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Un frammento di Filita Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 34, No. 2 (LUGLIO-DICEMBRE 1954), pp.

211-214 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41215513 . Accessed: 17/04/2012 05:56
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Un frammentodi Filita

II fr. 23 P. di Filita riporta un verso datoci dagli Scolia T, Iliad. XXI, 179 e XIV, 385 : Kxi /tsv 'A57)va7) Solt^apouUpv Nel dotto commento esegetico a varii testi poetici pubblicato nel volume XX degli Oxyrhynchus Papyri uscito a cura di Lobel, Wegener e Roberts(London 1952), pp. 109-113 e siglato n. 2260, si aggiunge a col. I, anche il pentametro, prima sconosciuto: (x.at /.sv'A3"/)va'/yc SoXt^apou) xa 'K^eu/-[ev tepv
3"S0V bSoi[ (7VO (pOV

il residuo di l<povcome vuole Lobel dove certo da vedere,in <pov, che richiama a 112 Horn. (p. proposito di 'Msuavo;. . . X<pov note) xoXwvon 272 rei/oc D/rc. ... tu 7cpo^ovTt . . . Lasciando da parte y/. /.cksv (cfr.Lobel, p. 112 n.) la notazione grammaticale su *xi tev col rimandoomerico,l'acquisto del pentametro pu giovare alPassegnazione anche dell'esametro che primavenivaconsideratodi opera incerta. Sarebbe ora abbastanza agevole pensare alla Demetra, con la menzione di Atene accompagnatadal ricordo dell'alturadi Eleusi. La Demetra (su cui si veda, nonostante ogni riserva, E. Maass, De tribus Philetae carminibus,Marburg 1895, p. VII; . Cessi, De Philitae carminibusquaestiones,in ranos 1909,pp. 117-137; . Cessi, La poesia Bari 1912, ellenistica, pp. 182 ss.) era un poemettoelegiaco sulla cui natura moltosi disputatospecialmente negli ultimitempia proposito del Prologo degli Atria callimachei,e delle espressionidegli Scolii fiorentini che si nel senso che si se esso debba Epafrodito? qui riportano, ignora

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essere visto nell'allusioneall'ovvia 0s<7aocppo:, oppure se l'espressione in ed se esso sia opera senso ancora essere presa proverbiale, possa : od oligostica polistica
vv. 9-10
....

....

x'"kx v.y.Szky.zi (Pfeiffer,Calliniachus I, p. 2)

ouLTkVta ttoX tt)v /.a/.p'/jv ;

e Schol. Flor, rr. 12 ss. (Pfeiffer,op. cit., p. 3): -xoxtztx v <tjvTLofjzi zi lixa Ai'ywvGTycv ovTa t:ov/][j.xtx Mi|Avspu.outoO KoXoywvou *ai etvat. tou coou [satlov tcv ttoauot^ov <p<7/,cov

op. cit.,p. 187; Crusius,s. v. Elegie, (si veda Cessi, La poesia ellenistica, in PW., Real-Enc. der cl. Alt. V, col. 2279 ; v. Blumen thal, s. v. Alt. ce. 2167-8 in der cl. sulla DePW., Real-Enc. XIX, 2, Philetas, metraspecialmente; A. Nowacki,Philitae Coi Fragmentapoetica, Diss. Mnster1927, pp. 40-5, e G. Kuchenmller,Philetae Coi Reliquiae, Diss. Berlin 1928, p. 53 e ss. nonch infineA. A. Day, The Origins of Latin Love-Elegy,Oxford 1938, pp. 14-6), si riscontra proprio agevolmente un richiamoad Eleusi, vv. 507-8: fors sua cuique loco est: quod nunc Cerialis Eleusin dicitur,hoc Celei ruta fuere senis (1).

i terminidel problema siano bene riassunti dal Pfeiffernel commentario della sua edizione (p. 2) : contenduntur longa cum brevibus Philitae et Mimnermi carmina.... .. ad Philitae carmen elegiacum Aya*spectare videtur (Edwards, Coppola), longum Philitae carmen TYjp adhuc ignotum . opponitur quod Rimane perci che, si ascriva la Demetra alle opere lunghe brevi di Filita, ad essa questo distico pare appartenere. Infatti nei brani di Ovidio, Fasti IV, 407 ss. che vengono considerati ispirati da Filita

Omettendo quanto discusso al riguardo da altri e da noi (si veda L. Alfonsi, La poesia amorosa di Filita, in Aegyptus 1943, pp. 160 e ss. ; P. D'Angelo Capra, Fileta poeta amore ?, in Annali Facolt di Lettere Universit di Cagliari, voi. XVI, Sassari 1949; L. Alfonsi, ree. a D'Angelo Capra in Aegyptus 1949, p. 144 e ss.), ci pare che

(1) Si veda J.G. Frazer, Publii Ovidii Nasonis, FastorumLibri VI, voi. IH, London 1929, a. 1., p. 266 e ss.,ma non da nulla che interessila presentericerca.

UN FRAMMENTO DI FIUTA

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Ed in Met V. 645 ss. specialmente(1), sempre secondo le indicazioni : di Maass (op. cit., p. IX), si trova pure qualche richiamointeressante rum Tritonidamisit in urbem . Aique levemcur Triptolemo ram Iam super Europen sublimiset Asida ter vectuserat iuvenis Et patriam Patria est clarae mihi dixit A the . le possibilitche il disticoappartengaad altra opera Naturalmente ci pare che la . maggior di Filita sussistonosempre: ma metodicamente probabilitsia per la Demetra, e che esso concerna i lunghi erra* bondaggi della dea. ovvio che, se esso fosse pi un poemetto un motivi filosofici meno, se inno (Cessi, op. cit., p. 182), se riflettesse di la natura rivelasse sua echi omerici opera polistica fosse pur negli essa oligostica,non ci possibiledire. Pigliamoatto che, a quanto pare, di Filita che i papiri ci donano (2) : speriamo un il primoframmento inizio. Ed ecco il distico: fortunato Ka y.ev zttu 'Avvivarvi; 8<Ai/apou Espv -stov ol z.[ev'lO.euJ'Ttvo [ .... >]oov

(1) Si veda anche L. Castiglioni, Studi intornoalle fontie alla composidi Ovidio,Pisa 1906,pp. 264^-8 zione delle Metamorfosi che accenna alla fonteseguita da Ovidio nel descriveregli erroridi Cerere, cio a Callimaco. Naturalmente si considerano anche i passi dei Fasti. In generale si pu vedere anche O. Morelli, Filita di Cos, in Maia 1949, pp. 1-13 per un profilogenerale. Un brevissimo cenno generico sulla Demetra in F. Plessis, Etudes critiquessur Properce et ses lgies, Paris 1884, p. 271 nella storia generale dell'elegia. Nowacki, op. cit., p. 73 non si del frammento scrivendo solo : ... suspicor regiopronunciasull'attribuzione ; Kuchenmller, op. cit., nm oppidorumquealiquam fuisse enumerationem anche Servio pp. 86-7 pensa, sia pure con dubbio,a qualche inno. Interessante auctus in Verg. georg. I, 19. S. Jannaccone, La letteratnra greco-latina delle Messina 1953, a pag. 19 seguendo il Malten da come modello di Metamorfosi, Ovidio nella narrazionedelle avventuredi Demetra e Core un'elogia degli Aitia ; a pag. 55 n. 1 rimandaa Zinzow ; a pag, 72 riferisce le osservazioni di ein marginealla favola Heinze; a pp. 128-130 parla delle favole metamorfiche del rattodi Proserpina , sulla quale quindi non si pronuncia esplicitamente. (2) Si veda A Caldekini, La papirologia e l'epigrafia, in Introduzione alla filologia classica da Problemi e orientamenti criticidi lingua e letteratura classica, a cura di E. Bignone, Milano 1951, p. 179 e ss.; nonch ora 1953, p. 10. C. Oallavotti, AuctariumOxyrhynchium, in Aegyptus

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su cui neppure osiamo fermarci, per avanzare ipotesisulla persona che toixe e su ; ma potrebbe essere ow, toixo, parla quelle (accettando meglio per la lunghezza rota5e, tSoivxo [cfr. iboiro in Callimaco fr. 384, 55 Pfeiffer (1)], a cui la parola rivolta, di cui si tratta. Il distico, citato si ricordi in un dotto commentoesegetico, se appartienealla Demetra ne pu dimostrareil carattere epicizzante e op. prezioso dello stile tanto da aver autorizzato taluno (Kuchenmller, cit., p. 86) ad avanzare il sospetto che si tratti per l'esametro di una data da Filita in qualche opera grammaticale(Bach, fr. interpretazione del termine 63, p. 82) op sulla base di un verso di altri. Mentreappare chiaro trattarsi di un suo verso: ed il sospetto che la Demetra* sia opera da considerare polistica diventa ancor pi fondato. Si ricordi, che commentava inoltre,che era proprio Filita v '-;; oiattviov o op. cit., (Kuchenmller, l'espressione 6:;viov <7xyuv (/uv sia con altro di Tuso Infine senso, si )voo;, pure per pp. 103-104) (2). veda fr. 4 P. "Xs'j/cloco;.
Luigi Alfonsi

(1) Debbo questi ragguagli alla cortesia e dottrinadi C. Oallavotti. di Cal<&., (2) Non vedo fattoquesto rilievo a proposito di ojjnrvia p. 2, . 10 nel dottissimo comlimaco, Anna I, Fr. I, 10 neppure da Pfeiffer, mento.