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ASI E VANI Nella mitologia nordica, cos come riflessa nelle fonti scritte, gli di appaiono divisi in due

e grandi gruppi. gli Asi ed i Vani. Ancora incerta rimane l'etimologia dei due nomi, risultando infondata l'antica tradizione che collegava Asi ad Asia (ipotizzando cio una loro provenienza da quel continente). n'ipotesi pi! recente, se""ene anchessa non confortata da definitive prove documentarie, fa risalire il nome all'antica radice germanica #ans (palo, trave) indicante anche le primitive raffigurazioni delle divinit$ nordiche scolpite nel legno. %i! concordi sono gli studiosi sulla divisione funzionale delle due classi divine& gli di Vani sim"olizzere""ero le potenze della fecondit$ e della fertilit$, mentre gli Asi configurere""ero un universo mitico pi! stratificato e differenziato. 'n tale contesto si inserisce l'episodio della guerra tra i due gruppi divini avvenuta agli inizi dei tempi. (pisodio che alcuni studiosi hanno inserito nel pi! ampio contesto della religione indoeuropea, ricollegandolo ad analoghi fatti presenti, ad esempio, nella tradizione romana ed indiana. )uando l'oro era l'unico metallo conosciuto e la pace e la prosperit$ regnavano tra gli di Asi, arriv* ad Asgardh una seducente ed avvenente maga. +ullveig, ,e""rezza dell'oro-, era il nome della "ellissima e misteriosa donna. (lla si aggirava tra gli di seminando in continuazione discordia ed ingenerando invidie ed odii, spingendoli pi! di una volta a litigare tra loro. +ullveig, infatti, era maestra nella magia seidhr, l'arte magica pi! malefica, quella che induce a compiere i pi! orrendi misfatti. ( "en presto la maga, venuta non s sa da dove, inizi* a corrompere gli animi delle dee, pilastri della moralit$ e dell'onore degli Asi. +li di allora si riunirono e dopo un'infuocata discussione, evidentemente c'era tra di loro chi non voleva rinunciare alle grazie femminili di +uliveig, condannarono a morte la strega. %roprio al centro della Valhalla fu eretta una pira fatta con delle lance acuminate e, dopo aver appiccato le fiamme, vi condissero la femmina fatale. .a per "en tre volte la donna usc indenne dal rogo& il suo sorriso "effardo riemp di terrore e stupore gli di, spettatori increduli di un simile prodigio. Alla fine per* le fiamme consumarono il suo corpo, e di +ulveig non rimase altra traccia che le sue ceneri spazzate via dal vento. /ra, sem"ra che +uilveig fosse parente di uno degl di Vani, l'altra famiglia divina che viveva a Vanaheim. (, apprese le notizie incerte provenienti da Asgardh, i Vani mandarono degli am"asciatori presso gli Asi, chiedendo l'immediata restituzione della loro affascinante congiunta. /dino, dio sommamente sapiente, comprese la manovra dei Vani e le segrete ragioni dell'invio di +ullveig tra loro& ella era stata inviata dai Vani per avere un motivo per attaccarli, un vecchio stratagemma che proprio non si sare""e aspettato da divinit$ cos degne e famose0 .a, conscio del valore e della potenza degli Asi, /dino non si tir* indietro e annunzi*, senza mezzi termini, che avevano giustiziato la strega in pu""lico per punirla delle sue malefatte. ' Vani, ovviamente, aspettavano solo questo& avevano architettato con cura la fa""ricazione del fraudolento casus "elli e, senza aspettare impro"a"ili scuse, dichiararono guerra agli Asi. %er nulla intimoriti, gli Asi si recarono, guidati da /dino, a Vanaheim& qui, secondo gli arcaici rituali, il padre degli di scagli* con forza una lancia nel territorio nemico, dichiarando con la sacralit$ di quel gesto che le ostilit$ potevano avere inizio. .ai prima di allora l'universo era stato funestato dagli orrori di una guerra, mai si erano visti simili distruzioni e tanto spargimento di sangue. 1ia gli Asi che i Vani com"atterono con orgoglio e determinazione, ma dai fragorosi scontri non uscivano n2 vinti n2 vincitori& le sorti della guerra rimanevano in costante equili"rio, testimoniando il reciproco valore. n giorno per*, i Vani con i loro sortilegi riuscirono a frantumare le mura di Asgardh. 3i fronte a tanta rovina, stanchi di una lotta quasi fratricida com"attuta tra di di pari dignit$, le due famiglie rivali decisero di riporre le armi e le magie malefiche e di stipulare un trattato di pace equa. 1i vide allora uno spettacolo grandioso& decine di divinit$ accompagnate dai loro servitori, a""igliate con le vesti pi! sontuose, cavalcando destrieri sfarzosamente "ardati, che si recavano ad un supremo summit per definire le condizioni della pace. 3opo estenuanti trattative, decisero che la cosa migliore fosse scam"iarsi degli ostaggi& solo cos si poteva garantire il rispetto della tregua. ( quindi 4oenir e .imir, due Asi, andarono a vivere tra i Vani5 mentre N67rdhr e suo figlio 8re9r si recarono tra gli Asi. 'n questo modo le famiglie divine avre""ero avuto modo di conoscersi meglio, imparando ad apprezzarsi reciprocamente e forse, in un futuro pi! o meno lontano, i due gruppi avre""ero potuto anche fondersi in un'unica grande compagine divina. %er suggellare il loro patto, i rappresentanti degli Asi e dei Vani si fecero portare un otre capace e vi sputarono dentro, sigillando con saliva divina la riconquistata pace. .a non si accontentarono& pronunciarono delle formule misteriose e dall'otre, divenuto un magnifico utero di creta, nacque :vasir, la creatura pi! saggia dell'universo, vivente testimonianza dei divini accordi. ODINO 3io dagli innumerevoli appellativi, ognuno dei quali richiama una sua impresa o caratteristica, /dino , in primo luogo, il padre degli di e degli uomini. ;'etimologia del suo nome rimanda ad una "en definita connotazione caratteriale& /dino, sia nella forma norrena Voden che nell'antico alto tedesco <uotan ed in quello "asso <odan, come pure nell'antico inglese <oden, significa ,furore-. 1ignificato conservatosi, del resto, nel tedesco moderno <ut (ra""ia, furia). ;a sfera d'azione sim"olica dei dio non si esaurisce in quest'unica direzione, ma a""raccia molti am"iti dell'agire umano, assumendo, di volta in volta, i caratteri del dio padre, psicopompo, ispiratore dei poeti oppure depositario di una saggezza misterica. =remende urla selvagge rintronavano da lontano, giungendo alle orecchie dei soldati terrorizzati ed intimoriti& esse annunciavano, con la loro "estialit$, l'arrivo di indomite schiere di feroci guerrieri assetati di sangue come dei lupi discesi dalle montagne innevate. ' soldati, ormai intontiti ed accecati dalla paura, sapevano che si sare""ero trovati di fronte ad esseri met$ uomini e met$ "estie feroci che, sprezzanti dei pericolo ed incuranti delle ferite, si precipitavano in "attaglia senza armatura, mordendo i loro scudi come degli assatanati, uccidendo chiunque si parasse loro innanzi. )uesti oscuri dispensatori di morte e di distruzione erano forti come orsi o tori selvaggi e n2 fuoco n2 ferro avevano effetto su di loro. 'ndossavano solo pelli d'orso o di lupo, che contri"uivano ad accentuare il loro aspetto di sinistri am"asciatori del male. +li animaleschi guerrieri, personificazioni della furia annientatrice, erano i mitici "erser>ir ?quelli vestiti di pelli d'orso?, e gli ulfhednir, ?quelli vestiti con pelli di lupo?. Appartenevano ad alcune societ$ cultuali

dedicate ad /dino, nella sua valenza di dio della guerra. ' mem"ri di queste societ$, vere e proprie sette, si sottoponevano a crudeli riti di iniziazione, ingurgitando, a quanto sem"ra, anche sostanze ne"rianti e facendo uso di droghe capaci di renderli insensi"ili al dolore fisico. (d in tali sostanze stupefacenti che va forse ricercata la fonte dell'eccezionale carica distruttiva che caratterizzava il loro delirio "ellico il furor "ersercicus, come stato definito. .a le armi che 1igfodhr, ?padre della vittoria?, uno degli appellativi di /dino, usava per favorire i suoi protetti non erano certo onorevoli& con dei sortilegi im"rigliava le armi del nemico immo"ilizzandole nelle loro mani, rendendo vano ogni tentativo di valorosa difesa. /ppure accadeva che, all'improvviso, i guerrieri fossero accecati e, non scorgendo nemmeno il nemico, perissero miseramente trafitti dalle lance dei ?raccomandati? di /dino. A questo aspetto del dio allude molto chiaramente un altro suo appellativo& 4er"lindi, l',accecatore dei guerrieri-. 3el resto, in simili casi, c' sempre l'altro aspetto, quello di chi gode, e si ringraziava 4ertier, il ,rallegratore dell'esercito-, quando si usciva vittoriosi da una "attaglia. .a /dino era estremamente capriccioso, pronto a ritirare il suo appoggio da un momento all'altro senza un motivo apparente, funestando i suoi protetti con dispetti mortali. .a lo spirito di /dino aleggiava soprattutto dopo la "attaglia, quando le sue emissarie femminili, le Valchirie, montando cavalcature alate, scendevano sui rutilanti terreni di scontro e prelevavano i corpi dei valorosi che ineritavano l'ingresso alla Valhalla, il paradiso dei prodi. (cco perch2 /dino chiamato Valf7dhr, ?padre degli uccisi?, poich2 colui che muore coraggiosamente in "attaglia, il val, diventa suo figlio adottivo. =ale suo carattere di divinit$ psicopompa alla "ase della sua identificazione con .ercurio nell'interpretatio romana di =acito. 'dentificazione che vediamo agire anche nella traduzione nordica del dies .ercurii (il nostro .ercoled) reso da alcuni popoli nordici come ?giorno di <oden? (si veda anche l'inglese moderno <ednesda9). Nelle vene del dio padre di tutti gli di scorreva anche il sangue non certo divino dei giganti. /dino infatti nacque, all'inizio dei tempi, dalla gigantessa @estla, sposa di @or, figlio dei primordiale essere androgino @uri, plasmato dalla lingua della vacca Adhumula nel ghiaccio salato che avvolgeva il cosmo. 'n quei tempi oscuri /dino aveva anche due fratelli, Vili e V2, suoi complici nell'uccisione di Amir, il macroantropo che, con il suo colossale cadavere, forn la materia prima per la creazione dell'universo. /dino in seguito, "ramoso di potere, si macchi* dell'orrendo crimine di fratricidio, eliminando cruentemente gli ormai scomodi fratelli e divenne il signore assoluto di Asgardh. 1ua sposa 8rigg, dea della fecondit$ e della fertilit$, con la quale gener* tutti gli altri di tranne =hor, primogenito nato da un suo lungo flirt con BCrdh, la ?madre terra?. 3imora di /dino in Asgardh Valas>9alf, ?scoglio degli uccisi?, dove, assiso sul trono 4linds>9alf, scorge tutto ci* che accade nel mondo. Domplessa figura mitica, stratificazione di vari ed opposti valori sim"olici, /dino anche il dio della saggezza. 1i racconta che il dio per "ere alla 8onte di .imir, la portentosa sorgente di ogni sapere posta nei pressi di una delle radici di Aggrdrasil, a""ia dato in pegno un suo occhio all'oscuro guardiano della fonte. ;'occhio divino giace da allora nelle acque gelide della sorgente, doloroso prezzo pagato per acquisire una vista pi! preziosa& lo sguardo del saggio che sa scorgere dietro le apparenze l'essenza delle cose. ;'amore per la sapienza e l'ansia di comprendere i pi! reconditi misteri spinsero /dino a sottoporsi ad un altro cruento rituale. 'l padre degli di si impicca, ?sacrificandomi a me stesso?, come dice, ad un ramo dell'al"ero del mondo, il frassino Aggrdrasil. %er nove giorni e nove notti il dio penzola privo di conoscenza appeso al sacro ar"usto. ma non soddisfatto. Don una lancia si infligge una ulteriore tortura, colpendosi e ferendosi duramente. E la cosiddetta ?ferita di /dino?, il segno inciso nella viva carne a testimoniare l'appartenenza al dio, ferita che molti guerrieri si procuravano nel tentativo di ingraziarselo. ;a mente del dio, mentre il suo corpo emaciato pativa immani sofferenze, era li"era di vagare alla ricerca di nuovi orizzonti, eliminando le anguste frontiere del gi$ noto. 'n questo viaggio, simile per molti aspetti a quelli sciamanici ed a quelli pi! profani indotti dalle droghe pesanti, /dino vide le rune, le iscrizioni dotate di particolari poteri magico#divinatori, e se ne appropri*, raccogliendole da terra. A tale episodio si ricollegano appellativi come ?dio degli impiccati?ed una serie di testimonianze che sem"rere""ero provare l'esistenza di sacrifici umani tri"utatigli durante misteriose cerimonie. .olto spesso una noia tremenda assaliva /dino, rendendogli irrespira"ile la divina aria di Asgardh, facendogli desiderare il contatto con i comuni mortali. Allora si divertiva a girovagare sotto false spoglie per il mondo, stupendo o terrorizzando chi lo incontrava. ( se""ene fosse il pi! importante degli di, usava travestirsi da vecchio, indossando un a"ito che aveva conosciuto tempi migliori, tutto sdrucito e senza una manica. Vafudhr, il ?vaga"ondo?, uno degli appellativi assunti da /dino in tali peregrinazioni terrene, si avvolgeva, per proteggersi dal freddo, in un ampio mantello turchino e si appoggiava ad un nodoso "astone con la punta di ferro& nessuno avre""e mai potuto immaginare che quel vecchio or"o, con una lunga "ar"a grigia incolta, con il viso seminascosto da un cappello floscio a larghe tese fosse il dio invocato dai guerrieri, il signore di tutti gli di. 'n altre occasioni, quando si richiedeva la sua presenza ?ufficiale?, ad esempio, nelle sacre riunioni ai piedi del frassino Aggrdrasil, /dino sapeva sfoggiare tutti gli attri"uti conferitigli dal suo rango e valore. Allora cavalcava il magnifico destriero 1leipnir, ?che sdrucciola?, uno stallone grigio con otto zampe, dotato della straordinaria facolt$ di galoppare sia sulla terra che in cielo, sfrecciando pi! veloce del vento. ;'eccezionale animale era il frutto della singolare unione dell'astutissimo dio ;o>i, a"ilissimo nelle metamorfosi animali, con il portentoso stallone 1vadhilfari. 1ulle spalle di /dino sono appollaiati due super"i corvi& 4ugin, ?pensiero?e .unin, ?memoria?. /gni giorno, alle prime luci dell'al"a, i neri volatili si alzano in volo raggiungendo le pi! remote regioni della terra e al loro ritorno, all'im"runire, riferiscono al loro padrone tutto ci* che hanno visto e sentito. +razie ai due pennuti ricognitori il dio costantemente informato degli avvenimenti mondani. Ai fianchi dei dio supremo degli Asi, preannunciati dai loro tremendi ululati, avanzano minacciosi, con le enormi fauci spalancate, +eri, ?ghiottone?, e 8re>i, ?vorace?, due famelici lupi che sim"olizzano la furia "attagliera degli ulfhednir. /dino "randisce una splendida spada, la famosa +ungnir, forgiata dai nani @ro>> e 1indri. 'mplaca"ile strumento di morte, l'arma divina, una volta scagliata nel mezzo di una "attaglia, continuava da sola a colpire all'infinito, dispensando orrende menomazioni agli sfortunati nemici dei dio. +li a"ilissimi nani artigiani e fa""ri, creatori della magica spada, donarono al dio anche l'aureo anello 3raupnir, ?che gocciola?,

fornito della stupefacente propriet$ di autoriprodursi ogni nove notti in otto esemplari di identico peso e "ellezza. ;'inestima"ile gioiello, fonte di infinite ricchezze, sar$ posto, come aureo viatico per il triste viaggio nell'aldil$, sulla pira fune"re del "ellissimo @alder, lo sfortunato figliolo di /dino ucciso dalla malvagit$ e dall'invidia di ;o>i. 1em"ra che /dino custodisse gelosamente una maca"ra reliquia, testimonianza del suo amore paterno& la testa di .imir, il dio che insieme ad 4oenir fu inviato tra i Vani come pegno di pace dopo la lunga guerra tra le due famiglie divine. ' Vani erano soliti chiedere consigli al saggio 4oenir, ma questi accettava di rispondere ai loro quesiti solo se poteva consultarsi con .imir, irritando non poco i signori di Vanaheim. n giorno, stufi di attendere sempre l'arrivo del dio, lo decapitarono, eliminando cosi i contrattempi che imponeva ai loro consulti con 4oenir. /dino, padre degli di e quindi anche di .imir, si precipit* nel regno dei Vani e, colmo di disprezzo e di dolore, si fece consegnare il capo crudelmente reciso. Fitornato ad Asgardh, il dio cosparse di er"e magiche la testa e, recitando delle litanie a lui solo note, riusci a non farla imputridire. 3a allora, nei momenti di necessit$, /dino conversa con la testa mummificata, intonando cantilene magiche e chiedendole consigli sulla condotta da tenere. (d proprio con la testa di .imir che /dino si consulter$ quando, avvicinandosi ormai la fine dei tempi, guider$ gli di ed i suoi guerrieri contro le schiere demoniache. .a a nulla gli serviranno i suggerimenti del decollato& nonostante le sue arti magiche e la sua sapienza misterica il padre degli di perir$, inghiottito nelle possenti fauci del lupo 8enrir. FRIGG +i$ nella traduzione norrena del dies Veneris, il nostro Venerd, cos come rinveni"ile nell'antico alto tedesco 8riatac, oppure nell'inglese moderno 8rida9 e nel tedesco 8reitag, appare documentata l'esistenza nel pantheon nordico di una divinit$ femminile caratterizzata dai medesimi attri"uti della Venere romana. ;a maggioranza degli studiosi concorde nell'identificare tale dea con 8rigg, la sposa di /dino. 1eguendo la tradizione dei padri, il giorno consacrato alla cele"razione dei matrimoni, all'unione feconda e legale dei sessi per perpetuare le generazioni, era il Venerd, lo stesso giorno consacrato alla dea 8rigg. ;a ?signora degli di?, come la chiamavano i poeti, avre""e vegliato sulle giovani coppie, infondendo loro l'esaltante energia vitale, i preziosi umori portatori dei germi di nuove vite. (, confidando in un suo "enevolo intervento, le spose il cui grem"o era rimasto sterile oppure quelle che non avevano ancora goduto i frutti dell'amore, si rivolgevano a 8rigg, madre ed amante primigenia. ;a dea, che "en conosceva le pene e gli affanni che si provano per i figli, assisteva le partorienti, alleviando i dolorosi spasimi della gestazione. Deleste sposa di /dino, 8rigg poteva fregiarsi del titolo di ?signora del cielo?, appellativo degno della compagna del pi! importante degli Asi. /ltre a condividere con /dino il prestigioso seggio 4linds>ialf, ?vetta, torre di guardia?, la dea aveva a sua disposizione una splendida dimora a 8ensalir, ?sala della palude?, una delle regioni di Asgardh. ;a sposa di /dino aveva ai suoi ordini due ancelle, 8ulla e 4lin. ;a prima custodiva, gelosamente riposte in una solida cassettina di frassino, le fatate calzature della dea, lustrandole in continuazione e "adando che fossero sempre lucide e splendenti come la luce del sole. ;a seconda ancella, anch'ella dotata delle magiche virt! di una divinit$, era l'am"asciatrice dei desideri della dea sulla terra e soccorreva i guerrieri protetti da 8rigg. Avvolta nel suo manto di penne di falco, la ?signora degli di?poteva sfrecciare nel cielo azzurro, lasciandosi dietro nient'altro che il fruscio impercetti"ile di migliaia di minuscole penne. ( se""ene quel portentoso indumento avesse un valore inestima"ile, la dea, dando prova della sua magnanimit$, lo aveva prestato pi! di una volta a ;o>i, facendogli provare i soavi piaceri della leggerezza del volo. 3ei resto fu proprio grazie al mantello fatato che gli Asi poterono affrontare i giganti, eterni nemici degli di, andandoli a sfidare nei loro territori e recuperando tesori che si credevano irrimedia"ilmente perduti. (ppure, non rinunciando alla sua innata sfacciataggine, il maligno ;o>i, una volta, proprio nella sala dove era riunito il sacro concilio degli Asi, aveva osato chiamarla ninfomane, instanca"ile inseguitrice di perversi appetiti sessuali. (, continuando ad infangare a dismisura l'onore del padre degli di, l'aveva accusata della pi! turpe forma di adulterio, affermando di averla vista mentre accoglieva nella sua alcova peccaminosa i due fratelli di /dino, Vili e V2, consumando con loro quello che per il diritto nordico era un igno"ile incesto. .a tutti conoscevano il trepido affetto che la legava a @alder, sfortunata vittima degli oscuri disegni del destino. )uando aveva appreso dei tristi sogni, presagi di future sciagure, che angosciavano il figlio, 8rigg non aveva avuto pi! pace e con indomita volont$ aveva percorso l'universo intero, tentando di sottrarlo alla morte. Anche quella volta fu ingannata dal perfido ;o>i al quale, fiduciosa ed ingenua, aveva confidato il segreto dell'invulnera"ilit$ di @alder. ( a lungo pianse la ?signora divina?, prigioniera dei rimorso, quando seppe che proprio la sua leggerezza aveva consentito a ;o>i di ordire la sua trama mortale. 8rigg era dilaniata dal du""io atroce di essere stata complice dell'assassino del figlio& i suoi lamenti, strazianti ed interrotti soltanto dai singhiozzi, giungevano da 8ensalir fino ai confini estremi di Asgardh, testimoniando il suo incolma"ile dolore. THOR @aluardo e difensore della societ$ divina, costantemente impegnato in duri com"attimenti contro malvagi giganti, =hor innanzitutto il dio pi! forte, quello maggiormente dotato di una potenza muscolare tutta terrestre. %ro"a"ilmente fu proprio questo suo carattere di forzuto protettore degli di e degli uomini e di strenuo avversario di esseri mostruosi afarlo identificare con (rcole nell'interpretatio romana di =acito. =uttavia l'ampio spettro dei suoi protettorati sim"olici e l'eccezionale diffusione del suo culto portarono a tradurre il nome del giorno a lui consacrato nell'antica settimana nordica come dies Bovis, attri"uendogli, cos, la stessa importanza e funzione del +iove romano. n fragoroso "oato, preceduto da accecanti scintille, preannunciava il passaggio del carro dei possente signore del tuono e delle saette, il primogenito di /dino e BGrdh& il rosso =hor. .aestosamente assiso sul cocchio, il dio frusta con veemenza i suoi due capri, =anngn6ostr, ?che fa scricchiolare i denti?, e =anngrisnir, ?che fa stridere i denti?. ' due splendidi esemplari, non ancora privi della loro anima selvaggia, erano i sim"olici arrecatori di pertur"azioni temporalesche, sinistramente annunciate dal rumore delle loro mandi"ole in continuo movimento. na fluente "ar"a d'un rosso cupo ed una lunga chioma rossiccia incorniciavano il volto eternamente corrucciato dei dio. ' suoi occhi,

seminascosti dalle spesse e prorninenti sopracciglia fuive, avevano lo stesso intenso colore della "race ardente. ' "icipiti possenti, particolari di una muscolosa e colossale corporatura, completavano il ritratto delle umanissime sem"ianze di =hor. ;'armamentario magico del dio comprendeva una portentosa cintura capace di raddoppiare all'occorrenza la sua gi$ eccezionale potenza muscolare. ;e sue mani nodose, avvolte in magici guanti di ferro, stringevano il corto manico del martello .6Glnir, ?maciullatore?, onnifrantumante arma, inestima"ile strumento d'offesa contro malefici mostri e giganti. na volta lanciato in aria e frantumato il suo "ersaglio, lo straordinario martello ritorna nelle mani di =hor come un insolito, ma "en pi! devastante, "oomerang. .6Glnir, nella sua qualit$ di arma celeste, anche un sim"olo del fulmine, necessario preliminare luminoso ai tuoni ed alle precipitazioni atmosferiche. (cco perch2 il rosso gigante era tanto venerato dai contadini, che vedevano in lui il signore delle piogge, importante elemento per il conseguimento di un "uon raccolto. (, a mo' di pendagli appesi a rozze catenine, piccoli martelli ornavano i colli dei figli dei contadini per proteggerli dalle potenze maligne. 3el resto, per rimanere nella sfera agraria, =hor aveva sposato 1if, la dea della fertilit$ dai capelli dorati come le spighe mature, immagine risplendente dell'a""ondanza delle messi. Don la sua sposa =hor divide i possedinienti di =hrudvangar, ?sentieri della potenza?, dove a"ita nell'immenso palazzo @ils>irnir, ?risplendente?, uno dei pi! grandi di Asgardh, con le sue HIJ sale riccamente arredate. n dio cos esu"erante, incarnazione dell'energia vitale, non poteva certo accontentarsi di una sola donna, seppur "ellissima& si conoscono numerosi suoi amori con comuni mortali e con gigantesse. .a un solo incontro fu importante per =hor& quello con la gigantessa BarnsaKa. 3all'unione con la donna appartenente alla razza dei suoi nemici per eccellenza =hor e""e due figli& .odhi, ?coraggio selvaggio?, e .agni, ?potenza colossale?, ed una figlia, =hrudhr, ?forza?. ( quando, alla fine dei tempi, =hor cadr$ vittima delle esalazioni asfissianti del 1erpe del mondo, saranno i suoi figli .odhi e .agni a prendere in consegna il mitico martello, portandolo nella nuova cittadella divina, consci che la pace e la prosperit$ vanno difese con la forza. BALDER 8igura altamente funzionale per le dinamiche sim"oliche interne della societ$ divina nordica, @alder l'incarnazione dell'innocenza immacolata, tradita per* dalla malvagit$ altrui. 'n tal senso, al di l$ delle antiquate interpretazioni frazeriane che scorgono nella sua vicenda il fantasma di arcaici rituali presenti in culture pi! o meno ?primitive?, l'innocente figliolo di /dino pu* considerarsi la proiezione mitica di quel particolare pessimismo che contraddistingue, del resto, la tragica visione del mondo propria dell'antica cultura nordica. Nei tiepidi giorni primaverili, quando il sole carezza dolcemente le pendici dei monti, fioriscono gli esili filamenti di un'er"a candida, rara a trovarsi come tutte le terrene testimonianze della perfezione divina. +li antichi poeti nordici, profondi conoscitori di arcane corrispondenze sim"oliche, chiamavano quest'er"a ?sopracciglia di @alder?. (ssi, per*, sapevano "ene che, con il loro paragone, potevano descrivere solo con approssimazione l'eccezionale candore e l'incontarninata purezza dell'epidermide divina. 8iglio prediletto di /dino e di 8rigg, il ?signore?tra gli di, questo era il suo appellativo, irradiava con la sua sola presenza, una luce di stra"iliante chiarezza, ?illurninando d'immenso? la cittadella divina. 'ncompara"ile emanazione visiva delle no"ili virt! che al"ergavano nell'animo di @alder, questa aura luminosa non era disgiunta da un corpo di grande "ellezza, sintesi armoniosa di leggiadri tratti sognatici. 'l cuore di @alder non era mai stato sfiorato dalle "assezze, dalle volgarit$ e dalle cattiverie che, talvolta, trovavano posto anche tra gli di& egli era il pi! "enigno, immune da ogni malvagit$ ed alieno da ogni malizia. (ppure, nei suoi gesti, nelle sue parole non trovava mai espressione il compiacimento di s2, l'irritante sicurezza che inficia qualsiasi perfezione. Don estrema raffinatezza e gar"o, costruendo frasi simili a merletti fatti di parole ed aggettivi, @alder esprimeva pacatamente le sue opinioni, non disdegnando le futili conversazioni. .a, tragico segno di un destino crudele, i suoi consigli, maturati con serenit$ e conoscenza, non venivano mai seguiti, scontrandosi forse con la serpeggiante invidia che lo circondava. 'nsieme a Nanna, sua insepara"ile compagna nella vita e nella morte, @alder risiedeva nei celesti territori di @reidha"lic>, ?che risplende lontano?, dove nulla era opaco& ogni cosa mostrava, mediante la sua trasparenza, la sua intima natura. )ui le rune inalefiche non avevano efficacia, poich2 nulla d'impuro vi poteva penetrare. 3io della "ellezza fisica associata, per*, alla "ont$ d'animo, @alder era il padre di 8orseti, il nume tutelare della pace tra gli uomini, l'appianatore di ogni controversia, il dissipatore d'ogni malinteso. Altri appellativi di @alder scandivano le tristi sequenze finali della sua vita, sulla quale incom"eva, come un'irrevoca"ile sentenza, un doloroso destino. @alder era chiamato il ?nemico di 47dhr?, il cieco che, istigato da ;o>i, lo uccise con un rametto di vischio, violando cos l'invulnera"ilit$ procuratagli dalla madre. ( ancora, in rapida successione& era il ?possessore di 4ringhorni?, l'enorme vascello sul quale venne eretta la sua pira fune"re5 ?padrone di 3raupnir? perch2 il magico anello di /dino fu posto sul suo cadavere quale estremo viatico per il viaggio nell'oltretom"a5 ?compagno di 4el?, visto che al suo arrivo nel regno infernale 4el lo pose al suo fianco, invitandolo a regnare insieme a lei sui trapassati. .a l'appellativo pi! triste, quello che riassume la tragicit$ estrema di tutta la sua vicenda, era senz'altro ?dio delle lacrime?, perch2 l'unica condizione posta da 4el per restituirlo al mondo dei vivi fu che tutti piangessero la sua morte& solo ;o>i, assumendo vigliaccamente le sem"ianze di una vecchia megera, non pianse, condannando @alder ad un tetro esilio. Nonostante le sofferenze patite, @alder conserver$ la sua "ont$ e sar$ pronto, dopo la distruzione del vecchio universo, a fondare una nuova e pi! giusta societ$ divina. TYR Antichissima divinit$ uranica, il suo nome risale alla stessa radice indoeuropea di ,cielo splendente-, =9r in origine doveva essere ilpi! importante degli Asi, avendo le stesse funzioni di divinit$ analoghe come Leus e Buppiter. %osteriormente, all'epoca della formazione dei nomi della settimana nordica, divenne un dio della guerra, identificato dai romani con il loro .arte. ( difatti gli odierni =uesda9 inglese e 3ienstag tedesco, sono i diretti discendenti di tale dics .artis nordico. Negli attimi che precedevano la "attaglia gli intrepidi guerrieri si muovevano nervosamente, stringendo con malcelata angoscia le luccicanti spade. 'n quei momenti carichi di tensione essi rivolgevano i loro ultimi pensieri a =9r, il signore

delle "attaglie, nume tutelare della giusta vittoria. (, quasi a voler esorcizzare il pericolo di una morte sempre incom"ente, incidevano sulle else delle spade e delle lance le rune del nome divino& segni indecifra"ili per i non iniziati, ma dotati di un potere immenso. 1u quelle armi dedicate al dio i guerrieri, animati dal pi! profondo rispetto, si chinavano pronunciando tre volte il nome di =9r, invocando la sua protezione e la vittoria. =9r, per*, non era il signore dello scontro sanguinario, della violenza esasperata e dell'efferatezza "ellica& egli era il supremo protettore della guerra intesa come estrema soluzione di una contesa tra due parti. 3io della guerra, quindi, ma anche dio dei diritto. =ragica proiezione di una atavica concezione della giustizia, intesa pessimisticamente non come incruenta conciliazione delle parti, ma come scontro armato. ( proprio come in un tri"unale, i litiganti nei loro com"attimenti seguivano delle precise regole, fissando luogo e data della "attaglia. Dome in un duello e perci* le guerre erano spesso definite ,duelli giudiziario, i litiganti si impegnavano a rispettare l'esito della disputa& chi vinceva era dalla parte della ragione, della giustizia. ' Fomani "en interpretando le funzioni di =9r, lo chiamarono .ars =hingus, il ,.arte del thing-, l'assem"lea popolare intrisa di foia guerresca dove si di"attevano questioni giuridiche. Nel thing si "randivano lunghe lance, singolari portavoci della volont$ popolare, che venivano alzate o a""assate in segno d'assenso o di dissenso. 8requentemente per*, le dispute lasciavano il terreno pi! o meno innocuo del thing e venivano trasferite sul campo di "attaglia dove, per usare una perifrasi cara agli antichi poeti nordici, aveva luogo lo 1chMertding, il ,thing delle spade-, durante il quale =9r scriveva con il sangue dei vinti la sua sentenza. +li antichi, per dimostrare il coraggio e l'a"negazione del dio, raccontavano come egli avesse perso la mano destra, divenendo monco. 'nfatti, al pari di /dino, =9r aveva dovuto pagare la sua eccezionalit$ con una parte dei suo corpo, mutilandosi senza il pur minimo lamento. Accadde che, agli inizi dei tempi, ;o>i, il dio degli inganni, gener* con la gigantessa Angr"odha, la sinistra ,apportatrice di male-, lo spaventoso lupo 8enrir, feroce "estia dalle fauci micidiali. Nei primi tempi il lupo si aggirava nella cittadina divina, terrorizzando non poco gli a"itanti di Asgardh. ( naturalmente nessuno aveva il coraggio di portargli da mangiare& solo =9r, intrepido e incurante del pericolo, si azzardava ad allungargli ricchi "occoni. ( cos, in "revissimo tempo, 8enrir assunse dimensioni gigantesche, divenendo sempre di pi! fonte di panico per gli di. 'noltre sinistre profezie circolavano sul suo conto& si diceva che alla fine dei tempi avre""e s"ranato /dino e dilaniato altre divinit$. %reoccupati, temendo per la propria sorte, gli di si riunirono in consiglio e deli"erarono di legare strettamente il lupo e di esiliarlo in una remota localit$, quanto pi! lontano possi"ile dai territori divini. /dino in persona si occup* della faccenda e, senza perdere attimi preziosi, fece fa""ricare dai suoi fa""ri una catena ro"ustissima, con maghe di ferro spesse e pesanti. +li Asi, portando con loro la catena che chiamarono ;oedhingr, si recarono da 8enrir e lo convinsero a farsi legare, dicendogli che volevano mettere alla prova la sua forza. )uando gli di videro l'animale avvolto nelle spire metalliche, pensarono di essersi finalmente li"erati di lui. .a con sommo stupore videro 8enrir li"erarsi dalla sua momentanea prigionia con un unico piccolo strattone. ( dimenando la coda e digrignando le zanne candide, quasi a voler atteggiare il suo muso in un ghigno "effardo, il lupo allontan* ;oedhingr con le zampe posteriori e riprese, fiero di s2, a terrorizzare gli Asi. +li di, offesi e sempre pi! impauriti, commissionarono ai fa""ri una seconda catena, pi! pesante e spessa della prima. )uesta seconda catena poteva "en dirsi un capolavoro di solidit$, con quegli anelli simili a macigni "ucati, finemente forgiati dai migliori fa""ri. 1icuri che un tale ferreo vincolo avre""e immo"ilizzato per l'eternit$ l'immonda "estia, gli di si recarono nuovamente da 8enrir. .ostrandogli 3romi, questo il nome della nuova catena, lo sfidarono a dimostrare su tale impegnativo "anco di prova la sua forza ed il suo coraggio. 'l lupo, osservando 3romi, si rese conto della consistenza dei pesanti anelli metallici e, temendo una sconfitta, pens* in un primo momento di non sottoporsi alla prova. .a stuzzicato dalle "attute degli di che lo accusavano di codardia e confidando nella sua accresciuta potenza muscolare, 8enrir accett* la sfida. )uesta volta il lupo, che ansimava vistosamente sotto il peso di 3romi, sem"rava definitivamente sconfitto& l'a"ilit$ dei fa""ri aveva avuto la meglio sulla forza "ruta della "elva, im"rigliandola in un inestrica"ile groviglio, in una trappola metallica senza scampo. 8enrir, per*, non si dava per vinto e, raccogliendo tutte le sue energie ed incanalando la sua ra""ia in uno sforzo estremo, si scosse con incredi"ile violenza& la catena si spezz*0 ' pesanti frammenti, veri macigni metallici, volarono tutt'intorno, cadendo al suolo accompagnati da fragorosi "oati e scavando profonde cavit$. ;a "estia malefica, dando fondo alle sue forze, si era li"erata sia da ;oedhingr che da 3romi. =ali avvenimenti mitici trovano la loro eco negli arcaici modi di dire nordici& ,li"erarsi da ;oedhingr- oppure ,sciogliersi da 3romi- significa trarsi d'impaccio anche nelle situazioni pi! ingar"ugliate. 1em"rava che nulla e nessuno potesse fermare il lupo che continuava ad aggirarsi minaccioso nella dimora degli di in tutta la sua imponenza. /dino, conoscitore della somma sapienza misterica, decise ?ora di ricorrere alle pi! sottili, ma efficaci, arti magiche. 'nvi* un suo messo nello 1vartalfheim, il regno degli (lfi scuri, gli gnomi a"itatori delle viscere della terra. )ui uno gnomo esperto di sortilegi confezion* +leipnir, un laccio apparentemente fragilissimo, soffice e liscio come seta frusciante. +eipnir, cos raccontano gli antichi, era fatto di sei cose& il rumore del passo di un gatto, i peli della "ar"a di una donna, le radici di una montagna, i tendini di un orso, il respiro di un pesce e, per finire, lo sputo di un uccello. (rano tutti ingredienti impossi"ili a trovarsi, ma carichi di potenza magica, capaci di stregare chiunque, anche l'essere pi! forte, poich2 essi agivano sulle insonda"ili profondit$ dell'animo. A quel tempo, la "elva si aggirava sull'isola ;9ngi, proprio al centro del lago Amsvatnir, regnando incontrastata nella ricca "rughiera. +li di, "en conoscendo la segreta mala celata in +leipnir, si avvicinarono ancora una volta al lupo, riproponendogli la sfida. 8enrir, che intanto era cresciuto e divenuto pi! scaltro ed astuto, degno figlio di ;o>i, osservando la fragilit$ apparente di +leipnir su"dor* il tranello. 'l lupo infatti pens* che se il laccio era veramente cos fragile come sem"rava allora non sare""e stato certo un vanto per lui averlo spezzato5 d'altro canto se si trattava di una magia non avre""e avuto scampo. 'n entram"i i casi non "isognava accettare

la sfida. %er non essere accusato di vigliaccheria, il figlio di ;o>i escogit* un piano per far uscire allo scoperto gli di& disse che avre""e accettato la sfida solo se uno degli Asi, a mo' di pegno, avesse messo una mano tra le sue fauci mentre veniva incatenato. +li di si guardarono in viso e, sentendosi ancora una volta "effati, pensarono che la "estia infame era diventata maledettamente fur"a. .a =9r, del quale era gi$ noto il coraggio, si fece avanti e senza indugio pose la sua mano destra in "occa al lupo& garantiva con quel gesto la "uonafede divina. ( questa volta a nulla serv la furia devastante di 8enrir& il laccio fatato gli impediva ogni movimento, facendo fallire miseramente i suoi tentativi di li"erarsi. nica vittima della ra""ia di 8enrir fu la mano di =9r che spar, troncata di netto, nella possenti mandi"ole. Vedendo dimenarsi senza posa la "estia, gli di proruppero in una fragorosa e li"eratoria risata, indice del passato pericolo e della riconquistata tranquillit$. 1olo =9r non rideva. +li di completarono la loro opera legando l'animale ad una roccia che, con un martello enorme, conficcarono nelle profondit$ della terra. =ra le sue mandi"ole misero, come morso crudele, una spada affilatissima, cosicch2, dimenandosi, emetteva continuamente sangue e "ava, copiosi e putridi liquidi che alimentano il fiume sotterraneo Von. 'mmo"ilizzato alla roccia, 8enrir patir$ tale orri"ile sofferenza fino alla fine dei tempi quando, con uno sforzo immane ed aiutato dalle malefiche potenze di .uspellheim, riuscir$ a li"erarsi, divorando nella "attaglia finale /dino. Allora =9r, gi$ martoriato da un lupo, sar$ vittima di +armr, l'orrendo cane posto a guardia degli inferi. LOKI %erennemente in conflitto con qualcuno, sempre intento ad ordire inganni, ;o>i l'attacca"righe per eccellenza. .enzognero, malvagio, a"ile nel doppio eloquio, pi! che una figura divina (non si conoscono culti a lui dedicati) egli la personificazione dell'astuzia fraudolenta, della sottile arte del raggiro. 1e""ene a livello mitico venga definito pi! di una volta la , vergogna degli Asi-, la sua scaltrezza ha tratto d'impaccio motto spesso gli di. ;e sue trovate ed il suo linguaggio ne fanno un personaggio a tratti esilarante, facendogli assumere le caratteristiche del trie>ster, il ,"uffone divino- presente in vari am"iti culturali. 'ndiscusso campione del travestimento, ;o>i era di una "ellezza eccezionale& i suoi tratti avevano la fredda perfezione delle creazioni degli spiriti maligni, ispirando, nello stesso tempo, ammirazione e paura. na "ellezza medusca& affascinante e ri"uttante, segno dell'estrema am"iguit$ che circonda simili creature. 'ndomito organizzatore di avventurosi viaggi nelle terre dei giganti, ;o>i era, come del resto molti altri di, strettamente imparentato con i colossali a"itanti dello B7tun"eim. N suoi genitori erano 8ar"auti, ,colpi di pericolo-, e ;aufe9, ,isola frondosa-& degna coppia che infonder$ nelle sue vene la malvagit$ tipica dei giganti del gelo. ;'infanzia del dio avvolta nel mistero& conosciamo solo i nomi di due suoi fratelli, @9listr e 4el"lindi. .a, per quanto riguarda le parentele, ;o>i poteva vantare "en pi! altolocati legami& in tempi remoti aveva stretto con /dino uno strano patto di alleanza, "asato sul sacro vincolo della fratellanza di sangue. n triste destino attendeva per* i suoi congiunti, condannati a patire umiliazioni e crudeli sofferenze, espiando in prima persona le pesanti colpe di ;o>i. ;a moglie, 1ig9n, sar$ costretta a vegliare sul corpo martoriato del marito, raccogliendo in una ciotola il devastante liquido che delle serpi fanno cadere sul volto di ;o>i punito dagli di per l'uccisione di @alder. (, con una efferatezza superiore persino alla malvagit$ di ;o>i, gli Asi trasformeranno suo figlio Vali in un lupo famelico che, in quelle vesti "estiali, s"raner$ il fratello Nari o Narfi& le viscere di quest'ultimo saranno utilizzate per fa""ricare la corda che lega il dio al suo luogo di supplizio. (ssere dalla sessualit$ dagli incerti confini, ;o>i non di rado approfittava del suo polimorfismo per unirsi a foc*si stalloni. na volta, ad esempio, trasformatosi per l'occasione in un'avvenente giumenta, ,partor-, dopo una peccaminosa relazione, 1ieipnir, il destriero ottipede, orgogliosamente cavalcato da /dino. .a altre e "en pi! mostruose furono le creature partorite dalla doppiezza e dall'ingordigia sessuale di ;o>i. (sse erano incarnazioni, strumenti viventi della malvagit$ e degli oscuri disegni di distruzione legati al nome di dio. +li antichi, che ricordavano con orrore quei momenti, narravano della ,apportatrice di male-, l'orchessa Angr"odha, una gigantessa dedita al meretricio, condannata per la sua immonda perversione ad essere lam"ita fino alla consunzione finale dalle fiamme purificatrici dei rogo. ;'intera cerimonia e""e luogo nella piazza principale di Asgardh, al cospetto di tutte le divinit$ che con la loro presenza sanzionarono la sacralit$ di quella esecuzione. ( quando le fiamme si attenuarono, lasciando lentamente il posto alla "race, ;o>i, tra la costernazione del sacro concilio, si avvicin* ai resti car"onizzati e spinto dall'eccitazione mor"osa che aveva provato guardando quello spettacolo di morte, raccolse con le mani avide il cuore ancora palpitante della prostituta e lo ingoi*. 'l caldo "occone sanguinante penetrando nel corpo di ;o>i produsse uno strano effetto fecondante, favorito forse dall'appetito sessuale senza limiti dei dio, cosicch2, dopo poco tempo, il ventre di ;o>i diede alla luce tre mostri& un enorme serpente, un lupo ed una fanciulla mesta e priva di qualsiasi grazia. @en presto furono note le caratteristiche e le deleterie funzioni dei figli di ;o>i. ' mostri, fratelli di sangue ed alleati nell'arrecare sventure, si aggiravano per le strade della cittadella divina. /dino, conscio della loro pericolosit$, diede ordine di esiliarli nei 6'luoghi pi! remoti. 'l serpe fu precipitato nelle profondit$ oceaniche& da allora in poi, crescendo a dismisura, le sue spire cingono il glo"o terrestre in una morsa ferrea. Non a caso il rettile chiamato ,1erpe del mondo-. (sso era il nemico per eccellenza di =hor che, in numerose occasioni, tent* di stanarlo dal suo rifugio acqueo e di eliminarlo. +li di e""ero grosse difficolt$ ad allontanare il lupo che, per*, era il mastodontico 8enrir. ;a sua cattura cost* la mano destra dell'intrepido =9r. ;a fanciulla, della quale si conosce anche il nome, 4el, venne esiliata in fondo al Nifheim& gli di ne fecero la signora degli inferi, l'orripilante regina con un macra"o corteo di servitori, che dispensava pene e tormenti ad ingloriosi trapassati (vigliacchi, adulteri, assassini e spergiuri). Alla fine dei tempi, quando scoccher$ l'ora della "attaglia decisiva tra il male ed il "ene, rappresentati dagli di e dagli spiriti maligni, ;o>i sar$ uno dei capi delle schiere del male, dimostrando fino in fondo la sua appartenenza alle potenze malefiche. NJORDHR 'dentificato da molti studiosi con la ,.adre =erra Nerthus- di cui parla =acito, N6"rdhr , nella posteriore ela"orazione nordica, il nume tutelare del mare e del vento, signore delle pertur"azioni, dispensatore delle fortune o

degli affanni di marinai e pescatori. 'l particolare significato sim"olico delle navi, che spesso nella mitologia nordica appaiono come mezzi di trasporto per l'estremo viaggio nell'oltretom"a, pu* essere considerato un ulteriore ri6Oesso della particolare am"ivalenza morte#vita associata alle divinit$ nordiche della fertilit$, i Vani, di cui N67rdhr il massimo esponente. Feggendo con mano salda il timone, il marinaio scrutava l'orizzonte aspettando un segno, una "enevola folata di vento che interrompesse quella "onaccia crudele. N suoi pensieri erano tutti rivolti a N6drdhr, il dio che poteva comprendere le sue ansie, perch2 anch'egli era un pescatore. Anzi& viveva a Noatun, ,il recinto delle navi-, una espressione che gli antichi usavano per indicare l'immensa distesa oceanica o i porti. Dostantemente immerso nelle acque marine, il dio aveva la carnagione interamente coperta di salsedine, tanto da sem"rare "ianco come la farina& solo il volto era scuro, a""ronzato e soleato da profonde rughe come quelle che segnano i visi dei vecchi marinai. N67rdhr apparteneva alla grande famiglia degli di Vani, i numi tutelari della fecondit$ e della fertilit$ che vivevano a Vanaheim. =uttavia, agli inizi dei tempi, quando gli Asi conclusero il trattato di pace con i Vani, il signore delle navi era andato a vivere ad Asgardh. Fispettando le consuetudini dei Vani, N67rdhr aveva avuto rapporti incestuosi con una sua sorella e dalla loro unione erano nati 8re9r e 8re9a, "ellissime divinit$ preposte all'incremento delle ricchezze umane. %er compiacere gli di, N67rdhr aveva poi sposato 1>adhi, la gigantessa figlia di =hiazi. .a il loro matrimonio non fu dei pi! felici& essi avevano caratteri e gusti completamente opposti. 1>adhi, ad esempio, era una creatura della "rina, a"ituata a sentire intorno a s2 il gelido a""raccio delle montagne innevate, a sentire i cupi richiami dei lupi affamati, a cacciare con il suo arco delle splendide prede, a scivolare veloce come il vento con gli sci sulle pendici impervie di altissimi monti. ;a ,signora delle nevi-, questo il suo appellativo, avre""e voluto trascorrere ogni attimo della sua esistenza a =hr9m"eim, la ,dimora del frastuono-, nei territori dove aveva regnato suo padre. N6drdhr, invece, a"ituato ?o stridio dei ga""iani, al dolce ed immuta"ile suono della risacca, all'infrangersi delle onde sulla riva, all'odore intenso e penetrante della salsedine, non poteva certo sopportare la tetra atmosfera dei rigidi inverni in montagna. 1olo per non recidere il sacro legame sancito dal matrimonio i due sposi erano pervenuti ad un compromesso& per nove giorni avre""ero soggiornato a =hr9mheim, mentre per altri nove la loro residenza sare""e stata Noatun. .a non di rado i vecchi marinai, seduti a ranimendare le reti sulla spiaggia, sentivano il lamento straziante di N67rdhr che, costretto al forzato esilio a =hr9mheim, esprimeva il suo invinci"ile fastidio per monti, neve, sci ed ogni oggetto associato al paese natale della consorte. Analogamente i cacciatori, durante le loro "attute di caccia in alta montagna, dicevano di aver sentito la ,dea degli sci- lamentarsi delle notti insonni passate a Noatun, durante le quali, preda di incu"i, smaniava di ritornare tra i suoi monti a calpestare la neve fresca e soffice delle piste d'altura. 8orse proprio a causa di questa unione itinerante e dei continui spostamenti che comportava, N67rdhr era cosi capriccioso ed imprevedi"ile nel concedere i suoi favori& con un colpo di vento poteva mutare di colpo le sorti di una "attuta di pesca fenomenale. 1econdo una estrema am"iguit$ "en nota agli antichi, il dio apportatore di prosperit$ e di ricchezza poteva, nello stesso tempo, distruggere le navi facendo morire interi equipaggi. 3el resto, dicevano, non era il ,signore delle navi-P 3i quelle stesse navi sulle quali, in tempi remoti, i re ed i no"ili facevano innalzare le loro pire fune"ri, consegnando i loro corpi alle fiamme prima del lungo viaggio nelle regioni oscure e misteriose dell'aldii$. ( tale ultimo tragitto era affidato proprio a N6drdhr, il quale tutelava l'im"arcazione#"ara. 'nsomma, questi pensieri di morte e di vita, di speranza e di angoscia al"ergavano nei cuori di ogni pescatore quando, sotto il cielo stellato, pensava ai rischi connessi ad ogni singola alzata di reti& in ogni caso "isognava ringraziare N67rdhr, il signore delle navi. FREYR %rotettore e suscitatore della forza fecondante, esplicitata dalla carica sessuale maschile, 8re9r stato, per questa sua particolare valenza sim"olica, associato ad analoghe figure presenti nella tradizione euromediterranea, come ad esempio il %ri$pos greco. =ale parallelo trova un ulteriore fondamento nella comune etimologia dei due nomen divini, risalenti entram"i alla radice indoeuropea Qpri6, ?ci* che sta davanti o che sporge?, che alla "ase, tra l'altro, anche dell'italiano ,prepuzio-, descrivendo cos un'area semantica collegata al sesso ed alla fecondit$. ;e fanciulle desiderose di por fine al loro "eato ed incontaminato, ma pur sempre infruttuoso, stato virginale invocavano il ?"enefattore delle donne?, il "ellissimo 8re9r, l'ispiratore di tante unioni felici. Ancora li"ere dalle posteriori incrostazioni di una morale intenta solo a reprimere le istintualit$ primarie, le donne giovani accorrevano a frotte nei templi consacrati al ?dio della pienezza?, uno dei tanti appellativi di 8re9r. )ui, ai piedi di statue che raffiguravano il dio con un fallo eretto di dimensioni colossali, assistevano a frenetiche danze che mimavano l'eterno mistero della natura rigogliosa e, trascinate dal ritmo ossessivo di tintinnanti campanelle, cantavano inni gioiosi, a""andonandosi ad una esaltante promiscuit$. ;e speranze per un futuro ricco di prosperit$ venivano poi rinnovate con sacrifici cruenti, durante i quali il sangue di molti animali sgorgava in a""ondanza sugli altari. %ronunziando segrete formule propiziatorie, i sacerdoti dedicavano al dio le carni di un pingue maiale, "en conoscendo il favore accordato sulle mense divine alle carni suine. 1i narra inoltre di cavalli lasciati li"eri dal peso di qualsiasi cavalcatura, felici di poter scorazzare nei prati vicini ai templi di 8re9r. n triste destino per* li attendeva& a met$ inverno, nella grande festa di 8rd"lod, ,sacrificio di 8re9r-, essi, insieme ad altri animali, erano le vittime sacrificali principali del dio. .a, secondo altri, di crimini "en pi! orrendi si macchiavano le mani dei sacerdoti che, spinti da una devozione sconfinata, recidevano con i loro coltelli giovani vite umane per incrementare con il loro sangue la fertilit$ della terra. 8re9r, nato dall'incestuosa unione di N6drdhr con una sua sorella, era il ritratto vivente della perfezione estetica, insieme armonioso di raffinati tratti somatici. ( non a caso si diceva che sul suo volto trovassero ospitalit$ i raggi del sole, dell'astro che garantisce il rigoglio delle spighe dorate. 'nfatti 8re9r, come suo padre, era un dio dispensatore di fertilit$ e regolava l'alternarsi delle stagioni. ;a sua presenza dissolveva la "rina che distruggeva le umane fatiche, ma egli era anche il signore delle piogge& indispensa"ile elemento dotato, come il seme, di uno straordinario potere fecondante, che

trasforma la terra aperta dall'aratro in una materna dispensatrice di ricchezze. +li antichi per* sapevano che il seminare, il raccogliere, il mietere e tutte le altre fasi della coltivazione dipendono in misura grandissima dalla pace. 1enza il duraturo tacere delle armi, senza la tranquillit$ e la sicurezza dei confini, a nulla vale il quotidiano affanno posto nella cura della terra. 8ondendo in s2 tutte queste supreme istanze, 8re9r era anche il nume tutelare della pace, posto a difesa dei campi, sanzionando con la sua presenza la legittimit$ dei possedimenti5 sue immagini con l'imperituro fallo eretto, finemente intagliate nel legno di al"eri secolari, venivano sepolte nei campi arati. N simulacri lignei avre""ero tenuto lontano i nefandi influssi delle forze maligne, esorcizzando le invidie e le minacce dei vicini, esiliando i clamori delle "attaglie in sperdute regioni. %er i suoi spostamenti, 8re9r si serviva di un magnifico cocchio trainato da +ullin"ursti, il porco selvatico dalle setole d'oro fino, inestima"ile esemplare forgiato da espertissimi artigiani. A volte, nelle notti limpide, quando il ?signore dell'a""ondanza? cavalcava il suo aureo animale, agli increduli contadini sem"rava che la volta celeste emanasse una pi! intensa e profonda luce, un raggio "enefico che penetrava nelle viscere della terra. ( cosi, associando l'animale, nel suo aspetto domestico o selvatico, alle virt! divine, il porco ed il cinghiale sim"olizzavano le potenze etonie della fertilit$ e della fecondit$, numi da ossequiare per non incorrere nella loro furia distruttrice. 8iglio del ?signore delle navi?, 8re9r non poteva non possedere un suo vascello, un'eccezionale im"arcazione dotata di stra"ilianti poteri. ;a nave, la portentosa 1>idh"ladhnir, non conosceva i capricci dei vento, le forzate soste dovute alla noiosa "onaccia& in qualsiasi momento ed in ogni tratto d'oceano le sue vele erano gonfiate da poderose folate che le imprimevano una velocit$ insupera"ile, tanto che sem"rava volare sulle onde. (, ulteriore meraviglia, lo scafo divino poteva diventare, pronunziando apposite formule, cos minuscolo da essere tenuto in una tasca, pronto ad assumere le sue dimensioni normali nel momento del "isogno. %atrono degli sposi e dei fidanzata e, al di l$ dei legami ufficiali della passione amorosa, 8re9r (da alcuni chiamato 8ricco ?amante?) vive una "urrascosa love stor9 con la gigantessa +erdh, figlia di +9mir. 1olo dopo numerosi tentativi il dio riuscir$ a coronare il suo sogno d'amore. .a l'esaudimento del suo desiderio gli coster$ la vita& nel duello con 1utr, il nero signore degli spiriti maligni, 8re9r rimpianger$ la sua spada donata al servo 1>irnir per i servigi resigli nel conquistare il cuore della fanciulla. 'mpotente, quasi che l'arma persa sim"oleggiasse la perduta li"ert$ sessuale, senza nemmeno una spada, 8re9r perir$ miseramente, dilaniato dai colpi del suo nemico, avendo negli occhi l'immagine della donna amata. FREYA 1ignora dei Vani, 8re9a sim"oleggia diversi aspetti del femminile, includendo, ad esempio, la sfera dei poteri magici e della sessualit$ sfrenata. =uttavia particolari vicende mitiche la presentano come una madre ed una sposa teneramente legata ai suoi doveri mulie"ri, tanto che alcuni studiosi, anche sulla "ase di altri particolari, vedono in lei un altro nomen della sposa di /dino. Nata dall'incestuosa unione di N6drdhr con la sorella, 8re9a era innanzitutto la Vanadis, la ,dea dei Vani- per eccellenza, l'unica presenza femminile della famiglia andata a vivere, agli inizi dei tempi, tra gli Asi. Affascinante visione di grazia ed avvenenza, la signora dei Vani nascondeva sotto i suoi tratti perfetti una innata malizia. (, forse esagerando, si raccontavano sapide storielle sulle sue avventure galanti, disini"ite escursioni nel regno della volutt$. +li antichi, a tal proposito, amavano ripetere, per sigillare in un distico la lascivia e la gioiosa intemperanza della dea, le parole rivoltele da 4unda, una megera vissuta, non si sa come, tra gli di& ,=u corri nelle notti... come la capra coi capri vaga"ondi ... -. Anche ;o>i, dando li"ero sfogo al suo sarcasmo, l'aveva duramente accusata di essere una ninfomane, pronta a soddisfare le voglie del "asso ventre con chiunque, fosse un Aso o un (lfo. 3el resto, se""ene fosse del tutto lecito tra i Vani, la si accusava di essersi unita in un coito incestuoso con il fratello 8re9r. ;'estrema dissolutezza di 8re9a, la sua irrefrena"ile energia sessuale, erano cantati dai poeti riella .angsongr, la poesia amorosa che era severamente proi"ita, ma che, dando voce alle istintualit$ elementari, fioriva nel segreto di alcove, agendo come un afrodisiaco in versi. ( proprio in una di tali poesie si narrava come 8re9a avesse ottenuto 4ildsvini, ,cinghiale da "attaglia-, magnifico esemplare dalle setole auree, rilucenti come quelle del cinghiale di 8re9r. (""ene, si diceva che la dea aveva donato le sue grazie femminili ai due nani 3ain e Na""i, trascorrendo con loro una infuocata notte di passione& ?'al"a, come segno d'affettuosa dedizione, e""e il prezioso animale. n'altra volta poi, per esplorare regioni del piacere sconosciute, aveva trasformato, con incantesimi a lei sola noti, un suo amante umano in un feroce ma "en dotato cinghiale& quel coito all'insegna della ferinit$ le aveva procurato sensazioni e ferite indimentica"ili0 'l collo di 8re9a era ornato da @risingamen, la ,collana dei @risinghi-, gioiello noto per la sua incompara"ile "ellezza in tutta Asgardh. Anche sulla provenienza di tale monile circolavano storie maliziose, dove si insinuava che la dea avesse utilizzato la sua ars amatoria per sedurre un popolo intero di nani (i @risinghi, per l'appunto), per poter avere l'inestima"ile collana. )uando si recava al sacro concilio nella piazza principale di Asgardh, la dea montava su un cocchio scintillante, avvolta in radiose vesti. ;a sua graziosa vettura era trainata da una coppia di gatti, animali di cui sono note la focosit$ e l'intolleranza verso qualsiasi legame. ;a coppia di felini sim"oleggiava l'irrequietezza amorosa di 8re9a, il suo essere fedele solo ed unicamente all'impondera"ile flusso delle passioni e dei desideri. (ppure, quasi a voler smentire il ritratto sin qui tracciato, erano note le disavventure di 8re9a nella terra dei giganti. )ui, se""ene avesse potuto godere della vigorosa prestanza sessuale dei colossi di Bdtunheim, aveva pi! di una volta rifiutato sdegnosamente le loro offerte di matrimonio. ( proprio per salvaguardare il suo onore =hor dovette intervenire rumorosamente, ma con efficacia, fracassando crani e dissipando desideri malriposti. 'noltre si conoscevano le ,pene d'arnor perduto- patite da 8re9a per un certo /dhr, unico a quanto sem"ra suo sposo legittimo. li misterioso /dhr a""andonava spesso l'affascinante consorte per intraprendere lunghi viaggi nelle pi! desolate contrade, impegnato in non si sa quali avventure. ( la povera 8re9a, freniente d'amore, lo inseguiva invano, piangendo calde lacrime che, su"ito dopo, si trasformavano in gocce d'oro fuso& per questa ragione, nei versi criptci degli antichi poemi nordici, si trova

l'espressione ,lacrime di 8re9a- per indicare l'oro. ;'incessante vaga"ondare della dea produsse, poi, un moltiplicarsi dei suoi appellativi, assumendo, di volta in volta, nomi e connotazioni di divinit$ locali come, ad esempio, .ardoll e +efn, il cui significato spesso indecifra"ile. 8re9a, durante il matrimonio con l'eterno viandante, aveva messo al mondo due leggiadre fanciulle, 4noss e +ersemi. ' loro nomi, come avveniva in quei tempi, sim"oleggiavano le loro virt!& essi significano ,gioiello- e ,tesoro-, ma la loro "ellezza sfuggiva ad ogni descrizione o appellativo. %er ritornare nel campo delle supposizioni e dei pettegolezzi, si diceva che dietro ai panni dell'enigmatico /dhr si celasse il padre degli di, /dino. Anche la signora dei Vani possedeva uno straordinario manto di penne di falco, magico indumento che le permetteva di li"rarsi in volo proprio come la sposa di /dino, fornendo cos l'occasione per ulteriori illazioni. .a le affinit$ con 8rigg non finiscono qui. Auree collanine, modellini della sua cele"re @risingamen, venivano messi al collo delle partorienti per allontanare gli influssi malefici. 8re9a, quindi, usurpava i protettorati della ,signora degli A1'-, quasi a voler prendere il suo posto anche nella devozione popolare. 'noltre, inserendosi di prepotenza in un universo sim"olico tipicamente femminile, anch'ella era preposta alla salvaguardia della fecondit$ e della fertilit$, divenendo la dispensatrice di nuove vite e di ricchi raccolti. A tal proposito, due appellativi di 8re9a, 4orn e 19r, sem"rano essere stati coniati apposta& il primo, che significa ,concime liquido-, intende rimarcare la "enefica azione esercitata dalla dea sulle colture, rendendole fertili proprio come fa il concime5 il secondo, ,scrofa-, allude all'eccezionale prolificit$ dei suini, animali eletti a sim"olo della prosperit$. .a "en altri frutti aveva portato 8re9a tra gli uomini e gli di& di sua competenza, infatti, era la magia seidhr. 1ommo depositario di questa arte era /dino, conoscitore degli intimi segreti delle rune e dei procedimenti magici loro connessi. (, forse proprio durante una loro segreta tresca amorosa, /dino le aveva insegnato le arcane tecniche della magia seidhr. 3ivinazioni ottenute in uno stato di trance violenta, durante il quale si avevano limpide visioni di avvenimenti passati e futuri5 possi"ifit$ di nuocere a distanza, im"rigliando nei meandri di incantesimi ver"ali le vittime predestinate, ini"endo loro qualsiasi movimento& questi, in sintesi, i poteri conferiti dalla magia seidhr. )uasi a voler rinchiudere in un unico tragico ciclo la vita e la morte, 8re9a, signora della foga amorosa, indice di una vitalit$ sconfinata, svolgeva anche il "en pi! tristo compito di madrina dei morti in guerra. Anche in questa tetra circostanza la troviamo al fianco di /dino, insieme al quale divide a met$ i cadaveri dei guerrieri& cavalcando al fianco dei padre degli di, ella sceglieva i suoi eroi, destinati ad essere accolti a 8ol>vang, ,carnpo dell'esercito-. )ui, in compagnia della dea, sedevano sui numerosi scanni dell'ampio salone 1essrumnir ?ricco di seggi? per l'appunto, contemplando, ormai inutilmente, i meravigliosi tratti e le mor"ide fattezze della "ellissima 8re9a. HEIMDALLR 8igura divina di ardua classificazione, fonte di numerose e contrastanti interpretazioni, 4eimdalir occupa un posto di rilievo nel pantheon nordico, svolgendo, nei miti, il ruolo di guardiano di @ifrost, la ,tremula viache conduce alla cittadella divina. ;e molteplici, ma confuse, allusioni disseminate in testi arcaicifanno pensare, tuttavia, ad un "en pi! ampio spettro di domini sim"olici a lui collegati, di cui, per*, mancano i necessari referenti mitico#rituali per una loro precisa identificazione. Ai limiti estremi del cielo, laddove l'occhio umano non riesce pi! a distinguere i confini delle cose, irretito dai "agliori di una luce "ianchissima, si stagliava 4imin"6org, ,monte del cielo-, la dimora di 4eimdafir, il ,dio "ianco-, come lo chiamarono i poeti nordici. 'mmerso nella purezza di quell'atmosfera incontaminata, lontano dai clamori e dalle "eghe umane, il dio sedeva "eato, "evendo enormi coppe di idromele e carezzando +ulltoppr, il suo fantastico destriero dalla criniera fatta di sfavillanti "occoli d'oro fino. ;'aureo metallo era profuso in a""ondanza anche nella "occa del dio, donandogli un sorriso a""agliante e l'appellativo di +ullintanni, ,denti d'oro-, con cui era conosciuto in tutta Asgardh. 3al suo palazzo celeste 4eimda r sorvegliava il ,sentiero tremolante-, il ponte @ifrost, l'arco multicolore teso tra il cielo e la terra che i comuni mortali scorgono solo dopo le tempeste e che era l'unica via d'accesso ai territori divini. 1entinella instanca"ile, 4eimdalir vigila con solerzia impareggia"ile, giorno e notte, dormendo pochissimo, simile ad un uccello pronto a destarsi al minimo rumore sospetto. (, come ausilio indispensa"ile per l'importante compito affidatogli, il ,dio "ianco- aveva un udito sensi"ilissimo& poteva sentire l'er"a crescere nei prati o la lana che ingrossava quotidianamente il vello delle pecore. A tal proposito, si narrava che egli avesse ricevuto questo portentoso udito rinunciando ad una delle sue orecchie, recidendola e seppellendola sotto il sacro frassino che attraversa l'universo. 1imile ad /dino che, per avere una vista pi! profonda, che gli consentisse cio di vedere l'essenza delle cose, divenne or"o, 4eimdallr aveva perci* un solo orecchio, indice di una rinuncia alla normalit$, indispensa"ile sacrificio per acquisire un senso soprannaturale. Nelle mani di 4eimdalr si trovava +iallarhorn, ,corno risuonante-, strumento di straordinaria potenza, il cui suono, grazie anche ai capaci polmoni del dio, raggiungeva i pi! sperduti angoli del mondo, annunziando la profanazione di @ifr7st e chiamando a raccolta gli di. .a, unendo l'utile al dilettevole, il corno era anche un magnifico calice da cui il dio sorseggiava la fresca mistura divina, il no"ile idromele. .isteriose storie aleggiavano intorno a 4eimdalr, frammenti cifrati di la"irinti che gli antichi nordici sapevano percorrere, ma di cui si sono perse le chiavi. Alcuni raccontavano, ad esempio, che il ,custode di Asgardh- venne ucciso da una testa umana usata come maca"ro proiettile. (, unici a sapere sondare gli enigmi divini, i poeti parlavano di ,spada di 4eimdallrquando volevano indicare, nel loro linguaggio ispirato, il cranio umano. 8orse intendevano rammentare tristi episodi della ferocia delle primeorde guerriere nordiche, quando, a quanto si dice, il cervello dei nemici veniva estratto dai loro crani e impastato con della calce& se ne facevano ri"uttanti proiettili dotati di un potere magico sconfinato, capace di annientare qualsiasi eroico com"attente.3al resto, sempre nelle pieghe di versi criptici, si diceva che 4eimdallr era un valente guerriero, intrepido sfidante dell'astuto signore degli inganni, il malvagio ;o>i. ' due, in un tempo remotissimo, si affrontarono in uno strano duello, immersi nelle acque limacciose di un fiume, assumendo per l'occasione l'aspetto di foche. ;'oggetto del loro contendere sem"ra essere stata la collana di 8re9a, da sempre fonte di invidie e di conflitti. .a il mistero pi! insonda"ile, fonte di intermina"ili dispute, celato nelle parole che il dio stesso pronunzi* a proposito

della sua nascita. 'n uno dei suoi canti magici, messaggi cifrati consegnati all'umanit$ incredula, 4eimdallr diceva& ,lo sono nato da nove madri 'o sono nato da nove sorelle-. =ramandati di generazione in generazione, si conoscono anche i nomi delle madri#sorelle, ,tutte figlie di giganti-, come detto nello stesso carme. =entando di svelare i segreti celati nell'enigmatico distico, alcuni conmentatori pensano che 4eimdallr, oltre a salvaguardare @ifrost, fosse il nume tutelare del frassino dei mondo, il pilastro vegetale che attraversava i nove mondi dell'universo nordico. (, richiamandosi ad antiche tradizioni, pensano che le madri#sorelle sim"oleggino i nove settori in cui era frammentato il cosmo& il ,dio "ianco-, quindi, sare""e stato il custode dell'ordine cosmico e divino allo stesso tempo, vigilando sulla solidit$ dei suoi assi principali, tenendo lontani i foschi rappresentanti delle forze del male. 8orse proprio per prepararlo a questo duplice compito le sue madri lo sottoposero, appena nato, a particolari cerimonie, dei rituali iniziatici carichi di sim"olisini intricati ed oscuri, fornendogli cos una corazza fatta di incantesimi, fragile a prima vista, ma efficacissima contro qualsiasi malia diretta contro di lui. li pargolo divino fu cosparso di terra, di gelide gocce provenienti dai mari ghiacciati dell'estremo nord e, per infondergli coraggio e forza, di sangue di porco selvatico coiisacrato& fu questo, in sintesi, il singolare ,"attesimo- di 4eimd/r. ;e doti del dio si manifestarono in tutta la loro grandezza alla fine dei teinpi, quando il suo corno risuon*, grave e penetrante, in tutto il cosmo, chiamando allo scontro finale le forze del "ene contro quelle del male. 'n quella occasione egli dovette assistere al crollo di @ifrGst, squarciato dalle orde furiose dei distruttori dell'universo, ma, impavidamente, continu* a soffiare nel corno, fornendo la colonna sonora di quell'ultimo spettacolo di morte. Finnovando la loro antica sfida acquatica, si "att2 in duello con ;o>i e, senza mai a""andonare il suo +iallarhorn, pose fine alla vita del suo nemico. .a su"ito dopo, ferito a morte, stramazz* al suolo. 4eimdallr e""e ancora il fiato sufficiente per suscitare altre "revi ma possenti note e poi mori, testimone e protagonista dell'inizio della consumazione finale dell'universo. DEI MINORI =alvolta semplici nomen, presenze divine scarsamente documentate, inserite in contesti mitico#rituali di cui ci sono ignote le caratteristiche, gli di cosiddetti ,minori- emergono numerosi nel pantheon nordico. /ggetto di copiosi studi, frutto delle dotte speculazioni di archeologi, storici delle religioni e specialisti delle culture nordiche, essi hanno conservato, a tutt'oggi, il mistero che li circondava nei miti in cui appaiono. 8igure evanescenti che popolavano i racconti tradizionali, l'impalcatura orale della religione dei nordici, gli ,di senza storie-, le divinit$ delle quali si mormoravano solo il nome e qualche attri"uto, avevano certamente una loro precisa funzione nell'architettura polivalente di Asgardh. 3i alcuni di loro, a dire il vero, si conosceva il motivo della scarsa popolarit$, dell'oscuro silenzio in cui erano immersi. Dome esempio tipico di tale congiura del silenzio, gli antichi nordici citavano 4Gdhr, il figlio cieco di /dino, inconsapevole fratricida, assassino del luminoso @alder. 'nfatti erano stati gli di stessi a decretare che non si parlasse di lui, tanto grave era stata la sua colpa5 e naturalmente gli uomini devoti si astenevano anche dal nominarlo. @en pi! arcani misteri si celavano per* negli attri"uti di divinit$ come 4oenir, ad esempio. N 8uggevole comparsa nel racconto della creazione dei primi esseri umani, allora compagno o fratello di /dino, egli infuse l'anima in tronchi d'al"ero, trasformandoli in creature viventi. (ppure, oltre a questa sua impresa primordiale, non si conoscono altre sue avventure& solo degli strani nomi che, "asandosi su una tradizione millenaria, ma ormai svanita nel nulla, gli venivano attri"uiti. Dos i poeti lo chiamarono ;angifort, ,gam"alunga- o, davvero incomprensi"ilmente, Auru>onnungr, ,re del fango-& per molto tempo le menti migliori tentarono affannosamente di indicare un possi"ile significato, ma i disegni divini rimasero impenetra"ili. Altrettanto enigmatici sono i contorni di una figura come ;odhurr, anch'egii protagonista del mito della nascita dei primi uomini. =utti conoscevano il ruolo svolto da ;odhurr in quell'occasione& aveva fornito il calore, il "enefico tepore che sostenta il corpo umano, ai freddi tronchi trovati sulla spiaggia. ( proprio ricordando questo episodio si riteneva che fosse il patrono del fuoco nella sua dimensione "enefica e non distruttrice& forse la radice di tale accostamento risiedeva nel suo nome (secondo un pro"a"ile accostamento con lodern, ,ardere-). 3i altri di si conoscevano maggiori particolari, tuttavia essi sfuggivano ad ogni precisa catalogazione, quasi a voler lasciare un'ampia zona d'om"ra tra s2 e gli uomini. Ad esempio, tutti conoscevano le qualit$ di @ragi, il dio dalla "ar"a fluente, a"ile conversatone ed allietatore con i suoi racconti delle serate divine. )uasi a voler usurpare il ,dono di /dino-, era spesso invocato dai poeti che vedevano in lui il loro patrono. Non per niente i cantori di storie meravigliose, piene di fantastici avvenimenti svoltisi nella notte dei tempi, erano chiamati ,uomini di @ragi-. Anche la sposa del ,dio "ar"uto-, altro appellativo di @ragi, era "en conosciuta& si trattava della solerte custode dei pomi dell'eterna giovinezza, l'ingenua vittima dell'astuzia di ;o>i, la "ella ldhunn. .a, nella pur movimentata vita che si conduceva ad Asgardh, @ragi non visse avventure in prima persona, ma rest* a far da comparsa in tante storie di altre divinit$. 'nvocato nei duelli, valentissirno arciere e sciatore, figliastro di =hor e figlio di 1if, anche llr apparteneva alla schiera degli di ,famosi ma sconosciuti-. (ssi sono i signori indiscussi delle loro arti, divinit$ notissime per i loro patronati, protagonisti di storie delle quali si sono perse le trame. 'l destino di llr simile a quello di 8orseti, figlio di @alder e di Nanna. 3a tutti conosciuto per la sua a"ilit$ nel risolvere le controversie, egli era perci* chiamato il ,pacificatore-. Viveva in una ricca dimora con colonne d'oro fulgido e tetto d'argento lucente, ma, come sem"rano provare queste scarne informazioni, non visse l'epica ridondante e fantastica degli a"itanti di Asgardh& quasi che la morte prematura dei padre lo avesse esiliato in un'aurea prigione, lontano dagli accadimenti divini. Non mancano, in tale elenco degli o"lii, delle presenze maca"re& di che, malgrado il loro eroico comportamento, non riuscirono ad avere un posto di primo piano nel pantheon nordico. .imir, dio di quella particolare forma di saggezza imparentata con la memoria, un tipico esponente di questa classe di di sacrificatisi invano. All'epoca della contesa con i Vani, egli fu consegnato insieme a 4oenir ai nemici degli Asi i quali, per stizza e stanchi di dipendere dalle sue sentenze, gli mozzarono il capo. (d anche se /dino, con er"e e canti magici, riusc a tenere in vita la testa di .imir, egli non riusc mai a farsi una ,fama-, miti e riti, degna della sua immolazione& rimase una figura di

secondo piano. Nonostante che fossero figli di /dino e che, nello scontro decisivo contro i maligni a"itanti di .uspellheim, ricoprissero un ruolo di primaria importanza, Vidharr e Ali o Vali (addirittura non si conosce il suo nome preciso0) rimasero prigionieri dell'alone di mistero che li circondava. Vidharr apparir$, quasi come un inviato di una potenza superiore agli di stessi, nell'estrema "attaglia contro le forze del male ed a""atter$ con una sua portentosa scarpa dalle dimensioni gigantesche il lupo 8enrir, la "estia che assassin* il padre. ;'altro misterioso figlio di /dino uccider$, nella stessa occasione, il cieco 4Gdhr, macchiandosi cosi di fratricidio. .a oltre a queste imprese, di diverso valore e significato, i due fratelli non compaiono in nessun altro racconto e cosi ripiom"ano, insieme agli altri ,di senza storie-, nelle ne""ie delle supposizioni dei commentatori. LE DONNE DEGLI DEI (siliate nel loro ruolo di spose, le dee nordiche, tranne alcune eccezioni, non vivono mai in prima persona le loro avventure, ma sono destinate a rimanere in secondo piano, lasciando ampio spazio ai maschi, veri protagonisti. (ppure, scandendo i ritmi quotidiani delle varie fasi del ciclo vitale, divinit$ femminili sono invocate nelle pi! disparate occasioni, documentando cos la loro sfaccettata e numerosa presenza. %urtroppo gli scarsi referenti mitologici non consentono, nella maggior parte dei casi, di delineare un quadro preciso delle loro sfere sim"oliche. Dhi accoglieva =hor quando, stanco ed affamato, ritornava dalle sue scorri"ande nella terra dei gigantiP Dhi allietava le serate del "ellissimo 8re9rP Dhi sopportava i quotidiani misfatti di ;o>iP )ueste domande, nate dalla pi! naturale curiosit$, consentivano agli antichi narratori delle mitiche vicende divine di squarciare il velo d'anonimia che ricopriva le compagne degli di. .a, "asandosi sulle arcaiche tradizioni tramandate dai loro padri, essi non potevano che fornire scarni dettagli& le dee rimanevano sconosciute. Derto, si sapeva che il ,gigante "uono-, il rosso =hor, aveva come compagna l'affascinante 1if, della quale erano note le "ionde chiome. 'l "iondo dei suoi capelli era l'immagine dello spettacolo a""agliante delle spighe mature, dorate.dal sole, che la dea proteggeva e faceva crescere rigogliose. %i! particolari arricchivano le storie su 1>adhi, la sposa di N6drdhr& le stesse circostanze del suo matrimonio con il signore delle navi erano divenute prover"iali. ( ricordando l'inganno da lei su"ito in quell'occasione, si rideva della sua ingenuit$ che l'aveva portata a confondere N6drdhr con @alder. 8re9r, l',amante-, il dio caro agli innamorati, aveva scelto come sua compagna la "ella gigantessa +erdhr. .a di lei, oggetto di sicure invidie femminili, non conosciamo che l'insupera"ile "ellezza, fonte di meraviglia e di estatico rapimento. Anche il malvagio ;o>i, essere per tanti versi spregevole, poteva contare sull'affettuosa dedizione della moglie 19gin. 1ar$ lei, infatti, ad evitargli atroci tormenti raccogliendo in un "acile, con pazienza e costanza, le gocce di veleno che gli rigano il volto nell'esilio a cui stato condannato dagli di. Altra a"itante di Asgardh che svolgeva un ruolo di grande importanza, ma della quale si ignorano le virt! specifiche, ldhunn, la custode dei pomi dell'eterna giovinezza. 3i lei si sa solo che era moglie del "ar"uto @ragi, dio dell'eloquenza poetica, e che una volta fu vittima dell'arte truffaldina di ;o>i& fu catturata dai giganti che le sottrassero le magiche mele che per* furono su"ito recuperate dagli di. 'l destino pi! triste senza du""io quello toccato a Nanna, sposa infelice di @alder. ;'unica sua apparizione sulla scena mitica legata alla tragica morte del marito& la scomparsa dell'amatissimo consorte la fece piom"are in un incolma"ile sconforto che le squarci* il cuore. Nanna, allora, decise di condividere con @alder le fiamme dello stesso rogo fune"re, accompagnandolo nel regno delle tene"re. 1olo nelle invenzioni linguistiche dei poeti, unici conoscitori di arcane storie, possi"ile rintracciare una folla di dee, figure evanescenti note soltanto attraverso i loro appellativi. Dos, nel paragone poetico ,vola come +na- si cela una divinit$ enigmatica, perennemente in giro per il mondo, in groppa al suo destriero alato 4ofvarpnir, ,che muove in fretta gli zoccoli-. ;'espressione citata si adoperava nei carmi dedicati agli eroi leggendari per indicare una persona particolarmente veloce. ( ancora& i saggi venivano detti i ,congiunti di 1notra-, dal nome di una dea della saggezza, della quale non ci sono pervenute caratteristiche o imprese. 1i ricordava, inoltre, 19n, ella veniva invocata anche nei tri"unali, dove era la patrona degli accusati, e pronunziare il suo nome significava voler dichiarare la propria innocenza. ,Vede con gli occhi di Vor-, si esclamava a proposito di una donna particolarmente sapiente& si trattava di una dea sempre avida di nuove conoscenze, desiderosa di accrescere la sua gi$ sconfinata cultura. 3i diversa indole era Var, dea che presiedeva ai giuramenti ed ai patti tra uomini e donne, punendo severamente gli spergiuri. %roprio per ricordare tale sua prerogativa, i giuramenti erano detti ,preghiere di Var-. 'ntermediaria della volont$ della suprema coppia celeste /dino#8rigg, ;ofn accordava, comprendendo le ragioni dell'amore, il consenso a quelle unioni pre#matrimoniali che erano state proi"ite o contrastate& di fronte al ,fatto compiuto- ella dava il suo permesso, alimentando cos anche un gioco di parole, perch2 ,;ofn- significava proprio ,permesso-. %er rimanere in argomento, gli amanti si rivolgevano a 1idfn, una misteriosa dea che # adora"ile occupazione # distoglieva gli amanti dagli affanni quotidiani e volgeva i loro pensieri unicamente ai teneri scam"i d'effusioni. @en pi! sinistra era +efiun, dea che accoglieva le fanciulle morte vergini, destinate ad essere sue ancelle in una eterna e casta solitudine. 3i (ir, altra divinit$ sigillata in scarne allusoni poetiche, si sa solo che era il migliore dei medici, ma non si conoscono sue miracolose guarigioni o cure. 1i raccontava infine, con malcelata malizia, di una dea che "eveva ogni mattina in compagnia di /dino, dividendo con lui coppe d'oro finemente cesellate ricolme di sacro idromele. 1aga # questo il nome della mattutina compagna del dio supremo # viveva a 1d>>va"e>>r e non sem"ra che avesse altre occupazioni& forse era solo una delle tante amanti del padre degli di.