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Silvio Darzo

Casa daltri

Su Silvio DArzo e Casa daltri Note a margine

Casa daltri si legge e rilegge, e piace ogni volta di pi: e ogni volta come per certi squisiti manicaretti si scopre qualcosa di nuovo, e alla fine viene da chiedersi quale sia il segreto. Cos lincipit di un famoso saggio di Paolo Briganti (Le strutture narrative di Casa daltri). E si daccordo con Briganti, soprattutto quando dice che il lettore sinterroga sul segreto. Aggiungo che dai pochi fatti biografici si ricava limpressione che buona parte della sua breve vita DArzo labbia spesa cercando per Casa daltri il giusto ritmo e che questo libro sia il pi importante del suo lavoro di scrittore. Silvio DArzo (ma questo non che uno dei tanti pseudonimi, il suo nome anagrafico Enzo Comparoni e altri pseudonimi usati sono Andrew Mackenzie, Andrea Colli, Sandro Nedi, Ignoto del XX secolo) nasce a Reggio Emilia il 6 febbraio 1929 da Rosalinda Comparoni. Il padre sconosciuto. Abita per buona parte dellinfanzia e delladolescenza in via Ascheri 4 in piena solitudine. Giannino Degani, suo amico reggino, in un ricordo postumo scrive: Si conosce solo il nome della madre, Rosalinda Comparoni, ma la protezione materna, cos intensa da divenire morbosa e la mancanza di un padre riconoscibile nella societ legittima, generarono nel fanciullo quel senso di diversit nei confronti degli altri e quindi di escluso dagli altri, che lo accompagner sino alle soglie delladolescenza come una colpa originale. E poi diverr la condizione contro cui dovr lottare per raggiungere larte, il tema conduttore sempre presente nella sua vita e nelle sua opera. Meraviglia la sua precocit. A quindici anni (1935) pubblica Maschere, Racconti di paese e di citt, con Carabba di Lanciano. Questo libro esce con lo pseudonimo di Raffaele Comparoni. Lo stesso anno compare anche un libro di poesie Luci e Penombre (La Quercia, Milano). E legge molto. Autori anglosassoni per di pi. Stevenson, Conrad, H. James, Kipling, Hemingway (solo per citarne alcuni). Su di essi pubblica saggi su Il Contemporaneo di Ugo Guanda, su Paragone invitato da Attilio Bertolucci, su LUmanit, su Il Gazzettino e il Ponte. Pubblica da Vallecchi nel 1945 con Enrico Vallecchi intreccia una corrispondenza che dura dieci anni Allinsegna del buon corsiero. Lo pseudonimo usato gi quello di Silvio DArzo, e, costretto dalleditore a fornire note sulla vita, gli invia una biografia immaginaria. Sono nato a Fellettino (La Spezia) il 5 gennaio 1917. Ho fatto gli studi classici e mi sono laureato in legge. Dopo questa laurea mi sono iscritto al terzo anno della facolt di Lettere. Mi trovo da qualche tempo a Reggio Emilia tre anni circa dove lavoro quasi senza nessuna conoscenza e dedito ai miei lavori letterari. Collaboro a Quadrivio e a Meridiano. Altro non c. Allo stesso modo DArzo gli manda una fotografia falsa. Su Illustrazione Italiana esce Io prete e la vecchia Zelinda (prima versione di Casa daltri). Lanno il 1948, lo pseudonimo usato Sandro Nedi. Da tempo progetta un romanzo di 500 pagine, come confida a Vallecchi nel 1951, che vorrebbe intitolare Nostro luned. Di questo libro abbiamo la sua prefazione e una serie di frammenti che usciranno postumi a cura di Anna Luce Lenzi con il titolo di Nostro luned di Ignoto del XX secolo. Lidea di DArzo resta allo stato embrionale perch muore il 30 gennaio del 1952.

A giorni avrebbe compiuto 32 anni.

Silvio DArzo conduce una vita solitaria e pubblica in vita molto poco. Le vicende editoriali di Casa daltri lo dimostrano. Lautore invi un dattiloscritto a Vallecchi e a Einaudi. Entrambi gli editori lo rifiutarono, sebbene il libro fosse molto piaciuto a Emilio Cecchi tanto che DArzo utilizz alcuni suoi suggerimenti. Postuma usc una prima versione sulla rivista Botteghe Oscure (1952). A occuparsene fu Giorgio Bassani. Lanno seguente usc unedizione identica per la Sansoni. Nel 1960 la Vallecchi pubblica le opere complete di Darzo con il titolo Nostro luned. Racconti, poesie e saggi (a cura di Macchionni Jodi). In questa edizione compare anche Casa daltri, ma in una versione ridotta perch tiene conto di alcune correzioni apportate dallo stesso DArzo sul dattiloscritto. Infine usc per Einaudi e Bompiani. Nel 2002 fu pubblicata una nuova versione di Casa daltri, il libro edito da Diabasis (a cura di Paolo Briganti e Andrea Briganti) basata sullunico manoscritto conservato. Questa anche la versione che pubblichiamo sul sito ed la pi lunga tra quelle conosciute. Tra i primi e pi illustri estimatori di Casa daltri fu Eugenio Montale. In un articolo apparso nel 1954 sul Corriere della Sera, egli dice alcune cose importanti. Casa daltri anche secondo lavviso di chi conobbe lautore, il solo libro vitale del DArzo; sufficiente, insieme coi saggi citati, a lasciare durevole ricordo di un ingegno veramente originale Si inserisce in quella tradizione del racconto lungo che in Italia attecchisce male (il racconto lungo) punta soprattutto su effetti di ritmo, su pause, su un uso sapiente della cosiddetta durata Casa daltri , in questa direzione, un racconto perfetto. Questo giudizio di Montale ha contribuito a stimolare lattenzione della critica su Silvio DArzo e la sua opera. Ma, in fondo, che cosa Casa daltri? Da alcuni stato definito un giallo metafisico o esistenziale. La trama si riassume in due parole. Lambiente quello dellappennino emiliano. Il paese Montelice, piccolo borgo di sette case. I protagonisti sono un prete avanti con gli anni e la vecchia Zelinda Icci fu Primo. Zelinda lava per conto di altri panni nelle acque di un torrente non troppo distante dal paese. Il vecchio prete l che la scorge per la prima volta e da quella figura incuriosito perch gli appare come lunica cosa viva in un paesaggio di cose morte e immagina che prima o poi la vecchia si far vedere in parrocchia. Zelinda, infatti, dopo giorni di attesa, si reca dal prete e gli fa una domanda. possibile per la Chiesa sciogliere un vincolo matrimoniale? Il vecchio prete allinizio si irrita ma poi intuisce che non quella la vera domanda ci deve essere dellaltro. Si mette allora sulle tracce della vecchia, la spia, la osserva da lontano, ma un giorno, quando non in canonica, Zelinda gli porta dei ceri e una lettera, che poi torner a riprendersi senza attendere che il prete la legga. Infine, una sera, Zelinda gli pone il quesito, quello essenziale. Il vecchio prete non trova le parole giuste e si allontana. Lascio al lettore il gusto di scoprire lepilogo. Allinizio della storia c, inoltre, lincontro con il prete di fresca nomina di Braino (paese sempre inventato e vicino a Montelice) che pone al vecchio prete delle domande, animato dalla voglia di fare
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qualcosa. Lincontro si ripeter alla fine della vicenda in modo del tutto diverso. Questi due episodi hanno un significato narrativo di rilievo e sono quelli che compaiono in ogni versione di Casa daltri. Non cos per altri motivi aggiunti o sottratti. Si sostenuto che questo bisogno di togliere o aggiungere sia imputabile al diverso uso cui il libro era destinato (la pubblicazione su rivista richiede un testo meno denso, mentre il contrario per una pubblicazione a se stante). Ci pu anche essere vero, ma a me pare che lautore abbia lavorato molto anche sul ritmo (ci si evince anche dal fatto che, se si confrontano diverse versioni, emerge che DArzo ha operato anche sulla sintassi della frase). necessario, poi, spendere due parole sulla forma della scrittura. Questo un libro dove lesplicito si nasconde nellimplicito sino a lasciare molti coni dombra (per esempio poco, e quel poco apre molti interrogativi, il vecchio prete ci dice sul perch la vecchia Zelinda colpisce la sua immaginazione). un libro di silenzi e di pause, un libro dove i due protagonisti sembrano vivere in una condizione di isolati (in casa daltri, appunto). necessario addentrarci in qualche passaggio per essere pi chiari. Solo allora, gi in fondo al canale, che scorre un venti metri di sotto, china a lavare biancheria o stracci vecchi o budella o qualcosa di simile, vidi una donna un po pi vecchia di me. Sulla sessantina, sapete. In mezzo a tutto quel silenzio e a quel freddo e a quel livido e a quellimmobilit un poco tragica, lunica cosa viva era lei. Cos il primo incontro del vecchio prete con Zelinda. Alle domande del curato di Braino su cosa fa la gente in quei posti il vecchio prete risponde Cosa fanno qui a Montelice? (...) Bhe Vivono ecco. Vivono e basta, mi pare. Cos reagisce il prete dinanzi alla rivelazione finale di Zelinda: Tutto questo mi prese cos allimprovviso che sul momento non mi venne parola. Non riuscivo a trovarne, vi dico. Ma poi no: non fu neanche cos: alla bocca mi salirono parole e parole e raccomandazioni e consigli e per carit e ma andiamo e prediche e pagine intere e tutto quel che volete. Tutte cose daltri tempi, per: vecchie nevi dellanno passato: e per di pi dette mille e una volta. Di mio non una mezza parola: e l invece ci voleva qualcosa di nuovo e di mio, e tutto il resto era meno che niente. Dio, che gran trappola, per le parole! Lultima citazione, quella della fine del libro. Il vecchio prete dice E mi viene sempre pi da pensare che oramai ora di preparare le valigie e senza chiasso partir verso casa. Brava gente, tacete e capitemi: ma questa oramai non pi casa mia. Non pi casa mia. Non lo pi. Credo anche daver gi il biglietto. Tutto questo piuttosto monotono, no? Queste citazioni, estrapolate a caso, forniscono anche indicazioni sulla lingua che DArzo usa. Il narratore il vecchio prete. Il linguaggio utilizzato quello mimetico del parlato popolare. stato anche detto (Paolo Briganti, ripetutamente citato) che questo un romanzo modulare (cio costruito su una trama unitaria in cui sintrecciano diversi motivi, ma che non influiscono sulla fabula), che una confessione e che si rivolge a un pubblico che si vuole partecipe della vicenda. Di questo ultimo aspetto si trovano esempi in ogni parte del volume e anche nelle citazioni sopra riportate. Non riuscivo a trovarne vi dico Brava gente, tacete e capitemi: ma questa oramai non pi casa mia. Casa daltri un romanzo di solitudini e silenzi, un romanzo in cui gli individui cercano qualcosa
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che va oltre. Abitano la diversit perch non si adattano alle regole del gioco. Insomma, un libro di uomini cercanti e che non hanno alcun Dio a cui rivolgersi. Tommaso Marotta

Prima Parte

LIncontro

Allimprovviso dal sentiero dei pascoli, ma ancora molto lontano, arriv labbaiare di un cane. Tutti alzammo la testa. E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo. Chini attorno al saccone di foglie, al lume della candela, ceravamo io, due o tre donne di casa e pi in l qualche vecchia del borgo. Mai assistito a una lezione di anatomia? Bene. La stessa cosa per noi in certo senso. Dentro il cerchio rossastro del moccolo tutto quel che si poteva vedere erano le nostre sei facce, attaccate una allaltra come davanti a un presepio, e quel saccone di foglie nel mezzo, e un pezzo di muro annerito dal fumo e una trave annerita anche di pi. Tutto il resto annegava nel buio. Sentito niente, voi donne? dissi io alzandomi subito in piedi. La pi vecchia prese il moccolo in mano e lentamente and ad aprir la finestra. Per un minuto anche noi fummo nel buio, tutti attorno al saccone di foglie. Laria, fuori era viola, e viola i sentieri e le erbe dei pascoli e i calanchi e le creste dei monti, e in mezzo allombra, lontano, vedemmo scendere al borgo quattro o cinque lanterne. Sono gli uomini che vengono dai pascoli disse la vecchia tornando E fra dieci minuti sono qui. Era vero e cos respirai. Le parole mi fanno vergogna, ecco il fatto, e i commiati non sono mai stati per me. Specie quelli. Senza parere mi avviai verso luscio. Allora cos, reverendo mi disse unaltra vecchia venendomi dietro Noi lo laviamo e gli facciamo la barba: e a vestirlo ci penseranno stanotte gli uomini. A cucire il lenzuolo mander domattina la Mlide dissi E per le donne che piangono? Volevano trecentocinquanta: pi mangiare e dormire una notte. Facciamo senza, cos. Oltre a tutto verranno anche i nostri parenti da Brino. S. Non ne vale la pena dissi io. A lui sarebbe piaciuto per. Quattro vecchie. Non di pi: ma tre o quattro le aveva sempre volute. lusanza. Capisco. Ma gente non dovrebbe mancarne dissi io Non lavorava anche nei Maggi? S. Giacobbe. E una volta Re Carlo. Sapeva fare di tutto, per. Anche da ridere. Beh, i compagni dei Maggi verranno. E poi, dopo cinquantanni di pastura su a Bobbio, si finisce che vi conoscono tutti. Ci sar gente, vedrete: e anche molta. S, anchio credo. Lui, per, preferiva le vecchie. Capisco. Solo per via dellusanza. Capisco. Vicina al saccone di foglie se ne stava seduta la vedova. Era come tutte le altre l attorno, solo che era un po spettinata: e taceva. I nipoti erano stati portati in istalla.

Buona notte dissi io a bassa voce Domani mattina alle sette son qui. Fece segno di s colla testa. Due o tre vecchie mi accompagnarono gi. Adesso cani e campanacci di bronzo si sentivano anche pi chiaramente, misti a tratti a un rumore di peste. Dietro un vetro un bambino tossiva: dalle stalle venivan calci di mulo e il rumore dei morsi di ferro. Cominciava a far freddo. Attraversai la piazzetta di pietre e due strade non pi larghe dun braccio: cos strette, vi dico, che un Falstaff come me deve strisciarci coi gomiti contro. Dallo stagno mi voltai per guardare gi in basso. Sette case. Sette case addossate, e nientaltro: pi due strade di sasso, un cortile che chiamano piazza, e uno stagno, e un canale, e montagna quanto ne vuoi. Le tre vecchie erano ancora l ferme, proprio dallo scalino di casa, sotto la finestra illuminata ed aperta. Ecco tutta Montelice dissi Tutta quanta Montelice: e nessuno lo sa. Laria oramai dava nel blu. Si sentivano perfino i belati. Io salii per la strada del monte.

Io alzai appena appena le spalle. Non dir che fosse una sciocca domanda, come al momento pot anche sembrarmi: il fatto che sciocca sarebbe stata qualsiasi risposta. Il giovanotto continuava sempre a guardarmi aspettando. S: avr avuto ventanni. E poi forse neanche: diciotto. Diciotto, a ogni modo era let che si meritava: e, fatta eccezione della sua tonaca nera, impossibile imbattersi al mondo in qualcosa pi nuovo di lui. Cosa fanno qui a Montelice? ripetei la sua stessa domanda Beh vivono ecco. Vivono e basta, mi pare. Lamico non dovette sentirsi gran che soddisfatto. Io lo deludevo. E anche molto. Mi aveva sorpreso l, sulla mia seggiola, senza nemmeno le scarpe, con una corporatura e una faccia alla Falstaff, e anche un po addormentato per giunta: e adesso, ecco, anche quella risposta. Per fortuna, era ancora piuttosto educato: e in certo senso perfino distinto: cosa nuova nuova, vho detto, uscita ieri dal conio. Ah, capisco ebbe la presenza di dire, come se si fosse trattato in realt di una informazione confidenziale e precisa Vi capisco benissimo: vivono. Era il nuovo curato di Brino. Appena appena arrivato, sera presa la briga di salir fin da me a consigliarsi. E a far conoscenza con me, si capisce. Mi aveva subito chiesto un bel mucchio di cose: ballo, comunisti, moralit e via dicendo, e, tutto sommato, non mostrava voglia di andarsene via tanto presto. Ma ogni cosa col massimo garbo, e sempre di striscio, cos, senza nemmeno parere. Beh, anche una cosa triste, per. Un poco triste. Voi guardate il vestito di quellometto laggi, impiegato al Comune o anche vedovo, e la prima cosa che vi vien da pensare che un giorno stato nuovo anche lui. E anche lometto sintende. E poi muoiono aggiunsi. Coi miei sessantanni passati e quelle scarpe slacciate l in terra. non cera per niente pericolo che potessi passare per cinico.
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S. Qui non succede niente di niente. E neppure a Brino, vedrete. E neppure in tutta quanta la zona, fino quasi alla valle. Gli uomini sono ai pascoli, adesso, e non tornano prima di notte: qualcun altro sta verso le torbe: e le donne sempre a far legna qua e l. Se vi affacciate un momento in istrada, tuttal pi riuscirete a trovare una vecchia china a soffiar sul fornello. Sempre che abbiate fortuna O una capra. Magari anche solo una capra. (In certo senso le padrone del paese son loro: stanno affacciate anche sugli usci, a guardarsi il passeggio se c.) E fra due settimane non troverete pi neanche quelle. Linverno viene presto da noi. E dura quasi mezzanno. Non mi doveva credere molto. E, benevolmente, anche un po disprezzarmi. Alludevo alla gente agli uomini precis lui civilmente. Ah, la gente. La stessa identica cosa anche l. La vecchia storia del medico condotto anche l. Il ragazzo arriva su fresco fresco con il suo centodieci e lode, e smmagina di poter combinare chiss: gli piace di fare anche un po il martire. (A certa gente per un po, si capisce il martirio non spiace per niente.) Sul momento gira tutta la montagna col mulo, entra in tutte le stanze, e via ancora: regala a tutti del tu, democratico. E oltre a tutto, per mantenersi informato, sabbona a tre o quattro riviste. Vuotai il mio mezzo bicchiere di grappa. E anche lui sfior il suo colle labbra, ma appena appena cos, come farebbe uno scoiattolo giovane. Astemio? chiesi io fra parentesi. In certo senso, s s quasi mi rispose sorpreso. Stetti un po l a guardarlo. Eravamo alle tre o quattro riviste ed al tu mi ricord sorridendo un po ironico Al ragazzo arrivato di fresco. Ah, il ragazzo il ragazzo Anche lui, dopo un po, si convince che non ci sono che casi dartrite: sciatiche e artriti, sciatiche e artriti e nientaltro Allora non gli resta che prescrivere olio e ingrassare. Mi rispose semplicemente guardandomi. S. Come me ammisi io Esattamente. Per carit mi sorrise Non volevo dir questo. Beh, posso anche capirvi dissi io: un po troppo paternamente ho paura. Ma il ragazzo non doveva essere tipo da accettare regali del genere. Si alz sorridendo. Certo, bisogner darsi dattorno concluse, ignorandomi con urbanit Bisogner cercar mezzi nuovi. Ogni tempo richiede il suo mezzo, trovate? Aveva ragione, daccordo, e io avrei potuto anche tranquillamente dirgli di s. Il fatto che lui aveva troppo ragione, e questo per me su per gi come aver torto. E poi sapeva il fatto suo anche un po troppo. E poi cerano tante altre cose. Gli risposi, cos, in tuttaltra maniera. Una cosa dissi io Siete mai stato in un paese di monte su per gi come questo, diciamo per un mese, per due mesi continui di pioggia? Mi guard un po stupito: non pi di tanto, a ogni modo. E, mi pare, anche un po divertito. E magari due, tre mesi di neve? Neve-neve, mi spiego? Certamente non come in citt o come a valle. Aspett dove andavo a finire. Io invece s. Ci sono stato. E per pi di trentanni. Pi di trenta Natali, capite? Davvero aveva dei numeri, luomo. A modo suo aveva dei numeri. Riusc a darmi unocchiata colla pi deferente diffidenza del mondo. Adesso dovevo sembrargli un curioso esemplare di tipica fauna lo8

cale, neanche troppo antipatico in fondo: lultimo dei Mille, o la vecchia domestica che ha servito per centanni in citt dalla stessa famiglia. E che cosa succede? mi chiese strettamente per educazione. Niente. Non succede niente di niente cercai di rifarmi - Solo che nevica e piove. Nevica e piove e nientaltro. E finalmente trovai anche il coraggio di infilarmi di nuovo le scarpe. Per educazione lamico si volt a guardarsi e lisciarsi il cappello. E la gente conclusi (perch la gente che vi preme, o mi sbaglio?) se ne sta gi nelle stalle a guardare la pioggia e la neve. Come i muli e le capre. Cos. Sulla porta ci fermammo un momento. Qualcosa doveva pur dirmi. Una capra mise dentro la testa, ci consider un po delusa, e se ne and via lentamente come uno di casa. Sarebbe tornata pi tardi. Vedete? dissi io ancora una volta, seguendo la capra cogli occhi Ecco quel che succede. E a Montelice, e a Brino, e gi gi quasi a valle. Niente di niente. Una capra. Ecco qui. Qualche volta mi sgusci lui sorridendo possono succedere anche incontri del genere: come quello con lei di questoggi. gi qualcosa, quass. Mille grazie. Scese gi dalla parte di Brino. A sinistra volt. Era svelto e slanciato e tutto vestito di nuovo. S, diciottanni, evidente. La pi giovane cosa del mondo. O anche la pi vecchia. Chiss.

Fu una sera. Sul finire dottobre. Me ne venivo gi dalle torbe di monte. N contento n triste, cos senza nemmeno un pensiero. Era tardi, era freddo, ero ancora per strada: dovevo scendere a casa: ecco tutto. Lombra proprio non era ancora scesa: campanacci di pecore e capre si sentivano qua e l un po prima della prata dei pascoli. Proprio lora, capite, che la tristezza di vivere sembra venir su assieme al buio e non sapete a chi darne la colpa. Bruttora. Uno scoiattolo attravers di corsa la strada sgusciandomi quasi fra i piedi. Solo allora, gi in fondo al canale, che scorre un venti metri di sotto, china a lavare biancheria o stracci vecchi o budella o qualcosa di simile, vidi una donna un po pi vecchia di me. Sulla sessantina, sapete. In mezzo a tutto quel silenzio e a quel freddo e a quel livido e a quellimmobilit un poco tragica, lunica cosa viva era lei. Si chinava, e mi pare anche a fatica, affondava gli stracci nellacqua, li torceva e sbatteva su un sasso; poi li affondava, torceva e sbatteva, e via ancora cos. N lentamente n in fretta: e senza mai alzare la testa. Mi fermai sopra largine a guardarla. Un sasso scivol gi, fino in acqua ma la vecchia nemmeno saccorse. Solo una volta sinterruppe un momento. Diede unocchiata alla sua carriola sullargine e alla capra che frugava fra lerba: e poi ancora riprese. Beh pensai quando vuole mettercisi proprio sul serio, il mondo sa ben essere triste, per. Ha perfino intelligenza per questo: e neanche un uomo ci arriverebbe mai e mai. Quel che importa per non accorgersene. E poi gli occhi qualche volta sono fatti anche per chiuderli, no?

Ma era tardi: davvero era tardi: si vedevano qua e l due o tre stelle. Continuai la mia strada. Ma la sera dopo lo stesso. E cos laltra sera e poi laltra. Alla medesima ora, eccola l, ancora in fondo al canale. Niente sole, niente luna, niente pecora o uomini allintorno: quegli stessi campanacci di bronzo un po prima della prata dei pascoli e la stessa immobilit dapertutto. padronissimi di riderci sopra e tossire e toccarvi con il gomito, ma anche i sassi a quellora erano tristi, e lerba, ormai di un colore quasi viola, era anche pi triste dei sassi. E lei sempre laggi, china sopra i lastroni di pietra. Affondava dentro lacqua gli stracci, li torceva, li sbatteva sui sassi e via ancora. E senza fretta o lentezza. Cos. E senza mai alzare la testa. Una casa facile a dirsi, so anchio: dovevate vederla, per. No no dissi fissandola bene non credo di conoscerla, quella. La vecchia non pu essere di qui. Senza dubbio, un uccello sbrancato. Una gatta di via. Sempre meglio, a ogni modo, che sia lei a venir da me. Prima o poi vengono tutti, da me. E che cosa potrei dirle, oltre tutto. Perch ormai io ero un prete da sagre: un curato da sagre e nientaltro: su questo non cera pi alcun dubbio. Per un matrimonio alla buona, e dottrina ai ragazzi e metter daccordo fino a sette caprai per un fazzoletto di pascolo, non ero peggio dun altro: e cos se un marito cominciava a usare un po troppo la cinghia. Ecco solo il mio pane, oramai. Altra roba non era per me. Bene. Per cinque o sei sere io la vidi l in basso. Mai messo un rospo in fondo a una tana anni fa? I ragazzi lo fanno, da noi. Tutte le sere lo vanno a vedere: e ogni sera trovandolo l, sempre fermo in quel punto preciso, sono contenti e scontenti e nemmeno sanno dire il perch. La stessa cosa per me, in certo senso. A neanche due passi dallargine, io mi auguravo di non trovarcela pi: ma una sera (la quarta) che lei cambi posto e sul momento non riuscivo a vederla, fui l l per gridarle qualchecosa. E poi adesso mi sarebbe piaciuto poter farle anche un po male. Appena appena cos, si capisce: tirar la coda al gattino, ecco tutto: lui si volta e magari ti graffia, ma intanto si accorto di te. Naturalmente non riuscivo a spiegarmelo: solo, capivo benissimo che in tutta la cosa non cera neanche mezzo grammo di senso: e per giunta in questo modo venivo a far male anche a me. Siamo una cosa ben buffa, per: il dente batte, ci spezza la testa, e noi sempre l colla lingua a far di tutto perch non saddormenti. Qualche volta dicevo e dicevo gli occhi sono fatti anche per chiuderli. Chiudili e volta la testa anche tu. Non c miglior regola, a volte. Il fatto che era ormai troppo tardi. E una regola non pi che una regola.

Ci sar anche da vergognarsi, non dico, e per un prete tre volte di pi. Ma un paese che brucia solamente un paese che brucia per me, e una guerra solamente una guerra, e cos terremoto e diluvio. Voglio dire che i grossi flagelli non sono mai riusciti a toccarmi gran che. Non pi affare nostro, mi pare. Nessuno li chiama, e non chiaman nessuno: e oltre a tutto non sanno niente nemmeno di s. Vengono e passano, e amen.

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E, quanto a complicazioni e finezze e altre cose del genere, da un bel pezzo non ne ho molto di pi di quel mulo che bada a mangiar la sua ortica: ma la vecchia del canale era certo qualcosa di pi. Passarono ancora otto giorni: e poi dieci. Lautunno era gi in agonia. Di notte le siepi brinavano e la luna sera fatta pi fredda del sasso, e cos ferma e rotonda e precisa come pu esserlo solo a Natale: le due nubi che le stavan dattorno parevano vetro appannato. Di giorno era meglio, daccordo: e fino a quasi le tre cera il sole: ma n un ramarro n un rospo non vera pi dato incontrarli: una biscia acquaiola, ancor meno: se nerano andati da un pezzo, buon sonno, e bisognava aspettare fino a marzo. E questo era gi un brutto segno. Alle sei scendevate un secondo in istrada e non sentivate che odor di polenta e castagne bollite nellacqua. I campanacci di bronzo arrivavano allora l al borgo da un miglio, due miglia e anche pi. E questo poi era anche un po peggio. La vecchia non si fece vedere. Prima o poi vengono tutti. Aspettare. Qui non siamo n in citt e neanche a valle, dove di un prete si pu gi perfino ridere mi dicevo guardando a ponente Tanto pi che ormai linverno sulluscio Finisce che vengono tutti, io lo so, prima o poi. Non c altro che star qui ad aspettare. Dovr uscire dalla tana anche lei. Adesso, poi, avevo preso a chiamarla la vecchia, quella vecchia della capra e gli stecchi, oppure anche la befana, o la matta, e altri nomi perfino pi stupidi. Per esempio: tuonava: veniva gi a secchi: dalle gronde rotte lacqua cadeva a gomitoli: un odore di erba bagnata prendeva tutte le case e le vie: e io dicevo soltanto: Beh, ecco: non dovr essere troppo allegro per quella. Mi davo arie: facevo il ragazzo: capacissimo di alzare le spalle. Mai fatto cogli altri cos. E anche questo era gi un brutto sintomo. E invece no. Pass anche lautunno. Le siepi adesso erano solo grovigli di spini. Gli uomini stavano ormai per finire le trappole da portare su a monte nei boschi e i bambini dormivano gi in mezzo ai muli. Linverno era l, proprio dietro il costone dei pascoli, sicch ogni giorno era buono per lui. Le donne accomodarono i vetri e misero su le impannate. Si preparavano tutti, oramai. Adesso viene. Oh, se viene dicevo E un quarto dora o mezzora o anche pi dovr pure aspettare anche lei. Come minimo. Ma la vecchia non usc dalla tana. Un bambino. N pi n meno un bambino, vi dico. Feci quello che non avevo mai fatto: mi decisi a informarmi di lei. Regalai due pelli di coniglio a un ragazzo che su per gi mi faceva da chierico e lo feci andare ai boschi alla valle ai calanchi. Il ragazzo se ne and in giro due giorni qua e l, perch in realt era un bravo ragazzo, pieno didee e despedienti, e per quass anche quasi educato: sal alle torbe e ai calanchi ed ai pascoli, e non riusc a scovar pi di tanto. Gliene diedi una terza: e lui si spinse ai confini di Bobbio. Quello che cera da sapere lo seppi. Viveva sola, al di l del sentiero degli olmi, proprio ai margini della parrocchia, e dopo ci sono forre e torbiere e anche peggio, se pur peggio possibile: cera venuta a stare da poco, venendo su dalla parte di Bobbio, dove quattro anni prima i Tedeschi avevano bruciato anche i sassi: si chiamava Zelinda Icci fu Primo: aveva compiuto i sessantatr lotto agosto, e adesso lavava stracci o budella o tutti e due insieme dalla mattina alla sera laggi dal canale per qualcuno o qualcosa di un paese di valle dove cera gi qualche industria.

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Ogni sera, alla prima ombra, se ne veniva su per la strada di monte coi suoi stracci, la sua carriola e la capra (vinta, pare, a una lotteria di parrocchia, essendo stata fatta giocare per forza): lungo le siepi si chinava a ogni passo a prender su sterpi o anche carta: e davanti al Tabernacolo Jesus si segnava e abbassava la testa. Mai una volta ai vespri: mai in processione: mai in chiesa. Sapeva leggere: scrivere meno. Anche quello per: appena appena. Quello che venni a sapere fu questo. Bene bene dissi io allegramente Cos abbiamo anche la Befana a Montelice. E in un Maggio o nellaltro troveremo una parte anche per lei. Il ragazzo si mise subito a ridere. Ma la cosa non mi piacque per niente. E adesso va e grazie tante dissi io. E sono venuto a sapere anche questa cominci lui non riuscendo neanche pi a stare serio. E adesso vattene. Via. Gi sparito lo interruppi battendo le mani. Sapete che cosa mangia la vecchia? Lo guardai con altri occhi: e devo avere anche un po esagerato, perch lui scivol via dalla porta senza aspettare nientaltro. Ma era un ragazzo sveglio, vho detto: cos, prima, mi guard a un certo modo che era sciocco e non sciocco e nessuno sarebbe riuscito a capirci qualcosa. E la cosa mi piacque anche meno. Alla sera del nove stavo a insegnare la commedia ai ragazzi. Sapr luscio e la Mlide entr con tre o quattro formaggi di capra. Era appena tornata dallaver cucito il lenzuolo ad un vecchio. Era la brutta stagione per loro: prendevan tutti la strada di casa. Quando lagonia cominciava, la mandavano subito a prendere: lei vegliava una notte, due e tre, poi sbarbava e tagliava i capelli e cuciva il lenzuolo: e ogni volta, tornando, aveva sempre per le mani qualcosa. Una vecchia ha bisogno di voi. nello studio. Il ragazzo mi diede unocchiata. Sar quella della capra e gli stecchi mi disse con aria dintesa. La Mlide prese subito a guardare lui e me con sospetto; e quando vide che mi alzavo di colpo e gettavo il quaderno da parte e spedivo a casa di corsa i ragazzi e non mimportava pi daltro, prese unaria anche pi sospettosa. A suo modo, era quasi gelosa di me: come i servitori e i bambini, mi spiego? Lo so dissi lo so. (E invece poi era tutta una storia) Le ho detto io di passare di qua. Il ragazzo alz gli occhi di colpo su me. Non riusciva sul serio a capire. Dopo la storia di tutti i suoi giri ai calanchi e alle torbe ed ai pascoli, adesso si sentiva anche un po offeso. Ah, ma allora le avete parlato? Si capisce dissi io un poco asciutto. Fino a ieri per no disse lui, cominciando gi a fare i suoi calcoli - Se cos, allora segno Lo alzai mezzo braccio da terra, e di peso, cos, lo portai fino alluscio. Tutti gli altri si misero a ridere. La Mlide non diceva parola. E adesso grazie e buona notte e bei sogni, e tutti in gamba fino a domani mattina: ma il fatto , brava gente, che per questa sera non ho proprio bisogno di voi Cos tutti se ne andarono via. Restai solo in parrocchia. Sentii i ragazzi l gi dal sagrato prendere a calci un barattolo vecchio. Sentii i loro saluti. Quello che stava pi in su dello stagno sallontan verso monte fischiando. Il corridoio era tutto nel buio, e a guardare la striscia di luce che usciva di sotto alla porta, mi sentii come uno che in debito: il creditore se ne sta di l ad aspettarlo tranquillo, e lui intanto non sa come

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fare, perch il suo se lo gi speso da un pezzo, e tutto quel che ha un po di rame e in una mano ci sta. Non mera mai capitato, da secoli. La cosa mi fece pensare. Dopo un poco aprii luscio. Era l.

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Seconda parte

La domanda
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Era la prima volta che potevo vederla a due passi, e io mi misi a osservarla ben bene. Aveva pelle scura e rugosa, e capelli color grigio-passera, e vene dure e sporgenti come neanche un uomo le ha. E se una pianta pu in qualche modo servire a dare lidea di un cristiano, bene, un ulivo di fosso quel che ci vuole per lei. Aggiungeteci poi due orecchini di rame e un grembiule nero alla vita ed ai piedi qualcosa come i due zoccoli pi curiosi del mondo. E aggiungeteci ancora una certaria di bestia selvatica o di bambino viziato o magari di tutti e due messi insieme. Ecco qui la mia vecchia. A vederla cos, mi pareva che ormai n stanchezza n noia potessero pi qualchecosa su lei. Si lasciava vivere e basta, ecco tutto. Ieri morto: oggi oggi: e domani vuol dire meno che niente. Ce n. Le indicai colla mano la seggiola. Ma lei sorrise piuttosto selvatica, e abbass un po la testa, e si avvicin allo scrittoio. Mi lasci andare unocchiata un po obliqua. Ecco cominci un po indecisa Per intanto, lei non mi conosce neanche Beh linterruppi io un po ridendo Da qualche tempo non spira troppo buonaria per noi, questo un fatto. Ma a questo punto non siamo ancora arrivati, mi pare. E lo dissi in tono da farle capire che tutto quel che di un uomo un altruomo pu venire a sapere, nome strada mestiere e ogni altra sciocchezza del genere, io ero venuto a saperlo da un pezzo. Tutto il resto lo aspettavo proprio da lei. Dicevo tenne a precisare lei ad occhi obliqui che io non mi sono mai fatta veder qui prima doggi. Tutto sommato un bel tipo: tipo ostinazione mansueta, e per un prete tuttaltro che facile. Pensai che fare un poco il signore in questo caso non dovesse guastare per niente. Beh, linverno dalluscio: e c un mucchio di cose da fare: e per voi, per voi peggio ancora, suppongo. Chi vi dice di venire su in canonica? Limportante non perdere il numero. Pu sempre venir buono, ecco tutto. E io non lho perso disse lei dopo un po, come se usare le mie stesse parole fosse bere nel mio stesso bicchiere. La confidenza le parve gi troppo forte. E bene che avete fatto. Altroch. E speriamo che vi possa venir buono sul serio. Neanche adesso si decise a parlare. N pi n meno un bambino, vho detto. E allora per farle svuo-

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tare tutto il sacco, pensai che non cera proprio altro mezzo che fare come se lei nemmeno ci fosse. L sullo scrittoio cera un lunario di cinque o sei anni passati, e io lo presi e mi misi a sfogliarlo e a guardare come fosse gran che. Ecco qui mi dicevo La vecchia non ha ancora parlato, e pu darsi che si faccia ancora pregare e pregare e dica ancora di no per un anno. E pi tarda a parlare, pi segno che la cosa importante. Pi segno che la cosa importante, lo so: fino a qui riesco ancora ad arrivarci. Ma ho gran paura sul serio di non servire pi per un caso del genere. Tutto questo unaltra lingua per me Sagre, olii santi, un matrimonio alla buona ogni tanto, ecco il mio pane oramai. E pensai a quel che ero a trentanni, quando leggevo di tutto, e su una frase dei Padri riuscivo sempre a parlare qualcosa come due ore e anche pi, e nel seminario per giunta mi chiamavano il Doctor Ironicus, perch ci sapevo fare, sul serio: e intanto provavo quel che prova lamico che si ferma con la sua mercanzia a una locanda di strada maestra, e l viene a sapere che ha sbagliato paese e deve tornarsene indietro: ma ormai tardi, e gi cala la sera, e la gente ritorna dai campi e gli avventori sotto la pergola cominciano allegramente col vino. Sono venuta per una domanda si fece animo lei. Neanche allora volli alzare la testa. Ma la vecchia non disse di pi. Indugiava ancora: non scendeva dal ramo. Per conto mio ripigliai a sfogliare il lunario e a guardare pesci e montoni e tutti quei consigli sui raccolti e le semine. Che aspetti pure un altranno, se vuole. Un prete che ha fretta pensavo non vale pi di una tonaca usata. Ecco apr finalmente la bocca Io volevo domandare nientaltro che questo. Io guardavo il lunario e tacevo. Per un poco ritacque anche lei. Dal sentiero di monte arriv labbaiare di un cane. E poi di due o di tre cani. E poi il rumore dei campanacci di bronzo. I primi greggi tornavan dai pascoli.

vero o no che anche voi s, la Chiesa ammette che due che si sono sposati possono anche dividersi, e uno libero poi di sposare chi vuole?

Un uomo pu arrabbiarsi per meno di questo: per molto meno, io lo so: e lo stesso un povero prete. Bene. Misi il vecchio lunario da parte e la guardai proprio l, in mezzo agli occhi: e la mia faccia non dovette certo garbarle gran che, perch prese subito subito a guardarsi di striscio le scarpe e a tirarsi e a lisciarsi il grembiule e a fare cose perfino pi sciocche: e intanto badava anche a ritrarsi in se stessa, n pi n meno che il riccio se qualcuno si mette a toccarlo. Per giorni e giorni non avevo pensato che a lei, e ogni sera ero andato al canale e ci avevo fatto anche su gran disegni: e poi adesso ecco qua. Vecchia storia. Tutto quello che alla fine vien fuori una canzone o un pianeta o anche peggio, da far ridere le stalle in inverno. Non aspettavi un soldo di pi. Vecchia storia. Beh, mi pare che vi siate messa per strada un po tardi. Ma lironia non faceva per lei: neanche come la mia, fatta in casa. Non questo disse lei con dol-

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cezza Volevo solo sapere se la chiesa lo ammette, o magari Per niente. Mi premeva sapere solo questo. Sono venuta per questo da voi. Per esempio. Ma vogliamo scherzare, Zelinda? Vho gi detto: vho gi detto: per niente. La Chiesa non lo ammette per niente la interruppi anche un po risentito E, se volete saperlo, non potrebbe far niente di meglio. Mi guard con una certa indulgenza. S. Io lo so Io lo so bene. Voi la chiesa dice sempre cos. Tutti i preti lo dicono, questo. Anche quello di Bobbio. Lo so. Come no? Si capisce. Ma chiaro. E anche in Cina e anche in Africa e in tutti i posti dove c un mezzo prete lo dicono. Potete giurarci tranquilla. Oh, ma giusto che faccian cos, si capisce. Dovete, fare cos. nientaltro che il vostro dovere. Io vi capisco benissimo, voi. Ma il pi bello era che adesso la vecchia sera messa a parlare con me con una certaria di complicit superiore. Eh, lo sappiamo, lo sappiamo, noi due. Lo puoi dire, con me. Io sono quasi di casa, eccetera eccetera. E questo era proprio un po troppo, e non mera successo mai e mai, e fui l l per mettermi a ridere. Dobbiamo? Che cosa, dobbiamo? Ma cos: cos: questo il fatto. la Chiesa che lo vuole, capite? E con tutte le ragioni del mondo; e da pi di mille anni a dir poco. E neanche un vescovo pu cambiarla di un dito. Neanche lui. Figuratevi un prete. Mi guard come si guarda un bambino. Lo so anchio che la regola questa mi smont pi tranquilla che mai. Alzai gli occhi di colpo su lei, e presi a battere le dita sul tavolo. Non riuscivo a capirci pi niente. Si capisce che la regola questa. E lo so io, e lo san tutti, e anche un bambino di un anno lo sa. E se adesso lo sapete anche voi, meglio ancora. Cos tutto a posto, direi. Ma lo so ripet lei con dolcezza Queste cose io le so come unaltra. Oltre a tutto, sono stata Figlia di Maria tempo fa. Non questo. Io volevo dirvi che delle volte, ho sentito, ci sono casi particolari, diversi, e che allora si pu. Voi non parlate mai di questi casi alla predica (e io vi capisco benissimo. Come no? vi capisco benissimo), e invece poi i casi ci sono. A me han detto proprio cos. Gente seria. E riprese a lisciarsi il grembiule. E a guardarsi le scarpe. E taceva. Beh, s casi speciali ci sono dovetti arrendermi io dopo un po Casi specialissimi, ecco. Ma cos pochi Cos pochi, vedete mi rivalsi di colpo su lei che come nemmeno ci fossero. Uno su ventimila, su centomila a esser larghi: e magari anche meno. S, meno. Dimodoch, attenta qua: quando vi sembra di trovarvi davanti proprio al caso pi strano del mondo, pensate che non ancora strano abbastanza, che ancora ci manca qualcosa, e cos non sbagliate per niente. Ed unottima regola, questa. Ma ci sono insist lei sempre dolce e implacabile, ignorando senza proprio piet tutte le mie spiegazioni e consigli Voi non ne parlate mai nelle prediche e poi i casi ci sono lo stesso. S, s. Ve lho detto, Zelinda Icci, lho detto. Specialissimi casi, per. Come neanche ci fossero, ecco. E cos la regola non serve pi a niente. Per questi casi speciali no, a niente, sintende. Dimodoch disse lei come a se stessa cos non c nemmeno peccato. Dimodoch non c nemmeno peccato dissi io E, se volete saperlo, anche questo ci vuole, cre16

detemi. E se volete saperne anche unaltra, ecco qui: sempre detto fra noi, oltre a tutto ci vogliono soldi: e son cose che non finiscono mai. Date retta: anni ed anni. In un caso, ricordo, ce ne vollero dodici e pi: dodici anni, Zelinda, mi spiego? E la prima comunione labbiam fatta da un pezzo, noi due. Non questo fece lei dopo un po, a modo suo come una grande signora. E pi soldi che a comprarsi una casa insistei. Non questo fece lei come prima. Ed allora successe qualcosa. La mia vecchia si guard un poco intorno e poi diede unocchiata anche alluscio e per un po stette l ad ascoltare. S. Qualcosa doveva succedere: qualcosa era gi l per laria. E di colpo, cos (perch capita) tutto mi fu pi che chiaro: quella sua stupida storia da un soldo e le domande sul matrimonio e la regola e sui casi speciali e via ancora non erano pi che un pretesto: e se io le avevo prese sul serio e mi cero per giunta arrabbiato, bene, tanto peggio per me. A ciascuno il suo, e cos sia. Ecco un prete in pensione, oramai. Vedete cominci infatti lei Adesso ci sarebbe anche una cosa. In quel momento di l sulla strada si sent un rumore di campanacci di bronzo e un fruscio come derba medica e dacqua che prendeva tutta quanta la via, e uninfinit di peste leggere, e belati. Ombre bianche e ombre nere scorrevan via dietro il vetro. Gli spinoni abbaiavano forte. Cos che lei sinterruppe nel mezzo, e porse orecchio al rumore, e taceva: e nemmeno accennava a riprendere. Dicevamo, Zelinda tentai io con ben poca speranza. No no. No. Unaltra volta saffrett come a chiedere Scusa Adesso ormai troppo tardi. Stanno tornando perfino i pastori. gi notte. No. Unaltra volta, semmai. Verr unaltra volta, da voi. Di sicuro. Per quella sera pi niente da fare. E tutto quel che potevo era alzarmi con lei e accompagnarla gi fino al sagrato. Adesso era uscita la luna, ma cera cos freddo per laria che pareva rabbrividire anche lei. Per un po non dicemmo parola. E in realt era tuttaltro che allegro. E l a destra c uno scalino tentai Stateci attenta. Si cade, Zelinda. Lo sapevo. Grazie tante mi disse Ci ho badato mentre venivo da voi. sotto lerba. Scivolai sullo scalino di sasso, e ad allungarmi una mano fu lei. Era proprio come stringere un passero. Buona notte. E grazie tante e scusatemi disse lei dopo tre o quattro passi. Prese su per la strada di Bobbio. Laria intorno era blu: e blu i sentieri e le erbe dei pascoli e i calanchi e le macchie dei boschi. Sulla strada di monte, e al di l delle siepi di stecchi, e gi gi fino a Valico e a valle, non si vedeva nessuno: e fino alle cinque e qualcosa sarebbe stato cos. Neanche unombra. Si sentiva un bambino tossire, e un rumore di morsi di ferro. Un carbonaio attravers la piazzetta con in mano cavezza e lanterna. Ero triste come un ragazzo, parola; e lasciarmela andar via cos era pi di quel che potevo permettermi. Ehila Zelinda gridai Ascoltate un momento. Fermatevi.

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Si ferm sulla strada. Lentamente si volse a guardarmi, e io mi sentii imbarazzato di colpo. Cercai le tasche qua e l. E non parlavo. Beh. Ecco qua dissi poi Lo so bene che siete venuta a trovarmi quass solo per una domanda, lo so. Ma che cosa direste se adesso provo a farvene una o due io? Io ho risposto a tutte le vostre, mi pare, e se domani ne avete qualche altra ormai adesso sapete il mio numero. Lei rest l in attesa. Nientaltro. E non disse una mezza parola. Non che si mostrasse ostile, non questo: solo che riprendeva gi a far come il riccio. Su, Zelinda. Non cos. Non cos cominciai anche un po allegramente quando le fui due o tre passi vicino Io voglio essere franco con voi, perch la notte serve anche per questo. E voi lo sapete n pi n meno che me: e lo san tutti: ma intanto non mi dite neanche tanto cos. Aspett dove andavo a finire. Bene. Subito dissi Tutto il giorno ve ne state l in fondo al canale a lavar biancheria e stracci vecchi, non conoscete nessuno di qui e non vi preme conoscer nessuno, ed a vespro via subito a casa. E cos ieri e domani, e poi sempre. Uno storno sbrancato. Una gatta che viene da via. E questa sera, cos, tutta un tratto, vi prendete la briga di salire da me, fin quass, a far tre chilometri e mezzo oltre agli altri che fate ogni giorno e vi fate pregare e pregare, e poi, ecco, mi chiedete mi chiedete quel che mavete chiesto, ecco tutto. Bene: in trentanni successo un mucchio di cose quass: fin la guerra: ho fatto da maniscalco, da dottore e da tutto: e ormai non c cosa che mi possa pi far meraviglia. Ma questo questo mi parso strano piuttosto. Una cosa curiosa sul serio. Neanche adesso lei disse parola. Siete ben sicura, Zelinda, di non avere proprio altro da dirmi? La vecchia parve un poco indugiare. Buon segno. Siete ben sicura insistei di avermi detto sul serio ogni cosa? Credo... S si decise a fatica Io volevo sapere solo questo. Se anche da voi, qualche volta, si pu non badare alla regola: se la regola non vale per tutti. Un po io me lero gi immaginato da me. Non era giusto, pensavo, che la regola valga per tutti. Qualche volta non deve valere. Per forza. E dov la giustizia, se no? Ma adesso sono contenta di averlo sentito proprio da uno di voi. Detto da voi unaltra cosa. diverso. Buona notte. Buona notte dissi io. Mi appoggiai con un braccio contro il melo che sta sul sagrato e cogli occhi la seguii per un po. Andava via lentamente, e anche un poco a fatica direi, sicch prima che sparisse alla svolta dovette passare del tempo. Alla curva scomparve subito lei: e poi, dopo un po, la sua ombra: ma il rumore dei tacchi mi arriv ancora per qualche minuto. Quando non sentii proprio pi niente, tornai dentro in parrocchia. Era freddo.

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Va da s che la vecchia non si fece vedere in parrocchia. N il giorno dopo n gli altri. E io poi non riuscivo a trovare neanche quella mezzora di tempo per andare gi al canale da lei. Ma un prete di montagna lo sapete anche voi che cos: certi mesi dellanno per esempio, novembre ci vogliono un maniscalco, un dottore, di quelli appena sbarcati per, e poi un barbiere e un postino per mettere insieme s e no il lavoro che lui fa da solo. E adesso era proprio novembre. Ora, il curioso della storia era questo: ogni giorno ci pensavo di pi: e avevo certi pudori e ritegni che non conoscevo da almeno ventanni, e delicatezze da far quasi ridere. Ma provate a usare forchette e coltello quass, o a parlare un italiano discreto, o anche solo a dar la destra a una donna. Si rinchiudono di colpo nel guscio. Tutto quello che potrete ottenere sar un cenno di testa e nientaltro, quando passando li sfiorate col gomito. Non illudetevi di andare pi in l. E anche me, mi guardavano gi con sospetto, come, quando si spinsero perfino quass, guardavano parlare gli Inglesi. Parlavo e parlavo, e poi, ecco, mi dovevo fermare e cominciare a tradurmi. Parola. Ma s, s mi dicevo, quando il chierico mi sfilava una scarpa e poi laltra e io potevo alla fine sedermi Ma se ancora pi chiaro che il sole. La questione del matrimonio, e la regola, e tutte quelle sue domande da un soldo, non linteressano tanto cos. positivo. E solo un povero diavolo come te, solo un povero prete da sagre e lotterie come te, poteva prenderle un momento sul serio. Ma pensaci solo un momento, se ancora riesci a pensare. Una donna di sessantanni e anche pi, che fa quel che fa lei, che passa la sua giornata al canale a lavare biancheria e stracci vecchi e budella, e si fa sette chilometri al giorno per andarli a portare gi a valle e tutti i giorni dellanno, cos che non ha n un cane n un morto n niente, e non saluta nessuno, e nessuno sinteressa di lei, si capisce che avr pure qualchecosa da chiedere. E si capisce anche che venga a chiederlo a te, galantuomo, che sei lunico in tutto il paese a essere vestito cos e stai per giunta a dozzina da Dio. E chiunque altro lo avrebbe capito da un pezzo. Pensa al prete di Brino, figurati. E il giorno dopo, magari, il contrario. Bene. Bene. Lasciamo in pace la vecchia talpa oramai. Spolveriamoci il Cuore e non pensiamoci pi. Poi arriv quella sera. Era buio e gi cera la luna: i monti e le siepi e le strade e le lapidi del cimitero (fatta eccezione dei boschi che non erano altro che macchie) apparivano pi chiari che al sole. Tutti bianchi, per. Vecchio argento. Erano appena le sette, e in ogni casa la vecchia prendeva il filo e faceva le parti. Dietro il bers della vecchia osteria mi sembr di vedere delle ombre. Si aggiravano attente qua e l fra le frasche gi spoglie, come chi sta ad aspettare qualcuno: ed un ladro scoperto in parrocchia avrebbe dato anche meno sospetto. Dalla parte del Valico qualcheduna fischi in modo strano: unaltrombra arriv a tutta corsa e spar in mezzo alle frasche anche lei: e cos sacquattarono tutti. Non sono pi curioso di un altro: ma mero messo altre volte a guardare per molto meno di questo:

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un ladro un ladro, due ladri non pi che due ladri, ma sei o sette ombre, di notte, che si gettano dentro un cespuglio e poi il fischio e la corsa e il crepitare delle frasche gi morte, sono cose da dar a pensare. E poi questi, in realt, son difficili tempi. Cos spensi la luce, e aprii i vetri, e mccostai alla finestra. Pass un minuto. E poi un altro. E la luna pareva guardare anche lei. Nel silenzio si sentiva il rumore dellacqua e una foglia morta cadere qua o l, e tutti quegli infiniti rumori che nessuno sa mai cosa siano e che sembrano venir su a poco a poco dal cuore stesso della notte e dei monti. Ne pass un terzo a fatica. Sul sentiero si cominciarono a sentire dei passi. Io mi alzai in punta di piedi e mi affacciai anche un po alla finestra. Alla svolta del sentiero di monte appar una capra, e una carriola, e una vecchia. Di colpo, da dietro il bers, balzarono fuori sei o sette ragazzi con latte vuote e coperchi e lamiere e tutto quel che richiesto da una festa del genere. E altri quattro dalla siepe di fronte. Urlando e saltando e battendo i coperchi e le latte, le si misero in cerchio a ballare. E poi, tutti dietro in corteo. La capra era come impazzita, dava calci e testate e cornate e cercava di strappare la corda: e adesso simpuntava l in mezzo alla strada e adesso dava un gran balzo in avanti. La vecchia invece non pensava pi ad altro che a tirare diritto con gli stracci e la carriola e ogni cosa. Che vecchia. Non diceva una mezza parola. Non volt la testa nemmeno una volta. N pi n meno che il rospo che bada solo a sparire nel fosso. Io non riuscivo a capire. Ascoltavo e guardavo e guardavo, ma non riuscivo a capirci cos. Mi erano vicini oramai. Adesso li potevo vedere di faccia. Il figliastro del vedovo Sante le lasci scivolare sulle spalle un bel mucchio di pezzi di carta, coriandoli o roba del genere, e poi si mise a gridare qualcosa. Io tendevo lorecchio anche pi, ma cerano sempre i coperchi e le latte, e adesso anche una trombetta da fiera, e non potevo sentire pi di tanto. I confetti I confetti gridavano tutti ridendo. E gettarono altri pezzi di carta. Evviva la sposa I confetti Allora ogni cosa fu chiara. Eh, s s, riconosco la firma mi venne subito in mente Qui c sotto la Mlide. chiaro. Quella sera si messa ad ascoltare alla porta, e ha capito ogni cosa a suo modo, e cos ha preparato la festa. Beh, una sciocchezza del genere non neanche rara quass. Hanno ancora del bosco. Un tale appena diverso da voi, bada soltanto a tirare il suo sacco e non scende a bere nelle stalle a Natale, e ecco, arriva la sera che gli tagliano la barba alla capra. Non mai pi della barba, per. Ma io gi pensavo a domani. Aspettai che si avvicinassero ancora. Ehila, ragazzi gridai quando furono sotto di me Brava gente, un momento. Aspettate. Aspettate, che viene il pi bello. Adesso arriva anche lo sposo, e cos la festa completa. Un momento. E feci latto di scendere gi. L da basso ci fu uno scompiglio e un correr matto fra vicoli e siepi, e un rotolare di latte qua e l. Un coperchio infil la strada di valle e lo si sent per un pezzo rumoreggiare scendendo fra i sassi. La compagnia si disperse di colpo. Senza fretta o lentezza, e senza mai alzare la testa, la mia vecchia spar dietro langolo. Prima la carriola, e poi lei, e poi la capra. Cera luce: cera una luce freschissima e tersa e io potevo vedere ogni cosa: qua e l, sopra i capelli e le spalle, aveva ancora quei pezzi di carta. Bastava scuotere appena la testa perch tutti le cadessero gi. Bene, neanche questo lei fece. Che vecchia. Li ignorava, ecco tutto: come ignorava tranquillamente anche me affacciato l alla finestra, a guardarla passare e sparire.
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Ed era notte, e silenzio, e per tutta la terra non cera nessun altro che noi. La pi assurda creatura del mondo. E domani al canale dissi io quasi allegro Occasione migliore ho paura che non possa capitarmi mai pi. Quella vecchia signora dovr pur ringraziarmi. Per forza. Anche un negro farebbe cos. Dopo un po non riuscii pi a sentire i suoi passi. Una lanterna saccese. Laggi in fondo scorreva il canale. La lanterna si spense. Adesso, sotto la luna, tutto era nitido e placido e fresco fino in fondo alla valle e pi in l. Dicono che occasioni del genere facciano contenti ragazzi e ragazze.

E cos il giorno dopo mandai via i miei ragazzi. Mezzora prima, e anche pi: forse unora. Si sparsero per il sagrato a gridare e giocare coi sassi. La Mlide stava a guardarmi. Con uno straccio trovato per terra fingeva di far pulizia e non si muoveva di l. Senza fretta, io mi feci infilare le scarpe dal chierico. E lei continuava a guardarmi. E adesso presto il cappello dissi io Debbo uscire. La Mlide non disse ancora parola. Aspettava. Fa presto dissi ancora al ragazzo Debbo andare al canale. gi tardi. Lei si port subito in mezzo alla stanza fingendo di pulire la tavola. la terza volta che li mandate via unora prima mi disse. La guardai senza dir niente. A Natale, per, la commedia bisogna pur darla. Lo so dissi freddo lo so. Anche quel sciocco e mezzo del chierico cap che ci doveva essere sotto qualcosa: e stava l in mezzo a noi rigirandosi il mio cappello per mano. Dicevo cerc di spiegarsi la Mlide che non faranno pi in tempo, cos. Niente paura. Gente in gamba dissi io Quella di ieri sera lhanno imparata in due volte a dir molto. Si chin ancora pi a terra, strofinando le gambe del tavolo. E non dico che fosse una brutta commedia. Tuttaltro. Da sotto il tavolo non venne parola. Il ragazzo guard me e poi anche lei: e poi me unaltra volta. E cominciava ad aspettarsi gran che. Cera anche la musica dissi. Neanche adesso mi venne risposta. Beh, vuol dire conclusi che mi darete una mano anche voi, caso mai. Il ragazzo guard lei e scoppi a ridere. lo gli diedi unocchiata e gli presi di mano il cappello. Torner a casa sul tardi mi voltai sulla porta. Per in fondo spiaceva anche a me. I vecchi son come i bambini: basta un soldo per farli contenti. E anche meno. Ma il fatto , brava gente, che io ormai non avevo pi neanche quello. Me ne andai gi al canale.

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Era l. Mi fermai l sullargine, proprio sopra di lei: un dieci metri. Si capisce che maveva visto o sentito fin dalla prima curva a dir poco, ma prima di dar segno di essersi accorta di me pens bene di farmi fare un bel po danticamera. La salutai di lass con un cenno di testa: lei, dal fondo, mi fece altrettanto. Ma non pi che altrettanto, capite? Solo un cenno di testa. Poi riprese a lavare. Era tutto quel che passava il convento: e non cera verso dottenere anche un soldo di pi: dimodoch non cera altro da fare che infilare la strada di casa. E cos per tre o quattro giorni. Arrivavo l sopra largine, mi fermavo a fare un bel po danticamera: e poi lei finalmente si degnava di alzare la testa (e sempre come per caso, ecco il bello): la salutavo, mi salutava, e via a casa. Cera quasi da ridere. Niente fretta. Niente fretta dicevo La domenica viene dopo sei giorni. E per questo che la chiamano festa. Poi una volta successe qualcosa. Erano ormai cominciate le piogge. Dappertutto odore derba bagnata: sotto i boschi, al mattino, si trovavano mucchi di passere morte annegate. Lacqua al canale era intanto cresciuta di un braccio, e gi molti lastroni di pietra erano quasi coperti e sparivano. Cos lei, per chinarsi a lavare, fu costretta a portarsi un trecento metrai pi gi, verso valle. L per l non riuscivo a trovarla ed ero gi per tornarmene indietro. Guardai le nuvole blu che salivano dietro i costoni e gi coprivano la cresta dei pascoli. Fiutai laria. Sapeva di polvere. Brutto tempo. Brutto tempo mi dissi Purch non pensi anche lei di dare presto del lavoro alla Mlide. Una pietra rotol dentro lacqua: e io di colpo mi accorsi di lei. Era laggi, quasi sotto le frasche. Un vero e proprio segnale dintesa: un messaggio con tutte le regole. E io non so chi in coscienza possa dire di aver mai ricevuto un biglietto che valesse anche un quarto di quello. La mia vecchia maveva chiamato, ecco il fatto: avevo gettato una corda nel pozzo e qualcuno laveva toccata. Quella volta ebbi abbastanza buon senso da capire che chiamate del genere son di quelle che non vogliono nessuna risposta. Amici, non bevete mai fino in fondo al bicchiere. Mi fermai neanche mezzo minuto. Era sera: i fossati correvano giri gi a valle: il canale trascinava con s rami dalbero e ogni tanto anche macchie di fango. Tornai verso casa.

Farla breve. Le giornate passavano, e lei non mostrava per niente di avere voglia di scender dal ramo. E sempre sarebbe stato cos. Mi decisi ad andare nella tana. Intanto non facevo che spiare le nuvole e sentire per laria se lodore di radice bagnata cominciasse ad andarsene via: e la Mlide a spiare i miei gesti. E anche un po di schiarita arriv.

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Bene mi dissi quel giorno, perch prima di muovere un passo una ragione devi pure trovarla, e far ridere non piace a nessuno Se il tuo mestiere interessarti di tutti, comincia intanto a interessarti di uno: non di pi che uno solo. Fino alla radice, per: fino in fondo. Non c mezzo migliore, cos, per interessarti anche di tutti quegli altri. Se no, galantuomo, risparmiati pure il sapone: tutto il resto paesaggio e nientaltro . Niente da vantarsene, certo: ma mi pare di conoscer pi duno che si fermato un bel pezzo pi in qua. Ormai aveva smesso di piovere. Le donne avevano rimesso i fornelli davanti allo scalino di casa e i pulcini attraversavan la via. A met del mattino venne fuori anche un pezzo di sole. Vecchio ottone, oro falso per: da non potersi fidar pi che tanto. E adesso andiamo a Loreto dissi io. Con due camicie e un colletto ancora nuovo e una cotta usata due volte a dir molto e qualcosaltro del genere, riuscii a mettere insieme un fagotto anche pi che passabile: ci infilai in mezzo una rama di frassino e me lo provai sulle spalle. Qualcuno vi cerca di l entr in quel momento la Mlide e rimase l sulluscio a guardarmi. Ero proprio un bel po imbarazzato. Non che ci fosse niente di male, daccordo: certo, ero molto ridicolo. Posai il mio sacco e passai nello studio. Mi aspettavano di l i sei pi vecchi pastori del borgo per via della faccenda del Maggio. Niente pi Gerusalemme, questanno. E ancor meno lOrlando a Parigi. Durante la guerra gli spadoni erano stati consegnati ai Tedeschi: una corazza mancava, e via ancora. E non cerano n soldi n tempo. E per di pi dallaltra parte del Valico uno lo stavano gi preparando. E questo veniva ad essere un po una vergogna. Uno schiaffo morale, eccetera eccetera. Bene. Volevo suggerire qualche altro lavoro dove non ci volessero, se non altro, spadoni? E fosse oltre a tutto anche breve? E ci fossero sei, sette parti a dir molto? Uno di loro era morto, a settembre. Faceva da Re Carlo, da Giuda e da tutto, e alloccorrenza anche parti da ridere, ed era il meglio di tutto il versante: il fatto che era morto, a settembre. Loro sei erano venuti per questo fino dalle torbe ai confini di Bobbio. L per l non riuscii a scovarne neanche uno. Pensavo ad altro, quel giorno. Certo che la Gerusalemme era quel che ci voleva per voi dissi io anche un po scioccamente. Diedi unocchiata dai vetri: il sole era l per sparire: nuvole blu gli ronzavano attorno. Per educazione fecero di s colla testa. Il sole, ecco, era sparito: e la stanza di colpo si fece quasi pi buia di un cinema. I sei vecchi aspettavano sempre. E richiamava anche un bel mucchio di gente dissi io un po distratto. Guardavo sempre le nuvole. Dopotutto, potevano anche andar oltre, passare. Bastava un fiato di vento e anche meno. I sei vecchi lentamente si guardarono in faccia. Tacevano. Ne venivano fino da valle disse uno Anche fino dallaltro versante. Tanto pi, reverendo, che non facciamo pi Maggi quass da cinque anni disse quello che stava alle torbe di Bobbio. Si capisce la guerra dissi io tanto per dire. La stanza cominciava un poco a schiarirsi. Forse il sole riusciva a farcela ancora. Bastava un fiato e nientaltro. Guardai verso ponente. E perch non provate I Reali di Francia? Anche questo tuttaltro che male. I sei vecchi si consultarono un po a bassa voce, e poi uno savanz in mezzo alla stanza, e parl anche per gli altri.
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Una cosa buona. Altroch. Ma per via delle sciabole? Ce ne vogliono cinque anche l. E poi costumi e corazze. E le donne? gli sugger il pi vicino. Gi. E le donne? Ci sono tre donne in quel Maggio e due per di pi molto giovani. Chi le trova le giovani, adesso? Tacevo. Si diedero unaltra occhiata fra loro. Reverendo, vedete? torn con pazienza a spiegarmi quello che stava alle torbe di Bobbio Ci vorrebbe un lavoro un po corto. Da lavorarci in sei o sette e anche meno. Non abbiamo quasi pi niente, ecco il fatto. E poi anche ci venuto a mancare Grisante, a settembre. Una cosa dissi io senza starci a pensare Credete che il tempo stia su? Tutti quanti si accostarono ai vetri. Guardarono. Si potrebbe fare allestate di San Martino, per questo. Viene sempre una settimana buona, a quel tempo. Non questo dissi io Io dicevo per oggi. Si voltarono ancora. Domandavo se oggi non vien gi un temporale dautunno. Ora, passati i sessanta, questi pastori mettono su barbe da santi, fattezze da santi, e due occhi chiari e celesti come neanche un bambino, sicch quando vi guardano vi pare sempre di essere in colpa con loro, con voi e tutto il mondo: la verit che hanno pi fiuto di un gatto, e malizia, e non riuscite a nascondergli niente. Permalosi per giunta come una donna o un bambino o tutti e due messi insieme. Avevano fiutato qualcosa. Avevano fiutato di certo. Si ravvolsero i loro mantelli e se ne andarono via contrariati. Era la prima volta che mi capitava in trentanni, da quando ero salito qui a monte, e la cosa dispiacque anche a me. Amico bello mi dissi Attenzione. Attenzione. Pare che stiamo anche perdendo clienti. Il tono era sforzato, per. E le parole due volte pi stupide. E davvero la cosa mi spiacque. Dalla finestra li vidi prendere il sentiero dei pascoli. Se ne andarono via tutti in fila, sempre dalla parte del fosso, e prima uno poi laltro, tirarono fuori da sotto il mantello i formaggi di capra che avevano portato per me. Salirono ancora un bel po, e poi tutti si riunirono a cerchio, e ci fu come una mezza congiura. Non finivano pi di parlare. Quello delle torbe di Bobbio fu il primo a rimettersi in via. Tutti quanti gli tennero dietro. Sparirono a mano sinistra. Quella non la via della torba not la Mlide che mi stava vicino. Mi voltai per guardarla. Per la torba si sale a diritta soggiunse. A diritta. S, vero dissi io. Non ritornano a casa, quei l. Guardai ancora dai vetri. Ma i sei vecchi non si vedevano pi. Quelli scendono a Brino insist con un certo disprezzo Sono capaci di scendere a Brino, a consigliarsi col prete di l. Anche questo era la prima volta in trentanni. Beh; non mi mai piaciuto il formaggio di capra la elusi. Mi guardava in modo curioso. Sa di selvatico dissi. E me ne andai nella stanza di l: e presi il sacco, e me lo misi in ispalla.

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Terza parte

La lettera
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E poi via in pellegrinaggio. Un romeo. Mi lasciai indietro le case e lo stagno, e poi la locanda, e poi camposanto e torbiera, e dopo poco ero solo, e attorno a me non cerano che gole e calanchi, e pi in l qualche pascolo, e pi in l ancora il costone dei monti. Dopo quasi due ore arrivai al sasso scheggiato dove una notte il pastore venne ucciso dai sette fratelli: dopo unaltra mezzora ero l. La prima cosa che vidi, un trenta metri gi in basso, fu proprio la capra di lei: vecchi amici: e questo era gi un po di pi di quel che mero augurato in partenza. Ormai era il tramonto: l in fondo le gole avevano il colore della ruggine vecchia e laria dava gi nel celeste e chi non sapeva che appena un poco pi in l cera Bobbio poteva anche pensare di trovarsi ai confini del mondo. E ecco l quella vecchia signora. Se ne stava seduta sullo scalino di casa e filava, e non guardava n rocca n fuso, e di certo doveva pensare a una cosa, a una cosa ed a quella soltanto, come il coscritto in prigione in un giorno di festa colla testa appoggiata alle sbarre. Ecco un incontro come si deve mi dissi Non c nessuno: e poi lora di cena, e il silenzio deve pesare un bel po anche su lei. Ormai dovr pure discendere. Mi avviai per la china. La vecchia dovette sentirmi. Per prima cosa si rintan tutta in se stessa, e, senza nemmeno alzar gli occhi, si lev subito in piedi e raccolse cesto e conocchia e tir la corda alla capra che frugava la siepe: e in un minuto tutto quanto spar dentro luscio. Sulla strada, l dallo scalino, non rimase che il paio di zoccoli, e io che stavo a guardarli con bastone e fagotto e ogni cosa. Non avevo nessuna intenzione di far ridere le piante l intorno: tanto pi che sentivo sentivo che di l da quelluscio lei restava in ascolto anche adesso. Mi rimisi per via. Dai costoni dei monti e dai pascoli veniva gi il colore blu della notte. Non c pi grama compagnia di quellora. Vi sorprendono certi pensieri, i ricordi vi entrano in corpo; date unocchiata allintorno: tutto qui? vi viene fatto di chiedere: sicch un uomo non pi neanche un uomo. Dopo nemmeno mezzora, per, sentii il cigolare di un carro. Si capisce. Era il sarto. A quellora e in quel posto da pecora non poteva essere nientaltro che lui. Tornava dal suo ultimo giro prima del cader dellnverno. Mi fermai ad aspettare. Era lui. Siccome era stato ai suoi tempi in Savoia e aveva viaggiato qua e l e faceva quel mestiere da donna, aveva modi tali e quali un francese: mi fece un monte di galanterie e gentilezze e bonjours e alla fine mi disse se volevo salire con lui.
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Non state a tentarmi gli dissi. Fece un gesto da mezzo signore. Sareste il primo, questoggi disse subito lui Non sono riuscito a tentare nessuno in tutto quanto il mio giro. No. Nessuno. Neanche una donna. Beh, si dovr prima sentire quel che ne pensa lamico e accennai la sua bestia. Oh, carne benedetta non pesa fece subito il sarto. Aveva una frase gentile per tutti, ed anche due ed anche tre, a volont. Mi fece posto sul carro. Per met viaggio non dicemmo parola. Era notte: era freddo: era umido: non si vedeva una casa: e due vedovi erano meglio di noi. Io avevo fatto il viaggio del povero: e lui quasi peggio di me. Neanche uno. Neanche mezzo vestito, va bene? usc a un tratto ridendo un po agro Non sono riuscito a vendere neanche mezzo vestito questoggi. E mi sono portato fin sotto i calanchi. Hanno quelli da soldato dissi io Per linverno fanno il loro servizio anche quelli. Va bene va bene. Sempre per modo di dire, per. Perch quelli vestiti non sono. No. Io mi domando questo soltanto. Non vogliono comprare vestiti? Va bene, e saluti, e tante cose e sappiatemi vostro. Hanno quelli da soldato? Benissimo. Se li tengano e ci vadano a nozze. Ma allora perch farmi srotolar tutto il sacco? Mi diede unocchiata di striscio. Perch farmi parlare per mezzora ogni volta? Andate in Francia o in Savoia, e vedrete. Si era voltato a guardarmi. Doveva essere indignato sul serio, e pretendeva che io gli rispondessi. Vi capisco dissi io con stanchezza. La brina adesso mi scendeva sul collo Vi posso capire. Ma per loro un divertimento anche quello. E non ne hanno molti altri, ecco il fatto. La cosa dovette colpirlo. E gratuito, oltre a tutto. Ah, bellissimo. Io non cero neanche arrivato. Parola che c quasi da ridere. Ma non rise. Tuttaltro. Fa gi freddo dissi io per troncare. Mignor. Non mi stava nemmeno a sentire. Che vecchia. Che vecchia fece un po il superiore Sono il sarto. Pu servirvi qualcosa? Roba extra, eccetera eccetera No, mi dice, no niente Beh, questa a ogni modo una maglia. Ecco qui. Roba extra. Toccate. Favorite toccare le dico. Lei fa solo segno di no colla testa e si volta dallaltra parte a filare. Prendi su e porta a casa. Una idiota. N pi n meno unidiota. Noi siamo ancora una colonia, ecco qui. Bene cercai di difenderla Quella almeno non vi ha fatto perdere tempo. Bad solo a dire qualcosa alla bestia. Almeno, non vi ha fatto srotolar tutto il sacco. Continuava a ignorarmi. Per quass gi qualcosa, trovate? C modo e modo ammise un po contegnoso. Si scosse la brina dal collo. S Colonia. Non siamo altro che una grossa colonia. Ma provatevi ad andare in Savoia, e a quello che vi lustra le scarpe gli dovete dire ogni volta Mossi. Garantito. E Madam a tutte quante le donne. Unortolana, Madam. Una lattaia, unostessa, Madam. E... e anche peggio. Non so se mi spiego. L per l stavo quasi per ridere. Perch non avete provato anche con lei?
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Provar cosa? si volse. Con la vecchia. A chiamarla Madam. Ah, una idiota disse alzando le spalle In montagna, da noi, ne incontrate uno ogni mezzo chilometro. Forse laria, chiss. Oppure lacqua. Mai incontrata? No. Mai. Voi mai vista? Ha una carriola e una capra. Mai una volta dissi io. Ma se lava stracci e budella al canale Al secondo braccio: a sinistra. Impossibile. Beh Io direi che comincia a far freddo. Mi guard anche un po risentito. S. Una idiota. Deve essere lacqua. Ne beviamo tutti dissi io Questo il fatto. Per mezzora non ci dicemmo pi niente. Sentii che mi stava guardando, e anche pi ad attentamente di prima. Mi considerava professionalmente, capite? Per un po stette in silenzio. Mi guardava e guardava, e taceva. Sapete una cosa? si decise toccandomi il gomito. Beh, se brutta, no dissi Me la direte domani, semmai. Perch brutta? Tuttaltro. Le brutte me le tengo per me. Non lo incoraggiai neanche tanto cos. Sono anni che frequento quei tipi, e gi sentivo lodor della trappola. Conosco dei preti in citt che sotto la tonaca portano calzoni alla zuava. Gente in gamba, moderna. Camminano coi tempi, in sostanza Tanto pi che nessuno pu accorgersene. Aspett sorridendo. Io non dissi parola. Che sia uscita a pigliare i suoi zoccoli? pensavo solo fra me. Per la bicicletta, intendiamoci. Per la bicicletta soltanto saffrett a precisare E non hanno neanche torto, a pensarci. Deve essere molto pi comodo, no? Oltre a tutto, dato il caso che vi vengano a chiamare di notte S. In citt ce ne sono. Ho sentito. Pu darsi ce ne siano, in citt. Ah, ma non solo in citt. In montagna, anzi, mi pare Sbaglio, o quello il paese? volli sfuggirgli di mano. Voglio dire che ne ho tre o quattro paia qua dentro. Roba extra di via. S s proprio il paese dissi io. E oltre tutto ho deciso di svendere. Liquido. Attenzione allo stagno dissi io L a sinistra. Con improvvisa dignit lometto tir con forza la briglia alla bestia. Sera cambiato di colpo. Ecco. Sono arrivato mi conged asciutto asciutto. Senza aspettare un momento si chin per staccar la lanterna. Eh eh, ti abbiamo sfiancato, eh, questoggi? faceva adesso il gentile coll asino Ti abbiamo rotto le costole, eh? Buona notte - dissi io. Buona notte, Mossi disse lui sostenuto. Attraversai la piazzetta di sasso. I miei passi si sentivano fin verso Bobbio. Da una stalla uno spinone abbai. Appena entrato in parrocchia, il ragazzo mi disse che nel pomeriggio era venuta la vecchia a consegnare due ceri e una lettera: e poi era scesa al canale: e poi ancora era tornata a prendersi indietro la lettera.
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E l sono i due ceri intervenne la Mlide. E non riusciva un momento a sviare gli occhi da sacco e bastone. Ma io adesso pensavo alla lettera: a quella e nientaltro: e perch lavesse mai scritta, e che cosa poteva mai esserci dentro, e perch era venuta a riprendersela, e via ancora cos, altre sciocchezze. E anche se fossi stato vestito da maschera, non ci avrei badato tanto cos. E cos, lei ha portato la lettera? domandai ancora una volta al ragazzo. Fece segno di s. E poi pi tardi tornata a pigliarsela? Saran state le quattro spieg. Mentalmente provai a fare un mio calcolo. Allora, appena mi son messo per via Il ragazzo fece ancora di s. Poco dopo. Tutti e due mi guardavano fisso. Si aspettavano, chiaro, chiss. Bene bene conclusi. E mi fregai anche un poco le mani. Quei due l mi guardavano sempre. dalle due che non mangio, questoggi. Ci sarebbe qualcosa? Mi piacerebbe sul serio poter mangiare qualcosa.

Dovevo incontrarla qualche tempo pi tardi. Una notte. Tutto il giorno era piovuto e piovuto come capita solo da noi. Non un solo pastore sera sentito di mettersi in via, e tutti se ne stavano l, dietro gli usci, a impagliare seggiole e ceste o a preparar le castagne per i giorni del freddo o fare trappole da metter nei boschi. I fossi erano gi grigi dacqua: il canale era in piena: dalle gronde rotte lacqua cadeva a gomitoli. Non una gallina od un cane o una talpa dalla piazzetta fino in fondo alla valle. Aprii la finestra. Striscie di pioggia e odor derba bagnata invasero tutta la stanza. No no no. Questa non pu certo chiamarsi una buona giornata per lei dissi e chiusi di colpo E domani sar peggio ancora, e cos per tre mesi a dir poco. E a meno che non abbia un bel mucchio di lettere da scrivermi e poi ripigliarsi, mi pare che per la vecchia signora sar una festa tuttaltro che allegra. E cos tutto il giorno. Ma poi, alle prime ombre, cess. E quando nelle stalle le lanterne si accesero, spunt anche la luna. Non rotonda come in agosto, sintende, ma pi furba, e pi lucida e fresca come se lavessero tolta da un secchio: e tutti i monti colle creste gi bianche ed i pascoli e il cimitero ed i boschi mi si aprirono pi grandi che mai. Tutto giovane e azzurro, con qua e l qualche picchio dargento. Uno sparo arriv dalla parte del Valico. E dopo poco altri due. E il rumore si allarg fino ai pascoli. Piano piano affond verso valle. Erano tre, quattro anni e anche pi che per tutto il versante non capitava una cosa del genere: la guerra era morta da un pezzo. Tutto il borgo fu in piedi. Da ogni parte calci e ragli di muli, e pianti di bambini svegliati di colpo, e gente che salzava da

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letto a venire a metter lorecchio sulluscio. Gli spinoni abbaiavano forte. Ma nessuno tirava il paletto o affacciava la testa in istrada, o dalla finestra domandava chi fosse. Cos anchio, ancora mezzo svestito, non sapevo decidermi a uscire. Me ne andavo dal letto alla porta, e poi ancora al letto, o mi fermavo l in mezzo alla stanza a tentare dinfilarmi le scarpe. Un po di tempo pass. Forse molto. Riuscii a infilarmi una scarpa e poi laltra. Sudavo. Mi affacciai sulla strada a guardare. Non cera pi un uscio chiuso. La luce delle lanterne attaccate alle travi arrivava ormai fino in mezzo alla via. Qualche donna, vestita s e no, con in braccio il bambino pi piccolo, appariva qua e l sopra gli usci. Una gett gi a suo marito in istrada una specie di federa vuota. E corse via, e ritorn, e gliene gett una seconda e una terza. E se avessi deciso di perder la testa, non cera proprio occasione migliore. Ehi, ragazzi, un momento. Cos? Badavano a correre e basta. Un ragazzo senza neanche fermarsi si leg con una cavezza i calzoni e si butt per la strada di monte. Tutti avevano un vaso o una secchia, e i ragazzi una berretta e anche due. Brava gente, cos? domandavo. Quelli andavano via. E cos i vecchi e perfino una vecchia da sola, e una famiglia al completo, padre madre ragazzo, come allultima notte di Troia. E anche il sarto pass; a mezzo trotto: e un capraio di malga era adesso due volte pi francese di lui. Si pu sapere che succede, Mossi? gli gridai dietro le spalle. Ma quello sent e non sent. Il fatto che non si volse nemmeno. Non ci riuscivo a capir neanche tanto. Limportante era questo, per: niente ombra di paura allintorno: tutto il paese appariva, semmai, come la notte che viene leclissi e la gente corre fuori a guardare. Non per proprio cos. Non cos. E poi il ragazzo arriv di gran corsa. E cos tutto fu chiaro. Quattro muli con della farina venivano gi dalla strada del Valico, dalla parte del bosco dei cerri. Ma non cera ancora la luna: pioveva: e un bosco un bosco e la notte la notte: e poi questi, in realt, sono tempi difficili. I carabinieri serano messi a sparare. Cos due mule erano mezzo impazzite e avevano preso a scappare qua e l fra fossi calanchi e torbiere: e adesso, in qualche posto vicino, erano sparsi per terra sei quintali di farina e anche pi. E tutti quanti correvano a prenderne. Fate presto mi disse anche lo stupido, prima di scappare via ancora Perch oramai la prendono su col cucchiaio. Si capisce dissi io Come no? Quando piove, piove anche per me. E dopo poco ero in via. Ma era chiaro che pensavo a tuttaltro. Adesso non cera nessuno, e la gente badava solo a tirare i paletti. Le candele si spensero tutte. E cos le lanterne. E io ero solo. E quando giunsi al principio della strada di monte la speranza era un soffio s e no. Un idiota pensai Un idiota vestito di nero, ecco tutto. Neanche un ragazzo farebbe cos. E speriamo che sia colpa dellacqua. Ma poi, invece, allaltezza del frassino morto, vidi laggi quella vecchia signora col grembiule rialzato anche lei. Era mezzo nascosta dallombra che tagliava il sentiero a met. Le fui subito al fianco. E adesso eccoci qua cominciai un po a scherzare. Buona notte mi disse lei in fretta. Una magnifica notte. Altroch. Proprio come si deve. Con la luna e le stelle e ogni cosa. Cerc di camminare pi in fretta.
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Lideale per fare provviste dissi io sempre scherzando. E indicai la farina. La mia vecchia si ritrasse nel guscio anche pi. Per questa, non siete venuta a domandare la regola. La regola la sapevate, per questa. Era proprio pi spaventata di un topo. No no. Adesso scherzo. Aspettate dissi allora prendendole un gomito. Si ferm in mezzo alla strada. No. Niente paura, Zelinda. Vengo solo a pigliare la mia lettera.

La sfortuna era che intanto eravamo arrivati davanti alla siepe di casa: e tutto quel che potevo aspettarmi da una vecchia signora del genere era che lei mi facesse un saluto con tutte le regole, e col massimo garbo del mondo mi lasciasse l sulla strada, da solo. Una volta lo aveva gi fatto, del resto. Va bene che il suo era proprio un usciolo da riderei, appena appena pi in forza di quelli che siamo soliti usar pei porcili, e anche colla sinistra me lo sarei comodamente sfondato: ma questo voleva dir meno che niente. Ecco qui disse subito lei come mero previsto Ecco qui casa mia. La conosco dissi io Sono venuto a farci una serenata cinque sei giorni fa, verso sera. Cos, io vi ringrazio, e scusatemi del disturbo e di tutto; e buona notte anche a voi. Buona notte neanche per scherzo dissi io un po allegramente E scusarvi, non vi scuso per niente. Troppo comodo, no? Mi guard appena appena, non ben certa davere capito. Dura da un po troppo spiegai Ammetterete che dura da troppo. Sono venuta solo due volte da voi a disturbarvi in canonica cerc di sgusciarmi di mano E poi, neanche due volte: una sola. La seconda non vi ho neanche trovato. Buona notte, e scusate di tutto. Mi decisi a cambiare. Questi qui, se volete saperlo, sono tutti complimenti e galanterie e roba simile. Lo fanno su per gi a diciottanni e pare anche che ci provino gusto. Ma diversa per noi dissi io Sono venuto a pigliare la mia lettera. La mia lettera, Zelinda, mi spiego? Mi premeva che si mettesse subito in testa che non avevo nessuna intenzione dandarmene. Me ne sarei stato l unora o anche due a veder sparire le stelle oltre il Valico. Avrei aspettato anche il giorno con lei, se occorreva. E se occorreva anche pi; mi capiva? Cos tirai fuori il mio fazzoletto da sole e me lo spiegai bene a modo, senza unombra di fretta, e mi misi lentamente a sedere proprio sullo scalino di casa dove di giorno saccende il fornello. Mi guard appena appena indignata. Da parte mia, dal suo prete, questo era realmente un po troppo. E non se lo sarebbe aspettata mai e mai. Questo un modo da capraio, lo so dissi io e mi piace anche meno che a voi. Ma c un fatto. La lettera era gi mia, se volete sapere anche questo, n pi n meno che i miei libri e il mio tavolo, e anche un avvocato di citt od il pretore mi darebbe tutte le ragioni del mondo. Potete giurarci tranquilla. E se quel giorno non correvo da voi, io me la leggevo subito subito, e adesso ogni cosa sarebbe a posto

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da un pezzo, e non ci sarebbe certo bisogno di starcene qui tutti e due sul gradino di casa. Comincia anche a far fresco, fra laltro. Lei mi stava a guardare, sempre un po a testa bassa, a due passi nemmeno da me. Teneva ancora il grembiule rialzato con dentro quel po di farina, e nessuno poteva negare che fossimo proprio un bel numero. Avete ragione - si decise alla fine, guardando subito a terra per Avete ragione, so bene. Ma anchio credo davere ragione. Come voi e anche un po pi. Tacevamo. S. Anchio lho. La mia parte di ragione lho anchio, come voi. Si capisce dissi io in mezzo soffio. Bene. Io penso per tre o quattro giorni a una cosa, a una cosa e nientaltro: e quando ci ho pensato su bene a modo, me ne vado gi fino a valle a comprarmi il sale, la carta e linchiostro (per non dar nellocchio anche il sale; ma poi il sale ce lho): e poi vi mando la lettera con dentro tutta quanta la cosa. E cos tutto finito. Per, poi, quando vado al canale, ripenso a quella cosa un bel po e vedo che la lettera non mi pu proprio servire per niente, e cos allora ritorno in parrocchia e mi riprendo la lettera. E la prima cosa che faccio quella di buttarla nellacqua. - Oh, il canale sembra fatto apposta per far pensare e pensare a un bel mucchio di cose. E anche peggio il mestiere che fate. E cos. Vi capisco, cos. Ma cosa avete pensato? Adesso notte, Zelinda, e tutti dormono fino gi a valle e non c nessun altro che noi; e tutti e due abbiamo gi un piede di l: tutti e due: e fra noi certe cose si possono anche dire, mi sembra. Indugi due secondi. Che cosa ho pensato al canale? Dopo voi vi arrabbiate, lo so. Alzai appena appena le spalle. Neanche voi ci credete, Zelinda. Ho pensato lei disse che certe cose voi non potete capirle. Voi chi? Voi. Voi preti. Voi gente di chiesa. Voi, e neanche gli altri, per: solo che gli altri non ci si arrabbiano mai. E anche questo pu essere. Chi vi dice di no? e cercai di sorridere ancora. Quella vecchia signora a suo modo era proprio invincibile: era indifferente, ostinata e mansueta e mille altre cose di pi che neanchio saprei dire. Cera poco da fare con lei: logica, teologia e tutto il resto erano solo forchette spuntate Certe cose si arriva a capirle, e certe altre mai e mai, in nessun caso. N pi n meno che un medico, che per anni ha studiato di tutto, e perfino il latino, ma poi ecco che arriva la volta che anche lui non pu fare nientaltro che starsene l in riva al letto a guardarsi il malato che va. Eppure conclusi anche un po soddisfatto di quel mio paragone da sagra bene andare dal medico. Tutti vanno a farsi vedere dal medico. Io no disse lei con mitezza Io non ci sono mai andata. E anche quando il mulo dei carbonai mi calci qui alla schiena, io non sono andata dal medico. Ci ho messo su delle frasche dortica. Non era una ragione, sintende: ma era tutto quel che passava il convento, ed era buon gioco a ogni modo pigliarsi il buono e il cattivo. Per ribattei la lettera lavete pur scritta. E quella sera siete venuta da me Dal dottore E dite pure quel che volete, Zelinda, ma segno che le frasche questa volta non siete riuscita a trovarle. Bene: io avevo intenzione di dirvi nientaltro che questo: che in due si cerca meglio, ecco tutto. Questa volta era chiaro che dovevo aver fatto centro, perch la vecchia non rispose parola: e da un
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tipo del genere anche il solo silenzio era gi un bel poco di pi di quel che potessi aspettarmi. E lei intanto pensava e pensava, e non trovava parola. Adesso, sulla strada di monte, per le siepi e le scarpate allintorno, e i calanchi ed i pascoli era tutto silenzio, e gi dormivano i tassi e gli uccelli e le rane ed ogni altra creatura: e a me venne quasi il sospetto che le nostre parole potessero arrivar fin laggi, in fondo a valle, dove ci sono i paesi grossi e la luce elettrica e tutto, e la gente non va mai a letto prima di notte. E allora, cos, chiss come, pensai che la storia delle frasche dortica e di noi due che andavamo a cercarle, come si fa con i funghi, faceva sul serio un po ridere: e a tutte quelle belle ragioni che avrei invece saputo trovar senza sforzo trentanni prima e anche pi, quando leggevo ogni sera, ed ero magro e diritto e discutevo di questo e di quello e avevo inoltre una vita davanti. E poi pensai anche a quel che doveva essere lei, su per gi a quellet, quando se ne tornava a casa di sera dalla festa da ballo, coi giovani che venivan su a farle musica dietro il fico dellorto: e magari lei spiava dal vetro e pensava chiss quante cose, ma mai e poi mai che una notte si sarebbe trovata qui sul gradino di casa a parlare con un vecchio don di montagna. No, la vita non era stata certo di manica larga con questi due galantuomini. Ma a ciascuno il suo, e cos sia. E anche i vecchi re da veglione o eran morti da un pezzo o dormivano per le terre da Valico a valle. Cos, io non vi capir: forse vero insistei finch il ferro era caldo Per anche Olivieri diceva cos: Olivieri Laerte, il capraio: e alle volte anche peggio. Una volta si sfil la sua cinghia di pelle e la gett l sopra il tavolo, proprio sotto i miei occhi, perch nuora intendesse. Questo, per darvi idea dellumor dellamico. Ma anchio avevo la cinghia a quei tempi: e due volte la sua: e cos ci siamo capiti. Abbiamo finito col capirci, vi dico. E cos col vedovo Sante, quando vennero a dirmi che si era messo a guardare un po troppo la figlia: e cos con uomini e donne che non saprei pi neanche contare. Ma per me diverso disse lei come a s Per me tutto diverso. Non c nemmeno un confronto, con me. Tutti siamo diversi, ecco il fatto ribattei asciutto asciutto. E non aggiunsi parola. La mia vecchia cominciava a commuoversi. Buon segno, buon segno. E ormai non cera altro di meglio che aspettare e tacere, e intanto guardarsi le scarpe.

Tutte le mattine alzarsi alle cinque e anche prima e andare gi in fondo a valle per pigliare le budella e gli stracci cominci lei dopo un lungo silenzio e fermarsi a mezzogiorno un momento a mangiare olio e pane sopra lerba di un fosso: e poi venire su fino a monte a pigliar la carriola e andarsene al canale a lavare. Fino alle sei, o anche alle sette, e il luned fino alle nove di sera. E poi dopo caricarla carriola e tornare su a casa, appena in tempo per mangiare olio e pane e anche un po di radicchio, e poi andare a dormire. Respir un po a fatica. Stava ormai per sgelarsi e doveva anche provare una povera pena di s. E il giorno dopo fare lo stesso, e cos laltro giorno, e cos tutti i giorni del mondo. Perch io questo lo so: questo io lo so bene: tutti i giorni del mondo. E su questo neanche voi potete dire di no. Sinterruppe per respirare di nuovo, perch mai aveva parlato tanto cos in vita sua, cera da giurarci sicuri: e io guardavo e guardavo e non dicevo parola.

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Io ho una capra che porto sempre con me. Io ho una capra. E la mia vita quella che fa lei: tale e quale. Stavo per dire qualcosa. Ma lei fece segno di no. Che aspettassi. Viene in fondo alla valle, torna su a mezzogiorno, si ferma davanti al fosso con me a mezzogiorno, e poi la porto al canale, e quando vado a dormire va a dormire anche lei. E anche nel mangiare non c gran differenza Di nuovo cercai dinterromperla, e di nuovo fece segno di no. perch lei mangia dellerba, e io tutti i giorni radicchi o insalata e la differenza sta solo nel pane. Nel pane. E poi a momenti io non potr mangiare pi neanche quello Come me come me Ecco che cosa faccio io: una vita da capra. Una vita da capra e nientaltro. Solo che lei Quanto pu stare al mondo una capra? Una capra? Quanto vive una capra? Sei o sette anni o gi di l dissi io, preso cos alla sprovvista Sempre che sia delle nostre. Ecco. Sei o sette e poi basta. Solo che lei finisce pi presto. Senza nemmeno confronto lo ne ho sessantatr questinverno. Tacque. E si volse a guardare gi a valle, e il paese e tutti gli altri paesi nel buio o visibili sotto la luna. No. Questa qui non casa mia. Questa qui casa daltri. Io lo so. E per me solo come starci a dozzina. Erano amare parole: e mi sembr che qualcosa dovessi dire a ogni modo. E mi alzai, e mi avvicinai di due passi, perch chiaro che non potevo parlare seduto l sul gradino di casa, come il tale che sta l a prendersi il fresco ed in bocca ha magari la pipa. Era questo, Zelinda, che avevate messo nella lettera, voi? No disse lei: e la cosa mi stup la sua parte No. Questo chiunque lo sa: chiunque passa lo vede, e neanche c bisogno di dirlo. Oltre a tutto cominciavo a deluderla. Giusto. Prendi su e porta a casa. Non era questo che avete scritto? E cosera? Ormai che mi avete dato il dito, Zelinda, datemi anche la mano, chio son qui per allungarvi la mia. No no disse lei un po indecisa Voi non potete capire. Per me tutto diverso. Io sono stata nelle Figlie di Maria, sono andata fino a Loreto in pellegrinaggio, e tutto a piedi fin l: ho fatto quel che Dio dice di fare: e nessuno pu dir niente di me. Di grosso non ho mai fatto niente. Si capisce - cercai dinserirmi, senza per questo doverla interrompere pi chiaro delloro, Zelinda. E io pensavo che adesso un piacere Dio potrebbe anche farmelo, perch io non gli ho mai chiesto niente. Non lho mai disturbato neanche tanto cos in sessantatr anni a momenti. E non lho mai avuta con lui: mai una volta. Nemmeno quando il calcio del mulo mi butt sopra il mucchio di sassi, e quando i ragazzi per scherzo mi nascosero met degli stracci e io dovevo pagarli in giornata. Ma sul momento io non sapevo che fosse solo uno scherzo. Un piacere potrebbe anche farmelo, ecco. E si ferm unaltra volta, perch adesso era proprio commossa. E io continuavo a guardarla: e aspettavo: e non dicevo parola. Per questo io sono venuta da voi, quella sera, a domandarvi se anche da voi, voi di chiesa, qualche volta non si bada alla regola: e la storia del matrimonio era solo unastuzia. E per tutta la notte mi ci son vergognata. Questo, s. Questo lho capito subito anchio neanche tre minuti pi tardi. Per, un po vi siete arrabbiato.
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Ho detto tre minuti pi tardi, Zelinda. E se non lho capito subito subito perch ormai sono anchio n pi n meno un cavallo da fiacre. Ma per capire, lho capito, vi dico: e vi ho anche richiamata, per questo. S, davanti al sagrato, lo so. Ma questo da capire era facile. Questo si poteva capire di colpo. Ma quello che cera dentro la lettera voi non potete capirlo. Voi e neanche gli altri, per: e non mi direte di s per tutto loro del mondo. Non dite questo, Zelinda dissi io in altro tono, mentre il freddo mi pigliava alla schiena e alla testa. E intanto mi sentivo pungere il naso come se qualcuno mi strappasse i capelli Questo non dovete dirlo mai e mai. E adesso, avanti. C che voi risponderete di no insist lei molto pi debolmente, e cominciavo a capire che anche lei mi voleva dir tutto, liberarsi di tutto, di tutto, e non credeva alle sue stesse parole e davvero era un po come il bambino viziato Io me lo sento gi adesso. Io lo so. Io tacevo, per: io continuavo a tacere, e sentivo che ormai avrebbe detto ogni cosa. Allora volete sapere quello che cera scritto l sopra? mi chiese. Mi limitai a far di s colla testa. Va bene decise E io ve lo dico anche. Ma allora voi vi voltate da unaltra parte e non mi guardate pi in faccia. Ed io feci anche questo. Vassicuro che mi voltai vers il muro come quando qualcuno si sveste. E neppure un secondo mi pass per la testa che un tale, vedendoci, avrebbe potuto anche riderei sopra. A ogni modo, affar suo.

Dopo un po si decise a parlare. Nella lettera cera scritto che io non volevo fare offesa a Dio in nessun modo n lamentarmi per niente di lui: a questo non ci avevo pensato mai e mai, si capisce, e neanche c bisogno di dirlo. E cera anche scritto che io capivo benissimo quello che dite voi preti, perch guai se non fosse cos, e il mondo chiss dove andrebbe. Questo io lo capivo. Ma siccome il mio era un caso diverso Un caso tutto speciale No no. Non state a voltare la faccia. Me lavete promesso Siccome il mio era proprio un caso speciale, tutto diverso dagli altri, e so che sar sempre cos, e ogni giorno che passa anche peggio (perch questo io lo so, questo io proprio lo so, la sola cosa che io so proprio bene) Non voltate la faccia, per Non guardatemi. Guardate sempre di l per piacere... Allora, anche perch questa non casa mia e mi pare di starci a dozzina, allora, senza voler fare dispetto a nessuno, io chiedevo No, ma io me lo immagino gi quel che voi rispondete. Senza voler fare dispetto a nessuno Dal frassino una foglia secca scivol fino a terra. Nientaltro. Fino al Valico e valle nientaltro. Tacevo. Ecco disse lei a voce anche pi bassa Nella lettera cera scritto se in qualche caso speciale, tutto diverso dagli altri, senza voler fare dispetto a nessuno e quando proprio come stare a dozzina, dimodoch non si pu neanche chiamar casa tua qualcuno potesse avere il permesso dandarsene. Nella lettera cera scritto cos. Tale e quale.

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Mi voltai senza aver ben capito. E scoraggiato. E anche un po deluso. Anche anche uccidersi, s spieg lei con una tranquillit da bambina. E si mise a guardarsi gli zoccoli. E a lisciarsi il grembiule. E taceva. Tutto questo mi prese cos allimprovviso che sul momento non mi venne parola. Non riuscivo a trovarne, vi dico. Ma poi no: non fu neanche cos: alla bocca mi salirono parole e parole e raccomandazioni e consigli e per carit e cosa dite e ma andiamo e prediche e pagine intere e tutto quel che volete. Tutte cose daltri tempi, per: vecchie nevi dellanno passato: e per di pi dette mille e una volta. Di mio non una mezza parola: e l invece ci voleva qualcosa di nuovo e di mio, e tutto il resto era meno che niente. Dio, che gran trappola, per, le parole! Ecco disse lei dopo un po Lo sapevo che avreste fatto cos. E la cosa pi brutta era che lei stette ancora in attesa per qualcosa come un minuto e anche pi. Stava l sopra luscio di casa e mi guardava e continuava a sperare. Lo sapevo che avreste fatto cos ripet con voce appena delusa. Cercai qualche parola. Io lho sempre saputo, per. Ve lho detto fin dal primo momento. Fin da quando sono venuta da voi. No, Zelinda, non cos non cos cominciai, ma cos goffamente da provare vergogna di me e di tutte le parole del mondo. Perch allora lavete voluto sapere? disse lei con un po di rimprovero Voi lavete voluto sapere, a tutti i costi lavete voluto, e adesso, ecco, ve ne state cos E si mosse, e se ne spar dentro casa. E io rimasi l, sulla strada, davanti a quelluscio da vecchio porcile. Un uscio, vi dico, nemmeno grande cos, tanto che lei, per entrare, dovette perfino chinarsi. Ora io so bene e sapete anche voi che cos una stanza qui da noi su in montagna: due metri e mezzo di terra e di sassi, un saccone di foglie, e un catino ed un secchio e un fornello: e da un lato la capra: e tutto quel che c di pi regalato. A centinaia ne ho viste: e per anni: e in ognuna sarei in grado di trovare anche al buio candela e fiammiferi senza urtare col piede la gatta distesa a dormire: e non cera una mezza ragione perch quella di lei dovesse essere diversa da tutte. Bene: per certe cose io non credo di essere molto pi indietro di un altro: e so che due metri saran sempre due metri da qualunque parte si guardi: e neanche il Vescovo potrebbe cambiarla. Questo ancora lo so, fino ad oggi. Ma quando ho visto la schiena di lei scomparire nellombra e quelluscio mi si chiuso davanti beh, sciocchezze sciocchezze, e galanterie e roba fine e bonjours e poesia e fazzoletti da naso e tutto quel che volete: ma mi sembr proprio che quella sua tana arrivasse oltre i monti e pi in l. E luscio certo era un uscio da riderci, senza neanche serratura o paletto, ma in quel momento ero pronto a metter la mano sul fuoco che buttar gi il portone della Prefettura in citt doveva essere tre volte pi facile. Mi guardai un po allintorno. Stava per venire la morta stagione, gli sterpi secchi, le passere uccise dal freddo, la notte che arriva alle sei, i fossi ghiacciati, i vecchi che se ne muoiono in fila e la Mlide che li cuce dentro il lenzuolo e io li porto al cimitero di monte, e i bambini che per lintera stagione se ne stanno dentro la stalla a scaldarsi col fiato dei muli Un inverno di cinque o sei mesi. E lei, cosavrebbe fatto, la vecchia? Nelle ossa sentivo linverno vicino. Guardai un momento le nuvole che adesso erano pi grandi di un prato, e poi mi avviai alla parrocchia. Le nuvole mi venivano dietro. Sempre dietro, come se qualcosa sapessero. S, vengono delle idee, certe volte. Ma cosaltro potevo fare, mi dite?
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La storia bella se corta, lo so. E ormai ora di chiudere. Io per me non ho niente intenzione di tenerla aperta un minuto di pi. E questo tutto. Una storia da un soldo. E tu fa come le donne dicevo Dimentica. Volta pagina e scorda ogni cosa. Neve danno: acqua passata; dimentica. Fa come fanno le donne. Sono grandi, per questo, le donne, e hanno da insegnarci un bel mucchio di cose. E non fu neanche una cosa difficile. No: tutto sommato non fu proprio una cosa difficile. Staccare un foglio dal lunario in cucina lo appena due volte di pi. Dieci giorni pi tardi, al tramonto, passarono branchi di anatre. Sparirono dietro il passo del Valico. Ed ecco la neve pensai. Verso il tardi, finito il crepuscolo, lacqua cominci di colpo a cambiarsi in nevischio. Un sasso batt contro i vetri. Guardai in gi, fra la pioggia e la neve. Nella strada, tre, quattrombre e anche pi a faccia allaria. Al canale caduta una donna gridarono Una brutta caduta Una vecchia E ormai pare che sia roba per voi. Adesso vengo dissi io Corro subito. Sarebbe bene fare presto, per. Stanno tirandola su. E al dottore ci avete pensato? Non pi roba sua. roba vostra. Uno vada gi a valle dissi io. roba vostra risposero ancora Stanno tirandola fuori dallacqua. Adesso vengo dissi io. Bene. Se quella sera volevano correre, si levarono tutti la voglia. Me li lasciai indietro tutti quanti pi uno,e cera un ragazzo o anche due e perfino uno sui trenta; un pastore. Di sullargine, in mezzo al nevischio, unaltra ombra mi grid qualchecosa. Ma io ansimavo e non sentii pi di tanto, e nemmeno riuscivo a vederla. Le lanterne erano tutte pi gi, in riva allacqua. E allora lombra rotol gi lungo largine fra la fanghiglia le pozzanghere e tutto, n pi n meno che un bracco da caccia. Non pensai nemmeno a scansarla, vi dico: e copr dacqua e melma anche me. Quello sciocco del mio mezzo chierico. Niente paura, reverendo grid Non quella dalla capra e gli stracci. Uno si volt verso noi. E adesso stava anche a sentirci. Ecco proprio un parlare da stupido dissi. Anchio ho pensato come voi, sul momento. E sono corso fin qui. E poi invece nientaltro che una vecchia di Brino. Beh, adesso smettila dissi Non mi mai capitato di sentire uno parlare cos. Mai in trentanni, parola. E per giunta sei chierico, no?

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Io per cominciai a respirare. Gli altri intanto la tiravano su. Si sentiva un pestare nellacqua, e poi un arrancar su per largine. Uno scivol quasi al fondo. Che posto! Quasi peggio che andare sul ghiaccio. Dopo un po, sopra largine, comparve la prima lanterna. E poi unaltra. E poi la schiena di un uomo, e poi i piedi della vecchia annegata. Mi sentii mezzo in colpa. Luna o laltra lo stesso per me provai a dire al ragazzo Va da s. Tutte uguali. E anche tu dovresti arrivarci, direi. Il ragazzo si tir ancor pi su il bavero. Tanto pi che sei chierico, no? Bene. Io no. Io non ci arrivo. Tentai di cambiare discorso. Gli misi una mano sul bavero. La mia pelle di coniglio, o mi sbaglio? No no. Io non ci arrivo per niente. E le altre dove le hai messe? dissi io. Il fatto che la mia accoglienza era stata un po fredda per lui: e adesso era offeso sul serio. E allora, se voi ci arrivate, perch non avete neanche il cappello? Con le altre non avete mai fatto cos. Tutte le volte vi siete messo il cappello. Un mezzo chierico. Uno sciocco e nientaltro. E anche se era bel tempo fin. Fatti in l lo spinsi io da una parte Non vedi che la portano gi? Ormai erano gi sulla strada. Volli dare unocchiata alla vecchia. La portavano in quattro. Faceva acqua da tutte le parti ed era piccola come un bambino. Anche il ragazzo volle darci unocchiata. Per un po ci assomiglia not. Voleva fare la pace. Era chiaro. S. Nelle scarpe dissi io; e tirai avanti. Allosteria disse uno. Tutti quanti ci avviammo di l. Il ragazzo mi camminava di dietro. Non vicino, per. A due o tre passi. E invece no. Tutto sommato, la vecchia poteva forse cavarsela ancora. La distendemmo a due o tre passi dal fuoco e provammo a farle tutto quel che si deve. E anche un poco di pi, per paura. Ma poi presto non sapemmo pi che cosaltro scovare: e stavamo l a mani in mano, o giravamo su e gi, senza dirci una mezza parola. Ed era proprio tuttaltro che allegro. Mi chinai sulla vecchia. Non pi roba mia dissi io Io ne ho viste a dozzine; lo so. ancora roba del medico, questa. Due si bevvero un quarto di grappa ed uscirono per correre a valle. Aspettate. Vengo anchio disse il chierico. Siccome non gli avevo rivolto la parola, adesso voleva darsi un po darie: fare il grande, e sciocchezze del genere. Lo fermai l dalluscio. Tu no dissi Tu no. Vado a valle con loro. Dal medico. No. Tu no. Tu stai qui. Punto e basta. Qua e l risero un po. Sand a mettere in un angolo al fondo.
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Fra unora o due dissi andandogli dietro debbo mandarti in un posto. Ecco tutto. E quella faccia non mi piace per niente. Rimettila dove lhai presa, e anche subito. Lentamente, fece segno di s. Mi guard. S. Su a monte mi costrinsi a dir tutto Ai confini di Bobbio. Va bene? Fece ancora di s colla testa. Sicuro. Dalla vecchia. Dallaltra. Da quella della capra e gli stecchi. Va bene? Cosa ho detto? Va bene. Ho forse detto qualcosa? Va bene. E stemmo l ad aspettare la luce. E quando lalba arriv (avevamo tutti una faccia verde-erba) salutai e me ne andai col ragazzo. La vecchia era roba del medico: e il medico stava arrivando: e ormai io cero quasi di pi. Un menagramo. Salve a tutti. Salute mi dissero. Fuori la neve era alta. Quattro passeri volarono via. Un ramo di cerro si scosse e la neve saffond nella neve. Adesso era cessato. Allintorno tutto era immobile e morbido e bianco. Per la montagna non ceravamo che noi. Allora io laspetto in parrocchia dissi io Dille questo: io laspetto in parrocchia fino alle tre di questoggi. Capito? Fino alle tre di questoggi. Va bene. Stava per correre via. Aspetta ancora. Un momento. E se la neve troppo alta per lei tu le dici anche questo: importante io laspetto il primo giorno di sole, quando comincia un po a sciogliersi. E sempre fino alle tre. Dille questo. E se ne and. Ed io lo stesso. Non si sentiva un rumore, e i sentieri non si vedevano pi. Il ragazzo torn verso le nove. Venne su lentamente e davanti alla porta si ferm a pulirsi perfino le scarpe. Brutto segno. Brutto segno pensai, Entr un po imbarazzato. Vi ringrazia. Vi ringrazia e vi domanda anche scusa. Ma ha detto che meglio di no. Beh, capisco dissi io E quando c il sole e si scioglie? Anche allora lo stesso. Ha detto che meglio di no. Mi avvicinai alla finestra. Mha anche detto di ringraziarvi, per. E vi domanda anche scusa di tutto. Non fa niente dissi io L il caff. Si sedette, come a scuola su un banco. Col coltello tagli due fette di pane: rimise a posto il coltello: inzupp una fetta col massimo garbo: e colla bocca non faceva nemmeno rumore. Brutto segno pensai. Io mi misi a guardare dai vetri. Per la via e dalle siepi, uomini e donne spalavano gi. Io non posso ascoltarmi parlare, ecco il fatto. E cos feci anche questa: le scrissi. Le feci subito avere una lettera con la storia della vecchia annegata, e me e lei e tutti gli altri, e perch dovevo a ogni modo vederla, e guai se fra noi due fosse dovuta finire cos. Quattro pagine. E fra un anno pensai pu anche darsi che ci sia una risposta. Due giorni dopo la risposta era l.

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Al signor Parroco di Montelice-a-Monte. Sue Proprie Mani. Vengo con questa mia per dire che molto sono spiacente per quello che Voi avete provato per me riguardo a quella persona. Ma io adesso dico una cosa. Quella persona caduta perch voluta passare dalla parte dove si scivola: lei per era di via e questo non poteva saperlo, e cos scivolata. E io invece lo so. E non ci passo mai e mai. Anche perch non c niente per potersi attaccare e cos se uno scivola deve cadere gi fino in fondo. Per forza. E se uno giovane (o un uomo) pu anche farsi non molto. Ma se per caso una vecchia allora una brutta cosa sul serio e non sai come vada a finire. (Io credo per molto male; per esempio: la scbiena.) E questa una. Poi voi dite: venite da me: io ho da parlarvi: questo (il mio) non il modo dagire. Bene. E io allora vi dico: sono molto spiacente ma credo proprio che meglio di no. E adesso anche mi spiego. A me importava solo una cosa: e ve lbo anche scritto: e quella sera ve lbo perfin detto: perch voi a tutti i costi lo avete voluto sapere. (Farina). Ma io me lero gi immaginata la vostra risposta. Questa io la sapevo fin dal primo momento e per questo che ho aspettato e aspettato e non mi decidevo mai e mai. Lo sapevo. E io credevo anche che voi poi vi sareste arrabbiato per il fatto che voi siete un prete: e in questo mi sono sbagliata perch non vi siete arrabbiato per niente: e io vi ringrazio della vostra educazione, ma credo sempre che meglio di no. Perch io adesso dico una cosa: pu cambiare per me? E questo lo sapete anche voi. Io vi domando: pu cambiare qualcosa per me? Per me non pu pi cambiar niente: proprio come una capra. Per niente. E adesso poi ve ne dico anche unaltra. Io dico: se mi avete risposto cos quella sera, allora segno che risponderete sempre cosi. Questo chiaro. Dimodoch non c proprio pi niente da fare. E adesso passo a salutarvi e mi firmo la vostra umilissima serva Zelinda Iccifu Primo. P.S. Prima di chiudere, ve ne dico per anche una terza. E cio. Io una volta non pensavo cosi, riguardo a quella cosa: e poi invece ho cominciato a pensarci: appena appena, non tanto: e ogni giorno ci pensavo di pi: dimodoch adesso (compio i sessantatr lotto agosto) proprio lunica cosa che penso. Mi sono spiegata? Bene. Allora, riguardo a voi, dico questo, e poi basta: se una volta o laltra cambierete anche voi, in questo caso voi potete pure venire al canale: o mandatemi a casa quel vostro ragazzo. O magari anche una lettera. E il giorno dopo io sono l. Di sicuro. Se no, penso che meglio di no. Tante cose e scusatemi tanto e sappiatemi vostra.

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Quarta parte

Laria della sera


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A dicembre, da noi, i sentieri sono duri dal freddo, e il rumore di un passo si sente quasi da gi, a fondo valle. Colla testa appoggiata alla finestra che d verso i monti io lo aspettavo da unora e anche pi. Ormai laria cominciava a farsi color neve sporca, su per gi come allalba in citt, e le case allintorno erano pi livide e fredde del sasso. Tutti gli usci erano chiusi da un pezzo. Un bambino dalla gola coperta di stracci guardava dal vetro gi in strada. Teneva in bocca un cucchiaio di legno. Una ghiaia picchi contro il vetro. E poi unaltra. Solamente alla terza mi scossi. Le sei vecchie di Bobbio mi avvis ansimando il ragazzo dal basso Le ho accompagnate gi fino alla torba. Fra neanche mezzora sono qui. Guardai verso la torba. Era vero. Proprio in mezzo al sentiero brinato mi pareva che in realt qualchecosa di nuovo ci fosse. Tutti i campi e i sentieri ed i fossi adesso eran brina e nientaltro. Di nero, soltanto le vecchie. Ma non si muovevan di un dito, pareva. Il ragazzo sal. Non che fosse un ragazzo prodigio, o recitasse poesie o roba simile, ma a suo modo qualchecosa doveva pure capire, perch entrando mi diede unocchiata come si guarda un malato incurabile. Era proprio a disagio, il ragazzo. Cos a disagio che entr in punta di piedi. Non dicemmo parola. Anche i vetri erano color neve sporca. La sera era gi sopra i prati. Il bambino dal collo fasciato era l come prima, dai vetri. Da una finestra usc un filo di fumo. Devo andare a vestirmi? domand a mezza voce il ragazzo. Non ancora dissi io ancora presto. Stette un poco in silenzio. Non sapeva dove metter le mani. Reverendo disse lui dopo un po. Non staccai la testa dal vetro. Ascoltavo. Reverendo, una cosa minform con un po di ritegno La Mlide lha gi tutta pettinata e lavata. Io guardavo sempre dai vetri, verso lultima torba di monte. In mezzo a tutto quel freddo e quel bianco qualchecosa di nero avanzava. Adesso, ormai, sar l che cuce il lenzuolo continu. ancora presto risposi a fatica E poi bisogna aspettare le vecchie che piangono. Hanno accettato a trecentocinquanta? S. A trecentocinquanta. Pi mangiare qualcosa. Va bene.

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Pi dormire qui questa notte. Hanno fatto sette chilometri, dicono. giusto. La stanza ormai era tutta in penombra: e, a due passi da me, il ragazzo era solo una macchia pi scura. Non gli vedevo pi neanche la faccia. Vado a prendere il lume? mi chiese. Non importa. Lascia perdere, adesso. Non vi hanno portato neanche la legna, questoggi? disse dando unocchiata al camino. No. La Mlide ha avuto da fare. Vado a prenderla io disse lui. Lascia perdere dissi ancora una volta. Stemmo in silenzio, cos, quattro o cinque minuti. Poi mi fece piet. E oltre a tutto volevo star solo. Bene. Credo che adesso sia ora dissi io con stanchezza Prepara cotta, aspersorio e ogni cosa, e poi vatti a vestire. Il ragazzo si mosse in punta di piedi. Ma sulluscio si volt unaltra volta. Le sei vecchie di Bobbio mhanno fatto anche capire che vorrebbero qualcosa di caldo. Le strade ormai gelano, dicono. Feci di s colla testa. Era giusto. Secondo me per esagerano disse invece il ragazzo Se vogliono qualchecosa di caldo, sta bene: per allora noi gli diamo soltanto trecento. Non importa dissi io Adesso ora. Il ragazzo and via. Chiuse luscio. Per tre mesi ero andato ogni sera al canale: e ogni sera me lero trovata laggi coi suoi stracci. La sua capra frugava qua e l. Io mi fermavo l sopra largine, sempre come per caso, e mai pi di un minuto o di due. Appena il tempo che la vecchia si risolvesse a degnarsi di me. E poi via, ancora indietro, in parrocchia. Mai una volta, in tre mesi, che mabbia fatto il pi piccolo segno o abbia alzato anche solo la testa. Lei cera ancora: ecco tutto: e io dallargine vedevo che cera: ed il resto non voleva dir niente. E tutti e due sapevamo benissimo che non ci saremmo parlati mai pi: neanche pi salutati incentrandoci: ma anche questo era meno che niente. E adesso era finito. Qualcosa era successo una volta: e adesso era tutto finito. Niente dolore, per: n rimorso o malinconia o roba simile. Altre stagioni, oramai. Solamente mi sentivo un gran vuoto come se ormai non potesse capitarmi pi niente. Niente fino alla fine dei secoli. Me ne giravo su e gi per la stanza, dove per la prima volta lei mi aveva cos scioccamente parlato, spostavo un libro, lo spostavo di nuovo, o battevo su un vetro, cos: e adesso anche un ragazzo avrebbe potuto condurmi per mano. Unassurda vecchia: un assurdo prete: tutta unassurda storia da un soldo. Gi dal vicolo venne un rumore. Le sei vecchie di Bobbio arrivavano allora. Le siepi erano tutte gelate. Due o tre passeri volarono via. Le sei vecchie si guardavano intorno e battevano i piedi dal freddo. Da unaltra casa usc un filo di fumo. Il ragazzo sal e buss alluscio. Reverendo mi avvert senza entrare Corro a suonar la campana. La Mlide ha finito in questo momento. Adesso vengo dissi io. Cera freddo. Dicembre freddo da noi.

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E adesso eccomi qua. La vecchia morta: la Mlide morta: il ragazzo porta a monte le capre. Tutto qui: vecchia storia. Solo una volta ho rivisto lamico. Quello nuovo, di Brino: il curato. Lui scendeva gi a valle: io venivo su per la strada di monte. Gi nel fondo scorreva il canale. La prima ombra cadeva dai pascoli. Uno scoiattolo mi passato fra i piedi. Novit su a Montelice? mi ha gridato ridendo dal basso. Ho allargato le braccia. N.N. Era troppo ingrassato per dirgliele. Davvero era troppo ingrassato. Tutto roseo e rotondo ed in carne come un oste del tempo che fu. E le capre, eh? Le capre? Stanno ancora a dozzina da voi? Come sempre ho detto io per finire Come sempre anche loro. Salute. Beh. Salute anche a voi. Statemi in pace anche voi, reverendo. La vostra artrite non scherza, direi. No La vecchia ho detto io con stanchezza senza starci nemmeno a pensare. Alla curva, sui lastroni di sasso, lacqua adesso faceva rumore. La che cosa? ha gridato dal fondo. La vecchia. Mi ha guardato per due o tre secondi come si guarda un innocuo imbecille, e ridendo ha ripreso la via. Beh. A ciascuno il suo, e cos sia, e tante cose. Noi ridiamo di noi, giovanotto. E alle sei anchio ero arrivato. C quass una certora. I calanchi ed i boschi e i sentieri e le prate dei pascoli si fanno color ruggine vecchia, e poi viola, e poi blu: nel primo buio le donne se ne stanno a soffiar sui fornelli chine sullo scalino di casa, e i campanacci di bronzo arrivan chiari l gi fino a borgo. Le capre saffacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri. E non c sole n luna n niente. E io me ne sto seduto, cos, senza scarpe, col bicchiere a met in riva al tavolo, per unora, due ore e anche pi. Allora, Reverendo, la facciamo, questoggi, la barba? mi chiede il capraio da gi con salvietta rasoio e ogni cosa. Domani. E domani gli dico. Domani. E mi viene sempre di pi da pensare che ormai ora di preparar le valigie e senza chiasso partir verso casa. Brava gente, tacete e capitemi: ma questa ormai non pi casa mia. Non pi casa mia. Non lo pi. Credo anche daver gi il biglietto. Tutto questo piuttosto monotono, no?

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