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Rothschild, la storia nel forziere

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INCONTRI. HERBERT LOTTMAN HA RICOSTRUITO LA SAGA DI UNA DINASTIA DA DUE SECOLI PRESENTE NEGLI EVENTI CRUCIALI D' EUROPA

Rothschild, la storia nel forziere


------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ INCONTRI Herbert Lottman ha ricostruito la saga di una dinastia da due secoli presente negli eventi cruciali d' Europa TITOLO: Rothschild, la storia nel forziere - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Qual e' il bene piu' prezioso dei Rothschild? "Il nome", risponde senza esitare Herbert Lottman, il grande esperto di editoria internazionale, che alla saga della mitica dinastia di banchieri ha dedicato un volume appena tradotto in italiano da Mondadori (I Rothschild, pagine 395, lire 35.000). E' una storia lunga due secoli durante i quali le vicende della potente famiglia ebraica si incrociano con i destini d' Europa. Tutto comincio' alla fine del Settecento nel ghetto di Francoforte, in una bottega che aveva come insegna uno scudo rosso (questo il significato di Rothschild): Meyer Amschel, commerciante di ferramenta, fece fortuna con l' attivita' di cambiavalute e mando' i cinque figli, appena adulti, nelle grandi capitali europee. A James, il primogenito, tocco' Parigi. James (Jacob) Rothschild, fondatore del ramo francese, in pochi anni divenne il re della finanza europea. Si dice che fu lui, con l' aiuto del fratello Nathan, emigrato a Londra, a determinare la sconfitta di Napoleone, facendo arrivare casse piene d' oro alle truppe inglesi di stanza in Portogallo. Era l' unico banchiere che poteva trattare da pari il potente cancelliere Metternich e ottenere il titolo di barone tanto utile in tempi di Restaurazione. Honore' de Balzac raffiguro' James nella sua "Commedia umana", chiamandolo il "principe del denaro", facendo il verso al suo forte accento tedesco, ma stando bene attento a non irritarlo, perche' il grande scrittore, che aveva un' idea molto approssimativa del denaro, ogni tanto capitava nella residenza tra Place de la Concorde e rue Saint Florentin per chiedere qualche consiglio, o magari un prestito. Del resto ai Rothschild la frequentazione degli artisti non era mai dispiaciuta, per inclinazione naturale, ma anche perche' faceva bene all' immagine: di casa erano il poeta Heinrich Heine e il nostro Gioacchino Rossini, al quale furono comissionate tante musiche d' occasione. E il pittore preferito era Ingres, autore del ritratto "ufficiale" della baronessa Betty, moglie e nipote di James. Una caratteristica dei Rothschild e' stata quella di restare uniti per conservare il patrimonio e custodire i segreti. Ecco perche' , scrive Lottman, "su diciotto matrimoni contratti dai nipoti di Meyer Amschel, sedici avrebbero unito cugini primi". Ieri a Milano per presentare il suo libro, Lottman, corrispondente europeo del periodico americano Publisher' s Weekly, autore di monografie sulla storia e la cultura francese come Colette, La caduta di Parigi (Rizzoli), La Rive Gauche (Edizioni di Comunita' ), Camus (Jaca Book), racconta di aver passato due anni a studiare gli archivi Rothschild, trovando documenti e notizie sconosciute agli stessi membri della famiglia. "Non e' vero . dice l' autore ., come hanno sostenuto un paio di critici canadesi, che io sia stato troppo benevolo nel racconto. Ho scoperto per esempio che quando Maurice, figlio di Edmond e nipote di James, fu liquidato ed espulso dal gruppo perche' era un donnaiolo considerato poco affidabile, cito' la famiglia in giudizio. Pero' in duecento anni di storia i Rothschild non sono mai stati coinvolti in uno scandalo vero". Hanno prestato soldi a Cavour per indennizzare gli austriaci, hanno trovato in ventiquattr' ore il denaro necessario alla regina Vittoria per costruire il canale di Suez, hanno attraversato le periodiche ondate di antisemitismo mantenendo sempre un' immagine di serieta' . "Ecco perche' dico che non e' tanto il denaro, ma il nome il loro bene piu' prezioso". A scalfirlo non ci riuscirono ne' gli scritti dell' antisemita Edouard Drumont, in auge all' epoca dell' affare Dreyfus, ne' la massiccia propaganda nazista, che aveva eretto i Rothschild a simbolo negativo del capitalismo ebraico. Lottman racconta due secoli di storia e non sono sempre due secoli di splendore per la grande famiglia. Pur ai vertici dell' economia internazionale, i primi sintomi della crisi si cominciano ad avvertire alla terza generazione, con Edouard. "Questi . spiega Lottman . non riesce a interpretare le trasformazioni del nuovo secolo, quando i banchieri non devono piu' prestare denaro ai regnanti, ma misurarsi con le complesse esigenze dell' industria moderna". I famosi finanzieri arrivarono impreparati anche al tragico incontro con il nazismo: "Fino all' ultimo, nel ' 38 ' 39, non si resero conto del ciclone che si stava abbattendo sull' Europa e sulla Francia". Il patriarca Guy, ufficiale dell' esercito, fu ferito in combattimento, ma riusci' a raggiungere Vichy, dove era stata trasferita la sede della banca. Tempi durissimi, il patrimonio veniva espropriato, anche se lentamente per la resistenza silenziosa della burocrazia, Goring fece requisire la fantastica quadreria di famiglia: le opere furono allineate nelle sale del Jeu de Paume per facilitare la selezione dei pezzi da destinare alle case dei gerarchi o ai musei tedeschi. E oggi? La nazionalizzazione della Banca Rothschild voluta da Mitterrand per la famiglia ha rappresentato un colpo piu' psicologico che reale. Anche con i soldi del risarcimento i ricchi baroni sono tornati all' antico, riscoprendo quella funzione di banchieri d' affari che aveva fatto la fortuna del grande James. Oggi il discendente piu' ricco della dinastia e' Edmond, figlio di quel Maurice liquidato dalla famiglia perche' considerato uno scavezzacollo. Edmond, che ha il quartier generale in Svizzera, una volta ha ammesso di avere un patrimonio superiore ai cinquecento milioni di dollari. Quanto superiore? Non si sa, ma si suppone tanto. L' astro nascente del ramo francese e' David, 53 anni, che nel ' 74 ha sposato un' italiana, Olimpia Aldobrandini. David e' anche diventato vicepresidente del gruppo Rothschild inglese, perche' i figli del presidente Evelyn sono troppo giovani. Come sempre accade in questi casi c' e' qualche opposizione interna, ma qualcuno spera nella ricostituzione dell' unita' del gruppo. Un ritorno allo spirito di Meyer Amschel che mandava i suoi figli in giro per il mondo e li chiamava "le mie frecce". Messina Dino
Pagina 31 (22 giugno 1995) - Corriere della Sera
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07/12/2009 14.04