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Passa in rassegna i luoghi in cui odisseo approda e i personaggi con cui entra in contatto.

Delinea di essi le principali caratteristiche facendo emergere il significato simbolico che assumono nel corso del viaggio di ritorno di odisseo verso Itaca.

I viaggi di Ulisse si presentano come una fantastica e incredibile raccolta di avventure; figure mitiche si intrecciano alla vita dell'uomo in una trama fitta e impossibile da scindere. Ma le storie di Ulisse sono pi di questo; rappresentano una dettagliata descrizione di tutti i possibili scenari di vita alternativi a quello greco che l'uomo avrebbe potuto adottare e farsi artefice; una sorta di enciclopedia di quei comportamenti, secondo i greci, sbagliati e deplorevoli, che non permettevano di vivere adeguatamente. I luoghi, come i personaggi, ci descrivono gli stili di vita che Omero o chi per lui intendeva porre in analisi, invitandoci a una pi profonda lettura e riflessione del testo. Calipso, per esempio, rappresenta la tentazione di una vita perfetta, quella che la ninfa offre a Ulisse, pensiero che sfiora tante volte gli animi degli uomini. Una perfezione statica e chiusa, per, quella del tempo sull'isola di Ogigia, a cui si oppongono il richiamo dell'umanit di Ulisse e i suoi sentimenti e doveri verso la famiglia. L'episodio di Nausicaa, invece, sottolinea l'irrealt e impossibilit di un mondo senza aluna guerra o scontro, dove la pace sembra essere insita nella vita degli uomini. Ma la tranquillit che caratterizza l'isola dei Feaci si pu raggiungere solo con l'isolamento dalla realt esterna, trasformandosi in una chiusura verso la scoperta e il mondo stesso a cui il protagonista non pu assolutamente rinunciare. Circe un'altra ancora possibilit di organizzazione della collettivit; i ruoli dominanti e subordinanti della societ greca si scambiano. Nell'isola della maga il potere in mano alla donna e l'uomo, sottomesso ad essa, perde la sua razionalit, venendo trasformato in porco. Un tipico rapporto tra Ulisse e Circe riesce a esistere solo quando lo status dell'uomo si ristabilizza, ovvero quando il viaggiatore riesce ad affermare la sua superiorit. Allora

la sensualit di circe non male, ma anzi ben accetta dall'eroe. L'isola dei Ciclopi rappresenta la condizione pi primitiva e selvaggia dell'uomo; l'assenza di leggi, di politica e quindi di civilt forma un mondo selvaggio e popolato da esseri aggressivi e violenti, non rispondendo ad alcun codice di leggi; deformazione morale che si riflette dell'aspetto con la deformazione fisica, rispecchiando il credo fondamento della cultura greca, ovvero che il bello fosse buono e viceversa. Lo scontro tra Ulisse e Polifemo quindi lo scontro tra l'istinto naturale dell'uomo e la sua razionalit civilizzata, che riesce ad acquisire grazie al vivere insieme e alla politica. Completamente separato da alcuna realt umana invece il modello di vita che ci designa la discesa di Ulisse negli inferi. L'illusione dell'uomo, che aspira una vita diversa da quella terrena, un'altra alternativa al presente, non contemplabile per negli ideali del mondo greco; quella dell'oltretomba non pu considerarsi vita, ma un esistenza labile e inquieta, simile a un sogno, in cui gli uomini non cercano altro che godere per un istante ancora la pienezza dell'esistenza, possibilit, per, negata e irrealizzabile. Questa tappa non che un'altra conferma dell'importanza della vita mortale di cui il protagonista fa parte, che non deve essere rinnegata ma anzi, onorata e vissuta in pieno. Le sirene impersonano per la prima volta le difficolt reali presenti nella vita dell'uomo; la tentazione, che si presenta sotto forma di fascino, musicale o femminile importa poco, del sapere, di cui ulisse sembra nutrirsi, e del allettante oblio della mente, balsamo agognato come acqua dall'uomo che ha dovuto patire infinite sofferenze durante la vita, e che rappresentano l'alternativa pi facile, e di sicuro pi affascinante, del continuare a combattere. Anche Scilla e Cariddi rappresentano gli ostacoli inevitabili che ogni uomo deve affrontare nel corso dell'esistenza, ostacoli che possono assumere forme seducenti, come le sirene ma anche estremamente mostruose, come i due mostri che, posti all'imboccatura dello stretto di Messina, fanno strage di uomini animali e navi, incontrollabili e incontrastabili per l'uomo.

Farina III H