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ANNO XXIII N. 59
NON VENDIBILE SEPARATO DAL ROMA

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GIOVED� 1 MARZO 2007

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SAN GIOVANNI ABUSARONO DI UNA COMPAGNA 16ENNE E FILMARONO LE SCENE CON UN


TELEFONINO

VIOLENZA SESSUALE, PRESI 7 STUDENTI


RENATO ROCCO
Una quattordicenne denunci� il "branco" che aveva abusato di lei sessualmente.
Ieri, la Squadra Mobile di Napoli li ha arrestati. Sono sette studenti dell'Ipc
"Rosario Livatino" di San Giovanni a Teduccio, tra i 15 ed i 17 anni, che devono
rispondere della grave accusa di violenza sessuale di gruppo. � stata la ragazzina
ad incastrarli, dopo averli riconosciuti uno ad uno. Sono stati gli agenti
dell'ufficio minori della Mobile a dare esecuzione ad una ordinanza di
applicazione della misura cautelare della permanenza in casa, emessa il 14
febbraio scorso (giorno di san Valentino) dal gip Anna Cappelli del Tribunale per
i Minorenni di Napoli. Si tratta di F. S., di 16 anni; F. S. di 15; F. F. di 16;
B. C. di 15; D. F. di 16; I. M. di 17; M. L. di 16. Risultano essere tutti
appartenenti a buone famiglie di San Giovanni a Teduccio, con genitori lavoratori,
sotto choc dopo avere appreso che i loro figli erano stati protagonisti di quelle
turpe vicenda. Le indagini coordinate dal pm Patrizia Imperato, iniziarono in
seguito alla denuncia fatta dalla ragazzina alla polizia, presentata negli uffici
della Squadra Mobile (coordinata da Vittorio Pisani). La studentessa aveva
raccontato che un giorno di inizio ottobre dello scorso anno, in compagnia di due
amiche si era recata per una passeggiata all'interno del Parco Troisi. Tra i viali
le studentesse incontravano alcuni compagni dello stesso istituto scolastico. Dopo
aver chiacchierato e scherzato tra di loro, con mossa inattesa, uno dei ragazzi si
impossess� degli occhiali da vista indossati dalla ragazzina, che ne aveva estremo
bisogno, e minacciando di romperli la costringeva a seguirlo in un luogo
appartato. Le intenzione del ragazzo furono ben presto chiare. Per restituirle le
lenti costrinse la malcapitata a subire violenza sessuale. Dapprima solo con lui,
poi successivamente con gli altri ragazzi del "branco" che, nel frattempo, li
avevano raggiunti. Uno degli studenti, invece, si divert� a ricoprire il ruolo di
regista fil-

L'azione del "branco" si consum� ad ottobre scorso nel "Parco Troisi" di San
Giovanni a Teduccio. La ragazzina fu costretta ad avere rapporti orali affinch� le
restituissero gli occhiali da vista.
mando le scene "hard" con il video-telefonino. La violenza di gruppo dur�
all'incirca una ventina di minuti, mentre la amiche della quattordicenne
l'attendevano all'uscita del parco, ignare di quanto stesse accadendo. Solo dopo
avere soddisfatto i desideri del baby-branco, le venivano restituiti gli occhiali.
Solo allora la vittima fu in grado di riconoscere tutti quei ragazzi che le
usarono violenza. Da quel giorno trascorse un po' di tempo. A far decidere la
ragazzina a denunciare la vicenda, furono le immagini che iniziarono a girare sui
video-telefonini, all'interno della scuola. I poliziotti hanno provveduto, con
estrema riservatezza, ad identificare tutti i componenti del baby-branco, in
seguito anche alle analisi delle immagini "hard". Le fisionomie di quattro degli
aggressori erano ben visibili. Gli altri furono identificati successivamente.
Tutti sono stati riconosciuti, infine, dalla quattordicenne.
SAN GIOVANNI A TEDUCCIO. IL PARCO "MASSIMO TROISI" TEATRO DELLA VIOLENZA SESSUALE
DI GRUPPO __________________

PARLA DON FRANCO PERNA, SACERDOTE DELLA CHIESA VICINA ALL'IPC "LIVATINO"

IL PARROCO: �LA COLPA � TUTTA DELLE FAMIGLIE�


Torna a ferire l'intera comunit� il caso della violenza sessuale nel parco
"Massimo Troisi" di San Giovanni a Teduccio, dove sette tra ragazzi e ragazze
dell'adiacente istituto "Rosario Livatino", avevano abusato di una coetanea lo
scorso ottobre, diffondendo inoltre il video sul web, attraverso l'utilizzo di uno
tra i pi� famosi server "peer to peer". Ora per i minori coinvolti � scattata la
misura cautelare della permanenza in casa, mentre tutto il quartiere � ritornato
ad interrogarsi sui motivi che abbiano potuto spingere i giovani a commettere un
reato di tale orribile rilievo. �La colpa � delle famiglie - tuona don Francesco
Perna, sacerdote della vicina parrocchia Incoronata Madre della Consolazione,
insediata nel cuore del Bronx di San Giovanni -. C'� bisogno di partire dai
genitori per plasmare dei ragazzi corretti e tranquilli. Vedo una mobilitazione
continua delle istituzioni su questo aspetto, ma a volte � flebile, perch� non si
riesce ad estirpare quel male radicato. Non credo alla versione di chi vuol
additare la responsabilit� di questi spiacevoli eventi ai media aggiunge -. I
giovani che sin da piccoli crescono in un nucleo familiare attento, non si fanno
attirare dalla trappola del divertimento ad ogni costo. La parola d'ordine �
educazione - conclude -. Quella di tutti, grandi e piccoli, ma non soltanto nei
quartieri periferici, poich� non basta insegnare ai figli le buone maniere, bens�
vanno guidati in un percorso retto e completo�. Sugli sviluppi della vicenda �
intervenuta anche Patrizia Sannino, presidente della commissione Scuola in seno
alla VI Municipalit�. �C'� da riflettere - esordisce - anche se bisogna prima
pensare a riabilitare vittime e carnefici di questa storia. Negli istituti si deve
tornare a parlare, a discutere, sussiste a questo punto anche la necessit�
d'istituire dei consultori. L'aspetto che maggiormente mi spiace - continua - �
che il fatto sia avvenuto tra gli alunni del "Livatino", dove il preside ed i
docenti sono impegnati quotidianamente nella lotta all'illegalit�. Vedremo cosa
sar� possibile fare - dice infine - sperando che questi fenomeni segnino il passo
quanto prima. Ormai non se ne pu� pi� di bullismo e di prepotenza verso donne e
ragazze�.

MARIANO ROTONDO

PIAZZA NOLANA

BLITZ DELLA POLIZIA NEL "LABORATORIO", PRESO GIUSEPPE AMBROSIO

CONTROLLI DELL'ARMA A MARIANELLA

Catturato lo "specialista" delle polizze false


Si era trasferito come abitazione da piazza Nolana a Napoli a Sant'Anastasia, ma
tornava ogni giorni ai luoghi d'origine per condurre una proficua attivit� di
falsificazione e ricettazione: una sorta di agenzia illecita volante, in strada.
Fino a ieri mattina, quando i poliziotti della squadra giudiziaria del
commissariato Dante (agli ordini del vice questore Michele Cante e coordinati
dall'ispettore superiore Vito Esposito) hanno interrotto bruscamente il suo
"lavoro" e l'hanno arrestato. Dietro le sbarre � finito Giuseppe Ambrosio, 62enne,
ufficialmente residente in piazza Nolana ma di fatto abitante a Sant'Anastasia ,
dove abita in via Porzio. � accusato di falsit� materiale commessa da privato;
ricettazione e falsificazione dei valori di bollo. Ora si trova nel carcere di
Poggioreale, anche se � probabile che la sua detenzione non duri troppi in quanto
i reati contestatigli non sono considerati gravi dal nostro ordinamento penale. Le
indagini sono cominciate luned� scorso, quando ai poliziotti � arrivata una
notizia confidenziale circa l'attivit� illecita compiuta da Giuseppe Ambrosio.
Poich� si trattava di una persona gi� nota alle forze dell'ordine, per precedenti
denunce proprio a carico per falso, ricettazione, associazione per delinquere ed
altro, gli investigatori si sono messi in azione. � venuto cos� fuori che il
62enne aveva allestito in piazza nolana, all'altezza del civico 13, una sorta di
agenzia nella quale effettuava polizze assicurative false, forniva documenti
d'identit� e assegni circolari o comunque di illecita provenienza in bianco, e
marche da bollo adesive del nuovo tipo. L'altro ieri � scattato l'accertamento in
piazza Nolana, dove si notava la presenza di ambrosio e su piccola una scrivania
piazzata su un marciapiede di alcune polizze assicurative in bianco contraffatte.
Ovviamente � subito scattata un'attenta perquisizione domiciliare, che ha
consentito di trovare il materiale alla base dell'arresto: un Pc contenenti file
utili alla falsificazione di contratti assicurativi; 20 marche da bollo del
Ministero dell'Economia e Finanze del valore di 30 euro; 8 assegni circolari in
bianco di istituti bancari; un migliaio tra certificati assicurativi, attestati di
rischio e contratti assicurativi di varie agenzie; diverse patenti di guida e
carte d'identit�; una ventina di moduli busta paga in bianco e diversi timbri.

ARRESTATI UN TRUFFATORE E UN EVASO DAI DOMICILIARI


Una vasta operazione di controllo del territorio � stata portata a termine ieri e
l'altro ieri dai carabinieri delle stazioni di Marianella e VomeroArenella nel
quartiere di Marianella. Il bilancio ha fatto registrare due arresti, operati in
circostanze diverse con le accuse di truffa ed evasione dagli arresti domiciliari.
Il primo a finire dietro le sbarre � stato Alfonso Balido, trentatrenne, residente
in via Sambuco, nel quartiere di Ponticelli, personaggio gi� noto alle forze
dell'ordine, raggiunto da un ordine di esecuzione pena emesso dal Tribunale di
Terni secondo il quale dovr� scontare un anno mezzo di reclusione per truffa
aggravata. Il secondo � stato Antonio Santoro, 50enne, domiciliato in via
Caracciolo, anch'egli gi� noto, arrestato in ottemperanza a un ordine di
esecuzione pena emesso dalla Procura Generale di Napoli. L'uomo dovr� espiare 4
mesi per evasione. I due sono stati tradotti a Poggioreale.

LUIGI SANNINO

A N TO N E L L A BASILICO
L'assessore provinciale ai Beni Culturali ha preso come spunto l'eclisse lunare
per organizzare un happening all'osservatorio astronomico di Capodimonte che
sabato sera apre le sue porte ai curiosi e agli appassionati.

S A B AT I N O S A N TA N G E L O
Il vicesindaco, insieme con gli assessori Nasti e Laudadio sono stati pi� volte
sollecitati a programmare un incontro per discutere della questione dell'ex
Gasomentro. Non hanno mai risposto facendo s� che la cosa subisse ulteriori
ritardi.
Ore Temperatura

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Ore 18

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