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UNA STORIA CHE NESSUNO VOLEVA di Christian Bobin

Christian Bobin, Une histoire dont personne ne voulait, nel suo vol. Une petite robe de fte, "Collection Folio" Gallimard, Paris 1991, pp. 13-21. radu!ione di "addalena Cavalleri e #oren!o Gobbi. $l racconto % inedito in $talia.

$l manoscritto % sciupato. C&% una data nell&ultima pa'ina. Cin(ue anni. ) stato scritto cin(ue anni *a. +i arriva per posta. #o lasciate in disparte, sul tavolo, non ci pensate pi,. -rriva il sabato. $l sabato % un 'iorno in cui siete molto occupato. *ate da autista a un 'ruppetto di bambini. +o'liamo andare (ui, vo'liamo che ci porti alla *esta, vo'liamo (uesto, vo'liamo (uello, vo'liamo tutto. /bbedite con 'rande 'ioia, *acendo disperare i 'enitori che impie'ano ore a contraddire (uell&aria spensierata che portate con voi. #a vita scorre cos0 veloce, i 'iorni si dile'uano cos0 presto. Perch1 preoccuparsi del domani, l&o''i risponder2 bene a tutto. 3on aver pensieri % pi, *orte di voi. una *orma sorridente della *ede in dio. 3on inse'nate nulla ai bambini. Piuttosto, siete voi alla loro scuola. volte vi dicono tu esa'eri, non si deve lasciar *are tutto, dovresti essere pi, adulto. -scoltate la le!ione in silen!io, poi vi 'uardate attorno, a lun'o. non una sola traccia di adulti. Bambini imbronciati, s0, molti. Bambini tristi che lavorano, 'uada'nano, consumano tempo, *or!a. "a adulti, nessuno, nessuna traccia. 4uel sabato, i bambini *anno a meno di voi, non chiamano. 5imanete a casa, inoperoso, tran(uillo. #a compa'nia della solitudine % dolce come (uella dei bambini. #e''ere, sonnecchiare, camminare, non pensare a nulla, lasciare le luci del cielo impallidire sulla tappe!!eria dei muri. 6istrattamente, aprire il manoscritto alla prima pa'ina, cominciare a le''ere. 4uando levate il capo, il pomeri''io % trascorso, non % pi, 'iorno e non % ancora notte, resta solo una 'rande distesa di calma. un lento ria**iorare delle ac(ue dalla calma, un&inonda!ione continua e luminosa. $ pensieri dimorano in (uesta calma, al proprio culmine, un culmine di *resche!!a e le''ere!!a. non conoscono pi, l&impa!ien!a. 3on si turbano pi,. 5iposano semplicemente e si mescolano a ci7 che esiste, sen!a pi, cercare. Come chiamare (uesta le''ere!!a. #a parola *elicit2 non andrebbe bene. nessuna parola che porti in s1 il suo contrario. #a *elicit2 va con l&in*elicit2, la 'ioia con il dispiacere. Ci7 che vi accade, non va con nulla, oppure con tutto. Per esprimerlo bene, biso'nerebbe ricopiare il manoscritto per intero. parola per parola. #&autrice % una donna di ori'ine straniera. 3on % lei a inviarvi il testo, ma il suo amico, l&amico di adesso. 3on vi chiede nulla, solo cosa ne pensate. 8n manoscritto % come un volto, un minuto basta per vedere, due, tre pa'ine e 'i2 sapete. $l racconto ini!ia con un abbandono, come nei racconti di *ate. colui che (uesta donna ama, il principe prescelto dal san'ue, il re di cuori, la lascia. #a conduce nella pi, nera *oresta dell&abbandono, poi se ne va. #ei resta l2, seduta ai piedi di un albero. -ttende. -ttende, attende. 8n mattino si al!a, esce dalla *oresta, entra in cucina, chiude la *inestra, apre il 'as. 8na 'iovane donna che cade a terra e la sua anima che cade al suo *ianco, l&anima pesante, pi, pesante di un uccello morto. la bianca colomba as*issiata dal 'as, so**ocata dal peso del suo stesso san'ue. #a 'iovane donna si risve'lia all&ospedale. 9i appo''ia ai 'uanciali, 'uarda attorno a s1, 'uarda dentro di s1. niente pi, anima. $l corpo % l2, *un!ionante. #e mani possono prendere, le labbra possono dire, 'li occhi possono pian'ere. utto % l2, eccetto l&anima. $l suo amico la deve aver portata via con s1 in vali'ia sen!a badarci. Come si pu7 essere cos0 distratti. #ei lascia l&ospedale, torna alla vita di tutti i 'iorni. : sempre, niente anima. Ci7 non si vede, non si sente, non impedisce nulla. 9i pu7 vivere benissimo sen!&anima, non c&% di che *arne una storia, accade spessissimo. $l solo problema % che le cose non ven'ono pi, verso di voi, (uando le chiamate per nome. Potete essere assente dalla vostra vita e in'annare tutti eccetto

'li animali, 'li alberi, le cose. utti, eccetto la chiara luce d&autunno, (uesta luce che pesa con tutta la sua dolce!!a sulla corteccia delle betulle e la carne dei rosai. Come ra''iun'ere ci7 che svanisce. Come toccare la vita immediata, come tornare alla vita semplice. 90, come. #&amore % passato sopra di voi come i rossi incendi sulle *oreste di Proven!a. Ci vorranno anni prima che l&erba ricresca, prima che un nuovo amore ritorni a popolare i luo'hi della scia'ura ; e i luo'hi della scia'ura siete voi, interamente voi. dal vestito di cotone ai pensieri proibiti, dal sapore del t% alla malinconia della primavera. +oi, interamente voi. Come *are. $nnan!itutto cominciare dal pi, ur'ente. non potete pi, continuare a uscire cos0, sen!& anima da indossare, sen!a sorriso in *ondo a'li occhi. 90, proprio i vostri occhi. Parliamone. 5iescono solo a pian'ere e (uando non pian'ono, le''ono e un 'iorno le''ono una pa'ina di 5il<e, poi un&altra, poi un&altra ancora e tutti 'li uccelli dell&anima ritornano a voi (uando aprite la voliera d&inchiostro. $l vostro suicidio era riuscito, come tutti i suicidi mancati. -vevate perduto molto pi, della vita. la parola, il sapore della parola chiara, l&amore della parola vera. :ravate davanti alla parola come un bambino malato davanti al cibo. 5il<e vi rid2 da man'iare, una poesia dopo l&altra, un&imma'ine dopo l&altra. Con la parola nuda ritorna la verit2. Con la verit2 ritorna l&anima. Colei che vive (uesta storia desidera raccontarla ; per rin'ra!iare. -llora scrive una lun'a lettera a 5il<e, una lettera che ini!ia nella piccola cucina buia e termina in *ondo al 'iardino sotto la luce dei ti'li. 9toria di una lenta rieduca!ione, storia di una lun'a mi'ra!ione di uccelli morti. =a l&abitudine di scrivere. 4ualche anno prima ha scritto libri che hanno conosciuto il *avore de'li editori e dei lettori. 9i nascondeva molto di pi, dietro a (uei libri ma la storia era la stessa, (uella di una risurre!ione. 6i una morte e poi di una risurre!ione. 9crive come si deve scrivere. sen!a preoccuparsi della scrittura ma avendo la massima cura di ci7 che non a**iorer2 mai sulla pa'ina bianca, di ci7 che la minima parola spaventerebbe ; la vita, la vita, interamente nuda, la vita sen!a *rasi, la vita come due bambini piccoli, la 'ioia e il dolore stretti l&uno all&altro nello stesso letto. $ di!ionari dicono che 5il<e % uno dei pi, 'randi poeti di lin'ua tedesca. #ei non scrive secondo i di!ionari. 3on si rivol'e a chi % morto ma a chi % vivo e cammina con passo esitante nelle vie delle 'randi citt2. $l suo nome non % ancora stato iscritto nei di!ionari. $l cuore non % ancora con'elato nella 'loria. :& un passante come 'li altri, nell&incerte!!a e nell&esita!ione della vita. 6i 'iorno dorme, il sonno comune dei lavori necessari. 6i notte ve'lia, la ve'lia speciale in compa'nia de'li an'eli. 4uando scrive, non cerca la consola!ione ma la verit2 ; che % il contrario della consola!ione. ) a (uest&uomo che lei parla. Cosa vuol dire >'rande poeta?. 3on vuole dire nulla, assolutamente nulla. #&unica 'rande!!a di chi si nasconde per scrivere viene dalla per*etta sottomissione alla vita cos0 com&%. Chi, per notti intere, cerca la parola 'iusta, non *a che sviluppare in s1 l&atten!ione che hanno 'li amanti l&uno per l&altro, le madri per i loro *i'li. #&arte, il 'enio dell&arte % soltanto ci7 che resta della vita amorosa che % la sola vita. Grande, poeta, letteratura. non vo'liono dire nulla e lei ha scritto a 5il<e come daremmo noti!ie a un amico d&in*an!ia rimasto al paese ; l&amante di o'ni vita, l&idiota di o'ni villa''io. Gli parla del 'as nella piccola cucina, della luce delle sta'ioni, della bont2 dei 'randi alberi e di ci7 che crede essere amore ; di ci7 che inventa credendolo. Finito il manoscritto, lo invia a'li editori e 'li editori le dicono. la sua storia non interessa, non si sa come prenderla, dove collocarla. : poi di chi parla, esattamente, di 5il<e o di lei. 9cel'a, % seccante vederla saltare (ua e l2, da una parola all&altra. Ci prova ancora. 6ue volte, tre volte la stessa risposta. 5inuncia. ) (uasi 'uarita. 4uasi. nel dolore ha trovato il canto. #a so**eren!a si % riversata nel dono del libro, ma (uesto dono nessuno lo vuole. rascorrono 'li anni, cin(ue. 3on ci pensa pi,, ci pensa ancora. Per vie strane, per altre mani diverse dalle sue, (uesto testo 'iun'e *ino a voi, un chiaro sabato d&autunno. #a lettura di (uel sabato impre'na i 'iorni che se'uono. 9crivete all&autrice, lei vi risponde. #e lettere conoscono

lo stesso destino del manoscritto. una sola lettura basta a renderle indimenticabili. 9empre la stessa voce calma. 9empre l&assen!a di men!o'na. 3on una volta *a sua la parola 'enerica, la parola di nessun corpo, di nessuna terra che serve per le idee, che serve per la men!o'na. Parla solo di s1 nei detta'li delle proprie ore e vi *a vedere il mondo molto pi, chiaramente di (uanto non *acciano i 'iornalisti, impa!ienti nella voce, malati di intelli'en!a. Ci7 che vi colpisce in (uella scrittura, % ci7 che vi colpisce nella compa'nia dei bambini. una presen!a vera di tutto, un modo di essere nel mondo che rende il mondo le''ero. 8n 'iorno vi scrive che il suo libro *inalmente % accettato. sar2 pubblicato lontano da lei, in Germania, in una lin'ua che ha sempre temuto, in una terra che non % (uella dell&in*an!ia. 8n altro 'iorno, mentre passate la mano su una tova'lia di cotone per to'liere le pie'he, vi 'iun'e luminosa, evidente, un&imma'ine di lei. Come se *osse tutta in (uesto 'esto semplice. dispie'are. Cancellare tutte le pie'he e tornare al pi, ampio, all&ininterrotto, all&ampia e ininterrotta dolce!!a di vivere. 5estate cos0 per molto tempo, immobile, silen!ioso, la mano distesa sulla tova'lia, tenendo tra le dita e il cotone (uesto bene, il pi, pre!ioso. un&anima bruciata *ino alla trasparen!a, una storia che nessuno voleva.

Laltro tutto. Per introdurre Christian Bo in di "addalena Cavalleri #a lettura di Christian Bobin % pi, che una lettura. % una conversa!ione pro*onda, intima, amica. Ci accompa'na, non invade, ci lascia liberi. Bobin nutre un pro*ondo rispetto per tutto. #&altro % tutto. >$o attendo sempre una presen!a. la mia e (uella dell&altro?@1A. 9crivere % 'ratuit2, dono. >3on si scrive per diventare scrittore. 9i scrive per ra''iun'ere in silen!io (uest&amore che manca ad o'ni amore? @2A. #e''ere % puri*icarsi. :& dimorare nel silen!io. >Ci7 che impariamo dai libri, % la 'rammatica del silen!io, la le!ione di luce?@3A. Bobin, a volte, indica un albero, un *iore. #o *a con 'entile!!a estrema, con la *or!a e la virilit2 dell&uomo che ha attraversato il dolore, la morte, la paura. : proprio per (uesto resta un innamorato della belle!!a. 6ella belle!!a che racco'lie e acco'lie tanta vita. -utore discreto. sen!a maschere. - volte parla di s1, di ci7 che 'li accade. in modo esplicito o pi, nascosto. 9pesso sono episodi dolorosi. la malattia del padre@BAC il dolore per la morte di Ghislaine, una cara amica, madre di tre bambini, scomparsa improvvisamente per un aneurisma al cervello @DA. 5acconta le 'iornate di (uella solitudine in Autoportrait au radiateur@EA, un diario che ini!ia il E aprile 199E, vi'ilia di Pas(ua, e si conclude il 21 mar!o 199F. uno s'uardo (uotidiano sulla vita, sulla morte. 3on % sempre *acile riassumere le storie che narra. ci7 che [ [ [ [ [ [

colpisce % la voce. 8na voce 'arbata, discreta e rispettosa. 8omo schivo, appartato, lontano dalle luci della ribalta. >un eremita?, >un mistico in comunione con la natura? ; solo alcuni dei tanti appellativi. #e''iamo su Lire del G9F. >l&apostolo del detta'lio?, >l&innamorato del *ilo d&erba?. $mma'ini che danno appena un&idea del mondo che ci viene incontro (uando conversiamo con lui. Christian Bobin nasce nel 19D1 in una cittadina della Bor'o'na, #e Creusot, da cui non si % mai allontanato. % un autore ancora poco conosciuto in $talia dove, per7, ha un pubblico di *edelissimi. /ltralpe, molti dei suoi libri sono pubblicati dalla presti'iosa Gallimard, che lo ha portato al successo nel H92 con Le Trs-bas@FA, una rilettura di Francesco d&-ssisi, intima, *amiliare. Pubblicava - e ancora continua ; anche con piccole case editrici *rancesi (uali Fata "or'ana, #ettres vives, #e emps (u&il *ait. /''i - scrive Pascale FreI su Lire - o'ni volta che pubblica un libro, eccolo in testa alle mi'liori venditeJ $n $talia, sono stati tradotti solo una minima parte dei suoi scritti. le :di!ioni 9an Paolo, 4i(aKon, Gribaudi, 9ervitium e piccoli editori >laici? come -rchinto e Perosini, se da un lato hanno contribuito alla di**usione delle sue opere, dall&altro non hanno dato (uel respiro e (uel pubblico che Bobin, a parere di chi scrive, merita. Per adesso, c&% solo un 'ruppo di *edelissimi. speriamo di poter contribuire ad ampliarlo, presentando su (uesto blo' alcuni testi. $l brano che proponiamo in (uesto blo' % tratto da La Part Manquante - vero inno a tutte le madri del mondo, de*inito dallo stesso Bobin un&icona attorno alla madre e al bambino. $l libro si divide in 11 se!ioni. la prima d2 il nome alla raccolta, l&ultima parla di uno scrittore e porta il titolo Lcrivain. 8n autoritrattoL Probabile. 6odici anni dopo preciser2. >6a uno scrittore mi aspetto soltanto (uello che ho ricevuto dai miei 'enitori. che mi consoli, mi illumini, mi aiuti a crescere e a separarmi da lui. #e vecchie can!oni *rancesi mi hanno donato davvero tanto?@MA. LO SCRITTORE di Christian Bobin
Christian Bobin, L'crivain, nel suo vol. La part anquante, "Collection Folio" Gallimard, Paris 19M9, pp. 9D-99. radu!ione di "addalena Cavalleri e #oren!o Gobbi. !l arrive par le train" !l e ne avec lui quelques te#tes$ dans un cartable dcolier" La lecture est prvue dans un petit th%tre" !l ne onte pas sur la scne" !l se tient debout$ dans la pre ire ran&e de chaises" 'ous tes assis prs de lui" 'ous re&arde( le corps nonchalant$ le visa&e ru&ueu#$ te pr par les ots" ) certains o ents de la lecture vous ne le vo*e( plus" 'ous ne vo*e( plus quune parole lu ineuse" +autres fois cest linverse" La prsence silencieuse recouvre tous les ots" La prsence i diate de chair$ de souffle et de fati&ue" Le poids de lo bre" !l a des vte ents si ples co e quand on reste che( soi$ co e quand plus personne nest l, pour dire , lenfant de soi&ner son i a&e$ de faire briller son no " Mais enfin tu ne vas pas sortir co e -a" !l est donc venu co e -a de son enfance$ .usqu, ce soir" /&li& dans sa tenue$ prcis dans son re&ard" Les choses quil crit sont fra&iles" !l les porte douce ent dans le clair de sa voi#" +e te ps en te ps il sinterro pt" !l re&arde autour de lui" !l * a l, oins de vin&t personnes" !l est l, trs prs du drisoire$ de la pense dune fati&ue$ dune pense fati&ue" !l est l, trs prs de lessentiel$ de cette chose vidente .a ais dite pour elle- e0 la solitude de toute parole$ lph re de toute beaut" Parfois la beaut illu ine une voi#" La si ple beaut de chaque .our dans la vie" 1lle claire le san&" 1lle fait des ots une seule fla be puis seffondre aussit2t dans le onde - co e un tore sur des terres froides$ inhabites" 1t tout est , reprendre" 1t tout est , refaire" !l parle douce ent" !l a cette courtoisie des conte platifs$ cette douceur farouche de ceu# qui nen ont .a ais fait qu, leur &uise$ que suivant une pense deu#- es dans leurs .ours$ une pense non apprise$ solitaire" 3a violence est endor ie dans sa voi#" 1lle re ue l&re ent sous les ots" 3a violence est , ses cots$ co e un enfant que lon fait patienter prs de soi" !l a cinquante ans" 4est l%&e o5 un ho e entreprend linventaire de ses biens" 4est quoi$ russir

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sa vie" 4e quon &a&ne dans le onde$ on le perd dans sa vie" Lui$ il na rien" !l .oue depuis lenfance$ sans &ains ni pertes" !l lve des cubes de silence sur la pa&e" !l b%tit des ch%teau# de lu ire$ il conte ple des l(ards dencre bleue" 4est quoi$ russir sa vie$ sinon cela$ cet entte ent dune enfance$ cette fidlit si ple 0 ne .a ais aller plus loin que ce qui vous enchante , ce .our$ , cette heure" 1 prunter ce che in quon ne suit qu, s* perdre" !l n* a pas dapprentissa&e de la vie" !l n* a pas plus dapprentissa&e de la vie que de#prience de la ort" La rupture avec soi est le plus court che in pour aller , soi" La rupture avec le tout du onde et de l%&e" ) lcole on apprend , sasseoir sur un banc" 4elui-ci ou celui-l," 6n apprend , obir pour la suite de sa vie au ran& &a&n$ , la place attribue dans lenfance" Lcrivain$ cest celui qui ne &a&ne aucune place 7 pas e la dernire" 4elui qui se tient co e -a$ debout$ dans un ran& de chaises vides" ) no er le feu dune voi# &lace" 8uand cest fini$ quand une fois il a lu au dsert$ souri dans le vide$ vous le quitte( sans une parole" 'ous e ene( avec vous quelques ots , lui dire$ que vous ne trouve( pas" 4e qui vous a touch ce soir-l, de eure lon&te ps hors datteinte" 1n le cherchant vous rende( i possible de le trouver" 'ous ave( besoin dun oubli pour latteindre" 'ous ave( besoin de la nuit pour * voir" 4e nest quau ter e de plusieurs ois que vous dcouvre( la vrit de ce soir-l," La vrit de dire$ co e celle de taire" La vrit est devant vous$ dans le sous-sol dune aison de retraite" 1n haut se trouvent les cuisines" +es tu*au# percent le plafond" Un .our &ris entre par une petite fentre" La vrit est sur des trteau# dans un cercueil encore ouvert" La vrit a le visa&e dun ort" 4est un visa&e retourn co e un &ant" Un visa&e sans dedans ni dehors" Un ort cest co e personne" Un ort cest co e tout le onde" Tout va vers ce visa&e$ co e vers sa perfection" La peur$ lattente$ la colre$ lesprance de la our et les soucis dar&ent$ tout va vers ce visa&e co e vers un dernier ot" Le ort se tait pour dire en une seule fois" Le ort dit vrai en ne disant plus et si$ sur lui$ lon .ette tant de silence$ cest pour ne rien entendre" 'ous re&arde(" 'ous pense( , cette phrase lue lautre soir par lcrivain0 , on a&e$ .e pa*e pour chaque ot" !l * a trs peu de diffrence entre ourir et crire " !l * a si peu de diffrence que$ pendant un instant$ vous nen dcouvre( plus aucune" Lcrivain cest ltat indiffrenci de la personne$ la nudit indiffrente de l% e" +e l% e co e re&ard" +e l% e co e absence" 4elui qui crit sen va plus loin que soi" !l avance , pas de nei&e" !l parle , ots de loup" !l va vers la parole faible" !l va vers la parole nue$ retourne co e un &ant" !l claire en parlant sa propre absence" +errire nous se tient un an&e" !l est n avec notre naissance" !l &randit et spuise avec nous" Au dbut cest un .eune ho e$ presque un enfant" 9ient2t cest un adulte$ quelquun qui cherche , cono iser son souffle" !l tient une hache dans ses ains" !l attend" :our et nuit$ sans ur urer le oindre reproche$ sans for uler aucun souhait$ il attend" !l ne nous oublie .a ais" Le so eil ni la our ne le distraient" Une telle prsence$ sans dfaut" Une telle fidlit$ sans a our" ;crire cest faire retentir sur la nei&e chaque pas de lan&e" ;crire cest par instants se retourner$ et voir lclair de la hache haut leve$ dun seul coup la fin de lni& e"

-rriva in treno. Porta con s1 alcuni testi, in una cartella di scolaro. #a lettura % prevista in un piccolo teatro. 3on sale sulla scena. 5esta in piedi, tra le sedie della prima *ila. 9iete seduti vicino a lui. #o 'uardate. il corpo indolente, il viso ru'oso, addolcito dalle parole. $n certi momenti, mentre le''e, non lo vedete pi,. +edete soltanto una parola luminosa. -ltre volte, % il contrario. #a presen!a silen!iosa copre le parole. #a presen!a immediata di carne, di respiro e di *atica. $l peso dell&ombra. $ndossa vestiti semplici, come (uando si resta a casa e pi, nessuno % l0 per dire a un bimbo di prendersi cura della propria imma'ine e dare luce al proprio nome. "a dai, non vorrai mica uscire cos0. :h, s0. dall&in*an!ia *ino a (uesta sera, % 'iunto cos0. rascurato nel vestire, preciso nello s'uardo. #e cose che scrive sono *ra'ili. Piano piano le porta nel chiaro della voce. 6i tanto in tanto si interrompe. Guarda attorno a s1. Ci sono meno di venti persone. :& molto vicino all&irrisorio, al pensiero di una *atica, a un pensiero a**aticato. :& molto vicino all&esen!iale, a (uesta cosa evidente mai detta per se stessa. la solitudine di o'ni parola, l&e**imero di o'ni belle!!a. - volte, la belle!!a illumina una voce. #a semplice belle!!a di ciascun 'iorno nella vita. 5ischiara il san'ue. Fa delle parole una sola *iammata per *rantumarsi subito nel mondo ; come una meteora su terre *redde, inabitate. : tutto % da riprendere. : tutto % da ri*are. Parla piano piano. =a la cortesia dei contemplativi, la dolce!!a scontrosa di coloro che hanno sempre *atto di testa propria, se'uendo un pensiero tutto loro 'iorno dopo 'iorno, un pensiero non appreso, solitario. Ci7 che esiste di violento in lui % assopito nella voce. 9i a'ita appena sotto le parole. 9e ne sta l0, come un bimbo che attenda con pa!ien!a vicino a noi. =a

cin(uant&anni. :& l&et2 in cui un uomo ini!ia l&inventario dei propri beni. Cos&%, riuscire nella vita. Ci7 che 'uada'niamo nel mondo, lo perdiamo nella vita. #ui, non ha nulla. Gioca sin dall&in*an!ia, sen!a vincite n1 perdite. $nnal!a cubi di silen!io sulla pa'ina. Costruisce castelli di luce, contempla lucertole d&inchiostro blu. Cos&% riuscire nella vita se non (uesta caparbiet2 d&in*an!ia, (uesta *edelt2 semplice. mai andare oltre ci7 che ci incanta nel 'iorno, nell&ora. Fare propria (uesta strada, *in l2 dove ci si perde. 3on c&% un modo di imparare a vivere. 3on c&% un modo di imparare a vivere se non nell&esperien!a della morte. #a rottura con se stessi % la strada pi, breve per 'iun'ere a se stessi. #a rottura con tutto ci7 che esiste e con le sue diverse et2. - scuola impariamo a sederci in un banco. 4uesto o (uello. $mpariamo a obbedire per il resto della nostra vita alla *ila 'uada'nata, al posto attribuito nell&in*an!ia. #o scrittore % colui che non 'uada'na alcun posto ; nemmeno l&ultimo. Colui che resta in piedi, cos0, in una *ila di sedie vuote. - nominare il *uoco con voce ra''elata. -lla *ine, dopo che ha letto al deserto, sorriso nel vuoto, lo lasciate sen!a una parola. Portate con voi (ualche parola da dir'li, che non trovate. Ci7 che vi ha colpito in (uella sera rimane in voi a lun'o, irra''iun'ibile. Cercandolo, *ate s0 che sia impossibile trovarlo. -vete biso'no di un oblio, per ra''iun'erlo. -vete biso'no della notte per vederci. 9oltanto alla *ine di molti mesi scoprite la verit2 di (uella sera. #a verit2 di dire, come (uella di tacere. #a verit2 % davanti a voi, nel seminterrato di una casa di riposo. $n alto, si trovano le cucine. 6ei tubi tra*orano il so**itto. 8n 'iorno 'ri'io entra da una piccola *inestra. #a verit2 % su dei cavalletti, in una bara ancora aperta. #a verit2 ha il viso di un morto. :&un viso tramutato. 8n viso sen!a il dentro n1 il *uori. 8n morto % come nessuno. 8n morto % come tutti. utto va verso (uel viso come verso la propria per*e!ione. #a paura, l&attesa, la collera, la speran!a dell&amore e la preoccupa!ione del denaro, tutto va verso (uel viso come verso un&ultima parola. $l morto tace per dire in una sola volta. $l morto dice il vero non dicendo pi,. se lo avvol'iamo di un silen!io cos0 vasto, % per non sentire nulla. +oi 'uardate. Pensate alla *rase letta l&altra sera dallo scrittore. alla mia et2, pa'o per o'ni parola. C&% pochissima di**eren!a tra morire e scrivere. C&% cos0 poca di**eren!a che, per un istante, non ne scoprite pi, alcuna. #o scrittore % lo stato indi**eren!iato della persona, la nudit2 indi**erente dell&anima. 6ell&anima come s'uardo. 6ell&anima come assen!a. Colui che scrive va oltre se stesso. +iene avanti a passo di neve. Parla con parole di lupo. +a verso la parola debole. +a verso la parola nuda, tramutata. Parlando, rischiara la propria assen!a. 6ietro di noi, un an'elo. :& nato con la nostra nascita. Cresce e viene meno con noi. -ll&ini!io % un ra'a!!o, (uasi un bambino. Presto % un adulto, (ualcuno che si s*or!a di risparmiare il *iato. iene una scure nelle mani. -ttende. Giorno e notte, sen!a sussurrare il minimo rimprovero, sen!a *ormulare alcun au'urio, attende. 3on si dimentica mai di noi. 31 il sonno n1 l&amore lo distra''ono. #a sua presen!a. sen!a imper*e!ione. #a sua *edelt2. sen!a amore. 9crivere % *ar risuonare sulla neve o'ni passo dell&an'elo. 9crivere %, a tratti, voltarsi indietro, e vedere il ba'liore della scure sollevata in alto, d&un colpo solo la *ine dell&eni'ma.
@

1A Christian Bobin, La lu ire du onde" Paroles rveilles et recueillies par L*die +attas , "Collection Folio" Gallimard, Paris 2NN1, p. FM."Moi$ .attends tou.ours une prsence0 la ienne et celle de lautre ". @ 2A Christian Bobin, La part anquante, "Collection Folio" Gallimard, Paris 19M9, p. 2E. " 4e nest pas pour devenir crivain quon crit" 4est pour re.oindre en silence cet a our qui anque , tout a our ". @ 3A Christian Bobin, La part anquante, p. 2B. "4e quon apprend dans les livres$ cest la &ra aire du silence$ la le-on de lu ire". @ BA Christian Bobin, La prsence pure, #e temps (u&il *ait, Co'nac 1999 Otr. it. Presen(e, tradu!. di G. 6otti, nota introduttiva di #. Gobbi, Perosini, +erona 2NNNP.

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DA Christian Bobin, La plus que vive, "Collection Folio" Gallimard, Paris 199E Otr. it. Pi5 viva che ai, tradu!. di B. Pistocchi, 9an Paolo, Cinisello Balsamo 199MP. @ EA Christian Bobin, Autoportrait au radiateur, "35F" Gallimard, Paris 199F Otr. it. Autoritratto, tradu!. di +. Pi'natta, 9an Paolo, Cinisello Balsamo 1999P. @ FA Christian Bobin, Le Trs-bas, "Collection Folio" Gallimard, Paris 1992 Otr. it. <rancesco e linfinita ente piccolo, tradu!. di G. roisi 9pa'noli, 9an Paolo, Cinisello Balsamo 199BP. @ MA Christian Bobin, #a lu ire du onde" Paroles rveilles et recueillies par L*die +attas , "Collection Folio" Gallimard, Paris 2NN1, p.F9. "Qe nattends rien dautre dun crivain que ce que .ai re-u de es parents0 quil e console$ claire$ aide , &randir et , e sparer de lui" Les vieilles chansons fran-aises ont nor ent donn".

Alcuni suoi pensieri tratti da "Resuscitare" e da "Autoritratto" Un letto di luce, una sedia di silenzio, una tavola di speranza, null'altro: cos la stanzetta in cui vive in affitto l'anima. In cielo c' una stella per ciascuno di noi, sufficientemente lontana perch i nostri errori non possono mai offuscarla. Al momento della comunione, durante la messa di Pasqua, la ente si alzava in silenzio, ra iun eva il fondo della chiesa attraverso una corsia laterale, poi tornava a piccoli passi stretti nella corsia centrale, avanzando sino al coro dove riceveva l'ostia da un prete !ar!uto con li occhiali cerchiati d'ar ento, aiutato da due donne con il volto indurito dall'importanza del ruolo, quel enere di donne senza et" che cam!iano i ladioli sull'altare prima che marciscano e si prendono cura di #io come di un vecchio marito stanco. $eduto in fondo alla chiesa, in attesa del mio turno per unirmi al corteo, uardavo le persone, i loro a!iti, le loro schiene, le loro nuche, il profilo dei loro visi. Per un secondo mi si aperta la vista ed l'umanit" intera, i suoi miliardi di individui, che ho scoperto avvolta in questa colata lenta e silenziosa: vecchi e adolescenti, ricchi e poveri, donne adultere e ra azzine seriose, pazzi, assassini e eni, tutti che raschiavano con le scarpe le lastre fredde e gibbose della chiesa, come morti che uscivano senza impazienza dalla loro notte per andare a mangiare della luce. Allora ho capito che cosa sare!!e stata la resurrezione e quale s!alorditiva calma l'avre!!e preceduta. %uesta visione durata un secondo soltanto. Il secondo successivo mi tornata la visione consueta, quella di una festa reli iosa cos antica che il suo senso si attenuato e che sussiste solo per essere va amente associata alle prime fe!!ri della primavera. Alla mia nascita una fata si chinata sulla mia culla dicendomi: &Assaporerai soltanto una parte minuscola di questa vita e in cam!io la percepirai tutta&. Una donna raziosa che non si preoccupa affatto di piacere su!ito senza rivali, all'apice di o ni !ellezza, proprio come le rose e le sante. Per un anno ho reso visita a mio padre nella casa in cui, iorno dopo iorno, la sua memoria si riduceva come un velo di vapore sul vetro, al tocco del sole. 'on sempre mi riconosceva e ci( non aveva importanza. Io sapevo !ene che era mio padre. )ui poteva permettersi di

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dimenticarsene. A volte, fra due persone c' un le ame cos profondo che continua a vivere anche quando uno dei due non riesce pi* a vederlo. +o trovato #io nelle pozzan here d'acqua, nel profumo del caprifo lio, nella purezza di certi li!ri e persino in certi atei. 'on l'ho quasi mai trovato presso coloro il cui mestiere consiste nel parlarne. %uando si uarda frettolosamente una cosa !ella , e tutte le cose vive sono !elle perch portano in s il se reto della loro prossima scomparsa , si ha vo lia di prenderla per s. %uando la si contempla con la lentezza che merita, che essa chiama e che la prote e un istante dalla sua fine, allora essa si illumina e non si ha pi* vo lia di possederla: la ratitudine l'unico sentimento che risponda a questa chiarezza che entra in noi. 'on sono la !ellezza, la forza e la mente che amo in una persona, !ens l'intelli enza del le ame che ella ha saputo strin ere con la vita. )a ma ior parte de li incontri che faccio non lasciano nessuna traccia nella mia memoria. $i nifica dunque che hanno luo o solo in apparenza. )e nostre imma ini si sono parlate, ma non i nostri cuori. $eppellisco molti scrittori in scatoloni che poi porto in cantina: il mio cuore si semplifica simultaneamente alla mia !i!lioteca. +o tolto molte cose inutili dalla mia vita e #io si avvicinato per vedere che cosa accadeva. Un li!ro, un vero li!ro non qualcuno che ci parla, qualcuno che ci ascolta, che sa ascoltarci. Io non scrivo li!ri, ta lio specchi. $crivere amare di rimando.

CHRISTIAN BOBIN elogio della leggerezza


Intervista tratta da Avvenire Di Massimo Maffioletti &Amo , come lei avr" i" compreso , attorniare i miei li!ri di silenzio e non concedo che pochissime interviste. -i sem!ra che le mie parole &affatichere!!ero& i miei scritti, li to liere!!ero la loro le erezza e li trasformere!!ero in semplici opinioni. -a potremmo accordarci cos: mi mandi per iscritto quattro o cinque domande e io cercher( di rispondere con la massima onest" e precisione possi!ile&. .hristian /o!in cos. 'on un uomo che si lascia sedurre dai palcoscenici n cerca visi!ilit", come accade per altri scrittori. 0atichiamo a rintracciarlo. $em!ra quasi nascondersi o, me lio, ripararsi. Per pudore. 'on ha un fa1 n tantomeno un computer. 2ive ai mar ini delle metropoli, quasi in campa na, in una cittadina della /or o na, )e .reusot. 3 nutre i suoi scritti , quasi aforismi, metafore, imma ini dense , di levit" e incanto, lasciandosi continuamente meravi liare dalle piccole cose che accadono come fossero eventi imprevisti, ratuiti, della vita. .ome se la vita

fosse quotidianamente intenta ad apparecchiare miracoli e novit". )a razia, nonostante tutto. 'onostante il dolore e la sofferenza. 3 la perdita di qualcuno che ti ha amato, che hai amato e che ti stato sottratto dalla morte. /o!in uno scrittore molto conosciuto in 0rancia4 da qualche anno i suoi li!ri cominciano ad essere tradotti anche in Italia. 5razie anche a una lettura personalissima e inedita di 0rancesco d'Assisi 6)e 7rs,/as, tradotto in 0rancesco e l'infinitamente piccolo8. 3 di 5es* 6)'uomo che cammina8. Parla di #io ma senza quasi mai citarlo. 'on preoccupato di farlo. &/o!in uno di que li scrittori, di cui l'Italia non sapre!!e trovare l'equivalente, che vive in una sospensione vi ile, di attesa silenziosa, che la vita prenda forma a partire dal fondo di s, ma accesa dalle cose. .he diventi parola. 9 come un francescano sottrarsi al mondo per incontrare le cose sul piano che a loro ci accomuna, quello della vita nel suo momento sor ivo, il solo rem!o della parola nuova, della parola inedita&. 9 l'introduzione di -ario /ertin all'edizione italiana dell'&:lo e du rien& 6&3lo io del nulla&8. Chi Bobin? &Io non so dirlo. $ta al lettore rispondere a questa domanda&. La sua prosa spesso poesia o raccolta di a oris!i" # i suoi libri sono un canto all$esistenza% non &uella roboante e chiassosa% !a &uella piccola% lie'e e leggera" (ualcuno ha de inito la sua scrittura )!istica del &uotidiano)" * cos+? &$. .redo che c' la vita intera in un solo 6in o ni sin olo8 dei nostri iorni. )o stra,ordinario non mai straordinario. 9 l'ultra,ordinario la cosa pi* misteriosa. #io si nasconde nel piccolo pu no serrato dei neonati, nell'acqua che si !eve e nei sorrisi scam!iati da due passanti&. La 'ita il cuore pulsante dei suoi libri" ,a nei suoi testi la presenza della !orte orte" (ual il lega!e ra nascere e !orire? &)a !ellezza della vita nel suo essere fra ile, timida, passe era, mortale. $e si to lie la morte, allora si perduti nel nero: la morte il sole della vita. #io sta appena dietro questo sole&. Che cosa% pi- d$ogni altro% le ha atto co!prendere la 'ita? &; ni volta che ho perduto qualcosa, ho uada nato un pochino pi* di intelli enza di questa vita&. Lei un uo!o !era'igliato% incantato della 'ita% del !ondo% della natura% degli uo!ini. !a c$ anche il !ale" Cos$? &Il male voler essere re di se stessi, sottomettere tutto alla propria volont"&. Il punto prospettico da cui lei% Bobin% guarda le cose% gli uo!ini% la 'ita il )basso) e non l$)alto) /)Le Trs0Bas)12 &uello dei ba!bini" I suoi testi sono un$ode al piccolo% al nulla% al 'uoto% al niente /)3loge du rien)1 e lei scri'e co!e se a'esse all$orizzonte la )petit 'ie) di Th4rse de Lisieu5 o l$)abbandono) di Charles de 6oucauld" 7erch4? # chi il ba!bino? &%uando un !am!ino piccolo man ia un elato o un cioccolatino, si sporca alla svelta le dita, le uance, il viso. Il suo viso allora tutto illuminato. 9 cos che io vedo il viso dei piccolissimi: essi sono tutti im!rattati di #io, tutti inzaccherati dalla meravi lia infatica!ile della vita. )'infanzia spirituale questo modo di essere maldestri e questo stupore&. A 8es- ha dedicato il bellissi!o )L$ho!!e &ui !arche) /)L$uo!o che ca!!ina)1" C$ chi continua a dire che il cristianesi!o in #uropa agli sgoccioli" * cos+? L$uo!o da''ero stanco di 9io? &.redo piuttosto che l'uomo ne ha a!!astanza dell'uomo: non ci sopportiamo pi*. 'on sappiamo pi* fare altro che ridare e cercare la vita pi* !rutale. )a .hiesa ha avuto nei secoli troppo potere: ci( le rendeva quasi impossi!ile parlare in modo iusto di un #io che de!ole, che non uada na mai nulla nel mondo. 9 una !uona cosa che la .hiesa a!!ia meno forza: quando si uarder" ad essa, si vedr" me lio il viso stupefacente del .risto, colui che eternamente percosso a morte e sempre si preoccupa di noi&.

&Il giovane part insieme con l'angelo e anche il cane li segu. 3' una frase che sta nella /i!!ia. 3' una frase del li!ro di 7o!ia, nella /i!!ia. )a /i!!ia un li!ro fatto di molti li!ri, e in ciascuno di questi li!ri vi sono molte frasi, e in o una di queste frasi molte stelle, olivi e fontane, asinelli e al!eri di fico, campi di rano e pesci <<< e il vento, dovunque il malva del vento della sera, il rosa della !rezza mattutina, il nero delle randi tempeste. I li!ri d'o i sono di carta. I li!ri di un tempo erano di pelle. )a /i!!ia il solo li!ro d'aria: un diluvio d' inchiostro e di vento. Un li!ro insensato, che ha perduto il suo senso, perduto nelle sue pa ine come il vento nei parche i dei supermercati, fra i capelli delle donne, ne li occhi dei !am!ini. Un li!ro impossi!ile da tenere fra le mani tranquillamente, per una lettura calma e distaccata: spicchere!!e immediatamente il volo, spar ere!!e la sa!!ia delle sue frasi fra le dita. $i prende il vento fra le mani e istantaneamente ci si arresta, come al principio di un amore, appa ati: ho trovato , ci si dice ,, era ora finalmente, qui mi fermo, a questo primo sorriso, a questo primo incontro, a questa prima frase che per caso era l". Il giovane part insieme con l'angelo e anche il cane li segu.6...8& #all'ultimo li!ro che ho avuto l'immenso piacere di le ere: &0rancesco e l'infinitamente piccolo& di .hristian /o!in )e trasformazioni di 0rancesco d'Assisi il )iocorno &6...8)'esistenza dell'anima favolosa, proprio come quella di un liocorno. 'on richiede ma iori cure. )'anima della fami lia de li uccelli. Prima di ra iun ere questa fami lia, 0rancesco appartiene a quella dei liocorni, cos descritta in un !estiario medievale: &+a un tale usto a fiutar l'odore di pulzella e di ver init", che quando dei cacciatori vo liono catturarlo pon ono sul suo cammino una iovane ver ine. .ome la vede, il liocorno va ad assopirsi sul suo seno, ed eccolo catturato&. -a non ancora nato il cacciatore che prender" il !el 0rancesco. $e fa la corte a tante donne non si addormenta accanto a nessuna6...8& la $alamandra &6...8Il denaro che entra in !otte a lo spende nel ioco. )'amore che li entra nel cuore lo spende in feste. .i( che ha, ci( che , lo !rucia. .' in lui un che di liocorno, e un poco anche della salamandra: &)a salamandra vive solo di fuoco. .on la sua pelle si fa un drappo che nessuna fiamma pu( !ruciare&. Il fi lio di Pietro di /ernardone vestito di questa stoffa, che nn ha prezzo. 5li amici vanno e ven ono. )e fanciulle vanno e ven ono. Il denaro va e viene. )a madre sospira, poi sorride. Il padre !or!otta, poi tace.6...8& il 5rillo &6...8.atturato, rinchiuso in pri ione, ne uscir" fiaccato da una malattia. -a ioioso, sempre, consolando i suoi compa ni di pri ionia, cantando come un uccello sul ramo, pi* forte di prima. 0ino ad allora la sua aiezza poteva sem!rare il privile io di una iovent* dorata, sicura del proprio avvenire perch padrona del mondo. -a ecco che questo umore si mantiene e si rafforza nel !uio di una pri ione, lontano dai suoi. 3ra dunque un'altra l'ori ine di questa ioia, veniva da !en pi* lontano che da una semplice e!rezza del mondo. 3' in questa pri ione come 5iona nel ventre della !alena: nessun chiarore li arriva. Allora canta. Allora trova nel suo canto pi* che una luce, pi* che un mondo: trova la sua vera casa, la sua vera natura e il suo luo o d'elezione. 'oi viviamo nelle citt", nel lavoro, nelle fami lie. -a il luo o in cui viviamo, in verit" non un luo o. Il luo o in cui viviamo veramente non quello in cui passiamo le nostre iornate, !ens quello in cui speriamo, senza conoscere ci( che speriamo, quello per cui cantiamo, senza capire cos' che ci fa cantare. Pri ioniero nel =>?>, li!erato nel =>?@, malato nel =>?A. 0ra il =>?> e il =>?A comincia la metamorfosi del liocorno e della salamandra in rillo:

&)a natura del rillo d' amare il suo canto e di ioirne a tal punto da non cercare pi* ci!o e morire cantando&. 6...8& #al li!ro &0rancesco e l'infinitamente piccolo& di .hristian /o!in &0rancesco #'Assisi va in Palestina a parlare di un #io che le folle s omentano e le chiese tediano. 3 li racconta ai uerriei le stesse cose che ai passeri. ';' PAB)A P3B .;'2I'.3B3: .;'2I'.3B3 3' .;-3 2I'.3B3, 3# 35)I A)7B; ';' .3B.A .+3 I) 7BI;'0; #3) .A'7; )I323, $3'CA AB-A7UBA #I 03BB; '3' #I )I'5UA.& S6O8LIAN9O L# L:CI 9I CHRISTIAN BOBIN"""
.hristian /o!in, poeta e scrittore francese, nato in /or o na nel =DE= e sempre troppo poco tradotto in Italia, senza du!!io uno de li autori pi* eccellenti del panorama europeo contemporaneo. .hi non lo conosce e non l'ha mai letto, cerchi di riparare per come li possi!ile 6in Italia lo pu!!licano 5ri!audi, %iqaFon, Archinto e le 3dizioni $an Paolo8. .oncordando in toto con quanto scrive e che qui riporto, cedo al suo inchiostro luminoso la pa ina: $enza il cuore, non c' empatia, perch avere cuore si nifica uscire da se stessi, ma occorre sentire l'altro sin quasi a diventarlo, occorre nel contempo mantenere la distanza per non sprofondare nella fusione. )'empatia lasciata a se stessa va all'infinito e da l si perde. 3' attraverso l'empatia che la madre riesce a sentire il pianto del !am!ino prima ancora che iun a a lei, ma attraverso la fusione che certe madri incatenano in modo infernale l'anima del !am!ino alla propria: il limite dell'empatia la fusione, ossia un divorarsi reciproco. 'ello stato di fusione la vicinanza terri!ile perch qualcuno ha preso il sopravvento su qualcun altro. )a distanza, che forse solo una linea di demarcazione, viene creata con il coltello della parola. 3' il lin ua impedisce l'antropofa ia della fusione. G )a scrittura ha, per sua stessa natura, una tendenza autistica. Il poeta un autistico che parla. )'autistico un uomo nudo in una stanza vuota. 3 li non illumina nulla perch trattiene la propria luce, ma scrivendo rovescia la sua pelle, e il rovescio di questa pelle allonato di colori splendidi. )'autismo un sole rovesciato: i suoi ra i sono diretti verso l'interno. )a superficie esterna liscia, senza protu!eranze n attrattive, ma l'interno di una straordinaria ma nificenza. 0in tanto che la persona rinchiusa dentro di s, non si irradia nulla o quasi4 ma quando arriva ad esprimersi, inimma ina!ile lo splendore che c' all'interno. .ome l'autistico che tace, il poeta si seppellisce scrivendo: vive una loria intima ed morto al mondo. G Per vedere !ene una cosa, !iso na viverne il lutto. ;ccorre essere fuori dal mondo, dunque morti, per percepirlo !ene. 'essuno far" un ritratto cos preciso di un cortile da ricreazione come il !am!ino seduto in disparte, che non aspetta pi* nemmeno i enitori. G In questa vita o si ver ini o se ne viene !ruciati. ; si sta ai !ordi, o si sta al cuore. )'unico rischio quello du stare un po' a met": la societ". ; si viene ettati nel !raciere o si come !am!ini che non prendono nulla da questa vita perch possono conversare solo con le nuvole. G I miei li!ri sono momenti particolari della mia vita. 3mer ono da uno sfondo taciturno, ma questi momenti d'eccezione mi portano al di l" di o ni cosa. )a scrittura viene sempre da fuori, mai da dentro. 3' ci( che fuori che viene e che mi entra dentro come un treno in una folle corsa. Allora ho come l'impressione che davanti ai io che

miei occhi si squarci un velo, e mi metto a vedere. #avanti ho un lem!o di velluto nero che a tratti si strappa, e dietro questo velluto nero c' dell'oro puro. .i( mi tocca a tal punto che in quel momento so che la vita non vinta. )o so in virt* di una conoscenza che non posso dimostrare, ma che non sare!!e nemmeno possi!ile to liermi. )a fu acit" di questa visione potre!!e ettare nella disperazione, se non lasciasse intravedere una cosa che so che sempre presente. $crivere e vedere, la stessa cosa, e per vedere ci vuole la luce. Il paradosso che possi!ile trovare un po' di luce nel nero dell'inchiostro. 3' come una notte sulla pa ina, e tuttavia proprio l che si vede chiaro. G +o sempre ritenuto che uno scrittore avesse pi* doveri che diritti, e uno di questi doveri aiutare a vivere. $e ho messo un po' di luce nei miei li!ri, anche per non incupire l'altro, per delicatezza nei confronti di chi mi le e. -i sempre parso che ci siano scrittori specializzati a sufficienza nell'incupire e deni rare la vita. I poeti iamento. %ualche volta sono stato forse propenso per io e li artisti si concedono di frequente una specie di diritto di villania. .on il pretesto di avere talento, credono di avere o ni diritto. Io ho orrore di questo enere di atte la ioia, ma resto persuaso che sia me lio questo del contrario. Il cuore un lavoratore solitario. Il cora

non sta nel dipin ere questa vita come un inferno, dal momento che molto spesso lo : sta nel considerarla tale e mantenere, mal rado tutto, la speranza del paradiso. 3' questo che sconcerta Philippe Haccottet nei li!ri di Andr #hotel: il fatto che l la morte sia soltanto una scomparsa furtiva. Personalmente credo che #hotel a!!ia visto il lato terri!ile della vita 6come avre!!e potuto i norarloI8, ma che in questa vita a!!ia visto anche una luce meravi liosa che aveva la me lio sull'infelicit". Un iorno qualcuno li ha domandato che cosa pensasse dell'inferno, e lui ha risposto con molto !uonsenso: &'on mi piace&. ; i, numerosi scrittori asseriscono di amare l'inferno, e questo non fa che dimostrare che non lo conoscono. )'odio di Proust per il sole, o quello di $artre per li al!eri, mi sem!ra molto rivelatore ri uardo a questa societ" malata. 0acciamo dell'infelicit" una cosa letteraria presentata molto !ene. .i( vale particolarmente per li autori che fanno !ella mostra del male anzich denunciarlo. .erte opere che si autodefiniscono ri!elli, non fanno che accrescere il caos del mondo e non aiutano nessuno. )o prova il fatto che i loro autori non hanno pa ato. 'on possi!ile parlare del fuoco dell'inferno nei saloni pari ini. Bim!aud, lui s che ha pa ato. %uesti spazzini della letteratura che rimestano il fan o hanno di dannato il solo fatto di se uire la moda.