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COMUNE DI ROMANS D'ISONZO Legge Regionale 4/2001, art. 4, commi 46, 47, 48, 49 ¢ 50 DPGR 24/12/2003, n. 0461/Pres. Contributi per la realizzazione di centri semiresidenziali e nuclei residenziali da destinare ad anziani affetti dal morbo di Alzheimer o da demenza senile. STUDIO DI FATTIBILITA’ PER LA RICONVERSIONE DELLA CASA FONDAZIONE CANDUSSI IN CENTRO DIURNO DEDICATO ALLE PATOLOGIE DELL’ALZHEIMER RELAZIONE GENERALE SULLE MODALITA DI GESTIONE E QUANTIFICAZIONE DEI RELATIVI ONERI RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CONTESTO OPERATIVO E PROFESSIONALE NEL QUALE LIINIZIATIVA SI COLLOCA E LE COMPETENZE PRESENTI 1. Premesse: una struttura da valorizzare L’Amministrazione Comunale di Romans d'Ison: , gestisce e amministra ormai da diversi decenni gli immobili della Fondazione Candussi, e in particolare immobile sito in via XXV Maggio. La struttura, inizialmente destinata a Casa di Ricovero per i poveri di Romans d'Isonzo, @ stata in seguito riconvertita in Casa di Riposo. Nell'anno 1997 la struttura @ stata chiusa per la necessita di provvedere alle opere di adeguamento funzionale In questo quadro I’ Amministrazione Comunale ha intrapreso un percorso finalizzato a rivitalizzare e rilanciare la struttura in un‘ottica socio-assistenziale. Con la variante n. 20 al PRGC si sono create le premesse per la attivazione a livello territoriale di servizi funzionali di supporto allo sviluppo e al miglioramento del benessere della comunita In particolare, la norma urbanistica contenuta nella Variante 20 prevede che area non edificata di pertinenza della Casa possa essere interessata da interventi di edilizia residenziale publica, mantenendo la destinazione socio ~ assistenziale della Casa medesima L’auspicato coinvolgimento dell ATER consente di ~ _ offrire una prima risposta ad una domanda di residenza publica, che nella comunita é oggettivamente presente; ~ — valorizzare la Casa, in termini di ricadute economiche legate alla concessione edificatoria (monetizzando leventuale diritto di superficie e vincolando a interventi sulla Casa gli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione); > sottoscrivere con I'ATER una convenzione diretta a supportare la progettualita complessiva. La variante urbanistica ottenuta l'approvazione definitiva da parte del Consiglio Comunale @ ormai in corso di approvazione anche da parte della Giunta Regionale 2. Le scelte possibili e idea del centro diurno Nel contesto cosi delineato, si @ posta la necessita di definire la destinazione della Casa in ur’ottica socio - assistenziale adeguata ai bisogni della Comunita. Negli ultimi m i ! Amministrazione ha valutato numerose possibilita, analizzando anche le proposte concrete che sono state avanzate da diverse compagini associative. In particolare sono stati analizzati tutti i possibili ventagli di soluzioni: a) d) 3. la creazione di un Centro Culturale, sicuramente apprezzabile, perché espressione di un bisogno reale, ma che travalica il riferimento a una funzione prettamente socio ~ assistenziale, quale quella che si vorrebbe perseguire; la creazione di una struttura residenziale assistita per pazienti pischiatrici autosufficienti o semi-autosufficienti, che pur nella forte valenza sanitaria poneva numerose problematiche in ordine al preciso inquadramento della tipologia di utenza, alla validita complessiva sul piano dello standard assistenziale delle soluzioni gestionali prospettate, alla posizione istituzionale; Ja riapertura della Casa di Riposo, ipotesi perfettamente in linea con le finalita indicate, ma che sconta il recente blocco imposto dalla Regione in merito alla realizzazione di nuove strutture; la creazione di una struttura polifunzionale, che perd necessiterebbe di un numero di utenti compreso tra i 40 e i 60, ovvero una ricettivita pari a5 10 volte quella attuale e quindi difficilmente ipotizzabile; la trasformazione in Centro Diurno Alzheimer, ipotesi, che come si avra modo di evidenziare, si intende perseguire 11 Centro Diurno Alzheimer quale risposta ai fabbisogni Realizzare un Centro Diurno Alzheimer a Romans d’Isonzo permette di dare risposte concrete a un bisogno sempre pitt pressante della comunita locale, come pure del territorio in senso pit ampio. Sono dati noti quelli che stimano gli anziani affetti da Alzheimer o da demenza senile nella percentuale del 2-3% dei degenti in strutture per non autosufficienti