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PLATONE LETTERA SETTIMA

Lideale politico di Platone e Dione Il progetto politico di Dione Platone agli amici e ai familiari di Dione con laugurio di felicit. Mi avevate comunicato che avrei dovuto ritenere i vostri progetti in tutto uguali a quelli di Dione, e mi chiedevate anche di essere al vostro fianco [324 ! per quanto potevo con la"ione e la parola. #d io, se la vostra mente e il vostro cuore sono gli stessi di quelli di Dione, non ci penso due volte a unirmi a voi, altrimenti dovr$ rifletterci molto. %ra, dunque, vorrei dirvi quel che pensava e desiderava, dato che lo conosco &ene e non per sentito dire. 'uando io arrivai la prima volta a (iracusa avevo allincirca quarantanni ), Dione aveva let che oggi ha *pparino, e proprio allora matur$ quellidea che in seguito non mut$ pi+, era convinto, cio-, che i (iracusani meritassero la li&ert, sotto la guida delle migliori leggi. tal punto non c- nulla di strano che un qualche dio suggerisse il medesimo progetto politico anche ad *pparino. .omunque - importante che giovani e non giovani ascoltino il modo in cui si form$ questo pensiero. .ercher$ dunque di illustrarvelo fin dallini"io, approfittando di questa occasione propi"ia. La vocazione politica del giovane Platone e le sue delusioni Da giovane anchio feci lesperien"a che molti hanno condiviso. Pensavo, non appena divenuto padrone del mio destino, di volgermi allattivit politica.[.! vvennero nel frattempo alcuni &ruschi mutamenti nella situa"ione politica della citt. *l governo di allora, attaccato da pi+ parti, pass$ in altre mani, finendo in quelle di cinquantun uomini di cui undici erano in citt e dieci al Pireo/ ciascuno di questi aveva il compito di presiedere al mercato e aveva incarichi amministrativi. l di sopra di tutti cerano per$ trenta magistrati [D! che erano dotati di pieni poteri. .aso volle che fra questi si trovassero alcuni miei parenti e conoscenti che non esitarono a invitarmi nel governo, ritenendo questa unesperien"a adatta a me. .onsiderata la mia giovane et, non deve meravigliare il mio stato danimo, ero convinto che avre&&ero portato lo (tato da una condi"ione di illegalit ad una di giusti"ia. # cos0 prestai la massima atten"ione al loro operato. Mi resi conto, allora, che in &reve tempo questi individui riuscirono a far sem&rare let delloro il periodo precedente, e fra le altre scellerate""e di cui furono responsa&ili, mandarono, insieme ad altri, [#! il vecchio amico (ocrate 1 una persona che non ho du&&i a definire luomo pi+ giusto di allora) a rapire con la for"a un certo cittadino al fine di sopprimerlo. # fecero questo [322 ! con linten"ione di coinvolgerlo con le &uone o con le cattive nelle loro losche

imprese. Ma (ocrate si guard$ &ene dallo&&edire, deciso ad esporsi a tutti i rischi, pur di non farsi complimenti delle loro malefatte. vedere queste cose ed altre simili a queste di non minore gravit, restai davvero disgustato e ritrassi lo sguardo dalle nefande""e di quei tempi. Poco dopo avvenne che il potere dei 3renta crollasse e con esso tutto il loro sistema di governo. #d ecco di nuovo prendermi quella mia passione [4! per la vita pu&&lica e politica/ questa volta per$ fu un desiderio pi+ pacato. nche in quel momento di confusione si verificarono molti episodi vergognosi, ma non fa meraviglia che nelle rivolu"ioni anche le vendette sui nemici siano molto pi+ feroci. 3uttavia gli uomini che in quella circostan"a tornarono al governo si comportarono con mite""a. vvenne per$ che alcuni potentati coinvolgessero in un processo quel nostro amico (ocrate, accusandolo del pi+ grave dei reati, e, [.! fra laltro, di quello che meno di tutti si addiceva ad no come (ocrate. *nsomma, lo incriminarono per empiet, lo ritennero colpevole e lo uccisero/ e pensare che proprio lui si era rifiutato di prender parte allarresto illegale di uno dei loro amici, quando erano &anditi dalla .itt e la malasorte li perseguitava. Di fronte a tali episodi, a uomini siffatti che si occupavano di politica, a tali leggi e costumi, quanto pi+, col passare degli anni, riflettevo, tanto pi+ mi sem&rava difficile dedicarmi alla politica mantenendomi onesto. [D! (en"a uomini devoti e amici fidati non era possi&ile com&inare nulla e daltra parte non era per niente facile trovarne di disponi&ili, dato che ormai il nostro stato non era pi+ retto secondo i costumi e il modo di vivere dei padri ed era impossi&ile acquisirne di nuovi nellimmediato. *l testo delle leggi, e anche i costumi andavano progressivamente corrompendosi ad un ritmo impressionante, a tal punto che uno come me, [#! allini"io pieno di entusiasmo per limpegno nella politica, ora, guardando ad essa e vedendola completamente allo s&ando, alla fine fu preso da vertigini. Solo i filosofi avrebbero potuto riscattare la politica *n verit, non cessai mai di tenere sottocchio la situa"ione, per vedere se si verificavano miglioramenti o riguardo a questi specifici aspetti [325 ! oppure nella vita pu&&lica nel suo complesso, ma prima di impegnarmi concretamente attendevo sempre loccasione propi"ia. d un certo punto mi feci lidea che tutte le citt soggiacevano a un cattivo governo, in quanto le loro leggi, sen"a un intervento straordinario e una &uona dose di fortuna, si trovavano in condi"ioni pressoch6 disperate. *n tal modo, a lode della &uona filosofia, fui costretto ad ammettere che solo da essa viene il criterio per discernere il giusto nel suo complesso, sia a livello pu&&lico che privato. * mali, dunque, [4! non avre&&ero mai lasciato lumanit finch6 una genera"ione di filosofi veri e sinceri non fosse assurta alle somme cariche dello (tato, oppure finch6 la classe dominante negli (tati, per un qualche intervento divino, non si fosse essa stessa votata alla filosofia. Il primo viaggio a Siracusa e lamicizia con Dione

'uesto dunque era il mio pensiero quando venni in *talia, in (icilia, e si trattava del primo viaggio che io feci. 7na volta arrivato, non mi piacque affatto la cosiddetta dolce vita, fatta tutta di &anchetti italioti e siracusani, di una esisten"a passata a riempirsi due volte al giorno, mai soli la notte, [.! con tutto quel che segue ad una tale condotta. *l fatto - che a partire da una condotta e da tali inveterate a&itudini nessun uomo che viva sotto il cielo potre&&e divenire saggio n6 sperare di divenire morigerato 1 e dove lo trovere&&e un temperamento di natura cos0 straordinaria8) , e lo stesso discorso pu$ ripetersi per le altre virt+. 96 c- legge che possa assicurare la pace ad uno (tato i cui cittadini si credono in dovere di dilapidare ogni sostan"a [D! in spese pa""e, e stimando quasi un o&&ligo lo"io, interrotto solamente da &anchetti, li&agioni e piaceri damore. # evidente che tali citt siano coinvolte in una continua sequela di tirannidi, oligarchie, democra"ie, i cui capi non vorranno neppure sentir parlare di una costitu"ione giusta ed equili&rata. Dunque, nel mio viaggio a (iracusa, queste considera"ioni si aggiunsero alle precedenti. [#! (ar forse il caso, oppure qualcuno degli d-i superni a progettare fin dallini"io questa vicenda che ora coinvolge Dione e i (iracusani, ma temo che ad altri rischi peggiori vi esponete se mi date retta, mentre, ancora una volta, vi consiglio sul da farsi. #&&ene, per quale motivo posso dire che fu proprio quella mia venuta in (icilia [32: ! a dare origine a tutta la vicenda8 Perch6 ho paura dessere stato proprio io, inconsapevolmente e sen"a accorgermene, a porre i presupposti per la caduta della tirannide, quelle volte che mi incontrai con Dione, allora giovane , e gli dimostrai per via di ragionamento ci$ che mi pareva essere il meglio per luomo, esortandolo a reali""arlo. Dione, che era un giovane di per s6 perspicace in tutti i sensi, ma soprattutto a riguardo dei ragionamenti che io gli facevo, mi prest$ atten"ione con una intelligen"a [4! ed un impegno da me mai riscontrati in nessuno dei giovani che la sorte mi ha fatto incontrare, tanto che , da quel momento in avanti, decise di vivere la sua vita in modo diverso dalla maggior parte degli *talici e dei (iciliani, amando egli la virt+, pi+ del piacere e di ogni altra effeminate""a. .os0, da allora fino alla morte di Dionisio, la sua condotta di vita fu sempre pi+ avversata da coloro che trascorrevano lesisten"a come si usa nelle tirannidi. Il secondo viaggio a Siracusa La speranza di convertire Dionigi alla filosofia Dopo la morte di Dionigi, egli giunse alla determina"ione che un tale pensiero, che aveva concepito al seguito di giuste argomenta"ioni, non dovesse pi+ tenerselo dentro, [.! anche perch6, a &en vedere, si rendeva conto che esso si trovava anche in altri 1 non in molti, ma in qualcuno s0 ), uno dei quali, a dio piacendo, sperava fosse Dionisio. .erto che se il suo progetto si fosse reali""ato non solo la vita di Dione, ma anche quella degli altri (iracusani fatalmente sare&&e diventata felice oltre ogni dire. *n conseguen"a di ci$, ritenne necessario che con ogni me""o io mi recassi al pi+ presto a (iracusa [D! per prendere parte allini"iativa, &en ricordando che il

nostro ritrovarci insieme aveva avuto su di lui il felice effetto di acuire il desiderio di una vita eccellente e perfetta/ che se poi egli fosse riuscito a fare lo stesso anche ora con Dionigi 1 ed effettivamente lavor$ in tal senso), ci sare&&ero state fondate speran"e di offrire una condi"ione di vita autentica e felice in tutta la regione evitando quelle stragi, quelle uccisioni e quei lutti che oggi purtroppo si verificano. (ulla &ase di questi saggi ragionamenti, Dione, da un lato, convinse Dionigi a convocarmi, e dallaltro, mi preg$ di rispondere alla chiamata al pi+ presto a in ogni modo, prima che, [#! per accidente, qualcun altro facesse deviare Dionigi dalla vita migliore verso altri sistemi di vita. Mi preg$ con queste parole che val la pena di riferire anche se piuttosto lunghe , ; 'uale altra occasione potremmo aspettarci pi+ favorevole di questa che una sorte divina ora ci mette dinan"i8;. # mi descriveva gli equili&ri di governo dell*talia e della (icilia , [32< ! e il potere che egli aveva in essi, e mi parlava della giovane et di Dionigi, del suo vivo desiderio di cultura e di filosofia, dicendo che anche i suoi nipoti e parenti sare&&ero stati facilmente guadagnati al tipo di vita e di pensiero che io da sempre predicavo. 'uesti ultimi, poi, a loro volta sare&&ero stati il me""o ideale per convincere Dionigi, cosicch6, se mai ci fosse stata occasione per reali""are totalmente la speran"a di vedere uniti negli stessi uomini statisti e filosofi, quella la era. [4! Di tal genere erano dunque gli inviti e ce nerano molti altri di tenore analogo. 3uttavia, se lesito dellimpresa non mancava di destarmi qualche preoccupa"ione, data lopinione che mi ero fatta dei giovani 1 i loro desideri, infatti, in men che non si dica, spesso si cam&iano nei sentimenti opposti ), daltra parte conoscevo &ene il carattere di Dione che era serio per natura e , nonostante let, equili&rato. Perci$ valutai a fondo la situa"ione, in du&&io se partire, dando retta ai suoi inviti, oppure restare/ e alla fine decisi che se mai ci fosse stato qualcuno che dovesse por mano alla reali""a"ione [.! del progetto di legisla"ione e di costru"ione quello era il momento giusto per tentarlo. *n fondo &astava convincere ununica persona, e il successo sare&&e stato pienamente assicurato. I motivi c e convinsero Platone a partire per Siracusa .on questi pensieri e con questa determina"ione salpai da casa, non per i motivi che alcuni credono, ma perch6 mi sarei vergognato moltissimo se mi fossi scoperto un uomo &uono solo di parlare e incapace di tradurre in atto le proprie idee, tanto pi+ che rischiavo di tradire [D! lospitalit di Dione e la sua amici"ia, proprio nel momento in cui si trovava in una situa"ione non poco pericolosa. # se gli fosse capitato qualcosa8 (e fosse stato scacciato da Dionigi o da altri nemici8 Da esule avre&&e forse chiesto rifugio da me e mi avre&&e interrogato con queste parole ; Platone, se ora vengo in esilio da te, non - perch6 avessi &isogno di opliti o di cavalieri per respingere i nemici, ma perch6 mi servivano argomenti ed opere di convincimento, coi quali, lo so &ene, tu riesci a indiri""are i giovani allamore del &ene e del giusto e a sta&ilire [#! ogni volta reciproci rapporti di solidariet. # perch6 tu non mi hai dato questo che io ho dovuto lasciare (iracusa e ora mi trovo qui. Ma quel che mi - capitato non - la

cosa peggiore di cui devi vergognarti. 9on - forse vero che proprio ora, insieme con la mia causa - tradita anche la filosofia, che pure tu non cessi di lodare e dici essere dispre""ata dal resto degli uomini8 [32= ! .ertamente, se avessimo a&itato a Megare, tu mi avresti portato laiuto che ti chiedevo/ altrimenti ti saresti sentito il pi+ vile degli uomini. # ora sei davvero convinto di evitare una &rutta fama incolpando la lunghe""a del viaggio, il peso della naviga"ione e della fatica8 .i vuole &en altro>; . #&&ene a tali parole come avrei potuto rispondere a proposito8 *n nessun modo. # cos0 partii, per essere il pi+ possi&ile dalla parte della ragione e del giusto, [4! almeno per quanto a un uomo - dato di esserlo, lasciando per questo motivo le mie occupa"ioni, che pur non sono trascura&ili, per una tirannide la quale non aveva certo laria di essere in sintonia n6 con le mie idee n6 con il mio carattere. # tuttavia, con questo mio viaggio io mi sde&itai con ?eus protettore degli ospiti e onorai la parte del filosofo che, invece, sare&&e stata esposta a rimproveri, se per neghittosit e codardia mi fossi guadagnato una cattiva fama. Il soggiorno a Siracusa e i rapporti con Dionigi Per farla &reve, al mio arrivo trovai uno stato di generale agita"ione intorno a Dionigi e calunnie a non finire [.! riferite al tiranno sul conto di Dione. @eci quel che potevo per discolparlo, ma avevo scarso potere. vvenne cos0 che pi+ o meno al quarto mese dalla mia venuta, Dionigi incrimin$ Dione per cospira"ione contro la tirannide, lo mise su una piccola nave, e lo mand$ in esilio privandolo dei diritti di cittadino. tal punto ciascuno di noi che eravamo legati da amici"ia a Dione temette di essere incolpato e perseguito per complicit nella sua congiura/ an"i, sul mio conto, in (iracusa si era diffusa addirittura la voce che fossi stato ucciso da Dionigi, come [D! primo responsa&ile dellaccaduto. Dionigi, per$, comprendeva il nostro stato danimo e per timore che la paura ci suggerisse qualche gesto disperato, ci trattava tutti con &enevolen"a/ uno speciale riguardo laveva per me, e mi rassicurava, mi esortava, an"i mi pregava di restare qualsiasi cosa accadesse. *n effetti, lamia parten"a non avre&&e giovato alla sua immagine, mentre il fatto che io restassi da lui in questo senso gli sare&&e stato utile, ecco il motivo per cui faceva finta di pregarmi. Del resto, non - un mistero che le preghiere dei tiranni hanno sempre in s6 un che di costruttivo. [#! # fu cos0 che egli ricorse ad un trucco perch6 io non mi im&arcassi/ mi port$ all cropoli e quivi fiss$ la mia dimora. A# chiaro B che da l0 nessun capitano di vascello mi avre&&e potuto portar via, contro il volere di Dionigi, an"i sare&&e occorso un suo preciso ordine perch6 io potessi salpare. Direi di pi+, non ci sare&&e neppure un mercante, neppure un ufficiale della guardia confinaria, che avre&&e chiuso un occhio se mi avesse visto uscire da solo/ piuttosto, in men che non si dica, mi avre&&e acciuffato e ricondotto da Dionigi, anche perch6 nel frattempo correva una voce contraria [33C ! a quella di prima, e cio- che Dionigi filava di perfetto accordo con Platone.

Ma comera veramente la situa"ione8 Da verit va pur detta. Man mano che passava il tempo e lui entrava in sintonia col mio modo di vivere e di comportarmi, gli ero sempre pi+ caro, a voleva che io lo appre""assi ancor pi+ di Dione, pi+ di questi voleva entrare nelle mie gra"ie. Ma quello che parve strano fu il modo in cui si impegn$ in questa competi"ione, in pratica, il metodo che se fosse stato applicato sare&&e stato pi+ efficace 1 ovvero il frequentarmi e il ritrovarsi con me [4! per ascoltare e apprendere i fondamenti ra"ionali della mia filosofia 1 egli era restio a seguirlo, per timore, sen"altro indotto da voci calunniose, di perdere la sua autonomia di a"ione, cos0 da lasciare completamente via li&era a Dione. *o sopportavo questa situa"ione, con la mente fissa alla prima idea con la quale ero arrivato a (iracusa, vedere se mai gli fosse nato un qualche desiderio per la vita da filosofo. Ma in lui, evidentemente, e&&e la meglio la tenden"a contraria. #cco pi+ o meno il quadro della situa"ione al tempo della mia prima venuta [.! e permanen"a in (icilia.

I consigli di Platone sulla conduzione dello Stato A !uali condizioni si devono dare consigli Dopo di ci$, finalmente partii e poi, in seguito ai pressanti inviti di Dionigi, nuovamente tornai. Per quanto concerne la corrette""a e la coeren"a della mia a"ione e i motivi che lhanno originata, per prima cosa vi consiglio sul comportamento che va tenuto nelle circostan"e attuali, poi affronter$ anche questo tema per coloro che mi chiedono che cosa mi prefiggevo col mio secondo viaggio in (icilia. *n tal modo, eviter$ il rischio che nel discorso si confonda il superfluo con lessen"iale. #d ecco che ho da dire. *l primo dovere di chi d consigli a un uomo infermo che segue una dieta [D! nociva alla salute - quello di cam&iar sistema di vita/ le altre indica"ioni verranno solo se egli accetta con convin"ione queste disposi"ioni. (e, invece, non vuole lasciarsi convincere, un vero uomo e un medico che io possa stimare tali rifuggiranno dal dargli altri consigli, perch6 chi continuasse a fare ci$ sare&&e tutto lopposto di un vero uomo e di un esperto di medicina. Do stesso vale anche per lo (tato, sia quello in cui uno solo ha il potere, sia quello dove molti comandano. *n effetti, se lo (tato procede sulla retta via, come si deve, e ha &isogno [#! di qualche utile consiglio, sare&&e una scelta intelligente darglielo, dato che si tratta di gente per &ene. Ma io chiamerei uomini sen"a dignit chi accettasse di dare suggerimenti a quei politici che sono completamente fuori strada per quanto riguarda la giusta forma di governo e non vogliono rimettersi in carreggiata per nessun motivo, ed an"i o&&ligano i loro consiglieri a non modificare la costitu"ione e a lasciarla com-, [33E ! pena la morte, for"andoli a prendere decisioni finali""ate alle loro voglie e ai loro desideri, per vedere in qual modo questi possano essere soddisfatti sempre pi+ agevolmente e prontamente. Ficeversa, chiamerei vero uomo chi non accetta di dare consigli in queste condi"ioni. ttenendomi saldamente a tale criterio, quando uno chiedesse il mio parere sui pro&lemi pi+ importanti della sua vita 1 ad esempio lacquisto di &eni materiali

o [4! la cura del corpo e dellanima ), se mi risulta che egli vive giorno dopo giorno secondo una certa regola e, una volta orientato, - disposto a seguire le indica"ioni che gli si danno, &en volentieri io gli darei consigli, e con lui non mi fermerei ad un rapporto superficiale. *nvece, io non andrei mai di mia spontanea ini"iativa a consigliare uno che non sente affatto il &isogno dei miei suggerimenti e che, chiaramente, quandanche li ricevesse non ne fare&&e tesoro in alcun modo/ neppure se fosse mio figlio lo for"erei in tal senso. (e fosse uno schiavo, per$, gli darei ordini e pur contro la sua volont, lo o&&ligherei a eseguirli. [.! 9on credo, poi, che sia lecito costringere a un certo comportamento il padre e la madre, anche se la condotta che essi hanno scelto non dovesse andarmi a genio, a meno che non siano stati colpiti da una malattia mentale. 9on ha senso, infatti, n6 rendersi odiosi con continui ammonimenti, n6 diventare loro succu&i a suon di lusinghe, soddisfacendo a desideri per i quali io stesso non vorrei vivere. # questa, dunque, la mentalit che ogni uomo di senno dovre&&e avere riguardo alla sua citt. @accia sentire la sua voce se [D! lo (tato non gli pare &en amministrato, se pensa che le sue parole non cadranno nel vuoto, e se in tal modo non rischia la vita. Ma non ricorra alla violen"a per costringere la patria a mutar regime, tanto pi+ se questo suo miglioramento dovesse avvenire al pre""o di esili e stragi di cittadini. (tia calmo piuttosto, ed auguri prosperit a se stesso e alla collettivit. I consigli di Platone a Dione e a Dionigi Dunque, solo a queste condi"ioni, io sono disposto a darvi consigli. #, del resto, - proprio sulla &ase di tali premesse che, insieme con Dione, cercavo di guidare Dionigi a diventare sempre pi+ padrone di s6 [#! e a procurarsi amici e colla&oratori di fiducia onde evitare gli errori del padre, il quale, preso possesso di molte e grandi citt della (icilia messe a sacco dai &ar&ari, non fu in grado, al momento della loro ricostru"ione, di consolidarle con forme di governo affidate a uomini della sua cerchia. [332 ! 9on importava che si fosse trattato di un qualche straniero o di un fratello, lessen"iale era che fossero persone pi+ giovani di lui, da lui stesso formate ed elevate dalla condi"ione di oscuri cittadini a quella di comandanti e da poveri in gente straordinariamente ricca. Gesta il fatto che, nonostante limpegno, non ci fu verso di trasformare costoro in colla&oratori nel governo n6 facendo opera di convincimento, n6 con leduca"ione, n6 con le &uone maniere e neppure contando sui vincoli familiari. *n tal senso Dionigi fu sette volte inferiore a Dario, il quale non ripose la sua fiducia n6 nei fratelli, n6 in uomini da lui stesso formati, ma solo in quelli che avevano preso parte con lui al colpo di mano [4! contro leunuco di Media. @ra costoro Dario divise limpero in parti pi+ estese dellintera (icilia, potendo contare sulla loro fedele colla&ora"ione sen"a che questi tentassero di sopraffarsi a vicenda o di sopraffare lui stesso. .on ci$ egli forn0 il modello di quello che avre&&e dovuto essere un &uon legislatore e un &uon sovrano, tant- vero che le leggi che diede ancor oggi permettono allo (tato persiano di sopravvivere. Peraltro, anche gli teniesi non coloni""arono le numerose citt della Hrecia a suo tempo invase dai &ar&ari, [.! ma se ne impossessarono

quando ormai erano popolate/ eppure per settantanni riuscirono ad averne il controllo, in quanto in ciascuna di esse si procurarono alleati. Dionigi, invece, che pure era riuscito a unificare lintera (icilia in un unico stato, e che sospettoso comera non si fidava di nessuno, riusc0 a stento a salvare se stesso. Gest$ privo di amici fedeli, e non c- prova migliore della virt+ e del vi"io di uno che la caren"a o la&&ondan"a di amici di tal genere. #cco dunque i suggerimenti che io a Dione davamo a Dionigi, [D! dal momento che il padre laveva cacciato in una gran &rutta situa"ione, quella di mancare di educa"ione, e quella di non poter contare sulle giuste amici"ie. lla fin fine, lo esortavamo soprattutto a darsi da fare per trovare altri tipi di amici fra i congiunti e i coetanei, persone che condividessero con lui laspira"ione alla virt+ e in particolare Alo spingevoB ad essere in armonia con se stesso, perch6 appunto di questo aveva un assoluto &isogno. .erto il nostro modo di esprimerci non era cos0 esplicito 1 non volevamo correre rischi ), ma parlavamo per allusioni e cercavamo di sostenere le nostre tesi con for"a di argomenta"ioni, mostrando che chiunque si fosse comportato nel modo che dicevamo avre&&e assicurato a s6 e ai suoi sudditi la sopravviven"a, [#! mentre seguendo altre strade avre&&e raggiunto risultati del tutto opposti . (e, dunque, si fosse mosso nella dire"ione indicata, facendosi saggio e temperante, riformando le citt della (icilia ormai a&&andonate e le avesse legate con vincoli giuridici e istitu"ionali, s0 da farsele amiche e renderle solidali fra loro nel difendersi contro i &ar&ari, [333 ! non si sare&&e limitato a raddoppiare il potere del padre, ma lavre&&e addirittura pi+ volte moltiplicato. Dopo di che, invece di essere costretto, come ai suoi tempi lo fu suo padre, a versare un tri&uto ai &ar&ari, sare&&e stato pronto a piegare la resisten"a dei .artaginesi molto meglio di quanto aveva fatto Helone . #cco dunque il tenore degli inviti e delle esorta"ioni che rivolgevamo a Dionigi. Le calunnie contro Dione e il suo assassino *ntanto, per$, da pi+ parti si andava ripetendo che noi macchinavamo una congiura ai danni di Dionigi, talch6 questi discordi fecero &reccia nel suo animo, causando lesilio di Dione e in noi [4! uno stato di timore. Ma per completare il quadro di questi numerosi avvenimenti che si concentrarono tutti in poco tempo, Dione, di ritorno dal Peloponneso e da tene e&&e modo di dare una &ella le"ione a Dionigi coi fatti. Per$, dopo che e&&e per due volte li&erato la citt, restituendola ai (iracusani, costoro ricam&iarono allo stesso modo con cui laveva ricam&iato Dionigi, allorch6 egli cercava con linsegnamento e con una educa"ione di renderlo degno del comando, s0 da poter vivere con lui in comunit di intenti/ in pratica Dionigi aveva dato ascolto a chi [.! calunniosamente insinuava che Dione faceva quel che faceva in quei frangenti per far cadere la tirannide sulla &ase di questo piano, mentre Dionigi era completamente preso dalla sua educa"ione, si sare&&e disinteressato del governo e lavre&&e ceduto a lui. .os0, alla fine, Dione gli avre&&e usurpato il potere esautorandolo con linganno. 'uesta maldicen"a e&&e allora il sopravvento e poi le&&e ancora una seconda volta, allorch6 si diffuse presso i (iracusani/ fu per$ una vittoria insensata, causa di vergogna per chi ne fu lartefice.

4isogna dunque che le persone che oggi chiedono il mio aiuto nelle attuali circostan"e stiano a sentire come a quei tempi andarono le cose. [D! *o, cittadino ateniese, amico di Dione, suo alleato, mi recai dal tiranno per cam&iare in amici"ia un rapporto di ostilit/ com&attei contro i calunniatori, ma ne fui sconfitto. 3uttavia, per quanto Dionigi con onori e ricche""e cercasse di tirarmi dalla sua parte per usarmi come prova a favore della legittimit dellesilio di Dione,in questo fall0 miseramente. Dopo qualche tempo Dione, ritornando in patria [#! si fece accompagnare da due fratelli provenienti da tene. Da loro amici"ia non era fondata sul comune interesse per la filosofia, ma su quella familiarit superficiale che di solito sa allorigine della maggior parte delle amici"ie/ si trattava di un sentimento che nasceva dallospitalit e dalla comune ini"ia"ione e partecipa"ione ai misteri. 'uesti dunque erano gli amici che Dione aveva portato con s6/ e gli erano cari, oltre che per motivi men"ionati, anche per laiuto che gli avevano dato nel viaggio di ritorno. .ome per$ giunsero [334 ! in (icilia, non appena si resero conto che Dione era ingiustamente sospettato da parte di quegli stessi (iciliani a cui aveva restituito la li&ert di tramare per diventare tiranno, non si limitarono a tradire in Dione lamico e lospite, ma sem&ra perfino che fossero esecutori materiali del suo omicidio, divenendo complici in armi dei suoi assassini. %ra io sono &en lungi dal voler sminuire la gravit del loro comportamento vergognoso ed empio, n6 daltra parte intendo soffermarmi su di esso 1 non mancano gesta di tal genere, [4! n6 mancheranno in futuro) / quello che mi preme dire, riguarda invece gli teniesi, contestando il fatto che questi individui a&&iano potuto coprir di vergogna la .itt/ faccio notare che anche quello che non lo a&&andon$, nonostante le ricche""e e i molti onori che avre&&e potuto trarre da questo suo gesto, era ateniese. 'uesti per$ non era legato a lui da unamici"ia di &assa lega, ma dalla condivisione di una educa"ione li&erale/ e daltra parte luomo intelligente non fa mai affidamento sulle affinit psicologiche e fisiche, ma solo su questo tipo di amici"ia. *n tal senso, dunque, [.! gli assassini di Dione non procurarono alcun danno al &uon nome della .itt, in quanto non son degni di alcuna considera"ione. I consigli di Platone ai seguaci di Dione 3utto ci$ lho detto in fun"ione dei consigli che intendo dare agli amici e ai congiunti di Dione. voi, dunque, che venite per ter"i a chiedermi suggerimenti, esprimo per la ter"a volta il medesimo parere, fondandolo sul medesimo ragionamento, non assoggettate a sovrani assoluti n6 la (icilia n6 alcun altro (tato, ma 1 ed - questa la mia precisa posi"ione) sottomettetela alla legge. ADa tiranniaB non - una &uona solu"ione, n6 per chi la su&isce, [D! n6 per i suoi figli n6 per i suoi discendenti/ essa piuttosto, - di per s6 un fatto negativo. *n effetti, solo gente dalla mente ristretta e servile, che vive e vivr nellignoran"a di ci$ che - giusto e &uono nei confronti degli uomini e degli d-i potre&&e godere di guadagni ammassati illegalmente. Da prima opera di persuasione la tentai con Dione, la seconda con Dionigi/ la ter"a la tento ora con voi. #, nel nome di ?eus ter"o salvatore, dovete proprio ascoltarmi. vete innan"i agli occhi lesempio di Dionigi e di Dione, di questi, il primo che

non ha voluto darmi retta ora vive in [#! modo indegno, laltro che, invece, ha avuto fiducia in me ha trovato una &ella morte, perch6 la sofferen"a, quando sia sopportata in vista del perfe"ionamento di s6 e della .itt - in s6 &ella e giusta. Del resto, nessun uomo - nato per essere immortale, n6, se lo divenisse, sare&&e per questo felice, anche se molti pensano il contrario. [332 ! Per un essere privo di anima non c- &ene o male che valga, ma il &ene e il male valgono solo in riferimento allanima sia essa unita al corpo o separata da esso. 4isogna certo credere agli antichi e sacri racconti quali ci rivelano che lanima - immortale e che su&isce un giudi"io e paga pene gravissime, una volta che sia separata dal corpo. Per questo motivo si deve credere che essere vittima di gravi torti e ingiusti"ie - un danno minore che lesserne causa. 3uttavia, luomo che [4! per aridit spirituale - amante delle ricche""e non vuole neppur sentir nominare questa verit e se pure se la sente ripetere, ne fa a suo piacimento oggetto di riso e, sen"a in &ench6 minimo scrupolo, come fare&&e una &estia, continua ad arraffare dove gli capita tutto ci$ che ritiene di poter mangiare o &ere o usare per la soddisfa"ione di quel piacere di &assa lega e sen"a gra"ia che impropriamente chiamiamo afrodisiaco. Ma, in verit, egli non - che un cieco, nel senso che - incapace di vedere come al seguito di questo ammassare venga lempiet, quale male sempre saccompagna a ciascuna ingiusti"ia e come fatalmente luomo disonesto de&&a tirarselo dietro, mentre saggira per questa terra e poi ancora quando [.! fa ritorno sotto terra, in un viaggio che da ogni punto di vista - del tutto miserevole e spregevole.

La figura esemplare di Dione @urono queste mie argomenta"ioni ed altre simili a convincere Dione, sicch6 in tal senso penso di avere tutti i diritti dessere sdegnato contro quelli che lhanno ucciso, e in un certo modo, in pari misura, anche contro Dionigi. Duno e gli altri, infatti, hanno causato un danno irrepara&ile a me e starei per dire tutta lumanit/ i primi perch6 hanno ucciso un uomo votato alla giusti"ia, laltro perch6, pur essendo detentore del potere supremo non ha voluto far ricorso alla giusti"ia [D! in tutto il tempo in cui esercit$ il comando. %ra, se in tale circostan"a si fossero concretamente fusi, nella sua stessa persona, la for"a del potere e lamore del sapere, allora si sare&&e resa presente in tutto il suo fulgore agli occhi di ogni uomo, greco e &ar&aro, la vera opinione che nessun cittadino e nessuno (tato potre&&e essere felice se non vivesse con temperan"a sotto la giuda della giusti"ia, sia che possiedano in proprio questi principi, sia che uomini di governo non privi di santit li a&&iano loro inculcati gra"ie ad una sana forma"ione ed educa"ione dei costumi. [#! *n ci$ appunto sta il torto di Dionigi/ tutte le altre colpe che eventualmente avesse ai miei occhi appaiono trascura&ili a confronto di questa. nche chi ha ucciso Dione, sen"a saperlo, si - comportato alla stessa stregua di Dionigi. *n effetti io so per certo 1 per quanto si addica la certe""a ad un uomo che parli di un altro uomo 1 che se egli avesse preso il potere, [335 ! non si

sare&&e orientato altrove se non verso questa linea di governo. *n primo luogo avre&&e li&erato dalla schiavit+ (iracusa, la sua patria, rivestendola a nuovo con la&ito della li&ert/ in secondo luogo avre&&e rivolto tutto il suo impegno nellamministra"ione dei suoi cittadini sulla &ase delle migliori leggi o di quelle a loro pi+ adatte. Dopo di ci$, finalmente, avre&&e messo mano alla reali""a"ione del ter"o punto del suo progetto, rifondare lintera (icilia e li&erarla dai &ar&ari, alcuni ricacciandoli oltre i confini, altri sottomettendoli, con maggior facilit di quanto avesse fatto Herone. #&&ene, se gli avvenimenti avessero preso questa piega a opera di un uomo [4! onesto, valoroso, temperante e filosofo, sare&&e sorta fra la gente la medesima conce"ione di virt+ e questa, se solo Dionigi mi avesse dato retta, si sare&&e diffusa fra tutti gli uomini e, oserei dire, li avre&&e salvati. %ra, per$, ci si - messo di me""o un qualche demone o un qualche spirito vendicatore, a motivo del nostro dispre""o per la legge o per gli dei e soprattutto per la nostra sfrontata ignoran"a che - il terreno su cui mettono radice tutti i mali, che poi, sviluppandosi, finiscono col dare a chi li ha generati frutti particolarmente amari. # stato appunto cos0 che lignoran"a ha per la seconda volta sconvolto tutti i nostri piani, [.! compromettendo la situa"ione. *n questo momento, trattandosi ormai del ter"o tentativo, non pronunciamo che parole &eneauguranti. .omunque sia, invito voi amici a prendere esempio da Dione, dal suo amore per la patria e dalla sua condotta di vita assennata/ vi auguro che sotto migliori auspici possiate portare a termine limpresa che ha ini"iato, quella che voi mi avete udito raccontare con tutta chiare""a. I criteri da seguire nella scelta dei governanti 3uttavia, se c- qualcuno che non riesce a vivere in sintonia coi costumi [D! della patria dorica, e che segue landa""o di quelli stessi che hanno ucciso Dione o il modello di vita dei (iciliani, non chiamatelo a colla&orare con voi n6 illudetevi che sia in qualche misura degno di fiducia oppure che possa com&inare qualcosa di &uono. I di tuttaltro genere la gente che dovrete chiamare a raccolta 1magari dalla stessa (icilia o da tutto il Peloponneso) se volete ricondurre la totalit della (icilia sotto ununica legge. # non dovete neppure temere tene, perch6 anche qui non mancano cittadini eccellenti per virt+ che hanno in odio chi osa uccidere gli ospiti. Ma se tutto questo dovesse essere possi&ile solo in un secondo tempo, e se al momento siete stretti dassedio da discordie [#! che in vario modo e in gran numero dan luogo a disordini quotidiani, chiunque, per sorte divina, a&&ia ricevuto almeno una &riciola di &uon senso, deve sapere che non ci sar tregua dai mali per le parti in lotta, prima che i vincitori sul campo non smettano di dar sfogo al proprio odio, con es0li e con massacri [33: ! e non rinuncino a punire i nemici. Piuttosto dovranno sapersi dominare, fissando leggi comuni, utili non pi+ a s6 che ai vinti, e rese vincolanti con due me""i, entram&i necessari, il timore reveren"iale e la paura. Da paura, in quanto non mancheranno di esi&ire la loro superiore for"a/ il timore reveren"iale in quanto, dimostrando la loro superiorit anche nei confronti dei piaceri, si riveleranno ancor pi+ disposti e capaci di servire alle leggi. ltrimenti non - possi&ile che una citt [4! al suo interno dilaniata dalle contese, possa trovare scampo dalle sciagure/ accadr,

an"i, che sommosse, inimici"ie, odi e tradimenti non cesseranno mai di ripetersi in una societ ridotta in tal modo. * vincitori, dunque, se vogliono mantenere la sicure""a, saran costretti a scegliere fra le loro fila quei Hreci che han fama dessere i migliori. 'uesti dovranno essere innan"i tutto avanti negli anni, poi avere famiglia con moglie e figli, genitori e progenitori quanto pi+ possi&ile numerosi, virtuosi e di &uon nome e, da ultimo, non dovranno neppure mancare di un sufficiente patrimonio familiare. [.! %ra, facendo il calcolo su una citt di diecimila a&itanti, &astere&&ero cinquanta uomini con tali requisiti. 'uesti, dunque, &isogner smuoverli dalla loro vita privata a suon di preghiere e di onori dei pi+ grandi, e una volta smossi si dovr impegnarli con un solenne giuramento, invitandoli a porre delle leggi che non favoriscano pi+ i vincitori che i vinti, ma che creino un clima di uguaglian"a e compartecipa"ione in tutto lo (tato. 7na volta, poi, istituite le leggi, tutto dipender da questo fatto, se i vincitori dimostreranno di sottomettersi alle leggi [D! ancor pi+ dei vinti, allora non ci sar angolo della citt che non sia pieno di felicit e di sicure""a e ogni male verr evitato. *n caso contrario, rinun"iate pure a chiamare me o qualcun altro per metterci a cooperare con gente che non sia disposta a seguire le dichiara"ioni che stiamo fornendo. 'uesti infatti sono parenti stretti di quei consigli che io e Dione cercammo insieme di tradurre in pratica, per amore di (iracusa. Per$, si tratta pur sempre di un progetto di ripiego, perch6 il piano originale, finali""ato allattua"ione del &ene comune, era quello che la prima volta noi cercammo di reali""are con lo stesso Dionigi, ma che un destino pi+ potente dellumana volont rese vano. [#! #d ora tocca a voi cimentarvi in tale impresa, con miglior fortuna, con una sorte pi+ propi"ia e anche col favore di qualche dio. #cco dunque il mio consiglio e le mie disposi"ioni, ed eccovi pure illustrato il mio primo viaggio alla corte di Dionigi. Lultimo viaggio di Platone in Sicilia Invito di Dionigi e degli amici a partire per Siracusa .hi vuole pu$ stare a sentire anche il seguito, ossia il racconto del mio secondo viaggio e della mia seconda traversata e i motivi, legittimi e convincenti, che li hanno determinati. * primi tempi del mio soggiorno [33<J! in (icilia furono assor&iti dagli impegni che ho descritto prima di dare consigli agli amici e ai familiari di Dione. Dopo di ci$ cercai come potevo di convincere Dionigi a lasciarmi partire, e nel frattempo formulavamo insieme un piano per quanto sare&&e tornata la pace/ in quei tempi infatti la (icilia era in stato di guerra. Dionigi assicurava che una volta ripreso in mano saldamente il potere, ci avre&&e richiamati, me e Dione, e che , pertanto, questultimo non doveva [4! ritenere il suo allontanamento alla stregua di una condanna allesilio, ma come un normale cam&iamento di sede. .on queste garan"ie io mi dissi disponi&ile a far ritorno. Fenne finalmente la pace, e Dionigi mi mand$ a chiamare/ ma, mentre pregava me di recarmi da lui con qualsiasi me""o, raccomandava a Dione di aspettare ancora un anno. Dione, poi, da parte sua non faceva che spingermi ed incoraggiarmi

ad intraprendere la traversata, anche perch6 dalla (icilia si diffondevano voci insistenti sul fatto che Dionigi attraversava in quel tempo una fase di particolare interesse per la filosofia. @u essen"ialmente questo il motivo per cui Dione non cessava di pregarmi di non lasciar cadere linvito di Dionigi. *o. *n verit, non ignoravo affatto [.! che questi improvvisi trasporti per la filosofia rientrano nella psicologia dei giovani, e di conseguen"a allora mi parve pi+ prudente lasciar perdere sia Dione che Dionigi. 3uttavia, la mia risposta 1 dissi loro che ormai ero vecchio e che nessuna delle imprese compiute era stata attuata secondo gli accordi presi 1 ottenne il risultato di inimicarmi sia luno che laltro. quanto mi risulta, dopo questi avvenimenti, da Dionigi si rec$ rchita ) e del resto fui io stesso che, prima di salpare da (iracusa , intrecciai rapporti di ospitalit e di amici"ia fra rchita e [D! i 3arantini e Dionigi )/ inoltre a (iracusa erano presenti diversi discepoli diretti di Dione, e discepoli di discepoli, i quali avevano la testa piena "eppa di principi filosofici. .ostoro, a quanto mi risulta, cercarono di aprire un discorso con Dionigi su tali argomenti, convinti che egli fosse stato auditore diretto di tutto il mio pensiero. %ra, &isogna tener conto che Dionigi da un lato non - privo di attitudini per lo studio, dallaltro - straordinariamente am&i"ioso. Pro&a&ilmente, i discorsi che gli facevano non gli dispiacevano affatto, e daltra parte chiaramente si vergognava di [#! non aver nulla appreso da me durante il mio soggiorno. Da qui deriva sia il suo desiderio di comprendere pi+ a fondo quel che sentiva, sia questa sua gran fretta, certo motivata dalla vanit 1 per altro gi in preceden"a a&&iamo spiegato i motivi per cui non si era fatto mio discepolo al tempo del mio soggiorno). 'uando poi, ritornato in patria e salvo declinai il suo secondo invito, come ho appena raccontato, ho limpressione che Dionigi si fosse sentito in qualche modo punto sul vivo, temendo che il mio rifiuto di raggiungerlo potesse intendersi come un segno di disapprova"ione nei suoi confronti, dovuto al fatto che, conoscendo il suo sistema di vita, io ne [33= ! dispre""avo la natura e le consuetudini. Foglio, per$, essere o&iettivo, dire al verit e ad essa attenermi, nel caso qualcuno non dovesse condividere la mia filosofia e, informato sulla natura degli avvenimenti, ritenere uomo di senno il tiranno. l ter"o invito A di convincermi B, Dionigi mi mand$ una trireme per rendermi pi+ comodo il viaggio/ mi invi$ anche rchedemo, [4! uno della cerchia di rchita, che, a suo giudi"io, io avrei stimato pi+ di ogni altro a&itante di (icilia/ infine invi$ anche altri siciliani che conoscevo. %gnuno di loro non faceva che parlarmi degli straordinari progressi fatti da Dionigi in filosofia. %ltre a ci$, &en conoscendo sia laffetto che mi legava a Dione, sia il fatto che Dione caldeggiava la mia parten"a via mare per (iracusa, egli mi invi$ una lettera molto lunga che teneva conto di tutti questi elementi e che si apriva con le seguenti parole ;Dionigi [.! a Platone;. (eguivano poi le solite frasi di prammatica, dopo di che, direttamente, mi si diceva, ; (e ora ti lasci convincere da noi a venire in (icilia, per prima cosa tutta la vicenda di Dione avr lesito che tu aspetti 1 del resto so che le tue richieste sono equili&rate e io non posso che essere daccordo)/ altrimenti, nulla di ci$ che riguarda Dione, n6 il suo caso personale n6 eventuali altre faccende, prender la piega che tu desideri;. 'uesto, dunque, era il tenore della sua lettera/ cerano invero altri particolari, ma, [D! data la loro lunghe""a, il riferirli sare&&e fuori luogo.

Mi giungevano intanto anche altre lettere, di rchita e di quelli di 3aranto, e tutti esaltavano lamore di Dionisio per la filosofia, e tutti mi dicevano che, se non fossi andato su&ito, avrei distrutto lamici"ia che per opera mia avevano stretta con lui, amici"ia di grande importan"a politica. 3ali erano le pressioni che mi si facevano perch6 partissi/ da una parte mi trascinavano gli amici d*talia e di (icilia, dallaltra veramente mi spingevano, per dir cos0, [E! gli amici d tene con le loro preghiere/ e sempre mi ripetevano gli stessi discorsi, che non dovevo tradire Dione e gli amici e gli ospiti di 3aranto, del resto, io stesso non trovavo strano che un giovane intelligente, sentendo esporre pensieri profondi, fosse preso dal desiderio di vivere nel modo pi+ &ello, dovevo dunque sperimentare come stavano le cose, e non disinteressarmene, rendendomi colpevole di cos0 grande vergogna, ch6 tale sare&&e [34C ! effettivamente stata, se qualcuno aveva detto la verit. Il falso amore di Dionigi per la filosofia Fi andai dunque, nascondendomi la verit con questo ragionamento, ma, com- naturale, temendo assai e mal presagendo, e per la ter"a volta dovetti ringra"iare ?eus (alvatore, perch6 e&&i fortuna e mi salvai ancora. 9e devo gra"ie, oltre che al dio, anche a Dionisio, perch6, contro il parere di molti che mi volevano uccidere, e&&e per me un [4! certo riguardo. ppena giunto, pensai di dover per prima cosa sperimentare se davvero Dionisio era acceso dallardore filosofico come da un fuoco, o erano infondate le molte noti"ie giunte ad tene. %ra, v- un modo non affatto volgare per fare questa prova, ma veramente opportuno quando sha a che fare con tiranni, soprattutto quando sono im&evuti di formule imparate, ed era appunto questo il caso di Dionisio, come su&ito maccorsi. questa gente &isogna mostrare che cos- davvero lo studio filosofico, e [.! quante difficolt presenta, e quanta fatica comporta. llora, se colui che ascolta - dotato di natura divina ed veramente filosofo, congenere a questo studio e degno di esso, giudica che quella che gli - indicata sia una via meravigliosa, e che si de&&a fare ogni sfor"o per seguirla, e non si possa vivere altrimenti. 'uindi unisce i suoi sfor"i con quelli della guida, e non desiste se prima non ha raggiunto completamente il fine, o non ha acquistato tanta for"a da poter progredire da solo sen"a laiuto del maestro. .os0 [D! vive e con questi pensieri, chi ama la filosofia, e continua &ens0 a dedicarsi alle sue occupa"ioni, ma si mantiene in ogni cosa e sempre fedele alla filosofia e a quel modo di vita quotidiana che meglio dogni altro lo pu$ rendere intelligente, di &uona memoria, capace di ragionare in piena padronan"a di se stesso, il modo di vita contrario a questo, egli lo odia. 'uelli invece che non sono veri filosofi, ma hanno soltanto una verniciatura di formule, come la gente a&&ron"ata dal sole, vedendo quante cose si devono imparare, [#! quante fatiche &isogna sopportare, come si convenga, a seguire tale studio, la vita regolata dogni giorno, giudicano che sia una cosa difficile e impossi&ile per loro/ sono [34E ! quindi incapaci di continuare a esercitarsi, ed alcuni si convincono di conoscere sufficientemente il tutto, e di non avere pi+ &isogno di affaticarsi. 'uesta - la prova pi+ limpida e sicura che si possa fare con chi vive nel lusso e non sa sopportare la fatica/ sicch6 costoro non

possono poi accusare il maestro, ma se stessi, se non riescono a fare tutto quello ch6 necessario per seguire lo studio filosofico. Lerrore di Dionigi sta nellaver scritto sui Principi primi *n questo modo parlai anche a Dionisio. 9on gli spiegai [4! ogni cosa, n6, del resto, egli me lo chiese, perch6 presumeva di sapere e di possedere sufficientemente molte cogni"ioni, e an"i le pi+ profonde, per quello che aveva udito dagli altri. *n seguito, mi fu riferito, egli ha anche composto uno scritto su quanto allora ascolt$, e fa passare quello che ha scritto per ro&a sua, e non affatto come una ripeti"ione di quello che ha sentito/ ma di questo io non so nulla. nche altri, io so, hanno scritto di queste cose, ma chi essi siano, neppur essi sanno. 'uesto tuttavia io [.! posso dire di tutti quelli che hanno scritto e scriveranno dicendo di conoscere ci$ di cui io mi occupo per averlo sentito esporre o da me o da altri o per averlo scoperto essi stessi, che non capiscon nulla, a mio giudi"io, di queste cose. (u di esse non c-, n6 vi sar, alcun mio scritto. Perch6 non -, questa mia, una scien"a come le altre, essa non si pu$ in alcun modo comunicare, ma come fiamma [D! saccende da fuoco che &al"a, nasce dimprovviso nellanima dopo un lungo periodo di discussioni sullargomento e una vita vissuta in comune, e poi si nutre di se medesima. 'uesto tuttavia io so, che, se ne scrivessi o ne parlassi io stesso, queste cose le direi cosK come nessun altro sapre&&e, e so anche che se fossero scritte male, molto me ne affliggerei. (e invece credessi che si dovessero scrivere e render note ai pi+ in modo adeguato e si potessero comunicare, che cosa avrei potuto fare di pi+ &ello nella mia vita, che scriver queste cose utilissime per gli uomini, traendo alla luce [#! per tutti la natura8 Ma io non penso che tale occupa"ione, come si dice, sia giovevole a tutti/ giova soltanto a quei pochi che da soli, dopo qualche indica"ione, possono progredire fino in fondo alla ricerca, gli altri ne trarre&&ero soltanto un ingiustificato dispre""o o una sciocca e super&a presun"ione, quasi avessero appreso qualche cosa [342 ! di magnifico. Ma di questo voglio parlare ancora e pi+ a lungo, e forse, dopo che avr$ parlato, qualcuna delle cose che dico riuscir pi+ chiara. F- infatti una ragione profonda, che sconsiglia di scrivere anche su uno solo di questi argomenti, ragione che io ho gi dichiarata piL volte, ma che mi sem&ra opportuno ripetere.

E"cursus filosofico #li elementi della conoscenza .iascuna delle cose che sono ha tre elementi attraverso i quali si perviene a conoscerla/ quarto - la conoscen"a [4!/ come quinto si deve porre loggetto conosci&ile e veramente reale. 'uesti sono gli elementi, primo - il nome,

secondo la defini"ione , ter"o limmagine, quarto la conoscen"a. (e vuoi capire quello che dico, prendi un esempio, pensando che il ragionamento che vale per un caso, vale per tutti. .erchio - una cosa che ha un nome, appunto questo nome che a&&iamo ora pronunciato. *l secondo elemento - la sua defini"ione, formata di nomi e di ver&i, quella figura che ha tutti i punti estremi ugualmente distanti dal centro, questa - la defini"ione di ci$ che [C! ha nome rotondo, circolare, cerchio. 3er"o - ci$ che si disegna e si cancella, che si costruisce al tornio e che perisce/ nulla di tutto questo su&isce il cerchio in s6, al quale si riferiscono tutte queste cose, perch6 esso - altro da esse. 'uarto - la conoscen"a, lintui"ione e la retta opinione intorno a queste cose, esse si devono considerare come un solo grado, ch6 non risiedono n6 nelle voci n6 nelle figure corporee, ma nelle anime, onde - evidente che la conoscen"a altra cosa dalla natura del cerchio e dai tre [D! elementi di cui ho gi parlato. Da intui"ione -, di esse, la piL vicina al quinto per parentela e somiglian"a, le altre ne distano di piL. Do stesso vale per la figura diritta e per la figura rotonda, per i colori, per il &uono per il &ello per il giusto, per ogni corpo costruito o naturale, per il fuoco per lacqua e per tutte le altre cose simili a queste, per ogni animale, per i costumi delle anime, per ogni cosa che [#! si faccia o si su&isca. Perch6 non - possi&ile avere compiuta conoscen"a, per ciascuno di questi oggetti, del quinto, quando non si siano in qualche modo afferrati gli altri quattro.

La superiorit$ della conoscenza delle essenze %ltre a questo, tali elementi esprimono non meno [343 ! la qualit che lessen"a di ciascuna cosa, per causa della inadeguate""a dei discorsi/ perci$ nessuno, che a&&ia senno, oser affidare a questa inadeguate""a dei discorsi quello chegli ha pensato e appunto ai discorsi immo&ili, come avviene quando sono scritti. 4isogna per$ che io spieghi di nuovo quello che ho detto. .iascun cerchio, di quelli che nella pratica si disegnano o anche si costruiscono col tornio, - pieno del contrario del quinto, perch6 ogni suo punto tocca la linea retta, mentre il cerchio vero e proprio non ha in s6 n6 poco n6 molto della natura contraria. 'uanto ai loro nomi, diciamo che nessuno ha [4! un &riciolo di sta&ilit, perch6 nulla impedisce che quelle cose che ora son dette rotonde si chiamino rette, e che le cose rette si chiamino rotonde/ e i nomi, per coloro che li mutassero chiamando le cose col nome contrario, avre&&ero lo stesso valore. Do stesso si deve dire della defini"ione, composta com- di nomi e di ver&i, nessuna sta&ilit essa ha, che sia sufficientemente e sicuramente sta&ile. 7n discorso che non finisce mai si dovre&&e poi fare per ciascuno dei quattro, a mostrare come sono oscuri/ ma largomento principale - quello al quale ho accennato poco fa, e cio- che, essendoci due princKpi, la realt e la [.! qualit, mentre lanima cerca di conoscere il primo, ciascuno degli elementi le pone innan"i, nelle parole e nei fatti, il principio non ricercato/ in tal modo ciascun elemento, quello che si dice o che si mostra ce lo presenta sempre facilmente confuta&ile dalle sensa"ioni, e riempie ogni uomo di una, per cosK dire, completa du&&ie""a e oscurit. # dunque, l dove per una cattiva educa"ione non siamo neppure a&ituati a ricercare il vero e ci accontentiamo

delle immagini che ci si offrono, non ci rendiamo ridicoli gli uni di fronte agli altri, gli interrogati di fronte agli [D! interroganti, capaci di disperdere e confutare i quattro/ ma quando vogliamo costringere uno a rispondere e a rivelare il quinto, uno che sia esperto nellarte di confutare pu$, quando lo voglia, avere la vittoria, e far apparire alla gran parte dei presenti che chi espone un pensiero o con discorsi o per iscritto o in discussioni, non sa alcunch6 di quello che dice o scrive/ e questo avviene appunto perch6 quelli che ascoltano ignorano talvolta che non - lanima di chi scrive o parla che viene confutata, ma la imperfetta [#! natura di ciascuno dei quattro. A c e condizioni si verifica la conoscenza intellettiva (olo trascorrendo continuamente tra tutti questi, salendo e discendendo per ciascuno di essi, si pu$, quando si ha &uona natura, generare a gran fatica la conoscen"a di ci$ che a sua volta ha &uona natura. (e invece uno non ha una natura &uona, come avviene per la maggior parte degli uomini, privi duna naturale disposi"ione ad apprendere e incapaci di vivere [344 ! secondo i cosiddetti &uoni costumi, e questi sono corrotti, neppure Dinceo potre&&e dar la vista a gente come questa. *n una parola, chi non ha natura congenere alla cosa, n6 la capacit dapprendere n6 la memoria potre&&ero renderlo tale Mch6 questo non pu$ assolutamente avvenire in nature estraneeN/ perci$ quanti non sono affini e congeneri alle cose giuste e alle altre cose &elle non giungeranno a conoscere, per quanto - possi&ile, tutta la verit sulla virtL e sulla colpa, anche se a&&iano capacit dapprendere e &uona memoria chi per questa e chi per quella cosa, n6 la conosceranno quelli che, pur avendo tale natura, [4! mancano di capacit dapprendere e di &uona memoria. *nfatti insieme si apprendono queste cose, e la verit e la men"ogna dellintera sostan"a, dopo gran tempo e con molta fatica, come ho detto in principio/ allora a stento, mentre che ciascun elemento Mnomi, defini"ioni, immagini visive e perce"ioniN, in dispute &enevole e in discussioni fatte sen"a ostilit, viene sfregato con gli altri, avviene che lintui"ione e lintelle"ione di ciascuno &rillino a chi [.! compie tutti gli sfor"i che pu$ fare un uomo. Perci$, chi - serio, si guarda &ene dallo scrivere di cose serie, per non esporle allodio e allignoran"a degli uomini. Da tutto questo si deve concludere, in una parola, che, quando si legge lo scritto di qualcuno, siano leggi di legislatore o scritti daltro genere, se lautore - davvero un uomo, le cose scritte non erano per lui le cose piL serie, perch6 queste egli le ser&a riposte nella parte piL &ella che ha/ mentre, se egli mette per iscritto proprio quello che ritiene il suo pensiero piL [D! profondo, ;allora, sicuramente;/ non certo gli d-i, ma i mortali ;gli hanno tolto il senno;. I fatti salienti del terzo soggiorno a Siracusa %u lambizione a spingere Dionigi a scrivere sui Principi .hi ha seguito questa narra"ione e questa digressione, capir &ene che se Dionigi, o qualche altra persona maggiore o minore di lui, ha scritto sui Principi primi e supremi della natura, non pu$ aver appreso n6 aver ascoltato, secondo il mio pensiero, alcunch6 di sano sulle cose di cui ha scritto, altrimenti le avre&&e rispettate quanto me, e non le avre&&e esposte a un pu&&lico inadatto e impreparato. Perch6 non ha certo scritto per richiamarsele alla memoria nel

futuro/ son cose [#! che non si possono dimenticare, una volta penetrate nellanimo, ch6 si riducono a &revissime formule, se lha fatto, lha fatto per una &iasimevole am&i"ione, sia che a&&ia detto che son sue e sia che le a&&ia scritte come seguace di una scuola filosofica, alla quale era indegno dappartenere, dal momento che ci$ che egli veramente amava era la fama [342 ! che nasce dal far parte di essa. (e Dionigi - riuscito in ci$ in una sola conversa"ione avuta con me, ha fatto &en presto, ma in quale modo questo a&&ia potuto accadere ;lo sa ?eus;, come dicono i 3e&ani, giacch6, lo ripeto, io gliela esposi una sola volta, e in seguito mai pi+. .hi poi volesse sapere come si svolsero veramente i fatti, deve capire per quale ragione non a&&iamo avuto una seconda, una ter"a o altre successive conversa"ione. Dionigi, dopo aver ascoltato [4! una sola mia conversa"ione, pensava di saperne ed effettivamente ne sapeva a&&astan"a, per aver trovato da solo la verit o per averla appresa gi prima da altri8 % gli parevano scempiaggini le cose che gli dicevo8 %ppure, ter"a possi&ilit, gli sem&ravano non alla sua portata, ma a lui superiori, e riteneva di non essere capace di condurre una vita di sagge""a e di virt+8 %r&ene, se le riteneva scempiaggini, allora verr ad essere in contrasto con molti testimoni che sostengono il contrario e che su questi temi potre&&ero essere giudici molto pi+ autorevoli di lui. (e, invece, pensava di averne scoperte o imparate, e dunque riteneva che avessero valore per la forma"ione di unanima li&era, [.! allora come mai, a meno di non essere un uomo &en strano, dispre""$ cos0 alla leggera la guida e il maestro di queste verit8 # come egli le dispre""$ non mancher$ di dirvelo. Lambiguo comportamento di Dionigi 9on pass$ molto tempo da questi avvenimenti, che Dionigi, il quale in preceden"a aveva permesso che Dione ser&asse i suoi &eni e ne riscuotesse la rendita, viet$ ai suoi legali di inviarne i proventi nel Peloponneso, dimenticando completamente quellimpegno preso per lettera. Diceva che quei &eni non erano di Dione, ma del figlio, [D! suo nipote, e che pertanto, a norma di legge, lamministra"ione di essi toccava a lui. 'uesta era dunque la situa"ione fino a quel tempo, quando, con questultimo fatto mi resi perfettamente conto di quale fosse la vera attitudine di Dionigi per la filosofia e, ovviamente, non potei fare a meno desserne irritato. 9el frattempo si era giunti nel periodo estivo, quello ideale per i viaggi per mare, e io non sapevo se prendermela pi+ con Dionigi che non con me stesso o con quei tali che mi avevano spinto [#! per la ter"a volta a venirmene a questo stretto di (icilia a misurarmi nuovamente con la fatale Cariddi. *n ogni caso, ero deciso a dire a Dionigi che mera impossi&ile restare finch6 lui trattava in modo cos0 oltraggioso Dione. Ma quello mi rassicurava e mi pregava di rimanere, ritenendo che non avre&&e fatto una &ella figura se io me ne fossi andato su due piedi a riferire il suo comportamento. (iccome, per$, questo non &astava a convincermi, disse che [345 ! avre&&e provveduto di persona al mio viaggio di ritorno. Peraltro, era tale la mia ra&&ia, che se mi si fosse impedito di partire, mi sarei im&arcato su una qualunque nave da carico,

incurante dei rischi, dopotutto era evidente che io ero la vittima e non lautore di una prepoten"a. La proposta di Dionigi e la risposta di Platone Dionigi, a tal punto, vedendo che non avevo nessuna inten"ione di restare, mise in atto questo artificio per farmi rimanere durante il periodo &uono per la naviga"ione. *l giorno dopo si present$ a casa mia e mi fece questo discorso convincente, ;9ei nostri rapporti sgom&riamo il campo [4! da ci$ che spesso stato per noi motivo di disaccordo, Dione e la sua vicenda. Per amor tuo io mi comporter$ cos0 nei suoi riguardi. Mi par giusto che lui, ritornato in possesso dei suoi &eni, se ne stia ad a&itare nel Peloponneso, non come un condannato allesilio, ma con la possi&ilit di far ritorno qui, non appena io, lui e voi che gli siete amici non a&&iamo trovato una &ase daccordo comune/ nientaltro che questa, che non cospiri pi+ contro di me. 3u, i tuoi familiari, e i familiari di Dione che sono ancora qui vi farete garanti di ci$, mentre lui stesso offrir garan"ie per voi. *l denaro che gli si invia, [.! sar depositato nel Peloponneso e ad tene presso persone di vostra fiducia, Dione potr riscuoterne gli interessi, ma non ne potr disporre sen"a una vostra autori""a"ione. *n verit io diffido alquanto di lui, e non vorrei che divenendo legittimo proprietario delle sue ricche""e, che non sono esigue, le usasse poi contro di me. Di te, invece, e dei tuoi mi fido molto di pi+. Fedi dunque se questa proposta ti soddisfa e nel caso resta ancora un anno/ dopo di che, preso il denaro, te ne andrai col giungere della &uona stagione. [D! (o &ene che Dione ti sar molto riconoscente se gli renderai questo favore;. 'uesto discorso non mi piacque affatto e tuttavia gli comunicai che per lindomani avrei preso una decisione in proposito e gliela avrei comunicata. .os0, infatti, rimanemmo daccordo. *n seguito, quando fui solo, con lanimo in su&&uglio, riflettei fra me e me. Da prima considera"ione che orient$ la mia scelta fu la seguente, [#! ;4ene, ammettiamo pure che Dionigi non a&&ia nessuna inten"ione di mantenere quel che ha promesso, pu$ comunque, non appena io sia partito, inviare lui stesso o fare inviare da qualcuno dei suoi innumerevoli amici una lettera a Dione, riferendogli in maniera persuasiva la proposta che ora mi fa/ e cio- come lui sia favorevole ad essa e come io, invece, per nulla preoccupandomi dei casi suoi, non la&&ia voluta accettare. #, oltre a ci$, se il suo desiderio era davvero quello che io non partissi, poteva pur sempre, sen"a neppur &isogno [34: ! di dare ordini precisi ai nocchieri, limitarsi a lasciare trapelare la noti"ia 1 e certo non gli sare&&e stato difficile 1 che salpavo contro i suoi desideri/ in tal caso, chi mai avre&&e avuto il coraggio di im&arcarmi sulla sua nave non appena avessi varcato la soglia della casa di Dionigi8 # in effetti, come ulteriore complica"ione, cera il fatto che io risiedevo proprio nel giardini annesso alla sua casa e nessun ufficiale di guardia mi avre&&e lasciato li&era uscita sen"a un suo esplicito ordine. ;(e, per$ 1pensavo), io decidessi di rimanere per questanno, mi si offre la possi&ilit di informare Dione della situa"ione in cui mi trovo e del mio comportamento. .he se poi Dionigi mantenesse sia pure solo in parte gli impegni presi, [4! il mio modo di agire non risultere&&e del tutto ridicolo, perch6 in fin dei conti, ad una stima esatta, il patrimonio di Dione rischia di

superare i cento talenti. 'ualora poi le cose andassero come che vadano, non so proprio che cosa mi restere&&e da fare. pare di non avere altra scelta che pa"ientare ancora un lopportunit di portare allo scoperto alla luce dei fatti le Dionigi;.

si pu$ prevedere d ogni modo mi anno per avere macchina"ioni di

3ale, dunque, fu la mia decisione e il giorno dopo parlai a Dionigi in questi termini, ;Oo pensato [.! di restare, ma non credere che io a&&ia il potere di disporre dei &eni di Dione/ pertanto, spediamogli insieme uno scritto che gli esponga i termini del nostro patto, e che gli chieda se - daccordo. 'ualora non lo fosse, chiediamogli di farci sapere al pi+ presto quali sono le sue contropartite. 9el frattempo tu lascia tutta la sua propriet cos0 com-;. Lastuzia di Dionigi #cco dunque il contenuto del nostro discorso, su cui, pi+ o meno, raggiungemmo un accordo. questo punto le navi salparono, e io avevo perso la possi&ilit dellim&arco. @u allora che [D! a Dionigi venne in mente di informarmi che solo la met del patrimonio toccava a Dione e che laltra met toccava ala figlio. ggiunse poi che era sua inten"ione mettere in vendita tutto, dopo di che una met lavre&&e data a me perch6 la portassi a Dione, e laltra met lavre&&e riservata per suo figlio. 'uesta era, a suo giudi"io, la solu"ione pi+ giusta. 9aturalmente, fui molto contrariato da queste parole, ma capii su&ito che a tal punto era ridicolo contrastarlo ancora/ mi limitai ad aggiungere che &isognava aspettare la lettera di autori""a"ione di Dione e nel contempo spedirgliene una per ragguagliarlo su queste novit. Dionigi per$ non perse un momento, e con infantile precipita"ione [#! vendette tutto il patrimonio, dove, come e a chi volle. *n seguito, con me non torn$ pi+ sullargomento, e altrettanto feci io con lui. *n tale maniera, non dissi pi+ una parola della faccenda di Dione, tanto, ne ero certo, non avrei potuto far nulla di pi+. #cco, dunque, fino a qual punto mi sono spinto nella difesa della filosofia e degli amici. Dopo di ci$, la mia vita [34< ! e quella di Dionigi si svolgevano pi+ o meno cos0, io l0 a guardar fuori, come un uccello che aspetta solo di spiccare il volo, lui l0 a tentarle tutte per tenermi tranquillo, sen"a per$ nulla voler restituire delle cose di Dione. gli occhi di tutta la (icilia, per$, ci professavamo amici. La sommossa dei veterani Da situa"ione era in questi termini quando Dionigi manifest$ linten"ione di diminuire la paga ai mercenari con maggiore an"ianit, contrariamente a quelle che erano state le a&itudini di suo padre/ i soldati, furiosi, si riunirono in assem&lea e dichiararono il loro disaccordo. [4! Dionigi tent$ la solu"ione di for"a, facendo chiudere le porte dellacropoli, ma quelli si fecero su&ito sotto le mura, intonando a gran voce il loro &ar&aro canto di guerra, al che Dionigi, terrori""ato, si affrett$ a concedere ai peltasti riuniti tutto quel che chiedevano, e anche qualcosa in pi+. Il tranello teso da Dionigi a Eraclida *mmediatamente si sparse la voce che causa di tutto questo era stato #raclida il quale, venutone a conoscen"a, si tolse su&ito dalla circola"ione, dal momento

che Dionigi lo voleva arrestare/ [.! non riuscendovi, convoc$ 3eodota nel giardino, in un momento in cui anchio mi ci trovavo per una passeggiata. 9on so quel che si dissero, non li potevo udire mentre parlavano. Gicordo &ene per$, quel che 3eodota disse a Dionigi in mia presen"a, ;% Platone 1 gli disse 1 sto cercando di persuadere Dionigi a permettere a #raclida Mse mi riuscir di portarlo qui per rispondere alle accuse che gli sono state rivolte, e se Dionigi decider che non gli sia consentito di continuare a dimorare in (iciliaN di andarsene nel [D! Peloponneso insieme al figlio e alla moglie, e di poter vivere l, godendo delle sue rendite purch6 cessi dalle ostilit contro di lui. Hi una prima volta ho cercato di farlo venire qui, e voglio provarci di nuovo/ ora forse lui vorr accogliere luno o laltro dei due inviti. (upplico per$ con insisten"a Dionigi che #raclida non de&&a su&ire niente di male, [#! se venga sorpreso in citt o nei dintorni, ma ci si limiti ad infliggergli la pena dellesilio, finch6 a Dionigi non piaccia decidere diversamente. (ei daccordo 1 disse 1 su ci$8;, rivolgendosi a questo punto a Dionigi. ;(ono daccordo 1 rispose questi 1 e non a&&ia a su&ire, n6 pure se venga sorpreso nei dintorni di casa tua, nulla di pi+ di quello che si - convenuto or ora;. *l giorno appresso, a sera, vennero da me #uri&io e 3eodota, tutti trafelati e sconvolti, e 3eodota mi fa, ;Platone, tu eri presente, ieri, quando Dionigi prese, a proposito di #raclida, certi accordi con me e con te8;. ;# come no8; risposi. ;#&&ene 1 continu$ lui 1 i peltasti si aggirano qui intorno alla ricerca di #raclida, per catturarlo, e pu$ darsi che egli si trovi qui nelle vicinan"e. 4isogna [34= ! che tu venga su&ito, assieme a noi, da Dionigi;. La rottura definitiva fra Platone e Dionigi .os0 facemmo, fummo introdotti, fummo introdotti alla sua presen"a, e mentre loro se ne stavano in silen"io e piangenti, cos0 presi la parola, ;'uesti due hanno paura che tu a&&ia inten"ione di fare nei confronti di #raclida qualcosa di nuovo e diverso da quello che a&&iamo concordato ieri. #, in effetti, pare che sia stato visto qui nei dintorni;. 9elludir ci$, Dionigi fu preso da sdegno vivissimo, e divenne di tutti i colori, come capita a chi si infuria. 3eodota si &utt$ ai suoi piedi [4! e prendendogli la mano continuava a piangere, chiedendogli di non fare nulla del genere/ per sostenerlo, intervenni ancora io, dicendo, ;(ta su, 3eodota/ Dionigi non ardir fare nulla in viola"ione degli accordi di ieri;, ed egli, allora, guardandomi davvero da tiranno, ri&att6, ; te non ho fatto promesse, n6 piccole, n6 grandi;/ ed io, ;Per gli d-i, &ada che tu hai promesso anche a me di non fare ci$ di cui anche lui ti prega;. Detto ci$, mi volsi indietro e uscii. Dionigi [.! continu$ a dar la caccia ad #raclida, ma 3eodota riusc0 a fargli arrivare dei messaggi, per avvertirlo di fuggire. Dionigi ordin$ allora a 3isia di inseguirlo con un drappello di peltasti, ed #raclida, almeno a quanto si seppe dopo, riusc0 solo per una questione di poche ore a riparare in territorio cartaginese. Dopo questi fatti, lantico progetto di Dionigi di non restituire a Dione le sue ricche""e sem&r$ trovare una logica giustifica"ione nellinimici"ia nata nei miei confronti/ prima di tutto mi mand$ via dallacropoli, con il pretesto che delle donne dovevano cele&rare un sacrificio rituale di dieci giorni nel giardino in cui dimoravo. Per questo periodo, secondo i suoi ordini, dovevo allontanarmi e ritirarmi nella

casa di rchedemo. Mentre l stavo, 3eododa mi mand$ a chiamare, per significarmi la sua indigna"ione a proposito di quanto era stato fatto, e &iasimarne Dionigi. 'uestultimo, saputo della mia visita, seppe coglierla su&ito come un eccellente pretesto di disaccordo con me, gemello del precedente, e mand$ una persona a chiedermi se era vero che, su suo invito mi ero recato da 3eodota. ;.ertamente; risposi/ ed egli,;*n tal caso, Dionigi mincarica di dirti che molto male hai fatto a continuare ad appre""are Dione e gli amici di Dione pi+ di lui stesso;. 'uesto - il tenore dellannuncio che mi venne fatto, e non pi+, da allora, egli mi ricevette a pala""o, come se fosse ormai appurato che, dal momento che ero amico di 3eodota ed #raclida, ero ormai diventato suo nemico. Mi riteneva ostile nei suoi confronti, a motivo del fatto che i &eni di Dione erano ormai totalmente dispersi. Dopodich6, io vivevo ormai fuori dellacropoli, fra i mercenari/ vennero in molti da me, fra cui alcuni servi di origine ateniese, e quindi miei concittadini, i quali mi informarono che presso i peltasti mi si calunniava, e alcuni di loro addirittura mi avevano minacciato di morte, se mi avessero preso. Giuscii ad escogitare questa via di salve""a/ inviai ad rchita e ad altri amici di 3aranto noti"ia della situa"ione in cui mi trovavo, e quelli, col pretesto di organi""are nam&asceria per conto della loro citt, mandarono una nave a trenta remi con Damisco, uno dei loro, che appena arrivato si rec$ da Dionigi per intercedere in mio favore, dicendo che era mio desiderio andarmene, e pregandolo che non si opponesse. Dionigi dette il suo consenso, e mi mise a disposi"ione loccorrente per il viaggio/ ma le ricche""e di Dione mai le chiesi indietro, n6 mai furono restituite. Hiunto nel Peloponneso, incontri Dione, che assisteva ai giuochi di %limpia, e gli feci il resoconto di quel che era successo. #gli, invocando a testimone ?eus, si dette su&ito ad esortare me ed i miei famigliari ed amici ad incominciare a preparare la vendetta nei confronti di Dionigi/ noi per vendicarci di quel che secondo lui doveva essere definito un tradimento dellospitalit, lui per lingiusta cacciata in esilio. 9el sentirlo dir ci$, gli o&iettai che poteva sen"altro farsi aiutare dai miei amici, se questi erano disposti. ;Ma 1 continuai 1 per quanto riguarda me, tu insiemi ad altri si pu$ dire che in un certo modo mi avete for"ato ad essere commensale, ospite, e partecipe ai riti di Dionigi, il quale a sua volta 1 forse per certe diffuse calunnie 1 era giunto alla conclusione che io cospirassi insieme con te contro la sua tirannide/ pure non mi ha mai messo a morte, ma an"i mi ha in certo modo rispettato. *o, del resto, non ho pi+ let per com&attere al fianco si pu$ dire di nessuno/ sar$ di certo con voi se, provando &isogno di reciproca amici"ia, cercherete di fare qualcosa di &uono/ ma finch6 siete a desiderare il male, chiamate in aiuto qualcun altro;. 'uesto dissi perch6 ormai ero aduggiato dei miei viaggi in (icilia, vani e sfortunati/ essi per$ diso&&edirono e non vollero darmi retta nei miei sfor"i di pacifica"ione, e in questo modo si sono fatti causa di tutti quanti i mali che sono loro capitati, nessuno dei quali sare&&e successo Mper quanto nelle umane previsioniN se Dionigi avesse restituito a Dione le sue ricche""e o si fosse completamente riconciliato con lui, io, infatti, facilmente avrei voluto e potuto trattenere Dione. %ra, invece, scagliatisi gli uni contro gli altri, non hanno fatto altro che provocare disastri ovunque. Pure, Dione, aveva quella stessa inten"ione che, lo ammetto, dovrei avere io come chiunque sia dotato di senso della misura/ egli non voleva altro per quanto riguarda il suo potere, i

suoi amici, la sua citt, che ottenere il massimo Mdi potere e di onoreN, facendo i &enefici pi+ grandi. 'uesto per$ non si pu$ verificare, se uno arricchisce s6 stesso, i suoi amici e la propria citt, cospirando e congiurando, ciodimostrandosi meschino e incapace di dominarsi, e vilmente schiavo dei piaceri/ n6 si pu$ verificare se mette a morte i possessori di &eni, dichiarandoli suoi nemici, per dilapidarne le ricche""e e invitare i suoi amici e conniventi a fare altrettanto, perch6 nessuno possa rinfacciargli di essere rimasto povero. Do stesso va detto di chi riceve onori dalla citt perch6 le dispensa &enefici in queste guise, distri&uendo per decreto le ricche""e dei pochi alla massa, o pure di chi - a capo di una grande e sovrana di molte altre citt minori, e distri&uisce alla propria le ricche""e di molte citt pi+ piccole, contro i criteri di giusti"ia. 96 Dione n6 qualcun altro mai si orienter, di sua volont, verso un potere eternamente dannoso per s6 e per la sua stirpe, ma piuttosto verso una costitu"ione e un apparato di istituti giuridici che siano i migliori e i pi+ giusti, e che si impongano al consenso sen"a una sola condanna a morte o allesilio/ cos0 faceva Dione, il quale preferiva su&ire uningiusti"ia che farla Manche se naturalmente cercava di fare il possi&ile per non doverla su&ireN. .adde per$ quando stava per avere la meglio su i suoi nemici, e la sua sorte non deve fare meraviglia. 7n uomo santo in me""o agli empi, un uomo saggio e dotato di ragione, non sar mai possi&ile ingannarlo del tutto sullanima di persone del genere, ma non ci si pu$ meravigliare se gli capita quel che capita anche ad un &uon pilota di nave, che non viene colto di sorpresa dallavvicinarsi della tempesta, ma non pu$ certo prevederne lintensit, e deve soccom&ere alla sua improvvisa violen"a. I allincirca la stessa ragione che Dione fall0/ sicuramente percepiva la mali"ia di quei che poi lo trassero in rovina, ma non poteva sapere quanto fossero profonde la loro malvagit e la loro stolte""a, dalle quali sconfitto egli cadde, e immenso dolore ne - sparso per la (icilia. 'uale sia il mio consiglio a proposito di ci$ che vi ho or ora narrato, lho gi detto e lo si tenga per detto, i motivi, che ho richiamato, del mio secondo viaggio in (icilia, mi sem&rava necessario enunciarli per lassurdit e la strane""a di quel che - accaduto. (e dunque quel che ho detto sem&rer ragionevole, e si vorr tenere valida la spiega"ione dei fatti da me fornita, mi parr misurato e sufficiente quel che ho appena finito di esporre.