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Bciuccn, voI. III, n.

5 (Maggio/ May 2013)


I desideri e Ie masse.
Una rifIessione suI resenle


Guido Mazzoni
Aarlengo a una generazione disgraziala
a cavaIIo fra i vecchi lemi ed i nuovi, e
che si lrova a disagio in lulli e due. Ier di
iu, come Iei non avra olulo fare a meno
di accorgersi, sono rivo d'iIIusioni.
(Tomasi di Lamedusa, || Gaiicpar!c)


Ringrazio gIi organizzalori deI convegno er I'invilo, che accoIgo
moIlo voIenlieri. L'occasione di oggi mi coslringe a dar forma ad
aIcune cose che enso confusamenle da moIlo lemo e che forse non
ho ancora ensalo fino in fondo. Irovero a esorIe neIIo slalo in cui si
lrovano, arofillando deI dirillo aIIa semIificazione che Ie lavoIe
rolonde consenlono.
NegIi uIlimi quaranlacinque anni Ia vila sichica deIIe masse
occidenlaIi ha subilo una melamorfosi senza recedenli, noi lulli ne
siamo slali lrasformali e lravoIli. IedeIe a un'idea eroica e maschiIe
deII'accadere e deII'eserienza, aII'idea che Ie rollure eocaIi si
manifeslino sollo forma di guerre e rivoIuzioni, una arle deIIa cuIlura
conlemoranea conlinua a sollovaIulare Ia orlala di quanlo e
avvenulo. I una mioia che si manifesla laIvoIla in forma esIicila e

Queslo scrillo rieIabora un inlervenlo lenulo duranle Ia lavoIa rolonda


deI convegno Iigure deI desiderio. Relorica, lemi, immagini, Iisa, 13-15
dicembre 2012.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
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iu sesso in forma imIicila, come accade ogni voIla che aIichiamo
aIIa noslra eoca concelli, aroIe e mili che non reggono iu. MoIle
deIIe calegorie con cui giudichiamo iI resenle, con cui rendiamo una
osizione elico-oIilica sui robIemi deIIa noslra eoca, danno
I'imressione di scivoIare suIIa reaIla senza afferrarIa, o erche fanno
riferimenlo a un fuluro che, non rimandando iu a un rogello
oIilico, raresenla soIo Ia roiezione di un desiderio, o erche fanno
riferimenlo a un assalo che non rilornera. QuaIi sono i lralli iu
vislosi deIIa melamorfosi` Che cosa e accadulo`

Iisserei lre dali di arlenza: Ia mulazione e Iegala aIIa forma di
vila cailaIislica neII'eoca deI suo lrionfo sollo forma di consumo e di
sellacoIo, e ersonaIe, sovraersonaIe e inlraersonaIe, avendo
cambialo i raorli fra Ie ersone, i raorli fra Ie ersone e Ie
isliluzioni e i aesaggi sichici inleriori, un Ialo deIIa melamorfosi ha a
che fare coI lema deI noslro convegno, cioe con Ie forme deI desiderio e
con Ia Ioro emersione, Ia Ioro oIilica, Ia Ioro oIizia. Dico subilo che iI
voIlo di cui arIeremo core soIo una arle deI fenomeno. I ossibiIe
che non sia queslo I'asello rinciaIe, sebbene Ie calegorie di
rinciaIe e secondario (o di slrullura e sovraslrullura, se si referisce)
siano robIemaliche er quanlo mi riguarda, cerlamenle e I'asello che
iu sesso si moslra neII'eserienza quolidiana deIIe masse euroee e
americane, o deIIe masse che imilano Ia forma di vila occidenlaIe.
Cerchero di rifIellere su quesli unli arlendo daIIe osizioni
ideaIliiche che si confronlano neI diballilo conlemoraneo e rovero a
fissarIe aoggiandomi a due dei rimi lenlalivi di descrivere Ia
melamorfosi negIi anni in cui iI mulamenlo aveva Iuogo, Ia conferenza
Ou Oisccurs psqcnana|qiiquc che Lacan lenne aII'Universila SlalaIe di
MiIano iI 12 maggio deI 1972 e I'Anii-|!ipc di DeIeuze e Guallari,
uscilo neIIo slesso anno. I un confronlo embIemalico che si lrova
accennalo gia in uno dei maggiori inlerreli ilaIiani di Lacan, Massimo
RecaIcali
1
. Non faro fiIoIogia su Lacan o su DeIeuze e Guallari, deI
reslo non ne avrei Ia comelenza. Irima che in se, Ie Ioro oere mi

1
RecaIcali 2010: 36-38.
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inleressano er aIlro, er queIIo che hanno generalo, come archelio,
origine e embIema di osizioni oosle e cenlraIi neI diballilo suIIa
melamorfosi.

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Lacan lenne Ia conferenza Ou Oisccurs psqcnana|qiiquc iI 12 maggio
1972 aII'Universila SlalaIe di MiIano. II 7 maggio, doo una camagna
eIelloraIe durissima, Ie eIezioni oIiliche erano slale vinle daI bIocco
sociaIe che quaIche anno rima era slalo ballezzalo maggioranza
siIenziosa
2
. L'MSI aveva ollenulo iu deI nove er cenlo aI Senalo, era
iI quarlo arlilo ilaIiano, iI suo aoggio eslerno sarebbe slalo
delerminanle er formare un governo. La mallina deI giorno deIIe
eIezioni mor Seranlini, iI 17 maggio venne ucciso CaIabresi. DifficiIe
slabiIire se queslo cIima abbia infIuilo suI discorso di Lacan,
sicuramenle ha esalo iI fallo che Lacan si rivoIgesse a un ubbIico di
giovani oIilicizzali in giorni lragici deIIa sloria ilaIiana.
AIIa fine deIIa conferenza irrome un concello deslinalo ad avere
forluna: neIIa vila sociaIe conlemoranea, dice Lacan, iI discorso deI
adrone circoIa neIIa forma iu aslula, circoIa cioe come discorso deI
cailaIisla, come obbIigo di godere e di sacrificare lullo in nome deI
godimenlo
3
. II discorso deI cailaIisla e una di queIIe calegorie allorno
aIIe quaIi e nala, negIi uIlimi anni, una crilica neoIacaniana aIIo slalo di
cose resenle che rilroviamo, con sliIi moIlo diversi ed aIcuni eIemenli
comuni, neIIe oere di Zizek o neIIe oere di RecaIcali
4
. enche
searali da vislose differenze di maniere e di vocaboIario fiIosofico

2
La formuIa 'maggioranza siIenziosa' fu invenlala da Nixon e Siro
Agnev er significare che Ia maggior arle degIi americani erano favorevoIi
aIIa guerra deI Vielnam anche se una minoranza rumorosa roleslava. Venne
imorlala in Irancia neI maggio deI 1968, in IlaIia giunse oco doo. Cfr. as
2008.
3
Lacan 1978: 48.
4
!i"ek 2006, Rabouin 2006, RecaIcali 2010.
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4
(Zizek e un fiIosofo aleo e atanipcp di formazione hegeIo-marxisla,
RecaIcali e uno sicoanaIisla di na|iius aIloborghese neI cui discorso Ie
armoniche esislenziaIisliche e marxisle convivono con queIIe crisliane),
enlrambi riformuIano, con iI Iinguaggio deIIa sicoanaIisi, idee non
dislanli da queIIe che ossiamo Ieggere, fiIlrale da un aIlro a pricri, nei
saggi di auman. Zizek rifIelle sui modi in cui iI cailaIismo
conlemoraneo, lrasformando Ia jcuissancc in un dovere inconscio,
sosliluisce iI Suer-Io lradizionaIe, reressivo e censorio, con nuova
forma di Suer-Io fondala suIIa coazione aI iacere. Usando i lesli di
Lacan come unlo di aoggio er un discorso aulonomo, RecaIcali
conlraone iI desiderio in senso rorio aI godimenlo: iI rimo cerca
una forma di reIazione essendo semre, neI suo nucIeo rofondo,
desiderio deII'AIlro: e dunque resonsabiIe, risonde aIIa domanda
che gIi viene da un aIlro essere creando Iegami, iI secondo inslaura, con
Ia cosa o Ia ersona cui si rivoIge, un raorlo di uso e consumo: e
irresonsabiIe, inaarlenlenle, cenlrifugo, dislrugge ogni fedeIla (agIi
aIlri, a se slessi, aIIe arli di se slessi), lralla Ie ersone come cose,
ricerca inlensila effimere, Ie consuma e Ie sosliluisce con aIlre inlensila
equivaIenli. In queslo ambilo Ia sicoanaIisi funziona anche come un
sismografo eocaIe: menlre fino a mezzo secoIo fa Iavorava suIIe
aloIogie deIIa reressione, deI conlroIIo e deII'allaccamenlo, negIi
uIlimi decenni inlerviene sorallullo suIIe aloIogie indolle daIIo
slraolere deII'Is
5
suIIa diendenza da cose e soslanze, suIIe scissioni
inlerne, sugIi slali |cr!cr|inc, oure suIIa deressione come risosla
aIIa difficoIla di accellare se slessi in una vila sociaIe che, romellendo
ossibiIila iIIimilale di eserienza e di consumo, fa sembrare vuola e
deIudenle ogni singoIa esislenza finila
6
.
NeIIa crilica neoIacaniana aI resenle, iI discorso deI cailaIisla fa
sislema con aIlri due concelli che Lacan invenla in quegIi slessi anni:
I'evaorazione deI adre e Ia segregazione. Risondendo a un
inlervenlo che MicheI de Cerleau lenne aI congresso deII'IcoIe

5
Cfr. RecaIcali 2010: IX e 16.
6
Ihrenberg 1999, auman 2000: 60 ss.
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5
freudienne de Iaris neII'ollobre deI 1968, Lacan arIa degIi effelli che
I'universaIismo (cioe Ia mondiaIizzazione) roduce suIIa vila sichica.
Io credo che neIIa noslra eoca Ia lraccia, Ia cicalrice
deII'evaorazione deI adre e queIIo che olremmo mellere sollo
Ia rubrica generaIe deIIa segregazione. Noi ensiamo che
I'universaIismo, Ia comunicazione deIIa noslra civiIla omogeinizzi
i raorli fra gIi uomini. AI conlrario, io enso che cio che
carallerizza Ia noslra era e non ossiamo non accorgercene sia
una segregazione ramificala, rinforzala, che fa inlersezioni a lulli i
IiveIIi e che non fa che moIliIicare Ie barriere. (Lacan 2003: 9)
L'evaorazione deI adre e remessa e conseguenza deI discorso
deI cailaIisla: inslaurando I'imeralivo deI godimenlo, Ia forma di
vila conlemoranea dislrugge Ie forme lradizionaIi deI Suer-Io,
imone di sacrificare i Iegami aIIa jcuissancc, aIIenla i vincoIi, seara Ie
ersone Ie une daIIe aIlre e Ie divide aI Ioro inlerno.

0" 1+%--., *(/%.%2),')
Uscendo dai lesli di Lacan e deIIa crilica neoIacaniana e
rifIellendo suIIa cosa, dislinguerei quallro forme di quesla crisi. Le
disongo in una scaIa che orla daII'inlerno aII'eslerno, daIIo sichico
aI oIilico.

1. La rima forma di searazione e inlrasichica: oggi Ie masse
occidenlaIi sono iu scisse, iu schizofreniche di quanlo non accadesse
un secoIo e mezzo fa, i giunli che lengono insieme Ie arli deII'io si
sono aIIenlali. Non dobbiamo guardare aIIe azioni o aIIe uIsioni in se,
ma aIIa oIizia deIIe azioni e deIIe uIsioni, cioe deII'induIgenza o deIIa
severila con Ia quaIe Ia noslra forma di vila accella o censura
I'incoerenza. Un Iellore di romanzi ollocenleschi o rimonovecenleschi
sa bene che Ia vila quolidiana deIIa borghesia o deIIe cIassi ooIari si
reggeva su comorlamenli schizofrenici normaIizzali: iI ruoIo deIIa
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rosliluzione femminiIe in una sociela ubbIicamenle reressiva e
forse iI segno iu chiaro di queslo doio regislro sichico e moraIe.
Ma Ia schizofrenia era Iecila fino a quando non inlaccava i vincoIi
ubbIici (Ia famigIia) e I'IdeaIe deII'Io (Ie aarenze), aveva un oslo
reciso aII'inlerno di un assello sociaIe sueregolico e maschiIisla.
Oggi e erfellamenle Iecilo anleorre iI desiderio ai Iegami solloscrilli
in assalo, iI eso dei vincoIi e deIIe aarenze si e ridollo, iI
oIimorfismo roduce confIilli inlerni moIlo meno inlensi di quanlo
non accadesse in assalo.
VoIendo usare Ia Ielleralura come una leslimonianza e un segno,
ossiamo ensare a come sia cambiala I'enfasi che i romanzieri
riservano aI lema deIIa Iacerazione inlerna. L'emergere deIIe uIsioni
disgreganli e uno dei lemi cenlraIi deII'oera di Dosloevski|, i suoi
ersonaggi sono allraversali da forze inconsce che Ii sovraslano e Ii
singono a gesli inconlroIIali (ho fallo queslo e non so erche), a alli
graluili, schizoidi ed eslremi. I lullavia in Dosloevski| I'azione
cenlrifuga avviene semre aII'ombra deI Suer-Io crisliano e roduce
un confIillo inleriore doIoroso, neI suo mondo e imensabiIe che Ie
assioni immoraIi suscilino indifferenza cinica o conlemIazione
eslelica. OIlre un secoIo iu lardi Ancrican Psqcnc (1990) di rel Iaslon
IIIis comincia con un'eigrafe lralla daIIe Mcncric !a| sciicsuc|c
(eraIlro accoslala a una rifIessione di Miss Manners e a un verso dei
TaIking Heads), ma Ia Iacerazione deII'io che iI romanzo melle in scena
resuone una lonaIila emoliva comIelamenle diversa. II regislro e
cinico-sellacoIare o energelico-Iiberalorio, inlercella una schizofrenia
che fa arle deIIa noslra eoca, Ia slessa che rilroviamo
neII'injciainncni o nei fiIm di genere. DeI Suer-Io rimane una lraccia
indirella neIIa consaevoIezza che Ia sloria racconlala e rovocaloria
er iI Iellore e, aunlo, neIIe eigrafi: sono quesle Ie uniche radiazioni
fossiIi deII'anlico aaralo moraIe.
Ancora iu evidenle iI modo di lrallare Ia forma iu comune di
scissione, cioe iI lradimenlo. Oggi iI romanzo ollocenlesco d'aduIlerio,
coI suo senso lragico di Iacerazione moraIe, e difficiImenle conceibiIe.
I conlroesemi Iellerari sono cos numerosi che divenla difficiIe
scegIiere. Irendo un cailoIo dei Ocicciitc sc|taggi (1998) di oIao. I
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racconlalo in rima ersona da Maria Ionl, una giovane sludenlessa di
danza e di illura che, come quasi lulli i ersonaggi deI romanzo, fa Ia
oelessa e aarliene a un'avanguardia Ielleraria, iI reaIvisceraIismo.
Maria ha una reIazione con un rofessore di malemalica sosalo.
Un'amica, XchilI Garcia, Ia invila ad andare ad abilare neIIo slesso
aIbergo dove XchliI vive coI comagno }acinlo Requena e coI Ioro
figIio iccoIo, Iranz. Ier mela deI cailoIo si racconla Ia sloria fra
Maria e iI rofessore di malemalica neI modo dellagIialo e decenlralo
che e liico deIIo sliIe di oIao, come se ogni aragrafo reIudesse a
un'eifania che non arriva o che, quando arriva, non orla a nuIIa.
Maria inconlra I'amanle neIIa slanza di aIbergo, ma Ia Ioro sloria non
sembra andare da nessuna arle, neI frallemo si confida con XchilI
di cui divenla semre iu amica. Ogni giorno Ia aiula ad accudire iI
bambino menlre Requena non c'e mai.
Una sera UIises Lima, uno dei ersonaggi rinciaIi deI romanzo,
lorna in Messico doo una serie di viaggi e inconlra Ie due donne.
Chiede se ossono accomagnarIo a lrovare i fraleIIi Rodriguez, Maria
dice aII'amica se vuoi andare li lengo iI bambino, XchilI slrizza
I'occhio a Maria e esce con UIises. QueIIa sera iI rofessore di
malemalica non si fa vedere: Maria reara Ia cena er iI bambino di
XchilI e Io melle a Iello. A mezzanolle Requena lorna a casa e lrova
Maria. Ianno discorsi generici, si dicono deIIe banaIila, oi rimangono
in siIenzio e guardano Ia slrada. Ianno assare iI lemo.
AII'imrovviso senlono un rumore che roviene daI Iellino deI iccoIo
Iranz.
IarIa neI sonno` domandai. No, viene da fuori, disse Requena.
Mi affacciai aIIa fineslra e guardai veso Ia mia slanza, Ia Iuce era
senla. Ioi senlii Ie mani di Requena sui fianchi e non mi mossi.
Nemmeno Iui si mosse. Doo un o' mi abbasso i anlaIoni e
senlii iI suo ene fra Ie mie naliche. Non ci dicemmo nienle.
Quando finimmo ci sedemmo di nuovo a lavoIa e accendemmo
una sigarella. Lo dirai a XchliI` disse Requena. Vuoi che gIieIo
dica` Ireferirei di no, disse Iui. (oIao 2009: 425)
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Maria conlinua a vivere accanlo a XchliI e Requena e a vedere iI
rofessore di malemalica, ogni lanlo va a Iello con }acinlo. Le cose
accadono cos, senza enfasi. QuaIche cailoIo doo ci viene dello che
XchliI e Requena si sono searali menlre XchliI e Maria abilano
ancora I'una accanlo aII'aIlra e sono semre iu amiche
7
.

2. Ier miIIenni, iI modeIIo di famigIia egemone in Iuroa e in
Asia si fondava su aIcune carallerisliche comuni: un malrimonio
formaIe, un codice di comorlamenlo ubbIico, I'esislenza di reIazioni
sessuaIi riviIegiale fra gIi sosi, I'iIIegillimila deII'aduIlerio
8
. NeI giro
di ochi decenni i vincoIi che lenevano insieme quesla imaIcalura si
sono dissoIli. L'effello iu visloso deIIa melamorfosi e una fuga dai
Iegami riva di recedenli neIIa sloria occidenlaIe: iI divorzio o Ia
searazione sono divenlale raliche comuni, iI numero deIIe ersone
che vivono soIe, neIIe grandi cilla americane ed euroee, ha sueralo iI
numero deIIe ersone che vivono in famigIia. Se neIIe sociela
remoderne I'isoIamenlo era una forma di vila marginaIe o sosella,
oggi e una condizione comune
9
.

3. Un lerzo Ialo deI fenomeno riguarda I'eserienza coIIelliva deI
lemo. Le sociela umane ricercano una Iegillimazione neI assalo (Ia
lradizione), neI resenle (Ia romessa di feIicila lerrena), neI fuluro (iI
rogresso, Ia aIingenesi), o, iu sesso, in un milo che Ieghi Ie lre
dimensioni denlro un racconlo unilario (che i morli conlinuino a vivere
neII'oera di coIoro che conservano Ie lradizioni comunilarie, er
esemio, o che i miIilanli di una causa coIIelliva rivivano neII'oera di
coIoro che ne roIungano Ie Iolle). NegIi uIlimi quallro decenni Ia
calena cronoIogica si e sezzala con vioIenza, deolenziando iI assalo
e iI fuluro. Incisa neI senso comune, Ia sovranila deI resenle gira
neII'elere neI noslro lemo sollo forma di icpcs deIIe arli di massa: Ia
musica rock (no fulure for you + no fulure for me, Sex IisloIs, Gc!

7
||i!., 481-83.
8
Goody 1990: ca. XVII.
9
Hobsbavm 1995: 379.
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9
Satc inc Quccn, 1977, CoIisci iI assalo aI cuore, Ie iIIusioni di semre
+ abballi iI fuluro se non li aarliene + dislruggi iI fuluro,
Diaframma, Ii|ra, 1986), Ia ubbIicila (Iijc is ncu, Vodafone, 2006).
Queslo slalo di cose roIunga un lrallo fondamenlaIe deIIa modernila,
inciso neIIa elimoIogia slessa deIIa aroIa, ma Io fa annuIIando queIIa
fede neI fuluro come rogresso o redenzione cui Ia oIilica moderna
rimandava. Viviamo esislenze Iiriche, allimaIi, cerchiamo inlensila
momenlanee, ensieri, rogelli, assioni falicano a durare. Occorre
aggiungere che I'obsoIescenza deI assalo e deI fuluro e cominciala
moIlo rima che iI neoIiberismo rendesse oggellivamenle recaria Ia
vila dei moIli: in queslo senso, I'equivaIenle ideoIogico di |ijc is ncu e
queII'inlerrelazione banaIizzala deIIe lesi di Ko|eve suIIa fine deIIa
sloria che si diffuse neI diballilo giornaIislico fra Ia fine degIi anni
Ollanla e i rimi anni Novanla doo I'uscila di Ia jinc !c||a sicria c
|u|iinc ucnc (1992) di Irancis Iukuyama, quando Ia ni!!|c c|ass
occidenlaIe era ancora rolella, aImeno in Iuroa, daIIe armalure
sociaIdemocraliche o crisliano-sociaIi di cui sliamo vedendo Ia fine.
L'ouIenza ha dislrullo assalo e fuluro ben rima che Io facesse Ia
recariela.

4. II quarlo asello di queslo mulamenlo locca i Iegami elico-
oIilici. II modo di roduzione conlemoraneo sciogIie Ie soIidariela
orizzonlaIi e dislrugge aIcune deIIe isliluzioni che hanno aggregalo in
cori soIidi Ie immense masse umane deII'eoca moderna, a
cominciare dai raggruamenli voIonlari e inlerni agIi Slali: i arlili, i
sindacali. In queslo caso Ia diaIellica fra godimenlo e Iegge non e
essenziaIe aIIa comrensione dei rocessi. I invece essenziaIe er
comrendere iI iano infraordinario di quesla crisi, queIIa
vaorizzazione dei Iegami moIecoIari fra Ie ersone che cosliluisce uno
dei fenomeni iu imorlanli deI noslro lemo.
Sc Mucn Waicr Sc C|csc Tc Hcnc e un racconlo di Raymond Carver
uscilo neIIa raccoIla |uricus Scascns an! Oincr Sicrics (1977). Viene
narralo in rima ersona una donna che si chiama CIaire. La domenica
recedenle iI marilo di CIaire, Sluarl, e andalo a escare con degIi
amici neI giorno deII'aerlura slagionaIe, un iacere che si concede
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doo aver Iavoralo er lulla Ia sellimana e rima che i fine sellimana
siano fagocilali daIIe vacanze con Ia famigIia, daI camionalo di
basebaII dei figIi, daIIe visile dei arenli. Sluarl e i suoi amici Iasciano
Ia macchina, camminano er chiIomelri, raggiungono iI fiume,
ianlano Ie lende. Sono brave ersone, dice iI leslo, allaccale aIIa
famigIia, resonsabiIi suI Iavoro. AII'imrovviso quesle brave ersone
si imballono neI cadavere di una ragazza morla: e nuda, ha Ia faccia in
giu denlro iI fiume, giace imigIiala nei rami. Invece di lornare indielro
e di avverlire Ia oIizia, rimangono a escare fino aIIa domenica
omeriggio, oi rilornano aIIa macchina, si fermano a una slazione di
servizio e chiamano Io sceriffo. La sera Sluarl non dice nuIIa a CIaire.
SoIlanlo iI mallino doo, quando Io sceriffo chiama a casa, racconla
queIIo che e accadulo. SuI giornaIe c'e scrillo che Ia ragazza e slala
slurala. La mogIie e sconvoIla daI comorlamenlo deI marilo, ma
Sluarl non caisce:
Iravamo aena arrivali, avevamo camminalo er ore e ore.
Non olevamo mica fare subilo dielrofronl, Ia macchina era a
quasi dieci chiIomelri di dislanza. Ira iI giorno deII'aerlura |...j,
QueIIa era morla, morla, morla, hai cailo` |...j Che differenza fa
ieri sera o slamallina` Ira lardi. Avevi sonno, ho ensalo di
asellare slamallina er dirleIo |...j. Che cosa voIevi che facessi`
Slammi bene a senlire, le Io dico una voIla er lulle: non e
successo nienle. Non ho nienle di cui enlirmi o vergognarmi.
(Carver 1977: 323-29)
Ier Sluarl iI iacere egoslico e innocenle di escare con gIi amici
doo sellimane di Iavoro, rima che Ie visile dei arenli o iI basebaII
dei bambini dislruggano i ochissimi giorni che uo dedicare a se
slesso, recede iI dovere civiIe e umano di segnaIare un deIillo e
seeIIire i morli, Ie forme sueregoliche eIemenlari deIIa soIidariela si
sono corrose, ma in modo rosaico, anlilragico e comrensibiIe. In
vesle di narralore, CIaire commenla:
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Due cose sono sicure: uno, ormai aIIa genle non imorla iu
nuIIa di queIIo che succede aII'aIlra genle, due, nuIIa ha iu
davvero imorlanza ormai (ncining nakcs anq rca| !ijjcrcncc anq
|cngcr). (||i!.: 334)
HoueIIebecq esrimera queslo slesso senlimenlo in modo iu
draslico neIIe Pariicc||c c|cncniari:
|runoj si accorse aIlres che non gIiene fregava un cazzo. I
coIIeghi, i seminari di rifIessione, Ia formazione umana degIi
adoIescenli, Ie aIlre cuIlure... Ier Iui queIIa roba non aveva iu Ia
minima imorlanza. Chrisliane gIi ciucciava iI cazzo e Io accudiva
quando slava maIe, Chrisliane era imorlanle. (HoueIIebecq 1998:
237)
La frase non me ne frega un cazzo e iI comimenlo
deII'individuaIismo (iI grado iu modeslo deIIa voIonla di olenza,
come scrive Nielzsche, queIIo che ogni individuo raggiungere), nonche
iI unlo d'arrivo deII'iIIuminismo doo che iI rogello iIIuminislico di
emanciazione ersonaIe e coIIelliva si svuola, Iasciando dielro di se Ia
ragione cinica
10
.
L'aIIenlamenlo dei Iegami moIecoIari neIIa vila ordinaria ha
conseguenze oIiliche moIleIici. Se Ia iu visibiIe e I'indifferenza er
Ia vila ubbIica che di soIilo si accomagna aIIa frase non me ne frega
un cazzo, Ia iu inleressanle e ervasiva e Ia diffusione anarchica deI
dirillo aIIa aroIa. Uno dei saggi iu beIIi sugIi evenli deI maggio 1968
in Irancia e Ia Prisc !c parc|c di MicheI de Cerleau. Se neI IugIio deI
1789 era slala resa Ia asligIia, neI maggio deI 1968 venne resa Ia
aroIa: ersone che fino a queI momenlo avevano vissulo neI siIenzio e
er deIega enlrarono con forza suIIa scena ubbIica e rivendicarono iI
dirillo a esrimere Ia roria oinione su lullo:
In laI modo si afferma, feroce, irrerimibiIe, un nuovo dirillo,
venulo a coincidere con iI dirillo di essere uomo e non iu un

10
SIolerdi|k 1983.
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12
cIienle deslinalo aI consumo o uno slrumenlo uliIe
aII'organizzazione anonima deIIa sociela. Ira queslo dirillo a
comandare, er esemio, Ie reazioni di assembIee semre ronle a
difenderIo quando sembrava minaccialo neIIo svoIgimenlo di un
diballilo: Qua lulli hanno iI dirillo di arIare. Ma queslo dirillo
era riconosciulo soIlanlo a chi arIava a nome rorio, dalo che
I'assembIea rifiulava di ascoIlare chi si idenlificava con una
funzione o chi inlerveniva in nome di un gruo nascoslo dielro
Ie aroIe di un suo membro: arIare non vuoI dire essere Io
seaker di un gruo di ressione, di una verila neulra e
obielliva, o di una convinzione nulrila aIlrove.
Una secie di fesla (quaIe Iiberazione non e una fesla`) ha
lrasformalo daII'inlerno quesli giorni di crisi e di vioIenze una
fesla Iegala, ma non riducibiIe, ai giochi ericoIosi deIIe barricale o
aIIo sicodramma di una calarsi coIIelliva |...j. Quanlo si e
rodollo di inaudilo e queslo: ci siamo messi a arIare. Sembrava
fosse Ia rima voIla. Da ogni dove uscivano lesori, addormenlali o
siIenziosi, di eserienze mai nominale. Menlre i discorsi a verila
garanlila si zillivano e Ie aulorila si facevano siIenziose,
esislenze congeIale si schiudevano in un mallino roIifico.
Abbandonala Ia corazza melaIIica deII'aulomobiIe e inlerrolla Ia
fascinazione soIilaria deIIa leIevisione domeslica, in franlumi Ia
circoIazione, lagIiali i mass media, minaccialo iI consumo, in una
Iarigi sfalla e radunala er Ie slrade, seIvaggia e sluila di
scorire iI suo viso senza fard, sgorga una vila insosellala.
Cerlo, Ia resa deIIa aroIa ha Ia forma di un rifiulo. I rolesla.
Come vedremo, Ia sua fragiIila e queIIa di esrimersi soIo
conleslando, di leslimoniare soIo er via negaliva. Iorse e,
arimenli, Ia sua grandezza. Ma in reaIla essa consisle neI dire: Io
non sono una cosa. La vioIenza e iI geslo di chi ricusa quaIsiasi
idenlificazione: Io esislo |...j. Un allo d'aulonomia recede di
gran Iunga I'iscrizione deII'aulonomia neI rogramma di una
rivendicazione universilaria o sindacaIe. (De Cerleau 1968: 37)
Se inlerreliamo Ia resa di aroIa come una figura deIIo sirilo
che agisce neIIa oIilica conlemoranea, aIIora Ie due figure secuIari
cui Ia resa di aroIa si conlraone sono, da un Ialo, Ia maggioranza
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
13
siIenziosa, cioe Ia massa che deIega, e daII'aIlro Ia disciIina di arlilo,
cioe I'aggregazione voIonlaria di una massa fondala suIIa gerarchia.
Ora: Ia resa di aroIa, aI ari deI Sessanlollo, e un fenomeno duIice e
diviso (ne arIeremo megIio iu avanli): er un verso roIunga iI geslo
oIilico cosliluenle deIIe assembIee rivoIuzionarie moderne, er un
aIlro annuncia un individuaIismo oIilico di lio nuovo, lullo inlerno
aI cailaIismo erche nalo dai quanlilalivi di soggellivila che iI
benessere e Ia scoIarizzazione di massa hanno dislribuilo, neI
dooguerra, a ersone rive, fino a queI momenlo, dei mezzi necessari
er rendere Ia aroIa come individui. I decenni successivi
affosseranno iI Iegame con Ie assembIee rivoIuzionarie e lireranno fuori
iI Ialo inaarlenenle e narcisislico che era imIicilo neIIa
rivendicazione di aulonomia. Quando avviene aI di fuori di uno slalo
d'eccezione, Ia resa di aroIa generaIizzala ha effelli inevilabiImenle
microidenlilari: annuncia Ia fine di quei Iegami coIIellivi di cui i arlili
moderni erano I'effello e in arle Ia causa. II camo oIilico
conlemoraneo si e baIcanizzalo e Ia deriva riguarda sia Ie osizioni
che, neIIa geografia eredilala daI 1789, rovengono daIIa lradizione di
deslra, sia queIIe che rovengono daIIa sinislra, ma se Ia deslra
risonde sollraendo olere aIIe masse, rafforzando I'eseculivo e
affidandosi a eIiles lecnocraliche in nome deIIa 'governabiIila' (cos gia
neI documenlo suIIa crisi deIIa democrazia redallo neI 1975 da Crozier,
Hunlinglon e Walanuki su invilo deIIa Commissione lriIaleraIe
11
), Ia
sinislra smarrisce queIIa caacila di aggregazione che aveva fallo Ia
forza dei suoi arlili. asla guardare aIIa deriva dei movimenli
anlisislemici negIi uIlimi lrenl'anni, aIIa Ioro cosliluliva imolenza. NeI
IugIio deI 2001, daIIo sladio CarIini di Genova uscivano in corleo Ie
bandiere e gIi slriscioni dei cenlri sociaIi euroei, di Allac, deI IKK
curdo, deIIa DDR, deI ICI, deIIe ACLI, di Rifondazione comunisla,
deII'OLI, degIi uIlra deII'AlaIanla, deI Genoa, deI Iisa, deI Livorno
una grande aIIegoria onirica, una massa informe di microidenlila senza
Iegami che non avrebbero mai olulo rodurre un'azione oIilica
efficace, com'e accadulo a lulli i movimenli anlisislemici negIi uIlimi

11
Crozier, Hunlinglon, Walanuki 1975.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
14
lre decenni, e come conlinuera ad accadere nei rossimi. Quesla
segmenlazione sichica e sociaIe deI coro oIilico e uno dei grandi
fenomeni deIIa noslra eoca e crea I'ambienle neI quaIe si muovono i
cinque soggelli coIIellivi deIIa oIilica conlemoranea: Ie maggioranze
siIenziose, Ie oIigarchie lecnocraliche che governano er conlo deIIe
maggioranze siIenziose, Ie aggregazioni ouIisliche momenlanee
generale da caiooIo, i movimenli anlisislemici di sinislra e di deslra
e, in mezzo, i reIilli dei arlili di massa moderni.

3" 4)556( &6%**
Ora vorrei soffermarmi su un soggello sociaIe e su un evenlo
slorico che sono slali decisivi neI rocesso di rollura dei Iegami. II
soggello e cio che Ia cuIlura angIosassone chiama ni!!|c c|ass e che
aIzac e Ia socioIogia di derivazione marxisla, con una veIalura di
disrezzo, definiscono iccoIa borghesia. I Ia cIasse iu imorlanle
deII'Occidenle conlemoraneo, queIIa cui gIi aarali deI consumo e
deIIo sellacoIo er Io iu si rivoIgono, queIIa che Ia oIilica deI XXI
secoIo nomina aerlamenle senza limore di dividere I'oinione
ubbIica, di escIudere, di erdere voli neIIe camagne eIelloraIi
12
,
queIIa che si allribuisce iI dirillo di raresenlare Ia forma di vila
rodolla daIIe grandi lrasformazioni deI dooguerra, I'uomo
occidenlaIe comune
13
. La mulazione che Ia ni!!|c c|ass ha subilo neI
corso deI XX secoIo raresenla un fenomeno slorico sluefacenle e
aragonabiIe er raidila, vioIenza e forza aIIegorica aII'inurbamenlo

12
NeIIa camagna er Ie eIezioni residenziaIi americane deI 2012,
enlrambi i candidali designavano iI rorio eIelloralo di riferimenlo con Io
slesso lermine: sollo iI Ieggio di fronle aI quaIe Romney leneva i suoi comizi
Io sellalore leIevisivo si Ieggeva Ia scrilla sircngincning inc ni!!|c c|ass, sollo
queIIo di Obama si Ieggeva ni!!|c c|ass jirsi. NegIi Slali Unili Ia ni!!|c c|ass
core ormai ogni celo che si coIIochi fra iI confine sueriore deIIa overla e iI
confine inferiore dei grandi alrimoni.
13
Hobsbavm 2013: 11.
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
15
deIIe masse overe neIIe immense megaIooIi deI Terzo mondo.
AII'inizio deI Novecenlo, neIIe agine di Iciica prcicsianic c |c spiriic !c|
capiia|isnc (1904-05), Weber descrive Ia borghesia come una cIasse
disciIinala, sueregolica, dedila aI differimenlo deI iacere, aII'ascesi
inlramondana, aI Iavoro, aII'auloconlroIIo rodullivo deIIe assioni,
selle decenni iu lardi e imIicilo che iI soggello cui iI discorso deI
cailaIisla si rivoIge e una nuova ni!!|c c|ass uguaImenle rodulliva
ma riva di ascesi, a suo agio neI vilaIismo, neI consumo, neIIa Iiberla
sessuaIe. In quegIi slessi anni escono Ie rime grandi rifIessioni su
queslo assaggio slorico: in IlaIia, IasoIini descrive Ia mulazione
anlrooIogica che, neI corso degIi anni Sessanla e Sellanla, ha
lrasformalo Ie cIassi ooIari e Ia iccoIa borghesia cIerico-fascisla in
una nuova iccoIa borghesia Iaica, disincanlala e edonisla che rende
ossibiIi Ie grandi sconfille deIIa cuIlura calloIica nei referendum suI
divorzio (1974) e suII'aborlo (1981), negIi Slali Unili, Chrisloher Lasch
osserva come Ie forme di cura garanlile daIIe slrullure comunilarie,
daII'elica ooIare e borghese deIIa resonsabiIila e daIIa famigIia
siano slale sazzale via daIIo sladio eslremo deIIa deriva
individuaIislica moderna Ia cuIlura deI narcisismo. SoslanziaImenle
coevi, gIi scrilli di Lacan, IasoIini e Lasch descrivono Io slesso
rocesso.
Se e vero che Ia Ielleralura deII'Ollocenlo, da IIauberl a echov,
ha iu voIle racconlalo iI cuore nichiIisla e diseralo che si nascondeva
sollo Ie aarenze borghesi, e aIlrellanlo vero che Ia mulazione
anlrooIogica modifica comIelamenle iI camo deIIe forze. II
fenomeno davvero nuovo mi are iI seguenle: negIi uIlimi decenni Ia
nuova iccoIa borghesia vilaIisla ha recueralo Ie oslure e i
comorlamenli di lre grui sociaIi che avevano gia fallo I'eserienza
deI godimenlo disincanlalo e ai quaIi, nei secoIi e nei decenni
recedenli, Ia vecchia iccoIa borghesia sueregolica si era
conlraosla senza riserve. In rimo Iuogo ha inlroiellalo gIi
alleggiamenli lrasgressivi che Ie avanguardie inleIIelluaIi cresciule fra
iI secondo Ollocenlo e iI rimo Novecenlo, fra Ia |cncnc e iI Manijcsic
!c| surrca|isnc, avevano usalo conlro I'elica deIIa normaIila borghese:
I'anliconformismo, iI nichiIismo, iI sesso e Ia droga come forme di
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
16
eserienza e di verila, Ia parrcsia, I'infanliIismo, I'irresonsabiIila, iI
dandysmo, I'eslelizzazione deIIa vila, Ia conlemIazione deI mondo
come sellacoIo. La nuova borghesia ha assorbilo quesle lrasgressioni,
Ie ha osle accanlo a rori imegni di Iavoro e Ie usale er rendere
quegIi imegni iu coIorali e soorlabiIi: ensali er sconvoIgere un
borghese che non esisle iu, i gesli dei |cncnicns o degIi arlisli di
avanguardia sono oggi IelleraImenle inconceibiIi.
In secondo Iuogo, Ia ni!!|c c|ass ha incororalo iI Iiberlinismo, una
rerogaliva arislocralica aIIa quaIe Ia borghesia ha conlraoslo, nei
secoIi deIIa roria ascesa, una soIida disciIina moraIe e un ancor iu
soIido conformismo reIigioso. II romanzo deI Sellecenlo, ercorso daI
conlraslo fra I'arislocrazia disinibila e Ia borghesia udica e credenle,
reca lraccia di un'anlilesi moraIe seoIla. Se Ie avanguardie inleIIelluaIi
di fine Ollocenlo e di inizio Novecenlo si erano consaevoImenle o
inconsaevoImenle richiamale aIIa disinvoIlura arislocralica usandoIa
conlro Ia borghesia, Ia diaIellica cui iI romanzo sellecenlesco fa
riferimenlo oggi e scomarsa anche daI ricordo.
Infine, Ia ni!!|c c|ass ha incororalo una lerza forma di cincs cui
nei secoIi recedenli aveva conlraoslo Ia roria moraIe erbene.
Sollo Ia Iogica deI consumo e deIIo sellacoIo emerge, come uno slralo
fossiIe coerlo da una alina recenle, iI fondo deI vilaIismo ooIare,
coI suo sirilo cinico, dissacranle e nichiIislico. Sarebbe inleressanle un
giorno scrivere Ia sloria di quesla figura deIIo sirilo che ha una
ersislenza di Iunghissima durala. In Tersile e in TrimaIcione, in
IoIengo e in RabeIais, in eIIi, in abeI e in CeIine, in Gadda e in
IIaiano-IeIIini, nei borgalari di IasoIini e in queIIi di Sili lroviamo gIi
eIemenli di una Wc|ianscnaaung comune: I'idea che Ia vila sia ura
immanenza circondala daIIa morle, che i fini uIlimi, Ie cause coIIellive,
Ie grandi mele siano iIIusioni o, iu reaIislicamenle, inganni infIilli dai
olenli aIIe cIassi ooIari, che ogni individuo ersegua soIo iI iacere
e I'inleresse ersonaIe o lull'aI iu famiIiare, che ogni regime oIilico si
equivaIga, che Ia reaIla sia immodificabiIe, che gIi esseri umani siano
lroo deboIi er comorlarsi coerenlemenle, che iI robIema slesso
deIIa coerenza sia insensalo e aslrallo, che ci si debba godere Ia vila
crealuraIe finche c'e vila, neI sesso, neI gioco, neI consumo, neI cibo, neI
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
17
vino, neIIa droga. I variela leIevisivi e Ie fesle ooIari oggiano sora
Ia slessa visione deIIa vila, deIIa morle, deIIe ersone, I'ingresso deIIa
ni!!|c c|ass neII'immanenza deI consumo disseeIIisce e rialliva un
soslralo miIIenario:
La grande arma che i borgalari hanno a disosizione e iI
nichiIismo, sono Ioro gIi anlesignani deII'insignificanza, iu iI
mondo borghese aare aare rivo di senso, iu i borgalari
guadagnano osizioni, ossono divenlare avanguardia. QueI che
er i borghesi e molivo di savenlo (nienle vaIe Ia ena, iI fuluro
non esisle), er iI borgalaro e monela correnle (se sa). (Sili
2008: 311)

7" 8(**%'-,--,
Se I'eicenlro sociaIe deIIa grande mulazione e Ia iccoIa
borghesia, I'eicenlro slorico e iI Sessanlollo. Uso quesla dala come
una melonimia er indicare un eriodo che in IlaIia si are neI
novembre deI 1967, con Ie rime occuazioni universilarie deII'anno
accademico 1967-68, e si concIude fra I'ollobre e iI novembre deI 1980,
fra Ia marcia dei quaranlamiIa e iI giorno in cui un giovane
imrendilore che aveva fallo i soIdi coslruendo eriferie residenziaIi
deslinale aIIa nuova cIasse media lrova iI nome definilivo er iI nciucrk
nazionaIe di leIevisioni rivale che aveva messo insieme neII'anno
recedenle: CanaIe 5. AII'inlerno di queslo eriodo occorrerebbe
dislinguere fra un momenlo Iegalo aI Sessanlollo in senso rorio e un
momenlo Iegalo a un anno melonimico, iI Sellanlaselle. TraIascio di
seararIi in quesla sede, erche se si guarda iI fenomeno a dislanza gIi
eIemenli comuni aaiono iu inleressanli deIIa differenze.
II Sessanlollo in quanlo melonimia di un evenlo slorico e iI
risuIlalo di due forze differenli che, er dieci o quindici anni, si
sovraongono in forme diverse a seconda dei diversi aesi, e oi si
searano definilivamenle. Ier un verso, raresenla I'uIlimo eisodio
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
18
deII'Ila deIIe RivoIuzioni moderne, un'eoca scandila da aIlre quallro
dale aIIegoriche (1789, 1848, 1871, 1917) ed esaurilasi negIi anni Ollanla
deI Novecenlo, er un aIlro, raresenla iI cuImine deIIa forma di vila
cailaIislica neIIa slagione deI suo lrionfo, quando lullo queIIo che era
soIido Ia famigIia, i raorli fra Ie generazioni, iI senso deIIe
gerarchie si dissoIve neII'aria. Queslo secondo asello fu coIlo subilo
da chi osservava iI Sessanlollo con uno sguardo conservalore. I cio che
accade in IlaIia con gIi scrilli di IasoIini: non lanlo neIIa oesia su VaIIe
GiuIia o neII'arlicoIo sui caeIIoni, quanlo negIi arlicoIi suI divorzio e
suII'aborlo, inlerrelali come effelli suremi deIIa cuIlura deI consumo
non conquisle di sinislra, ma fenomeni eslranei aIIo sconlro fra deslra
e sinislra, e inlerni aI confIillo fra Ia vecchia borghesia sueregolica e Ia
nuova borghesia edonisla:
L'aborlo IegaIizzalo e infalli su queslo non c'e dubbio -
un'enorme comodila er Ia maggioranza. Sorallullo erche
renderebbe ancora iu faciIe iI coilo I'accoiamenlo
elerosessuaIe aI quaIe non ci sarebbero iu ralicamenle
oslacoIi. Ma quesla Iiberla deI coilo deIIa coia cos com'e
conceila daIIa maggioranza da chi e slala lacilamenle voIula,
lacilamenle romuIgala e lacilamenle falla enlrare, in modo ormai
irreversibiIe, neIIe abiludini` DaI olere dei consumi, daI nuovo
fascismo. (IasoIini 1999: 373)

NeII'uIlimo decennio e inlervenula Ia sociela dei consumi, cioe
un nuovo olere faIsamenle loIIeranle che ha riIancialo in scaIa
enorme Ia coia, riviIegiandoIa di lulli i dirilli deI suo
conformismo. A laIe olere non inleressa ero una coia
crealrice di roIe (roIelaria), ma una coia consumalrice
(iccoIo-borghese): in pccicrc, esso ha gia dunque I'idea deIIa
IegaIizzazione deII'aborlo (come aveva gia I'idea deIIa
ralificazione deI divorzio). (||i!.: 378)
Queslo Ialo deI 1968 e cenlraIe anche neIIe inlerrelazioni di
Lacan o di Lasch. Rimasla minorilaria a Iungo, una Iellura simiIe
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
19
riemerge negIi uIlimi quindici anni nei saggi di auman o nei romanzi
di HoueIIebecq:
Ia un cerlo effello osservare come sesso |Iaj |i|crazicnc scssua|c
venisse resenlala sollo forma di ideaIe coIIellivo menlre in reaIla
si lrallava di un nuovo sladio neII'ascesa slorica
deII'individuaIismo. Coia e famigIia raresenlavano I'uIlima
isoIa di comunismo rimilivo in seno aIIa sociela IiberaIe. La
Iiberazione sessuaIe ebbe come effello Ia dislruzione di quesle
comunila inlermedie, Ie uIlime a searare I'individuo daI mercalo.
(HoueIIebecq 1998: 116)
Menlre iI Ialo oIilico deI Sessanlollo e uscilo sconfillo, Ia
rivoIuzione di coslume inlerna aI cailaIismo e rimasla incisa neIIa
noslra forma di vila, iI rimo non esisle iu, Ia seconda da forma
aII'almosfera moraIe deI noslro lemo.

9" 8&:)2,;.(')% ( 6)<(.%2),'(= !"#$%&'$()
L'Anii-|!ipc roone un alleggiamenlo verso Ia mulazione
anlrooIogica ooslo a queIIo che abbiamo inconlralo finora. II
aradigma Ialonico, crisliano e canonicamenle sicoanaIilico Iegge iI
desiderio come Ia lraccia di una mancanza, invece DeIeuze e Guallari,
seguendo iI Nielzsche di Gcnca|cgia !c||a ncra|c, Io inlerrelano come
una forza oIimorfa e originaria, un'energia crealrice che non orbila
allorno a un iccoIo milo famiIiare o a un cenlro vuolo, ma lransila
ereluamenle, cambia oggello, si conlraddice
14
. In queslo senso, Ia
forza di cui arIa I'Anii-|!ipc e moIlo iu vicino aIIa jcuissancc di Lacan
che aI concello neoIacaniano di desiderio: se iI soggello freudiano si
resenla diviso, ma Ie sue arli, reslando aII'inlerno deI lriangoIo
ediico, navigano in uno sazio chiuso e individuaIe, Ia macchina
desideranle deII'Anii-|!ipc si muove in uno sazio moIleIice,

14
DeIeuze-Guallari 1972: 27, 44 ss. e passin.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
20
iIIimilalo e sovraersonaIe
15
. La modernila cailaIisla crea Ie
condizioni er Iiberare iI desiderio generando schizofrenia, e queslo
er DeIeuze e Guallari e soIo un bene. AIIo slalo di cose resenle
|Anii-|!ipc non rimrovera di aver dissoIlo lullo cio che era soIido, a
cominciare daI soggello cenlrielo crisliano e veleroborghese, ma di
non averIo dissoIlo abbaslanza. Ier esislere, iI cailaIismo deve
rinchiudere i suoi azzi invece di vedere in essi i suoi eroi, iI suo
rorio comimenlo, deve sorvegIiare i rori arlisli e i rori
scienziali come se rischiasse di far scorre fIussi ericoIosi, carichi di
olenziaIila rivoIuzionaria fin lanlo che non vengono ricuerali o
assorbili daI mercalo
16
, deve conservare un soIido nucIeo reressivo
che ermella aI sislema di rodurre, di manlenere I'ordine, di
confinare Ia schizofrenia neI recinlo sorvegIialo deI 'lemo Iibero':
Si uo dire che Ia schizofrenia e iI Iimile csicrnc deI cailaIismo
o iI lermine deIIa sua lendenza iu rofonda, ma che iI cailaIismo
non funziona se non a condizione di inibire quesla lendenza |...j.
La schizofrenia imregna insomma lullo iI camo cailaIislico da
un cao aII'aIlro. Ma si lralla er Iui di Iegarne Ie cariche e Ie
energie in una assiomalica mondiaIe che oone semre nuovi
Iimili inlerni aIIa olenza rivoIuzionaria dei fIussi decodificali.
(||i!.: 279-80)
Ier DeIeuze e Guallari occorre Iiberare i fIussi desideranli,
svincoIare Ia Ioro forza rivoIuzionaria, negare Ie disciIine, iI Iavoro, i
oleri che inibiscono. Teslo fondamenlaIe deI Sellanlaselle, I'Anii-|!ipc
e Ia fonle di moIli discorsi che, sesso allraverso Ia mediazione di
Negri e Hardl, circoIano in un'area vasla dei movimenli anlisislemici
conlemoranei. Quesla famigIia di osizioni non rimiange iI soggello
inlegro, umanislico-borghese, che iI cailaIismo ha disgregalo, ne i
vincoIi che Io lenevano insieme, Ia schizofrenia e Ia fine degIi aggregali
sociaIi moderni vengono visli come eIemenli di una Iiberazione fulura

15
||i!.: 54 e ss.
16
||i!.: 279.
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
21
che dovra aver Iuogo in forme comIelamenle diverse da queIIe
novecenlesche. II croIIo degIi anlichi Iegami e un'emanciazione.

>" ?.%*&('5('2% ( )@@%'('2%
Ira gIi evenli che definiscono I'eoca moderna, iI iu imorlanle e
Ia crisi deIIe grandi favoIe coIIellive che garanlivano una risosla
ubbIica aIIe domande erche`, a che scoo`, degIi aarali
miloIogici che ermellevano di consoIare Ie ersone romellendo
ricomense, imonendo Iimili aII'indisciIina, lrovando ragioni er
giuslificare Ia morle, iI doIore o, iu rosaicamenle, Ie fruslrazioni
quolidiane. Doo Ia crisi degIi anlichi dei, Ia morle forma iI rumore di
fondo deIIe noslre giornale: dev'essere coerla di conlinuo da aIlri
suoni, ma sla semre Ia, come in un'auIa scoIaslica iI quadro di una
ballagIia di AIessandro Magno
17
. In queslo senso, i Iegami e
godimenli sono i rimedi allraverso i quaIi cui I'Occidenle affronla
I'angoscia deIIa recariela, I'insensalezza lerminaIe deIIe cose, e hanno
reso iI oslo che Ia noslra cuIlura ha allribuilo er secoIi aIIe calegorie
di lrascendenza e immanenza. I Iegami creano nucIei di lrascendenza
mondana: allribuiscono un significalo aIIe vile effimere diffondendo Ia
convinzione che Ia noslra soIiludine ossa roIungarsi in quaIcosa:
neIIa ersona amala, in un figIio, neIIa coia come ceIIuIa di
comunismo rimilivo (HoueIIebecq), neIIa famigIia come rifugio in
un mondo senza cuore (Lasch), neIIa vila comunilaria, in una causa
oIilica. II godimenlo modeIIalo suIIa forma-consumo resuone
invece un'immanenza assoIula: e iI comimenlo deI grande rogello
che dislingue I'Occidenle da lulle Ie aIlre sociela, coslruire una
convivenza senza Dio:

17
La morle e dinanzi a noi ressaoco come, in unauIa scoIaslica, iI
quadro di una ballagIia di AIessandro Magno. Limorlanle e di oscurare o
canceIIare queI quadro, ancora in quesla vila, medianle Ie noslre azioni,
Kafka 1972: 735.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
22
Ier resislere senza Ia seranza neII'aIdiIa, e neI Iaradiso,
bisogna serare neI aradiso in lerra. (Non slo arIando di ochi
inleIIelluaIi sloico-eicurei, slo arIando deIIa genle comune).
Dare I'iIIusione deI aradiso in lerra e I'obiellivo deI consumismo.
(Sili 2006: 133)
Se i Iegami singono a vivere iI resenle in funzione deI assalo e
deI fuluro, iI godimenlo resuone una cronoIogia falla di inlensila
momenlanee che si esauriscono e si rinnovano senza lregua. Allorno aI
lemo vivo deI iacere si are iI lemo morlo deII'imazienza, deIIa
falica, deIIa noia. NeI suo inlervenlo di ieri RecaIcali cilava
un'inlervisla di Iabrizio Corona in cui si arIava deIIa vila sessuaIe di
erIusconi: e un uomo arrivalo a fine corsa, diceva Corona,
neII'unico giro di gioslra che abbiamo: che cosa dovrebbe fare se non
cercare di godere fino aII'uIlimo`. La consaevoIezza che girare suIIa
gioslra rima deIIa sua chiusura inevilabiIe e I'unica cosa che conli,
una consaevoIezza che sesso viene erceila indirellamenle neI
faslidio che Ia vila ordinaria suscila, genera Ia ricerca deI iacere. La
morle e iI ungoIo e Ia conlroarle deI vilaIismo, come Ia
Wc|ianscnaaung ooIare di cui arIavamo rima sa erfellamenle, da
TrimaIcione a eIIi, da CeIine ai rogrammi deIIe leIevisioni di
erIusconi quando Ie leIevisioni di erIusconi si Iiberano, in seconda
serala, deIIe fogIie di fico moraIislico-senlimenlaIi che Ie ricorono
neIIe fasce rolelle. Se lullo cio che siamo e un essere che conceisce iI
lemo soIo come erdila di vilaIila, aIIora iis |ciicr ic |urn cui, fino
aII'uIlimo giro deIIa gioslra, inan ic ja!c auaq.

A" $B,<*,6(*&('2% 5(6 /%.%5)C@% %/,&%6)--)&,
Come reIicare a Corona` Ierche Ia ricerca deI godimenlo
dovrebbe essere lrascesa da quaIcosa` L'unica enlila che rende sensali
o insensali i noslri ensieri e Ie noslre azioni, cioe Ia iallaforma
eocaIe suIIa quaIe siamo oggiali, ha reso imronunciabiIi moIle deIIe
risosle lradizionaIi. NeIIa crilica neoIacaniana aIIo slalo di cose
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
23
resenle, er esemio, che ure fissa bene aIcuni aselli decisivi deI
noslro lemo, si cogIie un eIemenlo indifendibiIe, una osizione Iegala
a un'eoca morla una voIla er semre, un alleggiamenlo che Ia
cuIlura cui DeIeuze e Guallari aarlengono definirebbe, ricorrendo a
un aggellivo che Nielzsche usava come un'arma finaIe, 'moraIislico'.
Ma quesla difficoIla e iu amia e suera I'ambilo deIIa crilica
neoIacaniana. Se cinquanl'anni fa Ia cuIlura umanislica lendeva a
rifiulare senza indugio iI consumo, iI godimenlo, Io sellacoIo, oggi iI
discorso aocaIillico aare invecchialo. C'e un eIemenlo
generazionaIe in queslo. La crilica senza aeIIo e slala Ia rima
reazione degIi inleIIelluaIi aIIa sociela di massa, Ia risosla di un'eIile
che slava divenlando una forza deI assalo, se e vero che Ia visione
deIIa rovina deI mondo, deIIa civiIla, e semre una forma
ideaIislicamenle gonfiala deI lramonlo di una cIasse
18
. Cresciula in
un'eoca che Ia cuIlura di sinislra suIIa quaIe ci siamo formali rifiulava
senza aeIIo, Ia mia generazione ha conslalalo che ogni eoca crea
nuovi vaIori Iegillimi e nuovi sazi di senso, che i Verdurin deI
resenle divenlano i Guermanles deI fuluro, che queslo rocesso assa
imerciilo agIi occhi deIIe nuove generazioni er Ie quaIi i Verdurin
di un lemo sono davvero i Guermanles, che una serie di raliche e
discorsi che Adorno avrebbe Iiquidalo come semIici forme di
consumo aIienalo o di cnicriainncni adoIescenziaIe hanno crealo iI
aesaggio eslelico deI noslro lemo, neIIa musica rock e neIIa moda,
neI !csign e neIIa leIevisione, neI cinema di serie e neIIo sorl. Iiu in
generaIe, oggi ogni lenlalivo di Iimilare Ia ricerca di godimenlo, magari
allribuendo a un'eIile iI comilo di indicare aIIe masse Ia via er
conquislare Ia vila aulenlica, aare slridenle e inloIIerabiIe, e suona
moraIislico oIlre che inefficace. A queslo occorre aggiungere quallro
considerazioni:

- Le masse occidenlaIi hanno vissulo e vivono Ia cuIlura deI
godimenlo come una conquisla: generazioni vissule er secoIi oco
sora Io slalo di sussislenza e denlro una moraIe severa, disciIinala

18
Lukcs 1946: 57.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
24
daIIo sguardo oressivo degIi aIlri, hanno vislo, neIIa nuova
disonibiIila di merci e neIIa mulazione dei coslumi, un migIioramenlo
soslanziaIe, un 'rogresso', er usare una calegoria comune neII'IlaIia
degIi anni Cinquanla e Sessanla.

- La slessa cosa e accadula nei aesi che sono assali daI
sociaIismo reaIe aI neoIiberismo, e benche sia difficiIe formuIare giudizi
non generici su dinamiche comIicale suIIe quaIi abbiamo
informazioni di seconda mano, Ie masse dei aesi non occidenlaIi
sembrano considerare desiderabiIe iI assaggio aI cailaIismo,
nonoslanle Ie sofferenze che una simiIe melamorfosi comorla. II
sislema mondiaIe deII'economia moderna allraversa una crisi
Iaceranle, ma iI discorso deI cailaIisla gode di un consenso Ianelario:
ci si sconlra suIIa dislribuzione deIIe ricchezze, non suII'idea che quesle
ricchezze debbano servire a dissoIvere Ie forme di vila lradizionaIi, a
disorre di merci, lemo, eserienze, a usare lullo queslo secondo Ia
Iogica deI consumo. NegIi uIlimi decenni I'unica forma di oosizione
effelluaIe aI discorso deI cailaIisla e slalo iI fondamenlaIismo
isIamico, I'oosizione Iegala ai movimenli anlisislemici si e riveIala
minore e veIIeilaria.

- Non esisle aIcuna aIlernaliva reaIe aI cailaIismo e aI discorso
deI cailaIisla, aIcuna conlroforza oIilica organizzala. Le forme di
assoggellamenlo conlemoranee non consenlono Ia nascila di una
forza oIilica aIlernaliva aIIo slalo di cose resenle, I'unico saIlo slorico
che riusciamo a immaginare e Iegalo a un cedimenlo slrulluraIe deI
sislema, non aIIa Iolla fra due modeIIi oIilici, due forme di sociela,
due modeIIi di mondo aIlernalivi.

- Cio che Nielzsche chiamerebbe Ia Vila I'energia, iI fuluro, Ia
caacila di creare nuovi modi di essere sla daIIa arle deIIa jcuissancc:
iI ririslino dei Iegami e erceilo come un geslo conservalore, Ia
rollura dei Iegami a favore deI iacere momenlaneo e associala aII'idea
di Iiberazione anche quando una simiIe Iiberazione genera confIilli, Ia
freccia deI lemo e orienlala in un senso soIo.
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
25

D" E<,F( +* ,'6G *HG
Un icpcs deIIe rifIessioni suI resenle, nalo neII'eoca in cui Ia
grande oIilica moderna esisleva ancora, vuoIe che neIIa concIusione
di un discorso come queslo si debba cercare di risondere aIIa
domanda che fare`, o aIIa sua versione deboIe: che osizione
rendere`. Io non ho una osizione: non credo che esisla un'origine
cui lornare, un rinciio da conservare o reslaurare, ne enso che vi sia
una mela reaIislica cui lendere, erche Ie aIlernalive oIiliche aIIa
forma di vila alluaIe sono deboIissime. Lo dico andando conlro una
arle di me slesso e a maIincuore, ma e cos. I ossibiIe che Io slalo di
cose resenle vada verso una crisi di sislema, e robabiIe che si
conservi ma che i raorli di forza fra Ie aree geografiche mulino a
svanlaggio deII'Occidenle, e moIlo robabiIe che, neII'evenluaIila di un
coIIasso lolaIe o IocaIe, I'unica aIlernaliva sia iI disordine, Io slesso
disordine che oggi ricore vasle aree deI mondo e non orla ad aIcuno
sbocco oIilico, ma aIIa ura enlroia.
L'uIlimo sladio deIIa modernila iIIuminislica e Ia diaIellica
deII'IIIuminismo: i rocessi che scalena generano confIilli inconciIiabiIi
aII'inlerno dei quaIi ogni conquisla comorla una erdila. Ma una
diaIellica riva di sinlesi rilorna ipsc jacic ai confIilli originari che Ia
diaIellica inlendeva suerare allraverso I'azione oIilica o iI ensiero,
rilorna, in aIlre aroIe, aIIa lragedia, cioe aIIa coscienza che non c'e una
sinlesi, che Ie Iacerazioni non si risoIvono, che Ia vila conlemoranea, e
Ia vila in generaIe, oggia suIIa conlraddizione. Un esemio uro di
diaIellica deII'IIIuminismo - e una forma morbida di lragedia - e iI
disagio deIIa civiIla. QuaIe osizione rendere dunque`
La oesia iu famosa di IhiIi Larkin si inliloIa Hign Win!cus,
|incsirc a|ic. La lraduzione ilaIiana e di Inrico Tesla:
When I see a couIe of kids
And guess he's fucking her and she's
Taking iIIs or vearing a diahragm,
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
26
I knov lhis is aradise

Iveryone oId has dreamed of aII lheir Iives
onds and geslures ushed lo one side
Like an ouldaled combine harvesler,
And everyone young going dovn lhe Iong sIide

To hainess, endIessIy. I vonder if
Anyone Iooked al me, forly years back,
And lhoughl, Tnai|| |c inc |ijc,
Nc Gc! anq ncrc, cr sucaiing in inc !ark

A|cui nc|| an! inai, cr nating ic ni!c
Wnai qcu inink cj inc pricsi. Hc
An! nis |ci ui|| a|| gc !cun inc |cng s|i!c
Iikc jrcc ||cc!q |ir!s. And immedialeIy

Ralher lhan vords comes lhe lhoughl of high vindovs:
The sun-comrehending gIass,
And beyond il, lhe dee bIue air, lhal shovs
Nolhing, and is novhere, and is endIess.


Quando vedo una coia di ragazzi
e enso che Iui se Ia scoa e che Iei
rende Ia iIIoIa o si melle iI diaframma
so che queslo e iI aradiso

che ogni vecchio ha sognalo er lulla Ia vila
Iegami e gesli messi da arle
come una mielilrebbia arrugginila,
e ogni giovane che va giu er Io scivoIo

di una feIicila senza fine. Chissa
se quaIcuno osservandomi, quaranl'anni fa,
ha ensalo: Quc||a sara |a tiia,
ncn piu Oic, ncn piu su!crc c paura |a nciic

Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
27
pcr |injcrnc c pcr iuiic i| rcsic, ncn piu
i| !ctcrc !i nasccn!crc quc||c cnc pcnsi !c| prcic.
Iui c quc||i ccnc |ui iuiii giu pcr |c scitc|c
ccnc na|c!ciii uccc||i |i|cri. I aII'imrovviso

non una aroIa viene, ma iI ensiero di fineslre aIle:
iI velro che assorbe iI soIe
e, aI di Ia, I'aria azzurra e rofonda, che non moslra
nuIIa, che non e da nessuna arle, che non ha fine.
(Larkin 2002: 21)
Hign Win!cus e slala scrilla da un uomo nalo neI 1922, cresciulo in
una cuIlura reressiva e divenlalo un aduIlo nevrolico e disadallalo,
come quasi lulli queIIi che scrivono grande Ielleralura doo i
venlicinque anni. Ai suoi occhi i ragazzi Iiberali degIi anni Sessanla
sono iI aradiso che Ia sua generazione ha sognalo: nienle iu reli,
eccali, sensi di coIa, aura deII'inferno. Ma cio che rende
slraordinaria quesla oesia e I'uIlima slrofa. AI ragazzo e aIIa ragazza
che scoano rolelli daIIa iIIoIa o daI diaframma, scivoIando verso
una feIicila infinila come ucceIIi Iiberi, viene associala I'immagine di
fineslre aIle (forse Ie velrale deIIe chiese) che assorbono iI cieIo. Iuori
daI velro c'e soIo I'aria ceIesle e rofonda che non moslra nuIIa, non ha
Iuogo ne fine.
Mi e semre sembrala inleressanle Ia somigIianza, lanlo visibiIe
quanlo casuaIe, fra aIcune arli di quesla oesia e una deIIe iu famose
canzoni pcp di lulli i lemi, |naginc. Hign Win!cus fu comosla fra iI
marzo deI 1965 e iI febbraio deI 1967 e usc in rivisla neI 1968
19
, |naginc
fu regislrala fra iI maggio e iI IugIio deI 1971, e usc neII'ollobre deIIo
slesso anno:
Imagine lheres no Heaven
Ils easy if you lry
No heII beIov us
Above us onIy sky

19
Molion 1993: 355 e 371, Larkin 2012: 449-51.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
28
Imagine aII lhe eoIe
Living for loday.

Imagine lheres no counlries
Il isnl hard lo do
Nolhing lo kiII or die for
And no reIigion loo
Imagine aII lhe eoIe
Living Iife in eace.

ou may say Im a dreamer
ul Im nol lhe onIy one
I hoe someday youII |oin us
And lhe vorId viII be as one.

Imagine no ossessions
I vonder if you can
No need for greed or hunger
A brolherhood of man
Imagine aII lhe eoIe
Sharing aII lhe vorId.

ou may say Im a dreamer
ul Im nol lhe onIy one
I hoe someday youII |oin us
And lhe vorId viII Iive as one.


Immagina che non ci sia aradiso
e faciIe se ci rovi,
nessun inferno sollo di noi
sora di noi soIlanlo cieIo,
immagina che lulli
vivano er I'oggi.

Immagina che non ci siano nazioni,
non e difficiIe da fare:
nuIIa er cui uccidere o morire
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
29
e anche nessuna reIigione,
immagina che lulli
vivano Ia Ioro vila in ace.

Iuoi dire che sono un sognalore
ma non sono iI soIo,
sero che un giorno lu li unisca a noi
e iI mondo sia una cosa soIa.

Immagina che non ci sia ossesso,
mi chiedo se ci riesci:
nessun bisogno di avidila o fame,
una fraleIIanza fra uomini.
Immagina che lulli
condividano lullo iI mondo.

Iuoi dire che sono un sognalore
ma non sono iI soIo,
sero che un giorno lu li unisca a noi
e iI mondo viva come una cosa soIa.
|naginc e coslruila allorno a negazioni: di cinque enlila elico-
oIiliche (iI aradiso, I'inferno, Ie nazioni, gIi ideaIi in nome dei quaIi
uccidere o morire, Ia reIigione), di due assioni lrisli (iI ossesso,
I'avidila) e deIIa fame, cui si conlraone un mondo uloico di
ersone feIici, unile e acifiche che vivono er iI resenle. Hign
Win!cus e coslruila allorno a cinque negazioni (i Iegami, i gesli, Dio,
I'inferno, iI rele), lre deIIe quaIi coincidono con queIIe di |naginc: in
enlrambe Ie oere si arIa di un confIillo fra Ie anliche lrascendenze e
una nuova forma di feIicila lerrena resa ossibiIe daIIa rivoIuzione
cuIluraIe deI Sessanlollo, in enlrambe, sora gIi esseri umani Iiberali, si
are iI cieIo. Larkin non nomina Ia oIilica o Ia ace, Lennon non
nomina iI sesso, ma soIo erche non ne ha bisogno, Ia Iiberazione
sessuaIe essendo imIicila neIIa sua figura ubbIica, neIIe folografie di
quegIi anni che Io rilraggono nudo, a Iello con oko Ono. Cio che
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
30
cambia e che rende i due lesli moIlo diversi e Ia lonaIila emoliva,
irenico-senlimenlaIe in Lennon, ambivaIenle in Larkin.
Id e rorio iI !cu||c |in! inlrodollo daII'immagine finaIe a fare Ia
grandezza di Hign Win!cus. Che cosa Ieggere neI velro che assorbe iI
soIe, neII'azzurro con cui si chiude Ia oesia` Rafforzalo
daII'cnjan|cncni, iI ncining deII'uIlimo verso e una aroIa cruciaIe: iI
aradiso che ogni vecchio ha sognalo e un cieIo senza Iuogo e senza
fine che non moslra nuIIa, sora i ragazzi senza Dio ma rovvisli di
iIIoIa e diaframma si are un mondo rivo di lrascendenza. I Ia slessa
concIusione cui giunge Sili arIando dei nuovi aradisi deIIe merci
sessuaIizzale: iI consumo (di cose, di cori) come rolesla conlro Ia
morle di Dio. Cambia Ia Siinnung (Larkin adolla Ia oslura cinico-
nevrolica deI tcqcur, Sili si Iascia conlagiare), non cambia
I'ambivaIenza. Queslo e iI mondo che moIle deIIe ersone nale neI 1922
o neI 1947 hanno sognalo da ragazzi, iI rocesso che Io ha reso
ossibiIe e irreversibiIe in Occidenle, erche non saremmo
rimiangere Ie enlila elico-oIiliche che Ia mulazione ha sazzalo via,
erche ochi di noi vorrebbero indielro Dio, Ia reIigione, I'inferno, iI
rele o anche soIo I'indissoIubiIila deIIa coia, I'Ogino-Knaus o un
mondo iu overo. D'aIlra arle quesla eserienza crea una reaIla deI
lullo immanenle, soggella a un lemo che dislrugge senza romellere
inveramenli, circondala daIIa morle o dai suoi ataiar: iI vuolo, Ia noia,
Ia lransiloriela, o iI bisogno comuIsivo di rinnovare iI iacere er
rimuovere iI vuolo, Ia noia, Ia lransiloriela.
Davanli aIIa frallura scomosla fra godimenlo e Iegami, fra Ia
Iiberazione deII'Is e Ia coslruzione di affelli, di aarlenenze che
comorlano resonsabiIila e doveri, I'arle e Ia fiIosofia hanno iI
comilo di moslrare che iI confIillo e irredimibiIe, sfuggendo aI buon
senso o aIIa versione di sinislra deI buon senso, queII'ollusila deI
rogressismo medio (Adorno) che nasconde a se slessa i robIemi
rielendo Iuoghi comuni ur di non vedere. Hanno anche iI comilo di
moslrare che Ia sloricizzazione deI maIe e Ia secoIarizzazione deIIa
leodicea imIicile neIIe uloie moderne sono lramonlale insieme a
queIIe uloie. Iromellendo una aIingenesi lerrena, I'Ila deIIe
RivoIuzioni rimandava ogni giudizio suIIa condizione umana e suIIe
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
31
sue conlraddizioni onloIogiche aII'eoca in cui iI maIe slorico nalo
daII'ingiuslizia sarebbe slalo sueralo. II comunismo, scriveva Iorlini
in un aIlro anno aIIegorico, iI 1989, non eIimina I'infermila radicaIe
degIi esseri umani, ma consenle di riformuIarIa, di viverIa in modo
diverso
20
, Ia noslra condizione osl-uloica ci singe invece a ensare
che Ie conlraddizioni essenziaIi, di fallo, non hanno sloria se non neIIa
Iunga o Iunghissima durala, cioe in una dimensione che non ci
riguarda iu.
Ma se I'arle e Ia fiIosofia debbono moslrare Ia rofondila dei
confIilli, Ia rassi e invece obbIigala a lrovare rimedi, a rendere
osizione. Irima ancora che a idee o rogrammi, Ia oIilica moderna
rimanda a una fiIosofia deIIa sloria e aIIe sue melafore direzionaIi: iI
rilorno a un'origine, Ia Iunga marcia verso una mela. I sinlomalico che
una deIIe melafore in ascesa neI discorso conlemoraneo sia queIIa deI
gaIIeggiamenlo, daIIa navigazione a visla
21
. Davanli aIIe conlraddizioni
eliche Ie ersone si comorlano secondo quesla slessa Iogica: si
barcamenano, cercano di mellere insieme sinle diverse, di creare
moraIi rovvisorie, neIIa consaevoIezza che non c'e una vera
soIuzione. NeIIa reaIla, Ia maggioranza degIi occidenlaIi vive in uno
sazio inlermedio fra aIcuni Iegami e aIcune forme di jcuissancc,
secondo roorzioni che fIulluano neI lemo, e denlro Ie quaIi ognuno
ricerca un suo equiIibrio momenlaneo. La vila quolidiana e iI regno deI
oIileismo morbido, deI buon senso, deI rogressismo o deI
conservalorismo medi: oggia suIIe slesse conlraddizioni che danno
Iuogo a una visione lragica, ma evila sislemalicamenle di farIe
esIodere, erche aIIa fine vivere significa conservare una forma di
mioia, di ollusila, ed evilare di inlerrogarsi fino in fondo suIIe cose
uIlime, queIIe che rinviano aIIe domande cui non c'e risosla
(erche`, a che scoo`), o a confIilli insoIubiIi nei quaIi moIli dei
Iiliganli o moIli Iali deI robIema hanno una arle di ragione, e anche
quando uno di quesli Iali cede e viene meno, iI cedimenlo non rimanda

20
Iorlini 1990.
21
ReveIIi 2013: VIII.
Guido Mazzoni, | !csi!cri c |c nassc. Una rij|cssicnc su| prcscnic
32
ad aIcuna giuslizia sueriore, ma aI gioco deI caso o a una necessila
eslerna e cieca. QueII'amore er I'adallamenlo, iI comromesso, Ia
consueludine, Ia suerficie che e liico di ogni senso comune conliene,
aIIa fine, una forma rofonda di saggezza.
Bciuccn, voI. III, n. 5 (Maggio/May 2013)
33
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Guido Mazzoni insegna Teoria deIIa Lelleralura aIIUniversila di
Siena. Ha scrillo i saggi |crna c sc|iiu!inc (Marcos y Marcos, 2002),
Su||a pccsia nc!crna (II MuIino, 2005), Tccria !c| rcnanzc (II MuIino,
2011), e iI Iibro di oesia | ncn!i (DonzeIIi, 2010).

ImaiI: mazzonigmgmaiI.com
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Dala invio: 30/03/2013
Dala accellazione: 30/04/2013
Dala ubbIicazione: 30/05/2013
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Mazzoni, Guido, I desideri e Ie masse. Una rifIessione suI
resenle, Bciuccn, III.5 (2013), hll://vvv.elveen-|ournaI.il/