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E. Balducci, LAltro. Un orizzonte profetico, Edizioni Cultura della Pace, Fiesole (FI), 1 pp.

89-91 La nostalgia del totalmente Altro

Se cos stanno le cose, incombe su di noi il compito di cogliere - questa, credo, la sapienza delle sapienze in questo momento - il significato del tempo che corre, nelle cui pieghe si nascondono le occasioni creative. rnst !loch faceva una distinzione, a cui ho fatto ricorso pi" volte, fra il futurum e l#adventus. $# un futuro che la pura proiezione del presente, il prolungamento di ci% che noi siamo. sso non porta niente di nuovo. &iente di nuovo accaduto dalla clava dei primi tempi alla bomba atomica - la loro diversit' soltanto nella giustapposizione delle parti materiali, ma l#idea che ha ispirato la clava e la bomba atomica la stessa( ammazzare il prossimo -, cos come fra le cavalcature degli indoeuropei e il )et non c# niente di nuovo( si tratta sempre di mezzi di locomozione. *a novit' non qui. *a novit' la risposta che il tempo d' alle nostre attese qualitative di un diverso livello di vita, di un diverso modo di essere uomini. +i annuncerei una novit', ad esempio, se vi raccontassi che esiste su questa terra - ma non esiste, - uno Stato dove non ci sono poliziotti, non ci sono prigioni, non ci sono pistole. Sarebbe una novit' eccezionale. -l momento non c# ma potrebbe anche esserci. .uella che vi ho descritta, sarebbe sicuramente una societ' pi" umana della nostra dove per essere umani dobbiamo, per forza, mettere in prigione e dobbiamo perfino ammazzare. /ossiamo insomma pensare condizioni di esistenza che sono, sicuramente, qualitativamente pi" in alto della nostra. sse designano la nostra prospettiva nel futuro. .uando i fatti vengono incontro a questa attesa, il futuro che essi annunciano non futurum, adventus avviene0 (venit ad nos, viene verso di noi1 qualcosa, arriva qualcosa di nuovo. *#atteggiamento creativo capace di discernere, fra mille possibilit' che ci si parano davanti, quella in cui c# una carica di adventus, una fecondit' latente. -llora la nostra scelta pu% cambiare la qualit' della storia. .uesta e la sapienza che dobbiamo acquisire. come si acquisisce2 3o trovato nel libro di uno scienziato molto noto 4premio &obel 19561, 7ohn ccles (Evoluzione del cervello e creazine dellio 1, una notazione interessante basata sulle ricerche di un altro studioso, 8.3. 9ngvar, sulla organizzazione temporale della coscienza umana. $redo utile riportarla. :+iviamo, scrive ccles, un paradigma temporale di passato-presente-futuro. .uando gli uomini sono consciamente consapevoli del presente, questa esperienza include non solo il ricor do di episodi passati, ma anche eventi futuri anticipati. .uesta anticipazione un complesso di processi mentali che implicano i ricordi di precedenti anticipazioni del futuro. &oi trasferiamo nell#immaginazione tutte le possibilit' che emergono da varie azioni progettate che noi continuamente ripetiamo. 9ngvar definisce in modo piuttosto paradossale questa operazione mentale come memoria del futuro. ; un ricordo non di ci% che accaduto, ma dell#insieme delle anticipazioni che avvengono quando pensiamo alle azioni future con tutte le loro possibili conseguenze. 9l gioco degli scacchi costituisce un modello eccellente, <na definizione alternativa potrebbe essere( anticipazioni memorizzate. &on appena questo concetto viene proposto e preso in considerazione, diventa evidente che la maggior parte del flusso della nostra espe rienza autocosciente occupata dal ricordo di anticipazioni le quali vengono criticamente valutate e portano a modificazioni delle azioni progettate. $os il =presente# della nostra esperienza attuale ampiamente proiettato nel futuro> 47. ccles, voluzione del cervello e creazione dell#io, -rmando editore, ?oma 199@, p. A9@1. Se questo vero, allora la capacit' di percezione della novit' creativa non un puro dato, non una evenienza possibile a tuttiB una evenienza che si realizza in chi pi" predisposto. &oi ci predisponiamo a cogliere le possibili fecondazioni che il futuro ci propone. $# dunque una pedagogia a cogliere il tempo che viene. $hiudo dicendo( noi portiamo in noi qualcosa che -ltro da noi ma questa alterit' non soltanto lombra. $erto questo qualcosa giace nell#ombra, ma luce, la potenzialit' obiettiva di forme umane pi" alte in cui le culture si comprendono l#una con l#altra, in cui le alterit' non si annullano nC si assimilano ma restano tali nel gioco dello scambio reciproco in vista di intese sempre pi" alte. *#-lterit' il veicolo della nostra dilatazione, perchC comprendendo l#-ltro che in me ed fuori di me io dilato me stesso, rimanendo altro dall#-ltro che ho compreso. ; per questa via che cresce in noi quella che 3orDheimer, in una famosa intervista del 19E@, chiamava la nostalgia del totalmente Altro. <no dei nomi di 8io il totalmente -ltro. Fa come facciamo a parlare di 8io in un mondo in cui tutte le parole sono logore dal l#uso2 !isognerebbe proprio fare il voto di non parlarne. Gli brei avevano un precetto preciso( non nominarlo mai

invano. Fa siccome noi se ne parla sempre invano come dire( mai, 8io sempre -ltro, il suo volto si riflette nelle ondulazioni del divenire ora in un modo, ora in un altro. &on c# un vero volto d 8io. *a nostra aggressivit' si servita anche di 8io. 9l volto dell#invisibile 8io, in speculo, si riflette sulle onde molteplici delle culture, in forme diverse, e nessuna di quelle forme *ui. gli il totalmente -ltro. chiunque percorre il difficile sentiero della scoperta dell#-lterit', lo sappia o no, si avvia verso il totalmente -ltro. -verne la nostalgia significa avere acquisito la massima delle saggezze.