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Ricordi di una testimone oculare.

La Signora Maria ci ha parlato della disperazione degli abitanti del paese che vedevano bruciare la propria casa con tutto quello che possedevano, questo u atto da una banda di pazzi, intenzionati a are terra bruciata della bellissima valle. !er noi sentir parlare di incendi " stato come ritornare indietro di sessanta anni e rivivere quei momenti di disagio e di rabbia che si provavano quando si trovavano cumuli di macerie ancora umanti e sapevi che in quel punto prima c#era una casa di onesti contadini e che le canaglie nazi$ asciste, per malvagit% avevano distrutto . !urtroppo quella era la dottrina dei ascisti e dei nazisti che applicavano durante i rastrellamenti . &scoltando quei racconti ci ricordammo di un atto simile ma che noi sventammo il '( Marzo 1)*+ in un piccolo paese della zona da noi controllata, tra il monte Lago e il monte ,andelozzo - le ,anate-, dove una nostra squadra di sei partigiani era li dislocata per il controllo della parte meridionale del nostro territorio. .uella mattina due dei nostri partigiani rientrati di pattuglia ci dissero che in quella ristretta zona era in corso un rastrellamento, appresa la notizia ci portammo subito sul posto per contrastare quella azione e portare aiuto sia ai nostri compagni che alla popolazione del paese. &rrivati sulla cresta del monte vediamo al centro del borgo due cascine in iamme e u chiaro che in pochi minuti tutto il paese sarebbe stato distrutto dal uoco, ma una nostra potente scarica di colpi di bazoo/a e di mortaio misero in uga i valorosi piromani. 0n questo caso, del tutto particolare, 1 il nostro, tempestivo, intervento a salvare una ventina di case, oltre a molti giovani atti prigionieri prima del nostro arrivo. 2on sempre le orze in campo erano come quel giorno a 3,anate-4 circa una ventina di partigiani contro un centinaio di assalitori, mentre altre volte il rapporto era di uno a, venti, trenta e anche cento, per cui non era sempre possibile contrattaccare. Ma quel giorno gli assalitori li a rontammo in campo aperto i quali uggirono a gambe levate, acendosi scudo con molti civili. .uesto era il loro modo di comportarsi.