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1998 Unionc Tpogrnflco-Editricc Torincsc corso Raffacllo, 28 - IOI25 Torino

LA PRESENTE EDIZIONE

11 [eSIO greco tiprodocto, C sul qualc Cstnta condoua III traduzionc,


soslanzialmcnlc quello slabililo da K. ZmCI.I!R (Plu/arclJi Vilac paral/clac, rccognoverunt CI.. LINDSKQG el K. 211:G1.I!R, vol. II, fase. 1, itcrum rccensuit K. ZIItGI.I!R, Lipsiae 1964'). I punti in cui ti si c discostati da esso sono indicaI i ncllc Note crilic!Je chc prcccdono le varie Vi/c.

Maria I.uisa A~H:1l1U ha l:11rnto le vile di Ca/o"l', Bru/o. I!:militl, .<ia/orio. Domenil:a Paola OIlSl ha cnrato le vile di Foolll; DioM, lImo/rOll/r, E,.mrKr e lll\ti i "conrronti~.

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'l>QKJQN

FOCIONE

Phoo" A,h~"'~nJ;r ~tJ; SII~~ n(('rd,;hur P'lu/u;' lul1l",orqu~ IIIag;I"a'Ul Up,." 'alll(''' mul,o (';ur "O';O'~I' ;"ug,;'ar &I"'a~qua""d m;I;'an1 MOOr. "lIq/l~ hU;lIr m~morill ('rI nu/la, ;/[;UII1U'('", I1I1I"nll/II",II, n( q/locognom;.
,,~80"Ul ~1' IIpp~/la'/IJI,

Queste parole: aprono ii breve scritto, dedicato da Cornelio Nepote a Focione, e delineano un quadro, qualc si rintraceia anchc nella Vi/a plutarche:a. Plutarco, infaui, non ha molto da raccontare su Focione, se si considera che egli avrcbbc rivCSlito quarantaeinque volte la strategia e ehe visse molto a lungo: naeque nel4o:Jh e mori nd }18 all'el di ouantaquanro anni eirca. Secando quanto raeeonta Plu tarco, Focione avrebbc esordito ne! 376, partccipando alia banaglia di Nasso all'et di ventisei anni ciren, e avrcbbc concluso la sua aui vit politica I'anno dclla morte, Fociolle fu, Junque, inimcrrotlamente presente sulla seena politica meniese daI 376 ai 318, per cin quamollo anni, e sllrebbe stato quarantacinque volte slratega: ei aspelleremmo di avere gran quantit di nOlizie su di lui, iI ehe non aeeade, come opportunamente nOtava gi Cornclio Nepote: hllillS (i. e. rei mili/ads labor) memorio es/ 1111110, La Vila di FocJ/te plutarchea si presenla chiara nclla sua articolazione interna. Possiamo dislingucrc tre sezioni: j capiloli 4-11; 1:J-22 e 23-38. I primi tre capitoli sono inlroduuivi 2 , Plularco cl ini
L
I. Per 'lunnto l'Uk'l,icse: Focione: 5iu Shllo SI'cuo U CMI'O di r'lICrcili e: nhbill ril'~'$lito le: piiJ uhe mogislnllure:. tUllIlV;U .li lui 1'intellrh~ di viu i: rnolm pi;. m>lll ddl'unil'ilu mill lUre. Penllmo, di ques"l non vi i: me:rnoriu nlcunu, di trudlu inl'~'Ce: Ilrom1e 111 fArnll, p'er eui fu wllrunnominulo illluono. ~. Nd primo eupilolo 1'lulur~"J presenlU Ire lle:rwnulj.lji: o..'lnude, Amipuu'Q e Fo done.; Ire uornini 1)()lilid inlnmn Il cui runhlllO It' ,'ken<lc I';;' imporMui ehe egli $IU I~r nllTtllre. I C'.ll'iwli ~ t' J <klincnno iI rilrlll10 dd politico ideille e offrono uI lellore un confromo fro Focione e Gnonc, lIOSlilucmlo la OY)(QIOI~ che.', in quoto ~'Ol'pio. munea.

"
cione.
PIUWTCO

.!>lKICN

INl'RonUZIONIl

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;.;io aI racconto con ii c(lpitolo 4. Tr:Ulllc ii breve ccnllO alia balwglia di NrlsSQ (cap. 6l,la prima sczionc <Crlpp. 4-1 d c ricca di ancddOli c "poflegmi chc dovrcbl>cro illuslrarc ai Ictlore la pcrsonalil <Ii Fo-

mctlc in rilicvo I'onima cducazionc da lui

riCCVllla

ncll'Accadcmin (4. :d,l'um(lnil nascosta 50110 la maschcnJ dell'uomo burbcro (5, j-2I,I'c1oqucm:a asciulI:l e concreta (5. 3-10), ii cordinlc mpporto eon gli aliem i di Atcnc b. '-2; I d. Per quc1 chc riguarda 1"lIIivil:i politica, Facione scclsc di operare alb m:miCfll anlica. alternando I'auivil:l di or;uorc ai comando di cscrcili. in opposizionc alia

Alcssandro; solo dopo la seonfiulI di Atcne ndla guerrn lamiaea. cgli divcnta un persol1nggio politico di primo piano: ceco. forse. perch le nOlizic slllJa sua atlivil:i sono Ilumerosc solo in rdmdonc ai suo ultimo perodo di villl (322'318), dei <juale le fonti pervenllte sono in grado di offrirci un raccOnto dCllaglimo.
2. La Vita di Fociollc plullIrehell pn.'Scnlll un taglio, per cosi dirc, llgiografico. Queslo si nola soprnllullo nei primi capiloli (4-1 d. l dove Plutarco, manC3ndo di dnli sloriei. ulilizzalUlcddoli e apoflegmi in qu:mtil:l (significalivi. SOIlO queslo rispelto, sono i cllpitoli 9-10). Focione presentalo come ii polilico idcale, capace delle scehe giuSle, ehe opera sempre per iI bcne della ciuii c, vitlima dcllll sua vinil, eondannato a mone e giusliziRtO daI popolo :lIenicse.

Icndcnza, "rcvalente ai suoi tcmpi, di opfare per la tribuna deli 'ora


lore o per la lenda dclJo Slrtucgo; la sua nzionc polilica miro sempre alia dif('sa della pace c aI bcnc deito sinto {J, )-8, d. A !)an ire dai capilolo 12 la narrazione swrica si fa piu corposa c i capitoli 12-22 coprono ii periodo che va daI 348 (spcdizione in Eubcal ai 323 (morte di Ah.'SSandrol. E. intert.'SSante che Plutarco introduca qui un nuovo lema, I'incorrullibililit di Focione, che rifiull1 i doni offcrtigli (ia Alcssandro e dn Arpnlo <Capp. 18 e 21). Non escluderei chc ii lema dcll'incorruuibilil (anticipato nel primo cnpitolo,l t.Iove Plularco tlveva OppOSlo nlla virtu sfortunaln di Focione la sfronlnlezza corrolln di Dcmllde) cominci ad avere rilievo nelln biogrtlfia di rocione a partire dall'eld di Alcssandro, proprio per differenziare rocione da Demade, clle condivideva iJ suo stesso oricntamento politico. Alhl ntlrrazione dcgli uhimi llOni di vila di Focione <J23-318) Plularco dedica bcn st.'<Iici cllpitoli (capp. 2y}8) su trentollo compk'Ssivi (quasi Itl mcldl. Jl racconlo C moiro dellaglitlto, di grnnde interesse dai pumo di vista SlOrico c di buona qualil. li breve scrillO dedicalo d:1 CorncHo Ncpotc li rocione presenta un primo capitolo introdU!livo, 1l11'lllrC i succcssivi capitoli 2-4 deserivono gli awcnirnenli chc vanno <latia gucrrll di Lllmia nlln mortc di Focione (323'318). Anlllogll situazionc si rilHrlIcciu IlcUn BIblioteca Storica di DIODORO SICUI.o (XVIII IS c 64-67). Si pOlrebbc pCl)sare che le notizic riguardanti ii primo periodo di auivit:l politica di Focione siano andate perdute o. piultosto, cite lo slato della noslra documcntazionc rifleHa la renlt. Focione fu, inizinlmcllte, ulla persollalil potitiell di seeondo piano, ehc cominci ael emcrgere a pllrtire cllIl 348 (spcdizione in Eubcll); dimostra ii suo fllvore li Filippo II gi alia vigilia di Cheroncll (338) e rimnml uno dci tllnti soslenitori dclln Macedonill fino alia morte di

L:r vicL'11d:l di Focionc: fe torn:HC: di nuovo alia memoria dci Grc:ci quclla di Socrule: (jUdIa colpa <: S\>fflI\lru dell:\ ali:' fll molto simile :I qudla (jS. ,el.

Con qm.'Sle parole si eondude la ViM pluwrehca c 11I frase offre la ehi:lVc per interprelarla: Plutarco ha ricostruito ii processo c, soproututto, la morle di Focione sulmodcllo di quclli di Socrate (cllPP. 3436). POlrebbc 1T:1Itarsi di una scdta delJo scriuore, ehe avrebbe seorlo una analogia fm i due episodi. 11111 scmbrcrcbbe di pOlerlo esclmlerc. AU'inizio dell'uhimo cllpicolo ('lllIarco, infllui. scrive:
e invero. lrascorso un bl"C\'e IlCrindo e in~n:lIldo Sli atellli quale prolellore e ruslooe di s:lggcv;a e giuSlilill i1l>opolo :l\'tsSC persa. gli inntl\z:lrono una SI:llml di bronlo. SCPIJL'lIirono 1<: OSS:I:I SpCSC pubblidll: <J8 ).

Focione fu condllnn:llo li morle dai governo dcmoeralico, inSI:IUmio :ld Atene dopo la mone di Anlip:uro (319) c che ebbe vila moiro breve. NcI 317 Atcnc gi:l tornava sorto ii cOlltrollo di Cassandro. che vi reinlroduccva 1I11 ordinamellto oligarehico c lIffidllVa 11I citt:llld un politico di slIa fiducia, Oemetrio dcl Fatero, discepolo di ArislOtclc, chc govcrn Alene dai 317 aI 307. Oell1elrio (IVCV:l collllborato eOIl Focione, forsc p:lrtecipllOdo con lui nUe trnttUlivc con Antipmro seguite alia guerra di Lamill (v. ln notn 12.) mll dissocillndosi da 170cionc, quando questi llveva lentato di raggiungcre I'accordo eon 1'0liperconte. e fuggendo presso Niennore ehe cOl1lrollava MUllichill c ii Pirco per conto di ClIssandro (cnpp. 31'}3 c nOla (6)). La ri:lbilitll,done di rocione eon grande probllbilit, dll attribuirc nllll volont:!

c,

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4JOKIDN

INTRODUZIQNfi

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di DClllclrio chc. da un I:uo, vollc ripnrare ad una ingiusllzl:l a suo awiso comlllcssa dai precdcnlc governo dcmocralico. dall'ahro. volle crente un manirc della dcmocrazia perch, gctlllndo discrcdilo sul governo chc lo aveva prcccdulo, ritcncva forse di aumemare la Icgillimil c ii prcstigio dei proprio. La rillbililllzionc di Focione nccompagnal3 da ahre misurc. Aco cUSlllori di Facione emoo stali Agnonidc. Epicuro c Demofilo: di qucsli Agnondc fu cond:mnrno a morte c giusliziato in Alcne; gli allri due, di certo anche condannmi, chc etano riuscili a fuggirc da Atcnc. furono uccisi dai figlio di Focione (cap. }8, 2). Va ricordalo chc Agnonidc avcva prescnt:uo una ll(cusa di cmpictii contro Tcofmslo. succcssorc di AriS!Olclc c anchc m:ll"SltO di Deme[rio; Demofilo aveva nccusmo coo successo !lcl 323 Aris[Q[c!c. che cm sInto costrellO nd nbbnndollnre Atenc. 11, dunque, qucslo ii quadro nel quale ben si inserisce la rinbilitazionc di rocione, chc clivema ii martire dell11 democrllzia lllclliesc, cosi comc lo cra slato SOCnllC, c illlorno ai qWlle incomincia a (orrnarsi, in lllllhie/lle pcripal(:lico, per cOSI dire una lel::gendrl: iI pcrsonaggio slorico, in reahil Il1ccliacre, vicne idelllizzalo c Ir:lsfiguralo ncl modc1lo dei polilico per(etlo. E questo il ritrallo che ci o((re PIlllarco, rilnltlo che (Ologr:l(a l'csilO di qllcslO processo di idealizzaziollc. Di qui ii horire di aneddOli c di 3po(legmi allribuili 3 FociollC e scmpolosamentc conservai i da Pllll3rco, di qui ii I:lglio agiografico ehc presenta la biografia plularehcl1, cosi marcalo da rendere peco credibile in si.: ii ritr:1UO che Plutarco o((re ai letlore, riInlllO che, per 3ltro, vicnc smcnlilo, appcna si 3bbandonino le pagine plllll1rchee, da quanlo noi conoscinmo dei Facione slorico c della rcah:l in cui egli opero.
3. Ln poliliCl di Focione, per qucllo chc c possibile ricoslruirc, fu costnlltelllell1e nntidelllocratica c filomac.-donc. Si Pll esscrc piu precisi: Plularca presenta Facione in conllino non COIl i clemocr:lIici soltanto, anche con gli olignrchi' e, in pnnieohlrc, eon I'ornlore Delllllde, la cui allivilll politic:l mimva, come qudla di Facione, all'nbblluimcrllo dclln dernocrazin e nll'allincnmclllo eon ln Mnccdoni:l. Invecc, Plu[nrco presenta Focione in ollimi rnpponi con gli slrnnicri:

gli alle31i di Atcne (chc Facione difende dalle vessnzioni di cui sono (l1ui oggello da pane dei popalo c dei generali I1lenicsi) e, sapnltIUIIO, i Macedoni. Facione i.: pronto a colll1borare lealmente con lUlIi i MaCf.:doni che appaiono ndla biografia plularehea. Per comprendere, da un lalo, I'aueggiamento di Facione nei con(romi dcgli stranieri, dall'altro, qucllo di Plutarco nei confronti delI'uomo politico atenil.'Se, pltre opponuno fermare I'tlucnzionc su duc personaggi: ii mac(..d onc Arpnlo e ii filosofo Scnacralc di Calccdone.

3.1. Conosciamo bcnc la viccnda di Arpalo: cgli amminislrava a Uabilonia i 1.'Sori di Alcssltndro e, cssendo ii re lontano, impegnalo nclln spedizionc in Indin, li sperperaVll. Quando, ncl 32), giunsc la notbd:\ che Alcssnnclro cnl sulhl via dei ritorno, Arpalo (uggi e, nclla primavera dei 324, cra ncllc vidnanze di cnpo Sunio, in Attica, con trellla n:wi da gucrm, seirnila Illereenari c dnquernila talcnli, sollr:mi III lesoro di Alcssal1dro. Arpulo nOI1 fu aceolto in Alene c fuggi aI CllpO Tcn:lTO, in Laconin, Illsci Il la maggior parle delle navi e dei lalcnli c si prescnt con due Iriremi nd Alcne in veste di supplice. Aless:mdro nc ehicsc ln collsegna. li dibauito in asscmblea (u molto acccso pcrch I'opinionc pubblica era contraria alln consegna di lIn supplicc. Dcmos[cne propose di rinehiudere Arpnlo in prigionc c di clIsloc:lire iJ tesoro sull'acropoli finchi.: Ak-ssandro non mandasse a ritirarlo. Arpalo disse di avcr portalo scneecnto talcnli ma i talell1i deposilali ncl Partcnone risultarono csscrc Irccentacinqul1nl:l. Non sappiamo se Arpalo abbia mentilO o sc i talenti m:lllcanti siano st:lIi mi Iizznli a scopo di corruzione. Ocmoslene proposc chc J':lreopago svolgcssc una inchicst:l. Ftluranlo Arpalo fuggi di prigione, mggiunsc le sue truppc ai Tenaro, di qui pass a Creia dove fu ucdso &1 un lIfficialc. Plutarco non rnCCOlll;1 qllC'Sli faui, gli preme, invece, descri. vere ii contrasto Ira Facionc c Arpnlo (capp. 21-22). Ma, fino :1 chc punto vi C contms[o (rn i due? Arpalo aveva f:Jlto venirc pressa di s a Bnbilonhl, da Alcne, I'ctcrn Pilonicc, chc probnhilrnelltc morJ ncl 326, perch la lombn, che Arpalo le (ece irml1lzarc n Bnhilonl:l, era statn gi:i cornplclala ncl 3211- Plularco mcconta che Arpalo feee innalzare una coslOsissima lomba linche ali Alcnc, im:ariclllldunc Caricle, genero di Focionc. Sembm improbabilc che I'inc:lrico sin SlalO a(fid:lIo li Caricie qwmdo

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<I'OKION

INTROI>U....IONI\

Arpalo ~illllse :lei Alenc. considcrlllo chc cgli vi rimasc poro tempo, cnl in grave difficohil c di li li poco sarcbbc morro. Sembru pi ver; similc irnrnnginarc chc Arpalo abbia dcciso di innnlz:uc le due IOlllbc COlllcmporanCllmcntc. Se qUCSl(1 ipotcsi pl:msibilc, nc consegue chc 51felli rnpparl; fm ClIridc c Arpalo prcc..'Sislcv:mo llll'llrrivo di quesl'uhimo:lel Alcnc c ehc la fmsc plutarchca: divcnnc inlimo aOlico di suo gcncro Caricie; affid:mdogli lUui i suai affari e scrvcndoscne in ogni circostanza, lo riempi di c:utiva fama (21.~) non sin CS:Illtl!lel senso ehc non farcbl>c rifcrimento solo aI breve periodo (Ii pcrmancnzn di Arpala :ld Atenc ma ael una consuctudinc pill lung:l cht.: aV(,.'V:l unita i duc pcrsonaggi. AlI'amicizia di Arpalo con C:uicle difficile che possa essere rimasto cstrallco rocione, suo suocero e referente polilico. II fallo chc Ar palo abbia :lffidalo ln figlia 11 Caricie c a Focione, prima di fUMire da Alene (22, lI, s.lrebbc poco comprensibilc se la conoscenza con i due fosse appenn I1vvenllta c, I>cr di piu, con una I1clla chiusurn di Focione ad Arpalo. Nulla di Slrano, d'ahrondc, se un esponenle di primo piano dei lilomaccdonismo atenicsc fosse Icgaloda rapporli di amicizia non solo con Ak'Ssandro ma anche con uomini dei suo segllilo. QU;lI1do Arpalo gillnse ad Alene, comincio a corrompere gli uomini po!ilici ma non cbhc succcsso con Focione. PIUlarco scrive una frase interessante: Arpalo offri a Facione settccento lnlenli c chiesc di affidare II illi luno ii r(.'$to cd insicllle se Slcsso (21, lI. Ma Arpalo av(....'11 affcrmulo di esscrc giunlo ad Alcnc con scnccento lalcllli: dunque impossibilc che e~li ahbi:l fallo larga opera di corruzionc c offerro solo a Focione scttecento wlenti. Forse,la sua prima offcrta ftl a Focionc; rcspinlo, si rivolse ad 1Ilfri llomini politici. ln allrc parole, Arpalo llvrebbc individwuo in rocionc ii gillsto intcrlm;ulorc polilieo, per :lffidargli evidcntclllcnlc un ruolo di mecliazione nei confrol1li di Atenc c, sapmtllltto. di Alcssandro. Facione riliut:! perch incofflntibilc c, forse :mchc, perch prevalc in lui la lealtii verso Ak'Ss'llldro; ma, se uffici:lllllellle nsstlllle questa posizione, non llloslra oSlilit:i ad Arpalo: iI gencro Cnricle collllbora con Arpalo: Faone ncella di occnpnrsi clella bumbinrt di Arpillo, qwmdo egli fllggC dil Atene; sopraltutlo, racione illIerviene in suo favore qUilndo gli Aleniesi disclltono dei SilO destino. Focione parla prcoccupandosi del I'interesse COtllllnC - scrive Plllwrco - ma anche dclln sulve":l.lI di

Arpalo (21, 4): una posizione nbile c sfummrl che metle aI primo poslO ln lenh verso Alesslllldro lllll non si Irllducc in una llzionc politica perscclltori:l nei confromi di Arpnlo (Facione si Cf:l dichiMllto favorevole alia consegna degli uomini politici :ueniesi richicsli da Alcsslln. dro nel 335, dopo la diSlfuzione di Tebc: 17, 2-4), indulgenza che forsc nasce da un pre(.'sislenle rapporlo di :lmicizia cui, nonostante IUIIO, Facione si mamiene fedele. l2. Scnacf:lle di Calc(.-dolle I'unico slNmicro, pr(.'SCnte nclla Vilo plutarchea, con ii quale Facione abbio. aVUIO un rappoflO confliuuale. II personaggio appnrc gi ai cnpitolo 4, do nel primo capilolo effcItivamcllle dcdicnto a Focione (i primi tre cllpilOli sono inlroduuivi): Plutarco spiega chc Focione, da rag:lZZO, Ilv(.'Va frequentato l'Accademill e seguito le lezioni di Plalone e di Senacrllte. Di Scnocrnle Plutarco torna a parlare ai capitolo 27. Sinmo dopo la sconfina atcnicse nella guerra di Lamia. Antipatro ha prescntato la richiesta di resa incondizionata e gli '\teniesi dcsignano, frn gli ambasciatori, anche Scnocrate, che pure non era ;!tcniesc ma iI roi presti. gio cosi grande da rilenersi che pcrsino Amipatro ne llvrcbbc avuto risl>CIlO. Accadde. invece, ii contrnrio. Antipmro InulO Scnocrllle con grande scorlcsia C gli impedi di parI are. Quando Anlipalro prescnto le sue richicslc agli ambascialOri alcnk'Si, IUlli le giudicarono generase, lrannc Senacrale iI qualc disse che Antipntro si em compofl3l0 con modem7.ionc se gli Alcniesi ernno schiavi, pcSllntCmcntc se crano libcri (27, 6). SCllocrnlc era un discepolo di Platone e, ncl ]22, scolarca dell'Accademia. J:; 11010 che l'Accaclemill non nmriva simpatia per la democrazia atcnicsc. Senocrate non cra un delllocralico ma significativo chc gli Aleniesi lo lIbbillnO scdto a rapprcsclllarli, pllr essendo egli uno slraniero. Contavllllo sul suo pre.~ligio e, soprllttutto, sul suo anti mllcedonislllo 4 ParadossnlllletllC, polrellll1lo dire chc in quell'ambasccria SenOCf:\IC, nonaleniesc, C I'unico patriolu, doe I'unieo che si Illoslri interessata ti difcndere ii prestigio, le tra<1izioni, ii nome di Alcne a fronte di un grllppO di oligorchi, o in esilio o fino ad aliam

ISN"kUII'''k~;o.r~, '98,.

1. I'er ,mu ull"li!i tldl'ullClll!iurncmo Ul1liulIIccd"nc c unlilirllllllico di SCllucnllc I'. M. I'p. ')01(,1.

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cmarginali ndla vila politica. che noo dcsiderano ahro se noo sven dcrc la cinii per ollcncre in cambio un regime poliliro che garnntisca ii loro potere personllle. t indubbio che, nl1'inccrno dei contcslo rapprcsenlmo d:tlla biografia plutarchca, Scnocrme sin l'anti.Focione, dcscriuo coo simpntia da Plularco; c linche moita inlcrcssanle chc, in una biognfin di 11l81io agiogrllfico, I'cpisodio di Scnocnuc rnpprcscnli una smaglilllUrn in uo leSSUIO nnrmlivo moho compano. Pcr com prcndcrnc ItI prcscnZll, occorrcrcbbc porsi ii problema dcllc fonti di PIUl:lfCO, argomcnto chc qui non llffrontiamo, ma sllrcbbc strano ehc Plularco noo avesse natato chc ii comporlllmcnto di Scnocr:ltc cm OppOSIO II queijo di Fodonc c cite l'elogio ai primo rapprcscntava una critica ai secondo. E dunque, :11 di 11i dei problema dell'indivicluazione dc.Ua fonte, forse piu importnntc notare che PIUlnrco decida di inserire I'cpisodio e di narrarlo con que! taglio: forsc vuol cominciare a prendere le dislnnze da Focione, cosa che fara in maniera csplicita aI capilolo 32, quando accuser racione di esscre un Iraditore (v. par. ,,). C' un uhimo episodio che vede contrapposli rocione e Senocrate: qucsw VOlt:l lo scontro cvidcnzinto da PIlltnrco:
vcdcndo (Focione) che Scnocrnlc p9gllVII lu tnssa dll meteco, volcvll iscriverlo i ciuudini: quello riflut dicendo di non valer p:LftedplIrc 9 que! regime con Iro ii quale nvcva pilrllllO da ambllSdutore 129, 6).

INTROOUZIONE

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tivalncnte svolti cosi e che, dunque, PIUlnrco offra un resocomo obieuivo; c, tutlavia, difficile che un letlore llttento non colga I'analogia e ii rovcsciamCI11O di SilUllzionc (altreltanto, uno scriuore attenlO come Plurarco). 4. La Vito Ji Focione presellla Ull taglio llgiograf1co, c lf.'sllall'cslll tazione deI protllgonislll e, per raggiungere tale scopo, Plurarco descrive i faui in lIlodo che rocione abbin ii mllssimo risalto: sempre determinante pcr ii buon esito di qualunque impresa c vitlorioso, sia ncll'lIzionc sia nelta parola. Pure, ci sono dei momenti nei qUlIli PluIMCO prende le dislllnze dll Focione. Abbialllo visto che ci accade <Iullndo Plularco illlroduce Senocrale c nc f3 I':mtagonislfl, in positivo, di Focione (v. 3, 2). Plutarco csprime ii suo dissenso quando racconta I'arrivo dclla guamigiol1c maccdonc 3d Atene: appalVc insoleme l'ordine: una dimOSlrazione di potenza mista 11 Iracolanzn pi chc una occupazionc iml>osta dalle circoslltnzc. L'occasionc accrebbc non I>OCO la sofferenzn degli Alcnicsi... (28, 1'2). La critica di PIUlarco c rivohn ad Antipatro c ai Macedoni ma, indirctlnmcntc, anche a chi a quesla occupllzionc :lVeVll llcconsentito. Tlinto piti che ii pio Pluwrco non pu non csscre sr:llo turbllto dai presagi funesti chc llccompagnarono l'ingresso del1a guarnigionc mllcedonc e che descrivc deltagliawlllcnle (:18, :1-6). E ii disscnso divcnta biasimo manifeslo quando rocione consente a Nicanorc di occupare ii Pirco: Focione, mellendo a reJ>CllInglio la salvez7.3 dell:1 pai ria, c per di piu cssendo str:Jlego c mn gistnlto, non so se non abbia viol1110 un obbligo piu importante e piu vencrabilc, ii dovcre verso i citlndini (3:1, 7). Comc spicgare la prCSen7.3 di giudizi negativi su Focione in una biografia di laglio agiografico? Se ne gi:i acccnnalo (v. 3, 2); ai di Iii dei problemn deU'individuazione ddla fonle, non vn, a mio avviso, dimemicato che Plutarco m:glic di inserire detenninnli episodi e di narrarli con un certo taglio; altrenanlO, egli si ritiene libero di esprimerc giudizi pcrsonali, E, Eorse, c da valorizzure (o, comunquc, da non ignornrc) ii giudizio chc PlulllrcO esprime su Focione nclla Vito di Dcmostcllc {14, d, Iii clove nc 100:1 il cornggio c la ~iUSlizill ma lIf. fermll pure che egli Eu sostenilore di una scehn politica non lod:ua, di cui individua iJ limite nel filomaccdonismo.

rru

Nclla seconda parle della bioJ;rafia Focione prcscntato come in corruuibilc. Un uomo polilico offre quello che pu dare. Alcssandro polcva offrire ricchC1.7-c e cini'!. Focionc, ai polere in Atcne, poteva offrire la ciuadinanzn aleniese. I ooni o((erri sono divcrsi ma I'azione in s? cosi, per lo meno, lo intende Senocrate, chc riflula. E, (orse, non un caso che P1Ularco rovcsci una situazione in cui Senocrale si era Irovato. Antipntro non aVI.'V1l gmdilo la prcscnza di Senocrnte (ra gli ambasciatori atcniesi e si era comportatO sgarbala mente COIl lui, poi, nOIl sopporl:mdolo quando comincio n pnrlnre ma conlraswndolo c dimoslrando fnslidio, lo fL-ce tacere (27, 4) ~ quanto sllbisce rocione, quando si rcca nd incontmre Polipcrcontc: (~non vi era una siluazione di pnrilli ma Poliperconlc interruppe spesso rocione mcntre parlavn, finch qucllo batt la terra coI bastone, rinullcio e tacque (}), 10). Puo darsi che i faui si siano effet-

NOTA B1BUOGRAFICA

J.

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<l>(}KH1N

NOTA nIlU.IQGRAI'ICA

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<lJOKION

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1

il)'U:Z. SoMOl, Dt1o,ml1l,iOlti

NOTA CRITICA

J G' h' I - 'h DiC"H-4 Stdauvt'rtriigc der Alt('rlm11J. II. D;e Vertrijge cr rI~ t!C1romuc en \Vc!t VOI/ 700 bis JJ8 II. ehr. Unter mitwirkung von R. Wcmcr bc:arbc;itct von H. Benglson, Mlilldlcn 19n"; III. Vil! Vcrfrli"ge dl'r Gr'cbisch,omi. sch,." \'(Iclt /1011 JJ8 bis 200 II. ehr., bClLrbdtcl von H. H. Scl1111ill. Mn

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TRtiVES,

P.

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Si veda nnche ln nota bihliograficLI che precede ln Villl di Elllflcm:,

P7-}80.

preferisto III IClionc dc:i codici, c:mcndntll da 1<)7, p. 27<1 n. 7. j, 8 UlI1WV: in A. lezionc udottllla gi da Sillle:nis c FIlIcdicre. Zit"glt"r prde: riscc scrivert UUlWV. " 8 olpfliv: non mi scmbrn nt"ttSSario modil1C1lre la Icz.ione concordt: dei codici sulla base dd confronto con Mora/ia 187F. come suggerisce Zie: g1cr. 12,2 bOI()obOl<!(,l: non nc:cc:sslIrhllll corrc"jone btJI(!obol<!m, ProPOStll dll Sinle:nis c lIccoltll d;1 Ziegler. 12, .3 xUlU(k>)IJ<lOOc.1\ ncllcsto di Zie:gle:r c, probllbilme:ntt", IIn t"rrore di slampa, 17, I prcfe:risco manlenere: la It"ziont" cid codici Qtljlmj non mi pare: neces5llrill la corrcz.ione Ql.:dom, propOSta da BrYllO t" accoha da Zit"gler, in base ai confronto con F/lI/lIillillO 21. 6 t: /Iforalia 829E t" lonA. .18, I .vtOlljOUV: non ne:cesSllrio lldotton: ln le7.ione COT11ouv, presenle solo in Z.

2, 6

ap.tllfl1.LTtOII~\'11v:

K. Zicglcr in arttlfl1.lTtO)LtVI]V ma difcsll da H. EIIIISI!,

11, J] 8'IIIM11; QiITWQI, ioxwv Ilv v tai 'A6ilval lhc't TO noo XQtV 110hUWOaL Muxebvwv xul 'AVTut6.TQOU, noU. bt YQ6.lpfIV
xul ).tYCIV 6.vUYXU1;fleVo l'lUQ TO lWflU Til; nkew xul TO il6o, eCYf OUYYVWI1ll; U;lo rIval, nOlTeuJIC\'o T \'auyw Til; n6Ew;l. 121 ToiiTo 6' ti xat TlP ~'TO(l~ 6QaouuQov ttOllTUl, b!;flfV \' 1lftt erVaL JltTfVfX6tv hd T!)V CIlwxlwvo noMuluv. lJl 8'1IIb'I Iltv YUQ UUTO ilv vault'(lov Tij ncw, OTw Ofyw lllwoa xal nolTfuoIlfVO. WOT' 'AvdnaTQov fineiv tn' aUTo yQOVTO ilb11 YfyovTO;, n xu06.l'lEQ iEQdou tanfnoaYllhou ywoou xat xOlla IIVOV not:ll'leTUl '. l4] T1)v bt I~wxlwvo; QeTilv, wonEQ uvmywvloTil j3U(lfi: xut rJluLlp Xl(ltp oUuxoiiouv, ui TXOl T1j; 'Ebo llUUQv xul ulmiJ n(lo; bl;uv enobJouv. (~] Ou YQ Io~oxei Yf nQooExTtov, oi <P1JOlV' uoftevtl nOlovn T1)V UQftl)V

fi, I] L'oralore Demnde l , influente ad Atene perch svolgeva allivilR polilicn a favore dei Macedoni e di Antipmro, essendo per questo cOSlreno a presenlar~ molte propOSle e B pronunciare mohi discorsi che offendcvano ii prestigio e ii coslume de:lla ciu, soleva dire di essere degno di perdono perch governava i relitti dei naufragio della cin z. [2] Qu<.'SIO fl1lsc, se troppo insoienle in hocco proprio o qUCSIO orntore, potrcbbc scmbrore v~m se riferila all'auivil polilica di Focione. [3] Giacch, proprio Demade era un relino dei nau(ragio dclla ciu; la sua vim e la sua condona polilica (urono cosi sfrontnte chc Antip:nTO disse di iui, quando cm diventnto armai vccchio: come di una vittima sacrificata ne rimane solo lingua c ventre'. [4] Invece, Ic svcnture dell'Elladc rcscTO poco visibilc e non illuminlltR dllllu glo. ria la virtu di Fodonc, alia qualc tocco in sorle, per cosi dirc, di sconlrarsi con un periado duro e violento. [5] N bisognll credere 8 soro ele, che fa debole la virtu l dove dice: gillcch, o signore, ncppure inlelleno in fiore rimane II chi sia colpilO da svcnture, ma se ne aIlonlllna". [6] Al contrario, ii solo pOler~ che bisogna riconoscere alia sorle, quando si oppone agli uomini cgregi, e qUCSto: portlmdo II taluni, in-

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. tkma(k nUl'(jue: imorno aI J80 u. C. umile fumiJtliu ma "U,ei uJ imponi ~J];. vila l>olhi'~ a1enk'SC I{flIlie: "Ue: )ue: dOfi flulI,",li IIi or~lort:. C.ollulM.ro IXlfl l.kllltnle:rl<: tino ui .ull, "mM' ndlll",le (u Im:so l'ril;ionicro a Che:ronea e liherulU da Filipl>O II. che ne 1II'I'fe1.1.<> le ,Imi. Da qucl momenlo Dl'lllade fu uno dci I'fincipllli illlcrloc'llori. in I\lenc, dei o\1uce,loni e la JUII IM,!ill'l' di ul'l'uAAio 1111" I-ohlccJoni" ,1l'5frilla unche: .lu 1'11Ilaf('() in qUl')IU Villl. PltnllTcu ne fa 1'''I'llOS10 di 1'0<:1011<', cioe:, un unmo prim di prin cipi n",,..~1i, U~SCIDlO di tlanato e pmnl<> a 'l'llden!. II ril"'~llll parc ,~riliefO; [,urc, PIl((' I'lulatro. ,a (!cnu ehe I)emll<k fu UtMl'O poliliro I,iil "IM,rranlC e I,ii. inAuenlC di !,,,. done.

cl,.

a. (t. Pl.UTAllCO, MII."fil1 Ho.IA. J. 1.0 ,l~) cl'i~"din run~)fltatu tlu I'I1Ilwrcu in Murllfil1 18>,," C' p,E. IIIl11JSo plu. larchro (lclJw Vil" di F"Ot"lt' dMU tlu 'I1MlI"OU M~gi~lC'r J. I'. 1I'''''r''lH'Y1lho," (efr. wllc:he SISI!510, EpiJloI.., J). -t. SoI'OCLH, A"lif(O"t' ,6},6,. mn "'ue~ v..i.nlC'.

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ItOV11QOU; )tal bla~ok l'lllfl~Qouoav, n'... nloTlv oftevEoTQuv 7tolt:iv
Til!> Ullnil;.

'9

'Ieee dell'onorc c dclla riconOSCCllZtl mcrilflti, rimprovcri maliglli e cn lunnic, indcboliscc III fiducia neUn loro virtu.

(2,1) KitOl oxoow ol billlOl-' I,nov de; TOU ayaDou

i.

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141 Kal ya(l l1ltU CPtYltulVOV ~lhOta tai oXllQoi xal alUti:Olv hbl{ltQ1flfl XQwllaol, ta b' avy1'lv ExoVTa xal lp(iJ lUJOO'lQtcpual, xal )"[I liv txal pOU).ljtol ytvOlli:vll ~Gql06Et xal tQUtp1:(lv fon bl' u.o{ttvetov &v~Eottal nU(lQ'lo(U tt 116IOTa bEital, tWV nQaYllliTWv u.\,(upOQav llOQTUlato ovx CxVTWV. (5) Al n6vTll Olpo,EQOV ii TOtoTl1 nOITda' ouvanlluOI y6.Q tOV RQb XltQIV i:YOVta, xal nQoaRuol tV 111'l XUQlt;.IIEVOV. (6) ~nOnEQ ouv TOV ijIOV ai. IIUOlllll'.lTIxol1 UYOUOI Illju t1'lv avr1'lv .l(l oUQavIP CPEQllEVOV lpoQ6.v, 111J. (IVTlXQU lvavda\' xal uVTlflanxljv, M o;'il xal na(lEY' xexlllhtp" nOQda oxflltotl XQWIIEVOV, YQ6.\' xal Elxa~njl xal

[2, J] Si riticnc, in veritii, che i celi 1>OI>olari' si comportino con mnggiore insolenzn nei confronti dcgli uomini egregi nei periodi for tunnti, inorgogliti da grnndi successi c daUn potenzn conscguiln; invece, nccade ii contrario, [2] Infani, Ic disgrazie inaspriscono gli animi, li portallo ad amiggcrsi per inczic.li rendono facili all'ira; rendono sgradito e ostiro I'ascolto. infaslidilO da qualunque parola c frase ricca di tensione: colui che billsima gli errori sembra rinfaccinrc le sventure cd esprimcre disprczzo colui che parla con franchC7..z.a. U] E come ii mielc rcca dolore aUe parti dei corpo ferile c piagare, cosi SI>CSSO i discorsi, pieni di vcrit:i c saggczzn, mordono cd esnsperano gli sventurati. li meno che noo siano cllrez...cvoli c conciliami: ecco pcrch ii poeta" ha chiomalo me"ocikes la dolce7.7.3, perch cede, non rombauc n reagisce ai dcsiderio di dolcczzt1 dell'anima. [4] Un cechio infiamm:tto si indugio coi massimo pincere sui colori scuri e non luminosi. evita quelli che risplendono e brilll1no: cosi una dtt, che si ritrovi in sventure impreviste, pourosa e infiacchita. perch non ha la for/.3 di lollerare un pnrlure franco proprio oel mo mento di maggior bisogno, quando Ic cirCOSlnnze non aiutano li risor gere da un errore. [5] Ecco pcrch tale ordinamenlo 1>oIitico c sono ogni rispclto malcerto: fa pcrirc con s colui che parla per com piacere, fn perirc ancora prima colui che non si mostra compiaccme. [6] Secondo i malemalid 1 ii sole non percorre ln stcssa orbita dc.l cielo slellalo n qudln diametralmente oppostn c contraria ma, discgmllldo uml lincn di percorso obliqUll e indinala ll , forma una spirale

). !-lolflltIOllo.i f\:li popolllrl>. pcrch ncllu fl'lUl: lu parolu luillot 115lUa in COIllIllP' l'()lIionc pi Rruppo t1dinlru ot "yuOol li buuni, i. t. Illi oli gllrchiJ mu illcmlinc Iltcw pi\1 rkcu lli fillnificuri rilpcllu ullu lruuulinnc chc ~ IIC (Iuru pcrch ucsillllll IIllchc I\li ort!ill:lmcmi iII cui pn.. ...MIl!ollll i ('cei IMllMlluri, doe: lc UCmOCrll1jc, ro11lro cui ri"llhu lu pok-rnkll5vohM llll Pll1rurco nd ,clluilO dei cMpiluln (vd., pcr C5" i I'MrMllrllfi 4'). Ki1cnllo prc(eribile I,I rrudu1.ionc mloUlIll1 perch ]'imen:ssc di I'hl1MrCn C ril,(lho Ullli lIornini c ~I loro ul\in: in umhho 1M>lhko; ln "hre Jl~rok i:: UII inlerl"SM: clko piu d,c 1M>1ieiro. 11 cupi 1010, in(uui, comicne IInll I1l1en1:1 un"lisi. ri('('u di s{UlllllrUre l'sicolollichc, uel rornlM>rT\i' rncnl0 dellli lururi di un onHn"menlll polirko e mm l'uIIlIlisi ddl'oroillll11lClllO USrrlllll1' I11cntO inrcw. 6. 1I1>oc1\i, che noll hn hi50l\nO Ji esserc llomil11l1u. i: Omero lerr. PI.l1TAMOO. MUf.Jlia 'HE) ii 'Iuulc, 1Urwvi~, noo .. h~ chi~mlllo" Til ~1lt'J I'nvo[lxf1j. Sol" in OiIiJJ<'ll XX 39'

lrovi.,1110 siuSlapllOlili ma non ~in{Jllimi ~bl U IlU'I'tVOtlllt1j, ri{eti,i entlllmbi Ilr'lIvov: Ilfllnw dolce c IIhl>olldll1l1e (\'(1. unche EUSTo\1.10 ad lodo MtVOflxt; e ull8cl1i\'O Ilrc"scnlc nci I>ocmi olllcrid l~ll sillnificulo ,Ii Ilrudc...ole o IIhoondorlle ed i: UlUlO in ri{crimelllO prc...alcnlemcnlC II cibi (cioe, ehc StMldidllllO l'Ul1irno) ed unche li legllumc. llMilUdinc, cacdl'. I'rct!lI. ghianulI' 111 lliadl' XIX loI4 si dicc: i ser...i ri pOTlcrlInno doni ll(finchi: lU \'c<111 TOI rlfVOf,x~n M~n(". ln llul"Sl(l \:l150 l'UAACUil'O fll rifcrimenro 1I1h1llllrolu .Jon>' cd EUSIIIZIO lad !od sl'icga; (dol1;1 01; Il'r).ullll u\ rl~vo. ril" '0 ,..,;, 'A;(I))'fw;. 1. /. l. 1!1i lUlrnno111i. 8. Sri/. ri~pcllo 111 ntO\';l11eIllO dei cielo dellc slelie fine.

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[J, l] Taiim M xal K,tw.... ~ 'Iii' vttp ouvt~1]. Kul y,Q OUtos ou Jtlavv ~OXl!V out JtllOOqllU Xtll t {100. oul)' 1IvO'loe.... !v til noltd~ nQO XQw. (21 'A' lIev KIXl!QWV tp1lolv aut WO:1fQ i:v Iii r1lttWVO nOttd~ xal oux !v Til 'PWIUJOU nOMtfUlte....O unootOllU T~ ntda fxlleoei...." fllOI b~ talaO boxei naDEi.... Toi III') xaO' wQa.... exlpUvEim xaQnoi. UI 'Q y,Q fxtlvou ,'jbw Qwvte xui Oa\lll6.. ~Ovtt ou XQlvtUl. OTw ii K,twvo UQXUlOtQon(u. bl, ):Q....w.... nOi.l.... 1tlyevoI1tv'l ~(OI u:cp{toQOt xal nov'lQoi 6l!Ol. 66;a.... Iltv eiXE Iley,'I.... xai xo. oux evilQllOoe b~ tai XQe(m l6. ~(lQO xal IlYl!Oo I~ (lU~ OllllUQOV toi xa6eulwOl xmQol. [4] Kai y6.(I aut ou xexQltv'I Ilv 11'1 T~ nCltQlo, t'uneQ <1>w)(lwv, noHv ~ XEIIIWV<:1 )(a! o,ov .):oOII. Oov i.Otlw.... xal x,w.... tnu,afltoOm xat llaQaOt~vm IOl nUo.. . UVCllltvOl nOtteuo6.lll'.....o. oi.xw.... t xal xuflEQ....ilOEw nwoOd, lltll II~ya .... y{iI a til txu :1l!QlotIIOEV. 151 Ete Iliv y,Q xut xatpal! TI').... none(a l.' ou, Ill ~ )(a{ f!Qutw xal XQ6vqJ no0 xai nUQ IU)(Qv iOovoav :1fQlyt.... t. oOm I, K,tw....a )(al T~"" Klttwvo Qnijv. 161 ~HlnaQap,o'lev tI')....

chc si avvolge in curve agili e flessuose, grazie alia quale ogni cosa rice....e salvC'J'-Za e la migliorc :thernan:t'-ll di slllgioni; (7) I..-osi, invem, una condotta politica, troppo vigorosamente retlilinea e chc in ogni oCCllsione si oppone ai dcsidcri popolMi. risulta llSpnt erigida mentrc porta su di un sdrucciolcvole pendio iI fursi tr:1scinare e inc1innre verso gli errori della massa. (8) Cedere a uomini che ubbidiscllno, concedere favori mtl esigcre ii rispello di ci chc giova a tutli: queslo modo di porsi a capo e di guidare gli uomini (c.Iisposti li rendere molti scrvigi con spirito di mnnsuetudine e di ulilit quando non siano go verntlli in modo dcl IUUO dispotico c violemo) poria snIVf.:zza ma e frullo di aspra fatica e presenta col1temperate in s (iI che e difllcile) uuslcril e mileZ7....I . (9) Quando tale comcmpernmento si sia verifi ClllO, nllsce ii concerlO piu melodioso e musicale di IUlli i rilmi e di tulfe le lmllonie, l;r:1zie III quale (si dice) Imche Iii divinitii governa ii cosmo senza usare ln forJ:a llln influendo su1la l1ecessit con la persuasione e con la r:1gione. D. l] QUCSIO capit . mche a Cntone ii giovane, ii cui aarattere non fu n seducenle n gradito alia mohirudinc n cgli ebbe succcsso in politiaa perch compiaeenrc; [2] Cicerone dice ehe Calonc non riusci a raggiungcrc ii con5Olalo perch faccva politica come se vivesse nclla rcpubblica di t>lalonc e non neUa (eceia di Romolo'). t\ me sembra che gli capil qUltnto accade ai (rulli ltppllrsi fuori stagionc: [3J gli uomini li guardano con piacerc c mnmirnzione ma non se ne scrvono; cosi le manicre nntichc di Cntone. sopravvcnure dopo L1n lungo inlcrvllllo di tcmpo fra vitc corroue c costumi perversi, godevano di grande fuma c gloria ma non si adtiuarono :IUe csigenze dei momcnto pcrch ln sua vinu, austera cd e1evlllll, em Sprol>orzionnta ai tempi di aliam. {4] Giltcch Catone pltrlceip alia vira politica non quando la pUlria era armai unu nave inclinara (comc Focione), ma quando cm in prcdlt a gran tempesta e borrasca e, IcnutO lonlano dai remi c daI governo della nave, si limit a mltnovrare vele e gomene c a srare ac canto ad uomini piu pOlemi; IUllavia, si ball io un grande ducllo coo 11I (orlunn [5] che conquisto c abball ln rcpubblicn con l'niuto di nltTi ma con difficolt:l.lentamentc e dopo moita tempo pcrch poco manc che ln rcpubblica prevalessc grnzie ti Catone c nUa virlu di Catone. (6) Alia virtu di Calone parltgoniamo quclla di Focione non per

9. [11 VCrihl. Ckeronc I1UlI yrfernll', se llon pm-liylmcnlc. 'l""mo PIUlyrCO Rli ~l1ribui Ke lf:.pisl,,/ar aJ Alli0l1/l II I, III. Ciccrone 1k1 menzionll l'ins..ccnloO Jl~cico Jll C.c,me 'lullnJo ,i C\l1l\liJ 111 ronsolaco c mt'1lc in rilie.'o, rClllisck.lnlcnlc, i limili ,kllll SUII IIliOllC poIiliCllI..o....' i..t.....Jum,d publicarl.

'IJOKIf.lN

33

$WX(OJvo ou xf XOLv 6IlOLllIW, W uyu6wv xal J'tomxwv uvb{lwv' [71 ton yQ ltlltEI xul la... (lLo IUIflOQU ltQ6 lt... b(ltCl"', w tii 'AXLfllbou l1Qo tI)'" El1UllEl...lYbou, xol lpQovijo[w JlQ6 IflQ6"'IIOlV, w til 9l':lllOTOXtOU ltQ6 ti)... 'AQIOUibou, xal blxmo ov1I lt(lOIj; bIXUlOOVllv, WIj; Til; NOII JlQ6 ti)... AYljOlou. (8] ToTW'" bt TW'" ltvbQw", Ol u(lEtol IltXQI TWV tEEUTOtUl'" xol UTOIIOJV blOCflO{lw", E"'O XUQClXTij(lO xo! I1000qll)V xol XQwlla XOlV'" Ij{tOU eyxt!xQClllhov ix'piQouol.... WOl1EQ LO,!I Ilh(lI!' IlfllElYlltvou l1QO T OUotfJ(l", TO <pIavO(lwltou. xal ltQ; TO uo<pat; TO u ...bQeiou. x1 Til uJtt(l .Uw... I.h Xtlfllovla. l1iQ aTciI... b' lllpofJla. Xoll1Q6 Ilh TO aiOXQ'" l!opda. JlQIj; b! t blxOIOV EUtOv{a GUVljQI100llhfJC; llolw' [91 won l!l1TO nvu 6you btiGOul XU6l1E(l Qyllvou J'tQ;: lXQIOIV xul UVEQEOIV tWV blU<pI!Q6vTWV IO ,

una genericn rnssomig1ian;~a, tnlunndosi di llomini egregi e impegnali in politica: [7] giacch. scnza dubhio, csistc dif(crenzn frn coroggio e cornggio (per csempio, fra quello di Alcibiade e quello di Epnminon. da), fra intelligenza c intclligenzn (per l'SCmpio, frn qllclln di Temistoele e quclln di Aristide), frn gillStizin c giuslizin (per csempio, frn quclla di Numa e quclla di Agcsilno), [8] Lc virlli di qucsli dlle uomini, fino alie l'Slrcme C infinitamente piccolc differenze, manifestano una sola improma e un solo aspeltO, una comune ml"SColanza di Imui c3fl1t1eriali: per csempio,l'umanil mescolata in misurn ugunlc nll'auslerit, ii coraggio alia cautelo; la sollc.'Ciludine per gli altri. lo sprCZ7.o dcl pericolo per s. ii rifi'uto dclla lurpitudinc, la nobile tcnsione verso la giuslizia: tultO ques[o conlempcmlo in misurn uguale, [9] sicch ci vuolc proprio un ragionamcnlo sOllilc. un bisturi per cosi dire, per dislinguere c scoprirc le differenze lO. [4. I] Si c d'accordo sul fallo ehc ln famiglia di Calone fosse di disccndenza iIIustre, come diremo in seguilo; c mia congeuuru IL che Focione apparlencsse ad una famiglia non dei tuUo disonorevole e bassa. [2] Se, infaui, ii padre fosse sinto fabbricante di )>CStelli, come dice Idomcnco l1 , Claucippo, figlio di II>cride. non avrebbc lmscu, mio di parlare della sua umiJc origine nel discorso IJ ne! qllnle ha mccoito e proferilo ingiurie a non finirc contra di lui n Focione avrebbc ricevuto una educnzione coslliberale c saggio da frequentare ncll'Accadcmia, quando cru ancora lIn ragnZ7.o, Ic lezioni di Plalone

14, Il To Iltv OUV K6TWVOlj; WllOYI\TUL yho; ex Ulln(lwv J'laQXflv, WC; I!X6iJoetat' $wxlwva bt tt:XllOlQOllULl1 lU) J'tuvTnuOlV ElVUl yhou lttlllou xa! xut:tentwxoto. 12J Et yaQ ~v. w qY!IOlV 'lbollt!VEIj;!l. bOlbuxoJtOIO l"[UT()blj;, OUX .v ev t0 yt~) r).UXIJ'lJ'lo

b 'YneQdbou IlUQta OUVt!IOXJ xal l!iQllxwlj;

Xat' aUTo XUX{I n)v buoyhuu... :tuQijxt!v u , ou' .v OTW e)"t!u{)[Qlou Ifllou) xnl oWqlQD-

...o (xul) nUlbda IIt!ttOXEV. Wole tiiC; IUllTwvo EtI 11l':I(lxlOV

10. Non <:si~le lu <JCIYXl,lt<"~ lroufromol Jelle 1'1/(' di Focioue c Jj Cmoue ill:jo'"dUe lll~. in qUC'SIO capilulo, Plul~rco mcllc u C<ll1fm.... l" i duc I'crwll:IRgi e in tilic\"o 1., lx:rf<'U" Sllmij;li~u7.u, EMIISlI, l,,'rd". rilkuc d~ Plulutt'" nl."iu rilemllo inol'lx,mlllO ser;"("re I:. (Jioy>lO'OI~ delle due V'/I' h9~6, I" .\0,1), Di di"el'jU Ill'iniolle WAMDMAS, PI'. ~J(,'IH l' Hl)~IIII, I'. 110, V(1. 11l1che (;llll'a,M, 1'1'. l)ol~)6. ". l..lll~!Il!lellllm ,Ii Plnhlrw" cundi"isu ,I"i /lHx!erni, i qUllli rilcug(JlIl' chc Fodoue :IPp~tlcl""S\OC lld unu fllmillli:l "!:tiUlll I\'d. ~uehc Ic rmle U7, ~ C li 9, ,l: 'IUl""llj;li OOUM'nll di sl'oll./cre nlli\'ilil 1>olilk" II l~mllO pleno c u[ mnssirno li\'ello. Lll umizi" "he ii I,,,dre fom: f"IJJ.rk"nle di 1>C~lelli mm I'" iUlcsu ncl ""nso ~he "/lli fosM: di nrnilc eondizio"e m:l

nel seu!>(, ehe cru dedilo ".I U'"L llnivil,l.llCr cosi dire, indu.Lr!:,le, Cfr.. .lU qu,,,,'''. E'IIIl('I/" " , enOl". ,~, Idurneu,~, di l.,uupsueo (Jl~'~70 cire" II. CI, m"ko di Epicuro, fu ""lI're.1i Irc opere: un" .I'UJfI'U di J<JltlO/r"c1u, nlll~ "tlr1l\'crso nmi1.ill coUSC""Uln dlllle"k~, bi1.l'u' dilO J/IIII/ (J. II. /d('IIII0,,'''S); S"i ,\'o(,'<l/ici, di cui rim:"'Il""" ,[ue fn""'"rnli, ""n.,'rl'mi DIOOI!;t1IJ LAllIo.,n filio coo); ,\'ui D(,Il/I/;:,o;:,hi, operu ulilizZlll:l spesso d" Phullre" c d" ALeuoo. s...":llm~' E J"ro!>y .In 'ln''ll'llpcrll Jlhu:lreo :lI'Tc!.l,., lr:'lI" lu 1l00izi" qni rifcril"

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(I'(,'rl/"I \JII F ,)), Idomcu,'Q "ru "n hi"gnlf" di iSI,irdl.iolle l'eril':lleliea; se UC.ll I'0co lIlll p~tc ehe mc,,,,l:t1ics5C l'rC'nlenlernenle unl'<I{!'Jli lC:lnd"liSlici, 'J. Di Cbneil'l'o. ""lio di IllCride, e {lei disrorso lui COllllXISUl lIllro Fociour nullll C n""" Illl i'lCOlllmlo rnl'Ore, l'illl,ll."i formol"l" d~ SeI,uc(er m:1 lllH, chc ii di \OCO!"S<I f"s."" SIUlU Ilrouuuei:lto uc1 ,0)/'1 (, IIH. I', ,6J)' T'Llc iIX'll"Si si bll.\~ snll'inlerllre luzioue, "lqullll1o {orzULII, di UIl 1l:l.>O dd M"rl/fi" di 1'luI"reo (11)0 Bt Ik..:enLemenle Tri, Ile h" sosll~lU'lll~'" [,\lone llrllOmenlllZinni ehe ill'''~~o dei MrJf<lllil fll riferlmenlO ~d IIU "ltro cpi$lxlio, chc ehlx: come proluIlOni.,,, l[lcrid<:, nou Illi ii 'iRlio (;IIlUclI'IX): Tril1e propouc mme dlllU per ii discurso di Gl"ucip[l" ii .\'7, "lUlO deli .. re~m"rll~inne olill"r. chie" in Alen" " dellll tonStlllltnlC ri"hililllzione (Ii FociollC (19HII, pp, ,~o'" I J. Non cscl"dcrci ~h" ii di~col"llo poSo<;' C'Sscre .1"LU cnllllx'~IO "ei ';'9/11, 'lu:n,d" mI Ale"" {II rCllI:l\lr:U~ l:: dcm()crllzi~. ii cl.c eompono ii pnx.'l"SSlI e I~ conduuu" " mone .Ii F"cione e di ,tIlri olillurclli (dr. P'''-1''''('' J"J6I,

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e, in scguilO, quelle di Scnocralel~ c da divcnl3rc. fin daU'jnizio, ardente ammirotorc dcllc piil nobili abicudin di vila. [3] Ed inflllli, non (u facile per gli Atcnic.'Si vcdere Focione ridere o piangere o lavllrsi in un bagno pubblico, come hll raccOnlato Duridc: u , o con la mano fuori dal mantello, quando per caso ne avesse indossllto uno. [4] Giacch, in campagna e nelle spedizioni, camminovll sempre scalzo e scnza manlello, a mcno che ii frcddo non fosse eccessivo e insopportabile, sicch, anche per schet7.o ormai, i commilitoni adduccvnno a prova di inverno rigido ii fnno che Fodone fosse vcslilO di mnntdlo l (,.
[S, I] Pur essendo mitissimo e umnnissimo di cllrnttcrc, dlll volto Ilppllrivll insocievole c burbero, sicch non facilmente un estranco, se era dll solo, gli si rivolgevll. [2] Ecco perch a Carctc 17, che una vollll alludeva ui suo cipiglio, e gli Ateniesi se III ridcvano, disse: qucsto cipiglio non vi h:l ponato Illcun dolore, ii riso di COS[Qro ha causllto molle lacrime alia citl, [3] AhrculllHo, ert\110 suluturi i discorsi di Fodone, nutriti di UliJi pensieri c riflcssioni, dalla bn.'.Vitii imperiosa, seCCIl, sgradevole. [4) Zcnone diccva che ii filosofo deve pronunciare parole dopo averle imm~rse ne! pcnsiero: ii discorso di Focione con teneva ii massimo di pensiero ne! minimo di parole. [5] E forse, lencodo presenle qucsto aspelto, Polieutlo di Sfcno 11'1 disse che Demo slcne era orntorc animo, ma ii piu abile a parlarc era Focione. [6] Come, infalli, ii pregio ddla moneta consiste ne! rocchiudere ii massimo valore nd minimo peso, cosi si ritiene che I'abilit di parola

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Is, l] T~ 6' ~OEl nQoollvenato; WV xal tpIvOQwn6nl1:os,ltn TOU l'l(loomov 6vo!;vJljlo).0; iq;alveto )tal o)tvOown6, watt: Il~ l!w; clV nva ~6vov V'tUXEiv allTCp tlV ltauvil{lwV. 12J t xal X6.(lllTI I1 nOtE nQ6; TU OqlQu; lhou ).yovn TlV 'AOllvalwv fntyeXJVTWV, Koubv.. d.nllV UT11 IU}; ).llAvnljxt!v ii qlQJ;' 6 b -COJTWV yAw; no).M auoat T~V n6klv neno{tlxev,.. UI 'OllO{W; b nw; TOU l1lwxlwv~ xal 6 ).6yo I'IV inl XOIIOtoi hOul1illLaoL >tu! mvoiULam uWTflQLOS, n(lOUtaXTLXI)V nva xal auoTllQv xa! vilbuVTOV exwv /lQaxu).oy(av. 14J 'U; YQ 6 Z'vwv ektyev, n bei T6v lfll6oolflov fl vouv (mopnToVTa l'IQolflQwOm "tl)v U!;lV, OTWS 6 4Iwx(WVOS 6yOS neioTov iv i).axlotu kt!;Et VOUV eixe. 1.51 Kal nQ T01;T' LOlXtV ltnLbwv Ilp~mos r!OlfVXTO I" tuu:i:v, n Q']TWQ Iltv UQl<JlOS fi,] ,ll1l00ftblI, fL"tlV b elVtutOS l1>wxtwv. [6) 'Q; yQ i] -COU VOIIIOII(J.TOS 6:!;ta l'IktlotTlv iv yxlp jlQaxuTtlp bilva,llv LX!'.I, OTW ).byov 6Elv6TII Oxei

l-l' Sc:tlOCTllI~ di CalcNo.tl' {u 1I11ico.'tJ di I'I~ton~" sc"horC'l de:II'i\~"C1II.lc:mi.l!llI.H9111 C. Un~ bl"l:\"C biogl1l.fill di Sc:norntl" ~ sllltll $Critl .111 I)IOOIlSII Lt.u:rJU (IV ~, 6'1 )1, ii qUlIle: (omi$Ce un de:nro di 0IX'fl: ricru di s<:llllntadnquc liloli. Su ScmlCr~le: 1'.1. linche n, 16 e: 19, 6. V<I. anehe: 1"lroJ"w"tl' J.2. I). I)uride: di SlImo (Jo\(>o270 <:irell a, CJ {u lIUlore di .\"10";(' eh<:, prohllhilme:nte, ro mind'II'lIno nllrrumlo 11' iml'rc:s<: di Amintll di Mllc:edoniu, potlre: ,Ii Filill!," U. e lliullllc, VllllO finu II Pirrll. .III ,/UL'li'I>eru chI' Ilrobubilrut111C C lmlll1 lu nOlizia ehe PIUIUrTIl rife:riscc (dr. "'G,llill 76 I' )0). Duride: C un <'llIK.me:nte: dcllll .~>S; de:1111 5lUrit.~m/ill trll Ilic:l, un mudu di fure: slUrill ehe IlCeellt\lll\"1I I,tli uspe:lli dmml11l1lid dellll 11IIrnI1.illne. GIi IIC(mu Ilttrihuile ultrc: due 01'<.:'1': una Jlo,;a di I1l:atlK'fe e 1II111 C",,,aca di JalllrJ. 16. Non si puo csduJcrc chc qu~t(} ritnmn.1i Faciune si" "1110 CUStruilU.\I </ueUo di Socf\lle. </ullle ri~u1tu, per 1'S\..'11lpio, ndlu IIp,,fllr.ia di Sot."Tll/t' >en,,(onlt1l c nd SimpfJJw di 1'1~lone, LII Villl di Foci""t' si el1iudc, infuui, ~~J1l l'osse,...'lIune eh<: IQ "le\'llda Ulllllnll
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.li Focionc: rirorJ .i Grtti qudt~ .li Sornllc: _quoll1 ooIlla c SI"t..'lllllra lklla <:itt~ (II IIM.h., .imile:. qucllY lFud!H/(' jil, )). 17, Caretc l-lO<)- j2) <-;tCll . C.I fu UlI IlI'llCf1Ile ~1~'fl;CS<: eh<: 0IJOCro pl"l:\'ulentclllcntC" Ilell~ li'<lIulll mell\ dei IV k(Xtlu c ndl~ 1.<>IJII dell'Egeu ~1t1llrionRle, PII"edl'0 111111 jotlleUlI SilCillle {1CR1i Alenio; (})7.})) Q. CJ c ClMn[,nuc <'tJIllto Fi!iPllll 11 ..1 Olilltll, II lJiswn1.io e II ChetolX'"il. Muri Ilml1~hi1mt111C ,'CnlO ii .\1) u, C. III. P"lielltlo di Sfett" {II un 11011I0 polilicu e un "",torc ."nte:mporlllll"(' di DI1"0 stc:nc e, (Orne lui, molto Rui,'o <'Olltro Filipl>Q c i ....bc~'(loni. 'Iimto pi C sillnili....li\o iI Ililldi" "l'tt'SSO su Focione, Ull lIvvernrio POlilieu. Di PoIiclll1o noo li hRnno I'i IlrJIiaic dOllll IR guerra 11IIlIilca e: si pu ~upporre dlC eRli, cume: [)cmostcl1e: e Ipcri.k, ne: sia rimasto viuima hd. linche: !I, 9)'

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110U.c't 011110['111:1'11 un' iyoov. 171 Kal IltvTOl. xal aUTov ;mu TV t1JooX(IOVc't lflaOl 11)"IIQOUlltvOU TOU OeltTQou 110 zU!QlJTaTf:iv lm (lX1lvilv, OUTV VTO I1Q i:ouT0 TI)v bl.VOlOV (81 EL,bvTo lit TlVO TWV Ipo.ooV OXE1tTO\lh41 t1Jooxtoov OIXU", vrd lU). TOV 6to" lpUVUl, oxhttollUL fl ti bvallOl tOu ).oyou urpruiv V Iltll.oo UYfLV lT(l6 'AOlIV(dou... 191 'O lit 61]JlOO6tvll TWV Ilh ll.wv XaTl':q:.JQOvU 110)"U (lIITOQooV, VIOTOllhou b 4Jooxloovo fit.iJ6fl tYflV laT(ltllU lTQ6 TOU <ptJ..ou o<l TWV f'twV J..6yoov xOl1l lTuQeoTlv", 1101 'All.c't TOUTO ,ttv iooo nQo T 'I{to VOlOTtOV' bel xal ~IIO xal veullo ItOVOV uvbQ6 ya6ou IIVQloU; hOUlt'lIlaOI xai ntQlobOl 6.vTiQQolTOV iXEI I1lotlv.

37

consista ndl'csprimere mohi concetti con poche parole. 17] Dicono che una volta, mentrc ii tentro l ' si ricmpiva, Fodone passeggiasse davanti ai palcoscenico, tuno preso daLJe sue riflessioni. (8] Dicendogli uno degli amid: Focione, Bssomigli ad uno che stia pcnsando~, si, per Zcus~ egli rispose sto pensando a qucsto: se posso eliminare qualcosa dai discorso che sto per fare agli Atenk-si)l>. [9] Dcmostene nUlriva un gran disprezzo per gli abri oratori ma, quando Focionc si alzavn in piedi, era solito dirc Iranquillamenle agli amici: ecco b falce dei miei discorsi)l>, (IO] iI chc: va, forse, riferito ai carauere di Focione, poich una sob parola o ccnno di un uomo egrcgio ispira tanta fiducia quanto migliai:l di invenzioni retorichc c: giri di frosc. [6,1] Giovane, si lego alio stratcgo Cabrin zo e lo accompagnav3, giovandoscne moita per acquistnre esperienza in campo mililarc ma correggcndane talvoltll la nntUr3, incostantc c ardcnte. [2] ClIbria, infaui, che in gcnerc cm pigro c indolenlc, si accendcvll ai momento dd combauimcnto c brucillva ndl'unimo c si slunciavll con i pili temcmri con ecccssiva nudaciu: ceco pcrch conclusc ln sua esistcnza li Chio Z1 , spingendosi per primo in avanti con la trireme e forlllndo per sbarcare. (J] Focione, mostmndosi insicmc prudente c operoso, riscai. dnvala lentC7.za di Cabria c, di nuovo, eliminava l'intcm!X-'Svn imcnsit ddlo slando. (4] Di consegucnzn Cabria, che c:rn benevolo e onestO, 10 amava c affidava a lui, di prefcrenzu, impresc c comandi, facendolo conoscerc: ai Greci c servendosene negli incarichi chc: richiedevano ii massimo zdo lZ , (:5] Con la battaglia navale cOmbatlUl3 presso Nasso, procuro a Focione nome e fama non piccola: gli affid ii comando deli 'ala sinistra, l dove la battaglia si combaucva violenta e si deeisc: subito ZJ [6] Quella fu la prima baltaglil1 navale che la ciu

16, Il Nto li' wv Xof}QIl2f' 7tQOOtIIEIl;EV eauTOv T0 ot(lOTllYljl xol nUQdnETO. no)"),, IU!:V d ellnl:lQ[av TOOV noEluxwv tiJlPf)"UUIUWO. fOTl b' 1Jv u nuvoQoUIIEVO TI)v xdvou tpUOlV, VWllU)..OV ouuov xnl {IX(lUlOV. [2J NwfiQ YUQ WV 6 X(t~Qla xaL buuxlvl]tO U.w, ev Ulhoi lOi UYWOLV wQya xul blf1tUQoiTO np fiUlltjJ, xal ouvl:l;t1tlme Toi {}QOUTUTOl 1toQ~o)..JTeQov, wo;reQ UILUU xat XtltOTlIlltjl1l TV IUov fv XI41Jl. l'lQWTO doeoa Tfi TQL1]Qfl M! flLUt611EVO nQo 't~v on61\oOLv. 01 'Aoqto)..~ OUV IIO xal QUO'tlIQIO lDooxtoov qtUlVOIlevo, Tilv 'te Ill!)..)..IIOlv ovdH!(lIIUlVE TaU XufJQlou, xul n)"LV qtflQEt T~V xmQov l;UTlITa Til 6QII~. 141 ~OOev eUllev~ WV 6 XafJQln xoi XQ1loT6, tlylTU xal 1tQoijyl':V aUTov inl I1Qltl;el xal ilYfllovla, YVJQIIIOV nOlwv Toi ~E)J.IIOL xol T. 1I:).[(OTII l;la onoub~ ixdv41 XQdlIlevou. [51 Kx T"~ nfQ! NltJ;ov VUulluxla VOllU xu/ b6J;av ou IIlXQo.V lDwxlwVL nfQLf1tol'l0f' TOV YQ euwvuIIOU xtQoo ntwxev olh0 'tilv ilYfllovluv, xa6' xa! TI)v IlXl)V 6;eiuv Eh:ev tiyt.iJv xa! XQIOIV b:ohloe T"aXEiav l1 . 161 nQdltl)V ouv txdv'lV vuupuxlav ii noh

19 I'rolJ"l.ilrnrnle illc~lro di Dillniw, ,to.e ~i ~\o!J.:C\antJ I., "nC'lnIJl~'l'. ~o. lbria. iniane ('(,n Tim04~'tJ C'tllfifrJle, fn 1111 imllOr!3nt., gc:ocmle Lll.,ni~, ('I.e opero ndJLl Ilrimo meli dei IV SCt.'tJ11I II. C. L'umidzia coo JI..drmc l'lIO ~n.,r., null in 11mbiel1lc lIc('.u!lmioo: dr. FIJNi"'r .1. J e ,\IQril/t'" 11~6 C. Vd. lIl1chc la !l0411 }!I. lI. LII bpl1~IlIiLl (u (!L'Scri1ll1 lIu DlolXJ~o (XVI 7. Y'IJ c dLl COMNll1.10 Nlll'Or8 (;". bria, '1): cnlnunhi n~hul1o I'cmimlo di C.hrill. l.u lllOllLlllliu si ooll,x~1 nel J)7 n. C. ull'il1i ~.iu ddllllLllcrru ",oeiulc.. dellli AICl1;~."i IJ)7J u, C.l. ('he ~i ~~mdIlS(" mn!Ll dissol". lilll1e dcllll ~~'t:oll<l'l ICIIII murinllllLl (u ("ui vd. 1" rmll! ~7). :12. ln rC:lIh~, di qUC'5IU "ivucc Llll(,'ihlmilit"rl' e ,Iipkllnlllicu. IlfJidlllLl d,1 Cuhriu li Fo. dllne. nullu noto Inmne ljuLln!O ri(erilo ill "'Q{iolll' 7, I.

TAMCU.

2J. Lu bLlll~1l1iLlli I\''OIIC dllr~rllc ill,lcnilunio dei m~ anioo UoeJromioll<' (dr.l'uj CWI/1I" 19. 6 l: M01'flfill 3'I!)E.F: POI.IIINO III I I. Jl. c:ioe (1ell'ol1obrc n6: la notlu sl'artllna Cril rumlllldlltll d~1 nlll'lIroo 1'01lidc: (lU cui I"d. Dmr), )). Lu l1oli~i~ fllC Cllbriu ~\'rebhc: u(fiduto li Fociol1e ill'Olllundo ddl"I!>1 sinim"1l i: fonlilLl solo du l'IUlllroo. 511,..0 '-0"","8 Wt/,."iror V -I. 61l, [)ll~tOTllNtl (~O. 77 e 24, 180) c 1'0l.ll1NO (IJI II, ~ l' I d l1Ien~ionuno solo C"briu, qUllnJo dcscri\'ooo lo 1I"018illlCOl0 dellu b~HUllliu; Diodoro IIf (cmll1 cite l'ul" linbl1'll IIleninc e1'll fornunduta du :<Ionc. che 11l11r1 fornbullcnoo. L" Jcscri"lione JioOOrcu COllll'll)IU (1111 ljuc:l1a Jllut~r(It<::l: \cdillrnol~ in dcll~lllio tXV J4.

<1>OKION

6.,

39

autil 61' aUtllS .ywvloal1v'l toi -Eu''lOl lln til'o' ).WOIV 24 xal xatatUxouoa, t'o' te Xa~Q(a'o'1} :UQIIy1U\Oe, xai. tOu l%>WX{OIVOS tOS u'o'QOs ilyeltOVlxou ).yov iOXe'o', {71'Evlxw'o' t \utyOIS ltUotllQlotS 2f', xat naQeixev oivOXlUta XallQ(as 'A{hlvalotS xa{}' ixaoto'o' EvtaUfV tfl ixtU enl :xa ta BOI\QOIUW'o'O, l7,1J 'Ex tOtOU htynm ntltl'tavtO autv fnl t v'lOlwnxS OUV1~ets27 TO XaflQtou xal vas ElXOOl l'o'TO dnei'o', 101 Ilt'o' wS no),ell1lowv n:llnOitO, Ilell;o'o'os 6eiv U'o'lteW, ei ' w nQ6 OUIIIlXOU, cl(lxr:i:v vau'o' II(a'o" [21 xu( nEOavta nto TQl'QU lK xat ta),Ex{}vtn tai n.e.ol xnt OUVYE'o'IIEVO'o' toi QXOUOlV nlElxw xul .<pEW, xataneom IUtT nou'w'o' 'o'EW'o' i Gtn:otfl),a'o' oi. OltIIUXOi. Til XQillLUtCJ taiS 'A{}'l'o'alOl XOIlll;oous, Ul Ou 116'0'0'0' 6t tWVTn T6v XallQ(av {}EQanEw'o' ln:),Et xu( tlllWV, xal teEuT'0aVto UUTOU TW'o' n(lOOl\XVTUl'o' xaw xelteELTo. xal T6'o' naUiu Kn'I0UT:1'10'0' elloeto Iltv 'o'Qa J1Olei'o' &yu{}6'o'. ill1'll\XtO'o' ' (lwv xul u'o'ywyo'o'. ltW oux GtnEil'l:Ev navoQ{tollevo xal (UIOXQl1TW'o' Til

combatt da sola e con successo contro i Greei, dopo cssere sl3ta conquislata24: per queslo Atene provo straordimlri~ a,ffcu~ per Cabrian estimo Focionc, rilcnendolo vomo capace di nvesurc un co26 mando. (7] Vincev3no durante 13 cdebrazione dei Grandi Misleri e o~ni :mno, ai sedici di Bocdromionc, Cabria offrivll una distribuzionc di vino agli Alcnicsi.

tn

tribu~i dclle isole 27 e offrendogli vcnli navi, Focione abbia risposto:

[7 1] Si dicc cite il1 scguito, inviandolo Cabrill

II

riscuoterc i con-

se cra inviulo per comballerc, avcva bisogno di una fona maggiore. se presso allcati, em suffidcntc unn sola nav~. [2] .N~vig ~on .1n SUl~ trireme2K discusse con le dllU, ebbc inconlrl cordml. e schlClU con I magistrat; e ritomo con mohc navi che g1i nl1cati aVi,:vano inviato a . ' ' trnsportare ii danaro ad Atenc, [3] Non fu ossequioso e rispctloso verso Cabrla solo linche fu I~ vita, anchc dopo la sua morte si prendcva cura generosamente deI suoi parcnti e dei figlio Ctcsippo volcva ~arc un~ pc~o~n per bene; pur vcdendolo volubile e sregolato, tuUaVla non rlfiuto dI correggerlo

3'J), .1. l'o11ide -

(!Cri"e Diodoro - , .chi~l'Illo UIl'1I1l1 desll'll ddlll ~UII nOIlIl, IIllllCro Cllll

MICC~"j>O rlllu sini.trJ ult'ninco, <'t)l1lllnd:lhl dll CtJone, riu$fl~1o IId IIffondure III nll\.... di C<-do:lllC'. dle mor!: l'a111 sini~lrJ 'lmk:sc- ent \'icin. 111111 disf'IlIl, Cllhrill )e oe ll()l"Sot' e.

orll\'mdo im'illlO unllllllrte ddle ~tle oll\'i .., ril,:ui! llllll SCllOfUlIlDlOllOllO XV 34, )61. r.::, (Ol"$<', qui ehe l'Sililt' \'icinllllZll ('II I" nOlizie (omil e dll Diodnro e queIJe fomile dll I'lu IlIrro: rocione (u. (on", iO<:llri~'1I10 dll ClIb,ill di imerwnire II sioislOl. io nimo degli Ale nk$i. Mil. per qUlInlO si IIOUlI illOliu:lre Ilnll plIrl...dlluion... siKnitiaui\'1I di I-'ocion... al!., >(omru. l'1ulllrro (nll SUlI (onl... filol'ocionillnll) smlbn m(lliulIR" ro..,... 00ll lllnlo l'inler ,"ruo di FodtmC' 'lC'11o s<''tMl1m (inlC'I"\'t'llIO dlC' pol,ebbe 0:$IC"1' ~rllO ri>olmi\'O), qUllntu ii _00 nHllo u(!idll!e. ~4. Alm" eN _IIlIll cunquiJ,hulI (l~llo Sl'arllmo lislIndro nel 4D.l: ~'t~ si alOdlK!a'alJl joluerN dei Pe!.")()llnno i.U'-ID.l a. CoI; dr. ulK'he I)lOOOao XV ,\1.~' ~). Sono Slllli Ifl)\'lIli 'lC'lI'''I:",J .Ii Alme 11llR.'Cffii (OIl1ll1K'mi identifi",ui mOle IIppar IL'TlC'Iui ud unu hllsc _ullll tltlllk tkl\"CVIl JlOIlgillr... unll 5hllUlI di C.brill, L'ocnlliionc pC'r III ~'tl5IR1zitlllC' JeI monumento Klnbr~, ~'tMl btllMlll pr"habililil, n.oere 51lUll III \'iuorill ripor MI I NIWO .1.1 !llUIll('\"llOChc: 5ul blO 5ini""Hi ~ [ui u1IQU.uil'(I' ui ~ ... l .oinI I Ivl,,,,,, "'l'lol 'Ilv Iv Nlotu>l ....'''I'UX1uv (dr. nuaNmT,Eo~oS~S,IlI'.74'" I, Rkunlll uoa IllllUlI.1i b,..'no, r.t(tijolUI"'~nlC lo SIOlIC'b'O. A.lli'TOTlll~, Rt'lo,k" III \'1' dI; dr. IInchc [)IlMO.'HIlS~ 10.8-1.117 e ~-I, 180: bclllN/l 3. "43. AI~'1l1'O r~ccumll "hC' ii fillJin di ClIbrill, Clc:sippo bu "ui "d. 7, ,'4). ii \'<:IItk..'1I te pielre Jd monumallo. dc:1 ".lon: tli dfllcmC'. c:TeIlo dllKli Alenidi in onure dc:1 JIlIdre UV .6)EI. ,6. Sono i miilt:ri dellsini, t."I:lebrali in onnre (ti [)cmelrll. VtI. lInch....8, ,6 e nolt'.

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aiOX1j. 14J m,ilv na1; UYUnt, nO(lEvoX).OUVto Av cnQatd~1 mi tOu vwv(oxou xal xO:n:ovto autov ~QWn'nIaOlV ltxalQOl XO{ ou,lllouIOI, oiov AnovoQOoUllhou xal naQaotQutljyoUVtOS, EinElV' "00 X(l~Qlu XO~Qlo, IIEy).f(v yl! cm X6QlV extlvw 'lf) qnla. nollhwv uou tOV ui6v... (S] 'O(lWV bt tau 'lO: XOlVO: n(luoovtw; tOtE bl\j(lllllhou ('i>onE(I ltno x).il(10U t OtQotilytOV xui tO WUtU2", xul lO" Iltv ).t:YOvtO ev ttV biUltll xul Y(lt'upovtu 'IOVOV. OOV Eiijlou).o ~v xut 'AQlcnOfpWV xal 11lIOOOhlj xol AuxouQyo xnl 'YnE(ld61j. londO'j bt xOl MEvEoOt:n xut /\EwCJt}h'j xut XQ1l'lO 'lijl Ot(lunlYElv xu{ nO).Elleiv a1;ovm f:auto, ApObto t~V nEQIX)'t:OU xa{ 'AQIouloou xul I:6wvo nOttduv (;)01l:f(l ),ox).f1Qov xal btflQI100llhlJv ev (lllqJoiv ltvO).U~ElV xa{ un060UV(1l. 16J Kul YO:Q tWV &VbQlV xe{vwv ixucno 'IlUlvuo xun'l 'lOV 'AQXI),0Xov ltlltptEQOV, OEQnwv 11th 'Evvu).lmo III ftl!Oio, XO{ Mouol!wv ~Qcu(iv bWQov lh'llotllevo li, xol tI)v Oeov MlQU nol.l,ltxilv O' 'W x<ti no).mxl)v JJ oouv xul nQoouyoQEuolltv'jV. 18. II OtW bt ouVtu1;o f.(lUtOV, tno),ttEno IU~v 6d n(lo el(lilVIIV xul i)ouXlav, tOtQcuijYlJOE bt n}"dotu ou IIOVOV tWV xu{t' fUUtOV, ), xui. tWV 1IQo OtOU ofQotl)yln, ou nClQayyt:wv obt IIEtlWV, ).},,' oubt epeywv ob' lr,1tObLbQoxwv lll notw xU).OOII. l2] '0'10' ).OytltOl yQ n ntvtf: xal uooaQxovta" OtQolljyla E}"UPf:V, ob' nul; ltQXUIQf:O(ot nUQUtllXWV, (lU' novm IIEtUnellnolltvwv aUtov El xul XEl{lOfOVOVtWV' \3] t'i>ote {)uullu!;eLv tau oux EU (PQovouvm tOV ijllOV tl, nelOtCi tOU cf)(t}xlwvo .VtlxQOUOVtO UUttl' xul'1l16v

e di nnscondeme i vizi. [4] Si dice che solo una volta - infast~den. dolo ii mgnzzo ne! corso di una spedizione c martcllandolo di do mande inopportunc c consigli, come se volesse correggerlo ~ fosse suo collega ne! comando - Facione abbia esc1amato: ~~ ~nbrla, Cabria, li pago una grondc riconoscenza per ln lUa amlCIlla, soppor . . . . t.lIldo lUO figlio. [5] Vedendo che coloro che (lllora si occupavano di affan pu?bhcl si (moo divisi, come per sorteggio,la tenda dello stratego e la lnbuna dell'omlore 29 , e gli uni si Iimit:lvnno a pnr1are ndl'asscmbl.ca l>Opo' 111rc e apresentare propostc (fm questi vi erano Eubulo, Arlstofonte, Dcmostene, Licurgo, lperidd mcnlre Oiopile, Mencstco, Lcoslcne e Cnrele accrcscevnno ii loro polerc facendo gli slraleghi e ln gu~rro, volevll recuperare c riport:lre in vita il modo di f(lr p.oliti~n di .Pe~lCle, Arislide e Solone, ritenendolo complelo e una fe!lce SllllCSI dI cnIrBmbc le auiviui. [6]. Gincch, ciascuno di quegli uomini appariva, come dice t\rchiloco:
I'Ul\a e l'ahra COS'I, scrvilore dei dio Eninlio.l ed espcno dd dono ddle <Imllbi\i Musc II
o

e vedeva ehe la dea era insicmc gllerrierll c ciuadina'2 c cosi cm de nominatll.

~'). L'ossc....azion" (u fdllY da ISOCI".ll" nel )11. daI:! pmbabilc dell'ol'll1.ion"Sulf~ kfr.l><Itr. )-lHI. Mi $<.'fl1hlll 11111 llluusibil. una Ilalcmiti UocIllIC1l dei pcnsicro. )0. Eni~lio" IlOIllC" SOJlflI'lllOlIle di AH'l'. )1. /\M(:IUIOCJI fr. , WCSt. , . Lu ded Iluerricnl c dttadinu i: Atend. \'c'lerntu sull'llC"'1lOli l~mlC Ilo~ll.~ c

""

[8. t] Assunln qUCSla posizionc, la sua :lzione polilica mi,:,va sel~l pre alia difesa della p.lce c dclla tranquillit:\; rivestllu st.nltegm molu~. simc volte (di piu non solo rispetlo ai conlempomnel ma anche n speno ai predeccssoril, sen:>:a candidarsi n (lspirnrvi ma 1.1~PP,llrc evit:llldolo c sottracnclosi, quando la cim\ 1.0 chillmaV(l ..[2] SI c da;; cordo sul fano chc egli ricev la stmtcgl3 qllanllltacmquc vohc scnz.ll csscrc ncppurc una volta presente alie dcz.ioni ma i cittadini lo mandavano sempre a chiflmarc (pcrch era assenlc) c lo vOlllvano, (3] Sicch gli stolti si menlviglhwano dei comportl1n.1elHo dei !lopolo: pur se molto spcsso Focionc gli si opponcva n mal pronunciava pa
Kiun~c Ild idcl1tilie>lnlC Ululiei ('9lJ1' III" 79K~). I'"r tun~ I" IIhrc non IIbbiufllO confenna nei dllli ~UI)('",{jli c f1(}tl si !'tlO dc1utlcn: l''''' ,I nun",rn ~.~ ~lllln gnn flu{u; dr nche ''),4; 1), .: )0, 1; ColtNt:l.1O N~I'OTJI, FotrO"" I, I; [110:"11 C.USOSTONO 7', 7: EI.IASCI, Varia bisfuri.. XII -19

(I)\l. 16l; l.I'IUWT

IlQIUl IO!;

}}. II numcre> romito da Pluturl'" i: ck:wutn c .bu f1u:alchc Ionsl'CUO, pcrl'hi: non i: da nnli1.i'l l'cnu di inlmw c conli'lUUtu uni\'it;i poli{ieu c militarc, s\'oIlM &1 Fncionc, G,:ttMI(W. el1e pUfC accena it (ltllO 1,1rllurdll:O. i(knlilil-U c dUlu M.'i slt'l1lc/:ic
cOflfcml~tn

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nmo'tl! Illlt 1tl,lt'll;UVTO n(l XciQlV, .IOIU!Q o.slOlJm TOUS

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Oto mil; Iltv xQ1t\l'0t!(lOl xal iQoi


qJQOVIlllJUlTOV ~o\l).iIOEOlv

tn{ ! T oQX c'.td vtl(Jlwv xa! o1to\JM~w'\l t" auoTllQ6Tatov xal


tX6.tl tWV nonwv )tu! 116vov ~ 11.>"LOta tais u\rwu xal Qlwi UVtI'taOOIIEVOV. (4] XQllOllO Ilho voo ex ..erpwv v"yvwo{}vtO;, n TW" Uwv 'A6'lvalwv 0IIOrrQOvevTwv eL i.av~Q huvd <PQOVO{f) 'Iii JTtt)). nU(ld:ftwv <J)wx{wv lll~).eiv Ex!buOEV, aut; WV 1;'lTOiJ'U!Vo' IIvql yQ aUttPIIT16tv (l!oxelv tW" lTQuno(lhwv. (5) 'Ene( bt Uywv Jtod YVlII'l" JtQ TOV bl-l\IOV euboxillfl. xalnt'lvtc.l; 0ltn).W AWQu T6" )'6yo" lt1t06exo~houS, nLOT(lOCpEi JtQS Talis tplou eUte,,' "OU fll'lO\) n xaxov tywv ~Ita\) tOV O,,\O;...

rolu O compiva llzione per campiucerio, ii popoia si s~rviva dei dema: goghi piu tltguli e aUegri per divertirsi (altreuanto, SI apprczza che I J4 re si servono dcgli ndulatori dopo I..'ssersi lavatc le m:mi ) ma, sempre saggio c scrupoloso quando si tranava di cariche pubbliche, invitava ii piu severo e ii piu prudente fra i ciuadini, quello che - o solo o soprattutto _ si opponeva nUe sue volonl:i ~ aspirazionL (4] Un:~ volta, per esempio, fu leuo un oracolo proveOlente da D~lfi: se tut~l gli Atenicsi emno d'accordo, un solo uomo la pensava aU OPPOSIO nspcttO nUa dtt"; presentalOsi a parlare, Focion~ cso~ li ~on preoccuparsi perch era lui I'uomo che cercavono: glllcch.e a lU! solo no~ pincevn nulla di ei che si faceva. (5] Una volta mantfe5t ln sua op'nionc ai popoio e fu npprezzato: vedeva che tuni, concordemente, approvavano ii suo discorsoi voltosi ulJora verso gli amici, disse: forse non mi sono accorto di over detlo una sciocchc1.1.o?. (9, 1] Gli Atcnicsi Slavano chicdendo contributi per un sncrificio e tlIui lo fornivnno; pur invilMo piu volle, Focione disse: chiedelelo a questi ricchi; io mi vergogncrci di dare ti voi dcl donaro mentrc non posso restituirlo o cosrui e indicava I'usumio Cnllide)6. (2] Poich gli Atenk'Si non smettevano di gridnrc e di schiamn1.H 7.nre conlro di lui, Focione raceomo loro questa storiclla : un vigliacco Slava andAndo in guerra; poich dei.corv! gracchia~ono" depose le armi c si ferm; poi riprese le llrml e dt nuovo SI nvvtltVl1; poich i corvi gmcchiarono di nuovo, si fcrm c infine disse: potete gracchiarc qunnlO piu forte possibile, non mi assaggeretc)~. . [3] Un'nltra volta gli Atenicsi gli ingiungcvnno di condUth contro 1 nemiei e, poich Focione si ributava, gli davono dei vigliacco e dei

[9, II nQo i O\)olav TLva tWV 'Aft'lvu[wv ai.tOlVTwv f:U<m, xnl lmv ).wv bnlilMVTwv, X1lftd no),lxl eqll]' .1O1O\) altel:te toil

l1ouo{O\)' ~yw li' aiox\)vo{~'lv nv, I!.i tOttj.l III) 110blboil "Iliv m(bl)boblv", bcl;a Ka).).lx).l!u tOV baVl!.lOtl1V.llI, [2] '{l b' oux tnaovTO xExQaYte xal xataf3omvu. Yov Et"IEV aUtoi TOiitoV,ll
"UV~(l ru.. en{ nb).,E~lov eiilEl, 'llOr.y!;a~ltvwv i xOQ6.xwv, to. na ftd loxat;tv' r.h' uvu).allwv UUOI e!;i1ft, XUl lflOr.YYO~ltvwv ll).tV UlltOtl] xal tto finEV' 'tEi XEX(l;r.OOr. 'Iiv Itl!ytOtOV w \)vatv, ~llO li' o YflOfOih~.. J~, [3] nlV I)l! 1l0te tWV 'AO'lva[wv tl!;uyaYEiv atv nl toil 1l0EII10\) X,.E\)vtwv, w (6') oux ~f3oetO, EI-

j4.

Ci 5i hlV~ te rn~ni prinlll dei rU1i. l.a rl1l-'" sil>tnitiC1l ehc i n;, si Ifllstnllallo con gli

durunlt i b~nl:helli: dr, PWTA1!CO, .\!url1!itl )oC: ATllNI:n [X .jollE .I). s..wlldo Zicg[cr (pp. P'H) dopo '11 .,J.r, sllreblx em[ma \11l~ fl1lM:: I'ipotl'Si r, fonnul~lll in h~sc aI confronto nm M<NJlill 18111, Jon: Plut~re<) rJcconta 10 5taso cpi.
~dlllal()ri

wxlio. .16. Da q'l(')to Incddoto Sl'tnbrcrcbbc risultlre lInll non OItimll rondizion" tin.lnzillri. <Ii Focione bu 'Inalo ",.I. k llOIC II " 1S). M" r, dirtidlc "lllllllln;, 1"00tlO SiWlifiC"JIO JeI. 1\Ille<klolO. dd qual" mm si pilO ricmullirc ii t.....lOtnl" Sl<lrioo (per cst"fI1llio. Fuciooe \10' tc"U csscrc ll>nlrnrio mm aI saerificiu in s II'" nll"Ol"Olsin/lC ehc indue"...a IIIi Atenicsi a
cdebrurlo: Id., per cs.. 16,8) e IXli. anehe i rieehi '~SOll<l contrarrc debili SC/l"a ccssllre di csserc ril"<::hi. L'lnldmo tilllllllln;, ,'OItc nci Marll!ill: IH.8t\; H.lA; SnE. \7, .... f.\111a OOIllCll t1,., I'erry .. ~?O Ilau)rJlh) tr.IKrillll tcstulllmcnle d. Plu tln'u. Si roncliKk oon [II fnx "uOo:; ;'Iro! ,,;... "'I6lIolI<' Mu.';'...

,S. ZII.GU:_ non ril~ CUCl\itlCCllle I~ $uccas.i(lOl;' frJ i11111l'llgnaf.. ~ (rifimo di 1'0noue di dare un runlribulo per li" ucriliciol" ill'''11I8rafo z lf..v1. csoplOl fi..., h" conle l'ru(ag"ui~li un "ile c dei cooil: jtIi sernhfll ~he III. f.''(''~ ~llliCll si rirerisol ,., qU>lnlo Plutarl'l' I1ICC(ll1ta aI pllrollruf0.l c 1I1lIn7.11 du~ Ipotnl: o 1111111I111I ,kl pllnlll,:,fo 1 c e.lldulo 'llll,k"s" dlC rcmk..." coml)r~nsibile 111 s,"Oll>timclIlU dc1.a:"ccumo ul~PUr<: h.l chc 1111 sc~n. hrn pi., <'IQWinCl1ucI i Il>lntlll1lti 1 c .I lUl<lrwbc:ro im"t:~lI11 tr )~). [)lft."1\Jc ~I testo tr.dllo Eionsl.....-..:"H,1o ii <lU~[" 1>1 rrase coud",i\'1I ddla ~lUndlll e:wJ11l...... non mi ll$SaggerelC:" ~iW'ifiCtl. in riferimcnlo" qullnlO ,kllo prima. non tLU:lAAC~ei~ nliodllnaro~h,9~1,1111. Z9)-Z9-l). Mil "llor.l. 5c: Poli Alenini loCW1() i "ol"'li cldl. f.,'OI.,1'1X'lOIlt' urd>bc 11 \1R!I:iCro?

t1>OKIQN

45

V xui VUVQov noXUOVTWV, "ouO' llelS" EUU':V "fIU! 6VUOOE nOlilOCU OU(lOUtov, OUT' iyw IIOS bEV,OU. Ou IIl)V )J: IOIIEV &ni\ous,, (4J 'Ev 6 xUlQoiS nlOqKltm TQUXUVOllhou TOl 6illlOU nQ6<; UUTV OIp66Qu, XU[ TilS Of:(lUT'lytu EU{roVU lTUltoUVTO, "owO'ITe.. EIlTEV .0, ~axQIOl nQU.lTov... 'ElTE! 6t nO),EIIOVTES Iltv ilouv TUlTElVO{ xul 1t1!(llllEl!i, YEVOllY1]S b' ELQiJV1IS ttlQUOVVOVTO xai XUTl!flwV TOU l%>WX{WVOC; tJ <i<Jl'tl(lllllhou T~V V{XIIV uiltwv, "I!UTU. XEITI!" fUU:V "EXOVU: OTQU1'lJYv ElMO' llS' fnE{ n),m v nww. eITE", f6J Toi llt BOIWTolC; ou ~ot'Ollhwv nilTlv 6Ixt;EOOCU lTEQi tile; XIQUe;"', n noEIIElV, OUVE!30EUE lt'! tWV 6ywv lv ois Eim xQdnoue;, It!)llu'.l TWV nwv lv oie; ijnou, ItXEOOcu. 171 Al:yOVTu ' nUTv ou tt(lOO~lltvwv ou6' nOlll!VVTWV XOElV, .~III: .. I!ln:EV ""Ileie; 11) POkollm lTOlEIv Pl6ouoOm vaoO~, tYflV li' ii III) EL nu. & 1 (llt YVWllIlv OUX &vUYXOElf", (8) TlV li' &VTUTOlll!UOII/:VWV uuni) Q'IT0l'WV'IO, l\lllloo6vou II/:V dnvTOS ,dmOXtEVoUO[ o' 'AflllVULOl.l>, t1lWX!tllV' (1v !lUVWOlV,., dnE' uI: ' (iv oWlpQov(ilO)wou, 19) no. euXTOV bt tV plTtLOV~' oQwv v xuvllan oUII130lJ),t:VOVfU mie; 'AO"llvulolS nO),EllelV nQ6 t1lu'UTnov, tio' im' (ioOlluTOe; no),),o xai i6(lIi.JTO, (iTE 61) xui UlT/:Q1tUXlJV VTU, lTO),MXIe; ilTlQQocpovTa TO llclTo, "!;IOV" EqJll "TOT<!I nlOleVOUVta llCIS 'l''lqJtOCIOOUI tV n),ElloV. v ti OlEoOI! lTOIlomv ev T0 Oti.l(lUXI xnl til (lOlTlbl TWV no. Mlllwv fyyi1 Vtwv, re )'tywv .JTOe; ll EoxEnTUl XIVUVI!VEI JtvlY~Vat:", (lO) Tou M A\JxovQYou nona floqJ'llta .JT(l: UUTV

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)9. .N~I j~.11; c: Ompo. rillli ulttlioc "I ron'in~ ron la IJco~i", fll ocC'Up:lI" d.lli. r~nn... di bel"" h.. m IJone bonJo 1)1000110 XV 16, I) u J ......... Ii IKCOndo SI!SOI'OSTIl, EII""IChc- VII ,1, I). Gli Alenie.;i .ccorscro 0011 no forl~ cscrcilo, e...,nu SIIPCriOri Ji fum..., 1111' ltiUllscm ;I,,,he i 1"I..ni. cl.e ~nH'~rono iII cll,;; fll r.I)tIl:iulllu IIn :lecordo ln I""e "I 'l"ale i Te!J"ni a\'febbem <>(''''1':110 Orolli' 'inu" quando nuu ~i {'>S.'e sl'oho IIn 1lI1,ilr.lln; .Ii (allu. nOtI rdlilUimlln la dll~ D.l/\I,,"e. Le (u!7.e 'lIc:niesl erano cUlllaJl<I~le ,Ia Cuhri", eh" (II rir"1II110 rCliIlun.abile (in~jcllle COI) (;,Il!islmlt ddl'jnSlIccesso; cllll'lll11bi (UIOIIO ae. cu~ali di Il'lIdimcnlo lefr. l)1!.tn.~l'HNH ~ I, 6.1 c M:ulin: IIISTonUi, H,"f"riJ I Ij6.ll\; I'l.II' T'\~C:O, [)"'''lI'ff'II<' ), d. FII.,:iuI1C illlcn'iclle, dunque. I' (lIvore di C"hria, un ~\lO Itnuut" :lIl11eu e, a f""ore dcllo SJll11l'H'" p"fe dI\' sill inlen'cnUIO in Itiudi'.io "ndle P!:IuJI1e (l)II'l(:UNll LMI1I1.IO III '.I'I!. Sui mpporl fnl Fuc"ne,l'lalOllc e Cuhri:! vd, 4.~: 6, I c lu

codardo; Focionc dissc: ni: voi potctc rendcrc coraggioso me n io voi vigliacchi; IUlIavin, ci conosciamo I'un l'alt1'o, (4] ln un momemo di pericolo, cssendo ii popo10 fortcmentc irri tato con lui c chiedendogli ii rcndiconlo dclla slralegia, disse: mici C:lri, pensale prima a salvarvi, 15J Poich gli Alenicsi crono viii c timorosi in guerrn cd invccc insolcnti, una volta stipulnta ln pace, e invcivano conlro Fodone, ac cusnndolo di nver souralto loro la viuorin, egli disse: siete fortullllli :ld :lvere uno slralcgo che vi conasce perch, ahrimenli, gi da tempo s:Itl..'Ste morli. [6] Poichi: gli Atcni<.'Si non volev:mo affronlarc un giuoizio ma f:u gucrra ai BCOli per una qucstionc tcrritoriaic J '), Focione cOl1siglinva lOtO di combal1cre con Ic parole (ncll'uso delle qunli erano supcriori) e non eon le lIrmi (ncll'uso delJe qual i erano, invece, infcrioriJ. [7] Poich gli Aleniesi non gli permellev,lIlo di pnrlntc n lollcravano di ascoltatlo, Focione disse: voi polele comingermi a fnre cio chc llOIl voglio ma non mi cosltingctc\c li dite cio che non VII oello, contro la mia opinione, L8] A Demoslene 4o uno dcgli ot:lIoti che gli si opponevano ndla viw pubblica e che una volta disse: Focionc. gli Aleniesi li uccidc mnno. se di"entano furiosi egli tispose: i<uccidernnno le. se clivenlano sllggi. L9] Vedendo che Polieuu0 41 di SfclIo. in un giorno moho cllldo, consigliava agli Alcniesi di portar guerra a Filippo. poi, !>er ii ~rande llffanno c sudore (giacch cm molto grasso) bcveva spesso IIcqua, 1'0cione disse: giusto che voi, dimoslrandogli fiducia, voliale la guerra ma CQS.'1 credelc chc fam costui, con la corazza c lo scudo, qUlllldo i ncmici Sllrnnno vicini, lui chc, menlre vi recita ii discorso chc ha preparalo, rischia di soffocnrc?. [10] Poichi: Licurgo gH rivolgcva moltc ingiuric in asscmblca, SO

no,,,

~O,

,lO, L'uncddOlo Il:trnllu ln ,\fON/i" IHAA (c 'Iui :nll:l,l:Onisl. di Foconc C Demo. Slct,cl c iII ,\f".a/i" 811/\ (c 'lui mlla,.,'"nistll ,Ii ':o"i,,"c l'km:lllcl, S.:1I.hrcrd.>l.", ,'referi-

hil" III I'n:sen,... di IJcmoslcnc, r1ifel1sure di I1nll lincll l'olilicu di orielUlllllenhl del11l1cm lil:lI c IIIUinllll'edone olllJOS!a :I 'lUCllll ,li fI"ei"ne (v<l. Uv":ro~lIluoll;v,,,vl. I)cm:lde, pur diwI",,, nelk scehe IICN<'Innli (li I'illl, erol l'O11l" J'odonc flllllO'C di UI1 or.linu!1lenl<l "liJ::!f ehko" di una poliliC'J ('Slcn tilmn:IC<.'I.['Nle (\'.1. 1, I: 16, j: jO,4"ol. -tI. SU I'olicuuo di 5f<,uu I" 1111111 II!.

".i.

.Jo{)KION

10

47

dnOVTOr; v x'l0(Y;. xa! n~O naolv n bba ttllV nOLtWV e;UlTOUVnx.; 'Af;QvbQou ouvfJ\obt:uev !xouvm H , Etnf' .nOU yw OUlll3fJ\oUM:UXa xaM xu! OUllq'lQOVTU tOtOl, nU' ou nd60vtulllOlJo.
(10, l]

prnllUtlo in merito a qucslO: Alessandro chiedcva dieci cinadini, Fo cione consigliava di con~gnarglieli042, egli disse: io ho dalo molti consigli buoni e utili a costoro mo non mi ascohano. [lO, I] Vi era un ceno Archibiade, soprannomiOluo illaconisln 4J , che si cm falto crescere una barba di strnordinaria lunghcna, ponava sempre iI Iribone ed era arcigno di aspetto. Facione, oggetto di da1110ri ostili in c0l1sigli0 4 ol, lo invitava a teslimoninre a favore del suo discorso e a port:lrgli aiuto. [2] Poich qudlo, levalosi, consigliava ci che era gradilo agli Atenk'Si, afferralngli la barba, Facione disse: Archibiudc, e allora perch non te la lagli?. D] LI sicofante Aristogilone 4 ' era belJicoso neUe assemblce e aiz7.l1Va ii popolo all'azione ma, in occasione dell'l1rruolamemo, si awici nava appoggiandosi ai bastone c con le gambe fasciate; Focione che, dnl suo paIco, lo vide venire da lomano, grid: scrivi anche Arislo gitone, zoppo e sccllcrnto, [4] sicch ci si pu domandare con meraviglia come e perch un uomo cosi nspro e ardgno si Sill procurato l'appcJlalivo di buono 46 [5] i:. difficile, rilcngo, 013 non impossibile che, come ii vino, anchc iI medcsimo uoo1o possa essere ai tempo stesso dolce e aspro; ai modo che, di coruro, alai, che sembrnno dolci, riSllltllno quanto mui sgmdevoli e danllosi per quelli che li fre qucnlllllO. [6] It.lcC011l11nO che Iperidc nbbia delta una VOhll ai 1'0palo: uomilli di Atene, non considcralc soltanto se sono llspro, mn se sono disinceress:uamcnlc aspro, come se la massa lemessc e rcspingesse soltamo gli uomini insopporlabili c molcsti per la loro avidil e non, piUllostO, quanli si servono dei pOlere a fine di insolcm.., o per sfogare invidia e ira o per attaccare briga. {7] Dunque, Focione non fe<:e deI male a nessuno dei cittadini, spimo da ostilil personale, n ritenevn alcuno suo nemico ma, aspro, inflcssibile, incsornbilc solo in quanto era ncecssario combl1t1ere con-

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bt nr; 'AQXtj3lb1lr; nLXUOVllevo AUXWVIOTlr;4',

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nwywv Te xa6flllhor; unfQqlufl luyiOfL, xu! tQ(l3wva fl'OQWV d xal Toihov pOU).,fi4'1 OOQuj30VllfvOr; IIlwx(wv

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nExuEITO ni) ),0Y41 IlQtlJV IIU xui !lollOov. [2J 'Qr; ' VUOT, ixdvo ii. 1tQo XQw {IV TOi:; 'A{hjvc,l(OI o\JvEllov),flJev, t/J,11EVOr; UUW tWV yevdwv' .. 'AQXlI3L611" emE, "Tl ouv oux nexEtQw;... (J] 'AQIOToyehovo4' bt TO ouxO<Jlvwu nOEllLXO Iltv vto fv mir; XX),110Iut xal 1tU()O;UVOVTo n! T. nQ;El tOV ijllOV, v bt t~ xatabylp nQoof66vto En! ~ax'tl]Qly; TW oxiI] xatabcbqltvoU. l1QQw{}cv autOv no TO 13111ato iwv $wx{wv vixQaye' "YQqlE xa! 'AQlotoydTova xwhv xal n0V11Q6v. [4] ~QOTe 6aU'IQ~ELV, Jtw

xal On66Ev tQaXil Otw itv~Q xal oxuOQwn ixtJoato t~v tOU XQlloWU nQoollyoQlav..... (5) ~Eon ' OrllOI XUEJtV, o IIl)V abvatov, wonEQ oivov xu! vOQwl1oV tV UUl'V il6Vv lla xal auotllQv civrK x(dlnEQ fTeQOL nQ),lv, fpaw6'IEvOl yUXfl, al]biotatOl toi:; XQWllhOl Elo{ xa! I3aIlEQw'tC.tTOI. [6J Kahol epaolv 'YnEQdbl]V nOT' t1JtELV 1tQ Tv fUIOV' VQf 'A01]VaI0l, III) OXOItEIT!! 116vov El l'llxQ, an' d JtQOLX' tlll~ l1lxQ6", WOl1EQ Toil neove;(Q: 116vov inaxOEL xal ),uJt'lQoil VTU, OUX! Ilnov OOl rrQr; IlQLV xal <p06vov i, Qy~v ~ IfllovElxlnv nv XQtilvfCll njl bvnoOm, tOTou bebltwv xcii l1QolJa. ),OII!vWV twV nowv. [7] II>wxlwv TO(VUV iX6QQ: Iliv obtva TtllV rro),ttwv xuxw<; nolTJoev ob' ivolutev XOQv, r'tU' OOOV tbet IIVOV TWV ivuJtallivwv <x tJtQutnv imeQ Tfl<; nUTQ(bo xan;avao't';vut,

41. Ibcrolllll I'lulllrro II '7."'~ l\'tl. ~ndlc te: rlOlcl chc, <1oI.o]~ ,lislru;eiOflc di 1"l>c ndl'''ufl''''lO deI JJ), l\lnJ~ndro I""CV~ chiolO lu ronsc:gnll di I)cnll,lSll'flC, Licul);o. II.... ride c C"riJCllltl e eho; FociollC si npr~ II rlll..}to; dcll'uccoglimc1l1O dei!" richiCSlu. 'u /. I'. umrnirufore di Sl'lIrlll; illribonc i: illillico rnlll11ct1o Sllurtllno. AlldlC I'ocionc. ~'tll1lc iII I;l'flCrC gli olillllrclli ulcnicsi (per cs" Cri1.iu, Scnofol1lc. 1'1"lo1lC, ced, I;lIurdul'll Ctln 11111l11iru7.ionc: \'crso S]l~rtu c '"oHc chc: IUO figlio fosse CdUCUIO li lefr. ~O, 4.61. 4-1. QUClIl0 lillniticu che I''''clonc o i: huleUlIl tl i: ~lnllcgo. 4) ,\riS!tlllltllflC, ddinilO da Ik'llltllSlcnc: .. c~ne deI 1'<:>1'1110.. (,), "0), ~1'OIIlc:<'1I ~lli,"il:i IMJ!iliII in modo non lirnlliJo c: di lui si l'lllMl snlnli ulcuni flllnllllC'Tlli di ont1.ioni. Si sono

11I1\'111C 1I11~hc Irc onlliolli $criuc ~'01l1rtl di I"i: dllc llu Dc11l0SIcnc l~, c ~6) c IInll dI!

l)illllrroh). .,6. La "uliliu;' IlIr/l:1I11C111C dirfulw I'rl"l'iO /lli 1I1110ri 1I1l1ichi: cfr. 1)1ODOMO XV 17,1: CoMNh"'O Nl!l'OTll, foai.mt' 1. I: VAlCM.lO M"S.'IMO 11111, n/. ~: IJIONH ClIISOl"'OMO 7), 7: El.IANU, \'.lrill hiJlori41 III 47: IV 16: XII H.

'IlOKION

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tQaxuS l(al uol!.l(PIoToS l(al olUlQaltlltOS, EiS t" (ino" filo" EUILEVil nm l(ol l(OL"t'W xol IptJ."()QWltO" nVTo" 1t(((II~iXE'" [8) WOtE )101 ntalOOQL POljOEiv l(ol )lIVVVl!.UOUOL OUYE;ul;EoOm ToiS
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[II, IJ Kal III)" oi: ye OUll11uXm xal oi VlJOtwnu TOU 'A6ilVljOfV

Iro coloro che contrastavano la sua azione in difcsa della pmria, nel rapponi quotidiani si mostrnva benevolo v~rso [Uui, affabile e umano, (8] si da portare aiuto ai suoi uvvcrsari sconhui estare dallll parte di quelli in pericolo-l 7 Accusandolo gli amici di av~r parlalo in difcsa di un malvagio sonoposlo a processo, rispose che i buoni non hanno bisogno di aiuto. (9] Depo la condanna, ii sicofanlc ArislogiIOne gli mand a chiedcre di venir~ a Irovarlo; Focione ncconsemi e si dirigeva verso la prigione; non permeuendoglielo gli amici, disse: pennenetemdo, miei cari; giacch, in quale altro luogo pOlrebbe es, scre piu grndevole incontrare Arislogitone?, (11, I] GIi alleali e gli abitanti dellc isole, rilcncndo nemici gli invinti da Alene, quando salpava uno smuego diverso da Focione, (ortificavano mura, sbarravano porti, lrasponavano dalla campagna ndle citt bestiame, schiavi, donne e fnnciulli; se, invece, era ai comando Focione, andandogli incOnlro lontano con lc proprie navi, incoronali e (elici,lo conducevano presso di loro -l8 , [12, I] Filippo si stava infihrando in Eubea: Iragheuava l.ruppe dalla Macedonia e si appropriava dcllc cill con I'aiulo di liranni. I'lutarco di Erelria rivolse un appeJlo agli Atcniesi e chiese loro di liberare I'isola che Slava per <.'Sscre occupata dai Maccdone-l'J. Fu invimo come stralcgo Focione con un esercilo non numeroso, perch si

UltOOtOou ht(lou Ilh f:x11:OVTO OT(lUTlJYOU 1t0flllou "OIIU;'OVtfI;, i<p(llIY"UVto tdXll, xol Mllho ltexwvvuoov, xol XOUl(Olul;o" Ult T~ XW(las ft t' ItObL f}ooxilltOTO xal o"bQltOO l(al yuvolxu xal Jtolbu, d bt 4Jwxlw" TyotTO, 1t(l(lW "aual" t61m /'[oVTWVTES iOlftp"Wllhm xul XOl(lOVTf, w OlJTOU XoTliyov~8, 112, I) lluQobUOIlhou ' fi n)v Epmov TOU 4JtJ.L"trrou, xal bitvOI"" lX Moxebo,,(o; bLofltlll;ovto;, )lo! TS 1t6EtS OiXftOUlthou t' tUQVVtUV, IlOUTQXOU bt TaU 'E(lfT(lttw; XO/.OUVlO; TOU 'A6ljvolou;o xol 6fOlltvou n)v v'"IOOV i!;e!o{lm l(Out),UjlPUVOlthlj" I1 tou MCUtl!.b6vo4", (UnoTlj Ot(lRTI1YS ll>wx(wv e1.wv bUVOltlv ou

H, Fw.lO WiblwlmI, p. ~9)t\) rip,('le u:srualmCllle 10. ~,8 fino a 'Uljyut, ~altan.J.;, wlo la {....se ';'u""""" 1<;'" :1<').)..,;," all'''ra~Nf .. 6, ,,8, I'luIU('U ril,rcnde b llam:llion(' SlOric.. illlerrolla a 7. I: Focionc cMl slatu i,,\~~to da C~hrill ~ risnll'lele i CQIuributi J~ pane c.lcKli 1.1Ie~li (\"(1. III nOla ~7). Nd ~III'. II si wllmle in lerJllini I(cncrid w'lu""la 'Illivir~ di Fodnne, d"gi'IIHlon.:: i mcrili in mI11 ....,to mn iI (l.mllOrtuulentO d'j.lli uloi cOlllamlanti invi~li d" Alcn.:, Vd. linche ',1, .1.(,. ,19. Co<I 11 ('wl" I J l'1l1lllrco ul1handona 1''-"sl>(lsi~infle une<ldOlica e mcomlll III> episo din sll"ko dd <llmle (u I'wllIgonbla 1'0dol1c in 'IUlllil'; di srr:llCIlO. Cml.1I dcll'il1tervelllO IItcniesc iII 1::Ul>c1l III!<-!>hc stlno, secon.!" PhIlUf,", illenllltivo di infiltmzione I1lU(cdol1c ncll'isulll; l'cpiSOtlio si i1l<lul.drcrehhc, dunquc, ncHI' pi,. j.lener:lle 101111 cio.:: Atelle 11ll1lin l'1:1I':I " wstcnerc nm III r' ..lll~.......l"nill e che si s:lrebbe c,mclu.a nd .l.lll COIl III 'C<lIdil111 ,uhir" u CherOI\el (\"<1. CIII" l(,j, Lu ,pe,liziollc in 1::"l><:" si cull"cII f"l ii fd,hmill c I'lIprile .lolH; in qllc1 periodo I\lene ,1111'11 COlllb:ll1~'llll() mi Olillll' <',mlro 1,'i1ipl'o dle Ilsse.!i"I'" lu ciu,;: si pOlfeblJ.c, pnd,'" l'ensllrc "d 1m tclll'llim, riuseilll, &1 l"lrrc di I'iliPPIl, di <'reare ull nuovo froule (Ii lrucrr:1 (Illltf<l Aleue, ColllmS1'1 nm 'IU,';l" inlerpremzione III IcSlim,, niIUl~.u .Ii l)emoSlcue, ii '1,,,,le si didliurr', COl1lnlrio "Ua sp'edi~_ione in EuoclI n~ rircll<'\'1l

l'inle........'I110 in Eul>c~ aminucctlone, l""l.i nalo dll illlCfC'liSi \,ill ri.lrcni c, in "n ('cn.. senso, I':lrli8iani. I'IUl~rro. illin""M' di Erclri a, Cril "()jpite e ~mko" di Midim, l1omo IKllilioo Itll~l" ~d Eubulo C ehc _Ienne Iy neCC'Ssir~ tli ime...."CIlirc in Euocy. informa, linni I"C'S(' .III 1)e,lMlSlene l>cnnCllOOO di riCOSlmirc 1111 qUlldro morico di\-cl'lO ,11 queijo ehe fomiscc P!ulurco k{r. DIlMm'Tmlll 4, ~7:",: J', '10, 161,,64, JOO; ~9, ,6: '9, 4 c rclulil'i i<'olil. Linle......: fl1O in Eubeu (u UI'IM.~illlo dlll /{n11'11O POBlico ehc {y~y cupo ".I 1~llbulo, ('\Ii 1~'I1mSlene si Ol'llOn(.'\'II, nun II tinc IInlil1lll~'t'tk>ne mil per {1I\'Orirc UI1 tinmno ,nnico tli Midiy. La 1l100il"azionc untinme".lonc, 0011 III 'IuJ1e PllH"m.> vuole nobililllre I'in l<''''emo IIlcnicse in 1::ull<:lI, pure dubbi" e Jl'uln:bllC ~Ilicltll"i come unllllmicillllliolle ri '1><:110 111111 <:aml'al!llU euboic" dei ~'Il, N p~re ~il!nili~'~lil'u un~ tuUili" rnnSC""lllI <lu E."'-IlINIl (.I, 116t17): Clllli~ di C~lcide, 'I ellJMl <lcllu rr.., istenlU unriuteniese, IOUceir lIiUli .lu FilipllO; I~ nulilill, illflll1i, C d,ulI in fonn~ lr(IPIIU I'doel' IlCt eonfermllre ii qlludm .lcl;I1C~I() da I'lulllrcu; ii ricol'Xl ~ FilipllU l'utr~bhe essen: ~t~lU ,lelMu dllllm necc:s.sil.1. dei I1lOrnenlO n $lIpl'iunm !>C e ~'Omc l'ilipllO ri~I'usc, Unm IlllCllllI un"li.ti ddl'episodio in 1)~'I"IlM, PII. 1)"'97.

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1::1 - 13

noU'lv. W tWV !hui OUO'TrIOO"tvwv hO{IIW n~c; aut6v"'. l21 Eit"wv bt noobotwv noVTo ~fot xal VOOOUVTO xol blOQwouYlltvo bw(Iooox(Q., d xlvbuvov ~tyov xod:ot'l u. xa( nva lxpov xuobQQ. lla6dy. nilv nfQI t TOflvvO enU't6wv noxQw611t:\lOv xataallwv, ouvfiXEV 2V TOlTtjl xal ouvfx,,6ttL T IlaXlllwTOTOV T~ buvllfW. lJJ Twv 6' 6:txtwv xal wv xal novllQwV 6106t6(1uox6vtwv ex 'tou otQutont6ou xal unoxwQoUVtWV, exfuofV 6:llfEiv tOU ,lYEI16vaH xal YQ fvw.a 6uoXQilOtOU n' ato!;lu tOfOt}O~ xut llaBEQo\l toi flaxolltvOL. xltxfi" tOlauta OUVElW. atoi i\ttov alhoii xuwlloi\oEOOUl xal III) l'tvu ouxOqlUvtflOl!lV.
[IJ. O'O b" enfleoav oll'tOUIIIO~, xt)..e!loa r.v TOi nou; lttQtllEiv X(ll v autS ocpaY1o'ltal. l't)..e(w bLt(lq3E l(l6vov, li 6uoU::Qwv ~ fWu611EVO eyyud(lw toil no)..ellloll enlol1oaof}a~ (2) 61. l'tQWTOV fliv notaQxo OWII.I!vo; UlTobEl.lv xal xatoxvt:iv eXfivov, il;t6(1oflf Iln tWV !;ivwv ElTEltU tOtOV t66VTf ot Utl'tti oux fXR"Tt,,'lOOV, (lu" ~allvov tu6il d toile; l'toEjlloue;, aOYTaXTOI xal OlTO"6Ee; x toii Ot"otolTt6ou l't"ooqlfQ61IEVOI, (3) Nlxwlltvwv 6t tWV nQwtwv, lTavu eoxf6othjouv, xal b nouTaQxo lPUYE, xal tq, XQmn l'tQooflfll;avtEe; tVIOl tWV lTOflllwv xx6ntflV frrfl{lWVtO xol mol'tv, we; nvtlJJv xexQOt1lx6tfe;, (4) 'Ev toUttp tWV leQwv yevolltvwv, TO\l Ittv fUOU EX toli OtQOTOl'ttOU 7tQoo7tEo6vne; ot 'AOllvaiol T"t7tOUOl. xol xotall).).ouo~ tau l'tEtOtOUe; lTfQl toi

riteneva che gli Eubci si sarebbero UntU prOnlamente o. lui:lU, [2] Avendo, invece, IroVlItO I'intera isola pienll di traditori, infeua e minata daUa corruzione, fini per versare in grande pericoIO'I: occup una coUina, separata dalla pianura di Tl1mine da un profondo fossato; teneva qui concentrati c lIddestrava i soldllti piu valorosi. [3] Poich gli uomini indisciplinati, chiacchieroni c viii fuggivllno dnU'accllmpll menlo c si allontanllvano, ordin agli ufficinli di non prt'OCcupan;i'l: gincch, qui sllrcbbcro sllIti inulili per la loro indisciplina c di dnnno ai combnucnti; Il H , consapevoli di quanto nvcvano fatto, avrcbbcro invcito meno contro di lui e si sarcbbcro trnucnuti un po' dai cnlun ninrlo,

[U, l] Quando i nemici mossero contro, Focione ordin ai soldati di rimnnere fermi in arroi, fino ache non avesse compiuto ii sllcrificio e impiegllva parecchio tempo, o pcrch ii presagio non era favorevole o perch voleva attirare piu vicino i nemici. [2] Perci, prima Plutarco, ritenendo chc Focione avesse pauro ed csitassc, con;e fuori coo i mercenari; pai i cavalieri, vcdendo Plutarco, non si trattcnnero ma si lanciavano subito conlro i nemid, usccndo dall'accampamenlo in di. sordinc e in gruppi sparsi. (3] I primi furono vinti, tuni si dispcn;ero e Plutnrco fuggi; nlcuni nemici, avvicinlltisi nHa pali7,7,nln dc]J'lIccnm. !'nmento, cercavano di distruggerla e di llbbatterla, come se lIvesscro giit ottenuto una vittoria completa, [4] Allora, compiuto ii sacrificio, gli Atenicsi escono llU'llttllCCO daU'occampamcnto, li volgono subi to in fuga, ne abbattono la maggior parte che fuggc nei prcssi della for.

)0. Seri,., P1uhlK'O ror Focionc (urooo lI(fidolC~ poche IrupP"', ''''KM si (On(~'"lI l1uIl"DPIK'!lgiU drgli EulJCi. NelI<> slnso pniodo jl Rrm~ cldle: (orLl: IIlmini CnI imP"'" ItIlDIO ..J OIinlo .,. (one, 11 lir.anno l'lUl.rro ....ci mmlilo sulla buonll JiSposilKJnr d'1II1imo.kWi Euba \'USO AU:flC. pur di ptoalNrteTM: I'allpoggio. La .edlll di Focionc: (orne: com:mJIII1IC (u. in un cmo sc:nsu, obbliK~llI. llm:~ l'inizi.li..... c:na ~lal 1'pqtgi~1I1 J"lltrullpo di Eubuk di rui rocionc f.~a ~"e e: II c:ui dll\" RlIllml.ia per I. conduzioo., Jdl"impl"dll. Drll'll.l:'ilo:ne: a.i e:1ll die:hiallllo oonll'1lrio, il cite: acluda'. dalcomanJu i gen., ",Ii tli "lIn., tkmocNlil."l. per allro pi;' inlemiSJli IId OIinlo. EKhinc, ('he: plltu:d" Dilo 51ll:dizione: in Euhc:1I fllll\li bo...:uo<, rkorda che: in un primo 1ll0ll1e:!Ilo R!i Euhc:i fin5C"to tli cl!5ere: lImici: poi. qu~ntl() "Ii Alrnio:si si ll'U\"artlno bJoeclIli TlIllIine, Collill di C,lkit!c "rtlcrol~e: un t"SCrdlo "alUHo l"Eu!,.,.,.. <;lIiol: rinful"li II Filipllo. RSsuld 111erce:l1ori Jellll FociJe c ollnCt"ltli 1\1<"TIk-si b. 116H7); CSi'I<""lI, Junque:, IUlII fone ol'l>osizionc loelllc du:, allaline, prl.'Volk, nllno,uanlC la s<"ntill~ ~uhilU a TlIlIlin., (\,d, *4. d, ) I. Gli Ale:nic:si si ll'OVllrooo in uno .iluuiunc rnuhn .Iiflicite; lo Sllie:ll~ l:M:hine, le5limon., oculare:: \'cscrcilo si lffi\'~\'~ in uu Iuull'" ,,,,rico]o!'o .km<k n(ln e:N IlO55ibik-

rilir,ll'5i 5<: nOf"l loi \<irl'\"lI unll h,m.Kli. no:: \; rr.. ~llCNnll di aiuli IX da lerr,l nO: lIul n1l1re... c 5<: un dio non U\'t'BC MI\,.IU l'orrcil0 e 5<: i \Wlri soIdali. (11Ui e: ClII'l1lie:ri, non (0l1SCr<> "~Ii \",1lomsi... Ia cillilll'R-h!lC ri:scllialo di subire \lnl I"('t"JlOWJ05issimll liC'OnfillU (" tl7' 88; si O()(i. n('$suna Iode II Fuci()(le:. pur 1I1l1'.rtencn<1o I:;,;("hinc.: III mo Sld.l1O KhitTImo:nlt> l>O!iliool. 1'11, fol'5C:, (IUOlll ..imIlZIOflC: c:k fa......lle: .li5C"rzioni, rome andlll (ltiacrhi: i daI; IllullIrd>ci si ptclilanO linche lId una lc.:llUI1I lI;\,.,DIIJ la stiJucia nd rom~nJ~l\Ie:. ehe non par., pmkolllrmcnle lIhile ndl"imf>orre I~ di:;dplina (ai I'e:dll unche ii (OmpOtlUllIl"TIIO Ji I'IUIUr(O e dei cUI'alieri Illeni.-si ull"inizin ddlo bllllolllia: I:I,~) n:, d'"hI"lIIJUrlc.:, l'ociOllC e:rtl riUlcilO li rccupernrc I.tli Euhei mI un 1.""11 I"llpp<lrtO t"<m Ale:ne:. p. Anllloj!lI fu !lI rcll<ln<: di [imnl':'OI1l" qmlllJu (u lIhhllnOonll1U JlI mille mcr<'enwri primll ddlll blllllglil dei CrimiJo ni"IO/,~""" I). 46), )}. Sril. IId i\1e:nc,

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til IIXU' TOUe; yltQ Utnei ltvaxu),olIIEVo ex 'til; l"QonfJc; xa( flowv

tificmdone. Facione ordina nUa falonge di rimnnerc ferma ad accoglicrc c a riecvcrc gli llomini che si eruno prima dispcrsi nclla fuga; egli, con gli uomini scehi"', piomb sui nemid. [5] Si svolse una violenta banaglia e lUui combauerono con ardore e SCIl7.a risparmio: Tallo, figlio di Cinca, e Glauco, figlio di Polimede, schicrmi a flanco dcllo SII.'SSO comandanle, si dislinscro per valore. [6] Nondimeno, IIn. che Cleofanc si mostro dcgno di gmn conto in quella ballaglia. Inf:mi, richiamando i cavalicri dnlla rolla c gridando e ordinando di portare aimo alio slr:lIego lo pcricolo, oueone che, tornati indielro, consolidassero la villori:l dcgli opliLi. [7] Dopo, Focione scacdo PluH larco d:l Ererria, conquislo Zarclrc, un forte in posizione vanraggio'\ deli 'isola, serrala da cntramb i sissima - silUalo l dove la larghcl7.. lati dai marc, si reSlringc aI massimo in uno slreno iSlmo _, lasci liberi i G'd che aveva preso prigionieri, remendo che gli oraror ate. nk-si forzassero ii papolo a prendere, in uno scoppio d'ira, dcdsioni ingiuste nei loro confronti. [14, I] Allorch rocione ritomo lld Alenc, dopo avcr compiulo qllcsle impn..-se, subiro gli alleati rimpiansero la sua om.-sf e rcuilUdi. ne'6, subilO gli Atcnic:si ricollobbcro I'abililli c ii vigore dcll'uomo. [2] Ed infalli Molosso, chc gli SUCI.:CSSC fiei comando, condusse la guerra in modo tale da cadere vivo nelle mllni dei ncmici. [>] Filippo, coltivando nella mcllIe grandi spcranzc, giunse in EIIcsponlo con l'iOlero c:scrcilo, per impadronirsi insieme dei Chcrsoneso, di Perinto c di Bisanzio'7; c:sscndo gli Afeniesi promi a porlare aiulo, gli oratori si 1>:lIIcrono perch foss<: invialo Carcte come co-

114, l) 'End 6t TliT lhu7tQa~IU!"Q nt:1rMuoE" 6 C%>wxlw", Taxu Jl:v Elfottlloa" ot ol1llax04. T1)" X(l1JO"tOT1JT xal 6IXQlOO"II" aUTo"', taXU ' yvwoav ai. 'AO'lvuiol T1)V elllfEtQla" xal QWlllJV Toli v6Q6. (21 'O YQ .. U' fxtl"OV t)"Ooo" tnl T nQl1Y1lUTa MOooo OTW Eno)"tlllJOE", WoTl! 'lal l;wv auto; UIfOXe.l(lIQ YEvt:ottm TOl no}.fIIIOl. (}l 'End bt Iley)"a T(ll t),nIOI 7tE:(lI"OW" 4llmlfo tl 'EUr)olfovto" ,'IU)e Iln n60ll Til 6uv61ltw, Ws XfQQ6v1IOOV ;;v taUT(!) 'lal nt(lIVOOV i~UlV X(l( Bul;VTlOV'7, W(llltlIU~.VWV bt Tmv 'A1lvalw" 13011Oe!:v ot ltO(le 'hwvloavto TO" X6Q'lT OTQaTlIYOv IfOOT)"ijVCII,

',1, Fr~ ~li Ill().nll~ vi cm E.<l:hinc chc, tlislinl<:i ndlu butluJ:lia, (u OlMlnilOl"Un dllc rorolle. IIna ~ul UIllIMI ill ElIllI.'ll ctl unn utl "Icne. quunJo vi Jl,iUllK II~r anllunciu~ la vi1loria l~. ,60)1. H. Dallo scolio li J)'!WJS1'IINIl ). , .i Ul'Pwlltle ch" I'IUl'lrl"() si rilll1lllldlico in se~uilo 0011 IlIi Alcnil'!>i 11111. (]'l<lI1do i slIlli llIcrccn"ri chicscro di CS.K~ 1'''II;ui. ClJ!1M'1l1ll1 lum i 10lotudi 'l1cnit'lli; IlI.'r riscuu"r1i.llli '\lel1icsi furono c<:lrcui li P"llllrc dnquulllu lull."nli. Dl" 11l0stCl1l' li. ,'.1 ddin;m.~. inflltli. ']IICSI" Ilucrm .. inll!oriosu c COSIOS~". ,6. C(r. cup. , ,. j7. Filipl'" ,leue inili" IIU'L1ssedill di I'ctilllo e di BislIno ncl ~'IO. [.'111111" l'rt.'ce' deme '\Iene ;'Ilo ... I' rinlll ...III11IlIlbl!1~.1I cnl1 Ili~"nlio. 1111:' "lIcLlIl7.u =n~.i~le IlI.'rlh AIl'fle lI\l...L1 hiSl'Iot"U di I'rueumrsi rirnrnim~l1Ii "li"'l."ntllri I1cll~ ?Onu dei I\'~r N~rtl. QUl"Sll1

SpiCIl" ii prunrtl inlcrycnto <Ii All.1le in Ellnponl0. e"relc, Ilrl"Scnte in Ellt'lil'onro gi!, primu ~hc Sl'l.:'J1lli",sse lu Ilu"rr"" U\'WP ii compilO di 501'\'c/olliurc c Jifemlere i ri(ornimcnli Ilrllnllri direui ud i\le,lC. b l1ul!u di I1Il1'i <lu l:uriro, ehc ,msporllll'lI ~r",no ;,d ,'Icne. (u ill1... rc~llul;' ,b I-'Hippo. chc $C ne i11l1'"dmnl. Per '1ut'5to l1l<llil'<l AI~1le .l.cisc di n1f(orlllr... I", ~\'" pr~"Scnlll in El1esl'onto, in\'illntlu un M:comlo con,inllcntc, Iluitiu," du FueiOl,e c Ccfisofonle. m", ~en7.lI. pcr qUt'510, richilunl1rc Curllc. l.u SCcllll {Ii F<lei"n... cnln~ conu",. dllnte non .~IU'" s~nl(li1L1 (o, (or.c, suro s!lllu pel'1lino ~PIIOMi'"l1) "I tlruPIM' d~,,'ocm' lito ~h ... "'lo " in n~mO$ICnC c in [pcri<!c i ""ui e~ponel11i pi", inHucnli. I d~"'ocnllid c!'lum (,,\"url ,,]j IId nnu IlOlilicll di illlcl'\'~nw encrl;iro OOlllro l-'ilil'll" e I" sceha di 1-'0' done 1:. (ors~, lu Sl'i'l di '"Hl oonorllun7,~ di inr.mi (r", IlnlJll10 democnllk" ~ ~rupp{l rnodcnno sull'mhlenlll di llillln~.io. l'il~lc per I\ll"e.

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(4] xal ;'teloa httivo oobtv ;lOV til 6uVUIlEw EnQattU, oo' at nul Mtxovto tOV Otov. li' unonto tilv nolv inavuto, XQ'llla nl;.ollEVo ano tWV OUII~UXWV xal xataqlQOvOllevo no tJv l"IOUllhuv, 61: 6ijllo imo tJV Q11TOQWV ltaQo;uvollUo llYavlIxTEI xal IIETevoel Toi Bul;,avTiol lt~ll",a T~V (kJ1}6elav, l.'l vaot $wKlwv~H elnev, n bei II'" TaU; nl.O'COow bQyll;.eoOcu tJV OUIIIIllXwv, kU tOU; ln.otOUll:vOl TJV oTQa't'lYJv' "OUtOl yQ IIU nOlOOl Ipo~eQou xal TOi XUl(!l llWV otilteoOcu Ilt'} UVOllhol.". 161 KlVlj'O!t ouv 6 [)lUta TtO TO You xaL Ililt:alteotbv, x~llullv aUTov heivov h~Qav lt(!ooa~ovto 6valllv ~o11tteiv Toi OtJllllXOl el tOV 'E il0TtOvtov' IleytOt'lv Qon,.,v noLljOe ltQ6 'to owOflVot TO StJtvnov'''. 17J 'Hv Ittv yaQ ijb'l Ilr:ylt'l b6;a TO $wxlwvo' nd 61: xal Atwv W , vllQ Bul;.avdwv nQwtOS QET" xal t~ l1>wxiwvl yeyovW h 'Axablllld~ auv1}6 11 61, uVE6t;ato t"V nionv ntQ auto nQOt; t"V ltw, oux daoav f;W oTQatOltf:6eOOl ~UOIU:vov, U: avot;avTE ta ltua f:b~;aVTO xal xatl!llet~aV !auTo'i TOU 'A611vatou, ou IIOVOV uVEyxilTOU 'tai 6laiTot xal oHPQova, xal nQoOuIIOTTOU f:v Toi itywOl bt TI)v n[onv yevo~:vo\J_ 181 OtW Iltv llltlltno A~~nEOIl TO 'EU1lonovTout>2 lOte xal xO'tEf(lQovilO'I. bOXlV

mandante. [4] Poich qucllo, giunto via mare, oon compiva alcuno impresll degna ddlll polenza della ciuo n le ciu lIccoglicvllno la (lona, ma, sospeltO a (Uui, navigava qua e l, eslorcendo danaro agli alleali e disprezzato dai nemici, ii papolo, lli....zaIO dagli orlllori, si adi fllVO e si peOlivo di ovcr inviato I'olulo a Bisanzio; [5] Focione'K,le vrnosi, disse che bisognavo lIdintrsi non con gli alleali, che non lIvevelllo fiducin, ma con gli srfllleghi, che non godevllno dello fiducill: essi, inflllli, vi rendono Icmibili lmche per coloro che llon pOSSOllO slllvarsi senza di vai, [6] Allorll ii popolo, scossa dai discorso e mu IMO parere, ordinllvn che proprio Focione portasse aiulo 3gli alle.ui in Ellcspomo con un nllro corpo di spedizione, ii che fu di grundissimo momemo per la salvezza di Bisanzio'~. [7] Gillcch, grande em ormai 60 1.1 foma di Focione: allorch Lconte uomo chc primeggiavll (ra i Bizantini per valore ed era StlllO condiscepolo di Focione nell'Accademia(,l, garanti per lui di fronte alia cill, i Bizantini non pcrmisero che Focione, come volcva, si accampas.sc fuori ma, apene le pone, occolsero e si mcscolarono agli Alcnicsi. divenuli non sohaolo irre prcnsibili nel regime di vila e lempcrali mil anche cornggiosissimi oegli sconlri per lo fiducia riposlo in loro, [8] Cosi Filippo fu allora SCllccialO dalJ'Ellesponlo 62 c disprezzllto, lui chc sembravll invincibilc

,II, [.'uhimn I:piMl<liu nn,rulo JII 1'1Uln,oo, dei 'lulllc el1l Ilroln,.oni~lll Fociune.lu \"edC'o'1I i'fll>l'glllltn in cobel IIgli inizi ud )48. NeI Il<'riodo co",I"oo fr~ iI jotll e ii .Ho ~i I""'!l<m., nllrilmi ..... n Fodone le ~uroli imp,dC: I, Fodone opcnl II Lnbo roo nhri ~Iru ICjolhi 1l'Cf I1lcroWicre i roolrilmli dc-gIi IIllellli I; llllranrirc i rif"mimt:mi I<limemnri lK! AI~'fIe;;" in rd:u.ionc ron ii JlllrJIXl di Misill OfOlHe II' ~07). p"lil:lKJ riOOfU:l, :lmZII tblllrlc., onu sronlro Ira Fodonc: e Almotloro ui Imbro ad AlnffiC<' pfOXl Laho IV 2,1. 1 ... unulziunc: tli tlllOli ,tu<: evi~i C- inTtn: oscillll lbl }6, aI }41. 1. Fociune inlen1Cl1C: I. Cip"'l. fi,mro cn'ROt"a 1I11)IOOOao XVI 4'. 7-9). La ualuione e- iTlfII.: ."rillll ulll }) I tal }H: }_ inlc:n1Cl11:' I. MeRlnl nd }4}. cpi".tliu n.rr~lo I>tOl.'ro Tlt.-1 $ucccs.sil"O f1Il" I); 4- guiu. nel }4' una KJn<b spcdi1.iUl1l: in !rol- (Fu.oca.o. FG,f 'is! }.K F 1)9 e 160; 1)'000110 XVI 74, d. )9. Plull<'ro imposla I. nUIll1.i0l1l: ddl'el,bodin ddl'l<SSCl1in ui Bi!>llnziu UI< p.ne ui Filil'lKI sul conlr~Slo fr~ I'ocionc c: rele, Continua nn lcml< che gli e- ClI'U: F'lCiolK' C lI'll~lo ,bRli nllellti.llli ali,; romlnunnli 1Il1'fli"li. wme IKI ~-scmlli" CII,elc. non sono nem meno llccolri. Ln IJrt:Sl;nl1l1iolle plma'l-hel< C- rithmil'll I'fupriO perchc ICllJe ar! UlllI tllUcaril C'Suh111.ione di I'odoue; ~e ne fl ill'rt>IUj.;o"iSht dcUel'i.'I<.K1iO: Focicme sl,rcbbe l'unico in Itrudo di {crt11urI: l'iliPIK' chI' sernbrm'll illl'indhile e ir'l'liislihi!elO {t".III. iI che non C ~"Illlo. t vero che Fodone fu 1wil<lO in EII,"!'putllo ui Cllllll<ndu unI< 1I01111 mI< ClI,ele non fll richilllllnl". 1~l1llit1t1"l<d 0111:(:"'::: ndll< lona; ..Itre l'ociollC e Cnfele I'i elll UII le17.0 lilr~lej(O. Cdisofollle. 11< cui 1'lIna:ipnOtll: al1e o"er~ziuni mitill<ri e- 1<1ltSlllln ,III iscriliOlli

lf(; ti' (6'18 c 1629). LlIlceltll biogr'Jlin ploll<,chea.i

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ri\"d~, in qucslo caso, lmlll'" riItiu:l: 1'III'Cr ri\'OlIo c:sdusi.... Illefl7,ione II Focione 1l0flll IIU isotllrlo t!:ll l'1ml""ltl ~lnrkn in cui lI11iKe e II coIpcl"Oliullle 11<1...ersnrio; in uhiml IIIllllisi. lo slt'1l,'ol,pnlc"'o ,Ieltll rl:alt" Slorl'lI. in cui Foriot1l: op<'r~. CUrtll....ln1< uno slra,'OI!tmenlo (leI [lCTSOilllAAio nd tlua1... ri mllle poro ddlo slraltJtO Ilenine- me \oWc e opero ndll sc:cond. mni dd IV ~o. 60. Lcolllc: ui Bw.nzio conulNC k lrallati\'e chI." pun.moo 11 ,;nl1O\'O ddl'nllntnu C'tlll AICl1l:'. Fil Iln onrorc e Ontl ~lOriro, aUlore (I''unt". tll.'iudJ J. II.) (li ''lide 0JlCfC tdr.

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4, I. Vi )()Ilolllohi ecrlni nc:lk f..nli II qUc:$lo elliSOtli,,: I... nllrrv:ioni pil', ampie ~ leg. !tOn" io qunto capilolo Illullllchcu e in Dtouol<o (XVI 74'77. "I. Diodoro non m''fltml< u Cllfele ne- Focione e I<llrihui~l'C b ~CllIllill. Iii l'iIi!,,,,, I<l1'intc:n'l;Illn. II fl<,'Ore ui l3i~an. ~i(). noo !l<.J" di '\ll'fle ma I1nche Chio, ltocli. Cos I; uhri IIltellli, L1I1.iotle di Filil'l''' deslo "lIl1nne nnche fr'~ i 5111rllpi I'ersil<ni Asill Minore, che ~i l<{frl:l1l1rollO I<d lwil<re IIhui. Fu iI nlus-licdo ;'lIl;rvelllo di IIlHe 'llll"le (ortl;. llol1ch II' .timl~)h~ litltUlzia,ie iII cui l-'iHlllXl "e!ll1e n lmvnrsi, II dClcnninll'lle III SL'OlIlilhl, II IlunJru l'OS! riCOSlrllilO ridimen 5iOtla l'imlKml<fl1.l1 /li Fcxiolle: nOfl ...i svnn Illotivi Il<'r nCKl<re "he egli ahhia 011<'1'1110 cm. CI<Ctl'lellle mI< ;., .\lllricamo:nlc flJorl'i:nllc prL'lil."fll.rlo colUe I'unico lIf1elicc delht \'illoria altllit'5l; e cotn r"nko in llllldo di oppuni II Filippo.
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'I,OKION &llOXS n f:lVQl xal vaVtayWVlOfG;. b 6t lf)wx{wv xal vai/ nvas l':D.cv aUfoi/. xal q:QOuQOulltva trokEl uvU.al3[, xa{ no)J.axo{h Tii xJQa6.' o.l10flltoel ;tOlOIU:voe; n6Q61':l xal xnTtfQI':Xll. IlXQI ou fQallma 1.aflwv imo fWV :'IQoofl01]OOVflV l1t!!I11.f:uOf!.

'4 - 16

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c irrcsistibile; Facionc cnttur alcune sue navi e riconquisl citt dove erano slanziate guarnigioni di Filippo; sbarcando in piu punti dei terrilori0 6 ', lo devastava c saccheggiava finch, rerito dagli uomini aecorsi in difesa, si nllonHm. (15, I] I Megllresi invillrono di nnseoslo una richicsta di lliulO: Focione, tcmendo ehc i BcOli, preventivamente informa ti, amicipassero ln spedizione di soeeorso utenicse, riun! unn asscmblea aU'lllbtl c coIllunic agli Atenicsi 1:, richiesTII di Megam; Ilon appena cssi vOIlIrono a favorc, dctte ii segnalc eon la tromba e li guidava subito dopo I'asscmblca, appcna ebbcro prcso Ic nrmi. (2] I Megaresi lo llecolscro con enlusillsmo: fortifie Nisca e coL1eg la ciu ai mare costruendo, ncU" 7.ona imermcdill, duc lunghe mUNI ehc llndavano dai celUro abitato ai porto sicch Megura, prcoccupandosi paco ormai dei nemici chc potevano asslllirln da terra, dipcnd<.'Va dn Atene('"'. (16, I] Gli Alenicsi crllno enlrnli onnlli in guerra apcrlll con Filippo e, in assen1.11 di Facione, llveVllno scclto ahri comand:mli pcr la gucrra; qUlltldo Focione giunsc lId Alcnc, di rilomo dallc isoleM, cerClIVa innanzilUlIO di perslllldcre iI popolo n rieoneiliarsi, dnlmollleOlo ehe Filippo cra favorcvolc alia plIee e tClllcva fortementc iI perieolo della guerra; (2] e quando un tale - uno di quelli solili bighcllonarc ncll'Elicn M e (are i sicofanti - gH si oppose diccndo: c m, Focione, osi Iflluencre gli Alcnit.'Si, chc h:mno gi:llc armi in pugno?, rocione replic: _certamCnlC, c queslo pur sapendo ehc, se c'c guerra, io eomander su di te, mll, se c' pace, tu su di me. (3] Non riusci a convinccrli ma prcvalsc Dcmostcnc, iI qunlc esortnva gli Atcncsi ad atlaccarc b:maglia ii piu IOlllano possibile dall'Anica; Facione disse; o CllrO, non ccrchiamo dove comballcrc ma come vnccre. Cosi, in-

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IJ Twv 61: MfYUQtwv f:nlx).oulltvlv xQlfIa. Ifloll0611evo<;

l)wxiwv TOU; BOlWTOU II~ J"lQoCtlo66Jlevol ep06.oHlOl n)v f1oil{teluv,


~Xx1.lJO{UV ouvilyuYEV ~wih:v, xal n(lOouYYE[).U T nUQu TWV Mfya(lt!!IJ.IV foi AOllva[Ol. til el1f~lIl'plo(lVTO, Tfi ooTnYYl Ollllilvu eUftu

uno til fxx1.lloluS llyn uvtO; T I1).u ).utMVT, [21 6eSuIlhUlV ttllv MeyuQtwv nQoOIIW. Tilv TE Nlomav hEixwf:. xal blo Iltoou od).11 iJo I1Q6 TO inlvl':lov TOll ouos ivtflal':. xnl ouvi\'Pe Tfi Oa).{ITfll f~V n).lv. WoTl': nllv xm yi]v l1o).elllwv Uyov ilc')ll
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eiQljVIXlll exovtO TO 'l>lJ..J:umu xal 'POflOUllhou Tv xlvbuvov ioxuQw, Mxeo{)w TO; ln).Oet; 12J xul nvo vnxQoouV10 nttl' TlV tlttrOTwv xU).lvOeioOm J"lEQl TI)V ]-{).IU[UV ..... itul ouxoepuvTfiv xul dJtVTO O b 10).11(1;, t t!lWX(WV, lmoTQtnElV 'AOllvU(ou. ilblJ T Jt).u bu't XEI(lWV exovw;;.. "EYWY'" l':iJtI':, "xa{ taU1' dbw n 1ro>.l:I\ou Ilh VfO iyw oo\:, fillijvljr; ~ yEvOII':VlI ou fllO (l~ft'" IJ J 'Q ' oux tl1l':lOev, ii),),' li 61l1tOoOtVljC; CX(1{tTfl 1(e).fiHlIv Olr; 110(l(lOnltTw til; 'ATltxljr; OtoOat ItltX1jV
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6j. Sal. romrollalo tia Hlil'llO. 6.\. Pltunrco i: l'IInk~ f.. nl<' ~ r;'ITUIll'UI' <1".'StO ""i_li... E~so eil'n<' tI"'~lu, in 11'" nerc, "I "'~ a. C.: elIde, ci~, I)rima ddl'inIC"'<:I\10 II Ili$nno (HoI~9)' namuo ud I'rc (c<tenlc capilolo, 11 e0ll1port'll1lCl1l0 di Fot'i(lne ~"I:l('riSl:c d1<" ellJi. in <lllcll'u",ltl, rossc SlnlICIlO. L" lhl1"1.ione dell'epirollio ~ r.~" 1'00~ibilc .In 11l1ll1crosi ecnn;, ncllc unt~ioni di I}fmO$lcll." "I pnkolo eolW d" MCIl"nt I'cr coI!", di Fi\ipI'O. PlmurcI>, il1\"', lum mcn ~ion" Filil'llO: ~ceon.1o qlla"lo ele1i seri,"c, 1'''1.i''ll1c .Ii F..ciun. (II cosI r~pid" "II" S<'OI>O di l'rr\'cnin: "" imCreetllU hcolico. Q"'~IO. 1" "n hlln, sllll'isce, pncIJi: PlutMclJ 111'1"\~1 .I,no Tilie'." ull'impcKIM' untim:lctt:lonc ,Ii Foci.~.c '" U(ca,io..c .1t:1I" eump"lll1;l I'uboic~ dei

t: ,lei 5ucct:Ssil'o inlcn"'Il1U P I~i~p,"io: ,1ilIJ'"hm, I'PPIK:lIo l<{I'I" II Focil1llc C I" nOl!' ~jll <!cU1O$lenic" Ji un ICl1lp!i,o di colpo <li 511110 Olig"TChico, orll'lI1i~~"lO .1" 1ill111ll'rcdolli !lH, .,8.~?~: '9, 29~), PUlTchhcro slIAAcrirc rhc F"ciullc imc"'CnllC" s<')oluilO .li di",r<linj inrcmi, per prc\'cllirc r"rril~l dei lIeOli, i 'lu"li cllIl1" ,,11",,11 .Ii l-"ilipl)().

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6~. l'ociorH: Tilom" "J I\lenc ncll'C51alc dei jjll. 11 dlllO puo t:5scrc imcrllrCI"U> ne! senso che q;(1i Clll 51"10 deU" .lnn.,,'O pcr iJ jj8h, 66. 1I1rilmll11lc IJOIMIl"rc "lenioe.

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raui, la guerra sar lomana; se sinmo sconfiui, ogni pcricolo ci saro sempre vicino. [4] Furono sconfiui 67 : i dttadini turbolemi c sediziosi lill, rimasli in ciuli, cercavano di lrascinarc Caridcmo alia tribuna c gli chicdevano di assumere ii comando; i ciuadini migliori 69 , spavenl31i, con I'appoggio dei consiglio dell'Arcopago 70 , non risparmiando lacrirnc c prcghierc nell'nsscmblen popolarc, a slemo peniuasero il popolo ad nffidnre la cin a Focione 71 , [5] ii qualc rilencva si dovesscro acccuarc !Uue le richiestc politichc e le condizioni gcncrose offcrle da Fili pp0 72; ma. quando Demade propose che la duo parlccipasse nUa pacc com une c ai sincdrio 71 con i Greci, si opponevaN, volendo prima sapere che COSlI Filippo avrebbe chi<:sto di ricevere dai Greci. [6] La sua proposta non fu approVala 11 causa dellc circoslnnu:; non llppena vide che gli Alcni<.'Si erano pcntiti, pcrch dovevano fomire a Filippo lriremi e cavalieri, [7] disse: c.o:mi ero oppostO pcrch lo temevo ma, poich avcte slipulato qucsto accordo, non bisogna n accorarsi n scornggiarsi, ricordando chc linche gli anlCnali, a volte ai comando a vohe SOltO ii comando di altri, comportllndosi benc in cnlrambi i cosi, salvarono sia la cin sia gli Elleni7'.

67. IJemosl<-11e un.....u U""iUIO, UI'unire Jul H.I, llna inceTISu univ;,i dil,lorlluliOl di renu >tllro I.. MlleJ..niu ehe. "Im<-""" in "l'p:l...,n1.U. ehbe ~II<:nMI_ I\'d fcbbruio o murw dei .1-\0 nUln"\"l un:l ulI,an~:I. lluidlllU .I" Au;m, c di cui fUCC"ullo parle 1'1'.\l1X';I, CorilllO. o\t'Il:lnl. Lellcude. Cordr". I\curmmia c I\"uil': llel .H? si u&liuns 111 B..... 'liu. Occllbione dell0 'COlUro fru I" oaliollc Ilr<-'CU c lu MuC<--tluniu fu I.. SClll'pin dellu '1l1llrlU lIuerru S:lem: lu bUI1'llIlhl fu ....cnb,lllllll. " Chcrom"u h UIlIl"lU .Hill c "inl" da l'ilipPQ: "II" bunu IlHu. " ClII)() ,Idb cuvu1ler;:., Ilunl~ip'; ii gi""unissinll' Aless;mdro. 68. I. f'. i <Ienl()("r~,id. ("). I. f'.lI1i olill'lrehi. 70. L't\rcopugo i: I'umiro CQfI$ig.lio urislocnui.-o ehe. nd V scrokllL c., ru ~pogli"Io ,klle fun"l.ioni di coolrollo Jdlu \'iIU !'ubbli..... <':... rn,,'"I''' t6 ",,-urcunli, IX'"" iI suo car~l' 1m: dilUrlo dopo che fu irurudotlo ii sonll(giollCr el'lOla mug~I",'ura (-1117 a.C.t. cui ~11Cce:SI;j''Un>cnle. n<:1 rot1O Jd \' ,;e,cok,. ume le dUli :fQciali pucerono Ictkrc. Dopo k riformc di l]iulte I.t6~1o a. C.I,l',\rropUfo:O n1UnlClllle solo lu romllCt,"ZI ~ui r.:-.I'; di wm 1:11". Fn"" gocl .Ii un unllllilmt:1uo tli ronlllCI","\lZI io OIml'0 lliutlilianll nd ctlrsn dei IV

lium: dcrnocmrica. (iii AICl1ini, pro::>i I'rigioni"ri u Chemncn. (urono liIX'ruli d~ Filil'l'o ~cn~u nillere ilpllg,nncnlo dd r;'e~llll. Tebe ru COSlreU~ a l"C$liIUir" atll\lenc lu duii ,Ii CtM,Iine Ji Orop". souNullle nd .166 (\'(1. 9. 6 c 1M llell" .l?l. 7J. Si fu riferirnClllo ,,11M l'llu ,Ii Corimo. fondulu da Filippo nd J.l7 u. C., eui Ilarl'" cille\ lu maAAior I'Mne tkWi suu; llred. La 1~ riSllCtlll\'lI la liberlii e I'Mulooomill dri sino ItOli slllli; JOio To:f>c" Gdcide c Coril110 furooo slunliule Iluamillioni rJUI'>ctloni. II sin,, dri" della klta .kcicl~.. 51111;1 puce: c ilUI1U llllCrr~. fill\'1I le lussc c i '"OIllingt:1l1i milituri cht;: ciucl.lno SlUIO (Io\'('\'a fom;ft:, pun;,'U i 1r\lS1t~. Filippo Cril I'cgm>on" e $ti; spct: lU'''' iI CQfll:anJ" ddlC'SCtC;ln. I"" lKOpO che lu kg. si pociC\'" C1l& la IlllCrn CQfllro lu
I'~il.

>t.Ir:>.
7'. La fr~sc plulurehell C IlCllcrial c. forsc. "l1u.k: snk. allu palll~iIl1l1.itJne di F(IC;one .1I"n1hlsccriu d'e ,i rcd> l'f'C5SO Filipl'o pcr n~ll~r" Ic coneliliooi dell~ IIIlI"C bu '1"~IO I"ohl",m:l "<1. GI.IIKlW, 1'1" 606.1 c nOle; WII.I.. pp. 10'11 C 1)()11l ~Il: TII.ITUI, I?llll. pp. I I ~'I '.1: f)lIvlll.I ..... pp. .l"~' .l'I.lt. l.lmb:lJccriu ""'.1 (ornmlll dI Llemmlc. l,rlosc'I,rillionicm n Ch",r'l11c~ c rilu~dlll() <ln Filippo, Eschinc e. pr"iJlIbilIllCnle. Focionc, III eui impnnulIlu Phllurnl ""111b"I.1X'r,), nUllerurc. 7J. Le co'lliziCll1i di pll lcfr. SI~"'JVl"I,:JI.' 111 ,10', 1'1', '.ll. uffellc ,lu Filippo uel I\I.-n",. furtMlel 1II;li: I\leoe ,dogliC\'u lu I"lla rnurinilllll mu mlnlencvll le deruehie <Ii 1,...."111... 1mb",. Sciro. Sumo e ii conlrollo SlI Dc1o: mUnlClI""U la nouu c lu sua CO$lilU'

H. I: qUC5l. Ia prima ,'011. ehc I'lulan'O presenla un Focione filo-mac"dunc; Iinler \"Cfllo in EUbc-;I, nalT1l10 nd aI!'I'. 11 e 'J. era SI~IO gillSlifiClIO dall'niltCllu di impcdirc. ("ilil'l)() di infiltrllr$i neWisola; u IJ;SlInlio lllipllO. rilClllllo fino a qud momt:11l0 iminci hile. "r;l sllllo scunlillO Protlrio tlu F"cionc leull. I-It. NcI ).l8 Faciune as~unlC, iniliMI 1I1I",e. IInu POSilionc IlnIUClllC" fll\'Ot'~......le a Irllnuli\"c Filil'jlo ller ""illlre IO..colllro; ,""'"' Cheronel. rili...u, cite si dcbbMn" a~'tt'IU"" le llro("l'lle politiche c le n""lilioni lIe IIcnl!<C uffeMc dll I"ilipllel. Sorlll'C1ulc. I'cn""lo. J~ SlIU (lPI">lli~ionC' ~I dccrt:w pmlle/SIO du Dcrnmle_ 7). LIl riclti.,,;lu di ~'lIv~lit:ri t: lrirelili ooll'isC'c iI ceIO uhbiCllle, i cui inlern~i Foc:ione di(CIldcvM: di qui lu nC'e:r5:lil~. lX'r Facione. Ji 'llCllncrnc i 1il~lumori. L. richinl~ nMKC. prob"IJilrnCllle. tlllll'inlClllione di l-'i1ippo di lIlUlM:rc rolllro la "eni. c I.. frlS<:, pronun dila d. Foc:ionc. poIro:bbc spiegani in qucs ollira. 1\'c1 -ISo a. c., ai lempo ekll'in....

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16 - 17

[8] Quando Filippo morl 7, non permetteva che ii popolo celebrasse sncrifici per la bella nOli:da: giacch, cru vilc gioire c "csercito, schierato contro di Joro a Cherone", contava solo un uomo in meno,
[17, I] Demostene lanciava insulti su Alcssandro chc gi si avvicinava a Tebe; Focione disse:
sciagurato, perch mai vuoi pro\lOCll~ un uorno sdvoggio 77

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e che aspira ad una grande gloria? Un cosi grande in~ndio c vicino: vuoi, forse, geuarvi la cilt? Ma noi, chc per questo motivo sosteniamo ii peso delIa strategia, non pcrmerteremo loro, neanche se lo vogliono, di farsi distruggere. [2] Tebe fu distrutta e Alessandro re, clamava la consegn:l di Demostcne, Licutgo, lperidc e Cnridemo 7K; l'asscmblea guardava verso Focione e, chiamllto piu volte per nome, egli si alz 7"'; [J] mostrando uno degli amiei, ai quale era legato da particolare intimit, fiducia e affelto, disse: hanno ridouo la cilt in tale SInto che. se qualcuno mi chiedessc qUCStO Nicocle llll , io ordinerei di consegnarlo. Riterrei, inflltli, una fortuna per me morire io stcsso in difesa di (Uui voi, [4] Ho compassione - disse - , o Atenicsi, anche degli uomini fuggili qui da 'Iebe ma sufficientc per i Grcci piangere Tebe, Perci i: meglio, per ii bene di entrambi, cercare di persuadere e di placnre i vincitori piuuosto che combauerLi. ['] Si dice che Alessandro geu ViA, quando lo ricev, ii primo decreto e che, giratosi, evitasse gli arnbasciarori; [6] acceu, invece, iI secondo decreto, portaro da Focione, senrendo dai piu anziani che

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,;,,,>c di Se"".., ii cnmull.1o ,ul',..mo .Iell.. olll'm... ioni 1><" lcrr:l e l><'r mure el'.1 ndle m:mi ,ri SI'"r". lIlll fll "I,'ne, ,'(111 b l'il1ori;o u S"ll1miml, ehe 5"lv III clllU .. i Gri. 7'" 1-'i1iI'P" fu lle..iso nd .H6 :., C. 77. HU. Odis"'<l rx 'l~"': le ll"mle sono ril'oh" ntl Odiss,'(, tI,li ulll'''llni e si rife riSWll" I. Polifemo, inf.. rocho ,101'0 l'ueeeellll1l'mo. 7H, S"hhn d"I"' ru morle dei p:lelre I.H6 ". C.l, AIC'5lll11dro fu im!><'/InnIO in ..UIl1!'U, IIne e""I'" i h"rh"ri .IUI17.i:lli lIi eOllti'li ddlll 1\lIle<'<lonin: diffu~usi in Grt~i" I:L nOli" t1e1b SIIl! rnllMc, TeI)(' si rihelr, Aleue tu 11I1Pol:/:i. 1\1C'5slmdl'Q se('$(' flllrniucnrncnl\: in C;tcdll c Td>c (u di~lrIlllLl (""t"nno \ \) ", C.l. lrlllllle ln C"dmea e I" '""SIL di Pimr"ro (lu ,kd~i"l1e FIl prnll d,,1 ~it1ctlti" delI:. LCj:u di C<lrinhi, MI eui \'lI. III 11m:. 73); !:lli "hilllnli {"mn.. n'mhui I"""'c , ..hin\'i. AlclIC il",ir' "ti Ale,s"",I ...... u'''' lIInbasc.. rill I)('r eOllllnuull1rsi t1e1h. I'il1"rill; ii rc l.'hi~ r~ nmscgnu dl'lIli "omini politici ehe rilenCl'1I ostili 1111" 1II0ecdo, ni~, Atene, ~i ~\'(\!s.. lIn (libnllltO in ussclllblell (,'d. III '>oh' sC/luel1lel c l'intcrwtl1o
riKlIUlo~ rll di I)cmade: elli 1'~I'~m un dce~IU, formulu'<I ubilmcfllc, e<ln ii q"ule ,i pregu,'u A~~ndru di n'Ios1rl1ni demente, 1IIM)I",lu di Alene, I",r IluMe ~,,~. ,i in'll><,gn~,u II I'rOl:C'S)ure i l'oIilid, di cui enl .IUIU ehinl~ lu ron,etlnu, e ~ llunirli, iii: f'l$scrtl risul1uli coll'<,\'(IIi. Fil qllC'51O ii ,<'COndu dee~lO Ilr('llenlUIO ud Aln,~ndro. Lc (unli rieonOlll.'OtIO P DClllude lu posi'.iune prcmim:me c ii mo:rilO dei ,ueec"o: D1UIXJMO XVll I); AMM"'~U, 1I""b..Ji I lO, .1,6; l'Uft'''MCtl, Dt."'/flJll'IIr ~j, 19, Ancho: Diotluro descri\'e lu "'ulgimemo dell'u~,elllbt"'l: I:udonc non in\'ilUlllP l'wtl~re m~ si Pl'l,,"Sl:ll'" ulI~ lriblln~ (Ii SIlP inio'linl1\'u; 1"<IIl!ill!in ngli uruluri di cllnscsnursi 'l"ll1luneumel1le; ii p"p"l" 1" s.....eci,) mil ,,,hi,,,nu1.i, u,cohuntl" ,'on tl~lililil le ~ue p:L" rule .. (DtOI>OIIU XVII I), ~). Cun lu dC'5cri7.ione dindu~u .',menrdw qllllnlu ['lutur", U"I'\'U ,etino U9, lO: lu vi"lclll~ rc"liune di Lill1rtl" 1.1 mnsijllill, tlul" du I'ucillne, di mn"

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aoche Filippo ammirava quest'uomo, e noo solo accello di incon traria e di ascoltare la sua richiesta, ma prcsll,) orccchio anche ai suoi consigli. [7] Focione gli consigliavu di rinunciare aUa guerra, se aspirava nUa uanquillil; se, invece, aspirava oUo gloria, di trasferire la guerra, volgendo ii suo interesse dai Grcci ai barbori. [8] Parlo a lungo, cogliendo ne! segno quanto alJ'indolc c alie aspirazioni di Alessandro: gli fecc cambiare opinionc e lo addolci a tal pumo che Alessandro disse che gli Ateniesi dovevano storc bene atlenti agli evemi perch, se alui capitsva qualcosa, taccava a loro assumcrc il coman dO IlI [9] Avcndo strellO con Focionc, a titolo personale, legarni di amicizia e di ospitalit, lo elev a tanto onore quamo ne svevanc1 po. chi dei suoi intimi. [lO] Duride 82 ha affermato che Alcssandro, divenuto potente dopo la vittorin su Dario, elimino dollc leuere la formula salve, tranne in quelle che scriveva a Focione; a lui solo, come ad Antipauo, si rivolgcva con ii salvelt. QUe5to ha raccontato aoche Csrete ll}. [18, 1] Quanto alia faccenda dei donara, t noto che Alessnndro invi in dono a Focionc cento talemi8-t, Quando i talenti furano tra sportati ad Atcne, Focione chiese agli uomini che gljcli portnvano pcrch mai, pur esscndo molti gli Atcniesi, a lui solo Alessnndro desse tanto. [2] Essi risposcro: perch solo te giudica uomo di alta virtll; e allom - replico Focione - consenta Alessondro che io sembri e sia tale. [3] Allorch, seguitolo a casa, nQlavano ln grande frugnlit - la mogli e ll.1 che impastuvu, Focione SlCSSO chc tiravu uc qua daI pozzo c si lavava i piedi - , uncora di piu insistevano e si irritavano dicendo che era inlollerabilc che un amico dei re vivesse cosi nmle. [4] Allora Focione, vedendo UIl povero vecchio che cam minava

81. L~ JCKrione Illuhlrrhe'l Jdl'inmnllu frn I'..dllne c ,\k'~ndro i: un bnllMI di (1I11l1l1l0Iilkll. Vlll'rl"11le~so dle IlIlle~l1llllil~J<I1nin~nll" in qUelHO pcnudo i: DCl1lllde'. l"ui fu ~ftiJ~lo iI l.'OlllllilU di contlllrrc Ic ll"lll!uli"l" ~iu dU1M' Cherolll"~ (Vo. 16, '1-' e' nole-) slu in '1"0hl cirl"():IllIlllll, lIitrcIl1l111u ddkuhl pa Al\'Tle. ln C:l1lrumbe Ic cirCO,lull1.C, Focionc: IIllpllrc l>CrstHll1AAio non di primu llillllU. t p..i \ld lullu incr\,<lihile ",h,. AlculIl1,lro IIbbi" I<CMlIilU ii \'\ln~iRlio ,Ii Fodulle di Il"IIsf"nr",llI Mllerrll in A~iu, r"lllm i Pel1lillni. Ale'ulIIlllro III'...." crcdiLulO 'lu',;l" IlfOMcllu i11111l"drc clic. II '1"\";10 s,1'IK', U\'c\'1l (ulldllUJ III Lcll~ di Corilllo (\'d. 111110111 H): gncurll, ii fulminL<.) inlcrvcllln '111l1m Td>c e III durc1.1.11 dei lf'lll' tllllle'11l0 ri5C,",'lltulc: 1I1'....IIIlU 10 n:ulI" di lil>U!lKre I'illlcf\l Cr\.,.ill ull"hhcdic!11.II, \"tJntli l.iont indi~pe'nubill" I>crch: il rt lMJtl.'5.W: pa~~lIrc ill Asi~. II',. Su Duridc: di S~mo \"<1. lu nOlIl J).

li}. CUr<:tc di Mililene' (fGrl/iIl 11,1 purlcl"l'0 111111 8p.. ..Ji1.lont di Alcuundm in ,\.ill c ll"riSllC Slorit:, rur~ in ditei libri. Ne wno rimu.ti pochi frnl1lmerui. \'<IlISCrv,ui pl"C'o...ll"n. lemelllt dll 1\1\'0\'<) c du Pl.lI1M'CO lVi/II di 1I/,llllll,}rfl). C~relc: lembra inll"rC'!llIIlO nun 1~11l0 ul1l1 dCllcrilionc ,Iti f,liei bdJid '1IIIIlItoll1l11 d\.,.cri,jol1c ,ldl'i,Litulil1l\e monurehku e tldlll \'l'u di enrle. 8... Elilll'n i: lu fonte pUII1Idll l'il, rkCII m~ e'lIli uniliclI i dUt tl'iSlM!i dcll'orfcrhl dl"i C<:11l0 l~lerui c dcll" eil1~ uSilllku (VllriiJ lihlm/II I I ) \".1. 1I11rhc: XI 9). Ahre fonli: PI.UTA~CO, ItIt:HiJlldro .19, 4; M01VHiJ ,IU:lC: SHl111:o.l'/orilt:i/.io III .17, .16. 8,. Su1lu moglic di Fodont \"lI. i ('lll'p. 19 e .17.

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18 19

tQljlwvllp QlJlWQlfl nOQEu61lEVOV, ,'IQtJttlOEV I!l TOltOlJ XI!l{lova VOII[tOlJOlV aUTv. EUqlllllEiv b' Xl!lvUlV btolttVUlV, ..xal IlflV OllTD EinEv ..an' H.aTT6vwv fltO tu xal uQxEiTClI......T b' )..ov illu) XQtilllevos ql'l .. ~aTllv i1~U1 TOOOTOV XQlJo{ov. li XQtilllEvO fllCtuTV ~u xuxl!ivov bLapaw nQ TI)v n6),lv. (5] Onu Ilh OllV 2navii),OI! n6),tv T XQ"'IIT' t~ A0'lvwv. fnlbduvT TOle; ~Ell'lOt n),ouoUTI!QOV m lvm TOOata TV III') bI!611I!vov ..... [6] 'End ' 'AUov6QD

~yavtixtflOe xal na}.lV eYQ0'i'e tijJ 4U1X{WV\, cplou ln'! VOllitElv TOU Illlbh aUTo\; beofltvou. XOi}IIUta fltv oub' w 41wxtwv }.apev. uqleOi}vQI 6' i}~(woe TV OOqllOTI)V 'EXexQaT!6flv xal TV ~J~PQIOV ' A0 'lv6bWQov xal 'Poblou Mo. 6lUt6QaTov xal DtQTUlva lfl , Ol!vI!t'llllltvOU 2n' aLTlal t101 xut XUOl!lQYlltvOU i:v l:QbI!OlIlll. [7) ToTOU Ilh ouv euOil cnl!),uoev 'AUuv6QD, KQuteQ6v 6' unood:Uwv I!L Maxeoviav"" exttuot Tl!TTQwv n),I!Wv lv 'Aoty, Klou I'I!Qylttou Muowv 'E),ala. fllav ilv v Ut(lfjTUl naQuoovUl TiiI <J)wxiwv\'"'. t'lLCtulY611l!vD en Il)'}'ov w XUtnavl!i ~II') }.aflvto. (8) 'A),}.' ouu 41wxlwv t:}.UPEV. T' 'AUavbQo Taxtw untOuvev. 'H b' olxlu TO <J)wxlwvD itl viiv ev MdJ:tQ\l1 bdxVtJTat. xab.ui }.en(ol xexooJ1'lfltv'l, T ' lla ),ITI') xal {ltpe),i}.
119, I) Twv li! YUVQlXWV iY'lllt nEQi Tfj nQoTtQa ouOh iOTOQElTaI, :rf1)v tl Kl1<JIloOOto"z ~v b 1JOT'l Qbl!}.q> aU'I'il' Tfj 6t beu'I'tQa oux e),tiTTwv enl oW<pQoovU xal ulpE}'dy yo ;IV naQ mi 'A0'lVU{Ol il 4lwxhuvo bl XOflOTTTltl. 12l Ka{ nou Otwlltvwv XQlvoil 'I'Quyql60il 'AOllvaiwv, b Iltv TQay~66 dOltvat IltU.1V

avvoho in un sudido malllello, chiese se lo ritenessero pcggiorc di qudlo. Poich essi lo prcgllvllllO di ILlcerc, rocione disse: eppure, costui vive con meno di me e gli bnstn e nggiuse: per diria in breve, se non me ne servo, ovro invano tanto oro; se me ne seNO, screditcr insieme me stesso e Alessandro di fronte alia cillit. [5] Cosi, dunque, le ricchezze ripanirono da Atcne, dimostrando ai Grcci che piu ricco di chi donava tanto eru colui che non ne avcva bisogno ll6 [6] Alessandro si adiro e scrisse di nuovo a Facione, dicendogli chc non riteneva amico chi non g1i chiedessc ou11a; neppurc ora racione acce(to danara ma chiese che fossero rilasciBli iI sofista Echlocnuiclc, Arenodoro di Imbro c due Rodii, Demararo C Spanonc ll1 , arrestati a seguita di alcune accuse e dcrenuti a Sardi llll [7] Alcssandro li ft..'tt suo bito liberare e, inviando Cratero in MacedonillM'I, gli ordino di afndare a Facione una fra quesre quamo cirt asiatichc - Cio, Gergito, Milasa, Elea - quella che Focione preferisse '}fi, riblldendo con forUI ancora maggiore che si sarebbe adirato se rocione non acccrtava. [8] Ma Focione non acceno c Alcssandro di li a poco mori. Ancora oggi si mostra la casa di Focionc II Mclitll 91, adorna di lamine di bronzo, per iI resto scmplicc c modesta. [19, I] NuUa e tramandato sul1a prima deLlc donnc che rocione sposo, trannc che lo scuhore CensodOlo"2 era suo fratcllo; ii buon nome deUa seconda pressa gli Aleniesi, quanto a saggezza e scmplici[, non cra inferiore a quello di Focione, quanto a bont. [2] Una voha gli Atcniesi assistCVltnO aUa mpprescntazionc di una

116. I'lulI.rcu ,hl lIn giudi1.io 1I"l!"li"ll SlI limol.'ullle. chC' ll\'C\'O "CCCn1110 uno c"~~ c "" podere dUllIIliJotli dai 1)(111010 di SirocuJu: dr. "lYXO'I1I~~. 8.<). It,. Di Ech<'>:nIlick di Melimll". ul1lico di ArislLllde, e di SpllrlOI\t: Imito n"lu. De. "'O!'lll". fnllctto cli Sl'"rleme, (li 11.11"ren di HOIli c eomh'Uli: oonlru AlIulo nd \~ I IANIlI .... NO. f'C;./lbl 1)6 I-' 1I..\<)J. Alenod""" di hlllJro. '111 1I1enic:sc: RllPllllcnenlc 0;1 unu ("mi. Itlill di dClllchi. (LI 1111 unidolc l1lcr'e11otin, ui I;("'ilin ddlu Persj~ II purl;rc d"1 \60 citt'll. POI.llINII IV li) ricnld~ UIlU JC,lntl<J lN flndouc c I\lcnodoro nd Alllml'll. in'AJiu Mi. r",re; i: incerlo CI'IIUlCk, ~hl OI,\'cnUlll ln ~contm (\'03. lu nOlU ~8J. Itlt. SlInli cru CUpilllle dctt" Liclill. Ii? Nd }JoI II. C. Crull'm (II incuri!:"l" d .. AlcsslI11Jrn di ril)()rlOre ill P"IM" diC'dmilu \'clc11mi Ill~ IKll111illnSC in (;ledn,IK'rch tu 1I111i~.i0 ddlll IIm"e di Alesslll\drn lo !'lIlijtiU11iIC

tjuumlll cm ~netJru in CHieio (AMMI ...SU. ~1"~".lli VII n .,: DIOlJOMO XVIII 01. , c ". li: 'lue~ln 1.'Ode Stlspcno l'eJli$Ollio mCCOllllllo <lu PI"I"rcu. ?O. Ei.l"'NO (ehe. uI 1_'0 di Gl'rgilo. ricurclo 1'0!lltu) ~I'iell" chc uno deltc 'IUll1lro eini! f" urfcrlu li Foeio"", .. u(l;lIch" IlOlCJSC 1l0tlcIC .kllc rcndilc (\forio !1/ilori<J I 2~1. Si ""n"," di ."''' ubilutlinc pcoimH': 1\llOSCtsC' ["\'el'" 030111110 II 'Ii"mislodc Irc dn,l (Mugn," ~iu. Lumpsuco. MiLlnlcl "PCI ii plllle, ii I'ino e lu l'urnelO (I'r.111... MCO. '1"lIIis/odc' ~'1. I ,lo <)'. Mdil" eTll un demo <Ii Alenl'. ~ult" .~ltl;nll ddl" PIl;l"\:.Im.. ultre lu C;lSU di Fo dunc. si l/oIIII.mo ,[uctt" di TcmiJl()l:le. di C"!ti,, e di Epil:llIu. Ln c"so di Fodonc dO\'C'I'r, eSilCre u11u coslnJzione /ObUS1". se em IIdolru. di IlIllline di brunw cd em nncor~ in picdi ui lellllK> di I'lulllleo. <)~. 1.0 iculrore CclisodolO. (orse p~drc dei piilllUltl PNssilclc. (II mllore di unu SIU' luu molro fOIl_lI. qudl~ di Eirt:llc e PIlllllCU.

66
jJauLlbo :lQ60wltov, ilTl!.1 XI!XOOllllllha nonus nO),.\Itf:w 6nalloil tO" X001Iy6\'. xat 1'1'1 ltaQXovtOS. l'lyavKul xat xouIxe tO ftt.utQov. ou f'oUlttvo :lQoekfh:iv. U) 'o 6i XO(l1)16 MIE.vlho'J) w6wv aUTO... de; TO ~toov if'ba' .'tllv 10\1 <Z>wxlwvo OUX (lQ: yuvalxa tlQofoiioav CteL llft'U IlUi 6tQunatvtboc;; 'AU' 6:l.al;oveilu xal ln qrltd{lfl Til" yuvaul.wvinv.. '~axooto\l 6i til; cpwvij YI!VO~l!VlI. btato X(l6Tlp noUiP xal 60(11f'q> TO ftt.aT(lOv. (4) Alm) '

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nuova tragcdin e I'allore lrngico, che stavn per entr:lre in scena nel ruolo di una regina, chiedeva ai corego un numeroso seguilo di donne sonruosamcmc adorne; poich queUo non gliele fomiva, si adirava e faccva aspeltarc ii puhblico, rifiutando di prescntarsi suUa scena, [3] II corego Melanlio'll, spingendolo in mez1.O ai palcosccnico, gridava: ma non vcd.i la moglie di Focione che cnmmina sem pre accompagnara da una sola serva? tu invcce ri dai delle arie e corrompi ii pubblico femminile, La frase fu udita e ii puhblico la accolse con un fone npplauso c c1amore, [4] Proprio questa donna, quando un'ospile strnnicra dellll lonia le mostro ii suo ornnmento, fennagli per capelli e collane, in oro c piclrc prcziose, disse: ii mio afilamento Focione, da vCllti unni ormai strntego di Alenc'J~, [20, 1] AI figlio Foco, chc volc....a compcterc ncllc Panatcncc 'J' come sllltatorc')6, lo perrnise, non pcrch egli ci tenesse alia ....ittoria dei figlio ma affinch, prcsasi cum c uvendo aUenato ii corpo, diventasse migliore, giacch ii rngllzzo cm, per il resto, amante dei bcre e srcgoI310)7. (2] Foco ....insc c molti gli chicdcvllno di potcr offrire un bllnchcllo pcr celebrare ln villorin; Facione respinsc gli invili di tuni, ad uno solo accord qucslo onore, [3] Ma quando, enuto ai hnncheno, vedeva i sontuosi preparativi c i bacili pieni di ino nromalico, offeni a chi entrasse: per lavare i piedi, chiamato ii figlio, disse: non impcdirai, o Foco, ai tua nmico di gunstnre la tun vinoria?, (4] Volendo allontanare completamente ii ragazzo da que! ripo di vita, lo condusse a Sparta c lo uni ai giovani soltoposti alia cosi dcna agogll. D:] E questo addoloro gli Arcniesi: sembro chc Focionc non desse vaiare c disprczzassc gli usi plUri, (6) Quando Demade gli disse: Focione, perch non pc:rsuadiamo gli Aleniesi ad adottarc la costilU-

OtQ~ &nopTl]v'J06 f:lpfpltV, OUXt tl]e; ,,(l0le; oQey6fttvO. ).,).,'

bUlle).,t]6e1 xal itoxiloa r6 OWIICl J1(!).,rlwv EOOLtO' xal YUQ l'lV n,w 'plonorll xal mxto 6 veavl<Jxo'7, 1.2J Ntxi]ouvro 6t xol no).,).,wv OltOOlltvwv OltU<JOL r vlx1ltilQLO, rou Hou ~wxl.l.Uv nUQULr1lolu:vO, h! n)v IllLOlllllov munlv oovfxwQIIOfv, [}] 'g ' I:6wv int T6 finvov Hl]v Te oollol'V W(lu nOQooxfU}V xo! noovuni!(lo OLVOU I' OQWllTWV l'IQOOlpf(lOlltvou TOl eolOlOl, xoto T6v uiv -ou 1'I0OfI" E'P'1 "16v huiQov, Ui (f)wxf, lu<pOdQOVl oou t}v vlxllv;", 141 Bou).,llevo t xo! xu{tou lletO(J'[~OUl t Ilfl.QXIOV ix til lulnj hdvlj, itnilYuyev el AUXfUlllOVU xu! xUttllf~t toi "YOllhOl tl)V tYOlltv'1v yWy'flv"" vtuvloxol, {):J Ku{ tOtO tOU 'A{tljvu(ou e).iJ,l:1jOtV, W imt(lOQwvto xul imt(l'PQovoV'fQ T oixtiu tO ~wx{wvo. [6] EGtoV'fQ t TO 61111600u nQO UUTOV' ..tt ou nd{)OllfV, Ui I1lwxlwv, 'A611vU{OO n)v AOXWVLX}V l'I"(loobtUOOUl 1'I0).,L-

',l}, ~lIO(k, J~ooI.y si pom:bbc idenli/iCIIll: ii coreK" ~ldmlllio ('On 1'lluiJO/trtlfo Me, IUlui,., UUI\>fC ,li "np AI/his ;n Jtmcllo t1uc libri c Ji un',,!lN OpCI1l S,,; Mil/rri Ji /r"'; kfr, f'( ;rl /i" p6 c mmm. "J /"d. 94, S"ltu UlOj(lic Ji I'odonc vd. ii ~'''p. n, '1-'_ 9). Lc /lmndi l'unulCn\-c si s\"oljoL\'vunu llj.:n; '1'lllUro ,mni, ne! m\";t di E,'UlllIt1UcollC (IUjoLIiO'UILOSIO); compl"t'nJ\"'uno giochi, sucrih'i c IlllLruudc prOt.'cs.i"nc, s\'ulpilU du l-'idiLl sol frt/lio dei I'urlenollc. I I'timi lrt joLiurni ,Iell:. {\.,;lll cmn" ,lctlkuli ui giudli, /lurc l11L1liiculi, allclkhe cd e<i",,,,,ri. 96. Si lrull~ di "na gnrLl ll"rll(ul"re, prnlinl" sulo utl Alcne " in IJcuzia: rkordll Illi lIt1lkhi roll1bUllll1ll:nli, ormul Jesucli, \"(>11 ii ClIrrll ,1:1 Ilucrra. L'ssf!'"bo1frs, ""11"10, da~

~uhyrc Iliu ,lllll."llrro iII corlll c I'cr~orrcr<: un InlllOY l'i<:<li, IlYr<:lUliun,lo in \"dn<:il~ 0011 sli IIwrruri. n. Su I'oco 1'{1. ulldu: )0, ,-/ e ,18. 98. Si chiulllLl "K,t'J/.; l'I\\!tIC11I1lmcJ1l(. cui Ct'1ltlo rollo]>oSli luni gl; Sl'utliuli, l"(l11di. zionc imli'llClIsubl1c IlCf di\"cl1Ulrc <:luudilli di pieno dirillo, I fllllciulli, dllll'Cld di 5C1ll: all'el~ Ji dieiollo anni. cnlllo 'll1ul1lllll~li Janc famiglit c ooucati a ~uru ddlu .lalU; divi,i in dllS5i di clli, Cl1lno SOllol>OJl .d \ln lIddc:!llmme11l0 chc Ji''CIllllVa U'mpre lliu duro, .1 tillt di irrobultlrc ii corpo c Im'I"'lIrc ii (lIl'l1ucrc dei fUluro dll.dino,

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.done spartana? sc tu lo ordini, ia sono pronto a scriverc c a parlareo)'J, Focionc risposc: proprio a te, ehc odori tanto di mirra e chc porti un similc mllOlcllo, si adauercbbc ii compito di eonsigliare agli Alcnicsi i baneheui eomuni c di elogiare Lieurgo.
[21, I] Avendo Alessandro scrillO di inviargli triremi e opponen-

lflwx{wvu >.tyuv xe>..euoloI1S...).tyoo Toivuv VIIi"'. euuv .. ~ Toi rrou; xQCluiv ~ TOie; X(lUTOOl 'Piou elvOlJt. 12) nQ b nuttt:uv, &QXIIEVOV IOU J'l:(Hi>Tov f:vtuyx6vuv 'At'lvaiou;. 1\6'1 t ),ltov Vla )tul 6Qc.IOv...ou lJlwnijol!lS" etp'l. _xal tuiim vec.lv'lTQ WV Til' btIlU~; . UI 'Enel ' ~AQn).,o Itn XOllllTWV noU.wv ltnop 'AUsav6(,)ov tx Tflli 'AoIUl; tfl'ATTIXfj l1(lootflae. xul '{til... t1wtt6TwV 61[6 TO P')IIUTo XQ'lIlcn1teo{ku bQllo llV xai llla cp6ElQOJltvWV JfQS aut6v, TOTOU; Iltv i1l"fO noU.Wv IUXQlt bEetwv n(loijxato xal blt(lQL~lll, TlP M. lIlwx[wv\ :tQootnEII\l'E blbo bnux<JLu T).aVtu, xut Tlt),).a nvtu xut Ilult nlt.vlWv uutv ln') fxdvlp 116vtp nOQuxUtan6tllEvo. (41 'A:tOX(llVCtlltvou b TQaxtw TOU 4lwxtwvo, oiluiJ~EOf}Ql tV ~AQ nuov El lU) nooEtOl blO<pOdQwv n)v n).lv, tU lltv ouota),d im!otlj. Ilel' ).(yov b POUEuolltvwv 'Att'lvolwv 101 WQO tOU II!v El'j<pta ta X(l(1I10tO na(l' aUfou IIEtupaOJIl:vou xal XUtlI'Yo(lOUVtu, LVU IlI) lpOVE(lol yl:vwVtOl, 4lWX(Wvo b TV II'Ib!v of!vta 'Inu tOU XOIVOU OUlllp!(lOVtO ll xol T!)V ixElvou owt'l(llav iv TlVI 6ytp n6!'ltvov. "1 n),IV ouv ivex6d inl tO tttoonttlv txtivov, autOV IU~V w f(lUllU novtaxOev uv),WtOV u:to 'tOU X(luolou nt(llobElUV J(la, XClQIX),!(1 b! tOV yallj3QOV autOU nOl'l0lltVO ouvfJ0'l xol IJliov h!nl..ljot 66;II nov'l(lu, nVTa :twuwv xo! navtO XQwIlevo EXf.iVI\J. [22, I J KCI{ 1)1) xat llutlovLxll Til; hO(Qa noOavO0'l llll, ~v EIxEV

dosi gli oratori, ii consiglio 10(1 ehicse a rocione di parlarc cd eglj disse: vi dico, Junque, o di essere mili"lfmcnlc pOlcnli o di cssere amiei dei pOlcnli. [2] A Pitea, ehe proprio allora eOlninciava n rivolgersi agli Atenicsi in assc:mblea ma era gi ciarliero e insolente, disse: non stami zilto, tu ehc sei proprio uo nuovo aequislo dei popolo?. [}] Allorch Arpalo, fuggilo da Ak'Ssamlro, dIlU'Asill, con malte ricchc1.1.e, ..pprod in Auiea, faeevano a garn a correre prcsso di lu! quclli ehe erano solili lrafficarc dalJa tribuna c i eonotti. Arpulo, adeseandoli, conccssc e distribui loro ben poco ddlc malte rieehcZ7.c ehc awva; a racione, invece, fcce offrire setteeento lalenti, chicdendo di poter affidnre a lui solo tutto ii rt."5to c, insicme, se SICSSO. (4] Avendo rocione risposlo eon aSpre7.7Jl ehe Arpalo J'uvrebbc= pagata C.lfa se non smelleva di corrompere la eiu:i, ullom, umilialo, dt.'Sist. Dopo poco, deliberando gli ;\leniesi sul suo cuso lUl, Arpalo vcdevil che coloro ehe avevano preso danaro da lui mut:lVano opinionc c lo tleeusavano per non f."Sserc 5copeni: Focionc, ehe non nvcva riccvllto nuUa, si preoccupavil deU'interessc pubblico m:1 :lllche dclJa sua 5alvC7.7.a. [5] Di nuovo, dunque, avendo riprcso ad OSSC(luiarlo e gimndogli intorno, vedev:1 ehe Focione cra come una fortel.l.a, da ogni parle inespugnabile daI dilllaro. Divennc, allom. intimo nmieo di suo genero Caricie: affidandogli tuui i suai affl1ri e servcndosenc in ogni circostanza, to ricmpi di cauiva fama. [22, I] Per cscmpio, morta I'ctcrll Piloniec 102 (eOIl la qunlc Arpnlo, amandola, aveva avuto una rcla:r.ionc c daUa qualc nvevn "vuto

"A(lnul..o; f.(lWV xut OUYOT(ltou 1Tatr)(l H; aUTf] YEYOVW, IIVlll\flOV

99. I. ,'.
100.

II

LI n .. lillcrc lIn d,-~rcl<l c " 1';,tlLlrc in SilO fLl\"Ore in usscrnblclI. con~ij.di" dei Cin'l"cec'llO. S,'('''nd" I'I.IJTIl~CO. MOfrJlid IlIlIe, iI dil,lIuito.i
dU10

."rehhe S\~I!I" nell"lI_'lemhlcll p"p...iurc. ii chc: ~cmhr~ pil' l'rob;,bilc


(liscu~sil>nc.
101.

J'ul"jlornenro in

.\~.I, ~1I11~ r\'hit... rll <Ii <'Stmdi~ionc pre~cnllllll d" t\!C'''ill1dro. SII AfllIll" \.1.

\'11.

'''Irodllollr

Si fll IlrohaiJitmcnrc rifcrilllcnto ui di[,,,uilO. s\'ohosi ncll'"s~mbleu 1)()llOlun: nc1

'02. l';lOni<"C (o l'ilionire) morl <\II:ltlllo Arp"l" si tro\'III'1l "ncom II IJ:liloni" (p6 cire,,); in ~1I0 ollorc Arplllo (ccc roSlruirC' 11,,1' tllonumcmi fUllcbri. uno II ItlbiloniK c uno

70

'1l0Kl0N

7'
una hamhina), volendo rClllizz:ue un monumento funcbre di gran coSIO, Arplllo af6d iI compito a Caricie. [2] La lomba, una volla lermimUn, disonor ancol11 di piu '1Ut.'SIO compito, di per s ignobilc. U monumento esisle Ancoro ai nostri giorni pressa l'Enneo (l dove la strada daUa cin porta ad Eleusil e non ha nulla che merili i trema lalemi, quanti dicono siano stati fani pagare ad Arpalo per I'opera realizzala da Caricie IOJ, [3] Ed invero, quando Arpalo mon, la bam hina fu accoha da Caricie e da Focione e riccv ogni CUrR. (4] Caricie fu SOttOposlO a giudi7.io HH per I'affare di Arpalo e chiese II Focione di lIimarlo c di accompagnarlo in tribunale; Focione ri6ut diccndo: lo, Caricie, li ho foliO mio genero solo a scopo di giustizia. [::il Asclepiadc, figlio di Ippl1reo, fu ii primo ad annunciare lIgli Ateniesi ln nOlizio della morte di Alessandro c Demode esorlava II nOIl prestarvi fede, giacch da tempo - diccva -ln terra intem PUZzercbbc di cadllVere, Fodone, vcdendo ii 1'01'010 CCdtlHo c incline aUa rivolta, cercava di cnlmarlo e di traucncrlo. [6] Poich molti balZllvnno sullo tribuna e gridnvtlno chc Asclepiade lmnuncillva ii vero e che Alessandro era morto, c allom - cgli disse - se morto oggi, lo sar nnche domani c fra due giorni, sicch noi possiamo decidcre in (utta mtnquillit, anzi in condizioni di sicurezza.

o Ti.t<po ouvuEoOei - lullhEI yQ en vuv t.v 'EOlld<p. fi pabitollEV iI; ouo d 'Ekt:um'Yu - IUltv ixwv tW" t[llXOVta ta.vtUlV ,IOV. oou np 'A(lJt.lp J..oYloOijvuL q>OOlV et tOl(lYOV im:6 'tO\l XOQUttou; 10'. () J Kal IltV1'OL xal u.r:Uti}OQvto (uho '1:6 nOlltQloV im TOU XU(lIXtOU; xul 1:0U <J)wx(wvo itvo).1jqlOh ftyxuve no'lS e;'Illu:da;. (4) K(lIVoll:vou IU~:vtOI tOU XUQlxl!oul1)-l
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&n XQ'lIItOJY noHJv f:1tlTfttJ(U Oe.ijoo;, 1I(100bu!;t ' Ui' XUQlx).ei n'lv tl1tlltr:utV. [21 Ouoov b~ niv 1WUllY{UV l:Ut'lv yevvil. 1\'(100

11l tai 'A(HlUkEIOl xal bCOllhou ~ollOEi:v ailTl9 'tOv $ontlwva xai OUVl!loeOetv ei tO lxaotilQIOV, aux l'!OI"'l0EV eUtlv' 4Iiyl o lO XOQid,fI ~1t1 nuOl TOl nmlou; YUJI~(I6v inOl'loIIlIV". (SI nQnou ' 'A'lhlvalOl 'AOXlj1tlbou TOU 'In1toQXou TeOVVUl nQooayyelkuvto 'AU;avbQov, ~ltV l\11J1b11 hU,euc ln) nQootxew' n,at y.Q iiv Ollv tew vexQo n)v olxO"lltvllv' bt 4lwxlwv en11QIIl:vov Qwv nQ tO vt:wteQl~ew tOV t'l~llO", nflQto nUQ1lyoQeiv xal Xattxelv. l61 'Avanllt'llVtWV t nowv Enl tO ~i'lIla xaL ~OlvtWV itlli}i'l tO" 'AlJxllnlt'lllv nayytUelv xal uOv.Vat tOV 'AU~avbQov, ..oUxo"," fInev ..ei oilJleQov ttf}vllxe, xal a~QlOv eo-r(tl xcd eU; -rQh11v teOvllXl, 0000' lUl v lIOuX(Y. ~outitouoO(tl, IlHov t'lt Iln' lJ(pakela... (2}, 11 'Q t'lt IpiQwv vtoeUJl!v Aewoithlj t1)v ntv eU; -rv 'E1lvUlV nkellov'0), xul to 4>wxlwvOl; t'luOXeQUlVOVTO llQltU

[23, I] Lcostene gett subilO ln ciu neUa guerra dlcnicn ll" e, poich Focione disapprovavn, gli chicdcva, per scherno, chc cosa di

ad "lnlC, C fn:o: ;00:017.:11'0: II Ibbiluni,. un IC'Il11)io in tlomo: di I'ilioni Afrodite. SClllbr~ diffieile ehe I';ncllriro di rostruir., ii mOnllf'O('OlIl fundm: in OIlor., ddl'ct.,1'lI ~is ~llIlo affj dlllll d. Arp.l.... 1ric!" nd )24 perdiC, quando "gli giuo!;C' ad AIC'Il", si lro\'ill'III in ICI'll\'i dirlirolt .. o: di li " I'0ro u...,bb., moMn; I.iu Ilroo"bil." ;O\'cc. "h" l'inC'llrim sil shllO affj d910 subilo do".. II nlOM., <Idl'clcl'll. QUC$lo IC$limonicr.,hh.., l'C'SiSIClUI tli nll'lloMi di Irnici1.ill (~Arpal"" Curide: (e: ,.nclte: Focioud Wii I.rima dei }t" ., roneorJc:ro:bl)(: roo III "~Ia (.. ,."" lnllhu l<:nlllO \,rima Jd )I,,,) prol'0Sla ti. Jacob)' per lulclle:rn feriUa da TC:OllOnllll> .. 1AICMantlm, eillllll tllI AnlsfO {XIII )9)A,CI C riu di nuli,j., ~111I'''I,iso''in (dr, 1'(,',11", I ') F 2H c COI11m, I1J foe, ]l, ,l9ol, '0\, Ohrc d'e ,lu PI\Ilur(o,l" IHmhu di I'ironicc f" ,'i~IU d~ P~lIsuni" d,c lu '.Pl're:ao (1 37, ); dr, "nd'e: 1\1'111'<1:0 XJJI }!.l"IJ)?)Cl, 10.1, AC"US"li di ''SM'rsi huduri "nrr"mp... r., .lu Arl'"l" furUI10 lJemoslcl1", 1)'I11"de. Filode, C"ridc, Allllonide:, lJem'lSlcne fll eQl1d,UmUll> lIII'UllU111CnlO tli una muliu di dn 'IUUIllU lolemi c, non llOle:ndo p,,/!,rc, un,k\ in .,~i1io ",I Egin..; DCl1IuJc c Filude: fuml1tl um:h'c:s~i ('O'l,!ann"li III pllgamento di Ull .. 1I1\1h.. c JOIo DcrnaJ., pot farlo, Dc:gli ..lIri llOn ~i u lIull..,

.01, Secundo DioJoro. I. fonle I,iil rKC'Il ~Il quali 1:\~li. duo: fu,OIlO le elme eh., dctc:Tlninarono I.. S<:OJlllio JcIlu Ruer ..... fl[C'tlic:a (cosi io J,ff.' )17, 10 c )046, .81. piu nora mmc I!:UcrN di Lamia: Ill\JldeflU di 1l10hi mCTec:nari, pn,,'c:nialli ,1.. U'Alila. ui c:a.,o T.,. n;m di Llronill. tIm'e c:ssi. in RCI)(:ro:, ~i riuni"an.. in all('Sll di C'SSe1., .uoldali tDI04Xl'O XVII. II, "J); ii dcrl'C1o ,Ii l\lcssandm, ehe conscmi\lI ugli Cliuli (Ii lorml., in p ... ri", QUDIO ,k'C...... dunncll.lli !lli 1~loli e gli AleniC$i, pocteh i primi a\'I:\'aI1O nllulw gli El1iudi t1~II~ l"m cillia; i S<.'Comli, II SIIUlO, lI"I:\'ano di'~l<.lonj tli lcr..... fl'll cillPdini "I<:nini (DIOOOIIO XVIII 1191. A l.lue~le ('lIUSC: imm,1.iilllc ..a, I'0i. UAAlunto ii dl'5id.,ri" <Ii AI''''c tli lil)(:!'lIrsi tlcll; 1lI1cl~ mpcedollC., di ri~qublll"" unu I'0si~ionc di Ilre5lillio in Crccia, Cun 1(' dcchc7.1.c ]"scillle ,d Alene: da Arp~lo ("Ii. i eupp, 21 e: 22), Leoslcn., a~roldb 1U111llmc roso ,~rcilo di mcrecnuri hCl'<111do P"'US"'''I''' [ ), ), LcoS1C1'C i1\'cYU ac<lublUlo cspC dcn7.u (....me ufficiulc di mcrccnuri ~lt" Dado III i?) e SQlto t\ll'5sul1drol. Fil IlWiUl1l unll imcnsu ullivil diplollllllku: u !11I11\'<' tli Alcnc si schierurono, fru l!U phrl, EwU". Foc:idc, Locrille, 'I~URli'I, U:uc-..de:. c..ri.IO cd Esticu; ncl Pe:loponnc:so, Sicion." E1ilk, Ml'5senill, A'/tl> e: ;hre eill minori (111:1 1In dcnw ,..>l>lp[e:IO dcftli 1I11cati di Alell \'tI. SII1I1IJl1c:rlriiJ!.t'

'I'OKION

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73

xataye)"wv. ti nfnoLI1Xev yaOv n)v n)"lv enJ tooautQ otQanlYwv, ..ou IIlXQV" iilflIJ. t taU nolta v toi U)(OI IlviJlUlOl OltntEuOau. 121 no).)". b 6(1oouvopvou xai l(Oll1'l'.~Ovto iv tiil biUUII tO Acwoitvou; 11)(,. eJ)WX(OIV ai MYOl oou .. clncv ..c1 IlClQKlOV oLxUOl xunu(llttOl;' III!Y),OI yall vre )tul il1p11"o[. xCL(lnoli; ou rptQouOlV. (J J 'Q ' i:nuvaotas b 'YneQdbllS Ifl1 "j(lWtllOE' ..nt' ouv c1 (IiOlxLwv
(JUII~OUI..eUOfl; llOellflV 'Alhjvolol:" .tav,. eL,t .. tOUS Ilv vtou ibw u)v t;lv ~OUOIIVOU (puttElV, tali; b llouoiou fiu<pt(lflV, Toli; b! 'tOQo; ntXEoOm taU bulV ta b11lt60la... 141 80UllutvtWV b! nollwv Tilv imo teU AfWOfttvou OUVllYllv'lV bVClIHV xol tO eJIwKlwvo nuvOavoptvwv, nw; t i nOQfoxfuoOm OXOUOlV outiil, "xuW;" iilfllJ ocnQo tO orblOv' tOV bi b"IXOV 10ll tOU notllou 'POtJOllOI,

IlilU X(liUUltCI t~ n"a:w eUQu lIiltc vS Ilflfi' n"ita f.XO0I1;.. lfI9. IsI 'EIIU(lt(lCI b' UUtlV xul tU e(lya. n(ltiltav Ilv yaQ AcwoOtv'I "allll(lO; ilQ011 taiS n(l;cOl. ttv tI! llotWtWV PXtl K(lCltiJua KU{ tOV 'AvtLnat(lov e1. I\Clllluv uuve6.oo1l0 [61 u KaL qlUOl tI)v Il!V n"Lv enlo Iley'j ynollVljV eO(lT6.~elv UiUyytUl ouvexw Kol OflV tai; OEai, tOV bt eJ)WX{WVCl n(l6 Toli UvxEIV outOV olOlIVOU xal l't:UvOovolltvoU. El tot' OUI( v ijOI':2v Ut~ llEJ1Quxfim, 1tVU Iltv ouv" lpllvm...(le(loul':o'Om ' t!Kl!iva.. 1I1 17J xal nLv llwv ex'

buono avesse fano per la eitt, dopo esserc stlllo strtttcgo per tanli anni; noo poco, - cgli risposc - i cinadioi sooo sepohi oclle pro prie lombe. [2] Poich, in asscmblcn, Lcost~ne p~r1~va c~n moltn sfrootlllezza c si vantavR 1(1(" Focione disse: I tum dISCOrsl, ragazzo, nssomig1iano ai dprcssi: grnndi cd c1cvati,.non port~n~ fr~ltli: [3] Ipcridc lO7 , levlllosi, chiesc: quando.' ~OCIOIlC, consl~h.er:.lJ ngl~ Atcnicsi di far guerm?, quando - egll nspose - vcdro I glOVl\OI chc vogliono difendcre illoro posto in battRgl~a, i ricchi contri~uirc in danaro, gli ormori astencrsi dai rubare iJ dnnara ~uhbhco. [4] Molti ammirnvnno l'esereito rnccoho da u:ostcnc c: chlcdcvl1no a Focionc~ come gli semhrassc fosse sInto apprantato; bcne per ln corsa dello sladio _ cgli disse - mo temo ii dolico 10M della guerra, dai momemo che la dlt non possiedc n nItre ricchezze n nitre nllvi n :lltri opliti 111')>>. [5] E i f.!Ui gli diedero mgione. Inizialm~nte ~? slClle si levo splcndido per Ic sue imprcsc, avcndo scon~tlo I I3COll ln battllglill e ehiuso Amipatro in Lamia 1lU. [6] Dicono ehe la dwi, nutrcndo grande spcranzn, cclcbrussc continuamente feste per.lc buonc ootizic e sacrificasse agli dei; e chc Focionc, a coloro che ntcocvnno di confutarlo chil.-dendogli se noo nvrcbbe volulo proprio lui com picre qucste imprese, abbia risposto: certo, ma avrei voluto chc fossero stale prese quclle dccisioni lll . [7] E ancora, poich dai campo
'07. F"rsc "eH" sc~ll1bio di ),mulle f.u L...... 'slcnc. II',cride c Il..ei""c .im:lI1e Ir:lCciu dc1 dihaniw ~""lw:;i in "ncmble:l. 1011. Lu sl:ldio cru llllU eCl"''' velo".., .ullu dishlll"l di dn;" I ti, Illclri: ii duli", cril 'lIlil t"rsu .Ii melo. udhl qUI.l" :;i l'... rturr'''~lIlo J<I sl"di, IMri " drca .101oi0 mel ri. '09. Neil:. b:ll1lll:l .li Focion... \'i (, fo,.... ii rico.do d~1 l('lil" ..Id ,It.~",,~. "~~Ul~ ,1..1 I""M.lu ul'1,i.-se ... riamnll0 dll l),()uo.() (XVIII '0. }); ",,1(.1. 'i\~ "0lYI) l"'V f.lJ.IIV\UV ...."'101". ""I ""'I'''''' "til 101M""" ""I vouol "uu".vb,,",6r~ .. '_I." (ltfcs. JcU~ t\lmunc $:11 J..Wi Ellmi ron lIomini ricd....ue c na,'i ;Iffronl~.1l: .1 p... ~.~ ..). . I '0. Alllil'~tro. ai <ruulo: ,\bs:.nJro u"''',. "ftidulo~' C<M1.II~"" di c.~~roHD ...... I;& ~rcr'lI: si n"l~i .ubilO in difficohi, al'<:fI(t" Il<KI1i tlomini " d,SI'0Ml.KIIIC. In,'1O unu n~~.~ .. dI ui"l" II (',...teru al10ra in cmo:l hd. 1:1 no.. 8<}) c u Leonnlllo. ~lnrlJO dcl1a "nlt'll di... ~IMlllliC'll: Lo."tlSl~11e uffronlo lkoti ... Maccduoi in Ikol.ill. htll!~ Cyd~~~ e,.~ S~UI~7~UIY U~lU o:lmi!tiol1t: nn<:c<kmci: :Il'lInl,llndn l'elSO Nord. OCC1If'" I.. le.m"I'IIi; 110(. III I~Ullhu, ~"t\l1fissc All1ill~lro. che (II ...."'Ircno a ellilldc,.,i in 1.umiu. I\n1ill:llro.of(r1 1....llurilc 111i1 Ll"tlSlcnc chit.'Se mm reli" incollt!il,ion:u", 1'0<.'0 dOllO Le"~tcnc Illllrl 111 Ul10 sconrm (iII' mnlc 1',lsSt.. .lio; :1I5uo l>OSllJ fll i'lI'illlu I\milllo. lIomo chc si 5C)lIllII:II':L I",r cnpllcili\ mili lurc c cOTullJlio.. (I }rrmOM<' XVIII '3. 61. . ... II I. Cloe quanlu YI.....~I ctMISill1iulO: lu f"'ut: e rir...rilu dll I'urr.."co unche III I",,,, '",n'" 6, ) (' Moralia ,MKO: ,d. :lIIehe VAU.IO M.....~,.,o lllll ....d.~.

111 .p,;. PI'. J.I~)l. II 1'''1'"1,, 1'llt Ufu\'Ore .ld!:1 !'LueTTU. No:! <!ee'ell> UI'I"OI',UO <lIlU'US' ",,,,bleu I'''Jl"b,( Iltcnics(' fi Urrel11l1ll'l' d'e iI IlOlmlo di Alene .i p'l"t'Cellp:I\':1 (Idlu ':U Imlll" liI""l ,lei Grcei (" \'ul"I'" liheru'e le cillil dOI'c cr:1Il0 slunzl;'ll' I:I1.IwigiuIli mll"C' .II/ui (<:lIIinlu,1:t C:.dme:lu Tehe. Culo;i,ld. Promtll)\'r\'u onu inll11""Ullivil~ diplomulkll 1>cT )pi"jturc :li G,cri ehc illlOl)(lio ,Ii '\ICOC. Ri:l in IlUSSllIO rill1lcndo l'illl"',.~ Gred" pu l.iul'Qrnunc. U\'r\'~ I'CSllinlo i bllrl",.i che 1'~\'C\'tnO in'"~ilt 1"-1' riJmb in KhillVilli c ora iii l'l'OIKJfI':'" .Ii uff.onlufe illlClirolo i" Jif.'S:I Jdlll comunc suk,uu Jci Grro ron lIomini. .icchcw:" lIu,i JOllo XVIII 10, I'}), Un. roIlKJLUCflU Jdlo JCl"'pOo deUa gUCfflol (ra Al"'1lC" 1:1 MlK1."'f.lonill fu l'al/.rnl1:1nllnl<:tl1o t1u'\ICOC di ArisIOldc.lil<lm:lCl:rw>c. chc 5i Iflbk1'i :I <:,,16d in Eubca 1.Ioo.c ....... MIUlU:IlU "n. JLuumi!tionc m>lC'elmcl ... chc li mo.i I'unno "'1:"'111 iI ln. ,06. Su Lr."t",,,nc C)llrimon(, "n "io.lizi" II""il1\'o I>IOIJOKO (XVII I II, }I,I'''U''''NI'' II J). )J. chc I:li riconmcOlIO CSll<:riem.u.., ''IIpuciln milit" ...... [I>e.ide lo d..."cril'" C"U qUClIlc parole: "I'ctlcntl" I'inlcru Grcdl' IImiliul:l".cmmllu .-I" coloro chI: IIlX'elluvllll" ,Ioni d:1 FilillPo c <lu Ak'li'I",d,,, p." "IIi 'c COlUro I" l'hll'du I'I1IriU. I'cdemlo ehc b "'I)lr" lll:! U"C\'U biso'lllll\ di un uonlO C I'imcm G,.~i:. di 1U1Il cill~ cUI,uec .Ii lIssumc.e ii c<>lnundo. 1.c05lcne offri 5C Sll'li.:lo :llt. I,ulriu. lu eilh! ui G.ed pc. lu lihcrlir .., II b ... ~,lO lTllIlU tini ronuio~ fUIK:h." (I,ur. lO). l'fVllUueiul11 J~ Ip.:rkle in o:I''l:io dei 501<I~li cutloli nd primo Yl1IlO di lLuc,ru: f... 'Iuali und.c 1.ft>!>I'11C. SlIlI~ morlc ,Ii l..co5lC'n... ,d. lu llOllI I ,o.

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74

'l'OKJCN

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"J...OL euayye!wv YQWPOltvwv xal qlE(lOlltVJV 1to ro! OTQutod:ou. n6!' QUIO qlVUl f<1tUUUllEOa VUtWVTE;".

giungevano semprc nuove bllonc notizie, per Ictlcra o tramitc messnggeri, si dice che abbia delto: <,ma quando, Junque, Mniremo di vincere?. [24, l] Morto Leostcne. coloro che temevano che Focione, invil1lO come stratego, ponesse fine allu gucrrll, istigarono lln UOIllO, non di quelli illustri, ad a!zarsi in assemblca c a dire che, essendo amico di Facione e suo ex-cornpllgno di scuola, esortavll a risparrniare I'uomo c a protcggerlo - non ne avevano un altro simile - , inviando presso I'esereito Antifilo 112, c gli Ateniesi su qucslO erano d'uccordo. [2] AI, lora Focione, presentatosi a parlare :illu tribuna, diceva di non cssere mai stato compagno di scuola dell'uomo cite n gli era noto per altro motivo n amito, ma ora - disse - dai giorno di oggi ti ritengo un amico c un familiare, perch hui consigliato eio che mi cra utilc. [}] GIi Atenicsi erano sul punto di rnarciarc contro i Bcoti e Focione, dnpprima, si opponcva; poich gli omici gli dicevano che sarebbe morto se si scontrava con gli Ateniesi, rispose: moriro ingiu, stamcnte se faceio i loro imeressi, giustamentc se li offendo. [4] Poi, vedendo che non desistcvano ma continuavano a gridare, ordin ai. I'araldo di annunziare cite gli Atcniesi, compresi fra i diciolto c i sessanta allni, prendessero cibo per cinque giorni e lo seguissero subito dopo l'assernblell. [5] Scoppiato un gran tumulto II) Cgridando e bnl zllndo in picdi i piu anziani, dissc: nulla di grave: infatti io, strntego di ou anta anni, Sllro con voi. E allora cosi li calmo c fece loro cambiare opinione 114. [25, I] LI regiolle costiem era dCvllstllta dll Mieione che, sbarCIUO R:\lllllunte con molti MlIcedoni c merccnari, scorazzava per la ClImpagna; Focione condusse gli Atcniesi contra di luL [2] Poiclt gli

[24, 1] 'Enel ~ ro! Aewo6tvou rro{}uvvro ai If!O~oiJIIEvOl tO" t1lwx(wvu, 111) OTQU"UIY01 tx1tfllq>6el.<; )(c.rraoll T\' nJ.Elwv. VQwn" uva tlV OUX eTmpuvwv h exxllo[e;t iWQEoxeaouv vuo-cvta XtYElV. n <pt),.o lO" TOU t1lwx[wvo xal OU'I1tEqlOlTl]XW 1tuQULvel qlelbeo6m ro uvliQ6 xal lpu).(oouv, JJ,ov ~OIOV oux Exovm, exnl!llltElV ' 'AvdqJtov crrt TO OTQtfll,IQJl2. xut TOiiTa Toi 'AihlvalOl OlJVe/)xfl, [21 ltuQe{)wv <!lWX[WV eeye. ~lTE OU'utEqlompttvaL ltoTt Tql .V{}QW1CqJ lI"i1'(' Hw yeyovhaL YV(lQIIIO ii ouvirOT]!;" ",lrJJ.. vv,. ehtev ,,&1(0 T~ oilllEQOV li'll!QU xut qlLov oe lCOtOUltCU xal olxeiov' Y(I "IV ellOl OUllIj'l/lQOVta, aU~~E~oUEUXO. [J] 'QQlllllltvwv nilv 'A1jvu(wv bIt tou BOlWtOU atQUteuEIV, 1t:(lliltoV Jltv CtVtElxe. xul tooV l.Illwv EYVtwV w <X1t:O{}uvEltm 1t:QooxQouwv toi 'AihlvulOl, itblxw.. eL1t:EV. iiv nOlOO t aUJHptQOV' [tV t naQa~alvw, [llxalw. r41 VEnEl{)' oQwv oux Ctvti:vta . ~oWVta, ExHEuae tOV xilQux' itvEtJ't"eiv 'A'lva[WV mu XQl !;ilXOvt' hwv Ctlp' ii~ll nh{}' lflEQWV Oltlu a~vta EU{}U CtXOOUOElV u.n t'i ExX11o(a' I':] OOQu~ou bt noou yevoflhou 'IJ, xal tWV nQeu~uttl!Wv ~ollVtwV xal itvun1j6Ilvtwv, outv.. fq>11 "EIVV' eyll ya(l Ot(lUnly oyollXOlJtOV exwv Em fOOllOl Ilel}, pWv. Kal. tOte Ilh OtW xutl~1t:UUOEV aumu xul JIEtt~a/"eIH.

[25, I] nOQOoul1vll t t'i J'lu(lulu imo MlXlwvo, OUxvoi MOXI':Ol xul Ilto{}orpO(lol lll'tol3e~IIXtO et 'POllvouvra I" xat xurotQtxovm n)v xll(lOV, !;ilyuye tou 'Athlvulou im' ourv. [2] 'O

li

1.,

, I~. Sulh mm,c di lroSCt1\C c l'in"i" ,ti Amitilo \'d. I~ n"la I 10. I '.I. l." prupu~c" di Focionc i: I'ro"'K,uorill: infl1lri, i 8iu\""ni d"i 18 Iii 20 nnni cl1Ino impcll1lllli ncil'dd,ill, d"i: nd M:r..-i7.io miliclI'c d,c S\"OIIlC\'IUlO ndlc 7.011C di froruicfll; ai "rr.JhYllIloi, coml'fl,>i (til i ,O e i 60 Imui. cm l,ffidllClllil difl.'S~ .lei lcrricnrio. Focione. ohrc a dalinnrli 1"lun t~HnpilO che proprillllle1l1c non sl'cltl1\"lI loro, ""rcbho: I'ril'1l10 I'Alticu di IUlte le suc .liro:sc. 111 e(r. 1'0I.11IS0 III I~. Non c p<>ssibilc rkOllruirc ii conlt-Slu ~lOrico nd qUlllc coI I'Kllrc l'epiwJio c, .lun'lllc, t-sprimcre UI1 Ili"di" "'III" s\"olllimenl" .lei fnlli e sul com portllmenco ,li Fociune. l.u lko~.iu eru 1l1leuc" <lei MIICelfol1i e. di cm1Sllluen~.". ii conlrollu

di lale relliolle ctll di "ilule iml'0rlllnzo per Atene. il cui c:scrcho cru impcgl1l1rO in Tasl. lllin. I-'odonc rcco: .li culto per blocCltre ln spc<li7.ionc: I'crchi: OStinllturncnte tilomucc donc? Nd qual cow si compro:nde iI consilllio cJcllli ilmid di nOIl comruslllTc ii popolo. pcnll ln monco Si 1'01\....", inf"l1i. cllnfiRUrllrC 1'11eeun di u"'Jdimellto. II). Runmunlc SlUIlCU sullo COShl oricI1l1l1c ddl'Anica, di {rume ullCuhea. E Ilro bllbile ch c Mi"';onc plO\'enissc .lu Cllkidt. don cru ICIlIl7.i:ll" un" gllllrni8iollc m:lCt"<lolle.

'I'QKION

77

~ ltQOUtQ~XOVfl! uJJ.oXMh:v Ci1J.o blWTQUTilYUUV Kol ouve~uueuov,

OUTOU TOV Mtpov xOToopeiv, Ixel l1e(lWT~II't'{1l tou i.l"m~n, ~VTuuOa

lta(lql~UElV, w 'H(lxl:l dm:v, w ltoou Qw oTQanlyo,


olyou t OT(lUTlIUTU". 131 'Em~i. bt ltClQuTu!;aVto ourou TOU l1lTU e ltoll ltQo 'twv Cintov llfJoil1,{}ev, Eh' vno'tvTO vQo ltohjl[ou Elow; ltlV d 'njv Tl;lV vexwQ'juev, w IlelQxlUv ei:-rev, oux uibii bo TEl (tl'toeOl.ltlO, ~v iTX(hl

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TOU o'tQUTllYou,

xu! llUlV l!tp' iiv {lEOUTOV Em!;a:. [41 'E'lpawv t Toi; ltoep[OI lUll xaT XQTO TQEl./lllevoo;, aUTOv TE 'tov Mlx{wva xu! ou ltoou (tl'ttXTElVE.

15J To b'

'En'lVlXOV tv 0EtTO[r (JT(lUTEUIIU, oUll]lEll;uvto

'AVTLltT(ltp eovvTOU Kal TWV fI; 'Au{u MaxEbvwv, h!xo II('J.x6IlEVOV, xa! Eovvto EltWev ll (" ilYOUlltVOU n-l IU~V rpayyo 'Avn'pll,ou, 'tWV ' ll't1thov TOU 0w(J((r..o\l MtvlllVO, 126, 1I 'Or..(,YIP b' UTEllOV XQVll,1 KQUTEllOU lul3vTO tI; Aula

Ateniesi, nccorrendo presso di lui chi da una p.lrle e chi dnll'altra, fllcevlmo i gencrali c consigliavano: qui occupllfe la collina, li nH111dare in giro j cavlllieri, qui schierare I'esercito, Focione disse: o Emele, quanti strateghi vedo ma qUllIltO pochi soldati, (3] Oopo che ebbe schierato gli opliti, UI) soldato avanz molto avanti rispetto ugti altri, poi per timore, quando gli si oppose lIn nemico, ritorn di nllovo ui suo posto in fila. Focionc gli disse: giovanotto, non ti vergogni di aver abbandonalo due posti, qucllo dove ti lIveva schicralo il comandante e, di nuovo, quello dove ti cri schicrato tu stesso?_ [4] Piombnto sui nemici e avendoli volti in fuga, uccisc lo stesso Micionc e molti altri. [5] L'csercito greco in Tessllglia vinceva in bauaglia - ad Amipatro si erano uniti LeonnalO c i M'lcedoni provenienti dall'Asia - e Leonnato cadde 116: guidavll la flllungc An, tinlo, i cllvalieri iI tessalo Mcnone,

v KQavvJvl ltaQa1' -. .. "E'" ~ T6 1: .,EIII 1 1 ,'ITT11 'luav Il , v Ol '1\.I\.11ve OUTE IlEyr..1lv llnav OUTE
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[26,1] Poco tempo clopo, passato Cratero dall'Asia in Grecia con un numeroso escrcito e svoltasi di 1l110VO una battaglia campalc a Crannon 117, i Greci furono sconfitti ma non gravemente n 11l0lti cllcldero, piultosto per disobbedienzl1 verso i capi, deboli e giovani, c insieme perch Antipatro tentavll Ic loro dtt; si dispersera c, in modo vcrgognosissil1lo, rinuncillrono alia liben 1111, [2] Poich Amipatro guidava subito l'cserdto contro Atene, Oemostcnc c lpcriclc se nc nllontanarono11'J, [3] Oemadc, che non potevll pagare alia du:\ nessuna parte dei danara che Ic doveva per le cundannc subitc {era StAtO condannato per sene accusc di illegalil e, coI pito da atilllin, gli era vietnto parlare in assemble'l}, otlenuto allora un provvcdi-

,di. 1\lllipll1ro III'C":I ri"vhv 11I1U richil'Slu di UiulO :l I..cOlUllll", ~:U"II'Q ,[ellll Frigiu dksponli<:LI, <.' " Cratcro, chc si Irm''''-'' in Clicia (\'.1. !li nOlU ,,()). II pri",o:, giunJlcrc in SilO SOl'Con;o f" L:olln:lto. C"nlm di I,,; si dirl'SS<.' nlif;It>. chc rinun<;i" ;,I1'usscdio di 1.:lIni;l. NdJ" ~co'llro Ll"olllllllo ",ori mil 1\lllip:mo, <;he III'C,'II sq;"ir" nlif;lo, rimd :1 COlllliulIgetsi con Ic ttul'pe di 1.'~lIlnUlo (Dlonou" XVIII "1,4-'),7), Su Lrol1nrllo \"d. bm/"II", l';'!', .\ c nOle. ''}, Siatno "III' tine Iklb lIue'n1lumiuclI. Ndb prim''''c''l dei ,l2~, Clil", "'l1lninlJllio dellll flOll" lI1u<;cdol1<;, sconlilll'll.' 'luell" "ICU;l..,;e ad J\hido: q\ll:SIO perrnelle II Cnllcro di p;ISSlIre iII EU"'l':1 c di unire II.' sue r"""~e u qudle di J\Ill;l"uro. I\lcne "rfmnl" IIn uhC'riore sfor~o c "l'pt"lll'l un'"hm 110nu, llU"";'Il1<:nle sl'ontirw dOI Cliro m! A",,,,,;o, Alcnc Ilon si riprcnd<:tli d" qUl'>'l" sconfiulI,l'cT,l.,ndo ii COlllroU" d<:lI'F.I:I"O. SCIIUe la S<;'lIltiUII:' Cnll1nOI1. LI b;luullliu di Cnnmon U\'Wlln<: nd scnilllo joliorrm dcllllcs<' di Ml.'lu,;eilllione (UI\OslOscllCmhtc),I" slcsso I:iorno nd <1,,,,le si I'" sl'"llLI la !>llltllillb di Chcron<:lI (\"(!. CI'p. ,6

e nnw 67J, un giorno inf:luslO per i Gteei


JH,

(1'1.l/TARCO,

Gllllillo '9.8, dr. unche D""'01/"11<'

,l.

"H, Plulutl~, os~el'\':1 <:he lu scon!;l1u Ji Crunnon non fu p<-':Sunte n~ mJdcto mohi uomini: u11Tihui~cc lu \"cru c;'u~" dellu seunl;llu c 111 penlilu Jdlu lihct1,\ ullu <lcbo1c~,~,1l dei tolllundllnli, d'e rHm riusei,'uno ;, {Llrsi uhhidirl.'. ln <jueSIU Iliudizio plulurchco si 1>0Ite!>!>e leAAl.'re lUlU, for"" il1\'olonlLlrill, presu di dislnl1ln <I.. Focionc. iI qu,llC' ~i cm scmpre uI'IH""<> Illlu guerrll, llun rill.'nenJo Alene in Iltlldo <li urfronrurlu. Anche:1 Diodoro risuhu ehe, dOIH' Crunnun, i eumllmlullli mililll.i ftrl'l:i cnlllo incerli se conrillllure III Rucrnl o ll\'Viu.e 11111hlli"e, [)eci~ero di u,,\"iure rruuUli"e c /\nripulto <lichiaT che non 'II'rcbbc lml (UlO C<lll lu <-'<1,,!iziune mil ltlll le singo!e <'iulI. (}Ul')10 {",'or! lo srncm!>nllncnlo Jclb coaIizilll1e (DIODOllo XVI li '}, 6-8). "9. Vd. 29, , enOl...

'l'OKIUN

79

tLllOS i~et{lyt:to tOU tyelv -. elaV r:l{lO'leVOS 110 tOte YQ6lpu 'l'~<pIO'la. (xall d:II1tI'U 1IQ6; 'AvtlnaTOov 1It{l r:lQ~V'l 1IO!Oj3t:I aTox(lTOQU. [4J lbolloUllhou b! TOU ~~OU xul XUOUVTOS lbwx{wvu xat ~ovtp 1UOnflV ixdvlp UYOVTOS, _u' r:iy' i1l10TeUiIlIV" e&r:r:... _iyti:l ou~fklue/wv ,li.... OUX v v'" ifJout:UOlle6a 1IeQt 1I{laYllTWv TOlO/TWV.. ") OTW bi TO 'l''llplo~QTOS !1IlxuQw6!VTO. lt1lfO"lOII 1IQO 'AvtL-tUTQOV, Av Tfl Kub~d~ OT{lUT01lfeOVTa xu{ :W(luoxt:uatollt:...OV t:u6u ei T~V 'ATtLX~V 13U6ttr:l'" lll, xal TOUTO 1IQWTOV i1teiTO, 'lhoVTa XUTa XW(luv 1Ioliloao{tal T 6Iaor:l. [6J Tuu 6t K(lateQou ).tyOVTO ti) -ou txta nd{tel 4lwx(WV iUl, T~'" tWV OUIII16xwv xal 'lllwv xu{t-IJIlvou XWQav XUXl noteiv. bUVUlthou x Tii TWV no).elliwv w<pt:fio{tQl>O, aj361levo Olhou Tii be~lf:i 'AVTlltaTQO _60T!OV.. eu,e _41WX[WVl ta'TlI'" Tt'lV XQlV". 171 I"IEQt b! nv wv ex!eufv uiJTOi bntQl'tElV TOU 'Athlvulou, WlJ1tfQ f.v AUlll~ Afwo{)/!vll fXElVOV 122.

menta di amnistia 120, propone un decrelo che prevede di inviarc pressa Antipatro ambascinlori con pieni pOIeri per disculcre delta pace, [4] Poich ii popolo avcva paunl c invilava Focione e diceva di I1vcre fiducia solo in lui, cgli disse: se ia avessi goduto deUa vostr-a fiducia quando vi consigliavo, ora non slaremmo a discutere di lali faccende. [5] U decrelo fu COSI approvalo c Focione fu inviato pressa Antipatro, accampalo sulla Cadmea e promo a marciarc suo bilo contro l'Auica UI, Focione chiedeva inn:mzitutlo questo: di Irattare rimanendo sul posto. [6] Quando Cratero disse: Focione non ci d un suggerimemo giuslo: danneggiare ii terrilorio degli amici e degti alleati, fermandoci qui, mentrc potremmo Irarre vanlaggio da quello dei nemici, Antipatro, prendendogli la deslra, rispose: bisosoa concedere a Focione qucsto favore. [7] Quanto ai resto, ardi !lava agli Ateniesi di rimeltersi II loro, come Lcostene gli avevll chicsto II Lamill l22 , [27, 1] Quando Focione rilorno in ciu c gli Atenicsi, per necessit, IIpprovarono la richiesta di Amipatro. di nuovo si recava a Tcbe con gli altri ambasciatori, cui gti Alcniesi avcvano aggiunto iI filosofo Senoctatc lH . [2] Tamo grande em ii presligio della virtit di Seno Ctale, lu sua fama, la slima di cui godeva presso luni che si riteneva che non potcsse esislere in una nalura umana n tracotanza n cru deh n cotlera cui, alIa sola visla di Senocrale, non si sostituisse un certo sentimento di rispcuo e di ossc:quio verso di lui. [.3] Ma ac cadde il contrario per I'insensibilil c: I'odio verso ii bene di Antipa Iro. Per prima cosa, infaui, non solut Scnocmte. mentre offri la de stra agli altri; ecco pcrch dicono che Scnocrate abbia dcuo che An-

127,11 'Q ouv Anuvij).{)fV 6 (1)wx(WV d TO oru xut 'lote; 'Athlv(m TaUT' o~ev ln' ltvYX11, au{tl ei eilP Aplittl': Ima TWV wv nQtoj3EwV, :::evoxQ6T11v TOV qllOOOepov l2J TW'" 'A0'lvalwv 1IQooeollhwv. (2) TOOOUTOV y6Q ,'Iv ia~lw'la T'I iaQcnj TaU :::eVOXQ6TOU xal o;a xal Oyo 1IUQa 1IOIV. wat' oieoOUl IltlO' ~IV eiVUI JIJt' WltOT'lTU IlilTt: {tUIIOV !'II iav{tQwnlvu 'l'uxfI epUOllfVOV, q, :::evoxQ6TOU IIOVOV OepOtVTO OUX v aio tL xal Tlllf] iyytvOlTO ltQ6 auTO.... U] 'AlttP'lll! TOUVVTtov iaYVWllOOVVU tLvt xut ~loayu{tl~ TOU A... tLlt6TQOU. nQWTO... Iltv yllQ oux ftOn6.ouTo TOV :::l':",oX{l6T"lv, TOU U.ou be~IUJOallcvo' Aep' $ lp(tOlV EutEiv ixcivov, w 'A"'T(

l1ul" lO. ), I.>t:m~de el1l11110 sUlXeui\'plt1nlle cond~nn"lo ("'ti': , ... ,he sccondo I'IUl~Il."'I, Ir" \'ohe ~"tI ])10110110 XVIII lH, 2, tlnc \'Oh" St.~l!1do tp Srda. 1. II. Drmadt'd, k:m' pr" u ~cRuil0 di unw idcmil1l Jenunciu, lw Yl.'I"P'Il1Ul.'llv/lllWv (l1C1:U~U di .\'cr IJfcscnMO

"O.

Sfu/l8O ~ne COIl!l'C8u"n7.<: ddlp rondunn~ lubil~ poer "uffa~ di Arl'uJu \\d. Ip

12 I. Sc:rondo ii rocc<lll10

,Ii I)ioooro, "1IIlL-na gillnl'C gJ AlI:nC' I. noli1.i. he

An1il'~.

Iro li uwicin~vu C<ll\ 1'~r<:i10, ii IIOJMllo si ri_vIS<' ~ Demutle, lo rdnltllro oe; tlirilli poli.
lid c _~\IbiLo ~i fu ;1l\'i~1O comc pmh~KiDlore con "'odone e plculli .hn" (DJOlJOrtl

pmposte iIIc/l"lil " """"'" perso i Iliriui 1>I)lilid. QueMo sur~ uwemllll subilo 1101>1) lu 11\Orle di i\il-ss"ndro hd. /'o,:imlt' 2l, ,J IIUI !ti Ildl'IlIlI'510 dei j22, dOI>l) Ip scunlillll (li Cnmnoll, l)cltlllde fll reinteRmlO nd diriui IK,lilici e ripresc 1'lIui\'ili! in cui P\'L"'" IUI"JlII' 111<:111<: joliO\'~IO ad Alenc, qudhl Ji ncgUli,uore c"n i MlIc<:</.oni (lo lI\'L"\'1I (uuu /Iii! dOl>l) <:II<:rIKlell c Ilop" la Ili)IT\l1.ione di 'l'cl",; \,,1. lo.: nule 7 I, 711 c III).

XVIII III, J'~)' Ni: ndlp Ilccliw tlcRli prnbpJciulori ne nel s\lcl"eSSi.'O s\'olllirnenlo deite 1I1U' hlli"e Cl1l i\luillulm Di()(loro riconOSl't: UI1P IlO5i7.ione I'rerninenle u Focione. Ddlp It"jju' 7.;ono.:, filO\(', fllt'("<'u pllrlc .nel,c Demclrio del Falero kfr. ln rlOC/lli01Ir ~89). 12~. VJ. Ia ntllu 110" O'OOOIlO XVJll ,II, J. 11j. SlI So:nocnlle ,tI. '.' :I t rlOlP: \'d. unche illlrot1mirm, j.>: p<:r i rUPIMlrti fru St:, nocrlllc c i MlIceOOni, \d. 111111"11 II, nr, ,,6, Jlp. ~1I1,~III.

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n". I'orsc y l.lt~IO ellilitM.lio flll1llo riferimenlo dtlt: fr~mm~'l1li tIi l)HtL'ntlU nu. F...
I.UO:

118 e '19 Weh,li. '21. Sul!:1 OOSlilu1.ione o]ij(wrchkll illlrodofla wl! Alene nel pJ ,d. Ia 110111 , \6. 'J6. Le rondi"l.il'ni Iii I""e sono riferile wnche dw DioJoro ehe ne di tln Itiudizio IKliilivo (Amilllllro )i namp01lo "1).U"'OQ<luu""l. ynllk,tI'l II "lucllo dlUdKl dw Plu Iwrro. Uiodom uggillngc d,c Anlilllllm ronco)C IIgli Al~"lli.",;i .Ii mwmroel1: 111 cillil. i hcni e 1lI110 iI reio. nigllwrll.:, II Somo (SU SwnlO ,d. Ic mllc 72 e I01). si affidt't III J".. <:i.ioroc lIi n: \iI '''''"'111110 l\k"'~lInl!ru e 1'1111'110 I\..i'\c.., fmlello Ji AICSSlIl1<lru Mlljlnu): l)cfllkclI (I'ro::l.n ii "l,,,,lc i rI' si lro"""lIno e eh" I!i fllllO ~'SCf"("illl"W III IUldll) rOliwll11 dlhl (' i1lcrrilOriu ,li S;u"i IDlODOMO XVIII .8, }'9J. Sumo fu rdrilllilll uI! Alene nel ,ll!l .III l'o1il~mmlc h'd, Iw Ilorll ')71, eh<: I~rl> l'tmfermo l'inJil~mlent.il di 0"'1'0 f[)lOr)()MO XVIII ,6, 6'7): l...itlclllemellle, 1;1 eiuit hl."ulicll fu 1I01Irull. III! Alcnc o l'UIldu~ione ,kn~ Il"erru di Lllllli'l. SlI Orop" \"tI. b nnlU 7~. Per ii problelllll ~Ii r:lIuli dr, 127, Diverso ii giudi1.io sul1'cpiSQdio o::Il'ra;Sn ali Cmndio NqlOle e dll PilllSlIniu, Crnclio biilSilll1l FodllllC pcr l'IIccordo nlAAiuntn l~m Anlipulru (/'O<101/''~, 1-2). Anl~lru ph" esplicito PlIUSIlnlll, AlIlI fine Jellillluerru di L;lnli,l, Anripllrm IIveva frt."ltil di llil>.urt." in I\.iu cd cru indiffert."nlc III ,k-Slino .li 1\lenc l" ddl" C"""l'ill. Mil Ikmo,k c uhri tradii",i :ileniesi Ilersllllsero Anlipillro " nOIl l'rclldere l'r<l\"\'ctlilllemi Aenerosi nei eon(rumi dei Cred e, \)()ichi: 1~'fl'~""Ilno i11)(lllOlo Il.!cnieM:, furunn r(':Sponsubili del!.l dc'dslol\c di Slun'
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StatU:l di Fm:iollC
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'7

lipatro fllCCVa bcnc fi vcrgognarsi solo di fronte li lui per la durczzn ehc slaVll per moslrare verso la cinil; [4] pai, non sopport:mdolo quando cominci fi parlare ma conttllstandolo c dimostrando fastidio, lo (ccc taccrc l24 [5] Oopo ehc Fodonc cbbc parlato, AntiputTO risposc eh, ci SlIrcbbc stata umicizia c aUcllnza con gli Alcnicsi se conscgl1llVano Dc moslcnc c Ipcridc, se si govcrnavllno secando la costituzionc dei padri basatll sul censo ln, se accCHav:mo una gunrnigione a MUllichia, ancam se pllgavano le spcsc di guerra c tina multa lU,. [6] Tuui gli Hlnbllscilltori cnlno contenti delI, condizioni, ritcncndolc gcncro se 127, trannc Scnoct:IIC, il qualc disse ehe Antip:uro si era comportlllO eQIl modcrazionc se gli Atcnicsi crano schiavi, pcsantemente se etano liberi 128, [7] Focione prego di risparmiarc lotO la ~uarnigion; si dice chc A11Iiplltro abbill risposto: Focione, noi vogliamo compiacerli in tutto, Imnne in ci che pua perderc le e noi,), [8] Altri autori mecon \ano diversllmellte: Antipatro domando se Facione gatanliva ehe la ciltr. avrebbe rispclllllO 1:1 pace c non si sarcbbe meSSfl fl intrigare, ncl caso cgli avesse rimesso agli Ateniesi ln guarnigionc, [9] Poich qucllo taceva e prendeva tempo, Callimcdolltc ii Clrabo I2 '), uomo IC' merario c che odillVll ii popolo, baJ:,::lto in piedi disse: se coslUi, o Antiplltro, rao.:onla fmnole, III gli credcmi e non farai ci che hui deciso?,),
li:lrc 8"1lrnigiuni U111<:eduni in Alene e in I11ol1e 1,lIr<: dnu w~d,c (I'.IUS.lNM VII lO, 'IL Vd. nnchc i!llillllilio ~"'Sp,~"'Ssu .1'1 I'lulllr~XJ" ~Il, I ,~8. l.'OPpOSiliollc di Scnucmle ",I,\nliplllrtl rHHl nllS",,, .I" s<:nlimenli d"mocnnid. Scllocmte succt'llse uel H') " Spe,,-~il'pu cume scohorc" dell'Accndcn,i" che. fc<lel" "I1'in sclllHllllenro plntunic<J, ririut"'" i1B""errHJ d"m<lCtntL.xJ llleniese, N, dllle le drcosl,unc, llltcbbc st"l\) prudenre ("r l'Llrl~'Cip"re 1lIl'I,ml",s~,<:ri" nn umno l'olilin, di l'"rlC dClllocm lica kd. 1l1l,1l110 llcc,uldc 'I J)CIllOSlenc e lld Ip<:,i,[e: 29, ,l. Su S"nu"flll" "d, 1",,,,d,,:I,,,,,. J.l. Focione nOIl insi$lc molto con ,\nripnlro pcrche ris!,lmni ",I Al~~lC l:t l'r<:s<:nll' di un" 1l1l'1rnillionc, in ,!""mo 'l'K"'SI" ,wrebbe dir~"S<, n"n mnlu Illi iruercssi dei M'lCc<loni '1""nl0 Illi inrcrC'Ssi de! gruppo politico ",he in lui si rkun{Js~'<:\'I' ("d. ~7, 7 C .10, 8; "d, ,,"chc III notll l,rcc<:dcl1lc). 1~9. C,!Iimnlol1lc ii C"nolx>, 1I0mo 1>o1ilico di oriclltmncmo ulig'lrchko, si lro"",,a ncl .l~oI csule " MCIl"rl, dovc con nlrri CSll1i llvrcbbc Iliurlllo <Ii uhlmuerc lu tlenHICI1I'~i" 'IlClliC'Sc c, pc, <jllCSlO motivo, Ocmoslcnc pn.. .s cnro colllro di lui lIIm dcnunciu. Si riful:\i;, ptC'Sso Anlpalro c, alio $col'pio dell:t Ilncrm luminc .., ur",ri> " f,,\"Ore deli" "'''ccdoni,,: per qllCSIO si trov"vu slIlIu Cmlmea prt"'Sso Alltil>lllro, insicU1e "un I.hri ~')uli 'llenicsi, q'lllndu \i Si''''I'' 1''''llbllsccrin illCariCll111 di lnllhlrc per I" P'lCC; I>ole lomLlfe ".! I\lcn<: ,k'lxl b slipub1.ionc ddlu P;lCC c i1mllllUllclllO lli rCllime.

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TOU XQvou xal ijLOTOv aUTOl, en:wvullOv nv Iley(Otwv lW.XlV yevltevov. [4') nQoTeQov Iltv ovv MYOl ihem XQ110llv e;]vr.yxav l 'wWV{r."J Tn n:o/..e~ T. ltl!.QwTi](Ita Tij 'A(lTl!luboSIJ4 (pUMOOelv, ;uu ./..0l 11l) M~WOl' t~] t6te 6~ neQI t. 'ill~(Ia exdva aI tulv(m pv ai n:eQle/..Luo\JCJl t. II\JUt(X. xlom, ~an:tOILcval O.'1llVOV ltvtt IpOLVLXOU XQWItU. x! vl!x(lJ6e ltv11veyxCtv' b Iteil;ov ,'IV, T. <1tllV

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[28, I] Cosi gli Aleniesi nccolsero una guamigione di Mncedoni comandala da Menillo, uomo per benc e amico di Fodom:. Apparve insolente "ordine: una dimoslrnzione di potenza misla a trncotanUl piu che una occupazione imposla dalle cirCOSlanze. [2] L'occnsione accrebbc non poco la sofferenz... dcgli Ateniesi: infaui, la guamigione fu introdoua ii venti di 8oedromione, durante la celcbrazione dei misteri 1Xl, ii giomo in cui accompngnano in proccssione lacco IJI dalla ein ad Eleusi; sicch, csscndo Slala turbala la cclcbrazione dei misleri, la gente parngonova le cerimonie anliche e queIJe in corso. [3] Anticamente, infnui, allempo degli sfolgoranti successi, si presenIllvano visioni e voei misteriose che incutevano lerrore e sbigotlimento nei nemici lJ2; ora, proprio durante lo svolgimcnto dei rili sacri, gli dei contempl:lYllno Ic piu sl>iacevoli soffcrcnzc dell'Ellade e ii giorno piu santo c pi do1ce per loro era profanrtlo, associando ii suo nome ai mali pi grandi. [4] Pochi anni primll le sllcerdotcsse di Dodonn 1H avevano rcso un orncolo nUa citt; difenclcre le cime di Arte micle IJ.I affinch nltri non Ic occupino; [5] aliam, in quei giorni, i llastri, COll i quali avvolgono i cnneslri dei misteri, immersi per la lintura, assunscro un colore giallo e cadaverico . ,"zi che purpureo; quel che em piU grave, tuue le stoffe comuni, immerse insiemc, assunscra iI giusto colore. [6] Uno squalo afferr un iniziato, che Slava lavando un porccllino ne! porto dei Camaro tn, e ne inghioui Ic pnrti inferiori dei corpo fino all'addome, indicando loro visibilmenle ii dio che, privati dellc zonc bassc e prospicicnli ii mare, avrcbbero conscrvalo la parte alta della cittn. [7] La guamigionc, dunquc. grazie a Menillo. non infuslidi gli Alenicsi. Furano privati dei dirilli polilici, a causa dclla povcrl, piu di

1l0. Li cdcbralionc dei ~rundi Militeri, in nnon: di DemC1r~. romincia\.. ii 1(, Unc drumiune ron la cerimonia chiamala ;,>."r 1,ll1l'l... ai mare i misli ..: 1II)jfl'J <: c..lui l-hC IUI ricc\'UIO ii primo ~ruoo Ji inililll.i"ne I""; lticcoli misteri Ji "Ilr~: la a:rimuni. rensiSln'a ndla I'uriliClllone ndle aC'lue tld Pir, ron un maialino da lalte (dr. 29.61. La mauina tleI 19 si a\...la\a b Ilrnnd<: l'.... 'n.,.si"m: chc l'Orl9va ,Ia I\lenc .,' EI':\llii illimulacm di lacC\l. percorrendo la I'ia saaa. La pTtlt"Osinnc RiunRc\'a ad Eleusi dOIKI iI Ir. mlm1". all'ini7.io dd 10. iI Jtiorno SIlCru " lun-,.,. III. IIICl"o cm li dcmone <li lJcmelru ~e~olldl> Sl'M~"()r<M (X .I. 10), foNe lltrs(llliticu. liunc dcl ~rido rilllale im.)!: wiUMXC (/\MIS1'1l1'''':'>'II, J(UIII' .\ 16). E"li c ~IUIo dl~criltu ,mchc mm" tiRlil> di Ikmelra o di Pcrscfune u di I)iunisn o di Semeie. oV\'ero come muril" di I'Tllelra. Per h, rus.<omi,;liun1.u dcl SlIO nume l~lIl It(Ill)~oc;, lIIK) dei IIomi roll cui ''CUI''U ,ksiltlllllU Di.."i"". ~11c.'MO <: idc:nliliclllO l"On <jul'lit'uhirnll.

I'); (l~('J"/1'O 2,t, 7; vd. unchc nOIQ 4). 1.\.l' L'orueolo di Zeus Q UotlUI1I1, in El'iro, cru (o'se iI piil umico di (iRdl'. Le sa ccrdUll.,.se lt'a""'uno i loro ,c:spollsi dlllle IjUerl"t: 1'1I,l,u1li, inlerprclll\'1Il10, lo Slo"nire Ilelle ftolldc agilule dl,1 ''CnlO. 1)4. Sulta cnt1ina tli Munichia c:sim:va un 1l1npio in nllllrc: di Arlcmidc bd/. Muni-

'.12. e(r. EROOOTO VIII 6): 1'1.IJ1... "Cu, l"m;Jlod... I).

FitO,,". 1'1" 1)7'1)8 e ]a

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'.1'. II PirC<J. ,d. Ia ''OIQ 1.l0.

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nohn~.Jlmo; lha m:v(uv, illTl' Jlu(llou; xul loXllou; yl!VOlltvwv 116, ot TI: Ilhovtl!; ~b6xouv UXl!d.lU xu{ nll noxew, or U I t'OTO TI)V n6Xlv ixXtnvn; xul JII!TUOTvtl!; I!l; 8Q(.tx'jv, 'AvnnT(lOu Y'jV xu! nXlv uUTOi; nU(lUox6VTO;, exnfnOXLO(lX1UIl!vOt; .pXI!OUV,

28 - 29

dodidmila Ateniesi lJ6; coloro che rimnsero in citt sembravano patire una condizionc crudclc c Jisonorcvolc; quelJi che, per quCS[O motivo, avcvano nbbandonato Alene e si erano Itllsfcriti in Traciu, dove Antipatro offri lotO terra e una ciud, Ilssomiglillvllno a profughi,ln coi ciu fosse stala espugnata. (29, I] La morte di Demosrene a Calauria c di lpcride presso Cleone D7 (di cui si e scriuo in ahri lavori Dtl) suscilnvn negli Aleniesi quasi dcsidcrio c rimpianto di Alessandro c Filippo. (21 Cosi, in seguito, quando, ucdso Amigono D''', i suoi uccisori comincinrono a mnhrauare e atormentare gli uomini, un comadino, in Frigia, che rivohavo la terra di un podere, ad uno cne gli chicsc che foi rispose gemendo cerco Amigono: (3) qucsto vcniva in mente di dire a molti cne ricordavano I'animo di quci rc, come cssi possedcssero la grande e nobile facilit a placarsi, non come Antiplltro cne dissimulava la potenza con I'aspetto da privaro, con la povert dd manteUo, con la frugalit deltcnore di vira 1..0 cd cra, invece, despola e tiranno odiosissimo per coloro che subivano i suoi maltrattamenti. (4] Turtavia, Focione somasse a1l'esiLio molti 141, prcgandone AnlipattO, e per gli esuli otlennc: che polcssero risicdere nel Peloponncso c non che,

129, II 'o t 11llOODhouS tv Ka).uu(l(~ xal 'YlTl:(Idbou rr(l6s Kl!wvais DvuTO; IH, nf(ll wv Ev liou; ytY(lU:tTUt IJB, Ilovovoux EQoom xal ltOov 'AOllvCI(OIS 'AXI!/;v(loU xul $t.J...lnrrou nUQ(oTlI. 121 Kul (TOTO) nf(l OTl!(lov, &VCltQI!Ol!vTOS 'Avny6vou 'W xal TWV 6.VI!vtwv iXEivov Q!;C1IIl!vwv fJl~fOD(U xal uneiv TOU; .vOQWltOUS, vilQ YQOlXO; iv 41Quy(~ XWQ(ov O(lTTWV ltUOOJltvou nv6; "TI lt"ottis;.. onv6l;a; ..'AVT(YOVOV,. EUtl! "~IITW", 131 TOTO lto)J"oiS l:n:ftu Uyuv, bIUIIV'1IIOVfOUOI T6v fxdvwv TWV fJUOlWV OU,IV, WS T6 IltyCI xul YEvvuiov EunaQalTlITOV dxov, ouX Wolt"EQ 'Avt1rrCIT(lo; i.bIWTOU lt"(lOOWrrtll xul tpUu).6T11Tl xallUblou xul IU(TllS EUTEf:[{1 xaTUQwvfu6llEVo; Tilv f:!;ouo[uv loIU, erruX0l!OTEQO; "IV Toi; :tOXOUOl XUXWS bEOIt6T1I; xul TU(l(lVVo;. 141 ~OIIWS ' OUV <IIwx!wv x(d !flurilS unilliu!;e noU.os I~l. bellOd; TOl; 'AvtUtT(lOU. xal qil!UYOUOl Il!lt(l!;UTO Ilil xu66nf(l 01 OI:n:oi TWV IIE610TUllhwv u:n:l!(l T

1)6. Serou(k. l)I(llIORO (XVIII ,II, 4) Al1lil'~'m [lOn ,;010 ;mll'Osc" iIIlUOClOti" d" \ln orJin:III1<.:tl1n (kl11ncr~tic(l ~(llln or<lin~mel1lu "Iigare'hic" 11l~ lisw a"che ii censo rni"irno "t"Cosuri" I""r gndere dei (Iiriui poli,i<'i: du<,nib dr~crne. poco crcdibilc che ,;ia Stalo t\ruil"uw ~ d..liu;re nd delta!:li il,\u()\'o U~SCUfl a'~"';eM": sernbrn Iliilllbusibilc :iul'I".rrc: eh.. ci.-. ~Ii ~ia stalu lUAAt'rilo <bi:li olijlllf('hi al<....;ooi. d'e ~i 11'O\-~\'allo Ilroso .I; Iui. Gli ~"<1"i ,Iirittu fUl"<NlllllO\'C'lIlib _ coruinll~ 010110"0 (Ihid. )J _, gli ocluli c1alt~ ciuuJi nanu "cruidu..rnil'l, nUlIlel"<) d'e (o 51:UO rir ..nulo crral<l c d,c P, Wcsseling ha rorrcno, sc.~ucmlo Plulllrc.., in d..didtni1:1. r:: 5C'rnpre sc.Jrucciole\'Ule argumcutarC' in b~l<' ,li uumcri COl1sct\'uli d,,11:I trudionC' 1l1l1l1OS('rillll. Se ii "'1'1"ut" f,...~ tl"C'uti dirillo C' non n\'cnd di rillo "m d; 9.000 II 13.000. iI <cAimc im!XI~ll' ..,[ AICU" l'"re '111:1 oliF:~rchi~ mOl.kmtu; <1;\,,,1'\0 i1lliudi1.io Se !Iii csdusl ("rono ,,:utidu..",il... V,lll dcll" coll~guen1.C ddl'illll\Xlu 1,ion.. dei I1IM)\'n onliumnentr' fu, I'rob:loilmcnlc, III I",mlisi dei tribullul; 1>(1)()lnri: S<'r\'c I" III/II!: Iknllldc uhhlllt i trihull:1li "Illi ")loui d"J.lli <JrllWri .. b, v, Drmlll/"J), 1.17, Dcrn""lenc: in C:.,ilio:ld El(iml, 115cll'lil0 ddb mrulmlll:l ~lIhilllllel proceno per 1'''((lIt'' di /\rl':ll" (I'd. 1111101" 10.1), ,,110 ~coppi[) deli" Il"err:, I:l1nil"11. 5"015e prinlll IIIII'ihl <!iplom"tC"1I II (U\'"rc di Alcnc nel I'dOPOl1l1l~: l>oi iI 1"'1>01" '"'u... per ii MIO ritOrtlll in 1':Inill, ilwi,) Untl triremc ti I'rcndcrlo Ild El(ina c lXl1Imlell" .\hm. "I l'ir,'O cOt1\e un lri0I1(1I10rl., Subil<l '["pu lu ~itull1.ionc <:unoiO. Ser;\,c 1'1"l:Itl,,,: "cI rn,,:,c di f..lcla~cillliol1C

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lIROS".l si 5\~,lse la blllawi~ di Cnmnuu h'd. ('11l. 16); nd nlO<: di Boedrol1l;onc (,;<:11<:1\1 brd f,..:e ii OCtlO insto() ~ Mun<.'h;~ II gll:lnliAione macc<l"ne; "eI m~ di l'illncl'siOfl<: lonobrc) mori l.kmo5Icnc. A Ii<'gUilO (klll Jli"ul~lionc <kll~ IHICC' ron i MtlCw"n; (c'<I, CI\,. 271, DC'",adC' presenlo un dcerelo 11,10\1010 ch<: rond~nn~\'~ D morle i <k.'OI<l<:rulici rUMi'i <1.11. cill~, Anti"atro IIflid"lld Archia, SOfltllllnurninlll<l CMccinton:.li n"li",I'i,, cariro di ~l\'llrli, Archi~ rinlrtlccio Ip",r;dc, Aristonico di "lartltlll11 e IlllcrC'O. frlltello di I)cmCH;,' dd Falcro. mi Estinll c d; 'lui li f!Xe trllsportltrc a Cb,"C, pto() Aru;I'"lm, do\'e fumno uccisi. D.:l1Joslenc si cru rifuj;inlO I Clllullri.. c preferi suiddllt'5i con iI "ck'lJO U'UlT... Mf.O, DI'//ItJJ/t'//t' ~7- .101. I}H. Cfr.l'l,lrr... ~oo, [k,/w.jrt/t' ~H}o; MOnJfi" 1l46E'!:l47A; 114')11. I}'). Antigono M01lOftulmo, unlJ ,Id pi\1 ;tnporlllt11i A"llcruJi c sueceswri di Aless"n .Iro, llJ<lti ncl }Ol. n"lI" b,ll(lllllill di Ip"<I. Di IlIi I'hunreo IJllrlll :lllJl'illmel1tC' llell" ViI".Ii
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'40. ln M(JIu/ia ISoE Phllllrco r;("ri,<ce UIlU (r~s<: ironic~ IJf1Illund"tll da /\Icss"ndro, s"lI" presunlll fr"gulit~ di /\l1lip"tro: .. di (""ri Antil'"tro lJiunwI'<"Stlo, di dcntro i! lima I)()rpom,.. 1,1'. Si lruUU"~, forse, di Ulltl dllusul~ dcllnallnlo di I.ue<:,

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come gli altri, costreui a lrasferirsi ai di 1:\ dei monti Cerauni c dei Tenaro l -l 2 , fossero banditi dall:t Grc:cia. Fra questi vi era anche iI si cof:lnte Agnonidc 1-1'. (5) Prendendosi cura degli affari deUa ciu con mitczza c secondo le leggi, muntenc:va sempre ndle magislraturc gli uomini di estrazione ciuadina e per bene 1-1-1; agli intrigami e ai sovo versivi, che si consumnvano per ii solo fano di non comnndare e di non provocare tumuhi, insegn a dimorare volentieri e ad amare ii lavora dei campi. [6) Vedendo che Senocrate 1-1' pagava la tussa da meteco, voleva iscriverlo fra i ciuadini; queUo rifiut dicendo di non voler partccipare a qucl regime contro ii quale aveva parlato da ambascilllore.
[30, 1] Quando Menillo gli offri in dono dcl d:mara, Focione ri spose che n Menillo cra migliore di Alcssnnclro n piu nobile era la causa per la qua!e avrebbe dovulo l1cceUare ora ci che aliara aveva rifiutato. [2) E quando Menillo gli chicse di :\ccetlare iI danara per ii figlio Foco, Facione disse: a Foco, se cumbi:l vila c divcma saggio, saranno sufficienti i beni paterni; per come si comporta ora, nulla e sufficieme. O) Rispose con maggiore asprezza 3d Antipatro che voo le...a mggiungere, per suo tmmite, uno scopo sconvenieme; illfatti disse: A11Iipatro non pu servirsi di me cOlllempomnenmentc come amico e come adulatore 10\(,. [4] Dicono che proprio Alllip:mo dicesse che, dei due amici chc aveVll ad Atene, Focione c Demade, I'uno non llveva persuaso :I riccvere. I'ahro non era riuscito a saziarc ' ' come con I, SUOl'dom . "JEd' v mvcro F 'OClone ostentava I a poverta una virtu, nella qualc era invecchiato dopo esserc slato lante volte stratego dcgli Atenicsi 111:1 c aver goduto dell'amicizia dei rc; Demade, invece, ostentava la sua ricchczza proprio quando violava 1:1 legge. [6) Per escmpio: era, allom, in vigore ad Alene una !egge, in base alia quale non pOleva far parte di un coro uno straniero oppure ii corego pagava mille dracme; DeOlade, avendo introdono sulla scena un coro formato csclusivamcnte da stmnieri, in numcro di cento, port in-

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1-17. Per llllllhro Iliudizio di Antipalro su D<:l11l1d<: dr. I, .I. 1-111. Sulle 51r111eJLic di FociollC \'.1. II,' <: lu nola.

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sieme, in teatro, anche la mulra di miltc dracmc per ciascunol~9. [7] AI figlio Demea, cc:lebrandonc: le n07.7.e, disse: roga7.7.O, quando io sposai tua madre, ncppure ii vicino se ne accorse; alie spese dei tua mAtrimonio conlribuiscono re e dinasli. [8] Cli Atcniesi 1'0 infasridivano Focione perch persuadesse AnripArro ad allonranare la guarnigione; Focione, sia pc:rch non si aspeuassc di persuaderlo sia. piultosto. perch': vedcva che: iI popalo si comportava con moderazione e si lascillva governare disciplinatamente per ii timore della guarnigione, ri6utava sempre di svolgere quella ambasceria, convinse invC<'e Antipatro a non riscuotere ii danaro m ma a differire e a rinvillre ii pAgamento. (9] GIi Ateniesi passarono ad un altro interlocutore ed esortllvano Demade, che acceu prontamente m e parti con iI figlio dircuo in Macedonia, li trasportato. a quanto pare, da una qua1che divinit proprio nel momento in cui Antipatro giaccva ormai rnlllato c Cassandro, padrone della situazione, avcva trovato una leuera, scrins ad Anligono, in Asia, da De made, che lo invitava a prescntarsi agli uomini di Creeia e di Macedonis, appesi ad un vecchio e putrido 610 (cosi Demade sbeffeggiava Antipatro). [10] Non appena Cassandro scppe che era giunlo, lo fece arrestare e, per prima cosa, avvicinatogli ii figlio, lo sgozz in modo che ii padre riccvcsse nelle picghe della veste ii sangue e fosse zuppo di quel delitto; poi, dopo avergli rivoho molte ingiurie e viJIonie per la sua in graritudine e ii suo tradirncnto, lo uccise I". [}1, I] Antipatro spiro, dopo aver designaro Polipcrcome slratego c Cassandro chiliarco lH ; subira Cassandro, ribcllalosi e cercando di

1'19. efr. IJll<.bTllNII ~l, )6. 1)0, Non i11M'Il010 ulenit:'5C 1Il~ Illi olillun;hi nK)<iel'1ni: \'<1. lu nOlIl 1,6. I)!. Si ItUnU ddl~ intkllnilil di Illlcrru, imlloSIU ud Altonc tk>po lo scun!in~ ~ubil~ ndlu lluerl'lll~milleo: dr, n, ). I 'J, Secondo J)IOIX>~O {XVIII ,18, I I, Illi Ak'l,i~i im'iurollu l.)",1ll~Je prt'S:iu Anlil'U' 1m, pcr chiedcrllli di .. tirimrc h Ilunrnillionc dll Muni~hill, cume cm .rulu cum'cnulo doI I'rindl'im. Si IT~n~\'u, I'll)h~hihncnlc, di un Llccordo infornmlc, chc non risul!LII'11 nc1 lrllUull' di p~<:c lpcr I~ di~ctl:i.ione .ullu lluJrnillione \'d. ~7, 7'9). lJiot!ufl) riferi:ice dle Del1ludc il1:ii.l';' nu,l!u prl'l>'O I\nriplllro .. chiedendo ii mlnl<'nirncnro d~1I11 prtlln<'Ssll>o {i"',}.. .1). L'cl'isudio ri\'d;llln~ (rull(ll'll fm I'ocionc c Ulm pnrle. pll1b"bilrnclllc rik...lInle. dCllli Aleniesi li IK1\'el1lilu dlhldini chI.' llo<k....~IlO dei pit,'ni dirillil. ehc llrc(criscono riloul lIer>i 11 Dcrnu<lc, mm comlil'idcmll1l~ Kch~ jx>lilicll di Fociom:. l)j. 1;"l'i>tK!in;" n~rrulU in (urrnn lCAAerrnel1le di\'e",w <Ia Diodoro. Allu mmlc di

I'crdkcu, nd po, fru le sue curIe Amipwrm Irm'O l1n~ lellelll, ~crillu Ml'erdkC'>l d~ ])C. mwde, dnl CtlnlCnuln irkonlico u <Iudlu rifcrilo (III Plulun."o, Amipull'u (ecc finl~ di nilonre, l1U \jtJlLnJo Ikmwdc gli si Ilm<onl.l come urnlu~dulOrc. indlllo tlulllOlM,ln ~1<onit"SC IlCr chit<lcrgli <li 1,lIunlLLnllr" lu IIUumii\iOl1e .111 MUllkhiu, lo fcc<: irnl'rillitlf1uf" c mcucrc u morle (1)10[lORO XVIII ,111. 1"1)' e(r. Illlche Pl.IlTAkCO, Drmmfrll(' 'I, ,1.6 e ARklANO, f'Gr/lill 1)6 I' '). 1.1" ,. bmni nd <IUlIli III pusco di I\mijl(lllCl Iillurll I'crdicClI. ''''. AIILI morre di AIL"Sillmlro (lliUllnU ,~>, li Ilubilonilll, mLlllcumlo ercdi in Ilm<lo di Ilu"crnore hi lI11<onde\'~ lu nll~cilU dcllilllio.li Alcssuodro, mcorre ii frllrcllo di Alcs~~o<lro, lo'i1ippo Arridl.'O, cru infemlO di mcnle!. i Ilcncruli rnllcedoni TUllIliuniICro un lIcrorJo, rll rilicaro t1111l'1I5~cmblcu dc:II'C$ercito: AOliplIlro mllnu:ooc iI rholo di 5Inll"ll0. IIrlllic ~I 'Inale conlrollul'lIll1 Mucctlonil1. 1.1 Grcdll c Ic ~.ooe con1illUC in EUroPLI; eTlllero fu nomi

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irnpadronirsi dei poterc prima di Poliperconre, invi in frcna'" Ni canore com~ successore di McniUo nel comando deUa guarnigione, ordinandogli di farsi consegnare Munichia prima che si sapesse della mone di Antipatro, (2] Qucsto avvenne e, dopo pochi giomi, gli Ateniesi apprescro che Anlipatro era morto; Focione era sono accusa e se ne parlava male: si diceva che lo sapesse gi e avesse taciuto per fare un favore a Nicanore, U] Egli non si preoccupava di queste chiacchiere ma, inconrrandosi e disculendo con Nicanore, lo rendeva, in generale, milC e ben disposto verso gli Alcnicsi; lo pcrsuase a sobbarcnrsi ad akune libcralitii e spesc, facendosi ngonolela,

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IJ2, I I 'Ev toUtl!l 6! nOun:t(lXllJV, t1)v toi!

~UOltoo inL'ltl!taV

EXWV iup' ~autcp xal xatanolnululvO tOV KooavQov, iinE'l'i'ev motoI)v tai iv OtfL yeYQa,illtv1lv, til mi! ~UOItW nolitb6vtO Ulhot tt'lv 1i11llOX(latluv xal J"[OhlteeottaL xata t6 nltt(llU n6vm 'A()llvulou xfeuOVto, [21 'Hv bt 1:Oi!1:0 xata toi! l1'looxlwvo ~m~ouhl)Il1, l:uoxeuul;.6'levo y6Q et ~autv, ..o IIlxQ6v Otf(lov ebell;e toi iQYOl, nOhunf!QXoov t1)v n6lv, ouMv ~hnlte nt':QulvelV

(32, 1] Intanto Po(jperconte, chc avcva ncllc sue rnani la tutela dei re e cercnva di prevlllere su Cllssandro con provvcdimcnti poliliei, invi una Ictlera agli Atcnicsi in citt, in cui c'cra seritto che i1 re rcstituiva lora ln dClllocrazia C ordinavn che tuui gli Ateniesi panceipassero alln vita politica secondo le lcggi patrie, (2] Si tratfava di una rnanovra contra Foeione m , Infntti Polipercontc, volendo conciliarsi ii favore dclla ciU:l (come, poco dopo, rivcl eon le sue azioni), non

n~lo proJlII/t'J dei r~: Pndi'll ~"' chilillrco, di {~llo OOITlroIllI\1I I',\si... 8cn preslo Kop. piaf'OnO Il"n~ ~ diKOfdk f.. i ,,'t'fKTlIli o; nd J~o Ct'~Iero ~ Pndi'll Cflno mOl1i, Ncl

j'lo II Trip;ulIdiw, in Sirill,li Imllc: 11"11 Is.K'l1Ibkll dcIt'ocrcilo mxrdonco nel cono ddla (IU:lto; si pro<.ko MI unll ridinriburiom- d.,lIo; Ult'lll,k c, inoh~, Anlil'~lro (u nominlllo IUloro; dri ~; AOIiRQOO (u dc::$illnlllO slral~ dcolle forzc Inli e innoolo di rondutTe III IlI",rl'1l conlro Eum~1Io;'; ssantlro fu nominlllo chililll(1., di Anli,,'OOO. 1'0;1 un flICCOnlO Ikll~lllilllO di qucsli {~lli \'11. Eumf'nf' j'JI, Anlip~Im 10m.. in M~ill,I'O"IIl.(1o con i duo; lO;; InOri nell~ IlIrda estlll" dei jl9, .!nillnando epimele:te dei TC" SIt'.lIcgO li, (',1110 ~ucc"loOrcl l'olil"'IC'onle, it fijtlio C>aulImlm o;hiliuro.. L'uionc di Anlip~Im IIOU el':il te, Ildk I"'r<:h I1<ln SpctIA\'~ IIlui p~ndClo; qUeire t.lccisioni mil "lI'lI.w:.-mhIC'll dd MlIccdnni, Di 'Iui I'ini7jo degli lcomri. ', LII {rellll con cui CIIS$undro im'hl NiCllnoro; IIlO1illUire Mc:nillo riCelA, rorsc, ii limo~ <:he IId Alene poIessc l'elificursi lllllllchc ril'Olt;imc:nlo '>Sli!e ,III" Mao;c:donia, NOll ~ullpi,un" se: I'nsediumenlo ,Ii NiCllnOTe lI\"'('1mc .'On iI consenso ,Ii Focione (como; 110' SI'<:IlUI'liIHl Jolli Alenie~il. mu l'episodio Tese pil'l rcsi i mppmli frll Focione e i dlllldini di piel1n dirill" e il moti,'o dd dissenso fu, .Ii I\(lm'O, la !,f<'Senzu deli" jtulIrnillione mllce' dOlle II MlIllichill h'd, .10, 11'9). 1)(,. Nkwlloro;, ligt;o "douil'o e Ilell~rn di Arislolde, lIomo di fidud" di Ale~s"lld", e!le Jolli "flidi, Illllnel"O$i inCllrichi diplnllullid, cru Iluro irl\'i"IO in Gt<oiu nd j~'l I",r ren, .Iere nllIU, in 1>~... ~inne ddlo SI'o!llilllo;nlU dei Iliochi olimpid, ii ,leclcto lU At~'!il"ndru, d,e con5o;mi\'u IIgli auli di rienlf'llre inl,alria 1\"1. III no", 10)1. lJopo ...." I'r"o poM<$so

se

di Munichi. 0;, succosiclImcnI..., dd I~rco (..d, j~, 9'10), NiCllllOr<: rifiUlo di OOIT~lln~Ili Igli I\Ic:niesi 0; .1 AIC'MlIndro, fiRlio di Polipcrconle h-t.l, jj, I' jl. e mllOlrnoc le posizioni finllll qUllnoo CaullOOro IhlllCi> in I\ulcl ocll'in"em<) jl&'7, 1)7. Sroppiltl 1I1I1K'''1, l'oIiperronlo;, che non JlOIO:<"\I ronlllre lU di IIn {Ofl~ oncilo ({:'ssundro si IlO\'an in Asi., e KUdo:<'" ddl'lIJ>P011llio di ToIomr e Amigooo), l"Clro di ~hICCllr<: da Cassandro III Gria ron pRJ\,\..,.jimc:nli di nRlul'1I PQJiriCl (.'(1. ."'(O:loI.!. UUI.t""" in Vlularro). A nomo; t.Id ~ Filippo Arridc:o, I'uhblioo u" a1il1o, .lirrllSO in IUlle le duii Jtfcchc:-, ron ii qual... si Iic:hillm:r\".,no in ,;Ia Ic: disposi~ioroi I>fC'l<.' da FiIi""o e da Aloslllldm, iI eh... mmpollllclI l'ull:IIrnc:nlo dcIl'oldino; imposlo d. Amil>:rlro in G~ da tIopo III guerl1ll lamian: 1'lIbhllltimenlO dei ~llmi oliglllChid e l'IIIlOllllnllmenlo dlll IlOtele dei Ilnlppi otillarchid chc !li el'1loo schinlli mn Amill~"o, Si rinIlO\'II\'1I linche ii 1k."I'"rCIO di AICSSlIndro ~t:rti\'O III lilorno dq/li C:Sllli c alloro reinserimenlO, con l,ieneulI Ji dirilli, nd corpo civico. AlIli Alenic:si c<:t1i\'11 ro;sliluilll SUIlIO (sollfallll ad Alene II se' Il"ilo .Ie1tll smnlitl~ ndla lluerl'1l tamiR~II, cJ.lu nolll ,261, menlre: Oropo fCSIIl". indipc:n, {Ienle (DIOI>()KO XVIII )),)6), ll,hdll.r<ltllm<l, c:m~nulO li nome dei rc, fLl itll'illlO iI> IUlle le dila, 1I{'COU1IJlIlI"UIO .1" IInll!ell~l'1Illi PoliperCOIllC '''llhl clla di '\'IlO c: Rllo; "hre.. (Ini"e DIUI>O"O XVIII )7, , e "di" fmsc .de lIlIrc.. l: cerl"menlc compreSII ,\Ielle: ~fl. F<ldm'" J~, I), Ndhl !elleru lli M~{"(II11I'~Il!1l1I11entll III JIIJR,rlJlIIllI/J l'olipcrCOIlIC ordin"vll di 1111111, .Iu.rc: in csilin gl lIlJmini I'nlilid lellll1i lIJ AlI1illllrro, di cond~nn~rnc "leuni R moNe e di cOl,lisCllrne i beni; quc;;1O mello:<'R l'"OI:iol1e in Ilflce pcrirolo (I)rOllo"o ibM.!. SiiUlll> ncl l'aulunl1ll j " ,

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poteva sperare di otlenerlo se non con la caduta di rocione [3) e qucllo sarebbc caduto non l1ppena fossero riaffiuili nel corpo civico quanti ne erano stali esc1usi 1'8 e, di nuovo, dcmagoghi c sicofami :lVessero occup:ltO [a tribuna. [4] ln viSla di ci, gli Ateniesi ernno in fermento; Nicanore, volendo inconlrarsi con [oro (Ia boul em riunita aI Pireo), si present, dopo aver affidato la sua vita li Focione. (5) Dercillor,'J, lo stratego ai territorio, lent di arrestarlo, Nicanore se ne accorse in tempo, balz fuori e fu subito chiaro che si sarebbe vendic,lto della Cillil; [6] Focione, accusato di averlo lascialo fuggire e di non averlo tratlnUIO, disse di :lver fiducia in Nicanore e di non lIspetlarsi nu[Ja di nlltle <.ln lui; in caso contrario, prcferiva che si vedesse che egli riceveva Lln torto c non che lo faccva. (7) E qLlesta frase, aJ uno che ci rifletta, pOlrebbe sernbrare delta con animo generoso c nobile in riferirnento n S stesso; ma racione, llletlendo a repentaglio la salvezza dena patria, e per di piu essendo stmtego e rnagistrmo, non so se non abbia violato un obbligo pill importante e pi venerabile, ii dovcre verso i dttadini. [8) N, infalti, si pu dire qucsto: telllendo di geUare in guerra la ciuil, Focione risparrni Nica norc; piuuosto egli si schermi dieno 1:\ paroln data c ii rispeuo della giustizia affinch Nicanore, per rilcgno, se ne stesse tranquillo e non f:lcesse torto agli Atcniesi. [9] Ma sembra che effetlivamente egli avesse salda fiducia in Nicanore e. pur molti dcnunciandolo e l1CCUsandolo di voler atlaccarc iI Pireo, di sbarcare rnercenari a Salamina e di corrompere a!cuni degli abitanti dd Pireo, non deite importllnZa all'informazione n vi cred; [10) persino quando Filornelo di Lamptre propose un decreto, in base ai quale tutli gli Atcniesi dovevano essere in :lrllli e ubbidire ,1110 stratego Focione, non se ne cLlr, fino a quando Nicanore, avam:ando da Munichia, cominci a scavare trincee intorno aI Pirco. [33, 1) Mentre si svolgevano questi fatti, Fodone era oggetto di schimnnzzi c di disprezzo, ora che voleva condurre gli Ateniesi contro i nemici. Giunse con un eserdto A1essandro, ii figlio di Poliperconte, apparenternente per portare aiuto ai residenti in dttn contro Nicanore, di fauo per occuparc, se ci riuscivn, la du che si rovinava da sola. (2) Infalli gli csuli, che lo llvevano accornpagnato nell'invasione

~u) TOU 4lWX(WVO thuteovlO;" (3) f:XnfoEio'6m ' heivov ltU nu" ne""\ipl(Jllhwv IlI1 bnxut}l!vlwv Tfl ltoLul.t xal nkw tO ~fllUl ll1UlaYwywv XU'tCloxvnov xal UUXOIllUVtwv. [4] 'YnoxLvOlJlltvwv t TrQo tauta ,[lO" 'Athlvalwv, ~o,,>"6'levo '''lUXeiV c.r:UTOL Nnt6.vw(I, h nelQawi ~ouhfl yevolltvll. nUQ1,).{}e Til' C1)W>tlWVI e~nlotEoa 'to OWlla. l'jl .1.eQx),).ou I'" t 'toli ent Tlis XlQU oTQu:nlYO otlapelv autov enLXElQl]oaVto, exeivo Ilv l't(louLcr6,IEVO el;utf)1]oe xal epClVEQ ~v fUOU llUVOUIIEVO t~V nW- [6] 6 t 4Jwxlwy bIt tip 1tQOtOOUL tV VQu xut 111) xataoxeiv eyxa).ollEVO. e<pl] ItLouleLv Ilh Tl{! NlXo.VOQI xat 1111M" 6.rr.' (xl/m l'tQoooxv eLv6v' E1 M 11'(1.

Il).ov 6V,.flV MLXOllEVO ~ MllUllV cpavf:(lo yevtoOuL. [7] ToiiTO M (to) untQ altou II~V c'v tlV~ oxonoi!vtl oxoLll xOoxoyathxw; f~x'ltm xol Yfvva[Ul;' fl; na'tQ[o; (lJ"lQ)uvuvewv ownlQlav, xal 'tCI.i!'tCI. o'tQCI.11Jyo; xal. c'QXwv, ovx ota 'II) Ilf~OV n na(lo~alvel xol nQeo~Ye(lOV, 'tO n(lo; mu; noha; (XOlOV. [8] Ov/! yQ exeiv' fonv eu-eeiv, n qlO~olllevo; ~v el; n6e,lOv ppaeLv 't1)V n6lv ~wxlwv ontoxew wi! NIXaVO(lO;, c'Ul; n(lou~ae'to n)v nlonv xal 'to

blXOLOV, nUl; otlloullevo; exeLvo; 110uxlav c'Y\l xal. IU1h ,~xil 'tou; 'Attl1vaLou [91 o' v'tw; fOlxev i.oxuQa tl; av't41 nf(lt m NlXavO(lO; Eyyevtuttal nLon;, v ye nowv nQobwpo6v'twv xal xanlyoQolV'twv nl'tl'lteottm 't4J nelQau;L xol loplfl:~elV et; I:oaIILVO !;vou; xal blaqlttel(le~v nva; 'twv V nel(lOl.fL xawlxolv'tWv, ou n(looflxow AOltn'tQw; etvOl xal niJ NIXvwQ 'tv 6yov ouS' n(o'teuoev, [10] ,kk. xed l!llO'liIOU 'toi! ..pilqllOIIO YQ'IJaV'to;, 'A'ltl1va(OU; inavm; v 'toI; nol; o-tQOYI]Y4J l!lwxlwvlnQootXflV, lillI!T]OeV, iXQL o! nQooyUlv x 'tf]; MouvuXLo; 'ta na 'tv nflQau1 nf(lluql(leuoe.

[33,1] nQOHOllvwv b 'to'twv. IIl!V lJlwxlwv 'ltoQupeLw xal xouql(loveI'to 'tou; 'Athlvalou; l;yew pou~evo;, 'At!;avbQo; ' nounQxoV'to; ul; ~xe Ilf't bUVllfW;, 6Y4l Ilv nl 'tv NIXvoQo 'toI; V am pOl]tt]owv, fQY4l 'tl)V n6lv fi. bilVOlW xo'taII'lJ6~levo;, au'tf)v l!au'til neQlJtuij yevollvl]v. 12] 'ti: yQ epuyabe; u't4l

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"H. Sul !ll\llUlllcntO eosrilUzionllle in Alene dr. '7,' e ~8, 7. "9. 1'0l1e (]II ide1l1ificllr" mn Dcrdl", filllin di Auroclc. ehe Ilunccip,) dlle tml1~li\"c ('h" .~i ('nnc1usem eon III srilluluzionc deli" I"'CC di Iilocrlllc (346 II. C.J. Sceomlo CoMNll' uo Nl!I'OTll (f',Kl(Jl/C I, ,I) (u l>crcilo nd IIwislIr(' J'"donc dcllc lllm110vn: di Niellnore li dllnno dei l'i'l"O: \'tI. ill/r<l9lo.

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dell'Anica, furano subito in du 160 e, llccorsi presso di loro g1i manicri c gli atimoi 161, si riuni una nssernblca disordinntn e formata da gente mista, ncl corso della quale (Ieposero Focione dalla carica cd ek'SSCro ahri slrtltcghi. [3] Se A1css:mdro nOIl fosse slato vislo parlare con Nicanore l62 , da solo, pressa ii muro, e se cssi, fncendolo piu volte. non avcsscro dcsloto sospello negli Alcniesi, la ciml non si sarebbc sOltTalta aI pcricolo. [4] Poich I'oratore Agnonidell.J atlncc subilo Focione c ii suo gruppo e lo accus di trndimcOlo 1M, impauriti, Callimcdontc e Cnridc 1M si nllooumarono dnlla cini menlre Fociooe e gli amid rimasti coo lui si recnvono pressa Poliperconte. [5] Panirono insieme coo loro, per rispetlo verso Focione. Solooe di Plalea e Dinarco di Connto 16t>, che si rilencva (asseTO amid iotimi di PolipercoOle. [6] Poich Dioarco si ammal, si (ernlllrono parecchi giorni ad Elatea 167, durante i quaJi - Agnonide lo consigli, Arche mato rcdassc ii decrclo - ii popolo decidcva di inviarc una ambllsceria per nCCUSllre Focione. [7] I due gruppi si iocontrarono contem porllnearnCnle con Polipcrconlc, chc era in marcia con ii re, pressa un villaggio della Focidc. FllrigC I ("", suato ai piedi dei monte AcruronJ~m> coloro dI<: Cnlno li"li mal;.i:>lnlli ullnnpo .kll'oIi"archi" .:li uni II lllOnc. !tti ultri all'csiliu e "'I" ronliSCll d.,; 1,...1;: fTll (IUeSli li CnI Inche Fodonc, chI.' 1l1'C\'1I 1l1'U10 ii I>olcre ~up~o $Ouo AOIipalro... Qu<;sIO 'piegl l>crehi: C.. rick C C.lIimedo...e ~i .iallO "llonlllnali subilO d .. Alel>t:. Seml,... .. ehe Focioflc llOn ft...)C fnl i ronJ"llllllli " mOflC pcrdtC- "ei. ounque. !iC"~Cd"li (bU" ciuu. ,j rifugiall)llo l'n:>OlIO.' 1\leulIuoro. ii filllio tli Polil~le, c Otosiocral'lloo Ilrocurar.;i !li ",,,"cnu Ilrv.ie II luilO libiJ., 66. I). PIUlllrco loce anche oi 'lUCSlO sondu ;nronlro con I\1"",,nolO. ehe forniscc" Foei,,,>t: c ui suo; lImiei ku<:ro:. d .. prCSC1ll"rc III piore I'olil>t:rcolllc, I>t:lk: 'luali si (.. !t"rame deli" Ioro fu lUl"II coIlaburnionc. Mil qucMII IMllizill i: cssc:nliJk pcr <-"Im,prendere lo ~,,(lll;inlenlo Jci ("lli; ci giusliliC'll til dcrionc <Ii Flleionc (Ii rccln; p,nso l't,til>crCOllle. 16). S" G,lIimc:<kx11c Id. "7. \I e I.. nOlll; 'li Clride.l(l'llero di F(leiom:. \'<1. ' 1 , ) e n. "'1. Con loro fU1;l;1 u,}(he Dcrncuio oel Plllem. Essl si rifUlliurono 1'l"CSS(1 Nit:1ll1ore. ,(,(,. Dinuroo di lrimo. oa non ronfondcrc mn Ionllore. Cnl un so!ilenilOre di I\n li]llllru. ehe lo nomin cpimelcl<: dei I'dOI>011l1C$U (!loIII/II. S. u. Dr;,,"rtixlJl; egli l'rest~uO I'ac(u)~ ."mlO lkrnlldc nel ,'\I; IU. lo nohl IH. I)in~r<'(' fu. forse, uedso d~ Polil>Cf' ('1'\llle ptol'riu I>t:rchi: lCglllu lul Amil,alrll c .. Cll..sanc!m. Su di un lJinArco colino (non SlI!,piumo se si lnmi oellu SI."SO pt:noll~AAi"l "J. /i"moll"OlI/..... n. II,. ,67. Cilhi dello Fud,k ,GM. I'lulllrro dl"S(ri,c FlIrillC rumc un \'illollllio ddlu !'odde. S'I'MAIIONII (IX ,1. 6) c Sl'llf"NO DI UISAN~JO li. u.l cuneorJut1o 1lC!.~ituuc l-'uriltC I1cl1:1 Loeridc oriellllllc. Si pc. lrcbh... ~upporrc chc Furigc. in qud I>t:riod<l. ~1l1l~ttenCSiIC Illlll "'ocidc. Op!'ure. <lul mo mento ehc in Fodoc Ii cm un Ilromontoriu d,iumlllO I'bllryf,iu/I.lu somiglilLllzll dei norni pOlreM>t: UI'er delcnllinulu confllsionc rl'll 10; Juc localihl.

160.

V.1.1a notll

1)7.

161. Coloro che cr~n" I,ri\'i.\ri tlirini ptll;lici; \"tI. ~8. 7. 16l. I'lularm non riamla un 1:\=10; .,Ii A'miai amici di Amipalro. (rn cui Podooe.
_lemcndo II IJUnil.ionc I'rl:\;Ma tlall<Iq;l;i>. ~i inconlrnrono mn Alcssandro e gli comi /o:lilrono Ji mllnll'Tl.'TC iI commllo (li Munichil c dd Pirro c di non ronsq.:narli l):li I\le' niesi fino I qUlndo CasSllntlro nOfl (osse )lIlIU C'I.mpiUlllmc:r'lIC KoIlfiuo (1)101>0110 XVIII 6), -t). Munich;a e ii Pirro emno. 1I11orn. ncllc rnllo; (Ii NiC'llnurc. Ma Aleuandro - ('(>11. l;nua Diodoro (ibM. )) - non fco: plllll-ciparcl;li AI<:nini atlc ~lle lralllllil'C con NiCll' uorc. L'inlcrwmo tli Fociunc c dei )UO gnJl'IK' IlOliliro I'rnsIJ 1\ICSSllndro ~i IlOlrebbe intC1"lcn: come lln lCflUl\'O ,ti M("I'(lrtk, l'(ln 11I1'~rlt" mllt:'C<kmt". in qud monlC1IlO. <:nlt"l' I:cmt" e come unu D7.ionc Jirclla ('mm 'llIlogli Alcnidi (oligorchi c<>rnpr~i). d'e 1'O!1:\'011O 1'lllOlllon.mc'llo ddlc fonc m:u:elltllli Ju "ll'Tle. 16,\. Al:noni,k: fu implk"lll nel Jlrued."'o per 1'lIrfare di "rpulo d. lo nota '04); ,10110 lu I:lIcrIW lli LamiR onennc. grnlic Illlime....... lll> di Focrone. ill>t:rm~so di risic:<lcrc nel I'dollOnncso (",I. 119, .11. Sull.. sim m"rte 1"(1. .111. ~. 16.j. I'I\llurco SCmbl'11 511/lAcrirc ehe si siunu s.."lio: Jue us.~emhb:. lo primu. prl"""n lulu .lu I'hunrco COl1lc irrl'llolllrc (..di5<mlinulll o: fonnulll do Ilenle misl~"; J.I. ,I, nelt.. '1'1:110: Illi Atcnit"Si dcposcro du!l'inl11ricn Fod"nc (pr,::>umibilml'Tllc. mm sol" F"ciune mo I'iulem COIlClliol cd desscm ulrri slI'lllo:glli; unll SCC","tU ussemblca. nc! ..... t)<' deli" 'jllole AI!IH>nidc 1I11IlCC J'odonc c III uccuStl ,Ii lrudirnc1I10. Fmse I'iil correllu1llcnte. ))10110110 (XVIII 6), 61 d~cril'c UIlIl 5<llu ussel1,blnl: .. i1I)('I>oln. con\'c:r'luln in lljJ<:mble... JeIM))C i mugistrali in earicu: 1l11.'UOO c1cl1o i Illllllislrlll sec/llit'Tlon1i frn gli umnini piu Jemo(l"IItid.

<',QKIQN

H-H

97

Xflllv'lv imo TO 'AXOOQlOV Qo. vv ru).OtlIV XOOtiOlV. (8] 'Evmtiu [ll~ d, 6 nounE!QXwv TOV Xouootiv oUQuvloxov. xul xolow; Ulf' OUTq. TV pUOlE!u xul TOU Iplou 1m, TV llh .1e[vuQXov fl)6u ex lfQOOOU U~fiv eXHfVOf xut OTQepwouvra (mOXreiVOl, Toi ' 'A61lVolol (ml!.tllXe 6)'ov. (9] 'Q ~ 6Qupov xut xQnvy'~v l!lfolovv, t'lVTlXUT'lYOQotiVtf ),l'1wv ~v Tlp ovveQltt!, x(lI lfQOOfWV 'Ayvwv[tl ellfev lfuvra llLfl et II[UV ellpu6vTe YUfYQUV 'A{hIVulol vulfE!IL'tluTe O)'ov qJ~SOVT(t('; 170,

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~uOleu ~yt

UOfV, Ol ~ nfQlOTtine Ttl) ouvebQlql Muxebve xul ShOl 0xot)v )'ovre ~nd}ullOuv axouflv, xul TOU lfQE!opeL lfUOfXOVV alfo vellUToS Evra6u lfolelo{}m n)v XUT1lYOO(uv. [101 'Hv ' ouh roov, o.), T~' Ilh tflwxlwvl lfQ),),Xl VTtxQouoev noV1tE!QXwv E!yovn, IltXQl OlJ Tl1 PUXT'lQ[~t lfttTSUS n)v yijv nonl xut XUreOlw1t110evJ7l, [II] 'HyillLovO ~ IpilOUVTO n IIQTUS UUTlp til lTOS T6v 'illOV EuvoLn nOvntQXwv eOT[, xnl TO nOunE!QxovTOS &noxQlvullhov nQs QYI~v notioul IIOV nQos TOV ~UOltu xum1jJeuSllevo, VU1tTIOiI0US PUOlEUS wOl111oe 6YXll TV 'Hyilllovu nUTa!;m. [12] Taxu ~ TOi! nOunE!oxovTo lfe(IIup6vTOS UUTOV, OTlo leU{}'1 T ouVtQLOV. [H, I] Tv
~

no, chc oro. chiam ano Galatc. [8] Proprio II Polipcrconte pinnl ii bllldacchino d'oro e, sO[to, vi fece scdere iI re e gli amici 1(,'); ordin di arrcstare Dinarco, appcna si prcscntllsse, di lorrurarlo c uccidcrlo, poi deue l:t parola agli Atcniesi. [9] Poich faccvano chiasso c gridavano, accusandosi I'un I'nltro alia presell'm dei consiglio, Agnonide, fllltosi aVllnti, disse: geltateci, tutti noi, in una unica gabbia e rinvialeci agli Ateniesi, per rendere conto a 10rOI) 170. II re si mise a ridere; i Macedoni e gli stranicri, che circondavano ii consiglio e non avevano nulla da fare, desideravano ascoltare ed esortavano a cenni gli nmbasciatori a presentare li I'accusll. [10] Non vi era una situazione di pnrit ma Poliperconte inlerruppe spesso Fodone menlre parlava, finch qucllo batt la terra coi bllslOnc, rinunci e tacque l71 (11] Quando Egemone disse che Poliperconte cra testimone della sun benevolenza verso ii popolo e Poliperconlc rispose irritato: smeuila di dire falsit sul mio conto alla presenza dcl reI), ii re balz in piedi e Slava pcr colpire Egemone con ln lancin. [12] Subito Poliperconte lo abbracd c cOSI si sciolsc iI consiglio. [.34, 1] Gunrdic drcondarollo 172 Focionc c quelli con lu i: dcgli al11ki, quanti per caso non si trovavano vieino, appena videro d, copertisi ii volto e fuggili, si salvarono. [2] Clito 17) li conducevlI nd Atene, appllrentemente perch fossero giudkl1li, di flluo gill condan-

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Q"e~lo c iI {"ol1si/(lio di ~"i si 1'''.1" 11c1 SCgllilo dd ml'como, '70. 1\1 tli li, deli" b,mUlll. t\lll1ll1lid~ slll!l!crisc~ d,C ~inl1o /(Ii All..,il'!'i u d~ciderc in merilO e, tli flUln, qUCSIO SIIIl,llcrimemo l'oliperC<>lllc ncccucn): vd . .\4. 1'.1. '7'. I'IUlllroo avC\'u ,lli,'1 dl.'Sullu 111111 scen" ~imik: lo soolllro fru ScnoCl'llle ~ Amill'" Irtl 11 '7, 'I, Secon<lo L>rODORo rxvJII (>ti, ,.\l. 1'1Illlbll5cerin in"jlllll ,bllXlI>olo l1l~niC'SC chil.,;e che "~nissc riti"~IO illlr,'Si<!io 111111..,dol1e d" MUllichiu" Tl'Sli",il:l 1'"U!ono",i", 1'0' lillermnle lI"reh!>e mlUIO m:lIllencre ii pOSSl'SSO dei Pirro 11111 vi rinunci p'cr nun SI11cn tire I" ,b:isiuni 'IIlnlllleil1lc nell'ediuo u fl",,,re dei Greei, NOIl innllironu sul gimli~io le lencrc di pr""'""nluziolle, scrill~ ti" A!<'Sslludm "Ipudrc c conSC,lln"lc II l'ociune (n!, lu nola 16'11. perl'hc Polipcrcomc l10n POIC\'1l vi"lure '1111"'10 00Ie1111c1I1cI11" prudUlUllO. '7', 1'11II1lt~n non chLlrisc<' in ume " '11mle nccus" Fociollc C i suui lllnici ,i"'10 Sllll; :LHCSlllli c Imspun"li ud Alel1c pcr esscrc j.liudic",i. J\ .\3 .(, PllIlaroo seri,'" ~h~. in ussern. bleu. 1\1l11l1l1itle <lCCU.'I1 FociOl'~ di lmdimem". Nd di!>"uiIO chI' si s"ol,lle ,,11:1 prcsen~." di
1(").

l'olipercol1le" dcl re, le due dclcllulioni ulcniL-si si luncillno L1CCUse recil'rochc. n01\ s"p I'illm" 'lullli (u. 9ll1l~, llclb leuem che illvi" ugli Alenil'Si. I'olil><:r,onl" ~cri\'C di l",sere mm'imo cl,~ itli uOl1lini souo dd Imdilori \'1.10 .1). DIODOII.O rXVJll 6" 6) ,bni\'c l'On IllIlAAiorc pre<'isiune l'llsscmblell ~hc si s"ollle 11<1 Alene. subilO dopo I"lIrrivo di 1\i<'Sslln .Iro. c ricortl.1 ~hc Jlli Ilomni l>olilici. mll1promcs~i <:011 illlTl:<:c.!cnte rCRime. furono con dlll1llUl o li morle o "U'esilio c ulIlI oonliscll dci hcni mll nu1111 dicc in merilo alie "C~IISC spccilichc loro ri\'Olte: uncom, LJiodoro seri,'c chI" l'umll1lsccrill, invilllU dul popolo Ule niL':Se pr<-sso Polipcrconlc, IICCUS" I'ocione mil non suppimno di ~he (ibM., 66, ,). . COI'nclio U ch;'lrire <ruCS10 pll11l0: ncl dibllulo s"oilosi ullu IlrCSCn7.U di l'olil><:rcom" Focionc c "~CIlsUlo d" ARoonide di ""cr oollsc,llnlllo ii Pirro" Nicnnorc (ql101I Piramtlt Nirollo," prodidiurfl (/-"ooll<" }. -lI. Su~ccssi,,"m~nte Comclio sfllm" c prccisa I'Llccusu ri\"oh" " Focionc: ,llli Alcniesi cruno iHilllli con Focionc IlCrch lo s05PCU"""1I0 {Ii a"crCOII~1l11l110 ii l'r,'O (proplrr prodiliollis sl1Spiriollrlll Pirarll r'l. I I. Vd. unchc EUASO. Van;' hisforia III 47. 17 >. CliIO. l\0IlrllI1110min"10 iI lIi'lIlro. P"rtccill COII Alcss"l1<lro IllCdionc n Asi". Ollmlllo scoppi I" llunmILlmiuc". Cmlcro. chlmlll10 in UiUlO <lu Anrip,"ro.uffid" ClilO ii cOl1l11ndo ddb OOUll nlllccdol1c. chc 5conf!ssc qucllu :Llcnicsc I1cl 3~2 (".I. I" nOl"

"II"

98
ci.noOavElv X(tTKeKQl'U~;VOU. [3] Ka" ltQoo~v tO OXfUl tfi xOluli ).UnllQv. eqJ' lu':tl;m KOlutOJlhoov U,-Jt(;IV I14 l TOU KeQClllfL)toU noo .6 OhtTQov' ln xei )'(1 ain:ou l'tQooyaywv 6 K"eiTo ollveI):!!v.
XQL

99
mui II morire. [3] II ritomo presenlavn un nspeno triste, trasportati su carri 174 atlraverso ii Ceramico nltcatro ln; n, infani, Clito li porto e li traueneva finch i magistfati non riempirono I't\ssemblea senza escluclcre n schinvo n strnniero n acimos ma offrendo IiberameOlc iltea Iro e la tribuna a !Uni c n tuue. [4] Allorch fu Icna la Icltem dei rc, iI qunle dkevn che li lui risulcava che gli uomini avevano Irndito ma riIllctlcva a loro iI giudizio perch libcri e autonomi c Clico inlrodussc gli uomini, [5] i migliori 17(. dci ciuadini, qunndo videro Focione, si coprirono ii volto e, chinata la teSla, piangevano; uno solo, Icvntosi, oso dirc chc, poich ii rc aveva affidalo un cosi imporlantc giudi7.io aI popolo, sarebbc stalO opportuno chc gli schiavi e gli Slranicri 177 si alloOlanassero dnll'assemblen. [6] Ln massa non lo toUero ma comindo a gridare chc bisognavn uccidcrc gli oligarchi e i nemici deI popolo e nessun altro leOlo di parlare in difesa di Focione 1711; [7] quanto alui, faltosi ascoltnre a stcnto c con difficoh, disse: volele ucciderci giuslameOle o ingiuslllmentc?. Poich nlcuni risposero: giustamentc, disse: e come lo saprete, se non ci nsco!tale?, [8] Poich non volevano pill nsco!tnrto, vcnne pill vicino e disse: io ammetlo di avcr lorto e mi condanno a morte da me per Ic mie azioni politkhe ma questi, o Atcniesi, perch li volete uccidcre se non hllllno colpc?. [9] Mohi rispasera: pcrch sono !Uoi amid. Focione, al1ora, rinuncio a parlarc e rimasc zino. Agnonide, che nveva un de creta gi scriuo, lo lesse: ii popola doveva vaiare sc riteneva colpevoli gli uomini ed essi, se ritenuei tali, dovevano marire,

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1'71. Nd po, in hul': uH'lIccordo di Tripurlldiso ("d. lu nOlU ')4 ~'(l f.umcII< 8. 1-4 c nntel. ClilO OIl"lIlIe lu sUlmpiu ddlu Li<Uu. dullll 'luIIlc (u sCUCCiulO nd .\'9 du AllIiROllu. Si riful:liu in "'"ct'<.lolliu c ~i pose lIgli urdil)i di Po1iperwntc. I H. e(r. CoKNIIUO, Fodol/c 4. " d",'c 5i ulludc n!l'clil II\UIl1.UIIl di I'..donc. 17~. I'robubilmcnlc illeulrO di Dioniso, ,d. lI11che lu nnll1 19. 176. oi IW.TU1IOI. Clllne u .\~, .\ ot hllrLJolfU;:, sono l:lli IIlil:lllrehi mnici di Focione. '77 ,\ H,.l Plulurco seril'e che i IllUgi5lruli conSCntlll10 lu pllrlt-cipnol1c lIU'ussemblell "II lUlli C ulUlle, '11)1) t-scludt'ndo n,,"ullo n schi'Lm l1 slruniero ni: 1I1;/1/U1 (Plulurc" insinuu che l'uSS<,:nlbleu non cru fo:llolurc c, Junque, iI proctliSO HlcJ,LIIld. L'o!illurc"

"mic" di Fociol1e. che OS'L illlcn'cnire in suo fIL\'orc, chiedc 1'"UnrllunU!l1eIllO dall'lIucmbIca di <luc gnlpl'i, gli schiu\"i c 1l1i slrunicri, non fll lllcnone dcgli IIlimo;, E qUC:SIO si spicllII. GIi <Jtimm' Cfun" luli lIn~ I\lce di 1111" \'lIhl1uiOIlC polilicu di pl.rlC nligure!licu. 11 ,Jill1!.rllmmll dei te, ue~"o1111l1lIln~IO d"H" lencm di Po1ipefoonlc, hll Ubr"l:lUIO lu COlIlilUzionc olillUfchiCl!, inlfUdnn" "ti Alenc nel J1~. c riUIIUTICSSO nel CllfjKl c\"ico luni coloro che 'lC cfllnu sl",i ~.,dusi (,tI, lu nohl 1.l6): <lunque, ~Ii lIuillO; non sono piiL luli e. in qum1l0 t"lllldini di I'ieno dirinn, rKJS~UlHlI'~tlcdlJ~reull'llSSCmble~: I'~miro di I'ociunc, ehe lJ~r1~ 'ltI'lIS5ernblell, ~i Il""fdu !.cne d~1 chiederne l'uHomun"men!o. '78. L'uffcnnllziuuc di I'lulur(;o i: ~rncnlil~ d~ DIOIK)HO (XVJJl67.~) uI 'lllllle risuhu chc, <Iopo chc I'odune dlhc imerrotlO ii 1\10 discorso di di(t'SUll cuusu dei cbmori ldli che Rli irnpedi\'lIno Ji t'Onlinullrc, si Ilrc:scmurono ~ Ilurlurc in suu difcsu ukuni umici, i qLl,,1i {urono imcrrolli dll schianlllui, UI'Il(:1111 ii popa!o comprese J'orienlamenlo dei 10ro diseors.o.

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Soumo 'HyillUlJV'1IIl nuoxij tl.llIITltO{ou llt mi lflU11Qtw xul KO).l.llltl'lOVto xai XOQlxou I~I xol tlVWV H.wv nvtwv XU1:E'IflljqJLo{hl {Ivmo.

[35, 1] Letto ii decreto, 111cuni chiedevuno di uggiungere che Focione morisse dopo esserc stlllo anche torturato c ordinllvano di portare lu ruota c di chillmare gli inservienti, [2] Agnonide, vedendo che nnche Clito disllpprovllva e ritenendo la fllccenda degnll di barhari e turpe, disse: Atcniesi, quando prenderemo Callimedome, lo tortureremo; qUllntO 11 Foeione, io non propongo nulla di similc. [3] AIlora, una delle persone perbene ribatt: e fui bene; perch, se torturiamo Focione, 11 le chc fllremo? [4] Approvato ii decrelo e con ceSSll la votazionc - nessuno sedulo ma tutti in piedi, 111 maggior partc pcrsino incoronllli - , li condannarono 11 morte 17". [5] C'crnno con Focione Nicocle, Tudippo, Egemone IllU, Pitode; lu mOrte fu decretatallnche nei confronti di Demctrio dcl Falcro, CaUimedontc, Caricie e alcuni altri, che erano llssenti 181, [36,1] Quando, sciolta l'llssernblea, conducevnno gli uomim ln prigione, gli altri camminaVllno circondati dll llmici e purenti, gemendo e lamcntundosi; guardundo, invece, ii volto di Focione (simile a quello che llvevu quando, da stratego, muoveva dall'assemblea, scorIMO), llmmiravano I'impllssibilit c la forza d'animo dell'uomo, [2] I nemiei, correndogli a IlltO, lo insultnvllno ed uno, venulOgli di fronte, gli spul pcrsino, Ed eeco che Focione, guardando i magistrati, si diee abbia delta: nessuno metter fine 111 comportamento indeco raso di costui?, [3] Poich Tudippo, in prigione, vedendo triturare 111 cieuta, si lldirava c piangevu 111 sua disgrazill, ritenendo ehe non fosse giusto morire con Focione, eBIi disse: e aliara, non sei con tenlO di morire con Focione?, [4] Chiedendogli uno degli llmici se aveva qUlllcoSll da dire ai figlio Foco, egli rispose: certo: gli dico di non scrbare rancore agli Ateniesi, [5] Quando Nicocle 1112, ii suo piu

(36, !l'O OUV Ihuk\lOuvu tl]V exx11nLuv ~yov Et t eopwtilQlov


tOU vllQo, oi Ilh kOL, nEQuthxOllvwv nlJv qJLwv mhol xal oLxdwv, MUQllEVOL xul XU1U{lQ1lvoivu ~B6.Ll;.OV, 1 t 4lwx{wvo 1tQOWll"OV olov tl: 01QOtllYWV n' exxl..Tlolo nQounl!II1lEto pkl!novu, e{luullOl;.ov t1]V ltn6{1ELuv xul IIEyukott,uxluv toi ltvliQ6, [2] DI li' ex{lQol xuxw Ekl!Yov 1tuQU1:Qxovu, Et ll xal 1tQoon1uoEv ~!; evuv1{a nQoOfOiv. "OtE xal 10V 4)wxiwva kYEtUl p"i,avw nQo 10US Qxovta eUtELv' ou nuoEL n OXllllOVoiV1U toimv;.
[J I 'E1tEi t SOUl1tll"O fv 1ql EOjlW11lQllp YEVIIEVO, xa[ 16 XlVEIOV 6Qwv tQlPIIEVOV, l'JyavXtEl xal XatxUle tl]V OUIHPOQV, ou

nQoOljXV1W "Tlp (JlWX[WVl ouvunoHIIEVO, Eh' oux yum) eiJtl:v on Ile1('.r. $wx[wvo ltnoOviloxEl;, [4] 'EQOllholl "TIVO 1WV qJlwv

eI

n nQo (Jlwxov l,yu 1V llt6v, n6.vu Ilh ouv Eqlll' Uyw III] IIv110lxaxeiv 'A{l1lvo[.OL. 15] Toi lit NLxoxkl!ou IR2, o l1V aU1tV

'79. N""0SI;II'le iI rllcconll> 1'1lIrllrdll'l' ,ol(li" insinuar" eh" I'lIzione f" iIl"j(:LI",,, '''''i dCJl1" dll: si smlsc un n:~olllre I"{)CSSU. 1'1"lllrc" rum sl'edlicu in lms" II 'I"ale IIceUSIl fo'udl>"" e i )lIui ,nnid SI>"O l'''ll'cssllli e c,,,,dLlnruni;, morte. Secundu DIODORO (XVIII 66, ,J. essi "cnn", stuti rl'lilJ<.mSLlbili, dupo I" I(lIerm IlIrni:lcu, dcll'lIsscrvimlTllo deli" Jl'" l,iu e ddl'"bh"uimenll> dd I.l"'cmo ,krn"l'fiIlil'o e ddle le~l.li. L'llcellSII rdllriwlIll'u$Ser

\imentu ddlu puniu "Ilude, probubilmellle, ullll pr<:senzu ddl" I;llurnilliollc mll~'edone li Mllnkhi,,; "d, n, , e unch" li ~7, <> iI pesullle l;iudi1.io di Senocmle ~"l1e cl)mli~i"ni .li puce irnposle dll Amil'"rro mi Alen". \ld. lInehc El.IA"'U, Varia IliJforio III -17. 180, Su Nil'odeed El.lemOll""d. '7,.lc.H, ". '8'. QIlCllli I,.., 1"'l'lIon"l.llIi "nmu fllAAili presso NkllnoTC', chC' COlllrollll,'a Mllnichi" e ill'il'l;.'Q (vd.ll1 nolll ,6,). Ilh, err, '7, .l.

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feddc omico, lo esorto a permettergli di bere ii veleno prima di lui, disse:: ttNicode, lu tua richiesta per me grave e dolorosa m:l, poich non li ho mai rifiulrtlo alcun favore in tutta ln mia vila, ti concedo nnche queslo. (6] Tuni, orm:li, avcvono bcvmo, il ve1eno fini e iI Cllrnef1ec disse ehc non ne nvrebbe tritumto nitro se non riceveva dodici clracme, il costo di uno dose. (7] Poich tempo pnssava e I'dreno rilardnvo, Focionc chinm uno dcgli amid e diccndo: ad Atcne non si puo ncmmeno morire gratis,., lo csanava a dare all'uomo ln. monctina. (37, I] Era il giomo didannove dd mese Munichione IIU c i cavalieri 1801, chc sf1Javrtno in processione in onore di Zeus, passavnno accanto alia prigione: gli uni si tolsero le corooe, gli altri guardarono, era le lucrimc, le I>orte dc1ln prigionc. (2] A coloro, ii cui animo non cra tolalrncnle malvagio e corrono dali 'ira e dall'invidin, scmbr atto quanto mui cmpio iI non lIvcr diffcrito I'esecuzionc per qucl giorno n nver conscrvmo pura da una csccuzione pubblicn ln cin in fesln. (3] Tunavia ai suo nemid, comc se la loro viltorill non fosse 51ala completa, 5embr opportuno "" bondire oltrc i confini persino ii ca davcre di Focionc e che ncssuno degli Ateniesi accendesse ii fuoco per la sua sepoltura. (4] Perd nessun amico osO loccare ii cadavere ma un lal Conopionc, abilufllo a fomire quesli servig diclro mercede, brud ii cadllverc, portato oltre Eleusi, c1opo nver preso ii fuoco clnlln terra di Megara. [5] Ln moglie, presenle con le serve, dev li un lumulo vuoto c verso libagiolli; postusi in seno Ic ossn e ponmele di nottc n casn, Ic seppclli presso ii focolore dicendo: o tC, caro focolare, ofndo queslc reliquic di un uomo buono. Tu, restituiseile alie tombe dcgli avi, quando gli Aleniesi sornnno saggi, [J8, 1] E invero, trascorso un breve pcriodo c insegnondo gli evenli quaJc protctlore c cuslocle di soggczzu e giustizia ii popolo avesse perso, gli innalzarono una slatua di bronzo, seppcllirono Ic

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[J8, 11

,8.;. Munkhiul1I: l'OrriJlJomlc P 1l1~"'~"'~l'rilc. ln 'l"l~lu ml~e,i celo:brp\'Pllo le Olill1' pie in onon: di {",u,. 18-1. '(P.....Jicri pppal1elll!onO pI (elO deval..: "uno ui II.H.ltlltOl o: ol h .....lK(i~, mm~o "ali a .\-l. ) e P n, J, <::he si opponllQoo IIUa curnbllllll II morle di Ftll,.;one.

,8). Quolg <!iSI>OJiltiolll: l:rII, probabitmenlc. pto:st:tll<:: nd dc:crelO di (QIldpnn~


morte.

II

<!'QKlflN

l!oTf)Oav, 'Oa~av l! bl1l10010t tl!J..EOl ta 60t 1116, [2] Twv l! xatllYo. QWv 'Ayvwvlbl1v Ili!V outol '6VOtOV xO'C0X!!l{loTOv')aovw; mtx'C!!tvav, 'EnLxouQov l! xot 6.11Il6qJtoV IH7 l'CobQ6.vtas ex Tiis l'tOEWS .VEUQWV
Toii 41wxlwvos u(OS htllwQ11aoTo, [3] Toii'Cov OtE ina ol'touaiov

CivbQo YEvl!O'6Ol qJool, xat l'tOlbtoxl1S lQwVTa l'toQa l'to(lvo~oax~ T(lElpOI1h11S x(t'Ca 'CUX'lv SEOI)WQ41 T4J ''6ttp IIlIJ l'toQaYEvto'6Ql, OYov lv
1\ uxEl41 bIOEYOllh41 Totoiitov' "Et T6 qJo..ov uooo'6Ql lU) atoXQov

ecruv, oui! 't6 qJ[11v' 0IIOlw <b') et [bi!] Il~ T6 toiQov, oui! TO hal(lov.. III'J. [4J 8i!11EVOV OUV ~aUT4J l't(lO T~V l1tt'6ulllav T6v Myov w EU xov'Co,

uoaot}(t~ t1)v talQuv. l5] 'An T Ilh l'tEQL 41wxlwv~

l'tQOX'6hT(t TWV nEQl rWXQTllv l'tlV vi!Iw1luE TOU "E'lvas, wS llOtOTTllS xElvU Tiis llO(lTloS TauTllS xal buot"UXlu TIl noE~ YEvolltvllS,

ossa a spese pubbliche tll(,. [2] Dcgli accusatori Agnonide essi stessi cond:mnarono'l morte c uccisero; iI figlio di rocione seovo Epicuro e Dcmofilo 1117. che eTilno fuggiti dalla cilt, e ne prese vendetta, [3] Dkono ehe costui, per ii resto, nOn sia stato un uomo serio; innamoratosi di unll ragazzinll, mantenuta dll un lenone, per CllSO cm presente quando I'nteo Teodoro 1l1li discusse nel Liceo t:lle proposizione: se non i; turpe affrancare l'omieo, nemmeno I'amicll; altrett:mto, se nOn turpe riscattare ii compagno, nemmeno la compagnll til?; [4] rilenendo, dunque, ehe ii discorso ben si ndattasse aI suo desiderio, affranco I'etera, [5] Ma la vieenda di Focione fece tornllre di nuovo alIa memoria dei Grcci quella di Soerate: qucsta colpa c sventura della eiu fu molto simile n quella,

"

IfI(,. Di ~Cllulo ~1I1l notiu Jelb morle tli I'ndonc, DIOllORO (XVIIJ 68) infunnll chc

CIlS.s,"~drn, Ilvcmlo n~vuln Ju Antil\onu Irl"1ltRdnquc nlll'i du I;ul'rra c qU1Iummilu wl.

JUIl, !!lunllC uI Pireu, nCCIIlJulO dll Niclll1orc, \ln suo soslcnilnl'e. Polireroonlc si IIfftclW v~rsn l'AlIica COI1 LIli forte escrcito c IIffitlu ullilllio All"Ssul1t1ru ii oompilo di lU.'<l:diare ClIss'~ndm e !'!icIl110re. L~Il'5edi~ ~i Ilrotrue per drcll 11111111110. Rcsi~i como di non poler ~col1hAAcre CUSlillndro, Ifh Atel1lC'J1 dlocidono di 1I'lIllurc c slipulul10 lu 111I~ li qUl"'le l~l1l' dizioni: Illi Alcniesi 1I111ntenijono III ciu,\, ii lerrilorio, le rendite, Ic nllvi c lIl1to iI !"dlo nell'lIm!dzill e l1ellu ."l1eun.zu .COI1. CIISS~l1dru, ii qUlIlr, u suu vohu, lllu1llienc per iI mo. mcnto II c"'llro!lo .II Munlchlu, fmo II qunnd" nOI1 1I!>!>iu sconlittn i re (Alcsslll1<lrn IV c Filippo Arridcol. Alcne IICCt:111I IIn ordinllm"nto <:en,it~rio eon on" ~ogli~ di redJilu di 10 mine (,o()o drllcmc) e di essere rena do IIn epimdelc.l!llldiIO li C~S5,mdrll; lu ~celtn Clde ~ll D.emelri" de! F~rero (l)IOl)(lMO XVJI(14). C"lllincia cosi ill!U\'eOlo <I<:("cnl1l1l" di De, n,let~1U (.I' 7-.17 a. C,) cd e prohabile che nll" S,," inililllil'u si d"bb" III ria!>i1illl~innc ,Ii IO<:lon". de! quulc cril SllltO un l'olllloonuorc (vd.l e nolc 111, "-1, ,(,,), ,117 L'imer\"elllo contro AlllTonidc e Dcmofilo (di Epicuro non eOI1Cl:1cillmO nllHo) ,i l~"l1prende dol'O l'inslllllTUlione de! nuo\"o rellimc olig~rchico,l\ui,bIO d;, Dell1elrio dei I-'"Icro. 1\1.t1lOnide, oltrc utl UI'e' SOSlenulO I'IICCUS" col1tro Fociol1c, c, ("niC, da idcnlificlITC CUI1 ii pcrsonul:Ulio che UI'C\'1I prCSCl1lll1O UlHl lICCUSlI di ernpiel;\ conlrn Teofraslo nml"Stm di I~metrio ('?IOOIINH LAURl'IO V ,\71. Nel3'.I, in tlccpsionl" dcllo sl"('Pl'io dcllll ~ut'rru di !,,,mm, I)emuhlo ',,"t:\'M ~CCUSlllu Con ~uc~sw /\ri~ltl1de (ihid., V,: ATllN':O XV 6<)6/\.m, II '111"lc cm ~lllto co~lre110 ,1<1 UblHlI1t1ol1are Acene e II recursi " Cukide, dove, 1'lInl1o Se. j:llcnte, em morlo hd.IM nOlU 'o~l, , 188. Tl'odmn di Circnc, Slll'Nl1nominUlo 1"'1<"0, upl'Urlel1t:\'lI ullu sCllol1I circnuim. ~'sse ",I :\.tcn~,.~o1l0 ilIlO\'~~no di Dcnlclrio dei Fo,lem,lino ui 307; poi, cumc Dl"mClrio, .. lrus(en 10 1:Il'uo, prt.'l'~o lolol1ll'o I. Diogclle l,,,cr"',io (l1l10~CC Ulm S'''' operll .\'1I1:1i <lN
(1197),

189. Jntr"tlocibil e ill\ioco di purole hl'lairor, comp;'l!'lOlh<'ldird, cnmpagllll, ctenl.

KATQN

CATONE

[. ln Fac/one 3, 1 -5 Plulllrco Imllcggll brevemente ii cnractere di Catone secondo nlcune lince drellrid - (de m:micre antiche, ii caraHere intmnsigente, la vinu (llUstern ed c1eVllla, la IOHa contra la fonuna - , dclle quali si nutriril- nel corso dei secoli fino a Dante ed oltre - ii mito di Cruonc. Ln parllllcla Vila di Calom: sviluppa tale impostazionc e dil subito mgione dellll diversit:h> dei protagonisla, da impularsi verosimilmentc alia sua llscendenza - suo lIVO fu ii celeberrimo Censore (I, I) I - , cd 111 responsabile dcllll sua educazione, lo ido Livio Druso (I, 2). II cnt:lttere indornilo di Catone si manifesr sin dalla piu renera clil: Plutarco indlllge nel racconrarc una serie di episodi (capp. 2-3) - alcuni dei quali non altrimenti nOli - , la cui fragilit storica c in versamente proporzionale all'imporranza che I'autore conferisce loro n dimoslrazione di tale assunto. L'educazione csemplarc impnrtitagli da Sarpedonle - basara sulla (orla dei ragionalllento :lm:ich sulle maniere forti (I, la) - , I'iniziazionc alia SlOa ad opera di Antiparro di Tiro (", 2), la lunga consuetudine con Atenodoro di Tarso (cap. la) e la rigorosa :lUtodisciplina che eatone si impose (5, 68; 6, 5.6) rcmpmrono un camHere gi per nalura inflessihilc. Plularco non ignora, tlIt1avia, le dcholezze dei SllO eroe: i rari ma violenri scoppi di collera 2, I'inclinazione ai bcre (6, 1-"), l'eccessivo attaccamenlo ai frarello, chc scaten in lui - alia morte di Cepione - scomposte reazioni (I 1,3-4). L'elenco dclle mende caronianc gli era certo fomito dai delrattori, iII primis Cesare con ii suo Anticato j che Plurarco conobbe indirettamentc, consultando la biografia caI. Anchc ncl b",s dcdk,,[o ccnsc (,7. 7lli

C,,[nnc fo.ll'l:Yliorc I'IU[llrCO llcccnnll nlpidlltllCIllC Oll'Uli

,. " H; 3. 7; 7. 2; '). ,; 23, ';.!'l.); 611, ).11.

3. Fu scrillo nci-l) (SvllmNlo, D;"us /,,1;111 ,6, 6 wb /""'PUl Mllm/t"IJis pro<'til) come rispos[:1 IIi llurnerosi clogi .li C"lonc chc si cr"nn diffusi in ]{OnlU dopo ii SilO suicidio {in

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KATON

INl'ROOUZIONli

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(l 41, 8-10),

wniana dc1li.losofo sloico P. Cladio Trasea Pcto ol , grazic aI qualc aI tinse parimCllli alie Memorie di Munazio Rufo. Anchc la trflvugliutlt vila amorosa di Cntonc scmbra provocare di. sappunto c sconccrto in Plutarco. Egli rifctisce mnlvolcnticri lo strano cpisodio dclla ccssionc di Marcia, ln scconda moglic di eatone, nel Oncnsio, gillcch, pUf auingcndo dn auima fonte (Munao tramite Trasca: 2:), ~l), C volutamcllIC oscuro. Non minore pcrplcssitil desta in PIUlllrCa ii fatlo chc Catone, c1opo la morte di Ortcnsio (nel 50), avendo dcciso di seguire Pompco, strumentalizzasse Marcia nlle sue nccessit, tiprcndcndoscla in casa per vegliarc sulln fnmiglia (52, 5-9): ammcsso chc 1<: ctitichc di Cesare slIlIu aviditll di eatone (Marcia era divcnlata una ricca creditiern) sillno infondate, vero c che Plularco, pur avanzando qualche timida difesa, ammette che dclle responsabilit di Catone riguardo aI matrimonio di Marcia si potrebbe Jisclltcrc a lungo (52, 8).
2. Dclla carriem politka di Catom~, che segulle scansioni dei curms hOllomm in un perioda trllvagliato daUe guerre dvili c dalle 10lle

lega/lIs legionis (9, 5). ln lln controverso passo FLORO

di patcrc, Plutarco melte costanteJncnte in rilieva, spessa a scapito dell'obiettivit storicn, iI rigore e I'incarrunibilitit. Qunndo, nel 68, si candid ai tribunato militare, secando Plutarco, fll l'unico tlspirnnlc magistrata li rispenare una legge (di difficiJe identificazionc) che llboliva i f10mellclalOres (8, 4-5)': la notizia plutarchea sembra priva di fandamento, perch contrllsta con un passo ciccroninno dei 63 (Pro Mllrcnfl 77), nel quale I'oratore lo rimprovera di andare in giro accompngnato da un IlOmcnclalor, rinnegando ii suo credo filosofico. Dei suo tribullalo (in Macedonia nel 67) Plutarco rkorcla come unko dmo storico I'inconlro a Pcrgamo eon Atenodoro chc lo segui sino aI campo (cap_ 10). Circa i compiti militnri che gli vellnero llffidati ii biogrnfo llfferma solo che fu nominato
pllrlicolllrc, ui (d/O ciceronillnu). Eru. furse, ooslilUilO d~ Jue libri: CIC~1l0SI!, 11'/ 1111it1"'1 XIII jO, , libroJ ronlf.J Cdl"'''''''; GIOVIlr-.'Al.Il 6..H8 dilO Ca,tdfiJ AII/icd/Oll,j. donde iI lilOlo A'lficd/OIl"j 'lIIribllilollli JUlllclllle (onli. "" '['rasca cr.l SIUIO iI nHIt'llIrt> di duc umid r",nU'1; di PIUlurco: Gillnio Aruk~lU Ru ~lico (Murd!", ~'Ill)E) c T. Avidi" Quielo 11'1.,,.U>. E1'iJlu/d(' VI '9. d. ~. Mcrnoril1 dei pmlronc. iI/lOm"ndlll"f U"l'\'U iI compito di suggcrilllli i nomi di lUllC Ic Ix:rsone che qucsli inOOlllrDVo: di, cm fundamentale dU"'~"IC lu clunllUIl1ll1 c1ellorulc.

nel1'c1encare i personnggi ai qun!i Pompeo nel1n guerra contro i pirllti diedc I'incnrico di sorvegliare i diversi mari, menziona un Porcills Cato, posto a difesa della Propantidc. Poich nell'elcnco, analogo, di AVPIANO (Storia milrldalica 95, 436) tale incarico c, invece, affidato a Pupio Pisone, Fchrle(' propone di integrnrc i duc passi trn di loro: CalOne snrebbe stato direnamente aI servizio di Pupio Pisone per conto di Pompeo. Tale ipoTesi rendcrcbbc piu verosimilc ii racconto plutarcheo relativo all'ineolHro eon Alenodoro. Anche dei viaggio che Catone intrapresc in Asia, prima di rilornare a Roma per declicarsi alia politica 1 , si dice bcn poco nella biogrnfia: la cllriositas per i popoli che vi abitavnno (tipicn dclla concczione cosmopolitn stoica), dn Pllltareo invocata come uno degli seapi deI viaggio - oltre ai legami con Deiotaro (r::l:, 2 richiamnto da 15, d - , cela probabilmente una missione uffidale di earattere mililare, come farebbe imcndere la mcnzionc dclle llvlle~ (12, 2) che cgli doveva ispezionare. NeI 63 Catone si candid allribllnato della plebe, solo per comm51are, secondo iI raccanto plutarcheo (cap. 20), Q. Cecilio Metello Nepote, uomo di fiduda di Pompeo. Sostenuto dllgli otlimati, Catone fu eleito scnza difficolt (21, 1-2): Plutarco ignora dei tutto Ulla cnmpagna eleltomle che dovette esscre accanita e imensa (per l'imporlanza dclla posta in gioco), come rilevnbile da un eccezionale documento llrcheologico-epigrafico rinvenuto a Roma: unn coppena dei I sccalo recame iI graffilO M. Calo quei pclit Irlbll1l(IIt)II(m). Oggeni di lnl faua venivano distribuiti aI popola, picni di dbo o di bcvande, per propagandare ii nome dei candidato K La violcnza dellll 10tIa chc Catone nel 62, in qunlit di tribuno dclJa plcbe, conclusse contro ii colleg;'l Metello sulle leggi a fll\lore dei

6. P. 7' c nolu 3~. 7. Non vi moti,'O d; nel!are credibililil II J>llIloroo quundo llffcmlll chc ii viullllio u\'\'enne pril1111 dei rilurno U Rom~ sollx:rch lu JlrncnZD di [loOlI}C() ud Efcso (n1. '4. ,) Ilnn i: ullCSlnlu lino uI 611: oo~l. per l'll.. M'I.n.HIl, 001. '73. Come DlIelOhl 1\"1"""0. S/arill miln'Jllli(IJ 9'. 4'4. quundo lUSunsc ill'l:lll1l1'ldo dellD gllerro conlro MilriJulc oll'inizio dei 66. Pomp.....' cm in A~iu. pcr lIrnJfllurc sulduli; STMAIIO~H XII. 6 podu di Ilna SUn SOSIO l I{ndi; unchc Efcso IX11rcblx: l'SScrc ~lnlU u"" IUplJ". non ahril11end (IOCllt11CnTall1. 8. S. PASClIlIlA. Ca{,t/IID " Calml" lU <01'1"'/1" rt.""lln". in SIII"i ln mlfl'" Ji E Mllllni. V. Romu '980. pp. ,(;'1',64.\.

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KATON

INTRODUZlONH

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ritamo di Pompco'J (26. 2-28), c:: .:ltlcnuala da Plutafco (c da alcunc romi 10) chc csnha solo ii conaggio dei suo CToe e la bonr:i dclln causa:

ehe il comportamento di Catone avesse suscituto anchc dure criti


ehc II tf"ll5parc dalla cauta ammissionc di Plutarco in un giudizio sui due llnlngonisd (26, 5): n Melella n Catone, a parcrc dei scn:lto, si stavano comportando con senso della realt. 3. L'ampio spazio ehc Plularco riscrva nUa descrizione ddlo seouIro Ira (mone e MCldlo ha ln funzione di introdurrc iJ lema domi nome dd resto della biogra6a: ln laua dd protagonista COlUro i grandi Iiranni cid tempo, PomJX'O prima c Cesare poi 12, Anchc in qucslo cnso Plutarco spcsso deforma gli evemi, csagcrnndo 11I portllta dcll'imcrvcnto di Catone owcro tacendo le sue cvclltuali sconfitte, Per quanto riguarda, :ld esempio, LI primo scOntro che avvcnnc ncJ 62 - tornato in h:llia, Pompeo appoggi la candidatura a console per ii 61 di M. Pupio Pisolle Calpurninno u (cap. 30) -l'opposizionc catoninnn si rivc1 improdlltlivn pcrch la richicsta di Pompeo di dif. ferire le c1ezioni vcnne accolta: Pllltarco lace drca la conclllsione dell'cpisodio, nnrrata, invece, da CASSIO DIONE (XXXVfl 4<1, 3)' NcI 60 ii senato voto a sfavore di Pompt."O che prerendcva la convalid:1 ddle disposizioni da lui eman:l(C in oriente contro Lucullo. Pluwrco lIe auribuiscc ii merito solo a Calone (31, I): in reah:l, egli fu spallegginto anche da Crnsso e daI console Q. Ce<:ilio Mcrcllo Cclcre (CASSIO D10Nfi XXXVU 49, 4-~O, 3). Ncppure nclla OOcCialUrll della leMe ngraria a favore dei veterani, che Pompco propose nc1 gennnio dcl60 (31, 1'2 scn7.:l indicazioni cronologiche), Catone fu delemlinanle: i maggiori opposilori furono, di farto, Merc1lo Cclere c Cicerone, come si deslIme dall'epislola ciceroniana Ati AII;cum I 19.4.
9. LII rof,l1lw C.i/ia ,,/ ilblrnl /'ompd/ll .,,""/ p('.('/ c: III rof,alifl (;"11111 J(' Cn. I'mll!'..,,, ('I( IIJiIl 1'l'VOC4m/,,; ddlc: duc: I'l.num knlhrd ooncc:nlrdrc: III SUl! lI11cn,jonc: solo ~ullll sontlll. 10. CItlMQN~. P", .\1""."" H,: mil dr. G.I~MO DIOSIl XXXVII;I), ~.", I'. Mil dr. Ic lodi ~'!Illllcrolc di CU.liIlONII, I'", Sl'llio 6~, l~. 1I1("rminc 'Ul'UVV~ CCllll]l;.rc t'O" frC<I"Cll~1l nellll hio/lrnlill clllOniulUl in .i(crimcnlo ui due p("l'S()nul'lli. ,.\. Le/lUIO di P"mpcn tllll 6, III 6~; T. K. S, Ihmu(1IlTOr<, 'l1Jr MaJl,iJlrill<'l uflbr RotlliltI I<<'(",hfir, II, Ncw York 19P, Addcndll. I'. ,~. Sul!'cpil'OClio, dr. I'omp<~, "", I C
CA.~~IO

Quanto agli evenri dei 60-59 -Ia candidatura a console di Cesare, la costiruzione dei triumvirAro, la promlllgazione delle leggi agrarie - , deuagliatamente csposti daUa grnn parte deUe Conri 1\ I'ascuril dei racconto plurarcheo (31, 3,6) dimostra ancora una volta come a Plutarco non interessi delineare un quadro storico I', ma prescntllrc: ii protagoniSla come fiero opposirore di Cesare (31.33) in una prospetliva spesso dc:fonnara, Nd racconto dell'opposizione animare alie leggi agrarie dd 59, pur dislinguendo le due leggi (a differenza di nitre fonti che parlano erroneamente di un'lIniC1l legge agraria 16), Plurarco esagera la portara dell'osrruzionismo catoninno. I numerosi e violenti discorsi di Catone dopo la proposta della prima legge agra, ria (32, J) non si rivelarono forse dellulto opportuni se un anticesariano quale Cicerone ne criricava l'onusa intransigenza (Ad Auicum II 9, 1'3)' Dai piu detwgliato racconto di CASSIO DIONIl 6, 1-3) si deduce, inoltrc, cite fu M, Calpurnio Bibulo, ii coUcga di Ce sarc (nonch madto di Poreia,la figlia di Catone: 2~, 4), ad escrcitnre la maggiore opposizionc, L'oscurit dei racconto plutarcheo, ndl'am bito dei quale desce diffieile dare una COllocllzione cronologica aUa seric di auentati di cui a 32, 3-4, o uU'obbligo dei giuramento per i senarod, pena la morte di cui in 32, ~,deriva, certo, dai rentarivo di porre Bibulo in secondo piano rispetro a Catone, che solo in Plurarco appare come prolagonista. Anche ii racconro deUa dura opposizionc chc Catone condusse contro la seconda legge (33, 1-5) rispecchin una versione anticesariana, attestata anche in Cesore 14, 1 J: CASSIO DIONE! in proposito tace (XXXVIlI 7. 3)'

cxxxvnr

4. I rrillmviri si vendicarono di Carone nd 58: selVendosi di Clodio che era divenraro tribuno, cssi lo liquidarono>J inviandolo a Cipro, Si trattava di una missione pesante e destinata a renderlo impopolllre, giacch ii suo compiro consisrcva nel dcporre dnl trono ii

". err. LIVJO, PI'n,K!Jur 10.\: VIII.1.I110 I I -14; I'l.UTAKCO, (folar(' 1,\'14. SVHl'UNIQ, Dilll'l
II/lill' '9, ,~O. }; ApPlANO, (;,,('rrr <"i1l/1i JJ 11"4; CASSIO I)JONM XXXVII ).I-XXXVIlI 8. I). I'llItllrco, per L'!I., ndlll biollrolill no" me,,~illll11 11111i Crosso cd ii "1010 chc s\'obc ill IlllCgli unni. 16. VlII.UilQ II -14, -I: III fome di CrfilT(' 1-1.;> c: PmJlp.-t' -17.): AI'I'IANO. c,'m:-rrrrivili II 10.U !<'ltli pllrlll di Vbi'OI, mK li riromluL'c uJ "n unko mOl11o:tllo).

DIQNM XXXVII ,,-I, .\.

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KATON

INTRODUZIONE

sovmno deU 'isola, confiscamc i bcni per conscgnarli aU'eearia roma no 17 e anneuere I'isola {I Roma. 11 rncconlo plularcheo delln missione (capp. 35-39) si discosta dall'impostarione panegiristica ddJ'inlcra biografia per ii lona vclalumentc anticatoniano. Stnndo a Plutarco, pur nvendo ricevU!o un preciso mandato (anche se sgmdevolc), Cu lone noo si es~ dircuarncnlc, ma si fermo a Radi, affidando il compilo di convincere Tolomco ad abdicare spontanearncntclt ad un ccrlo Canidio, suDa cui affidahilit in ;6. I (e in Bruto }. ;;1) si csprimono dei dubbi. Dopo ii suicidio di Tolomco di Cipco, CUlOne preferi invinre neU'isola iJ nipole Bruto (36. 2) e recarsi a Bisanzio per affnei che costilUivano SOltllnlO un'appendice dcUa sua missione h4. 7) c che, a delta della stCSSQ Plutarco, non gli coslarono ncppure una gmn faliea. Solo dopo che lutti j possibili dissidi con Cnnidio sull'cre dil crlmo slati sbrogliali dai nipotc, cgli si insedi ncll'isola c prcsicdene alta vcndita dei lesoro reale, rivclando una mcticolosi1l1 quasi f:mmica (36, 4"5), ben diversa dulla dJligcttlia, dalla sanclas, daUajides di cui parlnno le fonei piu fllvorcvoli III. Lu chiuve ineerpretntivn di qucsto episodio della biografia catoninnn, sorprendentemenle narrato ai ncgntivo, fomita da Plutarco st(.'Sso quando rivela (36, 5) che, Ira gli umici irritati dai comportnmento di Catone nclln vcndita dei tesoro, vi fu Munazio che di queiJa missione offri preziosi deltagli per I'A,,/tcalo di CCSllre. E. plausibiJe ipotizznre che essi, almeno in purte, confluissero neUe memorie che Munazio scrisse c dallc quali Plutarco aninse tramite Tra~a (}7, d. 5, I fatti che condussero Catone a capitolare di fronte a Pomo pro - ne! p, dictro suo consiglio, Bibulo proposc ai senato (c ottenne) di nominare Pompco com,,1 sine coI/ego (capp. 41-47) - sono dt.'Scrilli in mnniera molto confusa da Plutarco, preoccupnto forse di sminuirc ii suo croe. Vengono, di converso, posti in risnho gli episodi rehllivi alia latia contro Cesure, Plutarco nc ricorda due - ln pole mica di Catone contro i Romani che, dopo la viuoria di Cesnre sui Germani, nvevnno decretato sacrifici agli dCi bI, 1'2) C il discorso contro l'cpislOln che Cesnre lIvcva invillto aI sennto, picnn di invcuive
". An~he LJVJo. 1'l'.iocbal' 104; FWHO I .H, }; C'SSIO DIONH XXXVIII }O, ). 18. V"UIHIO r-.1"''''IMo IV I. I.,; Dl' uiriJ illmlribllJ 110, ~.

n ed ii

nei confronli di Catone 151, }-6) - riferibili ii primo all'nutunno dei ~condo posleriore ai marzo dei 50. &si costituiscono per Plutarco solo un pretesto per porre in bocCll a Catone dure criliche dell'operoto e de:Ue vere intenzioni di Ccsare: ncssuna meraviglia, quindi, che ii nostro autore condensi in pochi paragrafi. i complessi eventi verificatisi neU'arco di cinque anni. 11 materiale utilizuto ap paniene ccrtamentc alla propaganda anticesariana: in C~sar~ 22, 4 Plutarco lo anribuisce a Tanusio Gemino 19. Quando, la sem dei 17 gennaio dei 49, Pompeo lasci la cin per llSSumere ii comando dcll'cscrcito a Capua M , a Cmone, armai irrimediabilmentc compromesso con Cesare ed iI suo partito, non restava che seguirlo. II racconto di Plutnrco idealizza, come di consueto, ii personaggio: n in questn biografia b3, 2) n in Pompco 61, 2 egli rileva la riluttanza di Cnlolle a pnrlire per ln Sicilill (ln provinda nssegnntllgli dai consiglio di Pompeo). Le criliche dei concittadini - e non solo dcgli avversnri politici - sono, invcce, adombrulc in a1cune significntive cspressioni ciceronianc: ColO enim ipse iam servire 'filam pug'tarc mavult... quod maxime opus esl, iII Siciliom ire 11011 curai (Ad AuiezmJ VII I), 2); pollllJre cerle leneri illom provineiam seio libido X 12,2)21. Plutarco , inohrc,l'unica fonte ad informarei b'I, 5-6) che Pompco aveva pensato di affidarc ii supremo comando della f10ua a Cmone, ma poi, tcmcndone I'inrronsigenza. aveva preferito Bibulo: alcuni sono propensi a vedere nell'affcrmazionc un nudeo di verit 22 , ma I'insislere di Plutarco sul contrasto sempre latcnte tra Catonc. ii campione della Iibcn, e Pompea, l'uomo di potere seni'J1 scrupoli, scmbra viz.iare sin dall'origine la notizia cd ha I'aria di una giuslificazione non richiesta dei fauo chc non Catonemail genero Bibulo cbbe I'importante incnrico. Alio stcsso modo, non autentico sembrn ii discorso che Catone tenne ai soldali alia vigilia ddla bauaglia di Ou'9. Tpnusio Gemino e ciUlo rorne fonlc Rnche ncllp biOj;:llIfiR cenriRIlR di SvclOnio '9, ~). SI\N,;C.A {Epillula~ .,1 Luci/;,"" 9}, II) I'Rrla dd suai A""ali come ,Ii libri ponde

msi.
~O. r:~J'm' }o H; I'OIl/Pro 606,; AI'I'I"NO, Crum' riui/i II H'}7: ("."'10 DIONH XLI
11. CI~~"Hll (D,' bt'!lo rilllH I }O, ".,llo ueCUSR di aver orsulli1.7,lIltl l'tlll rOSII in Sidlill ln rai~lcn2P ..i cc:snrinni. lO" <Ii R\"cre 1~,ciR10 l'iJOlp pllp""idnpr.i dei n~mico In",enlull' llosi per c:ssere Sl"to .]bbandonalo II" !lompC'O. .. ... FIIIIRL~,

~6.

p.

1H.

KATON

INTRODUZIONE

"7

razzo 1J sui grandi temi filosofici della Iibert, dcl coraggio e della morte (:54, 8-9): ii discorso non e riporcato da altre fonti c tutto ii contesto pare sospelto e contraddinorio. Si affcrma, infani, che, dopo aver esortato con passione i soldaci alia guerra, Catone piansc amare lacrime sulla viuoria: iI biografo, con I'intento, forse, di atlenunre le critiche di chi gli rimprovernvn di avcr aderito alia guerra civile, mppresenta un uomo ruper parles che mira soltanto all'interesse della paIria. Avuta notizia della sconfiulI pompeiana, primll, e della morte di Pompeo, poi t,6, I'::Z)' Catone si fece Cllrico delle sorti dei pomreiani, riorganizz III loro resistenza in Africa ed ingaggi una dum lolta contro Cesare e contro ii destino, lotla chc lo vide sconfino ad Uticll. ln queslo drammatico contesto ben si inseriscono le notizie - tulte sospette - delle quali sono clisseminati gli ultimi cllpitoli clella nostra biografia: I'accoglienza trionfale riservata a Catone dalle ciu africane che avevano chiuso le porte nd altri pompeiani (:56, 4); la sua marcia faticosa verso iI regno di Giuba - anticesariano - per raggiungere ii resto delle forze pompeiane ivi insediate (:56, 6-8); ii tentativo, riuscito, di evitare che Scipione (Giuba secondo Livi0 24 ) facesse strage degli abitanti di Ucica, sui quali pendeva I'accusa di es sere filocesariani 2 '; infine iI compito, I'ultimo della sua vita, di vcgliarc sugli ahitanti per evitare infil!razioni cesariane. 6. Per gli ultimi momcnti della vita di Catone Plutarco e la fonte piu deltaglima: difficilc pronunciarsi sulla sua affidabilit per I'impossibilil di instaurare confronti con altre testimonianze. Plutarco, ad esempio, esalta I'opera conciJialricc di Catone ncl mettere pace tra i senalOri, i commercianti, i cavalicri residcnti ad Utica e gli Uticcnsi (capp. 60-(4). Ma, a scapito dellc intcnzioni dei nostro nutore, emergano con chiarezza i contmsli e le divergenze di interessi tra la classe senatoria c quclla equestre; la sostanziale indifferenza politica dei ricchi, h:mchieri o mercanti che fossero; la faziositlt di Catone che,
2.\. Su di c"s~u si confrollli CI!5ARI1, D,' hdf" vi/i UI 79.4: I'I.UTARCO. (.'1'$''''' .19; Pmllpm (,). 7'9: A"",,,,,o. GII/rn dlli!i II 6, e C"s.~'" D'ONH XLI )0. j4. 2.1. I't"rin<bd'" I). 2). II D, h,It" l1/riclIpurln .ri un hl'lll1iai"" "'J:tS III/iat u fUl'ore- dCllli Ulicensi {1I7. j!.

nclla 10lla COOlro Ccsare, si bau csclusivamentc per la salvaguardia dclla classe senatoria. La figura Ji Catone che, in una ciu su cui incombe I'assedio da parte delie Iruppe cesariane, presiede alie operaoni di sgombero, dandosi da fare per la salvez:r.a degli aicri con ii pensiero costantemente rivolto aI suicidio (capp. 6,,-(6) doveva costituire, nelle scuole filosofiche e di retorica dell'epoca di Plutarco, tm fulgido exe1JJpltl1JJ di stoico u,. La Icggcnda di Catone si alimenta di deui, come, ad csempio, ii rifiuCQ che ahri interceda per lui pressa Cesare (64, 6-7; 66, I-::Z) e I'afferma:r.ione della slla invincibilit di fronte aI tiranno (6", 8-9); ovvero di faui, come quello dcll'ambizione sfrenata dei pompeiano Ottllvio (6:5, "-:5)27 o queIJo dei cavalieri ai qllali Catone ingiunse di lasciare ii bonino o[[enUlO saccheggiando la ciu (6:5, 6). NcI racconto dei suicidio (capp. 67-70), all'esalta:done deito stoico che preferisce la morle alta schiavit si aggiunge un tocco socratico, gi presente, dei resto, in fomi alllecedellli, alcune delle quali moita antiche: le morti di SOCfllte e di Cltone sono poste a confronto da Cicerone 211 ; Seneca, daI canlo suo, le nnTlovera tra i bOllom1ll ex/IIIs 2'J. ~ noto che la leueratura degli eX/1m uirOfllm illllSlrill1JJ fu pa trimonio peculinrc dei circoli stoici di elii imperiale: c verisirnile ipoliz:r.arc che la morte di Catone, aclclotta come exemplllm. fosse in 1tl1c cerchia dcscrilla nei termini nei qllllli la narr successivamenle Plutarco, che consult probabilll1ente per ii tema uno dei piu illuslri rop prcsentllOli stoici dell'epoca neroni:ana e cioe Trasea'o. La biografia termina Jl conle parole (costllntemenle riportatc ndla cradizione sulla morte di C:uone U ), pronunciate da Cesare quando
,(,. I'hl1uru melle in ri~"ho 1"1,, suo comporlllmenlo linche- in Mor.Jilil 761 D. efr.. frll Ic nUlllcrol'e 'l'lilimuniunu:. S,INI:CA. O, prollitlm/ia II I I. ~7. I? irnp.:n~"bil" che. dupo III sconfln" di Tllpso. Olllll'io polesse nrril'llre con duc inlcre ICl:liulli "ti Uli<;1I I'rol'rio uel momenlo in cui sllll'" IlCr sopmAAiullllcre- CCl;IIrc. lH. efr. 'li'leu/",,,,,, '/,ipu/ulim"'l I 74 (sul tem" dei suicdio!. ~9. D. Irall,/lIif1ilO/t a"illli ,6. ,. )0. Su Tru,eLl "d. pp. '09" 10 c nOhl ,1. Tm~c" 'II'rcbbc modcllulo. U SllU ,oh:!. lu prn. pti:t mune~" 'luellll .li C'llonc: cosi GmGI!R. pp. 626.1. j I. n C'lp. 7 ~ lmlla dei Illllio di C"lOlle, Murco. p. VUlIIlIO M..sSIMO V I. 10: I'l.UT"~CO. Crsdrt: )'1. 1: Mnr.Jlia 206E: AI'''''''''''. (;"""e </ili!i II 99.11-1. L:lllOSlibiliJ tlll p"rle di ClluIle di c"sscre gT:llillln.l" Cl'Sute sul che lo "oll"Sse e lcmu rClorico: "d. S'I"Ht:" ~KTO~II. COlllmvlrJia, X .\. ).

KAnm

seppe dei suicdio: Invidio lalllll morte, Catone, visto ehe tu mi hai ~invidiato" la ma sa[vCZZlH> (72, 2): ueeidcndosi, ClItone gli nvcvn impcdito di eompicrc ii piu clamoroso aUo di c1emenza, qucllo ehe gli avrcbbc eonferito fama duratura. AI'PIANO (Gucrrc civili IJ 101,420) llarnl che, durante ii trionfo per ln viuoria d'Africa, nel 46, Cesare fece portare in coneo un'immagine caricatunlle di Catone nell'ano di squartarsi come una beslia sc1vaggia. Temendo chc I'opposizione polesse sfruttarc COlurO di lui I'eroica morte di Catone, Cesare avrebbe eercato di slronearne la figura morale soltolineando d chc di sconvelliente (per la ll1entalit romana) quel suicdio comportavll. Anche I'esaltazione cesariana della resa di Vercingetorige - un barbaro! _ (Dc hcllo Gdllico VII 89, 1-2) C dI' taluni JJ leua in chiave llllticlltoniana: Ccsare avcbbe inteso significare ehe ii vera patrioltismo nOI1 consiste nell'egoistico rifugio ndla morte.

NOTA BIBLIOGRAFICA*

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"0

K"TON

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NOTA CJUTICA

2 )tui yr: l'crncndameTIlo di Bekkcr e Sill(,llis allll )ezione ludilllx(li tE e piu confacenle ai comeslo. 9. , x1 ou JktOU.IXV: non vi e motivo di rilenere ii passo rorrollo. A ragionc F1acdiere (nOla ai passo) riliene che Pluurro auribuisCll a Catone una propria consider1lZione. Per I'espressione, dr., inohre, P011lpnJ a, I tO yt:QUQv xal tO floOtAlxov TOU ijeou. 16,9 [d] OllVl'iQXWV; mi scmbra piu opJ>Onuno accogliere I'espunzione proposta da ZU:GlIiR in .. Rheinisches Muscum 81. 19p. p. 60. 18,) fP:tAolltYllv: la lezione ludiu., IICCOltll dllalcuni edilOri Ira i quali Aa cdiere, non abbisogna di intcgrazioni. 19, " xul XQ(OEIS xul IIQlI~tlo;;: Zn:GLEJI (.Rhdnischcs Museum 81. 19}2, pp. 61-62) espunge X(lt :'IQU;CI come glosslI inglobala ndtcslo, ma, nel preciso denco plUlarchro, ii sosllmtivo hlluna SUII ragion d'essere. 19.) II TO(lllnovtl di L'PQ cosliluisce un'eHieace endiadi con XtVOUVtI. 19.8 c'lI:L.''IVOUvtO; Iltv (;,S Al:vxOU,ou, oixOOIIOVto; b'l;' K(lllooou: la congetlura di Reiske lrova con(erma in uu:,tllQ 40, 1'2, deve si parla dei lusso dei bancheni di Lucullo; dr. anche 40, j :'IOUtWV Ilh Klll'tOQOo;;,!;Jv b'w AI:Jxollo, tywv bt w; Klml)v. 19, 9 Klnwvos: la congellura (1IJtubo)xlnwvu di Zll:GUllt (OIRheinisches Muscum 81, 19}Z, p. 62) sembra dellole. II leslo ciceroni:IlIO cui I'editore fa riferitnento (Ad AtliculfI I 14,6 boI/ir uti"'lIr Iribfll/ir pl/'bis, Cor nulo vem PU/IIlocafo",", ha Unll v:llenzil posiliva (eslranea ai noslro P:ISSO) che conferisce III termine qlUlSi ii valore di un ve1.zeggialivo nei confronli di colui che (u un soslenilore di Catone (cfr. Posl redillll!/ iii rellolll 2j). P,4 xowQlllfvo: ii pllrticipio trilclito mcglio si convienc, fom, :ri frequenli e violcnti scoppi di collem di Cntone. Jj, 7 ~vu TlilV nOll1111ioll XOMIX('IV l{lvttQlOltlnv!: n rngione ZU:CI.I!II (<<Rheinisches Muscum 81, 19J2 pp. 64.6,), ritienc chc III Iczionc x Ti.)v nOllllljioll xnwv iivO(lumov - cosi come iI prccccleme rIauov, emCll' dato da Xyl:mder in Aliov - Shl ii fruno dell'imerprelllzionc di UII :lIl1illluellSe cristillno. Cfr. anchc Pomp/'o 2', } (ruPlvlo r,I nilV nOlllll(ioll ouvilt}wv) e 48, " (vbQ<t Tli)v nOlllllliou XO),,{IXWV). 46,2 vlm /)~TOl; cosi ZII!Gl.I!1l (Rheinisches Museum 81,1932, p. 65)
j,

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KATDN

contro ln Iczionc lnidit:l TUi H."tOl: solo lllcunc Illvolcltc vctosimilmcnlC CTllno Stlllc fnlsificlllC. H,7 lI'Q tol \JQQuX1ou: 110n vi motivo di correggerc, con Ziegler, ii testo lrndito in neQ{ t \JQQl'J.Xl0v. 55,3 no/"/"o( M l(u( Tti'" Cl"ClIpUVWV v(>wv: CASTlGUONI (<<Atbenneum II, [933, p. 283), a rngionc, non ridene opportuno cmendurc con Zicgler un testo sufficielllcmellte chinro. 56, 7 m:t6: la congClturll di Reiskc On luogo dei trndilo nQwtO) parrcbbe cOllfermata da STIlAllONll XVII 3, 20 (netli neQlwt:uot: Tl)V r(lTlv Mo.(ll(o KUTWV): SIlNm:A, Epistll!ae ad Lucilium 104, B (pedes dl/x;f ('Xt'Tcifum). 73, 5 ~llll'Qoofiev: non vi motivo di discOSIIITsi dlll testo tnldito, congelturando con ZiegleT ;u.ltQfir.v suUa buse dei confromo coo /JTllto 49, 9 lfTQ6fiev (I!UUTV) OVOIIUtwV: ii contesto diverso_

[1.11 KtWVI t t Iltv ytvoS (IX~V i;tl(puvduS eO~E )((ll 116;IIS n 'l:Oil J'tQonannou Katwvos. b.v(lS v ;t1 )tul buvallEI IlalOfO 'PU)lledwv ytVOllhOlJ ~h' Qn/lv, JS iv ToiS nEQl xdvou ytY"UItTm. Kuud!fl{hJ t yovtwv QcPUVS IIET' ltbECpoil KuutlwvoS )tul. l"IoQ)t!uS &d,!pijS' "IV t )((lI rEQPl)..(U KaTwvos 61101IilTQlOS Mecpfl!. (2] Ku! :'lVHS OUTOl nOQa AI~{l!1 6QOOCp2 TQOlpl)V )tui [UlTUV Eixov, lMlV Ilh vn njs 11I1TQS. iiYOVTI b' n)v llonElov T6u' )tul YOQ tmei:v bElvmTOS ,'IV, )tul Tu.Ho OHPQWV 11,,1)(1 v toiS lu'llOm, xul 'PoovillIUtoS oubevl '1'IOIIIoov U<PI'IIEvOS I. 131 Atvnm bt KTWV tuOuS ~x nmblou Tii Te tpWvil xal T41 ;"((lOOWnl!1 )tul mi: neQi tits nUlbls blut(ll~oiS 1160s U1tOlpU(VflV TQenwv )tul lanottt )tul fJ'flmov ev nuOlv. [4) 'Iuxv TE VQ ElXOV uuto nUQ' 11;'1)t(OV TEEOlOUQVV ul 6(11t0l. )tol toi )tO;'U)tEitOUOl TQuXi,S (7)v xul nQoo(IVTIIS. lU IlHov f:xQt'lTI'l TooV xcp0f3oitvToov. 'I-(v bt )tul nQI; Vtwm )t0lubfl bUOX(VTlto, XQl IIEllt'llIOTQ onuvlws TI'!) :'lQoownlV bIUXE6IU!VOS. xal nQS Qvl)v ou TUXUS oub' wOIJQ6, QvwOd bt buonuQoltllto. (6] 'OS ouv Ei t IIVOltvElv ,'ptE, vwO(lO 'IV vu;'oflelv )tul PlIubit, vu;'uf)wv bt KTOXO )tul

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[I, 1] Catone apparteneva ad una gem che ouenne fama e lustro grazie ai suo bissvolo Catone, uomo che. come ho messo in rilievo ncUa biografia n lui dedicata, fu per virtu tm i piu famosi ed (lUtorevoli dei Romani. Rimasto orfano di entrambi i genitori, iI protagonista di qucsla biografia, insierne ai fratello Cepione ed alie sorclle Porda e ServiliA (che era sordla uterina) I, [2] fu sllevato ed eclucato nella casa dello zio malerno Livio Druso 2 , uomo politico di riJicvo oltrech oralore finissimo e persona di rara saggczza c di devati sentimenli, di gran lunga superiore ai suoi contcmporanei). (3] Sin daUa prima fandullezza - si racconta - Catone manifeslo neUa voce, nd)'espressione de] volto e nel modo di comporlarsi nei giochi infamili un carattere estremamente inflessibile, forle, COSlante, [4) Qucl che iruraprendeva portava a tennine con una determinazione superlore alla sua el; resgiva alle lusinghe in modo rude e sbrl gativo ed alie minacce con una fennez:za ancora maggiore. rsl Per nulla incline aI riso, raramente distendeva i Haiti dei volto in un lieve sorriso; non cedeva fadlmente neppure aU'ira, ma, quando era in preda 0110 collem, si placava con difficolr. (6] Iniziali gli sludi, si ri velo molto lenlo neJl'apprendere. ma ricordava senza sforzo e non di-

I. M. I'urdu C"lu!!" SlIIUlIi:u ..,. 'illli,' IId C""sm",, ddb li};liu di S"lonio ((I" lui SJlO'

s. I" in s"cuu.le !!oac). chI,., ,Iue lillli: ii m"ggiur". M:Lrcu (pudn:: dclI'Ulk"nse) 51lOS
Ul'in. tillli" di M. Livio lJruso lcunsolc dei 1!1 11. f)"l nlll1rimonin nncqu". ohrc 1!1 1''''1''1I0niSl:1 di lIUCSI" OiU/lr:of1ll, J'urdu: .lu Ull prl-.:e<!enle mUlrimoniu di Li"iu l~1l1 Q. s<''''''ilio u-piune "r:ll1U !Hui Scr\'iliu I: Q. s.:""'iliu C"l'ione. J'cl1nnto. u11chc Cc:piOlll' en. (nuelln ulerino di C"lone. lllcnilori di C"luue tlllltiwnu Iru i19) lunnn di nl1,dll1 di M:Ul'ol cd i19' (lU1nO in cui Cnl(Hl" "m Ili~ u:"pilc Jdln li,,: dr. ('\II'. 11. J. Fmldlo di I.ivi:r (c non liu ('ome l"l11:mk'r",hI,,, I'lul"r~'; si ,'lu und" l'errorc

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tilcv~lo nellu no!~ preCl:llcTIlcl. lrihuno dei!;! Jllcl~ nc1 9!, inMuguTu unM l'olilicM ,Ii ti fonl1c c, ,,110 scolJl'io ddlu llu"rTl! llOCiplc, fu 1Ssussin,,1O ller('h rill'1l1110 un Inlditore
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pp.

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EJolliu!o rume onuon:: d~ CIC~"ONII, IJmltlJ ~11; DIOIlOIIO XXXVII 10. I: VIII. !.lHO II 'j. l'~ C ricurtlulo ller 1M .UM .MAAel~M c mPIl,,~nintila. uhre che dM Diodoro c Vdlcio. da SIlN~A. (;tl1UrJIII{f/ IIJ ,\1111"('ia"l t 6. 4. C!'ll, nondintcoo. tlorno Mrr<)gal1le c alO' bixioso (SIlNllCA. IX hrrtJ{/iIII" ui/ar 6. ,: Ct.s.sIO DIONll fr. 96. I I.

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IIV11l1OVtXO. l71 "0 ~ xal nt!pUXEV W, 10U Ilh EuqlUEi aVUIIVI\OnXOU IIUOV EIV<lI, IIvllllOVtXOU t 10U IIU. novou xul n(la)'ll<luLa naQaExolltvOU" )'lVf't<ll )'.(I oLov e)'xavll<l lil '4Juxfl n,'V 11<l61\II1UJV fxaolOv, 18] -EOlXE t xal.lo OnU010V lI\! K1WV~ nOlELV (lYWEerrtQaV l~V II6T\OtV' nOXuv YQ n lO Ilav{tVElV lfXVW on, xal lO nEl.6eoltm mxi! loi jnov VltXCLV VVQlltvOl oUllptpllXC. 191 tuo nd{}ovml /Iov vtOt )'CQ6V1WV, xal. VOOOUVTI! u)'talv6nwv, xal w i.v OL lO onoQouv o{tcverralOV fOlt, (lOlOV lO n(loonftllEvoV, [IO] TI\! IltnOt nataywYI\! 10V K(llwva nC[{}EO{}at Ilh tyOUOt xal nOlEiv nav lO 1tQooTan6~IEVOV, hoTOU l~V a[l{av onatteiv, xal lO t t[ nuvOVEo{}m'~ xal y(l 'IV XaQl.et 6 nataywyo ainou, xal. 6yov eXIDv lOU xovll)"ou nQoXEtQOUQOv, VOllU IaQ1tl\wv', (2, 1J -En nat6 tou Ktwvo vt"o, fnQanov ol o~lllaxoL lWV 'PwII<lLwv nw Ilc6H;oUOl lfj iv 'PWllll 1to),,~lda"(> [2] xa[ lt rIoll1talLo II)"wv 7, V~Q no)"cluxO xal ~l)'lOTOV exwv slWllU, lOU b QOoou !pIo, xaTt)"uoc naQ' ailTlp 1t)"dova illlQa, Cv aL )'Eyovw lOi nmlOl ouvfl{}l\, c<y'" Emcv nw untQ iWlv d\OEo{)e to OElou ouvaywvLoao{}at nEQl tfj 1tottEla... I> I '0 Iltv ouv Karnlwv btallElloa ntvEuoc, lOU bt Ktwvo oubtv noxQIvalltvou xal Iltnono d lOU stvou 'tevt xal P)"oouQ6v, rIOII' na{blO ou '.. clmv iUliv Wveav{a tl )"yu; OUX oIo eL Toi svot OU)"aIL!JvWOat 1tQo tOV ltEiov W01tEQ UllEql6;... [4J MI) <p{}cyYOlltVOU b tou KTWVO, . Tii oLwnii xal 11{J n(lOOW1tql oxouVto notyw{}m tl)V T\otv, QllEVO alnov rIo~l1tal.to imQ {}uQlo qlt']owv, 0llO)"Oyiv xhuEV, ~ Ql'PElV EqlaoxEv, alia tii tE ljlwvii

mcnticava piu ci che aveva imparato. [7] t: naturale, dei resto, che gli individui piu dotaci rcccpiscnno con maggiore facilit chi, invcce, apprende a hnica e dopo essersi molto applicllto conserva ii ricordo a lungo, pcrch ogni nozione si imprime nella mente come un marchio indelebilc, [8] NeI caso di Catone, poi, la lentezza dcl processo di llpprendimento dipendeva, forse, anche dai suo carallerc caparbio: se I'imparare non c altro che un atto passivo, c logico che recepisca con maggiore facililll chi offre minore resistenza. [9] Ecco perch i giovani sono piu pronti degli anziani c i malati delle persone in buona salute: insomma, quanto minore la resistenza che si offre, tnnto maggiore la ricezione, [10] Cntonc, invero, (a quanto si dicel obbcdiva ai pedagogo cd cseguiva ogni sua disposizione, ma di ogni cosa voleva eonoscere I'origine e chiedeva ii perch 4 Sarpedonte - que sto era ii nome dei pedagogo~ -, da persona amnbile qual cm, pre feriva servirsi dei ragionamento anz.ieh delle maniere forti. [2, I] Era ancora un fnnciullo, quando scoppi hl guerrn tra i Romani e i soeii itnlici per la conquista dei diriui civili 6 , [2] Un amico di Dmso - tal Pompedio Silone 7 - bellicoso ed nUloritario, fu per parecchi giorni suo ospile c riusd a conquislarsi la fiducia dei fanciulli, Un giorno li esort a intercedere presso lo zio per la causn dcgli ui. Icati. [3] Cepione assenti sorridendo Catone, senza proferir parola, fiss gli ospili eon uno sguardo cos1 intenso e trucc che Pompcdio non pot traltenersi daI domandargli: Che cosa ci vuoi far crederc, ragazzino? Forse chc non intendi prendere le parti dei moi ospiti presso lo zio, come, invece, [ar lUa fratello?, [4] Catone non disse unn parola, ma ii suo silenzio c )'cspressione dei volto indicavano chinramente un rinuro. Pompedio, aliara, Hfferr il f:mciullo, lo sol. lev ai di sopra della nnestra come per lanciorlo nel vuoto e gli intim di esprimere chiaramellte ii suo asscnso, se non voleva essere buttato

.1. efr. "n~he Mor..li.. 28B. ~. II nom~ dd I'ed~gogo comJlute ~l1che in VAI.IIMIO MASSIM() III 1,2. Tuni i perm. nu!;!;i conosciuli rCC>lrlli q\lC'SIO nome (ud inil,illte dull'eroc omerk~,; I/i..d(' II 876) hunnn millini lieie o grLI"iliu1() nell'urnbilo dc!J'l\si" Minore. 6. NeI 9 r o. C. dut'~llle i] lribunul.. di Livio Dmso. II !JJ./lum eblx: lerrnnc ndl'lIl1 ~. C.. 1110 i Romuni irnpiellurono "hri due ~nni per SOIlOmel1ere gli haliei (AI'I'IANO, (;tIl''''' civili I 3'l'~jl. Dururlle lu lLu~rr" ClIlone persc, ohr~ u1l0 zi" Li"io Druso, unche ii ff\lldlo dei pudre, L. Poreio C~lolle, con~nlc dell'89, che ndl'inverno di qudl'lInno fu bumuo dui MlIr.;i (Llvlo,l'miKha(' 7): VIlI.L1UO [[ 16,4: AI'PIANO, (,"urm.. civili I ~o, 2'7).

7. Q. J'oP/'IlI'diuJ Siln (qllC'SIB lu grotill (."5ull~, come I11OSIt'~no le iscrizioni; VAUIM'O M~SSIMO II] r, 2: AI'I'IANO, (,',/('r" n"1J/1i I 40, ,II rl, di oril!ine mursicll (DIODOJlO XXXV] r 2,6; STIIMlONII V -I, 2) fll uno dei eapi CIltisrnu,id ddla rivoha. L" 5\1" lx:nnrLl1Cma presso Li"o lJmso si Ilir"ficu llel1'ambilo ddle Irou",i"e ehe,llrimu delI" 5001'l'io ddlul!uerl1.l, imeroorsero lru i I{"muni e i loro weii (purimenti VIlLlllll0 MASSIMO Jl[ 1,2 e Dr vi.,i 11l'lslribm 80, I l, [n Morali.. j21 F illx:rsolllljqtio c ndiclllo come lll1lV.

128

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ToaX\JttQ~ XQWIUlVO. )tai '(ul XEQolv lutl)QtllIlhov TO OWlLO no).,).luu

lmtQ T;;S OUQLlloC; xQabalvwv. [5] 'End b '10M" XQvov OttU 6lExaQtl!QT]oevo KtWV vtx1t.1jXtOl; xal abdlC;. xQTa6tjlEVOS nitrov o nOI1:mll'llo ~O'''xii nQo TOUe; Cfl[).ouS e&eev' OCOLoV eUTX1UIU tfJ 'haMa (n) nui OUtO ionv' d 6' VTlQ ~v. Illav OU)( ti" otlLOl 'i''lqJov

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6mllonov xal et(lxOd, flte.xae.iTo TV KnLlva, [8] Taxi! 6l'1 "C Ylvlle.VOV o'Uve.t {jl(e.v Eltl TOe; OQae; 6 KTWV, xalllLwoIle.VOe; 'fOUe; ltQoe.ar)'fae; xallhaxwoVTae;, fl;t'lyaye. TV ltai6a, xal 11fT' 6QYile; ixwv ltnijOe.v olxa6e., xal ltai6ee; TeQ01O\JVljXOOlJ'lhloav 'I,
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[), 1J OTW b' 1]V ne.Q$11tOe; WOT" fltEt :E>J.ae; "Cl'Iv ltal.lxl'lv xal tEQav Urlto6Qolltav ~v xaOOL TQoLav lU tltl {H:1\l bl6aoxwv, xal ouvayaywv Toile; EUYEveic; lta'lba, alttbEU;EV ~ye'lvae; Mo, tV Ilev eTEQov ot na'lbEe; i&tl;aVTo bLa tl)v 1U')TtQa, Mnf!1]e; yaQ 1v ul Tile; Iila YUVULXe; II, [2] TV b' heQov, beqlLbov VTa nO'llt1]lOU, :Etl;TOV '2 , oux elwv ou' i~oilovl'O Ileetv oub' enwOm, ltuv6avOltvou

giu; ln sua voce, ncl fraltempo, si fnccva sempre piu tagliente e con le mani scuoteva ripetutamente ii corpo dei bimbo sospeso ncl VllotO, [51 Catone, impnssibile, rimase n lungo in quclla posione senza dM segni di paura, fino ache Pompcdio non lo rimisc a terra, Presi in dispartc gli amid, ebbe a commentare: Per nostra fortuna, solo un bambino! Se fosse un uomo fano, non un solo voto a nostro favore, credo, potremmo ottenerc dai popolo romanol:I. [6l ln un'altra occnsione, un pnrenle nveva invitnto per iI suo compleanno alcuni fandulli, fra i quali Clltone c i suoi fr:ltelli. Non Sllpendo come ingannllre iI tempo, i bambini, piccoli e grnndi, giOCllVllno tutti insieme in un'ala dellll casa, cercando di inscenllre un pro cesso con gli llCCUSlltori e gli imputati, [7] Fra i condannati vi era un bel fllndullo, ii quale, trascinato da un ragazzetto piu grande in una stanza e ivi rinchiuso, comind a chiamnre a grlm voce Clltone, [8] Egli intUI d che stava accadendo, corse prontamente verso la porta sprangllta della stanzn, diedc uno spintone alie guardie che tenlavano di impedire I'llccesso n chiunque c condusse fuori iI piceulo, Furibondo. lo prese con s e lo condusse a Cllsa, seguito dagli nltri complgnj". [3, 1] Fu cosi che si acquist grande prestigio presso i compagni. Quando 5il1a dcdse di organizzare per i ragllzzi la corsa sacra dei C\vlllli (chiarnllta Traia) 10, riuniluui i fanciulli di nohile famiglia c ne scelsc due chc guidassero i compagni. Sul primo nominativo ci fu generale consenso: si trattllva dei figlio di Metella, mogle di SilIa '1 , [2] Quanto aI secondo - era Sesto, nipotc di Pompeo 12 - , i fnnciulli si rifimarono di esercilarsi sotto la SUll guidl e, quando 5i11a

II. Aoche VAI.IIRIO MASSIMO III " J C DI' Ili,is I1Imlrih"s 80, I coo 4uakhe I"arianle. CIC.I'MONII, 11.1 laJlliIiM'" XVI n, , (si ~lIlJde ~d un IllISS" di un'openl _ f,,1'1II: la LaIlS CUOJIIJ - ,I" '1l/adT/ilw CJ!/o'ld, secondo IUlJ.rall p"rle degli inlerpn:li, fLl rifcrilllemo uI mcJ~-sim" uoeddoro. 9 [.'cl'i.odio, conn~'Ss<, ccrh'lllcntc conlLl di(fusione ddlal>cdefllsrin in Roma, non e Irlll1lm"lulu du ultrc (unli, 10. Si 1'''1111'''' di un" cu"',, di clI\'"lIi, ~~m cU'Queri di s"cr"li(~, che \'edC\" illll>cllnllli nlll"7.7.i <li n"bii<' fmnillliu di"isi in duc s'luudrc, ci"sclInu guidllla <III un (anciu1lo I'i Ilnmdc. TlIli dllli. dC!umibili dlll tlIcoonlo pIUlllrd,,:o, sono confnrlllli d" unll riCCII lradi. ~.ion<: (lu ,k"scri~.iolle pi ~~Jml'lcllI, in un COnlCSI" ,"Ollllulllenle anllcronislioo _ i lIiochi (unebri che si s\'olsero in Sicili" per lu murte Ji Anchise - , i: in V'RGIl.IO, Em'MI" V H" 60.\, uve, ItIlll,,,ill, Ji parl" di ln: 111''''1)<'; unll tifom," inlroJou" tlu AUllU!lO?). Quella di PllIlllrco (, ln primll lc:slimoniun~.u dei Imlll: 5i Il<urcbhe dcdurrc ~'hc 111 ,llur" rislIllIlI uI, )'CI'OCll sillllnll.

", l-'il!lio di Mele1l" e di M, Emilio SCIIUro, conwle dei "8, (nrsc i: "U i<!elllificlll1\\ con Murro, Ilrclon: dei ,6, cOC'llLn~"o di CUlOne c, l>t:rtnnlO, io Il.n<ln di COIllI>cle.e lUO lui. L'Cllisodio, non lI11<:slalO (lu nltrc fomi, i: l>o!Ilcrinre 1111'8,> (dlll" dei ",,,nilllonio di Me, le1lu oon SiJln:.I'ifllJ 6, ,II) c III11erin.e ,,11'8' (dlll~ ddlu Illorte di r.leldk ~'.\l. 11, G, V. SUMI"1I1< (Th" l'ulJlpi j'l (b. 1'<I",ili"J, "The Arne'1cun )o\lTllul Allcielll HislUry .. 1, ''>77, PI', ,Rn) I" ,<lclllificn oon S,wl/IJ N",u;'J Su/I""<lS, p.elurc ne! ", figliu di un" surdiu di PomlX:<' (S1I1I11 'I"ule dr. F, MII.TNIlM,I''''"P'''<I nr. " in R XXI, 1, '9P, c,,1. n6.\) e di SI'){, NfJllillJ ,\'4""<lJ I'Tclorc nc11'1I1.

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,. Si lllllltk forx, pI fllllO fhe ncll'lI9. dunmte iIlNfI"", ~c/1I(", lo lio.li Clltnoc - Lucio -, ullura c<",,,nle, cbI.x: come leglltl. SiIIl (1J'01>010 XXXVII >, RI. l.'cspl"C5~ione i: di estfll~ione platooicll; usatw, influi, nel mito ClIclltololliro fi

volle supere chi grndissero, all'unisono gridarono: Catone!)t. Fu $esto, invero, a cedergli spontaneamente I'onore, mostrnndo cosi di riconosceme la superiorit. [3] Silla era affezionnto n Catone ed ai fratelli, per i vincoU di amicizia che lo legavano alla gem Porcia u. Talvoha li invitava a casa e si tratteneva familiarmente con loro, privilegio, questo, che accordava a pochissimi, considerate le gravi responsabilir che la sua alta carica implicava. [4] Sarpcdome auribuiva grande importanza a qucsli incontri, sia per ii buon nome che derivava ai suo disccpolo sia perch, in tal modo, i1 ragazw sarebbe stnto ai sicuro dalla ferocia di SiUa. Conduceva, perianto, abbastanza spesso Catone a salulare Silla ne1la sua casa ehe in que! periodo sembrava la dimora degli empi '4, tanta cm la gente ivi condotta pcr esscre lorluratn. [5] CtlIOnC, nllottl qUllllordicennc I', nel vedere i capi mozzllli di uomini illustri portoli via tttl i gemiti soffocati dei prescllli, chiese ai maeslro pcrch mAi nes suno uceidesse qucll'uomo. [6] QUAndo scppe da lui che ii (errore ispitllto dA Sitia era piu fone dclJ'odio, gli chicse ancorA: E aliara. pcrch non mi hai dato unn spada? L'avrei ucciso io, liberando la paIria dtlll'oppressorcl 16. [7] Mentre parlava, lo sguardo cd iI volto erano in6ammali da un sentimento cosi intenso d'ira ehe Sarpcdontc. impaurito, cominci a sorvegliarlo con grande cura, nel limore chc compissc qutllchc geslo inconsuho. (8] Ancora fllJlciul1euo, se gli chiedevano a chi fosse mtlg giormente affezionalo, indicava ii fratello e rispondeva sempre alio slesso modo quando I'intcrlocutore voleva sapere chi fosse ii prediletto dopo ii fratdlo e dopo ancora, fino a che la domanda non gli era piu posta. [9] li suo affello per ii fratdlo eon gli anni diven ne ancor piu saldo l1 . Ormai ventenne, non sedeva a meosa scnza Cepione, 000 viaggiava seoza di lui n si recava al foro. Solo qUlln do ii (ralello si cospargevll ii corpo di unguenti profumllti, Catone si astenevll dai ftlrlo, coerente fino in fondo nel suo rigore.

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n"le del1'AmOro (371 EJ per indicllre la .c<le Jei mwlvllli Ilcll'oltretombll (in tal lenK> llll' clle MOfJlia 9nBI: in mnnC$liiune con j] conl'<.:l[U di .. tonuru .. C Dnche in Mllfilll;, 16)1'. I). Una dcllc due nnla~i<Jni cronolollicl,e dcllll biollrnf;a cltonianu clle jlfrtnClle di Mahilire I. data di nucila.li C.lone tl'llhnl ln n. I; Clltone mari w41111nniJ; le nell'lb cgli era nd qUDtlordicoimo llrmu,lll data di na.cilW unl dll porre nd 9). 16. ArKhc VAI.HIIO MA.'i..'lMO III .,l.I'IUlIl.M Ipp. 6667 c nola lU) eoUega l'epiK>'

dlu lll ii ru.Cl'Onto di Alll'i~no Gu..m c/viii I 104, 48~487. riJolllwrJante un lliO\'lllle clle in~\lltw Sill~ impunemente. q. Cfr. llncOc Mor,,/t/148JC.

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'/tul anovo;. 1101 'O you" Kaudwv bcl oWqJQOovll )tal flttQlb't1Jtl fhtUII(I.~61Ievos. Wjlo).yel TOIOUTO; ElVUL nQ TOl Uou e~eta~6 'Ieva. "lIu' tUv.. f<pll .,nuQ 't6v Kinwvo pIov naQupUw tO" fllb\', ouh i\I{tVl!p <Paivollt Ittdou l'llU<P!QELV", tmv enl TQu<pfl nva
)(al IIax{~ 1tEQl(30~TWV volloa III,

(10] Gepione, invero, enllllo\to stimfllo per ii buon senso e la modc nlzione; cgli Itccettavlt queSl1t vltlutltzionc se lo si pamgonava ad ahri. ma precisava sempre che ii suo Illodo di vivere, a confronto di quello di Catone, non differiva molto dai tenor di vita di Sinio, personaggio noto per la mollezza cd ii lusso ItI. [4,1] Qu:mdo ricopri la canca di sacerdote di Apollo''.l, Catone lasci la casa dello zio cd entro in possesso deUll parte di ercdil pa' tema che gli spellava (dell'lllllmontarc di ccntoventi talenti), ma ii suo tcnor di vila divcnne ancor piu frugalc. [2] $cguace di Antipatro di 1iro 10, filosofo stoico, manifestava una particolare prcdilez.ionc per le teorie eticopalitiche dei Ponico. 11 suo trasporto nei confromi dcUa virtu era pari a queIJo di una pcrsona posseduta da spirito divino; dei bene lo attirava in sommo grado la giustizia, cosi inl.-sornbile cd infles sibile di fronte a indulgcnze c favoritismi. O] Si dedico anchc al1'or:llorill, strumento per acCttllivarsi ii papolo: ritcnev:I chc la sapienza politica dovesse nutrirsi di un chc di banagliero, come awiene in una grande cittR. (41 Non amava esercitarsi con i compagni: nessuno lo udi l1lai pronunciare ulla dedamazio ne. Anzi, se qualcuno di loro gli (aceva notare che ii suo silenzio era oggetto di critiche, rispondeva: II mio silenzio, non la mia vita. Incomincero a parlare quando :IVro qualcosa chc menti di esserc divulgato. [5, I] Calone iI Vecchio, c.Iuranle la censura, avcva fauo innalzare la basilica chiam:lIa Porcia 21 Qui i tribuoi della plebe dav:lIlo udienza c, poichc untt colono:l, a loro pnrere, OSlllcoluVll la disposizione dei scggi. avevano deciso di k-varln o di sposlarl:l:lhrove. [21 Questo fu ii mOlivo che spinsc Cltlonc ii sccndcrc per 1:1 prima volta nel foro, suo malgrado. Egli si opposc allll dcdsione dei tribuni c fu ammirato per :lver dirnostrato, in qllcll'occasiolle, di posseJere doti

14, J J 'O b Klnwv :ntll) tI)v lfQWOV'lV f).a~f TOU 'AnUwvo '''', IIl!lOulfJoa; xal Vfl,t6'IfVo Jloi{lav tooV nOTQ!pwv. extn6v elxom ta40YTUIV yevolltvll'~. 'II)'Y 'liv Munav itl 'Illlov OUV!otflbv, [2J 'Avd 1tUTQOV 6~ TUQtov JU twv 6.no Til moit CPv.oocpwv nQoonulQlOlltVo. tot ~6utoi; Iltcrta xal 1to).mxo'Ls hE~2TO b6YflUOl. lteQt noQv IU~v &Qn~v wol'teQ Etn.'tvo(~ nvl xotoxnos yEyOV), 6w I.j'lQw 61: TO XU)"o TO neQl n)v llLxuLOU'vT)V un:vts xa! XII1tTOV El; :ne!xew'Y li X6QLY nEQllyanllxw. IJI ~H(JXEl lU: xol TY QYUYLXV l!i lIijD'l 6yov. l;LWV WOlll!Q i.v nol!l IIl!y6U Til nOmxil qll,OOOfJl{~ xal ~6XlllO" l!lval TL naQuTQl!<p~l:yov.141 Ou IlivTOl 111:.0' it~Qwv inou:ito ta Ileha, ob' 1'lxQooaTo UYOvt~ oul!lel, U,a xalnQ6 TLva TOO" hedQwv d.novtu "lltlllPOvtui oou Klttwv ot vDQwlIol n)v OIW1tijV", "116vo".. lp'l .)11) tOV ~lov. ~ AQl;ollOl bt UYl!w. tav III) IltU.W tYl!IV ;tu Olwni'j...
15. II "'1 bt xaoulliv'l nOQxia ~a(JILxl)ll T41'lTlXV ~v v66'1IIO tOU JTomo KTWV~. Eiw66te OU" hei XQllllUTil;l!1V ol illIUQXOl, xut xlovo toi ilpQOI llnobwv l!lVUL OXOUVTO, iyvwouv lpeEiv autv li IltraotiloUl. [21 Touto K6twva JTQW'TOV El; layoQltv XOVTU TrQoiIYuyr.v /Jvdotll y6Q UUTOi, xal nElQav l1u 'TOU 6you XO( TOU

,H. II nomc .lcll~TSt"llll!lli,,"(rnuo di un crncrlll~rncntodei M""7.H. (P Sti{,;,S IIr. 1. in la: III A, r, ',n. coI. .1091 III lrirt!ito L.,;'Ilo". 5\lJl~ soonll t!i ATHNI.O XII H,A, ("'C ,i p:rll:r di lUl Sinio (unmMI in Ilomll Inl 'O"'fd lIulll{l~(llltr;t (lu (ome !tUTll.IO: dr. (r. (, l'clcr). "/IIi . for~c, du i<!cntitkul'lii cun i11~ Siwi'J ui qnule Occrone indiri7.Z11 un'epi5lotlr

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lO Di sl"uolu p.lI1e7.iuna. I<i~sc Sill ,"CISO ii 4_' (CrCURONlr, I),' f.jfidis II H(,). Snissc un Ilrolltl:"J)lUu in ulrncno ono lihri \DIOGllNli LIIllM7JO VII r.W1. 2r. LlIl'rirn:r l>:rsilic~ llll C'lIscrc coslrrril ll in }\0ll111 (I)r ,dris il/m/rt'lIllJ 47, )l. nclrll.,. llln1o.lurn" l"oPI>osi7.ionc dei ,cnu", (l'un'IIMc, CoIIQ,,.. MI/j.'Jliorr '9, )1. ln 'IU\'SIO l"onl~" .lO pulcmim probul>i1l11cnlC i: du ill<lu:rdfllrc I' Ollll,ionc CUlOnilln~ Vii bmiliC<l nrdifiulur ddlll \lUulc PMlse'''NO (/'ulilll/i" 711 '" C"TONII fr. I~ lonlllnl ril"lllll lIkunc p~rtllc.

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16, II 'Ev bt taie; bdnvOl e'K1I(lOUtO nEQl nv 'IEQI6w'o" er 6' n:oMXOI, n:Qnov uiQEtv tooV <pIw'o' )tEEUOvtWV, feYE 111'1 )ta),~ exE1'o' Q'KOOllC; tijc; 'A<pQoh'lC;J~. 121 Kal 'Kat' Qxac; ~tv 1'la~ enl1l:lWV (inl t bEt'o'OV] vtUt, nQotvtl 6t 1lp XQ'o'41 1-16.),IOtO nQootno (t) n:(VElV, wou noU6.)t1 i:v olVlp bl6.Y,\!lV EU; QttQo'o'. lJJ Altlav b' tEyo'o' ot r.pLOI tOIJtOU 11'1'0' 1toLtdo'o' 'Kal t 61]'10010 1tQ6.YllOtU, 1tQC; 01; ac; tV K6.twvO tC; illltQac; vta, )tal )tWUIII~.VO'o' <pU.ooYEiv, V'KtWQ )tal nUQa notov OUyylvEO'Ol roiC; <ptOOO<pOlC;l.'. (4J 6t )tal

di buon parlatore: e: di uomo di senno. [3] II suo doquio non era imo paccillto n nffettato, ma coc::rente, appassionato, laglienle. Dlll suo pensiero cosi rude fiuivn una grazin che trascinava I'uditorio e ii carauere dell'oratore conferiva alia parlata un che di maestoso tempemtO da una lepidezza ed una leggerezza non prive di umanit. [4] La sua voee stentorea, ~nza incrinalUre cd inalterabile, poteva essere intesa anche da una folia slerminata; riusciva, inoltre, a parlare per una intera giomata senza mai slancarsi 22 . [5] Per I'affaire della basilica vinse la causa; si chiuse, quindi, od consuelo silenzio per dedicarsi ai suai esercizi, [6] Egli addestrava ii corpo in anivit fisiche f:lticose: rimrmeva a cal>O scoperto per abituarsi sin alia calura sia ai gelo, non usava mui ii clIvnlJo, mil camminava a piedi ndla buona come neUa cnttiva stagionc. [7] Pokh gli nmici uscivnno insieme fi lui a CllVllllo, piu di una volta ClItone faccvll lu SPOlll dall'unQ IIIl'a\tro - [ui a piedi, loro a 2l cllvullo - per poter scumbiare quulche parola con ciascuno di cssi , [8] Sapeva anche affrontare i mali fisici con mirabile forza d'animo: se uvcva la febbre, se: ne slnva tutto solo e non permcneva a nessuno di avvicinarsi fino ache non si accorgeva che le forze SlaVtlnO lornnndo c la mnlnuia volgeva allermine. [6. I] Quando nei bancheui si sOMeggiava chi per primo dovesse ricevere ln propria porzione e la sorte non lo favoriva, egli rifiulllva I'invito che gli amki gH rivolgevllno a ~lVirsi per primo, affcnnando 14 che non erano licenzc da prcndcrsi SOltO lo sguardo di Afrodite [2] Da principio concludeva ii paslo con uo solo bicchicrc di vino, ma, con I'andar dei tempo, bcveva sempre di piu, spesso fino aU'alba, [;) Gli amici lo giuslificavano, riversando la responsabililu sui pro blcmi di Sinto e sugli affari puhblici che lo lenevano occupnlo IUII8 la giornata: non pOlendo, di giomo, dedicarsi a dolte discussioni, si intnltteneva di nane a simposio con gli amid n , [4] Ecco perch

.2. Cicerone,
d~llti ~loid, d~

ii q,,~Je in 1.l~1Wn: 'nt~ll"II .(~n~ mrni<!el"lllionc Il'cr I" ("IIJl~ciIK r(loricl,( tui romiJ"ruti ",,1rrllltu urrhi/rrli vr,romm, dOllkJ IR ~u~ Rbi1it~ orutori~

(/Im/II.\ r ,HI. J. C(r. unelu: 9, 4 mil tu ril,rcu Jdtu lI1L'tle8irnu C1prC1Jione; 'J, ~, d'J\'c ~i nln'onlU nn cpi~"'1ti(> ril'<lrluto unche in I'UJllp<'O .10,2, ',1. Si uttuJc qui ut wrlcl!llio dfclIUrrllJ mn i lali (daJi li qU~llro f,rcec1 pcr slrrbi1in: clualc cki (nrn"'('"n~lIli K"rvire I'cr primo: it t,uldo I,iir fortunuto cru iI c..",iddclIu i,,(/I') I'rllrril (dr. 1'o"~I.roN~, I1J Iltmlli Cmllim' I I 7, ~)), Ecco pc:reh: C~LOnc h\\'O<:II Afro, Jirc.

u). L'I mcc.lelim~ g;u'liliCll1.illnc dei ",i~i{),. C~lOn;llnO ;n SIll'~IlCA, tk /"lIIquilli/,,'" Imimi 17, .,: l'1inio it Ciu,'unc Y({cml~ ehc CIlIOl\C riusdvll ~d entre lI<'lIrfuhiliJ IlrKhc qUIlIl<!O divcnlnl':! rbril') {EpiJ/lllar III '1. "4l.

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ex TaTI] Tij xmvo'tl]to t}1}(JJIIEVO,

qu:mdo un tale. di nome Memmio u " disclltendo con Cicerone, ebbe a dire che C:uolle tutte le notli si llbriacava, I'oralore lo rimbecco: Perch nOll aggiungi che passa le giornlile li giocllre a dadi?. [5] Catone era convinto che fosse neccssario adottllrc Ull tenor di vila c dei costumi dellUno divergi dalle abilUdini di allora, tanto frivole da richiedere lln cambi:uncnto radicale. lnvece di indossarc la porpora troppo rossa e sgllrgiantc allora in voga, adotlo quella piu scura 27 . [6] Spesso dopo pramo;o si reCIlV:l aI foro scalzo e senza IUnica 21\, non certo per guadagnarsi la fama di stra....lIgante, ma per abituarsi a provare vergognll solo per do che lo rnerita, trascllrando ii resto perch privo di imporlanza. [7] L'ereditli dd vnlore di cento talenli lasciata gli dnl cugino CI1IOne 29 la converti in delluro, per poi presturhl senza intercssi agli amici in difficoltli economiche; lllcuni, anzi, ricevetlero da lui linche poderi c schiavi che, lui garante, irnpegnarono presso I'crario. [7, 1] Quando giunsc iI mOlllcnto di nmmogliarsi - sino ud aliara non aVCVIl avuto rclmdone con lllcullll donnn - si fidanzo con Lepid:l lU , gi prornessn sposn di Metelto SdpionelI , ii qUllle llVCVll revocato la sun paro!:l e sciolto la promessa, rendendo, quindi, libera ln donlUl. Ma Scipione, prima che i duc si Sposllssero, cnmbio nUOVll' mente idea e si adopro in ogni modo per riavcre la fanciulla. [2) CutOne furibondo volcva portare la f:lecendn in tribunalc; sconsiglilllo dagli amid, sfogo 1:1 sua mbbi:l giov:mile serivendo gillmbi eon i qual i coprl Scipione di vilUperi con l'asprczzIl di Archiloco, ma scnZll ln

[7, Ij 'ErrEt ' wQav qlElO rr(l6 yllov eXelV, oulllll{l yuvUlxl OUVC1}UOl, ](Jlt6oalO Aerrlav' o, JTQoTe(lov II!V ~YYlll}{}Eiouv :EXl-

rrlUlvl Mf:TtHl[IJl, tore ' ltrrelJf(lfttvou 1O' :Exlrr(U1vo xal Til eyYJ1] ui}e!OT1 oXo~ouoav. Ou Inlv H rr(J Tofi yltou Jll!TaIIEf..l]'Ol:!l; rrlv rXlrrlUlv xal ltvta rrOliloa eape Tl'fV XOQI]V. [2] 'O

t KT(I)V orpOQa J'H1Qol;uv(}d xal IUXOE[, enEXd(lllOf Ilh enfl;eOeiv &u'.t !xl1, J 6' ol Ip(Ol tO'T' exclIoUV, o(lyfi xnl VEOT1]Tl TQhllU f:allTV t1 Ul1lpou, rro<'.t tV :ExlJflwva xaiJp(lIOl!, Till 1Ilx(lip 1IQooX(lI]olIEVO TO' 'AQXIXOU. T 6' X6UOTOV qlf.l xal 1Iat-

J6. F"rsc iI I1lc'!C'Simo C. MClllllli" che csorl" iI popol" II pril'llre LlIclIllo de! lrionCo: ,'.1. J9. ~II c L",.,,/{u n, "3.

IX

J7 Sllllc II~_I.I',

vllric 'llllllilli ,ii porpom o: lo:


l.

~(lIlllll1l1rc dei culuri.

])1.11"10.

NlJlur<Jlir/J;slrm"

J8. An,h<: 4.1. I C ~o.

J9 F",~c ~l, P"rcio Cuonc. fiJ;lio dell'ornonil11" console dei 118, edilc (unlle e prc.

lnre nellll Gll!hll NI,rbOI1CSC d",<: mor; ((;'11.1.10 XIJI JO, I". Ellli cm 1'"lIinlO rapl'tl"licn11~'1l: dei rpn~o d~.i r:4JlollrJ..I.I~"""i"'i: si ltulW"". perll"''''. dei filllio (li 1m eugino del I'pdrc di ("I une II. MUN7.1!M, /{QJlmdl" 11i1rlJparl",l ",,,111,h/J/illllilil'lI. Sl1l1lllllrl 19>0 = risl. [)""llSllldl 196}.ll. },wl.

30. Emilia Lcpida. tillli" Ji l\lu11lIlri" Emili.. Lel'id" Li,i,,,,,,. c"n~"le ,lei 77 II. C. unu ,lei fnlldli di Li,'h,. lu nlRdrc di Clllonc. L'cl'iwJiu, ms1 <"Ornc iI sU~~l.,;si," rnmri. munio con Ali/in. $(l1l0 (h, colJocilrsi iml1lloJiulllmenle primu dcllug"crm ~"'llm SpartPl"o bJ P. CJ sccondo MNlU. cil .. pp. }I.I e H'. inlorno 111"1' 31. P. Cornelio ScipiollC Npsicll. m!Ol!UIU d" (J. Cl"eili" Metellu Pi" d"l''' iI 70. daI mOI11cnto elu: in 'I"CI1'1I1111O 1<: Conli Liline (per l"li. C,CllM01"II. I" C. ,,,.,,,.,,, li .1. '9'1lo) lo indil'unu Illle"ru (on1C I~ Sdpiu. ln qucsto ppsso l'imlicnziotle dei nome ("Mclello Sdpin n<: ..) dun'l\le. ines'Ut;l.

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Il] ~EY'1I1t: b' 'An(ov ~QQovo auyattQa ll , XO( tailtu

l"IQlttl ouvijUtn, ou 116V1) blJ, xa{){l1u~Q A"(}.lOH IXll'llwvo nuiQo U' eutuxtottQo extivo, e.v lTo)..)..oie; Ol eJ!(WOE XQOVOl Il(OV ~V EY1lIIl!V !~ &QX~e; 'tVOU YUVOlXO. (8, 11 Tou li bou)..,xou l'Io)..llOU OUVEOtwtae;, v DtUQtXElOV x)..ouv, n)..)..lO" Il\' iot(latiJYl!I, K6.twv bt tij O'tQUteiu ill!tl!iXl!V i{tl!)..ovt~ b,- tV E)..CPV exLlQXl!I YQ &e)..cpe; autou Kuudwv. 12] KuL XQ~OUOttUI flv d OOV ipob'to tn nQottuIl{~ XU( oxiJou tij Quije; OUx il1ti'tQ~l!v UUtlV L t 'I~ xa)..W O'tQUT1]yeUrltUl tV no)..el1ov'6, Uwe; blJ nOQ6 noU1)v flaax{uv xul t(luq:.1)v TWV xei otQattuollvwv el'll6tlxvllEVO tiltu~(uv xul (vuyxulav) v6Q{uv xal T 6uQQa)..tov iv nOl xuL ~uvu6v, i66xtl ~1]{th nobeiv tOU na)..Ulou Ktwvo. IJJ '0 b f)..)..lOS Qwutu xa{ nlte; uiltlV 6lanQtnet EYQU1J lev, a cxetvo oux i!)..u~ev oub nlloo1]xota, (piIOUe; ;lOV III)tth eL(lyottUl tlllWV. 141 ~Ex tE ln) tatWV &UXOto ibxel, xul VOIIOU YQ"CPtvtQ nw toie; nUQuyylJUouolv eie; Qxl)v VOIIUt016YOI III) nOQwol)1, XLloQXlov IILtlWV I1VOS indano TlV V~l(p, l'1 xa( bl' autOu nOI1]O.'levo fQYOV on6~Lo{tol xat nQoooyO{lWUv tou e.vtUVX.VOvtU, oiJb' aiJtot ltve:noX"Tt ~v toi lnalVuuulv, OOV IlUOV iv60uv tO xaMv tV f:ntni6tul!, tO 6uOllilUltOV aiJnv fluQUVOllvol. 19. I] 'Anobelx{}e( bl: >:l1luQxo, et MuxE60vlav entql1tno nQ 'POlJQlOV tV OtQatlly6vJ~. ~Evfra (1) tynal, tij 'tUVUlX ltX{}o. f1v'l xed baxQuo01\, evu TWV cptwv tau K6twvo Mouv6nov I? eil'leiv' ..t 'An{u 66Qou' toUTOV yo, 001 lpu6~w. 12] ..n6vu Ilh
jJ. l)ri \'o:l'$i 11011 rimane lroKO. PIUI:areo 1i1)C$M' allri,"", Iliudirio pu~iln"onci rilluarJi

licenziosit e la puerilitii dei poela grecou. [3] Spos, poi, Atilia, la nglia di SernmoJJ Elia fu la prima, ma no" I'unica moglie; piu fonujoJ nalO di lui, Lclio , I'amico di Sdpione Emiliano, ndla sua lunga vita ebbe per sposa I'unica donna che avesse mai conosdUlo, (8, 1] Allo scoppio dclla guerrlt servile (o di Spanaco), Catone parledj> come volonlario aUa spedizione guidam da GeUiol', per se guire ii fnllello Cc:pione che era Iribuno mililare. (2] Non gli fu possibile mostrare, qmtnlO avrebbe voluto, iI suo zelo ed il suo valore, j per la pcssima conduzione della guerra (,. D'altra parte, egli oppose sempre alia mollezza cd all'arrogan7.8 degli altri soldali la disciplina, la bravurlt, ii coraggio e I'intclligenza, mostrandosi, dunque, all'allezzn di Catone iI Vecchio. [3] Gellio c1ispose che gli venissero tribu lati adeguati premi cd onori, ma Catone non ne volle sapere e li ri /lutO, nffermando che non aveva compiulo nullll che fosse merilevole di ricompensa. (4] La cosa fece scalpore aI pari dei fatia che, quando si candid come Iribuno militare, fu I'unito a rispetlare la legge, pOCO prima ap provata, in base alia quale i candidati olle magistmture non dovcvano esscre accompagnali da "ollle"clatoreI J7 [::i] Tuno solo, si dava da fare per salutare coloro che incontrava, chiamandoli per nome, ma lale comporlamentO non fu approvalo neppure dai suai eslimalori che, pur comprendendone la correttezzo, erano contrari:ui dalJa loro stessa incapacit di imitarlo. [9,1] Eleuo tribuno militare, fu inviato in Macedonia, presso ii governtuore RubrioJ!r. Si racconta, in proposilo, ii seguenle aneddOlO: Munazioj'J, un amico di Calone, cerC:lVa di rincuorare la moglie Atilia, che era in lacrime e disperata, promeuendole che avrebbe ve-

di Arehiloro, eh" ";1:< ,"OI"mi"ri: ':odune 7, 6; MIH.Jltill:lojA; NIJ"''' .., 9: Pende ~, I.

eh" ii rormnrnlo qui ri"orlulU ti"ti,.; ti", qualchr fonl" .. calonian?


j j . Eua 1IIlplltlrn"...a ll<llImicu ramiglilll caml'lIn. molto ricca: MOl'>"'l.l!a, eil., p. j j l . I\kuni idC'nlilicano iI p<lre di Alili;, ron C. Afilio Sern,"o.ron~ok(kll06, 1I11ti roo ii figlio lel I'rr<lrllu consolC', eh", CICI.ltOI<II (/'ro l'I.mrio ll) ddiniKr Ifll!lissimUI1/ bom;",",,,. j.,. Illlr\ltllHonislll dell'ol11onirno diulul.tn cieeruniuno. Nlltu ne! 190, si SI>OSO gim'lI' nissinlO, .luru dr., un:r 'Ull fiRlill nel l'fI em I!i~ SpOS"l" (AVI'MNIl, .~/(md IIx,ic<l 67, l87l. l.>dlll 11l000lie non lr:ullllnd,uo ii nome. j). Lucio C;c1lio Poplit'olu, l'onwle ""I 71 II. C. CUTl Curo Comdio u:Ululo CIo. diu,lU: BaOO<ltn'ON /l, p. 116.

j6. efr...nd..: Livro, I'..,iochnt' 96. J7. Nd 68 ~. C: ~i \..,J~ /",rrx/"VOIrt'. II. 110. j8. Mii:-'7.IlR, Ruhri/IJ ur..,. in RI; I A. r, r91," rol. 11(>1') Ilrol'one tli idcmHicllrln. si.. pur eoo le dOI'ur" elluldc. mn iI L. Cullrohl1 pmmJ, cui Ck~ruo", indiril1.1l due cl'isro!e: t1J/ami/ianl XIII 4' '" ,,1.11 lrnnine OfQUlrIY{\; IISll10 dll ['lulareo IlOlrebbe imlurre ud irl",nlilicarlo ron \ln pr"lor" lkl 68 con impcrio I'rOIVR"lo (BRm:GIlTON ll, I'. 1.17). Sul Irihunalo mililllrr di C~lonr, dr. f"froJ,,:kmr, III'. 110-111. 39. Munuio Rufo: I,,'rrxllldtme, p. 110.

Ki\H1N

9.

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OUV, lpVUl TOV K(tTlovu, xu! lTQoEW6vHOV lu 'lltf:Qu Mv, Eu{h) dlT@lV ItETU TO br.ilTVOV' "y' lTW ~) MOUVHE tli 'AHIt T1)V lTOxeOLV EIIlTEJOI:!L, IL](t' "UIf:QU tJIO IlijTl:! VUXTO iHPLOTJIr.vo...

fJl 'Ex M TOinou o lvu ei tulHO WILnov eXf:euOE ttitEo6C1l


xul t6v MOUVUHOV oiJTW d xui}eueLv, ItEto. lTUlbl 'puaoopEVOV im6 TO KUTWVO. f4.! Ei'lTOVTO ' UUTli' m.vTexu(exu ILev olxhUl, o I)' lmEEuth~QOl, ,p(Ol f: TtOOUO, WV oxouJlhwv llTlTOl, aUT6 .et lTeOlltUnV xOT<\I lTuQepakl:!v tv IltQEt lTQoOtuP.yltEVO. (5] 'ElTel ' l]xev ei T6 oTouTmov, lTket6vwv TUYllTWV VTWV vo iQXwv lTOP.lX61:!!. imo TOU OToaTl]Yo. Tfl 11f:v lMa OE'ff] lu omj lux 06v eoyov 1lYEI:TO xai. ou f~UOllXOV n)v ImIEll;Lv, ainli' b lTOl~OUL TOU itOxollevou llOlou II(JLOTU 'ptOHllOuJlevo, ou TOV lpPOV rpei@ T~ El;ouol.u, ),k, lTQOOI!{tI\XE T6v yov' [6J (i) lTe[{twv lTEQl. ~XOTOU xu! L'OXWV, ~lt0llevll;: TLII~ xal. xo).aoew, l.uelTOv l]V dlTeiv, lT6TEOOV l:!iQ1lvlxou IIOV li lTOEIUXO, xu! lTOO{}UILOTtQOU li blX(JtOTf:QOU nUQl:!Oxl:!uoe TOU t1voa;" {71 OtW tlpu(VOVtO Ipofll:!Qol. IItl.v toi ItOEII(OL, ilLEQOI b Toi OUIIIIXOl, TOJlOl l! lTQo T6 tll"iLX/:!iv, rpl6H'IOL bt lTQ6 TOU elTulvou. l8.! Ou ' iXlOTU K,twV imqLI:!I){}I], TOUTO lTeloTOv imfWXEv aunlJ, xal Ml;a xal. X,Ql xu! nEQ/lkouoa TlJIl) xu! rplmpooOV1] lTaoa nv OtoaTlwTwv. [9J "A yaO ht\}OL elTemTTEV, ~xouol.w t"il(trcovwv, xo! OTOI)V IU~v xol. lcmuv x(d lTOoEiav txelvOl IL;\kov li TOl UOXOUOlV ILOlOUIIEVO, ijt}el /! xu! 'PQOViULUTL XU! YIP n'vtu rcEQtdQwv tOU UJTOXO(ITO(lU xa( oTOCtt1lyo lTllooayollEUOltf:vOu. eat}e t"iLU TOUtWV allU n)v n(l6 UTOV EVOLUV (ev)@(lYUOIIEVO TOI VQOLV. [101 'AQEt~ YQ kl]lhvo oux eyylVl!TUl ~fjo li t"iL' lixou TO lTUoat"ilt"i6VtO euvo(a xu! tlJlfJ;" oi. li' VEU tou lplEIV EllUlVOVn TO .ya{}ou atboiivnH (11i~v) n)v Ol;av UUTWV, ou {}UUII1;oUOL bI! tl)V tt(lEn)v oM ILlltoVTOL.
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nU{}IIEVO ' 'A{}llv6wQov T6v ElTlXU),OII@VOV KO(lu. ItEy(t1lv e/;lv v TOi rTwl"xol 6YOL exovTa, bl(tTQI/lELv lTEQ!

glialo su di lui. [2] Catone assenti. Durante la prima giornata di viag gio, subito dopo ii pranzo, ricord a Munllzio le promesse faue :ld Atilia e lo esorl a non sepllrarsi m:li da [ui n di giomo n di notte. [)] Anzi, fece porlare due leui nella medesima stanza e feee dormire I'amico sempre lIccanto a s; insommll, paradossalmenlc em MunAzio ad essere pcrcnncmcnle sono ii controllo di C.none. [4] II loro seguito era composto da quindici sehiavi, due liberti, quauro amici. Tuui si servivano dei cAvallo per viaggiare; solo Cuonc lIndavaa piedi e si uvvicinava ora all'uno ora aU'altro per pOlcr scambiare con ciascuno qualche parola. [5] Quando ebbero raggiunto il campo, Rubrio lo nomin comandante di una deUe tante legiolli. Eg[i evitava di mostrare ad ogni costa ii suo coraggio, perch ritcneva poco dignitoso e regale ostentare le proprie qualit. Era malta piu importantc chc i soldati si conformassero alie sue abitudini: per ottenerc ci, si serviva nOIl solo deltimore ehe ispirava come com:lndante, ma anche e soprallullo dc1la forza della ragione. [6] Grazie ad essa cd ai continui insegnamenti, seguili opportllnamenlC da premi o punizioni, forgi uomini non saprei dire se piu indini Alia pace o alia guerra, eccellenti per zelo ovvero per giustizin. [7] Essi erano lemuti dai ncmici, ma miti con gti alllcati, rifilltllvano I'ingillstizia, ma nmbivano agli elogi. [8] Per qucsti l1lotivi Catone oltcnnc dlli soldati ci chc meno curava: gratiludine, grande rispeuo c bcnevolcnza. [9] Era iI primo ad escguire d ehc pretcndcvll dagli altri: lInchc nc1 modo di vestire, durante i pasti, ncg[i spostamenti, si comportava pi di soldato che da comandante. Forsc pereh eccelleva sugli llltri - duccs o impcrafores che fossero- per caratlere, mllgnllnimt:\ cd eloqucnza, lurti gli si affczionavano qUllsi senza rcndersene conto. (lO] 11 vero amorc per la virtu nasce da una profondll benevolenza estima nti confronti di chi dclla virlU c l'csel1lpio; chi, invece, elogia la vim) di una persona scnza amaria, rispecra la sua fama ma non ammira n imitala sua virtL!. [10, I] Fu in qucsto pcriodo che Cntone seppc dclla prescnZll li Pergamo di Atcnodoro, deuo Cordilione 41l , famoso filosofo stoico, oro

40. l\lcnodoro di E,l"SO. deu" C",dilionc (.<iIIJ"hbol. din'l'sc u lunR" lu hibliolcell di I'crJol"nm: cllIldc in ,Iis/lmu do!,,, ehc .. riIOlC"'" I~ 0llCrc dcJr"ll1iclI SI"" pcr csplIn. /JCrIlC i pussi r;ll'mlli ctcm<!ussi C (II sl~'Jlcrlo: I)rOGllNIl LAllR7JO VII J'l .I" Jsitl"w di I'crRIIlllO. L'cl'isodio di CUI''''C cd Alcnndoro C rkm&llu nnehc in Mora!ia 777A c ti"

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nEQtlvu'u.

(11. I) wEn 6' UtOU 1tl"l til" olootdav vto. f).lp d Tl)V 'Aola" pa61twy i:\I601]oe nEQI. eQ(ax'lv i:v Aivlp'u. (21 Kat YQll,IQTU Ilh eu6il t'ptt 1tQO t6v Ktwvu' Xf4!wvo llt 1tollou XUt!XOvt0i t~V O)"unuv. xul VfWi ixuviii ~tytOEl ~~ ltaQO0'li. filO ~uxQv kx6a 11VOV Mo rploui xal tQt:ii otxha ltaQa)"a!kOv, lx 8moa>.ovlxl]i vilXf}'l' UJ xa{ ltao' oubh i!)"Otilv xatClltovtw6iJvm. ruXU nvlllaQu, )"ylp ow6di Qtl ttOv'lx6to toii Kaudwvo, E~lta6tatfQOv Eool;lIv ~ rpu.oooq>6ltl!Qov !vfYXfiv t~V (J\J1.HPOQv, ou IlVOV xau61lOi xal ltfQuttul;l!OI tou vexQou xal lloQt'ltl )"ltl]i, oll xal 6ultvU ltl!QI n'lv talfJl)v XU{ ltQaY~lUtdau;, UIUUlltwv xal qlUt{WV 1l0)"UU)"Wv ouyxutuxatvtlv. xal IlvfJllUto I;eoto )"litwv 8aolwv Ult ta)"vtwv oxnu xatuoxeuaoOhto EV til Aiviwv YOQQ:. 14] Tuta yQ (EVlO1) fouxo<pvtouv ltQi n)v ll'lv rulJlluv tO KtwvOi. ou xaftoQWvte oov ev tlj, 7JQi illlovi xul qltJou xu{ lleiloel uVUlOXVtOUi yvll7Jtll' xal ofeQQljJ tOu VQ t illll!QOV hiJv xal lJllOtOQYov. (51 Eii t tata xa{ ltoeu; aut4J xa{ lluvotUlltoll xan\ t111~V mI)

mui avanti llegli anni, ehe nveva sempre rifiutato in maniem entegorica gli inviri e le proffcrte di amicizin di re c govemntori. [2] Con. vintO ehe a nulla sarebbe valso invinrgli una leuera o un messaggero, Cntone, approfinando di un eongedo di due mesi ehe ii regolamenro mililare gli conecdcva, salp per I'Asin minore con I'intento di recm'Si personalmente dai filosofo. Egli confidava neUe proprie dOli per noo fal"Si sfuggire la prcda. l3] lncOntro Atenodoro, discusse n lungo coo lui sino ache non riusei a fargli cambinre ideo. Giunse, poi. all'ac campomento in compagnia dei filosofo, toonfante e bnldaozoso quasi che recassc con s~ un bonino di gran lunga piu edatante di quelli che allora Pompeo e Lucullo avevano ottenuto ricorrendo alie anoi, ossoggeltando popoli e regni~l.
[l.,1] Durante iI suo Iribunato militare, ii frateUo Ccpione, che era direIto in Asia minore, si ammal ad Eno, in Tracia"2. [2] Catone ne fu subito informaro per lenera; poich~ iI mare era sconvolto da unll furiosa tempesta e noo si troVRVll una nave di stana tale da peter reggere I'urto dc11e onde, Catooe si imbarc a Tessalonica su un pie colo mercanrile, nccompagnatO solo da due amici e tre schiavi. [3] Rischi di fare oaufragio, ma dusei a scampare fortuoosamcnte. Ccpionc, oe! frauempo, era spiralo. Catone reagi a qucsra sventura da uomo piu ehe da filosofo. Si profuse in lamenti, accascialO dai peso deU'immenso dolore, abbracci ripetutamcnte ii cadavere dei fralello e ne celebr iI funerale coo grande dispendio di denaro e di energie: durnnte la cerimonia fece bruciare inccnsi e vesti dai ricchi ornamentj e ocU'ogor di Eno fece erigere un heroo" di pietrn levigsts di Taso dei valore di otto talenti. (4] Si anir critiche perch la solennit dei funerale cra in palese conlrnsto con lo sua nbituale frugalil; critiche ingiustc, peraltro, perch non tencvnno cOnto dcl grande auacca mcnto ai fratcllo di qucll'uomo cosi inflcssibile e fermo nei confronti dei pinceri, dclln paura, deUe supplichc umiliami. [5] ln occasiooc

~ I. I.u Iiuuti. di ]lump-a.llui piruli ri~ull." uU'nlulc dd 67: dopo un. ~crie di ,ucrnsi l"<>nlro ""irri,ble, Lucullu, n'DQ I~ fine dei lIll."dnimu .11110. inizio ii suo declino milir.te: .. Icrosilllilc. dlll1qll.... durare ii rilomo di CUllllll." aI l."amIX' in l."Omp~gniu di Arcnodum nellu rl"&1 C'Srllll." " 11...1 primu 1I11lunno dd (,7. prinu cioi: che Lucullo Ix,resse dcfinirsi
(II1"H~)I\lill<J.

.p. En". Sil(lll111 s1I1I11 sl'undu oricnrule dcUu roce dcll'Ehro. cru un ntxl" commercill!O;:

e ~ll1llcl!ko di primllria impOl'rlllllll. L'L morre di Ccpionc l'u nicre dUlllrll "crso lu li11l: dei 67, dopo il riwlllu di Cll!Ulle ln Mllccdoniu e I'rim~ dcllcrl11illC dei Iri\ulIllllO (Rcn. nlliu (,6). I'okh" Ccpione erll in I'rncimo di imbllrcuni in Ung Slgllionc infidg (si ,,<"(Ia ii

ccnno III mure in Icml>C'SIIl). ccnllmcllLe Illi cru Shllll wnfcrilO L1n inellrico il11pllrlllnle: FI.OMO (I 41, lO> llffcnnu chc cgli, (lurull1e ii hrtfmll pirilliCllIII, (u preposlo du 1'01111'<:0 ullll 1~1"IIRu.rJill dei me", 11sielioulI. ~ IlOSJibile chc Ccpionc (~ uno dei ,luc 'luCSluri (Ii Pump(:o (I'I.UT"'~CO. I'Ulllpn, 26, J), COlHe 1110~1"'1l10 anche I" s<~cllnili1 Jcl (uncmlc o;: gli OIllUlllli Ji te C ROIenllllori.

'44

KATON

I I 1:Z

te{tveno<; el1f~IJ'lOV. WV EXElVo XQflllUta ~tv nuo' OUblVOs; Ellt~a'to. thJlUILUta bl! xal )(00110\, i),.ll~avl!. (tflv) n~u'l'" anotou ToiS
)'(1:'11tOUOI. [61 T11S bt llQovoll(a ei ""tV Te xal 'tO 6\1ytQLOV 'tou K(lt1I(wvo~' lxOO'IS, Du6!... WV vtuQe J'lEQt 'tOv 'tlupav nfl't'l0Ev f.",
Tn VElllOEI.

17) Kat mltu nQ~uvTO atlTOU xal nu06Vloc; ~v

YQWa, n xouxlv(i1 n'lv ttpQuv mu Vl!xQou IUlttpue xal lhilthjof:. XQ\}o[ov ~IITWV lUlTUXExuullhov, 181 QTW ou TI\J !;tqm flVOV, an xut TlI' YQocpeLtp TO W1tEJ6uvov xat V\Jnl>Lxov {lh)l!nloTe\loev~~.
02, I] 'End bl! 'd:).o EIxEV i} oTQUl'eLa

'(iii

Katwvl. JtQollnJlql6T]

<Ilh) oux Euxai. XOLv6v EUUV, oub' hudvot., ),O MXQUOl xaim;QtJ}o).al Ul'IIOl"OL. 1lon6btwv T 4lnu Tai.<; noolv ~ paU;ot, xal XUtulplOvtWV lS leLQU. twV aUTOXQuTQW... o)Jyol. ~Ol. inolouv oi TOTE 'PWlluiol.. [2] BO\ll)6de; 6t n(l TO nom;(e;t n(loof"liv &'IU 111:\1 navT){hlva~ xa'" iOToQlu... Tile; 'Aolue;~} xa{ yr....t06uL Dl'UtI'l 11(tW... xullllwv xu{ 6u...ltllfWe; Tile; nE(l1 XltOTl}V ~nuQxlav, lla 6! Tq, rulnu 6.11~OTQ(!I0f6, 6u\ ~e ...lav xal tplluv nOTQ41uv 6EO~tvip nQ uUtV i)'{)liv. Ilil uxoQLOtiloUl, TOUTO'" TV TQno... noll::ito n'l'" &11061111Iu.... UI nQonellnev iill' iWtQ- TOV uQTonoLov xul TOV 'lye~ (lOV, no\l xUtuUOflV ellfev, Oi. bt nllv\I XOOlllw xul IIEO' 110\lXlu eioei.06vn,e; ... ei n'l'" n6klv, et 11I16ete; TVXOl T4I KTWVI ep[i.o wv uut6ih ltut(l4JO Ti YVW(lLIW, v nClv60xdep n)v no6oXl)V uUt41 nUQfOxEa~ov, voxi.oivu ou6nl' r4) nuv6oxdo\l bt lU) Vtoc;, OtW n(lOe; TOUe; (lxovtu 1(1Un'le"'ol ~fvlu ... MllPUVOV, o.yunwvn (1)V 600ElOO.... "I noHltxle; ' &nLOtOUllevOl xol nEQloQwllEVOI 6l t III) DOQlX!J IlIlb' &neu.fl mUTO ItQltOOflV J'lQC; tOUe; Qxovm. imo
.1}. N~l~ d~l ",~1rimnnin di 'llion~ wn Ol1en~.., la IigliOl ddl'o.>nllO~ l~ulla qu..k AI'IIASO. (;""TTt' t:r1.'1/' IV \1' .u). si chi..mll'''' Sc-n'li.. hd. 1I1lCh~ nolll 81): non ('na un.. f"llcinl1\'1I" (COIn(' ~ffcnn .. Phuuco)!i<.' nd 6, o 6.t ~JIUSl" L Licinio Lucullo rrdlK"t' d..llll f(ucrna miuid.. til'll (M. Gn.l'.t:Il, L Lid""'1 wC/tIf,1I nr, 104. in R XIII, I, 19~6, coi.

dei funcralc cbbe doni da molti rc e dtta come testimonianut di slima nci confrol1li dei defunlo. Calone rifiuc l'of(er1t1 di denaro. da chiunque provenissc; accett solo I'jnccnso e gli omamenti ti patlo chc ii donlllorc fosse disposto a riccvere in cambio dei denaro. [6] QUllndo j'crcdil di Ccpione fu divisa fra Calone c la figliolettll dei dcfunt0 4 .1, egli non pretcsc IlUllll li rimborso deli e spt'Sc sostenule per la scpolturn, L7l Eppure, ud Onlll dei suo comporlamento e dei scnlimenli che lo Icgavuno ai fTllldlo, ci fu chi cbbe il coraggio di scrivere ehe UVCV:l P;ISS:110 ai setuecio c filtrmo le ccneri cid frutello alia riccrell delI'oro brud:lto insieme III caclavere; [8] chi sostenne queslo, abuso, cerlO, dd privilegio di non dover rendere conto alcuno, per j'impunil:i che si era arrogara, n delle azioni di spada e neppure dei conte nuto Ji ci che scriveva ~4.

(07).

H. 11 \'Cnnn ..lia ~11;,,11l 1::'(1 ..11.. "cnnu, u \ln !Xlterc ..I di sovr.. dellc lrSlli "mllnJII inrl'itubilmenle li Ccs~ce ed .. 1 ~1l0 A','icalll hi "cdll /'"nJ,}"zimlr, pp. 10<)'110 e: not .. 3). 1)'1 I'I.l;TAKCO, G'l<lf" .1, ,I si dc:<lurc: chc ull'ini1.io dei libdl.. Cnllre: si IC:USIl\'1I di rrplinre &1 ~rnl'li~e s"ldlllO mlun urlIlore: cosI uflile:: ii rnnu 1111...<lIIII<I.U' \-J ..II.. "pe:nn\lJt dd nustro I'IISse, pOlce:bbe \~J)lilllire: un .. risfloSl" (di TruR'll ",li Mun.. ,,: si I'e:d.. 1"lm,},, 'IIme:, PII. 10<)'1 lO) .. 1I~ .. dim\"SSlI" lIffrrm.....io"c: cc:uriun". 4~. Si \'CJII /tllrodll:;'JIII', 1'. 'II.

112, I] Quando si conged dall'csercito. non fu salutato solo da vOli augurali cd elogi, come consuctudine, ma anche da pianti inin Icrrolli c cominui llbbracci. Gli slcsero pcrsino i mllnlcUi sulla lerra chc dovcva calpeslare e gli baciarono Ic mani: cnlno onori chc.allora, mnllllelHe vCniVllTlO lIccordali a pochi ;'npcralorer. [2] Prima di lormire:. ROllla e dcdiearsi aU':lllivit:i politica, Calone dccisc di fnre un vill~gio in Asia 4 ' con un c!uplice scopo: ill primo luogo per visilnrln, stutli:lrc i costumi, iI tenor di viw di ciUSCllna provincia c le dYII(lJllC; in sccondo [uogo per compiacere iI galnl:l Dciolar0 46, chc lo llVCVll inviwlO in nome di Ul1'OSpilalil.i c di un'amicizin di anrica dma. QueSic cr:1I10 le llbiludini di Villggio di Calone: [J] di buon manino ii rornaio c ii cuoco alie sue dipendenzc si mcllcvano in ca.mmino e lo prc ccdcvano nclluogo prcscelto come lappa succcssiva. Entravano ndle cill:'1 sellza pompa cd oslenrnzione alcuna e, se non vi erano amici o COllosccnti di (amiglia che li ospilasscro, pn.'So a11oggio, prepamvano ii paslo per (atone SCn7..1l arrccarc disturbo a.lcullo. [4] Se in ciwi non vi crllno locande. chicJevano ospitalil ai nOlllbili c manifestnvnno la 10m W:lIiludinc per IIvcrlll riccvuta, [,5] Spcsso, tlIt1avia, crnno guaro d:lli con sospelto e le 101'0 richicslc di ospilalilii cadevano ncl VU010,
.1(" FI,lde "lIe"lO dei Hurnllni, telrurcll delI" (;.. 1~1i:1 c l)I}i 'c, er~ 1c:galO ,III ~lrelli "11\.:,,11 di .. rnicizil111lb grnJ "cm<l: ClcH.m<M,IIII/<llIIili""J XV 4, 1~ (indicil~~lll .. C.. h'IH.' !lei ~ I 0)0: ",1"" DdOli>mlJl 'lu; 1"11 libi <'si lIII.~"'I<' "'uswrius).

KATQN

12 - 13

'47

TO KCTWVoc; :tQaXTOl xmd.uIII36VOVTO, xal IIUUOV UUTO 6cptle; WlYWOEiTO, xal nUQeixev En! -CJV qlOQtlwv OlWl'I:n xrt6ft!;0llevoc; l'l:OVQ4.av vftQWl'I:OU Tal1flVO xall'l:eQlbeoe;. (61 Ou 1(1)v nUa xal l'I:QooxaOUIIl!Voc; aUTOUe; dwf}el.).,yelv .. tO II0XfhlQoI, IInufJeo6e mTlle; T~ xuxo!;llvla. a nvTE lliv o{pl!;ovTUL KTwve. 'AII!3vare mie; qllOqlQOOVULe; TI~V El;ol,lolav aim.iJv, eolltvwv nQotpoewe; Lva ~lt OII~cvwmv, W nOQ' exvTwv 1(1) -cUVXVOVTEo. (U,II'Ev lIt :rl,l(ll~ xal yd.oiov TI tynall1a6eiv. Bolllt;wv YQ de; 'AVTIOXUOVH, f;:6e :no! Ta :tla i~w l'I:~6oc; c'.tvftQ():twv btaTtQW' 6EV Tile; O 1toQaxexOlllhowv, h ale; ihpTlf3,Ol Iltv XWQU;; ev XOI1Ol xol 1taillee; htQwOI XOOll(We; fOTilxeoav, EoOiltae; 6t xoOaQa fVIOl xed OTf<pCVOI,l ElxOV, leQEV; 6ewv VTee; ~ QXovTee;. [2] nvTWV ouv IIOV ott16tle; o KTWV Uim{l uva 1tQTTW6Ul TlII1)v xol el;lwOlv imo T~e; 1tfWe;, wQyl~eTo Iltv TOie; l'I(lOl'lelltp6eiOl TtV l[wv, we; 1(1) xWOUOLV, xtEuoe 6t xam~~vUl TOile; ql[OI,le;, xul1tetft l'IQOilf1 11ft' oimv. UJ 'Oe; 6' yyiJr; l'loav, O nvto blUxOOIUV eXEiva xal tOv Xov eir; -CC!;IV x.aOlOl:lr.r;, c'.tv1)Q 1tQEofltf:(loc; il61l, Qpoov iv Tfi xel(ll xal OTtq:;aVOV XQUTJV. lmflVTlloe TlP KCTWV1. l'I:OO TiiJV UWV, xal Illlb' OrtUOllevoc; tl(llTU, nou 6l]lliITQIOV~1l 01tOEOtOOl, X.CI! J'Ulvhlu nO(lto'tUl. (4J nOlll'l'liou 6' ljV yeyovwr; lllljtQlOr; oidT1jr;' TOTE bt l'Ilr.vtWV we; eno eutfiv vttQWlTWV elr; nOlll'ljrov l'l:o~e 1t6VTWV, OEQCllTEetO nUQ'l;lav, II~ya nao' oill:<jJ lIuvlIEVO. 1:5] Toi Iltv ouv tp(Ol l:oi KTWVOr; ytwe; iv~nEoE tOOOTor;, WOt' ovuuf3eiv UI,lTOUe; ox iMvavto, la TOU l'I:il{}OUr; lta pablt;ovtl':, 6t KTtV T6tE Ilh tox\JQJr; WTQwtdr;, "J T~ xaxoalllovoC;" tptl "l'I:OEWC;", )J.o ' o6tv lIjl6ty;aTO'~? XQovq) li' Otf:Qov EW6EI yev xal autO ll'll TOTl/.I, xal bll\yOllfvoc; xal I1vllllovewv.

perch si rivolgl'Vano ai notabili scn7.a vanlcrie cd ostcntazioni. Con disprez7-O ancora muggiore era considerato Catone, quanJo soprag giungeva senza che i suoi fidi (ossero riusciti a trovnre un ricovcro; si lllettevn, n11ara, n scderc in silenzio vicino ai suai bngngli con I'arin di lln povcraccio impnurilo. [6] ln tlll cnso, non mnl)Cllva di chinmnrc n s i magistrati di quella cittil per rimbrouarli; Sciagurnti, dovcte smettcre di essere cosi privi di rispeno nei confronti degli ospiti! Non sempre nrrivcranno qui dei Cntoni. Con un aueggiamemo cordiale potrcste vani6care I'nrroganza di chi in cerco di pretcsti per impndronirsi con la forLa di ci che noo ha ottcnuto con ii consenso. (U, I] Della sua I>cnnanenza in Siria si racconta un episodio di vertente. Stava avvianclosi verso Antiochia(7, quando vide fuori dclle porte della citt una gran fo11n dispostll ni due lali della mncla: da una parte giovani con III c1amide, dall'nhra fnnciulli dalle bclle vesli, Vi ernno, poi, pcrsonuggi con bianche vesti e corone in copo, certo su cerdoti o magistrati. (2] Convinto che la cin volesse tributargli onori c nccoglierlo dcgnamenle, Cntone se la prese con i suoi fidi che lo avcvuno preceduto e non erano stati cupaci di impedire tuna queIJa pompa; pai, fccc sccndcre da cuvnllo gH amici cd insieme a loro si avvi a piedi verso la citt. (J] Quando la raggiunsero, si fecc loro incomro, distaccnndosi dai resto delln folia, colui chc prcsieclcvll 01 cerimoninlc cd nvevn disposto in bell'ordine tulta quelJn gente, Ern un 00010 armai piuuosto nvami negli anni, tenevll una verga in muno cd avcvu una carona; senza ncppurc rivolgcre un salulo a Cnlone, gli chiesc dove avesse Inscinlo Demctrio"ll e qunndo surcbbc giunto ltd Antiochia. [4] Costui nitro non era che un liberto di Pompeo: in un pcriodo in cui gli occhi di [Uui erano - st.llrei per dire - punt.llti su Pompco, egli godeva di una stima moggore dei suoi menti ef(ettivi, per l'influen7.a chc esercitava su di lui. [5] Gli amici di (atone cbbcro uno scoppio di incontcnibilc iJoril mentre camminavano Irn le due ali di folia; Cnlonc, che era rimasto di SlllCCO, esclam: CiuiJ disgraziatn! sellza uggiungerc nhr0 4 'J, ma in seguito, revocondo I'episociio con ultri o tto di s, prese Ilnch'egli I'abiludine di riderne.
rislllelll" ud i\relll (M. M"NnIHOLs,. C/i sroli "I/t' Vilt' di P/ul"rro, .. JlIhrbuch der 5lerrei chischm Byunl;ni$lilt .. ]8, '979, p. ,oJ).

"7. I'oieh\: k pct"q;rin,.,joni di Calonc', (lJoli L'OfIl" dacrill" da l'IuuU"<:n, K'guono 110 <'1M: diflirilm"m" puo eucre acrnllllo, rt'C'nllnnmle (lJ1.l.l.lllo40lll, .. Hi"oria.. 199).\,. H7) si iptlli1J''''IO eh" la riui qui mmlionala si.. I'Amiochia di 1ria, 18nuI, <lal o\lCOlndm o","cm <judia di Pi~idiA: "Illnlmlx: 01l'1)1;0)i <."I.,"\""ngollo ad un \'illllllio "he I'Olrn:1.1x: inlcrt'SSIlTC solo I'/\~ill MillOn:. "H. Dcltlctrio di C;mllltll, potente 1i1x-rlO c flll','rilo di I'mnpc:o, in I'o/llpt'rl .,0, , I'icne delinil" d., I'luBLTco gio\'nnc in l!;lInbll mA <'l:c<'5si"u'nenlc inll'lll,ren.!clllc. .19. Lcpi.soo:lio" "ndn, in PO/llpro 'lO. I') c GIlJl.'ANO, Miso/'ORO" ))8/\'))9/\ dI<, IUC" iI nOlll" <kllu cini. II p:wo di Giulia'l() (II PO$IO Uronfmnlo roll ii nos/m 0:I"81i 1iOO' riusli di prulurro: ,d. lo seuli" .. J /~ dd !';I1alino ,6/J tkll'XIIXII kCOlo. I,robabilmml"
ilio"r~rio

KATQN

'4

'49

[14, II Ou Ill)V ),J,cl 1"I0llltl1Lo uutO hoT(lf'lIE TOU vfi(ltilltou, otino ltll1lllfOVW Ei TOV Kt'nwvu [n' UYVOlO.V. l2J 'Q YUQ fl "E,pwov e{huv tJ[OQfnO J[Cl UUTV, UOJ[UOOIU!VO ltClEOPTfClOV vm'O xul Ml;tl J[Oi! J[ClollWvm xui uvllEWV T6H! IlfY[OtWV ilYOIUlVOV, i.wv IlOllnill0 OUX ~IIElVfV oul!' fiuOf xuttEl;Ollvtp ltQOO' ttflv, n' W nVI TWV xQEln6vwv UV(dloQwV J[ilvnlOE, XU{ n)v l!el;lclv hpu),f. IJ] Ku{ J[O Ilh fU EV TqJ rplmpQovl:io"m xul itoJ[l;w"m J[UClOVtu, J[dw ' En IlnuoTvw EYXWjHU lfl"fV UUto tfl uQnij. :lOTf ltVTU e1tlOTQfrpOllhou xai J[Qooxovm ij1l Tq; KtWVI, {)UVlll;fIV ES WV J[Q6n:(lov XClTl!CP(lOVEltO, XU! (n)v) ltQtonlm xut IleyU0'llUx1uv uvuOEwQElv. [4] Kut yQ iI nOllnlltou oJ[ou~ J[cQt aUTv oux ).(wllovE lIEQUJ[EOVTO oucm Ilov li CPIOiiVTO. t'.r.).)..' EYvwoov n {}uUllfll;EI IU!V J[UQVTU. xulQEI ' umQ' XOjll!Vtp. [51 Tou y(I ou vl!ou, i.OOI J[oQ' UUTOV cuplxvolivm, cPIOTtILOllfVO XUTELXE xu{ J[ollJV UTq; ouvelvw. Toli t K6.TWVO ouc'itv Mel{)Tl TOIOWV, ' womQ oux uvum!tIuvo uQXwv ExElvou ltuQ6vm, E~CJ[EII'l'ev UOIIEVO, Ilbvtp oxev eXE[Vtp nov ei 'PWlulv J[EVTWV T TtXVU xut t1)v yuvuixu nUQuxuw{)IIEVO. u'.w UUTqJ J[QooilxOVTO xui. l ouyyhnuv". [6.1 'Ex TOTOU Ml;u xui. oJ[ov,) xul lltU J[l:Qt uUT6v "IV TWV J[6EWV xui. elJ[vu xut X110EI. h oi TO lptOU extEVl: J[QooXElv CI1htil III) 6.tl pl:~wJoa TOV KouQlwvo yov. [7] 'O YclQ KouQlwv'2, x61lEVO Ttil auonjQi(J TO K6.TWVO. cp[ou xuL ouvil{}OV vm, ,'mwnlOEv aUTv ti J[1l611uj16 EOu Ilnu n)v oTQutelav YfVtO{)W Tij 'Aolo {)tut1. [8] Toli l! xoi.

'o. Em nalO ii 29 scncl1llJrl' dcl ,06: PUNIU. N,U/lfl/liJ bislmill XXXVI I I} c VHI.l.HI'J

II )}, .1.
'I. Vl,ric iPOIl"Si sono sllllc fonnullllC S\I hlli Ic)(:u11i: SCl'\,ilia. lu nipolc di CmonC'. C'ornc si l UC'C'Cllll:llo nclln nOIU 4}, sl"'S ncl 6~ O uel 64 Lucullo. fi)(lio di lIl!;' Ccciliu MCICliu. irnp:lr('lll:llu <:<:lll la lcrln m"l\1ie di l'olllllCO. 'I<'rlill Muriu. Q""cru: ii llipQlc di Cuh>llC, nnHo. spos ne! H in primC' l1<>ue r.iuudi:l. la cui sorellu si Ulll in 1Il:llrirnnllio con i1lilllio nlllllJliorc di P"l1lllCO (CICI;Il()~'II, Jldll/l/Iilil/"'I 111.1. 1 CIO. IOl. Si Im!Cu. in <:llImrnbi i cn~i. di unu l"lrcmelll cosllonl:rnu .lu nOll l'iusrificlIrc b lidurhl di POl1lll('<:' c d,r l1"n :Illloriu.nrc ncppurc :1 posldurlrrc ii \'iul.lllio di Cnlonc in '\si,r: I'hunrcu 1'<l1,cblX" :I\'crc introdo!Co nel rncc"mn 1111 dClllllllio "PI"lrlencnlC 11.1 un periodo SIlCCl:Ssi,u. BIII.I.H. MOIlII "lli~l",in" I'J!J~. p. }71\ irllcrl'rCl,rl'illlem I'Il~SO come pr",':, dei (uno chc Ef,-"So fu J'lIhilll:L !:lppU dei \'i:rAAi" di eUlOne.

[14, I] Eppure, fu proprio Pompeo n rilnedinre alia gaffe clamorosa dcgli Amiochcni, che rlVevano mostrato di non conoscere Catone. [2] Quando Calone gillnse ad Efcso, si rcc a rendere omaggio li Pompeo, di Illi piu anziano~n, molto piu famoso, e per di piti allora li capo di un grande esereito. Pompeo, quando vide Catone, non rimase sedulo in atlcsa che gli si avvieinasse, ma, alzandosi in picdi come di frome ad un superiore, gli nnd incontro con la mano tesa. [)] Si ITallennc con lui, profondendosi in manifeslazioni di :lmieizia ed lIbbracci c, primn di congcdarlo. tribul elogi ancora piu cnlorosi alia sua virlu. Tuni, allora, si ricredellero sul conto di Cntone, gli prestarono maggiore altenzione ed anche se, in precedenza, non lo tene vano in nlcun conlo, presero ad nmmirarne I'equilibrio e la magnanimir. [4] A dire ii vero, la dcferenza di Pompeo verso Catone era detIlIla piu da un selllimenlO di soggezione, sia pure ben simulato, che da vera amieizin. Ern evidente come ln stima, dn lui oslenrata fino a che Catone em prcsellle, si lramutasse in sollievo quand'cgli si allontanava. [5] Con gli altri giovani Romani che si rccavano da lui, Pompeo era pieno di premure: faceva di tuno per tenerli eon s e desideraVll davvero ln loro compagnia. A Catone, invecc, non chiedevfl mai di rimanere, perch avcva la scnsazione di dovergli rendere conto dei suo operaro di comandnnte. Em, quindi, contento, di vcdcrlo alloma narsi: eppure, quando si Irall di affidllre a qualcuno moglie e figli, preferi eatone ad altri amici che dovevano tornare a Roma, cos:!, dei reslo, naturale, dali i loro vincoli di parentela' I. [6] Catone lIcquisi llna tale repulnzionc che le eirr se lo eontcndevano per invitarIa a festini e cerimonie. Egli raecomandava agli amiei di vcgliare su di [ui perch non si avverasse, suo malgrado, la predizionc di Curione. [7] Anche se amico di Carone ed li lui mollo legato, Curione'2 mal tollerava la sua inflessibilit. Quando Catone termino il scrvizio di tribuno militare, Curione gli llveva chicsto se volesse visilnre l'Asia. [8] Alia

~2. Di diflieilc idcnli/icu1.ione. l'olrcbll<: Irullllrsi ,Ii Scrioonio Curino\:, lribullo nel ,o Olllou(;Il1'ON II. I'. 2'19}. LI I"rno chc si UCmlll" l'iIKl!eJi di VAN Oon:(;ltll~' (I'wllpre te Grllm/ hJlllf<:'lir dr 1"'mpiT(', Ilmxelies r9:14, Jl. }24), ehe Curione SiLllli"ClIhllll Cl"S~ri"n(l solo nd 11IRlio dei ~9.

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14 - 16

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nvu .. q'lijoavtol. ).f!yel.. eU1fV /) KouQ(wv. "l~Lwv y.Q hmvil~fl. exei{}l!v xlII),ov i]IltOo.. , otw mm; xul. tlil iUlau XQ'l0lIEVO.
[IS, I] 'I\'6tQo ' O raT'l IUltllJ'll!ll",om Ilh 'tOV KatU)va. nQt oflu(lo WV illi'l 1UlQuiUoOQl Toil naiba airtiP pouAOlll!vo )(O( 'to" olxo,,'). Ut6vn tlt l'fQOOqltQwv bWQu l1uvroun xal I1EIQWV X(t{ bt':OIU!VO nV1u '((lonov. otw nOQwl;uvEV, won bdTJ i).vt x(
VUX'tl!Ql!ouvta 'til otI!QI~ IIEQl T(llt'l"
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riSpostll affermativa di Catone, Curione aveva pronundato una frase dei seguente tenore: Rene! 10rnerlli daI viaggio certamente addoldto e piu maLlcabile. [IS, t] Deiotaro ii galma nveva invitam Catone perch, armai aVl1nti negli anni, voleva affidargli I'cducazionc dci figli e "nmministrazionc della casa H . AI suo arrivo, copri Cntone di regali ed uro ogni mczzo per convincerlo ad accenarc la sua proposta; Catone fu cosi irritara chc, pur essendo giunro pressa Odoraro nelrardo pameriggio, dopo aver passatO la none, verso I'ora rena pani. (2] Giunse a Pessinunte H dopo una giomara di viaggio e vi lrovO doni di Deiolaro ancor piu numerosi di quelli che av(.."Va riccvuri in preedcnza. &si erano accompagnati da una lenem dei gaiata, che lo pregava, ne! caso chc i doni non g1i fossero graditi, di lasciarli almcno ai suoi llmici, che ne avevano diriuo, giacch i bcni di Calone non potevano soddisfarc le loro richicste. [3] Catone non ncconsenti neppure a questa dausola, pur essendosi accono che alcuni amid, piu arrendevoli, non erano d'accordo con lui. Rinvio, quindi, i doni a Deiotaro, affermando che la corruzionc si nutre scmpre di pretesri e che avrebbe condiviso con lora que! poco che possedc.."Va di diriuo cd nveva acqui. siro in maniera onesra. (4] Era giunto ii momenro di salpare per Brindisi. Alcuni amid ritenevano pi opportuno che i rcsti di Cepione fossera imbarcati su una nave e Calone salisse su un'alrra, ma egli non volle sentire ragioni e proclam che llvrebbe preferito scpararsi daUa propria vira piUHO' SIO che dai fratdlo. A quonto si narra, ii caso volle che CalOnc rischiasse la vita, mentre I'nltra nave compl uno rraversata lranquilla. [16, 1] A Roma Catone lrascorreva la giornota a caso con Alenodoro o assisteva ne! foro gli nmici, (2] Non appena raggiunse l'et richiesto per la queStUfa", pose la
cunlrudd~tlo .lu ,6,6, do\'c si uf{errnu che, dlll'1ulte ta qUClilura di (alone, Lul"zio CIL!UJ" NU cnsore. L'l ccnsuru di (;"Iulu i: dlll~tu LII 6,: si 5a, ino!lrr, chc:, con ii collella M. Cr"u", Clllulo ~i dimi!iC primu della scudenza dei 1ll~lld~10 (l'lUT~"CO, (ran" I), "1: C"''''~IO 1),0' NR XXXVII 9, ,I. Anche ~l'TlZ" penurc ad Lln~ ~'On(tl.itlne: di Plularco ch~ IKllreblx: "'' '1"<: indicolO come: censure nll Cl"tlJuri/lJ, puic:h Clnor~ (nlrO in (~ri(~ nel dicembrc dei 6), 1'e:l'iwdio di (IIi II ,6, 6 potre:bhe CS$I;r~ mllocllw IIU'inizio dello qUClilur~ di c,uone:.

lu illltQU 666\'. EVQEV h nEoolvoijvn'~ :rd.dova tw" xei b<Qwv auOu; autO" nolltvOVTU xal YOlll1Uta fali ratou bwflhou. upetv auto id II~ rrQ6{tul1 ton\'. Ull. tOUI) cpllou MOUI. n6.Vl:w j.ltv lt~lou vt tU J'mOei" 6,' f:XEi:VOV. o-ux vtwv bl! TW" iblwv Tali Ki:ttwvo TOOOtwV. lJ] 'AU' oubt TOTOI'i i:vt6WXlv 6
KTWV, xulnf:Q htolJ TWV rpo.wv IluuaaollholJ; xal ll'lOllllllpO'lholJ oQwv, itU ql~oa n l'luaa 6w(lolloxta l'lQoqtof:w; v lUl'lOQ!'lalllv, OL 6t rpL04. Ill6tOlJOlV WV v eXll x(lW xat blxalw; xT'lalllVo;, itl'ltl'llll~l T 6wQa l'lQO; t6v 6.1jI'wQOv. 14) 'El'ld bt IltUOV'l'o; itl'lal{llLv d t6 8QlV'l'tmov CiloV'l'o l'1v OL cpo.m t bh~'avu tO\l KULl'ltwVo d itl':Qov 6ta6m l'loi:ov, f:unuv tl
t~ "VlJX~; Ilt6~on(u IlUUOV ~ totwv, V'lx6f)' xal IltvtOI tyum xot tX'lv l.l'llOqKltO"l'Ot(l Jlf(luaUl, tlV Uwv IlnQ(w xO'U~Ollhwv.

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6,l1OOl. (2] nQOl!6UlV

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) \. Odul~ro \'Qb'~ {om: oinl'Olgerc Ild proP" inlcr~i un gio\'~n arblOeralk'U m "'~110 elnet~ellle, per ~ssicu"~re alia Ill"O\ltiu diseentkmu ii regoo l.J l...it~re dIC I. G~lnia {li"cmam: Ilro... ind~ romanu iiI ehc si ,'crifiC" soIu nel ~) a. Cl. Di\'cl'lli i dUli {omiti du
Mu'"!i,, 10.19C: Ddoturo, \'olendo lusd~rc ii rcgnn ud uno solo dei suui figli, uedsc 81i ultr (iII Mo,,z/ia 1)8D Plutarco sl'cdfiru chc: si lraltu,"u di lil(li 1I'""ti d~ un'lIitru dnnn~, prch III mOlllie S!r~tonice cru slenle!. )01. Cill1l ddla Galuia lX"ddentuJe IIi conlini dellll I'rill;'L, II !iCdid ehilllmclr duro I'odirnl" Ankutll, ),. [n b~se alia !ri( CQm(/tiJ ,Ir ttt,zIlIJlrutibm dell'/!2 non d si pOIC\'a eundidue alia qurslura llrimll dei e0l11pirne11\o dei lre:rllesilllo ~nno di e:lii; (atone:, ljllindi, che: cr~ nUlO nel 9) (vd. JllP'iJ. nuta I)). nun li candido prima dc:l6~, c qllindi fu elCtlO pcr i16.j (n:. ecnt~ment~, 1l.... 1.I1~IOKII, Hi~lori~" 19')6. pp. )0,,,081. Tulc computo scmbr~ ~lIScre:

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Ill!Tij).'Oev, ii "tou "tI! VOllOU ltvUYVWVUl "tou "tallleUnXOu xal lunuto'Oc.ll nv ellnl!lQwv tKUOtu Kul "t(JJttp nvt tfl i.tQXfI t1'lv lilvulllV ntQI).upei:v.LJI ~06ev eu6u EiS tI)v uQx1'lv XQ"tau"t, Iley).'1v enohloll IIU0j30).1'lv twV nllQt "tO "to~llei:ov lJnllQuwv xot YQOIlIIOttwv, oi liu1 XIlIQO uel "tO; 6111100lU YQllllUta Kol "tol VOIIOUS tXOVtES, fltU vtoue; Qxovrue; nUQQ).u~PVOVtE, bl' i.tnftQwv xot yvOlUV lnllXvW blbuox).wv bQwv Kal nUlliuywywv liwJltvous, oux qJ[evro "tfl ~OUO{Ul; xdvOIl;, uU' ~ouv Qxovre ulhol. [4J IltXQl o K"twv enlOtO; "toi nQ6YIlom VfUVl.KW, oux VOIlU (llOVOV) xal t4l'!)V exwv QXoV"to, UUO; Kul voitv KUl qJQ6vIJIlO xul ).Oyov, lJnIJQhut., nfQ ,'Iouv. 'i)u XQil060l "tOL YQallltuttuOl. tll Ilh EeUn:wv XuxouQyolivru UUto, tll 6' QllUQ"tvoV"tu nfIQ{e;t. blbltOKWV. [SI 'O ' {lOUV i.tallol Kul "tou Uou>t> iOwnfuov unotQtxovrf, iKflvtp 6' eno).tllouV, "tOv Iltv nQw"tov uiJtO xu"tayvoil nEQI nlonv ~v X).IIQOVOllie;t. YfyovtvOI nov'lQov, n11).uoe tOU "tu~udou, 6euttQqI bt nVI QV-b1ouQylu llQO6'lXf XQlOlV. [6] 'Ol Klt"t).o Aou"tno O t4IIJ"t1'lH vtfhl ~OII1J(Jwv, (m)Q Iltyu t .ri QXilS Ex,WV lWllU, t b rij OQuil (f:xwvl IltytO"tOV, W l'I:ltvtwv txCl.loovtI xut OWCflQOOJvtI 'PWltulwv btuq'ltQwv' {IV bt xul "toli Klttwvoe; !l'I:alVhlJS xal OUv116lI b,O; tOV fUov. 171 'Oe; ouv l)nwIU!.vo "toi 6lxaiol etlUlto IpUVfQWe; tOV v6Qwllov, oux fta "tauta nOleiv autov K"twv' n b IIUOV llQoo).t.naQouVTOe;, OlaiOXQOv.. finfv O!,W KT).f, o tOV t1IIlIT1'lv xal tove; 1)llfttQOU (liou O<pf(),.oVta bOXlII1;fIV, nO TWV ilJlfttQwV nllQftWV ixIJ).).f06Ul.... 181 Tatllv t1'lv qJwv!'jv qJvro TOU Ktwvo. Kt).o l'I:QOOl!j3).t\jlf Illv ntiTOv w lltl\jl61IEVO, EbE b' oubtv, ltu.' tiO' n' OQyfl fiO' ll' oioXV11 llij).Oe OlClmu bll11l0Q11I1tvo. [9J Ou IU)V il).W y' VOQUl1l0, oU' Enfi lU\! '11(JCjltp T uqlldou llfQl:lJU).).OV at XClOCIl(>OUOCU, xul A6)'ho MQxo'" [fU;] lJUVQXWV TOU Knuvo \J1l'

.6
propria candidatura, ma solo dopo aver acquisito nozioni sicure suUe norme che regolilvano tale magistratura, dopo aver assunto dagli cspcrli informazioni dcuaglintc sullc singolc qucslioni cd essersi fallil un'idca dcUe compclcnze di un queslore. [3] Oivenlato qucstore, prese provvedimenti radicilli nei confronti degli scribi che emno aI suo sclVizio. Essi maneggiavano in cominuazione i documenli pub. bJiei e le leggi; sfrunando, dunque, I'inespcricnza e la disinformazione dei magislrali che si avvicendavano nella carica ed avevano, quindi, bisogno di informazioni e di guida, non permellevano ai magislrali di csplicare appieno ii polere loro conferito ma di fauo li SO slituivano nell'esercizio dclla carica. [4] Calone, invece di assumere sc:mplicememc iI nome e la carica di questore, lo divent subito con crelamente, facendo suoi lo spirilo, i eontenuti e la logiea ddla magistratura. Comindo a Iraltare gH scribi per que! ehe erano - dei sempliei subaltemi -, li riprendevll se non agivano correttamente e correggeva gli errori che compivano per inesperienza. [5] Nella loro impudenza gH scribi eomineiarono ad adulare: gli ahri queslori'" per ingraziarse1i, assumendo, inve~, un aueggillmento polemico nei con fronti di Catone. Ma Catone ne caceio uno dall'erario dopo averlo accusato di frode in una questione di successione e mand SOltO processo un altro. (6] L'accusalo venne difcso daI censore LUlazio CaIU' 10H, uomo assai influenle sia per la cariea che ricopriva sia sopraI, lullo per le dOli di saggezza e di giusli7:ia, per le quali ecee!leva Ira i conlemporanei. Egli era anche grande amico di Calone c lo slimava molto. [7] Avendo perso 13 causa, Catulo chiese pubblicamcnte la grazia per ii colpevole; Catone mal 10Uero ii suo comportamento e, poich Catulo continuava ad insistcre, sbou: c<Vcrgogna, Cmulo! Tu, censorc, che hni il compilO di veglillre sui coslUmi, sci in balin dei nostri suba!tcrni! . (8] Colpito dalle parole di Catonc, Catulo lo guardo, incerto se rispondergli o meno, lllcque e si allontano in silenzio, imbarazzato, in predn all'irn o allll vergogna. [9] 11 colpevole non ftl condannato: i vati cantruri, infRlti, superllvano di uno quelli favorevali c, poich Marco Lollio"', coUega di Catone, noo era presente aI

)6. Iki did'll1nol'e eoJlcllhi lli C,none.i cOlllncono solo Murco Lollio CilUIO in ,6, \I e C1u"Jiu Mllreelln. di ('ui ,I 16. )11. )7. efr. 1\1I0IJGtl1'OS II.!'. IH. J?l'ossibile - cume ipOlill~ FI!lIRJ.lI, p. 7 8 - ehe C.lulu si fvsse 5ervilo per II' sue rnwn~ioni di uno scrill~ Jdl'cTwrio e Illi (os$<: 1)(,'l"$Onlll. mentI: obblilllllO. Per J'l:pisodio dr. MOTll/ill ),loll) I: MorQ(ia tlo8l:: (erilico nd cunfromi di CUlune, UCCUIllIO di ~1'Cr lllllo Ilul1hui I(ul uuOMwl.

)6. Vd. nolU ~6.

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hU1C;. ntlt1U!~ 1IQ '(OUtOV

KTOS. bebxXElVoc; ev lJlOQdql (1IttU)XOIUOOdC; (fie;) hletlt) n'!v {x'lv. Htuo t!,\v (UtoO\lov w. [10] Ou I'ilv iXQlloat yr. T41 y(lo~~atl!i rI K6.TWV. out tOV IUo{)V Cmt:bwX2V. a' w iv6.(IU'IIOV TOU AoUlou t'"v ~ilcpov ioxev.

10 ilvOQw7t'V.

processo pcrch maIato, Catulo gli mand un messaggio per chiedergli di vcnire in aiuto dc.lI'nccusato. Lallio si fece trasportare in Icniga nl tribunalc per deporre ii proprio voto favorevole'9. (10] Nonostante I'c:sito dei processo, Catone non fece a1cun conto dei votO di Lollio e non asscgn piu alcun compito a quello scriba n gli corrispose la paga. (17, I] GIi scribi, privati dei loro strapotere. ritornarono 3d essere dei semplici subalterni e Ctllone pot prendere le proprie decisioni in piena autonomia; in breve, iltesoro ebbe un prestigio maggiore della curia e, secondo ci che diceva o pensava la gran parte dei ciltadini, la qucstura acquisi piu lustro dcl consolato. (2] Dopo aver verificato che mohi erano i debitori insolventi nei confromi dell'crario cd altret!tmti i creditori, Catone pose fine ai torti subiti c mcssi in nuo dulla pubblica amministrmdonc: dlli debitori pretesc con estremo rigore ln rcstituzionc dei denaro, ai creditori restitui le sommc dovute !lcl piu breve tempo possibile. Grande cril III soddisfazionc dei ciuadini ncl constatare che gli evasori pagavano dopo aver crcduto di csscrc sfug. giti ai fisco; viceversa, chi non spcrava pi di essere risarcilo dullo slalo si vedeva rCSliluire ii dcnaro. (3] Respinse regolnrmcmc doeumenti non conformi aUn legge c decreti (alsi, contrariamente aUa prassi precedentcmcnte instaurllta in busc alia quale. clietro pressioni, si accordavano favori particolari. (4] Acradde che un dcreto redano prima della sua quc:sturn non gli sembrasse valido; egli non diede crc dito alIe assicuraz.ioni che gli venivano falte da piu parti e si convinse solo dopo che i consoli ebbero (omito garanzie dietro giuramcmo. (5] Tra le piaghc della citt vi era queiJa dei sicari sillani che, in base alJ'editto di proscrizione emanato daI diuatore(,(l. crano stati ricompcnsati pcr gli omicidi compiuti coo somme che ammontavano anchc 3 dodicimila dracm l . La geme li odiava, li considerava sacrileghi cd empi, ma ocssuno osava ndonnre dclle misure punitive oei loro confrooti. [6] elltone. inv!,."e,li I in giudizio ad uno 3d uno per deteo ;donc abusiva di denaro pubblico c - come era solito dire nci suai discorsi sdcgnllti - per cmpictll cd illegaliti\, c rillsci ad oncncre la rcstituziooe deI dcnnro. (7] I sicari silhmi divcllncro, qllindi, perseguibili per omicidio e, dopo cssere stati condnnnati per essersi impossc:ssati di dcnaro pubblico. furono proccssali c di nuovo condannati

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nmtwv, toi () lUxtw ltOlOU xal nQollil'lw. watt tV ijllOV ijcollol. tOU Iltv oiOlttvolll; nOOtllQI)OElV bttlvovta oQWVta, TOU ' ii III) nQooEMxwv lano)"all~avovt:a. 1)1 "Emua YQl11lUta [TWV] nolv ou 7fQOOI1XOVTW vuqrEQ6VTWV xol Oy/lC.lTU 'IH~Uij nOQu, XEollm XU(lltl xal cilOEI TWV 1tQoTQwv CiWOOTWV, outv UUTV i),UOE YCVO\lEVOV TOlOUTOV. (4) la),),' ntQ ho nOTe YllUto evbOlaow; et XilQlOV ytyOVE. 7fOUWV IlUQTUQOVTWV ox in(OTeuoev ou bt xUTh~E nQ6tEQov li toil naTou bOllOOUI nUQoyevollhou. ISI ~OVTWV b no)J"wv ol 1:),)"u iXEivoc; noxTElvumv vbQ ix nQoYQuepij'.o yQu ebwxn vo. JluQlu 10xLla ouX11661, nuvtE ,ltv UUTOU Wc; ivUYEl xal luuQOU ill(OOtlV, llvaollal oubd hO),11U' 161 Ko.TWV bt nQooxa),oulltvoc; iXUOTOV (Wc;) iXOVTU br1l16 mov OYUQLOV lxw i~bL:QoTrev. lla OUlltiJ xul 6'y<p tO tij nQ. sEW vomov xul l'tuQVOIIOV iSOVl!ll~wv. 171 Ol () tOtO nall6vre cullil ;IOUV evOXOl <p6VIp, xa( tQ6nov uva noo'lwxore n"yoVTo

r:: nolO ehc. in eU!i() di I'utit~ di \'Ofi _ come uccadJc nd pmct'll$O e01\lro lo dopo iI \"010 di Lollio _ ii \'cr(lcIlO era )'usS(,luzionc. 60. L,,/I'x Carl/diu ti, prU)l'riplim'l' dd)'II~: l>cr le fumi. err. G. /{010NIlI. l..xl's {I"Mi. ,,,,,. /,,'{luli /l,lJlIJulli. Miluno '9' J (rist. I-lilrlcd,dm '96~). p. H9. 61. Lu cifra eorrispondc CSuUUI11crltc ui duc lulc1lli indiani ln Silfu 1'.1. Lu 5011111111 cru P~JolUI~ lIfficiulmcruc su (ondu llubbliro d.,1 'l"l"SIClrC, ehe rej!imu\'u ii IMlIne <ki Ixne ficiuri Sll "PIM"hi Kgimi (S,1NI:CA. 0.. prom'J(',u;'J }, MI.
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nQO toue; butaotile; xal blxae; "WOV, ilbo~hwv nvtwv xal vOIU~OvtU)V ouvlJ!;aa!lcpeoOQl n)v tOU tU(lavv{6a xal Iav autOv f<p00UV xo).a~6~fvoV. {I8,lJ "HlQfl t tOve; nO),ou xal t eveexi\ autoi'j nis nlIledas xal tQUtov. Ote yQ noOte(lOS n u.vllf3lj nv ouvaQXOvtwv ele; tO tallu:iov KtwvO, o6' Ote(lOe; n~)'Oev. (21 'EXxllo(av ! xal 130u)."v ouelllav xO(lilXf, beblWc; xal :n:aQa<pulttnuv TOU holll(l) xal ~Q XQlV o<PlllltWV xal tewv ViOEI ii Mone; oIe; ituxev enL~l1CJl1.~o~houe;. UI 'EnlbeLxvllloVo b: tO tallLeiov l3atOv u xal xatta(lv ouxO<p<lvtwv, 1t~Qe bi\ XO'Utlnwv, f{oooxev n til nOMI ~oUteiv f~fon II" bIXOOU. [4J Kat' QXil b! ttV ouvaQXOvtwv evtOle; inaxO"e; xal xaen <pavdC;, OteQov 'hanuto, taie; ex TO lU) xaQI~eo(tt to. 6t'J1100lU IUlbt X(llveLv xuxle; :n:exttd(Ue; non6el. autv vt{ m'.tvtwv, xal na(l!Xwv nooyeio{}al nQ6e; TOU beollvoue; xal pla~ollhoue; ~xdvol, we; &IlllxavOv ~onv xovto Ktwvo. LS J Twv o' iUleQwv tii tefUta{~ OXe6v un xvtwv TWV noltwv n(lone'l<pOd IJl oixov, ijxouOfv n MaQxtllqlb1 noUol OUViJOEU; xal buvatol xQoonfOOvtee; ~v tiV tallLehp xal lteQtixovtee;, exl3L~Ovtal YQ~aL tLv OlV XQt'Jlltwv o<pelo~tvllv. (6J ~Hv o' MQxello ~x nalbwv Iplo TiV KTWVI xal OUV ixdvlfl I3tlTloto (lXwv, autO b x~6' outv leYt.lYIII~ un' ?iboie; Tete; beolltvole; xal xUTvtlj nQOe; naoav XQlv. (7J Eu(hjc; ouv Ktwv f:ltLatQi1j'(l. xal tOv M(lxe),ov eiJQwv l1xl3eI3L(Wlltvov Yl'~t t"V MOlv, TItlloe to.c; b!touc; xrd lmi]el1jIEV auTO nUQeOtWToe; OIwnfi' 18J xal TOtO nl'o.!;ac; xat1]yayev alhv x tO tallldou xat xat!Otl]OEV ei olxov, Otl! tOte 11l!IU I' 6,tfvov oO' ateQov, u.U' ill'lelvavta til auvlj()d~ xal lpll~ Ilixol ~nV~6. (9) Ou IU)v au' nallayde; Tije; tal!telaC; 6.<pijxe tile; <pQOuQae; IJQ11JIOV T6 tallleiov, leu' otxttal IIi\' ato xa6' 'U.liQav

per omicidio. Grande era la gioill ddla cin ne! vedere finalmente sradic:lta ln lirnnnide di Silln, qunsi che SiJla in pcrsona fosse SIUIO punilO. [18,1] eMOne si BUlIdagn ii favore dclla gran parle dei concitladilli per ln sollecitudine, ln pcrsevcranza e l'instancabilil con cui esercilava la caricn di qUcslore. Era ii primo ad entrare nell'erurio e l'ultimo ad uscime. (2] N, per qucstC incombenze, si assenlnVll da qualche riunione o scduta deI sena lO: era sempre in gunrdia, perch temeva chc venissc approvala scduta slante quaJche misurn relaliva alia rcmissione di dcbiti o IUsse o riguardantc remuncrazioni speciali in cambio di delcrminati favori. DJ A Icslimonianza di come ln dita 1>oIcsse arricchirsi SCIli'.n che venisscro com messe ingiuslizie c'era l'erario con le casse piene di denato, sul qllale nCSSllno, cd i sicof:lllti in spccial modo, poteva metlere le mani, [4] I collcghi che in un primo tempo lo rilenevano insopportabile c, pcrd, lo guardnvllno con SOSpCllo, in seguito gli si nffc;donarono, pcrch preferivn CSl>orre se StcssO anzich I'imero collegio allc inimicizie che si procurava rifiutandosi di clargire parle dei tesoro di stato c: giudicando senza fare prcferenzc. Per di piu, i suoi colleghi, quando ricevevano suppliche o prcssioni, potevano declinare ogni rcsponsabilil con la scusa chc Calone si opponevn. [5] L'ultimo giomo delJa sua questura, mentrc la cittadinanzo qunsi ai completo eril pronta a scortlltlo II casn, venne a sapcrc che molti suoi amid e pcrsonaggi influenti, con suppliche cd nbbrncci, Slovnno costringcndo MarccJlo 62 a firmare una dichi:lrazione in base alln quale sarebbero divenlnli credilori di unn cerla sommo nei confromi dello slalo. (6) Marcello, amico d'infanzia di Calone c suo degno coUega nclla qucstura, si faceva influenzarc facilmente daUe raccomandazioni alie quali non osavo dire di no ed era incline a concedere favori, [7) Sapulo cio, Clltone lomo immedialamenle sui suoi possi, inlim n MMcelJo di conscgnargLi le Invole suLlc qllali, costrelto, stava firmando la donazionc e cancell lo scritto alia prcsenzn dei coHega l1mmlltolilO, [8] Poi, lo condusse via con s verso casa, Nonostllnte questo episodio, Marcello conlinu ild csscrgli llmico c non gli rinfaceio nulla n aliara n in scguilo, [9] PrivlIto di Cntone, I'ernrio non rimase privo dclJa sua sorveglinnzn: i suoi schil1vi ogni

62. M. C];luc.lio MaK't'Jlu. sul qualc ,d.

URour.lnON II, p. 162.

KATON

18 19

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ltoypalpllevOI T blOI>tijoel napilouv. U\I1:6I; lli PIIJlo. yo\J ne. pltxoVTU llrUIOOlwv oi>tOVOIUWV unO TWV Iulla X()VUIV ei T~V ~auToii TUluflav WVI)oJlevo J'ltvu TUMvTluv. ud lll lEIQ6I; ei:xev.

giorno vi si recavano a lrascriverc i documenti amminislralivi ed egli compro per cinque lalemi i regislri contabili rc1ativi ai periodo intercorrente tra SilIa c la sua questura per pOlerli sempre avere a punata di mano. [19, I) ln scmllo crn ii primo nd nrrivnrc c I'uhimo nd allomanarsi: in nW.'.S1l dei collcghi che spcsso t:mJnvnno n tiunirsi, si sedevII 1T:1Il' quillumcrHc u leggcrc lenendo la Ioga davami allibro M , Se cril Stnta conVOCI1I11 unll SCdUlll sel1n1oria, nOI1 si llllontanava mai dn Horna. [2J ln seguilo, i pompcinni, per cludere I'opposizionc dura c continua di Catone aUe loro proposlc, che essi volevano fnr passare nonoslnnte fossero iJleginimc, cercavano di allonulIlarlo dalle riunioni dei senalO, fissandogli udienze in difesa di amici, arbilrati o ricorrendo ad abri slralagemmi. Guone, inluilO )'inganno, declinava I'invito cd organizzava i propri impegni in modo da essere completamente libero ii giorno della sedulll. [3] Faceva politica non per oltencrc fama o gua . dagni n, come succc..'<!e spesso, spimovi dul caso: egli intendeva ge.. slire lo stato con iI mcdc..'Simo zelo con cui un uomo oneslo bada agLi :lffari privnti e rilenevlI che la politica richicdesse un fervore maggiorc di quel10 di un'ape nell'nlvcare. [4] Si adoprava ache gli amici c gli ospili disscminllti ncl1e vllrie provincc lo inform:lssero degli affnri, dei dccreti, dei processi c dcgli evcmi di rilievo re!tllivi li ciascuna di esse. [5] Gli accadde di cntrnre una volta in polemica con elodio (ii dcmn gago che, fomentando disordini, mirava a sovverlire I'ordine coslilui10), ii quale davanti ai popolo lanci accuse infamanli conlro sacer dOli e saccrdolcssc, coinvolgendovi anche Fabia, sordla delb mogLic di Cicerone Terenzia. [6] Catone riusei a coprire Clodio di vergogna c..-d a far si che si allontanasse dalla cin(,.l; quando Cicerone g1i c..'Spressc Ia propria gralitudine, gli risposc chc ii merito era della ciun, ncU'inleresse della qualc cgli agivll. [7] L'episoclio lo rese cosi famoso che, nd corso di un processo in cui em slnla prodolhl una sola tcsti monianza, un omtore cbbe o dire ai giudiei che non cm bcne prestar fede od un solo testimone, foss'anchc Calone. Da qucI rnomento Illolti, nel riferirsi II fntti incredibili e pumdossoli, ripctevnno II mo' di proverbio: Non bisognil crederei nepjlure se lo affermo emone. [8] ln proposilo si rllCCUIl!:l unchc Ull altro llncJdoto: un uomo da lIul1a c molto spcndaccione parlava in senato di parsimonin c di sugo

II'J. J] Ei bi OUYXI)tOv Eioilfl TE ](PWTO xal tfM.UTUio Unl)' nfTO' J'loXl 61; TWV Uwv o;<oli ouvayollvwv. xaOe!;.61 I f' Vo uVEylvwoxEv )ouxil. tO IIITlOV TOll ~IP>'lou IIpOrOXOllfVOt.J imEbiU1I10E oublJnote f30u>.ij yevOlt/:Vl). l2J 'EIId 6' OTfQOV OlIIEQL lloll1IfJrOV. QwvTe aUTOv h aIs: l!oIIo"a!;.ov lxw &lleTIIl!lOtOV xal uoExplaotov d. le,1l1XUvWVTo f.Illlxui TlOl OUVllYOQlau; li 6tulTUl ~ II()OYIWTdoU; csw IIfQHJnV, OUVfls (ouv) Taxil TI)V eIIlpouflV. neiJle JlUOt xal nOpfTSUTO pou>'iis: YOllv'I I''lbiv uo npnelV. IJ) Ote yp 6ll XplV OTf J'lfove(a OT' oUtOJlT(t) xal xaT tUXIJv wOJleQ flfpol nve IIJ1fOWV Ei TO J'lQTtl!lV T ri
noktws:. U' w t6mv f:PYov &vb(l6 ci.yattou t~v nol.te(av H,OIU:vo. lui)"),,ov 4lno eiv npootXElV TOU; xOlvoi ~ Tc{) x1JQ{qJ T~V 'timav' I Yf xal tQ TC;lV enapXlwv IIQy,taTU xal 6oyp.ata >tal X(I{Of; >tal nQSfl T ~fY[OTU fPYOV J'lfnohlTO bl TUlV exaoTUxttt ;vwv >tal 'piAwv nltneottol nQo (lUTv. l'J 'EvoTlt 6/: nOTf K>.wllp T(jJ lllIUYWY'll. XIVOUVTl xaL TaQTtovn IlfyAwv U(lx vewuQLOIIWV, X(ll 6la~noVTl npo TOv O'iIIUV .e(lcl >taL leQda, :v ot xell lltupla TEQl!vtla &I!>'f.Il~ tij Kl>t/:(lWVO YUVUl>t xlv6vEuoe, [61 TOV Iltv K>'WtOV alOlUV\] 1H!(llIJa>.wv livyxctoev unexoTilva~ Tli nOEwM. TaU t KUlQwvo eUXCApt010iVtO, Tfi nEI eiv i1xelv Cf.IlIJ X(lIV CAUtOV. w !xdvl) EvexCA nvTQ nOlwv xal lIottfu118VO. [7) 'Ex TOUtOu Jley>'11 MJ;a nepl aUtov liv, won 61').0"0 Iliv (iv) blxU nvl 11O,,uplo lu f.Ile"o'lV1l fUteiv rrp6 .0U lHxaoT. w vl ItUQtuQOuvn rrQool!Xflv OU./! K.wVl xaW rro)"),,ou ' i)IJ nf(ll "wv laJ'lI01wv xal1luQa6;wv wont(l ~v 1taQOllliQ nvl UYflV. n toum 'tiv out K.wvo UY0vto :u6uvov 01t. (8J MoX!hIQoU 6' civ6"J1lou xal no>.uuAoi >'oyov iv ouyxA1')tlp lha6elltvou n(lo fUTHelOv xol

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6.1 CICUONll (l)" ji"ibm III 1) <:sair" lu

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gezza. Annco, levandosi, cosi lo apostrofo: Comc possiamo continuare II sopportarc un individuo come te che crapuln come Lucullo, possiede tante casc quantc Crusso, mn in pubblico parla come Cntone?M. (9] Fu cosi che pcrsonaggi sprcgevoli e intcmperami ma amanti dei discorsi gravi cd llusleri vennero chillmalj GlCatoni,
[20, t] Bcnch molti lo invilassero li candidarsi come tribuno dclla plcbe, cgli non ritcneVll opportuno scrvirsi dei prestigio c dell'autorcvolezzlI della caricll come di un farm11co potente, senza che do fosse davvero ncccSSllrio. [2] Libero da ogni occupazione politica, si reco, seguilo dagli amici "Ioso" c portando con s molti libTi, in Lucania dove posscdcva dclle terre M e potCVl1 condurre una vim uanquilla e cornada. [3] Menlrc cm in vinggio, si imbnlll- in una carovana costi lUita da bcstie dn soma carichc di bagllgli e schiavi. Venne a sapere chc si trntlava dei scguilO di Metello Nepot7 , ii' qualc intendeva raggiungere Roma per candidarsi III tribull;uo. Catone rimasc un po' soproppensiero c in silcnzio; quindi, ordino ai suai di lornare indiclro. (4] Agli amici chc, slupiti, gli chiedevano iI perch spieg che Me Icllo, uomo assai pericoloso per la SUA slupidil, era pTomo, su iSligllzione di Pompco, nd abbnucrsi sulla du ai pari di un uragano, mettcndo nmo sotlosopra, ['] E conclusc: (Non C qucsto ii momento di slllrscne inerti IOlllnni da Roma: bisogna spllnlarla SlI qucll'uomo o 10llare per la Iibcrt, promi anche a modre valorosamenlc. [6] Poich gli amici cercavnno in ogni modo di fargli mUlar parere. per accontcntarli raggiunsc ii suo podere, vi si lrattenne un po', ma poi lorno in eill:l. (7] Vi giunse di senl e la mauina, prcsto, corse nel foro II proporre la sua candidalUrlI per misurllrsi con Metello. (8] 11 po[erc di UI1 tribuno consiste csscnzilllmeme neUa possibilit di porre ii veio piuuoslo che nel promuovcrc .llzioni; ii Vala negativo CSprt'SSO da uno di loro prcvalc su mui gli ahri, sia pure favorcvolL

120. I] l"Iowv ' nur6v tnl 6'IIIUQX(uv xo).olvrwv. oux filem xaw EXEIV Iley(H.l1S e;ouolw; xol (?XliS Wanf(l ioxu(lo rpO(lllxou JVCtIUV h 1T(lYIIUOLV oux oVUYXU!OlS e!;nvawOfu. [2J Ku{ &'1U OxoilS nmjC; nJv 6'1I100(WV, l'taQ{,allti>v ~ltsi xal lflloo6lflouC; lllcl'lll;ev ele; Aeuxavlav. "Y(l065 aUr60t xextlUlhoM EX0Yl'U oux Vfl!:uOllOU blClt(ltlJ{U;. O) Eh" xaO' " l1oUoi TIOlV lnol;uy{ou;
xa{ oxetot xul (ixo).oilOOl {Uw.vriIOU. xal 1tU0JIl:VO N:J1wTa Mi61 uU.ov el 'PJIII1V itwvtQXeottOl. bllllflQx[av IIEnhm I'IClQeOXet}(J.. Olt:vov. eJ1toT1] iJlWJ1il, xut blu).uttOv luxQ6v. ex!).woev t'tVQUTQtt(!ElV l'llow toJ uutOli. [41 Twv b: t(!(wv ()aullC1oavTwv, .,oux tOl',. l!iJ1l~l' .n xul xaO' UtOV J1' i'IJ1ll!;{U fpofJeQ6 ion MheUo, xul viil' ex

t~; IlOIUtljlOU yvw11I1; t(!lYIIf:vo d t~l' noLTf:iul' flll1eoeitul b(XI]l' oXfJl'ltoii, l1ltvra J1Q6YllUTa TaQnwv; lSJ Oxoul' axokil oub'
llJ1obluda; xUlQ6;, ltU6 bei xQatilom tO\l ltvbQ6;, li xa)'1 o:'lOOaveiv Ul1tQ lil; eEu/}eQ[a (lYWVI~61IEVOV", 16J "OJIW; b tlV rpO,wl' J1uQUlvcovTWV urp(XEfO l1QltOV d ta XWQ(U xat bl:tllupel' ou lto).Jl' XQ6vov, et' el1uvijxEv ci; n6lv. l7! 'EoJ1:Qa b' iJ.Olv. cuOit wOcv fl ltYOQv xod:IJUlvc lJllUQX{UV IIEtUJV, l vrLTa!;61levo l1QO tOV M:teUov. 181 1'6 YUQ toxuQv ii O(lXll l1QO tO xw).elv XCI Il)J.OV ~ l1Qo tO l1Qltnelv, xliv l1VtI; aI. outol l'IuQ' EVU 'l"llplowvnn. toU 111) O:OVtO 11I}6' elno TO XQtO e011. (21,I] To Ilh OUV lIQWtOV 6UYOll1CQI tov Ktwvu twl' qJo.wv ljaav' qJul'CQ bt til YVlIIII autou YCVOllvII, 6Iyou XQ6vou nvtE 01.

6). L'qlisol"!ic. ~ nndlc il1 f"'mf/,, ,10, >(si n:<I" I~ No'" mfiOlll1 pas,'iOl. (16. A I'an'''''' i: SlllllllWI'II1l1 mm rnon~l~ _ {on<~ di ~rlOC" rC[1uhlJlicllllll. _ su cui i: i~Hi.lIo M. I)O/{~:~~S (I', SIMlllON, I~ pmp,ih,' c'" Lu(al//" ,f""wJ f"J (;'oJa/"t'JjuJ,/,,'J / 'W'I/,wum Jo .\to!!.., ..,; lIuJ.. IP'JI.'ll"lJi,/ur. ~ru"dk"!' "J'?>.I'. ',16. nr. '0<)), (,7 Q. (A,cilill '\\"ldlo N'1JOtc:. t<-'WlIII di J'OIllI'C:O ndl" J:ucrTll l"Ofllrll i p'rJli: Il~OI'GIITON II, I' '701 1\1 SUo rilomo. Rom:lli rifcrisc:c, ohra:Jl, ii r>o5lru passo, 3nchc: ii

[21,1] Dapprima solo pochi amiei appoggiarono la candidalurll di Catone, ma, quando la sua dccisione fu nota, in br<..'ve volgcr di

(rJlllmenlCl di un'OTlltiOllC- cin:roni~na riroo"alO (I~ QUI!oITll."'So, l"II;/ulm tl'llj,mil IX J, 4' wnit ..x Ali.... , Iot' ,/mlm ",,,,um.' Tr;bUllul pi""" ~...,,;, ('x AI,...

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(i1:l. D. Gillllio SilLlnn, prclUtc nd 67. fll deuo l~JIl~"lc ller iI 6~ ((ln L. Licinio Mu tcrlll OlMOlJf",IITON Il.p" '1~). Ellli L1"":VLI SI>05L110 lu sordJn \llerinu di CalUne. Sct\ili" (I, II ..lu: nd 7H cru rim"'I:1 \'l'dovu di r.l Giunio lirmo. ,ribuno ddla plebe ddl'll) {tlul marrimonio cra nulO Brlllo. iI futuro <;cs"ridduJ. <'>9. L Lieinio MlIrl'nu: llMOI!GH1"O:O< II. pp. lp-ln. 70. Cfr. unche Moralio 9,DE. 7 I. Ln IIl.OSLlnle1.7.u ddle liceus\' dccmniLlne (~lIl1e 'IULlli dr. Linche I'wTllft<;O, GJIIj1VII/O lN DtwIOJI{"I//" /" Cict'1Vllr 1. )1 confcrlllLllu da Cicerone 'l~ chc. dopo lu mune

tempo, egli ebbe ii sostegno degli ouimati e dei personaggi pIU 1Ilfluellti. Essi faeevano a gara nell'csortnrlo cd incoraggiarlo, quasi ehc Catone non dovesse rkevcre un favore, ma rendere un enorme servi ;do alia patria ed ai migliori dei suoi cittadini perch, dopo avere tame volte rifiulnto, in pcriodi trnnquilli, tale carica pur pOlcndoln ottenere, orll avrebbe corso dei pericoli louando per la Iibertil. [2] Raccontano che spesso la folln gli si accalcasse intorno spima da senlimenti di sollecitudine cd amicizia lamo da metlerne in percolo I'incolumit c da rendcrgli difficile la possibilit di raggiungere iI foro. [3] Calone Cu delta tribuno insieme ad altri personaggi, tra i quali vi era linche Metcllo. Quando si nccorse che i voti per i consoli venivano comprati, arring i citladini per rimprovcrarli e concluse ii di seorso con la minaccia di trascinatli in giudizio se avessero cOnlinuato a distribuire denato, Alie pnrole Cecc seguire i falti: rispatmi solo Si IlIno, ii qua1c era alui legato da vincoli familllri, avendo sposuto la sorella Servilia 68 , [4] Ecco perch non lo accus. Persegui, invccc, Lucio Murena"? chc era diventato console con Silnno comprando i voti. [5] L'accusato per Icgge llVcva ii diriuo di far sorvcgliate I'accu satore per sapcre quali prove a suo catico si stcssc procurando c che genere di requisitoria slesse preparando. ln quel frangente anche Murenu fece sorvegliarc Catone da un suo uomo, ma ben presto si rese como chc Calone nOIl aveva intenzione di tendere insidie n di com meuere soprusi, ma si limitava a percorrere malta correuameme le tappe che la prassi riehiedeva all'accusatore e, per di piu, senza Iivorc o acredine, [6] Ammirato daI contegno e dalla rcttitudinc dell'avversario, ogni volta che si recava aI Coro, passava da Catone per infot mursi se qud giorno si sarcbbc dato da fare in mcrito all'accusa e la risposta negativa dell'avversario faceva si che si allontanasse tranqullo 70. [7] 11 giorno dei processo Cicetone, che era difcnsore di Murena nOl1ch console in carica, incominci a deridete pesantemente, per colpire Catone, gli stoici e i loro paradossi, suscitando I'ilaritil dei giudici. [8] Catone, si dice, sorrise rivolto agli astanti ed csclam: Si. gnori, che console faceta abbiamo!71. [9] Murena venne llssolto;

di C.lonc (Dr finibus IV 74), llillSlifiu I'ironil. m~nifCllt~hl dUNlme iI procnw, .ddu ccndo ((lmc mOlil"O iI flluo chc qlllllcosll bisognll.UC pUf ((lncedl're .1 pubbli((l illnof.nlc.

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oub' lpQOVOS el'loOl!v '",OQWl'lOU l'lQOS tOV K6twvo xal y6Q Ul'lotI!Wv eXQljto oUII~ol).1f) l'lI!QI tWV IleyiOTWV. xol tau'u t1IIWV xul motewv tetU.l!utv. lJol Arnos ' l'IV Ktwv aut6S. enl tOU ~tlllUto x{1l tOU ouvl!OQlou XOtnos wv xal '(lQ~eQ6S UI1~Q nv blxolwv, eim nOlv euvorxwS xal qllavOQl.JnwS 1tQooljlI!Q6IU~vOS.

122. 11 nQ{v ' tiS tI)v 1111tlQXluv xuotolUo6ol. KlxQwvu l1UttUOVto u'oll; tI! 1to)J.oiS ltYWOl "t!)v ciQx!)v wQ6wOl:v OUtOU, xal d:).u ln611xl!v. 121 AutOS Ilh YQ
tai 1u'QI Konlvav l1Q6;tOl IU:ylotl xol xoU,lotal YfVOllhl Konlva. 6U6Q\v te xui.

con Catone non fu vendicalivo n violemo, anzi, quando assunse la carica di console, lo consulto su problemi di partkolarc importanza e conservo sempre stimo e fiducio nei suoi confronli. [lO] CerlO, grlln parte dei merilO c dn nserivere a Calone, ehe in lribunalc cd in senato, quando si Iraltava di difendere la giustizia, era eslremamcntc rigoroso. ma altretlltnto generoso cei accomodnntc con tutti nei rnpparti privado
[22, 1] Ancor prima di assumere la carica di tribuno della plehe, Calone offri la propria col1aborazionc a Cicerone, che allora cra con sole, appoggiandolo ndla 10lla politica e coadiuvandolo in spccial modo nella nobile cd eroica imprcsa contro Catilina. [2] Questi, llC cusato da Cicerone di IIver lIt1entlllO allll cosliluzione romono e di aver ccrenlo di dl."Stabilizzarc lo stnlO, si allontan dalla cill 72. [}] Per tale mOlivo lllcuni congiurati, Iro i qUllli Lelllulo e Cetego, gli rimprovcrarono di nver gcstito dn vigliocco c senza abilitd nlcunn I'azionc che aveva inlrapreso con oudada7j. Presero, pai, I'iniziotiva di incendiare la cilt e di minnrc ii poterc di Roma. incitando nlcune popolazioni alla dcfezione. ahre alln rivolta. [4] II complollo vennc aila luce. cosi come ho narralo nella Vito di CiCt!TOne... ln senalo si doveva dedderc della SOft(: dei congiumti7-l. Silano espresse per primo ii suo parcre. arfermando che i colpevoli dovevano essere con dannali ali 'estremo supplizio cd alui senalori si levarono per mnnifc stnre III medesima opiniollc H . Vcnnc iI IUrno di Cesare: [5] c/olli si levo c parlo con la consueta abilit 71,. Giii da allora IlVcva in animo di favorire, piuttosto cite soffocarc, in ciu. mummenti e sconvolgi menti, che egli avrebbc potuto U1ilizzare per i suoi piani. Tenne, perdo. un lungo e pcrsuasivo discorso. pieno di umanit. nel qualc sottolineava che era inammissibile mandare a mone quegli uomini scnza prima averli procl.'SSati c che, comunque, la condanna piu opponuna em ln delenzione. [6] 11 senato. temendo comc sempre la reazione po-

l1avtli Itl!mllol!)v e116ywv toiS 'I'wlta{wv l1QYlmoL xal Ot601:1: lIOU xol 1tOUIU)US tOQttWV t;eM:vx6e1 un6 mu KlXQwvo, ;l1I!Of: tilS l'lo).e.WS7J IJ] Avt).oS t xl K61jYo xallll!t' aUtlV ffI!QO\ ouXvol e;t'tIII!VOL tl)V OUVWlIOO[OV, xul TlP Kanlvt Cl[UV xal,llXQO).0Y[uv nv tO).,U1I1twv 1tLXooUVtes 1J , autot tl!VOOUVtO tl)V 1tLV aQl]v VIQttv lluQl. xot tI)v ~YEJIOV[ClV 6vwv 1l'OOtt'toeOl xal 110UIIOL u'OlpU).OIl; civatQl1l!lv. (4J <IlavtQitS M tilS 1toQUOxtullS outWV ytVOllhl1S, WS v "toiS 1ttQI KrxQwvo; yyQU1ttOl. tv fJou).il YVWl111v 1tQOObto:H, Ith 1tQwtOS tU'llUV I:tJ.v6 lt:1f<pilvatO OXl!tv uTiV -r f:OXOt 1ta6tiv XQliVOL tOU vbQuS, ot ~ Iln' aut6v ilpl!;lis 7 iptOoul'Joav ' XQl KalooQoS. UI KoiouQ ' ltVOots, 1f b!) xal I!lv6 eil11!i v 76, xalnoav ev tij116I!lIII!TOfJOh!)V x1 XIVIJOlV, W01tI!Q 11v tUV UTS II!Voe:to, fJOU6]II!VOS ail;Elv Jl).ov ii Optvvullv1lv l'lI:QLoQv, el'laywy 1to). xal <fIIVOQW1tU lu).exOds, o.1tOXtl!iVUl llh XQLtou oux eia TOU av(l0S, elQXOtvmS tI](ItlV Exl:uoev. [6] tw t TS YVWIIOS Iltd:oT1loe Tiis ~ou)'fIS lfJO~ll0d01IS T6v bi"UlOv,

7J l'IUlaTro li limilaa rill~sumtre ciO chc piil Ji{{lIl1mcnle tr"II in Ckl'ronl' Io-U. 7j. Per krllulo. ("..etCf\O I i Ioro prop<l)ili, ibiJ La \"t"T\I.itme .Idla !lOI1r.1 biuglllnl sulla Il'ilJl',wi,. dci Jue COIlJLillMi presuppolle d.:i .liUllpori COII Cllrilin. 1I1>crlllmcnle smc'lI;ti .111 S.. um....lo. [k mil/uNI/mIl' Cufl/ina/' j~. , c j9. 6. I'! pouibilc cm: I'c:('(cssiva silllni .lel lKlStro passo 1ll1000X'ia .lla corr"UC1.1.1.:l SIorkll. 7+ II ) din'mbr" dei 6} nel rcmpio ddl Concurdi . n Si!un.. p'lrl I",r I'rimu (Ume mnsolc desilll1UfU p.:r I'unnu SCIl"''lllC (S.. I.UJS'I"IO. D,' ffJ1lillr<!fI,m" Cufl1ina" '0, ,,: SVKTONIO, DiIJuJ /1l/mJ r.l. I: i\1'I'I"SO, (,'''''"'' ci~''''' II ). ,III. I Sl;:Il:'lOti chc lIderinlllO IllJ:l sua opiniollc sono in pllrle cil:ui dI CIC;;~'OSI', 1I111111i. mm XII :11 ...

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76. Ce'Illr/: pllrl in lLu.lil~ di prelor~ J'''liItO"lU 1"" l"m'KI ~lIc~i\"O tS"In'llslo.IJi '"liuJ '-I, I). L'.bilili oruloria di Cdlln: : 11':0 1I1lelllUII dai diK"l>tSO ripOrtOl1l d::l S .. l

LU~TIO,

IJt roniu'lJlion.. CulilinlJ" ) I.

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WOtf )tal I,uvv euQvov elVut xal tynv Qui)' (llhl; eil10l OvQtov, H' e:iQYIIV' ioxamv YQ ,,601 'PwJlullV TOTO xaxwy unltvtwv.

polare, cambio immedintllmenle parere; anche Sano ritnmo, sostenendo di non avcr mlli proposlo la pena capilule, bens! ii carccre, perch questo eru I'cslrcmo supplizio per un ciltudino romano. [23, I] Catonc reagi con violenzn ai voltafaccia dei scnato che era armai propenso ad accogliere una punizione pi milc ed umana. ln un discorso infuocato c veemente, aceus Silano di aver cambiam bandiera, aeeuso Cesare di essere un sovversivo e di nascondere le sue vere intenzioni eon llneggiamenri da demagogo e discorsi filanlropici e - fnlto ancor piu gruve - di esereitare una son~ di lerro rismo politico nei eonfronti dei senntori, agilando fanlusml che s~lo lui dovcva lemere: cerlo, pOlevn considerarsi fortunuto se fosse USCIlO indenne e con la reputazione illllllta da que! pasticciaccio! [2] Lo scopo di Cesare, che egli nveva con enorme sfr~nt~t~zzu ~spres~~ senza mezzi termini, era quello di somarre alia glllsllZlU deI nemlcl pubblici. Si doveva dedurre, quindi, che non si curavn affllttO della patria che, da nobilc c gtllnde che era, si stava avviando alia rovina totale c, ai contrario, si dava pcnu pcr gente che era auspicabile veder mona (anzi, sarebbe Slato meglio che non fosse mai nata!) e si dispefava ai pensiero che la loro morte avrebbe liberato la ciu dai terrore c dn tnnti pericoli! (J] Dicono che questll fu I'unica orazione di Catone ad essersi conscrvatn 77, perch Cicerone, neU'nnno dei suo con solalO, uveva insegnato llgli scribi pi abiJi I'uso di segni chc, con pochi e brevi trani, indicnvano gruppi di lenere: egli quel giomo aveva disposto gli scrivani nti punti strlltcgici della sala delln seduta. [4] AII'epoca non era ancora invalso I'usa di questO tipo di scrinura n l'Sistevano i cosiddeui notor""; anzi, quesla la prima teslimoniam.a a noi giuma 78 [5] U discorso di Calone colpi ne! scgno: tuni cambiarono di nuavo opinione c dcciscro di condannarc i congitlrati alia . 1 pcnn caplta e" . [24, I] Nel delineare i tl"alti di un'anima, Ilon bisogna trascurare nlcun panicolare, neppure ii piu insignificante. Si dice che, nella (nse piu animala della discussione trn Ccsare c Catonc, qunndo i,~ se nato tutti gli occhi ctano puntati su di loro, a Cesare fu rccapltata dal1'estcmo una t:1volctta. [2] (atonc si insospeui, convinto chc gli autori dcl messaggio fassero dei congiurati. Intimo, pertanto, a Ce-

(2J. 11 I'evoflhl] 6t TOlUtll TI)!> TlK>nljC;, xal llJuhtwv ln! t6


xa( qlLuvO(lwn:OU(luv. Ktwy nQO<; t~v YVWIlll" ltvaota u;{}U iEl:O l:~ 6y't' Iln' OQrili xal lT6ou. t" Te lliavv xaxltwv t~ II[fafJo~. xal xaOu~n6111!Vo tOU Kaloo(lD WC; oxi)llan 6'lIIOTlXIP xal ).Ylll q>tuvOl'Wl'1tv ti)" lll.V VOTQnOVTo. xal bebtnOlu!voU til" fJau),:"v tf(J' ai mirv ibn belll1:vm xal &yunv ei 1IQy6TfQov
Q\JtvtWV

tWV Yf!YOVtOJv .Olj)o nu),)..l;el xal vnO'tTo;. 121 OltTW nCQIcpavw xal tTallw TOUe; XOIVOU l;aQl1a~wv no).ell(0\)5 xal Til" nUl]' ouM" ~(tooav no)..toOcu no,T(llba tOLaTljV xal TOU(lTljV llOOYwv lU) eeelv, J.' o ibeL III) yevtoOul Itll/)! tflUYll uxQwv xul
VUat0llfVO, Et cpopwv IIEYlllV xut XWVWY mI!;OtlOL n)v 1TOlV no{}uvovu. DI TOlrtov IIOVOV WV K6:rwv Etne ~ILUOtVtEO{}a[ IpOO! TOV OYov 77, KtdQwvo TOU 1T,TOtl 'toil La'll~QoV'tu!j 6!;imrn nv YQmp~wv O'l~IEiu 1TQoLa!;uV''l'O, !v IlLxQoi xu{ PQUXOl 'tltOL nowv YQUILIITWV fxovm valllv, eh' Uoy Uax60e TOU JWtl),euTlJQlou OJ1oQblJv llfJa6V'l'O!j. [4J Qnw yQ ijOXOtlV ov' txbulvTO TOU xaOtllltvOtl OIWfIOYQlc'll0U, U TaU nQWTov ele; lXVo ti xamm:llval UyoUOIV 7'. 1'1 'ExQ6T'loe ' ouv K6TWV xal IlutOT'lOf T.!j YVWIIU, won {tvaTov XUTU'l'llrploao{tul TWV &VbQWV 79.

[24, 11 Ei. b Ei IlIlbe T. IlLXQ. TWV ~{twv OlJlleia )"[{lQ<lutfiv, Wo1T!Q eixovu 'Vux'i nOYQuQlOIlYou' ).!yum Ton, 1ToUilv llLav XU[ Ittyav &:ywva lTQO TV K.TWVU TOU Ka(oaQo XOVTO, xal Tll fJouhiJ ei exdvou V'lQTllIltV'l. beJ..tlr.Qt6v t i IILXQ6v il;w{tev eio. xOlu0611vm n~ Ku(oaQt' [2J TO b Klr.TwvO Ei no~lav yovto tO 1TQiiYlla, xal IQPllU,OVTO flva( tlva TOU xOtvOtllltvOtl, xal Xf77. Dul '...roo 'f"ui si dCSlllllC lh..- J>lurproo non b lq;gl'Ss..- dir<'lIUllll'lU.... Sull'orll' 1iune ('dln/liIIllU, S"'U.U~IO. D.. rollill'iJlil"," Cali!il/iJ.. p: I'UJT... MOO, C<'liJ'" 8. '1: eic.."",.. J I, .1: AI'I'MNO. Cm'"" ovifi II 6. ~l: C ....\SIO DIONIl XXXVII .1(,. , .1. 7ll. ehc l'onl7.ionc c"!Ollillnll \'cnisso;: SICIlO/lturuIU e \'crisimil... poich in C!CllPONll, Ild 1111"11111 X III p, .I 1t"Slil11onilllCl I'uw I'Mleme c.li \ln sistelllu Iue!lillnlfim. 79 t Cicerone slesso ud ul11ll1Cller... dlO;: iI disC<ll"Jll di Cv.tone fu Jclerminunle flellll s..-omu de! ) dicembre (Ad I1l1ial'" XII ~ I, Il.

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bOVlO uVaYIYVWOlU:aV t. yeYQultltha. TOV KalouQu TlP K6tWVl 71Qooboveu tO lteAT6.QIOV f:yyUS: iotlim. UJ To" 6' vayvnu 1:eQfltla; Ti]; bd''PTiS f1ll0tIOV aXuOl"OV TrQ6 t6v Ko{ooQu yr.YQU1111hov. EQW'lS )tu! bllepttUQllf:V1] \ln' atirou. TrQooQi'Jlat te TiP KatouQI xa{ dnv .xQul Jlf:6\Joe_, xu{ nLV anus e,d t6v i~ QXilS

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(41 lI>alVl:tal 6' )"WS ltTX'lllCl yevto60l TOU Klnwvo ,', yuv(llxwvin. A T'IJ Ilh yt'l:Q E7I( KaloaQI xaxw ijxouoe' Til bt TTi hQu IE(lfllla, dqlijS bi Klnwvo. oux EUOX'lItoviou(lu. Aeu. x6)J.~p rQ YUIU]tteioa. 1tQwu:oavTl 'PWltaiwv XUtO M!;av av6Qi, xal

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sare di leggerne ii contenuto ma Ccsare, che gli era sedulo accanlo, si limilo a porgergliela. [3] Lo scrino altro non era che un messaggio dai toni audaci vergato dalJa mano deUa sordla di Calone, Scrvilia, seclotta da Cesare e divenlata sua amante. Resosi conlo di cio, Catone passo con violenza la ravo1etta a Ccsnre, gridandogli: lientela, ubriaco! l'I e riprese ii discorso dall'inizio ltO (4] t:. innegabile che 1c donne di famiglia costiluirono per Catone un'autentica sciagura, Servilia si era faua una pessima reputazione per la sua rclazione con Cesare, L'ahra soreUa dallo stesso nome, non fu da meno. (5] Sposal8 a LucuUo, personaggio Ira i pi rinomati in ciu, dopo avergli dnto un figlio, fu b.anditll dalla casa dei manto per enuiva condotta 8t , (6) Ma, que! che c peggio. neppurc la mog1ic di Catone, Atilia, si comporia mcglio. Pur avendo aVllto da lei clue fi. g1i 1t2 , Catone dovette cllccinrln di cnsa per iI suo indecoroso compor ttllncnto. (25, I) ln seguiro sposo Marcia, figlia di Filippo'H, che godeva di buoml reputazione. Di lei si fa un gmn porlare: questo periodo dclla vila di Cntone, proprio come ii comp1esso inlrcccio di un drommn, c problcmatico c conlrovcrso. (2) Secondo Trasea ll4 , chc segue Munazio (uno dei piu cari amici di Cmone), i fani si svolsero cosi''', (J] Tra i numerosi amjci ed cslimatori di Catone, vi erano pcrsonaggi di grande prcsligio, Ira i quali Quimo Onensio tl6 , di nobile famiglia e amabile carattere. (4) Egli aspirava n qualcosa di piu di una semplice amicizia con Calone; Ortensio desidcra...a mL"Sco1are, per cosi dirc,

125, 1] Eh' eY'IIU! l}uyo.TQu lf)lklJtlloU MUQxLa... H ', lmelx~ 6oxou. oav fi... cu yu...o.ixa. ne(l\ riS: 6 1lkl!iU'TO~ k6yu" xal}{ute(l (y6.(I) lv 6(1/lOTI TI!, fU<p toUto TO IlQo llQopk'lllaTw6e yyovl! xal &110(10.... (2) 'Ell(lX6'l b TOUto... TO... TQ61l0... R ), w jOTO(Iei 9(1aota /l.l, ei Mouvnov, vbQa KTllJvo ATai(lov xal OU~fkWTijV. ovacptQwv TI)V 1llunv. I.}] 'Ev llo)J.oi f(laOtai xal 6allllaOTai; TOi) KTW"'O Ilua... i:T(lw", teQol IlClUOV .hbllQt. xal btaqm"'Ell;, fi... xal KOfVTo 'OQTf)moM, 6.vI)Q OIllIUT Tt OllllQOU xal TO... TQOllOV f1lttIX~. [4!'EllL6UIIW'" OU... Tq, KTWVL III) oUv1J6TJ !lVUl IITJ6' haiQO IIOVO"', &U' llW

80. I;q>isoc.lio qui riporl~lo C ltnche in 11m/fi 1. )'4. Sc:n'lill, com" si C d,,"o lnotll

1 ..xl' M"rri/lm'i ",Il'~", SUI:d,;m, . . !tI: L'llfferllllllionr. in CUflII'llSIO coo I, 1 (Clllnne 1\''''''11 uni sola :sordla .li nOl1le Ser. \'~hu), c )ufft~I;'llll, ..hre chc d,,1 llOSllO Ilusso, .lu 29,6 e H, I (nond,,~ <til LI/mito .III. I I. ~~C.I'IU.I".r .... oonf~nda SIM'$.'iI.'!1l S<:r:-m" ilOrdlu di C.~tOllc (On I'omonimll nil1'Ole. ligli;, <Ii CqllUI\( (~I~'~~ d, LU(1I1Io (<I, (~n III II. r.: . . .1. nOlIl 4.1) c <~l!Ill CCrl": Cicerone. inf"ni. l~ffcr.ll.1II (/),. fim'bIlJ [[[ 7111 chc C.el'ione c "'!/IS dei fil;lio di Lucullo. Sutlu inHrl<lr~lilti <li ~t'n'~l~u ~d.: "hre ul SU .CtlllO pllSo'" dd /.II<lII/O, CICI!MOI"H,I1'/ l1f1imm J III, .I. lIli glio di ~cn'll", c Clll110 lltlchc Itl H. I; si chiullllI\'U M"rco (dr. VAI.IIMIO M....~~I~IO IV I M f . 7.~ . . /t.. "rc" lc r. P. 1 C 73: fu lui Itd It~~i.lterlo <lurUlltc J'ul;oniuJ e Porcin mnl;lic di 11,],,,1111'1.1) e "oi <li Urulo: si \cd .. /1""" I I, .I. 11\. PtOlll.l,iJmcnte nd 6 .. EH" Ulll'arIL"l~'U u nol.He cJ llnlica fnmill1iu lCDIIIl>lillllC

(>III. "r .. allOf:ll mOjtlk di Sillno. Cfr. SVIl1ONIO.

DivIIJ {/tlim

10, I: (("'...Ulr) "",..

,,1i"J di.

cl'll cl'll

rilenul<> ii re I\noo Murcio: 0.-11110, FIlJ/i VI 1lo18o.t; Svtn'ONIO, Di"", /uliul 6. I) <:<1 1iJl.li:t. di L. Murcio "ilil)llO, chc (II l~>n~le nd 16. 8.1. Si \"(:d~ /lIIroJ"Uon", PIl. '00)'110 e nolll 4. 6). Lel'iwdio. moho bcn Dlll"tUlU (dr. J. J. VAS OT~ClUl~l, Lt,m MIl,<'iIlJ /'bilip. p'IJ ri J<l/l1mil/I'. Il",~dl<'$ '96" 1'1" ,111'161 c III) con nOIU li ~i 1'"0 llwre imorno uI ,6. 1\11" h,,~c dellu cosione vi 1'U11 css<:rc UI1II r~lli()lle p<Jlilil'lr: tlu!,,, iI ,6 illi~h) un lI""i cinUlllel1lu Ji Filippo. ill'"dre di /l;h,rcill. II Cefo'lrc. eonfemlluu <lul SilO llWtrillloniu <~m t\7.i", llipUlc di (jiu1io Cc111rc e 11llldrc dei futuro AuguMu, 116. Q. Orlcnsiu Orl"lo. consule dei (") (UMUUGIl1'US 11, 1'. 1.11) c IIMule Ol'lllore (C" CllllllSlI, Ilrtt/1/J )".1.11, lll'e\'ll '1l()~lIt() in primc IlO1.1.e Lll!1I1.iU, surdIu Ji Q. L1l1117.io Cutulu (console <lei 78), <1",11", l.luu!L u\",~ u\"ueo Iliil Juc ligli, Quinlo chc fu UCciilO II Fi 1ippi (UMO<lGlllOS II. II. ,6,) c Ortcn~ill ch<: JI>oSO Q. Scni1iu <.'lionc h'J. n<Jolu 'Ul.

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\11 propria famiglia con quella di Cntone per unirle p~~ profo~da.
mente. Perci cerco di convincerc Catone a conccdergll ln moglie III figlia Poreia, s'posa di Bibulo e madre di due figli 't7 , che, aI pari di un terreno fcnile, gli avrcbbc dato uoa nuova discenden7.3. [:S] Uo~ pro: posta dei genere era cenamente ai di fuori degli schemi conve~zI0nal~ dclla societ, mn, alln lucc della legge naturalc, poteva eonslder~rsl buona e politica: una donna ne! fiore dcgli anni in qucsta manlem noo llVrebbe esaurito subito la propria cupaeit di procreare e, d'altra parte, dando aI marito piu figIi di quanto fassero nessari, avrcbbc ridotlo in precarie condizioni economiche, con una prole n.u~e~osa, una famiglia chc non oe aveva bisogno. [6] Se, .invece, uO~lm di nobile lignllggio se la fossero divisa, ln loro virtu SI slIrcbbc r1vers~ta .co: piosamente nelle famiglie e \a cittn inl~ra, in virt.u di qucs.tc umom, SI sarebbc rinsaldata in vincoli piu suem. [7] Subno dopo II pano, Oro tensio avrebbc reso la moglie a Bibulo, se cgli desiderava riaverla coo s quanto prima; in compenso, grazie a\ fauo di llvere dei. figli i~ ~: mune, i Icgami tm Ortcnsio, Bibulo e Catone sarcbbero d1ventaU plll Slrctti. [8] Alia proposta di Ortensio CatOne risposc che, ~er quanto grande fosse il suo affeuo nei confronti di colui ehe consldertlva u.n vero amico, trovava suano sentir parIme di matrimonio per una figl~1I che era gi moglie di un altro. [9) $enza lllcuna esitllzionc, Onenslo ellmbi tlluica e gli chiese di cedergli la moglie MareiaM: che. era ll~' cora abbastallZa giovanc pcr poter meUcre ai mondo dei figil, COnsl' derato linche chc la disccndel1za di C:ttone craassieUt:tta. [10] Certo, egli sapeVll bene quanto nffelto Catone nutrisse per Mareia (t l~ che _ si dice _ in que! pcriodo era iocinta. Visto l'ard~r~ con cUl ?~ tensio gli faceva la proposla, Catone oon fece opposlzlone, ma SI I~. mito ad obicnarc che la c1cdsionc dovcva csserc approvata da FIIippo, ii padre di Marcia. [12] I tre si inconlrarono c Filippo cOllsenti a che la flglia. si fidanzassc con Ortensio a pano che Catone fos~ d'accordo e partipassc aI fidanzamento. [I}] L'episodio avvenne 10 lempi successivi ai faui di cui mi slO occupando, ma m.i e sembrato opportllno nnticiparlo III enpitolo dcdic~to alie donoe di Catone, an ehe perch ora mi c tornato alia memonR. [26, II Dopo la condanna II morte di Lcnlulo e dei suoi complici, Cesarc, fauo oggeuo di denuncc e aceuse da parte dei senato, ab

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f26, I) Twv bt ltEQ{ t'Ov AhtOv o.VUlQE6hTWV, xat t'o KalouQo, ltEQl Jv eiOTlyy6TI xat ll!flMI6Tl ltQO TI)V OYX1ITOV, El tOV 6~IIOV

87 I'otda)pos llOfl prima dd 6. M. Calpumio I~hulo, conloO!e nd >9 ron Coare c al1calO di C~lUn" lp, }'4 c 47, lI. Qn~mu ai figli, CII$.\II.II 1[koINlIa (i,,;!, III 110,61 C VAI.1I1110 Mo\SSlMO IV I, ') riferurooo Jdl'"ssauinio peq><.1r"to nd)o in Ellillo tli tine fij.lli di lJibuJo. ull"l'1l llo\"crnUl0rc ,Ii Siriu. Poichc unu dei IiI.lJi di l'vrda c Ilihnlo .cri.se nu libm di mcmurie lU IlrU1U, ii :jc:u>mJo m'lrifO ddl. madre (Ilwfo Il), sa.~>ndo S\'MH 1M. /Jihll/llJ Ptm, S"'IJ, iII R"'",m p"pt'" VI, Oxfortl 1?91, PI'. 1?7''lOlJ, i duc !igli IIC't"lii ,,<I t\l~~ndril .~rebbeRl fruiU> di un l'n:'C'C'dcnle mafrimonio di l~hu1o. 88. 1.Il .. duptiC'llione .. <leJl~ PrtJoPoO'f~ IIi r1cruio i:.rno in PIUlllrm.

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'7'

KATCN

'73
braceio la causa dei populares c si circondo di gentaglia corrOUa. Egli mirava a creare in Roma una fOTtc corrente di opposizione, per mi nare daUc fondamenta lo slato. C:none. preoccupato per ln silua :r.ione, convinse i scnatori li concedere un'annona a beneficio di quel1a pllrte dei popolo priva di beni e di me7.zi di soSlentamento. A tal fine furono spesi ben milleduL'Centocinquanta talemi, ma, con qUCSla c1ar. gizione cosi generosa, si riusei ad allontanare la minacci;\ di una som mossall? [21 Poro dopo la distribuzione deU'annona, MeteUo, cntmto in ca rica come tribuno, ne! corso di una turbolema asscmblea, proposc una legge pcr richiamarc sllbilO Pompco Magno cd ii suo esercito in !talia, perch risIllbilis5c I'ordine ndla ciu sconvoha dai tllmulti pro vocati dn Calilina'JO. [3] Dn un puni o di vista fOTmule la legge em ineccepibile: di fano, ilffidando a Pompeo lale compito, si mir:lVa n confcrir~li i pieni potcri. [4] Nelln sedllta senatoria succcssivn a\l'ns semblcll, (atone, anzkh polcmi7.7.arc con la COllsuelll violema con Metello, gli rivolse multe csortnoni con tono benevolo c miSUnllO e termino ii discorso con unll supplica ai collega, dei quale ricordo le nobili origini'll. Convimo che Catone si fosse arreso peT pauta, Me ((:110 di\'cnne piu baldan7.0so e sprco/.7.l'lnte, comincio a formulare pc sami minaccc (:d assunse lIn tOflO arrogante. menlrc ii sennto lo ascol tava ammutolito. (5) II suo alteggiamcmo offTi a Catonc ii destro per cambiare moeli, tono e linguaggio: cgli condllse questo nuovo di scorso proclamando a chiare leHere chc, vivo lui, Pompco non sa rcbbc enlrato in cin armato. Ma n Melello n C.110ne, a parere dei scnalo. si Slavano comportando con senso deUa realt: la prepolen7.a di MClcUo nel geslire ii potere era pura follia cd avrebbc gellalo la ciuit ncl disordine. portando tuni alia rovina; CalOne, dai canto suo, agiva da invasllIo, presO com'era dalla virtu, in nome ddla quale lotlnva per ii bene ed ii giU510. [27, l] Quando si tfano di votare la proposla di legge, Mctdlo fece presiclinrc ii foro da stranicri, gladilllori, schinvi armuti. Buona parte dc1la popoln7.ione dcsidcravn ii ritomo di Pompeo, nelb speranzn che con ii suo arrivo la situazione migliorassc, alcri, egualmence numerosi, contav:mo su Cesare, che aliara era prclorc. (2) Gli oui

ltT<Ufluy6vTo xul ta 110U,a VOlJOVTU xul 6u:'ll{h.l(lllha tili) nOnela II~Qll fQTtOVIO xol oUVYOVT<J l1Q a/t\" KtWv 'POlllIOfl EnflOI': T~V l\ou1'Jv ltvu}..alJtiv t\, l1OQOV )tal civill11tov Xov ei. t Oln1QtOlOV. vatil~aTo 'tev VlO h-touoiou XL{wv xaI lhuxoo(wv xal 1tf:vn'p(ovm tUt'.tVTlllV. JltQlqKtVW li! lfl 'lliavftQwnlQ. TUVTll )tul XQm "[1]5 nel1f]s i:xdvTJS lilauOdo'lS"". [2] Evu:iHkv ft n'lv 'IIl(lx(av i,tlU!OWV Mtu:llo exxllo(a TE OO()U~llr:I ouvijrt. xu( v6'10\' eYQQ'4'r: nOlllliJIov Myvov l!vUl xutO

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Jttn't nv UVIIEWY tl 'ha.lav xal 1l:oQuafJvTU o41~lv TI)'" n).lv, til; im6 Kan).(va xlvlluveuouoav llO. Ul 'H" t TOllTO 6yo eUTlQ EllIS. EQYOV M toil VOltOU xal tU.o YXEIQio{t\ T6 1I(lnYllom nOjl1[11i tp xal l1uQuoveu t1'Jv ilytIIOV(OV. [4J revollhllS li! f}ou).ilS,

xnt TeU KaTwvo OUX )(ll'l:EQ Eil6f~ Tq) METH,Q.I olJlob(lw lillmw6vTo, bt xot l'l:Q6 bet'joel. T(lal'l:Olttvou xal n)v Mut).,).,wv olxlnv ltet yevolltvllv UQlOTOXQUUXl)V"1 nOlvl:ouvTo, tU II)")"OV uQOf!i xal. XOTU(JlQOV1]OO Mhe).,).,o, tU RVlMvTo OUTOU xul nTljooovTo, Ei nfQlllJ1'vOu ltnelM xul ).,you~ i}(lOOE~ el;tneofv, w pl.~ ltaVTa T'-I !lou).,1J la:t~0;61Ievo. ISI OUtll) lllleTa!lowv Ktw\l xal OX1J11U xul <pum)v xol 6yov, enEutWV b! num TOi ),OI blatETaII!vW;, n tWVTQ OUtOU fIOJln,ro ou nOQtoTaI IleO' n),wv ei TI'Iv lfo),~v, xei:vo tii pou),!j nO(ltOT1IOEV, w oubtuQo Iltv x06toTllxev OU{)! XQflTat ),0YIOIIOl llO<paUOIv, EOTI ()' ii Iltv MutU.ou no1TE!a llav{u, bl' nEQ!lot'lv xuxla rpeQolltvlll'l:QO )'dtQov xa! OlVXuOLv nvTwv, illlt Kt'ttOlVo Qnii !vf}ouolaoIIO. n!Q twv xawv xul blxolOlV OYOlVltoI1tvII.
).,).,' el'l:lelxfjl'l:o)..).,' xcd 11tfl'lU ltl'.l(lQlvtoaVfo, TtO

127, Jl 'EnE! bt n)v ~'ii<pov n!Q TOU VOIIOU <ptQelv lllj'lo Ellelli. xul MuI!Ut!) Iltv lfu xul ;tvm xu! IIO\'OII6.xol xul f}EQanovTe Lnl Tt'lV IlyoQv TUOYlltvOI no"'-looV, xol T6 nof}ov IleTUPO),1j e1lll fIolUtt'jrov nfJQXE TO UIOU III!QO oux ).,(yo\', ~v bt IIEY),'1 xol on6 Ku{ooQD I}Wjl'l oTQonlyovm tTe, 12] K6.TOlyt b' oi n(lwTOl TWV

H9 !'ulln"nllullche e<'la'eH, 6'7 e Mo,"lii! 8'1(1). !lO. V.1. /1I/ffJIl"OII", PI'. ",," J C nUln 9.

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i~lou? lltJlTou ~ omYQunvijo(U 'ln' llij)"wv. iv iut6Qol VTU imi!Q aUTOU OYWIIOI. xul yuvalxa xal b.<p nOTvlwIIl!vu )tal tiaxQuooa. (JJ U\lTO (b') ut'iew xal u{tuQQ'IXtW evruXwv nOI xal J'l:UQllYOQilon. x(d yevllevo nC[l1 betvov Wo7lfQ eiwf)et xal VUxTtQeoa, ep' v6 ouvuQxvnuv MIVux(OU 8!QIIOU 91 jlaOi!w

nonl) bi! tt'lv OIX!U'" {uho )tat{JlpELU xa! qJ6f3o erxev, wtJTe t<il...

x~f)e~(l)v IhulytQ6'l. f4J Kal xUT!~lloav Ei YOQltv, o).lywv Ilh (lutou 1tQonell1t6vTtuv. no)J.wv 6' c1nuV"(JvtUlv xul q>UltTTEOftUI 61uxeuuo..hwv. 151 'Oe; ouv
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~v~yaye' (?J xat jlalltwv EUOUS Ws Elxe xatHttl.. Iltoo" illjJaw" l!UUTV TOU MutUou xut TOU KaloaQo, WOTl! 6lax'l'at T~V XOI'

6LtOTljOU" aUTOi ixd"OI ot Ta VU~Ol!LS xaTtxovTE. Uo" 6' ou6~"a nU(lljxa". i1116A.t. inlonou Til XElQ K1'liJ" TO" MouvTtov

TOU rpo.ou. "l "Quoto. LUU" ivO ch6nou xat YUII"O TOOOTOU .EOT(laTO6yt]ol!". [6) ~Al.la 6' LirOu elJQllLtl! l.Iu TO StQIIOU. Kal

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8t(lIIO altO oTlLaTo TOU Mutou TOV "llO" inLoTallt\lou xat Tn Xtl(lt TO OTOIIO xal TI)" <pwv~v lmtxI!LOeV, C2] c'iXQL ou, al~uXov Qwv uyw"u TOUS vllQuS MhoS yw"LtolltvouS. xut TO~ t'iIIlLov liTTl11levov nQOS TO OUIUj'lt(lOV xul TQenlLevov, ~xteuoev tOlxo(h~v lTl'fClS Ilera 'pllou xal x(lauyijs nlT(ltXtLV. (3] revoltt. vou l! rotou xa{ 1taVTwv 6LaOxtt'luoOtvTwv, lllTOOT('lVTa IIVOV TOV

mali, disgustati e amaregginti do lante ingiustizie, erano dalla pane di Calone mn poco disposli a lollnre con lui. Nella casa di Calone: regnavano scoramento e pnurn, gli amici passavnno con lui noltatc intere senza toccare cibo e senza riusdre a sapere qunle dccisione avesse preso, la moglie e le serelle in lacrimc non fncevano che lamenlarsi. [3] Calonc si inlratleneva cOllloro cercando di rassicurnrli, per nuUa impaurito, ma molto dClerminato. La vigilia deUe votazioni ecno come ai solilo e la noite dorml profondamente (mo a che ii coUegll Minudo Term0 92 non lo desto. {4] Menlre scendevano ai foro scor lati da pochi amici, i cittadini con i quali si imbllucvano fllccomandavano loro di stare in guardia. (5] Arrivato sul posto, Catone vide ii tempio dei Dioscuri'" circondato da uomini armati, i gradini occupati dai gladiatori ed, in alto, Mele1lo seduto vicino a Ccsare. Rivoho agli amici csclamo: Impudente e vigliacco! Radunare tlinta gente armata per me, che sono solo, indifeso cd inerme!!t. [6] Ed imanto continuavn ad avan7.are in compagnia di Termo. Lc persone che occupavano i grndini si feeero da pane, ma solo per lasdarc passare Ca tone e Termo. Agli a1tri vietarono I'accesso: Munazio riusei: a passare a stento pcrch C:uone lo avcva preso per mano e Irnsdnato con uno stranone. (7) Procedendo a fatica, Clllone prese posto Ira Metdlo e Ccsnre, quasi a voler troncnre ii loro dialogo. (8] Vi fu un momento di grave imbarazzo: la scena suscito ndle persone dnbbene ammirnzione per la fierezza e ii coraggio di Cntone; esse lo indtavano a grnn voce ed csonavano gli nstanti a resttlr snldi c compaui per non 10sciare solo ii paladino dclla liberui. [28, 1) Quando ii praeco prese in muno ii testo dclla leggc, Catone g1i impedi di dnrne leitura. Melcllo se ne impadronl per leggcrlo lui c di nuovo CalOne glido mnppo dalle muni. McteJlo, chc conosccva a mcmoria ii testo, cominci u recitarlo cd allora fu Termo a lappargli lu bocca con la mano per soffocnrgli la voce. [2] Resosi conlo che era impossibile aver ln meglio su quci duc c chc ii popalo cedeva rivolgcndosi ai pubblico inlcrcssc, Melello chiamo in soccorso t da casa i soldnti che accorscro gridando n grnn vocc. D] Alloro arrivo ci fu

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Q. "Iilludo 'J'cmK), llntl1'tRli tribuno dcJJu ]llebe nel 61; lb.oIICIITAN II I " ,l.

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illNllllio di Cuslorc: 1.1\'10 IJ 10, 1) e .p, ).

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Klttwva xal j}aU.OllfVOV UOOl xal !;VOI VW6fV ou 1tcQu:ic MouQQfjva, b t"lv b(xllv 'puytilv im' auto xal xatI)YOQI\6d ..... uU t"lv tf!j}fVVOV 1tQoiOXOllfVO xal lloWv vuOXliv toi j}ltUOUOl. xul tH.o uUtOV tOV Klnwvu ncl{)wv XUllUQU'I"tOowv. d tOV vcwv tUlV 6LOOXOQwv umiyuycv. [4] 'E1td 6t xuui6f:v Mhl':Uo iQIlIlWV 1tcQI tO piUm xul lpu'Y"lv 6L' Yoo tmv ivuvtLOulltvwv. 1tuVt"1tUOl1tl':LOf.td xQutl':iv ixtEuol':v nLvul 1tIV tOU 01tOqlQou xal l"l"(tool':6wv XOOlllw auto i1tfXf:{ltl 1tQ.TtEtV to. xCQI tOV VOllov. I'J Oi. cY r:vuvtlO\ tuXtw vuuflvu !UUtou tx ti} tQ01tII. e1tlCOuV au{ll t\lllloflOavtE Ilyu xa! {tuQQuov, won toi; 1tl':Ql tOV M!uUov tlml':ociv taQux"Iv xal 6o, OiOllvOl 1twv 1t06tv l':U1toQi}ouvm OUtou I:1tLcpt(lE06Ql, xal InlOhu IlhcLV, o. <PCYCLV 1tavtu 01t0 tO ~t'lIlUtO. [6] aihw 61) oXEbaoOtvtwv eXElvwv, tO b K(,l.twvo nQoaE60v'to xal 'to. Ilh ~1tOLvtOOV'to, to. l)' t1tlQQwauvto 'tOV MUtov, of TE noot nO(lft"1;uv'to xov'tl tQ61tltJ xo'tUOUL tOV Mt teov, i TE oYtltO 6QolO6Eiou rruQlTIl':ll':V QXi}{)EV ~011{)l':iv tlP KTWVL xaL 6LOftxcoiluL 1tQ tOV VOlIOV, w atamv 1twJyovt"U 'tii 'PJIlll xal 1tEfIOV fIUPVIOV.

(29, I] '0 b MttEO auto Iltv I'IV cit(Ul1ttO xal6Quo en, 6[lwV bt tOu J'1fQI autov X1tl':1tllYlltvou xOlubli tOV K6twvu xal VOIIU;Ovta llUXOV xal buoExrUaotov. altpvibtov 1;l':1t(lbl)ol':v El t"lv YOQltv, xal ouvoyoywv tOV bijllOV Ua TE no. 1tfQ{ 'tO" Klnwvo 1:1t(q'l60vo 6Lij1.ttC. xal q'lfYl':W t"lv tUQuvv(c'ia Ikxv 't"lv I:xdvou xul t"lv xutlt nOfl1tlllOll OUvwlloo(av. i:tp' ti IluuvoilOELV tuXU t"V XLV tLllltl;ouoov v6Qu tOOOtOV, W(lIIIIOEV cu6u El 'Aolav, w mm nQ f:xEivov xat"llYO[llowv. r21 'Hv ouv 1'161;0 IIEyltII t"o K6rwvo, X60 ou fllXQOV nfOxEuaOlttvou til 11ltoQXia xal tQOnov nvlt t"V nOlm1liou bvOlllV i.v Muq) X001\QlJxto. [)J WEtt li! IIov euoxillllOf n)v OYX11TOV WQllIUttv'lv attllOlv xal ono~llqJ(tfOf.toL t6v MhEov oux e600, n' hUVtLtlll}tl xal 1taQalt"tl(JfLCV~. (4) ar ti': yQ 1tonol qJLuvl}Qwnlu t1totO;;VTO xal IIEt"QlonltO 't lU) e1tefl~ilvat 'tq, ~x6(ltV

9-1.

erro 21, .1'0.


Slattl:t 1\I~:t'a IIrc~t111la di C'llullC
l~'u ... i \'~1I~.""1

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una fuga gcncralc: solo (atone rimnse ai proprio posto anche se dai. l'ilho gli gctll1vAno sassi e bastoni. Murena, che alcuni nnni prima Catone avcva trascinalo in giudizio con te sue accuse'H, noo roUero tale

violcnza, lo copri con la toga gridando a chi lanciavll corpi cantundcmi di srncttcrla c, drcondandolo con Ic braceia, lo conviose nd ai lonlanarsi verso ii tempia ch:i Dioscuri. [4J Melena, noo appeou si avvidc ehc intarno alia tribuna si era fnua iI vucto e ehe gli uvversnri emno curti fuggiti via dai foro, convimo di avcrli completamente sbaragliati, fece tornare gli armigcri c, aVilnzando solcnncrnente tutto solo, inizi a compiere gli Rui di rito per l'approvazionc dclla leggc. [5] Ma gli avvcrsari si ripresero in men ehc non si dica: (ccero di nuovo irruzione nel foro con ahe grida e piglio coraggioso. Cosi facendo riuscirono ad inculere paura ai partigiani di Metello, i quali erano persuasi che gli avversllri li stessero llnaccando con llrmi trovale chiss dove. Nessuno ebbe I'ardire di rimanere ai proprio posto: ci fu un fuggi fuggi genernle dalla tribuna. [6] Quando gli llvvcrsari si furano dispersi, CalOne si fcce avanti c rivolse parole di Iode ed inconlggiamento alia popolazionc che, in gran parte, si schiero con lui nclln loua contra Melello. Anche ii senato, riunitosi, delibero di appaggiare senza riserve Calone contro una Icgge che avrebbc sem inato diseordia ncUa citt e crealo i presupposti per una guerra civile. [29,1] Metello, scbbcne i suai fossero in preda aI lerrore perch era impossibile aver la meglio su Catone, persevero nel suo atteggillmento inflessibile ed arrogante; corse nel foro a radunare ii papaIa, ricopri Catone di vituperi e proclamo a grnn voec che sarebbc sfuggilo alia lirannia di Catone ed ai complano ordilo contra Pompeo: certo, dopo averlo tunto disprezzato, la citl si sarebbe ricredutl ben presto su di lui. Subito dopo salpo per l'Asia per riferire a Pompeo I'accllduto. [2] NeI fruttcmpo, a Roma Catone riscuoteva generale consenso per uver liberato la citt dai peso non indifferente deI trihunnro di Mctcllo e per aver indebolilo, sconfiggendo Metello, ii potere di Pornpeo. [3] Si conquisto anche ii favore dei senato perch, ricarrendo alie suppliche cd all'ostruzionismo, non permise che Metello subisse I'onta di essere rimosso dulla curica. [4] L'essersi rifiutalo di infierire sull'avversario sconfitto venne considerato dai piu segno di

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I(,\TON

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gcncrosit e di gnmde mooerazionc. Ogni pcrsona di buon senso non poteva chc considerare giusto e vllntaggioso un comportamento chc mirnsse n stornare le ire di Pompeo. [5] Ncl fraucmpo LucuUo era tomato in palria dopo la spcdizionc alia quale Pompeo scmbrnva aver IOlto lustro perch ne avcva assumo ii comando neU'ultima fase')'. Egli correva ii rischio di non poter cclehrare ii trionfo, perch Gaio Memmio '.16 gli aveva sollevalo contro pnrtc dei popolo eon necuse formulnte non talHO per odio personnle nci suoi confronri qualllo per ingrnzinrsi Pompeo. [6] Cmone, alieato di Lucul1o, chc cru marito dclla sordla Scrvilia, ritenevu nssurda la cosaj si oppose, pcrci, a Mcmmio, lltlirnndosi a sun voha accusc c caIlInnie. [7] Egli misc II repenlaglio la propria cnrica esercitandonc Ic prcroglllive in manicrn dispotica, pur di cosliingere Memmio a rilirnre spontaneamentc le uccusc c a non presemarsi uI processo, {8] Lucullo ottennc ii trionfo, e rinsnld la sua amici7ja con Catone, I'unica persana in grado di levllrsi come baluardo incspugnabile contro Pompeo.

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IJO, I) 1l011n1'lro bt Iltya unO -cii OfQaulo navUlv, xol -cfl hOIUl[lOtlltl xal l1QoDulIl.;t Tii l1oboxii l"IEl"IOlftW oU6h v eljftl':l

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UO, 1] AI suo rilomo daUa spcdizione partica, Pompeo Mogno fu


llccoho con gran pompa cd entusiasmo: cgli matur, pcrci, la convinzione chc i Romani si sarebbero piegati ad ogni suo dcsiderio, Metllre si dirigevll verso la citl, invi ai senalo la richiestll di differirc i comizi cemuri:lIi, per potere essere presente in ROTnU cd llppogginre 97 1:1 cHndidatura di Pisonc , [2] La gntn parte dei senalOri cm d'accordo c Calone stcsso non ritenevll che, di per s,la dilaziollc fosse di grande rilcvanzuj egli voleva, pcr, por fine ai manc=ggi cd alie trame di Pompeo. Pc=r qucslo motivo si oppose nUe sue richicslC c convinse i senatori ad csprimere VOIO conlrario alia proposta. [}] Pompeo si prcoccul>, pcrch comprcndeva che, st:n7J1 I'appoggio di C.1tone, si sarebbe trovalO in grave dif6colt. Decisc. quindi, di chiedere a Calone, Iramite iI suo amico Munazio. Ia mano delle duc nipoli, che crano ormai in cliI da marilo: la muggiorc sarcbbe divellll1la sua sposa, la piu giovllne nvrcbbc sposalo iI figlio. V'C anche chi soslienc che non dclle nipoli di Cntonc si traltllSSC, bensi delle figlie'Jll. [4] La

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')). Nd 66: 1..1.01(16 ,H' 36,


')6. Tribunn ddla plcbe JeI 66, Mcmmio IICCUW LlIculJo di ."crc ~Iomalo Ilrllndi

",mune di (<<-m,ro l,uhhlil per ill'rul'rin rorn~ronlUe di an-r 11rolunllUlO arLilruiamcnle I. <.:alllllallnu milil'lre (Lllmlfo 31. ,-21. A lali u('cu:>c ~i riferisrono i fnunrnenli di uno sua urtl~iotle canSe""h' da Se"'io I1</l1rucid('/If I 16J e IV 261, 97, \ld. IJlJmdll~iutll, p. Il~ e lIolu ')' 99. Lu "ersiutl" che \"~Ie pW1all,mi'le lc llilKlli di Calone (due tldle Irc li)tlic di Ser\'iliu e Siluno. ''Ondo la Ill'lln pUrle Jegli interllreti), cui P!LHurco ndlu no~lr~ biogrnfi'l sclllb.... l'oofcrirc ml~ior credilO. e andlC: in l'UlJI/'<'O 44. I, La "cnione ~hcrnuli"a e ri

",,,rt];ll~ anchc in 4). 2'4 tClodio accus.; C",{(>oe di Olll"mti ~ I'ompco pcrch~ 'lucsli a'"C\'~ ,iliul~lU di ~I>os~rne I", liglia), ron mllAAiore csall<:U~ IleTeh Calorle u\'C\'a una IIOla Iigli~.

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K6:novo WC; YQOlXOV 511(1 xal \lnfQl1'Pavov Tt'JV n6xQLOlv.

[7] Etm IttvTOL nQttwv uvt tWV qJLwv nCltelav nOjl1ti](o Ct(lyU(llOV etc; tac; 'Pu. hEIU!. xul. TtEO$611TO b exaofl ~v. h xT'J1toU; xeLvou "(tllV XQYll.lo.rwv 6.QlttlloulltVWV 'N, [8] Et.nvro ouv roil

Karwvo nQo ra yuvalxa, n tomrwv ~v XOLVWVfiv xal <ivwri~ ltuottm 1tQaYldnwv vayxlj nOllltljLql ouvuq'ltttvru bl' otxfLOrT]to, WllOYouv ExflVat xalov a\l'fOV ~f~Oufilottm luxQOUOllfVOV, [9] E{ b fi ltQo ra oUJI~vra XQlVfLV, roil 1tuvr EOlXfV Krwv llUQrflv, n'lv olxurT]ta IIT'J bf~llfVO, 6.n: eaoa ltQ KaloaQa r(laltl!ottm xal yflllUL yal1ov, rT'Jv nOJlltlllOU bvalUV xat KaLoaQo ft raur O\lVfVfYXWV, (bl') tyo\l ra Iltv 'PW~Ia[wv 6.vhQf'L/'f n(lY~lQra, rT'Jv bt ltolu{av 6.vfu..fV' 1110 (10] WV outttv v iow ouvtnfofv,

fl IIi} KrUlv ra llLxQa mil nOl11t1llOU tpO~llttft

~IaQrilllm:a rlltYlorov

ltfQt.fibfV, aurv htQwv \lVa,lfL n(loo(tt]Xllv) YfvllfVOV.


(}1, I] Tailra Iltv ouv fll,ev En. !\f\lXOU llt ltfQl nv v nvr41 blursfwv ot'amaoavro 1tQ nOII1tt'flOV - l]s[ouv ya(l tOXtJfLV exauQo ra q'l' "toil Yfvllfva - xal !\f\lx6IIl Karwvo 6.111XO\lluhlp ltfQltpUVl nQooCJIIlJVOVro, eanOl.lfvO nOllltlro tv CJuyxltll' 101 xat llllllaywylv imt vOII1'1v x,wQa ex(tfL r ot'QnnclltLxov.

richiesta che Munllzio trllsmise non solo II Catone ma anche alia moglie ed aUe sorelle provoco I'entusiasmo dclle dmlne, desiderose di imo parenlllrsi con \ln personllggio cosi importante e famoso. Catone, invecc, t coipito dalla proposta, sem:a alcuna esitllzione, esclam: [5J Va, MlInar:io, va c riferisdgli che ClItone non lo si imboniscc con le donnc! Egli prende in considerazione le buone intcnzioni di Pompeo e lo gratificher di un'nmidzia piu salda di ogni leg:mle di parenteln se Pompeo sapr comportllrsi correttamente, ma non intende dllnneggillre 10 stalo per lIccrescerne ii potcre. [6] Le donne se la presero con Cmone, gli amid criticarono la sua risposta troppo rude ed arrogante. [7J Poco tempo dopo Pompeo, per appoggiare un limito c:mdidalO ai cOllsollltO, distribui dcnnro alie varie tribu e la notizia fece scalpore, perch le somme venivllno contate nei suoi giardilli 99 [8] ln qlldl'occasione Catolle non m:ll1co di far osservare alie donne de1Ja sua famiglia che, se si fosseTO imparentale con lu i, n avrebbcro conJiviso iI disonore ed esse furono d'accordo nel riconoscerc che aveva agito per iI megHo rifiutnndo la proposta di Pompeo. [9J Se, tultavia, si giudica (f posteriori ii rifiuto di Catone, diventll evidente che egli commise un grave errore, pcrch in tal modo llUtOriZr:O PompCO :l rivolgcre li Cesare llna proposta :\llllloga: conseguentemente, venne combinato un matrimonio che rinsaldo I'unione cd ii potere dei due personaggi c pose le premesse per la Jcslllbilizzar:ione e ln ravina dello ShU0 1OO [lO] Ben diversamente sarebbero andate le cose se Catone, senza dare eccessiva importanza ud errori di poco conto commessi da Pompeo, non avesse soltovalutato Ull dllllno assui piu grande, intendo dire ii sOllllllnrsi deI suo potere a '1uello di altri. [}I, 1J Ma tlltlO cio era ancora lontano nel tempo. ln quel momento, invece, Lucullo efll cntrato in conflitto con Potnpeo per gli lllli rc1ativi alia provinda dei Ponto: cillscuno dei due sosteneVll che le proprie disposizioni fossero le uniche vlllide. Cmone llppoggi LucuJlo proclamando che era viltima di unll clamorosa ingiustizia; Pompeo, Illesso iI) minorllnza dai senato lUl, per assicurarsi ii favore dcl popolo, chiesc una distribllZiollc di terre :1 vllntaggio dei soldllli.
'01. err. /1IItod".dOlI<'. p. I ,~. r\neilc I'UJT... H<.O. I'O"'{>l'(J _16, ),6; '\I'P''''NO, (;IU'm' 'il/' 11 9, p: C"'~~IO DIOI<II XXXVII 019.

9'). Nei 6, per nllPojUlillrc lu ,um!i.llltL>T"" ,nnsnle pet ii /o di L. Afrunio. ~1I0 IClllno l'l'rl'toro::: imomo Ill,~ (BROI:CoIITON II, PI'. Ilh'H.ll: dto CICIIRONII, Ad Allimm I 16. I~: I'I.l.tr... RCO. J'ompro H. '1'). & .... omkl 1'1,In... Rc;n, Moro/iI' RoGA,1I Afr"llio sarei}!>c stuto ubhnlldonato d:l l'ollllll.'O d"r,u1tc la 'Ul11pul;n" elcttoruil-. 11'" lu lloli7.iu i: soonfessutll .ln CIClIRONII, Ad Illlimm I ~o, ~ dei (>O. '00. Si 1l1l1ldc "lmllTrimonio lII....cnllto nel ~') (dnpu I~ cnSlituzionc dei Ttiunwinuo) lru Pt>Il'I>ctJ c Gillliu lilllin .li Ccsnrc: j', 6: (:"$1'1'1.' 'oj, 7: l'wl/pl;'O 011, ,o.

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KATCN

3 1 - 3:1

(2J 'Qe; ~ xvm6u Ktwv hLOTllEVO 1;xQoUOE TO'" V611OV 102 , oiiTU) Kw[ou TE nE(ludXETO TOU TOTE QuOlJl6;WU tWV l]JlyWYWV. xal Ka{o(lQCt ltQoolyeTO. '[(l6nov 'TWa Katwvo (lUTOU nUQCl:ox6vto

I~11QIQ. OTQUtllyla nav]xwv, [Ul [LV immelav pouetO ltuQuyyHluv, filia ' flTtL 'OQlcc'lf3ov. [41 'Eml bl! XUTU v6110V eEl tol II!V (W)v lumOVta ltaQfivr:tL. TOlH; bt IlllHOVtu eLoeavELv 6QloIlPOV e!;w telXou nolLhELV, [5] listou l'taQ tij poui.ij aimp OOijVOl l' hQwv atTEiO"{}cn tI)" Qxllv. BOlJOILfivwv bt nowv, VTH.eYEv Krwv' wc; ' flCJ6eTo XClQLl;0lltVOVe; TlP KaloaQL, )'tywv 11V XU,ClVaWOE n)v ,'Wl!Qav, xal T~V POU~V lllJ [6] XalQELv ouv M.oae; TV O(lltlllf3ov 6 KaiouQ OtlJJ e1;btQouoe do(}wv eu{}u Ei:XetO nOltrr'liolJ xut tf] 1WTdu' ulfoelx'6Et '

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lTEQ~ !\exokov xut KlXQwvu Bf3tJl T4J hQ41 TWV UlftWV ollVT61;uVtE kUllTOU (ivTl!lfQUTTOV. l-llom b KTWV, ilbl] Itv qJO' Qti11levo T~V Ku[ouQo xul nOJIlT1iiolJ eplluv xui OOTUOlV elT' ouev{ lXU{<\l YEyevlllltvl]V. qlopeio6m b qloxwv ou T~V VOIIl)v Tf] XWQu, it' ov VTt Tatll c'.r.nalT]oOllOl IUO{)V ol XUQl!;llevOl xut bll' E!;ovre TO lTij(}o l<l,. [32, i

'Q b TaUTa Uywv t]v TE f30UI)V ,It/'IJfPOV eLxe xal TWV

eXt v(}QllTWV ox 6lyOl nUQlotavto, UOlEQa[vOVte n)v ittolTlav mu KaloClQo [2] -

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yaQ 01 (}Q(UJ"tUTOt bUt(LQXOl xut 6tYWQTUTOt

(2] LlI rogalio fu bocll11 grazie all'opposione di CalOne lU2 .1n conseguenzll di ci, Pornpeo si avvicino a Clodio, uno dei demagoghi piu spregiudicllli che allora. fossero in dtt, cd a Cesare, cogliendo, quindi, un'opportunit che - si pu dire - gli fu offerta da Catone stesso. [3] Cesare avevlI da poco lusdato la Spagna dd!:1 quale era stnto governlltore e pretendevu di c:mdiJursi ui consolato senza per questo rinundare ai trionfo. (4] Ora, sccondo la lcgislazione romanll, i candidllti ad una qualsivoglia magistratura llveVano l'obbligo di cssere prescnti a Roma; i candidati aI trionfo, :II comrario, dovevano rimanere fuori deUc mura. l5] Cesare chicse ai senato di concedergli [a possibilita di candidarsi come console per interposta persona. Nessuno fece obiezioni, Irannc Catone. Avcndo intuito chc i scnatori agi vano COSI per inp;mziarsi Ccsare, egli parlo per un'intera giornnrn, impedendo uI senrllo di deddere 10). [6] Cesare rinund nllrionfo; llP' pena enlralo in cilt, si lllle con Pompeo c pose ln propria candidatura a console. Una volta cJeuo, rese piu salda ln coalione con Pompeo concedcndogli in moglie Giulin. I due crearono uno schieramenlo COnlro lo stnto: I'uno proponev:1 leggi pcr dedllTre coo [onie in favore dei Ilullatenenti c per la distribuziolle di terre 104, l'nltro lo appoggiava per fnr approvarc le leggi, [7] Frn gli oppositori vi cr:lno i segulld di Lucullo e Cicerone che parteggiavnno per l'llllro console, Bibulo; ma I'opposione piu dura proveniv:l da Catone che non vedevll di buon occhio la loro allellnza, presaga di sciagure. Non era tanlO la divisione delle terre a preoccuparlo quanlO ii contracclllnbio che nvrebbe preteso chi stav:l :ldulando iI popolo per accattivarseJo 10'.
(}2, I] r numerosi discorsi prollllnciati da CalOnc conlro le propostc di legge diedero i loro fruni, perch iI scnato mut parere. Egli aveva anche ii consenso dei scmplici dttadini, armai stanchi della politica spregiudicata di Cesare. [2] Forte dei potere consolare chc gli era srnto conferira, Cesare tenevn in pugno 1:1 plebllglia, appoggillndo sfronlat:imcllte le dedsioni dei tribuni pi accesi cd nudnd, che mira-

10l. I'er loPl'osi?ionc di CUlOllC. si coou /lIf,.,d"zjo,/I". p. 112. Sulla !CAAC IIgTlItill, IU1\"he CiCIIIIOSIl, Ad Allim/ll I IH, 6; ii I. 6; CA.I.SUl 0101'<11 XXXVii 10J. CUlone ,U11~\'~ rieorrere ~1JO!lITU7.jonismo:CICHIIONH, D'/c;:.i!",! III -10; GlIl.I.l<l iV 10,8. Per ['CpiS<KJiO dr. ~nehc I'U/TAII(O, Cc'sn .... 1.\, I'J; MO'lllia tlo-lC; SYIlTONJO, Dium /"hiJf 18. "2; AI'I'IAI'''O. Gm"'Tl" Cli/i 11 8, jO. 10'1 Si "Ilude alie due !CAAi llllr'lrie (Illllc qU;lli cd. ~nc1l<: /IJ'ro<ilJ:illnl:, I'. 113). Lu ptimll, dc1l'inilio dei '9, 5111bi!i\'u ehc lIlIlo I'ni:u comunc, CSc1USll lu Cnrnjlllnin. dOl'l'5sC ,-'Sscre sp:lrlilo 1m i cclerlllli cd i 1)(1\'eli pcrdu: !lc dc,luccssero oolonic; ln ,c<;;<>n<1n. ,Idln h~rJll I'rirnu\'em. disl'0l1'-'\'u I" 5uJdiYisionc ddlll Carnp:lIliu {iI Call/pu! S/c'l/nfiJ e I'ai:u ta/llpa",,!} per chi lI\"l'Ssc ne o pi ligli (!{OlONI'I. pp. j87,.\1I1I1.

'0.

10'. Per i ellpp. 3"jj, cfr./"f""/u~i",,c, p. 113.

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nQS XQw no).LuOVtO TWV noUwv lo(', tailt' un' ouo(as unatLxilS aiOXQWS xal mltr:IVWS nobubllr:vO Tbv MUlov enQUTTr: -,IJllJlOP110v. tfS ouv fXWQOUV bl pias, xal 1tQwtOV flv auttiJ tiil Dpkl!' xutu~alvovtL xonQ(wv enEoxeot'to6'1 XblJlLVOS I07 , [4] Entnu toiS Qup6oXOL nQoonEobvTES alHou xaTilxkuoav tas ~OUS' Tl!kos xal ~Ekwv <pr:(lOllhwv xat nok)"wv QUVtLTllWQXOllhwv, EqlUYOV YOQUS, OQOIHII II~V ot homo! navuS, eOXl0S bt K~nUJv anilei fllt1\V, ILuaOTQr: <pbIU!vO!; xol XOTuQwllr:VO!; TOUS 1toltuS. "1 Ou Itbvov ouv t~V luVOlll)V fxQUJoav, uU xul n(lOor:~ll<Ploavto t1'1v OYXh11tOV 1lb' 01 niioav, "I 111'1'11 fJtL~r:llc.uWoelv t6v VJIOV xul (lotl0!)oeLv, v tLS Tvavt!u nlllttTt). Iley).a tauvtES nn1lua XUt TWV II" OJtooltVtUJv. (6) ~Ollvuoav ouv einaVtES i~ 6.vltYXIIS. tO Mu~Uou tO nUhmo nltOo P.v vql ),,(.IIIf}.vovtl!, v eis v61tOV IIOIOV 01160(u III) Oe)"lOuvtu 1tEllLEibr:v bi"UIO XltEOOVta 'puyf1 tilS 'ltakluS 'utI , 171 6LO xal tOV Ktwv(t nok)". Ilh ul YUViXfS oixol xQvouom x6Lxteuov Eleu xl 0llboUL, non ot !p()"m xal ouv''I6l':L, 181 '0 t IlkLQt OUII' nE!oa xul yaywv autOv enl tV Qxov ~v Klxl!QWv QltOl(l, na(llvwv xal lilOXWV, w tltxu IIEv out h<aIOv fOtl toi iYVUJOII~ VOI XUlvfl 110'110'11 oie06aL 6fiv Onl':LOflv. fV 'uuvinql Tl.\lIIl:taOTijoa[ tL TWV YEYOVOtlV iHpUOElV mJTOU n(tvtanaQlV v'ltOv xa! ItVlXV' 191 eOxatov bt xuxoov, fi bl' ilv (uTQvta nQttel n)"w otpd xal nllot'levo toie; tnlflou)"fUOUQlV, lOJ1f!Q OIIEVO Ilnan~r:tUl toov n!Q autilS ywvwv' IIOJ xal Y(l d. ln) K{nwv til pwfl11. n' ;1 'PlJlltl Eitm KlttUlvo. O!:ovtm o! xu! ot Ip[hOL n{lVtf' O"lV atv flvUl n",wTOv KlxQwv ckfyev, fmpou)"eub,lfvOV n Ki,wb{o\), l 11llUQx{a (IVnxQlI I!n' autv pal~ovto1\1". 1I1I 'Yn tOtUJv 'puo! xal tOIOtWV tOV Ktwvu )"6ywv xal beilofltlv ,tkaooIIEVOV oixol xal

.06. luib...ni flill ae~ t'r"!lI' C. Alho H.\'io l' J~ V~tinio lIbOl:r.1ITOS II, 1'1" ,So) '90 1. 107. Pcr Svtn'Ol'''O (DivUI /"IIUJ la ) liibulo (U "":Il"eialo d..l foro; A~~'''Nn IG"..m (1II,li II ,t, j,l llurm l'hl: l'):li o{fri lu /lob ugli uliSulirOfi. mu {u 'N~inUlo <l"jlli umi uel l<tnl'in di Gilll'C SIlU"rl:, Piil jolcncrko I'UIT,UlO. ('Na", '4, 9 I: 1''''111'''(148, ,. toll, (J, Cl'li" Me.ell" Nutllidil~' ue! 100 si oppose ud "nu Iclijtc "lImrin l'rtlJKlSIL' dnl lrih,,,tO l.. t\1'"lci" SU1Urtlinu _ CUlnl'licc fo.lurin, <~Jllsull: di quell'nnno - c ,"cnnc csili"IO LI Iw..li; I.'Ylll.l'criU(ba.' 60) c I'W1"AK........ M<I,Q '9, , . , ' l<lulll"SSO si ul'l,r<:ndc dll: I'luI":o inlC11."-,'U ~ri\ere unu IJiOflmliu tli Me.dlo. dellu <1",,11.', IICNhro, non reslu lNC " nd C".. t~lolO .li Lum"riu).

vano soltanto a comprarsi ii favore popolare'Ol>. [3] lntimorili dai succ,,:ssu di Catone, Cesare e Ulllpt.."O ricorsero allc manicrc foni: ii primo afame Ic spcse fu proprio Bibulo chc, una manina, menlre scendcva aI foro, si vide versare nddosso una cestn piena di escremenli 107, [4] Pu, pai, ii turno dei suai linori: fu teso loro un aggunto cd i fasci che ponavano vennero spezznti; infine, un nugolo di frecce, nel foro, provoc molti ferili e mise in fuga la gente. Tuni si allonhllla rono di corsa; Catone fu I'uhimo ad nndnrsene: lo fece lentamcnte, voltandosi indieuo 3d imprecart: contro i suoi conciuadini. ~] Le Icggi ngrarie furono ratin.cate e, in piu, ii scnato fu costrctlo 3 votare all'unanimil a favore delle seguenli disposizioni: i senatori avrebbcro appogginto e difeso le Icggi COluro eventuali oppositori; chi non avesse VOIUlO prestare giuramcnto sarebbe stalO oggcno di drnstiche punizioni. [6] Tuui giurarono perch costrctti e per timore di farc la r,ne di Meleno iI Vecchio. che dovetle I1l1ont:l1lllrsi dall'Itnlia per non avere prestato gillramento su UIH! Icggc agraria l/lll. [7] Quanto a Cn tone, le donnc di cusa con lacrime e preghiere. i parenu cd amici con prt..'Ssnnti csortuzioni lo invituvano a cedere ullu prepotenza cd a prestare giurarnento. [8] Fu Cicerone con la sua abilit di omtore consu mato a convincerlo: egli gli fccc notare quanto poco giusto fosse rile nersi obbJigati a disallcndere, da soli, dccisioni prese da lulli c qunntO folie c assurdo, ncll'impossibilito di cambiare iJ corso dcgli eventi, non curarsi dclll1 propril'l incolumitii, [9] Ma que! chc era pego gio, se nvesse lasciato llna dn per lu qualc tanto si cra adoprato. con segnandola inevitnbilmente a chi complottava per ravinarIa, llvrebbe dalO I'impressione di chi vuol sottrarsi alia lona per difenderln. [10] Se c.'1tone non aveva bisogno di Roma, Roma avevn bisogno di C:none e con lei g'i nmici, {l comineiare da Cicerone, perscguitalo come era da Clodio, ii quale, forte de!la sua nomina a lribuno, era prontO ad nUac carla 10'). [lI] Ammorbidito da csortazioni C discorsi dei gcne re, chc gli vcnivnno rivolti a casa C nel foro. Cntone - dicono - si

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'00).

Di quCSIO diulollO non \,',: lruedll in nhri lelli:': prob.,bilc ~hc I'luh,rco II];'

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fome uhbilt Inribuilo u Cicerone argonlClllul'.ioni ehc uhrOl'1: lAr"tM<o. CI'rrrr ..iL'ili II ,~, 4': CASSIO DIONlI XXXVIII 1. ,) sono uddoue per 19ustilielt: ii \010 flt\'ottlo'Ole dei
scnulori
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dei lribuni delI.. I'ldJc.

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pieg a faliea e giur per uhimo, eeeel,ion fauo per Fovonio llO , uno dei suoi piu cari amido
[)}, 1] Esaltato dai succcsso, Cesflre propose una secondo legge

LU. I] 'Ena(lOe~ ovv

o Kaiou(I

Uov eio<pl:(lf VOllO..., t~V KUlt-

navluv oxeov 1lv l'f(looxutnvllOVTU foi Im6QOl xal nhl)UIV' Vfeye 6' ou6d nl)v faii Kinwvo. f2J xul tOtQV n 'foli 13IlUJ'tO/i Ku'louQ elXev Et t6 beoluUT)QlOV. o6tv TI luiU.ov lflltlUtVOv T!JS 1tuQ(lI)ola. llu' v T4113bU;uv llu m;(l1 TO\! VOltou blUley!lfVOV xul
ttUQUIVOVTQ nalouoOaa TOtatu J'(O).nfuollhou. U] 'En'1xoo6et b' i} (lou1) ~UQ xUT'lQldu Ka! TOU 6"'IIOU t6 fU.Atlmov layuvuXTOV

OIwnO xal itX06IU~vov. WOU TOV K(ouQu 11'1)

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(lovra. nU. qao\ltxwv xal :tf(l4IhwV :t TOU Kanuvo 1dx).'l0lv yevtotteu xal bllllOlv, nQoiyev. (4) 'End b' xei...o ~ ... blJ"-o oub~
Il~UW'" (TOUTW"') n nOlijOel.... lTTlj{ld tr' atO';(u"''l xat &bo~(as

KuioCL(I alJT n ...a TIiI... b'lll(ly,w... q:Jiixe. n-doa i;eUo6al T'" KlLtw",u.
(j) ToiS Iltvlot ...O\tOl txd"'OIS xa{ Tui Y,lt(lIOl n6aOOEvoavus TO'" X"-o.... t~ll<p(OUVTO Kaioa(ll Iltv '11.."-uQlw", xal fu"-miu (lxl'J" attltoll xul T~OOU(la TltntaTU ol(lun EiS 1tEVTUEtiU... '11 , 1\'(lO).!yOVTo KltTW"'OS. (tU) ElS ilX(lOl'lo1..l'" TO'" l6(JU......0... autol tai euuTW'" 'i'i1lflO\S 16(1ouOI. (6) n01l1..lO'" b~ K"-1blo", tx 1IaTQlx{w EiS 61111Onxou

1IU(lU"'01IW IlEta01~oa"'Tt 112. 1l6ELU'" 6lltaQXo t1l1 11ICrOq. "fl KlX(lw'IOS t~tMOtl 1IltVTU 1IQOS Xlt(ll'" txd...ol ](O"-LtEUOllE...O.... 171 ](ltTOU b neiow... te Kabo(lVlO.... ~v ](ml'J(I ,.il KaiouQoS YUVOlXO, xcii fapivlov AU).OV IH . iva Tlilv nOII](JjlOU xo).xwv l...O(lw1lo",), IS <paol'" o tOv t(l01l0V auto xal tOV Piov ei60te.

110. SlI di lui ~nche c~1J. ,16: di 1)(1\.'(1 pill Ilio',me t1i CIlIl)/lC, CI'lI ~IUlo undid~ln ~I Irihlllllllo per iI)9 (CIl;HHo.'m, AJ illfimm II '.9; dr. IlROUC,IlTI1N II. At!delltb 1'. , .. l. I ". ln b"~e "II" { ..... 1'''li1ll'' Jc pro/Jillrl" ('.;lO""J. 111llt:biliciro de! Iribll110 1'. Vminin confeli" Ce,;"re, ohre III1'lIlirictJ, I" G"lIi" CiJlllpin" per cinquc lIl111i, doi: fino 111," nlllr~O dei )'1: illlel(\IilU, 111".nelmedesimo "nl1o. Pompeu fece IIppro\'urc dlll ~elMo ii conferi. IlJCI*' deli" TrllllJltlpllll: V,IU,'\lO II H. 10: PUJl'AMCO, Crl"'" '4, '0: I'ml/pNI ,18, 'I: S\'II' Tf'l.'<lfl. Dirml 11I";,r ~~: I\I'I'IANO, Cm'"c riui{; II '3, 49; CASSIO DII1NII XXXVIII 8, ,. I ,~. r:lodio fll IIdOllllHl dull'lcbro P. I-'onlcio (B'UlU(lIlTON II, p. '9)). Sllll'.<iIlClI"lill" dei [l11SllUWlio si ,'cIlllno. in [l~Tlicolllre.le "rgOlnt",~7,ioni di CrcIllI.oNli. Dr dOl11lJ llI"

agrnria, che prevedcva la divisione di quasi tutta la Cnmpania a favore dei nuUalenenti: nessuno vi si oppose, se si ccceuua Calone. [2] ln qucsla circostanza, Cesare lo fece crnscinore via dalla lribuna e porlare in prigione. Calone non rinunci ai suo dirillo di parlare e. dunmle ii tragino verso la prigione, cOOlinu il suo oslruzionismo aUa Icgge. incilando la popolazione a por fine a quel gcncre di polilica. [3] I senatori, avvilili, lo seguivano e con loro i bmti civel, costreui aI silcnzio nonostanle ii malcontenlo che serpeggiava Ira di loro. Cesare si accorse di quanta oslililn avesse suscitato in !Uui la legge, ma, per durando nel suo aucggiamento, fcre condurre Catone ai suo cospelto, sperando che gli rivolgesse delle suppliche. (4] Quando si fese conto che Catone non avrebbc moi fauo una cosa dei gcnere, per la vergogna deDo smacco subilo c ii timore di llcquislUrsi una caUivll reputazione, decise di far Iibernre segrelamente Catone da un lribuno. D] Ammansila dalla politica demagogicn di Cesare, la popolazione lo desse govematore deU'lUiria e delle GaUie per la durala di dnque anni e gLi assegn qUlulro legioni dell'eserdto romano l l l nonOSlante Catone profelizzasse che i Romnni, con i loro voti favorevoli, avrebbero essi slcssi collocato qud limnno sul C'lmpidoglio. [6] $cr. vendosi dei procedimenti iLIegl1li a loro familiari, Ccsarc e Pompeo feecro passare dall'ordine palTzio a quello plebco Publio Clodio llz , gli proeurarono i vOli necessari perch fosse clcuo tribuno, a palio chc si faeesse portavocc deLla loro politica, e gli dicdero come comentino ii pcrmesso di mandare in csilio Cicerone. (7) Alui "ffinncarono i eonsoli Calpurnio Pisone, padre della moglie di Ccsare, cd Aulo Gabinio lU , uno della corte di Pompco"1 delt:1 di coloro che eonosceVimo benc il cacanere C lu villl privacn dcl gmnd'uomo.

H.III.

'3. Sono i ooll,;Q1i dei 5K (Sll ~ui si "edll BMuuml1'ON II. pp. '9Y19;1). L. CMlpumio I'i""nc Ct$Onino Cril Il"drc ,li C.lpumiu ~h<; Ccn~ ""e"1I Sl'0'''IO I'Ml'rin nd '9 (PIoU' TAMoo, 'Sd.r '4. 8: T'Umpl'fJ '17, 10: SVII'1UNIO, Dim'l /"fitIJ 21; AI"'ANO. (;"cr..ciuili II '4, ,.: CASSIO OIONM XXXVIII 9. d.

'88

KATON

34 305

IJ4. Ij'AU.. xal:tl!~ arw Ta TrQ6YJt<na xatt:ll)<p6tE 'YXQutw. xo{ Ilh XlllTl tij new. tO t 'PlhV Ilt(lO cp' taufOu ixoyu. 'IUJ EIJlOPOUVTO t6v Klnwva. (21 Kal yllQ, tv oi l1EQlijOOV auto, t6 tE xa },,enw xui !Iuo. novwv XCII Ilr) lWQic; aloxvljS, U' unOllhOU plt;fo60l116I. uvu.lQ6v ij'V XUll'l(lOOvtE. LJ J 'O t KWIO oubt KUti'Qwt

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. ~ '). I::lf{"nu~iuu".,(nlllo di " ...ksc.- ":lgct'~lion.,: IXJieh' si 11":111:1"11 di un iUGlnro ufrl<:I~t<.' ldr. VUI.l.In II .1), " " lk /!mJ illlIJlribm Mo, ;r), ii sq;uilo di CIIIOIlI: .\o.."I:\"~ "")<"1: pill riem c \lll;lli'i('~lo. ,,6. 1\ m"''''lin. cillli :lmkll J....j Rom:lni, .Iunmll: I... guerOl COlllrl. Milrid:!ll:. in K" )(IIil" 1(,1 unI( ti'~It.I( ""p"bre. i cilluJini mmuni cruno ~IUli e~ili~li lCtCI!I\ONIl, lk 11lJ11l' '1"'1"'1 r..'!'Omo )'; 0.. prtlvi"riiJ aJm"la,ibll1 ).81. "7 GI:,.Gu.tC,It//lIi"J orCallin".J?, .,Tlle crllsskul C"luutlcrly.. n, '9P, pp. 1'0'1

[)4, 1J Bench fossero onnai padroni ddl'jntel'1l cin, gl'1lzie ai favori che avcvano conccsso ad una parte dei ciundini ed allerrore che avevano disseminato Ira gli alui, i due continuavano a temere Catone. (2) Spesso riuscivano a spumarla su di lui, ma dopo una dura 101la, falicosa e non priva di ignominia: le accusc di violenzo che erano coo stretti o subire da parte di Catone provocavano in loro un senso di vergogna e persino di sconflua. [3] Clodio disperava di potcr (~depor re Cicerone fino ache Catone fosse rimAsto in cinli, DivenulO tribuno, ricorse ai seguente slratllgemma. Convoc Catone e gli fece un lungo discorso: disse di essere disposto II fornirgli prove concrete della flducia che nuttiva nei suai confronti, perch lo rileneva una dclle persone piiJ oneste che fassero in Roma. [4) Molti lo SUlvano supplicando con insisren7.a pcrch li inviasse in missione a Cipro da Tolomeo II", ma lui, Cladio, riteneva che Carone fosse I'unica persona degna di tale carica: ben volemieri, perci, gli avrebbc accordato queslo onore. (5] Catone subito prolesl, gridando che qudIo non erA un favore, ma un vera c proprio tradimento, un ohraggio. Con sdegno cd arroganza Clodio rispose che sarcbbe comunque dovuto p:mirc, anche contra ln sua volom, visto chc non acceuava I'inca rico come un favore, Convoc, quindi, i comi per ratificare la proposta di legge rcllliva alia missione di Catone. [6] AI momemo delln pArtenza, non gli foroi n una nave n un soldaro n un subalterno, ma solo due scribi, l'uno furfllme e ladro,l'altro suo cliente m. [7] Quasi che governare Cipro e mamenere buoni rapporti con Tolomco fossero poca cosa, Clodio affid a Calone anche un ahro compila, quello di timpalriare gli esuli di Bisanzio l16 , con lo scopo di lenere ii piu a lungo possibile Catone lomano da Roma durante il suo lribunato. Anche per Cicerone era Sloto decrelslo I'esilio: Calone, scbbcne duramente provato dalla punizione che g1i era situa infliua, consigli a Cicerone di rinunciare aU'idea di organizzare facolai di rivolta, che avrebbcro soltanto creato fermenti e disordini nella ciu con ii rischio di provocnre stragi; lo esorl, invece, a ccdere, per ii momento, alia forln degli eventi per potere, poi, essere di niuto alia pattia. {2] Prima di partire, Calone invi a Cipro un amico, Canidio 1l7, perch pcrsuadcsse Tolomeo a ritirarsi in buon ordine in cam-

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'9' " bio di una vita agi3la e di qualche cnrica di prestigio come ii s3cerdo
zio dclla dea a Pafo llS , che ii papola ben volcntieri gli llvrebbe eoncesso_ [}] Nel frlltlempo, Catone si insedi a Rodi in atlesa dclla risposta di Tolomeo. [4] Tolomeo, ii re di Egilto. avcva, intanto, 13seialo Alessandria in scguito a screzi e dissidi con i coneinadini e si stava dirigendo a Roma. Sperava che Pompeo e Cesare lo aiulasscro a riconquislare il trono con la fona. Egli desidcrova, inohre. poler incontrate Catone cd a tal fine lo avcva invilalO pressa di lui mandandogli un messaggioll'J. [5] Proprio allora Catone si stava puri6cnndo i visceri; rispose. perd, ehe, se Tolomco desiderava incontrarlo. si sarebbe dovuto recare pressa di lui. AI suo arrivo, non g1i si fecc incontro n si lev in piedi per aecoglierlo. Lo salut come avrebbe fano con un qualsiasi sconoseimo e lo fece sedere. Tuno ei colpi molto Tolomeo, ii quale si meravigli ne! constatare quale caranere altero e rigido si nascondesse diclro ad un comportamento scmplice cd alIa buona. [6] U re gli espose i suoi problcmi cd ebbc in cambio risposte piem: di buon senso c franche, Catonc lo rimprovcr di es scrsi lasci3to alie spallc una condizione invidiabile per afCrontare umiliazioni, futiche e tentativi di corruzionc c per subire I'arroganza dei potenli di Roma che neppure I'intero Egilto convenilo in monela avrebbe ripagato. Gli consigli, quindi, di tornare in plllria, di riconciJiursi eon ii papolo c si mise a sua disposizionc per accompagnarlo ne! ritorno ed aiUlarlo ad appinnnre i dissidi con i suoi compalrioti. [7] Tolomco. come se uscisse da uno SIllIO di profonda follia c rinsavisse aU'improwiso grae ai discorsi di Catonc, si rese conto di quanto sineeri c saggi fossero quei consigli; deeise, pcrtanto, di mettcrli in pratica, anchc se in seguita, per I'influsso di aleuni amiei, cllmbi p:lrerc, Ma, qUllndo giunsc a Roma c dovctfc bUSSlHC aUa porm di un potente 120, eomprcse di :tver disatteso scnza alcuoa mgione valida noo i eonsigli di un saggio, bensi l'oraeolo di un dio,

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l.5J 'O b!

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. , I ~9' .'ll.'l~lIl~' XII Aulcl~ cru sllIlu CUCdlllo dni suddili ndJ'1I80510 dei )8: fru i 1110' 1"'1 tli dlssld~o "I cru lllldll: ii (nllo dlC 110n si cril bUlimo pcr IInncllnc Cipru III SUO tl'Il 11.U Ceosl CAs..'10 DIUNll XXXIX r~, ,), ii ehe tcndc \'crisimile III rapp~ di Tol""m:o_

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r'JQ, I'ursc I'ompro, ,hc OSpilO Tulurm:u cou i dU\'Uli onuri (STMAIIONH XVlI I, " : C... SSIO [)'ONII XXXIX q, }l, 11lLl ~I l:Ollrcml'0 fc'c ~lruj(l' dei ~lI<li cmnpulriori (ibiJ.). '['olomc'o mm riccn'llC IIkUIl aiUIO per Wl'IlllTe iII p~lrill I""rch i ](unllllli IIddusscm come prerclto iI \"elO di UIl urucnlo sibillillo IC....'I:IIO [)lImll XXXIX '), 1-2),

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'93
[)6, 1] ToloOlco di Cipro si tolsc la vita con ii vcleno 121. Per Catone fu una snlvezzn. [2] Correva voce che .\\Iesse 11Isciato un'irn Olensa ricchczza: perci Catone, che aveva deciso di recarsi ABiSAnzio ma non si fidavn molto di CAnidio, mando a Cipro ii nipote Bruto m . [3] Torno ndl'isola dopo che gli esuli si furono riconciliati con i condttndini e Bisanzio fu riappacificata. [4] II tesoro di Tolomeo em co stituito in gmn parte di vAsel1nme, tavole, pietre preziose e porpom. Per ricavArne dei dennro em necessario vende rio. Cntone voUe parlecipare personnlmente alie opemzioni preliminAri aliA vendita. Si trattava di compilare un invcntllrio preciso dei vari pezzi, di dAre loro una adeguatn valutazione e di essere presenli a ciascun ntto di vendita, alzando ii prezzo AI mllssimo: egli non nutrivn alcuna fiducia nei mercami di profcssione e sospcttllvn di tutti, Addctlj nlle vendite, imo bnnditori, acquirenti, Amici. Dccise, infinc, di discuterc a quattr'occhi direttamcnle con i compratori, nvvidnAndoli ad uno ad uno. Solo cosi riusei a vendere la gran pArte dei beni mcssi nU'nsta. [5] Gli umici comprcscro chc non si fiduvu di loro e se l1e ebbero A Inale. II piu adirato era MunAzio, uno tra i piu cari; iI dissidio chc ne derivo arrivo ad un puma tale che Munuzio offri a CesAre materiale per ii suo pa11/phil'! amicatonillno ed, in particolare, i dettugli ddl'cpisodio che ho raccontnto in qucsto capitolo e che costiruirono ln parte piu aCCCSll dei Iibello. [}7, 1] La versione dei fntti prospettllln dn Munazio c diversa: c~1i attribuisce la causa dcl dissidio nOI1 alia sfidudn mostmtllgli dnll'amico, ma ad una mnncnnZA di riguardo di Catone chc suscito in lui un sentimento di gdosia nci confronti di Canidio. Tutlo d si pua desumere dall'opera che Munazio scrisse su Cutone, alln qllale Trasea atlinsc copiosnmenle' 2J . [2] Secondo il racconto di Trasetl, Munnzio fu I'ultimo ad arrivare a Cipro; non avendo trovata unn sistemazione che lo soddisfacessc. busso nlln porta di Catone, ma non fu ricevllto dall'amico, troppo impegnnta n discutere con Canidio di alcune questioni. [3] Allc timide rimostrnnze di Munnzio Cutone avrebbe rispo sto con violeozn, affcrmaudo che avevu ragione Teofrnsto ncl sentenziare che J'eccessiva llmicizin rischia moita spesso di tramutarsi in odio 'N . [4] Catone llvrebbe .lggiunto: (Tu, cosi morbosamente legato a me, sei adirato perch sei convimo che ia ti tmUi mello benc di

ntxuwl! 121. (2] no).1v bt XQljj.latWV &lto).l:eiqrfiQl ).eyOlltvwv, lh Iltv iyvw neiv eU; 8ul;avdoue;, 1tQ bt TI)"

K imQov e!;t1te'l~e T" cieqJLouV BQoiirov 122. ou navu tL 1tlOTelJWV T41 Kavl6l(p. 13J Toue; t qlUyba m)J.,a!;a xal XUtal1UUv h 6110val. T6 Bul;vtLov, OtW etc; K1'l'Qov br).euoev. [4J QOllC; bt no>.J.ij xal ~aoLlxil tv eXTtlllUOl xal l"Qant1;aL xa{ ;UftOL xat ltOQ<PQUI xu'taoxeuij, ~v el!l nQattewav e!;aQYUQl.O'OijVal, nvta ~OU6'If:VO

t4U'l" xal nOlV at nUQf:iVUL xal 1tQooyeLv tV iOXatov l!:OYlOIIV, ouM Tote; e6Ol TIle; &yoQ hduteuEV, 6.).)..' imovowv lleu ltO:VTa. vl'tJ]Qha, x!'JQlJxa. lll'Y11TaS, cpo..ou, lH.oC; aUT tll TOi<; WVOUl1hou; taeYl1evo xal
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nooo~43twv ixam:ov, OtW t deiaTa toov yooaoJltwv inJe~, I~] OI tOL t' ol rplAoL w onLOtWV nooohcoouoe, xal tv Ollv1ltttotatov nvrwv MouvtlOV el oOyl')v o(yoll eiv .v1jxeotov yevoJlh'lv ht~aev. wote xal KaLoaQI YQrpovn 6yov xata tou KTWVO l"[LXOOtT"V tout'o t JltQO tj xatllyuQ(a 6lUtOlfJ1'Iv naQaoxeiv,

[J7. I]'O IlhTm Mouvt'LQ oux 6l"[Lot~ TOU Ktwvo. .U' exeLvou Ilv lywollnQ aUTv. autou t nVl t'IOtunllno TV Kav(lllov loto(lei yevtottal T1'Iv O(lY1lv, KaL y6:(I aUT OYYQallJIU lnQ/. tO Ktwvo l!!;twxev, iP JlLOTa 8(1aotu in1lxOo{hloe 121, {2] AtyeL Otf(lO Ilv el KnQov rplxtottal xaL afJeiv naQ11lI"Jlh"v !;ev(av, etttiJv ' l!nl ttQa onwottfjval, oxeVlJJ(lOllllhou ti TOU KTIJJVQ oixm ouv Tei' KavLllp' [JJ IleJI1pllevo 6 IleTQLw ou l1eTQLa t'lJxeiv ,nox(lloelJJ. n XlVlJVeeL T6 Alav <pt1eiv, w rp110t Se6<pQaotO, ainov tO IHoelv ylveo6al ltOUXLS,lN [4] .. enel xal ou.. rpVCll ..ttP ItLOTCl rpt1etv ~TTOV oi61u!vo iI nQo0tixel Tlllo6ClL. xaenalveL,

I J I, SCl~ll1do AI'I'MNO ((;IIl""'IJl1i II 'j, 116), 'J(,I"'nl:'O Ilcuil Je proptic ricchc7.1.e in mure I'rimu di slIicidur5i: scl~lIldo VAI,IlMIO !\hSSIMO IX 4 ,'X/, I, )'lIwtizi ll JLli imp'cdi di reuh~lIre lulc discllon,

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II lilllio delI" sardl" Scro.'Hi Il (\'(1. 0"1" 68) d,c Cril l'<'m'ulcswllle in 1'''llliJiIl: "4. 1'.\. Si \'cdu IlI/mdll:r.iOIt~. 1'1', LO<)'I '0, nOl" 4. ".,. 'j'l:Ol'MASTO fr. II, Wirnrlll."r.
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Kavtlql 6~ xal 6t' fllnEl{Jluv XQWII~ xal 6l n(onv htQwv ItU).) .oV. !~ QXilS: lth qJIYI1tvll). xa6aQiP 6t lp<tlVOjltvql", 1)) TauTa IlivTOI ItOVOV ailtlp 116v4' blaEX6tvTa TV Klnwv nQS; TV Kavl6lOv !~fVfYXfiv. AL06611EVo OUV aUTS; O';T' ln{ bEUtVOV En ~miv OTE oiJllPOUo imaxolElv xa),oIJEvo. 16J 'Aneu.ouvto 6t TOU K,TWVo WonEQ eiw6aol TWV nEI60uvTWV I:vtxuQa ),1p~IEc:rltal. ll11btv lJlQOvt(ou xEtuOat, xul noi!v XQ6vov fV 6QYi 6laTEtiv' [7J Eha Ti) MUQx(u (En YQ OUvtVXEt) 12) T~ KTWVt 6tueX6doll, Tuxeiv Iltv nO OllQxu 1.16 XEX1W!vO lnl eUtvov, Eiod.66vta b' OtEQov TV KTWVU. TWV wv XmaXEllltvwv, fQWTiiv nou xaTax),16e1ll. (8J Tou b~ OQxa XE),toaVtO nou jloum, neQlf}e~llevov eiJteiv n n<lQil Mouvlmov' xllt naQI'!)'66vT n),,]o[ov autOu XUTxI6i)vat, 1t).,tov bt 11I]6tv qJl).,ocpQoviloacr6a~ naQil t6 6etvov. 19] 'A).,)., ntv t~ MaQxla beolltVl], TOV Iltv KTll)Va YQ~a~ nQO aUTOv w eVTuxeiv n POUltEVOV, autO 'iixEW fwOev ei Tt'!V otxlav xaL unO Til MaQx[a xaToxet}~vul, IltXQt nVTt Ctnll).,).Yll0UV, OTW ' e{oe)"OvT TOV KTwva xa{ nEQlllavT t xetQa lUpotQa aonouoOal xuL CPl).,OqJQovl}oaoOaL [101 TaiiTU Ilv ouv OUX il't'tov oi611evOl TWV naWQwv xal Iley),wv 1tQewv nQO ivel~lv ijtlou XU{ xaTav6110~v iXe1v uv oa<pilVEtC1V, inl nUov t1'!t}0llev.

08, I) TiP bt KTWVt ouvilXfhl Iltv QyuQlou T6).,avT luxQ6v ~nTaxloxu.lwv nobovta. 6e6tw bt Toii 1tkoii TO IIf]xo, YYEiu no)., xUTCJ,oxeu6oa, wv ixaO"tov iXWQt:l Mo t(lvta xai 6QuX)l nevtaxoo[a, Xllllhov htonjl llaxQOv nQoof)Qtll0ev. o Tft CtQXn nQoodXtTo rpEll eUlle~611, nw ei. aydll T noiov, (v)txtIlv 6t llu60ii T QT1\11(1 OlIlIQ(vOt T6v Tnov. (2) 1'6 ",tv OV XQilllUTU nl'!v oAlywv TtVWV U0'P(lw 6teXOlllo6l). you b nvTwv WV 6ujlxl1oe yeYQul1llivou iltllU!AJ ixwv iv uol PIPUOt 121, ou6he. QOV f.owoev. 01 ll T III!v CtneAe6eQo uutoii XOII{~WV, VOII<l
(2). Se fl'<ledegno. ii ,1.110 IX'ml~lI~ <Ii IUnhi~n1~r~ ]'uneddOlO lr~ il)8 (ini7.io ddr~ llliJliom: di Cipro) ~ ii )6 !ccnionc di Murdw ud Orlcn,io: c~p. 2)). Murci~ {orsc tlllll "OlC\'ll inilllicorsi Munulio nll~lIrc il pudre cru cundidllw ui consolull1: in lul Cllro I'episo. dio Utcl1b.: de! )7. 116. II nome i: punkl'. 127 L'orillinlllc CI"lI dcstinulO III1'clllrio, lu ('(lpi~ ull'urcl1i"<J Iltr'on~lc di CUlone: \.,1.

que! che dovrei. U vero Cche io mi servo di Canidio perch ha grande esperienza cd e fidalo: pensa che, pur avendo preso parte nUa mis sione sin daU'inizio, non si Inscioto corrompere! . D) Catone parl a Munozio in privato, ma in seguito riferi tuna a Canidio, Quando Munazio lo venne a sapere, rifimo ogni invito a menso o a riunioni che Catone gli rivolse suecessivamente. [6] CalOne giunsc a minae ciarlo di prendere in pegno qualcuno dei suai beni, come si foceva con le personc renitenti. [7] ln seguilo, grazie aD'opera medialrice di Marcia che allora viveva ancora con Catone ln , Munnzio e Catone vennero cntrambi invitati ti prnnzo do Barca 126. Catone fu ('ultimo ad arrivarc, quando tuui i convitati avevano gi preso posto, e chicsc dove si potesse sistemare. (8] Barco gli disse di prender pOSIO dove voleva e Calone, Illncilllll una ropida occhiata alia menso, rispose ehe si sarebbe llccomodllto necollto a Munazio, si avvicino olui c si odagio !lc1 pOSIO IlCcanlo ai suo, senza pernltro pretendere dn lui nlcun segno di nmidzia nel corso dei prnllzo. [9) Sempre Jielfo insistenzo di Morda, Cotone gli scrisse per comunicargli che desidernvll incontrorlo. Munazio giunse a casa di Catone di buon mattino, Marcia lo intrar tenne in altesa che toui si allomanllssero da casa, A questo pumo entro Catone e lo salUlo con un abbracdo per dimostrargli la profondit deUa sua amieizia. [101 Mi sono soffermato a lungo su queslo ancddoto perch sono convinto che, per comprendere appieno e trat leggiare fedelmeme un carattere, i dCllagli abbiano la medcsimn importanza dclle grandi imprcse a tuui note. [J8, 1] DaUa vcndita dei U..'SOro di Tolomeo Catone ricav una somma pari cu-ca Il seltemila talenti d'argento. Temendo i rischi che una lunga traversata per more comportava, fccc preparare un grnn numero di vasi, in dascuno di essi fccc depone due talenti e einquecento dracme e fece fissare od ogni VilSO una lunga fune, aU'cstrcmit della quale venne legato un pezzo di sughero di modo ehe, se la nave si fosse inllbissata, la presenzo dei sughcri glllleggianli in alto mare nvrebbe indicato illuogo in cui illesoro em sommerso, (2] II denaro, eccelto una piccola parte, giunse in porto sano e snlvo; andarono, illvece, pcrduli i due rotoli sui qunli Cntone aveva redlltto eon cura ii resoconto della sua amminislruzione 127. [3] Vn rotolo era stato affidato ad un liberto di nome Filargiro che, rravolto dai mnrosi, fece

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111l.t'YUt'O;, ex lOl; fPOt'llOl;, tO OXtjVWOf' nv vuXtO, ijqlOt]oav Kl:YXQelV 1111 OvaxOfl; OVfTQt'mlj xal ov...anW>"fOf ' aut X\J1 KfQXQa; cpu.!;a, f:v .YOQ~ Xatfvavtw... l t {llyoliv IUJQ no).,a xmovtWv ti at OX'lva[, xal t fltf3Hov Ijrpa...tofhj. [4} Tou 'lv

'97
naufmgio nei prcssi di Cencrea 128: iI Totolo ando perduco insicme ai carico della nave. II secondo vcnne cUSlOdito e eonscrvato da eatone sino a Coreira. Qui egli feee porre le tende sulla pllbbliea piazzn c, quando iI fuoeo ehe i marinai avcvnno aeeeso per risealdarsi daI fretldo rnggiunse le tende, distrusse anehe iI rotolo. [4] GIi avversari cd i detrattori di Catone diffllsero in proposo voei cnlunniose, che a stenlO gli amministralOri dei re, n presenti, rillscirono a soffocilfe. A Catone la distrllzione dei r0101i procuro un dolore immenso: egli vi nvevll :tnnOltllo i comi non ta11l0 per salvngllnrdare la propria credibilit quanto per fornire ngli altri un esempio di aeribia. Ma gli dei non gli nccordarono questo privilegio. [39,1] La notizia dcll'imminente sbareo di Catone non colsc impreparati i ROl1lani. I lt1agistrati, i sncerdoli, ii sennto ai completo c gran parte delln popolnzione gli si fecero incol1tro sul 'revere c ne riempirono Ic rive: iI procedere delta nave lungo ii flume si configuro come un vera c proprio trionfo, se si consideT:t la spettacolare afnuenza degli spetlatori cd iI loro entusiasmo. (2] A1euni, in qllesta occnsione, giudicllrono rozzo e arrogaTltc ii suo comportamento. Pur esscndo li presenti consoli c prelori, C:uone non seese loro incolllro; non fece neppure fermare la nave, anzi costeggio !tI riva vc10cemente sulla nave reale a sei ordini di remi ohrepnssando illuogo ove eTlmo radunate le :IlHorit e, solo quando la flotla geno rancom nel porto, seese cl:tlla nave. (3] Ma quando ncl fom sfibrono le ricchczze ehc aveva aceumulato, iI 1'01'010 ne arnll1iro la quarllit ed il scnato si riuni per decretare per lui, oltre agli c10gi di prnmmatica, Ilna prelUTa straordinarill l2 ? e il diritto di assistcre agI i speltaeoli con la toga porpor:lla. [4] C;lIonc rifluto gli onori c si limito (l chicdcrc la libcwl per Nicia, l'amminim:t1orc dei beni rcali, per premiame 10 zelo c I'affidabilili\. (5] II rispetto di cui godcva gli derivava di riflesso anche dlllla dignit c dai polerc di Filippo, iI pndre di Marcia. ehe in qucll'anno era console, e dalla dcfcrenza dell'altro console uo, dovuta non solo ai suai meriti ma anche all'esser ClItone imparcntato con Filippo. [40, I] Tornato dall'esilio cui Clodio I'aveva falto condannarc, Cicerone, sfrunando ii suo ascendente sul 1'01'010, assente Clodio, a viva fOrJ:a asport c distrussc lc t:lvolc Iribunizie che Clodio aveva

ouv exOQou xal ouxorp'vm ErtLOtOluLiv illlfO'" ot flaotlxol lOlxIlml naQ6vu, .Uw t4J KtWVI t6 nQYlta T)Y116v ~Vf!YXfV' ou yQ El n[onv imQ a'llO tou >"oyou, U naQflYl1Cl lOi; Ol XQlBda el;evEyxEiv IfllOtlllOullevo, eve'leoi]611.

09, I] f1EQaLWOe1 6 tai; vauolv oux ~aOe tou 'PWIW[OV;, O).,a rcvu IltV Qxovte; xai. ie(leI, nuoa {)' li flouil. noil tOl; 6lIlOV pt(lO .ni]vtwv rc(l tOV nOtnIIOV, wate t x6a OlllpOtl!Qa .noxex(lurpm xal {}Ql'llflou III]v 'Pu xul rplOttlllt EUteOOaL tOV (lvarcouv lluto. [2] K,dtoL OXUlOV htOl tolit' eqlalvEto xal a{}ae;, on twV rct'm,Jlv xal tWV otQatljYwv na(l6vtwv Ot' larcl!fllJ n(lo alnol, oih' entoxe t6v rcOv, H. QOO[tp n)v XOT)v rca(lEl;eXailvwv enl VEIiJ ~l;l]Qov flaOllxi. ox lavixe rcQ6tcQov ~ xaOoQldoaL tV ot6o... Ei tO ...eW(lLo.... LJ I Ou III)V ).,a tooV X(lllILatwv naQaxolutolltVlV L' yot';, tE IJllO Wallate tO ni]Oo, ~ te POU!) ouvaXflou IU!ta tWV rcQenOvtw... ercalvwv e~IT)(plouto tcp K'tWVI OT(lun]y(a... el;aIQf!tov oOivm l2", xal t; Ollu auto... h eottitL ne(llJl:O(lfPQ((l OEaOaOOaL. [4] Tuiim Ilv ouv K'twV rcaQUt1]oato, NLxla... t6v OiXO"'OILOV tWV paoLLxw", H.. fOe(lo", enElOe tl)V POUI)V ucpfivat, Ila(ltllQi]oa; tnlllHftnV xaln[onv. L~] 'YrcteUE M cIilt.trrco 6 nan)(l tf] Mn(lxlu, xal t(lonov n ... a t6 Ol;[wllu tij UQxi xul li blvulu Ei K'twva ne(llijOev, ox eano...a to ou...a(lxovto;'JlI lh' U(lfn)v ~ l' OiXEIOtT)tu tO cIiLlnnou t~) Katwvl nlll)v ltQoonOl!vto.
(40, n 'End t Ktxll(lUJV ex ti] Iflvyfl; iiv erpvyev im Kw[ou xuuJ..6w..., xul uvallevo Ilf!ya, tS lllIU(lXLxa l!tou KWLO fOI]Xe" uvuYQutita El t KUnLtl:JLOv unllarcuoe plt xul xa{}eThe to

I,H. Uno dei du" 1><.>rIi di Corilll", ~ul J:(olfo SUl'unico.

lino (BHnlltItTu:-: II, p. 207>.

119 Co~i pur" VAI.I!KIl,J MAS.~I~IO [V I. '4 "CASSIU IJIONII XXXIX 1.1, I. Elllrumbi fir<'ris<~JIl" eh" C'I!Vn" riliul0: \"II. .19, 4. '.10. I dUl eonsoli tld ~6 furonu L. Mareio Filipp.. l Gnro Comdio umulo Mum:l.

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Kwblou III) nU(l6VTO; IlI, iml Toinou; t POUfJ; cl(lOloe!01]; xul TO\l Kwlou XUT1]YO(lO\lVto; m eeye, nUl'UVltW TlP KW[t!l Tfj 6'II IU(lX[U; YEVOllh'I, aTEil xal XU(la bElv ElVUl T~ TOTE 1'I(laXOhm xal Y(lcuphm,

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121 R(lOOtX(lOUOEV

K6TWV aUTlP tYOVTt, XU{ T.O

VUOT<\; etp1] Til Ilh Kw{ou 1I0lTdae; IllJbtv U)'lte; 111]6t X(l110TV w VOlll!;,Elv, d b' uVUI(lEi Tle; oa 61J~oQXwv EnQul;ev, VOLQflOOUl RilOUV UUTO\l T~V 1'II!(I1 Killl(lov llQaYllUTduv, xal II~ YEyovhul T~V

ROOTO~V VIIIJIOV (lXOVTD 1I0QUVIlOU 1f11<PlOOllhou' UJ na(luv~w Iltv ou", (ou) ~IIO(lXOV olQettfJvUI TV Kw610V, ex naT(llxiwv

IUlTUOT,VTU VOIIOU blbVTo I!i 61J110TIXOV oixov' ft bt ~oX(hjQo; Wonl!(I U.OI yyovl!v QXW", UUTOV fUOv.ElV T" &bLXiIOUVTU, 11t) ilnv TI)V ouvubLxlJ0l!ioav (lx!)v fi"UL nQooTjxov IH. [4J 'Ex TOUTOU bL' 6Qyij;
KLXtQlllV faxl! TOV K,TWVO xul <po.tp XQW~lfVO; ellUUOaTO X(l6vo" nou".ll. I!ha ~tvTOL bUjll'f'loa".

141, II 'Ex TOUtoU nOj.11I'Jto xul KQ,ooo UllfQfk!6VTL Ta - A1'Iel KuioaQI oUYYI!"6IU~vOl yvw~lJV e1Tou'IouVTo XOl.vfi bfuTt(lU" unUTdu" IlttlivaL, xul xutUOl"u ft UUT!)" Kaioa(ll ~tv Tii; cl(lXil; )J.ov
TOOOTOV lbtl1flJ<pI!;,I!OOUI X(lO"ov. uUToie; b TWV enaQXlw" T<\ Ilfy(Otue; xul X,,1UluTa xal OTQUTlWTlXOC; uvllfl U~. 121 Onl!(I tlv tini "elliloEI TfJS ilYEIIOv{a xal xOTaOEl Til; Il:OlTetU ouvw'loola. lJl r10nwv M xol y06wv U"QWV ItETt!VUI T!)V clQX!)V TOTE 1'10(10oxeua!;,Ollvwv, TOS Ilh nou 6q>6iVTe v mie; nOQoYYf(OI 1TiT(lE'l'0V, IIOVOV b AEXIOV 60lllTIOVI.Il> rJoQxlQ. oUVOIXO\lVTO Tfl

scrino C depositato in Campidoglio UI_ Venne, in scgulo, convocata unu riunione dcl senalo durante la qunlc Clodio prese ad accuSllre Cicerone rinfacciandogli ii suo misflltto 1)2; ma Cicerone rispose che ii tribunalo di Clodio era iJIegalc e che. percio, gli aui e gli scrilti ad essa relalivi diventavlIno nulli e senZll nlcun effello giuridico. [2] Calonc non era d'accordo. Quando Cicerone termin ii suo discol'SO, si levo in piedi per parlare a sua volla: egli concordnva neU'ammettere chc ii Iribunalo di Cladio avevn solo npporlalO dnnni e nessun vantaggio, ma - aggiunse - se tuni i suai lllli di Iribuno fossero slati considerali nuUi, lo sarebbe divcnlalo anche ii governo di Calone a Cipro, dai momento che era da ritenersi iUegiuimo un mandato deliberato da un magistrato eleuo ilIegalrnente, [3] A suo parere l'e1ezione di Cladio non era illcgale perch ln leggc pennelleva ii passaggio dalla classe patrizia a quella pcbea, Se. poi, ii detentore della magisualura - come talvoha capitava - si era componatO male, risultava piu opportuno porre ii responsabile SOltO inchiesla piultosto chc rilcnere nuIJa una magislratura che ii magistrato in carica avcva disonOtalo lH . [4] Cicerone si adir lalmenle con Catone per questO suo discorso da neg.orgli a lungo la sua amicizia IH; nondimeno in $Cguilo i due si riappacificarono. [41, l] Ccsare aveva aUtnversalo le A1pi per incontrarsi con Pompeo e Crasso e porre le basi di un'alJennza. Pompco e Crasso dccisero di candidarsi cnlrambi per la secondn voha ai consolalo: dopo l'e1ezione, avrebbero fano pnssare una leggc che prorognsse per ahri dnque anni ii proconsolato di Cesnrc c concedesse loco le provincc piu prestigiose, denaro e iI grosso dell'esercito ln, [2] Era unn vera e proprin congiura per spartirsi ii potere e destabilizzare lo stnto. (3] Quc1I'anno i candidnti alia mllssima catica della repubblicn erano numerosi c vnlidi, ma (Uui, di fronte a qucl1c due cllndidature, si rilirarono, Solamemc uno rimnse in Iizzn c non si ritir gra;de alie pressioni di Catone: era Lucia Domi7.io 13"', ii murito di unn delle sorelle di Ca)~J.I'O!llpCO le .luc SPllllllC,

Ijl:. ~d iSCllcmhrc dei )6: >c:OOnoo c.u.<I(' DIONII XXXIX ~O, j~I. I. Cicerone ~\....... ~ w~ Ln pr~l'(knz~ (CrC~IO di di5erugge!l' le la\'ole. mR Clodio, wl'n1lt8iullIo con iI frRedlo, ~tt"m prelOte, lllido ~\'C\'U iml"edilo. Ij~, Clndio ILUaru cru edile: IIMOl)GIITON 11,1'. ~oll. LH L~ ,~CdUIU _~~~l"ri~ nel, corso dellu '!uRle umbicll!~re lo di~cll"ionc c.l'ro1JubH. IIlClIl". ,lei lol"lllno )6: III 1'r<l1>Qj1l1l. dr, unclll' c..'SSIO DIO"'1I XXXIX Jj. I. LH Ndl'operu d('cmniol1ll mRnCII qlllllsillSi cenno u CUlOne daI murl.O dei )6 (Pto S,,(tiu) III H VIii Qllitllll'JI /rJItt'm II ').,l.1 j). l'!lIlllrCU riU5JlIme i lermini dellli ucmrdi di Luccu (ullritc dd ~6), preccdcllli ui (lllCI n~rrllll nd ~'~p, '10. ln bus<: Rllli ~nx>rdi, iI Hiullll'inllu fu con(cnn~lO ulb ptl'liCn1,O di duel..,mo S(~Hlnri,e utellni,I~IR~islrRei: P"IllIX.'O" Cr,~so sur"bhero .luti dcui COII~!i l>cr iI )) (crullO lolll' _MI canso!1 ItlMcJlle nd 70: IJKoUC,UH)", ti, p. 1~6). Cel;un: uI'rellbc une. nulO I~ ProwlIll dd /lO"crrm in G~tti~ (che &Ii sllrla con(eril~ du1tu !t'x l'mllp<'iJ Ue/llia dei

Cra.w III Sirill kon In/t'x 'J'rrby/llJ dei 1l0l'cmlm: dd )), Vd. 1,1, )'7: S\'lrroNlo, IJivu.t /"fiul ~'I: Al'I'MNLJ, (,'"rm' n"vifi JJ 18. 6), 1}6. Ludo lJomizio Enob~rbo. l'rclore !lei )8. ~~ri dcl1<J ronsolc nel )4 lIlWOU(';II' 1'01" II, 1'. H I) can Appio Cl~udio Pulem.
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[42, I) OUX unOUTvto b TOU L\olmtou TO t'ieLv6v. ti"", ei TI'Iv olx(nv XUTClIPUYOVTU, l1QlHhlOUV Ilh iinUTOL OOlllTf]tu XU! KQoOO"K, OUX nxUIIl! b' KTWV, ),l' (lUTO nt'OEOwV OT\lUTI]y(av IlflflE!. ~OU"6'16VO 6(lllllTliQlov EXl!LV n'Ov n(lo f:xelvou ywvwv xal n(l (lXOVTU VllxU{}\CJTnoOUl ItI) LblWTlj. 121 O[ b xul TOUTO bdoClVTl!, w Ifl OTOUTTJy{a tilollXOU bl(i Kllllva n(lO TI)v unaTeinv Yl!vlj0011vll, n(lilTOV IU!v iuhpv11 xal TWV no""wv YVOOVTWV !Joub)v ouvayay6vlElJ~, i'l'ljqlloVTO TOU ui(lf:6tvTCI OT(lUTllyol l!uOil (lXflV XU! II~ 6IUh.utOVTa TOV VIU,IOV X(l6vov, i:v I~ (61)xUI rol bf:XltOUOL TOV t'iillov ~ouv, [JI -Enflta lhO. loi; 'l'1JlJI{OIIUTO TO bLbvOI btxTI UVUJTCOUVOV xalUOXEuOUvtE, unll(lhu UTWV xal (plAou Enl l"~V Ul"ouulylnv n(lofjyov, aUTOI Ilv l'llt'iVl"l! U(lyU(llOV,

tonc, Parda, Catone gli disse che in quc1 frangente la posla in gioco non cru ii consolato ma la Iibcn di Rom:l. [4] Chi in Roma conser v:lvn ancora un po' di senno, invero, CTll convinto che J'alleanzn di Crasso e Pompeo non fosse da sonovalUlarc. Divemali consoli, avrt:bbcro gcstilO la carica da veri tiranni: era, quindi. necessario adoprarsi li che Illmeno uno dei dut: non vcnisse C!ctlO console, (5) Mohi, perdo, sostenevano Domizio, lo indtavnno e lo incoraggiav:lno li resisterc; fra I'altro, gli dicevnno, avebbe lIVuto nnche i voti dei molti che Incevano per pnurtl. [6] I pompcinni, preoccupati per qucsto Sinto di cose, dcciscro di Icndcrgli un'imboscllln ali'alba, qunndo, "lIn luce dclle IOrce, scendevn III Campo Mnrzio. (7] Lo schiavo t che ri schinrava iI cammino a Domizio cndde 3 lerra colpito a mane, ahri dei scguilo rimascro ferili, IUni fuggirono, lrannc Catone c Domizio, (8) Catone, sebbene ferito ad un braceio, tratlennc Domizio e lo convinse a reSl3rc ai suo posto, eson3ndolo li mantenerc i neM s.1ldi per continuare sino aH'uhimo respiro la lou3 per la liben contra quci tiranni che, facendo violenza a chi era sohnnto un candidalo. mostravano paJesemcnte Ic loro intenzioni sul modo di gestire ii polcre U7 .
(42, 1] Domizio non cbbc il coraggio di continuare li sostenerc unn situaziollc cosi pcricolosa c preferi rifugiarsi in casn propria, Pompeo c Crasso vennero c1eni consoli lJH c eatone, per nulln rasse gnlllo, si fece aVlllti e presento la propriu cllndicllllUra :1 pretQrc per poler dare loro bauaglill da pari a pari e non comc privlIto. (2) I due, Icmendo che una prclura rivcstita da ClItone li danncggiassc come consoli, convocarono ii scnato U" scn7.a preawiso c all'ins.1pula di molti c fceera votare un decrelo in basc ai qutlle i pretori l>Otcvano (:serdtare le loro fumdoni non appena cntrati in carica, scnzn che in lercorrcssc I'intervallo di tempo previsto dnHa legge per ii perseguimento di coloro chI.: si fossero mncchiali dei reato di corruzione. (3] Dopo :lVer cosi fallo dt:cretare, in scguilo a regolare votazionc, chc la corruzione non era pcrseguibilc, cllndidttrono alia prcfUra i loro llomini cd amid, Come consoli, presiedcvllno nllc votazioni; in privato

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14J. iJ raiou t T(lepwl'iou YQc't\llUVTo l'0ft0l' dQ vOllij irraQXlwl' lOi UlttOI, won TOl' Iltv 'IP'lQ(Ul' exol'TO xal Aq}1]l' {"p' aTlit, TOl' bt IU(llal' xal Ai:yurr'tol', 01;: fJO),OlVTO .n:OM:IIEil' xul xaTaOTQt:lpeo'ltm l'auTLxaL xat .n:e1;.IXaL 6Ul'l'.t'lfOlv ltllvTa I~J, (2J Di Iltv &llol TT'Jl' vtln(la!;Ll' xal XW),UOLl' .n:eyvwxn, il;H.lJtov xat 'to UVTlUflil', K6twvL ' valJ6vn .n:(lo tij \ll1]lJIOqlOQla lnl 'to WUlU xat 1JouJ..OI1tv41 J..tym II),I; w(lwv bueil' )'6yol' ebwxav. lJJ 'O; 6t noll. Uywv xal lbltoxwv xal .n:Q06EO:dt;wv xata.l'J..woe TOl' XQl'ov, ouxtn UYf:lV autov eiwv, ll' i.n:llltvovta xatto:lUoev 'tll(lh1] 1tQooeJ..6wv. (4J 'O

comprovano i voti. [4] Nonostante tali manovre, vinse la buona reputazione di cui Catone godeva. Mohi, infaui, ritenevano scRndaloso vendere per un vala Catone, daI momento che potevano, con grande vantoggio della dua, comprumelt la prcturu. Ma quando la prima tribu, chiamata a votare, si mostro favorevole a Catone, Pompoo, mentendo spudorutamente, asseri di avcr sentito un tuono c sciolse I'assemblea: gli usi romani, infatti, imponevano ai ciuadini di compiere riti di purificazione c di non ratificare alcuna legge qualoru si manifcslassero segni dai cielo'~O. [5] 1 consoli, quindi, ripresero a comprare i voti c usarono la for;.a per scacciare dai Campo Mar.~io chi non si facesse corrompere; grllzic a queste macchinazioni risu1to eleito pretore Vatinio l41 c non Catone. [6] Dicono che i cittadini i quali avcvano deposto un votO cosi lurpe si allontanarono in tuttll frctlll come disertori, mentre coloro che avevano votato Catone fecera capanneUo con gli amiei, indignatL Subito un tribuno 112 convoco I'assemblea e Catone parlo come ispimro da un dia, predicendo tutto cio che sarebbc avvenuto in tin. Egli incit i dUlldini a ribellarsi a Pompeo e Crasso, i qunli emno perfcuamente consnpcvoli dcLle loro colpe e dei malgoverno dclla dtt, se temcvano di esscre sconfiui da Calone pretore. [7] Ncltornare a casa, Calone fu scortlllO da una folia cosi numerosa come non ebbe mai pretore iII carica. (43, I] Gaio Trebonio avanz una proposla di legge sulle province consolati: a Pompt."O sarebbcro loccale la Spagna c l'Africa, a Crasso la Siria e l'Egiuo; enlrambi, inoltre, avrebbero nvuto la facolui di in vadere per terra e per mare c di sottomenere qualsiasi territorio volessero I~). [2] La gente rinuncio aU'opposizione, anche vcrbale; Catone fu J'unico a salire suUa tribuna per parlarc prima di deporre ii voto e gli furono concesse solo due ore. [3] Passato ii tempo slubilito, che egli impiego ad nmmonirc, esorlure e fare previsioni, gli imposero di tacere. Paich indugiava, un apparitor dei tribuno llCCO~C pronlflmente per trnscinarlo giu dalla tribuna. [4] Catone, imperterrito,

140. Cosi uncllC P"mp,"(J p, j. 141. 1'. Vutinio, fcn:entc fC'S~ti,mo, (u ttihuno della plebe nel )\1. I'll'tOtc nel n c f'HlSU]" nd .17: BHOI!GI<TO'" rr, p. ) 16. . 1.1 2. C. Atei? (:ul'it~I~" o P. Aqllilio GlIllo ehc, secundo CAS,~IO 1)101'0'11 XXXIX j2, j,
upl'0ncvul1u UI lrlunn"lrI. Io\j. PI"QI~.lStu d~llribllno C. Trc!.>onioll'ompro '2, 4 c CASStO [)IOSH XXXIX jj, 2) nel ),. lu Irx t,dJO/IIJ corrcthll1lctlle ndlu biOtln,fiu l'iC<lC di!til1l~ dullu Irx IJ()fflpdu Un.
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J( pmllimill C. [,,/i( CiII'lllriJ (eh" ptOffilllll'U ii CH11Kndo di Ccsute: in Gulliu per Ahri cinquc unnil dellu quale ~i (~ ecnnu in 4j, II (le tI"c rot.lltiOII(J. im'ccc, MIno IInif;e~tc in CrJJw 1'.1 e I'oll/pro p, 4): dr. RorOSUl, p. 4ol1

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lOY{CllfVG fllba )tul TOU itXOOVHl; xal ouvnyo v(.unouYTO. etxc, n}.,v llItllQhllS b:u.a~611f.vo xul y"ylV (lUt... e;w tij YOQo; xuttonlUf. (5) KaL oux Elpl}l1 1'IQWTOV lupeOelc;. xal nllM\' &.Vo.OTQt~la ino n~ TO l3iilla. Itna xQauyil iYXlM.UIU!Vo TOlS nO).{Tw UI1UVICIV. [61 f1ox\. t tOTOU yevollhou. l'lf(llJ'[u6wv

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scesc C continuo a gridnre di fronte nd un pubblico sempre piu indignoto. Questa volta I'opporitor lo affcrro e lo pano ViA <hil foro. [5] Non fu, tultavia, abbastanza prontO per impedire chc Calone tornasse indicuo, salisse pr.. cipitosnmcnte suUa tribuna cd esortllSSC a grttn voce i cittadini a rcsisterc. {6] La sccna si ripet piu vohe, Trebonio, csasperato, lo fecc: trnscinare in prigionc: durnme ii tragillo una massa di gente lo segui per ascoltnre le sue parole. Trebonio, alIara. intjmorilo. lo lascio libero. (7J Cosi Catone fece passare I'imem giornata. I giomi successivi i consoLi li impiegarono a minaccinre, ad ommansire con favori e doni, ad impedire con I'uso dclle armi chc ii tribuno Aquilio uscissc dalla curia '''''. Cacciarono via dai foro Catone, che proclamava a gran voce di lIvcr udito un tuono, ferirono ed uccisero a1cuni ciuadini; in breve, ricorscro alia vio\ellza per far aI''' provare la legge, Mohi, indignAti, si riunirono con I'imcnone di nh haucrc le stAtue di Pompeo, [8] ma Catone giunse in tempo per impediria, Quando, poi, i consoli riproposero la legge per \'nuribuzionc deUe Gnllie c dell'cscrcito n Cesare, Cutone, anzich rivolgersi 0\ 1'01'010, si rivolse direunmentc n Pompee, chiamandolo a tcsrimone delle sue prcvisioni; [9] secando Catone, Pompeo, assulllendosi in que! frangente I'onere di Cesare, non si rendcva como che snrebbe stato impossibile scrollarsclo di dosso una VOlt:l che G:sarc avesse incominciato a far sentire ii suo peso, che in breve snrebbe divcnmo intollerabile. Nel momemo in cui si fosse obb3ttUIO suUa ciu trnvolto do Cesnre, avrebbe rammc:ntlllO le parole di Catone e compresoquamo fossero disintercssate. piene di generosit e buon senso. [10] PomJx:o non bado ai reiterali avvenimenti di Catone. anli non li tenne in alcun conto, perch, convimo che Ccsore non avrcbbe mutalO comportamento. riponeva troppn fiduda nc.l proprio successo e ndlc proprie fOf7.c. [44.1] Catone fu cletro pretore per 1'3nno scguenlel,u. La sua condona irrcprcnsibilc non llggiunsc alia dignitit cd aU'importanza delln cariclI quanto egli stesso le togli<...'Va, umiliandonc Ic mllllifcstazioni csteriori, Non di rado, infllui, si recava in tribllnale scalzo c scnzu toga w, per prcsiedere n proccssi capital i intclltnti cOlmo persocd
!\S<;ONIO, 1" ~9 Clurk. Fchrll: rkord" "lcunc incisiolli su ~emnlc hUl'~t'l>.~il'c uI ).I) nlp' Ilf(5('l1lllnti un Cmone senl" lllnkll dw I'r~k'lk IIi proccssi (IlP, loo~oll.

l'<Jrle c I" l'itchillrono. Per ii .,,6. te mcd~'l>im, crilidl<: Illill Ul'~1l1ll1le in 6, 6) l()Il0 in

, 1.101, (~'I~le ~i ,bume I'i chi~rUllll'mc da CA,~SIO 1)1'):-<H XXXIX ,\), .1, i\quilHo (,uno IS\I CUI 1"1. BHOL:GIlHJ/>' II. p. ~16), ICl1lenl!" cli esse.e IcnllU' lom"n" ,bl f,oro iI Il i"mn >lH:ccssin" I':ISS lu noite nel!:1 {'mill: ~Ii (Iomini di TrdJ<.lllio 111' SJH'1Hl~Ur"!HJ II'

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naggi di spicco. [2] Secondo alcuni - ma CIO non corrisponde ai vero - dava udienz:\ dopo aver bevU!o :\ pranzo. [3] Lo scopo prineipale di Catone era quello di escirpare dalle ra diei una delle maggiori piaghe della ciuo, ta corruzione esercitala come pratica abituale da candidati scnza scrupoli nei confronti dei cittadini. Egti, di conseguenza, fecc emanare dai senalo un decreto in base ai quale i mllgistrati designati che non avessero accuse a loro ca rico dovevano presentarsi ad una corte di giurllti per dar conto delI'elezione. [4] II decreto provoco iJ risentimento degli aspiranli magi mati e ancor ptu le ire della plebaglia cite bcn volentieri si f:lceva comprare. Quando, dunque, di prima mauina Catone si reco ai tribunalc, una folla scalenata lIccorse tra ahe grida, facendo volare parole grosse ma nnche corpi cOnlundenli. Tuni fuggirono dai tribunale c Catone, urtllto c trascinato dalla folIa, a stento rimei a raggiungere i romi, [5] lmpassibile, con la sola forza dello sguardo freddo e indomito, riuSel a comporre i disordini c a ziuirc la folla c tenne un discorso davanti ad un uditorio calmo, usando espressioni appropriatc alia circostanza c cosi placo ogni turbolenza. [6] Ai senatori che lo c1ogiavano rispose che non pOleva certo approvare gente pronta ad abbandollarc ai pericolo un pretore senZ:l muovere un dito per difenderlo. [7] I cllndidatj alie magistrlllUre si trovavano in una situm'.ione imbaraZzllnte: comprare i voti era rischioso ma, d'altra pane, si correva ii pericolo di non csscre e1clli se altri fossero rcorsi alia corru zione. [8] Essi si riunirono c decisero di costituire una cassa comUlle, vers;ll1do ciascuno come contrbuto la somml1 di cenlovenleinquemila dracme. La campagna c1enoralc si sarebbe dovut:l svolgere 111I'insegna dclla trllsparenza e II Icrmini di legge: i trasgressori cd i cor ruttori :wtebbero perso il loro denaro. [9] Dopo aver raggiulllo un accordo, sce1sero Catone come deposita rio della somma raccolta, come arbitro c tcstimonc: cinscuno verso a lui la somma palluila, in sua presenza venne slpulato e messo per iscrillO I'accordo c Catone acccUo Ic garanzic ma non ii dcnuro 1.'17. [10] 11 giorno delle elczioni Catone, scduto accalllo III tribuno che presicdeva ii seggio, controt. hIVa I'andamenlo dei voto. Non lIppena si accorse che uno di coloro che aveva aderito aI pano lo trasgrediva, gli intimo di restiture ai coi. Icghi ii denaro. [11] Ammirati dalla sua rettitudine, essi dccisero di annullare I'ammenda, perch ritencvano che iI colpevole fosse gi

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bixaltp ' nQxoVTD eU<hJS ErV(.l~ T4J rJouo,u~:v41, IllOTU n)v lu'i~xl.v JS xuxluv imQolflolOTOV utOxVOVTl. [45. iJ L\l xul T4J KTUlVl lT"TES oi. IIEyOl lTQoOElTO:llOtlV 1S tyxIIEVOI. nOIIlT1)toS b: xut XllTuow TIIS !UUTOU btlvllEWS TI)v xdvotl /)61;o.v ilyollevos. el u"as lTQooll~anev

stnto lldegualatnente punira. Mn I'ollest di Cntolle provoc iI rancore c la gelosin dei resto dc1ln cinadinnnzn, che lo nccusnva di essersi arrogato le competenze proprie dei senato, dei tribunali e dei magistrati. [12] Di tune le virtu, la giustizin C quella che espone maggiorlTlente all'invidia, perch conferisce famn, fiducia c credito a chi ln possiede c inl1uenza Ic masse. [13] Essa non suscita scmplicemenle slima, come ii coraggio, o 11111mirnzione, come la saggezza: ii giusto oggello di amore, infonde negli :mimi coraggio e liducin, [14] memre ii coraggio pu ispirare timore e la s:lggezzn diffidenzn. Queste sono considerate doti namrali, che non richicdono forzll di volomii; in pnrticolare, \:1 SllggC7.Z11 C ritenuta uml sorla di vivacit intellettualc, iI coraggio forza d'animo. Per divemare giusli, invece, occorre forza di volont;!, per cui ii giusto prova vergogna per I'ingiustizia, considerandolll un vizio imperclonllhile. [45, I] Ecco perch Catone veniva ostegginto dni potemi che si scmivano esposti alle sue critiche; Pompeo, in panicolare, non perdeva occasione per f'lrgli degli affronti scrvendosi di nmici lic!llti: te mcva, infatti, che ii suo potere fosse rninllto daI prcstigio di cui Catone godeva. [2] Tra i pompcinni si cm inlihrnto :Inche iI demagogo Clodio, che diffmnavll Catone accusllndolo pubblicamenle di essersi approprinto di grandi somme di denaro durante la missione a Cio pro 1<111 e di avversarc Pompeo perch quesri aveva riliutato ii matrimonio con sun liglia H? [3] Catone si difendeva da t:lli nceuse, 'Iffer lTlllndo innanzi tutto che la somma di denllro raccoha II Cipro senzn llVere n cllValli n soldati cgli I'aveva devoluta :lHn cill:!; e si lrallavn di una cifm di gran lunga sllperiore :l quella che Pompeo avcvn raccollo ncl corso deHe sue campngne militari c rieavato dai lrionfi, mettendo a ferro c fuoco iI mondo imero. [4] ln secondo luogo, era stato Catone a non volere Pompeo come genero, non certo pereh personn indegna, ma perch i loro modi di fare politica er.mo diametralmente opposti. [:5] Cntone concludeva i suoi discorsi con queste parole: Mentre io ho rifiutato iI governo di una provincia dopo la premm, POlllpeo prende tulle le province, alcune per s, nitre per i suoi. [6] Or ora ha dato a Cesare, perch possa far guerra ai Galli, un csercilO di scimila fanti scmr,a <:be Cesare abbi:1 inoitmto riehiestll 1IlcUllll e senza ii nostro consenso. E cosi che gnmdi eserciti, armi e cavalli di~, '.....A.CO,

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1tO~Tel{l lmpO(lV, ('S1 "AutS II:v ya(l" EIfl1l lolltvl1S 11O~ IleTa TI)V Ol:QtlTTlyluv entl(lxlas noTTlv, OUTOS : TS Ilh eXEI a~wv, TS ll!bwOlv tt(lOlS' [6] vuv( xat TtO. 1;o.XlOXIlwv 1tmilV MvuIUv. Ko.llJ(l1 xtX(l11XEV Ei; ro.tla" iiv Ot' exe'LvoS ilT'lOe 1to.(I' Vllwv. o{)' OUTOS i';wxe IIEi}' IIWV, it. tlVllelS t1IIXtlitat xal 01ttl xal

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vcntano proprlct:l privutc da dontlrc c scambiarc. [7] Pur esscndo 51:110 eleito impera/vr tun picni poteri, gli cscrcili e le province alui llsscgnali li ha duti ad abri; a s ha riscrvmo la ciuit di Roma, dove provoca disordini e wrbolenze nel corso deUe vOlazioni. Egli mira a crcure uno Sl3l0 di anarchia: con ii pretcsto di rislobilire I'ordine os sumcr i picni poteri! . [46, I] Cosi Cmone si difcndeva di fronte a Pompeo. Fra i suoi piu fcdeli tlmiei vi era un ceno Marco Favonio 1)1), iI quale nUlriva per lui una vencrazionc pari a qucllll che, si dice, proVIlSSC ApoLlodoro Falcrco nei confronli di Socrale ii Vccchio UI. Impulsivo cd eccitabile, egli bevcva le parole di Catone, come un vino non mcscolato ad :lcgUIl, che loglic ii scnno alie persone, (2] Marco Fllvonio si era candidato per I'edilit, ma. non venne eletto. Clltone, durnnle le operazioni di voto, scdt.'Va accanto a lui e nOt chc alcune tavolette erano statc vcrgatc dallll medcsimll manom. [3] Ricorse allora ai tribuni dcllll plebe, prove alia mano, e fecc dichiarare nulla la votazione. Quando Favonio venne eleito edile lH, fu lui a curare gli affari di compelenza dell'amico, disculcndo degli spcuacoli tcatrali da aliestirc. [4] Per opera sua gli nrtisli non riccvetlero piu in premio coo rone d'oro, ma - come era in uso ad Olimpia - di olivo selvalico; alio slCSSQ modo non si dislribuivano in omaggio oggelli prcziosi, ma bielole, Illttughe, rnvanellj e pere ai Crcei, orei di vino, carne di Illllillle, fichi, cClrioli e Icgna ai Romllni. [5] Qucsti semplici doni da rtlcuni erano derisi, ma altri si compiaccvllno nd vederc I'auslcrilit cd ii rigorc di Cnone rrllsformarsi insensibilmentc in a!lcgrill. [6] Favonio si mt.'Scolava tllla folia, si scdevll Ira gli spcualori, appllludiva CIl' tone, gridavll per incitllrlo li dislribuirc doni c riconoscimcllIi ai vincitori ed csortava ii pubblko a fare altrettrtnlO, qUllsi che Catonc fosse Slllto da lui dC!egllto a fare I'edile, [7] Nc1I'lIhro telltro ii collega di 'C ' ,. "r F <llvomo, unonc, orgamzzllVn, IIlvece, rllpprcsentllzlOOl s arzose '" ,

O'tOl X6.QlT~ I'.im" illlWTW" xat itvtlb60e.t.. [7J KO),OlltVO; 6' mJroxllhTh)Q xnl OT(lclTljy6;. Uot Tn OtQ<.tlell<.tlU xal la enuQxLa; 1taQat'l~6wxl'.v. OUl t'l ln 1tO~1 na(laxo.fhjlm, Olo.OI'.l ltywvo6uwv ev toi ttQoyyeUm xal OOQ!Jou ItljXOVWIIEVO;. e fiv ou ),l!),'jOe 61' ltvoQx(a; IlovaQxiov f:aut1{1 Ilv'l0teUOIIEvo-.,

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I ~o. Ci'-l cll11l0 in p. ". Per lu \'en"nllionc di FI,'Oniu nd Ci",fnllltl di elton", \'d. undle 11m/ri Il,.\",loI, -I'): c.'jllfl' ~I, 8: I'olllpro 60, 7. ehe I'u\'ooi.. fns:;c ~lOioo ne~s"nl fome lu ~ffenn~, ullli in 11m/o .H, 7 e UPQst rofulo .lu !ln,'lo l'unw dnku (dr. l'cs]Jres~iol1e dl'<'l'\l11l."lIl .\"/oili Pll""" Cp/in" di f)" o!ficiiJ 1 I ~8l. I~l. L." \eneTll7.ione di tll'uliudow per SoeMe e UlIeSl"IU <l" PlAm~'II .WIllPOJjrl
l7.l1J: SIINOI'O,'l"II,
I)J,

AfI"/"i!,i<J ,II,

Si Irlll1" prnllllbilll1cme di schede (11l\'olelle .li legno Jlloli" pkl'ule ~pulll1ul" di cem) "erjolUle <I" 1111" slcs.'" muno <'(1 illscrile ndl'Urr1Ll primu dei colUo. 'H. I piit ponjolo1\o I'<'(lllit~ nel H, n~OIJ"'t<1ON 1ll,IlP. ~.l~: ~ ... o cnOlU ,] nd ~~, Si n.'(ILll1o Llnche le indicLl7.ioni crollologiche <Ii cui ~liu noILl Kj!uenle.

1)01. l'oich C impru!lubilc dl\'llli <"<!iii p()les~ero orll"ni~,~,L1re Ju<' sl'''l!uruli di\"ersi in due differemi lelLtri, si e iP01iuuto U. LINl}lIMSI<I, 'n"I\"//il"Jbip ui l'oOOlli/ll, ("rio f/le );''''/i!,,'r, <J"'/ Cicrrt'l E/Uli,,,, /" fb<: I1ItRltrJ/<:, .dlul\L1r11 Slu<lie~ in Clu~sicLlll'hilolOlY" 76, '97~, pp. ,83,88) ehe I'IUlll"~) li lu ~ua fo1l!e "bbin seLlmbi~l" per Iliochi .m/ifirii i

/tI/ii !IIII<'brrs che: C. Scribonio Curi,X1c, L1PP"llU tornLllo dllU'AsiLl tlm'c cru ~lWlo qUC:Slore

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ma la gente diserto.va per assistere agli spenacoli organinnti da Catone: era divcnente vedere Favonio comportarsi come un Cillo.dino qunlunque e Catone organizzare i giochi. [8] Catone agiva cosi per mellere in ridicolo quCStO gcnere di passarempi e per mOSll1lrc come per allcslirli fossero suf6cienli uno spirito scherroso, decori modcsli e nessuno sfarzo, perch inutiJe impegnarsi e prcoccuparsi per cose fUliIi. [47,1] Scipione, Ipseo e Milone t,-, si erano candidati :11 consolmo: cssi non si Iimitarono a distribuirc doni III popolo per comprArne i vOli, come era ormai prassi consoLidnla nelln cin, ma ebbero I'impudenza di ricorrere alie armi e di provocare stragi per suscitare in cill ln guerro civile 1}6. ln una siruazione dd gencre erono in molti Apensare che I'unica persona capace di presiedcrc alie vOlazioni fosse Pompco. Catone dApprima fcce opposizione, giusti6candola con I'affermare che non era Pompco a dover rendere pi salde le leggi, mA le leggi a d3r fOf7A a Pompco. [2J ln scguito, con ii perdumre dei disordini che diventav3 sempre piu difficile sedare (ogni giomo ii foro em presidiaro da trc esercilil, permise che ii senato prendesse I'inizintivn di concedere i pieni poteri a Pompeo, onde evitare che si IOCCAsse ii fondo dei precipizio. Certo, si lrallavll di una violazionc di legge, mn tm le pill moderme c nell'interesse dcllo tanto. Dei resto, erA preferibile subire ii dominio di uno solo piunosto che cndere nella pi compiela nnarchia in scguito ai continui disordini. O] Fu Bibulo, parenle di Cntone, ad ilIustrare ai sennto 13 proposta, mellendo in evidenza ln neccssil che Pompco divemasse coflIlIl sine coI/ego: La situazione si sarebbc ristabilita SOIlO ii suo governo oppure Ja dtl si sarebbc asscrvila aI migliorc dei cittadini. [4] c.'1tone, con grande meraviglia degli aSlanti, si levo per lodare la proposla: ogni tipo di polere assolulo, secondo le sue previsioni, snrebbc Sl3tO migliore dell'anArchia c si poteva sperareche Pompco gcslisse la situazione ne! modo piu corrctlo c salVAsse ln dnii, dalo chc i condnadini gli Avevnno concesso lo. fiduda.

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[48, J] Eletto console, Pompco invito (atone nclla SUll casa di campnglln, [2] lo accolsc con grnndc n(fabiliril, abbracdandolo e srringendogli la mano e lo ringrazio di quanto aVC,.'Vtl fauo per lui. Gh propose, anzi, di diventare suo consigliere per assisrerlo nello svolgimento delle sue funzioni. [3] Carone misc subiro in chiaro che, se in ahri rempi si era moslraro dissc=nzicnte non cerro per inimidzia nei suoi confronti, neppure ora lo aveva aiuraro per amicizia: ii suo agire era finalizzaro semplicemenrc agli inleressi della ciu. [4] Perd era disposto a divcntare suo consigliere, dlll momento che Pompeo glido :lVeva richicsro in privato; in pubblico, nnche non richicslo, avrebbe, tuttavia, csprcsso comunque ii suo parere lH . Allc parole seguirono i fani. [5] Quando Pompco emano una legge che prevedcva nuove pene e proccssi per chi in passato avesse compralo i vOli dei popelo, Cmone lo invito ad emanare provvcdimcnti per ii futuro piultosto che badare ai passalo: [6] Ira I'aitro, era malta difficile delimitare netlamente passato c presente e, per di piu, prevedendo leggi che sanzio nasscro pene piu recenti dei reati, difficilmeme sarebbe stata legalmente pcrseguibile gente che, ai momemo dei misfano, non lo era. [7] Quando, poi, andarono sotto processo molti nobili cd anche amici c paremi di Pompco, Carone, vedendo ch~ egli divcnlava sempre piil debole e disposlo a compromessi I)~, lo riprcse duramente per ril>ortarlo a compertamcnti piu ausleri, [8] Pur avcndo proposto una leggc chc viCiava gLi elogi giudiziari in favore degli inquisiti, che ..c un elogio di Munazio Planco erano di prammatica, Pompeo scris. da leggersi iJ giorno dei processo, Catone, chc faceva parle dei colle Sio giudicame, si liIpp le orccchie per rendere vana la lellum della ICSlimonianza. Dopo le arringhe, Planco lo ricusO comc giudice ma fu egullmcme condannato 1)'./. (9] ln gcneralc, gli llccusari tcmcvllllO mollO Calone, ma, pur non gmdcndolo come giudice, 1l0/l osavano ricusar lo. [10] Molti, anzi, furono condannali proprio pcrch, dopo aver ril1u lato eMOne comc giudice, sembravano non tIVer fiduda nella validil dclle loto rngioni c ad a!culli di loro fu rinfucdato, come azione vergo J.;1l0SU, ii fauo di avcr ricusnlo Cutone che si cm offerla di giudicarli.

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II. p. 2J'). Per I'episodio dr. 1Il1ch" i'UIT.IIICO,I'"",f'ov

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[49, I] Frananlo Cesare, pur essendo impegnalo in GaUia in una cllmpagna militare, gra1.ie all'eJargizione di doni e di denaro ed aII'opera di amid, stava llcquislondo grande polere in ciuli. Le p~i sioni di Calone erano sul punto di awerarsi: Pompeo aveva deposto ogni sfiduda nei confromi di Catone e, aperti gli occhi di fronte alia realt, si anendeva ii peggio. Continuava, tunavia, a comportarsi con ,.'sitazione: da vera codardo, non attaccava e non si difendeva, [2] AIlora Calone dedse di candidarsi come console 1M: volevll privare subito CeSllre deJl'eserdlo e meuere a nndo le sue macchinazioni. [3] Gli alni due candidali erano persone dabbcne, in particolare 5ulpido, che, tempo addictro, si era owalso dclla nomea e ddl'influenza di Catone l ('I. [4] Perd la sua candidatura paNe a molti una dimostrazione di arroganza c di ingralitlldine, ma Catone obieno chc non vi era nulln di stnmo ncl non voler cedere ad alui do cui massimRrneme si aspira, [5] Quando, per impulso di Catone, ii scnnto emano una legge chc obbligavll i cnndidnci LI condurre personalmence la cnm pagna dectorale, facendo divieto di servirsi di intermediari che procurasscro loro voci con ln propaganda, csaccroo nncor piu gli animi pcrch ii popolo non avchhe piu riccvuto dcnaro e concesso iI proprio favore a personaggi che non potevano piu dare loro nulla. [6] Per questo motivo, in particolarc, Catone non ouenne la carica: cgli ertl incapace di procurarsi da solo dei voti cd era porlnto, per ca mttcre:, a difendere: la propria integril morale piutlosto che otlencre una clIrica a qualunquc cosia; gestendo da solo la propaganda eleuorale, impedi agli amid di andare incontro alie aspettative popolari. [50, I] Un insuccesso, in genere, ohre ad infliggere un duro colpo a chi lo subisce, procura dolore cd umiliazione per lungo lempo ano che ai parcnti ed amid. Catone, aI contrario, prese la sconfiua tanto alia leggera da continuare. com'era sua abitudinc, a recarsi lranquillnmente ne! Campo Marzio COl1 ii corpo cosparso di alio per giocare a palln l<.Z ed n scendcre aI foro dopo nver pral1zato, scnzlI toga e calzaTi, per pnsseggiare con gli nmici piu cario [2] Cicerone lo rimprove-

,(.0. Nd)~ pcr ii)" ,6,. I du~ IIlllllltonisli (e fUlUri wlIsoli ,ld ) I) Mll1U M, Cllludiu Mllrcdlo, /lii! C()lICjoIIl .Ii Cllh'"c ,Iurlllllc III 'lucillun, itll, )11)" Se"'i,, Sulpkio ]{u(o (IlMOlltl1<"roN II, p. ~.I'$I, cui 1'~'1':lCre shllo IICC\lSIlrOrC di Mur<'Tl;l in~it:lllc II ClltoUc (CIOIIUlSII, 1'", M""",,!, p.JSIll) 11\'''''''' cunfcrlo /lrdmlc IlOl'olaril,\,

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1,51,11 To b Ku{ouQo ellf!u).6vm ei i6vlj II6.XLllu xul nUQufl,6).w ll(lutI'jOuvtO, re(llluvoi b! xu{ ollovbwv YEVOllhwv boxo\lvto tlldtto6m llul llutupul!iv t(lL6.XOVtn IIU(lLbn 1M, oi Iliv U).OL TV bfUlOv lil;louv Evayyla i}Elv, M KttIlV ex/!euev ExblbvUl tV Ku{aaQu toi l1UQavolu16Etm, xal Ilr) tQ:ltELV fi- ultol Illlb' ltvabixwttln TO yo ei 'tr)v nw. [2J .. Ou Ill)V uU xal toi 6eoi.. f'Jl'1 ..OWpEV. n Til tO\l Ot(latljYOU Ilaviu xul unovo(l tT'Iv b(x1lv Ei m otQatuinu ou tQnouOlV, ci).). IJldbovtm til l16).e.W.l(~.

rava perch, ne1 momento in cui la cin avevn particolarmente bisogno di uo uomo ddla SU:l lempra ai governo, cgli non si preoccupavll di conquistllrsi ii favorc dei papolo, oon nveva piu llspirazioni I>cr iJ fUlUro, ma, pur esscndosi cllndidato per ben due volte allll prcturll, lIveva rinundalo ai co080lato. [3] Clltone rib,llteva ehe la prelurn gli em Slnla sonTaUa contra ii volere delln maggiornnza, eoarlalU e corroua; le eiezioni consolari, invcce, erano di una lrasparenza assolllla. Em stllto iI suo componamento ad indispeuire la geme (questo lo riconosceva) ma, d'altra p:lfte, non ercdeva saggio cambiare i propri lllooi solo per ingraziarsi i piu ovvero. continuando a eomporlarsi con cocren7d'l, vOlarsi di nuovo aJl'insucccsso, [,51, I] Ccsare, dopo aver riporlalo una serie di slrepilOsc viuorie su popoli bel1icosi, nveVtl :lIIaeclltO i Germani rompendo la tregua e ne aveva uceisi, ti quanlo si n:um, treeentomila 1(,), A Roma, qunndo giunsc la nOlilia, volevano celebrare saerifid per le viltorie mil Catone propose di eonscgnare Cesare alie vittime della sua ferocia per evitlltc ehc le colpe deUe quali si era macchialo si rivcrsusscro suU'intera cito tndinanza. [2] A suo avviso, era doveroso far sacrifid ngli dN, pcr pregarli di risparmiare ai soldati di p:lgnte il fio della folHa e dell'irrazionalit delloro comllndante e di s:llv:lte la cill 1M. [3] Ct,'sare, :ll10m, invi :lI scn:ltO una lenera piena di invcnive contro Clltone. Dopo ehe nc fu dllttl pubblica leitura, Catone si levo a parlllr~ senza mostrare ira o mllcore. Con un discorso ben pondernlo e lnlSllrato dil1lostr ehe le aecuse di Ccsare altro non emno chc volgari calunnie c vane buffoncric. [4] Pass, quindi, in rasscgna i propositi che Ccsare aveva man mano maturato sin daU'ioizio dellll sua carriem politica e ne sve! le intime trame, non come potrebbc fare un nvversario, ma come un eompliee che oe avesse ricevmo le eonfidenze. Di lui, in conclusionc, i Romani dovcvano avcr paura, sol che avessero un bridolo di senno, non dci figli dei Britnnni e dei Celti. La genle mUl pllrere e gli llllimi si eceilarono lalmenle [:'j] che i cesariani si penlirono di tiver dnto letlllnl dell'epistola in senato, offrendo cosi a Ca tone I'opporlllnil di esporre pareri sensati e di formlllare nei confronti di Ccsllre accuse fondate, [6] II scnato, pcro, non prese alcuna dedsione ma si limito ad

DI 'Ex tOtOU KUlOUQ lnLOtOr)V yQ'i'a u1'ltoulev d tr)v


oyx'ltov' w b' 6.veyvwo6'l f!).UOqllUdu noll. ixouou lla{ XUtl]Yo(l{u TOi! Ktwvo. uvuot exElVO OUX Qyil out 'JllovElxiu, ).' wonfQ lix OYLOIIOU xallluQuoxEuil, t. IIt~v Ei aut6v eyx).iUluta OIo(l(m xal oxt:l111l(lOlV llOla xa! 1tUllh6.v uvu xal PWllOOXlav TO\l Kulou(lo: lmiELEv' 141 6.\jlIIEVO i tWV exe(vou ~OUl!UII(ttlOV an' 6.(lXfj, xat noav auto tT)v I.VOll:lV wOlte(l oux ex6(l, an' ouvwIL6tT1 xul xOlvwv6 hxa'l,a, xul Lb1;a tll ou 8QtttuvWV oubt KEtWV ltalba. l). xElVOV UtOV ei OWIJlllOVOOI IJlOflljttOV fotlv auto'i, OtW tlltOt(lr:,!,r: xalllo(lJ;tJvr:v,151 w tO qJlou mil KaLoaQo IIE'tavor:lv. n tr)v ErUOtor)v ltvnyvvtr: tv tii f!oUll Xl(lOV t4J KtWVL 6ywv bLXU(WV )lal XOtIJYO(lIWV lt).ljOWV nO(lioxov. 16] 'Exu(lw61111tv ouv oubiv, l).' UX0l]116vov n xuw; EXf:l bllt

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EOXEv e!;ulIuyWV xal. q'lEvaxll;'wv .1)\' nw. iH;w li/!V ouv fn/!llOlVI:, mu iUIUU OH.ovm ud tOV KaLouQu IIi!YLOTOV ElvctL. n)v b Oyxh11tOv eLxe ned}opl!vlJv xal. (papOUllh,]" rov 611110'1.
[52, lJ 'O ' 'AllilllVOV xatelllmo xut KciiouQ xUtllyy/!eTo !IUO UTllUtl fJ..aiJvflv fnl TI)V nLv I67 , ev-ruf)u 61) nVtE TI:' exeivov ltrpElJ(lwv. ar tE noo{ xal nOlutilLO, w IL6vov 'u~v iI; u(lxf] Jtl'OUL-

esprimersi sllU'opporlllnit:l di c1eggcre un successore di Cesure lM . [7J Secondo i cesnrirmi, anche Pompeo, come Cesare, lIvrebbe do vulo deporre le arnli e cedere le province; in Cl1S0 conerario, Cesnre nvrebbe mrmlenuto i diritti aequisiti 1(,(,. Catone si mise n gridnre che le sue previsioni diventavano realtil: Cesnre stnva prendendo ii soprawento grae 3d un polere, eostTllito - ormai cm chiaTO - sugli ing'lIlni cd i favori c1argiti III popolo. Catone non cbbe alcun consenso dalln popolazione, che voleva Cesare aI potere, mentre iI senato aderi nlle sue posizioni anche se temeva la plebrlglia.

tpUVE(lW 1lQoEU't6vTU tI)v Ko.[ou(lo yvWllljV. [2J EilIl:v ouv KOTWV' .. u' et y' Ot iyw n(Jo),EYOV lu:t xut ouvC[Jo),EUOV EndoOl] n VW!lV VQE, Ot' v EV' elpo~Ei:06E viiv, 0(11' ev /;vi ta i),nLu. ElXETE. [J] nO~nl1lou ' cln6vTo, ItaVnxlTcQa Ilt\:v eiQ i lU6w K6.twvl, IplLxlTCQU l'lIJTiQ nEl't'QxOUL, ovvepoEvEV b Katwv I:vt I1OILl't'Ijltp l nQ6.y~uTa tI)v OYX1]tOV ArxELl}iuur tWV yQ l'lIJTWV EIvUL xui nouliv ta IlEy6.),U xaxa xut naeLv. l4] '0 ILl~V ouv Ilolmf]to Ote vafHv EXWV holllllv, o{}' o XUtEYE T6tE nQoO,lOV bQwv, el;HutE tI)v 'Pili,ulv, Korwv fnwOm xut OUIUPcYELv eYVtllXl, r6v Ilh vEtirtEQov uiov d DQETtlou m::l;/!OEro nQo Mouvonov, TOV nQCO~UtEQOV 1M fIXE ouv laun~. 15] T~ ' oixla xut TWV {}uyutQwv xl]bCllbvo EOILhwv, VUPE n6.hv tI)v MUQxLav, XI]QCououv Ent XQ11ltuOL nooL 6 yt'.tQ 'OQTi]OLO 6v]oXWV eXdVl]V n),L1tE x1]Qov6flOV. r6l Ei 8 lll) ~LOTU OLOQOlLCVO 6
att6ItEVOV, 1tQHOV

161. Lu decbiOl1l' sIlCl~'Ssi\u ui prim" nJ~r/.o dd )0, JlIll il1 cui 'CUJ<:'I'U ii ~"rnulldo in Gnnill (efr. (;.J"1'(1I9' I; '\"I'IANO. (;",.",. rivili [[ '71. 1)01'0 e n"lllJrinlll di lulc {lcci. sionc. ("""lIre llvrcbbc invimo ui M:llUIO IIn l Icllem in cui chiC'dCI'lI ln I'rorollu ,ld proprio 1~1~lUlllIO owcro. in uhcrnlllivu. lu Cl.."Ssu~.ionc ,Iul IlHlnduln di 1'0"'1><:<>: AlI/lImu ), ,.6: SVII1O... JO. Diml,( I"(im U9. Si 1'"0. quindi, COlldllllrre chc I'IUl~rco diu 1101izill di IInu lellenl I1UIl uhrirncllli Ullcsllllu m'\'Cro che IInll'<!;ui I~ lellcl"\l dei ,01,19, J(,(,. Hccependu l'illUIlZII di Ccsurc (1'.1. n01l1 IlrCccde1l1el. illribullo Guio Scrilxmio Cutiune fcre mlllre lu pmfx'~lu in bus." 1111" q\lulc C,,'SlItC c Pump.. " llvrcbbcro dU\"UIO ht~eilrc i 10m l'om ll1di C"l11e"II>onll1emn'-~lle (r:..jIJ .... .la, I; l'lIlItp(~' '9, 6; 1\l'l'lA"'O, C;u,"",' llili II .l0, 1'9: CASSIO D10.'<1l XL G~6.l). 167. Nell~ ptim;l rnela dei I!enn~io dei 49, ii selllllo "'11 Ulll"'11I/1I1Wllwlfulllulfimu",

[52,1] QUlIndo li Roma si dirfusc la notbda che Cesare, occupntn Rimini, strlVlI marciando StJ Romn l ('7, !Uui, eompreso Pompeo, si rivolsero a Catone e rieonobbero ehe era stato I'unico nd intuire subito lo sviluppo degli eventi cd iI primo a rivc1are le inlenzioni naseoste di Cesare. [2] Cllone rieordo ai ciltadini ehe, se avessero prestato fede aUe sue parole c seguilo i suoi consigli, ora non avrebbero dovuto concentrare su duc soli individui i loro til110ri c Ic loro speTflnze. [3] Pompeo, da pMte sua, cercava di giustifiearsi, dieendo ehc, se Ca tone aveVll parlato da profeta, lui, Pompeo, .lVeva agito da amico. Alia fine Cmone esorto iI senato li rimettcre le sani dello stnto a Pompeo perch, essendo I'unieo responsabile di talue sdagure, ora dovevn porvi rimedio. [4] Pompeo non nvevn un escreito in grado di opporsi a Cesllre, perch i soldati ehe aveva arruoltuo mostravano SCllTSO en tusiasmo aUa prospeuiva di uno scontro. Fu, percio, costretto Ad ahbandonare Romn e Cntone, ehe aveV'l dedso di appoggillrlo, lo segui li breve. II piiJ pieeolo dei figli lo mand nc1 Bruzio dn Munazio, ii rmlggiore 1611 lo porto con s. [5] Ln silllllzione riehiedeva ln presenza di un tUlore eui affidare la casa e le figlie. (atone risolsc ii problema riprendendo con s Marcia, ehc nd fratlempo era rimnsta vedava ed aveva eredilatO I'immenso patrimonio lasciatole da Ortensio alia sua morte. [6] Eceo perch Cesare rimproverava a Cmone soprattutto

Afi<! lu ~1II10" P",np..:o (l1n~hcl'''mp"" 6., I C MnroJfill 810C). Cesllre. c\li cru ~IUl0 imo 11ll$ln ,li .cioglicre I'o:serl"iw. pcn" II, prodUl1111~ivlle di bm/il. lllnrdcl cnn IIllU l'~n ... dd I'C~ctCil" \"er:;t, ii conlil1e t1eUhul;;l. plS$ ii Hubiconc <tI OCCIJIX:' Ilimini. ,(H. Si lNllh' tli I>llltlXl. 1i):lio di '\IHiu: dr. linche VAI.llKIO "IASSIMO IV ." '~.

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TI)V 01)" VOltl~w etlo.v,

I'attaccamenlo ai denaro: egli aveva consenlito che la propria moglie sposnssc un altro pur di arricchirsi! [7] Perch mai, se avcva bisogno di una moglie, l'avrebbe ceduta nd Onensio e perch, se non ne :lVeva piu bisogno, se la sarcbbe ripr<."Sa? Egli, invero, avcva usoto sin dall'inizio la moglie come esca, per cedergliela quando era giov'lOe e riprenderscla ricca! [8] A rngione dicc Euripide:
di 5acrilcgio si lmllll; sncrilegio, Errlc!e, e definini vigliacco IW,

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eblWXE nOIUt!tov.

IH.1] 'An' ~xdvfJ t UYf:TUl Tij iUlf:QU IlflTl! xerpa).1)v uI. Qoo(trJl Ilflu yhtlU. 'lflTE od:<pavov irn6tO'l}a~, ntvOoue; 6t xal XUT1l<pEiue; xul PUQ6nlTQ lhIl Taie; oUIl<POQuie; Tije; IIUTQllloe; v oxiulU Vlxwvnov llolw xal VIXWllhwv XQl td.EutilS ll~u<pu;OI.
{2) TtE 6t d.f,()(t' ),uxwv IUtE),(av 11'. 6lt~11 Iltv Ele; Iuoaxoloue;, lIUOIIEVOe; ' 'AolvVlOV no),),lwvCt lU lIC1(l nllv lTo),elllwv {piXfiCH

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Tacciare Emele di debolezza equivale ad nccusare ignobilmente Catone di avidil! Ma delle responsabiJit di Catone riguardo ai matrimonio di Marcia si potrcbbe discutere a lungo 170, [9) Per tomare ai noslro argomenlo, Catone risJ>OS Marcia, le affid la casa e le figlie e segui Pompeo.
(5), I] Dicono che, dai giomo in cui lasci la ciu, Catone non si tagli piu i capdli n si rnse la barba e non mise piu corone sul capo: oppresso daJle svenlure della pntria, sino alia morte manifesto in tal modo ii suo luno cd ii dolore, a prescindcre dai fauo chc i pompeiani vincessero O fossero sconfiui. [2] Gli era toccuto ii governo della Siciliu l71 ; si reco, quindi, li Si. racusa. Qlllmdo seppe che iI cesariano Asinio Pollione ln stnvll raggiungenclo Messina con un esercito, gli invi un messnggio per cono scere le r:tgioni chc lo spingf."Vano ad attraversarc lo streno. (3] Asinio gli rispose chicdendogli a sua valia conto dei disordini provoctlli. Calone, ii quale ne! franempo aveV:l saputo che Pompeo, lasciata definitivamente I'halia, aveva postO la sua base operativa a Durazzo, diSCluisi a lungo sull'insondabilitia ed inscrutabilit dei valere dcgli di: Pompeo, che era risuhato viuorioso quando avcva agito in mnniern ingiusta cd insensata, venivn abbandonato dalla buona sorte proprio nel momento lo cui aveva deciso di diJenuere la patria e blluersi per ln libertil, [4] Aggiunse chc era in grado di rcspingere Asinio &1110 Sicitin, ma, poich J'isoln stava per cssere oecupata da un attro esercito lmcor piu numeroso, non volevll esporla ati una guerra decretan172. c. Asinio Polliooe, c<:sariano per arnicilia e per $Celta hd. la kll<:~ inl'iula a Ckerone nd ~,: Ad /lJm,{i"rt'1 X 3 II e )IoriCtl JdJc Kllerrc c11.;ti.

III!TU 6uv6,u!we; ete; Meom'lV1lv, elll':II'lle )'6yov m:unv 1W(l' auTOu tile;

la~oewe;. f3] 'A vTullan1]6Ete; l! )'6yov n:' xflvou Tiie; nv 1l(H:tYlI6fU1V Itetaflo),ije;, xa{ nOltnill:ov xoloue; ed.eOinta nuvte),we;
'Ita),(av v 6u(lQClXlqJ <JtQUTolle6e(JelV, no),Uv lfl'1 neot t 6eia ni'J.vov elvl xal U06<ptluv, ei nOlln:i,Iov. ev otc; uytte; ovllh avll! 6(xalov enQuTTev U1iTtlltOV yev6,tO'OV, vv tt t~v naTlJI6u llo6etUt o(!l~etV xal Tlie; tEu6EO(Ue; nElJ'16XETUl, nQo!),oUTe T6 eUTuXEiv. [41 "Ao{vvIOv Iltv ouv Etp1IliuVUTOe; Elvc.u I"IXE),(Ue; ixfJal.t:iv, ),),11S llt IIEi~ovo; inEQ' XOjlt"'le; buv6'IEw ou (JOEOUI Tilv vijoov ixrroflu~(oe;) noUoUl'

1(0). EUMII'll)II,

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'70. Si veda 1"I...dmiulI/'. I).


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171, IlIt..>dl/zum/" 11. II,. Non si sa ctln <:Inale fUnlione si rc:aue 1lI:IJ'iwl.: pro prJt'-

per B.oumrros ",11, 263; queslore per FIIUIl,UI, p. 2'48. nOl. 27.

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XW{lflV b l1Q I xQmouv xal O(vtfOttm 11UQmvtocu; r"(lUXOO(O;, l;t111'.UOfV.

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1.'J 'A'fllX611eVo bt l1(t nOIIl1il\"ov, X(lOVOIQlpelV 16v l16ej1OV, l11twv

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llevo h YWVl XelQtilV yevollvllv n)v l16klv uun)v 'p' Ulil l1flthiv T coxala. OllHIl!tt' t'iIX(IlDelouv. [6/ ~ Anu 6 10UIU/V t'.tllq'l 1"I01111lll0V e1l:UOll xui IOU ouvtb(lou \j''l'p(ouo()m, Ililtf l1lV 11IXOOV 'PWlluiwv blU(ll1!;fIV, 'lll' vQu 'PWllUiov i!;w ltu(lml;fw &VUl(lflV, XU{ 6;uv iIVfYX(! xal l1Q0011yYfIO ltOnOU lfl nOltl1l1iou '1[(llbL. tI)v fltldxflUV (uho xui T tJllEQOV OltUOUllhou. tH, I) 'EXl1ElllpDfl b' fi 'Aolav, w tol eXfi oUVyOUOl rroiu xnl ol(tunv tlUp!J..lllO ytvOItO, rfQpt{nv Prn)Yyeto tI)v 6.1'icq'l1)v xul 16 AcuxOou ltOL610v ti!; llxr,lv11 yeyov6 '1l. {2] '!-IxooD'lO[ yQ uUltil X'IQeOuoa xa~ rrou TtV fi T6 ltX6UOTOV nUlilS wpo,,"wv lJIEi,,"r,v, nooa T~V 1l:6 KlWVL q'lQouQ.v xul nvl]v xut (mmv ixouotw' liu.' ii yl': KlOU(l ouM IIVV en' hdvtI IU,uoq'lIIlUlv mu Kl'ltwvo Ef.Ildouro
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don(: la fine. Pereio, dopo aver csortato gli abilanti di Siracusa a se guire ii piu forte per salvarsi, salp. (5] Giunlo aI campo di Pompeo, si mOSlro sempre convinto chc fosse opporlUno procruslinare lo scontra diretto tm i duc cserciti, pcrch continuava ad auspicarc una composizione c non voleva che ROlllA, dilAniala dallA guerra eivile, sconvolta dalle nrmi, avesse ln peggio. [6] ln !inca con tali principi, convinse Pompco cd i suoi consiglieri n decrelnre iI divielo di saccheggiare ciuil soggelle a RomA Odi uceiderc un cittadino romano se non in battaglia. La presen2U di Catone nel campo aumento ii credito di cui godeva Pompt.."O cd inglOss le file dei pompeiani, poich molti ernno auirali dalla sua moderazionc e daI buon senso che dimoslNlvn. [54,1] Carone cbbe ii compito di recllrsi in Asia pcr col1nbofllre con i pompeillni nel flIccogliere nllvi e soldati. Porto con s ln sorellll Scrvilia, chc era rimpasta vedova, cd ii figlioleno nato dai matrimonio con LlIclIlIo m . [2] La fama di dissolulezza chc accompagnava Servi. lia in quell'occasionc venne ridimensionata: moita volcntieri dIa si souoponcva alia sorveg1ianza dcl fralcllo e con altrellanla buona voo lontit affrontava i disagi dcl viaggio c delle lappe che essa comportava. Nonost:mrc cio, Ccsare infieri l1nche sulla sorella di Calone lH . [}] Gillnto in Asia, Cntonc si rcse conto che i legal i di Pompeo non aVCVAno bisogno dellll SUll prcscnzll. Si reco, quindi, a Rodi per convincere gli abitrlnti ad nllearsi con i pompeiani. LllSci sull'isolll Servilia e ii bnmbino per (arTlure da Pompeo che, ncl fraltempo, avevn rac coito :lIIorno a s un cscreito imponente ed al!eslilo una 110113 numerosa m . [4] Quando Calone rientro nel campo, fu chiara lo seopo che Pompeo si prdiggeva ncll'affrontarc Ccsare. ['] ln un primo tempo avcva pensato di affidarc a Cmane iI comando della flotta, che comprendcva circa cinquecento navi da guerra, numerose navi leggere, vedctte e navi senza pontile. [6] Ben preslo, lunavia, si accorse (o fu avvertilo dagli amiei) che C:lIone con quella guerra mirllva soltanto a liberllre III pAtria. Percio mUIO parere circn i compiti dll affi-

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~UIV oliOll "'. 14] "Ev{tn br) xol IlIOTU Tfl YVlJjlll xUl'pw(lo Et'iO!;E yeyovhm 1"I01111lll"o. 151 kQ(lIIlIOR ptv yQ irxelQlom Iii, KIWVl
tI)v TIVV vEtilv 11YI':IIOVluv' i]ouv 6t nevmxoolwv Iltv oux ,,"6tTOUi; ut 1 X11IOl, lfhlQVlX M. xut XUTU<lXOnlX x(d 'PQuxm 1InlI,;Mr 1 [6] TUX b' evvoiloa 11 t'iu\uX6d 1I "ilv IpIWV, w iiv ean xl':q'l),mov KltlWVI 11OlI 110),ITelU; l!MuDE(lWum tI)v 11UIQlu, xv yhllTUl

~~.I. LucuU". mll.rito Jdla n;l'0t('" Sc"'iH:I (non ddb :<ordla; \\1. l"I'r", note .1.1 c II, I, mon II1tOl110 uI )1; Lu 'I~ON'I, iu f),. I'''llIilldiJ O/llJ/lftl,ilJIIl a, \,kl )61 .. ffcrmu ,'h" Lu. cullo cm llI"rw ,Ia 1"11.'0. II fillJiu /llarcn mm do'<.'\"n \,sscrc !J:ulI!Jino 5C ('uddc II Filipl'i comh:Ul<"lulo .;1/ ~ ...~uiln (~l" '... sllrkidi. (V >lU:"'" M>I.~I"'o IV 7.,; VIlII.UIO II 7', 11. 'H l.a 5lluall0lJ<: dledc I'roi>abllmclllC :1 C''J:lrc j'ol'l'onunitil di MlIoccarc C.uun" (,~Jr/I"li"""1 a"'cll~Mndl)lo di rdat.ion" inCOlllosll ron la )()r... lJa o _ lllcglio _ ron III n'I>OIc.

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XU(IlO Tll).lXUUTI1 buv611l!W, tl v illl~(lU xUTUywvloWVTUt Kulou(la, Tij cn"T~ exl!iv1l l;Hloet xai f1ollnll"ov Ta rr).a XUTUttO/}CU xal Toi VltOI enEOOm, IteT~YVW, xalneo 1]&11 ICttyltho<; alJTc{!, xal nfl).ov lurtet!;e vauaOXOvm" 17J Ou II~V nofteTO YE rra(lU TOTO Til n(lOOullla TO Klnwvo Itfl).ur~(la, lt).M xal HyeTm rr(lo nva ItXI)V nQ TO .1.v(loaxlov aUTOU TE fIOIUUllOV nU(lO(lIUllVTO T~V VUIUV, xal TWV .WV XaOTOV ilYCltVWV fineiv 1'1 xal ](QOTQ~'Vaoftat xektoVTO<;, O(lyw xal olwnil rou OToaTtWTU UXoftV, (81 Kurwvo IleT rrvTU, ooa xat(l6v flxe TwV un6 Iptoootpia I&xoelv) ktYOlltVWV neQI e).e\lOeQlu xal uQn~ xal {}UV6TO\l xal M!;'l, 6~{tOVTO aUTOrra6w, xat tee\lTWVTa TQ'i,aVTo rv OYov ei ftewv V6XllolV, w naQovTwv xal q'lO(lWVTWV TOV rrtQ Tit naT(llbo uywva, [91 TlIlXOTOV uanYllov yu~oft{ll xut TOOOTOV XlVll1lU rll OT(lun l!rra(l6dOl), WO'[l: n6vTU t:l"r(wv Il[Orou nL r6v x(vuvov Ollijoal . Ilyell 6va '" . I101 T(le~alttvwv bt xa[ x(laTllollV'Twv, lupeleTO TOU TI)v naVTfij v{xllv Ka(oaoos: 6alflwv, 1'11 fIOllrrllLOV X(llJoIlevo eu),apd.t xat &1IlOTI~ rrl!:(ll r: EUTXI"lU' tata Ith ouv t.v toi rreQI fIolt1'llliou ytYQanTUI 17JJ. 1111 Xal(lOVTUlV 6 nV'TWv xal IleyauVOVTWV T f(lYOV, Ktwv unE6x(lvE t~V nUT(li6a x(ll TI)V ftQlOV xal xaxooalllov(I IfltaQxlav w6(luo. nollou xal yaftoil Qwv no)Jta n' lllwv nerrtwx6ta.

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1.55. II 'Enel 6 KcdouQa 61lXWV fIolurll"O ei 8eooa),(uv ve. l;.fyvue. rroll xatautwv nEQI tluQ(lXtov na xat XQlllUTa xal oWllata ouyyevII xal oixeta, 1lVTWV n6el1;ev ilyell6va xal ,paxa t6v K{nu>va. nevtexaibexa orreloa exoVTa oTQaTtWTwv. 6L n(OTtv llU xal tpllov to uvbQ6. {21 'HTTWlth41 Ilh yaQ nV'TWv elvcu fleflmowTOv tivlul;.ev. ei. 6t VLXqlll, 'II) nrrQ"'l'fW na(lovta X(liloaoOm Toi 1l(l'YllUOLV W rrQoil(lljTut. IJJ f1ool t xal Tmv f1'lupaviv Vtll'ilv lt7t~Q(l(lpll0aV v tluQQaX(IV IlfT K'TWVO 17'1.

dargli: se fosse slatO a copo di sifflllla flolla. in cnso di vittoria su Ce sare. per rispetto nd confronti dc1la plltria c in osscquio alie Icggi, Calone avrebbe fauo deporre le armi a Pompco. Pereio, pur avendo gi:i messo a parte delle sue intenzioni Cmone, Pompeo nomino Bi. bulo comandante della floua 176. [7] Eppure, I'enlusiasmo di Cmone per ln causa per la quale si accingcvano n comballcre non mulo af. fano. Si racconla che, prima di una bauaglia eh, si svolsc davanti a Durazl.o, Pompeo inizio a rivolgere csorlazioni ai soldati ed invilo i suoi generali a fare ahreltanto. I soldati ascoharono i discorsi, che si susseguivano. passivamente ed in silenzio. [8] Quando IOCCO alui parlare, CalOne espose con enlusiasmo tmto do che, in occasioni dei genere, potcva essere detto da un filosofo sulla Iibctt, iJ valore mili tare,la morte, la gloria. II suo discorso si conclllse con un'invocazione ngli di, che - ne era certo - sarebbero stati prcsenti ncl momento dclla bnltaglia per vegliare sulle sorti della patria. [9] I soldati, prcsi dall'entusiasmo, proruppero in grida, I'eccitazione si impadroni dell'cscrcilO, riaccendendo le speranze dei generali in un momemo in cui si dovcva nffromare una bauaglia cosi pericolosa 177. [10] Essi riuseirono a volgere in fuga ii nemico, infliggendogli una c1nrnorosa seonfitta, ma la buona stcUa di Ccsare rese incompleta la loro villoria. Cesare seppe sfruuare aproprio vamaggio I'eccssivn prudcnza e la naturale mancanza di fiducia dcll'avversario, come ho seriltO ndla biogrofia di Pompco 178. [I I] NeI generale Iripudio che segUI la vinoria, Catone fu ii solo a pianAerc per la pnlrin: in nome di una rovinosa e funesta avidil:i di potere moltissimi bravi eiunc.lini crono caduli I'uno per mano dcU'ahro.
(55, 1) Quando Cesarc passo in 'Icssaglia, Pompco levo iI campo per inseguirlo, ma lascio a Durazzo un buon numero di armi, una grossll somma di denaro. parenti ed llmici. Affid n Catone il compito di sorvcgliare ii tutto e gli diede (Iuindici coorti. Egli stimava e temeVll queU'uomo: [2] in caso di sconfitla crn sicuro chc, trn i suai pnrligiani, Catone sarebbe stnto ii pili fedelc; in caso di vittorin, invece, la presenzn di Catone nel suo Cllmpo gli avrebbe impedi to di decidere liberameme sul dn fnrsi per sfrutture aI meglio ln situazionc. [3] Con Calone mohi ilIuslri pcrsonnggi furono lnsciati II Durazzo 17'1.

'76, Si \"cti"/'I'''',,/utiVf/(, p. II). '77. l/JitI.. I'P. 11)'116. '7 11 }'umpl'll 6), 11'9. SuU'CCct'SSil'll prUdCI11Jl di i'OInpro c III hU011W ~ldlu .li C"''SlItC Ill1chc Ci~"~MII. J),I...II" d,,;'i 111 70: I'l.lIT~MCO, Cl'J"r<' 39: SVIITOSIO, J)iv/IJ lI"i"J 36. '7'). Trn di c~si Ckcmllc, chc CtlI w11l1111111ll0 lLlv,o. 1'.."/),,.. "'; PI.U1UCO, (.ii,'" fOf/(' 3'). ,). M. 'r;"rcl1~il1 Vwrronc (C'CIIMll"'I. IJr ,/iIll'''Uimll' I 68 c li ".l) cd nhri.

KATCN

55 - S6

I" J rEVOllhl]!; b~ Til!; XOTU lfIQOo).,ov iinl]!;, OtW!; Ofl] Toi OYlOllOi K6TWV, ' 1l. 11i!v TEftvi]xOI nOIU'lijlo, ei 'lta!ov TOU
OUV OilTljll'll!Qcu()owv, UUt!; b 1'lQoowt6tw nj TUQovv!bo el'll <puYil flLWO~~lfVO' fi bl! 04J~Olto, JTu'VtlO!; exdvtp 610<pUul;lOv n)v lIvalllv.

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IU~V KIXl!QWVl tii UQXil w muTLx!p <JlQonlYlx, 16] ou bel;alll!vou b~


KIXl!QWVO,

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nOlutiJrovlKI 1m' auOabda xai <PQOvi),ICltO uxaiQou flouM'levov xO~[lV tOU Ul'lol'll!o'Vta, :tQWttp bt IltnOVT tiP KtxQwVI nQoo<pl!QEIV ta xeiQa, ivou6tnlofv iM(1 'lia! XOlEl'lOOVEV, WOtl! tV KtxQwva l'lfQIOWOCU oa<pW f:x 6avutou, xal lOL U.OI betov l'lu(lOXfiv.

(4] Dopo la disfaulI di Fllrsalo, Catonc d(.'dsc chc, se Pompco fosse morto, avrebbe riporlato in halia gli uomini che gli erono stoti affidati e sarebbe, quindi, andato in esilio, per vivere lontano dai limnno; se, invecc, Pompoo fosse riuscito a snivnrsi, gli avrebbc dil-so a qualsiasi prezzo I'esercilo. (5) Catone si rec subito a Corcira, dove era ormeggi:ua la flolta: qui giumo, volevo cedere iI comando a Cicerone, che era consolare, mentre egli em appena un prclorio. {6} Cicerone ri6ut per pOler fuggire in halia 1110, 11 giovl1ne figlio di Pompoo 1111, accecato dalla prcsunzione o dalla superbia c comunquc con scarso senso deU'opportunit, voleva in6crire su chi cercava di mellersi ln salvo, in particolare su Cicerone. Catone lo prese da pane c riusci a calmarlo: Cicerone fu, dunque, salvato da sicura morte e gli ahri OIlennero I'impunil. [56, I) Quando Calone seppe con ccnczza che Pompco Magno em fuggito in Egitto o in Africa, si imbarc subiro con i suoi per raggiungerlo. Ma prima conccsse ai piu titubanti dd compagni I'opparIUnil di rimanere li a Corcira. {2} Raggiuma l'Africa, prese a costeggiarla, sino ache non incontr Sesta, ii minore dci figli di Pompt.'O, dlll qualc scppc che ii padre em mario in EgiuO llll . D} Dispenui, i pompciani decisero di non riconosccce piu alcuna Guida, se non CIImne, che si Irovava li con loro. [4] Mosso da compassione, Cmone non ebbe ii coraggio di Illsciare i suoi fedcli seguaci in queIJa terra smmicra, soli e senza risorsc. Accell, quindi, ii loro invilo, ne divennc ii condoniero e si dir(.'Sse n Cirene dove fu bcn aecoho d:lgli llbilami, che, invccc, avcvano poco prima chiuso le parle dclla cill a Labieno ll1J . {s] Qui vennc a snpcre che Scipione, suoccro di Pomo pL'O 1M, era ospite deI re Gillba III', presso ii qllate si Irovava anche Auio Varo 11((" designalo tempo prima da Pompco governatorc dei
Cornc1iu.l'uhimu mOlllic di I'ollll>e<' ("d. mH~ 1,~J fllllr()OI1~ole in Siriu nd "91ll~OO(JIf' l'OS lJ, 1'1'. ~(JO~61 c ~"I. III,. Filllio .li [{'111ll1u1.., rc dei NlImidi e dei Gclllli. Ef!li u,,. . ~ s,"tlllfiIIO i e<:S:,r;'lIli cd
un'is" c.urionc ncl .19:
DIO.'l1l XLl'II4~.
L1Vl0, Ihi"cb~l'

[56, II TExllmo611evo: bt nOlllt~rOV Myvov fL AiYUl'ltov

ii AtflIIV

bLt:IU'lfOEiottOl 'lia! o:nbwv n(l6 Exfivov, &vijx61] Iltv EXWV :tavta, Enn bt l'l(.lWTOV ltl'ltl!vat blbou xal illtOf:l:rrtO{tcu TOU!; ou nQo6uIIW lIUOtQuteuQilhou. 121 'A'iIllfYO b Alfllj 'lia! nallun)"twv, lv. TUnQVEI It~tl!' tlp VfWttQql nJv nOllnlliou ltu(Wv, ltyytUOvtl n)v

b' Atyl'ltou TOU l1utQ6 tff:Ut:ilvllll. (jJ n6vu Iltv ouv flu(ll!w
ijveyxav, oubel bt Iln. nOJI:tilrov ill;lou Ktwvo :ta(l6'Vto oull'

141 ,,I xal KtlOv aiollevo xal oixtlQwv ~VOQO lr.yaOou xal niotew be6wxm l'leiQov inll;l!vll f(liUIOU xaj al'l(lou &l'loUteiv, l'ltonl te t~v &QX~v xal nooii6ev ei KUQilvIIV'
UXOUEIV nov l)yeI16vu. a!btl;a'Vto YQ Exeivov, lyal lllltQOI. EII:tQoaOev ltl'loxdoavu lKJ Aafllllv6v . 1'1 'Evtoiifia l'luvOav6'IEvO IXl1r{wvo tv nOIUtlliou ltt:VOfQ6vl~ n' 'lflo'M lOil flOOltW VElJJI<POm, xol Ou(loV "AtTLOV 1M, i} liv lJlt6 nOlll'llliou A,ptl!; n:OfEIYllho ltye,ulv, elvOl

lHo. ArKlic<.i'wo'lt' J9. IJ .

.1~I. II li/tlio mlllllliore di I'OIl1I'~~l, ehc, <1"1'0 lI\'er COIllOlll1U10 III '~'Il1~ndn IIdlo /l"lln ,')(.11.1111111 redllluIII d'l p<lll1pcinni, lIuu;lI1d"nlllo J.lle n:l"i <101>0 1'111111110, ~i rifllJli in MrltlI: BMOI:(111l0:-l II, PI'. ~71 c ~Il'I. IH . 1~'lInl'co. si cnI r('CUIO in Egiltu li.tllndo !lclI'mnici1.iu di To!ot11,~" 11111 i cunsilllicri d") te dc<'~'c~ dI rnUll(!:Irc IIkul1i sicuri mI Ilccidcrlo ui Illtllo dellc C"Slc per c"il~rc lu n:ndcttll.li Cc~urc (dr. l'ulllJlio r~ccmllo di 1''''''1'''076'80). Illj. T. l.uukl1u. ccsurillno, lI\"c\'1I UUllUlldomllo (:C:s;Ir(' in';crne 11<1 A(tlllliu: 1'(l"'pl~} 6.\. ); CA,,~I(} nIU:-lU XLII la, J. 11i1 II ri"ule in UUlure ddlulUlll.li,wil1CllU: 7, I (efr. IIl1che .17. I Cn"llI I)). Pudrc di

110;

I\I'I'IASO, (;""rrI.'

riu"" II .",

1117;

CASSIO

1116. 1'. Auiu Vuro. I'ro1ll~l:li~ltll'" ,1...1111 pro\inciu d'AfriclI (lbl1uGltTO:< II. 1'1'. ~(JO" J"l. S.nmdo I\I'I'IA:<O, GII/m dllili II 117, j6) Scipiune si rL'n\ insiel1lc ~ Clllon", du Gi\lh~ per rlll4Liunj;C't.. Vnro.

KATON

'3'
en
l'Afriel1, con iI suo cscrcito. (6] Dccise di raggiungerli, bench si fosse in picno inverno cd ii villggio dovcssc cssere cOlllpiuto fi picdi. Misc insieme IIn buon nUllH"ro di asini, adibiti allnlspono deli'llcqul1, rllduno bestiame in grnn qU:lIltitll, si procuro dei cllrri e mllndo II chiamllre alcuni dei cosiddetli (Psilli, gente che era ill grado di gllarire daI morso dei serpenli succhiando iI vdeno c di renclerli inoffcnsivi con ii polerc dd canto 1111. (7] Per t sclle giorni camminarono ininlerrotlamente 188. Catone guidava ii drappdlo 11 piedi, senza cavallo o altra OC'Slia da soma. Prendeva i pllSli reslllndo sedmo, cosi come avcva deciso di fllre dai giorno della disfana di Fa~alo, e in segno di luno per la morte di Pompeo prese l'abiludinc di non corkarsi se non per dormire. (8] Our::mle "inverno... IrasCOrsO in Afriea pllSSO in rassegnn I'csercito chc nmmontava a poco meno di diedmila 1I0mini.

oilv UUToi; Ilet, buV,III~w;. [6) eWOIUIO& lTfl;.fl XE4IWVO; wQY. lToUoil; IIl~V vou; bwQ XOllltovw; ouvayuYlilV, :"IoU"V bt ).rluv f).. avwv. b' QllUTa xul Toil; XU),OUlltvou; \I/~J..ou; bay61IcvO;. oi T Te 6'1YIIUTU TIV fhlQiwv lWVTOl. TOi; mllUOlV e).xovTe\; T'" 1.... aUTO TE T fhlQLo. xaun(tboVTe; ltllBH",ouol xct1 XllOOl... 11I7, (7) 'H11Qa; b ou... ex6); ttlT T~; lToQetu; ye"'ollllvll;I~M. lTel; ily1'I0UtO. III)(}' Wt.1'U(J 11110' unol;.uytlp XQllOOllfVO' e6d,n"'fl 6t xu{HIIII~VO;. lup' il iUlQu; Tilv XUTa <l>Qoaov iltTaV eyvw. xul TOTO Tl{J OUl4J nQootChlxe ntvOel. T6 11il xaTaxIOflval n),ilv xaeilwv. 18] 'Ev bl: AlPilU blayay<ilv TOU XfIIIWVO;. iijTCIOf Tilv O"TQaTu\v' 110av b ItUQ{WV oUyov unobtOVTf;,

157. I] T<'l b llQoYllaTCI xaxw eh~l! Toi; lleQl rXlnlwva xai. OuQov. ex btWpoQ xal oToew ullobuOllhOl xal. 'fQUlllliloUOl TV 16Bav. oux UVllxT'" "'lCI paQTllTl f(lQovillu:lTO; xal yxlP 1~1l. nl..OTOV xnL bilvUlllv' [2] yr. K,tWVl lTQW1:OV f:VTUyx.Vl!lV Ilt),wv. Iltoov i!''lXE TV UUTOU {}Qvov TOU rXlnlwvo xal. TOU KTW"'O;' [J] IlvtOl KTW'" m; I!::bev. Qa; T6v tauTou 'lutO'lxev f:1li. OuQa, Iltoov UIIp...w... tV rxudw...a. xaL'E(l iX600v vta xal n xal PIJUJOV exbebwxlCl p),aoqllllliu; ixo... TO KTW...oll19. (4] E;:TC.I TOi!m 11t... el uubtvu TlOevTUl YOV, fi bt <Jltl.OTQatOV ev rlxely Iltoov eixe nI!QIJ'tUTwV enl Tlllfllpv..ooolflla''>'l'. eyxuwoL. I5J '1'612 ' ouv xul T6v 'Ipa... iillauoe IW"'OVOUXI otQnw; nl!tlOlll1livov auToi! TOU; lTeQI T'" rXlnLw... u. x{txet...ou; lI1),),a);Ev, [6J 'A~wUVTlJ)'" b lT"'TW'" QXEI... (Ilh.... xal lTQWTWV Tt'" nEQ{ rXl1t{W"'U xal O",o... e!;lOTUI1hw... xal

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[57. I] Scipione e Vllro ccrcavano el1trambi con nrti subdole di conquistnrsi ii favore di Giuba: ben presto, quindi, entrnrono in contrasto nnchc se i loro sfor furono infruullosi perch Giubll, come spcss~ accnde agli 1I0mini IroppO ricchi c pOlemi, era pcrsona insopportabilc, arrogante e Sllperba, (21 Un solo escmpio: prima di ac~ glicre Calone, pose ii suo trono tra i scggi dCSlimui a Catonc e Seipione; {31 ma Clllone, non llppC",1 si rese conto dcll'llffronlo chc vcnivl1 fnllo 11 due Romani, prese ii proprio seggio c lo pono dallll parlc oPPOSl:l, sicch Scipione, che pure gli era talmellle ostilc do :lVcr scritlo un pmnpb!cl contro di lui UI'}. si trovo li scdere III centro, [4] Non [iene conto di <Iuesto episodio chi lo rimprovera di llvcr 1'0SIO III centro, nel corso di una passeggiata in Sicilia. Filostrmo, cui r 1'.10 r~J O ' .. a volevll rendere omaggio come 610solO . v ra, Illvecc, nuscI smonrare la boria di Giuba, abiluatO a lrnllarc Scipione cd i suoi come i salrllpi suai sudditi e ricomposc ii dissidio sono tra Scipiolle c Varo. [6] Tuni lo invilMono ad assumerc il comando supremo, nnchc Scipione e Varo chc erllno d'accordo ncl cedcrglic1o. Clllonc rifiulo in

soro re;,lc :1 I'f<'~~i l"ct'S$i"i),

190, Si ;llJu,k 1,t<Jbllbilnlf111C ui :i<'AAiorno clIloni;uK' in Sicili:1 ,ld .., lHo 1,,~. Gcr\C r"lrnetltc si i,letuifil'" I'il,";lntl<.l ron l"lbilc.,.j urrQjlll11lc soli:ll" .Ii ,\l"'SlIntlrill, collillh"M' tli ClCO\';lII1I. ('lltlUlO pu; in dis~r;lziu r JlCrdonUlo da lllI\'illfI(J WIIO Azio (P1..UTARCO,

t111/m"u 80, \.); FIU.J5nAlO. IIltl'l/ei JOjjJli I ); ""/,,fu/,/a /',,/ati/I" Vil 6.t)l. 1\ pr"lldn: ,kre t1l1lli(ticoh:\ di ordinc l'(oIf.u1...wco lilliru.ofu 1l'.mei..1M: "lIl<:r\: 1-i~~"10 ulungol, nou ~, eOnlllrClMk com\: un JlC1'WtI"ggio dd ~en\:rr IM'II.'SSe OlleUCtC la slil1ll1 di Culone n.II'"I. 11"lI1,~rl<.', : ~tle:ilaIO nn $Ik' "iaAAio in Sicilia.

KATQN

57 - 58

~at'a~IMvtwv tI)v l\ytllov(av, OU" f:ffJTj xmaouv tOU v6~10\JS 1uQl wv tcp xato~:ovn nOlJtovmv, ou6' lautov avtlOl:QatTjYov vta na. (Ivto av{}unatou nQOtllV. (7J 'Av/}nato yaQ l:xUtlwv ~ntbtbllXtO '''', xal /}Qoo elXov Ol no),o{ 6u1 toVOllO, XatO(l/}lOOlIV aQXOvtOs CV tUplq Ixu1iwvo '''1. 1~ 'E~d IlvtOl tl)V a(lXI)v l:xUtlwv naQaapwv lUOU I1~OlJ. [6P~ xaQIsIU!VOS '[Tuxa[ou 11~I\Mv ltnOXtl!LVm xat xatoox~'a~ t~V 1flV WS ta KaluCt(l0S lf!(I0VOOCtv, oux ul'I''lflVI!.V 6 K6.t~v, (lUa IIat'tU(lllfVO xal xext'aywS iv tql ouve6(lltp xal 6EO. xUtlJJV, 1~6~l ito.uo tilS WI16tllCo: autwv tOu avtt(lwnou, (2J xal
[58,

nome ddlc leggi per le quali combaucva chi Ic trasgrediva: l"SSCndo, infatti, propretore, non poteva diventare jmp~rn/or a scapilO deI proconsole (7] Scipione"H che aveva in precc.-denza assunto ii comando perch tuuj fidavano nel nome chc portava ed erano convinti di poter vincere se, in Afric:l, fossero stati guidllti da uno Scipione''J2
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(58, 1] Divenuto comandante supremo, Scipione, per acquistarsi ii fllvore di Giuba, volcvll stcrminare tuui gli Uticcnsi giOVlllli e rudere ai suolo III citt, lldducendo come pretcsto III lendenza ftlocesllfilma degli abitanti. La proposta patve inaccellabile a Catone chc, dunmtc ii consiglio, protcsto, grid cd invoco gli dei, fino ache, con gntndc sfono, non riusd a sottrarre que! popolo alia ferocia di Scipione e dei suai. (2] Su richiesta dcgli Uticensi e con J'occordo di Scipione, accen ii compito di vegliart: sulla ciu per evitare che, di propria voo lont o costretti da Ccsarc, gli abitonti si ol1easscro con i cesanoni. ()] Utica si trovava in un'ottima posizione sltntegica, pcrch offriva a chi la occupava una completa autonomia 1'1'. Catone la resc ancora piu incspugnabile: (4] la rifomi di quamil di grano superiori ai fab bisogno, ne raffono le mura, innalz torri e crco fossati t: palizzme davunti ad essa. [5] Gli abitami in grado di combauere li colloc in lrincell dol'O aver lOlto loro le armi; ii resto deUu dttadillamm si tro vnvllul sicuro dentro Ic mura 1'J.l e Catone StllVU in guardin perch non subisse torli o violenze dn parte dei Rom:lni. [6] Clllone riforni in abbondall7.3 I'cscrcito di armi, gmno e denoro: la duli divcnnc, cosi, base di provvigioni durante la guerra. [7] A Scipione ripeteva i consigli chc, in precedenza, aveva dato a Pompeo: non attoccare per primi un temibile guerrafondaio qual em Cesare, ma temporeg giare perch iltcmpo mina dalle fondamema la piu salda deUe tirano nidi. Scipione nella sua bana non gli bado; (8] anzi, ebbe a scriverc una volta a Catonc tacciondolo di vigliacchcria, perch non solo preferiva rimanere ai sicuro nella ciu fartificata ma pre[endeva chc ano che gli ahri cvitassero di sfrutlare in monicr:1 nvvedula ma con comggio le occasioni favorevolL (9] Cmone gli rispose di csserc pronto

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Tl {anO o'(lmonMou t(lltaio o.yyi!),wv, n IlaXI!S IU!yII l"fQ6 Sa'l'l9 YEVOllhllS btqJOuQ'U1 nUvtaIfUOl ' If(litYlIUtU xul X(lUtl'.~ Kuiou(l tWV Of(lCltOIftWV. I:xutlwv b xal 'lpCl oilv 6Lyol fXIft(pelymJlv. 11 ' ),ll 66vUIIIS (m),wE 'II>. 159. IJ TOltwv If(lOOIfEOVtWV 11 ptv nl, oiov eixo v V\lXtl XCl{ 1tO!IIt\l, I1QS TOlUTOV :yye,1U IUXQOU bl!iv eXqlQwv Yl!vOjlV1] !lOlS uutl)v eVTO relXwv xUTI!iXev' 12J t K6,wv n(lOEOIOV TU I,h, w ExltOTOl nilvW lUOtOUOl xtll POWOIV. el1tull[hlV1111VO xul If(tQUII\ltlolIIEvOS qJileCl TO btou TO nl!(HOUIIPt xai TUQuXtbl!, wS o Tl1),IXOTW" iow YI!YOVTWV, o' el11 Ilelto" Ui(lOllhw" t4J k6ytp, xal xottoflloe TOV 66(lupov' I>J llU l)' lJllQY TOUS T(ltuxooIO\l. oi

a portare in halia i soldati e i cavalicri che lo a~ev:mo se~u.ito in Afriea per depistare Cesa,e, e stornarc la SUll attenZlOnc da SCI~lo~e e i suai e volgerla su di s. [tO] Scipione si fece di nuovo beffe di lu~: da que1 momento Cntone non nascose il suo di~a~plllHo per avcrgb ccdOlO ii com:mdo, pcrch era convimo che SClplone avrebbe condono la guerra in maniera maldcstm e, nell'improbabile caso di ~n~ vittoria in Roma avrcbbe gcslilo ii pOlere do tironno. [ll] Egh rlpeteva co~tinuamente agi nmici piu cari iI suo punto di vistt\, nffcrmando chc non era possibile nutrire buone spernnze sull'csito dclla guerra, dai a I'inespcrienza c I'arrogam..a dei comnndami. [12] Quand'anchc Ccsare paradossalmenle fosse sinto sconfiuo, lui - Calone - non sarebbe rimasto a Roma, ma si sarebbe recato lontano da un personaggio cosi intraullbilc ed arcigno come Scipione che gi allo.rn sapeV:l soltamo proferire minncc~ terr~bili c in~lcnze contro tuIU.. [13] La reah fu pcggiore dl oglll nspeltauva. A tarda sem, gl~n~ dnll'aecampamento un l1lL"Ssaggero con la triste nOlizia che tre glorn~ prima in una bauaglil1 svoltasi vicino li Tapso i pomp.ciulli cnl1lO stllll cl::tmorosamclltc sconfitti e Cesare avcva occup:1I0 I loro accampamemi. Scipione e Giuba si erano salvati eon un pugno di uomini, ii reSlo dc.lI'escrcito era slatO sterminalo I'>'. LS9, I] La nOlizia si diffusc in meu chc noo si dica. Si cm in guerrll cd era none: peco manc che la pop01azione, fuori di s, si rivcrsnssc ai di fuori delle mura. [2] Apparve allora Catone n bloccare chiunquc gli capitllsse di ineontn1rc. ll1entre fuggivll trafclllto cd urlllm~, cer cando di incoraggiarlo. Riuscl n fatica a mitigare queslc mmll~eSI(I~ zioni scomposte c disordin:ne, prospcttando l'ipolLOSi che, forsc, I faUl non erano llndllti proprio cosi come li avcvll riferili ii mcssaggcr~, ma erano stllti gonfiati. Clllmati in tal modo gli animi, [}] que! glorno stcsso mund in giro un banditore per COlllu~icare ai Ir~ce~to Romani chc costihlivnno ii consiglio (si Irallava di commerClOnU e bano chieri rcsidenti in Africa per affari) "}I'" cd ai senalOri, che si Irova:an~ ad Utica con i figli, chc si sarebbe lenuta una riunione nel templo di Giove. [4] Mentre essi si stavano radunnndo, compnTVc C:lIone, calmo e composto come se oon fosse accndulo nulla .di ca~:\SlrOnC?: cgli cominci a Icggere illibro che teneva tra lc, malll, u.n .InVCnla~'o degli strumenti bcLlici, armi, grono, freccc, navI. [5] IllIzlala la TlU-

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061levo~ IIVOV, AM xal 6UllUOllEVo r1'lv &QfT1'Iv xal n:aQt~wv tnur6v aQX0vta xal ouvaYlllvtl;611l!VOv. XQL ou n)v oxorllv rXllv ril 7r<tf(l{bo eseJ..tyl;wo'lV, ~v oux 'J'tX'lv ovb' 'AbQouI1llrov 1'f7 ouoav lU 'PWI1llV, I'tOU.XL xaEI'tWrtQwv ocpa'lrwv im6 Ileyt:60u~ ~v(lrpt(leo(t(U. (9J nowv b' aurol; EL oWTl)(Ilav xat orpfLav U:tOX~lllt~wV, xillEy{orou (ro!) n(lO vbQa noAE'leiv !nlnoUil rOl; XatQUl av6eX611l!VOV, '1~11(l[a n n(lO nOIIl'tiJi'ov lqll!(J"[W011 rv vtov l'lft, ailT1'j TI! til; 'PWllll onw lil' 1j6ElUv navrnOI bl!beWtv'l; tV xa),lV6v, A' VSlOna6ooll xal OUVEsvIOfalltvIJ n(lO noav lu':rajloilv, (101 ouM t6v x{vbuvov E~val rpeuxd:ov, uU' lxnv blM.

o~be(la IlfIUP61IfvO, uU' ei Iltv TQtnOtVtO Tli YVWl1tJ 7rQ<; T1'Iv TX'lv, T'l; vyx'l 6IJo6IU~vo; r1'lv IleTo/3oiJV' [8) iOTOlltvwv b rrQo 'til bftv6: xai bl!XOlltvwv r6v ill'l:tQ r~ iJ..eu6EQia xivbuvov, oux nmve_

bteJ..6dJV I'tO/..l.lV CI'tUlVOV t~; I'tQo6Ullla; avnv xaL Ttl; n[uTfw;, ~v inebdl;avTO xnl XQilltaOl xal OWIUlOl xal /3ouJ..ai wlpeJ..111WTaTOt yev. !1l!VOI,~ naQl!xJ..n ln) t'iLUJ..U(t~V(tl tai; eJ..nloLv, fxaOTOV aVTtjl qJUY1'lv llav 11 cn6t'iQuolv TtyVU nOQI~6IU;vOv" r6J ~Av YOQ iv tavrii' OUllllvwot, x~l nol!llouvTWV 'ITtOV xaTuqJQovijOflV KaloaQa xal rpfiofo6m II~nOV bWllhwv, 171 BouAeeo(tUI b' idJ..Euev aUTou nt!Q aimllv,

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nione, si rivolsc innanzi tuno ai IrecelllO e li elogio per lo zelo e la fedehil di cui aVCVllno dato prova: essi llvevano offcrlo una collabora, :r.ione preziosa, fomendo dcnaro, uomini e consigli. Li esorl, qulodi, II non perdere le spcmnze e a non fuggire, ciascuno per conlo pro prio, per trovare sCllmpo. [6] Se fossero rimllsti compllui ad Utica a combauere, Ccsare li avrebl>e apprezzali per qut=510 cd llvrebbe ascohtllo con maggiore indulgcnz:l le loro suppliche. [7] Li invito, lo fine. II decidere dei futuro, :lssicumndo che non avrebbe mosso aI. cuna critica alie loro delibcmzioni. Se, muumdo pnrere, si fossero pie gati ai destino, avrebbe riversato ogni responsabilil sulla lIcccn;tas; [8] se, invccc, fossero rimasti li a pie fermo c avessero affrontato ogni genere di pericoli per la libcn, ne avrebbc Iodato c: ammirato ii coo raggio, anzi li avrebbc guidati cd aiutali ndla lotla, fino li che non si fossero decise !e soni della palrill; per poITill non intendeva certo rifeTirsi ad Utica o 3d Adrumelol'J7, mo. n Roma, che tante altre volte si era risollevat:t piu potente dalle mncerie. [9] A suo pnrere, non tutle Ic speranze di salvezza euno perdule. ln parlicolare, giocnvn o. loro favore ii fnlto che ii nemico era un uomo COSlreltO dagli eventl a baltersi su piu fronti, gincche la Sp:lgnn era passata dana parte di Pompco il Giovane 1'111 <.'<.1 nnche Roma, non abituat:l a servire, insofferente til giogo, cercava di opporsi con !Une le forze ad ogni cambia mento coslituziona!e. [10] Non enl, quindi, iI caso di indietreggiare di fronte ai pericolo; occorreva imitare I'esempio dei nemico, che non si risparmiava foss'anche per commcttere gmvi ingiuslizie, pur non essendosi prcfisso come lermine, nell'incertczza deUe guerra - a loro differen:l..1 - , una viln felicc in caso di successo ovvero una morte gloriosa in caso di insuccesso. [I I] Nondimeno - aggiunsc Caio ne - erano liberi di decidere tra di loro; egU si augurava sohanto che si trattasse di una dccisione a loro f.\Vore, che costituisse una sorta di compenso ai valore ed alio zelo rnostrnti sino ad allom.
[60, I] Parte dcll'uditurio, tmscinnto dnlle pnrole di Cntonc, ri prese coraggio: i pi, di fronte al1'nrdimento, nlla nobiltti, nlla gellerosit:! moslrlllc da Catonc, sernbrav:lno essersi dimcnticali dei pericolo chc li sovrastaV:l, qU:lsi che iI loro Ullico plinto di riferimento fosse que! comandante indomilo di fronte alie scitlgure. G1i risposero chc poteva disporrc delle loro personc, de! dcnaro, delle nrmi, come

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KA'1"rlN

'39
Aveva chiesto: [2] certo, era preferibi]e seguiria c morire piultosto che tradire ii suo coraggio c cercare scampo. [3] Ci fu chi propose di rendere liberi gli schiavi: la gran parte era d'accordo, ma Catone !lon voleva inslrlurare unA prassi a suO parere ilIegittima ed ingiustA. Se, tuttllvia, i pndroni avessero deciso di liberarli, egli nvrebbe arruolato chi, per etll, potcvn combanere. [4] Molti si impegnarono a liberare i loro schiavi, (atone fece mettere per iscriuo illoro assenso e si allonIllno l 9? [5] Poco dopo, ricevetle letlere da Giuba e da Scipione. Giuba, con un manipolo di uomini, era 1lllSCOSlO sui monti e voleva conoscere che cosa (aton<~ intendesse fare: se (atone era in grado di lasciare Utica, lo avrebbe AtleSO; nel caso, invcce, che la ciuil fosse assediara, sarebbe corso in suo aiuto con I'esercilo, mentrc Scipione, su una nave lmcorata nei pressi di un promontorio non lontano da Utica, lmenc!eva le loro decisioni. [61, I] Calone mutenne i latori dei messnggi in attesA deUe delibere dei (T(:ccnto. [2] I senatori si erano affreltali a liberare gli schiavi per poterli arruolare nell'esercito come Iiberti; i trecento, per i quali gli schiavi costituivano una grande ricchezza (essi eTAno ill gran parte armatori c bnnchieril, nOll si curarono molto dclle parole di (atOIl(~. [3] AI pari dei mnteriali porosi, che si riscaldano subito ma si raffred dano con nltrettnnta facilit appcna li si allontani dnlln fonte di cnlore 2OO, si erano esaltati cd infiammnti ad ascoltare Calone, ma quando si riunirono Ira di loro per decidere, la paura di Cesare ebbe ii sopravvento sulla stima per la virtu di Catone. [4] Si chicdevano I'un I'altro: Con qUllle presul11.ione osiumo rifiularci di obbedire li Cesllre cite impersona armai ii potere di Roma? Non si:lmo Scipione, Pompeo O Catone! [5] ln un momento nel quale per pnuT:l Illui si comportano in manieTA piu mcschina di que! che dovrebbero, noi, qui ad Ulica, in nome della libert:\ di Roma, Oluovillmo guerra all'uomo che hu costrello (atol1e a lasciare l'Italiu, per seguire Pompeo Magno? [6] E libcriamo gli schiavi pcr arrnarli contra Ccsare, quando la nostT:l

UUtO ~yvwxe' [2] xQliinov YelQ helvlj.l ned}oll:vou no(}aveiv ii OtJ!;W(}UI lIQoMvm QU1)V TooeuJTtlv. I}] EtnVTo t: uvo w XQI) tl"jqJ[OUO(}UI oOl. eeu{}e(lluv, xal tWV lIe[OtWV ouvelIalVWVTWV, oux ~qJ1] toUTO lIotilOelv 6 Ktwv' ou yQ etvuL VlltllOV out {XUlOV' UUTWV ptvTOt TWV eolIotwv Cpt!VTWV tou ev l~IXlt btXEO{}U1. [4] re. VOlltvwv t lIowv lIooxtoewv, xeEuou noYQrpeo{}m TOV llouIIEVOV t'llIlltTetoJ'N.

[~] Kut IIUa. IHXQOV ~xev UUttV YQllllatU nUQ' 'I~u xut rXutltllvo, 'Iopu Iltv v oQet xliXQUlllltVOU 11El"' (ywv eQwtwvm, n nQTtuv tOXtU~ TtV Ktwvl" xal YelQ neQ11lliveiv 'ltX1]v eutvtU,

xut nOIO(lXOulltvtp Ilet OT(lan, lbUPoIJ{}fjoeLv, rXut[wvo b nQo XQt uvL vuUOXOUVTO ou nQQw t11 'iTx11 en! mi uthoi xUQUoxouvm. (61, JJ ~Eo!;ev ouv TtV KTWVt TOU YQUllIIUTOqJOQOU entoxelv, XQI ou ~eIlUI\Oll T naQel tWV TQtUXOO[wv. [2] Ol It:v YUQ n6 pou1l ijoav lIQ6(}UIIOI xal mu otxhu eu{}u (Upt!Vte Eeu{}l:Qou wnLtov' TWV t TQLuxoolwv, te 6t) numxwv xul avelOUXWv V{}(lwnwv xaL T6 neiotov fv TOr oLxhat t~ ouolu ex6vtwv, ou nouv ol KTWVO OYot XQvov ellllelvavte e~eQQljouv' r)] xa{}neQ (Yo) TWV OWIItwv ta. IllevJuv btXUat Qt{w tl)V {}eQI16T1ltU, XU{ ltIV Ile{}!T]Ot TOU nUQo nux{)evto t!IUXOllfVU200, ltuoan1]olw exelvou Ilh Ktwv oQWjlevo avetWltQft xcd le{)l:QflaIVEV, autou ' ~u\Jtoi l..6yov bl6VtU Ka{ouoo {PPO e~l::xoouOf t~ noo: KTWVU xal TO xuOV aLou. 14] Tlve YUO" eqJuoav ..vre [xul.] tlv~ tO nQoOtUoOllfVOV noteiv alIa~IOUllfV; OUXL KuiouQ Ilh OUtO, eL v iI 'PWItCl!wv nuoa neQt!otl]xev tOx; 'HIIWV rXl1tlwv ouel out nOltnl]lO out KTWV. [5] 'A' EV ol KatQoi nvTe v6QUJ1Wl mnelvTEQa TWV JTOoOlIXVTWV l epflov rpQOVOOLV,

toUtot illlet

JneQlmxovTE Ti; 'Pwlm[wv efu6fQla l'tOeIIOllfV e~ 'ItUKlj, tlJ KTWV Ilet nOll1uftou Myvou qJeuywv urpeiTo T~ 'iTa[u; [6] Kal ouou eeu/}eQollev Kem'.! Ku[ouQo, Ol autoi eeu{}e(llu ooov

''n. Secando ii Df' hd/o A/ri", (88. I) fu propri schi:tl'i.

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toio; ouyx1]nxoi emBoileuov, el toltou tI)v nQ autOu OQY!)V Tal; KalouQo.

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[62, I] 'O KaTwv n:ovowv n)v ~eTaf3o)"t'l''' oux ijen:E. "[4' 'itvrol Ixu'dum xal "[(P 'Ipljt y(l6.~a &nXEoOm 1:'-10; 'iTVXI\ amOTlt .tUV

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~(J{}Ql OtQunlYOV Ctvtt Ktwvo, .t (JlP~ECl{}U~ XOtVfl XCll OlPtElV, rWQE{}vm Ei. 1IlV on xu.' XQa (JOtIIOV, et i!tT] 1IlII1IOU

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oitov xal tl)v 1]V 1IClQUOXE\lI)V iiXOUOCLV. [6] Tuiiw xai. twv ouyx1ltlXWV EOII~vWV xal. axQuvtWv, oi Iltv T1IUQXOt lttyovro tOl i1I1ItiiOlV, ~ Ktwv ~1It XlJllat tlVO XU{}[OCL ILHa. tWV OUYX1ltLXWV vllEVE ta U1IOXQ[OEl. [6J, I] 'Ev M to't41 1Iu(lijv 'POP(lLO, ouv OQYfl XUtI]yoQwv tWV t(lLUxoolwv xooll[av 1Io1)v xat {}Qupov, w clqJlotalltvwv xa! LUw(lCln6vtwv .1)v 1IlV. III 'EqJ' ot ol Iltv ot 1IUVt1ICLOlV (moYVVtE uutwV I'.i x(luU xal OU(lllo ~!;~1Ieoov,

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~xetvou te {}U(lOVELV ~1IELQ.o, xut 1I(l6 tOU t(lluxoolou ii1Il!II~Il!V valU:lVUl Xl!l!tJwv. LJ] ai ' 0.1I0 .Wv l.n1Ii!(llV IIXOV ou Ilt(llU 1I(loo,

Busto in IJrom~o di CalOm:, da Volllhilis, (on tran;c dd nome SUllil par1t: ilnleriorc.
'01. I slIoi cornpili di '1'K'SlU'C i",lllmnn "d ic!cnliticurlo con lIn l':io""l1c lIflid"lc, forse tiglio.lei Huoriocui Plulltr<;o fu ccl1l1u in 9, ': F. MN~.'I~. Rllb,ills nr. I), in RE I t\, '.19"1. coI!. ''7'''71.

'4'
Iibert dipc=nde da lui? Ahimc, cerchiamo di esscrc: rcalisri, appelliamoei llll'uomo di potere, invillndogli 1e nostre suppliche tramite rnes511ggeri. (7] QucSli erano i consigli ddle (range modcratc dei tre cento. I piu, invece. volcvano tramare alie spnlle dei senlllori pcrch trono convimi che, se li ovessc=ro fani prigionicri, )'ira di Cesare nei loro confronri si sarebbe placata.

[62, 1] Catone nutriva ii sospctto che i freCenlO avessero mutato parcre. Non oe fecc parola ad nlcuno c si limito 3d invi::arc tramite i mcssi dcIlc Jetlere II Scipionc c Giuba, per consigliare loro di lencrsi lontano da Utico, pcrch noo si fidavll dei trecento. [2] NcI fraltcmpo, i cllvalicri scampali ai disastro di Tapso in numero consistente si dircssero verso Utica (.'<1 inviarono a Catone Irc uomini, ciascuno dei quali era portavoce dell'opinione di una parte di lore. {J] Alcuni volevano andnr via e raggiungere Giuba, ahri erano dei parere di ricongiungersi a Catone, ailri ancora avevano paura di rccarsi neUa cin. [4] Cluonc ascoh i divcrsi pareri, poi ordin a Mnrco Rubrio lO1 di sorvegliare i trecento, di regisrrare dilig~te mente gli atti rclarivi nU'affrancamcnto degli schiavi senza, tuuavia, cosrringcre ncssuno. [:l] Poi, in compagnin dei senatori, si ullontan dn Uticll: VOICVll incontrnrc i ,api uc! drllppdlo dei c:wlllicri per invi farli a non llbbandonnrc i rnppresentanti dei senato prescmi nu Ulica c pregurli di sceglierc Jui, eatone, e non Giuba come comandante; cosi facendo, chiusi in unll citt assolulOmcme incspugnnbile e fomila di grano c di tuno ii ncccssario per resistcrc a lungo, avrcbbcro sal valo se slcssi e gli altri. [6] AlIe preghiere di utone si aggiunscro queIJe dei senatori in lacrimc. 1 comandunti, allora, dcciscro di discu tere la questione con i cllvalieri; eatonc, sccluto su un tcrropicno, ottcndeva lo rispostn insiemc ai senatort.

[6l, I] Fu nUora che comparve Rubrio: infuriato, accusnva i rrecento di aver crento scompiglio e disordini in ciu per dividcre gli abitami, seminando zizzania Ira di loro. [2] I scnatori, persa ogni spcnmza, si misero a pinngerc cd a lamentarsi, mcntre Catone cercava di incoroggiarli e ai contempo inviava un messllggio ai trecento per ordinare loro di atlendere ii suo rientro. [3] Giunscro a qUl,:sIO puma i rapprt,:scntanti dei cavnlieri, incaricali di trasmeUere i scvcri provve.1w......:o....r.J

KATON

'43
dimemi che erano slali dcdsi. Essi non volevano divenlare mercenari di Giuba n avrebbcro temuto Ccsare se Catone fosse slato ii loro comandante. [4] Ritcnevano, invcce, molto pericoloso rinchiudersi in Ulica: i suoi abitanti, infatti, da buoni Feniei, noo avrebbero esitalo a mUlare panito. Per ii momento gli Uticensi sembravano tranquilli ma, a.l sopraggiungere di Cesare, certamente si sarebbcro alleati con lui e li avrebbero traditi. [5] Se per ii buon esito ddla guerra si ren deva indispensabile un'aUeanza Ira cavalieri e Romani rcsidenti ad Ulica, essi sarebbero accorsi in una cin ormai sgombra da nemici e barbari solo dopo I'allontanamento ovvero ii massacro degli Uticensi. [6] Pur considerando tali misure sproposil3te c (eroei, Catone, senza asprezza alcuna, rispose loro che dovcva consultare i Irecento. [7] Gli 1I0mini chc rilrovo ad Utica, lungi dnU'nccnmpare scuse e prele5li in nome dei rispeuo che porlnvano a Calone, mostrarono apertllmentC ii loro ffilllcontcnlo llU'idea di dover combmterc Cesllre, che non pote vano e non volevano ostcggillrc. [8] Alcuni proposero persino di Iral(cnere in citl i senatori in altesn ddl'arrivo di Cesare ma Clltonc /jose di non aver udim la proposta (a dire il vero, era anche piunosto sordo). [9] Nel frnllempo, era accorso un mCSS3ggero per avvisarlo che i cavalieri si Slavano allonlanando e Calone, temendo che i IfecenlO adollassero misure draslkhe verso i senalori, si levo in piedi e si allomano con gli amid. [10] Li insegui a cavallo; i cavo1ieri erano armai lontani, ma, vedendolo avvidnarsi al galoppo, lo accolsero calorosamente e lo invitarono a fuggirc con loro per scamparc ai pc:ricolo. [11] ln que! momento dicono che Catooe sia scoppiato a piangere e che, coo le mani tese, abbia supplicato i cavalieri di pensare alia sal~zza dei senatori: ai contempo, rostringeva alcuni a voltare i cavalli, di allri afferrava le armi. lnfine, si fece promenerc che essi avrebbcro alteso ancora uo giomo, prima di andarsene, per consentire ai senatori di meltersi in salvo. [64, I] I cavlllieri, Junque, 10rn:lTono ad Ulicll eOI1 Catol1c: alcuoi furono posli a gUllrdia delle porte, nltri ebbero ii compito di difendere I'acropoli. 1 treccnlO, per limore di rappresllglie, inviarono messllggeri II Catone per chiedergli di raggiungcrli. [2] I scnlllori lo drcondarono per impedirgli di muovcrsi, perch - dicevano - non inlcndcvano llbbllndonarc colui che li proteggeva e 51M3 cercando

tnovu' e<paoav yQ Ot' 'Iofla 6fi06al ~u06Ootoiivto. on Ka(oaoa q>otJfi06al Klr.tw....o autw.... QX0vto' (4] 'IruxcdOl lll:, 4>ol.... ~lV av6QutOl fU~ftatJoO\, OUYX06flQyvuo6al flVO.... fl....OC xul yOO d vii.... OtQf~oiimv, tOV Kaiouo in[ll ou....fnltH]of06oL xul rrOOwOflv. ['I Eteo ouv bEital tl oiltti.!"tI aul.l.noL~IOvtWV xo! OUl1nOOovtWV, tx~okw tto.vtu 'ltuxo(ou ~ (Ha<p6dQo, Otoo<; d; nolv xuOuQOv noel.l.lw xullJaQIJOQw.... xukdtw. (61 TuuO' Klr.tw.... YQLO I.I.tv llu....w lyl'!itO xul pQpaoo, nQQ.w ' lulxQlvato PoUb:UOfOOOI ItftO twV tQlOXOO(WV. (7) Kol naQf6wv UUOI eU; Tilv nOlV, vtTilyxuVf Toie; ov(lOt.... ouxht OX\$fl oullt nOQaywy:e; nkaooollbOl n' at60ii n(lO OUtOV, vftxou bt XOfnolvouolV, fi tl UUTOUe; Pt1;OITO nokf.ILEiv KutouQI ~il 6u....Ullbou 1.I.'lbt pouo~bou. (8] ~EVLOI 6~ xul nUQf'p6~YYOVTO nEQl tw.... ouYXk1ItIXWV, w xa6exTl:ov Ev tii no),eL Ko{... oOQu (n(lool)6vto" )'M TOutO Ilh w oilx xoJoo Ktwv nOQ~xf' xUl yo.(I ?1.... imoxwrp6tEQO. 19] 'Q b n Outlp nQoof),6tbv nlyyelf tOU 11th] 11tneil; cl1tlhm, <po~116el ,u,! rrovtanom.... oi. tQLUXOOlOt XUT TW.... ouyxk1]tLxw.... novOlI6wOlV. ~abl1;f! IU!t TWV 'plkw.... tu....oma. [10] Kul 6eooluvO ~61'( nQoxexwQ1]XOtO, trro.... o~wv i6iwxt nQO OUTOU' oi. 6' t6vue; 0l.I.fVOI nQooekailvovta xol. ibuvto xal. J'IUQEXOUV o4t1;eo6uI ~IU' UUtwv. (II] Tau xal. llaxQii. 001 tOV Ktwv cpaOIV, unto TWV auyx,1]tLx,wv 6Ea~tVOv x,al. J'I(lOttl ....Ovtu tO xeiQa, h1wv 6~ xal. tau; !:nou vaOtQ~lpOvto xal. nv rrw.... Uvtlu'lpaVl.l.e....ov, ~1l:XQI ou x,ou\(Iylr.oato Tilv YOllv T\lltQav xd....I'(v inLj.lflvovto uocpaMi toi 6.. .6(l60L 'P"Yilv noouaxtiv, (64. I) 'O ouv exwv OUtOU <pLxfto xul TOUe; ~h ln/. t J'[ae; xOttOtl'(Of, TOl 6t n'lv x,oov q'lUTtflV J'[uQt6wx,tv, eetOov 01 tQtOxomol ~n' lxI'(.... 6WOt Tile; ~lftapoi)c;. xol. n(lO TO.... Ktwvo ntllnOvtE il!o....to n....twe; <plxto601 J'IQO aTO" (2] ol 6t ouyxbltlx,o! nf1I1XUOtvff oux fiw.... oub' e<puoov JtQoiloEoOm T.... xl'(b!~lo""o xal.

244

KAnm

64 - 65

oUI't1jQCt tOi n(oTOl xal nQotOl. [J 1 !aqlEOTUtlj YQ eeLX!!V alo(hlOl TTe nUQtol1] xut lT6fro xal {}aiillo 'iis: to K6:twvo uQI!Tlj 1tOlV IIUW TOl v Tii '!tX'] yevollhOL, ru ouM.v (lo x[~l1).,OV Qub' &lWtlj).,V (iv)ellt!J1tU(lO TOi/; 11'(lCttT0IIt!VOL im' (tUto!. [4] nm ' iv6(lwno t!a:utv eyvwxw uveeIv. uvov n6votl f1tVl!l xal epQQvtLba xal wbiva fLXEV 1tt!Q (i).,).,wv, onwe; fl uoqlUXt xoTaUTi)ou am:r.vw imaM;c,tlto TOU ~fjv' ou yaQ 1]''' it1).o il l't(l TV {}vatov o\rto epo(la. xaun!(l ou qlOXOVTO, [5J 'Yn'lxouoev OU"

t6n: toie; t(Huxoolol, nCtQoll\J{}'l0aIIlWO mu ouyx).,llTLXOC;, )tal It6vO l]XE 1tQ6 Ctlho. X(lLV EXElY llOoyoUvta xat eolLvou t. Ilv ka XQfjO{}CH )tal ,1"[lOUVl!lV, Et b K6:rur."e oux l!uJi.v aVt t6 K.twvo ep(lOvllIlU XU1Qomv, ohn((lClv 'tt'jv ,OfitvEIUV uimJJv' [61 f:yvwx6'tf: '
O;JV Kctlnll(lO Elofieu xal n~lmELv l'((l aUTv. un~(l eXE(voU I\('.tLO'tU xal lI(lWTOU 7tOl'loeoOoL blOlV" et t ~l~ lIdOoU':v, ou' UUTOl btOIU~vljv tseoOal n~v XQw, lan' XQL v llnvtwOL nOEILtl0elV n~(l exElvou. [7] nQ6 TuiHr KTWV enaLv~ou tt'jv EivOLUv ECPlj XQ;;vaL Tl]l; mhwv OWt1l(l(oe; ~VEXU n~Il1teLV XutU TXo, l'(~Q mho t Itl)

elo{}aL" xExQanUlvwv yUQ elvaL t110LV, xul &LxoilvT(JJV naQulnloLv'

l8J mhe; ' ou IIVOV ijT't11TOe; yeyovtvm lIaQu lIvt(I. tV ~Lov, n xu! VLXclV f:lp' ooov f:~OUETO xut xQate'lv Kutoa(loe; TOl xoo'l xat
IXUlOL' (9] eXE'lvov ' elvUl Tv Uwx6m xu! VEVLX1]lltvOV' ii y(l l'](lvElTO n(lTtwv xu't T1I nUTQloe; lIm, vv f:Sl1trx/}QL xal netpwQo{}QL. [6.5, 1] TOLum t'iWExOete; TOle; T(lWXOO(OLe; nlj'["[l!To. xu! nu0611EVOe; KalouQu lIoav yovn:x tt'jv o't(lunav 1j1] xa'ft' v elveu. l'(unut.. elnev. we; f:n' vQae; ~Iuie; f:xElvoe;, [2] xut T(lun6[tEVOe; lI(Je; TOUe; ouyx1]nxoile; exteuE [lt'jlll!nuv, an' iiwe; lIaQulLl!vouOLv ol wTl't:Eie; Oti)~eoOUL. [>] Ku! Te; Ilh ae; {mtxELOE i}Que;. [u(i t Til lI(1e; {}(tuoouv epe(lOUoll T te no'lu TOl tp' eauT6v LtvELIU~ xul TseWe; enEllEelTO, lIauwv TUe; laL'x(ue; xut milwv '[Que; OO(J~oue;,

loro unll via di scarnpo a gente scnza scrupoli c stcalc. (3] Quella, rorse, fu l'occnsione nclln qunlc mnggiormclltc risnlt la virtu di Cntone. Chi aliara si trovnva l1d Utka lo ammir sen:-:a riscrve perch :lgiva senza secondi fini c lealmenlc. [4] Da tempo aveva deciso di togliersi la vita; per OT:l, tuttavia, si dava da fare, si preoccup'Wll c blldava agli altri, risoluto li suicidarsi solo {Juando tuni fossero stati Ln salvo. Anehe se non aveva mcsso :Ilcuno a parte dei suo disegno, si poteva percepirc scnsibilmente qucsto suo desidcrio di morire. [5] Egli rivolse parole di incoraggiamento ai senatori c, dopo aver ac cctlato l'invito dei trceento, and loro incontro da solo. Questi lo lIecolsero mosmmdogli senti menti di gratitudine, si dissero disposti a collaborare con lui c lo pregarono di aver fiducia in lOTO, ma nclJo slesso tempo lo esortarono a eompiltire la loro debole1.za: non era no dei CHoni c eon loro grande rammarico nOIl possedevanola sua forza d'.mimo. [6] Essi llvevano deciso di ehiedere iI perdono a Cesare in viandogli dei messaggi c gli garantirono ehe le prime supplichc sarebbcro state rorrnulate proprio per lui, Catone. E se Cesare llon si fosse laseiato convincere, llvrebbero rifilltato la grazia anche per s c gli si sarcbbero opposti fino all'ultinlO respiro. [7] Catone risposc c1ogianclone le buone intenzioni; li esorto, quindi, ad inviare quanto prima messllggeri a Cesare per ouenere la slllvezza ma vieto loro di formulare suppliche nei suoi eonfromi perch lc suppliehe sono dei vinti, le domande di grazia dei colpevoli. [8] Lui, Catone, eru sempre stalO cd era ilncora invincibile (nella misllTa in eui lo volevll) c superava CeS,lre in virtll c giusli:-:ia. [9] Em Ccsare iI perdente cd il vimo, pereh, avcndo sempre respinto I'llccllsa di agire COl11ro la patri'l, ora, coito sul f,lllO, si sarebbc .lHiruto le critichc di tuni. [65, I] Dopo iI colloquio con i trecento, Catonc si allontan. Qu:mdo venne a sapere chc Cesare si stavlI nwicinando con I'imero escrcito, Ahimc - esdam - ci tralla da uomini!>,. [2] Si rivolse, quindi, ai senatori, incitllndoli a non perdere tempo cd a ccrcare sc:Hnpo fineh in cilli\ CTlmo prcscmL Lcavalieri. [3] Fece, pai, chiudere lllHe le porte della Cillll, mmnc queIJa che portava aI mare***, riparlllc navi secando iI numero di COIOTO ehe erano in procinto di partire, sOTVegli te opcmzioni di sgornbero pcrch si svolgessero con ol"dine, senza prevllricazioni c seompiglio c Jiedc a chi era privo di

KATQN

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ll1CZ7.i rifomimcnti per ii vinggio, [4] NcI frnuempo Marco Ouavio 202 con duc legioni si era accampato nei prcssi delJn ciuil cd avcva inviato a Calone dei messaggcri per proporgli una spartizione dei potere, ma non otlcnne risposla alcunu. [5] Agli amici Catone confid: Come si fa a meravigliarsi dclla gmvit della silUazione, quando rimnngono cscmpi di ambizione cosi sfrenuta in un momenlO in cui si c (occato iI fondo?. [6] Si Slnvu, inlanlo, spargendo la voce che, prima di parlire, i cavalieri slessero saccheggiando Ulicu, facendo rozzia di tuno d che trovavano a ponala di mano. Catone li raggiunse di corsa, obblig i primi che gli capitarono a Iiro a IllSdll~ la predo: a questo punto, tuni gli ahri spontaneamente gcltarono via ii boltino abbnndontmdolo e si aUontanarono in silcnzio con gli occhi bassi per la ver gogna m . [7] Radunati gli Vlicensi dentro lc mura dello ciltii, Catone li preg di non c:ecitare I'ira di Cesare conlro i trecento: se si fossero coaliu.Dti, avrebbero potulO collaborare per la reciproca salvezza. [8] Ritom, quindi, ai porto per sorveglillre le operozioni di imbarco, si aecomiat affeltuosamente dagli llmid c: dagli ospiti che aveva convinto a lasdarc la dn. [9] Non riusci, invece, a persuadere ii figlio n, d'ahro pane, riteneva giuSIO impedirgli di rimancre aecanto al padre. [lO] Vn giovane, di nome SI3Im0 2G4 , per imilare I'apo/heia di Calone, voleva mostrare a luui i costi forza d'llnimo. [11] CalOne lo preg di imbarcarsi pcrch avcva fama di csserc: anticesnriano: ai ri fiuto dei giovane, volgendosi ad Apollonide stoico 20' e a Dcmclrio pcripatelic0 2Ol' disse: A voi ii compilo di c!llmare questo esahAlo e fargli capire cosa sia megLio per lui! . [12] Quindi, riprese lld accompagnare aI porto chi si imharcava, cercando di soddisfnre !Une le ri chicste: tali incombem.c lo tennero occupalo per I'intern none e la gran parte dei giorno seguente,

x!Xl 'tou lut6Qw f:xovm qlolh,l;wv. [4] 'E1td ! MaQxo 'Ox't,(IIO201 ,ywv Jo t,YIIU't 1t),,\olov xuuO"tQU't01tfUOf xt td'l1twv l'l~lou 'tOv K,twva tUQl &llXiJ toQloao{tm 1tQO inov, xdv41 Iltv ou{ttv &1tfxQlvo'to, BI 1tQO ! 'tou qll10u eunv' d.ha {tuult,l;OIl(V ttW &1tO),W),f 't 1tQ,YIIQm, 'tl)v lpluQXlav oQwne ;llIiv t.v outlP 't1P 6UOll41 pePtlXOl 1tOQOltt:vououv:... (6] 'Ev 'to't!.p ! 'tou Ut1lfl &xo/oa 1ttna iltl qlQuv xal yuv 't 'twv 'huxalwv wOttfQ ql\lQa, 6QOlltp o\lvhew( 1tQO auto/. xal 'tOI 1tQltot inuxlv <pQQfi'tO, 'twv 6' wv ixuO"to Elp6ave Ql.rc'twv xal xU't!XnOtlltvQ, 1t(lVU 6' ux' aioxu"'l Olwxil xal xl1tW PU1tOVU n:f1eoav 20J (7J 'O b! Kl1'twv t1 'tl)v ",0),1" 'tou 'huxalou ouvayaywv, iei'to xeQt 'twv 'tQlUxootwv, III) JtuQ~ijvaL KutoaQa xa't' au'twv, cill6. xal xOlvil 'tilv oW'ttlQ(av "'Q,neLv 6.)J,~),ou;. 181 Eha 1t),I" 'tQonllfvo rcQO 'tilv O.una". flttoXOltU 'to\"l illflalvona, xal 'twv !pUwv xal ~how" oou elttloev 'io1t6.tno xal 1tQoii1tl!ll1te. [9J Tv ' uiov oux iJtfLoe upEi" 1toiov, oub' 4lno flV JtO'tQxuv "'EQt.fXOllfVOV 'toii XCl'tQO:. [tO) 'Hv b! n Im't/llLo1Ot, 6.vilQ 'tfllttv ~),ud~ vto,loXUQO ! 'til Y"Wllll J!ouMlll!vo fl:vUL xal 'tO\l K'twvo JtollLIleio6m 1:1'1v 6.Jt,6nav. [II) To'tOv l'\~lou ttM:iv' xal y6.Q ~v xamtpav''1 luooxaioaQ' w ' O\lX il6etv, 'Axo).).wvlU 't1P I'tWlXIP20~ xal 6'11Itl'tQI41 'tq, nEQIJtaUlnxlP2Ol'> xQooj\U'I'a K,'twv, "uI1hfOov" eu,ev "EOYOV olo\lv(Q 'tO\l1:OV llU),.~aL xal xa'taQ't{om 1tQ6 'to oUluptQov", (t2] Au'tO b 'tOu ),OIJtOU oUVExttlt1tWV xal XQt1IlO'tltwv 'tOl bEOIIVOI, 'tilv 'tt vx'tU bthQlpe xtQI 'tU\I'tU x1 til !moOll ;IIIQO 'to xtiO"tov ItlOO.

'0'. Gil) rofnMntl~ntt: di IUIM 11PI'"lt: dell.l1Q(IP roml>emnp inJieme mScribonio Libone (CttSf>Kll, D.. b..!lo cMf; III ~, JI, do\lO I'prulo si rifuSio in IlJirip e qui fll vimo dM V.cinio: 'luindi, fuggi in Gredp e di 11 in Skilip <:<1 in Africp (O.. h.-f/fJ 11/""fmJn;w .'~.47I, dO\'t' di\'cnhl mn VPrtl f..~al"l pm p,~ ..IIJ'r di Sdpione (D.- brf/o Af.im .H, .l. ~0.l. SrcCll"k, Ip fOnle filoces~ripm di Dr h.-lIo A!,;) l:l7, 7 Glnne riusl Md MJiOnlM' n~r1i d~rj.lemlo d,nuo. J04. SU di lui ulccriori dellPll1l in 1.l, 7. Puo l'S~re idenlific~IO cnn lo SIPlilio epicll' reli dllliO in/lmlo n, J c ~l, 6. GllIGllR {"Alhen~ellrn" 1979, p. 6~l riliene Jebb~ lr~l lnrsi Iii SClllilllo 1""COO, ~ulore di circp Illlindici Cpi,RrPlllmi dell'Alllolo;:;" /'"falill". ~O~. Mentre, IJh'l lecelllell1enlC, L. HllIR~MNN (tll1lho/Ofj.. pafalill", VI/, 2)3 ri 234, "[;P11li'luili: eI~ui'llle .. ~O, '9~I, pp. '0"10') lo idcnlific~ con l'IUlort: dellli cllillrllmmi 'H e 2H dei 1Ibro sellilllo dell'lIlIlofo;:;" /'u/ulillU. I. VON /\IINIM, Ilpol/OIlidrs m. Jo, in RI;' II, I. '69), coI. ,,11 diSlinj.lue, fotM'. 1lIllione. lo slOieo dnll'omonimo IlOCll, orilli

n~rio di Smime (per cui "d. Iw \'oce di HmT"I.ItNSTIIlN. ibiJ, IH. ~6), pcrcl1i: non \: ,b filo sofo sloicn fpre 1)(>l"Si~. 106. Forn: Dcmelrio di Bis~m.io che scrisJe un IIrQlllOI11l10twV e ltuUO di S\>cr~lc. GlllGHI ("Alhenueurn .. '979, p. 6~) fp rilt....un: III prCSt:lIl~, in 1l011lU intornn pl'I), di un Demecrio, com" ~i dr~ume Jp Ire rpiJlole dceloniune p liront: (tl,{ j"lIIiliu'''J XVI '7, ,; '9: n. " in cui, lN ['ll1ro, Ji fp l1lcnziOllc di C~lond e fmmulp l'illOl~i cht: iI filosofo phbip scriuo un'ollCrM JU CMlIlne Jllp qu~le IKli uuinsc lInclie TllISeR.

KATON

166, II 'Errei bi Asinuo Kuiou(l:NI7. oixl!lo Ilho wv Kuiau(lo eXl!lvou,


11~).)"WV

b! ll(lwI1Eilf:1V il1l!Q tWV t(llUxooiwv, lluQExul tOV

K(ltwvu ).6yov UUtl!) OUVUllo{t~o{tm lU{tUVOV, <!J XQilOEtOl llEQI Exslvwv, "ll!Q ao Iliv yQ UUTOU xul Xl!IQWV ~101 X~ov ntpuo6m xul '(6. vum nQoonsoEiv KulouQD", oux eiu tUUtU nOIEiv Kt'ttwv uut6v.

(2] .. 'E~lol yQ" tL,tlV .. 1':1 OtgeoUt XltQtn KaloaQo ejlouollllv, aut41 ~ubIO"l~oV ilv nQ6 fXEivov 116'110'11. Ou j1oopUt li! t0 tUQvvtp X6QIV XEIV untQ WV naQuvollEi' :WQUVOllci li! 0<i1t;wv l XUQLD, WV UtQl br:orrbt;flv oubho nQooilxCVl<Jll. ~Onw IltvtOI rrClQUln']Oll toil tQIUxooiou. XOIViJ OXOll'WI1EV ti POUE''', III rEVJlEVO li! ttQo tOtl.!' IIn6 tOU Aeuxiou, tV utv UUtl'jl ouv~onlol! xul tOU et(t1Qou 1l'lvti' 141 xu! nQOtttll~,u t!xfivov xal f.:!;IWOIIEVO EnUv11),ev 01:XU6E, xul t" ui" x(d toil !pl),ou ouvoyoyiliv liUa t f 1toUit blEUX,], xu! no).miu ttEirrEv 'I,ao"m t~ 11t':L{}uxlqr 151 TO Ilho yit(l !;lw K(nOl"OS ouxhl Til ll(lYlICtTO 6~!;oaOOl, TO ' Hw Ulox(lV EIvUI. [61 Kul nt':QI fon~Quv ~bll TQtllnUl 1t(l6 t fSuuvt':iov. 'Ev bt Tc{l ).OUI:OOOl tO ~tUTU),JJ.OU ~"IIOOl!( xol IltyO qJth,y!;t'tIIEVO, ..i!;trrEII' tpa.. ElnEv "l 'Al1oUWv{611 TOV ITOTUlllOV, lI TO <JIQo"illlUto ixe.lvou xuOf.:()v: Kul nh:tuxE" b v1)Q IlIlb' uonollllEVO illUi:... (71 .. nOev:.. t':UtfV 'AlIOUw"ibl], ..xaltOl noll bIEtXOllllfV' U' Utpll).6 fOTI xal tQfl1TIJ xal ~lhElV <pIlai xul l1QlntflV ti v oil l1Qt'tTtlI". (81 nQ UIUtt't IPOl tOV Kt'ttwv ,lflIOUl xul fUtft'" ..it).).it TOUTO Ilh cluTix <JIuvEiTUlJO.

167, II AouallEvo bt IleTa :10),).<0'11 f:6dnvEI xuOilllEVO, WOJtEQ eiJOEI IleT n)v IIXllv' ou yQ xutEHhj rr).1)v xuOebwv' ouv
elleLttvouv b! ttt'tVte ot hutQol xul tWV '[tuxuiw" Ol iil'XOVfe. [tI Kal ILU tO beinvov nOTo foxe IIOUOC{V no).).1)v xal Xt't(llV. Hwv en' ).

),OI Mywv eploooepwv xuxOUVtWV, liX(lL oJ Jtf(lL~WeV iI ~(]Tl]OI fi

[66, I] Lucia Cesare 2U7 era in prodmo di recarsi da Cesare, suo pMente, con lo seopo di illlercederc per i Irecemo. Egli voleva ehe Calone gli preparasse un discorso persuasivo in loro difesa e a tal fine gli parl, aggiungendo che, per quanlo riguardavll la snlvezza di Calone, rileneva oppOrtuno perorare personaJmcnte la causa, stringere Ic mani di Cesarc cd inginocchinrsi davollli alui. COlone glido vieto [2] e gli disse: Se avessi desiderato ollenere iJ pcrdono di Cesare, mi sarei rivolto personalmcnte alui. Non voglio che mi si costringa 3d esscre riconosccntc 3d un tiranno per i misfaui da lui pcrpetrati, sol pcrch perdoou a suo piaccre contro ogni legge, moslrando cosi di rirenersi padrone dcgli uomini, sui qunli non puo accampare alcun diriuo 20S Quanto ai trcccnto ed alia loro salvezza, se lo rlicni oppartuna, csaminiamo insiemc ln qucstione . [)] Si intrattennc, quindi, con Ludo per discutere della fnccenda e, neU'occomiatarsi da lui, g1i raccomand iI figlio e gli amici. [4] Lo congedo, quindi, con una strella di mano e tom a casa; qui pass il tempo in compagnia dei figlio e degli amid, discutendo di varie qucstioni, Tra I'nltro, misc in gunrdia iI giovane dalJ'occupnrsi di politica, ~] perch non era piu lempo di far politica in modo degno di un Cacone e, d'altra purte, sarebbe stato vergognoso comportarsi diversnmellle. [6] AI calar deUa sem, ebbc cura di prendere un bngno; solo aLlora si ricord di Stalio e chicse a grnn voce nd ApoUonidc se lo avesse convimo fi partire dopo aver ridimensionuto i suoi eroici propositi c perch mai iI giovane si fosse imbarcalo senza neppure salularlo. [7] Chc dici? - riball ApoUonidc - Ho parlato li lungo con lui, ma si mostrato oslinalamente inOcssibilc cd l1u ribadito ii proposilO di rcsr:lfe per imirarc illuo comporl:lmenco. [8] Oicono che Carolle abbia sorriso a questc parolc csclamalldo: Questo lo si vcdr ben prcslO! . (67, I] Oopo aver preso il bngno, ceno lllsicllle li mui gli nltri swndo sedu to, secando le nbitlldini cOlltrLltte dopo la baunglia di Farslllo (si oricavll solo per dormire). COIl lui eral10 gli amici cd i notabili di Utica. [2] Oopo ii pranzo, la libagiolle (u llCcornpllgnata da conversari cohi c piacevolL I commensnli discussero di filosofia e, di lema in terna, ii discorso cadde sui cosiddetti paradossi stoici cd, in particolnre, su quello secondo cui l'uomo virtuoso libero mentre i

wuw bl) tU nUllllo;u XUOUIU!VU tW" ~TWrXWV, T 116'110'11 r.tVUl tV

~07, 1'1Iremc tli Gllio $:lre 111:1 P"llIl'ciUllO. lenr. imuno. di fure (ll'en' tlimedi". liollC lmle (luc parti (I', MliN7,1JII. L. ,,,fiM CarJar nr. ',1.1. in RI: X, I, '9'11, l~,11. ,17" -l7~), Sec:ondo /)1' IIt-flo tI/rim Mil. \, efll PfOlllll'SIOre di C"lo"e. ~oll, Si I'ed" :lUd'e CI~SIl' [)101.11 XLlll la, .I c "

'50

KAn~N

67 68

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&yattv H,e6fQov, boou 6~ Tau; qJUou nuvta]O'J. (JJ 'EvmOu bfl, WC; Eixrn;. VH~VlO f\lll nl!QlJtUTTlfU!.oiJ. Oq>Ol'l; ~lml!OWV
KTWV, xal tOvo\' l1QooOd xal TQUxtllTu <pwvfJ, iUt:tflVf 1[oQ-

QWtQTW TOV 6yov, itYlVl ftUlIllOOtiP XQlloaIU!vo. won IUlbAvu uOei:v n Tl{.I tJlq,t dQtu; iYVWXfV 1UOEl l.utaneoaa tooV l1UQ6VTJV. [4] dto xalllUo. TOV )"6yov OlwnfJ xal xU"I<Pda YI':VOllb'lS v nOlv, itvaII!Jvwv aUToiu; xal nywv til; l'lO\jlla Ktwv au6~ dQ tooV 7IC.IQ6vtwv vlkallev QWty)llUt )tal IJIQoV1"(6a. W EIW p.h nQ TlV nEVTwv. bebtm 6' imQ nv 06EU6V"twv i(IJlldav vu6Qov xal lJlcQpu(lov.

malvagi sono schiavi2{l? [3] II filosofo peripatetko, come nlltumle, cornindo a polemizzare c Calone inlervenne vivacemenle: con un lona di voce forte e nspro parlo a lungo, con mirabile saggczza, lantO che tuni compresero che aveva deciso di togliersi la vila per fuggire i mali prcscnti. (4] Quando ebbe terminato, cnl un cupo silenzio e Catone, per confonare gli astanti e fugare ogni sospctto, comineio ad imcrrogarli ed a conversare della situazione altuale, mostrando apprensione per la gente che era in mare o in cammino allraverso lua Rhi deseni e sclvaggi. [68, I] Quindi si conged dai oommensali, fece una passeggiata con gli amici dopo ii pasto, come era sua abirudine, ed ebbc cura di impanire ai capi delle sentinelle ordini su eio che dovesse essere falto. Pai, si ritiro nclle sue Slanze, accompagnatO dai figlio e dagli amiei con i quali (u particolannemc affeuuoso, ii che aggrav i sospeui di tuni. (2] Rimasto solo ncUa sua Slanza, si mise a lena: teneva Ira Ic mani ii dialogo pIatonico suU'animu 2111 e ne lesse gran parte. Ad un tratto, alzando lo sguardo aI di sopra deUa testa, non vide piu la sp3da appesa ai muro (ii figlio, durante ii pranzo em riuscito a sottmrla a sua insaputa)211. Chiamo aliam un servo per sapere chi gli avesse tolto !'anna. [3] Lo schiavo non rispose, Catone riprcse ii Iibro, per un po' lasci perdere, perch non voleva mostrare frena o impllzienza ma solo ii dcsiderio di nverc una cosa sua, quindi dicde disposizioni di riportare ai proprio posto la spada. [4] li tempo passava, nessuno eseguiva I'ordine. eMane aliara smisc di leggere, chiamo i suai schiavi uno dopo I'nltro ed alzo la voce per riavcre I'arma. (3] S(erro anche un pugno sul viso di uno dei servi con tanta violenza che la mano si insanguino; Cuori di s, gridllva che ii figlio c i servi lo volevano vedere disllrmato di fronte ai nemico. Alie grida accorse ii figlio io lacrime con gli amid, gli si inginocchi dinanzi, coo suppliche e lamenti. [6] Ma Catone, 1I1zrtndosi, gli laneio uno sguardo feroce cd esdamo: Si pu sapere qunle folHa si Cimpndronila di me senzlI chc ia ne sia consapevole, Se chi mi eircondu, invece di convio

(68, I J OtW 6t lhaoa '1:6 OVfutVQV, xall'lEQutut'\oa Ilua YWV


lplwv tOV 0\1'0'1'16'1 Ilno. t6 6cUtVOV lIEQl.natOv. )ta{ TOi QXOUOI TWV

lpuMxwv . XUlQ ~v lIQoOt6.~a, .:nwv ei tO bwll6.uov ~l)'l tOV te nib xul tWV cpo.wv Exactov flUov ~ nQOtE(lov rll6El n(looaya YiIEVo xal cploCJ'(loVlJ6tl, ntH.lv no~lav na[ltoxe tOU ~tUOvto,

121 ElOd.6Wv bt xat xataxA.l.6d H..a~ev d xtiQa tWV m.lnwvo blQ).ywv tV ntQl ~UX~;l'U, xat U!6tirv tOU j\4}lOu t n).eiotov xai
ltva~U~a imtQ xrq>a).ll w oux rl:6E XQell6.IIEVOV tO icpo (cpnQ'ltO

YQ nai eu eUl:vouvto autou)2lI. xaUoa oixh'lv ,'IQWt'l0EV, Otl Mpm toevxrl{lilov, U] IlwnwvtC>; b' ixelvou 1fkLV ;IV nQo tcil fllflkhp, xal IllXQOV blQUl:wv, W01fE(l ou onEwv ou' !nelyoluwo, Uw; t tO iepo t1fl~'ltWV, lxO.Euoe x~(OQl, (4) lUatQIj\i} bt YIVOlltvl} xal Illlrvo XOllit;ovt"o. e~avayvou tO j\11n.tov au{h ex6.ku xatt' Eva tWV oixftwv. xal JlUov lvhelV[ tI)v qJwvt)v tO lqlo ltnattwv' I) J ho lll: xal nu to O1"IIQ 1f(ltlz~a nflQ~e tI)v tautou xeiQo, xo).e1falvwv xat flowv ;I'l IIf:y, nOQllllloo{}m tei' nokejlltp YUIIV uno tau nmbo mitou xai tWV OlXftwv. X(ll ou x).a(wv \!i.b

eluf:bQn[tt [tEta tWV qlo.wv xa{ 1fEQlneowv wlluQfto XO{ xotttXhE\!ev.

l6J 'o bl: Ktwv e~ovaut tVf;flke'l,f: te llElvv xal ..n6t'>o eUtEv ..lyw xai nou )'l:kTl6a nOQovola ~).WXl, tl 6tMOXEl 11f:v (fI') oUet oul)t

lO'). Um> 1m i pila f'l1l1osi plrddoS5i, coli cnuncinlO dd DIOGIlNII LA'IU.IO VII (.. .\'V1' III, p. 86) ,'VUV n(.uo~llov bri/. ';v,", ,/:Iv OOlfv) '0'" bt 'r"~o", bo"~o",.

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llO. Ill'rd"',r, CosI nnchcCAsS10 0101"11 XLIII ", l: Dr vini ilIustribm 80, 'I: LAT
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Clmcril.

KATON

68, 70

IUltrrdOel :UlQt mu xaxw PIlPour:uo6U1, XW).OIll e XQ'loOm loi cllaumu OYlOlloi xal :lU\,Ion).(I;olulI; 17l TI ' ouXl xal uuvlli

wv

yevvait tV natf!(lQ xal t XlliQu ll.1100t(ltlpEl, IltxQl V ).6wv KuiouQ e(lt) 'Ie 11116' llvao{)m buvllevov; (8J O YQ in' illUUtOV ye btollUl !;hpou, nou xal t nvr.jtQ ~(IQXUV X(lovov imoxovtc.c xal tl)v XI!<PU).l)V na; lfat;ClV't{I 1t(l'j tv tOlXOV no6avElv VEun.. 112 .

cermi ad abbandonare i propositi a suo modo di vedere dissennnli, mi impedisce di mcncrJi in pratica, lasciandomi senzn armi? (7) Eb, benc, figlio magnanimo, pcrch non leghi le mani a tua padre e non lo tieni prigioniero sicch Cesare ai suo arrivo lo trovi inerme? [8] Se mi devo togliere la vita, non mi serve un'arma: posso morire anehe trattenendo ii finto per un istante o sbanendo eoo (orza la testa conIro ii muro!212, [69, 1) A quesle pnrole ii giovunc usei dnlln stunzn in locrime, aecompagnato dagli ahri. Solo Demctrio e Apollonide rimasero; u loro Cmone si rivolse in lona piu mile e disse: (2) Anche voi vi arrogate ii diriuo di tenere per forza in vita quest'uomo armai vecchio e ve ne slntc seduti in silenzo tenendolo d'oeehio oppurc siete vcnuti per convinecrmi ehe Calone, privo armai di ogni spenmza di salvczza, scnza timore n vergogna, pu atlendere ln graziu dei nemico? [J) Perch slate ziui, perch non mi persuadele a mutare d'opinione, al1onlonandomi dai principi che hanno ispiralo la nostra vila, e ad esserc piu riconoscenli a Cesare dlll momento che siamo diventali piu saggi per causa sua? [4] Quanto a me, non ho dcciso 1I1lcora nuUa, ma unn vohn presa la decisione, ho ii dirino di portare fino in (onda ii mio proposilo. [5] Ebbene, questa decisione la prendero ora eon voi, auenendomi aUe dourine ehe anehe vai amare professare. Ed ora su, aUonlanalcvi e pregale mio figlio di non usare la forza quando non la spuntn con la persuasione,
{70, I] Demetrio e Apollonide si allontanarono in silenzio, piangendo senza poter obieuare nuUo. Uno sehinveuo porco la spada a entone, ehe la prese e la esnmino dopo averla sguainala. [2] Si ae certo ehe non (osse spuntata e che ln Inmn (osse ben 0(6lala, poi esdamo: Om mi appartcngo! 2lJ, Depose la spada, riprese in mano ii dialogo di Plulone e, a quantO narrnno, lo lesse due volte da cima a (ondo. [J] Poi endde in un sonno cosi pcsanlc che tuui ill Cllsa se Ill: llecorsero. A noue fonda chiamo dlle liberti, Clenme m chc era medico

169, I] TuutU Uyovm aumu t Ith IIEIQXlov !;ij),OE IU!n't


X).ClUOIIOU xCII lfvtf o. ).01.1101, t~) f: lllUltQI~ xal

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IIOVOI :W),EUPOOl 1tQYU(lov 'III ).).WV, [2J ";1 :IOU xul 'liv.. flP11 .. l!t'lOXHlt pl~1 XUtXEIV .v(lU tooOVtoV il),lx(m; iv n~ pi'!), xai xuO'lI,hou mho Oll1tfl 1tu(lmpu),6oofIV, ii Myov ijxlltf XO'lt~OVte, 1 ou ElVV mic')' ulOXQov crrnv lt1toQOVtI.I ultlt(llu h(lu KTlVU tl)V (m to 1tO).flllou 1teQlllhElV; lJ] '1'( ouv ou ).YfTe ltE({}ovre iuu'i TUiiTU xul IlfTUblM.OXOVU, IVU TO 1t(lOt/;(Iu M!;u xelva xul OyouS 0110 UUII~f;~HjIX(lIU!V Expa),6vteS, xul YEV!UlVQl l Katoa(m UO'/IITfQOI, IlEi~ovU X(IlV dlllEV Uutql; [41 KaltOl ~f~O).fUII{U Iltv ouO!v CYlYE :lE(l1 'lUutoii, bEi bt pI! ~ou).EUOIIEVOV eivUI XUQIOV oi iyvwxu XQi,UOut.

(.51

(JoU).EUUOIICll li! t(l:lOV tlvlI 111;0' 'IWV,

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170, 11 n(lt; raiin.c IlIl0h t.. VtF.lnOVTfl; oi lff(ll tV ,11lliltQIOV, ).).lt o.x(louvu, nf!;ii).{)ov, EionllnEtm t IlI nm(ou IlIx(lo t
I!YXEIQUHOV, X(.ll ).ClfJWV f(JJ'[OUtO l.ll l(uuv61luEv, {21 'Q li' fl:ev Otwtu tv i.tO(l(( xCII tl)v cjl(llI)V lilU'lhouOClV, tlnwv _viiv fl16 e i lu. , lO Ilh ;Iqlo i'iOllxe, I la! (hllHov UUOIS i.tvEylvwOlce, xal UyeHu lS ).ov lhe;fOEiv.
f}] Eiw XOllll16d :lVOV pa(}ilv, won tous Ext: aioOtoOm, ne(ll Ilhm vuxw h1o,fl TI;)V {me).euOI!Qlv K),e.vOllv:'U( tV {Ut(lv xal
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III AI'I'I~.'m,

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di ':'lll.i lu mortl.' lcnl,U ,mni

unnll111l0 ,lu IJIOGI!N1I L~11~710 VII 7t:l ~IJClllOko Zenool.'. 711 DellO sroim: dr, c.CI1ROSll, Drfimb/lJ 111 7) (,.JI'F III 1', 1).t). 71'1 Nome "ss~i t<lm.l>l"r (ui n....' c in("'l(l:.t~ l'iIJOI<:!ii di F. MljN7.I'M (KI(\",IIKJ nr.

rim'li [[ 911. '109l'dc'Ko. (unu .I" CU!l>Ill.', dei possibili 1l1l~li e pi" rkm. /I suiddio pmClImlO InIltclll.'odo iI rl'Spirn C
I,

in RE XI,

I,

'97', rol. ,,8) che illilxno si;o slalo chiam.tu rosl d~ Curone in <>rn~lllliu

~tI'omoninJO Iilosofo

'loiro.

KATON

70' 71

BOJtuv2l), ~) ~IlOtU n(l t nomx nQ~et. eXQfjto. [4] Kul toiitov Ilh Enl 6uoouv enef-l1VEv, nw oxe'l'6.llevo, d n6.vu ilVllYllhOl 'tlJyx6.VOUOI, IpQom n(l6 autllV" 't41 ' lCltQ41 n)v xeiQu qleYllalvououv imo tfl n1jyTJ iiv el't'l~e 'tOV Olx't'lV Enlfloal nUQl!oxe: xal tOt' nohjoev ~6(ou nuvtU. W !;.WtIXW exovto UUto. DI Mu' oUyov bl! l'tQflv BOJ'ta, unayyl!lv tOU ..tv Uou vijXttm. K(lllouov 116 l! blnE:ott1 un' uoxolu nv6l;. oov ' onw xal tOtOV eltf}alvelV, nouv t XE4uva xal ..tya nVE..a xattxelV tI)v {taooav. [6] To't' axouoa KlltlV EOthaEv oixtql tWV neovrwv. xal nIV enfl1'l'f tV Bou'tUv !nl 6aooav, Ei tt. Qu nalVQollfjo btOltO nva 'twv uvayxalwv, naYY1!oiiv'tU nQO autov' ~'l b' (lvdte Mov, xa[ "IX(lOV au6t. xaT11vl!x6-TJ nQ6l; l'tvov. 171 'Enavf6ovto bt 'toii Bota xuL Ifl(lOUvto noUflv ~(JUXluv nl!Ql tOU 4ltva etvul, n(looha~e... autciJ 'tflv ttu(lav xEioUl xal xatt"xEv EaUtOV fi 'to xl.vlbl.Ov, w TO OU"l:OV En t;; VUXTO vanauoO~tevo. (8] 'El!{t6vto bt tO Bota, Ol'taOaJ1EvO TO llfO Eloe J1h imo tO ot;;60. til bt xelQl xou<pOtf(lov lla tflV I.(lfYJ1O'<rltV XQ'}Of-IEVo, OX fit{hJ n'Unev enutov, uUla uo{tuvunv E~tnEoe tii xlv'}, xal 'l'OI.(lOV EItol'l0E xatu!lawv PllXl6v ti TWV YflJ1ET(lIXWV 117 nU(laxe(llfvov,l>OtE TOU 6EQltnovru aio6ol1tvou valloiioul xal 'tOV ui6v audxa xal TOUlO lplou enflOe6elv. 19] 'Ibvrc l! ItelflU(lllhov ai'ftan xul tWV Evrl!(llV t no nQOl'tEntWXOta, !;.WVtU 6' aUTov En xal pUnovta, ElVWlO Ilh navu EOXOV, 6' iaTQo nQooe6wv 2nEIQuTo, tooV vtl:Qwv TQJT(UV blollElVllvrwv, TaiiTlt te xafhotvc.ll xol tO TQallU bto(l(lltntElv. (10) 'O OUV Vl1VEYXEV KllTwv xol OUVE!p(lOv'l0e. TOV Ilh iaT(lOV anewouTo, Tai; XEQol t t e...tE(lu onu(l~u xul TO t(laiilt' inu"'UQ(lila, cJnUlavev. l71, 1) 'Ev 4J 6' oux ... n !pETO XQovql T01J XUTO: Tflv otxtuv nVTu l'Io6ilo0Ul tO n,6o, enl tail; 6uQuU; IIOUV Ol TQWXOOlOl. xul ~tlx(lv

e Buta m il suo segretario politico. [4) Mando Buta ai porto per acccr!arsi se tuni fossero salpati e lo prego di portargli la fisposta: dai medico si fece fasciar(: la mano chc cra diventata gon6a per il pugno sf(:rrato alio schiavo. Qu(:sl'ultima richiesta risol1(:vo I'animo di tuni pcrch fu imerpretatata come segnale positivo di una rinnovota voglia di vivere. (5) Poco dopo ricomparve Buta e riferi che tuui enmo par Liti, tnmne Crasso 216: anch'cgli sorebbc: salpnto bcn presto dopo aver sbrigato alcuni affari per i quali si era lrllnenuto. II mare em sconvolto da una violenta tempesta e bl1tluto da forti vend. [6] A qucsta notizia Catone prese a lamentnrsi, preoccupato per la sorte di chi si novava in mare. Mand di nuovo Buta al porto, ne! timore che qual. cuno, risospinto a riva, avesse bisogno di aiuto e gli raecomando di tenerlo informato. Ormai si udivano gli uccelli ciogueuare: dopo uo breve e profondo sonoo, (7) rassicurato da Buta che, ai suo filomo, gli aveva riferito che al porto tuno era tranquillo, Catone lo prego di chiudere la porta e si corico di nuovo, per fargli credere che inten deva riposare per il resto della noue. [S) Invece, non appena Buta usei, Catone sguaino la spada e se la con6cro ne! peno. La mano, gon6a, era debole. 11 colpo, quindi, non fu mortale. Ne1 corso del1a lenta agonia ii corpo di Calone, cadendo dalleno, fece cadere un abac0 2l1 , che si trovava li vicino. AI rumore, i servi si rcsero conto di ci che era avvenuto; le loro grida fceero acconere ii 6glio e gli amido (9) Sconvohi oel vedere Catone ricoperto di sangue, con i visceri in gmn parte: fuori dai corpo, ma vivo e cosciente, chiamarono iJ medico che cerro di rimenerc a posto i vi sceri rimasli intatti e: di ricucire la ferita. [10] Catone si riprese: tiacquistatala lucidit, caed via iJ medico, si lacero i visceri con le mani, riapri la ferita c spiro. [71, l) ln un lasso di tempo addiriltutll infcriore II qucllo occor rente per il diffondersi dellll notia in tutta ln casa, i trecento furano

~I,. [)1I IIIrUU; id~ndliclllO con l'~lllore di Aititl in metri eI'lIiMei sUllli usi romRnl. scrilli ud illlihl1.iUIlC di CuUill1l1cu: IIli llllici dlle \'cri rimllSI; ,;.on" lrlllll~nduli proprio rJlI

l'urrAMco

<i<fllIIO/U

~ I. II).

116. Si ImUI!. s~'1:olld{1 III ijrun l"Irte dCllli imerl'rcli, di 1'. Licinio CnlSSO Giuniullo. lribUlIO dclJu plcbe nel ,~ c fC""c1l1c pompei~no, ICR~IO proprclore di Scipiol1c in Afrie. nd .. 9: UKOIJGIlTON li, PII. ~11l C ~Ol. Sccl)lulo SIIACKLIlTOSU"II.IlY (A Mr'Ring Lidnii

ui

CrJJJ/~ .. '!l,C Amcriellll Jourrlwl of Anciem Ilislory.. I, 1976. PI'. 162-,6~) e d~ idell1ifi. cure C<ln que! D~mw~ippo (:a Lieinio CrKSSO DlIlllusipp,ol i rui fillli furOllo ri5llarmiWli da CC$arc.d Ulicu Iccomlo ill"llccomo di Dr brlfo Alriro ij9' ). 2'7. 'Iiwolellll WlItK ndl'lIn,i~hil~ per i culroli, divisw ln colonnc vertinli: dr. 1IUl:rSCIl. AbJWJ nr. 9. in RE I. '. 11I9~. roll. )'10.

KATCN

71' 73

'57

OUQOVO MUlOlO ~(}(lOIOTO TWV 'ituxatwv, lu4 rpwvii TOV e\lI!(lyb'lv xal oWTil(lO xal 110'1'0'1' ~)"e(}fQov xal'16vov aiJtT'ltov Ka)"oVtwv. (2) Kol ta\lT' n(lOttoV ityyeollhou rr(lOmhUl KaloaQolO' aU: OTt !popo aUTou Ote Ko)"axda TO X(laTOV'To oO' i) rr(l6 aUt))"ou IIl.aepoQO: xal OtOl allf3)"Ut~Qou rrol'l0e tfi rrQ6lO Ktwva tlllfl, (}) Koo'lf)oav. u b tO oWlla )"alt:rr(lW xal rroll1["V irrupuvf) na(l0OXVTf xul ftlJ.'I'oVTf nU(lO: Tilv ft)"OOO(lV, ou V\lV avbQL irp~onptev aUTo 1::' 1111" 'L <;.lrp'l(lII ,OUtw eTQunoVTo nQ6 T 04'!;elv rautou xal tilv n),lv.

172,11 KatoaQ b nuvOavOllevo na(lO: nv arptJlvou'lhwv unoIlhtlv v 'ltxll tOV Ko.twva 11'l6 rptytLV, aUo: tOU Uou ,nQo,nllnelv, autOv 6 xal TOU iTa~u xal. tOV utov ubeciJ avaOtQcpttlf}m, 6uodxltaQtov ~yeLtO TiJV yvwll'lv '(oi avQ6, te b tOv n)"eLOtOv ),yov ixwv rxetvou, [xatJ JTQooilye Ilno. til buvo.1Itto hmy611l!"o, UI 'Olo ' ~XOUOt tO" 6vatov a{noi, Uyttal toooitOV eUttLV' Ko.twv, qlOO"w 001 Toi 6avtou' xal YQ fllOi cril til 00'11"O owtll(llo erpOVllua.. U] TtiJ ya.Q vtL owtnlVUl Ktwv aV(lOXllevo unO KatoaQo oux v OtW 60xeL XUtOLoxivaL tI)v UUtou b6~ov w xoolliloul Tilv extlvou l l "'. To b n(luXith (v) 6'l),ov' eix!;ncu b n\ X(I'latOtt(lO ntQI KalouQo.

alia sua porla e, poco dopo, vi eonvennero tuni gli abitanti di Utica. Unnnimi ncclamnrono Catone loro bencfanorc e salvatore, c, dcgli uomini, l'unieo libero ed invincibilc. [2] Ci avvenoe mentre correvn voce che Cesare si stesse avvicinando. Ma nulla in quel momento fecc vacilJare gli Uticensi, n iltimore di Cesare, n iI desiderio di ncquistnre O1erili agli occhi dei vincitore, n COOlTRSti o divergcnze, per ii rispeuo che essi nUlrivano nei eonfronti di Cmone. (3] Essi ndomarono splendidamente ii suo corpo, lo porlarono in solenne eorteo vicino aI mare dove fu sepoho. Qui nncor oggi si trova una sua statua con la spada sguainata 2lK. Solo dopo nvcr celebrato i funerali, gli Vti. ccnsi pensarono alia propria salveu.a c a quella della ciu.
(72, 1] Coloro ehe erano fuggiti dn Utica informarono Cesare ehc Catone si era rifiutato di fuggire e, dopo aver fauo paMire gli alui, era rimasto senza limore in ciu con ii figlio e gli amid. Cesare noo eo01prese appieno le implicazioni della decisione eatoniana e si affreu con iI suo esercito aIJa volta di Vtica, pcrch Cntone non era pcrsona da souovalutare. {2] Qunndo ebbc notizia dei suicidio, dicono che abbia esclnmato: tnvidio ln tua morte, Calonc, visto che tu mi hai invidiato la tua snlvezza. D] Aecctumdo il perdono di Ccsare, che con la morte aveva rifiutnto, avrebbe csahmo ln fnma di Ccsare piil di quanto non infnngassc la propria digniti\21,}. Non si pu prcvedcre d chc sarcbbc aeeaduto: si pu, forse, nvnnzare I'ipotcsi chc Ccsare 10 avrebbe tmualO con la mnssima indulgcm:a. (73, J] Quando Cmone mori, avcvn quarantotto .mni 220 [2] Cesare non puni ii figlio di Catone. Egli - c1icono - aveva un c:mtllcrc debolc cd incapacc di resisterc :II fascino fcmminiJe. (3] Ospitc in Cappadocia di tal Marfadntc, un a1ro dignitnrio di corle chc llYCVa sposato una donna molto bclla, trascorsc a casa loro piil tempo di quanto permettessero Ic eonvenicm:c. Si (miro, pcreio, molte bcffc c molti di spirito. (4] A1cuni esempi:

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'Eu),tt'l0t 6! Ktwv i.t'l butiv tOVTU ntvtt)xovta fJeplwxwncl. (2) 'O 6' uio UUto 1I0QO: KOtOO(lOlO Ilh oubiv iI6utt) 6 'l' tyt:tal 6! (l6ullo yevtoOQt xol ,neQI yuvoixu oux aVfnll11lto, UI 'Ev b K01lnabox(<t ~tvt{) nvl XQ110llfVOS MOQIpOMtU tOO" POOl),IXooV, ixovtl YVOLOV tnQent, XO( .nAdova JTaQ' atois ~ xUt; !Ixf 6LatQt13wV XQvov. eoxwnttto tOIUto YQarpvtUlv d OUt6v'
I)

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('II aQtov K.tUlv pali(!;fl -llet t(lLXOVO' lllt(las,

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nQXLOlO xal Mrt(lqlaMtllS. Mo rp(QL, '!'UX" Illa'
~,Il. S"lIc OnOlllll1.c fUllchri rc'c II ClIlune cfr. D,' bdlo A/rico 1111, ); ~1I1110 51111\'" V....

Domani Cll!One parle, dopo trent:l giorni oppure Poreio c Murfadllfc, due lImici cd un\mim'l SOlll
no.
LI\"IO, Pc,iuchl1" "4 ,UlI/tI 11"/l1l1i XI.\/JI/: AI'I'lANO,

'-IlMlO fo,1"'S$IMO IIll, '4. , ". Unll crilico di I'JWUfC", 'CJLlIMce deli' Acc~.l~'IIliu. nei confronli dei .lIicidio? e(r. ~Ilchc IJ"'10 ,10. 7: 11111' di(l.'5u Jcll'opcnllll culoniono IIfll'orc. in\"ccc, ncllo Ilolcmicll di MO'l1fil1l1)611 CIlnlro i dclnlllllri di COIOlll,' ~"icido.

Gurm' civifi

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'l'uxl) YQ f:XCl~Llto tOU MQlfKlblttou t YVCllOV xal eu Luynl) xal ),aIUfQ6 Kln:wv' flaollxl)v 1puxl)v iXLl12l.

(Psychc era ii nome della moglie di Marfadate); e ancora


Clltone nobile cd iIluSlre: ha un'anima regalem.

LSJ 'AU 1[oltv ye t~v tot.O.Ut'lv (Mul'Il'r. xal l]tpltvlOL tei! 6avlttqJ boxlLav. 'Aywvll;~lvo yaQ f:V <J)LlJt1[Ou;; 1[Q6 KaloaQa xal 'Avu.IVLOV 1[tQ tii eeu6L(lta, xal xl.vo~h'l tij <payyo o\ln ~uyelv o\lte afir.iv ~Lwoa, U 1[Qoxa06..,no t06; 1tou~lou, ~111[QoofiLV eautv f:~rpav(twv xo.( O\Ivel;oQ~wv tou; 0\I111li\'OVta, E1ttoe, {talla tii Qetii; Toi evuv'tlol 1[UQClOXWV m (6) eu 6t IlU.ov i) OuyaTllQ TOU KllTwvo, on oW<PQoov'l o/l:' &v6Qla (utO),el<p6elou 8QoUt/tl yQ OUVlj)xtl t41 xtdvavu Ku(ouoa, ut1l n ti); ouvw~oo{a Ilt:ttaxE xat nQ0'xtO l:V fUov al;!ws tliS euyevelos xal (let!]S, w ev tOL 1[fQt DQoltOU ytYQa1[taLm. [7J rtatJ..LO ' (o) ql1'1oa IUlulio{}aL Katwva tre IIi\' n tWV IplOO<pwv exw/{}l] flou>"61ILVO eaUtOv vr.>..eLv, OTf(lOV t Tlil I3Qottp nlOl'tatOv eautOv 1[ClQaaxJV xed XQ'lOllIlTUTOV, ev lJ>t!Jt. nOIS anUtavev.

('] Ma con la morte si riscllno dalla cattiva fama che aveva acquisito in vita. A Filippi era tra coloro che, in nome della libert, louavano contro Cesare e Antonio. Quando vide I'esercito rilirarsi, non volle fuggire n nascondersi, ma sfid ii ncmico stando in prima fila c trascino con s chi ancora rimaneva ai proprio posto: cadde offrendo ai ncmico un fulgido escmpio di virtu militare 222 (6] Ancor piu ammi revole fu la figlia di entone, per nulla inferiorc ai padre in senno e cornggio. Sposn di BrUIO iI ccsllricida, partecip llnch'clln alia congiura e seppe morirc in modo degno della fllmiglia e dei suo valore, come ho scriuo neUa Vita di Bm/o l2J . (7] StRtiUio, che ad Udca avevn affermato di valer imitare eatone, fu ostegginto dai 610sofi nci suoi propositi suicidi c in seguiro colla boro proficuamente con Bruto, mostrnnclosi sempre lcalc. Mori n Filippi.

. JH. I'lu~lIr('o i: I'uni~ restinlOnc ddl'clJirodio fe dei rnCllli urlluri). ehc ii I'roulnc t1~~IJIlW III penodo iucccssrm II] ct'>uricidil), qllllmlo Cllrone, III iCllUilO di IJrtun, f'us~) in Asru. Jn. I\ndlc VIlJ.l,UO Il 7r, J: /'wTAMCO,/Jmlo '19, 9; Apl'rANO. (;"C'rrt'rivili IV r}),
)71.

J~.l. Rirnu!lll "cdovlI di Biblllu nel '19 (CIW,U, DI' hr/lo ovNi III ,H, I; Co\.l..~IO J)IOSll XLI.jIl, .: O.USIO VI I). 10), IPO$ Brulu. ii filllio di Servilill c nillOlc di Curnnt:. Sullll Il lltled plIZiooc di P()rd~ 11I111 COlllliufll lJ.mlo I}, ~'II: '4. 4 c I~, )'9: Inllll mOMe, )J, ~'7.

lQN

DIONE

Con una citazione da Simon ide di Ceo, uno fm i poeti prefcriti da Plutarco, si apre la Vila dedicata ai siracusano Dione. Plutarco informa subito illenore che ii suo scritto com prende la Vita di Dioflc e la Vita di Bruto e spiega la scelta: per la somiglianza dei destini e per hl comUlle educazione alia 610s06a platonica (anche PIUlarco em un accademicol. I primi due capitoli della Vila di Dioftc sono dedicati alia prcscntazionc dei pcrsolluggi: l'iOlcresse plutarcheo ~ confermato dalla lunga OUYXQlOL, che chiude la Vita di Bruto, oella quale Plu tarco procede ad una analisi puntuale delle azioni, dei risuhati e delle motivazioni chc hanno spinto entrambi ad agire, riconoscendo oel comportameOlO di Dione tal uni limiti, dei quali non aveva fatlo menzione raccontandone la vita. L'azione si svolge a Siracusa e Plutarco dclinea il quadro storico, presentando ai leltore iI timnno Dionisio I, ormai pndrone di Sinacusa, ii quale, dopo iI breve matrimonio con la 6glia di Ermocrate, sposa nel397, in seconde nozze e nello stesso giorno, due donnc: Do ride di Locri e Aristomaca di Siracusa. Dione, fratcllo di Arislomaca, diventa cognato di Dionisio I: cssendo nato verso i1410 (l'anno esatto nOI1 C ricostntibile), ne! 397 aveva meno di quindici anni. Dione c accolto alia corte dei timnno e vive qui, godendo dell'affetto, della benevolenza e della generosit dei cogoato chc manterr lo stesso atteggiamento nei suoi confronti 6no alIa morte, ripagato da una pre ziosa e Icale collaborazione in campo diplomatico. Dionisio I vollc accentoare ii legame familiarc con Dione facendogli sposare Arete, 6 glia :lVuta da AristOffiuCU; dcttc in moglic lu sorcllll di Arele, Sophrosync, ai 6glio Dionisio, chc gli sarebbe successo oel potere con ii nome di Dionisio II. Dionc si trovavn, dunque, ad essere cognato di Dionisio I (tramite la sorella Aristomaca) c cognato di Dionisio 11 (tramite la moglie Arete). 11 quadro delineato mostra un Dione perfeitamente integrato nella
I.

tN1"ROOUZIONll fallliglia dd timnno c parlccipc dei suoi disegni politici. Ma un qua dro incompleto. A Diolle, poco pil ehc vcntennc, cllpilll di inconIrllrC il Sifllcusa PIlHone, ehc aveva compiuto un viaggio in Magna Grecill c in Sicilia. L'incontro scgna la vita di entrambi. Pllllone llveva riecvtllo unu calliva impressione daI tipo di vila ehc si conduceva in SiciJia c in Magna Grecio; non mi piacque a((ano la \'if:. che qui si diceva (dice, IUlla impegnala nei (a mosi banchcui ilaliOli e siracusani, nd riempirsi ii venfre di doo due volte ai Aiomo. e la noue nOIl donnirt' mai da soli, c luno do, insomma, chc solifO accompllgnarsi li un lal gem:re di vila... non vi : ncssuna cinll, l>ct buone che siano le sue leggi, che posSa vivcrsc::nc uanquillll, se i suoi cilllldini rilengono gitlSlo Scilllllcqtl:ut' ncgli t'Ccessi, e I'm~io quasi un dovere, illlettolfO solo lW:t mangi:lrt', ~re e dediClllrsi aUe cure d'amort'. f:: una pura e sernplict' nt'CeSSild che in cil1l) cosi non si finisca mai di as.sislert' all'avvicendarsi di lirllnnidi, oli. garehie. danocrarie cd ugualmenlt' inevilabile me chi in esse de'fit"fle ill'Olere sia inso((eral1e Iw:rsino dei nome di UDa cosliluz.ione giusla cd cqua (PL\TONI1, I..{'If('fil VII ja6B-D. Ir. iI. II cura di P. Innottmi. pp. 1.17'149). Gli fa eco Plutarco chc cosi dcscrive I'incomro fra ii giovllne simcusano c ii filoso(o; Dione nllNafO (ra abielfi eostumi sono tln linmno, abilulllO c:: .uzio di una vila basala su disuguaglbnzll c lerrort', di llna OSfellfazione da porwnll. di un lusso volgllte, di uno stilc di villl che idemificavlI ii bcllo coo i piaccri e gli t'Cccssi, non appenll guslo ii supore di un inscgnamento filosofiro che guid:lva aUa vinu, oe ebbe subilo 1':Inimo infiummalo e, llellu sua scnsibililil ai bello, ndb sua ingenuil tuno giovanile, :Ispeullndosi che gli slessi discorsi :lVrebbern SUScilalO um. me desimll cmozione in Diollisio, si lIdOI>Cro e ouennt' ehe iltir'.lnno. in una pausa d'ol.io, si incolllrll.5SC con PllIlone e lo ascohassc (Oioll(' 4,6'7). Dione C conquislmo dllll'inscgnamcmo plalOnico e Platone forlelllcruc coi pilO daUe Cjunlit:1 intellclluali chc mostm di posscdcrc ii suo nuovo discepolo. A seguito di qlleSla convcrsionc, Dione manifesto Sell1.':L!tro iI proponimclllo di vivere per iI resfO dcllo SLU. vifll in modo ,lillcrso dali:. nHlsso deg1i ilolioti e dei sicc!iOli, daI momelllo che 1I11CVa concepilo per lu vin un arnort' superiore a quello per iI pillcere e lu lIil;. disso Illla. Per '111eSIO ereboe l'OStmla nei suoi confrollli du parle di chi invece em lIbillUllO li vivere enlro le regole dellll lirannidc: c queslo fino :L!lu morte di Dio nisio (PI....TONJl, L'/lem Vil J2713, Ir. it. II turu di P. Innocenti, pp. -19-.5il. Sembra di averc di fronle non uno ma due persollaggi: iI eognato dei lirarlllo, ehe vive a corle, riceve onote, assolvc a deliclIli compili

diplomatid, partedpa alia gestionc politico dd potere cd un leale scrvitotc della tirannidc fino alia morte di Dionisio I; iI discepolo di PlllIonc. che sceglie di seguire la via che l>Otla nlla virlu, rinundllndo ai (adli piaccri ai quali fino a quel momenlO era stato abiluoto, c che, per quesla sua scelta di vila, si guadagna l'oslilil dei conigiani. Quesla doppia immagine, che rende incerto ii giudizio ' e crcaambiguil:l c confusione, aceompngner Dionc fino nUa mort. Dionisio I muorc oe1367, gli sllcccde ii figlio Dionisio U. Dione potente alia corte siracusana e ha un progcno: convincere iI giovane liraono ad invitare a Siracusa Pllllone per riformarc lo sinto, divcntando, in tal modo, da timono re (Diom: 10,3>". li qucl che scmbra, Dione spcrava di eliminare. g;razie alia prcsenza di Platone, i tralli dispotici c troppo assolutislici della lirannide c di fare di Dionisio un governante modcrato c rispctloso della legge (ibid. 12. 2). Plutatco dcscrivc I'cducazione riCl"VUla da Dionisio n, ii suo componamento.la vila di corte c, per contraslo, ii cmattere di Dione. EgH eru Q(lialo pcrch: non panccipava con gli ahri corligi:mi ai diver limcnti di cone. Scmbrava supcrbo e nrroganle, mctUrc era austero c sincero. ln rclllt, riconoscc Pllllarco, ii SilO cm un Cllraltere aspro c insocievole, che respingeva c, per 'lucsto mOlivo, Dione cru biasimalo anche dagli nmici che, pmc, llVcvano Slima di lu i; persino Pl:uone gli llvcva scriuo di guardarsi dall'lrrog;anzll pcrch si accompagna alia soliwdinc2. Gli llVversari di Dione, temendo ii pericolo, convincono Dionisio II a tichi;lmare daU'csiJio Filisto', 1I0mo di grande cultura e llbilihl politica, :mlco e sostenitore di Dionisio I lin dai suo esorJio sulla
2.

c ii personaggio piu

,. Un problema d'e ~i I'rt"SCnl~,t1 ~~i sludiOlli c ii ~ellu",lIl"': (UIIlC ~l condliu tu sino n'm ",lesione di l)io11e III l>cllSicro plLuonioo con tu redelh\ II Dlonisio l. Seromlo H. 11<:I"\'e c K. \'on Frill. Din"c sc"'; fcdchllcntc l)ioni~io I pcr uC'luislllrc II cune una posi ziunc .Ii 1)()1~117,U ,ale ehe tlli I'cr111cll~~SC, morre.lel Iir'lIl'If\, di ("ml"re li Simeuslluno .,utO ispir.llo ui l'rindpi pbtu"il"i (llUMIIIl, ,~)6. pp. 1)11'7(,(,: IIns FMlrl. PI'. 6,671. Du bit'l (lellu sineer":L deli" lI,k"ion", di l)iOl1e ,Li l'rincipi plul.mici SPMUTII. pp. 19.1'.1'.1. ri prendendo \li' giudin I;i,) forrnul"LO ,I,L IJIIUIt.Il, 111 "p. 1.1" ~. Lu (r.I5C 1'1:Il"nku cillLh' duc \'ohe &, 1'IllIILrc", 'L H , c LL )'1, ): cnu 1: tnUlu d"ll" 'ILlUrlll l.dll'01 (.1,,111. Pllr se l'hllurco l'IICCCI"L eOllle pllllOn<:ll. 1,1 1.<'11"'01 IV !lO" ? .iI... mll~ i'lllellliC:I nm lu (mse, "llri1Juitl. UPlulOne.I'UlIeI,l>c dfcni"mnel1le rislI1ire ~I jilosufn. .I. Sll l'i1iSI" ... le note 'L I J, .16.

"li"

,66

fllQN

INTRODUZIONf.

sccna politica siracusann. uoma llmico noo tanto di un lirllnno qURnlO dei riranni (cosi lo ddinisce Cornel.io Nepotc, Dioue 3. 2). A
corte si fronteggiano due partili e ciascuno si fa scudo di uno persanalil cuhurale di a1l0 prolilo. Plalone giunge, e accolto coo grandi onori, d llvvio alIa sua opera educatrice ma eeco che viene scoperta una leuera, sentia da Dione ai Cartllginesi. Sembra un tradimento. Dionisio II convoca Dione, lo conduee ai piedi deU'acropoli, gti mo-

parte dn Siracusa: coo !'allontonomento di Diane e vcnu!o meno ln possibilit di istituire li Sirllcusa uno stato ispirnto ai modello platonico c pai Dionisio II deve dedictlrsi alia gucrrll contro i Cnrtnginesi. Oione vive in Grccin: IId Alene frequenta l'Accademia, nelle nitre dtfli greche gli uomini politiei pi influenti, con i qUllli assiste alIo svolgimento degli agoni paneUcnid. Oopo qualchc anno Dionisio 11 c di nuovo preso dai desidcrio di ascoltare Platone e lo invita. Platone non ritienc opportuno recarsi nuovamente a Siracusa ma, pressalo dagli amici di Dione e dagli amici di Dionisio, cede. II suo viaggio a Sirocusa si risolve in un insuccesso, perch non gli riesce di riappacificare i due cognati. Dionisio, lemendo, da un lato,l'ollivit di Dione in Grecia, dall'ahro, forse, indispcuito da taluni comportamenti di coloro che avevano accompaRnato Platone, in particolare ii nipote SpeUSippo4, perde la fiducia ncl filosofo, confisca i beni di Dione e li vende. Alio scopo di eSlromettere dcl tUIlO dalla famiglia Dione, coslringe la moglie Arete a sposare un suo amico. Plalone riesce a parlire dA SirACUsa fra mohe difficoh, incolllrn Dione od Olimpio duranle lo svolgimento dei giochi l}60 a. C.l, lo informa di quanto e accaduto: Dione decide di muovere guerra al tiranno. 3. La spedizionc, ouoccnto uomini circa, salpa da Zacinro verso la fine di llgOSlQ dei 357. Dionisio 11 informato dei prcparativi e ha disloClltO parte della floun nclln Iapigia ngli ordini di Filisro, parte a Caulonia ai suoi ordini, per intercetlnre le navi di Dionc il qunle, in-

Slro la lellera t, seoza Icncr conto deUc sue giustificazioni, lo fu imbarcare a forza e uasportare in halia. IJ fauo suscita grande clamare a Siracusa e ii timono si affrell3 ti dichiararc che noo si traUa di esilio ma di un lempornnco ollontanamcnlo. Di li a poco onche Platone

vece, osa la navigazione in alto mare e giunge in Sieilia sfuggcndo ai ncmici. Sbarca vicino Agrigento, ad Eradea Minoa, allora in mano cartoginese, e di li si dirige subito a Siracusa, ingrossando le sue file con contingenti inviatigli dalle cilt chc si schierano dalla sua parte e conquistando Siracusa, sguamita di truppe, che lo occoglie come un Iiberatore: nel corso di una improwisata assemblea popolare e acdomato, insieme con il fratcllo Megade, stratego con pieni pOleri. Anendc Dione un duplice compito: da un lato ridefinire I' asseuo poli1ico di Siracusa, dall'altro complelore I'occupazione della ciu, conquislando I'isola di Onigia, la rcggia-fortezza dei Dionisi, dove si sono rifugiali i mercenari e i soslenilori dei tiranno. Enlrambi i compili non sono agevoli ma linche correlati: per colpa di entrambi Dione entra subilo in confliuo con ii popolo di Siracusa. Egli si dedica aU'assedio dclla fonezza; sene giorni dol'O iI suo ingresso in cill, Dionisio 11 giunge da Cnulonia ad Ortigia e avvia traitntive; ii popolo si mostra intransigente, Dione disposto a f3rc conccssioni. Sono inviati ambasciatori presso ii tiranno chc approfiun delI'allelltamcnto delln sorvcglianza per lanciare cantro la eiu un allacco improwiso, respinto dai mercenari di Dione. Subito dopo sono recapilale a Dione lencre scrine dai suoi parenti rinchiusi in Oro tigia e ndle mani dei liranno. La soreUa Aristomaca e I'ex-moglic Arctc' lo pregano di riconciliarsi con illirannoj la leuera, recapilala SOltO iI nome di Ipparino, il figlio di Dione, slata scritto, in realt, da Dionisio II, che ricorda ai cognato i servigi da lui rcsi con zelo e lealt alia tirannide e lo esorta a farsi lui stesso liranno, salvando amici e parenti. La lenura pubblica delle Icuere, e sopranullo dell'uhima, raggda i Siracusani che comincinno a sospcl1are di Dione perch grande era, per Dionc, la necessit di risparmiare ii timnno (p, 2) e sono presi da entusiasmo alia notizia dell'nrrivo di Eradide, anche lui un esulc, chc giunge con dieci navi cd subito eleito navarco. Siracusa ha ora due capi di orientamento diverso: Dione n benvolulo daI papalo n disposto a fare concessioni ai popolo, Eraclide che gode dei favore popolare. Siracusa vive in una situlw:ione nnomala. AI vertice dello SintO vi c
). Ly IntimoniYllu Yllche ill l'OLllISO V ,. 8.

,68

I.\ION

INTROOUZ10NIl

una coppia di stnltcghi eon picni polcri (Dionc c McgadC), deu! per acclmnmdollc d:ll popolo: cssi hnnno chicslO cd otlcnuto di csscrc af-

fiancllli da vcnti collcJ;hi. Nclla I1llTrazionc plutllrchca non vi c traccia di qucsti vcntiduc magistmli: agisce solo Dionc. Al secando P0510, dopo Dione, vi Eradidc nnvarco. I1 titolo di str:ucgo con picni potcri pcricoJoso: assunto da Dionisio I, gli pcrmisc di [ursi rimnno, ma giuslifica la prcscnza di un comandante eDil pieni pOleri la ncccssir:'! di continlllltc la guerra contro Dionsio 11. Di filHO, SiraClIsa c
una cill:l chc si governa dClllocraticumctllc: 10 mosrr:mo Ic nUlTlerasc asscrnblcc. (I volte sponlrlncc, ehe si svolgono in ciHIi c dibllllono tuni i problcmi. Dionc rifctisce stJ ogni affare aI papaia che delibcTll. Ma lo scontro fTll iI 1'01'010 e Dione si fa scmpre piu acceso pcrch Dione nOll l: un dernocnnico n :U11a la democTllzi:1. Prima ehe Platonc giungessc a SiTlleusa nd 366, secondo voei ehc COTTeVllno in eiu e furono riferitc aI tiranno, Dionc avrcbbc discusso eon Erac1ide e con lo zio di qucst'ultimo Teodote dei suo progello politico: a quel eh.: sembru, Dione spcrllva di eliminare, grazic all:l prt"Senza di PIlltone, i traui dispnlici c lroppo assolUlisfici dcllll tinll1nide c di f:lre di Dionisio UJI 80\'crn,111le ll10dcnllO I: rispelloso dellil IC!!8e; 1ll11, se Dionisio si fosse opposto e ,1VCSSC ri/iul:llo di :\{Idolcirc iI suo governo, :lV<''Vll {leciso di rovcscinrlo c di re. stituire ii potere ,li SiracllSillli. non perch :lpprovas~e la dClllocrnia ma perch la rileneva di grull lunga rnij:;liore della tir:mnide per coloro i quali f:lllissero I'obicnivo di unu ~:ml\ aristocrllzia (12. 2-,). Ci che preme li Dione, dunque, C instaurare a Siracusl1 un regime aristocralico chc, forsc, non coincide nemlTIcno eOIl l'assetlo sta1l11e frulto dclla daborazione platonica: di qui lo scoppio pressoch imrnedi:no dei contrasto COIl ii 1'01'010. Al vcnicc dcllo stato vi sono Dione cd Erac1ide; Dione stTlltego eOIl pieni poteri, Eraclide nllvareo, subordinata a Dione. II titolo di stratego eon pieni potcri dli ii Dionc iI comando supremo (anche dclla (lona) ma si cstrinsccll soprattutto ncl comando deUe truppc di terra, la cui lite rapprcsentalfi dai mcrcenari giumi con lui c.lalla Grecia; essi non sono siracusani e sono legati da un vincolo di fedelt personale piu II Dione chc a SiTllcusa. Accanto lli mcrcennri ci sono contingclHi inviati dagli atleati (le dtt siceliote che si sono schicrate COIl Dione, ribellandosi a Dionisio li) e, certamente, anche un

gruppa di Siracusllni, ai quali Dione ha distribuito le pllnoplie" portate dalla Grecia. L'esercito di terra, in p:lTticolllre la f:lllteria pesllnte, neccssario perch bisogna assedillre Ortigia, ma Dione C oggetto di critiche da pllrte dei popolo chc lo accusa di inen.ill, di inoperosit:\ ndl'llssedio tlllo scopo di prolungare la guerrll e gil.lstificllre iI suo comando straordinario. U comando della /lOttll affidato nd Eradide e la guerra contro ii tiranno si svolgc anche per mare. Diodoro c.lil notizia di scolllri che avvengono sul mare fra la /lotlll siracusllna e 1:l /lona dd tiranno, che viene ripelutamente sconfitta (XVI 13, 3). 11 successo maggiore, che i Siracusani riportllnO, C una vittOrill navale: muore Filisto, ii piu fedele e ii piu capace collaboratore di Dionisio II. 11 mcrito deI successo dd naVllrco Eraclide e dei marill:li siracustlni che appartengono agli strati piu bassi della pupolmdunc. Queslo cvelllo raffoT'.lll ii giudizio negativo che gi in precedenza ii popolo avcva espresso suUa presenZll dei merecll:lTi in citt (3:5, 2). La vittoria su Filisto oscurala dai fatto chc Dionisio II ricsce a fuggire da Onigia: la COlpll dello smllCCO ricade sul nllvarco Ernclide che hll bisogno di riconquistllre iI favore popolare <COSI prcsentll i flltli PIlItllrco) c spinge ii demagogo Ippone a prescntnre proposte che mirano II TAf. forzare la democrazia e incidono fortemente in mnbito socillle cd economico. Ippone propone di ridistribllirc la term, Eraclide parla a fa vore e ta proposta approvata dall'assembtea popolare nonost:lntc I'opposizione di Dione. Ncl corso dclla stessll assernblca si decide lUl' che di privare i merccnari dclla paga c di cleggere altri strateghi. Os5elVll Plutarco: essi, che !"edud, per cosi dire. dalla lunga mlllutlia mppresenlala dnllnlirannidc, cercllvllno subilo di levarsi in piedi c di governars d:1 soli (tIla non cru ii momento), agivano in modo Sbllgliuto e odiavano Dionl: che, comI: un medico, voICVlllrntlenere ln cinil in un regime di vila rigoroso e tcmpernlo ('7, 7). L'cpisodio si presta II qualche osscrvazione. La proposta di e1eggere nuovi gtT:lleghi non di per s diretta contro Dione. L'c1ezione degli strateghi si svolge in piena estate; Dione era 5tato eleito stratego con pieni poteri alia fine di sCltembre dell'llnno precedente. Evidentemente, i Siracusani ritengono che si possa procedere ati un rinnovo
6. Cinqllcrnilu ~cc"nd" D:OOOMO XVI '). )
CIO.}.

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INTRODUZIONE

'7'

dei coUegio magistrmualc e salvano una certa continuil con iJ collegio precedente. NeI 3)7 era stnto eleno un coUegio formato da venLi due slrnteghi, di cui Dione e Megacle con pieni poteri, cui si era aggiunto, in un secondo momento, Eradide come navarco. Oro e detto un collegio formato da vc:nticinque stratc:ghi: manca 10 stT1ltego con pieni poteri ma qucsla non e una magistratura ordinaria bens! straordinaria: la decisione di procedere alJ'daione di un collegio magistraluale di tipo ordinario non necessariamente significa un alto di osliJit contro Dione. esprime iJ desiderio di rientrare ndla normalit. Chc poi Dione non venga e1eno, queslo e falto che rientra nellibero gioco democrntico cd e conseguem.1I. ddlo sgretolarsi ddl'oppoggio popolare, I Sirncusani decidono di privltre i mercenad dclln paga. La deeisione non sorprende perch Plutarco ha gi riferito dei malumore dei Sirncusani nei confromi dei mercennri. Plmorco informa linche che i Siracusnni tentano di smccnre i mercennri da Dione, offrendo loro ['ugullgliam':a dei dirini politiei (38, 4). Queslo, Eorse, significn che nnche i ll1crccnari rientrano neU'ampio riasseuo dello stato, cui i democrmiei lendono, e che non si agisce contra di loro in maniera punitiva, come suggerisce Plutarco, I Siracusani hanno decrctato di procedere ad una ridisltibuzione di temi. NeI momento in cui i mercenari siano inserili nel corpo civico, godrcbbero anch'cssi dei benencio della ridistribuzione, ricevendo un vantaggio molto maggiore dei danno derivante dalla perdita dei salado. Dione subisce una sconfitta politica pcrch ha perduto ii favore dcl popalo. Plutarco paragona i Siracusani a dei convalescenti, non ancora rislll.bililisi dalla lunga malauia rapprcsc:ntala daUa tirannide, e Dione ad un medico che valeva Iratlene~ la eiu in un regime di vita rigoroso e temperato. E frequente negli slorici greei, e anche in Plularco, ii ricorso a metafore e nd un Icssico tratti dalla medicina: Plutarco vuol dire che Dione si oppone ai funzionamento della democrllzia e cerca di instaurare a Siracusn un regime aristocrntico, progctto che egli aveva inteso perseguire sin dai momemo della morte di Dionisio 1. Ma non questo che ii popolo pensa di lui. I rllpponi EtIl Dionc c iI popalo si sono incrimui quando vicnc lena in llssemblell ln leuera, apparcntcmcnlt: illviatagli dai figlio Ipparino, di fnuo scriua dn Dionisio II, ii qualc invita Dione li non distruggere la tiranniclc mn

a farsi egli slesso timnno. salvando in tal modo dall'odio popolare llmiei e pnrenti. Da queslo momemo, secondo Plulllrco, i Siracusani comineiano li sospcttare di Dione linche se si pu pensa~ chc possa aver gi insospcttito i Siracusani !'atteggiamcnto morbido e disposto a concc:ssioni, adottato da Dione in occasione delJe prime uauative con illiranno e dimostmto pcrdente daDo svolgersi degli eventi (cap. 30). L'accusa che Soside rivolge ai Siracusani e di essersi liberali di una limnnide sonnolenta ed cbbra per accettare un padrone sveglio e sobrio (34. 2). L'intero episodio di Soside, lImpiamenlc dcscrino da Plutarco, e costruito sull'accusa rivoha a Dione di componllrsi come un timnno e Dione:: deve fare ricorso II tul10 ii suo prcstigio c nlIa sua autorit per dimostrare che I'accusn ~ infondatll. L'accusa di volersi Eare tiranno era stala rivolta a Diont: subito dopo ht morte:: di Dionisio I: i fedelissimi di Dionisio 11 esortuvano il timnno a stnre in guardia pcrch ii vero motivo della presema di Platone a Siracusa crn ii suo allontllnamento dai potere c la sua sostiwzione coo Dione (14, d. Fino aUa mone, Dione noo riuseir a !iberarsi dai sospetto di aspirare alia tirannide 7, forse non tanto perch questa era la sua nascosta aspirazione quanto per ii suo componamento lIhezzoso che lo isolava dalln gente ll 4. Dione perde lo scontro palitico e si aDontana dalla eiu con i mercenari, rifugiandosi II. Leontini. Avviene un fano nuovo. Ai mc:rcenari rimasti li difendere Ofligia giungono viveri, e forse anche rinEor.li, trasportati da Nipsio, un comandante mercenario agli ordini di Dionisio 11. Nipsio lancia un atlacco improvviso conlro la ciu e i Siracusani non riescono II respingerlo: vi sono moiti mani, donne e bambini condotti prigionieri neU'acropali, devastazione dellll zona contigua aU'lIcropoli. Dapo un seconclo, piu dcvnslante attacco, i Si rllcllsani richiamano Dione, che respinge Je truppe di Nipsio, GIi uo7. L'uceu.u u\'c\'u ciroolulo l,rllU11lcnle: I'I.... TONH, ulfr,,, VI/ ,UoB: j,UAj.\4ll: CoMNHI.IO NIlI'OTH, DiOflr 6'1; ATHNI:O XI ,a8E.E Pcrsino 1'11Il~roo I'ucooglie ndlu O(jYMl'l(II~, Iii dQ\'c seth'c; .. neppure !Ulti gli umiei crcdeltem chc Diulle, dopu ~ver '(U(ciUIO Diolli.io, nOI1 si urehlx: auicun.uo llll solido polerc, inll~I1I1~l1do I dll~dini con I'uso di \ln nomc "iiI mile di qucllo di lir~nnid<: .. (j, 'o; \'d. ~nchc O(jYXIlI(lI~ Emiti,," /i'"",lrflnr.. l, .I)' H. Vd, J~ dncriziunc dei ur~llcrc di Dione 1I11luragrlolfo l c la nOl~ 1.

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lON

INl'RODUZIONIl

'73

politiei di pllrtC dcmotr:uica fuggono da Siracusa, Eradide si consegna a Diooe che lo lascia libero, nonostante i suoi amici gli consiglino di abbandonarlo aUa vendeua dei sold:ui. Dione riclcuo slr:llcgo con pieni poleri e, per placarc la massa rumoreggiante in assemblea, riconferma Emclidc navarco: ma qu(.'Sto non significa che si lOrni olla situazione precedente, ii clima politico cambiato. Cambia ii modo di gl'Stire ii polere da porte di Dione, che si mosml piu autorilario cd esereita un polere che non sembra avere limiti. Ci chc soprllttuno dislingue ii primo dai secondo periodo di slra legia di Dione qucslo: nc1 primo periodo a Sil1lcusa si svolgono nlOlte asscmblcc, 1Ilcune anche spontanec, e tutti i problemi vengono dib:lltuti ndla sede pubblica piu ampia; ncl secondo periodo scompare I'attivit assembicare hranne forse un caso~), Dione agisce in maniem autoritaria: cassa ii provvedimcnto di ridislribuzione dellll temi, giii ;lpprovllto dall'lIsscmblca popolare, atto ceMllmentc iUegalc. Non sorprcndc chc Ernclide riprenda coo oltimi llrgomenti la sua campagna contro Dione, che accusa di volersi fare liraono. Dione si accorda direllllmcnte con ApoUocmtc, ii 6glio maggiore di Dionisio, lasciato dai padre a difenderc Ortigia, e non sembra che la trattlltiv3, come ncgli ahri casi, passi per I'assemblea, Dopo la paneoza di Apol. lacrale e la rcsa di Onigia, Dione oon depone ii titolo di slr:llego con pieni potcri, omlai reso inulile dalla fine della guerra contro Dionisio, ma se ne serve per awiarc la riforma dello slato, nel1a qualc si fa aiu ltlre da c.:onsiglicri c.:orinzi:
Il11nl

Diont: a\,(.ova invilato i Corinzi, speranoo di iSlituire pill flleilmolle. gnzie alia loro prooc:nza, iI regime politico ehe IlVCVIl in mente, Si proPOUCVIl di Ilbbaltere ii I>uro regime democrlltico, poich ooso non era un regime politico mil (quooto a(fcrrllllva Plalone) ii supcr-merc:llo dei regimi: piUllosto, mescolllndo j'llssello 1:lconico c crclesc (che risultavll di dC010Cr;JII e mon~rchia), iSlilUire t: org:mizl.urnc uno nd quale una llristocrazia :>ovrimendoose e decidoose sugli affari pid lmpon:mli: vedcva, inflllti, ehc proprio i Corin si govemllvllrlo in (onnn Jliut. !Osto oligurchicll c nou IrnttuvallO molti a(fari pubblici nell'assemblell popolare (H. ~-.. ).

Plmurco uvcva dato nOlizil1 ai cllpitolo 1:1. li progeuo, nel 367/6 ancora astratto, di iSlituirc a Siracusa (cuna sunu aristocraa h:l, 3), cio uno st:no nc1 quulc unu aristocrazia sovrintcndessc e deeidcssc sllgli affari piu imponanti (H, 4), si concrelizza ndln scella dei mo dcllo oligarchico corinzio. Nclla Letlera V1l1 Plalonc :mribuiscc a Dionc un progeno politico diverso, di chiam ispirazionc spanana: iSliruirc li Siracusa una lriarchia, della qualc faccssero parle, ai posto di Dione ormai defumo, ii l1glio Ipparino e, ancora, Dionisio II c ii fr:nellastro Ipparino (l1glio di Dionisio I e Arislomacal. La descrizione plulonica (ammesso chc la utJera sia di Platone) apparc paco convincente. pcrch in contrasto con qucUo che conosciamo delle azioni di Dione. Egli non si mai mostrato interessato ad un accordo con Dionisio II ma solo disposto a fargli conccssioni: Dione continua I'assedio di Onigia 6no alia resa della fonezza anche dopo ii suo ritorno a Siracusa da Lcontini, quando si trova ad cscreilare lIn polere assolllto suUa ciltii e noo ha rivali in grado di contrastarlo. AI contrario, CDionisio II a proporrc a Dione un accordo politico, csortandolo a farsi timono, e, forse, ii progeno descriuo nella ollava ullera plaronicn giova soprattulto a Dionisio n, che rienlrerebbe in un giaco dai qllulc ormai csduso. A me I>;lre credibile quanlO Plularco afferma, ciC che Dione intendesse iSliluire a Siracusa un regime oligarchico ispiralo a quello corinzio, mentre mi pare un omaggio ritualc a Plmone qudl'accenno al1'assctlo Iacooico e crelese che ei guida, appunlo, in dirczione di PI31one. I mpporti fra Dionc eSpana er:lIlO pcssimi, nonOSlante Dione fosse ciuadino sparl:mo, li causa degli inlcrvenli, ostili li Dione, in Sicilia di P:lrace e Gesilo. E soprattutto; Dione invita consiglicri corinzi, rinsaldando illcgame originllrio fra Sir:ICUS:1 c Corinto, non si rivolge ni: a Spart:! lU n AIl'Accademia ll ,

11 progetlo, chc viene auribuito ti Dione, si conferma idemico II quello forrnull1to ncl 367/6 C :IUora concordato con Emclidc, di cui
9, I'l.'t I:i dl'l.'isionc <Ii s"j.llierc I" 11"1l~ "d. ]:, notu ~ ').

'O. Dionc seelllic un" IK,liticlI ~"Slcm d;wl1m LIli 'ludl" I'Cn;Clluill' (11Ii Dioni~i: prderisee stubilire buone rcluoni con C,1I1UllillC lDillnisio I COlllh:lltlllO qlHlllro Iluerre mlltro i Cllr1Ullincsl. di cui l'lIhilllLl mndusII ,hLl li8lio Dillnisio II: ", ,(,. ,I e 11011') c inl~1' wmp..,re t:. ml!"bOfll1.iolle COI1 S]>lIrlll (".I. " '-7: '7, II c n.,l11: ,111, 7"19 c 11Old, rin!llld"ndu i ICIl,,,ni <"cm Curilllu. ,I. SuU':llli"ihi s"oh" <I" 1"luni <lisccpuli di PI"lUIlC "UI11I.' 'Ollsilllicri c 1~llislulUri ,d, M. hSARllI PAll~"''T~, ,y8<), pp. 6)-711.

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'74
~. II progcuo di Dionc incontra ]'opposizionc di Eradide: qucsta volta Diane IlO/l lo tollem e pcrmcttc ehc Eradide sia ucdso. J?l'ini. zia dei suo declino. Ncgli ultimi capitoli dclla Vi/a pluTllrchcn, Dionc npplltC insicuro c depressa. tormentata daI rimorso per J'uccisionc di Emdidc, in pteda ai terrore quando gli scmbra di vedete un fantasma nella sua ClIsa, psicologicamente incapaec di opporrc rcsistenza alia congiura ehc si Vll org:mizznndo e di cui e ai corrente, L'insicurczza c la condizionc di dcbolezzll psicologica dctcrminano forsc anchc un comportamento politico oppressivo c repressivo: ardina a Cnllippo di scovarc coloro ehe gli siano ostili, (d:1 qucsto puntO ci nimll Cornc1io NCpOIC), confisca i loro bcni, dislribucndoli ai soldati; per mancanza di fondi e costretto Aloccare anche i beni degli amici. Questo gli concilia ii favore dei soldai i ma gli fa perdere quello dei nobilij ii popolo pllfla di lui come di un liranno (NEPOTE, Dione 7) c iI comportamento di Oione sembm proprio quello di un timnno. Perci a CalIippo non c cliffici1c orgAnizzare la congiura. Oione c ucciso e ci chc colpisce nel rllcconto plutllrcheo i: la solilUdine che lo circondn: non pu conlare sul favore dei 1'01'010 ma nemmeno su quello dei nobili, nemmeno su quello dei soldati, se si considern che ad ucciderlo sono mercenari di Zacinto, cioe i soldai i che pil di tuni avrebbero dovuw essergli fedcli. Dione c ucciso menlre si trova in casa con numerosi nmici ma, quando subisce l'llggressiol1e, neSSUI10 interviene in sua difesa, gli amici lo nbbandonano ai suo destino, pur essendo certamente in numero superiore ai congiutllti entrati in caSA. E forsc ha mgione Cornelio quando osscrvn: qllam iJwisa s ringularis potcntl ct miscranda va, qui se metlli qllam amari maluftl, cuivis facilc iJllellectu flfir (Viom: 9,5) 12.

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c.,

c.,

c..

NOTA CRITICA

j, ~ nfllnEv txdvll nQotl!(l~ Ziegler. HlJTfi: preferista scriverc con lo spirito :Ispro, sullo searlll di Clcm#MC 18, } e MOfa/ia 119 A c 167 F, c non con lo spitilo dolce kodici c F1l1celiere). Zicglcr cspunge. ~, 8 (xat) ... [nl come Luar, Sintenis c FJl1celiere.

10, 2

dc; ltQeT~ ZicglcrJ.

,/O'l:

C,

llccetratO

do Sintcnis c Flllcclicre (do;:

QI!T1)V

Y111

10, } i1(11(l0VQllo'lIU:vU: non convincente

la

carrezione proposlLl

da Ziegler

('lltvOl) sullo scortLl di Plotonc, LeUi III 680 E. I I, .\ non necessorio I'integruzione dVUl <ti;) 116'10'1, proposto do Brylln e llCccltata do Ziegler, sulhl seOTlU di PU.TONI!, u'Ut'rn Vil }28 C.

17,7 mnntcngo llllczione dei codiei 6111lOtm

(61I1lO0(~1

Zieglerl .

.H. ~ mi pure preferibile ),ul'I'Eiv lTlIffinndnto dni codiei (contro eL", proposto dll HlIrtmlln e IIccolto da Zieglcr), pcrch rilcngo chc ii verbo faceill riferimcnto ai fastidio chc I'assedio procutll ui eillndini. 37,;[ y\i(l(llU e allcSlatO dalutti i codiei lrnllne L (yaw, lIccolto dll Zieglcr). Di qui e natll ln propOstll di correzionc ovanz!Ua da Lone (ytJoQ1lta) e dll Portcr (yuo.(I0tuV seil. 'YQov). 'II, ;[ Ilavull),;; non ncccssarill tu correzione VWVU(O;, proposln dll Zicglcr 5ullll base di AlewlIIdro '0, 8. '1-1, " oITOU'lv c corrczionc propostn da Sinlenis per illrlldito oxokilV, EsSII scrnbra confcrrnulll da ,", 2. ,,6,6 la corrczionc [vlu;'lokeupttvw;, proposla dll Simcnis, scmbra confcrlllalll dlllla preSCIl7.:I dcl succcssivo el;w. 49,7 (hp') aI;: I'inlcgrll'l.ionc statu proposta da Portcr c scrnbrn opporluna per completare ii senso ddlu frasc. :14,4 lllfl' (lutoii e corrczionc nnlicll di im' aiJto lrllmllndllto dai codiei.

OiJyX(IlOl; l, 6: preferisco, come Flacdierc, ii scrnplicc til; 'Pllllll, uttcslalO in A, c non tli; lTutQl60 'PU)1111; in QZ o la correzione jHOposta dll Zie glcr til rt:at(llllo; I'PO)jU1].

lI,II'AQll y', Wol'ItQ L.luUV{bll cplJolv, WI60oll: vtltlwv l , toi KOQlvOtol o-u IUlvlt:w tO W'J.OV 2 ellLotQatEOaOI Ilt'tll 'tw" 'AXmw", tl lt6,lttl"OI ai. lltQl naltO" I f:~ UQxi] KOQl,,(hOl ytyo"Ott ou"tJ1xou'V llQOJllW, otitW tlXO tU 'Axa6lJlltiq. Il'ltt 'PwJlatou IIt)O' wEUlJ"a tyxC1tL", too" CPtQOllhou i:x 'tij YQacpi] 'taTlJ, ~ 'tO" 'tE B(lomu lltQltXtl ~lo" ltal 'tO" L\tw"o; [21 'o:" Iltv a-u'tq, nM'tW"L nkT)ollloa, (, 6~ 'tot OyOI tV't(lucpt:l toiS m.lI'tw"o. wonfO Ilt IlL WQJu]oa" llq>6U(lOl llukutO"t'(lu en:l 'tou 'ltyW'tOU yw"u. lJ) Kul 'tO Ilh ,IOLU 1l0)J.ll xal 6,llt.q>. llQ.~uV'tu ItaQ'tuoi]om 'tq, ltUOlJYflIO"1 'til a(luij, tl bti cp(lovt)on xul blltUt.oaVll bv{llllV e:fl 'tO {I-u'to ltul t'lXlJv ouvefttiv, j"u ltUo clllU ltallltyEftO Ul 1l0mltul llQll~tU; M~WOIV, O-U ftUU'I{lotOV lou". [4] 'U YO(l 'l1fnOJluxo ad1ltlJ ttyt tOU ytyu,tVaOltt'YOUS nU(l' u-u'ttP x" x(lta f:~ yoO lblilv cptQovta t,uyvwvm ll(l(lwftev, otino tO" Oyo" lotl" tlxO tWV nellattUllt'YW" IIO{W tnf:o{}m 'lui n(l.~tOlv. llltttl" tlVU xal QuftlIO" nlcptQovtu ,Iu to ll(lt1l0VlQ.
[2, 11 AI li Txm, ToV; (IuJlllt'llaCJL 'lcin.ov ~ mil; ll(lom(ltotmv O\l(JUL ai u-utol. auvYOUOL TWV vQwv 'tOu ~tou tl JlOlTlJTa. 121 nQoUVUQ!6110Uv yQ alupouQOL TO Ttkou. tt llQoOf:VtO Ta

[I, 1] E dunque, caro Sossio Senecione I, Simon ide dice che ruo non si ndiro con i Corinzi 2 , quando I'assalirono insieme con gli Achei, giacch GlllUCO J , corinzio di origine, combnneva con ardore al suo finnco; ahrettanlo, conviene che n i Romnni n i Greci rimproverino l'Accademia, poich essi sono trottnti in modo imparziale in qucsto senno che comprende la Vita di Bruto e la Vila di D;olt~ [2] dei quali, qucslo fu disc.:t:polo Ji Platonc in persana, quello si nutri della dOllrina di Plalone e, come da un'unica palestra, entrambi si slnnciarono verso i piu grandi cimenti. [J] N deve meravigliare chc cssi, che hanno compiulo mohe imprcsc simili c gcrncllc. rendano 1(."Slimoninnza in favore di chi li aveva guidati verso la vinu, climoslrando che polcnza e forluna vanno congiunte con snggezza e giustizia, affinch le azioni politiche conseguano I'omamenlo, insieme, dcUa bcUezza e deUa grandezza. [4] L'allenatorc Ippomnco solcva nf. fcrmnre di poter riconoscere da lontnno chi si fosse escrcilato presso di lui, linche se lo vcdcvlI panar via carne dai mercl1lo. Cosi c nalurale che I'insegnnmento filosofico Iraspaia nelJe lIzioni di coloro chc sono slnti educllli in modo simile e che li quelle conferisca, insicme con ii decoro, una certa qunl misuralll proporzione e nrmonia. [2, I] I destini dei due uomini, identici piu per quanto occadcle loro chc per quanto scelsero di fare, rcndollo simili Ic loro vitc. [2] Entrambi furono uccisi prima di raggiungere lo scopo cui ave

1. Sossio Senc:donc. UIl coltuoorulorc: di Tmi'l11o. fu cons.olc: nd 99. 102 C 101 d. c.: u lui. prooubilnlcnlC, P!ul.,rco dctlk le Vil,' PII",fldr e le Q/lrJlim,; (m'lli~illli (",I. 1'111 TAMCO. I. UTET, p. '1), 2. SI~IONlllll (>1 C.:O. fr. 61 PUHe (1!)61).

.I. Glouco di Udu. nil)()IC di Ikllcrofome, disccndcv~ tllI Sisifo corinzio: dr. OMBRO.

Ifi<1J..

Vll.n~l r.

l\ION

, ->
v:mo dirc[[o Ic loro azioni, scnza riuscirc li reaIi7.1.Jlrlo pur dopo molte grundi lotte. [3] La cosa piu mirahilc di tuttl~ la segucnlc: pcrsino la divinilii prcannunci ad entrnmbi ln nne. poich in modo :mnlogo n cinscuno dei due tlpparvc uno spenro di aspello non benevolo -4. [4] Eppure, vi sono coloro che negano' simili fenomeni e nffermano chc a nessun uomo S;ll10 di mcO{c si presentata n b visione di uno spiriw n un fantnsmll ma che i bambini, le donncue, gli uomilli in deli rio per Olalllttia, ncU'crrare dc1I'Il11ima o per squilibrio fisico, ngituno opinioni vnnc c ussurde. mentre sono proprio loro ehc lIeeo\gano dentro di s uno spirito malvagio, III superstizione, ['] Ma se Dionc c Bruw, uomini scri, smdiosi di f1Iosofia, non indini n a cedere n a lascinrsi cnttllrarc da una qualunque emozione, furono posti da uno ~pettro in uno SI:1IO J'animo lale da parlame persino coo L'Str:toei, siamo forse costretti ad accCUare la piu incredibile fra le opinioni di remota lIn1ichit, [6] cioe che gli spiriti caltivi e maligni, che invidiano gli uomini probi e si oppongono allc loro imprese, suscit:1Il0 in loro tUTbamcnli e paUTe, scuolcnclo c facendone vaciJJarc la vinil, afnnch essi, non f(.'Slando snldi cd inlegri ne! bcnc, non oncnRano dopo b morte una sorte migliore dclla loro. [7] Ma qllCSti argo rnenli si ano riservali ad lln nitro scrilto('. ln qUl'Sto, ii dodkcsimo dellc Vi/e Parallele, cornincinmo colnurrnre!ll vita dei piii amico dei dllC.
C

nQ~ll tx nowv xolllfy}.wv :ywvwv xU'tottl!attm 'I~ bUVllttl!vu. ()] RQ bl! nvtwv ttau~aOlWtatOV, tl xal T ba41VlOV lllpOtl!QOl nfbijwOf t~V u).futflv, flolw exatl!QqJ q>0llatO tl 'l'w oux fU'

IlfVOU naQayevollhou~. [4J Ka(tOI ).6yo d fon tWV valQoVl:wv' t tOUlUta, IUl6fVl v vouv ixovn nQoonfOflV <PltVta0IIU bailtOVO '1I1 b' ei6w}.ov, ).).Q m:uMQla XCI! yvma xal ltaQatpQou bl' o6l!vnav ltv6Qlnou iv tWl n).Qvql 'lJIUX~ li buoxQaol~ OlllOtO yevo. IltvOU, M;a tep/!).Xeo601 xeva xal u).}.OXtOU, 6ulllOVO nov11Qv h atOU; [etvm] buol6alflOv(av ixono. 1.5] Et fi! .6.(WV xol. BQOUTO, v6Ql! ill~QL6eU; xol. epl).600epOl xal nQo 0'6v aXQooepol!i o'6' eU.).WtOI n6o, otw un lp6:0110tO t'ilEtl!6'lOOV, WOlf xal. qJQom nQ hl!(Iou. oux oI&t J1T( TWV nvu nal.alWV TV lnonwtatov vayxaoftwllev n(loa6~ea601 ).6yov, (6] w tO; epoul.o t'iatIIVIO xal ~ooxovo, nQOOr.p6ovouVl:O TOU; o:ya60l aVQol xot tuu; nQo;fOlv tvlOtJlfVO, taQoX xul rppou tnYfl, odoVl:u xut oepOVl:O n'lv Qftilv, W II" 6l01lflvuVl:e luncine lv t19 xo).iV xot axtQolol pel.. tlovo exdvwv IlolQu IIn n'lv lfMUt"V t/XWOlV. (7J 'AU Tauta Ilh filO Uov ltvuxdo6w l.6yov". 'Ev tO/Tlp 6!, 6w6ext~1 TwV nOQu)., ).~).wv Vtl ~(lV, tV TaU ltQeaIJudQou 1tQonouyyw'lev.
[3,1] .6.LOvOl01 n(leoflteQo filO 1:"!v aQXI'Iv xatuOt l, ef} iiY1UlE t"V 'EQllOXQtoul tOU IUQoxoo(ou" 6uyotl!Qu. 12] Tut'lv, onw t~1 tU(luvvl6o lt'iQuI1v'll llej3olwl, nootvu ol IU(lOXOLOl btlVO;I xal naQuv'IOUI llofll; ei TO m;111O xu6t'Qwov, ~qJ' ai

[l. I] Dionisio ii vccehio. giunto aI pOlcrc 7 , s(>OS subito la nglia dei sirncusano Ermocrale 8 . [2] Coslci i Siracusani, sollcvatisi (la li rannide non aveva ltoCOra solide basU, scviziarono nella pcrsonn con torture atroei e inique, a seguito ddle qUllli dia rinunci spontanea

efr. D"",f')) e lln,'o j6j1. ). Gri Epkurd. Ifr. IIn,to 31. 6. Plulllr~'o ne lrJlI:lI Ildle SC'8uemi opere mor.Ji: fI/rlmonl" J<'I./i .ml(V/i (Alou/i" .. ,,,D,,lJCI; /siJl' I.' (hiriJf' libid., j6<)D. j7oCJ; ,d. ~nche 1.4 J"fll.'Nti:.i"HC' libid., If4E.
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7 Dionisio di"C'nlu lirun'lo di SiIllCtl$l1 (i. 1'. )lrult'110 COI' l'ieni pOlcri, ,'.1. J, jJ in \lll nHlIllemo pnrlicolllrl11"nr", diflicile per ln Skilia tlr~'l:~. Nd 40<) u. C. i C"rl"l.Iinl'!li sh~rcu. I"llllU ~lIll'isol.l ,;un 1111 fOIl", t'S",rcilO CdislruSlicru Sdinlllllc c Imcru. Hiprt'Scm l'"frcIlSil'u Hd ,,06. ulIucculuk, " dislrulUlcm!o AllrigCllIu: pui si dirt'SSl:ro COIII"" Gdll. Vi el1l ii 1>1:' ricol" che- l'inlcl'1l Sidliu grC-Cll ('lIdC'!l5l: 1Ie-lIc 10m ,mni. Approfill uhill1l<.'Tlrc di qUC'SIU Jituu.iollc di confu5ione c: di I>l:ricolo illlKn'lllte I.>ionisio, ,;hC' riUld f., dC'J1'Orre gli Slru. lq.:hi 5inCllsllni in fllrirn e 11 f"",i dC'ggeR:' dull'lIcmblc:llI>l'l'olllre sintCl.. ~n. Slntlcg<> ron

picni pOleri (-lO) a. C). Fil 'JUNIO li",l" che "Ii COllilC'ml,li ."..,r(ilare un 11'Olere aOOUlO a SIr'lICIISa fino alI:. munc. ue! J67 a. C. 8. ErnlllCrdlc era SIIIlo \ln U0l110 polillco tli Ilrand", riIiL'\'O. Fu suo mcrilo la ItilJ\lI~. l.iOllC dclln puec di Ceb ("~'l II. C.l. in fum.lOllC ulIlilllcui,."c: I!uid ILI roislcn~1l oonlro !lli A1L1liNi nd _I' )"1' j. SlIcccsilil'llnl",nlc, si r~'C "lIu lNlU di nnu flOllU sirneunn" ill Ellc lil>onlO, <lo\'e- e-ollulx"" coo Sparlu COlUro IIIi AuniC':<i. Menu", si ll'O\'UI'a in Ellcs11Oll10, (II esilialo tlul glll'",rno dernocrJllco SirveUSUI1'O. ritOTl>l) in Sidlia e mori nel tenlllll\'O ,Ii ncnIrdrc: in SiNCUilll (401 ~. C.l.

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Uov XQ6vov wov vtl-lwv euvT6v 6luul.eiv ~xUTtQQ.. XOlVn Iltv ei{h. ol-livwv 6EUlVEiv I-Iet' aVTOU. n:up. vxtU 6' !v IltQEI O\!VQvunQlJO. Il#:vWV. (5) Ka(TOl. nin' IUQuxoolwv ilmilno TO 1t1j6o n'\v EY'ft\'i1 nUav iXEn. rijo; l;tv11 U' bdvU 1t(lotQQ. int~(lXE tEXo0tl tOv 1(QEofkuOVT tilo; luovuolou yevE ulv 11 atil pOll6eiv nQ6s '(6 yt. vo. (6J 'H 6' 'AQ1010~ltX11 noitv X(lVOV nm auvql'l(tL tq, ALOvuotlll, xaLnl!'Q onou6Q~ovn nl!'Qt t1)v ex ttl] dXVWOlV, Yl!' xcd t~V
t11tQa T1] t\oxQtbo, uttLaOQlleVO xUTa<puQllUxeullLv t1)v 'AQIOTO. 1 IlX1lv, (ut/!xTElVe,

mente alia vita '). U] Dionisio, riprcso il potere e consolidatolo, sposa in seconde none, contemporaneamcnle, due donnc l0: I'una di Lacri, di nomc Doride; "nitra indigena, Aristomaca, figlia di Ipparino, uomo ehe aveva primeggiuto fra i Siracusnni c llveva esercitato ii patere in sicmc con [ui, quando Dionisio era stato eletra stratcgo con pieni po teei per condurre la guerra LL. [4] Si dicc ehe le lIbbia sposatc cn tmmbc ncllo stesso giorno e chc ncssuno abbia mui saputo II quale dellc du, per prima, egli si sia unito; che, in seguilo, si sia diviso sem pre ugualmente fra le due mogli, abiluate a pranzare, entrambe, in sieme con lui e, di nolle, o. dormirgli o.eeanto n turno. [5] ln veritii, ii popalo di Siracusa avrebbe voluto che la moglie locale avesse pre valso suUa stranicra ma a lei, che parlOri per prima ii maggiore dei figli di Dionisio 12 , fll possibile trovare in lui una difesa contro ii di fcuo di origine. (6] Aristomllcll, invccc, visse accanto a Dionisio per IUllgO tempo senza thtrgli figli, per quanto egli desiderasse unll di scendcnzll da lei, ai punto da far pcrsino uccidere la madre dcUa Lo cresc, che Rccusava di somminislrarc filtri ad Aristomaca. [4, 1] Dione, di lei fratello, all'inizio riccvcva onore grnzie alia soo relia; in seguito, dando prova di saggezza, era armai benvolulO daI timnno per i suoi meriti. [2] Oltrc a luui &li altri privilegi concc..'SSigli, illiranno aveva ordinato ai Icsorieri di dare a Dione cio che chicdcsse e, quando avessero dmo, di informaria in giotoma. [3] Dionc, che gi prima era, quanto all'indole, nobile, magnanimo, coraggioso, ancora di pill svilupp queste qualit quando, per un caso voluto dllgli dei e non per calcolo umano, Platone sbaTc in Sicilia. [4] Ma una divinil, [I que! che sembrn, geltando da lontano le basi per la futura liben

14, Jl TUUTlj O:btIpO wv A(wv, iv pxflllb eixe tlfl~V 6.n6 til 6.6llpi l, OTEQOV b tO\l tpQoveiv bl60u neiQav ~6'j xa6' aUt6v ,',yanTo naQQ TlP TUQVVq.l, 12l xat n(l6 nuOL TOi U.Ol lLQ'ltO TOl TUfllm, n V UlTn A(wv lllbvul, (blJbvtu 6i: n(l6 autv autt'II Il!'Q6v tpQ6~EIV. ()) ~nv ll xal lt(lTEQOV utVI]6 Tq, ijttu xul IIEyaqlQwv xal vbQ<.l6'j, en ILov enUiwxe lt(l6 tUta ttel~ nvt ~Xll ntwvo ti.<; ILxe(uv ltaQa~uvto XUt"' ou6l:va OYlO11V UV6(1mLvov' [41 )"M balllWV nl; l CQtXE, n6QQwtJev QX~v l!u6eQta [nupaJflau'IIEVO IUQaxoolOl xal tUQuvv(6o XUT)"UOlV

(I)IOOO~O XIII 96, J; JU Tnle e l'oIisKno \d. '1, 7'9). II dupli('(' mUlr1monio a'~ lo KUfXl ~l Ie:llurlo ud una pofrnlC' (amiglia di panC' oIig~rc:hial. Di 11 a poro, mrnlte: era unro~ I'~. curso III llue:rlll ronlro i ClInlginni, i C'IIYulio:ri slr:KUlIIli li ribdluono, rnlr~' r?,~ ln Slr~n~u e IUC'C'.~C'l!JliArOIl~ lu ('I,~II di Dionisio, infierc:ndo ronlm la 1n000ie:. Dioni. MO rIlum 111 (1'\:1111 li Sll1Irulll o: tljJrt.'5c: iI rolllrollo dclla dna C .. O, li. C.l. 10. Diollis~o allC'$C il J97 Ilc:r rilp()$~t$i e:, ...iulllllJO lo: roIl511e:lUJini Ill'l;'Che, 51lO$ tllle: dorme:. Anchc: ln qUC::SIO ClliO e: c:\iJ..'nle: lo ICOl'IU 1'lUlilico cid dllplice nllllrimooio: Jy un IYlo ~n u~yl'\: I. IUKc:llibilili lil'llcuuna, lpo:5llndo 11010 un~ Ill'll1liC'l'll; dall'a1u"o 1lrin8C'ro: un solido "Inrolo mn L..ocri, in \ill~ di una (UIU~ dpan,ionc: in Magna Gro:ci.

. 9.. ~ubilo dopo t'SSffl: mIo daign~lo Slllllqo mn pirni poferi, DioniUo lpoKl I~ fi. lth~ di El'ml)l;nle e (<n: lpos,at'C I~ IlroprillO'U~ T~e ~ PoIisJmo, rogn.IO di Ef'I"IMX"llIlo: $undo Diodoro, Dionilio fu e:!c:uo 5lnlle:go Ct.... IIic:ni pote:ri d.U'u5C'lIlbICll puIiI"llCllSanA. ron ii rolllllilo di ronrinu;l.ro: la guc:rlll COlUro Curt'lPne: (XIlI 9). I I. Non risuhu dullno I"lICCOlllO che: [)ionislo ....c:sK ~'Olleghi llC: ci 5arcbbe Iflllo e:umplIlibile con illiwlo rironosciUlogli. Ndl'llffermuziol1C' di PllllllrcO (du inl",nJcre, I'mhllhilm~'nle:. nd lc:nso d,,,, lpparino (u uno Ilreno CullaOOl"lllote: Jd lir..mo) IMJlre:bbe nKI'\: rimYSIU IrUCCIY Jc:Jlu lellllrll Jc:llA OllY\" ullt"~ 111~IOlliCll fJHBl. SII lpparino "d. nndlC: AMI!ITO'
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dei Siracusani c preparando la caduta dclla tirannidc, lrasporto Pio tone dall'halia a Siracusa e reco a colloquio con lui Dionc, [5] giovanissimo si ma, di Illni i disccpoli di Plntone, di gran lunga iI piu pronto lld imparnre e ii piu risoluto a sotlomettersi alia virru, come ha scriuo Platone in personl1 LI e come teslimonil1no i fatli. [6] AlIcvl1to fra abicHi costumi sotto un tiranno, abiwato e sazio di una vita basalll su disuguaglianza e terrore, di una ostentazione da porvcml, di un lusso volgare, di uno slile di vita che identificava ii helio con i pioccri e gli eccessi, [7] non appenn gusto ii sapore di un inscgnamento 610' 506co chc guidava olJa virtu, ne ebhe subito I'animo in6ammolo c, nella sua sensibilil ai bello, ndla sua ingenuit luua giovanile, aspeltlmdosi che gli slessi discorsi avrcbbcro suscitato una mcdesima COlO' zione in Dionisio' 4 , si adopero c oucnnc che ii timono, in una pauso d'ozio, si incontrAS5C coo Plalonc c lo nscoltasse.
[5, I] llloro incontro fu dedicato interamcnlc aI discutere di virtu c furono dibnllUlc nloltissime questioni re!ative 01 cornggio: Plntonc dimoslrnva che chiunque piu coraggioso dei tiranni; pai, passnndo a Iraltare dello giuslizia, spiegava chc beato e la vila dei giusto, misera quella dcll'ingiuslo. [2] II timnno non ne sopponavn Ic parole, comc se da qucllc venissc dimoslral3 la sua colpa, cd era sdcgnato con i prcsemi che, pieni di ammirazionc, approvllvnno Platone cd crano affascinati dn quantO diceva. [3] Infinc, irrillllO cd l.."Snspernto, gli chiese pcrch fossc vcouto in Sicilia, [4] Platone risposc chc cerCAva un uomo huono c Dionisio, di rimando, disse: ma, per gli dei, sembra chc lU non nbbia nncorn lrovato un lIomo siffauo, [5] Dionc, ritenendo che I'ira dclliranno non si fosse ancora esaurita, fccc accom pugnnre in frena Plntonc su di tina trireme chc Irnsporlllva in Grecin lo spaniate Pollidc u; [6] Dionisio prego in segreto Pollidc, preferi.

1.5, I J l'l!vollhll /! T~ ouvouo{a U1hoi T II~v nov 1I1!(ll [avl)]


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T(lUlIlIIlVo lIeQ{ lxmoouvI1 i6l6uoxev, w IlUX(lIO Ilh TlV IXU[WV, .6IO 6' TlV 6lxwv Plo, UI Ollte TOU Myou EIfII!(lIlV TU(lUVVo, Wonf(l i:~Ilf:YXllevo, ~X"et te TOi nU(lOvol {)UUllUOTW Ctl1obexoJiVOl TV vb(lu xed XI)011II:vOl un TWV EYOlltvwV, UJ no 6t {}UllW{}el XU{ :rt:a(lo~\lv6el, TIQWt"OIlV aUTv, TI b~ POUllllVO ei l:lxelav lIuQuyholfO, 14J Tou bt rpfloavTo yuOv vb(lu 1;11Uiv, il1lou~wv xeivo .. VI) TOU {}llOU" einll xa{ qJulvU Ilfl1llJJ TOLOUTOV llUQljXl". DJ ot Iltv ouv l1eQl TV LtllVU ToilT' (O\;1lW) T/!O l'VoVTO Til O(lyil yeyov/!vul, xat TOV IUlWVU lJ1llllbOVII! OUVE~/!1I1!111l0V f:1It TQlf'(lOU, ii IlIV f:xlu1;llV Ei TI)v 'E66u TV !nu(lTl6nlv ". 161'0 bt IOVUOIO xQuqJu mil lllbo inolflouTO

'j. l'IUI~ro' ricblxJl"ll, ron illlel'1'Cflli c Oli..,n'~lioni pclX>fl~li, ii n1cronlo, ,,((cno ll~ 1'I;llQnc ndl~ M:lIi",~ Ulf<'r.l, dei litll'l'rimo inl"(IIllro con lJionc I}1GIJJ~7B). 14 I! q\lC:S!~ I. n1Oli\'uitlllc, ~ddoll~ (I'~ J'1~loOC:, per J'irl\"ilo ri\'oil(lgti d~ I)jnn", ~(. linche \"c:nissc u Sir~CIlS~ e si ,1l;Clll"lsse dc:U'e<ItIl"ui(lnc di lJillnisio IlIU'llcr<l VII P71J J'il'\). . I). I'ollide [lure 1}Cl1l(lI1ulll!io l'olill"o di rilie\'" ~ Sp:rrlu nel lK:riodo surrcssi\"(, ulhr line ,ldb Ilucrm dei Pdolllmnc:so (404 u. C,l, Nu\'urco u Ilisuno nd 400 II. C. li" ii Ira, dilO I/w).o in S~Noro:--rR, AI/;lNsi VII ~, ) i: .l.t CllrrCAAcrc in 110>J.t;), Il'IlOloMlI; nd ,W~ ISI~S"IO:--rI), Ellrl/kht- IV II, II I, (u ~ Si,..~cus~ nd ~8918 m~ non SOIl'pi:tll1O l{uIIlc ~iu

Sl~10 lo SCOI>0 dc:lll su~ missiooc, Si \,ui, MII'I".rrc chc Sp,", mirasse ~ rin~ltIul'C' 1"111
Ic~n~n con Siructlsn liCitO Slc:sstl l>crill..k, in (ui ill1u\'arro I\nl~lridll ccn::~\'~ di rillrislinlll'C' blloni I'lllJpOrli con III I'cNiu (~ilorno ncgli IIhimi lIuni ddla Ilucrfll di Corinlo che lemli

nCrll. nc:l j86, con III pllce di AmukidaJ. 1'"lIidc: C(lminuo I~ suu lrni\'il~ mililurc: nd j7G fu sconfillo II Nusso ..lu Cubri" ll'urr.ur.o, F"cimlrn, ~'71: nd j7) si !rlWllvrl ron Irl nOWl Sllunlln~ ~d Elirc in Anill: qui si \'criliro tln viok'Tllo lerrcmolo Ikl qu~lc: I'ollidc rim.se \~"in., (EUASO, Jl"tf; "n;",af,. XI '9: Drom:sM Lo.MIt7JO III ~O),

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bilmenle. di uccidere Plalone duronte la navigazione e, se non era possibiJe, lllmeno di venderlo come schiavo: gillcch Plntone non ne ilvrebbe nvuto alcun dalmo ma snrebbc stato ugualmente felice, lui che era giusto, anche se fossc diventato uno schiavo. [7] Ecco perch si dice che Pollide porto Platone ad Egina e lo vcndcuc; gli Egineti, infnui, crano in guerra con gli Ateniesi e avevano dC('rctuto chc fossere venduti tuni gli Ateniesi sorpresi sul1'isola 16, (8] Non per questo, tuuaviu, Dione godeva di minore onore o fi, ducia presso Dionisio ma guidava le pi imponanti ambascerie e, invinto a Cllrlllgine 17, suscito straordinllrinnmmirazione; Donsio IOl1e rava quasi di lui solo la franchezza c Done esprimeva liberumente ii suo pcnsicro, come quando lo rimprovero n proposto di Gelone 18. (9] Si derideva, cosl pare, ii governo di Gclonc e Dionisio dicva che proprio Gclonc era slato iI riso 1'1 dcl1n SiciJia; gli ohri fingevano di ammirare la facezia; invcce Dionc, infastidilo, disse: cce invero tu sei tiranno perch ci si fidati di te grazie a Gelone; per causa tua nes5un nitro riccver fiducia. (10] Ed dfettivamcnte sembra che Gclone ah bia mostrnto che offre un bellissimo spcnaco\o una dtt rellll da lIn 1I0mo solo, Dionsio, ai contrnrio, che ne offrc uno turpissimo. (6, I] Dionisio aveva avuto tre figli dalla Locresc, dn Aristomaca qunttro, di cui due figlie, Sophrosyne c Arete. Egli dene in moglic Sophrosyne ai figlio Dionisio, Arctc ui fraleUo Tearide. Mono Tea ridc, Dione sposO Arete, chc era sua nipote 2tl (2] Dionisio, mnlllto,

b110lV, IIUJtu IU~v 110XTElVUl TOV vbQu xcnc't l1OV, el 6t II), l1ltVTW <t11obu(}Ql' P),oPil0WOul YC'tO ou6h', U' I!U601110vilOELV 0ltoLoo {xmov v'tU, xv o),o; yh"ITOl. 17] L xal )'tYeTUl n),),l fl; AL)'lvav qltooov l1o6o(}Ql nMTooVO, 110)'~IOlJ 1tQ; 'AOllvO(OU Vto uu'tOi xul 'V'lqlWltuTO l100 ),llqlOd 'A011vO(wV lv Ai.y{.VlI 11U'tOc'tOX1ITOI !t,. 18J O II~V ye Moov i),unov r:1xe l1uO np .1.lOvlJoLqJ nll~ ~ l1hJTl!w;, Uli. 110r:ofJdo TE Ta Ileylata bl4lXr:L (xal) 111!!1XIIr:Vo 1tQO KOQXlJbovlou; 17, HtulJltltoOlJ (n) 61O<pI!Ovnu, Kul n)v l1uQQ'l0(av i<pr:(ll!v UUTO IIVOlJ OXI!V, tw ),tyoV'to tO l10l'IUT!1I!VOV, ..o; xal T1)V 111!(Il f),wvo; 18 el1lJt),'l~W. 19J X),l!lJU~O /Ih'I )'c'tQ ..o; ~OlXI! Tij l'),wvo OOXil, autV til TOV f/l),wva Toii L\loVlJolOlJ y),OOTa I? tij; rlxl!),la: YI!)'OVh'Ul qJ)ouvro, Ol Ilh ),),o~ tO OXlIIIIQ 1t(lOOI!1tOlOV'tO OUlJltlt~I!W, 6 6t L\lwv 6lJOXf(lltva dai IU)V. E<Pll "OU tlJ(laVvfL 610 rO..w va 1110Teu6d' btO ai: 6' ou6d iU(lo 1110TelJ6IOUOL>o. [I0J TciJ ya.Q vrl qKllveTU\ X)J,IO'tOV 11h n),wv e1116el~llfVo 6tu!1u IIOVU(lXOlJI1hllv n),lv, aioXlotov 6i: IOVUOlO.

16, IJ ~OVtooV ! lOvuotlP l1ulbwv t(HWV Iltv ex Tf] 1\0x(lLo;, tetTQoov ' eS 'AQUJTOI1X11, wV Mo 110av 'fiu)'ad:(II!;, rWqlQOovl1 xal 'A(ll!til, roo(PQOovllv Ilh lOvuoLqJ tcp UltP UUV0XlOl!V, 'AQft1)v t Seo(l(ll Tti> Ol!),<pq,. Te),eutloUVTD; 6t toii (Of),<pO) 8e.uQ16ou, L\hl,lv i),ofJl! ",v 'AQf't)v, <i6u.<pl6ijv oUoov 20 12J 'Enl!l 6t voowv

16. L'qli~io ddl'illCOfltrt) fr~ 1'19lone c Di<ltlisio I : Ilato OICOOlllalO da mohi au lori fillu al1ardo OliltlJliodoro, \'i"lllO nel VI M:C. d. C. (Vi/ii/ii l'ill"mr ); Co",,,,rtlfQ ai Corda .p, 8). Le nllrru1.ioni l'iillll11Jlic, oltre che iII Plulurro. 5ill'ggnno in DIOllOlIO XV 7. I t' in DIOCllNII LA~1I.1..1o III ,8~1. E. di(~cilt' illlt'rprelu~ t' vlllllllll"l: I'ellisudio non lUnI" lM:rch di L~ ~i'lono nUllltro5C "arill111i qUllmu pcreh:. odlu 5ClIimll Uollua, 1'1:1' lone nOIl p:lrla Ili: tld suo inrolllm con Dioni)o I n deltll di,......C'lllllf1l occonagli IId l':Rinl. Si (>Oltl:bbe: pcnino pcnu~ chc si Inllli di una in\'<:flzionc, Dali storiei, fomiti JOIo tIa I'IUhtrro, wno i qucnli: la II~za ddto '11.nano Pol1i<k (I-d.la nota pl'l:'Cftkolc) II. SirolcuSlI; I'oslililii rn Alroe cd Eginl. Qul5t'uhim,l : da dal.tI: li! pcriodo J8<)'JM7 l.-d. Sn~oroN1"II, 1111t'1/I"dN V" ")1, "rorrio iI pcriodo in cui C'Jldc: il.iaggio di PI.lone ill Skilia c il suo ritorno Ild AlC'lle, FOBC Kmo r.ui K'IlIIllC'llte lC('lldUli sia I'inronlro di PI., 10l1t ron illir~IlIIO di Sif1lcusa 5i. III \"rndila Jd Iilo5ofo come lehio\'u aJ Egina ma raU; nOIl !ft(ILli dllull ropporlo di cllsualilll, SlIni SIUto racile, in periodo Juccessi\'o. slabilirt' \ln n<:55<' rru i dut' t.",t'nli, racelldo di Dioni5io I, onnai pllrilJdS:",iI Jd tiranno feroce c oSlile ilHa filosolill, ii colpC\"Ole dc:llll diSllI'\'cmurll eginelica di PIII10l1t'. .,. Non : p06sibile dalatl: ['qli~io ddl'lImbll5Ct'ria a Canagine n n>IIOK<'tI: qlJll]' eh<: deuaglio 'I,lI'auivil polilka c diplomlliOl, dispit'gllla tl.c I>ione a ra''OtI: deUlI linn

nide. I1l'llecunlo di DioJoro lui fall di Siilia i: delluglialo Ilt'r rimem Iibro XIV, chI.: 5i (n..e1ude cun iI Jlltl (pac" ,li Ant.ldc1a): solo J,OIr5 ccnni lulla Sicilillli rinllllCch.11O nd libro XV, che COJltl: gli anni ,ll6- ,60. ,8. Gdone ru ii primo gnlldc: tinnno di SiT'lcuu: 8O''CrnO 11 eilli dai 48~ a\ 0178, .... wa impraa ptu rllTlO5ll ru \1 K'Onfina inAiul ai lnJginni ati Imcl1l nd 4So I. C. LP )lIpcriorili di Gdon" lU Dionsio : .rrcmllla nd O.cono dd sinC'\D.ll1O Teodoro, I''''''''' poIilico di Dionisio III>IOOORO XIV 661, 19. Inll"lldueibile ii gioro di p.roIe fl"ll rUo.wvo IGdOlIt) c ytl..wtn (ri!lOI, 20. Sul tloppio mllrimonio di Dionisiu coo III Inernc l:>oride c coo la lil"llCU5Illa Aristonuca, IOrdlu di !}iOllC, v,L. " ,6. I figli mllschi IIvuli dll Arill.n mca ,i chillm~l'lIno lpparino e Nisro; dll Doridt'...!tI"<: III primogcnill) Dioni.io, Diollisio [ a\'l:V'~ >lI'ulo ung fiKlia, Dika~ync::, e un figlio, EmlOCrilo. Seml'r" allelllo ai Irsami mlllrill>Olliali (vd, le n()(e 9 c lO), Dionisio I fcec lposatl: k figlie COll parcnti UKlli. La figlia I)ikai..yne andO, probabilmc:nle, 'posa lO uo IIbro rnldSo di [)ionlio, Lcpline (Diodoro XV 7, 41, BdIl

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6 tuOVUOlO<; fltwtw i!XftV ll , E1IExd(ltlOev Otltlj, taf:YEoOt

1IfQl twV ex til 'A()lotolll.lX'I thvwv A(l1IV, oi. b' iatQol tlia IltUOVtl t~V U(lX"V 6w6tXEOOat XU(ltl;.61IEVOt, xtQov ou naQtoxov' 131 w; 6t l'(~m62,l lpllOl, xal rpQIlXOV U1IVWtlXOV OltOVtl 66vn;, &cpdovto tI'Iv aio0'lOlv auto, Ouvilt<t' ouv'J!ovtt tOV 1lvov 1'. 141 Ou ft"v ltlt (JuU6you 1I(lWtOU twV cpU.wv YtVO~ltvOU nU(llt tOV vtov AtOV 0I0V, Otw bU!f:XOII 1IfQl twV OUlllpEQ6vtWV 1IQO tOV xUlQ6v All1lv, WOU TOU; Uou ;tvtU tjj Ilv <pQ0vTJOE1 J'lui:bu lt1l0bftSm, Tfl bt 1IaQQllo{ljI ouou t~ tUQavvl6o, ltYE\'\'W xolnfQup6jlUI T. 1I0U. 1IQO X(llV t41 IlftQuxi<p OUllflouEOVt. LS) M).,tota 6' autou i~t1l'l~e, TOV &110 KaQXI]Mvo x{vbuvov f:J'tlKQEllltfVOV tfi QXi] bebotxt, imooXltevO, ei Iltv et(li]vl] MOlto ALOVOlO;, rr).,eoo fUU; ei i\lflul]V w; QlOtll l'llaOi]OEOOm tOV n),ElloV' fi b 1Io)"e/lelv 1IQ06UllOho, Qtlilelv UUtO; tlou; tl!)"IlOl xo{ nOQtl;IlLV d TOV 1I6EltOV oim() nevti]xovt tQlilQEl n)"e(li}(Ja1~. 17. II 'o Ilv OUV AtoVOlO neQlJlUl; Tilv Ileyu),ml'ux(ov tOullOoe xut tl'lV 1I(lof}ull(av l'\y1t1loev' 121 oi. 6' E/!Y.(EoOm til ).,0ltnQtlltL xut tU11etvoiioOt tfl 6uvllet to\: A{wvo oi6111W01, tatllv fUf}U uQX"v )"aflvu oueltt Ecpdovto Ipwvil;, tO ItEt(lKtOV t~uYQLaiveLv fllfUOV 11QO autv, ili U11f(lX61IfVO\' t. rij f}aMntl 1U(la\'v{a Kal

sembrnva in fin di vita 2 '; Dione cerco di parlargli in favore dei figli di Aristomnca. Ma i medid, compiacendo colui che avrebbe ercJitato ii potere, non gliene offrirono ln possibilit; (3] sondo limco 22 essi detlero a Dionisio, dietro sua richiesta, un sonnifero e gli tolsero la coscienza, intrecciando ii sonno con la morte 2J . (4] Non di meno, nella prima riunione degli amici alia prcscnza deI giovane Dionisio, Dione espose ci che giovava alia situazione p~ente in maniera tale da far sembra~ tuui gli altri ragazzi, quanto a capadt di giudizio, servi delJa tirannide, quanto a franchezza ncU'csprimersi, poich la mnggior parte dei loro consigli mirava a compiacere ii giovane in modo ignobile e pnvido, (5] Sopmttutlo, Dione li sbalordi (cssi temevnllo ii pericolo carlItginese incombente sul regno) con questa pro messa: se Dionisio volevn ln pace, egli snrebbc snlpato subito nlla VOlt11 delln Libia per concluderc ln gucrrn ncl modo migliore; se, in vece, Dionisio dcsidernvn combnltere, gli nvrebbe fornito per la guerra c mnntcnuto n sue spcse cinquanta triremi in grado di nuvigare 24 . (7, I] Dionisio, dunque, prov slntordinuriu ammirazione per la magnanimit di Dione c fu lieto dei suo ardore; (2] ma coloro che ritennero di essere srllti superati daUa magnificenza e umiliati daUa potenza di Dione, traendo subito spunto di qui, non risparrniavnno parole con le quali si proponevano di inasprire il giovane contro di lui: Dione (cssi affermavano) cercava di insinuarsi neUa tirannide attravcrso ii dominio sul mare e, per mezzo dcllc navi, di trasferire iI

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11. I.}ionisio mori ntl }67 . c.; un ;.Imp;.. r,ocronlo di lono Olitile e in Diodoro, ~. rondo iI 'inale: Dionisio ~i IInlln~1 lX'rche Iii lihh~ll<lono li f~t<::Jtl:ilill)Cflli mll.ld~ti qUloOO ric(:\o(, I~ nolzill delJa ,';lIori. ddl. SUlI Irll~lill. 1/ riu;ullo di filO'<", roll III '1,,:\lc 11"('\'11 OIIK'('rso. IId AtClK', ali" kll~ (1)'01""110 XV 7-1. "4; ma II CICI!1l0Nll. r/llm/"I/"t' dlJpll' lf1'i(}rIt'1 V ~o i:: nota ullll sIIa ~ll'll(Jrdillllria Icmpenmu nd nlOdo ,li \'il-erd. ~I. Tirnl-o e Slal" ill,i", inll>orllltllC slorko siciliano. Scrissc Sikt'lik" in Ircmolto libri, J,.lIc oriR!ni miliche lIlIa morle: di Pirro (171) 0, fone. tino 11.110 KOjJJlio Jdl.'l'rirna gucrna puniu. 'liml"o;' nmo per 1lK'Cllr'l1C~.~.lI (,'l>nol"lIicll.l"er i "iole:nli 1I1111cehi 1 ....lrmici conlr<> IIli stmici ,he lo 1I1'C\'lInu preecdulo. pcr i 5110i scmimcllli pnlilir'lllllici. JJ. 115010 Comeli" Ne]K1te:. ohre 11 I'lurllr,~" Urife,ire: .lel ImHlClIlO ultim" inl~HlrfO di Dionc mn Dionisio I. 1\'1.l0ltlenlo dei l'OlIo'lui" sll'chhc dO\'Ulll eswrc I" succl"Ssi""e: mil. C"rnelio c pi'l preciso; Dio"e \'01""":1 pudur,; l~rn ill~'gnulO .. dcllu ,ti\'isi'mc dei '''l.Ino. lK>iehe ritcnc\'1l eh" i tillli tli suu 50rdlu. Jfll"i nmi, tl"""",';1"(> u\"e:rc: ,IIlU pur,,; ,lei r"gmu (COIlSI'l-K) NKI'QTI!. Diollr 1. '1\. I medici ne in(onnurtll1o Dinnisin, dnilll1uto IlHu suec... , siol1<'. iI 'luule li co:llrinse Udure uljllldre ii iIQllllif"ro ehe lo "otl,) ullu mortc lihM )1. Pur

Mini, e: C'l:no non ....llS:'Ii. i oomi Kelli d~llinanno per le liglic:: SOlllmJS)'fK". A~e:, Dihio ~ytl< .l.jtnific<.ano, rUpdti,.""mcnle, SaAAtU;.l, Virl':', Giu~ti7.ill.

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I'lularo> no" nc I'lIrlll in qunu occuionc. d~1 5ql,UilO dd ruoolO risohcr chillro dI<;: l)illOi~io" ,-.:dc:>lI in Diooe: UlIle:mibilc ~we:l'SlIrio. ScroIl<Io I.}IOOOIlO (XV H, )) I~ suc'

"euioue di Dioni)io II ~llludrc: 5i rompi Rnzu osllKOli. 1... III,roblcnlU cunullinnc: e:ru, c((clIiI'Ulnetlle:, 81111'<:. Dionisio I MI'I:\" comhallul0 lluPllro Ilue:rrc: cnnt.... ; Curug;nC'lli. eh<: co11lrollllvuno I~ lOnu occhlcnlulc Ilcll';iI(,llI; uvC\'u "Ix:tlo le ullime nslm,~ 11e1 }6H. suhelldo unu scontiua nei l'rl:Ssi di Erice e 51ipulundo 1111" 1relluu, ]x:reh;' li ll\'\'icin~I'1l 1'invemo (DIOllOMO XV 7}l. AII'inizio dd }67 Dionisio I mml: il1il:lli" d",..'\," tl..'Cidcre se rip,cndere 1<: ~lililil o stipul"re 1.1 P'lCC, Sul s\lcecuivi rMI']Klrli (1'11 Dinllisio II e: i CutlUl!inni Il()n p~s<:dillrno infonn"oni (efr. D)OI)()MO XVI ). 1 C111 lIola 6, l. Dione Ji cr~ di!linw come ulllbuci"IOrc: "Cul'lugine: h,1. ). Hl e: i b\lolli rupporti (,u Dionc c i C:Ufllll:lin",i PC'lle'UIlll0 ~\l1 )\lecosi,'o svilnpl'o lkllli ('\'ellli h'd. "1.
,1'7).

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be),<pto vta ailTtiJ. {} J $ave(.H)'((ltCU bt xu{ ~d~y\ot(.u tw.. fie; rp6vov xal 'Iiooe; ai.nwv uni)QXov ~ tOU PIou 6lUIpOQ xal te) n, l6 mlt'l llflXtOV . (4) O;' ~tv yo" euth) iI; QXii vl:O\l tUQ6.vvou xal Te6Q Olllltvou cpaUhW 0IU),[UV )tO{ oUvlJ6f:lav ~6ovai xal xOaxdau; xata).(l'I~6.vOVT[, d TIVUI; (,lwta xul lllatQlfla l:,nlxavwVlO 1!111JW6f:L 1tfQI nmu xal Y\lvaixa xal J'tolbu1 ittQo "OXtUIOva27, l5J qJ' W ... i) 'IuQuvvts; WOl'1fQ oi'1Qo Itaoooolltv'l. TOi: J.ltv ~xolltvolS ilJl.YlJ iptJ.6v6Qw1Io xal t iav nvOQwnov imuvilxEv, oux nU!lxe~ 'fIV( Ilti).,).OV 11 QQ:6U'I{Q: Tau XQUTOvtO &'I~uvolltvrr 16) ix 61: TQUTUU nQoloiioa xal VfllOlltvt] xat IIlXQV ii nE(l1 tO

VVOltlV de; '(ou 'AQIO'l0llX'l nuia 2'.

mue; ilbullaYTlvou 61:0110\l xdVO\J211, OL 1IQto O~TEQO 6l0V-UOlO Eq'l1] eEllvllv ano).dnf:LV T!')V II0VUQX[uv, i~h1]~e xul Ll!lpOflQev, [7] 'UllQu YOQ w lpUOlV hfVi]xovtf.l ouvex) EnLvev ll~llfVO, xul T!')V (Il'l)V h Tli' XQVl!l mm!" onoua(Ol vboOOL XU{ 6YOl fiamv xa{ aveloobov ooav, 'ltOm xat OXlII'laT xa{ 'jl(lllOl. xa{ oQXilOfl X(ll ~W'IO).ox(m xatEixov2",
JIEI()(tlUOV VEOl

poterc ai 6gLi di Arislomaea 2', ehe emno suoi nipoli. [}] Ma le cause pi cvidcnti c piu gravi ddla loro invidill e dei loro odio erono la di venit di vita e ii comporlamento non socievoleU.. (4] Essi, infatti. avevano cereato 6n dal primo momento di raggiungcre intimit e fa miliarit con un tiranno giovanc ed educalo male offrcndogli piaccri e adulazioni e non facevano che procurargli amori c passalcmpi casuali (dai berc alIe donnc c ad ahri turpi giochi l7 ), (5] dai quali privata della durezzll, la tirannide (immaginiamola come un'arma di ferro) nppnrve umana ai sudditi e persc )'crces50 di disumanit, pcreh spunlata dllll'in6ngardnggine piu che dalla modcruonc dei signore. (6] Di conscgucnza, avanzando e diffondendosi a poco n poco. ii rilassnmcnto dei giovane fuse e diSlrussc quelle calene ndamanline 28 con le quali ii vecchio Dionisio aVCVl afermalo di Insdare legnta ln monnrchia, [7] Rnccontal1O che egli, una voho chc avcsse comincilllo, si dedicava ininlerrottamcntc aI bcre per novanla giorni e che, in questo pcriodo, la rcggia, chi usa e inacccssibile o uomini c discorsi scri, '] ' canil, 'danze, elar , ]atanCTlC "., , cm OCCUplltO db os ornle, lIZZI,

18, II ','Iv ov w eix6 6lwv naxOi\, ei oubho ijM xal vewT.l!QIXOV ivblbou f:a\JT6v. 610 xul mOavo xaxlwv lIQoo(l1t~aT Tui uQETi Tu<pt(lOVTe UUIO blillullov, iml!(l0'l'lav TI)v OI!'lv6T11T xa{ ~"v lIa(l(l1]olav au6eluv 1tOxaoVTE, XU{ vO\JOt:twv XUt'lVOQI!i:v EbOxEI, xa{ 11T) ouvealla(lTo.vwv X(lTUCPQOVEiv. [21 'A'l:htl b: xut 'Ploel uvo 'tO ,'Io yxov ElXEV UUTO xnt t(lUXlTJ]TU buonQ6oobov iVtl!I~fl

[8, 1] Dunquc, comc C natumle, Oione era odiato perch non si abbandonava a ncssuna manifcslazione di piaccvolezza c di vivacilit. Eceo perch lo calunniavano, applicundo alie sue vinti nomi plausibili di difeni: ehiamavano superbia la sua auslerilit c nrroganza la sua franchezza; quando ammoniva. Dione dava l'impressione di accusare e di disprezzare poich non partecipava ai loro errori, (2] $cnza dubbio ii carattcrc di Dione presentava, come lrano natumle, una ccrla altcrigia c asprezza che lo rendcva insocicvolc c di dif6cilc approc-

6'7 e 1""1'0.'<11, 1-<'/1""1 1'11 j~6 1I,l), . ,~, L;i"~lnll~ilJe ,I: presenre 1I11~he in IIllri lllLSsi: vd, Ilui lO, 4: DronOMII XVI ), .1; bllM'o'O, \dnd hll/'Jrld VI Il: [)1()fJOMO XV110, ~, , 'Y', l\lCrlloO, rlln~'lllie le IcslimOlliunlC ,Ii Ri ~ulOri sullA \'il~ JiuolulII <'I>ndou. dll DMHllSln li, GI, 1I111ori sono: TeopOlnpo, t\ri~IOldc, TCO{roSlo, 'limco IX 4j)D,E; 4HIlI,

'), I fiJ;li di ArislomaCll ~"'no Ipl'.rillO l: Ni,;co: ,'d. 6, I ~ I.. llOIa. ,6. I'la~on~ ~ri\'C l:h~ ()j~, Jopo eh..- jtIi ~i {~ diKqJolo, rinurKi ali. vila lus. ~'I())jl che )1 C'OIK.lucC"oa ali .. rort~ <Ii I)iooi"jo I e chc {u odill[Q pcr qUdl'I SUII JiI'Cnilil (/.('1/<"0 VI/ ~17m, Quola S('Ch.. di I'ill non improi Dioo~, cumc abbillllO \;S[O di "f<luisi~ ,pr~lill~u ,c rkc,hcaa. I'rubllbamentc Dionc ImdC"o'1I ..d isnlpl1Ii pcr unp ~"II .hea.OSIlIl, d, CUI \',cnc rm'llIlJ\'cnllO anche dll I'Jurolle hd.lI, 4l. l7, ln ,~e .. hol, <jUO[O lipo di I'illl noll plll'C rl1oho Ji\'crlO d~ <judio eh.. ,i Jlll'Cbbe C<lI1lIUI,IO R'" UllCnll'O dclprimo Dionisio c I:he 1I\'l'\'1I ,uscilllro iI di'lluSlo Iii Diolle: \'d, <l,

Salira c e1euco (Xli 141C,E; "d, ~nchc SnAIlO1<1I VI "II\. Culpi~e III lCilimoni~nlll di AriMOICJe. (ralla daU'olloCllI Collil,,:ion<, di !iirIlOlJd; DiuniJiu II ~i sarebbe lasciulo IIndllre ad un~ ba-ula durlllB nm'ama Rion,i (,\ristOlele in A1'o;",:0 X 4j)E: e III )leull nOlizj~ fO,";111 d~ 1'1UlMrco; \'d, anel,c AMI~TIJTIlUI,I}olil/ V Ijl>Al, r:: IlrOOubile ehc I)ioniio uhbi~ condoHo una "illl Jiuu!"1M c dCtlilu 111 he/c h'd, I",r <'S" Diollt' H. ,), linche $C non ,i lJUO esdudcrc una l~ndcf17.u MIl'anll'lificIIl.ionc J~ lJ~rlc delle fomi. t un 11'0' difficile IICCellllre 'fuesla descrilionc di lJioni5io in riferilllef1l0 IIgli inizi dei suo reRuo, I><:rch~, se ellll eru Ilil ('OJ/ corrollo. non ,i ,picllheTchhe iI SilO sillccro dcsiderio di 1LS('oh.rc I'llIlOl\e c ii rispellO ehc, nOl1OJllIlllC IUlln, 1l1.1onc lllMn[L'fllle nci 5uoi eon(roll1i (1-<,litrd VII J'oC[) e PI.lITAaro, 'li'mu/nml., ("II), Ed illfllui I'IUlllrco ne Jol un giudido dil'Cl"JO

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297

xal l)uo,lllloov"'. UI Ou yll:Q 'IOVOV v6QI vtlp xal 61<tu6Qu'llltvlp tll: tUTU xOoxdall; XOQI ;jV ouyyr:vf:a6al xol nQooltvtll, nollol lIi xol tWV nvu XQWlltvwv <tUt~ xal T~V unOtllTU xal tO yevvaiov uyanlvtWV tO tQnou xatflli~llpovto til o~ula, w!> YQOlX6u. QOV xal fiClQttQov l'tontXWV XQE.uilv toi lIeolltvOl ouva6.ooovta. 141 nlQl WV xCII ntWV ouQov wonEQ Cr.n06Eon(twv iYQa",e nQ!> aut6v, !,e.\Jufieio6uL t~V auiM.bllUV, w!> lQ'1lllljl O\lvOlxooav JI . (j] Ou Il~V U t6u nt!lotou ooxwv ,lo!> unQXElv 1I1il til nQYllatO, xClll16vo ~ 'lunCl tI)v tUQuvvl6a oCl~o\loav v oQ6ov MI 6la<puMnEIV. !ytVWOxe.v ou nQ!> XQIV uU' XOVtO un6 XQelaS tO tUQVVO\l l'tQWtO WV XCII IltytOtOS'

19, 11 Alt!UV t TOtnu t~V 'U'fat6EuoLav'~ eIven VOI4L~wv, ll~aelv nutv ELS 6latQl~ teuOeQ(ou!> E<plonlleltO xat yeoat 6ywv xCII IlU61111tWv l']OltOlWV, w llQetl)v te lmoCllTo 6e6ull xul TOI xaoi XU(Qelv ethottdl]. (2] !IIvou YQ ou ye.y6vEl tWV <pUUOTtWV tVQovvwv 6 f..wvOlO'J, U' 1IaT~Q 6E6olXW.II~ !PQovlllOtO IleTua~wv xat uuyyevOIIl!vo vov iXOUOlV &vOQl1lot. Jtl~oueoelev auteiJ XCII ttaQf:oltO t~V QXjV, ilp(loQet. XCI't{txeIOTOV olxol. 61' tQ'1ltlav 0IIIICl!> htQa xal ci1lelQIljI tlQuYlu'nwv W !paolv ~l,la xal uxvla xal bl!pQou ;ul.vou xal 'tQantta tfXTUlvltevov. Ul OtW yQQ ~v nlOTo xal nQ!> novro vttQw1IouS 1Ionto xol 1IQolJefi'1Iltvo 616 q>6jlov li 1IQ[O~te.Qo 6.LO\'iJOlo, <otE 11'16t til Xf<pt:tij td

cio JU , [3}lnfaui, non solo per un uomo giovane,le cui orecchie erano SUite: corrone dilUe adulazioni, Dione era sgradevole da incontrarc e molesto; anche molti di queUi che gli erano intimi c ne apprezzavano la semplicit e la nobilt ddl'indole, 10 biasimavano per i suoi modi: trattava con troppa ruvide7.Za c durezza coloro che avevano hisogno dei suoi servigi politici, [4] ln merito a ci anche Plaronc, in seguito, quasi profelando, gli scrissc di guardarsi daIl'arroganUl. perch si ac compagna alla solitudineJ'.l'l Non di meno, allora Dione sembrava csserc degno della piu grande considerazione a causa della situazione polilica e ii solo o colui che piu di tulti avrebbe POIUIO raddrizzarc le sorli e difendere la tirnnnide vaciUante; ma egli sapeva di cssere iI primo e ii piu potente non perch godcsse dei favorc dcl tirnnno ma perch illiranno, sia pur malvolcntieri, avcva bisogno di llli. [9.1] Ritcncndo chc rcsponsnbile di questo slato di cose fosse la mnncanza di iSlruzione)2, Dione desidcrava coinvolgcre Dionisio in occupllzioni degne di un uomo libero c fargli Kllsture discorsi c inse gnamcnli formativi dei caruUere, nffinch smettcsse di temere la virtu e si ahituasse a godere dc.l helio, [2] Giacch, Dionisio. per nnturtl, non nppnneneva alln schiera dei piu i1bieni tiranni H mil iI padre, poich lemeva che, acquislalosi alto sentire e frequentando uomini di scnno, Iramasse contro di lui e gli sottracsse ii palere, lo tcneva chiuso in casa soltO sorveglianza a costruirc - come dicono - carrenini, luccrne, sedie di legno e tavoli. peT mancanza di altra compagnia e per inesperiel1zs della vila. [3) Dionisio ii Vecchio. infatti, era cosi diffidente e sospeltoso verso tuni c, per paUTa, protelto da lali misure di sicurezza che non si faceva nemmeno tagliare i capelli con ii

(;"'I'"nC (,.,1. 7, .1): 1"lffcml~1Jone \'lIllfobwhilmcnlc ridimcn~;on"lll. Al,crulxJ ,Ii D;onisiu I I" curl" sir"CU!1I1111 cm Slu", culiur.!m"lllc \'I'U(C lJt'r d"c mOli,'i: lJinl1i~o [cru "Pl'"nio. '1111" di 11I>t.",i" fsuisse rK~ic. lnlge<!ic c, (oNe, UIJ'OI'Cf~ SIOOCll) c llt:'r (junlO umll\'lI dr. clIlld'lrsi di Icllcnui (lJ('r C!I" "lIl"'lalU III 1'll:SeIlZU IlII" SUII (Onc di FilrllScno di Ci1Cfll, dilinll1llxlw"fnl. Pcr ~IUlllllO Dionsio Ir IlIllts.'le nscrc Il~lUlo in isolmnclllO, impossibllc d", tllli fusse IOh,lm"nl" C!llnln~'U aU'almosferu (uhural" ehc si TC1pin"'lI ~ ~H"lc, An7.i, fone prupri~' la simp'llill, II1n~lr:-lll dai fiKlio, I'crsn un nerrizin dei polere 11l\'IMl ,lispoli(o !>nlrchhe Slllellll..., III su.. csduslone tlal ~'cmn ddlo sllllo c ii fll\'ore cnll cui Diuniso II

jO. Cnauc..., ..hrCtlalO Jirlicik a\'t"\"a Foriorn-: dr, FodmI.. ), " .", La fr~S(', cil~l" (la P/ularro, hllUIlI in (onc!usiOllC" Jella UII..T>l II' Ijl' li), Puco imlloCma chc I.. 1 ....11..'" IV sia mnsidcl'lllll lI..oco(a, .....rch J>lul~tro t~ rilimc aUI\'ntica C cum" 1,,11' I" usa. L.. f~ fu usalll sl)('SSO di 11IUlllrro: dr, Dron.. P,); lrwl"no '),-l; n{rYlCQluoS Aidhiml..Cvrio"mo j. j; MOTll/ill 6<)F70A. W. fl'-"c C an~'hc R'RiSlllllll nri PII' ",,""'it'fI.,aph; f.'"rO 11 ....0. 'I~J. p, t I. ~t'<:ontl~ mh. (hc I'lularco ~crenna allll mllncnn1.11 Ji i~ltmJonc di DiOllisin ii

p~'(.-olM: Ip \lmpOSIIl di lJiotlt' di inl'illlrc P'~lllOC. Dionisio II nmn1c:T1nc 1'lIbilllJi~c Ilalc",~ .Ii "~l'j,prc II tone 1cucl',u; " uum;,,; di (uh"n,: ~1I1)pi~m" tlclJ~ l'~'U a SlrlKUS~ ti, 1\,iSlippo di Ciren\', Elicunc di Ci:eico, EIKhine di SfCll<l, ill101:l~ INl!ku Cp~cirlO. e~c. 11"1.. per t'lI., ii ~'up. 19); ii lirnnno coml'u~c 1'''lIni, 1I"',,pcm .li ~rll('lllcruo hlosoh", " lIn'olJ('rlI su El'cllrmo, 11 (l'lL"lro cllc si c ddinCll10 s'n"ruis(c lu ronJiunc ,Ii qunsi uI> Ilrtllimcnlo ndln ~luul" Dionisiu II sa...,bbe viSSlIlO fino lIlI'elil (Ii rircll lrenrn nlllli.. Nol1 C immllllinllbile ch" PI"IOI1C ,cni.s" inviln1" pcr iSI ruirc un illcucrlllo: quell~ d,,,: cv,d~n1'" InCm", mlln,-.."p a Dionisiu cm una "JlI(a~ion\' SUllcrinrc, l'lIpprofnnJimcnlo "losoh~'" H. QlJoC'SI" afrcml~7.ionc SRl<:IlliSCl: iL olrallo di Dionisio (klinealtl "I "I'. 7

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rasoio ma faccvu vcnirc un bnrbiere Il brucinrgli ln capigliatura con carboneJ4. (4] N un frntello n: un figlio poteva entrarc da lui, neUa sua stanza. vcstito come si trovava ma, prima di entrare, tulti dovevano spogliarsi della proprin veste e indossarne un'altro, dopo esscre J6 slati visti nudi dalle guordie n . (5] Unn voho ii fTntello Leptine , mentre gli spiegavn la conformazione naturalc di un luogo, prese una laneia do uno dei dorifori e disegn per lerrn ii sito: Dionisio si irrilo fonemente con ii fratcllo, fecc uceidcre colui che oveva dOlO la laneia. [6] Soleva dirc di guardarsi dagli amici, supendo chc w;i etano intclligcnli c volevano essere tiranni piuttosto che suddili di un timnno. [7] Fece uccidere un ceno Marsia. uno di quelli che egli aveva ele votO c incaricato di un comando, poich o. queIJo era sembralo in soBno di ucciderlo: secondo Dionisio questa visione gli sarebl>c venutu in sogno o. seguito di pensieri e rif1cssioni diurnc. [8] E dunque. colui che si era infuriato con Platone, perch non I'uvcvo. proclamuto il piu cornggioso di tuni g uomini H, avevu I'animo cos1 spaventato e pieno di tanti mali ptodoni dalla I.-odnrdio.,
(lO, I] Vcdendone ii figlio - come si deuo - guastato dalla mancanza di istruzione e fio.ccato ne! co.raltcrc, Dione lo esortava a dedicarsi agli slUdi e a rivolgerc ln piu caldo. preghiera ai principc dei filosofi perch vcnissc in Sidlill; (2] una volto chc fosse giunlo, affidarsi alui o.ffinch. plasmalo il canluere secondo un principio di virtu c divcntato simile ai modcllo piu divino e pii'l bello fru quclli esistcmi (ubbidendo alia cui guidn tUItO ei che csiSIC si c trasformato da disordinc in mondo ordinnto). (3] procurusse grnndc felidt a se stcsso, grande fe1icil ai dltadini, prescm:mdo, quanto cssi oro cseguono scornggiati SOltO ln costrizionc dd l>otere, come emannzioni di un'autorit patcrna>ll chc governa con bcnevolenza secondo saggczzII e giustiziu e diventando, in tal modo, da timnno re. [4] Giacch, lc calene adamuntinc'9 non sono, come diccva suo padre, terrore, violcnza, ahDikuiosync. Morl oe! )8}, comhaltcmlo COl\1ru i CuMullinClli u Croujo, morte chc: ~i SI>dIU\"R fU"orilll dul colllporllnnenlo di Dioni!iio lI~l.I"NO, Varia biJioria XI1l ."l.
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bond:lIlza di navi, un corpo di guardia composto da diecimila barbari '10; sono, ai contmrio, bcncvo[cnza, [lffeno c riconoscenza chc nasce dall'cscrcizio deli a virt e dclla giustizia e questi vincoli, per quanto pi delic:lli delle prime, rigidc e dure, risultano piu robusti per ii mantenil1lcnto dei potcre, [5] hre a ci, manca di 11mbizione c di :llte aspirazioni ii governante che ricoprn con vesti ricercatC ii corpo e sfoggi magnificenza nello splendore e nelle suppe[lettili di casa ma poi non si:l pi dignitoso dei primo venuto nei rapponi social i c nella conversazionc n ritenga doveroso tenere adorna in modo regale c conveniente la rcggia dell'anima.

",O, Sllll'''Tlmll1ll~llo J~i Juc Dionisi ,d. DJOUOMO XVI 9 I" biJl/m;, VI 12, '.

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70 3' E~I"'''o \' . ,. "ana

(.P7 D ).

"I, N.dlu M:lrim~ L.'II'Ta PILllnnc scri,'c di ~'SSc"r<: Slnlo im'ilnro II SiTtlClISll Ju Dinnisio II" ri" Dlun.c" l:1J7.C.JJ9IlJ; ulludC" ull'intC"r"cnlu dci l'il"l;orid di '!;JrtullO '1""".10 )lllrl,l dd s~eondo 11"'110 lIluhralOl.(li d" Di<ll1isiu II ncl3(,1 u. C. (JJ8C'1J9IJ, dr. O",,. ,II J I'lulllre" Inlc d" ['ILllonc solu IU"Oli~ill eh" iIlilosn(o si cru "crgn!!'n'llo di ri/iwnTe: l'in;'~~ l~r mm. dllre l'impr~"'lionc di l.'!scrc" cupuce: solo Ji pU.lIUC" C nun di Ilgirc. L'irnmullinc h"ulc di UIl 1'III1OI1c rncdicn, ehe I;lluriso: l'inr"nI Siri/i", non i: slIAAerir" dllll u sC"llil1lu I~'II<'."" Ildlu <1.lllIle, inl'ece, P1urone: ullribui~ec II Diol1c ii ]lcn~i"m ehe:, $C PlulOnc (o.se rllIsellU " COI1\'lI1cerc lJiol1i~i(), "I'rebhe pnXllrnro unu I'illl "em ~ (dice u tutrll lu SieiJiIl

[11, I] Poich Oione g[i rivolgeva spesso qucste csonllzioni e frammischiava ad esse alcuni insegnamenti platonici, Oionisio fu preso da un desiclerio aCUlO e appnssionato di ascoltnre le parole di Plntone c di incontrarlo. {2] Subito, dunque, corninci:wano ;l giungere nd Atene malte lettere invinte da Oionisio, malte preghiere da parte di Oione, altre, dalJ'Italin, dn parte dei Pitngorici, che esortavano Platone n venirc, a prendere possesso di un'anima giovnnc, traviata da grande autorit e potenza, e a frenaria con ragionamenli piu seri. [J] Platone, dunque, come egli stesso afferma, ced, perch si vergogn 1ll01lissimo di sembrarc uno che si limitavu a fare c1iscorsi senzn decidere di porre mano, di sua vo[ontii, ad alcunn imprcsll, e perch sperava di guarire l'imera Sicilia, ora maiata, se rillsciva a rcslituire la salute:ld un solo uomo,I:1 parle per cosi dire egcmone 4r [4] Gli aVVerSllr1 di Oione, tcmendo ii cllmbiamento di Oionisio, lo convinsero a richiamare dall'esilio Filisto, uomo iSlruito nelle leltere cd espertissimo di costumi tirannici, per usaria come balllardo da opporre li Plalone e alia fi[osofilt' 12 , [5] Filisto, infatti, fin daI primo mo mento, si era mostralo moita favorevole ltU'istituzione della tirannide 4J c aveva difeso la rocca di Siracusa, comandandone a lungo la guarnigione, Circolava la voce che egli avesse una rc1azione con la

,12, Cos] Cornelio NepolC" ddini~cc FilislO: uomo nmico 110n 1"1110 di UI1 lirJl1l1o lj'W1l0 dei lirmmi,. (Dioll" ), ~l. ,13, Fili~lo '"'Cl''' COIlIlI>o."10 mIl I)io"i~io I fi" dlll ~1I0 ~ordio ncll" ..ilu polili,"" ~ir~. CIl~""LI (cft. I)IQI>OH(J XI II 9', "J cd erJ lirnllsro un SilO {efldc col1nlll>lLlore I,."id. XIV g, ,,61,

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11-12

yo lO xul Til IUITQI 11).,IOII;OI TOU 11Qf:OPUd:Qou luovuo{ou, taU TUQvvou II~ 11uvt11uOIV yvoouvto. (6} 'El1d lle Ae11dVll, ex yuvanlO ~v 6tmpftelQu hQ<{) OUVotxouoav oxe yevolltvwv mhciJ 6uoiv 6uyadQUlv, T~V hQuv i6wxe ebt110Tql, In16t: qlQoa 11QO 610viJOIOV. Qyt06d exeivo T1)V 11tv yuvaixa {TOU Ae11dvou) 6ljoo ev 1tebau;; xu6eiQe, TV b 4lLWTOV !fj),uoe Ilxd.lu, CPUvvtu 1toQa ~vou uva el tV 'A6Qluv, 110U xal60xei ta 11eLata ouv6eivuI tij lOToQto' oxo),ul;wv. f7] Ou yaQ E1tavij),{te tOU 110eo~uTQou t;lVTOi;, a 'lua n'lv exdvou tf),eutfjv, w011eQ eiQljtOl, Xotljyoyev u\nv 11(1O 6lwv tlV llwv ql6vo, w atQt te luiUov enlTljbtlOv VTO xa! Til 'f\JQuvvlt PfP0l6tfQov. [12, 1J OUtO 'ltV ouv t{til XUtf),{}(ov 6u!11fqlVXfl tfl Tuouvvt6o' T(jl 6t 6tWVl xal 1100' U.wv !wnuvov OUOOl mpo),al xo{ XUT'lyoQ(m 11QO T6v TlIQavvov, W bUtey~v'P ltfOI xutQiloew Til oxii 11Q te 9I!OMT'lv xu! 1t(lO 'H(lux)'d.6'lv<f6. Ul ~HltLte Iltv yaQ l Olxe bu1 n),aTlJJVOi; ltuouyevo'lvou TO 6eoltouxv xul lav X(lUtOV &cp. ewv tii Tuouvv(6o, 1:1111t'" uva xol v6~I~ov (lXOvtO TV 61OVOIOV xutuatfl0flv' (}] d 6' VTtPulvol xal 111) 11U).QOOOLtO, xaTuvoa eXfivov eyvwxm t1)v ItOLTduv no6166vuI IUQuxoolot;, oux E1tOlVWV ,ltv b'1I10XQo.t{uv, 1tvtw b pe)'ttw tUQavvlbo ilyoVllfvO tOL WllaOTUVOUOlv Ylalvov0'l &QloroxQudui;47.

madre: di Dionisio ii Vecchio e che ii timnno non ne fosse affauo all'oscuro. [6} Lcptine avcva avuto due 6glie da una donna, chc aycva sedono mentre yiycya con un altro e poi sposato: deue in moglie n Filisto una dellc figlie senza informare Dionisio. ii quale se ne adiro, mise in ceppi la moglie di Lcptine c la chiusc in prigione, scacd dnlla Sicilin FilisIO...., che si rifugio pressa alcuni suoi ospiti in Adriatico, dove sembra che abbia composto la maggior parte dclla sua opera sl0ri ca~', non avendo null'nltro dn fare. [7] Filisto non ritorn finch visse Dionisio ii Vccchio ma, dopa la sua morte, come si deno, lo ricondusse a Siracusa I'invidia, nei confronli di Dione, degli alui cortigiani i quali lo ritenevano piu adauo a loro e piu sicuro per la lirannide. [12, I} Filisto, dunque, sin dai suo ritomo, difcndcvn tcnncemcntc la tintnnide, Calunnic e accusc sul conto di Dione entno riferile ai tiranno anche da ahri: si diceva che Dionc avesse: discusso con Too dote ed Eraclide 046 in merito ai rovesciamenlo dei suo potere; [2] a que! che sembra, Dionc spernva di eliminare, grazie aUa presenza di Platonc, i traui dispotici e troppo assolutistici della tirnnnide e di fare di Dionisio un governante mooeralo c rispeuoso dclla legge; [3] ma, se Dionisio si fosse oppaslO e avesse rifiutalo di addolcire ii suo go verno, IIveVll deciso di rovescillr!o c di restituire ii potere ui Siraeu sani, non pcrch approvasse la democrazin ma pcrch la ritencvl\ di gran lunga migliorc della tirnnnide per coloro i quali fallissero I'obiel tivo di una sana arislocrazia <l7.

H PIUlurc<> rifcriSC'C due lX1tegolr:u.i di cone su Filisto. ~ du IHl r~1O c credibile il ritrultO di un [)i()ni~i() [ w>pC1t05O di mUlrirnoni non d" lui orguniuuli (n1. lc note 9, 10 C '10), mi J~sd~ pc:'l,lcu:I I'.-pisodio dei pl'OflC1talO malrimonio di l'i1islo ron uoa ddle liglic di l.q>tinc. Sospcno chc.o I'cpi$odio Ji:l s..to r.luntato ('OlT'dt~mcntc"<1M Diodoro c", poi. flllintcso <> giuOlo gii ,bcl1lto. P1Ulsrco. Diodoro no:olllll chc.o Dionisio I, caduco io uno M:ll<> di fortc del'rosione dol'O lo SC'llcoo su"ilO ai giOC"hi oliml,ici dei }88 a. c., 1iO slx:lla"a di Hllli: uceisc mohi amiei. mohi 1t1amlO in oilio, flll cui iI fllllcllo Lcllline e Filbto. chc si rL-csrooo ~ Turi. ln IICguilo ",i ,i ricoudliwrono oou Dionisio J c: tomamno "Sil1lcUMI: Lc:ptiuc SI>OS una fi&li. dei litllnno (0100010 XV 7. }.,,1. Per uo giudilio di 11Ii.lo suUe fiftlie di l.q>tinc: "d. 'li"mo/t'OtItc I). '0; ~l LcIHinc \d. I~ IlOlY }6. 01). Filblo fu uu imlJOrtlllllc sl[lfioo: ,;c:ri~ una .'itOt"lQ Jal4 Sicif,Q io trcJiri li"ri. I:,,\,n ~i "><llpon..... di Irc: I.~rti: la prima. io scttc li"ri. andll\'l da Cocalo. rnili('O rc dei Sil'~ni. aUIl cadutll di r\grigc:nto nd ,,06: II( lOCConda. in qU~llm libri. dcscril......,1l la tirun, nidc.li lJiuni~io I (,,06 }67 a. c,); la lcr/.ll. in duc libri, JacrivC\'a la tiruooidc: di Dionsio II fi..., 01 }6}h. L'opo;:ra rimy)C. probabilmente, ill('Ompiuty f'C'r I'iml'rowis. morle di
!'iIiSIO

,,6. l"rodOlc cd End;dc c....~no rispc:ui\'.lmc:ntc zio c nipotc. c:ntr.lm"i pc:DOI111Jl8i in


\-iila a S;rK\lS:;I. Eradi& era un .110 ufliciak (cfr. OtouoJO XVI 6, ..: SCCOIlOO CoU<l:uo NI:l'OTlI, Dirr"l' " I El'Klidc eN I'rJl'/,.,.tuJ t'<I"i'"m ), d>e cntro in COOlraslO coo Dioni~o II.llcmpotid tcn.osoggiomosir.lCUillnodi I'I~lOoe 1}61f60 a. C.I e ~i soItNSK .11. c~m~r.l fUlIlll'Tldu d~ Sirlll"llJU U'l.ATONII, I...llrrll VII }-lHA H9C). Dllll~,rima collaoorat?tc ,li .DIO. ne si ,chiero "KCC:SS;\,IIl,nte (lalla Il~rte dc.-11X>1X>!0 e aV\'eno tcnaccmcnte Dl0l1C Imo a ri":':memc: ucdso. II COOUllJlO fN I)io~ cd Er~ditlc- pcr('Ort"C i 1'~1'I) }'l.)} di quesla VitlA. 017, o." i1lll'llllrAlTlm. di l:>iooc fou<: di rorwin........, D1onWo. mUI.,.O: rqimc politico

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rilCllgOno storico vidOCl" Iilridide.

SilllCtlSll ~ indubhio: ~ iI mOl;\'(1 per rui PlalOlle ~ iO';I"\O (dr. 10. j o: l>u.m:"lH, ~.....tltTlI VII jJ71J'}IIlCI. Cii, che rimanc dubhio lo 'COPO di qUc:sIO I,i~no; un fine nohlle.(~l' tUllt'C ii progrnrmnll polilicu pluwnicol u Ix:rsunulclegoislico (u~ure 1'1~tune per aCljlH)lrC potcre penooatc, soItNc:ndolo II I)ioni,io)? ~ Ptul~TCl), io quoti ~lIlli!oIi, ~l'lla~ .sit:uro deU. PUfCZZIl .leDe inlCllzioni di Dione, fj{C1"~ pure i _pcU.I ~ ~I al11l0 ..dia IJ'p.QlOI' Dionc:8rutO}. 10 (vd, .och<: b OOIal e ocU. o&y>tQlO' Emi.ho-llmol.coote I, ). Sul prfll1Imm~ ,>OIili('O (Ii Diooc: \d. linche ii Olp. H

AION

'l- 14

lU, I) 'Ev TOlaT11 bt xamOToel nilV 1lQaYllTUJV VTUJV, ll),TUJV ei Ilxe),{uv cp1xollevo 1leQ( llh Tl.\ 1lQWTUO; .TlUvtilOel OUUllUOTijS tYXUVt: cplOf.IlQoo6VYJ xed TII111S' 12) Ka( yQ QIIU Tmv (kJ.owxwv aUT4J TluQl:oTlj xexOOlll1Jltvov t'huTlQt!JtW Tlof!llvtl nis TQliIQOUS~II, xal Ouolav Euoev T6Qavvo WS fUTUXl'1JlU'lOS Ill:y.ou 'lil QXil TlQooYlyov6'lo~Y. [J] Atbw bt oUlurooiwv XU{ OX'lIlUnoI16lj uu),iisJ(l xul nQ~6T1IS UU'lOU 'lOU lUQvvou neQl EXUOTU lWV XQ'lIIUlI~olltvWV 6UU1lUO:lJ:S ivI:6ooxev i),nl6as Ilnupo.flS 'lOl TlOJ..ItCllS. (4) Ci)l)Q 61: 'lIS IIV inl byoUS x(ll 'Plooo<p(uv m'lVloov, xal 16 lUQUVVliov Wc; 'Pum xovloQ16S)l un6 n),flOouS TWV yeUJIIUQOVlWV)l xuuiXEv. UJ "'llleQwv ' o)'lywv lUyevolltvwv {tuola Ilh I'IV Tlllllo iv TaiS lUllovvdOlS' lOU llt xilQUXOS wonEQ eiJ{)El xauuUllhou blUlltvElv T~V TUQuvvlbu oJ..eUTOv no).).olis XQovou, li lUOVOlOS l:yt!Tfll nUQfOTwS ou n:ooll" Ipllvul xmaQllllevoS "!lliv;,.. 161 TouTo XOlllbil loilS nCQ{ TOV cf)[IOTOV H1t'joev. llUXoV nva to IlllTttlVOS ilYOUlltvouS ~UEOOUI XQOVl!-l xal ouvljOd(,t T~V valuv, d viiv ~x ouvouoluS IY'lS l'lolwXEV utiTw xal Ilnu~I1'jXE T~V YVWllljV TO IlelQxloV.

114,11 Ouxt' ouv xaO' Eva xul ),u{)Qu(w;, OU 1tvus vucpuvMv fOlbQouv)J tov loovu, iYOVTfS CJs ou ),t116e xuu1l(tbwv xal XOT(IIflUQlloooov T~ IlJ..TWVOS by(~ IOVlOlov, :uu ia'PiVloS houoloos (.lUTOU ).lI nQoe~ltvou T~V uQX"'v iJJto),of!wv eiS TOUS 'AQ loTo llaXIIS 1tlQlOtilo11 1t<1ibas, WV Oei6 eonv. (2J ~EvtOl. b! ."l"QOOE1l0l0UVTO buOXt'Qolvl!lv, El n(l6uQOv IU~v 'A6'lvU10l vaunxois )to{ 1tel;IXuiS bUVlllOl IleyO.IS beii(lo n),eouvu onll.oVTo xul buocpOQIloUV nQTEQoV ~ ),aflelv rUQUXOOUS)~, I}] v\Ivl b! bl' hs 00'111010\1

(13, I] Tale cssendo lo stato delle cose, Plotone giunse in SiciJia e nei primi incontri riceveva straordinarie dimostrazioni di cortesia e onore. [2] Ed infaui un carro, di quelli rcali, magnificamente adorno, era pronto per lui, quando SC1:SC: dallll trireme 4 ", e ii timnno celebr un sacrificio come se una grande fortuna fosse capitata ai suo regno"'1, [3] II comportamento controDnto nci simposi, I'aspetto esteriore dclln corte'O, la modertl7.ione delJo stesso timnno oe! trnttare 1Uui gli affari di stato, suscitarono nei cinaclini meravigliose speranze di cambiamento. [4] Vi era uno slancio da parte di tuui verso gli slUdi e la filosofia e, come clicono, una nube di polvere", sollevata daUa gmn quantit di persone che studiavano geometria n, avvolgeva la climora dei timnno. [5] l'rascorsi alcuni giorni. ne! palazzo de! limnno si svolse un sacrifido trac.1izionale; ma quando I'araldo augur - come em solito fare - che la tirannide potesse rimnnere ben slllda per molto tempo, si dice che Dionisio, che gli si trovava tlccanto, esc!amllsse: non smetterlli di lllnciare mllledizioni contro di noi?, (61 Questo episodio addoloro profondamcme Filisto e i suoi amici, i qUllli erano convinti che ii tempo e la consuetudine avrebbero rcso pressoch invincibile l'infJuenza di Platone su Dionisio se ora, dopo una breve frequemazione, egli aveva prodouo una lale trnsfonna zionc e mUlamento di opinionc nel giovane. [14, 1] Non pila, dunque, ad uno ad uno e di nascosto, ma tuui insiemc apertamente diffllmavllno" Dione, dicendo che era ormai ben chiaro che stava incantando e ammaliando Dionisio con la dottrina di Plalone af6nch ii tiranno, di sua spontanea volont, abbandanasse e cc=desse ii potere ed egli, affcrratolo, lo trnsferisse ai 6gli di AriSlomacll, dei quoli era zio, [2] Alcuni 6ngevano di essere sclegnati nOtando che, in passato, gli Aleniesi, giunti a Siracusa con grandi forze navllli c lerrestri, erono stnti uccisi e sterminnti prima che potessero impadronirsi delln citta'~; O] ora, invece, essi avrebbcro abbnt-

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)}. PIUIOnc n.lCCOnlU ~hl', lliUlllu USiruCLlI~, tnwO lu l~>rlc Ji Dillnisill picnu Ji di)cu" di,l c lli c~ILlnnic b,.IC ronlnJ Dionc (Ll'Il"'<l VII .P91n.
).l. Pcr C'I.. Fili,lO CMl ,lUlO lC5linlonc dcll'lISS1,..Jiu u. C. Il'uJTANco, Nidll '9,61.

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37
tuto la tirannide di Dionisio per mczzo di un solo sofista, convincendolo li fuggire da diecimila guardie dd corpo, ad abbandonare le quattrocento triremi, i diimila cavalieri, un numero molte volte suo periore di opliti" e a cercare nell'Accademia ii bene taciuto, a diventare felice per mezzo della geometria, o=dendo li. Dione e ai nipoli di Dione la felicit che consiste nd potcre, nelh: ricchczze e nei lussi. [4] Di conseguenza, nacque nel tiranno dapprima sospctto, poi anche irrilazione maJcclata e oSlilit. Fu ponata di nascoslo a Dionisio una Icuera che Dione aveva scrino a rcsponsabili di Cartagine, esonandoli a non accenare incontri cui egli non panecipasse, quando tratlassero con Dionisio della pate, perch grazie alui avrebbcro regolato ogni questione in forma definitiva'6. [5] Dionisio lesse quesla Icnera H II FilSlo, si consigli con lui <Cosi racconta TImeo ) e ingann Dione con una finta ricondliazionc; (6) adducendo pretesti credibili, diceva di volcrsi riappadficl1rc e lo conduceva, da solo, soltO I'acropoli, vicino ai mare: qui gli mostro la lenera c lo accuso di cospirare con i Cartagincsi contra di lui. [7] Dione avrebbe voluto difendcrsi ma Dionisio non lo toUero: subilO, cosi come si trovava, lo fece metlere su di una bllra e ordin ai marinai di trasportarlo in ltalia e di sbarcarlo qui.

xataloouOl tI)v 6.10V\l0(O\l tUQavviba. ou~ndoavn:e:; autov x tooV IIU(liwv 60QulpbQwv :n:06Q6.vtu. xal xatuutovta te:; tf.t(laxoolae:; tQlt}Qe~ xal toue:; ~uQloue:; lnneit; xal toue:; ;'[o),;x~ tOOoltoue:; 6JtA.hae:;". v 'Axa611Jlfll tO OUUJtW~EVOV ya60v tllteiv xal bl: YfW~ftQiae:; eilba4tova Yfvto6Ul, n)v tv Qxn xa! XQt}f1aOl xal t(luq>ait; eil6alllov(av 6.(UlVl xal toi 6.lwvo beAq>lboic:; ltQotflfVOV. [4J 'Ex toltWv uno'l'lae:; JtQootov. eha xal q>aVfQWttQUe:; bQyi)e:; xal lha~e:; yevOllf:vlle:;, !xo~lo6tt t~ tJtLOtOt) xQlqKI JtQS LOVlOlov, iiv !yeY(llpel lwv ltQoe:; toue:; KaQX'lboviwv eJtllIE),'ltlte:;, XEMlWV tav tloluvuultp JtEQt tfJe:; fiQt'tVl)e:; blaUyWvtUl, flil XWQ( UUtO Jtolf}oa. 06al tilV EVtEULV, Wc:; n6.vta f)OOllhoue:; flftalttWtwe:; 6l' aUto'6. 15J Talt'lv vayvoue:; LOvlOlo C1lu..l.ottp xa! flft' iXflvou Pcueu06.IIEVOe:;, w ql'lOl T4taI0e:;'7, unfJ),fie tOV lwva JtEn),aollvcue:; blO),iJOEOl' 161 xal IlttQla OX'l~6.llevoe:; Iha),;tteo{)al te lp1}oae:; 110VOV t' nayaywv uno tI)v XQ6JtoXlV TlQoe:; tilV fi6.Xuoouv, i!bell;e tilV I;JtlofOAil v xaL XUtlly6Qlloev we:; ouvlOtalli!vou 'ln KUQX1lbov(wv ~Jt' aut6v. (71 'Anooyeio{}m b ~ouAOllvo\J 1:0 lUlVOe:; oux vaoxollevoe:;, <iA' eu6i/e:; w EtXEV !v6llevo eie:; xnov. ltQoohal;e toi va1:a~ xO'lltoV't'u aUtov ix6eivul JtfQI Tilv 'halav.
IIS, I] rl!VOIU~Vou b toltOU xal qKlvV't'O<; WflO Toie:; v6QwJtol, Tt)V )ltv olxiav TO TUQvvou Jth6oc; eIXE 6u\ n\e:; yuvaixae:;'lI, 'i b Jt6Me:; ~ TWV IUQoxoo{wv bfJQto, ltIJYllata vUJttQa xal IlualJoXt)v ltQoo6eXOJ.lVT) 'COXEiav x Toil ntQ! lwva 6OQ~ou xa! 't~e:; JTIJS tV wIJavvov JTIGT(a tWV uUwv, 12l ~A 6il ouvoQwv 6 LOvil<noc:; xal bt60lX>, 'toue:; fli:v cpO.oue:; JtQQl!flu6eiTo xal Te:; yuvuLxae:;, tO ou lp\Iy~e:;, U' Jtollflia 'tq, 6(WVI ytyev'lflVl)e:;'''', Wc:; fl1} n XtLQov lIQyfi ltQO n)v au66l!IOV 60 QUTO nUQovtc allO(lTeiv fJtao6d'l' IJ J 660 M

U,s. I) Qucsto avvenne e parve crudele a tuni: ncUa casa dei ti ranno dominava iI dolore per via dcllc donne'"; la cin di Siracusa era eccitata, Bncndcndosi novita politiche e un rapido mutameOlO per ii clamare che aveva suscitato iI caso di Dionc e per la sfiducia degli altri ne! tiranno. [2] Dionisio se ne accorse cd ebbc paura: consolava gli amici e le donne affermando che a Dione aveva imposto non I'csi lio ma un viaggio aII'estero'''', per non essere COStrctto - se egli fosse: rimasto e irritato dalla sua arroganza lO - a commcllere qualche sproposilo piu grave. [J] Consegno ai parenti di Dione due navi con

Per le (O~ milil~ri .Ii l'Ui dilipune\'a Ditl/liliio 11 \'e1. 1)1000110 XVI 9, 1 e: 70, ); EI.IANO, \"'ria bisluria VI 12. )6. Che i rtlllIlOrti fl'll Dion~ e: I CatlUllin~i (05SC:ro buoni;' credibile. Ci aI te:mJIO di lJiuniliio J, Di~ne. s.i cru dislimu in IlIlU ~mlJMliccrlu che uvc'\'u lluidUIO MC~rl"lline: (.'.1. " li). Appcnu Dlomslo J[ ul'CVU u~sUlllu ii IXJle:re:. si eru 5vohu unu riunione Jd fonsiglio dl'llli umid I>c:r discule:'e dei provI'e:diml"TIli da pre:nde:re l'M'i confronti di Cutlulline:. Dione si e:ra dichiurlllO dispoSIO ~ l"C'l.'1Irsi ii Cun"llille: pe:r Slilllllu~ I" pace: u II meuere: U dilil'miziunc dei lir~nno cil1q\l~mu Irire:mi I>c:r corllinu"te: I" Iluerra lvd. 6...)l. EvidC'fl.
(.uIl~'l:UO N'II'OTlI. Dim.C'). };

. .

lemenle:, in 1111 l'rimo I1lOlnelllO Dioniliio II u\'~~ liceho di KI,...iure lrut1KII\'e .Ii paa: roo i C~n~llint"lli m~ nOIl llne che C'SSC: I'roduce55C'ro riliu!l~ll (dr. 16, .1). iJuolli I'>Ipl'orli fl'>l Diune e i CU"~gint"lli liono allelilali lmche: illIiCllllilO: \'d. ~), 10'14. )7. Su '[jmco \'d. mprIJ nola H. )11. l.lIliOrdl~ ArillomUCll c la moglic !\re:lC. \'d. 6. l. )9. L" 1i1C$~a mnlil'ulolle i: "uribuila a DiQniliio da I'~TONH (ul/C'rll VII 60. I'el il giodiliu .Ii I'lalune: .u1la ,,"lbIJJC'i1l di Dione: vd. 8. 4 c 1', ).

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308

AION

15 - 16

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!'ordine di caricarvi ricchezze e servi a volont c di trasferirli presso Dione nel Pe1oponn<:so. [4J Dione possed<."Va un ingenle pnl rimonio c "iveva circondruo da un arredo c da un seguiro quasi clegno di un tiranno, nrredo che gli nmici raccolscro e fcccro trnspOrtarc presso di lui. [5J Molti nltri doni gli er:lllO invinti dllllc donne c dai suoi com pagni, cos1 che egli brilhlVa frn i Greci per averi e ricchcz7.l1 c ncl I'ngi:nn disponibiliul dcll'esule tntSpllriva la poten7.a deUa timnnide. [16, I] Dionisio trasferi subilo Platone ncll'acropoli fornendogli !'onore di una SCOr!:I, SOltO ii pretesto di una cortcsc ospilnlit, nfhnch non prendesse ii mare con Dione 61 , testimone dei lorti da lui subili. [2J Ma, con la prolungata frequentazione, i1liranno si abitu a sopponare la compagnia c le parole di Pia tone - come llna hera si abitull a sopporlllre ii contlllto con I'uomo - c fu preso da amore tirannico: prclendcvn di essere lui solo ri:llllllto dn Plntone c IIlllmiraio piu di tuui gli altri uomini, prontO a ccdergli ii poterc c la ti rannide se Plnlone non avesse preferilo l'amid7.ia di Dionc alia SU:l. [3] Per Platone cru una svcntum quesla p:lssione: furioso di gelosia, come gli inn::lmorati rt.'Spinti, in breve l::Isso di tempo si fnceva prendere molte vohe dall'im, molte vohe si riappacificava con lui c gli rivolgcva suppliche, facendo sfol7.i straordinari per ascohare le sue le7.ioni c partedpare alb sua riccrCR filosofica ma pure \'ergognandosi di fronte a quelli che ccrcavano di disloglierlo. ritcnendo chc ne snrebbe Sfnto corrolto. [4] ln qlleslo fmtfempo scoppia lIna /-luerra f ' 2; Dionisio Inscia pnrlire Plmone dopo l1vergli promessa di richiamarc Dionc in primavera, [5] E qUCSla si rivcl subito una bugia; illimnno invi a Dione le rendile dclle sue propriet c chicse a Plalonc di perdonarlo per ii ri tardo causato dalla guerra; [6] gil1cch, una voh" stipulaI II la pace, avrcbbe immediatamcnte richiamllto Dione, cui chiedeva di slarscne lranquillo, di non tcntare rivolu7.ioni, di non scredi13rlo presso i Grccit.).

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[17, I] Platonc ccrcava di farlo e trattcncva Dione nell'Accadcmia, volgendolo aDa filosofia. [2] Dione abilava in dn pressa Calli ppo l.4, IIn conoscente; aveva comprolo, per suo dilcno, una tenuta 6 ' che, in seguito, quando salp alia volta dcllA Sicilia, dono ASpcusippo(,(', [3] ii piu intimo fro gli amici atcnicsi e quelIo che soprattutto Dione frequenlnva, poich Platooe voleva che ii caroucre 67 di Dione si addoldsse, tempcrAto da una compagnia gradevole c capace, ai momento opponuno, di scherzo conveniente. [4] Tale ero Speusippo e per questo TImone 6lt , nei Sitli, lo defini bravo A motteggiaTeIt. [5] Plalone avcva avoto l'incaTico di allestire un coro di faodulli ma fu Dione che lo esercilO e affronlo lutle le spcse, consenrendogli Plalone un simile alto di generosil nei confronli degli Ateniesi, perch essa procurovA mAssiore bencvolcnza 11 Dione chc fAma Alui stcssa, [6] Dione visitava anchc le altre cilt, frequentava gli uomini ph'iAItolocati e piu influcmi in campo politico, insicme con lOTO pArlecipava alie solennit fCSlivc 6 ?, non mostrando a1cunch n di rozzo n di tirannico n di effcminato neUa sua condouu, ma suggezza, vim'i, coraggio e un decoroso impegno negli smdi filosofid, [7] Di conse gucnz3, olteneva bencvolenza e affeuo da tutti, onori pubblici e decreti daUe dnd. [8] I Laccdemoni oe ferero persino uno spartiate, scm.a curarsi delI 'iro di Dionisio, per quanlo egli fosse a1lora un efficace alIeato conlro i TebAni 7o [9] Si racconla che una volta Dionc, avendone bisogno, si recasse alia casa dei megArcsc Ptoiodoro, ii

6.1, CalliPI)O rollaoor eon Dlone 111111 li!>clll"liooc.1i SirllCUSll Jallirllnno cd cntro in <:iu. ineorOlllllo, III fianco di Dinnc h.J. 28, )). ln KgUilO, orgllnino la eongillT'~ ehc l)lo \"000 I~ morlc di Dion~ (vd. H,)81. Fone per- qUt'SIO m()li,'O pr~tooc: ocghcT'~ chc 11 1illl)O a'cssc fl"C'<lurnlalo l'ACC'lldcm.ill tLt:fI<Til Vff H)E,))oIC): UOlllolimonianu divcna in ATllI.a:o XI )08E-E 6). 11 f~llo ~M DioI><: lIequi'lIssc 1t'T"T'& io Allic... $lJggcrisc~ ehc t"8Ji o god<:\'lI delI. <:iUII.linIl1l7..t IIlmine: o dei I)rhikftio ddla rfI; ltul oiltlu; [PUlO'; (ii dirino di ~~ l~'''''' c CII~1. DiOlI~. iofaui, ricC\-e molli OIlO.i iII qud pmodo dallc eiuii grtthe e, PC"
(>6. Sl'eu~;PI'''' nipCllC di Plalooc c ~\)O IlIecesson: alia guida tkWAentkmill d~1 )47 III .H9, .i 11lll~lril moho inlcmuto alJc ,'iccntle di Diotl~ c di Silllellu, Aecompllgn lo ~io nd 1"T'lO I'illglliu II SiTll~u~u ()6t/60 II, c.) c ~1'Ohc, !U ine~rioo di Dionc, un~ iml~ginc pr"~s,, i Siruell!~ni pcr 'll1Olll~rC I" loro disposizionc d'llnimo I'crso Dionc c 1'''rsO Diolli!illll tdr, n, "4). t\ loi limonidc di IKllClldc. ehc partedp ron L>ionc "lllllibe IlIzione di Sirlleus~. indiriu uno !Crino in eui dncri"<:\'lI "li C\~nli ('Ui 1I1I1'lI ..ui!ICndo
~i[lo,l~ cin~din~n7-ll ~IlUlanll

h'<l. ". ,81.

tdr. )). ,I),

6,. Sul C1Ir:aUC'C di I)ion~ ,'<I. iI C1Ip.ll. 68. '!imone di l'1iumc 1)101)0 II. C.I ru II" 610100ro SttTtko el.", o:;.md.. lI1oho [lO,"Cru, da gio\'~ne si gulKlllsOO da vi,"c~ fattnJo ii d.o.nl.:ll~. ln ~Iluito ,u trufcri ati ,\u:nc do\-e \issc,uno .llll mor1t. Fu IIUlO~ di mohc op<:' r.. ('Ui i in <$IImdri ISlllin: comro i 610s0fi dogmllticil, ltaRroic, drammi sluireKhi, opcr~ in Jllm-. ii dialogo 1};fQ//~ (dialogo fr- Pirronc. fOlltlalorc ddlo sccuicismo. c un lall'ilond, gli Intlmu; in mdro dq;i.ro. 69, E\'ioollemenl~, L>iunc lliSl<:\. ~1I11 edcb.azionc ddl~ grlllldi restc pllndlroichc: "eI .1(,0 a. c., p~r t::!I., ~gli si lro"II"~ Ad Olimpia c lJ inmlltr I'lotonc ehc rilnmwv~ in Grl~ill da Sirue\lSll (PU.ToNlJ, 1..l'IfNa VII })oIH, 70. SiTll~ula cra unll rc:Jelc wllcllla di SPllrtu, eui Diunisio 1I111"t:V1l in\'illlO truppC' nd }) lSlIt"OfONTII, E""II;,:b.. VII 4, 12); Sp"rt~ Cllf in diflirohl\ pl::n:h. sconfinll dai Tcbllni II L..'II111ll od )71. dO\"t:Va direndel$i .Logli allal;'Chi pon~li d"i le:lnnl ronlro ii suo ltrri. lorio c 'Iudlo dei !ooi AIICOli nd PeloponnC$O.

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quule - a qucl che sembm - era lIno degli uomini ricchi c potenli Jcllu citt 7l , [IO] Dionc, vcdcndo vicino alie sue porte una gnm follll e una grande attivil, chc lo rendcva innccessibile c imlVvicinabilc, volgcndosi poi a guardare gli amici, infasciditi e irrilllti, Jisse:perch biasimar10? anche noi, n Simcusn, ci comportnvamo esu[(amel1!c alio slesso modo. [18, I] Dopo un po' di tempo Dionisio, invidiando e lcmendo la popolarit di cui Dione godeva presso i Creci, smisc di inviargli le rendite c affid i suoi beni a propri amministralori 72 . [2] Valendo combnltere la sua catliva fama pressa i nloson, causala daI companamenlo tenuco verso Platone, riuni ulla sua corte mole i uomini che sembravano colti 7J. [3] Per I' ambi7.ionc di supefllrli !Uui ndla disCllSsione, era cOstt"ello lId usnr mnle gli insegnamenti di Plalone, da 1ui per altro frninlcsi. [4] E di nuovo lo desiderava e accusava se slesso di non aver sapulO approfinare dd1a sua presenza e di non nver ascoltalo quanto sarebbe slalo bene ascohare, [5] Da timnno qual cra, sempre volubilc nei dcsideri e facHe ad ogni smania, subico si geno ad inseguire Plalone c, usando ogni espedienle, convinsc Archita 74 c i Pilagorici a farsi gamnli degli accordi c a chiamarc Plalonc: giacch, gnlzic a Platonc, si eTano ini:dati i loro mpponi di amicizia e di ospi lalit. [6] Archilll invi Archedemo presso P1atone; :mche Dionisio illvi una lrireme c amici a pregare Plalone; (7) ii timnno gli scrisse in lermini chiari e precisi che non avrebbe fatlo nemmeno uml rnodesla concessione a Dione se Plalone non si fosse lascimo cOllvincere n vcnire ill Sicilin; se, invccc, PblOne avessc llCCe11:110, avrebbe concesso llltlo, [8] Giungcvano li Dione molte csortnzioni da parle c1c11a sorclJa e dclla moglie affinch pregasse Plalone di cedere a Dionisio c di nall

[18,1] X(l6vou M 1l(lOI:6VTO, 6 ..IOVOLO !;,ll',OTUtrwv xa( t'ieOlxw

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71. 1...pis"'lio ~ I""mlo '1I1('hc <I" V"I.LlMIl> M"SSIMO (IV I E~f . .l, do\"e ii nOltle dd pC~>Il;lAAio m<-,llllr<'Sc riSlIh" Cli!en: crronCUnlClIle I":odorol. LkonlOSlene definisce PlOio.

dom XUlll),(li",+, MuI yh .. xlllll6l;n :Tl)IlO; MrY(l{l~O'V per ricchcllu, per 11mcilll c pcr ("111;1 primo dei M<'Il"rl'Si (19. ~9') c lo pr,,-'SCnl" come [ln SQSlcniturc di FiJiPllO II fI'd. 'II1C""-' 18, J\I)). 7J I'ILllolw ~<.:ri,c d,e, C!urm1lc ii SilO lctW '<1/ll.liortlo" Srlll'usU (.16,/60 ". c'l, lJionisi" II dl"t:ise di contismrc i heni di Dione c di n;rulcrli. Non $i puo l'Scllldcre chc: Dionsi", l'lllnscendo ii prl'Slillill di cui Dione /lo<k"'I' in Grcdu, Llblli" lemul0 che le ric-

d'cue, di cui i)innc dislllll1C\'u, IKllCSSet<1l'Ssctc ulili .... LlIC pcr orllllni...."te 1111 colnplono CnnlfQ di lui (\"d, !'''''TONII, /,A'Urra V// .H:lC.l47E: I'I.l11'AMCO, /))//r 19.81. 71. lu torte di Dinni.io II nSl'ilu\"u molti Ilornini di cllhul1I: \".1, iI (,""1" '9. 7:\, Archilu di '1i1"'1Ilo (u IIn lilosnfn l'it"l;orito d"l;li irllcrcssi "ohi I'rc\"lC1l1emCllle \'crsn lu lT"'lCl1>ulieu, Fil scHe "ohe $ltulCl:l"" 'Etrll1>IO, per qUUn10 lu leAAc lo \'iCll,sse,

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per ripercorrc:rc: lIocora la funesta Cariddi '6,

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En 1:1)'11 om'lv UVUlltt(lt,OfU: XltQUfUIIVU.,

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6w(ll! b Xtl'Ultwv noUwv xal noU,l.uu TOU Iltv btb6vtOc;, TOU b 111) t:XOlltvoUIlO. l[uQwv 'A(llatutn:oll\ /) KUQ'lvaio iWCPU)"l CqJlj 'lfyu).6~uxov etvaL IOVUOlOV' U'lhoi I'iv yQ 11lXOo. b,vUl l'I'etovtllv beoI18VOU;. nJ"Twvl b 110n6. Illjh l..uliflvOVTL. 141 MUTU b t l't(lWW; epv.oepQoouva; lr.Ql;Ullhou nJ.,t'.r;tUlVO; htuy XUVElV neQt 6.lUlvO;, J1I:eQ{}/wel; tO 1I:(lliltov l'lOUV, I.sJ eITa Illl\j!U; xul bta<jloQul lll uvOuvouou~ tOU; eX1'6;, 111l:lXQuntOlll!vou 6tOvuolou xul tni; cu; t6v ntUlVa OeQandw.; xol 'tIIIUi; nf.l{lWll:vou 1I:aQayuv 011:0 'til; 6.Lwvo euvolo;. ou' UUtV EV ye 'toi; 1I:Qwtot; XQVOl; 011:0' xa1l:tovta n)v unlOtluv airto xal \jlEuooy{av, uU' eyxQQte QOUVta xo( OXll~latlt;llevov, {6] Oihw b: IQXel"vUlv 1I:QO uUiJou; xal av6vf.lv 1I:vtu; oOllvwv. 'E{xwv KUt;IXllv;"" tl; nuv ntlOVO; ouviJ{twv, il),(OU 1I:QOtU~v eWI'i'lv lU xal ytVOllvll; w; n:QOtil"lt, {taulluo{ttl; Jn: 'tou 'tuQltvvou UlQtltv EUptV uQYUQ{ou t6.avtov. (7] 'AQloun:n:o; b: n:ult;wv n:QO 'tou; llo\l; tpv..oo<pO\l; Etpll tl xal UUtO xuv 'twv n:uQu6l;UlV n:(K)tuttiv' extlvwv Wltom

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[19, 1] L'arrivo di Pllltone ricmpi Dionisio di gl'1lnde gioia e, per la seeonda 77 volta, di gl'1lnde speranza la Siclia, unita ncll'auspicare e ncl desidcrare ehe Pllltonc prevalesse su Filisto 78 , la filosofia sulla ti mnnide. [2] Era grande la prcmura deUe donne nei suoi confromi, [}] S1faordinaria la testimonianza di fiducia riccvuta da Dionisio e a nessun ahro conCC5sa: potcrsi awicinare alui scnza esscrc pcrquisit0 79, Dionisio gli offrivll, espesso, in dono eospieue sommc di dnnaro che Platone non ncecltava llO c AristippoKI di Circne, li prl.'Sente, diccva chc Dionisio era generoso scnZll correre rischi; dava poco aloro che chiedcvllno di piu, malta n Platonc che non accct!nva nulla, [4] Dopo le prime cOrlesie Platone incomind a purlnre di Dione; dapprimll vi furono rinvii, [5] pai rimprovcri e contrasti K2 , che rimalIeVallO tlascosti agli cstrRtlci: Dionisio li celava e cerCRva di slaccare Platone daU'affeuo verso Dione, coprendolo di premure e onori; Platone, per parte sua, non smascherava nei primi tcmpi la mlllafede c la lllcndllcit dcltirnnno mIl sopportl1Vll e fingeva. [6] Tali erano i loro rapporti cd essi ritenevano ehe nessuno se ne aecorgesse. Elicone di Cizico K ', uno degli imimi di Platonc, preannunci una cclissi di sole: I'edissi si vcrific lW come cgli Ilveva preannunciato, ii liranno ne fu ammirato e gli don un Ialento d'argento. [71 Aristippo, sehennndo eon gli a1tri fiJosoh, disse che anchc lui poteva prcdire qualcosa di

7), II mCCOlllo di PI~I'IflC ~ di\,cf$(l, I'btone scrh." dlC Dioni)io II inviO una lrircnlc Inl 1\lcnc. "ulll <lu~le ~\'C\lIno \'iJl!AiJto Archt<kfno. un silllcunu Jmico di I\rhill. e .ltri skiliuni; Itli in"i and,,: un~ lellCfJ eh<: l'IulOOC in pUle 11'll)Cr1\'e, Ou I)atte di I\rehill lliun~fCI 1'1~lOne lem:rc d>c: InlirlloniJ"nno dei Illllnde imcrn)C di Dionisio pcr I. fil ... j.uti~ c I'rell~w'l<ll'lalo"e di I>(cn,,":"l~rc il,irunno per non .Iunnell&iurc i buoni r.I'Poni e)i~lenli {nl Tllnnllo e SituC\JslI. 1\111' pm~ioni. ehe giUllg('\'.no .III Tllnmlo c .I~ Sir.eulI. si DJ.(J;iul1sero II' I'l"eghiere JCllli wrnid 1I1cllicJi (/.('ltrrll 1'11 H91\E). I'l.hme rum ."erm richinle delle donnc f.uniliuri .Ii Dionc. 76. II vcn;o olllcrico ((J</isUIl XII .\18) (: riporl~IO mrrellamcnle da PI,A1'ONll ('/I..,1l VII H)El. a.l.llalo,,1 conle!llo d. I'lul.rco. 77. Pcr ii primo solllliomo di I'larone IlrC'O Dionisio II \'.1. Lcapl'. II, r6. 711. Su "'ilisro "d. it c~p. I I e le nole.

79. Vd. ClIp. 9. " c OOIJ, Elo. L. nOlizi. lroYa COnfenTlll io !'(,ATONt!, u1f~rll VII H.~D. III. I\rislippo di Cira>c:, .mico di Socale, ~ ri,mulo ii fon,lllON: ddlo scuoll1 cire ".iell cl1e \loneYI nd IJioccrc lo JroIJ() &:110 "iI. um.nll Ino non li pll elIdlKlerc chI' egli ~i. ~l.lo tullfllSO mn iI nilJ()le chI' P0rlll\'. ii suo slcuo nol11e cd el1l pme filosofo. 8~. Pro\'Ooo I. rollur. dei l'1IPl'orli (111 PlalOlle C Dionisio II lu decisione ,lei cinmno di \'cndere i beni di Dionc. 1'.1, '9.8, t1j. l!.LiOOl1c di Ciziro. rn.1Crnlllieo e .,lronomo deli" sCllol. di EuJtmO. fu linche di. )cqlOlo di PI.lUnc c. ImJndo III Lt'I/<'rIl XIII 360C (fwls~n\l:m lI11rilJllLtM ~ I'IUltJUc), ,IL' scqlOlo di lso<:nllC, II". L'edissi lII'Vmnc LI u mJAAio j61; lJ<:r un'lIltlll cdissi vd. ~". "j III not~,

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bWIII!"w". "lt(loM:yw Tol"u"" EIXE" ..Hyou X(lO"ou naTW"U xut 6toVUOlO" XOQou yt::"'loolll!"ou, {8J TH,o bl! n)v III!" ouolu" TOi! 6(wvo 6LO"UOIO eltw).EI xai Ta X(lilllUta XUTEiXE, nlTtllVU b' f-V Ttll nt::(ll T~" olxluv xiltnp blmTWIIE"t)V d tou IIlOOOlP0(lOU ItETl!onloE. ltlm [llooiiVTtt UUTO" xul !;11To"ra "EeI" w; ltelttOVTtt 6to"UOlOV tUPEI"Ul n)v tUQUV,,(U xul !;flV lU')O(lUtpQ1lrov''', [20, \J 'Ev TOlOJTtp b XI"flvt!. ye"o[lvou Toi! n6.Tw"o, ot ltE(ll 'QXTU" ltUOlll!VUl TUXU nl!jmoum ltQeof}etu" xul TQlflXvro(10", tmmTo"u T" "bQu nUQ 6.1O\'UrJIOu xut l!yo"u, w; uuTOU Upw" 11"ubxou; tfl uorpnElu nEuOEIE" ei I:UQUXOlJOU;ll6, [2] 'ltOqollt"ou /'li! tO 6.tovuolou n)v fXOQUV OTtloEm xat lPIOfPQoouwu nEllt n)" nllOnollltil'" i1v b TI ltQOUX0#!.vw nll UUTUV fOtoliTOv ti:rEi,,' ,'I nou n~nOJv )'[0).).6. xul bEW. XUTlIYOQilOEl iuu.ilv n(l TtJU OUIHPlOOOtpOuvTa;, /3] '),[0IIElih.oa eXE'l"o unexQl"uTo' "III) TOOUUTll 6ywv v 'Axub'JIIel{1 y#!.vmTo OltaVl. won oou Tl"U 11"'IlIO"Ei!UUl"7. r41 TOIUt'l" [Iv TI)v (moom1)v TU n6.Tw"o; YE"toO{tl l!YOUOIV' ou II#!.vtOl T. nlTwvo uUtoli lt6.vu TOTOl tlu"(tbn lIA. 121,IJ (wv bl! xu( toTOl exa),tn{U"EII~. xul IIET' lyo" XQ"ov E;l;lto"IHUO'1 na"T{mUtll ltUOllevo T6 lte(ll T1)" yu"Cxu, ltE(l! ou xa( nlTw" t'tvH;mo YQl'pw" lt(l6 610"UOIOV, r2J 'Hv bt TOlOTOV. Mu TI)v xf3oI)v TO L\llIlvo (mo:rtjl1tW" nlTwva'JO 6lovumo lixV.EUtlC" uUToii bl' <noQ(lilTw" nultl!oltm. Ilil n XWlJOl T1)" yuvu'lxu nQS: ylllov

stmordinario, Solleeitato da quelli a parlarc. affermo: predico, dunque, chc fm breve PlalOne e Dionisio diventeranno nemid, [8] lnfine Dionisio mise in vendita i beni di Dione e trattenne ricavllto; trasferi Phnone, che abitava ne! giardino attiguo ai suo pnlazzo, presso i merccnari, che lo odiavano da tempo e cercavano di uceiderlo perch lo accusavano di voler persuadere Dionisio a rinunciarc aUa tirannide e a vivere scnza guardia dei corpo II'. [20, 1] Plntone versava in lale pericolo; ArchitB, venutone a conosccnza, invia in frena una ambasceria e una triacontoro, chieclendo a Dionisio di consegnarc l'uomo e dicendogli che Platone era venuto a Siracusa clopo che egli aveva garantito della sua sicurezza ll6, [2] Dionisio cerc di nascondere I'inimieizia organizzando banchetti e prodi gandosi in cortesie in occBsione dclla partenza e si spinse a rivolgere a Platone una frase dei gcnere: (e aliara, Platone, ci accuserai molto e pesantemente presso i tooi amiei filosofi?; [}] sorridenclo, Plalone rispose: possa non esserei mai nell'Accadcmia cosi grande penuria di argomenti da doverei ricordarc di te 117, [4] Dicono che cosi sia andata la partenza di Platone ma quanto Platone ha scriuo non si accorda affauo con questo resocoOlo/Ul. [21,1] Dione era indignalO per queste azioni 1l9 e, dopo un po' di tempo, entrO in guerra aperta, avenclo appreso quanto era successo a sua moglie, foccenda alio quale anche Plalone ha alJuso in una sua lenera a Dionisio, [2] Si traltava di queslo, Dionisio, laseiam.lo partire Platone dopo l'espulsione di Dione w, lo esorlO a chiederc a Dionc, in scgreto, se qualcosa impedisse matrimonio della moglie con un al-

li). 1'1"I"r~o rillSSUl11C molto brc\'c11lc'''C f:mi n~r"'Jli (ICIl'lg!i:lllllllCnlC da l'1:un,u;,. 1.'"IlIl",ml" ii rr;-,;OCIlIO I'hl1urch,'u si ,iee<.c I'impr<'Ssiollc dlC illmsfcri'ncnlo Ji I'I,uo"c

presso i Ill",rl."C'llIri si" sl:110 l."1H1s:lto d"i dissllpori S{mi f,..J PIIII011C c Dionisio in rdllziol1<' :III" ""Ildil:l dei l...-ni Ji IJiollc; <OSSO .... im'cl."C, oon,cguenZII di un "'JI11"'~sI0 sroppi:llo in $"j.llliIO. lJi"ni~i() II\"CI'II Jc<:iso .li ridurre III 1':I,Rn IIi IIlcrcc'lIlri dle si cr:lno ribellnli. Il ,;r1l11110 rilcnne rcspOllsnbilc dclIlI solb..uzionc dei ll1erl."cnllri Er:iclide (~II cui I'(!. 1J, 'l, chc fll,R,R1. I'lmo"c !le 1"<'Se Ic difcse e IJj"ni~;o si mnvinse dei f:lllO ehc I'lillonc flll'Uril';! i slloi ncrnid {I'I.ATONl!, I.cllcr~ VII .l4t1A nuBI. Pcr 1111 cerlo periuJo 1'lil10ne l,hil l'resso Anhedcmo. ii piwj.lm;"u chc Di,,";sio :1"CI'1I iUl'illlO "ti Alene eon 1111 im'ilO I""r 1'1.11011(' (lH, (j c ['IATuSII. ,'l,M, H9ClJl. 116. Su Ard,illl <' sull'illlc...cll1o dei Pil:ll,;or;"i pf<'SS<> I'l ulOl1c I'd. ,II, "

117. Lo SI<'1W epiwdio i: rncrolll"lo du Dioljcne Lucn.iu ehc IlrCllcnla mrne inlCrlocu lor.: .li 1'1.1Ionc Dionisio I (III 21 l. IlIl. Cfr, ['IATONIl, '-cltcra VII },oAIl. 89. lJuJla u.'lIcra VII Ul'llrcn.liulllo ehc Plulone. Ji rilomo d" Sirncusu, inmlllro Dionc ud Olimlliu (crnllo in wrso gli uguni olimpiciJ c gli riferi de! suo insul."<"C1iso. lJionc dceisc .li muo\'crc Ilucrrn ui rognlllu quundo uppr""e della conliscn Jei suoi be:ni; PlalOnc non UCl."cnna alie inlcn7.ioni di Diollisiu II rdulive allu nlOlllic di Diol1e (I'l.AToSIl, u.'I/C(<I VI/ },oll.E), 90, ln oce~siunc de! sC{.~ll1Ju su~i()mo siml."usuno di PIUlOnc ne! .166: \'d, i "-1'1', Il'l6, in Ilunirolurc '4, "'7.

61nN

3 '9

h~Q(p ot)llvac Ul xat yQ ;IV ).,6yo~, elt' ).,'101)~ cru ouvtl':{)d~ im twV L\iwvu IIIOu6vtwv, w~ ou X(l{t' ~6ov1)v y6:~o~ I':llJ iwv~ YEYOVW~ ou' EUQIIOOl"O~ ii nQ~ (1)v YUVUlXU OUltflI.wOl~. (4] 'n~ ouv llXEV n6:tWV 'A{tf)va~E xat t41 MWVI nEQl nltvtwv htuxe, YQucpel1fQO tV tQavvov enlOto).,fjv, to. Ilh Ua oacp) Jtmv, aut i tOUtO ~vlp YVWQ410V ixdvl4' q'lQ~ouoav, w~ lal':x6Ei'l twvl 1feQl tOU nQuyv-ato xe(vou xal oq'lQa bi1o eL'l Xaena(vwv (v). d tOUtO tOVOlO ;I':QyltOUltO". [}] Kat tU Iltv;:n Jlou'wv eJI(6wv ouowv 1fQ~ tOo; laOE~. oubtv ;nQa~e J'teQl (1)v bI':q'li!v~2 vewte'Qov. U' ela V-!vflV auti!v IIUo. tOU l'lm(ou tOU L\(wvo olxouoav. [6J 'EJld Ai l'lUvtQJlaOlV ouv-IUnw [IXe, xai n).,CtWV auOu;; iUhllV Wrutll'P6'l JtQ ntx6uav, Otw t1)v 'AQur)v xouoav VI tWV cpu.wv T4IO' XQtfl~) btbwOIV. ou '14llJoJleVo (1)v xat ye tOUto tOU l'lUtQO lndxeLuv. [7J 'EyeyOvu YQ W iOLXe xxdvlp nO6~evo t1)v labe).,q'li!v ixwv autou 9l!O't'lv ..... nOUlllO' Wr06Quvto ovv altou bl q'lflov XU{ cpuy6vto ix I.Lxfta~, ~luaJteJl,!,Jlt:vo t1niito n'iv bd.q'li!v, n ouvclb\Jia (1)v IpuYT'lv '(oli v6QO ou xatt:te JtQO; aUTOv. [81 'H ' vexJt).,lxTw xed vi! t' q'lflw eltr o,(w 001 boxw L\IOVOI.t: qJa6).,'l yuv1) yeyovtval xal vuv6Qo, mme l'lQOyvoiiou n'iv IpuY"lv to vQ~ oux v o\JvExl'lLliocu xal V-ttuoxeiv tlle; autile; tX11c;; 'Au" ou JtQotyvwv' enel xuw eiXt 1101 Illlov no),u~tvou

9' e>na, poi. \'onf'i pul~ni di Dion~; dd mio non J>OS'IO din=, prim~ ch~ mi si~no lurn'~l~ I~ l~uen: ch~ mi .nnumEi. Non gli hll I,arlalo diffusalTlcllt~. an~; l10Il ho pUr~ aCCC'f1nu'o. ~ di) di <:ui lU p,dc:ril'i ch~ non gli parlassi; ho ,rulO pctb di fC1ld~mli como di rome la prcrlden=bl>c (M: bme o nu) unll \'oha che cio R"\'C'f1iS$<:, c mi !lembro h~ egli

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tro uomo. [3] Giacch, correvR voce - vuoi veritiera vuoi inventala da coloro che odiavano Dione - che ii matrimonio non fosse slato di gradimento di Dionc n armoniosa la convivenza con la moglie. [4] PlalOne giunse ad Atene e parl di tultO cio con Dione; scrissc, poi, alliranno una leuera che si esprimeva, quanto ai resto, in modo chiaro a tuui, solo in questo punto in modo comprensibilc solo a Dionisio: egli aveva parlata con Dione di quella faccenda ed era chiam che Dione si sarebbe fortememe irritato se Dionisio I'avesse fano"ll . [5] E allora, poich vi erano ancora molte speranze di riconciliazione, il tiranno non prese nuove decisioni riguardo alia sorena 92 ma le penneneva di continuare a vivere con ii bambino avuto da Dione_ [6] Quando "accordo divenne dei tutto impossibile e Platone, che era venuto per la seconda volta, fu mandalo via con ostilit, ceco che Dionisio d in moglie, contro la sua volont, Arele a TlJTlocrate 9J, uno dei suoi amici, non imitando in questo ln clemenza dei padre in una circostanza analoga. [7] Polisseno - a que! che sembra - Bveva spasato Tesle').\la soreUa di Dionisio il Vecchio, e pai Bveva rono con lui; fuggito per paura, si cra allontanalo dalla Sicilia; Dionisio mando a chiamare la sorella e la rimprovero perch, pur essendo aI corrente dei piano di fuga dei marito, non gliene llveva fano parola. [8] Elia, senza farsi impressionare e, per Zcus, senza timore, rispose: e aUora, Dionisio, ti sembro donna cosi spregevole e vile da non salpare, sa pendo in amicipo della fuga di mio marito. insieme con lui per condividcrc lo stcsso destino? ma non ne sapcvo nulla; giacch, llvrei pre ferito essere nota come moglie deli' ~ule Polisseno che come soreUa

se ne u:mi ....lJbe un pu' \irMO. Per ii '"lU. pcro. wno dd['opinionc d>c Dione. di ITIOtIi c <Ii I':orol .... ~i~ mollo mi,urulo nei luoi nmfronci,. lP'....TON'I, u-ttU<l XI/f )621.:: _ Inno. cemi. II. 287). L~ 1"'/""11 XIII t licummenle lIi1CUdcpillf'~(U. mil Plulllrl'O lu ril<:llC"o'lI IIU. l~nliCK. JlI'IISil<> rr~st:ritro C IlllmC'f1l~ oscum da I'rC1luflli ~ qu~lunqlle inlerl'n=l~ziorl('. LII polilicll m~lfiRl<Jniule er,l scmllr~ IIRIR ai c<:I1Im dc:gli inl~msi di Dionisio [ (".I. j, I') t: 6. , con le nOle: 6) e f11l1l1liC'f1~ lu 'UA irnportllllzlI ~nch~ pcr iI figlio. LII dl:Ci,ione di lJiuni,in II C i51lirUln .III mnli"i IXJlilid. Irnporrc un di\'Onio cd "n nuovu RllllrirnOllio 11.1 An=.IC ~'lllivll]t: IId escludere Dion~ dllUII (umiJollill dd Dionisii c II dl'jcllillirnwre 0llni ,\lU IIsjllrllll<Juc. 92. Unu irnl'rcd.ione: Arcl~ non t IOrdlu mil surcllllllru di lJionisin JI; inv<:ce. soo rdlll ddlll lll('lllie di Dioni,io 11. VII. 6. l. 9j Su Tirno{'fUle vd. 26. , e JtL. 2; ,li lui .i cono.c~ 0010 d,e (u illVilllu .III Diulli~iu II in lIiUln dei Llice,k'f11uni nd j6) (SIlNOt'QNTll, Eflmkhr Vil 4, 12; ... .1. 'lui r7. II). Vd.

94. Sul m.urimonio di Tale c di poli"~t1I). frlildlo ddlll nlOlllic di EmM>crlll~ ... .1. t~ nOlIl 9 ~ DlooollO XllI96.). PoIisscno fu inizill!menle Ull felld~ soslC'f1ilore di Dionisio I:

I'.

cJolli c ticordulo.

aUfllO ~

Dionsiu I e ~i moi due (rluelli L:plin~ ~ Tc~ridK. in un Occrclo

OIlOI'l<riO lItl'fliae d~JI'allno 39,11) (S)''''. u8). Nd .\96, <lopo I~ <!iuSltosu KUnf;ll~ $ubilll
.III Dioni$io [ ndle lIcqu~ <li Clll~nill ~d 0l>ctll Jcll~ noll~ CMrI~RinC$C. l'uliuC'f1o fu im'inlO in h"liu Meridionalc ~ nd l'c1ulXJnnao u wllccirlirt: ~illli, IOllr.Uullu du Sp~nll t: .lu Co rimo (DloooAo XIV 62, d. NcI ,87. ~ capo di lln~ f1011U lil'llcU$Ullll COrnllQllU .I" \'crui llllVi. colMMlro oon gli SI'lIr'I<ni ndl'Egeo {StINOl'ONTlI. BI/I"II;chc V '. ~6J. OoIXJ ii j87 di lui rlQll ,i hunno piu nUli7.ie. L" $\Ia fUJ(li .I" SifllC\lSII nWCl1l1C forle ucll>criodo j861,. ~lIotch lJionisio I, in IlrcdU ",I unli fone dcprC51ione, uccise mohi "miei sulb bK!le di f,,]s.c KC<:UK. non I,,,chi ~nche aili fr.. cui l'ilitlO ~ ii fl'l<ldlu Lt:prine .. (DIOIMlUO XV 7.)1.

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e6aUlluoav
1IUQbfJUOlV.

di un tiranno come le. [9] Queste parole Tt.'Ste pronuncio con frun chezza e dicono che il tirunno I'ummirusse. Anche i Siracuslmi ummi rarono ii valore deli a donna, sicch, nnchc dopo I'nbhnttimento della tirannide. ella continuo a ricevere onore e ossequio degno di una regina; quando mori, i cinadini la accompagnarono alia tombu con cc rimonia pubblica. Questi evemi meritano una non inutile digressione. [22. I] Da que1 momento ormai Dione si volge alla guerra: se Pia lone si tiene in disparte per rispcuo delleAnmc di ospitalit con Dio nisio e per la sua eul. nvanzata"", Speusippo c gli altri nmici collllbo: mno coo Dione e lo esonano 11 liberare ln ~icilia, che tende le mam verso di lui cd pronta ad accoglicrlo con entusiasmo. [2] lnfatli, quando Platone si tratteneva a Siracusa, Speusippo - a quel che sembra _, mescolandosi di piu con la gente, cerC1lva di C1lpirc cosa pensasse. [3] Dapprima essi temevano la sua franche7.Za, pensan~o che ii tiranno valesse menerli alia prQva; coI tempo cbbcro I1ducll1. Tutti fllcevano lo stcsso discorso: pregavano cd csortuvnnQ Dione u venirc, unche scnzlI navi senza opliti scnZll cllval1i: si imbarcasse su di un butlcllo e prestAsse ii suo nome e la sun persoml ai Sicclioti contra Dionisio. [4] Qucsto gli annunci Speusippo%; Dione, rincuomtosi. rcc1ulllva mercenari di nascasto e tramite intermcdiari, tencndo cclato'T7 iI progetlo. (5] Collaboravano molti politici'JII e 1110506: Eudcmo'N di Cipro _ aI quale, dopo che fu morto. Aristote1e dcdic ii dialogo suU'anima - e limonide di Lcucade 100. [6] Essi gli procura rono I'nppoggio anche di Milta di Tessllglin, un indovino che aveva

f22.1l '0 6t 6twv eVTf:f)ev f)6'l TQ!nUUI rrQ nMIIOv. aUfO Il h n.).{lt~;OC; eX1tOblV OTUlltvO\J ~l' a~w TfJ l'fQ6 L\lOvVOlOV !;evLa xut Y'lQa 1:l'fl!uoiJurou l! )tal TWV a).wv haLQtllv 'tli' L\lwvI oU).).0IIfJav6Yfwv xalnoQaxehl:uo'ltvwv e).l!u'l!(loiiv rlxe>"ta". xelQa 6Q!Youoav aUTI{J xalllQoftlUt) unoeXOllh'lv. (2]-Ou: YQ Av IUQuxOOQL m,lITwv dTQlfJl!V, ai. 1I1!Ql Dtdlouuto... w iOlxr ltUo

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(~llO.clX' I)IOntSJ<I. nUOOlluOle k Cllluoo;( pcT\'-'I\\lIC'gli lul 5110 C'OOIO, 1I1~'a ri_pcllAlO ucci.~(llu.II"'iI VII j)oll.lJl. ~. Suo SI~I~.liJlPu Id. 17, ~'4 ( j), 4. I)loni.lio II lI\'e\'u a l!iSllOlIilione UfI eflidente S~n.:t~IH ~Jl.IClmSl.ICtI hd. l,j, 4 e ~II, II: e I'tIIbubile che non MIi siu rimushl nllKUlil. lini.

. 9) PI.Al~e ~II che, gi"nlu Ad Olimpia di rilomo (Ia Sifll(,""~. inOOflln1 IJiooe e 1I:~1 OOflll,m~C'O II MIO m.lll('tt:JM). I>ionc: <kcis<' di 11OftWI'(' guc:rn a Dionisio; I't.lone rifiulo ~I ~1.'llnAA1Irlo mil 1uci6I;h<'ni di dc:ciJione ai luoi IImid IttllkJlliri. U lTIOIi\'al:ioni P<'I" 11 nlimo I!~~e. da 1'111011(', (umno II sua larda di llllllone 1I1"('\'lI kantlll('(le IInn;) e ii

rOSl'lfe (' n,," lo .,'('\'.

97. AI ('Ol1lr ..rio, DK-oni.sio eN !xn in(mm;o!tI ddlo: inlmzioni di. Diono: e. 'lIllUldo Q1r;onm, "C'OfI 1;0 fioua.i lUoi OI"dini ~1.nn.I CllUlonia: \'d. 2). 1 e .6. 1'7 <)8. PIU!lrco I10Il <lio ii nOl1'lt cid Ilil) impor1llnle Ctlll..hnralOfe di 1>ione: c.mppo. chc miro iorolOlllllo lllialK'lI ,Ii Dione in Siracuulibcnln ha. jl. I.'omis$iooc 1'00f"hbc oon esK~ cas\l~le: c..l1illPtl Ul1lpniuil la ronRiurA che uccisc 1>ione (nl. ,...)Ml e I'ltllooc.~e. Il her che egli "JlI'''I1''nc.'Ssc 1I1lAccal!o:mill. C"HiI'11I1 erp pccomp;o,l:n,~IO ti,,] frul"lIo !-tIo ~lflllo (I'ti. 1'1....TONII, uflrril VI/ HjE.IHC, (;ORNIll.IO NIIl'OTIl, /)/1111<' 9, ~). Vil. IlI\ch"

l>ionc si mosse, o:n jlrunlo a blOCCllrlo COtl Fili~l(l. di hllSC nd ClI""k di

11, ;o e nol;o. . ?,). Ck"mno: 0:011>0:1'\"" \ln lImpio rl'lll\lmmlo J..-1 pc:ldulo di;olOl!Cl "ri'~Oldk() o: Icrlve che Eudcltl" atdd" mmll'(' ('Ol11bau('\" 1'1'nIl1 SiNCUSll ICICllaoNIl. Deo JfI"'filflOfrt' I Bt 100. 5u limonido: di I.cUClIde \"<1. jO. 10; jl. j; e k nOle.

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partccipato aUe attivit ddl'Accadcmia. [7] Di coloro che erano stati csiliati dai timono - non meno di mille - solo venticinque acceltarono di partecipare alia spedizione, gli altri tradirono per vilta, [8] Base di parlenzn era I'isola di Zncinto 101, sulla quale si rnccolser~ i soldnti, meno di ouocentO, ma tuui noti per le molte c imporulllll spedizioni cui avevano partedpato, dai fisic~ straordinari~me~te bene esercitalo, di gran lunga i migliori per espenenza c audaclll e ln grad~ di infiammare e traSdnllre nUa lolta le masse che Dione sperava di avef(: ai suo 6anco in Sicilia.
[2), 1] ln uo primo momentO i mercenari, appreso chc la floua salpava direita in Sicilia contro Dionisio. furono presi da sgom~nto ~ pcnsarono che Dione, spiolo da furore e delirio d'ira oppu~ p~IVO d~ buonc speranze, si landasse io imprcse disperate, Emno aduau con I loro capi e con quelli che li aveVllno nrruolati per ii fano c~e non avcyano fauo conoscerc loro subito, fin dall'inizio, contra chi dove...aoo combancre. [2] Allora Dione rivel lora con un discorso ii mar cio ddla tirannide e spieg che li portava io Sicilia noo come soldati ma piultosto, come capi dei Siracusani c degli alui Sicelioti, da [e~po pronti alia rivolta; dopo Dione parl loro Alcimenc 102 il quale. primo degli Achei per fama e per nascilll, panecip~va co~ lor~ alia spedizione: cssi oe furono convinti. [)] Era estate plena e I ventl ell: sii IOj domioavano sul mare; la lunll1o.t era nella sua pieoezzll, Dione allesti un sacrificio sontuoso in onore di Apollo e avanz in processione verso ii tcmpio coo i soldati ndorni delle pnnoplie; [4] dopo il sacrificio li fccc llccomodare neUo stlldio di Zadnto e offri loro uo banchcno' essi ammiravano lo splcndore (uno splcndore chc andava aI di la di' una ricchezza privala) ddlc mensc c delle coppc d'oro e d'argcmo e ragionavllno cosi: un uomo gi llva01i .negli anoi I~' e ,Plldrone di tantll ricchezza oon si llccingerebbe ad IJOprese llrnschtste

123. 11 OUTOl tO Iltv nQwTOv xoiJouvte htl 6l0viJOtOv xal Ilxe),lav aiQeOol TOV o:kov, ienMytJoav xai xud:yvwoav bQyij

nva nOQcHPQoOVU xal llov(Q. 'tou 6lwvo il XQ'latlv !rdbwv lUl:OQlQ. QuttoVto eau't6v et lUtEyvwolltvw; l'1QSUS. xal 'toi ~autwv

ilycltm xal ~evoYOl wQyL!;.ovtO, Il~ nQoeutOt.Hv ev-lh) ~ Qx'i TV n).clloV. (2] 'Ene{ .6.l.wv TqJ >.y<p Ta oaOQa TII TUQuvv(bo ine~ll.i.Jv i{)LuoxEV, .J ou oTQanlinu, Ua llUov ~YE'IVU UUtOU xO'lLI;OI I:uQuxoalwv xul twv llwv IlxeIWtoov, naul nQ nOOtUOlV ho4twv iJnuQXvtWV, llEl:d 6i tOV Al.wvu luEx6tvto aiJtot 'Ax'+lhoulOJ, nQnG WV 'AxaL!v 6~1l xal yhtl OUVWTQi.tteUEV, indo6lJouv. LJ] 'Hv 'ltv ouv 6tQou Xll'fJ, xal xatiixov !"JolmlO) TO n!uyo, 1) b od.#tV11I04 blXo,u)viav ~yt:' tlil b' 'AnOUwvl 6uoiuv ,utya).oJtQEnij nUQaoxEuaoa Al.wv !n:o'IJteuoe Iletl\ tooV OTQatt.Wtlv, xexoojullt!vwv tai navonlm nQ6 tO ~Qv, [4J xal Ileta t~V 6\1oLav v tq) otal<p tooV Zuxuv6lw... xaTaxh6!vta Ulhou elOTla, 6auIla!;.oVta QYUQwv xal XQuowv f:,l.nw'lTwV XU( tQane~oov imEQ~Uouoav tblwnxv notov ajlnQOtfJtCi, xal Oyt!;.Olltvou n naQI)X'luxtiJ 10) V!)Q ~bfJ xal TOOUUtfJ eunOQla XUQIQ oux iiv

101. L'isolll di Zacimo:li prnll\'1 Id a.IoCll: luogo di riunione dei merCdllri, dlllll ",II po;ni~ionc nd mail: loniodi(ronle.tI.Elide.SuU.iIoOIIC~.."II1.OVIIII una n>OnClll ron l'i$('ri7,ione ZAlKrN810Nl c "'ONOI, dllllbilc alia nld dd IV 1ICCOI0. Rilmgo pi.. probllbilc dle iI DiOlle, nlCn~oolllo ~ulIll monda, (one un m~llillnllO 10nle; JXllrcbbc: pc:1 linche lrllllllflli dei ~illlruSMOO lJione. g owio che /)ionc in1r~lIen~le IJIlimi I">Ipporli ('00 III cill~ di ZlIdOlo, che lo OSpilll insieme C<1Il i lllercenllri, Jl1A, IlCT ])(Jler incidCIl: iI suo nome lU di unll numelA, ll\'fcbllC OoVUIO \"uell: un Jl1l1gi5ll'1I10 c, dunque, llodell: dell~ cill~dinllnu, QUOIlO nOrl C .lel IUlIO d~ o:Kludete I<: .i tllmnlenlA qUlnlo Plul~r('l) r~(' comll Jdj~ popoIllrili di (ui goJcva lJiooe in Gred~ e dcgli onori ehe gli enalK) Sllli lribulali tMle ciui (\"(1., in "c:nc:na!e, ii np. 11 e te nole c, in p~"irolllll:, 11, 1).

10~, Si lnallllVlI, I'roh~bi1mel1lC', di tiO ('()II,pnd~nle di rner\.'t:n~ri. Ne roomc.ill.Jl1u un ohl'<), t\rChelllO di Dime, anch'CRli Dchco (TCt:1l)(Jml)(J FGrlUII II) I' 19~). EVldcnte mC'l1lC, Dionc ~\"<:va IIrruollltu un buon numero di mCl'<:CI1Ari IIChd, . 10j, I \'C'Illi elC'llii sono veml ~tivi pc:riodid d.., soffiano (III Noru e Nord,E!I, 104, Per I'eclini di Iun. vd. 1", I'), 10), Nel ))7 lJiooe 1IVCV11 poco pi.. di cinqUllnlnni: \,11, III nola ')'l.

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~nLxelQohl 7WQU~)..Ol l'I'QYllCUJI XW(I/. e).nl6o ~fjla!.o\l )tat ev6u'i6vTwv lCI-:i:6ev <lU"!1 Ta; nt!{OTU xal IIEylOTO 'POQll.

scnza unll salda spcmnza e rllnici in grado li di fornirgli i mezzi piu ampi c pOlemi. (24, I] Dol'O le Libagioni e le preghierc di rito, si vcrific una cclissi di luna 106. Per Dione non si Irnnava di lIn evento sorprendcnte pcrch cgli conosceva la pcriodicit dcllc cclissi e sapeva chc I'ombra, che si proielta sulla luna, i; c:msnla dalla terra che si ponc come oslacolo di frome ai sole 101. [2] Ma c'era bisogno di un incoraggiarnento per i soldad, profondamcntc turbali; I'indovino Milta si port in nlezzo a loro e li esort a farsi animo e ad aucndersi i migliori sucecssi, (J] La divinit - disse Miha - vuol indicare l'ec1issi di qualCos.1 ehe ora i; splc.ndente; ma, noo vi nullo di piu splendcme dello tirnnnide di Dionisio, ii cui splendore cssi ovrebbcro spcnlo subito, apl>cna taceata la Siclia. (4] Qucsta spicgazionc Milta deite pubbli. camenlc. a !Uni; quanto alie api, che furono viste, intorno alie navi di Dione, fermarsi a poppa, Milta spiegava in privnlo a Dione e ai suoi amici di lemere ehe 1e sue imprcsc avessero si buon L'SiIO ma dlC poi, dopo breve fioritura, appassisscro, (5] Si dite che la divinitiJ. invi anche a Dionisio molti scgni porlentosi. (6] Un'aquila afferr I'asta di uno dei dorifori, la sollcv in alto e subito la feee cadere negli abissi marini; (7] ii mare, che Iambiva I'aeropoli, offri per un sol giomo un'ocqua dolce e potabilc, siceh ii fenomeno fu noto a tllui qudli che I'assaggiarono, (8] Nacquero a Dionisio porcdlini cui non mnnc:lVa lIcssun'ahm parte dei corpo Irannc Ic orccehie. (9] Gli indovini spicgavano chc quesl'ullimo prodigio :mnuncav:l rivoha c disobbcdicnza, cioC che i clladini non avrcbbero piu prcst.Ho ascolro allu lirannide; la dolcczZil dei mure por"'va ai Siracusllni un cambiamcmo, dlltcmpi spiacevoli c tristi l1d una siluazionc f:worcvolc, (10] L'aquila cm ministra di Zeus, la landa simbolo di pocerc e di signoria: ii piu potente Jegli dci mmun-

,'IV. ).oYI~OII!vOIl; tite; eXtunlx- neOI66ou xal ti)" YIVOJ.ltv'l" lOU oXU'tOltUTo itnvTljolv 1tQ6 TI)v oe1)v'lv )tal Til yjj n)v O:vt{<pQU!;lV 1lJ7 1tQ tOV fjIOV , 12J 'End b! 10;; OlQunWtClL tOTuQuxf)eiofv ifl T1~ ,nUQ11YOQ(Ui;. Mtt; Illtvn f:.V IltOlp XUtUOt. lxU.fUf 6UQQEiv ~utOu )lul nQoooxv 16 xQ,no'W' O) OlIlW(VfIV YQ tO batl16vIOV fXfl\I'{V nvoS n" vu" bnqxtvwv' l:nqluvtOTeQOv 6t 11I16!v dvaL 'tiis L\IOVUO(Ou TUQUvvlOOl;. ~ T6 UII1tQV noolUOflV Exdvou eiJ& It~I(llltvou rUld.(u. (4J Toiho Itv ov MLt EU; 'ltooV il;tOT)XE ;rum' tO 6t tWV 'leloolv, ai /Teo! t /Toia to 6(wvo; wtp 611 0 av ~OIIV ),all~vouoQl xato. lTQllVUV, tlll. no6 autv xa! tOU lplou EqJ{lal;E 6E6lval, III) xOal ~.h aI 1'I0l;El OUTO yhWVtnl, XQvov 6' 6k!yov u.v(t{IOOOUl ,laoav(twm. 1.51 I\tynol bt xat ttiJ 6lOvvohp noU: ~[Q<tTlbll ,noQ to bOl'lovlou Yl!vtOOUl oT)j.tEio. [6J 'An6 'Ih Y:Q uQn'ou O(Itt6v uvo; tWV boOV(JlQWv, UQ~lVo I'I'o xal tptQwv <pi'jXlv ei tv lJu6v' (71 ii bt Jtooox~ouoo nQ6 tl)v XQ6nolv (tlf),aooa lllov lilltOUV tO bwQ yuxil xo{ n6t410v nOQtoxev, WOtt yeuoollhOl num xatbllwv elv(ll. (8J XOiQOI ' ettxftT)oav auttiJ uJv IU!v wv oubev vbEEi IIOQ(WV, ' oux exovtt. [9J 'Anftpo(. VOVTO 6' oi 'IVttl, tOUto Iltv l11l0otlfoEW xcl l1el6do eIval OIUIEiov. w OUXhl twv no),nwv xouoo'lhwv ti'j TU(.lavvlo;, tl)v 6t yuxiJtllT t~ {to),oOIIS IU!tuf}ol)v xWQwv VlaQJv xal 110V'IQWV EU; l111ltY'IUT XQllOtO q>t{lEIV IU(luxootot.. [IOJ 'An6 bt {tf(.l1twv .0.16<;, 6y:( l t bt 110Q(UJllIlOV (lxij xot uvootdo q>OVlOI16v ov xal

124. II Mua b tas o1fovM xal Tas "evOIUOllhos xuuuxebi eJ;!).lm~v ii oe11"lJ lot" Kal toi Ilh nEQl tOV .6.lwva Dau~aO'tv oubev

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106. [.'celi)si.i I'critiro ii ? u~osrn ,lei j~7.


I'm\"(lUIO, in Niciu c tll'Il 11 /\lenu:)1 Itllp'C1l11l111 nell'u))cdio di SitllCUS~, dllll'cdissi di Junu \'erifil'llIUli ii ~7 'I~O' '.lU del.I'~. Plu1'lrc,~ ri1icnc NiciQ c j.lli Alcnil-si ignotunri c supcl"Jrizimi l' J"cri,'l' ,in1c, lIc.."'enlc I I'rollrl'll.~ n,cl1o sllldill delle ~lini. t1l'rilllu u dure lUlU SI'ic:l(IlZiOlle dei fo:no. ~lIl'nll ,Mlrel.,be ~1't1U IlllJosufo AnllSSQIlOm I11n ii suo leriao em noto II IlOChi, di 1'IIllone II "'cmll di IlI'cmc d'llu llllA sl'i~llu1.iollc I'lIdonlll~ c conl'inccrue. Pet qUI.uo, Di(}f1c, 1110

~07. ~d,c,UII, ~\ .1~1I1l Vira di Nidl/ PlulIlr.11 rioordu ill<'trote

diSCCfKJlo, 110n (U lurh:llo d,,1 fCl1lll1Jeno (\'d. uncllc ()UINTIl.111NO, I'IJ/i/II/i" "fIIlIJri<l I 10,

'lll). Disccpolo.li Pllllone cru unche Eliconc .Ii Ci1.ku chI', 0'1"11' con I'lntonc ,Ii Dioni,io
II, II"C\'II I'tI. ...i)!O ii "crificnrsi .Ii tlnu edis~, (\'lI. Diml(' 19,6), l.'iruN.'SSt; di I'hUlltru pcr i (cnol11cnl Cc1CS1i 1: 11"Stil11oni,uo linche dll 1',~iml(' 1, G,

410N

XUTUOlV Til TlI(lUvvllh I1OV T6v TmV 6cwv ~f!YIOTOV. TUTU Iltv ouv eeOnOlllTo 1M iOTQIjXe.
llS, II Tou t OT(lUttwm TO 6.tWVo H;ef!l;uvtO OT(loyy6).,m o va, T(llTOV llt nOLOv OU ~f!yC1 xal bo t(llux6vt:O(lOl l't(lllxoO{}OllV llW. l2l "OlTu l!, XWQl WV fIxov oi OTouTlwTal, lOxv.(u ~1l~,V Ex61uttv OlTllla, pl!Ij l! xal MOUTU lTo, xal llli60 eq>olllwv q>6ovov, llW ellt.l1lll Jl1')btv UUTOU lTOVTOlTOOOVta, u: T6 o..nav inl llVf"UO\ xul 6uoo'Q nelTO\TUltvou T6v lTov l. TO Uiv yfjv ~peiofim xol lTu\'6.vco6aL 41o.I.OTOV '101luyt9 VUUOXOvtU IIO lTUQuq>uuelv . (}) 'AQUuil 6l! xol lluaxq. nVt~aTl 1If.oavte 1)..l!QU Wexo, Tn TQWXUICXTU XUt. nXUVOVl1I ~ouv, XQuv Til :rlxtUa, (4) xal n06no ptv xufJtQv~"l XUT. TXO eXcuocv noflalvflV, til v 1I00lta06WOl T~ yil xal t"V XQav kx6vTt U<pWOI, 1Io).,)., lillf!QU xat vxTa tv Tq. lTtYCl TQlP1')00f-ll!vo\J, WQl;I f)f!QOll vOtOV lleQlptvoYta. 1)) 6.lwv til! tI)v EyyU twv notlllwv unOflccOlv belluu xul tWV nQOow IIOV 'i'aoitut floulleVD, 1IaOl!neuot TOV nxuvov. (6J 'Ex bt TOtOu TQUXU Iltv 1IaQxtla ilTlItEQWV ]uuve lToq. x),bwVl T, va 1l0 Tij L.XlUU, OTQunal bt xallJQovtal qKlvf!vto 'AQxto'lQOU 111 OUIUTtQ'OOUl lTo).,"v fI; oUQavo Xl41WVU xul uybaiov pjJoov EI;f!xeuv' (7J iP Tmv VUUTWV 6tvt wv xallTltv'l ytVOlttv'l, xaftoQwOlv aiq>vlblov nO TO\l ouvtaQ u X xilllaTo w60ullha TO: vu elT! t"V 1IQ6 AtP\1 Kl!Qxlvav, fi 110:LOta xQ1111Vlbl] n"vTa xal tQuxeia lTQoOq'ltQOlltVOI aUTOL I) vijno, rSI MlXQOV ouv et']uQvtE EXQUPIIVUl x(tt OUvtQlp~vm lltQl TO: nhQu,

ciava dunque alla tirllnnide III sua seomparsa e iJ suo rovc:sciamento. " 1011 Questo ha nteeonlato Tc:opompo Ic aceom [2S , I) Aeeolscro i soldati di Dionc due navi mercantili, d' '1~ pllgnnvano una terza imbarcnzione, non grande, e ue trInc~ntorL .. [2] Quanto alIe armi, oltre a quelle che llppartencvano tU soldlltl, Oione trasponava ducmila scudi, mohi dardi e: giavellolti, una abbond:mte quantit di provviste. affinch non mancasse:. loro ~ulla .dura~te la Iraversata; giacch, essi navigavano totalmente ln balla dei vent~ .e dei mare dai momento che Dione temeva la terra e sapeva che flhSIO con base nella lapigia, faecva la guardia 110. [3] Per dodici giorni na~igarono spinti da un vento debate e leggero, nel t~edicc:simo eran~ ti Pachino 111, promontorio delJa Sicilin. (4] U nocchlero ~roto conslglio di sbllrcllre in frena perch, se si fosser? all,ontllnau da terra ~ avessero dcciso di lIbbandonarc ii promontorlo, SI sarebbcro logonltl in alto mare per molti giorni e notti, in lmesa di un vento da ~ud, dal momenlo che si trovavano nclla stllgionc estiva. (5) Jovcee Olone:, te mendo di sbarcare vicino ai nemici c volendo loccar terra piu avanti~ preferi doppiare iI Pachino. [6] Poco dopo, un fone vento da Nord 51 abbatt sulle navi e le allontanava dalJa Sicilia con grosls~ ondnt::; scoppiarono tuoni e fulmini (era. appllf'Sa la .slell.a ~rturo ) c~e: fl versarono dai ciclo un fone lemporale: con ploggla violenta: [7] I marinai, in preda a grnn confusionc e nJla deriva, si llcco,rgono, all'im provviso chc le navi sono spintc daI autlo eo~tro Ccrcma, fronte alia Libin, l dove l'isola si faceva inconlro partlcolnrmcntc dlfuplIta e aspra a loro che lc si avvicinavano. (8] Poeo manco c~e fossero scagliati c si 5fraceJlassero contro gli scogli; facevano ogm sforzo per ai

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110, Dionisio II e:fll III cormlle: Jc:lle: inlm'tioni e: dc:i prc:par~li.,j di Dione:. Aw:w di SIMIO duc: linc:c di .bMrfll,ne:1lI0' I:ilislo .(KI ?,i \'d. C'lI~. " e ~ ~~c:l, c:on II~ne:. ddl~ nOlI~, CflI oel bU50 AJrialicu pe:r ~r...e:ghRIe: II clIl\MIe: (IJ ~11'Il1ll0, " llllln~o e:nr. C.~,10 ni" (nl. ~6, "7) con lu fI:sl~nle nOllll. Diunc riusd u sfrlAA1~C MIlM SOI"\'e:,gll~nlR l~rche d~ ZUcilllll punro direllrll1lel1le verso la Sidli" 1I1lnll'crsunclo .1 mure 101110 cd evllllmjCl (Ii

IIwicirulni RI1e: C05le, III. II promunrorio I'llchinu 11 Sud di Siraruu. . ,n. L. 51ell. Arturo .,jsibik a iICllc:mbrc: PSIIIO, dunque:, ClrC>l un Illdc: dllUll e:c!ii di 5Ole: h'd. ~~. I I.

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