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Remo Badoer

La Sbronza
contributo all’analisi della sbornia come fenomeno sociale

con un modesto contributo per una storia iconografica delle bevute

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Premessa metodologica

In questa analisi è stato preso in considerazione un bevitore di sesso maschile di media


costituzione e salute, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, quindi né troppo giovane né troppo
vecchio; sposato o celibe non ha rilevanza.

L’occasione potrebbe essere quella di una riunione conviviale, ad es. una serata a casa di
amici, in cui la persona si impegni nel consumo progressivo e continuo di bevande alcoliche.

Si specifica che in questo contributo, che pure è stato elaborato scientificamente


sull’osservazione diretta del fenomeno, ci si rivolge a un soggetto indicato con un voi
(generico) e se poi qualcuno di voi (lettori) crede di riconoscersi in questa o quella descrizione,
significa solo che ha la coda di paglia dato che ogni riferimento a cose e persone realmente
esistenti, specialmente a me, è completamente casuale.

Le fasi della sbronza sono:

1. andante moderato 6. il bradipo piangente

2. la gioia della vita 7. la pietra che rotola

3. splendore e trionfo 8. il canto del cigno

4. primi cedimenti 9. l’orlo del precipizio

5. l’orso permaloso 10. cala la tela

ognuna di queste fasi viene dapprima definita e poi esaminata in rapporto ai seguenti
parametri

· la gola e il bicchiere:
cosa e come bevete nelle singole fasi; in realtà le varianti sono pressoché infinite, ma si
possono comunque riscontrare tendenze generiche
· postura:
si intende la posizione del corpo e/o come vi muovete nell’ambiente
· il corpo:
le reazioni fisiche collaterali
· al bagno:
il vostro comportamento durante l’espletamento delle necessità corporali che
accompagnano la sbronza
· voi e gli altri:
il modo in cui voi comunicate con le altre persone presenti
· gli altri e voi:
il modo in cui gli altri si comportano nei vostri riguard
· le donne:
atteggiamento comportamentale e mentale verso il sesso femminile
· coscienza:
la comprensione del proprio stato
· fraseologia:
non solo frasi ma anche pensieri e considerazioni tipiche e/o ricorrenti

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Stadio 1. Andante Moderato

E’ lo stadio in cui incominciate a bere o, come vi piace dire, la fase in cui "si scalda la
macchina" prima della bevuta vera e propria. Non rientra quindi nella sbronza vera e propria,
intesa come effetto della bevuta, e in effetti per certi versi è indistinguibile da uno stato
normale (molti soggetti sono costantemente in questa fase o in quella successiva e nessuno ci
trova niente da ridire) ma è la base di partenza e pertanto va comunque esaminata

· la gola e il bicchiere
partite con apertitivi di vario genere, prosecchini (anche birrette) tanto "per fare fondo",
magari accompagnando a questi vari stuzzichini, spuncioni, bocconcini, patatine e cose del
genere, sempre in quantità moderata, dato che lo spazio nello stomaco va ovviamente
risparmiato per l'alcol; possibile anche il consumo di tramezzini o paninetti: uno o due di questi
infatti vi portano l’aurea ma falsa convinzione di aver mangiato a a sufficienza per poter
reggere il bere per tutta la serata.
Attenzione agli spriz, anzi agli "sprizzetti" come ipocritamente li definite: quando iniziate alle 6
di sera e continuate fino alle 10 a spriz, questi hanno la tendenza a sostituire la cena e a farvi
saltare da una fase di sbronza all’altra senza che nemmeno ve ne accorgiate.
Per quanto riguarda il bicchiere, la presa è salda, la bevuta è lenta, a piccoli sorsi.

· postura
è retta, equilibrata; se seduti, la schiena è ben appoggiata allo schienale, le gambe tenute in
modo composto; quando vi muovete, procedete sicuri e se urtate qualche tavolo o persona è
solo per vera disattenzione.

· il corpo
nessun problema; condizioni standard.

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· al bagno
vi siete ben liberati prima di uscire di casa e non sentite alcuno stimolo.

· voi e gli altri


siete un po’ riservati, magari non sapete con chi avete a che fare e non volete farvi riconoscere
subito per quell’emerita spugna che siete. Parlate di varie cose, senza troppa serietà ma anche
senza eccessiva leggerezza.
I ragionamenti sono ancora logici e filano, voi raccontate barzellette pulite, fate arguti giochi di
parole, lo scambio di opinioni è rispettoso e corretto.

· gli altri e voi


quelli che non vi conoscono sono un po’ incuriositi e vi stanno prendendo le misure (come voi a
loro, del resto) mentre quelli che vi conoscono già intuiscono come andrà a finire la serata e vi
trattano con un po’ di freddezza.
Ci sono anche quelli che non vi conoscono ma hanno sentito tanto parlare di voi: tengono nota
dei bicchieri che bevete e stanno facendo scommesse.

· le donne
siete piuttosto riservato e non vi azzardate alla benché minima avance anche se ce n’è più di
qualcuna veramente carina. Sapete però che un paio di bicchieri rendono più sciolta la lingua e
più disinibito il comportamento e allora…

· coscienza
sapete benissimo che spesso il vostro concetto di "bella serata" consiste nel finire ubriaco sotto
un tavolo, vi ricordate fin troppo bene come è andata a finire l’altra volta, ciononostante siete
di nuovo con un bicchiere in mano ma questa volta vi ripromettete di smettere e di andarvene
a casa appena vi accorgete di essere un po’ alticcio

· fraseologia
"Stavolta non mi rovino come l’altra volta", "Un goccetto solo per stare con gli amici", "Se
mangio qualcosa non mi fa niente", "No, mi fermo poco, il tempo di salutare e poi vado via"

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Stadio 2. La Gioia della Vita

E’ lo stadio in cui l'alcol comincia a a dare i primi effetti, tutti piacevoli e positivi. Siete
decisamente rilassati, la vita vi sorride, le vostre inibizioni incominciano pian piano a cadere e
voi raggiungete uno stato un po' allegro, un po’ sereno e nel contempo un po’ ovattato: l'alcol
sta incominciando a fare egregiamente da filtro tra voi e le brutture del mondo e la cosa vi fa
decisamente piacere.

· la gola e il bicchiere
abbandonati gli aperitivi e le birrette, siete passati a vini di pregio di cui riuscite ad assaporare
appieno il sapore e i profumi; fate roteare il bicchiere con maestria e descrivete ciò che state
bevendo con perizia. Se siete ad una cena, apprezzate il cibo al pari delle bevande; in
occasioni diverse invece la voglia di ingurgitare cose solide è un po’ passata e ci si concentra di
più sulle bevande.

· postura
più disinibita della fase precedente; se siete seduti, tenete accavallate le gambe l’una sull’altra
oppure le allungate stravaccandovi quanto più potete lungo la sedia o il divano, vi potete
anche. ritrovare a stiracchiarvi soddisfatti; se siete in piedi, incominciate a sentire ogni tanto la
strana sensazione di dovervi appoggiare a qualcosa, magari solo per stare più comodi (pensate
voi): tipico in questa fase il gomito posato sul banco del bar. Negli spostamenti gli urti sono più
frequenti ma assolutamente non tali da dover preoccupare.

· il corpo
è in una fase di rilasciamento, comunque sotto il vostro completo controllo.

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· al bagno
tutto a posto, tutto sotto controllo; magari una pisciatina piccola piccola, senza arte né parte,
fatta soprattutto per individuare dov’è il bagno.

· voi e gli altri


parlate di politica e di cose anche serie, ma sempre con un sorrisetto sornione sotto i baffi,
come se in realtà non ve ne fregasse niente; incominciate a confondere i nomi delle persone
presenti (non solo di quelle appena conosciute) e alle volte non riconoscete questa o quella
faccia, e adottate allora il classico stratagemma di trattare tutti da amiconi senza usare nomi e
tanto meno cognomi.

· gli altri e voi


gli altri sono leggermente meno interessanti, la loro conversazione non vi irrita ma vi appare
noiosa, vacua, non li ascoltate più: mentre loro parlano voi pensate a qualcosa di spiritoso o di
originale da dire; se qualcuno racconta barzellette, le sapete già tutte e sapete che voi le
potreste raccontare moooolto meglio.

· le donne
non solo siete più aperto e cordiale con loro, vi sembrano anche tutte un po’ più belle di prima.
Avance discrete ma dirette, battute a doppio senso, ammiccamenti e strizzatine d’occhio; è
chiaro che loro non sanno se prendervi sul serio o pensare ad un tipo ameno. Sì, se esagerate
vi può anche capitare di prendervi un bel vaffanculo, ma cosa vuol dire, il mare è pieno di
pesci, no?

· coscienza
riuscite a capire che l'alcol in realtà ha un bel po’ di effetti positivi; vi rendete ancora conto che
poi invece continuando a bere le cose cambiano, si creano casini, si vomita, ecc. ma sapete
anche che ce ne vuole per arrivare a quei livelli e che voi –soprattutto- siete di quelli che
reggono, e tanto.

· fraseologia
"Massssìmasssìchissssenefrega, ci sarà anche la guerra ma lasciami bere in pace", "Eh, per le
strade respiriamo veleno, mangiamo chissà che porcherie, cosa vuoi che siano un paio di
pacchetti di sigarette e qualche ombra di vino potabile…", "Com’è che mi hai detto che si
chiama quella?", "Io bevo solo per la compagnia", "Dov’è il cesso?"
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Stadio 3. Splendore e Trionfo

E’ la fase più potente della sbronza, quella che giustifica tutto il resto, Altro che eccitanti, altro
che droghe… anfetamine? Bah! cocaina? Pfui! Questa fase è uno stato alterato sì ma
semplicemente grandioso: non solo vi sentite benissimo, siete onnipotente e onnisciente, avete
anche un pubblico cui donare con munificità l’enorme patrimonio di saggezza e conoscenza di
cui siete depositario.
Nulla vi è impossibile, nessun traguardo o conquista irraggiungibile.

· la gola e il bicchiere
continuate con i vini, anche se ormai non è che ne distinguiate granché il sapore, figuriamoci i
profumi; li assaporate a grandi sorsate, seguite da forti sospiri di soddisfazione; se birra,
dovete tracannarla d’un solo fiato.
Il bicchiere lo tenete con fermezza e anche se non lo rigirate più con la perizia di prima e
spruzzate un po’ di vino qua e là, magari anche su qualcuno dei presenti, chissenefrega, porta
fortuna! Il mangiare viene trascurato.

· postura
se in piedi, una posizione classica è quella alla Mussolini / Nembo Kid- a gambe larghe e mani
sui fianchi-, indicatrice di superiorità e dominio.
Spostamenti rapidi e sicuri, purtroppo con inciampi in stupide sedie e mobili vari che qualche
idiota ha lasciato fuori posto.

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Avete un controllo totale dei vostri movimenti e potete dimostrare a tutti che non c’è nessuno
abile quanto voi a ballare, soprattutto danze irlandesi; se poi cadete rovinosamente sopra
sedie e tavoli, è ovviamente colpa del tappeto.

· il corpo
i polmoni e il torace si dilatano, il respiro è profondo; la corretta digestione sottolineata da rutti
belluini e senza ritegno, indicatori di salute e virilità. Il polso è veloce, il battito cardiaco
aumentato.

· al bagno
pisciate forti e vigorose, accompagnate da robuste scoregge; ambedue le pratiche sono di
piena soddisfazione.

· voi e gli altri


essi non vanno ascoltati, devono anzi stare zitti e attenti pendendo dalle vostre labbra per
poter capire le profonde realtà della vita e le conoscenze che voi nella vostra bontà avete
deciso di donare a loro.
Le barzellette che raccontate sono sempre di sicuro effetto, e anche se qualche volta ve ne
dimenticate il finale non fa niente, voi ridete lo stesso: se non ridono gli altri è perché non
l’hanno capita.
Se per caso venite contrariati, diventate sprezzanti ma al tempo stesso commiserate il povero
bifolco ignorante.

· gli altri e voi


dopo che avete spiegato a tutti come e perché la teoria quantistica abbia modificato i limiti
dell’Universo –non ne sapete assolutamente niente, ma la cosa è irrilevante- hanno
incominciato a scrutarvi attentamente, quasi sospettosi, chiedendosi dove volete arrivare. Voi
scambiate quest’attenzione per godimento e passate allora a illustrare loro l’evoluzione della
musica operistica nel Settecento spagnolo, con abilissime imitazioni delle voci sia di contralto
che di basso e con precise riproduzioni vocali di ogni singolo strumento e dell’orchestra nel suo
complesso.

· le donne
sono tutte innamorate di voi, si vede ad occhio nudo, e d’altra parte è naturale ed inevitabile,
visto la massa di mediocri presentii; non avete che da scegliere.
In questa fase non c’è nessun approccio, nessuna avance, dato che spetta a loro farsi avanti:
voi vi accontentate di guardarle con un sorrisetto distaccato, quasi indifferente, e se nessuna è
ancora caduta adorante ai vostri piedi e tutte chiacchierano con gli altri maschi è certo solo
perché vogliono farvi ingelosire, le sciocchine!

· coscienza
siete il clou della festa, l’unico motivo valido che giustifica l’intera serata, insomma siete il top
e i presenti sono veramente fortunati a poter godere della vostra presenza, come non mancate
di far rilevare loro di tanto in tanto. Potete anche continuare a bere, tanto è chiaro che siete
superiori e che voi l'alcol potete berlo a fiumi senza andare in balla.

· fraseologia
"Butta ancora", "No guarda, quelli che scrivono enciclopedie non sanno un cazzo, ti dico io
come stanno veramente le cose", "Di’ a tua sorella che se proprio vuole una bottarella io
stasera ho l’appartamento libero"

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Stadio 4. Primi Cedimenti

Questa fase segna l’inizio della discesa dopo l’apoteosi della fase precedente. Non sono crepe
nella vostra sicurezza (voi continuate ad essere splendido e al centro dell’Universo!), sono le
cose attorno ad essere cambiate, la serata non vi piace più come prima e provate uno strano
sentimento di fastidio che tende a crescere sempre di più.

· la gola e il bicchiere
continuate come prima ma, strano a dirsi, bere non vi dà più la stessa sensazione di prima, il
palato è un po' amorfo. Passate agli amari, che sono tutta salute e buttano giù tutto.
Il bicchiere va alla bocca rapidamente, grosse sorsate o bevute tutto d’un fiato, nervose e poco
soddisfacenti. Un leggero tremolio vi sconsiglia di usare la mano sinistra per reggere il
bicchiere (a meno che non siate mancini).
Mangiare non se ne parla nemmeno, magari invece un po’ di caffè per svegliarvi fuori, ma dato
che non ne siete convinti del tutto ci mettete una bella dose di brandy, anzi, al diavolo il caffè!

· postura
tic e movimenti nervosi incontrollati, necessità di trovare punti di appoggio stabili e avvolgenti
come divani e poltrone; se accavallate le gambe, queste incominciano a vibrare in modo
completamente indipendente dalla vostra volontà.
Vi spostate con misura, lentamente e solo se necessario, di preferenza lungo le pareti per
poter appoggiarsi in caso di necessità.

· il corpo
senso generico di stanchezza, movimenti o crampi intestinali piuttosto fastidiosi: date pure la
colpa è certamente di quel tramezzino mangiato un paio d’ore fa; disattenzioni e brevi
intontimenti passeggeri che vi fanno chiudere gli occhi e vi provocano diifficoltà nel mettere a

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fuoco le cose attorno a voi: per fortuna constatate che la vostra capacità visiva migliora di
molto se tenete chiuso un occhio.

· al bagno
le visite al bagno si fanno decisamente più frequenti, ma non godete più dello scarico; inoltre
dovete sedervi anche solo per far pipì.

· voi e gli altri


siete diventato decisamente meno tollerante nei confronti di questo gregge di idioti che non
solo non ha riconosciuto la vostra evidente superiorità ma vi sta decisamente snobbando.
Decidete di riacquistare il favore della platea raccontando storie e aneddoti che hanno sempre
ottenuto risate ed effetti clamorosi; peccato però che la maggior parte dei presenti le abbia già
sentite una dozzina di volte e che quindi non sortiscano l’effetto desiderato. Né vi aiuta il fatto
di avere incominsciato a parlare in quescio modo.

· gli altri e voi


i cosiddetti amici incominciano a ricordare fra loro tutte quelle volte che vi siete ubriacato con
effetti a dir poco clamorosi, gli altri sembrano invece incominciare a divertirsi della vostra
compagnia: avete l’attenzione di tutti e, anche se non ne ricordate i finali, questa volta le
barzellette suscitano l’ilarità desiderata; la cosa un po' vi insospettisce, visto che ci sono aperte
sganasciate anche quando fate discorsi seri, e soprattutto se vi siete pure dimenticati la
cerniera aperta dopo l’ultima visita al bagno.

· le donne
c’è un calo di interesse dovuto principalmente al fatto che non siete stati capaci di combinare
un piffero con nessuna e questo vi fa dispiacere un po’ per il calo di autostima, un po’ perché vi
siete accorti che le donne presenti sono tutte, ma proprio tutte, senza eccezioni, bellissime,
specialmente quando le guardate attraverso il fondo del vostro bicchiere vuoto.

· coscienza
siete coscienti che state per entrare in una fase negativa della bevuta, ma dato che siete
altrettanto coscienti che lo splendore della fase precedente altro non era che un effetto del
bere, trovate logico perseverare.

· fraseologia
"Come tu non c’eri quella volta che ti abbiamo portato in questura?", "Niente caffè nello
zucchero, grazie", "Coscia credi, io sciono in grado di reggere quescio beniscimo"
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Stadio 5. L’Orso Permaloso

E’ il momento in cui il fastidio della fase precedente è cresciuto a sufficienza e voi detestate
tutti e tutto (a parte l'alcol) e reagite con aggressività a questo ambiente diventato ostile.
L’atteggiamento complessivo è quello di un profondo disgusto nei confronti del mondo
accompagnato da una certa paranoia nei confronti degli altri: vi sentite controllato, osservato,
giudicato e anche se non è vero a voi va bene così lo stesso, l’importante è avere qualcosa di
cui di cui lamentarsi e questa negatività è sufficiente per giustificare il vostro persistere nel
bere. Questa è la fase in cui si possono scatenare le più feroci risse per i più futili motivi ed è il
motivo per cui spesso le sbronze finiscono a questo stadio, magari buttati fuori in malo modo
con un occhio pesto e un paio di denti a ramengo.

· la gola e il bicchiere
vino e birra sono qui considerate cose da femminucce, siete passati decisamente a
superalcolici di vario genere; non badate più a quello che vi buttate dentro, basta che sia alcol,
in quantità notevole e rigorosamente tutto d’un fiato, da uomini duri e pronti alla rissa quali voi
vi sentite in questa fase. Anche il bicchiere viene tralasciato e se possibile tracannate
direttamente dalla bottiglia, facendo ampie smorfie di disgusto dopo ogni tracannata.

· postura
in questa fase raramente rimanete in piedi, preferite una posizione seduta, possibilmente in un
angolo o comunque con le spalle contro il muro; il torace è proteso in avanti, la testa incassata
fra le spalle come in attesa di uno scontro fisico.

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Non avete bisogno di spostarvi perché vi siete accaparrato una bottiglia di liquore che non
avete intenzione di dividere con nessuno.

· il corpo
gli occhi sono socchiusi, arrossati, le pupille sono diventate due spilli e guardate ogni persona
come fosse un bersaglio. L’alito è diventato fetido, il respiro pesante, le orecchie hanno iniziato
a ronzare.

· al bagno
quando andate al bagno, non vi curate di tirare su la tavoletta e nelle fasi acute fate apposta a
pisciare fuori. Allo specchio, controllate attentamente di fare la faccia abbastanza cattiva

· voi e gli altri


più che comunicare brontolate aggressivi delle frasi incomprensibili agli altri, il che aumenta la
vostra sensazione che loro siano degli imbecilli che non capiscono niente e di conseguenza
aumenta anche il vostro fastidio nei loro confronti. Avete la netta sensazione che tutti stiano
sparlando di voi e la cosa è confermata dal fatto che quando voi guardate verso di loro, non c’è
nessuno che guardi voi. Chiunque vi dica qualsiasi cosa, per qualsivoglia motivo, è un coglione
e ha sempre e solo torto, punto.

· gli altri e voi


per gli altri voi siete il solito rompimaroni, da evitare come la peste; tutti vi stanno a distanza e
i più audaci che tentano di avvicinarvi vengono direttamente mandati affanculo mentre vi
tenete stretta la bottiglia perché pensate che vogliano portarvela via.

· le donne
constatati i fallimenti precedenti, provate a risvegliare il loro interesse nel modo opposto, e
cioè evitate ogni contatto diretto e assumete l’atteggiamento di un uomo superiore che può
permettersi di fregarsene delle donne. La vostra subdola tattica è quella di fissarle a distanza,
aggrottando le sopracciglia e atteggiando la bocca ad una smorfia amara, convinti che quella
sia la posa giusta per far capire che siete un uomo duro, vissuto, il solo che può far capire loro
cosa vuol dire veramente essere una donna.

· coscienza
quel senso di leggera insicurezza presente nella fase precedente viene sostituito da una forma
di egocentrismo aggressivo: siete voi contro tutti, l'alcol vi dà forza in questa impari lotta, e di
conseguenza dovete berne tanto. Inoltre, dato che siete diventati anche piuttosto egoisti,
considerate malvagiamente che più bevete voi meno ne resta per loro.

· fraseologia
"Cazzo hai da guardare", "Andate tutti a cagare", "Molla quella bottiglia che ti rompo un
braccio", " Questo mondo è una merda cattiva e l’unico modo per starci bene è essere più
cattivo di lui", "Fanculo"

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Stadio 6. Il Bradipo Piangente

L'aggressività se ne è andata e voi vi trovate completamente svuotati di ogni energia a


scorrere la vostra intera vita e a considerarne il totale fallimento. Siete la vittima del Grande
Complotto Cosmico, non avete né voglia né forza di combattere il destino; qualcosa però fate
ugualmente: fate pietà.

· la gola e il bicchiere
come nella fase dell’Orso, anche qui vi buttate sui superalcolici, rigorosamente lisci (per diluirli
bastano le vostre lacrime); è possibile che qualcuno cerchi di farvi bere del caffè amaro ma
non riuscite a buttarlo giù per via dei singhiozzi, per via che vi ustiona il palato e per via che
tre quarti lo sputacchiate addosso al buon samaritano di turno.
Il bicchiere si tiene con mano tremante e si alza lentamente: se siete capaci di arrivare alla
bocca, generalmente la mancate.

· postura
stati di immobilità totale alternati a movimenti frenetici incontrollati: negli stati di immobilità
assumete la posizione fetale rannicchiandovi su voi stessi con la testa fra le gambe.

· il corpo
perdita di controllo, tremori incontrollati, respiro affannoso, abbondanti lacrimazioni, bave alla
bocca ed altre secrezioni di vario genere, tosse convulsa, conati di vomito (generalmente a
vuoto in questa fase), singhiozzi spasmodici, grosse scoregge. Rilassamento del tratto gastro-
intestinale e degli sfinteri: colpi di tosse particolarmente forti possono provocare defecazioni
involontarie.

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· al bagno
è il luogo che maggiormente frequentate, anche se spesso purtroppo ci arrivate in ritardo.

· voi e gli altri


più che comunicare con gli altri, voi vi state confessando, spesso con dettagli intimi e
particolari imbarazzanti sulle enormi figure di merda che hanno segnato il vostro passaggio in
questa valle di lacrime; questo comunque ammesso e non concesso comunque che riusciate a
trovare qualcuno disposto ad ascoltarvi e a tollerare i vostri sputazzi; inoltre continuate
ipocritamente a chiedere scusa per le vostre condizioni attuali e anche per cose che non avete
mai fatto in tutta la vostra vita.

· gli altri e voi


strano a dirsi, c’è sempre qualche imbecille che si muove a compassione che cerca di tirarvi su,
almeno all’inizio, poi si vede che non sa più come mollarvi; alla fine l’unico che è ancora là a
darvi retta è quel tale che tutti chiamano "Sfiga" a cui sembra impossibile vedere che esiste
qualcuno messo peggio di lui.

· le donne
ovviamente, sono la causa prima della rovina della vostra esistenza ed è sempre tutta colpa
loro. Da notare però che qualsiasi tentativo di consolazione da parte di un essere di sesso
femminile però tramuterà il bradipo in maiale e tenterete allora di sfruttare la situazione: in
questo caso voi avete superato la fase depressiva me ne mantenete la finzione per perseguire i
vostri lubrici scopi con la sventurata di turno. E’ vero che l’unica donna disposta a darvi retta è
la gobbetta barbuta, ma è la ormai la fine della serata e non siete in condizione di andare tanto
per il sottile.

· coscienza
avete capito di non essere poi così splendido, anzi siete proprio una merda, un miserabile-
ubriacone-fallito-buonannulla-stronzo e anche un po’ coglione: c’è una cosa però positiva, ed è
che più in basso di così non si può andare (credete voi) e quindi bisogna continuare a bere.

· fraseologia
"Le donne son tutte troie "Perché capitano tutte a me", "Perché mi stai ad ascoltare?", "Ecco,
lo sapevo, adesso te ne vai anche tu"
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Stadio 7. La Pietra che Rotola

Ecco, la china è davanti a voi: l'alcol ha preso decisamente il sopravvento e voi non potete più
farci niente. In questa fase non ci sono grossi problemi da un punto di vista psicologico: siete
ormai sulla strada dell’incoscienza. Non ci sono nemmeno grossi problemi da un punto di vista
fisico, visto che siete in balia di un istinto animale che vi porta sempre più in basso. Non siete
più voi a bere, è la sbronza che si sta bevendo voi.

· la gola e il bicchiere
bevete senza ritegno quello che vi capita sottomano, passate dal vino ai liquori alle birre agli
intrugli più assassini.
Problemi col bicchiere: se lo tenete con la sulla destra, dovrete aiutarvi con la sinistra per
portarlo alle labbra, e viceversa. Capita comunque che vi versiate il tutto giù per la camicia
finché, ad un certo momento, la mano acquista sicurezza e va direttamente alla bocca senza
fermarsi e senza sbagliare: quello è il segno che siete arrivati ad una fase robotica in cui tutti i
vostri movimenti avvengono in automatico.

· postura
l’ambiente è diventato decisamente instabile: in un primo momento vi appoggiate alle pareti
cercando di stare in piedi, poi incominciate a mancarle sbattendo di qua e di là in una serie di
movimenti che i neurologi chiamano "pallina da flipper.
I mobili in cui incappate sembrano dotati di vita propria e rifiutano il contatto con voi,
specialmente le sedie: se tentate di sedervicisi sopra hanno la tendenza a scartare di lato, nei
casi gravi anche divani e letti si comportano nello stesso modo. Avete ottime possibilità di
inciampare anche sul linoleum.

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· il corpo
palpebre pesanti, tremori continui, sudore freddo, mani che tremano; è la fase del vomito
totale e irrefrenabile, dove capita: nel lavabo della cucina, per le scale, dietro una tenda,
insomma dovunque tranne che nel bagno.

· al bagno
se proprio vi capita di vomitare nel bagno, rigorosamente nel lavabo, nella vasca o nel bidè: se
appena provate a vomitare nella tazza, il vostro baricentro subisce una variazione tale che lo
porterà a finire con la testa dove abitualmente ci si mette qualcos’altro.

· voi e gli altri


si cerca di evitare il contatto con gli altri, specialmente con quei disgraziati che tentano di farvi
ingurgitare caffè nero o acqua calda con limone e se ci riescono ottengono risultati inadeguati
tipo ustioni al palato e le macchie sui vestiti (vostri e loro).

· gli altri e voi


la gente attorno a voi vi guarda seria scuotendo la testa, cosa che peraltro ha l’effetto di far
aumentare il vostro mal di mare; in un barlume di lucidità mordete la mano a quel bastardo di
buon samaritano che vi vuole mettere due dita in gola per farvi vomitare, come se non foste
già rovinato del vostro. Vi accorgete che cercano di tenervi lontano dalla bottiglia, ma non
pensiate sia una scelta umanitaria, è perché ormai siete diventato un’idrovora egoista e non
lasciate niente indietro.

· le donne
ci sono ancora dei tentativi di approccio robotici, ma il fatto che dalla bocca vi penzolino dense
bave verdastri e pezzi della pizza mangiata l’altro ieri toglie un po’ di romanticismo alla cosa.

· coscienza
puro istinto animale; ogni tanto c’è un pallido riconoscimento di essere sbronzi, ma viene
immediatamente soffocato da un’arsura psicotica e implacabile.

· fraseologia
"Mai più", "Voglio morire", "Portatemi ubriaco che sono a casa", "Io sono… aspetta eh, lo
sapevo prima…"

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Stadio 8. Il Canto del Cigno

Per qualche strano miracolo o combinazione alchemica, o solo perché avete vomitato anche
l’anima e un po’ di alcol dovete pure averlo buttato fuori, per qualche breve attimo tornate ad
essere lo splendido che eravate qualche tempo prima: tutto torna a sorridere, il mondo è
meraviglioso, ci si diverte da matti e le donne sono di nuovo pronte a cadere ai vostri piedi! E’
una situazione transitoria e completamente folle: godetevela tutta finché siete in condizioni di
farlo!

· la gola e il bicchiere
si ricomincia a bere alla grande, soprattutto birra ma anche vini frizzanti -rigorosamente gelidi,
per dare una botta allo stomaco sotto choc per il vomito precedente; gà che ci siete, ne
approfittate per far sentire a tutti quanto siete bravo a fare i gargarismi.
Se bevete vino, insistete a far roteare il bicchiere per sviluppare i profumi, col solo risultato di
schizzare tutto fuori; portate quindi alla bocca un bicchiere vuoto, ma ciò non di meno
declamate di "spiccati retrogusti di violacciocca, papavero e erba cipollina" od altri deliri del
genere.

· postura
restate in piedi e vi sentite stabile, in realtà le vostre gambe hanno assunto una strana
conformazione a X chiamata "la Jerry Lewis" e l’effetto è accentuato dalle vostre sganasciate
isteriche che voi interpretate come sottili risatine ironiche. Non riuscite a star fermo e in caso
di terremoto siete l’unico che appare perfettamente immobile. Non vi appoggiate più alle
pareti: sono le pareti che si appoggiano a voi.

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· il corpo
dopo esservi completamente svuotato, vi sentite leggero leggero e il fatto di esservi pisciato
addosso non vi fa né caldo né freddo. Avete anche perso una scarpa ma questo vi permette di
realizzare che tra le vostre infinite qualità c’è anche quella di avere le dita del piede destro
prensili.

· al bagno
non avete solo vomitato, vi siete svuotati anche del resto, e ci tenete a raccontare a tutti filo
per segno come è andata la cosa.

· voi e gli altri


siete comunicativi, espansivi, mollate pacche sulle palle ai vostri amici ammiccando con
complicità; provate il bisogno impellente di provare a loro che siete di nuovo in gamba e allora
ricominciate a raccontare le stesse barzellette e aneddoti della fase 3 e 4.

· gli altri e voi


cercano di chiudervi in terrazza ma il fatto che abbiate incominciato a pisciare sopra le
macchine in sosta li fa desistere dall’insano proposito. Qualcuno propone di legarvi o di darvi
una botta in testa.

· le donne
naturalmente, sono là solamente per voi, e questa volta siete ben decisi a non lasciarvele
scappare; la vostra tattica di seduzione questa volta è quella di pesanti battute accompagnate
da gestacci eloquenti e da manate sulle chiappe.
Ci sono forti probabilità di non riconoscere vostra moglie e di provarci con lei, con maliziosi
inviti del tipo: "Ehi, bella gnocca, che ne dici di mettere un altro paio di corna a quel becco di
tuo marito?".
Se non siete sposati, chiamerete la vostra ex perché siete veramente convinti che lei alle 4 di
mattina non stia facendo altro che star lì ad aspettare una vostra telefonata.

· coscienza
Ahahahahahahahah!!! Yuppi!

· fraseologia
"M’è passato tutto, sto meglio di prima!", "Dov’è che troviamo un posto aperto a quest’ora?",
"Perché non andiamo a fare due tiri a pallone?", "Chi è che vuole fare un pokerino?",
"Scommettiamo che sono capace di recitare a memoria l’intero monologo di Amleto, in inglese,
ruttando e stando in piedi su una gamba sola sopra il tavolo?"
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Stadio 9. L’Orlo del Precipizio

Questa fase si manifesta con un crollo improvviso: il mondo comincia a diventare buio, le
tenebre calano e in alto, sopra le nuvole tempestose, galoppano i quattro cavalieri
dell’Apocalisse. Voi però ormai siete al di là del bene e del male, un’ameba spugnosa dominata
da qualche demone malefico ed assetato.

· la gola e il bicchiere
dal momento che ormai vi siete bevuto tutto quello che c’era da bere, recuperate tutti i fondi di
tutte le bottiglie –birra, vino, alcolici, tutto- per farvi un ultimo bicchiere.
La mano porta il bicchiere pieno alla bocca ma la manca con effetti disastrosi; questo non vi
ferma nella vostra pertinacia alcolica e allora, se non riuscite a mettervi in ginocchio per
leccare l'alcol caduto, cercate una cannuccia con cui poter bere gli avanzi dai bicchieri altrui.

· postura
avete sempre la tendenza ad appoggiarvi alle pareti ma dal momento che questo potrebbe
tradire la vostra sbronza, ve ne staccate cadendo decisamente a faccia in giù; quindi vi
rialzate, cadete, vi rialzate, cadete, vi rialzate, cadete e alla fine decidete che sdraiati si sta
indubbiamente state meglio

· il corpo
senso di debolezza diffusa, occhio vitreo e assente, colorito cadaverico, polso quasi inesistente;
nervi e muscoli per esserci, ci sono ancora, ma non si sa bene cosa stanno là a fare. Sfascio
totale degli intestini e dello sfintere, necessità di evacuazione rapida ma vi muovete lenti

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perché l’istinto vi dice che ogni singhiozzo, colpo di tosse o movimento brusco può provocare
una defecazione involontaria.

· al bagno
quando poi riuscite ad arrivare (o vi portano) in bagno a scaricare, voi: a) non avete la forza di
sollevare il coperchio della tazza e fate quindi i vostri bisogni nel bidè; b) non avete la forza di
sollevare il coperchio della tazza e fate quindi i vostri bisogni seduto al posto giusto ma senza
aver sollevato il coperchio; c) vi dimenticate di calarvi i calzoni; d) una qualsiasi combinazione
delle situazioni precedenti

· voi e gli altri


contrariamente a quanto si possa pensare, la vostra conversazione è brillante e spigliata,
anche la vostra voce non è più impastata e la vostra lingua è più sciolta (almeno, così pare a
voi); gli argomenti sono di vario genere, tutti molto interessanti, accompagnati da battute
argute e da una coerenza logica impeccabile. Peccato però che i vostri soli interlocutori in
questa fase siano il frigorifero, l’abat-jour e un vaso cinese di nome Giuseppe.

· gli altri e voi


chi ha potuto, vi ha piantato in asso ben prima di questa fase, gli sventurati rimasti sono
indecisi se chiamare la guardia medica, la polizia oppure l’accalappiacani. Chi vi conosce da
tempo, tranquillizza gli altri sul vostro stato e intanto raccoglie i soldi delle scommesse vinte.

· le donne
completo disinteresse per le presenti, anche perché state baciando con passione la televisione
ed accarezzate con fare lubrico le tette della presentatrice

· coscienza
quale?

· fraseologia
"Bloah", "Fortuna che ci sei tu che mi capisci, vecchio Giuseppe", "Ciao Humprey, anche tu da
queste parti?"

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Stadio 10. Cala la Tela

A questo punto la bevuta è decisamente terminata e anche se in fondo a quella cosa amorfa
che è diventata la vostra mente c’è ancora un insano desiderio di continuare a bere, la cosa si
rivela impossibile a livello fisico. E’ il coma, più o meno definitivo: se riuscite a sopravvivere a
questo, domani mattina comunque desidererete essere morto.

· la gola e il bicchiere
se nel frattempo vi hanno portato in ospedale, in gola avrete principalmente soluzioni idriche di
sodio per la lavanda gastrica; se invece siete rimasti abbandonati a voi stessi prima del crollo
totale vi troverete ad ingurgitare qualsiasi cosa liquida vi possa capitare sottomano che ricordi
anche lontanamente l'alcol: trielina, sciroppo per la tosse, dopobarba, ecc.

· postura
sfidando ogni legge di gravità, riuscite a cadere anche dal pavimento. Vi spostate ancora,
aggrappandovi alle gambe dei mobili, ma solo se c’è la vaga possibilità di arrivare a recuperare
qualcosa da bere

· il corpo
impossibilità di tenere gli occhi aperti, corpo pesante, battito cardiaco al minimo,
encefalogramma piatto.

· il bagno
siete oramai praticamente un tubo e tutto quello che entra dall’alto esce immediatamente dal
basso (ambedue le uscite).

· voi e gli altri


non esistete più neanche voi, figuriamoci gli altri

· gli altri e voi


non c’è più nessuno

· le donne
impraticabile

· coscienza
impraticabile

· fraseologia
"Dove sono?", "Voi chi siete?", "Chi mi ha portato qui?", "Chi sono io?", Che cosa sono io?",
"Perché avete chiamato il prete?"

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L’Eterno Ritorno (conclusione)

Ecco. Ci siamo. Adesso cercate di aprire un occhio. Lentamente. Mooooolto lentamente. Poi
l’altro. Grazie al cielo è buio. Magari siete diventati ciechi. Non importa. L’importante è che non
ci sia la luce.

Sì, quella cosa disgustosa, rugosa e gommosa che vi sentite in bocca è proprio la vostra
lingua. A meno che ieri sera non vi siate mangiato una paperella di gomma. Cosa
possibilissima, tra l’altro.

No, non stanno bombardando la città. E’ solo la vostra testa. Peccato, eh?

Vi aspetta ora un periodo di purgatorio, con mal di testa atroci e nausee devastanti cui nulla
serviranno aspirine, maalox e compagnia briscola. Vabbe’, ci siete passati altre volte. no? Siete
ancora vivi, questo è l’importante. Quello che state vivendo ora non è un Inferno, è solo un
Purgatorio e appena finisce… come nel Gioco dell’Oca: torna alla casella 1 e ricomincia.

FINE

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Immagini

p. 1 – Velazquez, La festa di Bacco


p. 3 - Edouard Manet, Il caffè concerto
p. 5 – Egbert Van Heemskerck, Scena di taverna
p. 7 – Philips Koninck, Baccanalia
p. 9 – Joannes Vermeer, Ragazza con bicchiere di vino
p. 11 – Gerard Van Honthorst, Bevitore di birra
p. 13 – Willem Van Mieris, Uomo della milizia col bicchiere vuoto
p. 15 – Pieter Pauwel Rubens, Sileno ubriaco
p. 17 – Henry Millot, Bacco
p. 19 – Pieter Pauwel Rubens, Ercole ubriaco
p. 21 – Giovanni Bellini, Noè ubriaco
p. 22 – Caravaggio, Bacchino malato
p. 23 – Arie De Vois, Donna che beve - Murillo, Ragazzo che beve

Remo Badoer

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Italia. Per leggere una copia della licenza visita il sito web http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/ o spedisci
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Dello stesso autore : http://www.ibs.it/code/9788851709716/badoer-remo/quando-un-amico-si.html

L’autore scrive anche sul blog di Achedes: http://mondocane.myblog.it/

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