Sei sulla pagina 1di 3

Tema duodecimo ed atta del seminario sul Fedone

La filosofia pu aiutarci nel cammino della liberazione. Come? (83a-c)

La filosofia pu aiutarci nel cammino della liberazione. Come? (83a-c)


Introduzione In questa esposizione ci proponiamo di esporre per primo il contesto del dialogo riguardo al tema suggerito per poi far notare alcune somiglianze e possibili influssi nel testo De consolatione philosophiae di oezio. Una quasi personificazione della filosofia !el 8"e il dialogo ci colloca di fronte a un #ocrate c$e sta spiegando a #immia e Cebete com%& c$e la filosofia pu aiutare a a''iarsi 'erso gli dei o il di'ino (puro( immutabile( semplice e indissolubile) dopo essersi purificati e allontanati dal corpo. ) questo punto i nostri gio'ani non sanno come sia possibile questo aiuto affermato cos* saldamente dal maestro #ocrate e perci Cebete gli c$iede di spiegarglielo. !ella spiegazione #ocrate afferma c$e gli amanti della conoscenza( + ,-.+/0123( sanno c$e la filosofia prende cura della loro anima c$e & 4'eramente incatenata e anzi incollata al corpo5. 6 poco dopo( nel 83a( utilizza un%altra immagine per descri'ere questa cura della filosofia7 essa incoraggia( esorta l%anima e tenta di liberarla dalle catene del corpo. #ono quindi tre i 'erbi principalmente utilizzati da 8latone in questo testo per descri'ere la sollecitudine della filosofia 'erso gli amanti del sapere7 90:0.0/;<=2-= (prender cura di qualcuno)( 90:0/>12?10- (incoraggiare( esortare) e 9-@2-:2= (tentare( fare lo sforzo di). Auesti tre 'erbi denotano una certa BpersonificazioneC non esplicita della filosofia. Infatti( la prosopopea non & ignota per 8latone( poic$D la 'ediamo usata nel Critone( quando le leggi parlano a #ocrate. 8erci manteniamo le 'irgolette nel parlare di BpersonificazioneC. Il resto del testo ci riferisce il giudizio negati'o nei riguardo dei sensi( nel senso c$e questi sono ritenuti pieni d%inganno. La parola in greco & un po% piE esplicita7 9<FG (frode( imbroglio( inganno( trucco). I sensi menzionati sono7 La 'ista L%udito 6 gli altri sensi

Auest%ultimo elenco non & superfluo per la nostra analisi( dato c$e saranno riportati poi due aggetti'i per definire il tipo d%inganno7 c$e l%uomo & indotto a pensare c$e il piacere e la tristezza sono in qualc$e modo l%e'identissimo (riferibile alla 'ista) e il 'erissimo (riferibile all%udito)( non essendo cos*.

Auesto soltanto pu essere conosciuto dall%anima quando questa & raccolta in sD stessa( allontanatasi dalle cose sensiti'e e mute'oli. 8er ultimo( non & meno importante sottolineare quali siano i mali H c$e 8latone riferisce nel brano( dai quali bisogna c$e l%anima si allontani7 H) I piaceri ") Le cure o cupidigie 3) Le tristezze I) I timori Jetto ci( potremmo passare alla seconda fase della nostra analisi c$e non & altro c$e una comparazione con una delle grande opere dell%etK imperiale romana e c$e segna il fine dell%etK classica delle lettere latine e l%inizio dell%epoca filosofica medie'ale e cristiana7 il libro De consolatione Philosophiae di oezio. Paragone: De consolatione Philosophiae di Boezio (c. 48 !"#4$ In un primo approccio ci sembra 'edere una probabile comparazione nel fatto c$e tutta quest%opera & una prosopopea della Lilosofia( e cos* appare c$iaro la somiglianza con quella forma platonica di parlare della filosofia( c$e prende cura e incoraggia gli amanti del imparare e del sapere. In quest%opera di oezio tutta'ia & difficile tro'are un passaggio identico a quello c$e stiamo commentando( ma comunque si pu fare il paragone con l%opera intera. Auesto c$e stiamo affermando si pu corroborare dal fatto c$e nel testo di oezio( per esempio( non appare neanc$e una sola 'olta la parola consolari riferita alla Lilosofia( anc$e se $a come titolo De consolatione. Infatti tutta l%opera De consolatione Philosophiae & come carica delle tre atti'itK c$e fa la filosofia nel Ledone7 prende cura di oezio( allontanando da lui le Muse c$e non lo possono aiutare 'eramenteN l%incoraggia a riprendersiN e durante tutto il dialogo tenta di persuaderlo della 'eritK delle cose. #i legga( per esempio( questo brano7 4sed abite potius #irenes usque in eOitium dulces meisque eum Musis curandum sanandumque relinquite5 (De consolatione, I( Hp) In seguito presentiamo alcuni testi di oezio c$e sono riconducibili a quella classifica dei mali dai quali il filosofo si de'e allontanare( in modo c$e appaia piE c$iaramente il paragone7 H) P8iacereQ In questo brano in cui la Lilosofia sta parlando della 'era felicitK c$e pu esser acquistata solo nel sommo bene( si scoprono due somiglianzeN da un canto il paragone con le catene dei piaceri e dall%altro il fatto stesso c$e si menzionino i piaceri7 Ruc omnes pariter 'enite( capti(
1

!el SIe #ocrate a'e'a proposto un altro elenco di Bmali da scartare da parte del filosofoC c$e 'iene allargato e ampliato nel brano c$e stiamo commentando. Auesti mali erano7 H) i piaceri del cibo e la be'andaN ") i piaceri amorosiN 3) le cure del corpoN I) la possessione di tunic$e suntuose( di sandali( degli altri ornamenti.

Auos fallaO ligat impro%is catenis Terrenas $abitans li%ido mentes. (III( HU '.) ") PCupidigiaQ oezio dice alla Lilosofia mentre gli spiega la sua situazione7 4)tqui et tu insita nobis omnem rerum mortalium cupidinem de nostri animi sede pellebas et sub tuis oculis sacrilegio locum esse fas non erat5 (I( I p.( 38).
3)

PTristezzaQ La Lilosofia si lamenta della tristezza c$e tro'a in oezio7 4Tum illa propius accedens in eOtrema lectuli mei parte consedit meumque intuens 'ultum luctu gra'em atque in $umum maerore deiectum $is 'ersibus de nostrae mentis pertur%atione conquesta est5 (I( H p.( H). Tutti i 'ersi c$e seguono parlano delle conseguenze catti'e della tristezza.

I) PTimoriQ )lla fine del primo libro la Lilosofia insiste a oezio c$e faccia da un lato i timori7 4#ed quoniam firmioribus remediis nondum tempus est et eam mentium constat esse naturam( ut( quotiens abiecerint 'eras( falsis opinioni%us induantur( eO quibus orta pertur%ationum caligo 'erum illum confundit intuitum( $anc paulisper lenibus mediocribusque fomentis attenuare temptabo( ut dimotis fallacium affectionum tenebris splendorem 'erae lucis possis agnoscere P...Q Vaudia pelle( 8elle timorem #pemque fugato !ec dolor adsit. !ubila mens est Winctaque frenis( Raec ubi regnant5. &onclusione La risposta quindi piE sistematica alla domanda del tema H" sarebbe questa7 La filosofia pu effetti'amente liberare l%anima del filosofo( mediante l%allontanamento dai piaceri( dalle cupidigie e cure corporali( dai timori e dalle tristezze. Auesto & necessario perc$D tutti questi mali sono di natura mute'ole e dunque sottomessi al mondo dei sensi e dell%inganno( perc$D appunto non sono immutabili. #iccome l%anima & piE simile al di'ino e quindi piE ele'ata( il corpo e i suoi bisogni de'ono essere sottomessi al dominio dell%anima c$e opera e agisce mediante l%intelligenza (in contrasto con i sensi). Con ci crediamo c$e di'enti piE palese il possibile a''icinamento tra questi due autori( cos* distanti nel tempo e non poco nello spazio( ma cos* 'icini nelle fondamenta filosofic$e.