111 e Q1O raggruppando due elementi distinti5i' l2elemento renano e l2elemento fiammingo.
Lo stesso aggetti5o #fiammingo$ non *a goduto sempre di una naturale accoglienza' =ters
riferendosi ai secoli Q111 e Q1O si dice5a propenso a preferire la denominazione #spiritualit4
dei 0aesi (assi$ al posto di #spiritualit4 fiamminga$ o #spiritualit4 neerlandese$' il termine
#fiammingo$ fino alla fine del /edioe5o detene5a un senso piR ristretto rispetto a <uello
odierno' si riferi5a cio6 alla sola contea di Tiandra e non anc*e al ducato di (rabanteM allo
stesso modo+ il termine #neerlandese$ con il suo senso proprio non lo si incontra c*e a partire
dal QO1 secolo.
22%
Oerde@en *a messo recentemente in discussione la nozione di mistica
#renano!fiamminga$.
227
Egli osser5a c*e se si possono <ualificare senza difficolt4 EcD*art+
>aulero e 9uso come autori renani+ 6 piR difficile considerare ,ade-i.c* e 8uusbroec come
autori #fiamming*i$M <uesto perc*B entrambi appartene5ano al ducato di (rabante+ e non alla
contea di TiandraM sarebbe pertanto piR coerente parlare di mistica #renano!brabantina$. La
nozione di mistica renano!fiamminga+ inoltre+ sempre secondo lo studioso belga+
raggrupperebbe in sB autori molto differenti fra loroM #diciamolo francamente' essi si
oppongono piR gli uni agli altri di <uanto essi si rassomiglino$+ afferma l2autore.
22;
1l suo
occ*io 5a a ,ade-i.c*+ EcD*art e 8uusbroecM pur appartenendo tutti e tre allo stesso secolo
J125:!135:K se si puS dire c*e c26 una grande parentela tra ,ade-i.c* e 8uusbroec+ non si
puS affermare <uesto a proposito di EcD*art e 8uusbroec+ le cui dottrine occorre ben
distinguere. La differenza piR fondamentale 6 c*e 8uusbroec si muo5e all2interno di una
mistica amorosa ispirata da (ernardo e da ,ade-i.c*M la mistica di EcD*art 6 una mistica della
nascita del Oerbo di5ino nell2anima+ ispirata ad lberto /agno e >ommaso D2<uino.
22"

9i propende+ seppur in modo non esclusi5o+ per l2uso dell2unica formulazione di #mistica
renana$.
23:
1ndugiare sulla distinzione tra mistica fiamminga e mistica tedesca parrebbe
226 AXTERS, La spiritualit! des Pays4as, p. 123.
227 VERDEYEN, ?ne remise en cause.
228 p. 207.
229 p. 207.
230 L'appellativo "renano-fiammingo rimane comunque in uso, come dimostrano recentissimi
contributi come quello di DERKENS BEYER DE RYKE, Ma@tre Eckhart et Aan $an Ruusbroec.
Etudes sur la mysti#ue 7rh!no4flamandeB, del 2004. Si veda la bibliografia finale.
5"
configurarsi un2operazione anacronistica e sterile.
231
La migliore aggetti5azione si ri5elerebbe
l2etnico #renano$M esso ben indi5iduerebbe l2una e unica mistica sorta nell2Europa centrale tra il
Q11 e il Q1O secolo c*e 5a da ,ade-i.c* a 8uusbroec+ da /atilde di /agdeburgo ad EcD*art.
L2espressione #mistica tedesca$ si ri5elerebbe obsoleta e in <ualc*e modo anc*e fuor5iante+
con il suo riferimento ad un ambito nazionale e+ un tempo+ nazionalisticoM l2espressione
#mistica renana$+ in5ece+ e5iterebbe alla ricerca scientifica fraintendimenti' essa si a55ale di
una connotazione geografica c*e riassume in sB tanto il 5ersante tedesco c*e <uello
neerlandeseM e5ita la separazione tra mistica fiamminga e mistica tedesca+ c*e non tro5a
giustificazione nB in moti5i linguistici+ nB nei rapporti politici fra le due terre+ nB nel carattere
unitario del mo5imento religioso dei secoli Q11 e Q111.
232
0artendo dall2immagine
dell2imponente fiume dal <uale l2aggetti5o etnico #renano$ prende il nome+ come per il
percorso di <uesto fiume si possono scorgere i 5ari affluenti+ cosP tutti gli esponenti della
mistica tedesca e fiamminga potrebbero essere considerati #autonomi tributari$ 5erso l2unica
corrente comune+ c*e 6 la #mistica renana$.
233
1mportanti sono state le riflessioni di ,aasM egli si a55ale dell2unica denominazione di
#mistica renana$. 9econdo <uesto autore l2espressione #mistica tedesca$+ liberata da ogni
accento nazionalistico+ puS essere conser5ata per riferirsi+ come una sottodi5isione+
all2insieme degli scritti mistici composi in lingua tedescaM l2espressione #mistica renana$ si
riferisce in5ece alla totalit4 della mistica espressa in lingua 5olgare.
234
Egli sottolinea come la
mistica renana debba essere considerata come #una realt4 storica+ nel tempo e nello spazio+
con i suoi propri mezzi di comunicazione+ la sua propria mentalit4+ e le relazioni precise tra i
di5ersi gruppi.$
235
L2attenzione di ,aas 6 andata in particolar modo agli aspetti di relazione e
di scambio tra i di5ersi circoli spirituali e tra i mistici. 9ono <uesti per lui i criteri piR
importanti+ tali per cui puS essere conferita solidit4 al concetto di #mistica renana$. Le
relazioni fra i di5ersi gruppi tro5ano sostegno in particolar modo sullo scambio e la
circolazione di scritti nell2ambito della 5ita spirituale. 0er <uesto ,aas *a elogiato il
contributo di E. 8u* e della sua scuola di CGzburg c*e *a la5orato sulla storia della
trasmissione manoscritta tra i mistici nel tempo e nello spazio.
23%

7n elemento significati5o e c*e a noi interessa 6 <uesto' la mancanza di confini linguistici
in senso proprio tra la bassa 8enania e i 0aesi (assiM fra <uesti territori non esiste5a un reale
231 BERARD, 2tinerari linguistici, p. 223.
232 p. 223. A proposito dei motivi linguistici, pi avanti in questo testo.
233 p. 224, nota 17.
234 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(, col. 506.
235 col. 511. Corsivo nel testo originale.
236 col. 508.
%:
confine linguistico.
237
1l il termine #)ederlands$ Jcio6 neerlandese+ nederlandeseK 5enne
registrato per la prima 5olta nel 14;2+ ma possiamo dire c*e prima di <uesta data ci si riferi5a
a tutti i dialetti germanici c*e 5eni5ano parlati lungo il /are del nord con il termine latino
theodiscus Jc*e significa #lingua del popolo$KM
23;
5eni5a cio6 a55ertita una certa compattezza
tra i 5ari tipi di #tedesco$ Jneerlandese compresoK.
23"

Con l2espressione #medio neerlandese$ Jal <uale ci si riferi5a con Dietsch o Diets nel sud+
Duutsch Jda cui arri5a l2inglese DutchK nel nord+ e poi Duytsch, Duyts e anc*e -ederduytsK si
indica in effetti l2insieme dei dialetti Jolandesi+ brabantini+ fiamming*i+ ecc.K c*e nel
/edioe5o e ancora nel QO1 secolo si parla5ano nella maggior parte degli odierni 0aesi (assi+
nel nord del (elgio e nei e nel nord!est della Trancia.
24:
>ra il medio neerlandese e i confinanti
dialetti tedesc*i della ?ermania settentrionale 5i erano molte affinit4. &uesto si traduce5a in
uno scambio e in una reciproca integrazione della letteratura religiosa e in particolare mistica.
,aas sulla scorta dei la5ori di 8u* ricorda c*e la traduzione in tedesco di testi in medio
neerlandese offre un caso interessante' essi non furono tradotti nel senso proprio del termine
ma piuttosto #germanizzati$+ in modo meccanico' il neerlandese fu considerato come un
tedesco straniero J#remde t2tsc*K ma pur sempre un tedesco Jt2tschK$.
241
9e ,aas riconosce
come il risc*io di una #sudditanza$ di ,ade-i.c* nei confronti della mistica tedesca sia stato
scongiurato+ occorre perS anc*e e5idenziare+ nel processo di studio della sua opera+ come
molte siano state le resistenze in merito al riconoscimento di scambi tra i contributi in medio
neerlandese Jo dietsK e <uelli espressi nelle 5icine parlate tedesc*e. 9e <uesto forse non conta
in grande misura nei riguardi di ,ade-i.c*+ 5ale in5ece particolarmente nel caso della nostra
pseudo!,ade-i.c*. <uesto riguardo esemplare fu il conflitto tra (ouman e Oan /ierlo+
conflitto portato a5anti in due corrispetti5i articoli del 1"23M di esso abbiamo trattato nel
capitolo dedicato al dibattito storiografico.
242
9e (ouman getta5a un ponte tra gli scritti di
EcD*art e l2opera di ,ade-i.c* Jin particolare l2opera della pseudo!,ade-i.c*K+ a proposito di
una possibile influenza dell2opera e della predicazione di EcD*art sulla mistica in lingua diets
del Q1O secolo+ Oan /ierlo rimane5a ostinatamente contrario a <uesta ipotesi come se la tesi
di (ouman 5olesse dimostrare #la dipendenza e l2impersonalit4 della nostra arte medie5ale
237 col. 512. Su questa tesi linguistica si veda anche DE GRAUWE, Das historische *erhCltnis, in
particolare p. 202.
238 VANDEPUTTE, 2l nederlandese, p. 13.
239 SCARDGL GERVAS, &$$iamento all/etimologia, p. 67; citato in BERARD, 2tinerari linguistici,
p. 219.
240 Si intende l'antica contea di Fiandra che nel Medioevo comprendeva una parte di territorio oggi
francese. LEMARE, Le cercle des choses, p. 16, nota 1.
241 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(3 col. 512, che si avvale dello studio di RUH, &ltniederlCndische
Mystik, p. 116-117.
242 BOUMAN, Literarische .tellung. VAN MERLO, +ade,i-ch en Eckhart.
%1
Zneerlandese[.$
243
Egli non pote5a tollerare l2ipotesi di un2influenza di EcD*art su ,ade-ic*'
#>utto de52essere spiegato attra5erso EcD*art' EcD*art 6 per lui Z(ouman[ la grande sorgente+
a cui non solo 8uusbroec+ ma anc*e ,ade-i.c*+ *a be5uto a grandi sorsiU De5e a5er
be5utoU$
244
. (ouman e5idenziS nella pseudo!,ade-i.c* una serie di termini c*e a5rebbero
a5uto una corrispondenza con l2opera di EcD*art. Oan /ierlo reagP con delle considerazioni
filologic*e c*e poi negli anni seguenti si ri5elarono poco attendibili.
245
7n2opera di ,ade-i.c*+ la Lista dei per#etti JLi(st der volmaaktenK+ risulta esemplare per
<uanto riguarda la testimonianza dell2esistenza di una comunicazione tra persone e gruppi
de5oti appartenenti a territori di5ersi. V un documento c*e si attribuisce a ,ade-i.c* e c*e
segue il gruppo delle 1isioni.
24%
ll2oggi non ne esiste ancora una traduzione in italiano. 9i
tratta di un singolare elenco numerato' santi+ personaggi biblici+ autori della patristica tanto
latina c*e medie5ale e una lista di uomini e donne dei <uali ,ade-i.c* *a o *a a5uto
conoscenza personale o notizia e c*e dice trattarsi di beg*ine+ 5ergini+ recluse+ eremiti+ e=
suore+ in poc*i casi monac*e+ preti. Di ciascuno 5iene inoltre <uasi sempre fornita
un2indicazione geografica. L2insieme di <uesti riferimenti delinea+ se si esclude il doppio
riferimento a ?erusalemme+ un2area c*e comprende la Tiandra+ il (rabante+ il Limburgo Jlant
van loenK Jossia tutte le Tiandre attualiK+ le pro5incie della Felanda+ dell2Ilanda e della Trisia
Jtutte facenti parte degli odierni 0aesi (assiK+ la citt4 di Colonia c*e 5iene piR 5olte nominataM
una zona #sull2altra sponda del 8eno$ =op ghenen ri(n>M la >uringia+ la lontana 9assonia Jver
boven SaksenK e la (oemia. 1noltre l21ng*ilterra e 0arigi.
247
0er ,aas <uesto documento 6 la
pro5a dell2esistenza+ a partire dalla met4 del Q111 secolo+ di una coscienza esplicita di una
comunit4 tra i mistici e in particolare delle connessioni della nuo5a spiritualit4 femminile
243 VAN MERLO, +ade,i-ch en Eckhart, p. 1139.
244 p. 1139.
245 "Presuppone questa poesia gi l'influsso di Eckhart? Tocchiamo qui il grande problema del
rapporto tra la mistica in lingua diets con quella tedesca. Non c' niente in queste poesie che si
riferisca alla Germania. La lingua pura lingua diets, puro brabantino. E la pura forma in lingua
diets di parole come "bloot, ledig, vonke der ziel, overvormd, ecc. e altre che sono peculiari per la
mistica tedesca, farebbe piuttosto concludere che Eckhart le ha assunte dalla nostra mistica. Si
veda VAN MERLO, 5eschiedenis $an de letterkunde, , p. 89. Si veda anche VAN MERLO,
1$er het onstaan der 5ermaansche mystiek, p. 36-37. Lo studioso dei movimenti religiosi
medievali dell'attuale Belgio, Mens, si arrestS alle posizioni di Van Mierlo, facendole sue. Si veda
MENS, 1orsprong, p. 144, 166. Via via le considerazioni filologiche di Van Mierlo sono state
messe in discussione. Ottima risulta l'analisi di AXTERS, *roomheid. , p. 211-213, che chiede
apertamente: "La forma di questi e altri termini mistici che J. Van Mierlo ha qui considerato,
davvero cosP una pura lingua diets come lui ha inteso?; si veda anche il giudizio di Porion, in
HADEWJCH, "crits mysti#ues des !guines, p. 26, nota 20 e p. 212. Sulle resistenze al
riconoscimento di una reciproca influenza tra la produzione spirituale in medio neerlandese e
quella in tedesco si veda anche MURK-JANSEN, +ade,i-ch en Eckhart, p. 17-22.
246 HADEWJCH, Visioenen. (a cura di Van Mierlo), p. 179-192.
%2
attra5erso i paesi.
24;
0er E. 8u* <uesta singolare lista pro5a la rete di rapporti c*e le mulieres
religiosae a5e5ano costituito al di l4 dei confini dei loro paesi e delle loro lingueM egli si
esprime nei termini di una communitas mystica alla <uale <ueste donne de5ote si sape5ano
5incolate.
24"
?rundmann riferisce come poc*i siano i particolari noti a proposito delle 5ie di
reciproca influenza all2interno del mo5imento religioso femminileM di esso perS emergerebbe
in modo c*iaro il generale sentimento religiosoM a <uesto riguardo la Lista dei per#etti
dimostrerebbe non solo l2inserimento di ,ade-i.c* nell2ambiente delle beg*ine+ degli eremiti
e delle recluse+ ma anc*e la consape5olezza dei 5incoli tra le donne de5ote di tutti i paesi c*e
lP 5engono nominati.
25:

9e 1ldegarda di (ingen J1:";!117"K ed Elisabetta de 9c*^nau J112"!11%4K+
contemporanee di (ernardo+ debbano essere nominate tra i #mistici renani$ 6 stato oggetto di
discussione.
251
/olto 6 stato sottolineato sulla figura di 1ldegarda di (ingen+ in particolare il
fatto per cui lei si ri5ela per molti aspetti ancora una figura dell2alto medioe5o+ integrata al
sistema feudale. 1ldegarda inoltre non sembra essere raggiunta dalla nuo5a spiritualit4
amorosa c*e in5ece permea la mistica delle beg*ine del Q111 secolo. <uesto proposito+ a
riguardo delle 5isioni di <ueste ultime /ens sottolinea+ come 8u*+ come esse siano di un2altra
natura' le 5isioni di 1ldegarda riflettono un carattere profetico+ riformatore e fortemente
247 n questo documento viene nominata, alla ventottesima posizione della lista, "ldegarda, che
contempl molte visioni (+ildegaert die alle die $isioen sach). Si ricorda a questo proposito che
ldegarda di Bingen era ben nota nelle province meridionali dei Paesi Bassi. Era oggetto di una
particolare riverenza presso i monaci delle abbazie di Villers e di Gembloux, abbazie importanti
per la ricezione e la diffusione della sua opera. Dalla corrispondenza epistolare tra ldegarda e il
monaco Wibert di Gembloeux apprendiamo che uno dei manoscritti ildegardiani era nel X
secolo in possesso dell'abbazia di Villers. Si veda REYNAERT, +ade,i-chs hemel$isioenen, p.
356. L'abbazia di Villers, nell'attuale regione vallona, nota per il sostegno dato al primo
movimento beghinale; sar inoltre un cistercense di questa abbazia, un certo Domnus )ranco, a
redigere una delle tre approbationes che Margherita Porete otterr a riguardo della sua opera, il
Miroir des simples ames. Si veda LNDEMAN, .. +ildegard en hare Dederlandsche $rienden,
citato in MENS, 1orsprong, p. 128, nota 80. Al numero ventidue della lista nelle versioni dei
manoscritti hadewijchiani A e B viene nominata "la mia signora di Nazareth (mi-n $rou,e
nazaret); potrebbe trattarsi di Beatrice di Nazareth. Reypens e Van Mierlo ne discutono in
BEATRJS VAN NAZARETH, .e$en manieren $an minne (1926), p. 104ss. Si veda anche
HENDRX, +ade,i-ch benaderd $anuit de tekst o$er de EE
e
$olmaakte. La Lista dei perfetti si
rivel essenziale nel tentativo di collocare storicamente Hadewijch (di lei non si possiede nessuna
*ita n alcun documento che riferisca dati storici sul suo conto). l riferimento, in questa lista, al
ventinovesimo posto, a una beghina che "maestro Roberto uccise "a causa del suo giusto
amore (om hare gherechte minne), ha fornito un appiglio storico identificando "maestro Roberto
nella figura di Robert le Bougre, un tempo eretico, poi spietato inquisitore nella contea di Fiandra
dal 1235 al 1238; la beghina in questione sarebbe stata la beghina Alaydis, che per la condanna
al rogo il 17 febbraio 1236 a Cambrai. Si veda fra gli altri a questo proposito, GRUNDMANN,
Mo$imenti religiosi, p. 189, nota 33. Sulla localizzazione storica di Hadewijch ritorneremo quando
illustreremo la sua figura.
248 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(, col. 508.
249 RUH, .toria della mistica. , p. 86-87.
250 GRUNDMANN, Mo$imenti religiosi, p. 177.
251 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(3 col. 506.
%3
apocalittico+ all2interno di un2atmosfera di lotta delle in5estiture e di riforma del cleroM circa
<uesti argomenti (eatrice e ,ade-i.c* *anno una posizione piR serena. Le 5isioni di
1ldegarda e di Elisabetta+ inoltre+ non tradiscono in alcun modo preoccupazioni speculati5e.
252
1l /ens in ogni caso ricorda c*e se l2opera di 1ldegarda non *a influenzato nel profondo la
mistica fiamminga+ la sua figura *a certamente inciso sulla #psicologia$ delle cistercensi+
beg*ine e recluse di <uesti territori.
253
ppartiene alla mistica renana la #prima mistica fiamminga$ ossia il mo5imento mistico
femminile sorto sul finire del Q11 secolo e fiorito nel Q111 secolo c*e si s5iluppS nel (rabante
e nelle TiandreM si trattS di una spiritualit4 mistico!estatica a testimonianza della <uale sono
state tramandate numerose 1itae di sancte mulieres le piR significati5e delle <uali sono state
redatte dal canonico ?iacomo di Oitr@ J117:!124:K
254
e dai domenicani >ommaso di
CantimprB J12:1!127:K
255
e 0ietro di Dacia
25%
J_ 12;;K. Tondamentali sono <ui le figure della
cistercense (eatrice di )azaret* J12::!12%;K+ oggetto di una 1ita+ e di ,ade-i.c* J125: caK
della <uale in5ece nessuna nota storico!biografica ci 6 giunta. 1llustreremo <ueste figure nei
capitoli successi5i. &ui per il momento possiamo dire c*e esse risultano influenzate da una
mistica affetti5a ispirata a (ernardo di C*iara5alle J_ 1153K. 1n ,ade-i.c* tutta5ia+ ma non
meno in (eatrice+ la mistica dell2amore si unisce a posizioni speculati5e e metafisic*e+ tanto
c*e in essa si tro5ano gi4 i temi della grande mistica del Q1O secolo' gli elementi dottrinali di
EcD*art si tro5ano in lei in <ualc*e modo gi4 annunciatiM 5alga come esempio la presenza
della dottrina esemplaristica. ccanto a <ueste due figure 5a nominata /atilde di /agdeburgo
J12:7 ca ! 12;2 caK+ beg*ina in una citt4 lontana dal (rabante+ /agdeburgo+ appunto+ citt4 sul
fiume ElbaM in 5ecc*iaia si trasferir4 presso il celebre con5ento cistercense di ,elfta+ presso
Eisleben. nc*e /atilde presenta una pronunciata mistica nuziale c*e accosta a posizioni
speculati5e fino alla messa a tema del #goetvroemdunge$+ l2estraniamento di Dio+ concetto
del <uale puS 5enire scorto un legame con l2esperienza di marginalizzazione sociale da lei
252 Manca ad esempio un riferimento alla dottrina esemplaristica. MENS, 1orsprong, p. 127-128.
Ruh distingue tra visione profetica e visione estatica; appartenendo le visioni di ldegarda a quelle
del primo tipo, Ruh esclude la sibilla del Reno dall'ambito della mistica. RUH, .toria della mistica.
, p. 15.
253 MENS, 1orsprong, p. 129.
254 Autore della *ita della beghina Maria d'Oignies (1177-1213): *ita beatae Mariae 1igniacensis
(AASS, Junii V, p. 630-666).
255 Autore delle *itae della monaca cistercense Lutgarda di Tongres (1182-1246), di Cristina detta "la
Mirabile (1150-1224), e di Margherita d'Ypres (1216-1237): *ita piae Lutgardis (AASS, Junii ,
p. 231-262)3 *ita beatae :hristinae Mirabilis (AASS, Julii V, p. 637-660)3 *ita Margarete de Fpris
(in MEERSSEMAN, Les frres prGcheurs).
256 Autore della *ita della beghina Cristina di Stommeln (nei pressi di Colonia) (1242-1312). Si veda
PETER OF DACA, *ita :hristinae .tumbelensis. PETER OF DACA, De 5ratia naturam si$e de
$irtutibus :hristinae .tumbelensis. Si veda la bibliografia finale.
%4
5issuta come beg*ina. nc*e /atilde di /argeburgo 5err4 presentata nei capitoli successi5i.
)el Q1O secolo abbiamo la figura di /eister EcD*art al <uale l2epiteto #renano$ si applica
particolarmente bene' nac<ue in >uringia ma+ dopo la permanenza nella pro5incia di 9assonia
e a 0arigi in tre soggiorni di5ersi+ operS soprattutto nei paesi renani' a partire dal 1313 a
9trasburgo+ dopo il 1323 a Colonia. 9i parla del #carattere uni5ersale$ della sua mistica+ per la
<uasi completa assenza+ nei suoi sermoni+ di connotati regionali o geografici. nalizzeremo la
sua figura in particolare nel rapporto con la nostra pseudo!,ade-i.c*+ i cui temi sembrano
marcatamente ric*iamare <uelli del domenicano tedesco. Iccorre nominare <ui i discepoli di
EcD*art+ i domenicani ?io5anni >aulero J13:: ca N 13%:K ed Enrico 9uso J12"5 ca N 13%%K.
Le tre figure sono accomunate per la posizione ed il ruolo di Lebmeister Jmaestro di 5itaK in
contrapposizione alla figura del Lermeister Jmaestro di dottrinaK' essi erano infatti atti5i come
direttori d2anime e maestri di 5ita misticaM il genere letterario didattico da loro utilizzato
riflette <uesta loro posizione' trattati+ sermoni+ predic*e+ poemi e la scelta della lingua tedesca
nella predicazione e negli scritti. >aulero fu atti5o a 9trasburgo e a (asilea+ 9uso a Costanza+
Dissen*ofen e 7lma. Essi re5isionarono con apporti propri l2eredit4 spirituale di EcD*art+ nella
<uale si situano.
ppartengono alla mistica renana ?io5anni 8uusbroec J12"3!13;1K e i suoi discepoli' li
possiamo considerare come i continuatori del mo5imento mistico nel (rabante+ dopo
,ade-i.c*. 8uusbroec+ come cappellano della collegiale di 9anta ?udula a (ru=elles+ entrS in
contatto con delle beg*ine+ sia ortodosse c*e eterodosse Ja proposito di <ueste ultime+ il
biografo di 8uusbroec+ 0omerius+ ricordS il famoso incontro con la beg*ina (loemaerdinne+
di (ru=elles+ contro la <uale a5rebbe mosso dure critic*eK. )el 1343 con altri due compagni
prese la decisione di ritirarsi nei bosc*i di ?roenendael+ nei pressi di (ru=ellesM lP essi
istituirono una piccola comunit4 c*e in ogni caso molto presto do5ette adottare la regola
agostiniana. Di 8uusbroec possediamo undici trattati. Dobbiamo nominare i suoi compagni+ in
particolare ?io5anni di Leeu-en J_ 1374K+ c*iamato anc*e #il buon cuoco$ per il suo ruolo
nella comunit4+ e ?io5anni di 9c*oon*o5en J_ 1432K' <uest2ultimo difese 8uusbroec <uando
la sua opera fu ritenuta sospetta di eresia da Lean ?erson J_ 142"K. Iccorre ricordare c*e
8uusbroec attaccS nei suoi scritti EcD*art pur non nominandolo maiM ?io5anni di Leeu-en
espresse in5ece a proposito del domenicano tedesco un esplicito giudizio particolarmente
negati5o.
)ella mistica renana si inserisce anc*e una corrente francescana+ meno speculati5a+ diretta
al realismo e interessata all2amore.
%5
,aas nella 5oce da egli elaborata nel D9 J#8*Bnane J/@sti<ueK$K+ stranamente non fa il
nome di /arg*erita 0orete c*e in5ece occorre <ui menzionare. 9i tratta di una beg*ina dello
,ainaut+ un territorio confinante con il (rabante c*e fino al QO11 secolo *a fatto parte dei
0aesi (assiM 5a <ui nominata per l2influenza c*e eserciter4 ad esempio sulla mistica di
EcD*art.
257
Iriginaria di Oalenciennes+ l2in<uisizione parigina aprP un processo a suo carico a
moti5o della sua opera+ il Mirouer des simples ames qui en vouloir et en desir demourent. 1l
processo si concluse con la condanna al rogo c*e la beg*ina patP il 1` giugno 131:. V certo
anc*e c*e 8uusbroec conobbe il suo libro. Di <uesta figura parleremo in uno dei capitoli
successi5i.
/ 0 Minnemystiek4
Minnemystiek significa letteralmente #mistica dell2amore$M ci si riferisce ad essa anc*e con
l2espressione di #mistica affetti5a$. 0er mezzo di una definizione formale c*e non entra nei
contenuti si puS dire c*e la minnemystiek 6 la corrente spirituale alla <uale appartiene la
mistica delle cistercensi e delle beg*ine del Q111 secoloM ne possiamo nominare alcune'
(eatrice di )azaret*+ ,ade-i.c*+ /atilde di /agdeburgo. Le mulieres religiosae del Q111
secolo ne sarebbero state le grandi testimoniM tutta5ia <uesta mistica affetti5a non sarebbe
stata da loro in5entata' i grandi autori cistercensi del Q11 secolo ne sarebbero stati i precursori.
Da <uesta considerazione Oerde@en *a concluso c*e la minnemystiek 6 stata nel Q11 secolo
principalmente masc*ile e nel Q111 femminile.
25;

&uesto autore colloca la nascita della mistica affetti5a attorno all2anno 112; in un luogo
preciso+ l2infermeria di C*iara5alle+ con due protagonisti' (ernardo J1:":!1153K e ?uglielmo
di 9aint!>*ierr@ J1:7531:;:!114;K. Dalla biografia c*e ?uglielmo redasse del suo amico
mentre costui era ancora in 5ita e a sua insaputa+ la 1ita sancti %ernardi+ l2incontro
memorabile tra i due abati ammalati 5iene ampiamente descrittoM esso si ri5ela essere un
a55enimento cruciale nella storia della spiritualit4 occidentale.
Era5amo tutti e due malati+ e passa5amo tutto il giorno a parlare della medicina
spirituale dell2anima e dei rimedi delle 5irtR contro i malanni dei 5izi. V stato allora c*e
Z(ernardo[ mi *a commentato il Cantico dei Cantici+ per <uanto lo *a permesso la
durata della mia degenza+ soltanto dal punto di 5ista morale+ lasciando stare
l2interpretazione mistica di <uel testo scritturistico+ perc*B cosP 5ole5o io+ e cosP gli
a5e5o c*iesto. E giorno dopo giorno+ per fare in modo c*e non mi sfuggisse niente
257 RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 154. McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 188.
258 Si veda VERDEYEN, 8as de minnemystiek $rou,eli-kH, p. 697.
%%
prende5o appunti su tutto <uello c*e senti5o su <uesto argomento+ per <uanto mi
concede5a Dio e mi permette5a la mia memoria. Lui mi spiega5a con dolcezza e senza
reticenze+ comunicandomi i giudizi della sua intelligenza e i risultati della sua
esperienza+ nel tentati5o di insegnare a un inesperto tante cose c*e si possono imparare
solo con l2esperienza.
25"

La segnalazione del commento al Cantico #dal punto di 5ista morale$ allude ad una
determinata lettura di <uel libro' la descrizione dell2incontro personale tra Cristo e l2anima.
2%:
Oerde@en sottolinea come (ernardo e ?uglielmo siano stati i primi monaci e i primi cristiani
ad a5er comunicato l2un l2altro le loro esperienze interiori e ad a5er raccontato <uanto la loro
5ita 5eni5a determinata dall2amore per Dio. 0er la prima 5olta nella storia della C*iesa
occidentale la relazione personale tra Dio e l2uomo 5eni5a portata nel discorso+ e <uesto nella
lingua e nelle immagini del Cantico dei Cantici/
2%1
7na nuo5a sensibilit4 religiosa 5eni5a per
la prima 5ola a galla nell2infermeria di C*iara5alle+ nell2eccezionale accadimento della
simultanea malattia di due abati. L2amore per Dio esiste5a indubbiamente gi4 dall2inizio del
cristianesimo. /a non 5eni5a messo in parola. E se un paio di grandi autori a5e5ano
menzionato+ in 5ia eccezionale+ <uesto amore Jcome gostino+ nell2episodio della 5isione di
Istia+ nelle Con#essioniK+ ciS era a55enuto per descri5ere la natura dell2amore per mezzo di
categorie astratte e al<uanto filosofic*e. ?li scritti patristici mancarono di testi soggetti5i e
personali e fu piuttosto il credo della C*iesa c*e le esperienze dirette e personali c*e in essi
5enne esposto.
2%2
0ossiamo dire c*e l2alto /edioe5o a5e5a prediletto il libro dell2pocalisseM
la scelta di (ernardo e ?uglielmo cadde su un altro libro+ il Cantico dei CanticiM
2%3
in esso
tro5arono le parole e i simboli per descri5ere il loro incontro d2amore con Dio.
&uesto incontro segnS la 5ita di entrambi e si pone come un emblema di un nuo5o corso
nella storia della spiritualit4 occidentale. (ernardo continuer4 fino alla morte a scri5ere i
Sermones super Cantica canticorum mentre ?uglielmo ne scrisse un commento. Entrambi
<uesti testi sono considerati le loro opere piR importanti nonc*B dei capola5ori della mistica
medie5ale. 9e i sermoni sul Cantico di (ernardo sono lezioni di 5ita spirituale+ il commento
di ?uglielmo 6 piR una sorta di diario in cui egli riesce meglio del suo amico a descri5ere la
259 *ita di san ernardo3 (a cura di M. Spinelli), X, 58-59 (PL 185, col. 259).
260 Tradizionalmente il :antico dei cantici veniva interpretato come un documento sull'amore tra Dio
ed sraele o tra Cristo e la Chiesa. L'interpretazione del :antico dei :antici conosceva gi una
lunga tradizione come il capitale studio di OHLY, +ohelied4.tudien rivela.
261 VERDEYEN, 8as de minnemystiek $rou,eli-kH, p. 694.
262 p. 693.
263 Sentenza di Verdeyen (p. 693-694). Tuttavia, come abbiamo pi sopra detto, esisteva una lunga
tradizione di lettura ed interpretazione del :antico dei :antici.
%7
fruizione dell2esperienza diretta e personale.
2%4
1l Q11 secolo registra in effetti una no5it4+ il sorgere di una nuo5a sensibilit4 religiosa' la
spiritualit4 da austera di5enta intima+ tenera e amorosa e si colora di un linguaggio fortemente
affetti5o. Centrale 6 da <uesto momento il tema dell2amore.
2%5
(ernardo e ?uglielmo non sono
gli unici testimoni della nuo5a sensibilit4 religiosa. Iccorre nominare ?uerrico d21gn@+
elredo di 8ie5aul=+ 1sacco della 9tella+ ?ilberto di ,o@land+ (aldo5ino di Tord+ altri
cistercensi del dodicesimo secolo+ e 7go e 8iccardo di 9an Oittore. Oerde@en osser5a c*e si
tratta di un grande gruppo di autori masc*ili.
2%%
1ldegarda di (ingen+ contemporanea di
(ernardo+ non 6 raggiunta da <uesta nuo5a sensibilit4 amorosa. )el Q111 secolo sono in5ece le
donne le grandi testimoni della mistica affetti5a o minnemystiek' (eatrice di )azaret*+
,ade-i.c*M /atilde di /agdeburgo e le benedettine di ,elfta Jin particolare ?ertrude la
?randeK. <ueste occorre aggiungere' C*iara d2ssisi+ ngela da Toligno+ /arg*erita 0orete.
Oi 6 inoltre una moltitudine di donne sante e mistic*e c*e non *anno scritto niente+ ma delle
<uali abbiamo notizia grazie alle loro 1itae+ come ad esempio ?iuliana di /ont!Cornillon+
Lutgarda di >ongres+ /aria d2Iignies. 9e si considera Trancesco d2ssisi J11;2!122%K come
un tardo testimone del Q11 secolo+ nel Q111 secolo tro5iamo ancora solamente donne religiose+
beg*ine e recluse.
2%7

Oerde@en si c*iede come si possa spiegare il singolare fenomeno per cui la minnemystiek
fu masc*ile nel Q11 secolo e femminile nel Q111. Egli ne indica la causa nel processo di
264 La comunit di Bernardo ebbe difficolt con il linguaggio fortemente affettivo del suo carismatico
fondatore; lo si apprende per esempio da un'attenta lettura del .ermone 50. Verdeyen
puntualizza come questo sermone (SC 452, p. 346-363) riveli come quella che Bernardo chiama
"caritas in affectu, contrapponendola alla "caritas in actu, non sia stata immediatamente
accettata presso i suoi monaci. Emerge l'intento di Bernardo di voler ben specificare: "Penso che
la legge data agli uomini e il comandamento formulato riguardino la carit delle opere; poich la
carit affettiva, chi la potrebbe possedere nella misura in cui ci comandata? La prima carit
dunque comandata in vista di merito, la seconda data come ricompensa. (SC 452, p. 349)
265 l problema dell'amore caratterizza il X secolo per un insieme di cause ancora a noi non
totalmente note. Tutto avvenne "come un prodigio, ha riferito Ohly. OHLY, +ohelied4.tudien, p.
305 (citato in Ruh, .toria della mistica. , p. 451). Le testimonianze dei crociati di ritorno dai luoghi
della nascita e della vita di Cristo avrebbero suscitato una nuova sensibilit attorno alla sua
umanit. Questo secolo vede inoltre il fiorire e l'affermarsi della letteratura trovadorica e dei
romanzi che mettono a tema il fin amour. il secolo che recepisce Ovidio e che conosce l'attivit
dei predicatori itineranti memori della predicazione di Robert D'Arbrissel e della sua esperienza
del monastero doppio diretto da una badessa. Si moltiplicano inoltre, in questo periodo, i
commentari al :antico dei cantici dove l'amore divino viene celebrato. Si veda AXTERS, La
spiritualit! des Pays4as, p. 24. RUH, .toria della mistica. , p. 451-452. Vasta la bibliografia
attorno al tema dell'amore nel X secolo. Ricordiamo qui solamente l'opera di DE ROUGEMONT,
L/amour et l/1ccident3 di LECLERCQ, 2 monaci e l/amore nella )rancia del %22 secolo e di
DNZELBACHER, Iber die Entdeckung der Liebe. Segnaliamo la recente ritraduzione di
ROUSSELOT, 2l problema dell/amore nel medioe$o. Si veda la bibl. finale.
266 VERDEYEN, 8as de minnemystiek $rou,eli-kH, p. 696-697.
267 p. 697.
%;
separazione tra la teologia scientifica e la spiritualit4. Le uni5ersit4+ appena istituite+
generarono un generale apprezzamento per la teologia scolasticaM <uesto a55enne solo nel
mondo masc*ile+ non tro5ando le donne acceso agli studi uni5ersitari. La teologia scolastica
significS la separazione tra la teologia scientifica e la 5ita spirituale.
2%;

Oerde@en conclude la sua analisi con uno sguardo al Q1O secolo' i grandi EcD*art+
>aulero+ 9uso e 8uusbroec furono i consiglieri spirituali di monac*e e beg*ineM la loro
spiritualit4 subP una profonda influenza dalle esperienze mistic*e c*e 5eni5ano loro
comunicate.
Con dietse minnemystiek ci si riferisce alla mistica affetti5a sorta nei 0aesi (assi+ in lingua
diets. &uest2ultima parola nel significato letterale significa #popolo$ e con #lingua diets$ si
5uole indicare+ come gi4 abbiamo piR sopra esposto+ il 5olgare neerlandese. &uesta mistica+
all2interno di un2eredit4 dottrinale e in una progressi5a originale elaborazione+ nei territori
delle Tiandre e della bassa Lotaringia+ a5rebbe ac<uisito una propria specifica ed unica
caratterizzazione+ configurandosi come una spiritualit4 autoctona delle pro5ince meridionali
dei 0aesi (assi.
2%"
/ens+ c*e 6 stato anc*e l2autore nel 1"%7 di un saggio di comparazione tra
la spiritualit4 brabantina e <uella c*e si 5eni5a delineando nel centro dell21talia a partire dalla
fine del Q11 secolo+
27:
non *a mai rinunciato ad un punto di 5ista #europeo$ ed in particolare
#brabantino!italiano$. ?i4 nella sua opera dalla <uale stiamo attingendo+ del 1"47+ 5i5a 6 in
lui la sua attenzione alle similitudini tra la mistica in lingua diets e la mistica #italiana$.
271
Ira occorre sottolineare c*e in ambito italiano la ?uarnieri piR 5olte 6 ritornata al tema
del parallelismo e della somiglianza tra il mo5imento beg*inale del )ord Europa e <uello
ancora femminile dell21talia centro!settentrionale. )ei contributi su <uesta <uestione non si 6
268 p. 697. Gi nel 1950 Vandenbroucke trattava questo tema. VANDENBROUCKE, Le di$orce entre
th!ologie et mysti#ue. n modo simile L. Muraro riflette sulla medesima questione: "Sarebbe
sbagliato disconoscere il debito, evidente anche nell'opera della Porete, verso la mistica
cistercense e la filosofia dei Vittorini. Ma si tratta pur sempre di spiegare come tanta e tale eredit
sia andata, di preferenza, a donne e a laici. MURARO, Lingua materna, p. 81.
269 l Mens dedic un lungo capitolo alla dietse minnemystiek nella sua opera dedicata alle origini del
movimento delle beghine e dei begardi dei Paesi Bassi. Si nota come in esso venga
ripetutamente rimarcato il carattere locale di questa mistica. Egli riferisce che pur prendendo essa
le sue materie prime dagli scrittori ecclesiastici del nord della Francia e i pi caratteristici
passaggi dottrinali dalle considerazioni mistiche di Guglielmo di Saint-Thierry, rimane chiaro come
essa apparve per la prima volta in terra fiamminga e come fece scuola (p. 129). Egli sottolinea, in
una sorta di parallelismo, il legame con il nord della Francia anche per le influenze
architettoniche: l'architettura cistercense influenzS la tipica architettura delle chiese dei beghinaggi
fiamminghi (p. 130). Nega invece un'influenza dall'altro confine fiammingo-brabantino, la
Germania, tanto che egli riprende le posizioni di Van Mierlo parlando "dell'influenza della dietse
minnemystiek su Eckhart e mai del contrario o di un reciproco scambio (p. 165-220). 1orsprong,
p. 99-220.
270 MENS, L/1mbrie italienne et l/1mbrie brabanJonne.
%"
mai stancata di sottolineare come+ soprattutto in ambito puramente storico+ tutto sia ancora da
fare a <uesto riguardo N o <uasi !. 1 saggi di cui ci apprestiamo a trattare danno indicazioni di
<uesto aspetto+ tanto c*e lei si esprime nei termini di #ipotesi di la5oro$. La ?uarnieri
s5iluppS il tema del parallelismo tra i due mo5imenti religiosi+ l2uno al )ord Europa+ l2altro
nell21talia centro!settentrionale+ soprattutto in tre contributi i cui titoli pieni di significato ben
rendono il suo punto di 5ista. Ci riferiamo <ui al saggio %eghinismo d'oltralpe e biocchismo
italiano tra il secolo F!1 e il secolo F1+ del 1";4M al saggio La B1itaC di Chiara da
Monte#alco e la pietH brabantina del Duecento/ "rime indagini su un'ipotesi di lavoro+ del
1";5M e al saggio Angela, mistica europea+ del 1""2. >utti e tre i la5ori sono ora raccolti nel
5olume ?78)1E81+ Donne e Chiesa tra mistica e istituioni =secoli F!!!+F1>+ 5olume del
2::4 per le Edizioni di 9toria e Letteratura. La studiosa si mise in <ualc*e modo sulla scorta
di ?iacomo da Oitr@+ ricordando c*e #in realt4 il primo in assoluto a far conoscere da noi il
beg*inismo brabantino+ mentre <uesto era ancora agli albori+ e a segnalarne con grande
acutezza la forte somiglianza con analog*i mo5imenti contemporanei+ da lui scoperti nel 121%
nell21talia centro!settentrionale+ fu il francese ?iacomo da Oitr@+ morto a 8oma nel 124:+
biografo e protettore della beg*ina brabantina /aria d2Iignies...$.
272
)aturalmente la
?uarnieri non manca5a di sottolineare le grandi differenze tra i due mo5imenti+ come la
differenza in relazione alla forma di raggruppamento in cui ciascuno dei due mo5imenti si
esplicitS N l2oltralpe conobbe i grandi beg*inaggiM in 1talia pre5alsero in5ece le abitazioni
singole o le curtes !.
273
9tudiosa del mo5imento beg*inale+
274
la sua tesi si ri5ela essere la
seguente+ c*e possiamo leggere direttamente dalle sue parole' # ... pur tenendo conto delle loro
molte+ 5ariegate sfaccettature+ sostene5o la sostanziale identit4 tra le due realt4' <uella del
centro!Europa e <uella italiana. Entrambe si inseriscono nell2unico grandioso mo5imento
europeo di emancipazione del laicato+ specie <uello femminile+ c*e+ giunto all2apogeo del suo
splendore 5erso la met4 del Duecento+ a5e5a preso forma e 5igore gi4 nel corso del secolo Q11+
271 MENS, 1orsprong, p. 99-113. Cos infatti lo studioso intitola la prima sezione dedicata alla dietse
minnemystiek: "De dietse minnemystiek en haar analogie met de taliaanse (1orsprong, p.
99-113). La mistica affettiva in volgare neerlandese e la mistica "italiana (umbra) nel X secolo
non solo sarebbero state animate dal medesimo spirito ma si sarebbero espresse con le
medesime immagini e rappresentazioni (p. 101). Mens ritrova questo in una certa affinit tra le
.e$en manieren $an minne di Beatrice di Nazareth e le numerose *itae delle mulieres religiosae
brabantine con una letteratura amorosa italiana di origine francescana, come per es. con i poemi
2n foco amor me mise K lo mio sposo no$ello e &mor de caritate K perch m/hai si feritoH (p. 101,
nota 5). Altri elementi comuni alle due correnti mistiche sarebbero stati la sensibilit e la
venerazione per l'umanit di Cristo, l'amore per la natura e in particolare per gli animali (p.
106-107).
272 GUARNER, Donne e chiesa, p. 52.
273 p. 55-56.
274 A questo riguardo una biografia presente alle p. 59-61 del volume di cui stiamo trattando,
Donne e chiesa.
7:
in concomitanza e per effetto di di5ersi fattori dall2azione con5ergente...$.
275

bbiamo tro5ato a <uesto proposito significati5o un bre5e recente contributo di Leonardi.
Lo studioso nell2introduzione dedicata all2edizione degli scritti del nostro Trancesco italiano
intitola curiosamente un paragrafo con' #La tradiione beghinaC. 9econdo Leonardi
Trancesco a5rebbe conosciuto ed elaborato nella sua esperienza le no5it4 del secolo Q11' il
linguaggio cistercense e la tradizione #beg*ina$. proposito del primo punto+ se Trancesco
non conobbe il linguaggio fortemente affetti5o di (ernardo non si puS negare il suo debito
con la+ seppur gio5ane+ generazione cistercense+ come la presenza+ forse indiretta+ della
teologia di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@. riguardo del secondo elemento+ in Trancesco
sarebbe presente il ricordo ed un2affinit4 con la tradizione beg*inale+ in particolare per la
componente laica.
27%
Leonardi <ui stranamente non fa menzione dell2affinit4 in fatto di
de5ozione eucaristica tra la tradizione beg*inale e la personalit4 di TrancescoM <uesto aspetto
fu in5ece ben sottolineato dalla ?uarnieri. La studiosa *a citato ad esempio <uel particolare
contenuto nella Legenda antiqua+ detta anc*e #0erusina$+ particolare per il <uale Trancesco
a5rebbe espresso il desiderio di morire in terra di Trancia ossia nella francescana #0ro5incia
Tranciae$ c*e corrisponde5a alla #?allia belgica$. La studiosa suggerisce un desiderio di
Trancesco di 5oler incontrare le mulieres religiosae del )ord.
277
La cosP c*iamata minnemystiek espressa nel 5olgare neerlandese si riallaccia alla teologia
e spiritualit4 monastica latina del Q11 secolo del nord della Trancia+ dalla <uale interiormente
dipende. 1l primo strato delle sue fondamenta+ parlando alla maniera di /ens+
27;
5enne gettato
da (ernardo di C*iara5alle. La sua dottrina si diffuse su larga scalaM 5anno a testimonianza di
<uesto le numerosissime fondazioni cistercensi nel Q11 secolo e nella prima met4 del Q111 nei
0aesi (assi. La nuo5a spiritualit4 si trasmise ai gio5ani circoli beg*inaliM l2ordine cistercense
diede infatti loro+ in particolare nei primissimi tempi+ appoggio e #nutrimento$ spirituale. lle
fondamenta della mistica in lingua diets 5enne poi gettato un secondo strato di natura piR
speculati5a e con un impianto fortemente teoretico. 9i trattS della mistica di indirizzo
speculati5o!affetti5o+ contemplati5o!estatico di 7go J_ 1141K e 8iccardo di 9an Oittore J_
1173K e di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ J_ 114;K.
27"
EntrS inoltre nei territori dei 0aesi (assi
275 GUARNER, Donne e chiesa, p. 119.
276 LEONARD, )rancesco d/&ssisi3 p. XL-XLV.
277 GUARNER, Donne e chiesa, p. 74-76.
278 Ci avvaliamo qui dell'opera di Mens che rimane fino ad oggi un contributo insostituibile nella
ricerca della mistica del X secolo espressasi in medio neerlandese. Accanto ad esso, ci
avvaliamo anche dei contributi di Verdeyen e di Ruh.
279 MENS, 1orsprong, p. 122.
71
meridionali anc*e la mistica 5isionaria!estatica di forte indirizzo speculati5o dello pseudo!
Dionigi reopagita Jca. 5::K il cui neoplatonismo esercitS una note5ole influenza tanto sulla
mistica fiamminga c*e su <uella tedesca+ tanto di indirizzo ortodosso c*e di tendenza
eterodossa.
2;:
/ens sottolinea come sia proprio della minnemystiek il suo particolare
costituirsi come incontro tra il generale insegnamento tradizionale dell2Iccidente e una serie
di moti5i orientaliM essa sarebbe nata dalla loro fusione. La dottrina si caratterizza per elementi
c*e si ritro5ano infatti nella scuola di lessandria+ in Irigene J_ 254 ca.K e in ?regorio di
)issa J_ dopo il 3"4K.
2;1
Tigura ponte tra le due tradizioni+ l2orientale e l2occidentale+ fu in
modo particolare ?uglielmo di 9aint!>*ierr@.
Iccorre rile5are una nota significati5a' la minnemystiek in lingua diets *a sempre corso il
risc*io di essere accusata di panteismo e di <uietismo. 9pesso 6 stata confusa con le eresie
panteistic*e del catarismo apostolico delle regioni del nord+
2;2
con le sette dello pseudo!
begardismo e con <uelle del Libero 9pirito.
lla base della mistica dei 0aesi (assi del Q111 secolo sono da ritro5arsi inoltre le seguenti
fonti' gostino+ naturalmente+ e ?regorio /agno Jad ,ade-i.c* do5rebbero esser stati noti i
Moralia in 5obKM oltre agli autori del Q111 secolo c*e abbiamo gi4 menzionato J(ernardo !
soprattutto il De diligendo deo e i Sermone super Cantica erano noti e 5eni5ano letti !
?uglielmo di 9aint!>*ierr@M gli esponenti della scuola di 9an Oittore+ i cui influssi si
ri5elarono determinanti' 7go+ in particolar modo in ,ade-i.c*+ e 8iccardo+ delle cui opere si
6 registrata l2influenza in (eatrice di )azaret*+ in ,ade-i.c* e in /arg*erita 0orete N
sopratutto il De quatuor gradibus violentae charitatis, l27,plicatio in Cantica canticorum, il
%en(amin minor e il %en(amin ma(or +K emerge in particolare in ,ade-i.c* la conoscenza
dell27pistola ad Severinum di 15o+ dei Sermones in Canticum di ?ilberto di ,o@land e ancora
di un certo numero di sermoni di ?uerrico d21gn@+ di ?offredo (abio e di ?offredo di
dmont.
2;3
/ens ricorda tre caratteristic*e distinti5e di <uesta mistica. Essa 6 stata principalmente
una mistica femminile. >estimoni dell2epoca documentano <uesto fatto+ come ad esempio
280 Decisiva per la straordinaria fortuna di Dionigi in Occidente fu la traduzione del :orpus
Dionysiacum avvenuta nell'860 ca da parte di Giovanni Eriugena, il colto irlandese attivo alla corte
di Carlo il Calvo e la ripresa scientifica di detto corpus nel X secolo, ripresa che port ad una
nuova traduzione, quella di Giovanni Saraceno (1166-67) che sostitu la versione dell'Eriugena.
281 MENS, 1orsprong, p. 141. Gli studi successivi di Verdeyen arriveranno alla medesima
conclusione, in particolare in riferimento all'influsso di Origene in Guglielmo di Saint-Thierry.
282 L'autore si riferisce qui ai "Catari del nord: cos vengono indicati eretici di estrazione catara che si
identificavano con gli "Apostolici della Francia del nord e che, presenti nella Francia
settentrionale e dei paesi renani, professavano un quietismo panteista e licenzioso. Si veda
MENS, eghine3 begardi3 beghinaggi, col. 1167 e PACHO, &postolici.
283 REYNAERT, De beeldspraak3 p. 446; *ita eatricis. 2nleiding3 p. 59*-60*.
72
Lamberto di 8atisbona+ francescano atti5o nella met4 del Q111 secolo+ c*e nel suo lungo
poema dedicato alla #Tiglia di 9ion$ parla di una nuo5a arte sorta in (rabante e in (a5iera
#tra le donne$.
2;4
9i trattS in particolare di cistercensi+ recluse e beg*ine. La minnemystiek si
incrociS inoltre con i moti5i della lirica cortese del nord della Trancia+ abbracciando spesso le
forme di <uesto genere e trasferendo il ser5izio d2amore lP contemplato sul piano di5ino.
7n2altra caratteristica di <uesta mistica 6 c*e fu elaborata in 5olgareM <ueste donne seppero
usare la loro lingua materna+ il 5olgare neerlandese+ in modo sublime Jpensiamo a
,ade-i.c*UK per esprimere il proprio pensiero mistico.
2;5

Decisi5a 6 la figura di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@. La sua opera *a fortemente
caratterizzato+ nel Q11 e Q111 secolo+ la mistica dei 0aesi (assi+ tanto c*e se non si puS in alcun
modo dubitare della profonda influenza di (ernardo e dei Oittorini sui mistici fiamming*i+
l2influsso di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ 6 da ritenersi ancora piR grande.
2;%
1 suoi scritti
iniziarono celermente a circolare sotto il nome di (ernardo+ ed 6 in <uesto modo c*e de5ono
essere entrati nelle regioni dei 0aesi (assi.
2;7
lcuni scritti di 7go e 8iccardo di 9an Oittore
ebbero lo stesso destinoM pare insomma c*e il consenso e l2appro5azione di cui <uesti autori
godettero fossero do5uti al grande consenso di cui gode5a l2illustre cistercense.
2;;
riguardo
degli scritti di ?uglielmo+ inoltre+ 6 possibile c*e a moti5o delle sue origini Jera nato nei
pressi di LiegiK alcune delle sue opere 5enissero lette nei territori fiamming*i con una
particolare preferenza. Egli si presenta come il teologo piR originale della prima generazione
cistercense+ piR istruito e piR perspicace rispetto al suo amico (ernardo.
2;"
0er molto tempo la
sua influenza sulla mistica dei 0aesi (assi 6 passata <uasi+ se non del tutto+ inosser5ata. 0er
secoli 6 stato nominato solo come il biografo di (ernardoM la dottrina contenuta nella Lettera
d'.ro+ la sua piR fortunata opera+ fu considerata un compendio generale della spiritualit4
cistercense non una dottrina tipica di ?uglielmoM
2":
l2imponente immagine di (ernardo+
inoltre+ a5rebbe anc*e portato ad una catti5a lettura delle sue opere.
2"1
La ricerca *a tolto la
pol5ere caduta su <uesta figura e *a reso giustizia alla sua atti5it4 letteraria+ alla sua specificit4
284 "n questi giorni l'arte si diffusa/ fra le donne nel Brabante e in Baviera./ Dio, che arte mai
questa,/ che una donna vecchia/ intende meglio di un uomo forte?. Lamprecht $on Regensburg,
(a cura di Weinhold) p. 430ss.
285 MENS, 1orsprong3 p. 142-144.
286 p. 126.
287 p. 126.
288 p. 126-127.
289 VERDEYEN, L/influence de 5uillaume, p. 105.
290 p. 105.
291 p. 105.
73
dottrinale e ai suoi tratti personali+ cosP come alla paternit4 delle sue opere.
2"2
La figura di
?uglielmo *a pertanto ac<uisito lo spessore c*e merita5a+ con la scoperta c*e egli affrontS e
s5iluppS temi c*e non erano stati per nulla toccati dal suo illustre amico. 0iR gli studi attorno
alla sua figura si sono intensificati+ e piR ?uglielmo 6 stato e 5iene riconosciuto la grande
guida degli spirituali fiamming*i e il padre spirituale della mistica dei 0aesi (assiM
2"3
Oerde@en *a dimostrato come il suo influsso sulla mistica fiamminga sia stato diretto' gli
spirituali fiamming*i conobbero le sue opere.
2"4
La cosa c*e *a piR mera5igliato 6 il fatto c*e i
lettori medie5ali di scritti cistercensi si soffermarono sui temi c*e appartengono di fatto alle
sue piR originali elaborazioniM ,ade-i.c* e 8uusbroec seguirono una dottrina c*e
considera5ano essere di (ernardoM di fatto era la parte piR autentica di ?uglielmo.
2"5
li5ello
dottrinale 6 stata riconosciuta la sua postuma decisi5a influenza sulla spiritualit4 delle
beg*ine. L2insegnamento spirituale di ?uglielmo sta alla base delle elaborazioni sulle <uali nel
Q111 secolo ,ade-i.c* e (eatrice di )azaret* fondarono le loro intuizioni ed elaborazioni.
&uesto influsso si trasmise poi alla mistica fiamminga del Q1O secolo in generale e a
?io5anni 8uusbroec in particolare+ c*e 5enne a conoscenza della sua dottrina attra5erso le
opere di ,ade-i.c* e di (eatrice.
2"%
L2influenza di ?uglielmo 6 ancora riconoscibile nel QO
secolo sull2!mitatio Christi e sul Dion@sius 5an 8@cDel J_ 1472K+ #Doctor e=taticus$+ certosino
legato ai Tratelli della Oita Comune.
2"7

)el 1"2" Oan /ierlo riconobbe nella Lettera 1; di ,ade-i.c* un2importante citazione dal
trattato De natura et digniate amoris di ?uglielmo.
2";
,ade-i.c* tradusse un lungo paragrafo
dal latino alla sua lingua materna+ il medio neerlandese del Q111 secoloM riprese da ?uglielmo
la distinzione tra due maniere di conoscere+ distinzione c*e ?uglielmo elaborS come reazione
alla tendenza razionalista di belardo' la conoscenza razionale e la conoscenza spirituale del
mistero di5ino+ c*e egli presentS con l2immagine dei due occ*i dell2anima' la ragione e
l2amore. /olto probabilmente ,ade-i.c* ignora5a il nome dell2autoreM ma non si mette piR in
dubbio il fatto c*e lei conoscesse il trattato di ?uglielmo. Di <uesto prestito parleremo piR a
lungo nella presentazione della figura e dell2opera di ,ade-i.c*. ?uglielmo a5rebbe tro5ato
292 n particolare l'opera di ricerca di Wilmart, Gilson, Dchanet; a questa si aggiunta l'opera di
ricerca di Verdeyen.
293 VERDEYEN, Mystiek $LLr Ruusbroec, p. 3. Verdeyen lo ha intitolato "il primo mistico dei Paesi
Bassi.
294 Si veda in particolare VERDEYEN, L/influence de 5uillaume, p. 106-114.
295 p. 106. Nel corso della presentazione delle loro opere torneremo su questi temi.
296 VERDEYEN, Mystiek $LLr Ruusbroec, p. 3-5.
297 MENS, 1orsprong3 nota 77, p. 127.
298 VAN MERLO, +ade,i-ch en 8ilhelm $an .t. 6hierry, p. 50-53.
74
una piR grande udienza presso i mistici c*e presso i maestri della teologia scolastica.
spiegazione di <uesto Oerde@en adduce il di5orzio+ c*e si compi5a in <uel momento storico+
tra spiritualit4 e teologia scientifica+ di cui piR sopra gi4 abbiamo parlato.
2""
?uglielmo nella biografia di (ernardo attribuisce a <uest2ultimo la scoperta della
spiritualit4 nuziale. 9econdo Oerde@en in5ece 6 molto probabile c*e ?ugliemo prima del loro
incontro a5esse gi4 scritto due antologie dedicate al Cantico dei cantici. La prima era dedicata
alla raccolta di tutti i riferimenti al Cantico presenti nei testi di mbrogioM in modo analogo la
seconda prende5a in considerazione i testi di ?regorio /agno.
3::
l momento del loro
incontro ?uglielmo e (ernardo a5rebbero letto in comune il commentario e le omelie c*e
Irigene a5e5a dedicato al celebre libroM <uesti testi erano stati tradotti in latino da ?irolamo
J_ 42:K e da 8ufino J_ 41:K.
3:1
9i tratta di una nuo5a interpretazione dell2incontro tra
?uglielmo e (ernardo. 9e l2ipotesi non 6 rigorosamente pro5ata+ l2intima parentela a li5ello di
dottrina e di terminologia la rende molto probabile. L2incontro tra i due abati e il recupero
della spiritualit4 origeniana segnS la nascita della spiritualit4 cistercense e con <uesta di una
nuo5a teologia dell2amore.
3:2
/olti temi origeniani sarebbero poi arri5ati a 8uusbroec
attra5erso le opere di ?uglielmo. Oerde@en parla di una continuit4 di una tradizione spirituale
al di l4 del tempo e delle lontananze geografic*e. V una continuit4 il cui 5alore non de5e
essere esagerato' la dottrina di Irigine non *a dominato nella storia della spiritualit4 cristiana.
/a 6 innegabile il fatto c*e il rinno5amento cistercense sia debitore di Irigene+ e c*e la
mistica fiamminga abbia poi ripreso ed elaborato la dottrina cistercense.
3:3
Concludiamo <uesta iniziale introduzione con un2osser5azione. )el discorso scientifico
sulla mistica renano!fiamminga si 6 formata nel tempo una dicotomia c*e di tanto in tanto
appare negli studi+ <uella tra #mistica affetti5a$ e #mistica speculati5a$. Ci sarebbero cio6 due
299 Leonardi ha insistito molto sulla sua figura come testimone della crisi del monachesimo.
Guglielmo, che rimase sempre un monaco, sarebbe stato "uno sconfitto, "battuto sia a destra sia
a sinistra. Egli in particolare non sarebbe riuscito a trovare parole nuove e a non trovarne
nessuna che oltrepassasse il monachesimo: per questo si sarebbe affidato al messaggio della
mistica e alla sua universalit. l suo messaggio sarebbe stato rivolto a pochi privilegiati (cenobiti
ed eremiti) e non a tutto il popolo. Con questi motivi Leonardi spiega la scomparsa delle opere di
Guglielmo, a partire dal X secolo. (LEONARD, 5uglielmo di .aint46hierry3 p. 40-42). A questa
posizione dello studioso si pu obiettare con quanto le opere in particolare di Verdeyen hanno
messo in luce; se vero che la ragione prender il sopravvento sulla mistica, Verdeyen ha potuto
rilevare la circolazione delle opere e delle idee di Guglielmo, il loro recupero da parte delle
cistercensi e delle beghine del X secolo e il loro influsso per tutto il XV del suo pensiero,
riconoscibile nell'opera di Ruusbroec in particolare. Sarebbero state proprio le tematiche pi
originali di Guglielmo, che venivano credute di Bernardo, ad essere recuperate, nei Paesi Bassi.
300 VERDEYEN, 8illem en de liefde, p. 23.
301 p. 23-24.
302 Sulle fonti di Guglielmo si molto discusso, in particolare a proposito di quelle greche. Forse
l'intermediario fu Giovanni Scoto Eriugena, neoplatonico irlandese del X secolo, noto per aver
tradotto, attorno all'860, come gi abbiamo visto, Dionigi Areopagita; dal greco al latino tradusse
inoltre Gregorio di Nissa e Massimo il Confessore. LEONARD, 5uglielmo di .aint46hierry3 30-31;
MENS, 1orsprong, p. 141.
75
tipi di mistica+ una mistica #nuziale$ e una mistica #dell2Essenza$ Juna %rautmystik e una
$esensmystikK. 9i tratterebbe di due orientamenti e gli autori di testi spirituali apparterrebbero
all2una o all2altra corrente' la mistica dell2amore sarebbe <uella propria delle grandi mistic*e
renano!fiamming*e del Q111 secolo come (eatrice di )azaret*+ ,ade-i.c*+ /atilde di
/agdeburgo. La mistica speculati5a <uella di EcD*art+ di 8uusbroec e dei loro discepoli.
?io5anna della Croce arri5a addirittura a di5idere le due tendenze a seconda del sesso' la
mistica affetti5a sarebbe tipica di una 5ita spirituale femminileM la mistica dell2essenza sarebbe
colti5ata principalmente negli ambienti masc*ili.
3:4
,a scritto giustamente 0orion' #C*e Zle
due tendenze[ si oppongano in un senso+ lo si puS concedere' l2una compiacendosi di onorare i
mezzi dell2unione+ e concependo <uesta stessa come un dialogo eterno+ la seconda piR
desiderosa di superare gli intermediari+ correndo all2abisso dell27nit4 do5e s5aniscono+ come
lo dir4 5olentieri Lan 5an 8uusbroec+ #le persone+ i modi e i nomi$ $. /a+ continua lo
studioso+ #<ueste due attitudini o tendenze J...K si incontrano ardentemente 5issute e
perfettamente in accordo presso piR di un santo...$.
3:5

La rile5ata dicotomia sussiste in realt4 solo in apparenzaM 6 uno sc*ema ridutti5o e in
ultima analisi uno stereotipo. )ella mistica renano!fiamminga si stagliano certamente le due
tendenze+ ma esse costituiscono gli aspetti di un2unica mistica. La stessa minnemystiek *a alle
sue fondamenta una teologia affetti5a ereditata dagli autori ecclesiastici del Q11 secolo del
nord della Trancia nella <uale si sono intrecciati elementi di forte carattere speculati5o
ereditati dalle dottrine di autori come 7go e 8iccardo di 9an Oittore+ ?uglielmo di 9aint!
>*ierr@ e lo pseudo!Dionigi facendone un2unica mistica. )on si puS nemmeno parlare di
masc*ile o femminile a riguardo delle due tendenze+ come dimostra il Miroir des simples
ames di /arg*erita 0orete+ opera caratterizzata da forti contributi speculati5i+ e come
dimostrano i poemi della nostra pseudo!,ade-i.c*+ se essa 6 5eramente una donna.
3:%
303 VERDEYEN, La th!ologie mysti#ue de 5uillaume. , p. 403. Si parla a proposito di Guglielmo di
Saint-Thierry e di Bernardo di Chiaravalle di "rinascita origeniana del X secolo. VERDEYEN, La
th!ologie mysti#ue de 5uillaume, , p. 394ss. Verdeyen ha dimostrato che tra Origene (| 252) e
i due cistercensi vi un'intima parentela tanto di dottrina che di terminologia. Bernardo e
Guglielmo espressero le loro intuizioni ed esperienze spirituali in un linguaggio calcato su quello
di Origene; presero da lui la nozione di matrimonio mistico e l'intera concezione dell'amore.
Perch proprio da Origine? Avvertendo il pericolo della nuova teologia dialettica i due padri
cistercensi avrebbero cercato le parole per quanto vivevano presso gli autori patristici. Avrebbero
fatto ricorso ad Origine perch nella sua spiritualit avrebbero riconosciuto il medesimo amore
appassionato per Cristo.
304 GOVANNA DELLA CROCE, 2 mistici del Dord, p. 13-14.
305 HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 23-24.
306 Su questo aspetto dibatteremo nel corso del nostro lavoro. Anche Hollywood ha rilevato come
queste categorie oppositive pur essendo criticate continuino a riemergere negli studi notando
anche come ad esse sia particolarmente associato il discorso sulla distinzione dei generi.
HOLLYWOOD, 6he .oul as *irgin 8ife, p. 16.
7%
/ 30 5uattro mulieres religiosae: .eatrice di 'azareth$ Hadewijch$ 6atilde di
6agdeburgo$ 6argherita 7orete
%eatrice di -aareth
/olto sappiamo a proposito di (eatrice di )azaret* perc*B+ a differenza di ,ade-i.c*+
entrS in un Irdine+ <uello cistercense. Di lei possediamo una 1ita della <uale il redattore
rimane anonimo.
3:7
Essa+ la 1ita %eatricis, 6 collegata alle 1itae delle mulieres religiosae del
ducato di (rabante+ e <uesto non solo a moti5o delle sue caratteristic*e ma anc*e
biograficamente' (eatrice incontrS 1da di )i5elles.
3:;
1l redattore fu molto probabilmente un
monaco cistercense c*e a5rebbe scritto su commissione del con5ento. )on a5rebbe
conosciuto (eatrice ma a5rebbe utilizzato il suo Liber vitae. &uest2ultimo documento
potrebbe essere la piR antica autobiografia redatta in 5olgare neerlandese e la #prima
autobiografia mistica d2Europa$.
3:"
ndato poi perduto+ sarebbe consistito in una serie di
annotazioni autografe di (eatrice. 1l redattore della 1ita %eatricis dic*iara di non esserne
l2autore ma di essere solamente un fedele traduttore dello scritto della monaca cistercense. 9i
sarebbe in ogni caso basato anc*e su testimonianze di altri+ fra le <uali <uelle delle consorelle
e di Cristina+ sorella di (eatrice+ e a5rebbe anc*e apportato aggiunte e correzioni.
31:

Dalla 1ita apprendiamo c*e (eatrice nac<ue nel 12:: a >ienen+ nella diocesi di Liegi.
L2eccezionalit4 di <uesta diocesi+ sede dei primissimi raggruppamenti beg*inali e terra eletta
del mo5imento religioso femminile+ fu osser5ata anc*e dai contemporanei.
311
La 1ita
sottolinea subito la singolarit4 della famiglia' il padre (artolomeo+ distinto cittadino di >ienen
307 Per molto tempo si creduto che il redattore sia stato il monaco benedettino Guglielmo
d'Afflighem (| 1297); l'ipotesi stata smentita. Si veda ita eatricis. 2nleiding3 p. 26*-31*.
308 Una vera e propria beghina. Anche di da di Nivelles si possiede una *ita, che costituisce una
delle numerose *itae delle mulieres religiosae della diocesi di Liegi. *ita eatae 2dae Di$ellensis,
in HENRQUEZ, Muin#ue prudentes $irgines, p. 199-297; questa vita non infatti negli AASS. da
nacque a Nivelles nel 1197. Dalla *ita apprendiamo che all'et di nove anni rifiutS il progetto di
matrimonio previsto dai suoi genitori fuggendo di notte da una finestra e stabilendosi presso una
comunit di beghine nelle vicinanze di Nivelles, dove ricevette una buona formazione spirituale e
dove rimase fino al sedicesimo anno di vita. Nel 1213 entrS nella comunit delle cistercensi di
Kerkom, nell'area di lingua fiamminga, vicino a Tienen (la citt natale di Beatrice); vi rimase poco
perch questa comunit nel 1214 traslocS a La Rame, nel Brabante francofono; in questo
monastero avverr l'importante incontro tra Beatrice ed da, e sar nel 1216, anno della sua
professione. da morP nel 1231.
309 *ita eatricis. 8oord $ooraf, p. 12.
310 *ita eatricis. Prologus, 4, p. 13-14. Ruh ha voluto evidenziare come attraverso la
rielaborazione dell'originale autografo la *ita eatricis giunga ad onorare in pieno i moduli della
narrativa agiografica e a diventare pertanto simile alle altre *itae delle donne dell'epoca. Si veda
RUH, .toria della mistica. , p. 146.
311 l particolare destino toccato alla diocesi di Liegi emerge anche dal Prologo che Giacomo di Vitry
scrive alla vita di Maria d'Oignies. Si veda *ita beatae Mariae 1igniacensis. Prologus3 AASS,
Junii V, p. 636B-638F. Si veda inoltre RUH, .toria della mistica. , p. 85-115.
77
c*e sar4 come la figlia (eatrice beatificato e a cui sar4 dedicata una 1ita+
312
dopo la morte
della moglie ?eertrui J12:7K cooperS nell2opera di fondazione di tre con5enti cistercensi' il
con5ento di (loemendael+ c*e 5enne fondato nel 121:+ <uello di /aagdendael+ nel 1221+ e
<uello di )azaret*+ nel 123%. Egli stesso+ assieme ad uno dei suoi figli+ entrS come con5erso
nell2ordine cistercense+ mentre un altro figlio di5entS premonstratense e tutte le figlie monac*e
cistercensi. ll2et4 di sette anni (eatrice 5enne affidata alle cure di un gruppo di mulieres
religiosae o beg*ine di Foutleeu- presso la cui scuola 5enne educata. V un documento per noi
eccezionale poter disporre del suo percorso di studi. 9e il salterio all2et4 di cin<ue anni le era
ser5ito da abbecedario+
313
presso la comunit4 delle beg*ine (eatrice seguP i corsi delle artes
liberales.
314
Tece poi ingresso presso l2ordine cistercense. Iccorre ricordare l2importanza di
<uesto ordine nell2appoggio c*e diede al gio5ane mo5imento beg*inale. (eatrice entrS nel
con5ento di (loemendael c*e il padre a5e5a contribuito a fondare e lP molto probabilmente
completS il trivium e seguP i corsi del quadrivium.
315
)el 121% compP la professione come
no5izia. >ra il 121% e il 1217 trascorse un periodo di circa un anno in un altro con5ento
cistercense+ a La 8amBe+ nel (rabante di lingua francese+ non lontano da )i5elles+ per
apprendere le arti della calligrafia e della miniatura+ arti c*e le ser5iranno piR tardi a scri5ere i
libri per il suo monastero. V <uesto il luogo in cui a55enne l2incontro con 1da di )i5elles.
31%
)ac<ue un2amicizia spirituale degna dello spirito dell2amicizia della tradizione cistercenseM
amicizia c*e leg*er4 le due monac*e in modo forte e c*e sar4 interrotta solo dalla morte di
1da+ nel 1231.
317
(eatrice si spostS poi al con5ento di /aagdendael do5e pronunciS i 5oti
solenni. )el 123% si trasferP all2ultimo con5ento c*e il padre contribuP a fondare+ <uello di
)azaret*+ nei pressi di Lier+ del <uale fu badessa dall2anno successi5o fino al momento della
morte c*e a55enne il 2" agosto 12%;.
312 Si veda *ita eatricis. i-lage X, p. 260-262; RUH, .toria della mistica. , p. 147, nota 6.
313 *ita eatricis, , 19, p. 23-24.
314 *ita eatricis, , 20-21, p. 24-25.
315 *ita eatricis, , 23-24, p. 26-27.
316 *ita eatricis, , 50, p. 41-42.
317 L'esistenza di uno stretto legame tra beghine, recluse e cistercensi nel Brabante del X secolo
emerge da pi fonti delle quali la Lista dei perfetti di Hadewijch rimane il documento pi
esemplare, dove i rapporti di amicizia e di conoscenza tra i devoti superano i confini regionali e
linguistici brabantini. Circa questo documento abbiamo gi trattato pi sopra. Sullo spirito
cistercense dell'amicizia si ricorda il De spirituali amicitia di Aelred di Rievaulx, opera composta
nel 1163 e che da e Beatrice avrebbero conosciuto. Si veda *ita eatricis. 2nleiding, p. 54*. Si
veda anche LOUF, La $oie cistercienne, p. 142-143. Nel culto dell'amicizia ci sarebbe stata una
convergenza tra il movimento delle sancte mulieres del X secolo e la spiritualit cistercense del
X. Si veda EPNEY-BURGARD ZUM BRUNN, Le poetesse di Dio, p. 97, nota 7. Faesen parla
di una sorta di "comunit di spirito a proposito dell'altra celebre amicizia, quella tra Bernardo di
Chiaravalle e Guglielmo di Saint-Thierry; si veda BEATRJS VAN NAZARETH, .e$en manieren
(a cura di Faesen), p. 11-15.
7;
)ella 1ita %eatricis+ allo stesso modo c*e nel suo trattato Seven manieren van minne
J9ette modi d2amareK+ di cui a bre5e diremo+ il tema centrale 6 l2amore+ amore per DioM essa
e5idenzia una spiritualit4 delineata dall2esercizio di pratic*e ascetic*e e di piet4 e dalla
presenza di 5isioni e manifestazioni estatic*e. Come Lutgarda di >ongeren J11;2!124%K altra
mulier religiosa di cui possediamo una 1ita+
31;
anc*e (eatrice sperimentS lo scambio di cuori
con lo sposo di5ino+ con il <uale concluse un legame matrimoniale eterno c*e fissS per iscritto
su una ta5oletta di cera. /anifestazioni estatic*e ed esperienze paramistic*e sono un elemento
comune alle mulieres religiosae del Q111 secolo+ elemento sottolineato in modo particolare
dalle 1itae loro dedicate. Dalla 1ita emerge c*e (eatrice a5rebbe goduto di una grazia mistica
eccezionalmente forte c*e la sua fragile costituzione fisica do5rebbe a5er retto con difficolt4M
ma le Seven manieren van minne+ il trattato scritto da (eatrice stessa+ contiene poc*i racconti
di fenomeni paramisticiM <uesti+ inoltre+ si ri5elano essere solamente incidentali e poco
appariscenti. 8e@pens a <uesto riguardo giunse a due considerazioni. La prima' (eatrice 5isse
in un periodo particolare per <uanto riguarda la 5ita religiosa+ il periodo in cui+ la prima met4
del Q111 secolo+ nel (rabante in particolare+ le sancte mulieres manifestano la grazia estatica+ a
5olte anc*e cercandola bramosamente e in modo poco sano. )ell2importante prologo alla 5ita
della reclusa /aria d2Iignies+ ?iacomo di Oitr@ d4 testimonianza di <ueste manifestazioni.
31"
La seconda' il monaco cistercense redattore della 1ita %eatricis secondo i moduli del tempo
a5rebbe 5oluto celebrare (eatrice rinforzando il senso paramistico.
32:
)elle Seven manieren
l2unica indicazione c*e puS far pensare a dei fenomeni paramistici 6 l2indicazione dell2ore3oet+
5ocabolo su cui ritorneremo e c*e non sbagliamo a tradurre con #collera d2amore$+ insania
amoris.
321
Con il bre5e trattato Seven manieren van minne composto nel medio neerlandese nel Q111
secolo e con la piR 5oluminosa opera di ,ade-i.c* si fa iniziare la mistica in 5olgare
neerlandese Jo lingua dietsK. 9i ipotizza c*e (eatrice abbia composto l2opera durante il periodo
del suo priorato J1237!12%;K. 0er <uanto riguarda ,ade-i.c*+ la si presume letterariamente
atti5a attorno al 125:. Oa <uindi ad entrambe le scrittrici il titolo di iniziatrici della mistica nel
5olgare neerlandeseM 5a notato come <uesta mistica si sia s5iluppata sul terreno della
318 *ita .anctae Lutgardis, AASS, Junii , p. 231-262.
319 Giacomo riferisce di una serie di manifestazioni estatiche come estasi, levitazioni, il dono delle
lacrime, la percezione di miele nelle labbra, ecc. Si veda *ita . Mariae 1igniacensis. Prologus3
AASS, Junii V, p. 636B-638F.
320 *ita eatricis. 2nleiding, p. 61*-62*.
321 Faesen analizzando l'intenzione dell'agiografo ha rilevato come costui sottolinei che le esperienze
mistiche di Beatrice erano liberi doni di Dio, possibili ma non necessari in una vita che si dica
santa. FAESEN, Mystiek en hagiografie.
7"
spiritualit4 delle beg*ine e dei con5enti.
322

Le Seven manieren contengono il nucleo della dottrina spirituale propria di (eatrice.
L2opera mette in luce il suo legame con la teologia cistercense dell2amore c*e si era andata
elaborando nel Q11 secolo+ in particolare attra5erso gli scritti di (ernardo e ?uglielmo di
9aint!>*ierr@. La nostra scrittrice perS+ gi4 solo per l2uso del 5olgare+ mette in luce una
personale autonomia di rielaborazione.
323
1l termine manieren non esprime un grado di ascesi
o di progresso+ come in5ece 6 proprio degli stadi indicati nelle opere degli autori latini del Q11
secoloM esso 5orrebbe piuttosto indicare di5ersi modi di manifestarsi dell2amore
324
+ cio6 della
Minne c*e 6+ come nella 1ita %eatricis+ il soggetto centrale.
1l sottotitolo dell2opera ri5ela un c*iaro carattere neoplatonico' annunciando i setti modi
d2amare (eatrice comunica c*e essi pro5engono dall2ltissimo e c*e a Lui stesso
riconducono.
325
Oi si legge il mo5imento neoplatonico di uscita dal di5ino e di ritorno ad esso.
)el primo modo d2amore l2anima 6 in preda ad un desiderio atti5o+ c*e pro5iene
dall2amore stesso+ tale per cui essa 5uole ser5ire il 9ignore. 9i incontrano poi due temi propri
della spiritualit4 cistercense' la dottrina dell2imago Dei e il tema della conoscenza di sB.
L2anima 6 desiderosa di 5i5ere in purezza+ libert4 e nobilt4 Jpuerheit, vriheit, edelheitK+ le
caratteristic*e secondo le <uali 6 stata creata ad immagine e somiglianza del Creatore e si
c*iede inoltre molto spesso ciS c*e essa 6+ ciS c*e potrebbe essere+ ciS c*e *a e ciS c*e manca
al suo desiderare. )el secondo modo d2amore l2anima manifesta il suo desiderio di amare in
modo gratuito e senza misura. Essa 5uole ser5ire nostro 9ignore gratuitamente+ senza
ricompensa+ #sena alcun perch$ =sonder enich 3aeromme> e senza alcun premio di grazia o
di magnificenza. riguardo dell2espressione #senza perc*B$+ 6 da notare c*e essa appare nella
nostra pseudo!,ade-i.c*+ nella /gd. 1;+ piR 5olte nel Miroir des simples ames di /arg*erita
322 Si veda RUH, .toria della mistica. , p. 143. l trattato .e$en manieren $an minnen fu per molto
tempo solamente il sermone 42, anonimo, della raccolta dei Limburgsche .ermonene (p.
570-582, a cura di Kern). La presenza di questo testo anche nel manoscritto Ruusbroec Vv
(Brussel, KB, 3067-73) dest l'attenzione di L. Reypens. Si sapeva che Beatrice aveva scritto testi
in volgare, come informa l'autore della *ita eatricis nel prologo (*ita eatricis. Prologus, 4, p.
13-14) ma questi testi non erano mai stati trovati. Reypens nella raccolta di vite dell'HENRQUEZ,
Muin#ue prudentes $irgines (1630), nell'esame della vita di Beatrice vide che il capitolo intitolato
De caritate dei et *22 eius gradibus corrispondeva per la maggior parte con il trattato .e$en
manieren $an minnen: egli perci pot concludere che quel trattato era uno scritto in volgare di
Beatrice. Per la storia degli studi su Beatrice Si veda SCHEEPSMA, De Limburgse sermoenen, p.
144-150; BEATRJS VAN NAZARETH, *an seuen manieren (a cura di Vekeman en Tersteeg,
1970), p. 23-27.
323 RUH, .toria della mistica. , p. 151.
324 BEATRJS, *an seuen manieren (a cura di Vekeman en Tersteeg), p. 7; REYNAERT, De
beeldspraak, p. 178; RUH, .toria della mistica. , p. 151.
325 7.euen manieren si-n $an minnen3 die comen $ten hoegsten ende keren ,eder ten ouerstenB.
BEATRJS VAN NAZARETH, .e$en manieren $an minne (a cura di Faesen), 1-2, p. 46.
;:
0orete+ in 8uusbroec e in EcD*artM anc*e in Lacopone da >odi.
32%

(eatrice assume <uesto concetto di gratuit4 dell2amore senza alcun dubbio da (ernardo
c*e lei sta traducendo a modo suo dal latino al 5olgare neerlandese. L2espressione c*e (eatrice
starebbe traducendo 6 l2 amo, quia amo8 amo ut amen di (ernardo.
327
)el terzo modo l2anima 6
posseduta da un modo d2amare c*e le procura fastidio e dolore' *a in sB un appassionato
desiderio di soddisfare totalmente l2amore ma si imbatte di continuo nella situazione di non
riuscire ad onorarlo completamente. L2anima sta nella tensione tra il desiderare e
l2impossibilit4 di arri5are a dare una completa soddisfazione all2amore. &uesto la obbliga a
rimanere nel dolore di cuoreM (eatrice descri5e <uesto come una #5ita infernale$ Jal hare
leuen es hellechtichK.
32;
1l <uarto e <uinto modo d2amore sono fra loro speculari' essi sembrano
formare assieme un dittico c*e rappresenta gli aspetti antitetici dell2esperienza mistica
dell2essere posseduti dall2amore. )ostro 9ignore si manifesta infatti+ scri5e (eatrice+ una 5olta
in grande beatitudine+ una 5olta in grande dolore. )el <uarto modo l2anima 5iene totalmente
5inta dall2amore. L2amore 6 <ui il protagonista e non c*iede alcuna collaborazione di atti5it4
umana. La sua inaspettata operosit4 la rende inoperosa. #La bellezza dell2amore l2*a mangiata+
la forza dell2amore l2*a di5orata+ la dolcezza dell2amore l2*a fatta affondare in sB$.
32"
La parte
razionale dell2anima non scompare ma subisce una radicale trasformazione. 9ar4 ciS c*e
8uusbroec definir4 come #trasformazione$' le capacit4 umane+ sia fisic*e c*e spirituali+
5engono unificate e ricondotte ad una nuo5a atti5it4M la 5olont4 di5enta amore' #L2anima
sperimenta c*e tutti i suoi sensi sono+ nell2amore+ unificati+ e c*e la sua stessa 5olont4 6
di5entata amore+ e c*e essa 6 cosP profondamente sprofondata e ing*iottita nell2abisso
dell2amore+ c*e essa stessa 6 di5entata amore$.
33:
)el <uinto modo l2anima conosce le
componenti dolorose' la tempesta dell2amore+ il suo impeto e la sua furiosa passione. (eatrice
spiega <uesto attra5erso le metafore della ferita al cuore e del dardo d2amore. #Le ferite
326 Si veda HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 174, nota 6; GNDNGER, Die Mystik im
:herubnischen 8andersmann, p. 174-176.
327 l passo intero, tratto dal .ermone 83, 4, recita cos: "2s 'amor( per se sufficit3 is per se placet3 et
propter se. 2pse meritum3 ipse praemium est sibi. &mor praeter se non re#uirit causam3 non
fructum. )ructus eius3 usus eius. &mo3 #uia amo0 amo3 ut amen.B (BERNARDUS CLARAEV.,
.ermones super :antica cantic., (.1 ), p. 300). Vi da dire comunque, come Reynaert ha
rilevato, che anche l' "amare amabam di Agostino potrebbe essere stato una fonte. SANCT
AUGUSTN, :onfessiosum libri %222, (CCSL 27), p. 27. Si veda inoltre SANCT AUGUSTN, De
6rinitate, (CCSL 50), p. 294-295 e SANCT AUGUSTN, De di$ersis #uaestionibus, (CCSL 44A),
p. 50: "'...( an amor #uo#ue ipse amandus estH 2ta $ero3 #uando sine hoc illa Nalia #uae amanda
suntO non amanturH. Si veda anche VO, Epistola ad .e$erinum3 (a cura di Dumeige), p. 61: "'...(
Deus amor est3 #uem #ui amat amorem amat.
328 .e$en manieren, (a cura di Faesen), 113, p. 56.
329 Tutte le traduzioni di questo trattato sono mie. 142-144, p. 58.
330 138-141, p. 58.
;1
sembrano rinno5arsi <uotidianamente e di5entare piR dolorose J...K lei sembra c*e le sue
5ene si s<uarcino+ c*e il suo sangue bollisca+ c*e il suo midollo si consumi+ c*e le sue ossa si
affloscino+ c*e il suo petto bruci e c*e la sua gola si secc*i$.
331
ncora' #Essa sente poi spesso
c*e una freccia passa attra5erso il suo cuore+ fino alla gola e piR oltre fino al suo cer5ello+
come se di5entasse folle$.
332
La parola centrale+ in <uesto modo+ 6 ore3oet. &uesto 5ocabolo
appartiene alla minnemystiek Jmistica affetti5aK espressa in 5olgare neerlandese. V presente in
modo particolare in ,ade-i.c* soprattutto nell2opera in poesia N non 6 presente nella pseudo!
,ade-i.c* !. 1n (eatrice compare in5ece una sola 5olta e non sembra a5ere in lei la forza
semantica con cui ,ade-i.c* lo utilizzaM sembra <uasi c*e (eatrice lo recuperi come 5ocabolo
gi4 a disposizione. Torse lo prende a prestito da ,ade-i.c*M (eatrice lo usa per indicare la
collera+ la passione+ la furia d2amore.
333
)el sesto modo l2anima si definisce bruut ons heren Jla
sposa di nostro 9ignoreKM essa sente c*e l2amore *a 5into tutte le sue resistenze interiori e c*e
*a dominato la sua piR profonda essenza. ll2anima ora pare c*e ciS c*e de5e 5enir fatto per
l2amore sia un piccolo compito+ leggero da fare e da lasciare+ da soffrire e da sopportare.
ppare <ui l2immagine della donna c*e *a ben amministrato la sua casa. L2anima sente forza+
purezza+ dolcezza+ libert4 e saggezza' sono le <ualit4 c*e la fanno secondo l'imago Dei+ <uelle
caratteristic*e c*e essa nel modo primo a5e5a manifestato di 5oler cercare. L2anima #6
more$
334
ed essa sperimenta la libert4 di spirito. #L2amore la rende cosP coraggiosa e libera+
c*e lei non teme piR nB uomo nB dia5olo+ nB angelo nB santo+ nB Dio stesso+ in ciS c*e fa o
lascia di fare+ nell2agire o nel riposare$.
335
(eatrice conclude in <uesto modo' #&uesta 6 libert4
di coscienza+ dolcezza del cuore+ bont4 dei sensi+ nobilt4 dell2anima e origine e fondamento
della 5ita eterna. &uesta 6 gi4 ora una 5ita come <uella degli angeli. 0oi segue la 5ita eterna
J...K$.
33%
La conclusione del sesto modo pare porsi come la 5era conclusione del trattato di
(eatrice.
1l settimo modo *a dato origine a di5erse ipotesi' esso non sembrerebbe superare nella
<ualit4 dell2amore il sesto stato+ sembrerebbe piuttosto ad esso paralleloM sarebbe stato
331 193-199, p. 64.
332 201-203, p. 64.
333 Ci soffermeremo su questo vocabolo quando tratteremo di Hadewijch. Come ha notato Reynaert,
con lo stesso significato debole la parola ore,oet compare nel secondo libro della Le$en $an
sinte Lutgart; REYNAERT, De beeldspraak, p. 382, nota 20. Questa vita ha alcuni paralleli con la
*ita di Beatrice, come ad esempio l'episodio dello scambio dei cuori, sopra accennato.
334 .e$en manieren, 253, p. 70.
335 .e$en manieren, 271-274, p. 70. L'espressione "libert di spirito la troviamo nel commento di
Porion (BATRCE DE NAZARETH, .ept degr!s d/amour, p. 43). l Miroir des simples Pmes di
Margherita Porete (| 1310) contiene espressioni simili a quelle del passo citato di Beatrice. Ad
esempio: "Ordunque quest'anima riceve il suo giusto nome, dice amore, dal niente nel quale
dimora. E poich niente, non le importa di niente, n di s n del suo prossimo n di Dio
stesso. MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici (1994), p. 337.
336 .e$en manieren, 289-292, p. 72.
;2
aggiunto al trattato in un secondo momentoM oppure potrebbe essere un compendio di tutti i
modi precedentemente descritti. &ui l2attenzione sembra spostarsi 5erso la 5ita dell2aldil4. Oi 6
espresso il desiderio struggente della 5ita eterna+ la brama di liberazione dalla condizione
terrena+ 5ista come luogo di esilio+ di dolore+ di tormento+ di miseria' un inferno.
337
7n2analisi di 8e@naert *a messo in luce come i sette modi dell2esperienza della Minne c*e
(eatrice illustra non siano presentati a caso+ o non siano sette casuali momenti dell2esperienza
dell2amore.
33;
1l trattato riguarda un percorso mistico del <uale 5iene offerto al lettore un
resoconto strutturato+ secondo un andamento dialettico. 1n <uesto senso un altro autore+ ,uls+
definisce il trattato di (eatrice come un documento mistagogico+ i cui scopi sono la
c*iarificazione e la comprensione+ per il lettore+ della struttura della 5ia spirituale.
33"
L2intero
itinerario si ri5ela costruito su una serie di antitesiM le sintesi corrispondenti e ogni 5olta
#risol5enti$ manifestano un sempre piR alto li5ello.
34:
9i puS infatti osser5are come a partire
dal secondo modo si susseguano l2uno all2altro momenti positi5i e momenti negati5i. 1 modi
terzo+ <uinto e settimo descri5ono le esperienze dolorose c*e seguono dai gradi
immediatamente precedenti. L2anima sperimenta l2impossibilit4 di soddisfare completamente
il ser5izio all2amore Jterzo modoK perc*B 5orrebbe corrispondergli in modo completo+ con
gratuit4 e senza misura Jsecondo modoK. llo stesso modo+ ma ad un piR alto li5ello+ l2anima
sperimenta gli aspetti dolorosi dell2esperienza dell2amore J<uinto modoK dopo l2esperienza di
godimento nell2unit4 J<uarto modoK. l settimo li5ello (eatrice descri5e la 5ita terrena pari ad
un inferno dopo a5er sperimentato+ come descri5e nel sesto modo+ l2esperienza piR alta+ c*e le
*a dato la libert4+ il coraggio e la fermezza tali per cui (eatrice definisce il suo stato #una 5ita
come <uella degli angeli$.
341
L2opera di (eatrice 6 un fondamentale documento delle origini della minnemystiek
espressa nel 5olgare neerlandese. Degli inizi del Q111 secolo+ essa ci offre uno specc*io della
mistica 5issuta nel mo5imento delle mulieres religiosae di <uel periodo. L2elaborazione della
337 Osservazione di Reynaert, per il quale l'immagine dell'inferno non viene espressa esplicitamente
ma in modo latente continuamente presente. REYNAERT, De beeldspraak, p. 179.
338 REYNAERT, De beeldspraak, p. 178-182.
339 HULS, 7.euen maniren $an minnenB, , p. 51.
340 REYNAERT, De beeldspraak, p. 180.
341 Reynaert ha confrontato questa struttura settenaria con i "sette nomi della Minne della
Mengeldicht 16 di Hadewijch. Parleremo di questa poesia pi avanti nel nostro capitolo dedicato
alla scrittrice brabantina ma qui possiamo gi dire che i sette nomi che Hadewijch d all'amore
(legame, luce, carbone, fuoco, rugiada, sorgente, inferno) sono disposti secondo una sequenza
piuttosto lineare, diversa dall'andamento dialettico che Reynaert ha osservato in Beatrice. noltre
mentre Beatrice per tre volte descrive, come abbiamo visto, gli aspetti dolorosi dell'esperienza
d'amore (nei modi terzo, quinto e settimo), questo avviene nella poesia di Hadewijch una sola
volta, con l'ultimo nome (inferno). REYNAERT, De beeldspraak, p. 181.
;3
dottrina di (eatrice tro5a le sue fondamenta nella teoria d2amore c*e fu elaborata dai
cistercensi del Q11 secolo. ccanto a <uesta spiritualit4+ si indi5iduano in lei temi c*e de5iano
dalla dottrina bernardiana+ temi di carattere metafisico e di ispirazione neoplatonica+ come
erano stati elaborati nella scuola di 9an Oittore e in ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ dei <uali si
riconosce in lei la conoscenza. &uesti temi speculati5i caratterizzeranno tutta la mistica
renano!fiamminga.
&ade3i(ch
,ade-i.c* rappresenta un unicum nella storia della letteratura neerlandese+ per la
magnificenza della sua opera+ in particolare per la somma maestria con cui *a saputo
esprimersi nella sua lingua+ il 5olgare neerlandese del Q111 secolo. Diciamo subito c*e dopo il
Q1O secolo si perse di lei ogni traccia e memoria+ 5enendo poi riscoperta nella seconda met4
del Q1Q secolo+ nel corso del romanticismo fiammingo.
342
Di ,ade-i.c* non possediamo una 1ita+ nessun confessore o agiografo si 6 preoccupato di
stenderne od elogiarne le 5icendeM manca anc*e notizia a proposito di un direttore spirituale.
Dal punto di 5ista storico ,ade-i.c* rimane una gran sconosciuta perc*B tutto ci manca al suo
riguardo' le notizie attorno alla sua famiglia d2origine+ le date e i luog*i di nascita e di morte e
il nome della citt4 in cui 5isse. 1n <uesto la sua 5icenda differisce da <uella di (eatrice di
)azaret* J_ 12%;K della <uale esiste una 1ita. V un elemento c*e in5ece la accomuna a
/arg*erita 0orete J_ 131:K e a /atilde di /agdeburgo J_ 12;2K' nemmeno di <ueste si
possiede uno scritto agiografico.
343
>ornando a ,ade-i.c*+ attra5erso la sua opera si sono
potuti dedurre alcuni elementi sulla sua persona. La si considera letterariamente atti5a attorno
al 125:.
344
9i deduce c*e do5e5a pro5enire da una famiglia probabilmente nobile+ a moti5o
della sua grande cultura' utilizza5a la sua lingua madre+ il medio neerlandese del Q111 secolo
Jo dietsK+ con sommo stileM conosce5a in modo perfetto la tecnica di 5ersificazione secondo il
modello della lirica tro5adoricaM emerge da suoi scritti inoltre la conoscenza del latino e del
francese.
345
0er <uanto riguarda la citt4 in cui nac<ue o operS non 5i sono dati certi. 9i trattS
molto probabilmente di una citt4 brabantina. 9i propende per n5ersa o per (ru=elles.
34%
)on
si sa con certezza se sia stata una beg*inaM possiamo dire comun<ue c*e dai suoi scritti+ in
342 REYNAERT, De receptie $an +ade,i-ch. Si veda inoltre il capitolo dedicato alla storiografia, in
questo nostro lavoro.
343 Ruh mette bene in evidenza questi significativi elementi di confronto, che fanno di Hadewijch un
caso eccezionale. RUH, .toria della mistica, , p. 165. Egli risolve la misteriosit di Hadewijch dal
punto di vista storico con la tesi della sua appartenenza ad una famiglia di alta nobilt; il suo
intrattenersi presso gli ambienti delle beghine avrebbe procurato scandalo alla famiglia stessa
che si sarebbe difesa frenando e nascondendo i suoi scritti.
;4
particolare dalle Lettere+ emerge la sua appartenenza al mo5imento delle mulieres religiosae
del (rabanteM e con 8u* possiamo affermare c*e se ,ade-i.c* forse non diresse di fatto una
comunit4 di beg*ine+ ne diresse una spiritualmente+ e <uesto perc*B nei suoi scritti si ri5olse a
beg*ine.
347
Iccorre nominare a <uesto riguardo l2opinione della 0eters e la sua posizione circa
l2esperienza religiosa e il #fatto letterario$+ cosP come il titolo del suo studio annuncia.
34;
9econdo la studiosa l2immagine non confermata da notizie biografic*e di ,ade-i.c* come
guida e madre di una comunit4 di beg*ine e come scrittrice per <uesta di testi didattici si
sarebbe andata perse5erando e a5rebbe condizionato la ricerca letteraria e storica sul suo
344 Vi sono state diverse tesi attorno alle date dell'esistenza di Hadewich. Uno degli elementi che
hanno consentito di arrivare ad una datazione stato il riferimento a "maestro Roberto nella
Lista dei perfetti, opera posta al seguito del corpus delle *isioni. Costui avrebbe ucciso una
beghina "a causa del suo giusto amore; secondo l'incrocio dei dati storici "maestro Roberto
sarebbe Robert le Bougre, inquisitore in Fiandra dal 1235 al 1238 mentre la beghina in questione
sarebbe Alaydis (la sua esecuzione - il rogo - avvenne il 17 febbraio 1236). Questa data ha
stabilito un terminus post #uem: Hadewijch, dunque, ai tempi di questo fatto viveva ancora. Nella
stessa Lista la nostra scrittrice si riferisce ad alcuni eremiti che vivono sulle mura di
Gerusalemme. La citt santa cadde in mano ai Saraceni nel 1244; Hadewijch non avrebbe
dunque conosciuto questo fatto; si conclude pertanto che la Lista dei perfetti sarebbe stata scritta
dopo il 1238 e prima del 1244. Reynaert si chiede giustamente se il fatto militare della caduta
delle mura di Gerusalemme, in rapporto alla storia sociale e religiosa, non venga sopravvalutato.
Si veda REYNAERT, De beeldspraak, p. 21, nota 28. Occorrerebbe a questo riguardo consultare
studi in riferimento all'anno 1244: che fine fecero gli eremiti dopo la presa della citt da parte dei
Saraceni? Vi sono stati altri tentativi a riguardo della datazione di Hadewijch. Si considerino per
esempio i contributi di Boeren e di Hendrix. Boeren prese in considerazione la figura di Hendrik di
Breda, che Hadewijch nomina nella Lista3 arrivando a situare la nostra scrittrice tra il 1220 e il
1230; si veda BOEREN, +ade,i-che en heer +endrik, in particolare p. 40-43, e RUH, .toria della
mistica. , p. 169-170. Hendrix spost la datazione di Hadewijch alla fine del X secolo; si veda
HENDRX, +ade,i-ch benaderd $anuit de tekst o$er de EE
e
$olmaakte. Sulla debolezza di questi
ultimi tentativi si veda REYNAERT, De beeldspraak, p. 19-21. Secondo Faesen essa sarebbe
stata attiva negli anni '30 del X secolo e sarebbe stata la prima badessa del monastero delle
cistercensi di 's-Hertogendaal a Hamme-Mille. FAESEN, eguine or :istercianH n ogni caso
all'oggi non si unanimi nell'accettare la datazione divenuta canonica per Hadewijch (met del
X secolo). Alcune voci propongono uno spostamento temporale, fino agli inizi del XV secolo.
Torna la tesi, per esempio, dell'associazione di Hadewijch alla figura di Heilwich Bloemart (|
1335), detta Bloemaerdinne, che Henricus Pomerius (| 1469) nella biografia di Ruusbroec
present come l'eretica che il mistico riusc a smascherare. L'associazione Hadewijch-
Bloemaerdinne era stata di Fredericq. FREDERCQ, De geheimzinnige ketterin loemaerdinne.
Su proposte recenti sullo spostamento della datazione di Hadewijch, si veda SCHEEPSMA, De
Limburgse sermoenen, p. 253-254. Uno stato attuale della conoscenza attorno alla figura di
Hadewijch dato da Willaert nel Digitaal $rou,enle=icon $an Dederland:
http://www.inghist.nl/Onderzoek/Projecten/DVN.
345 Su questo elemento un'indicazione per non sopravvalutare troppo in senso biografico gli elementi
"cortesi in Hadewijch viene data da REYNAERT, +ade,i-ch 7hoghe geslachteB, p. 168-170.
346 L'indicazione di Anversa ha il difetto di essere tarda, del XV secolo; presente sul foglio di
guardia del manoscritto C (Universiteitsbibliotheek, Gent, hs. 941), il pi recente dei manoscritti:
"De 'eata( +ade,igis de &nt$erpia. Per quanto riguarda l'ipotesi che la vede attiva a Bruxelles,
o dintorni, essa fu sostenuta in particolare modo da Boeren ma la sua tesi debole. BOEREN,
+ade,i-che en heer +endrik, p. 35-39. Tutti gli elementi in ogni caso sembrano convergere al
ducato di Brabante. Reynaert ne ha elencati alcuni, come il fatto, nella Lista dei perfetti, che la
maggior parte delle persone l nominate siano localizzate in detto ducato; anche l'indicazione
geografica degli altri "perfetti si orienta pi verso il nord che verso il sud. La diffusione delle opere
di Hadewijch, inoltre, avvenne quasi esclusivamente nel Brabante. REYNAERT, De beeldspraak,
p. 21.
347 RUH, .toria della mistica. , p. 168.
348 PETERS, Religise Erfahrung.
;5
conto.
34"
Lei indi5idua a <uesto li5ello un ragionamento circolare' ,ade-i.c* a5rebbe scritto
testi didattici per un circolo di beg*ineM <uesto presupporrebbe c*e le sue concrete circostanze
biografic*e fossero noteM ma <ueste non 5engono conosciute se non dai suoi testiU CiS rende
problematica la sua figura di guida e madre spirituale. )ello specifico+ per la 0eters i testi di
,ade-i.c* sono rappresentazioni tipologic*e della vita religiosa ed e5itano concrete
informazioni biografic*e sull2autore e sul suo pubblico.
35:
La studiosa riconosce+ con T.
Cillart+ la presenza nei testi della scrittrice di una rete di allusioni ad un gruppo al <uale si
indirizza+ ma <uesto pubblico #nella sua generalit4 potrebbe riferirsi tanto ad un con5ento di
monac*e <uanto ad una comunit4 di beg*ine$ e <uesta rete di allusioni appartiene #al li5ello
ideologico!programmatico dell2insegnamento mistico di ,ade-i.c*$.
351
0ertanto per la
studiosa la tesi per cui ,ade-i.c* a5rebbe scritto le sue opere come guida di una comunit4 di
beg*ine non si lascerebbe 5erificare dai testi e fintantoc*B testimonianze storic*e a riguardo
del suo stato di beg*ina mancano+ <uesta tesi rimane una supposizione pri5a di coerenza.
352
Ooluminosa 6 l2opera di ,ade-i.c* c*e ci 6 giunta e c*e cosP si compone' <uarantacin<ue
"oesie Stro#iche JStro#ische 9edichtenK+ trentuno Lettere J%rievenK+ <uattordici 1isioni
J1isoenenK alle <uali segue la Lista dei per#etti JLi(st der volmaaktenK+ e un gruppo di sedici
"oesie miste =Mengeldichten>, definite anc*e come #Lettere in rima$.
1l corpus delle <uarantacin<ue "oesie Stro#iche+ <uarantacin<ue canzoni d2amore spirituali+
si pone come #un unicum in tutto il /edioe5o occidentale$M
353
<ui ,ade-i.c* comunica la
propria esperienza spirituale personale utilizzando il lessico+ le immagini e la tecnica
compositi5a elitaria e con5enzionale della poesia cortese. 1 modelli formali ai <uali si
rifarebbe si ritro5erebbero in parte nella produzione lirica amorosa autoctona fiamminga ma
pre5alentemente nella poesia tro5adorica della Trancia del nord.
354
&uesti canti d2amore
spirituali sarebbero stati opera della gio5inezzaM ci sarebbero inoltre giunti nello stesso ordine
nel <uale sorsero. 1 modelli compositi5i preesistenti e il linguaggio della poesia d2amore
mondana a5rebbero consentito a ,ade-i.c* di esprimersi celandosi dietro a forme
349 p. 49-50.
350 p. 52.
351 p. 52.
352 p. 52. l giudizio della Peters si muove a partire dalla concezione dei testi religiosi come
"rappresentazioni tipologiche della vita religiosa in cui le informazioni biografiche sarebbero dei
tpoi del testo stesso. chiaro che partendo da questa posizione niente pi possibile dire
sull'esistenza di un autore. Mi chiedo se le chiare allusioni che Hadewijch compie nelle lettere
circa problemi e tensioni sorti all'interno del gruppo che lei dirigeva spiritualmente siano da
considerarsi tpoi del testo religioso. Dissento pertanto da questa impostazione di ricerca, cos
come Ruh. Si veda RUH, .toria della mistica. , p. 168, nota 2.
353 RUH, .toria della mistica. , p. 171.
;%
con5enzionali. 1l messaggio+ in5ece+ sarebbe stato c*iaramente inteso da coloro per i <uali
,ade-i.c* scri5e5a e a5rebbe a5uto per tema un nuo5o modello d2amore.
355
1n <uesti
componimenti+ la Dama c*e 5eni5a cantata dai tro5atori di5iene l2more+ identificato con
Dio. more Jde MinneK in <uesti poemi non 6 astrazione e neppure una figura allegorica+ ma
personalizzazione' una persona indi5iduale c*e agisce e di cui ,ade-i.c* *a fatto esperienza.
more 5iene delineato come una figura onnipotente con la <uale ,ade-i.c* 6 in relazione+
una relazione non sempre serena. more personificato 6 sempre nuo5o e di5ersoM tanto
conforta e ripaga+ <uanto ferisce e domina. Oedremo <uanto la Minne sia+ in5ece+ nella
pseudo!,ade-i.c*+ molto meno personificata.
7na serie di nozioni compongono la dottrina d2amore di ,ade-i.c*. 7na di <ueste 6 il
concetto di ore3oet. &uesto termine si pone come fondamentale nella mistica in 5olgare
neerlandeseM compare in 8uusbroec ma non nella pseudo!,ade-i.c*. Esso appare in
particolare nelle "oesie Stro#iche di ,ade-i.c* Jcompare altresP nella <uattordicesima 5isione
e nelle ultime due Mengeldichten J/gd. 15!1%KK. Lo si ritro5a anc*e un 5olta nelle Seven
manieren van minne di (eatrice c*e perS lo sembra utilizzare con una caratterizzazione piR
debole rispetto a ,ade-i.c*. L2etimologia di <uesto termine non 6 ancora c*iaraM esso 6 stato
tradotto e spiegato in di5ersi modi. Lo si 6 5isto come l2e<ui5alente neerlandese di insania
amoris o di aestus amoris.
35%
9econdo 0orion il termine a5rebbe degli antecedenti in
?uglielmo di 9aint!>*ierr@+ c*e in particolare nel De natura et dignitate amoris mise a tema
la #collera d2amore$+ e in 8iccardo di 9an Oittore+ nello specifico nel suo trattato De quatuor
gradibus violentae charitatis/
357
0er 8u* la parola indic*erebbe una condizione estrema
dell2amore+ cio6 la sua forma estatica. 9econdo <uesto studioso il termine ore3oet sarebbe
un2in5enzione di ,ade-i.c*.
35;
0er 8e@naert in5ece+ a ,ade-i.c* e al suo pubblico il concetto
sarebbe gi4 stato noto attra5erso altri scritti+ a noi sconosciuti.
35"
&uesto studioso *a compiuto
un2analisi del concetto nell2opera intera arri5ando alle seguenti conclusioni+ c*e riportiamo. 1n
nessuna parte ,ade-i.c* fornisce una descrizione c*iara di ore3oet8 esso si tro5a in
354 Per la lirica autoctona fiamminga la figura a cui si fa riferimento Heinrich di Veldeke. Si vea
FRNGS SCHEB, +einrich $on *eldeke, p. 237-271. Secondo Ruh Hadewijch si sarebbe
impossessata dell'arte lirica non tanto quando era beghina ma da fanciulla, nella casa paterna,
attraverso lezioni private di musica e poesia: questo farebbe supporre che la sua famiglia sia
stata in contatto con l'arte dei "trouvres e che pertanto sia stata nobile. CiS rinforza la tesi di
Ruh per la quale Hadewijch sarebbe appartenuta ad una vecchia famiglia dell'alta nobilt. RUH,
.toria della mistica. , p. 173.
355 p. 175-176.
356 Reynaert offre un riassunto dei modi in cui ore,oet stato tradotto. REYNAERT, De
beeldspraak, p. 377-378.
357 HADEWJCH, Lettres spirituelles, p. 293.
358 RUH, .toria della mistica. , p. 156-157, 184.
359 REYNAERT, De beeldspraak, p. 381.
;7
collegamento con altri gruppi di immagini <uali <uelle+ metaforic*e+ del fuoco+ della
tempesta+ e della lotta. Come <ueste metafore ore3oet indica una tensione tra speranza e
disperazione+ tra la magnificenza c*e 6 more e la propria inadeguatezza nel saperlo
raggiungereM in <uesto senso il termine appartiene al dominio della psicologia mistica. Iltre
ad una condizione dell2anima+ ore3oet rappresenta anc*e una forza atti5a su un puro piano
mistico+ forza c*e implica un orientamento 5erso il piR alto bene e al tempo stesso un
dinamismo c*e lo con5erte in un mo5imento continuamente rinno5antisi.
3%:
8uusbroec
riprender4 il termine ore3oet con la medesima costruzione di significatoM <uesta 6 una pro5a
ulteriore dell2influsso di ,ade-i.c* sul grande mistico.
3%1
7n altro concetto caratteristico in ,ade-i.c* 6 <uello di nu3e Jnuo5oK. La parola nu3e
appare fre<uentemente nella sua opera e in particolare nelle "oesie Stro#iche. partire da ciS
si era ipotizzato un legame tra ,ade-i.c* e la setta del Libero 9pirito.
3%2
0er <uanto riguarda il
contenuto e il significato di nu3e nelle poesie strofic*e si puS dire+ con 8e@naert+ c*e <uesta
parola piR c*e il significato di #prima sconosciuto+ appena sorto$ si riferisce a #gio5anile+
ringio5anito+ rinno5ato$. Essa appare spesso in riferimento al contesto della natura' lo
testimonia l2esplicitazione di alcune analogie tra natura e more+ come nella settima poesia
strofica+ c*e 8e@naert porta ad esempio+ do5e #nell2inizio del nuovo anno3 si spera nella nuova
stagione3 c*e porter4 nuovi fiori3 e una plurima nuova gioia$. Espressioni come #tempo
nuo5o$+ #anno nuo5o$+ #giorno nuo5o$ e #tempo c*e si rinno5a$+ si incontrano in numerose
poesie.
3%3
)el senso mistico la parola si riferisce all2aspetto dinamico e 5itale dell2more. 9ia
sul piano affetti5o c*e sul piano intellettuale ,ade-i.c* sperimenta un more continuamente
rinno5antesi+ inesauribile e per <uesto mai pienamente afferrabile. Dall2altra parte la persona
coin5olta non puS reagire passi5amente+ ma risponde al nuo5o dell2more con un continuo
auto!rinno5amento. L2espressione nu3e minne significa <uindi' l2more continuamente
rinno5antesi e incitante al rinno5amento.
3%4
360 p. 381. La radice antico tedesca ,uot significa "heftige Gemtsaufregung; Wut, Raserei;
strmisches Verlangen; SCHADE, &ltdeutsches 8rterbuch. , col. 1215. Mi chiedo se il
prefisso ore non si possa concepire come un rafforzativo di ,uot.
361 REYNAERT, De beeldspraak, p. 381.
362 Fredericq, come abbiamo gi visto, nel 1897 volle identificare Hadewijch con l'eretica
Bloemaerdinne, di Bruxelles, che Pomerius (| 1469), biografo di Ruusbroec, descrisse a capo di
un gruppo di successo che presentava molti dei caratteri propri della setta del Libero Spirito.
FREDERCQ, De geheimzinnige ketterin loemaerdinne. Nella stessa direzione andavano
Guarnieri e M. Van Der Zeyde. Si veda REYNAERT, De beeldspraak, p. 392. GUARNER,
)rres du Libre Esprit, col. 1249; VAN DER ZEYDE, +ade,i-ch, p. 19-50. Spaapen (1966) liber
Hadewijch dal legame con la setta del Libero Spirito e spiegS il termine "nu,e in Hadewijch come
derivato dalla mistica latina del X secolo, pur riconoscendo che in questa parola era forse
presente una profonda originalit di Hadewijch. SPAAPEN, 1nze QRde4eeu,se mystieken.
REYNAERT, De beeldspraak, p. 392.
363 REYNAERT, De beeldspraak, p. 393-394.
364 p. 394-395.
;;
7n altro termine fondamentale della dottrina d2amore di ,ade-i.c* e della mistica nel
5olgare neerlandese 6 il 5erbo ghebrukenM esso si riferisce al godimento dell2amore+ alla sua
#ruitioM con <uest2ultima parola latina ghebruken condi5ide la medesima radice etimologica.
nc*e <uesta parola non compare nella pseudo!,ade-i.c*. 1n nessun luogo ,ade-i.c* offre
una descrizione c*iara di <uesto termine. Esso si riferisce anzitutto ad un dato teologico'
indica l2Essere godente e pieno di sB della Deit4 e <uesto godimento a55iene nella sua essenza.
0er <uanto riguarda il corrispetti5o nell2esperienza dell2uomo+ il #ruire umano non sarebbe
altro c*e un prender parte alla #ruitio della Deit4 c*e ancora a55iene nella sua essenza. Dal
lato umano <uesta partecipazione non rappresenta un2atti5it4 ma una condizione passi5a+ in
cui l2uomo 5iene colto alla spro55ista. Oi sono in ,ade-i.c* altri termini c*e si riferiscono al
godimento come sueticheiden JdolcezzeK e gheuoelen JsensazioniK. /a c26 una differenza
rispetto a gebruiken' solo <uesta parola implica un2esperienza di unione. La fruizione spetta
all2uomo nella Deit4M il gustare delle dolcezze si realizza per partecipazione alla bont4
di5ina.
3%5
7n2altra parola in ,ade-i.c* con un significato c*e si puS dire tecnico+ 6 la parola vremde
Jestranei3stranieriK. Con essa la nostra mistica identifica i nemici dell2amoreM essi non lo
comprendono Jvan minne niet en verstaetK
3%%
e seminano ortic*e nel roseto Jnetels te planten
3aar roen behoren te staanK.
3%7
1l corpus delle Mengeldichten consta di 5entino5e componimenti poetici dei <uali
solamente i primi sedici sono attribuiti a ,ade-i.c* ! le restanti tredici sono della nostra+
cosiddetta+ pseudo!,ade-i.c* !. 0er <uanto riguarda la raffinatezza formale essi appaiono di
5alore inferiore alle "oesie stro#iche/ Con l2eccezione della Mgd/ 15+ <uesti componimenti non
sono piR canzoni ma appartengono piuttosto al genere della lettera. Oengono infatti c*iamati
anc*e #Lettere in rima$ per il loro contenuto e per la preoccupazione pedagogica. lcuni di
essi costituiscono un 5ero e proprio trattato. 1l tema 6 ancora <uello dell2amore ma <ui
,ade-i.c* abbandona il 5ocabolario cortese per esprimersi in un linguaggio piR diretto e di
tenore piR spirituale' <ui si propone di insegnare e l2accento al piano delle emozioni 6 minore.
0aradigmatica 6 la Mgd/ 1%M in essa ,ade-i.c* illustra i sette nomi della Minne+ cio6
dell2more. #L2amore *a sette nomi+3 c*e+ come 5oi sapete+ gli sono propri'3 essi sono legame+
luce+ carbone+ fuoco.3 &uesti <uattro nomi rappresentano il suo coraggio.3 ?li altri tre sono
grandi e forti3 sempre insufficienti ma pregni di eternit4'3 essi sono rugiada+ sorgente 5i5a e
365 p. 213-216.
366 .trofisch 5edicht 16.
367 Lettera 19.
;"
inferno.3 9e 5i racconto di <uesti nomi3 6 perc*B essi si tro5ano nella 9crittura3 ...$.
3%;
#Ira
nota come in <uesti nomi ci sia3 tutta l2essenza del 5ero amore$.
3%"
1 setti nomi JnamenK
dell2amore non sono gradi+ ma+ come abbiamo gi4 5isto a riguardo dei sette modi d2amore in
(eatrice+ dal suo trattato Seven manieren van minne+ essi indicano modi di5ersi di
sperimentare l2amore. &uesti modelli Juna struttura settenaria sar4 presente anc*e in
/arg*erita 0orete+ con i sette stati dell2anima de5ota+ c*e 5edremoK si differenziano dagli
sc*emi dei gradi di ascesi c*e si ritro5ano negli autori latini del Q11 secolo+ fonti probabili per
<uesti scrittrici.
37:
1l medesimo ed unico amore 5iene da ,ade-i.c* sperimentato in modi
di5ersi' amore 6 legame =bantK+ luce =licht>, carbone =cole>, fuoco =vier>, rugiada =dau>,
sorgente =leuende borne> e inferno =helle>/ 9e i primi sei nomi possono essere fatti risalire ad
una tradizione biblica+ il settimo nome di more+ #inferno$+ sembra fare eccezione. )on fa
perS eccezione nella concezione e nel modo in cui ,ade-i.c* 5i5e il suo rapporto con more.
&uesto settimo nome si riferisce ad un2esperienza di more estremo+ <uale solo in ,ade-i.c*+
fra gli autori c*e stiamo esaminando+ si incontra. Essa si riferisce a <uello c*e 6 stato
c*iamato il #monismo$ in ,ade-i.c*' fra tutte le esperienze negati5e Jcome il male e il
peccatoK l2esperienza piR gra5e+ la peggiore+ 6 l2assenza di more.
371
L2esperienza di essere
abbandonati da more ritorna in tutto il corpus degli scritti di ,ade-i.c* ed 6 il suo piR alto
moti5o di espressione letteraria.
372
1l corpus delle 1isioni di ,ade-i.c* costituisce la prima e la piR importante collezione di
5isioni scritta in 5olgare+ da una donna. 1ldegarda di (ingen J_ 117"K ed Elisabetta di 9c*^nau
J_ 11%4K a5e5ano scritto le loro 5isioni in latino. Oisioni del tipo di <uelle di ,ade-i.c*+ sia
per il carattere estatico c*e per il contenuto+ si tro5ano descritte nelle 1itae delle mulieres
368 Le traduzioni da questa poesia sono mie. Mgd. 16, 1-9.
369 Mgd. 16, 169-170.
370 Reynaert ha confrontato gli scrittori latini del X sec. del nord della Francia con Hadewijch e
Beatrice di Nazareth a proposito delle strutture in stadi o in aspetti arrivando a concludere che
non c' una fissit circa il loro numero; le distinzioni operate dagli autori latini inoltre si basano
soprattutto su criteri esterni; quelle operate da Hadewijch e Beatrice prendono in considerazione
fattori psicologici ed emotivi. Quasi sempre scarso inoltre presso gli autori latini esaminati
l'interesse per l'espressione metaforica. REYNAERT, De beeldspraak, p. 182-183.
371 REYNAERT, De beeldspraak, p. 447.
372 Secondo Reynaert i sette nomi della Mgd. 16 fornirebbero lo sviluppo di un ciclo mistico di cui gli
stadi sarebbero: ligatio3 illuminatio3 imitatio3 assimilatio3 unio (distinta in due momenti riguardanti
rispettivamente l'aspetto del godimento e l'aspetto dell'intensit)3 deiectio. Questa struttura
sarebbe influenzata dall'esperienza visionaria di Hadewijch. REYNAERT, De beelspaak3 p.
176-178. Risulta in ogni caso difficile il recupero delle fonti. Pi che con una letteratura
moralizzante, vi sono delle concordanze con la tradizione alchemica medievale; l'aspetto aperto
all'indagine (p. 185-186). Lo studioso ha inoltre operato, come abbiamo gi visto, un confronto tra
i sette nomi della Minne e i sette modi d'amore di Beatrice rilevando una diversit a livello della
composizione e del contenuto e alcune somiglianze a livello metaforico. Si vedano le nostre
pagine su Beatrice. Ci significa che all'interno di una comune cultura non manc lo spazio per
variazioni personali (p. 182).
":
religiosae a lei contemporaneeM l2ambiente di <ueste ultime+ lo ricordiamo+ 6 il piR ristretto ed
immediato contesto storico in cui inserire ,ade-i.c*+ anc*e se lei si differenzia da loroM nel
corso della nostra esposizione e5idenzieremo il perc*B. ,ade-i.c* nei testi delle 5isioni non
compie solamente un2opera di riporto di ciS c*e *a 5isto+ ma si tro5a personalmente coin5olta+
al modo di Dante nella Divina commedia.
373
9ul contesto della formazione del corpus delle
5isioni di ,ade-i.c* e della loro funzione si 6 molto dibattuto. 7na panoramica a <uesto
proposito 6 stata data recentemente da Traeters.
374
8ifiutando la funzione didattica del corpus e
pronunciandosi per l2eliminazione della parola #didattico$ nel discorso su ,ade-i.c*+
Traeters+ recuperando un2intuizione di 8u*+
375
si 6 pronunciata per l2intenzione e la funzione
mistagogica della raccolta. La lingua ermetica e lo stile complesso delle 5isioni sarebbero
funzionali allo scopo del testo mistagogico' non <uello di offrire o recepire fatti+ ma <uello di
condurre il destinatario ad una trasformazione del proprio sB.
37%
La raccolta delle Lettere pare porsi come complementare a <uella delle 1isioni' se in
<ueste ultime ,ade-i.c* racconta delle sue estasi e dei suoi stati di grazia+ nelle lettere
l2autrice scri5e a partire dalla realt4 dell2esistenza come beg*ina e a capo+ probabilmente+ di un
gruppo sia pur piccolo di amic*e a lei spiritualmente affini.
377
V grazie in modo particolare a
<uesto corpus c*e si sono potuti indi5iduare alcuni elementi attorno alla persona di ,ade-i.c*
e attorno al mondo delle mulieres religiosae a cui appartiene. >ema centrale e <uasi unico 6
l2amore di DioM alcune delle lettere si pongono come dei trattati. ,ade-i.c* si indirizza ad una
destinataria con espressioni c*e parlano del suo affetto e del suo interesse premuroso+
espressioni c*e noi nel modo migliore traduciamo con #cara figlia$ Jlieue kintK+ #dolce e cara
figlia$ Jsuete lieue kintK, Bdolce figlia$ Jsoete kintK.
37;
)elle lettere emergono anc*e i nomi di
alcune delle donne con cui lei era in contatto' /arg*erita+ 9ara+ Emma. 1n <uesta raccolta si
incontra uno degli insegnamenti cardini di ,ade-i.c*+ presente comun<ue in tutti i suoi
scritti' la se<uela di CristoM essa pre5ede la pratica atti5a delle opere di carit4 e l2esercizio delle
5irtR' <uesto costituisce il #ser5izio all2more$. 0ossiamo leggere a <uesto riguardo la Lettera
2"+ do5e ,ade-i.c* sembra parlare con una certa scioltezza di sB.
1o ben poco *o preso parte alle abitudini degli uomini nel mangiare+ nel bere o nel
dormire+ nB mi sono fornita dei loro abiti+ dei loro colori od ornamentiM nB mai *o
373 Cos RUH, .toria della mistica. , p. 205
374 FRAETERS, *isioenen als literaire mystagogie.
375 RUH, .toria della mistica. , p. 200.
376 FRAETERS, *isioenen als literaire mystagogie, p. 129-130.
377 RUH, .toria della mistica. , p. 218.
378 Si vedano le rie$en 1, 9, 11, 18, 29.
"1
goduto delle gioie di cui si rallegra il cuore umano+ nB di <uel c*e esso puS raggiungere
o rice5ere+ sal5o bre5i istanti di esperienza d2amore+ c*e 5ince ogni cosa$. #,o 5issuto
con gli uomini al loro ser5izio+ in tutte le opere. /i *anno sempre tro5ata pronta e
disponibile nelle loro necessit4 J...K 1n ogni cosa sono sempre stata al loro fiancoM da
<uando Dio mi *a toccata per la prima 5olta con la totalit4 dell2amore+ *o sentito i
bisogni di tutti gli uomini secondo il loro stato$. J...K #E io sono una creatura c*e de5e
soffrire con il Cristo nell2amore fino alla morte+ perc*B nel giusto more si de5e
sopportare la 5ergogna fra tutti gli estranei+ finc*B l2amore non approdi in se stesso e
non cresca con noi pienamente nelle 5irtR' dopo+ l2more di5enta uno con l2uomo.
37"

)ella Lettera 11 ,ade-i.c* fa riferimento agli anni della sua prima gio5inezza. CosP
riferisce'
Da <uando a5e5o appena dieci anni+ fui cosP oppressa dal piR intenso amore+ c*e certo
in meno di due anni da c*e mi ero cosP data io sarei morta+ non mi a5esse dato 1ddio una
forza singolare+ di5ersa da <uella c*e rice5ono le persone comuni+ e non a5esse egli
restaurata la mia natura con il suo Essere.
3;:

nc*e nelle lettere emerge la sua grande pena' <uella dell2assenza della Minne+
dell2more+ e dell2oppressione per la mancata fruizione Jdell2amoreK+ come comunica nella
Lettera 1'
J...K disponi l2anima al godimento grande del tra5olgente amore del nostro troppo dolce
1ddio. * cara figlia+ io dico troppo dolce+ ma a me la cosa 6 del tutto ignota+ fuorc*B
nel desiderio c*e ne a5rebbe a5uto il cuore' la mia sola dolcezza 6 stata soffrire del suo
amore. me egli 6 stato crudele piR di <uanto nessun dia5olo mi sia stato mai crudele. 1
dia5oli mai poterono togliermi d2amar lui+ nB lo potB altri cui egli m2ingiunge5a d2essere
caritate5ole. /e lo *a tolto lui in persona. J...K *i+ sa 1ddio+ se io rispetta5o il suo
diritto so5rano' esige5o da lui ben poco piR di <uanto lui stesso 5ole5aM ma ciS c*2egli
mi porge5a ben 5olentieri lo a5rei preso e goduto+ purc*B lui si fosse degnato di
aiutarmi. nzi+ sulle prime+ mi dispiace5a piuttosto+ tanto c*e mi feci pregare a lungo
prima di allungare la mano a prendere. 9enonc*B eccomi <ua' sono come c*i N
porgendoglisi <ualcosa da giocare N stende dun<ue la mano+ e gliela colpiscono e
dicono' #>u te lo crede5i+ e*Y$ e sottraggono ciS c*e si porge5a.
3;1
Tondamentali per la comprensione della dottrina di ,ade-i.c* sono le lettere al centro del
379 HADEWJCH, Lettere, p. 200-203.
380 HADEWJCH, Poesie *isioni Lettere, p. 117.
381 p. 109, 111.
"2
corpus+ ossia le lettere 17+ 1; e 1". 1niziamo dalla Lettera 1;. 1n <uesta 6 stata riconosciuta
una lunga citazione pro5eniente da un2opera di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@+ il De natura et
dignitate amoris.
3;2
9i tratta di un prestito letterale c*e ,ade-i.c* traduce dal latino alla sua
lingua+ il medio neerlandese del Q111 secolo. V possibile c*e ,ade-i.c* seguisse una dottrina
c*e pensa5a fosse di (ernardo e c*e ignorasse il nome di ?uglielmo+ ma certamente non la
sua opera. 1l passo c*e ,ade-i.c* cita riguarda la cosiddetta dottrina dei due occ*i dell2anima.
9uglielmo di Saint+*hierry/ Dun<ue la 5ista+ naturale luce dell2anima per la 5isione di Dio+ creata
dall2autore della natura+ 6 la carit4. 1n <uesta 5ista due sono gli occ*i+ sempre palpitanti in una sorta di
tensione naturale 5erso la 5isione della luce c*e 6 Dio' l2amore e la ragione. J...K Ed essi si affaticano
grandemente ciascuno a suo modo+ per il fatto c*e uno dei due+ la ragione+ non puS 5edere Dio se non
in ciS c*e Egli non 6+ mentre l2amore non acconsente a riposare se non in ciS c*e Egli 6. J...K La
ragione *a certi suoi cammini sicuri+ sentieri diritti sui <uali procedeM l2amore per contro a5anza di piR
grazie a ciS c*e *a smarrito+ apprende di piR per la sua ignoranza. La ragione sembra a5anzare 5erso
ciS c*e 6 passando attra5erso ciS c*e non 6M l2amore si rallegra di smarrirsi in ciS c*e 6 lasciando da
parte ciS c*e non 6' di l4 infatti 6 uscito+ e naturalmente anela al suo principio. La ragione possiede
una maggiore sobriet4+ l2amore conosce una maggiore beatitudine. /a se come *o detto si soccorrono
a 5icenda+ se la ragione istruisce l2amore e l2amore illumina la ragione+ se la ragione si con5erte in
amore e l2amore acconsente a lasciarsi trattenere entro i confini della ragione+ essi possono fare
<ualcosa di grande. C*e 6 mai <uesto <ualcosaY Ebbene+ come colui c*e a5anza in tali realt4 non puS
a5anzare nB impararle se non facendone l2esperienza+ cosP non gli 6 possibile comunicarle a c*i non ne
*a fatto l2esperienza. 0erc*B come si dice nella 9apienza+ #alla sua gioia non parteciper4 l2estraneo.
3;3
&ade3i(ch/ La 5ista di cui l2anima 6 munita per sua natura 6 la carit4. &uesta 5ista *a due occ*i'
l2amore e la ragione. La ragione puS 5edere Dio solo in ciS c*e non 6M l2amore non si ferma c*e
da5anti a Dio stesso. La ragione *a delle 5ie certe do5e camminare+ l2amore pro5a la sua impotenza+
382 VAN MERLO, +ade,i-ch en 8ilhelm $an .t. 6hierry3 p. 51-53; VERDEYEN, L/influence de
5uillaume, p. 106-108.
383 GUGLELMO D SANT-THERRY, Datura e grandezza dell/amore, p. 50-51. Visus ergo ad
videndum Deum naturale lumen animae, ab Auctore naturale creatus, charitas est. Sunt autem
duo oculi in hoc visu ad lumen quod Deus est videndum naturali quadam intentione semper
palpitantes, amor et ratio. (...) n hoc autem plurimun laborant suo unusquisque modo, quod alter
eorum, id est ratio, Deum videre non potest nisi in eo quod non est, amor autem non acquiescit
requiescere nisi in eo quod est. (...) Habet etiam ratio suos quosdam tramites certos, et directas
semitas quibus incedit; amor autem suo defectu plus proficit, sua ignorantia plus apprehendit.
Ratio ergo per id quod non est, in id quod est videtur proficere; amor postponens quod non est, in
eo quod est gaudet deficere. nde quippe processit, et naturaliter in suum spirat principium. Ratio
maiorem habet sobrietatem, amor beatitudinem. Cum tamen, ut dixi, invicem se adiuvant, et ratio
docet amorem, et amor illuminat rationem, et ratio cedit in affectum amoris, et amor acquiescit
cohiberi terminis rationis, magnum quid possunt. Sed quid est quod possunt? Sicut proficere
proficiens in hoc, et hoc discere non potuit, nisi experiendo, sic nec communicare potuit
inexperto, quia sicut dicitur in Sapientia: n guadio eius non miscebitur extraneus. (CCCM 88, p.
193).
"3
tutta5ia il suo insuccesso lo fa a5anzare di piR c*e non la ragione. La ragione procede 5erso ciS c*e
Dio 6 per mezzo di ciS c*e Dio non 6M l2amore respinge ciS c*e Dio non 6 e+ laddo5e sbaglia+ tro5a
ugualmente la sua beatitudine in ciS c*e Dio 6. La ragione *a piR soddisfazione c*e l2amoreM l2amore
*a perS maggiori delizie e beatitudini rispetto alla ragione. Entrambi comun<ue sono di grande e
reciproco aiuto+ perc*B la ragione istruisce l2amore e l2amore illumina la ragione. &uando la ragione si
lascia trasportare dai desideri dell2amore+ e l2amore si lascia costringere e legare dai 5incoli della
ragione+ insieme possono compiere un2opera da55ero grandiosaM <uesto perS non puS essere insegnato
da nessuno+ ma solo 5enir pro5ato con l2esperienza. La sapienza infatti non 5i interferisce+ nB cerca di
scrutare <uesta passione ammire5ole e senza fondo+ nascosta a ogni essere e riser5ata alla sola
fruizione dell2amore. )on puS partecipare a <uesta gioia c*i 5i5e al di fuori dell2amore nB straniero
alcuno J...K.
3;4
9embra c*e ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ abbia tro5ato un2udienza piR larga presso i mistici
c*e tra i maestri della teologia scolastica.
3;5
?uglielmo a5e5a scritto il passo di cui sopra
all2interno della polemica anti!dialettica+ la contro5ersia filosofica c*e lo oppose ad belardoM
per essa si era sentito in do5ere di fissare i limiti della ragione discorsi5a e di distinguere
<uesta dalla #strada dell2amore$. 8ispetto a lui ,ade-i.c* *a ignorato il <uadro storico dello
scritto o non ne *a 5oluto riprendere il contesto originario. &uesto brano perS non 6 nel suo
corpus un pezzo a caso+ perc*B in piR parti ,ade-i.c* riprende l2opposizione tra ragione ed
amore. &ui la scrittrice non si sta indirizzando a dei maestri di dialettica ma a delle altre
beg*ineM non sta ammonendo a riguardo dei pericoli della filosofia secolare+ ma sta istruendo
sull2amore.
3;%
)ella stessa lettera appare anc*e un2importantissima rappresentazione teologica tipica di
,ade-i.c*M essa si pone centrale per la comprensione della sua dottrina.
3;7
9i tratta
dell2immagine di Dio come un imperatore c*e delega la gestione del suo regno alle 5irtR+
mentre egli rimane in se stesso in pace. Da ciS ,ade-i.c* deri5a la sua psicologia mistica'
allo stesso modo anc*e l2anima de5e lasciare ogni atti5it4 esterna all2azione delle 5irtR e
concentrarsi sull2amore.
L2Innipotente+ il cui regno 6 al di sopra di tutti i regni+ d4 abbastanza a tutti gli uomini+ a seconda della
sua potenza e della sua pura bene5olenza. Lo fa non mediante il suo sacrificio+ nB agendo personalmente o
dando doni di sua mano+ bensP attra5erso il suo ricco potere e i suoi potenti messaggeri+ 5ale a dire le sue
5irtR perfette' <ueste lo ser5ono+ go5ernano il suo regno e danno a tutte le anime ciS di cui *anno bisogno+
384 HADEWJCH, Lettere, p. 139-140.
385 VERDEYEN, L/influence de 5uillaume, p. 110.
386 Per questo tema si veda RUH, Die &ugen der Liebe bei 8ilhelm $on .t. 6hierry.
387 REYNAERT, De beelspraak, p. 367-369.
"4
secondo l2onore e il potere di colui c*e ne 6 il 9ignore. J...K 1n tal modo+ l2imperatore stesso rimane libero e
resta in pace con i suoi+ poic*B comanda ai suoi ministri di esercitare la giustizia+ elargendo ai re+ duc*i+
conti e principi i nobili feudi del suo dominio e la legge fedele dell2amore. &uesto stesso amore 6 la corona
dell2anima beata+ c*e puS soccorrere ognuno secondo i suoi bisogni+ ma nel contempo non cerca altro se
non l2amore del suo mato.
3;;

9i tratta di una concezione c*e risol5e il dilemma centrale della mistica cristiana' <uello
tra 5ita atti5a e 5ita passi5a.
3;"
9econdo 8e@naert <uesta concezione 6 con buona probabilit4
un2in5enzione della stessa ,ade-i.c*. )on ne 6 stata tro5ata la fonte nei suoi predecessori.
,ade-i.c* a5e5a iniziato a trattare dell2opposizione tra atti5it4 e passi5it4 nella lettera
precedente+ la 17M <uesta lettera 6 stata oggetto di molte discussioni. 9ingolare sono le
istruzioni c*e fornisce gi4 in apertura+ in forma di poesia' #9ii pronta e zelante in ogni 5irtR+3
ma non applicarti a null2altro.3 )on trascurare opera alcuna+3 ma non fare nulla in particolare.3
0er ogni necessit4 abbi comprensione e compassione+3 ma non prendere nulla sotto la tua
protezione.3 5rei 5oluto dirti <uesto da tempo+3 c*B mi sta grandemente a cuore.3 Dio stesso
ti faccia comprendere <uel c*e intendo+3 nell2essenza unica e semplice dell2more$.
3":
Continua ,ade-i.c*' #Le cose c*e ti proibisco in <uesti 5ersi+ a me furono proibite da Dio.$
&uesti di5ieti #appartengono 5eramente alla perfezione dell2amore e si addicono alla Deit4 in
maniera giusta e perfetta$.
3"1
8iferisce poi di a5er a5uto conoscenza di <uesti di5ieti anni
addietro J#<uatto anni fa$K+ in una esperienza di unione+ in cui godette della fruizione di
more'
&uesti di5ieti mi furono intimati dallo stesso Dio 0adre il giorno dell2scensione+
<uattro anni fa+ nel momento in cui suo Tiglio scende5a sull2altareU Durante <uesta
5enuta fui baciata da lui e fui segnata con <uesto segno' insieme a lui arri5ai da5anti al
0adre+ c*e accolse in sB Lui assieme a me e me assieme a Lui. E nell2unit4 in cui fui
accolta e illuminata compresi <uesta essenza Zcio6 c*e Dio 6 fruizione d2more[M e la
conobbi piR c*iaramente di <uel c*e non si possa fare sulla terra con la lingua+ la
ragione o la 5isione.
3"2

Le lettere 17 e 1; si propongono di s5iluppare le opposizioni tra ragione e amore e tra
388 HADEWJCH, Lettere, p. 136-137.
389 Secondo Ruh invece si sarebbe trattato di un dilemma personale di Hadewijch, di una sua crisi.
RUH, .toria della mistica. , p. 231-232.
390 HADEWJCH, Lettere, p. 127.
391 p. 127.
392 p. 132-133.
"5
l2atti5it4 e la passi5it4 proprie dell2incontro spirituale tra l2uomo e Dio.
3"3
9empre nella lettera 17+ una sentenza della nostra scrittrice la rende sospetta di <uietismo+
se non anc*e di eresia panteista.
&uando uno cerca l2more ed 6 al suo ser5izio+ de5e fare ogni cosa per il suo onore+
perc*B in tutto <uesto tempo si 6 uomini e si 5i5e nel bisogno' egli de5e allora agire
generosamente in ogni cosa+ essere ben disposto 5erso il prossimo+ ser5irlo e
compatirlo+ perc*B si a55ertono do5un<ue la mancanza e il bisogno. /a nella fruizione
dell2more l2uomo 6 di5entato Dio+ potente e giusto.
3"4

?iustamente Oan /ierlo nota5a+ <uasi come pro5a dell2influenza di ?uglielmo di 9aint!
>*ierr@+ c*e costui e tutti i mistici fiamming*i sono stati piR 5olte accusati di panteismo+ o
almeno di tendenze panteizzanti.
3"5
,ade-i.c* in <uel punto della lettera si appresta5a a
raccontare dell2esperienza di unione e di fruizione suprema dell2amore+ di cui sopra abbiamo
dettoM in <uel passo si legge l2istanza della dei#icatio J#ma nella fruizione dell2more l2uomo 6
di5entato Dio+ potente e giusto$K. &uesto concetto ,ade-i.c* lo a5e5a letto in ?uglielmo di
393 VERDEYEN, L/influence de 5uillaume, p. 114. L'opposizione tra attivit e passivit nel rapporto
d'amore con Dio sarebbe stata, secondo Verdeyen, un'intuizione di Guglielmo di Saint-Thierry. Se
ci riferiamo alle fonti di Hadewijch, infatti estremamente probabile che la grande poetessa e
scrittrice abbia conosciuto il trattato De natura et dignitate amoris di Guglielmo e oltre a questo
altre sue opere come le Meditationes e l'Epistola ad )ratres. Tuttavia l'antitesi tra attivit e
passivit nel rapporto d'amore con Dio Guglielmo la sviluppa soprattutto nel suo trattato sul
:antico; di questo trattato non resta che un solo manoscritto e di esso non si trova traccia nelle
biblioteche dei monasteri fiamminghi del Medioevo. Questo problema rimane aperto. Hadewijch
possedette un'opera cos rara? O arriv a questo attraverso espressioni sparse in altre opere?
VERDEYEN, p. 114. Come abbiamo gi visto, Reynaert attribuisce invece a Hadewijch, non
trovandola nei suoi precedessori, la soluzione del problema tra vita attiva e vita passiva (con la
concezione di Dio imperatore, che rimane in pace in se stesso, delegando la gestione del suo
regno alle virt e di un analogo comportamento dell'anima). Vi sono delle corrispondenze
parallele nei testi di Ruusbroec (| 1381) e nel Miroir des simples ames di Margherita Porete (|
1310); a questo riguardo Reynaert afferma che se questi autori si rifanno a Hadewijch e non a pi
antiche fonti comuni, l'importanza della nostra scrittrice brabantina per lo sviluppo della mistica
del X e XV secolo sarebbe molto pi grande di quanto si sia finora considerato. A riguardo di
Margherita, di cui pi avanti tratteremo, celebre il suo congedo dalle virt, elogiato nel Miroir ai
capitoli 6 e 22 e condannato dall'universit di Parigi (una delle due sentenze riportate nel
processo suona infatti cosP: "Muod anima adnichilata dat licentiam $irtutibus nec est amplius in
earum ser$itute3 #uia non habet eas #uoad usum sed $irtutes obediunt ad nutum). Per Reynaert
questa sentenza nel testo originario di Margherita Porete non suonerebbe pi quietistica della
versione di Hadewijch. Su questo punto concordo. Reynaert, con Porion, giudica la Porete pi
che un'eretica una "devota smarrita: sarebbe potuta esser stata una "cattiva discepola di
Hadewijch, presentando "qui e l accenti chiaramente quietistici. Tuttavia, per quello che ho
potuto vedere, gli accenti sono diversi: il quietismo in Margherita Porete la parte costitutiva della
sua dottrina. Se Hadewijch ribadisce continuamente la necessit della pratica delle virt e delle
opere di carit, questo aspetto definitivamente licenziato in Margherita. l momento quietistico,
in Hadewijch, come Ruh ha sottolineato, un momento transitorio; in Margherita lo stato
dell'anima annichilata e libera uno stato di perfezione permanente. RUH, &mor di Dio, p.
100-101.
394 HADEWJCH, Lettere, p. 132.
395 VAN MERLO, +ade,i-ch en 8ilhelm $an .int46hierry, p. 59.
"%
9aint!>*ierr@. Con l2istanza della dei#icatio non si intende sopprimere la distinzione tra Dio e
l2uomo+ ma la possibilit4 dell2unione senza intermediario con Dio.
3"%
L2istanza di dei#icatio
ritorna anc*e nella Lettera 1" do5e si legge ancor piR c*iaramente la trasformazione c*e *a
luogo nell2unione'
&uando l2anima non *a altro c*e Dio+ <uando non *a altra 5olont4 se non <uella di
5i5ere secondo la semplice 5olont4 di lui+ <uando 6 annientata e 5uole tutto ciS c*e Dio
5uole con la sua 5olont4+ <uando 6 ing*iottita e ridotta a nulla+ allora Dio s2ele5a dalla
terra e attira ogni cosa a sBM l2anima di5enta con lui+ interamente+ la stessa cosa c*e egli
stesso 6.
3"7

9e l2ambiente delle mulieres religiosae 6 il contesto piR immediato in cui inserire
,ade-i.c*+ 5i sono tutta5ia importanti elementi c*e la distaccano da <uesto. 8u* in
particolare 5i *a riflettuto. ,ade-i.c* si differenzia dalla mistica femminile del suo tempo
perc*B rifiuta+ anc*e se in modo non troppo esplicito+ la mistica della passione e la mistica
sponsale. ,ade-i.c* non arri5a mai ad una rappresentazione emoti5amente coin5olgente di
Cristo sofferente come non arri5a mai ad una meditazione sui momenti della sua passione e
morteM a5rebbe considerato il ser5izio all2amore molto piR importante della #memoria$ di
Cristo. 1n <uesto senso la sua de5ozione si differenzia da <uella praticata dalle mulieres
religiosae del suo tempo, incentrata sul culto dell2umanit4 di Cristo+ in particolare sul culto di
?esR (ambino. 1n ,ade-i.c* l2amore di Cristo non 6 neppure l2amore sponsale. )on mancano
nella sua opera componenti erotic*e nell2amore 5erso Dio+ ma lei pare diffidare delle #dolci$
sensazioniM mette in guardia al loro riguardo+ e considera la se<uela di Cristo piR importanteM
si puS ad esempio osser5are <uanto poco il Cantico dei Cantici+ 5enga citato nelle Lettere. E
nelle poesie strofic*e+ 6 stata piuttosto la lirica cortese+ al posto del Cantico dei Cantici a
determinare linguisticamente le rappresentazioni dell2amore.
3";

0er <uanto riguarda+ da ultimo+ la diffusione degli scritti di ,ade-i.c*+ sembra c*e essi
non siano stati noti al di fuori del ristretto cerc*io per cui a5e5a scritto. )el corso del Q1O
secolo essi conobbero una diffusione #locale$+ ossia nel ducato di (rabanteM 8uusbroec e i
suoi discepoli conosce5ano la sua opera e la apprezza5ano. V singolare anc*e il fatto c*e gli
396 VERDEYEN, L/influence de 5uillaume, p. 115.
397 HADEWJCH, Lettere, p. 147. Ruh sottolinea come Hadewijch sia in piena consonanza con la
tradizione della deificatio quale si era venuta elaborando nel Medioevo attraverso Eriugena,
Bernardo di Clairvaux e Guglielmo di Saint-Thierry. Di questa dottrina Ruh offre una breve
cronistoria. RUH, .toria della mistica. , p. 226.
398 RUH, .toria della mistica. , p. 223-225.
"7
scritti siano stati riuniti in un corpus #c*iuso$.
3""
9oprattutto le Lettere conobbero diffusione'
brani di esse+ frasi e parafrasi. La Lettera 1: e sentenze di altre lettere sono presenti in una
traduzione tedesca in un manoscritto del Q1O+ do5e la nostra scrittrice 6 c*iamata sante
adel3ip.
4::
1n un una collezione di predic*e c*e per lo piR sono traduzioni di sermoni tedesc*i+
sorta nella regione del Limburgo+ al confine con la ?ermania+ nella seconda met4 del Q1O
secolo+ una serie di sermoni si rif4 alle lettere di ,ade-i.c*.
4:1
Citazioni+ estratti+ frasi e
parafrasi sempre delle lettere sono presenti in altri manoscritti del Q1O e del QO secolo.
4:2
Come abbiamo altro5e gi4 detto+ dal QO1 secolo si perde memoria di ,ade-i.c*. Oerr4
riscoperta nel Q1Q secolo+ nel corso del romanticismo fiammingo+ a partire dal ritro5amento+
nel 1;3;+ dei manoscritti noti come #$ e #($.
4:3

Matilde di Magdeburgo
9i inserisce in modo eccelso nella mistica dell2amore l2opera di /atilde di /agdeburgo la
cui figura condi5ide molti aspetti comuni con le mulieres religiosae brabantine. Di lei non si
possiede una 1ita/ Le informazioni sul suo conto le apprendiamo in base a <uanto emerge nel
suo libro Das #liessende Licht der 9ottheit JLa luce #luente della divinitHK. 9arebbe nata
attorno al 12:7 nella diocesi di /agdeburgo in seno ad una famiglia agiata ma forse non
nobile.
4:4
8ice5ette una buona istruzione a testimonianza della <uale emergono+ nella sua
399 Ne fanno testimonianza i tre manoscritti, pervenuti in lingua brabantina, noti come manoscritti A,
B e C che contengono "tutta Hadewijch, cio l'intera sua opera. (Si tratta dei manoscritti Brussel,
Koninklijke Bibliotheek, ms 1879-80 e ms 1877-78 e del manoscritto Gent,
Universiteitsbibliotheek, ms 941).
400 Si tratta del manoscritto tedesco Berlijn, Preussische Staatsbibliotheek, germ. oct. 12, che viene
collocato nella prima met del XV secolo. testi qui contenuti sono presenti anche in un
manoscritto del XV sec.: il ms Berlijn, Preussische Staatsbibliotheek, germ. qu. 149.
401 Si tratta dei Limburgse .ermoenen (si veda la bibl. finale). Cinque sermoni contengono
parallelismi con le lettere. Si veda SCHEEPSMA, De Limburgse sermoenen, p. 245-262;
Hadewijch, rie$en. (a cura di Van Mierlo), p. 52-57. Reynaert ha dimostrato che il brano del
.ermone 41 che risulta parallelo, nel contenuto, al testo della Lettera 10 di Hadewijch, non si rif
direttamente al testo di Hadewijch. REYNAERT, De QSde rief $an +ade,i-ch.
402 l "frammento G (Lettere 6 e 10, nel manoscritto Paris, Bibliothque Mazarine, ms 920); il
"frammento E (Lettera 10, nel manoscritto Brussel, Koniglijke Bibliotheek, ms 2412-13). Si veda
inoltre HADEWJCH, .trofische gedichten (a cura di De Paepe), p. 15-17.
403 REYNAERT, De receptie $an +ade,i-ch.
404 La questione attorno alle origini nobili o meno non risolta. Ruh del parere che sia stata di
origini nobili. RUH, .toria della mistica. , p. 258. Diversa la posizione di Ancelet-Hustache, che
merita di essere ascoltata. Si sempre dato per scontato che Matilde avesse nobili natali; i
paragoni e i simboli tratti dal mondo della cavalleria e della poesia cortese, uniti ad altri elementi,
sembrano avvalorare questa tesi; tuttavia vi un elemento che ci permette di dubitare di questo: il
silenzio al riguardo, nelle fonti, di queste sue origini. Anche i primi redattori della sua opera non
riportano mai questo dato e di solito se una religiosa proviene dalla nobilt il redattore non esita
dall'informare a riguardo. ANCELET-HUSTACHE, Mechtilde de Magdebourg, p. 52-54; citato in
EPNEY-BURGARD ZUM BRUNN, Le poetesse di Dio, nota 1, p. 70.
";
opera+ la conoscenza degli ideali cortesi e il suo linguaggio. Come racconta nel suo libro+
all2et4 di dodici anni 5enne #salutata$ dallo 9pirito 9anto' #1ndegna peccatrice+ nel mio
dodicesimo anno di et4+ mentre ero sola+ lo 9pirito 9anto mi salutS con un beatissimo fluido+
in modo c*e non mi sarebbe mai piR stato possibile di incorrere in un grande peccato
<uotidiano. 1l carissimo saluto 5eni5a ogni giorno3 mi rende5a spiace5ole3 tutta la dolcezza
del mondo.$ J1O+ 2K Oerso il 123: /atilde lasciS la famiglia per trasferirsi nella citt4 di
/agdeburgo' #llora+ per amor di Dio+ mi trasferii in una citt4 do5e nessuno mi era amico+
tranne una sola persona.$ J1O+ 2K LP iniziS a 5i5ere presso una comunit4 di beg*ine. Come *a
osser5ato 5on (alt*asar+ a proposito di <uesta scelta+ /atilde di5entando beg*ina sceglie5a
uno status a met4 tra la 5ita religiosa e la 5ita mondanaM <uesto le permise di realizzare l2ideale
della vita apostolica. )on andS a rifugiarsi in un con5entoM 5isse la sua missione senza
usufruire di protezione alcuna.
4:5
0er un lung*issimo periodo+ trent2anni+ non fece parola con
nessuno delle esperienze di grazia c*e 5i5e5a. Emerge poi la figura di un domenicano c*e
di5enne il suo padre spirituale+ un certo Enrico di ,alle. V lui c*e la incitS a scri5ere il
racconto della sua 5ita e delle sue esperienze mistic*e. /atilde iniziS a scri5ere dal 125:
<uella c*e di5err4 la sua opera+ il 6liessende Licht der 9ottheit. )on conosce5a il latino e in
<uesto senso 5a interpretata la sua fre<uente dic*iarazione di essere #ignorante$M scrisse nel
medio bassotedesco della sua zona+ la zona dell2Elba e della bassa 9assonia. 1l suo dialetto
contiene ec*i dell2altotedescoM occorre ricordare c*e /agdeburgo si tro5a5a sulla linea di
confine presso la <uale 5erso la fine dell2O111 secolo si era arrestato il processo di mutazione
consonantica della lingua tedesca. /entre nella parte meridionale della ?ermania+ e negli altri
paesi di lingua tedesca piR a sud+ si era affermato il medio altotedesco+ nella parte
settentrionale si continua5a a parlare il medio bassotedesco.
4:%

9ulla figura di Enrico di ,alle non si possiedono dati certi. 0robabilmente non fu un uomo
importante e senza l2opera di /atilde non sarebbe entrato nella storia. 1l suo ruolo fu
presumibilmente <uello di informare la beg*ina sulle <uestioni teologic*e del tempo e sugli
a55enimenti di politica ecclesiastica.
4:7
)on ci *a lasciato+ come sappiamo+ una 1ita sul suo
conto. /atilde scrisse la sua 5icenda e le sue esperienze su fogli 5olantiM egli ebbe una parte
decisi5a nella composizione del libro. V sua infatti+ e non di /atilde+ la di5isione dell2opera in
sei parti. )el <uinto capitolo leggiamo' #&uest2uomo dotto e 5irtuoso+ il lettore sunnominato+
405 VON BALTHASAR, Mechthilds kirchlicher &uftrag, p. 19. Citato in EPNEY-BURGARD ZUM
BRUNN, Le poetesse di Dio, p. 60.
406 Si tratta della linea Aquisgrana Dsseldorf, Kassel Magdeburgo Fancoforte sull'Oder. l
tedesco moderno nato dai dialetti altotedeschi; sar la lingua che Lutero user per la traduzione
della Bibbia. VANDEPUTTE, 2l nederlandese3 p. 12-13.
407 RUH, .toria della mistica. , p. 259.
""
raccolse tutti gli scritti di /ec*t*ild e ne fece un libro+ c*e suddi5ise in sei parti+ come esso si
presenta ora ai lettori. La sorella /ec*t*ild+ c*e gli sopra55isse+ 5ide come la sua anima in
cielo+ da5anti al cospetto di Dio+ con il libro in mano+ esultasse per la radiosa felicit4 di5ina.
0oic*B grande ricompensa gli deri5S per a5er scritto <uesto libro+ c*e la 9anta gloria gli portS
nel tempo presente.$ JO+ 12K
1n tarda et4+ attorno al 127:+ /atilde entrS in monastero. 9i trattS del monastero
cistercense di ,elfta+ presso Eisleben Jla citt4 do5e nel 14;3 nascer4 /artin LuteroK. V il
monastero delle nobildonne colte e raffinate ed 6 anc*e un luogo di grande fioritura spirituale
c*e si manifestS a li5ello di produzione letteraria. 0iR sotto ritorneremo su <uesto punto.
Torse /atilde fu oggetto di persecuzioni e di molestie+ e <uesto sembra sia stato anc*e il caso
di ,ade-i.c*. V forse per sfuggire a <ueste c*e cercS rifugio in et4 a5anzata nel con5ento
cistercense di ,elfta. 1l caso della mulier religiosa c*e+ dopo la 5ita come beg*ina+ entra5a in
monastero+ era fre<uente. (eatrice di )azaret* si formS+ in gio5ane et4+ presso le beg*ine di
Foutleeu-M per il resto 5isse sempre come monaca cistercense. 1da di )i5elles dopo gli anni
presso le beg*ine della sua citt4 di5entS cistercense. ,ade-i.c* e /arg*erita 0orete non
conobbero il passaggio al monastero e la loro 5ita come beg*ina causS loro molestie e+ per il
caso di /arg*erita+ un processo c*e si concluse con il rogo.
1l monastero di ,elfta in <uel momento 5eni5a retto da ?ertrude di ,acDeborn
J1251!12"1K. Erano presenti anc*e /atilde di ,acDeborn J_ 12""K+ sorella minore della
badessa+ e un2altra ?ertrude J_ 13:2K+ c*e sar4 detta la ?rande. nc*2esse furono autrici di
opere+ ma a differenza rispetto a /atilde+ scrissero in latino. 9ebbene esse abbiano subito
l2influenza della beg*ina di /agdeburgo+ i loro scritti+ anc*e se meno originali+ conobbero una
diffusione e una #fama$ maggiore rispetto al 6liessende Licht. Torse perc*B <uesti si
inseri5ano piR c*iaramente nell2ambito dell2ortodossia. Le opere redatte nel monastero di
,elfta testimoniano l2alto li5ello di istruzione in materia biblica e teologica di <ueste donne
religiose.
9embra c*e da <uando /atilde di5entS monaca la partecipazione del confessore Enrico
nella continuazione della sua opera sia stata minore. d ,elfta /atilde scrisse l2ultima parte
del suo libro+ la parte c*e corrisponde al capitolo 7 e c*e risulta di5ersa dalle precedenti'
conser5a un maggiore carattere contemplati5o e pare mancare di una 5era e propria
conclusioneM non a55enne per essa un2opera di redazione 5era e propria. Torse perS per
l2assenza della figura di Enrico di ,alle+ o di un altro confessore+ esso si delinea+ stando al
1::
giudizio di 8u*+ come la parte piR autentica dell2opera.
4:;

La diffusione del 6liessende Licht der 9ottheit conobbe una storia particolare c*e 8u*
afferma possa 5alere come caso esemplare degli scritti mistici composti in lingua 5olgare.
Dell2opera fu fatta una traduzione latina per iniziati5a del con5ento domenicano di ,alle+ poco
dopo la morte di /atildeM fu una traduzione parziale+ dei soli primi <uattro libri+ nota sotto il
nome di 0evelationes mechthildianae. 1l moti5o probabile della loro origine fu <uello di
rendere disponibile ai confessori uno scritto spirituale giudicato di grande 5alore+ e al tempo
stesso di sottrarlo agli indottiM per le tesi audaci+ l2opera pote5a essere fonte di pericolo.
4:"
La latinizzazione di opere spirituali non fu un2eccezione. CosP nel Q1O secolo 5enne
tradotto in latino il Miroir des simples ames di /arg*erita 0orete cosP come le opere di
8uusbroec. 1l QO1 secolo 5ide l2intensa atti5it4 di traduzione del certosino tedesco Laurent
9urius J1522!157;K c*e 5olse in latino molte opere spirituali+ come gli scritti di 8uusbroec+
una serie di sermoni di >aulero e tutta l2opera di 9uso. piR scopi sarebbero state dirette le
traduzioni in latino' un mezzo per proteggere <uesti scritti da <uanti li a5rebbero potuti capire
erroneamenteM uno strumento inoltre per una piR ampia diffusione delle opere stesse.
1l manoscritto originale del 6liessende Licht der 9ottheit+ redatto in medio bassotedesco+ 6
andato perduto. 9i possiede un solo manoscritto composto nel medio altotedesco dell2alto
8eno+ una trascrizione del Q1O secolo. L2opera tro5S infatti apprezzamento presso la cerc*ia
dei 9ottes#reunde Jmici di DioKM essa a5e5a il suo centro a (asilea+ nell2alta 8enania+ ruota5a
attorno alla figura di Enrico di )^rdlingen e a5e5a iniziato un2opera di ricerca+ recupero+
trascrizione e diffusione di testi mistici. Tu Enrico di )^rdlingen il traduttore dell2opera di
/atilde. bbiamo di lui una lettera del 1345 in cui comunica a /arg*erita Ebner+ una
domenicana di /edingen+ sua figlia spirituale+ c*e le a5rebbe in5iato un libro intitolato Das
Licht der 9othait. Le c*iese di leggere l2opera con grande rispettoM scrisse c*e la lingua in esso
contenuta era il tedesco piR mera5iglioso e il frutto d2amore piR perfetto c*e a5esse mai letto
in lingua tedesca. 9i tratta5a del medio bassotedesco c*e tutta5ia non gli era familiareM per
<uesto gli ci 5ollero due anni J1344 al 1345K per portare a termine la traduzione in medio
altotedesco.
41:
0reger *a dimostrato c*e <uesto codice 6 <uello c*e 6 stato ritro5ato nel Q1Q
408 p. 261.
409 Non sembra che le Re$elationes abbiano conosciuto successo. RUH, .toria della mistica. , p.
263.
410 ch send euch ain buch Das haisst das liecht der gothait. dar zu zwinget mich das lebend liecht
der hitzigen mine Christi, wan es mir das lustigistz ttzsch ist und das innerlichst rrend
minenschosz, das ich in ttzscher sprach ie gelas. Eia! ich man euch als des gutz, das got in im
selber ist und in diszem buch bewiszt hat. lesent es begirlich mit ainem ennern gemerck (...).
STRAUCH, Margaretha Ebner und +einrich3 %L222 riefe, p. 246.
1:1
secolo ad Einsiedeln Jcodice 277 del medesimo con5ento s5izzeroKM si tratta di un manoscritto
pro5eniente dal lascito di /argret zem ?uldin 8ing+ una beg*ina di (asilea del Q1O secolo.
)el 1;%" 6 stato edito da ?. /orel.
411
Dell2opera di /atilde 5i sono inoltre una serie di
frammenti+ c*e attestano la diffusione di cui essa godette nel /edioe5o. 1 piR importanti sono
gli e=cerpta di Colmar+ CGrzburg e (udapest. 9empre a riguardo della diffusione dell2opera di
/atilde+ dobbiamo nominare anc*e il nostro poeta.
La figura di /atilde di /agdeburgo 6 stata infatti presa in considerazione nel tentati5o di
identificare il personaggio dantesco della /atelda. &uest2ultima appare al QQO111 canto del
"urgatorio anc*e se Dante ne ri5ela il nome solo al capitolo QQQ111 della medesima cantica.
V la #donna soletta$ c*e lungo la ri5a del fiume Lete canta raccogliendo fiori e c*e si a55icina
al poeta sorridente e con passo danzante.
412
l poeta c*iarir4 alcuni dubbi a proposito dei
fenomeni naturali presenti nel 0aradiso terrestre+ del <uale 6 l2unica abitante+ fenomeni come
lo spirare del 5ento e lo scorrere del fiume c*e il poeta non si era aspettato e lo stupiscono.
413

/atelda inoltre presiede al rito della purificazione delle anime e <uesto 6 il compito c*e la
contraddistingue' immerger4 il poeta stesso nei due fiumi c*e lP scorrono' il Lete+ le cui ac<ue
tolgono la memoria del peccato commesso e l2Enou6 la cui propriet4 6 <uella di ra55i5are il
ricordo di ogni bene fatto.
*1*
La figura della /atelda dantesta 6 stata oggetto di innumere5oli
interpretazioni perc*B non 6 mai stato possibile attribuirle in modo con5incente un riferimento
storico.
415
&uesto si scontra con la consuetudine di Dante di presentare personaggi
storicamente esistiti e uni5ocamente identificabili o figure mitologic*e e con in5ece la sua
a55ersione 5erso figure dal solo significato allegorico. nc*elet!,ustac*e sostiene
l2identificazione della /atelda con /atilde di /agdeburgo.
41%
)on solo l2identit4 del nome ma
una serie di sorprendenti simili passaggi *anno destato nella studiosoa <uesta ipotesi. Le
411 PREGER, 5eschichte der deutschen Mystik. , p. 70-71; 91-112. Si veda anche ANCELET-
HUSTACHE, Mechtilde de Magdebourg, p. 3 ss.
412 DANTE ALGHER, :ommedia. . Purgatorio, (a cura di Chiavacci Leonardi), Canto XXV,
37-60, p. 831-835.
413 85-148, p. 838-846.
414 :anto XXX, 103-135, p. 976-980.
415 Gli interpreti antichi hanno sostenuto l'identificazione della Matelda con Matilde di Canossa.
Tuttavia non solo manca nei versi di Dante qualsiasi riferimento che possa univocamente
delineare la famosa amica di Gregorio V; la figura di Matilde di Canossa non trova accordo con
la delicatezza di Matelda, che invece appare come una figura di sogno. Sono quindi via via
emerse altre ipotesi: l'identificazione della Matelda con Matilde di Hackeborn, mistica tedesca
dello stesso monastero della nostra Matilde, oppure con una giovane donna della Vita Nuova o
con una delle amanti subalterne del poeta. Non essendo nessuna di queste tesi soddisfacenti si
andata sviluppando la concezione di un significato simbolico della figura di Matilde: stato visto in
lei il simbolo della vita attiva, dell'autorit sacerdotale, della guida; altri vi hanno visto la "giustizia
naturale, la felicit, la filosofia, la sapienza; stata anche vista come una figura mitica. Si veda
FORT, Matelda; DANTE ALGHER, :ommedia. Purgatorio, (a cura di Chiavacci Leonardi), p.
823-825.
416 ANCELET-HUSTACHE, Mechtilde de Magdebourg, p. 358-370.
1:2
corrispondenze tra la /atelda di Dante e /atilde di /agdeburgo si delineano in una serie di
aspetti. La figura della /atelda c*e Dante 5ede sulla ri5a del fiume intenta a raccogliere fiori
mentre canta e c*e si a55icina al poeta sorridente e danzante+ tro5a una corrispondenza nella
figura della sposa c*e+ nel 6issende licht+ incontra il gio5inetto c*e la 5uole 5edere nel bosco
tra la rugiada+ <uando cantano i dolci usignoliM l4 la sposa si esibisce in una danza di lodeM
417
in
alcuni capitoli piR a5anti la sposa manifesta il desiderio di andare con il figlio di Dio #in
mezzo ai fiori della santa conoscenza$.
41;
1 riti di purificazione delle anime ai <uali /atelda
so5raintende ! come abbiamo ricordato+ /atilde immerge le anime nei fiumi ! tro5ano una
corrispondenza nel racconto di /atilde per cui Dio concesse ad una persona di liberare mille
anime del 0urgatorio attra5erso l2immersione nelle sue lacrime. 9cri5e /atilde' #>osto si 5ede
una grande conca. L4 dentro esse si slanciarono e fecero il bagno nell2amore luminoso come il
sole$.
41"
9ono inoltre la serie delle immagini dei regni dell2aldil4 di cui /atilde *a 5isione e
c*e descri5e a sembrar tro5are una corrispondenza nelle descrizioni di Dante. Comune inoltre
6 il carattere millenario presente in entrambe le opere.
La domanda naturalmente 6 se+ e in caso affermati5o come+ Dante abbia conosciuto
l2opera di /atilde di /agdeburgo. &uello c*e 6 certo 6 c*e Dante conobbe la 1ita di San
Domenco di >*ierr@ d2polda dalla <uale riprese alcuni brani+ <uando si propose di celebrare
il santo. &uesta 5ita *a un legame con /atilde. >*ierr@ d2polda la compose 5erso il 12":.
)ato nella zona di Lena+ era un compatriota di /atilde e appartene5a al con5ento domenicano
di Erfurt+ e forse sape5a delle sue ri5elazioni.
42:
)ella sua 1ita di San Domenico inserP lung*i
passaggi tratti dalla 5ersione latina del 6liessende Licht8 sono i brani celebrati5i della figura di
9an Domenico e del suo Irdine. Egli li presentS come presi a prestito da alcuni messaggi
secretissimis et verissimis ri5elati ad una persona c*e ama5a particolarmente 9an
Domenico.
421

Come ,aas *a osser5ato il 6liessende Licht der 9ottheit non 6 riducibile ad un concetto di
genere c*e lo possa definire.
422
L2opera accosta infatti piR generi' brani in prosa+ poemi e
poesie di di5ersa lung*ezza+ preg*iere+ inni+ reminiscenze liturgic*e e liric*eM 5i sono inoltre
ec*i della produzione poetica cortese c*e si accompagnano ad immagini del Cantico dei
Cantici. >utta5ia una delle specificit4 dell2opera di /atilde 6 la forma del dialogo c*e sembra
417 )lissende licht, , 44.
418 V, 12.
419 , 8.
420 ANCELET-HUSTACHE, Mechtilde de Magdebourg, p. 362-363.
421 Questa stata una coperta di Stierling. STERLNG, .tudien zu Mechthild, p. 5-15. Numerose
nell'opera di Matilde sono le lodi che essa rivolge al santo. Si vedano i cap. V, 20 V, 22.
422 HAAS, .ermo mysticus, p. 76; citato in RUH, .toria della mistica. , p. 264.
1:3
ben corrispondere al carattere del suo rapporto d2amore. 1l dialogo con Dio a55iene nell2opera
attra5erso una forma diretta e senza riser5e+ #<uale solo ad una donna era possibile$.
423
8u* *a
notato come i dialog*i abbiano sempre un carattere rudimentale' di fre<uente iniziano in
modo spontaneo e inaspettato per poi interrompersi impro55isamente e trasformarsi in
un2allocuzione o in altre forme semidialogic*e.
424
nc*e il linguaggio di /atilde 6 stato
oggetto di analisi. 9i tratta di un linguaggio spontaneo ed immediato. Torse /atilde 6 una
poetessa c*e non possiede una grande tecnica poetica+ e in <uesto 6 di5ersa da ,ade-i.c*. /a
la sua forza espressi5a e la sua capacit4 creati5a a li5ello linguistico sono state o5un<ue
sottolineate.
425
Dell2opera 6 stato e5idenziato il primato dell2esperienza' 6 ciS c*e /atilde *a
5issuto personalmente a di5entare la materia del suo libro+ come lei stessa dice' #1l contenuto
di <uesto libro 6 5isto+ udito e sentito in tutte le membra. Ooglio e non posso scri5ere' lo 5edo
con gli occ*i della mia anima e lo sento con gli orecc*i del mio spirito eterno+ e percepisco in
tutte le membra del mio corpo la forza dello 9pirito 9anto.$ Jcap. 1O+ 13K 1n <uesto senso
l2opera di /atilde 6 stata accostata ai Soliloqui e alle Con#essioni agostiniane.
42%
0er c*i a5rebbe scritto /atildeY #&uesto libro 6 fluito da Dio. CiS c*e sta scritto in <uesto
libro 6 fluito dalla Di5init4 5i5ente nel cuore di sorella /ec*t*ild ed 6 stato riprodotto <ui
fedelmente cosP come Dio lo *a dettato dal cuore di lei e le mani di lei lo *anno scritto.$ JO1+
43K. &ueste rig*e sono molto probabilmente del suo confessore+ Enrico di ,alle+ c*e con il
capitolo O1 concluse la sua opera di composizione del libro. differenza rispetto a ,ade-i.c*
c*e si indirizza+ nelle lettere+ ad un gruppo ristretto+ ossia alla piccola comunit4 da lei
spiritualmente diretta+ /atilde non sembra scri5ere per un particolare destinatario. 1n apertura
dell2opera cosP afferma' #&uesto libro de52essere accolto con gioia+ poic*B Dio stesso
pronuncia le seguenti parole' &uesto libro mando ora <uale messaggero a tutti gli ecclesiastici+
Zcolonne della C*iesa[+ sia a <uelli buoni come pure a <uelli catti5i+ poic*B se le colonne
cadono+ l2edificio non puS durare. Esso annuncia solo /e e ri5ela il /io segreto+ per esaltare
JDioK.$ )elle pagine del 6liessende Licht 5iene espressa una dura critica al clero corrotto e
immoraleM ciS le attirS una serie di inimicizie.
427
/atilde a55erti5a c*e #tutti coloro c*e
5ogliono comprendere <uesto libro+ lo de5ono leggere no5e 5olte$ J0rologoKM altri dettagli
riferiscono un clima di tensioni attorno al libro' #Ero stata messa in guardia dallo Jscri5ereK
<uesto libro3 e anc*e ammonita dalle persone'3 se non lo si fosse seppellito+3 allora sarebbe
423 RUH, .toria della mistica. , p. 266.
424 p. 267.
425 p. 255.
426 HAAS, .ermo mysticus, p. 74.
427 Si vedano in particolare i capitoli , 8 e V, 22.
1:4
stato bruciatoU$ J11+ 2%K <uesti a55isi /atilde risponde5a riferendosi all2autorit4 di Dio'
#IrsR+ 9ignore+ son rattristata3 per causa del >uo onoreM3 de5o rimanere sconsolataY3 C*B >u
mi *ai indotta3 e mi ordinasti di scri5erlo$. J11+ 2%K
0er (alt*asar l2opera di /atilde si colloca al punto di incontro tra il /edioe5o feudale e
declinante di 1ldegarda e la nuo5a mistica dell2amore. CiS c*e lega /atilde ad 1ldegarda 6 un
senso di profetismo apocalittico c*e in /atilde non manca e c*e la rende+ come 1ldegarda+
profetessa e sibilla.
42;
/a nell2opera di /atilde 5i5e la spiritualit4 cistercense+ con il recupero
della mistica sponsale di (ernardo di Clair5au= e di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@. 1n particolare
nei primi sei libri il centro a cui tutto fa riferimento 6 il suo amore ardente per Dio. V il
Cantico dei Cantici c*e si sente di continuo riec*eggiare+ anc*e se la nostra scrittrice elabora
<uesta fonte in modo proprio+ liberandosi dal modello biblico. Cristo lo sposo c*e /atilde
5uole ser5ire. Dal capitolo 1+ 4' #&uando la po5era anima giunge a corte+ allora 6 tanto saggia
e di nobile <ualit4. J...K Egli le mostra con grande desiderio il suo cuore di5ino. J...K &uando il
nobile principe e la misera ser5a si abbracciano con tanta intimit4 e sono uniti come ac<ua e
5ino+ allora ella 5iene annientata ed esce di sB+ come se non potesse piR sopportarlo. Egli 6
perS malato d2amore per lei+ come lo 6 sempre stato J...K llora ella dice' 9ignore+ >u sei il
mio amato+3 il mio desiderio+3 la mia fonte fluente+3 il mio sole3 e io sono il >uo specc*io.$
&uesta esperienza di Dio colloca l2opera in posizioni c*e e5idenziano una presa di distanza
dalla mistica apofatica 5oga in <uegli anni+ c*e /atilde non pare apprezzare' #more senza
conoscenza3 all2anima saggia sembra una tenebra.3 Conoscenza senza piacere3 le sembra una
pena infernale.3 0iacere senza morte3 non puS mai deplorare abbastanza$. J1+ 21K )on
mancano in ogni caso nel 6liessende Licht posizioni piR speculati5e c*e sembrano
riec*eggiare le fonti della patristica greca+ ancora del pensiero di ?uglielmo di 9aint!>*ierr@ e
della scuola 5ittorina. 7na certa propensione teoretica deri5a a /atilde molto probabilmente
dal suo contatto con i Domenicani e i loro insegnamenti. Le posizioni speculati5e la legano
alle mistic*e fiamming*e (eatrice di )azaret* e ,ade-i.c*. V presente nell2opera anc*e il
pensiero esemplaristico di impronta neoplatonica' la dottrina dell2uscita da Dio+ principio
originario+ di tutte le cose e del loro ritorno ad esso. #...saluto l2altezza+ la c*iarezza+3 il gaudio+
la sapienza+ la nobilt4+3 l2unit4 mirifica della 9anta >rinit4+3 donde tutto ciS c*e incorrotto
profluP+3 ciS c*e fu+ c*e ora 6+ c*e mai sar4+3 l4 de5e un giorno ritornare.$ JO11+ 25K L2opera
non manca inoltre di presentare una serie di speculazioni trinitarie.
42"
428 Matilde precisa come la fine del mondo si compir in concomitanza ad una serie di angustie
dirette contro l'ordine dei predicatori. Si veda a questo proposito il capitolo V, 27.
429 Si vedano i capitoli V, 27 , 2 V, 14 V, 6.
1:5
L2elaborazione dottrinale piR originale di /atilde 6 il tema dell2estraniamento di Dio c*e
la beg*ina c*iama goetvroemdunge+ termine c*e (alt*asar *a giudicato essere <uasi un
terminus technicus/ 9econdo ,aas l2esperienza dell2estraniamento di Dio a5rebbe in /atilde
una componente sociologica' andrebbe di pari passo con il suo allontanamento crescente dal
mondo in un processo di marginalizzazione sociale come beg*ina.
43:
1n ogni caso esso d4 il
nucleo dell2esperienza matildiana di Dio e la sua scon5olgente no5it4.
431
La beg*ina sa c*e
l2estasi 6 un momento supremo+ c*e non puS durare e dal <uale l2anima #ricade$+
#raffreddandosi$+ 5enendo rigettata nel suo desiderio doloroso. 9cri5e infatti'
9e l2anima+ nel 5olo d2amore e mediante il grande desiderio del suo cuore c*e si
slancia 5erso Dio+ ascende l2alto monte del potente amore ed 6 giunta alla
mera5igliosa conoscenza+ allora si comporta come un pellegrino c*e 6 salito sul
monte spingendosi a5anti con forza e ora ridiscende dall2altra parte con grande
timore di cadere. CosP accade all2anima c*e 6 stata infiammata con tanto ardore
nel caldo amore duraturo e nell2abbraccio della 9anta >rinit4 da perdere
completamente i sensi. Essa comincia poi a scendere Jdalla sua alturaK e a
raffreddarsi+ come il sole scendendo dallo zenit sprofonda nella notte N Dio ben
lo sa. CosP a55iene all2anima e anc*e al corpo. L2anima ricca d2amore s2immerge
nel mo5imento dell2umilt4 imperscrutabile+ e indietreggia sempre piR. JO+ 4K
)on si tratta di materia di fede ma di un sapere frutto di esperienzaM la nostra scrittrice
arri5a a conoscere c*e Dio 6 infinita libert4M le dice infatti <ueste parole' #1o 5engo a te+
secondo il /io piacere+ <uando 5oglio$. J11+ 25K (alt*asar *a cercato di ricostruire lo s5iluppo
di <uesta sua singolare eppur centrale esperienza di Dio.
432
/atilde sarebbe colta da un
iniziale spa5ento al pensiero della possibilit4 c*e Dio si estranei da lei. 1l fatto poi accade Jla
#notte mistica$ a55ieneK e /atilde a poco a poco capisce c*e <uesto 6 possibile+ c*e anzi 6
cosP c*e Dio 5uole e c*e per <uesto moti5o l2anima de5e sopportare tale e5ento. >ra molte
resistenze la beg*ina inizia ad accettare c*e <uesto fatto si ripresenti+ per poi+ in modo <uasi
inspiegabile+ arri5are a desiderare c*e esso si ripeta. lla fine arri5a a conoscere
#l2estraniamento di Dio$+ c*e ora concepisce come caratteristica stessa della Luce fluente.
/atilde <uindi arri5a a formulare un nuo5o percorso della 5ita di grazia+ specificato in tre
430 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(, col. 508.
431 Seguiamo ora il saggio di BALTHASAR, Mechthilds kirchlicher &uftrag, p. 34-37.
432 p. 35-37. L'esperienza dell'allontanamento di Dio centrale anche in Hadewijch, ma in essa viene
sviluppata secondo altri moduli.
1:%
momenti' #La grazia descritta in <uesto libro Zil 9ignore[ me l2*a data in tre modi' prima con
grande dolcezza+ 3 poi con intima confidenza+ 3 ora con amara pena. 1n <uesta 5oglio
trattenermi con gioia+ piuttosto c*e nelle altre due. J...K V la natura dell2amore il suo fluire
anzitutto in dolcezza+ per poi di5enire ricco nella conoscenza e infine desideroso e a5ido di
essere abbandonato.$ JO1+ 2:K Concludiamo <uesta presentazione della figura di /atilde con
un2osser5azione di (alt*asar' la beg*ina magdeburg*ese *a corretto la formula neoplatonica
tradizionale delle 5ie purgati5a+ illuminati5a e uniti5a+ e <uesto a partire dalla propria
conoscenza esperienziale.
433
Margherita "orete
/arg*erita 0orete+ autrice di un2opera c*e appartiene all2ambito linguistico francese+ 6 di
fatto legata alle mulieres religiosae brabantine per la sua origine geografica+ per la spiritualit4
c*e la sua opera+ il Miroir des simples ames+ comprende e per il profondo influsso c*e la
stessa eserciter4 sulla mistica fiammingo!renana. Era originaria della marca dello ,ainaut+
probabilmente della capitale+ Oalenciennes+ c*e appartene5a alla diocesi di CambraiM il
territorio 6 situato nel nordest della Trancia e confina a nord con il (rabante. Lo ,ainaut+ pur
essendo di lingua francese+ fino al 1%77 *a fatto parte dei 0aesi (assi.
434
/arg*erita+ inoltre+
appartene5a all2ambiente delle beg*ine e delle mulieres religiosae. )on si possiede di lei
nessuna 1ita+ come 6 il caso di ,ade-i.c* e di /aldilde di /agdeburgo. Le informazioni sul
suo conto non possono c*e cercarsi per mezzo di fonti indirette' gli atti del processo a cui fu
sottoposta+ a 0arigi J13:"!131:K+ alcuni riferimenti a lei presso cronac*e francesi e la sua
opera+ il cui titolo 5iene suggerito al cap. 13 della stessa' Mirouer des simples ames, qui en
vouloir et en desir demourent.
433 p. 37.
434 Si tratta, come ha osservato la Guarnieri, di una zona territoriale dai contorni piuttosto indefiniti,
tra il mondo francese e il mondo germanico. Alcune inflessioni dialettali presenti nell'unica
versione francese pervenuta, inflessioni che si credono risalenti al testo originale, echeggiano
espressioni tipiche della lingua diets (il neerlandese del X secolo) propria del Brabante, la lingua
di Beatrice di Nazareth, di Hadewijch e di Giovanni Ruusbroec (| 1381). Secondo la Guarnieri, la
Porete avrebbe potuto leggere tanto la *ita latina di Beatrice di Nazareth quanto il suo trattato
composto in volgare neerlandese .e$en manieren $an minne, cos come gli scritti di Hadewijch.
GUARNER, Prefazione storica, p. 29-30. Riprende questa ipotesi de Longchamp in
MARGUERTE PORETE, Le Miroir des Pmes simples (a cura di de Longchamp), p. 22. Ma il
campo di ricerca a questo proposito ancora aperto. Apprendo dal prof. de Baere alcune
preziose informazioni: un parallelismo tra il cap. 16, 14-15 del Miroir e una strofa della .trofische
5edicht 26, 67-72 di Hadewijch. Ancora: un parallelismo tra cap. 16, 38-40 del Miroir e un passo
del *an den geesteliken tabernakel, di Ruusbroec, Opera omnia, 5, 4:2119-2125 (comunicazioni
del prof. de Baere nel corso del gruppo di lettura del Miroir des simples ames; Anversa, 2008).
1:7
Le prime difficolt4 c*e /arg*erita incontrS con le gerarc*ie ecclesiastic*e tro5ano
testimonianza in un processo diocesano c*e ebbe luogo in un anno imprecisato tra il 12"% e il
13:%. ?uido da Colmieu+ 5esco5o di Cambrai+ dic*iarS il libro della 0orete erroneoM esso fu
fatto bruciare pubblicamente sulla piazza di Oalenciennes in sua presenzaM a lei fu 5ietato di
di5ulgare e leggere ulteriormente la sua opera e la sua dottrina. /arg*erita molto
probabilmente non ottemperS ai dettami della sentenza e pertanto 5enne aperto contro di lei
un secondo processo diocesano+ promosso <uesta 5olta da Tilippo di /arign@+ il sanguinario
nuo5o 5esco5o di Cambrai. Costui passS la causa all21n<uisitore 0ro5inciale dell2lta Lorena
c*e 5enne poi deferita al tribunale di 0arigi nella persona del ?rande 1n<uisitore di Trancia+
?uglielmo ,umbert da 0arigi J_ 1314K.
1l libro della 0orete era stato tutta5ia appro5ato da tre c*ierici+ molto probabilmente
anteriormente al suo arresto parigino J13:;K. Le 5ersioni inglese e latina dell2opera nonc*B i
suoi 5olgarizzamenti italiani dipendenti dal latino Jnon in5ece l2unica 5ersione francese
tramandata+ del &uattrocentoK riportano tre approbationesM si tratta dei giudizi di tre uomini di
c*iesa pro5enienti da ambienti e tradizioni di5ersi. 1l primo 6 #un frate minore di grande
nome+ 5ita e santit4+ c*e si c*iama5a frate ?io5anni$ Jcap. 14:KM
435
il secondo un cistercense di
nome Tranco+ monaco dell2abbazia brabantina di Oillers in (rabante
43%
M il terzo 6 l2unico c*e 6
stato possibile identificare+ ?offredo da Tontaines+ originario di Liegi+ teologo della 9orbona.
V stato osser5ato c*e #l2assortimento non pote5a essere piR accorto e completoM un
rappresentante della tradizione monasticaM uno dei mo5imenti spirituali piR a5anzati e piR
moderniM un rappresentante della 9cuola e del clero secolare. J...K Le tre attestazioni *anno
tutti i caratteri della sincerit4 e della autenticit4+ e sono una testimonianza importante a fa5ore
dell2autrice+ e su come i pareri anc*e allora fossero di5isi in materia di mistica$.
437
1l
cistercense Tranco assicura5a c*e tutto <uello c*e il libro dice5a corrisponde5a a 5erit4.
?offredo da Tontaines e frate ?io5anni+ riconosce5ano il grande 5alore del libro ma
consiglia5ano c*e fosse 5isto da poc*i.
Dal 13:; inizia contro /arg*erita il procedimento promosso dal ?rande 1n<uisitore di
Trancia+ il domenicano fra ?uglielmo ,umbert.
43;
&uello c*e colpisce del processo sono i
435 Per la Guarnieri potrebbe trattarsi di Giovanni Duns Scoto: anch'egli era a Parigi, con Eckhart e
Goffredo da Fontaines, fino al luglio del 1303, anno in cui si trasferisce a Colonia anche per
difendere la sua dottrina che veniva usata in modo erroneo dai seguaci del Libero Spirito.
GUARNER, Prefazione storica, p. 21. Si oppone all'ipotesi che si sia trattato di Duns Scoto
LERNER, 6he +eresy, p. 72, nota 30.
436 Come abbiamo gi ricordato, nel corso di questo lavoro, questa abbazia diede sostegno al primo
movimento beghinale.
437 GUARNER, 2l mo$imento, p. 638.
438 Si veda a riguardo di questo processo la ricostruzione che ne fa Verdeyen. VERDEYEN, Le
procs d/2n#uisition.
1:;
caratteri di solennit4 c*e esso manterr4 per tutto il corso del suo s5olgersi. Tra ?uglielmo era
anc*e il confessore personale di Tilippo 1O Jnoto anc*e come #Tilippo il bello$K J_ 1314K e dal
13:7 si tro5a5a a presiedere il processo contro i >emplari+ processo infame. Torse con un
sottile calcolo politico si 5ole5a attenuarne il giudizio pubblico negati5o per mezzo di un altro
processo+ <uello a /arg*erita+ c*e si 5ole5a presumibilmente presentare come un
procedimento esemplare+ fondato su ragioni di pura dottrina+ senza la conclusione col rogo.
9econdo il consueto s5olgimento la causa iniziS con l2arresto dell2accusata e la sua comparsa
al con5ento domenicano di 9aint!Lac<ues di 0arigi+ sede del tribunale dell21n<uisizione
?enerale di Trancia. /arg*erita 5enne giudicata pro convicta et con#essa et pro lapsa in
heresim e molto probabilmente 5enne scomunicata. 1l libro fu sottoposto all2esame di alcuni
Consultori dei <uali non conosciamo i nomiM essi estrassero dall2opera non meno di <uindici
proposizioni male sonantes. 9olo due di <ueste sono riportate dagli atti del processo e sono le
seguenti'
L2anima perduta nell2amore si congeda dalle 5irtR e non 6 piR al loro ser5izioM non de5e piR
esercitare le 5irtR+ ma le 5irtR stesse sono al suo ser5izio.
43"

7n2anima siffatta non si preoccupa piR delle consolazioni di Dio nB dei suoi doniM essa non *a piR
e non puS piR preoccuparsene perc*B tutta la sua attenzione 6 ri5olta 5erso Dio stesso.
44:
L211 aprile del 13:" una commissione di 5entuno teologi dell27ni5ersit4 di 0arigi fu
riunita in solenne assemblea presso la c*iesa di 9aint!/at*urin per esprimere un giudizio in
merito all2ortodossia+ o meno+ di tali proposizioni
441
. Tu decretato c*e il libro do5esse 5enir
distrutto tamquan hereticus et erroneus et heresum et errorum contentivus. /arg*erita
trascorse in carcere l2anno messo a disposizione per il pentimento J13:"!131:K rifiutandosi
ostinatamente di ritrattare come del resto fece per tutta la durata del procedimento giuridico
<uando respinse ogni sorta di collaborazione con i giudici+ rimanendo in un irremo5ibile
silenzio.
442
1l 1: maggio 131: cin<uata<uattro >emplari peri5ano tra le fiamme. 1l 31 maggio
439 "Quod anima adnichilata dat licentiam virtutibus nec est amplius in earum servitute, quia non
habet eas quoad usum sed virtutes obediunt ad nutum.
440 "Quod talis anima non curat de consolationibus Dei nec de donis eius nec debet curare nec
potest, quia tota intenta est circa Deum et sic impediretur eius intentio circa Deum.
441 Occorre notare che sei di questi teologi prenderanno parte al Concilio di Vienne (1311-1312) che
condanner il movimento delle beghine e dei begardi.
442 Si cercato di interpretare questo comportamento della Porete alla luce della dottrina che lei
stessa espone nel suo libro; in particolare nella distinzione tra Santa Chiesa la Piccola, la chiesa
come istituzione, e Santa Chiesa la Grande, formata da un gruppo di anime elette che con il loro
operare sostengono la chiesa istituzione; nessuno conoscerebbe tali Anime tranne Dio, che in
loro (cap.19). Forse la relativizzazione da parte della Porete della chiesa istituzione a favore
dell'altra chiesa l'avrebbe portata al rogo.
1:"
131:+ 6 la domenica di 0entecoste+ /arg*erita 5enne giudicata relapsa e <uindi abbandonata
al braccio secolare. 1l giorno dopo+ alla 0lace de ?r65e a 0arigi+ dinanzi al palazzo del
Comune+ alla presenza delle massime autorit4 ci5ili ed ecclesiastic*e e di una folla immensa
la beg*ina 5enne arsa 5i5a sul rogo assieme al suo libro.
443
1l dossier teologico del processo alla 0orete fu utilizzato nel corso del Concilio di Oienne+
c*e si tenne nel 1311!12. V il concilio c*e condannS il mo5imento dei begardi e delle beg*ine
e con <uesto si puS dire tutta la mistica nordica+ soprattutto <uella di EcD*art e del Miroir+
confusa con le de5iazioni delle sette del Libero 9pirito. ?li 7rrores %eguardorum et
%eguinarum specificati nel testo della condanna furono inseriti nel 1317 da ?io5anni QQ11
nelle cosiddette #Clementine$+ sotto il titolo #d nostrum$.
Dall2opera della 0orete emerge una grande conoscenza della cultura profana del tempoM a
moti5o del linguaggio+ delle immagini e degli usi a cui fa riferimento+ 5iene notata anc*e una
spiccata mentalit4 aristocratica.
444
9i presume c*e /arg*erita sia appartenuta perlomeno al
patriziato cittadino. 1 cronisti menzionano Margherita de &annonia, dicta "orete come una
pseudomulier+ 5ale a dire una beg*ina.
445
Torse la 0orete appartene5a al genere delle beg*ine
mendicanti c*e+ accanto a <uelle 5i5enti negli istituiti beg*inaggi+ non a5e5ano mai cessato di
esistere. 9i tratta5a di beg*ine radicali in tema di po5ert4 e5angelica+ mendicanti il pane nel
nome di Dio+ c*e 5i5e5ano predicando e 5agando+ probabilmente occupando una posizione di
443 Un misterioso sostenitore si era schierato dalla parte di Margherita: un chierico, un certo Guiard,
originario di Cressonessart, nella diocesi di Beauvais, figura di begardo (Si vedano i due contributi
di Lerner e Verdeyen: LERNER, ?n 7angelo di )iladelfiaB e VERDEYEN, Le procs d/2n#uisition).
Anch'egli venne arrestato, a Parigi, verso la fine dell'anno 1308 per ordine dell'nquisitore fra
Guglielmo Humbert. Fu accusato di aver aiutato e difeso la Porete; probabilmente il loro arresto
avvenne contemporaneamente. Come la Porete, per un anno e mezzo si rifiut di collaborare con
i giudici, poi, a differenza di lei, abiur e il 9 aprile 1310 venne condannato solamente al carcere a
vita. l suo legame con la beghina messo in discussione; probabilmente non si erano mai
incontrati prima: Guiard saputo di lei sarebbe impulsivamente accorso in sua difesa (LERNER,
?n 7angelo di )iladelfiaB3 p. 172). Non avrebbero nemmeno avuto le medesime convinzioni
religiose. Non ci risulta che egli abbia scritto qualcosa. Abbracciava idee che possono essere
ricollegate a quelle di Gioacchino da Fiore e Bonaventura. Dalle sue risposte all'nquisitore
emerge che dovette aver molto meditato sull'Apocalisse; si proclamava infatti inviato da "colui che
possiede la chiave di Davide, cio Cristo, come difensore della vita apostolica e si faceva
chiamare dai suoi discepoli "l'Angelo di Filadelfia (entrambe le espressioni sono presenti in
Apocalisse R37). Egli avrebbe dovuto salvare coloro che si esercitavano, con la propria vita, nella
perfetta povert: secondo una prospettiva apocalittica ed escatologica questi veri poveri
avrebbero formato l'autentica "Chiesa di Filadelfia, ossia il pi alto "stato che l'unica Chiesa
possa conoscere. Non sembra ci sia un legame con la dottrina della Porete delle due Chiese,
Santa Chiesa la Piccola e Santa Chiesa la Grande, di cui pi avanti parleremo (GUARNER,
Prefazione storica, p. 19).
444 Si veda per esempio Miroir, cap. 82.
445 GUARNER, 2l mo$imento, p. 388.
11:
marginalit4 all2interno della societ4 e in conflitto con gli ordini gerarc*ici e tradizionali.
44%
Torse /arg*erita a5e5a fatto parte di un beg*inaggio+ in gio5entRM menziona infatti una
#madre$.
447
5rebbe poi preso distanza da esso+ se 5iene dato credito a <uanto 6 esposto
nell2inno alla fine della prima parte del Miroir do5e sembra ci sia un riferimento ad un
conflitto con le #altre$ beg*ine' #mico+ c*e diranno le beg*ine+3 e la gente di religione+3
&uando udranno l2eccellenza3 della nostra di5ina canzoneY3 Le beg*ine dicono c*e erro+3 e
preti+ c*ierici e predicatori+3 gostiniani+ carmelitani+3 e i frati minori+3 0er ciS c*e scri5o dello
stato3 dell2more nobilitato$ Jcap. 122+ ;%!":K.
Le cronac*e la definiscono inoltre beguine clergesse e en clergie moult su##isant' <uesto
sta a significare una particolare competenza in materia teologica c*e la 0orete a5rebbe
posseduto. E in effetti dal Miroir emerge una grande familiarit4 con i testi biblici+ la
conoscenza delle argomentazioni proprie della scolastica e della cultura spirituale del suo
tempo. ncora secondo una cronaca /arg*erita a5rebbe tradotto JtranslatatK la (ibbia in
5olgare. &uesto dato 6 riportato solamente una 5olta+ ma 6 in linea con <uanto alcuni
documenti attesta5ano a proposito delle mulieres religiosae del Q111 secolo+ come ad esempio
la testimonianza di ?ilberto da >ournai+ teologo francescano+ c*e 5i5e5a nella medesima area
geografica della 0oreteM nella lettera informati5a c*e egli in5iS al Concilio di Lione J1274K si
propone5a di offrire un <uadro+ allarmante a suo giudizio+ della situazione a proposito di
<ueste donne. CosP un passaggio' &abent interpretata scripturarum mysteria et in communi
idiomate gallicata, quae tamen in sacra scriptura e,ercitatis vi, sunt pervia/ Legunt ea
communiter, irreverenter, audacter, in conventiculis, in ergastulis, in plateis/ La lettera
informati5a si conclude in <uesto modo' Si morbus invaluerit, tot surgent scandala quot
auditores, tot blasphemiae quot plateae/
44;

1l Mirouer des simples ames, qui en vouloir et en desir demourent
44"
appartiene al genere
letterario degli #specc*i$. &uesto genere conobbe nel /edioe5o un2abbondante diffusioneM si
propone5a come mezzo di conoscenza a proposito dei piR di5ersi soggetti assumendo un
esplicito carattere didatticoM oppure con5eni5a a scopi di carattere normati5o.
45:
La struttura
dei dialog*i presenti nel Miroir conser5a un certo carattere didattico tutta5ia il testo rimane
difficile e complesso. Esso 6 stato 5isto come un trattato di misticaM ma anc*e <uesta
446 GUARNER, Prefazione storica, p. 26.
447 L'accenno alla madre al cap. 58.
448 GUBERT DE TOURNA, :ollectio de scandalis Ecclesiae, p. 33ss.
449 Sulla possibile erroneit del titolo dell'opera, che non esprime il senso della dottrina della Porete,
ma anzi il contrario GAR, in MARGARTA PORETE, El espe-o de las almas simples, p. 59, nota
1; MURARO, Les a$atars d/un titre.
450 SCHMDT, Miroir, col. 1291.
111
definizione non si adatta completamente alla natura dell2opera. 1l Miroir della 0orete sembra
in realt4 far con5ergere piR cose insieme. 9econdo la ?uarnieri sotto le par5enze del trattato
didattico+ e della guida mistagogica+ il Miroir nasconderebbe un2autobiografia mistica.
451
Lo si
6 5isto anc*e come un testo iniziatico+ destinato a circolare negli stretti limiti di un circolo
gnostico J/arg*erita afferma piR 5olte c*e le cose c*e si propone di dire superano la
comprensione di c*ierici+ teologi e delle 9critture stesseK. 9econdo un altro approccio+ la
prima parte dell2opera potrebbe essere definita come un testo mistagogico+ una guida allo stato
di perfezione+ do5e il lettore3ascoltatore+ proprio attra5erso il difficile stile ermetico dell2opera+
6 coin5olto in un processo di trasformazione di sB.
452
De Longc*amp si 6 espresso in <uesto
senso' #un Miroir 6 molto di piR di un libro moderno' riflesso della realt4+ si 5uole anc*e
riflettere di colui c*e la guardaM o piuttosto+ permette la coincidenza dei due attra5erso una
trasformazione interiore di ordine sacramentale alla <uale pote5a pretendere il libro nel
/edioe5o$.
453
V interessante e significati5o osser5are <uello c*e la 0orete stessa *a 5oluto riferire o *a
lasciato intra5edere a proposito del senso della sua opera. )e parla gi4 al capitolo 1' il libro le
sarebbe stato donato dal re c*e ama+ affinc*B la beg*ina si ricordasse di luiM il libro infatti
#rappresenta in una certa misura il suo amore$ Jcap. 1K. /arg*erita ne attribuisce la scrittura
ad un2 #impresa di more$. V infatti #more$ stesso a riferire di a5er fatto fare il libro a
beneficio dei figli di 9anta C*iesa per istruirli sullo stato di pace al <uale la creatura puS
giungere Jcap. 2K. 0iR a5anti ancora+ 5erso la fine del cap. 11+ /arg*erita usa lo stesso
5ocabolo+ #impresa$ JentrepriseK e <uesta 5olta 6 #nima$ ad attribuirsene l2opera' #l2impresa
di <uesto libro+ del <uale 6 signore more+ e mi *a detto c*e con esso porterS a termine tutte
le mie imprese$. 1n altri momenti la 0orete sembra riflettere sui limiti del suo libro. l
capitolo "7 leggiamo' #/a c*e cosa a5e5a in mente+ colei c*e fece <uesto libro e c*e 5ole5a si
tro5asse Dio in lei+ per 5i5ere proprio <uello c*e lei a5rebbe detto di DioY$. Continuando
nella riflessione nima sembra come guardare indietro e 5edere l2origine c*e l2a5e5a spinta ad
iniziare a scri5ere' #J...K ero tanto stolta al tempo c*e lo feci+ o meglio+ c*e more lo fece per
me+ sua mia ric*iesta+ da dare 5alore a cose c*e non si pote5ano nB fare+ nB pensare+ nB direM
come farebbe c*i 5olesse contenere il mare nel proprio occ*io+ o portare il mondo sulla punta
di un giunco+ e illuminare il sole con una lanterna o una torcia$. 1n un altro capitolo del libro+
451 GUARNER, Prefazione storica, p. 27, nota 59.
452 Questo il senso con cui Fraeters parla di funzione mistagogica del testo; lei ne ha trattato a
proposito delle visioni di Hadewijch. FRAETERS, *isioenen al literaire mystagogie, in particolare
p. 128-130.
453 De Longchamp in MARGUERTE PORETE, Le Miroir des Pmes simples (a cura di de
Longchamp), p. 14.
112
al 11"+ /arg*erita si scusa con le anime per le <uali *a scritto il suo libro+ per a5erlo fatto
lungo e ampio in parole. ncora una 5olta l2autrice sotto la 5oce del personaggio #nima$ si
ferma a considerare il significato del suo libro c*e giudica #di poco pregio e molto piccolo$ e
al modo di una confessione riferisce' #1o non sape5o a c*i dire <uello c*e a5e5o capitoM ora
conosco+ per 5ostra pace e per la 5erit4+ c*e il libro rimane di poco pregio. J...K 6 stato fatto
secondo scienza umana e umano sentireM e ragione umana e umano sentire non sanno niente di
amore interiore+ nB amore interiore sa di scienza di5ina. J...K infatti tutto <uello c*e si puS dire
o scri5ere di Dio+ o <uello c*e si puS pensarne N e c*e 6 piR del dire N 6 assai piR mentire c*e
dire il 5ero$.
L2esistenza della figura di ?uiard di Cressonessart
454
sembra farci ritenere c*e /arg*erita
a5e5a un suo seguito di uomini e donne. >utta5ia di <uesto non si *a alcuna notizia. 9pesso
nell2opera compare l2espressione auditeurs de ce livre Jascoltatori di <uesto libroK. /a a
proposito di <uesti non conosciamo nulla di certo. Iccorre a tal riguardo notare come essi
siano nominati+ nell2opera+ tanto come ascoltatori c*e come lettoriM lo dice un emblematico
passo' #auditeurs///qui ce livre liront$ Jcap. 37K. La ?ara a riguardo dei destinatari *a
formulato tre ipotesi.
455
9econda la prima+ la 0orete a5rebbe scritto la sua opera per un circolo
ben definito di donne+ al modo di ,ade-i.c*. La seconda ipotesi 5ede il Miroir come un testo
iniziatico+ destinato ad un circuito ristretto+ in particolare ad una cerc*ia gnostica. 9econdo la
terza ipotesi+ <uella per la <uale la ?ara maggiormente propende+ il Miroir non sarebbe un
testo di insegnamenti concreti per un pubblico concretoM esso sarebbe un testo per uomini e
per donne sorto nell2ambito delle nuo5e forme di spiritualit4 nelle <uali occuperebbe il posto
di opera all2a5anguardia+ al confine tra ortodossia e eterodossia. 1n modo simile 0eters giudica
il Miroir un2opera scritta per un pubblico ampio+ per il <uale la 0orete compone i 5ersi della
canzone finale Jcap. 122K+ anticipando le proteste dei di5ersi gruppi religiosi e secolari.
45%
7n2indicazione di <uesta ipotesi potrebbe essere l2affermazione di /arg*erita al cap. 14:' #1o+
creatura creata da colui c*e crea+ mediante la <uale il creatore fece+ da sB+ <uesto libro+ per c*i
non so+ nB 5oglio sapere ....$. Dalle parole sembra inoltre c*e la 0orete abbia scritto mossa da
una #necessit4$+ nella con5inzione c*e il suo libro do5esse 5enire diffuso.
L2opera della nostra scrittrice 6 impregnata di cultura corteseM emerge anc*e una
componente ca5alleresca secondo la caratterizzazione della letteratura della Trancia del nord
454 Di questa figura abbiamo parlato nella nostra nota 443.
455 GAR, Mirarsi nello specchio, p. 4-8.
456 PETERS, Religise Erfahrung3 77.
113
del Duecento. differenza di ,ade-i.c* e di /atilde+ /arg*erita non usa il genere delle
#5isioni$. V in5ece presente l2allegorismo medie5ale. 9ono molte le figure c*e la 0orete
presentaM i tre personaggi c*ia5e dell2opera sono #more$+ #nima$ e #8agione$. #more$
rappresenta+ personificato+ Dio nelle sue piR di5erse manifestazioni. Dietro alla figura
#nima$ si cela la 0orete+ senza tutta5ia identificar5isi del tutto. #more$ e #nima$ a loro
5olta confliggono duramente con #8agione$. )on 6 semplice definire c*e cosa rappresenti la
#8agione$ personificata del /iroirM in ogni caso 5iene descritta+ come dice Oerde@en+ #miope+
stupida e tonta$.
457
ltre personificazioni presenti del dialogo sono+ fra le altre+ #1ntelletto$+
#Oerit4$+ #>entazione$+ #Discrezione$+ #?iustizia Di5ina$+ #Tede$+ #9peranza$+ #Carit4$+
#>imore$+ fino a #9pirito 9anto$ e #9anta C*iesa$ Jdistinta in #la ?rande$ e #la 0iccola$K.
1l Miroir des simples ames comprende 13" capitoli di lung*ezza di5ersa. 1n esso possono
essere distinte due parti. La prima parte 5a dal cap. 1 al 122M essa termina con una serie di inni
di lode all2anima annic*ilata c*e possono essere 5isti come una sfida 5erso <uanti la criticano.
La seconda parte+ c*e 5a dal cap. 123 al 13" puS essere considerata come una sorta di
appendice+ c*e potrebbe essere stata aggiunta in un secondo tempo. 9i tratta di una sorta di
sintesi delle 5icende del testo precedente+ <uesta 5olta narrate solamente da nimaM sono
aucuns regars Jalcune considerazioniK+ come dice il titolo stesso della sezione+ #per <uelli c*e
sono nello stato di smarriti e domandano la strada per il paese della libert4$ Jcap. 123+%!7K.
Con il primo capitolo la 0orete si riferisce subito+ come abbiamo piR sopra accennato+ al
significato del suo libro. La 0orete si rif4 ad uno degli episodi della celebrata 5ita di
lessandro /agno. 7na damigella udP parlare di re lessandro+ della sua gentilezza+ nobilt4 e
cortesia e se ne innamorS. Lo sconforto la prese perc*B lei era molto lontana da lui e non
pote5a pertanto nB 5ederlo+ nB a5erlo. &uando capP c*e era un #amore lontano+ c*e tanto
5icino le era dentro$ Jcap. 1K pensS c*e a5rebbe potuto alleggerire la propria pena facendo
dipingere un2immagine c*e a5esse le sembianze del re c*e ama5a. llo stesso modo il
personaggio nima Jdietro al <uale si nasconde la 0oreteK racconta' #io udii parlare d2un re di
grande potenza J...KM ma era cosP lontano da me e io da lui+ c*e non sape5o confortarmene+ e
perc*B mi ricordassi di lui mi diede <uesto libro+ c*e rappresenta in certa misura il suo amore$
Jcap. 1+33!3"K. Dal capitolo 5 al 13 la 0orete espone le peculiarit4 dell2anima annic*ilata
Jl'ame adnientieK ed affrancata Jen#ranchieK+ il 5ero soggetto del suo libro' tale anima si sal5a
per fede senza opere+ 5i5e solamente per l2amore+ non fa nB tralascia di fare alcuna cosa per
5olont4 di DioM 6 un2anima a cui non si puS insegnare niente+ nB togliere nB dare nienteM 6
457 VERDEYEN, Porete 'Porette3 ...(, col. 662.
114
inoltre un2anima c*e non *a piR 5olont4. l cap. % tro5a posto l2inno con il <uale una siffatta
anima prende congedo dalle 5irtR' #OirtR+ prendo congedo3 da 5oi per sempre+3 )e a5rS il
cuore piR libero3 e piR lietoM ...$M se anima era prima loro ser5a+ ora *a lasciato ciS c*e in loro
6 pericoloso+ ed 6 in pace+ #anzi le 5irtR fanno tutto <uello c*e tali nime 5ogliono+ senza
essere costrette e senza replicare+ poic*B tali nime sono loro signore$ Jcap. ;K. nima non
ama e non amer4 piR Dio per i suoi doni o per la sua consolazioneM essa si eserciter4 nel puro
amore. &ueste affermazioni sull2anima affrancata furono accusate di eresia dall21n<uisizione.
9enza dubbio la 0orete 5enne dai piR considerata come una discepola della setta del Libero
9pirito.
1l percorso dell2anima 5iene spiegato in modo piR sistematico nel capitolo 11;+ do5e la
0orete illustra i setti stati dell2anima de5otaM al pari dei #modi$ dell2opera di (eatrice di
)azaret*
45;
+ essi non rappresentano tanto dei gradi di ascesi <uanto dei #modi d2essere$ o
#stati$. 1l primo stato 5ede l2anima impegnata nell2osser5are i comandamenti c*e Dio comanda
nella Legge+ ossia ad amare Dio e ad amare il suo prossimo come se stessa. &uesto pare
all2anima una gran fatica. 1l secondo stato la 5ede tenere in considerazione oltre ciS c*e Dio
comanda anc*e ciS c*e Dio consiglia ai suoi amici. L2anima si sforza di 5i5ere secondo il
modello del Oangelo+ di cui ?esR Cristo 6 l2esempio. 1l terzo stato 6 difficile da raggiungereM
l2anima impara a mettere a morte la propria 5olont4+ a distruggere cio6 il proprio 5olere+ e lo fa
astenendosi dalle opere c*e ama le <uali sono la delizia del suo piacere. 1l <uarto stato 5ede
l2anima ebbra perc*B 6 toccata da more c*e la sazia delle sue delizieM essa 6 orgogliosa per
l2abbondanza dell2amore c*e sperimenta. 1l <uinto stato segna un passaggio. V lo stato
dell2anima annic*ilata. Essa <ui conosce la (ont4 di5ina e se stessa. Oede c*e Dio 6 e c*e
attra5erso di lui ogni cosa 6+ e c*e lei non 6 e c*e da lei nessuna cosa puS essere. &ueste due
considerazioni le danno un mera5iglioso stupore. L2anima 5ede c*e Dio+ c*e 6 tutta bont4+ *a
messo libera 5olont4 in lei+ c*e 6 totale malizia. Ira essa rimette ora il suo 5olere in Dio+
perc*B 6 in Dio c*e il suo 5olere pro5iene e l4 de5e essere. L2anima scopre di essere nullaM per
abbondanza di conoscenza di5ina 5ede infatti il suo proprio immenso niente. 1l sesto stato
5ede l2anima illuminata da Dio e liberata da tutte le cose. 1n <uesto stato non 5ede nB Dio+ nB
se stessa' 6 Dio c*e si 5ede in lei+ per lei+ senza di leiM Dio cio6 le mostra c*e niente esiste+
tranne lui. 1l settimo stato 5edr4 l2anima glorificata+ ma di <uesto nessuno sa parlareM non se ne
a5r4 conoscenza fintanto c*e l2anima non a5r4 lasciato il corpo.
45"
/olti sono gli elementi di <uesto testo c*e rammentano la dottrina di ,ade-i.c* e c*e si
458 Cio le .e$en manieren $an minne; abbiamo illustrato la figura e l'opera di Beatrice pi sopra.
459 Verdeyen ricorda come esista una singolare somiglianza tra questa sequenza di stati e il trattato
.e$en manieren $an minne di Beatrice.
115
ritro5eranno in 8uusbroecM su <uest2ultima figura e sul suo rapporto con il Miroir des simples
ames parleremo piR approfonditamente nel capitolo dedicato al celebre mistico fiammingo.
9ingolare nel testo 6 l2espressione Loingprs+ c*e tro5iamo menzionata per la prima 5olta
al capitolo 5; e c*e in italiano 6 stata tradotta con #Lontano5icino$. Oiene spesso accostata al
verre bi c*e si incontra nella pseudo!,ade-i.c*.
4%:
1l nome 6 costruito su un ossimoro e con
<uesta espressione /arg*erita sembra riferirsi all2esperienza paradossale dell2amore per Dio+
al contempo lontano e 5icino+ conosciuto e sconosciuto. Torse /arg*erita trae il concetto
dalla lirica trobadoricaM sono in modo particolare le canzoni di LaufrB 8udel <uelle nelle <uali
si tro5a la nozione di amor de lohn Jamore da lontanoK+ ossia un forte amore per <ualcuno mai
effetti5amente 5isto.
4%1
Con l2espressione loingprs la tensione tra 5icinanza e distanza sembra
5enire personificata. La 0orete stessa pare ri5elare l2origine di <uesto concetto nel capitolo c*e
apre il Miroir+ attra5erso il racconto+ c*e abbiamo piR sopra esposto+ di una damigella c*e si
innamorS del re lessandro. Essa 5ide #c*e <uesto amore lontano ... tanto 5icino le era
dentro$.
4%2
)ell2opera appare la distinzione tra #9anta C*iesa la 0iccola$ e #9anta C*iesa la ?rande$.
La prima giace sotto il dominio di ragione+ la seconda 6 go5ernata da more Jcap. 1"K. La
prima si riferisce alla C*iesa gerarc*ica+ <uella 5isibile+ l2altra 6 formata dalle anime
affrancate e semplici. 7no dei nomi dell2anima affrancata 6 infatti #<uella su cui tutta la 9anta
C*iesa 6 fondata$ Jcap. 1:K. La 0orete e5idenzia il ruolo positi5o di tali anime nei confronti
della C*iesa 5isibile. more spiega c*e #tali anime sono c*iamate propriamente 9anta C*iesa
perc*B sostengono ed insegnano e nutrono tutta la 9anta C*iesaM non propriamente loro+ ma la
>rinit4 tutta per tramite loro$ Jcap. 43K. 9anta C*iesa la 0iccola non puS sapere c*i <ueste
anime siano+ nB le puS conoscere perfettamente+ anime c*e more definisce #regine+ figlie di
re+ sorelle di re e spose di re$ Jcap. 1"K. 9econdo Oerde@en forse dietro a <uest2ultima
definizione si cela un riferimento alla missione speciale delle donne+ c*e la C*iesa gerarc*ica+
la 0iccola+ non facilmente riconosce.
4%3
460 Mgd. 17,36.
461 Si veda a questo riguardo il saggio della CRLOT, Discussion troubadoures#ue sur 7l/amor de
lohnB.
462 Questa espressione di tensione tra vicinanza e lontananza la si incontra anche nella nostra
pseudo-Hadewijch: An $erre bi (Mengeldicht 17). n COLLEDGE-MARLER, 7Po$erty of the 8illB,
p. 39-40 viene indicata un'altra fonte per il concetto di Loingpr!s: il De arrha animae di Ugo di San
Vittore; il Loingpr!s sarebbe una personificazione del ludus amoris, il $a et $ient3 che Ugo
presenta come conseguenza della condizione umana.
463 VERDEYEN, Porete 'Porette3 ...(, col. 655.
11%
Circa la diffusione dell2opera della 0orete la situazione 6 di5ersa rispetto alle opere delle
autrici c*e abbiamo finora incontrato+ perc*B il Miroir tro5S una diffusione fuori dal comune
nell2Europa dei secoli Q1O e QO superando+ come nessun altro scritto mistico medie5ale
redatto in 5olgare+ piR confini linguistici. )onostante l2azione dell21n<uisizione il libro fu
conser5ato e tramandatoM circolS anonimo conoscendo una grande diffusione tanto presso
circoli ortodossi c*e eterodossi. 9i conoscono manoscritti dell2opera in <uattro lingue e in sei
redazioni di5erse. 9appiamo c*e nessuno di <uesti menziona il nome dell2autriceM 6 stata la
perspicacia e l2opera della ?uarnieri a giungere+ nel 1"4%+ ad identificare in /arg*erita 0orete
l2autrice del Miroir des simples ames.
4%4
1l Miroir godette di un2immensa diffusione fino a tutto
il Cin<uecento. 1l testo originale+ composto forse prima del 12":+ fu redatto probabilmente in
dialetto piccardo+ anc*e se la sua esistenza non 6 dimostrata e non se ne 6 tro5ata traccia.
/entre /arg*erita era ancora in 5ita+ fu stesa una 5ersione in latinoM
4%5
in essa tro5ano posto
le tre approbationes date dai tre uomini di c*iesa di cui piR sopra abbiamo parlato ed 6
tramandata da almeno <uattro manoscritti completi.
4%%
Oerso il 133: 5enne redatta una prima
5ersione in medio inglese+ forse a partire dall2originale piccardo+ c*e 6 andata perduta. 9empre
in medio inglese tra il 135: e il 13%: ne 5enne redatta una seconda.
4%7
>ra la fine del >recento
e l2inizio del &uattrocento furono redatte due 5ersioni in 5olgare italiano fatte sulla base della
traduzione latina.
4%;
L2unica 5ersione francese c*e ci 6 giunta risale alla fine del QO sec. ed 6
conser5ata al /usBe CondB di C*antill@.
4%"
)el 14"1 il certosino 8ic*ard /et*le@ a partire
dalla redazione in medio inglese+ realizzS una traduzione in latino.
47:
0are c*e in 1ng*ilterra il
464 Ne venne data notizia presso l'1sser$atore Romano del 16 giugno 1946. GUARNER, Donne e
chiesa, p. 241-245.
465 Ancor vivente Margherita, e prima della morte di Goffredo da Fontaines (| 1306 o 1309), uno
degli stesori delle approbationes. Ma i pareri non sono concordi. Secondo Verdeyen invece la
versione latina sarebbe stata fatta durante il processo, in funzione dello stesso. Secondo
Colledge invece essa sarebbe posteriore alla morte della Porete. GUARNER, Prefazione
storica, p. 38; COLLEDGE, 6he ne, latin Mirror, p. 285; VERDEYEN, La premire traduction
latine.
466 Tutti conservati alla Biblioteca Vaticana: il Vaticano latino 4355 (sec. XV); il Rossiano 4 (sec.
XV); il Chigiano B V 41 (a. 1398); il Chigiano C V 85 (a. 1521). L'edizione critica realizzata da
Verdeyen (1986) ha per base questi quattro mss.
467 Questa seconda porta la firma M.N.: le iniziali, forse, di Michael of Northbrook (| 1361), allora
vescovo di Londra e cofondatore della Certosa della medesima citt? Questa versione
tramandata da tre codici di Londra: il British Museum, Add. 37790, il Cambridge, St. John's Coll.,
71 e il Bodleian Library, 205. L'edizione critica inglese stata data da M. Doiron (v. bibl.).
468 La prima versione trasmessa dal Riccardiano 1468, della Biblioteca Nazionale di Firenze. La
seconda trasmessa da tre codici: il manoscritto X F 5 della Biblioteca Nazionale di Napoli; il
manoscritto Palatino 15093 della Biblioteca Nazionale di Vienna; il manoscritto Ottoboniano
italiano 15, della Biblioteca Nazionale di Budapest.
469 F XV 26. Di questa versione la Guarnieri ha dato l'edizione diplomatica che stata poi
nuovamente pubblicata a fronde dell'edizione latina condotta da Verdeyen.
470 Manoscritto di Cambridge, Pembroke Coll. 221.
117
Miroir abbia conosciuto una grande diffusione soprattutto nelle Certose e c*e abbia esercitato
una straordinaria influenza nella seconda met4 del QO secolo e nei primi anni del QO1' la
?uarnieri presume c*e l2eco dell2opera abbia agito sull2illuminismo mistico dei &uacc*eri.
V interessante riflettere sulla diffusione del Miroir nell2ambito linguistico tedesco e in
<uello neerlandese. )on ne 6 mai stata tro5ata una 5ersione nelle due lingueM tutta5ia la
penetrazione del Miroir in <uesti due ambiti linguistici a55enne. 0er <uanto riguarda l2ambito
tedesco l2ipotesi per cui /eister EcD*art a5rebbe conosciuto l2opera 6 condi5isa da piR
studiosi.
471
EcD*art potrebbe a5er conosciuto l2opera della 0orete nel corso del suo soggiorno
parigino del 13:2!13:3 attra5erso ?offredo da Tontaines+ teologo e collega alla 9orbona+ c*e
diede una delle approbationes al Miroir. Ippure durante il suo ultimo soggiorno a 0arigi+ nel
1311!1313+ <uando abitS nel con5ento domenicano di 9aint!Lac<ues+ luogo in cui la 0orete
era do5uta apparire essendo <uesto con5ento la sede del tribunale dell21n<uisizione ?enerale
di Trancia. Torse lP EcD*art sarebbe 5enuto a conoscenza non solo del processo appena
conclusosi ma anc*e dell2opera. Torse si sarebbe impossessato di una delle copie del Miroir
depositate nel con5ento e l2a5rebbe portata con sB a 9trasburgo nell2estate 1313M <uesto
potrebbe spiegare la presenza nella biblioteca della Certosa di 9trasburgo+ ai tempi di )icolS
Cusano+ di una 5ersione latina dell2opera. 0er la penetrazione del Miroir nei paesi di lingua
germanica occorre citare poi >aulero J13::!13%1K+ di5ulgatore della mistica ecD*artianaM nelle
sue predic*e si 6 ser5ito di temi propri della mistica beg*inale+ tra i <uali sono riconoscibili i
temi del Miroir. ltri ec*i del Miroir si tro5ano nel trattato anonimo+ c*e spesse 5olte 6 stato
attribuito a EcD*art+ Sch3ester 'atrei.
472
Circa la diffusione dell2opera nei paesi di lingua neerlandese sembra c*e Lan 5an
8uusbroec J_ 13;1K abbia conosciuto e letto il Miroir nella 5ersione latina. Egli non fa mai il
nome della 0orete. 1l suo rapporto con <uest2opera non 6 sempliceM se egli si sforza+ con
preoccupazione+ di spiegarne in senso ortodosso le tesi piR audaci+ si mostra d2altro canto
molto critico tanto c*e si puS affermare+ con Oerde@en+ c*e 8uusbroec *a piR combattuto c*e
seguito <uesta beg*ina.
473
&uesto studioso *a riflettuto sul rapporto di 8uusbroec con il
Miroir in un2interessante articolo intitolato .ordeel van 0uusbroec over de rechtlovigheid van
Margarethe "orete+
474
articolo di cui noi parleremo nella presentazione della figura del
mistico.
471 RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 154-161; GUARNER, Prefazione storica, p. 41-43; si veda
anche l'articolo di COLLEDGE-MARLER, 7Po$erty of the 8illB.
472 SCHWETZER, Der )reiheitsbegriff.
473 VERDEYEN, Mystiek $LLr Ruusbroec, p. 14.
474 Ossia, in italiano, "giudizio di Ruusbroec sull'ortodossia di Margherita Porete.
11;
0er <uanto riguarda la diffusione del Miroir in Trancia Lean ?erson J13%3!142"K+ ?ran
Cancelliere della 9orbona+ c*e accuser4 8uusbroec post mortem di affiliazione ai begardi+ nel
14:1 dic*iara5a di a5ere tra le mani un libro sull2amore di Dio pieno di errori+ scritto da
un2eretica+ /aria di Oalenciennes. 9i tratta5a probabilmente della nostra opera. 9empre in
ambito francese occorre ricordare /arg*erita di )a5arra c*e un secolo piR tardi+ con buona
probabilit4 prima del 153:+ lesse l2opera della 0orete nella 5ersione francese degli inizi del
&uattrocento. /arg*erita d2ngoulbme era la sorella maggiore di Trancesco 1 di OaloisM
desiderosa di una riforma cattolica+ manifesta5a tendenze filoprotestantiM era legata al
monastero della /adeleine!l6s!IrlBans+ e forse <uesto 6 il luogo in cui conobbe il Miroir8 da
lP pro5iene in ogni caso il manoscritto di C*antill@. )elle "risons+ opera mistic*eggiante dei
suoi ultimi anni ricorda con passione un libro di una donna della <uale dice' #I*+ c*i era
<uesta donna attenta3 a rice5ere <uesto amore c*e brucia5a3 il cuore di lei e di <uelli ai <uali
parla5a.3 (en conosce5a per il suo spirito sottile3 il 5ero amico c*2ella c*iama5a ?entile e il
suo Lontano5icino$.
475
Le ricerc*e della ?uarnieri *anno messo in e5idenza come il Miroir in 1talia+ sia stato
accolto con entusiasmo nei centri di piR alta e raffinata spiritualit4+ tanto masc*ili c*e
femminili.
47%
CircolS tanto in latino c*e in italiano+ e pare abbia pro5ocato molto scompiglio.
7na 5ersione latina del Miroir fu tro5ata presso i benedettini di /ontecassino e un2altra copia
fu rin5enuta a 9ubiacoM <uest2ultimo monastero era legato al mondo germanicoM ospita5a
infatti in <uegli anni numerosi monaci tedesc*i c*e possede5ano testi legati alla mistica
renanaM non a caso il Miroir fu tramandato accanto al De Deo abscondito di Cusano.
477
L2opera
della 0orete si diffuse su larga scala presso i benedettini della congregazione di 9anta ?iustina
e presso i gesuati. 9an (ernardino da 9iena nei sermoni tra il 1417!1437 lanciS dure parole di
ammonimento contro l2opera.
8u* in due articoli di5ersi *a confrontato le figure delle tre beg*ine di cui noi abbiamo
trattato' ,ade-i.c*+ /atilde di /agdeburgo e /arg*erita 0orete.
47;
7no dei due articoli+
frutto di una conferenza tenuta in 1talia nel 1"7" nel corso dei con5egni sulla spiritualit4
medie5ale di 0erugia!>odi+ porta il titolo di Amor di Dio in &ade3i(ch, Mechtild di
Magdeburgo e Margherita "orete. Ci sembra un articolo molto interessante e importante ai
475 MARGARETHA VAN VALOS, Les Prisons3 p. 180.
476 GUARNER, Prefazione storica, p. 46-54.
477 Si veda GUARNER, 2l mo$imento, p. 484-486.
478 Beatrice di Nazareth non una beghina, ma una monaca cistercense. RUH, eginenmystik9
+ade,i-ch3 Mechtild $on Magdeburg3 Marguerite Porete. RUH, &mor di Dio in +ade,i-ch3
Mechtild di Magdeburgo e Margherita Porete.
11"
fini della comprensione di un aspetto centrale della dottrina esposta nei testi delle nostre
beg*ine+ <uello della dei#icatio. 0er <uanto sappiamo di <ueste tre autrici nessuna conosce5a
l2opera dell2altra e non 5i sono rapporti di dipendenza fra loro.
47"
1 loro tratti comuni sono la
condizione del beg*inaggio+ l2uso del 5olgare+ un2ampia autonomia Jun2originale capacit4 di
rielaborazione c*e si manifesta a li5ello letterarioK e il loro tema eccellente' l2amor di Dio. 0iR
specificatamente 8u* osser5a nei loro testi il comune tema dell2unione e della trasformazione
dell2anima' nell2unione l2anima di5iene come Dio Jdi5iene DioK e in <uesto frangente si
registra in tutte e tre l2istanza di congedo e rifiuto delle 5irtR e delle opere.
4;:
V un2istanza c*e
8u* osser5a essere di bre5e durata in ,ade-i.c* e /atildeM di stato permanente in /arg*erita.
9ull2aspetto della dei#icatio e del congedo temporaneo o permanente di 5irtR e buone opere+
tutte e tre sono sospette di panteismoM tutte e tre+ afferma 8u*+ sono eretic*e.
4;1
&ueste
posizioni sono state infatti condannate da lberto /agno e dal concilio di Oienne del
1311!12.
4;2

,ade-i.c* descri5e l2esperienza di unione in una lettera c*e si colloca circa nella met4 del
corpus+ la diciassettesima+ di cui abbiamo trattato. V il giorno dell2ascensione. Durante la
messa+ nel momento della consacrazione dell2ostia+ #nel momento in cui suo Tiglio scende5a
sull2altare$+ ,ade-i.c* *a una 5isione. #Durante <uesta 5enuta fui baciata da lui e fui segnata
con <uesto segno' insieme a lui arri5ai da5anti al 0adre+ c*e accolse in sB Lui assieme a me e
me assieme a Lui. E nell2unit4 in cui fui accolta e illuminata compresi <uesta essenzaM e la
conobbi piR c*iaramente di <uel c*e non si possa fare sulla terra con la lingua+ la ragione e la
5isione$.
4;3
0oco dopo scri5e5a' #V l2ordine di non risparmiare nulla c*e non sia amore Zdi
Dio[ J...K sicc*B non si abbia altra inclinazione nB si pratic*ino 5irtR o opere particolari per
5enire in aiuto degli altri+ nB si abbia compassione per proteggerli+ bensP si resti sempre nella
fruizione dell2more. J...K )ella fruizione dell2more l2uomo 6 di5entato Dio+ potente e
giusto$.
4;4

/atilde di /agdeburgo nel capitolo 1+ 44 dic*iara di 5oler rinunciare alle forme di piet4+
come ad esempio alla de5ozione a ?esR bambino. Lei 6 una sposa adulta Jvollahsen bruutKM
aspira all2unione senza intermediari con l2amato+ unione nell2essenza della Deit4. L2unione
479 n realt, su questo tema la ricerca ancora aperta.
480 l tema dell'unione e della deificatio nei mistici renano-fiamminghi un tema noto, gi affrontato in
numerosi contributi. Si veda, fra gli altri, AXTERS, De 7unio mysticaB; MOMMAERS, La
transformation d/amour selon Marguerite Porete.
481 RUH, &mor di Dio, p. 95-96.
482 Nella lista di cento principi, redatta tra il 1270 e il 1273 da Alberto Magno, principi erronei propri
della setta del Libero Spirito, il settimo recita cosP: #uod anima sit sumpta de substantia dei.
483 HADEWJCH, Lettere, p. 132-133, con alcune correzioni.
484 p. 132.
12:
senza intermediari 6 ric*iamo della #natura$+ come ella si appresta a descri5ere' #1l pesce non
puS affogare nell2ac<ua+ l2uccello non puS cadere nell2aria+ l2oro non 6 mai s5anito nel fuoco.
J...K Dio *a dato a tutte le creature di poter 5i5ere secondo la loro natura. Come potrei oppormi
alla mia naturaY De5o lasciare le cose e andare a Dio. J...K 0ensate forse c*e non sento <uesta
naturaY$. L2espressione #natura$ <ui starebbe a significare #unione con l2essenza di Dio$.
4;5

1n /arg*erita 0orete l2istanza della dei#icatio e di abbandono delle 5irtR assume un
carattere centrale. )ella sua opera /arg*erita parla ripetutamente della muance ou Amour l'a
muee Jtrasformazione in cui more *a trasformato l2animaKM le metafore c*e /arg*erita
utilizza a <uesto proposito sono moltepliciM nel capitolo ;3 usa <uelle dell2ac<ua e del fuoco'
#Ira tale anima 6 senza nome+ e per <uesto *a il nome della trasformazione in cui amore l2*a
trasformata. CosP come le ac<ue di cui abbiamo parlato+ c*e *anno il nome di mare+ poic*B 6
tutto mare+ una 5olta c*e sono rientrate nel mare. )eppure infatti nessuna natura del fuoco
attrae in sB materia alcunaM poic*B fa di sB e della materia una cosa sola' non due+ ma una.
CosP a55iene di <uelli di cui parliamo+ poic*B more attrae in sB tutta la loro materia. more
e <ueste nime sono una cosa sola+ e non due cose ... $.
4;%
Iggetto della sua opera 6 l2anima
annic*ilata+ libera e pri5a di 5olont4+ c*e *a preso congedo dalle 5irtR e dai mezzi di grazia
della C*iesa e c*e 6 di5entata maestra delle 5irtR stesse.
8u* sottolinea una differenza tra /arg*erita 0orete e le altre due nostre beg*ine circa lo
stato di unione' per ,ade-i.c* e /atilde si tratterebbe di un momento transitorioM in
/arg*erita lo stato dell2anima annic*ilata 6 uno stato di perfezione permanenteM in <uesto
senso+ anc*e il distacco dalle 5irtR assume un 5alore di5erso. Lo studioso afferma c*e puS
essere <uesto il moti5o per cui la 5ita della 0orete finP con il rogo+ mentre ,ade-i.c* e
/atilde si sal5arono. 8e@naert 6 di un2altra opinione' /arg*erita 0orete non sarebbe piR
<uiestistica di ,ade-i.c*.
4;7
9econdo noi+ in ogni caso gli accenti sono di5ersi' il <uietismo e
la morte della 5olont4 sono nel Miroir des simples ames centrali. ,ade-i.c* ritorna
costantemente a ribadire la necessit4 della pratica delle 5irtR e delle opere di carit4+ mentre
<uesto aspetto 6+ nella 0orete+ definiti5amente abbandonato.
8u* non *a preso in considerazione+ nel suo contributo+ l2opera di (eatrice di )azaret*M
<uesto probabilmente in <uanto <uesta non 6 stata una beg*ina ma una monaca cistercense+
anc*e se la sua esistenza ed opera sono collegate al mondo delle beg*ine. )elle Seven
manieren van minne l2anima al sesto modo d2amore 6 definita #sposa di nostro 9ignore$ =bruut
ons herenKM poco dopo 5iene affermato c*e l2anima 6 di5entata more J#Essa 6 more$KM 6
485 RUH, &mor di Dio, p. 95.
486 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici (1994), p. 341-342.
487 REYNAERT, De beeldspraak, p. 368.
121
l2esperienza della dei#icatio. Le immagini c*e poi seguono sono le medesime immagini c*e
anc*e /atilde di /agdeburgo utilizza' #E come il pesce c*e nuota nella 5astit4 delle ac<ue e
si riposa in <uelle profondit4+ e come l2uccello c*e 5ola coraggioso nell2ampiezza e nell2altezza
del cielo+ cosP similmente lei sente c*e il suo spirito peregrina liberamente nella 5astit4 e nella
profondit4 e nell2ampiezza e nell2altezza dell2more$.
4;;
L2anima 6 cosP coraggiosa e libera c*e
#non teme piR nB uomo nB dia5olo+ nB angelo nB santo+ nB Dio stesso+ in ciS c*e fa o lascia di
fare+ nell2agire o nel riposare. J...K &uesta 6 gi4 ora una 5ita come <uella degli angeli.$
4;"
Iccorre <ui dire c*e 8uusbroec si preoccuper4 sempre di c*iarire la sua posizione
sottolineando la differenza tra il Creatore e la creatura e rimarcando c*e nessuna creatura puS
perdere la sua natura creata e di5enire Dio. 8itorneremo su 8uusbroec e la sua dottrina nel
capitolo a lui dedicato.
488 .e$en manieren, (a cura di Faesen), p. 71.
489 p. 73.
122
Capitolo I(
)a #cuola dell'amore #econdo le Mengeldichten 17-*
/ 10 Introduzione
Iccorre studiare il corpus della pseudo!,ade-i.c* nelle due unit4 in cui puS essere
di5iso' /gd. 17!24 e /gd. 25!2". &uesta distinzione tro5a una prima ed e5idente
giustificazione nella di5ersit4 della 5ersificazione. 9ar4 interessante capire+ nel corso del
nostro studio+ se le due unit4 si possono distinguere anc*e a moti5o di altre differenze o meno.
1l commento dottrinale c*e <ui 5iene affrontato 5iene condotto tenendo conto delle dottrine di
(eatrice di )azaret*+ di ,ade-i.c*+ di EcD*art e di /arg*erita 0orete. Oengono presi in
considerazione anc*e altri poemi anonimi di natura speculati5a redatti in medio altotedesco.
7n capitolo a parte 5err4 dedicato al confronto con l2opera di Lan 5an 8uusbroec+ a moti5o
della sorprendente affinit4 terminologica di <uesto autore con le poesie della pseudo!
,ade-i.c*.
La nostra attenzione 5a ad uno degli aspetti di carattere formale del corpus+ ossia la
<uestione della sua suddi5isione in di5erse poesie. L2indi5iduazione di tredici componimenti
fu opera del gesuita erudito Oan /ierlo c*e dell2intero corpus delle Mengeldichten diede due
edizioniM in entrambe J1"12 N 1"52K egli suddi5ise il corpus della pseudo!,ade-i.c* in+
appunto+ tredici componimenti Jsi tratta dei numeri 17!2" delle Mengeldichten+ come 6 notoK.
Oan /ierlo scelse il manoscritto C come base per le sue edizioni. ?i4 sappiamo perS c*e la
prima edizione delle opere di ,ade-i.c*+ i $erken van )uster &ade3i(ch+ del 1;75+ a cura di
L.T.L. ,eremans e C.L.E. LedegancD+ suddi5ide5ano il corpus della pseudo!,ade-i.c* in
tutt2altro modo+ arri5ando ad un totale di <uindici poesie. L2edizione+ per <uanto concerne le
nostre Mengeldichten+ fu fatta sulla base del manoscritto (. &uello c*e a noi importa
sottolineare 6 un elemento a nostro a55iso non pri5o di significato' un2incertezza+ c*e gi4 nei
manoscritti risalta+ nella suddi5isione del corpus in di5erse poesie. La consultazione dei
manoscritti mette in risalto i di5ersi modi in cui il corpus 6 stato suddi5iso. Di ogni
manoscritto diamo la suddi5isione interna.
6ano#critto .: /gd. 17M /g. 1;+1 ! /gd. 1;+114M /gd. 1;+115 ! /gd. 1"M /gd. 2:M /gd. 21M /gd.
22M /gd. 23+1 N /gd. 23+42M /gd. 23+43 N /gd. 23+7; Jfine /gd. 23KM /gd. 24+1 ! /gd. 24+%:M /gd.
24+%1 N /gd. 24+144 Jfine /gd. 24KM /gd. 25M /gd. 2%M /gd. 27M /gd. 2;M /gd. 2".
6ano#critto C: /gd. 17M /gd. 1;M /gd. 1"M /gd. 2:M /gd. 21M /gd. 22M /gd. 23M /gd. 24M /gd.
25 N /gd. 2%M /gd. 27M /gd. 2; N /gd. 2".
123
6ano#critto 1: /gd. 17M /gd. 1; e 1"M /gd. 2: e 21M /gd. 22M /gd. 23+1 N /gd. 23+42M /gd.
23+43 ! /gd. 24+%:M /gd. 24+%1 N /gd. 24+144 Jfine /gd. 24KM /gd. 25M /gd. 2%M /gd. 27M /gd. 2;M
/gd. 2".
4":
La messa in risalto di <uesta incertezza nella suddi5isione del corpus 6 per noi un
elemento significati5oM esso si collega all2altro fatto+ c*e noi nel corso dell2analisi del
contenuto dottrinale di <uesti componimenti e5idenzieremo' una certa mancanza di ordine
espositi5o+ nel corpus+ dei 5ari nuclei dottrinali.
/ 0 )a particolare %orma ritmica delle poe#ie 17-*: aabccb
La nostra attenzione si ri5olge ora alla particolare struttura ritmica delle prime otto poesie
della nostra pseudo!,ade-i.c*' le Mengeldichten 17!24. 9appiamo infatti c*e <uesti primi
otto componimenti si distinguono dagli ultimi cin<ue nella 5ersificazione. Le Mengeldichten
25!2" presentano infatti strofe a 5ersi lung*i+ di di5erso numero poesia per poesia+ organizzate
su un2unica rima. Le Mengeldichten 17!24+ in5ece+ constano di un totale di 1%" strofe costruite
tutte su 5ersi bre5i a due accenti interni organizzati secondo lo sc*ema ritmico aabccb.
)ell2ambito della letteratura medio neerlandese la struttura ritmica aabccb Jcon anc*e la
sua 5ariante aabaabK 6 stata oggetto di studio.
4"1
&uesta struttura strofica caratterizza5a le
sentenze pro5erbiali e 5iene pertanto c*iamata spreukstro#e+ #strofa pro5erbiale$. 9i 6 5isto
come strofe organizzate secondo <uesto sc*ema ritmico appartengano di solito ad una
letteratura di natura sapienziale' esse si contraddistinguono per un carattere gnomicoM
riportano+ usualmente+ delle 5erit4 di generale 5alidit4. 1l contenuto *a di norma un intento
didattico c*e si esterna sul 5ersante morale o religioso. L2autore di <ueste strofe+ 6+ il piR delle
5olte N e <uesto 6 anc*e il caso delle nostre Mengeldichten ! sconosciuto. )on semplice 6
l2argomento delle origini di <uesta struttura ritmica+ sulle <uali in ogni caso possediamo
alcune informazioni.
4"2
?li studi *anno e5idenziato come la lung*ezza del 5erso di una simile
490 Le nostre osservazioni si discostano da quanto riportato nello studio della MURK JANSEN, 6he
Measure, p. 9. La poca attendibilit di alcune sue osservazioni al riguardo dei manoscritti sono gi
state sottolineate. Si veda KWAKKEL, 1uderdom en genese, p. 27.
491 Si vedano in modo particolare *&D &DR112A T MER6ED.3 7Een cort -oli-tB. Middelnederlandse
spruekstrofen. Anche la lettura del seguente contributo si rivela importante: MERTENS, Den
rechten ,ech te hemelri-ke ,aert.
492 Ci si chiede ancora se vi sia un legame con la strofa della sequenza dello .tabat Mater, strofa
costruita su lunghi versi con un numero di sillabe fisso (8+8+7,8+8+7) e organizzata sullo schema
ritmico aabccb. l riferimento pi diretto inoltre ai Pro$erbes au $ilain, composti in Francese
medievale secondo questa struttura ritmica verso la fine del X secolo, nelle Fiandre. Si veda
RATTUNDE, Li pro$erbes au $ilain. Willaert e Murk Jansen hanno fornito ulteriori informazioni
sugli antecedenti di questo schema ritmico. Si veda WLLAERT, De po;tica $an +ade,i-ch3 p.
59-60 e MURK JANSEN, 6he measure, p. 37-39.
124
strofa abbia subito+ nel tempo+ un2e5oluzione. La forma #classica$ contempla sei bre5i 5ersi+ a
due accenti interni+ come 6 il caso+ ancora una 5olta+ delle nostre prime otto poesie
JMengeldichten 17!24K. partire dal Q1O secolo si 6 registrata una tendenza all2allungamento
del 5erso. La letteratura medio neerlandese+ una letteratura c*e per secoli si 6 espressa
esclusi5amente in 5ersi+ si ritro5a a possedere centinaia di strofe pro5erbiali aabccb per5enute
in s5ariati manoscritti+ fra i <uali alcuni sono delle raccolte di pro5erbi. La natura della strofa
pro5erbiale aabccb c*e+ nella sua indipendenza sia dal punto di 5ista sintattico c*e semantico+
pare sia stata+ nei 0aesi (assi+ particolarmente amata+ fa sP c*e <uesta strofa 5enga ritro5ata in
s5ariati luog*i' in fondo a pagine di manoscritti per riempire uno spazioM oppure all2inizio di
un manoscritto stessoM come titolo di un libroM anc*e ad esempio come iscrizione nella
campana della (uurtoren di 7trec*t.
4"3
La combinazione+ poi+ di due di <ueste strofe compare
fre<uentissime 5olte. )ello Speghel der 3i(sheit di Lan 0raet+ ad esempio+ poema didascalico!
allegorico del Q1O secolo+ appaiono ripetute combinazioni di due di <ueste strofe formanti
corte indipendenti poesie.
4"4
9empre combinazioni di due o piR strofe+ con e5entualmente
l2aggiunta di una mezza strofa+ la <uale concludendo un pensiero allunga il numero dei 5ersi+
appaiono anc*e nel bel mezzo di testi in prosa o in testi con un2altra struttura ritmica. Del
primo caso ricordiamo 8uusbroec.
4"5

ccanto a <uesti casi sono per5enuti anc*e+ e ci inoltriamo piano piano ad occuparci delle
nostre Mengeldichten 17!24+ lung*i testi costruiti interamente su una se<uenza di strofe
aabccb/ 7no di <uesti 6 il poema di natura politica 1an den ever JDel cing*ialeK+ composto
attorno al 1334+ sul <uale ritorneremo. 7n altro 6 il poema di cui abbiamo appena parlato+ lo
Speghel der 3i(sheit di Lan 0raet. E un altro ancora sono le nostre Mengeldichten 17!24, 5erso
le <uali ora dirigiamo il nostro sguardo' un gruppo di otto poesie+ Jotto+ secondo la
suddi5isione c*e Oan /ierlo propose nelle sue edizioniK per un totale+ come gi4 sappiamo+ di
1%" strofe c*e presentano lo sc*ema ritmico aabccb nella sua forma classica+ 5ale a dire su
5ersi bre5i+ a due accenti interni.
&uanto rimane+ in <ueste nostre poesie+ della natura pro5erbiale della strofa aabccbY Tino
a c*e punto si puS parlare+ per <uesti componimenti+ di contenuto gnomico+ di letteratura
sapienziale e di intenti didatticiY Le riflessioni c*e seguono cerc*eranno di dare una risposta a
493 Apprendiamo queste preziose informazioni e quelle che immediatamente seguono dal contributo
di VAN ANROOJ MERTENS, 7Een cort -oli-tB, p. 219-220.
494 .peghel der ,i-sheit of leeringhe der zalichede $an Aan Praet (a cura di J.-H. Bormans).
495 Pezzi in poesia secondo lo schema aabccb si ritrovano ad esempio nel Dat ri-cke der ghelie$en (l
regno degli amanti) (la sua prima opera, composta attorno al 1338) e nel *anden %22 beghinen
(Delle dodici beghine) (considerata l'ultima opera del mistico).
125
<ueste domande. Iccorre innanzitutto ricordare una piccola nota di natura+ se 5ogliamo+ un
po2 sibillina. L2associazione di <ueste poesie a pro5erbi forse fu gi4 pensata secoli fa. )el
foglio di guardia del manoscritto C+ ossia uno dei due manoscritti c*e+ accanto all2opera di
,ade-i.c* tramanda anc*e le poesie della pseudo!,ade-i.c* Jsi tratta del manoscritto ?ent+
7ni5ersiteitsbibliot*eeD+ "41K menziona un codice c*e sarebbe appartenuto alla Certosa di
Felem+ localit4 nei pressi di Diest+ nel (rabante fiammingo c*e non ci 6 per5enuto. Esso
a5rebbe contenuto opere di ,ade-i.c* fra cui anc*e un2opera intitolata "roverbia. 9i 6
creduto+ in un primo tempo+ c*e si trattasse di un2opera della grande poetessa andata perdutaM
alcuni studiosi propendono ora 5erso l2ipotesi c*e <uesti "roverbia altro non siano c*e le
prime otto Mengeldichten della pseudo!,ade-i.c*.
4"%
/a torniamo alla nostra analisi e ai
nostri <uesiti.
Oi sono parti+ nel gruppo delle otto poesie+ in cui la natura pro5erbiale della strofa aabccb
pare essersi mantenuta. V <uesto il caso di una singolare se<uenza di paradossi di cui ora ci
accingiamo a trattare. La seconda delle Mengeldichten+ la 1;+ c*e con le sue settantatrB strofe
nella struttura ritmica aabccb 6 la poesia piR lunga dell2intero corpus ! le altre sono di molto
piR bre5i !+ come anc*e Oan /ierlo osser5a5a puS 5enire distinta in due parti'
4"7
una prima
parte 5a fino al 5erso 1%2M ne inizia poi una nuo5a. )ella seconda di <ueste c*e potrebbe
essere una poesia a sB stante+ nuo5a e slegata rispetto alla prima+ si tro5ano annunciati+ in una
se<uenza di undici strofe+ una serie singolarissima+ unica all2interno del corpus+ di paradossiM
alcuni di <uesti+ da55ero curiosi+ si contraddistinguono per una certa enigmaticit4 e rimangono
nel significato di difficile penetrazione. )e riportiamo alcuni'
1n ogni corte
/isura 6 pregiata
Cara e preziosaM
/a se restate nella misura+
)on potete lasciare
CiS c*e 5i ostacola.
4";
7dire e tacere'
&uesto sento lodare
9opra ogni cosaM
/a mai tacere
496 WLLAERT, De po;tica $an +ade,i-ch3 p. 59. Ma si veda anche Van Mierlo, in HADEWJCH,
*isioenen. , p. 37.
497 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 91.
498 Mgd. 18,175-180. n allen hove/ Es mate van love/ Beide lief ende weert;/ Maer blijfdi in maten,/
Ghine moech niet laten/ Al dat u deert.
12%
V penetrare
)el piR alto onore.
4""
Della natura della strofa pro5erbiale rimangono una serie di elementi' per cominciare+
l2indipendenza per ciascuna delle due strofe citate sia dal punto di 5ista sintattico c*e
semantico. Le strofe presentano+ inoltre+ la cosiddetta #costruzione bilanciata$+ c*e
fre<uentemente caratterizza le strofe pro5erbiali aabccb'
5::
si puS osser5are infatti come la
sentenza annunciata nei primi tre 5ersi+ 5enga negli immediati tre 5ersi successi5i ribaltata
con l2annuncio di una nuo5a massima.
1l precetto riguardante la misura J1n ogni corte3 /isura 6 pregiata3 Cara e preziosaK+
precetto di natura cortese ma anc*e+ come 6 ine5itabile ricordare+ principio tipico della
saggezza morale greca+
5:1
5iene ro5esciato secondo un2altra logica+ <uella dell2amore spirituale
e mistico. C*e sia <ui (ernardo di C*iara5alle la fonteY Oan /ierlo *a indicato (ernardo
come fonte anc*e per altre sentenze della /gd. 1;M
5:2
l2illustre cistercense ad esempio
potrebbe essere la fonte dell2assunto per cui occorre amare Dio per se stesso+ sonder
3aeromme Jsenza perc*BK J/gd. 1;+1%:!1%2K. 9u <uesta espressione ci soffermeremo piR
a5anti+ in <uesta nostra tesi. )el caso <ui esaminato l2assunto per cui #se restate nella misura+3
)on potete lasciare3 CiS c*e 5i ostacola$ ricorda in <ualc*e modo la sua nota asserzione per la
<uale la misura con cui amare Dio 6 di amarlo senza misura.
1l contenuto della seconda strofa sopra riportata J#7dire e tacere'3 &uesto sento lodare3
9opra ogni cosa$K ricorda una regola comportamentale di prudenza+ una regola come <uelle
contenute nei libri sapienziali dell2ntico >estamento. Ci permettiamo di suggerire <uesti
testi+ come possibili fonti o modelli+ in base all2osser5azione rile5ata in alcuni studiM
5:3
per essi
espressioni come Segghen ons die vroede Jci dicono i saggiK+ espressione presente nella lista
dei nostri paradossi+ al 5erso 225+ si riferiscono+ nei testi in medio neerlandese+ ai libri
sapienziali dell2ntico >estamento. 9e <uesta interpretazione 6 5alida+ la menzione da da noi
cercata c*e finora ci sembra piR 5icina 6 <uella in Ecclesiaste 3+7' #0er ogni cosa c26 il suo
momento...un tempo per tacere e un tempo per parlare$.
499 Mgd. 18,181-186. Horen ende swighen/ Dat hoeric prisen/ Over sere;/ Maer nemmer swighen/
Dat es een crighen/ n die overste ere.
500 l concetto presente nel gi menzionato studio di VAN ANROOJ MERTENS, 7Een cort -oli-tB.
501 Si ricorda Aristotele a questo riguardo e la sua dottrina delle virt etiche che egli presenta come
"giusta misura, come via di mezzo tra la tendenza al troppo o al troppo poco. Sappiamo come in
questo egli eredi i principi tipici della saggezza greca che avevano trovato espressione nei poeti
gnomici e nei Setti Savi e che Platone aveva accolto. Si veda REALE, Per una nuo$a
interpretazione di Platone, p. 279.
502 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 92.
503 Si veda ancora il sovente citato VAN ANROOJ MERTENS, 7Een cort -oli-tB, p. 231.
127
8imane in ogni caso difficile capire a c*e cosa si riferisca precisamente la nuo5a sentenza+
per la <uale #/ai tacere3 V penetrare3 )el piR alto onore$. Oan /ierlo+ dopo il segno grafico
del punto interrogati5o+ si c*iese se ciS non si possa riferire all2attitudine dell2uomo spirituale
di non smettere di desiderare+ attitudine per la <uale l2uomo stesso mira ai beni piR alti.
5:4
5olte la controsentenza si allunga di una mezza strofaM alla <uale segue+ in <uesto caso+
l2enunciazione di un2altra antitesi.
9e non di5entate cieca
8imanete in miseria
E non potete 5i5ereM
/a se rimanete cieca
)on potete affatto
ndare senza c*iedere
1l diritto sentiero
C*e conduce
l luogo della festaM
/a perdere il 5edere
E scegliere un 5edere
V <uanto c26 di piR alto.
5:5
nc*e in <uesto caso ci 6 difficile penetrare il significato di <ueste asserzioni. 9econdo
Oan /ierlo la cecit4 <ui proposta si riferirebbe alle cose terrene mentre la scelta di un #nuo5o
5edere$ riguarderebbe il di5ino+ il celeste. Leggendo il trattato 1an den geesteliken tabernakel
J1l tabernacolo spiritualeK del mistico brabantino Lan 5an 8uusbroec J_ 13;1K ci 6 sembrato+ in
un passo+ di sentir risuonare <uesti 5ersi.
5:%
9econdo 8uusbroec nell2infinita essenza di Dio ci
si perde e ci si smarrisce+ essenza di Dio c*e egli in accordo con la teologia mistica del Q1O
secolo affermatasi nei 0aesi (assi+ descri5e come una sel5aggia 5uotezza. E nel perdersi
l2uomo tro5a la beatitudine. 8iportiamo <ui il passo di 8uusbroec'
La <uarta caratteristica+ con la <uale Dio possiede eternamente la semplicit4 del nostro
spirito+ 6 con il suo dimorare essenziale. &uesta caratteristica 6 cosP trascinante 5erso
504 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 101.
505 Mgd. 18,187-198. Ghi en wert blent,/ Ghi blivet ghescent/ Ghi en moghet niet leven;/ Maer blijfdi
blent,/ Sone moghedi twent/ Gaen sonder vraghen// Den rechten pat/ Die leet ter stat/ Daer es die
feeste;/ Maer sien verliesen/ Ende sien verkiesen/ Dat es dat meeste.
506 n questo abbiamo trovato sostegno al nostro accostamento nelle parole di Porion secondo il
quale Ruusbroec avrebbe riecheggiato i versi da noi citati per fornire di essi una spiegazione.
Secondo Porion sembrerebbe quasi che fosse stato chiesto al mistico brabantino, che era
"l'oracolo del suo gruppo, la spiegazione di questi poco semplici versi. HADEWJCH D'ANVERS,
"crits mysti#ues, p. 176.
12;
l2interiore in <uanto ci trascina in essa e ci fa errare da noi stessi nella sconosciuta
tenebra senza fondo. L4 perdiamo noi stessi nella sel5aggia 5uotezza. E perdendo noi
stessi+ tro5iamo la beatitudine. E tro5ando+ scegliamo. E scegliendo+ 5eniamo scelti. J...K
0erc*B attra5erso l2innocenza noi siamo cosP affondati nel nostro scegliere e 5eniamo
cosP saldamente catturati in Dio con amore c*e noi nB possiamo nB sappiamo+ nB
5ogliamo altro c*e rimanere eternamente in lui con amore. E <uesto ci rende semplici e
5uoti in tutto il nostro essere e in tutte le nostre opere.
5:7
)ell2esempio c*e <ui sotto riportiamo ! si tratta sempre di una strofa c*e puS a5ere 5ita
indipendente ! si puS osser5are come nella tecnica del ribaltamento delle sentenze si incontri
un sottile spostamento del significato di una medesima parola+ in <uesto caso della parola
middelheit JmezzoK.
0raticare il giusto mezzo
9ignifica 5ita felice+
Ci dicono i saggiM
/a ogni mezzo de5e cadere
0rima di poterci unire
lla )obile (ont4.
5:;
)elle prime tre rig*e con la menzione del #giusto mezzo$ il riferimento immediato a cui
pensiamo 6 ancora ristotele. )ei 5ersi in cui <uesta regola di misura e di saggezza 5iene
ribaltata+ la parola middelheit assume il significato di intermediario+ in <uesto caso tra la
creatura e Dio. 1ntermediario c*e secondo una certa teologia mistica 5a preferibilmente
eliminato+ come piR a5anti i primi 5ersi della /gd. 24 diranno c*iaramente.
5:"
9e <ueste strofe *anno mantenuto una natura #pro5erbiale$ Jindipendenza sintattica e
semantica della strofa o di un gruppo di due strofeM costruzione bilanciataM natura sapienziale
del contenutoK ci sembra+ in ogni caso+ c*e <ui si abbia a c*e fare con un superamento del
507 Traduzione mia. '...( Die vierde eigenscap, daer god die eenvuldecheit ons geests ewelec mede
besit, dat es met sinen weseleken insine. Dese eigenscap es oec intreckende, want si trect ons in
hare ende doet ons van ons selven verdolen in afgrondeger ombekinder duusternessen. Aldaer
verliesen wi ons selven in die woeste idelheit. Ende al verlisende ons selven venden wi die
salecheit. Ende al vindende verkiesen wi. Ende al verkiesende werden wi vercoren. (...) Want
overmids onnoeselheit sijn wi alsoe insinkende in onse verkiesen ende werden alsoe vaste met
minnen in gode gevaen dat wi anders niet en mogen, noch en weten, noch en willen dan ewelec
met minnen in heme te blivene. Ende dit maect ons eenvuldech ende ledech in al onsen wesene
ende in al onsen werken. JAN VAN RUUSBROEC, *an den geesteliken tabernakel, (CCCM 105),
l. 1990-2001, p. 541.
508 Mgd. 18,223-228. Der middelheit pleghen/ Dat es salich leven,/ Segghen ons die vroede;/ Maer
middelheit moet af/ Eer men in mach/ Ten edelen goede.
509 Mgd. 24,1-12. "Vi ho gustato/ CosP come mi piace,/ Nel segreto/ Dello spirito./ Mi dolce/ Che
esso elimini// Ogni dissomiglianza/ E che tolga/ Ogni intermediario (middelheit)/ Da cui la nostra
unione/ PuS essere/ mpedita.
12"
pensiero prudenziale c*e appartiene ai pro5erbi' la struttura del paradosso ro5escia infatti i
dettami di un2etica di sicurezza e prudenza per ospitare una sapienza nuo5a di carattere
spirituale e mistico c*e *a per tema l2amore.
La natura pro5erbiale delle strofe pare ancora mantenersi immediatamente dopo <uesta
lista di paradossi+ <uando *a inizio una lunga se<uenza di esortazioni morali e religiose+ molto
piR c*iare ora anc*e se non pri5e di un orientamento mistico c*e ne rende difficile+ tal5olta+ la
comprensione. 1n strofe aabccb singole+ o in gruppi di due strofe+ 5iene predicato un
contenuto di natura sapienziale+ di carattere morale o religioso' la de5ozione alle piag*e di
Cristo+ il consiglio di badare alle proprie parole <uando si 6 presi dall2ira+ di non assimilarsi
alla fiacc*ezza c*e impera+ di non giudicare se non si conosce l2intima 5erit4+ di 5i5ere senza
macc*ia+ di purificarsi dal mondo delle creature+ di mantenersi interiormente in unit4+ di
resistere alle tentazioni+ ecc. 8iportiamo alcune di <ueste strofe'
)elle piag*e di Cristo
Oiene tro5ata
La nobilt4+
C*e ogni sapere
Ta scordare
1n eterno.
51:
Oi5ete protetta
E senza macc*ia'
CosP rimanete libera
E continuamente forte
1n tutto il 5ostro operare+
0er c*iun<ue sia.
511
>enete la 5ostra 5olont4
Terma e <uieta
E sempre pronta+
Iffrendo a Dio
l suo cenno e comando
7na libera 5uotezza ed inoperosit4.
512
510 Mgd. 18,283-288. Dore christus wonden/ Werdet si vonden,/ Die edelheyt,/ Die al weten/ Doet
vergheten/ n ewicheit.
511 Mgd. 18,355-360. Sijt bedect/ Ende onbevlect;/ So blijfdi vri/ Ende altoes coene/ n al uwen
doene/ Voer wien dat sij.
512 Mgd. 18,361-366. Houdet uwen wille/ Vaste ende stille/ Altoes ghereyt,/ Dat ghij hout gode/ Te
winke ende te ghebode/ Vrie ledicheyt.
13:
1n <ueste strofe in cui le esortazioni 5engono espresse al tempo imperati5o J6 il caso delle
ultime dueK l2intento didattico 6 accentuato. 7n intento c*e perS non impedisce l2espressione di
alcune singolari tesi' a c*e cosa si riferisce+ ad esempio+ <uella nobilt4 #C*e ogni sapere3 Ta
scordare3 1n eterno$Y 9econdo Oan /ierlo ancora una 5olta il sapere di cui <ui si tratta si
riferisce al sapere terreno o55ero a <uello razionale.
513
noi non sfugge un certo carattere
<uietistico+ begardico+ di una simile affermazione. &uesto 5ale anc*e per l2ultima strofa c*e
abbiamo citato do5e compare una parola c*e nel secondo gruppo delle poesie della pseudo!
,ade-i.c* JMengeldichten 25!2"K+ nelle <uali la tendenza <uietistica 6 piR accentuata+
ritorner4 piR 5olte' la parola ledicheyt c*e nel suo significato di #libert4$ ma anc*e di
#5uotezza$ e di #inatti5it4$
514
non solo sar4 lo status preferito dei po5eri di spirito di cui tratta
la /gd. 2%+ ma c*e anzi+ proprio per <uesto+ caratterizza l2essenza infinita e semplice di Dio.
>ornando al nostro tema+ possiamo notare come ognuna delle tre strofe citate possa
funzionare da sB+ a5ere cio6 5ita indipendenteM 6 piR un2affinit4 tematica a tenere le strofe della
se<uenza di esortazioni morali e religiose le une 5icine alle altreM una pro5a dell2indipendenza
di ciascuna di <ueste strofe ce l2abbiamo' la seconda c*e abbiamo citato compare a sB stante in
un manoscritto del Q1O secolo+ in un sermone tramandato in medio neerlandese.
515

Iltre ai casi sopra argomentati abbiamo osser5ato come ci si imbatta+ di tanto in tanto+
all2interno del corpus+ in strofe aabccb dal significato poco c*iaro+ per non dire oscuro+ oppure
dal significato c*iarissimo ma slegate dal resto della poesia o c*e con <uesto *anno in <ualc*e
modo una mera affinit4 tematica. nc*e Oan /ierlo+ nei suoi commenti alle poesie+ nota5a
<uesto. 1ndi5iduando tali strofe+ abbiamo osser5ato come nella maggior parte dei casi si tratti
di 5ere e proprie massime di carattere morale o religioso/ 9i tratta ancora di strofe c*e
semanticamente e sintatticamente possono a5ere 5ita indipendente+ costruite il piR delle 5olte
attra5erso un contrasto o un parallelismo tra le due mezze strofe. Tacciamo un paio di esempi.
)ella poesia 24+ 5i sono alcune strofe aabccb c*e sembrano estraniarsi dal contesto della
poesia+ come le <uattro strofe racc*iuse tra i 5ersi 37 e %:' <uattro strofe c*e potrebbero
funzionare anc*e come unit4 indipendenti e c*e possiedono un carattere pro5erbiale. )e
citiamo <ui una'
/irare all2alto
1n opere di poco conto+
513 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 105.
514 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek, V, p. 237-244, 246-247.
515 Si veda ZELEMAN, Middelnederlandse epistel4 en e$angeliepreken, p. 276.
131
V afflizione d2amore.
Dimorare in alto
E mostrarsi umili+
8esta+ e non cede.
51%
9i osser5i la struttura bilanciata tra le due parti della strofa.
nc*e la se<uenza finale delle strofe della poesia 24 Jdal 5erso "7 alla fineK+ dopo le strofe
destinate all2allegoria della #ta5erna di more$+ appaiono slegate fra di loro e danno piR l2idea
di essere una raccolta di massime+ in un accostamento paratattico. Eccone una'
&uando l2more mostra
Come <uaggiR onora
Oi 6 disparit4'
Ci innalza
E ci abbassa+
Ci fa po5eri e ci fa ricc*i.
517
Le strofe aabccb si sono facilmente prestate al fenomeno della migrazione+ del
trasferimento cio6+ <uali unit4 sintatticamente e semanticamente indipendenti+ da testi ad altri
testi. 7n caso 6 <uello del ritro5amento di una delle nostre strofe+ come abbiamo gi4 ricordato+
in un sermone tramandato in medio neerlandese.
51;
/a con <uesti giudizi dobbiamo in ogni
caso essere molto prudenti. 9e anc*e Oan /ierlo si esprime5a nei seguenti termini' #ncora
di nuo5o tutto in concatenazione slegata e non molto c*iaro$+
51"
6 difficile stabilire con
certezza se <ueste strofe siano in un primo tempo appartenute ad altri testi.
9ono <uesti i casi in cui+ secondo la nostra analisi+ la natura propriamente pro5erbiale
della strofa si 6 mantenuta nel modo piR spiccato+ a moti5o di criteri c*e gi4 abbiamo citato
ma c*e <ui ripetiamo' criteri come il contenuto di natura sapienziale+ pur non pri5o di un
indirizzo mistico+ l2indipendenza della strofa+ o di gruppi di due strofe+ a li5ello sintattico e
semantico+ la presenza e5entuale di una struttura bilanciata nella strofa stessa. 0er le altre
poesie del gruppo delle Mengeldichten 17!24 la strofa aabccb non risulta piR essere usata per
esprimere bre5i contenuti sapienziali indipendenti ma per permettere un piR lungo
516 Mgd. 24,49-54. Hoghe merken/ n nederen werken/ Es minnen quellen./ Hoghe wonen/ Ende
neder tonen/ Blivet sonder vellen.
517 Mgd. 24,103-108. Alse minne toent/ Datse hier loent/ Hevet si onghelike,/ Alse hoghe verheven/
Ende wedersleghen,/ Alse arm ende rike.
518 ZELEMAN, Middelnederlandse epistel4 en e$angeliepreken, p. 276. Si tratta della strofa Mgd.
18,355-360: Sijt bedect/ Ende onbevlect;/ So blijfdi vri/ Ende altoes coene/ n al uwen doene/ Voer
wien dat sij (Vivete protetta/ E senza macchia:/ CosP rimanete libera/ E continuamente forte/ n
tutto il vostro operare,/ Per chiunque sia.)
519 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 126.
132
argomentare. 0erS risulta interessante c*iedersi ed osser5are se per <ueste lung*e se<uenze si
tratti di strofe legate fra di loro da una semplice+ mera affinit4 tematica o se si tratti+ in5ece+ di
strofe c*e nel loro insieme formano delle 5ere e proprie unit4 compositi5e. ?uardiamo ad
esempio l2inizio della poesia 23+ c*e noi abbiamo tradotto rispettando il piR possibile l2ordine
dei pronomi e dei riferimenti interni N ben necessari+ in <uesta nostra analisi+ per comprendere
la natura di <ueste strofe aabccb + M del resto in nota si puS leggere il testo originale ! '
(enedetto
1n ogni tempo
9iate Ooi
C*e destate
E istruite
l bell2more
&uelli c*e in Lui 5i5ono+
Ooi c*e date
C*e ben rice5ono+
coloro c*e contemplano
E c*e speculano+
Luce e intelletto.
Ooi siete luce
E risc*iarate
)ella 5isione
Della contemplazioneM
l 5ostro insegnamento
)essuno puS assistere
9e non Ooi e l2anima+
9ola e libera
)ell27nit4.
L4 l2anima perde
1mmagine e figura
Ed ogni distinzione+
&uando le date
9ostentamento
Dalla 5ostra saggezza+
E piR conoscenza
Di <uanto comprende
133
Dalla 5ostra pienezza.
52:
9i puS osser5are come un coerente discorso si snodi+ del resto <ui in un modo
particolarmente armonioso e poetico+ di strofa in strofa senza rispettare il limite dei sei 5ersi
dello sc*ema strofico aabccb. La struttura bilanciata tipica della strofa pro5erbiale aabccb+ per
cui le due mezze strofe si bilanciano sintatticamente e semanticamente nell2espressione di un
paragone o di un ossimoro+ non compare. V <uesto il segno+ se cosP possiamo dire+ di una
letteratura #piR alta$+ come Oan nrooi. e /ertens sostengono.
521
Iccorre notare inoltre la
presenza di alcuni pronomi c*e+ rin5iando a <uanto 5iene annunciato prima e ripreso dopo+
conferisce una ulteriore unit4 alla se<uenza Jcome la ripetizione del pronome personale #ghi$+
come il caso del 5erso #Al datter in leuet$+ c*e rimanda al 5erso precedente+ o come il
pronome+ nell2ultima strofa da noi riportata+ #hare$+ c*e rimanda alla presenza femminile data
dal pronome si della strofa precedente.K )on si tratta pertanto di strofe tenute assieme da una
semplice e mera affinit4 tematica+ ma di 5ere e proprie unit4 compositi5e.
&uesto c*e abbiamo presentato 6 un esempio di se<uenza di strofe. nalizzando gli altri
componimenti del gruppo delle Mengeldichten 17!24+ tutti costruiti secondo lo sc*ema
ritmico aabccb+ tolti i casi piR sopra menzionati in cui la natura pro5erbiale della strofa
aabccb si 6 mantenuta+ possiamo dirci in presenza di una #piR alta letteratura$' unit4
compositi5e+ non strofe in un semplice accostamento paratattico. Le osser5azioni c*e noi ora
facciamo seguire ci aiuteranno ancora di piR a comprendere il carattere del corpus delle poesie
17!24' a far luce cio6 sulla sua composizione interna+ sul suo messaggio e sul suo intento.
9egue <ui un2analisi degli altri componimenti. La Mengeldicht 17 costituisce a tutti gli effetti
un2unit4 compositi5a. Le 5enti strofe di <uesta poesia non possono funzionare come strofe
indipendenti' 5erbi e sostanti5i 5engono 5ia 5ia ric*iamati nel discorso e il rimando dei
pronomi unisce le strofe le une alle altre. Della Mengeldicht 1; alcune cose sono state dette.
Oi si possono indi5iduare due parti Jdal 5erso 1%3 inizia la seconda parteK. 0er la prima parte
ci sembra di tro5arci di fronte a una serie di strofe sciolte legate in ogni caso fra loro da
un2affinit4 tematica. Dal 5erso 1%3 inizia la serie dei paradossi c*e si protrae fino al 5erso 22;'
<ui le strofe mantengono in modo particolarmente pronunciato il carattere pro5erbiale. Oiene
520 Mgd. 23,1-30. Ghebenedijt/ n alre tijt/ Moetti sijn,/ Ghi die verwect/ Ende berecht/ n minnen fijn//
Al datter in levet,/ Ende ghi al ghevet/ Datse ontfaen,/ Die contempleren/ Ende speculeren,/ Licht
ende verstaen.// Ghi sijt licht,/ Ende bericht/ n dat anschijn/ Der contemplacien;/ Te diere
collacien/ En mach nieman sijn// Dan ghi Ende si/ Allene vri/ n enecheit./ Si verliest te diere ure/
Beelde ende figuere/ Ende ondersceit,// Als ghi hare ghevet/ Daer si bi levet/ Uut uwer wijsheit/
Daer se meer weet/ Dan si versteet/ Ute uwer volheyt.
521 VAN ANROOJ MERTENS, 7Een cort -oli-tB, p. 222.
134
poi enunciata una serie di esortazioni morali c*e ricorda ancora in modo spiccato i pro5erbi.
0er la Mengeldicht 1" si puS parlare di unit4 compositi5a c*e perS 5iene spezzata+ al centro+
da una se<uenza di tre strofe J5ersi 43!%:K c*e possono funzionare in modo indipendente e c*e
male si legano con il resto dell2unit4 compositi5a. >ranne <uesta interruzione il resto della
poesia sembra costituire un2unit4 compositi5a. Le Mengeldichten 2:+ 21 e 22 sono tre esempi
di armoniose unit4 compositi5e organizzate su strofe aabccb. 9i distinguono anc*e per l2alto
5alore poetico. )ella Mengeldicht 23 si possono distinguere due parti' la lode a Dio e la
celebrazione dell2anima in unit4 Jfino al 5erso 42KM uno spostamento 5erso il discorso trinitario
Jdal 5erso 43K. )ella prima parte il discorso si snoda sulle sette strofe tra le <uali non c26
cesura sintattica. )ella seconda parte 5i 6 una certa unit4 c*e appare c*iara nelle ultime tre
strofe. nc*e nella Mengeldicht 24 si possono distinguere due parti. La prima Jfino al 5erso
%:K costituisce un2unit4 compositi5a data dal fluire del discorso di strofa in strofa e dal
ric*iamo interno garantito dai pronomi. Le ultime <uattro strofe di <uesta unit4 potrebbero
anc*e funzionare come unit4 indipendenti e presentano+ come abbiamo piR sopra argomentato+
un carattere pro5erbiale. )ella seconda parte Jdal 5erso %1K le strofe dedicate all2allegoria della
#ta5erna di amore$ sono collegate le une alle altre in un2unit4 compositi5a. La se<uenza delle
ultime strofe Jdal 5erso "7K non 6 in5ece sempre c*iara. &ui le strofe possono funzionare
anc*e in modo indipendente e alcune detengono un marcato carattere pro5erbiale.
7n2altra caratteristica del gruppo delle nostre Mengeldichten 17!24 6 la presenza+ in esse+
di tanto in tanto+ del pronome di prima persona #ic$ o di <uello indiretto #mi$' la 5oce
dell2autore. La presenza di <uesta #5oce$ merita la nostra attenzione in modo particolare.
&uesto fenomeno si discosta infatti con <uanto generalmente a55iene nei pro5erbi+ do5e la
5oce dell2 #ic$ 5iene fatta tacere a fa5ore di una 5erit4 di carattere generale+ uni5ersalmente
5alida. 1l confronto con la raccolta delle Lundse gedichten 6+ per <uesto aspetto+
particolarmente significati5o. 9i tratta anc*e in <uesto caso di una collezione di componimenti
poetici redatti in medio neerlandese+ probabilmente attorno alla met4 del Q111 secolo.
522
La
struttura strofica 6 organizzata in <uesto modo' due strofe aabccb con 5ersi a due accenti Jcio6
com26 il caso delle nostre Mengeldichten 17!24K precedono e seguono una strofa centrale di
dieci lung*i 5ersi a tre o <uattro accenti Jlo sc*ema di5enta pertanto <uesto' aabccb
dedeededee ##ghhgK. 9e di 5olta in 5olta 6 la strofa centrale a recare l2 #ic$ dell2autore+ le due
strofe di apertura e c*iusura aabccb si contraddistinguono per il loro messaggio di natura
522 Per l'edizione di questi componimenti si veda Eine neuentdeckter niederlCndischer MinnesCnger
(a cura di Rooth). Si veda anche WLLAERT, De po;tica $an +ade,i-ch3 p. 57-67.
135
gnomica. 0er le strofe aabccb delle nostre Mengeldichen il caso 6 di5erso' esse riportano assai
fre<uentemente la 5oce dell2autore in 5ersi del resto <ui e l4 altamente poetici do5e 5engono
espresse emozioni personali. )ella poesia 17 l2autore dopo a5er annunciato N si tratta dei
primissimi 5ersi del corpus ! #)on mi affligge+3 )B mi turba3 Di do5er scri5ere$+ conclude il
componimento riprendendo il tema del potere o non potere dire e scri5ere affermando' #1o lP
non tro5o3 0iR nB fine+ nB inizio+3 )B alcuna somiglianza3 Di cui io dica3 I possa giungere ad
esprimere3 0ienamente.33 Ooglio lasciare <uesto compito3 <uelli c*e lo 5i5ono3 )el loro
fer5ore J...K$. conclusione della poesia 1" l2autore confessa' #il suo Zdel (eneamato[ andare+
il suo 5enire3 /i *an tolto3 Conforto e paura.33 >emere+ amare+3 Desiderare+ conoscere ... )ulla
di ciS mi 6 rimasto.33 1l conoscere mi *a abbandonata+3 Lontano 6 il comprendere3 E
inafferrabileM3 0erciS de5o tacere3 E restare3 Do5e sono$. )ella poesia 21 tro5iamo i piR
conosciuti ed amati 5ersi della pseudo!,ade-i.c* J5ersi spesse 5olte attribuiti a ,ade-i.c*UKM
non 6 un caso c*e essi siano una delle piR belle dic*iarazioni dell2autore all2interno del corpus'
#Alle dinghe4 Si(n mi te inghe84 5c ben so 3i(tI4 .m een onghescepen4 &ebbic begrepen4 5n
e3eghen ti(t$ J>utte le cose3 /i sono troppo strette'3 9ono cosP 5astaU3 7n )on Creato3 ,o
afferrato3 per l2eternit4K.
Ira un confronto con altri testi costruiti per mezzo di strofe aabccb si ri5ela
particolarmente significati5o nella nostra riflessione sul carattere di <uesto sc*ema ritmico.
bbiamo gi4 accennato all2inizio di <uesto capitolo al poema didascalico!allegorico Speghel
der 3i(sheit di Lan 0raet+ poeta delle Tiandre Iccidentali+ del Q1O secolo. 8e@naert *a
osser5ato come in <uest2opera le forme ritmic*e siano impiegate con una coerenza funzionale
degna di nota.
523
7na parte del poema 6 destinata all2espressione del parlament+ ossia del
di5erbio+ tra .moet e &overde+ cio6 tra 7milt4 e 9uperbia. La struttura strofica aabccb, con
5ersi bre5i a due accenti+ 6+ nell2intero poema limitata all2espressione di <uesta disputa nella
<uale il tono 5iene dato dall2ebbrezza appariscente della 5ittoria di superbia. &uando in5ece
nel poema sono #Comprensione$+ #9enso$+ #8icordo$+ #9apienza$ e Cristo a 5enire portate ad
espressione+ 6 la forma ritmica tradizionale a lung*i 5ersi a tre e <uattro accenti e a rima
baciata a 5enire impiegata. ?iustamente 8e@naert *a aggetti5ato la forma ritmica aabccb+ a
5ersi corti a due accenti interni+ come #piR bizzosa$ rispetto a <uest2ultima+ <uella
#tradizionale$+ c*e detiene in5ece un #piR sereno$ carattere. Lo studioso+ in particolare+ *a
osser5ato l2uso delle due di5erse forme ritmic*e in corrispondenza all2espressione del tema
centrale del poema+ la contrapposizione tra il bene e il male.
523 Aan Praets Parlament $an omoed ende ho$erdi-e, (a cura di Reynaert), p. 27-31 in particolare.
13%
bbiamo anc*e gi4 citato il poema 1an den ever JDel cing*ialeK composto attorno al
1334.
524
1n esso in diciassette strofe aabccb+ strofe a bre5i 5ersi a due accenti interni+
altrettanti cani da caccia minacciano un cing*iale. 1n ancora due strofe aabccb un lupo cerca
di difendere l2animale minacciato. Costui+ alla fine+ difender4 se stesso in lung*i 5ersi a
<uattro accenti a rima baciata. Dobbiamo s5elare <ui la natura politica di <uesto poema' il
cing*iale minacciato 6 il duca ?io5anni 111 di (rabante+ i diciassette cani da caccia sono
diciassette so5rani territoriali+ il lupo 6 il conte di (ar+ alleato di ?io5anni 111. 9i 5ede come
anc*e in <uesto caso le strofe aabccb siano usate per portare ad espressione una situazione di
ostilit4' esse riferiscono+ nella cortezza del 5erso a due accenti+ nel 5eloce e brioso ritmo della
rima aabccb, in una maniera diretta e dal tono piuttosto aggressi5o+ le 5oci di minaccia'
messaggi di accusa+ 5ere dic*iarazioni di guerra.
partire da <uesti ultimi confronti possiamo dire <ualcosa a proposito delle nostre
Mengeldichten 17!24Y nc*e in <uesto caso occorre notare come le strofe aabccb dai corti
5ersi a due accenti interni si distanzino dal calmo discorso argomentati5o proprio di 5ersi piR
lung*i e come esse esprimano+ nella bre5it4 del 5erso+ un contenuto c*e 5uole essere tutt2altro
c*e razionalmente discutibile ma immediato+ diretto+ apodittico. CiS tro5a senz2altro
corrispondenza nella forma bre5e del pro5erbio+ forma propria per una 5erit4 c*e non ric*iede
una giustificazione o un2argomentazione razionale ma c*e 6 da cogliersi in modo diretto ed
intuiti5o. )el corpus delle poesie della nostra pseudo!,ade-i.c* <uesta forma pare tro5are
cio6 la sua funzionalit4 in rapporto al contenuto' 6 un2intuiti5a e diretta conoscenza mistica
l2oggetto di <uesti 5ersi+ una conoscenza nota a <uanti si sono a55enturati negli #oscuri
sentieri3 Lontani dalla ragione$+
525
a <uanti #profondamente affondano$ #nell2alta conoscenza3
Del nudo more$.
52%
&uesto in contrasto con <uanti in <uesta conoscenza non sono iniziati e
permangono nel discorrere razionale.
Concludiamo <uesto capitolo con due considerazioni. La struttura aabccb 6 stata giudicata
una forma ritmica molto semplice+ c*e comporta poco la5oro e non ric*iede allo scri5ente
grandi competenze letterarie garantendo tutta5ia un risultato a prima 5ista ingegnoso.
527
)on
sappiamo perS <uanto ce la sentiamo di concordare con <uesta 5isione. 9icuramente l4 do5e i
5ersi sono composti su soltanto due accenti interni non 6 cosP facile tro5are ogni 5olta e di
524 8apenboeck ou armorial (a cura di Bouton).
525 Mgd. 17,70-71.
526 Mgd. 17,25-28.
527 VAN ANROOJ MERTENS, 7Een cort -oli-tB3 p. 233.
137
continuo Jper i 5ersi aa e ccK buone rime continuamente adatte al contesto del discorso. 1l Oan
nrooi. ! /ertens riporta inoltre attestazioni per le <uali le strofe aabccb pote5ano 5enire
cantate su una semplice melodia.
52;
9e 6 5ero+ in ogni caso+ c*e ogni strutturazione ritmica si
offre alla possibilit4 di essere cantata+ nel caso della pseudo!,ade-i.c* ci sembra difficile
ipotizzare c*e <ueste poesie lo fosseroM e il primo moti5o a cui pensiamo 6 l2astrattezza del
tema in esse esposto.
=ters suggerP l2ipotesi+ per <ueste poesie+ del 5olgarizzamento fatto da monac*e e
beg*ine di una dottrina piR 5olte ascoltataM
52"
<uest2ipotesi tutta5ia non ci con5ince
pienamente. 8ispetto ad un mero 5olgarizzamento di dottrine udite 5i sono gli elementi+ <ui+
c*e rendono <ueste poesie <ualitati5amente piR importanti. L2autore di <uesti componimenti
non si 6 proposto di argomentare e discorrere razionalmenteM *a poetato+ usando la forma
tipica della letteratura sapienziale e didattica. >utta5ia la sapienza tradizionale prudenziale del
pro5erbio fa posto+ <ui+ ad una nuo5a logica+ <uella dell2amore mistico+ c*e ribalta la
tradizionale prudenza per affermare una dottrina dell2amore c*e abolisce ogni nozione di
misura e di #giusto mezzo$ e c*e ama disfarsi di ogni intermediario tra Dio e la creatura. Le
se<uenze delle strofe aabccb si ri5elano essere per lo piR delle 5ere unit4 compositi5e c*e
accolgono la 5oce dell2autore c*e non rinuncia ad esprimersi in prima persona. 1l messaggio+
comunicato in 5ersi briosi dal ritmo 5eloce e diretto 6 un messaggio per <uelli gi4 iniziati alla
#nuda conoscenza$ della #scuola dell2amore$.
53:
)on solo letteratura didattica+ ma anc*e un
pronunciato lirismo e il coin5olgimento in prima persona dell2autore.
La penultima strofa del gruppo delle Mengeldichen 17!24 ammonisce'
)on tenete le mie parole
Come sciocc*ezze
I come sc*erzo'
1o *o detto
La giusta 5erit4
E niente d2altro.
531
CiS c*e <ui 5iene detto non puS c*e ricordare in <ualc*e modo i 5ersi di apertura del
corpus delle Mengeldichten 17!2" J#)on mi affligge3 )B mi turba3 Di do5er scri5ere$K ma ci
sembra c*e <ueste parole 5ogliano anc*e dire' non prendete le mie parole come facili gioc*i
528 p. 228.
529 AXTERS, De 7unio mysticaB, p. 20.
530 Mgd. 22,43.
531 Mgd. 24,133-138. En houdet mine woerde/ Noch over boerde/ Noch over spel,/ c hebbe gheseit/
Gherechte waerheyt/ Ende niet el.
13;
di rime' #*o detto3 La giusta 5erit43 E niente d2altro.$
/ 30 'ell'alta cono#cenza 8 1el nudo amore
1n dat *og*e Dinnen
Der bloter minnen
Centrale nelle poesie della pseudo!,ade-i.c* 6 la nozione di nudit4. )el primo gruppo
JMengeldichten 17!24K l2aggetti5o bloet JnudoK 6 presente ben 1% 5olte e il sostanti5o
bloetheyt Jnudit4K 5.
532
)el secondo gruppo JMengeldichten 25!2"K la parola bloet ritorna
cin<ue 5olte+ come aggetti5o. La nostra attenzione si ri5olge ora alla prima unit4 del corpus+
ossia alle poesie 17!24. 1n <ueste prime otto composizioni poetic*e lo stato di nudit4 emerge
in primo luogo come una condizione per accedere alla contemplazione. C*i 5orr4 accedere
allo stato contemplati5o denuder4 infatti la sua mente abbandonando la #forma delle
immagini$ Jbeelden vormeK
533
e allontanandosi dal la5orio incessante della ragione Jredenen
stormeK.
534
Iccorrer4 inoltre restringere e rimpicciolire+ fino a rendere pari a niente+ die
criekel der dinghe+ il #cerc*io delle cose$+ in modo c*e un altro cerc*io possa ac<uistare la piR
grande importanza' die criekel bloet+ #il cerc*io della nudit4$. Leggiamo <uesto in alcuni bei
5ersi contenuti nella poesia 1;'
1l cerc*io delle cose
De5e restringersi
Ed annullarsi+
ffinc*B il cerc*io della nudit4
9i allarg*i e si ingrandisca
1n tutta la sua ampiezza.
535
Lo stato di nudit4 5iene presentato come la condizione dei #grandi$' !n dat bloete4 staen
die groete+ recitano infatti alcuni 5ersi della /gd. 17.
53%
>riste 6 inoltre il cuore di c*i 5iene
distratto dal permanere nella nudit4 J#di(n blote in staen$K+ <uando il pensiero si sposta su
cose effimere'
V triste il cuore
Di c*i non tro5a gioia
532 Rientrano in questa seconda accezione la variante bloetinghen e i casi in cui l'aggettivo bloet
risulta sostantivato.
533 Mgd. 17,80.
534 Mgd. 17,79.
535 Mgd. 18,25-30. Die criekel der dinghe/ Moet werden inghe/ Ende te nieute gheleidet,/ Sal die
criekel bloet/ Werden wijt ende groet/ n al ghebreidet.
536 Mgd. 17,55-56: "n quella nudit/ stanno i grandi [le grandi anime].
13"
1n ciS c*e passa+
llorc*B si tro5a a pensare
&ualcosa c*e lo distrae
Dal suo stare nella nudit4.
537
1n <uesti ultimi 5ersi la permanenza nello stato di nudit4 6 gi4 sinonimo di unione. 1 5ersi
citati seguono+ del resto+ due strofe nelle <uali 5iene espresso il concetto di unione diretta+
senza intermediario.
53;
La poesia 17+ la prima della raccolta+ tratta a proposito di una kinnen bloet+ una
#conoscenza nuda$' 6 la conoscenza alla <uale il contemplati5o potr4 accedere. Essa 5iene
definita anc*e hoghe kinnen4 Der bloter minnen+ #alta conoscenza3 Del nudo amore$.
53"

L2espressione #nudo amore$ ricorre piR 5olte nella raccolta' 4 5olte in <uesto primo gruppo di
poesie il sostanti5o amore JminneK 6 associato all2aggetti5o bloet JnudoK+ e 2 5olte a puer
JpuroK. Cogliamo <ui l2occasione per dare alcune informazioni sulla parola minne.
Etimologicamente <uesta parola tro5a un legame con le parole latine memini Jricordarsi+
tenere a menteK e mens Jla facolt4 intelletti5a+ il pensieroK e <uindi con l2inglese mind+ e cosP
5ia+ per dare espressione+ originariamente+ al ricordo ed al pensiero della persona amata.
Minne si distingue dall2attaccamento sensibile+ per il <uale meglio supplisce la parola lie#de+ e
si definisce amore nel senso dell2orientamento spirituale di una persona 5erso un2altra
persona.
54:
)el medio neerlandese minne 6 un sostanti5o di genere femminileM lo si nota
subito+ nei testi+ a moti5o della ricorrenza del pronome e dell2aggetti5o possessi5o femminile
haar+ riferiti a <uesto sostanti5o. llo stesso modo la parola amour 6 nel francese del
Duecento di genere femminile.
541
&uesto lo si coglie molto bene in /arg*erita 0orete c*e nel
suo Miroir des simples ames si 6 ri5olta spesso a #Dame Amour$.
542
La ?uarnieri+ c*e del
Miroir *a fornito nel 1"%5 l2edizione per le Edizioni di 9toria e Letteratura+ scri5e5a a <uesto
riguardo' #)el nostro testo si tratta sempre di un Dio al femminile+ delizia delle molte donne
innamorate del Miroir e croce del traduttore italiano c*e 5oglia sal5are per intero il sapore
dell2originale francese$.
543
nc*e de Longc*amp+ traduttore del Miroir della 0orete in francese
537 Mgd. 24,13-18. Dat herte es bedroeft/ Dien niet en ghenoeft/ Dat mach vergaen,/ Alse dijn moet
denct/ et dat ontwenct/ Dijn blote in staen.
538 Si tratta della prima e seconda strofa della Mgd. 24. Ci occuperemo del concetto della mancanza
di intermediazione nell'unione pi avanti, in questo nostro lavoro.
539 Mgd. 17,13; 17,25-26.
540 Anche in LOUF, 5lossaire, p. 375.
541 Si veda GREMAS, Dictionnaire de l/ancien franJais, p. 27.
542 Si veda ad esempio il cap. 11: "L'ottavo punto... e passim, il cap. 38,18 e in modo particolare il
cap. 56, capitolo in cui amour definito maistresse, fille e mre.
543 GUARNER, Prefazione storica, p. 36.
14:
moderno+ riflette5a sulla perdita c*e si registra nelle traduzioni.
544
V stata fatta ricerca sul
significato della parola minne in ,ade-i.c*M <ueste ricerc*e si ri5elano utili anc*e per le
nostre poesie. Lo stesso Oan /ierlo nota5a a <uesto proposito c*e per <uanto la dottrina delle
poesie della pseudo!,ade-i.c* sia di5ersa dall2opera di ,ade-i.c* permane rispetto a
<uest2ultima un ricordo+ forse lontano ma netto+ proprio a proposito della parola MinneI
BL2more Jde MinneK 6 ancora il piR alto.$
545
V stato notato come ,ade-i.c* abbia giocato
con <uesto nome+ fatto c*e *a ricordato l2approccio ludico con il <uale Trancesco d2ssisi si 6
rapportato alla parola #0o5ert4$.
54%
)ell2uso della parola minne ,ade-i.c* si 6 rifatta all2uso
cortese dell2more personificato. 0ossiamo dire c*e+ in generale+ minne 6 uno dei nomi con
cui le scrittrici del Q111 secolo si sono ri5olte a Dio. /a la <uestione non 6 cosP semplice e lo
studio di essa ri5ela molte sfaccettature. 8e@naert
547
*a osser5ato c*e etic*ettare la minne di
,ade-i.c* come #amore di5ino$ e niente di piR non 6 abbastanza preciso. ,ade-i.c*
sperimentS anzitutto il suo amore di Dio con la mentalit4 e la sensibilit4 dell2amore cortese del
suo tempo' in base ad essa la personificazione di more rappresenta5a prima di tutto una
frustrazione+ una mancanza+ piuttosto c*e l2idea dell2appagamento predominante nella
concezione dell2amore nella spiritualit4 cristiana. 1noltre per gli scrittori spirituali di <uesto
periodo era naturale rimanere all2interno di una continuit4 tra amore umano e amore di5ino'
gli scrittori mistici pote5ano senza alcuna difficolt4 prendere a prestito modelli dalla 5ita
umana affetti5a per dare forma alla loro concezione dell2amore dell2uomo per Dio. ,ade-i.c*
<uindi non fu una semplice imitatrice della poesia profana+ ma si distinse come
rappresentati5a di una certa concezione dell2 #amore di5ino$.
54;

0ossiamo esaminare la parola minne nelle poesie della pseudo!,ade-i.c*. 1n molti casi 6
estremamente difficile comprendere se si abbia a c*e fare con una personificazione di amore o
meno. V perciS stata un2operazione delicata il 5oler assegnare o meno la maiuscola a <uesta
parola+ nella nostra traduzione. nc*e la ?uarnieri+ nelle sue traduzioni di ,ade-i.c*+ fece
544 "Che dire, per terminare, dell'irriducibile cambio di genere, e quindi di sesso, del personaggio
principale del Miroir, cio di Amore, femminile nel X secolo, dopo maschile? E sono tutte le
relazioni del gioco scenico che si trovano intaccate senza correttivo possibile. (Traduzione mia)
MARGUERTE PORETE, Le miroir des mes simples (a cura di de Longchamp), p. 31.
545 VAN MERLO, +ade,i-ch en Eckhart, p. 1152-1153.
546 HADEWJCH, Lettres spirituelles3 p. 19.
547 REYNAERT, +ade,i-ch9 mystic poetry and courtly lo$e.
548 p. 221. Corsivo mio. Berardi sulla parola minne in Hadewijch ha scritto buone pagine in
HADEWJCH, Lettere, p. 47, 230-236 fornendo una serie di valide indicazioni bibliografiche. Sul
genere femminile della parola minne si sono interrogati alcuni autori: si veda HOLLYWOOD, 6he
soul as *irgin 8ife3 p. 4-8. MURARO, 2l Dio delle donne, p. 35-36. VALLARSA, La pseudo4
+ade,i-ch e le sue #uestioni, p. XV-XV. Si veda inoltre il recente lavoro di KOCHER, &llegories
of Lo$e3 p. 81-106 specialmente.
141
esplicitamente la scelta della maiuscola per la parola minne o meno a seconda dei differenti
contesti c*e di 5olta in 5olta si propongono.
ffrontare la <uestione della difficolt4 dell2indi5iduazione di una minne personificata o
meno 6+ del resto+ 5oler scendere al cuore della particolarit4 N o dell2eccellenza N stessa di
<uesta parola. 0orion *a e5idenziato come <uesto termine si presti a di5ersi sensiM egli dice+
continuando secondo <uesta logica+ c*e ,ade-i.c* a5rebbe giocato con <uesto termine+ come
abbiamo gi4 riferito.
54"
0ossiamo dire+ in ogni caso+ c*e rispetto a ,ade-i.c* la minne nella
pseudo!,ade-i.c* appare molto meno personificata. )ella pseudo!,ade-i.c* la minne si
delinea come una forzaM 6 infatti #con la forza dell2amore$
55:
c*e l2anima sar4 strappata da se
stessa per essere ele5ata all2alto e rigenerata. Minne 6 ancora una forza per mezzo della <uale+
e <ui 5i sono parole non immediatamente facili da comprendere+ si 6 #condotti lontano3 E
ingranditi immensamente3 Iltre l2intelligente capire$.
551
1n pagine successi5e+ in <uesto nostro
la5oro+ nel commento dottrinale di <ueste poesie+ abbiamo trattato della metafora dell2
#immenso ingrandimento$M 5i 6 implicata la <uestione delle dimensioni del di5ino c*e+
nell2unione+ contagia l2anima c*e si ritro5a ad essere smisuratamente allargata. ncora come
forza la minne 5iene delineata in /gd. 21+31!3%+ do5e si ric*iamano rig*e paoline' #la forza
dell2amore.3 V la debolezza del forte$.
Minne si delinea anc*e come amore di Dio in casi da55ero molto espliciti' #* Dio+
di5entano ricc*i3...<uelli c*e in unit43 8ice5ono il 5ostro amore$.
552
ncora' #...non si pente3
Del lungo patire3 Colui c*e arri5a3 L4 do5e puS tro5are3 1l gusto del 5ostro amore$.
553
Dobbiamo soffermare la nostra attenzione ai seguenti 5ersi'
La 0otenza attrae+
La 0arola istruisce+
L2more guida'
1n tal modo i >re
9pingono l2anima
)ell27nit4.
554
7n modello trinitario 5iene tratteggiato in <uesti 5ersi+ modello in cui la minne si delinea
come lo 9pirito 9anto. La forza c*e attrae 6 il 0adreM la 0arola c*e istruisce+ il TiglioM l2amore
c*e guida+ lo 9pirito 9anto. Essi spingono l2anima all27nit4+ in Dio.
549 HADEWJCH, Lettres spirituelles, p. 19.
550 Mgd. 18,7.
551 Mgd. 18,403-408; si veda anche la strofa successiva: 18,409-414.
552 Mgd. 18,115-120.
553 Mgd. 18,139-143. Si veda anche 18,127-132; 18,133-138; 18,433-438.
554 Mgd. 24,121-126. De macht si trect,/ Dat waert berect,/ Die minne si leidet./ Alsoe drucken sij/ De
ziele, de drie,/ n de enecheyt.
142
1n parecc*i casi+come gi4 abbiamo detto+ 6 5eramente difficile dire se 5enga messa alla
luce una minne personificata o meno. 9ono i casi in cui noi+ <uasi sempre+ abbiamo pur optato
per l2uso della maiuscola+ consci tutta5ia c*e la parola minne puS <ui prestarsi ad assumere un
altro significato. ?uardiamo per esempio alla nona strofa della /gd. 1"'
1mparate
1l comando dell2more'
)on prendete5i a cuore nessuno.
more protegge
&uelli c*e istruisce+
Come le ali dei serafini.
555
9ulla scorta di molta poetica di ,ade-i.c* <ui la minne potrebbe essere una minne
personificata. /a <ui #il comando dell2amore$ puS ben essere la formulazione di una
singolare legge+ non lontana dagli insegnamenti di ,ade-i.c*+
55%
legge ancora d2amore c*e
dona protezione N come le ali dei serafini N a <uanti la seguono.
1n due casi tutta5ia la minne si presenta+ nel corpus della pseudo!,ade-i.c*+ c*iaramente
personificata. 1l primo 6 ai 5ersi %1!"% della /gd. 24' una bre5e se<uenza in cui il tema della
poesia di5enta impro55isamente <uello della #ta5erna di more$ ! la mancanza di ordine
nell2esposizione dei temi nel corpus della pseudo!,ade-i.c* 6 stata da noi messa in risalto piR
5olte !. more <ui 6 c*iaramente personificato' tiene una ta5erna+ 5ersa il 5ino
abbondantemente+ ma+ #ad un cenno$+ fa pagare col sangue <uanti con lui be5ono. Egli 6
astuto+ e rende esausti' #)on a5e5o sospettato3 C*e egli potesse3 8endere <ualcuno cosP
stanco$. Egli 6 tanto nobile <uanto a5ido' #Depreda tutto3 E ing*iotte3 >utto ciS c*e tro5a3
9enza misura$. (alza agli occ*i <ui in modo particolare il pronome di terza persona singolare
femminile c*e si riferisce a <uesto astuto personaggio. Conscia del genere femminile della
parola minne+ con i commenti su <uesta <uestione di una ?uarnieri e di un de Longc*amp N
commenti c*e noi abbiamo riportato piR sopra N nell2introduzione alla traduzione della
pseudo!,ade-i.c* a5e5o giocato a <uello c*e io c*iama5o un #esperimento$' l2applicazione
di un sostanti5o femminile+ in italiano+ alla parola minne.
557

more appare c*iaramente personificato anc*e nella /gd. 2;+ una poesia la cui
somiglianza con tanta poetica di ,ade-i.c* 6 stata notata.
55;
ncora una 5olta more 5iene
555 Mgd. 19,49-54. Leert kinnen/ Tghebod der minnen,/ Hoet niemans minne:/ Minne bedect/ Dien si
berect/ Alse die vloghe der seraphinne.
556 Si vedano ad esempio i versi con i quali Hadewijch apre la Lettera 17.
557 VALLARSA, La pseudo4+ade,i-ch e le sue #uestioni, p. XV.
558 Ad esempio da Van Mierlo. HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 140.
143
tratteggiato come astuto' #*+ more+ i 5ostri tiri sono troppo 5eloci'3 9e mostrate una cosa+
ne intendete un2altra3 Ira d2un tratto dolce+ ora d2un tratto amaro...$M crudele e dolce al
contempo+ come ben esprime l2ultima strofa'
9iete spietato e misericordiosoM
Dolce come un agnello+ e crudele
Come un animale sel5aggio e ribelle
)el deserto+ ingo5ernabile.
55"
7na simile immagine di more emerge come tipica di ,ade-i.c* e+ in <ualc*e caso+
come 5ediamo+ anc*e della pseudo!,ade-i.c*. )on si incontra mai una simile immagine di
more nelle opere di EcD*art e nemmeno nel trattato di /arg*erita 0orete. 1n parte in5ece 6
da rin5enirsi nei trattati del mistico brabantino Lan 5an 8uusbroec. >orniamo ora al nostro
commento dottrinale. C*e cosa significa #amore nudo$ o #puro$Y L2amore nudo o puro appare
essere+ in <ueste poesie+ l2amore di Dio ma anc*e l2amore 5erso Dio colto nella
contemplazioneM 6 l2amore afferrato in <ualc*e modo nella sua 5era essenza+ pri5o di attributi+
spogliato di accidenti. /a l2more nudo 6 anc*e l2amore unico+ non sono piR i tanti amori di
cui parla negati5amente la poesia 21'
5ere molti amori
)el cuore e nello spirito
V allontanare il puro moreM
V seguire una scintilla+
Terire il nudo more
Disgregarlo e impedirlo.
5%:
La strofa c*e immediatamente segue a <uesta tratta dell2unificazione del #molteplice
accidente$+ per c*i+ oltre al puro amore+ #)essuno esiste3 C*iun<ue sia$.
1l molteplice accidente
Di5iene un2unit4
)ella pura gioia+
9e per 5oi
)essuno esiste+
C*iun<ue sia.
5%1
559 Mgd. 28,21-24. Ghi sijt scalc ende goedertieren;/ Saecht alse een lam, ende onghehiere/ Alse
onghetemde welde diere/ n die woustine, sonder maniere.
560 Mgd. 21,1-6. Menegherhande minne/ n herte in sinne/ Es puer minne ontsetten;/ Het es ere
ghensteren ghedencken,/ Bloter minnen vermencken/ Breken ende letten.
561 Mgd. 21,7-12. Menegherhande toeval/ Werdet enich al/ n puer ghetes,/ Alse du best soe
ghedaen/ Dat di hoe ghedaen/ Nieman en es.
144
La poesia da cui stiamo citando+ la 21+ menziona ancora una 5olta #l2amore nudo$. 1l
messaggio 6 c*iaro' dell2amore nudo occorre arri5are a conoscerne il premio+ ricompensa di
c*i non presta attenzione ai dannosi #fiacc*i consigli$'
rreca grande danno
Dare ascolto
fiacc*i consigli+
E <uindi mai conoscere
&uale sar4 il premio
Del nudo more.
5%2
)ella seconda delle strofe appena citate 6 apparsa la parola #accidente$. 9i tratta dell2unico
caso in cui <uesto termine appare+ nel gruppo di poesie di cui stiamo trattando J/gd. 17!24K.
&ui #accidente$ JtoevalK+ termine scolastico+ traduzione del latino #accidens$+ indica la
molteplicit4+ e in modo specifico la pluralit4 disordinata c*e allontana dall2amore unico' i
#molti amori nel cuore e nello spirito$ sono da impedimento+ per l2uomo+ alla conoscenza e
all2esperienza del puro e nudo amore. 1l termine accidente torner4 ben 4 5olte nella seconda
parte del corpus J/gd. 25!2"K. Oi ritorneremo nelle pagine di <uesto nostro la5oro dedicate
allo studio del contenuto di tali ultime cin<ue poesie. &uesta parola+ poco presente nei trattati
di 8uusbroec+ fu in5ece conosciuta da EcD*art.
5%3
7na lettura piR profonda delle poesie ci ri5ela c*e il re<uisito di nudit4 e il predicato
consiglio di denudazione sono piR di semplici condizioni per accedere allo stato
contemplati5o+ alla conoscenza mistica di Dio. )udit4+ denudazione' sono concetti c*e stanno
alle fondamenta di <uella c*e 5iene c*iamata la #mistica dell2Essenza$+ una mistica
speculati5amente orientata c*e si affermS in modo particolare nei territori della 8enania e dei
0aesi (assi a partire dalla fine del Q111 secolo ma c*e tro5S la sua piR completa fioritura nel
corso del Q1O. 7na denominazione+ <uella di #mistica dell2Essenza$+ sulla <uale non sono
mancate 5oci critic*e.
9ui limiti di <uesta denominazione *a riflettuto in particolar modo /c?inn.
5%4
1n
562 Mgd. 21,43-48. Het es hen grote scade/ Die traghen rade/ Ghehorsam sijn,/ Ende nemmermeer
en kinnen/ Wat bloter minnen/ Loen sal zijn.
563 Si veda fra gli altri il contributo di BOUMAN, Aohannes Ruusbroec en de Duitsche mystiek. Per
una introduzione generale sulla formazione del lessico scolastico nella lingua neerlandese buono
il lavoro introduttivo da AXTERS, .cholastiek le=icon, p. 3-164.
564 McGNN, Lo$e3 <no,ledge and Mystical ?nion, p. 23-24 per un riassunto finale. McGNN, 6he
+ar$est of Mysticism, p. 83-84.
145
particolare+ essa tro5a il suo limite soprattutto <uando 5iene posta in contrapposizione all2altra
mistica+ la cosiddetta #mistica affetti5a$. /c?inn osser5a come categorie basate
sull2opposizione tra conoscere e amare+ essenza e desiderio e simili dicano in definiti5a poco
sulla natura di una particolare forma di mistica. )el caso dell2opposizione tra #mistica
dell2Essenza$ Jo speculati5aK e #mistica affetti5a$+ /c?inn ribatte asserendo c*e tutti i mistici
cristiani riconoscono l2importanza+ nel cammino 5erso Dio+ sia dell2amore+ sia della
conoscenza+ anc*e se interpretano <ueste due facolt4 in modo di5erso. Oi sono stereotipi c*e
di tanto in tanto riappaiono nella trattazione del pensiero mistico' lo 6 anc*e <uesto tipo di
classificazione e altre come ad esempio <uella per cui la mistica affetti5a si sarebbe affermata
in ambienti femminili e la mistica dell2essenza in <uelli masc*ili.
5%5
Le implicazioni metafisic*e e ontologic*e attorno al concetto di nudit4 N e attorno al
5icino concetto di #niente$+ del <uale ci occuperemo nel prossimo capitolo N si ritro5ano fra le
tesi piR centrali della dottrina mistica di una /arg*erita 0orete+ di un EcD*art e di un
8uusbroec.
ll2interno della cosP c*iamata #mistica dell2Essenza$ le seguenti concezioni occupano un
posto di assoluta centralit4' Dio 6 #causa originaria$ ed #esemplare$ di tutto <uanto esiste+
<uindi anc*e dell2animaM l2anima+ prima della creazione+ preesiste5a nella mente di DioM da ciS
deri5a c*e lo s5iluppo spirituale non puS essere concepito c*e come un ritorno' un ritorno a
ciS c*e noi era5amo in Dio. 9i tratta della cosP c*iamata #dottrina dell2esemplarismo$M in
particolare si *a c*e fare <ui con un esemplarismo teologico Jo di5ino' un esemplarismo cio6
nel pensiero cristianoK. Esso+ dalle e5identi radici platonic*e+ fu apprezzato in particolar modo
dai padri greci+ come ad esempio da un ?regorio di )issaM presente in gostino e negli scritti
del misterioso Dionigi reopagita fu conosciuto dagli autori latini del nord Europa del Q11
secolo Jfra i <uali un ?uglielmo di 9aint!>*ierr@K. ?li autori mistici del )ord Europa del Q111
e Q1O secolo ne ripresero le linee fondamentali esplicitandone il senso in una direzione
mistica' nelle scrittrici in medio neerlandese del Q111 secolo come (eatrice di )azaret* e
,ade-i.c* tro5iamo <uesta dottrina gi4 annunciataM 6 c*iaramente presente inoltre in
/arg*erita 0orete+ in EcD*art+ in 8uusbroec.
1nnegabili in <uesta dottrina sono le premesse platonic*e. )el *imeo la dottrina del
Demiurgo conser5a una forma mitico!esteticaM il Demiurgo plasma una materia c*e gli 6 data
guardando ai modelli eterni Jle 1deeK+ c*e egli non crea' il mondo 6 pertanto simile ad un2opera
565 Lo stereotipo compare ad esempio in GOVANNA DELLA CROCE, 2 mistici del Dord, p. 13-14.
Una buona trattazione di questo tema in HADEWJCH, "crits mysti#ues des !guines, p.
24-29.
14%
d2arte. 1n 0lotino <uesta forma mitico!estetica non 5iene alterata. L2esemplarismo nel pensiero
cristiano si s5incola in5ece dall2analogismo mitico!estetico. 1n ?regorio di )issa il ritorno alla
nudit4 originaria 6 ritorno dell2uomo al suo stato primiti5o' nudo+ capace di guardare il 5iso di
DioM il riferimento <ui 6 la nudit4 originaria di damo. La dottrina 6 presente in gostino+ in
di5ersi luog*i della sua opera. )el De 9enesi ad litteram ad esempio il primo momento della
conoscenza degli angeli 6 il momento delle creature nel creatore+ ossia nell2idea eterna del
Oerbo do5e esse sono preformate. Come abbiamo detto+ <uesta dottrina 6 presente in
,ade-i.c*+ in /arg*erita 0orete e in EcD*art c*e ne esplicita in modo particolare un senso
mistico' la dottrina dell2esemplarismo sorregge una delle tesi piR centrali del pensiero del
domenicano tedesco+ <uella della coincidenza del #fondo dell2anima$ con la sua #causa
originale$ in Dio.
5%%
)ella pseudo!,ade-i.c* <uesta dottrina ri5este un ruolo cruciale. C*i *a scritto <ueste
poesie si 6 riferito a Dio+ #causa originaria$ di ogni cosa+ e <uindi pure dell2anima+ con la
significati5a espressione di #ierste beghin$ J0rimo 1nizioK. &uesta espressione ritorna+ nel
corpus+ fre<uenti 5olte.
5%7
)ei termini neoplatonici la mistica contenuta in <uesto primo
gruppo di poesie Jpoesie 17!24K ! e in5ece meno nel secondo gruppo+ do5e non compare piR
l2espressione #0rimo 1nizio$+ pur rimanendo <uesta dottrina sottintesa ! 6 tutta orientata a
<uesto' al ritorno in Dio+ causa prima dell2anima. L2attenzione dell2autore si ri5ela concentrata
in modo rimarc*e5ole a ciS c*e noi era5amo e siamo in Dio.
5%;
1 5ersi 1:3!1:; della poesia 1;
recitano'
7n nobile non so c*i+
)B <uesto+ nB l2altro+
Ci conduce+
Ci guida+
E ci attira
)el nostro 1nizio.
5%"
1l percorso compiuto dal mistico si pone+ come gi4 detto+ come un cammino di ritorno+
secondo le linee neoplatonic*eM a coloro c*e si inoltrano nella 5ia della contemplazione+
566 Un'introduzione sulla generale dottrina dell'esemplarismo stata fornita da AMPE, E=emplarisme.
Si veda anche FAGGN, Esemplarismo. Sull'esemplarismo nel pensiero cristiano ha scritto inoltre
Porion in HADEWJCH, "crits mysti#ues des !guines3 p. 67 con la nota 63.
567 Le espressioni "Primo nizio o "nizio ritornano in Mgd. 17,89,92; 18,72; 18,108,114; 24,131.
568 Sul neoplatonismo si veda, tra gli altri, l'ottima voce elaborata da STURLESE, Platonismo
medie$ale.
569 Mgd. 17,85-90. Een edel ic en weet hoe/ Noch dus noch soe/ Dat ons leidet in,/ Ende ons berect/
Ende ons in trect/ n ons beghin.
147
esercitandosi nella denudazione da immagini+ figure e ragioni+ 5iene cosP promesso'
&uelli c*e non *anno pace
1n nessun2altra opera
C*e <ui 5iene mostrata+
9i uniscono
)el loro 0rimo 1nizio
)ell2eternit4.
57:
>ornata al #0rimo 1nizio$ l2anima recupera la sua originaria condizione+ la primigenia
nudit4+ la nudit4 di <uando+ prima della creazione+ preesiste5a nella mente di Dio. C*i *a
scritto <ueste poesie non *a risparmiato dettagli in merito alla condizione delle anime
ritornate in Dio+ dettagli c*e sono stati elaborati in forma poetica'
)ell2intimit4
Dell2unit4
>ali anime pure sono
1nteriormente sempre
)ude+ senza immagini+
9enza figure+
Come liberate
)el tempo eterno+
1ncreate+
)ell2ampiezza silenziosa
9enza limite
1nafferrabile.
571
L2osser5azione degli aggetti5i <ui presenti si ri5ela particolarmente significati5a. Le anime
pure+ ritornate alla loro causa originaria+ sono nude+ sena immagini e sena #igure+ liberate+
increate+ in <uell2ampiezza infinita+ sena limite+ ina##errabile. Lo studio di ciascuna di <ueste
parole sarebbe sufficiente per esplicitare il senso della mistica del ritorno in Dio+ causa prima.
0ossiamo osser5are come <uesto ritorno e la corrispondente riac<uisizione della condizione di
nudit4+ di libert4 e di increazione originarie 5engano espressi per mezzo di un linguaggio c*e
possiamo definire #ordito$ di elementi negati5i' un linguaggio c*e esprime continuamente a
li5ello morfologico e3o a li5ello del significato una serie di negazioniM del <uale+ e lo si nota
570
571 Mgd. 17,97-108. n die naheyt/ Der enicheit/ Sijn selke pure/ Binnen altoes/ Bloet beeldeloes/
Sonder figuere;// Alse ghevrijt/ n eweghen tijt/ Onghescepen/ n stille wijt/ Sonder crijt/
Onbegrepen.
14;
immediatamente nel corso di una prima lettura delle poesie+ tutta la collezione dei
componimenti 17!24 6 piena+ come del resto 6 il caso del secondo gruppo Jpoesie 25!2"K. )on
ci soffermiamo ulteriormente sulle parole bloet JnudoK e puer JpuroK+ due termini c*e in <uesta
dottrina mistica possono essere considerati sinonimi' entrambi 5anno nel senso nella
denudazioneM in <uesto caso l2elemento #negati5o$ dei termini si esplicita nel loro 5alore
semantico. Degli altri aggetti5i <ui presenti possiamo osser5are la morfologia. La parola
beeldeloes Jpri5o di immagineK 6 costruita per mezzo del suffisso pri5ati5o +loes.
572
bbiamo
poi due termini costruiti con il prefisso on+ la cui funzione 6 di esprimere il contrario di ciS a
cui 6 correlato' l2aggetti5o onghescepen JincreateK+ riferito alle anime c*e+ tornate alla loro
causa originaria riac<uistano il loro #niente$ originario+ il loro essere increate+ e l2aggetti5o
onbegrepen JinafferrabileK+ riferito all2ampiezza infinita della Deit4.
)umerosissimi sono i 5erbi e gli aggetti5i+ nelle poesie della pseudo!,ade-i.c*+ costruiti
con <uesto prefisso. L2analisi ne rile5a una serie importante il cui significato 5a nella direzione
di #apertura3ri5elazione$ o #liberazione3scioglimento$ da. 9pesso il contesto 6 ancora <uello
dell2esperienza di ampiezza sperimentata dall2anima in unione. L2anima tro5er4 l2ampiezza
infinita dell2essenza di Dio onghemeten JimmensurabileK e onbegrepen JinafferrabileK+ come
abbiamo 5isto. )ella seconda parte delle poesie+ al numero 2% la 5asta semplicit4 in cui sono
accolti i po5eri di spirito 6 sonder cierkel 3i(t onghemeten Jampia senza confine+
immensurabileK. 9ignificati5a ad esempio 6 nell2intero corpus la ricorrenza del 5erbo ontdoen
Jc*e esprime un significato di liberazione+ allargamento ed aperturaK e del 5erbo ontseggen
Jc*e detiene un significato di liberazione e superamento di limitiK.
Ci sono inoltre nelle strofe succitate due espressioni Jdue sintagmiK costruite con la
preposizione sonder JsenzaK' le anime in unione sono sonder #iguere Jsenza figureK mentre
l2ampiezza silenziosa Jla descrizione 6 riferita alla Deit4K 6 sonder cri(t Jsenza limiteK.
L2elemento sonder *a <ui la funzione di togliere un limite+ una determinazione' nel nostro
caso 5iene negata all2anima una sua propria distinzione Jla figuraK e 5iene negato c*e 5i sia un
limite all2ampiezza dell2essenza di5ina. &uesta preposizione abbonda nelle poesie della
pseudo!,ade-i.c*. Oi ricorre 23 5olte. /olti sono i casi in cui il sonder nega un termine c*e
esprime un limite. &uando <uesto accade si tratta per lo piR della descrizione dell2esperienza
572 Questo suffisso ritorna nel corpus della pseudo-Hadewijch in particolare nella frequente parola
indeloes (privo di fine). Nel dettaglio questa parola si riferisce all'ingresso dell'anima "senza fine e
senza ritorno nel Primo nizio (Mgd. 18,74) e alla nascita infinita del Figlio dal Padre (Mgd.
20,22); la si trova inoltre una volta sostantivata: een indeloes: un infinito (Mgd. 22,3): "Un infinito/
Genera il suo uguale....
14"
di Dio+ in uno spazio infinitamente immenso.
573

Continuando nell2osser5azione delle strofe sopra citate+ c*e sono focalizzate sulla
condizione dell2anima ritornata al #0rimo 1nizio$+ incontriamo la parola ghevri(t JliberataK.
nc*e EcD*art parla di libert4 a proposito dell2anima nella sua causa originaria'
&uando ero nella mia causa prima+ non a5e5o alcun Dio+ e l4 ero causa di me stessoM
allora niente 5ole5o nB desidera5o+ perc*B ero un puro essere+ c*e conosce5a se stesso
nella gioia della 5erit4. L4 5ole5o me stesso e niente altroM ciS c*e 5ole5o+ lo ero+ e ciS
c*e ero+ lo 5ole5o e me ne sta5o libero da Dio e da tutte le cose.
574
9e guardiamo alla nozione di nudit4 nell2opera della grande poetessa e scrittrice
,ade-i.c*+ c*e la critica considera atti5a attorno al 125:+ si osser5a come le parole bloet
JnudoK e bloetheyt Jnudit4K non appartengano al piR peculiare 5ocabolario del suo pensiero
mistico. &uando <uesti termini appaiono N in poc*i casi ! nel corposo e 5ariegato corpus della
sua opera+ essi non *anno nulla a c*e 5edere con il significato di denudazione come 6 in5ece
inteso nelle poesie della pseudo!,ade-i.c*.
575
L2unico luogo in cui il significato della parola
bloet pare a55icinarsi al senso c*e <uesta parola assume nelle poesie della pseudo!,ade-i.c*
si tro5a nella Lettera 21. l passo 14!17 leggiamo'
De5i mantenerti cosP nuda JbloetK da5anti a Dio+ e cosP spoglia di ogni soddisfazione
estranea Jvreemden raestenK a lui+ in modo c*e nulla 5eramente ti soddisfi se non Dio
stesso.
57%
7na lettura attenta di <uesti passi e la considerazione del contesto in cui essi sono inseriti
573 Abbondanti sono i casi, nel gruppo 17-24, in cui il sonder nega sostantivi di significato attivo.
Alcuni esempi: viene negato il modo 'sonder ,ise), la volont (sonder ,ille), la motivazione
(sonder ,aeromme), il mezzo (sonder middel), l'aiuto dei sensi 'sonder hulpe $an sinne), la
conoscenza (sonder kinnen), la comprensione (sonder $erstaen), la distinzione (sonder
onderscheyt), il ritorno (sonder keer); viene negato il ritorno dal primo inizio, una volta inoltrati in
esso, (sonder keren). Nel secondo gruppo di poesie, al n. 25 si fa riferimento ad una on,etenne
sonder gront, ossia ad una "inconoscenza "abissale.
574 Sermone 52. MASTER ECKHART, 2 sermoni, p. 390-391. D ich stuont in mner rsten sache,
d enhte ich keinen got, und d was ich sache mn selbes; d enwolte ich niht, noch enbegerte
ich niht, wan ich was ein ledic sn und ein bekenner mn selbes nch gebrchlcher wrheit. D
wolte ich mich selben und enwolte kein ander dinc; daz ich wolte, daz was ich, und daz ich was,
daz wolte ich, und hie stuont ich ledic gotes und aller dinge. Pr. 52 (DW , 3-7, p. 492).
575 Nella .trofische 5edicht 9,18 (8,18 nell'edizione recente a cura di Willaert e Fraeters) appare la
parola bloet: "6rou,e salse toenen ende arm doen kinnenK $ore der minnen rike al bloet, che noi
traduciamo in questo modo: "Fedelt far conoscere come essi sono e mostrer che sono poveri,
tutti nudi davanti al regno dell'amore. Nessun orientamento mistico qui inteso; qui nudit
sinonimo di verit su di s. La parola compare anche nella Lettera 22,195 nell'espressione "met
bloten $erscaepten gheloe$e: "con fede nuda e scarsa. loet (nudo) riveste qui il significato di
semplice, sobrio, semplice senza ulteriori intenzioni.
576 HADEWJCH, rie$en, p. 177. Ghi sout v alsoe bloet houden om gode Ende alsoe bistierich van
alre vreemden raesten, dat v nummermeer dinc te goede werden en moche dan god allene.
15:
coglie tutta5ia come <uesto essere #nuda$ da5anti a Dio si riferisca+ in ,ade-i.c*+ ad una
mancanza di attaccamento a <uanto sia vreemd+ ossia+ in <uesto caso+ a <uanto pro5enga
dall2esterno e non sia #Dio stesso$. L2accento <ui 6 posto sulle soddisfazioni estranee JesterneK
e sulla soddisfazione in Dio+ non sulla dimensione intelletti5a+ com26 in5ece nella pseudo!
,ade-i.c*' in ,ade-i.c* occorre essere pri5i degli appagamenti estranei+ per tro5are
soddisfazione solo in DioM nella pseudo!,ade-i.c* la pri5azione 6 suggerita ad un altro
li5ello' essa 6 denudazione dalle #forme delle immagini$ e dalla #tempesta della ragione$ per
arri5are a conseguire una #nuda conoscenza$+ #l2alta conoscenza del nudo amore$.
577
)el Miroir des simples ames di /arg*erita 0orete la parola #nudo$ 6 presente ma ricorre
con una fre<uenza poco significati5aM tutta5ia i contesti in cui essa appare sono per noi molto
interessanti' essi sono significati5i per la loro affinit4+ nel messaggio dottrinale+ con le poesie
della pseudo!,ade-i.c*. l capitolo 52 del Miroir leggiamo'
&uest2anima ama nella dolce contrada dell2estrema paceM e per <uesto non c26 niente c*e
possa aiutare o gra5are <uelli c*e la amano+ nB creatura creata+ nB cosa data+ nB niente
c*e Dio prometta.
J8agioneK ! E c*e cosa dun<ueY Dice 8agione.
JmoreK ! CiS c*e mai fu dato+ c*e non 6 e non sar4+ e c*e l2*a resa nuda e l2*a fatta
essere niente+ senza c*e a lei importi di cosa c*e esista+ nB c*e 5oglia essere aiutata o
risparmiata+ nB dalla sua potenza+ nB dalla sua sapienza+ nB dalla sua bont4. J...K &uesto
piR le mostra il suo niente+ nudo+ senza coperturaM e <uesta nudit4 gliela mostra
l2Innipotente+ con la bont4 della di5ina giustizia. &ueste considerazioni la rendono
profonda+ larga+ alta e sicura+ perc*B la rendono sempre nuda+ tutta e nulla+ per tutto il
tempo c*e la tengono in loro dominio.
57;
De Longc*amp commentando <uesti passi *a affermato c*e il tema della nudit4+
fondamentale in tutta la mistica nordica+ esprime la 5erit4 dell2anima da5anti a Dio. Egli si
riferisce in particolare ad una sentenza del Miroir+ ancora del cap. 52' #Egli 6+ e in ciS non gli
577 "dat hoghe kinnenK Der bloter minnen (Mgd. 17,25-26).
578 Trad. tratta da MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, p. 267-269. Ceste
Ame ayme en la doulce contree de oultre paix, par quoy il n'est rien qui puisse aider ne grever a
ceulx qui la ayment, ne creature creee, ne chose donnee, ne rien que Dieu promecte. Raison. - Et
quoy donc? Dit Raison. Amour. - Ce qui oncques ne fut donn, ne n'est, ne ne sera, qui l'a fait
nue et l'a mis a nient, sans ce qu'il luy chaille de chose qui soit, ne ne veult aidance ne
espernement, ne de sa puissance, ne de sa sapience, ne de sa bont. (...) Ce plus luy monstre
son nient, nu, sans couverture; lequel nu luy monstre le Tout Puissant, par la bont de divine
droicture. Ces regars la font parofonde, large, haultaine et seure, car ilz la font tousdis nue, toute
et nulle, tant comme ilz l'ont en leur tenue. Le Mirouer des simples ames3 (CCM 69), l. 21-44, p.
154.
151
manca nullaM io non sono+ e ugualmente non mi manca nulla$.
57"
Coerentemente alla linea
interpretati5a adottata lo studioso afferma c*e la nudit4 si pone come una presa di coscienza
mistica per la <uale essa 6 lo stato #normale$ dell2uomo.
5;:
&uello c*e noi sottolineiamo 6 c*e
se 6 5ero c*e lo stato di nudit4 puS esprimere la 5erit4 dell2anima da5anti a Dio+ il suo stato
#normale$+ nel Miroir des simples ames <uesto stato 6 una condizione da lei con<uistata+ 6
uno dei premi dell2anima annic*ilata+ dell2anima #affrancata$+ come dice il Miroir' 6 una
condizione c*e fa dire all2anima una di <uelle espressioni ricorrenti nel Miroir come <uella
c*e leggiamo nello stesso capitolo' #E mi *a dato pace+ e non 5i5o se non di pace$.
La 0orete dopo il passo succitato ritorna+ in alcuni capitoli piR a5anti+ a parlare di nudit4 e
lo fa a riferendosi alla condizione di innocenza primigenia+ prima della caduta nel peccato di
damo.
1 5eri innocenti non *anno mai dirittiM nB si fa loro mai torto. 9ono tutti nudi+ non *anno
niente da nascondere. >utti si nascondono ancora a causa del peccato di damo+ ma non
<uelli c*e sono annic*ilati' non *anno niente da nascondere.
5;1
ll2anima annic*ilata 6 dato di riac<uistare la condizione di innocenza primigenia. La
0orete lo a5e5a annunciato nelle rig*e immediatamente precedenti al passo citato+ laddo5e
spiega <uesta nozione dottrinale usando una bella espressione nella <uale gioca con il termine
giorno' more riporta nell2anima #le premier .our a cellu@ d2u@$+ #il primo giorno al giorno
d2oggi$.
5;2
Ira <uesto tema del ritorno alla condizione di primigenia di nudit4+ ossia di
innocenza+ si riallaccia+ nella 0orete+ al tema della preesistenza dell2anima in Dio. nc*e in
<uesta autrice+ come nella pseudo!,ade-i.c*+ l2esemplarismo teologico si tro5a espresso in
termini molto c*iari. Leggiamo ad esempio <uesto passo'
Dun<ue non posso essere ciS c*e de5o essere J...K finc*B non sarS di nuo5o l4 do5e fui+
nel punto in cui fui prima c*e uscissi da lui N nuda com26 Lui c*e 6 N nuda come <uando
ero colei c*e non ero ancora.
5;3
579 l est, dit ceste Ame, ce ne luy fault mie; et je ne suis mie, et si ne me fault mie. Le Mirouer des
simples ames3 (CCM 69), l. 30-31, p. 154.
580 MARGUERTE PORETE, Le miroir des Pmes simples (a cura di de Longchamp), nota 94, p. 264.
581 Cap. 94. Trad. tratta da MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, p. 369. Les
vrais innocens n'ont jamais droit; l'en ne leur fait ocques tort. lz sont tout nuz, ilz n'ont que mucer.
Tous ce mucent encore donc par le pech de Adam, fors ceulx qui sont adnientiz: ceulx cy n'ont
que mucer. Le Mirouer des simples ames3 (CCM 69), l. 29-33, p. 264.
582 Sul tema dello stato primigenio di innocenza di Adamo, tema che ritorna in un Gregorio di Nissa
come in un Agostino, si veda, per un primo vaglio, SOLGNAC, Dudit!, col. 513-514.
583 Cap. 111. Trad. tratta da MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, p. 407. Or
ne puis je estre, dit Forfaicte Voulent, ce que je doy estre, jusques ad ce que je ressoie la ou je
fus, en ce point que je fus, ains que je yssisse de luy aussi nue comme l est, qui est; aussi nue
comme j'stoie, quant j'estoie qui n'estoie mie. Le Mirouer des simples ames3 (CCM 69), l. 31-36,
p. 304.
152
&ui lo stato di nudit4 6 associato alla condizione dell2anima <uando 5i5e5a in Dio' l2anima
prima della creazione era nuda. Dio stesso 6 definito nudo. Ira ritornare a Dio significa
recuperare l2originaria nudit4. Oedremo+ nel nostro prossimo capitolo+ c*e la 0orete descri5er4
Dio come un nulla+ un niente.
1l complesso di termini #puro$+ #nudo$ ma anc*e #semplice$ e #5uoto$ ! due termini+
<uesti ultimi+ c*e si rin5engono in particolar modo nelle poesie della seconda parte del corpus
della pseudo!,ade-i.c* Jpoesie 25!2"K+ molto piR ecD*artiane di <ueste prime+ nel loro
orientamento ! 6 molto fre<uente in EcD*art. Esso 6 riferito tanto alla purezza originale della
natura di5ina+ <uanto alla purezza e alla 5uotezza c*e l2anima de5e raggiungere al fine di
unirsi a Dio.
/ *0 'ella 1eit9 8 1i per#onalit9 8 'on vi : alcuna %orma
1nder god*e@t
Der persoenlec*e@t
En es 5orme en g*ene
La nozione di nudit4 5err4 ora in5estigata a proposito della sua applicazione+ nelle nostre
poesie e in altri testi speculati5i affini+ alla Deit4. Capiremo come la nudit4 si ponga+ per
l2anima+ come una sorta di imperati5o ascetico necessario alla sua conformazione alla pura e
nuda essenza di Dio.
La poesia 2: della nostra collezione recita'
)ella Deit4
Di personalit4
)on 5i 6 alcuna formaM
La >rinit4+
1n unit4+
V pura nudit4.
5;4
Ci sembra opportuno e pertinente dare spazio <ui ad una digressione a proposito dei
termini god e godheyt JDio e Deit4K. Entrambe <ueste parole ricorrono nella nostra pseudo!
,ade-i.c*. La distinzione tra Dio e Deit4+ forse poco familiare al discorso teologico
584 Mgd. 20,1-16. nder godheyt/ Der persoenlecheyt/ En es vorme en ghene;/ Daer es drieheyt,/ n
enicheyt,/ Bloetheyt allene.
153
contemporaneo+ risulta5a per i medie5ali un dato tradizionaleM
5;5
essa sembra emergere in ogni
caso in modo particolare all2interno di una mistica speculati5amente indirizzata. La si ritro5a
nel trattato Seven manieren van minne J9ette modi d2amareK di (eatrice di )azaret* J_ 12%;K e
ricorre anc*e in ,ade-i.c* in di5ersi momenti della sua opera+ in modo particolare nelle
1isoni e nelle Lettere. V presente in EcD*artM compare nel Miroir des simples ames di
/arg*erita 0orete+ nei termini di dieu JDeus+ nella traduzione latinaK e deit JDeitasK. Come
appare anc*e nella pseudo!,ade-i.c*+ la distinzione tra Dio e Deit4 giace sul presupposto c*e
al primo termine 5iene assegnato un senso formale atti5o+ senso per il <uale Dio 5iene colto
come causa operante e manifestaM il termine Deit4 5uole in5ece indicare l2essenza di Dio pri5a
di opere ed indifferenziata. 1l mistico brabantino Lan 5an 8uusbroec nei suoi trattati esprime
in alcuni passaggi in modo particolarmente 5i5ido l2antitesi tra Dio e Deit4. )el trattato 1an
seven trappen leggiamo+ ad esempio'
La sua Deit4 non operaM 6 una semplice ed inatti5a essenza. 9e a5essimo posseduto
l2inatti5it4 con Dio+ saremmo inatti5it4 con Lui e risorti nella sua sublimit4M saremmo+ al
di sopra di tutti i li5elli e gradi celesti+ con Dio nella sua Deit4+ un essere inatti5o e
eterna benedizione. Le persone di5ine nella fecondit4 della loro natura sono un Dio
eternamente atti5o. E nella semplicit4 della loro essenza esse sono Deit4+ eterna
inatti5it4. &uindi Dio 6+ nelle persone+ atti5it4 eterna e+ nell2essenza+ eterna inatti5it4.
5;%
9e gostino 5ide la Divinitas o Deitas come direttamente collegata con il fatto trinitario+
Dionigi+ sulla scia di 0lotino+ considerS la Deitas come l27no piR alto ed indi5iso+ puro essere
senza confini.
5;7
proposito di <uesto aspetto+ 8uusbroec sembra piR dionisiano c*e
agostiniano+ come mpe *a correttamente osser5ato' in 8uusbroec la Deit4 6 assoluta
ledicheit+ ossia totale inoperosit4M le 0ersone 5engono in5ece caratterizzate come #Dio$
attra5erso l2atti5it4.
5;;
ncora a proposito di 8uusbroec+ mpe *a puntualizzato come nel
mistico brabantino il termine Dio implic*i tanto la nozione di opera+ <uanto <uella di
relazione' Dio 5iene considerato come agente sia 5erso l2esterno+ nell2atto creati5o+ c*e 5erso
l2interno+ nella infinita processione delle 0ersone di5ine.
5;"
585 Cos si esprime AMPE, De grondli-nen $an Ruusbroec/s drie;enheidsleer, p. 82.
586 Sine godheit die en werct niet: si es een sempel ledegh wesen. Hadden wi die leedegheit met
gode beseten, soe waren wi ledegheit met heme, ende in sine hooegheit verresen; soe waren wi
boven alle trappen ende hemelsche grade met Gode in sine godheit .i. leedegh wesen ende
eeweghe salegheit. De godleke persone in vrochtbaerheit haerre natueren sijn een god eewelec
werkende. Ende in de sempelheit haers wesens sijn si godheit, eeweghe ledegheit. Ende aldus
es god in den personen eewegh werc ende in den wesene eeweghe ledegheit. JAN VAN
RUUSBROEC, *an se$en trappen, (CCCM 109), l. 1064-1071, p. 211.
587 AMPE, De grondli-nen $an Ruusbroec/s drie;enheidsleer, p. 83-84.
588 p. 83-84.
589 p. 81-83.
154
/a torniamo ora alla nostra pseudo!,ade-i.c*. &uella c*e in apertura di <uesto capitolo
abbiamo citato 6 la prima strofa della poesia 2:' nella semplicit4 della Deit4 #Di personalit43
)on 5i 6 alcuna forma$M la Deit4 #V pura nudit4$. )elle strofe successi5e l2attenzione 5iene
data a #)ostro Creatore+ )ostro 9ignore$ c*e+ in5iato dal 0adre+ nasce dallo stesso
infinitamente senza inizio.
)ella poesia 1; il raggiungimento #senza ritorno$ Jsonder kerenK di Dio+ 0rimo 1nizio+ da
parte dell2anima 5iene illustrato+ fra gli altri modi+ attra5erso il riferimento alle figure dei
<uattro animali di cui tratta il libro di Ezec*iele.
5":
1l loro procedere 5iene tratteggiato come
un inoltrarsi nella nudit4+ senza ritorno. Leggiamo direttamente i 5ersi'
V ciS c*e a noi in Ezec*iele+
1l profeta+
1 <uattro animali insegnarono'
Essi procede5ano
)ella nudit4
E non torna5ano.
J...K
/a considerate'
Essi non tornarono
)el loro procedere+
E ciS 6 nella nudit4
Dell2unit4
l di sopra del comprendere+
Do5e ci de5e mancare
7n sorgere
Di luce+
1n un desiderare
C*e incontra
L2oscurit4.
5"1
1l moti5o del mancato ritorno si affaccia piR 5olte in <ueste poesie ed 6 per lo piR
associato alla Deit4. Lo si incontra nella poesia 1"+ nel termine onghekeert' #La de5e
590 Ez, 1,4-15.
591 Mgd. 18,79-84,91-102. Dies ons in ezechiele/ Den prophete vele/ Die .. diere leerden/ Die
vorwert ghinghen/ n derre bloetinghen/ Ende niet en keerden. (...) Maer besiet:/ Si en keerden
niet/ n hare voert gaen,/ Dat es inder bloetheyt/ Der enecheyt/ Boven verstaen,// Daer ons moet
ontbliven/ Een becliven/ Ere claerheyt/ n een verlanghen/ n .. vore hanghen/ Eenre
deemsterheyt.
155
raggiungere3 1n una pregustazione3 E ri5elarsi degno+3 C*i senza ritorno JonghekeertK3 Ouole
gettare l2ancora3 )ella nobile Deit4.$+
5"2
cosP come nell2ultima strofa della /gd. 24' #C*i la
5uole conoscere Zla 5erit4[3 9egua l2more3 9enza ritorno Jsonder keerK.3 9ia lodata3 La bella
Deit43 )ei secoli.$
5"3

1l moti5o degli animali di Ezec*iele 6 presente anc*e in ,ade-i.c*. Esso appare nella
Lettera 22 c*e 5iene considerata un bre5e trattato concernente la 5isione teologica della
mistica brabantina. ,ade-i.c* con parole molto simili scri5e'
?li animali anda5ano e 5eni5ano+ poi anda5ano e non ritorna5ano piR' il fatto c*e non
ritornassero significa c*e l2altezza di5ina non 5iene mai pro5ataM ma c*e ritornassero+
testimonia la 5isione e il 5i5ere dell2anima nella latitudine+ nella profondit4 e
nell2uguaglianza dell2essenza.
5"4
0ossiamo notare tutta5ia come il significato c*e ,ade-i.c* 5uole indicare con le figure
dei <uattro animali di Ezec*iele sia di5erso da <uanto 5iene in5ece espresso nella pseudo!
,ade-i.c*. 1n ,ade-i.c* il mancato ritorno accentua la grandezza del di5ino+ la cui
immensit4 #non 5iene mai pro5ata$. )ella pseudo!,ade-i.c* il procedere degli animali 6
associato alla nudit4 ! parola c*e nelle rig*e di ,ade-i.c* nemmeno compare ! c*e
caratterizza la Deit4 nella <uale ci si inoltra senza ritornoM la Deit4 6 inoltre definita come
incomprensibile Jessa sta #l di sopra del comprendere$K ed oscura. Dominano+ nella dottrina
<ui delineata+ gli elementi apofatici+ in linea con una teologia di orientamento dionisiano.
Le pagine di Ezec*iele a cui <ui si 6 fatto riferimento pare siano state particolarmente
amate.
5"5
)oi abbiamo notato c*e l2esempio degli animali compare anc*e nella 1ita %eatricis+
la biografia di (eatrice di )azaret* J_ 12%;K+ la monaca cistercense autrice delle Seven
manieren van minnen. L2esempio 5iene citato nella descrizione di un momento di estasi della
monaca'
beatri= 5ero t@po febris acute <uin<uennio tangitur.+ et ad plenum a peccatorum
sordidus emundatur. Ezec*iel prop*eta+ dum in 5isione dei iu=ta fluuium c*obar in
spiritu rapitur+ <uatuor animalium et rotarum totidem misteria contemplatur' et beatricis
spiritus+ dum ad alta sustollitur.+ <uasi rotam totum *unc mundum suis subiectum
592 Mgd. 19,55-60.
593 Mgd. 24,139-144.
594 HADEWJCH, Lettere, p. 175. HADEWJCH, rie$en, l. 401-406, p. 204. Die diere ghinghen ende
keerden weder; ende si ghinghen ende en keerden niet weder; Datse niet weder en keerden, dats
dattie hoecheit nummermeer volhauen en weert. Datse weder keerden dat es in die wijdde Ende
in die diepte Ende in die effene wesen te sine ende te siene.
595 L'immagine dei quattro animali di Ezechiele ha infatti avuto una larga fortuna nella storia della
spiritualit. Una delle prime testimonianze di questo l'uso dell'immagine da parte di Girolamo
nella sua opera 2n +iezechielem.
15%
pedibus admiratur.
5"%
nc*e 8uusbroec *a usato l2immagine dei <uattro animali. )el nostro capitolo dedicato al
rapporto tra la pseudo!,ade-i.c* e il mistico brabantino potremo osser5are c*e il senso della
dottrina da lui espressa in <uel frangente 6 piR in linea con la pseudo!,ade-i.c* c*e con
,ade-i.c*. 1 <uattro animali #procede5ano e non torna5ano$ 5erso un27nit4 c*e egli paragona
alla #settima clausura+ nella <uale ogni santit4 e beatitudine sono portate a compimento$ e
do5e #rimarremo sempre a dimorare+ semplici ed immobili al di sopra della nostra
creaturalit4$.
5"7
La nostra attenzione induger4 ora su alcuni 5ersi della prima delle poesie della raccolta+ la
poesia 17. 9i tratta della strofa di cui ai 5ersi 4"!54'
L4+ a lei Zall2anima[ sembra mostrarsi
9enza ri5elarsi
7na cosa semplice+
C*e pare scomparireM
Eppure de5e riconoscerla
1n un nudo niente.
5";
&uesti 5ersi *anno suscitato l2attenzione di di5ersi autori.
5""
)ell2ambito della mistica
fiamminga gli studi sull2apofatismo meritano forse un2attenzione maggiore di <uanto non sia
stato fatto finora.
%::
Dal canto nostro ci proponiamo di rile5are una serie di osser5azioni. 1
5ersi citati sono di difficile interpretazioneM noi ci a55aliamo in ogni caso delle indicazioni c*e
di essi sono state suggerite+ in particolar modo partendo dai commenti di Oan /ierlo. )ei
5ersi citati l2essenza di Dio 5iene c*iamata een bloet niet Jun nudo nienteK. Oan /ierlo
spiega5a <uesta strofa nel contesto della pratica contemplati5a' all2anima c*e si prodiga nella
596 *ita eatricis3 Liber tercius, X, l.104-109, p. 157.
597 *anden se$en sloten3 (CCCM 102), l. 860-862, p. 191.
598 Daer dunct hare baren/ Sonder verclaren/ Een simpel iet,/ Alse in vertien;/ Doch moet sijs lien/ n
een bloet niet.
599 Ad esempio di autori stranieri. Si veda il contributo di GAR, La desnudez de la nada, che alla
poesia 17 completamente dedicata con un'attenzione particolare a questi versi, e MURARO, Le
amiche di Dio3 204-213.
600 Questo dovuto al fatto che la grande Hadewijch presenta pochi tratti apofatici. Significativo per
per i contributi a questo riguardo il volume, uscito nel 2004, DERKENS BEYER DE RYKE,
Ma@tre Eckhart et Aan $an Ruusbroec. Si aspettano inoltre gli atti del recente congresso
internazionale "Discourses of the Unsayable. Apophaticism and literary praxis" (Royal Flemish
Academy of Science, Bruxelles, 17-18 giugno 2009) nel corso del quale stato indirizzato uno
sguardo attento verso l'apofatismo fiammingo (intervento del prof. Faesen (KULeuven): "The
apophatic tradition in the Low Countries: Willem van Saint-Thierry, Hadewijch en Ruusbroec").
Riferimenti generali dell'apofasi nel discorso teologico si possono ritrovare in: GOUHER, Deant,
p. 65-71.
157
contemplazione+ ele5ata in uno stato di nuda conoscenza+ spogliata di immagini+ forme+ figure
e rappresentazioni di cose create+ Dio si ri5ela come #una cosa semplice$ Jeen simpel ietKM
cosa semplice perc*B egli 6 da comprendersi senza immagini o rappresentazioni o concetti
umani. /a abbandonate tutte le immagini+ le rappresentazioni e tutti i concetti+ l2uomo piR
propriamente conosce Dio come een bloet niet Jun nudo nienteK' con nessuna delle nostre
rappresentazioni umane.
%:1
Lo studioso poi+ a proposito di <uest2ultima espressione+ si riferi5a
esplicitamente alla teologia negati5a di Dionigi reopagita.
%:2
0ossiamo dire c*e l2idea del #niente di5ino$ pro5iene da un2introduzione del
neoplatonismo nella terminologia cristiana. )el caso delle nostre poesie+ e di altri testi
speculati5i dell2epoca dei <uali tratteremo piR sotto+ la presenza del #niente$ testimonia molto
probabilmente l2influsso della mistica speculati5amente orientata di Dionigi l2reopagita.
riguardo del rapporto tra <uesto misterioso teologo della fine del O secolo+ c*e fino ai
tempi moderni si crede5a fosse un discepolo ateniese dell2apostolo 0aolo+ e la mistica
elaborata nei 0aesi (assi nei secoli Q111 e Q1O+ sappiamo ancora troppo poco. Del complesso
di scritti contenuti in un codice c*e l2imperatore bizantino nell2;27 portS all2abate di 9aint
Denis di 0arigi furono fatti di5ersi tentati5i di traduzione alla lingua latina. &uattro distinte
traduzioni integrali andarono a formare il Corpus Dionysiacum e la teologia trascendentale di
Dionigi si diffuse attra5erso una serie di commentari+ trattati e compilazioni.
%:3
)el corso del
Q1O secolo le idee di Dionigi e la sua concezione di Dio come entit4 c*e trascende ogni
categoria di forme e di concetti 5eni5ano 5eemente dibattute. 1n ambito neerlandese+ Carnar
*a riflettuto sul rapporto tra il mistico brabantino Lan 5an 8uusbroec J_ 13;1K e l2opera di
Dionigi.
%:4
)on si puS in alcun modo parlare di un collegamento diretto tra i passi in greco di
Dionigi e alcuni passaggi in medio neerlandese di 8uusbroecM fu il latino ad essere l2anello di
congiunzione. 9econdo lo studioso+ anc*e se non si puS del tutto escludere c*e 8uusbroec
abbia conosciuto Dionigi attra5erso le fonti dirette latine+ la conoscenza del teologo greco da
parte del mistico brabantino sarebbe a55enuta per mezzo di commentari elaborati presso gli
ambienti francescani' 8uusbroec a5rebbe studiato l2opera di Dionigi nelle bibliotec*e dei frati
minori di (ru=elles. Con certezza infatti dalla met4 del Q1O secolo circola5ano nella citt4
brabantina testi in medio neerlandese c*e presenta5ano Dionigi come il porta5oce di una
nuo5a teologia mistica. /a possiamo fare+ a proposito della ricezione di Dionigi nei 0aesi
601 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 86.
602 Nota 52, p. 88.
603 Sulla storia del :orpus Dionysiacum e sull'importanza di Dionigi all'inizio della storia della mistica
medievale si veda RUH, .toria della mistica. , p. 35-94 e RUH, Meister Eckhart. 6eologo4
Predicatore, p. 78-84.
604 WARNAR, Ruusbroec. Literatuur en mystiek, p. 50. Sulla stessa problematica AMPE,
'pseudo4(Dionysius, col. 361-365.
15;
(assi+ un passo indietro e andare cio6 al periodo antecedente la fioritura letteraria di
8uusbroec e osser5are <uanto si conosce a <uesto proposito. 9c*eepsma *a affrontato <uesto
argomento. Le sue conclusioni+ cruciali a proposito del nostro la5oro+ 5engono ora esposte.
%:5

La ricezione in 5ernacolo di Dionigi sarebbe iniziata primariamente presso i circoli dei
Domenicani tedesc*i. 1n ogni caso alcuni testi per5enuti in medio neerlandese pro5ano c*e ci
fu una ricezione di Dionigi nel (rabante prima della met4 del Q1O secolo. 9ono testi c*e per
la nostra ricerca si ri5elano particolarmente significati5i' si tratta di opere come il Des geestes
bou3e e il manoscritto 3:%7!73 conser5ato presso la (iblioteca 8eale di (ru=elles.
&uest2ultimo 6 conosciuto come #/anoscritto di 8uusbroec O5$M
%:%
esso include un certo
numero di citazioni di Dionigi all2interno di un piR ampio complesso di testi c*e 9c*eepsma+
non erroneamente+ *a giudicato essere #in un <ualc*e tipo di relazione$ con i trattati in medio
altotedesco attribuiti ad EcD*art.
%:7
1l manoscritto 5iene giudicato essere del 135: circa.
%:;
La
tesi di 9c*eepsma 6 sostanzialmente <uesta' la ricezione di Dionigi in medio neerlandese fu
legata a <uella c*e a55enne in medio altotedesco nel circolo ecD*artiano. Lo studioso si fa
promotore di un2ipotesi' a partire dal 13:: la *eologia mistica di Dionigi a5rebbe influenzato i
sermoni in 5ernacolo di EcD*art e di affini predicatori.
>orniamo ora ai 5ersi della nostra pseudo!,ade-i.c*+ alla comprensione l4 tratteggiata
dell2essenza di Dio come simpel iet J#<ualcosa di semplice$K c*e si ri5ela essere piR
propriamente een bloet niet J#un nudo niente$K. L2e<ui5alenza tra i due sintagmi 5iene
permessa dal riuscito gioco di parole c*e si instaura nella lingua neerlandese appunto tra iet e
niet. Ira <uesto gioco tra le parole iet e niet appare fre<uentemente nei testi mistici dell2epoca.
Esso non 6 presente in (eatrice di )azaret* J 12%;K+ autrice come gi4 sappiamo del primo
trattato di natura spirituale composto in medio neerlandese+ le Seven manieren van minnenM
non compare nemmeno nelle opere della grande ,ade-i.c* Jconsiderata atti5a attorno alla
met4 del Q111 secoloK tranne c*e in un punto della sua opera+ all2inizio di una lettera'
9aluta 9ara a nome mio+ sia c*e io sia per lei qualcosa o niente.
%:"
1l gioco di parole lo si ritro5a ad esempio nel poema 9ranum sinapis J?ranello di senapeK+
composizione poetica conosciuta anc*e come Drei#altikeitslied J1nno trinitarioK+ c*e 5a
605 SCHEEPSMA, )illing the lanks, p. 285-286, 294-296.
606 Si veda LEVENS, De spekulatie$e *$4gedichten.
607 SCHEEPSMA, )illing the lanks, nota 38, p. 299.
608 Nota 38, p. 299.
609 Groet mi oec saren metten selven yet ende niet, dat ic ben. HADEWJCH, rie$en, 1-2, p. 215.
15"
anno5erata #tra i capola5ori della mistica del tardo medioe5o$.
%1:
)el corso del nostro la5oro
ritorneremo piR 5olte su <uesto poema a moti5o di alcune affinit4 con le Mengeldichten della
nostra pseudo!,ade-i.c*. 9i tratta di una composizione poetica anonima redatta in medio
altotedesco in forma di se<uenza. ll2oggi la si considera essere dei primi anni del Q1O
secolo. 8u* e ,aas la considerano opera di EcD*art+ altri in5ece+ come C. ,aug ne *anno
messo in dubbio la paternit4 ecD*artiana.
%11
La se<uenza consta di otto strofe di dieci 5ersi
ciascuna+ costruite secondo lo sc*ema aabbc, ddeec. Di <uesto poema emerge in modo
particolare il carattere apofatico+ sulla linea della dottrina di Dionigi reopagita+ tanto c*e
8u* si 6 riferito al contenuto giudicandolo una #mistica dionisiana$.
%12
Di esso 6 per5enuto
anc*e un commento in latino' secondo /c?inn <uesto 6 un segno di <uanto significati5i i
poemi fossero giudicati per la comunicazione dell2insegnamento mistico.
%13

)elle strofe settima e otta5a del Drei#altikeitslied incontriamo il gioco tra icht e nicht+
ossia tra #<ualcosa$ e #niente$.
Di5enta come un bimbo
di5enta sordo+ di5enta ciecoU
1l tuo proprio qualcosa
de5e di5entare niente+
trascendi ogni qualcosa e ogni nienteU
%14
...
I anima mia
esci+ lascia entrare DioU
ffonda ogni mio qualcosa
nel di5ino niente
affonda nel flutto senza fondoU
%15
....
9e la nostra attenzione si sposta ad EcD*art e a <uelli c*e sono considerati i suoi testi
610 Cos McGinn e Ruh che hanno pi volte sottolineato l'importanza di questo poema. McGNN, 6he
+ar$est of Mysticism, p. 315. RUH, 6e=tkritik zum Mystikerlied, p. 221.
611 Per i riferimenti a questi autori si veda ancora McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 316.
612 RUH, Meister Eckhart. 6eologo T Predicatore, p. 67-85.
613 p. 315. Altri importanti studi su questo poema sono: RUH3 6e=tkritik zum Mystikerlied; RUH,
Meister Eckhart. 6eologo, p. 67-85: in queste pagine ne fornita anche una traduzione in italiano;
un'altra traduzione in italiano che comprende anche la traduzione del commento latino si trova in
MESTER ECKHART, 2l nulla di$ino, p. 3-43. Si veda poi HAAS, .ermo myticus; ECKHART,
Pome (a cura di A. de Libera). l commento in latino stato edito da Bindschedler: Der
lateinische <ommentar.
614 Qui traduzione mia. Wirt als ein kint/ wirt toup, wirt blint!/ dn selbes icht/ mz werden nicht,/ al
icht, al nicht trb uber hr!
615 Traduzione mia. sle mn/ genk z, got n!/ Sink al mn icht/ in gotis nicht,/ sink in d grundelze
vlt!
1%:
autentici+ tro5iamo anc*e in <uesto autore il gioco tra #<ualcosa$ e #niente$. Lo si tro5a nel
9ermone 1+ do5e il mistico tedesco gioca con i due termini a proposito dell2anima'
&uando l2anima giunge alla luce pura+ essa penetra nel suo nulla+ cosP lontana in <uesto
nulla dal suo qualcosa creato c*e essa non puS assolutamente tornare con la forza
propria nel suo qualcosa creato. E Dio+ con il suo essere increato+ si pone sotto il nulla
dell2anima e la mantiene nel suo qualcosa.
%1%
)el 9ermone 23 il gioco tra le parole nulla e qualcosa 6 in5ece riferito a Dio'
9e+ dun<ue+ non 6 nB bont4 nB essere nB 5erit4 nB 7no+ cosa 6 alloraY V propriamente il
nulla+ nB <uesto+ nB <uello. 9e tu pensi ancora qualcosa c*e egli 6+ non lo 6 affatto.
%17
ppaiono in <ueste rig*e appena citate tipic*e espressioni c*e si incontrano anc*e in altri
testi speculati5i di <uesto periodo. La nostra attenzione 5a in modo particolare a #nB <uesto+
nB <uello$' <uesta espressione ritorna sia in altri sermoni di EcD*art+ ! essa ri5este nel mistico
tedesco un grandissimo significato !
%1;
sia nelle Mengeldichten della nostra pseudo!
,ade-i.c*+ sia nel piR sopra menzionato poema 9ranum sinapis. )elle nostre Mengeldichten
essa 6 presente in una strofa c*e noi abbiamo gi4 citato altro5e ma c*e <ui ripetiamo'
7n nobile non so c*i+
)B <uesto+ nB l2altro+
Ci conduce+
Ci guida+
E ci attira
)el nostro 1nizio.
%1"
?uardando in5ece al menzionato poema 9ranum sinapis leggiamo <uanto segue'
&uesto deserto (ene
mai piede calcS+
mente creata
mai 5i giunse'
616 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 95. Swenne diu sle kumet in daz ungemischte lieht, s sleht
si in ir nihtes niht s verre von dem geschaffenen ihte in dem nihtes nihte, daz si mit nihte enmac
wider komen vor ir kraft in ir geschaffen iht. Und got der understt mit sner ungeschaffenheit ir
nihtes niht und entheltet die sle in snem ihtes ihte. Pr. 1 (DW , 2-6, p. 14).
617 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 240. Und enist er noch gete noch wesen noch wrheit noch
ein, waz ist er denne? Er ist nihtes niht, er enist weder diz noch daz. Gedenkest d noch ihtes,
daz er s, des enist er niht. Pr. 23 (DW , 1-3, p. 402).
618 Come nel Sermone 3,4, nel Sermone 9,2 e nel Sermone 46 della raccolta Paradisus anime
intelligentis. McGinn ha raccolto i luoghi dove questa espressione appare. MESTER ECKHART,
6eacher and preacher, p. 400.
619 Mgd. 18,103-108. Een edel ic en weet hoe/ Noch dus noch soe/ Dat ons leidet in,/ Ende ons
berect/ Ende ons in trect/ n ons beghin.
1%1
esso 6+ e nessuno sa cos26.
V <ui+ 6 l4+
6 lontano+ 6 5icino+
6 profondo+ 6 alto+
6 tale c*e esso
non < n questo, n quello.
%2:
Del tema del deserto ci occuperemo nel capitolo successi5o. )oi cogliamo il significato di
<ueste espressioni tra loro affini J#nB <uesto+ nB <uello$+ #nB <uesto+ nB l2altro$+ #non 6 nB <uesto+
nB <uello$K nel senso di una mistica fortemente impregnata di elementi dionisiani. /a
possiamo spiegarci meglio. Ci a55aliamo delle parole dello stesso EcD*art a proposito di
<uesta espressione. 1l teologo e mistico tedesco spiega+ nel 9ermone 4% della raccolta
"aradisus anime intelligentis+ come nella 9acra 9crittura si diano a Dio tanti nomi a moti5o
del fatto c*e nessuna parola puS cogliere completamente la sua nobilt4+ essendo Dio al di
fuori e al di sopra di ogni natura. 0iR precisamente in EcD*art l2espressione su cui ci stiamo
soffermando indica la particolarit4 e i limiti di tutti gli esseri creatiM essi 5engono contrapposti
a Dio c*e non #6 nB <uesto+ nB <uello$ bensP Esistenza ssoluta.
#0erciS lo si c*iama #<uesto e <uello$+ e ciS perc*B egli non 6+ in senso proprio+
nessuna di <ueste cose$. J...K #0uS parlare maggiormente di Dio c*i piR lo nega.$
%21
1n EcD*art il coglimento di Dio come nudit4 ricorda le dispute contemporanee al teologo
tedesco sul primato dell2intelletto o della 5olont4+ contro5ersie particolarmente accese+ com26
noto+ tra i maestri domenicani e <uelli francescani. 1n EcD*art 6 l2intelletto umano a cogliere
Dio nella sua nudit4+ non la 5olont4+ come leggiamo+ fra gli altri+ nel 9ermone latino Q1 e nel
9ermone tedesco 7'
La ri5elazione 6 propriamente nell2intelletto o+ piuttosto+ nell2essenza dell2anima c*e *a
di mira propriamente l2essere. /a l2essere di5ino 6 un essere nudo+ senza 5elo.
%22
620 Ci avvaliamo della traduzione presente in RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 67-70 che noi
abbiamo rivisto quando era il caso. Daz wste gt,/ ni vz durch wt,/ geschaffen sin/ quam s d
hin:/ us ist und weis doch/ nimant was.// Us h, us d,/ us verre, us n,/ us tt, us h,/ us ist als,/
daz us ist weder diz noch daz.
621 Darumme heizit man un dit und daz, daz ist da fon daz he disir dinge kein eginliche ist (...) wer
fon Gode allirmeist kan, der forleukint sin allir meist. Paradisus anime intelligentis (a cura di
Strauch), Sermo 46, 8-9, p. 105. Trad. in RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 83.
622 MESTER ECKHART, 2 sermoni latini3 Sermone X, n. 115, p. 99. Revelatio proprie est apud
intellectum vel potius in essentia animae quae proprie esse respicit. Esse autem deus esse
nudum sine velamine est. S. X n. 115 (LW V, 118-119, p. 108).
1%2
1 migliori maestri dicono c*e l2intelletto spoglia totalmente e coglie Dio nella sua
nudit4+ puro essere+ tal <uale egli 6 in se stesso. Dicono c*e la conoscenza si apre il
passaggio attra5erso la 5erit4 e la bont4+ si proietta sul puro essere e coglie Dio nella
sua nudit4+ come egli 6 senza nome.
%23
&ui i migliori maestri sono appunto i domenicani+ sostenitori del primato dell2intelletto
sulla 5olont4. V significati5o a <uesto riguardo leggere anc*e il seguente brano+ tratto dal
9ermone "'
1o *o detto nella scuola c*e l2intelletto 6 piR nobile della 5olont4+ e tutta5ia entrambi
appartengono a <uesta luce. 7n maestro di un2altra scuola disse c*e la 5olont4 6 piR
nobile dell2intelletto+ giacc*B la 5olont4 prende le cose <uali esse sono in se stesse+ e
l2intelletto prende le cose <uali esse sono in lui. V 5ero. 7n occ*io 6 piR nobile in se
stesso di <uanto lo sia un occ*io dipinto sul muro. /a io dico c*e l2intelletto 6 piR
nobile della 5olont4. La 5olont4 coglie Dio sotto la 5este della bont4. L2intelletto coglie
Dio nella sua nudit4+ spogliato di bont4 e di essere.
%24
9i suppone c*e il #maestro di un2altra scuola$ di cui <ui si dice sia il teologo francescano
?onsal5o di (alboaM EcD*art farebbe <ui riferimento alla contro5ersia c*e ebbe luogo a 0arigi
nel 13:2!13:3 sui temi della 5olont4 e dell2intelletto.
%25
&uesto coglimento di Dio nella sua nudit4 da parte dell2intelletto umano *a aperto nel
discorso scientifico su EcD*art la <uestione della definizione di Dio come essere' la
problematica+ cio6+ della negazione o meno dell2essere a Dio. 9u <uesto tema si era soffermato
in maniera particolare LossD@.
%2%
)el sermone latino Deus unus est J9ermone QQ1QK EcD*art
non nega l2essere a Dio'
Deus unus est/ (isogna notare c*e <uesto si puS intendere in modo duplice. 1n primo
luogo cosP' #Dio+ l27no+ 6$. 1nfatti+ proprio perc*B uno+ gli spetta l2essere+ o55ero di
623 MESTER ECKHART, 2 sermoni, Sermone 7, p. 138. Die besten meister sprechent, daz diu
vernnfticheit schele alzemle abe und nimet got blz, als er lter wesen ist in im selben.
Bekantnisse brichet durch wrheit und gete und vellet f lter wesen und nimet got blz, als er
ne namen ist. Pr. 7 (DW , 5-8, p. 122).
624 MESTER ECKHART, 2 sermoni, Sermone 9, p. 150-151. ch sprach in der schuole, daz
vernnfticheit edeler wre dan wille, und gehrent doch beidiu in diz lieht. D sprach ein meister
in einer andern schuole, wille wre edeler dan vernnfticheit, wan wille nimet diu dinc, als sie in in
selben sint, und vernnfticheit nimet diu dinc, als sie in ir sint. Daz ist wr. Ein ouge ist edeler in
im selber dan ein ouge, daz an eine want gemlet ist. ch spriche aber, daz vernnfticheit edeler
ist dan wille. Wille nimet got under dem kleide der gete. Vernnfticheit nimet got blz, als er
entkleidet ist von gete und von wesene. Pr. 9 (DW , 9-11, 1-5, p. 152-153).
625 Nota 15, p. 150; si veda anche LOSSKY, 6h!ologie n!gati$e, p. 213.
626 LOSSKY, 6h!ologie n!gati$e, p. 212-214. Sulla medesima questione si veda anche FAGGN, in
MAESTRO ECKHART, 6rattati e prediche, p. 14-19.
1%3
essere il suo essere+ di essere il puro essere+ di essere l2essere di tutte le cose.
%27

<uesto riguardo si 6 ri5elato significati5o accostare <uesto stralcio ad un noto sermone
tedesco+ il 9ermone tedesco " Juasi stella matutina'
lcuni maestri rozzi dicono c*e Dio 6 puro essereM ma egli 6 cosP ele5ato al di sopra
dell2essere <uanto il piR alto degli angeli lo 6 al di sopra di un moscerino. 9e c*iamassi
Dio essere+ parlerei tanto falsamente <uanto se dicessi c*e il sole 6 pallido o nero. Dio
non 6 nB <uesto nB <uello. E un maestro dice' C*i crede di a5er conosciuto Dio+ e con
ciS di conoscere <ualc*e cosa+ non *a conosciuto Dio. /a <uando *o detto c*e Dio non
era un essere e c*e era al di sopra dell2essere+ non gli *o con <uesto negato l2essere+ ma+
al contrario+ gli *o attribuito un essere piR ele5ato.
%2;
La dottrina <ui delineata 6 c*iaramente una dottrina di impianto dionisiano. 1 maestri rozzi
sono o55iamente i francescani+ in primo luogo ?onsal5o di (alboa e ?io5anni Duns 9coto+ il
suo discepolo. &uando nel brano EcD*art si riferisce a #un maestro$+ potrebbe trattarsi di
Dionigi reopagita.
%2"
Isser5iamo c*e anc*e <ui compare l2espressione di cui piR sopra
abbiamo trattato' #Dio non 6 nB <uesto+ nB <uello$. 1n linea con una mistica dionisiana
possiamo dire c*e affermando c*e Dio non 6 un essere non si intende negare a Dio l2essere+
ma sostenere c*e Dio 6 al di sopra dell2essereM piR c*e negare si intende+ al contrario+
attribuirgli un essere piR ele5ato. Oedremo c*e <uesto 6 anc*e il senso c*e 8uusbroec
attribuisce alla sua concezione+ a lui particolarmente cara+ del #niente$ di Dio e c*e <uesto 6
anc*e il senso c*e noi sosteniamo a proposito dei 5ersi della nostra pseudo!,ade-i.c*.
9e appunto si guarda a 8uusbroec+ si nota come egli usi la parola niet e la applic*i tanto
all2anima c*e a Dio. )elle pagine c*e dedic*eremo al rapporto del mistico con le poesie della
pseudo!,ade-i.c* 5edremo come in alcuni passaggi egli pare essersi lasciato ispirare proprio
dai 5ersi della nostra autrice anonima c*e piR sopra abbiamo citatoM
%3:
8uusbroec definir4
627 MESTER ECKHART, 2 sermoni latini, p. 193-194. Deus unus est. Notandum quod dupliciter hoc
potest accipi. Primo sic: deus unus est. Nam hoc ipso quod unus, ipsi competit esse, id est quod
sit suum esse, quod sit purum esse, quod sit omnium esse. S. XXX n. 301 (LW V, 301.6-8, p.
267.)
628 MESTER ECKHART, 2 sermoni, Sermone 9, p. 148. Grobe meister sprechent, got s ein lter
wesen; er ist als hch ber wesene, als der oberste engel ist ber einer mcken. ch sprche als
unrehte, als ich got hieze ein wesen, als ob ich die sunnen hieze bleich oder swarz. Got enist
weder diz noch daz. Und sprichet ein meister: swer d wnet, daz er got bekant habe, und
bekante er iht, s enbekante er got niht. Daz ich aber gesprochen hn, got ens niht ein wesen
und s ber wesene, hie mite enhn ich im niht wesen abegesprochen, mr: ich hn ez in im
gehhet. Pr. 9 (DW , 35-36, 1-6, p. 145-146).
629 Nota 6, p. 148.
630 Ossia questi versi: Daer dunct hare baren/ Sonder verclaren/ Een simpel iet,/ Alse in vertien;/
Doch moet sijs lien/ n een bloet niet. Mgd. 17,49-54. (L, a lei sembra mostrarsi/ Senza rivelarsi/
Una cosa semplice,/ Che pare scomparire;/ Eppure deve riconoscerla/ n un nudo niente.)
1%4
infatti la Deit4 come #oscurit4+ nudit4 e niente$.
%31
mpe commentando <ueste parole e il
passo corrispondente+ c*e noi abbiamo appena riportato in nota+ *a messo in risalto c*e il
niente e l2indeterminatezza lP tratteggiati non sono una mancanza di forma o una negazione
dell2essenza di DioM non si tratta cio6 di un2esclusione di perfezione in Dio per de#ectum+ bensP
piR propriamente per e,cessum.
%32
V insomma per ragioni di piR alta perfezione e non di piR
radicale imperfezione c*e il niente entra nella storia della contemplazione. L2aspetto del niente
in Dio 5iene accentuato dal mistico brabantino con una certa predilezioneM tema di
speculazione neoplatonica+ esso testimonia l2influsso c*e anc*e 8uusbroec subP di Dionigi
reopagita e dei neoplatonici.
%33
/a+ lo ripetiamo con altre parole ancora+ l2apofasi noetica
non contamina l2apofasi ontologica' 5i 6 <ui una #5ia negationis$ c*e trascende il senso e
l2intelletto ma anc*e in <uesto caso non si 5uole mai togliere l2essere a Dio.
1nfine 5ogliamo <ui ricordare+ senza assumerci lo scopo di entrare in profondit4
nell2argomento+ come la speculazione attorno al niente di Dio abbia a55icinato piR 5olte+ per
mezzo di di5ersi studiosi+ la figura di 8uusbroec al (uddismo+ come del resto 6 il caso per la
nostra pseudo!,ade-i.c*+ come abbiamo ricordato nel nostro capitolo dedicato al dibattito
storiografico. CosP nella letteratura scientifica dedicata al mistico brabantino si incontrano
anc*e titoli come 0uusbroec in gesprek met het .osten/ Mystiek in boeddhisme en
christendom J8uusbroec in dialogo con l2oriente' mistica nel buddismo e nel cristianesimoK a
cura di un /ommaers.
%34
La parola #niente$ ricorre costantemente nel Miroir di /arg*erita 0orete. L2 #enumeratio
formarum$ del CCC/ indica+ per l2edizione latina+ una ricorrenza di 2%5 5olte del termine
nichil.
%35
/olto spesso <uesta parola compare nella formulazione+ fre<uentissima nel Miroir
631 Anticipiamo qui il passaggio che verr pi dettagliatamente discusso nel capitolo dedicato a
Ruusbroec: Ende hier ontmoet hi gode sonder middel. Ende uter eenicheit gods schijnt in hem
een eenvuldich licht, ende dit licht toent hem duysternisse, bloetheit ende niet. nder
duysternissen wert hi omvaen, ende valt in onwisen alse in een verdolen. nder bloetheit verliest
hi ghemerc ende ondersceet van allen dinghen, ende wert overformt ende doregaen met
eenvoldigher claerheit. nden niete faeilleert hi alle sijns werkes, want inden werkene der
grondeloser minnen gods wert hi verwonnen. Die geestelike brulocht, (CCCM 103), l.
b2180-2187, p. 527. (E qui egli incontra Dio senza intermediario. E dall'unit di Dio risplende in lui
una semplice luce, e questa luce gli mostra oscurit, nudit e niente. Nell'oscurit egli viene
avvolto e cade nell'assenza di modi come in uno smarrirsi. Nella nudit egli perde percezione e
distinzione di tutte le cose e viene trasformato e pervaso dalla semplice lucentezza. n quel nulla
egli cessa tutte le sue opere, poich egli viene vinto nell'attivit dell'amore abissale di Dio).
632 AMPE, De grondli-nen $an Ruusbroec/s drie;enheidsleer, p. 52-53.
633 AMPE, De grondli-nen $an Ruusbroec/s drie;enheidsleer, p. 53.
634 Altri contributi a questo riguardo sono: MOMMAERS BRAGT, Mysticism3 uddhist and
:hristian. Encounters ,ith Aan $an Ruusbroec (si tratta della versione in inglese dell'opera da noi
sopra menzionata). Si veda anche CORNLLE, :hristeli-ke en boeddhistische mystiek in dialoog e
un pi datato contributo: NAMBARA, Die 2dee des absoluten Dichts, p. 219-223 per quanto
riguarda Ruusbroec.
635 2nstrumenta le=icologica latina (a cura di Verdeyen), p. 24.
1%5
della 0orete+ di paradossi ed ossimoriM pensiamo ad esempio alla coppia nient e tout ma anc*e
alla coppia plus e moins. 9i osser5ino ad esempio <ueste rig*e'
Diremo+ dice more+ c*e Dio preferisce il piR di <uest2nima in lui Zle plus de ceste
Ame en luy[+ piuttosto c*e il meno in lei stessa Zque moins d'elle mesmes[.
/a <uest2nima dice' )on c26 nessun meno Zpoint de moins[+ non c26 c*e il tutto Z#ors
tout[+ e <uesto posso ben dirlo+ e dire la 5erit4.
%3%
De Longc*amp *a riflettuto sui termini plus e moins e li *a ritenuti tanto fondamentali
nella struttura del Miroir <uanto intraducibili all2interno dei contesi in cui essi appaiono+
nell2opera. 9econdo lo studioso li si potrebbe tradurre approssimati5amente con+
rispetti5amente per plus e moins+ #ce <ui dBpasse l2cme$ JciS c*e oltrepassa l2animaK e #ce <ui
ne la dBpasse pas$ JciS c*e non la oltrepassaK. 0er <uanto concerne ciS c*e essi significano+
ciS c*e 5ogliono portare ad espressione+ secondo lo studioso essi 5orrebbero contrapporre ciS
c*e l2anima esperimenta nell2assorbimento in Dio+ <uando Dio la riconduce alla sua origine+
alla sua esistenza fondamentale nel cuore della >rinit4+ e <uello c*e in5ece l2anima stessa
tro5a per mezzo di uno suo sforzo proprio all2interno di se stessa.
%37
CiS c*e de Longc*amp
sottolinea in modo particolare del Miroir 6 il processo a cui nell2opera si fa riferimento di
ritorno dell2anima alla sua causa prima+ per cui per lo studioso l2idea+ costantemente
soggiacente nell2opera della 0orte+ 6 <uella dell2esistenza fondamentale dell2anima in Dio+ nel
#piR$ al <uale solamente l2anima annientata e resa semplice puS accedereM e <uesto in
contrasto con le condizioni dell2esperienza mondana nel #meno$.
%3;
9econdo /. Oannini+ in
un2accezione leggermente differente+ il plus e moins signific*erebbero rispetti5amente ciS c*e
permette all2anima di superare la condizione di creaturalit4 e di raggiungere lo stato di5ino e+
per contrapposizione+ i limiti della condizione creaturale e la perdita della somiglianza con
Dio.
%3"
7na nota aggiunti5a. 7n altro significati5o passaggio N ma essi sono numerosissimi N in cui il
gioco degli ossimori e dei paradossi tra i termini di cui ci stiamo occupando Jin particolare tra nient e
tout> 6 presente in modo particolarmente forte+ 6 alle prime rig*e del cap. 1%+ c*e noi riportiamo <ui
636 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 11, r. 98-101, p. 163-165. Nous
dirons, dit Amour pour les auditeurs, que Dieu ayme mieulx le plus de ceste Ame en luy, que
moins d'elle mesmes. Mais ceste &met dit9 l n'y a point de moins, il n'y a fors tout; et ce puis je
bien dire et verit dire. MARGUERTE PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCC 69), r.
102-106, p. 44.
637 MARGUERTE PORETE, Le miroir des Pmes simples (a cura di de Longchamp), nota 11,4, p.
242-243.
638 Nota 16,2, p. 245.
639 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, nota 57, p. 162.
1%%
nella traduzione italiana' #8agione+ dice more+ per <uel c*e *o detto+ c*e l2nima affrancata sa tutto
e non sa niente+ 5i rispondo c*e essa sa per 5irtR di fede <uel c*e le con5iene sapere per la sua
sal5ezzaM e cosP non sa niente di <uello c*e Dio *a in lei di sB per lei+ e c*e non dar4 a nessun altro
tranne c*e a lei. 1n <uesto genere d2intellezione dun<ue <uest2nima sa tutto eppure non sa niente.
Ouole tutto+ dice more+ eppure non 5uole nienteM poic*B <uest2nima+ dice more+ 5uole cosP
perfettamente la 5olont4 di Dio+ c*e non sa+ nB puS+ nB 5uole+ nel suo 5olere+ altro c*e la 5olont4 di
Dio.$
%4:
C26 perS nell2opera della 0orete anc*e un #niente$ c*e si riferisce a Dio. V strano a <uesto
proposito c*e (abinsD@ nel suo argomentare circa l2uso di <uesto termine nel Miroir non
faccia menzione di <uesto uso+ ma consideri solo l2accezione in cui la parola #niente$ si
riferisce all2anima.
%41
Considerer4 in5ece <uest2uso /c?inn.
%42

<uesto proposito la nostra attenzione si sofferma su due passi significati5i del Miroir.
l capitolo 2% leggiamo'
>ale nima 6 cosP c*iara nella conoscenza+ c*e 5ede sB come nulla in Dio+ e Dio come
nulla in sB.
%43
/a anc*e un piR lungo brano+ tratto dal cap. 4%+ merita ancora la nostra attenzione'
more ! Ira+ <uest2anima 6 sprofondata e giunta alla conoscenza del piRM ossia+ a sapere
soltanto c*e non conosce niente di Dio+ rispetto al tutto di lui.
8agione N E* diamine+ dice 8agione+ si osa dun<ue c*iamare niente <ualcosa c*e 6
DioY
L2nima N Certo+ dice <uest2nima. E 5olete sapere comeY 1n 5erit4+ 6 ben niente una
cosa di lui c*e non ci 6 nB ci sar4 data J...K 1nfatti+ in paragone+ se potesse darsi c*e
<uesto fosse 5erit4+ sarebbe ancora niente rispetto ad una sola scintilla della sua bont4+
c*e dimora nella sua conoscenza+ al di fuori della nostra conoscenza.
L2nima N I*imB+ dice <uest2nima+ c*e ne 6 dun<ue+ del tutto di lui+ se tanto bene si
puS dire del meno di luiY E*+ dolcissimo mico+ dice <uest2nima+ <uesto lo sapete 5oi
640 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, r. 4-12, p. 183. Amour. Raison, dit
Amour, ad ce que j'ay dit que l'Ame Enfranchie scet tout et si ne scet neant, je vous respons
qu'elle scet par la vertu de foy ce qui luy convient savoir pour son salut; et si ne scet neant de ce
que Dieu a en elle de luy pour elle, qui ne donnera a nulluy fors que a elle. Donc par cestuy
entendement scet ceste Ame tout et si ne scet neant. Elle veult tout, dit Amour, et si ne veult
neant; car ceste Ame, dit Amour, veult si parfaictement la voulent de Dieu, qu'elle ne scet, ne ne
peut, ne ne veult en son vouloir que la voulent de Dieu. MARGUERTE PORETE, Le mirouer
des simples ames, (CCCM 69), r. 3-11, p.64-66.
641 MARGUERTE PORETE, 6he Mirror of simple souls (a cura di Babinsky), p. 37-38.
642 Tra i diversi contributi dello studioso: McGNN, 6he )lo,ering of mysticism, p. 257.
643 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 26, r. 7-8, p. 209. Telle Ame est
si clere en cognoissance, que elle se voit nient en Dieu et Dieu nient en elle. MARGUERTE
PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCC 69), r. 7-9, p. 92.
1%7
solo+ e <uesto mi basta.
%44

L2anima 6 giunta a conoscere ciS c*e la oltrepassa' arri5a a sapere di non conoscere niente
di Dio. 8agione+ c*e nell2opera 5iene particolarmente deprezzata ma c*e consente anc*e di
introdurre di 5olta in 5olta gli argomenti c*e stanno cari alla 0orete+ <uelli sui <uali lei 5uole
ritornare e soffermarsi+ c*ieder4 mera5igliata come si osi c*iamare niente <ualcosa c*e 6 Dio.
nima risponder4 argomentando c*e 6 ben niente ciS c*e di Dio si conosce rispetto al tutto di
lui.
La dottrina c*e sottosta a <ueste parole non puS c*e fare pensare alla teologia negati5a di
Dionigi reopagita. Iccorre dire come perS sia azzardato+ sopratutto nel caso della 0orete+
operare un legame diretto con il misterioso teologo. C26 una tendenza negli studi ad insistere
sull2uni5erso apofatico del Miroir e a giudicare l2opera come una sorta di mero dialogo
apofatico con una forte presenza di temi s<uisitamente dionisiani+ come *a rile5ato la studiosa
CrB.
%45
La teologia apofatica o negati5a 6 senz2altro un elemento dell2opera ma sarebbe
scorretto dare del Miroir della 0orete un2interpretazione tutta e solo in termini di teologia
negati5a.
<uesto riguardo il giudizio di ). Catson sull2opera risulta fuor5iante. 9econdo lo studioso il
/iroir sarebbe'
una fantasia teologica altamente concentrata sul tema centrale della mistica apofatica Jo
negati5aK+ come si s5iluppS dallo pseudo!Dionigi l2reopagita all2inizio del sesto secolo
a scrittori come 7go di 9an Oittore+ >ommaso ?allo e EcD*art nei secoli dodicesimo+
tredicesimo e <uattordicesimo' il tema essendo c*e Dio non puS essere nominato o
rappresentato adeguatamente da alcun segno+ e c*e il piR 5icino approccio c*e puS
essere fatto ad egli <uindi consiste in un rifiuto sistematico di parole ed immagini c*e
tentano di portarlo ad espressione+ in una ricerca dell2 #oscurit4 di5ina$ c*e sta al di l4
del linguaggio e di ciS c*e 6 creato.
%4%
644 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 46, r. 5-19, p. 255-257. Amour. -
Ores est ceste Ame cheue et venue en cognoissance du plus; voire, seulement en ce qu'elle ne
cognoist nient de Dieu envers le tout de luy. Raison. - Hee, dea! dit Raison, ose l'en bien appeller
nient, chose qui est de Dieu? L'Ame. - Oy, dea! dit ceste Ame. Et comment donc? Vrayement,
c'est bien nient, quelque chose qui nous soit donnee, ne ne sera, de luy. Voyre, pouse qu'il nous
donnast ce mesmes qui dessus est dit en cest escript; car, par comparaison, se ce povoit estre
que ce fust verit, encore seroit ce nient, au regart d'une seule estincelle de sa bont, qui
demoure en sa cognoissance, hors de notre cognoissance. L'Ame. - O, o! Dit ceste Ame, et
qu'esse donc tu tout de luy, puisque l'en peut dire tant de biens du moins de luy? Hee, tres doulx
amy, dit ceste Ame, ce savez vous tout seul, et ce me souffist. MARGUERTE PORETE, Le
mirouer des simples ames, (CCCM 69), r. 4-19, p. 140-142.
645 CR, *ernacular mysticism, p. 169, 174.
646 WATSON, Misrepresenting the ?ntranslatable, p. 124, citato da CR, *ernacular mysticism, nota
18, p. 170.
1%;
Oa detto c*e in ogni caso sul tema del #nulla di5ino$+ tema di interesse speculati5o+ *a
scritto ?nddinger in pagine piR autore5oli c*e il commentario di 7go di 9an Oittore J 1141K
alla 9erarchia Celeste potrebbe essere stato il tramite della conoscenza di /arg*erita di
Dionigi reopagita.
%47
1n <uesta discussione il giudizio di /c?inn sull2apofatismo in
/arg*erita 0orete e sul connesso nodo teologico del #nulla di5ino$ si ri5ela a nostro a55iso il
piR consono per un2opera come il Miroir des simples ames. Egli parte riconoscendo la
centralit4 del nihil nell2opera tanto da giudicare il pensiero mistico della 0orete concentrato su
due tesi+ c*e egli c*iama due #colonne apofatic*e$' Dio 6 totalmente incomprensibile e perciS
#niente$ nella prospetti5a delle categorie umaneM l2anima di5enta niente attra5erso il niente
5olere per raggiungere Dio c*e 6 niente Je perciS tuttoK.
%4;
9econdo lo studioso il punto
essenziale dell2apofatismo+ nella 0orete+ 6 la sua rappresentazione nel testo+ do5e esso tro5a
espressione in parole+ in paradossi+ in ossimori+ ecc.+ e perciS il parere di /c?inn 6 c*e le
<uestioni delle fonti e dell2influenza siano sempre secondarie'
%4"
la 0orete+ afferma lo studioso+
conobbe certamente gostino e i piR importanti mistici del Q11 secolo+ ma non 6 facile ed 6
relati5amente poco importante stabilire c*e contatto lei possa a5er a5uto con il corpus
dionisiano e i suoi interpreti. 0er lo studioso americano la 0orete+ come tutti i mistici
apofatici+ insiste c*e non ci si puS riferire a Dio per mezzo di categorie+ ma c*e ci si puS solo
sforzare costantemente del processo di negazione delle opere dell2intelletto e della 5olont4 al
fine di l2unione in Dio.
%5:

/ +0 'ell'immen#it9 #elvaggia
1n dat -ilde -i.t
Della natura di5ina+ dell2essenza di Dio+ 5iene data nelle nostre poesie una serie di
descrizioni e rappresentazioni. bbiamo 5isto nelle nostre precedenti pagine come essa 5enga
piR 5olte delineata come #nudit4$ e+ in una strofa+ come #niente$.
%51
Ira occorre considerare
c*e le nostre poesie fanno spesso riferimento ad una dimensione di spazialit4 descritta come
647 MARGARETA PORETE, Der .piegel der einfachen .eelen (a cura di Gndinger), p. 241-244.
648 McGNN, 6he )lo,ering of mysticism, p. 257.
649 p. 443, nota 305.
650 p. 257.
651 Ripetiamo qui i passi cruciali in cui queste descrizioni emergono: Mgd. 20,1-6: "Nella Deit/ Di
personalit/ Non vi alcuna forma./ La Trinit,/ n unit,/ pura nudit. Mgd. 18,79-84,91-96: "
ci che a noi in Ezechiele,/ l profeta,/ quattro animali insegnarono:/ Essi procedevano/ Nella
nudit,/ E non tornavano./ (...) Ma considerate:/ Essi non tornarono/ Nel loro procedere,/ E ciS
nella nudit/ Dell'unit,/ Al di sopra del comprendere. Mgd. 17,49-54: "L, a lei [all'anima] sembra
mostrarsi/ Senza rivelarsi/ Una cosa semplice,/ Che pare scomparire;/ Eppure deve riconoscerla/
n un nudo niente.
1%"
ampiezza pri5a di limiti ed inafferrabile+ una dimensione a cui l2anima accede attra5erso la
contemplazione. 9i tratta ancora di una rappresentazione della natura di5ina. )el capitolo
dedicato a 8uusbroec 5edremo+ nell2analisi dei suoi trattati+ c*e in essi 5i sono delle
rappresentazioni molto simili+ anc*e se il mistico brabantino utilizzS una serie di metafore del
di5ino c*e nella pseudo!,ade-i.c* non si rin5engono. Leggiamo di <uest2ultima i seguenti
5ersi della poesia 17'
1n <uell2ampiezza infinita+
Do5un<ue+
9enza fine+
L2anima 5iene di5isa+
1ngrandita e poi unita
1n un ing*iottimento'
L2anima c*e
1n una silenziosa caccia+
>ro5er4
L2immensurabile
>otalit4
>otalmente inafferrabile.
%52
nc*e <uando nella medesima poesia si parler4 del momento dell2unione+ nel <uale
l2anima perde le proprie distinzioni personali Jimmagini e figureK+ l2essenza di5ina 5err4
descritta come ampiezza infinita ed inafferrabile. #)ell2intimit4 dell2unit4$ le anime sono
Come liberate
)el tempo eterno+
1ncreate+
)ell2ampiezza silenziosa
9enza limite
1nafferrabile.
%53
0articolare risulta ai nostri occ*i l2immagine della caccia di cui ai 5ersi piR sopra'
#L2anima c*e3 1n una silenziosa caccia+3 >ro5er43 L2immensurabile3 >otalit43 >otalmente
inafferrabile.$ &uesta immagine sembrerebbe a prima 5ista un ricordo di ,ade-i.c*M la si
652 Mgd. 17,37-48. n dat eweghe wide/ n alle side/ Sonder inden/ Werdet si ghedeilt,/ Ghebreidet,
gheheilt/ n een verslinden:/ Die ghedachte/ n stilre iachte/ Die dat onghemeten/ Al in al/ Venden
sal/ Al ombegrepen.
653 Mgd. 17,103-108. Alse ghevrijt/ n eweghen tijt/ Onghescepen/ n stille wijt/ Sonder crijt/
Onbegrepen.
17:
tro5a presente in modo particolare nelle sue "oesie Stro#iche. >utta5ia il senso esplicitato
dalla grande poetessa brabantina+ a riguardo di <uesto termine+ 6 di5erso da <uello c*e emerge
nella nostra pseudo!,ade-i.c*.
V codardo colui c*e fugge
ciS c*e lo mise alla caccia'
6 l2more+ c*e ci promise il suo regno.
*+ non meno del tutto+ *a per noi significato.
%54
1n <uesta e in altre "oesie Stro#iche emerge come sopra55i5a nell2amante la sensazione
c*e la Minne+ l2more+ rimanga per lui irraggiungibile. Emerge una figura di more c*e attira+
c*e si lascia 5olentieri cacciare+ ma c*e+ ogni 5olta+ sfugge all2amante stesso. Di5erso 6 lo
scenario c*e si presenta nella pseudo!,ade-i.c*. )ei suoi piR sopra citati 5ersi 6 l2anima a
compiere una sileniosa caccia+ tutta5ia l2anima non 6 alla caccia di more. Oi 6 piuttosto
l2immagine di un2anima c*e+ smarrita nell2infinita 5astit4 dell2essenza di Dio+ pare operare una
#ricognizione$+ una sorta di esplorazione di <uella di5ina #terra$+ c*e non potr4 c*e tro5are
#immensurabile$ e #totalmente inafferrabile$. L2immagine della caccia 6 presente un2altra
5olta in <uesto primo gruppo dei componimenti della pseudo!,ade-i.c* nella poesia 1;+ in
5ersi c*e si riferiscono all2unit4 raggiunta tra l2anima e Dio.
*+ Egli 6 5ostro
E sempre nuo5o+
)obile anima+
LP 5oi siete liberata
E fatta prigioniera
D2una simile caccia.
%55
1n <uesti 5ersi pare c*e sia more a condurre la caccia. )ell2unit4 con Dio l2anima sembra
una 5ittima impotente delle azioni di more' come in un gioco+ in una bizzarra e singolare
caccia+ essa 5iene liberata ed imprigionata. L2immagine della caccia ritorna ancora una 5olta
nel secondo gruppo delle poesie+ nella poesia 25+ do5e il 5erbo (aghen+ c*e noi cercando di
interpretare i di5ersi contesti abbiamo tradotto in due modi di5ersi N il sostanti5o (ach lo
abbiamo in5ece tradotto con #caccia$ ! 5iene applicato tanto all2amante <uanto ad more.
/isero 6 c*i non conosce ciS c*e insegue e ciS c*e fugge+ ciS c*e ama e ciS c*e teme' misero
654 Traduzione mia. .trofische 5edicht 42,45-48. Hi es bloede, die dat vliet/ dat hem selven jagen
riet:/ dat es minne, die ons hare rike onthiet./ Ay, niet men dan al en si ons iet.
655 Mgd. 18,61-66. Ay, hi es uwe/ Altoes nuwe,/ Edele ghedachte,/ Daer ghi inne ontdaen/ Sijt ende
ghevaen/ Met susseghedaenre iachte.
171
6 cio6 c*i non 6 al corrente del risc*io c*e si *a nel seguire ed inseguire moreM egli non sa
c*e la caccia condotta da more lo ridurrH #da tutto a un niente$. La caccia si colora+ in
<uesta seconda 5olta+ di un significato piR radicale+ simile a <uello del depredare prepotente e
spietato. )otiamo inoltre il ricorso del tema del #niente$+ riferito alla natura'
*i me+ Dio+ cosa a55iene+
c*i non ode e non 5ede
&uel c*e insegue e <uel c*e fugge+
&uel c*e ama e <uel c*e teme'
La caccia dell2more+ se pure a5e5a <ualcosa+
Lo riduce da tutto a un niente.
%5%
Iccorre perS dire c*e il penultimo 5erso puS anc*e essere inteso in modo di5erso.
)ell2originale medio neerlandese esso si ripresenta come #Der minnen iacht///$. Ebbene'
<uesta espressione 6 ambigua N 5olutamente ambigua+ cosP come il poetare permette !+ si
presta infatti ad essere interpretata a doppio senso' abbiamo scelto di tradurre con #la caccia
dell2more$ ma Der minnen iacht puS significare anc*e #la caccia di more$ o #la caccia
all2amore$' la caccia cio6 c*e l2uomo compie per cercare more. 1n <uesto senso i 5ersi <ui
ricordano ,ade-i.c*+ il cui significato della caccia abbiamo sopra esplicitato. bbiamo
tro5ato una con5alida in <uesta possibile interpretazione e in <uesto possibile orizzonte di
significato nelle parole di Oan /ierlo c*e nella edizione di <ueste poesie a proposito della
/gd. 25 nota5a c*e #l2autentico spirito *ade-i.c*iano parla piR in <uesta poesia c*e
altro5e$.
%57

>orniamo ora alle nostre osser5azioni riguardanti le rappresentazioni del di5ino nella
pseudo!,ade-i.c*. bbiamo 5isto c*e una delle idee ricorrenti a proposito della Deit4 c*e
spesso emerge nel primo gruppo di poesie di cui <ui stiamo trattando 6 <uella c*e 5uole la
natura di5ina come infinita ampiezza c*e l2anima de5e esplorare+ conoscere+ e in fondo+
con<uistare. Iccorre osser5are come non solo la dimensione dell2ampiezza tro5i <ui
espressione' alcuni passi sembrano suggerire+ a proposito della natura di5ina+ anc*e il senso
della profondit4. 9i pensi a <uesto proposito ai 5ersi riguardanti gli animali descritti dal
profeta Ezec*ieleM essi+ a5anzando+ si inoltrano 5ia 5ia nell2essenza di Dio senza piR fare
ritorno'
V ciS c*e a noi in Ezec*iele+
656 Mgd. 25,25-30. Ay, mi deus, wat es hem ghesciet,/ Die dat en horet noch en siet/ Dattenne iaghet
ende daer hi vore vliet,/ Ende dat hi mint ende van minnen ontsiet:/ Der minnen iacht, hadde hi
vore iet,/ Jaghet hem van allen op een niet.
657 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 133.
172
1l profeta+
1 <uattro animali insegnarono'
Essi procede5ano
)ella nudit4+
E non torna5ano.
J...K
/a considerate'
Essi non tornarono
)el loro procedere+
E ciS 6 nella nudit4
Dell2unit4
l di sopra del comprendere
%5;
1l ripetuto moti5o+ nel gruppo delle poesie+ del mancato ritorno+ 6 sempre associato alla
Deit4 e 5a sempre nella direzione di suggerire l2osser5ata dimensione di profondit4.
9ignificati5a 6 per esempio la poesia 1" do5e il mancato ritorno+ espresso nel termine
onghekeert+ 6 associato alla metafora dell2ancorare+ indicante anc*2essa un aspetto di
profondit4.
La de5e raggiungere
1n una pregustazione
E ri5elarsi degno+
C*i senza ritorno
Ouole gettare l2ancora
)ella nobile Deit4.
%5"
&ueste distinzioni di larg*ezza e di profondit4 sono importanti in modo particolare
<uando si procede al confronto con i testi di altri mistici+ come ad esempio con i testi di
,ade-i.c*. /a rimaniamo per il momento ancora presso la nostra pseudo!,ade-i.c*. nc*e
la metafora dell2ing*iottimento suggerisce+ a riguardo della natura di5ina+ una dimensione di
profondit4. 0er il particolare significato c*e <uesta metafora sembra suggerire N essa pare
658 Mgd. 18,79-84, 91-96. Dies ons in ezechiele/ Den prophete vele/ Die .. diere leerden/ Die
vorwert ghinghen/ n derre bloetinghen/ Ende niet en keerden./ (...)/ Maer besiet:/ Si en keerden
niet/ n hare voert gaen,/ Dat es inder bloetheyt/ Der enecheyt/ Boven verstaen.
659 Mgd. 19,55-60. Hi moet in een voresmaken/ Tierst gheraken/ Ende ghewerdet sijn,/ Die
onghekeert/ Sal bliven ghemeert/ Ane die godheyt fijn. l motivo del mancato ritorno presente
anche nella poesia 24, all'ultima strofa: "Chi la vuole conoscere/ Segua l'Amore/ Senza ritorno
(sonder keer(;/ Sia lodata/ La bella Deit/ Nei secoli.
173
infatti delineare un2esperienza di unione come assorbimento N 5err4 da noi trattata nel capitolo
#8accogliti3 )el puro amore3 9enza distinzione$.
0ossiamo nel frattempo dire c*e la metafora dell2ing*iottimento si rin5iene in 5ersi da noi sopra
citati ma c*e <ui per la comodit4 del lettore riportiamo' #1n <uell2ampiezza infinita+3 J...K3 L2anima
5iene di5isa+3 1ngrandita e poi unita3 1n un ing*iottimento$ J/gd. 17+37!42K e in un altro passo della
poesia 24+ do5e essa 6 associata ad more' #Depreda tutto3 E ing*iotte3 >utto ciS c*e tro5a$ J/gd.
24+%"!71K. nc*e nella poesia 25+ della seconda parte del corpus+ <uesta metafora 6 presente nella
figura dello sguardo di more c*e ing*iotte' #Da c*e seguii l2more3 9ono rimasta in Lui+3 1ng*iottita
in un semplice sguardo.$ /gd. 25+1%!1;.
)elle poesie della nostra pseudo!,ade-i.c* la grandezza infinita della Deit4 pare
contaminare+ in un processo non pri5o di accenti panteistici+ le dimensioni dell2anima c*e si
ritro5a a 5enire smisuratamente allargata. C*e i dati #psic*ici$+ riferiti cio6 all2anima+ 5engano
pure essi espressi in termini dimensionali+ non 6 un caso+ rile5a L. 8e@anert' 6 proprio del
mistico 5oler lasciare Dio+ il di5ino+ #abitare$ in se stesso.
%%:

Con la forza dell2amore
Iccorre c*e l2anima
9ia strappata
Da se stessa
Ed ele5ata
Tino all2alto
Do5e 5iene condotta+
Tatta immensa+ ingrandita
...
%%1
0assi affini ritornano in piR luog*i+ nel corpus di cui ci stiamo occupando.
ncora dalla poesia 1;+31!3%+ per esempio' #1l pensiero ancorato in Dio3 V la clausura dell2amore3
)ell2unit4+3 Do5e l2amore l2*a condotto+3 Tatto immenso+ ingrandito+3 lla c*iarezza della luce.$ nc*e
nei piR 5olte citati 5ersi' #1n <uell2ampiezza infinita+3 Do5un<ue+3 9enza fine+3 L2anima 5iene di5isa+3
1ngrandita e poi unita3 1n un ing*iottimento.$ J/gd. 17+37!42K.
660 Cos Reynaert a proposito di Hadewijch, nella quale si incontra il medesimo fenomeno.
REYNAERT, De beeldspraak, p. 241-242.
661 Mgd. 18,7-14. Met minnen crachte/ Moet die ghedachte/ Haers selvesheyt/ Sijn ontwronghen/
Ende verswonghen/ n overstheyt.// Daer werdse gheleydet/ Ghewidet, ghebreydet (...).
174
Esattamente in <uesto contesto occorre ricordare le parole piR conosciute della pseudo!
,ade-i.c*+ 5ersi c*e i piR+ in buonafede+ credono siano della mano della grande poetessa e
scrittrice ,ade-i.c*M si tratta di due famose strofe della poesia 21 ! famose nelle Tiandre+
sono i 5ersi della letteratura neerlandese c*e+ imparati a scuola+ molti fiamming*i ricordano N
5ersi c*e se noi osser5iamo nella loro lingua originale+ da noi riportata in nota+ 5ediamo essere
costruiti sulla contrapposizione tra le parole inghe e 3i(t Jstretto e 5asto3largoK.
>utte le cose
/i sono troppo strette'
9ono cosP vastaU
7n )on Creato
,o afferrato
0er l2eternit4.
L2*o fatto mio.
/i *a allargata+
8esa piR vasta di vasta.
Igni altra cosa mi 6 troppo stretta+
Lo sapete bene
nc*e 5oi c*e l4 5i5ete.
%%2
8iportiamo <ui altre due strofe della medesima poesia+ strofe c*e seguono a <uelle da noi
sopra riportateM 5ediamo c*e+ nella prima+ ritorna la retorica della contrapposizione tra stretto
e largo+ <uesta 5olta espressa a proposito di c*i+ disperato+ si tro5a ancora nel #luogo angusto$
J(n dat inghe si(tK non essendo ancora giunto al grande 5antaggio del tro5arsi nella immensit4
c*e <ui 5iene definita #sel5aggia$ J3ilde 3i(tK.
0uS ben essere disperato
C*i ancora si tro5a
)el luogo angusto+
E al grande 5antaggio
-ell'immensitH sel5aggia
)on 6 a5anzato.
%%3
Oiene garantito c*e in <uell2immensit4 non si puS c*e stare bene' c*i *a scritto <ueste
662 Mgd. 21,13-24. Alle dinghe/ Sijn mi te inghe;/ Jc ben so ,i-t:/ Om een onghescepen/ Hebbic
begrepen/ Jn eweghen tijt.// Jc hebdt gheuaen./ Het heet mi ontdaen/ 8idere dan ,i-t;/ Mi es te
inghe al el;/ Dat wette wel/ Ghi dies oec daer sijt.
663 Mgd. 21,31-36. Ghi moecht sijn erre/ Die noch achter verre/ Jn dat inghe sijt,/ Ende te groter
vromen/ Niet voert en sijt comen/ Jn dat wilde ,i-t.
175
poesie parla di felicit4+ di abbondante speranza e+ a riguardo dell2 #infinito desiderio$+ di
serenit4'
0erc*B in <uell2immensit4
9i 6 felici
E grandi in speranza+
0er cui l4+ sempre+
9i 6 sereni
Dell2infinito desiderio.
%%4
L2infinito desiderio di cui <ui si recita+ potrebbe ben essere l2infinito desiderio di Dio.
L2esperienza di allargamento infinito 5issuta dall2anima e cosP poeticamente descritta in
<uesta poesia 6 stata spiegata in di5ersi modi. 9econdo Oerde@en con <ueste espressioni
5engono descritti lo spazio e la libert4 della diretta esperienza di Dio.
%%5
9econdo Claes <ui si
starebbe descri5endo un2esperienza di estasi.
%%%
1l riferimento ad alcuni passi paolini c*e
sembrano risuonare in <uesti 5ersi Je le poesie della pseudo!,ade-i.c* *anno citato piR 5olte
dall2postoloK non ci sembra del tutto fuori luogo' nello specifico pensiamo al passo di cui a 2
Cor %+11!13 in cui appare la contrapposizione tra aperto e stretto'
La nostra bocca 5i *a parlato francamente+ Corinzi+ e il nostro cuore si 6 tutto aperto per
5oi. )on siete da55ero allo stretto in noiM 6 nei 5ostri cuori in5ece c*e siete allo stretto.
1o parlo come a figli' rendeteci il contraccambio+ aprite anc*e 5oi il 5ostro cuoreU
Dal canto nostro+ mantenendoci 5icini a <uanto i componimenti poetici possono suggerire+
possiamo analizzare c*e cosa causa lo smisurato allargamento dell2anima. Esso pare essere il
risultato ottenuto da coloro c*e colti5ano la pratica contemplati5a. L2anima di coloro c*e
affondano profondamente nell2 $alta conoscenza3 Del nudo amore$
%%7
accede in un <ualc*e
modo all2 #ampiezza infinita$ do5e essa 5err4 #di5isa+3 1ngrandita e poi unita3 1n un
ing*iottimento$.
%%;
)on si puS non notare <ui+ in particolare nella metafora
dell2ing*iottimento+ una certa passi5it4 dell2anima stessa c*e nell2essenza di Dio si ritro5a
totalmente smarrita. /a negli altri passi interessati all2esperienza di allargamento emerge
come sia l2amore la forza c*e allarga l2anima+ c*e la rende #piR 5asta di 5asta$. V con la forza
dell2amore c*e l2anima 5err4 #strappata3 Da se stessa$ per essere #ele5ata3 Tino all2alto$ do5e
664 Mgd. 21,37-42. Want in dat wide/ Es men blide/ Jn hope so groet,/ Datmen daer altoes/ Scijnt
sorgheloes/ Van ewegher noet.
665 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 152.
666 CLAES, Lyriek $an de Lage landen, p. 32.
667 Mgd. 17,25-28
668 Mgd. 17,37-42.
17%
5err4 fatta immensa e da do5e uscir4 #rigenerata in un alto Essere+3 1n un trionfo di grazia$.
%%"

ncora' c*i *a scritto <ueste poesie *a descritto l2anima in Dio come una #clausura
dell2amore$' lP essa+ resa immensa+ ingrandita+ 5iene condotta dall2amore stesso #alla c*iarezza
della luce$.
%7:
nc*e i famosi 5ersi della pseudo!,ade-i.c* *anno come punto di partenza
l2amore' 6 il #nudo amore$ a condurre l2anima in unit4'
%71
7n #)on Creato$ l2*a #allargata+3
8esa piR 5asta di 5asta$.
%72
1nsomma' la nostra analisi ci porta a concludere c*e 6 l2amore a
condurre l2anima ad una esperienza di allargamento.
Le <ui osser5ate caratteristic*e di 5astit4 e di infinitezza toccano il tema delle dimensioni
del di5ino e dell2anima umana. nc*e ,ade-i.c* usa riferimenti dimensionali nel
rappresentare la sua idea della Deit4 o del di5ino ed essi sono stati analizzati da 8e@naert nel
suo De beeldspraak van &ade3i(ch.
%73
1n comparazione con la pseudo!,ade-i.c* possiamo
osser5are c*e la grande poetessa e scrittrice brabantina nell2esplicitare i riferimenti
dimensionali offre un sistema metaforico molto piR articolato e ricco. lcuni elementi
rimangono in ogni caso in comune con <uanto esposto nella pseudo!,ade-i.c*' come
8e@naert *a osser5ato+ i riferimenti dimensionali e le considerazioni spaziali riferite alla Deit4
non sono tanto un2espressione della maest4 e dell2onnipotenza di Dio+ <uanto piuttosto una
resa del carattere totalitario e trascendentale della Deit4 e della finalit4 mistica stessa' l2unione
con l2immensurabile ed inafferrabile Deit4.
%74
L2altro punto rile5ato dallo studioso 6 c*e in
,ade-i.c* emerge+ a proposito della Deit4+ una c*iara depersonalizzazione' la piR alta
essenza di5ina 6 per lei non tanto una persona+ <uanto piuttosto uno spazio.
%75
&uesto 6 5alido
anc*e per la pseudo!,ade-i.c* e 5anno ricordati a <uesto riguardo alcuni 5ersi emblematici'
#)ella Deit43 Di personalit43 )on 5i 6 alcuna forma$.
%7%
Come abbiamo gi4 detto il sistema di
riferimenti dimensionali con il <uale ,ade-i.c* descri5e la Deit4 6 piR articolato rispetto a
<uello della pseudo!,ade-i.c*M se <uest2ultima esprime la sua idea della Deit4 nelle
rappresentazioni della larg*ezza e della profondit4+ ,ade-i.c* si riferisce alla natura di5ina
oltre c*e nelle dimensioni di larg*ezza e profondit4 anc*e in <uelle di grandezza e di altezza.
proposito delle dimensioni di altezza e profondit4 8e@naert *a rile5ato come esse
esplicitino in ,ade-i.c* un singolare accadimento di5ino interno' la dimensione dell2altezza
669 Mgd. 18,7-18.
670 Mgd. 18,31-36.
671 Mgd. 21, prima e seconda strofa.
672 Mgd. 21,16-21.
673 REYNAERT, De beeldspraak, p. 231-245.
674 p. 232, 441.
675 p. 441.
676 Mgd. 20,1-3.
177
corrisponde alla natura di5ina o all2more stessoM <uella della profondit4 rappresenta in5ece
l2essenza o il #fondo$ della Deit4 e pare a5ere a c*e fare anc*e con la fruizione. Ira in <uesto
si osser5a come+ in Dio+ #l2inter5ento$ dell2altezza riempia per cosP dire continuamente la
profondit4 e come entrambe <ueste dimensioni sembrino tenersi in un continuo e<uilibrio.
&uesto accadimento puS essere anc*e spiegato in termini di #essere$ ed #a5ere$' l2altezza+
legata alla natura+ si puS ben riferire all2a5ere e ad un accadimento #esterno$M la profondit4+
legata all2essenza+ si puS riferire all2essere e ad un accadimento #interno$.
%77

La dimensione della larg*ezza 5iene riferita in ,ade-i.c* esclusi5amente alla Minne+
all2more. nc*e in ,ade-i.c*+ come nella pseudo!,ade-i.c*+ la #larg*ezza$ dell2more
rappresenta l2immensurabile ampiezza c*e l2anima *a da esplorare e da con<uistareM tutta5ia
l2accento 5iene posto sulla difficolt4 del #ser5izio d2amore$' ,ade-i.c* a <uesto proposito
parla di una ellendeghe 3ideM una espressione+ <uesta+ c*e puS essere tradotta come #5alle di
miseria$' una 5alle nella <uale l2anima amante compie il suo difficile pellegrinaggio 5erso la
#terra dell2more$.
%7;
0assando alla sfera psicologica+ in ,ade-i.c* sono le 5irtR dell2umilt4 e
del desiderio ad allargare l2anima+ a renderla piR #capace$.
%7"
&uesto 6 di5erso dalla pseudo!
,ade-i.c*. 1n essa si parla di un atteggiamento di umilt4 solamente in una strofa c*e+
piuttosto scollegata da <uanto la precede e la segue+ *a tutti i tratti tipici dell2enunciato di
carattere pro5erbiale ! un2indipendenza semantica e sintattica+ per cominciare ! come del resto
6 tipico di molte strofe dallo sc*ema ritmico aabccb+ come abbiamo 5isto nel nostro capito
dedicato a <uesta particolare rima'
/irare all2alto
1n opere di poco conto+
V afflizione d2amore.
Dimorare in alto
E mostrarsi umili+
8esta+ e non cede.
%;:
bbiamo piR sopra osser5ato c*e cosa causa nella pseudo!,ade-i.c* l2espansione
dell2animaM un2espansione c*e a55iene+ in ogni caso+ con una certa passi5it4 da parte
dell2anima stessa' la pratica contemplati5a ma soprattutto la #forza dell2amore$.
677 REYNAERT, De beeldspraak, p. 234.
678 p. 236.
679 p. 241-245.
680 Mgd. 24,49-54. Hoghe merken/ n nederen werken/ Es minnen quellen./ Hoghe wonen/ Ende
neder tonen/ Blivet sonder vellen.
17;
nc*e in /arg*erita 0orete si rin5engono una serie di espressioni c*e riferiscono degli
aspetti di ordine dimensionale. 1l capitolo 52 6+ come del resto lo sono molti dei capitoli del
Miroir des simples ames+ completamente dedicato all2enumerazione degli elogi dell2anima
annientataM <uesto capitolo si intitola' #Come more loda <uest2nima+ e come essa dimora
nell2affluente abbondanza del di5ino amore$ e in esso /arg*erita 5i dis<uisisce il nutrimento+
la pace e la so5ranit4 di una siffatta anima sulle coseM le ultime rig*e c*iudono il capitolo in
<uesto modo'
&ueste considerazioni la rendono profonda+ larga+ alta e sicura+ perc*B la rendono
sempre nuda+ tutta e nulla+ per tutto il tempo c*e la tengono in loro domino.
%;1

9i sar4 gi4 osser5ato come riappaiano <ui le dimensioni di profondit4+ larg*ezza e altezza
c*e 5engono riferite+ di5ersamente da ,ade-i.c*+ non alla Deit4 ma all2anima. 9i registra <ui
cio6 <uanto a55iene nella pseudo!,ade-i.c*' una descrizione di dilatazione dell2anima. 0ur
non essendo del tutto esauriente+ il passo paolino di cui a Ef 3+17!1" 5iene comunemente
citato come fonte di <uesta descrizione'
9iate radicati nell2amore+ per essere capaci di comprendere c*e cosa significa larg*ezza+
lung*ezza+ altezza e profondit4+ e di conoscere ciS c*e supera ogni conoscenza' l2amore
di Cristo.
nc*e 8uusbroec *a trattato di una dilatazione dell2anima umanaM nel capitolo dedicato al
rapporto del mistico con le poesie della pseudo!,ade-i.c*+ noi sosterremo una reminiscenza
nel passo c*e <ui segue+ della nostra poesia 21'
1noltre+ colui c*e in modo eccelso ama dice+ dal 5uoto e dalla limpidezza del suo fondo'
#La mia apertura nel nudo trapasso della mia mente mi *a denudato e s5uotato di me
stesso e di tutte le cose+ e mi *a dilatato e mostrato la 5ita eterna.$ &uesta apertura 6
una ri5elazione c*e pro5iene dalla 5ita nascosta c*e noi 5i5iamo con Cristo in Dio. E
<uesta ri5elazione ci fa alti e profondi+ e lung*i e larg*i+ perc*B ci unisce
all2immensurabile 5ita c*e *a abbracciato tutte le cose.
%;2
681 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, l. 42-45, p. 269. Ces regars la font
parfonde, large, haultaine et seure, car ilz la font tousdis nue, toute et nulle, tant comme ils l'ont
en leur tenue. MARGUERTE PORETE, Le mirouer, (CCCM 69), l. 42-44, p. 154.
682 Traduzione mia. *an den geesteliken tabernakel, (CCCM 105), l. 286-292, p. 355-357. Noch
sprect hi die hoge mint van idelheiden ende van claerheiden sijns gronts: "Mine openinge in den
bloeten overgange mire gedachten, die hevet mi ontbloet ende gheledecht mijns selves ende alre
dinc, ende gewijdt ende getoent dat ewege leven. Dese openinge dat es ene oppenbaringe ute
dien verborgenen levene dat wi leven met Cristo in gode. Ende dese oppenbaringe maect ons
hoge ende diepe, ende lanc ende breet, want si enecht ons den ongemetenen levene dat alle
dinc bevaen hevet.
17"
L2essenza di Dio nelle poesie della pseudo!,ade-i.c* 5iene spesse 5olte descritta+ come
abbiamo 5isto+ nei termini dimensionali dello spazio sterminato+ dell2immensit4 infinita+ non
afferrabile e profonda. 1l nostro interesse si indirizza in modo particolare ad un 5erso della
poesia 21 in cui <uesta ampiezza infinita 5iene descritta come #3ilde 3i(t$+ #immensit4
sel5aggia$. La nostra attenzione si sofferma nello specifico sull2aggetti5o #sel5aggio$.
0uS ben essere disperato
C*i ancora si tro5a
)el luogo angusto+
E al grande 5antaggio
)ell2immensitH selvaggia
)on 6 a5anzato.
%;3
V stato osser5ato come nei testi mistici degli autori renani del tardo /edioe5o la parola
sel5aggio sia spesso accostata ad un2altra parola' deserto.
%;4
Dietric* *a sottolineato il
potenziale metaforico dell2immaginario relati5o al deserto nella poesia medie5ale+ cosP come+
ad esso collegato+ il fascino e la suggestione del sel5aggio.
%;5
9empre Dietric* *a inoltre
messo in particolare e5idenza+ e <uesto punto 6 per noi significati5o+ come i riferimenti al
deserto+ al sel5aggio e al luogo incolto e desolato siano elementi c*e appartengano ad un
discorso apofatico legato alla riflessione teologica attorno alla natura di Dio e dell2anima.
%;%

)egli studi sugli autori medie5ali renani l2aggetti5o #sel5aggio$ 6 stato 5isto come #una
caratteristica del luogo mistico+ al di l4 della ragione e della contemplazione+ do5e l2anima si
sente trasportata come in un deserto+ e si tro5a ridotta ad errare e a smarrirsi nell2essenza
di5ina$.
%;7
1l contributo scientifico fondamentale su <uesto tema 5iene dato da /c?inn. Egli
*a offerto uno studio dell2uso di <uesto moti5o dal periodo patristico fino ai secoli Q111 e Q1O
c*e egli *a definito secoli del #lo3ering o# mysticism+ della #fioritura della mistica$. 8ispetto a
<uanto <ui argomentato egli *a fatto un passo oltre specificando ciS c*e <ui in <ualc*e modo
6 implicito+ affermando cio6 c*e il deserto e il carattere sel5aggio ad esso associato sono
simboli per il compito impossibile di esprimere l2impossibile+ ossia simboli per la descrizione
di Dio e dell2incontro con Dio.
%;;
Essi sono di aiuto nel tentati5o di rappresentare particolari
683 Mgd. 21,31-36. Ghi moecht sijn erre/ Die noch achter verre/ Jn dat inghe sijt,/ Ende te groter
vromen/ Niet voert en sijt comen/ Jn dat wilde wijt.
684 contributi ai quali facciamo qui riferimento sono DETRCH, 6he 8ilderness of 5od ma
soprattutto i lavori di McGinn, fra i quali McGNN, 1cean and Desert.
685 DETRCH, 6he 8ilderness of 5od, p. 31-32.
686 p. 31.
687 LOUF, 5lossaire, p. 384. Per la parola deserto si veda a p. 377.
688 McGNN, 1cean and Desert, p. 156.
1;:
aspetti della natura di5ina e della relazione umana con essa.
%;"

V curioso osser5are come il simbolo del deserto appaia in modo particolarmente
pronunciato nella letteratura tanto spirituale <uanto profana dei territori della ?ermania e dei
0aesi (assi+ del tardo /edioe5o. V stato sempre /c?inn a mettere il risalto <uesto
particolare. Lo studioso americano *a e5idenziato come ciS abbia piR a c*e fare con con
l2influenza c*e <uesti territori conobbero della teologia dionisiana N di cui presto diremo ! c*e
con altre cause come ad esempio una ipotizzata brama teutonica per l2e5asione 5erso terre di
sole bruciante+ oppure la possibile presenza di piR foreste in ?ermania c*e altro5e+ in
Europa.
%":
/a 5eniamo subito a fornire maggiori dettagli. 1l moti5o del deserto tro5a radici
nella (ibbia e forse per <uesto *a a5uto piR successo di altri moti5i+ come ad esempio <uello
dell2oceano.
%"1
>utta5ia+ pur appunto moti5o biblico+ /c?inn lo *a definito un #moti5o
erudito$ perc*B egli *a potuto osser5are c*e l2uso di esso come simbolo per descri5ere Dio sia
a55enuto solamente in un determinato momento' a partire dall2elaborazione c*e ne fece
Dionigi reopagita. 1n <uesto misterioso autore il deserto 5enne usato per la prima 5olta come
simbolo per rappresentare Dio+ in particolare per esprime il carattere illimitato e sconosciuto
della natura di5ina.
%"2
L2importanza di Dionigi a <uesto riguardo 6 confermata dal fatto c*e la
prima 5era e propria identificazione di Dio come deserto appare in ?io5anni 9coto Eriugena
J;7: caK c*e+ come 6 noto+ delle opere di Dionigi fu traduttore.
%"3
&uesto segna il momento
iniziale dell2utilizzo di un tale simbolo nella tradizione mistica dell2Iccidente cristiano. )ei
secoli Q111 e Q1O+ i secoli c*e a noi interessano+ si assiste poi all2esplosione di tale moti5o
nella mistica occidentale' si assiste cio6+ a partire da <uesto momento+ ad una ripresa e ad un
rinno5o del linguaggio dionisiaco del deserto mistico. Iccorre <ui citare un importante
testimone' >ommaso ?allo J_ 1247K+ l2ultimo dei grandi Oittorini. )elle sue opere il deserto
rappresenta+ al modo di Dionigi+ l2inaccessibile solitudine della >rinit4.
%"4

La parola deserto appare due 5olte nelle poesie della pseudo!,ade-i.c*+ una 5olta nel
primo gruppo dei componimenti poetici+ nella poesia 1"+ e una 5olta nel secondo gruppo+
689 p. 156.
690 p. 166-167.
691 Un passo biblico riguardante il deserto che stato particolarmente recuperato in senso mistico,
anche da Meister Eckhart, il passo di Os 2,14: "Devaster le sue viti e i suoi fichi, di cui essa
diceva: "Ecco il dono che mi han dato i miei amanti. La ridurr a una sterpaglia e a un pascolo di
animali selvatici. Altri passi che hanno avuto un'interpretazione in senso mistico sono stati Ger.
2,2 e Ct 8,5.
692 Questo valido per l'Occidente. Per l'Oriente l'autore cruciale fu Gregorio di Nissa. McGNN,
1cean and Desert, p. 162.
693 McGNN, 1cean and Desert, p. 161-164.
694 p. 166.
1;1
nella poesia 2;. C*i *a scritto <ueste poesie+ dopo a5er descritto uno stato di sparizione delle
facolt4 intelletti5e e desiderati5e+ afferma di essere come caduto in una condizione di
mancanza di conoscenza Je <uesta 6 una condizione so5ente descritta nell2intero corpus della
pseudo!,ade-i.c*UK in cui #Lontano 6 il comprendere+3 E inafferrabile$' ciS 6 simile
all2esperienza del ritro5arsi in un deserto.
>emere+ amare+
Desiderare+ conoscere
E comprendereM
9perare+ bramare+
?odere+ gustare'
)ulla di ciS mi 6 rimasto.
1l conoscere mi *a abbandonata+
Lontano 6 il comprendere
E inafferrabileM
0erciS de5o tacere
E restare
Do5e sono.
9embra un deserto
Essere
1n <uella terraM
0erc*B l4 non possono arri5are+
E nemmeno operare+
)B pensieri+ nB parole.
%"5
&ui il deserto 6 esplicitamente il luogo in cui #non possono arri5are$ #e nemmeno
operare$+ cio6 essere efficaci+ #)B pensieri+ nB parole$. Ci c*iediamo se <ui il deserto sia un
simbolo per descri5ere o meno Dio o l2incontro con Dio o la sua essenza+ secondo <uanto
/c?inn *a suggerito.
)on 6 semplice comprendere ed interpretare <uesti 5ersi. d una prima analisi <ui il
deserto pare essere il luogo di solitudine proprio dell2anima sgomenta a cui 6 stato dato di
5i5ere una radicale esperienza di mancanza di conoscenza. V molto interessante notare come
di una simile esperienza si parli in modo altrettanto radicale nella poesia 25 c*e appartiene
695 Mgd. 19,79-96. Vresen, minnen;/ Begheren, kinnen/ Ende verstaen,/ Hopen, haken,/ Ghebruken,
smaken/ Es mi af ghegaen.// Mi es weten ontgaen/ Ende dore verstaen/ Verre dore sen;/ Dies
moetic swighen/ Ende noch bliven/ Daer ic ben.// Maer het ghelijct eenre wustinen/ Daer te sine/
nden aert;/ Want daer en can gheraken/ Noch vertaken/ Sen noch waert.
1;2
alla seconda met4 del corpus della pseudo!,ade-i.c*+ do5e in5ece c*e del deserto 5iene
utilizzata l2immagine dell2abisso e dello F-in+ l2insenatura marittima c*e durante il /edioe5o
garanti5a il collegamento di (ruges con il mare'
9e desidero <ualcosa+ non lo so+
0erc*B nell2inconoscenza abissale
/i tro5o imprigionata+ in ogni tempo.
J...K
9e <ualcuno mi c*iedesse do5e sono+
8isponderei di non saperlo affattoM
1l mio spirito non saprebbe dirlo piR
Di una mola di mulino galleggiante nello F-in.
%"%
d una prima analisi <ui il deserto parrebbe un po2 il deserto #alla ,ade-i.c*$+ della <uale
piR sotto diremo+ 5ale a dire un luogo desolato e di passaggio per l2anima in cammino 5erso la
#terra promessa$+ 5erso l2unione con Dio. >utta5ia rispetto a ,ade-i.c* risalta maggiormente+
in <uesti passi+ un pronunciato carattere apofatico. )ei testi della grande poetessa brabantina+
tale carattere 6 molto meno presente+ e <uesta a nostro a55iso 6 una delle molte e cruciali
differenze tra le poesie della nostra pseudo!,ade-i.c* e le sue opere. )ei 5ersi succitati
l2anima pare essere piombata in un luogo N il luogo mistico N situato oltre la ragione e oltre la
possibilit4 di comprensione e lP+ nella totale mancanza di conoscenza+ essa sperimenta uno
stato di smarrimento. Ci sembra cio6+ ora ad una seconda analisi+ c*e <ui il deserto+ in accordo
con l2uso metaforico di <uesto simbolo della fine del Q111 N inizio Q1O secolo+ possa essere
da55ero considerato come una descrizione dell2essenza di Dio+ in cui l2anima erra. 7na strofa
della medesima poesia di poco precedente ai 5ersi da noi considerati+ recita a proposito di
<uanti 5ogliono bliven ghemeert Jrimanere ancoratiK+ onghekeert Jsenza ritornoK nella nobile
Deit4. La strofa 6 costruita su un anacoluto'
La de5e raggiungere
1n una pregustazione
E ri5elarsi degno+
C*i senza ritorno
Ouole gettare l2ancora
696 Mgd. 25,1-3, 9-12. Begheric iet dats mi oncont;/ Want in onwetenne sonder gront/ Vendic mi
ghevaen in alre stont./ (...) Vraghet mi iemant waer dat ics ben,/ c segghe hem ic en weets meer
no min;/ Want niet bat en caent ghetonen mijn sin,/ Dan een molesteen mach vlieten int swin.
1;3
)ella nobile Deit4.
%"7
&uesto passo ci conferma nella nostra interpretazione' <ui il deserto+ di5ersamente da
<uanto sostiene /urD Lansen per la <uale esso signific*erebbe #la disperazione e il dubbio
dell2anima nel suo 5iaggio 5erso Dio$+
%";
una interpretazione+ <uesta+ #alla ,ade-i.c*$+ si
presenta nei tratti c*e lo fanno anche una metafora dell2essenza di Dio nella <uale l2anima+
smarrita+ sperimenta uno stato di radicale mancanza di conoscenza.
Le due parole Jsel5aggio e deserto+ 3elde e 3oustineK si tro5ano riunite nella poesia 2;+
c*e per l2occasione del tema <ui trattato 5iene da noi presa adesso in considerazione+ anc*e se
appartiene al #secondo gruppo$ di poesie J/gd. 25!2"K. 0er il tono c*e la caratterizza essa 6
stata ritenuta affine ad alcune "oesie Stro#iche di ,ade-i.c*.
%""
C*i *a scritto <uesta poesia
sarebbe disposto a farsi mozzare il capo da more a patto c*e costui credesse alla sua
angoscia. )el componimento 5iene deplorato il carattere incostante di more+ <ui
c*iaramente personificato+ la sua astuzia+ i suoi tiri+ il suo prendersi gioco delle creature.
)ell2ultima strofa egli 5iene definito #spietato e misericordioso$ e ritratto tanto come un dolce
agnello <uanto come un un animale selvaggio+ ribelle ed ingo5ernabile del deserto'
9iete spietato e misericordiosoM
Dolce come un agnello+ e crudele
Come un animale sel5aggio e ribelle
)el deserto+ ingo5ernabile.
7::
Dal canto nostro ci pare c*e in <uesti 5ersi risuoni il passo di Is 2+14 le cui parole nella
storia della tradizione mistica furono particolarmente citate'
7:1
#La ridurrS a una sterpaglia e a
un pascolo di animali sel5atici$. nc*e in <uesto caso il deserto non 6 il luogo descritto da
,ade-i.c*+ non 6 cio6 un luogo di passaggio+ una terra da attra5ersare per giungere alla terra
dell2amore+ la terra promessa. Come 6 per la poesia 1"+ <ui l2accento sembra essere piR
spostato sull2aspetto di incomprensibilit4 di more. Di more non si capisce nulla' <uando
mostra una cosa+ ne intende un2altra.
7:2
V dolce e amaro+ spietato e misericordioso. &uando 6
spietato+ 6 come un animale sel5aggio' un animale ribelle ed ingo5ernabile. &uesti passi
697 Mgd. 19,55-60. Hi moet in een voresmaken/ Tierst gheraken/ Ende ghewerdet sijn,/ Die
onghekeert/ Sal bliven ghemeert/ Ane die godheyt fijn.
698 MURK JANSEN, 6he Measure, p. 65.
699 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 140.
700 Mgd. 28,21-24. Ghi sijt scalc ende goedertieren;/ Saecht alse een lam, ende onghehiere/ Alse
onghetemde welde diere/ n die woustine, sonder maniere.
701 Anche da Meister Echart. McGNN, 1cean and Desert, p. 157.
702 Nella stessa poesia, v. 10.
1;4
riportanti il moti5o del deserto si riferiscono in ogni caso in modo meno esplicito all2essenza
di Dio. >utta5ia non si puS non riconoscere nella metafora dell2animale ingo5ernabile del
deserto la presenza di un certo apofatismo' nell2incostanza di more+ nella sua mancanza di
mansuetudine e go5ernabilit4+ egli rimane+ al modo indicato da Dionigi+ completamente
sconosciuto all2anima umana+ del tutto al di sopra delle sue capacit4 di comprensione.
)el poema 2%+ c*e pure appartiene al secondo gruppo di poesie+ la parola sel5aggio appare
in alcuni 5ersi per indicare il luogo in cui dimorano i po5eri di spirito'
)ella sel5aggia e 5asta semplicit4
Oi5ono i po5eri di spirito nell2unit4
7:3
0er la particolarit4 del tema trattato in <uesta poesia essa 5err4 argomentata nel commento
dottrinale riser5ato al secondo gruppo di poemi. &ui per il momento 5ogliamo solo ricordare
il giudizio di /c?inn secondo il <uale <ui la parola semplicit4 sostituirebbe la parola
deserto.
7:4

bbiamo gi4 piR 5olte fatto il nome di ,ade-i.c*+ a proposito del tema del deserto+ e il
lettore c*e ci *a seguiti fin <ui a5r4 ormai capito <uale ruolo ri5este <uesta immagine
nell2opera della grande e come sappiamo misteriosa poetessa e scrittrice brabantina. 8ispetto
alla pseudo!,ade-i.c* come del resto+ lo 5edremo+ rispetto ad EcD*art e a 8uusbroec in lei
l2immagine del deserto non assume la portata metafisica per la <uale essa+ negli altri autori
citati+ di5enta una descrizione dell2essenza di5ina. 8e@naert *a e5idenziato come in modo
particolare nelle "oesie stro#iche di ,ade-i.c* appaiano una serie di termini come pad
JsentieroK+ 3oestine JdesertoK+ berch JmonteK+ dal J5alleK e altriM all2interno di una concezione
per la <uale la condizione dell2uomo 6 <uella di essere lontano dalla Minne Jdall2moreK+
l2uomo stesso tenta di colmare la distanza c*e lo separa+ appunto+ dall2moreM il linguaggio
metaforico c*e esprime <uesto intento 5iene dato nelle "oesie stro#iche attra5erso l2immagine
di un faticoso percorso lungo una regione inospitale una delle <uali 6+ appunto+ il deserto.
7:5

9cendendo nel dettaglio+ il deserto compare nelle "oesie stro#iche 22 e 3%. )ella prima poesia
la parola deserto 6 presente nelle strofe <uarta e <uinta.
7:%
1n esse ,ade-i.c* tratta della sua
fedelt4 incondizionata alla Minne c*e di fronte all2uomo non si lascia mai pienamente
conoscere' in <uesto modo l2amante rimane ad errare in un 3elde 3ostine+ ossia in una
703 Mgd. 26,25-26. n dese weelde wide eenvuldicheit/ Wonen die arme van gheeste in enecheyt.
704 McGNN, 1cean and Desert, p. 172.
705 REYNAERT, De beeldspraak, p. 246-247.
706 HADEWJCH, Liederen, p. 184-187.
1;5
sel5aggia ed inospitale radura desertica. )ella seconda delle poesie <ui menzionate+ la 3%+ alla
strofa tredicesima il deserto emerge c*iaramente come un luogo di sofferenza+ una pro5a da
superare' una ragione desolata da attra5ersare per raggiungere la terra promessa+ la #terra
dell2amore$'
0ossa Dio aiutare coloro
c*e corrispondono 5olentieri
alla 5olont4 dell2amore
e c*e 5ogliono attra5ersare il profondo deserto
5erso la terra dell2amore.
7:7
Lo studio compiuto da /c?inn *a rile5ato c*e negli scritti autentici di /eister EcD*art il
riferimento a Dio come deserto appare almeno una dozzina di 5olte.
7:;
1l tema del deserto si
pone come uno dei fa5oriti temi del mistico tedesco' EcD*art era particolarmente attratto da
<uesto moti5o e dal corrispondente #linguaggio del deserto$. /a la no5it4 c*e <ui occorre
segnalare 6 c*e 6 propriamente in EcD*art la prima 5olta in cui l2immagine del deserto 5iene
utilizzata per significare+ in un senso misticamente orientato+ tanto l2insondabile 5astit4
dell2essenza di5ina <uanto la sconfinata infinitezza dell2anima' <uesto sulla base di una delle
piR centrali tesi della predicazione del mistico domenicano+ tesi per la <uale il fondo di Dio e
il fondo dell2anima sono un solo fondo.
7:"
Emergono esemplificati5i a <uesto riguardo i
seguenti passi tratti dal 9ermone 1:'
,o parlato di una potenza nell2anima nella sua prima effusione' essa non coglie Dio in
<uanto 6 buonoM non coglie Dio in <uanto 6 5erit4+ ma penetra fin nel fondo e continua a
cercare+ e coglie Dio nella sua unit4 e nella sua solitudineM coglie Dio nel suo deserto e
nel suo proprio fondo.
71:
Iccorre dire c*e la parola deserto+ einoede in medio altotedesco+ si 6 del resto prestata
perfettamente per dare ancora piR forza all2esplicitazione di <uello c*e per il mistico tedesco 6
il significato essenziale del tema del deserto' l2unione+ unione dell2anima con Dio+ piR
specificamente con il piR profondo della natura di5ina. Ecco c*e einoede+ in un felice gioco di
parole permesso dall2elemento ein Juno+ l27noK+ ac<uista non solo il significato di #deserto
707 Traduzione mia. HADEWJCH, Liederen, p. 278-279.
708 McGNN, 1cean and Desert, p. 167-168. Si veda anche McGNN, Mystical 6hought of Eckhart, p.
48. Una lista dell'utilizzo della parola "deserto in Eckhart presente alla nota 89.
709 Leggiamo questa tesi ad esempio nel Sermone 15. MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 190.
710 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 160. ch hn gesprochen von einer kraft in der sle; an irm
rsten zbruche s ennimet si got niht, als er guot ist, si ennimet niht got, als er diu wrheit ist: si
grndet und suochet vort und nimet got in sner einunge und in sner einde; si nimet got in sner
westunge und in snem eigenen grunde. Pr. 10 (DW , 12-15, p. 171).
1;%
solitario$ ma anc*e di #unione nella solitudine$.
711
1 passi c*e <ui di seguito citiamo sono
particolarmente elo<uenti'
C*i dun<ue 6 piR nobile di colui c*e 6 nato+ da una parte+ da ciS c*e di piR alto e di
migliore la creatura possiede e+ dall2altra+ dal fondo piR intimo della natura e della
solitudine di5inaY #1o$ dice )ostro 9ignore nel profeta Isea #5oglio condurre l2anima
nobile nella solitudine e l4 parlerS al suo cuore$' uno con l27no+ uno dall27no+ uno
nell27no e+ nell27no+ eternamente uno. men
712

0ur presente nelle opere latine+ <uesto significato c*e EcD*art attribuisce al moti5o del
deserto per esplicitare il senso dell2unione con Dio emerge soprattutto nei sermoni in
5ernacolo. /c?inn *a acutamente osser5ato come il simbolo del deserto ed altri simboli ci
possano aiutare a comprendere come gli spirituali abbiano inteso l2unione mistica. )el caso
del deserto+ <uesto simbolo pare suggerire un aspetto di indistinzione e di indifferenziazione
nell2unione+ in altre parole <uesto simbolo pare atto ad indicare un2esperienza di unione come
assorbimento' assorbimento finale in Dio+ assorbimento dell2umano in una sorta di identit4
con Dio. 9i tratta di una delle possibilit4 c*e <uesto simbolo suggerisceM appartiene infatti
propriamente ai simboli la caratteristica di essere ambi5alenti. V noto come uno degli aspetti
del pensiero di /eister EcD*art sul <uale /c?inn *a ri5ersato il suo impegno di studio sia e
sia stato proprio il tema dell2unione e della natura di essa. V nota anc*e la sua posizione su
/eister EcD*art' secondo lo studioso la concezione di EcD*art dell2unione mistica sarebbe una
forma dialettica di indistinzione' una #unione di indistinzione$+ nella <uale l2anima e Dio
sono+ nel fondo+ identici ma do5e Dio 6 #tanto piR indistinto+ <uanto piR 6 distinto$.
713
Lo
studioso sostiene infatti c*e negli aspetti di unione teorizzati dal mistico tedesco 5i sia una
continua presenza di una di5ersit4 nell2unit4+ do5e l2anima+ pur totalmente fusa in Dio+ rimane
distinta. 7n2ultima osser5azione' /c?inn *a notato come in ogni caso il linguaggio imbastito
attorno ai simboli del deserto o attorno ad un altro simbolo di assorbimento+ come <uello
dell2oceano+ occupi un ruolo relati5amente ridotto nella storia della mistica.
9e ritorniamo alla se<uenza 9ranun sinapis+ di cui abbiamo precedentemente gi4 trattato+
711 McGNN, 1cean and Desert, p. 168.
712 MAESTRO ECKHART, 6rattati e prediche, p. 169 (Dell/uomo nobile): Wer ist danne edeler wan
der einhalp geborn ist von dem hhsten und von dem besten, daz cratre ht, und anderhalp
von dem innigesten grunde gtlcher natre und des einde? Ich, sprichet unser herre in dem
ssagen !see, il die edeln sle v"eren in ein einde, und ich wil d sprechen in ir herze ein mit
einem, ein vom einem, ein in einem und in einem ein welche. men. Trak. 1 (DW V, 2-7, p.
119).
713 Rilevante su questo tema McGNN, Lo$e3 <no,ledge and ?nio Mystica, p. 74-78 specialmente.
McGNN, 1cean and Desert, p. 168-169.
1;7
possiamo 5edere come il tema del deserto di5ino sia+ in esso+ molto ben rappresentato.
9appiamo c*e <uesto poema+ noto anc*e come 1nno >rinitario JDrei#altikeitsliedK+ si pone
come un2impressionante presentazione dei maggiori temi dell2insegnamento mistico di
EcD*art. 1l nostro interesse 5i torna spesso. Contemporaneo al Miroir des simples ames di
/arg*erita 0orete+ esso 6 una testimonianza della mistica dell2essenza espressasi in medio
altotedesco nei primi anni del Q1O secolo. Le affinit4 con le poesie della pseudo!,ade-i.c*
sono molteplici+ tanto a li5ello terminologico c*e a li5ello del contenuto. lla <uarta strofa del
poema leggiamo'
La montagna del punto
sali senza opere JproprieK+
o ragioneU
La 5ia ti conduce
in un mirabile deserto+
c*e ampio e spazioso
sconfinato si estende.
1l deserto non *a
nB tempo nB luogo+
ad esso solo si addice il suo essere.
714
La ragione sembra incapace di penetrare l2 #essere$' forse esso indica l2essenza di DioY
Iccorre notare come il deserto+ in <uesti secoli una metafora della Deit4+ stia al di sopra di
ogni determinazione J#nB tempo nB luogo$K. 9i notino inoltre le espressioni #ampio e
spazioso$+ #sconfinato si estende$' esse+ a5endo per oggetto il deserto+ si riferiscono al di5ino.
)elle due successi5e strofe 5iene e5ocata del deserto la sua segreta incomprensibilit4' esse
sembrano proporsi di presentare il misterioso deserto da piR punti di 5ista+ con l2utilizzo di
predicati positi5i e negati5i per sottolineare come esso stia al di sopra di ogni affermazione e
negazione+ al di sopra di ogni umana comprensione. /c?inn *a parlato a <uesto proposito di
#coincidenza degli opposti$ del deserto misterioso.
715

&uesto deserto (ene
mai piede calcS+
mente creata
mai 5i giunse'
esso 6+ e nessuno sa cos26.
714 Traduzione in RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 68. Des puntes berk/stg ne werk/
vorstentlichkeit!/ der wek dich treit/ in eine wste wunderlch,/ d breit, d wt,/ unmzik lt./ d
wste hat/ noch zt noch stat,/ ir wse d ist sunderlch.
715 McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 316.
1;;
V <ui+ 6 l4+
6 lontano+ 6 5icino+
6 profondo+ 6 alto+
6 tale c*e esso
non 6 nB <uesto nB <uello.
V luminoso+ 6 c*iaro+
6 del tutto tenebroso+
6 senza nome+
6 sconosciuto+
senza inizio nB fine+
permane in <uiete+
6 nudo+ senza 5este.
C*i conosce la sua dimoraY
Oenga di l4
e ci dica <ual 6 la sua forma.
71%
nc*e nella settima e penultima strofa ritorna il moti5o del deserto di5ino. L2anonimo
poeta in5ita il lettore a tro5are #la traccia del deserto$.
J...K
Lascia luogo e tempo+
fuggi anc*e l2immagineU
Oai senza strada
sullo stretto sentiero+
cosP tro5erai la traccia del deserto.
717
9appiamo c*e di <uesto poema ci 6 per5enuto+ fatto inusuale c*e sottolinea la sua
importanza+ un commento in latino.
71;
9critto a <uanto sembra per moti5i apologetici+ esso si
presenta come una sorta di manuale mistico. V significati5o notare <uanto spazio il tema del
deserto 5i occupi' in esso il #deserto di5ino$+ parlando alla maniera di /c?inn+ 5iene
descritto piR 5olte e 5iene giustificato attra5erso la menzione delle autorit4 di Dionigi+ di 7go
716 Traduzione in RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 68-69. Daz wste gt,/ ni vz durch wt,/
geschaffen sin/ quam n d hin:/ us ist und weis doch nimant was./ us h, us d,/ us verre, us n,/
us tf, us h,/ us ist als,/ daz us ist weder diz noch daz.// Us licht, us clr,/ us vinster gr,/ us
unbenant,/ us unbekant,/ beginnes und ouch ende vr,/ us stille stt,/ bls ne wt./ wer weiz sn
hs?/ der g her z/ und sage uns, welich sn forme s.
717 p. 69. l stat, l zt,/ ouch bilde mt!/ genk ne wek/ den smalen stek,/ s kums du an der wste
spr.
718 L'edizione del commento presente in Der lateinischen <ommentar (a cura di Bindschedler).
1;"
di 9an Oittore e di >ommaso ?allo.
71"

)el Miroir des simples ames+ opera di /arg*erita 0orete beg*ina probabilmente
originaria di Oalenciennes la parola deserto JdesertK compare. Essa 6 presente una 5olta in una
connotazione negati5a' per indicare la metafora del #corpo mal5agio$' il personaggio nima
c*iama sofferenza il permanere per un tempo indeterminato #nel mio deserto+ ossia in <uesto
corpo mal5agio$.
72:
1n5ece in un senso completamente di5erso la parola deserto 5i appare
associata alla figura di /aria /addalena. 1dentificata nel /edioe5o con /aria di (etania+
5iene fatto riferimento alla leggenda secondo la <uale a5rebbe trascorso una parte della sua
5ita da penitente nel deserto.
/a <uando fu nel deserto+ more la prese e l2annic*ilS. 0er <uesto dun<ue more
operS in lei per lei senza di lei+ ed ella 5isse di 5ita di5ina+ c*e le fece a5ere 5ita
gloriosa.
721
1n /arg*erita Dio non 5iene direttamente identificato con il desertoM ma+ piR della mera
lettura c*e ne fa di <uest2ultimo un luogo di purificazione+ esso si pone come simbolo del
deserto dell2anima e 5iene indicato come luogo di incontro con il di5ino. )on 5ogliamo
omettere di menzionare <ui l2opera dell2altra beg*ina+ la Luce #luente della DivinitH di /atilde
di /agdeburgo Jca 12:7!12;2K. Come gi4 sappiamo in <uesta citt4 /atilde fu beg*ina per piR
di trent2anniM in tarda et4+ forse per sfuggire a persecuzioni+ entrS in un con5ento domenicano.
9crisse la sua opera in medio bassotedescoM essa ci 6 tutta5ia per5enuta solamente in una
trascrizione in medio altotedesco. 1l tema del deserto ritorna piR 5olte nell2opera della beg*ina.
1n un passaggio intitolato #1l deserto *a dodici cose$ 5engono elencate una serie di condizioni
per fare dell2anima il luogo 5uoto disponibile all2arri5o di Dio.
De5i amare il nulla+
de5i fuggire il mondo+
de5i stare sola+
non de5i andare da nessuno.
De5i tendere senza posa
a liberarti di ogni cosa.
De5i liberare i prigionieri
719 A proposito del deserto si vedano in modo particolare i capitoli 36.6, 38.1-2, 39.1-5, 40.10,
41.2-42.2, 43.6-16, 44.2, 70.1 dell'edizione citata nella nota precedente.
720 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 38,8-9, p. 237. En mon desert,
c'est assavoir en ce meschant corps. MARGUERTE PORETE, Le mirouer, (CCCM 69), p. 120.
721 Cap. 93,10-12, p. 267-369. Si veda anche cap. 124,113-117. Mais quant elle fut ou desert, Amour
l'emprint, et pourxe oeuvra adonc Amour en elle pour elle sans elle, et vesquit adonc de divine
vie, qui luy fist avoir glorieuse vie. MARGUERTE PORETE, Le mirouer, (CCCM 69), p. 260.
1":
e 5incere i liberi.
De5i alle5iare i malati+
ma non possedere nulla tu stessa.
De5i bere l2ac<ua della pena
e attizzare il fuoco d2amore con il legno delle 5irtR+
allora abiterai nel 5ero deserto.
722
)otiamo anzitutto+ alla prima riga+ la comparsa del tema del nulla.
)oi perS non concordiamo con la traduzione+ al secondo 5erso+ di das iht con #il mondo$. Das iht
significa piuttosto #il <ualcosa$+ #l2esistente$+ #l2essenza$'
723
occorre pertanto notare come ancora una
5olta incontriamo il gioco tra niht e iht+ tra #niente$ e #<ualcosa$+ gioco linguistico c*e abbiamo gi4
rile5ato+ in pagine precedenti+ in <uesto nostro la5oro+ in altri testi spirituali di indirizzo speculati5o+
di lingua germanica.
1 passi di Isea 2+14 sembrano risuonare in <uesti 5ersi+ a nostro a55iso' #0erciS ecco+ la
attirerS a me+ la condurrS nel deserto e parlerS al suo cuore$. nc*e in <uesto caso+ come
sopra per la 0orete+ Dio non 5iene identificato direttamente con il deserto+ tutta5ia 5iene
espresso un di5ino c*e si fa incontrare nel deserto dell2anima. 9iamo+ con <ueste due autrici+
alla fine del Q111 N inizio del Q1O secoloM
724
possiamo concludere+ a riguardo della beg*ina
tedesca+ con le osser5azioni illuminati di /c?inn c*e noi riteniamo 5alide anc*e per la
0orete. riguardo del tema del deserto in /atilde di /agdeburgo lo studioso scri5e c*e
l2esperienza dell2incontro del di5ino )iente nell2anima!deserto era probabilmente gi4 parte del
nuo5o misticismo del Q111 secolo+ c*e sta5a aspettando il rinno5ato linguaggio dionisiano del
deserto mistico per dare ad esso piena espressione.
725
0er <uanto concerne l2utilizzo della metafora del deserto in Lan 5an 8uusbroec J_ 13;1K
nel capitolo a lui dedicato 5edremo c*e egli impiega esplicitamente il moti5o del deserto e del
#sel5aggio$ per descri5ere l2 #alta natura della Deit4$. Conscio della necessit4 dell2uomo di
722 MECHTHLD VON MAGDEBURG, La luce fluente della Di$initU, cap. ,35, p. 48. Du solt minnen
das niht,/ Du solt vliehen das iht,/ Du solt alleine stan/ Und solt z# nieman gan./ Du solt sere
unm#ssig sn/ Und von allen dingen wesen vr./ Du solt die gevangenen enbinden/ Und die vren
twingen./ Du solt die siechen laben/ Und solt doch selbe nit haben./ Du solt das wasser der pine
trinken/ Und das f$r der minne mit dem holtz der tugende entz$nden,/ So wonest du in der waren
w$stenunge. 1ffenbarungen der .ch,ester Mechthild $on Magdeburg (a cura di Gall Morel), p.
17.
723 HENNG, <leines Mittelhochdeutsches 8rterbuch. , p. 165, col. 3.
724 "nizio del XV secolo valido solo per la Porete, muorendo Matilde nel 1282.
725 McGNN, 1cean and Desert, p. 167.
1"1
do5ersi procurare immagini sensibili per esprimere il di5ino J#a moti5o della grossolanit4 dei
sensi$+ leggeremo <ui sottoK+ nella descrizione della natura di Dio 8uusbroec utilizza sia il
moti5o del deserto c*e <uello del #mare senza fondo$+ dell2ac<ua e degli abissi.
L2alta natura della Deit4 5iene in5estigata ed osser5ata' come essa sia semplicit4 e
singolarit4+ altezza inaccessibile+ profondit4 insondabile+ larg*ezza incomprensibile e
infinita lung*ezza+ un oscuro silenzio e un deserto sel5aggio+ il riposo di tutti i santi in
unit4+ un comune godimento di se stessa e di tutti i santi in eternit4. 9i possono inoltre
osser5are mera5igliosi prodigi nel mare senza fondo della Deit4. &uand2anc*e noi
deponessimo immagini sensibili a moti5o della grossolanit4 dei sensi+ ai <uali noi
mostriamo tanta mera5iglia guardando da fuori+ essa 5iene in5estigata e osser5ata+ nella
5erit4 interiore+ come un insondabile bene senza modo.
72%
)on 6 noto da do5e pro5enga la conoscenza di 8uusbroec del moti5o del deserto' in
particolare all2oggi non sappiamo se <uesto abbia a c*e fare direttamente con la ricezione di
Dionigi reopagita nei 0aesi (assi oppure se <uesto sia a55enuto attra5erso la conoscenza
delle opere e della predicazione di EcD*art. 1n5ece l2utilizzo in 8uusbroec della metafora
dell2abisso potrebbe pro5enire dalla conoscenza diretta del mistico brabantino dei testi in
5ernacolo di ,ade-i.c*. Dai passi sopra riportati si 5ede come 8uusbroec abbia utilizzato
interscambiabilmente tanto il simbolo del deserto <uanto <uello del #mare senza fondo$ per
riferirsi alla Deit4.
/ ;0 <n annuncio #empre nuovo 8 'ell'o#cura luce
)u-e mare
1n doncDer clare
Oi sono altri passi+ nelle poesie 17!24 della pseudo!,ade-i.c*+ c*e sembrano riferirsi
ancora alla Deit4. La nostra attenzione si sofferma in particolar modo su alcuni singolari 5ersi.
Coloro c*e si inoltrano nella pratica contemplati5a+ coloro c*e+ detto con le parole della
pseudo!,ade-i.c*+ #profondamente affondano$ #nell2alta conoscenza del nudo more$+
727

tro5ano un annuncio c*e si rinno5a continuamente Jnu3e mareK'
726 Traduzione mia. Die geestelike brulocht3 (CCCM 103), l. b1034-1042, p. 405-407. Die hoge
natuere der godheit wert ghemerket ende aenghesien hoe si es simpelheit ende eenvoldicheit,
ontoegancleke hoochde ende afgrondighe diepheit, ombegripelijcke breyde ende eewighe
lancheit, eene duystere stille ende eene welde woestine, alre heilighen raste in eenicheit, een
ghemeyne ghebruken sijns selfs ende alre heylighen in eewicheit. Noch mochtmen merken
menich wonder inder grondeloser zee der godheit. Al eest dat wij senlijcke ghelijcke setten om
grofheit der senne dien wijt van buyten toenen, dit wert doch inder waerheit van binnen
ghemerket ende aenghesien een grondeloes goet zonder wise.
727 Mgd. 17,25-26,28.
1"2
7n annuncio sempre nuo5o
Essi tro5ano
)ell2oscura luce+
D2alto pregio
9enza modo
1n una lontana 5icinanza.
72;
9i puS notare come in poc*i 5ersi si rin5engano una serie di singolari espressioni' gli
ossimori #oscura luce$ Jdoncker clareK e #lontana 5icinanza$ Jverre biK e l2espressione #senza
modo$ Jsonder 3iseK. La nostra attenzione 5a innanzitutto al primo dei paradossi+ doncker
clare+ oscura luce. 8e@naert *a comparato <uesto ossimoro con un altro c*e si incontra in
,ade-i.c*' nacht bi daghe. Egli *a e5idenziato <uanto in ,ade-i.c* <uesta espressione sia
intrisa di una forte emoti5it4+ a differenza del doncker clare della pseudo!,ade-i.c* c*e+ nel
confronto+ si ri5ela in5ece essere un2espressione piuttosto piatta ed impersonale.
72"
scoltiamo
le parole di ,ade-i.c*'
Dall2more io rice5o la notte accanto al giorno+
mentre mi do5rebbe dare il giorno accanto alla notte.
73:
1n numerosi altri passi ,ade-i.c* utilizza la coppia luce ! tenebra per esprimere il suo
lamento+ come in <uesti 5ersi c*e la ?uarnieri tradusse magistralmente'
*i nobile more+ in <ual tempo+ <uando+
/i darai tu giorni luminosi+
9P c*e ci sia alla mia tenebra una s5oltaY
&uanto 5olentieri 5edrei il soleU
731
&uando nell2espressione metaforica di ,ade-i.c* compare la tenebra a contrastare
l2immagine della luce si osser5a nella poetessa un timbro piR personale e piR emoti5o. &uesto
fatto+ c*e si rin5iene nelle sue "oesie stro#iche+ tro5a nella poesia cortese+ i cui moduli *anno
ispirato ,ade-i.c* a piR riprese+ dei precedenti.
732
)iente di tutto <uesto nella pseudo!
,ade-i.c*. )el ritmo dei corti 5ersi a due accenti interni sopra riportati+ nei <uali il
728 Mgd. 17,31-36. Nuwe mare/ n doncker clare/ Vinden si,/ Van hoghen prise/ Sonder wise/ n
verre bi.
729 REYNAERT, De beeldspraak, p. 436.
730 Traduzione mia. Poesia strofica 43,71-72. Van minnen hebbic nachte bi daghe, die mi bi nachte
soude doen hebben dach.
731 Poesia strofica 19,43-46 (18,43-46 nella nuova edizione a cura di Fraeters-Willaert).
HADEWJCH, Poesie *isioni Lettere, p. 23. Ay, edele minne, welctijt, wanneer/ seldi mi gheven
lichte daghe,/ dat miere deemsterheit worde een keer?/ Hoe gherne ic de sonne saghe!
732 REYNAERT, De beeldspraak, p. 77-79.
1"3
messaggio 5iene annunciato in modo asciutto e diretto+ il contenuto non si colora di nessuna
componente affetti5aM probabilmente <ui il doncker clare *a poco a c*e 5edere con il nacht bi
daghe di ,ade-i.c*. )oi sosteniamo c*e l2origine di <uesto paradosso nella pseudo!
,ade-i.c* sia da ricercarci altro5e. )oi sosteniamo infatti c*e sia una mistica di carattere
dionisiano il substrato di <uesti 5ersi. L2ossimoro doncker clare+ e l2altro ossimoro della
medesima strofa e ad esso parallelo+ verre bi+ ci sembrano tanto lontani da ,ade-i.c* <uanto
5icini in5ece al poema di natura speculati5a c*e abbiamo so5ente citato nel nostro la5oro+ la
se<uenza del 9ranum sinapis+ nota anc*e come Drei#altikeitslied J1nno trinitarioK+ una
composizione poetica c*e ?rundmann definP #ricca di parole #mistic*e$$.
733
Entrambi gli
ossimori tro5ano infatti in <uesto poema un parallelismo degno di ogni attenzione.
8iferendosi al #deserto di5ino$ nella se<uenza del Drei#altikeitslied si recita'
esso 6+ e nessuno sa cos26
6 <ui+ 6 l4+
< lontano, < vicino,
6 profondo+ 6 alto+
6 tale c*e esso
non 6 nB <uesto nB <uello.
K luminoso, < chiaro,
< del tutto tenebroso,
6 senza nome+
6 sconosciuto+
senza inizio nB fine.
734
Come non pensare <ui alla #tenebra luminosa$ di Dionigi reopagitaY
735
bbiamo tro5ato
conferma di ciS in <uesto fatto' il prezioso commento latino a <uesta se<uenza c*e ci 6 giunto
commenta il 5erso c*e si riferisce alla tenebra citando proprio Dionigi reopagita e fornendo
<uesta spiegazione' la tenebra sarebbe un eccesso di luce di5ina. 0ossiamo leggere
direttamente le parole'
#V completa tenebra.$ &ueste parole indicano la so5raeminente perfezione della luce
di5ina+ giacc*B+ secondo Dionigi+ la tenebra di5ina 6 una luce inaccessibile' 6 la nostra
733 GRUNDMANN, Mo$imenti religiosi, p. 422.
734 Traduzione in RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 69. us ist und weis doch nimant was. us h, us
d, us verre, us n, us tf, us h, us ist als, daz us ist weder diz noch daz.// Us licht, us clr,/ us
vinster gr,/ us unbenant,/ us unbekant,/ beginnes und ouch ende vr,/ us stille stt,/ bls ne
wt./ wer weiz sn hs?/ der g her z/ und sage uns, welich sn forme s.
735 DONG AREOPAGTA, 6eologia mistica, 1025B. DONG AREOPAGTA, 6utte le opere, p.
410.
1"4
mancanza c*e ci fa unire a <uesta luce nella sua tenebra di non conoscenza J...K$
73%
1n <uesti 5ersi contraddistinti da una mistica di forte impronta dionisiana+ riteniamo c*e il
paradosso #oscura luce$ della pseudo!,ade-i.c* sia ancora un2altra espressione della
rappresentazione della Deit4+ dell2essenza di Dio' oscura luce in <uanto perfettissima luce
inaccessibile. )on possono non balzarci agli occ*i altre parole+ su riportate+ del commento' #6
la nostra mancanza c*e ci fa unire a <uesta luce nella sua tenebra$. )ella pseudo!,ade-i.c*
l2argomentazione dell2 #oscura luce$ 6 strettamente legata al concetto di mancanzaM i
contemplati5i c*e affondano nella conoscenza del nudo amore scopriranno c*e la loro
mancanza 6 infinita JciS c*e apprenderanno nella contemplazione sar4 cosa troppo piccola in
paragone a ciS c*e ancora rimane da apprendere
737
K' solo partendo da <uesta constatazione+
essi tro5eranno #un annuncio sempre nuo5o$ #nell2oscura luce$. 8iportiamo integralmente le
due strofe consecuti5e'
&uelli c*e nell2alta conoscenza
Del nudo more
9enza parole
0rofondamente affondano+
>ro5ano la loro mancanza
9empre piR grande.
7n annuncio sempre nuo5o
Essi tro5ano
)ell2oscura luce+
D2alto pregio
9enza modo
1n una lontana 5icinanza.
73;
)el capitolo del nostro la5oro dedicato a 8uusbroec 5edremo <uanto spesso e con una
particolare preferenza il mistico ritorner4 sulla descrizione della Deit4 come oscurit4 infinita+
nella <uale l2anima si smarrisce. Egli in ogni caso *a conosciuto l2ossimoro doncker clareM a
proposito di coloro c*e conoscono il momento dell2unione in Dio il mistico brabantino *a
736 Traduzione tratta da: MESTER ECKHART, 2l nulla di$ino, p. 32. "Uz vinster gar. n quo notatur
divinae lucis excellentia, quia "divina caligo secundum Dionysium "est inaccessibile lumen,
nostra autem deficientia, qua ad superignotam huius lucis coniungimur calidinem (...). Der
lateinische kommentar (a cura di Bindschedler), p. 112.
737 Si veda della poesia 17 la strofa 61-66 ma anche le strofe iniziali 13-30.
738 Mgd. 17,25-36. Die in dat hoghe kinnen/ Der bloter minnen/ Waerdeloes/ Diepere crighen/
Venden hare ontbliven/ Meere altoes.// Nuwe mare/ n doncker clare/ Vinden si,/ Van hoghen
prise/ Sonder wise/ n verre bi.
1"5
scritto'
Essi sono ubriac*i d2amore e sono addormentati in Dio in un2oscura luce
Jin /i/ doncker claer K.
73"
)on sappiamo se 8uusbroec assunse il paradosso dalle poesie della pseudo!,ade-i.c*M
non 5i sono altre citazioni o altre reminiscenze della medesima poesia Jla 17K in <uesto
trattato. &uello c*e possiamo perS osser5are 6 c*e il passo 6 citato all2interno di un simile
contesto' la singolare e per noi interessante descrizione dell2infinita ed incomprensibile
essenza di Dio.
1n 5ersi successi5i a <uelli sopra riportati la pseudo!,ade-i.c* descri5er4 il momento
dell2unione come mancante di luce.
/a considerate'
Essi non tornarono
)el loro procedere+
E ciS 6 nella nudit4
Dell2unit4
l di sopra del comprendere+
Do5e ci de5e mancare
7n sorgere
Di luce+
1n un desiderare
C*e incontra
L2oscurit4.
74:
V difficile dire a c*e cosa si potrebbe riferire il #desiderare$ di cui al terzultimo 5erso.
nc*e il contesto in cui <uesti 5ersi si tro5ano non ci aiuta. 0ropendiamo a pensare c*e esso
potrebbe 5oler esprimere il desiderio di comprensione c*e+ a riguardo dell2unit4 di5ina+ non
tro5a soddisfazione' l2unit4 6 #al di sopra del comprendere$.
La nostra attenzione si sposta adesso al secondo dei paradossi enunciati dalla pseudo!
,ade-i.c* nella strofa piR sopra citata+ l2espressione c*e noi abbiamo reso+ nella nostra
traduzione italiana+ con #in una lontana 5icinanza$' in verre bi Jnel manoscritto (+
l2espressione 6 presente nella formulazione in verre, in bi.
741
K Di5ersi autori *anno destinato la
loro attenzione a <uesta espressione. Essa 6 stata 5ista come il corrispondente in medio
739 oecsken der $erclaringhe, (CCCM 101), l. 507-508, p. 153. .i si-n $an minnen droncken ende in
gode ontslaepen in .i. doncker claer.
740 Mgd. 18,91-102. Maer besiet:/ Si en keerden niet/ n hare voert gaen,/ Dat es inder bloetheyt/ Der
enecheyt/ Boven verstaen,// Daer ons moet ontbliven/ Een becliven/ Ere claerheyt/ n een
verlanghen/ n .. vore hanghen/ Eenre deemsterheyt.
1"%
neerlandese dell2espressione loingprs c*e compare nel Miroir des simples ames di /arg*erita
0orete. 0oc*i autori *anno in5ece messo in risalto c*e verre bi tro5a nella letteratura spirituale
medio altotedesca dei significati5i parallelismi. /a procediamo con ordine. L2accostamento di
verri bi al loingprs J<uest2ultimo in traduzione italiana 6 stato reso con #Lontano5icino$
742
K
non de5e in ogni caso essere rifiutato. 8iferendosi anc*e a <ueste due espressioni e ad altre e
al loro parallelismo =ters asseri5a c*e #la terminologia usata tiene ancor piR strettamente
insieme i testi mistici della prima met4 del <uattordicesimo secolo c*e le piR fondamentali
idee$.
743
Tinora 6 stato comun<ue scritto molto piR sul loingprs di /arg*erita 0orete c*e sul
verre bi delle nostre anonime poesie. 0er Colledge e /arler l2espressione loingprs sarebbe la
personificazione del ludus amoris+ della Minne spLl, ossia dell2more ludico+ giocoso c*e va
et vient tra l2anima e #il suo amante di5ino$.
744
&uesti autori 5edono nel De arrha animae di
7go di 9an Oittore la fonte c*e a5rebbe ispirato la 0orete. 0er essi perS il loingprs del
Miroir des simples ames sarebbe un sicuro esempio dell2escogitazione della 0orete di tro5are
un e<ui5alente medio francese per un termine gi4 esistente nella letteratura dei 0aesi (assi e
della 8enania. 0er il loingprs 6 stato inoltre suggerito+ per la sua origine e per il significato
c*e <uesta espressione sottende+ un legame con la lirica cortese amorosa. La figura c*e 5iene
<ui c*iamata in causa 6 <uella di LaufrB 8udel. >ro5atore della prima met4 del Q11 secolo+ egli
introdusse nella riflessione sull2amore la nozione di amor de lohn+ #amore da lontano$. )ei
suoi componimenti compare il tema dell2amore per <ualcuno mai 5isto' un amore fondato su
una condizione di non possesso.
745
9econdo la tradizione 8udel a5rebbe sentito parlare+ da
alcuni pellegrini di ntioc*ia+ della contessa di >ripoliM egli se ne sarebbe subito innamorato+
pur non a5endola mai 5ista. 5rebbe poi intrapreso un 5iaggio per recarsi da lei ma+ a causa
delle difficolt4 del tragitto+ sarebbe morto all2arri5o sulla spiaggia di >ripoli+ fra le sue braccia.
La 0orete utilizza l2espressione loingprs per la prima 5olta nel cap. 5; del Miroir. >utta5ia
gi4 <uanto 5iene narrato nel prologo della sua opera si ri5ela significati5o. Ci riferiamo al
racconto lP esposto di una damigella c*e #dimora5a in un paese straniero$ e c*e udendo
parlare del re lessandro+ se ne innamorS. 0ossiamo leggere le parole stesse della 0orete'
741 Brussel, Koninklijke Bibliotheek, 2877-78. Si tratta di uno dei manoscritti riportanti tutta l'opera di
Hadewijch e in pi le nostre Mengeldichten 17-29 e il trattato 6,ee4$ormich tractaetken. Si veda il
nostro capitolo dedicato alla tradizione manoscritta.
742 La traduzione italiana a cui noi facciamo riferimento quella di G. Fozzer per le Edizioni San
Paolo (1994). Si veda in bibliografia finale.
743 AXTERS, *roomheid. , p. 210. L'accostamento tra $erre bi e loinpr!s viene indicata da St.
Axters nella medesima pagina; era il 1953. Di seguito da Porion in HADEWJCH D'ANVERS,
"crits mysti#ues, p. 161; COLLEDGE MARLER, 7Po$erty of the 8illB, p. 40; GAR, Mirarsi nello
specchio, p. 126.
744 COLLEDGE MARLER, 7Po$erty of the 8illB, p. 39-40.
745 Si veda, fra la vasta letteratura, GAR, Mirarsi nello specchio, p. 125-127 e CRLOT, Discussion
troubadoures#ue sur 7l/amor de lohnB.
1"7
55enne c*e tale damigella udP parlare della grande cortesia e nobilt4 del re
lessandro+ e subito la sua 5olont4 l2amS+ per la grande rinomanza della gentilezza di
lui. /a tanto lontana era <uesta damigella da <uesto grande signore+ nel <uale a5e5a
riposto il proprio amore+ c*e non pote5a nB 5ederlo nB a5erloM del c*e so5ente era in se
stessa sconfortata+ poic*B nessun amore tranne <uesto le era bastante. E <uando 5ide
c*e <uesto amore lontano+ c*e tanto 5icino le era dentro+ era esteriormente tanto
distante+ pensS tra sB di confortare la propria pena con un2immagine c*e rappresentasse
il suo amico+ da cui il suo cuore era spesso ferito. Tece <uindi dipingere un2immagine
c*e a5esse le sembianze del re c*e ama5a...
74%
La 0orete sembra <ui riferirsi al 0oman d'Ale,andre di le=andre de (erna@ e alla storia
della regina Candace. &uesto racconto non 6 poi molto lontano+ nel tema dell2amore per
<ualcuno mai 5isto+ dalla leggenda dell2amore di 8udel per la contessa di >ripoli. Con <uesta
particolare espressione+ loingrs+ costruita su un ossimoro+ la 0orete pare 5olere esprimere la
sua esperienza di Dio+ un Dio allo stesso tempo lontano e 5icino. La tensione tra 5icinanza e
distanza sembra 5enire personificata. Iccorre dire c*e la 0orete al capitolo %1 definir4 il
Lontano5icino come >rinit4.
747

)el corso del QO1 secolo+ nelle poesie di /arg*erita di )a5arra J 154"K+ il loingrs rifece
la sua ricomparsa. La ?uarnieri non *a a5uto dubbi nell2identificare il Miroir della 0orete
come fonte.
74;

Come abbiamo detto l2attenzione nelle ricerc*e recenti 6 andata pre5alentemente al
loingprs della 0oreteM <uesto a moti5o del crescente interesse c*e il Miroir des simples ames
*a suscitato negli studi recenti. riguardo del verre bi della nostra pseudo!,ade-i.c* non 6
piR stato indicato nulla di significati5o. &uesto ossimoro 6 stato 5isto come un2espressione
746 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, p. 131-133. Si advint que celle
damoiselle oit parler de la grant courtoisie et noblece du roy Alixandre, et tantost sa volent l'ama,
pour la grant renommee de sa gentillesse. Mais si loing estoit ceste damoiselle de ce grant
seigneur, ouquel elle avoit mis son amour d'elle mesmes, car veoir ne avoir ne le povoit; par quoy
en elle mesmes souvent estoit desconfortee, car nulle amour fors que ceste cy ne luy souffisoit.
Et quant elle vit que ceste amour loingtaigne, qui luy estoit si prouchaine ou dedans d'elle, estoit
si loing dehors, elle se pensa que elle conforteroit sa masaise par ymaginacion d'aucune figure
de son amy dont elle estoit souvent au cueur navree. Adonc fist elle paindre ung ymage qui
representoit la semblance du roy, qu'elle amoit... MARGARETAE PORETE, Le mirouer, l. 18-30,
p. 10-12.
747 Ma nessuno mi domandi chi sia questo Lontanovicino, n le opere che fa ed opera quando
mostra la gloria dell'anima. nfatti non si pu dirne niente, se non che il Lontanovicino la Trint
stessa, e che dona all'Anima quella manifestazione di s che chiamiamo "movimento: non
perch si muova l'Anima, o la Trinit, ma la Trinit che opera per quest'anima la dimostrazione
della propria gloria. MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, l. 25-31, p. 291.
748 Di Margherita di Navarra abbiamo parlato nel capitolo dedicato all'illustrazione della figura della
Porete e del suo pensiero. Si veda in ogni caso GUARNER, 2l mo$imento3 p. 489-490 [139-140].
Si veda anche DAGENS, Le 7Miroir des simples amesB.
1";
tecnica della mistica speculati5a.
74"
Ci sembra c*e i raffronti con altri testi speculati5i dell2area
renana siano per noi di particolare importanza. Iccorre a nostro a55iso tornare alle ricerc*e di
=ters della met4 degli anni 25: e ai l4 indicati parallelismi+ dei <uali non si 6 piR parlato.
)egli scritti attribuiti a /eister EcD*art non si rin5iene <uesta espressione. =ters segnalS un
parallelismo di verre bi in un poema anonimo di matrice speculati5a rin5enuto in un codice di
9trasburgo. &uesto ci induce ad osser5are <uanta affinit4 le Mengeldichten della pseudo!
,ade-i.c* abbiano con i poemi spirituali di orientamento speculati5o della fine del Q111 !
inizio Q1O secolo. Iccorre anc*e aggiungere c*e <uesto poema possiede+ nell2edizione di
CacDernagel citata in nota+ molti tratti neerlandesi nella lingua e nell2ortografiaM esso pro5iene
inoltre da una regione+ <uella attorno a 9trasburgo+ nota per il fatto di essere stata una terra
c*e ospitS il mo5imento spirituale delle beg*ine.
75:
Der die nac*eit minnet
dem ist ein #erre bi.
751
/a ancora una 5olta un2espressione parallela la si rin5iene nell21nno >rinitario da noi
so5ente citato composto in medio altotedesco+ poema di carattere speculati5o' la se<uenza
Drei#altikeitslied+ nota anc*e come 9ranum sinapis/
esso 6+ e nessuno sa cos26
6 <ui+ 6 l4+
< lontano, < vicino,
6 profondo+ 6 alto+
6 tale c*e esso
non 6 nB <uesto nB <uello.
752
=ters fece del 5erso #us 5erre+ us nc$ di <uesta composizione poetica l2origine delle
espressioni verre bi G loingprs G ein #ernes bi/
753
8icordiamo c*e <ueste espressioni si
riferiscono+ nel poema+ al deserto+ al #deserto di5ino$+ come dice /c?innM metafora della
Deit4 particolarmente in uso nel Q1O secolo+ di esso 5engono in <uesto poema elencati una
serie di predicati opposti per esprimere il suo permanere al di sopra di ogni determinazione' al
di sopra+ <uindi+ di ogni possibile comprensione umana.
Lo studioso tedesco 8u* *a criticato la tesi di =ters per la <uale+ come abbiamo 5isto+ il
749 HADEWJCH D'ANVERS, "crits mysti#ues, p. 161, nota 1.
750 DAGENS, Le /Miroir des simples Pmes/, p. 285.
751 WACKERNAGEL, Das deutsche <irchenlied. , p. 308, n. 468. Si veda anche PREGER,
5eschichte der deutschen Mystik. , p. 140.
752 RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 69. us ist und weis doch nimant was. us h, us d, us $erre3 us
nP, us tf, us h, us ist als, daz us ist weder diz noch daz.
753 AXTERS, *roomheid. , p. 212.
1""
termine loingprs possederebbe una #preistoria germanica$.
754
La 0orete+ afferma lo studioso+
per ragioni cronologic*e non a5rebbe potuto a5er conosciuto nB la se<uenza del
Drei#altikeitslied+ nB la poesia 17 della pseudo!,ade-i.c*' le due opere in poesia sarebbero
state composte dopo il Miroir des simples ames della 0orete.
755
Da parte nostra osser5iamo
come di certo balzano agli occ*i le corrispondenze medio francesi+ nell2opera della 0orete+ a
concetti medio neerlandesi e medio tedesc*i' come =ters mette5a in e5idenza+ un2espressione
ed un concetto come sonder middel Jsenza mezzoK tro5a in /arg*erita 0orete il
corrispondente sans moyenM per il sonder 3aeromme Jsenza perc*BK+ di cui tratteremo piR
a5anti per esteso+ 5i 6 nel trattato la trascrizione in lingua romanza sans pourquoy+ sans
nulpourquoy. 0er l2espressione een verre bi Juna lontana 5icinanzaK della Mengeldicht 17 della
pseudo!,ade-i.c*+ 5i 6 l2e<ui5alente+ come piR sopra abbiamo illustrato+ loingpres.
75%
>ra =ters e 8u* ci c*iediamo do5e possa stare il nostro giudizio. )oi 5ogliamo rile5are
come il criterio cronologico sia piuttosto fragile. 0er <uanto riguarda la data di composizione
del Miroir des simples ames 5i sono di5erse ipotesi. 9e la ?uarnieri ritene5a c*e il trattato
fosse stato composto piuttosto prima c*e dopo il 12":+
757
altre 5oci si sono espresse per una
datazione attorno al 13:: o anc*e di alcuni anni piR tardi.
75;
0er <uanto riguarda la datazione
della se<uenza del Drei#altikeitslied non 5i 6 sempre stata unanimit4' 0reger e (artsc* sulla
base di lingua+ 5ersificazione e contenuto colloca5ano <uesta composizione poetica nella
seconda met4 del Q111 secolo
75"
e =ters+ c*e la defini5a un annuncio della mistica di EcD*art+
la ritene5a composta prima della fine del Q111.
7%:
ll2oggi /c?inn ritiene c*e essa sia dei
primi anni del Q1O secolo.
7%1
0er <uanto riguarda in5ece la <uestione della datazione delle
poesie della pseudo!,ade-i.c*+ anc*e se anc*e noi daremo un contributo in merito alla
<uestione della datazione di <ueste poesie+ sappiamo c*e Oan /ierlo le *a ritenute essere
della fine del Q111 secolo+ al piR tardi dell2inizio del Q1O. 9i puS osser5are come il gioco si
s5iluppi+ per il Miroir+ per la se<uenza del Drei#altikeitslied e per le nostre poesie in uno
spazio cronologico bre5e. La nostra conclusione 6 allora <uesta' se =ters 6 forse troppo
sicuro della sua ipotesi per la <uale l2origine delle singolari espressioni deri5ino tutte dall2 #us
754 Con Axters anche J. Dagens si faceva promotore della "preistoria germanica del termine
loingpr!s. DAGENS, Le /Miroir des simples Pmes/, p. 284.
755 RUH, .toria della mistica. , p. 363.
756 AXTERS, *roomheid. , p. 210.
757 Fra gli altri GUARNER, Prefazione storica, p. 29.
758 Si veda VERDEYEN, Aan $an Ruusbroec te russel, che ritiene che il trattato sia stato composto
attorno al 1300. Reynaert pensa che forse la Porete attorno al 1304 potrebbe non aver ancora
terminato la sua opera. REYNAERT, Ruusbroec en +ade,i-ch, p. 206.
759 Si veda GRUNDMANN, Mo$imenti religiosi, p. 422, nota 61.
760 AXTERS, *roomheid. , p. 204.
761 McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 316.
2::
5erre+ us nc$ dell21nno >rinitario composto in medio altotedesco+ crediamo d2altra parte c*e
anc*e la posizione di 8u* non debba essere assolutizzata' le datazioni proposte per le opere in
<uestione sono oggetto di oscillazioni in un arco cronologico bre5e. )on sappiamo
precisamente se la 0orete abbia conosciuto o meno la se<uenza del Drei#altikeitslied.
0ropendiamo in5ece a ritenere piR 5alida un2altra ipotesiM <uella per cui l2arco di tempo c*e 5a
dall2ultimo decennio del Q111 secolo alla prima met4 del Q1O a5rebbe 5isto la circolazione di
un insieme di concetti di orientamento speculati5o tale da operare una certa unificazione
all2interno di una serie di testi spirituali. Ci riferiamo <ui alla circolazione di concetti propri di
una mistica speculati5amente orientata+ concetti c*e circolarono in area renana e in area
brabantina. <uesto riguardo ricordiamo c*e le due lingue non costitui5ano di certo una
barriera' tra la bassa 8enania e i 0aesi (assi si puS parlare+ per <uel tempo+ di una mancanza
di confini linguistici in senso proprio.
7%2
0er <uanto riguarda inoltre il supposto luogo di
pro5enienza della 0orete+ Oalenciennes+ citt4 della contea dello ,ainaut+ occorre ricordare c*e
<uesta fino al 1%77 appartenne ai 0aesi (assi.
7%3
0iR 5olte la ?uarnieri *a sottolineato
l2esistenza di una continuit4 culturale tra la contea dello ,ainaut+ di lingua francese+ e il 5icino
(rabante c*e storicamente 6 sempre stato bilingue+ per la presenza del francese e del
neerlandese.
7%4
La studiosa italo!olandese *a anc*e parlato+ a proposito del Miroir+ della
presenza di una serie di inflessioni dialettali ec*eggianti espressioni tipic*e del medio
neerlandese parlato nel (rabante. 0er la ?uarnieri /arg*erita a5rebbe potuto a5er letto gli
scritti di (eatrice di )azaret* e di ,ade-i.c*.
7%5

0er <uanto *o potuto 5edere+ <uesto tema 6 all2oggi ancora aperto ad una e5entuale
indagine. 1ndirettamente+ il nostro la5oro di ricerca far4 luce su alcuni aspetti di esso. La
<uestione non 6 semplice. )egli studi recenti si 6 registrata una tendenza allo spostamento
della datazione concernente ,ade-i.c*. Di lei non possediamo date di nascita e di morte cosP
come informazioni sicure a proposito del luogo in cui 5isse. 0oc*i e fragili appigli storici
rica5ati dalla sua Lista dei per#etti *anno portato a considerarla atti5a attorno alla met4 del
Q111 secolo. ll2oggi+ come abbiamo detto+ si registra una tendenza allo spostamento di <uesta
data' la si 5orrebbe atti5a attorno alla fine del Q111 secolo+ inizio del Q1O.
7%%
&uesto
spostamento di datazione di ,ade-i.c* cambierebbe anc*e i riferimenti della tematica del suo
762 Rimandiamo per dettagli maggiori a questo proposito al nostro capitolo concernente il contesto
religioso e teologico tardo medievale dell'Europa del Nord.
763 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 148.
764 GUARNER, Prefazione storica, p. 12, nota 18.
765 p. 29-30.
766 Si veda a questo proposito SCHEEPSMA, De Limburgse sermoenen, p. 253-254; WARNAR,
Ruusbroec. Literatuur en mystiek, p. 75 ss.
2:1
rapporto con la 0orete. lcune pagine di 8e@naert gettano alcune interessanti osser5azioni.
Egli *a notato <uanto /arg*erita 0orete non sia+ nella dottrina+ piR <uietistica di ,ade-i.c*.
Di <uest2ultima potrebbe essere stata una #catti5a$ discepola+ afferma lo studioso+ come <uella
/arg*erita a cui ,ade-i.c* si riferisce nella Lettera 25' #Di2 a /arg*erita di guardarsi
dall2orgoglio$.
7%7
L2apparizione di <uesta orgogliosa /arg*erita nella lettera di ,ade-i.c*
potrebbe essere la porticina d2ingresso per una nuo5a indagine.
ccanto a <ueste considerazioni occorre riferire <uanto alcuni autori come Oerde@en+
,aas e lo stesso 8u* *anno ipotizzato a proposito di una #comunicazione$ fra #beg*ine
europee$. 1l primo dei tre studiosi citati *a asserito c*e+ a riguardo dell2affinit4 terminologica
tra le poesie della pseudo!,ade-i.c* e il Miroir des simples ames della 0orete+ <ualcuno
potrebbe tro5are difficilmente accettabile c*e una autrice brabantina risulti strettamente
imparentata con una scrittrice francese. Oerde@en *a spiegato <uesto fatto affermando c*e #i
confini linguistici non significarono c*e un piccolo disturbo nella reciproca comunicazione tra
le beg*ine europee$.
7%;
,aas a riguardo di ,ade-i.c* parla dell2esistenza+ a partire dalla met4
del Q111 secolo+ di una coscienza esplicita a riguardo di una comunit4 tra i mistici e in
particolare delle connessioni della nuo5a spiritualit4 femminile attra5erso i paesi.
7%"
8u* *a
giudicato la Lista dei pe#etti+ uno dei piR singolari testi attribuiti a ,ade-i.c* c*e ancora
mancano in traduzione italiana+ come un documento c*e pro5a la rete di rapporti c*e le
mulieres religiosae a5e5ano costituito al di l4 dei confini dei loro paesi e delle loro lingueM
egli parla di una communitas mystica alla <uale <ueste donne de5ote si sape5ano 5incolate.
77:
1n <uesto senso alcune considerazioni dell2opera 6abula mistica di de Certeau sembrano
fornire un2ulteriore spiegazione riguardante la circolazione di termini simili in di5erse lingue.
Conosciamo le tesi dell2autore francese' la mistica 6 una <uestione di linguaggioM il santo c*e
di5enta mistico rice5e una funzione scrittoria e il suo sentire lo gioca interamente nel
linguaggio.
771
0er de Certeau gli eroi del linguaggio mistico sono <uelli c*e #perseguono
l2unico compito di intendere e far intendere parlate di5erse$.
772
La scrittura del mistico+
nell2orizzonte di pensiero di <uesto studioso+ si presenta non come una lingua nuo5a o
artificiale+ ma come il prodotto finale di un la5oro condotto su una lingua esistente+ di
preferenza 5olgare. &uesto la5oro sarebbe il risultato di una serie di pratic*e linguistic*e+ c*e
767 REYNAERT, De beeldspraak, p. 368-369.
768 VERDEYEN, 1$er de auteur3 p. 154.
769 HAAS, Rh!nane 'Mysti#ue(, col. 508.
770 RUH, .toria della mistica, . p. 86-87.
771 DE CERTEAU, )abula mistica, p. 113.
772 p. 136.
2:2
egli c*iama #pratic*e traslati5e$' fra <ueste 5i sono i la5orii di spostamento e raccordo tra le
lingue 5olgari+ la5orii come le traslazioni linguistic*e e le opere di traduzione. 9econdo lo
studioso la pratica delle traslazioni e delle traduzioni sarebbe una delle piR emblematic*e e
crucialiM #una trama di transizioni geografic*e si aggiunge alle traslazioni linguistic*e.$
773

#>ra la capitalizzazione e le mobilit4 lessicali+ si producono combinazioni inedite J...K La
mistica nasce anc*e da <ueste mescolanze di lingue. Ouole anzi essere la lingua trasversale di
queste lingue$M
774
si tratta #di una popolazione di parole immigranti+ spostate e
trasformabili$.
775

bbiamo fatto una lunga ma a nostro parere importante digressione a proposito delle
espressioni verre bi e loingprs/ Ira ritorniamo all2ultima delle singolari espressioni c*e si
rin5engono nella strofa della pseudo!,ade-i.c* c*e abbiamo citato all2inizio di <uesta nostra
nuo5a argomentazione+
77%
ossia a sonder 3ise+ senza modo. &uesta specifica formula la si
rin5iene nella pseudo!,ade-i.c* una sola 5olta+ nella strofa da noi appena riportata in notaM il
toglimento di modi appare perS in altri passi nel secondo gruppo di poesie+ in particolare nelle
poesie 2% e 27. )ella prima di <ueste due si legge a proposito dei po5eri di spirito c*e+ accolti
nella #semplicit4$ del nudo amore+ 5engono #sciolti da ogni modo$ Jalle 3isen quiteK J/gd.
2%+"!13K. >ale semplicit4+ definita 5asta+ infinita+ non *a #nB forma+ nB modo+ nB ragione+ nB
senso$ J-och vorme, noch 3ise, noch redene, noch sinK J2:!24K. )ella poesia 27 si argomenta
a proposito di una #nobile luce$ c*e #brilla con grazia in noi$M fossimo arri5ati ad essa+
saremmo liberi #da ogni modo+ da ogni insegnamento$ J1an alre 3ise, van alre berichteK
J/gd. 27+1"!21K.
L2espressione sonder 3ise+ #senza modo$+ la si incontra anc*e in EcD*art+ nella formula
Mne 3ise. 1l termine modo J3iseK nel mistico tedesco implica il piR delle 5olte una limitazione'
esso definisce infatti un modo determinato di esistere o di amare+ modo opposto all2esistenza
infinita o all2amore infinito. 1n EcD*art l2espressione Mne 3ise ric*iama la formula+ di cui in
capitoli piR sopra abbiamo trattato+ di noch da J#nB <uesto+ nB <uello$K. nc*2essa si
riferisce infatti alla particolarit4 e ai limiti di ciS c*e 6 creatoM Dio+ per contro+ non 6 #nB
<uesto nB <uello$+ bensP Esistenza ssoluta$.
777
1n 8uusbroec l2espressione sonder 3ise tro5a un copiosissimo utilizzoM la si incontra anc*e
773 p. 134.
774 p. 134. corsivo mio.
775 p. 135.
776 Mgd. 17,31-36. Ripetiamo la strofa per la comodit del lettore: Nuwe mare/ n doncker clare/
Vinden si,/ Van hoghen prise/ Sonder wise/ n verre bi. (Un annuncio sempre nuovo/ Essi trovano/
Nell'oscura luce,/ D'alto pregio/ Senza modo/ n una lontana vicinanza.)
777 Una lista di esempi in cui in Meister Eckhart la parola modo appare come opposta all'amore
illimitato o all'esistenza infinita presente in MESTER ECKHART, 6eacher and preacher, p. 405.
2:3
nelle forme di on3ise e 3iseloes. $ise+ modo+ indica nel mistico brabantino la maniera di
comportarsi dell2uomo' secondo la realt4 della sua creaturalit4. >utta5ia al sommo
dell2esperienza d2amore all2uomo 6 dato di poter agire al di fuori di ogni modo+ senza modi+
nell2assenza di ogni modo. V insomma l2amore c*e fa sP c*e l2uomo possa superare il modo. 1n
8uusbroec l2espressione 5iene anc*e predicata a proposito dell2essenza di Dio+ della <uale
5iene negato ogni modo. Esemplificati5e sono ad esempio le ultime rig*e del passo di
8uusbroec da noi piR sopra citato a proposito della metafora del desertoM si tratta di rig*e c*e
noi in ogni caso riportiamo'
&uand2anc*e noi deponessimo immagini sensibili a moti5o della grossolanit4 dei sensi+
ai <uali noi mostriamo tanta mera5iglia guardando da fuori+ essa Zl2alta natura della
Deit4[ 5iene in5estigata e osser5ata+ nella 5erit4 interiore+ come un insondabile bene
sena modo/
77;

ltri passi significati5i riportanti l2assunto dell2assenza di modi in 8uusbroec 5engono da
noi trattati nel capitolo dedicato alla comparazione del mistico brabantino con la pseudo!
,ade-i.c*.
/ 70 -accogliti 8 'el puro amore 8 Senza di#tinzione
Oersamen di
1n puere minne
9onder ondersc*e@t
0artendo dalle osser5azioni di /c?inn in merito alle immagini utilizzate per il momento
uniti5o+ anc*e noi ci siamo proposti di indagare come tale momento 5enga rappresentato nelle
nostre poesie. #lla /c?inn$ anc*e noi 5orremmo rispondere a <uesta domanda' c*e tipo di
unione tra la creatura e Dio 5iene <ui propostaY 7n2unione di indistinzione+ in cui la creatura
realizza una sorta di identit4 con Dio o un2unione di distintiY Tacciamo <uest2opera di
ricognizione stimolati anc*e dall2affermazione della ?uarnieri c*e+ riferendosi nel corso della
sua ricerca sul mo5imento del Libero 9pirito alle poesie della pseudo!,ade-i.c* e ad altre
cosP afferma5a' #1n <uesti scritti+ le dottrine del #libero spirito$ non sono esposte o difese per
se stesse+ ma esse 5i tro5ano un terreno fa5ore5ole$.
77"

778 Die geestelike brulocht3 (CCCM 103), l. b1034-1042, p. 405-407. Al eest dat wij senlijcke ghelijcke
setten om grofheit der senne dien wijt van buyten toenen, dit wert doch inder waerheit van binnen
ghemerket ende aenghesien een grondeloes goet zonder ,ise.
779 GUARNER, )rres du Libre Esprit, col. 1252.
2:4
9e scopo del percorso mistico e desiderio del mistico stesso 6 la sperimentazione della
promessa e5angelica di unione N e noi <ui sottolineiamo+ sulla scorta di 8uusbroec+ la parola
#e5angelica$' il mistico brabantino infatti rimarcS ripetutamente come <uesto desiderio sia
giustificato dalla promessa di ?esR' #perc*B tutti siano una cosa sola. Come tu+ 0adre+ sei in
me e io in te+ siano anc*2essi in noi una cosa sola+ perc*B il mondo creda c*e tu mi *ai
mandato$
7;:
! se lo scopo+ ripetiamo+ 6 <uesto+ si ri5ela particolarmente interessante osser5are
c*e tipo di unione 5enga <ui intesa. V <uesto uno degli argomenti di ricerca c*e piR *a
interessato /c?inn c*e si 6 prodigato in un2analisi delle metafore e dei simboli intesi per
l2unione.
7;1
Lan 5an 8uusbroec+ per esempio+ accanto ai 5ersi gio5annei appena citati c*e in
<ualc*e modo a lui ser5i5ano per giustificare il suo desiderio mistico di unione+ nel corso
della sua opera continuer4 a precisare il suo pensiero N probabilmente per rispondere
all2accusa di colti5are simpatie panteistic*e e <uietistic*e N sforzandosi di sottolineare c*e
l2unione c*e egli intende e di cui si 6 occupato nei suoi trattati non 6 un2unione nella <uale le
strutture ontologic*e 5engono negate.
)elle poesie della pseudo!,ade-i.c* tro5iamo una serie di espressioni degne di ogni
attenzione+ alcune delle <uali *anno conosciuto delle particolari 5icendeM 6 <uesto per esempio
il caso dell2espressione sonder onderscheyt Jsenza distinzioneKM lo 5edremo piR sotto.
)oi iniziamo con l2osser5are come appaia+ numerose 5olte+ l2espressione #senza ritorno$.
bbiamo 5isto+ in nostre pagine piR addietro+ come <uesta espressione sia per lo piR associata
alla Deit4+ all2essenza di Dio. Le figure dei <uattro animali+ tratte dal libro di Ezec*iele+ sulle
<uali si intrattengono alcune strofe della poesia 1;+ ne sono un esempio' i <uattro animali
#procede5ano3 )ella nudit43 E non torna5ano$.
7;2
V #senza ritorno$ JonghekeertK+ inoltre+ c*e
si getter4 l2ancora nella nobile Deit4.
7;3
E+ per ultimo+ <uesto esempio'
Ira rimanete l4
9enza timore+
V il 5ostro premio+
E siate felice
)el tempo eterno+
)el 5ostro 1nizio+
780 Gv, 17,21. Questi riferimenti di Ruusbroec appaiono sopratutto nella sua penultima opera, il
Libretto delle spiegazioni. Si vedano ad esempio le righe 497-503, p. 151-153. RUUSBROEC,
oecsken der $erclaringhe, (CCCM 101).
781 Citiamo qui il suo, da noi pi volte menzionato, 1cean and Desert, ma anche il contributo Lo$e3
<no,ledge and Mystical ?nion e il suo volume 6he +ar$est of Mysticism, p. 118-124, 181-187 in
particolare.
782 Mgd. 18,79-84.
783 Mgd. 19,58-60.
2:5
Do5e 5oi continuamente
9iete condotta senza fine
E senza ritorno
7;4
Espressioni di <uesto tipo fanno pensare ad una sorta di assorbimento #senza ritorno$
della creatura nel di5ino.
7n2altra immagine desta la nostra attenzioneM si tratta della metafora dell2ing*iottimento.
9i 5edano <uesti 5ersi'
1n <uell2ampiezza infinita+
Do5un<ue+
9enza fine+
L2anima 5iene di5isa+
1ngrandita e poi unita
1n un ing*iottimento
7;5
nc*e <uesta metafora porta a pensare ad un2unione come assorbimentoM <ui+ ora+ <uasi
ad una sorta di incontro distrutti5o tra la creatura e Dio' l2anima+ persa nell2ampiezza infinita+
in una sorta di ricognizione ed esplorazione di <uel di5ino territorio+ 5iene ing*iottita+
risucc*iata+ in <uella immensurabile 5astit4 c*e 6 la Deit4. 0ossiamo dire c*e 6 in <ualc*e
modo aggiunta alla Deit4+ in un senso c*e si assume tratti panteistici.
La metafora dell2ing*iottimento torna nella poesia 24 a proposito di un more
personificato c*e tiene una ta5erna e 5ersa abbondante 5inoM ma c*e anc*e+ ad un cenno+ fa
pagare col sangue c*i da lui si reca a bere.
7;%
L2immagine della ta5erna mistica esiste da lungo
tempo nella letteratura spirituale. V stata riconosciuta come un2immagine arabo!persiana.
7;7

&ui more 6 definito #a5ido$' #0er <uanto sia nobile3 V anc*e a5ido+3 Depreda tutto3 E
ing*iotte3 >utto ciS c*e tro5a+3 9enza misura.$
7;;

La metafora dell2ing*iottimento torner4 una 5olta nel secondo gruppo di poesie+ al 5erso
1; della poesia 25 e sar4 sempre riferita ad more' #Da c*e seguii l2more3 9ono rimasta in
Lui+ 1ng*iottita in un semplice sguardo.$ V stato rile5ato c*e all2interno di una mistica
speculati5amente orientata il termine #ing*iottire$ descri5e #il passaggio nell2essenza di
784 Mgd. 18,67-75. Nu blivet daer/ Sonder vaer,/ Het es uwe ghewin,/ Ende sijt blide/ Te eweghen
tide/ n u beghin,// Daer ghi inne altoes/ Gheleidet indeloes/ Wert sonder keren.
785 Mgd. 17,37-42. n dat eweghe wide/ n alle side/ Sonder inden/ Werdet si ghedeilt,/ Ghebreidet,
gheheilt/ n een verslinden.
786 Mgd. 24,73-78.
787 GUARNER, 2l mo$imento, p. 370.
788 Mgd. 24,67-72.
2:%
Dio$.
7;"
9i tratta di una metafora c*e Lan 5an 8uusbroec *a utilizzato fre<uentemente+ come
5edremo piR a5anti nel capitolo dedicato al mistico. )el frattempo possiamo leggere <uanto
egli scrisse in una delle sue lettere c*e ci sono per5enute'
L4 l2amore di Dio ci *a consumati e annic*ilati al di sopra noi stessi+ perc*B lo spirito di
Dio 6 un goda tremenda senza bocca c*e consuma tutti gli spiriti amanti+ li brucia e
di5ora nel suo abisso.
7":
?io5anna della Croce+ a commento dello Specchio dell'eterna beatitudine+ trattato del
mistico+ a proposito di <uesta metafora *a parlato dell2 #azione forte e trasformante di Dio$+
sentita #come un 5enir #ing*iottito$ o #di5orato$+ come un di5entare nulla+$ #condizione
indispensabile per l2unione piR ele5ata$.
7"1

nc*e la grande ,ade-i.c* si 6 espressa al riguardo di more in simili terminiM #La
Di5init4 tanto 6 tremenda e tanto spietata+ di5ora e brucia+ senza riguardo$+ afferma nella
1isione 11+ confessando di non a5er mai sperimentato more come riposo.
7"2

(@num nella sua opera Sacro convivio, sacro digiuno/ !l signi#icato religioso del cibo per
le donne del Medioevo *a riflettuto sulla metafora del mangiare e dell2ing*iottire in
,ade-i.c*. La studiosa *a sottolineato come appartenga all2aspetto dell2amore il mangiare e
l2essere mangiati+ #<uell2interpenetrazione e reciproco inglobarsi$+
7"3
come ,ade-i.c* racconta
nella Lettera 11. &ui la grande scrittrice e poetessa narra il suo amore per Dio+ sorto in lei
all2et4 di dieci anni+ e sottolinea l2azione costringente di Dio stesso'
Da <uando a5e5o appena dieci anni+ fui cosP oppressa Jbed3onghenK dal piR intenso
amore....
7"4

E poi'
0er non dire di tutti <uei segni c*e io scopersi tra lui e me nel rapporto intimo
dell2amore+ a <uel modo c*e l2amico all2amico ben poco suol nascondere e molto ri5ela+
il c*e di regola accade nel sentirsi 5icini l2uno all2altro+ nell2assaporarsi a parte a parte+
sino a di5orarsi e bersi e ing*iottirsi l2uno nell2altro.
7"5

(@num *a sottolineato inoltre come in ,ade-i.c* a riguardo del mangiare e dell2essere
nutrita non si tratti solo di un2iniziati5a di Dio+ c*e ing*iotte o di5ora l2animaM anc*e l2anima
789 LOUF, 5lossaire, p. 378.
790 rie$en, (CCCM 110), l. 84-86, p. 575. Daer hevet ons gods mynne verteert ende vernyet baven
ons selven, want die geest gods is een geweldich slond sonder mond die alle mynnende geesten
verteert, verbarnt ende verslynt in sijnen afgront.
791 JAN VAN RUUSBROEC, Lo specchio dell/eterna beatitudine, p. 129, nota 11.
792 Visione 11. HADEWJCH, Poesie *isioni Lettere, p. 71. De godheit es so vreseleke ende soe
onghenadeleec etende ende berrende sonder sparen.
793 BYNUM, .acro con$i$io, p. 175.
794 HADEWJCH, Poesie *isioni Lettere, p. 117. Seder dat ic .X. aer out was, soe hebbic alsoe na
van herteleker minnen bedwonghen gheweest..
2:7
fornisce cibo a Dio+ come apparirebbe da <uesti 5ersi'
1o saluto c*i io amo
con il sangue del mio cuore.
J...K
allatto col mio sangueM
saluto la dolcezza+ c*e puS
alle5iare la mia insania d2amore.
7"%
)el complesso della ricognizione di <ueste metafore al riguardo di ,ade-i.c*+ (@num
sottolinea come il mangiare e il di5orarsi siano aspetti dell2amore. (@num perS a nostro a55iso
non d4 il giusto peso a <uell2aspetto del di5orare di Dio c*e+ metafora c*e la mistica nordica
*a fre<uentemente usato+ 5uole esprimere l2entrare nell2essenza stessa di Dio.
>orniamo ora alla pseudo!,ade-i.c*. 9e le immagini dell2unione #senza ritorno$ e
dell2ing*iottimento fanno pensare ad un2unione come assorbimento e risucc*iamento in Dio+ in
una sorta di unione distrutti5a+ in cui la creatura arri5a a perdere la sua indi5idualit4+ ora le
due successi5e espressioni c*e ci apprestiamo ad osser5are 5anno nella direzione di suggerire
un2unione di indistinzione+ un fondersi nella realt4 di5ina per di5enire uno. )on 6 semplice
interpretare correttamente i passi c*e ci tro5iamo di fronte. )oi in particolare 5orremmo
attirare l2attenzione sui 5ersi di <uesta strofa.
Di5engono Zle anime[+
)el loro 0rimo 1nizio+
CosN Ono con Lui
C*e non c26 somiglianza
9ulla terra
Di due+ c*e tali siano.
7"7
)ell2ambito di una mistica speculati5amente orientata+ per la <uale il cammino dell2uomo
795 p. 117-119. Ende bi al dien tekenen die ic vant tusschen hem ende mi in na pleghene van
minnen, alsoe alse vriende pleghen deen den anderen luttel te helene ende vele te toenne,
datmen alre meest heuet in na gheuoelne elc anders, ende in doer smakene, ende in doer etene,
ende in doer drinckene, ende in verswelghene elc anderen.
796 Mengeldicht 15. c groete dat ic minne/ Met miere herten bloet./ ... c soghe met minnen bloede;/
c groete dat soete, dat moete/ Boeten mine orewoede. A proposito di questi passi citati dalla
Bynum abbiamo alcune osservazioni. La studiosa fa riferimento alla traduzione di Hart che
traduce "c soghe met minnen bloede con " suckle with my blood, cio quanto abbiamo sopra
riportato: "allatto col mio sangue. Hart prende l'interpretazione suggerita da Van Mierlo: "soghe:
drenke, voed (il verbo "soghe: dar da bere, cibare). Tuttavia soghe pu anche significare
"succhiare. E "minnen bloede pi che "il mio sangue, lettura a nostro avviso errata, significa "il
sangue dell'amore. Quindi la strofa in questione potrebbe diventare: "succhio il sangue
dell'amore;/ saluto la dolcezza che pu/ alleviare la mia insania d'amore.
797 Mgd. 17,91-96. Daer werdense in/ Hare ierste beghin/ Met hem so een/ Dat en mach ghelike/ n
eertrike/ So sijn van tween.
2:;
spirituale si delinea come cammino di ritorno+ ritorno in Dio+ causa prima+ #0rimo 1nizio$
come le poesie della pseudo!,ade-i.c* elo<uentemente esprimono secondo i moduli
neoplatonici 5i5i nella teologia mistica del Q111 e soprattutto del Q1O secolo+ l2unione delle
anime a Dio 5iene descritta in <uesto modo' #met hem so een$. bbiamo tradotto <uesta
espressione con' #CosP 7no con Lui$. 0ur con una certa difficolt4 nell2interpretare
correttamente non si puS non osser5are <ui come <uesto 5erso paia suggerire un2unione
indifferenziata+ un di5enire uno tra la creatura e Dio. 9appiamo come 8uusbroec continuer4 a
ripetere+ nel corso della sua intera opera+ c*e nell2unione la creatura non di5enta Dio. 8isposte
del mistico+ pare+ per proteggersi dalle accuse e dagli imbarazzi c*e presto sorsero sul suo
conto.
0er esempio ancora dal Libretto delle spiegaioni+ l2opera c*e egli scrisse proprio per
giustificare alcune sue poco c*iare espressioni+ possiamo leggere' #0oi cosP pregS Cristo la piR
alta preg*iera' c*e tutti i suoi amati di5engano uno+ cosP come egli 6 uno con il 0adreM non
cosP uno come egli 6 con il 0adre una singola sostanza della Deit4+ in <uanto <uesto ci 6
impossibile.$
7";

0roprio ancora in riferimento a 8uusbroec occorre registrare la presenza+ nelle poesie
della pseudo!,ade-i.c*+ dell2espressione sonder onderscheyt Jsenza distinzioneK. Essa appare
nel nostro corpus due 5olteM <uesta doppia menzione la si tro5a nella medesima poesia+ la 23.
riguardo dell2anima in unione leggiamo'
L4 l2anima perde
1mmagine e figura
Ed ogni distinzione JondersceitK
7""
9i tratta+ <ui+ di una perdita di indi5idualit4 della creaturaY Come se di essa+ nell2unit4+ le
distinzione personali andassero completamente perdute+ sciolte nell2abbraccio assorbente
di5inoY 1l cancelliere dell27ni5ersit4 di 0arigi+ Lean ?erson J_ 142"K+ accusa5a 8uusbroec di
affiliazione ai begardi anc*e a moti5o di una simile concezione.
1n alcune strofe piR a5anti+ nella medesima poesia+ all2anima 5iene ri5olta <uesta
in5ocazione'
)obile libera creatura+
798 Voert so bat Cristus die hoechste bede, dat es, dat alle sine geminde volbracht worden in een,
alsoe als hi een es met den vader; niet alsoe een alse hi es met den vader ene enege substantie
der godheit, want dat es ons onmoghelec. oecsken der $erclaringhe, (CCCM 101), l. 497-500, p.
151-153.
799 Mgd. 23,22-24. Si verliest te diere ure/ Beelde ende figuere/ Ende ondersceit.
2:"
8accogliti
)el puro more
9enza distinzione JonderscheytK+
1n una unit4
l di sopra del comprendere.
;::
)otiamo ancora la presenza dell2espressione #senza distinzione$ Jsonder onderscheytK.
bbiamo gi4 detto come essa sia stata l2origine di un episodio nella 5ita di 8uusbroec. 1
certosini di ,Brinnes+ suoi amici+ a5e5ano letto <uesta espressione nel suo primo trattato+ !l
regno degli amanti. Essa a5e5a destato in loro difficolt4 di comprensione ed imbarazzo.
L2anziano 8uusbroec si do5ette recare alla Certosa per dare spiegazione del suo pensiero. 1l
mistico in realt4 non a5e5a scritto il trattato per una pubblicazioneM fu il suo segretario a
diffondere l2opera. 8uusbroec do5ette spiegare ai suoi amici certosini c*e cosa egli intendesse
con <uesta espressione per la <uale lo si pote5a accusare di affiliazione ai begardi+ c*e 6
<uanto a dire+ come abbiamo gi4 riferito+ di colti5are simpatie <uietistic*e e panteistic*e.
8uusbroec continuer4 a ribadire come egli non intendesse un2unione nella <uale la creatura e
Dio di5entino una sola e singola sostanza.
)on 6 semplice interpretare i passi di cui ci stiamo occupando. Iccorre dire c*e se
#ondersc*e@t$ assume il significato di #differenza$ ! per cui l2unione tra la creatura e Dio si
configurerebbe come #senza differenza$+ con tutte le implicazioni <uietistic*e e monistic*e
c*e *a <uesta espressione N il termine indica anc*e un concetto psicologico' nel dettaglio+ la
capacit4 di operare distinzione+ discernimento.
;:1
Essa andrebbe andrebbe ad aggiungersi agli
imperati5i di denudazione ri5olti all2anima c*e 5uole raggiungere l2unione' la perdita delle
#forme delle immagini$+ delle #forme delle figure$+ ossia delle rappresentazioni mentali.
Crediamo c*e non sia possibile negare alcuni tratti panteistici nella concezione di unione
della pseudo!,ade-i.c*.
&uesta idea di unione a55icina la pseudo!,ade-i.c* a /arg*erita 0orete ed in5ece
distanzia da ,ade-i.c*. Iccorre perS anc*e <ui specificare in modo opportuno. Le due
di5erse concezioni dell2unione nelle due grandi donne sono state oggetto di riflessione e
comparazione.
;:2
)el Miroir des simples ames l2anima in unione con Dio risulta totalmente
distrutta nell2amoreM l2amante di5ino domina infatti il cuore e le facolt4 della creatura c*e+ in
<uell2unione+ perde la 5olont4 personale ed ogni propriet4 di distinzione. La natura della
800 Mgd. 23,49-54. Eneghe materie vri,/ Versamen di/ n puere minne/ Sonder onderscheyt/ Ene
enicheit/ Boven sinne.
801 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 400-401.
802 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 148-149.
21:
creatura+ inoltre+ pare perdere la sua caratteristica umana per essere di5inizzata. Leggiamo
infatti nel Miroir' #&uest2anima 6 Dio per condizione d2amore$.
;:3
ncora occorre notare
come nell2opera della 0orete l2unione 5enga descritta in termini c*e sottolineano la padronanza
tirannica dell2amante di5ino e dall2altra parte la passi5it4 dell2anima+ c*e manca di un un
proprio inter5ento o di una propria collaborazione. Dice more' #<uesta preziosa amica mia 6
istruita e condotta da me senza di lei$.
;:4

1n ,ade-i.c* la relazione d2amore 5erso Dio 6 in5ece caratterizzata per l2essere reciproca e
dialogicaM alla sua base essa detiene il #fiero dialogo amoroso$' #>u sei tutto mio+ o amato+ ed
io tutta tua$M
;:5
#io sono tutta di more+ e more 6 tutto mio$.
;:%
La reciprocit4 nella relazione
si pone come uno degli assi portanti della dottrina di ,ade-i.c*. V importante <uanto
possiamo leggere nella Lettera 1;+ per esempio+ do5e la grande scrittrice descri5e la peculiare
natura dell2anima umanaM di <uesta descrizione occorrer4 notare la 5italit4 e la dinamicit4M
caratteristic*e+ <ueste+ c*e si allontanano dalla descrizione di /arg*erita dell2 #anima
annientata$+ l2anima c*e non *a piR 5olont4+ nB desideri.
Comprendi ora l2essenza piR profonda della tua anima+ proprio ciS c*e 6 l2anima.
L2anima 6 un essere c*e puS esser 5isto da Dio e da cui Dio+ a sua 5olta+ puS essere
5isto. J...K L2anima 6 una 5ia per il passaggio di Dio nella libert4 delle sue profondit4M e
Dio 6 la 5ia per il passaggio dell2anima nella sua libert4+ 5ale a dire nel suo essere piR
profondo+ c*e non puS essere toccato se non dalle profondit4 dell2anima. E finc*B Dio
non appartiene all2anima nella sua totalit4+ egli non la soddisfa.
;:7
)on possiamo del resto leggere ,ade-i.c* cosP semplicemente. 1n altri passi della sua
opera l2unione 5iene messa a tema attra5erso l2immagine di un fuoco di5orante.
;:;
)el corpus della pseudo!,ade-i.c* non si incontra l2espressione #anima annic*ilata$ o
#anima annientata$. 1n un certa denotazione perS l2anima ing*iottita della pseudo!,ade-i.c*
ricorda l2anima poretiana. nc*e la descrizione delle anime come #nude$+ #senza immagini$+
803 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 21,45, p. 199. Ceste Ame est
Dieu par condicion d'amour. MARGUERTE PORETE, Le mirouer des simples ames, cap. 21,45,
p. 82.
804 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 21,47-48, p. 199. ceste
precieuse amye de moy est aprinse et menee de moy sans elle. MARGUERTE PORETE, Le
mirouer des simples ames, cap. 21,47-48, p. 82.
805 Du mi al, lief, ende ic al di. Lied 34. HADEWJCH, Liederen, 47, p. 260.
806 ic al minnen ende minne al mi. Lied 11. HADEWJCH, Liederen, 67, p. 126.
807 HADEWJCH, Lettere, p. 137-139. Nu verstaet die innicheit van uwer zielen, wat dat es: ziele.
Ziele es een wesen dat sienleec es gode Ende god hem weder sienleec. (...) Siele es een wech
vanden dore vaerne gods in sine vriheit van sinen diepsten; Ende god es een wech vanden dore
vaerne der zielen in hare vriheit, Dat es in sinen gront die niet gheraect en can werden, sine
gherakene met hare diepheit; Ende god en si hare gheheel, hine waer hare niet ghenoech.
HADEWJCH, rie$en, 63-65, 73-79, p. 154-155.
808 Si veda REYNAERT, De beeldspraak, p. 99ss e p. 213.
211
#senza figure$ la ricorda.
;:"
0er l2anima giunta a Dio #senza ritorno$+ inoltre+ incontriamo nella
pseudo!,ade-i.c* la parola ghevri(t c*e significa #liberato$M l2accostamento con la 0orete 6
immediato' l2Ame 7n#ranchie+ l2anima affrancata+ liberata+ costituisce il grande soggetto del
suo trattato.
)el capitolo successi5o tratteremo della dottrina della #mancanza$ presente in <ueste
poesie. &ui 5ogliamo sottolineare come la concezione <ui esposta per la <uale le anime
#apprendono J...K la loro mancanza$+ ossia conoscono la loro condizione di insufficienza+
ricorda in <ualc*e modo alcuni dei dodici nomi c*e /arg*erita 0orete d4 all2anima annic*ilata
N 6 il cap. 1: del Miroir !'
1n <uella nudit4
9tanno le grandi anime
C*e apprendono
)el loro intuire+
)el suo sfuggire+
La loro mancanza.
;1:
&uesta descrizione dell2anima ci ricorda nomi c*e la 0orete d4 all2anima annic*ilata come'
#la non conosciuta$+ #oblio$M ma anc*e altri nomi potrebbero essere aggiunti+ come ad
esempio' #la pacifica in stato di5ino per di5ina 5olont4$ o #colei c*e niente 5uole tranne c*e
la di5ina 5olont4$.
bbiamo 5isto 5ia 5ia nel corso del nostro la5oro come l2affinit4 dottrinale tra il corpus
delle poesie della pseudo!,ade-i.c* N <uesta prima unit4+ ora N e la dottrina espressa nel
Miroir des simples ames di /arg*erita 0orete sia accentuata. )oi 5ogliamo dirigere
l2attenzione a <ueste strofe della pseudo!,ade-i.c*'
... non *anno alcun posto Jnell2unioneK
)B ragione+ nB intenzioneM
Iccorre cacciarle+
(andirle+
E restare all2interno
1n un silenzio nudo
E senza 5olere
;11
809 Mgd. 17,101-103.
810 Si tratta in ogni caso di una strofa di difficile interpretazione, anche a livello di sintassi. Mgd.
17,55-60. n dat bloete/ Staen die groete/ Die vercrighen/ n hare in sien,/ n sijn ontvlien/ Hare
ontbliven.
811 Mgd. 18,47-53.Daer ne hevet gheen sueken/ Redenne noch meyninghe.// Men moetse buten/
Verre sluten/ Ende binnen staen/ n .. bloet stille/ Sonder wille.
212
Iccorre notare l2accento dato alla mancanza di 5olere e alla s5alutazione delle atti5it4
razionali Jragione+ intenzioneKM sappiamo <uanto il personaggio 8agione risulti s5alutato nel
Miroir' 8agione nel trattato della 0orete 5iene descritta+ lo diciamo con le parole di Oerde@en+
come #miope+ stupida e tonta$.
;12
Le poesie della pseudo!,ade-i.c*+ a proposito del ruolo di
8agione+ sono tanto lontane da ,ade-i.c* N per la <uale ragione e amore *anno+ nella ricerca
di Dio+ la medesima importanzaM si 5edano le c*iare rig*e della Lettera 1;+ a <uesto riguardo+
c*e noi riportiamo in nota
;13
! <uanto sono in5ece molto affini alla dottrina della 0orete.
Do5un<ue nella pseudo!,ade-i.c* si incontra l2istanza di superamento della ragione Jboven
verstaen+ boven rede+ boven sen...M c*e noi abbiamo tradotto con #al di sopra del
comprendere$+ #al di sopra della ragione$+ #al di sopra della comprensione$K.
ltre particolari strofe della pseudo!,ade-i.c* ricordano la dottrina del Miroir della
0orete. Ci riferiamo alle seguenti+ tratte dalla poesia 1"'
Desiderare e amare
9enza l2aiuto dei sensi'
CiS 6 necessario+
E poi fuori e dentro
8estare senza conoscenza
Come una morta.
;14
>emere+ amare+
Desiderare+ conoscere
E comprendereM
9perare+ bramare+
?odere+ gustare'
)ulla di ciS mi 6 rimasto.
1l conoscere mi *a abbandonata+
Lontano 6 il comprendere
812 VERDEYEN, Porete 'Porette3 ...(, col. 662.
813 Hadewijch usa l'immagine dei due occhi. La vista di cui l'anima munita per sua natura la
carit. Questa vista ha due occhi: l'amore e la ragione. La ragione pu vedere Dio solo in ci che
non ; l'amore non si ferma che davanti a Dio stesso. La ragione ha delle vie certe dove
camminae, l'amore prova la sua impotenza, tuttavia il suo insuccesso lo fa avanzare di pi che
non la ragione. La ragione procede verso ci che Dio per mezzo di ci che Dio non ; l'amore
respinge ci che Dio non e, laddove sbaglia, trova ugualmente la sua beatitudine in ci che Dio
. La ragione ha pi soddisfazione che l'amore; l'amore ha per maggiori delizie e beatitudini
rispetto alla ragione. Entrambi comunque sono di grande e reciproco aiuto, perch la ragione
istruisce l'amore e l'amore illumina la ragione. Quando la ragione si lascia trasportare dai desideri
dell'amore, e l'amore si lascia costringere e legare dai vincoli della ragione, insieme possono
compiere un'opera meravigliosa. HADEWJCH, Lettere, p. 139.
814 Mgd. 19,43-48. Begheren ende minnen/ Sonder hulpe van sinnen/ Dies es noet,/ Ende dan buten
ende binnen/ Sijn sonder kinnen/ Ghelijc eenre doet.
213
E inafferrabile
;15
9ono in particolare i tratti <uietistici a ricordarci il trattato della 0orete e con essi la
perdita delle capacit4 intelletti5e e desiderati5e c*e precipitano l2anima in una radicale
mancanza di conoscenza. Dello stesso tono risultano due strofe della /gd. 24M in esse 5iene
predicata la perdita del sapere e 5engono elogiati il #dubbio$ e l2 #incertezza$M condizioni+
<ueste+ ci informa la poesia+ per dimorare nella 5erit4'
1l nostro sapere
De5e perdersi
)el dubbio
E nell2incertezza+
9e 5ogliamo dimorare
)ella 5erit4M
9e non resta nascosto
Come se fossimo morti+
8imaniamo delusi'
7n soffio d2aria
9pazza 5ia il frutto
C*e a tutti si mostra.
;1%
1l sapere de5e+ secondo <uesta dottrina+ rimanere nascostoM altrimenti saremo delusi come
<uando un soffio di 5ento spazza 5ia il bel frutto c*e a tutti si mostra.
/ =0 In >ue#ta mancanza 8 .i#ogna a%%ondare
/en moet crig*en
1n dat ontbli5en
7na buona parte della poesia 17 6 costruita attorno al concetto di ontbliven+ una parola c*e
in <uesto componimento poetico appare continuamenteM
;17
<uesta parola esprime la
condizione del mancare in <ualcosa+ del permanere in uno stato di difetto e di insufficienza.
;1;

La poesia 17 6 l2unica a presentare <uesto tema c*e poi nel corpus intero della pseudo!
815 Mgd. 19,79-84. Vresen, minnen;/ Begheren, kinnen/ Ende verstaen,/ Hopen, haken,/ Ghebruken,
smaken/ Es mi af ghegaen.// Mi es weten ontgaen/ Ende dore verstaen/ Verre dore sen.
816 Mgd. 24,109-120. Onse weten/ Moet op beten/ n twivelheyt/ Ende alse op waen,/ Saelt ons
staen/ n ghewarecheit.// Het en si verborghen,/ Ochte wi ghestorven,/ Wij sijn ghehoent:/ Die
went der locht/ Waeyt wech die vrocht/ Die daer vertoent.
817 Nella forma ontbli$en e ontbli$et (verbo coniugato, quest'ultimo) il termine presente 7 volte.
818 VERWJS-VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek, V, col. 994.
214
,ade-i.c* non torna piR.
La /gd. 17 si presenta del resto come una 5era e propria unit4 compositi5a. bbiamo
altro5e gi4 osser5ato come le 2: strofe c*e la compongono non possano funzionare come
strofe indipendenti le une dalle altre com26 in5ece il caso+ all2origine+ della strofa aabccb'
c*iamata anc*e strofa pro5erbiale nella letteratura medio neerlandese essa si
contraddistingue5a per un2indipendenza sintattica e semantica. )on 6 il caso+ <ui' abbiamo gi4
5isto come si possa parlare+ per la pseudo!,ade-i.c*+ di una piR alta letteraturaM abbiamo a
c*e fare+ non sempre ma per lo piR+ con 5ere e proprie composizioni poetic*e nelle <uali le
di5erse strofe sono collegate e ben agganciate le une alle altre. /a della /gd. 17 occorre
osser5are l2articolazione letteraria interna c*e la rende nella sua globalit4 un2unit4 compositi5a
particolarmente coesa. 1n apertura l2autore annuncia di a5er iniziato un compito+ un progetto'
#)on mi affligge3 )B mi turba3 Di do5er scri5ere$ J/gd. 17+1!3K N un tipo di affermazione
c*e 6 stata giudicata piR opera di una donna c*e di un uomo !
;1"
. L2autore si prodiga poi
nell2illustrazione della dottrina della mancanza+ di cui tratteremo+ e di una particolare
conoscenza+ l2 #alta conoscenza3 Del nudo amore$+ di cui in pagine piR indietro abbiamo detto.
1noltrato in <uesta esposizione ! esposizione poetica ! attorno alla met4 del componimento
l2autore riprende il tema annunciato in apertura+ il tema dello scri5ere+ proclamando' #come
ciS sia3 &uesto rimane certo'3 )on se ne puS scri5ere$ J/gd. 17+7%!7;K. L2argomento
successi5o si sposta interamente sul ritorno delle anime all27nit4 originaria+ a Dio #0rimo
1nizio$ e l2autore conclude il componimento con la risoluzione finale di 5oler smettere di
scri5ere+ e di 5oler passare piuttosto il compito a coloro c*e ne fanno esperienza+ a coloro c*e
lo 5i5ono J/gd. 17+1:"!12:K. Torse per <uesto la /gd. 1;+ a fronte della coesa unit4
compositi5a della poesia precedente+ la 17+ si apre con un #Maer$ J#/a udite ora il
comandamento3 C*e Dio3 Ci fa conoscere$+ ecc.K.
)ella #nuda conoscenza$ a cui il contemplati5o accede+ ciS c*e si rice5e+ ciS c*e si
apprende+ 6 molto. >utta5ia <ualcosa continua a mancare' se si paragona ciS c*e si 6 appreso a
<uanto ancora #manca$+ a <uanto rimane da apprendere+ si scopre c*e ciS c*e si 6 ac<uisito 6
pari ad un nulla Jalse nietK'
)ella nuda conoscenza
V certo grande
CiS c*e si apprende+
819 Sentenze di questo tipo sarebbero emblematiche della problematicit femminile nella relazione
con lo scrivere, soprattutto a riguardo della questione dell'autorit femminile. Si veda per esempio
VAN DER POEL, 7*rou,eli-ke auteurs, p. 215,218 e L. MURARO, Le amiche di Dio, p. 213.
215
/a sembra come nulla
9e si considera
CiS c*e manca.
;2:
0oco piR a5anti nella medesima poesia <uesto concetto di sproporzione radicale 5iene
ribadito'
CiS c*e si apprende
1n paragone a ciS c*e manca+
Certamente+
Come io credo+
V cosa troppo piccola
1n ogni raffronto.
;21

La dottrina c*e 5iene <ui proposta 6 <uella del crighen3 !n dat ontbliven+ una sentenza c*e
ritorner4 nei trattati di 8uusbroec continuamente' $affondare nella mancanza$.
1n <uesta mancanza
(isogna affondare+
&uesto 6 buonoM
ltrimenti 6 troppo poco+
Oeramente troppo poco+
CiS c*e si fa.
;22
Crighen in ontbliven+
;23
ossia affondare nella mancanza+ penetrare ed inoltrarsi in essa'
<uesto si ri5ela essere il messaggio fondamentale della poesia 17. Le strofe si aprono a poetare
su <uanto ottengono coloro c*e seguono <uesto consiglio'
7n annuncio sempre nuo5o
Essi tro5ano
)ell2oscura luce+
D2alto pregio
9enza modo
820 Mgd. 17,13-18. n kinnen bloet/ Al eest groet/ Dat mens vercrighet,/ Het scijnt alse niet/ Alse men
besiet/ Dat daer ontblivet.
821 Mgd. 17,61-66. Wat mens vercrighet/ Vore dats ontblivet/ Sekerlike/ Also ic meine/ Dats alte
cleine/ Te enegher ghelike.
822 Mgd. 17,19-24. Men moet crighen/ n dat ontbliven,/ Saelt sijn goet,/ Ochte het es te clene/
Algader reyne/ Wat datmen doet.
823 La parola crighen in medio neerlandese rivela in ogni caso una complessa ricchezza semantica.
Significa impegnarsi, fare del proprio meglio e mirare ed ambire a qualcosa. Significa poi
avventurarsi e anche litigare e lottare. Nel significato transitivo significa acquisire qualcosa con
sforzo, vincere e ricevere. VERWJS-VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. , col.
2097-2099.
21%
1n una lontana 5icinanza.
;24
ll2anima sar4 dato di cogliere Dio come #nudo niente$'
L4+ a lei sembra mostrarsi
9enza ri5elarsi
7na cosa semplice+
C*e pare scomparireM
Eppure de5e riconoscerla
1n un nudo niente.
;25
9ul significato dei particolari 5ersi di <ueste due ultime strofe abbiamo gi4 la5orato in
pagine precedenti in <uesta nostra ricerca. Iccorre ora prestare attenzione ad una particolare
strofaM in <uesta lo stato di insufficienza e di mancanza emerge+ per coloro c*e lo 5i5ono+
come la condizione piR desiderabile+ la condizione c*e piR di ogni altra riempie costoro di
appagamento e di gioia. Come ciS sia possibile non se ne puS in alcun modo scri5ere' la
<uestione sembrerebbe essere indicibile. Leggiamo'
CiS c*e piR li sazia
E c*e meglio li appaga
V la mancanza.
/a come ciS sia
&uesto rimane certo'
)on se ne puS scri5ere.
;2%
&uesta strofa *a fatto pensare+ a piR di un autore+ a /arg*erita 0orete e a <uanto 5iene in
modo simile argomentato in alcuni passi nella sua opera+ il Miroir des simples ames. 9econdo
Oerde@en tale strofa potrebbe essere la traduzione in 5ersi di <uanto 5iene argomentato al
capitolo 23 del Miroir. 0er lo studioso la 0orete riferirebbe lo stesso messaggio in un modo
piR immaginifico+ in particolare laddo5e la beg*ina argomenta di un2anima molto ebbra non
solamente di <uello c*e *a be5uto+ ma molto piR ebbra+ #ma piR c*e ebbra$+ di <uello c*e non
*a mai be5uto e mai berr4. Leggiamo direttamente le parole della beg*ina di Oalenciennes'
Zl2nima[ 6 cosP ebbra per la conoscenza dell2more e della grazia della pura Di5init4+
824 Mgd. 17,31-36. Nuwe mare/ n doncker clare/ Vinden si,/ Van hoghen prise/ Sonder wise/ n verre
bi.
825 Mgd. 17,49-54. Daer dunct hare baren/ Sonder verclaren/ Een simpel iet,/ Alse in vertien;/ Doch
moet sijs lien/ n een bloet niet.
826 Mgd. 17,73-78. Dat hen meest cost/ Ende hen best lost/ Dats dit ontbliven./ Maer hoe dat es/ Des
sijt ghewes:/ Men en maechs niet scriven.
217
c*e 6 sempre ebbra di conoscenza e ripiena della lode dell2amore di5ino. E non tanto
ebbra solamente di <uello c*e *a be5utoM ma molto ebbra e piR c*e ebbra di <uello c*e
mai *a be5uto nB berr4. J...K 55iene sP c*e ci siano piR bocc*e in una botte+ ma il 5ino
piR c*iaro+ e piR nuo5o+ e il piR profitte5ole+ e il piR dilette5ole+ e il piR inebriante 6 il
5ino di <uella di sopra. V la be5anda so5rana+ della <uale nessuno be5e+ se non la
>rinit4. E di <uesta be5anda+ senza berne+ 6 ebbra l2nima annic*ilata+ ebbra l2nima
affrancata+ ebbra l2nima dimenticata+ ma molto ebbra+ ma piR c*e ebbra+ di <uel c*e
non *a mai be5uto nB berr4.
;27
nc*e per <uesto elemento di affinit4 dottrinale Oerde@en collocS le poesie 17!24 della
nostra pseudo!,ade-i.c* nella stessa minneschool J#scuola dell2amore$K del Miroir di
/arg*erita 0orete.
;2;

&uesto trattato presenta spesso il moti5o della superiorit4 dello stato di mancanza e di
insufficienza+ superiorit4 c*e l2autrice anc*e per mezzo della retorica del rien e tout e del moin
e del plus sa esprimere bene. La 0orete parla esplicitamente di una condizione di
insufficienza' l'Ame 7n#ranchie a en elle de##aulte de sou##iance Jl2nima ffrancata *a in sB
mancanza di appagamentoK'
;2"
una mancanza data dall2incapacit4 dell2anima di 5olere
pienamente il 5olere di5inoM 6 la stessa incapacit4 c*e fa dire alla 0orete c*e l2anima affrancata
5uole tutto+ eppure non 5uole niente'
E allo stesso tempo Zl2anima[ non 5uole niente' poic*B <uello c*e essa 5uole+ e c*e Dio
5uole in lei+ 6 cosP poca cosa in confronto a <uel c*e 5orrebbe 5olere+ c*e essa non puS
a5ere <uel c*e Dio 5uole c*2essa 5oglia. 1nfatti la sua 5olont4 6 un nulla in confronto
all2appagamento+ c*e non le sar4 mai dato riguardo a <uesto+ ossia al 5olere la 5olont4 di
Dio+ cosP come 6 stato gi4 detto. &uindi+ secondo <uesto modo d2intendere+ <uest2nima
5uole tutto e tutta5ia non 5uole niente.
;3:
nc*e la 0orete arri5a ad affermare c*e la condizione di mancanza di appagamento 6 il
suo meglioM arri5a a dire c*e il piangere a riguardo di <uanto manca+ di <uanto le manca+ 6 la
827 VERDEYEN, 1$er de auteur, p. 154. MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici,
p. 203. Et si est yvre de la cognoissance de l'Amour et de la grace de la Deit pure, qu'elle est
tousjours yvre de cognoissaince et remplie de louenge de l'amour divine. Et non pas yvre tant
seulement de ce qu'elle a beu; mais tres yvre et plus que yvre de ce que oncques ne beut ne ja
ne bevra. (...) l advient bien que il y a pluseurs broches en ung tonneau, mails le plus cler vin, et
le plus nouveau, et le plus prouffitable, et le plus delictable, et le plus enyvrant est le vin de la
broche de dessus. C'est la boisson souveraine, de laquelle nul ne boit fors la Trinit. Et de celle
boisson sans ce qu'elle en boyve est l'Ame Adnientie, l'Ame Enfranchie yvre, l'Ame Obliee yvre,
mais tres yvre, mais plus que yvre de ce que oncques ne beut ne ja ne bevra. MARGUERTE
PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCC 69), r. 16-21, 34-42, p. 86-88.
828 VERDEYEN, 1$er de auteur.
829 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 12,52-53, p. 171.
21;
cosa piR alta+ 6 da55ero il suo meglio' e comprendere <uesto 6 il paradiso+ come lei dice al
capitolo 11.
&uest2nima J...K se a5esse tutta la conoscenza di tutte le creature c*e mai furono+ e c*e
saranno+ pure non le sembrerebbe niente rispetto a colui c*e ama+ e c*e mai non fu
conosciuto nB mai lo sar4. &uest2nima ama di piR ciS c*e 6 in Dio N cosa c*e mai fu
data nB mai lo sar4 N di <uanto non ami <uello c*e *a e c*e a5rebbe+ se le fosse
possibile ottenere tutta la conoscenza c*e a5ranno tutte le creature c*e sono e c*e
saranno. J...K /a c*e dicoU dice <uest2nima. Certo non sarebbe ancora niente+ se a5essi
tutto <uello c*e 6 stato detto+ rispetto a <uello c*e di Dio amo. E <uesta cosa egli non la
dar4 a nessuno+ tranne c*e a se stessoM e con5iene c*e <uesta cosa egli la tenga per sB+ in
base alla sua giustizia di5ina. E dun<ue io dico+ ed 6 la 5erit4+ c*e non mi si puS dare
niente+ <ualun<ue cosa possa essere. E <uesto compianto c*e mi sentite piangere+ dama
8agione+ dice <uest2nima+ 6 il mio tutto e il mio meglio+ se lo si intende bene. *+
com26 dolce capirloU 0er Dio+ intendetelo per interoM poic*B il paradiso altro non 6 c*e
capire <uesto.
;31
V stato sottolineato come il tema della mancanza+ del permanere in uno stato di difetto e di
insufficienza+ sia uno dei temi maggiori della mistica nordica del Q111 e Q1O secolo. Di5ersi
autori ne *anno rile5ato l2importanza' de Longc*amp lo *a sottolineato in /arg*erita
0oreteM
;32
Epine@!(urgard in (eatrice di )azaret*+ di cui piR sotto ci occuperemo.
;33
La
nozione di difetto e di insufficienza presente in <ueste mistic*e+ <uesto segreto della mistica+
*a inoltre destato l2interesse di figure cronologicamente a noi piR 5icine+ pensatori del QQ
830 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, cap. 16, p. 183. Et si ne veult neant,
car c'est si pou de chose de ce qu'elle veult, et que Dieu veult en elle, au regart de ce qu'elle
vouldroit, qu'elle ne peut avoir ce que Dieu veult qu'elle vueille. Car son vouloir est neant, au
regart de sa souffisance qui ja de ce donne ne luy sera, et est du vouloir de Dieu ainsi le vouloir,
comme dit est devant. Donc par cestuy entendement veult ceste Ame tout et si ne veult neant.
MARGUERTE PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCC 69), r. 12-19, p. 66.Si veda anche
il cap. 12, in particolare l. 51-57.
831 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, l. 70-77, p. 163, l. 142-151, p. 167.
Ceste Ame (...) se elle avoit toute la congnoissance de toutes les creatures qui oncques furent et
qui sont et qui a venir sont, si ne luy sembleroit il rien au regart de celle qu'elle ayme, qui oncques
ne fut cognue, ne ja ne sera. Ceste Ame ayme mieulx ce qui est en Dieu, qui oncques ne fut
donn ne ja donn ne sera, qu'elle ne fait ce qu'elle a et qu'elle auroit, se ainsi estoit qu'elle deust
avoir toute la cognoissance que auront totutes les creatures qui sont et qui sont a venir. (...) Et
que dis je? Dit ceste Ame. Et certes encores n'est ce rien, pouse que j'eusse tout ce qui est dit,
au regart de ce que j'ayme de luy, laquelle chose il ne donnera a nully, fors que a luy; laquelle
chose luy convient retenir pour sa divine droicture. Et donc dis je, et c'est verit, que on ne me
peut rien donner chose qui puisse estre. Et ceste complainte, dont vous me oyez plaindre, dame
Raison, dit ceste Ame, est mon tout et mon mieulx, a bien entendre. Hee, comme c'est doulce
entente! Pour Dieu! entends le tout; car aultre chose n'est paradis que ce mesmes entrendre.
MARGUERTE PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCC 69), r. 74-81, p. 42, r. 147-156, p.
48.
832 MARGUERTE PORETE, Le miroir des Pmes simples (a cura di de Longchamp), nota 12,3, p.
243.
833 EPNEY-BURGARD ZUM BRUNN, Le poetesse di Dio, nota 26, p. 99.
21"
secolo. 1l concetto di mancanza c*e la poesia 17 esprime+ a5e5a tro5ato una particolare
attenzione e un particolare fa5ore presso de Certeau c*e citS i poemi c*e sono l2oggetto del
nostro studio riferendoli perS all2autorit4 di #,ade-i.c* di n5ersa$ e collocandoli perciS
irrimediabilmente nel Q111 secolo.
;34
ttribuendo poi+ in modo confusionario+ a tale
,ade-i.c* Jla sua fonte era stato il la5oro di traduzione di 0orion+ c*e perS poi egli citS maleK
una sentenza di /arg*erita 0orete+ continuando a 5oler trattare del concetto di mancanza+ egli
scrisse' #sono+ ella dice+ #ebbri di ciS c*e non *anno be5uto$ J...K 9ono ebbri di ciS c*e non
possiedono$.
;35
Citando poi correttamente da #,ade-i.c*$ Jc*e in <uelle pagine 6 la nostra
pseudo!,ade-i.c*UK+ egli definisce l2uomo mistico a partire dal concetto di mancanza' #V
mistico colui o colei c*e non puS fermare il cammino e c*e+ con la certezza di ciS c*e gli3le
manca+ sa di ogni luogo e di ogni oggetto c*e non 6 questo+ c*e qui non si puS risiedere nB
contentarsi di quello.$ De Certeau *a <ui in mente una strofa della poesia 1; della nostra
pseudo!,ade-i.c*+ c*e cita.
;3%

7n nobile non so c*i+
)B <uesto+ nB l2altro+
Ci conduce+
Ci guida+
E ci attira
)el nostro 1nizio.
;37
Del concetto di mancanza nel pensiero di Lacan+ della sua dottrina cio6 del #manque H
Ltre$+ sono stati 5isti i legami con la mistica beg*inale del Q111 secolo+ con ,ade-i.c* in
paricolare! e con <uesta+ come ormai sappiamo+ si 6 inteso il piR delle 5olte anc*e l2altra+ la
nostra pseudo!,ade-i.c* ! c*e egli+ ancora per mezzo della traduzione di 0orion al francese+
conobbe e nominS nei suoi scritti.
;3;

La parola ontbliven Jmancare di <ualcosa+ permanere in uno stato di difettoK+ presente nei
poemi della pseudo!,ade-i.c*+ la si tro5a gi4 in <uello c*e 5iene considerato il primo trattato
mistico composto in lingua diets+ ossia nel 5olgare neerlandese+ attorno al 125:. 1l termine
diets+ e5idenziando la distanza dal latino+ sottolinea a partire dal Q11 secolo la lingua del
popolo+ la parlata 5olgare. L2opera a cui ci riferiamo 6 <uella di (eatrice di )azaret* J_ 12%;K
834 DE CERTEAU, )abula mistica, p. 352.
835 p. 352.
836 p. 353.
837 Mgd. 18,103-108. Een edel ic en weet hoe/ Noch dus noch soe/ Dat ons leidet in,/ Ende ons
berect/ Ende ons in trect/ n ons beghin.
838 LACAN, Le s!minarie li$re %%. Encore. Qui Lacan fa il nome di Hadewijch. Si veda MURARO, Le
amiche di Dio, p. 109,122.
22:
c*e non fu una beg*ina ma una monaca cistercense+ anc*e se tutta la sua 5ita ebbe ripetuti
contatti con il mo5imento delle beg*ine. Di lei disponiamo di una 1ita+ composta in latino.
?io5anissima rice5ette una prima formazione presso la scuola delle beg*ine di Foutleeu-M

nel
corso della sua 5ita si legS in profonda amizia con 1da di )i5elles+ una 5era e propria
beg*ina.
;3"
1l trattato di (eatrice+ intitolato Seven manieren van minne J9ette modi d2amareK+ si
pone come un2illustrazione non tanto di sette gradi di ascesi+ <uanto di sette #modi$+
#maniere$ di sperimentare la Minne+ ossia l2more. 1l terzo modo illustra una condizione di
insoddisfazione e difetto. L2anima 6 posseduta da un desiderio fortissimo di ser5ire e di
soddisfare completamente l2amoreM tutta5ia essa sperimenta di continuo+ a moti5o del carattere
limitato dell2essere umano+ l2incapacit4 e l2impossibilit4 di dargli massima soddisfazione.
&uesta mancanza+ <uesta condizione di difetto+ causa all2anima una grandissima pena.
5olte la buona anima *a un altro modo di amare+ un modo c*e le procura molto
dolore e pesantezza. J...K 9opra ad ogni cosa le procura il piR grande dolore il fatto c*e
essa non puS fare abbastanza all2amore+ secondo il suo grande desiderio+ e c*e
nell2amore 5i 6 ancora cosP tanto c*e ad essa fa difetto Jso vele moet ontbiuen in der
minnenK.
;4:
&ui 6 la miseria della condizione umana a 5enir delineata+ il suo proprio continuo
mancare. )el trattato di (eatrice <uesta condizione pare perS delinearsi come il motore c*e
permette a (eatrice stessa di proseguire nel suo percorso spirituale per gustare l2more+ la
Minne, nei sette aspetti c*e lei delinea.
1n ,ade-i.c* il concetto di mancanza lo si tro5a espresso nel gioco di parole ghebruken 3
ghebreken. )ota 6 la sua lapidaria sentenza'
Egli 6 alla sommit4 della sua #ruiione+ e noi siamo nella profondit4 del nostro
mancare.
;41
La parola ghebruken JfruireK appartiene al 5ocabolario peculiare della mistica di
,ade-i.c* e si riferisce prima di tutto a Dio N al fruire di Dio !. &uesta parola non 6 presente
nella pseudo!,ade-i.c*. V stato 5isto come in ,ade-i.c* la fruizione umana non possa c*e
essere compresa c*e come un prender parte alla fruizione di5ina. La sentenza sopra riportata 6
839 Si veda il nostro capitolo dedicato a Beatrice.
840 Traduzione mia. Andre maniere van minnen heeft die goede ziele op selken tijt, daer vele pinen
ende weelicheiden ane geleghet (...) Maer bouen al es hare dat die meeste pine datsi na hare
grote begerte niet genouch encan gedoen der minnen ende dat hare so vele moet ontbiuen in der
minnen. BEATRJS VAN NAZARETH, .e$en manieren $an minne, (a cura di Faesen), 72-74,
86-89, p.54.
841 HADEWJCH, Lettere, p. 74. Want hi es in de hoecheit sijns ghebrukens Ende wi sijn in die
diepheit ons ghebreekens. HADEWJCH, rie$en3 6,27-29, p. 55.
221
tratta dalla Lettera %. ,ade-i.c* ricorda alla sua destinataria la necessit4 di #rimettersi a Dio$
Jlaten gode ghe3erdenK a riguardo tanto alle situazioni in cui si 6 ad altri grati+ <uanto a <uelle
in cui si fa esperienza di ingratitudine+ perc*B Dio 6 la giustizia stessa Jhi es in hem selven
gherechtK' egli si tro5a nel piR alto+ alla sommit4 della fruizioneM ,ade-i.c* per contrasto
ricorda come in5ece proprio della condizione umana sia il mancare. V <uesta una
consape5olezza c*e ,ade-i.c*+ nella sua opera+ confessa ripetutamente.
;42

lla Lettera 13 la grande scrittrice e poetessa annuncia un paradosso c*e in <ualc*e modo
la a55icina a /arg*erita 0oreteM esso consiste nella regola per cui 6 necessario rinunciare alla
soddisfazione di more se si 5uole soddisfare more stesso. Leggiamo'
)ulla appaga meglio l2more c*e essere spro55isti completamente di ogni forma di
serenit4 c*e deri5i dagli amici oppure dagli estranei o anc*e dall2more stesso. &uanto
l2more ric*iede+ dun<ue+ 6 una 5ita terribile' si de5e infatti rinunciare alla
soddisfazione c*e deri5a da more+ per poter soddisfare more stesso.
;43
&uesta regola paradossale+ ma fre<uente nella spiritualit4+ non 6 pri5a di connotazioni
tipic*e della concezione cortese dell2amore' un amore a cui si tende+ piR c*e lo si 5oglia
piuttosto possedere. 9i potrebbe iniziare a pensare c*e lo stato di mancanza sia+ in <ueste
dottrine mistic*e+ nelle dottrine cio6 della pseudo!,ade-i.c*+ di /arg*erita e di ,ade-i.c*+
una condizione pri5ilegiata+ la condizione desiderabile. 9ono stati <uesti gli aspetti ad a5er
suscitato cosP tanto interesse in un autore come Lacan o in uno come de CerteauM autori c*e
nella mistica delle beg*ine legge5ano la potenza del desiderare.
;44

Di una 5era e propria estasi+ una #uscita di spirito+ c*e nasce dalla condizione
dell2insufficienza umana tratta la "oesia Stro#ica 2%. 1n essa ,ade-i.c* descri5e il dolore c*e
deri5a+ per la creatura+ dalla consape5olezza del proprio stato di continua mancanza innanzi
all2amante di5ino+ il <uale pretende una resa totale. ,ade-i.c* passa a presentare la figura
della regina di 9aba. L2ammirazione di costei per l2insondabile sapienza di 9alomone la
porta5a fuori da se stessa dal desiderio. ,ade-i.c* presenta la regina di 9aba come l2esempio
dell2amante ideale' allo stesso modo c*i ama si de5e donare totalmente all2amore insaziabile.
,ade-i.c* poi+ continuando nella poesia+ per contrasto con <uanti si ritengono soddisfatti
con <uanto 6 meno dell2more intero+ ricorda l2esempio degli amanti esemplari c*e all2more
842 Reynaert ha individuato una serie di passi in cui il contrasto tra la pienezza del divino fruire e la
miseria del mancare dell'uomo si trova espresso. REYNAERT, De beeldspraak, p. 215.
843 HADEWJCH, Lettere, p. 112. Dat ghenoeghet der Minne alre best, datmen te vollen bistierich si
van alre rasten van vreemden ende van vrienden, Ende van haer selven. Ende dat es een
vreselijc leven dat minne wilt, datmen ghenoechten van hare moet obtberen omme hare
ghenoech te doene. HADEWJCH, rie$en, 13,34-39, p. 115.
844 Questi aspetti sono stati sottolineati da MURARO, Le amiche di Dio, p. 63, 122.
222
si consegnano totalmente. &uesti amanti si danno totalmente e nello stesso tempo non
smettono di 5i5ere nella consape5olezza di essere mancanti+ di a5ere in sB un2insufficienza+
perc*B l2more non puS mai 5enir soddisfatto. >utta5ia essi permangono in un infinito ed
insondabile desiderare+ un desiderare c*e supera ogni facolt4 umana+ e <uesto desiderare+
proprio come fu per la regina di 9aba+ li manda in estasi' escono di spirito Jbuten den
gheestenK'
0erc*B il piR giusto e pieno dono di more
6 esattamente <uesta mancanza interiore.
0erc*B le anime non posso dare soddisfazione completa+
e <uanto *anno+ 6 5elocemente consumato+
<uando 6 rice5uto dell2alto more.
CosP essi escono di spirito.
;45
1l tema della mancanza+ uno dei riconosciuti temi della mistica nordica+
;4%
ci *a permesso
di soffermarci sul pensiero di tre donne e su <uello delle nostre anonime poesie.
/ !0 Conclu#ioni
Dopo il nostro la5oro di commento dottrinale accanto a <uello della raccolta di
osser5azioni formali 6 giunto il momento delle conclusioni. La prima cosa c*e 5ogliamo
rile5are+ argomento gi4 toccato durante il nostro la5oro+ 6 una specie di #mancanza di ordine$
del corpus J/gd. 17!24K. )on si riesce a rintracciare un programma spirituale o mistico. 9i *a
la sensazione di di5ersi temi presentati in modo bre5e+ come appena accennati+ e di una
se<uenza espositi5a <ua e l4 rotta+ impro55isamente+ dalla comparsa di nuo5e strofe c*e
introducono un altro tema. Iccorre dire+ in ogni caso+ c*e la maggior parte dei temi trattati
dimostra affinit4' i temi sono tutti certamente riconducibili alla cosiddetta #mistica
dell2Essenza$. Oogliamo perciS mettere in e5idenza un2ipotesi+ c*e fu un2intuizione di Oan
/ierlo' 6 possibile c*e di5erse bre5i poesie strutturate secondo lo sc*ema ritmico aabccb
siano state riunite in un unico corpusM i copisti poi con difficolt4 poterono operare in esso una
suddi5isione.
;47
La nostra analisi della genesi e della peculiarit4 della strofa aabccb+ c*e si
distingue per la sua mobilit4 Jil fenomeno cio6 della cosP c*iamata #migrazione$' il
845 Traduzione mia. Strofische Gedicht 26,67-72. HADEWJCH, Liederen, p. 212. Want dat rechste
volgheven van minnen,/ dat es dat ontbliven van binnen./ Want si ne connen niet al volleesten,/
ende dat haer dat es saen verdaen,/ in der hogher minnen ontfaen./ Dus comense buten den
gheesten.
846 Si veda il giudizio di Longchamp, un poco pi sopra ricordato.
847 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. XXX.
223
trasferimento di strofe aabccb da testi ad altri testiK ci porta ad aggiungere+ in piR rispetto
all2intuizione di Oan /ierlo+ c*e non solo differenti bre5i poesie furono riunite in un unico
corpus ma anc*e tal5olta una o un paio o tre strofe+ per lo piR slegate fra di loro+ tro5arono
posto nel corpus.
;4;
1n <uesto senso 5ogliamo e5idenziare come l2anonimia del corpus tro5i
una corrispondenza in <uesta ipotizzata genesi del corpus stesso.
9e contempliamo+ nel corpus+ la generale situazione comunicati5a occorre rile5are la
presenza di un #io$M la presenza cio6 della 5oce dell2autore c*e si esprime in prima persona.
)el corso della nostra analisi della strofa aabccb abbiamo sottolineato <uanto <uesto fatto si
discosti dalla natura di detta forma ritmicaM essa si presenta5a infatti come la struttura propria
di una letteratura di carattere sapienziale+ didattico e gnomicoM era la struttura per esempio dei
pro5erbi' si tratta di generi nei <uali la 5oce dell2 #io$ 5iene messa a tacere a fa5ore di una
5erit4 uni5ersale. )el corpus <ui analizzato <uesto #io$ risulta solidale con il pubblico a cui si
ri5olge. 1ncontriamo infatti molte 5olte gli elementi del discorso #noi$+ #nostro$+ #ci$. Diamo
<ui alcuni esempi.
... Colui c*e 5i5e
ccanto a noi d4
1 suoi doni+
E con un annuncio sempre nuo5o
Dalla sua luce
Ci 5uole illuminare.
;4"
7n nobile non so c*i+
)B <uesto+ nB l2altro+
Ci conduce+
Ci guida+
E ci attira
)el nostro 1nizio.
;5:
/a per <uanto si gusti+
>utto resta desiderio+
Tino a <uando non si arri5a l4
Do5e ciS c*e noi speriamo
848 Si veda, nel capitolo in cui abbiamo trattato della strofa aabccb, la nostra analisi
dell'individuazione nel corpus di diverse unit tematiche.
849 Mgd. 17,4-9. Daer hi die levet/ Bi ons ghevet/ Sine ghichten,// Ende met nuwer mare/ Ute sinen
clare/ Ons wilt verlichten.
850 Mgd. 18,103-108. Een edel ic en weet hoe/ Noch dus noch soe/ Dat ons leidet in,/ Ende ons
berect/ Ende ons in trect/ n ons beghin.
224
Oiene aperto
E ri5elato.
;51
Iccorre dire c*e se alcune formule si possono forse giudicare in parte con5enzionali N
esse tornano ad esempio in tante preg*iere N in altre la solidariet4 dell2autore 5erso il suo
destinatario emerge piR c*iaramente+ come ad esempio nel terzo caso riportato.
)on mancano casi in cui il discorso 5iene imperniato su un generale #*i$. 1l pronome
personale masc*ile #*i$ appare in molti casi in costruzioni come #die...*i$ o #*i...die$ o
#-ie...*i$. 9i tratta di costruzioni c*e esprimono 5erit4 generali+ di uni5ersale 5alidit4. 1n
<uesto caso 5i 6 una corrispondenza con la natura della strofa aabccb+ destinata+ come
sappiamo+ ad una letteratura sapienziale e di carattere gnomico. Diamo alcuni esempi'
0erc*B c*i 6 po5ero d2amore3 8imane diseredato.
;52
)e esce gra5ato3 C*i tocca <ueste cose3 Oolendole scrutare.
;53
/a c*i procede3 8ice5e3 1 nobili beni.
;54
9pesso in5ece la 5oce dell2autore si ri5olge esplicitamente ad un ghi e u.
La 5oce dell2autore+ solidale con il pubblico+ parla con autorit4. =ters+ c*e pure a5e5a
riflettuto sulla figura dell2autore+ la giudica5a una #e5identemente accettata autorit4$.
;55
)oi
5ogliamo porre l2accento sul fre<uente uso del modo imperati5o. 0er tutto il corpus l2 #io$
parlante si prodiga nell2espressione di consigli+ esortazioni+ ammonizioni e anc*e supplic*e.
8iportiamo <ui un paio di esempi'
9e 5i manca conoscenza+
Cercatela all2interno
)ella 5ostra semplicit4'
L4 tro5erete
1l 5ostro c*iaro specc*io
9empre disponibile.
;5%
)obile libera creatura+
8accogliti
)el puro more
9enza distinzione+
851 Mgd. 18,145-150. Maer wat men mach smaken,/ Het blivet alle haken,/ Onthier men comt daer/
Dat wij nu hopen/ Dat wert ontploken/ Ende openbaer.
852 Mgd. 18,250-251. Want ,ie haers dervet/ +i blivet ontervet.
853 Mgd. 23,61-63. +i blivet ghepijnt/ Die dit gherijnt/ Om onderwinden.
854 Mgd. 18,331-333. Maer die vorwert gheet/ +i ontfeet/ Dat edele hebben.
855 AXTERS, *roomheid. , p. 198.
856 Mgd. 19,7-12. Gheberst u kinnen,/ Ghesoeket binnen/ Uwe eenvuldecheit,/ Ghi vendet daer/
Uwen spieghel claer/ Altoes ghereyt.
225
1n una unit4
l di sopra del comprendere.
;57
9e pensiamo alle funzioni del linguaggio elaborate da 8. LaDobson possiamo dire c*e la
funzione comunicati5a c*e <ui si emerge 6 la funzione conati5a' 6 la funzione orientata 5erso
il destinatario c*e+ nel 5ocati5o e nell2imperati5o+ esprime ordini+ consigli+ supplic*e.
Di5ersamente <uindi da <uanto si incontra nel Miroir della 0oreteM lP l2intento sembra come
piR didattico. CiS c*e conta sembra essere la comunicazione di un contenuto+ c*e la 0orete
riferisce ad un #5ous$. 9econdo il modello di LaDobson a5remmo <ui piR a c*e fare con la
cosiddetta funzione referenziale.
0er <uanto riguarda la dottrina possiamo dire <uanto segue. )el 1"23 Oan /ierlo+
nell2articolo in cui polemizza5a contro (ouman+ il <uale colloca5a la pseudo!,ade-i.c* sotto
l2influsso della mistica tedesca+ parlS per la prima 5olta della #scuola di ,ade-i.c*$.
;5;
Egli
asserP c*e le poesie della pseudo!,ade-i.c* appartenessero a <uesta scuola conser5ando+ esse+
il ricordo #forse lontano ma netto$ di ,ade-i.c*. nc*e 8e@naert+ nel 1";1+ esprime5a lo
stesso giudizio.
;5"
8u*+ nella sua Storia della mistica occidentale del 1""3+ mosse una critica
5erso <uesta #scuola di ,ade-i.c*$' #C*e cosa <ueste #scuole$ non *anno ancora nascosto e
falsificatoU$.
;%:
Considerando c*e ,ade-i.c* iniziS ad essere citata per la prima 5olta nella
cerc*ia di 8uusbroec+ egli asserP c*e fino al 135: ca non pote5a essere esistita alcuna scuola
di ,ade-i.c*. Lo studioso tedesco finP per togliere l2intero corpus delle /gd. 17!2" dalla
#scuola di ,ade-i.c*$ c*e #secondo <uanto attesta la tradizione+ non 6 mai esistita$
;%1
e le
tolse anc*e dall2influenza di ,ade-i.c*.
Dal canto nostro nel corso nel nostro la5oro abbiamo osser5ato come la dottrina contenuta
in <uesta prima unit4 del corpus si discosti da <uanto espresso N a li5ello prettamente
dottrinale N in ,ade-i.c*. <uel li5ello nei confronti dell2opera della grande scrittrice e
poetessa emergono piR gli elementi di di5ersit4 c*e non <uelli di continuit4. 9e molte
metafore ricordano ,ade-i.c*+ il significato c*e esprimono nella maggior parte dei casi 6
estraneo alla sua dottrina. V il caso+ come abbiamo 5isto+ della metafora del deserto+ dei
concetti di #nudit4$ e di #niente$+ dell2accostamento di luce e tenebra+ ecc. nc*e la metafora
dell2ing*iottimento ri5este in ,ade-i.c* ris5olti c*e non sono <uelli della pseudo!,ade-i.c*.
857 Mgd. 23,49-54. Eneghe materie vri,/ Versamen di/ n puere minne/ Sonder onderscheyt/ Ene
enicheit/ Boven sinne.
858 VAN MERLO, +ade,i-ch en Eckhart.
859 REYNAERT, De beeldspraak, p. 437.
860 RUH, .toria della mistica. , p. 197.
861 p. 199.
22%
1n <uesta mancano inoltre alcuni dei concetti piR tipici di ,ade-i.c*' manca il termine cosP
peculiare in ,ade-i.c* ore3oet Jun termine particolare c*e possiamo approssimati5amente
tradurre con insania amorisK cosP come manca il termine ghebruken JfruireK.
;%2
1l termine
nu3e Jnuo5oK compare in5ece nella pseudo!,ade-i.c* ma l2aspetto dinamico e 5itale della
parola+ c*e nella grande poetessa si riferisce all2more+ ad un more c*e si rinno5a
continuamente+ non compare nella pseudo!,ade-i.c*. Come a5e5a notato 8e@naert stesso+
l2aggetti5o nu3e si tro5a pre5alentemente applicato ai sostanti5i mare Jannuncio+ messaggioK
e verstaen JcomprensioneK.
;%3
nc*e sul concetto di vriheit Jlibert4K lo studioso belga nota5a
come esso piuttosto c*e a5ere a c*e fare con la purificazione morale dell2anima si riferisce
nella pseudo!,ade-i.c* alla denudazione dello spirito da #immagini$ e #figure$.
;%4
9ono
presenti in5ece+ come lo sono in ,ade-i.c*+ l2espressione #scuola dell2more$
;%5
e la parola
vremde.
;%%
0ertanto+ rimanendo a giudicare il piano intellettuale+ non riteniamo opportuno
collocare <ueste poesie nella #scuola di ,ade-i.c*$. 0referiamo piuttosto parlare+ un po2 come
dice5a Oan /ierlo+ di un #ricordo di ,ade-i.c*$.
0er <uanto riguarda il rapporto con l2opera di /arg*erita 0orete+ il Miroir des simples
ames+ <uesta prima parte del corpus *a rile5ato in5ece di5ersi elementi di affinit4. La presenza
in entrambe le opere di un linguaggio c*e noi abbiamo definito #imbastito$ di elementi
negati5i+ la scarsa considerazione in cui la ragione 5iene tenuta+ una certa tendenza alla
conoscenza negati5a di Dio e gli altri elementi c*e noi nel corso del nostro la5oro abbiamo
e5idenziato+ ci fanno ritenere buona la 5alutazione di Oede@en per il <uale <ueste poesie
appartengono alla #medesima scuola dell2amore$ di /arg*erita 0orete.
;%7
Dal la5oro di commento dottrinale 6 emersa una particolare affinit4 in lessico e in dottrina
con l2opera di /eister EcD*art. /a ma ci *anno colpito soprattutto le affinit4 con il cosiddetto
#pseudo!EcD*art$' in particolare con il poema noto come Drei#altikeitslied o 9ranum sinapis'
lP parole+ immagini+ concetti e persino costruzioni linguistic*e tro5ano nella pseudo!
,ade-i.c* una spiccata corrispondenza.
bbiamo anc*e riflettuto sull2ambiente in cui <ueste poesie sarebbero sorte. ?li autori c*e
862 Si veda il nostro capitolo dedicato a Hadewijch.
863 REYNAERT, De beeldspraak, p. 437.
864 p. 436-437.
865 Nella pseudo-Hadewijch il motivo compare una volta, alla Mgd. 22,43; in Hadewijch frequente.
Lo si rinviene nelle Poesie strofiche (Liederen3 a cura di Willaert-Fraeters) 2,66; 6,54; 7,61; 10,48;
13,63; 15,99; 28,50,51. L'origine di questa espressione legata alla mistica cistercense del X
secolo e in particolare a Guglielmo di Saint-Thierry che parla di una "scuola dell'amore nel De
natura et dignitate amoris, X, 26. Si veda HADEWJCH, Liederen (a cura di Willaert-Fraeters), p.
134-135.
866 Si veda il nostro capitolo dedicato a Hadewijch.
867 VERDEYEN, 1$er de auteur.
227
ne *anno trattato le *anno+ per lo piR+ considerate essere opera di una beg*ina.
;%;
)oi abbiamo
ritenuto importanti una serie di elementi. 1l primo riguarda la tradizione manoscritta e in
particolare la presenza di <ueste poesie in due dei tre manoscritti c*e *anno riportato l2opera di
,ade-i.c*. 9e la tradizione manoscritta detiene un 5alore+ forse <uesta associazione ad
,ade-i.c* ci dice <ualcosa dell2ambiente in cui <ueste poesie sono sorte. 9e ,ade-i.c* 6 stata
una beg*ina+ <uesta associazione puS indicare c*e forse dobbiamo cercare la pseudo!
,ade-i.c* in un ambiente simile o in una tradizione comune a ,ade-i.c*. OeDeman giudicS
il *3ee+vormich *ractaetken+ trasmesso accanto alle poesie della pseudo!,ade-i.c*+ come
opera di una donna+ forse di una beg*ina benedetta da talento letterario. Egli c*iamS inoltre i
due manoscritti #codici di donne$.
;%"
bbiamo anc*e riflettuto su alcune espressioni tecnic*e
come sonder 3aeromme+ sonder middel e in verre biM presenti+ le prime due ma non la terza+
in autori masc*ili come EcD*art e 8uusbroec. La loro origine pare sia stata legata al mondo
delle beg*ine e delle spirituali Jl2espressione sonder 3aeromme la si incontra la prima 5olta in
(eatrice di )azaret*+ 5erso la met4 del Q111 secoloM la si incontra anc*e in /arg*erita 0orete
nella sua opera c*e 6 stata giudicata pre!ecD*artiana+
;7:
come anc*e si incontra in lei
l2espressione sonder middelM abbiamo poi 5isto come in verre bi 5enga giudicato essere un
probabile e<ui5alente del poretiano loingpresK. bbiamo gi4 detto altro5e nel corso del nostro
la5oro come inoltre le parole di apertura del corpus+ #)on mi affligge3 )B mi turba3 Di do5er
scri5ere$ siano state giudicate piR parole di una donna c*e di un uomo.
;71
proposito della
menzione+ nelle poesie+ delle #piag*e di Cristo$ J/gd. 1;+2;3K Oan /ierlo *a parlato di un
ricordo della de5ozione del 9acro Cuore+ 5i5a nei circoli beg*inali.
;72
Certamente nel corpus
alcune immagini risultano piR masc*ili c*e femminili. V <uesto il caso dell2immagine del
folle+ dello stolto+ di cui nella /gd. 1;+235' #/a do5ete apparire stolta3 Ed essere oggetto di
beffa3 9ulla terra$. L2immagine perS riec*eggia la paolina stultitia crucis e perciS non 5a
legata ad uno specifico genere. 7n2altra immagine c*e parrebbe masc*ile 6 <uella della
#ta5erna di more$. bbiamo piR 5olte riferito come perS essa abbia una tradizione c*e 6 da
ritro5arsi in testi misticiM sembra essere legata alla mistica arabo!persiana.
;73
Oisti tutti <uesti
elementi noi propendiamo <uindi per attribuire <ueste poesie a una donna e pensiamo c*e la
loro genesi sia da situare in un ambiente beg*inale.
868 Per una panoramica del modo in cui esse sono state considerate sia lecito il rinvio a VALLARSA,
:hoosing a gender.
869 VEKEMAN, Mystieke amazone, p. 64.
870 RUH, Meister Eckhart. 6eologo, p. 154. McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 188.
871 VAN DER POEL, 7*rou,eli-ke auteurs, p. 215,218 e anche L. MURARO, Le amiche di Dio, p.
213.
872 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. XXX.
873 GUARNER, 2l mo$imento, p. 370.
22;
Capitolo (
)'incono#cenza abi##ale nelle Mengeldichten +-!
/ 10 Introduzione
Le ultime cin<ue poesie del corpus J/gd. 25!2"K sono state riconosciute come piR legate
alla dottrina di EcD*art.
;74
0er <uanto riguarda gli studi della ricezione di EcD*art nei 0aesi
(assi occorre dire c*e molto 6 ancora da fare. Diciamo c*e fino ad oggi mancano studi
cospicui. )on sono mancate le raccolte di osser5azioni+ i legami con l2opera del domenicano
tedesco sono stati notati+ ma non si 6 ancora giunti ad un2opera conclusi5a+ non sono ancora
state gettate le pietre miliari o detto in un altro modo+ non possediamo all2oggi tesi c*e
possano segnare+ a riguardo della <uestione+ dei punti di non ritorno. 9iamo ancora cio6 nella
fase della raccolta di osser5azioni. 7n esempio per tutti' all2oggi si sta indagando attorno al
rapporto tra il mistico brabantino Lan 5an 8uusbroec e il tedesco EcD*art.
;75
V il fondamentale
messaggio della /urD Lansen in un suo articolo del 1""7M
;7%
in esso la studiosa ricorda il freno
c*e i moti5i politici costituirono per la ricerca tra le due aree geografic*e e linguistic*e.
8icordiamo il famoso conflitto tra Oan /ierlo e (ouman+ proprio a causa delle poesie
della pseudo!,ade-i.c*. 9e (ouman sostene5a un2influenza della mistica tedesca sulle poesie+
Oan /ierlo reagi5a con la piR totale c*iusura' #La mistica di <ueste poesie 6+ per lo meno in
molta della sua terminologia+ strettamente affine a <uella di EcD*art ... Ira EcD*art 5iene
generalmente considerato come il padre della mistica tedesca. La domanda puS allora essere+
se <ueste poesie siano dipendenti da EcD*art+ o se EcD*art abbia forse gi4 conosciuto la nostra
mistica medio neerlandese. ... non c26 niente nelle nostre poesie+ c*e lasci supporre alcuna
influenza tedesca. Comun<ue molti dei nuo5i concetti nell2espressione concordano con <uelli
di EcD*art' bloot JnudoK+ bloot*eid Jnudit4K+ ledig*eid J5uotezza!5acanzaK+ 5onDe o gesterDen
der ziel Jfa5illa o scintilla dell2animaK+ o5er5ormd JtrasformatiK+ ecc.M ma la pura forma medio
neerlandese di <ueste parole lascerebbe piuttosto concludere c*e EcD*art le abbia assunte
dalla nostra mistica.$
;77
L2ipotesi di Oan /ierlo suggerita in <ueste ultime rig*e+ ossia
un2antecedenza della mistica neerlandese alla mistica tedesca+ 6 stata giudicata da 8u* come
una #tesi manipolata$.
;7;

0er <uanto riguarda gli studi sulla ricezione di EcD*art nei 0aesi (assi+ i piR significati5i
874 RUH, .toria della mistica. , p. 198. McGNN, 1cean and Desert, p. 172.
875 Progetto all'Universit di Lovanio (KUL), sotto la guida del prof. Faesen.
876 MURK-JANSEN, +ade,i-ch and Eckhart.
877 HADEWJCH, Mengeldichten '1952), p. XXX.
878 RUH, .toria della mistica. , p. 197.
22"
risultano essere i seguenti. 0ossediamo alcuni contributi di C.?.). De Ooo@s composti agli
inizi del secolo scorso' Meister 7ckart en de -ederlandse mystiek J1":5K e De dialoog van
Meester 7ggaert en de onbekende leek J1"1:KM i contributi di =ters nella sua 9eschiedenis
van de vroomheid in de -ederlanden J1"53KM
;7"
possediamo inoltre lo studio di 8. . 7bbinD+
De receptie van Meister 7ckhart in de -ederlanden gerurende de middeleeu3en J1"7;K c*e
perS+ dedicato allo spoglio di alcuni manoscritti+ non entra nella <uestione dei contenuti. 1l
contributo di Lie5ens attorno al manoscritto #O5$ Jmanoscritto (russel E.(. 3:%7!73KM
all2oggi alcuni saggi di Carnar' Meester 7ckhart, $alter van &olland en 5an van 0uusbroec
J1""5K. ttualmente 6 lo studioso olandese 9c*eepsma ad interessarsi in modo particolare alla
<uestioneM possediamo dello studioso i contributi' Pberregionale %eiehungen 3ischen dem
0heinland und %rabant in der mystischen Literatur des ?:/ 5ahrhunderts J?Q;;+?DD;> J2::7K
e Meister 7ckhart in den -iederlanden J2::;K.
1 recenti contributi di 9c*eepsma pongono l2accento sulla testimonianza recata da Lan 5an
Leeu-en J 137;K. Confratello di 8uusbroec a ?roenendaal+ do5e ri5esti5a la funzione di
cuoco+ e suo #figlio spirituale$ N 8uusbroec stesso gli a5rebbe insegnato a leggere e scri5ere !
fu autore di una 5entina di trattati la maggior parte dei <uali rimane all2oggi inedita. 1n di5ersi
momenti della sua opera egli arri5S a scri5ere pesanti parole sul domenicano tedescoM come ad
esempio nel trattato 1an meester 7ckaerts leere daer hi in doelde+ titolo c*e puS essere
tradotto con #Della dottrina di /eister EcD*art nella <uale egli errS$+ do5e Lan 5an Leeu-en
afferma5a'
era una persona diabolica c*iamata /eister EcD*art.
;;:
Ippure nel trattato 1an enen sacramenteliken etene+ laddo5e scrisse'
EcD*art era ben il piR rozzo e piR primiti5o asino del <uale io mai abbia udito.
;;1

&uesta testimonianza rende c*iaro il fatto c*e ci fu+ nel (rabante+ una ricezione di
EcD*artM come *a ribadito lo studioso nel corso del recente congresso dedicato a /eister
EcD*art J7ckhart nu/ De herontdekking van de middeleeu3se mystiek+ 0allas J7ni5ersit4 di
LeidaK+ % marzo 2::"K #in un modo o nell2altro$ la dottrina di EcD*art arri5S al (rabante.
L2attenzione di 9c*eepsma ritorna inoltre ripetutamente su un manoscritto+ noto come
879 AXTERS, *roomheid. . L'opera tratta pi volte della figura di Eckhart. Per una prima introduzione
si veda in particolare il primo capitolo dell'opera, dedicato ai Domenicani.
880 Citazione rilevata in KOK, Aan $an Leeu,en en zi-n ,erk-e tegen Eckhart, p. 153. Het was een
duvelyc mensche hiet meester eckaert.
881 SCHEEPSMA, Meister Eckhart in den Diederlanden, p. 30. Eckaert was wel die groefste, ruutste
esel daer ic noyt af hoerde.
23:
#/anoscritto di 8uusbroec O5$M
;;2
esso+ giudicato essere del 135: ca+ presenta una serie di
citazioni di Dionigi c*e si inseriscono in un complesso di testi c*e 9c*eepsma giudica essere
#in un <ualc*e tipo di relazione$ con i trattati in medio altotedesco attribuiti ad EcD*art.
;;3

riguardo delle ultime cin<ue poesie della pseudo!,ade-i.c*+ /urD Lansen+ *a operato
un confronto con l2opera di EcD*artM
;;4
le sue conclusioni si ri5elano tutta5ia le medesime c*e
=ters formula5a attorno alla met4 del secolo scorsoM afferma la Lansen' #La somiglianza 6
sufficientemente grande per indicare c*e entrambi gli autori+ se non influenzati direttamente
l2uno dall2altro+ sta5ano almeno elaborando sulla base di materiale comune$.
;;5
nc*e noi
arri5eremo alle nostre appropriate conclusioni.
/ 0 )a %orma ritmica delle poe#ie +-!: monorime
Le cin<ue ultime poesie presentano numeri di5ersi di strofe costruite su <uattro 5ersi
J/gd. 2%+2;K+ su cin<ue 5ersi J/gd. 2"K e su sei 5ersi J/gd. 25+ 27K. Igni strofa presenta una
struttura ritmica a monorima. Ira <uesta struttura appare raramente nella letteratura medie5ale
neerlandese. Iccorre dire c*e <uesto sc*ema ritmico caratterizza5a l2epica francese
medie5aleM con <uesto sc*ema ad esempio furono composte le Chansons de gesteM una fra
tutte la Chanson de 0oland.
La nostra attenzione 5a alla /gd. 2% laddo5e 5iene recitato' Maer si en moghen dit
liedeki(n met mi niet singhen J/a non sanno cantare con me <uesto cantoK. <uesto proposito
occorre citare il giudizio della ?uarnieriM secondo la studiosa la letteratura anonima di
carattere mistico N tanti autori #pseudo$ ! prodotta in 5olgare tra l2ultimo <uarto del Q111
secolo e il primo del Q1O si contraddistingue5a per la comunanza dello scopo' si tratta5a di
canzoni a ballo+ sacre.
;;%

#C*e cosP accadesse anc*e tra i #laudesi$ italiani+ 6 risaputoM lo stesso de5e dirsi dei
#danseurs$+ nonc*B dei begardi dell2Europa centrale$.
;;7
C*e <ueste poesie detengano tratti begardici e <uietistici 6 indubbio. Oan /ierlo non
seppe dare+ a riguardo del 5erso citato+ una spiegazione. Egli si c*iese solamente se <ueste
882 Un ottimo contributo al riguardo di questo manoscritto venne dato da LEVENS, De spekulatie$e
*$4gedichten.
883 SCHEEPSMA, )illing the lanks, Nota 38, p. 299. Si veda inoltre SCHEEPSMA, Iberregionale
eziehungen,p. 249-257 e SCHEEPSMA, Meister Eckhart in den Diederlanden, p. 11-19.
884 MURK-JANSEN, +ade,i-ch and Eckhart, 1997.
885 p. 29. Si veda AXTERS, *roomheid. , p. 204-205.
886 GUARNER, 2l mo$imento3 p. 370.
887 p. 370.
231
poesie non fossero forse destinate ad essere cantate.
;;;
V interessante a <uesto riguardo notare
come le ultime cin<ue poesie della pseudo!,ade-i.c* siano state raccolte nella -ederlandse
Liederenbank+ una banca dati collegata al /eertens 1nstituut JmsterdamK c*e *a per scopo la
raccolta di canzoni in lingua neerlandese dal /edioe5o al QQ secolo.
;;"
LP le cin<ue
composizioni 5engono raccolte sotto la denominazione di #m@stieD lied$ Jcanzone misticaKM
nei manoscritti non 5i 6 comun<ue nessuna indicazione di melodia. La stessa -ederlandse
Liederenbank+ c*e in ogni caso le accoglie+ si c*iede se si tratti 5eramente di canzoni.
;":

Iccorre perS+ accanto a <uesto giudizio+ tenere presente c*e l2espressione liedeki(n singhen
Jcantare un canto+ un canto bre5eK puS ri5estire un significato metaforico. 1l
Middelnederlandsch $oordenboek alla 5oce singen segnala N anc*e se nel significato
intransiti5o del 5erbo N il significato di #dic*ten$+ #te boeD stellen$ c*e significa comporre in
5ersi e scri5ere.
;"1
noi+ alla nostra sensibilit4+ parrebbe da55ero difficile c*e componimenti
dal lessico cosP astratto possano esser stati cantati. Eppure nel significato transiti5o+ c*e 6 il
nostro caso+ il 5erbo singen significa cantare.
;"2
V interessante anc*e <uesta nota. )ella poesia araba la struttura metrica piR utilizzata si
ri5ela ancora essere la monorima. E ancora una 5olta la nostra attenzione 5a alla ?uarnieri+ la
<uale a5e5a dimostrato un particolare interesse 5erso la mistica araba e 5erso i moduli della
poesia c*e in essa si erano andati formandoM la studiosa 5i notata una somiglianza con le
espressioni letterarie del )ord Europa del 111 e Q1O secolo+ ,ade-i.c* compresa.
;"3
1l parlare
ritmato della poesia araba assol5e5a a funzioni mnemonic*e. 0ossiamo per estensione
ipotizzare <ualcosa del genere anc*e per le ultime cin<ue poesie della pseudo!,ade-i.c*Y
Due considerazioni ci possono <ui ulteriormente aiutare. La prima riguarda l2opera di
,ade-i.c*. La recente ricerca *a dato attenzione all2aspetto melodico delle "oesie stro#iche
della grande mistica. Ci riferiamo <ui ai contributi di Dareczi del 2::7 e 2::;
;"4
e poi alla
recentissima nuo5a edizione delle "oesie stro#iche di ,ade-i.c* do5e prendono posto anc*e
le ricostruite le melodie.
;"5
Del resto anc*e ,ade-i.c* *a poetato+ in due poesie+ in 5ersi
monorimi utilizzando <uartine J"oesie stro#ische 33 e 37K. 0are c*e la grande poetessa si sia
lasciata ispirare da un inno medie5ale+ il 5esus dulcis memoria erroneamente attribuito a
(ernardo di C*iara5alle. E <ui passiamo alla seconda considerazione' dalla -ederlandse
888 HADEWJCH, Mengeldichten (1952), p. 135.
889 http://www.liederenbank.nl/index.php?lan=nl
890 Per ognuna delle cinque composizioni viene indicato: "Lied ?.
891 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, lemma 2, col. 1148.
892 Ancora VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 1149.
893 GUARNER, 2l movimento, p. 370.
894 DARCZ, 5roet gheruchte $an dien ,ondere. DARCZ, 6ussen oraliteit en schrifteli-kheid.
895 HADEWJCH, Liederen (a cura di Willaert Fraeters).
232
Liederenbank possiamo 5edere c*e le altre composizioni redatte secondo 5ersi monorimi N di
5ari periodi storici N sono sempre e solamente canzoni di natura religiosa' il #5esu 3eerdich
Coninck ghy si(t,4 .ns gheboren op desen ti(dt$+ una canzone natalizia o un inno del QO1
secolo+ il 5esus dulcis memoria+ inno medie5ale c*e noi abbiamo gi4 citato Jfine del Q11
secoloK
;"%
+ la "oesia stro#ica 33 di ,ade-i.c* anc*2essa gi4 citata+ fino ad una triste 5ariazione
dello #9tille nac*t$' #9tille nac*t+ ,eilige nac*t+3 /illioenen mannen in den loopgrac*$ del
1"15 J#)otte silenziosa+ notte santa3 /ilioni di uomini in trincea$K.
Oisti tutti <uesti elementi noi non escludiamo c*e le cin<ue poesie della seconda unit4 del
corpus J/gd. 25!2"K 5enissero cantate.
/ 30 'ell'incono#cenza abi##ale
1n on-etenne sonder gront
La /gd. 25 consta di cin<ue strofe a sei 5ersi monorimi ciascuna. Colpisce il tono
#autobiografico$ dell2io parlante. 8uusbroec *a conosciuto <uesta poesiaM la prima strofa
infatti compare nel suo ultimo trattato+ il 1anden F!! beghinen JDelle dodici beg*ineK. )el
poema iniziale con il <uale esso si apre+ 5iene data la parola a dodici beg*ineM l2undicesima
recita i 5ersi della prima strofa della poesia <ui in oggetto. 9i tratta della citazione piR
consistente c*e 8uusbroec *a fatto dalla pseudo!,ade-i.c*. 0oic*B egli fece recitare i 5ersi ad
una beg*ina N 6 stato riconosciuto c*e le altre beg*ine del poema recitano passi di ,ade-i.c*
! si puS a5anzare l2ipotesi c*e i nostri componimenti pro5engano da ambiente beg*inale.
La nostra attenzione 5a al moti5o della mancanza di conoscenza+ con il <uale la poesia
esordisce'
9e desidero <ualcosa+ non lo so+
0erc*B nell2inconoscenza abissale
/i tro5o imprigionata+ in ogni tempo.
Lo spirito dell2uomo non comprende+
)B la sua bocca puS dire
Do5e egli saggia il profondo abisso.
;"7
9econdo Carnar l2origine di espressioni come !n on3etenne sonder gront N noi abbiamo
tradotto <uest2ultima espressione con la creazione di un neologismo' #nell2 #inconoscenza$
896 p. 38.
897 Mgd. 25,1-6. Begheric iet dats mi oncont;/ Want in onwetenne sonder gront/ Vendic mi ghevaen
in alre stont./ c waent menschen sen nie en verstont,/ So dat ghespreken mochte sijn mont/
Waer hi grondet die diepe slont.
233
abissale$ ! si tro5a nelle opere di Dionigi reopagita.
;";
1n <uesto autore infatti 5iene posto
l2accento sull2#ignoranza$+ sul #non conoscere nulla$+ sull2#inatti5it4 di ogni conoscenza$.
8iportiamo <ui un passo della *eologia mistica+ opera c*e 9c*eepsma *a giudicato importante
nella storia della ricezione di Dionigi nei paesi di lingua germanica'
;""

/os6 si libera da tutte le cose c*e sono 5iste e da <uelle c*e 5edono e penetra nella
caligine 5eramente segreta dell2ignoranza J...K unito in un modo superiore a colui c*e 6
completamente sconosciuto+ mediante l2inatti5it4 di ogni conoscenza+ e capace di
conoscere al di l4 dell2intelligenza con il non conoscere nulla.
"::
nc*e EcD*art si inserisce in modo accentuato nella medesima tradizione. La sua
conoscenza di Dionigi reopagita 5iene del resto all2oggi ritenuta fatto certo.
":1
0ossiamo
leggere ad esempio <uesti passi+ tratti dall2importante 9ermone 52+ il cui tema 6 la po5ert4 di
spiritoM occorre osser5are l2accento posto alla mancanza di conoscenza.
1n secondo luogo 6 uomo po5ero <uello c*e niente sa. J...K De5e+ anzi+ esser cosP libero
da ogni sapere+ da non a55ertire nB conoscere c*e Dio 5i5e in luiM piR ancora+ de5e esser
libero da ogni sapere c*e in lui 5i5e. J...K Dun<ue diciamo c*e l2uomo de5e starsene
libero dal proprio sapere come face5a <uando ancora non era+ e lasciare c*e Dio operi
<uello c*e 5uole+ e starsene libero.
":2

L2espressione !n on3etenne sonder gront+ 6 stata utilizzata numerosissime 5olte da
8uusbroecM 5edremo nel capitolo dedicato al mistico come il piR delle 5olte essa appaia+ nelle
sue opere+ senza altri riferimenti alla /gd. 25. moti5o di <ueste osser5azioni crediamo c*e
sia corretto porsi la domanda se a riguardo di tale espressione non si tratti di una sorta di
#moti5o$' un #moti5o mistico$+ circolante in un ambiente do5e per tutti il significato sarebbe
stato c*iaro.
La nostra attenzione 5a all2immagine dell2abisso dettata dall2espressione sonder grond. 1n
898 WARNAR, Ruusbroec. Literatuur en mystiek, p. 42.
899 SCHEEPSMA, )illing the blanks.
900 6eologia mistica, 1001A. DONG AREOPAGTA, 6utte le opere, p. 409. Anche il seguente
brano, tratto dalla medesima opera, si rivela significativo: "Tu, o caro Timoteo, con un esercizio
attentissimo nei riguardi delle contemplazioni mistiche, abbandona i sensi e le operazioni
intellettuali, tutte le cose sensibili e intelligibili, tutte le cose che non sono e quelle che sono; e in
piena ignoranza protenditi, per quanto possibile, verso l'unione con colui che supera ogni
essere e conoscenza. DONG AREOPAGTA, 6utte le opere, p. 406.
901 RUBNO, Eckhart e Dionigi, p. 113ss.
902 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 391-392. Ze dem andern mle ist daz ein arm mensche, der
niht enweiz. (...) er sol als ledic sn alles wizzennes, daz er niht enwizze noch enbekenne noch
enbevinde, daz got in im lebe; mr: er sol ledic sn alles des bekennennes, daz in im lebende ist.
(...) Als sprechen wir, daz der mensche als ledic sol stn snes eigenen wizzennes, als er tete,
d er niht enwas, und lze got wrken, waz er welle, und st der mensche ledic. Pr. 52 (DW ,
4,8-9,1,3-5, p. 494-495).
234
,ade-i.c* numerose sono le immagini costruite con l2elemento #ac<ua$ e fra <ueste spicca in
modo particolare l2uso della metafora dell2abisso. )umerosi sono i passi in cui la grande
scrittrice e poetessa descri5e il perdersi dell2anima negli abissi del di5ino mare dell2amore.
)ella 1isione 13 ad esempio leggiamo'
llora io salii alla fruizione come poco addietro Zera a55enuto[ e caddi nella profondit4
senza fondo+ e uscii di spirito+ un2esperienza per la <uale mai ci sono parole.
":3
/a il nostro interesse 5a in modo particolare al termine gront c*e non puS non farci
pensare al grunt delle opere in 5ernacolo di EcD*art. 7n termine medio altotedesco+
<uest2ultimo+ presente in di5ersi autori c*e si sono espressi in 5olgare+ ma c*e solamente nelle
opere di EcD*art raggiunge per la pri5a 5olta una posizione di centralit4. /c?inn *a studiato
<uesta parola+ ri5elandone la ricc*ezza semantica+ e gettando luce su una delle tesi
fondamentali del mistico tedesco+ tesi per la <uale il fondo di Dio e il fondo dell2anima sono
un solo fondo.
":4
V stato a <uesto proposito osser5ato come l2uso di ,ade-i.c* della parola
gront e del suo deri5ato a#gront JabissoK costituisca un parallelo all2uso degli stessi termini in
EcD*art.
":5
,ade-i.c* usa i termini di gront+ a#gront e diepheit+ infatti+ nello stesso sc*ema
dualistico del teologo tedesco' tanto cio6 in riferimento a Dio+ <uanto in riferimento all2anima.
&uesto emerge in modo particolarmente esemplare in un passaggio della Lettera 1;'
L2anima 6 una 5ia per il passaggio di Dio nella libert4 delle sue profondit4 JdiepstenKM e
Dio 6 una 5ia per il passaggio dell2anima nella sua libert4+ 5ale a dire nel suo essere piR
profondo Jin sinen grontK+ c*e non puS essere toccato se non dalle profondit4 JdiepheitK
dell2anima.
":%
L2accento di ,ade-i.c* 6 sull2interpenetrazione reciproca tra Dio e l2anima. /c?inn
giudica <uesto testo 5icino a EcD*art anc*e se non si crede in alcun modo c*e il mistico
tedesco abbia conosciuto le opere di ,ade-i.c*. 9econdo lo studioso+ il fatto della 5icinanza
fra i due autori mostra c*e la creazione di un linguaggio attorno ai termini di grunt4abgrunt
903 Doe ghinc mi ghebruken als tevoren ende ic viel in die grondelose diepte, ende quam buten den
geeste op die ure daer men nemmermeer af segghen en mach. HADEWJCH, *isioenen, (a cura
di Willaert), l. 255-258, p. 137-139. Altri passi simili si rinvengono in Poesia .trofica 7,41-46;
Lettera 5,28-36; nelle visioni si incontra spesso l'immagine dell'abisso o vortice, come nelle
*isioni 1,11 e nella da noi citata *isione 13.
904 Un'enunciazione di questa tesi la si trova ad esempio nel Sermone 15. MESTER ECKHART, 2
sermoni, p. 190. McGNN, Mystical 6hought of Eckhart, p. 40.
905 p. 40.
906 HADEWJCH, Lettere, p. 138-139. Siele es een wech vanden dore vaerne gods in sine vriheit van
sinen diepsten; ende god es een wech vanden dore vaerne der zielen in hare vriheit, dat es in
sinen gront die niet gheraect en can werden, sine gherakene met hare diepheit. HADEWJCH,
rie$en, l. 73-78, p. 155.
235
non fu un2iniziati5a solitaria+ ma una risposta all2esigenza e al desiderio di esprimere in un
nuo5o modo l2unione tra Dio e la creatura.
":7
bbiamo poi osser5ato c*e la parola a#grond
compare anc*e nel trattato Seven manieren van minne di (eatrice di )azaret*+ composto
attorno alla met4 del Q111 secoloM nel dettaglio+ al settimo #modo d2amore$+ laddo5e l2anima
5iene portata totalmente nell2amore e in die diepe a#gronde der godheit Jnel profondo abisso
della Deit4K.
":;
>ornando alla /gd. 25+ nei seguenti 5ersi'
)on mi 5oglio mescolare con coloro
C*e ser5ono per salario o per profitto.
":"
possiamo leggere il tema della gratuit4 dell2agire+ tema caro a EcD*artM il mistico tedesco
lo espresse nel motto del 5i5ere #senza modo$ e #senza perc*B$. )ella prima parte del corpus
della pseudo!,ade-i.c* si incontra <uest2ultima espressione alla lettera+ laddo5e si parla di un
amore gratuito per Dio' #de5o pertanto+3 9enza un perc*B+3 mare Ooi per Ooi.$
"1:
9appiamo
c*e <uesta espressione compare la prima 5olta in (eatrice di )azaret*+ attorno alla met4 del
Q111 secolo. V presente poi nel Miroir della 0orete+ in EcD*art+ in 8uusbroec N non perS in
,ade-i.c* N .
"11
L2opera di ricerca *a indi5iduato nelle parole di (ernardo di C*iara5alle la
fonte di <uesto concetto'
1s JamorK per se sufficit+ is per se placet+ et propter se. 1pse meritum+ ipse praemium est
sibi. mor praeter se non re<uirit causam+ non fructum. Tructus eius+ usus eius. mo+
<uia amoM amo+ ut amen.
"12

L2agire disinteressato+ #senza perc*B$+ 6 un tema peculiare in EcD*art. Lo si incontra in
modo particolarmente 5i5ido nel 9ermone tedesco 5b'
Lo dico in 5erit4' finc*B compi le opere per il regno dei cieli+ o per Dio+ o per la
beatitudine eterna+ o55ero a partire dall2esteriorit4+ tu non 5i5i da55ero giustamente. J...K
/a c*i cerca Dio senza modo+ lo prende <uale 6 in se stesso+ e un tale uomo 5i5e nel
Tiglio+ ed 6 la stessa 5ita. 9e <ualcuno interrogasse per mille anni la 5ita+ c*iedendole
perc*B 5i5e+ ed essa potesse rispondere+ non direbbe altro c*e <uesto' io 5i5o perc*B
5i5o. 0er il fatto c*e la 5ita 5i5e del suo fondo proprio e sgorga dal suo proprio essere+
per <uesto essa 5i5e senza perc*B+ perc*B 5i5e per se stessa. c*i domandasse a un
uomo sincero+ c*e opera a partire dal suo fondo proprio+ perc*B opera le sue opere+
907 p. 40.
908 BEATRJS VAN NAZARETH, .e$en manieren $an minne (a cura di Faesen), 302-303, p. 74.
909 Mgd. 25,7-8. c en wille mi menghen niet met hen/ Die omme loen dienen ocht omme ghewen.
910 Mgd. 18,160-162. Ende moet daer omme/ Sonder waeromme/ Minnen u om u.
911 Per una storia dell'uso di questo termine: McGNN, 6he +ar$est of Mysticism, p. 188ss.
912 BERNARDUS CLARAEV., Sermones super Cantica cantic., (SBO ), p. 300.
23%
<uesti+ per rispondere giustamente+ non do5rebbe rispondere altro c*e' io opero per
operare.
"13
1l riferimento a coloro c*e #ser5ono per salario o per profitto$ rimanda inoltre alle figure
degli #smarriti$ della 0orete+ smarriti c*e la beg*ina definisce #ser5i e mercanti$.
"14
Delle immagini <ui presenti della caccia e dell2ing*iottimento+ immagini comuni al
linguaggio metaforico di ,ade-i.c*+ abbiamo parlato nel corso del commento delle poesie
della prima unit4 del corpus.
"15
/ *0 I poveri di #pirito nell'unit9
die arme 5an g*eeste in enec*e@t
La /gd. 2% 6 la piR lunga poesia della seconda parte del corpus della pseudo!,ade-i.c*.
V formata da otto strofe a <uattro 5ersi monorimi. Le prime tre strofe ospitano l2antitesi fra i
concetti e le categorie di accidente JtoevalsK+ creature JcreatuerenK+ forma JvormeK e <uelli di
nudo amore Jde blote minneK+ l2essenza semplice Jeenvoldeghen aertK e la semplicit4
JsimpelheytK. 8iportiamo un esempio'
)ell2abbraccio del nudo amore
La sapienza del mondo Jder creaturen raetK de5e s5anireM
Egli libera da ogni forma
&uelli c*e accoglie nella sua semplicit4.
"1%
9olo la prima strofa presenta la 5oce di un #io$ narranteM per il resto la poesia 6 imperniata
su un tono didattico. partire dalla <uarta strofa il tema di5enta <uello della po5ert4 e+ in
particolare+ della po5ert4 di spirito. 9i tratta di un moti5o biblico+ pro5iene infatti dalle
913 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 126-127. ch spriche wrlche: al die wle d dniu werk
wrkest umbe himelrche oder umbe got oder umbe dn wige slicheit von zen zuo, s ist dir
wrlche unreht. (...) Aber swer got suochet ne wse, der nimet in, als er in im selber ist; und der
mensche lebet miet dem sune, und er ist daz leben selbe. Swer daz leben vrgete tsent jr: war
umbe lebest d? solte ez antwrten, ez sprche niht anders wan: ich lebe dar umbe daz ich lebe.
Daz ist d von, wan leben lebet zer snen eigenen grunde und quillet zer snem eigen; dar
umbe lebet ez ne warumbe in dem, daz ez sich selber lebet. Swer war umbe wrkest d dniu
werk? solte er rehte antwrten, er sprche niht ander dan: ich wrke dar umbe daz ich wrke. Pr.
5b (DW , 11,1-2,8-10,1-6, p. 90-92).
914 Si veda il cap. 57 del Miroir.
915 Rispettivamente nei capitoli "Nell'immensit selvaggia e "Raccogliti/ Nel puro amore/ Senza
distinzione.
916 Mgd. 26,9-12. n bloeter minnen toeverlaet/ Moet sijn af der creaturen raet./ Want si van hen alle
vorme slaet/ Die si in hare simpelheyt ontfaet.
237
#(eatitudini$+
"17
ma esso si presta facilmente a di5entare eretico. La ?uarnieri ne 5ede5a un
legame con il mo5imento del Libero 9piritoM scri5e5a la studiosa' #V certo c*e il Libero
9pirito fu+ insieme con gli 9pirituali+ l2erede piR radicale del mo5imento apostolico e
pauperistico sorto intorno al /ille. 1 suoi seguaci si c*iamano spesso #fratres de 5era+ de alta+
de altissima paupertate$ e sostengono di essere gli unici #5eri po5eri$$.
"1;
La studiosa a <uesto
proposito segnala5a alcune opere come il 9ermone tedesco 52 di EcD*art+ intitolato %eati
pauperes spiritu+ del <uale piR sotto tratteremo+ la lauda LQ di Lacopode da >odi . amor de
povertate+ la /gd. 2% oggetto di <uesta nostra trattazione+ e il %uch von geistetlicher Armut
dello pseudo!>aulero. nc*e secondo Lerner il citato sermone di EcD*art 6 rappresentati5o
del punto di 5ista del Libero spirito.
"1"

La nostra poesia pare essere la risposta alla domanda c*e si dibatte5a nel tempo' <ual 6 la
5era po5ert4Y
0ossiamo in prima istanza dire <uanto segue. 1l tema della 5era po5ert4 si pone+ in 5erit4+
come l2altra faccia della medaglia del tema della libert4. V noto come nel tardo /edioe5o la
problematica della libert4 abbia particolarmente occupato il pensiero degli spirituali. 1l tema
di5enta5a particolarmente sensibile <uando esso anda5a a coin5olgere la <uestione della
pratica concreta delle opere di 5irtR e di carit4. ,ade-i.c* fu molto sensibile a <uesto tema+
c*e risolse proponendo un e<uilibrio tra l2esercizio delle 5irtR e il godere in DioM si 5eda la
metafora da lei ideata dell2imperatore+ metafora c*e noi abbiamo presentato nel capitolo
dedicato al contesto storico. nc*e 8uusbroec fu sensibilissimo a riguardo di <uesto temaM
5edremo nel capitolo a lui dedicato c*e egli in5entS perfino un2espressione a proposito del
modello da lui proposto' ghemeyne leven J5ita comuneKM essa si pone come il modello
dell2uomo c*e tanto si prodiga nelle opere concrete di 5irtR+ <uanto fruisce del riposo in Dio N
L. 8e@nert sostiene c*e 8uusbroec rile5S <uesto modello da ,ade-i.c* !.
"2:
/arg*erita 0orete
fece del tema della po5ert4 il cuore del suo trattato. L2ame en#ranchie+ l2anima affrancata+
liberata+ 6 l2anima c*e+ salita al #<uinto stato$+ rimette la propria 5olont4 in Dio e non 5uole
piR niente.
"21
La po5ert4 di cui tratta la nostra poesia si presenta come la po5ert4 assoluta' non
propriamente po5ert4 materiale J#)on si tratta di mendicare3 Di rice5ere pane o altri beni$K
ma denudazione e liberazione #da ogni modo$ e #da ogni immagine$ ! notiamo <ui una
917 Mt 5,3.
918 GUARNER, 2l mo$imento, p. 362.
919 LERNER, 6he +eresy, p. 212. LERNER, )rres et soeurs du libre esprit, p. 1344-1347.
920 REYNAERT, Ruusbroec en +ade,i-ch.
921 MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, p. 427.
23;
ripresa dei temi trattati nella prima unit4 del corpus
"22
!. /eta dei po5eri di spirito 6 arri5are a
dimorare #nella sel5aggia e 5asta semplicit4$ nella <uale essi non tro5eranno altro c*e
#5uotezza ed inoperosit4$ JledicheitK
"23
. &uesto si pone come 5era po5ert4 e 5era libert4. La
creatura accolta nella semplicit4 6 la creatura c*e *a saputo ele5arsi oltre il proprio modo !
sappiamo c*e <uesto termine indica la limitazione+ il modo di esistere particolare !. Oiene
indicato inoltre un mo5imento di superamento della molteplicit4+ come esprime la seconda
strofa della nostra poesia'
1l nudo amore c*e nulla risparmia
)el sel5aggio trapasso+
9e da ogni accidente 5iene liberato+
8aggiunge la sua semplice essenza.
"24

1n <uesta seconda unit4 del corpus la parola toeval+ traduzione del termine scolastico
accidens+ 6 presente ben <uattro 5olte N una sola 5olta era presente nella prima unit4 Jnella
/gd. 21KN ' due 5olte nella /gd. 2%+ una 5olta nella /gd. 27 e una 5olta ancora nella /gd.
2"' si tratta di tre poesie c*e noi giudic*iamo essere fra di loro affini. 1n tutti e <uattro i casi l2
#accidente$ 5iene colorato negati5amente+ come ad esempio c*iaramente esprimono <uesti
5ersi'
L2accidente del molteplice
Ci toglie la nostra semplicit4
"25
Oergognate5i+ 5oi c*e a lungo sembraste splendere+
Di essere cosP a lungo guidata dall2accidente+
Lontana dall2Essenza e andando trascinando5i.
"2%
/c?inn sostiene c*e in <uesta poesia la parola semplicit4 sostituisca la parola deserto.
"27

Crediamo c*e egli nel sostenere <uesto si riferisca al 5erso 25' !n dese 3eelde 3ide
eenvuldicheit J)ella sel5aggia e 5asta semplicit4K. 1n modo particolarmente accentuato+ a
partire dal Q1O secolo l2immagine del sel5aggio e del deserto si pongono come metafore del
di5ino+ indicanti l2essenza di Dio. Di <uesto abbiamo trattato nel capitolo #)ell2immensit4
922 Ad esempio in Mgd. 17,79-81: Ma la tempesta della ragione/ E le forme delle immagini/ Si devono
lasciare.
923 Mgd. 26,25-27.
924 Mgd. 26,5-8. De blote minne die niet en spaert/ n die weelde overvaert,/ Alse si alles toevals
wordt ontpaert,/ Comt si in haren eenvoldeghen aert.
925 Mgd. 27,13-14. De toeval der menichfuldicheit/ Benemt ons onse eenvuldicheit.
926 Mgd. 27,25-27. Scamt u, ghi die langhe hebt ghescenen,/ Dat u so langhe moet toeval menen/
Ende onghewesent altoes cruept henen.
927 McGNN, 1cean and Desert, p. 172.
23"
sel5aggia$. La parola semplicit4 ricorre tre 5olte in <uesta poesia. V poi presente due 5olte
nella /gd. 27 e una 5olta nella /gd. 2". )elle poesie della prima parte del corpus J/gd.
17!24K ricorre soltanto una 5olta in un passo particolarmente interessante'
9e 5i manca conoscenza+
Cercatela all2interno
)ella 5ostra semplicit4'
L4 tro5erete
1l 5ostro c*iaro specc*io
9empre disponibile.
"2;
Iccorre soffermarsi sul significato di <uesta parola. 1n una mistica speculati5amente
orientata la semplicit4+ termine riferito all2essenza di Dio+ 6 dell2essenza stessa una sua <ualit4
propria.
"2"
9emplicit4 significa assenza di molteplicit4 e di dispersione+ assenza di un <ualsiasi
accidente+ significa unum. 1l termine 6 centrale nel trattato di /arg*erita 0orete do5e 6
presente fin dal titolo dell2opera. )el Miroir l2anima semplice 6 l2anima affranca e liberata+ 6
l2anima c*e possiede un 5olere semplice. nc*e la 0orete colloca <uesto aggetti5o accanto alla
parola Deit4'
in <uella semplice Deit4 c*e 6 un solo semplice essere c*e s2espande nella fruizione+
nella pienezza del sapere senza sentimenti+ al di sopra del pensiero.
"3:

8uusbroec *a usato <uesta parola fre<uentissimamente. 9i ritro5a nei suoi trattati il
riferimento all2occ*io semplice+ tema biblicoM
"31
tutta5ia 8uusbroec usa la parola semplice
soprattutto per riferirla alla Deit4+ all2essenza di DioM lo 5edremo nel capitolo a lui dedicato.
8iportiamo <ui uno dei numerosi esempi'
L2alta natura della Deit4 5iene in5estigata ed osser5ata' come essa sia semplicit4 e
singolarit4+ altezza inaccessibile+ profondit4 insondabile+ larg*ezza incomprensibile...
"32
0artendo da <ueste rig*e possiamo osser5are i termini impiegati' simpelheit e
eenvoldicheitM l2uno di radice latina+ l2altro di pro5enienza germanica. 1n numerose opere di
928 Mgd. 19,7-12. Gheberst u kinnen,/ Ghesoeket binnen/ Uwe eenvuldecheit,/ Ghi vendet daer/
Uwen spieghel claer/ Altoes ghereyt.
929 LOUF, 5lossaire, p. 384.
930 Cap. 138. MARGHERTA PORETE, Lo specchio delle anime semplici, 5-8, p. 495. En celle
simple Deit, qui est ung simple Estre d'espandue fruiction, en plain savoir, sans sentement,
dessus la pensee. MARGUERTE PORETE, Le mirouer des simples ames, (CCCM 69), 5-7, p.
400-402.
931 Mt 6,22.
932 Die geestelike brulocht3 (CCCM 103), l. b1034-1040, p. 405-407. Die hoge natuere der godheit
wert ghemerket ende aenghesien hoe si es simpelheit ende eenvoldicheit, ontoegancleke
hoochde ende afgrondighe diepheit, ombegripelijcke breyde...
24:
traduzione dei trattati di 8uusbroec eenvoldicheit 5iene tradotto con #semplicit4$ Jnon tanto
cio6 c*e con #singolarit4$K. 0ossiamo dire c*e i due termini si completano' l2essenza di Dio 6
semplice poic*B 6 singola JeenK+ e 5ice5ersa. V interessante notare come 8uusbroec abbia
utilizzato entrambe le espressioni+ una latina e una germanica+ per esprimere i due aspetti c*e
egli riferi5a a Dio. nc*e nella pseudo!,ade-i.c* tro5iamo tanto la forma simpelheyt4simpel
J/gd. 2%+12 e 17+51K+ c*e la 5ariante+ piR numerosamente rappresentata+
eenvoldicheit3eenvoldich.
La nostra attenzione 5a ai seguenti passi'
)ella sel5aggia e 5asta semplicit4
Oi5ono i po5eri di spirito nell2unit4M
L4 non tro5ano c*e vuotea ed inoperositH
C*e sempre risponde all2eternit4.
"33

#Ouotezza ed inoperosit4$ 6 il modo in cui noi abbiamo tradotto il termine ledicheyt.
nc*e <uesta parola emerge essere una parola tipica della seconda unit4 del corpus. Essa
infatti compare nella /gd. 2% nella strofa succitata+ nella /gd. 27 Jin una strofa in cui la
condizione di 5uotezza ed inoperosit4 5iene elogiata ' #*+ Dio+ <uanto nobile3 V <uesta libera
5uotezza ed inoperosit4$K e nella /gd. 2"M nella prima parte del corpus appare una sola 5olta
J/gd. 1;+3%%K. La si ritro5a in EcD*art e numerose 5olte in 8uusbroec. &uesta parola
suggerisce un orientamento <uietistico+ begardico. 1n 5erit4 la parola 6 ricca di significati. lla
sua base essa detiene un significato di libert4. 9ignifica poi 5uotezzaM delinea inoltre una
condizione di inatti5it4 e di ozio. ccanto a <uest2ultimo significato la parola si riferisce anc*e
allo sprecare il tempo e anc*e al senso di inutilit4 di tutte le cose.
"34
La /gd. 2%+ con l2indicazione dello stato di 5uotezza ed inoperosit4 raggiunto dai 5eri
po5eri+ i po5eri di spirito+ suona particolarmente begardica.
V interessante notare c*e 8uusbroec user4 <uesta parola sia in senso positi5o+ per
descri5ere la Deit4 J#essa 6 infinita inatti5it4$K+ sia in senso negati5o+ <uando egli si riferisce
ai falsi mistici e alle loro pratic*e. 9u <uesto diremo subito. 1ntanto 5ogliamo riferire c*e
anc*e ,ade-i.c* *a usato <uesta parola+ ma solo esclusi5amente in un senso negati5o. Essa
compare nella Lettera 1%+ do5e si ri5olge ad una gio5ane amica'
9ii padrona di te stessa+ come si con5iene+ per amore della pura dignit4 di Dio+ e abbi
cura di la5orare' l2ozio JledicheitK 6 molto risc*ioso per c*i 5uol di5entare come Dio+
933 Mgd. 26,25-28. n dese weelde wide eenvuldicheit/ Wonen die arme van gheeste in enecheyt./
Daer en vendense niet dan ledicheit,/ Die altoes antwerdet der ewicheyt.
934 VERWJS-VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek, V, p. 237-244, 246-247.
241
poic*B 6 il padre di tutti i 5izi.
"35
8uusbroec in <uello c*e 6 considerato il suo capola5oro+ Le noe spirituali+ nelle pagine
in cui critica certi falsi mistici N lo storico non sa ancora bene c*i essi siano statiM molto
probabilmente il mistico brabantino 5enne a contatto+ a (ru=elles+ con alcuni adepti del Libero
9pirito N scri5e'
0erciS si dedicano a un2assoluta passi5it4 e non fanno niente in nessun sensoM se ne
stanno come un arnese+ c*e sta in attesa di uno c*e l2adoperi. 0ensano infatti c*e+ se
fanno <ualc*e cosa+ risc*iano d2impedire l2opera di Dio. ... 0er loro+ questa < vera
povertH di spirito+ poic*B non esercitano affatto la 5olont4+ *anno detto addio a
tutto e 5i5ono senza fare piR neanc*e una scelta.
"3%
9ul confronto tra la /gd. 2% e il sermone di EcD*art %eati pauperes spiritu+ 6 gi4
a55enuta opera di ricerca+ la piR recente della <uale 6 <uella di 9./. Lansen J&ade3i(ch and
7ckhart+ 1""7K c*e arri5a a togliere una diretta influenza di EcD*art sulla pseudo!,ade-i.c*.
0orion asseri5a c*e la somiglianza tra <uesta poesia e il sermone di EcD*art %eati pauperes
spiritu non basta a pro5are una filiazione sembrando c*e il tema della po5ert4 di spirito+
trattato nei termini caratteristici della mistica speculati5a+ sia stato un luogo comune degli
spirituali di <uesta tendenza.
1l tema della po5ert4 di spirito 6 stato in effetti trattato anc*e altro5e+ e sempre in termini
molto affini. Iltre c*e nella /gd. 2% e nel 9ermone 52 di EcD*art il tema 6 trattato in una
lauda di Lacopone . amor de povertate e nel capitolo QO della Oita di 9anta Caterina da
?eno5a+ i cui elementi di contatto con la mistica nordica sono stati osser5ati.
"37

nc*e noi abbiamo preso in considerazione il 9ermone 52 di EcD*art nello studio della
nostra /gd. 2% e <uelli c*e seguono sono i nostri risultati. 1l sermone 6 strutturato
nell2esplicitazione delle tre tesi c*e EcD*art annuncia molto presto' #V un uomo po5ero c*i
non 5uol nulla e non sa nulla e non *a nulla.$ 1 temi c*e il sermone presenta+ nel modo in cui
essi 5engono s5iluppati+ non compaiono in nessun modo nella /gd. 2%. )on 5i 6 cio6 nessun
935 HADEWJCH, Lettere, p. 125. Houdet v tameleke om die puerste werdicheit gods, ende pijnt v te
laboerne: Ledicheit es herde sorchleec den ghenen die gotleec werden wilt: want ledicheit es
meesterse alre quaetheit. HADEWJCH, rie$en, l. 59-63, p. 133-134.
936 GOVANN RUUSBROEC, Lo splendore delle nozze spirituali, p. 174. Ende hier omme staen si in
eenen pueren lidene zonder eenich werc opwert ocht nederweert, echte alse dat ghetouwe dat
selve ledich es ende sijns meesters beidt wanneer hi werken wilt. Want wrachten si yet, soe
worde god ghehindert in sinen werkene ... Ende aldus sijn si arm van gheeste, want si sonder
willen sijn, ende hebben al ghelaten, ende leven sonder eyghenscap eenichs verkiesens. JAN
VAN RUUSBROEC, Die geestelike brulocht, (CCCM 103), l. b2426-2437, p. 553.
937 HADEWJC D'ANVERS, "crits mysti#ues des !guines, p. 174, nota 6. A queste opere vanno
aggiunte quelle indicate dalla Guarnieri: GUARNER, 2l mo$imento, p. 362.
242
tipo di connessione testuale fra i due componimenti. 9e 5i sono sentenze in EcD*art c*e si
possono in <ualc*e modo a55icinare ai 5ersi della pseudo!,ade-i.c*+ sono a nostro a55iso le
seguenti'
1nnanzitutto diciamo c*e 6 uomo po5ero <uello c*e niente 5uole. lcuni non capiscono
bene ciS+ e sono <uelli c*e sostengono se stessi con appropriazione nella penitenza e
nell2esercizio esteriore+ c*e ritengono di grande 5alore.
"3;

Torse si puS cogliere in <ueste rig*e+ un legame con la condizione di ledicheyt c*e emerge
nella /gd. 2%M la condizione cio6 di inatti5it4+ condizione di c*i *a abbandonato l2esercizio di
opere concrete. nc*e <uesto passo di EcD*art+ da noi gi4 altro citato+ merita la nostra
attenzione'
1n secondo luogo 6 uomo po5ero <uello c*e niente sa. J...K De5e+ anzi+ esser cosP libero
da ogni sapere+ da non a55ertire nB conoscere c*e Dio 5i5e in luiM piR ancora+ de5e esser
libero da ogni sapere c*e in lui 5i5e. J...K.
"3"
1l moti5o della mancanza di sapere+ oltre a ric*iamare la /gd. 25+ c*e apre poetando
attorno ad una on3etenne sonder gront J#inconoscenza$ abissaleK+ ci ric*iama alcuni 5esi
della /gd. 2%+ nei <uali si predica il distacco dalla #sapienza del mondo$'
)ell2abbraccio del nudo amore
La sapienza del mondo de5e s5anireM
Egli libera da ogni forma
&uelli c*e accoglie nella sua semplicit4.
"4:
)ella sesta strofa della poesia+ inoltre+ la #5asta semplicit4$ nella <uale i po5eri di spirito
sono accolti 5iene descritta nei termini di una mancanza di ogni sorta di facolt4 intellettuale'
9enza remora i po5eri di spirito sono
ccolti nella 5asta semplicit4+
C*e non *a fine nB inizio+
)B forma+ nB modo+ nB ragione+ nB senso+
938 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 389. Ze dem rsten sprechen wir, daz der s ein arm
mensche, der niht enwil. Disen sin enverstnt etlche liute niht wol; daz sint die liute, die sich
behaltent mit eigenschaft in penitencie und zwendiger ebunge, daz die liute vr grz ahtent. Pr.
52 (DW , 2-4, p. 489).
939 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 391-392. Ze dem andern mle ist daz ein arm mensche, der
niht enweiz. (...) er sol als ledic sn alles wizzennes, daz er niht enwizze noch enbekenne noch
enbevinde, daz got in im lebe; mr: er sol ledic sn alles des bekennennes, daz in im lebende ist.
Pr. 52 (DW , 4,8-9,1, p. 494-495).
940 Mgd. 26,9-12. n bloeter minnen toeverlaet/ Moet sijn af der creaturen raet./ Want si van hen alle
vorme slaet/ Die si in hare simpelheyt ontfaet.
243
)B opinione+ nB pensiero+ nB intenzione+ nB sapere'
V ampia senza confini+ senza misura.
"41
/ +0 <na nobile luce
Een edel lic*t

La /gd. 27 6 una delle piR lung*e della seconda unit4 del corpus. Consta di sette strofe
presentanti ciascuna sei 5ersi monorimi. V l2unica poesia dell2unit4 nella <uale l2 #io$ parlante
si ri5olge ad un generale pubblico esterno N il messaggio non 6 inteso infatti per una singola o
determinata persona !M <uesto a55iene nella <uinta e sesta strofa'
Oergognate5i+ 5oi c*e a lungo sembraste splendere+
Di essere cosP a lungo guidata dall2accidente+
...
9e la semplicit4 5i a5esse ammaestrata a lei stessa+
9e 5i a5esse ri5estita della sua luce+
9areste da immagini e da forme liberata.
"42
ppare+ in <uesto indirizzarsi ad una determinata persona+ l2immagine del #maestro di
filosofia$'
Ooi tenete 5oi stessa in errore
)el cercare la luce all2esterno in frammenti
/entre essa 6 tutta in 5oi e 5i 5uole totalmente liberare.
Se volete di questa #iloso#ia
7ssere maestro+ non 5ogliate5i imporre+
)on date5i importanza+ ma lasciate ogni cosa.
"43
#/eester si.n$' <uesta espressione in medio neerlandese tanto designa il ruolo del
magister+ del praeceptor+ <uanto indica la condizione di c*i 6 abile e competente nell2esercizio
di un determinato ruoloM
"44
in <uesto caso l2espressione puS essere intesa come' #se di <uesta
filosofia 5olete a5ere competenzaM se ne 5olete a5ere il pieno dominio$.
941 Mgd. 26,19-24. Die arm van gheeste sijn sonder waen/ n die wide eenvoldicheit ontfaen,// Die en
heeft inde noch beghin/ Noch vorme, noch wise, noch redene, noch sin/ Noch duncken, noch
dincken, noch merken, no weten;/ Si es sonder cierkel wijt onghemeten.
942 Mgd. 27,25-30. Scamt u, ghi die langhe hebt ghescenen,/ Dat u so langhe moet toeval menen/... /
Mochte eenvoldicheit u in hare ghewenen/ Datse u met haren lichte hadde overscenen,/ So
bleefdi van beelden, van formen ongherenen.
943 Mgd. 27,31-36. Ghi moecht u selven zere versien/ Dat ghi dat licht soeket buten met pertien/
Ende in u gheel es ende u gheheel wilt vrien./ Wilde derre philosophien/ Sijn meester, sone mogdi
u selfs niet lien/ Noch niets achten, maer alles vertien.
944 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 1315.
244
La poesia mette a tema #una nobile luce$+ una #fa5illa$+ una #scintilla$ c*e #brilla con
grazia in noi$ e c*e #6 nascosta nel nostro intimo$. 1mmediata 6 l2associazione alla ecD*artiana
#scintilla animae$. 9i tratta di una nozione in 5erit4 usata da molti spirituali e con una lunga
storia nel corso della <uale 6 5ista associata al termine #s@nderesis$.
"45
Di <uesta storia noi
5ogliamo sottolineare la presenza della formula #scintilla s@nderesis$ in >ommaso ?allo+
l2ultimo dei grandi Oittorini+ un autore c*e esercitS una particolare influenza sulla spiritualit4
dei 0aesi (assi+ ,ade-i.c* compresa.
"4%
nc*e 8uusbroec+ dopo EcD*art+ user4 la formula
#5onDe der sielen$ nei suoi due primi trattati+ il 0egno degli amanti e le -oe spirituali.
Ec*art *a usato il termine #s@nderesis$ saltuariamente+ sia nelle opere latine c*e in <uelle
tedesc*eM *a usato in5ece la formula latina #scintilla animae$ solo una 5olta+ nella corso della
sua difesa+ a Colonia+ come traduzione di #5unDelfn$.
"47
1n EcD*art <uest2ultima rappresenta
<uel <ualcosa di increato presente nell2animaM una concezione c*e fu condannata nella bolla
#1n agro dominico$+ come leggiamo nella proposizione QQO11 della bolla stessa'
QQO11. C26 nell2anima <ualcosa di increato e increabileM se tutta l2anima fosse tale+
sarebbe increata e increabileM e <uesto <ualcosa 6 l2intelletto.
"4;
0iR precisamente in EcD*art la #scintilla animae$ indica la parte piR nobile+ piR intima e
piR alta nell2animaM essa 6 una delle espressioni con le <uali il mistico si 6 5oluto riferire
all2essenza stessa dell2anima nella sua relazione immediata con Dio. 0ossiamo 5edere come
<ueste siano anc*e le linee dottrinali espresse nella /gd. 27'
7na nobile luce brilla con grazia in noi
E sempre ci 5uole 5uoti e liberi per leiM
La pura fa5illa+ la scintilla+
Sorgente di vita della mia anima,
Che sempre resta unita a Dio8
L4 Dio effonde la sua infinita lucentezza.
V nascosta nel nostro intimoM
)B la ragione nB i sensi la possono comprendere
9e non col nudo amore.
"4"
945 SOLGNAC, 7.ynderesisB. Gli studi classici che occorre menzionare qui sono TARDEU,
Psykaios spinther. +istoire d/une m!taphore dans la tradition platonicienne -us#u/U Eckhart e
HOF, .cintilla animae.
946 SOLGNAC, 7.ynderesisB, p. 1408-1409. Si veda il nostro capitolo dedicato al contesto religioso
teologico.
947 McGNN, Mystical 6hought of Eckhart, p. 41.
948 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 26.
245
L2espressione #scintilla3fa5illa dell2anima$ e i termini #luce$+ #semplicit4$ e #nobile$ sono
moti5i piuttosto fre<uenti nei sermoni tedesc*i di EcD*art. )el 9ermone >edesco 2+ un
sermone c*e ebbe una grandissima fortuna ! fu tramandato in <uindi manoscritti per intero
cosP come nell2edizione delle opere di >aulero fatta a (asileaM frammenti di esso inoltre sono
stati rin5enuti in atri sei manoscritti N
"5:
si rin5engono la serie di termini citati in una
particolare concentrazione'
,o detto altre 5olte c*e c26 nello spirito una potenza c*e sola 6 libera. 5olte *o detto
c*e 6 una custodia dello spirito+ a 5olte *o detto c*e 6 una luce dello spirito+ a 5olte *o
detto c*e 6 una piccola scintilla. /a ora dico' non 6 nB <uesto nB <uello+ ma 6 <ualcosa
piR ele5ato al di sopra di <uesto e <uello di <uanto il cielo sia al di sopra della terra.
0erciS la c*iamo ora in modo piR nobile di <uanto abbia mai fatto+ anc*e se essa irride
alla nobilt4 come a ogni altro modo+ perc*B 6 molto al di sopra di tutto <uesto. V libera
da ogni nome+ pri5a di ogni forma+ libera e distaccata come Dio steso 6 libero e
distaccato. V anc*e una e semplice come Dio 6 7no e semplice+ in modo c*e non si
riesce assolutamente a gettar5i lo sguardo.
"51

1l passaggio gio5anneo citato nella /gd. 27
La luce brilla nelle tenebre+
E il suo c*iarore non 6 compreso
Dall2oscura tenebra.
"52
lo si rin5iene sicuramente anc*e nel caso di altri autori mistici+ ma fu prediletto da
EcD*artM esso compare tanto nei sermoni tedesc*i <uanto nelle sue opere latine. )el 9ermone
>edesco 22 possiamo leggerne una 5ariante'
Dio permane l4 sconosciuto in se stesso+ e la luce dell2eterno 0adre 6 apparsa l4 in
eterno+ ma le tenebre non comprendono la luce.
"53

949 Mgd. 27,1-9. Een edel licht lichtet in ons fijn/ Dat wilt altoes dat wij hem ledich sijn;/ Die puere
vonke, dat ghensterkijn,/ Die levelicheyt der zielen mijn,/ Dat enech altoes met gode moet sijn,/
Daer lichtet god inne sinen eweghen scijn./ Dat es verborghen in ons binnen;/ Het en can
redenne noch sin versinnen/ Niet anders dan met bloeter minnen.
950 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 99.
951 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 104. ch hn underwlen gesprochen, ez s ein kraft in dem
geiste, diu s aleine vr. Underwlen hn ich gesprochen, ez s ein huote des geistes; underwlen
hn ich gesprochen, ez s ein lieht des geistes; underwlen hn ich gesprochen, ez s ein
vnkeln. ch spriche aber n: ez enist weder diz noch daz; nochdenne ist ez ein waz, daz ist
hher bodem diz und daz dan der himel ob der erde. Dar umbe nenne ich ez n in einer edelerr
wse dan ich ez ie genante, und ez lougent der edelkeit und der wse und ist dar enboben. Ez ist
von allen namen vr und von allen formen blz, ledic und vr zemle, als got ledic und vr ist in im
selber. Ez ist s gar ein und einvaltic, als got ein und einvaltic ist, daz man mit dekeiner wse dar
zuo geuogen mac. (DW , 1-6, 1-5, p. 39-40) Anche i Sermoni 69 e 76 sono significativi, a
proposito dell'immagine della scintilla animae.
952 Mgd. 27,16-18. Dat licht lichtet inder demsterheit,/ Ende niet en begrijpse dies lichs claerheit/ n
hare die donckere deemsterheit.
24%
Iccorre notare c*e in <uesta poesia il termine semplicit4 appare due 5olteM in entrambi i
casi 5iene opposto al termine accidente.
"54
La semplicit4 6 inoltre 5ista come capace di
#ammaestrare$ Ju in hare ghe3enenKM 6 colta anc*e come fonte di luce+ in grado di liberare da
#immagini e forme$'
Oergognate5i+ 5oi c*e a lungo sembraste splendere+
Di essere cosP a lungo guidata dall2accidente+
Lontana dall2Essenza e andando trascinando5i.
Se la semplicitH vi avesse ammaestrata a lei stessa,
Se vi avesse rivestita della sua luce,
Sareste da immagini e da #orme liberata.
"55
7n grande elogio 5iene espresso nella poesia alla condizione di ledicheyt'
*+ Dio+ <uanto nobile
V <uesta libera vuotea ed inoperositH
Do5e l2more allontana tutto per amore
E non cerca al di fuori di se stesso+
&uando racc*iude l2eterna beatitudine
)ella sua unit4.
"5%
V stata notata un2affinit4 tra la /gd. 27 e il poema 1on dem 2berschalle/ &uest2ultimo 6
una composizione poetica anonima redatta in medio altotedesco e attribuita al cosiddetto
pseudo!EcD*art.
"57
ncora una 5olta si puS notare come le nostre poesie tro5ino dei legami
con altri poemi anonimi. <uesto proposito pensiamo a <uanto la ?uarnieri ironicamente si
c*iede5a+ nella sua opera+ a riguardo di un gruppo di poemi anonimi ad orientamento
speculati5o tra i <uali ra55isa5a esplicite affinit4' #ma sono tutti pseudoY$
"5;
1l poema consiste
di sedici strofe di <uattro 5ersi e una strofa finale di cin<ueM ci mancano tutta5ia cin<ue rig*e
del poema.
"5"
Le prime otto strofe speculano attorno al mistero della >rinit4M le altre attorno al
953 MESTER ECKHART, 2 sermoni, p. 236. Got blbet d in im selber unbekant, und daz lieht des
wigen vaters ht d wiclche ngeschinen, und diu vinsternisse enbegrfet des liehtes niht. Pr 22
(DW , 8-10, p. 389).
954 vv. 13-14;26-28.
955 Mgd. 27,25-30. Scamt u, ghi die langhe hebt ghescenen,/ Dat u so langhe moet toeval menen/
Ende onghewesent altoes cruept henen./ Mochte eenvoldicheit u in hare ghewenen/ Datse u met
haren lichte hadde overscenen,/ So bleefdi van beelden, van formen ongherenen.
956 Mgd. 27,37-42. Ay, deus, hoe grote edelheyt/ Es dese vrie ledicheyt/ Daer van minnen minne al
ontseyt/ Ende niet en soect buten haers selvesheyt,/ Alse si die eweghe salicheyt/ Hevet besloten
in hare enicheit.
957 l pi recente a scorgere un'affinit stato RUH, .toria della mistica. , p. 198.
958 GUARNER, 2l mo$imento3 p. 399.
959 L'edizione data in RUH, .euse *ita und das 5edicht /*om Iberschall/. Su questo poema si
veda anche McGNN, 6he +ar$est fo Mysticism, p. 318-320.
247
modo in cui l2anima 6 condotta all2unione con Dio. 1n molti dei manoscritti il poema 5iene
accompagnato da un commento+ noto come 9lRse JglossaK. V stato 5isto c*e esso per la
maggior parte consiste di passaggi tratti dal cap. 52 della 1ita di 9uso+ un testo anc*2esso
incentrato attorno a riflessioni sulla >rinit4. 9econdo 8u* il poema fu opera di una suora
discepola di 9uso e non fu composto prima del 133:. 9econdo /c?inn potrebbe essere di
alcune decadi piR tardi.
"%:
1l poema non possiede lo stesso li5ello artistico dell2altro poema
anonimo c*e abbiamo fre<uentemente citato+ il Drei#altikeitslied+ ma+ come /c?inn *a
ri5elato+ 6 una profonda meditazione sulla #mistica del grunt$ e fa uso di molto del
5ocabolario creato da EcD*art.
"%1
8u* *a elencato <uattro corrispondenze in espressioni e
formule tra la <uesto poema e la /gd. 27 ed 6 arri5ato a parlare di una dipendenza diretta
della nostra /gd. 5erso l2anonimo poema.
"%2
Dal canto nostro non ci 6 stato possibile in alcun
modo rin5enire la seconda delle corrispondenze notate da 8u*+ c*e egli giudica la piR
importante.
"%3
0er le altre tre+ non si tratta di concordanze alla lettera+ ma di piuttosto 5ag*e
affinit4.
"%4
)on ce la sentiamo affatto di parlare di una dipendenza direttaM 5ogliamo semmai
parlare di un uso comune+ tra i due componimenti poetici+ di parole e concetti+ come emerge
dalle strofe c*e riportiamo'
7na luce semplice splende fuori dell2unit4+
nella purezza dello spirito c*e si 6 fatto nulla
in se stesso+ 6 5ero+ <uando 6 uscito da sB+
tutte le sue potenze stanno nella nuditH/
Dato c*e lo spirito non si fonda su nulla nell2unit4+
perde la mediazione in modo di5ino+
l4 6 spogliato della sua naturaM
all2interno permane una piccola scintilla+
c*e 6 un <ualcosa creato da un nulla.
>utta5ia 5iene tratto 5ia dal <ualcosa del suo nulla.
&uesto stesso nulla 6 nudit4 nell2essere delle 0ersone+
c*e distacca lo spirito da se stesso' si libra nell2unit4.
960 McGNN, 6he +ar$est fo Mysticism, p. 318.
961 p. 318-320.
962 RUH, .toria della mistica. , p. 198.
963 Ruh parla di una corrispondenza tra Mgd. 27,3 "dat ghensterkijn, Die levelicheyt der zielen mijn,
e un verso dell'Vberschalle che reciterebbe cos: den kleiner ganster, die lebelicheit des geistes.
964 Esse sono: Mgd. 27,3 Die puere vonke Iberschall prheit des geistes; Mgd. 27,16 Das licht
lichtet inder demsterheit - Iberschall von liehtes dunsterheit; Mgd. 27,30 van beelden, van
formen ongherenen - Iberschall blz materien unde formen.
24;
9enza luce e tenebra+ libero da entrambe+
da materia e da #orma+ una scintilla cosP nuda+
c*e 6 senza se stessa+ senza distinzione+
e tutta5ia un <ualcosa creato senza il suo essere in sB.
"%5
/ ;0 )a vo#tra a#tuzia : troppo %orte
7 barat dat es te staerc
9ei strofe a <uattro 5ersi monorimi formano la /gd. 2;. L2 #io$ si ri5olge ad more.
&uesta poesia presenta toni molto differenti da <uelli c*e dominano nella seconda parte del
corpus della pseudo!,ade-i.c*. Con <uesta osser5azione noi 5ogliamo portare l2attenzione
sul carattere eterogeneo del corpus anonimo di cui ci occupiamo. 1l ricordo di ,ade-i.c* <ui 6
marcato+ con la presentazione di una Minne c*iaramente personificataM un fatto+ <uesto+ poco
caratteristico della pseudo!,ade-i.c*. 1n ogni caso anc*e una poesia della prima parte del
corpus presenta il personaggio #more$ J/gd. 24K' un more c*e tiene una ta5erna+ astuto e
a5ido+ #depreda tutto3 E ing*iotte3 >utto ciS c*e tro5a3 9enza misura$.
"%%
nc*e in <uesta
poesia more 6 astuto. 9i prende gioco delle creature+ rende pazzi saggi e sapienti+ 6 al
contempo dolce e crudele'
Ooi rendete pazzi i saggi e i sapienti
E li mettete in confusioneM
&uando sembrano del tutto senza speranza+
ll2impro55iso date loro i 5ostri doni.
9iete spietato e misericordiosoM
Dolce come un agnello+ e crudele
Come un animale sel5aggio e ribelle
)el deserto+ ingo5ernabile.
"%7
965 Traduzione tratta da MESTER ECKHART, 2l nulla di$ino, p. 55-56. Di questa traduzione abbiamo
variato il modo in cui Vannini traduce, al primo verso, ein$altic: la sua traduzione con "unica non
ci pare appropriata; semmai "singola si rivela una migliore traduzione; oppure "semplice. Ez
liuhtet uz der enikeit ein envaltic lieht,/ in purheit des geistes da ist er worden niht/ an im selben,
daz ist war, da ist gar entgan,/ alle sine krefte an blozheit bestan.// Da der geist uf nihte in enikeit
bestat,/ da verliuset er daz mitel von gotlicher art,/ da ist er entsunken der naturen sin,/
inwesende belibet ein kleines gensterlin,// daz da ist geschaffen iht von einem niht./ daz wirt doch
entzogen von sines nihtes iht./ daz selbe niht ist blozheit in der personen wesen,/ daz den geist
entgeistet: in enikeit er swebet,// sunder lieht und dunsterheit, der ist er beider los,/ materien und
formen, ein gensterlin so bloz,/ daz sunder sich ist sinde gar ane underscheit,/ und doch ein iht
geschaffen an sines selbsheit. Testo originale tratto da RUH, .euse *ita und das 5edicht /*om
Iberschall/, p. 149.
966 Mgd. 24,69-72.
24"
Dell2immagine del deserto presente nell2ultima strofa ci siamo occupati nel capitolo
#)ell2immensit4 sel5aggia$.
/ 70 .envenuta Sorgente Interiore
Cillecome oerspronc 5an binnen
L2ultima poesia del corpus presenta tre strofe costruite+ ciascuna+ su cin<ue 5ersi
monorimi. La 5oce di c*i poeta si ri5olge ad una #9orgente 1nteriore$ Joerspronc van binnenK.
Le linee dottrinali sono le stesse c*e spesso abbiamo incontrato nel corpusM ritorna ad esempio
l2istanza di liberazione da <uanto 6 accidentale'
>u Z9orgente 1nteriore[ mi tieni libera+ nella tua contemplazione+
Da ogni accidente c*e dall2esterno giunge.
"%;
EcD*art+ con la sua tesi secondo la <uale il fondo dell2anima e il fondo di Dio sono uno
solo stesso fondo+ tesi c*e sta alle fondamenta di tutta la sua dottrina+ *a trattato del concetto
di semplicit4 tanto in riferimento all2anima <uanto in riferimento a Dio. 0er l2anima la
semplicit4 si pone come la condizione per raggiungere lo stato di unione in Dio. <uesto
proposito non possiamo non pensare alla /gd. 2". La fondamentale tesi di EcD*art pare infatti
a nostro a55iso risuonare nell2ultima poesia della pseudo!,ade-i.c*. 0er l2anima c*e si tiene
in uno stato di ledicheyt ! ossia in uno stato di 5uotezza ed inatti5it4 ! a55iene una
conformazione Jvoeghet miK alla semplicit4 dell2essenza di5ina. 0ossiamo leggere direttamente
i 5ersi'
L2unit4 della nuda 5erit4+
C*e annulla ogni ragione+
/i tiene nella 5uotezza e nell2inoperosit4
E mi conforma alla semplicit4
Dell2eternit4 dell2Essenza Eterna.
"%"
/ =0 Conclu#ioni
Dopo il nostro la5oro sull2unit4 delle poesie 25!2" 6 arri5ato il momento delle conclusioni.
967 Mgd. 28,17-24. Ghi versouft wise ende vroede/ Ende settse in menechfoldeghen moede;/ Alsi
meest scinen buten spoede,/ Ghefdi hen uwe ghiften sonder hoede./ Ghi sijt scalc ende
goedertieren;/ Saecht alse een lam, ende onghehiere/ Alse onghetemde welde diere/ n die
woustine, sonder maniere.
968 Mgd. 29,4-5. Du houdes mi ledech in dijn versinnen/ Alles toevals met uutters kinnen.
969 Mgd. 29,6-10. Der bloter waerheyt enicheyt,/ Die al der redennen doen ontseyt,/ Houdet mi in die
ledicheit/ Ende voeghet mi te diere evuldicheit/ Des ewechs wesens ewicheyt.
25:
differenza da <uanto abbiamo messo in luce per la prima unit4 del corpus J/gd. 17!24K
occorre <ui osser5are come le cin<ue poesie si pongano come cin<ue entit4 poetic*e
indipendenti. )emmeno <uesta 5olta 6 possibile tro5are nell2unit4 le indicazioni per un
programma spirituale o mistico' ogni poesia tratta un tema a sB stante. )oi notiamo una
particolare affinit4 tra le poesie 2%+ 27 e 2". Essa 6 data dal ripetersi di una serie di 5ocaboli
c*e in <uesta seconda unit4 del corpus appaiono solo in <ueste poesie e c*e sono in5ece
presenti nella prima unit4 con una fre<uenza irrile5ante. V il caso della parola ledicheyt Jc*e
noi abbiamo tradotto con #5uotezza ed inoperosit4$K' appare una 5olta in ciascuna delle tre
poesie menzionateM nelle 1%" strofe della prima unit4 del corpus essa appare una sola 5olta.
7n altro caso 6 <uello della parola eenvoldicheit Jpresente anc*e nella forma latina
simpelheytK' appare tre 5olte nella /gd. 2%+ due nella /gd. 27 e una 5olta nella /gd. 2"M
appare una 5olta nella prima unit4 del corpus. 7n altro caso ancora 6 <uello della parola
toeval JaccidenteKM essa 6 presente una 5olta nella /gd. 2%+ due 5olte nella /gd. 27 e una
nella /gd. 2". )ella prima parte del corpus compare una 5olta. 9appiamo c*e si tratta di
parole cruciali per i ris5olti dottrinali c*e esse sottendono. La /gd. 25 non presenta nessuno
di <uesti 5ocaboli+ ad eccezione dell2aggetti5o semplice J5. 1;' #semplice sguardo$K. Essa si
ri5ela+ perS+ nel messaggio dottrinale+ affine alle tre poesie di cui nelle nostre rig*e precedenti.
Caso a sB si ri5ela in5ece la /gd. 2;' la messa in scena di un more personificato c*e si
prende gioco delle creature+ #ora d2un tratto dolce+ ora d2un tratto amaro$+ #spietato e
misericordioso$+ contrasta con le linee dottrinali delineate nelle altre poesieM i toni <ui lasciano
piuttosto pensare alle "oesie stro#iche di ,ade-i.c*. 9olo l2apparizione+ negli ultimi due 5ersi+
dell2immagine dell2animale sel5aggio nel deserto+ genera un legame con le metafore proprie
della #mistica dell2Essenza$+ nella <uale l2intero corpus della pseudo!,ade-i.c* puS dirsi
compreso.
V 5eramente difficile dire <uanti autori potrebbero essere stati coin5olti in <uesta seconda
unit4 del corpus. )iente lascia escludere c*e un unico autore abbia composto le cin<ue poesie
con la rara N nella letteratura medio neerlandese N forma ritmica a monorima. Ippure+
all2estremo delle ipotesi+ possiamo pensare a tre autori' l2autore della /gd. 25+ l2autore delle
/gd. 2%+ 27 e 2"+ l2autore della /gd. 2;.
9e si osser5ano in <ueste cin<ue poesie gli aspetti comunicati5i possiamo dire <uanto
segue. Igni poesia presenta una struttura comunicati5a di5ersa. 0er la /gd. 25 si puS parlare
di un #tono autobiografico$M l2 #io$ c*e parla di sB si sposta anc*e+ nelle ultime due strofe+ a
fornire delle esemplificazioni e ad ammonire+ usando la forma impersonale #Die...,i$ J/gd.
25+1"ssK. La /gd. 2% *a tutti i caratteri+ in5ece+ della poesia didattica' tranne c*e nella prima e
251
e nell2ultima strofa+ nelle <uali appare la 5oce dell2 #io$+ nelle rimanenti strofe si 5uole riferire
un contenuto' il tema 6 <uello della po5ert4 spirituale. La /gd. 27 rappresentata un2eccezione+
nel corpus. &ui l2autore si ri5ela solidale con il destinatario o i destinatari delle poesie. >utto
ruota attorno ad un #-i.$ JnoiK' la nobile luce #6 nascosta nel nostro intimo$M #l2accidente del
molteplice3 ci toglie la nostra semplicit4$M #fossimo arri5ati a <uesta luce3 saremmo 5uoti e
liberi...$. 0oi nella <uinta e sesta strofa l2autore si ri5olge N una 5olta in <uesta seconda unit4
del corpus ! ad un ipotetico uditore Jil messaggio non 6 destinato ad una determinata personaK'
#Oergognate5i+ 5oi c*e a lungo sembraste splendere+3 di essere cosP a lungo guidata
dall2accidente$+ ecc. La /gd. 2; si apre con una confessione dell2autore' #Oolentieri gli
lascerei mozzare il capo...$. 1l resto della poesia 6 in5ece una lunga accusa fatta ad un more
personificato+ al <uale l2autore si ri5olge direttamente. )ell2ultima poesia+ la 2"+ l2autore si
ri5olge ad una #9orgente 1nteriore$' #(en5enuta 9orgente 1nteriore+3 >u porti la nobile
conoscenza celeste$+ ecc. )ei 5ersi finale l2autore si sposta anc*e ad ammonire+ con una
struttura impersonale #Die...$ J5. 12!15K.
l li5ello dottrinale anc*e in <uesta unit4 si riscontrano elementi c*e ricordano la grande
,ade-i.c*M lo sono ad esempio la metafora della caccia e <uella dell2ing*iottimento presenti
nella /gd. 25M lo sono inoltre in modo particolare le immagini presenti nella /gd. 2;+ do5e
l2autore si ri5olge ad #more$M sappiamo c*e la personificazione della minne 6 uno degli
elementi tipici della dottrina di ,ade-i.c*M meno caratteristici+ in5ece+ della pseudo!
,ade-i.c*. L2unit4 delle /gd. 25!2" mostra in5ece un2accentuata affinit4 con EcD*art. 1
5ocaboli e le immagini sono prettamente ecD*artiani' la mancanza di conoscenza abissale
Jon3etenne sonder grontK+ la riflessione sui #po5eri di spirito$+ il poetare sulla #nobile luce$
#nascosta nel nostro intimo$. Ci preme sottolineare c*e se i temi sono ecD*artiani+ le loro
elaborazioni risultano autonome ed originali rispetto ai testi di EcD*art. bbiamo 5isto c*e a
proposito di un dibattuto soggetto della fine del Q111 ! inizio del Q1O secolo+ la po5ert4
spirituale+ gli s5iluppi letterali sono di5ersi' tra il 9ermone 52 #%eati pauperes spiritu$ e la
/gd. 2% della pseudo!,ade-i.c* non 5i 6 alcuna connessione testuale. 0ertanto noi
giudic*iamo <uesta seconda unit4 del corpus della pseudo!,ade-i.c*+ corpus eterogeneo+ una
testimonianza di una determinata elaborazione del messaggio di EcD*art. 7n messaggio
arri5ato all2autore o agli autori del corpus in un certo modo. 1n <uale+ ancora non lo sappiamo.
V risaputo <uanto ci sia ancora da indagare sulla ricezione di EcD*art nei 0aesi (assi.
?i4 sono emersi nelle nostre rig*e precedenti elementi c*e segnano una differenza tra le
due unit4 del corpus. bbiamo gi4 parlato di alcune differenze a li5ello lessicale' certe parole
risultano tipic*e della seconda unit4M si tratta dei termin ledicheyt+ eenvoldicheit+ toeval.
252
<uesti dobbiamo aggiungere le parole legate ad EcD*art+ parole c*e si rin5engono solo in
<uesta seconda parte del corpus' gront, a#grondich+ grondet G <ueste appena menzionate
*anno anc*e una loro tradizione in ,ade-i.c*+ come abbiamo rile5ato nel corso del nostro
commento dottrinale N M poi' vonke, ghensterki(n, arme van gheeste. <uesti dobbiamo
aggiungere una forte concentrazione di parole costruite con il prefisso #o5er!$' overvaert,
over#ormet, overnatuerleke, overscenen. Carnar+ a proposito di parole di <uesto tipo
nell2opera di 8uusbroec+ ritene c*e il prefisso #o5er!$ sia il pendant del prefisso #*@per!$ !
#super!$ in latino ! c*e si incontra cosP spesso nelle opere di Dionigi reopagita.
"7:
8iteniamo
la sua spiegazione non solo interessante ma anc*e piena di 5aloreM crediamo c*e <uesto lo si
possa suggerire anc*e a proposito della pseudo!,ade-i.c*M accostamenti alla dottrina
dell2anonimo teologo del O secolo sono stati fatti da noi piR 5olte.
nc*e sull2unit4 del corpus ci siamo c*iesti in <uali ambienti le poesie potrebbero essere
sorte. 8itenuto particolarmente significati5a la citazione c*e 8uusbroec *a fatto da <uesta
seconda unit4. Lo 5edremo meglio nel capitolo dedicato al mistico brabantino+ ma intanto <ui
ricordiamo c*e 8uusbroec+ nella sua ultima opera+ il trattato 1an den F!! beghinen+ nel lungo
poema con cui l2opera si apre+ d4 la parola a dodici beg*ine. L2undicesima recita i 5ersi della
prima strofa della /gd. 25. &uesta citazione pro5a c*e 8uusbroec conobbe <uesti poemiM il
fatto c*e egli faccia recitare la strofa ad una beg*ina ci in5ita a prendere in considerazione
ancora una 5olta N si 5eda <uesta riflessione a proposito della prima unit4 del corpus N gli
ambienti beg*inali come i luog*i possibili in cui <ueste poesie possono essersi originate.
9i potrebbe obiettare c*e un2espressione in <uesto corpus delinei piR la figura di un autore
masc*ile c*e femminile. V il caso dell2espressione+ ai 5ersi 34!35 della /gd. 27' #Cilde derre
p*ilosop*ien3 9i.n meester$ J9e 5olete di <uesta filosofia3 Essere maestroK. La parola
#meester$ in uno specifico senso 6 da intendersi come #maestro di filosofia$+ magister+
praeceptor' 5errebbe <ui indicata una figura masc*ile. >utta5ia la parola #meester$ possiede
in medio neerlandese anc*e un altro significato' #meester si.n$ indica la condizione dell2essere
abile+ capace+ <ualificato in un compito.
"71
1 5ersi in <uestione potrebbero <uindi essere
tradotti con+ per esempio+ #se 5olete di <uesta filosofia3 a5ere il dominio$' l2espressione non
risulta <uindi legata ad uno specifico genere.
970 WARNAR, Ruusbroec. Literatuur en mystiek, p. 50.
971 VERWJS - VERDAM, Middelnederlandsch ,oordenboek. V, col. 1315.
253
254
Capitolo (
)a p#eudo-Hadewijch e ,an van -uu#broec
/ 10 )a >ue#tione .loemardinne
Oan /ierlo+ gi4 nella sua prima edizione delle Mengeldichten J1"12K osser5a5a nelle
note finali come alcuni 5ersi delle poesie della nostra pseudo!,ade-i.c* fossero presenti
nelle opere di 8uusbroec+ ripresi alla lettera o parafrasati.
"72
Tu perS lo studioso
domenicano =ters il primo a dedicare+ nel 1"53+ specifica attenzione al rapporto tra
l2opera del mistico brabantino e le Mengeldichten 17!2".
"73
Le sue pagine rimangono fino
all2oggi l2unico contributo scientifico a me noto finalizzato esclusi5amente alla presa in
considerazione del rapporto tra i due autori. Egli osser5S come l2opera di Lan 5an
8uusbroec abbia+ assieme a <uella di /eister EcD*art+ una grande affinit4 con le
Mengeldichten 17!2". Isser5ando la presenza di alcuni 5ersi della pseudo!,ade-i.c* nei
trattati di 8uusbroec egli giunse alla conclusione per cui uno dei due do5e5a a5er attinto
direttamente dall2altro. Lo studioso si pone5a la seguente <uestione' o l2opera di 8uusbroec
do5e5a essere stata+ per l2autore delle Mengeldichten 17!2"+ una fonte+ oppure <ueste
poesie do5e5ano essere state esse stesse una fonte per il mistico brabantino.
"74
Egli ritene5a
possibile anc*e una terza ipotesi+ <uella per cui 8uusbroec e l2autore anonimo delle nostre
poesie a5rebbero potuto a5er fatto uso di fonti comuni. Egli osser5S in due trattati del
mistico N il 1anden seven sloten JDelle sette clausureK e il 1anden blinckenden steen JDella
pietra scintillanteK ! la ripresa dei piR fondamentali concetti e termini dalle poesie 17 e 1;
"75

e+ ancora dalla poesia 17+ la ripresa alla lettera di un 5erso.
"7%
8itenne poi piR credibile c*e
le poesie della pseudo!,ade-i.c*+ a moti5o della loro c*iusa unit4 compositi5a+ potessero
a5er fornito al discorso didattico piR sciolto di 8uusbroec una serie di concetti e di termini
piuttosto c*e dai termini sparsi nell2opera di 8uusbroec fosse deri5ata l2unit4 poetica della
pseudo!,ade-i.c*M in base a <ueste constatazioni lo studioso si ritenne sicuro nel
concludere c*e 8uusbroec assunse direttamente da <uesti componimenti. 9tranamente le
osser5azioni di =ters si ferma5ano ai due trattati menzionatiM egli concluse infatti
asserendo c*e il resto dell2opera di 8uusbroec contene5a poc*issime reminiscenze della
nostra anonima collezione di poesie.
"77

972 HADEWJCH, Mengeldichten (1912), p. 129-140.
973 AXTERS, *roomheid. , p. 201-202, 273-277.
974 p. 201.
975 Si veda AXTERS, *roomheid. , p. 202.
976 Si tratta del verso crighen in dat ontbli$en (Mgd. 17,19-20) che Axters not nel trattato *anden
blinckenden steen, secondo dei trattati menzionati, alle l. 554-555, p. 149, dell'edizione per il
CCCM, per la quale si veda in bibliografia.
977 AXTERS, *roomheid. , p. 202.
)el successi5o anno+ il 1"54+ 0orion assieme alla traduzione in francese dell2intero corpus
delle poesie della pseudo!,ade-i.c* offrP nelle note alcune preziose osser5azioni riguardanti
il rapporto tra i due autori.
"7;
nc*e il contributo di 8e@naert+ del 1";1+ dedicato al rapporto
tra 8uusbroec e la grande ,ade-i.c*+ non mancS di offrire riferimenti alla nostra pseudo!
,ade-i.c*.
"7"
Lo stesso 6 da dirsi per il contributo di Epine@!(urgard+ del 1";4.
";:
La piR recente biografia dedicata al mistico brabantino
";1
non manca di dare un cenno alla
pseudo!,ade-i.c*. L2autore+ Carnar+ ricorda c*e le poesie mistic*e della pseudo!,ade-i.c*
*anno come punto di contatto con le opere di 8uusbroec non solo la tendenza alla
speculazione astratta+ ma anc*e un legame tematico+ una somiglianza formale nella forma
della 5ersificazione N <ua e l4 nei suoi trattati 8uusbroec si 6 espresso anc*e in 5ersi !+
citazioni letterali e un comune uso della lingua.
";2

7n2opera di comparazione sistematica tra i due autori non 6 mai stata compiuta. La stessa
opera di edizione dei trattati di 8uusbroec del CCC/ *a mancato+ per i primi 5olumi+ di
prestare attenzione al problema delle fonti del mistico brabantino. Dopo la critica di 8u* c*e
ritene5a opportuno destinare attenzione specifica a <uesto aspetto+
";3
i successi5i 5olumi di
edizione sono usciti corredati da apparati informati5i a <uesto proposito. nc*e la nostra
pseudo!,ade-i.c* 5iene indicata come fonte <uattro 5olte in un totale di undici 5olumi. 9i
5edr4 nel corso del seguente capitolo come la presenza nell2opera di 8uusbroec di
reminiscenze+ di parafrasi e di citazioni letterali dal corpus della pseudo!,ade-i.c* sia
incredibilmente molto piR sostanziosa. 1l capitolo c*e segue 6 dedicato infatti all2analisi del
rapporto tra i due autori. Dopo una presentazione generale della 5ita e delle opere del piR
importante esponente+ con ,ade-i.c*+ della mistica brabantina ci soffermeremo attorno alla
<uestione del rapporto del mistico con la produzione letteraria di pro5enienza beg*inale
passando anc*e per la figura di (loemardinne. 9eguir4 poi il la5oro di comparazione tra i suoi
trattati e i componimenti della pseudo!,ade-i.c*. 1 risultati a cui per5erremo saranno esposti
nelle #Conclusioni$.
Le informazioni riguardanti la 5ita di Lan 5an 8uusbroec sono esigue. La biografia c*e
,endriD 7tenbogaerde+ piR conosciuto con il nome latinizzato di ,enricus 0omerius J 14%"K
redasse nel 142:+ 5ale a dire a circa <uarant2anni dopo la morte del mistico+ offre di lui
978 HADEWJCH D'ANVERS, Pomes des !guines (1954).
979 REYNAERT, Ruusbroec en +ade,i-ch.
980 EPNEY-BURGARD, L/influence des b!guines sur Ruusbroec.
981 WARNAR, Ruusbroec. Literatuur en mystiek (2003).
982 p. 89-90.
983 RUH, 5eschichte der abendlCndischen Mystik. V, p. 40.
25%
un2immagine postuma e risponde piR a criteri agiografici c*e storici. 1l mistico nac<ue nel
12"3 a 8uisbroeD+ un 5illaggio a poc*i c*ilometri a sud di (ru=elles. 9econdo <uanto
0omerius *a riportato+ all2et4 di undici anni egli si trasferP in citt4 presso Lan ,incDaert+ un
ricco zio c*e esercita5a la funzione di cappellano della collegiata di santa ?udula e c*e molto
probabilmente lo sostenne finanziariamente per prepararlo alla carriera ecclesiastica. nc*e le
notizie concernenti i suoi studi sono lacunose. Emerge del mistico la conoscenza del latino
anc*e se non risulta c*e egli abbia composto opere in <uesta lingua' gli undici trattatati e le
sette lettere c*e ci sono per5enuti risultano redatti nel puro diets di (ru=elles+ ossia in <uella
5ariante di medio neerlandese c*e si parla5a nella citt4+ nel Q1O secolo. 0robabilmente
8uusbroec fre<uentS la scuola del capitolo ma non sembra c*e egli abbia di seguito
conseguito un titolo uni5ersitario. 0omerius porta notizie di sua madre' poco dopo la partenza
del figlio si sarebbe anc*2essa trasferita a (ru=elles andando ad abitare nel beg*inaggio della
citt4. 9i pensa c*e <uesto fatto abbia fa5orito il contatto di 8uusbroec con l2ambiente delle
beg*ineM ritorneremo su <uesta <uestione. 1l 131; 5ide la sua ordinazione sacerdotale.
partire da <uesta data 8uusbroec per 5enticin<ue anni+ ossia fino al 1343+ fu cappellano della
collegiata di 9anta ?udula.
";4
1l suo primo trattato risale agli ultimi anni di <uesto periodo+ al 133; circa+ e si intitola
Dat ri(cke der ghelieven J1l regno degli amantiK. 8uusbroec lo a5rebbe scritto per un gruppo di
preti ai <uali era legato da amicizia e da una pratica di comune lettura e meditazione di testi
spirituali.
";5
L2opera sarebbe nata in <uesto contesto ma essa s5ela una testimonianza della
personale esperienza mistica dell2autore. Conser5a un carattere didatticoM 8uusbroec 5i
dis<uisisce la 5ita spirituale dell2uomoM i suoi tre li5elli+ la 5ita atti5a+ la 5ita interiore e la 5ita
so5raessenziale+ pur non essendo cosP determinanti come in5ece lo saranno in <uello c*e 6
considerato il suo capola5oro+ Le noe spirituali+ sono gi4 presenti. 8uusbroec non a5e5a
destinato <uesto primo trattato alla circolazione. Oenticin<ue anni dopo scoprP c*e la Certosa
984 HENRCUS POMERUS, De origine monasterii, p. 283-308. Sul valore della biografia di Pomerius
stato scritto molto, ma pu vedere, fra gli altri, l'analisi di Verdeyen. (VERDEYEN, Essai de
biographie criti#ue, p. 4-9 in particolare. Una traduzione in francese della biografia reperibile in
JAN VAN RUUSBROEC, u$res de Ruysbroeck, p. 281-315.) Questo studioso mette in luce
quanto detta biografia sia importante ma anche quante siano state le omissioni di Pormerius e
come inoltre si possa asserire dello stesso un cattivo e disordinato uso delle fonti concernenti il
mistico brabantino. Negli ultimi anni stato riconosciuto il valore di un altro eccezionale
documento. Si tratta del prologo alle opere del mistico che fu redatto attorno al 1365 da Grard di
Saintes, monaco della certosa di Hrinnes, a circa 25 chilometri da Groendendael; costui
conobbe personalmente Ruusbroec. Questo documento, ignorato dagli studi per lunghissimo
tempo a causa di un malinteso tecnico nel manoscritto il copista attribu a Grard il titolo di
"priore mentre costui non lo fu mai, e i dati storici ovviamente non corrispondevano precede la
biografia di Pomerius di pi di 50 anni. (Su questo documento si veda ancora VERDEYEN, Essai
de biographie criti#ue. Una traduzione in francese disponibile alla fine del saggio stesso.)
985 Dat ri-cke der ghelie$en, (CCCM104), p. 13-14.
257
di ,Brinnes+ non lontana da ?roendendael+ possede5a <uest2opera e c*e i suoi abitanti a5e5ano
difficolt4 ed imbarazzo a riguardo della presenza+ in essa+ di alcune espressioni. 1l mistico
a5e5a infatti argomentato a proposito del piR alto grado di unione c*e la creatura possa
raggiungere con Dio+ unione c*e egli c*iama5a sonder onderscheet J#senza distinzione$K. La
difficolt4 dei certosini di ,Brinnes+ c*e ammira5ano 8uusbroec+ riguarda5a proprio <uesta
espressione per la <uale egli pote5a essere accusato di colti5are simpatie panteistic*e e
<uietistic*eM tale espressione+ infatti+ suggerirebbe c*e l2anima e Dio si uniscono in un2unione
indistinta ed indifferenziata. 8uusbroec+ in5itato alla Certosa+ spiegS e c*iarP il suo pensiero+ e
poco dopo compose il %oecsken der verclaringhe JLibretto delle spiegazioniK+ la sua
penultima opera' un trattato molto interessante perc*B in esso 8uusbroec giustifica la sua
dottrina.
1l secondo trattato+ scritto attorno al 134:+ si intitola Die geestelike brulocht JLe nozze
spiritualiKM 5iene considerato il capola5oro del mistico brabantino. La tradizionale ripartizione
della 5ita spirituale in purgati5a+ illuminati5a ed uniti5a+ di5enta in 8uusbroec het 3erkende
leven Jla 5ita atti5aK+ het innighe o begheerli(cke leven Jla 5ita interiore o desiderosaK e het
over3