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Ultimi anni della Repubblica

Le opere che ci presentano la figuara della donna di quel periodo sono lettere famigliari o di consiglio. Sulla figura ideale della donna si deve ricordare il trattatello dellarcivescovo di Firenze Antonino Pierozzi Opera a ben vivere, indirizzato a Dianora Tornabuoni, zia di Lorenzo de Medici. Larcivescovo da subito condanna la vita mondana, i balli, le giostre, per dice che se per non partecipare a questi eventi la donna rischia di far uscire scandalo, deve andare facendo finta che i canti e i balli siano espressione divina, sacra, e non profana. Inoltre venivano criticate le donne che si affaciavano alla finestra o alla porta, riccamente decorate, per farsi vedere. Le giostre e le feste duramente criticate, per, non erano perdite di tempo: erano le poche occasioni in cui le giovani riuscivano a mostrarsi e a mostrare le proprie doti aprese a casa. Solitamente per questi balli veniva scelta una piazza, che veniva ornata con tappeti, arazzi, credenze e palchi per ricreare fuori lambiente esclusivo delle dimore dei pi ricchi. Questi balli, com stato detto prima, erano possibilit di farsi notare, visto che alla fine venivano dati anche dei premi. Come testimonianza di questi evenimenti rimangono le fronti dei cassoni e vari diari del periodo, come quello di Bartolomeo del Corazza. Nelle Vite di Vespasiano da Bisticci presente, tra molte biografie maschili, una femminile, quella di Alessandra de Bardi. Di lei si sa che fu cresciuta secondo i principi tradizionali fiorentini, principi che erano gli stessi presenti nei consigli dellarcivesco a Dianora Tornabuoni. Di lei scritto che: ... non fu cosa che non volesse imparare(...). Rarissime volte era veduta alluscio o alla finestra, s perch non se ne dilettava, il simile perch occupava il tempo in cose laudabili. Menavala la madre il pi dei d, la mattina a grandissima ora, a udire la messa, tutte col capo coperto e col viso chappena si vedevano, e per questa sua educazione tutti i parenti e gli amici di messer Palla(Strozi) si accordarono si togliesse lAlessandra per Lorenzo, per la pi degna della citt di tutte le parti. Alessandra ebbe modo di mostrare le proprie doti nel 1432, quando a Firenze arrivarono gli ambasciatori imperiali. Dimostr la propria educazione nel ricevere gli ospiti, conversando amabilmente eservendo loro confetture dolci. Inoltre sono da ricordare i particolari: i gesti e i dettagli, come il tovagliolo appogiato sulla spalla, segno di grande omaggio ed ospitalit. I modi e i gesti sono ci che caratterizerano la donna degli anni successivi, dandole una figura dimpronta cavalleresca e cortigiana. Oltre allideale delle fanciulle e delle spose novelle, da ricordare il caso di Alessandra Macinghi (negli Strozzi), vedova e madre di 3 maschi, di cui 2 esiliati, e una femmina. Nelle lettere pervenute vengono presentati i costumi e le abitudini di ogni giorno di una famiglia fiorentina. Con queste lettere la donna di casa presenta le difficolt finaziarie, al ricerca di un marito per la figlia, la preparazione della dote,

a le quali vengono aggiunti i sentimenti per i figli esiliati e la paura di non rivederli pi