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Anonimo

GIUF
A cura di Dino Ticli Dal sito Letture per i giovani
http://www.letturegiovani.it

Giuf e la berretta rossa. Giuf non aveva nessuna voglia di lavorare, e preferiva l'arte di Michelaccio: mangiare, bere e andare a spasso. ua madre si infuriava e continuava a ripetergli: ! Giuf, non " #uesto il modo$ ei uno sfaccendato$ Mangi, bevi e poi #uel che succede, succede$... %o non ne posso pi&: o ti vai a guadagnare il pane, o ti butto fuori di casa$ Allora Giuf se ne and' a comprare dei vestiti nelle botteghe del corso. (rese un capo di abbigliamento da un mercante, uno da un altro, e si rivest) di tutto punto. Ac#uist' anche una bella berretta rossa. Giuf, che era sen*a il becco d'un #uattrino, non potendo pagare diceva: ! +ammi credito, uno di #uesti giorni salder' il conto. ,ipet- #uesta frase a ogni mercante. .uando si vide ben vestito disse: ! Ah, finalmente ci siamo. Mia madre non dir pi& che sono un poco di buono. Ma ora come far' a pagare i nego*ianti/ Mi finger' morto e star' a vedere cosa succede$ i gett' su un letto gridando: ! Muoio$ Muoio$ ono morto$ %ncroci' le mani e irrigid) i piedi. ! +igli$ +igli$ 0he guaio$ si mise a urlare sua madre. ! 0om'" potuta capitare una disgra*ia simile$ +iglio mio$ La gente, sentendo gridare, accorse a compatire la povera madre. 1on appena si sparse la noti*ia della morte di Giuf, i mercanti andarono a casa sua e nel vederlo morto dicevano: ! (overino, mi doveva dare sei tar) per un paio di pantaloni che gli avevo venduto... Glieli regalo$ Tutti andarono a omaggiarlo, e cos) Giuf sald' i propri debiti. Ma #uello che gli aveva venduto la berretta rossa, non riuscendo a capacitarsene, continu' a ripetere: ! Di certo io la berretta non gliela lascio$ And' a rendere omaggio alle spoglie di Giuf, e vide la berretta nuova fiammante che troneggiava sulla testa. apete che fece/ La sera, #uando i becchini andarono a prendere Giuf per seppellirlo, entr' con loro in chiesa sen*a che nessuno se ne accorgesse. Dopo un po' 2era all'incirca me**anotte3 entrarono nella cattedrale dei ladri per spartirsi un sacchetto di denari che avevano rubato. Giuf rimase immobile sul suo catafalco e il mercante si rintan', sen*a fiatare, dietro una porta. % ladri sparpagliarono i denari sul tavolo: erano tutte monete d'oro e d'argento 2si sa che l'argento scorreva come l'ac#ua, a #uei tempi3. +ecero tanti mucchietti #uanti erano loro. ,estava per' un soldo da dodici tar), e non si sapeva a chi dovesse andare. ! 4ra per porre fine alle discussioni disse uno dei ladri ! faremo cos): tireremo le monete addosso a #uesto morto, e colui che centrer la bocca si prender il dodici tar)5 ! 6ene$ 6ene$ 7rano tutti d'accordo. 7rano sul punto di ini*iare la contesa #uando Giuf vedendoli, si al*' dal cataletto, gridando a gran voce: ! Morti, resuscitate tutti$

% ladri fuggirono a gambe levate, abbandonando i #uattrini. Appena rest' solo, Giuf si precipit' verso i mucchietti di monete. %l mercante, che fino a #uel momento era rimasto rintanato nel suo nascondiglio, corse anche lui ad afferrare i denari sul tavolo. Alla fine i due decisero che se li sarebbero divisi a met: ma restavano cin#ue soldi. Al che Giuf disse: ! .uesti li prendo io$ ,eplic' subito l'altro: ! 1o, spettano a me5 ! ono miei i cin#ue soldi5 ! 8attene, non ti spettano. .uesti cin#ue soldi sono miei$ Giuf afferr' una stanga e mentre stava per darla sulla testa del mercante disse: ! Dammi i cin#ue soldi$ 8oglio i cin#ue soldi$ % ladri, intanto, non volendo rinunciare a tutti #uei denari, si aggirarono nei dintorni per vedere cosa facessero i morti. i accostarono alla porta della chiesa: udendo il diverbio e tutto #uel gran baccano per cin#ue soldi esclamarono: ! Accidenti$ 0hiss #uanti morti sono usciti dai sepolcri$ 9anno avuto solo cin#ue soldi ciascuno, e ancora non bastano$ Detto #uesto, fuggirono a gambe in spalla$ Allora Giuf prese i cin#ue soldi e il sacchetto di denaro, e se ne torn' a casa.

Il principe poeta. 0'era una volta un principe che si vantava di essere un grande poeta. Alcuni ipocriti lo elogiarono al punto che fin) per convincersi di essere il principe dei poeti. :n giorno, al termine della lettura di una delle sue poesie, Giuf rimase in silen*io mentre i soliti laudatori cominciarono a dis#uisire sull'efficacia di un certo genere retorico o sullo stile del verso. %l principe allora chiese a Giuf: ! +orse la mia poesia non ti piace/... 1on ti sembra elo#uente/ Giuf rispose: ! 1on ha neanche un'infarinatura d'elo#uen*a$ Gli ipocriti levandosi indignati indussero il principe a gettarlo in prigione. 0os) Giuf rest' in galera per un mese intero. %n un'altra occasione il principe recit' una nuova poesia. Giuf era tra i presenti: terminata la lettura tent' di andarsene alla chetichella, ma il principe lo sorprese e gli disse: ! 7hi tu, dove vai/ Giuf serafico rispose: ! %n prigione, sire$

Il giudice ubriaco. 1el villaggio di Giuf viveva un giudice beone. :n giorno durante una passeggiata in campagna costui si ubriac', si tolse il mantello e il turbante e li gett' sul ciglio della strada. Giuf stava andando a fare ac#ua #uando s'imbatt- nel giudice ubriaco: prese il suo mantello e lo indoss', poi continu' per la sua strada. Al suo risveglio il giudice si trov' a dover tornare in paese sen*a il mantello. Giunto al villaggio incaric' un usciere di ritrovargli il suo indumento. L'uomo era appena partito #uando incontr' Giuf che indossava il mantello. 7 cos) accompagn' Giuf dal giudice che gli chiese: ! Dove hai preso #uesto mantello/ Giuf rispose: ! %eri sono andato in campagna con alcuni amici. 9o visto un ubriaco riverso per terra in una condi*ione abietta, gli ho preso il mantello e l'ho indossato. 9o dei testimoni, posso provare #uello che dico e additare a voi e alla gente #uell'ubriacone$ %l giudice senten*i': ! %ndossa #uesto mantello come meglio credi. A me non importa nulla del suo proprietario.

Giuf e lo ufolo :na volta Giuf si vest) a festa per andare alla fiera. Tutti sapevano chi fosse Giuf e gli domandarono: ! Dove vai Giuf/ ! Alla fiera. 1el sentir #uesto una persona chiese a Giuf se potesse comprargli uno *ufolo, ma non gli diede il denaro. Anche un altro chiese: ! Giuf, vorrei che mi portassi uno *ufolo. ! ignors) rispose Giuf mentre tra s- e s- borbottava: ! Di certo tu non vuoi *ufolare$ :n altro gli domand' il medesimo favore: ! Giuf visto che vai alla fiera comprami uno *ufolo e al tuo ritorno te lo pagher'. ! ignors) replicava sempre Giuf, ripetendo sottovoce: ! Di certo tu non vuoi *ufolare. Tra #uelli che lo incontrarono, molti gli chiesero il medesimo servigio, garantendogli che lo avrebbero pagato #uando avrebbe consegnato loro lo *ufolo. Giuf, che ad alta voce rispondeva affermativamente, sempre biascicava: ! Di certo tu non vuoi *ufolare. Alla fine incontr' un conoscente che gli disse: ! Giuf, fammi un piacere: comprami uno *ufolo. 7ccoti il denaro5 ! Ah$ esclam' Giuf ! tu, s), che vuoi *ufolare veramente. Allora io ti porter' lo *ufolo. 7 infatti, arrivando alla fiera, il suo primo pensiero fu #uello di comprare lo *ufolo per #uel suo conoscente. !a dote della figlia. :na volta Giuf and' a vendere la sua vecchia asina al mercato, ma nessuno volle comprarglierla. A un certo punto un sensale si offr) di venderla per lui, mettendosi a gridare: ! .uest'asina " un vero affare. Al pre**o di una ne comprate due perch- " incinta$ Dopo poco tempo l'asina fu venduta a buon pre**o. Tornando a casa, Giuf trov' i parenti del fidan*ato di sua figlia che contrattavano la dote. Allora Giuf per aumentare il valore della raga**a disse solennemente: ! Guardate che fate un buon affare. 1e prendete due al pre**o di una perch- mia figlia " incinta$

Giuf e la scommessa :na volta un ricco proprietario volle togliersi un capriccio. 7ra inverno. %ncontr' un tale e gli disse: ! e passi la notte in riva al mare, nudo come mamma t'ha fatto, e all'alba sei ancora vivo, ti do cento once, ma se muori perdi la scommessa. A #uesto punto vennero chiamati dei testimoni: ! Andate anche voi in riva al mare per controllare costui$ Durante la notte pass' un bastimento. %l poveretto, che era sulla spiaggia, tese le mani come a volersi scaldare alle luci di #uella nave. .uando al levarsi del giorno i testimoni andarono a fare rapporto al ricco proprietario gli dissero: ! ignore, il tale " rimasto nudo per tutta la notte. A me**anotte per' si " riscaldato con le luci di un bastimento che passava a cento miglia dalla costa. Allora il proprietario disse al tale: ! 9ai perduto la scommessa perch- ti sei riscaldato$ %l poveretto scoppi' a piangere e and' da Giuf. .uesti gli chiese: ! (erch- piangi/

! L'altra notte un ricco proprietario ha voluto togliersi un capriccio scommettendo che non sarei riuscito a restare tutta la notte nudo sulla spiaggia. 4ra sostiene che mi sono riscaldato perch- ho teso le mani #uando " passato un bastimento... 7 cos) ho perduto la scommessa$ 7' mai possibile/ Giuf allora gli disse: ! 1on ti preoccupare$ 0i penso io$ Ma dimmi, se riesco a vincere la scommessa per te, dividiamo i soldi/ ! )$ Allora Giuf and' a comprare un secchio di carbone e un agnello. Mise il carbone acceso in un punto di Trapani, agli cappuccini. (oi prese una griglia e la colloc' dalla parte opposta della citt, ai 0appuccini alla Loggia. istem' l'agnello sulla griglia. 7 cos) cominci' a cuocere l'agnello sen*a fuoco. Tutta la gente che passava, vedendolo intento a fare una simile bestialit, cio" cucinare l'agnello alla Loggia con il fuoco agli cappuccini, gli chiese cosa stesse facendo. Giuf rispose: ! to arrostendo #uesto agnello$ +u allora che pass' il proprietario che aveva proposto a #uel ti*io la scommessa e gli domand': ! 0he cosa fai Giuf/ ! to arrostendo #uesto agnello5 ! 7 dov'" il fuoco/ ! Agli cappuccini. ! 7 com'" possibile, ra**a di animale5 ! 7h, signore e animale invero esclam' Giuf ! com'" possibile che un tale si riscaldi al bagliore di un bastimento lontano cento miglia/ 0os) come non " possibile arrostire #uesto agnello, di certo l'altro non poteva riscaldarsi al chiarore di un bastimento$ A #uesto punto Giuf raccont' ogni cosa alla gente e il ricco proprietario pag' la scommessa. Giuf e il canta"mattino i racconta che una mattina all'alba, Giuf, mentre era ancora a letto sent) il suono di uno *ufolo e chiese alla madre: ! 0hi " che passa/ La madre rispose: ! 7' il canta!mattino. Tutti i giorni il canta!mattino passava. :na mattina Giuf si al*' e amma**' il suonatore di *ufolo. (oi corse a dirlo alla madre: ! Mamma, ho amma**ato il canta!mattino. .uando la madre cap) che aveva ucciso l'uomo che suonava lo *ufolo, and' a prendere il cadavere e lo gett' in un po**o vuoto. 1el frattempo un tale, che aveva visto Giuf amma**are il canta!mattino, rifer) il fatto ai familiari e insieme andarono a denunciarlo. La madre di Giuf, assai furba, si ricord' di avere un agnello. Lo prese, lo sgo**' e lo gett' nel po**o. Gli sbirri e i componenti della famiglia del canta!mattino andarono a cercare il morto a casa di Giuf. %l giudice gli chiese: ! Dove hai nascosto il morto/ Giuf, che era scemo, rispose: ! L'ho gettato nel po**o. Allora legarono Giuf con una corda e lo calarono nel po**o. .uando raggiunse il fondo, cominci' a cercare a tastoni. Trov' della lana e chiese ai figli del morto: ! 8ostro padre aveva la lana/ ! 1o, nostro padre non aveva lana. ! .uesto ha la lana, per cui non " vostro padre. (oi afferr' una coda e disse: ! 8ostro padre aveva la coda/ ! 1ostro padre non aveva coda. ! Allora #uesto non " vostro padre. (oi scopr) che #uel corpo aveva #uattro piedi e domand': ! .uanti piedi aveva vostro padre/ ! 1ostro padre aveva due piedi. ! .uesto ha #uattro piedi, per cui non " vostro padre.

(oi tocc' la testa e chiese: ! 8ostro padre aveva le corna/ % figli risposero: ! 1ostro padre non aveva corna. ! .uesto ha le corna, per cui non " vostro padre. Allora il giudice interlo#u): ! Giuf, sia che abbia le corna o la lana, tu portalo su. Gli uomini di giusti*ia tirarono fuori dal po**o Giuf con un corpo sulle spalle. 7 #uando videro che si trattava di un agnello lasciarono Giuf libero. Giuf e la chioccia i racconta che una volta la madre di Giuf prima di andare a messa gli disse: ! Giuf, vado a messa. 6ada alla chioccia che sta covando le uova: prendila, dlle da mangiare il pastone, poi rimettila subito a covare altrimenti le uova si raffreddano. Allora Giuf dopo aver preparato un pastone con pane e vino, prese la chioccia e cominci' a imboccarla. 1el far ci' con foga fin) con l'ingo**are la chioccia al punto che #uesta mor). 1el vedere l'animale stecchito disse: ! 7 ora cosa faccio, le uova si raffredderanno/ Mi metter' io a covare. 0os) si tolse pantaloni e camicia e si accovacci' sulle uova. 1el frattempo la madre, che era tornata, lo chiam': ! Giuf, Giuf$ Giuf rispose: ! 0hila, chila. 1on posso venire perch- faccio la chioccia e covo le uova, altrimenti si raffreddano. La madre si mise a urlare: ! 6irbante, birbante$ Le hai schiacciate tutte$ Giuf, infatti, solo al*andosi si accorse che le uova erano diventate una frittata. Giuf# tirati la porta$ :na volta, prima di andare a messa, la madre di Giuf gli disse: ! Giuf, vado a messa, tirati la porta$ .uando la madre usc), Giuf si mise a tirare la porta e lo fece con una tal for*a che alla fine la scardin'. Allora Giuf si caric' la porta sulle spalle, raggiunse la madre in chiesa e, gettandole la porta ai piedi, disse: ! 7cco la porta bell'e tirata$. %angiate# vestitucci miei$ Giuf era un po' sciocco: perci' nessuno gli offriva mai niente, n- gli usava la cortesia di invitarlo. :na volta and' a chiedere #ualcosa in una masseria e, visto com'era trasandato, furono sul punto di ai**argli i cani contro: se ne fugg) pi& morto che vivo. La madre, che aveva capito la situa*ione, gli procur' una bella giacca, un paio di pantaloni e un gil" di velluto. Giuf torn' allora a #uella masseria, vestito come un campiere. 7bbe un'accoglien*a strepitosa. Lo invitarono persino a pran*o. A tavola, tutti si dimostrarono osse#uiosi nei suoi confronti. .uando servirono il cibo, Giuf, non sapendo come comportarsi, con una mano si portava le pietan*e alla bocca e con l'altra si ficcava gli avan*i in tasca, nella coppola e nella giacca. 7 nel riporre il cibo negli indumenti, ripeteva: ! Mangiate, vestitucci miei. iete voi gli invitati$ Giuf e la statua di gesso. i racconta che una volta c'era una povera madre che aveva un figlio scemo, pigro e birbante chiamato Giuf. La donna, che possedeva alcune pe**e di tela, un giorno gli disse: ! (rendi un po' di tela, e vai a venderla in un paese lontano, a persone che parlano poco$ Giuf se ne and' con la tela sulla spalla. Arrivato in un paese si mise a gridare: ! 0hi vuole la tela$

La gente era interessata, ma tutti avevano #ualcosa da dire: ad alcuni la pe**a sembrava troppo grande, ad altri pareva troppo cara$ econdo Giuf i possibili ac#uirenti parlavano troppo, per cui non gliela volle vendere. Mentre giron*olava, a un certo punto entr' in un cortile deserto dove c'era soltanto una statua, a cui chiese: ! 8olete comprare la tela/ (oich- la scultura non dava alcuna risposta, Giuf disse: ! Devo vendervi la tela perch- parlate poco. Allora prese la sua mercan*ia e la stese sulla statua dicendo: ! 8err' domani per ritirare i soldi. 7 se ne and'. L'indomani torn' per riscuotere il suo credito e, non trovando i soldi, si mise a gridare: ! Dammi i soldi della tela$ La statua taceva. ! 8isto che non vuoi darmi i soldi, ti faccio vedere io chi sono. And' a prendere una *appa e si mise a colpire la statua: nel cadere la scultura si ruppe e nella pancia Giuf trov' una brocca piena di denari. Mise i #uattrini nel sacco e se ne torn' da sua madre a cui disse: ! 9o venduto la tela a uno che non parlava. ubito non mi ha dato i soldi, ma l'indomani mattina #uando son andato con la *appa, l'ho buttato a terra, l'ho amma**ato e ho trovato #uesti soldi. La madre, che era furba, replic': ! 1on dire niente a nessuno di tutto #uesto. 1oi a poco a poco ci godremo #uesti denari$

Giuf e i ladri. :na volta Giuf and' a raccogliere la legna con altri raga**i. Appena le fascine furono legate, tutti, all'infuori di Giuf, ripresero la via del ritorno. olo dopo aver accuratamente preparato la sua fascina, Giuf si incammin' verso il paese. entendosi stanco, durante il cammino si diresse verso una grotta per riposare. L) gli venne da orinare e nell'espletare #uesta fun*ione fisiologica si formarono #uattro rivoli. ! cappate, scappate pure, tanto vi conosco$ esclam' Giuf. (roprio in #uel momento, nella strada sottostante, alcuni ladri fuggirono precipitosamente. Giuf, vedendoli correre, disse: ! 4h che bestie$ 9anno avuto paura di me$ (rese la fascina e entr' nella grotta dove trov' un pentolone che bolliva. Allora afferr' un pe**o di carne e un po' di pane e si mise a mangiare. (oi frug' alla ricerca dei soldi abbandonati dai ladri e trov' un sacco contenente monete d'oro. +asci' nuovamente la legna e dopo essersela caricata sulle spalle, fece ritorno a Trapani. 8arcando la porta, il guardiano gli chiese: ! Giuf, cosa porti/ ! Legna rispose e se ne and' a casa da sua madre. Mentre saliva le scale, la vide parlare con i vicini. i avvicin' e le disse: ! Madre, entrate5 ! 4h, Giuf, sei stanco/ ! 8ieni #ua e taci$ Giuf sfasci' la legna e le consegn' il sacco di monete d'oro. ua madre, che non era affatto stupida, nel nascondere il denaro disse: ! 1on parlarne con nessuno perch- se lo vengono a sapere gli uomini di giusti*ia, finiamo tutt'e due in galera$ .uando Giuf and' a letto, la madre prese dell'uva passa e dei fichi secchi, sal) sul tetto e si mise a lanciarli su Giuf. ! Madre$ Madre5 ! 0osa vuoi/ ! 0adono fichi e uva passa5 ! (rendili, figlio mio. .uesta " la pioggia del ignore$ Accadde un giorno che madre e figlio litigarono: ! Dammi i soldi che ti ho portato, altrimenti ti cito in tribunale$ La madre non gli diede ascolto, e allora Giuf and' dal giudice:

! 7ccellen*a, ho portato un sacco di monete d'oro a mia madre, e lei non vuole restituirmelo. .uando la madre di Giuf fu chiamata dal giudice, disse al figlio: ! Giuf, sono stata convocata dal giudice, tirati la porta$ Allora #uell'idiota di Giuf scardin' la porta e andando dal giudice la port' con s-. %l giudice disse alla madre: ! 8oi dovete dare i soldi a vostro figlio. ! 7ccellen*a, non vede che mio figlio " folle: " venuto con la porta in spalla. ,ibatt- Giuf: ! ignore, la prova " che #uel giorno piovevano fichi secchi e uva passa. enten*i' allora il giudice: ! (erch- vi rivolgete a me/ 1on vedete che vostro figlio " folle/

Giuf e l&otre. La madre di Giuf, sapendo la difficolt che presentava la costante presen*a di un figlio simile, lo mise a lavorare come gar*one da un taverniere. :n giorno il taverniere lo chiam': ! Giuf va' a lavare #uest'otre a mare. Lavalo bene, altrimenti te le do di santa ragione. Giuf prese l'otre e and' in riva al mare. Lava, lava e lava, fin) con il lavarlo per un'intera mattinata. (oi disse: ! 7 adesso a chi chiedo se " ben lavato/ %n #uel momento vide una nave che stava partendo: dalla tasca tir' fuori un fa**oletto e si mise a fare segnali, chiamando i marinai: ! 7hi voi$ 7hi voi$ 8enite #ua$ 8enite #ua$ %l capitano, accorgendosi degli insistenti richiami di Giuf, disse: ! Torniamo raga**i, forse abbiamo dimenticato #ualcosa a terra$ %l bastimento riattracc'. %l comandante scese a terra e and' da Giuf. ! 0he cosa c'"/ ! ignore, mi pu' dire se #uest'otre " ben lavato/ %l capitano and' su tutte le furie, afferr' un pe**o di legno e gliele suon' di santa ragione. Giuf piangendo gli domand': ! 0osa devo dire allora/ ,ispose il capitano: ! Devi dire: ; ignore, fateli correre;. 7 cos) ci rifaremo del tempo perduto$ Giuf, con le spalle ancora calde dalle botte, prese l'otre e si incammin' per la campagna continuando a ripetere: ! ignore, fateli correre$ ignore, fateli correre. %ncontr' un cacciatore che teneva sotto tiro due conigli. Giuf ribad) ancora: ! ignore, fateli correre$ ignore, fateli correre$ 7 i conigli scapparono. ! Ah, figlio d'una...$ Anche tu ti ci metti$ disse il cacciatore. 7 prese a picchiarlo con la culatta dello schioppo. Giuf tra le lacrime gli domand': ! 0osa devo dire allora/ ! ignore, fateli uccidere$ Giuf prese l'otre e se ne and' ripetendo #uella frase. %ncontr' due litiganti e disse: ! ignore, fateli uccidere5 ! Ah, infame$ (ure tu provochi$ dissero i due e, interrompendo il loro litigio, si misero a malmenarlo. %l povero Giuf con la bocca schiumante non riusciva pi& a parlare, e dopo #ualche attimo domand' singhio**ando: ! 0osa devo dire allora/ % litiganti risposero: ! ignore, fateli separare5 ! ignore, fateli separare$ prese allora a dire Giuf. ! ignore, fateli separare$ 0os), camminando con l'otre in mano, ripeteva sempre #uella frase.

0ontinuando per la sua strada incontr' due giovani sposi appena usciti dalla chiesa. .uando sent): ! ignore, fateli separare$ ignore, fateli separare$, il giovane sposo si tolse la cintura e cominci' a picchiare Giuf dicendo: ! :ccellaccio del malaugurio$ Mi vuoi far separare da mia moglie$... Giuf non potendone pi& si finse morto. % parenti dei fidan*ati si avvicinarono per vedere se fosse veramente morto. (assarono alcuni momenti, e Giuf si riprese. Allora la gente gli disse: ! Ma dovevi proprio dir #uelle parole a due sposi novelli/ ! 7 allora cosa dovevo dire/ chiese Giuf. ! Dovevi dire: ; ignore, fateli ridere$ ignore, fateli ridere$; Giuf prese l'otre e torn' alla taverna. Lungo la strada, pass' davanti a una casa dove c'era un morto circondato da candele: i parenti piangevano a dirotto. Appena lo sentirono dire ! ignore, fateli ridere$ ignore, fateli ridere$, pensarono che lo facesse apposta. i fece avanti un ti*io con un bastone che diede a Giuf una caterva di legnate. Allora Giuf cap) che la cosa migliore era stare *itto e correre alla taverna. %l taverniere appena lo vide lo riemp) di botte, perch- lo aveva mandato a lavare l'otre al mattino ed era tornato alle ventitr-. (oi lo licen*i'. Giuf e la giusti ia. Giuf ne aveva sempre fatte di tutti i colori, ma una volta ne combin' una talmente grossa che gli uomini di giusti*ia andarono ad arrestarlo. %l padre di Giuf, informato in anticipo, lo fece scomparire. All'arrivo delle guardie Giuf non si trov': e cos) la faccenda si risolse in una bolla di sapone. Ma il nome di Giuf era rimasto scritto sul libro nero della giusti*ia, e gli sbirri continuarono a cercarlo. .uando un giorno il padre di Giuf decise di farlo tornare e tenerlo nascosto in casa, si presentarono i gendarmi che gli domandarono: ! Dov'" Giuf/ %l padre rispose: ! Ma insomma, come ve lo devo dire che mio figlio " morto/ Mio figlio " morto e non se ne parla pi&$ .uando dal suo nascondiglio Giuf sent) dire al padre che era morto url': ! .uesta " una vera impostura$ %o sono ben vivo$

Giuf e la semola. La madre di Giuf aveva una bambina alla #uale voleva un gran bene, pi& che agli stessi occhi suoi. :n giorno, volendo andare a messa, disse al figlio: ! Giuf, io vado a messa. La bambina dorme. .uando si sveglia, tu cucina il semolino e dalle da mangiare. Giuf cucin' un pentolone di semola. .uando fu ben cotta ne prese un'enorme cucchiaiata e la ficc' in bocca alla bambina, che subito cominci' a strillare. La sua bocca era talmente ustionata che nel giro di pochi giorni le si incancren), portandola a morte. La madre, arcistufa dei comportamenti di #uesto figlio idiota, afferr' un bastone e lo cacci' di casa a legnate.

" 'cchi di civetta ahi# ahi$ Giuf dovendo portare a casa del denaro, temeva che glielo rubassero. +u cos) che lo infil' in un sacco, coprendolo con spine per far credere che non portasse nulla di importante. i gett' il fardello sulle spalle e, arrancando, si avvi' verso casa. Alcuni raga**i, incontrandolo, gli domandarono: ! 0osa porti Giuf/ ! 4cchi di civetta rispose alludendo al luccichio delle monete d'argento. Allora i raga**i infilarono le mani nel sacco per toccare #uegli occhi di civetta e si punsero:

! Ahi, Ahi$ Giuf prosegu) per la sua strada e incontr' altri raga**i che gli chiesero: ! 0osa porti Giuf/ ! 4cchi di civetta. +rugarono nel sacco: ! Ahi, Ahi$ +u cos) che Giuf giunse a casa, portando il denaro a sua madre.

Giuf e il giudice. i racconta che una mattina Giuf and' a raccogliere erbe selvatiche e fece ritorno al paese solo a notte fonda. Mentre camminava vide la luna che appariva e scompariva dietro le nubi. Giuf si sedette su un grosso masso a guardare la luna, e #uando appariva subito le diceva: ! Affacciati$ Affacciati$ Al contrario #uando si nascondeva la incal*ava con le parole: ! 1asconditi$ 1asconditi$ 7 non smetteva mai di ripetere: ! Affacciati$ Affacciati$ 1asconditi$ 1asconditi$ %n #uel mentre, pi& gi& lungo la strada, due ladri stavano s#uartando un vitello rubato. .uando sentirono ! Affacciati e 1asconditi$, temendo che fossero arrivati gli sbirri, lasciarono la carne e fuggirono. Giuf, vedendo #uei due scappare, and' fin sulla strada e trov' il vitello s#uartato. (rese l'animale, cominci' a tagliare la carne, riemp) il suo sacco e ritorn' sui suoi passi. Arrivato a casa, disse a sua madre: ! Mamma, apri5 ! (erch- sei arrivato cos) tardi/ ! 9o tardato per portare la carne che domattina dovrete vendere perch- mi serve del denaro. La madre gli rispose: ! Domani tu andrai di nuovo in campagna e io vender' la carne. 0os) l'indomani Giuf torn' in campagna e la madre si mise a vender carne. La sera, rientrando, Giuf chiese: ! Mamma, hai venduto la carne/ ! ), l'ho venduta alle mosche. A credito. ! 7 #uando ti pagheranno/ ! .uando avranno i soldi. Dopo otto giorni le mosche non avevano ancora pagato. Allora Giuf and' dal giudice e disse: ! ignor giudice voglio che mi sia resa giusti*ia. 9o dato alle mosche la carne a credito e non mi hanno ancora pagato. %l giudice disse: ! enten*io che #uando le vedi puoi amma**arle. (roprio in #uel momento una mosca si pos' sulla testa del giudice. Allora Giuf sferr' un pugno e ridusse a mal partito l'uomo di legge.

Giuf e le fate. :na volta la madre di Giuf compr' una grande #uantit di lino e gli disse: ! Giuf, perch- non ti metti a filare invece di stare sempre a poltrire$ Di tanto in tanto Giuf prendeva una matassa di lino, ma invece di filare la gettava nel fuoco. Al che sua madre si arrabbiava e lo picchiava di santa ragione. 0osa poteva fare allora Giuf/ 0on una fascina fece una palla e attorno vi avvolse il lino a mo' di conocchia, prese una scopa e la us' come fuso, andando poi a filare sul tetto di casa. Mentre era intento a filare passarono tre fate che dissero: ! 0om'" bravo Giuf$ i " messo a filare$ (erch- non gli facciamo un regalo/ Allora la prima fata promise:

! Tutto il lino che toccher sar filato in una notte. 7 la seconda fata disse: ! 7 tutto il lino che avr filato diventer tela tessuta. La ter*a fata aggiunse: ! 0he in una sola notte possa sbiancare tutta la tela. Giuf ud) ogni parola. A sera, #uando la madre and' a dormire si avvicin' al lino e si accorse che appena lo toccava era gi filato. (oi fece l'atto di tessere e vide che la tela usciva gi tessuta dal telaio. %nfine sbianc' tutte le pe**e sen*a nessuna fatica. %l mattino dopo mostr' alla madre le belle pe**e di tela che lei and' a vendere guadagnando Molto denaro. Tutto and' avanti cos) per parecchie notti sino a #uando Giuf non si stanc' e part) in cerca di un altro lavoro.

Giuf e il fabbro. :na volta un fabbro assunse Giuf e gli disse di tirare il mantice. Giuf, per', tir' talmente forte che spense il fuoco. Allora il fabbro gli ordin': ! Lascia il mantice e batti il ferro sull'incudine. Giuf batt- il ferro con una tal energia che #uesto si spe**' in mille schegge. %l fabbro si arrabbi' moltissimo ma non pot- licen*iare Giuf perch- si era fatto assumere per un anno intero. 0os) il fabbro fece una proposta a un pover'uomo: ! e direte a Giuf che siete la Morte venuta a prenderlo vi far' un bel regalo. :n giorno l'uomo incontr' Giuf e gli disse: ! ono la Morte. ono venuta a portarti via$ Giuf lo interruppe dicendo: ! Ah, siete la Morte$/ (oi afferr' l'uomo, lo infil' dentro un sacco e lo trascin' fino alla fucina. Mise il sacco sull'incudine e mentre stava per batterlo con il maglio chiese: ! Allora #uanti anni ho ancora da vivere/ ! 8ent'anni grid' l'uomo da dentro il sacco. ! 1on mi bastano. ! Trenta, #uaranta, #uanti ne vuoi tu$ Ma Giuf continu' a battere sino a #uando il poveretto non mor). Giuf e il prete. La madre, non volendo pi& vedere Giuf lo mand' a servire da un prete. %l prete gli chiese: ! .uanto vuoi come salario/ ! 8oglio soltanto un uovo al giorno e pane sufficiente per il companatico. olo #uesto, ma alla condi*ione che non mi licen*ierete prima che la civetta canti nell'edera. %l prete pens' soddisfatto: ;1on " facile trovare un altro servitore a cos) buon mercato$; La mattina dopo gli diede un uovo e una pagnotta. Giuf cominci' a mangiare l'uovo con la punta di uno spillo. 4gni volta che leccava lo spillo, staccava un enorme boccone di pane. ! 7hi$ grid' a un certo punto. ! (ortatemi dell'altro pane, #uesto non basta$ %l prete fece portare una cesta piena di pani. 7 cos) ogni mattina. ;(overo me; pens' il prete ;costui mi ridurr presto in miseria$; i era ancora in pieno inverno e bisognava attendere parecchi mesi prima che la civetta cantasse. Allora il prete disperato disse a sua madre: ! Madre, #uesta sera dovrete nascondervi tra l'edera e imitare il verso della civetta. La sera stessa la vecchia si nascose tra l'edera e cominci' a fare: ! Miu, miu. Allora il prete disse a Giuf: ! enti, la civetta canta tra l'edera: ora tu sei licen*iato$

Giuf fece fagotto per tornare dalla madre. .uando pass' davanti all'edera ebbe uno scatto d'ira e si mise a scagliarle contro delle grosse pietre. 1ascosta tra il fogliame c'era ancora la madre del prete che continuava a fare ! Miu, miu. 0os) Giuf amma**' la vecchia gridando: ! 0ivetta della mala stagione, soffri dolori e pene$

Giuf e i maiali. .uando Giuf torn' dalla madre, la poveretta grid': ! Giuf non ti voglio pi& vedere$ Domani ti cercher' un altro lavoro$ La mattina seguente la madre and' da un proprietario terriero e fece assumere Giuf come guardiano di maiali. L'uomo mand' Giuf in un bosco molto lontano e gli ordin' di accudire i maiali e di riportarli indietro soltanto #uando #uesti sarebbero stati ben pasciuti. Giuf rimase per #uattro mesi nel bosco, e #uando i maiali furono assai grassi e pronti per esser trasformati in leccornie, torn' a casa. ulla strada del ritorno incontr' un macellaio al #uale chiese: ! 8olete comprare #uesti bei maiali/ 8e li dar' a met pre**o se mi consegnerete le orecchie e le code$ %l macellaio ac#uist' l'intera mandria. bors' un sacco di denaro e, come d'accordo, diede a Giuf anche le orecchie e le code. Giuf and' allora nei pressi di una palude, prese due orecchie e le fiss' nel fango, poi a due palmi di distan*a mise una coda. 0ontinu' cosi finch- non ebbe esaurito orecchie e code. (oi corse dal proprietario terriero gridando disperato: ! Ah padrone, che disgra*ia mi " capitata. Avevo allevato con tanta cura i vostri maiali, erano cosi grassi e belli$ 7ravamo gi sulla via del ritorno #uando sono caduti dentro a una palude: dalla fanghiglia ora sporgono soltanto le orecchie e le code$ %l padrone e la sua gente si recarono in gran fretta alla palude per tentare di salvare i maiali. 1el cercare di tirarli fuori li afferravano per un orecchio o una coda, ma dopo ogni tentativo gli restava in mano soltanto un moncherino. ! 8edete padrone grid' Giuf ! come erano belli i vostri maiali. Avevano tanto grasso, e tutto " andato perduto nella palude$ 0os) il proprietario torn' a casa sen*a maiali, mentre Giuf port' il denaro a sua madre e per un po' di tempo rimase con lei.

Giuf e il vescovo. :na volta il vescovo promise un compenso di #uattrocento once all'orefice che avesse cesellato il pi& bel crocefisso. Ma il vescovo aggiunse che colui che ne avesse presentato uno, a suo giudi*io, brutto sarebbe stato decapitato. :n orefice gli port' un bel crocefisso: il vescovo disse che non gli piaceva e fece tagliare la testa all'artigiano, tenendosi il crocefisso. %l giorno seguente un altro orefice ne mostr' uno ancora pi& bello, ma al poveretto tocc' la stessa sorte di chi lo aveva preceduto. La vicenda si ripet-, e altri orefici furono decapitati. .uando Giuf conobbe #uesta situa*ione, and' da un orefice e gli disse: ! Maestro, mi dovete fare un crocefisso molto bello, cos) bello da non averne di eguale. Ma badate bene, deve avere un ventre spropor*ionatamente gonfio. .uando il crocefisso fu terminato Giuf lo prese e lo port' al vescovo che appena lo vide esclam': ! 0ome ti viene in mente di portarmi un simile mostro$ Te la far' pagare cara5 ! 7ccellen*a disse Giuf ! ascoltate cosa mi " successo. (rima di venire #ui, #uesto crocefisso era di una belle**a rara. Mi trovavo per strada #uando gli si " gonfiato lo stomaco per lo sdegno. Mentre mi avvicinavo a casa vostra lo stomaco continuava a gonfiarsi sempre pi&, e il suo gonfiore " andato spropor*ionatamente aumentando nel salire le scale. 8edete, il ignore " in collera con voi per tutto il sangue innocente che " stato versato. e non mi date subito #uattrocento once e non pagate un'indennit alle vedove degli orefici, la collera di Dio ricadr su di voi$ %l vescovo, terrori**ato, diede a Giuf le #uattrocento once e lo incaric' di chiamare le vedove per dar loro una pensione. Giuf, parlando alle vedove, disse: ! .uanto mi date se vi faccio avere una pensione dal vescovo/

+u cos) che ogni vedova gli diede una forte somma e Giuf port' a sua madre un sacco di denaro.

Giuf e il ladro. :na volta un ladro era andato a rubare in casa di Giuf. Dopo aver caricato la refurtiva sulle spalle, usc). Giuf, che lo aveva visto, lo segu) portando con s- le masseri*ie lasciate dal malandrino. 0amminando per la via, il ladro si accorse di essere seguito e si gir' a chiedere: ! 7hi, tu$ 0osa vuoi/ Giuf rispose: ! Mi trasferisco a casa tua$ Tu hai preso una parte dei miei mobili e io porto il rimanente. Domani mattina, se Dio vuole, le donne e i bambini ci raggiungeranno. ono cos) contenti di lasciare una casa vuota come la nostra$ .uando il ladro ud) #ueste parole si preoccup' a tal punto che disse: ! (rendi pure la tua roba, ma liberami dai tuoi guai$ Giuf# il mercante e l&oste. :n giorno un mercante si era fermato a mangiare in un'osteria. Aveva ordinato una gallina e due uova. Alla fine del pran*o si accord' con l'oste dicendogli che avrebbe pagato il conto ritornando dal suo viaggio. Tre mesi dopo il mercante torn' all'osteria e ordin' nuovamente una gallina e due uova. (oi chiese il conto all'oste che disse: ! 1oi abbiamo un lungo conto in sospeso, ma io mi accontenter' di soli cento dirham$ 253 %l mercante sorpreso esclam': ! 0osa volete dire$ Due galline e #uattro uova non possono certo costare cento dirham/$ L'oste rispose: ! e la gallina che avete mangiato tre mesi fa avesse fatto ogni giorno le uova e poi le avesse covate sarebbero nate tante altre galline, facendomi guadagnare cento dirham$ % due cominciarono a litigare, e la loro diatriba fin) in tribunale. %l giudice, che si era accordato con l'oste, chiese al mercante: ! 8oi avevate pattuito il pre**o del pran*o tre mesi fa/ ! 1o$ rispose il mercante. Allora il giudice gli domand': ! %n #uesto periodo di tempo " possibile che una gallina covando due uova riesca a produrne altre cento e poi da #ueste nascano altrettante galline/ ! ), " possibile rispose il mercante ! ma la gallina deve essere viva, mentre #uella era sgo**ata e cotta. Anche le uova erano bollite$ %l giudice condann' ugualmente il mercante a pagare cento dirham. Allora #uesti chiese se era possibile rimandare l'esecu*ione della senten*a al giorno successivo perch- voleva portare una prova a suo favore. %l giudice e l'oste acconsentirono. %l mercante si precipit' a raccontare il fatto a Giuf e gli chiese di prendere le sue difese. %l mattino seguente il mercante si rec' dal giudice e disse: ! Giuf porter la prova$ (ass' molto tempo e #uando, dopo una lunga attesa, finalmente arriv' Giuf, il giudice si mise a urlare: ! (erch- sei arrivato cos) tardi, facendoci aspettare tutto #uesto tempo/ Giuf con calma gli rispose: ! La prego, mio signore, non s'infuri. tavo venendo #ui #uando " arrivata a casa mia una persona con cui divido la propriet di un terreno da semina. 9o dovuto cuocere due sacchi di grano per il mio socio, in #uanto doveva seminare. 7' per #uesto che sono arrivato in ritardo$ %l giudice beffandosi di lui disse: ! 0he strano metodo di coltiva*ione$ 0hi ha mai sentito che bisogna bollire il grano prima di seminarlo$ 7 Giuf ribatt- pronto:

! 7 chi ha mai sentito che le uova cotte e le galline bollite si riproducono, si moltiplicano, e che per #uesta ragione " possibile chiedere cento dirham a un mercante/$ %l giudice rest' sen*a parole e il mercante se ne and' vittorioso.

Giuf e l&uomo"asino. :n giorno Giuf compr' un asino al mercato e lo leg' con una corda. (oi si avvi' verso casa tirandosi dietro l'animale. trada facendo Giuf non si accorse che due ladri lo avevano seguito. A un certo punto un lestofante, dopo aver sciolto la corda dal collo dell'asino, se l'era legata intorno al proprio, mentre il suo compare era fuggito con la bestia. .uando Giuf si volt' e, con grande stupore, vide che al posto dell'asino c'era un uomo, gli chiese: ! Dov'" l'asino/ L'uomo rispose: ! ono io5 ! Ma com'" possibile/$ esclam' Giuf. ! 7' possibile. :n giorno avevo disobbedito a mia madre e lei chiese al ignore di tramutarmi in asino. La mattina dopo #uando mi svegliai ero ormai diventato un asino$ (oi mia madre mi vendette al mercato, dove mi compr' #uell'uomo che oggi mi ha venduto a te$ 4ra, gra*ie a Dio, mia madre mi ha perdonato e cos) sono tornato a essere un uomo$ A #ueste parole Giuf disse: ! oltanto Dio " forte e possente$ Tu sei un uomo, come potrai essermi utile/ 8a', va' per la tua strada$ 7 mentre slegava la corda aggiunse: ! Guai a te se farai arrabbiare un'altra volta tua madre$ 7 che Dio mi ricompensi con il suo bene$ La settimana dopo Giuf torn' al mercato per comprare un asino e trov' lo stesso animale che aveva ac#uistato sette giorni addietro. i accost' e gli sussurr' all'orecchio: ! Ah, monellaccio. 9ai nuovamente disobbedito a tua madre$ 1on ti avevo raccomandato di non farla arrabbiare/ Ti meriti proprio di essere #uello che sei$

!&ospite di Giuf. Giuf aveva comprato due galline per offrirle a un ospite che era andato a fargli visita. Diede le galline alla moglie per cucinarle: mentre le preparava lei ne assaggi' un poco. .uando all'ora di pran*o Giuf le chiese di servirle, la moglie disse: ! 8olete forse mangiare sen*a pane/ Appena Giuf usc) a comprare il pane, la donna entr' nella stan*a dove l'ospite aspettava e gli domand': ! apete per #uale ragione mio marito vi ha invitato #ui/ ! 1o5 ! Dovete sapere che Giuf " pa**o. .uando si manifestano i primi segni della sua follia si batte il petto e agita le mani. (er curare #uesto male, il dottore gli ha prescritto di mangiare un orecchio umano. (erci' Giuf vi ha fatto venire #ui: per tagliarvi l'orecchio e mangiarselo$ Al ritorno Giuf ordin' alla moglie: ! ervici$ La moglie ribatt-: ! A dire il vero, appena sei uscito il tuo ospite si " al*ato, ha preso le galline e le ha avvolte in un fa**oletto$ 1el sentir #ueste parole Giuf si batt- il petto, proprio come la donna aveva appena finito di spiegare. Allora l'ospite temendo per il proprio orecchio, fugg) terrori**ato. .uando la moglie mostr' l'ospite in fuga, Giuf si mise a rincorrerlo gridando: ! Tientene una, ma dammi l'altra$

i riferiva alle galline, ma l'altro correndo a perdifiato gli urlava di rimando, alludendo alle orecchie: ! e riesci ad acchiapparmi, le puoi prendere tutte e due$ 1el frattempo la moglie di Giuf si gustava le galline insieme al suo amante.

Il giudi io dell&asino. :n giorno un vicino di casa and' a chiedere a Giuf di prestargli il suo asino. Giuf si dimostr' esitante nel prendere una decisione. (oi entr' in casa e #uando ne usc) spieg' al vicino: ! ono spiacente amico mio, ho riferito la tua richiesta all'asino ma si rifiuta di venire con te perchdice: ; ervo la gente, porto i loro pesi e in cambio non ricevo che botte e impreca*ioni$; %l vicino nel sentire le parole di Giuf, chiese stupito: ! Da #uando in #ua gli asini parlano ed esprimono la loro opinione$/ 7 Giuf ribatt- pronto: ! %l mio asino non vede e non sente, ma #uanti asini parlano ed esprimono idee e giudi*i$

Gli asini di Giuf. Giuf aveva comprato dieci asini. Mont' sopra a uno e si avvi' verso casa trotterellando in coda al branco. Dopo un po' di tempo decise di contarli ma essendosi dimenticato della bestia su cui montava, gli risultarono solo nove asini. cese dall'asino preoccupato e ricominci' la conta: erano dieci. ,isal) sull'asino, torn' a contarli: nove. Dopo aver ripetuto pi& volte #uesta opera*ione, si disse: ! 7' meglio andare a piedi e guadagnare un asino, piuttosto che perderne uno per stare seduto$ 7 cos) si incammin' dietro ai suoi asini, arrivando in paese stanco morto.

Giuf e la luna. :na volta Giuf si trov' a passare nei pressi di un po**o e vide la luna riflessa nell'ac#ua. Gli parve che la poveretta fosse caduta nel po**o. ,iflettendo sul da farsi si disse: ! Devo scendere a salvarla$ Allora and' a cercare un gancio, lo fiss' all'estremit di una corda, lo gett' nel po**o e leg' l'altro capo della corda a una grossa pietra. 7 si mise a tirare con tutte le for*e sino a #uando la corda non si spe**' e lui rovin' a gambe all'aria. Da #uella posi*ione vide la luna in cielo ed esclam': ! Mi sar' fatto male, ma in compenso ho salvato la luna dall'annegamento$

Giuf e il padre. :n giorno il padre di Giuf gli chiese di andare a comprare una testina di agnello cotta allo spiedo. Giuf esegu) la commissione, ma invece di far ritorno a casa si sedette per strada e mangi' prima un orecchio, poi un occhio e infine il cervello. .uanto era avan*ato della testa lo port' al padre, che gli domand': ! 0he vergogna " mai #uesta/ ! 7' la testa che mi avevi chiesto5 ! 7 dov'" l'occhio/ ! 7ra cieco.

! 7 l'orecchio/ ! 7ra sordo. ! 7 la lingua dov'"/ ! 7ra muto. ! 7 il cervello/ ! 1on ne aveva. ! 8a' a restituire #uesta testa a chi te l'ha venduta e prendine un'altra5 ! Ma #uando il pi**icagnolo me l'ha venduta era sen*a difetti$

Giuf e il falco. :n giorno Giuf si trov' a passare accanto ad alcuni raga**i che giocavano con un falco morto. 0ompr' la bestia per un dirham e se la port' a casa. .uando la madre lo vide, gli domand': ! 4h che tu possa vivere, ma cosa te ne farai di #uesta bestia morta/ Giuf rispose: ! Taci, se fosse stata viva non avrei potuto comprarla nemmeno per cento dirham$

!a camicia di Giuf. :na volta un uomo disse a Giuf: ! 9o sentito un urlo provenire da casa vostra. Giuf rispose: ! La mia camicia " caduta dall'alto. ! 7' caduta dall'alto/ 7 allora.../ ! tupido che non sei altro, nella camicia c'ero io$

Giuf al bagno pubblico. %n una giornata fredda, mentre Giuf usciva dal bagno pubblico, fu investito da una folata di vento. i tocc' i testicoli e si accorse che uno era scomparso, rattrappito dal gelo. Torn' al bagno e si mise a per#uisire la gente che, stupita, gli chiese: ! Ma che cosa ti prende/ Giuf rispose: ! Mi hanno rubato un testicolo$ 1el frattempo il testicolo, riscaldandosi, era tornato nella sua posi*ione abituale. .uando Giuf lo ritrov', si prostr' a terra per ringra*iare Dio, esclamando: ! Tutto ci' che la mano non pu' portare via non va mai perduto$

Giuf e l&avaro. :na volta Giuf chiese a un avaro: ! (erch- non mi inviti mai alla tua tavola/ ! (erch- sei lesto a ingoiare e rapido a masticare: non appena hai finito di mandare gi& un boccone, sei gi pronto per inghiottirne un altro5 ! 6ene amico mio, per farmi invitare a casa tua devo prometterti di prostrarmi a pregare due volte tra un boccone e l'altro/

Giuf da giovane. Da giovane Giuf faceva sempre il contrario di #uello che gli chiedeva il padre. %l povero genitore era a conoscen*a di ci', ma per una volta desider' di ottenere una cosa fatta nel verso giusto. 0os) volle provare a chiedere a Giuf di fare l'esatto opposto di #uanto egli pensava. :n giorno i due stavano tornando dal mulino con l'asino carico di sacchi di farina, #uando si trovarono a dover attraversare un fiume. L'animale era troppo carico e non riusciva a salire sul ponte. Allora il padre stabil) che sarebbe salito lui sul ponte, mentre il figlio avrebbe guadato il fiume tirandosi dietro l'asino. Giuf era a met del guado #uando il padre si accorse che i sacchi erano sbilanciati da una parte e gli grid': ! 1on aggiustare i sacchi poich- non pendono, non cadranno nell'ac#ua$ Giuf allora si rivolse al padre dicendo: ! (ap, ho sempre fatto il contrario di ci' che mi chiedevi, ma #uesta volta far' come vuoi tu$ 7 cos) lasci' cadere i sacchi nel fiume.

!e due mogli di Giuf. Giuf aveva due mogli. :n giorno, che erano andate a fargli visita, la pi& giovane gli chiese: ! Ami pi& me o lei/ 7 subito dopo la pi& an*iana gli fece la medesima domanda. 7rano due donne devote, e Giuf si trovava in un tale imbara**o che alla fine decise di rispondere ambiguamente: ! 8i amo tutt'e due allo stesso modo$ Ma le donne non sembravano persuase della risposta, e la pi& giovane lo incal*' con un'altra domanda: ! e ci trovassimo in me**o a un lago e fossimo sul punto di annegare, chi salveresti per prima: me o lei/ Giuf esit' un poco. (oi, assumendo un atteggiamento serio e impar*iale, si rivolse alla pi& an*iana dicendo: ! 0redo che tu sappia nuotare, non " vero, cara/

!a moglie di Giuf. Durante la notte la moglie di Giuf approfittava del sonno del marito per andare a trovare il suo amante. % vicini di casa avvertirono Giuf della tresca, e cos) una sera lui rest' sveglio ad attendere che la moglie uscisse. Appena la donna si allontan', lui chiuse la porta e si sedette ad aspettarla. Al ritorno la moglie trov' la porta chiusa e il marito che l'insultava. Allora cominci' a supplicarlo di aprire, sino a #uando, disperata, lo minacci': ! e non apri, mi getto nel po**o$ Dopo aver pronunciato #ueste parole, prese una grossa pietra e la gett' nell'ac#ua. Giuf la chiam', poi usc) a vedere cosa fosse successo. La cerc' ma non riusc) a trovarla. 1el frattempo la moglie era rientrata in casa e aveva sbarrato la porta. 4ra era Giuf che cercava di riconciliarsi, ma la moglie urlava: ! 4gni notte mi lasci sola e vai con le altre donne$ 8oglio che i vicini sappiano come mi tratti$

Giuf e i tre monaci.

:n giorno tre monaci partirono in cerca degli uomini pi& sapienti del (aese. Arrivati al villaggio di Giuf chiesero: ! 0'" un sapiente in #uesto villaggio/ La gente rispose affermativamente. (oi and' a chiamare Giuf. (oco dopo, sul dorso del suo asino giunse Giuf, a cui un monaco pose un #uesito: ! Dov'" il centro della terra/ Giuf rispose: ! 7sattamente dove il mio asino posa il piede destro. e non mi credi, misura la terra$ L'interlocutore stralun'. Allora il secondo monaco chiese a Giuf: ! .uante sono le stelle/ ! Tante #uanti sono i peli del mio asino. e non ci credi puoi contare sia le stelle che i peli5 ! Ma si contano i peli dell'asino/ esclam' stupefatto il monaco. ! 7 si contano le stelle in cielo/ ribatt- Giuf. %l ter*o monaco domand': ! .uanti sono i peli della mia barba/ ! Tanti #uanti ne ha il mio asino sulla coda. e non ci credi strappa i peli della tua barba e poi #uelli dell'asino: dividili in due mucchietti e contali$ 8edremo chi di noi ha ragione$ % tre monaci ripartirono affascinati dalla sagacia di Giuf e soddisfatti delle sue risposte acute.

!a pentola ( morta. :na volta Giuf chiese in prestito una pentola larga al suo vicino di casa. Dopo averla usata per cucinare, vi mise dentro una pentola stretta e la restitu) al legittimo proprietario, che gli chiese: ! 0ome mai #uesta pentola stretta, Giuf/ ! 7' la figlia della pentola larga, l'ha partorita a casa mia$ %n un'altra occasione chiese nuovamente in prestito la pentola, ma non la restitu). Allora il vicino gli domand': ! Dov'" la pentola/ ! < morta mentre partoriva5 ! Ma le pentole muoiono/ ,ibatt- Giuf: ! (erch-, forse le pentole partoriscono/ 0hi accetta il guadagno deve sopportare anche la perdita, amico mio$

Il chiodo di Giuf. :na volta Giuf, pur avendo messo in vendita la sua casa, non voleva cedere un chiodo piantato nel muro. 0ontrattava la casa a condi*ione di poter visitare il suo amato chiodo in #ualsiasi momento della giornata. :n ac#uirente accett' #uesta condi*ione e compr' la casa. La mattina dopo Giuf and' a trovare il chiodo e il nuovo proprietario lo invit' a fermarsi a cola*ione. Lo stesso giorno, all'ora di pran*o, Giuf si present' nuovamente per ammirare il suo chiodo. %l proprietario lo invit' a pran*o. La sera, all'ora di cena, Giuf torn' a guardare il suo chiodo e il padrone gli offr) le sue pietan*e. 1ei momenti di riposo, o durante le ore del sonno, sempre all'improvviso Giuf arrivava per controllare il suo chiodo. Le visite continuarono ininterrotte fino al punto che l'ac#uirente non riusc) pi& a sopportarle. Tuttavia #uesti non poteva vietare a Giuf di recarsi a visitare il suo chiodo per via di #uella clausola accettata al momento dell'ac#uisto. Alla fine, poich- non riusc) a frenare l'invaden*a di Giuf, decise di cedergli tutto. e ne and' sen*a nemmeno chiedergli la restitu*ione di una parte della somma che aveva pagato.

Giuf il giusto. :na volta un povero si trov' a passare davanti alla porta di un rosticciere che stava cucinando della carne molto aromatica. %l povero era molto affamato: compr' una pagnotta e per gustarla con l'odore dell'arrosto, and' a sedersi accanto alla rosticceria. %l rosticciere si accorse di ci' e usc) dal nego*io per chiedere all'uomo il pagamento dell'odore dell'arrosto. %l povero non volle pagare. %l rosticciere allora lo afferr' per la collottola e lo condusse dal giudice Giuf, a cui disse: ! ignor giudice, #uest'uomo ha mangiato una pagnotta con l'odore del mio arrosto. .uando gli ho chiesto di pagarmi, si " rifiutato di saldare il debito$ Giuf, dopo aver riflettuto un po', domand': ! .uante piastre 253 vuoi per l'odore dell'arrosto/ %l rosticciere rispose: ! 0in#ue piastre$ Giuf tir' fuori una moneta d'argento da cin#ue piastre, la fece tintinnare sulla lastra di marmo e poi chiese al rosticciere: ! 9ai sentito il tintinnio del denaro/ %l rosticciere rispose: ! ), signor giudice$ Giuf il giusto allora disse: ! 6ene, prendilo$ .uesto " il pre**o per l'odore del tuo arrosto$

Il cane affamato. Giuf era in viaggio #uando gli venne voglia di riposarsi e si and' a sedere sotto un albero. 1el volgere lo sguardo verso il tronco, vide un vecchio che piangeva disperato: disteso per terra davanti a lui c'era un cane. Giuf prov' compassione per l'uomo e, avvicinandoglisi per conoscere la sua vicenda, pens' che come al solito avrebbe potuto fare #ualcosa di utile. Giuf esit' nel domandargli a che cosa fosse dovuta la sua mesti*ia. (oi l'uomo, con voce tremula e soffocata dai singhio**i, gli rispose: ! %l mio cane, oh il mio cane$ %l solo amico fedele tra i perfidi: non posso vederlo in #uesta spaventosa condi*ione5 ! Ma buon uomo, cos'ha il vostro cane/ ! %l poverino sta per esalare il suo ultimo respiro. Morir in preda ai morsi della fame$ Giuf si rammaric' che non avan*asse nulla delle sue provviste per il viaggio. 1on avendo alcunch- da offrire al cane and' a consolare l'uomo. .uando gli fu vicino not' la sua bisaccia gonfia e gli chiese: ! +ratello mio, che cosa c'" dentro #uesta bisaccia/ ! Le provviste per il mio viaggio5 ! 0he ti venga un accidente$ Tutte #ueste pagnotte per te e nemmeno una per salvare la vita al tuo fedele amico/ L'uomo spalanc' gli occhi e disse: ! 9ai ragione. Lui " di certo il pi& caro e fedele amico, ma lo stretto legame che ci unisce non va oltre la chiusura di #uella bisaccia$

!a visita. :na personalit di alto rango si mostrava talmente magnanima con Giuf che #uando lo incontrava eccedeva in cortesie. Giuf decise un giorno di fargli visita. Mentre stava andando a

trovarlo, lo vide affacciato alla finestra. .uando l'uomo si accorse dell'arrivo di Giuf si ritir' all'interno. Giuf buss' alla porta, poi disse: ! e il Maestro non " impegnato, sono venuto a fargli visita$ :na voce gli rispose: ! %l Maestro " appena uscito$ .uando sapr che in sua assen*a siete venuto a onorarlo di una vostra visita, se ne dispiacer molto$ Dopo aver ascoltato #ueste parole, Giuf disse ad alta voce: ! Molto bene. (er' la prossima volta che esce ricordate al Maestro di non lasciare la testa alla finestra, altrimenti la gente crede che sia in casa e sospetta che si stia comportando male$

!a scala. :na volta Giuf si caric' una scala sulle spalla per poter superare il muro di un giardino. Dopo aver scavalcato il muro, port' la scala in giardino per poter rubare la frutta. Ma proprio in #uell'istante, arriv' il giardiniere che, vedendolo con la scala sulle spalle, gli chiese: ! 0he cosa stai facendo/ Giuf rispose: ! 8oglio vendere la scala$ La vendo all'asta, si parte da #uaranta piastre, ti interessa/ 7' di tuo gusto/ La vendo per pochi soldi$ 7 ini*i' a lodare la propria scala come un banditore al mercato. %l giardiniere gli disse: ! +ratello mio, ma si vendono le scale in un giardino/ Giuf rispose: ! %diota, una scala si pu' vendere dovun#ue$

I topi mangiano il ferro. :n volta Giuf doveva partire per un lungo viaggio. (oich- possedeva molto ferro, decise di lasciarlo al sicuro da un suo vicino. ,itornando and' a chiedere il ferro alla persona che l'aveva in custodia che gli disse: ! Mi spiace molto amico mio, ma la mia casa " invasa dai topi: figurati che hanno mangiato tutto il tuo ferro$ Giuf chiese stupito: ! 0he tu abbia timor di Dio, vecchio mio, ma i topi mangiano il ferro/ %l vicino rispose: ! )$ 7' proprio #uello che " accaduto$ e non mi credi seguimi in maga**ino: vedrai con i tuoi occhi che i topi hanno mangiato tutto il ferro$ Giuf riflett- a lungo e poi disse con tono scher*oso: ! Tu, in ogni caso, sei sincero. (oich- ci' " accaduto a casa tua chi pu' negare che i topi mangiano il ferro cos) come mangiano il lardo, lo *ucchero e il pane/ :n castigo di Dio$ Dopo alcuni giorni Giuf si mise ad aspettare un figlio del vicino. %ncontrandolo, lo condusse a casa sua dove lo nascose. %l mercante si preoccup' per l'assen*a del figlio e, poich- non riusc) a rintracciarlo, perse la ragione. %l giorno dopo Giuf si present' a casa del vicino e gli disse: ! Mi spiace molto che tuo figlio si sia perduto, ma ci' che mi rattrista maggiormente " il fatto che non torner$ %l mercante si mise a urlare: ! 0ome fai a saperlo, dimmi$ Giuf replic': ! 9o visto un uccello che lo ghermiva e poi volava via$ Allora il mercante prendendo per la spalla Giuf disse: ! :n uccello che rapisce un bambino piccolo/ 0he tu abbia timor di Dio, vecchio mio. ,acconta la storia in un altro modo$

Giuf sorridendo ribatt-: ! ei tu che devi avere timor di Dio e raccontarla in un altro modo, vecchio mio$ %l vicino esclam': ! (erch-, che cosa ho detto/ ! 9ai detto che i topi mangiano il ferro$ %l vicino allora cap) che Giuf aveva nascosto il bambino, cos) come lui aveva celato il ferro. Lo condusse in un grande maga**ino sotterraneo e gli disse: ! 4h tu, ;uccello; astuto, prendi il tuo ferro e ridammi mio figlio$ Un parto veloce. Giuf era sposato da appena tre mesi #uando la moglie, chiedendo di venir accompagnata da un'ostretica, gli annunci' che era in procinto di partorire. Giuf le disse: ! 7' normale che le donne facciano un figlio in nove mesi. 0hiss #uesto cosa sar mai/ La moglie furibonda rispose: ! 0erto che " curioso$ 4h uomo, da #uanto ci siamo sposati/ 1on sono forse passati tre mesi/ ! ). ! 7 tu, da #uanto tempo sei sposato con me/ Da tre mesi, no/ 7 cos) diventano sei... 1on " cos)/ ! ). ! 7 da #uanto tempo il figlio " nel mio ventre/ 1on sono forse tre mesi/ 7d ecco che con #uesti si completano i nove mesi$ Giuf riflett- a lungo e poi disse: ! 9ai ragione, non avevo fatto un conto cos) preciso. cusami se ho sbagliato$

Giuf vende. :na volta Giuf si mise a vendere uova. 0omprava nove uova per un dirham e ne vendeva dieci per la stessa somma. Allora alcuni gli chiesero: ! (erch- perderci, Giuf/ ! A me basta che la gente dica che sono un mercante e che gli amici mi vedano vendere e comprare$