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ARS NOVA

Nel XII secolo si avvi, in Europa, un risveglio culturale e artistico, che raggiunse il massimo agli inizi del Trecento. In Francia si form un movimento chiamato Ars Nova che accolse le innovazioni in campo musicale apportate da teorici e compositori. Tra questi ci fu Philippe de Vitry, autore di un trattato dal titolo Ars Nova, al quale attribuito il merito di avere introdotto innovazioni nelle tecniche di notazione e misurazione temporale della musica e di aver favorito limpiego di nuove regole nella composizione musicale nonch luso di arrangiamenti ritmici che contribuirono a perfezionare la polifonia. Viene aggiunta la maxima come valore superiore alla longa; poi, come valori inferiori, la semibrevis e la minima. La brevis diventa l'unit di misura di una pulsazione musicale. Nuova concezione del tempo: se il rapporto tra un valore musicale e un altro era di 3, allora si diceva che il tempo era rectum, o perfectum. Se invece il rapporto era 2, si diceva che il tempo era lterum, o imperfectum.Si cominciano a porre all'inizio del brano le chiavi e i modi. Il maggiore esponente dellArs Nova francese fu Guillame de Machaut, poeta e compositore, a cui attribuita la prima messa polifonica completa scritta da un unico autore (la Messe de Nostre Dame). In Francia, tutte le composizioni vengono elaborate secondo tecniche contrappuntistiche molto complesse e raffinate come: - l'hoquetus, detta anche tecnica "a singhiozzo": una voce tace quando l'altra canta e viceversa. - la caccia, in cui una voce ripete in ritardo ci che l'altra voce ha appena cantato (tecnica del canone). - il chiasmo, in cui due voci si scambiano, incrociandosi, due motivi. - il canone cancrizzante (o retrogrado) in cui una voce canta la melodia dell'altra voce partendo dalla fine (all'indietro): l'esempio pi famoso il brano "La mia fine il mio inizio e il mio inizio la mia fine" di Machaut. In Italia lArs Nova, nata intorno agli ambienti letterari fiorentini e calibrata sul ritmo delle poesie di Dante, Petrarca e Boccaccio, assunse delle caratteristiche particolari che la portarono a distaccarsi da quella francese. Partendo da Firenze, essa si diffuse in varie regioni italiane, contribuendo alle formazione di vari centri della cultura musicale e favorendo la nascita della prima scuola musicale italiana. Le forme poetico-musicali pi utilizzate in quegli anni, in Italia, furono la caccia, la ballata e il madrigale. I temi delle opere erano esclusivamente profani e lo stile polifonico a due o a tre voci. Strumenti come la viella venivano utilizzati per accompagnare, spesso, i canti, raddoppiando una delle parti vocali e svolgendo tra una strofa e laltra u na sorta di interludio. Poche delle numerosissime opere di quel tempo sono giunte fino a noi e la maggior parte di esse annotata nel Codice Squarcialupi, una raccolta di 352 composizioni trecentesche copiate dai manoscritti dellepoca dallorganista Antonio Squarcialupi (1417-1480) che fu al servizio di Lorenzo il Magnifico. Il Codice oggi conservato nella Biblioteca Medicea-Laurenziana di Firenze.

-2Tra i maggiori esponenti dellArs Nova fiorentina ci furono Gherardello da Firenze, Nicol da Perugia, Giovanni da Cascia, Jacopo da Bologna e sopra tutti Francesco Landino (o Landini). Questi era un eccellente organista e polistrumentista oltre che scrittore di poesie in latino e in volgare, molto stimato dagli intellettuali fiorentini e nelle corti dellItalia settentrionale.Veniamo, adesso alla descrizione delle forme poetico-musicale sopra accennate. La caccia rappresentava una forma poetico-vocale caratterizzata da testi a carattere descrittivo ispirati a scene di caccia, di mercato e di gioco. La particolare tecnica polifonica era ricca di effetti deco, di ripetizioni e di giochi di assonanze. La struttura musicale prevedeva la presenza di pi voci della stessa linea melodica sovrapposte con brevi sfasamenti temporali, come avviene nelleffetto di eco. Nella caccia dellArs Nova italiana, diversamente dalla chace francese a tre voci canoniche, erano presenti solo le due voci superiori in canone. La terza voce, il tenor, melodicamente pi grave, fu utilizzata come sostegno ritmico e armonico alle altre due voci. Essa, inoltre, essendo priva di testo letterario, fu quali sempre eseguita da strumenti. La ballata, destinata al canto e alla danza, rappresenta la forma pi el aborata dellArs Nova italiana. Anchessa di argomento profano e prevalentemente amoroso, era costruita su versi di settenari o endecasillabi con differenti tipi di rima. Sulle varie parti del testo poetico venivano intonate due linee melodiche principali eseguite da due o tre voci. Solitamente alla voce superiore era affidata la linea melodica pi complessa ed elaborata, cosa che fa supporre che si trattasse della parte destinata al canto. Le altre due voci, probabilmente pensate per laccompagnamento vocale o strumentale, erano pi semplici e lineari. Il madrigale, come le altre forme sopra descritte, rappresenta uno dei primi esempi di musica polifonica profana. Da fonti letterarie, si sa che veniva eseguito principalmente negli ambienti della borghesia fiorentina, allinterno delle case signorili o allaria aperta nelle riunioni dei giovani. Il termine madrigale di origine incerta ma pare che possa essere ricondotto alla parola mandrialis, a causa degli argomenti trattati nei testi, soprattutto pastorali-amorosi. La struttura del testo poetico prevedeva due o tre terzine di endecasillabi seguite da un ritornello di due versi a rima baciata. Lintonazione musicale era affidata a due o tre voci, cio a due o tre linee melodiche, non necessariamente eseguite localmente. La voce superiore, solitamente la pi elaborata, detta cantus, e quella inferiore, detta tenor, erano quasi sempre vocali, ma potevano essere raddoppiate da strumenti. Lo sviluppo musicale era il medesimo per tutte le strofe del madrigale escluso il ritornello, che veniva intonato, fra una strofa e laltra, su una diversa melodia. Altra forma fu il mottetto, che non ebbe grande diffusione. Si ricordano tre mottetti scritti scritti da Marchetto da Padova, uno di Jacopo da Bologna e altri frammenti di mottetti composti in onore di dogi veneziani.

-3Da fonti letterarie e dalliconografia del tempo risulta che, al tempo, ebbero grande diffusione i seguenti strumenti: organo portativo, liuto, salterio, viella, tromba, flauto, arpa e campane. Le forme musicali dellArs Nova furono: - Isoritmia, questo procedimento compositivo, tipicamente francese, consiste nel sovrapporre in maniera ciclica una cellula ritmica, detta talea, ad una cellula melodica, detta color. Tipico nella composizione dei mottetti del 300 luso dellisoritmia alla voce del tenor. - Forme fixes, con questo termine si designano le strutture tipiche delle musiche da ballo del 300; in tali forme musicali la sezione musicale e quella testuale si univano rispettando precise regole fisse proprie di quella forma. - Canzone discantica o Chanson, una pratica compositiva che si viene affermando nel 300, per cui la voce superiore, cantus, porta la melodia mentre le altre fungono da accompagnamento a valori pi larghi. La composizione di chanson si basava su strutture musicali e testuali prestabilite: rondeau, virelai e ballade. - Musica ficta, (cio falsa musica), unespressione latina adottata dai teorici del 300 per designare la musica che fa uso di note alterate non catalogabili dalla scala diatonica esacordale della solmisazione (antico metodo di solfeggio basato sulle sillabe che individuavano le note dellesacordo) di Guido DArezzo. Tali note, impiegate sempre pi frequentemente, furono indicate mediante i segni di alterazione di bemolle, bequadro e diesis. La musica ficta rappresent lelemento disgregatore della tradizionale grammatica modale e lo sviluppo della sensibilit tonale.