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Si potrebbe pensare che per il suo fachiro la globalizzazione stia tutta in una

frase: Il mondo un fazzoletto da taschino di seta indiana. In realt, per


limprobabile, spassoso Ajatashatru Lavash Patel la globalizzazione diventa un
casuale viaggio dentro un armadio Ikea dove rimane chiuso per la fretta di
potersi accaparrare nottetempo il nuovissimo modello di letto di chiodi
Akuminat; da Parigi a Parigi passando per Londra, Roma e Tripoli, il
protagonista del libro desordio del franco-spagnolo Romain Purtolas gi
diventato un antieroe cult. Il libro "Lincredibile viaggio del fachiro che rest
chiuso in un armadio Ikea" (Einaudi, 215 pagine, 16 euro) infatti gi stato
venduto in quasi tutto il mondo e il suo autore trentasettenne, ieri a Roma, ne
indossava lincipit scritto a mano sulla camicia ( stata una vera prova da
contorsionista spiega ridendo). In realt Purtolas, che oltre ad essere stato
prof. di francese e spagnolo e assistente di volo, lavorava fino a pochi giorni fa
come poliziotto di frontiera a Parigi, riuscito nelle sue pagine a trattare con
humour uno dei temi pi delicati di questo secolo: limmigrazione clandestina.
Purtolas, perch proprio un fachiro?
Avevo curato in tv un programma sulla magia dove spiegavo i trucchi dei
ciarlatani. Conoscevo bene il mondo dei prestigiatori e nel libro uso personaggi
atipici che non trovi allangolo della strada per trascinare il lettore in un mondo
esotico.
Lei ha fatto lillusionista?
Non sono stato un mago, anzi diciamo che facevo lantimago perch rivelavo
tutti i loro segreti, da Copperfield in poi. Desideravo mostrare che quelli che
imbrogliano gli altri utilizzano semplici trucchi, come fanno i borseggiatori.
Nella sua vita, quanti illusionisti ha incontrato?
I politici sono dei grandissimi maghi ma di illusionisti ce ne sono molti. Il
problema che la gente credulona, a volte per smascherare i finti maghi
basterebbe solo un po di logica. Io a sei anni capivo gi dove stavano i trucchi.
Devo dire per che un grande mago lho trovato, proprio qui a Roma. Un
tassista che ha ispirato il personaggio omonimo del libro. Doveva portarmi
allHotel Parco dei Principi ma ho il dubbio di averlo pagato due volte. Cos
nellincipit del romanzo mi sono vendicato e ho fatto imbrogliare il tassista dal
mio fachiro.
I clandestini. Lei dice che sono i veri avventurieri del XXI secolo.
Perch?
Oggi lavventura non esiste quasi pi. Con tutte le tecnologie che abbiamo a
disposizione, Google, i satelliti, possiamo vedere fino allultimo centimetro
quadrato del nostro pianeta e quindi non c pi lincognita. I veri avventurieri
oggi sono quelli che partono dai loro Paesi, attraversano le frontiere nascosti in
un camion, non conoscono la destinazione, non parlano la lingua di chi li
ospita.
dal suo lavoro di poliziotto, dal contatto con i clandestini che nasce lidea
del libro?
Ne ho conosciuti molti, ma quando arrivavano a Parigi erano gi salvi perch
avevano passato la frontiera. Il dramma quello delle migliaia che muoiono nei
naufragi prima di arrivare a Lampedusa ad esempio. Io lavoravo in un servizio
che si occupava di smantellare le reti di immigrazione illegale e dunque
lobiettivo era catturare i capi mafia che fanno pagare i disperati per i cosiddetti
viaggi della speranza.
Perch proprio Ikea nel suo romanzo? Lei possiede mobili Ikea?
Certo che li ho, non sono una persona originale! Il titolo mi venuto per caso,
volevo ci fossero dei contrasti; il fachiro che fa la magia con il baule di legno
volevo renderlo pi moderno utilizzando un armadio Ikea. E cosa va a
comprare allIkea? E l nata lidea del letto a chiodi. Perch va a Parigi?
Perch in India Ikea non c....
Ma vero che lei ha gi scritto otto libri mai usciti?
Sette romanzi e molte storie di 60 pagine, una trentina. Scrivo tutto il giorno,
un libro al mese.
Quello che sintitola LOeuf Einstein?
Ne ho vendute tre copie in ebook: a mia moglie, mia madre e alla mia ex
fidanzata. Parlava di un francese che abita negli Usa e un giorno in ascensore
incontra una scimmia che lavora alla Nasa....
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