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Ugo Gabriele Becciani

CODICE DI MEDICINA di MAESTRO GREGORIO MEDICOFISICO (secolo XIV).

Stampato in proprio,

Pistoia, 2010.

Il testo in esame il codice della Biblioteca Magliabechiana di Firenze, segnato Cl. XV, num. 184, membr. in 4 . !orta il titolo "Fiori di medicina del Maestro #regorio, medico$isico". %i #regorio, &issuto nel XIV secolo, si sa che il $iglio, Maestro Biagio, medico del re di #erusalemme e di Ci'ro, si tro&a&a a Firenze nel 1((). *a bre&e o'era dedicata ad +lirone de, -iccardi, $amosa $amiglia $iorentina di origine germanica. .i tratta, in 'ratica, di un galateo di consigli igienico/sanitari che il medico in&ia al suo signore e 'aziente. %i 0uesto testo $u edita, nel 18)1, un,edizione critico/$ilologica, sulla ri&ista ".celta di curiosit2 letterarie inedite o rare dal secolo XIII al XVI", dis'ensa *IX 3a''endice a "Collezione di o'ere inedite o rare"4, a cura di #aetano -omagnoli. +utore di 0uesta rilettura Francesco 5ambrini, il 0uale dedica il 'ro'rio la&oro al .ig. Ca&. +l$onso Corradi, 'ro$essore di !atologia nella -egia 6ni&ersit2 di !alermo. *,im'ostazione dell,o'era, che assai ridotta ris'etto ai trattati medici coe&i, la solita di 0uei tem'i. .i 'arla dei $enomeni naturali, dell,im'ortanza della 'urezza dell,aria, dei com'ortamenti da seguire in ambienti $reddi o caldi, della dieta, delle abitudini sessuali da a&ere, del ,reggimento, di &ita da osser&are, delle stu$e, dei bagni, del salasso, delle 'urghe. Ben 'oche le malattie trattate, sal&o alcuni ca'itoli dedicati agli a&&elenamenti e alla rabbia. 6n testo non im'ortante dal 'unto di &ista medico, ma un 'am'hlet di medicina di consigli che un medico scri&e 'er il suo 'aziente, cliente di grande lignaggio, allo sco'o di ingraziarselo.

Questo uno nobilissimo e utilissimo libro, lo quale ammaestra di conservare la sanit del corpo dell'uomo, ordinatamente tracto de' Fiori de molti grandi doctori di medicina, diviso per XII capitoli. Imperci che, secondo che dice Tullio (1), l'amistade( ) contiene molte cose, in qualunque cosa l'uomo si dispone [e] apparecchiasi di venire al fine, nonn' mai tardi, nonn' mai molesta; per quella gli assenti sono presenti, i bisognosi divegnono ricchi, e i debili si confortano. perci, per queste proprietade dell'amistade, o reverendissimo mio !adre e "ignore, #l$rone de' %iccardi di &iugia(!), io &regorio, medico di fisica del grandissimo e gentilissimo duca di "terlicchi("), per gra'ia de la vostra magnitudine sensibilmente v'abbraccio. poi che cos( , forte sare' iniuriato di vi'io d'ingratitudine, s'io non procurasse di rendervi cambio diligentemente in alcuna cosa. )a ecco, l'amico appellato guardatore dell'animo, o vero de l'anima, e l'amistade guardia dell'anima; ma l'animo, o vero l'anima, grandemente si conserva per la conserva'ione della santade (#); e la santade, secondo che dice &alieno($), non altro che complessione(%) naturale; ma il vi'io dell'anima, secondo che dice *amasceno (&), seguita la complessione del corpo. +nde &alieno dice, chi vuole curare l'anima, conviene che prima curi il corpo. -ota che l'anima non puote adoperare sua opera'ione, se non quando li organi del corpo sono sani. +nde dice #ristotile('), se 'l vecchio avesse l'occhio del giovane, vedrebbe come giovane; e 'l farnetico darebbe consiglio come sano, se non fosse il cerebro suo apostemato(1(). t imper, che gli di tanta nobile''a l'utilit. della sanit. / et secondo il detto di 0ostantino1223, il quale dice, l'avere poco giova a chi non ha santade / acci ch'io non incorra in segno d'ingratitudine, scriver alquanti consigli a conserva'ione de la vostra sanitade, appropriati a
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la vostra complessione(1 ); i quali sono raportati da' savissimi autori di medicina I *ice *amasceno, se 'l medico puote medicare con dieta san'a purga'ione, meglio che purgare, e spe'ialmente in coloro che non sono usati di prendere medicine; et il meglio che non dea troppo forte medicina. Imperci che, secondo i pi4, l'opera'ione di quelle cotali medicine non si compie e non si fa, se non con medicine velenose, e fossero malagevoli a prendere. "econdo che dice Ipocras(1!), la medicina da purgare, purga e avancia la vecchie''a; e san'a tutto questo, co l'omore ch' di soperchio, purga e vota grande parte de l'omore ch' naturale e de lo spirito, la qual cosa sustan'ia della vita. )a con ci sia cosa che alcuna volta si deano per grande bisogno, s( che non si possa schifare(1") morte subitana san'a purga'ione;(1#) bisogna, caro mio "ignore, se volete che non vi sia mai bisogno [di] purgagione arteficiale, che voi usiate buono reggimento, secondo la parola d'#vicenna(1$), provoca'ione di vomito o movimento di corpo non .nno luogo in colui ch'usa buono reggimento; e se quel cotal corpo sar. alcuna volta ripieno di quell'omore, lo qual migliore che gli altri, cio di sangue, et perci quel che li bisogna torre sangue (1%), e non pigliare medicina da purgare. 5o sangue si de' scemare o perch6 sia reo, o perch6 sia troppo, o per ciascheduno; et bisogno maggiormente a coloro ch'usano molta carne e molto vino. -ota qui, che sola diminu'ione di sangue basta a quelli che si reggono di buono nodrimento; et coloro che possono meglio sofferire (1&) lo scemar del sangue, sono quelli ch'.nno le veni manifeste e ampie, e sono i corpi pilosi e bruni e rossi e carnosi. +nde per la negligen'ia di torre sangue, quanto e' bisogna, secondo che dice %asis (1'), nascono carbuncoli( () e altre genera'ioni di postema, febbri e posteme di capo, reuma e apostema di petto, vaiuolo e rottura di vene nel corpo dentro, morte subitane, pestilen'ia, apoplessia di sangue, per la quale la faccia appare verde, o vero nera; apostema di gola e lebra. t perci torre sangue grande medicina, se si fa secondo che si conviene. 7uando si viene a fare, dssi fare per questo modo, la primavera e la state del braccio deritto, se non v' cosa che contradica; nel verno o nell'autunno, del manco. 5a cagione di ci perch6 'l sangue caldo s'ingenera nella primavera e nella state, lo quale abbonda pi4, nella primavera e nella state, nella diritta parte del corpo; perci che 'l cuore soffia dirittamente in quella parte il suo calore. )a nel verno e nell'autunno il sangue s'ingenera pi4 freddo, il quale abbonda pi4 nella sinistra parte. #ncora, nel tempo molto freddo e molto caldo, non da trarre sangue; et quand'egli si trae, facciasi astinen'ia di mangiare e di bere soperchio, per che genera sangue crudo et corruttibile. #ncora si conviene guardare da vento e troppo lume, imperci che inducono infer[mi]tadi d'occhi, e alcuna volta tolgono il vedere. t secondo che dice #l$ ( 1), nel tempo di neve,
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essendo sole, alcuno si fece torre sangue, e andando alla foresta, perd il vedere. #ncora si conviene guardare da fatiche e da sollicitudini, le quali fatichino il corpo; an'i chiami a s6 solla''i e allegre''e; le quali cose rischiarano e purificano il sangue. +nde dice #vicenna, l'allegre''a conforta le virtudi s( all'animali, come alli vitali, e ingrassa il corpo; onde quelli che s'.e iscemato sangue de' stare con coloro che li delectino e piacciano, ancora oda sonare strumenti musicali, per che generano allegre''a all'animo. +nde dice )acrobio( ), parlando del sonno di "cipione, ogn'abito d'anima, con canti musichi, toglie via ira, e induce pietade, e l'infertadi di corpo medica. +nde #sclepiades medico( !) cur uno, ch'avea una postema nel corpo dentro, per lo suono della sinfonia. t di *avid si legge che guer( "aul da spirito maligno con canto musico( "). #ncora i bruti animali si dilettano de' dolci suoni. +nde bestie acquatiche, per loro volontadi, seguitano il canto, e caggiono nelle reti; e lo strumento del pastore fa andare piano la greggia de le sue bestie. #ncora, ne' d( che si trae sangue, si conviene guardare da calore, imperci che risolve la vertude del cuore, aprendo i pori. )a per che non basta il torre sangue a conservare la sanitade, se non con buono reggimento, cio con bontade di misura di fatica, di riposo, di mangiare e di bere, di vegghiare( #) e di dormire, de l'aria, de l'uso de' bagni, e de l'uso de le donne, dimostrer come tutte le predette cose pi4 si convegnono alla vostra complessione. II *ice #vicenna, che gran parte di mantenere sanitade, si faticare il corpo, e maggiormente an'i il cibo con non troppa fatica, perci che 'l calore naturale si risente e rinnovellasi, e non lascia ra[d]unare nel corpo abbondan'a di omori, e d. al corpo leggere''a, e consuma ogni superfluitade, la quale si genera nel corpo ogni die. t chi lascia questa cotale fatica, puote agevolmente cadere in febbre etica( $), per ch'indeboliscono le virtudi, perdendo il movimento che portano gli spiriti naturali di ciascun membro, s( come strumento de la vita. )a dopo cibo nocevole, se non fosse molto soave andare, acci che 'l cibo discenda al fondo de lo stomaco. t questo volle #ristotile, quando disse, buona cosa andare dopo cibo, acci che 'l cibo non nuoti nella bocca dello stomaco; ma in alcuno modo forte nuoce. "econdo che dice #vicenna, non n' incontanente da muovere, dopo i cibi, di forte movimento, notando il cibo ne lo stomaco. )a se alcuna volta non vi poteste guardare da ci, procedete allora gradatamente, cio passo passo, e legate il ventre con larga cintura; e se cos( non faceste, generavvi opila'ioni( %) ne le membra, e dentro impedir. di ricuocere lo cibo ( &), e far. reuma nel capo, et far. discendere omori crudi a' piedi, de' quali si generr. grandemente gotte. )a se lo vostro senno mi contradicesse allegando usan'a, secondo il detto d'#ristotele 'l'usan'a un'altra natura' et lo detto
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d'Ipocras [che] dice 'le cose usate per molto tempo, avegna ch'elle sieno peggiori che non le usate, sogliono essere di minor molestia, rispondo, che la lettera uccide, lo spirito vivifica, e non si conviene tranlatare parola da parola, ma senten'ia di senten'ia. 5e senten'e de le proposte allegate .nno luogo ne' corpi che stanno in uno stato di complessioni, e questo mostra &alieno in pi4 luoghi; ma il vostro corpo ora d'altra natura, che non era, or 88 anni( '). III #ncora dice "erapione(!(), che dalla mala usan'a si de' l'uomo partire a poco a poco e ordinatamente. 5a comune usan'a del mangiare questa, cio che non prolunghiate a mangiare, poi che la volontade grande di mangiare, e sostenere la fame, di [non] riempire lo stomaco di omori corrotti, perci che 'l calore de lo stomaco, vogliendo trovare in che adoperi, e non trovandolo, tra' de le budella quel che vi truova dentro, e cos( riempie s6 di mala bruttura. +nde spessamente seguita, dopo la fame, dolore di capo per li fummi corrotti che salgono al cerebro, tratti degli omori corrotti allo stomaco. #ncora, se ne seguita molte destru''ioni d'apetito. #ncora dico, che vi guardiate molto di mangiar tanto che voi non abbiate alcuno appetito di mangiare; lo quale appetito viene meno passato una ora, perci che 'l peggiore mangiare che sia quello che fa grave''a a lo stomaco, overo per lo quale l'alito doventa angoscioso, e massimamente alla cena. +nd'a voi sarebbe convenevole, che voi mangiaste poco o niente, per che la cena, spe'ialmente di verno, genera molta reuma di capo, la qual cosa fa molte infermitadi. *iscendendo agli occhi alcuna volta, genera oftalmia; e a gli orecchi, truoni(!1) e sorditadi; a' denti, dolori; al petto, tossa; sotto le costa, dentro, apostema, la qual ha nome pleuresis (! ); al polmone, apostema, la quale s'appella tisis; et ancora molte altre infermitadi. -ota qui de le migliori ore da prendere il cibo, le quali ore, se non potete alcuna volta avere, abbiate luogo freddo, col. dove voi stiate a mangiare. #ncora vi guardate, e mangiate poco di carne di bue, di lepore, di cerbio (!!), anguille, cavoli, pesci, fave, cascio(!") e somiglianti cibi grossi; per che generano sangue grosso, torbido e melanconico; lo quale in vecchie''a suole, per la gravitade sua, descendere a' piedi, e generare gotte ne' piedi e ne l'anche. #ncora manicate(!#) pochi frutti, massimamente de' recenti, per che generano sangue crudo e acquoso, secondo lo detto d'#vicenna; lo quale sangue apparecchiato a corrup'ione e a febri. )a nel tempo caldo non nocciono cos( a coloro ch'.nno e sentono ardore ne lo stomaco, perci che per lo calore si risolve l'aquositade e consumasi; e secondo che dice Isaach (!$), sono da mangiarsi dinan'i a ogni altro cibo frutti sciattati, stittici e afri (!%), s( come sono pere non mature, mele cotognie, nespole, sorbe, le quali cose, per sua grave''a, fanno discendere il cibo al fondo de lo stomaco.
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Intra tutte le genera'ioni de le cose da bere, il vino ee (!&) a voi molto pi4 convenevole, perci che genera buono sangue per la somiglian'a ch'.e con esso. #ncora, clarifica il sangue torbido, e conforta il calor naturale, e d. voglia di mangiare. #ncora veggiamo che toglie via la tresti'ia dell'animo e altri vi'i9, et d. allegre''a nella mente; rende il parlare ammaestrato et ingegnioso e ornato. +nde i !ersi e gli lleni usavano il vino quando voleano fare trovati di versi, o di can'one (!'), o vero disputare con alcuno, o dare consigli come si dovesse reggere il popolo; per che conosceano per esperien'a ch'e' sottiglia la mente, dimostra veritade e dirittura, e ci si fa quando si bee come si conviene. "e se ne bee di soperchio, ispegne il lume dell'anima ra'ionale, e conforta la poten'ia de la irra'ionale. +nde il corpo rimane s( come nave in mare san'a governatore, e s( come cavalieri san'a capitano, et de' savi fa sciocchi e maligni; e facendo loro fare molte cose sconcie con furore, ira e superbia, e menagli d'uno luogo ad altro, e ne la fine gli fa cadere in adolteri, furti, omicid9i e altri vi'i9, per coloro che vogliono reggere famiglia, bisogna che si guardino dal vino, imperci che l'ebre''a ee una pa''ia di mente, predamento delle virtudi, imagine di morte, simiglian'a di furore. #ncora, il vino bevuto di soperchio fa doglia di capo, al celebro e a' nervi dae impedimento, e talvolta n'aviene morte subitana. #ncora, il vino bevuto a digiuno induce tremore, con ci sia cosa che fa troppa dissolu'ione d'omori, oppilando in parte le vie de' nervi, per le quali vie si manda lo spirito a' nervi che si debbono muovere; onde quando la mano, overo lo piede, graveggia ingi4, lo spirito si sfor'a di sostenere quel cotale membro, per quale infor'amento, sen'a levarlo o chinarlo, aviene tremore. I: Il temperamento del dormire sta in questo, che non si vegghi la notte, e non si dorma il die; il qual dormire convenevole e laudabile e naturale, secondo che dice Ipocras; per che toglie via la fatica dell'anima, e rendela pi4 sottile, e assotiglia il pensiero e la ragione, le quali erano pigre e quasi lasse; perci che mitiga la fatica del corpo, e fa meglio ricuocere lo cibo. Il contrario da biasimare, ma meno nuoce a dormire, an'i ter'a la mattina; ma l'altre ore del die non si conviene dormire, o vero dormire poco, perci ch'allora genera infermitadi umide e reuma. +nde gli occhi enfiano e corrompe il colore, genera oppilatione di mil'a, impigra, debilita l'appetito, genera pi''icore, aposteme, e spessamente febri; e ci fa maggiormente a' corpi grassi. #ncora, secondo che dice #vicenna, non da dormire incontanente dopo mangiare, quando il cibo nuota nello stomaco. #ncora, quando voi [non] digiunate, dormite prima in sul lato ritto, perci che allora il fegato meglio avr. [a] ricuocere lo cibo, il quale membro posto sul dritto lato, sotto le coste; poi vi rivolvete sopra 'l manco, acci che 'l cibo non si ricuoca pi4 che bisogni. #ncora, vi guardate di dormire di soperchio, per che riarde gli omori, e

genera infermitadi agute, e perturba la memoria, [e] debilita e corrompe la complessione del cerebro. : ;uono reggimento del corpo, secondo la disposi'ione dell'aria, ee che voi fuggiate diligentemente l'aria corrotta; imperci che quando corrotta, pi4 nocevole che i cibi, overo beveraggi corrotti; per che incontanente passa al cuore, nel quale per sua puritade stae la vita; imperci che, s( come dice il <ilosofo, il cuore luogo e vaso degli spiriti, e prima virtude, la qual fae sangue. +nde molti sono morti subitamente per l'aria corrotta, et perci che de' suoi occhi escono spiriti e fummi velenosi, i quali corrompono l'aria; et se alcuno trae ad s6 quell'aria, alitando muore di ci. t simigliantemente #ristotile [dice] che al tempo del re <ilippo in rminia ("() era una via tra due monti, per la quale non passava alcuno s( tosto, a cavallo o a piede, che non cadesse morto, quando era tra questi due monti. +nde il re <ilippo domandoe [ai] suoi savi perch6 ci avvenisse, e non seppero dire la cagione, insino a tanto che "ocrate("1) no' gli comandoe ch' e' facesse fare uno 'dificio alto con parata, e fu fatto. "ocrate vi puose suso uno specchio d'acciaio, e guardando ne lo specchio, lo quale era rimpetto a' due monti, vide due dragoni grandi, uno nell'uno monte e l'altro ne l'altro; e ciascuno teneva aperta la bocca verso l'altro, e uscia loro di bocca vapori corrotti, che corrompevano l'aria. :edendo "ocrate ci, fece passare uomini a cavallo per quella via, e videgli cadere, morti in terra, de' cavalli #llora conobbe "ocrate, che quello avvenne pei vapori che corrompevano l'aria, la quale uscia de' corpi di quegli dragoni. +nde "ocrate torn tosto al re, e dissegli ci ch'avea veduto, e lo re si maravigli dello senno di "ocrate, et "ocrate e lo re fecero uccidere i dragoni con fuoco, et l'aria fu sanata e salva. #ncora vi guardiate di faticarvi, comanda #lmansore (" ), imperci che in li tempi del gran calore, il calore naturale cogli spiriti del cuore s'infiamma e consuma l'umiditate radicale. +nde ne' corpi umidi spesse volte nascono febbri putride, peroe che l'umiditate, secondo che dice #ristotele, madre di corru'ione, e 'l calor di fuori, padre. #ncora l'aria calda, o per sole, o di stufa calda, cagione di reuma, perci che fa il cerebro, lo quale ee di natura spugnosa, trarre a s6 da tutto il corpo omori e vapori s( come ventosa; la qual cosa debilita il viso an'i il tempo de la vecchie''a; et alcuna volta guasta e oscura lo spirito visibile. !er li quali vapori e umiditadi l'anima vede le cose ch'appariscono negli occhi s( come fossero in uno specchio; imperci che l'occhio non vede, ma l'anima vede per l'occhio. +nde avviene che alquanti, per grosse''a e turbolen'ia di spiriti, non possono s( bene vedere la cosa da presso, come da lungi, perci che lo ispirito torbido e grosso si sottiglia e rischiara, guardando da lungi. +nde alquanti tegnono i libri di lungi da see quando leggono. #ncora, il grande calore scema gli spiriti visibili, e traendogli
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in fuori, secondo che si manifesta in coloro che scampano di grandi infermitadi, ne' quali gli spiriti sono debilitati per resolu'ione ("!) e consuma'ione. +nde coloro che .nno pochi spiriti, per lo forte spandimento, vengnono meno tra via, an'i che giungano a la cosa che debbono vedere. #ncora nei tempi de' grandi freddi faticatevi il meno che potete, per che l'aria fredda offende molto il cerebro e costrignelo; ma con ci sia cosa che e' sia s( come spugnia intinta nell'acqua, per costringimento s( distilla umiditadi al petto, facendo tossa e molte altre infermitadi. +nde per quel medesimo modo s'induce scorrimento di lagrime, e per somigliante via le lagrime vengono alcuna volta per dolore e alcuna volta per ridere, per che 'l cuore .e continuan'a col cerebro, trame''ante arterie e nerbi. -el dolore il cuore si costrigne e cos( l'arterie e' nervi pannicoli ("") de cerebro tanto si costringono, che l'acqua che si contiene nel celebro si sprieme, e anche altre superfluitadi escono per la bocca e per lo naso; nel ridere il contrario. !er la ventura mi riprenderete di quello che dissi, che la rema commossa("#) e viene da calde''a, con ci sia cosa che la rema non si faccia, se non perch6 la fummusitade si converte in acquosa sustan'ia, e la caliditade non .e a fare ci; ancora contrar9i effetti nascono da contrarie cagioni, e la rema nasce da fredde''a, dunqua non da calore. %ispondo, che uno medesimo effetto puote nascere da contrarie cagioni, ma da l'una, con alcuno me''o, e dall'altra, san'a me''o ("$). +nde la cagione de la rema san'a me''o fredde''a di cerebro, la quale converte il fummo e 'l vapore in acquosa sustan'ia, ma il calore cagione di rema con me''o, il quale leva quel fummo, siccome il calore del fuoco leva il vapore delle rose, quando si fa l'acqua rosata, e la fredde''a del piombo cagione san'a me''o. t somigliatamente la fredde''a dell'aria cagione de la piova san'a me''o, e 'l calore del sole con me''o, il quale leva vapori. dovete sapere, che vapore di due maniere, cio secco e umido, il secco si risolve da la terra, l'umido dall'acqua; e una medesima cosa cagione di piova, di neve e di gragnuola("%). +nde dovete sapere, che tre sono le toniche ("&) dell'aria, una di sopra, una di sotto, e una di me''o. 7uella di sopra calda per la vicinan'a ch'. col fuoco; quella di me''o e fredda, per lo rimescolamento che si fa in quella de' vapori e de' nuvoli; per se si leva vapore umido a la me''a tunica, ove forte fredde''a, riceve ivi forma rotunda per rimenamento e per forte fredde''a, e fassi gragnuola; ma se stae ne la parte di fuori, col. dov' pi4 debole fredde''a, fassi neve, #ncora, se si leva pi4 debolmente, s( che non pervegna al luogo dov' la fredde''a, convertesi in nuvoli; e quando la parte sottile, che v' entro, si risolve, discende e cade partita in gocciole, e fassi piova; et alcuna volta descen' de lo nuvolo grosso, e pare che piova sangue, la cagione di quello rossore ee costringimento del lume in nuvolo grosso. #lcuno vapore secco si risolve da la terra, il quale alcuna volta si rinchiude dentro ne la terra, e dopo alcuno tempo si sottiglia per lo calore, e per sua levitade richiede uscirne e ire in alto; e se non truova onde uscire, commuove la terra, e cos( fa il tonitruo ma quando ne puote uscire per la
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parte sottile che v' conchiusa entro, levasi in alto a la sp[h]era del fuoco, e infiammasi ivi, e partesene quel ch' sottile, e discende in giuso; e allora commuove l'aria e fa vento, e alcuna volta aviene che caggia ("') sopra alcuna stella, e porta seco il lume e il ra''o (#() di quella stella, e pare che la stella caggia. #ncora, per molto percotimento si infiamma, e massimamente ne la sp[h]era del fuoco, e spandesi cadendo; e quando tocca il nuvolo molle, spegnesi, e fa tuono, siccome il ferro caldo quando cade nell'acqua. +nde #ristotile dice, che 'l tuono ee spengimento di fuoco nel nuvolo acquoso. t queste cose mostrano che la reuma pu venire per caldo e per freddo. :I Il modo d'usare stufa(#1), overo bagni di vena(# ), o artificiali(#!), si che non sia troppo caldo, n6 troppo freddo; imperci che questo cotal bagno .e a rinovare, overo alleviare il corpo, e apre i pori, e manda via le superfluitadi che son sotto la pelle; resolve le ventositadi e' dolori del ventre, e toglie via la lassitudine, e conforta appetito, e conforta la secche''a che viene per fatica. "e vi state entro di soperchio, o che sia troppo caldo, distrugge le virtudi; alcuna volta, in tal modo, che ne nasce debole''a, e un'altra infermitade, c'. nome stupore de la mente e discorrimento di sangue, fa sete, e toglie la voglia del mangiare. Il freddo induce ispasimo e rigori e freddi di febri, imperci che la frigiditade inimica di nervi e ossa e denti, del cerebro e de la midolla della spina, delle reni. +nde quando uscite dal bagno, non istate in luogo freddo, e non bevete cosa gelata, per c'allora i pori sono aperti, per li quali il freddo passa tosto a' membri principali, e corrompe le loro virtudi. t sappiate c'a entrare in istufa, o in bagno, quando lo stomaco molto voto, disecca e debilita e dimagra. )a dopo mangiare entrarvi ingrassa, per che trae il nutrimento a le parti di fuori; ma alcuna volta fae oppila'ione, quando trae il nutrimento non ricotto de lo stomaco e del fegato; ma entrarvi ne la fine de la prima digestione, innan'i che lo stomaco sia voto, ingrassa temperatamente e giova, secondo ch' detto. :II 5'usare di giacere colle donne si fa per tre cagioni, cio per conservare e multiplicare l'umana genera'ione; e questo dice #ristotile nel libro dell'anima, ove dice, la vertude generativa data a queste cose di sotto, acci che fosse alcuna cosa divina, per la quale quello che non si potea conservare in s6, conservassesi in suo simile. #nche dice 0ostantino, che 'l 0reatore, vogliendo che la genera'ione degli animali fosse ferma e stabile per quella opera'ione, e disponendo che si rinnovasse per genera'ione, mise nel congiungimento del maschio colla femina mirabile vertude e amabile
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deletta'ione, acci che gli animali non venissero meno per abomina'ione de quell'opera brutta e villana. #ncora, s'usa e si fa per conservare la santade, in quanto manda via la superfluitade del corpo. +nde dice #ristotile nel libro degli animali, che 'l seme umano superfluitate, de la quale non bisognano. #ncora, si fa per gran diletto, il quale ispesse volte fa gli uomini errare, sicch6 per usarlo troppo, o vero in tempo non convenevole, induce subita morte, o molto debilita. perci da dire in che modo sia utile, o nocivo. *unque dovete sapere che dice #l$, che l'astinen'ia di congiugnere lo maschio colla femina corrompe il seme, il quale corrotto ee molto nocevole al corpo. "econdo che dice &alieno, di quello si levano fummi velenosi al celebro, i quali il corrompono, et peroe coloro che non l'usano sono furiosi, di mali costumi. +nde dice #ristotele, che gli eunuchi sono di mali costumi; e 0ostantino dice, ongni animale furioso innan'i ch'usi quello, poscia diventa mansueto. #ncora, coloro che nol fanno caggiono in infermitade, che si chiama mania. "( come dice #vicenna, la castitade nelle femmine spesse volte induce infermitade di matrice(#"), et un'altra infermitade, ch'.e nome debole''a; e alcuna volta subita morte, per c'abbonda in pi4 umiditadi che l'uomo; le quali, quando non si purgano per l'opera dell'uomo, per fracidi pu''i corrompono il cerebro, e turbano il cuore. per disse bene #lmansore, che usare l'uomo colla donna rallieva il corpo e rallegra l'animo, rimuove l'ira e 'l pensiero, il capo alleggia (##) e conforta i sensi; ma usarlo troppo, debilita tutte le vertudi [e] avancia la vecchie''a. +nde #ristotile, in libro di morte e vita, dice che, usarlo troppo, molto avancia la vecchie''a, conturba gli occhi e 'l cerebro, spesse volte fa cadere in febre etica. +nde le passere ne vivono meno che gli altri uccelli. #ncora, neuno lo dee usare quando molto ripieno di mangiare, overo di bere, per ch'allora gli omori crudi per quello traggono a' piedi, li quali alcuna volta generano apposteme; ma se non vi si corrompono, fanno gotte ne' piedi in vecchie''a. #ncora, neuno lo dee usare quando ee affamato, n6 quando ee uscito di bangno, n6 dopo alcuna purga'ione, n6 dopo sangue perduto, n6 dopo fatica; e quando l'user., molto guardisi di farsi trarre sangue e di faticarsi. :III 5a temperan'a degli accidenti dell'anima bisogna a voi e a ciascuno omo; perci che dice &alieno, nel libro degli accidenti e morbi, che molti sono morti per allegre''a e per tristi'ia, ma nessuno non morto per ira. Imperci che nella molto grande allegre''a il calore naturale si spande in fuori insieme col sangue, e tanto puote uscire, che 'l cuore si raffredda, e la morte non ee altro che affreddamento di cuore. !er la quale cosa gli uomini doventano palidi, et peroe ne le tristi'ie molto grandi, si chiudono sie gli orecchi del cuore, ch6 si spegne lo spirito vitale, e seguitane morte subitana; per l'ira, nessuno muore subitamente; ma s( come dice #ristotile, che l'ira bollimento di sangue
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intorno al cuore, da quella nascono spessamente febbri effimere, le quali per errore diventano putride, nelle quali spesse volte muoiono molti. #ncora, grande sollecitudine genera infermitadi. "e diligentemente osserverete la dieta ne le predette cose, cio temperan'a di fatica e di riposo, di mangiare e di bere, di dormire e vegghiare, dell'aria, de' bagni, e d'usare colla donna, e degli accidenti dell'animo, cio ira, allegre''a e tristi'ia, e di simiglianti cose, non vi saranno bisogno di prendere medicine da purgare. )a perci che in alquante cose conviene che s'ubbidisca piue a le leggi ch'a la medicina, e alcuna volta il diletto de' sensi comanda a la ragione, et ancora la volontade di piacere a' maggiori, e l'amore degli amici, fanno alcune volte passare la temperan'a nelle cose dette dinan'i, se alcuna volta sentirete soperchio d'omori nel celebro, o ne lo stomaco, o in altra parte del corpo, overo stitiche''a, sicuramente potete prendere di questo lattovario (#$), cio chatolicon(#%), il quale ee interpetrato universale e utile in ogni etade, da la pueri'ia infino a la vecchie''a, e a ogni infermitade, trattone solu'ione di corpo. !urga collera, flemma e malanconia, rischiara il sangue, resolve la ventositate, ramorbida il petto, fa orinare e fa bene ismaltire il cibo. !uotesi pigliare inan'i cibo e dopo cibo, san'a mutare dieta o reggimento di vita; fassi in questo modo. Tolli sene(#&) molto netto, midolla di cassia fine, tamerindi (#'), di ciascuno una oncia; rabarbaro optimo, polipodio($() ricente e netto, anici, vivole($1), di catuno($ ) oncia me''a; liqueri''a monda, sementi comuni ($!) monde, candi penniti($"), di catuno me''o quarro($#), le cose da pestare si vogliono pestare. #ncora si vuole torre, polipodio verde, onc. iii9; seme di pastricciani($$), oncie i9. queste cose si vogliono pestare e bollire bene in quella acqua che bisogna; poscia si vuole colare, e de la colatura si vuole fare sciloppo con tre libbre di 'ucchero; e con questo sciloppo si vogliono mescolare le sopradette cose a modo di trifera saracenica ($%); et quando bisongna, prendetene in quantitade di me''o uovo di gallina, stemperasi con vino caldo in tempo caldo, e in tempo freddo con acqua calda et questa quantitade vi farae uscire($&), san'a alcuna molestia, tre, overo quattro volte in tutto 'l pi4. #ncora sicuramente potete prendere ne' predetti casi una polvere lassativa, la recetta de la quale ee questa, -. anici; violarum, florum borraginis, maratri($') et feniculi, thimi, epittimi (%(), seminis lactuce et endivie, polipodii, turbit(%1), 'in'iberis(% ), croci(%!) ana = [once]; [oncia] una reubarberi, onc. una sene ad pondus (%"); omnium fiat pulvis, et queste cose si mescolino con 'ucchero. #ncora, almeno ne' d( che voi digiunate, vi conviene usare sale sacerdotale, il quale usavano i preti nel tempo d' l$a profeta, per la scuritade degli occhi e dolori di capo e flemma di petto, e ventositadi generate da' cibi ventosi; e conficesi cos(, -.! salis comunis, onc. sedecim, cinnamomi(%#), onc. iii9or; cimini(%$), onc. tres; 'in'iberis, amomi(%%), ameos(%&), piperis, sileris montani(%'), santuregie(&(), origani, pulegii(&1), an. onc. unam, omnia pulveri''entur. t potela questa polvere usare con ogni cibo e spe'ialmente con pesci, rape, camangiari (& ) e legumi.
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#ncora buono che usiate diamargheriton (&!), overo pliris con moscado(&"), overo leti'ia di &alieno(&#), diacameton(&$), con ci sia cosa che voi siate occupato di molti fatti, de le quali cose si genera malanconia e tristi'ia. I8 0on ci sia cosa che re, dogi, conti e alti prelati e grandi uomini siano morti di veleno 1et e'iamdio poveri3, imperci, secondo che dice #vicenna, alcuna volta nel mangiare, quando si cuoce, cade alcuna cosa velenosa e maligna, sicome lucertola, rangnolo, ramarro, scorpione, serpe, et ne' vaselli, ne' quali stae il vino, perci che la maggior parte degli animali velenosi amano l'odore del vino e corrono ad ello, s( come dice #vicenna, et alcuna volta vi muoiono entro, et alcuna volta vi beono entro e rigettandovi entro; paremi, che bisogni di ci determinati ammaestramenti, co la previsione de' quali, potrete ischifare i nocimenti de' veleni, perci che dice &alieno, che de migliori cose che siano, si che l'uomo usi previsione. #cci che voi fuggiate il pericolo de' veleni, bisogna che voi congnosciate in prima la loro diversitade, per che non si schifa il male, se non quando conosciuto, siccome dice ;oe'io (&%). "appiate che quattro genera'ioni sono di veleno, lo primo uccide infracidando, siccome fae uno animale ch'ee appellato lepus marino, e rana velenosa, cio botta(&&); e questo si conosce perch6 fae uscire di bocca molto abominevole sapore e pu''olente odore e gran molestia de' veleni, peroe che le corrompe, oppilando le vie con sua grosse''a. #ncora, si conosce, per che quando si rigitta, appariscevi alcuna [cosa] corrotta, pu''olente e untuosa. :eleni della seconda divisione uccidono riscaldando; e ci si conosce, perocch6 fanno ardore ne lo stomaco, rossore nella faccia e negli occhi, e fagli ingrossare in fuori, e muovegli molto; d. sete, angoscia, sudore, mordica'ione, pungimento(&'), corrosione per tutto il corpo, e non puote posare('(). :eleni de la ter'a genera'ione uccidono per loro fredde''a, siccome fa l'oppio, e ci si conosce per grave''a di sonno, e per turbamento de la memoria e della ragione, freddo e grave''a di petto con angoscia; e colore .e livido, con gravitade di corpo. :eleni de la quarta genera'ione uccidono per grandissima contrariet. che tutta loro natura .e colla natura umana, siccome il nappello ('1) e fiele di leopardo; e queste si conoscono, ch6 fanno venire sudore freddo, debole''a, nere''a ne la lingua e in tutto il corpo, per li fumi corruttissimi e mutamento di tutte le virtudi naturali. 0onosciute queste cose, dovete sapere, che due genera'ioni di cautele e di medicine sono contra' veleni. 5a prima genera'ione conserva e guarda il corpo da cose e cibi che si debbiano prendere, che non siano ancora presi. 5a seconda genera'ione adopera contra 'l veleno gi. preso. t quanto a la prima genera'ione, consiglio voi, che facciate sempre stare in vostra mensa
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alcuno corno di serpente, lo quale ee appellato volgarmente lingua di serpente, perci che se i presenti cibi o beveraggi sono velenosi, quel cotale corno diventa umido; e la cagione di ci ee, che quel corno si genera in questo modo. -el capo di quello serpente e nella coda abonda molto veleno, per molto rivolgimento che fa in quelle parti, ma nel me''o . poco veleno, perch6 quella parte non si muove cotanto, overo per molta umiditade che contrasta al calore. #l capo s'attrae pi4 del veleno, dal quale si risolve molta fumositade omorosa, la sottile parte de la quale si risolve per gli pori del capo, e la pi4 grossa parte si ritiene ne' pori e raunavisi con altre umiditadi, e cacciale in fuori; la quale desiccata dall'aria di fuori, convertesi in dura sustan'ia, e diventa corno. t per, quando questo cotale corno posto ne la mensa, se v'. cibo o vero beveraggio velenoso, escene fuori una umidit., de la quale il corno trae a s6 per somiglian'a di velenositade; e 'l corno ee sodo s(, che quella cotale fummositade non vi puote entrare entro, ma raunavisi suso e pare che sudi, e non suda, secondo ch'aviene nel marmo, lo quale non fa uscire umiditade di s6, ma par sudare per l'umiditate che vi s'appicca suso, la qual si risolve per l'aria da le cose che vi so[no] d'intorno; e sappiate che questo non avverrebbe in luogo caldo e secco. t per queste cose che dette sono, comandano i "avi di medicina, che non si manuchi, n6 bea cosa sospetta, quando l'uomo .e grande voglia di mangiare o di bere; per che la fame e la sete fanno celare l'orribilitade del veleno. quando voi dubitate del veleno, guardatevi di prendere cose molto dolci, o molto salse, o molto acetose, o molto acute; per che' sapori che segnoreggiano, nascondono l'abbomina'ione del veleno pi4 agevolmente, per che l'uomo si spaventa del veleno, come l'agnello del lupo. +nde quando dopo cibo o bere comincerae a gittare scialiva per bocca, e' labbri tremeranno, e ne la lingua sarae ardore, e ne' denti adormentamento, intendesi che quella cosa sia stata avelenata o velenosa. 8 7uelle cose che difendono dal pericolo de le cose velenose, le quali cose sono da usare an'i c'altri abbia presa la cosa velenosa o sospetta, sono queste, fichi secchi con noci an'i cibo, overo dopo cibo, somigliatamente castagne con fichi secchi et un poco di ruta (' ), e somigliatamente sono le avillane('!) col vino, e le noci verdi co la ruta; item, nepitella ('") con vino; item, granella('#) di ginepro, vagliono sopra tutte l'altre cose contra 'l veleno, secondo che dice #vicenna; item, malva e lo suo seme; item, cennamo; item, mitridato, pigliandone la settimana in quantit. di un'avillana col vino caldo. t dovete sapere, che dice l'#lmansore, che 'l mitridato ('$) nobile medicamento, lo quale, chi l'user., se prender. alcuna cosa velenosa, no gli far. male. #ncora conforta l'appetito, rende bel colore, toglie via rei pensieri, li quali vegnono per malinconia; sottiglia il viso e tutti gli altri sensi; e questo
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medesimo fa l'otriaca('%) presa nel simigliante modo. #ncora una confe'ione di noci, che spegne la mali'ia d'ogni veleno, la quale si compone in questo modo, -., nucum e>corticatum [...], partem unam, salis grandinosi, foliarum rute, amborum partem se>tam; unius partis ficuum albarum, quantum sufficit ad commestionem predictorum. *i questa confe'ione si vuole pigliare in quantit. di una noce. 8I "e avenisse che voi conosceste per li sengnali scritti di sopra, che voi aveste presa alcuna cosa velenosa, dovete incontanente prendere dell'otriaca, perci ch'ella non lascia passare lo veleno a' membri principali e nobili, secondo che dice 0ostantino; perci che 'l veleno .e questa proprietade, che corre a' membri principali, e spe'ialmente al cuore. a maggior cautela, quando voi aveste presa la triaca magna, converrebbe che voi pigliaste de la tiriaca de la terra sigillata ('&); e perci che, se la tiriaca magna non avesse tolto via la mali'ia del veleno, quell'altra tiriaca lo farebbe rigittare per bocca; per, siccome dice #lmansore e #vicenna, che la tiriacha de la terra sigillata provata, per che, se alcuno c'abbia preso veleno ne prender. in quantit. di una castagna con tre once di melicrate (''), non rester. da rigittare insin a tanto, che non ne sar. venuto tutto il veleno; e se non avr. preso veleno, non avr. vomito; e perci dice, che insino che i' rigittare basta, si vuole usare questa tiriacha; e quando voi non aveste copia di quella, dovete torre butiro, sale, olio e acqua calda; per che queste cose, prese in gran quantit., involgono seco il veleno e fannolne venire per vomito. t se alcuna arsura rimanesse nello stomaco, prendete olio rosato con acqua fredda, e questo buono contra veleno caldo. #ncora bisogna alcuna volta, che l'uomo si faccia appiccare per li piedi, acci che 'l veleno n'esca pi4 agevolmente. t quando sar. certo che lo stomaco sar. mundificato e le parti di sotto del ventre dorranno con ardore, bisogna che si faccia cristere di cose untuose, cio cocitura di gallina grassa, butiro, mele, olio rosato, e con somiglianti cose. t questo meglio in veleni caldi; per che ne' freddi basta il mitridato, overo tiriaca, overo aglio, o vero buono vino. t dovete sapere, che i veleni nocciono pi4 a coloro c'.nno i cuori pi4 caldi, che a coloro che gli .nno meno caldi, e per nocciono meno a le femine, per che i cuori loro sono pi4 freddi. #ncora l'umidit. loro contrasta al veleno, che non passi cos( tosto al cuore. t secondo questo, dice #vicenna, che uno potente tiranno notric a poco a poco certe fanciulle col napello, tanto ch'elle furono adusate con esso, et con quelle fanciulle uccise molti uomini, i quali usarono con loro. t dovete sapere, ch'a quelli che sono avelenati, buono il latte, il quale con sua dolce''a e molta umiditade ee contrario a l'acuitade del veleno, e molti altri buoni cibi sono da dare, i quali generino sangue, siccome sono galline, starne, fagiani, agnielli annuali, pesci buoni e grossi, e altre simiglianti cose.
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#ncora dovete sapere, che, se dipo' l'uso de le predette cose, paresse che rimanesse alcuna cosa, sarebbe da pigliare medicina da purgare, secondo consiglio e ammaestramento d'alcuno medico buono e fedele. #ncora dovete sapere, che nel veleno caldo d'usare cose fredde, siccome 'ucchero violato, rosato, triasandalo(1((), acqua rosata, lattuga e simiglianti cose. )a nel freddo, cose calde, diamargheriton, confe'ione muscata (1(1), diarodon(1( ) e simiglianti cose. Imperci che alcuna volta bisogna trasmutarvi d'uno paese ad altro, et andare alcuna volta in luoghi diserti e salvatichi, ne' quali temen'a di serpenti, rane et altri animali velenosi, a difendere da' quelli, e spe'ialmente serpenti e rane, bisogna che i luoghi, ne' quali voi abiterete s'affumichino con corno di cerbio, overo unghia di capra, overo capelli d'uomo (1(!), overo galbano(1("). #ncora buono a ci innaffiare la casa, od altro luogo, con acqua, ove sia stemperato sale armoniaco, anche affumicare con pece (1(#), overo serapino(1($), overo bidellio(1(%). #ncora bruotina(1(&), per se in alcuno orto .e assai di quell'erba, non vi stanno gli animali velenosi; simigliantemente fanno legne di melo granato, e le scor'e del suo frutto. #ncora dice #lmansore, che portare buona pietra ismeraldo, caccia gli animali velenosi. +nde dicesi, che se la vipera vede buona pietra ismeraldo, incontanente si dissolvono gli occhi suoi, e seccaseli il capo; e ove si facesse fummo di molti scorpioni, tutti gli altri si fuggirebbero; e somigliantemente fae l'unghia dell'asina, overo 'olfo. #ncora, innaffiare il luogo con acqua, ove sia stemperata assafetida(1('), non vi lascia venire scorpioni. #ncora, se avenisse che in vostra casa, overo castello, fosse temen'a d'animali velenosi, tenetevi entro paoni, overo grui, o cicongne (11(). 8II #ncora aviene, che alcuna volta avete cani, e strofinansi e usano appresso di voi, et per che alcuna volta diventano rabbiosi, ne' quali grande pericolo, diliberai di scrivervi i sengnali, per li quali si conosce il cane rabbioso dal non rabbioso; et ancora porr la cura del rabbioso al non rabbioso, e la cura del rabbioso morso. t sappiate che i cani diventano rabbiosi massimamente dopo i d( caniculari, e di verno; cio presso al cominciamento de la primavera; e' segnali che mostrano che 'l cane sia rabbioso, sono questi, che gli altri cani fuggono, conoscendo che la loro natura al tutto distrutta, s( come il fanciullo naturalmente si spaventa del lebbroso, per ch' contrario a la sua natura. #ncora, fuggono l'acqua e spaventansene, per ch' tralucente; onde vi veggono entro molte imagini, de le quali .nno paura. #ncora, abbaia a l'ombra sua; et .nno il corpo chinato, et .nno gli occhi rossi, e sono vaghi d'andare soli; la coda portano tra le gambe, la bocca aperta, la lingua fuori con molta schiuma a bocca; . fame, e non manuca; va pauroso e tristo; abbaia roco. alla fine non conosce lo suo signore, e va incespicando
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co' piedi a modo d'ebbro; va per la via, e cui e' vede vuole mordere. :eggendo questi segni, guardatevene, e fatelo uccidere. t dovete sapere, che colui ch' morso dal cane rabbioso, non ne cura molto al cominciamento, peroe che 'l suo pericolo apparisce a poco a poco; per sappiate, che questo ee certo sperimento del cane rabbioso, intignere pane nel sangue del morso del cane, di che l'uomo dubita, e darlo a cani, o vero a galline; e se lo rifiutano, ee veramente rabbioso; #ncora un'altra sapien'a, pestinsi noci buone, e pongansi sopra 'l morso incontanente, e deansi a mangiare a galline o al gallo affamato; e se lo manucaranno e non morranno, lo cane non n' rabbioso; e se sar. rabbioso, morranno poco stante; e la maggior parte nel secondo die. t dovete sapere, che a colui ch' morso dal cane rabbioso, appresso al cominciamento, verranno sogni terriboli, e sar. pauroso, e innodier. coloro i quali amava, e abaier., sicome cane con roca voce; e dapoi s'avr. paura dell'acqua, o vero se ne lo specchio vedr. imagine di cane, o vero non conoscer. la sua imagine, specchiandosi nell'acqua, non quel cotale da guerire. #ncora, dice #vicenna, che alcune volte orina alcuna cosa grassa, ne la quale son cose maravigliose e carnose, quasi animali, e quasi cani piccoli, ed pronto a mordere l'uomo. :eduti questi segni, dovete sapere, che 'l morso non si dee lasciare saldare insino a 85 d( di meno, et per incontanente le ventose(111) sono da ponervi in su la ferita, e lasciarlevi stare assai. #ncora si vuole scarnare e sciempiare con alcuno ferro il morso, sicch6 del sangue n'esca, o ponavisi suso mignatte, o cipolle peste con sale e mele, overo eruca(11 ) cum butiro e cipolle. #ncora buono l'aglio pesto, e a mangiarlo simigliantemente; ancora agresti (11!), cipolle, porri; conviensi ancora usare tiriaca, per che conforta i membri nobili, acci che scaccino pi4 fortemente il veleno da s6; e usi di bere ottimi vini. 5a dieta sua sia cotale, stea in aria calda e umida (11"), fatichisi temperatamente, e facciasi stropicciare, acci che 'l veleno esca in fuora per sudore, usi buoni cibi, li quali si smaltiscano agevolmente; ci sono caldi e umidi; e guardisi da bagnarsi, e di torre sangue(11#), e purgarsi, consiglisi con buono medico e suo amico. t se voi informerete nell'animo vostro questo piccolo libricciuolo, san'a dubbio tarderete il termine di vostra morte. Iddio vi conservi in sanitade e prosperitade e salute. #men.

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-+T . 2. )arco Tullio 0icerone, famoso oratore romano 12?@/A= a. 03, autore, fra le altre cose, di B5Clius, de amicitiaB. D. + amist., forma arcaica di 'amici'ia', che proviene dal latino 'amistas' e dal proven'ale 'amistat'. B... e l'amist. raccolga... caldi sensi...B 1E. <oscolo3. =. <orse &logau, citt. della !russia. In effetti, la famiglia fiorentina dei %iccardi aveva origine da 0olonia, e si sa che un certo )aestro ;iagio, medico del re di &erusalemme e di 0ipro, si trovava a <iren'e nel 2==@, e si diceva figlio di un "er &oro o &regorio. A. !robabilmente "tirling, capoluogo della contea di "co'ia. F. + sant., forma popolare di sanit., salute, simile al 'sant' francese. @. 0laudio &aleno di !ergamo 12DG/D?? ca.3, medico, spe'iale e filosofo greco. <ra le sue opere, B#rte medicaB, B)etodo terapeuticoB. H. 5a costitu'ione fisica individuale. I. JuhannK ibn "ar9Ln, @H@M/HAGM, 1latini''ato Nohannes *amascenus per la sua nascita a *amasco3, teologo, uomo politico e di scien'e, protettore dei farmacisti, dei pittori, e dei monchi, per la leggenda che gli fu amputata una mano, quando cadde in disgra'ia del califfo, il quale lo aveva, prima, portato all'apice della sua carriera amministrativa. G. #ristotele, il noto filosofo greco 1=IA/=DD a. 0.3, discepolo di !latone. -umerosi i suoi scritti di logica, etica, fisica, metafisica. 2?. 0ol termine apostema, o postema, s'intendeva un ascesso, o una produ'ione abnorme di liquidi, ma anche, pi4 semplicemente, una malattia. 22. -on detto che si tratti di 0ostantino il &rande; pi4 probabilmente si tratta di 0ostantino :II 1G?F/GFG3, che ci ha lasciati numerosi scritti sociali, storici e politici, fra cui il principale il B5ibro delle cerimonieB. 2D. -el testo, B... de la nostra sanitade, appropriati a la nostra complessioneB, ma ci sembra un refuso, almeno nel primo caso. 2=. Ippocrate di 0oo 1A@?/=HH a. 0. ca.3, medico greco cui fu attribuito il B0orpusB, una raccolta di @? scritti dei secoli :I e : a. 0. 0onsider la medicina una scien'a basata su un metodo ra'ionale e di terapia. -el B&iuramentoB sono contenute norme di deontologia medica. "ua la teoria degli umori, secondo la quale sangue, bile gialla, bile nera o atrabile, flemma, si combinano fra loro a formare la complessione umana e a conferirne lo stato di salute. 2A. "chivare. 2F. -el testo si trova qui una postilla. Bqui nota de' pericoli de le medicine lassativeB. 2@. Ibn "ina 1GI?/2?=H3, filosofo e medico persiano. Il suo B0anone della medicinaB fu un testo fondamentale nelle universit. medievali. 2H. "alassare. 2I. "opportare.
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2G. + %ha'es, #bu ;aOr )Eh.mmed, detto PaOari$a ar/%a'i, dalla citt. di %a$$ dove nacque e mor( 1I@F/GDF ca.3. "crisse quasi 2F? opere di filosofia naturale e medicina. %icordiamo fra tutte BQitab al/)as4ri fi't/t(bbB, noto in uropa come B5iber medicinalis ad #lmansorem regemB. I suoi testi furono adottati fino al 8:III secolo. D?. scre'ione nerastra. Il nome, per questo, da carbone. D2. #li ibn #bbas al/)a9usi 1morto tra il GID e il GGA3, fu un medico persiano seguace di Poroastro 1ma9usi significa mago3. *edic la sua arte medica soprattutto alla psicologia con un testo, BQitKb OKmil al/sinK 'al/tibbi$$aB 1che significa B5ibro completo dell'arte medicaB3, noto in uropa col nome di B5ibro regioB. DD. #mbrosio Teodosio )acrobio 1secoli I:/:3 scrittore latino, B0ommentari in somnum "cipionisB. D=. 7ui, l'autore confonde il poeta greco #sclepiade con #sclepio 1 sculapio per i %omani3, dio della medicina, arte appresa da 0hirone. Introdotto a %oma 1DG= a. 0.3 aveva un tempio/ospedale nell'isola Tiberina, dove tuttora esiste un nosocomio. DA. !rimo libro di "amuele / 2@, 2A. DF. :egliare. D@. !articolare tipo di febbre che si verifica in corso di tisi, o di suppura'ione cronica, heOtiORs, in greco, significa abituale. DH. !i4 correttamente, oppila'ioni, vale a dire occlusioni, ostru'ioni, specialmente di canali anatomici o di organi cavi. DI. 5a digestione era detta conco'ione, facendo riferimento alla 'cottura' dei cibi da parte dell'acido cloridrico e degli en'imi gastrici. DG. En'altra postilla che non sembra essere dell'autore, B+nde avegna ch'alcuno sia usato mangiare carne di bue e cascio, e bere vino forteB. =?. 0i si riferisce qui a "erapione d'#lessandria, medico del II secolo, che si opponeva alle teorie ippocratiche, e fondava l'operato del medico sull'esperien'a, l'empirismo e l'osserva'ione del pa'iente. =2. Tuoni, rumori fastidiosi. !i4 avanti nel testo si trover., per tuono, anche tronitruo. =D. 5a pleurite, detta, in passato, anche pleuritide. ==. 0ervo. =A. 0acio, formaggio. =F. )anicare, e manducare, erano sinonimi di mangiare. *a manicare deriva la nostra parola 'manicaretto'. =@. Isaac Israeli ben "alomon 1o Jit'haq ben "h'lomo ha/Jsra'eli in lingua ebraica3, fu un medico ebreo/egi'iano che visse, per pi4 di un secolo fra l'I=D e il GF?. 5e sue opere, che spa'iano in tutti i campi della medicina, erano considerate dagli arabi 'pi4 pre'iosi delle gemme'. =H. timologicamente sciacciati significa andati a male, sciupati, ma qui sta per schiacciati, ridotti in polpa fine. "tittici sta per astringenti, o agri. #fri, per acerbi.
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=I. 5'aggiunta finale di una e, accentava la parola sull'ultima sillaba. =G. Ispirarsi per creare poesie o can'oni. *al termine 'trovato' deriva il proven'ale 'troubadour', che corrisponde al nostro 'trovatore'. A?. #rmenia. A2. <ilosofo ateniese 1A@G/=GG a. 03. 5a cita'ione 6 tratta da !latone, "enofonte, #ristotele, che tramandarono il pensiero del grande pensatore, poich6 di ". non rimasto nessun testo scritto. AD. #bu #mir )uh.mmed ibn #bi/#mir al/)aafirS, califfo di 0ordoba nel 8 secolo. -on fu propriamente un medico, ma fu uomo di grande cultura, amico di %ha'es, che gli dedic un B5ibro ad #lman'orB 1cui fa riferimento il nostro autore3. !er questo motivo, a volte %ha'es viene chiamato #lmansor. A=. %ilassamento, in linguaggio medico. AA. "tratificati, relativi alle meningi. AF. Il reuma, si muove, s'instaura. A@. 7ui 'me''o' sta per umidit.. Il sostantivo deriva dall'analogo aggettivo di origine dialettale toscana, che significa in'uppato. AH. &randine. 5a teoria in seguito espressa, sulla forma'ione di pioggia, neve, grandine, vento, tuono, ecc., nei tre strati dell'atmosfera ipoti''ati, si ritrova nel B5ibro della neveB, appendice del dott. -. )onardes nell'opera B*ell'historia de i semplici aromati, et altre cose che vengono portate dalle Indie +rientali pertinenti all'uso della )edicinaB 12@?F3, di vari autori. AI, Tuniche, strati. AG. 0ade. F?. %aggio. F2.5e stufe erano una sorta di sauna. Il corpo veniva avvolto, ad ecce'ione della testa, in un telo. *al basso, si faceva entrare il vapore che si otteneva riscaldando acqua, per sfruttare le propriet. benefiche del caldo/umido; spesso, tramite il vapore, si somministravano oli balsamici o veri e propri farmaci. FD. *i avena. +ggi i bagni terapeutici di erbe sono stati rivalutati ed esistono molti centri benessere, specialmente nelle 'one montane, che praticano questo tipo di fitoterapia. F=. 5'idroterapia con acque minerali naturali, calde o fredde, ancor oggi molto in uso. "ono invece caduti in disuso, salvo che in alcune malattie del derma, i bagni artificiali. I principali erano, bagno alcalino, b. amidato, b. di crusca, b. salino, b. solforato, b. iodo/iodurato, b. salso/bromo/iodico, b. di solfo. FA. 5'utero, la vagina. FF. -el senso di Brendere meno pesanteB. F@. + elettuario, prepara'ione liquida, simile ad uno sciroppo composto di molti elementi, finali''ato alla cura di varie malattie. FH. Il nome scientifico ufficiale era 'diacatolicon', come si pu riscontrare nel %edi.
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FI. "enna, 0assia acutifolia / !apiglionacee. 5e foglie e i baccelli dei frutti sono ancora usati per decotti o infusi lassativi. *ifficilmente si trova, nei testi antichi, come 'sene' 1al maschile3, pi4 facilmente come 'sena'. #ltre specie di cassia, come quella che segue nella ricetta, erano note come "ena d'#leppo, di Tinnevall$, alessandrina o d' gitto, ecc. In genere, quando per si parlava di cassia, ci si riferiva alla polpa ottenuta dai frutti. FG. Tamarindus indica / !apiglionacee. "'impiega la polpa del frutto come blando lassativo, e per preparare l'omonima, nota bevanda dissetante. @?. 0on questo termine s'intendeva un genere di <elci, fra cui la felce dolce. @2. :iole. @D. :ariante arcaica di cadauno. @=. En tempo si dava una grande importan'a farmaceutica ai semi, divisi in minori e maggiori e in caldi o freddi secondo la teoria ippocratica. I freddi erano quelli delle cucurbitacee, melone, cocomero, cetriolo, 'ucca, elaterio o cocomero asinino. <ra i caldi quelli delle +mbrellifere ad a'ione carminativa 1rindomolo o #mni ma9us, anice, cumino, ecc.3. @A. I penniti erano fiocchi di farina cotta che servivano per somministrare droghe amare od eroiche. !otevano essere anche canditi, ed il nostro caso. @F. !er quarro, o quarra s'intendeva, come unit. di volume, la quarta parte dello staio, ma non certo il nostro caso. Il nostro autore, parlando di me''o quarro, intende dire un ottavo d'oncia, quindi una dramma. @@. -ome popolare della !astinaca sativa / +mbrellifere, diffuso particolarmente in Toscana, In senso figurato indicava un pacioccone. B%ide belando al caro pasticcianoB 1&. &iusti3. @H. + triphera persica di )esue. B%ecipe, sugo di solatro, indivia, appio, luppoli, ana libre 2Tviole dramme =Tcuscuta oncia 2TDTmirabolani citrini, chebuli, indi, ana dramme DTfoglie di sena once DTnardo indaco dramme =Tagarico once 2Tamoscine grosse n. 2. Infondi in detti sughi, havendo fregato i mirabolani con olio di mandorle dolci, U fa bollire a fuoco lento a consumatione del ter'o, di poi aggiugni epith$mo dramme 2?. *. un bollore, U cola, U colla met. della colatura dissolvi tamarindi freschi once =Tmanna once 2,FTpolpa di cassia once AT'ucchero violato libre 2. t all'altra met. aggiugni 'ucchero fino libre =Taceto buono libre 2, 0uoci a fuoco lento U aggiugni rheubarbaro once DT mirabolani citrini once 2,FTmirabolani chebuli, indi, ana once 2Tmirabolani bellirici, emblici ana once 2TDTseme di fumoterre, trocisci diarhodon, mace, mastice, cubebe, spodio, semi di 'ucca, di anguria, di popone, di citriuolo, ana dramme D,FTanici once 2TDTnardo indica dramme D. !esta sottilmente U rivolgi in olio violato, U componi secondo l'arteB 1B%icettario utilissimo...B3. @I. *efecare. @G. -ome popolare del finocchio selvatico 1<oeniculum vulg. / +mbrellifere3. H?. 5a cuscuta 10uscuta epith$mum / 0uscutacee3, pianta parassita del timo.

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H2. Il turbitto vegetale era il purgante preparato con la radice o la resina della gialappa indiana 1 >ogonium purga, 0onvulvulus 9alapa e a. 0onvulvulacee3; quello minerale era il solfato basico di mercurio, anch'esso purgante drastico. HD. Pen'ero. H=. Pafferano. HA. "econdo il peso del pa'iente. HF. &enere delle 5auracee, da cui s'estrae la cannella. !er questo 'cinnamomo' era usato come sinonimo di cannella. "i trova nei testi antichi, anche come cennamo. H@. 0umino c$minum / +mbrellifere, aromatico. HH. #ntico nome del 0ardamomo 1 lettaria cardamomum / Pingiberacee3. 5'olio essen'iale si usa ancora nella prepara'ione di profumi e liquori. En tempo, si riteneva il cibo dell'#raba <enice. HI. 5'#mni ma9us 1v. nota @=3. HG. + sileos, "ilaus flavescens / +mbrellifere, detto popolarmente basilico dei monti. ra ritenuto diaforetico e diuretico. I?. 5a santoreggia 1"ature9a hortensis / 5abiate. 5'olio essen'iale si usa ancora come aromati''ante in condimenti, vini e liquori. I2. )entha pulegium / 5abiate, molto simile alla menta piperita. ID. 7uesto vocabolo ini'ialmente indicava un'erba da mangiarsi cruda o cotta; in seguito, indic un companatico; quindi un cibo prelibato, da capi. I=. !remesso che con margherita non s'intendeva il fiorellino che abbonda nei campi, ma una pietra pre'iosa, o la perla, esistevano due tipi di diamargheriton, frigido di -icholao e calido di #vicenna. 5'uso di perle, coralli, avorio, pietre dure, era ritenuto una panacea, in particolare in antidoti o farmaci indicati per malattie epidemiche. B*iamargheriton di -icholao. %ecipe, seme di citriuoli, 'ucche, poponi, cocomeri, di porcellana, di papaveri bianchi; sandali bianchi citrini, legno aloe, gengiovo, rose rosse, fiori di nenufar, borrana, granella di mortine, ana dramme =Tcoralli bianchi, rossi, ana dramme ITperle dramme DT'ucchero quanto basta. <a lattovaroB 1B%icettario utilissimo...B3. Il diamargheriton caldo conteneva, invece, 'en'ero, mastice, 'edoaria, dronici, semi d'appio, radici di tapsia, cardamomo, noci moscate, mace, been rosso, pepe, pepe lungo, cinnamomo, 'ucchero. IA. lettuario !liris #rchonticon di -icol. B!iglia di cannella, garofani, legno alo, galanga, spica narda, noci muschiate, gengevo, spodio, squinanto, ciperi, rose, viole, ana dramma una e grani quindeciTfolio, liquiricia, mastice, storace, maggiorana, balsamita, seme di basilico, cardamomo minore, pepe lungo, pepe bianco, bacche di mirto, scor'e di cedro, ana grani quarantacinqueTbeen bianco, been rosso, gemme, cio perle, coralli rossi, seta combusta ana grani ventidue e me''oTmuschio grani sette e me''oTcanfora grani cinque. "i confetta con siroppo d'infusione di rose rosse.B 1BTeatro farmaceutico dogmatico e spagiricoB di &. *on'elli3.
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IF. *etto anche '5etificante di &aleno'. %ecipe, fior di basilico, 'afferano, legno aloe, garofani, corteccie di cederno, galanga, mace, noci moscade, st$race, ana dramme D,FTanici, limatura d'avorio, th$mo, ana dramme 2Tepith$mo, canphora, musco, ambracane, perle, osso di cuore di cervio, ana dramme 2TDTfoglie d'oro, d'argento, ana scropoli 2T'ucchero q. b. <a lattovaro.B 1B%icettario utilissimo...B3. I@. En refuso, leggi 'diacartamon'. B*iacartamo d'#rnaldo di :illa nuova. %ecipe, spetie di diadragante frigido once 2TDTpolpa di cotognie once 2Tpolpa di cartamo once 2TDTgengiovo dramme DTscamonea preparata dramme =Tturbith dramme @Tmanna dramme DT mele rosato, 'ucchero candi ana once 2Thermodattili once 2TDT'ucchero bianco once 2?,F. <a lattovaro liquido.B. 1B%icettario utilissimo...B3. IH. #nicio )anlio Torquato "everino ;oe'io 1AI? ca./FD@3, filosofo e letterato alla corte di Teodorico. 5'opera principale B*e conservatione philosophiCB. II. Tanti strani nomi per indicare, semplicemente, il rospo. IG. Il corpo ha la sensa'ione d'essere morso o punto. G?. %iposare. G2. 5'aconito 1#conitus napellus / %anuncolacee3, pianta talmente velenosa da provocare la morte di animali al pascolo che la ingeriscono. GD. %uta graveolens / %utacee. G=. #ltro nome delle nocciole, frutti del 0or$lus avellana / ;etullacee. GA. + empitella, "ature9a calamintha / 5abiate, pianta aromatica, che si usa, in cucina, per aromati''are i funghi in umido. GF. ;acche. G@. #ntidoto, anche preventivo, che )itridate I, re dei !arti si era fatto preparare, per la paura d'essere avvelenato. -el )edioevo ne erano in uso diverse complesse formula'ioni, fra cui ricordiamo quella d'#ndromaco e quella di *emocrito. GH. Tanto s' detto della triaca, o teriaca, un complesso farmaco con pi4 di cinquanta componenti, che richiedeva, al momento della prepara'ione l'impiego di numerosi aiutanti per lo spe'iale, per molti giorni. ra soprattutto considerato un antidoto per numerosi veleni. GI. 5e terre sigillate erano panetti calcarei o ferrosi che provenivano dalla &recia o dal )edio +riente; per garantirne l'autenticit. era posto sul panetto un sigillo, un marchio di garan'ia. 7uesta triaca, rispetto alla tradi'ionale 1magna3, aveva il vantaggio di alcalini''are i succhi gastrici, o di consentire la forma'ione di composti chelati col ferro, insolubili, dunque non assorbibili. GG. + Idromele, una miscela di miele ed acqua, molto usata come veicolo per farmaci. 2??. 0omposto che conteneva i tre tipi di legno del sandalo, bianco o citrino 1"antalum album / "antalacee, e rosso 1!terocarpus santalinum / 5eguminose3. 2?2. 0onfettura contenente noce moscata.
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2?D. B*iarhodon #bbatis. %ecipe, sandali bianchi e rossi ana dramme D,FTdraganti, gomma arabica, spodio, ana scropoli DTasaro, mastice, nardo indica, cardamomo, sugo di glic$rrhi'a, 'afferano, legno aloe, gherofani, gallia muscata, anici, finocchio, cinnamomo, rheubarbaro, seme di basilico, berberi, seme di porcellana, di scariola, di 'ucha, di cedriuoli, di angurie, di poponi, di papaveri bianchi, ana scropoli 2Tperle, osso di cuore di cervo, ana scropoli ?,FT'ucchero candi, rose rosse, ana oncie 2 e dramme =Tcanphora grani 2FTmusco grani =,F. !esta, U fa lattovario con sciroppo rosato, 'ucchero bianco, ana q. b.B. 2?=. !er il contenuto d'ammoniaca. <ino alla scoperta dei primi giacimenti di sali d'ammonio nei pressi del tempio dedicato a &iove #mmone 1 gitto3, l'ammoniaca s'estraeva da ossa o tessuti cheratinici di animali, in particolare il corno di cervo. 2?A. &ommoresina estratta dalla <erula galbaniflua / +mbrellifere. 2?F. %esiduo della distilla'ione del catrame del carbone fossile o di legni particolari come il faggio, la betulla, ecc. ra assai usata come eccipiente per sparadrappi, empiastri. 2?@. + sagapeno, gommoresina estratta dalla <erula persica / +mbrellifere, dal forte odore di pino, da cui il nome. "i riteneva un antispasmodico e stimolante, simile all'ammoniaca. 2?H. + bdellio e bedelio. BIl frutto del ;delio quanto una noce Iuglande, o poco maggiore, di forma quasi triangolare, ma un poco lunghetta, quasi in forma di un fico. V odorato, e di colore alquanto citrino, con una scor'a assai dura, il quale mostra di esser pregno, e di haver dentro il nocciuolo o midollo, che giuoca. 5a historia del ;delio scritta da #vicenna al cap. 22F molto tronca e confusa. *ioscoride e gli altri &reci hanno solamente della gomma del ;delio fatto mentione, ma !linio al 2D. li., al cap. G, fa mentione anco dell'arbore, in queste parole. V vicino la ;atriana, dove nasce lo ;delio perfettissimo, il cui arbore nero..., della foglia del rovere, di frutto come il caprifico, e di quella istessa natura. 5ascio al sommo studio, di dir la descritione fatta da "erapione, ma se vorr. alcuno vederla, o legga l'istesso "erapione, overo il commento del dottissimo )atthioli sopra *ioscorideB.1B*e' semplici aromati...B3. 2?I. "inonimo dell'abrotano, #rtemisia abrotanum / 0omposite. 2?G. &ommoresina della <erula asafoetida / +mbrellifere. #sa, deriva dal persiano 'a'e', che significa mastice. 22?. !erch6 pavoni, gru e cicogne sono voraci di vipere o altri animali velenosi. 222. "orta di coppette di porcellana che, mediante il vuoto, attiravano sangue dai tessuti, al pari delle sanguisughe. 22D. 5a ruchetta, erba ruderale delle 0rocifere 1 ruca sativa3, che si mangia in insalata, conferendo al piatto un sapore acidulo. Il nome dall'arcaico 'eruco' W bruco, per l'aspetto increspato delle foglie. 22=. Eve acerbe,
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22A. <. Pambrini nel suo commento pone qui la seguente nota. BIl vento meridionale, secondo il pi4, o vero maggior parte delle cittadi e de' luoghi caldo e umido. 10rescen'io, lib. 2, cap. =3B. 22F. "embrerebbe una contraddi'ione rispetto a quanto detto sopra. !robabilmente l'autore non si riferisce al salasso sul morso, ma a quello generale, che si eseguiva, secondo i casi, nel braccio, nell'inguine, nelle tempie, sull'addome, ecc.

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;I;5I+&%#<I# "" -PI#5 . +. a. &. &.7 "%ell,historia de i sem'lici aromati et altre cose che &engono 'or/ tate dalle Indie 8rientali, 'ertinenti all,uso della medicina." / 5uane 5enaro, in Venezia, 1)9:. " 7 "%izionario de; medicamenti ad uso dei medici e dei $armacisti." / #. Vicenzi e c. Modena, 18(). " 7 "Medicamenta.", Vi ed. / Coo'erati&a Farmaceutica. Milano, 1:)4. " 7 "-icettario $iorentino." / FI, 11<(. " 7 "-icettario sanese." / =orchi di *. e B. Bindi. .iena, 1<<<. Bo>n %.7 "?nciclo'edia delle erbe e loro uso." / +. !oli. Milano, 1:::. Cam'ana +.7 "Farmaco'ea." / #. Ferrario. Milano, 18(@. Ca'ello #. B.7 "*essico $armaceutico chimicoA" / !. .a&ioni. Venezia, 1<:@. %e&oto #. B 8li #. C.7 "%izionario della lingua italiana." / *e Monnier. Firenze, 1:<1. %onzelli #.7 "-icettario." / Cambiasi stam'atore granducale. Firenze, 1<::. %onzelli #.7 "=eatro $armaceutico dogmatico e s'agirico." / +''resso +ntonio Bartolini, in Venezia, 1<94. %urante Castor da #ualdo7 "Il tesoro della sanit2." / C. Ventura. Bergamo, 1188. Ferro C.7 "=rattato de mera&igliosi secreti...". !resso %aniel 5anetti, in Venetia, 1)9@ #herli F. "*a regola salernitana." / De>ton E c. -oma, 1::(. Degri #.7 "Duo&o erbario $igurato." / Foe'li. Milano, 1::1. !etrocchi !.7 "Do&o dizionario uni&ersale della lingua italiana." / F.lli =re&es, 1:98. -onconi I.7 "*a colti&azione italiana, o sia dizionario d,agricoltura." / !er F. .ansoni. Venezia, 1<<). -uscelli #.7 "%e, secreti del -e&. %. +lessio !iemontese." / !resso Biagio Maldura, in Venezia, 118(. .ergent. +. =ommaseo D. ed a.7 "Vocabolario della lingua italiana." / !agnoli. Milano, 18<(. .uozzi -. M.7 "*e 'iante medicinali." / De>ton c. -oma, 1::4. 5ambrini F.7 "Fiori di medicina del Maestro #regorio medico$isico, del secolo XIV", in ".celta di curiosit2 letterarie inedite o rare dal secolo XIII al XVI", dis'ensa *IX, a cura di #. -omagnoli. / =i'i Fa&a e #aragnani. Bologna, 18)1.
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