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La psychanalyse,son image et son public


Il contesto e le origini
Moscovici prende il concetto di rappresentazioni collettive di Durkheim nel quale egli afferma
che le operazioni logiche sono il prodotto di rappresentazioni collettive, ossia influenzati dalla
religione, e dalla morale a cui fanno riferimento (sociologia della conoscenza); Moscovici critica
la dualit soggetto-oggetto, egli vede l'oggetto e soggetto come processi di interazione
reciproca appartenenti alle rappresentazioni sociali. Secondo Moscovici la differenza tra il mito
e le rappresentazioni sociali si possono ritrovare nel fatto che il mito riflettere le pratiche dei
rapporti sociali, mentre le rappresentazioni sociali costituiscono una comprensione della realt
concreta. Moscovici sottolinea l'aspetto dinamico della produzione di conoscenza, superando la
staticit dei fatti sociali che come sostiene Durkheim sono cose esterne ai soggetti, Moscovici
mette in primo piano l'idea di rappresentazioni come fenomeni prodotti da un pensiero in
movimento; il compito della psicologia sociale secondo lui consiste nel studiare i processi
attraverso cui le conoscenze si costruiscono, si perdono e si trasformano. Per studiare la
produzione di una rappresentazione sociale, Moscovici analizza il processo di penetrazione e
diffusione della teoria psicoanalitica nella conoscenza comune: l'autore parla di socializzazione
dei contenuti scientifici perch non si tratta di distorsioni della teoria scientifica, ma dell'entrata
del pensiero scientifico nel mondo reale; in questo processo di penetrazione Moscovici
individua un cambiamento del senso comune rispetto alla visione tradizionale che considera il
senso comune come un sedimentarsi di conoscenze. La ricerca sulla psicoanalisi ha incluso dei
campioni, degli strumenti e dei metodi di analisi: la popolazione stata divisa in sei gruppi
(rappresentativa, classe media, liberale dei medici, avvocati, operaia, studentesca, degli
studenti delle scuole tecniche), sono state intervistate2.265 persone in base all'et, sesso,
all'appartenenza religiosa, politica, professionale; stato inoltre consegnato un questionario
con risposte aperte e chiuse, ed stato analizzato il contenuto della stampa, quantificando il
numero di articoli, i termini nei quali rappresentata la psicoanalisi, i temi che la riguardavano
e i rapporti con la psicanalisi.
Processi generatori
Loggettivazione
Nellelaborazione di una rappresentazione sociale ci sono due processi interdipendenti e
funzionano in modo complementare: l'oggettivazione e l'ancoraggio. Il processo di
oggettivazione si realizza attraverso diversi passaggi, il primo tende a rendere concreto
(materializzare) uno schema concettuale, che si ottiene attraverso la decontestualizzazione
degli elementi della teoria che passano da un linguaggio scientifico a uno ordinario con nuove
convenzioni, in questo modo che il complesso di Edipo utilizzato come costrutto concettuale
per spiegare le configurazioni familiari, si trasforma in una nuova categoria, il complesso
attraverso la quale si possono descrivere alcune persone (dire che una persona complessata
significa identificarla come troppo timida). In questo processo di passaggio da un linguaggio
scientifico a un concetto usato nel lessico usuale la parola complesso acquista un significato
concreto da essere tangibile e osservabile. Oggettivare significa trasferire a livello
dell'osservazione ci che era inferenza o simbolo, subendo un effetto di naturalizzazione,
acquistando cio un carattere di concretezza che li avvicina ai fenomeni naturali il secondo
elemento importante dell'oggettivazione uno sforzo di classificazione delle conoscenze
oggettivante che da un lato modifica all'ordine gi esistente che era definito dalla teoria,
adattandolo alle richieste del concetto lo e allo stesso tempo attenua lo shock di una
concezione totalmente nuova. Il passaggio alla creazione di un modello di uno schema
figurativo secondo Moscovici svolge diverse funzioni: sia un cambiamento dell'indiretto in
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diretto poich ci che nella teoria astratto diventa la rappresentazione immediata del reale;
un punto in comune tra la teoria scientifica e la sua rappresentazione sociale; a nuove
connessioni tra gli elementi della teoria, in specifico per la psicanalisi quella del conflitto tra
interno e esterno. Nello schema figurativo viene omessa la sessualit;
il processo di ancoraggio
l'ancoraggio consiste nell'incorporare i nuovi elementi di conoscenza in un sistema di categorie
gi familiari e designa il loro posto nella gerarchia di valori. Quando il nuovo concetto
scientifico circola nella societ, alcuni gruppi possono sentirsi investiti e mettono in atto dei
meccanismi di assimilazione, contrasto e selezione dell'informazione affinch venga assimilato
senza minacciare l'identit del gruppo. L'elaborazione di un oggetto sociale da parte di una
comunit permette ai suoi membri di comportarsi comunicare in modo comprensibile, la
rappresentazione sociale e un corpo organizzato di conoscenze grazie a cui le persone rendono
la realt fisica intelleggibile.
Il pensiero sociale
Secondo Moscovici il pensiero sociale il pensiero naturale utilizzato nella vita sociale che egli
differenzia dal pensiero logico della scienza da perch non segue le stesse leggi. Freud
distingue tra un pensiero primario proprio dell'inconscio che si manifesta nei sogni e non segue
la legge della logica formale e un pensiero secondario tipico del sistema conscio che segue le
regole formali; anche Bruner distingue come Moscovici tra pensiero logico scientifico e un
pensiero della realt quotidiana che egli chiama pensiero narrativo poich le narrazioni sono
modi della vita quotidiana.
Le condizioni generatrici del pensiero sociale
1. La dispersione dell'informazione. Nessuno ha conoscenze esaustive su un argomento
poich le conoscenze che si hanno possono comunque essere distorte e proprio per questo
necessario alla costruzione di una rappresentazione: c' uno scarto costitutivo di informazione
quando si tratta di fenomeni sociali.
2. La focalizzazione. Sottolinea il fatto che gruppi diversi adottano punti di vista differenti.
3. La pressione alle inferenza. Che modifica lo svolgimento delle operazioni intellettuali
sotto la pressione ad agire.
Il sistema logico e metasistema normativo
Moscovici sostiene l'idea che nel lavoro scientifico cos come nel pensiero di senso comune ci
sono all'opera due sistemi cognitivi: un sistema logico che procede ad associazioni, inclusioni,
discriminazioni, deduzioni, quindi opera e un altro sistema detto metasistema normativo che
riorganizza il materiale costruito dal sistema logico al fine di verificare e mantenere la
coerenza. Il metasistema normativo nella scienza si basa sulla logica mentre nel senso comune
si basa sulle relazioni normative: le informazioni raccolte vengono organizzate e controllate
allinterno di schemi di riferimento che poggiano sulle relazioni normative che regolano
linsieme dei rapporti sociali in precisi contesti di vita.
Elementi che caratterizzano lo stile del pensiero sociale
1. La ripetizione informale.Il carattere pi evidente del pensiero sociale e quello che
Moscovici definisce formalismo spontaneo; la ripetizione importante perch serve a
sviluppare il discorso; secondo corsaro i bambini italiani a differenza di quelli degli Stati
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Uniti imparano presto a discutere segnalando accordi e disaccordi, ripetendo
informazioni precedenti.
2. La causalit mista.se due eventi si verificano ripetutamente in modo concomitante
l'associazione si trasforma in relazione causale e l'un evento diventa causa dell'altro. Moscovici
parla di un processo di causalizzazione dove gli scopi diventano cause e i mezzi diventano
conseguenze.
3. Il primato della conclusione. l'anticipazione delle conclusioni diventa una parte cruciale
del modo di ragionare, la conclusione conosciuta prima delle premesse. Secondo Moscovici le
premesse acquistano valore solo in funzione delle conclusioni;.
Principi di organizzazione intellettuale: analogia e compensazione
Moscovici sostiene che il principio dell'analogia concorre a definire le caratteristiche
rappresentative dell'oggetto, mentre il principio della compensazione costruisce i significati
delle relazioni che lo mettono in rapporto con altri oggetti. L'analogia una procedura di
generalizzazione come la generalizzazione tra la confessione del prete e la confessione in
psicoanalisi. Secondo Moscovici il pensiero naturale procede per metafore, ad esempio "La
discussione una guerra", "ho demolito il suo argomento". L'analogia utilizzata anche come
metodo economico nelle esigenze della comunicazione.
Moscovici spiega la compensazione in base al principio di contraddizione secondo cui due
proposizioni logicamente opposte non possono essere vere nello stesso momento; questo
principio viene interpretato da Moscovici come un principio di regolazione sociale che manifesta
una tensione normativa al superamento di discordanze sociali, quindi un'intesa sociale. Un
elemento fondamentale della vita sociale e dover mettere d'accordo i diversi punti di vista, in
questo senso il principio di non contraddizione trasformato in un principio di regolazione
sociale, di compensazione nel senso della ricerca di armonia nel gruppo. Il principio di
compensazione viene applicato ad esempio alle operazioni cognitive dove gli oggetti vengono
classificati secondo le somiglianze e differenze; il pensiero sociale per eccellenza un pensiero
che classifica e ordina. Moscovici introduce il concetto di polifasia cognitiva attraverso cui
ipotizza la coesistenza di diverse modalit di conoscenza tra l'individuo e il suo contesto di vita.
Rappresentazioni sociali e sistemi di comunicazione
Si riferisce ai sistemi di comunicazione come i giornali, l'interesse della stampa francese per la
psicanalisi negli anni 50 non grande, non la considera come un sistema di interpretazione
della realt, il suo obiettivo percepito come generale e impreciso. La stampa cattolica
relativamente favorevole alla psicanalisi e si interessa di considerazioni di ordine teorico; la
stampa comunista nettamente contraria alla psicanalisi; la stampa di sinistra e il centro
sinistra non comunista piuttosto favorevole; decisamente poco favorevoli alla psicologia
appaiono i giornali e le riviste di destra. Moscovici prende in considerazione tre sistemi di
comunicazione che influenzano il contenuto e la forma dei messaggi inviati ai dissidenti: la
diffusione, la propagazione e la propaganda.
La diffusione. Attraverso la fusione non si intende orientare il lettore come fa la propaganda,
ma solo informarlo dei fatti che accadono. La diffusione ha una doppia funzione della fonte:
quella di trasmettergli i messaggi ma allo stesso tempo adattarsi agli interessi del pubblico, per
adattarsi al gusto dei lettori, lo stile deve essere concreto attrattivo, rapido conto termini
inventati o metafore. Ci sono spesso frasi che lasciano al pubblico una certa libert di
interpretazione, il contenuto della diffusione e piuttosto frammentato, il messaggio fatto
soprattutto di parole (complesso, rimozione, inconscio) e proposizioni non organizzate attorno
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al tema della psicanalisi; in questo modo una parola come "complesso" ripetuta pi volte pu
entrare a far parte del mondo quotidiano.
La propagazione. Moscovici cita un articolo cattolico pubblicato su vita e pensiero in si
afferma che il metodo terapeutico un pericolo non umano e irresponsabile; la propagazione
ha il compito di far convergere i diversi punti di vista anche della Chiesa che non l'accetta;
successivamente la Chiesa si avvicinata a questa disciplina pur continuando a non accettare
la sessualit della psicanalisi; la propagazione non ha l'obiettivo di produrre una nuova
condotta o di rafforzare quella gi esistente, ma allo scopo di controllare condotte gi esistenti
modificandone significato; per far s che tutti i gruppi accettino la psicoanalisi bisogna adattare
il sapere psicanalitico ai principi cattolici. La propagazione a differenza della diffusione e della
propaganda controlla comportamenti gi esistenti tentando di far capire al pubblico che
esistono nuove prospettive.
La propaganda. Moscovici affronta tre argomenti:1. Le funzioni della propaganda;2. Gli
aspetti cognitivi e rappresentazionali della propaganda;3. L'influenza della propaganda e degli
altri sistemi di comunicazione sull'azione sociale.
Funzioni della propaganda.Ci sono due funzioni principali: di regolazione e di
organizzazione. La regolazione intesa come l'affermazione dell'identit di un gruppo per
superare i conflitti che minacciano l'equilibrio; l'azione di rifiuto del PCF (partito comunista
francese) verso la psicoanalisi illustra questa funzione: la funzione regolatrice della propaganda
all'obiettivo di eliminare l'oggetto conflittuale, ossia il parere negativo del PCF nei confronti
della psicanalisi. La funzione organizzatrice della propaganda implica un'elaborazione delle
comunicazioni e una trasformazione delle rappresentazioni del campo sociale in vista
dell'obiettivo che si vuole raggiungere. Quindi in sostanza una campagna di propaganda
ricostruisce attraverso l'organizzazione dei messaggi una rappresentazione che conforme alle
esigenze della collettivit che la promuove.
Aspetti cognitivi e rappresentativi della propaganda
Mentre la propagazione modifica il significato della psicoanalisi in modo da renderla accettabile
alla dottrina della Chiesa, la propaganda dicotomizza la realt in modo che ognuna delle prese
di posizione verso l'oggetto sociale costituisce la negazione dell'altro; per comprendere questa
polarizzazione bisogna considerare il momento in cui la psicoanalisi considerata il contrario
della scienza, e la scuola di Pavlov la vera scienza e negazione della psicoanalisi. La formazione
di una rappresentazione dunque va oltre il reale, costituendo un suo doppio a cui attribuita
una certa stabilit che segue alla mobilit iniziale delle relazioni.
La rappresentazione come strumento d'azione
Mentre la propagazione si limita a fare lavorare ai membri del gruppo determinati
atteggiamenti senza suggerire un tipo preciso di azione, la propaganda tende ad attivare una
condotta reale spingendo gli individui a partecipare a un'azione comune per modificare la
realt; i processi attraverso cui si passa da un orientamento oggettivo a un'azione dando luogo
ad una stereotipia ; gli elementi della rappresentazione sociale, trasformati nella propaganda
in strumenti di gruppo, servono a rinforzare la partecipazione sociale a produrre la stereotipia,
ad indicare la condotta dell'azione adeguata. La partecipazione sociale incrementata perch
ci sono dei confini n nei gruppi come il gruppo di dei ciarlatani della psicoanalisi e il gruppo di
Pavlov. Il successo della propaganda si attua attraverso il fenomeno della ripetizione: la
ripetizione fa si che la tesi ripetuta passi da un piano cognitivo a un piano emozionale
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persuadendo lo Stato passionale. L'efficacia della propaganda dovuto al cambiamento di una
rappresentazione in uno stereotipo.
I punti comuni e le differenze tra diffusione, propagazione e propaganda:
*la struttura delle relazioni d'ordine fra i messaggi: nella diffusione c' discontinuit, non
ordinata, mentre nella propagazione nella propaganda sistematica e dicotomica nella
propaganda.
*L'insieme dei temi in relazione tra loro: nella diffusione costituito da elementi autonomi e
mobili; nella propagazione e nella propaganda sia un modello strutturato, autoritario nella
propaganda e persuasivo nella propagazione.
*I legami tra la fonte della comunicazione, il gruppo che comunica e il gruppo ricevente sono
tra loro simili nella propaganda nella propagazione, nei due casi infatti, la fonte un'entit
istituzionale in grado di controllarle con tutte le opinioni dei membri; mentre nella diffusione si
riferisce in modo meno esplicito alle istituzioni sociali, e non a un pubblico definito.
L'opinione un'osservazione valutativa su una questione controversa, caratterizzata da
instabilit, la diffusione impiega temi molto deboli ed quindi convergibile con le opinioni.
Latteggiamento non un insieme di opinioni o di risposte ma un'organizzazione ordinata
della totalit di queste risposte. Le affinit tra propaganda e stereotipi sono pi dirette; la
ripetizione delle associazioni che generano uno stereotipo evidenziano il parallelismo con la
propaganda.
La messa in opera dei paradigmi
Inchieste e immagini
Fonti bibliografiche:-studi sulle RS:capitolo di Claudine Herzlich contenuto nel primo volume
del manuale introdution la psychologie sociale di Moscovici e Farr e Moscovivi Social
Representation.Ricercatori provenienti da diversi orizzonti teorici dedicano uno spazio per
inquadrare la teoria delle rappresentazioni sociali a partire dai lavori ispirati a diversi ambiti
come interazioni Ismo simbolico, lo studio della comunicazione, studio sugli atteggiamenti e
relazioni tra gruppi. Herzlich cita 3 libri che nel titolo contengono il termine immagine:1.La
psycanalyse ,son image et son publique di Moscovici;2.La femme dans la socit.Son image
dans diffrents milieux sociaux di Chombart de Lauve.3 images de la culture chez les ouvriers
francais di Kaes. In tutti e tre si fa distinzione tra immagine, parola che connota un fenomeno
intrapsichico studiato soprattutto dagli psicologi e rappresentazione , nozione studiata da
sociologi o psicologi sociali. Herzlich cita dei lavori precedenti sollevando il problema dei legami
tra il linguaggio e rappresentazione: ogni linguaggio corrisponde effettivamente a una
rappresentazione? Citando Moscovici, Herzlich pone tre condizioni dell'esistenza di una
rappresentazione sociale:
1. Accessibilit a un'informazione frammentaria e diffusa.
2. Focalizzazione di un gruppo o di individui su determinati oggetti o problemi.
3. Pressione all'inferenza.
Dispersione dell'informazione, la diversit nella focalizzazione, la pressione pi o meno forte
all'inferenza traducono questa disparit delle posizioni rispetto ad un oggetto socialmente
significativo, percepito in un contesto continuo cambiamento e segnalato dal carattere
conflittuale dei rapporti sociali; infatti come faceva notare Herzlich, gli studi effettuati fino
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adesso hanno preso come oggetto: una teoria scientifica, un ruolo sociale come la donna o un
bambino, delle nozioni come cura, malattia cultura, che hanno generato violente controversie
nella societ. A partire da queste considerazioni si dovrebbe concludere che la metodologia
della ricerca basata sui campioni rappresentativi dei diversi settori della popolazione possa
costituire il metodo per eccellenza nello studio delle rappresentazioni sociali.
Le ricerche di Kaes: Kaes spiega come i suoi lavori fossero gi in corso quando Moscovici e
colleghi pubblicarono i loro studi sulla rappresentazione, in un certo senso l'opera di Moscovici
gli ha permesso di mettere i suoi risultati in un quadro teorico;Kaes ha citato o diversi autori
come Guillaume esponente della teoria della gestalt,Anzieu per lo studio dei meccanismi
proiettivi,Simondon per il ruolo di mediazione dell'immagine tra il concreto e l'astratto;Kaes
distingue due tipi di influenze: una centrale che riguarda lo stato e il contenuto della
rappresentazione, l'insieme delle condizioni sociali e storiche che la influenzano; l'altra,
periferica indipendente che riguarda gli elementi espressivi e cognitivi della rappresentazione.
La prima riguarderebbe insieme delle condizioni sociali e storiche che definiscono il campo
globale della rappresentazione, mentre la seconda potrebbe rendere conto di condizioni pi
individuali ed espressive che permettono una costruzione coerente e unitaria del soggetto nella
sua storia. Kaes nell'analisi psico-sociologica della rappresentazione fa riferimento ai lavori di
Moscovici: studio di atteggiamenti, informazioni,struttura del campo, processi di elaborazione
di oggettivazione e ancoraggio, aspetti cognitivi come la dispersione dell'informazione, la
pressione all'inferenza, la focalizzazione la ripetizione... un intero capitolo di Kaes dedicato
alla nozione di cultura, partendo dalla sua origine etimologica come tecnica agricola, alla
distinzione fatta soprattutto dai filosofi tedeschi tra cultura e civilizzazione fino ad alcune
ipotesi generali sui diversi usi contemporanei del termine che sembra resistere; non esiste una
definizione unica del concetto di cultura in definitiva. Successivamente sono stati descritti i
metodi di ricerca sulla rappresentazione della cultura per gli operai: studi preliminari si sono
serviti di metodi come l'intervista non direttiva, l'intervista tematica, la discussione di gruppo,
e hanno costruito un questionario strutturato con risposte chiuse o aperte; sono stati
sottoposti ad analisi del contenuto documenti scritti destinati ad esempio alla pubblicit o
raccolti nel corso di inchieste per corrispondenza. Quattro grandi studi di cui tre su popolazione
operaie e su materiali pubblicitari sono stati portati a termine fra il 1958 e il 1965. I risultati
sono stati classificati secondo cinque tematiche raggruppabili in due grandi categorie: una
categoria legata all'acquisizione di cultura attraverso la scuola, le enciclopedie... l'altra una
cultura del modo di essere sociale che mira alla relazione. Dalla combinazione di questi temi si
ottengono quattro tipi di definizioni organizzate in immagini dominanti relative rispettivamente
al consumo, all'azione sul mondo e la natura, all'adattamento sociale e allo sviluppo
umanistico. Il consumo il pi diffuso. Gli operai sono stati invitati a fare degli esempi di
persone che secondo loro sono un riferimento culturale dalla quale scaturiscono delle immagini
enciclopediche.Kaes anche collegamenti con molte variabili sociali; si interessa l'apporto del
metodo di ricerca allo studio delle rappresentazioni sociali date da Kaes: il campo della
psicologia era fortemente centrato su un approccio di analisi individuale da cui deriva il termine
immagine dei titoli dei libri. Moscovici e Kaes hanno voluto andare oltre questo individualismo
per adottare un metodo d'inchiesta che permetteva loro di individuare similitudini tra risposte
individuali.Kaes conclude il libro con un capitolo che ricostruisce la storia della nozione di
cultura e un capitolo in cui si mette in risalto il problema di ci che pensa un operaio in
relazione alla cultura pubblicitaria. Qual stato l'apporto della teoria di Moscovici alle ricerche
di Kaes? non si fa alcun riferimento alla teoria delle rappresentazioni sociali.
Chombart de Lauwe: studia le rappresentazioni sociali nell'infanzia, questi lavori ricorrono a
un approccio di ricerca a inchiesta multipla: studi dei documenti letterari e di film, questionari
proposti a campioni ad hoc, relazioni di dibattiti e perfino analisi degli spazi creati per i bambini
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nei complessi urbani. Sono state effettuate ricerche condotte su diversi campioni (bambini,
adolescenti, adulti), a queste ricerche si associano le analisi di testi letterari e materiale
mediatico (libri, cinema). Si possono riconoscere tre filoni di ricerca:
1 filone :Nel libro Un monde de autre:lenfance , ha descritto come la societ parla di una
determinata categoria sociale di come la societ la percepisce, sottolineando il ruolo della
trasmissione sociale delle rappresentazioni nei bambini nella ricerca psicosociologica. Chombart
de Lauwe indaga le variazioni delle rappresentazioni sociali nella societ a seconda delle
diverse epoche storiche, emittenti, pubblico e finalit perseguite; esiste un sistema in queste
variazioni, un nucleo fondante comune ai diversi sistemi rappresentazionali; da queste
variazioni emerso l'esistenza di un sistema di rappresentazioni composto da una parte
dall'idealizzazione dell'infanzia, e dall'altra l'immagine negativa di una societ cattiva che
forma un bambino cattivo. In questo filone le ricerche si sono concentrate soprattutto sulla
letteratura e sul film che permettono di fondare un nucleo strutturale comune. Questi studi
mostrano l'esistenza di un sistema di rappresentazioni originati dall'opposizione fra i due poli
del nucleo centrale e questi studi hanno inoltre messo in evidenza il ruolo delle
rappresentazioni di certe categorie sociali nella societ. Ad esempio l'infanzia riveste una
funzione simbolica nella societ occidentale, un oggetto idealizzato una riserva di valori in
situazioni di crisi.
2 filone. Nel libro Enfance de limage di Chombart de Lauwe c' un secondo filone di ricerca
sull'infanzia in cui gli autori descrivono uno studio sui personaggi di bambini creati dagli adulti
per i bambini, quindi che esprimono come gli adulti si rivolgono ai bambini; gli autori
suppongono che l'immagine che bambini hanno di se stessi e della visione del mondo e i
sistemi di rappresentazione che costruiscono provengono dalla loro interazione con l'ambiente
in cui vivono. Interagendo con l'ambiente i bambini si confrontano con i modelli, Chombart de
Lauwe hanno analizzato le relazioni che bambini hanno con questi personaggi e secondo una
ricerca con bambini tra gli otto e i 12 anni sono stati identificati pi di duecento personaggi
mediatici. Successivamente sono stati selezionati dei racconti in tre epoche diverse e sono stati
analizzati 1500 personaggi estratti da romanzi, rivisti i film per televisioni e i risultati hanno
evidenziato ancora una volta un sistema di variazioni: il personaggio presentato ai bambini
prende progressivamente autonomia e si avvicina l'adulto; la famiglia tende a non essere pi
descritta, le caratteristiche delle bambine diventano simili a quelle dei bambini si produce
un'assenza di conflitti sociali e un'accentuazione dei ceti sociali favoriti, in sostanza emergono
due linee di evoluzione storica:
1. L'immagine del bambino si avvicina sempre pi a quella dell'adulto
2. il confronto fra i sessi rivela un loro avvicinamento
3 filone. Si occupa della trasmissione sociale delle rappresentazioni e dei valori ad essa
associati. Chombart de Lauwe spiega che nell'interazione personaggio-bambino si mescolano
gli aspetti del reale e dell'immaginario quindi si tratta di dimostrare come il bambino sceglie il
suo eroe come se lo rappresenti formando un'immagine mentale deformato rispetto
all'oggetto e carico di significato. Chombart de Lauwe ha interrogato diversi bambini fra gli otto
e i 12 anni, in un primo momento i bambini dovevano descrivere un personaggio da loro
prediletto, dopo 30 giorni dovevano scegliere il personaggio che avrebbero voluto diventare e
poi fare un confronto con questo personaggio; c' stata una forte concentrazione su
determinati errori particolarmente della tv, quanto ai personaggi che bambini avrebbero voluto
essere le bambine sceglievano personaggi maschili; i personaggi maschili erano visti come forti
e intraprendenti, mentre quelli femminili belli e sottomessi; i modelli fondamentali del bambino
compresi il suo statuto sessuale sono interiorizzati durante lo sviluppo attraverso immagini,
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modelli, famiglia, scuola, giocattoli... perci i conflitti sociali cos come l'opposizionedi sesso ed
et, tendono a essere cancellati dai media e ripristinati nelle rappresentazioni formulate dai
bambini reali. Gli studi di Chombart de Lauwe hanno sottolineato i cambiamenti che avvengono
tra i gruppi in una societ.
A. Palmonari. Sono state scelte delle tematiche in una ricerca con 140 psicologi che
esercitavano la professione in settori di attivit diversi in quattro citt italiane; vengono
riassunte le concezioni della teoria di Moscovici di oggettivazione e ancoraggio, si descrivono
quattro concezioni oggettivante della scienza psicologica:
1. Il tipo militante: solo un'azione politica capace di trasformare la societ pu permettere allo
psicologo di sviluppare un'attivit che non sia alienante, che non occulti problemi sociali reali.
2. Il tipo interdisciplinare: attribuisce importanza all'integrazione del lavoro di psicologo in un
progetto di pi discipline. Si promuove il cambiamento sociale attraverso uno sforzo congiunto
di diverse scienze umane compresa la psicologia.
3. Il tipo tecnico: contrariamente ai due tipi precedenti insiste sull'autonomia del lavoro degli
psicologi che dispongono di strumenti pratici.
4. Il tipo psicodinamico: basta l'attivit dello psicologo sulle proprie qualit personali per avere
successo con il paziente affinch questo abbia un benessere personale.
Successivamente stato somministrato un questionario agli studenti di psicologia in Svizzera e
in Italia; la maggior parte degli interpellati ha accettato gli item corrispondenti ai tipi
interdisciplinare e tecnico ma ha rifiutato quelli del tipo militante; gli interni di tipo
psicodinamico sono stati in parte accettati e in parte rifiutati. Concludiamo che il campo politico
piuttosto irritato dagli studenti di psicologia e costituisce lo stesso il punto di riferimento pi
importante nell'orientamento delle loro risposte, gli studenti che rifiutano poco le posizioni
politiche riguardo alla loro futura professione sono gli stessi che dichiarano di aderire
maggiormente alle posizioni del tipo interdisciplinare. La conclusione che abbiamo tratto da
questo studio il fatto che prendere in considerazione posizioni minoritarie importante per
studiare le variazioni di un campo rappresentazionale..
Questioni di salute e di malattia
Herzlich e Jodelet: sono due collaboratrici di Moscovici, si sono ispirate alla tradizione
antropologica e hanno usato interviste, analisi di tipo sociologico, etnologico, psicologico,
storico. Libri di riferimento:Herzlich sant et maladie ,analyse dune reprsentations sociale.
Jodelet ,folies et reprsentations sociales.
Herzlich sant et maladie ,analyse dune reprsentations sociale: quali sono le nozioni
di salute malattia? che tipo di concezione di salute malattia abbiamo nella nostra societ? Qual
il rapporto tra i concetti di salute e malattia e il sistema di valori? Quali sono le norme che
salute malattia apportano alla nostra societ? Herzlich si proponeva come obiettivo di
esaminare come il discorso nelle sue diverse forme sappia esplicitare l'immagine della salute e
della malattia; i partecipanti intervistati erano 80 persone di cui la met era in condizioni
sociali superiori e l'altra met in una condizione pi bassa; una seconda intervista stata
realizzata con 20 persone in cui si chiesto di commentare una trascrizione della prima
intervista. L'approccio di Herzlich di tipo olistico che analizza un fenomeno sociale
provocando numerosi discorsi e analizzandone il contenuto. Attraverso l'analisi del contenuto
del materiale sono stati identificati tre nodi tematici che organizzano le rappresentazioni sociali
della malattia e della salute in campo sociale:1. La genesi delle sue rappresentazioni sociali;2.
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I suoi significati;3. Le condotte del sano ed malato. Le domande poste erano del tipo: da
dove vengono le malattie? Qual la loro origine? Quali sono i fattori che ne sono all'origine
della salute? Dalle risposte sono emersi due poli:
1. Un polo endogeno rappresentato dall'individuo e della sua partecipazione a uno stato
di salute.
2. Un polo estrogeno rappresentato da uno stile di vita malsano dove l'ambiente gioca il
ruolo pi importante, uno stile della vita di citt che produce effetti negativi sulla
salute.
La rappresentazione sociale sar dunque riassunta da Herzlich in termini di lotta tra
individuo e stile di vita che sfocia in una contrapposizione fra salute e malattia; da questa
contrapposizione si formano due identit: tra individuo e salute e tra societ e
malattia. Da queste due identit emergono una famiglia di significati: sano-malsano,
naturale-artificiale, individuo-societ.Per Herzlich la contrapposizione diventa una forma di
significato. L'esperienza individuale di buona salute integra l'individuo nella societ grazie
alla sua attivit; al contrario la malattia ammette l'individuo in uno stato di esclusione a
causa della sua inattivit.
D.jodelet , folies et reprsentation sociales: il libro il risultato di una ricerca avviata
vent'anni prima. Il suo oggetto principale riguardava le rappresentazioni della malattia
mentale e dei malati mentali nel loro rapporto con la follia, i quesiti principali erano: come
funzionano le rappresentazioni in un confronto di questo tipo? Come viene accolto il malato
mentale nella societ? Secondo Jodet le pratiche sociali sono impregnate di immagini che
permettono la produzione di giochi di differenziazione e di esclusione. Le misure che hanno
fatto s che i malati siano usciti dagli ospedali psichiatrici hanno veramente causato un
cambiamento nei comportamenti sostituendo l'esclusione con l'integrazione? Allora come si
spiega la paura di insicurezza nelle famiglie dei malati mentali?Jodelet si posta il compito
di svelare le dimensioni simboliche della follia e delle pratiche sociali che le sono associate
utilizzando la teoria delle rappresentazioni sociali come chiave teorica per far capire come
le teorie socialmente create hanno a che fare con la vita quotidiana. Relazionarsi a qualcun
altro implica l'elaborazione di una rappresentazione sociale dell'altro.Jodelet ha concentrato
la sua attenzione su:
1. Identificare gli aspetti cognitivi di una rappresentazione sociale da un gruppo in cui gli
individui sono coinvolti dal punto di vista affettivo.
2. Esaminare come le condizioni sociali, il linguaggio la comunicazione intervengono nella
formazione, nel cambiamento e nel mantenimento di un sistema rappresentativo.
3. Spiegare come le rappresentazioni partecipano alla costruzione dei comportamenti
individuali e collettivi.
Il luogo scelto per la ricerca stato Anay le Chateu,, dove c'erano malati mentali da molti
anni; si tratta di una colonia familiare dove ci sono relazioni quotidiane con i malati.
L'approccio monografico utilizzato da Jodelet per contestualizzare le rappresentazioni sociali
della follia in un insieme sociale specifico la condotta a integrarsi in questa nuova societ
osservando la vita dei malati; il metodo stato l'osservazione partecipante, descrizione
dell'organizzazione della colonia familiare. La prima delle tre tappe stata dedicata allo
studio dell'istituzione psichiatrica, alla distribuzione di questionari indirizzati alle famiglie di
accoglienza dei malati mentali; nella seconda tappa sono state effettuate interviste
approfondite; e nella terza tappa hanno partecipato alle interviste i membri del personale
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medico, infermieristico e informatori della societ. Per quanto riguarda i rapporti con i
malati si scoperta una differenziazione formale .la formazione di abitudini rispetto ai
malati scaturita in una paura per l'identit della comunit che rischia di essere degradata
dall'immagine dei malati, si suggerisce quindi di dotare di un'etichetta malati per poterli
riconoscere.Jodelet ha messo in evidenza l'aspetto funzionale del sistema di
rappresentazione, questo sistema ha un simbolismo sociale legato a pratiche dette
significanti sugli assi seguenti:
1. Rappresentazioni diverse per la malattia mentale e per gli altri tipi di malattia.
2. differenziazione delle malattie mentali
3. naturalizzazione della malattia mentale.
4. Esistenza di una sola teoria organica della follia basata su una contrapposizione tra
cervello e nervi.
Rappresentazioni istituzionali
Michel Gilly: Gilly ha pubblicato un volume riguardante le immagini che i maestri allievi si
fanno ioni dell'altro nella scuola; per insegnare bene bisogna conoscere propri allievi e secondo
Gilly questa conoscenza in diverse forme e diverse sono le rappresentazioni sociali. Queste
rappresentazioni hanno una funzione di far s che gli allievi rispettino le norme scolastiche.
L'insegnante valuta l'atteggiamento del bambino rispetto allo stereotipo del buon allievo
soprattutto nelle scuole elementari, mentre nelle scuole superiori si valutano tre fattori,
intellettuali, motivazionali e ordine metodo e rigore. Mentre i bambini valutano gli insegnanti in
base all'assetto e le relazioni;Gilly si interessa anche dell'effetto Pigmalione, ossia il crearsi
negli insegnanti un'aspettativa positiva rispetto agli lievi che come conseguenza manifestano
davvero. Per confermare questo modello,Gilly usa il metodo e studi differenziali di situazioni
dove gli insegnanti hanno diverse aspettative sugli allievi, queste aspettative avrebbero un
peso tale che l'insegnante sarebbe portato a vedere esclusivamente quel che si attende di
vedere.
Studi sperimentali
Tra le ricerche sperimentali iniziali esponiamo quelle di Abric, Flement e Codol che hanno
segnato gli inizi delle ricerche sperimentali sulle rappresentazioni sociali
Jean-Claude Abric
stato reclutato da Moscovici in una sua ricerca e gli erano stati affidati dei lavori sperimentali
sul conflitto per rispondere alla domanda "come intervengono le rappresentazioni sociali nei
conflitti interindividuali? Bisogna ricordare che negli anni 60 un gruppo di cui faceva parte
Moscovici aveva lanciato un programma di ricerca internazionale che faceva esperimenti sulla
risoluzione dei conflitti usando il paradigma del dilemma del prigioniero. Questo programma di
ricerca ha dato luogo al primo convegno sullo studio del conflitto nei piccoli gruppi e da tale
convegno sono nate le prime pubblicazioni sulle rappresentazioni sociali e sullo studio
sperimentale del conflitto. Moscovici e Abric avevano come obiettivo mostrare soprattutto agli
americani i legami fra le rappresentazioni sociali e comportamenti, come le rappresentazioni
potessero influenzare i comportamenti.Per Abric questi lavori mirano a dimostrare l'importanza
delle rappresentazioni sociali della psicologia sociale in quanto si focalizza su fattori cognitivi e
simbolici. L'obiettivo degli studi sperimentali di Abric era di verificare la validit dell'ipotesi
secondo cui i comportamenti sono determinati dalle rappresentazioni che si fanno delle
situazioni e non dalla situazione stessa.Abric si concentrato sul dilemma del prigioniero per
testare l'ipotesi che l'immagine di un compagno disumanizzato (macchina) impedisce
11

l'instaurarsi di una cooperazione situazioni di gioco; il fatto di avere come compagno la
macchina impedisce un comportamento cooperativo, mentre un partner reale cooperativo.
Abric si anche interessato al ruolo delle rappresentazioni sociali sulla creativit dei gruppi
applicando sempre il metodo sperimentale l'obiettivo era sempre quello di mostrare la
relazione tra rappresentazione comportamento, con la differenza che studiava la creativit in
situazione di gruppo facendo variare le rappresentazioni del compito assegnato: per una parte
si sarebbe trattato di risolvere un problema, per gli altri una prova di creativit. I risultati
dimostrano che la rappresentazione sociale di un compito determinava certe procedure
cognitive, che a loro volta determinavano comportamenti altrettanto diversi.
Claude Flament
Si dedica alle rappresentazioni che i soggetti hanno nella situazione di gioco, dei suoi fini e
delle strategie. Ha adottato nelle ricerche sulle rappresentazioni sociali numerose procedure di
inchiesta che vanno dall'analisi del contenuto di documenti, osservazioni sul campo, analisi di
risposta questionari, fino agli esperimenti di laboratorio.Flament basandosi su una concezione
"minimalista" dello studio delle rappresentazioni sociali ha proposto un modo di classificare i
termini in funzione di un coefficiente di somiglianza: due item hanno rappresentazioni tanto pi
vicine quanto il numero di soggetti che lo avranno trattato allo stesso modo accettandolo o
rifiutando. Si calcola un coefficiente e si ottiene una matrice di similitudine secondo un sistema
che deriva dalla teoria dei grafi. Es. : si scelgono delle parole e si chiede ai soggetti che
avevano portato a termine un compito del tipo del dilemma del prigioniero di scegliere fra
questi termini quelle che evocavano meglio la situazione nella quale ciascuno di loro si era
trovato; l'albero e similitudine costituito in modo che ogni termine rappresenta una cima, i
rami sono ordinati in funzione del valore decrescente del loro indice di similitudine, si scelgono
quindi i due rami che fanno parte dell'albero massimo, si aggiungono questi due rami tutti gli
altri; i danni selezionati per formare l'albero massimo sono quelli cui indice di similitudine non
debole.
Jean paul Codol
Codol fa variare la rappresentazione di diversi aspetti della situazione, in questo modo
manipola la rappresentazione del compito di un gruppo designandola in un caso come una
prova di riflessione logica, in un altro come un'esperienza di risoluzione di problemi quando pi
persone si trovano a dover lavorare insieme; nel primo caso suscita delle motivazioni alla
competizione, volendo i membri del gruppo distinguersi dagli altri, mentre nella seconda
condizione si osservano comportamenti pi cooperativi; in una prima serie di esperimenti
verifica se la variazione della rappresentazione influisce sull'insieme degli altri elementi;
l'obiettivo di una seconda serie di esperimenti valuta l'importanza delle rappresentazioni
nell'organizzazione della struttura di insieme;Codol in definitiva studia l'importanza delle
rappresentazioni di un singolo elemento nell'organizzazione della struttura di insieme.
Un'esperienza sul campo di Jean pierre Di Giacomo
Gli studenti belgi si opponevano a una decisione del governo di raddoppiare le tasse
d'iscrizione dell'Universit; Di Giacomo decise di studiare sul campo i rapporti tra gli studenti
della sua universit e il movimento di protesta dato da un condominio locale, paragonando la
rappresentazione sociale che gli studenti si facevano del comitato e della sua azione a quella
che si facevano di se stessi; la sua principale tecnica di inchiesta consisteva nel chiedere ai
campioni di studenti di associare degli aggettivi a una parola stimolo; le nove parole stimolo
scelte erano: comitato dei 10.000, estrema sinistra, estrema destra, sciopero, lavoratori,
studenti, quadri dirigenti, potere, assemblea generale degli studenti. Queste parole erano
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associate alla posta in gioco nella lotta studentesca e il comitato cercava di mettere in
relazione con una visione politica e sociale che andava al di l dell'ambito universitario. La
parola chiave era "studente" e il ricercatore voleva verificare se questo termine si trovasse
associato al termine comitato, sciopero, estrema sinistra, tutti legati alla posizione politica del
comitato. Furono costituiti nove dizionari che raggruppavano le associazioni per ciascun
termine. Calcolando il numero dei termini comuni ogni coppia di dizionari stato possibile
costruire una matrice delle similitudini fra le associazioni di ogni termine; da questa matrice si
potuto raggruppare le parole stimolo e suscitavano le associazioni pi simili in un albero di
classificazione. I risultati dimostrano che le rappresentazioni sociali dei termini usati si
organizzano sulla base dell'appartenenza o meno a un universo politico; gli studenti situano se
stessi nell'universo apolitico che si differenziano secondo la vicinanza del termine.Di Giacomo
pu ora rispondere alla domanda: perch il movimento di contestazione ha fallito?
L'organizzazione delle associazioni mostra una separazione netta tra la sfera politica e tutto il
resto, compresi termini associati al movimento; in definitiva non c' un'identificazione degli
studenti con il movimento di protesta con la causa difesa dal comitato che veniva trattato
come se fosse un gruppo estraneo per gli studenti. Lo scopo non di distinguere tra gruppi di
individui, ma oggettivare il campo rappresentazionale come un insieme di significati condivisi
da una determinata popolazione. Il ruolo del ricercatore di scoprire quello che comune nelle
diverse risposte espresse da un gruppo o sottogruppo di persone.
L'evolversi della teoria
Dopo la formulazione di Moscovici della teoria delle rappresentazioni sociali, stato oggetto di
successivi interventi; come si sviluppa la psicologia sociale in Europa? Lo sviluppo della
psicologia sociale in Europa avviene grazie a studiosi nordamericani, in quel tempo gli europei
che non erano immigrati negli Stati Uniti per fuggire dal nazismo erano disseminati nei vari
paesi e non si conoscevano, i contatti con i loro vicini erano impossibili, fu infatti uno psicologo
americano ad organizzare la prima conferenza a Londra che radunava gli psicologi sociali
europei, dopo questa prima conferenza il comitato transnazionale di psicologia sociale di cui
faceva parte Moscovici, cre l'associazione europea di psicologia sociale sperimentale (EAESP)
con una propria rivista scientifica. Cosa caratterizza la psicologia sociale europea? In the
marking of social psychology Moscovici e Markova distinguono tra: della psicologia sociale
moderna: *la psicologia sociale americana, anche detta psicologia sociale psicologica per le sue
connessioni con il comportamentismo e il cognitivismo,*la psicologia sociale euro americana
anche definita psicologia sociale sociologica che deriva dal contributo diLewin. Il manifesto
della psicologia sociale europea individuato nel libro "il contesto della psicologia sociale"
scritto da Moscovici, gli autori di questo libro esaminano teorie, modelli e argomenti che
potrebbero essere considerati i pilastri della psicologia sociale ben fondata. La psicologia
sociale si trova in bilico tra sociologia e psicologia; i padri fondatori delle due discipline hanno
riconosciuto che se da un lato gli individui non dovrebbero essere intesi come entit separate
dal contesto sociale, dall'altro gruppi e societ non dovrebbero ignorare il ruolo degli individui.
Un tema discusso definire la psicologia sociale, cosa sociale nella psicologia sociale? Che
cosa psicologico nella psicologia sociale? Moscovici prende in considerazione il metodo di
studio americano pi centrato sull'individuo e il metodo europeo, pi sociale, non critica questi
metodi e il metodo sperimentale, ma il fatto che: si ignorino le assunzioni meta teoretiche
come i paradigmi delle scienze sociali,e si restringe il punto di vista a dettagli. In questo modo
si riduce la capacit dei modelli cio la capacit di spiegare la realt sociale e si perdono di
vista i problemi sociali che invece, la psicologia sociale dovrebbe contribuire a comprendere. I
filosofi sociali hanno distinto due paradigmi delle scienze sociali: paradigma funzionalista di
Parson che teorizza una societ auto regolata, paradigma conflittuale di Marx che sottolinea il
ruolo del conflitto nella produzione del cambiamento. Moscovici indica il paradigma
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funzionalista con il nome di paradigma genetico. Lewin prende in considerazione il tema del
conflitto e della tensione, secondo lui nella social cognition il conflitto preso in considerazione
a livello individuale. Moscovici pensa che lo studio della psicologia sociale si deve attenere
all'ideologia e alla comunicazione e introduce una distinzione tra il problema e il dominio della
disciplina formulando due definizioni di psicologia sociale:
1. La psicologia sociale la scienza del conflitto tra individuo e societ, questa definizione
corrisponde a un paradigma metateoretico della psicologia sociale.
2. La psicologia sociale la scienza dei fenomeni dell'ideologia (cognizioni e rappresentazioni
sociali) e dei fenomeni della comunicazione.
Secondo Moscovici cosa caratterizza la psicologia sociale rispetto alle altre discipline sociali?
Per Moscovici consiste in uno sguardo psicosociale che consiste nel sostituire la tradizionale
relazione soggetto-oggetto con una relazione triadica:
OGGETTO
(fisico, sociale, immaginario, sensoriale)


EGO ALTER
Questo modello mette in evidenza che l'interpretazione di un oggetto non avviene a livello
individuale ma attraverso l'interazione sociale. Secondo questo modello la psicologia sociale si
distingue dalle altre discipline sociali perch studia la costruzione di una societ da parte dei
suoi membri attraverso l'interazione. Secondo Moscovici ci che manca alla psicologia sociale
questo sguardo psicosociale. Per Markova il triangolo semiotico nel senso che le frecce
andrebbero da tutte le direzioni. Anche se Moscovici considera valido il metodo sperimentale,
ha anche osservato che metodi qualitativi e conservativi sono pi adeguati per studiare le
rappresentazioni sociali. Si pu paragonare la differenza tra metodo sperimentale e metodi
osservativi alla distinzione tra deduzione e induzione: la deduzione non creativa, parte da
premesse d'arte per descrivere le conseguenze necessarie; mentre l'induzione (o abduzione) al
contrario, corrisponde alla scoperta di una ipotetica spiegazione per il fenomeno osservato.
Psicologia societale
Moscovici in una conferenza presentava un contributo dal titolo the generalized self and mass
society , egli ha iniziato a osservare che la riduzione della corrente della psicologia sociale a
livelli individualistici ha portato altre scienze sociali come l'antropologia, l'economia, la storia a
costruire le loro psicologie sociali, proseguendo la discussione Moscovici osserva che la
psicologia societale un tentativo di comunicazione tra queste materie e unirle dato che sono
volte allo stesso fine. Moscovici dimostra come l'individualismo della psicologia sociale sia una
finzione, infatti isolando l'individuo in un laboratorio per scoprire i processi universali, gli
individui diventano intercambiabili come atomi di una societ (il s generalizzato e la societ
di massa). Se invece si guarda attraverso le lenti storiche si osserva che molte
rappresentazioni sociali dell'individuo possono essere individuate nella societ occidentale
moderna. Moscovici individua altre tre rappresentazioni storiche dell'individuo che si
aggiungono a quella dell'individuo di generalizzato: l'individuo sublimato, l'individuo
emancipato e l'individuo egoista.queste rappresentazioni sono state create dal
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Rinascimento e nella riforma sono rimaste da allora attive; ognuna di esse corrisponde ad uno
degli aspetti della societ moderna: in rapporto al contesto gli individui sono emancipati in
politica, egoisti in economia, sublimarti nella comunit, e individui di massa in tutto il resto
incluso le loro vite private; ci che conta la presenza di un sistema di rappresentazioni sociali
dell'individuo, ancorata nel nostro sistema di valori e oggetti d'arte nelle istituzioni che li
riproducono; attraverso questo sguardo psicosociale l'individuo diviene un costrutto ricco di
significati diversi a seconda delle lenti socio storiche che vengono adottate; Moscovici ha
parlato di natura polifasica del pensiero sociale che consiste nel cambiamento di razionalit in
accordo con il contesto.
Il fenomeno della rappresentazione sociale
Secondo Moscovici negli esseri umani esiste sempre una certa dose sia di autonomia sia di
costrizione in ogni ambiente naturale o sociale o entrambe. Sono autonomi nel senso che gli
individui non sono passivi, ma contribuiscono alla formazione delle rappresentazioni sociali, ma
hanno anche un aspetto di costrizione nel senso che quando le rappresentazioni si trasformano
in istituzioni diventano come sosteneva Durkheim, esterne agli individui, oggettivate; quindi le
rappresentazioni sociali possono sia riprodurre sia cambiare la societ. Siamo entrati in un'era
di rappresentazioni sociali , con dinamiche pi accelerate, richiesta dei Mass media e le
rappresentazioni sociali sono dei modi di comprendere e comunicare ci che sappiamo; la
polifasia cognitiva apre le strade a veduti alternativi e processi innovativi.
L'universo consensuale e reificato
Moscovici distingue tra universo consensuale che ha dato dal senso comune e universo
reificato che ha dato dalle scienze e istituzioni. una caratteristica delle scienze l'autorit
che pu esercitare sul pensiero delle persone, decidendo ci che vero e ci che non lo .
Esiste un paragone tra la gabbia di ferro della burocrazia di weber e l'universo reificato
descritto da Moscovici, sembrano parlare dello stesso fenomeno, la scienza potrebbe essere un
modo per legittimare il potere cos come la burocrazia.
Ancoraggio e oggettivazione
Come si evolve la definizione dei due processi di ancoraggio e oggettivazione?
Abbiamo gi affrontato questo argomento nel libro di Moscovici La psychanalyse son image et
son public dove l'autore dice che una rappresentazione sociale si elabora attraverso due
processi fondamentali l'oggettivazione e l'ancoraggio. Moscovici dice che il primo meccanismo
si sforza di ancorare le idee insolite, riducendole a categorie ordinate, mentre il secondo
meccanismo allo scopo di oggettivare queste idee; qual l'ordine in cui si verificano questi due
processi? Una possibile interpretazione pu essere quella che dipende dal fatto che si adotti il
punto di vista dell'attore o dell'osservatore; cominciare dal oggettivazione vuol dire adottare il
punto di vista dell'osservatore interessato a individuare prima di tutto la struttura interna della
rappresentazione. Nell'esempio della psicoanalisi sappiamo che il nucleo figurativo che articola
l'inconscio, la repressione e il complesso, ma che ignora la libido stato elaborato utilizzando
oltre 900 interviste condotte con campioni della popolazione francese dell'epoca, il nucleo
figurativo scoperto da Moscovici non dunque ovvio ma fondato sulla grande quantit di dati
raccolti dal ricercatore. Un altro esempio offerto dai dati di Herzlich sul ottenuti con le sue
ricerche della salute e della malattia; la studiosa di giungere alla conclusione che per il senso
comune la salute associata all'individuo e la malattia con lo stile di vita, gli individui sono
sani per natura e diventano malati a causa del loro modo di comportarsi, ritroviamo dunque gli
stessi caratteri del processo di oggettivazione, la doppio posizione sanit-malattia, individuo-
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modo di vivere svolgere un ruolo di schema figurativo stabile della rappresentazione; ma
anche qui l'osservatore che realizza questa specie di salto da una massa di dati empirici a un
nucleo figurativo, ma se per l'osservatore queste strutture sono soltanto dei costruttivi, per
l'attore acquisiscono uno la stessa realt degli oggetti naturali. Un altro esempio lo studio di
Jodelet dove emerso che nelle descrizioni di pazienti psichiatrici si attribuiva la causa della
malattia a una disfunzione di un sistema che connetteva l'organismo a due componenti
autonome e antagoniste: il cervello i nervi. Ancora una volta il nucleo figurativo era ricavato da
un'immensa quantit di informazioni raccolte tramite interviste. In tutti e tre i casi
l'osservatore che realizza il passaggio induttivo da un insieme di dati empirici all'individuazione
di un nucleo figurativo; per l'osservatore (lo psicologo sociale) si tratta di rappresentazioni
sociali che lui descrive a partire dal loro nucleo figurativo; per l'attore (i gruppi che elaborano
le rappresentazioni) si tratta della realt oggettiva perch quello il modo in cui essi
interpretano. Per l'osservatore il passo successivo consiste nel seguire l'attore nel processo di
ancoraggio. L'ancoraggio consiste nel classificare e dare un nome, nel caso della psicanalisi
consiste nel definire le condotte e ordinarle in modo che siano in accordo con il nucleo della
rappresentazione sociale. Moscovici arricchisce questa definizione facendo riferimento ai
contributi di Rosch: quando classifichiamo stiamo sempre facendo un confronto con un
prototipo chiedendoci se l'oggetto paragonato o non come dovrebbe essere. La
classificazione il livello zero della conoscenza: nella conoscenza gli individui usano i loro
stessi interessi come punto di riferimento, espressi in termini di atteggiamenti di accettazione
o rifiuto, quindi la teoria delle rappresentazioni sociali esclude una forma di conoscenza che
non sia ancorata, a seguito di queste riflessioni Moscovici scrive che il primo meccanismo si
sforza di ancorare le idee insolite riducendo la categorie ordinarie, mentre secondo
meccanismo allo scopo di oggettivare queste idee. Quanto appena detto esclude il concetto di
bias del pensiero o nella percezione: da questo punto di vista i bias non esprimono un deficit
sociale o cognitivo ma una normale differenza nella prospettiva tra individui e gruppi omogenei
all'interno di una societ. Dal punto di vista dell'attore l'itinerario va dal ancoraggio al
oggettivazione: i pensieri oggettivarsi corrispondono a un ulteriore stadio della conoscenza
comune; in questo passaggio i nuovi costruttivi identificati classificati tendono a divenire
scontati.
Dalla causalit sociale all'ideologia
Qual il contributo della teoria delle rappresentazioni sociali allo studio della causalit
sociale?Il pensiero per Moscovici bicausale poich stabilisce una relazione di causa ed effetto
e una relazione di fine mezzi, questo di cui si occupa la teoria dell'attribuzione causale. Le
cause possono essere causalit primaria che riguarda il fine perseguito e causalit
secondaria che riguarda il raggiungimento del risultato, noi passiamo dall'uno all'altra questo
ci che si intende con causalit sociale. Moscovici critica il mainstream della psicologia
sociale riguarda il fatto che gli individui e il loro ambiente sono considerati come entit
separate e il soggetto che attribuisce considerato non affidabile, con uno scienziato ingenuo
che si limita a trattare le informazioni. Parlando della causalit sociale, Moscovici illustra anche
l'influenza del potere nel modellare le rappresentazioni sociali, ad esempio nell'esempio della
disoccupazione i disoccupati sono vittime per la sinistra e colpevoli per la destra, dunque il
potere pu essere un fattore sottostante la formazione di una rappresentazione sociale.
Moscovici suggerisce che l'ideologia potrebbe essere considerata anche come allo stadio finale
dell'evoluzione delle idee:1. Fase scientifica: elaborazione di una teoria da parte di una
disciplina scientifica;2. Fase rappresentativa: l'ateneo si diffonde all'interno di una societ e i
suoi contenuti e linguaggio vengono riadattati;3. Fase ideologica: la rappresentazione
destinata a un certo uso da parte di un partito una scuola di pensiero; considerando queste tre
fasi si pu affermare che la rappresentazione sociale svolge un ruolo di mediazione tra due
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universi reificati : la scienza e l'ideologia. Il concetto di ideologia efficace dal punto di vista
politico e sociale ma sterile dal punto di vista scientifico: un'arma usata dal potere politico
per relazionarsi e non a che fare con un oggetto di conoscenza..
Dalle rappresentazioni collettive ai Themata
Moscovici nelle sue critiche e riflessioni sulle rappresentazioni sociali, critica le rappresentazioni
come criterio dell'identit di gruppo, affermando che la teoria delle rappresentazioni sociali
ricicla la vecchia nozione di mente di gruppo. Per Harr la teoria delle rappresentazioni sociali
pi vicina al polo individuale che a quello sociale-collettivo.Jahoda ritiene che i tentativi di
Moscovici di trovare una terza via tra il collettivo l'individualismo metodologico non riescono
a staccarsi dal concetto di mente collettiva di Durkheim; Moscovici risponde a Johada ripetendo
ancora che opporre le rappresentazioni collettive a quelle individuali irrilevante poich le
prime non possono essere ridotte alle seconde. in questo momento che propone i tre modi
nei quali le rappresentazioni possono diventare sociali con le relazioni tra i membri del gruppo:
egemoniche, emancipate e polemiche.
Egemoniche: sono uguali alle rappresentazioni collettive di Durkheim, infatti possono essere
condivise da un gruppo strutturato senza essere state create dal gruppo
emancipate: sono rappresentazioni sociali create da un autonomo rispetto ai segmenti che
interagiscono nella societ
polemiche: devono essere viste nel contesto di una lotta tra i gruppi
questa distinzione suggerisce che esistono alternative alla dicotomia tra livello individuale e
collettivo o sociale. Alcuni autori non sono stati d'accordo con questa distinzione, il problema
che questa distinzione rappresenta un ritorno alle rappresentazioni collettive che seppure sono
limitate a gruppi chiusi, sembrano implicare un ritorno alla logica sociologica top-down che si
intendeva superare. Il concetto di themata stato presentato per la prima volta da Moscovici
alla prima conferenza internazionale sulle rappresentazioni sociali, in questa occasione
Moscovici invoca il concetto di themata per tentare di dare coerenza alle varie correnti nelle
quali si differenziato lo studio delle rappresentazioni sociali.Il concerto di themata stato
formulato per la prima volta dal filosofo Holton il quale sostiene che nella scienza ci sono
alcune idee primarie ci aiutano i ricercatori nel salto dall'osservazione alla scoperta. I themata
sono un'unit cognitive durevoli e stabili che rimodellano rappresentazioni scientifiche e le
trasformano. Holton sostiene che la scienza non costruita solo con la razionalit, ma anche
attraverso l'asse tematico, ossia l'immaginazione e l'intuizione. Mentre i themata delle scienze
naturali sono pi estetici e morali come la semplicit, la simmetria, i themata delle
rappresentazioni sociali sono pi morali che estetici come giusto o sbagliato. Moscovici osserva
che tutto non cognitivo nella cognizione, ad esempio le credenze normative che si
comportano come trasformatori per generare il contenuto delle rappresentazioni sociali, la
maggior parte del nostro ragionare della societ dipende dalle categorie di giusto sbagliato pi
che da quelle di vero o falso.
Gli sviluppi strutturali della teoria
A partire dalle basi paradigmatiche della teoria delle rappresentazioni sociali si sono sviluppati,
a partire dagli anni 80,3 grandi filoni di ricerca:
-quello a orientamento antropologico rappresentato dal lavoro di Jodelet sulle rappresentazioni
della follia
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-due approcci di tipo strutturali:
-quello dellequipe di Axe-en-Provence
-quello dellequipe di Ginevra
L'approccio strutturale dellequipe di Provence
Questo approccio strutturale fa riferimento principalmente alla teoria del nucleo centrale di
Abric. Questo processo fa riferimento al fatto che gli individui tendono ad attribuire gli eventi
che si verificano nel loro ambiente ai nuclei unitari che costituiscono i centri della struttura
causale del mondo, il nucleo causale dell'ambiente; l'esistenza di questo nucleo che offre
un significato permettendo di avere una visione coerente del mondo,Abric applica questa idea
alla rappresentazione sociale, e dato che la rappresentazione una visione del mondo, sar
organizzata intorno al nucleo centrale che assicura il suo significato. I lavori di Provence
partono da questa ipotesi giungendo a due direzioni: la verifica sperimentale dell'ipotesi del
nucleo centrale e l'approfondimento di questo approccio teorico.
A MOliner dobbiamo il metodo della messa in causa , egli parte dall'idea che gli elementi
centrali di una rappresentazione per definizione non sono negoziabili; la loro messa in causa
quindi deve per forza provocare un cambiamento della rappresentazione, quindi un oggetto
non pu essere riconosciuto dalle persone se presenta una caratteristica contraddittoria con un
elemento centrale della rappresentazione, solo la messa in causa degli elementi centrali da
luogo a un processo di confutazione; gli elementi periferici in quanto pi flessibili, permettono
la contraddizione e la loro messa in causa non costituisce un rischio per la rappresentazione; in
definitiva s un cambiamento avviene nel nucleo centrale cambia tutta la rappresentazione, se
avviene negli elementi periferici non cambia nulla. Per identificare il nucleo centrale si
mette in causa l'elemento X come prima negoziazione e come seconda negoziazione
si rifiuta l'oggetto; per esempio Moliner per cercare il nucleo centrale della rappresentazione
delle infermiere ha eseguito due fasi:1. Una ricerca mirata a individuare i principali temi delle
infermiere a proposito della loro professione, sono stati formulati i 15 item;2. Un questionario
basato sul principio della doppia negazione dei 15 item individuati: secondo lei si pu dire che
una persona un'infermiera se "non ha un ruolo ben definito, non sa gestire le sue emozioni...
per ognuno dei 15 item vengono presentate tre possibili risposte: probabilmente si, non so,
probabilmente no; si considera la percentuale di risposte probabilmente no per ogni item e un
elemento la cui messa in causa viene rifiutata da un'alta percentuale dei rispondenti, fa parte
del nucleo centrale ; attraverso questo metodo Moliner ha potuto verificare che il nucleo
centrale l'elemento essenziale e indispensabile della rappresentazione sociale, infatti la sua
messa in discussione provoca la scomparsa della rappresentazione. Allo stesso modo,Abric ha
verificato che il nucleo centrale l'elemento pi stabile della rappresentazione: in una prima
fase ha raccolto il contenuto della rappresentazione sociale dell'artigiano mettendo in evidenza
cinque parole. La seconda fase costituita dalla ricerca sperimentale vera e propria, chiedendo
ai partecipanti di ripetere dopo l'esposizione a tali parole e dopo un'1 ora lista di 30 parole
associate all'artigiano; per la met dei partecipanti i cinque elementi del nucleo centrale
figuravano nella lista, per l'altra met queste parole erano assenti quindi periferiche. Inoltre, in
ognuna delle due condizioni viene annunciato ai partecipanti che sentiranno una lista di parole
(rappresentazione sociale non evocata) oppure una lista di parole riferite all'artigiano
(rappresentazione sociale evocata). Il piano sperimentale definisce cos quattro condizioni:
rappresentazione evocata
presente
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rappresentazione non evocata

NUCLEO CENTRALE
rappresentazione evocata

assente
rappresentazione non evocata

questo disegno sperimentale serviva ad Abric per verificare due ipotesi:
H1: gli elementi centrali della rappresentazione saranno memorizzati meglio degli altri,
soprattutto in memoria di ferita dopo un'ora dato che hanno un ruolo organizzatore della
rappresentazione.
H2: quando gli elementi centrali sono assenti dalla lista, i partecipanti mostrano la tendenza a
reintrodurli in memoria quando devono ripetere una lista associata alla rappresentato
(condizione di rappresentazione evocata), dato che questi elementi centrali sono necessari per
una rappresentazione organizzata e significativa. I risultati mostrano che per la prima ipotesi,
coerentemente con quanto ipotizzato, gli elementi del nucleo centrale sono ripetuti in modo
migliore rispetto gli elementi periferici, in particolare in memoria differita. In linea con la
seconda ipotesi, i partecipanti ripetono alcuni elementi centrali assenti, questi falsi ricordi
riguardano pi i elementi centrali che quelli periferici. Questo risultato manifesta il fatto che
esse sono necessarie le persone per ridare senso alla rappresentazione memorizzata.
Gli sviluppi teorici dell'approccio strutturale
Sistema centrale e sistema periferico
Il doppio centrale soddisfatte le funzioni essenziali dato che determina:
1. Il significato della rappresentazione (funzione rigeneratrice)
2. La sua organizzazione interna (funzione organizzatrice), organizza il legame tra gli elementi
della rappresentazione.
3. La sua stabilit (funzione stabilizzatrice), assicura stabilit e coerenza alla rappresentazione
dato che il suo contenuto non negoziabile (non negoziabile costituisce che la base sociale e
collettiva su cui si esercita un consenso quasi unanime).
Il nucleo centrale assicura il significato e la permanenza della rappresentazione, resiste al
cambiamento perch ogni sua modifica provocherebbe una trasformazione completa della
rappresentazione. Non il contenuto della rappresentazione che definisce una
rappresentazione, ma la sua organizzazione, due rappresentazioni possono avere contenuti
identici mai essere radicalmente differenti se l'organizzazione di questi contenuti differente;
due rappresentazioni possono avere contenuti differenti, ma saranno considerati denti che si
sono organizzate attorno allo stesso nucleo centrale. Il secondo luogo, il sistema periferico
considerato pi malleabile e flessibile rispetto al nucleo centrale. Le sue funzioni sono cinque:
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1. Concretizzazione. Nella periferia la rappresentazione si formula in termini concreti ancorati
alla realt immediatamente comprensibili e comunicabili.
2. Regolazione. Permette l'evoluzione della rappresentazione in relazione al contesto,
attraverso l'integrazione di nuovi elementi e la trasformazione di quelli presenti.
3. Prescrizione dei comportamenti. Gli elementi periferici funzionano come schemi
organizzati dal nucleo centrale definendo cos ci che normale dire o fare.
4. Protezione del nucleo centrale. Permette di assorbire nuovi elementi contraddittori senza
mettere in questione la rappresentazione stessa quindi funziona come un sistema di difesa.
5. Modulazioni personalizzate. Permette una differenziazione del contenuto della
rappresentazione, in funzione del vissuto e delle caratteristiche individuali.
Infine abbiamo la dimensione sociale delle rappresentazioni sociali: il nucleo centrale non
negoziabile perch le rappresentazioni sono una manifestazione del pensiero sociale e in tutto
il pensiero sociale un certo numero di credenze non possono essere rimessi in questione in
quanto fondamenti dei modi di vita e garanti dell'identit del gruppo sociale. La teoria del
nucleo centrale riprende il punto di vista di Durkheim secondo cui: le societ proibiscono la
critica di alcuni elementi per metterli al di sopra e conferire la loro autorit, secondo la teoria
strutturale questi elementi sono quelle che costituiscono il nucleo centrale. Cercare il nucleo
centrale significa cercare la radice, il fondamento sociale che si differenzier nel sistema
periferico.
Natura e funzionamento del nucleo centrale
Il nucleo centrale composto da elementi normativi e elementi funzionali. Per spiegarli
partiamo da alcune ricerche: le ricerche di Rateau e Guimelli sulle rappresentazioni del gruppo
di viale hanno messo in evidenza che i elementi del nucleo centrale non hanno tutti la stessa
importanza; il nucleo centrale delle rappresentazioni del gruppo ideale formato da due
elementi: amicizia e uguaglianza. I risultati della messa in causa di Rateau hanno mostrato
che l'amicizia era pi importante dell'uguaglianza nella definizione di questa rappresentazione.
Altre ricerche hanno mostrato che il nucleo centrale di una rappresentazione era costituito da
due tipi di elementi differenti: elementi normativi e funzionali. Abric e Tafani hanno
studiato la rappresentazione sociale dell'impresa negli studenti e hanno trovato che questa
rappresentazione costituita da nucleo centrale di cinque elementi (gruppo umano, profitto,
gerarchia, bene o servizio e luogo di lavoro. Gli autori hanno elaborato un indice di
normativit-funzionalit: la normativit definita come l'importanza percepita dai partecipanti
circa il contributo che questi elementi danno alla formulazione di giudizi sull'oggetto della
rappresentazione. La funzionalit definita come l'importanza percepita dai partecipanti circa il
contributo che questi elementi danno nella spiegazione dei comportamenti relativi all'oggetto
della rappresentato. Per elaborare l'indice di normativit si domanda ai partecipanti di
esprimere il proprio giudizio sull'impresa e di valutare l'importanza un elemento nella
spiegazione di questi comportamenti. Si tratta dunque di esprimere un giudizio stimando il
contributo di ogni elemento centrale a questo giudizi io. Lo stesso procedimento viene usato
per l'indice di di autori hanno chiesto ai partecipanti di spiegare alcuni comportamenti relativi
all'impresa e valutare l'importanza di ciascun elemento nella spiegazione di questi
comportamenti. I risultati relativi all'indice di normativit-funzionalit mostrano che:-alcuni
elementi vengono nominati di pi in relazione all'elaborazione dei giudizi (profitto e gerarchia;-
altri elementi vengono nominati di pi in relazione alla spiegazione dei comportamenti (il luogo
di lavoro, gruppo e prodotto). In sintesi: gli elementi normativi sono associati al sistema di
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valori degli individui e costituiscono la dimensione sociale del nucleo centrale, essi sono legati
alla storia del gruppo e alle ideologie; sono quelli che determina nei giudizi e le prese di
posizione relative all'oggetto. Gli elementi funzionali sono determinanti dall'inclusione
dell'oggetto della rappresentazione in pratiche sociali o operativi, sono quelli che determinano
le condotte relative all'oggetto. Qualora gli elementi normativi e funzionali siano insieme
permettono al nucleo centrale di fondare giudizi di valore da una parte , e dall'altra implicare
condotte specifiche. Il tipo di relazione che il gruppo a con l'oggetto della rappresentazione
condiziona l'importanza relativa agli elementi del nucleo, infatti la ricerca di Abric e Tafani ha
permesso di osservare che il gruppo non aveva nessuna esperienza di impresa degli elementi
normativi, mentre l'altro gruppo che era in contatto diretto con l'impresa attivava gli elementi
funzionali; l'assenza di pratica favorisce l'attivazione di una rappresentazione valutativa che
privilegia giudizi e prese di posizione: una rappresentazione pi ideologica che descrittiva. Al
contrario il gruppo impegnato in una relazione con l'oggetto rilegge elementi descrittivi: una
rappresentazione pi descrittiva che ideologica, questo viene evidenziato in un'altra ricerca di
Guimelli sulle rappresentazioni della devianza delle forze dell'ordine: gli aspetti normativi e di
giudizio sono tanto pi attivati quanto pi il personale lontano dal terreno o dall'azione
concreta.
Dinamica e trasformazione delle rappresentazioni sociali
per avere una trasformazione di una rappresentazione sociale occorre che si modifichi il suo
nucleo centrale,Flament ha descritto tre grandi tipi di trasformazione che possono interessare
una rappresentazione sociale:
1. Trasformazione radicale: rapida e quasi immediata legata al verificarsi di un evento;
l'evento in grado di generare questo tipo di trasformazione deve: mettere in causa un
elemento centrale ed essere percepito come irreversibile. L'11 settembre 2000 e uno
costituisce un buon esempio di questo tipo di evento.
2. Trasformazione progressiva: pu essere rapida ma non immediata, determinata
dall'apparizione e dallo sviluppo di pratiche nuove che mettono in causa alcuni degli elementi
centrali della rappresentazione, dobbiamo a voi me li il primo studio su questa modalit di
trasformazione in relazione alla rappresentazione della caccia.
3. Trasformazione senza rottura: le informazioni intervengono nell'evoluzione della
rappresentazione, questa trasformazione determinata dall'evoluzione delle idee dall'emergere
di nuove informazioni; lenta e progressiva: un cambiamento innanzitutto del sistema
periferico fino alla messa in causa del nucleo ed la modalit pi frequente nell'evoluzione
della mentalit.

Le relazioni tra atteggiamenti e rappresentazione
l'approccio strutturale di Provence ha contribuito allo studio delle relazioni tra gli atteggiamenti
e comportamenti e a individuare un nuovo punto di vista nello studio delle relazioni fra
atteggiamenti e comportamento; infatti gli studi realizzati hanno permesso di verificare un
nuovo postulato secondo il quale: gli atteggiamenti dipendano dalle rappresentazioni-e le
rappresentazioni dipendono soltanto superficialmente dagli atteggiamenti. Due ricerche
sperimentali hanno verificato questo personaggio: la prima una ricerca di Rateau : parte da
due ipotesi: 1.se gli atteggiamenti dipendono dalle rappresentazioni sociali, un cambiamento di
rappresentazione deve provocare un cambiamento di atteggiamento2. Dato il ruolo generatore
del nucleo centrale, gli atteggiamenti saranno associati pi al nucleo centrale delle
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rappresentazioni che agli elementi periferici. La ricerca realizzata da Rateau ha per oggetto il
gruppo ideale. I partecipanti si trovano nelle seguenti condizioni:
1. Condizione di controllo: esprimono le proprie opinioni sul gruppo ideale che viene presentato
loro in un breve testo che descrive le relazioni fra le persone.
2. Prima condizione sperimentale: viene data loro un'informazione nuova che mette in
discussione un elemento periferico (condividere le stesse opinioni).
3. Seconda condizione sperimentale: viene data loro un'informazione nuova che mette in
discussione un elemento del nucleo centrale (uguaglianza tra i membri del gruppo.
I risultati ottenuti da Rateau hanno mostrato che:1. Nella condizione di controllo
l'atteggiamento dei partecipanti verso il gruppo ideale presentato molto positivo. 2. Nella
prima condizione sperimentale la messa in causa dell'elemento periferico non provoca alcun
cambiamento di atteggiamento di partecipanti. 3. Nella seconda condizione sperimentale il
cambiamento di rappresentazione provoca un cambiamento di atteggiamento, dal positivo
diventa negativo. Quindi dai risultati ottenuti si pu affermare che l'atteggiamento risulta
direttamente determinato dalla rappresentazione.
Tafani ha verificato la seconda parte del postulato, secondo la quale le rappresentazioni
dipendono solo superficialmente dagli atteggiamenti. La ricerca svolta da Tafani si basa su un
principio semplice: conoscendo la natura di una rappresentazione il ricercatore creano un
cambiamento di atteggiamenti nei partecipanti e mi osserva le conseguenze sulla
rappresentazione stessa.Tafani ha verificato che l'atteggiamento verso era effettivamente
molto positivo, egli suddivide partecipanti in due gruppi: al primo piede di scrivere un saggio
contro attitudinale, i risultati coerentemente con le precedenti ricerche che utilizzavano questo
paradigma mostravano che il gruppo cambiava l'atteggiamento globale esprimendo giudizi
meno positivi sugli studi. Il secondo gruppo o di controllo scriveva un saggio pro attitudinale e
non cambia l'atteggiamento degli studi che rimane positivo. Dopo di ci ai partecipanti stata
presentata una lista di parole che comprendeva i due elementi del nucleo centrale e otto
elementi periferici, ai partecipanti era chiesto di esprimersi sul contenuto della
rappresentazione formulando una presa di posizione sugli elementi pi importanti di questa. I
risultati mostrano che il cambiamento di atteggiamento influenza soltanto sistema periferico
della rappresentazione, il nucleo centrale invece indipendente dagli atteggiamenti. La ricerca
svolta da Tafani ha verificato due postulati di Provence: quello della funzione stabilizzatrice del
nucleo centrale (mostrando che un cambiamento di atteggiamento lascia invariati gli elementi
del nucleo centrale) e quello della funzione regolatrice e difensiva del sistema periferico
(mostrando che il sistema periferico permette di sostenere un cambiamento di atteggiamento
verso l'oggetto senza che la sua rappresentazione sia modificata, si pu dunque esprimere
giudizi diversi su un oggetto nel sistema periferico e tuttavia concordare sul nucleo centrale
della rappresentazione) a partire da tali risultati si pu affermare che:
-il nucleo centrale pu generare e tollerare variazioni individuali anche molto ampie nel
sistema periferico.
-Che l'atteggiamento una dimensione del campo rappresentazione male che rinvia a insieme
di modulazioni individuali in un quadro di riferimento condiviso.
-Vale a dire che l'atteggiamento pu essere considerato come una modulazione di un quadro di
riferimento comune.
La nozione di zona muta delle rappresentazioni
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Le ricerche sulle rappresentazioni sociali svolte per mezzo di inchieste permettono di rilevare
rappresentazioni reali ? La zona muta risponde a questa domanda introducendo il concetto
che in ogni rappresentazione esistono due grandi classi di elementi: gli elementi attivati e
dunque espressi e gli elementi dormienti non espressi. Tra gli elementi dormienti di una
rappresentazione bisogna distinguere: elementi non attivati (dormienti: sono inutili o non
pertinenti in un dato contesto); elementi non esprimibili (non sono realmente dormienti, ma
nascosti: costituiscono la zona muta della rappresentazione). La zona muta ovvero gli elementi
non esprimibili di una rappresentazione: costituita da elementi della rappresentazione che
hanno un carattere contronormativo (mettono in causa dei valori morali o delle norme
valorizzate dal gruppo); pu essere definita come un sottoinsieme specifico di cognizioni o
credenze che pur essendo disponibili non sono espresse dalle persone nelle condizioni normali
di produzione, poich potrebbero mettere in causa dei valori morali del gruppo. Un esempio di
zona muta dato nello studio di Jodelet sulle rappresentazioni della malattia mentale; infatti
l'autrice osserva che una parte della rappresentazione quella riguardante il contagio non viene
mai verbalizzata dalla popolazione, ma ben mascherata, e non solo nei discorsi a farla
vedere, ma le pratiche significative. La presenza della zona muta della rappresentazione
stata verificata sperimentalmente da Guimelli e Deschamps: attraverso uno studio
sperimentale sulla rappresentazione degli zingari, per studiare la rappresentazione degli
zingari, gli autori chiedono ai partecipanti di associare cinque parole al termine "zingari", i
risultati evidenziano che questa rappresentazione fondata su un nucleo centrale due
elementi: nomadi e musicisti; apparentemente si tratta di una rappresentazione positiva;
chiedendo gli stessi partecipanti di fornire le risposte che secondo loro darebbero francesi in
generali si scopre che il nucleo centrale formato 92 ma da tre elementi: nomadi, musicisti,
ladro. Questo termine costituisce la zona muta della rappresentazione e non formulato dai
partecipanti perch pu generare una cattiva impressione del ricercatore, ma formulato
quando possibile attribuirla da altri. In conclusione si pu affermare che: presente una
zona muta della rappresentazione sociale; che sono in atto dei processi di mascheramento;
che questi processi di mascheramento avvengono soprattutto per le rappresentazioni che
riguardano oggetti fortemente impregnati di valore sociale; se espresse potrebbero mettere in
causa i valori del gruppo.
Le metodologie specifiche
La teoria del nucleo centrale ha favorito la messa. Di una serie di tecniche di rilevazione e
analisi che permettono di: distinguere i elementi centrali da quelli periferici e conoscere
l'organizzazione interna della rappresentazione. Presenteremo ora i principali strumenti per
l'approccio strutturale, ovvero: l'evocazione gerarchica, i questionari di caratterizzazione, i
questionari di sostituzione, gli schemi cognitivi di base.
L'evocazione gerarchica
E ispirata ai metodi associativi e consiste nel chiedere ai partecipanti di produrre associazioni
legate all'oggetto studiato, e metterle in ordine secondo la loro importanza rispetto all'oggetto
presentato.
Prima fase: associazione libera a partire dalla parola imputridisce avendo l'obiettivo di
individuare il contenuto della rappresentazione esplicitando negli elementi impliciti ed espliciti.
Seconda fase: gerarchizzazione delle risposte date in funzione dell'importanza accordata
dal rispondente a ogni parola con l'obiettivo di individuare l'organizzazione della
rappresentazione e identificare il nucleo centrale.
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Come si analizza nei risultati dell'evocazione gerarchica:
-incrociando la frequenza (quanto viene nominato spesso il termine) per il rango (quanta
importanza viene attribuita ogni elemento nel descrivere l'oggetto rappresentato)
-l'incrocio di questi due indici permette di avere una prima indicazione dell'organizzazione della
rappresentazione e individuare negli elementi centrali. Analisi delle vocazioni gerarchiche in
tabella
Importanza
Molta Poca

Alta

Nucleo centrale

Prima periferia

Frequenza

Bassa

Elementi contrasto

Seconda periferia

I questionari di caratterizzazione
Dato che il nucleo centrale assicura il significato alla rappresentazione, esso deve avere la
propriet di essere pi caratteristico dell'oggetto rappresentato rispetto a ogni altro elemento
della rappresentazione. Come si utilizzano i questionari di caratterizzazione:
1. Si realizza una ricerca di fondo finalizzata a conoscere:-le dimensioni associate all'oggetto,-
le parole che le persone utilizzano per ciascuna dimensione.
2. Per ogni dimensione si propone ai partecipanti una lista di item il cui numero multiplo di
tre e si chiede ai soggetti di: indicare i tre item pi caratteristici dell'oggetto, e indicare fra
quelli restanti tre item meno caratteristici dell'oggetto.
Come si analizzano le risposte ottenute:
-si calcola per ogni item un punteggio che varia da uno (se l'item stato scelto come non
caratteristico) a tre (se l'item stato scelto come caratteristico
in questo modo si pu sapere il peso di ciascun item una dimensione per la popolazione
considerata.
La distribuzione delle risposte per ciascun elemento pu essere rappresentata da una curva
che fornisce informazioni sull'elemento stesso:
*La curva a J: il profilo degli elementi centrali scelti come caratteristici
*La curva a campana (Gauss): il profilo degli elementi periferici sono mediamente scelti
come caratteristici.
*La curva a U : il profilo degli elementi che danno luogo giudizi molto contrastanti per cui per
alcuni molto caratteristico e per altri no.
I questionari di sostituzione
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sono molto usati per la ricerca sulla zona muta e hanno lo scopo di ridurre il grado di
coinvolgimento del rispondente, in questo modo contribuiscono a ridurre suoi meccanismi di
difesa. Come si usano i questionari di sostituzione: in una prima fase si chiede ai partecipanti
di rispondere per s, in una seconda fase si chiede agli stessi partecipanti di rispondere come
se fossi al posto di altre persone (immagina quello che i francesi...). Si parte dall'ipotesi che si
pu cos permettere al rispondente di esprimere sotto l'etichetta degli altri le idee contro
normative.
Gli schemi cognitivi di base
Guimelli e Rouquette hanno elaborato un metodo che permette di rilevare la natura delle
relazioni tra gli elementi che costituiscono una rappresentazione e di identificare gli elementi
centrali della rappresentazione stessa; come si utilizzano gli schemi cognitivi di base: la
procedura comprende tre tappe:
1. Produzione di associazioni libere: si presenta una parola induttrice e si chiede ai
partecipanti di fornire tre associazioni che vengono loro in mente.
2. Giustificazione delle risposte fornite: il rispondente spiega per iscritto in una o due
frasi le ragioni che l'hanno condotto a fornire ciascuna delle tre associazioni.
3. Analisi della relazione fra item viene proposta al partecipante una lista di 28 possibili
relazioni tra la parola induttrice e la parola associata, ad esempio i termini induttore
"amicizia" le domande sono "amicizia significa la stessa cosa della risposta uno
(relazione di sinonimia)? Amicizia ha per effetto risposta uno (relazione di causalit)?
Amicizia una componente della sua risposta uno (relazione di composizione)? Per
ognuna delle 28 domande i partecipanti rispondono s, no, forse, in riferimento a
ciascuna delle tre parole associate:


Parola associata 1 amicizia significa
la stessa cosa si,no,forse
della parola associata 1?

Termine
Induttore Parola associata 2 amicizia significa la stessa cosa s, no, forse
Amicizia: della parola associata 2?

Parola associata 3 amicizia significa la stessa cosa si, no, forse
della parola associata 1?

come si interpretano le risposte dei partecipanti: quando al partecipante risponde s a una
relazione tra termine induttore e parola associata significa che questa relazione attiva e si
pu stabilire uno indice di valenza per ogni termine induttore; l'indice di valenza corrisponde al
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rapporto tra numero di risposte s rilevato e numero di risposte sui possibili; l'indice di valenza
misura quindi la numerosit delle relazioni di ogni item con l'altro il tema considerato, pi la
valenza di un item elevata pi tale item a numerose relazioni con l'altro il tema considerato.
Le informazioni fornisce la valenza di item? Per me al ricercatore di rilevare la natura delle
relax ogni tra gli elementi che costituiscono una rappresentazione; e permette di identificare
gli elementi che costituiscono il nucleo centrale della rappresentazione, infatti gli elementi
centrali della rappresentazione che hanno numerose relazione con degli altri elementi del
campo, saranno caratterizzati da 1 di valenza superiore rispetto a quello degli elementi
periferici.
Contributo ed evoluzione della teoria dei principi generatori di prese di posizione
principi di base
Lapproccio dei principi generatori di prese di posizione stato sviluppato da Doise presso
l'Universit di Ginevra, anche detto approccio della scuola di Ginevra. Doise concepisce le
rappresentazioni sociali come principi generatori di prese di posizione, legati a inserzioni
specifiche in un insieme di rapporti sociali e organizzatori dei processi sociali che intervengono
in questi rapporti; il costrutto di rappresentazioni sociali quindi posto da questo autore
all'incrocio tra sociologia e psicologia sociale, infatti questa definizione sottolinea la stretta
connessione tra rapporti sociali derivanti dalle posizioni degli individui occupano nel sistema
sociale e processi socio cognitivi coinvolti nell'apparizione, strutturazione e dinamica delle
rappresentazioni sociali. Pi in particolare Doise si propone di articolare: le componenti
posizionarli e ideologiche dei rapporti sociali e i processi interpersonali e in tra personali;
secondo questo approccio lo studio delle rappresentazioni sociali costituito dall'analisi delle
regolazioni effettuate dal metter sistema sociale all'interno del sistema cognitivo, inoltre
fondamentale precisare i legami di tali regolazioni con le posizioni specifiche occupate dagli
individui all'interno di un insieme di rapporti sociali, in questo modo possibile determinare
quali sono le regolazioni sociali che attuano certi funzionamenti cognitivi e in quali contesti
specifici. Secondo Doise la comprensione di un fatto sociale presuppone la necessaria
articolazione di quattro livelli di analisi: il livello intraindividuale,il livello interindividuale, il
livello posizionale e il livello ideologico o societale.
Il livello di analisi Intraindividuale : consiste nell'analisi dei processi socio cognitivi in gioco
nell'elaborazione delle informazioni di cui dispongono gli individui.
Il livello di analisi interindividuale: consiste nell'individuare il modo in cui questi processi
intraindividuali possono essere influenzati dai rapporti interpersonali.
Il livello di analisi posizionale: consiste nell'individuare le posizioni sociali degli individui e i
rapporti di dominazione che questi implicano.
Il livello di analisi ideologico: consiste nell'analisi dell'adesione degli individui ha dei gruppi
sociali a sistemi pi ampi di credenze, norme e valori.
Il modello dei principi generatori fornisce una visione dei modelli psicologici e sociologici: i
modelli psicologici si concentrano di pi sui primi due livelli, i modelli sociologici di pi sugli
secondi due livelli,Doise afferma che le analisi dei diversi livelli si articolano tra loro.
La teoria dei principi generatori si ispira alla teoria dei campi sociali del sociologo
Bourdieu, secondo la teoria dei campi sociali, lo spazio sociale costituisce un campo
strutturato di posizioni gerarchiche che sono viste come il prodotto della distribuzione di due
forme essenziali di capitale: il capitale economico che riguarda le risorse materiali di cui
26

dispongono gli individui, e il capitale culturale che riguarda l'insieme delle qualifiche
intellettuali scolastiche. A partire da queste posizioni gerarchiche si determina un capitale
simbolico che si traduce sua volta in un insieme di prese di posizione, infatti vi una stretta
corrispondenza tra:a) le condizioni oggettive di esistenza che risultano dalla condivisione del
lavoro;b) le asimmetrie posizionale che ne derivano; c) le posizioni espresse dagli individui
all'interno di questi campi. Secondo Bourdieu le persone hanno una differente
rappresentazione dello spazio sociale a seconda della posizione che occupano, e da questa
rappresentazione dipende la posizione che le persone assumono nella lotta per conservare lo
spazio sociale cos com' o trasformarlo; per spazio sociale si intende insieme dei rapporti
sociali gerarchici presenti in una societ, questi rapporti sociali derivano dalla divisione del
capitale materiale e culturale le posizioni occupate dando luogo a esperienze specifiche che
vengono interiorizzate sotto forma di habitus; gli habitus sono sistemi di disposizione e di
schemi di pensiero che generano le pratiche sociali, tuttavia non si tratta di un processo
deterministico, infatti queste disposizioni determinano un insieme di pratiche possibili.
Concependo le rappresentazioni sociali come principi generatori di prese di posizione, Doise ne
propone una definizione che si avvicina molto alla definizione che Bordieu da di habitus:
strutture strutturate per funzionare come strutture ristrutturanti, vale a dire in quanto principio
di generazione di pratiche e di rappresentazioni. Doise chiarisce l'oggettivazione e l'ancoraggio.
L'oggettivazione consiste in una concretizzazione dell'oggetto che si svolge in tre fasi: da una
parte la trasformazione iconica dell'oggetto che consiste in una de contestualizzazione delle
informazioni disponibili per poi integrarle in uno schema figurativo e dall'altra parte la
naturalizzazione che riguarda una materializzazione di queste informazioni che diventano
osservabili. L'ancoraggio possiede un aspetto sociale poich consiste nell'ancorare le nostre
conoscenze in un mondo di valori sociali, quindi Doise propone di distinguere le modalit di
ancoraggio sociale facenti riferimento a diversi livelli di analisi:1. Ancoraggio psicologico che
riguarda i legami tra le differenze interindividuali osservate all'interno di un campo
rappresentazione 2. Ancoraggio psicologico che si basa sulle relazioni tra le variazioni delle
prese di posizione individuali il posto occupato dagli individui in un campo sociale. 3.
Ancoraggio sociologico che concerne l'articolazione di queste variazioni di posizione degli
individui. Per Doise di conseguenza gli studi sulle rappresentazioni sociali si svolgono in tre
tappe che hanno l'obiettivo di:1. Cogliere il quadro di riferimento comune attraverso il quale
l'oggetto di rappresentazione oggettivato.2 individuare i principi che organizzano le prese di
posizioni individuali all'interno di questo campo.3 evidenziare l'ancoraggio di questi principi.
Queste tre fasi saranno illustrate attraverso uno studio dedicato alle rappresentazioni sociali
dei diritti umani
La messa in atto dell'approccio ginevrino: l'esempio dello studio delle
rappresentazioni sociali dei diritti umani
Doise ha dato il via a un programma di ricerche sulle rappresentazioni sociali . Le ipotesi della
ricerca prevedevano che: nonostante risiedessero in 38 paesi diversi i partecipanti
condividessero un quadro di riferimento comune a proposito dei diritti umani, che tuttavia i
partecipanti riferissero nell'adesione a questi saper i comuni e che tali differenze nell'adesione
per i comuni dipendessero dalle inserzioni specifiche dei partecipanti in un insieme di relazioni
simboliche; in altri termini seguendo il modello delle tre fasi questi ricercatori si
proponevano di: individuare il campo comune di conoscenza riguardo ai diritti umani,
individuare i principi che organizzano le variazioni interindividuali delle prese di cos non sui
diritti umani, mettere in relazione queste variazioni con i sistemi di valori cui aderiscono gli
individui (ancoraggio psicologico), le loro esperienze personali dei conflitti sociali (ancoraggio
psicosociologico), le loro inserzioni in un contesto culturale e politico specifico (ancoraggio
sociologico). I partecipanti dovevano rispondere a un questionario di 30 articoli della
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dichiarazione universale dei diritti dell'uomo che permetteva di misurare la comprensione di
ciascun diritto; i partecipanti dovevano dire in che misura esistono delle tensioni tra i diversi
gruppi sociali, sulla percezione di essere stati vittime di ingiustizie in prima persona.
L'oggettivazione della rappresentazione: in una prima fase Doise ha cercato di
determinare se il contenuto delle rappresentazioni sociali dei diritti umani corrispondesse al
contenuto della dichiarazione universale, per fare questo hanno svolto delle analisi statistiche;
l'analisi ha mostrato che nei diversi paesi le risposte dei partecipanti erano fondate su un
quadro di riferimento condiviso e contrapponeva ai diritti fondamentali e i diritti sociali ai diritti
della persona e ai diritti sociali. Principi organizzatori: nella seconda fase Doise attentato di
identificare i principi che organizzano le posizioni individuale nel campo dei diritti umani.Questi
principi sono stati estratti sottoponendo le risposte degli individui all'analisi fattoriale delle
componenti principali (ACP) che ha portato all'estrazione di cinque principi organizzatori:
1. L'universalismo sul quale si basano i valori di bellezza, uguaglianza,
libert e sicurezza familiare;
2. l'edonismo che raggruppa il piacere, il riconoscimento sociale, la riuscita
una vita stimolante;
3. la felicit che comprende amore adulto e armonia interiore;
4. l'armonia sociale di amicizia, saggezza e rispetto di s
5. il tradizionalismo che raggruppa la tradizione, la sicurezza nazionale e la
salute
Un ACP stata condotta anche sui dati relativi alla percezione della tensione intergruppi
facendo emergere quattro principi organizzatori:
1. L'identit attribuita sulla quale si basano le lingue, il sesso, la religione, l'et.
2. Lo status sociale, che raggruppa le ricchezze e le origini familiari e sociali
3. L'ideologia sulla quale si basano le convinzioni, la religione e le opinioni politiche
4. L'etnia che comprende il colore della pelle e la razza.
Infine per quanto riguarda la percezione di aver subito in prima persona delle ingiustizie si
sono evidenziati tre tipi di ingiustizie personali: status sociale, etnicit, discriminazioni
ideologiche legate al sesso. Le discriminazioni vissute sono pi strettamente legate fra loro
rispetto a quelle percepite, si pone quindi la questione dell'ancoraggio delle posizioni
individuali in un insieme di rapporti sociali.
Gli ancoraggi sociali
Nel corso della terza fase questa questione stata affrontata seguendo due diverse
prospettive: la prima consiste dal partire da posizioni individuali per cogliere
successivamente la realt collettiva, quindi le posizioni manifestate a proposito della
dichiarazione dei diritti umani sono state sottoposte a un'analisi che ha permesso di
definire quattro tipologie di in individui:
1. I simpatizzanti che presentano una forte adesione ai diritti umani e alla percezione di
efficacia delle persone dei partiti politici e dei governi. 29%
2. Gli scettici che presentano i punteggi pi bassi su queste scale 18%
3. Gli attivi e credono pi dell'efficacia delle azioni personali che di quelle governative 25%
28

4. i filogovernativi che sono convinti dell'efficacia delle azioni governative 28%
se si mettono a confronto i principi organizzatori e questi quattro gruppi di individui si
possono estrarre tre funzioni: la prima rende conto del fatto che l'universalismo e l'armonia
sociale sono legati positivamente ai simpatizzanti dei diritti umani, ma negativamente
legati agli scettici; la seconda oppone i filogovernativi agli attivi che percepiscono pi
conflitti sociali e si sentono maggiormente vittime di discriminazioni; la terza oppone i
simpatizzanti agli scettici che aderiscono particolarmente ai valori tradizionalisti e edonisti e
dall'altro gli attivi e i filogovernativi che accordano una maggiore importanza alla felicit e
sono pi sensibile alle tensioni ideologiche. Se si mette a confronto la posizione individuale
e le appartenenze nazionali si vedr che in India e Giappone ci sono pi simpatizzanti, attivi
e scettici. Nel terzo mondo ci sono gli attivi;
la seconda prospettiva di analisi delle relazioni individuali e ancoraggio ha lobiettivo di
approfondire il modo in cui le appartenenze nazionali modulano le prese di posizione
individuali. A questo scopo stata condotta un'analisi da cui emerge che si sono quattro
funzioni: la prima contrappone un'adesione attiva ai diritti umani personale che caratterizza
i paesi africani e asiatici e un'adesione pi passiva pi presente nell'Europa del Nord e
nell'Europa centrale. Una seconda funzione contrappone una visione generale ai principi dei
diritti umani che si trova in America Latina, in Africa Europa meridionale. La terza funzione
riguarda la percezione di efficacia dei partiti politici che appare pi importante nei paesi
occidentali. La quarta funzione riguarda l'azione governativa di cui non ne fanno uso i paesi
anglosassoni. In generale l'adesione ai diritti umani legata positivamente
all'universalismo e armonia sociale e l'efficacia dei partiti politici correlata positivamente
con i valori tradizionalisti e di edonisti.

La scuola di Ginevra
Doise si posto l'obiettivo di approfondire la relazione tra individuale e collettivo; il suo
intento era quello di dimostrare l'influenza dei fattori sociali sul funzionamento cognitivo
individuale;Doise ha sottolineato che le rappresentazioni sociali sono fenomeni che
permettono di collegare la psicologia sociale con dalla sociologia e per tale motivo egli
valorizza la seconda parte del volume di Moscovici integrandolo con un riferimento alla
teoria dei campi sociali di Bourdieu. Per Bourdieu un campo sociale rappresenta un insieme
di oggetti sociali che hanno tra loro relazioni di gerarchia e di opposizioni le quali a loro
volta esprimono la gerarchia dei valori in campo sia sul piano economico e culturale;
Bourdieu usa anche concerti di habitus e di disposizione; la nozione di campo sociale evoca
in psicologia sociale quella del campo psicologico di Lewin dove viene riconosciuta sebbene
centrata su Ivo l'importanza della gerarchia dei valori. L'elemento nuovo del lavoro della
scuola di Ginevra consiste sul confronto e negoziazione dei punti di vista.Per gli autori della
scuola di Ginevra non si dovrebbe parlare di rappresentazioni sociali se non nella misura in
cui si pu stabilire un legame tra i rapporti sociali e l'organizzazione cognitiva degli individui
e dei gruppi, coerentemente con questa affermazione l'approccio ginevrino definito
societale per indicare un orientamento della psicologia sociale che mette in relazione diversi
modelli con una teoria pi generale sul funzionamento della societ contemporanea.
Le rappresentazioni sociali come principi organizzatori di prese di posizione
Dato che Doise vuole studiare il rapporto tra individuale collettivo non sorprende che studi
le rappresentazioni sociali il cui scopo il superamento della dicotomia tra individuale e
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collettivo, dopo aver riconosciuto la difficolt di dare una definizione alla rappresentazione
sociale sottolineando il carattere multidisciplinare, ha proposto la seguente definizione: le
rappresentazioni sociali sono principi generatori di prese di posizione collegate a specifiche
posizioni sociali in un insieme di rapporti sociali, con questa definizione Doise rimarca il
fatto che le prese di posizione si realizzano all'interno dei rapporti di comunicazione e che
riguardano gli oggetti di conoscenza che assumono rilevanza degli attori sociali coinvolti. Il
termine di rapporti sociali simbolici sta dunque a indicare che si tratta di rapporti di
comunicazione tra individui che di solito genera significati.Doise riprendendo il tema di
Moscovici di metasistema afferma che lo studio delle rappresentazioni sociali dato
dall'analisi delle metasistema sociale sul sistema cognitivo.
Il modello delle tre fasi
Doise afferma che: vi sono delle rappresentazioni condivise riguardo un fenomeno o a un
oggetto sociale; che all'interno di questo campo di conoscenza condiviso vi possono essere
delle variazioni tra singoli individui o sotto gruppi; e queste variazioni sono collegate alle
inserzioni specifiche di questi individui e di questi sottogruppi nell'insieme dei rapporti
sociali. Al fine di studiare le rappresentazioni sociali bisogna quindi analizzare: il campo di
conoscenze condivise in una data popolazione; i principi che organizzano le variazioni nelle
prese di posizioni individuali rispetto a queste conoscenze condivise; i legami tra queste
prese di posizione e le inserzioni specifiche degli stessi individui o dei sottogruppi all'interno
del sistema dei rapporti sociali.Doise Clemence e Cioldi propongono quindi un modello per
lo studio delle rappresentazioni sociali che comprende tre fasi:
1. La prima fase consiste nell'analisi del sapere condiviso, cio delle credenze e conoscenze
condivise dai membri di un gruppo pi o meno ampio nei confronti di un oggetto sociale
rilevante.
2. La seconda fase consiste nello studio dei principi organizzatori delle variazioni nelle prese
di posizione individuali o dei sottogruppi.
3. La terza fase analizza i legami tra queste prese di posizione all'interno dell'insieme dei
rapporti simbolici.
Prima fase: analisi del sapere comune
La prima fase del modello delle tre fasi si basa sull'ipotesi che i diversi membri di una
popolazione studiata condividano credenze comuni riguardanti un fenomeno o un oggetto
sociale, le rappresentazioni sociali, infatti, si creano nel contesto di rapporti di
comunicazione che presuppongono dei punti di riferimento comuni. Lo scopo di questa fase
quindi evidenziare l'universo semantico (i significati condivisi) della rappresentazione; in
questo senso gli autori affermano che essa centrata sull'oggettivazione; le tecniche di
raccolta e analisi dei dati usate in questa fase come interviste, questionari, associazioni
libere e sospensive hanno lo scopo di cogliere un insieme di significati condivisi.
Seconda fase: analisi delle posizioni individuali
La seconda fase del modello delle tre fasi si basa su un'ipotesi che riguarda la natura delle
diverse prese di posizione individuali o dei sottogruppi e rispetto al campo comune della
rappresentazione; la concezione che questi autori hanno delle rappresentazioni sociali,
infatti non esclude che gli individui possono differire tra loro nell'adesione a queste
rappresenta; queste variazioni sono organizzate in modo sistematico e lo scopo della
seconda fase dunque quella di analizzare le dimensioni sulle quali gli individui si
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posizionano in modo diverso nei confronti di un fenomeno o di un oggetto sociale. La
seconda fase sottolinea l'importanza di cogliere gli aspetti responsabili delle
variazioni;Doise afferma che se si considera che le rappresentazioni sono prima di tutto dei
principi organizzatori che regolano le relazioni simboliche si pu ritenere che tale
organizzazione gene di differenze e variazioni sistematiche tra individui.
Terza fase:lanalisi dellancoraggio
Lanalisi condotta da Moscovici nella ricerca sulle rappresentazioni sociali della psicanalisi
riguarda l'aspetto cognitivo dell'ancoraggio, poich corrisponde all'inclusione dell'oggetto
rappresentato in un insieme di sapere preesistenti; l'analisi cui fa riferimento Doise fa
maggior riferimento all'aspetto sociale di questo processo. Per la scuola di Ginevra infatti,
l'analisi del processo di ancoraggio consiste nel mettere in evidenza il modo in cui le prese
di posizione individuali o dei sottogruppi verso un fenomeno o un oggetto sociale variano a
seconda della posizione specifica degli stessi individui o sottogruppi in un preciso contesto
storico e culturale. Il processo di ancoraggio responsabile della diversit dei contenuti
propri della rappresentazione, nella rappresentazione di un oggetto sociale dunque
possibile:- individuare una base comune e consensuale per tutta la popolazione; -
evidenziare le differenze che caratterizzano gruppi specifici al suo interno. Gli studiosi della
scuola di Ginevra distinguono tre tipi di ancoraggio: ancoraggio psicologico, sociologico,
socio psicologico.
Ancoraggio psicologico: si basa sulla relazione tra sistemi di credenze e concerne il
rapporto tra le diverse prese di posizione e l'adesione a diverse credenze o diversi sistemi
di valori.
Ancoraggio sociologico: consiste nell'evidenziare il legame tra rappresentazioni e
appartenenze o posizioni sociali specifiche degli individui e si basa sulla considerazione che
posizioni sociali diverse diano luogo a esperienze e scambi che modulano in modo diverso
la rappresentazione.
Ancoraggio socio psicologico: fa riferimento al modo in cui gli individui percepiscono le
relazioni tra il e le categorie sociali che definiscono il loro ambiente; questo tipo di
ancoraggio prende in considerazione riflessioni sui rapporti sociali di ordine pi generale
che coinvolgono individui e gruppi nei confronti delle istituzioni.
Le rappresentazioni sociali della solidariet
La ricerca svolta da Clemence ha per oggetto le rappresentazioni sociali della solidariet in
Svizzera e i loro effetti sull'azione sociale; sono stati analizzati l'ancoraggio delle
rappresentazioni sociali della solidariet nella percezione delle diseguaglianze e dei conflitti
sociali; nella ricerca precedente l'aver subito violazioni dei diritti umani composta una
maggior importanza ai diritti umani, questo significa che l'esperienza, la percezione dei
conflitti sociali legata positivamente a una maggiore importanza attribuita ai diritti umani;
in questo contesto Clemence ipotizza che anche le rappresentazioni sociali della solidariet
si organizza nel rapporto alla percezione dei conflitti nella societ; se la societ percepita
come un insieme consensuale di individui e le condizioni degli individui sono interpretate in
base al merito, si avr una valutazione riduttiva dell'esigenza di aiutare le categorie pi
deboli (ciascuno deve cavarsela da s); invece nella societ sono percepite tensioni tra
gruppi sociali diversi, le condizioni degli individui sono interpretati in base a fattori di
ingiustizia e vengono proposti interventi attivi della collettivit in favore di minoranze, si ha
quindi una solidariet pi attivo;
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Rappresentazioni sociali, valori e democrazia
Dario Spini ha seguito gli studi sulle rappresentazioni dei diritti umani considerando in
particolare il ruolo dei valori quali ancoraggio psicologico principale per l'organizzazione
delle prese di posizione e per il coinvolgimento nel tema dei diritti umani. I valori a cui fa
riferimento Spini sono quelli descritti nella tipologia elaborata da Schwartz; questi valori
sono definiti come mete desiderabili che fungono da orientamento di fondo nella vita di una
persona al di l delle situazioni specifiche; la tipologia dei valori elaborata da Schwartz
comprende 44 valori considerati universali raggruppati in 10 tipologie: universalismo,
benevolenza, conformit, tradizione, sicurezza, potere, stimolazione, successo, edonismo,
auto direzione. Questi valori si situano lungo due dimensioni che vanno dalla trascendenza
disse all'affermazione di s all'apertura al cambiamento e alla conservazione. I risultati
hanno mostrato una correlazione positiva tra i valori di trascendenza di s (benevolenza e
universalismo) e l'implicazione personale nel rispetto dei diritti umani; una correlazione
negativa tra valori di affermazione di s (potere e successo) e implicazione personale nel
rispetto dei diritti umani; Staerkl Doise e Clemence hanno analizzato come giudizi e le
inferenze relative al rispetto dei diritti umani cambiano se si prendono in considerazione le
nazioni democratiche o non democratiche. L'ipotesi che le persone stabiliscono un legame
tra le rappresentazioni della popolazione e quella del governo di una stessa nazione, di
conseguenza una popolazione pacifica e tollerante viene associata a una nazione
democratica, e una popolazione bellicosa e intollerante viene lasciata a un paese
autoritario. I risultati hanno confermato le ipotesi e inoltre vi la rappresentazione diffusa
che in paesi con un governo democratico la popolazione si attribuisca maggiore
responsabilit nel difendere i diritti umani rispetto quanto avvenga in un paese con un
governo non democratico.
Starerkl e Clemence mostrato che presente un gap pegno ai principi dei diritti umani
contenuti nella dichiarazione universale e effettiva denuncia delle loro violazioni; hanno
presentato ai partecipanti degli scenari delle storie, in cui i diritti umani dei protagonisti
erano violati; le dichiarazioni erano commesse da varie autorit come polizia, scuola in una
nazione occidentale democratica; i risultati mostrano che l'accettazione o la condanna della
violazione dipende dall'identit della vittima delle violazioni e dalle sue colpe. A una
persona sospettata di essere un terrorista non venivano attribuiti gli stessi diritti giuridici;
non pochi dei partecipanti consideravano pi accettabile che a un bambino immigrato fosse
sospesa l'educazione primaria rispetto a un bambino disabile e il diritto allo studio afferma
che l'educazione primaria un diritto di ogni persona; come nella ricerca precedentemente
citata la rappresentazione dei diritti umani varia in base al contesto e alle persone
coinvolte.
Chi ha diritto a che cosa?
Starkl e colleghi hanno una ricerca che riguarda i diritti civili, politici e sociali; nei paesi
occidentali, l'applicazione di questi diritti in stretta connessione con il consolidamento o il
cambiamento dello status quo. In quali condizioni un diritto considerato legittimo o no? I
diritti vanno assicurati a tutti stesso modo? Oppure vanno attribuiti sulla base del merito
individuale? La ricerca indaga le prese di posizione adottata da individui e gruppi
sull'argomento dell'attribuzione-riconoscimento dei diritti. Il campo condiviso della
rappresentazione costituito dal fatto che lo Stato ha il duplice ruolo di: garantire tutti i
mezzi di sussistenza e l'accesso ai servizi pubblici dell'educazione e della salute e di
garantire controllo sociale e la sanzione di condotte devianti. Per spiegare le diverse prese
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di posizione fra individui e gruppi i ricercatori prendono in considerazione 4 concezioni
dell'ordine sociale:
1.concezione della conformit alle norme: basata su una logica moralistica.
2. Concezione liberista del mercato libero, secondo cui ciascuno ottiene dei beni in base a
quello che investe, questa concezione basata sulla logica dello scambio: ciascuno a quello
che merita.
3. Concezione della diversit sociale: costruita da diversi gruppi che esigono riconoscimento
della propria identit e promuovono il cambiamento dell'assetto se lo ritengono giusto. In
rapporto a questo la logica espressa pu essere quella che discrimina tutti gruppi diversi
per favorire proprio.
4. Concezione della struttura gerarchica della societ: per cui esistono gradi diversi di
gruppi dominanti rispetto a gradi diversi di gruppi dominati; se l'ordine gerarchico
sbagliato si sentir il bisogno di un cambiamento sociale.
Queste concezioni della societ costituiscono dei principi organizzatori delle prese di
posizione su chi ha diritto a che cosa: essere in accordo con certi diritti, rivendicarli occorre
restarli corrisponde ad affermare una specifica concezione della societ; le prese di
posizione riguardo all'affermazione di alcuni diritti sono strategie per affermare una
concezione della societ: mantenerlo cambiare l'ordine sociale esistente. Gli ancoraggi sono
dati dalla classe sociale di appartenenza (livello di formazione dei partecipanti), dal
sentimento di vulnerabilit materiale e dalla diseguaglianza in ambito lavorativo fra donne
e uomini; i risultati mostrano due principi organizzatori della rappresentazione sociale nel
vivere in societ:1. Riconoscimento negoziazione della diseguaglianza tra gruppi sociali,
ossia e ma anticipare i gruppi dominanti;2. Pi stato o meno Stato: fortemente connotato
dalla gerarchizzazione dei gruppi; i gruppi dominanti sono meno Stato mentre i gruppi
dominati sono pi stato (conflitto di interesse tra i gruppi). Allo stesso tempo le classi pi
popolari che costituiscono il gruppo dominato solo i pi preoccupati dagli abusi rispetto ai
benefici delle prestazioni dello Stato; questi abusi vengono principalmente attribuiti agli
immigrati, collegati con una percezione minacciosa dello straniero e gli atteggiamenti
diffidenti verso lo straniero lo vedono come una minaccia perch accede alle risorse
nazionali. Le credenze legittimanti nei gruppi dominati hanno lo scopo di dare un senso
all'ingiustizia della propria condizione e servono ad alimentare la speranza di poter ottenere
migliori condizioni modificando il proprio comportamento; in realt contribuiscono ad
alimentare la legittimit del potere dei gruppi dominanti, quindi a mantenere la propria
condizione di dominati.
Risposte diverse alla violenza
La teoria delle rappresentazioni obbliga a riflettere sui rapporti tra le rappresentazioni
proprie e quelle della comunit; uno studio di Elcherot ha analizzato i rapporti che gli
individui le comunit stabiliscono con le rappresentazioni dei diritti umani in situazioni di
guerra; in questo studio stato introdotto il concetto di vulnerabilit collettiva: quando
sistema sociale esposto ad esperienze traumatizzanti, pu attivarsi una dinamica normativa
specifica e bisogna distinguere due tipi di effetti: quelli che la vittimizzazione provoca negli
individui direttamente colpiti e quelli che l'esperienza di vulnerabilit collettiva suscita
nell'insieme della comunit; a suo giudizio una caratteristica essenziale dello stato d'animo
nelle societ afflitte dai conflitti consisterebbe in una percezione diffusa di una minaccia
anomala che faciliterebbe concezioni legate alle norme fondamentali. Egli ha verificato che
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quanto pi il numero delle vittime alto, tanto pi i membri sono motivati ad opporsi alla
minaccia di anomia sociale condannando le violazioni delle norme umanitarie. Le vittime
tendono ad abbandonare una concezione legale delle norme umanitarie ma non morale, in
favore di un punto di vista secondo cui le norme possono essere violate in alcune
condizioni. Mentre la violenza individuale porta al ciclo della violenza cio altra violenza, le
relazioni della comunit colpite da eventi bellici tendono a invocare la riaffermazione di
concezioni legali. Elcheroth e Spini hanno intervistato trecento studenti per indagare i
problemi economici della disoccupazione; questi studenti stavano terminando gli studi in
regioni in cui non c'era lavoro; i giovani provenienti da ambienti privilegiati hanno
condannato le violazioni dei diritti sociali.
Dialogicit e conoscenza
Rappresentazione mentale: Descartes e Locke hanno influenzato le teorie del
rappresentazioni mentali: Locke riconosceva uno stretto legame tra linguaggio e teoria della
conoscenza e le parole possano sia facilitare che ostacolare il processo conoscitivo ad esempio
si possono scambiare le parole per le cose stesse, quindi le rappresentazioni costituivano segni
che potevano essere tanto vere quanto false. Per Descartes il linguaggio era di interesse
scientifico solo se poteva essere relazionato al pensiero razionale. Gli scienziati cognitivisti
presuppongono che la mente sia un meccanismo e i meccanismi sono oggetti senza una storia;
sono scomponibili componibili e spiegabili in termini di cause effetti. Le domande che
riguardano le rappresentazioni mentali appartengono a quattro categorie: i contenuti della
mente, le forme assunte dalla rappresentazione mentale, domande di implementazione degli
schermi rappresentazioni reali nel cervello.
Rappresentazione collettiva: Durkheim distinse le rappresentazioni individuali da quelle
collettive; le rappresentazioni individuali non hanno a che fare con la conoscenza poich solo il
risultato dell'individuo quindi personali. Le rappresentazioni collettive sono condivise invece
nella societ e persone esterne all'individuo che non contribuisce alla loro formazione.
Durkheim sosteneva che anche il linguaggio un fatto sociale e non ci sarebbero idee senza
linguaggio; i vincoli sono dati dalle norme; Durkheim sosteneva che la conoscenza deve essere
stabile e anche le rappresentazioni collettive.
Interazione esterna:Se prendiamo in considerazione le rappresentazioni mentali e collettive,
possiamo affermare che l'interazione esterna sia al soggetto conoscente sia al soggetto della
conoscenza.
Interazione interna:il s e l'altro/gli altri sono coinvolti nello stesso impegno comunicativo in
maniera complementare una caratteristica della loro interazione interna consiste nel fatto
che all'interno del processo comunicativo entrambi subiscono modificazioni del pensiero e della
conoscenza.
Dallinterazione al dialogismo: Il dialogismo apparteneva all'idea dei neo anziani, significa
la relazione tra io e tu fra due persone che comunicano; Bachtin espresse il concerto di
interazione interna tra s e gli altri, il s poteva diventare consapevole di se stesso solo
tramite la consapevolezza degli altri; nell'interazione interna c' la condivisione di prospettive e
al contempo il conflitto per l'affermazione della propria posizione; il regime sovietico negli anni
30 abol questi studi.
Dialogicit : per Dialogicit sottolineo la capacit della mente di creare, pensare e
comunicare in termini di alter; c' dunque un rapporto alter-ego,lalter-ego teorico nel senso
che sta nella mente, ed tra le senso che si pu parlare con tu che non esiste come Dio(che
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esiste).;la dia logicit della teoria del e sociali espressa in termini di relazioni triadi Cannes
alter-ego-oggetto.
La dialogicit della conoscenza del senso comune: la conoscenza del senso comune pu
avere diverse prospettive, si manifesta nelle tradizioni oppure nell'etica moralit...
La dialogicit e le rappresentazioni sociali: la comunicazione costituisce una caratteristica
fondamentale della teoria delle rappresentazioni sociali; la comunicazione a un flusso uni
direzionale dalla fonte al destinatario mentre la comunicazione nella teoria delle
rappresentazioni sociali bidirezionale che coinvolge sia i parlanti che gli ascoltatori, inoltre il
suo punto di partenza la dilogicit dell'interazione alter-ego. Ci sono quattro aspetti che
caratterizzano la dia logicit delle rappresentazioni sociali: l'interdipendenza dinamica delle
interazioni alter-ego, la tensione dialogica delle opposizioni, la conoscenza sociale condivisa
implicita e inconscia, la polifasia e leteroglassia del pensiero nel dialogo.
Linterdipendenza dinamica dellinterazione alter-ego :. Ci sono due tendenze dinamiche
dell'interazione alter-ego: una verso la loro unificazione, l'altra come desiderio del s di essere
indipendente e separato dallego, e il desiderio di essere socialmente riconosciuto; lo scontro
per il riconoscimento sociale non pacifico, se il e non riesce a riconoscersi socialmente non in
grado di funzionare nelle questioni importanti come sviluppare un senso di giustizia.
Asimmetrie dialogiche e tensione delle opposizioni: le due tendenze appena discusse si
esprimono nelle situazioni dialogiche come una tendenza verso la simmetria o asimmetria,
ossia, simmetria come nel caso in cui in un dialogo tra due persone si voglia stabilire un
contatto di comprensione e quindi simmetria, mentre nella dialogicit ci sono delle
ambivalenze e opposizioni tra i due dialoganti quindi asimmetrie. Nei sistemi sociali le
asimmetrie e tensioni tra i partecipanti del dialogo mantengono il dialogo il movimento (per
Moscovici esiste una tendenza a ridurre il conflitto una tendenza che favorisce il
cambiamento tramite il conflitto, anche per Bachtin l'attenzione serve alla comprensione,
infatti di ci sforziamo di comprendere le posizioni degli altri).
La conoscenza sociale condivisa implicita e inconscia: nella psicologia sociale Moscovici
suggerisce che si esclude lo studio dei processi inconsci perch si ha forse paura di associare la
psicologia sociale alla pazzia; Moscovici sottolinea come il pensiero per themata (pensiero del
senso comune) ha la forma di nozioni di opposizione come buono-cattivo, vecchio-uguale,
questi contenuti sono inconsci e possono essere resi espliciti, discutendone.
La fiducia come thema: la fiducia considerata come thema, ossia una categoria
relazionale. Simmel dice che la fiducia una relazione primaria emotiva capace di unire la
societ. Nel corso della socializzazione e la fiducia diventa tematizzata, cio discussa; il
segreto professionale in medicina una relazione di fiducia tra medico e paziente sancita
dal giuramento di Ippocrate. Ma nel caso di AIDS giusto il segreto professionale? In una
discussione in focus-group il segreto professionale pu essere non negoziabile o negoziabile
sotto determinate condizioni. Se non negoziabile conviene estendere l'educazione sul tema
dell'AIDS;
Limplicito e inconscio nelle rappresentazioni sociali dell'emofilia: l'emofilia trasmette
gli uomini ma il gene trasmesso dalle donne (disturbo di coagulazione sangue con perdite di
sangue interne); la gente pensa che per un taglio possano morire, di conseguenza gli emofilici
producono questa rappresentazione degli altri. Gli euforici nascondono la loro malattia; quello
che possono fare gli emofilici imposto inconsciamente attraverso il comportamento,
linguaggio, buona educazione.
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Polifasia ed eteroglossia nella dialogicit e nella conoscenza sociale: il pensiero del
senso comune si manifesta nella polifasia cognitiva, cio in modi differenti di pensare articolati
in diversi contesti.Bachtin rifiut la nozione di un linguaggio unico in materia di psicologia
sociale e utilizz al contrario il concerto di eteroglossia, ossia molteplicit di voci nei linguaggi
professionali e gruppi etnici (eteroglossia del carnevale in cui le culture sono separate
linguisticamente). Secondo Bachtin la parola e pensiero sono raramente determinati
completamente perch c' sempre la possibilit di nuovi significati e interpretazioni che Bachtin
definisce "scappatoia".
La terza componente: un altro aspetto delleteroglossia che i dialoghi non sono mai
creazioni proprie dei parlanti ma sempre degli altri, ci ha condotto Bachtin a introdurre l'idea
della terza componente della comprensione: l'autore e il destinatario possono avere un dialogo
solo se presuppongono un terzo, 1+ alto super-destinatario come Dio, scienza... ma possano
essere coinvolti anche pi di tre partecipanti che rimangono sempre presenti ma invisibili al di
sopra di tutti.
La poliedrica natura della fiducia: la fiducia pu rappresentare confidenza, sede, solidariet
a seconda della situazione, pu essere fiducia nel terapeuta o rispetto alla banca.
Eterogeneit della responsabilit nei sistemi democratici non ci sono problemi tra
responsabilit nei confronti della famiglia, pari amici... mentre nei regimi totalitari si cerca la
cooperazione dei cittadini. Abbiamo organizzato dei focus-groups sulle rappresentazioni sociali
della responsabilit nell'Europa dopo il comunismo e i partecipanti erano giovani a cui abbiamo
sottoposto il caso di una persona che in collaborazione con un regime totalitario caus la morte
di molti suoi compagni; tra i giovani francesi non avvertivano questo caso come un problema
poich riguardava un evento avvenuto tanto tempo fa, quindi rispondono in modo
convenzionale su valori socialmente accettati, come la condanna del colpevole. A differenza di
quanto avveniva per i francesi, il dilemma del traditore era ancora rilevante per la Repubblica
ceca che riflettevano sul dilemma e sul benessere dell'individuo, della sua famiglia; da un lato
cercavano di capire e difendere la collaborazione con il regime e dall'altro adottavano la
prospettiva intransigente.
Rappresentazioni e scienze sociali
Storia:Marx fa delle rappresentazioni un sistema deformato della realt. Durkheim il vero
inventore del concetto e differenzia le rappresentazioni individuali che provengono
dall'esperienza diretta, da quelle collettive condivise dalla comunit. Moscovici supera gli scogli
legati alla nozione di coscienze costrizione collettiva e va al di l di una concezione meccanica
del controllo sociale. Bruhl prende in prestito da Durkheim il concetto di rappresentazione
collettiva e introduce al posto della nozione di coscienza collettiva quella di mentalit, la
mentalit costituita da un insieme di rappresentazioni e pu essere primitiva o civilizzata. La
mentalit primitiva si caratterizza per il suo orientamento mistico che sembra accompagnarsi
di solito a partecipazioni sentite o rappresentate. Bruhl si discosta da Durkheim in quanto le
rappresentazioni collettive per lui non sono fenomeni solo intellettivi ma fenomeni che si
mescolano con emozioni. Il concetto di rappresentazione sociale stato abbandonato prima
della seconda guerra mondiale ed stato reintrodotto a opera di Moscovici. Negli anni 70 c'
stato un primo cambiamento con l'introduzione del concetto di ideologia che stato criticato. Il
concetto di rappresentazioni nelle scienze sociali si trasformato in rivendicazioni, le scienze
sociali con la nozione di rappresentazione cercavano di ammorbidire le gerarchie strutturali del
sistema sociale. Solo a partire dalla fine degli anni 80 le rappresentazioni sociali o collettive
sono diventate fattori del legame sociale, infatti negli anni 80 c' stata una crisi delle scienze
sociali del modello positivista e ci si indirizzati alle rappresentazioni.
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Specificit dell'uso della nozione di rappresentazione: c' stata una e della
rappresentazione in coloro che la vedono come una copia del reale.
rappresentazioni sociali vs rappresentazioni collettive:collettiva in quanto prodottto
degli scambi discorsivi,oppure fondati sul ruolo della cultura. Il termine collettivo trascura la
comunicazione intersoggettiva e si preferisce sociale.