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O
Z
Z
A
Gianni Bartoli Appunti di Tecnica delle Costruzioni Revisione 21/10/01

Lezione n. 5

Richiami del metodo di congruenza
Introduzione al metodo dellequilibrio

Nella soluzione di una trave iperstatica (cio staticamente indeterminata o geometricamente
iperdeterminata) si pu pensare di avere a che fare con una struttura nella quale si hanno troppi
vincoli rispetto a quelli strettamente necessari a garantire lequilibrio.
Il primo modo (e apparentemente il pi naturale) di agire consiste nelleliminare i vincoli
sovrabbondanti e ricercare i valori delle reazioni vincolari corrispondenti ai vincoli soppressi che
ripristino le condizioni cinematiche dovute ai vincoli stessi.
Il metodo richiede la scelta di una struttura principale isostatica ( equilibrata per ogni condizione
di carico) e, utilizzando il Principio di Sovrapposizione degli Effetti (PSE), la determinazione delle
incognite iperstatiche (rappresentate, in senso generalizzato, da forze) avviene ripristinando la
congruenza.
In altre parole, utilizzando il teorema di Kirchhoff, si pu affermare che si ricerca (attraverso la
somma di soluzioni sicuramente equilibrate) lunica soluzione che anche congruente.
La procedura appena delineata si pu indicare attraverso due diversi nomi:
METODO DELLA CONGRUENZA perch le equazioni che permettono di risolvere il
problema e di ricavare le incognite iperstatiche sono
equazioni di congruenza
METODO DELLE FORZE perch le incognite sono rappresentate, in senso
generalizzato, da forze
Lunica richiesta del metodo quella di ricercare la soluzione passando attraverso una struttura
principale (che non unica, ossia univocamente determinabile) in equilibrio sotto lazione dei
carichi e delle incognite iperstatiche (e quindi una struttura isostatica o, almeno, staticamente
determinata per le condizioni di carico che deve sopportare).
Anzich ripercorrere il metodo in generale, osserviamo come si applica nel caso particolare di una
struttura due volte iperstatica (i=2).

L L
A
B
C
q
M
B


STRUTTURA DI
PARTENZA
(i=2)
A
B
C
q
M
B


X
1
X
2


STRUTTURA PRINCIPALE
X
1
e X
2
incognite iperstatiche
t.c.:
v
B
= (abbassamento in B)
v
C
=0 (abbassamento in C)
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 5 pag. V.2

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A
B
C
M
B

q

20

10


SISTEMA 0
Struttura principale +
carichi esterni
A
B
C

21

11

X
1
=1
[
*
]


SISTEMA 1
Struttura principale +
incognita iperstatica X
1
posta
uguale ad 1
A B
C

22

12

X
2
=1
[
*
]


SISTEMA 2
Struttura principale +
incognita iperstatica X
2
posta
uguale ad 1
[
*
]
: per il teorema di Betti (pi correttamente, per il teorema di Maxwell):
12
=
21


Lequazione che permette di risolvere il problema (ossia permette di ricavare X
1
e X
2
) quella di
Mller-Breslau:

+ + =
+ + =

=
=
22 2 21 1 20
12 2 11 1 10
2
) 2 (
1
) 1 (
X X 0
X X



in cui
(i)
rappresenta il valore dello spostamento (in direzione e verso dellinc. iperstatica i-esima)
nella struttura di partenza.
Le equazioni possono essere riscritte come:

==
=

=
=
2 , 1 j
j j 2 20
2 , 1 j
j j 1 10
X
X

o anche (in termini matriciali):
| | { } { } X =
in cui
0 i
) i (
i
=
La matrice [] (detta matrice [dei coefficienti] di flessibilit) quadrata, simmetrica (per il teorema
di Betti/Maxwell) e (si pu dimostrare attraverso il teorema di Clapeyron) definita positiva.
Di conseguenza il sistema ammette sempre soluzione (dato che det[]0), e questa (per il teorema
di Kirchhoff) ovviamente unica.
Il metodo presenta due inconvenienti:
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 5 pag. V.3

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- la non unicit della scelta della struttura principale (per cui il procedimento di calcolo
difficilmente automatizzabile);
- per risolvere la struttura occorre calcolare un numero di termini che cresce con il quadrato del
grado di iperstaticit della struttura (ci sono da calcolare gli n(n+1)/2 della matrice [] e gli n
termini del vettore dei termini noti, essendo n il grado di iperstaticit della struttura); il metodo
risulta praticamente inapplicabile quando si in presenza di strutture con molte iperstatiche.
I due inconvenienti possono essere superati introducendo un nuovo metodo di soluzione, in qualche
modo duale rispetto a quello appena descritto.

Lidea che lunicit della soluzione porta con s, che anzich ricercare TRA LE SOLUZIONI
EQUILIBRATE LUNICA CONGRUENTE si possa ricercare TRA LE EQUAZIONI
CONGRUENTI LUNICA CHE RISPETTI LEQUILIBRIO.
In altre parole si rovescia lapproccio utilizzato: si rendono incogniti alcuni spostamenti e se ne
cerca il valore che rispetta lequilibrio. Per tale motivo il nuovo metodo verr identificato con i
nomi:
METODO DELLEQUILIBRIO perch le equazioni che permettono di risolvere il
problema e di ricavare le incognite iperstatiche sono
equazioni di equilibrio
METODO DEGLI SPOSTAMENTI perch le incognite sono rappresentate, in senso
generalizzato, da spostamenti
Lidea di base che permette di istituire un metodo di soluzione in forma duale pu essere riassunta
dallaffermazione per cui in ogni membratura lo stato di sollecitazione e di deformazione sono
univocamente determinati sia che si conoscano le sollecitazioni alle estremit, sia che si conoscano
gli spostamenti alle estremit, una volta noto il carico che sulla membratura agisce.

Riferendosi allesempio riportato in figura, proviamo a determinare il legame tra M
A
e
A
.

A B
L
M
A

A


Il collegamento pu essere ricavato applicando il PLV, utilizzando i due sistemi riportati in figura,
dove si indicato con S.S.D. il Sistema di Spostamenti e Deformazioni (reale) e con S.F.S.* il
Sistema di Forze e Sollecitazioni (virtuale, da cui lapice *):

A B
L
M
A

A

M
A
/L
M
A
/L
A B
L
1*
1*/L
1*/L
+
S.S.D. S.F.S.*
+

Considerando la sola deformabilit conseguente al momento flettente si ottiene
3
L
EJ L
M
EJ
dz
z
L
1
z
L
M
1
3
2
A
L
0
*
A
A
*
=
|
|
.
|

\
|
|
.
|

\
|
=


ossia
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 5 pag. V.4

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EJ 3
L
M
A A

=

Quindi affermare che in A, a causa del momento M
A
, si ha una rotazione
A
che vale M
A
L/3EJ,
del tutto equivalente ad affermare che affinch la rotazione in A valga
A
occorre applicare, sempre
in A, una coppia del valore M
A
=
A
3EJ/L.

Osservazione: il termine L/3EJ rappresenta una flessibilit (o cedevolezza) della trave, in quanto
analogo ad un termine del tipo
ij
nellequazione di Mller-Breslau: rappresenta il valore della
rotazione (in A) indotto da una coppia di valore unitario (ancora applicata in A).
Il suo inverso (3EJ/L) che compare nel legame tra M
A
e
A
rappresenta una rigidezza della
trave, in quanto il valore del momento flettente (in A) che induce (sempre in A) una rotazione
unitaria. Si indica, di solito, con il simbolo K o W.

In conclusione: sapendo che in A applicato un momento, conoscendo il valore della rotazione
A
si possono determinare, in maniera univoca, sia lo stato di sollecitazione che di spostamento della
struttura.

Lidea del metodo dellequilibrio pu quindi essere introdotta facendo uso dello stesso esempio
usato in precedenza per il metodo della congruenza.
L L
A
B
C
q
M
B



La trave pu essere divisa in due membrature, il tratto AB ed il tratto BC: per congruenza le due
sezioni (entrambe indicate con B) dovranno possedere gli stessi spostamenti. A causa del vincolo e
dellassenza di sforzo normale sulla trave, i movimenti consentiti in B sono lo spostamento verticale
v
B
(in questo caso, trattandosi di spostamento impresso, che dovr essere uguale a ) e la rotazione
(di valore incognito)
B
.

A
B
L
M
B

B

L
q

B

B
M
B

C

E da notare che, in B, gli spostamenti delle due strutture sono gi stati posti uguali, in maniera da
rendere automaticamente rispettata la condizione di congruenza.
Inoltre:
- M
B
+M
B
=M
B
, per equilibrio
- se conoscessi M
B
e M
B
(oppure
B
) avrei gi risolto il problema: M
B
infatti quel valore del
momento che fa ruotare di
B
lestremo di destra della trave AB; equivalentemente, M
B
quel
valore del momento che fa ruotare di
B
lestremo di destra della trave BC
- conoscere
B
equivalente a conoscere M
B
per la parte di sinistra o M
B
per la parte di destra, a
causa dellosservazione fatta in precedenza.
Ognuna delle due membrature pu essere pensata, utilizzando il PSE, come la somma di pi travi,
per ognuna delle quali sia comunque sempre rispettata la congruenza.
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 5 pag. V.5

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A
B
L
M
B

B

L
q

B

B
M
B

C



A
B
M

BA


B
C
M

BC

(
B
=0) (
B
=0)

(1)
- rotazione in B impedita
- azione dei soli cedimenti
vincolari

A
B
M
q
BA

B
C
M
q
BC

q
(
B
=0) (
B
=0)

(2)
- rotazione in B impedita
- azione dei soli carichi
esterni

A
B
M

BA

B C
M

BC

B


(3)
- rotazione in B consentita
- azione dei momenti che
garantiscono la
rotazione
Note:
- il vincolo disegnato nella struttura (1) in B chiamato pattino: una rappresentazione
equivalente ad un bipendolo ad asse orizzontale, impedisce cio la rotazione e la traslazione
orizzontale
- momenti e rotazioni sono stati arbitrariamente segnati antiorari: nel caso non lo fossero, alle
sollecitazioni occorrer attribuire il segno negativo

I tre sistemi individuati, se sommati, danno il sistema di partenza, sia come azioni esterne (carichi e
cedimenti) che come spostamenti.
Le strutture (1) e (2) possono essere risolte: i valori dei momenti indicati sono quelli che, per la
condizione di carico esaminata nei singoli casi, garantiscono lassenza di rotazione ( evidente, ad
esempio, che M
q
BA
sar nullo, non agendo sulla trave nessun carico).
Il termine M

BA
il valore del momento da applicare in B affinch la trave AB ruoti della quantit

B
. Alla luce di quanto visto in precedenza, si pu porre
BA
B
BA

K M =

dove K
BA
la rigidezza dellasta AB in B. Analogamente
BC
B
BC

K M =

con K
BC
la rigidezza dellasta BC in B.
A questo lequivalenza con il sistema dal quale siamo partiti impone che
( ) ( ) ( ) ( )
BC BA
B
BC
q
BA
q
BC

BA

"
B
'
B
K K M M M M M M + + + + + = +

o anche
B
O
Z
Z
A
Lezione n. 5 pag. V.6

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B
0
B
B
M K =

dove si posto
( ) ( ) ( ) ( ) ( )
BC
q
BA
q
BC

BA
B
BC
q
BA
q
BC

BA

"
B
'
B
B
0
M M M M M M M M M M M M + + = + + + =
Se avessimo avuto pi spostamenti incogniti, avremmo ottenuto un sistema lineare nella forma:
| | { } { } F u K =

dove si posto
{ } u
vettore contenenti i valori degli spostamenti generalizzati incogniti
{ } F
vettore contenenti i valori delle forze (generalizzate) applicate nei nodi, meno i valori delle
forze necessarie ad impedire gli spostamenti dei nodi sotto lazione dei carichi esterni,
| | K
matrice di rigidezza
[K] gode delle stesse propriet di [] (quadrata, simmetrica, definita positiva) e ne rappresenta, in
qualche modo, linversa.
Osservazioni:
- si proceduto per situazioni congruenti nel senso del rispetto dei vincoli e della continuit
materiale, supponendo, di volta in volta, o spostamenti nulli o tali che soltanto uno fosse diverso
da zero (nei casi (1) si ha soltanto in B; nei casi (2) si ha assenza di spostamenti in B; nei casi
(3) si ha soltanto
B
)
- il valore corretto di
B
lunico che ripristina lequilibrio: lequazione risolutiva quindi
unequazione di equilibrio
- i sottosistemi di (1), (2) e (3) sono (in generale) ancora iperstatici, per costituiti da travi ad una
sola campata (con vincoli soltanto alle estremit) in cui pu avvenire un solo movimento per
volta: gli altri spostamenti o sono bloccati o sono conseguenti a questi
- la trave dalla qual siamo partiti era 2 volte iperstatica; stata comunque risolta introducendo una
sola incognita (
B
), ottenendo quindi un certo miglioramento rispetto al metodo della congruenza
(dove le incognite erano 2)
- le incognite sono rappresentate da un insieme di spostamenti (in senso generalizzato) che
permettono di caratterizzare in senso completo la deformata della struttura: si chiamano
movimenti indipendenti
- essendo le incognite rappresentate da movimenti, intuitivo che il metodo tanto pi efficace
quanto questi sono in misura minore, ossia quanto pi la struttura iperstatica

D
E
F
1
F
2

A B
F G
C
u
1

u
2
u
3


La struttura in figura 9 volte iperstatica. Se
consideriamo gli elementi indeformabili assialmente
(cio trascurabile la deformabilit per sforzo normale)
allora si ha che la deformata univocamente
determinata noti i tre valori degli spostamenti
u
1
spostamento orizzontale di E (comune a tutti i
punti della travata CDE)
u
2
rotazione del nodo E
u
3
rotazione del nodo D
La struttura, utilizzando il metodo dellequilibrio,
potrebbe quindi essere risolta introducendo soltanto 3
incognite iperstatiche.