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Emanuela Nava

ANCHE GLI SPIRITI DANZANO


Racconti dAfrica

I magnifici

Editor: Patrizia Ceccarelli

Redazione: Emanuele Ramini Team grafico: Letizia Favillo

Ufficio stampa: Salvatore Passaretta

Ia Edizione 2011 Ristampa 7 6 5 4 3 2 1 2018 2017 2016 2015 2014 2013 2012

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Emanuela Nava

Anche gli spiriti danzano


Racconti dAfrica

Illustrazioni di

Monica Rab

Maini cerca marito

Mi chiamo Maini, ho tredici anni e cerco marito. Voglio un marito bello con in bocca parole ardenti come il sole di marzo, voglio un marito allegro con i denti lucenti come lune, voglio un marito ricco con dieci buoi grassi nella stalla, ho esclamato, poi sono andata nella capanna. una capanna grande con il tetto di paglia e i muri fatti con la terra, lo sputo e lo sterco di vacca. Mia mamma e le altre donne del villaggio lhanno decorata allesterno con la terra rossa e lo zolfo giallo. Sono disegni di fertilit e buon augurio: accanto alla porta c il dipinto di un coccodrillo dalla coda lunga. qui che abito da due mesi. Quando sono entrata ero magra come lo spirito del vento. Ora assomiglio allo spirito del baobab, che grosso e potente. E nessuno pu abbatterlo. 5

S, adesso sono grassa e forte. una giornata calda oggi. Le cicale friniscono come matte e anchio batto forte sul tamburo il mio canto damore. Ho un lungo drappo che mi copre il viso e il corpo: lo indosso quando le donne della mia famiglia entrano a portarmi da mangiare e ridono come pazze, perch pensano che sia ancora magra come una nuvola della stagione secca. Invece adesso sono grassa, grassissima. Pi grassa divento, pi bella sar. Mangio tutti i giorni sadza* e pesce piccante. il peperoncino che scalda la pancia e il cuore. Con la pancia dovr fare molti bambini, con il cuore dovr battere il tamburo dellamore. TA tAM tA tAM, suono e aspetto. Fra un mese uscir dalla capanna e conoscer i miei pretendenti. Saranno molti gli uomini che mi vorranno. Sentono come suono e in mio onore gi si spalmano sul corpo burro e ocra, gi indossano sul capo gli ornamenti rituali. - Io ho dieci capre - dir uno. - Io cinque mucche e due tori - dir un altro.
* Per questa e le altre parole in corsivo, rimandiamo al glossario di pagina 130.

- Io una mandria intera - dir un terzo, e non pronuncer il numero delle bestie perch sapr di essere il migliore. Sar allora che si riunir il consiglio degli anziani per scegliermi il marito. Se lui sar ricco e saggio, la mia famiglia ricever una grossa dote. Ma se io manger molto e diventer la pi bella ragazza del paese, mio marito sar ricco, saggio e anche giovane. E io sar la sua prima moglie. E se un giorno lui vorr sposarsi di nuovo, non mi comporter come certe prime mogli che gridano come babbuini e trattano le altre come muli. Tratter bene la seconda moglie, sar gentile con lei, perch bello avere unamica con cui dividere i difetti del marito, che, lo sanno tutte le donne, sono sempre troppi.

Luomo con una sola figlia

Un uomo che aveva una sola figlia voleva costruire una barca. Se avessi cinque figlie, avrei cinque generi pronti ad aiutarmi! pens. Cos and al mercato e ferm i cinque giovani pi robusti che vide. - Volete sposare le mie figlie? - chiese. - Sono belle e sanno cucinare. Se verrete domani mattina a casa mia, non sarete delusi. Il giorno dopo tutto era pronto. Un grosso tronco aspettava sulla spiaggia e luomo aveva gi radunato gli attrezzi che occorrevano. Quando i cinque giovanotti si presentarono, luomo offr loro un piatto di riso. - Mangiate. Le mie figlie sono andate a prendere lacqua al fiume. Poi offr qualche pesce. - Saziatevi. Il fiume lontano. 9

Appena i cinque scapoli furono ristorati, luomo disse: - Aiutatemi a costruire una barca. Le vostre mogli si sono recate oltre le colline: l che scorre il fiume. I giovani, che erano possenti e infaticabili, aiutarono luomo e, prima del tramonto, costruirono una piroga con il bilanciere e la vela quadrata, che avrebbe potuto affrontare anche il mare in tempesta. Allora luomo torn a casa. - Presto! - ordin alla sua unica figlia. Corri a prendere lasino, il maiale, il gallo e il bue. Quando la ragazza torn dal padre con gli animali, luomo si sedette accanto al focolare e inizi a suonare il violino: muoveva piano larchetto e intanto invocava laiuto dei Vazimba, gli spiritelli che rubano i capelli:

MA MI OCCORRONO QUATTRO fIGLIE fEMMINE.

FATE LA MAGIA, VAZIMBA, fATE LA MAGIA, HO QUATTRO ANIMALI,

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Fu cos che, al suono lieve della musica, gli spiritelli tramutarono gli animali in quattro bellissime ragazze. Luomo allora condusse le cinque figlie ai cinque pretendenti e le diede loro in moglie. Si narra che da quelle unioni nacquero molti figli. Ma una sola famiglia era composta da esseri umani, le altre quattro erano formate da esseri met umani, met bestie. E questo spiega perch ogni giorno ci siano cos tanti uomini che si comportano come asini, maiali, galli o buoi. Ma luomo con una figlia sola non pens mai al danno che aveva fatto. Alla mattina andava a pescare e alla sera si addormentava sotto le stelle. Allora arrivavano i Vazimba e gli sputavano un po di saliva sulla testa. E a ogni sputo, luomo perdeva qualche capello, che gli spiritelli raccoglievano e legavano alle loro chiome. questo quello che i Vazimba pretendono dagli uomini, quando esaudiscono un loro desiderio.

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Il sugo di moscerini

Caro Paolo,
a Cape Maclear il lago trasparente e se ti sporgi da una roccia puoi vedere i pesci colorati che nuotano vicino agli scogli. Sono cos tanti e cos variopinti che un bianco di nome Tom ha costruito delle grandi vasche a un chilometro dalla spiaggia e ora vende i pesci del lago Malawi ai bianchi di tutto il mondo. Mi hanno detto che in certe case, i ricchi hanno un acquario di vetro. un acquario grande con i pesci, le rocce e le alghe, ma non ci sono i coccodrilli, neanche quelli appena nati. Invece, di coccodrilli, qui nel lago Malawi ce ne sono cos tanti che se qualcuno fa il bagno dove crescono le canne alte rischia di essere divorato. Io, il bagno, lo faccio solo dove ci sono le rocce, 12

e lacqua trasparente fino al tramonto. scritto sul grande cartello del campeggio. VENITE A CAPE MACLEAR, IL LAGO SEMBRA UN MARE, CON I PESCI TROPICALI E LE SPIAGGE DI SABBIA CHIARA. Ma non scritto che ci sono anche le scimmie, quelle piccole dal manto grigio, e i babbuini ladri, che, appena ti giri, ti rubano tutto, anche la maglietta o il pesce che hai messo ad essiccare. Io ho una maglietta verde con un bel veliero sul petto, con le vele gonfie e il timone a ruota. Me lha regalata una donna italiana che lanno scorso passeggiava sulla spiaggia del campeggio. Lho salutata e le ho chiesto se voleva che la mia mamma le lavasse i vestiti. - La mia mamma ha il ferro a carbonella per stirare - le ho detto. Ma lei stava per tornare in Italia. - Parto domani - mi ha risposto. E siccome aveva voglia di giocare, abbiamo costruito insieme un castello di sabbia sulla spiaggia. Quando stavo per andarmene, e avevo anche un po di fretta perch stava tramontando il sole ed 13

erano i giorni della luna scura, lei mi ha detto che se volevo mi poteva adottare. Cos la settimana dopo arrivato un prete grasso che si chiama Kimu: gli manca un dente davanti, ma quando ride sembra il sole di mezzogiorno. Si sono messi daccordo, lui e la signora italiana. Lei spedir 350 dollari ogni anno, a settembre, prima dellinizio della scuola, e con quei soldi il prete far studiare me, le mie sorelle e i miei fratelli. Per, anche se lui cattolico, io continuer ad andare alla chiesa protestante, dove la mia mamma canta e balla durante la funzione, perch Dio uno solo, ha detto Kimu, e basta pregarlo, non importa come. Quando torno da scuola aiuto mio padre a pulire il pesce. Sono pesci grigi, quelli che pesca, non colorati come quelli che piacciono al Signor Tom e ai turisti che si mettono la maschera e il boccaglio e stanno a mollo tutto il giorno con il muso da coccodrillo e il sedere da ippopotamo. Mio padre ogni mattina va con la barca in mezzo al lago e pesca con le reti. Ma deve stare attento: ci sono le aquile pescatrici, e certe volte i coccodrilli grandi che gli rubano il pesce. 14

La ricchezza come la coda del topo: quando la vedi gi scomparsa dice la mia mamma. Anche i miei fratelli e le mie sorelle aiutano: siamo sette, tre maschi e quattro femmine. Puliamo il pesce e poi lo posiamo a essiccare su grate fatte di canna intrecciata. E dopo ci tuffiamo tutti nel lago per fare il bagno. La mia casa proprio sulla spiaggia, davanti alla riva. Alla sera io e gli altri bambini giochiamo a pallavolo. Abbiamo una rete lunga, che una volta serviva per pescare, per i ragazzi pi grandi non giocano a palla, ma vanno nella discoteca del campeggio. L molti fumano e bevono birra. Ma mio padre dice di stare attenti, perch lantilope paurosa morta di vecchiaia, ma quella coraggiosa non campata un anno. E anche i moscerini campano poco. Laltro giorno ce nerano cos tanti che sembravano le nuvole della stagione della pioggia. Volavano attorno al grande baobab, quello dove dormono gli spiriti, e facevano un brusio cos assordante, che noi giocavamo ad imitarli. Soffiavamo e sibilavamo. Facevamo un suono forte, che pareva un ronzio di insetti, ma pure un brontolio di acqua prigioniera. 15

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Allora la mia mamma e tutte le altre donne del villaggio hanno afferrato i retini, quelli che servono per catturare i pesci degli scogli e sono andate allalbero. Li hanno acciuffati tutti, i moscerini grassi. Poi li hanno buttati in pentola e hanno fatto un sugo buono da leccarsi le dita. Caro Paolo, questa la mia storia, la volevi conoscere e io te lho raccontata. Abbiamo mangiato il sugo di moscerini con la polenta bianca e mia sorella numero tre era cos contenta che rideva e rideva talmente tanto, che a un certo punto mi ha lanciato sulla maglietta uno schizzo di sugo. Ha centrato proprio il pennone della vela maestra, e su quel bianco la macchia sembrava un uccello che si voleva riposare. Caro Paolo, saluta la tua mamma. la signora italiana della storia, lo avevi capito? Dio li benedica dice sempre mio padre, pensando a voi. E ve lo auguro anchio. Padre delle cose, prego ogni domenica, anche se tu vivi in Africa e non li conosci, sappi che in Italia abita la famiglia di una signora che mi ha adottato. 17

Ora vado al campeggio a comprare il francobollo e a imbucare la lettera. In Italia ci sono i martin pescatori? Su un ramo dellalbero di mopane ce n uno che si sta asciugando le ali. Ciao Stiva

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Il suonatore di valiha

Era una bella giornata destate.


Gli uccelli nascosti nel fitto fogliame si lucidavano con piccoli colpi di becco le corte ali brune. Le lucertole blu facevano capolino tra i sassi arroventati dal sole. Demba, seduto sul ramo di un albero, pizzicava le corde della valiha. - Alzati! - grid allimprovviso Makeni. - Non vedi che il ramo ha preso la forma del tuo sedere?! Demba si scosse smarrito. - Suoni tutto il giorno e non sai fare altro! - esclam ancora lamico. Demba era il pi bravo suonatore di valiha del villaggio. Alla sera, al primo chiarore della luna, le ragazze che tornavano dal pozzo con i secchi colmi dacqua si sedevano quiete ad ascoltarlo. E niente, neppure il grido spettrale del gufo o il sibi19

lo del serpente, le avrebbe fatte fuggire, perch il suono della valiha le proteggeva dai rumori oscuri della notte. Demba scese dallalbero e si avvicin a Makeni. - Da domani suoner solo per Asela - disse. In cielo un bucero batt forte le ali. Makeni tolse da una tasca del vestito il suo minuto flauto da bovaro. - Vado a chiamare le capre! - esclam. E si allontan soffiando una lunga nota strozzata. Un lemure gli attravers la strada. Makeni diede un calcio a un sasso. Era furibondo. Il sole splendeva alto e per un attimo gli accec gli occhi. Oh, come avrebbe voluto sposare lui Asela, la bella figlia del capo villaggio. Ma anche Asela ogni sera si incantava ad ascoltare la musica dolce del suo amico Demba. E mentre nel focolare bruciava la manioca, lei lo guardava con occhi di brace, e mentre udiva il vibrare delle note, pensieri damore le crescevano nel cuore. Asela e Demba si sarebbero sposati il giorno dopo. E da domani lui avrebbe suonato la valiha solo per lei. 20

- Chi suona la valiha - aveva detto il capo villaggio - ha il potere di innalzare le maree dellanima come la luna fa con il mare. Makeni si gir e guard lamico con amarezza. Ma Demba non si accorse di nulla. Un airone vol alto nel cielo. Asela mi aspetta pens Demba. Salut Makeni con la mano e si incammin verso casa.

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Una giornata nel deserto

Il taxi che dallaeroporto del Sinai li portava a


Nabq era tappezzato di moquette rosa confetto. Anche il soffitto era rosa. Sul retro della macchina, sui sedili, sopra il cruscotto, ovunque ci fosse una rientranza cerano pupazzetti, ciondoli e scatole di fazzoletti di carta. - Vai pi piano, altrimenti avremo un incidente! protest Giuliana, parlando in inglese. - Chi pu dirlo!? Inshallah! Se non scritto... La strada asfaltata correva tra il mare e il deserto. Lautista guard i due ragazzi attraverso lo specchietto retrovisore e fece un cenno dintesa. Tre manine dottone pendevano come porta fortuna. Luomo sorrise e infil una cassetta di Umm Kulthum nel registratore. La voce della cantante risuon forte dentro lautomobile. 22

- Oh no, ora viaggia a ritmo di musica - sussurr Corrado. Luomo fren. - Mi chiam Mohammed e quello che scritto scritto! - disse in preda a un improvviso furore. Scese dalla macchina e, agitando le braccia, url incomprensibili parole in arabo. Indossava una tunica azzurra, che mentre gridava, si gonfiava come una vela. Giuliana e Corrado si guardarono con aria smarrita. Davanti a loro una carovana di sei cammelli avanzava tra le dune. Procedeva lenta, ondeggiando piano a ogni passo, come una flotta di barche sospinta dalla corrente. Mohammed sorrise e tacque. Luomo sul primo cammello teneva in mano il bastone del comando. Dietro di lui quattro bambini montavano con aria fiera gli altri animali. Seguiva una donna completamente velata, con il viso nascosto da un tulle nero. - Sono Bedu! Bedu del deserto - spieg Mohammed, sbracciandosi con forza. - Vivono nelloasi di Ain Hodra! - url ai ragazzi, in preda a nuova eccitazione. 23

Finalmente luomo alz il bastone e fece un cenno di saluto. Allora il taxista grid ancora qualcosa e laltro gli rispose a voce alta, senza fermare la carovana. Poi prosegu, con laria indomita di un antico condottiero. I bambini si girarono. Anche la donna osserv gli stranieri a lungo. Quindi spar insieme alla sua famiglia dietro a una duna. Mohammed aveva unespressione soddisfatta. Risal in macchina e lauto si avvi senza fretta. Umm Kalthum, lusignolo del delta, la cantante pi amata dagli egiziani, riprese a cantare. - S, s! Era scritto che lo avrei incontrato! - esclam. - Il cielo sia lodato! Mohammed indic il finestrino. Uno stormo di cicogne stava passando sopra le montagne. - Ho una vecchia jeep che funziona meglio di una nuova. Oggi la vendo a Ibrahim! - A chi, al beduino!? - domand Corrado con aria incredula. - Certo! Anche i cammelli si ammalano e bisogna sostituirli. Mohammed si deterse il sudore con un fazzoletto di carta, poi continu: - scritto nel progetto del Cielo. 24

Quando il taxi si ferm davanti alla casa, una villetta a un piano arroccata su un promontorio che dominava il golfo, cera solo Farid ad aspettarli. - I tuoi genitori sono dovuti partire per Aquaba disse luomo in italiano a Giuliana. Era egiziano e indossava una tunica bianca e una kefiah bianca e rossa, trattenuta da un egal di corda che a Corrado fece leffetto di corona. - Sembra un re - mormor. - Ti presento mio cugino - sorrise Giuliana. - venuto a passare le vacanze da noi. - Allah ti benedica! - esclam allora Farid, inchinandosi. - Cosa posso fare per voi? Giuliana viveva in Egitto da due anni. I suoi genitori, due chirurghi italiani, lavoravano per un ospedale locale. Giuliana guard Corrado. Corrado sorrise. - Se non sei troppo stanco, portaci nel deserto disse la ragazza. Partirono con la Toyota dopo pranzo. Lasciarono la costa e si diressero verso linterno. Alte roccie color pastello si aprivano al loro passaggio. Viola manganese, rosso ferro, giallo zolfo, grigio lava. 25

Molti minerali si erano fusi in epoca preistorica per formare le montagne del Sinai. In lontananza, dietro al velo di sabbia sollevato dal vento, un uomo si avvicinava in groppa a un cammello. - Ibrahim - disse Farid. - Sembra lo stesso cammelliere di questa mattina - esclam Corrado. Luomo li raggiunse e salut a voce alta, inchinandosi e declamando una lunga invocazione di complimenti e di frasi augurali. Farid scese dalla Toyota sorridendo e inchinandosi a sua volta. - Ibrahim ci invita alloasi di Ain Hodra! - annunci ai ragazzi. Giuliana si volse verso Corrado. - Forse cucineranno la gobba del cammello. Ed maledettamente maleducato lasciare le cose nel piatto! Il cammello di Ibrahim abbass il lungo collo. Corrado guard lanimale con tenerezza. - Speriamo di no - disse. Fortuna che il vento forte si era placato e ora soffiava una brezza lieve. Loasi non era lontana e 26

avrebbero potuto raggiungerla a piedi. Ibrahim stava smontando dal cammello quando Corrado si avvicin. - Vuoi salire? - chiese in arabo al ragazzo. - Cosa? - Chiede se vuoi salire - ripet Farid in italiano. Il cammello era imponente. Corrado esitava e Ibrahim rise forte. Ma poi fece una specie di sibilo. E lanimale pieg le ginocchia, sedendosi sulle quattro zampe. Corrado allora sal in groppa. Ibrahim fece di nuovo il sibilo e il cammello si alz. Prima sollev le zampe posteriori e poi piegandosi in avanti, con un movimento che ricordava quello dei cavalli a dondolo, drizz le zampe anteriori. A Corrado sembr di toccare il cielo. Lo grid con la stessa emozione che provava da piccolo davanti a un avvenimento felice e inaspettato. - I cieli sono sette! - rispose Farid. - Oh, allora io mi sento al settimo cielo! - rise lui. La strada si incuneava tra rocce minerarie e falde di arenaria. Ibrahim conosceva bene il deserto 27

perch la sua gente laveva percorso per generazioni. Al freddo, al sole cocente, durante le tempeste di sabbia: uno dietro laltro, le donne velate, i bambini scalzi, gli uomini con il bastone del comando. Una lunga fila silenziosa alla ricerca di unoasi o di un pozzo. - Amo il deserto! - mormor a un tratto Giuliana. - Il deserto appartiene a Dio - disse Farid. - Dio ha creato le foreste perch gli uomini vi trovino la vita, ma ha creato il deserto perch possano trovarvi lanima. Una lucertola attravers la sabbia correndo. Loasi si annunciava con molti segni. A terra spuntavano pi rigogliosi i cespugli e laria era densa di profumi. Aranci, mandarini, uva, Corrado era sceso dal cammello e un gruppo di bambini che giocava davanti a una tenda beduina lo salut con la mano. Accanto a loro due donne con il viso coperto da un velo nero ravvivavano le braci di un fuoco. Anche la tenda era scura e risaltava contro lorizzonte luminoso. Era formata da quattro grandi stoffe di lana di capra, ancorate a terra da lunghe corde vegetali. Il telo anteriore era sollevato. 28

Allinterno, un paio di teli pi leggeri dividevano lo spazio in piccole zone. - Allah grande, e i Beduini sanno adattarsi a tutto, anche alla modernit! - esclam Farid allimprovviso. No, a Giuliana non sembrava affatto moderna quella jeep posteggiata vicino al pozzo, piuttosto un rudere del passato. Ma luomo che la additava a Ibrahim e a Corrado, gridando e sbracciandosi con cos tanto entusiasmo, pareva magnificarne le qualit piuttosto che i difetti. - Mohammed! - url lei. Aveva riconosciuto il taxista. Mohammed sorrise, salutando a voce alta, ma Ibrahim guardava e non parlava. Girava attorno alla jeep osservandola con molta attenzione. - Hai visto?! - disse Corrado. - Ibrahim lo stesso Ibrahim di questa mattina e quel matto di Mohammed gli sta spiegando che la jeep sembra un rottame, ma ha un motore che un gioiello. Non conosco una parola di arabo, ma questo lho capito benissimo. Sotto una palma da datteri, alcuni uomini, forse parenti, forse amici di Ibrahim, chiacchieravano 30

seduti su tappeti colorati. Uno di loro ogni tanto pizzicava la corda di un rabab. Una bambina segu le donne che stavano entrando nella tenda e usc e rientr pi volte portando agli ospiti frutta, zuppa di fave e pane sottile. - E la gobba del cammello? - chiese Corrado allimprovviso. Giuliana sorrise. - Non lhanno cucinata. - Meno male - sospir lui. Gli uomini mangiavano e parlavano forte, gesticolando con ampi movimenti del corpo e delle mani. Mohammed discuteva con Ibrahim. Di tanto in tanto, la sua voce, come se incontrasse una difficolt improvvisa, si faceva monotona e strozzata. Corrado seguiva ogni parola, cercando a fatica di comprendere la trattativa. - Si sono messi daccordo? - domand. - Non ancora. Mohamed ha chiesto una cifra molto alta, Ibrahim ha offerto una cifra molto bassa. Allora Mohammed ha fatto finta di indignarsi. Ma poi ha abbassato il prezzo iniziale. Alla fine si troveranno a met strada. 31

- E perch, quella cifra, non lhanno stabilita prima?! - Prima? Yallah! Farid alz le mani al cielo. Se lavessero fatto non avrebbero tratto nessuna gioia nella contrattazione! Giuliana era silenziosa, assaggiava ogni cosa, ringraziando con un cenno degli occhi e delle mani Ibrahim e la bambina che correva svelta, portando altra frutta e altro pane. Ma un pensiero le frullava nella testa e nel cuore. Piano, senza far rumore, si alz e si avvicin alla tenda. Da dentro si udivano le voci festose delle donne. Allora si fece coraggio. Spost il tramezzo di stoffa e entr. Tre donne senza il velo sul viso stavano mangiando, attorniate dai loro bambini. - As-salamu laykum! - disse Giuliana - laykum as-salamu - risposero loro. La pi giovane sorrise e vers il t dentro un bicchierino di vetro con una piccola teiera di metallo. Lo fece con grande cura, tenendo la teiera molto sollevata, in modo che il liquido fluisse in un lungo rivolo prima di scendere nel bicchiere. Poi lo rovesci di nuovo dentro la teiera. Ripet questi 32

gesti molte volte, e il t, tuffandosi da quella altezza, ogni volta spumeggiava dentro il vetro. Bevvero lentamente, a piccoli sorsi, passandosi lo stesso bicchiere. Anche Giuliana bevve. Era intimidita ed emozionata. Ma cera qualcosa che voleva domandare da molto tempo. - Perch quando uscite vi coprite il volto? - chiese, muovendo le mani sul viso, nel tentativo di farsi capire. Le donne risero, forse senza capire, ma una che sembrava aver inteso meglio delle altre, le rispose in arabo, sottolineando con i gesti ogni parola che diceva. - Il velo protegge dagli sguardi indiscreti. Il volto come lanima. Non si pu mostrare lanima o i propri sentimenti a tutti - disse. O forse disse una sola di queste cose. O forse nessuna addirittura. Ma a Giuliana parve di interpretare cos i suoi movimenti e le sue parole soffiate. Usc perch la bambina era venuta a chiamarla. Era una bambina con il volto scoperto, troppo piccola per temere gli sguardi degli sconosciuti. Nel mondo tutto cambia in fretta e forse quella bambina non si sarebbe mai coperta il viso, pens 33

Giuliana, mentre il giorno svaniva, e con lui la certezza delle cose. Seduto sotto lalbero, il musicista continuava a suonare, declamando alcuni versi in arabo con molta enfasi e passione. Ma quando vide Giuliana, Farid ripet le parole in italiano, affinch anche lei e Corrado potessero comprendere. - O cammello, fatto di terra e di aria, fatto di sogni e fatica, guidami attraverso le onde di sabbia come prua di una nave battagliera! Dopo lunghi saluti, numerosi abbracci tra gli uomini, e promesse di rincontrarsi, Farid e i ragazzi si fecero accompagnare da Mohammed nel punto dove avevano lasciato la Toyota. - Allora, laffare come si concluso?! - si inform Corrado. - Benissimo! Era scritto. Quando Allah vuole si portano a compimento sempre ottimi affari - rispose Mohammed in inglese. - La jeep di Ibrahim, adesso?! - chiese Giuliana. - Naturalmente. - E il cammello?! - domand Corrado. - Servir quando lauto si rompe. scritto. Allah grande e nel cielo scritto tutto. 34

Arrivarono alla Toyota. Un pastore amico di Ibrahim, che era rimasto a guardia della macchina, li salut con grande calore. - As-salamu laykum! laykum as-salamu! - Cosa significa As-salamu laykum?! - domand Corrado, lungo la strada che li riportava a casa. Il sole era completamente tramontato e la cupola del cielo brillava come lui non aveva mai veduto prima. - Significa la pace sia con te! - rispose Giuliana. Farid si volt a guardarla e le sorrise. - Per la tradizione beduina le bevande o i cibi restano nel corpo di un uomo per tre giorni interi - disse. - Cos lospite che beve o mangia in un accampamento beduino ha diritto alla protezione della famiglia che lo ha accolto per tutto il tempo che si ferma e per i tre giorni successivi. - Allora per tre giorni nessuno ci far alcun male!? - domand Corrado. Un camion li incroci e accese a intermittenza i fari in segno di saluto. - Per molto pi tempo, credo! - rispose Farid.

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Dal racconto Kamigal stato tratto uno spettacolo teatrale che avvicina i bambini al mondo magico dellAfrica, dei suoi miti, delle sue tradizioni.

Interpreti: Emanuela Nava Antonio Di Pietro Yak Dembel Kad Diar Kalif Diar Fotografie: Federico Pacini

GLOSSARIO
Sadza: polenta di mais bianco. Mopane: albero caratteristico dellAfrica australe, con le foglie a forma di farfalla. Valiha: cetra tubolare del Madagascar, ricavata da due grossi cilindri di bamb, che produce un suono metallico. Questo strumento, di evidente origine asiatica, stato probabilmente importato dalloriente. Bucero: uccello con un lungo becco giallo sormontato da una sorta di casco rosso. Kefiah: copricapo tradizionale della cultura araba trattenuto sulle testa da un anello di stoffa detto egal. Egal: corda di cotone intrecciato con cui viene fissata, attorno alla fronte, la kefiah, copricapo tradizionale della cultura araba. Rabab: strumento a due corde, detto anche violino arabo, ottenuto da un unico pezzo di legno. Si suona con un arco.

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GLOSSARIO
Gri gri: amuleti su cui sono scritti versetti del Corano. Dalasi: moneta del Gambia. Marabout: guida spirituale musulmana. Venerato e servito dai suoi discepoli, colui che indica la strada per la salvezza. Butus: 1 centesimo di dalasi. Kora: strumento a corde pizzicate, a met tra unarpa e un liuto, originario del Senegal meridionale, ma diffuso anche in altri paesi dellAfrica occidentale. La cassa di risonanza formata da una mezza zucca molto grande, ricoperta di pelle, su cui inserito un lungo manico di legno. Bush: pianura africana, savana. Kudu: animale appartenente alla specie delle antilopi.

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GLOSSARIO
Balafon: strumento musicale in uso nellAfrica occidentale e centrale. costituito da lamine di legno duro, sotto ciascuna delle quali posta una zucca vuota, che funge da cassa di risonanza. Viene suonato per mezzo di un bastoncino ricoperto da caucci. Okum: albero della foresta pluviale del Gabon, tagliato dalle multinazionali del legname per realizzare cucine per il mercato europeo. Il suo abbattimento provoca danni gravissimi allambiente. Djemb: tamburo a forma di calice. Si suona con le mani, tenendo la base stretta tra le gambe. Griot: cantastorie africano, che racconta storie e leggende, accompagnandosi con la kora e con altri strumenti musicali. il depositario di un sapere che viene tramandato di generazione in generazione. Calebassa: ciotola ricavata dal guscio della zucca. Riempita dacqua pu essere suonata come una percussione musicale.

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GLOSSARIO
Tubab: termine scherzoso con cui viene chiamato in Africa occidentale luomo bianco. Jola: lingua che comprende una variet di dialetti parlati in Senegal, Gambia e Guinea Bissau. Ju ju: portafortuna di cuoio, su cui sono applicate piccole conchiglie bianche, utilizzate una volta come monete. Jaracanda: albero di grandi dimensioni che pu misurare in altezza anche 30 metri. I magnifici fiori con corolla a tubo variano dal blu al viola porpora.

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iNdicE
Maini cerca marito Luomo con una sola figlia Il sugo di moscerini Il suonatore di valiha Una giornata nel deserto Il nodo alle nuvole Il cobra e il mal damore Samba il lottatore Il coccodrillo Charlie Le antilopi ballerine Gli alberi danzanti Il treno Bamako-Dakar La barca di carta Larcobaleno bianco La maschera del diavolo Kamigal GlOssaRiO 5 9 12 19 22 36 41 48 63 73 77 91 96 105 109 115 130