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Immanuel Kant, FONDAZIONE DELLA METAFISICA DEI COSTUMI.

PREFAZIONE. L'antica filosofia greca si divideva in tre parti: fisica, etica, logica. Codesta parti ione ! del t"tto confor#e alla nat"ra della cosa, e non vi ! n"lla da correggervi, #a solo da aggi"ngervi il s"o principio: sia per assic"rarne in tal #odo la co#plete a, sia per poter deter#inare corretta#ente le necessarie sottose ioni. $"alsiasi conoscen a ra ionale !, o %#ateriale% & e allora rig"arda "n '"alc(e oggetto & o %for#ale%, e allora si occ"pa escl"siva#ente della for#a dell'intelletto e della ragione stessa, nonc() delle regole del pensare in generale, sen a distin ione di oggetti. La filosofia for#ale si c(ia#a logica* #a la #ateriale, c(e (a c(e fare con oggetti e con leggi deter#inate a c"i ! sottoposta, si divide a s"a volta in d"e. +ali leggi, infatti, o sono leggi della nat"ra o leggi della li,ert-. La scien a delle pri#e si c(ia#a fisica, '"ella delle seconde ! l'etica* l'"na ! detta anc(e dottrina della nat"ra, l'altra dottrina dei cost"#i. La logica non p". possedere alc"na parte e#pirica, tale, cio!, c(e le leggi "niversali e necessarie del pensiero vi riposino s" fonda#enti tratti dall'esperien a: altri#enti non sare,,e logica, cio! "n canone per l'intelletto o la ragione, c(e vale in '"alsiasi pensiero e c(e deve essere di#ostrato. Per contro, sia la filosofia nat"rale, sia la #orale, (anno ciasc"na "na parte e#pirica* poic() '"ella deve definire le leggi della nat"ra co#e oggetto d'esperien a, e '"esta le leggi del volere dell'"o#o in '"anto affetto da infl"ssi nat"rali: la pri#a in for#a di leggi secondo le '"ali t"tto avviene, la seconda in for#a di leggi secondo le '"ali t"tto deve avvenire, #a non sen a c(e si considerino le condi ioni per c"i, spesso, avviene il contrario. Ogni filosofia c(e si ,asi s"ll'esperien a p". esser detta %e#pirica%* '"ella c(e trae le s"e dottrine escl"siva#ente da princ/pi a priori p". dirsi filosofia %p"ra%. $"and'! escl"siva#ente for#ale, '"est'"lti#a si c(ia#a %logica%* #a se ! ristretta a deter#inati oggetti dell'intelletto si c(ia#a %#etafisica%. Nasce cos/ l'idea di "na #etafisica articolata in d"e parti: "na %#etafisica della nat"ra% e "na %#etafisica dei cost"#i 012. La fisica avr- d"n'"e "na s"a parte e#pirica, #a anc(e "na parte ra ionale, e lo stesso l'etica: dove, peraltro, la parte e#pirica potre,,e ass"#ere il no#e particolare di %antropologia pratica%, #entre la ra ionale potre,,e c(ia#arsi %#orale% propria#ente detta. +"tte le ind"strie, i #estieri e le arti (anno tratto vantaggio dalla divisione del lavoro, gra ie a c"i "no non (a da fare t"tto, #a si li#ita a "n lavoro deter#inato, e, nelle s"e opera ioni, si differen ia sensi,il#ente da t"tti gli altri, e cos/ p". raggi"ngere la #assi#a facilit- e perfe ione di esec" ione. 3ove le attivit- non sono cos/ distinte e ripartite, #a ciasc"no ! "n t"ttofare, l'ind"stria ri#ane in condi ioni di grande ,ar,arie. P". darsi c(e sia "n oggetto non indegno di considera ione il do#andarsi se la filosofia p"ra non esiga in t"tte le s"e parti lo specialista, e se l'insie#e del lavoro er"dito non si trovere,,e in condi ioni #igliori '"alora coloro c(e, seg"endo il g"sto del p",,lico, sono avve i a vendere #escolati, in rapporti a loro stessi ignoti, l'e#pirico col ra ionale & e si c(ia#ano pensatori indipendenti &, e '"egli altri c(e, sotto il no#e di pensatori astratti 042, sono intenti a #ettere a p"nto la parte p"ra#ente ra ionale fossero a##oniti di non praticare insie#e d"e attivit- c(e, '"anto al #odo in c"i van trattate, sono #olto diverse, e per ciasc"na delle '"ali forse ! ric(iesto "n talento speciale, sicc() la loro "nione in "na stessa persona non prod"ce altro c(e "n arr"ffone* t"ttavia io '"i #i do#ando soltanto se la nat"ra della scien a non ric(ieda c(e la parte e#pirica sia ten"ta se#pre acc"rata#ente distinta dalla ra ionale, e se alla fisica 0e#pirica2 propria#ente detta non si de,,a far precedere "na #etafisica della nat"ra, e all'antropologia pratica "na #etafisica dei cost"#i, dep"rate con c"ra da t"tto ci. c(e possono avere di e#pirico, in #odo c(e si sappia in entra#,i i casi fino a c(e p"nto si estendano le possi,ilit- della p"ra ragione, e da '"ali fonti essa tragga '"ei s"oi insegna#enti %a priori%: sia poi codesta indagine condotta da t"tti i #oralisti 0il c"i no#e ! legione2, o da alc"ni soltanto a ci. '"alificati. Poic() '"i, propria#ente, la #ia inten ione si dirige s"lla filosofia #orale, io li#ito la '"estione in '"esti ter#ini: se non si pensi c(e sia assol"ta#ente necessario ela,orare "na volta per t"tte "na filosofia #orale p"ra, co#pleta#ente li,erata da t"tto ci. c(e sia co#"n'"e e#pirico e appartenente all'antropologia. C(e cos/ de,,a essere, appare diretta#ente dalla co#"ne idea del dovere e delle leggi #orali. Ness"no p".

negare c(e "na legge c(e sia #orale, e cio! fondi "na o,,ligatoriet-, de,,a co#portare "na necessitassol"ta. Cos/ il precetto non #entire non (a da valere solo per l'"o#o, '"asi c(e altri esseri ra ionali non dovessero preocc"parsene* e lo stesso p". dirsi di ogni altra legge #orale. Il fonda#ento dell'o,,ligatoriet-, pertanto, non va cercato nella nat"ra dell'"o#o, o nelle circostan e del #ondo in c"i l'"o#o ! collocato, ,ens/ %a priori%, escl"siva#ente in concetti della p"ra ragione* #entre ogni altra prescri ione, c(e si fondi s" princ/pi della #era esperien a, foss'anc(e "na prescri ione in certo senso "niversale, se si appoggia anc(e per "na #ini#a parte & ad ese#pio, per "n s"o #ovente & s" ,asi e#piric(e, p". dirsi ,ens/ "na regola pratica, #a #ai "na legge #orale. Perci., non solo le leggi #orali, con i loro princpi, si disting"ono essen ial#ente da t"tte le altre, c(e (anno in s) '"alcosa di e#pirico, #a t"tta la filosofia #orale riposa intera#ente s"lla s"a parte p"ra, e, p"r applicandosi all'"o#o, non trae n"lla dalla conoscen a dell'"o#o 0antropologia2 052, ,ens/ d- a l"i, co#e essere ra ionale, leggi %a priori%. $"este ric(iedono, sia p"re, "n gi"di io ag" ato dall'esperien a: sia per disting"ere in '"ali casi vadano applicate, sia per dare ad esse accesso alla volont- dell'"o#o ed energia nell'eserci io: infatti l'"o#o, affetto co#e tale da tante inclina ioni, ! ,ens/ capace dell'idea di "na ragion p"ra pratica, #a non riesce facil#ente a renderla efficace %in concreto% nel s"o co#porta#ento. 6na #etafisica dei cost"#i !, perci., assol"ta#ente indispensa,ile, non solo per "no scopo teoretico, di indagare la fonte %a priori% dei princ/pi pratici c(e si trovano nella nostra ragione, #a anc(e perc() i cost"#i ri#angono soggetti a ogni genere di corr" ione, finc() #anc(i '"el filo cond"ttore e nor#a s"pre#a del retto gi"di io. Ci. c(e (a da essere #oral#ente ,"ono, infatti, non ,asta c(e sia %confor#e% alla legge #orale: esso deve anc(e avvenire %per% la legge #orale. In caso contrario, '"ella confor#itresta #olto cas"ale e #anc(evole, perc() il #otivo non #orale p"., ,ens/, prod"rre '"a e lco#porta#enti confor#i alla legge, #a, per lo pi7, ne prod"rr- di diffor#i. 8e non c(e la legge #orale, nella s"a p"re a e gen"init- 0c(e app"nto nelle '"estioni pratic(e ! la cosa pi7 i#portante2, non va cercata altrove c(e nella filosofia p"ra. $"esta, d"n'"e, co#e #etafisica, deve precedere, e sen a di essa non p". esserci alc"na filosofia #orale. An i, '"ella c(e #escoli i princ/pi p"ri con gli e#pirici non #erita il no#e di filosofia 0disting"endosi la filosofia dalla co#"ne conoscen a ra ionale per la capacit- di isolare in "na scien a ci. c(e '"esta afferra solo #escolato con altro2, e ancor #eno di filosofia #orale, dato c(e, per '"esta #escolan a, reca addiritt"ra detri#ento alla p"re a dei cost"#i e contrasta con lo scopo s"o proprio. Non si creda, t"ttavia, di aver gi- ci., c(e '"i si ric(iede, nella propede"tica c(e il cele,re 9olff pre#ise alla s"a filosofia #orale, c(ia#ando la filosofia %pratica generale%. Non si creda, cio!, c(e il ca#po '"i coltivato non sia del t"tto n"ovo. App"nto perc() voleva essere "na filosofia pratica generale, essa non prende in considera ione "n volere specialissi#o c(e, prescindendo da t"tti i #oventi e#pirici, sia deter#inato intera#ente da princ/pi a priori, e c(e perci. potre,,e c(ia#arsi volere p"ro* ,ens/ il volere in genere, con t"tte le opera ioni e condi ioni c(e gli co#petono in '"esto significato generale. Essa si disting"e, pertanto, da "na #etafisica dei cost"#i, cos/ co#e la logica generale si disting"e dalla filosofia trascendentale: '"ella esponendo le opera ioni e le regole del pensiero %in genere%, '"esta '"elle particolari opera ioni e regole c(e sono proprie del pensiero %p"ro%: da c"i, cio!, son conosci"ti oggetti intera#ente %a priori%. La #etafisica dei cost"#i deve, infatti indagare l'idea e i princ/pi di "na possi,ile volont- p"ra, e non le opera ioni e le condi ioni del volere "#ano in genere, in gran parte di ordine psicologico. C(e nella filosofia generale pratica 0sia p"re del t"tto inde,ita#ente2 si parli anc(e di leggi #orali e di dovere, non ! "n'o,ie ione: perc() gli a"tori di '"ella scien a ri#angono fedeli alla s"a idea, e non disting"ono i #oventi, c(e, co#e tali, sono rappresentati intera#ente %a priori% dalla ragione & e si c(ia#ano propria#ente #orali &, dai #oventi e#pirici, c(e l'intelletto innal a a concetti generali per se#plice co#para ione di esperien e. Al contrario, sen a ,adare alla differen a delle loro fonti, essi li considerano solo in ,ase al ris"ltato, #aggiore o #inore, della loro so##a 0considerandoli, pertanto, co#e "nifor#i2. In '"esto #odo pervengono al loro concetto di %o,,ligatoriet-%, c(e, in verit-, ! t"tt'altro c(e #orale, #a ! tale '"ale lo si p". pretendere in "na filosofia c(e non si interessa p"nto dell'origine di t"tti i possi,ili concetti pratici, se essi siano anc(e %a priori% o soltanto %a posteriori%. Coll'intento, d"n'"e, di preparare "na volta o l'altra "na #etafisica dei cost"#i, io ne faccio precedere '"i la fonda ione. E' vero: essa non (a propria#ente altro fonda#ento c(e la critica della %ragion p"ra pratica%, analoga#ente a '"anto (a fatto per la #etafisica la critica della ragion p"ra spec"lativa. 8e non c(e, da "n

lato la pri#a non ! cos/ assol"ta#ente necessaria co#e la seconda, perc() in ca#po #orale la ragione "#ana, anc(e nell'intelletto pi7 co#"ne, gi"nge facil#ente a "na grande corrette a e co#plete a, #entre in ca#po teoretico, co#e ragion p"ra, ! affatto dialettica. 3'altro canto, a "na critica della ragion p"ra pratica, '"ando fosse co#pi"ta, io c(ieder. c(e #ostri la s"a "nit- con la ragione spec"lativa in "n principio co#"ne: poic(), alla fine, non p". essere se non "na #edesi#a ragione, '"ella c(e va distinta "nica#ente per la s"a applica ione. A "na tal co#plete a io non potevo '"i pervenire sen a prendere in '"estione considera ioni di t"tt'altra specie, confondendo il lettore. Per '"esto #i son servito del titolo di %fonda ione della #etafisica dei cost"#i%, an ic() di %critica della ragion p"ra pratica%. :a poic(), in ter o l"ogo, anc(e "na #etafisica dei cost"#i, nonostante il s"o titolo, c(e p". spaventare, p". essere div"lgata e adattata all'intelletto co#"ne gi"dico opport"no far precedere a parte '"esta ela,ora ione del fonda#ento, per non dover in seg"ito associare a dottrine pi7 co#prensi,ili '"ella sottiglie a c(e in "na tal ricerca ! inevita,ile. La presente fonda ione, cionondi#eno, altro non ! c(e la ricerca e deter#ina ione del %principio s"pre#o della #oralit-%: ci. c(e di per s) costit"isce, nel s"o intento, "n lavoro a s), da isolarsi da ogni altra ricerca di #orale. 8en a d",,io le #ie affer#a ioni intorno a '"esto pro,le#a i#portante, e fin '"i non ancora a s"fficien a indagato, ricevere,,ero #olta l"ce dall'applica ione dello stesso principio all'intero siste#a, e verre,,ero decisa#ente convalidate dalla adeg"ate a, c(e esso #ostra in t"tti i casi: #a (o dov"to privar#i di '"esto vantaggio, in fondo pi7 egoistico c(e altro, perc() la facilit- d'"so e l'apparente adeg"ate a di "n principio non forniscono alc"na di#ostra ione sic"ra della s"a esatte a e distolgono, pi"ttosto, dal val"tarlo per se stesso in t"tto rigore, e a prescindere dalle conseg"en e. ;o seg"ito in '"esto scritto il #etodo c(e #i pareva pi7 acconcio '"ando si voglia procedere analitica#ente 0<2 dalla conoscen a co#"ne alla deter#ina ione del s"o principio s"pre#o* e, all'inverso, dall'esa#e di '"esto principio e delle s"e fonti alla conoscen a co#"ne, sintetica#ente. L'opera si divide d"n'"e cos/: 1. %8e ione pri#a%: Passaggio dalla conoscen a ra ionale co#"ne della #oralit- alla conoscen a filosofica. 4. %8e ione seconda%: Passaggio dalla filosofia #orale popolare alla #etafisica dei cost"#i. 5. %8e ione ter a%: 6lti#o passo, dalla #etafisica dei cost"#i alla critica della ragion p"ra pratica. 8e ione pri#a. PA88A==IO 3ALLA CONO8CENZA RAZIONALE CO:6NE 3ELLA :ORALI+A' ALLA CONO8CENZA FILO8OFICA. E' i#possi,ile pensare nel #ondo, e, in genere, anc(e f"ori di esso, "na cosa c(e possa considerarsi co#e ,"ona sen a li#ita ioni, salvo, "nica#ente, la volont- ,"ona. Intelligen a, spirito, gi"di io, o co#"n'"e si c(ia#ino i %talenti% spirit"ali, nonc() coraggio, decisione, costan a nei propositi, co#e propriet- del %te#pera#ento%, sono sen a d",,io sotto #olti rig"ardi ,"oni e desidera,ili, #a possono divenire anc(e estre#a#ente cattivi e dannosi, '"ando la volont-, c(e deve far "so di '"este doti nat"rali e la c"i costit" ione specifica si c(ia#a %carattere%, non sia "na volont- ,"ona. Lo stesso accade con i %doni di fort"na%: poten a, ricc(e a, onore e la stessa sal"te, e '"el ,enessere e contente a del proprio stato c(e si c(ia#a %felicit-%, danno for a d'ani#o, #a spesso anc(e prepoten a d'ani#o, se non vi sia "na volont,"ona, c(e ne rettific(i l'infl"sso s"lla #ente e, con ci., renda confor#e a fini "niversali anc(e l'intero principio dell'a ione. 8en a dire c(e "no spettatore ragionevole e i#par iale #ai si co#piacere,,e di "na ,"ona sorte ininterrotta in "n essere c(e non #ostrasse ness"n tratto di "na volont- p"ra e ,"ona: sicc() la volont- ,"ona appare co#e la condi ione necessaria per rendere degni di essere felici. +al"ne '"alit- favoriscono sen 'altro tale volont- ,"ona, e possono facilitarne l'opera, #a non (anno, ciononostante, "n valore intrinseco incondi ionato: esse pres"ppongono se#pre ancora "na volont,"ona, c(e li#ita la sti#a c(e, del resto a ragione, si (a per esse, e non per#ette di considerarle co#e ,"one assol"ta#ente. La #odera ione negli affetti e nelle passioni, il do#inio di s) e "n so,rio sentire, non soltanto sono ,"oni sotto #olti rispetti, #a se#,rano costit"ire addiritt"ra "na parte del valore %intrinseco% della persona 0>2. +"ttavia si ! #olto lontani dal poterli c(ia#are ,"oni sen a li#ite alc"no 0per '"anto

incondi ionata#ente gli antic(i li a,,iano appre ati2, perc(), privi dei princ/pi di "na volont- ,"ona, essi possono divenire estre#a#ente cattivi* e il sang"e freddo di "n ri,aldo lo rende, non solo #olto pi7 pericoloso, #a anc(e sen 'altro pi7 repellente ai nostri occ(i di '"anto non sare,,e sen a tale '"alit-. La volont- ,"ona ! ,"ona, non per ci. c(e prod"ce o costr"isce, non per la s"a attit"dine a raggi"ngere "n '"alsiasi scopo presta,ilito, ,ens/ per il volere co#e tale* e, in s) e per se stessa considerata, va sti#ata sen a paragone pi7 alta di t"tto ci. c(e #ediante il volere si p". ottenere per soddisfare "na '"alc(e inclina ione* o anc(e, se si v"ole, la so##a di t"tte le inclina ioni. $"and'anc(e, per "n particolare sfavore del destino o per l'avari ia di "na nat"ra #atrigna, alla volont- #ancassero co#pleta#ente i #e i per raggi"ngere le s"e inten ioni* '"and'anc(e, nonostante i s"oi sfor i pi7 grandi, n"lla se ne ri"scisse a cavare, e solo ri#anesse la volont- ,"ona 0da non intendersi certo co#e #ero desiderio, ,ens/ co#e "n #ettere in atto t"tti i #e i, nella #is"ra del possi,ile2* p"re '"esta volont- risplendere,,e per se stessa co#e "n gioiello: co#e '"alcosa c(e (a il s"o pieno valore in s). N"lla potre,,e aggi"ngere n) togliere, a '"esto valore, il fatto di ri"scire "tile o infr"tt"oso: ci. non sare,,e altro, per dir cos/, c(e l'incastonat"ra per renderlo pi7 #aneggevole nel rapporto con gli altri, o per attirare l'atten ione di coloro c(e non se ne intendono a,,astan a: non per racco#andarsi ai conoscitori, o per sta,ilirne il valore intrinseco. In '"esta idea del valore assol"to e della volont- p"ra e se#plice, in c"i non entra in gioco ness"na val"ta ione di "na '"alsiasi "tilit-, vi ! '"alcosa di cos/ sorprendente c(e, per '"anto concordi con ci. la co#"ne ragione, inevita,il#ente ne nasce "n sospetto: c(e al fondo si trovi, forse, "na se#plice fantastic(eria stravagante, e c(e la nat"ra, nel dare alla nostra volont- la ragione co#e g"ida, a,,ia preso "n a,,aglio. Esa#inia#o, d"n'"e, '"ell'idea da '"esto p"nto di vista. Nelle disposi ioni nat"rali di "n essere organi ato, cio! finali ato alla vita, noi ass"#ia#o co#e principio c(e non si trovi ness"no str"#ento, indiri ato a "n '"alc(e scopo, c(e non sia il pi7 adatto e #eglio co##is"rato ad esso. 8e, d"n'"e, in "n essere dotato di ragione e volont- l'effettivo scopo della nat"ra fosse la s"a %conserva ione%, il s"o %,enessere% & in "na parola, la s"a %felicit-% &, la nat"ra avre,,e preso per '"esto #olto #ale le s"e #is"re, affidando alla ragione il co#pito di eseg"ire codesta inten ione. Infatti t"tte le opera ioni dirette a '"el fine, e t"tta la regola del s"o co#porta#ento sare,,ero indicate a '"ell'essere #olto pi7 precisa#ente dal s"o istinto. Per #e o s"o, '"ello scopo si potre,,e raggi"ngere #olto pi7 sic"ra#ente di '"anto non possa #ai avvenire #ediante la ragione. E, '"alora '"esta fosse, cionondi#eno, assegnata a '"ell'essere fort"nato, essa dovre,,e servirgli soltanto a fargli svil"ppare considera ioni s"lla felice disposi ione della s"a nat"ra, e ind"rlo ad a##irarla, a co#piacersene, a ringra iare la ca"sa ,enevola c(e gliel'(a data* non per sotto#ettere la s"a facolt- di desiderare a '"ella g"ida, de,ole e ingannevole, g"astando la nat"rale inten ione. In "na parola, la nat"ra si sare,,e g"ardata dal concedere alla ragione "n %"so pratico%, nonc() la te#erit- di ela,orare essa stessa, con la s"a de,ole ved"ta, il progetto della felicit- e dei #e i per pervenirvi: la nat"ra si sare,,e ass"nta la scelta, non solo degli scopi, #a anc(e dei #e i, e avre,,e saggia#ente affidato entra#,i solo all'istinto. In verit- trovia#o anc(e c(e, '"anto pi7 "na ragione ! coltivata e si applica a cercare il godi#ento vitale e la felicit-, tanto pi7 l'"o#o si scosta dalla vera contente a. 3i '"i, a #olti & e precisa#ente a coloro c(e pi7 si sono ill"si di fa#e "so & deriva, p"rc() siano a,,astan a sinceri per confessarlo, "n certo grado di %#isologia% ossia di odio per la ragione, poic(), nell'eccesso di ogni vantaggio c(e essi traggono, non dico dall'inven ione delle arti e del co#"ne g"sto, #a addiritt"ra delle scien e 0c(e, alla fine, se#,rano essere anc('esse "n l"sso dell'intelletto2, trovano, t"ttavia, di essersi soltanto accollati, in realt-, pi7 fatica di '"anto non a,,iano g"adagnato in felicit- 0?2* e finiscono con l'invidiare, an ic() dispre are, il co#"ne atteggia#ento degli "o#ini, pi7 vicino alla g"ida del se#plice istinto nat"rale: il '"ale, nel fare e nel non fare, non concede #olto spa io alla ragione. E fin '"i ,isogna riconoscere c(e il gi"di io di coloro c(e s#in"iscono assai, o addiritt"ra sti#ano al di sotto dello ero, i concla#ati vantaggi c(e la ragione dovre,,e proc"rarci in vista della felicit- e contente a, non ! p"nto risentito o irriconoscente verso la ,ont- del governo del #ondo: perc() al di sotto di "n tal gi"di io si trova, pi"ttosto, l'idea d'"na diversa e #olto pi7 degna finalit- della loro esisten a. A '"esta, e non alla felicit-, sare,,e propria#ente destinata la ragione, e a essa perci., co#e condi ione s"pre#a, dovre,,e s",ordinarsi in gran parte l'inten ione privata dell'individ"o.

Poic(), infatti, la ragione non ! a,,astan a adatta a g"idare con sic"re a la volont- verso i s"oi oggetti e verso la soddisfa ione di t"tti i nostri ,isogni 0c(e essa contri,"isce, in parte, a #oltiplicare2, #entre a '"esto scopo ci avre,,e condotti #olto pi7 sic"ra#ente "n istinto nat"rale innato* e poic(), d'altra parte, la ragione co#e facolt- pratica, cio! co#e tale c(e a,,ia "n infl"sso s"lla %volont-%, t"ttavia ci ! data* ne viene c(e la s"a destina ione ! di prod"rre "n %volere c(e sia ,"ono%, non %co#e #e o% in vista di altro. ,ens/ %di per se stesso%. E per '"esto, sen a d",,io, la ragione era necessaria co#e t"tte le altre disposi ioni c(e la nat"ra (a posto in atto per raggi"ngere i s"oi fini. 6na tal volont- non p". essere, d"n'"e, il ,ene "nico e intero, #a deve essere il ,ene s"pre#o, c(e condi iona t"tti gli altri, incl"sa ogni pretesa di felicit-. In '"esto caso si p". essere ,enissi#o d'accordo con la sagge a della nat"ra, '"ando ci si accorge c(e la c"lt"ra della ragione, indispensa,ile per la pri#a e incondi ionata finalit-, li#ita in #olti #odi, per lo #eno in '"esta vita, il raggi"ngi#ento della seconda, c(e in ogni caso ! condi ionata, cio!, della felicit-* e, an i, potre,,e anc(e rid"rla a "n n"lla, sen a c(e per '"esto la nat"ra venga #eno al s"o fine, dato c(e la ragione, la '"ale riconosce la s"a s"pre#a destina ione pratica nella fonda ione di "na volont- ,"ona nel raggi"ngi#ento di '"esto scopo non ! capace se non di "na felicit- specialissi#a, c(e deriva dal raggi"ngi#ento di "no scopo prescritto, a s"a volta, solo dalla ragione, '"and'anc(e t"tto ci. fosse connesso con '"alc(e danno agli scopi propostici dall'inclina ione. :a, per svil"ppare il concetto di "na, in s) so##a#ente sti#a,ile, volont- ,"ona fine a se stessa & '"ale esso si trova gi- nel sano intelletto nat"rale, e c(e (a ,isogno di essere, non tanto insegnato, '"anto pi"ttosto se#plice#ente c(iarito & per svil"ppare '"esto concetto, c(e si trova se#pre al so##o della val"ta ione dell'intero valore delle nostre a ioni, e costit"isce la condi ione di t"tto il resto, prendia#o in esa#e il concetto di dovere, c(e contiene '"ello di volont- ,"ona, se,,ene con alc"ne li#ita ioni e i#pedi#enti soggettivi: i '"ali, t"ttavia, l"ngi dal nasconderlo e dal renderlo irriconosci,ile, lo fanno risaltare pi7 c(iaro, per contrasto. +ralascio, '"i, t"tte le a ioni riconosci"te sen 'altro co#e contrarie al dovere, anc(e se, per '"esto o per '"ell'aspetto, possano essere vantaggiose. 3i '"este, infatti, non p". #ai venire in #ente c(e possano esser fatte %per dovere%, dato c(e col dovere addiritt"ra contrastano. :etto da parte anc(e le a ioni c(e effettiva#ente sono confor#i al dovere, sen a c(e gli "o#ini a,,iano per esse %ness"na inclina ione% i##ediata* #a c(e, t"ttavia, gli "o#ini eseg"ono perc() a ci. li spinge "na inclina ione diversa. $"i, infatti, si p". facil#ente disting"ere se codeste a ioni, confor#i al dovere, siano co#pi"te %per dovere% o per "na inten ione egoistica. :olto pi7 difficile ! '"esta distin ione l- dove l'a ione ! confor#e al dovere e, per di pi7, il soggetto (a "na %i##ediata% inclina ione ad essa. Ad ese#pio, ! sen 'altro confor#e al dovere c(e il co##erciante non prenda per il collo il cliente inesperto* e, l- dove i traffici sono intensi, il co##erciante saggio non fa n"lla del genere, ,ens/ rispetta "n pre o fisso, "g"ale per ogn"no, sicc() "n ,a#,ino co#pera presso di l"i altrettanto ,ene co#e c(i"n'"e altro. Il co##erciante serve, d"n'"e, %onesta#ente%: t"ttavia ci. non ,asta affatto per esser sic"ri c(e il co##erciante si sia co#portato cos/ per dovere e per rispetto dei princ/pi dell'onest-: il s"o vantaggio gli i#poneva di farlo* e c(e, oltre a ci., egli dovesse avere per il co#pratore "n'inclina ione i##ediata la '"ale, per dir cos/, per ,enevolen a, lo ind"cesse a non favorire nel pre o l'"no pi"ttosto c(e l'altro, ! "na s"pposi ione c(e, fin '"i, non ris"lta. L'a ione, d"n'"e, non era co#pi"ta, n) per dovere, n) per "na inclina ione i##ediata, #a solo in vista del proprio vantaggio. Per contro, conservare la vita ! "n dovere e, oltre a ci., ciasc"no (a "n'inclina ione i##ediata a farlo. :a, app"nto perci., la c"ra spesso angosciosa, con c"i la #aggior parte degli "o#ini attende a ci., non (a di per s) alc"n valore intrinseco, e la #assi#a c(e la ispira non (a alc"n conten"to #orale. =li "o#ini conservano ,ens/ la loro vita %confor#e#ente al dovere%, #a non %per dovere%. $"ando, per contro, avversit- e l"tti sen a speran a a,,iano tolto ogni g"sto alla vita* '"ando "n infelice, di ani#o forte, provando per il proprio destino pi7 indigna ione c(e p"sillani#it- o a,,atti#ento, desidera la #orte, e t"ttavia conserva la propria vita sen a a#arla & non per inclina ione o per pa"ra, ,ens/ per dovere &, ecco c(e la s"a #assi#a (a "n conten"to #orale. Far del ,ene ogni volta c(e si p". ! "n dovere* e, oltre a ci., vi sono ani#e cos/ partecipative c(e, anc(e sen a alc"n altro #ovente di vanit- o d'interesse, provano "n'inti#a soddisfa ione a diffondere gioia intorno a s), e possono gioire dell'altr"i contente a, sentendola co#e opera loro. Affer#o, t"ttavia, c(e in tal caso "n'a ione del genere, per '"anto sia confor#e al dovere e degna di appre a#ento, non possiede

alc"n vero valore etico, #a va di pari passo con altre inclina ioni 0@2: per ese#pio, con l'inclina ione all'onore c(e, '"ando fort"nata#ente coincide con ci. c(e effettiva#ente giova al ,ene co#"ne ed ! confor#e al dovere e perci. degna di onore, #erita, ,ens/, lode e incita#ento, #a non propria#ente sti#a #orale, perc() la #assi#a #anca di conten"to etico atto a far co#piere '"este a ioni %per dovere% e non per inclina ione. :a, s"pposto c(e l'ani#o di '"el filantropo sia off"scato da "n dolore proprio, tale da spegnere ogni partecipa ione alle sorti altr"i: egli avre,,e p"r se#pre la possi,ilit- di ,eneficare c(i ne (a ,isogno, #a il ,isogno altr"i non lo tocc(ere,,e pi7, essendo egli s"fficiente#ente occ"pato dal proprio. Posto, d"n'"e, c(e ness"na inclina ione pi7 ve lo sti#oli, e c(e egli si strappi t"ttavia da '"ella insensi,ilit- di #orte, per co#piere l'a ione sen a inclina ione alc"na, per p"ro dovere: ecco c(e l'a ione otterre,,e il s"o gen"ino valore #orale. 3ico di pi7: '"alora la nat"ra avesse posto nel c"ore di '"esto o di '"ello #inore si#patia, e cost"i 0peraltro "n onest'"o#o2 fosse per te#pera#ento freddo e indifferente al dolore altr"i & forse perc() l"i stesso ! cora ato contro il proprio da "na particolare dote di pa ien a e di sopporta ione, c(e egli s"ppone o addiritt"ra esige c(e si trovi anc(e in ogni altro &* se la nat"ra avesse for#ato "n tal "o#o 0c(e, in verit-, non sare,,e il peggiore dei s"oi prodotti2 non propria#ente alla filantropia, forse c(e egli non trovere,,e in s) "na fonte a c"i attingere "n valore #olto pi7 alto di '"ello proprio di "n te#pera#ento ,onarioA Certa#enteB App"nto '"i co#incia il valore del carattere, c(e ! #oral#ente sen a paragone il pi7 alto: dal co#piere il ,ene non per inclina ione, #a per dovere. Assic"rare la propria felicit- ! "n dovere 0per lo #eno indiretto2, poic() la #ancan a di contente a, aprendo il varco a #olte preocc"pa ioni e ,isogni insoddisfatti, potre,,e facil#ente divenire "na grossa %tenta ione a trasgredire il dovere%. :a in '"esto ca#po, anc(e sen a ,adare al dovere, gli "o#ini (anno di per s) la pi7 possente e inti#a inclina ione alla felicit-, nella c"i idea si raccolgono, app"nto, t"tte le inclina ioni, co#e in "na loro so##a. 8e non c(e il precetto della felicit- entra in collisione con tal"ne inclina ioni, sen a c(e l'"o#o sia in grado di for#arsi "n concetto deter#inato e sic"ro di '"ella so##a della soddisfa ione di t"tte le inclina ioni, c(e porta il no#e di felicit-. Non c'!, pertanto, da #eravigliarsi c(e "na singola inclina ione, in vista di ci. c(e essa pro#ette o del #o#ento in c"i la si p". soddisfare, possa prevalere s" "n'idea oscillante e ne,"losa, e c(e l'"o#o affetto, per ese#pio, da gotta possa scegliere di g"stare ci. c(e gli piace, e di soffrire ci. c(e gli tocca, perc() non si sente disposto a sacrificare il godi#ento dell'atti#o presente all'aspettativa, forse infondata, di "na felicit- f"t"ra. :a anc(e in '"esto caso, in c"i la generale inclina ione alla felicit- non deter#ina il s"o volere, e la felicit-, al#eno ai s"oi occ(i, non prevale necessaria#ente, ri#ane t"ttavia 0in '"esto co#e in t"tti gli altri casi2 "na legge: '"ella di pro#"overe la propria felicit-, non per inclina ione, #a per dovere* ed ecco c(e il s"o co#porta#ento raggi"nge "n gen"ino valore #orale. In '"esto senso sono da intendersi, sen a d",,io, anc(e i passi della 8critt"ra in c"i si ordina di a#are il prossi#o, e perfino il ne#ico. Infatti l'a#ore co#e inclina ione non p". venir co#andato* #a il far del ,ene per dovere lo p"., anc(e se a ci. non spinge ness"na inclina ione, an i contrasta "n'inclina ione nat"ral#ente irresisti,ile. $"esto far del ,ene per dovere ! "n a#ore %pratico% e non %patologico% 0C2, c(e (a l"ogo nella volont-, e non nelle preferen e del senso: nei princ/pi dell'a ione, e non nella partecipa ione patetica. E solo "n tal a#ore pratico p". venir co#andato. 8econda proposi ione: "n'a ione co#pi"ta per dovere trae il s"o valore #orale, %non dalla finalit-% c(e perseg"e 0D2, ,ens/ dalla #assi#a in ,ase alla '"ale la si decide: '"indi non dipende dalla realtdell'oggetto dell'a ione, #a solo dal %principio del volere% in ,ase a c"i si co#pie l'a ione, prescindendo da '"alsiasi oggetto della facolt- di desiderare. C(e le #ire c(e possia#o avere nelle nostre a ioni, e le loro conseg"en e, co#e scopi e #oventi della volont-, non conferiscano alle a ioni alc"n valore #orale incondi ionato, ris"lta c(iara#ente da '"anto si ! detto. 3ove p". trovarsi, d"n'"e, '"esto valore, c(e la volont- non trova nell'effetto speratoA In ness"n'altra parte c(e nel %principio della volont-%, a prescindere dagli scopi c(e con '"ell'a ione possono essere raggi"nti. Infatti la volont- si trova in #e o, tra il s"o principio %a priori%, c(e ! for#ale, e il s"o #ovente %a posteriori%, c(e ! #ateriale, '"asi co#e a "n ,ivio: e poic() deve p"r esser deter#inata da '"alcosa, sar- il principio for#ale del volere '"ello c(e (a da deter#inarla, se la s"a a ione ! fatta per dovere, dato c(e ness"n principio #ateriale p". fare altrettanto. La ter a proposi ione, conseg"en a delle altre d"e, la espri#erei cos/: %dovere ! la necessit- di "na a ione c(e va co#pi"ta per rispetto della legge%. Per l'oggetto, co#e effetto dell'a ione progettata, posso avere ,ens/ "n'%inclina ione%, #a %#ai rispetto%: app"nto perc() si tratta di "n se#plice effetto e non

dell'attivit- di "na volont-. 3el pari non posso avere rispetto per "n'inclina ione, appartenga essa a #e o a "n altro, #a al pi7, nel pri#o caso, posso approvarla, e nel secondo anc(e a#arla, cio! considerarla co#e favorevole al #io proprio vantaggio. Per contro, solo ci. c(e alla #ia volont- si connette escl"siva#ente co#e fonda#ento, e #ai co#e effetto, n) serve alla #ia inclina ione, #a la soggioga, o, per lo #eno, la escl"de del t"tto dalla ,ilancia '"ando si tratta di scegliere & e, perci., solo la p"ra legge per s) &, p". essere oggetto di rispetto e, cos/, fornire "n co#ando. 8e, d"n'"e, in "n'a ione fatta per dovere si deve #etter da parte l'infl"sso dell'inclina ione e, con ci., ogni oggetto della volont-, non ri#ane n"ll'altro, c(e possa deter#inare la volont-, se non oggettiva#ente la %legge%, e soggettiva#ente il %p"ro rispetto% per '"esta legge pratica, perci. la #assi#a 0A 12 di seg"ire "na tal legge anc(e andando contro t"tte le #ie inclina ioni. Il valore #orale dell'a ione non si trova, d"n'"e, nell'effetto c(e ci si attende da essa, e nepp"re, '"indi, in "n '"alsiasi principio dell'a ione c(e possa trarre #otivo da '"esto effetto atteso. +"tti gli effetti, infatti 0gradevole a di "no stato proprio, o anc(e pro#o ione dell'altr"i felicit-2, possono essere prodotti anc(e da altre ca"se, sen a c(e sia necessario l'intervento della volont- di "n essere ra ionale: in c"i, p"re, solo si p". trovare il ,ene s"pre#o e incondi ionato. Non p". esser altro, d"n'"e, c(e la %rappresenta ione della legge% in se stessa & %c(e, invero, si trova solo nell'essere ra ionale% & in '"anto essa, e non l'effetto sperato, sia fonda#ento di deter#ina ione della volont-, '"el ,ene cos/ eccellente c(e noi c(ia#ia#o #orale, e c(e, presente gi- nella persona #edesi#a c(e agisce secondo la legge, non va atteso dall'effetto c(e l'a ione prod"ce 0A 42. :a '"al tipo di legge p". #ai essere '"ella la c"i rappresenta ione, anc(e sen a c(e si consideri l'effetto atteso, deve deter#inare la volont-, affinc() '"esta possa c(ia#arsi ,"ona in senso assol"to e sen a li#ita ioneA 3ato c(e (o sottratto alla volont- t"tti gli i#p"lsi c(e potre,,ero derivare dal prestare o,,edien a a "na '"alc(e legge, non ri#ane altro c(e la "niversale confor#it- delle a ioni alla legge in genere: solo '"esta deve servire da principio alla volont-. Cio!, io non devo #ai co#portar#i in #odo tale da non %poter volere c(e la #ia #assi#a divenga "na legge "niversale% 01E2. Allora solo la p"ra confor#italla legge in generale 0sen a c(e, a fonda#ento di certe a ioni, si ponga "na legge deter#inata2 ! ci. c(e serve da principio alla volont-* e anc(e ci. c(e deve cos/ servirle, se il dovere (a da essere '"alcos'altro c(e "n v"oto sogno o "n concetto c(i#erico. 8" '"esto p"nto la co#"ne ragione "#ana concorda, nel s"o gi"di io pratico, perfetta#ente, ed (a se#pre davanti agli occ(i il principio di c"i s'! detto. Ponia#oci la '"estione: #i ! lecito, '"ando #i trovo in difficolt-, fare "na pro#essa con l'inten ione di non #antenerlaA Facil#ente disting"o, '"i, i d"e significati c(e la do#anda p". avere: se sia saggio, o se sia confor#e al dovere fare "na falsa pro#essa. La pri#a cosa p"., sen a d",,io, verificarsi spesso. Certo non ,asta constatare c(e, con '"ell'espediente, (o #odo di sottrar#i all'inco#,ente difficolt-: devo ,en considerare se da '"esta #en ogna non #i possa derivare, in seg"ito, "n i#,ara o ancor #aggiore di '"elli da c"i, per il #o#ento, #i li,ero* e poic(), nonostante ogni #ia pres"nta %ast" ia%, le conseg"en e non sono facili da prevedere, e la perd"ta fid"cia potre,,e portar#i svantaggi #olto #aggiori di '"alsiasi danno c(e io pensi ora di evitare, devo do#andar#i se non sare,,e pi7 %saggio%, in tale circostan a, co#portarsi secondo "na #assi#a "niversale e darsi co#e a,it"dine di non pro#ettere #ai, se non con l'inten ione di #antenere. :a, a '"esto p"nto, #i riesce evidente c(e "na tale #assi#a avre,,e se#pre a s"o fonda#ento soltanto le conseg"en e te#"te. Ora, ! '"alcosa di affatto diverso essere veritieri per dovere, o l'esserlo per ti#ore di conseg"en e sgradite: nel pri#o caso il concetto dell'a ione, in se stesso, contiene gi- per #e "na legge* nel secondo devo cercare al di f"ori di esso '"ali effetti possano derivare dalla #ia a ione. 8e, infatti, #i scosto dal principio del dovere, l'a ione ! sen 'altro #oral#ente cattiva* #a se sono infedele alla #ia #assi#a di sagge a, p". darsi c(e, '"alc(e volta, ci. #i torni di vantaggio, anc(e se ! pi7 sic"ro ri#anerle fedele. Per poi app"rare in ,reve e sen a possi,ilit- di errore & allo scopo di risolvere il #io pro,le#a & se "na pro#essa #en ognera sia o no confor#e al dovere, #i do#ando: sarei io contento c(e la #ia #assi#a 0'"ella di trar#i d'i#paccio #ediante "na falsa pro#essa2 a,,ia da valere co#e legge "niversale 0tanto per #e '"anto per gli altri2, e potrei dire a #e stesso: faccia c(i"n'"e "na falsa pro#essa, se si trova in difficolt- e non p". cavarsi d'i#paccio in altro #odoA Ecco c(e #i rendo conto i##ediata#ente c(e posso, ,ens/, volere la #en ogna, #a non "na legge generale di #entire. 8econdo "na tal legge, infatti, non potre,,e esservi propria#ente ness"na pro#essa, perc() sare,,e in"tile fingere davanti agli altri di legare la #ia volont- nelle a ioni f"t"re, se a '"esta fin ione ness"no

credesse* o se anc(e, p"r credendoci per leggere a, "no fosse pronto t"ttavia a ripagar#i con la stessa #oneta. Non appena, '"indi, la #ia #assi#a divenisse "na legge "niversale, si distr"ggere,,e da s). Ci. c(e (o d"n'"e da fare, perc() il #io volere sia #oral#ente ,"ono, non (o ,isogno di particolare ac"te a d'ingegno per app"rarlo. 8en a esperien a delle cose del #ondo, incapace di prevedere t"tti i casi c(e possono prod"rsi, io #i li#ito a do#andar#i: p"oi t" anc(e volere c(e la t"a #assi#a divenga "na legge "niversaleA 8e non ! cos/, la t"a #assi#a va respinta, e non gi- per "n danno c(e possa derivarne a te, o anc(e ad altri, ,ens/ perc() essa non p". entrare co#e principio in "na possi,ile legisla ione "niversale, verso la '"ale la ragione #i i#pone i##ediata#ente rispetto. E, anc(e se '"esto rispetto, per il #o#ento, non %vedo% s" c(e cosa si fondi 0essendo ci. oggetto della riflessione del filosofo2, per lo #eno capisco '"esto: c(e si tratta di appre are "n valore c(e s"pera di gran l"nga '"alsiasi valore di cosa c(e possa essere appre ata dall'inclina ione* e c(e la necessit- c(e le #ie a ioni siano co#pi"te per %p"ro% rispetto della legge pratica ! ci. c(e costit"isce il dovere, a c"i ogni altra #otiva ione deve cedere il passo: perc() il dovere ! la condi ione di "na volont- ,"ona in s), il c"i valore sta al di sopra di t"tto. A,,ia#o cos/ toccato il principio della conoscen a #orale della co#"ne ragione "#ana: principio c(e essa non isola, ! vero, in '"esta for#a "niversale* #a c(e, t"ttavia, (a costante#ente davanti agli occ(i, e "sa co#e criterio del s"o gi"di io. Facile sare,,e #ostrare co#e, con '"esta ,"ssola in #ano, essa sia perfetta#ente in grado di disting"ere, in t"tti i casi c(e si presentano, c(e cosa ! ,ene e c(e cosa ! #ale, c(e cosa ! confor#e a dovere e c(e cosa col dovere contrasta: ,asta per '"esto, sen a insegnarle assol"ta#ente n"lla di n"ovo, fare co#e 8ocrate: renderla attenta al s"o proprio principio, sen a c(e essa a,,ia ,isogno di scien a o di filosofia, per sapere c(e cosa de,,a fare se (a da essere onesta e ,"ona, e perfino saggia e virt"osa. Era, del resto, pres"#i,ile fin da principio c(e la conoscen a di ci. c(e ogni "o#o ! o,,ligato a fare, e '"indi anc(e a sapere, sia alla portata di ogni "o#o, anc(e del pi7 co#"ne. Con t"tto ci., ! i#possi,ile considerare sen a a##ira ione co#e la capacit- pratica di gi"di io s"peri sen a paragone, nel co#"ne intelletto "#ano, la capacit- teoretica. In '"est'"lti#a, se la co#"ne ragione si arrisc(ia di allontanarsi dalle leggi dell'esperien a e dalle perce ioni dei sensi, essa cade in difficoltinestrica,ili e in contraddi ioni con se stessa* o, '"anto #eno, in "n caos di incerte a, osc"rit- e inconsisten a. In ca#po pratico, per contro, la capacit- di gi"di io co#incia a #ostrare il s"o pregio app"nto '"ando l'intelletto co#"ne escl"de dalle leggi pratic(e '"alsiasi #ovente sensi,ile. P"., allora, darsi perfino a sottiglie e, e cercar sofis#i con la propria coscien a, o con le pretese altr"i, in rapporto a ci. c(e (a da c(ia#arsi retto* o p". anc(e deter#inare sincera#ente il valore delle a ioni a ,eneficio della conoscen a s"a propria* e, ci. c(e ! pi7, in '"est'"lti#o caso p". sperare di cogliere nel segno non #eno di '"el c(e fare,,e "n filosofo: an i, p". perfino s"perarlo in sic"re a, dato c(e il filosofo non dispone di alc"n altro principio c(e '"ello dell'"o#o co#"ne, #entre il s"o gi"di io p". facil#ente esser t"r,ato da "na '"antit- di considera ioni estranee alla #ateria e venir deviato dalla retta dire ione. Non sare,,e, d"n'"e, pi7 consiglia,ile affidarsi, nelle '"estioni #orali, al gi"di io della ragione co#"ne e, al pi7, far intervenire la filosofia solo per esporre il siste#a della #oralit- in #odo pi7 co#pleto e co#prensi,ile e fornire le regole per il s"o "so 0e, ancor pi7, per disc"terne2, #a non gi- con l'intento pratico di distogliere il co#"ne intelletto "#ano dalla s"a felice se#plicit- e g"idarlo, con la filosofia, verso "na n"ova via d'indagine e d'insegna#entoA L'innocen a ! "na ,ellissi#a cosa: #a, p"rtroppo, non ! facile da conservare, e si lascia spesso sed"rre. Pertanto la sagge a & c(e del resto spesso consiste pi7 nel fare c(e nel sapere & (a ,isogno anc(e della scien a, non per i#parare da lei, #a per rendere i s"oi precetti accessi,ili e costanti. L'"o#o sente in s) "n potente contrappeso ad ogni co#ando del dovere, c(e la ragione gli rappresenta cos/ degno di sti#a: lo sente nei s"oi ,isogni e nelle s"e inclina ioni, la c"i soddisfa ione totale si riass"#e nel no#e di felicit-. Ora, la ragione co#anda inflessi,il#ente, sen a n"lla pro#ettere alle inclina ioni, e, pertanto, '"asi respingendo e tenendo in ness"n conto '"elle pretese cos/ i#pet"ose e apparente#ente e'"e 0c(e non si lasciano cancellare da ness"n co#ando2. Nasce, di '"i, "na %dialettica nat"rale%, cio! "na tenden a a ra iocinare contro '"elle severe leggi del dovere, e a #ettere in d",,io la loro validit-, o, '"anto #eno, la loro p"re a e rigide a, in #odo da renderle, per '"anto possi,ile, pi7 adatta,ili ai nostri desideri e inclina ioni* cio!, in sostan a, in #odo da corro#perle e soppri#ere intera#ente il loro valore: cosa c(e, in "lti#a istan a, nepp"re la co#"ne ragione pratica p". gi"dicare ,"ona.

Non, d"n'"e, "n ,isogno di spec"la ione 0c(e la ragione non sente, fin '"ando s'accontenti di essere #era ragionevole a2, ,ens/ "n'esigen a propria#ente pratica spinge la %co#"ne ragione "#ana% a "scire dal s"o -#,ito e a co#piere "n passo nel ca#po di "na %filosofia pratica%, per trarne insegna#enti e c(iare istr" ioni circa la fonte del s"o principio e la s"a corretta deter#ina ione, in contrapposto alle #assi#e c(e si fondano s"l ,isogno e s"ll'inclina ione. Cos/ si trae dall'i#paccio c(e le proc"rano le pretese delle d"e parti, e non corre il risc(io, c(e le fa correre l'a#,ig"it- in c"i facil#ente cade, di veder soffocati t"tti i s"oi princ/pi #orali gen"ini. Anc(e nella ragion pratica co#"ne, d"n'"e, '"ando essa si coltivi, si svil"ppa insensi,il#ente "na %dialettica%, c(e costringe a cercare ai"to nella filosofia, cos/ co#e accade nell'"so teoretico: sicc() la pri#a, non #eno c(e la seconda, trover- pace solo gra ie a "na critica esa"riente della nostra ragione. 8e ione seconda. PA88A==IO 3ALLA FILO8OFIA :ORALE POPOLARE ALLA :E+AFI8ICA 3EI CO8+6:I. 8e fin '"i a,,ia#o tratto il concetto di dovere dall'"so co#"ne della nostra ragion pratica, non se ne deve p"nto concl"dere c(e, per '"esto, noi lo a,,ia#o considerato co#e "n concetto d'esperien a. An i, se noi ,adia#o all'esperien a dell'agire "#ano, trovia#o fre'"enti & e, a nostro parere, anc(e gi"stificate & la#entele c(e dell'inten ione di agire per p"ro dovere si possono indicare cos/ poco ese#pi sic"ri c(e, anc(e '"ando di fatto si co#pie ci. c(e il %dovere% co#anda, non si p". #ai essere assol"ta#ente certi c(e ci. sia stato fatto propria#ente %per dovere% e, '"indi, a,,ia "n valore #orale. Per '"esto, vi sono stati in t"tti i te#pi filosofi c(e (anno assol"ta#ente negato la realt- di "na siffatta inten ione nelle a ioni "#ane, t"tto ascrivendo a "n pi7 o #eno raffinato egois#o, sen a per '"esto #ettere in d",,io la corrette a del concetto di #oralit-: an i, parlando con inti#o dispiacere della fragilit- e insincerit- della nat"ra "#ana, a,,astan a no,ile, ,ens/, per farsi "n'idea cos/ elevata di ci. c(e le ! prescritto, #a, al te#po stesso, troppo de,ole per seg"irla, e c(e si serve della ragione, c(e dovre,,e indicarle la legge, solo per c"rare gli interessi delle inclina ioni prese singolar#ente, o, '"ando vada ,ene, rese il pi7 possi,ile co#pati,ili l'"na con l'altra. Effettiva#ente ! affatto i#possi,ile accertare con assol"ta sic"re a, #ediante l'esperien a, anc(e "n singolo caso in c"i la #assi#a di "n'a ione, peraltro confor#e al dovere, sia stata ispirata escl"siva#ente da ragioni #orali e dalla rappresenta ione del dovere #edesi#o. Capita ,ens/, '"alc(e volta, c(e anc(e il pi7 acc"rato esa#e di coscien a non gi"nga a capire c(e cosa, all'inf"ori del fonda#ento #orale del dovere, avre,,e pot"to agire s" di noi con tanta for a da ind"rci a '"esta o '"ella a ione ,"ona, c(e ci ! costata tanto sacrificio: epp"re di '"i non si p". concl"dere con sic"re a c(e, effettiva#ente, '"alc(e sti#olo nascosto dell'a#or di s) non sia stata la vera ca"sa deter#inante della volont- dietro la #era facciata dell'idea del dovere. Poic() noi possia#o l"singarci volentieri di "n no,ile #ovente, falsa#ente pres"nto, #a in realt-, anc(e con l'esa#e spinto pi7 a fondo, non ri"scia#o #ai a individ"are piena#ente le #olle segrete dell'agire: infatti, '"ando si tratta del valore #orale, ci. c(e conta non sono le a ioni c(e si vedono, ,ens/ i loro princ/pi interiori, c(e non si vedono. E a coloro c(e irridono a ogni #oralit-, co#e a "n p"ro fantas#a d'"na fantasia "#ana c(e si #onta da s) per vanit-, non si p". rendere servi io pi7 desidera,ile c(e concedere loro c(e il concetto del dovere 0di c"i volentieri ci si pers"ade, per co#odit-, c(e sia affine a t"tti gli altri2 de,,a effettiva#ente esser tratto dall'esperien a: perc() cos/ si prepara loro "n sic"ro trionfo. Per a#or degli "o#ini, voglio concedere anc(e c(e la #aggior parte delle nostre a ioni siano confor#i al dovere: #a, appena si g"arda pi7 da vicino il loro tendere e tentare, ci si i#,atte dappert"tto nel caro io, c(e sp"nta contin"a#ente. 8" di esso, e non s"l severo co#ando del dovere, c(e #olte volte ric(iedere,,e a,nega ione, si fonda la nostra inten ione. NF occorre essere "n ne#ico della virt7 & #a solo "n osservatore freddo, c(e non sca#,ia il vivace desiderio del ,ene i##ediata#ente per "na s"a realt- & per d",itare, in certi #o#enti 0special#ente col crescere degli anni, e con "n gi"di io scaltrito dall'esperien a e affinato nell'osserva ione2, se #ai real#ente possa incontrarsi nel #ondo "na vera virt7. A '"esto p"nto, n"lla p". preservarci dalla totale rovina della nostra idea del dovere, e conservare nell'ani#a "n fondato rispetto per la s"a legge, se non il c(iaro convinci#ento c(e, '"and'anc(e non vi fossero #ai a ioni scat"rite da "na si#ile p"ra fonte, p"re non si tratta p"nto di sta,ilire se accada '"esta o '"ella cosa: perc() la ragione

co#anda di per se stessa, e indipendente#ente da t"tti i feno#eni, ci. c(e deve accadere: a ioni, '"indi, di c"i p". anc(e darsi c(e il #ondo finora non a,,ia fornito alc"n ese#pio, an i, della c"i eseg"i,ilit-, finc() ci si fonda solo s"ll'esperien a, si p". forte#ente d",itare* e c(e la ragione non cessa, per '"esto, di co#andare inderoga,il#ente. Per ese#pio: "na assol"ta onest- nell'a#ici ia non p". non esser ric(iesta ad ogni persona, '"and'anc(e, finora, non fosse esistito ness"n a#ico sincero: infatti, "n tal dovere si trova, co#e dovere in generale, nell'idea di "na ragione c(e deter#ina la volont- secondo princ/pi a %priori%, pri#a di '"alsiasi esperien a. 8i aggi"nga c(e, se non si v"ol negare al concetto di #oralit- ogni verit- e ogni rapporto a "n '"alc(e oggetto possi,ile, non si p". d",itare c(e la s"a legge non a,,ia "na portata cos/ "niversale da non valere solo per gli "o#ini, #a per '"alsiasi %essere ra ionale in genere%* e non solo in particolari condi ioni e con ecce ioni, ,ens/ in #odo %assol"ta#ente necessario%. Allora, ecco c(e diviene c(iaro c(e ness"na esperien a p". darci lo sp"nto per concl"dere anc(e solo alla possi,ilit- di "na siffatta legge apodittica. Con '"al diritto, infatti, di ci. c(e vale forse solo in condi ioni accidentali per l'"#anit-, potre##o noi fare "na prescri ione "niversale, c(e ogni nat"ra ra ionale deve rispettareA E perc() le leggi c(e deter#inano la %nostra% volont- dovre,,ero essere considerate co#e leggi c(e deter#inano la volont- di "n essere ra ionale in genere, e tali c(e solo per '"esto valgono anc(e per noi, se esse fossero #era#ente e#piric(e, e non traessero la loro origine, del t"tto %a priori%, da "na ragione p"ra e t"ttavia praticaA NF si potre,,e fare #aggior torto alla #oralit- c(e cercare di des"#erla da ese#pi. Infatti, '"alsiasi ese#pio #i venga presentato dev'essere, an it"tto, gi"dicato esso stesso in ,ase ai princ/pi della #oralit-, per vedere se sia degno di servire da ese#pio originario, cio! da #odello, e non p". in ness"n #odo essere la fonte pri#a, a c"i attingerne il concetto. Anc(e il 8anto dell'Evangelio deve, an it"tto, essere paragonato con il nostro ideale di perfe ione #orale, pri#a c(e lo si possa riconoscere per tale. E l"i stesso dice: Perc() c(ia#ate #e 0c(e vedete2 ,"onoA Ness"no ! ,"ono 0ness"no ! l'arc(etipo del ,ene2 se non l'"nico 3io 0c(e non vedete2. 3onde traia#o, t"ttavia, il concetto di 3io co#e so##o ,eneA 6nica#ente dall'%idea% della perfe ione #orale, c(e la ragione disegna %a priori%, e c(e connette indissol",il#ente con il concetto di "na volont- li,era. L'i#ita ione, in verit-, non (a l"ogo in #orale, e gli ese#pi servono soltanto d'incita#ento, cio! tolgono il d",,io circa l'eseg"i,ilit- di ci. c(e la legge co#anda: rendono int"itivo ci. c(e la regola pratica espri#e "niversal#ente, #a non a"tori ano #ai a porre da parte il s"o vero originale, c(e si trova nella ragione, per dirigersi secondo ese#pi. 3al #o#ento, d"n'"e, c(e non c'! ness"n gen"ino principio s"pre#o della #oralit- c(e non riposi necessaria#ente s"lla p"ra ragione, indipendente#ente da '"alsiasi esperien a, credo c(e non sia necessario do#andarsi se sia opport"no presentare in "niversale 0in a,stracto2 tali concetti, c(e, insie#e con i relativi princpi, s"ssistono %a priori%: se#pre c(e la loro conoscen a si disting"a dalla conoscen a co#"ne col no#e di filosofica. :a nel nostro te#po ci. potre,,e ,en essere necessario. 8e, infatti, si #ettesse ai voti se sia da preferire "na conoscen a ra ionale p"ra da ogni e#piria, e perci. "na #etafisica dei cost"#i, opp"re "na filosofia pratica popolare, ! facile indovinare da c(e parte pendere,,e la ,ilancia. $"esta condiscenden a a concetti popolari ! sen 'altro lodevolissi#a se, an it"tto, ci si ! innal ati ai princ/pi della p"ra ragione fino a possederli piena#ente: e '"esto significa %fondare%, an it"tto, la dottrina della #orale s"lla #etafisica, per darle poi %accesso% al pi7 vasto p",,lico, "na volta c(e sia salda#ente fondata. :a acconsentire a ci. nella ricerca pri#itiva, in c"i si tratta di fondare i princ/pi in t"tto il loro rigore, sare,,e so##a#ente incongr"o. Non soltanto "n tal procedi#ento non p". pretendere #ai al #erito, #olto raro, di "na vera %div"lga ione filosofica%: non essendo certo proprio dell'arte, per attenersi al senso co#"ne, rin"nciare, con ci., ad ogni considera ione fondata* #a il ris"ltato ! "n #isc"glio rip"gnante di osserva ioni raccattate '"a e l- e di princ/pi ra iocinati a #e o: ci,o di c"i si n"trono volentieri teste insipide, perc() fornisce '"alcosa di facil#ente "tili a,ile nella conversa ione d'ogni giorno, #a in c"i gli esperti percepiscono la conf"sione, e da c"i distolgono insoddisfatti i loro occ(i, sen a t"ttavia ri"scire a farci n"lla* #entre filosofi ,en capaci di s#asc(erare l'inganno trovano poco ascolto '"ando, per "n po' di te#po, facciano a #eno di "na pretesa popolarit-, per poter essere poi popolari a ,"on diritto, solo '"ando a,,iano raggi"nto "na ved"ta precisa. 8fogliando i saggi s"lla #oralit- c(e rispondono a '"el genere di g"sto, s'incontreranno considera ioni, ora s"lla specifica destina ione della nat"ra "#ana 0e, '"indi, anc(e l'idea di "na nat"ra ra ionale in genere2,

ora s"lla perfe ione, ora s"lla felicit-* '"i il senti#ento #orale, l- il ti#or di 3io, "n po' di '"esto e "n po' di '"ello, in "n #isc"glio incredi,ile, sen a c(e venga in #ente di do#andarsi se i princ/pi della #oralitsiano, co#"n'"e, da cercarsi nella conoscen a della nat"ra "#ana 0c(e noi, difatti, possia#o ricavare solo dall'esperien a2 e & posto c(e non sia cos/ e c(e '"esti princ/pi non si trovino se non %a priori%, al di f"ori di ogni e#piria, escl"siva#ente nei concetti della ragion p"ra e non altrove, nepp"re per la #ini#a parte & se non ci si de,,a decidere a isolare '"esta ricerca co#e filosofia pratica p"ra, o 0se ! lecito "sare "n no#e cos/ screditato2 co#e #etafisica 0A 52 dei cost"#i, per portarla per s) a totale co#pi"te a, e venire poi incontro al p",,lico, c(e c(iede popolarit-, solo "na volta c(e '"esta i#presa sia stata co#pi"ta. 8e non c(e "na tal #etafisica dei cost"#i, perfetta#ente isolata, non #escolata con ness"na antropologia, o teologia, o fisica, o iperfisica, e ancor #eno intess"ta di '"alit- occ"lte 0c(e potre,,ero dirsi ipofisic(e2, non solo ! "na ,ase indispensa,ile per '"alsiasi conoscen a teoretica dei doveri deter#inata con sic"re a, #a !, al te#po stesso, "n'esigen a della #assi#a i#portan a per la reale esec" ione dei precetti #orali. Infatti, la se#plice rappresenta ione del dovere e, in genere, della legge #orale, p"ra da '"alsiasi aggi"nta estranea di attrattive e#piric(e, (a, attraverso la via della sola ragione 0c(e solo cos/ si capisce co#e possa essere per se stessa anc(e pratica2, "n'infl"en a s"l c"ore dell'"o#o, tanto s"periore a t"tti gli altri sti#oli 0A <2 c(e l'esperien a possa dare, da far dispre are, nella consapevole a del s"o valore, '"esti altri sti#oli fino a c(e se ne divenga, a poco a poco, padroni. Per contro, "n'etica co#posita, c(e #escoli le spinte dei senti#enti e delle inclina ioni con i concetti ra ionali, non p". c(e rendere l'ani#o incerto, tra #otivi c(e non si lasciano co#porre sotto ness"n principio, e c(e solo #olto accidental#ente portano al ,ene, #a, spesso, possono portare anc(e al #ale. 3a ci. c(e si ! detto ris"lta: c(e t"tti i concetti etici (anno la loro sede e la loro origine intera#ente %a priori% nella ragione: e, '"esto, nella pi7 co#"ne ragione "#ana co#e in '"ella spec"lativa#ente pi7 esercitata* c(e essi non possono venir tratti da ness"na conoscen a e#pirica e perci. p"ra#ente accidentale* c(e in '"esta p"re a della loro origine si trova, app"nto, la loro dignit- di princ/pi pratici s"pre#i per noi* c(e, ogni volta c(e a ci. si aggi"nge '"alcosa di e#pirico, si di#in"isce di altrettanto il loro infl"sso gen"ino e il valore incondi ionato delle a ioni. Ancora: c(e !, non soltanto assol"ta#ente necessario in f"n ione teoretica, l- dove si tratta se#plice#ente di riflettere, #a anc(e enor#e#ente i#portante in pratica, attingere concetti e leggi #orali dalla p"ra ragione, presentarli nella loro p"re a inconta#inata, deter#inare l'-#,ito di t"tta '"esta conoscen a ra ionale pratica o p"ra, cio! definire l'intera facolt- della ragion p"ra pratica: non, per., nel #odo c(e ! per#esso dalla filosofia spec"lativa, in c"i talora si trova necessario far dipendere i princ/pi dalla nat"ra particolare della ragione "#ana, ,ens/ nel senso c(e le leggi #orali devono valere in generale, per ogni essere ra ionale, e vanno des"nti dal concetto generale di essere ra ionale in genere. 8icc() ! necessario presentare t"tta la #orale & c(e, p"re, per %applicarsi% agli "o#ini ric(iede l'antropologia & an it"tto indipendente#ente da '"esta, co#e filosofia p"ra, cio! co#e #etafisica 0cosa c(e in '"esto tipo assol"ta#ente speciale di conoscen e ! possi,ile fare2, con la consapevole a c(e, sen a essere in possesso di tali princpi, ! in"tile e i#possi,ile, non dico cercar di deter#inare esatta#ente, per "n gi"di io spec"lativo, la #oralit- del dovere in t"tto ci. c(e al dovere si attiene, #a addiritt"ra & in "n "so pratico e co#"ne, particolar#ente delle istr" ioni #orali & ! i#possi,ile fondare i cost"#i s"i loro princ/pi gen"ini, e cos/ prod"rre e instillare negli ani#i inten ioni #oral#ente p"re, indiri ate al s"pre#o ,ene del #ondo. :a, per procedere in '"esta ela,ora ione, per gradi nat"rali, non solo dal gi"di io etico co#"ne 0c(e '"i ! degno di grande atten ione2 al filosofico, co#e fin '"i ! avven"to, ,ens/ da "na filosofia popolare, c(e si li#ita ad andare a tentoni per #e o di ese#pi, alla #etafisica 0c(e non si lascia trattenere da n"lla di e#pirico e, dovendo far fronte all'intero co#plesso delle conoscen e ra ionali di '"esta specie, gi"nge in ogni caso fino alle idee, dove anc(e gli ese#pi ci a,,andonano2, noi do,,ia#o seg"ire ed esporre con c(iare a la facolt- ra ionale pratica, dalle s"e regole generali di deter#ina ione fino al p"nto dove da essa scat"risce il concetto di dovere. Ogni cosa di nat"ra agisce secondo leggi. 8olo "n essere ra ionale (a la capacit- di agire %secondo la rappresenta ione% delle leggi, cio! secondo princ/pi ovvero con "na %volont-%. Poic(), per des"#ere le a ioni dalle leggi, si ric(iede la %ragione%, la volont- altro non ! c(e ragion pratica. $"ando la ragione deter#ini la volont- i##anca,il#ente, sicc() le a ioni di "n tal essere, riconosci"te co#e oggettiva#ente necessarie, siano anc(e necessarie soggettiva#ente, la volont- ! "na facolt- di scegliere %solo ci.% c(e la ragione, indipendente#ente dall'inclina ione, riconosce co#e pratica#ente necessario, cio! co#e ,"ono.

:a se la ragione di per s) non deter#ina la volont- nella s"a intere a, '"esta va soggetta ancora a condi ioni soggettive 0a deter#inati #oventi2, c(e non se#pre concordano con le oggettive: in "na parola, la volont- non ! %in s)% intera#ente confor#e alla ragione 0e ci., effettiva#ente, accade negli "o#ini2. Allora le a ioni riconosci"te co#e oggettiva#ente necessarie, soggettiva#ente sono accidentali, e la deter#ina ione di "na tal volont- secondo leggi o,,iettive ! "na %coa ione%: ossia, il rapporto delle leggi o,,iettive con "na volont- non total#ente ,"ona ! rappresentato co#e "na deter#ina ione della volontdi "n essere dotato di ragione #ediante, ,ens/, fonda#enti ra ionali, a c"i per. tale volont- per s"a nat"ra non o,,edisce necessaria#ente. La rappresenta ione di "n principio oggettivo, in '"anto necessario per "na volont-, si c(ia#a co#ando 0della ragione2, e la for#"la del co#ando si c(ia#a i#perativo. +"tti gli i#perativi sono espressi dal ver,o %dovere%, e rivelano, con ci., il rapporto di "na legge oggettiva della ragione con "na volont- la '"ale, secondo la s"a costit" ione soggettiva, non ne viene necessaria#ente deter#inata 0coa ione2. Essi dicono c(e co#piere od o#ettere "na '"alc(e cosa sare,,e ,ene: per. lo dicono a "na volont- c(e non se#pre fa sen 'altro "na cosa perc() le si fa presente c(e ! ,ene farla. Ora, pratica#ente %,"ono% ! ci. c(e deter#ina la volont- per #e o di rappresenta ioni della ragione e, perci., non per ca"se soggettive, ,ens/ oggettiva#ente, cio! per fonda#enti c(e valgono per ogni essere ra ionale co#e tale. Il ,"ono si disting"e dal %gradevole%, co#e da ci. c(e infl"en a la volont- solo per #e o della sensa ione, per ca"se p"ra#ente soggettive, c(e valgono solo per '"esto o '"el senso individ"ale, e non co#e principio della ragione per ciasc"no 0A >2. 6na volont- perfetta#ente ,"ona sare,,e, d"n'"e, sottoposta anc('essa a leggi oggettive 0del ,ene2, #a non la si potre,,e rappresentare co#e %costretta%, per '"esto, ad a ioni confor#i alla legge, deter#inandosi essa da s), per la s"a costit" ione soggettiva, solo in ,ase alla rappresenta ione del ,ene. Pertanto, per la volont- %divina%, o, in generale, per "na volont- %santa%, non vale alc"n i#perativo: il ver,o dovere '"i non ! al s"o posto, perc() il %volere% gi- di per s) concorda necessaria#ente con la legge. =li i#perativi sono d"n'"e soltanto for#"le per espri#ere il rapporto di leggi oggettive del volere in generale con l'i#perfe ione soggettiva della volont- di '"esto o '"ell'essere ra ionale: ad ese#pio, della volont"#ana. Ora, gli %i#perativi% in genere co#andano, o %ipotetica#ente%, o %categorica#ente%. I pri#i ci presentano la necessit- pratica di "n'a ione possi,ile co#e #e o per raggi"ngere "n '"alc(e scopo c(e si v"ole 0o c(e ! possi,ile c(e si voglia2. I#perativo categorico sare,,e, per contro, '"ello c(e presenta "n'a ione co#e oggettiva#ente necessaria per se stessa, indipendente#ente dal rapporto con "n altro scopo. Poic() ogni legge pratica ci presenta "na possi,ile a ione co#e ,"ona, e perci. co#e necessaria per "n soggetto la c"i volont- si lasci deter#inare dalla ragione, t"tti gli i#perativi sono for#"le della deter#ina ione di "n'a ione necessaria secondo il principio di "na volont-, per '"alc(e aspetto, ,"ona. Ora, se l'a ione si presenta co#e ,"ona solo %per altro%, in '"anto #e o, l'i#perativo ! %ipotetico%, #entre se ! rappresentata co#e ,"ona in %s)%, e pertanto co#e necessaria per "na volont- di per s) confor#e a ragione e co#e principio della volont- stessa, l'i#perativo ! %categorico% 0112. L'i#perativo #i dice, d"n'"e, '"ale a ione, c('io posso fare, sare,,e ,"ona, e rappresenta la regola pratica in rapporto a "n volere c(e, t"ttavia, non co#pie "n'a ione sen 'altro, solo perc() essa ! ,"ona: sia perc() il soggetto non se#pre sa c(e ! ,"ona, sia perc(), '"and'anc(e lo sapesse, le #assi#e da l"i seg"ite possono t"ttavia contrastare con i princ/pi oggettivi di "na ragion pratica. L'i#perativo ipotetico dice, d"n'"e, soltanto c(e l'a ione ! ,"ona per "na '"alc(e finalit-, %possi,ile% o %reale%. Nel pri#o caso, esso ! "n principio pro,le#atica#ente pratico, nel secondo assertoria#ente pratico. L'i#perativo categorico, c(e procla#a oggettiva#ente necessaria per s) l'a ione, sen a riferi#ento a "na '"alc(e finalit-, cio!, anc(e sen a "n '"alc(e altro scopo, vale co#e principio apodittica#ente pratico. Ci. c(e ! possi,ile solo #ediante le for e di "n essere ra ionale, lo si p". pensare anc(e co#e "n'inten ione possi,ile di "na '"alc(e volont-* e, pertanto, i princ/pi delle a ioni rappresentate co#e necessarie per raggi"ngere "n '"alc(e fine possi,ile sono, in realt-, infinita#ente n"#erosi. +"tte le scien e (anno "na parte pratica: essa consiste in pro,le#i, c(e s"ppongono "n '"alc(e scopo per noi possi,ile, e in i#perativi, c(e ci dicono co#e lo scopo vada raggi"nto. $"esti i#perativi possono dirsi, in

generale, i#perativi dell'a,ilit-. 8e lo scopo sia ragionevole e ,"ono, non ! '"i in '"estione, #a solo c(e cosa si de,,a fare per ottenerlo. Le prescri ioni per "n #edico c(e v"ol g"arire, s" ,ase scientifica, il s"o #alato, e per "n avvelenatore, c(e v"ole "cciderlo con sic"re a, in '"esto senso (anno lo stesso valore: entra#,e servono a portare allo scopo perfetta#ente. Poic() nella pri#a giovine a non si sa '"ali scopi potranno presentarsi a noi nella vita, i genitori si sfor ano, in pri#o l"ogo, di far i#parare ai figli %#olte cose%, e di svil"ppare in loro l'%a,ilit-% nell'"so di #e i per raggi"ngere %possi,ili% scopi di ogni genere, ness"no dei '"ali essi possono prevedere in anticipo se #ai, in f"t"ro, diverr- effettiva#ente "n o,iettivo della loro prole, #a c(e, in ogni caso, ! %possi,ile% c(e lo divengano. E '"esta preocc"pa ione ! cos/ grande c(e, per essa, in genere tralasciano di for#are e di correggere il gi"di io dei figli s"l valore delle cose c(e essi, event"al#ente, potranno proporsi co#e scopi C'!, poi, %"no% scopo c(e si p". pres"pporre co#e reale in ogni essere ra ionale 0in '"anto gli si applic(ino i#perativi, cio! in '"anto essere dipendente2, e c(e, d"n'"e, ! "n o,iettivo c(e non soltanto ! %possi,ile% avere, #a c(e si p". prevedere con certe a c(e t"tti %avranno%, per "na necessit- nat"rale: ed ! l'o,iettivo di %esser felici%. L'i#perativo ipotetico c(e rappresenta la necessit- pratica di "n'a ione co#e #e o per pro#"overe la felicit-, ! assertorio 0142. Non lo si p". presentare co#e necessario solo per "na finalit- incerta, se#plice#ente possi,ile, ,ens/ per "na finalit- c(e si p". pres"pporre con certe a e %a priori% in ogni "o#o, perc() essa appartiene alla s"a essen a. E l'a,ilit- nella scelta dei #e i per raggi"ngere il #assi#o ,enessere proprio p". dirsi %sagge a% 0A ?2 in senso stretto. L'i#perativo c(e si riferisce alla scelta dei #e i per la propria felicit-, cio! il precetto della sagge a, !, d"n'"e, p"r se#pre solo %ipotetico%, perc() l'a ione ! co#andata non assol"ta#ente, #a solo co#e #e o per "na diversa finalit-. Gi !, infine, "n i#perativo c(e, sen a porre a fonda#ento di ci., co#e condi ione, "n'altra finalitraggi"ngi,ile #ediante "n certo co#porta#ento, co#anda t"ttavia tale co#porta#ento in #odo i##ediato. Codesto i#perativo ! categorico. Esso non concerne la #ateria dell'a ione e ci. c(e da essa p". ris"ltare, ,ens/ la for#a e il principio a c"i l'a ione o,,edisce* e la ,ont- essen iale dell'a ione stessa consiste nell'inten ione, '"al"n'"e ne sia poi il ris"ltato. +ale i#perativo p". dirsi i#perativo della #oralit-. La %diversit-% del volere deter#inato secondo '"este tre specie di princ/pi ris"lta anc(e, con c(iare a, dalla diversit- del tipo di coa ione esercitata s"lla volont-. Per rendere anc(e '"esto evidente, credo opport"no dare a '"ei princpi, nel loro ordine, le seg"enti deno#ina ioni: gli i#perativi sono, o %regole% dell'a,ilit-, o %consigli% della sagge a, o %co#andi% 0%leggi%2 della #oralit-. 8olo la %legge%, infatti, co#porta il concetto di "na %necessit- incondi ionata%, cio! oggettiva, e pertanto valida "niversal#ente: e i co#andi sono leggi a c"i si deve o,,edien a anc(e contro l'inclina ione. Il %consiglio%, per contro, contiene ,ens/ "na necessit-, c(e t"ttavia vale solo alla condi ione, soggettiva#ente accidentale, c(e '"esta o '"ella persona ascriva '"esto o '"el fine alla propria felicit-. Al contrario, l'i#perativo categorico non ! s",ordinato ad alc"na condi ione, e p". dirsi, del t"tto propria#ente, "n co#ando necessario in senso assol"to, anc(e se pratico. =li i#perativi della pri#a specie potre,,ero anc(e esser detti tecnici 0pertinenti all'arte2, '"elli della seconda %prag#atici% 0A @2 0pertinenti al ,enessere2, '"elli della ter a %#orali% 0attinenti al co#porta#ento li,ero in generale, cio! ai cost"#i2. 8orge ora la '"estione: co#e sono possi,ili t"tti '"esti i#perativiA La '"estione non concerne la possi,ilitdi eseg"ire l'a ione ordinata dall'i#perativo, #a do#anda soltanto co#e si possa pensare la costri ione della volont-, c(e l'i#perativo espri#e. In c(e #odo sia possi,ile "n i#perativo dell'a,ilit-, in realt-, non ric(iede particolari spiega ioni: c(i v"ole lo scopo v"ole 0nella #is"ra in c"i la ragione a,,ia "n'infl"en a decisiva s"lle s"e a ioni2 anc(e il #e o necessario per raggi"ngerlo, '"and'esso sia in s"o potere. +ale proposi ione, per '"el c(e concerne il volere, ! analitica, perc() nel volere "n oggetto co#e effetto della #ia a ione ! pensata gi- la #ia ca"salit- co#e ca"sa agente, e '"indi ! pensato l'"so del #e o* e l'i#perativo trae il concetto di opera ione necessaria a '"esto scopo gi- dal concetto di "na volont- diretta allo scopo. 0$"anto al deter#inare i #e i stessi, per "na finalit- pres"pposta, a ci. si ric(iedono, sen a d",,io, proposi ioni sintetic(e: c(e, peraltro, non concernono ci. c(e rende reale l'atto della volont-, ,ens/ ci. c(e rende reale l'oggetto.2 C(e, per dividere in d"e parti "g"ali "na linea secondo "n principio sic"ro, io de,,a tracciare d"e arc(i c(e si incrociano facendo centro s"gli estre#i, '"esto #e lo insegna la #ate#atica solo #ediante proposi ioni sintetic(e: #a c(e, se io so c(e "n tale ris"ltato si p". raggi"ngere solo con '"este opera ioni, '"ando voglio co#pi"ta#ente il ris"ltato voglia anc(e le opera ioni c(e per

'"esto sono necessarie, ! "na proposi ione analitica: infatti ! del t"tto identico rappresentar#i '"alcosa co#e possi,ile ris"ltato di "na #ia a ione, c(e si svolge in "n certo #odo, e rappresentare #e stesso c(e agisco, in vista di essa, precisa#ente in '"el #odo. 8e solo fosse altrettanto facile fornire "n concetto deter#inato della felicit-, gli i#perativi della sagge a fare,,ero t"tt'"no con '"elli dell'a,ilit-, e sare,,ero eg"al#ente analitici. $"i co#e l-, infatti, si potre,,e dire: c(i v"ole lo scopo v"ole anc(e 0necessaria#ente, secondo ragione2 gli "nici #e i in s"o potere c(e per#ettono di raggi"ngerlo. 8fort"nata#ente, il concetto della felicit- ! "n concetto cos/ indeter#inato c(e, se,,ene ogni "o#o desideri gi"ngere a essa, ness"no t"ttavia ! in grado di dire deter#inata#ente e coerente#ente c(e cosa, in verit-, desideri e voglia. Ca"sa di ci. ! c(e t"tti gli ele#enti c(e concorrono a for#are il concetto della felicit- sono e#pirici, ossia devono essere tratti dall'esperien a, #entre all'idea della felicit- si ric(iede "n t"tto assol"to: "n #assi#o di ,enessere nella #ia condi ione att"ale e in ogni stato f"t"ro. Ora, ! i#possi,ile c(e anc(e l'essere pi7 penetrante e pi7 potente al te#po stesso, #a p"r se#pre finito, si for#i "n concetto di ci. c(e egli, in '"esto caso, propria#ente v"ole. 8e v"ole la ricc(e a, '"ante preocc"pa ioni, invidie e insidie non potre,,e attirare s" di s)B 8e v"ole #olta conoscen a e penetra ione, p". darsi c(e la vista gli si ac"isca solo per #ostrargli tanto pi7 spaventosa#ente '"ei #ali c(e, ora, gli restano celati, e c(e egli non ! in grado di evitare* o per aggi"ngere n"ovi ,isogni alle s"e ,ra#e, c(e gi- presente#ente gli danno a,,astan a filo da torcere. 8e v"ole "na l"nga vita, c(e cosa escl"de c(e essa sia, per l"i, "na l"nga infelicit-A 8e v"ole, '"anto #eno, la sal"te, '"anto spesso non ! accad"to c(e le indisposi ioni del corpo a,,iano tratten"to '"alc"no da dissol"te e, in c"i sare,,e cad"to se la s"a sal"te fosse stata perfetta, eccetera. In ,reve, ness"no ! in grado di deter#inare con piena certe a, in ,ase a "n '"alsiasi principio, c(e cosa effettiva#ente lo render- felice: perc(), per '"esto, sare,,e necessaria l'onniscien a. E' i#possi,ile, '"indi, agire secondo princ/pi deter#inati in vista della felicit-. E' possi,ile farlo solo secondo consigli e#pirici, per ese#pio la dieta, la parsi#oniosit-, la gentile a, la continen a, eccetera, di c"i l'esperien a ci insegna c(e, in #edia, favoriscono al #assi#o il ,enessere. 8eg"e, di '"i, c(e gli i#perativi della sagge a, parlando propria#ente, non possono co#andare, cio! rappresentare in #odo oggettivo co#e pratica#ente %necessarie% certe a ioni* #a c(e essi sono, pi"ttosto, da considerare co#e consigli 0%consilia%2 c(e co#e co#andi 0%praecepta%2 della ragione. E il pro,le#a di deter#inare, con sic"re a e generalit-, '"ale a ione pro#"over- la felicit- di "n essere ra ionale ! del t"tto insol",ile* pertanto, non ! possi,ile trarne "n i#perativo, c(e co#andi in senso stretto di fare ci. c(e rende felici: perc() la felicit- non ! "n ideale della ragione, ,ens/ dell'i##agina ione, e riposa s" #eri fonda#enti e#pirici, da c"i invano ci si attendere,,e c(e deter#inino "n'a ione da c"i dovre,,e dipendere "na serie di conseg"en e, in realt-, infinita. :a, s"pposto c(e si potessero indicare con sic"re a i #e i per la felicit-, codesto i#perativo della sagge a sare,,e, t"ttavia, "na proposi ione analitica#ente pratica. Esso si disting"e dall'i#perativo dell'a,ilitperc(), in '"esto, lo scopo ! solo possi,ile, e nell'altro ! dato: #a, per il resto, entra#,i co#andano soltanto i #e i rispetto a ci. c(e si pres"ppone di volere, co#e scopo. Inso##a, l'i#perativo c(e co#anda di volere il #e o a c(i v"ole lo scopo !, in entra#,i i casi, analitico. La possi,ilit- di "n tale i#perativo non presenta, d"n'"e, alc"na difficolt-. Per contro, co#e sia possi,ile l'i#perativo della %#oralit-% !, sen a d",,io, l'"nico pro,le#a c(e ric(ieda "na sol" ione, non essendo tale i#perativo per n"lla ipotetico, e non potendosi, '"indi, appoggiare la s"a necessit-, rappresentata co#e oggettiva, s" ness"n pres"pposto, co#e accade negli i#perativi ipotetici. :a, nel considerare '"esto pro,le#a, non si deve #ai tralasciare c(e non do,,ia#o %#ai% des"#ere %da "n ese#pio%, e cio! e#pirica#ente, se, in genere, vi sia "n i#perativo siffatto, ,ens/ preocc"parci del fatto c(e t"tti gli i#perativi, c(e se#,rano categorici, potre,,ero, t"ttavia, essere occ"lta#ente ipotetici. 8e, per ese#pio, si dice: t" non devi pro#ettere falsa#ente* e si ass"#e c(e la necessit- di '"esto divieto non si rid"ca a "n consiglio per evitare '"esto o '"el #ale, co#e se si dicesse: t" non devi pro#ettere falsa#ente per non perdere credito '"ando la #en ogna divenga palese* se si ass"#e, cio!, c(e "n'a ione di '"esta specie de,,a per se stessa essere considerata co#e #alvagia, e c(e l'i#perativo c(e la vieta sia, pertanto, categorico, t"ttavia non si p". far vedere con certe a in ness"n ese#pio c(e la volont-, '"i, si deter#ini "nica#ente per la legge, sen a ness"n altro #ovente, anc(e se apparente#ente ! proprio cos/. Infatti, ! se#pre possi,ile c(e '"alc(e ti#ore di essere svergognati, o anc(e "na osc"ra preocc"pa ione di altri pericoli possa aver infl"ito s"lla volont-. C(i #ai potr- di#ostrare l'assen a di "na

ca"sa con l'esperien a, dal #o#ento c(e '"est'"lti#a altro non ci insegna se non c(e noi non la percepia#oA :a per '"esta via il cosiddetto i#perativo #orale, c(e, co#e tale, appare categorico e incondi ionato, di fatto sare,,e solo "n precetto prag#atico, c(e ci rende attenti al nostro vantaggio e ci insegna solo a tenerne conto. Noi do,,ia#o, d"n'"e, indagare la possi,ilit- di "n i#perativo %categorico% intera#ente %a priori%, poic(), in '"esto caso, noi non disponia#o del vantaggio di trovarne data la realt- nell'esperien a, sicc() scoprirne la possi,ilit- non serve a sta,ilire c(e c'!, #a soltanto a spiegarlo. Frattanto, "na cosa da intendersi preli#inar#ente ! c(e solo l'i#perativo categorico s"ona co#e "na legge pratica, #entre t"tti gli altri possono, ,ens/, c(ia#arsi %princpi% della volont-, #a non leggi. Infatti, ci. c(e ! necessario se#plice#ente per raggi"ngere "n '"alc(e scopo p". essere considerato in s) co#e accidentale, e noi ci possia#o se#pre esi#ere dal precetto rin"nciando allo scopo* per contro, il co#ando incondi ionato non lascia alla volont- alc"na scelta di preferire il contrario ed ! il solo, pertanto, c(e co#porti '"ella necessitc(e ! propria della legge. In secondo l"ogo, nel caso di '"esto i#perativo categorico, o legge della #oralit-, la ragione per c"i ! difficile intendere co#e sia possi,ile ! #olto rilevante. 8i tratta di "na proposi ione %a priori% sintetica#ente pratica 0A C2: e, poic() intendere la possi,ilit- di proposi ioni di '"esta specie ! cos/ difficile nel conoscere teoretico, ! facile des"#ere c(e la difficolt- non sar- #inore in ca#po pratico. Nell'affrontare il pro,le#a, cerc(ia#o an it"tto se, per caso, il se#plice concetto di "n i#perativo categorico non fornisca anc(e la s"a for#"la, contenente '"ell'"nica proposi ione in c"i "n i#perativo categorico p". consistere. Capire, poi, co#e sia possi,ile "n tal co#ando assol"to, anc(e '"ando sappia#o co#'esso s"ona, ric(ieder- ancora gravi e speciali sfor i: #a noi li riservia#o per l'"lti#a se ione. $"ando io considero, in generale, "n i#perativo %ipotetico%, non so in preceden a c(e cosa conterr-: fin '"ando, cio!, la condi ione non #i sia indicata. 8e, per., penso "n i#perativo %categorico%, so i##ediata#ente c(e cosa contiene. Poic(), infatti, all'inf"ori della legge, l'i#perativo contiene solo la necessit- della #assi#a 0A D2 di confor#arsi a tale legge, #entre la legge non contiene alc"na condi ione a c"i vada riferita, non ri#ane se non l'"niversalit- di "na legge in generale 0152, a c"i la #assi#a dell'a ione de,,a confor#arsi: ed ! solo '"esta confor#it- ci. c(e l'i#perativo propria#ente rappresenta co#e necessario. L'i#perativo categorico !, d"n'"e, "no solo, e precisa#ente il seg"ente: %agisci solo secondo '"ella #assi#a c(e t" p"oi volere, al te#po stesso, c(e divenga "na legge "niversale%. 8e, ora, da '"est'"nico i#perativo possia#o derivare t"tti gli i#perativi del dovere co#e dal loro principio, possia#o & lasciando i#pregi"dicato il pro,le#a se ci. c(e si c(ia#a dovere non sia, per avvent"ra, "n concetto v"oto & #ostrare per lo #eno c(e cosa noi pensia#o con esso, e c(e cosa tale concetto voglia dire. 3ato c(e l'"niversalit- della legge, secondo c"i (anno l"ogo gli effetti, costit"isce ci. c(e si c(ia#a propria#ente %nat"ra% in generale 0secondo la for#a2, cio! l'esisten a di cose in '"anto deter#inata secondo leggi generali, l'i#perativo "niversale del dovere potre,,e anc(e s"onare cos/: %agisci co#e se la #assi#a della t"a a ione dovesse, per t"a volont-, divenire "na legge "niversale di nat"ra% 01<2. Indic(ia#o ora alc"ni doveri particolari, distinti, nel #odo cons"eto, in doveri verso noi stessi e doveri verso gli altri "o#ini, nonc() in doveri perfetti e i#perfetti 0A 1E2. 1. 6n tale, colpito da "na serie di sciag"re tali da portarlo alla dispera ione, prova disg"sto per la vita* #a ! ancora a tal segno in possesso della s"a ragione, da do#andarsi se il togliersi la vita non contrasti con il dovere c(e (a verso se stesso. Allora esa#ina se la #assi#a della s"a a ione possa ,en divenire "na legge "niversale di nat"ra. :a la s"a #assi#a !: per a#or di #e, #i for#o il principio c(e, se la vita, col s"o perd"rare, #i #inaccia pi7 #ale di '"anto #i pro#etta di piacevole a, io #e la accorcio. Hasta ora do#andarsi se "n tal principio dell'a#or di s) possa divenire "na legge "niversale di nat"ra: allora si vede s",ito c(e "na nat"ra in c"i fosse legge c(e, '"ello stesso senti#ento c(e ! destinato a pro#"overe la vita, distr"gga la vita stessa, ! "na nat"ra in s) contraddittoria e, '"indi, non p". s"ssistere co#e nat"ra.

Pertanto, '"ella #assi#a non p". f"ngere da legge "niversale di nat"ra, e contrasta intera#ente col principio s"pre#o di ogni dovere. 4. 6n altro si trova nella necessit- di prendere a prestito denaro. 8a ,ene c(e non sar- in grado di rifonderlo, #a si rende anc(e conto c(e il denaro non gli verre,,e i#prestato, se egli non pro#ettesse risol"ta#ente c(e pag(er-, in "n te#po deter#inato. ;a ,en voglia di fare "na si#ile pro#essa, #a (a ancora a,,astan a coscien a per do#andarsi: non ! forse illecito e contrario al dovere trarsi d'i#paccio in "n #odo siffattoA $"alora t"ttavia vi si decidesse, la #assi#a della s"a a ione s"onere,,e cos/: se gi"dico di aver necessit- di denaro, lo prender. a prestito e pro#etter. di restit"irlo, p"r sapendo c(e '"esto non avverr- #ai. Ora '"esto principio dell'a#or di s), o del proprio vantaggio, p". darsi c(e si lasci conciliare ,enissi#o con t"tto il #io ,enessere f"t"ro: #a la do#anda ! se sia gi"sto. +rasfor#o allora la pretesa dell'a#or di s) in "na legge "niversale, e pongo la do#anda cos/: c(e cosa ris"ltere,,e, se la #ia #assi#a divenisse "na legge "niversaleA :i accorgo allora c(e #ai "na legge di nat"ra del genere potre,,e valere e coerire con se stessa, #a c(e dovre,,e necessaria#ente entrare in contraddi ione. Infatti, l'"niversalit- di "na legge secondo c"i, '"ando "no si gi"dica in stato di necessit-, p". pro#ettere ci. c(e gli viene in #ente, con la riserva di non #antenere, rendere,,e i#possi,ile la pro#essa e lo scopo stesso c(e si v"ol raggi"ngere: ness"no credere,,e c(e gli sia fatta "na pro#essa, #a t"tti ridere,,ero di proposi ioni del genere, co#e di "n vano tentativo di inganno 01>2. 5. 6n ter o si trova in possesso di "n talento c(e, opport"na#ente coltivato, potre,,e renderlo "n "o#o pre ioso sotto #olti rispetti. 8i trova, t"ttavia, in felici condi ioni di fort"na, e preferisce a,,andonarsi al godi#ento c(e affaticarsi a #igliorare la s"a felice disposi ione nat"rale. Allora si do#anda se la s"a #assi#a, di vanificare le s"e doti nat"rali a,,andonandosi al piacere, oltre ad andar d'accordo con se stessa vada anc(e d'accordo con ci. c(e si c(ia#a dovere. E allora si accorge c(e "na nat"ra c(e seg"a "na siffatta legge "niversale potre,,e, ! vero, s"ssistere, anc(e se l'"o#o 0co#e l'a,itante dei #ari del 8"d2 lascia arr"gginire il proprio talento e inclina a dissipare la propria vita "nica#ente nell'o io, nel godi#ento, nella riprod" ione, in "na parola, nel piacere* #a c(e, t"ttavia, ! i#possi,ile volere c(e ci. divenga "na legge "niversale di nat"ra, ovvero "n istinto posto dalla nat"ra in noi. Co#e essere ra ionale, infatti, egli v"ole necessaria#ente c(e t"tte le s"e facolt- si svil"ppino, poic() esse gli son date perc() possano servire per ogni genere di fini. Ancora: "n '"arto, a c"i le cose vanno ,ene, #a c(e vede altri intorno a l"i lottare contro grandi difficolt0ed egli potre,,e facil#ente ai"tarli2 pensa: c(e cosa #e ne i#portaA 8ia ogn"no felice tanto '"anto il cielo gli concede, o '"anto riesce a rendersi tale da s): io non gli porter. via n"lla e non lo invidier.* #a non (o ness"na voglia di contri,"ire al s"o ,enessere o ad assisterlo nelle s"e necessit-. Ora, sen a d",,io, se '"esto #odo di pensare divenisse "na legge "niversale di nat"ra, il genere "#ano potre,,e ,enissi#o s"ssistere* e, sen a d",,io, #eglio c(e '"ando ciasc"no c(iacc(iera di partecipa ione e di ,enevolen a, e anc(e #ostra elo '"ando se ne presenta l'occasione, #a, per contro, non appena p"., #ente, si lascia corro#pere o infrange in ogni #odo i diritti altr"i. :a, se,,ene sia possi,ile c(e s"ssista "na legge "niversale di nat"ra ispirata a '"ella #assi#a, ! t"ttavia i#possi,ile volere c(e "n tal principio viga in ogni caso, co#e legge di nat"ra. Infatti, "na volont- c(e volesse '"esto contraddire,,e se stessa, potendosi ,en presentare casi in c"i essa (a ,isogno dell'a#ore e della partecipa ione altr"i, e in c"i "na legge siffatta, "scita dalla s"a stessa volont-, i#pedire,,e a lei stessa di sperare nell'ai"to desiderato. $"esti sono alc"ni dei #olti doveri reali, o gi"dicati tali, la c"i classifica ione si lascia facil#ente des"#ere dal principio proposto. 8i deve %poter volere% c(e "na #assi#a della nostra a ione divenga legge "niversale: '"esto ! il canone del gi"di io #orale dato s" di essa. Alc"ne a ioni sono tali, c(e la loro #assi#a non p". nepp"re essere %pensata%, sen a contraddi ione, co#e "na legge "niversale di nat"ra: tanto ci #anca c(e si possa %volere% c(e lo divengano. In altre, per contro, non si trova "na siffatta i#possi,ilit- interna: t"ttavia ! i#possi,ile %volere% c(e la loro #assi#a venga innal ata all'"niversalit- di "na legge di nat"ra, perc() "na tal volont- contraddire,,e se stessa. 8i vede facil#ente c(e la pri#a #assi#a va contro "n dovere stretto o rigoroso 0inderoga,ile2, la seconda solo contro "n dovere pi7 largo 0s"pererogatorio, o #eritorio2. Con ci., gra ie a '"esti ese#pi, t"tti i doveri vengono co#pi"ta#ente classificati nella loro dipenden a da "n "nico principio, per ci. c(e concerne il tipo della loro o,,ligatoriet0non l'oggetto dell'a ione da co#piersi2.

8e, ora, ,adia#o a '"el c(e avviene in noi '"ando trasgredia#o "n dovere, ci accorgia#o c(e ci. c(e noi voglia#o vera#ente non ! c(e la nostra #assi#a divenga "na legge "niversale, perc() '"esto ci ! i#possi,ile, ,ens/, app"nto, c(e ri#anga "niversal#ente "na legge esatta#ente il contrario di ci. c(e voglia#o. 8olo ci prendia#o la li,ert- nel nostro caso 0e foss'anc(e solo per '"esta volta2 di fare "n'%ecce ione% a vantaggio della nostra inclina ione. 3i conseg"en a, se soppesassi#o t"tto da "n solo e identico p"nto di vista, cio! secondo ragione, trovere##o nella nostra volont- "na contraddi ione, e cio!: c(e oggettiva#ente "n certo principio sia necessario co#e legge "niversale, e t"ttavia soggettiva#ente non valga se#pre, #a conceda ecce ioni. 8e non c(e, dato c(e "na volta noi consideria#o la nostra a ione dal p"nto di vista di "na volont- perfetta#ente confor#e alla ragione, "n'altra volta consideria#o la stessa a ione dal p"nto di vista di "na volont- affetta da inclina ioni, in realt- '"i non si prod"ce ness"na contraddi ione, ,ens/ "n'opposi ione 0%antagonis#"s%2 dell'inclina ione contro il precetto della ragione. Con ci. l'"niversalit- del principio 0%"niversalitas%2 viene trasfor#ata in "na se#plice generalit0%generalitas%2, in c"i il principio pratico ra ionale s'incontra con la #assi#a a #e a strada. 8e,,ene "n nostro gi"di io i#par iale non possa gi"stificarlo, ci. #ostra, t"ttavia, c(e noi riconoscia#o effettiva#ente la validit- dell'i#perativo categorico: soltanto 0col #assi#o rispetto verso di esso2 ci per#ettia#o "na, cos/ ci se#,ra, irrilevante ecce ione, riservata a noi. Fin '"i a,,ia#o per lo #eno #ostrato c(e, se il dovere ! "n concetto dotato di significato e di effettiva gi"risdi ione s"lle nostre a ioni, '"esto non si p". in ness"n #odo espri#ere negli i#perativi ipotetici, #a solo nell'i#perativo categorico. Inoltre, a,,ia#o indicato c(iara#ente e deter#inata#ente, per ogni "so, il conten"to dell'i#perativo categorico, il '"ale dovre,,e contenere il principio di ogni dovere 0se#pre c(e ce ne siano2: e '"esto non ! poco. Non sia#o, per., ancora gi"nti a di#ostrare c(e "n tal i#perativo esista real#ente, e c(e vi sia "na legge pratica c(e co#anda di per s), con for a assol"ta e al di f"ori di ogni altro #ovente* e, infine, c(e l'o,,edien a a tale legge sia dovere. A '"esto scopo ! estre#a#ente i#portante tener presente, a titolo di avverti#ento, c(e non p". venir in #ente di des"#ere la realt- di detto principio dalla %particolare costit" ione della nat"ra "#ana%. Il dovere dev'essere, infatti, "na necessit- pratica#ente incondi ionata dell'a ione, e deve, '"indi, valere per t"tti gli esseri ra ionali 0a c"i possa co#"n'"e riferirsi "n i#perativo2, e %solo per '"esto% essere "na legge anc(e, in particolare, per t"tte le volont- "#ane. Ci. c(e, per contro, dovesse valere in for a della particolare disposi ione dell'"#anit- & ci. c(e ci appartenesse per particolari senti#enti e inclina ioni, o addiritt"ra, se possi,ile, per "no specifico indiri o proprio della ragione "#ana, e non valesse necessaria#ente per la volont- di ogni essere ra ionale &, '"esto potre,,e essere, ,ens/, "na #assi#a per noi, #a non fornire "na legge: potre,,'essere "n principio soggettivo, secondo il '"ale a,,ia#o inclina ione o propensione ad agire, #a non "n principio oggettivo, secondo il '"ale sia#o %o,,ligati% ad agire, '"and'anc(e ogni nostra propensione, inclina ione o disposi ione nat"rale vi contrasti* al p"nto c(e la s",li#it- e l'intrinseca dignitdel co#ando tanto pi7 risplende in "n dovere, '"anto #eno le ca"se soggettive gli sono favorevoli, e '"anto pi7 gli sono contrarie, sen a perci. inde,olire per n"lla la coa ione esercitata dalla legge o togliere '"alcosa alla s"a validit-. Gedia#o, '"i, la filosofia collocata effettiva#ente in "na posi ione critica, c(e essa deve #antenere anc(e se non riesce ad agganciarla a n"lla nel cielo, o ad appoggiarla a n"lla s"lla terra. $"i essa deve di#ostrare la s"a gen"init-, co#e conservatrice a"tono#a delle s"e leggi, e non co#e se#plice ann"n iatrice di '"elle c(e le s"ggerisce "na sensi,ilit- innata, o "na nat"ra, c(i sa co#e, t"trice. +"tte '"este cose possono essere #eglio di niente, #a non forniscono #ai princ/pi dettati dalla ragione. $"esti devono avere la loro fonte e, con ci., la loro o,,ligatoriet- intera#ente %a priori%: non attendersi n"lla dall'inclina ione dell'"o#o, #a t"tto dall'a"torit- della legge e dal doveroso rispetto c(e le si deve portare* opp"re, in caso contrario, condannare l'"o#o al dispre o e ad "n'inti#a rip"gnan a verso se stesso. Ogni ele#ento e#pirico, d"n'"e, c(e volesse aggi"ngersi al principio della #oralit-, non solo sare,,e a ci. del t"tto inadatto, #a portere,,e "n danno estre#o alla sc(iette a dei cost"#i. $"i il gen"ino valore di "na volont- assol"ta#ente ,"ona & valore c(e si eleva al di sopra di t"tto ci. c(e (a "n pre o & consiste app"nto nel fatto c(e il principio dell'a ione sia li,ero da t"tti gli infl"ssi di #otivi accidentali, c(e solo l'esperien a p". fornire. Contro '"esta negligen a, o addiritt"ra ,asse a d'ani#o, nel cercare il principio tra #otivi e leggi di ordine e#pirico, non si #etter- #ai in g"ardia a,,astan a, dato c(e la ragione "#ana volentieri si adagia, stanca, s" '"este pi"#e* e nelle dolci rappresenta ioni del sogno 0per c"i, in l"ogo di

=i"none, a,,raccia "na n"vola2 01?2 sostit"isce alla #oralit- "n ,astardo, rappe ato da #e#,ra di t"tt'altra discenden a, c(e asso#iglia a t"tto ci. c(e si v"ole vedervi, salvo c(e alla virt7, agli occ(i di col"i c(e, al#eno "na volta, l'(a scorta nel s"o vero volto 0A 112. La '"estione !, d"n'"e, la seg"ente: ! "na legge necessaria %per t"tti gli esseri ra ionali%, c(e essi gi"dic(ino se#pre le loro a ioni secondo #assi#e tali di c"i sia possi,ile volere c(e servano da leggi "niversaliA 8e ! cos/, '"esto dev'essere connesso 0del t"tto %a priori%2 gi- col concetto della volont- di "n essere ra ionale in genere. :a per scoprire '"esta connessione occorre, per '"anto si recalcitri, fare "n passo pi7 in l-: precisa#ente alla #etafisica, sia p"re a "na s"a ,ranca distinta da '"ella della filosofia spec"lativa, e cio! alla #etafisica dei cost"#i. In "na filosofia pratica, dove non a,,ia#o da occ"parci delle ragioni di ci. c(e %accade%, ,ens/ delle leggi di ci. c(e %deve accadere%, '"and'anc(e non accadesse #ai, cio! di leggi oggettiva#ente pratic(e, non occorre #ettersi a indagare i fonda#enti per c"i '"alcosa piace o non piace, avviene co#e per la soddisfa ione della se#plice sensa ione di g"sto* n) se '"esto vada distinto da "na approva ione "niversale della ragione. NF occorre indagare s" c(e cosa si fondi il senti#ento del piacere e del dispiacere, e co#e di '"i nascano #assi#e, anc(e con la colla,ora ione della ragione. Infatti, t"tto '"esto appartiene a "na psicologia e#pirica c(e, se si v"ol considerare la dottrina della nat"ra co#e %filosofia della nat"ra% 01@2, ne costit"ir- la seconda parte, fondata s" %leggi e#piric(e%. $"i si tratta, per., di leggi oggettiva#ente pratic(e, e, pertanto, del rapporto di "na volont- con se stessa, in '"anto deter#inato "nica#ente dalla ragione* e t"tto ci. c(e (a rapporto con l'e#piria ne cade, pertanto, f"ori. 8e, infatti, la %ragione% deter#ina il co#porta#ento %di per s) sola% 0e di ci. do,,ia#o ora indagare la possi,ilit-2, occorre c(e lo faccia necessaria#ente %a priori%. La volont- ! pensata co#e "na facolt- di deter#inarsi all'a ione %secondo la rappresenta ione di certe leggi%. E "na tal facolt- p". incontrarsi solo in "n essere ra ionale. Ora, ci. c(e serve alla volont- co#e fonda#ento oggettivo della s"a a"todeter#ina ione ! lo scopo: e '"esto, '"ando sia dato dalla p"ra ragione, deve valere eg"al#ente per t"tti gli esseri ra ionali. Ci. c(e, per contro, contiene solo il fonda#ento della possi,ilit- dell'a ione, il c"i effetto ! lo %scopo%, si c(ia#a %#e o%. Il fonda#ento soggettivo del desiderio ! il %#ovente%, '"ello oggettivo del volere ! il %#otivo% 01C2: di '"i la distin ione tra scopi soggettivi, c(e dipendono da #oventi, e scopi oggettivi, fondati s" #otivi c(e valgono per ogni essere ra ionale. I princ/pi pratici sono %for#ali% '"ando fanno astra ione da t"tti gli scopi soggettivi* sono %#ateriali% '"ando pongono a fonda#ento codesti scopi e, perci., deter#inati #oventi. =li scopi c(e "n essere ra ionale si pone a s"o piacere, co#e %effetti% della s"a a ione 0scopi #ateriali2, sono t"tti relativi soltanto: infatti, solo il loro rapporto con "na facolt- di desiderare del soggetto, confor#ata in "n certo #odo, conferisce loro il valore c(e, pertanto, non p". fornire alc"n principio "niversale e necessario, c(e valga per ogni essere ra ionale e per '"alsiasi volont-: cio!, non p". fornire leggi pratic(e. +"tti '"esti scopi relativi sono, perci., fonda#ento solo di i#perativi ipotetici. Posto, per., c(e vi sia '"alcosa %la c"i esisten a (a in se stessa% "n valore assol"to, e c(e, co#e %fine in s)%, possa essere fonda#ento di deter#inate leggi, in ci., e soltanto in ci., si trovere,,e il fonda#ento di "n possi,ile i#perativo categorico, cio! della legge pratica. Ora io dico: l'"o#o, e ogni essere ra ionale in genere, %esiste% co#e scopo in se stesso, e %non solo co#e #e o% perc() sia "sato da '"esta o '"ella volont-* in t"tte le s"e a ioni, dirette, sia verso se stesso, sia verso altri esseri ra ionali, esso dev'essere se#pre considerato, %al te#po stesso, anc(e co#e "n fine% 01D2. +"tti gli oggetti delle inclina ioni non (anno se non "n valore condi ionato, perc(), '"alora non esistessero le inclina ioni e i ,isogni c(e s" essi si fondano, anc(e il loro oggetto sare,,e sen a valore. Le inclina ioni stesse, per., co#e fonti di ,isogno, (anno cos/ poco "n valore assol"to, c(e le renda desidera,ili, c(e, an i, '"alsiasi essere ra ionale deve pi"ttosto "niversal#ente desiderare di esserne li,ero. 3"n'"e, il valore di t"tti gli oggetti %da ottenere% col nostro agire ! se#pre condi ionato. =li enti la c"i esisten a non deriva dalla nostra volont-, ,ens/ dalla nat"ra, '"ando siano realt- prive di ragione, (anno "nica#ente "n valore relativo, di #e i, e si c(ia#ano perci. %cose%. Per contro, gli esseri ra ionali son c(ia#ati %persone%, perc() la loro nat"ra li designa, gi- essa, co#e fini in s), cio! co#e '"alcosa c(e non p". venire adoperato escl"siva#ente '"ale #e o: e, pertanto, tale nat"ra pone "n li#ite all'ar,itrio 0ed ! oggetto di rispetto2. $"esti non sono, d"n'"e, scopi p"ra#ente soggettivi, la c"i esisten a, co#e effetto della nostra a ione, a,,ia "n valore %per noi%: sono %scopi oggettivi%, cio! cose la c"i esisten a ! "n fine in s), tale c(e al s"o posto non se ne p". #ettere ness"n altro, e del '"ale i fini soggettivi dovre,,ero

stare al servi io, co#e %se#plici% #e i, perc() sen a di esso non vi sare,,e, in generale, ness"n %valore assol"to%. :a se ogni valore fosse condi ionato e pertanto accidentale, la ragione non potre,,e possedere ness"n principio pratico s"pre#o. 8e (a da esservi, d"n'"e, "n principio pratico s"pre#o, e "n i#perativo categorico c(e co#anda alla volont- dell'"o#o, '"esto deve derivare dalla rappresenta ione di ci. c(e ! necessaria#ente "no scopo per ogn"no, essendo %fine in se stesso%: e, co#e tale, costit"ire "n principio %oggettivo% della volont-, c(e serva di legge pratica "niversale. Il fonda#ento di tale principio !: %la nat"ra ra ionale esiste co#e "n fine in s)%. Cos/, necessaria#ente, l'"o#o si rappresenta la propria esisten a* e in tale senso, '"esto ! "n principio %soggettivo% dell'a ione "#ana. Allo stesso #odo, per., si rappresenta la propria esisten a anc(e ogni altro essere ra ionale, in conseg"en a, app"nto, dello stesso fonda#ento ra ionale c(e vale anc(e per #e 0A 142: esso ! d"n'"e al te#po stesso "n principio %oggettivo%, da c"i si devono poter derivare, co#e da "n fonda#ento pratico s"pre#o, t"tte le leggi della volont-. L'i#perativo pratico sar-, d"n'"e, il seg"ente: %agisci in #odo da considerare l'"#anit-, sia nella t"a persona, sia nella persona di ogni altro, se#pre anc(e al te#po stesso co#e scopo, e #ai co#e se#plice #e o%. Gedia#o se ci. si possa #ettere in pratica +ornando agli ese#pi precedenti, do#andia#oci: %In pri#o l"ogo%, secondo il concetto del dovere necessario verso se stesso, col"i c(e co##ette s"icidio co#pie "n'a ione co#pati,ile con l'idea dell'"#anit- co#e %fine in s)%A 8e, per sf"ggire a "na condi ione dolorosa, egli si distr"gge, si serve di "na persona "nica#ente co#e di %"n #e o% per conservare "no stato sopporta,ile fino alla fine della vita. :a l'"o#o non ! "na cosa, e, perci., non ! '"alcosa c(e si possa adoperare %solo% co#e #e o: in t"tte le s"e a ioni egli deve essere considerato, al te#po stesso, co#e "n fine in s). Io non dispongo '"indi dell'"o#o, nella #ia persona, per #"tilarlo, danneggiarlo o distr"ggerlo. 0$"i devo tralasciare ogni deter#ina ione pi7 precisa di '"esto principio, intesa ad evitare ogni e'"ivoco circa l'a#p"ta ione di #e#,ra per salvare la vita, circa il pericolo a c"i "no espone la vita per conservarla, e cos/ via: tali '"estioni rientrano nella dottrina #orale vera e propria.2 %In secondo l"ogo%, per ci. c(e rig"arda il dovere necessario o,,ligatorio verso gli altri, col"i c(e (a inten ione di fare agli altri "na pro#essa #en ognera si accorger- i##ediata#ente c(e v"ole servirsi di "n altro %solo co#e di "n #e o%, sen a rispettarlo al te#po stesso co#e "no scopo. Infatti, col"i c(e, con "na tal pro#essa, io adopero per i #iei fini non p". in ness"n #odo esser d'accordo con il #io #odo di co#portar#i verso di l"i, e non p"., '"indi, avere in s) lo scopo di "na siffatta a ione. Pi7 c(iara#ente ancora colpisce il contrasto col principio del dovere verso altri "o#ini, se si portano ese#pi di aggressioni alla li,ert- e alla propriet-. Perc() '"i appare evidente c(e il trasgressore dei diritti dell'"o#o intende servirsi della persona degli altri solo co#e di "n #e o, sen a considerare c(e essi, co#e esseri ra ionali, devono se#pre essere trattati anc(e co#e scopi, cio! co#e tali c(e possano contenere anc(e in s) lo scopo di '"ella precisa a ione 0A 152. %In ter o l"ogo%, rispetto al dovere accidentale 0s"pererogatorio2 verso se stessi, non ,asta c(e l'a ione non contrasti con l'"#anit- co#e scopo nella nostra persona: occorre anc(e c(e %concordi% con tale scopo. Ora, nell'"o#o si trovano disposi ioni ad "na #aggiore perfe ione, c(e rientrano tra gli scopi della nat"ra rispetto all'"#anit- nel nostro soggetto: il trasc"rarle sare,,e, ,ens/, in ogni caso co#pati,ile con la %conserva ione% dell'"#anit- co#e scopo in s), #a non con la %pro#o ione% di tale scopo. %In '"arto l"ogo%, per '"el c(e rig"arda il dovere s"pererogatorio verso gli altri, lo scopo nat"rale, proprio di t"tti gli "o#ini, ! la loro felicit-. Ora, l'"#anit- potre,,e, ,ens/, s"ssistere anc(e se ness"no contri,"isse alla felicit- degli altri sen a t"ttavia detrarre n"lla ad essa inten ional#ente: se non c(e '"esto ! "n concordare solo negativo, e non positivo, con l'%"#anit- co#e fine in s)%, '"ando ness"no si sfor i di pro#"overe, per '"anto p"., anc(e i fini degli altri. Infatti, il soggetto fine a se stesso ! "n soggetto tale c(e i s"oi scopi, se '"ella rappresenta ione (a da avere presso di #e %t"tta% la s"a efficacia, devono anc(e, per '"anto possi,ile, essere scopi %#iei%. $"esto principio dell'"#anit-, e di ogni nat"ra ra ionale in genere, %co#e fine in s)% 0c(e ! la condi ione li#itativa s"pre#a della li,ert- d'a ione di ciasc"n "o#o2 non ! tratto dall'esperien a: in pri#o l"ogo, per la s"a "niversalit-, rig"ardando t"tti gli esseri ra ionali in genere, circa i '"ali ness"na esperien a potre,,e dirci '"alcosa* in secondo l"ogo, perc() '"i l'"#anit- non ! rappresentata co#e scopo degli "o#ini

0soggettiva#ente2, cio! co#e "n oggetto c(e "no, di per s), si proponga co#e scopo, ,ens/ co#e scopo oggettivo c(e, '"ali c(e siano gli scopi c(e effettiva#ente a,,ia#o, (a da costit"ire la s"pre#a condi ione li#itativa di ogni scopo soggettivo: e ci. non p". scat"rire se non dalla p"ra ragione. %Oggettiva#ente%, infatti, il fonda#ento di ogni legisla ione pratica si trova nella %regola% e nella for#a dell'"niversalit-, c(e la rende capace 0secondo il pri#o principio2 di essere "na legge 0analoga alla legge di nat"ra2* #a %soggettiva#ente% si trova nello %scopo%. Ora, soggetto di t"tti gli scopi ! ciasc"n essere ra ionale co#e fine in s) 0in ,ase al secondo principio2. 8eg"e ora di '"i il ter o principio pratico della volont-, co#e condi ione s"pre#a del s"o accordo con la ragion pratica "niversale: %l'idea della volont- di ogni essere ra ionale co#e di "na volont- "niversal#ente legislatrice%. In ,ase a '"esto principio, vengono respinte t"tte le #assi#e non co#pati,ili con "na legisla ione "niversale propria della volont-. Non solo, '"indi, la volont- viene sottoposta alla legge, #a vi viene sottoposta in #odo da dover essere considerata anc(e %co#e legislatrice rispetto a se stessa%, e solo per '"esto, app"nto, sotto#essa alla legge 0di c"i essa stessa p". considerarsi co#e l'a"trice2. =li i#perativi & cos/ rappresentati co#e "na legisla ione rispetto alle a ioni, o alla %scelta% "niversale %di scopi%, da parte degli esseri ra ionali co#e tali, analoga a "n %ordina#ento% "niversale %della nat"ra% & escl"dono, ,ens/, dalla loro capacit- coercitiva '"alsiasi #escolan a di interessi co#e #oventi, per il fatto, app"nto, d'essere stati rappresentati co#e categorici: #a essi sono stati %a##essi% co#e categorici perc() ! necessario a##ettere i#perativi del genere, se si v"ole spiegare il concetto del dovere. 8e, per., vi siano proposi ioni pratic(e c(e co#andano categorica#ente, non poteva di per s) esser provato, n) in generale, in '"esta se ione, e neanc(e ancora in '"esto p"nto particolare. 6na sola cosa si poteva fare: indicare l'indipenden a da '"alsiasi interesse della volont- per dovere, co#e carattere distintivo specifico dell'i#perativo categorico rispetto all'ipotetico: indicare '"esta indipenden a nell'i#perativo stesso, #ediante "na '"alc(e deter#ina ione, c(e esso contenga. E '"esto ! stato fatto nella presente ter a for#"la del principio, e cio! nell'idea della volont- di ogni essere ra ionale co#e %volont- "niversal#ente legislatrice% 04E2. 8e, infatti, pensia#o "na cosa del genere, ! vero ,ens/ c(e "na volont- c(e %sta sotto leggi% p". esser legata alla legge anc(e da "n interesse* #a "na volont- c(e sia il s"o stesso legislatore s"pre#o non p"., in '"anto tale, dipendere da "n '"alsiasi interesse: perc() "na tal volont- dipendente i#plic(ere,,e "na legge "lteriore, c(e li#iti l'interesse del s"o a#or di s) alla condi ione di valere co#e legge "niversale. 3"n'"e, il %principio% per c"i ogni volont- "#ana ! "na %volont- "niversal#ente legislatrice #ediante t"tte le s"e #assi#e% 0A 1<2, se soltanto potesse affer#arsi nel volere "#ano, si %accordere,,e% in ci. %perfetta#ente% con l'i#perativo categorico. App"nto in virt7 dell'idea di "na legisla ione "niversale, esso %non si fonda s" ness"n interesse%, e, '"indi, tra t"tti gli i#perativi possi,ili ! il solo c(e possa essere %incondi ionato%. La cosa si vede ancor #eglio rovesciando la proposi ione: se c'! "n i#perativo categorico 0cio! "na legge per la volont- di ogni essere ra ionale2, esso p". co#andare solo di operare escl"siva#ente in ,ase alla #assi#a di "n volere tale c(e possa aver per oggetto se stesso, co#e "niversal#ente legislatore: poic() in tal caso soltanto il principio pratico, e l'i#perativo a c"i esso o,,edisce, ! incondi ionato, non avendo a s"o fonda#ento alc"n interesse. 8e, ora, g"ardia#o all'indietro a t"tti gli sfor i c(e fin '"i si sono fatti per #ettere in l"ce il principio della #oralit-, non possia#o #eravigliarci c(e essi fossero destinati t"tti, inevita,il#ente, all'ins"ccesso. 8i vedeva l'"o#o legato dal s"o dovere a leggi, #a non veniva in #ente c(e egli fosse sottoposto %solo alla legisla ione s"a propria, e t"ttavia "niversale%* e c(e fosse ten"to soltanto ad agire in #odo confor#e alla propria volont-, in '"anto legiferante secondo lo scopo della nat"ra, #a "niversal#ente. 8e, infatti, lo si pensava co#e sotto#esso a "na legge 0'"ale c(e sia2, si era costretti a s"pporre c(e '"esta co#portasse "n '"alc(e interesse c(e f"ngesse da sti#olo o costri ione, non sorgendo essa, co#e legge, dalla %s"a% propria volont-, ,ens/ essendo '"esta volont- legal#ente costretta da %'"alcos'altro% a co#portarsi in "n certo #odo. :a, a ca"sa di '"esta conseg"en a assol"ta#ente necessaria, t"tto il lavoro per trovare "n principio s"pre#o del dovere andava irri#edia,il#ente perd"to. Infatti, non si #ettevano #ai le #ani s"l dovere, ,ens/ s" "na necessit- dell'a ione fondata s" "n '"alc(e interesse. $"esto poteva essere "n interesse proprio o altr"i: #a, allora, l'i#perativo doveva inevita,il#ente presentarsi co#e condi ionato, e

non poteva assol"ta#ente servire co#e co#ando etico. C(ia#er. d"n'"e '"esto principio 'principio dell'a"tono#ia della volont-', in contrapposto ad ogni altro, '"alificato co#e principio della eterono#ia. Il concetto dell'essere ra ionale in genere & c(e deve considerarsi in t"tte le #assi#e della s"a volontco#e "niversal#ente legislatore, per gi"dicare da '"esto p"nto di vista se stesso e le s"e a ioni & ci porta a "n concetto connesso col pri#o e assai fr"tt"oso: e, cio!, a '"ello di "n %regno dei fini%. Per %regno% intendo il collega#ento siste#atico di diversi esseri ra ionali #ediante leggi co#"ni. Ora, poic() le leggi deter#inano gli scopi per la loro "niversale validit-, se si astrae dalle differen e personali tra gli esseri ra ionali e, con ci., da ogni conten"to dei loro scopi privati, sar- possi,ile pensare in connessione siste#atica "na totalit- dei fini 0tanto degli esseri ra ionali co#e fini in s) '"anto dei singoli scopi c(e, ciasc"no per s), essi si possono proporre2: in altre parole, "n regno dei fini, reso possi,ile dai princ/pi sovraesposti. Infatti, t"tti gli esseri ra ionali si trovano sotto la legge secondo c"i ciasc"no di loro deve trattare se stesso, e t"tti gli altri, #ai %co#e "n se#plice #e o%, #a se#pre anc(e %al te#po stesso co#e "n fine%. 3i '"i nasce "n collega#ento siste#atico degli esseri ra ionali #ediante leggi oggettive co#"ni, cio! "n regno c(e, avendo tali leggi in vista app"nto le rela ioni di esseri ra ionali tra loro co#e #e i e fini, p". ,en c(ia#arsi regno dei fini 0sia p"re co#e "n ideale2. :a "n essere ra ionale appartiene co#e %#e#,ro% al regno dei fini '"ando vi si trovi, ,ens/, co#e legislatore da "n p"nto di vista "niversale, #a anc(e, al te#po stesso, sia sotto#esso l"i stesso a '"este leggi. Gi appartiene, per contro, co#e %capo s"pre#o% se, essendone legislatore, non ! sotto#esso alla volont- di ness"n altro. L'essere ra ionale deve se#pre considerarsi co#e legislatore in "n regno dei fini, possi,ile gra ie alla li,ert- del volere: vi appartenga esso co#e #e#,ro o co#e capo. :a il posto di '"est'"lti#o p". rivendicarlo, non se#plice#ente in virt7 della #assi#a del s"o volere, ,ens/ solo '"ando sia "n essere del t"tto indipendente, li,ero da ,isogni e da li#ita ioni del s"o potere, adeg"ato alla volont-. La #oralit- s"ssiste, d"n'"e, solo in '"el riferirsi di t"tte le a ioni alla legisla ione, c(e rende possi,ile "n regno dei fini. +ale legisla ione, per., deve potersi trovare in ciasc"n essere ra ionale e scat"rire dalla s"a li,ert-, il c"i principio ! d"n'"e: non co#piere alc"na a ione secondo altra #assi#a da '"ella con c"i sia co#pati,ile l'esisten a di "na legge "niversale: in #odo, d"n'"e, %c(e la volont-, con la s"a #assi#a, possa considerarsi co#e "niversal#ente legislatrice rispetto a se #edesi#a%. Ora, se le #assi#e non concordano necessaria#ente gi- per la loro nat"ra con '"esto principio oggettivo degli esseri ra ionali co#e "niversal#ente legislatori, la necessit- dell'a ione secondo '"el principio prende il no#e di coa ione pratica, cio! di %dovere%. Il dovere non co#pete al capo, nel regno dei fini, ,ens/ a ciasc"n #e#,ro e a t"tti nella stessa #is"ra. La necessit- pratica di agire secondo '"esto principio, il dovere, non si fonda p"nto s" senti#enti, sti#oli, inclina ioni, #a solo s"l rapporto degli esseri ra ionali gli "ni con gli altri, in c"i la volont- di "n essere ra ionale deve considerarsi, al te#po stesso, co#e %legislatrice%, perc() altri#enti n"lla si potre,,e pensare co#e "n %fine in s)%. La ragione riferisce, d"n'"e, ogni #assi#a della volont- co#e "niversal#ente legislatrice a ogni altra volont-, e anc(e a ogni a ione rispetto a se #edesi#a: e, '"esto, non in vista di "n '"alc(e altro #otivo pratico, o di "no sperato vantaggio, ,ens/ per l'idea della %dignit-% di "n essere ra ionale, c(e non o,,edisce ad altra legge da '"ella c(e esso stesso si d-. Nel regno dei fini, t"tto (a "n %pre o% o "na %dignit-%. ;a "n pre o ci., al c"i posto p". esser #esso anc(e '"alcos'altro, di %e'"ivalente%* per contro, ci. c(e si innal a al di sopra di ogni pre o, e perci. non co#porta e'"ivalenti, (a "na dignit-. Ci. c(e si riferisce ai co#"ni ,isogni e inclina ioni "#ani (a "n %pre o di #ercato%* ci. c(e, anc(e sen a pres"pporre "n ,isogno, si confor#a ad "n certo g"sto, cio! a "n co#piaci#ento del #ero gioco, sen a scopo, delle facolt- del nostro ani#o, (a "n %pre o d'affe ione%* #a ci. c(e costit"isce la condi ione a c"i soltanto '"alcosa p". essere "n fine in s) (a, non soltanto "n valore relativo, cio! "n pre o, ,ens/ "n valore intrinseco, cio! "na %dignit-%. Ora, la #oralit- ! la condi ione a c"i soltanto "n essere ra ionale p". essere "n fine in s), perc() solo in gra ia di essa ! possi,ile appartenere, co#e #e#,ro legislatore, al regno dei fini. 3"n'"e, la #oralit- e

l'"#anit-, in '"anto capaci di ci., sono la sola cosa c(e a,,ia dignit-. L'a,ilit- e la diligen a nel lavoro (anno "n pre o di #ercato* lo spirito, la fantasia vivace e l'estro, "n pre o d'affe ione* per contro, la fedelt- nel pro#ettere, la ,enevolen a per principio 0non per istinto2 (anno "n valore intrinseco. In loro #ancan a, n) la nat"ra n) l'arte contengono n"lla c(e si possa collocare al loro l"ogo: perc() il loro valore non consiste negli affetti c(e ne scat"riscono, nel vantaggio e nell'"tilit- c(e proc"rano, ,ens/ nelle inten ioni, cio! nelle #assi#e della volont-, pronte a #anifestarsi in '"esto #odo in a ioni, '"and'anc(e il s"ccesso non le favorisca. Codeste a ioni non a,,isognano nepp"re di "na racco#anda ione '"alsiasi, da parte di "na disposi ione o di "n g"sto soggettivi, c(e ind"cano a considerarle con i##ediato favore e co#piaci#ento* non (anno ,isogno di ness"na propensione o senti#ento i##ediato di desiderio: esse #ostrano, nella volont- c(e le esercita, l'oggetto di "n rispetto i##ediato, e per '"esto non si ric(iede altro c(e la ragione, per %i#porle% alla volont-, non per %ottenere l'o,,edien a #ediante l"sing(e%: ci. c(e, nel caso di doveri, sare,,e sen 'altro "na contraddi ione. Codesto appre a#ento ci fa d"n'"e riconoscere, nel valore di "n #odo di pensare siffatto, la dignit-, e lo colloca infinita#ente al di sopra di ogni pre o, col '"ale non lo si p". in ness"n #odo paragonare e co##is"rare, sen a "na inco#prensione radicale della s"a santit-. C(e cosa, d"n'"e, a"tori a l'inten ione #oral#ente ,"ona, ovvero la virt7, ad avere cos/ alte preteseA N"lla di #eno c(e la partecipa ione, c(e essa proc"ra all'essere ra ionale, %a "na legisla ione "niversale%, c(e lo '"alifica co#e #e#,ro di "n possi,ile regno dei fini, a c"i egli f" destinato gi- dalla nat"ra s"a propria, co#e fine in se stesso, e, app"nto perci., co#e legislatore nel regno dei fini, li,ero rispetto a ogni legge della nat"ra, dovendo o,,edire solo alla legge c(e esso stesso si d-, e secondo la '"ale le s"e #assi#e possono rientrare in "na legisla ione "niversale 0a c"i esso stesso si sotto#ette2. Infatti, n"lla (a "n valore c(e non sia '"ello c(e la legge gli conferisce. La legisla ione co#e tale, per., c(e deter#ina ogni valore, app"nto per '"esto deve avere "na dignit-, cio! "n valore incondi ionato e inco#para,ile, nei c"i rig"ardi la parola 'rispetto' ! la sola c(e espri#a adeg"ata#ente la sti#a c(e "n essere ra ionale vi deve portare. L'%a"tono#ia% !, d"n'"e, il fonda#ento della dignit- della nat"ra "#ana e di ogni nat"ra ra ionale 0412. I tre #odi s" esposti di rappresentare il principio della #oralit- non sono, in fondo, se non altrettante for#"le di "na #edesi#a legge, ogn"na delle '"ali racc(i"de in s) le altre d"e. +ra esse s"ssiste, t"ttavia, "na diversit-, c(e (a "na rilevan a soggettiva#ente, pi7 c(e oggettiva#ente, pratica nell'avvicinare "n'idea della ragione all'int"i ione 0secondo "na certa analogia2, e perci. al senti#ento. Infatti, t"tte le #assi#e (anno: 1. "na %for#a%, c(e consiste nell'"niversalit-* e allora la for#"la dell'i#perativo etico si espri#e cos/: doversi scegliere le #assi#e co#e se avessero da valere co#e leggi "niversali di nat"ra* 4. "na %#ateria%, e cio! "no scopo* e allora la for#"la s"ona: l'essere ra ionale, co#e scopo per s"a nat"ra, cio! co#e fine in se stesso, deve servire da condi ione li#itativa a ogni #assi#a, rispetto a '"alsiasi scopo se#plice#ente relativo e ar,itrario* 5. "na %deter#ina ione co#pleta% di t"tte le #assi#e #ediante '"ella for#"la, e cio!: dover concordare t"tte le #assi#e, per legisla ione propria, con "n possi,ile regno dei fini co#e se fosse "n regno della nat"ra 0A 1>2. Il progresso avviene, '"i, '"asi passando attraverso le categorie dell'"nit- della for#a del volere 0s"a "niversalit-2, della %#olteplicit-% della #ateria 0degli oggetti, cio! degli scopi2, e della %totalit-% del loro siste#a. In verit-, ! preferi,ile, nel %gi"di io% etico, procedere se#pre secondo il #etodo rigoroso, e porre a ,ase la for#"la generale dell'i#perativo categorico: %agisci secondo "na #assi#a c(e possa farsi al te#po stesso legge "niversale%. :a, se si v"ole offrire accesso alla legge #orale, ! #olto "tile far passare "na #edesi#a a ione attraverso t"tti i tre concetti elencati, in #odo da avvicinarla, per '"anto possi,ile, all'int"i ione. Possia#o or#ai finire di dove aveva#o co#inciato, e cio! col concetto di "na volont- incondi ionata#ente ,"ona. La %volont- ! ,"ona in senso assol"to% '"ando non p". esser cattiva, cio! '"ando la s"a #assi#a non possa entrare in contrasto con se stessa, posto c(e se ne faccia "na legge "niversale. Codesto principio !, d"n'"e, anc(e la s"a legge s"pre#a: agisci se#pre secondo '"ella #assi#a di c"i p"oi volere, al te#po stesso, l'"niversalit- co#e legge. E' '"esta l'"nica condi ione per c"i "na volont- non p".

#ai entrare in contrasto con se stessa, e "n siffatto i#perativo ! categorico. Poic() il valere di "na volontco#e legge "niversale per possi,ili a ioni (a "n'analogia con la connessione "niversale delle cose esistenti, secondo leggi "niversali, connessione c(e costit"isce l'aspetto for#ale della nat"ra in genere, l'i#perativo categorico p". anc(e espri#ersi cos/: %agisci secondo #assi#e c(e possono avere al te#po stesso per oggetto se stesse co#e leggi "niversali di nat"ra%. Cos/ ! fatta, d"n'"e, la for#"la di "na volont- assol"ta#ente ,"ona. La nat"ra ra ionale si eccett"a da ogni altra, perc() pone a se #edesi#a "no scopo. $"esto sare,,e la #ateria di ogni volont- ,"ona. :a poic() nell'idea di "na volont- assol"ta#ente ,"ona, sen a condi ioni li#itative 0del raggi"ngi#ento di '"esto o '"el fine2, si deve astrarre del t"tto da '"alsiasi scopo %da porre in atto% 0c(e rendere,,e la volont- solo relativa#ente ,"ona2, il fine deve potersi pensare, '"i, non co#e "n fine da reali are, ,ens/ %co#e indipendente%: da pensarsi, perci., solo in via negativa, co#e '"ello contro il '"ale non si p". #ai agire, e c(e, perci., in ogni atto di volont- non deve essere #ai val"tato co#e "n se#plice #e o, ,ens/ se#pre anc(e al te#po stesso co#e "no scopo. :a ci. non p". essere altro c(e il soggetto di t"tti i possi,ili fini, in '"anto '"esto ! al te#po stesso il soggetto di "na possi,ile volont- ,"ona in senso assol"to 0442. $"esto, infatti, non p". essere posposto sen a contraddi ione a ness"n altro oggetto. Il principio: agisci verso ogni essere ra ionale 0verso te, o verso gli altri2 in #odo c(e nella t"a #assi#a esso valga al te#po stesso co#e scopo in s), coincide, in fondo, con il principio: agisci secondo "na #assi#a c(e, al te#po stesso, contenga in s) la s"a validit- "niversale per ogni essere ra ionale. Infatti, il dover io restringere la #ia #assi#a, nell'"so dei #e i per "n '"alsiasi fine, alla condi ione della s"a validit- "niversale, co#e legge per '"alsiasi soggetto, e'"ivale a dire: il soggetto dei fini, cio! l'essere ra ionale, non deve #ai esser posto a fonda#ento di t"tte le #assi#e dell'a ione co#e p"ro e se#plice #e o, ,ens/ co#e la s"pre#a condi ione li#itativa nell'"so dei #e i: in altri ter#ini, co#e fine. 8eg"e di '"i, incontesta,il#ente, c(e ogni essere ra ionale deve potersi considerare co#e scopo in s) rispetto a t"tte le leggi a c"i possa #ai essere sottoposto* e, al te#po stesso, co#e legislatore "niversale: perc() app"nto '"esta '"alifica ione delle s"e #assi#e a "na legisla ione "niversale lo contraddisting"e co#e fine in se stesso. In altri ter#ini, la s"a dignit- 0prerogativa2 rispetto a t"tte le creat"re #era#ente nat"rali co#porta c(e le s"e #assi#e de,,ano essere se#pre ass"nte dal p"nto di vista s"o proprio, #a anc(e, insie#e, di t"tti gli altri esseri ra ionali co#e legislatori 0c(e, perci., prendono anc(e il no#e di persone2. In tal #odo ! possi,ile "n #ondo di esseri ra ionali 0%#"nd"s intelligi,ilis%2 co#e regno dei fini, e, precisa#ente, #ediante l'a"tono#a legisla ione di t"tte le persone co#e #e#,ri. In ,ase a ci., ogni essere ra ionale deve agire co#e se, #ediante la s"a #assi#a, fosse se#pre "n #e#,ro legislatore nel regno "niversale dei fini. Il principio for#ale di '"este #assi#e !: agisci co#e se la t"a #assi#a dovesse servire al te#po stesso da legge "niversale 0per t"tti gli esseri ra ionali2. 6n regno dei fini !, d"n'"e, possi,ile soltanto per analogia solo con "n regno della nat"ra: '"ello, per., solo secondo #assi#e, cio! regole i#poste a se stessi* '"esto secondo leggi di ca"se efficienti esterior#ente necessitate. A parte ci., anc(e al t"tto della nat"ra & c(e, p"re, ! considerato co#e "na #acc(ina & si p". dare, in '"anto (a riferi#ento ad esseri ra ionali co#e scopi, il no#e di 'regno' della nat"ra. 6n siffatto regno dei fini sare,,e ora effettiva#ente reali ato & in virt7 di #assi#e, la c"i regola ! prescritta a t"tti gli esseri ra ionali dall'i#perativo categorico & %se '"este regole fossero "niversal#ente seg"ite%. :a, nonostante c(e l'essere ra ionale non possa far conto s" ci. & c(e, '"ando anc(e egli seg"a p"nt"al#ente '"este #assi#e, per ci. stesso anc(e t"tti gli altri facciano altrettanto, e, '"indi, c(e il regno della nat"ra e il s"o ordina#ento finalistico vadano d'accordo con l"i co#e #e#,ro '"alificato di "n regno dei fini, possi,ile #ediante l"i stesso 0in altri ter#ini: non potendo egli far conto s"lla soddisfa ione delle s"e aspira ioni alla felicit-2 &. ri#ane t"ttavia fer#a '"ella legge: agisci secondo #assi#e di "n #e#,ro "niversal#ente legislatore, in vista di "n regno dei fini se#plice#ente possi,ile. $"esta legge conserva t"tta la s"a for a, perc() co#anda categorica#ente. E '"i precisa#ente s'incontra il paradosso: c(e "nica#ente la dignit- della condi ione "#ana co#e nat"ra ra ionale, sen a alc"n altro scopo o vantaggio c(e si pensi di trarne, e perci. "nica#ente il rispetto per "na p"ra idea, deve servire co#e precetto inderoga,ile del volere* e c(e app"nto in '"esta indipenden a della #assi#a da t"tti '"ei possi,ili #oventi consista la s"a s",li#it-, e la dignit- di ogni soggetto ra ionale ad essere "n #e#,ro legislatore nel regno dei fini. Altri#enti, infatti, "n tal soggetto dovre,,'essere rappresentato escl"siva#ente co#e sottoposto alle leggi di nat"ra del s"o

,isogno. $"and'anc(e il regno della nat"ra, co#e '"ello dei fini, fosse pensato co#e "nificato sotto "n capo s"pre#o, e il secondo non ri#anesse, perci., #era idea, #a ottenesse realt- effettiva, ci. contri,"ire,,e, ,ens/, al for#arsi di "n forte incentivo, #a #ai all'accrescersi del s"o intrinseco valore: perc() sen a tener conto di s), '"esto stesso legislatore "nico ed esente da restri ioni dovre,,e se#pre essere rappresentato co#e tale da gi"dicare il valore degli esseri ra ionali solo secondo il loro co#porta#ento disinteressato, ad essi prescritto escl"siva#ente in virt7 di '"ell'idea. L'essen a delle cose non #"ta, con ci., i s"oi rapporti esterni* e ci. c(e for#a, da solo, l'assol"to valore dell'"o#o, sen 'altra considera ione, deve essere anc(e ci. in ,ase a c"i l'"o#o ! gi"dicato anc(e dall'Essere s"pre#o. La %#oralit-% !, d"n'"e, il rapporto delle a ioni con l'a"tono#ia del volere, cio! con la possi,ile legisla ione "niversale #ediante le s"e #assi#e. L'a ione co#pati,ile con l'a"tono#ia del volere ! %lecita%, '"ella non co#pati,ile %illecita%. La volont-, le c"i #assi#e necessaria#ente concordano con le leggi dell'a"tono#ia, ! "na volont- %santa%, assol"ta#ente ,"ona. La dipenden a di "na volont- non assol"ta#ente ,"ona dal principio dell'a"tono#ia 0e cio! la costri ione #orale2 ! l'%o,,ligatoriet-%. $"est'"lti#a non p"., d"n'"e, riferirsi a "n essere santo. La necessit- oggettiva di "n'a ione o,,ligatoria si c(ia#a %dovere%. 3a '"anto test) si ! detto, si p". capire facil#ente co#e accada c(e, p"r pensando noi, nel concetto di dovere, "na sotto#issione alla legge, t"ttavia ci rappresentia#o anc(e, con ci., "na certa s",li#it- e %dignit-%, propria della persona c(e ai s"oi doveri ! fedele. L'essere %sottoposta% alla legge #orale, infatti, non costit"isce di per s) ness"na s",li#it- in lei, #a solo l'esserlo in '"anto la persona !, al te#po stesso, %fonte della legge stessa%, e solo in virt7 di ci. le ! sotto#essa. 3el pari a,,ia#o #ostrato pi7 s" co#e, non la pa"ra, e nepp"re l'inclina ione, #a soltanto il rispetto per la legge sia "n #ovente capace di dare all'a ione "n valore #orale. La nostra propria volont- c(e agisse solo per rispetto della condi ione di "na legisla ione "niversale possi,ile #ediante le s"e #assi#e, '"esta volont-, per noi possi,ile in idea, ! l'oggetto vero e proprio del rispetto* e la dignit- della condi ione "#ana consiste precisa#ente in '"esta capacit-, di essere "niversal#ente legislatrice, p"r congi"nta con la condi ione di essere, al te#po stesso, sottoposta a tale legisla ione. L'A6+ONO:IA 3ELLA GOLON+A' CO:E PRINCIPIO 86PRE:O 3ELL'E+ICA. L'a"tono#ia del volere ! '"ella propriet- della volont- per c"i essa ! legge a se stessa 0indipendente#ente da '"alsiasi nat"ra degli oggetti del volere2. Principio dell'a"tono#ia ! d"n'"e: non scegliere, se non in #odo c(e le #assi#e a c"i si ispira la scelta siano, nel #edesi#o te#po, co#prese nella volont- co#e "na legge "niversale. C(e '"esta regola pratica sia "n i#perativo & c(e lega, cio!, co#e condi ione necessaria la volont- di ogni essere ra ionale & non lo si p". di#ostrare #ediante la se#plice sco#posi ione dei concetti c(e co#paiono in essa, trattandosi di "na proposi ione sintetica: occorrere,,e, per '"esto, oltrepassare la conoscen a degli oggetti e addivenire a "na critica del soggetto, cio! della ragion p"ra pratica. Infatti, codesto gi"di io sintetico, c(e co#anda apodittica#ente, deve venir conosci"to del t"tto %a priori%: #a '"esto non ! co#pito della presente se ione. :a c(e codesto principio dell'a"tono#ia sia l'"nico principio della #orale, lo si p". ,enissi#o #ostrare #ediante la se#plice sco#posi ione dei concetti della #oralit-. Infatti, in tal #odo si trova c(e il s"o principio (a da essere "n i#perativo categorico, e c(e '"est'"lti#o non co#anda n"lla di pi7 e n"lla di #eno c(e, precisa#ente, '"ell'a"tono#ia. L'E+ERONO:IA 3ELLA GOLON+A' CO:E FON+E 3l +6++I I PRINCIPI 8P6RI 3ELLA :ORALI+A'. 8e la volont- cerca la legge %in '"alc(e altra parte% c(e nella capacit- delle s"e #assi#e a costit"ire "na s"a propria legisla ione "niversale & e, pertanto, se, oltrepassando se stessa, la cerca nella nat"ra di "n '"alc(e s"o oggetto, c(e de,,a deter#inarla & ne deriva, in ogni caso, "n'%eterono#ia%. La volont- non dallora legge a se stessa, #a l'oggetto d- la legge alla volont-, #ediante il s"o rapporto con essa. $"esto rapporto, riposi esso s" "n'inclina ione i##ediata o s" rappresenta ioni della ragione, non rende possi,ili se non i#perativi ipotetici: io devo far '"alcosa %perc() ne voglio '"alc(e altra%. Per contro, l'i#perativo #orale, e perci. categorico, dice: io devo agire cos/ e cos, a prescindere da '"alsiasi altra cosa io voglia. Ad ese#pio, il pri#o dice: io non devo #entire, se voglio conservare il #io onore. Il secondo, per contro, dice: io non devo #entire, '"and'anc(e non #e ne derivi il #ini#o disonore. L'i#perativo categorico deve,

d"n'"e, fare astra ione da ogni oggetto, in #odo c(e l'oggetto non a,,ia alc"n %infl"sso% s"l volere, e la ragion pratica 0volont-2 non si li#iti ad a##inistrare interessi estranei, #a #ostri escl"siva#ente la s"a propria capacit- di co#ando co#e legislatrice s"pre#a. Cos/, per ese#pio, io devo cercar di pro#"overe la felicit- altr"i, non perc() #'i#porti '"alcosa il s"o esistere 0v"oi per "na inclina ione i##ediata, v"oi, anc(e, per "n co#piaci#ento indiretto, #ediato dalla ragione2, ,ens/ "nica#ente perc() "na #assi#a c(e la escl"desse non potre,,e essere co#presa in "na stessa volont- co#e legge "niversale. CLA88IFICAZIONE 3I +6++I I PO88IHILI PRINCIPI 3ELLA :ORALI+A' IN HA8E AL 86PPO8+O FON3A:EN+O 3ELL'E+ERONO:IA. $"i, co#e in t"tti gli altri casi, la ragione "#ana nel s"o "so p"ro, finc() non si ! servita della Critica, (a tentato t"tte le possi,ili vie s,agliate, pri#a c(e le ri"scisse di trovare l'"nica gi"sta. +"tti i princ/pi c(e si possono ass"#ere da '"esto p"nto di vista sono, o %e#pirici%, o %ra ionali%. I %pri#i%, derivanti dal principio della felicit-, si fondano s" "n senti#ento fisico, o s" "n senti#ento #orale* i %secondi%, derivanti dal principio della %perfe ione%, si fondano, o s"l s"o concetto ra ionale co#e effetto possi,ile, o s"l concetto di "na perfe ione s"ssistente 0la volont- di 3io2 co#e ca"sa deter#inante del nostro volere. I %princ/pi e#pirici% non sono in ness"n caso adatti a fondarvi s" "na legge #orale. Infatti, l'"niversalit- con c"i tali leggi de,,ono valere, sen a distin ione, per t"tti gli esseri ra ionali, ovvero la necessit- pratica incondi ionata c(e, con ci., a '"egli esseri si i#pone, #anca, se il s"o fonda#ento vien tratto dalla %particolare confor#a ione della nat"ra "#ana%, ovvero dalle circostan e accidentali in c"i si trova. Peraltro, il principio della %propria felicit-% ! il pi7 spregevole* non solo perc() falso, e perc() dl'i#pressione c(e l'esperien a co##is"ri se#pre il ,enessere al co#portarsi ,ene* e nepp"re solo perc() non contri,"isce in n"lla alla fonda ione dell'etica, essendo '"alcosa di assol"ta#ente diverso rendere "n "o#o felice o renderlo ,"ono, renderlo saggio e attento al s"o "tile o renderlo virt"oso* ,ens/ perc() ,asa la #oralit- s" #oventi atti, pi"ttosto, a sotterrarla, e a distr"ggere t"tta la s"a s",li#it-, collocando in "na stessa classe ci. c(e spinge alla virt7 con ci. c(e spinge al vi io, e assegnando solo al calcolo il co#pito di disting"ere l'"na dall'altro: sicc() la virt7 ne viene spenta co#pleta#ente. Per contro, il senti#ento #orale, '"esta pretesa speciale sensi,ilit- 0A 1?2 0per '"anto s"perficiale sia anc(e il ric(ia#arsi ad essa, credendo, coloro c(e non sanno %pensare%, di trarsi d'i#paccio con il %sentire% 0452, anc(e in ci. c(e ! di pertinen a della p"ra ragione "niversale, e nonostante c(e i senti#enti, c(e per nat"ra si differen iano infinita#ente l'"no dall'altro, non forniscano "na #is"ra "nifor#e del ,ene e del #ale: sicc() "no non p"., in ,ase al proprio senti#ento, gi"dicare valida#ente dell'altro2, ri#ane t"ttavia pi7 vicino alla #oralit- e alla s"a dignit-, rendendo alla virt7 l'onore di riferire ad essa %i##ediata#ente% il co#piaci#ento e la considera ione, e non di dirle, sen a #e i ter#ini, c(e ci. c(e ci lega ad essa non ! la s"a ,elle a, #a solo il nostro vantaggio. Ai fonda#enti %ra ionali% della #oralit- appartiene, per contro, il concetto ontologico della %perfe ione%, c(e 0per '"anto v"oto, indeter#inato e perci. in"tili a,ile esso sia, per trovare, nel ca#po i##ens"ra,ile della realt- possi,ile, la #assi#a so##a c(e ci conviene 04<2* e per '"anto, nel s"o proposito di disting"ere '"ella realt-, di c"i '"i ! '"estione, da ogni altra, esso a,,ia "na propensione irresisti,ile ad aggirarsi in circolo, e non possa fare a #eno di pres"pporre s"rretti ia#ente '"ella #oralit- c(e vorre,,e spiegare2 !, t"ttavia, #igliore del concetto teologico, c(e pretende di des"#ere la #oralit- da "na perfettissi#a volont- divina: non solo perc() noi non scorgia#o t"ttavia la s"a perfe ione, e solo possia#o des"#erla dai nostri concetti, tra c"i '"ello della #oralit- ! il pi7 elevato* ,ens/ perc(), se noi non faccia#o ci. 0e, se lo facessi#o, la spiega ione cadre,,e in "n grossolano circolo vi ioso2, il concetto c(e ancora ci ri#ane della s"a volont-, caratteri ato dalla ,ra#a di onore e di do#inio, e congi"nto con le rappresenta ioni terri,ili del potere e della vendetta, verre,,e a costit"ire il fonda#ento di "n siste#a etico diretta#ente opposto alla #oralit- 04>2. 8e, poi, io dovessi scegliere tra il concetto del senso #orale e '"ello della perfe ione in genere 0c(e entra#,i, per lo #eno, non offendono la #oralit-, anc(e se non servono p"nto a fondarla2, #i deciderei per il secondo, c(e, per lo #eno, porta la ca"sa davanti al tri,"nale della p"ra ragione, staccandola dalla

sensi,ilit-: p"r non decidendo, anc(e '"i, n"lla, esso t"ttavia conserva incorrotta per "na possi,ile, pi7 precisa deter#ina ione, l'idea indeter#inata di "na volont- in s) ,"ona. Per il resto, penso c(e si possa tralasciare "na conf"ta ione circostan iata di t"tte '"este teorie. Essa ! cos/ facile, ! cos facil#ente afferra,ile da coloro stessi c(e, per ragioni d'"fficio, p"r si dic(iarano per "na di '"este teorie 0dato c(e gli "ditori non sopportere,,ero volentieri c(e il gi"di io sia rinviato2, c(e farlo sare,,e soltanto sprecare lavoro. :a ci. c(e '"i pi7 ci interessa ! sapere c(e '"esti princ/pi non pongono a fonda#ento pri#o della #oralit- altro c(e l'eterono#ia del volere, e app"nto per ci. sono destinati necessaria#ente a #ancare il loro scopo. Ov"n'"e sia posto a fonda#ento "n oggetto della volont-, per prescrivere ad essa la regola c(e la deter#ini, codesta regola non ! altro c(e eterono#ia. L'i#perativo ! condi ionato, cio!: %se, o poic()%, si v"ole "n certo oggetto, ci si deve anc(e co#portare cos/ e cos/. Pertanto, esso non p". #ai co#andare #oral#ente, ossia categorica#ente. L'oggetto p". deter#inare la volont- #ediante l'inclina ione, co#e nel principio della propria felicit-, o #ediante la ragione diretta s" oggetti della nostra volont- possi,ile, nel principio della perfe ione: #a in ness"n caso esso deter#ina la volont- %i##ediata#ente%, con la rappresenta ione dell'a ione, ,ens/ se#pre solo con #oventi c(e spingono la volont-, con la rappresenta ione dell'effetto previsto dell'a ione: %io devo fare '"alcosa, perc() ne voglio '"alc(e altra%. E allora occorre c(e nel #io soggetto sia posta, a fonda#ento, "na '"alc(e altra legge, per c"i io voglio necessaria#ente '"est'altra cosa: legge c(e ric(iede, a s"a volta, "n i#perativo c(e li#iti tale #assi#a. Infatti, poic() la spinta c(e la rappresenta ione di "n oggetto, possi,ile #ediante le nostre for e e secondo la costit" ione nat"rale del soggetto, deve esercitare s"lla s"a volont- appartiene alla nat"ra del soggetto, si tratti della sensi,ilit- 0della inclina ione e del g"sto2 o dell'intelletto e della ragione, c(e, secondo la particolare confor#a ione della loro nat"ra, prendono piacere a "n deter#inato oggetto, sare,,e propria#ente la nat"ra '"ella c(e d- la legge. 6na tal legge, non soltanto dev'essere conosci"ta e #ostrata per #e o dell'esperien a, e, '"indi, ! in s) accidentale e pertanto inadatta a costit"ire "na regola pratica apodittica, '"ale (a da essere la #orale* #a ! anc(e %se#pre soltanto eterono#ia% della volont-, in c"i la volont- non d- a s) la legge, ,ens/ "no sti#olo esterno d- la legge alla volont-, per #e o di "na nat"ra del soggetto predisposta a riceverla. La volont- ,"ona assol"ta#ente, il c"i principio dev'essere "n i#perativo categorico, deve '"indi, lasciando indeter#inato ogni oggetto, contenere solo la %for#a del volere%, e precisa#ente co#e a"tono#ia: cio!, la capacit- della #assi#a di ogni volont- ,"ona, di fare di s) "na legge "niversale, ! essa stessa l'"nica legge c(e il volere di ogni essere ra ionale i#pone a se stesso, sen a il fonda#ento di "n '"alsiasi #ovente o interesse. %Co#e "na si#ile proposi ione pratica sintetica a priori sia possi,ile%, e perc() sia necessaria, ! "n pro,le#a la c"i sol" ione non si trova pi7 entro i confini della #etafisica dei cost"#i* n) noi, '"i, a,,ia#o affer#ato la s"a verit-, e ancor #eno a,,ia#o finto di disporre di "na s"a di#ostra ione. A,,ia#o #ostrato soltanto, svil"ppando il concetto della #oralit- '"al ! co#"ne#ente inteso, c(e ad esso inerisce inevita,il#ente "n'a"tono#ia del volere, an i, c(e '"esta sta a s"o fonda#ento. C(i, d"n'"e, consideri la #oralit- co#e "n '"alcosa, e non co#e "n'idea #era#ente c(i#erica sen a verit-, deve riconoscere il s"o principio '"ale '"i ! stato indicato. $"esta se ione, cos/ co#e la pri#a, era d"n'"e "nica#ente analitica. C(e, ora, la #oralit- non sia "na rappresenta ione fantastica, ! "na concl"sione a c"i si p". gi"ngere se l'i#perativo categorico, e con esso l'a"tono#ia della volont-, ! vero co#e principio %a priori% assol"ta#ente necessario, e ric(iede "n %possi,ile "so sintetico della ragion p"ra pratica%, c(e noi non osia#o proporre sen a "na previa %critica% di detta facolt- ra ionale 04?2. E di '"esta do,,ia#o esporre nell'"lti#a se ione i tratti principali, c(e ,astano al nostro scopo.

8e ione ter a. PA88A==IO 3ALLA :E+AFI8ICA 3EI CO8+6:I ALLA CRI+ICA 3ELLA RA=ION P6RA PRA+ICA.

IL CONCE++O 3ELLA LIHER+A' E' LA C;IAGE PER LA 8PIE=AZIONE 3ELL'A6+ONO:IA 3EL GOLERE. La %volont-% ! "n tipo di ca"salit- proprio degli esseri viventi in '"anto ra ionali, e la %li,ert-% sare,,e "na propriet- di "n tale #odo di ca"sare, per c"i esso agisce indipendente#ente da ca"se esterne %c(e lo deter#inino%. Corrispondente#ente, la %necessit- nat"rale% ! la propriet- della ca"salit- di t"tti gli esseri ra ionali di esser deter#inati ad agire dall'infl"sso di ca"se esterne. La defini ione addotta della li,ert- ! %negativa%, e non ce ne fa cogliere, perci., l'essen a: #a da essa deriva "n s"o concetto %positivo% pi7 ricco e fr"tt"oso. Poic() il concetto di ca"salit- porta con s) '"ello di %leggi%, secondo c"i, in virt7 di ci. c(e c(ia#ia#o ca"sa, deve seg"ire '"alc(e altra cosa co#e conseg"en a, la li,ert-, p"r non essendo "na propriet- del volere secondo leggi nat"rali, non ! t"ttavia in ogni senso eslege, #a dev'essere pi"ttosto "na ca"salit- secondo leggi i##"ta,ili, per. di "n tipo particolare: in caso diverso, infatti, la volont- li,era non sare,,e n"lla. La necessit- nat"rale era "na eterono#ia delle ca"se efficienti, non potendo prod"rsi "n effetto se non secondo la legge c(e '"alcosa di esterno deter#ini la ca"sa efficiente a ca"sare* #a c(e cos'altro p". essere la li,ert- del volere, se non a"tono#ia, cio! la propriet- del volere di essere legge a se stessoA 8e non c(e la proposi ione: il volere !, in t"tte le a ioni, legge a se stesso, non fa altro c(e indicare il principio di non agire secondo ness"n'altra #assi#a, c(e '"ella c(e p". aver per oggetto "na legge "niversale. $"esta, app"nto, ! la for#a dell'i#perativo categorico e il principio della #oralit-: d"n'"e, "na volont- li,era e "na volont- sottoposta alla legge #orale sono la stessa cosa. 8e, d"n'"e, si pres"ppone la li,ert- del volere, la #oralit-, insie#e col s"o principio, ne seg"e per se#plice sco#posi ione di '"el concetto. E', per contro, p"r se#pre "na proposi ione sintetica la seg"ente: "na volont- assol"ta#ente ,"ona ! '"ella, la c"i #assi#a p". se#pre contenere s) in se stessa, considerata co#e legge "niversale. Infatti, sco#ponendo il concetto di "na volont- assol"ta#ente ,"ona, ! i#possi,ile trovarvi '"ella propriet- della #assi#a. 8iffatte proposi ioni sintetic(e, peraltro, sono possi,ili solo '"ando entra#,e le conoscen e siano legate tra loro dalla connessione con "na ter a, c(e s'incontri in t"tte e d"e. Il concetto %positivo% della li,ert- prod"ce '"esta ter a conoscen a, c(e non p". essere la nat"ra del #ondo sensi,ile, co#e nel caso delle ca"se fisic(e 0nel c"i concetto convengono i concetti di '"alcosa co#e ca"sa, in rapporto con %'"alc(e altra cosa% co#e effetto2. C(e cosa sia '"esto ter o, a c"i ci rinvia la li,ert-, e di c"i a,,ia#o "n'idea %a priori%, non si p". ancora #ostrare '"i, per rendere co#prensi,ile la ded" ione del concetto di li,ert- dalla ragion p"ra pratica e, con essa, anc(e la possi,ilit- dell'i#perativo categorico: pri#a di farlo, occorre ancora '"alc(e prepara ione. LA LIHER+A' 3EG'E88ERE PRE86PPO8+A CO:E PROPRIE+A' 3EL GOLERE 3I O=NI E88ERE RAZIONALE. Non ,asta c(e noi, per "na ragione '"alsiasi, ascrivia#o alla nostra volont- la li,ert-, se non a,,ia#o "na ragione s"fficiente per attri,"irla anc(e a t"tti gli %esseri ra ionali% 04@2. Poic(), infatti, la #oralit- ci serve da legge solo in '"anto sia#o esseri ra ionali, essa deve valere anc(e per t"tti gli altri esseri ra ionali* e poic() la si deve poter ricavare dalla propriet- della li,ert-, occorre di#ostrare c(e la li,ert-, co#e propriet- del volere, appartiene a t"tti gli esseri ra ionali. E non ,asta esporla in ,ase a certe pres"nte esperien e della nat"ra "#ana 0essendo ci., del resto, assol"ta#ente i#possi,ile, e dovendosi #ostrare la li,ert- del t"tto %a priori%2, #a si deve di#ostrarla co#e propria dell'attivit- degli esseri ra ionali in genere, dotati di volont-. Io affer#o d"n'"e: ogni essere c(e non possa agire altri#enti c(e %sotto l'idea della li,ert- !%, per ci. stesso, real#ente li,ero sotto il rispetto pratico. Per esso, cio!, valgono t"tte le leggi c(e sono indissol",il#ente connesse con la li,ert-, esatta#ente co#e se la s"a volont- fosse dic(iarata li,era in se stessa per "na proposi ione della filosofia teoretica 0A 1@2. Ora io affer#o: in ogni essere ra ionale dotato di volere noi do,,ia#o necessaria#ente a##ettere anc(e l'idea della li,ert-, con c"i soltanto esso agisce. Infatti, in "n tal essere noi pensia#o "na ragione la '"ale sia pratica, cio! sia dotata di ca"salit- rispetto ai propri oggetti: ora, ! i#possi,ile pensare "na ragione c(e, con la s"a propria coscien a, riceva dal di f"ori "na g"ida per i s"oi gi"di i, perc() in tal caso il soggetto riferire,,e la deter#ina ione del gi"di io, non alla s"a ragione, ,ens/ a "na sollecita ione diversa. La ragione deve considerarsi co#e a"trice dei s"oi princ/pi indipendente#ente da infl"ssi esteriori* e, di conseg"en a,

co#e ragione pratica, o volont- di "n essere ra ionale, dev'essere considerata co#e li,era di per s). Cio!: la volont- di '"est'essere p". essere "na volont- s"a propria solo sotto l'idea della li,ert-, e '"esta deve, '"indi, essere attri,"ita, sotto il rispetto pratico, a t"tti gli esseri ra ionali. $6ALE IN+ERE88E INERI8CA ALLE I3EE 3ELLA :ORALI+A'. A,,ia#o da "lti#o riportato il concetto deter#inato della #oralit- all'idea di li,ert-, #a in ness"n #odo poteva#o #ostrarla co#e '"alcosa di reale in noi stessi e nella nat"ra "#ana: ci sia#o resi conto soltanto di doverla pres"pporre, se voglia#o pensare "n essere co#e ra ionale e co#e dotato di coscien a della s"a ca"salit- in rapporto alle a ioni, cio! dotato di volont-. A,,ia#o trovato, cos/, c(e app"nto per la stessa ragione noi do,,ia#o attri,"ire ad ogni essere dotato di ragione e volont- codesta propriet-, di deter#inarsi ad agire sotto l'idea della s"a li,ert-. :a dal pres"pporre '"este idee derivava anc(e la coscien a di "na legge: i princ/pi soggettivi delle a ioni, cio! le #assi#e, devono se#pre essere scelti in #odo c(e possano valere anc(e oggettiva#ente, cio! "niversal#ente, co#e princpi, e possano servire perci. alla nostra propria legisla ione "niversale. :a perc() devo sottopor#i a '"esto principio, e farlo co#e essere ra ionale in genere, alla stessa streg"a, d"n'"e, di t"tti gli altri esseri dotati di ragioneA Goglio concedere c(e a ci. non #i %spinga% ness"n interesse, perc() '"esto non fornire,,e "n i#perativo categorico: epp"re io devo anc(e necessaria#ente %prendere% "n interesse, a c(e '"esto accada: perc() "n tal dovere !, propria#ente, "n volere c(e vige in ogni essere ra ionale, a condi ione c(e la s"a ragione vi svil"ppi la s"a attivit- pratica sen a i#pedi#enti. Nel caso di esseri c(e, co#e noi, sono sollecitati dalla sensi,ilit- con #oventi d'altro tipo, e in c"i, cio!, non accade se#pre ci. c(e la ragione di per s) sola vorre,,e, '"ella necessit- dell'a ione ! "n dovere soltanto, e la necessit- soggettiva si differen ia dall'oggettiva. 8e#,ra, d"n'"e, c(e propria#ente noi ci li#itia#o a pres"pporre nell'idea della li,ert- la legge #orale, e cio! il principio dell'a"tono#ia della volont- stessa, e c(e non possia#o di#ostrare di per se stessa la s"a realt- e necessit- oggettiva. Con ci. avre##o p"r se#pre g"adagnato '"alcosa di #olto considerevole, avendo deter#inato, con #aggior precisione di '"ella c(e si a,,ia di solito, il principio gen"ino* #a rispetto alla s"a validit- e alla necessit- pratica di sotto#etterglisi, non avre##o fatto "n passo avanti, perc(), a c(i ci do#andasse perc() #ai la validit- "niversale della nostra #assi#a co#e legge de,,a essere la condi ione li#itativa della nostra a ione, e s" c(e cosa si fondi il valore c(e attri,"ia#o a '"esto #odo di agire & valore c(e vorre,,'essere cos/ grande da non trovare in ness"na parte "n interesse s"periore al s"o & e co#e accada c(e l'"o#o creda di cogliere soltanto in ci. il s"o personale valore, rispetto al '"ale '"alsiasi valore di "na condi ione gradevole o sgradevole va considerato co#e "n n"lla, non potre##o dare ness"na risposta soddisfacente. +rovia#o, ,ens/, c(e noi possia#o prendere "n interesse a "n #odo d'essere della persona sen a alc"n interesse per la s"a condi ione, '"alora esso solo ci '"alific(i a partecipare di '"est'"lti#o, nel caso c(e la ragione fosse incaricata di distri,"irlo: cio!, c(e il p"ro e se#plice esser degni d'essere felici potre,,e interessarci di per s), anc(e sen a la spinta a divenir partecipi di tale felicit-. In verit-, codesto gi"di io non ! altro c(e l'effetto della gi- pres"pposta inciden a delle leggi #orali 0'"alora noi, #ediante l'idea della li,ert-, ci stacc(ia#o da ogni interesse e#pirico2. :a c(e noi ci stacc(ia#o da '"esto, e, cio!, c(e ci consideria#o co#e li,eri nell'agire, e c(e cos/ do,,ia#o t"ttavia considerarci co#e sottoposti a certe leggi se#plice#ente per trovare "n valore nella nostra persona & valore capace di rifondere ogni perdita di ci. c(e rende appre a,ile la nostra condi ione & e co#e ci. sia possi,ile* e, '"indi, %in ,ase a c(e cosa la legge #orale ci o,,lig(i%, '"esto, per '"esta via, non lo possia#o ancora vedere. 8i #anifesta '"i, do,,ia#o riconoscerlo sincera#ente, "na sorta di circolo da c"i se#,ra non si possa "scire. Noi ci s"pponia#o li,eri nell'ordine delle ca"se efficienti, per pensarci sottoposti a leggi etic(e nell'ordine dei fini* dopo di c(e ci pensia#o sottoposti a '"este leggi perc() ci attri,"ia#o la li,ert- del volere. Infatti, li,ert- e legisla ione propria della volont- sono entra#,e a"tono#ia, e, perci., concetti reciproci, ness"no dei '"ali, app"nto perci., p". essere "sato per spiegare l'altro e servirgli da fonda#ento, #a, t"tt'al pi7, possono essere "sati con l'intento logico di riportare rappresenta ioni apparente#ente diverse dello stesso oggetto a "n "nico concetto 0co#e diverse fra ioni di "g"al conten"to ad "n co#"ne deno#inatore2.

6na via d'"scita, t"ttavia, ci ri#ane: e cio!, cercare se noi, '"ando pensia#o noi stessi co#e ca"se efficienti #ediante la li,ert-, non ass"#ia#o "n p"nto di vista diverso da '"ando ci rappresentia#o nelle nostre a ioni co#e effetti, c(e ci stanno davanti agli occ(i. A far presente '"esta osserva ione non si ric(iede "na riflessione sottile. 8i p". pres"#ere, pi"ttosto, c(e la faccia anc(e l'intelletto pi7 co#"ne, sia p"re a #odo s"o, #ediante "na osc"ra distin ione all'interno di '"ella capacit- di gi"di io c(e esso c(ia#a sentire. +"tte le rappresenta ioni c(e ci vengono sen a c(e noi lo voglia#o 0co#e '"elle dei sensi2 non ci fan conoscere gli oggetti altri#enti c(e co#e essi agiscono s" di noi, #entre ci. c(e gli oggetti siano in se stessi ci ri#ane sconosci"to. 8icc(), per ci. c(e concerne '"esto tipo di rappresenta ioni, anc(e con l'atten ione e la precisione pi7 ac"te di c"i sia capace l'intelletto, noi non pervenia#o se non alla #era conoscen a di %feno#eni%, e #ai delle %cose in se stesse%. Non appena si faccia '"esta distin ione 0sia p"re ,asata s"lla se#plice diversit- c(e si osserva tra le rappresenta ioni c(e ci vengono dall'esterno, e in c"i '"indi sia#o passivi, da '"elle c(e noi prod"cia#o se#plice#ente da noi stessi, e in c"i #ostria#o la nostra attivit-2, ne seg"e di per s) c(e, dietro ai feno#eni, do,,ia#o a##ettere e pres"pporre '"alcosa c(e non ! feno#eno, e cio! le cose in s): p"r dovendo riconoscere c(e, poic() esse non sono #ai da noi conosci,ili cos/ co#e sono, #a solo co#e agiscono s" di noi, noi non possia#o #ai penetrarle, n) sapere c(e cosa siano in s). Ci. fornisce inevita,il#ente "na distin ione, per '"anto ro a, tra il %#ondo sensi,ile e il #ondo intelligi,ile%: il pri#o dei '"ali p". anc(e differire decisa#ente nei vari osservatori, per la differen a della loro sensi,ilit-, #entre il secondo, c(e gli sta a fonda#ento, ri#ane se#pre il #edesi#o. Nepp"r di se stesso l'"o#o p". pres"#ere di conoscersi co#e ! in s), #ediante il senso interno c(e (a di se #edesi#o: poic(), infatti, egli non crea, per dir cos/, se stesso, e non riceve il concetto di s) %a priori%, ,ens/ e#pirica#ente, ! nat"rale c(e egli a,,ia noti ia anc(e di s) #ediante il senso interno e, di conseg"en a #ediante l'apparire della s"a nat"ra, secondo il #odo in c"i la s"a coscien a riceve le i#pressioni* #entre, d'altra parte, egli deve a##ettere necessaria#ente, al di l- di '"esta nat"ra della s"a soggettivit-, co#posta di p"ri feno#eni, ancora '"alcos'altro c(e vi si trovi a fonda#ento, e cio! l'Io, cos/ co#e p". esser fatto in se stesso* considerandosi, d"n'"e, co#e appartenente al %#ondo sensi,ile% in rela ione alla p"ra perce ione e recettivit- delle sensa ioni, e co#e appartenente al %#ondo intellett"ale% o intelligi,ile in rela ione a ci. c(e p". essere in l"i attivit- p"ra 0c(e egli non coglie #ediante l'affe ione dei sensi, ,ens/ #ediante la coscien a i##ediata2: anc(e se, di '"esto #ondo intelligi,ile, non sa n"ll'altro. La stessa concl"sione l'"o#o pensante deve trarre circa t"tte le cose c(e gli si presentano: ed ! la concl"sione c(e, pres"#i,il#ente, si trova anc(e nell'intelletto pi7 co#"ne, c(e, co#e ! noto, inclina assai ad attendersi, dietro gli oggetti dei sensi, ancor se#pre '"alcos'altro di invisi,ile e di attivo per se stesso: p"r tornando i##ediata#ente a corro#pere codesto invisi,ile col farne, di n"ovo, "na cosa sensi,ile, ovvero "n oggetto di int"i ione, e non progredendo, '"indi, d'"n passo s"lla strada della verit-. Ora, l'"o#o trova effettiva#ente in s) "na facolt- con c"i si disting"e da t"tte le altre cose, an i, anc(e da se stesso in '"anto riceve i#pressioni dagli oggetti: e '"esta facolt- ! la %ragione%. $"esta, co#e p"ra attivit- spontanea, s'innal a anc(e al di sopra dell'%intelletto%, perc(), se,,ene anc(e '"est'"lti#o sia attivit- spontanea e, a differen a del senso, non contenga solo rappresenta ioni c(e si for#ano "nica#ente '"ando si riceve l'i#pressione delle cose 0perci. passiva#ente2, p"r t"ttavia non p". trarre dalla propria attivit- altri concetti se non '"elli c(e servono "nica#ente a %portare sotto regole le rappresenta ioni sensi,ili%, "nificandole cos/ in "na coscien a: sen a il '"al "so della sensi,ilit-, l'intelletto non pensere,,e n"lla* #entre la ragione #anifesta nelle idee "na spontaneit- cos/ p"ra, da trascendere di gran l"nga co#pleta#ente t"tto ci. c(e la sensi,ilit- possa offrirle, e svil"ppa il s"o "fficio pi7 elevato nel disting"ere tra loro "n #ondo sensi,ile e "n #ondo intelligi,ile, e nell'indicare cos/ allo stesso intelletto i s"oi li#iti. In considera ione di ci., "n essere ra ionale, %co#e intelligen a% 0'"indi non sotto l'aspetto delle s"e facolt- inferiori2, deve considerarsi co#e appartenente, non al #ondo sensi,ile, ,ens/ all'intelligi,ile. Pertanto, egli dispone di d"e p"nti di vista, da c"i considerare se stesso e riconoscere le leggi dell'"so delle s"e facolt- e, pertanto, di t"tte le s"e a ioni: %da "n lato%, in '"anto appartiene al #ondo sensi,ile, si riconosce sottoposto a leggi di nat"ra 0eterono#ia2* %dall'altro lato%, in '"anto appartiene al #ondo intelligi,ile, si riconosce sottoposto a leggi c(e, indipendente#ente dalla nat"ra, non si fondano s"ll'esperien a, #a escl"siva#ente s"lla ragione.

Co#e essere ra ionale, e, pertanto, appartenente al #ondo intelligi,ile, l'"o#o non p". pensare la ca"salit- del s"o volere se non sotto l'idea della li,ert-. Infatti, l'indipenden a dalle ca"se deter#inanti del #ondo sensi,ile 0c(e la ragione deve in ogni caso attri,"ire a se stessa2 ! li,ert-: ora, con l'idea della li,ert- ! indissol",il#ente connesso il concetto della %a"tono#ia%, e con '"esto il principio "niversale della #oralit-, c(e sta, nell'idea, a fonda#ento di t"tte le a ioni degli esseri %ra ionali%, allo stesso #odo c(e la legge di nat"ra sta a fonda#ento di t"tti i feno#eni. E' tolto cos/ il sospetto, c(e pi7 s" a,,ia#o insin"ato, di "n circolo vi ioso, nascosto nel nostro concl"dere dalla li,ert- all'a"tono#ia, e da '"esta alla legge #orale: il sospetto, cio!, c(e noi a,,ia#o posto a fonda#ento l'idea della li,ert- solo in vista della legge #orale, per tornare, poi, a far discendere la legge #orale dalla li,ert-* col c(e non potre##o fornire alc"n fonda#ento alla legge #orale, #a soltanto ric(iederlo, con "na peti ione di principio, a c"i ,en volentieri aderiranno le ani#e ,ene inten ionate, #a c(e noi non potre##o #ai presentare altri#enti c(e co#e "na proposi ione da di#ostrare. Ora, infatti, vedia#o c(e, se noi ci pensia#o co#e li,eri, ci trasponia#o, co#e #e#,ri, nel #ondo intelligi,ile, e riconoscia#o l'a"tono#ia del volere insie#e con la s"a conseg"en a, c(e ! la #oralit-* se, per contro, ci pensia#o co#e o,,ligati, ci consideria#o co#e appartenenti al #ondo sensi,ile, #a anc(e al #ondo intelligi,ile nello stesso te#po. CO:E E' PO88IHILE 6N I:PERA+IGO CA+E=ORICOA L'essere ra ionale, co#e intelligen a, si ascrive al #ondo intelligi,ile, e c(ia#a %volont-% la propria ca"salit- solo co#e ca"sa efficiente c(e appartiene a "n tal #ondo. 3'altro canto, esso ! consapevole di s) anc(e co#e ele#ento del #ondo sensi,ile, in c"i s'incontrano, ,ens/, le s"e a ioni co#e #eri feno#eni di '"ella ca"salit-, #a la loro possi,ilit- non p". venir des"nta da '"ella ca"salit-, c(e non conoscia#o* #entre, al contrario, '"elle stesse a ioni, in '"anto appartenenti al #ondo sensi,ile, devono esser viste co#e deter#inate da altri feno#eni, e cio! dai desideri e dalle inclina ioni. Co#e proprie di "n p"ro #e#,ro del #ondo intelligi,ile, d"n'"e, t"tte le #ie a ioni sare,,ero perfetta#ente confor#i al principio dell'a"tono#ia della volont- p"ra* co#e proprie di "n ele#ento del #ondo sensi,ile, esse dovre,,ero essere ass"nte co#e intera#ente confor#i alla legge nat"rale dei desideri e delle inclina ioni, e, perci., alla eterono#ia della nat"ra. 0Le pri#e si fondere,,ero s"l principio s"pre#o della #oralit-, le seconde s" '"ello della felicit-.2 :a poic() il %#ondo intelligi,ile contiene il fonda#ento del #ondo sensi,ile e, perci., anc(e delle s"e leggi%, e perci. d- i##ediata#ente la legge alla #ia volont- 0c(e appartiene intera#ente al #ondo intelligi,ile2, e co#e tale deve anc(e venir pensato, cos/ io, nonostante c(e per "n altro verso appartenga al #ondo sensi,ile, co#e intelligen a #i riconoscer. sottoposto alla legge del pri#o, cio! della ragione, c(e racc(i"de la s"a legge nell'idea della li,ert- e, '"indi, della a"tono#ia del volere: sicc() le leggi del #ondo intelligi,ile devono essere considerate, rispetto a #e, co#e i#perativi, e le a ioni confor#i a '"esto principio co#e doveri. =li i#perativi categorici sono cos/ possi,ili, perc() l'idea della li,ert- fa di #e il #e#,ro di "n #ondo intelligi,ile* e se io non fossi altro c(e '"esto, t"tte le #ie a ioni %sare,,ero% se#pre confor#i all'a"tono#ia della volont-. :a, poic() #i riconosco anc(e co#e #e#,ro del #ondo sensi,ile, le #ie a ioni %devono% esser confor#i all'a"tono#ia della volont-* e '"esto dovere %categorico% rappresenta "na proposi ione sintetica %a priori%, in '"anto, oltre alla #ia volont- affetta da ,ra#e sensi,ili si (a ancora l'idea della #ia volont- stessa, #a co#e volont- pratica p"ra, appartenente al #ondo intelligi,ile, e '"esta contiene, secondo ragione, la condi ione s"pre#a anc(e della pri#a. E' "n po' la stessa sit"a ione in c"i si trovano i concetti dell'intelletto, c(e si aggi"ngono alle int"i ioni del #ondo sensi,ile: essi, di per s), non significano altro c(e "na for#a della legalit-, e, con ci., rendono possi,ili gi"di i sintetici %a priori%, s" c"i si fonda ogni conoscen a della nat"ra. L'"so pratico della co#"ne ragione "#ana confer#a l'esatte a di codesta ded" ione. Ness"no, nepp"re il peggior ri,aldo, per poco c(e sia a,it"ato a fare "so della ragione, '"ando gli si presentino ese#pi di onest- nelle inten ioni, di costan a nel seg"ire le #assi#e ,"one, di partecipa ione al ,ene co#"ne 0anc(e se connesse con grandi sacrifici di vantaggi e co#odit-2, #anca di a"spicare di essere anc(e l"i dotato di siffatte inten ioni. :a, '"esto, egli non riesce a reali arlo in s), a ca"sa dei s"oi istinti e inclina ioni: non sen a c(e egli desideri t"ttavia, al te#po stesso, di esser li,ero da tali inclina ioni vi iose.

Con ci. egli #ostra, d"n'"e, di trasporsi nel pensiero, con "na volont- li,era dagli sti#oli sensi,ili, in "n ordine di cose t"tto diverso da '"ello dei s"oi desideri, c(e si svil"ppano nel ca#po della sensi,ilit-. Non potendo egli ripro#ettersi, dalla reali a ione di '"el desiderio, ness"na soddisfa ione di "na s"a voglia e, perci., ness"na condi ione c(e soddisfi alle s"e inclina ioni effettive, o co#"n'"e ipoti a,ili 0altri#enti, l'idea stessa c(e carpisce il s"o desiderio perdere,,e la s"a s"periorit-2, la sola cosa c(e p". aspettarsi da ci. ! "n #aggior valore intrinseco della s"a persona. $"esta #iglior persona egli crede, per., di essere '"ando si colloca dal p"nto di vista di #e#,ro del #ondo intelligi,ile, a c"i, sen a c(e egli lo voglia, lo destina l'idea della li,ert-, cio! dell'indipenden a dalle ca"se %deter#inanti% del #ondo sensi,ile: sit"a ione in c"i egli ! conscio di "na volont- ,"ona c(e, per s"o stesso riconosci#ento, detta legge alla s"a volontcattiva di #e#,ro del #ondo sensi,ile, e di c"i egli riconosce l'a"torit-, nel #o#ento stesso in c"i la trasgredisce. Il dovere #orale !, d"n'"e, "n s"o volere necessario di #e#,ro di "n #ondo intelligi,ile, ed ! pensato da l"i co#e costri ione solo perc() egli !, al te#po stesso, #e#,ro del #ondo sensi,ile. 3EL CONFINE E8+ERNO 3I O=NI FILO8OFIA PRA+ICA. +"tti gli "o#ini si pensano li,eri nella loro volont-. 3i '"i derivano t"tti i gi"di i s"lle a ioni c(e %si sare,,ero dov"te co#piere%, anc(e se %non le si ! co#pi"te%. Epp"re '"esta li,ert- non ! "n concetto d'esperien a, n) p". esserlo, poic() ri#ane salda nonostante c(e l'esperien a #ostri il contrario di '"elle esigen e, c(e il pres"pposto della li,ert- rende necessarie. 3'altro canto, ! altrettanto necessario c(e t"tto ci. c(e avviene sia i##anca,il#ente deter#inato da leggi di nat"ra: e '"esta necessit- nat"rale non ! nepp"r essa "n concetto d'esperien a, app"nto perc() co#porta il concetto della necessit- e, pertanto, di "na conoscen a %a priori%. +"ttavia, il concetto della nat"ra trova confer#a nell'esperien a, e dev'essere, an i, inevita,il#ente pres"pposto, se "n'esperien a & cio! "na conoscen a degli oggetti dei sensi coerente secondo leggi & (a da essere possi,ile. Pertanto la li,ert- ! soltanto "n'idea della ragione, la c"i realtoggettiva ! in s) d",,ia: #entre la nat"ra ! "n %concetto dell'intelletto%, c(e di#ostra, e deve necessaria#ente di#ostrare, la propria realt- in ese#pi tratti dall'esperien a. Ora, se,,ene di '"i nasca "na dialettica della ragione, perc() la li,ert-, c(e si attri,"isce al volere, se#,ra entrare in contrasto con la necessit- della nat"ra* se,,ene, in '"esto divergere di strade, la ragione nel s"o %"so spec"lativo% trovi "na via #olto pi7 piana e facil#ente percorri,ile c(e '"ella della li,ert-* p"re, nell'%"so pratico%, il viottolo della li,ert- ! l'"nico s" c"i sia possi,ile far "so della nostra ragione nell'agire e nel preter#ettere: sicc(), n) alla pi7 sottile delle filosofie, n) al pi7 co#"ne intendere degli "o#ini, ! possi,ile li,erarsi, ra iocinando, dell'idea della li,ert-. La filosofia deve d"n'"e pres"pporre c(e ness"n effettivo contrasto si trovi tra la li,ert- e la necessit- nat"rale delle #edesi#e a ioni "#ane, non potendo la ragione sacrificare, n) il concetto della nat"ra, n) '"ello della li,ert-. Frattanto, tale contraddi ione apparente deve, per lo #eno, venire atten"ata nel #odo pi7 pers"asivo, '"ando anc(e non si riesca #ai a co#prendere la li,ert-. Infatti, se il pensiero della li,ert- fosse addiritt"ra contraddittorio rispetto alla nat"ra, c(e ! necessaria anc(e essa, la li,ert- dovre,,e essere sacrificata alla necessit- nat"rale. Ed ! i#possi,ile sf"ggire a tale contraddi ione, se il soggetto, c(e si pensa li,ero, si considerasse li,ero %nello stesso senso, o sotto il #edesi#o rig"ardo%, in c"i si considera sottoposto, per la #edesi#a a ione, alla legge di nat"ra. E', pertanto, "n co#pito inderoga,ile della filosofia spec"lativa #ostrare, '"anto #eno, c(e l'apparen a di contraddi ione si fonda s"l fatto c(e noi pensia#o l'"o#o in "n altro senso, e sotto "n altro rispetto, '"ando lo dicia#o li,ero e '"ando lo consideria#o co#e "n ele#ento della nat"ra sottoposto alle s"e leggi* e c(e le d"e proposi ioni, non soltanto %possono% ,en coesistere, #a %devono%, an i, venir pensate %congi"nta#ente% nel #edesi#o soggetto: perc(), altri#enti, non si capire,,e perc() noi do,,ia#o caricare la ragione con "n'idea c(e, se anc(e si lascia congi"ngere %sen a contraddi ione% con "n'altra, s"fficiente#ente accertata, p"re ci avvolge in "n pro,le#a da c"i la ragione, nel s"o "so teoretico, viene posta a,,astan a a #al partito. 6n tal co#pito inerisce, per., solo s"lla filosofia spec"lativa, c(e deve aprire la strada alla filosofia pratica. Non sta, d"n'"e, al ,eneplacito del filosofo togliere o lasciare intatta l'apparente contraddi ione: perc() nel secondo caso, la teoria c(e la concerne ! "n %,on"# vacans%, di c"i a ,"on diritto p". i#padronirsi il fatalista, cacciando la #orale dalla s"a pres"nta propriet-, c(e essa detiene sen a titolo 04C2.

E, t"ttavia, '"i non si p". ancora dire c(e co#inci il confine della filosofia pratica. Perc() la co#posi ione di '"ella lite non ! di s"a spettan a: essa esige dalla filosofia spec"lativa c(e '"esta ponga ter#ine al dissidio, in c"i si avvolge nei s"oi stessi pro,le#i teorici, in #odo c(e alla ragion pratica sia data tran'"illite sic"re a rispetto agli attacc(i esterni, c(e potre,,ero contenderle il terreno s" c"i v"ole edificarsi. :a la pretesa gi"ridica alla li,ert- del volere, anc(e nella co#"ne ragione "#ana, si fonda s"lla coscien a e s"l pres"pposto, riconosci"to, dell'indipenden a della ragione da ca"se deter#inanti #era#ente soggettive, le '"ali, t"tte insie#e, appartengono alla se#plice sensa ione, e costit"iscono il deno#inatore co#"ne della sensi,ilit-. L'"o#o & c(e, in tal #odo, si considera co#e intelligen a & si colloca con ci. in "n altro ordine di cose, e in "n rapporto con ca"se deter#inanti di t"tt'altro tipo, '"ando si pensa co#e "n'intelligen a dotata di volont-, e perci. di ca"salit-, da '"ando si percepisce co#e feno#eno del #ondo sensi,ile 0cosa c(e egli, effettiva#ente, anc(e !2, e assoggetta la s"a ca"salit- alla deter#ina ione esterna secondo leggi nat"rali. :a presto egli si accorge c(e entra#,e le cose possono, an i devono coesistere. C(e, infatti, "na %cosa co#e feno#eno% 0appartenente al #ondo sensi,ile2 sia assoggettata a deter#inate leggi, da c"i la #edesi#a %cosa%, o il #edesi#o essere, %in s)% ! indipendente, ! proposi ione c(e non contiene la ,enc() #ini#a contraddi ione. :a c(e, d'altra parte, l'"o#o de,,a pensarsi e rappresentarsi in '"esto d"plice #odo, dipende, per ci. c(e rig"arda il pri#o p"nto, dalla coscien a c(e egli (a di s), co#e oggetto c(e s",isce l'i#pressione dei sensi* e, per ci. c(e rig"arda il secondo p"nto, dalla coscien a c(e egli (a di s) co#e intelligen a, cio! co#e essere c(e "sa della ragione indipendente#ente dalle i#pressioni sensi,ili 0e c(e, pertanto, appartiene al #ondo intelligi,ile2. Per '"esto l'"o#o si attri,"isce "na volont-, c(e non tiene in ness"n conto ci. c(e fa parte "nica#ente delle s"e ,ra#e e inclina ioni, e, per contro, pensa co#e possi,ili, an i necessarie, a ioni c(e derivano da lei soltanto, e c(e possono co#piersi solo se ogni desiderio e sti#olo sensi,ile ! #esso da parte. La ca"salit- di codeste a ioni si trova in l"i co#e intelligen a, e nelle leggi c(e regolano gli effetti e le a ioni secondo princ/pi d'"n #ondo intelligi,ile, di c"i egli non sa nient'altro, se non c(e in esso la ragione, e precisa#ente la ragione p"ra, indipendente dalla sensi,ilit-, d- la legge* sicc(), essendo egli in '"el #ondo, in '"anto ! intelligen a, il soggetto vero e proprio 0#entre l'"o#o non ne ! altro c(e il feno#eno2, '"elle leggi concernono l"i i##ediata#ente e categorica#ente. 8icc() ci. a c"i lo sti#olano le inclina ioni e gli istinti 0e perci. l'intera nat"ra del #ondo sensi,ile2, non p". recare ness"n pregi"di io alle leggi della s"a volont- co#e intelligen a: egli non ! responsa,ile delle pri#e, c(e non dipendono dal s"o Io gen"ino, cio! dalla s"a volont-, ,ens/ dell'ind"lgen a di c"i si rendere,,e colpevole verso di esse, se per#ettesse loro di esercitare "n infl"sso s"lle s"e #assi#e, a detri#ento delle leggi ra ionali della volont-. Per il fatto di %pensarsi% co#e appartenente ad "n #ondo intelligi,ile, la ragion pratica non oltrepassa p"nto i propri confini: lo fare,,e, al contrario, se volesse %introd"rsi in s) con l'int"i ione o la sensa ione%. $"ello ! soltanto "n pensiero negativo, rispetto al #ondo sensi,ile, c(e non d- alla ragione ness"na legge per deter#inare la volont-* ed ! positivo solo s" '"est'"nico p"nto: c(e '"ella li,ert-, co#e deter#ina ione negativa, !, al te#po stesso, legata con "na facolt- 0positiva2 e perfino con "na ca"salit- della ragione, c(e noi c(ia#ia#o volont-: facolt- di agire in #odo c(e il principio delle a ioni sia confor#e alla costit" ione essen iale di "na ca"sa ra ionale, cio! alla condi ione dell'"niversalit- della #assi#a co#e legge. :a, se pretendesse di trarre "n %oggetto del volere%, cio! "na #otiva ione, dal #ondo intelligi,ile, allora la ragione oltrepassere,,e i propri confini, e pres"#ere,,e "na conoscen a c(e non (a 04D2. Il concetto di "n #ondo intelligi,ile !, d"n'"e, soltanto "n %p"nto di vista% c(e la ragione si vede costretta ad ass"#ere, al di f"ori dei feno#eni, %per pensare se stessa co#e pratica%. Ci. non sare,,e possi,ile se, nell'"o#o, l'infl"sso della sensi,ilit- fosse decisivo: ed !, t"ttavia, necessario, se non si v"ol negare all'"o#o la coscien a di s) co#e intelligen a e, pertanto, co#e ca"sa efficiente li,era, ra ionale e attiva #ediante la ragione. Codesto pensiero co#porta, ,ens/, l'idea di "n ordine e di "na legisla ione diversi dal #eccanis#o nat"rale c(e regge il #ondo sensi,ile, e rende necessario il concetto di "n #ondo intelligi,ile 0cio! della totalit- degli esseri ra ionali co#e cose in se stesse2: sen 'altra pres"n ione, t"ttavia, c(e di pensare, '"i, secondo '"el c(e esige la s"a se#plice condi ione for#ale, cio! l'"niversalit- della #assi#a del volere co#e legge e, pertanto, l'a"tono#ia della volont-, c(e ! la sola c(e possa coesistere con la s"a li,ert-* #entre, al contrario, t"tte le leggi finali ate a "n oggetto forniscono "na eterono#ia, c(e dipende escl"siva#ente dalle leggi nat"rali, e c(e s'incontra soltanto nel #ondo sensi,ile.

:a la ragione oltrepassere,,e t"tti i s"oi confini se intraprendesse "na %spiega ione del co#e% la ragion p"ra possa esser pratica: coincidendo in t"tto e per t"tto, '"esto pro,le#a, con la spiega ione di %co#e sia possi,ile la li,ert-%. Infatti, noi non possia#o spiegare se non ci. c(e sia#o in grado di ricond"rre a leggi, il c"i oggetto possa esserci dato in "na '"alc(e esperien a possi,ile. :a la li,ert- ! "na se#plice idea, la c"i realt- oggettiva non p". in ness"n #odo essere esi,ita secondo leggi nat"rali e, pertanto, in "na '"alsiasi esperien a possi,ile. Poic(), d"n'"e, non le si p". #ai sottoporre "n ese#pio, fondato s" "na '"alsiasi analogia, la li,ert- non p". #ai essere capita, o anc(e soltanto int"ita. Essa vale solo co#e pres"pposto necessario della ragione, in "n essere c(e crede di esser consapevole di "na s"a facolt-, diversa dalla p"ra e se#plice facolt- di desiderare 0c(e crede, cio!, di deter#inarsi ad agire co#e intelligen a e, pertanto, secondo leggi della ragione, indipendente#ente dagli istinti nat"rali2. :a, dove cessa la deter#ina ione secondo le leggi di nat"ra, cessa anc(e ogni %spiega ione%, e non ri#ane altro c(e la %difesa%: cio! la risposta alle o,ie ioni di coloro c(e pretendono di aver visto pi7 nel profondo l'essen a delle cose, e dic(iarano, perci., sen 'altro i#possi,ile la li,ert-. Ad essi si p". soltanto #ostrare c(e la contraddi ione, c(e essi pres"#ono di aver scoperta, non si trova se non nel fatto c(e, per far valere la legge di nat"ra rispetto alle a ioni "#ane, ! necessario considerare l'"o#o co#e "n feno#eno* e c(e, #entre essi dovre,,ero pensarlo, in '"anto intelligen a, anc(e co#e cosa in s), contin"ano a pensarlo anc(e '"i co#e feno#eno. Allora, sen a d",,io, eccett"are la s"a ca"salit- 0cio! la ca"salit- del s"o volere2 da t"tte le leggi nat"rali del #ondo sensi,ile prod"rre,,e, in "n solo e identico soggetto, "na contraddi ione: c(e, t"ttavia, viene #eno, se si riflette e si riconosce onesta#ente c(e, dietro ai feno#eni, devono trovarsi a fonda#ento cose in se stesse 0se,,ene nascoste2, delle c"i leggi d'a ione non si p". pretendere c(e coincidano con '"elle c(e regolano i feno#eni. L'i#possi,ilit- soggettiva di %spiegare% la li,ert- del volere fa t"tt'"no con l'i#possi,ilit-, e di trovare, e di rendere co#prensi,ile "n %interesse% 0A 1C2 c(e l'"o#o possa prendere alle leggi #orali. Epp"re egli prende real#ente interesse ad esse* e la ,ase di '"esto interesse ! '"ello c(e si c(ia#a 'senso #orale': falsa#ente spacciato co#e criterio del nostro gi"di io #orale, #entre deve pi"ttosto esser considerato co#e l'effetto soggettivo c(e la legge esercita s"lla volont-. E, di ci., la ragione soltanto fornisce i fonda#enti oggettivi. Per volere ci. c(e la ragione da sola prescrive a "n essere ra ionale soggetto alla sensi,ilit-, !, ,ens/, necessaria "na facolt- della ragione: "n %senso di piacere%, o di soddisfa ione, c(e %si prova% nel fare il proprio dovere, e, pertanto, "na ca"salit- della ragione stessa c(e deter#ini la sensi,ilit- secondo i s"oi princpi. :a ! assol"ta#ente i#possi,ile scorgere, cio! rendere co#prensi,ile %a priori%, co#e "n p"ro pensiero, c(e non contiene in s) n"lla di sensi,ile, prod"ca "na sensa ione di piacere o di dispiacere. 8i tratta, '"i, di "no speciale tipo di ca"salit-, circa il '"ale, co#e circa ogni altra ca"salit-, noi non possia#o deter#inare n"lla %a priori%, #a do,,ia#o li#itarci a interrogare l'esperien a. Poic(), per., '"esta non ci fornisce ness"na rela ione di ca"sa ed effetto, co#e avviene tra d"e oggetti dell'esperien a, dato c(e '"i la p"ra ragione, #ediante se#plici idee 0c(e non trovano oggetto nell'esperien a2, dev'essere la ca"sa di '"ell'effetto c(e, p"re, si trova nell'esperien a, la spiega ione del co#e e del perc() l'%"niversalit- della #assi#a co#e legge%, e pertanto la #oralit-, ci %interessi%, ! per noi "o#ini del t"tto i#possi,ile. 8olo '"esto ! certo: c(e '"ella legge non (a validit- per noi %perc()% ci interessa 0perc() '"esto ! eterono#ia e dipenden a della ragion pratica dalla sensi,ilit-, cio! da "n senti#ento c(e si trovi a s"o fonda#ento, di #odo c(e #ai essa potre,,e essere etica#ente legislatrice2* ,ens/ c(e ci interessa perc() vale per noi, "o#ini, scat"rendo dalla nostra volont- co#e intelligen a, e perci. dalla nostra personalit- vera e propria. :a %ci. c(e appartiene al se#plice feno#eno ! s",ordinato necessaria#ente dalla ragione, alla costit" ione della cosa in s)%. La '"estione, d"n'"e, co#e sia possi,ile "n i#perativo categorico p". trovare risposta nella #is"ra in c"i si indic(i '"ell'"nico pres"pposto, in ,ase al '"ale soltanto esso ! possi,ile, ossia ! possi,ile l'idea di li,ert-. Potendosi scorgere la necessit- di tale pres"pposto, ci. ! s"fficiente per l'%"so pratico% della ragione, ossia per la convin ione della %validit- di detto i#perativo% e, pertanto, anc(e della legge #orale. :a co#e '"esto pres"pposto stesso sia possi,ile, non ! cosa c(e possa scorgere ness"na ragione "#ana. A##esso per. il pres"pposto della li,ert- del volere co#e intelligen a, la s"a %a"tono#ia%, co#e condi ione for#ale sotto c"i soltanto la volont- p". essere deter#inata, discende co#e "na conseg"en a

necessaria. Pres"pporre tale li,ert- del volere 0sen a, per '"esto, cadere in contraddi ione col principio della necessit- nat"rale della connessione dei feno#eni nel #ondo dell'esperien a2 ! perfetta#ente %possi,ile% 0co#e la stessa filosofia spec"lativa p". #ostrare2: non solo, #a ! anc(e, sen 'altra condi ione, pratica#ente %necessario%, per "n essere ra ionale conscio della propria ca"salit- #ediante la ragione, e perci. della s"a volont- 0c(e va distinta dalla ,ra#a2. In altri ter#ini, ! necessario porre nell'idea '"el pres"pposto a fonda#ento di t"tte le s"e a ioni volontarie, co#e loro condi ione. :a co#e la p"ra ragione, sen 'altri #oventi c(e le possano derivare dal di f"ori, sia di per se stessa pratica* cio!, %co#e il #ero principio della validit- "niversale di t"tte le s"e #assi#e co#e leggi% 0'"ale sare,,e, ,ens/, la for#a di "na ragion p"ra pratica2, sen a alc"na #ateria 0o oggetto2 della volont-, a c"i si possa prendere in anticipo "n '"alc(e interesse, fornisca per se stessa "n #ovente, e prod"ca "n interesse c(e p". dirsi p"ra#ente %#orale%* o, in altre parole, %co#e la ragion p"ra possa essere pratica%, ! "na cosa assol"ta#ente i#possi,ile da spiegare per '"alsiasi ragione "#ana: e ogni fatica e lavoro c(e #irassero a ci. andre,,ero perd"ti. E' esatta#ente lo stesso c(e se io cercassi di capire co#e sia possi,ile la li,ert- stessa, o la ca"salit- di "na volont-. A '"esto p"nto, infatti, io a,,andono ogni fonda#ento di spiega ione filosofica, sen a averne alc"n altro. Potrei, ,ens/, prendere il volo verso il #ondo intelligi,ile, & il solo c(e ancora #i ri#anga &, cio! verso il #ondo delle intelligen e: #a, se,,ene di ci. io a,,ia "n'%idea%, c(e (a il s"o gi"sto fonda#ento, non (o t"ttavia, di '"el #ondo, la #ini#a %conoscen a%, n) posso #ai gi"ngere ad averla con '"alsiasi sfor o delle facolt- ra ionali date#i dalla nat"ra. $"ell'idea significa soltanto "n '"alcosa c(e ri#ane, '"and'io a,,ia escl"so dai #otivi di deter#ina ione della #ia volont- t"tto ci. c(e appartiene al #ondo sensi,ile* e ri#ane solo con la f"n ione di li#itare il principio dei #otivi tratti dall'-#,ito della sensi,ilit-, col fatto di deli#itare l'-#,ito stesso, e di#ostrare c(e esso non a,,raccia t"tto il soggetto, #a c(e, al di f"ori di esso, vi ! ancora altro. $"esto di pi7, t"ttavia, io non lo conosco. 3ella p"ra ragione, c(e pensa '"esto ideale, non ri#ane, dopo c(e se ne ! isolata ogni #ateria, cio! ogni conoscen a di oggetti, altro c(e la p"ra for#a, e cio! la legge pratica della "niversale validit- delle #assi#e: con la conseg"en a di pensare, confor#e#ente a ci., la ragione co#e possi,ile ca"sa efficiente, cio! deter#inante la volont- in riferi#ento a "n p"ro #ondo intelligi,ile. :a i #oventi, '"i, non possono c(e #ancare del t"tto. 3ovre,,'essere, infatti, '"esta stessa idea di "n #ondo intelligi,ile il #ovente, ovverosia ci. a c"i la ragione prende originaria#ente interesse: #a render co#prensi,ile ci. !, app"nto, il pro,le#a c(e noi non possia#o risolvere. $"i s'incontra, d"n'"e, il li#ite s"periore di ogni indagine #orale. :a averlo deter#inato ! gi- cosa della #assi#a i#portan a, affinc() la ragione, da "n lato, non vada cercando nel #ondo sensi,ile, in "n #odo c(e pregi"dica la #oralit-, il #otivo "lti#o in "n interesse, co#prensi,ile ,ens/, #a e#pirico* e, d'altro canto, affinc() essa non #"ova in"til#ente le s"e ali verso "no spa io v"oto, di concetti trascendenti, sotto il no#e di #ondo intelligi,ile, e, sen a #"oversi dal posto, non si perda tra fantasie cervellotic(e. Ri#ane, per contro, l'idea di "n p"ro #ondo intelligi,ile co#e della totalit- delle intelligen e, a c"i noi stessi appartenia#o co#e esseri ra ionali 0p"r essendo, al te#po stesso, #e#,ri del #ondo sensi,ile2: ri#ane p"r se#pre co#e "n'idea lecita e "tili a,ile in favore di "na fede ra ionale, anc(e se ogni sapere cessa ai s"oi confini. 3i #odo c(e, #ediante il sovrano ideale di "n regno "niversale dei %fini in s)% 0degli esseri ra ionali2, a c"i possia#o appartenere co#e #e#,ri solo se ci co#portia#o scr"polosa#ente secondo #assi#e della li,ert- c(e possano essere al te#po stesso leggi di nat"ra, si prod"ce in noi "n vivo interesse alla legge #orale. CON8I3ERAZIONE CONCL68IGA. L'"so spec"lativo della ragione, %rig"ardo alla nat"ra%, cond"ce all'assol"ta necessit- di "na '"alc(e ca"sa s"pre#a %del #ondo%* l'"so pratico della ragione, %rispetto alla li,ert-%, cond"ce anc('esso a "n'assol"ta necessit-, #a solo delle %leggi delle a ioni% di "n essere ra ionale co#e tale. Ora, ! "n %principio% essen iale di ogni "so della nostra ragione cond"rre la s"a conoscen a fino alla consapevole a della s"a %necessit-% 0poic(), sen a di ci., essa non sare,,e conoscen a ra ionale2. Altrettanto essen iale !, per., anc(e la %li#ita ione% della stessa ragione, per c"i essa non scorge la %necessit-% di ci. c(e esiste, o c(e avviene, e nepp"re di ci. c(e deve avvenire, sen a porre a fonda#ento di ci. c(e avviene, o di ci. c(e

deve avvenire, "na %condi ione%. :a in tal #odo, contin"andosi a c(iedere "na condi ione "lteriore, non si fa altro c(e spostare se#pre pi7 in l- la soddisfa ione della ragione. Perci. la ragione cerca sen a posa l'incondi ionata#ente necessario, e si vede costretta ad a##etterlo, p"r sen a avere alc"n #e o per renderselo co#prensi,ile. Essa ! gi- fort"nata a,,astan a se gi"nge a #etter le #ani s" "n concetto c(e, con '"el pres"pposto, non sia inco#pati,ile. Non !, d"n'"e, "n ,iasi#o c(e colpisca la nostra ded" ione del principio s"pre#o della #oralit-, ,ens/ "n ri#provero c(e si dovre,,e fare alla ragione "#ana in generale, l'incapacit- di rendere co#prensi,ile, secondo la s"a assol"ta necessit-, "na legge pratica incondi ionata, '"ale (a da essere l'i#perativo categorico. C(e, infatti, tale ded" ione non voglia far ci. #ediante "na condi ione, e cio! #ediante "n '"alc(e interesse posto a fonda#ento, non le p". venire ri#proverato, perc() app"nto cos/ #anc(ere,,e "na legge #orale, cio! s"pre#a, della li,ert-. E, cos/, ! vero c(e non co#prendia#o la necessit- pratica incondi ionata dell'i#perativo #orale, #a, al#eno, co#prendia#o la s"a %inco#prensi,ilit-%* e '"esto ! t"tto ci. c(e si p". esigere onesta#ente da "na filosofia, c(e spinge i s"oi princ/pi fino ai confini della ragione "#ana.

NO+E 3ELL'A6+ORE. A 1. %:assi#a% ! il principio soggettivo della volont-* il principio oggettivo 0'"ello cio! c(e servire,,e anc(e soggettiva#ente da principio pratico a t"tti gli esseri ra ionali, se la ragione avesse "n do#inio pieno s"lla loro facoltdi desiderare2 ! c(ia#ato %legge% pratica. A 4. :i si potre,,e ri#proverare di cercare, con la parola %rispetto%, "na #era evasione in "n senti#ento osc"ro, in l"ogo di infor#are con c(iare a s"lla '"estione #ediante "n concetto ra ionale. :a, se,,ene il rispetto sia "n senti#ento, esso t"ttavia non ! p"nto "n senti#ento %ricev"to% per "na a ione esterna, ,ens/ %prodotto da s)%, per "n concetto della ragione. Esso si disting"e, perci., specifica#ente da t"tti i senti#enti del pri#o tipo, c(e si possono riportare o a inclina ione o a ti#ore. Ci. c(e io riconosco i##ediata#ente co#e legge per #e, lo riconosco con rispetto: e '"esto non ! altro c(e la coscien a della %s",ordina ione% della #ia volont- a "na legge, sen a alc"na #edia ione della sensi,ilit-. La deter#ina ione i##ediata della volont- #ediante la legge, con la coscien a c(e se ne (a, si dice %rispetto% e '"esto, d"n'"e, va considerato co#e l'%effetto% della legge s"l soggetto, e non co#e la s"a %ca"sa%. Propria#ente, il rispetto ! la rappresenta ione di "n valore c(e danneggia l'a#ore di s): ! '"alcosa, d"n'"e, c(e non p". venir considerato co#e oggetto n) dell'inclina ione n) del ti#ore, p"r avendo '"alcosa di analogo a entra#,i. %Oggetto% del rispetto !, d"n'"e, escl"siva#ente la %legge%, e precisa#ente '"ella legge c(e noi i#ponia#o a %noi stessi%, e t"ttavia con necessit-. Noi sia#o soggetti ad essa, co#e legge, sen a c(e l'a#or di s) sia interpellato. :a, co#e i#posta da noi a noi stessi, '"ella legge ! t"ttavia "na conseg"en a della nostra volont-, sicc() sotto il pri#o rig"ardo ! analoga alla pa"ra, e sotto il secondo all'inclina ione. Ogni rispetto verso "na persona !, propria#ente, solo rispetto verso la legge 0dell'onest-2, di c"i essa ci fornisce "n ese#pio. Poic() noi consideria#o co#e "n dovere anc(e lo svil"ppo del nostro talento, anc(e in "na persona di talento noi ci rappresentia#o '"alcosa di si#ile all'%ese#pio di "na legge% 0di divenire si#ili ad essa #ediante l'eserci io2, e '"esto ! ci. c(e costit"isce il nostro rispetto. Ogni cosiddetto %interesse% #orale consiste escl"siva#ente nel %rispetto% per la legge. A 5. Cos/ co#e la p"ra #ate#atica si disting"e dalla #ate#atica applicata, o la logica p"ra dalla logica applicata, si p"., volendo, disting"ere la p"ra filosofia dei cost"#i 0#etafisica2 dalla filosofia dei cost"#i applicata 0applicata cio! alla nat"ra "#ana2. Con '"esto #odo di espri#ersi si ricorda anc(e, i##ediata#ente, c(e i princ/pi etici non si fondano s"lle propriet- della nat"ra "#ana, #a devono s"ssistere per se stessi %a priori%. +"ttavia da essi si devono des"#ere regole pratic(e, co#e per ogni nat"ra ra ionale, cos/ anc(e per la nat"ra "#ana. A <. ;o "na lettera dell'eccellente e co#pianto st"dioso %8"l er% in c"i egli #i do#anda: $"ale possa essere la ca"sa per c"i le teorie della virt7, per '"anto potere esse a,,iano di pers"adere la ragione, siano t"ttavia cos/ poco efficaci pratica#ente. La #ia risposta f" ritardata dalla preocc"pa ione di renderla co#pleta, #a essa non ! altro c(e '"esta: coloro stessi c(e pretendono di insegnare, non (anno portato a p"re a i loro princpi, e, con le #igliori inten ioni, cercando da t"tte le parti #otivi c(e spingano al ,ene #orale, per rendere efficace la #edicina la g"astano. Infatti, la co#"ne osserva ione #ostra c(e, '"ando si rappresenta "n'a ione dettata dall'onest- eseg"ita con ani#o fer#o nonostante pi7 grandi tenta ioni dei ,isogno o dell'alletta#ento, e sen a alc"na #ira a "n '"alsiasi vantaggio in '"esto o in '"ell'altro #ondo, tale a ione lascia di #olto indietro, osc"randola, ogni a ione si#ile, in c"i si sia #escolato anc(e il #ini#o #ovente estraneo, e innal a l'ani#a, e sveglia il desiderio di saper agire allo stesso #odo. Perfino i ,a#,ini di "na certa et- sentono '"esta i#pressione: n) si dovre,,e #ai presentar loro altri#enti il dovere. 0A >2. La dipenden a della facolt- di desiderare dalle sensa ioni si c(ia#a inclina ione, e '"esta d"n'"e rivela, in ogni caso, l'esisten a di "n %,isogno%. La dipenden a di "na volont- accidental#ente deter#ina,ile, per., dai princ/pi della ragione si c(ia#a %interesse%. $"esto s'incontra, d"n'"e, solo in "na volont- dipendente, c(e non si confor#a costante#ente da s) alla ragione. Nella volont- divina non si p". pensare alc"n interesse. :a anc(e la volont"#ana p". %prendere interesse% a '"alcosa sen a t"ttavia %agire per interesse%. La pri#a cosa significa c(e vi ! "n interesse pratico all'a ione, la seconda c(e vi ! "n interesse %patologico% all'oggetto dell'a ione. Il pri#o #ostra solo la dipenden a della volont- da princ/pi della ragione in se stessa, il secondo da princ/pi della #edesi#a in vista dell'inclina ione: in c"i, cio!, la ragione d- soltanto la regola pratica per venire incontro al ,isogno dell'inclina ione. Nel pri#o caso io #'interesso all'a ione, nel secondo all'oggetto dell'a ione 0nella #is"ra in c"i esso #i ! gradito2. Nella pri#a se ione a,,ia#o visto c(e in "n'a ione co#pi"ta per dovere si deve g"ardare non all'interesse per l'oggetto, ,ens/ "nica#ente all'a ione stessa e al s"o principio nella ragione 0la legge2. A ?. La parola sagge a viene intesa in d"e sensi: co#e pr"den a #ondana o co#e pr"den a privata. La pri#a consiste nell'a,ilit- di "na persona a infl"ire s"lle altre per adoperarle in vista dei propri fini. La seconda consiste nel saper "nificare t"tte '"este finalit- in vista di "n proprio vantaggio d"revole. A '"est'"lti#a p". essere ricondotto anc(e il valore della pri#a, e col"i c(e ! saggio nel pri#o senso, #a non nel secondo, #erita di essere c(ia#ato a,ile e scaltro, #a privo di sagge a nel s"o insie#e. A @. :i pare c(e il significato proprio della parola %prag#atico% potre,,e essere definito, nel #odo pi7 preciso, cos/ co#e s'! detto. Infatti vengono c(ia#ate prag#atic(e le %san ioni% c(e non derivano dal diritto costit" ionale, co#e leggi necessarie, ,ens/ dalla sollecit"dine per il ,enessere co#"ne. 6na %storia% ! condotta prag#atica#ente '"ando

rende %saggi%: cio! '"ando insegna al #ondo co#e si possa provvedere al proprio vantaggio nel #odo #igliore o, per lo #eno, altrettanto ,ene c(e coloro c(e ci (anno preced"ti. A C. Io connetto %a priori% l'a ione con la volont-, sen a la condi ione pres"pposta di "na '"alc(e inclina ione: la connetto, perci., necessaria#ente 0se,,ene solo in senso oggettivo, cio! sotto l'idea di "na ragione c(e avesse piena potest- s" t"tte le #otiva ioni soggettive2. $"esta !, d"n'"e, "na proposi ione pratica c(e non fa derivare analitica#ente il volere di "n'a ione da "n'altra proposi ione gi- accertata 0poic() noi non a,,ia#o "na volont- cos/ perfetta2, ,ens/ lo connette col concetto della volont- di "n essere ra ionale i##ediata#ente, co#e '"alcosa c(e, p"re, non ! conten"to in esso. A D. %:assi#a% ! il principio soggettivo per c"i si agisce, e deve essere distinta dal %principio oggettivo%, cio! dalla legge pratica. $"ella contiene la regola pratica c(e deter#ina la ragione confor#e#ente alle condi ioni del soggetto 0spesso confor#e#ente all'ignoran a, o anc(e alle inclina ioni del soggetto2, ed !, d"n'"e, il principio secondo c"i il soggetto %agisce%* la legge, per contro, ! il principio oggettivo valido per ogni essere ra ionale, il principio secondo c"i %si deve agire%: cio! "n i#perativo. A 1E. Ga osservato c(e io '"i #i sono riservato la classifica ione dei doveri per "na f"t"ra %#etafisica dei cost"#i%, lasciandola del t"tto i#pregi"dicata. Essa si trova '"i, '"indi, solo co#e "na classifica ione '"alsiasi 0per dare ordine ai #iei ese#pi2. Per il resto, per %dovere perfetto% intendo '"el dovere c(e non concede ecce ione a vantaggio dell'inclina ione e, in '"esto senso, io (o doveri perfetti, non soltanto esterni, #a anc(e interni: cosa c(e va contro l'"so ling"istico accolto nelle sc"ole* #a di ci. non devo rispondere '"i, essendo indifferente al #io ass"nto se la cosa #i venga concessa o no. A 11. 8corgere la virt7 nel s"o aspetto gen"ino non ! altro c(e #ostrare la #oralit- spogliata da ogni #escolan a del sensi,ile e da ogni lenocinio di pre#io o di a#or di s). Co#e essa, allora, osc"ri t"tto il resto, c(e p". apparire attraente alle inclina ioni, lo p". intendere con "n #ini#o di riflessione c(i"n'"e conservi "na ragione non priva del t"tto della capacit- di astrarre. A 14. Pongo '"i '"esta proposi ione co#e post"lato: nell'"lti#a se ione se ne troveranno i fonda#enti. A 15. Non si pensi c(e '"i possa servire da filo cond"ttore il precetto co#"ne: %'"od ti,i non visceri..., etc.%: perc() '"esto ! soltanto "n s"o derivato, non sen a li#ita ioni. Esso non p". costit"ire "na legge "niversale, perc() non contiene il fonda#ento dei doveri verso di s), e nepp"re dei doveri di carit- verso gli altri 0perc() a '"alc"no potre,,e anc(e andar ,ene c(e gli altri non rec(ino ,eneficio a l"i, p"rc() egli sia scaricato dell'o,,ligo di ,eneficare gli altri2* e, infine, nepp"re dei doveri reciproci in senso stretto: perc() il cri#inale, in ,ase a '"el principio, potre,,e argo#entare contro il gi"dice c(e lo condanna, e cos/ via. A 1<. Posso esi#er#i '"i dal portare ese#pi a c(iari#ento di '"esto principio, perc() t"tti '"elli portati pi7 s" a c(iari#ento dell'i#perativo categorico e delle s"e for#"le possono servire a tale scopo. A 1>. La teologia tratta la nat"ra co#e "n regno dei fini, la #orale tratta "n possi,ile regno dei fini co#e "n regno della nat"ra. L- il regno dei fini ! "n'idea teorica a c(iari#ento di ci. c(e esiste* '"i ! "n'idea pratica, per porre in essere ci. c(e non esiste, #a p". divenire reale in virt7 della nostra a ione, e precisa#ente secondo '"ella idea. A 1?. Ascrivo il principio del senso #orale a '"ello della felicit-, perc() ogni interesse e#pirico #ediato dalla piacevole a c(e '"alcosa ci offre, sia p"re i##ediata#ente e sen a c(e si a,,ia di #ira "n vantaggio o c(e se ne tenga conto, pro#ette, ci. non di #eno, "n incre#ento di ,enessere. Cos/ p"re il principio della partecipa ione alla felicit- altr"i dev'essere #esso in conto, d'accordo con %;"tc(eson%, a '"el senso #orale c(e egli a##ette. A 1@. 8celgo '"esta via, di a##ettere co#e s"fficiente ai nostri scopi la li,ert- c(e esseri ra ionali pongono a fonda#ento delle loro a ioni se#plice#ente %nell'idea%, perc() con ci. non #i o,,ligo a di#ostrare la li,ert- anc(e nella s"a valen a teoretica. Infatti, anc(e se '"esta di#ostra ione non ! co#pi"ta, eg"al#ente valgono, per "n essere c(e non p". agire altri#enti c(e sotto l'idea della s"a propria li,ert-, le stesse leggi c(e o,,lig(ere,,ero "n essere c(e fosse li,ero effettiva#ente. Noi '"i ci possia#o d"n'"e li,erare dell'onere c(e inco#,e s"lla teoria. A 1C. Interesse ! ci. con c"i la ragione diviene pratica: cio! "na ca"sa c(e deter#ina la volont-. 8i dice, perci., solo di "n essere ra ionale c(e esso prende interesse a '"alcosa: creat"re prive di ragione sentono solo sti#oli sensi,ili. La ragione prende "n interesse i##ediato all'a ione solo '"ando la validit- "niversale della s"a #assi#a costit"isce "n fonda#ento s"fficiente a deter#inare la volont-. 8olo "n interesse siffatto ! p"ro. :a, se la ragione deter#ina la volont- solo per #e o di "n altro oggetto del desiderio, ovvero pres"pponendo "n deter#inato senti#ento del soggetto, essa prende "n interesse soltanto #ediato all'a ione* e poic() la ragione, di per s) sola, non p". fornire, n) "n oggetto del volere, n) "n particolare senti#ento c(e lo fondi, sen a esperien a, '"est'"lti#o interesse sare,,e soltanto e#pirico, e non "n p"ro interesse ra ionale. L'interesse logico della ragione 0a pro#"overe le s"e conoscen e2 non ! #ai i##ediato, #a pres"ppone certe finalit- del s"o "so.

NO+E AL +E8+O 3EL C6RA+ORE.


N. 1. Lo scopo c(e Iant assegnava alla Critica co#e propede"tica era di #ettere s"lla strada sic"ra della scien a la filosofia vera e propria: scien a dotata di conten"to, c(e, in '"anto fondata s" concetti indipendenti dall'esperien a, era detta da l"i #etafisica. Iant voleva, ,ens/, conf"tare le pretese della #etafisica dog#atica 0non sottoposta a "na preventiva critica della ragione2, #a resta"rare, non distr"ggere, la #etafisica co#e tale. 3i '"i i titoli delle opere c(e danno il conten"to vero e proprio della filosofia Jantiana: %Princ/pi #etafisici della scien a della nat"ra% 01@C?2 e %:etafisica dei cost"#i% 01@D@2. N. 4. I d"e ter#ini di Iant sono %8el,stdenJer% 0'"asi pensatori a"todidatti2 e %=r,ler%. La pole#ica, velata #a non troppo, si dirige contro i rappresentanti della filosofia popolare e contro gli accade#ici. N. 5. 3i tale conoscen a e#pirica dell'"o#o Iant si occ"pa nell'%Antropologia pra##atica% e in altri scritti ,revi 0%8"lla deter#ina ione del concetto di ra a "#ana%, 1@C>2, nonc() nelle stesse %Osserva ioni s"l senti#ento del ,ello e del s",li#e% 01@?<2, c(e rappresentano lo stadio precritico della s"a etica. N. <. $"ando Iant disting"e tra #etodo %analitico% 0c(e, dal fatto di certe conoscen e, risale ai princ/pi c(e le fondano2 e #etodo sintetico 0c(e, #"ovendo dai %princpi%, costr"isce le conoscen e c(e s" di essi si fondano2, il senso dei d"e ter#ini non coincide con '"ello per c"i Iant parla di gi"di i analitici 0in c"i il concetto del predicato ! gi- pensato in '"ello dei soggetto2 e sintetici 0in c"i il predicato aggi"nge '"alcosa di n"ovo al soggetto2. Il #etodo analitico ricorda '"ello introdotto nelle #ate#atic(e del 8ei& 8ettecento 0dal pro,le#a alle condi ioni c(e ne rendono possi,ile la sol" ione2, in contrapposto al #etodo sintetico di E"clide. Iant gi"dica il #etodo analitico pi7 atto ad avvicinare alla filosofia il non specialista, e lo "sa perci. in '"esta %Fonda ione%, nonc() nei %Prolego#eni% del 1@C5. L'"so dei d"e ter#ini e dei d"e concetti lascia peraltro, in Iant, #olte incerte e. N. >. Nella s"a teoria del valore assol"to, Iant disting"e solo tra ci. c(e ! ,"ono %intrinseca#ente% e ci. c(e ! "tile %in vista di altro%: difficile, perci., assegnare in essa "n posto a valori co#e il valore estetico, o anc(e alla rivelativit- filosofica, c(e non coincidono col valore della volont- ,"ona. La filosofia dei valori trarr- da Iant la distin ione tra ci. c(e !, di fatto, e ci. c(e %(a valore%, indipendente#ente dall'esistere, #a costr"ir- "n siste#a di valori pi7 articolato. N. ?. A parte Ro"ssea", Iant (a presente l'ideali a ione settecentesca del ,"on selvaggio, in favore della '"ale le rela ioni di viaggio nei #ari del 8"d se#,ravano portare felici ese#pifica ioni. Il s"o concetto della #oralit-, co#e inderiva,ile dalle inclina ioni 0anc(e dalle #igliori2 lo ind"ce a respingere '"esta #aniera di pensare, #a ad accogliere al te#po stesso da Ro"ssea" il concetto c(e la ragione non ! il #iglior str"#ento per raggi"ngere la felicit-. N. @. Prende sp"nto di '"i il cele,re epigra##a di 8c(iller: Golentieri servo gli a#ici: #a lo faccio, p"rtroppo, con inclina ione* e perci. #i rodo spesso di non essere virt"oso. Non c'! altra via d'"scita: t" devi odiarli, e fare poi con ri,re o ci. c(e il dovere co#anda. In verit- Iant non escl"de c(e con l'eserci io, la virt7 possa divenire se#pre pi7 spontanea, '"asi "na seconda nat"ra, co#e aveva detto Aristotele. E non escl"de nepp"re c(e, dall'eserci io della virt7, l'"o#o virt"oso tragga & sen a detri#ento per la p"re a dell'inten ione & "na soddisfa ione 0c(e non ! la ragione c(e lo spinge ad agire virt"osa#ente, ,ens/ la conseg"en a di "n tal agire: "n piacere, dire,,e ancora Aristotele, co#e perfe ione dell'atto2. :a il concetto, d'origine teologica, d'"na %nat"ra lapsa% lo ind"ce a considerare co#e nat"ral#ente prevalente l'inclina ione a fare il #ale nonc() a di#enticare c(e fare il ,ene ! "n %dovere%, non "n piacere. +radotta in ter#ini laici da Iant, la dottrina protestante del #ale radicale diviene dottrina dell'inco#"nica,ilit- 0nat"rale2 tra regno della nat"ra e regno della gra ia. N. C. Il ter#ine %patologico%, in Iant, significa solo prodotto dalla passione, cio! s",to, per "na '"alsiasi ca"sa 0anc(e sanissi#a2 c(e seg"a la concatena ione delle leggi nat"rali. Il ter#ine %pratico%, c(e, in senso pi7 lato, designa t"tto ci. c(e deter#ina la volont- 0a volere '"ello c(e v"ole2, in senso pi7 ristretto designa, co#e '"i, t"tto ci. c(e deter#ina la volont- %indipendente#ente dalle ca"se nat"rali%, e '"indi ra ional#ente, per la p"ra for#a della legge #orale. N. D. La ,ont- 0#orale2 dell'a ione dipende, non da ci. c(e #i propongo, ,ens/ dal %principio% per c"i #e lo propongo. Con %finalit-% trad"co spesso %A,sic(t%, c(e indica l'inten ione in senso oggettivo 0il ris"ltato a c"i si #ira2. L'inten ione in senso soggettivo 0%=esinn"ng%2 coincide, per contro, con il valore o disvalore dell'a ione, a seconda del principio a c"i s'ispira. 0Le ,"one inten ioni, di c"i ! lastricata la via dell'inferno %fingono% soltanto, davanti agli altri o davanti a se #edesi#i, di ispirarsi a "n principio ,"ono.2 C(e la ,ont- dell'inten ione dipenda dal principio a c"i o,,edisce, e non dall'oggetto perseg"ito, ! la proposi ione fonda#entale dell'etica Jantiana, sen a la '"ale t"tta la precettistica #orale si rid"rre,,e a fariseis#o. La ragione per c"i %si deve% "ccidere "n #alinten ionato, se non c'! altro #odo per salvare "n innocente, non !, evidente#ente, c(e la #orte del #alinten ionato sia "n ,ene, ,ens/ c(e il diritto dell'innocente va difeso* e cos/ via. N. 1E. 8olo '"esto, infatti, #i garantisce c(e il principio a c"i la #ia a ione si ispira sia sganciato da ogni interesse particolare. N. 11. La classifica ione dei gi"di i & secondo "na tecnica cara a Iant & seg"e la classe delle categorie %#odali% 0possi,ilit-, realt-, necessit-2: le '"ali caratteri ano, in '"esto caso, il tipo di rapporto con la facolt- soggettiva di desiderare, in ,ase al '"ale l'i#perativo ! o,,ligante. Nel pri#o caso, l'i#perativo co#anda solo %se% si v"ole "n certo scopo. Ad ese#pio, spingere, scritto s" "na porta, ! "n co#ando solo per c(i voglia entrare 0regola dell'a,ilit-2. Nel secondo l'i#perativo (a sen 'altro "n valore o,,ligante, perc() la condi ione a c"i co#anda ! sen 'altro reali ata 0consiglio della pr"den a2. Il s"o valore di co#ando ! ,ens/ s",ordinato, #a alla condi ione c(e si voglia esser felici: e ogn"no v"ole esser felice, se,,ene non t"tti lo vogliano allo stesso #odo. Nel ter o caso, l'i#perativo co#anda %indipendente#ente da ogni condi ione%: co#e, dir- Iant, "n %fatto% della ragione. & 8e, co#e voleva Epic"ro, non vi fossero co#andi di '"esto tipo, distinti da '"elli del secondo, non vi sare,,e, osserva Iant, alc"na #oralit-, #a solo "na %sagge a% nella scelta dei propri fini egoistici. & 6na conf"sione tra co#andi del pri#o e del ter o tipo, per contro, ! '"asi ini##agina,ile, perc() ness"no pensa di dover o,,edire %sen 'altro% a "na regola dell'a,ilit-. Accadde,

t"ttavia, in "na sc"ola a#ericana c(e "n raga o, scorta sotto "n ,ottone la scritta pre#ere, pre#esse il ,ottone, scatenando l'allar#e antincendio: il raga o aveva sca#,iato "n i#perativo %ipotetico% per "n i#perativo %categorico%. N. 14. Nel gi"di io assertorio l'affer#a ione ! fatta indipendente#ente da ogni d",,io 0ad ese#pio: c'! il sole: non forse c'! il sol2, #a sen a i#plicare necessit- 0%potre,,e%, infatti, essere n"volo2. N. 15. $"esto procedi#ento per escl"sione, c(e Iant seg"ir- pi7 for#al#ente nella %Critica della ragion pratica%, apparente#ente ! estrinseco: l'assol"te a di "n co#ando non p". fondarsi s"lla %#ateria% 0cio! s"lla cosa co#andata2, d"n'"e deve fondarsi s"lla %for#a% della legge c(e co#anda. E la for#a di "na legge ! l'%"niversalit-% 0il co#andare indistinta#ente a t"tti2. Il conten"to dell'i#perativo categorico coincide, d"n'"e, con la s"a for#a 0for#alis#o etico2. Riflettendo, t"ttavia s" ci. c(e significa l'"niversalit- della nor#a, si p". anc(e capire c(e essa prescriva "n conten"to, per il fatto stesso di %opporsi alla particolarit-% 0c(e caratteri a, in genere, le nostre inten ioni2. La %ragione per volere% "na cosa pi"ttosto c(e "n'altra ! cercata, di solito, nel vantaggio c(e l'"na o l'altra #i d-, vista la sit"a ione particolare in c"i #i trovo 0visto c(e sono, ad ese#pio, il co#pratore e non il venditore, eccetera2. L'i#perativo #orale, al contrario, #i ordina di %prescindere% da tale particolarit-, per considerare c(e cosa sia gi"sto %in s)% 0ad ese#pio: il gi"sto pre o2, indipendente#ente dalla sit"a ione in c"i #i trovo. App"nto '"esto prescindere dalla particolarit- ! la "niversalit- o oggettivit- 0in senso etico2 del gi"di io: e '"esto, non altro, ! l'oggetto del co#ando #orale. Perci. la for#a coincide con la #ateria. NF p". esserci altro co#ando assol"to: perc(), per i#por#i %dall'esterno% di volere '"esto pi"ttosto c(e '"ello, "na volont- dovre,,e far leva s" '"alc(e #ia inclina ione o ti#ore. 8olo la #ia stessa ragione, co#e ragion pratica, p". i#por#i di volere '"alcosa indipendente#ente dagli sti#oli della #ia sensi,ilit-. 3i '"i l'e'"a ione della #orale Jantiana: legge #orale K legge assol"ta K legge for#ale K a"tono#ia. N. 1<. In tal caso il principio soggettivo, o #assi#a, a c"i s'ispira l'a ione coincide con l'oggettivo 0legge2. In t"tti gli altri casi l'a ione ! 0i##ediata#ente o #ediata#ente2 "tilitaria. N. 1>. Non occorre ripetere c(e '"esta conseg"en a non ! la %ragione% c(e rende i##orale il pro#ettere il falso 0'"asi c(e il divieto si fondasse s"ll'%"tilit-% c(e vi siano pro#esse possi,ili2, ,ens/ solo il %segno%, da c"i si p". des"#ere tale i##oralit-. N. 1?. Accolto nell'Oli#po dopo aver "cciso il s"ocero, Issione prese a insidiare Era* e Ze"s, esperto di tali sit"a ioni, for#., al posto della #oglie, "na n"vola, con c"i Issione giac'"e credendo di giacere con Era. Ne nac'"e il Centa"ro, c(e Iant paragona, perci., all'i,rida f"sione di princ/pi "tilitari e princ/pi a priori nella #oralit-. N. 1@. Contro l'"so inglese di c(ia#are filosofia la scien a della nat"ra, Iant diverr-, col te#po, se#pre pi7 critico. Filosofia ! per l"i, propria#ente, solo la pri#a parte della scien a, cio! '"ella c(e si p". des"#ere a priori dalla str"tt"ra trascendentale dell'intelletto. La loc" ione stessa %legge e#pirica%, del resto, dal p"nto di vista Jantiano ! contraddittoria, perc() l'esperien a non p". #ai offrire l'"niversalit- di "na legge. Nell'"lti#a fase del s"o pensiero 0cio! negli a,,o i del cosiddetto %Op"s post"#"#%2 Iant cerc(er- di riportare a princ/pi %filosofici% anc(e la conoscen a della nat"ra e#pirica, in contrasto con NeLton, c(e aveva cercato di riportarla a princ/pi #ate#atici. Il tentativo di rifondere nella n"ova prospettiva anc(e l'etica, in "na grandiosa sintesi di t"tta la filosofia trascendentale 01CE12, ri"sc, per., solo nei s"oi tratti pi7 generali, a ca"sa dello stato di sal"te di Iant. N. 1C. Con i ter#ini %+rie,feder% 0o #olla c(e d- la spinta2 e %HeLeg"ngsgr"nd% 0ragione del #ovi#ento2 Iant disting"e la ragione, rispettiva#ente, soggettiva e oggettiva per c"i si co#pie "na certa a ione. 0La ragione per c"i, o fonda#ento, non si confonde, in tedesco, con la ragione co#e facolt-, %Gern"nft%.2 3a %HeLeg"ngsgr"nd% va distinto, p"r nell'affinit-, %Hesti##"ngsgr"nd%, c(e trad"co perci., di solito, analitica#ente con fonda#ento di deter#ina ione, #a '"alc(e volta anc(e con #otivo deter#inante, co#e nella #aggior parte delle trad" ioni. N. 1D. Non %solo% co#e "n fine, ovvia#ente, altri#enti non ci si potre,,e servire di "n altro nepp"re, ponia#o, per recapitare "n ,iglietto. Nel far ci., t"ttavia, il postino dev'essere consen iente, sicc(), facendo del recapito anc(e "n %proprio% fine, egli non ! pi7 adoperato co#e %p"ro% #e o. N. 4E. %6niversal#ente legislatrice% significa: c(e legifera in ,ase a criteri oggettivi, sganciati da ogni considera ione di vantaggi soggettivi. Pertanto l'a"tono#ia & c(e Iant (a #ostrato esser condi ione necessaria di "na %legge% #orale & ! esatta#ente il contrario dell'ar,itrio individ"ale: la #orale Jantiana %non% ! soggettivistica. N. 41. 8pesso si sente dire c(e l'"#anit- & o, anc(e, la vita "#ana & (a "n valore assol"to. La dottrina Jantiana ! la sola c(e dia a tale affer#a ione "n senso ragionevole. Co#e #ero essere nat"rale o ,iologico, infatti, l'"o#o si attri,"ire,,e del t"tto ar,itraria#ente "n valore assol"to. Per contro, co#e soggetto c(e (a il %dovere% di pensarsi li,ero, l'"o#o costit"isce, rispetto a t"tto il resto della nat"ra, "n'assol"ta %ecce ione%. N. 44. Ci. c(e non ! portatore di "na volont- li,era non p". considerarsi co#e "n fine in s), o indipendente: p". essere ass"nto co#e fine str"#entale, in vista di altro. 3'altra parte il portatore di "na volont- li,era 0sollecitato, t"ttavia, anc(e dalle inclina ioni2 ! il soggetto del dovere. Le dottrine 0antropologic(e, politic(e o sociali2 c(e, per '"alsiasi #otivo, non riconoscono all'"o#o tale carattere di a"tono#ia e responsa,ilit- insie#e, fanno dell'"o#o "n se#plice #e o, anc(e '"ando, gi"ridica#ente, non lo dic(iarano in #odo esplicito sc(iavo. La ragione, in tal caso, ! solo '"ella c(e la sc"ola di Francoforte c(ia#er- ragione str"#entale, le c"i origini lontane si possono far risalire all'Ill"#inis#o 0per la s"a preocc"pa ione di indiri are l'a ione all'"tilit-2, #a le c"i conseg"en e distr"ttive dell'"#anit- si #anifestano in pieno solo nelle conce ioni %totalitarie% del nostro secolo, c(e fanno del singolo lo str"#ento di "n preteso fine assol"to 08tato, "#anit- totale, o co#"n'"e lo si c(ia#i2. N. 45. Iant prende le distan e da '"ella sensi,ilit- dell'"niversale con c"i a,,ia# visto c(e il 8ettecento cerca di rifondare "na #orale "niversale. Egli contin"a, t"ttavia, a riconoscere c(e la legge #orale, per farsi o,,edire, deve ispirarci %rispetto%, c(e ! "n senti#ento a priori 0pratico e non patologico2.

N. 4<. $"i la pole#ica si rivolge contro l'Ill"#inis#o scolastico: 9olff sopratt"tto, e, per "n altro verso, Cr"si"s. Il principio della perfe ione 0di origine lei,ni iana e, indiretta#ente, neoplatonica2 !, in realt-, "n principio %for#ale%* #a, per dargli "n conten"to, Iant gi"dica c(e sia necessario far intervenire ele#enti #ateriali, c(e in'"inano la p"re a della legge. N. 4>. La critica appare certa#ente sfor ata rispetto all'etica dell'a#or di 3io, c(e ci fa seg"ire la volont- di 3io disinteressata#ente, per "n a#ore pratico 0dire,,e Iant2, e non patologico. L'inten ione di Iant !, per., pi7 di riportare al s"o stesso principio il principio dell'a#ore p"ro e disinteressato di 3io 0c(e egli trovava, ad ese#pio, nel '"ietis#o, e in particolare in :ada#e =o"Mon, a##irata da Lei,ni 2, c(e di contestarlo. 8i tenga presente, peraltro, anc(e la s"a preocc"pa ione 0tipica di ,"ona parte del 8ettecento2 di #ettere in g"ardia contro il %fanatis#o%. N. 4?. Perc() ci sia "na #oralit- occorre c(e la ragione, co#e facolt- dei princpi, sia per se stessa pratica, cio! ,asti da sola a deter#inare la volont-: e '"est'"so della ragione ! %sintetico% nel senso c(e non si fonda s"l principio d'identit-. 03"n'"e, (anno torto coloro c(e credono di vedere, in Iant, "na fonda ione della #oralit- s"l principio di non contraddi ione.2 3a "lti#o, '"esta capacit- della ragione di deter#inare la volont- non potr- essere intesa c(e co#e "n fatto. N. 4@. Nel ling"aggio della tradi ione, %ra ionale% significa: indipendente dalla sensi,ilit-. =li %esseri ra ionali% sono, d"n'"e, esseri capaci di decidersi indipendente#ente dagli sti#oli i##ediati della sensi,ilit-, e la loro li,ert- ! "n'%idea% 0concetto di c"i non si dness"na int"i ione corrispondente2, non il dato di "n'esperien a possi,ile. Ci. c(e d- %realt- oggettiva% a '"est'idea 0disting"endola da "na se#plice fantasia2 ! app"nto la legge #orale: la li,ert- 0co#e dir- la %Critica%2 ! solo "n post"lato pratico, cio! "na pres"pposi ione necessaria, secondo la '"ale l'essere ra ionale deve deter#inare la propria volont-. N. 4C. La distin ione tra feno#eno e cosa in s), caratteristica della filosofia spec"lativa di Iant, ! indispensa,ile per offrire "n do#inio alla li,ert-, c(e, altri#enti, i princ/pi della nat"ra escl"dere,,ero. Anc(e scostandosi da '"ella distin ione, t"ttavia, la filosofia pratica di Iant resta in piedi. Il deter#inis#o "niversale, infatti, ! soltanto "n %principio regolativo% della scien a della nat"ra* o, al pi7, la condi ione a c"i "n oggetto '"alsiasi p". divenire per noi oggetto di scien a. La scien a non p". di#ostrare o fondare la li,ert-, #a, se credesse di poterla escl"dere, di#entic(ere,,e i li#iti c(e ineriscono al s"o stesso procedi#ento conoscitivo, e cessere,,e d'esser scien a. N. 4D. Iant non a##ette, d"n'"e, c(e noi cavia#o 0platonica#ente2 da "n #ondo di valori la ragione per agire in "n #odo pi"ttosto c(e in "n altro: la s"a, infatti, ! "n'etica del dovere, non "n'etica del valore. 0Per attingere il valore da "n #ondo sovrasensi,ile occorrere,,e "na int"i ione intellett"ale c(e non a,,ia#o.2 Per Platone, al contrario, il valore sovrasensi,ile risplende nello stesso #ondo sensi,ile, e perci. lo possia#o percepire.

PAROLE C;IAGE.
A posteriori & v. A PRIORI. A priori & Ci. c(e dai principi discende alle conseg"en e, in contrapposto all'A PO8+ERIORI, c(e dalle conseg"en e risale ai principi. Per Iant: ci. c(e ! indipendente dall'esperien a, se,,ene lo si possa conoscere solo dall'esperien a stessa. Categoria & +er#ine della logica aristotelica, a c"i corrisponde il latino predicato, cio! carattere generale c(e si attri,"isce a "n soggetto particolare. & Per Iant le categorie sono t"tte le possi,ili for#e in c"i l'intelletto pensa, ossia deter#ina attiva#ente il :A+ERIALE 8EN8IHILE 0v.2. Concetto & Prodotto attivo della facolt- di conoscere o %intelletto% 0v.2. 8i riferisce all'oggetto concreto solo attraverso l'IN+6IZIONE 0v.2 ossia, in ling"aggio scolastico, ! "na %intentio sec"nda%. & Concetti p"ri e'"ivale a CA+E=ORIE 0v.2. Fenomeno & E' l'oggetto in '"anto, sottostando alle condi ioni +RA8CEN3EN+ALI 0v.2 della s"a conosci,ilit-, p". %apparire% e, '"indi, essere conosci"to. Imperativo & Co#ando, diretto a "na volont- c(e, di fatto, p". o,,edirgli o no. La s"a i#perativit- p". dipendere da %condi ioni% 0ad ese#pio: c(e il soggetto gi- voglia o te#a '"alcosa2, e allora l'i#perativo ! %ipotetico%* opp"re esso p". co#andare incondi ionata#ente, e allora ! %categorico%. 8olo la legge #orale co#anda incondi ionata#ente. Inclinazione & Propensione verso '"esto o '"ell'oggetto, deter#inata dalla costit" ione psicofisica congi"nta con l'esperien a passata. Intelletto & Facolt- attiva del conoscere. Per gli antic(i l'intelletto 0%No"s%2 era anc(e "n principio cos#ico 0Anassagora, Aristotele2 o sovracos#ico 0Plotino2 di %"nit-%* ad ese#pio, il principio #otore dei cieli. Intelligibile & Pertinente all'IN+ELLE++O 0v.2 o %No"s%. Nel ling"aggio co#"ne e'"ivale a co#prensi,ile, #a nel ling"aggio Jantiano significa: pensa,ile prescindendo dalle condi ioni c(e ne rendono possi,ile l'apparire alla sensi,ilit-. 0v. 8EN8IHILE* v. NO6:ENO2. Intuizione & Rapporto diretto con l'oggetto conosci"to 0per gli 8colastici, %intentio pri#a%2. Negli enti finiti (a se#pre "na co#ponente passiva 0sensi,ile2. In 3io va pensata, al contrario, co#e intellett"ale, cio! p"ra#ente attiva, creativa. Legge & Prescri ione c(e vale "niversal#ente 0K per t"tti2. 8i parla anc(e di leggi nat"rali, relativa#ente a co#porta#enti c(e di fatto non possono essere diversi, #a '"i si riferisce per lo pi7 a legge %#orale%, c(e si rivolge a volont- pres"nte %li,ere%. In '"esto caso la legge ! "na sola, identica per gli "o#ini e per 3io* #a per 3io essa non ! "n I:PERA+IGO 0v.2, perc() la volont- divina %coincide% con essa, e non le ! soggetta.

Libert & In senso negativo, assen a di costri ione* in senso positivo, capacit- di deter#inare da s) la volont-, prescindendo da ogni sollecita ione e#pirica 0o %inclina ione%2. Il solo principio in ,ase a c"i "na volont- li,era in '"esto senso possa trovare "n #otivo per deter#inarsi ! il %rispetto% della legge #orale. Materia & E' ci. a c"i applic(ia#o il nostro operare 0#etafora tratta dal legna#e, in greco %Mle%, stessa radice di %sMlva%2. Nell'operare conoscitivo, la #ateria ! fornita dalla sensi,ilit-, a c"i si applica il lavoro attivo dell'IN+ELLE++O 0v.2. :ateria della volont- ! l'oggetto vol"to. Metafisica & Cos/ f"ron c(ia#ati i li,ri di Aristotele collocati %dopo% i li,ri della %Fisica%. Essi rig"ardavano, nel ling"aggio di Aristotele, la filosofia pri#a. Poi la parola venne a significare: scien a di ci. c(e ! al di l- dell'esperien a. Per Iant: scien a delle condi ioni A PRIORI 0v.2 c(e deter#inano l'esperien a 0teoretica e pratica2. Noumeno & Oggetto del p"ro %pensiero intellett"ale% 0%No"s%2, a c"i #anca, per esser conosci"to, la :A+ERIA 0v.2, c(e a noi ! fornita solo dalla sensi,ilit-. Patologico & Relativo ai %pat(e%, o passioni. In Iant non e'"ivale a #or,oso, ,ens/ a passivo, in '"anto condi ionato dalla sensi,ilit-. 8alvo il RI8PE++O 0v.2 i senti#enti sono, in '"esto senso, patologici. Postulato & Ass"n ione, da c"i ! possi,ile des"#ere '"alcosa. La parola deriva dagli %Ele#enti% di E"clide, ed e'"ivale a ric(iesta 0proposi ione c(e si c(iede sia a##essa co#e vera sen a di#ostra ione2. Iant parla di post"lati pratici co#e di ass"nti c(e sia#o o,,ligati ad accettare per deter#inare la volont- secondo la legge #orale. Pratico & Attinente alla deter#ina ione della volont-. 6nico senti#ento pratico ! il %rispetto% della legge #orale, perc() capace di deter#inare la volont- da solo, sen a pres"pporre altri i#p"lsi 0v. PA+OLO=ICO2. Ragione & Facolt- dei principi, del conoscere e dell'agire, i '"ali non dipendono da condi ioni pi7 pri#itive e, '"indi, sono incondi ionati. In ca#po PRA+ICO 0v.2, la sola LE==E :ORALE 0v.2 ! ra ionale nel senso dell'indipenden a da ogni apporto della sensi,ilit-. Sensibile & Letteral#ente c(e p". esser sentito o percepito con i sensi. In Iant, ci. c(e appartiene alla sfera dell'esperien a. Sensibilit & Co#ponente passiva del conoscere sensa ioni e del sentire senti#enti, tipica di "n ente finito '"ale l'"o#o. La legge #orale i#pone di deter#inare la volont- prescindendone. Trascen entale & Per gli scolastici ! "n carattere c(e, appartenendo all'essere %in '"anto essere%, appartiene necessaria#ente a ogni ente. Per Iant ! ci. c(e, condi ionando la conosci,ilit- di ogni oggetto d'esperien a, ! individ"a,ile A PRIORI 0G.2, co#e proprio di ogni oggetto di esperien a 0ad ese#pio, lo spa io e il te#po2. !niversalit & Carattere di ci. c(e si rivolga a t"tti, sia co#e affer#a ione, sia co#e co#ando. In '"esto secondo senso la legge p". essere "niversale solo se si rivolge a "na volont- li,era, ossia se non faccia leva s" INCLINAZIONI 0v.2, perc() '"este, dipendendo dall'esperien a, sono '"indi accidentali.