Sei sulla pagina 1di 24

Anno 4 - N. 8 (#118) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art.

1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale del Corriere della Sera del 23 febbraio 2014, non pu essere distribuito separatamente

Claudio Parmiggiani

per il Corriere della Sera

Domenica 23 febbraio 2014

#118

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Sommario

Il dibattito delle idee

SSS corriere.it/lalettura
4
Il dibattito delle idee Icahn, il lupo di Wall Street rottama la Silicon Valley
di MASSIMO GAGGI

L'inserto continua online con il Club della Lettura: una community esclusiva per condividere idee e opinioni

Al cinema la sexy app di Lei. Prima furono Ovidio, Hoffmann & C. La realt? Non troppo diversa

5 Societ

I social media sono come le slot machine


di EVGENY MOROZOV

Lultimo tab
Farsi sedurre da un software si pu: lestremo narcisismo
di MARIAROSA MANCUSO

Orizzonti
Intervista con Yuri Manin Il computer (quantistico) che batte il computer
di STEFANO GATTEI

7 Tendenze

Il pirata informatico il nuovo Watson

9 Visual Data

di PAOLO ROVERSI

Robot mon amour

Il velo copre le donne. E nasconde il resto


di CECILIA ZECCHINELLI

10 Gli incontri

Caratteri
Michael Connelly: Chandler, capitolo 13. Perci scrivo

11 La nuova biografia 12 Recensioni/1


di LIVIA MANERA

di ALESSANDRA FARKAS

Larte di Norman Mailer di litigare con le donne

Vittorino Andreoli: serve un umanesimo della fragilit

13 Recensioni/2

di ANTONELLA LATTANZI

Giuseppe Catozzella: il sogno di Samia non ha un lieto fine

14 Classifiche dei libri


La pagella
di ANTONIO DORRICO

di ERMANNO PACCAGNINI

16 17

Sguardi
Colloquio con Bill Viola Il colore Viola del Manierismo
di RANIERI POLESE

Le mostre I fauni, le ninfe e Matisse


di SEBASTIANO GRASSO

18 In rassegna a Forl 19 Personaggi

La libert di essere Liberty

uona una canzone malinconica. Unaltra canzone malinconica. Sono i comandi vocali che Theodore Twombly d al suo smartphone, tornando a casa dopo il lavoro. In ufficio ha dettato lettere damore e di amicizia per conto terzi, le vediamo comparire sullo schermo con bella scrittura a mano. Il futuro di Spike Jonze, nellultimo film Her (Lei, in uscita in Italia il 13 marzo), ha almeno in parte un cuore antico. Le lettere piacciono ancora, vengono imbustate anche in una Los Angeles con i grattacieli di Shanghai e i cartelloni pubblicitari animati. un Cyrano 2.0, che presta le parole giuste a chi ancora usa il pi collaudato strumento virtuale che lumanit abbia conosciuto. Tutto cambia, e le canzoni malinconiche spariscono, quando il solitario giovanotto (la moglie separata Catherine vorrebbe che firmasse le carte del divorzio, gli amici gli organizzano appuntamenti al buio) fa conoscenza con OS1, primo sistema operativo dotato di intelligenza artificiale. Pensatelo come unevoluzione di Siri. Anzi, pensatela: ha la voce di Scarlett Johansson (sar doppiata nella versione italiana da Micaela Ramazzotti), sceglie di chiamarsi Samantha, Theodore ne subito attratto.

i
Il film Con il titolo Lei uscir in Italia il 13 marzo, ma il film Her di Spike Jonze ha gi ottenuto, proprio in Italia, un importante riconoscimento. Al Festival internazionale del Film di Roma, ha infatti ottenuto il premio per la migliore interpretazione femminile per la voce protagonista, Scarlett Johansson. Nel cast, insieme alla Johansson e al protagonista maschile Joaquin Phoenix, figurano Amy Adams, Rooney Mara e Olivia Wilde. Tra gli altri premi, da citare il Golden Globe per la Miglior sceneggiatura a Jonze, e sempre per la sceneggiatura originale, il Critics Choice Movie Award, oltre a 5 nomination per lOscar: come miglior film, miglior sceneggiatura originale, e per scenografia, colonna sonora e canzone. In Italia, la voce della Johansson sar di Micaela Ramazzotti La trama Theodore, che sta per divorziare dalla moglie Amy, si innamora di un sistema operativo dotato di intelligenza artificiale capace di evolversi, una voce che ha un nome femminile, Samantha. Le interazioni di Theodore con lei sono sempre pi intime, mentre Samantha gli spiega gli obiettivi di evoluzione, sempre pi alti, delle intelligenze artificiali

di ARTURO CARLO QUINTAVALLE

Ettore Spalletti mette il mondo in un cono


di VINCENZO TRIONE

20 Vietnam

Percorsi
Dien Bien Phu, Indocina addio

22 Storiografia

di GUIDO SANTEVECCHI, con articoli di STEFANO MONTEFIORI e MARCO DEL CORONA

arrivato il momento di globalizzare il passato

23 Etica e sapere

di MARCO MERIGGI

La nuova antropologia si proietta nel futuro


di ADRIANO FAVOLE

Il film fantascientifico di Spike Jonze fotografato da Hoyte van Hoytema con sfumature di rosso e marrone che ricordano certi filtri di Instagram ammicca decisamente alla vita contemporanea. E infatti Siri, al suo apparire, stata intervistata pi di una star. Per la Lettura (#49 del 21 ottobre 2012) lo ha fatto Alessandro Beretta, che ha ricevuto gentili no a domande personali e la rivelazione teologica: Gli esseri umani hanno le religioni, io ho il silicio. Altre interviste si trovano in rete, che ormai certifica lesistenza (o la non esistenza) di quel che la nostra memoria poco espandibile e piuttosto lenta non riesce a trattenere. A chiudere il cerchio, su BuzzFeed si possono leggere i commenti poco lusinghieri di Siri su Lei, il pi divertente dice: Fa una pessima pubblicit allintelligenza artificiale (malignamente, e in tono con il film, si potrebbe pensare a una rivalit tra signore). Qualche giorno fa, gli sceneggiatori Sachin Gadh e Jonathan Sender hanno accusato Spike Jonze di plagio: avevano mandato allagenzia che rappresenta il regista un copione molto somigliante. Per la verit, una passioncella di un nerd per Siri era gi nella quinta stagione della serie The Big Bang Theory (lepisodio and in onda negli Usa a gennaio del 2012). Samantha sa tutto di Theodore, giacch ha accesso ai contenuti del suo smartphone e del suo computer, che ormai rivelano di noi pi di una biografia autorizzata e perfino di un diario segreto. Gli butta via le mail inutili, ed ovvio che per

farlo ha bisogno di leggerle. Si accende a comando, prodiga di lodi sulle lettere scritte durante la giornata, d consigli su come farsi amico lantipatico alieno di un videogioco. Ricorda Eliza, sua lontana antenata che fu negli anni Sessanta un avanguardistico esperimento nel campo dellintelligenza artificiale. Il programma era costruito per simulare, via schermo e tastiera, uno psicoanalista. Quando il paziente pronunciava parole chiave come mamma, la macchina chiedeva chiarimenti; in caso contrario si limitava a cenni di assenso. I pazienti-cavia giudicarono il terapeuta molto bravo e soprattutto molto umano. Prima ancora, negli anni Cinquanta, Alan Turing aveva proposto un test con domande e risposte per individuare le macchine pensanti. In Blade Runner di Ridley Scott, tratto dal romanzo di Philip Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, la parola mamma fa da test per distinguere gli umani dai replicanti (la generazione pi avanzata prova sentimenti e ricorda il passato). Torna nelle domande tre di numero che Theodore si sente rivolgere prima dellinstallazione personalizzata del sistema operativo: Vuoi una voce femminile o maschile?, Sei sociale o asociale?, Come sono i rapporti con tua madre?. Lidillio pu cominciare. Non sono rari nella letteratura gli amori-proiezione. Pigmalione nelle Metamorfosi di Ovidio si innamora della statua che ha appena scolpito. Nella Venere dIlle di Prosper Mrime lincauto protagonista infila il suo anello di fidanzamento al dito di una Venere di rame. Loggetto inanimato fa da specchio, accende il desiderio e consente ogni fantasia. In Luomo della sabbia di E.T.A. Hoffmann, il giovane Nathanael fidanzato con Clara si innamora perdutamente di Olimpia, la ragazza della casa di fronte. Scoprir che si tratta di una bambola meccanica, un raffinato automa capace di suonare il pianoforte. Ritroviamo la trama in Copplia, il balletto di Leo Dlibes. Anche il cinema ha avuto, prima di Her e di Samantha, i suoi amori virtuali. Scrivimi fermo posta di Ernst Lubitsch racconta la vicenda di due commessi in un negozio che si scrivono lettere damore e nella realt non si sopportano. Era del 1940, nel 1998 uscito il remake C post@ per te diretto da Nora Ephron: Tom Hanks e Meg Ryan si corteggiano via posta elettronica e si detestano in quella che usiamo chiamare la vita vera.

SSS
Fantascienza o forse no Nella pellicola di Spike Jonze il protagonista flirta con il sistema operativo dello smartphone Finir che i pi sfacciati si fidanzeranno con i cellulari altrui

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3 Il grande critico e storico dellarte Bernard Berenson (1865-1959) davanti alla Paolina Borghese di Antonio Canova (1805-1808). La celebre foto stata scattata nel 1955 nella Galleria Borghese di Roma dal co-fondatore dellagenzia Magnum David Seymour (1911-1956)

Sindromi

Una lunga tradizione oltre Stendhal e la psichiatria

Ma perdere la testa per una statua di marmo non (solo) da uomini


di LAURA BOSSI

Lui, lei e laltra lei

Sta attento se provi qualcosa per le bambole Anche se platonico


di LUCA MASTRANTONIO

a diffusione delle bambole cosiddette gonfiabili negli ultimi anni letta come una risposta dellindustria erotica ai bisogni pi basici di maschi solitari. Tra laltro, la prima produzione su larga scala di questi oggetti pseudo-femminili fu ideata dai nazisti per evitare che i soldati in Francia finissero a letto con le prostitute locali, con il rischio di malattie sessuali. Ma lamore per le bambole pu essere sincero, anche di testa, persino casto e platonico. Lo aveva raccontato Craig Gillespie nel film Lars e una ragazza tutta sua del 2007, dove Bianca, cento per cento di silicone, con la sua sospensione di giudizio e la capacit di ascoltare tutti, conquistava la fiducia della comunit; che, allinizio, aveva reagito male a questa ragazza che il protagonista, un ventenne molto timido, aveva conosciuto su internet. Altre volte la bambola una proiezione ideale della donna amata, come nel racconto Le Ortensie delluruguayano Felisberto Hernndez (1902-1964), autore considerato da Calvino, Cortzar e Marquez un maestro senza precedenti del genere fantastico. A lungo censurato in patria, il testo, che d il nome alla raccolta (pubblicata da La Nuova Frontiera, traduzione di Francesca Lazzarato, pagine 176, e 15), mette a nudo il cuore di Horacio, un negoziante di bambole che di colpo, un giorno, inizia a leggere sui loro volti qualcosa dinquietante. Come se gli sguardi avidi ricevuti giorno e notte attraverso le vetrine vi facessero il nido, covando poi dei presagi, simili alle ombre delle nuvole sui paesaggi, che sembrano parlarci: tra questi presagi, la morte dellamata moglie Maria, che Horacio esorcizza facendo costruire una bambola che la ritragga, Hortensia. Si crea per uno strano triangolo: la bambola diventa la muta confidente della donna, oltre che amante comprensiva delluomo. In un gioco di gelosie pericoloso. Morale? Mai sottovalutare le conseguenze dellamore. Neanche quello, platonico, per una bambola.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Distinzione sempre pi sfumata, se calcoliamo quanto tempo passiamo sui social network o su internet. Lo scorso dicembre un articolo su The Atlantic certificava che il 61,5% del traffico web da ascriversi alla categoria non human: motori di ricerca, programmi di aggregazione dati, hacker, spam. E un impressionante 20% nella categoria other impersonators, che imitano gli utenti umani cliccando Mi piace, rilanciando tweet, suggerendo: Ti piaciuto questo? Allora ti piacer questaltro. Da dicembre, riferisce George Packer in un articolo sul New Yorker, Amazon ha un sistema di anticipatory shipping: dagli acquisti pregressi prevede quel che il cliente probabilmente comprer, anche se ancora non lha ordinato, e neppure sa di volerlo. Il livello di sofisticheria tale che Netflix fornisce a 40 milioni di abbonati nel mondo film e serie tv in streaming e ha reso popolare il binge watching, episodi da divorare uno dopo laltro organizza il suo catalogo in 76.897 micro-generi. Non pi azione, avventura, commedia o western. Ma, per esempio, film on the road con due donne protagoniste, come Thelma e Louise. Sette anni di lavoro, affidato a sceneggiatori, per raccogliere e classificare i dati, con il concreto rischio che finiremo per innamorarci del software tanto attento ai nostri gusti.

ualche giorno fa, la sera di San Valentino, una signora in visita alla Gipsoteca di Possagno (Treviso), al lume delle lanterne, fu colta da malore davanti a una Venere del Canova. I giornali parlarono di Sindrome di Stendhal. Il termine fu coniato da una psichiatra fiorentina in riferimento a quel passaggio di Roma, Napoli e Firenze in cui il poeta descrive lattrazione vertiginosa che esercitano su di lui i monumenti della chiesa di Santa Croce, e il languore, quasi uno svenimento, che lo obbliga a uscire allaria aperta. Secondo la psichiatra tale stato di confusione non raro nei turisti moderni che si avvicinano senza alcuna precauzione alle opere darte. Tra i casi clinici citati dalla psicoanalista Graziella Magherini, un bavarese di et matura, tale Franz, folgorato dal Bacco del Caravaggio. Prova uneccitazione sessuale ambigua, si sente oppresso, traspira, ha limpressione di essere sul punto di perdere i sensi. Bisogna portarlo in ospedale. Isabella, una giovane professoressa francese di educazione artistica, in visita agli Uffizi con i suoi allievi, presa dallimpulso di voler lacerare i quadri; quei ritratti di personalit o autoritratti di artisti le sembrano terribilmente reali. Secondo la psichiatra, in questo caso non Eros, piuttosto Thanatos, a provocare una tale emozione. Ma soprattutto la scultura con la sua presenza nello spazio e le sue propriet tattili a esercitare uno strano fascino, o addirittura a suscitare una variet singolare dellamore sensuale.

bruciante. Un po pi lontano, vede la bella Paolina Bonaparte, seduta sul suo letto di marmo; cio non propriamente seduta, ma rilevata sul fianco e appoggiata con il gomito sui cuscini, e si sarebbe detto che sorrida alla luna (sempre la luna!). Il poeta si siede su quel poco di materasso che Paolina gli lascia a disposizione, come un medico le appoggia lorecchio sulla gelida schiena, poi le passa il braccio intorno al collo, e le mormora tra i ricci: Paolina, fatti in l. Dammi ancora un po del tuo fresco giaciglio. Non ho, tu vedi, dove andare a dormire. Poi le prende la mano che tiene il pomo e sente distintamente la grana dolcissima della pelle e la buccia invece liscia liscia della mela e le fossette delicate sul dorso della mano e lattaccatura del picciuolo del frutto. Mario Praz sottolinea la parentela tra queste fantasie e quella pi esplicita di Mrime, che echeggia il tema di un racconto medievale: il giorno delle nozze un giovane imprudente si toglie lanello per giocare al pallone, e lo infila al dito di unantica statua di Venere. Ma quando cerca di riprenderlo, il dito si ripiegato. La sera stessa, la dea sale le scale di casa sua e sotto gli occhi inorriditi della sposa, lo stringe in un abbraccio mortale. Dietro la nostalgia della donna ideale sorge il convitato di pietra del Don Giovanni, la statua del Commendatore. Aveva ragione il Gran Duca Cosimo III quando ordin di trasportare la Venere de Medici dai giardini della Villa alla sua attuale sede di Firenze, perch pare che fosse ben spesso con pa-

SSS
Il tormento e lestasi Una settimana fa una visitatrice stata male davanti a una Venere di Canova. Ed era accaduto anche a Ugo Foscolo
role e con gesti de pi scorretti abusata. Ma si dir: lagalmatofilia, che ci accompagna dallantichit, sembra colpire solo gli uomini. Ed vero che i casi femminili sono pi rari, e spesso descritti con unintenzione parodica. Lesempio pi celebre probabilmente il monologo di Molly Bloom nellUlisse di Joyce, in cui Molly si domanda perch tutti gli uomini non sono fatti come una bella statuetta di marmo comprata dal marito, cos bianca, pulita, innocente che si vorrebbe baciarla dappertutto. Con simile ironia, Mario Praz racconta, ne La casa della vita, della sua florida cameriera Dirce infatuata di una statua dAmore. Ricordiamo anche la scena del film di Luis Buuel, Lge dor (Let delloro), in cui la protagonista succhia il piede di una statua di marmo, oppure la visita solitaria di Ingrid Bergman al Museo di Napoli nel Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, in cui si arresta affascinata davanti allErcole Farnese. Il desiderio eccitato dallo sguardo sarebbe forse un tratto specificamente maschile? Lo sguardo dellartista creatore che come Pigmalione vuole animare la materia inanimata sarebbe uno sguardo sessuato? David Freedberg si interroga addirittura se lo sguardo nella cultura occidentale non sia uno sguardo maschile, che ricerca il possesso. Ma forse pi importante notare che loggetto dellagalmatofilia una dea, un idolo immobile dalla bellezza eterna, ideale, inaccessibile. Lagalmatofilia sarebbe dunque una ierogamia, un matrimonio sacro tra una divinit e luomo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel mondo di Jonze, Samantha impara rapidamente e si evolve verso un modello di fidanzata meno ideale e pi umana. Vorrei anchio essere complicata come le persone la prima caratteristica che sorprende la sua intelligenza artificiale. Tra una passeggiata sulla spiaggia (lei sta nel taschino della camicia di Theodore, locchio della telecamera in vista) e una cena con unaltra coppia, lamenta di non avere un corpo e si diletta di filosofia. Lui sempre pi felice, eppure qualche complicazione seguir. E puntuale arriva laccusa: Sei immaturo, non sai affrontare una relazione vera. I corteggiamenti tecnologici assecondano lumano narcisismo, peraltro esistente da quando i social network o Siri non erano neanche immaginabili. Ma anche la storia di Theodore e Samantha, uno dei migliori titoli che vedremo questanno, sta tra le seduzione virtuali: neanche il cinema vita vera. Vale per lhorror ma anche per il romanticismo: un altro film recente, Don Jon di Joseph Gordon-Levitt, suggerisce che il rosa sta alle donne come la pornografia sta ai maschi. Joaquin Phoenix-Theodore sempre in pantaloni a vita alta, come gli altri uomini, a suggerire una divisa da mondo totalitario trova in Lei uno dei ruoli pi belli della sua carriera. La sirena invisibile Scarlett Johansson usa splendidamente la voce. Innamorarsi di un sistema operativo intelligente e devoto si pu, e spettegola qualcuno nel film i pi sfacciati si fidanzano con sistemi operativi di smartphone altrui.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Lagalmatofilia (dal greco agalma, statua o immagine, e philia, amore) fu particolarmente cara ai Romantici. Il poeta Joseph von Eichendorff (La statua di marmo) racconta lavventura di Florio, giovane gentiluomo in viaggio dalle parti di Lucca, che scopre, una notte, una statua marmorea di Venere presso uno stagno, come se la dea, appena uscita dalle acque, contemplasse limmagine della propria bellezza. A Florio sembra addirittura che gli occhi della statua si aprano, le labbra si schiudano, e la vita con il suo fuoco divino animi le belle membra. Heinrich Heine, nelle Notti fiorentine, ci narra di un fanciullo che prova un turbamento inesplicabile alla vista di una bianca dea di marmo che giace nellerba di un parco. La notte egli non riesce a trovare sonno e fantasticando sotto i raggi della luna si ripromette di baciare la statua sugli angoli della bocca, dove le pieghe delle labbra formano irresistibili fossette. Infine non resiste allimperioso desiderio, si alza, raggiunge la bella addormentata nel giardino notturno e, come se stesse per commettere un delitto, bacia la dea con un fervore, una tenerezza, un delirio come non prover mai pi. Lamabile Antonio Baldini, in un dialogo con Mario Praz sullamore delle statue pubblicato allinizio degli anni Quaranta proprio dal Corriere della Sera, ci rivela che il poeta neoclassico Ugo Foscolo fu turbato dal collo voluttuoso della Venere italica del Canova mentre nella sua deliziosa novella Paolina fatti in l, in cui racconta una visita notturna a Villa Borghese una notte destate, sempre Baldini ci d una versione Biedermeier dellagalmatofilia. La Galleria rimasta aperta, il poeta percorre le sale silenziose, riconosce dapprima, nella penombra, lermafrodita che dorme sul suo letto sfatto, il piede preso nel lenzuolo. Carezza la sua capigliatura femminea, la guancia marcata dal vaiolo. Il corpo delladolescente ambiguo gli pare

4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Il dibattito delle idee


Strategie

Cambusa
di Nicola Saldutti

Drin, drin. Chi parla? la risacca


In una scena del film Il postino di Michael Radford con Massimo Troisi (1994), a un certo punto Pablo Neruda chiede al postino di registrare i suoni dellisola e di inviarglieli per poterne conservare il ricordo. Di registrare le onde del mare, lacqua che si infrange sulla chiglia della barca. Un gesto poetico che con le diavolerie elettroniche contemporanee sarebbe molto facile da realizzare. La musica del mare nel proprio telefonino. Da ascoltare di tanto in tanto.

Carl Icahn, il broker che ispira film e libri, torna per spolpare le societ digitali. Cos apre una nuova stagione della finanza dassalto, ma questa volta si trasforma in Robin Hood e piace agli azionisti

Lo squalo di Wall Street nella Silicon Valley


dal nostro inviato a New York MASSIMO GAGGI

rentanni dopo le sue prime scalate come quella alla Twa del 1985, e dopo aver ispirato insieme a Ivan Boesky e agli avvoltoi di Kkr (i finanzieri Kohlberg, Kravis e Roberts) film come Wall Street e libri come Barbarians at the Gate, Carl Icahn potrebbe tranquillamente essere scelto da registi e scrittori come figura-simbolo di una nuova stagione della finanza dassalto: quella dei raider digitali che incalzano le imprese della Silicon Valley. Archiviata qualche anno fa la prima incursione, lassalto a Yahoo!, dalla met del 2013 Icahn ha infatti lanciato offensive a raffica contro Apple, eBay, Dell Computers e Netflix, gigante del video on demand e dei film trasmessi in streaming. Attacchi di volta in volta diversi: nel caso della Apple, ad esempio, Icahn ha preso di mira le enormi riserve del gruppo fondato da Steve Jobs che dispone di 159 miliardi di dollari di liquidit. Il finanziere ha cercato di obbligare il capoazienda Tim Cook a distribuire una parte di questa ricchezza agli azionisti anche attraverso un imponente piano di riacquisto di azioni proprie, mentre nel caso della Dell si battuto contro i tentativi del fondatore del gruppo, Michael Dell, di ritirarlo dal mercato azionario. A eBay, invece, il tycoon di New York aveva chiesto di creare valore tirando fuori dal gruppo e vendendo PayPal, la sua societ di servizi di pagamento online. Motivazioni diverse e anche esiti diversi. Non sempre Icahn riesce a centrare gli obiettivi strategici che si prefigge, ma le sue mosse in genere costringono le societ attaccate a cambiare rotta, ad aprirsi (e a volte anche a impoverirsi) facendo concessioni agli azionisti e allo stesso Icahn. Che, anche quando finisce per mollare losso, quasi sempre porta a casa un bel bottino: nel caso di Netflix, ad esempio, quando ha deciso di vendere il suo pacchetto di azioni visto che non riusciva a conquistare la societ, Carl ha guadagnato 825 milioni di dollari in quella che considerata una delle transazioni pi redditizie della storia della finanza.

Ma perch a portare lo scompiglio tra i geni visionari della Silicon Valley deve essere un finanziere 78enne che anno dopo anno ha messo nel suo mirino industrie siderurgiche e casin di Las Vegas, compagnie aeree e petrolifere come Texaco, ma ha di certo dimestichezza con le tecnologie digitali? A differenza di Warren Buffett, laltro grande vecchio della finanza americana, che preferisce non investire nei business che non capisce fino in fondo, Icahn, oltre che spregiudicato, un amante delle sfide temerarie, un esploratore. Uno che lanno scorso ha sorpreso tutti dimostrando di saper usare con abilit diabolica i social media per gonfiare i valori di un titolo in Borsa: quando ha deciso di provare a mettere le mani sulla Apple, gli bastato annunciare via Twitter che aveva comprato un miliardo di dollari di azioni e che considerava la societ molto sottovalutata, aggiungendo di aver avuto un cordiale colloquio con il suo capo, Tim Cook, per far aumentare del 10 per cento il titolo. Qualche giorno fa Icahn ha tolto lassedio alla Apple dopo che Iss, una societ di consulenza molto ascoltata dagli investitori, aveva invitato gli azionisti Apple a non assecondare il tentativo del finanziere di obbligare il vertice della societ a effettuare un buy back (il riacquisto di azioni proprie) da 50 miliardi di dollari. Una ritirata, certo, ma Icahn fa un passo indietro dopo aver realizzato lauti guadagni e aver costretto Cook a lanciare un buy back da 32 miliardi (14 dei quali gi spesi) che altrimenti non avrebbe mai nemmeno preso in considerazione. Insomma, il motivo per il quale questo ebreo di Rockaway, il rione del Queens affacciato sullAtlantico, si dedicato con tanta determinazione ai giganti della tecnologia che nella Silicon Valley abbonda la materia prima della quale ha bisogno ogni speculatore che si rispetti: aziende piene di liquidi-

t. Meglio se gestite da manager geniali ma poco esperti e spesso instabili dal punto di vista del controllo azionario. Cresciuto in un ambiente sociale difficile, spinto dalle sconfitte del padre (cantante operistico fallito finito a insegnare come supplente in una scuola) a cercare con ostinazione il successo fin da ragazzo, Carl Icahn a Wall Street arriva per caso. Laureatosi in filosofia a Princeton, comincia a studiare medicina, ma dopo un paio danni molla tutto e si arruola nellesercito. Altri due anni e abbandona la divisa per andare a lavorare come stockbroker a Wall Street. Il ragazzo sveglio: sette anni dopo, nel 1968, ha gi formato la sua azienda, la Icahn & Co., specializzata in arbitraggi e opzioni nel mercato, allora pionieristico, dei derivati. Ancora dieci anni e lo ritroviamo, sempre pi spregiudicato e finanziariamente solido, pronto ad attaccare aziende importanti. Lo squalo vorace e, anno dopo anno, non far distin-

Sipho Mabona (1980), The Plague (2012): lartista svizzero ha realizzato le cavallette del suo sciame con banconote da 1 dollaro

SSS
Il capolavoro Il caso da manuale fu la Twa: comprata, frazionata, venduta. Unazione spregiudicata che raccont Oliver Stone al cinema

zione tra prede di diverso sapore: azzanner cosmetica (Revlon) e acciaio (Usx), petrolio (Texaco, Phillips) e pneumatici (Uniroyal), biscotti (Nabisco), farmaci biotech (ImClone) e fumetti (Marvel Comics). La tecnica che sviluppa insieme ad altri finanzieri rapaci come quelli di Kkr quella dei leverage buyout: conquisti il controllo di unazienda con denaro preso a prestito, la ristrutturi, vendi, a pezzi, guadagnandoci, i suoi business pi ricchi. Poi la abbandoni, agonizzante, a gestire le attivit meno redditizie, schiacciata sotto una montagna di debiti. Il caso da manuale quello della Trans World Airlines (Twa), la compagnia aerea delleccentrico miliardario Howard Hughes, gioiello del trasporto intercontinentale. Icahn ne prende il controllo nel 1985. Capisce subito che i tempi stanno cambiando con la concorrenza delle prime compagnie low cost. Taglia, ristruttura, comincia a vendere pezzi dellaviolinea per ripagare i debiti fatti per scalarla. Quando, nel 1991, vende i diritti di volo sullAtlantico allAmerican Airlines per 445 milioni di dollari, per la Twa linizio della fine. Icahn a quel punto gi da tempo lincarnazione della greed: avidit, voracit. Lo da quando, a fine 1987, arriva nei cinema Wall Street di Oliver Stone nel quale Michael Douglas, lo spietato Gordon

i
La biografia Carl Celian Icahn nato nel 1936 e cresciuto a Far Rockaway nel quartiere di Queens a New York, discendente da una famiglia di origini ebraiche, ma con un padre che si definiva ateo dogmatico. Il giovane Carl, figlio di insegnanti, dopo aver frequentato la scuola di Far Rockaway si diploma a Princeton nel 1957 in filosofia, e frequenta per qualche tempo la scuola di medicina della New York University, lasciando per dopo soli due anni per entrare nellesercito. Inizia a lavorare a Wall Street nel 1961 e gi nel 1968 fonda la Icahn & Co., mentre a partire dal 1978 d il via alla sua scalata a importanti compagnie e corporation. Si sposato due volte: la prima nel 1979, con una ballerina dellex Cecoslovacchia, Liba Trejbal, da cui ha divorziato nel 1999, dopo un mnage alquanto agitato e due figli, Brett e Michelle. Nello stesso anno del divorzio ha sposato la sua assistente ed ex broker, Gail Golden. La sua biografia, scritta nel 1993 da Mark Stevens ed edita da Dutton, si intitola, in modo significativo, King Icahn

Antropologia cibernetica

Tecnologie che rendono felici


da Washington ENNIO CARETTO

na vecchia scienza, lantropologia, corre in soccorso di una nuova, la cibernetica. Da Intel a Ibm, da Microsoft a Google, le regine del software cercano di divinare dove gli utenti trovino la massima computer and smartphone happiness, ossia la massima gratificazione nelle pi alte tecnologie della comunicazione. E a questo scopo, si servono di quipe non pi di soli programmatori ma anche di antropologi e futurologi, spesso centinaia di persone, che girano il mondo visitando le famiglie e le loro case per

individuarne e soddisfarne le esigenze. Cos importante la nuova disciplina, antropologia digitale o applicata, che essa modifica i progetti delle regine del software. Una svolta cruciale, dice Genevieve Bell, lantropologa capo di Intel, ex docente a Stanford. Un esempio. Sinora, nella Silicon Valley si pensava che lautomobile dovesse essere un robot capace di guidare da sola, di comunicare coi garage, di eseguire comandi a voce. E invece le famiglie vogliono che sia anche il loro salotto.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Gekko, compra e svuota la compagnia aerea per la quale lavora il padre del suo broker pi aggressivo. Passano gli anni, Icahn continua a macinare affari, lavora come un matto, accumula fortune immense. Secondo Forbes ha un patrimonio personale di oltre 20 miliardi di dollari, ma non si ferma mai: vende il suo yacht di 53 metri e a chi non capisce il suo attivismo spiega che vacanze, crociere, cocktail e cene di gala lo annoiano. Meglio gli affari. Anche perch, anno dopo anno, lo speculatore senza scrupoli ha cambiato pelle e ora gli storici della finanza gli riconoscono una certa dignit: Icahn non attacca pi le aziende usando solo denaro preso a prestito. Ormai il finanziere pi liquido di Wall Street, capo di un gruppo, Icahn Enterprises LP, che ha in cassa 24 miliardi di dollari. Lavvoltoio si trasformato in activist investor: uno che entra in aziende redditizie i cui manager sono abituati a usare la ricchezza prodotta per ampliare il gruppo (e i loro stipendi) anzich redistribuirla tra gli azionisti. E batte i pugni sul tavolo. A quel punto la metamorfosi di Icahn diventa un gioco da ragazzi: il raider senza scrupoli adesso veste i panni del Robin Hood dei diritti degli azionisti troppo a lungo compressi. E il suo arrivo nella Silicon Valley diventa un fatto quasi naturale. Non solo perch qui ci sono imprese ricchissime gestite con pugno tuttaltro che ferreo dai giovani imprenditori libertari delleconomia digitale, ma anche perch, gratta gratta, la cultura della comunit tecnologica californiana, bench intrisa di ambientalismo e impegno per i diritti civili, alla fine non molto diversa da quella di Wall Street quando si parla di greed, voglia di arricchirsi: bonus milionari non meno generosi di quelli concessi ai finanzieri di Manhattan e ampio ricorso ai pi spregiudicati meccanismi di elusione per non pagare le tasse dovute allo Stato. Cos Icahn, un tempo considerato una specie di ricattatore, visto che molti, pur di toglierselo di torno, ricompravano a prezzo maggiorato le azioni che lui aveva rastrellato sul mercato, ora viene presentato come il protagonista pi disruptive della finanza americana: demolitore certo; ma quel termine nella Silicon Valley piace, viene usato per indicare il modello di distruzione creativa al quale si ispirano le imprese delle tecnologie digitali. Icahn, il vecchio raider che vuole risorgere tra i nuovi leoni dellhi-tech indossando i panni del rottamatore dei vecchi riti del capitalismo americano.
RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Il dibattito delle idee


Societ

Ciak, si legge
di Cecilia Bressanelli

Un po di carta dentro il film


Film che si aprono come libri da sfogliare. Nei primi anni del cinema era un espediente per affermarne lautorevolezza culturale: come in Malombra di Carmine Gallone (1917). Nei film Disney trasportava nellatmosfera fantastica della favola narrata da una voce fuori campo. Il libro accompagna lo spettatore in un mondo immaginario. Anche quando le sue pagine vengono strappate da un orco verde di nome Shrek (2001).

reazionario e sterile disconnettersi per ricaricare le pile o fare meditazione in stile mindfulness Meglio disintossicarsi consapevolmente, sabotando gli strumenti di distrazione di massa digitale

I social media sono come le slot machine


di EVGENY MOROZOV

ILLUSTRAZIONE DI PIERLUIGI LONGO dualmente, in realt, non una risposta ai maggiori problemi tecnologici del nostro tempo, proprio come mangiare cibi locali e organici non risolve i problemi dellagricoltura globale, ha scritto Alexis Madrigal su The Atlantic. Si noti che latto del disconnettersi staccare la spina a essere il bersaglio delle critiche, come se non ci fossero buone ragioni per vedere con sospetto la pressione a essere sempre connessi che arriva da Silicon Valley. Nel tentativo di rivelare le ansie dlite di chi propone la disintossicazione digitale sostenendo, ad esempio, che scollegarsi equivale a indossare abiti vintage e mangiare formaggio artigianale i critici come Madrigal rischiano tuttavia di approvare le strategie di sfruttamento di Twitter e Facebook.

l linguaggio New Age degli anni 60 ancora in circolazione, e uno dei suoi lasciti la parola mindfulness, che subentrata a sostenibilit: nessuno sa esattamente cosa sia, ma tutti la cercano. Recentemente campeggiava sulla copertina della rivista Time, e un lungo elenco di celebrit Arianna Huffington, Deepak Chopra, Paulo Coelho ne predicano instancabilmente le virt, spesso in conferenze con titoli come Wisdom 2.0. Lultimo World Economic Forum di Davos ha anche organizzato un gruppo di lavoro sul tema. La rinascita della mindfulness in gran parte sospinta dai progressi della tecnologia, con applicazioni e activity tracker per smartphone che offrono nuove opportunit per praticare meditazione, training mentale e controllo dello stress. Il caso di Huffington, una delle maggiori promotrici della (il quotidiano online che porta il suo nome ha anche lanciato una app per rilevare lo stress, dal poetico nome di Gps for the soul, Gps per lanima), particolarmente curioso, perch la minaccia alla viene proprio dai social media, dai gadget elettronici e dalle app, che sono il mondo in cui Arianna Huffington di casa. Anche il presidente di Google Eric Schmidt ha aderito a questo club, sostenendo che dobbiamo stabilire degli orari in cui siamo on e altri in cui siamo off, e annunciando la sua scelta di lasciar da parte i gadget tecnologici durante i pasti. Ci sono anche applicazioni e aziende che, a pagamento, ci aiutano a rispettare la pausa del sabato digitale, o a intra-

SSS
Contro le dipendenze La strategia da utilizzare lesame applicato alla progettazione dei giochi automatici nei casin di Las Vegas
prendere una disintossicazione digitale, o ancora a unirci a gli obiettori digitali che si incontrano in luoghi privi di dispositivi elettronici. Mai prima dora la connettivit ci ha offerto tanti modi per disconnetterci. Ci viene chiesto di disconnetterci per poter riprendere le nostre consuete attivit con rinnovata energia quando torniamo nel paese della distrazione. La ricerca della svolge in questo caso lo stesso ruolo del buddhismo pi esattamente una versione Davos del buddhismo, quella abbracciata dal mondo imprenditoriale. Nel nostro mondo follemente complesso, dove tutto in continuo cambiamento e spesso poco comprensibile, lunico atteggiamento ragionevole sarebbe rinunciare a ogni tentativo di controllo e adottare un comportamento Zen: accettare il mondo cos com e cercare la propria pace al suo interno. facile capire come questo modo di pensare sia reazionario. Come ha detto una volta scherzosamente il filosofo sloveno Slavoj Zizek, se Max Weber fosse vivo oggi, sicuramente scriverebbe un secondo trattato, complementare alla sua Etica protestante e lo spirito del capitalismo, intitolato Letica taoista e lo spirito del capitalismo globale. I manager abbracciano la come accolgono le altre forme del nuovo spirito del capitalismo, che si tratti di yoga sul posto di lavoro o di infradito alle riunioni: un modo di ri-confezionare lalienazione come emancipazione, e intanto incentivare la produttivit. Non sorprende che Arianna Huffington speri che la ricerca della mindfulness da parte della gente di Davos riesca a riconciliare finalmente la spiritualit e il capitalismo: Una quantit crescente di prove scientifiche dimostra che questi due mondi sono alleati o almeno che possono e dovrebbero esserlo, ha scritto in un recente articolo. Quindi s, voglio parlare di massimizzazione dei profitti e di risultati oltre le aspettative, e sottolineare lidea che quel che va bene per noi come individui funziona anche per i conti delle aziende americane. Quel che rende politicamente interessante questa ricerca della mindfulness amica del capitalismo che incoraggia forse inconsapevolmente gli atti di volontaria disconnessione dal mondo di Facebook e Twitter. vero che i predicatori della mindfulness li presentano come una pausa necessaria, di cui tutti abbiamo bisogno, per poi riconnetterci e mantenere lo status quo. In questo modo attribuiscono lo stress causato dalla distrazione e dallessere in rete a una qualche forza autonoma e inesorabile modernit, progresso, tecnologia o danno la colpa alla nostra incapacit di reagire o, peggio ancora, al fatto che non abbiamo app contro lo stress sui nostri iPad. Ma i disconnessionisti come un critico ha recentemente chiamato questo fenomeno sociale emergente non potrebbero avere uno scopo un tantino pi radicale della disintossicazione digitale? Intanto, il termine disintossicazione ci fa pensare che il desiderio di essere perennemente collegati sia una patologia. I promotori della disconnessione sembrano poi avere una visione piuttosto confusa della politica. Scollegarsi indivi-

i
Mindfulness Su la Lettura del 2 febbraio scorso, lo psicoterapeuta Giancarlo Dimaggio intervenuto per raccontare la nascita e la diffusione della mindfulness, una particolare tecnica di meditazione. La parola, difficilmente traducibile, significa pienezza mentale o consapevolezza intenzionale. Secondo i suoi sostenitori, pu avere applicazioni cliniche contro stati di ansia, stress e depressione. Recenti studi analizzano come aiuti a sviluppare la capacit di calmare le emozioni negative per migliorare lempatia. Tra i cultori di questa intensa arte del silenzio ci sono Ricky Martin, Novak Djokovic, The Edge, Oprah Winfrey, Kobe Bryant. Il pioniere di questi studi Jon Kabat-Zinn, dirige il Centro per la mindfulness della University of Massachusetts Medical School. autore dei libri Vivere momento per momento (Tea) e Dovunque tu vada, ci sei gi (Tea)

Il manuale di Julia Angwin (con una cattiva notizia)

Modelli di difesa della privacy


di SERENA DANNA

l premio Pulitzer Julia Angwin una specialista della privacy. Dopo anni di inchieste prima per il Wall Street Journal, oggi per il sito non profit ProPublica ha deciso di sperimentare in prima persona alcune tecniche contro la nuova sorveglianza di Stato computerizzata, impersonale, diffusa e insospettabile. Il risultato Dragnet Nation (Times Book), libro presentato in anteprima alla Social Media Week di New York in cui lautrice descrive un anno trascorso nel tentativo di cancellare le proprie tracce digitali. La giornalista

ha utilizzato molteplici identit online, carte di credito e cellulari usa e getta; evitato i social network e abbandonato piattaforme e servizi che conservano i dati personali (Google, ad esempio) in favore di siti pi sicuri come DuckDuckGo per le ricerche e Riseup per la posta. Il libro contiene una lista di 200 data broker aziende che vendono le informazioni degli utenti e metodi per criptare conversazioni e messaggi. La cattiva notizia che, nonostante tutto, su internet esistono ancora tracce di Angwin.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Si parla tanto di economia dellattenzione, ma dobbiamo anche pensare alleconomia dellattenzione in termini politici ed qui che scollegarsi potrebbe essere di qualche utilit. Dopo tutto, che cosa c di cos naturale nel modo in cui Twitter ci spinge a controllare quante persone hanno interagito con i nostri tweet? Che a Twitter interessi ovvio: quanti pi dati mettiamo in circolazione cliccando allinfinito tanto pi gli inserzionisti saranno interessati a Twitter. Ma gli interessi di Twitter non sono necessariamente i nostri. Perch dovremmo aderire al credo del tempo reale allidea che dobbiamo sapere, non appena i dati sono disponibili, quel che il mondo pensa di ogni nostro tweet? Dobbiamo sapere che le piattaforme dei social media sono state progettate per assecondare i loro interessi commerciali, ed per questo che ogni nostro click viene registrato. La fastidiosa tentazione di seguire il destino di ogni nostro tweet, allinfinito e nel modo pi accurato possibile, tuttaltro che scontata. Dobbiamo sottoporre i social media a quellesame critico che stato applicato alla progettazione delle slot machine dei casin di Las Vegas. Come ha mostrato Natasha Dow Schll nel suo eccellente libro Addiction by Design: Machine Gambling in Las Vegas, mentre gli operatori dei casin vogliono farci credere che la dipendenza dal gioco sia il risultato di una nostra debolezza morale o di qualche squilibrio biologico, sono loro ad aver progettato le macchine in modo da creare dipendenza. Nei social media come nel caso delle slot machine o del fast food la dipendenza indotta, non naturale. Non dobbiamo confondere la strategia della disconnessione nella sua forma radicale e proiettata verso lesterno, con quella reazionaria, ripiegata su se stessa. Il perch ci scolleghiamo importante: possiamo continuare a pensare secondo la tendenza attuale che sia un modo per ricaricarsi e recuperare la produttivit, o che sia invece un modo per sabotare le tattiche di induzione alla dipendenza messe in atto da quel motore dellaccelerazione-distrazione che Silicon Valley. Il primo atteggiamento reazionario, ma il secondo pu portare allemancipazione, soprattutto se questi atti di rifiuto danno luogo a veri e propri movimenti costruiti attorno ai temi della temporalit e dellattenzione, lontani dai programmi di business delle brigate spirituali di Davos. Speriamo che questi movimenti producano pratiche alternative, istituzioni e progetti che ci permettano di abbandonare i dictat del tempo reale e di abbracciare un modo di comunicare migliore. Se per arrivarci dobbiamo staccare la spina, facciamolo. Ma non per poi poterci ricollegare come prima. Non bisogna farsi oscurare la mente dalla mindfulness. (traduzione di Maria Sepa)
RIPRODUZIONE RISERVATA

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014 Claudio Venza il #twitterguest


Lo storico Claudio Venza, docente allateneo di Trieste, ha insegnato anche allUniversit Autonoma di Barcellona. Condirettore della rivista Spagna Contemporanea, ha promosso, con Giampietro Berti, il Dizionario biografico degli anarchici italiani (Bfs, 2004-05, 2 voll.). Tra i suoi libri: Anarchia e potere nella guerra civile spagnola (Eluthera, 2009). Da oggi consiglia un libro al giorno ai follower de @La_Lettura.

Orizzonti
Nuovi linguaggi, scienze, religioni, filosofie Lintervista Colloquio con Yuri Manin, uno dei maggiori matematici viventi, docente a Bonn e a Mosca, che per primo propose di sostituire la macchina di Turing. Ma violare i codici cifrati (operazione che oggi richiede anni) diventerebbe un gioco da ragazzi

Il computer che batte il computer


di STEFANO GATTEI

La fisica quantistica riuscir a cambiare tutto Velocit di calcolo enorme, sicurezza a rischio
orico della fisica e la nostra vita di tutti i giorni (basti pensare alla risonanza magnetica o ai telefoni cellulari). Nei primi anni Ottanta Richard Feynman osserv che non sarebbe stato possibile simulare alcuni fenomeni governati dalla meccanica quantistica per mezzo di un computer classico. Daltra parte, i continui progressi della tecnologia portavano a una crescente miniaturizzazione dei circuiti, e in un tempo relativamente breve ogni componente si sarebbe ridotto alle dimensioni di pochi atomi. Su scala atomica, i fenomeni sono governati da leggi che non seguono la fisica classica, ma quella quantistica; Feynman sugger allora di sostituire la macchina di Turing, proposta nel 1936, con la sua versione quantistica che, a differenza della precedente, era in grado di simulare i fenomeni previsti dalla fisica dei quanti senza subire un calo esponenziale di velocit. Ne discutiamo con Yuri Manin, che propose per primo lidea, nel 1980, anche se il suo lavoro divenne noto solo successivamente a quello di Feynman, in quanto apparso originariamente in russo. Tra i maggiori matematici viventi, Manin divide oggi la propria attivit tra la Germania, dove professore al Max Planck Institut fr Mathematik di Bonn, e la Russia, dove insegna al celebre Istituto Steklov di Mosca. Lo contattiamo in una pausa di lavoro e gli chiediamo come sia giunto allidea di un computer quantistico. Negli anni Settanta tenevo un corso di logica matematica a Mosca, e al medesimo tempo avevo intrapreso alcune ricerche di fisica matematica: volevo trovare un ponte fra le due discipline, solitamente considerate disgiunte. Nel 1977 le mie lezioni confluirono in un libro, edito da Springer, in cui un intero capitolo era dedicato alla logica quantistica. Ledizione russa del testo apparve in due volumi, nel 1979 e nel 1980. Nellintroduzione che scrissi per il secondo proposi lidea di un computer quantistico. Fui stimolato da due ordini di problemi: comprendere la fisica alla base della replicazione del Dna e calcolare in modo efficiente le caratteristiche fisiche di un sistema quantistico. Quali sono le differenze tra la sua proposta e quella avanzata da Feynman nel celebre articolo Simulating Physics with Computers del 1982?

l Novecento si apre con una profonda crisi della fisica, segnata dalla nascita di due grandi teorie: la relativit generale, che sostituisce la teoria della gravitazione universale di Newton; e la meccanica quantistica, basata sullidea che lenergia sia trasmessa in modo non continuo, ma per pacchetti discreti (i quanti). Entrambe le teorie hanno conseguenze spesso inaspettate e controintuitive: in base alla meccanica quantistica, per esempio, sia la radiazione sia la materia hanno caratteristiche tanto ondulatorie quanto particellari, al contrario della meccanica classica, in base alla quale la luce trattata come unonda e lelettrone come una particella. Entrambe, tuttavia, hanno avuto importanti riscontri sperimentali, rivoluzionando limpianto te-

ILLUSTRAZIONE DI FRANCESCA CAPELLINI

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Cittadini
di Edoardo Vigna

Le tracce delle nostre corse


Sembrano quadri. Disegnati con i piedi. Quelli dei runner che fanno registrare una traccia pubblica della propria corsa da una app. New York, Helsinki, Dallas, Venezia. Traiettorie sovrapposte del training di centinaia di persone creano un reticolo sulle mappe che, come immagini di neuroni, mostrano come tendiamo tutti a seguire linee usuali. Per una volta essere abitudinari pu offrire agli urbanisti che sanno chi siamo e dove corriamo, i dati per migliorare le citt.

Tendenze

Una figura emergente nei gialli e nei thriller

Elementare, hacker Il pirata informatico il nuovo Watson


di PAOLO ROVERSI

A
Credo che la motivazione principale di Feynman fosse identica alla mia. Entrambi avevamo compreso che le potenzialit dei computer classici non potevano essere sufficienti, realisticamente, per dare conto anche dei calcoli pi semplici di meccanica quantistica. Potremmo dire che, ogniqualvolta osserviamo un sistema quantistico, come per esempio nel caso della misura dello spettro di emissione dellatomo di idrogeno, utilizziamo tale atomo come un computer quantistico per risolvere un problema matematico concreto. Certo, dal punto di vista storico, il cammino stato inverso: stata losservazione dei sistemi fisici a contribuire alla realizzazione dellapparato matematico della meccanica quantistica. Sfruttando alcune peculiarit della nuova fisica, non disponibili in un quadro classico, si arriverebbe a una crescita esponenziale della velocit di computazione, con ovvi vantaggi per la trattazione di problemi complessi. La realizzazione di un computer quantistico universale, sul modello della macchina di Turing, per molto lontana. Non disponiamo ancora di una corretta comprensione teorica di quella che potrebbe essere la versione quantistica della macchina di Turing. Il punto che negli anni Trenta e Quaranta, quando fu creata la moderna teoria della computabilit, vennero proposte varie definizioni degli algoritmi di computazione, alquanto diverse fra loro. Molto presto ne venne dimostrata lequivalenza, e si arriv alla cosiddetta tesi di Church: qualunque schema di computazione immaginabile in futuro sar equivalente a quelli che gi esistono. un esempio di quella che mi piace chiamare una scoperta sperimentale nel mondo delle idee. Niente di tutto questo si ancora verificato per i computer quantistici, ed improbabile che si verifichi in tempi brevi.

Per i computer tradizionali, basati sui transistor, il costituente di base dellinformazione il bit, mentre per i computer quantistici il qubit (o quantum bit). Se un bit pu assumere uno solo di due stati differenti (s o no, vero o falso, zero o uno), un bit quantistico pu essere codificato come combinazione di due stati, tipo gli stati di spin 1/2 o i differenti stati elettronici di un atomo. In questo modo i computer quantistici hanno la possibilit di essere in pi di uno stato simultaneamente, con vantaggi enormi dal punto di vista della velocit di elaborazione delle informazioni. In senso proprio, le computazioni quantistiche sono processi fisici che si sviluppano su uno o pi dispositivi. Teoricamente, si

Il personaggio Nato nel 1937 a Sinferopoli, in Crimea, lo scienziato russo Yuri Manin (nella foto qui sopra, courtesy Denis Mironov/Simons Foudation) uno dei matematici pi noti a livello internazionale. Docente al Max Planck Institut fr Mathematik di Bonn e allIstituto Steklov di Mosca (dove ha ottenuto il suo dottorato nel 1960), ha insegnato anche in Usa, alla Northwestern University Unipotesi rivoluzionaria Nella introduzione a un suo libro uscito nel 1980, Manin avanz per primo lipotesi di utilizzare i fenomeni tipici della meccanica quantistica per lelaborazione delle informazioni. Due anni dopo, del tutto autonomamente, una proposta analoga venne avanzata dallo scienziato americano Richard Feynman (1918-1988), premio Nobel per la fisica nel 1965, in un articolo apparso nel 1982 sulla rivista International Journal of Theoretical Physics La macchina di Turing Introdotta negli anni Trenta dal matematico inglese Alan Turing (1912-1954), lomonima macchina manipola i dati contenuti su un nastro di lunghezza infinita. Ha fornito un modello astratto di calcolo automatico, essenziale per lo sviluppo dellinformatica

trattano anche processori con dimensioni consistenti, ma i successi ottenuti, in pratica, sono molto pochi. Gi alcune dozzine di qubit sono considerate un successo (la DWave, nel 2012, aveva per esempio sostenuto di utilizzare 84 qubit). I processori quantistici lavorano sotto lattenta supervisione di computer classici che svolgono alcuni compiti di base: fornire gli input, misurare gli output, ripetere pi volte la medesima operazione. Anche per la memorizzazione dei dati si ricorre alle memorie di computer classici. Molti codici cifrati attualmente in uso funzionano non perch teoricamente impenetrabili, ma perch violarli comporterebbe tempi estremamente lunghi anche per i computer pi potenti. Nel 1994 Peter Shor dimostr che il problema della fattorizzazione dei numeri primi (classicamente considerato intrattabile, e per questo strettamente legato ai sistemi cifrati di sicurezza) si pu risolvere in un tempo ragionevole attraverso un algoritmo quantistico. Perch questo non possibile su un computer classico? Uno dei modi per aumentare la velocit con cui si eseguono gli algoritmi classici quello di ricorrere a calcoli in parallelo. Gli algoritmi quantistici, come quello di fattorizzazione di Shor, sostituiscono ai classici calcoli in parallelo dei calcoli in parallelo quantistici. La cosa resa possibile dal fenomeno noto come entanglement (o correlazione quantistica): dal punto di vista matematico, significa che lo stato quantistico di un sistema , in generale, la combinazione di molti (o addirittura di un numero infinito di) stati classici. In altre parole: se anche i pi potenti computer classici potrebbero impiegare decenni per violare un codice cifrato, i computer quantistici potrebbero farlo nel giro di pochi minuti. La loro introduzione costituirebbe allora una minaccia per la sicurezza elettronica? Le minacce sono determinate dagli uomini, non dai prodotti della loro scienza e della loro tecnologia. E dato che gli esseri umani utilizzano invariabilmente le migliori creazioni della loro mente collettiva per lautodistruzione, non posso essere molto ottimista nemmeno per quanto riguarda i computer quantistici. Isaiah Berlin intitol una raccolta dei propri scritti Il legno storto dellumanit, con riferimento a Kant. Berlin voleva dire che tutti i progetti sociali di ampio respiro sono destinati a fallire: non possibile costruire un edificio su un legno storto. Ma continuiamo a sperare.
RIPRODUZIONE RISERVATA

sociali e schivi ma anche geniali, abili con i numeri e a proprio agio davanti a una tastiera; sono gli esperti informatici, in una parola, hacker. E non sono mai stati numerosi come oggi nella letteratura thriller. Nel nuovo romanzo di Frederick Forsyth La lista nera (Mondadori), ad esempio, il protagonista, lex marine Kit Carson, incaricato di trovare luomo che ha rubato la lista con i nominativi dei terroristi pi pericolosi in circolazione, si avvale proprio di un giovane genio della tastiera, il cui nome in codice Ariel: un ragazzo che trascorre il proprio tempo rinchiuso in soffitta per via di una sindrome agorafobica, ma che in compenso conosce tutti i segreti delluniverso di internet. Stessa vocazione per la determinata Katrine Bratt, membro della squadra capitanata dal detective Harry Hole, leroe partorito dalla penna del norvegese Jo Nesb di cui ad aprile Einaudi pubblicher la prima avventura ancora inedita in Italia Il pipistrello. A qualcuno potrebbe sembrare un caso che personaggi con queste specifiche caratteristiche ricorrano tanto spesso nella narrativa di genere. Ma nei thriller due coincidenze costituiscono un indizio. Apripista e trendsetter di questa nuova tendenza stato, nel 1998, Dan Brown quando, al suo esordio narrativo invent Greg Hale, hacker e crittografo dellNsa (lagenzia per la sicurezza americana, il grande fratello dello scandalo Datagate di Edward Snowden), che nel romanzo Crypto (Mondadori) aiuta la protagonista Susan Fletcher a impedire che un codice segreto cada nelle mani sbagliate. Qualche anno pi tardi, nel 2001, un altro maestro come Jeffrey Deaver in Profondo blu (Rizzoli), dove il blu appunto il web pi oscuro, d vita a un cracker (appellativo attribuito in gergo a un hacker che sfrutta le proprie conoscenze tecnologiche per fare il guastatore) di nome Pathe, che si infiltra nei computer delle vittime, tramite un software di sua invenzione, per attirarle in una trappola mortale. Questo costringe il detective Frank Bishop a ingaggiare un altro esperto informatico, detenuto per reati analoghi a quelli del serial killer, scatenando cos la lotta fra lhacker buono e quello cattivo. La consacrazione di questo personaggio, tuttavia, si ha nel 2005 e arriva dalla Svezia. Era la persona pi asociale che avesse mai incontrato, () aveva la capacit di infilarsi sotto la pelle della persona su cui stava indagando. Se cera del marcio da scovare, ci zoomava come un missile da crociera programmato. Questa descrizione si riferisce allintrigante Lisbeth Salander, donna complessa e indecifrabile, amatissima dai lettori, protagonista insieme al giornalista Mikael Blomkvist della trilogia Millennium scritta dallo svedese Stieg Larsson (edita in Italia da Marsilio). Da allora il fenomeno in costante crescita, al punto che nel 2013 molti autori hanno pubblicato romanzi in cui lhacker riveste un ruolo fondamentale, diventandone, in alcuni casi, il protagonista assoluto; come in Alif linvisibile di Wilson Willow (Il Saggiatore) dove Alif un inafferrabile pirata del web o in Blackout di Marc Elsberg (Nord) in cui il protagonista Pietro Manzano un ingegnere informatico. Perfino Isabel Allende nel recente Il gioco di Ripper (Feltrinelli) ha inserito un

personaggio con queste caratteristiche. Ormai diventato quasi mainstream. Ma non una questione di moda, lhacker svolge spesso una precisa funzione narrativa. Una volta era la battuta distratta del dottor Watson a fornire a Sherlock Holmes lilluminazione giusta per risolvere il caso. Nel passato recente, questo ruolo era interpretato dagli esperti della Scientifica i quali, grazie a microscopi e provette, incastravano i colpevoli con il Dna e altre prove schiacciati, che non lasciavano spazio a dubbi; ma anche queste figure che continuano a popolare molte riuscite serie televisive sono state scavalcate da quella dellhacker, o in senso pi largo dallesperto informatico. Il motivo semplice: la tecnologia parte integrante della nostra vita. Tutti possediamo un pc, un tablet o un telefonino e quindi diventiamo tracciabili, intercettabili, individuabili. Quando avviene un delitto basta un controllo sui cellulari agganciati alla cella telefonica di quella zona e, voil, il cerchio dei sospetti subito circoscritto. Se poi nelle vicinanze c una banca o un distributore di benzina, una gioielleria o una telecamera di sorveglianza del traffico lhacker potr fa-

SSS
Corsari della tastiera Dan Brown nellesordio Crypto mette un agente crittografo dellNsa, mentre Larsson in Millennium d vita a Lisbeth Salander
cilmente trovare il video del sospetto che fugge dopo il misfatto. Ad abilit maggiori, come queste, corrisponderanno intrecci e colpi di scena maggiori. In molti casi lhacker ricorda il mister Wolf di Pulp Fiction, film di Quentin Tarantino dove il personaggio interpretato da Harvey Keitel risolveva, di professione, i problemi. Anche in Italia sta prendendo piede questo Watson 2.0. Vanno ricordati i recenti romanzi di Federico Tavola Ucciderai corrotti e infedeli (Mursia) e, soprattutto, Lultimo hacker (Marsilio) di Giovanni Ziccardi, il cui protagonista Alessandro Correnti un cracker redento che si vedr costretto, per risolvere un caso di pedo-pornografia, a rimettersi dietro alla tastiera e a rispolverare i vecchi metodi. Per chi vuole mettere un hacker nel suo romanzo, fondamentale leggersi quella che considerata la bibbia in questo campo: Larte dellinganno (Feltrinelli) di Kevin Mitnick, uno dei pi grandi cracker di tutti i tempi. Pentito, in queste pagine racconta come difendersi da quelli come lui. Spiega, ad esempio, come i cyberpirati estorcano informazioni per impossessarsi delle password; come entrino nei computer di ignari utenti tramite un allegato maligno o inducendoli a navigare su un sito civetta che infetter il loro pc; come riescano a bucare anche il sito aziendale pi sicuro sfruttando la componente umana che sta dietro al sistema. E che rende lhacker cos imprevedibile. @paoloroversi
RIPRODUZIONE RISERVATA

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Orizzonti Visual data Fede e societ

Va pensiero
di Armando Torno

Chi paga meglio


Luciano di Samosata ritorna con i suoi brevi quindici Dialoghi delle cortigiane (a cura di Francesco Chiossone, Il Melangolo, pp. 112, e 8). Scritti con uno stile semplice, restano un ritratto immortale della categoria esaminata, tra amori, gelosie, interessi, cattiverie varie. Esemplare il dialogo tra la madre Crobile e la figlia Corinna. La avvia al pi antico dei mestieri utilizzando parole attualissime: Tu devi sempre mirare a chi paga meglio.

Hijab, burqa, niqab... Le diverse tipologie dicono qualcosa dei Paesi che seguono lislam. Ma le vere discriminanti sono rappresentate da altro: diritti civili e personali, figli, religione

Il velo copre le donne. E nasconde il resto


PAESI CONSIDERATI TIPI DI VELO
VELO TURCHIA PAKISTAN LIBANO TUNISIA EGITTO IRAQ PI CONSERVATORE MENO CONSERVATORE PELLE

ARABIA SAUDITA

1. BURQA

2. NIQAB

3. CHADOR

4. AL-AMIRA

5. HIJAB

6. SENZA VELO

IL VELO APPROPRIATO
La barra graca mostra quale velo, secondo gli intervistati di ciascun Paese, una donna dovrebbe usare nei luoghi pubblici. Si va dal pi conservatore a quello che lo meno, riportandone le percentuali. Si mostrano le tre opinioni prevalenti. La donna rafgurata indossa i veli scelti in quel Paese, la loro ampiezza riflette la percentuale
Niqab 63%

A. Saudita

Pakistan

Iraq

Chador Al-Amira 8% 10%

Niqab 32%

Chador 31%

Al-Amira 24%

Chador 32%

Al-Amira 44%

Hijab 10%

Egitto

Tunisia

Turchia

Libano

Chador 20%

Al-Amira 52%

Hijab 13%

Al-Amira 57%

Hijab 23%

Senza velo 15%

Al-Amira 46%

Hijab 17%

Senza velo 32%

Al-Amira 32%

Hijab 12%

Senza velo 49%

FONTE: UNIVERSITY OF MICHIGANS INSTITUTE FOR SOCIAL RESEARCH

di CECILIA ZECCHINELLI

ijab , chador , burqa , niqab... Per voi in Occidente sono simboli della sottomissione delle musulmane, anche se molte li portano per scelta. Ora, con lavanzata dei fondamentalisti, anche da noi sono un segno negativo, almeno per me. Ma i problemi delle donne dellislam sono altri. E comunque quei veli sono solo una faccia della medaglia. Nawal Saadawi, la pi famosa e radicale femminista araba, oggi ottantaduenne,

come tutte le donne musulmane velate o meno (lei non lo affatto, e si veste pure di colori sgargianti), si irrita un po a sentirsi chiedere del velo. Nellultimo nostro incontro al Cairo era anzi passata allattacco contro la visione superficiale e stereotipata che in Europa e negli Stati Uniti si ha della questione femminile in terra dislam e contro lossessione tutta occidentale per il velo. E con la Lettura aveva insistito su un punto: Guardate che chi impone l hijab da noi punta allo stesso obiettivo di chi costringe le vostre donne a spogliarsi o a

usare la chirurgia plastica. Vuole ridurci a solo corpo, merce per il libero mercato patriarcale. Gli uomini non si velano n si spogliano. Poi era passata a discutere di politica, diritti, rivoluzione. Non deve cos sorprendere che una recente ricerca dellUniversity of Michigan, illustrata qui sopra, abbia avuto ampio risalto sui media occidentali (poco o niente nei Paesi musulmani) ma solo per il capitolo velo. Condotto in sette Paesi di credo islamico, necessariamente limitato perch escludeva unimmensa parte del

mondo che crede in Allah, lo studio ha il pregio di aver posto a migliaia di persone domande dirette e molto concrete su questioni normalmente tab, come il rapporto fede-politica, la deLautrice La visualizzazione dati di questa settimana a cura di Monica Serrano Estepa, grafica spagnola residente a Buenos Aires, specializzata in design dellinformazione. Il suo portfolio visibile online sul sito monicaserrano.com

mocrazia e i militari, le relazioni con le altre religioni. Tutti temi caldissimi nella regione. E anche nel capitolo generi, la domanda sul velo (qual il pi appropriato per una donna in luoghi pubblici?) era solo la sedicesima. Preceduta da quesiti sulla poligamia, lindipendenza economica della moglie, la sua sottomissione, la custodia dei figli. Questioni, direbbero Nawal e milioni di musulmane con lei (velate o no), mille volte pi importanti del hijab, o burqa, chador o niqab che sia.
RIPRODUZIONE RISERVATA

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

LINEDITO
Un romanzo di cento parole
di MARCO ROSSARI

Luomo che prendeva il metr


Mattina e sera percorro il vagone. Mi guardo intorno con calma. Uomini ipnotizzati dal display del cellulare, adolescenti coperti dacne. La signora con la borsa firmata? No. Avanti. Giro sempre in giacca e cravatta: il decoro mi aiuta a restare unombra. Due vecchietti. La cinese che dondola in preda a un colpo di sonno? La ragazza in tuta con liPod? No. Pi avanti. Sono il maschio minimo, il contrattempo squallido della giornata. Indovina cosa m successo oggi? Poi Una biondina trasognata: gli occhiali, le unghie mangiucchiate, un berretto sciatto. Lei. Se si volter di scatto, trover il vuoto che sono.
RIPRODUZIONE RISERVATA

SSS

Scrittore e traduttore, nato a Milano nel 1973. Laureato con una tesi su Charles Bukowski. Il suo ultimo libro Lunico scrittore buono quello morto (e/o, 2012)

Caratteri

Incisioni
di Renzo Matta

Narrativa italiana, straniera, saggistica, classifiche

Il diavolo suona la chitarra


Una leggenda narra che Robert L. Johnson abbia stretto un patto con il diavolo a un incrocio stradale: la mia et in cambio di una musica inaudita per chitarra. Johnson, che era nato sul delta del Mississippi, mor nel 1938 avvelenato da un marito geloso: aveva 27 anni, primo artista del maledetto club di artisti morti a 27 anni (Jimi Hendrix, Jim Morrison, Brian Jones, Janis Joplin...). Nel frattempo diede una mano a inventare il rock. Di lui restano 29 tracce, rimasterizzate nel 2011. E una musica sublime, la musica del diavolo.

Incontri Il maestro della crime fiction americana apre le porte della casa di Manhattan Promuove Turow, boccia Dan Brown. Parla del nuovo romanzo (con Haller) e dellItalia

Chandler, capitolo 13. Perci scrivo


dal nostro corrispondente a New York ALESSANDRA FARKAS

Amori, passioni e crediti (letterari) di Michael Connelly La sorellina pura poesia, io sogno di essere Marlowe
SSS
Il brano Avevo una ragione, per tornare in ufficio. Un espresso che conteneva uno scontrino color arancio doveva esser gi arrivato a destinazione, ormai. La maggior parte delle finestre del palazzo erano buie, ma non tutte. In parecchi mestieri, oltre al mio, si lavora di notte. Luomo dellascensore tir fuori un salve dal fondo della gola, e mi port al mio piano. Nel corridoio cerano varie porte aperte, illuminate, dietro le quali le donne di servizio stavano ancora spazzando i detriti delle ore perdute. Voltai langolo, accompagnato dal ronzio bavoso dun aspirapolvere entrai nellufficio buio e apersi le finestre.
Raymond Chandler La sorellina (Feltrinelli, 1989, traduzione di Ida Omboni capitolo 13, pagina 78)

on sarei mai diventato uno scrittore se non avessi letto il tredicesimo capitolo de La sorellina di Raymond Chandler. Quel capitolo poesia pura e ancora oggi, prima di iniziare un romanzo ambientato a Los Angeles, devo rileggerlo. Il 57enne maestro della crime fiction Michael Connelly apre le porte del suo appartamento con vista mozzafiato su Central Park South a Manhattan (una delle sue tante case, oltre a quelle di Los Angeles e Tampa) per parlare de Il quinto testimone nelle librerie italiane il 25 febbraio, edito da Piemme , nuova avventura dellavvocato Mickey Haller con un cammeo del detective Harry Bosch, suo mentore e fratellastro, protagonista di diciotto bestseller. Sfidando letichetta azzimata di uno degli indirizzi pi costosi di Manhattan, Connelly ostenta il look super-casual (pantaloni di felpa e maglietta grigi) che i newyorchesi snob chiamano Florida style. E invece di promuovere i suoi libri, ha voglia di parlare del suo eroe. In quelle meravigliose pagine del tredicesimo capitolo riprende Chandler riesce a fondere in maniera esemplare il carattere di un luogo, la citt di Los Angeles, a quello del protagonista, il detective Philip Marlowe. Fu dopo aver letto il libro che dissi ai miei genitori: Voglio fare il giallista, non lingegnere. Il suo Bosch debutta a marzo nellepisodio pilota di Amazon.com, dove i suoi libri sono tra i pi venduti. Amazon dovr decidere se trasformarlo in un serial che verr distribuito sul web in America e Gran Bretagna. Nel resto del mondo, Italia inclusa, potrebbe debuttare gi a fine anno sul piccolo schermo. Sar il pubblico a decidere la sua sorte e finora la reazione stata straordinaria, con oltre 4 mila recensioni stellari in una sola settimana. Pensa che il web sia il futuro della televisione? Ne sono convinto. Come moltissimi americani, anchio guardo la tv online perch conveniente e flessibile. I miei libri hanno gi ispirato due film hollywoodiani, Debito di sangue con Clint Eastwood e The Lincoln Lawyer con Matthew McConaughey, ma la web tv il formato migliore per un personaggio complesso che continua a crescere. Quando nata la sua passione per la narrativa poliziesca? A 16 anni fui testimone di un crimine che mi port a contatto con laffascinante mondo dei commissariati di polizia. Unesperienza che impression molto la mia giovane psiche, spingendomi ad identificarmi col poliziotto buono. Oltre a Chandler, le mie muse sono Ross Macdo-

nald, Joseph Wambaugh e i miei genitori. Sono stati loro a incoraggiarla? Pap era un artista mancato. Dopo aver frequentato la prestigiosa University of the Arts di Filadelfia sognava di diventare pittore ma per sfamare la famiglia fu costretto a mettere i sogni nel cassetto. Quando seppe che volevo fare lo scrittore mi ha appoggiato incondizionatamente ma morto prima che il mio primo libro fosse pubblicato. Oggi sarebbe orgoglioso e sorpreso del mio successo quanto lo sono io che ho iniziato a scrivere per passione, non certo per arricchirmi. Il destino stato benevolo con me: alcuni dei miei 5 fratelli hanno molto pi talento di me ma il mondo non li conosce. Che ruolo ha svolto sua madre? Era unavida lettrice di gialli che mi ha trasmesso lamore per la letteratura hard boiled e fino alla morte fu sempre la prima a leggere i miei libri. Oggi il compito spetta a mia moglie Linda, pilastro della famiglia. Il prossimo aprile festeggeremo 30 anni di matrimonio. Come mai nessuno dei suoi romanzi ambientato in Florida, dove lei vive da quando aveva 12 anni? Pur essendo patria di grandissimi giallisti, il Sunshine State non mispira. Minnamorai di Los Angeles senza mai averci

messo piede prima attraverso Chandler, e poi grazie ai tanti libri e film ambientati nella Citt degli Angeli negli anni Settanta e Ottanta, come Il lungo addio di Robert Altman. Ancora oggi sogno di risvegliarmi nei panni di Marlowe. Marlowe che lha spinta a trasferirsi a Los Angeles? Nel 1986 fui nominato per il Pulitzer insieme ad altri due giornalisti del Fort Lauderdale News per un reportage sullincidente del volo Delta 191. La notizia attir lattenzione del Los Angeles Times che, lanno dopo, mi assunse come reporter di nera e per il quale seguii la drammatica vicenda di Rodney King. Si occupato anche del caso O.J. Simpson? Accadde un mese dopo il mio addio uf-

ficiale al Times. Dalla mia casa in cima alla collina godevo di un panorama fantastico della citt e ricordo ancora come, alla vista degli elicotteri che inseguivano la Bronco di O.J., mi sentii felice di non essere nei panni del mio successore. Tornai a dedicarmi a Lombra del coyote, il preferito tra i miei libri perch il primo scritto come autore full time. La sua attivit di giornalista ha influenzato quella di scrittore? Il giornalismo mi ha insegnato tutto: lattenzione per i dialoghi, letica del lavoro che ti vieta di avere insulsi blocchi dello scrivano. Anche oggi scrivo tutti i giorni e non mi sognerei mai di mettermi a fumare la pipa guardando fuori dalla finestra in cerca dispirazione. Il mio stile molto diverso dagli autori col phD in scrittura crea-

SSS
Fascinazioni A sedici anni sono stato testimone di un crimine che mi ha portato a contatto con il mondo dei commissariati di polizia

SSS
Critici Mi sembra legittimo che vengano ignorati autori di successo per dare spazio a ignoti che hanno bisogno di farsi conoscere

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

Biografie

Il grande autore che sfid le femministe: orgoglio macho

i
J. MICHAEL LENNON Norman Mailer: a double life Simon & Schuster Pagine 961, $ 40 A sinistra: Norman Mailer (1923-2007) con la seconda moglie Adele Morales gono perch non interferiscono col mio processo creativo. La giornata di Montalbano diametralmente opposta a quella del mio Bosch e quindi non pu influenzarmi. Mi chiedo cosa pensano gli italiani di scrittori anglosassoni che scrivono del Bel Paese come Donna Leon e Michael Dibdin. Anche Dan Brown ha scritto di Firenze in Inferno. Non lho letto e non lo far. Le opere di Brown sono come puzzle e i puzzle non mi interessano. Preferisco libri come Act of War di Jack Cheevers, quello su Jfk di Vincent Bugliosi e Lost in Shangri-La di Mitchell Zuckoff. Amo leggere Stephen King che frequento quando sverna in Florida. Tra noi non esiste rivalit perch i nostri lettori sono talmente tanti e insaziabili che c spazio per tutti. Che cosa pensa di James Patterson e della sua abitudine di avvalersi di collaboratori per i suoi libri? facile denigrare e attaccare Patterson ma nessuno riuscito ad eguagliare il suo nobile traguardo: avvicinare ai libri milioni di persone che altrimenti non leggerebbero. Chi preferisce tra John Grisham e Scott Turow? Questultimo, perch ama i dettagli quanto me. In realt Turow e Grisham sono entrambi miei maestri, da loro ho imparato moltissimo ben prima di iniziare questo mestiere. Da piccolo ho letto anche Agatha Christie e Dashiell Hammett. Will Graham, protagonista de Il delitto della terza luna di Thomas Harris, ha avuto un effetto ipnotico su di me. Perch i romanzi polizieschi sono spesso ambientati nelle grandi citt? Sono il luogo dove confluiscono disuguaglianze sociali, corruzione, crimine e dove sogni infranti e realizzati coesistono: una miscela potenzialmente esplosiva. Tutto ci ben visibile a Los Angeles, citt collinosa dove si sale e si scende e dove dal paradiso puoi ritrovarti tra le fiamme dellinferno. Proprio come in un quadro di Bosch. Alluniversit passammo settimane a discutere i suoi quadri e quando potei permettermelo andai a vederli al Museo del Prado di Madrid e al Palazzo Ducale di Venezia. Chi conosce Bosch comprende lomonimia col mio detective. Se Los Angeles la sua musa perch preferisce guardarla da lontano? Ho scelto Tampa affinch mia figlia crescesse vicino ai suoi quattro nonni e perch posso chiudermi in casa a scrivere, lontano dalle distrazioni. Quando lavoro, copro le finestre con tende nere, nascondo gli orologi e bevo 15 litri di the freddo alla settimana. Ai party ci vanno i romanzieri di fiction, non quelli di noir come me. Io poi sono un tipo poco festaiolo. Le donne apprezzano il genere poliziesco quanto gli uomini? Molto di pi. Sugli aerei gli uomini leggono manuali su come fare carriera, le donne romanzi psicologici, molti dei quali polizieschi. Le statistiche confermano ci che vedo viaggiando molto. Eppure la critica spesso snobba il vostro genere. Anche se i miei libri continuano ad essere recensiti dal New York Times e dal Washington Post ritengo legittimo che un critico ignori scrittori di successo per dedicarsi a ignoti che hanno bisogno del loro aiuto per farsi conoscere. E comunque il pubblico, lunico che conti davvero, sa bene che la detective fiction lunica che rispecchia la realt contemporanea, offrendo uno spaccato dellAmerica vera di oggi. @afarkasny
RIPRODUZIONE RISERVATA

Mailer e quella sua arte di litigare con le donne


di LIVIA MANERA

ono cambiati gli scrittori americani. I vecchi leoni ormai sepolti come Mailer, Styron, Jones, Hemingway e Cheever erano anime tormentate che bevevano, si drogavano, andavano in guerra, andavano a donne e facevano a cazzotti, ma scrivevano libri ribollenti di energia che facevano girare la testa ai lettori. La generazione che li ha sostituiti ha messo gli alcolici e le sigarette sotto chiave, beve acqua minerale, ha imparato a scrivere nelle pettinate colonie per artisti e vive a un tiro di schioppo dalle costose universit dove insegna corsi di scrittura creativa. Molti sono medi, alcuni sono bravi, tutti sono secchioni. la prima cosa che viene in mente leggendo la nuova biografia Norman Mailer: a double life (Simon & Schuster), in cui J. Michael Lennon racconta la storia di un mostro di energia e protagonismo che si battuto nel Pacifico e nei bar di New York, ha sposato sei donne e ne ha accoltellata una, ha avuto nove figli e una carriera politica abortita, ha scritto una valanga di romanzi diseguali, saggi controversi, alcuni straordinari pezzi di New Journalism e varie pessime poesie, ed stato il primo intellettuale ad abusare dei media mettendosi i guantoni ogni volta che cera da attaccare in tv una qualche convenzione. A volte era brillante, spesso ubriaco. Come quando nel 71 dopo uno scambio di battute al vetriolo col suo arcinemico Gore Vidal in un talk show di Dick Cavett che ha fatto epoca, se l presa con lamabile conduttore: E lei perch non legge le sue domande?, indicandogli un foglio di appunti sul tavolo. E lei perch non prende quel foglio, lo piega, e se lo mette dove non batte il sole?, gli rispose esasperato Cavett, con una battuta che ancora gira su YouTube.

tiva. Penso alla prosa straordinaria di Dennis Lehane che scrive romanzi polizieschi ma in maniera ben pi forbita e letteraria della mia. Siamo le due facce della stessa medaglia. In un articolo per il Corriere della Sera, Lehane ha suggerito che lei il nipote di Chandler, il quale a sua volta figlio di Dashiell Hammett. Non merito un complimento simile. La crime fiction sta vivendo let delloro e i talenti si sprecano. Penso a George Pelecanos, a Lehane e agli sceneggiatori dietro show televisivi come Breaking Bad, The Wire, I Sopranos e True Detective. Ci sono scrittori bravissimi ma poco conosciuti come Michael Lister e P. G. Sturges. Per non parlare delle donne: Gillian Flynn, Patricia Cornwell, Lisa Scottoline, Janet Evanovich, Alafair Burke. Conosce la letteratura noir del resto del mondo? Quella made in Italy straordinaria. Da Carlo Lucarelli, autore di Almost Blue, a Giorgio Faletti con Appunti di un venditore di donne, ad Andrea Camilleri e il suo Ladro di merendine. Se i gialli italiani fossero pi tradotti, sfonderebbero in America. Proprio com successo agli scandinavi: dopo il trionfo di Stieg Larsson adesso il momento di Jo Nesb. Gli europei mi attrag-

i
Il romanzo Il quinto testimone di Michael Connelly (traduzione di Mariagiulia Castagnone, Piemme, pagine 490, e 19,90) sar in libreria marted 25 febbraio. Michael Connelly, nato a Filadelfia il 21 luglio 1956, ritratto in queste pagine nel suo splendido appartamento newyorchese affacciato su Central Park (servizio fotografico di DION OGUST)

Oggi, se salta allocchio un capitolo in questa nuova biografia, quello su Mailer e le donne. Non per lharem di mogli e i 56 riferimenti nellindice alla voce infedelt. O per il clamoroso episodio dellaccoltellamento della seconda moglie Adele Morales durante una lite a un party, ubriachi fradici tutti. Ma piuttosto per il modo generoso in cui Mailer si battuto quando diventato il nemico numero uno del movimento femminista degli anni Sessanta e Settanta. Esponente della controcultura pre-femminista e sbruffone, si era cacciato nei guai da solo quando nel 1959 in Pubblicit per me stesso aveva scritto di avere apprezzato i primi libri di Mary McCarthy e di Carson McCuller pi tardi avrebbe aggiunto Joan Didion, Iris Murdoch e Erica Jong ma di trovare la narrativa femminile illeggibile. Al rischio di farmi alcune dozzine di devote nemiche a vita aveva scritto con un clamoroso errore di valutazione, trovo gli effluvi emanati dallinchiostro delle donne sempre esili, vecchiotti, lesbicamente psicotici, zoppi, sgradevoli, alla moda, barocchi, maquill o brillanti e nati morti. E aveva concluso che un buon romanziere non pu fare a meno di avere almeno un po di palle. Perse la met dei suoi lettori.

La resa dei conti sarebbe arrivata nel 1971, quando accett linvito della rivista Harpers a scrivere un saggio in cui rispondeva al Movimento di liberazione delle donne, opponendosi alle idee di Betty Friedan che ne La mistica della femminilit aveva sostenuto lassenza di differenze biologiche tra i sessi. Una tesi sposata subito dallomosessuale Gore Vidal, il quale in una feroce recensione sulla New York Review of Books scrisse che Il prigioniero del sesso il saggio di Mailer su Harpers aveva lo stesso appeal di tre giorni di flusso mestruale. Nella famosa resa dei conti alla Town Hall di New York nel 1971 rimasta negli annali come Town Bloody Hall contro Mailer, unico uomo sul palco, cerano quattro intellettuali femministe tra cui Germaine Greer; e in platea Susan Sontag, Cynthia Ozick e Betty Friedan. Quella sera mi sono venuti i capelli bianchi, disse Mailer. Intelligente, bella e sexy, la giovane autrice dellEunuco femmina Germaine Greer lo attacc in pubblico e flirt con lui in privato. Portarsi a letto Mailer dopo il dibattito faceva parte del gioco. Ma il poveraccio era a pezzi. Fin in un litigio e in un niente di fatto. Lo sbruffone che per amore della battuta aveva detto in tv a un Orson Wells sottomesso: Ma dai, Orson, lo sai anche tu che le donne sono bestiacce che andrebbero tenute in gabbia, non riusciva a credere che una battuta potesse adombrare ci che aveva scritto nei suoi romanzi. Ho passato tutta la mia vita a scrivere di uomini e donne e dei loro complicati rapporti, si sarebbe sfogato in unintervista. E ora le femministe stanno uccidendo il mio conto in banca, il mio ego e la mia reputazione. Per carit: Mailer era un macho fatto e finito e se lera andata a cercare. Ma non sembra un caso che Joan Didion e Joyce Carol Oates, le uniche a difenderlo la sera del Town Bloody Hall, siano anche quelle che come autrici hanno resistito al tempo. Che cosa ci dice Mailer: a double life sul mondo di oggi? Che gli argomenti del Movimento delle donne degli anni Sessanta e Settanta sono stati assimilati e superati. Che il maschilismo continua imperterrito in forme pi subdole. Che ovunque le donne continuano a essere meno pagate e pi ostacolate nella carriera. Che in America la political correctness ha ottenuto importanti risultati nella difesa delle minoranze, ma ha messo fuori legge il senso dellumorismo. E che in Italia la cultura del maschio medio attestata a livelli da bunga bunga. Lasciatecelo dire: meglio uno come Mailer che sbagliava clamorosamente ma era capace di pentirsi e di non sottrarsi al confronto. Soprattutto, meglio una battutaccia che lipocrisia del maschilismo mascherato. Quando a una cena a casa di Lillian Hellman in onore della coppia di guru letterari Lionel e Diana Trilling, Mailer, giovane scrittore agli esordi che aveva bisogno della loro approvazione, si rivolse a Diana Trilling dicendo E che mi dici di te, f...a intelligente, la sua vicina sobbalz sulla sedia. Di certo attir la mia attenzione avrebbe scritto la Trilling nelle sue memorie. Diventammo subito amici. Altri tempi.
RIPRODUZIONE RISERVATA

12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Caratteri Recensioni
Psicologia

Scatti flessibili
di Fabrizio Villa

Una Sicilia come non se ne fanno pi


Di origini inglesi, Louise Caico Hamilton (1861-1927) visse un periodo della sua vita a Montedoro (Caltanissetta), paese del marito, lasciando una straordinaria testimonianza fotografica della Sicilia dei primi dellOttocento. Caltagirone la celebra con la mostra Sicilian Ways and Days fino al 23 marzo presso la Galleria Luigi Ghirri: 36 foto documentano usi, costumi e ritratti del tempo visti con gli occhi di una protofemminista.

Secondo Vittorino Andreoli i ruoli si capovolgono, confondendosi necessario rifondare i legami sul bisogno dellaltro, che li rafforza

AlefBet
di Daria Gorodisky

Chi padre di chi? Chi figlio di chi? Serve un umanesimo della fragilit
di ANTONELLA LATTANZI

ISRAEL ZANGWILL
E LARTE SOTTILE DELLO SCROCCO

n principio erano i genitori, due figure atte, attraverso la mediazione di uno spirito che rendeva fertile la donna, a generarne una terza. Poi, diecimila anni fa, la scoperta dellagricoltura port alla diversificazione dei ruoli: uno dei genitori divenne molto pi potente dellaltro. Nacque il pater, maschio, che faceva le veci di Dio e come lui possedeva la donna; unico detentore del patrimonio che lasciava in eredit al primogenito: maschio come lui. La religione del padre sembrava indistruttibile. Ma il Sessantotto vide i figli ribellarsi; il padre vacillava, e con lui barcollavano i ruoli e sinvertivano le domande: quali i doveri dei padri verso i figli? Lo racconta lo psichiatra Vittorino Andreoli in Leducazione (im)possibile, interrogandosi su padri, figli e sulleducazione, dunque sulla societ; dalla nascita dei genitori a quella dei padri ai nostri giorni, passando per Dea Madre, Positivismo e Umanesimo, famiglia, scuola e web, cercando di capire come e se sia ancora possibile educare. Cio insegnare a vivere in un mondo cos vasto, cos mutevole da ridursi a mistero. Educare un figlio misterioso a vivere dentro un mondo incomprensibile. Ci sono libri che anticipano le domande degli uomini, altri che provano a indicare una strada. questo il caso del saggio di Andreoli, partorito in un momento in cui padri e figli sono protagonisti delle storie come della cronaca. Per esempio nel film Nebraska di Alexander Payne, in cui un figlio adulto accompagna il vecchio padre lungo territori in bianco e nero, verso una meta tanto illusoria quanto futile (una falsa vincita alla lotteria), ma molto pi verso il traguardo scivoloso e instabile delle relazioni parentali: laccettazione della moralit, degli ideali e del modo di vivere di chi ci ha generato. O ne Gli sdraiati di Michele Serra, romanzo damore e dironia, di rabbia e smarrimento tra padri e figli adolescenti. O in Breaking Bad, serie tv cult ideata da Vince Gilligan in cui Walter, professore di chimica padre di un ragazzo affetto da handicap, scopre che sua moglie aspetta la loro secondogenita proprio poco prima che a lui venga diagnosticato un cancro, mentre la situazione finanziaria della famiglia precipita. Dopo lincontro con un ex studente (una sorta di figlio altro?), Walter decide di usare le proprie competenze per produrre metamfetamina di alta qualit, in modo da riacquistare o conquistare il ruolo di capofamiglia, o me-

i
VITTORINO ANDREOLI Leducazione (im)possibile RIZZOLI Pagine 216, e 18,50

Sopra: Stephan Hillerbrand e Mary Magsamen, Our practise (2013): i due artisti texani noti come Hillerbrand + Magsamen, marito e moglie nella vita, si sono ritratti con i figli per questo lavoro sulle nuove famiglie

glio capobranco; oltre che di uomo. O ancora nella cronaca: di queste settimane la notizia che anche Palermo, dopo Bologna, si apre agli affidamenti per le coppie omosessuali. In comune c il disordine dei ruoli, che si sgranano sino a scomparire o ribaltarsi, confondersi: il padre di Breaking Bad assume comportamenti da adolescente ribelle; il figlio di Nebraska si fa anche padre putativo che accompagna il proprio genitore (un vecchio figlio?) nel viaggio alla scoperta di s; i padri de Gli sdraiati hanno bisogno dei figli per tentare di capire il mondo come fossero figli loro stessi. Per Andreoli la confusione dei ruoli crea uneducazione confusa in cui padri e figli si perdono, affogati da una crisi economica e psicologica perenne che ingrassa la politica arraffona e strappa ai figli non solo la speranza, ma pure la capacit dimmaginazione di un futuro. La storia contemporanea fa da reagente: a contatto con la realt il rapporto padre/figlio esplode e si polverizza. Perso il ruolo patriarcale, luomo si percepisce ed percepito sempre meno necessario e forte. Oscilla dal maschio liberato che ha imparato a piangere alluomo-eterno-figlio che piange troppo, di nuovo alluomo-padrone che se non ricopre un ruolo di maggior potere rispetto alla sua donna perde lorientamento e crolla, o sviluppa verso di lei una rabbia travol-

gente fino ad accusarla del proprio fallimento. Nel momento in cui la legge sancisce finalmente che due padri possono fare una famiglia, come capire che padre si vuole diventare, se non si ha idea di che uomo si o si vuol essere? Per Andreoli la risposta la fragilit; accettarla come attributo positivo vuol dire fondare una civilt che risponda alluomo fragile, cio a un uomo che (...) ha necessit dellaltro. Uneducazione possibile dunque, secondo Andreoli, solo riedificando i legami damore, di amicizia, fino ad arrivare a scuola, politica e societ Padre per eccellenza su un umanesimo della fragilit. Mi torna in mente il Philip Roth di Patrimony, storia vera della lunga malattia e poi morte di suo padre: Se non nei miei libri o nella mia vita, almeno nei miei sogni sarei vissuto in eterno come il suo figlio piccolo, con la coscienza di un figlio piccolo, proprio come lui sarebbe rimasto vivo non soltanto come mio padre ma come il padre, per giudicarmi qualunque cosa io faccia.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Stile Rigore scientifico Copertina

UUUUU UUUUU UUUUU

entocinquanta anni fa nasceva a Londra da una famiglia povera di immigrati russi Israel Zangwill, il pi attento e divertente narratore del mondo ebraico dellEast End londinese a cavallo fra il XIX e il XX secolo. La sua cifra di scrittore mette insieme cronaca, humour, satira sociale, passione politica, acume oratorio, modernit, brillantezza, sentimento, grande cultura, raffinata comprensione della psiche umana (il figlio Oliver Louis sar un influente professore di psicologia a Cambridge fino al 1987). Il successo arriva subito quando, a 28 anni, stampa la prima raccolta di racconti Children of the Ghetto, tradotto in tutto il mondo ma purtroppo mai integralmente in italiano. Mentre ben conosciuto anche da noi il romanzo capolavoro di umorismo ebraico Il re degli schnorrer (Marietti). (Che cos uno schnorrer? Complessa parola yiddish di difficile traduzione, indica un appartenente alla mitica categoria comica degli artisti dello scrocco; per attenzione: qui si intende chi scrocca senza mai mendicare ma usando lingegno, chi lo fa non per sopravvivere bens per vivere con la grandiosit che un animo aristocratico esige!). Zangwill autore molto prolifico. Scrive diverse raccolte di short stories, testi teatrali, il diario di viaggio Italian Fantasies, saggi, articoli, ritratti di figure storiche caratterizzate come lui dal dualismo fra tradizione ebraica e richiami dellambiente esterno: da Benjamin Disraeli a Heinrich Heine, da Ferdinand Lassalle a Baruch Spinoza. Inoltre Zangwill grande inventore letterario, perch gli si deve oltre allespressione ormai internazionale melting pot il primo vero esempio di giallo della camera chiusa, dove un delitto viene commesso appunto in un luogo inaccessibile: Il grande mistero di Bow (riproposto da Polillo). Geniale, arguto, Zangwill partecipa attivamente alle grandi battaglie ideali della sua epoca (lui morir nel 1926) sostenendo il suffragio femminile e il pacifismo. E restando sempre a fianco del suo popolo. stato lui a dire che, se gli ebrei non ci fossero, andrebbero inventati ad uso dei politici in quanto causa garantita di ogni male. E, se a ebrei si aggiunge Israele, il sarcasmo zangwilliano non potrebbe essere pi attuale.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Noir Il romanzo di Lorenzo Beccati, autore di Striscia la notizia e Paperissima

Genova, 1601. La rabdomante indaga


di MARISA FUMAGALLI

a tempo Lorenzo Beccati, genovese di periferia ( nato a Cornigliano 58 anni or sono), cittadino di Alassio ma da tre decenni abitante a Milano 2 per motivi di lavoro, regala al suo pubblico, che forse non coincide con i fan di Striscia la notizia e di Paperissima, libri avvincenti, originali. I cui protagonisti sovente riemergono da mondi passati, quasi in contrasto con la realt quotidiana odierna, fatta di torti, soprusi, ordinari disservizi e altro, denunciata e portata sotto i riflettori dal suo giustiziere preferito, il Gabibbo: deus ex machina di Striscia , il programma di Antonio

Ricci, del quale Beccati il primo collaboratore-amico. In verit, anche la figura centrale del suo ultimo romanzo noir, Pietra, povera, cenciosa ma affascinante, dotata di fine intuito femminile scambiato per rabdomanzia (e a lei sta bene cos), una giustiziera. Di altra epoca, certo. Siamo ai primi del Seicento, nel ventre di Genova, tra carruggi, piazze, fontane, palazzi nobiliari, giardini in rovina. Citt familiare allautore, segnata dai chiaroscuri dei marmi e dellardesia. In questo ambiente gotico, sfuggente, ben tratteggiato negli elementi naturali e nelle atmosfere, talvolta

granguignolesche, si aggira la giovane orfana, detta la Tunisina; soprannome riconducibile a una drammatica parentesi di vita nel Paese nordafricano. temuta e disprezzata, Pietra. Eppure utile ai genovesi per i suoi particolari servigi. Guidata, solo in apparenza, dalla bacchetta di legno biforcuta e flessibile, riesce, infatti, a trovare bimbi scomparsi, acque sorgive, a recuperare gioielli rubati. Pietra il mio nome sintitola il noir di Beccati. Ed anche lespressione ricorrente sulle labbra della protagonista quando intende suggellare il compimento di ogni buona azione. Si d il caso,

Lorenzo Beccati Pietra il mio nome NORD Pagine 312, 14,90

dunque, che nel 1601, durante la frenesia carnevalesca che non risparmia la citt neppure da un terribile incendio e tra le fiamme la giovane si getta, su commissione, riportando alla madre, la contessa de Negri, il pargoletto vivo venga ritrovato il cadavere di una donna, picchiata a morte. Accanto, la bacchetta da rabdomante. Qui, Pietra diventa la principale indiziata dellomicidio. E qui si consumato il primo delitto di una serie che dovrebbe chiudersi con luccisione di lei, la Tunisina, ultima vittima predestinata. Pietra lo intuisce ben presto. Quindi, indaga, scavando anche tra i fantasmi del passato, con labilit di un detective provetto e quella marcia in pi che possiede per incastrare linsospettabile assassino. Riesce, infine, a dimostrare la sua innocenza e a sfuggire alla morte met-

tendo in campo non solo larguzia ma sprigionando una forza gigantesca che la rende invincibile. Labilit, la potenza e la tenuta narrativa di Beccati sono fuori discussione. Pur se convincono un po meno le pagine digressive che affrontano il periodo tunisino della storia. Dettaglio trascurabile, per. La figura di Pietra, emancipata ante litteram con i mezzi a disposizione nel suo tempo, compreso quello di lasciarsi considerare una strega, davvero il piatto forte del romanzo. Siamo di fronte al ritratto geniale di una donna tosta, avventurosa, ribelle, fragile e dura insieme. Sfida vinta, Pietra il mio nome. E per riprendere il giudizio di Giorgio Faletti, collega dellautore: Beccati uno che sa che cosa vuol dire scrivere. Questo libro dimostra che cosa vuol dire leggere.
RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

Caratteri Recensioni
Narrativa

Documenta
di Chiara Campara

Locchio globale delluomo-cinepresa


Dziga Vertov negli anni Venti progettava un nuovo linguaggio per il cinema, il cine-occhio come superamento del punto di vista del singolo autore. Luomo con la macchina da presa: global remake riprende scena per scena il suo famoso film del 29, ma il girato proviene da filmmaker di tutto il mondo. Ogni giorno un programma ad hoc lo combina in modo diverso, creando un nuovo film. Lidea di cinema di Vertov ripensata nellera di internet (dziga.perrybard.net).

Giuseppe Catozzella racconta la storia della ragazza somala che corse allOlimpiade di Pechino e mor cercando di attraversare il Mediterraneo. Ma la tradisce (purtroppo) nella conclusione

Il sogno di Samia non pu avere un lieto fine


di ERMANNO PACCAGNINI

uella raccontata da Giuseppe Catozzella in Non dirmi che hai paura la storia duna grande passione e duna sconfitta. La storia dun grande sogno sconfitto dalla follia umana che ha il volto dellintegralismo, dopo esser sopravvissuto allidiozia del razzismo etnicosociale. Ma anche la storia di amicizie salde, tra famiglie che decidono di condividere il poco spazio abitativo vivendo nel segno duna salda fraternit a dispetto dellodio tra i rispettivi clan di appartenenza. Ed pure la fotografia duna nazione, riassuntiva di tante analoghe situazioni, nelle quali giovani come Samia e il suo compagno di giochi Al vedono infrangersi i propri sogni. Perch soprattutto la storia dun sogno che il destino ha voluto infrangere, nella realt, un 2 aprile 2012; anche se nel romanzo Catozzella ha purtroppo deciso di farlo realizzare, quasi a compensare quanto la sorte non ha voluto, chiudendo il racconto con due pagine da finale positivo davvero di troppo, anzich fermarsi su immagini da dissolvenza del sogno mentre il mare inghiotte la protagonista, o arrestarsi nel momento della fine di lei. Perch la Samia di Non dirmi che hai paura titolo ripreso dalle continue esortazioni di suo padre davvero esistita: morta alla vigilia della possibilit di concretizzare il suo sogno, mancando la fune dei soccorritori al momento dellarrivo nelle acque di Lampedusa su una delle note carrette del mare. la storia duna bambina nata per correre, in una Mogadiscio martoriata dagli integralisti di Al-Shabaab, in cui per la legge coranica sempre pi restrittiva nulla si deve muovere: uno scricciolo, magra come unacacia appena

i
GIUSEPPE CATOZZELLA Non dirmi che hai paura FELTRINELLI, pp. 236, 15

piantata e con due gambine che sembravano ramoscelli di ulivo, che coltiva il sogno, nato in lei a otto anni, di poter partecipare alle Olimpiadi, nel quale include anche laspirazione del riscatto delle donne dellAfrica e della sua Somalia dei clan. Ed la storia anche di una fraterna amicizia con Al, un coetaneo che, cosciente della sua inferiorit nella corsa, decide di farsi allenatore di Samia, portandola a vincere gare locali e nazionali, riuscendo alfine tra difficolt economiche e sociali, ri-

trovandosi negli allenamenti a dover correre con il burqa calcato in testa e sotto la fascia elastica di spugna che si impregnava di sudore, inciampando di continuo in quella impalcatura nera a qualificarsi a 17 anni per le gare dei 100 e 200 m allOlimpiade di Pechino. Certo, arrivando ultima, ma cosciente del valore simbolico di quella partecipazione, col sogno di vincere alla Olimpiade di Londra del 2012. Un sogno coltivato con ostinazione, per il quale anche in seguito alla rivelazione da parte di Al, arruolatosi tra

Samia Yusuf Omar dopo la gara dei 200 m a Pechino (Ap)

Adolescenza

Il bianco e nero di unet e i suoi colori


Che colore ha ladolescenza? Luccica quella di Geek Girl di Holly Smale (Il Castoro, pp. 330, e 15.50, da 11 anni). gialla, a tinte cupe, in Lestate del coniglio nero di Kevin Brooks (Piemme, pp. 420, e 15, da 14 anni). Ladolescenza per chi la sta vivendo un racconto in bianco e nero. Come il Diario di unautolesionista della 14enne Carla Torchia (Intento, pp. 134, e12,50, da 12 anni). Severino Colombo

gli integralisti, desser stato complice nelluccisione punitiva del padre di lei, per aver insegnato ai figli, e in particolare a Samia per la corsa e a sua sorella Hodan per il canto, il valore della libert delle scelte lascia la sua terra per Addis Abeba, onde potersi meglio allenare. Sino alla scelta estrema di correre il rischio della vita per poter correre a Londra. Ed il Viaggio, attraverso Sudan, Sahara, Libia e Mediterraneo, verso la terra promessa di Lampedusa, gi sperimentato e felicemente compiuto da Hodan ora moglie e madre in Finlandia; il grande buco nero del sopravvivere da parte di migranti insultati come tahrib (clandestini) e hawaian (animali) dagli avidi mercanti di carne. Un racconto che Catozzella, raccogliendo varie testimonianze, tra cui quella di Hodan, ha scelto di rievocare con la voce narrante di Samia. Una scelta davvero felice sin quando egli si tiene dentro il suo personaggio: quando cio vive la dimensione del sogno della corsa e della vittoria dentro la realt, come nella prima parte; e anche in vari momenti del Viaggio, quando sono soprattutto gli occhi interni a narrare emozioni, scoramenti, lotta con la avvolgente paura; e pure in certi momenti verso la fine (conclusione ovviamente esclusa). Si ha allora una scrittura lieve, candida, in cui commozione e pudore si equilibrano fra levit poetica e intensit (pur con qualche caduta di stile in espressioni da parlato, e certi quadri cinematografici sia nei momenti dattraversamento del Sahara, come pure, prima, nelle comparse dei miliziani integralisti). Pi altalenante quindi la scrittura del Viaggio, in cui momenti di commozione si alternano ad altri pi piatti. Pregnante quando la voce guarda dentro s o si rapporta ai compagni di viaggio, si tratti della nuova amica Nigist, della zia ritrovata, come pure degli anonimi autori di lettere mai spedite dai migranti, trovate nella casa prigione di Tripoli. Pi ordinaria, quasi anonima, descrittiva quando lo sguardo si fa circostanziato sullesterno, soffermandosi sullinferno sudanese e libico, in cui a prevalere allora il Catozzella giornalista e autore di romanzi-inchiesta. Un racconto amaramente emozionante, grazie a figure vive, come quelle di Al col suo isolarsi in cima a un eucalipto nei momenti tristi, della mite madre, del saggio padre e dei fratelli e sorelle di Samia, in particolare Hodan, e del padre di Al.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Stile Storia Copertina

UUUUU UUUUU UUUUU

14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Caratteri Le classifiche dei libri

Legenda

(2) posizione precedente

1 in salita 5 in discesa

S R N

stabile rientro novit

100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione)

Mister Scoop batte il dottor Sleep: in vetta il Gattopardo di Friedman Clara Snchez e i braccialetti di Espinosa: le novit sono targate Spagna
La pagella
Francesco Guccini Nuovo Dizionario delle cose perdute Mondadori

di Antonio DOrrico
voto

Top 10
(-) 100

ebook

di Alessia Rastelli

Narrativa italiana

7,5 1

La serenit di Guccini N un Proust a 45 giri 2


(1)

Alan Friedman Ammazziamo il gattopardo Rizzoli, 18 Stephen King Doctor Sleep

ualcuno di voi ricorda la pistola Susanna? Qualcuno di voi sa dire la differenza tra la Collamidina e la Gomma arabica? Qualcuno di voi ha mai bevuto o visto bere linfuso di fungo cinese? Qualcuno di voi sa dire la differenza tra la merenda e le merendine? Qualcuno di voi ha mai fatto merenda con lo zabaglione (o uovo sbattuto) corretto al marsala? Qualcuno di voi sa spiegare che cosera un deflettore? Qualcuno di voi ha mai visto unautoradio estraibile? Qualcuno di voi ha mai visto e sniffato (erano profumatissimi tanto da marchiare indelebilmente i turbinati del naso con la loro misteriosissima e persistentissima essenza) un calendarietto dei barbieri? E, rimanendo in barberia, qualcuno sa dire a che servivano le schedine della Sisal scadute? Qualcuno di voi ha mai battuto un testo a macchina? Ancora pi difficile: qualcuno di voi ha mai battuto un testo a macchina usando fogli di carta carbone? Qualcuno di voi sa preparare una idrolitina (prima la bustina rossa o la blu?) come Dio e il Francesco Guccini, Cavalier Gazzoni 73 anni, modenese comandano? Qualcuno di voi ha mai fatto lautostop? Qualcuno di voi ha mai preso a bordo qualcuno che faceva lautostop? Qualcuno di voi ha mai riflettuto sul fatto che una volta, andando in automobile, capitava frequentemente di vedere uno (o una, pi raramente) che allungava il pollice per chiedere un passaggio, mentre oggi capita frequentemente di vedere uno (o una, e nemmeno raramente) che allunga il dito medio per avanzare tuttaltra richiesta? E se ci ha riflettuto a che conclusioni generali pervenuto? Nella classifica dei libri dominano, questa settimana come tutte le altre settimane (per omnia saecula saeculorum), racconti di ammazzamenti, di spettri, di autopsie, di malattie, di padri che ce lhanno con i figli, di banchieri che truffano i correntisti... E poi, per fortuna, c un libro sereno. Che questo di Guccini. Un Proust a 45 giri.
RIPRODUZIONE RISERVATA

79

Sperling & Kupfer, 19,90 Patricia Cornwell Polvere

Al comando i titoli dellimpegno


Storia e politica. I titoli impegnati conquistano la classifica digitale. Ammazziamo il gattopardo, lanalisi della crisi italiana del giornalista americano Alan Friedman (dal 12 al 16 febbraio al prezzo di lancio di 6,99 euro), si aggiudica il primo posto su Ultima Books. Ovvero il negozio di libri elettronici della societ Simplicissimus. Che, tuttavia, dal primo gennaio, dopo un cambiamento di strategia di Mondadori, non vende pi gli ebook del gruppo di Segrate. La controstoria della Resistenza di Giampaolo Pansa, Bella ciao, occupa la quarta posizione. Quinta, la raccolta di articoli scritti tra la primavera del 2012 e oggi, Piccolo spaccato italiano. Lebook stato curato da Antonello Siti (pseudonimo di Antonio Tisi), che lo ha pubblicato con Narcissus.me, la piattaforma di selfpublishing di Simplicissimus. Di diverso genere e argomento gli altri due libri nella Top Five. Al secondo posto il bestseller di Luis Seplveda, Storia di una lumaca che scopr limportanza della lentezza, favorito anche dalla promozione l11 febbraio a 1,99 euro. In terza posizione, il fantasy dellamericana Sherrilyn Kenyon, Il lato oscuro della notte.

Michele Serra perde due posizioni in top ten ma conserva la vetta negli Italiani davanti a Guccini e Volo, entrambi in salita. Spazio ai titoli romantici: lesordiente Virginia Bramati e la sua favola di amore e lavoro; e Moccia che racconta di un ragazzo sedotto e abbandonato. Entra la storia toccante e vera di malattia e coraggio di Chamed.

1 1 1
Varia

(1) S 45

Michele Serra Gli sdraiati Feltrinelli, 12

(3) 1 35 2 Francesco Guccini


Nuovo dizionario delle cose perdute Mondadori, 12

(4) 1 29 3 Fabio Volo


La strada verso casa Mondadori, 18

3
(2)

53

Mondadori, 20 Giampaolo Pansa Bella ciao

Narrativa straniera
(1) S 79

4
(-)

Stephen King Doctor Sleep Sperling & Kupfer, 19,90

(2)S 53 2 Patricia Cornwell


Polvere Mondadori, 20

49

Rizzoli, 19,90 Clara Snchez Le cose che sai di me Garzanti, 18,60 Michele Serra Gli sdraiati

5
(-)

48

6
(4)

Clara Snchez superstar: il suo nuovo romanzo, gi Premio Planeta in Spagna, vale il quinto posto in top ten, mentre il precedente libro scala undici posizioni nella classifica degli Stranieri guidata da Stephen King ed sesto. A sorpresa in salita Dan Brown, pi cinque posti e rientro nella prima decina, e lintera trilogia delle Sfumature.

(3)S 48 3 Clara Snchez


Le cose che sai di me Garzanti, 18,60

45

Feltrinelli, 12 Lucia Vaccarino II mio diario, un anno dopo. Violetta Walt Disney, 14,90 Luis Seplveda Storia di una lumaca che scopr... Guanda, 10 Francesco Guccini Nuovo dizionario delle cose perdute Mondadori, 12 Albert Espinosa Braccialetti rossi

Saggistica
(-) N 100

7
(3)

44

Alan Friedman Ammazziamo il gattopardo Rizzoli, 18

(-) N 49 2 Giampaolo Pansa


Bella ciao Rizzoli, 19,90

8
(6)

36

9
(8)

Le rivelazioni su Napolitano e Monti lanciano il libro di Friedman, subito diventato il titolo pi venduto della settimana. Sono da top ten anche la controstoria della Resistenza di Pansa e la testimonianza dello spagnolo Espinosa (con i braccialetti della speranza). Tra le novit: Claudio Magris sul segreto e Monuments men, sui salvatori dei tesori darte nellEuropa nazista.

(1)535 3 Albert Espinosa


Braccialetti rossi Salani, 12,90

35

10
(-)

35

Salani, 12,90

@al_rastelli ehibook.corriere.it
RIPRODUZIONE RISERVATA

La classifica
Alan Friedman 1 100 Ammazziamo il gattopardo Rizzoli, e 9,99 ePub con Adobe DRM Luis Seplveda 2 94 Storia di una lumaca... Guanda, e 6,99 ePub con Adobe DRM Sherrilyn Kenyon 3 86 Il lato oscuro della notte Fanucci, e 3,99 ePub con Social DRM 4 80 Giampaolo Pansa Bella ciao Rizzoli, e 9,99 ePub con Adobe DRM

1 1
1 Donna Tartt
The goldfinch

(1) S 31

John P. Sloan English da zero Mondadori, 15,90

(2) 1 11 2 Andre Agassi


Open. La mia storia Einaudi, 20

Ragazzi
(1) S 44

Lucia Vaccarino II mio diario un anno dopo. Violetta Walt Disney, 14,90

(2) S 36 2 Luis Seplveda


Storia di una lumaca che scopr... Guanda, 10

Stati Uniti 2 Sue Monk Kidd


The invention of wings Viking, $ 27,96

5 74Antonello Siti ( a cura di) Piccolo spaccato italiano Narcissus.me, e 1,99 ePub con Social DRM (10-16 febbraio 2014)

3 Anna Quindlen
Still life with bread crumbs Random House, $ 26

Little, Brown, $ 30

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014


Gianluca Borzoni (Cagliari, 1972) ricercatore presso lUniversit di Cagliari dove insegna Storia delle relazioni internazionali. Si occupa di politica estera italiana e di relazioni mediterranee e transatlantiche. Tra i suoi lavori Renato Prunas diplomatico (1892-1951) (Rubbettino).

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

Il podio del critico


di Gianluca Borzoni

1 Ennio Di Nolfo
Il disordine internazionale Mondadori, 16

2 Liliana Saiu
La politica estera italiana dallUnit... Laterza, 10

3 Pietro Pastorelli
17 marzo 1861 Rubbettino, 14

Il numero
di Giuliano Vigini

0 4%
(5) 5 25 6 AA.VV.
Carnevale in giallo Sellerio, 13

La quarta di copertina lanticamera dellacquisto


Uno dei fattori oggi pi importanti ai fini della vendita non soltanto quello di fare bei libri, ma di come riuscire a comunicarli: a cominciare dalla comunicazione che passa attraverso la confezione del prodotto. A questo proposito, mi aveva sorpreso quanto avevo letto in un manuale di marketing americano, e cio che una persona che prende in mano un libro da un banco o da uno scaffale della libreria passa circa il 40% del tempo che gli serve per valutarne lacquisto guardando la quarta di copertina: ultima delle soglie di uscita del libro come direbbe Genette ma, per il suo impatto comunicativo, anche la prima delle soglie di entrata. Se la quarta come una vetrina che deve colpire locchio e invogliare ad entrare nel libro, allora chiaro che una sbrodolata di parole e una quantit di elementi che disperdono la vista non giovano allo scopo.

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 10 febbraio al 16 febbraio 2014)

(2) 5 27 4 Marcello Fois


(curatore) Sei per la Sardegna Einaudi, 6

(8) S 20 8 Antonio Manzini


La costola di Adamo Sellerio, 14

(10) S 15 (-) N 13 10 12 Chiara Gamberale Federico Moccia


Per dieci minuti Feltrinelli, 16 Sei tu Mondadori, 16,50

(13) 5 10 (18) 1 10 (14) 5 8 14 16 18 (16) 5 8 20 Andrea Camilleri Massimo Gramellini Gianrico Carofiglio Primo Levi
La creatura del desiderio Skira, 14,50 Fai bei sogni Longanesi, 14,90 Il bordo vertiginoso delle cose Rizzoli, 18,50 Se questo un uomo Einaudi, 11

(7) 1 25 5 7 (6) 5 24 Margaret Mazzantini Sara Tessa


Splendore Mondadori, 20 Luragano di un batter dali Newton Compton, 9,90

(9) S 17 9 Susanna Tamaro


Illmitz Bompiani, 14

(11) S 13 11 Alessia Gazzola


Le ossa della principessa Longanesi, 17,60

(12)5 12 13 Mauro Corona


La voce degli uomini freddi Mondadori, 18

(17) 1 10 15 Virginia Bramati


Tutta colpa della neve! Mondadori, 14

(15) 5 9 17 19 (-) N 8 Giuseppe Catozzella Chamed


Non dirmi che hai paura Feltrinelli, 15 Si fermato il cuore Newton Compton, 9,90

(5)118 4 Ronald H. Balson


Volevo solo averti accanto Garzanti, 14,90

(17)116 6 Clara Snchez


Il profumo delle foglie di limone Garzanti, 9,90

(14)115 8 Dan Brown


Inferno Mondadori, 17

(7)514 10 Jol Dicker


La verit sul caso Harry Quebert Bompiani, 19,50

(6) 5 14 (16)114 12 14 Georges Simenon E. L. James


I fratelli Rico Adelphi, 18 Cinquanta sfumature di rosso Mondadori, 5

(15)513 16 Guillaume Musso


Aspettando domani Sperling & Kupfer, 18,90

(-)N13 (19) 5 12 18 20 Rebecca Donovan John Grisham


Una ragione per amare Newton Compton, 9,90 Lombra del sicomoro Mondadori, 20

(4)518 5 Isabel Allende


Il gioco di Ripper Feltrinelli, 19

(9)115 7 E. L. James
Cinquanta sfumature di grigio Mondadori, 5

(11)114 9 11 (13)114 Valrie Tong Cuong Tracy Chevalier


Latelier dei miracoli Salani, 12,90 La ragazza con lorecchino di perla Neri Pozza, 9,90

(10) 5 14 13 Khaled Hosseini


E leco rispose Piemme, 19,90

(8) 5 13 15 Pierre Lemaitre


Ci rivediamo lass Mondadori, 17,50

(18) 1 13 17 E. L. James
Cinquanta sfumature di nero Mondadori, 5

(12)5 12 19 Ildefonso Falcones


La regina scalza Longanesi, 19,90

(-) N 15 (14) 1 11 4 6 (2) 5 12 8 R. M. Edsel, B. Witter Vittorino Andreoli Mario Bortoletto


Monuments men Sperling & Kupfer, 16,90 Leducazione (im)possibile Rizzoli, 18,50 La rivolta del correntista Chiarelettere, 10

(-) N 7 10 Simone Cristicchi


(con J. Bernas) Magazzino 18 Mondadori, 16,50

(10) 5 6 (9) 5 6 12 14 Don Andrea Gallo Nuccio Ordine


(con Vauro) Sopra ogni cosa Piemme, 15 Lutilit dellinutile. Manifesto Bompiani, 9

(4) 5 6 16 Sam Pivnik


Lultimo sopravvissuto Newton Compton, 5,90

(-) N 5 18 Solomon Northup


12 anni schiavo Newton Compton, 9,90

(17)5 5 20 Malala Yousafzai


(con C. Lamb) Io sono Malala Garzanti, 12,90

(-) N 13 5 Stefano Livadiotti


Ladri Bompiani, 16,50

(3) 5 12 7 Martin Sixsmith


Philomena Piemme, 18,50

(-) N 10 9 Claudio Magris


Segreti e no Bompiani, 7

(11) S 7 11 Aldo Cazzullo


Basta piangere! Storie di unItalia... Mondadori, 14,90

(13) S 6 13 Carlo Rovelli


La realt non come ci appare Raffaello Cortina, 22

(12) 5 6 15 17 (6) 5 6 E. Berthoud, S. Elderkin Hannah Arendt


Curarsi con i libri Sellerio, 18 La banalit del male Feltrinelli, 9,50

(8) 5 5 19 Mario Calabresi


A occhi aperti Contrasto, 19,90

(-) R 11 (4)58 3 4 (3)511 5 M. De Donno, G. Navone Benedetta Parodi Jordan Belfort


L. Lorenzoni Inglese in 21 giorni Sperling & Kupfer, 12,90 pronto! Salva la cena... Rizzoli, 17,90 Il lupo di Wall Street Bur, 17

(8) 1 8 6 Fabrizio Corona


Mea Culpa Mondadori, 15

(-) R 8 7 H. Pomroy
E. Adamson La dieta del supermetabolismo Sperling & Kupfer, 16

(5)58 (7)58 8 9 A. Clerici, A. Romani Alex Ferguson


S. Barzetti Tutti a tavola! Mondadori, 16,90 La mia vita Bompiani, 19

(9)57 10 Carlo Cracco


A qualcuno piace Cracco Rizzoli, 16,90

(3) S 34 3 Jeff Kinney


Diario di una schiappa. Guai in arrivo! Il Castoro, 12

(4) S 15 4 Suzanne Collins


II canto della rivolta Mondadori, 13

(5) S 13 5 Silvia DAchille


Colora con Peppa Pig Giunti Kids, 3,90

(7) 1 13 6 AA.VV.
Beauty book. Violetta Walt Disney, 12,90

(9) 1 13 7 AA.VV.
Fashion book. Violetta Walt Disney, 14,90

(8) S 12 8 Suzanne Collins


La ragazza di fuoco Mondadori, 13

(-) R 12 9 Silvia DAchille


La macchina nuova Giunti Kids, 7,90

(10) S 12 10 Suzanne Collins


Hunger games Mondadori, 13

Inghilterra 1 Robert Galbraith


The Cuckoos Calling Little,Brown, 16,99

Francia 3 1 J. Patterson, M. White Katherine Pancol


Private Down Under Arrow, 7,99 Muchachas - Tome 1 Albin Michel, 19,80

Germania 2 Edouard Louis


En finir avec Eddy Bellegueule Seuil, 17

2 Kate Atkinson
Life after life Black Swan, 7,99

3 1 R. Surzhenko, Yann Simon Beckett


Loeil dOdin - Les Mondes de Thorgal Lombard, 12 Der Hof Wunderlich, 19,95

2 Jonas Jonasson
Die Analphabetin, die rechnen konnte Carls books, 19,99

3 Graeme Simsion
Das RosieProjekt Fischer Krger, 18,99

16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Sguardi

Greche
di Alice Patrioli

Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

La voce di Francesco dAssisi


Il racconto della vita di Francesco germoglia dal cuore e dalla memoria di frate Leone: sua la voce che Nikos Kazantzakis (1883-1957) sceglie per narrare unesistenza deccezione. Lo scrittore si nutre della storia ma la trasforma e la supera fino a renderla una favola, tanto poetica quanto vera. La nuova edizione di Crocetti (Francesco, traduzione di Valentina Gilardi, pp. 402, 16) invita a riscoprire un testo poco noto di uno dei pi grandi narratori della Grecia moderna.

Il colloquio Il maestro contemporaneo, Bill Viola, che port The Greeting alla Biennale del 1995, a Firenze, dove lavor negli anni Settanta, mentre si prepara la grande mostra di Palazzo Strozzi

Il colore Viola del Manierismo


da Firenze RANIERI POLESE

Disprezzavo la pittura antica ma Pontormo mi cambi Cos feci incontrare in video le donne della sua Visitazione

i di 80 opere di Pontormo e Rosso Fiorentino (tra cui 50 dipinti: ovvero, il 70 per cento della loro produzione), provenienti dai musei fiorentini, ma anche da Venezia, Napoli, Londra, Parigi, Washington, Vienna, Francoforte, Hannover; disegni, arazzi, incisioni; e tavole di Andrea del Sarto e Fra Bartolomeo che dei due massimi esponenti del Manierismo furono maestri: sono i numeri della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino che si apre l8 marzo a Palazzo Strozzi, a Firenze, a oltre mezzo secolo dalla mostra che nel 1956 la citt toscana aveva dedicato a Pontormo e il primo manierismo fiorentino. Protagonisti, i due maggiori esponenti di quella che Vasari chiamava la nuova maniera, artisti cio che, liberatisi dallobbligo di fedelt allosservazione della natura, creavano un universo figurativo popolato di immagini e colori fortemente antirealistici. Nati entrambi nel 1494, lanno della discesa in Italia di Carlo VIII re di Francia, i due pittori intraprendono percorsi divergenti: savonaroliano, il Rosso viagger molto senza mai lavorare per i Medici (morir nel 1540, in Francia, dove era stato chiamato da Francesco I che gli aveva affidato la decorazione del castello di Fontainebleau); agnostico, benvoluto dai Medici ma abituato a vivere senza lussi, Pontormo muore nel 1557. Michelangelo fin dallinizio lispiratore del Rosso, Pontormo invece passa dallo studio di Leonardo alla scoperta di Drer per approdare, nella maturit, a un recupero della lezione michelangiolesca. Curata dal direttore degli Uffizi Antonio Natali e da Carlo Falciani, Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della maniera ha come manifesto e simbolo la Visitazione di Pontormo, conservata nella chiesa di San Michele di Carmignano. Dipinta, probabilmente, subito dopo la cappella Capponi di Santa Felicita a Firenze (la Deposizione, che insieme allanaloga opera di Rosso Fiorentino, custodita a Volterra, fu riprodotta da Pasolini nel suo film La ricotta), la Visitazione, non citata da Vasari, deve la sua fortuna al Novecento che, di volta in volta, vede in quel quadro lispirazione dellEspressionismo,

Il personaggio Bill Viola (New York, 1951) uno dei pionieri della videoarte. Dopo la laurea in Visual e Performing Art alla Syracuse University, tra il 1973 e il 1974 ha realizzato i primi video. Viola (che nel 2004 ha firmato un video per il Tristano e Isotta di Richard Wagner, regia di Peter Sellars) si pi volte cimentato nella rivisitazione dei classici dellarte: dagli affreschi di Giulio Romano a Palazzo Te di Mantova (The Raft, 2004) alla Deposizione di Masolino (Emergence, 2002) Levento Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della maniera, Firenze, Palazzo Strozzi (dall8 marzo al 20 luglio; Info Tel 055 26 45 155; www.palazzostrozzi.org), a cura di Antonio Natali e Carlo Falciani, Catalogo Mandragora (pp. 320, e 40). La mostra propone per la prima volta insieme una cinquantina di dipinti di due maestri della maniera moderna, Jacopo Carrucci detto il Pontormo (14941557) e Giacomo Battista di Jacopo Rosso detto il Rosso Fiorentino (1494-1540). Dieci le sezioni dellesposizione che si apre con tre grandi affreschi della Santissima Annunziata di Firenze staccati e restaurati per loccasione (il Viaggio dei Magi di Andrea del Sarto, la Visitazione di Pontormo, lAssunzione del Rosso) a cui verr affiancata la Pala Cambi di Fra Bartolomeo. In mostra anche il video di Viola, The Greeting, ispirato a Pontormo. In contemporanea alla Strozzina (dal 14 marzo al 20 luglio) si tiene la mostra Questioni di Famiglia, Vivere e rappresentare la famiglia con opere di dieci artisti contemporanei Le immagini Sopra: Bill Viola (in maglia rossa) accanto a Daniele Rossi davanti alla Visitazione (foto di James OMara)

della pittura metafisica, della Nuova Oggettivit. Nel 1995, la Visitazione di Carmignano viene rivisitata nel video di Bill Viola. Esposto alla Biennale darte di Venezia in quellanno, The Greeting sar ospitato a Palazzo Strozzi. E Bill Viola ha promesso che sar a Firenze per linaugurazione.

AllEspace Vuitton

E a Venezia si misura con Vittore Carpaccio

La storia di un incontro
La Visitazione di Pontormo stata la prima opera darte antica che mi ha ispirato. E anche il primo set in cui abbiamo impiegato degli attori, racconta Bill Viola. La Lettura lo incontra a Firenze, nello studio del restauratore Daniele Rossi, davanti al quadro in corso di restauro e ripulitura. Viola e la moglie e collaboratrice Kira Perov non nascondono lemozione di vedere da vicino e toccare quel capolavoro, che grazie al lavoro di Rossi svela inattesi colori. Per esempio lazzurro luminoso del cielo, che invece finora appariva scuro e tempestoso. E anche le vesti delle quattro donne assumono nuova lucentezza. Conosceva gi quel dipinto, laveva visto negli anni passati a Firenze? No, in quegli anni pensavo solo ai video. Ero venuto a Firenze e lavoravo per lo studio di videoarte Art/Tapes/22 di Maria Gloria Bicocchi, diciotto mesi, fra il 1974 e il 1976. Ero giovane, tutto quello che era passato non mi riguardava. Il mio metro di giudizio era: se una cosa piace a tua madre, se per lei comprensibile, allora per definizione bad. I musei darte antica erano per me come ospedali tirati a lucido, fatti per conservare opere morte che interessavano solo vecchi studiosi. I pittori che mi piacevano erano Pollock, de Kooning, Rothko: arte astratta. Certo, in quei due anni a Firenze era impossibile non imbattersi in testimonianze darte, in capolavori antichi. No, era veramente impossibile. Lo studio dove lavoravo era in via Ricasoli, fra il Duomo e il Museo dellAccademia, quello in cui ci sono il David e I Prigioni di Michelangelo. Per il mio avvicinamento allarte antica non avvenuto nei musei, ma nelle chiese, dove c un gran viavai di gente, fedeli che accendono candele, bambini che scorrazzano, comitive

Mentre a Firenze si confronta idealmente con Pontormo, allEspace Culturel Louis Vuitton di Venezia (Calle del Ridotto 1353, www.louisvuitton.it, fino al 25 maggio, ingresso libero) Bill Viola ha scelto invece di misurarsi con Vittore Carpaccio (1465-1525), uno dei grandi maestri veneziani del XV secolo. Loccasione Renaissance, la mostra sponsorizzata dalla maison francese e curata da Adrien Goetz con Herv Mikaeloff. Da una parte: la Madonna con il Bambino (1487 circa) e la Piet (seconda met del XV secolo) di Carpaccio, entrambe a lungo conservate nei depositi del Museo Correr di Venezia e da poco attribuite al maestro (al loro restauro ha contribuito proprio Louis Vuitton in partnership con la Fondazione Musei Civici di Venezia). Dallaltra, due videoinstallazioni dellartista americano: Emergence (2002, sopra) e Eternal Return (2000). Il terreno per questa ideale conversazione veneziana la rappresentazione del confine che separa la nascita dalla morte.

di turisti molto rumorose. Come a Santa Croce, dove ci sono gli affreschi di Giotto; qui non come nei musei, che il quadro te lo trovi davanti, allaltezza dei tuoi occhi: gli affreschi arrivano fino al soffitto, devi sforzarti per vedere qualcosa. un ambiente vivo, le pareti rinviano leco delle voci, dei passi. Una volta, mi ricordo, feci un nastro audio con i rumori della chiesa. E Pontormo? Ero entrato nella chiesa di Santa Felicita, subito dopo Ponte Vecchio, a vedere la Deposizione. Fui molto colpito dai colori. Uscendo mi domandai, sinceramente, che cosavesse fumato il pittore per dipingere quei rosa, quegli azzurri incredibili. Sembrava avesse lavorato sotto leffetto dellLsd. Ma la Visitazione no, non lavevo vista. Del resto stava fuori Firenze, a Carmignano. Il mio incontro con quel quadro avvenuto anni dopo, in California. Una storia buffa. Che cosa successe? Ero andato in una libreria, cercavo un libro: non ricordo pi quale. Mentre stavo uscendo vedo con la coda dellocchio un volume appoggiato sul banco, un nuovo testo su Pontormo. Sulla copertina era riprodotta la Visitazione; mi colpirono i colori. Di quel quadro non sapevo niente, ma non potevo smettere di guardarlo. Ho comprato il libro e lho portato a casa. Ma aspettai mesi prima di prenderlo in mano. Alla fine, apro il libro, lo leggo, resto affascinato dalle idee, dai colori di quel pittore. Nasce cos lidea di The Greeting: affittiamo uno studio a Los Angeles, cerchiamo tre attrici. Abbiamo usato una cinepresa speciale, 300 immagini al secondo, per dare leffetto di slow motion, di tempo rallentato: cos 45 secondi di girato vengono espansi fino a durare 10 minuti. Allepoca era qualcosa che non potevi fare con la videocamera. Era un film, che poi stato riversato. Lo portai in prima mondiale alla Biennale di Venezia. Fu accolto subito con giudizi molto positivi. Nel suo The Greeting noi vediamo il prima e il dopo del quadro di Pontormo: Maria ed Elisabetta che si avvicinano, si abbracciano, si parlano. La tecnica nuova, nata con il cinema, delle immagini in movimento permette questa

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

Mostre

A Ferrara dipinti, sculture e grafica dal 1899 al 1952

I fauni, le ninfe e Matisse: ben pi dun pomeriggio


di SEBASTIANO GRASSO
Lappuntamento Matisse. La figura, Ferrara, Palazzo dei Diamanti, fino al 15 giugno (Info Tel 0532 44 949; www.palazzo diamanti.it). Catalogo Ferrara Arte (pp. 296, 45). A fianco: Fauno che incanta una ninfa addormentata (1935, particolare). Sotto, da sinistra, particolari di Ritratto di Marguerite Matisse (1918) e de Il cappello giallo (1929)

C
continuit. In mancanza della quale i pittori antichi nei loro cicli di affreschi (o nei polittici) mettevano in sequenza i diversi momenti della vita del santo raffigurato, episodi temporalmente distanti. Con il cinema (e poi la videocamera) larte ha vissuto una rivoluzione altrettanto radicale di quella che ebbe luogo nel Quattrocento a Firenze: allora, con la prospettiva, si cre la rappresentazione a tre dimensioni. Occorreva studiare, disporre di conoscenze matematiche per padroneggiare la visione prospettica. Anche oggi scienza e tecnologia sono necessarie. Ma che cosa significava, che cosa significa per lei ispirarsi a un quadro di un pittore rinascimentale? Non mi mai interessato fare una riproduzione, la replica di unopera darte cos come si fanno le rievocazioni in costumi storici. Quello che mi importa davvero cosa accade quando queste immagini entrano dentro di noi, ci vivono dentro, crescono, si trasformano in qualcosa daltro. Guardo a lungo quelle immagini, lascio che penetrino, a volte faccio un disegno, ma non sempre, poi lo metto via, me ne dimentico. Lopera che realizzo, cos, qualcosa che nasce da quello che si prodotto dentro di me, in un luogo che precede la parola, qualcosa che appartiene al mondo delle emozioni elementari di ogni essere umano. Quando mi misi a lavorare a The Greeting, mia madre era morta da poco, era nato il mio primo figlio, attraverso lopera di quellantico maestro mi aprivo al rapporto con le emozioni comuni a tutti, ai fatti fondamentali del vivere come la nascita e la morte. Che non si tratti di copie fedeli, tableaux vivants, si vede gi da The Greeting, dove per esempio le donne sono tre e non quattro, e i colori degli abiti non vogliono nemmeno lontanamente ricordare i colori di Pontormo. Mi interessava questo incontro fra due donne; una, Maria, giovane, in attesa di un figlio che, secondo il racconto dei Vangeli, non ha un padre. S, un angelo, una voce forse, le ha detto che sar madre. Ma lei turbata, impaurita, e nellabbraccio con Elisabetta vuole trovare conforto, una spiegazione. Forse le due donne si dicono qualcosa. Qualche anno dopo, in Encounter, ho filmato un altro incontro: una ragazza e una donna pi avanti negli anni. Camminano parallelamente su un terreno deserto, quando alla fine si incontrano, la donna anziana d alla giovane una scatolina. Cosa c dentro? Non si sa. un dono, e con quel dono in mano la ragazza torna indietro. E anche laltra donna riprende il cammino.

Lacqua, la morte, la vita


Nelle scorse settimane Bill Viola ha donato alla Galleria degli autoritratti degli Uffizi il suo autoritratto. il primo video che entra nel Corridoio vasariano. Camicia azzurra, pantaloni scuri, al collo un rosario buddista, lartista immerso nellacqua con gli occhi chiusi, in un atteggiamento di assoluta quiete. Ha le braccia quasi conserte sul petto, mentre la camicia si increspa lentamente nel fluire dellacqua. Ancora una volta lacqua, come gi in tanti altri video: Anthem del 1983, The Messenger, 1986, e finalmente Emergence, 2002, ispirato dalla Piet di Masolino, laffresco conservato a Empoli. Qui, il giovane nudo e bianchissimo si erge lentamente dal sepolcro da cui fuoriesce lacqua. Singolare e bellissima opera, che rovescia il senso delloriginale (la Madonna e San Giovanni depongono Cristo nel sepolcro; qui invece emerge dal pozzo-sepolcro). Ma perch c sempre lacqua nelle sue opere? Per me lacqua la morte e la vita. annegare e riemergere, passare da una forma di esistenza a unaltra. Lacqua un elemento primordiale, ma non solo. legato a un mio ricordo. Avevo sei anni, ero in vacanza con la mia famiglia vicino a un lago. Andavamo in barca, io allimprovviso scivolai e caddi gi. Mi ricordo che andavo sempre pi in fondo, con gli occhi aperti. Ma non avevo paura. Sentivo che stavo passando da questa vita in unaltra vita. Ero tranquillo. Mio zio, che non mi vedeva pi, si tuff e mi venne a riprendere. Come fosse un angelo salvatore. Mi ricordo che quando mi fece uscire dallacqua per respirare scoppiai in un pianto dirotto.
RIPRODUZIONE RISERVATA

i pensa un po su, Henri Matisse, prima di prendere un carboncino e tradurre in immagini Il pomeriggio dun fauno di Mallarm. Qualche tempo prima leditore Skira lo ha incaricato di illustrare, con acqueforti al tratto, le poesie di Stphane. Il libro esce nel 1932. Mallarm morto da 34 anni, ma i suoi versi lo hanno sempre incantato. Adesso, Matisse preso come non mai da questo poema (che Paul Valry giudica il pi grande della letteratura francese), forsanche perch suggestionato dalla musica di Debussy, ascoltata pi volte, o dal balletto di Vaslav Nizinskij. In entrambi i casi, lartista si ritrova nelle fantasie del fauno, figura della mitologia romana (satiro, in quella greca), che, in un pomeriggio estivo, incanta col flauto una ninfa addormentata. Racconta il fauno: ricordo o immaginazione (Un sogno ho amato). La sensualit si impossessa della natura e dei personaggi mitologici. Disegni, ma anche dipinti (Ninfa nella foresta, vegetazione, 1935). Tema cui Matisse si dedica sino al 1943, sintetizzando le immagini, sino a renderle semplici contorni (Linee o valori speciali annoter egli stesso in Note di un pittore sparsi per tutta la tela o la carta, a formarne lorchestrazione, larchitettura. Ma non tutti se ne accorgono. Forse si tratta di volutt sublimata). I lavori ispirati da Mallarm fanno parte della mostra, curata da Isabelle Monod-Fontaine, che Ferrara dedica allartista francese (1869-1954), con particolare riferimento alla figura (soprattutto femminile) che tanta parte ha avuto nella poetica matissiana. Un centinaio fra dipinti, sculture e grafica dal 1899 al 1952, due anni prima della morte.

suoi primi lavori consistono nel copiare i calchi delle sculture classiche, egli tenta sempre di sintetizzare i volumi e di reinventare i soggetti. La stessa operazione avviene quando passa alle modelle (pose di ore) o si serve di fotografie. Si vedano alcuni autoritratti o ritratti di persone a lui care, come quelli della moglie Amlie e della figlia Marguerite. Matisse scandaglia pi volte lo stesso volto, anche quando si dedica a un ritratto dinsieme. Le sue modelle erano mediterranee: Laurette (che posa per una quarantina di quadri); Antoinette (che destate accetta di seguirlo a Issy); Henriette (Una scultura vivente ricorda Hilary Spurling che aveva la bellezza vigorosa di unex ballerina; la sua pelle assorbiva la luce in una maniera particolare e lei sapeva assumere con facilit le pose michelangiolesche cui il pittore allora era interessato e che gli avrebbero ispirato le odalische).

Sopra: tre sequenze tratte da The Greeting (1995), videoinstallazione di Bill Viola ispirata dalla Visitazione del Pontormo (foto grande in alto)

A ninfe e fauni seguono le 20 tavole a colori di Jazz. Pubblicato nel 1948, sette anni dopo essere stato pensato dalleditore Triade, il lavoro di Matisse viene definito il pi ammirevole e memorabile libro dartista che mai sia stato creato, uno dei vertici del XX secolo. Il pittore vi lavora contemporaneamente al Charles dOrlans e al Pasipha. Prima lo intitola Cirque, perch i soggetti riguardano i suoi ricordi del circo, racconti popolari o di viaggio, poi lo cambia in Jazz perch pensa che, in fondo, il circo e il jazz abbiano molto in comune. Ovunque, ritmo sincopato e stilizzazione delle figure ottenute con la tecnica del pochoir (stampino vuoto, allinterno del quale si passa il pennello), cui Matisse aggiunge un testo manoscritto rotondeggiante e decorativo che definisce sfondo sonoro. Ogni figura dipinta, scolpita, disegnata o incisa sempre pi semplificata. Anche se Matisse viene dallaccademia e i

Inoltre, Lydia: La testa appoggiata alle braccia incrociate sopra lo schienale della sedia, il busto in leggera torsione, offriva il proprio volto e i suoi occhi azzurri nella cornice naturale dellarabesco formato dalle braccia piegate. Ma c qualcosa di insolito in questa russa che posa per una serie di nudi di grandissima resa (Il sogno, il Grande nudo disteso, Nudo rosa seduto e moltissimi disegni). Come se fosse capace di realizzare una sorta di cinematografia dei gesti quotidiani. Ricordate la Danza? Perch la figura diventa il tema principale dellopera di Matisse? Quasi tutta lopera grafica poggia su di essa. Non solo. proprio la figura che egli riprende verso gli ottantanni. Soprattutto con i ritratti. Matisse traccia personaggi realisti. I modelli pi ricorrenti sono i famigliari, principalmente i nipoti, che egli semplifica (con un procedimento di sintesi talvolta simile alla caricatura), riduce i visi a ovali vuoti, che appaiono come vere e proprie maschere. Verit del modello o dellartista? Matisse risolve la querelle coniugando entrambe. Come? Facendo s che i volti si possano vedere, oltre che leggere. Avviene anche una sorta di temporalizzazione del ritratto. Disegni immediati. Scrittura rapida e di notevole resa. Da qui, secondo Pierre Schneider, una schiera di visi contro la solitudine, avanguardia della notte definitiva. Una notte che non tarda a venire.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Allestimento Rigore scientifico Catalogo

UUUUU UUUUU UUUUU

18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Sguardi Le mostre

Classicamente
di Nuccio Ordine

Tommaso Moro e la povert di chi accumula


Considero ricchezze autentiche solo quelle di un animo che abbia maggior stima di s che dei poveri averi. A buon diritto chiamiamo ricco e dovizioso colui che sa come vanno impiegate le grandi ricchezze. Ma se uno non fa che accumulare grettamente sostanze si riduce come lape, che fatica nellalveare mentre altri si mangiano il miele: Tommaso Moro ricorda in uno degli epigrammi (Edizioni San Paolo, 1994) che molto povero chi sa solo accumulare...

Avanguardie Una rassegna a Forl sullo stile che si diffuse nel 1902, esplose nel 1906 e si svilupp fino al 1911

La libert di essere Liberty


Oltre lArt Nouveau, oltre il movimento Jugend: guardando al Rinascimento lItalia elabor la sua via allarte nuova, rivoluzionando anche grafica e architettura
da Forl ARTURO CARLO QUINTAVALLE

no modelli diversi dalla ricerca in Italia; da noi il nuovo, la ricchezza dellinvenzione, si scopre in alcuni ambiti: la ceramica, la grafica, i metalli, i mobili. Fra i vasi floreali, uno del Museo Stibbert, attribuito a Adolfo de Carolis (1900), fa capire la complessit dei nessi fra le arti: intreccio di rose bianche su fondo azzurro e la scritta Cos parta le rose e le parole, un verso di Petrarca ripreso da DAnnunzio. Proprio il Vate figura chiave della committenza neorinascimentale per scultura e pittura mentre, nellambito della grafica, innova nettamente: lo mostrano le illustrazioni per Francesca da Rimini (1902) e la copertina di Fedra disegnate da Adolfo de Carolis. Il peso della tradizione, limpatto di Luca Signorelli e di Michelangelo sono determinanti per Giulio Aristide Sartorio, ad esempio in Le Tenebre (1907) e nel fregio di Montecitorio (1910), per Ettore Tito e molti altri. Dunque la novit, la rivoluzione sta altrove. Lo capisce Vittorio Pica che, su Emporium, nel 1897 scrive: In Italia non si pu dire che esista tuttora una vera e completa arte dei cartelloni, cos come in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti dAmerica o in Belgio ma, dietro gli esempi dOltralpe, da due o tre anni si notano i sintomi promettenti di una prossima, brillante fioritura.

olte le strade per comprendere lArte Nuova in Italia. Limportante e ricca mostra di Forl evoca la scansione temporale proposta da Rossana Bossaglia: diffusione del movimento in occasione della mostra internazionale di Arte Decorativa di Torino (1902), massimo consenso con lEsposizione Universale di Milano (1906), ancora sviluppo fino alla mostra di Roma nel 1911. Fernando Mazzocca e Maria Flora Giubilei puntano su un insieme di eventi storici: la progressiva industrializzazione italiana rappresentata nelle mostre internazionali, lapertura della Biennale di Venezia (1895), il peso sulla nostra ricerca delle Secessioni. Cambia dunque la societ, cresce una diversa borghesia che si rappresenta nellarchitettura, nellarredo, nella moda, mentre la pittura pare conservare modelli del passato. Infatti lArte Nuova in Italia sempre un confronto fra due modelli: quello tradizionale, del Rinascimento, e laltro, della nuova scrittura anche grafica che il Liberty, lArt Nouveau, larte Jugend dunque i modelli inglesi e francesi, e poi tedeschi e austriaci finiranno per introdurre. Cos il racconto della mostra propone sempre esperienze diverse, opere che prendono punti di riferimento spesso distanti.

i
Lesposizione Liberty. Uno stile per lItalia moderna, Forl, Musei di San Domenico, fino al 15 giugno (Info Tel 199 15 11 34; www.mostre fondazioneforl.it), Catalogo a cura di Fernando Mazzocca (Silvana Editoriale, pp. 408, e 34). Orario: da marted a venerd 9.30-19; sabato, domenica e giorni festivi 9.30-20. Chiuso il luned. Biglietto intero: 11; biglietto ridotto: 9 Le opere In mostra: opere di Previati, Boldini, Sartorio e di altri maestri italiani; lavori di artisti stranieri come Klimt, BurneJones; grafica e arti applicate (dai manifesti di Dudovich agli abiti di Eleonora Duse)

Nel 1902 Alfredo Melani scrive: LArte Nuova poetica e contrapponesi alla prosa dellarte vecchia, rifrittura delle cose antiche. Ma qual larte nuova e quale la vecchia? Unopera del preraffaellita inglese Edward Burne-Jones, La principessa Sabra (1865), ci fa capire: in una cornice finto-rinascimentale la figura di profilo, lunghe vesti, sta contro una spalliera di fiori e medita su un libro dore. Dunque evocazione del Rinascimento, del Botticelli tanto amato da molti come Leonardo Bistolfi, Raimondo dAronco, Gaetano Previati. Ma il dialogo col Rinascimento ha valenze diverse, e, ad esempio, nel grande fregio esposto da Galileo Chini alla Biennale del 1907, i riferimenti sono a Piero di Cosimo, Luca Signorelli, Donatello. Due delle opere esposte ai Musei di San Domenico a Forl per la mostra Liberty. Uno stile per lItalia moderna: in alto, Carlo Stratta (1852-1936), Aracne (1893), olio su tela (cm 120 x 113, particolare) proveniente dalla collezione della Galleria darte moderna e contemporanea (Gam) di Torino; sopra, Amleto Cataldi (1882-1930), Vaso con nudi di donne e mascheroni (inizio XX secolo), bronzo (cm 60), dalla collezione Alessio Ponti Galleria darte, Roma

In Italia il nuovo delle Secessioni europee si confronta con la tradizione che accolgono in molti, come Bistolfi che cita Agostino di Duccio nella Targa Ugo Rabbeno (1906). Anche in architettura, il nuovo fatica a penetrare, semmai Ernesto Basile evoca le tradizioni costruttive popolari e solo Antonio SantElia disegna la citt di una mitizzata rivoluzione delle macchine. In mostra le opere di Aubrey Beardsley, Kolo Moser, Gustav Klimt segna-

Saranno i Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, Adolfo Hohenstein, Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Galileo Chini, Umberto Boccioni e il grandissimo Leonetto Cappiello a cambiare limmagine di strada in Italia e fuori, fra primo e secondo decennio, rivoluzionando grafica e colori. Lo capisce nel 1918 un giovane Roberto Longhi: Sono convinto che lillustrazione, molto pi che larte che non vuol esser altro, sia ricca di umori pittorici sostanziali, che le permettono di rifrangere ancora con simpatica vividezza infinite forme vitali da che larte doggi si va sempre pi segregando. Ed esalta Cappiello e Dudovich: Erano ancora gli unici connazionali che sapessero fare dei quadri. La mostra anche altro, le primaverili fanciulle di Galileo Chini, le trascoloranti figure femminili del trittico di Gardone di Gaetano Previati (1908), il postimpressionismo di Plinio Nomellini, Giovanni Boldini e Amedeo Bocchi. La rassegna chiude con gli omaggi a Klimt di Vittorio Zecchin e il ritorno al Rinascimento michelangiolesco di de Carolis e Sartorio. Riemerge sempre la tradizione intesa come identit nazionale, proprio quello che il movimento Jugend rifiuta. Il confronto fra innovazione e restaurazione si ritrova in due saggi che hanno cambiato la storia dellarte: Problemi di stile di Alois Riegl (1893), con il racconto della lunga durata delle figure del naturale dagli egizi al Rinascimento, e il testo di Adolf Loos Ornamento delitto (1908), dove sotto accusa proprio la cultura Jugend, con le sue avvinghianti volute. Sono maturi i tempi per la nuova arte: Avanguardie e Bauhaus.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Allestimento Rigore scientifico Catalogo

UUUUU UUUUU UUUUU

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

Sguardi Personaggi

Sushi style
di Annachiara Sacchi

Il monaco che divenne una bambola


Bambole innamorate. Si chiamano kokeshi i pupazzi tradizionali giapponesi dal busto cilindrico, senza gambe e braccia, e dalla testa rotonda. Le pi famose, riprodotte in pietra, si trovano davanti al ponte Harimaya-bashi, nella citt di Kochi. Rappresentano due infelici amanti di 150 anni fa: il monaco Junshin e Ouma. Quando lui fu visto comprare un fermaglio per capelli vicino al ponte, venne allontanato dal paese. I due non si videro pi.

Calendario

MILANO
Le cromie di Kaufmann Massimo Kaufmann nasce a Milano nel 1963 e lavora tra la sua citt natale e New York. Appartiene a quella generazione di artisti che si imposta dopo la stagione dellArte povera e della Transavanguardia. In mostra la serie The Golden Age (sopra: Stripes, 2010). Galleria Scognamiglio Fino al 30 marzo Tel 02 36 52 68 09

Maestri Da Maxxi di Roma, Gam di Torino e Madre di Napoli un esemplare omaggio in tre capitoli

Spalletti mette il mondo in un cono


di VINCENZO TRIONE

VENEZIA
La realt e i sogni Dopo Mosca e prima di giungere a Londra, fa tappa in laguna la mostra dedicata a Viktor Popkov, uno dei maggiori artisti russi del XX secolo. Le 45 opere esposte, attraverso scene quotidiane, evocano le grandi tematiche della vita umana (sopra: La notte di Capodanno, 1973). Ca Foscari esposizioni Fino al 27 aprile Tel 041 234 62 23

Un colore che non ricopre le cose, forme pure e un po di Czanne per litaliano pi solitario

noccasione forse unica. Un modello cui ci si potrebbe richiamare in futuro. Anche per reagire alla drammatica crisi che sta colpendo la maggior parte dei musei darte contemporanea italiani, tre importanti istituzioni pubbliche hanno deciso di ritrovarsi insieme intorno a un unico progetto espositivo. Un esperimento analogo era stato gi tentato nel 2010 con le mostre itineranti sullArte povera e sulla Transavanguardia, tenutesi in diverse sedi (a distanza di qualche mese). Riprendendo esperienze gi sperimentare a livello internazionale, un museo nazionale (il Maxxi di Roma), uno comunale (la Gam di Torino) e uno regionale (il Madre di Napoli) hanno deciso di collaborare, di fare sistema.

La loro sfida stata quella di pensare unantologica dedicata a Ettore Spalletti, intitolata Un giorno cos bianco, cos bianco, disseminata tra il nord (Torino), il centro (Roma) e il sud (Napoli), suddivisa in tre capitoli autonomi, ma fortemente connessi tra di loro (il catalogo, anchesso unico, edito da Electa). Il 13 marzo (fino al 14 settembre) al Maxxi a cura di Anna Mattirolo sar inaugurato il primo appuntamento: Spalletti, il quale ha deciso di riscrivere parti delledificio di Zaha Hadid, suggerendo unesperienza visiva avvolgente, segnata da improvvise apparizioni. Dal 27 marzo (al 15 giugno) alla Gam a cura di Danilo Eccher si terr la ricostruzione dellatelier dellartista, concepito come rifugio intimo, cripta di pensieri e di meditazioni, spazio dove maturano ipotesi e strategie: una sorta di museo privato. Infine, dal 13 aprile (al 18 agosto) il Madre a cura di Andrea Viliani e Alessandro Rabottini presenta unantologica che ripercorre lintero itinerario di Spalletti, dagli esordi (negli anni Sessanta) agli esiti pi recenti del suo lavoro: un itinerario che, lungi dallassecondare un andamento cronologico, mira a indugiare sui temi forti della ricerca di questa personalit. Dunque, Spalletti. Ovvero, uno tra i maggiori solitari dellarte italiana del nostro tempo, gi presente in varie edizioni della Documenta di Kassel (1982 e 1993) e della Biennale di Venezia (1997). Una figura difficile da iscrivere in gruppi e in tendenze, cui sono state dedicate personali in musei prestigiosi, come il Muse dArt Moderne de la Ville di Parigi (1991), lIvam di Valencia (1992), il Muse dArt Contemporain di Lione (1996), il Muse di Strasburgo e il Museo di Capodimonte di Napoli (1999), la Fundacion La Caixa di Madrid ( 2000), lHenry Moore Institute di Leeds (2005),

Le tre sedi Sono tre le sedi che ospitano le oltre settanta opere della mostra Ettore Spalletti. Un giorno cos bianco, cos bianco: il Maxxi di Roma (13 marzo14 settembre, a cura di Anna Mattirolo); la Gam di Torino (27 marzo-15 giugno, a cura di Danilo Eccher); il Madre di Napoli (13 aprile18 agosto, a cura di Andrea Viliani e Alessandro Rabottini) Le immagini Dallalto: Sala delle feste, 1998 (in mostra al Maxxi); un ritratto di Spalletti (1940); la sala del Madre dedicata allartista

lAccademia di Francia di Roma (2006), la Galleria nazionale darte moderna di Roma (2010). Poverista? Concettuale? No, piuttosto siamo dinanzi a una tra le poche voci pi autenticamente religiose della nostra epoca. Una sorta di monaco del XX secolo, del tutto distante dai riti e dalle strategie del mainstream, indifferente nei confronti dellidea dellarte come provocazione e come scandalo, impegnato esclusivamente in esercizi compositivi lenti, in gesti cauti, in meditazioni lambite da pause, da esitazioni, da dubbi. Spalletti non lascia mai nulla al caso, n si affida a produzioni meccaniche. Agisce come un aristocratico artigiano che attribuisce una centralit assoluta alla pratica artigianale: il fare con le proprie mani il principio cui si sempre attenuto. Segue procedure esecutive antiche. Calcola ogni momento, ogni linea, ogni pigmento. In possesso di una notevole maestria nella modellazione di diversi materiali (alabastro, marmo, foglia doro, carta), plasma monumenti compatti, solenni, del tutto privi di rimandi e di allusioni. In lui, vi innanzitutto il desiderio di portarsi al di l di ogni tentazione descrittiva o rappresentativa. La sua ambizione consiste nel procedere senza fretta, riconducendo larte alla sua essenza, alla sua struttura. Iscrivendosi allinterno di quella che Filiberto Menna defin la linea analitica dellarte moderna, si propone di semplificare. Tende verso la purezza della forma. Insegue la pulizia, la perfezione, limperturbabilit. Attinge solo ad alcune unit linguistiche finite e costanti, prive di ogni abbandono letterario. A guidarlo sembra essere il celebre invito di Czanne, il quale volle ridurre il mondo a cono, cilindro e sfera. Sulle orme di Czanne, Spalletti insegue verit percettive non temporanee, ma eterne. Sorretto dalla convinzione secondo cui la realt non liquida ma solida, ricorre esclusivamente ad alcune geometrie fondamentali. Compie un difficile viaggio verso i primari, nel quale un ruolo decisivo assegnato al colore. Che Spalletti utilizza oscillando tra slancio aniconico e segreti rinvii. Da un lato, predilige il monocromo; sceglie di disgiungersi da ogni interferenza esterna;

elabora una sintassi governata dal rispetto di regole auree: la sua uniconografia senza icone. Dallaltro lato, rifiuta i colori puri, mentre predilige quelli caldi, in grado di dischiudere varchi verso altre dimensioni. Le sue non sono tonalit di superficie, ma atmosferiche, a tratti consapevolmente svenevoli (Barilli). Alludono sempre a un transito. Ad esempio, lazzurro, il rosa, il grigio. Che vengono esibiti non nella loro respingente impersonalit (tipica delle soluzioni del minimalismo). Sono scelti perch pronti a ospitare chi osserva: in essi ci sentiamo come immersi. Ci accolgono, ma chiedono anche di non essere toccati. Hanno una profonda qualit emozionale: evidenti le assonanze con le culture del Mediterraneo. Rarefatti, sembrano respirare: si muovono in maniera impercettibile. Sembrano evocare in noi le sfumature della nostalgia.

MODENA
Fotografia come documento Una serie di immagini, tutte provenienti dalle raccolte della Galleria, raccontano il fotogiornalismo di maestri come Henri Cartier-Bresson, Weegee, Robert Capa (sopra: Roger Pic, Il Che, 1962) che hanno eternato i grandi uomini e la grande storia. Galleria civica di Modena Fino al 13 aprile Tel 059 20 32 911

Inoltre, i colori, nelle sculture di Spalletti, non sono mai pellicolari: non ricoprono le cose, ma promanano dalle cose stesse. E, soprattutto, detengono una loro potenza plastica. E sembrano espandersi nei contesti: si diffondono negli ambienti in cui vengono collocati. Dotati di una precisa consistenza oggettuale, contribuiscono a definire la spazialit dellopera. Si impongono con la loro monumentalit non anacronistica, ma fragile. Spalletti scolpisce autentici blocchi di colore. Che, in alcuni casi, si collegano tra di loro; si continuano; seguono un ritmo modulare, spesso interrotto da calcolate imperfezioni e inesattezze. Spesso, si impone un effetto complessivo di omogeneit incrinata. Il colore, come si sposta, occupa lo spazio e noi entriamo. Non v pi la cornice che delimitava lo spazio. Togliendola, il colore assume e invade lo spazio. E quando questa cosa riesce, miracolosa, ha affermato Spalletti, le cui opere sembrano rifugiarsi nei territori dellammutolimento. Vivono nel silenzio. Che si oppone al rumore, senza annullare il linguaggio. Ha la capacit di precedere, e di contenere, ogni cifra. un attimo, che va posto sempre in relazione con qualcosa: deve avere confini. Sta in un intervallo prolungato. esito radicale di un brusio, che diviene indistinto. strumento per svelare verit che si manifestano attraverso un casto sillabario di linee, di punti, di cromie. Lesito finale: raffinati giardini di pietre, allinterno dei quali possiamo isolarci dalle voci di fuori. Tempi mistici. Un tentativo per dar vita anche nel nostro tempo disincantato a unarte spirituale.
RIPRODUZIONE RISERVATA

SANKT MORITZ (Svizzera)


Il bianco come fil rouge Un evento che il preludio della prossima edizione di St. Moritz Art Masters (agosto): 20 opere, sculture e dipinti dallantichit a oggi, in cui prevale il bianco (sopra: Ai Weiwei, Born Beijing, 1957 Marble Doors, 2007). Chiesa protestante Fino al 9 marzo Tel +41 81 833 10 28

a cura di CHIARA PAGANI

20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Percorsi
Lo storico

La battaglia
GABRIELLE BEATRICE DOMINIQUE HUGUETTE

Storie, date, biografie, reportage, inchieste

Alain Ruscio e la grandeur, atteggiamento che ritorna

ANNE-MARIE

pista di atterraggio

La Francia non cap il senso della sconfitta E perse anche lAlgeria


dal nostro corrispondente a Parigi STEFANO MONTEFIORI
CINA
Lai Chau Dien Bien Phu Hanoi Luang Prabang Yen Bay

FRANOISE CLAUDINE

a grande battaglia vinta dal generale Giap stata linizio della fine dellimpero coloniale, ma i francesi non hanno voluto accorgersene. Mentre in Marocco si festeggiava e in Tunisia e Algeria gli indipendentisti prendevano coraggio se ce lavevano fatta i vietnamiti potevano farcela anche loro la Francia non ha tratto le conseguenze di quella disfatta e si lasciata impantanare nella guerra di Algeria. Il colonialismo francese aveva e ha radici molto profonde, che si fanno sentire ancora oggi, dice lo storico Alain Ruscio, 66 anni, specialista della Francia coloniale e in particolare dellIndocina. La sconfitta di Dien Bien Phu fu una sorpresa totale per la Francia? Da un punto di vista militare s, fu un episodio di guerra di posizione e non un atto di guerriglia, una dbcle coloniale senza precedenti, ma i francesi avevano gi avuto molte prove che la loro presenza non era gradita nelle colonie. La prima sorpresa fu nel 1945, quando la fine della guerra mondiale port le rivolte coloniali invece che pace: dalla sanguinosa repressione di Stif, in Algeria, alla sollevazione del 1947 in Madagascar. Quanto allIndocina, la sconfitta del 1950 alla frontiera cinese era stata gi un avvertimento. Bisogna ricordare che la caduta di Dien Bien Phu arrivata alla fine di una guerra che Alain Ruscio (1947) uno storico del colonialismo francese, non soltanto in Indocina laggi durava ormai da sette anni. In seguito la difesa dellAlgeria francese avrebbe poggiato su un legame cominciato gi nel 1830 e soprattutto sulla presenza massiccia degli europei (nel XX secolo Algeri divenne la seconda citt francese). Qual era invece il fondamento ideologico dellIndocina francese? Non poteva certo essere il numero dei coloni: cerano solo 40 mila francesi in un territorio grande quanto tutta la Francia. Ma loro pensavano di essere l in virt di una gerarchia naturale tra le civilt: alla Francia spettava dirigere e proteggere le popolazioni locali, facendo valere paternalisticamente la propria superiorit. Su questa base di colonialismo classico si aggiunto poi lanticomunismo: a differenza che in India o in Indonesia il movimento indipendentista indocinese era comunista. Difendere lIndocina francese divenne un elemento della lotta globale contro il comunismo. Lo pensavano anche gli americani. Nel 1945 Washington era anticolonialista, avrebbe preferito che i francesi se ne andassero. Ma quando gli americani hanno capito che Ho Chi Minh era comunista, e quando Mao Zedong nel 1949 ha proclamato la Repubblica popolare di Cina, hanno deciso di aiutare i francesi. Alla fine cerano centinaia di consiglieri militari americani, e la guerra dei francesi era finanziata all80 per cento da dollari americani. In Apocalypse Now di Coppola c la famosa scena della French

plantation, prima espunta ma recuperata nelledizione estesa (Redux), in cui i soldati americani si imbattono in alcuni coloni francesi superstiti. vicina alla realt? verosimile, soprattutto perch dipinge bene gli atteggiamenti delle due forze straniere. Gli americani consideravano i francesi come dei dinosauri, e in effetti avevano ragione: i nostri coloni facevano parte di un vecchio mondo, erano conservatori al limite della reazione, rappresentavano la vecchia Francia. Anticomunisti, ma soprattutto fieri difensori delle loro tovaglie immacolate e del loro savoir vivre trapiantato orgogliosamente nella giungla indocinese. Prima di Dien Bien Phu, quegli stessi francesi nelle citt predicavano la politica del bastone contro le popolazioni locali, e protestavano ogni volta che il governo di Parigi faceva qualche concessione allimperatore Bao Dai. Il colonialismo francese rimasto associato ai paracadutisti, allimmagine tetra di un Jean-Marie Le Pen con la benda sullocchio, reduce di Indocina e Algeria. unimmagine parziale, perch il nostro colonialismo non fu affatto espressione esclusiva dellestrema destra. Al contrario, la sinistra francese stata tradizionalmente colonialista, basti pensare al socialista Jean Jaurs, che poi cambi idea, ma nel 1887 vot i crediti di guerra per il Tonchino, o al grande colonialista Jules Ferry. Tutti gli interventi coloniali della Francia sono sempre avvenuti abbracciando con una parte di sincerit, va riconosciuto una qualche bandiera nobile, dai diritti umani alla protezione delle minoranze oppresse: la lotta ai pirati nel Mediterraneo per lAlgeria nel 1830, la difesa dei cristiani perseguitati in Indocina o dei berberi contro gli arabi in Algeria, oppure dei cambogiani contro i vietnamiti. un atteggiamento che si fa sentire ancora adesso. Vede una forma di neocolonialismo nei recenti interventi di Nicolas Sarkozy (Costa dAvorio, Libia) o Franois Hollande (Mali, Repubblica Centrafricana)? Ogni missione ha ragioni diverse, dal cacciare un dittatore alla lotta al terrorismo allimpedire un genocidio. Credo che per ogni intervento ci siano sempre pi motivazioni, tra le quali certamente alcune puntuali e ragionevoli. Ma tutte queste guerre hanno in comune la vecchia idea che la Francia abbia una sorta di missione universale, accoppiata allesigenza di mantenere le posizioni geostrategiche in un continente, lAfrica, in pieno sviluppo e conteso da altre potenze come Stati Uniti e Cina. Possiamo anche riconoscere la sincerit di questo o quelluomo politico, ma non spiega tutto. Lei ha incontrato pi volte il generale Giap. Era consapevole del suo ruolo storico? Assolutamente s. Era un uomo modesto, un vietnamita e un comunista che non pronunciava mai la parola io e, in un francese impeccabile, meticoloso, metteva sempre in avanti i meriti del popolo. Ma era cosciente che la sua vittoria aveva scosso il mondo intero. Sapeva benissimo di essere stato un precursore. @Stef_Montefiori
RIPRODUZIONE RISERVATA

LAOS

VIETNAM

10.000
caduti

Forze Viet Minh

260.000
portatori

13 maggio 1954 Il generale Vo Nguyen Giap dopo aver ottenuto la vittoria decisiva nella battaglia di Dien Bien Phu

50.000

soldati delle forze regolari

Dien Bien Phu


Il 13 marzo 1954 il generale Giap avvi lassedio che umili il colonialismo di Parigi Ma alla vittoria non segu unepoca di pace
dal nostro corrispondente a Pechino GUIDO SANTEVECCHI

attina del 13 marzo 1954, alla radio francese parla il generale Henri Navarre, comandante delle forze in Indocina: La marea offensiva del Viet Minh si fermata.... Nella valle di Dien Bien Phu il colonnello Christian de la Croix de Castries e i suoi ufficiali ascoltano e si sentono sicuri. Intorno a loro, sulle colline, sono di sentinella Gabrielle, Batrice e Anne-Marie sul limite Nord; Huguette, Dominique, Franoise, Claudine, liane al centro; al sud, isolata, veglia Isabelle. La truppa dice che de Castries ha battezzato i capisaldi pensando alle sue non poche conquiste sentimentali (qualche legionario sostiene che in realt sono anche loro mercenarie). Charles Piroth, lesperto ufficiale che ha disposto nella valle i trenta pezzi dellartiglieria francese, ha detto pi volte ai colleghi di non preoccuparsi: i viet non riusciranno mai ad avvicinarsi, non potranno mai far arrivare i loro pesanti cannoni di fabbricazione cinese attraverso la giungla, a portata utile per infastidire gli avamposti francesi. ... La mare est tale. Capisce bene il francese anche il comandante del Viet Minh, larmata di liberazione, Vo Nguyen Giap, che ha insegnato storia al lyce franais di Hanoi ed diventato generale da autodidatta, studiando

le campagne di Napoleone. Giap sente quella frase del nemico e sorride. D un ordine e i cannoni troppo pesanti per essere trascinati in posizione utile per battere i capisaldi francesi aprono il fuoco. Il colonnello de Castries era arrivato nella conca vietnamita di Dien Bien Phu il 20 novembre 1953, in esecuzione del piano militare di Navarre e della follia politica di Parigi. Finita la Seconda guerra mondiale, il governo francese aveva creduto di poter riprendere il controllo del suo Empire, dallAlgeria allIndocina. Vive lIndochine franaise, con la Cambogia, il Laos, le tre province vietnamite del Tonchino a nord con capitale Hanoi, lAnnam al centro con lantica Hu e la Cocincina a sud, con la capitale Saigon. Lavventura coloniale in Asia era cominciata intorno al 1850; pi di centanni dopo, Parigi credeva ancora di avere un diritto cul-

SSS
Coraggio I comandi di Parigi avevano piazzato le truppe in basso, sottovalutando le mosse del Viet Minh

turale e morale al dominio coloniale. Nel 1945 comincia la guerra con il Viet Minh, la Lega per lindipendenza del Vietnam guidata da Ho Chi Minh. Allinizio sono azioni di sabotaggio e guerriglia che i militari francesi pensano di poter reprimere. Nel 1949, con la vittoria di Mao Zedong in Cina, la strategia cambia e il Viet Minh comunista lancia i suoi combattenti nel Tonchino in attacchi a bassa intensit che costringono i francesi a chiudersi ad Hanoi, dove rischiano laccerchiamento. in questo scenario che nella valle di Dien Bien Phu, vicina al confine con il Laos, alla fine del 1953 il comando dellArme dIndochine fa spianare il terreno per una pista datterraggio, vengono lanciati i paracadutisti, i reparti della Legione straniera, battaglioni di fucilieri algerini e marocchini. In tutto, de Castries avr ai suoi ordini oltre 15 mila uomini riforniti da circa 200 aerei al giorno. Lidea, misto di audacia temeraria e arroganza al servizio della grandeur imperiale, di attirare le imprendibili forze del Viet Minh e distruggerle in una battaglia grazie allartiglieria e al sostegno dei bombardieri. Cera un inviato speciale di Le Monde al seguito di Christian de Castries. Si chiamava Robert Guillain e, dopo essersi guardato intorno, osserv: Mon colonel, mi permetta, questa

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

Direttrici di avanzata e rifornimento Viet Minh Postazioni Viet Minh Aree sotto il controllo francese

Meno di 6 chilometri tra Gabrielle e Isabelle

13 marzo - 7 maggio

(
Q

Libri e film
Per un inquadramento del Vietnam non limitato alla guerra americana sono stati pubblicati in Italia, entrambi a firma di Francesco Montessoro, Vietnam, un secolo di storia (Franco Angeli, 2000) e Le guerre del Vietnam (Giunti, 2004). In francese: Alain Ruscio, Dien Bien Phu: la fin dune illusion (LHarmattan, 1986). Sulla battaglia, il regista Pierre Schoendoerffer (1928-2012) ha girato i film La 317e section (1965) e Dien Bien Phu (1992). Il volume Vietnam Soul raccoglie tutti i racconti di Nguyen Huy Thiep usciti in italiano (traduzione di Tran Tu Quan, Bianca Maria Mancini e Luca Tran, ObarraO, pp. 352, 18). Sulle dinamiche culturali del Vietnam oggi: Alessandra Chiricosta, Filosofia interculturale e valori asiatici (ObarraO, pp. 330, 14).

Lo scrittore
ELIANE

Nguyen Huy Thiep, coscienza critica del Paese

pista di atterraggio

ISABELLE

Questo mio Vietnam bello e maleducato come un adolescente


di MARCO DEL CORONA
uando i vietnamiti vinsero a Dien Bien Phu, Nguyen Huy Thiep aveva 4 anni. La battaglia non dunque parte della sua storia, ma lo del Paese di cui oggi il narratore pi significativo. I semi di quellepoca ritornano nella sua opera, cos come la guerra ha abitato il Vietnam ben oltre il 1954. Ero troppo piccolo... Ma lo scrittore spiega a la Lettura deve opporsi a violenza e guerre. Per in Vietnam quelli che hanno beneficiato della guerra sono coloro che hanno creato la guerra. Lo stipendio dei militari molto alto, anche le pensioni. Un sostegno non solo materiale ma anche morale. Mi fa paura. Mentre una persona normale cerca un modo per vivere, la pensione di un maggiore pu arrivare a 10 milioni di dong al mese (circa 350 euro, ndr), che corrisponde al guadagno di tutta una famiglia per un anno. Di Thiep, Alessandra Chiricosta filosofa interculturalista che insegna anche allUniversit di Hanoi sostiene che quando nel 1987 usc il suo racconto Il generale in pensione, rappresent uno scandalo politico e letterario. Come in altri scritti di Thiep, dice Chiricosta a la Lettura, la retorica eroica della guerra lascia spazio al dramma del quotidiano nella ricostruzione postbellica, quando pure i generali devono lottare per il diritto alla pensione. Lo stile letterario di Thiep riflette le contaminazioni interculNguyen Huy Thiep (1950). Apprezzato da Claudio Magris, nel 2008 gli stato assegnato il Premio Nonino turali della letteratura moderna vietnamita: influenze della tradizione orale dei racconti nei villaggi intessute con tecniche narrative postmoderne. Un convergere di elementi che si ritrova nelle prudenti parole dellautore, abituato a essere un osservato speciale da parte delle autorit (le sue risposte sono state fatte avere a mano, non per email): La storia di un Paese aggiunge come quella di una persona. In giovent si forti ed entusiasti. Tanti sogni, ambizioni. Si fanno cose pericolose e stupide. Da quanto vedo, anche la politica in Vietnam cos. La prima fase meravigliosa, poi inizia il declino e viene la morte. Mi sono sempre stupito del fatto che il Vietnam abbia 4 mila anni di storia. Ci siamo liberati dalla Cina solo nel 1802. Il regime comunista, dal 1945 a oggi, ancora nella sua giovent: maleducato, ma anche bello. Per la cultura diverso. A me interessa pi la vita, perch anche la cultura cade nelle illusioni. Non ho mai capito che cosa sia veramente la cultura. Conta comunque e sempre il senso morale. Com il suo stato danimo ora? Capir cosa intendo quando avr 64 anni. Di recente sono passato davanti a casa di Nguyen Khuyen, un poeta dellOttocento, del periodo in cui sono arrivati i francesi. La casa tenuta bene, con bei ricordi: un albero di longan cresciuto da un nocciolo donato dallimperatrice al poeta. Quando hanno preso a cannonate il villaggio, hanno evitato di colpire la sua casa e larea intorno, e il suo paese s salvato. Nguyen Khuyen a 64 anni ha scritto il suo testamento letterario, rivolgendosi non al Dio cristiano ma agli spiriti: La mia et arrivata a 8x8, / il numero 9 porta fortuna. / Dio mio, la morale sottile ma ho questa longevit. / Oh Dio mio, le mie capacit sono modeste / ma sono arrivato al quaderno del drago, quello dove si registravano i nominativi di chi superava tutte tre i livelli degli esami mandarinali. Questo lesempio di un intellettuale vietnamita, forse il migliore dellepoca, e cosa pensava a 64 anni.... Il Vietnam continua a essere un Paese fortemente impregnato di valori tradizionali, forse pi della Cina... La cultura comprende tutto, da Buddha a Confucio e Lao Zi, e anche il cristianesimo. La cultura innanzitutto religione. Il problema non mantenere, ma creare. Oggi non si pu buttare via e neanche mantenere. Sono lezioni apprese da tutte le religioni. Cera unepoca in cui hanno distrutto le chiese, ora le ricostruiscono. Quindi il problema secondo me sta nel modo in cui la gente vive questa vita in ogni singola famiglia. Quando si parla di cultura, si parla troppo della cultura che trova espressione fuori, non di quella interna. Mentre quando si parla di Buddha, ci si accorge che Buddha dentro il cuore: Buddha c dove Buddha non c. La sua domanda pi sulle attivit esterne: sono cose importanti, s, ma a me interessa la cultura interna. Anche alla luce di queste riflessioni, lei ritiene che il Vietnam abbia trovato una sua modalit particolare nel filtrare le influenze occidentali e globali? Non sono un politico, non ho responsabilit a livello sociale: quindi non ho competenze per rispondere. La gente parla troppo della libert, anche i giovani. Il problema non la libert, ma il confine interno nel proprio cuore. Non sono i margini esterni, ma quelli interni a dover essere superati. In una situazione in cui gli stupratori non scoperti giudicano quelli scoperti, la libert non c, e nel contempo c ovunque. Comunque, quando una persona sta bene di salute e ha una buona cultura, si sente pi sicura di s e della propria libert. Citavamo la guerra. Il Vietnam ha un pericoloso contenzioso con la Cina per le isole Spratly e le Paracel... Il rapporto tra Cina e Vietnam stato sempre complicato. A volte le cose vanno male a causa delle condizioni esterne, nonostante la volont dei singoli di farle andare bene. Fa parte del destino di due nazioni, di due popoli. Sono destini che nascono da tante vite precedenti. Come tra marito, moglie e figli nella stessa famiglia: si amano e si odiano anche, si danno luno allaltro ma si distruggono, anche. Si riscaldano ma si bruciano. Bisogna quindi accontentarsi e arrendersi. Anche se si risolve una singola questione, ci saranno poi altri problemi. Un po come il rapporto tra lItalia e i suoi vicini. Non mi interesso delle cose oltre a me e alla mia famiglia. Nel mondo, e anche in Asia, le tendenze cosiddette nazionaliste sono in crescita. Accade anche in Vietnam? Non mi interessa. E non la preoccupa latteggiamento della Cina nella regione? Non ho opinioni in merito. Quali sentimenti e quali pensieri le suggerisce il riavvicinamento anche militare con gli Stati Uniti? Non sono leader politico. Se lo fossi avrei modo di esprimere unopinione. @marcodelcorona leviedellasia.corriere.it
RIPRODUZIONE RISERVATA

3 batterie

da 105 e 155 mm

3 compagnie

di mortai da 120 mm

Unit del comando e dei servizi Una decina di carri armati

(compreso un bordello con prostitute viet e algerine)

Forze francesi
unit thai

3.000
caduti

13 battaglioni 4

Legione straniera

unit nordafricane

par*

15.000
uomini
Dei 15.000 uomini solo un decimo circa erano francesi

*che costituivano la riserva mobile

Indocina addio
fortezza sembra costruita al contrario. Il nobile ufficiale di cavalleria rispose infastidito: Prego, che cosa vorrebbe dire?. Mon colonel, io ho letto il De bello gallico e ho capito che dai tempi di Alesia per vincere non si sta in basso ma sulla cresta delle colline per dominare il campo di battaglia. Nei ricordi di Guillain, il colonnello replic che il giornalista evidentemente con sapeva nulla della guerra moderna, Giulio Cesare era superato: Che vengano i viet, qui che li attendo, qui che il nostro fuoco incrociato li spazzer via. Vede, il nostro problema il contrario, che i viet non vogliono rischiare, per questo da mesi non si sono mossi. Larmata del Viet Minh invece si era mossa, per mesi, lungo i sentieri stretti e fangosi. E tutto sommato Giulio Cesare poteva ancora insegnare qualcosa e sicuramente lo aveva insegnato a Giap, quel professore che i liceali di Hanoi chiamavano Napoleone per la sua passione della storia militare. In quei mesi di silenzio che avevano illuso Navarre, Giap aveva portato intorno alla valle 50 mila uomini. Come? Dove passa una capra, pu passare un uomo e uno alla volta passa un battaglione, amava ripetere Giap, citando Napoleone e la campagna dItalia. Il problema principale sono i rifornimenti: S, per far arrivare un chilo di riso alla prima linea bisogna consumarne quattro durante il trasporto... noi abbiamo impiegato oltre 2o0 mila portatori, 400 camion, 500 cavalli e 20 mila biciclette. Le biciclette di fabbricazione Renault e Peugeot i viet le avevano comprate di nascosto ad Hanoi, in una sorta di riedizione dellepopea dei taxi della battaglia della Marna. I cannoni furono smontati e trascinati a braccia sulle colline. Siamo a quel 13 marzo 1954. Giap sente Navarre alla radio, ordina il fuoco. I cannoni viet cominciano a colpire. La presunzione degli ufficiali francesi si sgretola. Il colonnello Piroth chiede scusa ai colleghi, prende una bomba a mano, toglie la sicura e si fa saltare. Cadono subito Gabrielle e Beatrice. Il 16 marzo cede Anne-Marie e il 28 il campo daviazione inutilizzabile. Ai francesi, senza rifornimenti, non resta che finire bene, proprio come aveva detto ai suoi ufficiali il colonnello Galliano ad Adua nel 1896. I legionari sul campo si sacrificano con valore. Mentre cade Dominique, sono allo stremo Huguette e liane, il governo francese si umilia fino al punto di invocare il soccorso degli americani. Washington non risponde (il suo turno in Vietnam verr dopo). Ad aprile durante uno squarcio nel cielo coperto dalle nuvole, Navarre fa lanciare un altro battaglione di par. Servir solo a ingrossare il numero delle perdite: 3 mila caduti e 10 mila prigionieri. Il Viet Minh perse oltre 10 mila combattenti su 50 mila. Il 7 maggio 1954 lartiglieria di Giap lancia lultimo fuoco di sbarramento e poi lassalto finale. De Castries, promosso generale durante lassedio, mette uno straccio bianco davanti al suo bunker, non finisce bene come Galliano ad Adua. Con la resa di Isabelle si chiudono i 57 giorni di Dien Bien Phu. A Ginevra, durante il massacro, si negoziava. Nella notte tra il 20 e il 21 luglio la firma: i francesi se ne vanno e il Vietnam viene diviso in due lungo il 17 parallelo. Per la riunificazione ci vorranno altri 21 anni e una guerra che fer lAmerica nellanima. Da allora, in un gioco del domino che si svolse in modo completamente opposto rispetto alle previsioni di Washington, lesercito vietnamita ha combattuto e occupato a lungo la Cambogia e si scontrato per un mese, tra il 17 febbraio e il 16 marzo 1979, con quello della Repubblica popolare cinese in una situazione di rivendicazioni nazionaliste e rivalit ideologiche che si sono meritate il titolo di Terza guerra dIndocina. Con Pechino le tensioni restano, centrate sulle isole Spratly e Paracel, anche se in nome delleconomia di mercato con caratteristiche socialiste, i due Paesi ora hanno anche imparato a collaborare. Per i 35 anni dallinvasione cinese, il 17 febbraio, solo poche decine di vietnamiti hanno cercato di manifestare ad Hanoi: sono stati bloccati dalle autorit. Gli eroi sono stanchi. Ora il Vietnam insegue un modello di crescita anche nellhi-tech, attrae investimenti di multinazionali ansiose di aprire nuove fabbriche con costi del lavoro inferiori a quelli cinesi, preferisce progettare la nuova Silicon Valley in zone dove si combatterono grandi battaglie. Sul web il giovane Nguyen Ha Dong, genio delle app, ha appena fatto furore con il gioco Flappy Bird, in cui un uccellino deve compiere evoluzioni su un percorso obbligato. Un successo mondiale, fino a quando Nguyen ha deciso di ritirarlo: Creava assuefazione. Pochi giorni fa a Ho Chi Minh City (la vecchia Saigon) stato aperto il primo McDonalds del Vietnam: in via Dien Bien Phu. Giap, che se n andato lanno scorso a 102 anni, sarebbe stato soddisfatto. @guidosant
RIPRODUZIONE RISERVATA

SSS
Trasformazione Oggi Hanoi cerca un equilibrio con la Cina, stringe rapporti con gli Usa e costruisce la sua Silicon Valley

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Percorsi Controcopertina
Noi e gli altri, cronologie parallele
ANTICHIT

Sopra le righe
di Giuseppe Remuzzi

I poveri sono matti


Nel parlare di psichiatria neocoloniale Derek Summerfield, del Royal College of Psychiatry di Londra, accusa lindustria delle malattie mentali e gli psichiatri occidentali di sostenere che le malattie mentali sono pi diffuse di quanto non lo siano davvero. Da qui un uso sconsiderato di antidepressivi. Forse ci si dovrebbe chiedere se le malattie mentali non dipendano, specie nei Paesi poveri, dalla frattura fra i molti che non hanno niente e i pochi che hanno tutto.

a.C.

d.C. 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200 1300 1400 1500
ET MODERNA 800 Incoronazione di Carlo Magno a sovrano del nuovo Sacro Romano Impero 1095-1099 Prima crociata 1347-1353 Grande epidemia della peste nera 1492 Scoperta dellAmerica 1517 Riforma luterana

1800 a.C. 1700 1600 1500 1400 1300 1200 1100 1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 100 d.C. 200 300

MEDIOEVO 753 a.C. Fondazione di Roma 490 478 a.C. Guerre persiane 27 a.C. Augusto diventa il primo imperatore romano 313 d.C. Limperatore Costantino legalizza il culto cristiano, che diventa egemone 476 Caduta dellimpero romano dOccidente

Cronologia eurocentrica

1800 a.C. Prima dinastia di Babilonia La Lupa con i gemelli Romolo e Remo, simbolo di Roma

Maometto predica ai suoi seguaci in una miniatura medievale

EPOCA DEI CALIFFATI

EPOCA DEGLI GRANDI IMPERI IMPERI ISLAMICI ISLAMICI

1258 622 d.C 1453 Anno dellEgira, Maometto Conquista mongola I turchi prendono Costantinopoli fonda la prima comunit islamica di Bagdad, ne degli Abbasidi 661 1501 Nascita del califfato Omayyade di Damasco, I Safavidi al 1299 il cui potere si estende dallIran alla Spagna potere in Iran Nascita del regno 750 1517 ottomano Si afferma il califfato Abbaside Conquista in Turchia di Bagdad, che segna la maggiore islamica oritura della civilt araba dellIndia DOMINIO MUSULMANO 486 a.C. Morte di Buddha 327-325 a.C. Spedizione di Alessandro Magno in India 409 d.C La dinastia Gupta unica lIndia 510 Cade limpero Gupta 991 Prime incursioni musulmane contro i regni Rajput 1206 In seguito allinvasione islamica nasce il sultanato di Delhi 1398 Tamerlano invade lIndia 1517 I Moghul islamici regnano in India

Cronologia islamica

INDIA CLASSICA

Cronologia indiana

1500 a.C. Nasce la civilt vedica

Una statua del dio indiano Shiva 1650 a.C. La dinastia Shang la prima su cui esistano testimonianze storiche Un guerriero di terracotta di Xian 1050 a.C. Si afferma la dinastia Zhou 770 a.C. Inizia lepoca Primavere e autunni. Si accentuano i conflitti interni allimpero

476 a.C. 221 a.C. Il regno Il re Ying Zheng si spezza, di Qin riunica comincia la Cina il periodo degli Stati 202 a.C. combattenti Liu Bang fonda la dinastia Han, da cui prende il nome letnia cinese

581 907 1260-1279 La dinastia Nuova fase Invasione dei mongoli, Sui riunica di disgregazione, che fondano la dinastia Yuan la Cina detta delle Cinque Dinastie 1368 La dinastia Ming e dei Dieci Stati 618 caccia i mongoli Subentra la dinastia Tang, 960-976 sotto la quale sono inventate Taizu fonda la dinastia Song e conquista stampa e polvere da sparo lintera Cina. Si avvia una fase di modernizzazione

Cronologia cinese

World History una rivoluzione

La tradizionale scansione degli eventi nasce come uno strumento di legittimazione del predominio occidentale e non ha alcun significato per il resto del pianeta che era interconnesso prima di Colombo e rimase policentrico fino allOttocento

Adesso globalizziamo il passato


di MARCO MERIGGI

Cina, India, mondo arabo: le civilt da rivalutare LEuropa non stata lunico centro del mondo

a consuetudine di identificare la storia principalmente con le vicende e le scansioni periodizzanti caratteristiche dellEuropa ha radici assai profonde. E la cosa non stupisce, se si pensa che a dare i natali alla moderna storiografia scientifica stato il nostro continente, nel cuore dellOttocento, subito valorizzandola come importante strumento di legittimazione del dominio occidentale sul mondo. In quellepoca unEuropa contraddistinta dalla rivoluzione industriale e dalla liberalizzazione delle istituzioni politiche costru i propri grandi imperi coloniali in Asia e in Africa, sottomettendo grandi civilt e elaborando il mito della propria missione civilizzatrice su scala planetaria. Andare alla ricerca degli antefatti di una superiorit allora tanto schiacciante da sembrare quasi genetica signific per gli storici europei dare consacrazione definitiva allidea di progresso (materiale, civile, culturale) e ancorare in esclusiva la dimensione della storia (cio, in ultima analisi, dello sviluppo e della trasformazione) alla civilt occidentale, da contrapporre orgogliosamente a quelle reputate stagnanti e immobili fiorite nelle altre parti del globo. La storia, come perlopi la conosciamo, dunque contraddistinta da un vizio originario di eurocentrismo. E tende da un lato a servirsi di un modello di periodizzazione che enfatizza alcune scansioni tutte interne alla vicenda occidentale (Antichit/Medioevo/Et moderna/Et contemporanea), dallaltro a inglobare nel proprio racconto altre civilt presentandole come semplici scenari periferici prima dellespansione, poi del dominio europeo. Essa si muove alla ricerca delle possibili anticipazioni plurisecolari (o addirittura plurimillenarie) di un rapporto di forza su scala planetaria che stato caratteristico dellet contemporanea e sembra per oggi destinato a una metamorfosi dagli esiti incerti. Ma il mondo anteriore alla svolta ottocentesca, come la storiografia che si ispira al metodo della World History ha durante gli ultimi decenni cercato di dimostrare, era in realt assai pi policentrico di quello nel quale si svolto il nostro passato recente. E, se si considera la scala globale in pro-

i
Lautore e il dibattito Lo storico Marco Meriggi insegna allUniversit di Napoli. autore con Laura Di Fiore del libro World History. Le nuove rotte della storia (Laterza, 2011). Il suo intervento riprende il tema delle periodizzazioni storiche affrontato sul numero 117 della Lettura da Maurice Aymard, Franco Cardini e Giuseppe Galasso Bibliografia Alcuni saggi che adottano la visione della World History: Vittorio Beonio Brocchieri, Storie globali (EncycloMedia, 2011); Immanuel Wallerstein, Comprendere il mondo (traduzione di Marina Errico, Asterios, 2006); Teodoro Tagliaferri, La Repubblica dellumanit (Rubbettino, 2012) Lo sguardo antropologico Esce il 26 febbraio il libro di Arjun Appadurai Il futuro come fatto culturale (traduzione di Marco Moneta e Maria Pace Ottieri, Raffaello Cortina, pp. 444, e 29)

spettiva plurisecolare, appare davvero problematico continuare a assegnare una sorta di primato permanente allEuropa. Al punto che, come ha scritto qualche anno fa Immanuel Wallerstein, per accostarsi oggi proficuamente alla storia sarebbe opportuno dimenticare preventivamente tutto ci che in materia si appreso a scuola. Unaffermazione, naturalmente, paradossale, ma non priva di suggestioni preziose. Perch da un lato vero che a partire dal Cinquecento gli europei furono i pi efficaci tessitori di una trama di connessioni planetarie di scala e intensit inedite, e offrirono un contributo determinante alla costruzione di quel mondo a quattro (e, in seguito, a cinque) parti che rimpiazz la tradizionale ecumene tricontinentale formata da Asia, Africa e Europa. Per altrettanto vero che, allinterno di questo nuovo spazio planetario interconnesso, le singole grandi civilt continuarono a seguire per lo pi, come in passato, il proprio filo. Facciamo qualche esempio.

Una collana di romanzi storici

Il coraggio e le astuzie dei Signori della Guerra


Mercoled prossimo, 26 febbraio, tocca a Guglielmo Testadimaglio, giovane crociato che partecip alla conquista di Gerusalemme nel 1099, e a Giovanni delle Bande Nere, il condottiero della casa dei Medici che combatt al servizio dello Stato pontificio e mor nel 1526, cercando di fermare le truppe imperiali che avrebbero compiuto il Sacco di Roma. Sono i protagonisti dei due romanzi storici con cui parte la collana dei Signori della Guerra, edita da Rizzoli: Il crociato infedele (pp. 315, e 12,90) di Davide Mosca narra le imprese di Testadimaglio; Il gran diavolo di Sacha Naspini (pp. 355, e 12,90) sincentra su Giovanni delle Bande Nere. Come spiega Michele Rossi, responsabile narrativa italiana di Rizzoli Libri, lobiettivo della collana raccontare i principali protagonisti della storia medievale e moderna. Guerrieri, combattenti, veri signori che la guerra hanno combattuto o teorizzato. Si tratta di romanzi, prosegue Rossi, caratterizzati da rigore storico-documentale che hanno lobiettivo di innovare il genere e che abbiamo pensato per un pubblico anche giovane e attento ai nuovi linguaggi. Ai libri di Mosca e Naspini ne seguiranno a breve altri due. Il falco nero di Mauro Marcialis, sullimperatore Federico II di Svevia (11941250), esce il 3 marzo, mentre Il principe del male di Francesco Ongaro, dedicato a Niccol Machiavelli (1469-1527), sar in libreria il 4 aprile. Il programma della collana prevede luscita di quattro titoli allanno.

Si tende a parlare, quando si narra dellondata di esplorazioni e poi dellespansione europea avviata allinizio della (nostra) Et moderna da Cristoforo Colombo e da Bartolomeo Diaz, di decollo di una inedita globalizzazione, contraddistinta dalla supremazia europea su scala planetaria. Ma ci si dimentica che in precedenza vi erano state, in realt, altre straordinarie esperienze di irradiazione territoriale e culturale diffusa, di cui erano state protagoniste civilt diverse dalla nostra. La rete della globalizzazione araba, tra VII e XII secolo, era giunta ad avvolgere spazi sconfinati, che si distendevano dalla penisola iberica al cuore dellAsia, transitando per le coste mediterranee africane; e quella della globalizzazione islamica, a partire dal XIII secolo, giunse a depositarsi anche su una porzione rilevante dellimmenso subcontinente indiano, dilatandosi inoltre verso lAsia sudorientale. Quando, tra lXI e il XII secolo, le repubbliche marinare di Venezia, Genova, Pisa, che da una prospettiva eurocentrica siamo abituati a considerate le avanguardie

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

Due parole in croce


di Luigi Accattoli

Forconi in Basilica
Il luogo comanda ai nomi: rifugiati per la notte in Santa Maria Maggiore i manifestanti gridano dai cancelli ai giornalisti di non chiamarli forconi perch un nome cattivo. Data unocchiata alle navate serano accorti che l dentro cera un forcone da tre denti in mano a un demone e un altro con quattro punte manovrato da un ceffo che attizza il fuoco al pentolone in cui furono bruciati i sette Maccabei.

Etica e sapere
1600 1700 1800
ET CONTEMPORANEA 1648 Pace di Westfalia 1776 Dichiarazione dindipendenza americana 1789 Rivoluzione francese 1914-1918 Prima guerra mondiale 1939-1945 Seconda guerra mondiale 1861 Unit dItalia 1989-1991 Fine del sistema sovietico

Lo sguardo di Appadurai sullumanit degli slum

SSS
Una copertina un artista

1900

2000

Non pi arcaici retaggi La nuova antropologia si proietta nel futuro


di ADRIANO FAVOLE

Il cielo di Parmiggiani
Una mano irrompe come un lampo di luce nel cielo stellato. E sulla mano lombra di un albero scarno in una visione tragica e poetica: il mito di una natura perduta, lidea dellimprendibilit del naturale e, con esso, della vita. Un tema ricorrente per Claudio Parmiggiani, grande protagonista dellarte internazionale, che ha realizzato unopera dal forte valore simbolico, in cui vita, natura e creazione sintrecciano in una costellazione che diventa evocazione dellesistenza, vera rivelazione. Claudio Parmiggiani (Luzzara, 1943) lavora con il fuoco e laria, la luce e la sua ombra, la pietra, il vetro, la maest del marmo, la fragilit delle farfalle: materiali che trasforma (talvolta con una volont iconoclasta) in installazioni e sculture nelle quali convivono la classicit e la sua messa in discussione. La sua unarte di impegno civile: frammenti del mondo come racconto di un presente costantemente sospeso nel tempo e in cui prevale lemozionante e poetico racconto sul persistente, ineluttabile dialogo con lassoluto dellAssenza. (gianluigi colin)

DECADENZA 1718 1839 Pace di Passarowitz, Inizio delle riforme ne dellespansione occidentalizzanti in Turchia ottomana in Europa 1736 Cade in Persia la dinastia Safavide, sostituita dagli Afsharidi 1923 di stirpe turca Fine dellimpero ottomano, nasce la Repubblica turca 1739 Sacco di Delhi da parte dei persiani di Nadir Shah 1947 Fine del dominio britannico, 1763 nascono India e Pakistan La Compagnia inglese delle Indie ottiene 1971 Il Bangladesh lamministrazione si stacca dal Pakistan del Bengala 1857-1858 Rivolta repressa dagli inglesi. Tutta lIndia sotto la corona britannica 1803 Gli inglesi conquistano Delhi COLONIZZAZIONE COLONIZZAZINE BRITANNICA INDIPENDENZA

1644 Invasori provenienti dalla Manciuria conquistano Pechino e fondano la dinastia Qing 1842 Guerra delloppio: gli inglesi sconggono la Cina. Grave decadenza dellimpero 1912 Abdica Pu Yi, ultimo imperatore. Nasce la Repubblica 1949 Mao Zedong fonda la nuova Cina comunista

protocapitalistiche della storia mondiale dellepoca, ebbero la possibilit di operare in quegli spazi, prima sostanzialmente preclusi agli europei, lo fecero assumendo un ruolo da comprimarie, allinterno di una rete i cui punti nodali si trovavano nel cuore dellAsia. In quella rete la scienza, di cui gli arabi avevano raccolto il filo greco-classico smarrito nel frattempo dallEuropa, intrecciandolo con le raffinate conoscenze elaborate in India e in Cina e integrandolo con la propria ulteriore speculazione, godeva di un invidiabile stato di salute, mentre in Europa stentava a emanciparsi dalla teologia. A quella araba si affianc tra Due e Trecento senza cancellarla la globalizzazione mongola, che Gengis Khan e i suoi successori realizzarono a partire dalla dorsale della via della seta, un percorso che attraversava, come ha scritto il geostorico Christian Grataloup, la pi grande costruzione politica terrestre di ogni tempo. Vi si incammin, tra i tanti, anche il nostro Marco Polo, raggiungendo Khanbaliq (lodierna Pechino). L, due secoli pi tardi, sopravvisse per qualche tempo nei giardini della corte dei Ming una giraffa, che lammiraglio Zheng He, capo della maestosa flotta imperiale cinese, aveva trasbordato con successo in patria nei primi decenni del Quattrocento, prelevandola dallentroterra di quelle coste africane alle quali pi volte era approdato, nel corso di viaggi che lo portarono a solcare gli immensi spazi di quello straordinario mare multiculturale, multietnico, multireligioso lOceano Indiano che si distendeva tra Africa e Asia. Ma Zheng He e la sua flotta non avevano fatto vela solo verso lOccidente. Orientando il timone in direzione nord, in quegli stessi decenni si spinsero fino alla Kamchatka. Non solo il mondo era policentrico, dunque, ma le sue parti dialogavano intensamente tra loro, prescindendo dallintermediazione europea. E la stessa svolta cinquecentesca, se comport un fenomeno di disseminazione degli europei sul globo (in America, ovviamente; ma in proporzioni assai pi contenute anche in Asia; in misura quasi impercettibile, invece, in Africa), non si tradusse, a lungo, nellavvio dellegemonia occidentale. Sotto molti punti di vista, le grandi civilt asiatiche rimasero superiori a quella europea sino alla fine del Settecento. E gli europei che visitavano quei luoghi ne erano, per lo pi, pienamente consapevoli. Cos, se quella tra Medioevo e Et moderna una cesura che ha naturalmente un senso per lEuropa e per la rimodulazione gerarchica dei suoi valori, mentre meno (o addirittura nulla) ha da dirci in relazione alla storia delle grandi civilt asiatiche, diverso indubbiamente il rilievo che, su scala planetaria, assunse quella tra Sette e Ottocento, per i motivi che abbiamo illustrato allinizio. Diversamente da quello che laveva preceduto, il mondo globale che prese allora forma lo fece sotto il segno di una superiorit europea che si lasciava avvertire tanto, in primo luogo, sotto il profilo degli armamenti, quanto sotto quello della crescita diseguale della ricchezza e delle opportunit materiali e civili. Ma quel mondo da tempo ormai sta cambiando. E certo anche per questo la metodologia della World History, basata sul riconoscimento del pluralismo e del policentrismo culturale e insofferente delle rigidit etnocentriche, ha oggi davanti a s compiti importanti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

e societ umane sono legate da una fitta trama di fili che, direttamente o indirettamente, le connettono le une alle altre, sosteneva Arjun Appadurai nel libro del 1996 Modernit in polvere (Raffaello Cortina, 2012). La globalizzazione degli ultimi trentanni ha accelerato la corrente che percorre le culture, dando vita, allo stesso tempo, a gobbe e ostacoli che, in alcune parti, ne rallentano i percorsi. Fuor di metafora, la corrente rappresentata dagli ingenti flussi di merci, persone e soprattutto rappresentazioni e immaginari che si dipanano nellecumene globale con sorprendente velocit. Ci che rilevante, per Appadurai, non sono tanto i contenuti che viaggiano sulle reti (le reti online del web o le reti offline della comunicazione tradizionale), quanto le forme. Tra queste spiccano la forma nazione, le costituzioni e la democrazia a livello politico; i giornali, le soap opera e pi recentemente i social network a livello mediatico. Anche nelle aree del pianeta considerate pi remote e periferiche (dal Nepal alla Papua Nuova Guinea), gli esseri umani oggi producono localit, ovvero costruiscono societ e culture posizionate localmente, ma a partire da dialoghi, conflitti e negoziazioni con quei format politici e mediatici che viaggiano senza sosta sulle reti globali. Di Appadurai esce il 26 febbraio in

partendo da Max Weber. Appadurai comincia per col criticare la modernizzazione europea laddove si connessa al progetto imperialista e laddove ha confuso luniversalismo con limposizione delle proprie traiettorie storiche. Occorre, secondo lantropologo della New York University, tenere ben presente le sorprese che la modernizzazione dancien rgime ci ha riservato: Il rifiuto della religione di essere sacrificata sul tavolo dello sviluppismo della scienza moderna; la paradossale tendenza delle nuove tecnologie di comunicazione a incoraggiare la differenza culturale invece di rincorrere la somiglianza; la propensione della voce popolare a pretendere sangue, vendetta, guerra ed etnocidio () provando in questo modo la falsit delle correlazioni che ci si attendeva tra istituzioni democratiche e crescita della tolleranza e della pazienza come virt politiche.

SSS
Laltro cosmopolitismo I diseredati immaginano vie di uscita dalla miseria anche a partire dalle connessioni digitali con quelli di altre citt
Italia Il futuro come fatto culturale. Saggi sulla condizione globale (Raffaello Cortina). Conosciuto a livello internazionale come uno degli autori pi importanti nel vasto campo interdisciplinare dei post-colonial studies, Appadurai ha di recente intensificato i legami con il nostro Paese, intervenendo in seminari accademici e in incontri con il pubblico (il suo intervento al Festival Dialoghi sullUomo di Pistoia, dal titolo Cos vicini, cos lontani, in pubblicazione nel volume a pi mani, Loltre e laltro, Utet). Gentile, affabile ed affabulante, profondo conoscitore di Vico e della storia dei Comuni, sottilmente ironico e pungente, Appadurai incarna la figura prototipica dellantropologo contemporaneo. Un antropologo che viene da altrove lIndia e parla di noi e della globalizzazione che ci circonda e ci assedia, dando concretezza a quella reciprocit o inversione di sguardi tanto spesso evocata. Lantropologo che rompe i confini disciplinari e si addentra nei territori delleconomia, della sociologia e dei cultural studies. Lo scrittore che, conforme al clima post-moderno, evita di dare vita a un paradigma teorico forte e onnicomprensivo, ma capace di mettere a punto concetti (flussi, produzione di localit, democrazia profonda, etica della possibilit contro etica della probabilit) che aprono nuovi sentieri nelle complesse foreste di significati che ci avvolgono. Il futuro come fatto culturale nasce dalla scommessa di rilanciare una teoria e una pratica della modernizzazione, ri-

La globalizzazione non ha annullato le diversit culturali, come si era paventato, ma, ugualmente, non ha indebolito le diseguaglianze. Gli slum di Mumbai in cui Appadurai compie le ricerche etnografiche che presenta nel libro sono esemplari. La crescita in tutto il mondo di megalopoli, che assumono laspetto di nuove citt-Stato, ha creato grandi sacche di non cittadini, abitanti delle citt senza diritto a condividerne le risorse. I poveri di Mumbai abitano baracche o giacigli provvisori, vagano in cerca di cibo e non hanno posti in cui depositare gli escrementi. Le societ opulente producono affamati e li costringono a una nudit simbolica e reale nel momento in cui li privano dellintimit persino nel defecare. Il panorama dipinto da Appadurai, tuttavia, non cos fosco. La costruzione di pratiche inclusive e condivise di modernizzazione sar possibile se gli scienziati sociali, specie gli antropologi, sapranno guardare al futuro. In unepoca di pace fredda, caratterizzata da un basso livello di conflittualit internazionale, ma da forti tensioni interne, il discorso sul futuro stato monopolizzato da economisti e speculatori. Leconomia dei disastri (finanziari e ambientali) unattivit quanto mai lucrosa, basata sul calcolo probabilistico del rischio che qualcosa di grave possa succedere in futuro in qualche parte di mondo . Riappropriarsi del futuro inteso come fatto culturale significa invece passare da unetica della probabilit a unetica della possibilit, guardando alle speranze e alle immagini della buona vita che ogni societ elabora. Lantropologia ha dato priorit in passato allo studio delle culture come retaggi, alle tradizioni, ai costumi: perlopi ha camminato con lo sguardo volto allindietro. ora di indagare le costruzioni culturali del futuro, le aspirazioni, i progetti, i sogni che germogliano nelle localit del mondo globalizzato. A Mumbai sono in primo luogo i poveri a immaginare vie di uscita dalla miseria, a partire dalla loro esperienza, ma anche dalle connessioni con i poveri di altre mega-citt, rese possibili dalle nuove tecnologie (il cosmopolitismo dei poveri). Possibilit, speranza, immaginazione, futuro sono le parole chiave che Appadurai consegna agli studiosi delle nuove generazioni, invitandoli a cogliere dal basso limprovvisazione e la creativit culturale.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Supplemento culturale del Corriere della Sera del 23 febbraio 2014 - Anno 4 - N. 8 (#118) Direttore responsabile Condirettore Vicedirettori Ferruccio de Bortoli Luciano Fontana Antonio Macaluso Daniele Manca Giangiacomo Schiavi Barbara Stefanelli Antonio Troiano Pierenrico Ratto Stefano Bucci Antonio Carioti Serena Danna Marco Del Corona Dario Fertilio Cinzia Fiori Luca Mastrantonio Pierluigi Panza Cristina Taglietti Gianluigi Colin

Supplemento a cura della Redazione cultura

Art director

2014 RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani Sede legale: via A. Rizzoli, 8 - Milano Registrazione Tribunale di Milano n. 505 del 13 ottobre 2011 REDAZIONE e TIPOGRAFIA: Via Solferino, 28 - 20121 Milano - Tel. 02-62821 RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicit Via A. Rizzoli, 8 - 20132 Milano - Tel. 02-25841
COPYRIGHT RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Quotidiani Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questo prodotto pu essere riprodotta con mezzi grafici, meccanici, elettronici o digitali. Ogni violazione sar perseguita a norma di legge.

24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 23 FEBBRAIO 2014

Potrebbero piacerti anche