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INEDITI DAUTORE

Federico Moccia La bugia

Odio e amo. Per esempio partire. Allinizio sono nervosa, quando per salgo sul taxi, tutto diventa bellissimo. Sofia fatta cos. Non sapeva che effetto le avrebbe fatto una bugia. Non aveva mai mentito. Buongiorno! Andrea si affaccia in pigiama sulla porta del salotto. Sofia si volta verso di lui. Ciao, amore! Ma ti sei gi alzato potevi dormire. Ti ho svegliato, ho fatto rumore? A parte che tu non fai rumore, fai note ed come continuare a sognare. Poi le sorride. Sofia lo guarda emozionata, lui sa di aver detto la cosa giusta e lo pensa veramente. Dai, sciocchina, non avevo pi sonno, ti stavo ascoltando Tra quanto passano a prenderti? Sofia tira un po indietro la manica della camicetta bianca panna, controlla lorologio. Tra unora. Ma il bagaglio gi pronto, abbiamo ancora tempo Perfetto! Andrea sparisce e dopo alcuni minuti torna con due calici e una bottiglia di Livio Felluga Terre Alte. Li appoggia sul piccolo tavolino in vetro al centro della sala. Sofia lo guarda maliziosamente. Cos, di prima mattina? Mi vuoi far ubriacare prima di prendere laereo? Voglio brindare alla pi brava concertista del mondo. Sei di parte. No, purtroppo resto in disparte qui, in questa camera, nel buio dei prossimi giorni Potrai sempre accendere la luce. Sei tu la mia luce, ma te ne vai Per torno S ma io resto qui a sognarti da lontano, ad ammirarti. Mi preoccupi Perch? Sei troppo romantico! Non me la racconti giusta per esempio questo vino quando lo hai preso? Ieri sera. Lho nascosto in garage perch tu non lo notassi. Vieni Si avvicina a lei, le prende la mano e la fa lentamente alzare. La gonna nera di Sofia, un tubino stretto al ginocchio, fascia le sue gambe. Sei bellissima oggi. E di solito? Anche Ma quando ti prepari per un concerto, lo sei ancora di pi. Sono un po geloso sai? Ma che dici? Sono geloso della musica Ma la musica non lo di te tu mi ispiri! Si danno un bacio tenero e poi si avvicinano ai bicchieri. Andrea stappa la bottiglia e versa un po di vino nei calici. Ne porge uno a Sofia. Brindo alla tua bellezza. Alla tua bravura. Al tuo essere cos unica e speciale.

Mhmm niente, non mi convinci, troppi complimenti. C qualcosa sotto. Ti prepari a goderti la casa libera per ben tre giorni? Qualche festino in vista? Quando non ti faccio complimenti, ti arrabbi, quando te li faccio sospetti! E certo! Ridono insieme. Pieni di amore. Amore autentico. Solido. Un amore che dura da qualche anno ormai. E insieme toccano i bicchieri. Io invece voglio brindare alla tua pazienza e al fatto che sai aspettarmi quando ti tradisco con la musica. Limportante che sia solo con la musica! Ora sei tu lo sciocchino Ridono ancora. Leggeri. Vicini. Adesso sar bene che finisca di ripassare un paio di cose, amore, quasi lora. Daccordo, tesoro. Mi preparo anchio, aspetto che tu parta e E chiami lamante? No, chiamo un taxi, ho un appuntamento in centro! Le punta un dito sulla testa come a dire quanto sei zuccona e poi esce dalla sala. Sofia si rimette a sedere sul panchetto davanti al pianoforte. Sfoglia due pagine dello spartito e si porta un po pi avanti. Osserva un attimo le frasi musicali da eseguire. Allora riprende a suonare, chiude gli occhi ogni tanto, lasciandosi portare da quella musica che conosce cos bene Eppure in qualche modo continua a provare una strana sensazione. Pi tardi. Laereo partito con un leggero ritardo e il pilota si appena scusato, promettendo per un volo tranquillo date le condizioni meteorologiche. Sofia seduta accanto al finestrino, il posto che pi le piace, al centro del velivolo. Hanno fatto da poco scalo a Parigi. Le hostess stanno passando con la colazione, sono arrivate allaltezza del suo posto e stanno aspettando indicazioni su cosa servire. Vuoi qualcosa, Sofia? Lei sorpresa si volta. Ginevra, la manager che ha curato la sua partecipazione al festival, le sta sorridendo. Oh, scusatemi, s, grazie Guarda nel carrello. Un succo di mela e se possibile qualcosa da mangiare al cioccolato. Una delle due hostess, una bella ragazza mora dai capelli corti pettinati con un ciuffo pi lungo di lato, perfettamente truccata, prende la bottiglietta di succo di frutta, la apre e la versa in un bicchiere. Intanto laltra fruga in una cesta al piano inferiore del carrello portavivande e tira fuori una confezione di biscottini al cioccolato al latte. Perfetto, grazie! E tu Ginevra non prendi niente? Ma scherzi? Queste cose sono mortali. Piene di conservanti e grassi, lo sai, non vanno a nozze con la dieta disintossicante che sto seguendo. Tra laltro hai notato

quanto mi sono sgonfiata? Pazzesco. Me lo aveva detto la dietologa, ma mica credevo cos. E ti credo, non mangi formaggi, non mangi pasta, non mangi pane, insomma, non mangi! Non assolutamente vero! Mangio pesce, tofu, seitan, un po di riso, tanta frutta e verdura! Certo che mangio! Anzi, mi sento pi sazia di prima. S, ok, ma sei felice? Ma che domanda ? Nel senso ti senti soddisfatta? Certo, specie quando mi metto la 42 dei pantaloni! S, ma a tavola sei felice? Io Sofia a volte non ti capisco mangiare serve a stare in forma. Punto. La soddisfazione sta nel risultato. Tu per esempio sei una 44, ti piace cos, ok, ma secondo me potresti buttar gi almeno cinque chili, sai come ti starebbero bene poi certi abiti da concerto? A parte che io sono Sofia e non una 44. poi mi pare che gli abiti che mi metto mi stiano bene, no? Certo, non dico di no, ma si pu sempre migliorare. Detto questo Ginevra prende dalla borsa un piccolo astuccio da cui tira fuori uno specchietto dargento. Si scruta le labbra. Fa dei versi con la bocca per controllare che il lucidalabbra sia a posto. Poi passa agli occhi, mascara e matita, e pi su, sopracciglia e frangetta alla francese del suo perfetto carr un po alla Valentina di Crepax. Poi la volta del foulard di Herms e del bavero della giacca di Cavalli. Oltre il corridoio, nel sedile parallelo al suo, un ragazzo biondo di circa venticinque anni, salito a Parigi, con le cuffiette alle orecchie, la sta guardando. Ginevra si volta un po e accenna un sorriso. Visto, poi se piaci a quelli pi giovani, ogni sacrificio vale la pena dice sottovoce. Ma che ne sai che gli piaci? Mi ha guardata. E che centra? Pu essere per qualsiasi motivo. No, riconosco la differenza tra gli sguardi. Basterebbe che volessi, che per esempio mi alzassi per andare in bagno facendogli un cenno e lui mi seguirebbe. Ci scommetti? No, non ci scommetto. Secondo me si sta semplicemente facendo i cavoli suoi. Ai ventenni le trentacinquenni come me piacciono molto, quasi una moda, sai? S, negli USA vi chiamano coguare! Dici tipo Demi Moore? Eh, buttalo via suo marito, scusa! Gli amanti pi giovani sono una manna dal cielo. Energici, sexy, affettuosi, affidabili. Altro che i coetanei e quelli pi adulti. Comunque ora mi alzo Ginevra! Non le d tempo, rimette lo specchietto in borsa, si sistema un po e si alza, facendo passare una mano sui pantaloni neri perfettamente aderenti. Appena in piedi

si volta un secondo verso il ragazzo che sta scegliendo una nuova traccia da ascoltare sul suo iPhone. Lei indugia. Lui si volta senza alzare la testa. Sembra che le stia guardando le scarpe, un dcollet tacco dieci di Bruno Premi, di pelle nera martellata. Poi torna al suo telefonino, scorrendo il menu col pollice destro. Ginevra resta ancora un attimo. Poi un po stizzita va verso i bagni. Sofia sorride e si volta verso il finestrino. Il ragazzo si volta e guarda Sofia. Prima di tornare a scegliere un nuovo brano da ascoltare, un leggero sorriso appare sulle sue labbra, ma lei non lo pu vedere. Stoccolma magnifica esclama Ginevra guardando fuori dal finestrino del treno che dallaeroporto le sta portando alla stazione centrale. Non cero mai stata, avevo visto solo un servizio di Licia Col a Alle falde del Kilimangiaro una volta, una specie di gara tra turisti, sai quelli che portano i video girati in vacanza e il pubblico vota? Ecco, cera una coppia assurda che era venuta qui e faceva vedere tutti gli angolini della citt. Una meraviglia. Lei invece grassa che non ti dico. Peccato. Peccato che? Lui non era male. Ma come faceva a stare con una cos, non si spiegava Sofia sorride scuotendo la testa. Dovrebbero darti il Nobel per lassurdit, siamo nella citt giusta! Ma ti rendi conto che spettacolo! Farai un concerto con il sole allorizzonte anche se notte! Questa citt pazzesca, in estate ci sono circa una trentina di eventi, il festival Way Out West, Propaganda che troppo trendy, il Festival del Jazz e vari festival della cultura. Se ci fosse un po di tempo, dopodomani prima di partire mi piacerebbe fare il tour sui tetti Luglio poi un mese spettacolare! Nove ore di luce solare al giorno, puoi stare fuori fino a tardi. Ci sar tantissima gente domani sera dice Ginevra controllando qualcosa sullagenda del suo cellulare. Ah, e poi devi sapere che qui vendono i jeans attillati pi belli del mondo! Lho letto su una rivista. E ho fatto lelenco dei negozi! Senti Weekday che il concept store della famosa marca di jeans Cheap Monday, ma hanno anche Gtgatan 21, Olofsgatan 1 e Drottninggatan 65, per dire. E poi vogliamo perderci forse Beyond Retro che il pi celebre negozio londinese di moda vintage che ha aperto un megastore in sgatan, cio Si volta verso Sofia e vede che ride. Che c ora? Mentre parlavi mi tornata in mente quella canzone assurda di Rino Gaetano E che centra scusa? Quale? Sto ccolma sto ccolma stoc colma, si potrebbe andare a Stoccolma, tutti insieme ma andiamo a Stoccolma, tutti insieme ma con calma, sulla nave che porta a Stoccolma, donne bionde con fiori e ghirlande, tanti dischi tante bande Sofia, sei tremenda! Dai andiamo a Stoccolma dove se mangi stai colma, dove potrai dire con calma io sto colma a Stoccolma, sulle strade che vanno a Stoccolma, non c buche n fango n melma, sulle strade di Stoccolma

Dura tanto? Sofia continua a canticchiarla ridendo mentre la citt sfila accanto a loro. Stanza 401 Sofia poggia il trolley sulla panchetta dietro la porta, si sfila al volo le scarpe e si lancia sul letto. Un sospiro, un po di relax, poi si guarda intorno. Il soffitto alto e decorato con affreschi. Le tende sono bianche e legger. Larredamento essenziale, moderno. Ginevra sceglie sempre con attenzione dove alloggiare. Anche in citt dove non mai stata. Almeno tre mesi prima di ogni concerto inizia ad analizzare la situazione. Cerca su Internet prezzi e descrizioni ben prima di affidarsi allagenzia di viaggi che da anni cura le trasferte. Devessere sempre pi informata di loro. Ed ora eccole l, in zona Norrmalm, allo Sheraton Stockholm Hotel con immancabile sauna e palestra. Ovviamente vicino alla Kungliga Operan, lOpera reale svedese dove si terr il concerto allaperto. Sofia allarga le braccia e tocca il copriletto di raso color giallo pallidissimo. Le piace quella sensazione. E le piace anche quel giallo. Viaggiare poi sempre unesperienza bellissima. Ci si allontana, ma ci si ritrova con se stessi. Eppure sta per succedere qualcosa, ma non sa spiegarsi cosa. Domani il gran giorno. Sta aspettando da mesi quel concerto. Forse solo questo. Ginevra ha lavorato per inserirla in quel festival, uno dei pi prestigiosi. Non perch Sofia non avesse le giuste credenziali, ma perch la concorrenza da parte dei pi grandi pianisti del mondo molto forte. Ogni anno solo uno pu salire su quel palco come solista e avere lonore di suonare accompagnato da musicisti provenienti da ogni paese. Ginevra, da perfetta manager, ha stabilito le tappe di ci che resta della giornata. Riposo in hotel, doccia, spunto di frutta al bar della hall (accuratamente prenotato e solo con la frutta che piace a lei) e poi un po di libert in giro per la citt. Da sola o accompagnata, questo a scelta di Sofia. Meno male. Almeno quello. Poi Sofia si alza dal letto, apre il trolley, prende il beauty case, una t-shirt color lilla, un paio di jeans e delle Tods in tono con la maglietta. Si toglie camicetta e gonna, poi la biancheria intima ed entra in bagno, si butta sotto la doccia tenendo i capelli raccolti. Poi si asciuga con il grande asciugamano dellalbergo. Si veste e va a prendere il cellulare dalla borsa. Scrive veloce. Ciao, amore, siamo arrivate, tutto bene, Stoccolma bellissima! Ti piacerebbe. Mi manchi e ti porto dentro. Preme il tasto invio. Ecco fatto. Chiss cosa star facendo ora Andrea. Avr finito di lavorare allo studio e sar in palestra? E come passer ben tre intere giornate solo soletto? Non lha accompagnata per via di due appuntamenti con altrettanti costruttori che stanno scegliendo a quale studio darchitettura affidare la realizzazione di un centro congressi a Roma. Un lavoro importantissimo. Impedibile. E la sua presenza necessaria. Quando pu Andrea laccompagna. Adora sentirla suonare, vedere come si muove davanti al pianoforte, come fa lamore con la musica con quella naturalezza che lui definisce imbarazzante. E adora anche che gli altri lammirino. Perch lo inorgoglisce. Significa che ha scelto bene. Poi scrive un altro messaggio.

Ciao, Ginevra, ho deciso di fare un giretto da sola, ci vediamo qui tra due ore, va bene? Tanto come minimo tu andrai in sauna. Baci coguara! Tasto invio. Fatto. Sa che le risponder facendole uno squillo, senza rimandarle un sms. A Ginevra non piacciono, preferisce mail o telefonate. Sofia rimette il cellulare in borsa, si guarda un attimo intorno e poi esce dalla stanza. Prende lascensore silenziosissimo e arriva in un attimo al piano terra, nella hall. Le persone pi diverse camminano nel grande atrio dellhotel. Uomini distinti in giacca e cravatta. Donne ben vestite e un po in l con gli anni, forse troppo ingioiellate e di sicuro piene di fondotinta. Sofia sorride. Chiss che colpo prender a Ginevra quando le vedr. Anzi no. Trover certamente qualche cosa da ridire. Troppo chiare. Troppo alte. Comunque troppo. E quasi come se lei lavesse sentita, il cellulare fa uno squillo, uno solo. Ecco, Ginevra ha letto il messaggio. Sofia supera quella piccola folla osservando tutti curiosamente. sempre affascinante trovarsi soli, quasi sperduti, in una citt che non la nostra, in mezzo a persone che non conosciamo assolutamente e che provengono da varie parti del mondo, e sentirsi a proprio agio. Sofia prendere una piccola guida turistica della citt in inglese a disposizione dei clienti e si ritrova fuori dallhotel. Un ragazzino biondissimo e con le lentiggini le passa accanto con lo skate a tutta velocit, evitandola per un pelo. Si ferma di scatto poco pi avanti, si volta, tiene con il piede la punta dello skate in alto. Si guardano. Il ragazzino sta un attimo serio e poi le sorride, alzando la mano in segno di scusa. Sofia gli fa apposta uno sguardo un po risentito ma subito dopo sorride anche lei. Il ragazzino alza le spalle e riparte a tutta velocit, dandosi la spinta con la gamba sinistra e sparendo tra la folla colorata di turisti.

Quando Sofia supera lombra della tettoia dellalbergo, la luce del sole lacceca per un attimo. Apre la borsa e prende gli occhiali da sole. La cartina mostra il punto esatto dove si trova lhotel e indica i luoghi dinteresse vicini. La via centrale dello shopping a due passi. A nemmeno cinque minuti a piedi Gamla Stan, la citt vecchia. Le viene in mente di colpo che a Stoccolma c la casa di Pippi Calzelunghe. Chiss dov esattamente. Le piacerebbe visitarla. Era un programma molto vecchio ma da piccola aveva visto le puntate in vhs che vendevano in edicola. Sorride e inizia a camminare. Sa bene che con soli tre giorni a disposizione, di cui uno completamente dedicato al concerto, non ci sar molto tempo per visitare la citt. Prima di partire aveva trovato su un sito lindicazione di cosa vedere in ventiquattrore. Tipo il Municipio, dove si tiene ogni anno la festa dei Nobel, o il Museo Vasa sullisola verde di Djurgrden per vedere la nave ammiraglia Vasa , inabissatasi davanti alle coste durante il suo viaggio inaugurale nel XVII secolo. Ma la meta che non si pu perdere Gamla Stan. Sofia ci arriva in un attimo. Corrisponde a grandi linee allisola di Stadsholmen. In un attimo si perde tra le stradine di ciottoli, affascinata dagli edifici medievali, molti colorati di giallo. Poi si ferma di fronte alla vetrina di una piccola bottega dartigianato. Ed ecco la Riddarholmenskyrkan, la chiesa pi antica, dove ci sono le tombe dei reali e gli

stemmi dei membri degli ordini cavallereschi. Al centro, la statua di Birger Jarl, il fondatore della citt. Sofia fa il giro dellisoletta in senso antiorario. Pi avanti vede il Malardrottningen, uno yacht trasformato in hotel tre stelle. C una bella atmosfera. Continua a camminare. Sulla guida Sofia legge di un curioso vicolo strettissimo, dedicato a Mrten Trotzigs, un po difficile da trovare. Si trova sulla Vasterlanggtan al numero 81. Mrten Trotzigs, legge Sofia, era un mercante che immigrato qui acquist tra il 1597 e il 1599 le case intorno al vicolo e apr un negozio dove vendeva ferro e rame. Angoli affascinanti di una citt sconosciuta. Fotografie da tenere nel cuore. Beep beep. Un messaggio. Sofia prende il cellulare dalla borsa. Tutto bene, artista? Io sono in sauna in attesa di te e di andare a cena. Tinformo che ho conosciuto un bel biondo prima, al bar lunge, un tipo che fa il rappresentate. E ti informo anche che ha ventisette anni! Sofia scuote la testa sorridendo e si accorge che sono passate quasi due ore da quando ha lasciato lalbergo. Ha sete. In fondo alla strada nota un caff. Si avvicina ed entra. Chiss come mai Andrea non ha ancora risposto al suo sms. A bottle of water, please, and a coffee dice alla ragazza dietro il bancone che le sorride e inizia a prepararle il caff. Sofia si appoggia con i gomiti al bancone e si guarda intorno. un locale molto carino, arredato retro e con grandi lampadari di cristallo. C un piccolo palco in legno e un impianto. Di lato nota un pianoforte a parete. Sofia sorride. La ragazza bionda torna con un caff, la bottiglietta dacqua e un bicchiere, tutto su un vassoio. If you like, please sit down e le indica alcuni tavolinetti. Thanks. Sofia prende il vassoio con due mani, si volta per andare a mettersi a sedere quando un tonfo sordo risuona nel caff. Il vassoio a terra, la tazzina rovesciata, il bicchiere rotto. La bottiglietta rotola ancora chiusa sotto un tavolo. Sofia ha urtato qualcuno. E quel qualcuno ora la sta guardando. Sofia mortificata si accuccia cercando di rimediare qualcosa, mentre la barista si avvicina sorridendo e raccoglie tutto. It doesnt matter, miss! le dice facendola sentire ancora pi in imbarazzo. Sorry, really sorry dice Sofia con le guance che avvampano per limbarazzo. You look like a tiny girl si sente dire. Si volta e vede che la persona che ha urtato in piedi di fronte a lei. Le ha appena detto che sembra una ragazzina? Sofia fa per rispondere, ma la persona si toglie gli occhiali da sole. Sofia resta un attimo immobile. Indecisa. Le ricorda qualcuno. Ma s! Il ragazzo seduto in aereo! Lui allimprovviso le sorride. Really sorry, its all my fault I havent seen you Oh no, its mine Would you like another coffee? le dice mentre raggiunge la bottiglietta dacqua che era caduta pi in l e gliela porge.

Yes thanks. Come on e le fa cenno di sedersi con lui a un tavolo. Sofia accetta. Poco dopo, davanti a due tazzine vuote di caff e una bottiglietta finita, stanno parlando e scherzando in un inglese un po stentato ma per entrambi comprensibile. Lui francese, di Parigi. Ginevra aveva visto giusto, ha venticinque anni. uno studente e si trova a Stoccolma per qualche giorno. Anche Sofia si presenta e racconta qualcosa di s, che viene da Roma, ha ventiquattro anni, ed l per lavoro. Parlano. Ridono. Non sembrano troppo interessati ai particolari delle rispettive vite, quello che conta ci che sta accadendo l, a quel tavolo. Lo scambio di emozioni. Quelle che ti arrivano addosso proprio quando non parli di nulla in particolare. E c una strana elettricit, una magia Un desiderio e una passione che non hanno ragione di essere, ma che ci sono, e lunica cosa che si desidera toccarsi. Un gesto minuscolo, quasi impercettibile. Una mano che sfiora laltra come se fosse per caso. Delle gambe che si toccano distratte. Un tavolino piccolo, ma grande come il mondo intero. E Sofia si sente leggera. Spensierata. Non pi la concertista. Non pi quella ragazza severa con se stessa e sempre piena di impegni, quella ragazza che deve dimostrare qualcosa al mondo. No. Per un attimo solo e semplicemente una ragazza italiana davanti a un ragazzo francese. un tardo pomeriggio di luglio a Stoccolma, la luce del sole particolare, forte, intensa, cos intensa che quasi acceca, fa perdere lorientamento. C una musica bellissima nel locale, il volume stato alzato E tutto come magico, unico. Ed forse per questo, solo per questo, che Sofia non pensa ad Andrea? passata pi di unora quando Sofia guarda lorologio. tardissimo. Ginevra la star aspettando. Strano, per. Non ha scritto e non lha chiamata? Sofia sorride a Paul e prende il cellulare dalla borsa. Quattro chiamate non risposte e sei sms. Com possibile? Ero talmente concentrata a parlare con lui che non ho sentito nulla? Sorry, Paul I have to make a call Sure. Ill wait. Sofia si alza dal tavolo ed esce fuori dal caff. Richiama il primo numero. Eh! Alla buonora! Ma dove sei finita? Ancora in giro, Ginevra, ma sto per tornare, stavo visitando la citt vecchia e mi sono persa Muoviti! Tutto bene? Dai, muoviti, che tra poco c la cena e stanno per arrivare alcuni responsabili del teatro per conoscerti. Va bene, arrivo Sofia chiude la chiamata. Controlla il secondo numero da cui lavevano cercata. Andrea. Sta per richiamarlo ma non preme il tasto verde. Resta un istante col telefonino in mano, a guardarlo. l indecisa quando si sente toccare una spalla. Paul uscito dal caff.

Ive offered you coffee and water. But next time itll be your turn! le dice mostrando un sorriso bellissimo. Scherzano ancora. Sofia gli dice che ora deve andare, che laspettano. Your boyfriend? No, my friend Ginevra. Oh, good! Ive some wishes, so Sofia lo guarda. tremendamente bello. Alto, coi capelli un po ricci, occhi verdi, sorriso da denuncia. Distoglie lo sguardo. Si ritrovano a camminare uno a fianco allaltra per le vie di Gamla Stan. Sofia gli dice che le piacerebbe molto visitare la casa di Pippi Calzelunghe. Paul la guarda un attimo e scoppia a ridere. Le dice che lui lha visitata e che molto carina, nel museo Junibacken, a Djurgrden, vicino al centro di Stoccolma. Che la sera, al momento della chiusura di Junibacken, ha inizio una trasformazione magica: la casa delle avventure dei bambini diventa un nuovo locale di festa per i pi grandi, teatro vivente e mostre per i pi piccoli. We could go there the day after tomorrow Sofia pensa subito perch non domani?, ma si sente immediatamente una sciocca. Domani ha il concerto. E poi come mai si sente cos coinvolta da uno sconosciuto? Lui continua a parlare e sorridere, le dice che domani impegnato ma dopo domani passerebbe volentieri la giornata con lei. Lei non risponde. Sorride. E quando sono quasi arrivati al suo albergo, si fermano per salutarsi. Si danno appuntamento per due giorni dopo, alle 17 davanti al museo Junibacken, a Djurgrden, per visitare la casa di Pippi Calzelunghe. You are very nice le dice Paul. You too risponde Sofia. Thanks for the coffee. Lui la guarda un attimo che sembra uneternit. Lei ricambia e non riesce a staccare gli occhi da lui. Un brivido le percorre la schiena, esattamente come quando sta per cominciare a suonare. Lui le sposta i capelli dietro l orecchio. Lei lo lascia fare. E Paul si avvicina. Piano. Pianissimo. a pochi centimetri da lei. Le loro bocche come sospese, unico dettaglio di quella strada piena di passanti e ora magicamente vuota, almeno per loro. Poi Sofia di colpo sorride, gli scompiglia i riccioli, lo saluta e scappa via, verso lhotel. Lo lascia l, in mezzo al marciapiede. Immobile. Un po stupito. Sofia non si volta. Entra di corsa in albergo, sale in ascensore, arriva in camera e chiude la porta di botto alle sue spalle. Si guarda intorno, come una ladra che ha paura di essere scoperta. Un nuovo squillo del cellulare. Sofia lo cerca in borsa. Non lo trova. Cerca ancora. A un certo punto rovescia la borsa per terra e si sente come poco prima in quel bar, davanti al vassoio caduto. Davanti a lui. Sofia risponde. Pronto, amore! Ma doveri finita? Ho letto il messaggio! Ti ho richiamata! Tutto bene? La voce di Andrea squillante. Mi hai fatto preoccupare, tesoro, e anche innamorata. Ciao scusami, ero in giro per Stoccolma e non ti avevo sentito sai, una citt bellissima, vorrebbe aggiungere vorrei che tu fossi qui, ma non le viene.

Sono contento, amore, sei emozionata? Ora che fai? S, un po di tensione per domani sera c ora mi cambio e scendo, c la cena che Ginevra ha organizzato per farmi conoscere i responsabili del teatro. E tu amore? Io? Fedelissimo! Ho invitato Giorgio qui a casa! C la Champions, altro che donne! e ride. Alla parola fedelissimo Sofia ha un leggero sussulto. Non capisce perch. Non ha fatto niente. Tuttavia un bacio non dato, ma in qualche modo desiderato, pu avere valore? Sofia, ci sei? S, scusami che a volte non si sente bene Ci sentiamo dopo? Scendo da Ginevra A dopo! Sofia si avvicina al letto e si siede tenendo il cellulare in mano. Si toglie le scarpe spingendole via con la punta del piede. Oggi mi sono quasi fatta baciare da un altro. No. Oggi volevo davvero farmi baciare da un altro. No. Oggi volevo proprio baciare un altro. Lui. Lui che non conosco. Lui che non ritrover pi. Lui che mi guardava facendomi sentire bellissima. Lui che quando rideva era pazzesco. Lui stupendo. Lui spalle larghe. Lui occhi di lago. Ma io non ho mai mentito ad Andrea. E nemmeno lho mai tradito. E di colpi gli torna in mente una frase sentita chiss dove. Il tradimento solo fedelt alla vita. Uno squillo, il suo telefonino, Sofia risponde. Ma dove sei? Io qui nella hall al bar. Dai, scendi! Chiss cosa penserebbe Ginevra se sapesse che quel ragazzo dellaereo non le sorrideva solo perch aveva puntato me. Riderebbe? Si arrabbierebbe? Mi toglierebbe il saluto? Sono in camera. Mi cambio e scendo. Ti ho messo gli abiti nellarmadio. Come sempre penso a tutto io! Scegli quello blu, ok? Ti aspetto. Sbrigati. Gi. Ginevra pensa sempre a tutto. Anche a evitarmi il problema di portare da casa abiti per le diverse occasioni. Li sceglie e me li fa trovare pronti. Sofia si alza e apre le ante dellarmadio. Vede un tubino blu elegantissimo e ovviamente scarpe con il tacco a bbinate sulla scarpiera in basso. Prende tutto, si spoglia e li indossa. Si guarda allo specchio. S. Ha indovinato come sempre. Le sta a pennello. Il giorno dopo. Come stai? Inizio a sentire la tensione normale. Dai, andr benissimo! Sei il mio orgoglio. Andiamo? Ho gi fatto mettere in auto il tuo abito per il concerto e un altro cambio. Ok? Perfetto, Ginevra sei un mostro! Grazie! Ginevra preme il pulsante dellascensore e le due donne scendono nella hall. Unauto le attende per portarle alla Kungliga Operan.

Durante il tragitto, Sofia ascolta un po di musica con le cuffie. Lo fa sempre prima di un concerto importante. Anzi. Lo fa sempre perch, come le insegnava Olja, ogni concerto importante, anche quello che suoni nellintimit di casa tua. Ascolta tuttaltro genere da quello che dovr suonare, solitamente pop e rock. Ginevra continua a fare telefonate e definire dettagli. Gi. I dettagli. Quanti e belli ce ne sono stati fino a adesso. A casa con Andrea prima di partire, il brindisi, il bel tempo, Stoccolma, il ragazzo con lo skate, le stradine della citt vecchia. Lui. Di colpo il volto di Paul le appare davanti. Nitido. Come se fosse anche lui seduto in quel taxi. L, con lei, e allora si immagina ancora a passeggio. Paul le descrive un angolo della citt come se avesse sempre abitato l. Le sorride raccontando qualcosa della sua vita, lui studente, lui giovane, lui che lha stordita. Lui che le sfiora di nuovo le mani, il lettore mp3 intanto manda Tapes di Alanis Morissette. Un brano energico, bellissimo, aperto. E immediatamente le tornano i mente tutti i momenti trascorsi con lui il pomeriggio precedente. Di nuovo un brivido lungo la schiena. Il cuore le batte forte. Le guance si arrossano un po. Ehi, Sofia tutto ok? Ma sei cos tesa? Sofia, mi senti? e le scosta una cuffietta dallorecchio. Sofia si volta di scatto. Che c? Come che c? Sembra che tu abbia la febbre! Ma no, no, sto bene! Mi sto concentrando Lo sai che mi serve e riprende la cuffietta rimettendosela. Ginevra scuote la testa e torna alla sua agenda elettronica e ai suoi contatti. Lauto scorre lentamente per le vie di Stoccolma, verso il teatro. Soffia osserva tutto cercando di memorizzare i dettagli di una citt che le sta regalando emozioni strane, contrastanti. Pericolose? Siamo quasi arrivate dice Ginevra. Mi senti? Sofia annuisce. Non che sono sorda, anche se ho le cuffiette! Prima sembrava di s! Scendono dallauto. Lautista prende il portabili. LOpera una costruzione sobria e immensa. Lampia corte di fronte gi stata allestita per ospitare il concerto. stato costruito un palco per lei e lorchestra mentre delle strutture in acciaio a gradinate ospiteranno il pubblico. Ginevra sa per certo che sar un tutto esaurito. La prevendita dei biglietti si chiusa gi da un paio di settimane. Davanti alla costruzione, un porticato sormontato da tre archi sotto cui passano Sofia, Ginevra e lautista. Sofia si sente improvvisamente piccola. Le tornano in mente le parole di Paul: Tiny girl. Vengono accolti da due hostess del teatro che accompagnano Sofia e Ginevra ai camerini. Tra meno di due ore suoner l fuori, in quella piazza bellissima. Chiss se una piccola follia le viene in mente. E se lui fosse tra il pubblico? Mi ha detto che gli piace la musica, che segue i concerti, magari ha comprato il biglietto e stasera sar qui. Certo che avrei anche potuto invitarlo ieri

Sofia, ecco il tuo abito. Te lo appoggio qui. Tra poco verranno anche a prepararti, ok? Trucco e capelli. Sarai meravigliosa! Io vado a fare un po di pierre! Sono pi eccitata di te! ed esce senza lasciarle il tempo di dire nulla. Sofia sola nel camerino. Abbassa la zip del portabiti. Un magnifico abito lungo color avorio in seta di Valentino fa capolino dalla busta. Sofia resta senza fiato. Stavolta Ginevra ha davvero superato se stessa. Sofia si spoglia e lo indossa stando attenta a non sgualcirlo troppo. Dopo una ventina di minuti, sa e Kajsa, rispettivamente truccatrice e pettinatrice del teatro, entrano e salutano Sofia in inglese. Si mettono subito allopera. Dopo circa mezzora Sofia pronta. Si guardo allo specchio. Le due ragazze sorridono compiaciute. Youre a real pretty girl, miss Thank you, too much gentle sa e Kajsa salutano e se ne vanno. Sofia si guarda allo specchio. Come vorrei che lui mi vedesse cos Ma perch ti ha colpito tanto questuomo? curiosit? perch un uomo di cui non sai assolutamente nulla e quindi puoi immaginare tutto? uno stupido gioco che sai che sar irrealizzabile in tutti i sensi? Per una volta quel lui non Andrea. E nel momento stesso in cui se ne accorge Sofia ne infastidita. Odio e amo. Cos io sono. Basta. Tanto non lo rivedr mai pi. Non andr a quellappuntamento domani, vorr dire che me ne far una ragione, non vedr la casa di Pippi Calzelunghe. Ma non sa che il destino ha fatto una strana scelta per lei. Il folto pubblico ha gi preso posto sulle gradinate. Un mormorio diffuso anticipa linizio del concerto. Il pianoforte esattamente al centro del palco. I musicisti dellorchestra si stanno sistemando in quelloriginale e inconsueto golfo mistico. Tutto quasi pronto per cominciare. Dopo un quarto dora circa, alle 22 esatte, avvolti da una luce solare quasi surreale per quellora, i maestri si alzano in piedi, ognuno davanti alla sua sedia, e fanno un inchino al pubblico mettendosi poi seduti e prendendo ciascuno il proprio strumento. Dopo alcuni minuti, salutato da unovazione, entra il direttore dorchestra, si inchina verso il pubblico, poi verso lorchestra e prende posto. Le luci si abbassano. Si accendono vari faretti che illuminano tutto con sfumature dal blu allavorio creando unatmosfera suggestiva. Passa qualche altro minuto. Sofia davanti alla scala che la porter sul palco. Sta aspettando l con Ginevra e due assistenti. Il cuore le batte fortissimo. Sei meravigliosa, Sofia! Fossi un uomo, ti bacerei! Sofia sorride alla battuta di Ginevra. E ora vai, cara Sofia guarda Ginevra, fa un respiro profondo, prende con la destra il leggero strascico dellabito e comincia a salire i gradini. Uno alla volta. Lentamente. Per non cadere tradita dallemozione. Olja le diceva sempre: Avere coraggio significa avere paura, perch senza paura non c coraggio.

Sofia arriva in cima alla scala. Si avvicina al bordo del palco. Una luce chiara la illumina. Per un istante non vede niente, ma sente il pubblico esplodere in un applauso. La gente grida il suo nome. Sofia si avvicina al pianoforte, saluta tutti con un sorriso e un gesto gentile della mano e si accomoda, sistemando labito. Di colpo si fa silenzio. Il direttore la guarda. Sofia fa un cenno del capo. Il direttore alza la bacchetta e lorchestra inizia a suonare: Chopin, Etude Op. 25 No. 12 Ocean etude. La musica avvolge il palco e da l arriva sul pubblico come unonda che rapisce. Sofia attende con le mani educatamente composte sulle gambe. Poi ne alza una e lappoggia sul Do. Un unico, semplicissimo gesto che d inizio alla sua personale performance. Il brano prosegue catturando tutti. Sofia danza sulla tastiera del pianoforte, i capelli fermati solo da un nastro dello stesso colore del vestito, si muovono con lei, aiutati anche da un vento leggero che sta soffiando. La magia del concerto prosegue. Dun tratto Sofia si volta a guardare lorchestra. I violini della prima fila stanno eseguendo un passaggio complicato. Un ragazzo particolarmente impegnato e ha una buffa espressione. Sofia in attesa di riprendere a suonare la sua frase musicale lo osserva. E nel gioco di luci, durante un istante di passaggio e di penombra, lo distingue meglio. No, non possibile. Non pu essere lui! Per gli somiglia. Il ragazzo sembra accorgersene, avverte quasi il peso di quello sguardo insistente, curioso. Allora alza il viso, la guarda anche lui. Stesso stupore. Stessa meraviglia. Lui e lei. Violinista e pianista concertista. Sofia e Paul, Paul e Sofia. E per un attimo le manca il fiato, si sente come precipitare, perdersi ma tutto attorno la musica procede. Paul continua a suonare senza smettere di guardarla. Poi, quando sta per finire linciso, il direttore dorchestra alza la bacchetta e la dirige verso Sofia. Tocca a lei. Sofia chiude solo un attimo gli occhi, poi si tuffa su quei tasti, comincia a suonare, di nuovo concentrata, ispirata, passionale, dimenticandosi del suo gioco E si trova subito travolta, come rapita dalla sua stessa passione, senza pi pensare a nulla se non alla musica, cos, ispirata e sognante fino alla fine del concerto. Fino agli applausi. Fino alla platea in piedi. Fino agli inchini di tutti gli orchestrali. E quando per lultima volta si chiude il sipario, gli applausi diminuiscono e subito intorno a Sofia arrivano diverse persone, si complimentano con lei. E lei saluta, sorride, ringrazia, poi allimprovviso come se realizzasse. Si ricorda di lui. Lui dov? Ma il suo posto vuoto. Dov andato? E allora si volta, guarda a destra, a sinistra, lo cerca sul palco, in mezzo alla gente, nel caos, tra le persone che escono, tra i musicisti che si allontanano. Ma non lo vede. Non c, non pi. S, s, pi tardi ci vediamo al rinfresco Ginevra sta tenendo sotto controllo le persone che fuori dalla porta vorrebbero salutare quella magnifica pianista che per due ore li ha fatti commuovere ed emozionare. Mazzi di fiori stupendi stanno riempiendo la stanza. Sofia si guarda allo

specchio del camerino. davvero stanca ma soddisfattissima. Il concerto stato un successo. Ginevra chiude la porta. Fiuuu Finalmente! Non mi lasciavano pi andare. Si avvicina a Sofia e labbraccia. Sei stata magnifica! Mi sono venuti i brividi pi di una volta, sai? Poi Ginevra si lascia cadere sul divano l davanti a lei, al massimo delleccitazione. Dopo il concerto di stasera fioccheranno altri importanti ingaggi! E di sicuro lanno prossimo ci faranno tornare. Sofia sorride leggermente. S, stato davvero bello e lorchestra era meravigliosa. No? S, tutti giovani eccezionali! E il direttore poi? Un figo incredibile! Ginevra! Stai parlando di uno dei direttori pi famosi al mondo! Eh! E che problema c? Mica loffendo se dico che anche figo, no? Tra laltro per lui farei anche uneccezione, data let maturo ma notevolissimo! Seee, vabbe Sofia inizia a struccarsi. Ma che fai? Ricorda che c il party dopo il concerto, qui vicino, allinterno del palazzo e ci aspettano! S, ok, ma mi tolgo solo un po di trucco e rossetto, tranquilla, non ti faccio fare brutta figura! Ok, ti aspetto qui fuori. S grazie, mi stendo solo cinque minuti in poltrona e mi rilasso grazie Ginevra. Ma non sei contenta, tesoro? Ti vedo strana No, no, solo un po di stanchezza, tranquilla. Vai pure. Ginevra esce. Per qualche istante si sente il brusio delle persone che la stanno aspettando fuori dal camerino per complimentarsi, farsi firmare un autografo e regalarle altri fiori. Poi la porta si richiude e torna il silenzio. Sofia si alza e va a sedersi su una poltrona al lato della porta. Chiude gli occhi. Si lascia trasportare dai ricordi del concerto. E soprattutto da quellassurda scoperta. Lui. Proprio lui. Paul, uno dei violinisti dellorchestra. Assurdo In effetti non si sono detti niente di quello che fanno nella vita. Nessun dettaglio. Ecco. Per una volta che i dettagli erano importanti, li abbiamo saltati Certo, anche se Paul avesse visto i manifesti del concerto, in effetti cera scritto solo il mio nome, non cerano foto o altro, non avrebbe potuto riconoscermi ieri. Sofia appoggia la testa di lato. E senza accorgersene si addormenta. Una serie di squilli del cellulare la svegliano di soprassalto. Sofia quasi scivola dalla poltrona, poi cerca il telefono. Lo trova appoggiato sul ripiano davanti allo specchio. Non guarda sul display. Sofia! Ma si pu sapere dove sei? Qui ti cercano tutti, non posso continuare a inventare scuse! Il tuo ritardo scortese! C gi stato anche il brindisi per tutti voi musicisti, cera lorchestra al completo. Alcuni musicisti se ne sono gi andati. Il suo cuore ha un sobbalzo.

Hai ragione, Ginevra, scusami Mi sono addormentata, perdonami. Arrivo subito! Sofia esce di corsa dal camerino. Non chiude nemmeno la porta. Corre per i corridoi del teatro, pi veloce che pu, non si nemmeno cambiata dabito, il suo Valentino avorio svolazza seguendo il ritmo della sua corsa. Si toglie le scarpe per essere pi libera e a piedi nudi raggiunge il salone. Prima di entrare, si ferma un attimo, si rimette le scarpe e poi varca la soglia. La accoglie unovazione e subito tutti si avvicinano per congratularsi e salutarla. Anche Ginevra. Oh, ecco finalmente la nostra stella! Tesoro, i signori Sofia ascolta distratta e saluta quelle persone di certo importanti che Ginevra voleva tanto presentarle ma poi, senza pi ascoltare, solo accennando dei sorrisi di circostanza quasi automatici e stringendo qualche mano, comincia a vagare nella sala. Si guarda intorno, sorride ma cerca con gli occhi. Scruta le moltissime facce attorno a lei, osserva le persone di spalle, si concentra sul gruppo dei musicisti ma molti sono in giro, difficile vederli tutti. Ginevra la raggiunge. Si pu sapere che hai? Il violinista dice quasi sottovoce. Eh? Il violinista, Paul, un ragazzo alto coi riccioli importante lhai visto? Sofia, ma hai idea di quanta gente c qui, coi riccioli o no? Mica conosco tutta lorchestra per nome! Comunque se vuoi chiediamo, vieni E poi te lho detto che alcuni musicisti se ne sono gi andati Ginevra la prende sottobraccio, improvvisamente molto curiosa. Ma poi chi questo Paul? Sofia le sorride semplicemente, non sa cosa dire in effetti. Un violinista! Ginevra sbuffa e alza le spalle e subito dopo ferma due membri dellorchestra. Conoscete per caso un certo Paul? Sorridono, ma scuotono la testa. Sofia si allontana, finch, delusa, esce dallOpera, nel piazzale che ha ospitato il concerto guarda il cielo ormai notturno ma ancora chiaro di luce. E cerca un dettaglio che non trova.

Appena mezzora prima. Un bel ragazzo coi riccioli ha sistemato nella custodia il suo violino. Ha appena brindato insieme ai suoi compagni al successo del concerto. Sta ancora sperando che lei arrivi. Lei. Chi lavrebbe mai detto. Quella ragazza, quella bellissima ragazza era la pianista! E suonava proprio l, a pochi passi da lui. Ma ora? Ora perch quello strano ritardo? La stanno aspettando tutti e invece lei non arriva. Perch? Dov andata? Forse non vuole incontrarlo? Ehi Paul Come on. Paul sorride guardando lamico. S. Non verr pi. Ormai troppo tardi. E allora Paul se ne convince e chiude la custodia.

Ok Come on, guys! Ed esce insieme agli altri musicisti. In effetti senza di lei stava diventando noiosa quella festa. Molto meglio andare a festeggiare in qualche pub di Stoccolma.

Qualche giorno dopo. Laeroporto di Fiumicino brulica di persone di fretta e di bagagli dai pi diverso colori e dimensioni. Sono quasi le otto. Andrea le ha mandato un messaggio dicendole che ritarder solo di qualche minuto perch la seconda riunione in programma allo studio si conclusa pi tardi del previsto. Ginevra andata via con Luigi, il suo assistente che venuta a prenderla per portarla subito a una conferenza stampa. Si sono salutate abbracciandosi forte. Il distacco sar breve, gi dopodomani dovranno incontrarsi per definire le condizioni di partecipazione di Sofia a un concerto a Sidney. Sofia, seduta ad aspettare, osserva le persone. Un flusso che solo in apparenza sembra indistinto. A guardar bene regala molti spunti per la sua curiosit. La sua attenzione catturata da una coppia che si sta salutando. Lui le accarezza i capelli mentre lei guarda in basso, per terra. Lui le parla ma lei sembra non sentire. Lui continua e cerca di stringerla a s ma lei si allontana di colpo. Prende il borsone che aveva posato per terra e inizia a camminare veloce, via da lui, che resta immobile a guardarla. Indeciso se seguirla o no. A Sofia torna in mente Paul davanti allhotel, la prima sera a Stoccolma. Le torna in mente il ricevimento. Il fatto che lui non venuto. Perch? Non ha nemmeno preso il suo numero. Non sa il suo cognome. Certo, potrebbe chiedere a Ginevra di fare una ricerca e chiedere quanti violinisti di nome Paul erano nellorchestra. E da l cercare di rintracciarlo. Per un attimo le viene voglia di prendere il cellulare e chiamarla. Ma che faccio? Se davvero fosse stato interessato a me sarebbe venuto al party. Invece nulla. E poi sono matta? Ma che mi importa di lui? Io amo Andrea. Era solo una curiosit, cerca di darsi una giustificazione. Ma ripensa a quel suo sguardo, alla bocca carnosa, al suo sorriso, a quel pomeriggio passato a chiacchiera in quel bar del nulla, di un nulla cos piacevole Non amo che le rose che non colsi le diceva sua madre quando viveva gi a Ispica citando quello scrittore famoso, e le sorrideva quando lei a diciassette anni era pazza di quel ragazzo del paese che non la considerava affatto. Poi Sofia alza lo sguardo. Un ragazzo davanti a lei, di spalle, sta guardando un cartellone. Sofia ha un sobbalzo. alto, riccioluto, schiena ampia. Lei si alza e proprio in quel momento il ragazzo si volta un po di profilo. No. Non lui. Lei resta in piedi, l, davanti alla poltroncina della sala dattesa di un aeroporto mentre passano delle persone. Storie che solo per qualche istante si intrecciano. Arrivi. Partenze. Amori, amicizie, gente che si perde per un attimo per poi ritrovarsi un giorno. Forse. Una cosa sicura, quel ragazzo di profilo non Paul. E lei si rimette a sedere, detestandosi per la sua stupidit, per quella sciocchezza di credere che lui lavesse seguita fino a Roma.

Tesoro! Sono qui! Sofia si volta di scatto. Andrea le sorride. Fatti baciare e stringere e senza lasciarle il tempo di rispondere labbraccia forte sollevandola un po da terra e facendole fare un giro, sorpresa. Sei stata bravissima, hanno dato il concerto in streaming online mamma mia, mi hai commosso. stato straordinario! Sei magnifica, amore! E labbraccia ancora pi forte. Ma Sofia si guarda in giro come se tutto fosse ancora possibile. Non amo che le rose che non colsi. Guido Gozzano: proprio in quel momento si ricorda il nome dello scrittore. Ok, ok, amore! Cos mi soffochi Lui sorride, ma lei si sorprende del verso che ha usato. Andrea le prende il trolley. Dai, ti aiuto io Cominciano a camminare verso luscita dellaeroporto. Invece musicisti niente, vero? Nessuna conquista, nessun bacio, niente, giusto? Perch eri bellissima sul palco e faccio fatica a credere che tu non abbia fatto morire nessuno dei tuoi colleghi! Sofia si ferma un istante. Lo guarda, rimane sorpresa da quelle parole. Proprio in quel momento passa davanti a loro il ragazzo con i riccioli. Sofia? Ma che succede? Hai conosciuto qualcuno? Andrea diventato serio, come se per un attimo fosse preoccupato. come se intravedesse la possibilit di perderla. Sofia. La sua Sofia. Ma lei gli sorride. No, amore, sono solo un po stanca. Sei anni dopo. Sofia una pianista apprezzata a livello internazionale per il suo incredibile talento, ma la sua vita tra poco cambier completamente. Incontrer un uomo ricchissimo, di poco pi grande di lei, e da quel momento nulla sar pi come prima.

Federico Moccia lautore di Tre metri sopra il cielo (Feltrinelli, 2004), Ho voglia di te (Feltrinelli, 2006), Scusa ma ti chiamo amore (Feltrinelli, 2008), Scusa ma ti voglio sposare (Rizzoli, 2009), Luomo che non voleva amare (Rizzoli, 2011). Le sue opere sono tradotte in pi di quindici paesi.