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Completa laffermazione E giusto che la donna abbandoni il lavoro per dedicarsi alleducazione ai figli...

Dallantichit la donna ha sempre avuto un ruolo molto importante per leducazione dei figli. Nellantica Grecia era lei che insegnava alle figlie a leggere, scrivere, fare i conti e i lavori di casa; i maschi invece venivano educati da un maestro. Le donne sono sempre state sottomesse agli uomini e non ne avevano gli stessi diritti. Nellantica Roma la donna aveva meno autorit del marito ma educava i figli e poteva dare ordini agli schiavi. Poi in tempi recenti, grazie alle proteste e lotte di molte donne coraggiose, pian piano le donne hanno conquistato sempre pi diritti fino ad avere avuto la parit di diritti con gli uomini. Quello di poter studiare fino a laurearsi, quello di lavorare senza essere sfruttate, quello di fare lavori come insegnanti, medici, imprenditrici, scrittrici, ecc.. Questi maggiori diritti per hanno un po cambiato il ruolo della donna nellambito della famiglia. Fino a non moltissimo tempo fa, circa 30-50 anni, la famiglia tradizionale era formata dal padre che lavorava mentre la madre faceva tutte le faccende domestiche: tenere pulita la casa, cucinare, fare la spesa e occuparsi dei figli. Un solo stipendio era sufficiente per tutta la famiglia perch le esigenze erano molto inferiori a quelle attuali. In ogni famiglia cera una sola auto, un televisore e pochi elettrodomestici. Oggi invece il costo della vita aumentato moltissimo e le esigenze sono molto maggiori; ci sono almeno due auto per famiglia, televisori quasi in ogni stanza, telefonini, elettrodomestici, computers, videogiochi, ecc. Un solo stipendio quindi oggi non basta pi ed inoltre c anche il rischio che se si perde il lavoro, la famiglia finisce in miseria. Nella societ moderna la donna riceve una preparazione scolastica uguale a quella delluomo e quindi pu praticare le pi divers e professioni. Oggi sempre pi frequente trovare la donna sposata col "doppio lavoro" lavoro domestico e attivit lavorativa esterna , e a lei tocca conciliare con sacrificio e difficolt casa e lavoro. Le esigenze della societ, la congiuntura economica difficile spesso fanno s che la donna sposata debba lavorare anche fuori casa. Tra i motivi che possono portarla a questa decisione c la necessit di indipendenza economica, molte donne infatti preferiscono lavorare e guadagnare piuttosto che elemosinare soldi dal marito. Altre donne invece si sono laureate o hanno delle qualifiche particolari e fanno il medico, linsegnante, il manager o altri lavori che amano. Altre ancora cercano un lavoro qualsiasi fuori casa per il desiderio di avere gratificazioni prodotte dal fatto di cambiare ambiente o per bisogno di evasione dal lavoro domestico. Accade molto spesso che le donne facciano una doppia vita: da una parte moglie e mamma, dall'altra donna che lavora. Conciliare le due vite diventa sempre pi complicato e quindi bisogna trovare un equilibrio facendosi aiutare da persone o istituzioni che badino ai figli, senza per questo per trascurarli. Sia che si tratti di un asilo nido o della scuola materna, sia che si tratti della baby-sitter o anche soltanto di altri parenti disponibili, la mamma in carriera deve comunque fare i conti con le esigenze dei

bambini, che, a qualsiasi et, possono metterla davanti a scelte obbligate, a ricatti o a sensi di colpa. Sebbene ogni madre che lavora possa avere sensi di colpa, in realt a volte sono 'superflui' perch non c' alcun motivo di averne. Basta sapersi regolare e riconoscere i limiti di ingerenza del lavoro nella vita privata. Decidere di dedicare una parte della propria vita ai figli, alla loro cura e alla loro formazione, la scelta pi responsabile ed intelligente che una famiglia, potendolo fare dal punto di vista economico, riesce ad esprimere. Il vero fallimento per la societ sono i figli cresciuti senza nessuno al fianco, incapaci di affrontare la vita perch non hanno avuto un'educazione, anche severa, e la percezione di crescere con qualcuno al fianco. Non un amico ma un padre o una madre, che gli trasmetta un esempio e dei principi solidi, che lo aiuti ad affrontare le difficolt, ma soprattutto a imparare a camminare con le proprie gambe. Il vuoto di molta parte delle ultime generazioni figlio di padri e madri assenti, dediti a lavorare fuori casa con uno stipendio a fine mese, ma incapaci di fare la scelta - se necessario e possibile - di stare con i propri figli. E tanta infelicit, camuffata dai ritmi frenetici e dal giudizio sociale di realizzazione avvenuta, di molte donne e molti uomini deriva dalla frustrazione di non essere stati capaci di fare il pap o la mamma. A questo dovrebbe pensare la politica. E a riconoscere il ruolo sociale ed economico di chi fa la mamma, e il suo lavoro lo svolge quotidianamente dalla mattina presto a notte fonda dentro le mura di casa. Il lavoro domestico non ha orario, non ha ferie pagate e qualche volta non molto considerato nemmeno in famiglia. Molte casalinghe accusano un complesso d'inferiorit, che pi o meno si esprime cos: "Io non lavoro, io sto in casa...". Mentre un'attivit extradomestica consente di contare su un guadagno sicuro il lavoro in casa e leducazione dei figli non pagato. Penso che moltissime donne sarebbero ben liete di starsene a casa ad occuparsi della famiglia. Purtroppo sono gli stipendi dei loro mariti (ormai miseri in quasi tutti i settori) ad impedirglielo. Molte donne preferiscono l'attivit professionale alla maternit, non hanno figli perch non vogliono smettere di lavorare, oppure avvertono il peso delle ingiuste pressioni dei datori di lavoro che non desiderano assenze prolungate per maternit. Quelle donne si procurano sicura solitudine per il futuro, e infelicit. Una soluzione consisterebbe nel potersi dedicare a un lavoro extradomestico prima di avere figli, e di poterlo poi riprendere quando i figli siano cresciuti. Altra buona soluzione sarebbe anche quella di trovare un'attivit part-time che consenta alla donna maggior respiro, oppure un lavoro da poter svolgere in casa. La donna pi importante per la famiglia che per l'attivit esterna: ecco il criterio che deve presiedere alle sue decisioni; sapr stare dove pi necessaria, dove la sua assenza causi minori problemi. Va tuttavia sottolineato che compito della donna nella famiglia di "dirigere la casa": le circostanze cambiano col tempo, a mano a mano che i figli crescono, e variano secondo le circostanze personali e del lavoro del marito. La donna che esercita la professione di casalinga deve sentirsi e, se lo vuole, veramente la direttrice del focolare domestico; la sua funzione si esercita su tre livelli: compiti domestici, convivenza, educazione.

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