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4 I CRONACA

DI NAPOLI

lunedì 1 ottobre 2007

GdN

L'INCIDENTE. UNA FIAT PANDA HA INVESTITO UNA COPPIA DI 18ENNI IN VIA CORTESE.
TRASPORTATI IN OSPEDALE, HANNO RIMEDIATO FRATTURE E CONTUSIONI

Travolge due centauri, poi copre la targa dell'auto e fugge


Centauri travolti e feriti da un'auto "pirata". Poteva trasformarsi in tragedia
l'incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio, intorno alle 17,30, in via Giulio
Cesare Cortese, nei pressi di piazza Borsa, nel cuore di Napoli. Sembrava una
domenica come le altre per una coppia di giovani che stavano passeggiando per le
strade della city a bordo di un Piaggio Liberty 125 bianco. Di lì a poco, però, se
la sarebbero vista brutta: i due ragazzi, entrambi 18enni, uno dei quali residente
al Vomero, stavano infatti percorrendo via Cortese quando, all'incrocio con via
Maio di Porto (una stradina di quelle tipiche del centro storico partenopeo), sono
stati letteralmente travolti da una macchina, una Fiat Panda nuovo modello di
colore grigio, guidata da un uomo di mezza età. Nell'impatto i due 18enni sono
stati sbalzati dal mezzo finendo violentemente al suolo. Hanno riportato ferite
serie, aggravate anche dal fatto che entrambi erano senza casco, ma se la
caveranno: il conducente ha riportato vari tagli e lesioni nonché una lussazione
alla spalla; alla passeggera è andata peggio perché ha rimediato una frattura.
Dopo lo scontro l'uomo alla guida della macchina che, stando alla dinamica,
avrebbe dovuto dare la precedenza, ha frenato di colpo. A quel punto i giovani
hanno pensato che stesse per soccorrerli. E invece il conducente ha velocemente
alzato il portellone posteriore per coprire la targa (nella Panda nuovo modello è
posizionata più in alto) ed è risalito in macchina fuggendo a tutto gas e facendo
perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili
urbani della VII unità operativa: gli agenti Enrico Palmieri, Annarita Borruto e
Pasquale Principe si sono subito resi conto della situazione e non hanno perso
neppure un minuto. Tutte le forze dell'ordine sono state allertate nel tentativo
di individuare il "pirata" della strada (la notizia è rimbalzata in pochi istanti
alla centrale operativa della Questura), mentre i ragazzi sono stati portati al
pronto soccorso dell'ospedale Loreto Mare. Qui i medici li hanno sottoposti a
tutte le cure del caso cercando anche di tranquillizzarli: alla fine, a parte lo
spavento ed un po' di sofferenza, possono dire di averla scampata bella.

ANGELO COVINO

EMERGENZA AMBIENTE. L'ASSISE DI PALAZZO MARIGLIANO LANCIA L'ALLARME: SONO PRESENTI


OVUNQUE, È NECESSARIO SOSTITUIRLE AL PIÙ PRESTO

«Le sostanze chimiche ci uccidono»


Indagine-choc dall'Asl di Pistoia: sono causa dei tanti tumori in Campania
La produzione è aumentata da una a 400 milioni di tonnellate l'anno. Il dottor
Bolognini partecipa alla riunione in via San Biagio dei Librai ed avverte: «Per
risolvere il problema occorre intervenire sul controllo della produzione e
procedere alla bonifica dei luoghi inquinati. Altrimenti andrà sempre peggio».
ENZO MUSELLA
Nell'ultimo secolo la produzione globale di sostanze chimiche prodotte dall'uomo è
aumentata da 1 a 400 milioni di tonnellate l'anno. In tutto il mondo, persone ed
animali sono minacciati da agenti chimici che possono alterare lo sviluppo
sessuale, neurologico e comportamentale, impedire la riproduzione e minare il
sistema immunitario. Tali sostanze vengono usate ovunque, dai pesticidi ai
cosmetici, dai biberon ai computer: la società del terzo millennio dipende da
loro. Hanno contaminato tutto l'ambiente, gli animali ne subiscono le principali
conseguenze come gli esseri umani: nell'organismo umano sono state identificate
fino a 300 sostanze tossiche diverse e le regolamentazioni esistenti in materia
non sono efficaci. "Salute e ambiente, dall'identità alla contrapposizione",
questo l'argomento trattato ieri dall'Assise della città di Napoli e del
mezzogiorno d'Italia: relatore d'eccellenza il dottor Michelangelo Bolognini,
medico igienista dell'Asl 3 di Pistoia. «L'articolo 32 della Costituzione Italiana
considera la salute un diritto fondamentale dell'individuo, intanto la vera e
propria prevenzione che mira ad eliminare le cause della malattia, intervenendo
sul controllo della produzione e con la bonifica di ambienti già inquinati viene
sempre più sostituita da una falsa prevenzione» afferma Bolognini, che aggiunge:
«Negli anni '60 e '70 negli Stati Uniti il presidente Nixon dichiara guerra al
cancro, fissando nel 2000 la data della sua definitiva sconfitta. Un fiume di
denaro inonda il settore della ricerca bio-medica senza riuscire minimamente a
fermare quella che oggi si presenta come un'epidemia di malati di cancro». E
ancora: «Intanto negli anni '90 in Italia si istituiscono le agenzie nazionali e
regionali per l'ambiente (Anpa e Arpa) superando il liberismo statunitense con un
divorzio nocivo tra salute e ambiente che dilapida un patrimonio di competenze e
conoscenze racchiuse nei dismessi e sostituiti enti nazionali di controllo
ambientale. Oggi - prosegue - ci restano solo delle buone norme come la
valutazione d'impatto ambientale che, se ben applicata - qui sta la maggiore
difficoltà, ovvero reperire dei funzionari pubblici preparati ai principi della
prevenzione primaria - permetterebbe dei buoni margini di tutela». Bolognini, non
si ferma e denuncia: «Le responsabilità sono da imputare agli ecolocrati e ai
patolocrati che non lavorano per sopprimere le fonti di nocività, ma le gestiscono
per trarne potere. Emblema-

tico il caso della Vis (Valutazione d'impatto sanitario), sponsorizzata dal dottor
Fabrizio Bianchi e dalla dottoressa Eva Buratti, indicata come la panacea di tutti
i mali». Per lo studioso di Pistoia non ci sono dubbi: «In linea con le
indicazioni dello Iarc della prima gestione occorre giungere alla sostituzione,
nella catena produttiva, delle sostanze cancerogene con materiali in-

nocui, ma la legislazione recente sembra essere indirizzata in tutt'altre


direzioni - aggiunge - cancellando principi già fissati nel 1901 da Giolitti e
mantenuti nel 1934 da Mussolini: l'onere della prova al produttore e il principio
per cui la possibilità che un inquinante possa danneggiare l'ambiente o le persone
basta per prendere immediati provvedimenti cautelativi».

L'IMPEGNO. COZZOLINO PROMETTE: «NON VI LASCEREMO SOLI». CASARTIGIANI E CAMERA DI


COMMERCIO CONSEGNANO 65 BORSE DI STUDIO

«Più fondi ai nostri giovani artigiani»


ANTONELLA SCUTIERO
Gli artigiani premiano gli studenti. Sessantacinque borse di studio intitolate a
Giovanni Luongo sono state consegnate ieri, presso i saloni della Camera di
Commercio, dalla Casartigiani ai figli di artigiani e commercianti operanti a
Napoli e provincia. «Da sempre promuoviamo il binomio artigianato e giovani -
spiega a tal proposito il segretario di Casartigiani Fabrizio Luongo (nella foto),
impegnato a fare gli onori di casa insieme col presidente della Camera di
Commercio di Napoli Gaetano Cola - sono il futuro, per questo l'artigianato deve
essere valorizzato soprattutto tra loro, affinché capiscano le sue possibilità».
Accanto alla pratica, però, oggi più che mai è importante la formazione: ormai
anche l'artigiano deve essere imprenditore ed è bene che sia preparato alle sfide
del mercato e pronto a fronteggiare ogni difficoltà. Ecco dunque il senso delle
borse di studio, 150 euro per i ragazzi di elementari e medie e 300 euro per gli
studenti delle superiori e gli universitari: è importante, dicono, incentivare la
formazione di chi continuerà le tradizioni della nostra produzione. «Bisogna
rendere onore alle persone che hanno saputo conservare il comparto artigianale,
anche in un momento in cui non era culturalmente capito e valorizzato» osserva il
sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che ricorda come ci sia stato un momento
in cui la produzione industriale sembrava dovesse vincere su tutto, sconfiggendo
così l'artigianato. «Ora, per fortuna, si è capito il valore della qualità, che
deriva dal genio, dalla creatività - dice ancora il primo cittadino, che si dice
soddisfatta dell'iniziativa - qui a Napoli siamo ricchi impegno nel valorizzare
nel mondo le nostre ricchezze. Per la sfida mondiale, però, i nostri ragazzi
devono essere sì bravi artigiani, ma appunto anche ottimi imprenditori altrimenti
rischiano di non andare da nessuna parte». Un comparto, quello dell'artigianato,
assolutamente non di serie B, ma anzi da sostenere anche attraverso incentivi alla
formazione, che non può più essere abbandonata all'iniziativa privata: «È una
necessità premiare chi sfida i mercati con una produzione spesso di nicchia, ci
vuole molto coraggio» dice l'assessore regionale alle Attività produttive Andrea
Cozzolino, che promette nuovi fondi per l'artigianato: «Bisogna mettere in atto
politiche incentivanti per accompagnare passo dopo passo i nostri maestri che non
devono e non possono essere lasciati soli nel libero mercato».

Proprietà e periferie Esperti a confronto su limiti e sviluppo


Tre giornate di studio sul tema "i Diritti di proprietà intellettuale e le
periferie del mondo" si svolgono da oggi a mercoledì presso l'Orientale
nell'ambito di una campagna internazionale finanziata dall'Unione europea per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulle gravissime conseguenze delle
"biopiraterie" e delle leggi sui brevetti: le conseguenze nel campo
dell'agricoltura sono l'inaridimento di interi territori dove scompaiono le
tecnologie tradizionali adeguate all'ambiente e nel campo della sanità
l'impossibilità per molti paesi africani di affrontare il problema dell'Aids per i
costi proibitivi dei farmaci brevettati dalle multinazionali farmaceutiche.
L'incontro di studio - che fa parte di una serie promossa in Italia dal CoCis,
federazione di 28 organizzazioni laiche della cooperazione - è organizzato a
Napoli dall'associazione Nea (Napoli: Europa Africa), ha come obiettivo la
formazione di trenta specialisti, preferibilmente studenti delle lingue e delle
discipline relative al Sud del mondo. I lavori hanno inizio stamattina nell'Aula
delle Mura Greche dell'Orientale in piazza San Domenico Maggiore, con la relazione
(a partire dalle ore 10,30) del professor Francesco Lucarelli dell'Università
Federico II sul tema "Diritti di proprietà intellettuale: una prospettiva
giuridica"; seguirà il dottor Antonio Onorati, presidente del Centro
Internazionale "Crocevia" sul tema "Sementi contadine, un altro modo di
possedere"; domani invece, sempre nella stessa sede, la dottoressa Nicoletta
Dentico del "Drugs for Neglected Disease initiative" parlerà su "Diritti di
proprietà intellettuale e diritto alla salute".

di tradizioni da continuare. L'artigianato è una scelta, non un ripiego e va


sostenuto con orgoglio ed impegno. È molto bello che i giovani si diano da fare
affinché le nuove possibilità aperte da un mondo sempre più piccolo possano
coniugarsi con le tradizioni». L'artigianato è anche occupazione:

tradizioni come quella dei cammei o del corallo danno da centinaia di anni lavoro
e impulso all'economia della zona di appartenenza: «Non tutto il paese può vantare
le nostre tradizioni - sottolinea il presidente della Provincia Dino Di Palma il
premio è una bella iniziativa, perché spinge a mettere sempre più

LA VERTENZA. IN STALLO L'APPALTO DI RIQUALIFICAZIONE DELL'ARENA SANT'ANTONIO A


BAGNOLI. LA FILCA CISL: «PREOCCUPATI PER I 30 OPERAI»

Non ci sono i soldi, cantiere fermo: lavoratori a rischio


Licenziamenti e finanziamenti irrisori. Sono gli elementi clou della controversia
di cui sono protagonisti il Comune di Napoli e l'impresa edilizia "Edevrea".
Quest'ultima, impegnata nell'appalto di riqualificazione dell'Arena Sant'Antonio a
Bagnoli- il collettore fognario proveniente dalla collina dei Camaldoli - è stata
costretta a stoppare i lavori a causa dell'interruzione dei finanziamenti
comunali. L'assessorato alla Difesa del Suolo ha deciso per un cambio di rotta. E
su questa situazione la Filca Cisl esprime le sue perplessità. Secondo il
sindacato dei lavoratori edili, questa manovra comunale porterà al licenziamento
di più di 30 operai, che, fino a questo momento, sono stati impegnati nel
contratto d'appalto per il rifacimento del tratto conclusivo del collettore. Si
tratterebbe di un licenziamento dovuto, come conferma Gennaro Di Caprio,
segretario provinciale della Filca, poiché la stessa impresa dovrebbe ricevere
l'appalto per un primo lotto di lavori, sempre per l'Arena Sant'Antonio, ma
stavolta in via Ben Hur a Soccavo. Per questi lavori ci sarà un finanziamento di 2
milioni d'euro dalle casse comunali, ma non si conoscono la modalità e la
tempistica d'inserimento dell'"Edevrea" nei lavori. «Fino a questo momento gli
operai hanno messo a rischio la loro salute a causa della presenza dell'amianto -
ha dichiarato Di Caprio - Ora saranno licenziati. Sono tutti ragazzi e hanno
interrotto il rapporto lavorativo con la speranza di essere assunti per i lavori
di via Ben Hur». L'attenzione si è spostata in quell'arteria, per evitare ciò che
avvenne nel 2001, quando l'alveo fognario scoppiò dopo una tremenda alluvione
pochi giorni dopo l'attentato alle Twin Towers a New York. L'assessore Nugnes, in
precedenza, ha avanzato una richiesta di 20 milioni d'euro per la costruzione di
un tratto alternativo, sempre a Soccavo, al capo della Protezione Civile Guido
Bertolaso, che definì il problema idrogeologico la vera emergenza della città. Ora
due milioni d'euro sembrano un acconto sui fondi che sono necessari.

GIANCARLO MELE