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Luis Cernuda Fui adolescente in giorni uguali a nuvole cosa gracile, visibile in penombra e riflesso, ed strano, se invoco quel

l ricordo, che faccia tanto male sopra il corpo di oggi. Perder piacere triste come la dolce lampada sopra il lento notturno quello fui, quello fui, quello son stato; era mia ombra lignoranza. ! gioia n! pena, fui bambino prigioniero fra mura che cambiavano storie simili a corpi, vetri come cieli, e poi sogno, un sogno pi" alto della vita. #uando vorr$ la morte strapparmi una verit$ dalle mani le trover$ vuote come nelladolescenza, ardenti di desiderio, protese verso il cielo %ambino sotto tracce di cielo sfumate, decori che pensai allora eterni m&illusi, lo vedo chiaramente adesso su questa tavola a quadri gialli e bleu che farei meglio a contare a trasformare in bifore di castelli. 'i quel limbo ho perso ogni cosa, e prego ogni giorno che possa tornare, ma ho troppe parole in testa, troppe mutazioni di faccia e troppo elaborate, troppi vetri intorno che ho soffiato io stesso con quellaria pura senza capire che metterla in scatola era perderla, troppe cose fragili sono qui intorno, ed io troppo fiacco per tornare bambino.