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Consapevolezza attraverso il movimento Percepire lo scheletro pu aiutare per una pi completa consapevolezza del proprio corpo, un esercizio che

si avvicina alle pratiche meditative.


Sdraiatevi sulla schiena e prendetevi qualche istante per portate l'attenzione al vostro scheletro. Percepite il peso di ogni singola articolazione a partire dall'appoggio dei talloni. A quale distanza si trovano uno dall'altro e come sono orientati i piedi? Osservate le caviglie, lo spazio che avete dietro e notate se diverso a destra rispetto che a sinistra. Risalite lungo le gambe e soffermatevi all'altezza delle ginocchia come sono girate le rotule, quanto spazio c'! dietro le articolazioni? "iungete al bacino e osservate l'impronta che lascia ! simile a destra e a sinistra? #om'! inclinato? $uanto spazio avete dietro le vertebre lombari? %otate qual ! la prima vertebra dorsale che riprende contatto con il suolo a che altezza si trova? Percepite lo spazio dorsale tra le due scapole quante vertebre potete identificare? #ome sono appoggiate le due scapole, vi sembrano simmetriche? %otate le spalle vi sembrano allineate, o una ! pi& sollevata dell'altra? #ome si allungano le braccia, sono comode o vi sembra di stare appoggiati sui gomiti? Percepite la lunghezza dell'omero dalla spalla al gomito, e quella dell'avambraccio dal gomito al polso. $uanto spazio avete sotto i polsi e come sono ruotate le mani? Osservate la curvatura cervicale quanto spazio avete tra le vertebre e il pavimento? 'n quale punto appoggia la nuca e come ! organizzato il capo mettetelo in relazione con il

tratto cervicale. 'l mento punta al soffitto o in direzione del petto?

Sentite il peso di tutto il vostro corpo e immaginatene lo scheletro imparare a percepire la parte pi& profonda di noi ci aiuta a creare maggior sostegno e a dare (corpo( alla nostra figura che altrimenti rimane un'immagine piatta.

Libert come caratteristica del movimento umano "Come esseri umani abbiamo la capacit che gli altri animali non hanno, ed di sapere ci che stiamo facendo." !oshe "elden#rais$
)'essere umano si ! evoluto in milioni di anni conquistando la capacit* di camminare su due gambe. A differenza della maggior parte degli animali terrestri che possono muovere i primi passi entro poche ore dalla nascita, l'uomo ha bisogno di un anno per imparare a stare su due piedi, e di sette anni circa per apprendere l'ampia gamma motoria a disposizione. 'l sistema nervoso degli animali ! pronto, collegato e quasi completo il loro periodo di apprendimento ! breve. ' loro movimenti e le reazioni a stimoli differenti sono molto simili per tutti gli animali appartenenti alla stessa specie non hanno possibilit* di scelta. Occorre invece un lungo processo d'apprendimento affinch+ l'uomo impari a camminare, parlare, leggere, sedersi, scrivere, acquisire il senso del tempo e dello spazio, suonare uno strumento, pensare in termini matematici, ballare, e tante altre azioni si potrebbero elencare. )'efficacia dei nostri gesti dipende dall'immagine che abbiamo dell'azione e di noi stessi. $uesta immagine dipende dall'eredit* biologica, dall'ambiente in cui si vive e dall'autoeducazione. ,' difficile agire sui fattori ereditari o cambiare l'ambiente, ma l'autoeducazione dipende dalla volont* individuale, permettendoci di cambiare il nostro modo d'agire e di vivere. 'l movimento rivela chi e come siamo ! il supporto delle nostre azioni, dei nostri sentimenti, di sensazioni ed emozioni. ' muscoli, comandati dal sistema nervoso, sono solo il mezzo che ci permette di esprimere l'insieme dell'attivit* biodinamica del sistema nervoso stesso. )a qualit* dei movimenti rivela lo stato di salute del sistema che li governa e, attraverso il movimento, ! possibile raggiungere il sistema nervoso e migliorarne funzionamento e condizioni. Svincolandoci da schemi posturali inadeguati, offriamo al corpo possibilit* alternative al nostro modo abituale di muoverci. 'mparare, scoprire il corpo attraverso il movimento e la

possibilit* di scegliere, rende liberi- .utto ci/ permette di superare la limitazione insita nel possedere un'unica possibilit*, spesso dolorosa. Stimolando l'autoconsapevolezza possiamo scegliere liberamente come agire ed essere. $uesta ! l'essenza della libert* dell'uomo.

%alute della colonna vertebrale Considerata nella cultura orientale l&albero della vita, da essa hanno origine i nervi che portano la stimolazione a tutti gli organi interni oltre che ai muscoli e agli arti.
'l corretto funzionamento di tutto l'organismo dipende dalla colonna vertebrale composta da 00 o 01 vertebre alternate a dischi intervertebrali, di forma e dimensioni diverse, secondo la posizione che occupano. $uelle lombari e sacrali sono le pi& grosse per fornire una base stabile di distribuzione del peso. )a colonna ! caratterizzata da quattro curve fisiologiche di grande importanza, con funzione ammortizzatrice e di protezione per il midollo spinale, il cervello e gli altri organi vitali. #on l'attivit* dolce si pu/ comprendere l'importanza di avere una colonna vertebrale flessibile e allineata, ma non diritta. )'assenza delle curvature pu/ tradursi in dolori cronici e processi di assottigliamento dei corpi vertebrali e dei dischi. 'n tal caso la colonna perde flessibilit* e i movimenti diventano rigidi e limitati, scaricando con fatica il peso del cranio e l'azione della forza di gravit*. )a parte muscolare comprende muscoli superficiali lunghi ai lati della colonna che hanno un ruolo dinamico, e muscoli profondi corti con funzione statica. )'azione posturale ! svolta dai muscoli profondi e pi& corti, normalmente dimenticati nel fitness, che tende a sviluppare la muscolatura superficiale gi* cronicamente contratta e tesa. )'approccio dolce tende a riequilibrare l'azione di questi muscoli rafforzare la muscolatura profonda perch+ deficiente, e favorire la distensione di quella superficiale per ottenere eleganza e fluidit* nei gesti quotidiani. ' nostri stati emotivi si riflettono in posizioni e atteggiamenti della colonna vertebrale. #lassico ! l'esempio delle spalle contratte e sollevate per proteggersi, il tratto lombare eccessivamente inarcato a riflettere una posizione infantile, il collo rigido e il torace bloccato. Ammorbidendo queste parti, sedi privilegiate di somatizzazioni, si possono

avere anche cambiamenti in diversi piani della vita affettiva.

Consapevolezza di camminare meglio Come recuperare il piacere di camminare con eleganza e senza fatica'
2olte persone non amano camminare o lo fanno male, a volte lamentano dolori alle articolazioni di anche, ginocchia o ai piedi. Altri ancora inciampano spesso, o sentono di non avere un buon equilibrio. 3n aiuto ci viene dal 2etodo 4elden5rais che portando consapevolezza nell'intenzione pu/ migliorare l'azione. ,seguite questa lezione tenendo la fronte e gli avambracci appoggiati al muro all'altezza delle spalle, in una posizione comoda. Portate il peso sul piede destro, lasciando che il sinistro sia appoggiato solo con la punta. 6 'niziate a spostare il vostro peso sul bordo esterno e poi su quello interno del piede destro. Pi& volte, sentendo l'articolazione dell'anca destra andare verso l'esterno e verso il centro. Staccate mani e testa e sentite come state in piedi. 6 Posizione iniziale, peso sul piede destro. Spostate il peso dal tallone alle dita immaginando di tracciare una linea sul pavimento, diverse volte sentendo come si organizza l'anca destra, il bacino e, attraverso la colonna, la testa. $uando il peso va sul tallone la schiena si allunga e l'anca destra va un po' indietro e il bacino tende a ruotare un po' verso destra. $uando il peso si sposta sulle dita, il bacino tende a ruotare un po' a sinistra. 7i staccate dal muro e vi riposate facendo qualche passo. Osservate l'effetto del lavoro nei piedi, ma anche nella spalla e nella testa. 6 Spostate il peso a destra e disegnate un cerchio col vostro bacino attorno al piede andando in avanti, sul bordo interno, sul tallone e su quello esterno. 8iverse volte e in direzione opposta. #osa fanno ginocchio e anca? Staccatevi dal muro e mentre camminate sentite se c'! una differenza tra i due passi come appoggia il piede destro rispetto al sinistro?

6 Ripetete tutta la sequenza con il peso a sinistra. 6 4ate il cerchio con il bacino attorno al piede sinistro. Osservate come, camminando, la testa ! tenuta alta e la colonna si mantiene lunga. 'mparare a sentire i movimenti liberi delle anche ci fa acquisire un'andatura pi& elegante, permettendoci di andare lontano senza affaticarci.

!etodo "elden#rais( consapevolezza del movimento )n metodo che scoraggia la ripetizione meccanica degli esercizi, dando importanza all&osservazione di come il corpo appoggia e si muove.
)e lezioni, organizzate secondo 4elden5rais, non sortiscono alcun effetto senza reale attenzione da parte degli allievi. )a #onsapevolezza Attraverso il 2ovimento 9#A2:, consiste in semplici sequenze di movimento, guidate dalla voce dell'insegnante, proposte a gruppi non molto numerosi di persone. 3na lezione in genere pu/ durare da 0; minuti a <;, ed ognuna ! strutturata intorno ad una funzione specifica. $uesta ! una peculiarit* del metodo, che invece di proporre esercizi ripetitivi fine se stessi, ha un'immediatezza pratica quasi magica. ,' la lezione collettiva che conduce all'esplorazione delle potenzialit* di ognuno. Attraverso facili esercizi, l'allievo impara dal corpo messo nelle condizioni di ritrovare variet* di movimenti dimenticati. "razie ad un'integrazione dolce e intelligente delle diverse parti, unita ad una profonda osservazione, si riscoprono movimenti spariti dall'alfabeto motorio. $uesto porta ad un miglioramento generale della postura che, col tempo si riorganizza. Riscopriamo il piacere di muoversi liberamente. #ompiere i gesti in modo facile e piacevole, aiuta a muoversi con eleganza, liberi dal dolore che spesso pu/ impedire anche azioni molto semplici come stare seduti o camminare.

2olte lezioni sono basate su movimenti evolutivi complessi e attivit* funzionali abituali. Altre consistono in esplorazioni astratte di articolazioni, muscoli e relazioni posturali. "li allievi esplorano il movimento del proprio corpo prestando attenzione alla relazione tra le diverse parti. $uesto coinvolge diversi aspetti pensiero, sensazione, movimento e immaginazione. ' movimenti proposti sono agevoli e facili, che poco alla volta diventano pi& comodi e ampi, ma anche pi& complessi. )a concentrazione posta sui mezzi e i modi con cui raggiungere lo scopo, piuttosto che sullo scopo in s+, ! un modo per ridurre la tensione. .utti gli esercizi ideati mirano a conseguire coordinamento mentale e fisico e in particolare una buona postura eretta, uniti ad un corretto modo di agire.

Consapevolezza *ttraverso il !ovimento( esercizio + "ate ,uesto movimento in ,ualsiasi momento per sentire il sostegno del bacino e per togliere tensione alle spalle. Sedetevi sul bordo anteriore della vostra sedia con i piedi separati e posti diritti sotto le ginocchia e spostate lo sguardo verso il soffitto per vedere fino a dove arrivate con facili* = cominciate a inclinare il vostro bacino indietro, contraendo un po' l'addome in modo che la bassa schiena vada verso lo schienale e ritornate nella posizione neutra, qualche volta dolcemente> = andate nell'altra direzione spingendo l'ombelico in avanti e permettendo al bacino di inclinarsi, per qualche volta> = unite le due direzioni, inclinando il bacino avanti e indietro e notate quello che avviene alla testa. Rimane ferma al centro, oppure segue l'indicazione del bacino? = #ontinuate a inclinare il bacino

indietro espirando, e in avanti mentre inspirate, provate con gli occhi chiusi in modo che lo sguardo fisso alla schermo non interferisca sul movimento, limitandolo. 4atelo qualche volta rendendolo facile e leggero. = %otate che quando portate il bacino indietro ed espirate, la testa si piega in avanti e, quando il bacino ruota in avanti mentre inspirate, si allunga verso l'alto. #ontinuate riducendo il movimento, fermatevi e sollevate la testa per guardare verso il soffitto lo sguardo va pi& in l*? Sentite una piacevole estensione nella colonna? Osservate come siete seduti ora, ! pi& comodo? Ricordate che le lezioni secondo il 2etodo 4elden5rais non sortiscono alcun effetto senza un'osservazione attenta del modo in cui siamo organizzati e del movimento che stiamo prendendo in considerazione. )'attenzione ! posta su come tutto il corpo ! coinvolto quando ci muoviamo. 'gnorare questo aspetto limita le nostre potenzialit* a pochi e faticosi gesti ripetitivi. Consapevolezza *ttraverso il !ovimento( addominali facili La tonificazione della parete addominale talmente importante che spesso consigliato dai medici ortopedici per proteggere la colonna vertebrale.
#on l'esercizio proposto, l'azione dei muscoli addominali ! accompagnata da un funzionale allungamento del tratto lombare, che solo cos? potr* recuperare la sua normale postura.

Sdraiati sulla schiena, sentite come le diverse parti del corpo sono appoggiate a terra. $uanto spazio c'! dietro la zona lombare? Provate a sollevare la testa per guardare in direzione dei piedi ! pesante, ! faticoso per il collo? Attenzione, se la colonna non si flette, l'esercizio oltre ad essere faticoso risulter* addirittura dannoso. Piegate le gambe, separate i piedi, intrecciate

le dita delle mani e mettetele dietro la nuca iniziate a sollevare la testa chiudendo i gomiti davanti al viso con l'aiuto delle braccia. 8iverse volte espirando, tornando con le spalle, la testa e le braccia a terra ad ogni ripetizione. Sollevando sentite come la pressione scende attraverso la colonna nel tratto lombare cosa succede al bacino? Provate a premere delicatamente i piedi sul pavimento mentre sollevate la testa. 'l bacino ruoter* un po' indietro avvicinando il tratto lombare a terra, favorendo cos? il sollevamento della parte alta del tronco e della testa. Provate ora a sollevare la testa tenendo i gomiti ben aperti e lo sguardo rivolto al soffitto, sollevando il tratto lombare da terra. %otate come il gesto diventa rigido e faticoso per il collo e le spalle. Allungate le gambe e riposate. 8i nuovo con le gambe piegate, le mani alla nuca sollevate la testa chiudendo i gomiti e avvicinando le ginocchia. 8ove scende la pressione, cosa fa l'addome? Riposate . Osservate ora come siete sdraiati e provate a sollevare la testa per guardare i piedi com'! cambiato? Su che tratto della colonna vi appoggiate?

L&immagine del proprio corpo -l nostro corpo esprime ,uello che viviamo, sentiamo, annusiamo( ogni emozione o pensiero sarebbe impossibile senza manifestazioni fisiche
)'immagine che l'uomo ha di se stesso ! un concetto che risale al @A0B, quando P. Shindler indic/ l'idea mentale che si ha del proprio corpo. 3na sorta di specchio interiore che, riflettendo emozioni, desideri, aspirazioni e rapporti con gli altri, rimanda l'idea che ognuno ha di se. $uesta immagine viene creata a partire dalla prima infanzia e ha origine da schemi che solo in parte sono innati. Abbiamo espressioni motorie diverse a seconda dello stato d'animo. $uando siamo felici sorridiamo facilmente e il nostro corpo esprime un'andatura eretta e il respiro ! disteso. 8iverso ! quando siamo arrabiati la mascella inferiore e i pugni si contraggono, la respirazione ! accellerata, il collo ! rigido. Siamo pronti a scattare, ma controlliamo le reazioni.

)'idea di se ! un concetto presente in ogni esperienza, non si tratta di un oggetto immutabile. 'l dolore, la malattia, le insoddisfazioni affettive e sessuali possono modificarla o distruggerla, ma possiamo migliorarla in qualsiasi momento della nostra esistenza. )a connessione tra l'aspetto mentale e quello fisico ! da secoli argomento di studio nelle diverse culture espressioni quali mente sana in corpo sano, indicano l'unicit*. 2olte sono le tecniche basate su questo concetto psico=corporeo. Si tratta di metodi sofisticati e di cura che lavorano sul sentire, anzich+ promettere muscoli scolpiti. "innastiche per la mente, che migliorano il corpo attraverso l'osservazione e l'ascolto di se stessi. 'nsegnamenti per imparare ad usarsi meglio, non terapie pertanto non esistono pazienti, ma allievi messi nella condizione di apprendere dal proprio corpo. A queste la ginnastica dolce fa riferimento per migliorare tale immagine, attraverso la presa di coscienza degli errori che alterano la percezione di noi stessi. Per citarne alcuni 2etodo 4elden5rais Antiginnastica di .herese Certherat

.ecnica AleDander

-L !./010 ".L1.234*-%

-l !etodo "elden#rais 5 1ue modalit di insegnamento integrate -l compito dell&insegnante "elden#rais 6enefici del !etodo * chi si rivolge il !etodo' 6ibliografia *pprofondimenti e letture -L !./010 ".L1.234*-% 5 'l 2etodo 4elden5raisE ! un 2etodo per l'apprendimento e l'auto=educazione attraverso il movimento che si rivolge alla globalit* dell'individuo. ,' adatto e accessibile a tutte le persone, di qualsiasi et*, preparazione e condizione fisica. %on ! una ginnastica, n+ una forma di terapia o di riabilitazione, e neppure un sistema psicologico o filosofico. ,' un metodo innovativo di lavoro su di s+ che utilizza il movimento, il tocco e la conoscenza degli schemi motori. 'l suo scopo, quindi, ! quello di fornire strumenti di automiglioramento, per aumentare la qualit* della vita attraverso la consapevolezza e l'esplorazione delle proprie risorse. 'l 2etodo 4elden5raisE mette in contatto le persone con le loro reali capacit* e i loro obiettivi, attivando le potenzialit* del sistema nervoso e dell'organismo, perci/ pu/ essere applicato in molti ambiti e contesti differenti.

'l 2etodo prende nome dal suo ideatore 2oshe 4elden5rais 9@A;1=@AF1:, russo=israeliano. 4isico, ingegnere, studioso del comportamento e del funzionamento dell'organismo umano. ,gli scopr? che i nostri schemi di movimento possono essere modificati grazie alla stessa capacit*, innata, che permette all'essere umano di imparare tutti i movimenti necessari alla vita. Sviluppatosi intorno agli anni' B;, in 'talia il 2etodo comincia a diffondersi a partire dagli anni 'F; ad opera di pochi insegnanti formatisi all'estero. $uesti stessi insegnanti fondano nel @AFG l'A''24= Associazione 'taliana 'nsegnanti 2etodo 4elden5rais, un'organizzazione senza scopo di lucro. %el @AFF vengono avviati, a 2ilano e a Roma, due corsi di formazione per insegnanti, conclusi nel @AAH, che diplomano decine di insegnanti. A loro si deve un ulteriore impulso alla diffusione del 2etodo in 'talia e all'emergere dell'interesse del pubblico. Ai primi due corsi ne seguono altri attualmente sono cinque le scuole di formazione quadriennale in 'talia, con ordinamento didattico uniforme e accreditate dall' organismo internazionale di riferimento 9,uropean .raining and Accreditation Coard:. 'l metodo oggi ! conosciuto e diffuso in ,uropa, Stati 3niti, #anada, Australia, 'sraele, #orea, "iappone e Sud America. 'l 2etodo 4elden5rais E pu/ essere insegnato esclusivamente da insegnanti diplomati a seguito di una formazione quadriennale.

1). !01*L-/*& 1- -2%.72*!.2/0 -2/.74*/.(

di gruppo e individuale

LEZIONI DI GRUPPO: Conoscersi Attraverso il Movimento o Consapevolezza Attraverso il Movimento (CAM). Sono lezioni collettive in cui gli allievi, guidati dalla voce dell'operatoreIinsegnante, praticano sequenze di movimento molto specifiche riguardanti vari temi funzionali come camminare, alzarsi, girarsi, chinarsi, estendersi, ecc. ' movimenti proposti sono inusuali, piacevoli, mirati a favorire l'apprendimento attraverso l'esplorazione e la consapevolezza. Per partecipare alle lezioni ! richiesto soltanto un abbigliamento comodo. LEZIONI INDIVIDUALI: Integrazione Funzionale (IF). )e sequenze di movimento vengono proposte con un approccio manuale non invasivo. )'operatoreIinsegnante utilizza tecniche specifiche per favorire la connessione tra le parti del corpo durante il movimento, stimolando il sistema nervoso a trovare una nuova organizzazione e una risposta all'ambiente pi& funzionale. 8a un punto di vista soggettivo tutto ci/ si traduce in un'intensa sensazione di benessere, fluidit* di movimento e riduzione del dolore. )e lezioni si svolgono generalmente su un tavolo di lavoro basso. 8al momento che non ! necessario svestirsi, ! richiesto soltanto un abbigliamento comodo.

-L C0!P-/0 1- )2 -2%.72*2/. 'l compito di un insegnante 4elden5rais ! creare le condizioni favorevoli all'apprendimento e guidare le persone a scoprire

come sviluppare fiducia nella propria innata capacit* di imparare, diventando responsabili del proprio benessere che ! possibile gestire il dolore e le limitazioni funzionali attraverso la consapevolezza e l'esplorazione di movimenti diversi da quelli abituali che il movimento pu/ diventare pi& funzionale, leggero ed elegante nella vita quotidiana cos? come nel perfezionamento di una performance 9artistica, sportiva, etc.:

6.2."-C- 1.L !./010

efficienza, benessere e vitalit* 9miglior adattamento all'ambiente: maggiore libert* di movimento, ci si sente bene nel proprio corpo 9la percezione di se stessi e del proprio schema corporeo si arricchisce:

respirazione pi& libera, pi& adattabile Armonia della postura il corpo si rapporta meglio alla forza di gravit* 4lessibilit* 9mobilit* fisica, mentale e psicologica: #onsapevolezza e capacit* di riconoscere la propria organizzazione motoria 9 "se sai quello che fai puoi fare ci! che vuoi" M. Fel"en#rais : ' movimenti, una volta chiariti nella consapevolezza, diventano pi& (puliti(, armonici, eleganti piacevoli per chi li compie e belli per chi li vede. maggiore fiducia in se stessi, 9auto=accettazione:, rispetto degli altri, autonomia 9imparare ad aiutarsi da soli: 2igliore capacit* di apprendimento in tutti i campi 9imparare a" imparare: ,conomia del movimento 9connessione ottimale tra le parti del corpo, utilizzo di leve vantaggiose, coordinazione, impiego di forza proporzionale all'azione progettata, ecc.: PrevenzioneIRiduzioneIgraduale eliminazione di sforzo e tensione superflui, dolore, etc.

* C8- %- 4-90L7. -L !./010' 'l 2etodo 4elden5rais si rivolge a tutti

A persone di tutte le et* e in qualsiasi condizione fisica bambini, adulti, anziani e disabili che desiderano ampliare le loro risorse e migliorare il proprio modo di muoversi A chi prova curiosit* e interesse a conoscersi meglio, a lavorare su di s+ A chi soffre di dolori o limitazioni nei movimenti A coloro che per motivi professionali conducono un tipo di vita particolarmente stressante A chi ! costretto a lungo seduto, a chi usa un terminale, a chi fa lavori pesanti o particolarmente ripetitivi o in posizioni fisse e sbilanciate A quanti lavorano in campo preventivo e terapeutico 9medici, psicologi, riabilitatori: A chi desidera migliorare l'armonia dei propri gesti agli artisti, come attori, danzatori, musicisti e cantanti A chi pratica uno sport a qualsiasi livello e vuole ottenere prestazioni pi& elevate, prevenendo eventuali disturbi articolari e muscolari legati alla pratica sportiva.

!.2/. . C04P0
"i Moshe Fei"en#rais 'l modo in cui la mente e il corpo sono collegati !, per gli esseri umani, oggetto d'indagine da parecchi secoli. (3na mente sana in un corpo sano( ed altre frasi del genere testimoniano la concezione di una certa forma di unit*. Presso altre filosofie, la mente (sana( rende sano il corpo. 'o credo che l'unit* della mente e del corpo sia una realt* oggettiva. %on si tratta solo di parti in qualche modo collegate l'una all'altra, ma di un tutto inseparabile al momento del funzionamento. 3n cervello senza corpo non pu/ pensare> ridotto ai minimi termini, vi sono funzioni motorie che assicurano il manifestarsi delle funzioni mentali corrispondenti. 4acciamo alcuni esempi per concretizzare questo punto @ = 'mpieghiamo pi& tempo per pensare i numeri da H; a 0; che da @ a @;, sebbene gli intervalli numerici fra @ e @; siano gli stessi che intercorrono fra H; e 0;. )a differenza ! determinata dal fatto che il tempo necessario per pensare i numeri ! proporzionale al tempo necessario per pronunciarli. 3na delle astrazioni pi& (pure( = il contare = ! quindi inestricabilmente connessa con l'attivit* muscolare attraverso la sua organizzazione nervosa. 'n generale, nel caso del contare oggetti, troviamo che gli elementi motori della vista e della parola riducono la velocit* del pensiero al proprio livello d'attivit*. )a maggior parte delle persone non pu/ pensare con chiarezza senza attivare le funzioni motorie del cervello quanto basta ad acquisire consapevolezza degli schemi verbali che rappresentano il pensiero. ,' certamente possibile, con un allenamento adeguato, inibire parzialmente l'aspetto motorio del pensiero ed aumentare di conseguenza la facilit* del pensare stesso. H = )a visione maculare = quella che consente una visione chiara, distinta = ! limitata ad una piccolissima superficie. )a percezione chiara del contenuto di ci/ che vediamo leggendo richiede il tempo necessario ai muscoli della vista per esplorare la superficie esaminata. #onstatiamo ancora una volta l'unit* funzionale della percezione e della funzione motoria. $uesti esempi indicano come si possano ottenere un aumento della velocit* e della chiarezza del pensiero con la riduzione dell'estensione dei movimenti corporei e con un maggiore affinamento delle capacit* di controllo muscolare. Jacobson afferma che, durante il rilassamento muscolare profondo, ! difficile, se non impossibile, pensare senza rilevare tensioni in qualche muscolo. Persino visualizzando un oggetto ad occhi chiusi, si pu/ avvertire una tensione dei muscoli oculari. Osservate parimenti quanto noi conserviamo persistentemente, nel corso della nostra vita, gli stessi pensieri e gli stessi modi di agire> ad esempio, utilizziamo gli stessi schemi di organizzazione dell'apparato fonetico, riproducendo la stessa voce, tanto da poter essere identificati per decine di anni grazie ad essa. #i/ vale anche per la nostra scrittura, i nostri atteggiamenti corporei, ecc> fintanto che non si verificano cambiamenti evidenti in questi elementi, non ve ne sono nelle nostre chiacchiere, nei nostri comportamenti e nei nostri stati d'animo. %on abbiamo sensazione alcuna delle attivit* interne al sistema nervoso centrale. Possiamo percepirne le manifestazioni solo nella misura in cui l'occhio, l'apparato vocale, la mobilizzazione facciale e il resto del corpo provocano la nostra consapevolezza. ,' questo lo stato di coscienza,' quasi fuori dubbio per me che la funzione motoria, e forse i muscoli stessi, partecipino alle nostre funzioni superiori e ne siano parte stessa. #i/ ! vero non solo per funzioni superiori come cantare, dipingere e amare, che sono impossibili senza attivit* muscolari, ma anche per pensare, ricordare e provare sentimenti. #onsideriamo il sentimento in modo pi& dettagliato. Posso sentirmi felice, arrabbiato, spaventato, disgustato. 2i sento leggero, la mia respirazione ! distesa, il mio viso ! sul punto di sorridere = mi sento allegro. 'l mio atteggiamento motorio ! molto diverso quando mi sento disgustato = in quel momento il mio viso ! quello di un uomo che ha appena vomitato o sta per farlo. #ontraggo la mascella inferiore, i pugni, la mia respirazione ! incompleta, dal ritmo accelerato, gli occhi e la testa si muovono a scatti, il collo si irrigidisce = sono in collera e pronto a picchiare, ma cerco di non lasciarmi trasportare. Se sono arrabbiato, gemo, cerco di andarmene oppure sono completamente rigido. 8i solito vi ! dunque uno schema motorio sufficientemente chiaro, anche per una valutazione oggettiva dell'intensit* di ci/ che avverto. #he cosa sopraggiunge per primo lo schema motorio o il sentimento? $uesto problema ha dato luogo a numerose teorie celebri. 8a parte mia, sostengo che essi costituiscono fondamentalmente un'unica funzione. %on possiamo diventare consapevoli di un sentimento prima che questo sia espresso da una mobilizzazione motoria, perci/, non c'! sentimento fino a che non c'! atteggiamento corporeo. 4-:.1)C*;-02. 'l comportamento di una persona pu/ essere cambiato attraverso due direzioni principali = tramite la psiche o tramite il corpo. .uttavia, un cambiamento reale deve verificarsi in modo tale da permettere al corpo e alla psiche di modificarsi simultaneamente. Se l'approccio non ! globale ma separato, tramite la psiche o tramite il corpo, il cambiamento persister* fintanto che la persona ne ! consapevole e non ha ripreso i suoi schemi abituali e spontanei. ,' tuttavia possibile, esplorando la propria immagine corporea, individuare il ritorno della funzione muscolare non voluta ma abituale, un po' prima che si verifichi> si pu/ allora sia inibirla che facilitarla con un atto di volont*. 'l vantaggio d? affrontare l'unit* mente=corpo tramite il corpo consiste nel fatto che l'espressione muscolare ! pi& semplice perch+ ! concreta e pi& facile da localizzare. 'noltre, ! incomparabilmente pi& facile rendere una persona cosciente di ci/ che accade nel suo corpo, e quindi l'approccio corporeo d* risultati pi& rapidi e pi& diretti. Agendo sulle parti significative del corpo, come gli occhi, il collo, la respirazione o il bacino, ! facile provocare immediatamente modificazioni d'umore sorprendenti. 'n tal senso ho ottenuto risultati chiari con una tecnica di gruppo che pu/ essere affrontata anche in forma individuale. Alcuni esempi potranno essere utili. 'l signor C. era in un'istituzione psichiatrica da 0 anni. ,ra stato sottoposto ad analisi e, successivamente, a trattamento con elettrochoc. )asci/ l'istituzione quando non vi fu pi& ragione di prevedere ulteriori miglioramenti. $uando fu rieducato con il nostro metodo, unicamente per fare qualche movimento respiratorio pi& o meno normale, sogn/ di trovarsi nel suo bagno, che i muri cadessero improvvisamente e di trovarsi esposto agli occhi di spettatori. $uesto sogno si ripet+ per dieci notti consecutive finch+ non si verific/ un cambiamento completo nella respirazione. 'l comportamento di questa persona sub? allora un cambiamento notevole e benefico, precursore di altri miglioramenti.

'l professor K., che ! stato uno dei primi psichiatri ad associarsi al mio metodo, ha pubblicato il caso straordinario d'un paziente di uno dei suoi reparti per il quale non si era riusciti a trovare alcun filo conduttore con un centinaio di sedute di psicoterapia. 8opo una riunione settimanale dell'+quipe medica si e suggerito l'approccio somatico. )a persona ! stata collocata in posizione embr?onale e si ! ottenuto un certo grado di rilassamento e di miglioramento della respirazione. 8opo quattro sedute si era ottenuto un numero sufficiente di informazioni significative, tali da consentire che il trattamento potesse svolgersi in modo ben definito. $uesto esempio mostra come, allo scopo di fare una diagnosi, il considerare l'unit* della mente e del corpo e il lavorare sul corpo forniscano una nuova prospettiva che rivela la presenza di rapporti tra fatti apparentemente senza alcun legame. )a vecchiaia, ad esempio, comincia con la limitazione = che noi stessi ci imponiamo = di non formare pi& nuovi schemi di organizzazione corporea. 8apprima si selezionano atteggiamenti e posture corrispondenti a una certa dignit* e quindi si respingono certe azioni, quali sedersi per terra o saltare, che ben presto diventano impossibili a farsi. 'l riprendere e reintegrare anche azioni cos? semplici ha un effetto pronunciato di ringiovanimento non solo sull'aspetto meccanico del corpo, ma sulla personalit* nel suo insieme. %/*21*41% 1- 204!*L-/*& ,saminando i corpi di parecchie migliaia di persone prima e durante la rieducazione, ho scoperto che vi sono alcune norme per la definizione di salute e di normalit*. 'n particolare ho osservato la distribuzione del tono nei corpi di queste persone. Cench+ sia difficile esprimere completamente questi concetti di salute e di normalit* in poche parole ! comunque possibile indicarne i principi generali. Ad esempio, la testa non deve avere alcuna tendenza a muoversi in particolari direzioni. )a testa (normale( dovrebbe avere un accesso agevole in tutte le direzioni dell'ambito anatomicamente possibile dei movimenti. 'nfatti, il fattore di limitazione dei movimenti del corpo dovrebbe generalmente essere la struttura scheletrica e non la tensione muscolare. 'n realt*, l'adulto non utilizza che una parte delle possibilit* teoriche della struttura umana. 'n un contesto di (buona salute( i movimenti coordinati del corpo nel suo insieme obbediscono anche al principio meccanico di azione minima, il che significa che i muscoli sono destinati a lavorare in sincronismo e a realizzare i loro compiti con il minimo dispendio di energia metabolica. 'n vista di questi principi che guidano le operazioni della struttura umana nel suo insieme, si pu/ decidere fra comportamento normale o anormale. Per permettere che queste regole di normalit* siano universalmente applicate, dobbiamo considerare gli esseri umani nella loro globalit*. 3na persona e fatta di tre entit* il sistema nervoso, che ! il nucleo> il corpo = scheletro, visceri e muscoli = che ! il rivestimento del nucleo> e l'ambiente, che ! lo spazio, la gravitazione e la societ*. $uesti tre aspetti, ciascuno con il suo supporto materiale e la sua attivit*, danno insieme un'immagine attiva dell'essere umano. 4ra il nucleo 9il sistema nervoso: e il mondo fisico esterno, o anche l'ambiente sociale vi ! una relazione funzionale. .ale relazione pu/ anche essere pi& stretta e pi& vitale che non quella esistente fra alcune parti adiacenti del sistema nervoso stesso. Si pensi per esempio, a coloro che vanno deliberatamente alla morte allo scopo di difendere un ordine sociale stabilito. 'n questo caso i legami di un sistema nervoso a un ordine sociale possono essere pi& forti di quelli esistenti con il suo stesso corpo, tanto che certi individui sacrificano le prime due parti di se stessi al fine di preservare la terza. 7oler portare un cambiamento nel comportamento di una persona e trascurare, anche per un momento, una delle sue tre componenti esistenziali sarebbe ignorare la realt*. 'l sistema nervoso ! in relazione con il corpo attraverso i nervi e la chimica ormonale e con il mondo esterno attraverso le terminazioni nervose e i sensi, che danno informazioni sulla posizione nello spazio, sul dolore, sul tatto e sulla. temperatura. 'l sistema nervoso non ha percezioni dirette dell'ambiente esterno. #i/ significa che la distinzione fra s+ e il mondo esterno ! una funzione che deve essere sviluppata o appresa. )entamente, gradualmente, il sistema distingue i segnali d'informazione provenienti dal corpo da quelli provenienti dall'esterno e riconosce la provenienza di ciascuno. )o sviluppo di questo processo conduce a una distinzione sempre pi& chiara fra i segnali provenienti dal s+ 9il corpo: e quelli provenienti dal mondo esterno = i primi si riconosceranno come (io( e questi ultimi come (non=io( ! l'inizio della coscienza. 'mparando a riconoscere come ! orientato il nostro corpo, impariamo a conoscere noi stessi. )a realt* soggettiva e oggettiva sono dunque organicamente dipendenti dagli elementi motori 9i nervi, i muscoli e lo scheletro:, i quali sono orientati dal campo gravitazionale in rapporto al quale reagiscono. )a gravit* ! un aspetto primario della realt* e gioca un ruolo importante nella costituzione della nostra normalit*. 2a noi siamo cosi abituati al campo gravitazionale che dobbiamo impararne l'esistenza stessa. #i/ vale anche per la coscienza, che ! continua fintanto che non vi ! interruzione delle informazioni d'orientamento corporeo. %on ci si pu/ rendere conto di quanto tale orientamento corporeo sia in relazione organica con la coscienza che nel momento in cui avvengono rotture nella connessione. $uando riprendiamo coscienza dopo uno svenimento o un'anestesia, il primo pensiero ! (dove sono?(. $uando avviene un'interruzione nella sequenza delle informazioni di orientamento, non troviamo la tappa seguente che ci si attende, c'! una momentanea lacuna di coscienza. )a scossa ! cos? violenta che per un istante perdiamo la capacit* di orientarci. 'l termine orientamento viene qui utilizzato nel senso pi& ampio, comprendente la distinzione fra (io( e (non=io( nell'ambito sociale, con tutte le sue ramificazioni. "li atteggiamenti di sottomissione, di arroganza, d'importanza o di insignificanza si vedono pi& chiaramente nello scheletro che in qualsiasi altra parte. Si apre un campo d'indagine immenso una volta che i legami organici dell'orientamento sociale siano non solo di seguire lo sviluppo individuale o le anomalie attraverso il corpo ma anche attraverso gli atteggiamenti dettati da pi& ampie differenze culturali e razziali. %e sono esempi l'introversione, il non attaccamento e l'indifferenza degli 'nd&, con la corrispondente scioltezza delle anche e l'atteggiamento estroverso, sempre sulla breccia, teso al successo, delle nazioni industriali, con la corrispondente incapacit* a sedersi con le gambe incrociate. #ertamente, per diventare agili e riportare le proprie anche alla norma bisogna dedicarvi tempo, osservarsi, abbandonare qualcosa, staccarsi da qualcosa. %ell'essere umano, un'azione (normale( pu/ essere o incosciente e automatica o pienamente cosciente e riconosciuta come tale. $uasi tutta l'attivit* di origine filogenetica nella specie umana ! comune a tutto il mondo animale. $uesta attivit* diventa sempre pi& complessa o cosciente a livello dei rami superiori dell'albero dell'evoluzione. .uttavia, l'attivit* acquisita filogeneticamente e sempre espressa in termini astratti e, da quel momento, non ! pi& modificabile, non essendovi possibilit* di incidere su un'astrazione. 8'altro lato, l'azione acquisita individualmente 9ontogenetica: rientra nell'ambito delle sensazioni. 3na simile azione pu/ essere modificata o appresa in quanto si pu/ prendere coscienza di differenze reali, come l'importanza dello sforzo, la sua coordinazione nel tempo, la sensazione corporea, la configurazione dei segmenti del corpo nello spazio, l'atteggiamento in piedi, la respirazione, l'espressione verbale, ecc. $uesto genere di apprendimento in piena coscienza ! terminato quando il nuovo modo d'azione diventa automatico o persino incosciente, come lo diventano tutte le abitudini. 'l vantaggio di un'abitudine acquisita con la presa di coscienza ! che, se il confronto con la realt* si rivela inadeguato, si induce facilmente una nuova presa di coscienza in modo da compiere un nuovo cambiamento pi& efficiente. ,' mia convinzione profonda che, proprio come l'anatomia ci ha aiutato ad acquisire una coscienza intima del funzionamento del corpo e la neuroanatomia una comprensione di talune attivit* della psiche, cos? la comprensione degli aspetti somatici della coscienza ci permetter* di conoscerci pi& intimamente. )a tensione ! autodistruttrice. 'n futuro, dovremmo essere capaci di dirigere le forze che provocano la tensione non solamente per rimuoverla ma allo scopo di migliorare il funzionamento umano. /.C2-C8. P.4 L&-2%.72*!.2/0 -21-9-1)*L. %ell'insegnamento individuale uso le mani per ottenere l'allineamento desiderato dei diversi segmenti del corpo. ,' difficile descriverne gli effetti, ma posso dame un'idea. %on tratto mai la parte o l'articolazione del corpo colpita prima di aver indotto un miglioramento nel rapporto testa=collo e nella respirazione. A sua volta, tale miglioramento non avviene se non si corregge la configurazione della colonna e del torace. Per far questo ! di nuovo necessario correggere il bacino e l'addome. 'n pratica, il procedimento consiste dunque in una serie successiva di aggiustamenti, ciascuno dei quali consente un ulteriore miglioramento del segmento appena trattato. Prima di usare questa tecnica bisogna provarla su di s+ per ottenere la delicatezza di tocco necessaria e la sensazione precisa di quale gruppo o segmento muscolare richieda attenzione per primo e quale non la richieda affatto. 2igliorando il rapporto colonna=testa, di solito scompare o si riduce in buona parte anche il problema di natura periferica, tanto che con pochissimo lavoro in periferia si riesce a ricondurne il funzionamento al livello del resto del corpo. 'nsisto con 0;=1; sedute, una al giorno, e procedo quindi con due o tre sedute alla settimana finch+ non scompare il disturbo pi& grave. 8i solito, nel cinquanta per cento dei casi circa, i dolori e l'incapacit* di usare una parte del corpo scompaiono prima che si concludano le sedute quotidiane. 'nizio facendo sdraiare la persona sul dorso. .ale posizione ha lo scopo di ridurre in buona parte l'influenza della gravit* sul corpo, in modo da liberare il sistema nervoso. )a reazione del sistema nervoso alla forza di gravita ! un'abitudine e in tali circostanze non ! in alcun modo possibile portare i muscoli a rispondere diversamente allo stesso stimolo, che ! il miglior mezzo per rieducare il corpo. Ovviamente, ! difficile ottenere vere e proprie modifiche del sistema nervoso senza ridurre o eliminare l'effetto della gravit*. A tempo debito raggiungo le persone mediante l'uso di trenta situazioni corporee diverse l'andare verso la posizione seduta, lo stare in piedi, il cammino e l'equilibrio su due rulli di legno. 3lteriori dettagli sul lavoro individuale si chiariranno con la descrizione delle tecniche di gruppo. L. /.C2-C8. 1- 74)PP0 3n gruppo ! formato da 0;=1; persone, comprese fra i @B e i <; anni e anche oltre. Ad esempio, un certo gruppo a cui ho insegnato era costituito da uomini e donne che soffrivano di sciatica, di ernia del disco, blocco delle spalle e disturbi simili. )a maggior parte dei componenti del gruppo aveva pi& di 0B anni e portava il busto ortopedico da molti anni. Altri gruppi possono essere formati da insegnanti, attori, cantanti, ballerini, ecc. Per prima cosa chiedo alle persone di sdraiarsi sul dorso 9in base allo stesso principio di ridurre l'effetto della gravit*: e di imparare ad ascoltarsi. 7ale a dire che esse esaminano attentamente il contatto del proprio corpo con il pavimento e imparano gradualmente a individuare le differenze significative = i punti in cui il contatto ! debole o inesistente e altri in cui ! completo e distinto. $uesto tipo di insegnamento sviluppa la consapevolezza della collocazione dei muscoli che hanno un contatto debole mantenendo costantemente una tensione eccessiva e quindi alcune parti del corpo staccate da terra. ,' possibile ottenere una certa riduzione della tensione tramite la sola presa di coscienza muscolare, ma al di l* di ci/ non si pu/ realizzare alcun miglioramento nella vita normale se non potenziando la propria consapevolezza dello scheletro e del suo orientamento. 'n questo caso le articolazioni pi& difficili sono quelle delle anche. %elle culture occidentali la consapevolezza della collocazione e della funzione di tali articolazioni ! inesistente rispetto a quanto si riscontra presso le popolazioni che siedono per terra invece che sulle sedie. )e persone che stanno su una sedia a rotelle sbagliano quasi sempre nel localizzare le articolazioni delle anche. 'noltre, esse fanno un uso scorretto delle gambe, come se fossero articolate in punti immaginari dell'immagine corporea e non dove lo sono realmente. 8i solito chiarisco che l'elemento centrale del mio lavoro consiste nel portare alla consapevolezza nell'azione o alla capacit* di prendere contatto con il proprio scheletro e muscoli e con l'ambiente, praticamente insieme. %on si tratta di (rilassamento(, in quanto il rilassamento vero e proprio pu/ essere mantenuto solo quando non si fa niente. )o scopo non ! il completo rilassamento, bens? un uso sano, possente, facile e piacevole. )a riduzione della tensione ! necessaria in quanto ogni movimento valido dovrebbe essere privo di sforzo. )'inefficienza ! avvertita come sforzo e impedisce di fare di pi& e meglio. )a riduzione graduale dello sforzo inutile ! necessaria per aumentare la sensibilit* cinestetica, senza la quale la persona non pu/ autoregolarsi. )a legge di 4echner=Leber lo dice chiaramente. $uesta legge afferma che per un'ampia gamma di sensazioni ed attivit* dell'uomo la diversit* di stimolo che produce la minima diversit* di sensazioni percepibile ha sempre lo stesso rapporto proporzionale con l'intero stimolo. Ad esempio, se reggo un peso di H; libbre non posso percepire una mosca che vi si poggi sopra, in quanto la diversit* di stimolo minima percepibile ! compresa fra @IH; e @I1; e, pertanto, per percepire la variazione, ! necessario aggiungere o sottrarre dal peso almeno mezza libbra. Se tengo in mano una piuma, il peso di una mosca costituisce invece una grossa differenza. Appare dunque ovvio come per poter distinguere variazioni nell'uso ! innanzi tutto necessario ridurre l'uso. Si possono ottenere risultati sempre pi& precisi solo se la sensibilit*, vale a dire, la capacit* di percepire la differenza, viene migliorata. Per questo motivo il lavoro di gruppo inizia con piccole scoperte nella consapevolezza muscolare. Altra importante caratteristica del lavoro di gruppo ! la continua novit* di situazioni mantenuta per tutta la durata del corso. 3na volta svanita la novit*, la consapevolezza si offusca e non avviene alcun apprendimento. Se una configurazione richiede di essere ripetuta, la ripropongo in decine, centinaia di varianti finch+ tutte sono note alla perfezione.

.utti gli esercizi sono organizzati in modo tale da indurre, alla fine della lezione, un cambiamento netto nella sensazione e, il pi& delle volte, un effetto pi& o meno durevole. #i/ consente agli allievi di scoprire i rapporti fra le diverse parti del corpo, ad esempio fra la scapola sinistra e l'articolazione dell'anca destra, oppure fra i muscoli degli occhi e la punta delle dita dei piedi. Per ottenere l'atteggiamento mentale necessario a ridurre gli sforzi inutili il gruppo viene ripetutamente incoraggiato a fare un po' meno bene del possibile, nel cercare di essere meno veloce, meno forte, meno aggraziato, ecc. Spesso si chiede alle persone di fare del proprio meglio e quindi, deliberatamente, di fare un po' meno. #i/ ! pi& importante di quanto non sembri. 'nfatti, se viene messo in grado di percepire il progresso in uno stato di non tensione, l'allievo ha la sensazione di poter far meglio, il che induce ulteriore progresso. #on tale atteggiamento della mente e del corpo si possono ottenere in venti minuti risultati che richiederebbero altrimenti parecchie ore di lavoro. 3n particolare rilievo meritano alcuni movimenti molto piccoli, appena percettibili, di cui faccio ampio uso. ,ssi riducono in modo straordinario la contrazione involontaria dei muscoli> ad esempio, in pochi minuti, lavorando su un braccio o su una gamba, si riesce a farlo percepire pi& lungo o pi& leggero dell'altro. 8opo la lezione gli allievi mantengono la percezione del nuovo modo di agire, e alla sensazione dell'arto pi& leggero e pi& lungo si contrappone in continuazione quella dell'altro che viene avvertito come goffo e impacciato al confronto. 2olto spesso nel corso di una lezione si lavora su una sola met* del corpo, la destra o la sinistra, mentre l'altra viene lasciata tale e quale. Anche in questo caso gli allievi recano con s+ due diversi standards del proprio corpo = quello abituale e quello migliore che viene loro proposto. #ontinuano ad avvertire la differenza finch+ il lato pi& goffo si distende. 'n tal modo essi imparano a lasciarsi andare, per cos? dire, dall'interno. #i/ favorisce il passaggio dell'apprendimento dall'azione su cui si ! lavorato ad altre azioni, completamente diverse. 'l trasferimento di apprendimento ! sostanzialmente personale e differisce da un individuo all'altro. $ualcuno pu/ avvertire il cambiamento nel parlare, altri nel modo di prestare attenzione o di osservare. Altro principio della tecnica di gruppo ! l'analisi dell'immagine corporea, che viene compiuta in due modi paralleli. 'l primo consiste nell'indurre una sensazione di lunghezza, ampiezza e leggerezza in un lato del corpo muovendolo realmente, come abbiamo appena spiegato. )'altra met* del corpo viene portata a percepire la stessa sensazione con la semplice analisi mentale. )'analisi mentale consiste nell'ascoltare e acquisire consapevolezza della diversit* di sensazioni della memoria motoria dei muscoli nelle due met* del corpo e della sensazione di cambiamento dell'orientamento nello spazio. 3n secondo modo consiste nell'analizzare il corpo da entrambi i lati sin dall'inizio, rivolgendo l'attenzione alla percezione delle distanze fra diverse parti del corpo da entrambi i lati, finch+ tali percezioni corrispondono alla differenza vera e propria. 3n altro momento della lezione si concentra invece sul miglioramento dei movimenti volontari. 'n tutti gli atti volontari due fasi si susseguono cos? rapidamente che ! difficile percepire il lasso di tempo che intercorre fra l'una e l'altra. )a fase preparatoria ! la mobilizzazione dell'atteggiamento corporeo necessaria per compiere l'azione. )a seconda fase ! il compimento dell'azione. 8al momento che vi ! un intervallo di tempo minimo fra queste fasi ! possibile imparare ad inibire o a potenziare per scelta la mobilizzazione preparatoria. $uando vi ! scelta, possiamo o completare l'azione o impedirla e annullare cos? l'intero atteggiamento preparatorio. %el gruppo, lavoriamo per chiarire il lasso di tempo fra l'atteggiamento preliminare all'azione e il suo compimento. .ale chiarificazione o consapevolezza migliora la scioltezza e il controllo volontario dei movimenti. 2olti esercizi utilizzano l'induzione, sia positiva che negativa, cio! gli effetti che si verificano a seguito di sforzi sostenuti e prolungati. Ad esempio, mettetevi in piedi con il lato destro vicino alla parete e premete contro di essa con il dorso della mano come per spingerla lontano. 8opo aver mantenuto questa pressione per un minuto circa, fermatevi. )asciate quindi il braccio destro libero di fare quel che vuole, si alzer* arrivando fino all'altezza della spalla con una leggerezza particolare, quasi galleggiasse. Se abbassate volontariamente il braccio e lo lasciate nuovamente libero, la stessa cosa si ripeter* parecchie volte, ma con intensit* decrescente. $uesto esercizio mostra come lo sforzo sostenuto possa indurre il movimento quando cessa lo sforzo. $ualunque sia l'esercizio o il principio utilizzato, la lezione viene organizzata in modo tale che senza concentrazione, senza cercare di percepire le differenze, senza una reale attenzione gli allievi non possono passare allo stadio successivo. )a ripetizione, nel senso di ripetizione meccanica senza attenzione viene scoraggiata, resa impossibile di fatto. 2olti esercizi consistono nel concentrarsi sui mezzi con cui raggiungere uno scopo piuttosto che sullo scopo in s+, che ! un modo importante per ridurre la tensione. .utti questi esercizi mirano a conseguire coordinamento mentale e fisico e in particolare una buona postura eretta e un corretto modo d'agire. P0%/)4* .4.//* . *;-02. C044.//* 2on vi niente di pi semplice della postura eretta : postura eretta significa allineamento verticale. 2a tutti i termini di questo genere, compreso (postura(, implicano qualche cosa di rigido e di statico. ,, effettivamente, ! vero che poche persone fanno onore alla flessibilit* del proprio corpo. 3n esame attento mostra chiaramente che la postura eretta ! in realt* dinamica, con un costante assestamento della struttura corporea piuttosto che staticamente fissa. 'l vantaggio reale della postura eretta ! la facilit* di ruotare intorno alla verticale, cio! da destra a sinistra o in senso opposto. $uesta rotazione allarga l'orizzonte umano ed ! anche il movimento naturale pi& frequente della testa. 8urante l'evoluzione della struttura umana, l'uso pi& sistematico della testa ! stata la sua rotazione verso la fonte di uno stimolo esterno. ' sensi localizzati a livello della testa sono tutti organi doppi la vista, l'udito, l'odorato. 'nfatti, per precisare la collocazione esatta dello stimolo, sono necessarie due fonti d'informazione. #os?, ad esempio, la testa ruota verso una sorgente sonora in modo che le due orecchie siano parimenti stimolate. )a testa ruota anche per trovarsi di fronte a uno stimolo visivo. )e retine sono collegate internamente in modo tale che quando guardiamo l'oggetto frontalmente sono stimolate allo stesso modo, mentre all'inizio della stimolazione una lo era pi& dell'altra. )o stesso avviene per gli odori, anche se in tal caso le informazioni di distanza e direzione sono molto pi& grossolane. Si vede dunque come, al di l* di quanto possa essere esplorato con il tatto, la relazione con qualsiasi cosa esterna ! determinata dal movimento della testa. Ogni informazione proveniente dallo spazio intorno a noi passa attraverso la testa. ,, pi& di ogni altra cosa, sono i nostri rapporti con il mondo che ci circonda a influenzare la qualit* del movimento della testa. %umerosi meccanismi del sistema nervoso organizzano queste funzioni elementari di legame con l'ambiente> cos? che quando uno degli organi doppi ! stimolato, la testa ruota finch+ ci troviamo di fronte alla sorgente della stimolazione. )a testa ! ruotata sulla colonna cervicale e la torsione allunga la pelle, i muscoli e i tendini del lato sinistro del collo quando giriamo verso destra e viceversa. )'allungamento o lo stiramento di una fibra comprime una fibra nervosa interna e tale stimolazione ! alla base dell'organizzazione del corpo, che ! allora pronto a seguire la testa ed a girarsi nella direzione del cambiamento avvenuto inizialmente nell'ambiente. $uando il corpo segue la testa, la torsione del collo si annulla, le fibre nervose intra=muscolari cervicali non sono pi& compresse e il corpo non ha quindi pi& bisogno di ruotare. #ome la zona cervicale, o della nuca, la regione bassa della colonna vertebrale ! in grado di ruotare attorno all'asse centrale. )a rotazione del resto della colonna !, in confronto, pi& ridotta. %elle due regioni superiore ed inferiore della colonna, alcune fibre nervose trasmettono la rotazione della testa ai centri superiori, che in tal modo constatano come il corpo sia organizzato per poter girare, diminuire la torsione e trovarsi in posizione frontale nella stessa direzione della testa. %ella maggior parte delle persone, la testa indica nettamente con quali zone dello spazio circostante esse hanno pochi contatti. , il portamento della testa ! caratteristico del mantenimento complessivo e dei modi d'agire di ogni persona. 3n altro aspetto della postura eretta ! che essa ! una propriet* biologica della struttura umana> non vi dovrebbe essere sensazione alcuna di azioni, contegno o sforzi di qualsiasi genere. Ad esempio, il peso della mascella inferiore con tutti i suoi denti ! considerevole e, tuttavia, abbiamo qualche difficolt* nell'acquisire coscienza che facciamo qualcosa per mantenere alzata la mascella inferiore. )o stato normale dei muscoli della mascella inferiore ! una contrazione pari alla forza gravitazionale che agisce su di essa. ' movimenti volontari sono ottenuti con una aggiunta o una deduzione a questa contrazione permanente. ' muscoli della mascella inferiore, come la maggior parte dei muscoli dello scheletro, ricevono ordini sotto forma d'impulsi scaturiti da pi& di una fonte. )o star su ! assicurato nel sistema nervoso da meccanismi antigravitazionali e non vi ! sensazione di azione, n+ di sforzo, fintanto che il messaggio ai muscoli proviene dai centri inferiori. %ei muscoli cervicali avviene la stessa cosa. 2algrado il peso della testa e il suo centro di gravitazione situato davanti alla colonna vertebrale, non c'! sensazione d'azione, n+ di sforzo nel mantenimento della testa. #i/ ! dovuto alla contrazione considerevole di alcuni muscoli per mantenere la testa ritta. )'intero corpo ! trattenuto nella caduta in avanti dai muscoli del polpaccio, ma noi non sentiamo alcuno sforzo. Ancora una volta queste interrelazioni provano che la postura eretta non ! uno stato statico, ma un'attivit* dinamica. )a postura reale ! sempre il risultato di ci/ che la struttura farebbe tramite i meccanismi specifici e di ci/ che abbiamo appreso a fare adattandoci al nostro ambiente sociale e fisico. 'l problema ! che buona parte di ci/ che abbiamo appreso ! nocivo per il nostro sistema, in quanto ! stato appreso nell'infanzia, in un momento in cui una dipendenza immediata dagli altri deformava i nostri bisogni reali. 3n'azione abituale da molto tempo ! avvertita come corretta, ma la nostra impressione ! poco attendibile finch+ non abbiamo rieducato il nostro senso cinetico sulla base di norme corrispondenti a realt* verificate. #ome si pu/ realizzare questa rieducazione? 'nnanzi tutto dobbiamo percepire i benefici dei miglioramenti per decidere di dedicarle tutto il tempo necessario. 2a il beneficio non pu/ essere immaginato fintanto che il miglioramento non e stato avvertito, cosicch+ all'inizio dobbiamo semplicemente provare per curiosit*. )e persone la cui vitalit* ! a un livello molto basso non proveranno e neanche 8io potr* aiutarle. 'l corpo dovrebbe essere organizzato in modo da poter cominciare qualsiasi movimento = in avanti, indietro, a destra, a sinistra, in su, in gi&, o ruotare a destra o a sinistra = senza aggiustamento preliminare dei segmenti del corpo, senza una repentina modificazione del ritmo respiratorio, senza stringere la mascella inferiore n+ contrarre la lingua, senza alcuna tensione percettibile dei muscoli del collo e senza bloccare lo sguardo. $uando il corpo e organizzato in questo modo, la testa non viene tenuta fissa, ! libera di muoversi facilmente in tutte le direzioni senza aggiustamenti preliminari. Se queste condizioni sono mantenute durante un'azione, persino il fatto di sollevare il corpo non ! avvertito come sforzo. A riprova di ci/, piegate lentamente l'indice destro e avvertite la sensazione di facilit*, di non sforzo. Piegate quindi lentamente il polso = lo sforzo ! pari a quello di piegare il dito. Piegate ora il gomito oppure alzate lentamente il braccio o alzate o abbassate la testa o il tronco. 'n ciascuno di questi casi la sensazione di sforzo ! pari a quella avvertita nel piegare l'indice, ma il lavoro effettuato per alzare il dito ! circa @;; gr.Icm., quello per il polso @;;; gr.Icm., quello per il tronco B;;.;;; gr.Icm. ,ffettuando i movimenti, la sensazione di sforzo non aumenta in proporzione al lavoro effettuato, ma indica il grado di organizzazione che produce lo sforzo. $uesta organizzazione corrisponde alla struttura del corpo. )a dimensione e la potenza dei muscoli aumenta dalla periferia, come nel caso delle dita, verso il centro del corpo. 8a quel momento, il tasso di sforzo ! uguale in tutte le parti al lavoro. Alzare o abbassare il tronco sollecita i muscoli del bacino 9come i glutei e i muscoli delle cosce con le loro enormi sezioni: nella stessa proporzione in cui sono sollecitati i muscoli impiegati nei movimenti delle dita. 'n conclusione, la conoscenza di s+ attraverso la presa di coscienza ! l'obiettivo della rieducazione. $uando noi diventiamo coscienti di ci/ che facciamo realmente, non di ci/ che diciamo o crediamo di fare, si spalanca davanti a noi la via del miglioramento. %ell'ambito del tema corpo=mente, un vasto campo ! stato lasciato inesplorato, ma ! stato trovato un utile punto di partenza che fornisce i mezzi per ottenere notevoli cambiamenti nel comportamento. %on vi pu/ essere alcun miglioramento senza cambiamento. Anche se si pu/ sempre fornire aiuto nel momento in cui le cose vanno male, noi non possiamo, tuttavia, smettere i nostri sforzi fino a che, in tutto il mondo, gli insegnanti non impareranno come sviluppare nei loro allievi la consapevolezza dell'unit* di corpo e mente, in modo che si possano raggiungere risultati pi& elevati che non la semplice correzione degli errori. $uando il corpo impara a perfezionare tutte le possibili forme e configurazioni delle sue parti non solo cambia la forza e la flessibilit* dello scheletro e dei muscoli, ma si realizza un profondo e benefico mutamento nell'immagine del s+ e nella qualit* della direzione del s+. M Cibliografia #ubleN, S. (4elden5rais and Ooga.( Ooga Journal, October @AG<. 4elden5rais, 2oshe. (AdventureM in the Jungle of the Crain.( .he #ase of %ora. %eP Oor5 Qarper R RoP, @AGG. =. APareness through 2ovement Qealth ,Dercises for Personal "roPth. %eP Oor5 Qarper R RoP, @AGH. Casic 4eiden5rais 2anual. @AGA. 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L&.%P4.%%-02. C04P04.*
Moshe Fel"en#rais Aspetti "i una tecnica: Primo congresso internazionale di psicodramma P*4-7- +<=> ASP,..' 8' 3%A .,#%'#A @: L&immagine di s? H: L&azione muscolare 0: L&unit essenziale della mente e del corpo

-29.C. 1- )2* P4."*;-02. ... $uesto testo ! stato composto in fretta, nello spazio di pochi giorni. %on trovo di meglio che farlo precedere dalle parole scelte da Paul 7al+rN per introdurre il suo dialogo su ()'idea fissa( ($uesto libro ! figlio della fretta. 7e lo diamo per quello che ! un'opera di circostanza, del tutto improvvisata. Sebbene fosse destinata a un pubblico fra i pi& attenti = il corpo medico = si ! dovuto fare presto, con tutti i rischi, le imprudenze e le impurit* che implica la precipitazione nel lavoro. $uando la parola preme alla mente, tale vincolo esterno le impedisce di reggere i suoi stessi vincoli. .rascura dunque i bei modelli che si era formata> abbandona ogni rigore proprio> si alleggerisce nel modo pi& immediato, con la minima resistenza e risponde a se stessa secondo una propria casualit*.( M. F$%&$'()AI* L&-!!*7-2. 1- %.&

Ognuno regola la propria condotta secondo l'immagine che si ! fatta di s+. Se si desidera cambiare la propria condotta si dovr* dunque cambiare questa immagine. #he cosa ! l'immagine di s+? %oi constatiamo un'immagine corporea che ! quella dei contorni, dei rapporti degli arti cio! dei rapporti spaziali, temporali, delle sensazioni cinestetiche. 7engono poi i sentimenti o emozioni e i pensieri. .utto questo forma un insieme collegato. #ome si ! formata l'immagine di s+? #iascuno ha l'impressione che il suo modo di parlare, di camminare, di comportarsi sia l'unico possibile per lui, personale e immutabile si identifica in esso e crede di essere nato cos?. 'l suo giudizio dei rapporti spaziali, dei movimenti, il suo modo di tenere la testa, di guardare, ecc... gli sembrano innati, e crede sia possibile cambiarne solamente la velocit*, l'intensit* e l'estensione. .uttavia, tutto ci/ che ! importante dal punto di vista dei rapporti sociali, cio! dei rapporti di un uomo con gli altri ! acquisito attraverso un lungo apprendimento si impara a camminare, a parlare, a vedere in un'immagine dipinta o fotografata la terza dimensione, ed ! dalla casualit* dei luoghi di nascita e dell'ambiente di una persona, che dipende quello che saranno i suoi movimenti, il suo atteggiamento, la lingua che parler*, ecc... #os? quando impariamo un'altra lingua, rechiamo sempre traccia di un accento, il che significa che un'educazione acquisita in precedenza disturba l'acquisizione di una nuova. Provando a sedersi alla giapponese o all'ind&, si incontra difficolt* a riorganizzare il proprio corpo in questa nuova configurazione, l'abitudine ne ostacola l'apprendimento. 8unque dal momento che la prima formazione ! dovuta alla casualit* della nascita, la difficolt* che si prova per cambiare un'abitudine, fisica o mentale, ha poco a che vedere con l'ereditariet* e l'individualit*, ma ! propria di qualsiasi cambiamento di abitudine gi* acquisita. 7ediamo cos? che la difficolt* non ! legata alla sostanza dell'abitudine, ma al suo ordine temporale, cio! alla priorit* di un'abitudine anche se acquisita per caso. $uesto mette in evidenza che l'immagine di s+ !, anch'essa, acquisita a caso nella vita. S'impone dunque questa domanda ! possibile apportare dei cambiamenti che permetterebbero di imparare nuovi modi di comportamento diversi per scelta e che siano tanto adatti alla persona quanto quelli che ha acquisito, senza rendersene conto nel corso della sua vita? Cisogna comprendere che non miriamo semplicemente a sostituire un'azione con un'altra 9quello che chiamiamo "statica" ma miriamo a cambiare il modo d'agire, cio! operiamo sulla "dinamica" e sul processo dell'attivit* in generale. Prima di andare oltre, varr* forse la pena di fare una piccola esperienza che permetter* di sentire questa possibilit* e non soltanto di comprenderla. Stendetevi a pancia in gi& e piegate il ginocchio in modo che il piede sia verso l'alto, vedrete allora che il rapporto tra il piede e la gamba ! personale, cio! gli angoli nelle direzioni cardinali non saranno gli stessi per tutti. Se per chiarire meglio mettiamo, ad esempio, un libro sulla pianta del piede, il piano del libro non sar* parallelo al pavimento, ma avr* un'inclinazione particolare per ogni individuo, e i punti di contatto della pianta del piede con il libro avranno una distribuzione ugualmente individuale. #i si accorger* che i muscoli della gamba e del piede mantengono un rapporto di contrazione l'uno rispetto all'altro, e anche senza sostenere peso, la muscolatura non prende una configurazione neutra 9come ci si potrebbe aspettare quando il piede ! libero da ogni funzione nel campo di gravit* tranne quella di portare il proprio peso:. La persona agisce secondo l&immagine di s?, e questa configurazione tutta personale ! oggettivamente avvertita come la pi& semplice e accompagnata dall'impressione di non fare nulla di particolare. )e configurazioni abituali sono dunque impresse nel sistema nervoso che reagir* all'eccitazione esterna attraverso questa configurazione abituale gi* pronta e non sapr* formarne un'altra su richiesta della realt* esterna. %el cambiamento dinamico che noi consideriamo, si tratta di liberare il sistema nervoso dalle sue configurazioni compulsive e di permettergli un modo d'azione o di reazione non dettato dalla sua abitudine, ma dalla situazione del momento. Ritorniamo all'esercizio proposto. ,S sufficiente eseguire una ventina di movimenti al rallentatore per poter seguire mentalmente i percorsi del piede o di differenti parti del piede nello spazio> ad esempio flettendo ed estendendo il piede, cercate di fissare l'attenzione sul movimento del tallone nello spazio, e di seguire questo movimento contemporaneamente a quello dell'alluce, del quinto dito, e delle altre dita una dopo l'altra> occorrer* fare attenzione alla riduzione di intensit* del movimento per facilitare il cambiamento che si produrr*. Per ogni dito si prover* un grado di difficolt* del tutto personale. )a difficolt* consiste nei diversi livelli di chiarezza e nella discontinuit* che si verifica nel susseguirsi delle immagini di orientamento. Se ora cercate di eseguire con la punta del piede un movimento circolare e di localizzare chiaramente nello spazio la posizione del tallone durante la rotazione in modo che, fermando il movimento di rotazione in un punto qualunque, voi possiate rendervi conto nettamente della posizione del tallone, scoprirete con sorpresa delle difficolt* straordinarie in certi punti e una estrema facilit* in altri. #ontinuate il movimento al rallentatore, accentuandolo, facendo dei piccoli archi al posto delle rotazioni complete e ad ogni arresto provate a rendervi conto della posizione della punta del piede e dei tallone in rapporto alla gamba, poi tornate indietro percorrendo la stessa traiettoria tracciata dal tallone e dalla punta del piede, e ripetete questo movimento fino ad ottenerlo con una certa facilit*. Provate quindi a ruotare la punta del piede da destra a sinistra seguendo il movimento del tallone nella direzione opposta.

%oterete facilmente che il tallone non disegna una linea orizzontale, ma si comporta in modo del tutto diverso, all'estremit* destra e all'estremit* sinistra del suo movimento. Per cambiare questo, mettete la punta del piede all'interno, cio! il tallone a destra, poi ruotate la punta del piede a sinistra e il tallone a destra per arrivare alla posizione diagonalmente simmetrica, ma passando alcune volte dall'arco inferiore del cerchio di rotazione, altre volte dall'arco superiore. #ontinuate molto lentamente fino a che potete ruotare il tallone e descrivere un cerchio seguendo mentalmente la posizione della punta del piede. ,' necessario che per punta del piede si intenda di volta in volta ciascuna delle cinque dita del piede. 4ate il contrario e ruotate la punta del piede seguendo mentalmente il tallone fino a che le configurazioni spaziali diventino sempre pi& chiare, semplici e facili come i movimenti personali che fanno parte dell'immagine di s+, perch+ essa sola sembri, da tutti i punti dello spazio fin dall'inizio, semplice, chiara e facile. #ontinuando nell'esercizio, non bisogna fare sforzi di volont*, ne insistere sui punti difficili, ma quando si incontrano,, semplicemente ricominciare da zero. %oterete che in ogni punto dove proverete delle difficolt* a seguire il filo delle immagini di orientamento, si produrr* un cambiamento corrispondente nella respirazione. ,' sufficiente, nel momento difficile, interrompere l'azione per constatare che la respirazione riprende il suo ritmo normale> dunque c'era un arresto della respirazione. Se fate attenzione alla continuit* del ritmo respiratorio, troverete che la continuit* delle immagini d'orientamento spaziale del tallone e della punta del piede diventano sempre pi& facili. #i si stupir* di scoprire che il tempo trascorra e che una mezz'ora passi in pochi istanti. Se ora voi allungate la gamba 9destra:, vi renderete conto che 9la gamba destra: sembra pi& lunga. Proverete un cambiamento di sensazione cinestetica non soltanto nell'articolazione e nella muscolatura del piede 9destro:, ma anche di tutto il lato destro del corpo intero l'occhio destro sembrer* pi& aperto e, in effetti, lo sar*> tutto il lato destro del viso sembrer* = e del resto lo sar* = pi& lungo, la sua muscolatura distesa, eccetera... 2ettendovi in piedi potrete percepire un cambiamento radicale nell'uso, nella cinestetica e nella sensazione del piede 9destro: al contatto del suolo e molteplici cambiamenti personali di tutto il lato 9destro:. #os?, la rotazione della testa sar* pi& estesa e pi& facile verso destra che verso sinistra. Alzando lentamente il braccio destro sopra la testa, poi, dopo averlo abbassato e facendo lo stesso, con il braccio sinistro, constaterete un aumento di leggerezza del movimento del braccio destro... Se, invece che con il tallone, si eseguisse un esercizio, = simile nella tecnica e nei dettagli = con la testa, inclinandola e raddrizzandola con movimenti lenti e, cos? facendo, dirigendo l'attenzione sui dettagli di orientamento spaziale e sulle relazioni delle diverse parti del lato sinistro, cio!, della testa con la spalla, la clavicola, la colonna vertebrale, ecc... si scoprirebbe ugualmente un cambiamento del tono latente di tutto il lato sinistro fino alle dita del piede sinistro. Si impone dunque una conclusione di capitale importanza @: 2entre i due lati partecipano ugualmente e simmetricamente nei movimenti di inclinazione e raddrizzamento della testa, il cambiamento tonico e la crescita della sensazione di benessere del lato sinistro e la facilit* di controllo ottenuta sono solo del lato dove si sono resi coscienti i rapporti spaziali di orientamento. Praticamente i movimenti in s+, il controllo della muscolatura, il suo funzionamento, sono di un valore trascurabile al di fuori del miglioramento della circolazione e degli altri benefici del movimento in generale. 'l cambiamento ottenuto attraverso un movimento simmetrico dei due lati risiede unicamente nel lato dove i rapporti spaziali d'orientamento sono divenuti pi& chiari e pi& coscienti. ,' interessante notare che il cambiamento si produce in tutto il lato dell'arto sul quale si ! lavorato e non nel lato opposto, cio! il cambiamento si ! fatto attraverso una via eDtra=piramidale. H: 3n'altra constatazione ! che il cambiamento si ! prodotto in qualche parte del sistema nervoso centrale, visto che concerne tutto il lato, per intero, sul quale si ! lavorato. 0: 'l cambiamento non scompare istantaneamente, ma pu/ durare parecchie ore o addirittura parecchi giorni, dipende dal tempo dedicato all'esercizio e soprattutto dalla chiarezza della visione dei rapporti spaziali, oltre che dalla ritenzione mnemonica della differenza tra i due lati. )Simportanza di ci/ che accade nel sistema nervoso, attraverso questa tecnica, pu/ essere accentuata maggiormente dal fatto che si pu/ ottenere lo stesso effetto nel lato opposto a quello sul quale si ! ottenuto il cambiamento in questione con un lavoro puramente mentale e questa volta, senza nessun movimento, ma semplicemente dirigendo metodicamente l'attenzione sulla sensazione cinestetica diversa e da un lato e dall'altro. 2entre il primo effetto ! stato ottenuto in una mezz'ora o in un'ora, la direzione metodica, cio! punto per punto, dell'attenzione sulla differenza sentita nella muscolatura e nell'articolazione dei due lati, dalle dita fino alla sommit* della testa, non durer* che due o tre minuti. Se si continua fino a equalizzare completamente la sensazione nei due lati, l'effetto ne risulter* aumentato perfino nel lato originale. 4orse la cosa pi& importante da mettere in evidenza ! che l'uso abituale della testa oppure del piede sul quale si ! appena lavorato, ha potuto dare alla persona una soddisfazione completa> ma il contrasto ottenuto deve fare apprezzare quanto l'uso che la persona ha di s+ per abitudine sia lontano da ci/ che potrebbe fare o anche era destinato a fare = questo ! quanto crediamo di poter dimostrare in seguito. )a teoria e la pratica dimostrano che, nell'immagine di s+, ci sono delle parti sulle quali il lavoro ! pi& efficace> o piuttosto c'! un ordine di priorit* che rende il lavoro pi& facile e metodico. 3na prima osservazione consiste in questo il primo rapporto di un neonato con il mondo esterno avviene attraverso la bocca, tralasciando 9per il momento: le sensazioni tattili della pelle. "i* questi primi contatti attraverso la bocca richiedono l'orientamento della testa nello spazio in una maniera speciale. Poco a poco, l'uso di tutti i nostri sensi l'udito, la vista, l'olfatto, la produzione di suoni, insomma, l'uso di tutti i telerecettori hanno bisogno del movimento della testa. Poich+ gli organi doppi, distanti gli uni dagli altri, permettono l'orientamento della testa, la stima della distanza e della direzione, l'udito, la vista e l'olfatto hanno un'organizzazione molto complessa nel sistema nervoso, che richiede la rotazione della testa sino all'eccitazione uguale dei due organi che orientano la testa nella direzione di provenienza di questa eccitazione> di modo che la testa serve per cos? dire da periscopio al sistema nervoso per portarvi l'informazione attraverso i sensi. 'n ultima analisi, la sola parte che ha un rapporto con il mondo esterno ! il sistema nervoso, in quanto i sensi e il corpo gli servono solo come strumento di informazione e d'azione. ,' evidente che il movimento della testa, che porta tutti i sensi telerecettori, parteciper* a tutti i movimenti che costituiscono i nostri rapporti con il mondo esterno. 'l movimento della testa former* dunque la parte essenziale dell'immagine di s+> e la colonna vertebrale, posta sul bacino e che permette l'orientamento della testa, e in particolare le parti della colonna che permettono il movimento di rotazione come le vertebre cervicali e lombari, formeranno egualmente una parte importante dell'immagine di s+. 8a questi cenni sommari, possiamo gi* vedere l'importanza dello scheletro nell'immagine di se stessi, poich+ la testa, posta per mezzo della colonna sul bacino, parteciper* a tutte le azioni di orientamento e a tutte le azioni, passive o attive, avendo rapporti con il mondo esterno. )a gabbia toracica, con il sistema respiratorio, sospeso su questa colonna, sar* coinvolta, e colorer* ogni movimento> da qui le prime indicazioni per la tenuta della gabbia toracica che deve non solo non disturbare il movimento di orientamento della testa, ma, al contrario, dovr* facilitarlo. Senza entrare in dettagli che esulerebbero dal quadro che ci siamo prefissati, ritorniamo ad alcuni aspetti educativi dell'immagine di s+. Se ci si sdraia a terra, sul dorso, e si prova ad esplorare mentalmente e metodicamente il corpo intero, si scoprir* che certe parti sono pi& accessibili di altre all'attenzione e che, in generale, le parti meno accessibili non sono presenti alla coscienza durante l'azione. Si scoprir* inoltre che, in ogni azione, altre parti diventeranno inaccessibili alla coscienza e addirittura, che in alcune persone, certe parti non figurano quasi mai nell'immagine di s+ durante l'azione. 3n'immagine di s+ completa, che dia la stessa chiarezza e la stessa importanza a tutto il corpo, davanti, dietro e da tutti i lati, ! un caso eccezionale e ideale. #hiunque pu/ rendersi conto che l'uso che fa di s+ corrisponde alla sua autoimmagine e che questa non ! che una parte molto ristretta dell'immagine ideale> potr* anche rendersi conto che i rapporti dell'importanza relativa di un arto o di una parte dei corpo rispetto ad un'altra cambiano con la posizione e l'azione che si intraprende. Per esempio, provate a chiudere gli occhi e con gli indici delle vostre mani, rappresentate davanti a voi la larghezza della vostra bocca> non ! raro trovare degli scarti che vanno fino al 0;;T nel senso di esagerazione o di sottostima. Provate ancora, sempre ad occhi chiusi, a rappresentare con le mani dall'avanti all'indietro lo spessore del vostro petto, e in seguito allargando le mani lateralmente, ed infine, verticalmente sarete stupiti di vedere che il vostro giudizio cambia a seconda della posizione delle mani e che da queste tre prove otterrete tre risultati con scarti valutabili, in alcuni casi, in misura del @;;T. 3n'ultima piccola esperienza chiudete gli occhi, mettete davanti a voi le mani allungate, comodamente, e immaginate i raggi luminosi dell'indice sinistro che vanno all'occhio destro, e i raggi luminosi dell'indice destro che colpiscono l'occhio sinistro> immaginate questi raggi densi, materializzati essi si incrociano dunque in un certo punto. 2antenete l'insieme delle vostre mani e della vostra testa in questa posizione, per cos? dire cristallizzata, e provate con l'indice e il pollice destro ad afferrare il punto di intersezione di questi raggi cristallizzati> aprite gli occhi e constatate l'errore commesso 9se ce n'!:. Ricominciate la stessa cosa, provate ad afferrare il punto di intersezione con la mano sinistra> aprite gli occhi e constatate che avete preso un altro punto. $uesto modo di agire permette di distinguere tra gli errori oculari e gli errori manuali di origine cinestetica.

Se si esaminano in modo dettagliato un grande numero di persone, si scoprir* che, quando gli scarti tra i valori delle immagini di s+ e i dati pi& obiettivi o reali sono dell'ordine del @;;T, l'uso di questa parte del corpo ! generalmente difettoso. Per esempio le persone che, d'abitudine, mantengono il loro petto in stato di espirazione esagerata, scopriranno che nella loro immagine di s+, il petto ! rappresentato due o tre volte pi& spesso di quanto non lo sia in realt*> e viceversa le persone che abitualmente mantengono il loro petto in stato di inspirazione esagerata scopriranno che nella loro immagine di s+, lo spessore del petto ! sottostimato. 3n esame dettagliato di tutto il corpo e in particolare del bacino e della regione genitale e anale d* pi& di una sorpresa. Se pensiamo che l'uso di s+ non ha altro riferimento se non l'immagine di s+, possiamo ben capire le difficolt* che si incontrano per il perfezionamento di una qualsiasi azione. Si immagina che, avvicinando e migliorando l'immagine di s+ fino ad una migliore approssimazione della realt*, si migliorer* il modo d'agire in generale e questo dar* risultati molto pi& rapidi e su tutta l'estensione dell'attivit*, di quanti non se ne sarebbero ottenuti attraverso un esercizio concepito e applicato ad ogni singola azione. L&*;-02. !)%C0L*4. Senza la muscolatura, liscia e striata, che traduce in termini per noi significativi, comprensibili, ci/ che avviene nel sistema nervoso, tutto ci/ che vi accade non sarebbe altro che una serie di reazioni chimiche lente, una sorta di attivit* di impulsi elettrici che non contengono in s+ alcuna informazione significativa per l'uomo se non per quanto riguarda la chimica e l'elettricit*. 'n base a tali reazioni e a tali impulsi non si potrebbe mai sapere, senza la trasduzione muscolare, se il sistema nervoso percepisce la bellezza, vede rosso o verde, bello o brutto, gradevole o sgradevole. ,' la muscolatura liscia che traduce questi impulsi nella vita interiore di ciascuno di noi, ed ! la muscolatura striata che collega il sistema nervoso con l'ambiente circostante. Allo stato attuale della nostra conoscenza i muscoli sono il solo mezzo che ci consente di esprimere in termini umani l'insieme dell'attivit* chimica ed elettrica del sistema nervoso. )o studio approfondito dell'attivit* muscolare dal punto di vista del funzionamento del sistema nervoso ! dunque d'importanza primordiale. 8iciamo subito che qualsiasi evento si produca nel sistema nervoso non diventa cosciente e non e percepito da noi come sensazione o sentimento, come umore o azione se non al momento in cui arriva alla muscolatura periferica, intendendo per periferia anche i passaggi mucosi, dalla bocca all'ano. 4ra questi dobbiamo anche includere la muscolatura dei capillari e di tutto il sistema sanguigno. 'l cervello stesso sembra essere insensibile alla maggior parte delle eccitazioni alle quali la periferia reagisce con violenza. #i si rende conto di un'azione nociva sulla materia del cervello nella misura in cui essa produce un'azione alla periferia che diventa pertanto cosciente. #on le onde corte o i raggi U si possono distruggere o bruciare ossa, tessuti interni senza che nulla venga percepito> se ne acquisisce coscienza solo quando ! raggiunta la periferia. %on abbiamo la minima idea di quel che accade nel duodeno, nella vescica prima della distensione dei loro sfinteri> ! quest'ultima, la distensione, che perviene alla nostra coscienza. )a formazione dei calcoli renali o biliari passa inosservata fino al momento in cui essi dilatano lo sfintere corrispondente con il loro passaggio. )a distruzione causata da una carie dentaria ! percepita solo nel momento in cui induce una reazione nei capillari e nei tessuti esterni delle gengive. %el corso dell'evoluzione della vita sulla terra, il sistema nervoso e la muscolatura, dalla loro evoluzione primaria fino ai giorni nostri, hanno dovuto adattarsi al campo di gravitazione del globo terrestre. )a maggior parte dell'attivit* del sistema nervoso e della muscolatura, oltre che a mantenere la temperatura e preservare l'ambiente chimico necessari alla sopravvivenza di questi due sistemi, ! impegnata a garantire la sopravvivenza e lo spostamento del campo di gravitazione. )a nostra stessa classificazione della vita animale in genere si basa sostanzialmente sul sistema di spostamento distinguiamo il pesce che nuota nell'acqua, l'uccello che vola, gli animali che strisciano, scivolano o si arrampicano, quelli che camminano a quattro zampe, i bipedi ecc. ,' necessario tener ben presente una propriet* molto generale dell'azione muscolare se proviamo a muovere leggermente l'indice, poi tutta la mano, poi l'avambraccio, infine tutto il braccio e cerchiamo di valutare lo sforzo insito in ciascuno di questi movimenti, potremo constatare che si compiono tutti con la stessa facilit*. ,bbene, dal punto di vista lavoro in campo gravitazionale, i movimenti dell'indice richiedono un lavoro di qualche gm D cm, quelli della mano di qualche migliaio di gm D cm, quelli dell'avambraccio qualche decina di migliaia di gm D cm, quelli di tutto il braccio molto di pi& ancora. Si vede dunque che la sensazione muscolare dello sforzo non misura affatto il lavoro compiuto, ma qualcos'altro e, precisamente, la qualit* dell'organizzazione del movimento. )a quantit* di lavoro compiuta pu/ variare da un gm D cm a un milione di gm D cm, pur rimanendo immutata la sensazione di sforzo. Solo quando si verifica ostacolo, impedimento e ci si mobilizza in modo inadeguato per superarlo si avvertir* una sensazione di maggiore sforzo> tale sensazione di incremento di sforzo non corrisponde necessariamente all'aver compiuto un lavoro maggiore. Possiamo dire, molto in generale, che le sensazioni e i sentimenti ci rendono conto dell'organizzazione interna, della mobilizzazione e non delle differenze che si possono misurare o verificare attraverso la realt* oggettiva. 8al momento che sentimenti e sensazioni non ci informano dell'atto realmente compiuto, siamo costretti a ricorrere al processo mentale, al giudizio, alla comprensione, al sapere per poter adattare i nostri sentimenti e le nostre sensazioni all'effetto auspicabile. Senza questi mezzi, gli errori commessi potrebbero, nella maggior parte dei casi, essere anche fatali. 8al momento che agiamo in base all'immagine di s+ formatasi in modo casuale e che tale immagine ! sostanzialmente costituita da sentimenti e sensazioni, ! facile provare come negli atti che implicano l'uso di s+ nelle parti dell'immagine di s+ che non sono chiare, vale a dire quelle che non sono parte integrale di questa immagine, si pu/ arrivare a commettere errori che arrivano fino a sostituire quel che si crede di fare con l'atto contrario oppure compiere un atto che non ha alcun rapporto con quello che si ha intenzione di fare, senza accorgersene. %ell'esercizio di rotazione del tallone e delle dita dei piedi, capiteranno probabilmente dei momenti in cui farete movimenti contrari a quelli che avevate la sensazione di fare spesso ve ne accorgerete e tale percezione provocher* un'interruzione nel filo delle immagini di orientamento. 8i norma ! molto raro che ci accada di perdere il controllo del tallone o del piede al punto di non saperne la collocazione nello spazio o quel che ne stiamo facendo. 'nfatti, di solito non ricorriamo al processo mentale per verificare se c'! corrispondenza fra i nostri atti e l'effetto desiderato, poich+ ci limitiamo ad agire secondo quella parte di immagine di s+ formatasi nell'infanzia fino all'et* di @1 anni circa e di cui siamo pi& o meno soddisfatti ed ! raro che ci azzardiamo a completare tale immagine. #ontinuiamo cos? a servirci solo di ci/ che si ! formato nella giovinezza quando lo slancio vitale permetteva sforzi diventati difficili pi& tardi. 8'altro canto, nella giovinezza il tempo che ci si pu/ concedere per questo apprendimento ! raramente razionato come avviene in et* adulta. ,' utile sottolineare che questo razionamento soggettivo che ciascuno compie del proprio tempo esaurisce tutte le nostre risorse creative. %on mi ! facile fornire l'esempio di un atto che sia al di fuori dell'immagine di s+ per qualsiasi individuo, il che rende difficile convincere tutti con lo stesso esercizio del fatto che si compie spesso l'atto contrario o un atto completamente diverso da quello che si crede o che si ha l'intenzione di fare. Proviamo comunque l'esercizio seguente che riesce abbastanza spesso. 2ettete il palmo della mano destra sull'ombelico, con le dita verso la sinistra. Provate a portare il gomito destro davanti a voi, in modo da formare un angolo retto fra l'avambraccio e il dorso della mano. Se non ci riuscite, provate ad appoggiarvi al tavolo o a terra per rendervi conto che non vi ! in s+ alcuna difficolt* ad ottenere un angolo retto fra il dorso della mano e l'avambraccio. Provate ora nuovamente, in un altro modo mantenete l'angolo retto fra il dorso della mano e l'avambraccio e cercate di mettere il palmo della mano, cos? organizzata, sull'ombelico, come all'inizio. Rendetevi conto se ci siete riusciti. 'n caso contrario, avete notato il momento in cui la mano ha abbandonato la configurazione precedentemente assunta e ha ceduto = facendo dunque esattamente il contrario di ci/ che voi volete fare = per stabilire il contatto con l'ombelico? #ome mai la mano, che ! la parte pi& utilizzata e pi& abile dei nostro corpo per compiere movimenti volontari, non vi ubbidisce, a tal punto che i muscoli flessori agiscono da soli mentre voi volete mantenere una contrazione degli estensori? Per imparare a fare questo movimento a proprio piacimento in modo corretto bastano solo pochi secondi ma, come, si ! gi* detto, non si tratta di imparare un'azione o un'altra quel che ci interessa ! la dinamica dell'uso in s+ in generale. .ale preoccupazione nei confronti della costituzione e della chiarificazione dell'immagine di s+, indotta dall'aver rivolto la propria attenzione all'orientamento spaziale e temporale per ottenere una maggiore conoscenza di s+, non ! nuova come si potrebbe credere. "li artisti che creano pittori, musicisti, poeti, uomini di scienza, filosofi, ecc. si applicano costantemente, senza pensarci espressamente nei termini in cui l'abbiamo fatto noi, all'ampliamento e alla chiarificazione dell'immagine di s+ nell'ambito particolare cui si interessano. #os?, ad esempio, il pittore davanti alla sua tela, mentre prova a fare un ritratto, che si tratti o meno di pittura figurativa, cerca di rendersi conto dei sentimenti e delle sensazioni che egli prova davanti a ci/ che vede, cos? come dello stato di mobilizzazione e del peso della sua mano che guida il pennello, cosicch+ questa si orienti con l'intensit* che la sua sensazione giudica necessaria per tradurre con precisione ci/ che sente. Spesso fisser*, sempre pi& da vicino, i contorni del tratto voluto fino ad esserne pienamente soddisfatto e troveremo che numerosi pittori lasciano sulle proprie tele le tracce delle loro ricerche.

'l poeta soppesa le parole, la loro lunghezza, il loro suono, i rapporti che le legano l'una all'altra, e non solo il loro significato, fino al punto in cui l'insieme traduca il suo sentimento o il suo pensiero. 4a dunque con le parole ci/ che noi facciamo con il tallone e anch'egli amplia, chiarifica e rende pi& precisa e pi& cosciente l'immagine di s+ in questo ambito. 'n questi due esempi come nel movimento del piede, una ripetizione meccanica dell'azione non sarebbe altro che un lavoro muscolare e non uno sviluppo. $uesto ci porta direttamente a definire con chiarezza le esigenze della qualit* essenziale di un esercizio utile per ampliare e chiarificare l'immagine di s+ in un modo o nell'altro, deve far progredire l'orientamento cosciente onde consentire azioni nuove o migliori proprio come l'esercizio del tallone porta a un uso migliore della gamba in generale. )a ripetizione meccanica senza applicare la propria attenzione a quel che accade e a quel che si sente nel corso dell'azione, senza porre tale attenzione sull'immagine nel suo insieme e sulle sue ripercussioni nell'entit* non pu/ essere considerata altro che un lavoro certamente utile, ma che non aggiunge nulla allo sviluppo. #os?, il postino che cammina tutto il giorno non diventer* campione di marcia se non servendosi della sua attenzione per rendere coscienti le modalit* della sua azione, cio! occupandosi dell'orientamento spaziale e temporale della propria immagine di s+. $uanto abbiamo detto vale anche per l'atleta, il quale, fidando unicamente nella ripetizione meccanica, rester* sempre allo stesso punto e far* solo progressi lenti e minimi. 'l tentativo di sviluppare l'immagine di s+ deve essere preferibilmente compiuto in termini di generalit*, completando l'immagine nelle sue grandi linee in tutte le direzioni e non solo negli ambiti in cui si ha un'esperienza pi& o meno estesa. #osi, non sappiamo ancora preconizzare o concepire il miglioramento della respirazione attraverso una buona messa a punto della digestione, n+ la ripercussione di queste due funzioni sulla vista o sulla memoria. )'esperienza prova che il matematico non ! un musicista come gli altri, che un poeta musicista non ! un poeta come gli altri e un'immagine di s+ pi& o meno completa dar* personaggi quali )eonardo da 7inci o Sha5espeare. Per parlare infine dell'azione muscolare vera e propria, proviamo a tracciare alcune grandi linee direttrici. 3no stesso muscolo risponde a stimoli o impulsi di diversa provenienza, ad esempio il muscolo della palpebra pu/ fare un movimento clonico in certi istanti di fatica o rispondere in modo riflesso al volo di un insetto verso l'occhio o rispondere alla volont* di chiudere o aprire l'occhio la qualit* della contrazione muscolare ! molto diversa da un caso all'altro. ' movimenti volontari hanno di particolare la caratteristica di essere reversibili, cio! che in ogni punto della traiettoria in cui si muove la parte del corpo in questione ! possibile fermare il movimento, tornare indietro, riprendere la direzione iniziale o fare altro ancora. %ella parte dell'immagine di s+ il cui apprendimento lascia a desiderare, la reversibilit* ! inesistente o lascia anch'essa a desiderare. Se, ad esempio, provate a ruotare la testa a destra e nello stesso tempo a ruotare gli occhi per guardare verso sinistra, verificate fin dai primi tentativi che cosa sia la non=reversibilit*. Provate a fare i due movimenti una ventina di volte, badando a mantenere il ritmo continuo della respirazione durante l'esecuzione del movimento, fintanto che non riuscirete a compiere i due movimenti con la stessa semplicit* con cui si guarda con gli occhi nella direzione della rotazione della testa> potrete constatare un cambiamento del tono della muscolatura della nuca dal lato della rotazione della testa come quando si prova a ruotare la testa a destra e a sinistra e troverete che il lato destro ! favorito, in quanto l'angolo di rotazione sar* nettamente pi& ampio che non a sinistra e, inoltre, la rotazione a destra sar* pi& agevole e fluida. Ora vi ! maggiore reversibilit* dal lato destro e su pi& ampia angolatura. 'l vantaggio della nozione di reversibilit* consiste nel fatto che applicandola ad un'azione qualsiasi, non soltanto questa si fa pi& fluida, ma l'ambito e l'estensione d'applicabilit* dell'azione divengono pi& ampie. %ella maggior parte dei movimenti della vita, gli occhi e la testa ruotano dallo stesso lato e tale combinazione diventa abituale> pi& rara, invece, la combinazione inversa, tanto che, vedremo, molte persone non se ne sono mai servite. )o stesso accade per i movimenti del tronco e delle braccia che, nella vita di tutti i giorni, ruotano sempre nella stessa direzione degli occhi e della testa. Avremo dunque mancanza di reversibilit* provando movimenti in cui le due braccia, o una delle due, devono muoversi in una direzione opposta a quella degli occhi e della testa. Ad esempio se mettiamo il palmo della mano destra dietro alla testa e quello della mano sinistra sulla fronte e proviamo quindi a far ruotare la testa fra le mani da destra a sinistra, noteremo che un gran numero di persone sostituir* alla rotazione della testa fra le mani i movimenti abituali della propria immagine di s+, vale a dire la rotazione dell'intero tronco, compresi braccia e testa, a destra e a sinistra> gomiti, occhi e testa ruoteranno dunque in ogni momento nella direzione abituale senza che la persona se ne renda conto, anche se la sua attenzione ! rivolta a tale movimento. )a combinazione dell'immagine di s+ abituale !, in una certa misura, compulsiva, in quanto la persona non pu/ scegliere di fare altrimenti sostituisce all'azione proposta un'azione abituale senza minimamente dubitare che non sta facendo ci/ che vuole. $uando la mancanza di reversibilit* ! cosi pronunciata, ! necessario ricorrere a dimostrazioni sottili per consentire nella persona la presa di coscienza della differenza tra ci/ che fa realmente e ci/ che si era proposta di fare. Applicando questa tecnica di reversibilit* all'insieme costituito da occhi, testa e spalle, si prover* una sensazione simile a quella che si avverte nel trovare la soluzione a un indovinello o a un problema difficile. ,' come se si fosse trovato un nuovo grado di libert* nell'uso di s+. )e scuole esoteriche ricorrono ampiamente ad una tecnica che consiste in questo gli adepti devono rimanere immobili in una posizione in cui possa sorprenderli il richiamo del maestro. Si mantiene questa posizione, per quanto faticosa e strana possa essere al momento del segnale. 2antenendola fino al segnale che permetter* di riprendere l'attivit* sospesa, si prende coscienza del l'orientamento relativo degli arti, degli sforzi inutili delle parti del corpo, di quelle ignorate o trascurate dell'immagine di s+ che non partecipano al movimento riprendendo l'attivit*, si possiede una maggiore reversibilit*, poich+ di fatto questa tecnica ! analoga a quella di cui vi stiamo parlando. "urdVieff la definiva "%a tecnica "ello stop" e ne faceva ampio uso. .ramite una scelta attenta e appropriata di esercizi di questo genere si riesce ad abbattere il limite imposto da un arresto di sviluppo che circoscrive le configurazioni possibili, nell'attivit*, a quelle che l'abitudine ha reso familiari. 'l miglioramento dell'immagine di s+ ha dunque l'effetto di aumentare ed ampliare il numero e la variet* delle configurazioni e delle azioni accessibili all'uso> ed ! cos? che un miglioramento della reversibilit* va di pari passo con una ripresa dello sviluppo generale della coscienza nei suoi rapporti d'orientamento nel tempo e nello spazio. )'orientamento ! cos? strettamente legato alla coscienza che si tende ad attribuirgli le prerogative della coscienza in generale. Prima che la testa e gli occhi riprendano l'abituale contatto con lo spazio e si orientino nei rapporti consueti e familiari con la verticale nel campo gravitazionale, non si possiede il comando di s+. 7i sar* capitato di svegliarvi in un letto non familiare, o anche nel vostro, e di trovarvi orientati in modo diverso da quando vi siete coricati> e se al momento del risveglio non ritrovate immediatamente il vostro orientamento familiare con lo spazio, avvertirete un'incapacit* a riprendere il (comando di s+( fino al momento in cui prenderete coscienza di una carenza rispetto all'orientamento abituale o in cui ritroverete casualmente tale orientamento. Anche in stato di veglia si pu/ avvertire, una lacuna o un'interruzione della continuit* cosciente quando vi ! sorpresa o mancanza di continuit* nell'orientamento. Ad esempio, nel salire le scale, se, per una qualsiasi ragione, ci si aspetta di trovare l'ultimo scalino e accade invece che il piede non lo trovi, si verifica non solo uno choc meccanico del corpo, ma anche una rottura netta nella continuit* della coscienza. Parimenti, nello scendere, se si trova il pavimento laddove invece ci si aspettava ancora uno scalino, si verifica lo stesso choc e la stessa rottura di coscienza. )a ripresa di coscienza da parte di chi l'ha perduta si esprime con la domanda "&ove sono+". Sul piano soggettivo, una lacuna nel susseguirsi delle immagini di orientamento viene certamente avvertita come una lacuna cosciente. Rimane da convincersi del fatto che il rapporto fra coscienza e orientamento ha un significato di valore pi& generale. )'applicazione metodica e oculata della nozione di reversibilit* all'immagine di s+ d*, nel tempo, i risultati seguenti @: rende coscienti le configurazioni e i rapporti dello scheletro> H: riduce e porta allo stesso livello il tono latente di tutta la muscolatura> 0: riduce lo sforzo in tutti i campi dell'attivit*> 1: semplifica la mobilizzazione di s+ e, pertanto, l'intraprendere qualsiasi azione> B: aumenta la sensibilit*, cio! permette di individuare anche le minime varia zioni dalla norma> <: migliora la capacit* d'orientamento> G: aumenta la versatilit* dell'intelligenza> F: riduce la fatica aumentando dunque la capacit* di lavoro e di perseveranza>

A: migliora l'atteggiamento, la respirazione e ringiovanisce dunque il corpo> @;: migliora la salute in generale e la capacit* d'azione> @@: migliora il coordinamento in ogni tipo di attivit*> @H: facilita l'apprendimento in qualsiasi ambito, mentale o fisico> @0: permette una conoscenza di s+ pi& approfondita. )a riduzione e l'equalizzazione del tono latente della muscolatura, insieme all'integrazione della coscienza dello scheletro, permette a quest'ultimo di svolgere la sua funzione strutturale nel campo di gravit*, cio! di annullare la componente verticale di compressione prodotta dal peso del corpo o dei suoi elementi. )a muscolatura viene dunque liberata dal carico del peso, il che consente di iniziare ogni atto con uno sforzo minimo che, nel caso ideale, sar* prossimo a zero. #hiariamo meglio stando in piedi, con le gambe troppo divaricate, il movimento da destra a sinistra richiede uno sforzo maggiore che non tenendo le gambe pi& ravvicinate. 'l movimento in avanti e all'indietro ! possibile solo facendo un movimento preliminare per indurre la componente verticale di compressione a passare longitudinalmente attraverso lo scheletro della gamba, che, con le sue forze elastiche, lo annuller* e permetter* lo spostamento in avanti o all'indietro con uno sforzo minimo. %el caso ideale tale sforzo sar* pari a quello necessario per vincere la resistenza dell'aria e la resistenza dell'attrito nelle articolazioni. 3n uso migliore e generalizzato dello scheletro mette in gioco tutte le superfici articolari e intervertebrali fino al limite delle possibilit* strutturali anatomiche di queste superfici. 'l pi& delle volte, il limite che ci imponiamo in buona fede e che attribuiamo alla mancanza di agilit* e flessibilit* ! dovuto alla contrazione e all'accorciamento dei muscoli che, per abitudine o mancanza di valutazione cosciente, conserviamo a nostra insaputa e che, una volta diventati abituali, si traducono in deformazioni e usure non uniformi delle superfici intervertebrali e interarticolari. )a degenerazione delle articolazioni dello scheletro richiede una nuova limitazione della muscolatura onde evitare dolori e difficolt* nel movimento si forma cos? un circolo vizioso che porta alla deformazione dello scheletro, della colonna vertebrale, dei dischi intervetebrali e che rende senile il corpo e riduce l'estensione e la variet* dei movimenti molto prima che non lo giustifichi l'et*. )'esperienza ci mostra come l'et* non abbia che un'influenza minima su tali limiti e come sia possibile ripristinare la capacit* del corpo di fare tutti i movimenti consentiti dalla struttura anatomica dello scheletro. 4ino ai sessant'anni, con persone pi& o meno sane, senza malattie serie, si pu/ arrivare a questa condizione straordinaria con un'ora di lavoro per ogni anno di vita. 'n casi di intelligenza limitata ! necessario aggiungere una mezz'ora circa per ogni anno di vita. Oltre i sessant'anni l'intelligenza e l'attaccamento alla vita determineranno il tempo necessario per giungere allo stesso risultato. L&)2-/*& .%%.2;-*L. 1.LL* !.2/. . 1.L C04P0 )'idea conduttrice cui si ispira questa tecnica ! la seguente per lo meno nel corso dell'azione, le manifestazioni mentali e fisiche sono due diversi aspetti di un unico funzionamento. )e manifestazioni fisiche e mentali non sono due serie di fenomeni collegate da una qualsiasi corrispondenza, bens? due facce di una stessa entit*, come le due facce di una medaglia. ,' probabile che sia proprio la formazione in serie del linguaggio nel tempo o la linearit* che ha determinato la genesi in serie del nostro pensiero che rende impossibile l'espressione simultanea di due aspetti. A meno che non si inventi un vocabolario speciale o una notazione, come avviene in matematica, siamo costretti ad attuare la separazione di questi due aspetti pur desiderando il contrario. Persino il concetto pi& astratto, quello di numero, ad esempio, non ! indipendente dal supporto fisico del sistema. )a velocit* del pensiero ! strettamente connessa alla velocit* dei processi della corteccia motoria. 'l tempo necessario per pensare e identificare l'uno dopo l'altro gli intervalli numerici compresi fra venti e trenta ! pi& lungo di quello necessario per identificare gli stessi intervalli da uno a dieci, in quanto il pensiero ! collegato anche sul piano non verbale, all'articolazione dei numerali, nel primo caso pi& lunghi che non nel secondo. Allo stesso modo, il pensare (a destra( o (a sinistra( si compie con la velocit* dell'attivazione dei muscoli oculari. 'l sistema nervoso dell'uomo consente, grazie ad un apprendimento appropriato, di eliminare l'attivazione delle muscolature della laringe e dell'occhio e, pertanto, di accelerare in qualche misura il processo mentale. ,sso rimarr* comunque sempre limitato alla velocit* di ci/ che accade nella corteccia motoria. )a lettura di una pagina ! legata alla velocit* della percezione oculare non possiamo dunque pensare il contenuto della pagina alla velocit* voluta. 'n quest'ultimo caso e ancora possibile accelerare i processi mentali dissociandoli parzialmente dai processi muscolari associati. #i/ che ci interessa ! che il pensiero ! un aspetto del funzionamento di un supporto fisico del processo mentale. Pi& esaminiamo da vicino, pi& ! difficile trovare un atto mentale che si compia senza che lo si possa attribuire ad un funzionamento connesso al suo supporto fisico. )e moderne idee sulla struttura della materia porteranno forse a vedere in essa solo una manifestazione di energia, o qualche cosa di attenuato quale il pensiero stesso. )a familiarit* di alcuni fenomeni ce li rende oscuri, tanto che non riusciamo pi& a vederli con chiarezza. )a velocit* ! per noi una cosa reale, tangibile, misurabile> eppure non ! possibile toccare o misurare una velocit*, poich+ di fatto la velocit* non ! altro che un'astrazione. Per misurare la velocit*, dobbiamo prendere nota dei cambiamenti di posizione di un supporto fisico. Possiamo anche andare oltre e misurare un'astrazione dell'idea di velocit*, peraltro gi* astratta possiamo infatti misurare l'accelerazione e la decelerazione, sempre a condizione di osservare il cambiamento del tipo di spostamento di un supporto fisico. 4acciamo anche una terza astrazione tracciando la curva di variazione dell'accelerazione. $uesta analogia ! poi veramente tanto lontana da quanto accade in noi quando pensiamo? Osservate almeno l'analogia, nell'ordine dell'astrazione, con un processo mentale leggo una pagina meccanicamente> mi esamino l'ho capita? Rileggo la pagina e questa volta mi osservo per rendermi conto se capisco. )a rileggo una terza volta osservandomi perch+ non ho capito niente alla prima lettura e come mai? Cen note sono anche altre astrazioni di ordine pi& elevato.

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di !oshe "elden#rais 'l movimento ! il segno pi& rappresentativo dell'attivit* del sistema nervoso. ' tremiti spasmodici, i differenti tipi di paralisi, l'atassia, la difficolt* di eloquio, la mancanza di controllo della massa muscolare in generale, sono altrettanti testimoni di una lesione o di una disfunzione del cervello o di altre parti del sistema nervoso. ,' inutile far fare a una persona un movimento qualunque, se non si cerca di incoraggiare il sistema nervoso a inviare gli stimoli necessari alla contrazione dei muscoli interessati per un movimento, o un insieme di movimenti, corretti, effettuati nella giusta sequenza temporale. 'l movimento, o al contrario l'assenza di movimento, sono testimoni dello stato del sistema nervoso, del suo aspetto ereditario e del suo grado di sviluppo. Alla nascita, a parte piangere o contrarre tutti i muscoli flessori in uno sforzo globale non differenziato, noi possiamo effettuare solo un piccolissimo numero di movimenti volontari. 'mpariamo per esperienza a rotolare, strisciare, sederci, camminare, parlare, correre, saltare, dondolarci, girare, e a fare tutto ci/ di cui siamo capaci una volta adulti. )a nostra coscienza si adatta gradualmente all'ambiente in tutta la sua variet*. ' primi contatti con l'esterno avvengono attraverso la pelle e la bocca. Pi& tardi, apprendiamo a differenziare il movimento degli arti e ad adeguarli guardandoli. 'l problema principale ! la differenziazione dei movimenti. #os?, l'anulare rester* maldestro a meno che non suoniamo uno strumento o non ci esercitiamo a farlo muovere volontariamente.

%oi tendiamo a modificare il (tutto o niente( di una contrazione muscolare primitiva, in un'attivit* volontaria pi& o meno ben differenziata. A questo risultato giungiamo allo stesso modo in cui arriviamo a parlare spontaneamente, cio! senza avere consapevolezza del processo di sviluppo implicato, e senza essere consci del grado di perfezione raggiunto nel nostro apprendimento, poich+ ci/ ! dovuto al fatto che non avvertiamo grosse lacune rispetto alle altre persone. ,' quando incontriamo grosse difficolt* che prendiamo coscienza che qualcosa non va. )a maggior parte di noi si accontenta di un'allegra mediocrit*, giusto sufficiente a fare di noi una persona fra tante altre. 'l mio 2etodo, o tecnica, per ottenere uno sviluppo migliore del sistema nervoso, si basa sull'utilizzo delle relazioni reversibili dei nostri muscoli e del nostro sistema nervoso. $uesti si sono sviluppati in funzione della gravit*, che determina lo sviluppo e l'apprendimento di ogni individuo cos? come di tutte le specie del livello evolutivo. )o sviluppo straordinario dei lobi frontali 9del sistema sopra=limbico in generale: nell'uomo, prova che il suo funzionamento costituisce un miglioramento evolutivo e favorisce la sopravvivenza dei meglio adattati. $uesto sviluppo del cervello umano avviene durante la crescita a partire dalla nascita, in funzione dell'esperienza individuale. %e deriva una straordinaria possibilit*, che non esiste negli altri animali, di assimilare un gran numero di risposte apprese, ma che rende l'uomo per questo stesso fatto vulnerabile, poich+ esistono pericoli legati a un cattivo apprendimento. "li altri animali hanno delle risposte appropriate agli stimoli radicati nel loro sistema nervoso, sotto forma di reazioni istintive che si rivelano raramente cattive. %oi abbiamo tendenza a sbagliarci pi& di altre creature e, ci/ che ! pi& grave, abbiamo poca probabilit* di prendere coscienza di ci/ che abbiamo commesso come errore, per il fatto che noi siamo al tempo stesso allievo e giudice> il nostro giudizio dipende da ci/ che abbiamo imparato, e si limita alla nostra conoscenza. )a conclusione oggettiva della nostra analisi ! che per progredire, dobbiamo migliorare il nostro giudizio. 2a questo ci riporta alla casella di partenza, poich+ il giudizio ! il risultato dell'apprendimento, che, quando siamo adulti, ! gi* lontano dietro di noi. Per rompere questo circolo vizioso, noi utilizziamo la qualit* principale della parte sopra=limbica del nostro cervello, che ! capace di sentire e di fare astrazione, se non addirittura anche di esprimere con parole, le azioni dei nostri corpi. Riducendo al massimo tutti gli stimoli, riduciamo praticamente al nulla qualunque possibilit* di cambiamento del nostro sistema muscolare e dei nostri sensi 9e mettiamo cos? in pratica la legge di 4echner=Leber:. 'n compenso aumentiamo al massimo la nostra sensibilit* e siamo cos? in grado di distinguere dettagli sottili che andrebbero oltre di noi o che sfuggirebbero alla nostra attenzione, anche quando tentassimo di captarli. , come se fossimo delle persone daltoniche, incapaci di distinguere il verde dal rosso, cui viene restituita la capacit* di differenziare questi due colori. 3na volta che la capacit* di differenziare migliora, diventa possibile percepire i dettagli che si riferiscono a se stessi o al proprio ambiente, e il seguito ! solo questione di esperienza, di pratica, di tempo e di attenzione. $uando diventiamo consapevoli di ci/ che facciamo realmente, e non di ci/ che diciamo o pensiamo, la via del miglioramento ci ! ampiamente aperta. )a rettifica delle modificazioni scoperte ! un problema in s+. 2a la tendenza radicata in noi che ci spinge verso condizioni ottimali si occupa generalmente di risolverlo in una certa misura. )o svolgimento di una lezione Per cominciare, le lezioni si fanno distesi al suolo, sulla pancia o sulla schiena, per facilitare l'annullamento degli schemi muscolari abituali. )e pressioni abituali sulla pianta dei piedi e la configurazione delle articolazioni dello scheletro che ne consegue vengono eliminate, il sistema nervoso non riceve gli stimoli abituali, dovuti alla gravit*, e gli impulsi non sono legati agli schemi di movimenti consueti. Si scopre con sorpresa che la persona risponde ad essi in maniera diversa. Per favorire un tale risultato, le lezioni dovrebbero essere fatte il pi& lentamente possibile, nel modo pi& piacevole possibile, senza forzare e senza soffrire> l'obiettivo principale non ! di esercitare ci/ che si conosce gi*, ma di scoprire in s+ reazioni sconosciute, che permettano di imparare ad agire in una maniera pi& appropriata. )a finezza dei movimenti dovrebbe essere tale che dopo averli ripetuti @B o H; volte, lo sforzo inizialmente necessario sia ridotto quasi unicamente al fatto di pensarci. ,' ci/ che consente alla persona di sviluppare al massimo la sua sensibilit*, permettendole cos? di scoprire i cambiamenti che intervengono, sia al livello del tono, che al livello dell'allineamento delle differenti parti del proprio corpo. Alla fine della lezione, si dovrebbe giungere alla sensazione di essere sospesi leggermente dalla testa, che i piedi non tocchino il suolo, e che il corpo scivoli quando si muove. )a testa, che contiene tutti i recettori, cio! gli occhi, le orecchie, le narici e la bocca, che gira a destra e a sinistra in quasi tutti i movimenti determinati dalle modificazioni che intervengono nello spazio che ci circonda, dovrebbe in fin dei conti girare con una delicatezza ineguagliata, anche dal meccanismo pi& perfezionato concepito dall'uomo. 8i tutti i recettori, solo gli occhi possono anche muoversi in relazione con la testa, e il loro movimento, nella stessa direzione della rotazione della testa, o in un movimento opposto, dovrebbe essere scorrevole e facile, se la testa si muovesse come dovrebbe. Offrire al corpo la possibilit* di perfezionare tutte le forme, tutte le configurazioni possibili delle sue membra, modifica non soltanto la lunghezza e la flessibilit* dello scheletro e dei muscoli, ma provoca ugualmente un profondo cambiamento nell'immagine che la persona ha di s+ e nella qualit* di direzione che viene acquisita da essa stessa.

)20 %7)*410 %)L !./010 ".L1.234*-%

di Ralph Strau h

Che cos& il !etodo "elden#rais 5' )na breve storia del !etodo @uando dovreste prendere in considerazione il !etodo "elden#rais' Controindicazioni, avvertimenti, precauzioni *lcune conclusioni 4iferimenti

2ote

Che cos& il !etodo "elden#rais' 'l 2etodo 4elden5rais ! un modo per apprendere> un apprendimento per muoversi pi& liberamente e pi& facilmente, per portarsi appresso meno stress nel corpo, per smettere di fare quelle cose che vi provocano dolore. %on si tratta di quel genere di apprendimento verbale o intellettuale a cui eravate abituati a scuola. W un genere di apprendimento attraverso e con il vostro corpo, apprendimento che conoscevate quando eravate bambini ma col quale avete perso il contatto diventando adulti. Per mezzo di movimenti gentili e un'attenzione guidata, esso accresce la vostra auto=consapevolezza per riportarvi in contatto con voi stessi, con un movimento fluido e facile che ! un vostro diritto in quanto essere umano. %oi chiamiamo questo genere di apprendimento, appren"imento organico o e"ucazione somatica. Potreste chiedervi Perch+ mai, nel caso stessi soffrendo di dolori alla schiena quale conseguenza di un colpo apoplettico o da ripetuti danni da stress, dovrei essere interessato all'apprendimento? #ondizioni come questa sono solitamente pensate come condizioni fisiche, e richiedono trattamenti fisici. 2a questo modo di pensare ! incompleto e poco efficace. ,' incompleto perch+ non tiene conto del ruolo che giocano le risposte dell'inconscio rispetto al dolore e le limitazioni che esperite. %on ha efficacia perch+ non prende in considerazione la vostra possibilit* di poter modificare queste risposte. 8olore e limitazioni provengono da due diverse fonti le condizioni fisiche di base e le scelte subconsce che fate nell'organizzazione del vostro corpo e dei movimenti. 3na schiena rigida, per esempio, pu/ risultare dalla combinazione di muscoli infiammati = che ! una condizione fisica = e una tendenza subconscia a tenere la schiena tesa e resistente al movimento. $uesta tensione pu/ essere in parte una risposta a dei muscoli infiammati, e in parte un'abitudine che ci portiamo dietro da molto tempo 9scelte inconsce:. ,ssa impedisce alla vostra schiena di essere partecipe nei movimenti accentuando cos? gli stress che i vostri movimenti impongono alla schiena. ' trattamenti medici affrontano le condizioni fisiche e trascurano le scelte inconsce, mentre il 2etodo 4elden5rais vi aiuta a cambiare queste scelte. 'l 2etodo viene insegnato in due modalit* differenti lezioni di gruppo o seminari di Consapevolezza Attraverso il Movimento e lezioni individuali di Integrazione Funzionale. %elle classi di Consapevolezza Attraverso il Movimento l'insegnante vi guida attraverso una sequenza di movimenti gentili e per nulla faticosi. 3n'attenta ripetizione vi aiuta a scoprire come muovervi pi& efficacemente e pi& comodamente. "li allievi spesso sperimentano miglioramenti immediati nella postura, nella leggerezza del movimento e nel liberarsi da disagi cronici. %elle lezioni di Integrazione Funzionale voi giacete vestiti comodamente solitamente su un largo tavolo basso e imbottito. )'insegnante utilizza un tocco gentile per esplorare i vostri schemi di organizzazione e di movimento abituali, per suggerirvi poi un modo di essere pi& funzionale. Ogni lezione ! adattata ai

vostri specifici bisogni> non c'! una sequenza 9motoria: preordinata o un numero di lezioni preordinate. Sebbene possano apparire assai differenti Consapevolezza attraverso il movimento e Integrazione funzionale sono delle varianti del medesimo processo di base. Rallentando la velocit* dei movimenti e notando come il corpo funziona, ottenete dei segnali di ritorno sensoriali 9 fee",-ac#) su cui il vostro sistema nervoso pu/ costruire un'accresciuta auto=consapevolezza e una miglior funzionalit*. 'n Consapevolezza attraverso il movimento vi prendete cura e imparate dal fee"-ac# fornito dai vostri movimenti, mentre nell'Integrazione Funzionale quel fee"-ac# viene accresciuto dall'addestrata consapevolezza dell'insegnante e dal suo abile tocco. )na breve storia del !etodo Il Meto"o Fel"en#rais fu sviluppato dal 8ott. 2oshe 4elden5rais, fisico e ingegnere israeliano, nonch+ valido atleta e maestro in arti marziali. .rovandosi disabile nel camminare a causa di un ginocchio infiammato, 4elden5rais non volle accettare la raccomandazione del suo medico per un'eventuale operazione chirurgica. )a lesione = egli ragionava = non lo aveva azzoppato quando accadde, cos?, forse, la sua disabilit* attuale non derivava dalla lesione stessa ma da qualcosa che lui stesso aveva fatto in risposta alla lesione. 4orse aveva fatto degli aggiustamenti di qualche tipo per adattarsi alla nuova situazione che lo avevano fatto stare peggio. , se fosse stato per davvero cos?, forse avrebbe potuto imparare ad adattarsi in maniera diversa, riducendo cos? il dolore e le sue limitazioni. 4elden5rais cominci/ ad esplorare il modo in cui usava le sue ginocchia, inizialmente con movimenti minuscoli e gentili poich+ bastava un niente a provocargli del dolore. Rivolse cos? la sua allenata mente analitica per rispondere alla domanda (come funzioniamo noi esseri umani?(, facendo da autodidatta studi di anatomia, neurologia, e di tutte quelle altre materie strettamente collegate, portando l'esperienza acquisita nella pratica dello Judo cos? come altre forme di movimento. ,gli insegn/ a se stesso come camminare nuovamente, senza dolore. Svilupp/ anche una rivoluzionaria concezione di come gli esseri umani imparano e funzionano che divenne poi la base del 2etodo 4elden5rais. Articol/ questa conoscenza nel suo libro "Corpo e comportamento maturo" e, successivamente attraverso altri scritti e insegnamenti. 'l libro successivo, "Conoscersi attraverso il movimento" fornisce una buona introduzione al suo pensiero. 4elden5rais si dedic/ all'insegnamento, via via intensificando il suo impegno nel suo lavoro sul movimento, tenendo dei corsi che, pi& tardi, sarebbero stati chiamati Consapevolezza attraverso il movimento. analogamente, lavorando a livello individuale con delle persone, svilupp/ un genere di lezione manipolatoria che assumer* la denominazione di Integrazione Funzionale. Alla fine questo divenne il suo lavoro a tempo pieno. %el @A<A cominci/ a formare

un piccolo gruppo di insegnanti a .el Aviv. 'n seguito insegn/ in due corsi di formazione professionale negli Stati 3niti a S. 4rancisco 9@AGB=@AGG:, e ad Amherst, nel 2assachusetts 9@AF;=@AF0:. Alla sua morte nel @AF1 aveva formato approssimativamente 0;; persone, la maggioranza delle quali proveniente dagli Stati 3niti. )a Fel"en#rais /uil" venne fondata nel @AGG per sostenere e rappresentare gli insegnanti che 4elden5rais aveva formato. 8opo la sua morte la /uil" si assunse la responsabilit* del 2etodo per mezzo di iniziative come l'accreditamento di corsi di formazione professionale 9training:, la messa a punto di un codice etico e di modelli di pratica professionale per gli insegnanti. Poich+ gli insegnanti venivano formati e altre organizzazioni di insegnanti si sono venute a formare in altri paesi, la "uild ha circoscritto le sue attivit* negli Stati 3niti e in #anada. )'IFF , International Fel"en#rais Fe"eration (Fe"erazione Internazionale Fel"en#rais) venne creata nel @AAH come federazione delle organizzazioni professionali di insegnanti che operano nelle diverse nazioni. %ell'anno @AA< vi erano quasi 0;;; insegnanti 4elden5rais formati in pi& di 0; paesi nel mondo, 9@;;; negli Stati 3niti:, e il numero sta crescendo rapidamente. @uando bisogna prendere in considerazione il !etodo "elden#rais' 'l 2etodo 4elden5rais non si occupa delle condizioni delle persone da un punto di vista medico in s+ e per s+. 'nvece vi aiuta ad imparare a diventare pi& auto=consapevoli e a muovervi pi& efficientemente, in un modo meno doloroso. $uesto pu/ aiutarvi a ridurre le limitazioni o il disagio provocato dal modo in cui organizzate i movimenti e dal vostro modo di essere nel mondo. #i/ include una vasta gamma di limitazioni, pertanto il 2etodo ha una vastissima applicazione. 3n movimento mal organizzato gioca un ruolo significativo nella maggior parte dei disturbi muscolo=scheletrici. )a scarsa organizzazione pu/ precedere il disturbo = come quando delle tensioni croniche inconsce conducono a dei dolori di schiena o a ripetuti danni da stress = o pu/ invece essere il risultato del disturbo stesso = come nel caso di un (irrigidimento( muscolare protettivo attorno alla spalla lesionata che non (ha mollato( dopo che la spalla ! stata curata = o entrambe le cose. 'l 2etodo 4elden5rais pu/ aiutarvi a ridurre la tensione eccessiva e a muovervi pi& facilmente e fluidamente. Anche quando una condizione fisica chiaramente definita ! presente, un movimento mal organizzato pu/ essere la componente principale del dolore e delle limitazioni. 'l mal di schiena pu/ essere provocato da un un'ernia del disco che esercita della pressione su un nervo, per esempio, a causa delle eccessive forze di compressione che sono il risultato di muscoli cronicamente in tensione. 2entre il 2etodo 4elden5rais non fa nulla per curare direttamente il disco affetto da ernia, esso pu/ aiutarvi ad imparare a muovervi con meno tensione> riducendo cos? la forza compressiva e la risultante pressione sul nervo.

)a tensione cronica e l'immobilit* che essa produce gioca un solo significativo in alcuni dolori cronici> l'aver ridotto la tensione e accresciuta la mobilit* pu/ condurre alla riduzione di quel dolore. 'l 2etodo pu/ anche far bene a persone affette da fibromialgia, e pu/ essere usato per accrescere l'auto= consapevolezza e la mobilit* di persone affette da limitazioni neurologiche come colpi apoplettici o paralisi cerebrale. "li stress emotivi vengono mantenuti nel corpo a mo' di schemi di tensione e mancanza di consapevolezza. 'l 2etodo 4elden5rais pu/ fornire un modo gentile e sicuro per sbloccare questi stress e restituire l'auto=consapevolezza, sia che questi siano stress della vita quotidiana o il risultato di un trauma come un abuso sessuale o una (esperienza di combattimento(. ' benefici non sono limitati a coloro che hanno subito lesioni o sono ammalati. )a mancanza di consapevolezza impone limitazioni inconsce significative a tutti noi. 'l 2etodo 4elden5rais fornisce uno strumento per l'auto=esplorazione e l'auto=miglioramento che pu/ giovare a chiunque, da colui che ! stato seriamente danneggiato a colui che funziona normalmente, e anche ad alti livello di funzionamento per coloro che vogliono aumentare le loro prestazioni ad alto livello. "li atleti a un livello mondiale hanno aumentato il livello delle loro performance utilizzando il 2etodo . Potete fare esperienza del 2etodo 4elden5rais attraverso diversi percorsi il lavoro individuale dell''ntegrazione 4unzionale, le lezioni di gruppo di #onsapevolezza attraverso il movimento, seminari, oppure lavorando a casa con cassette contenenti lezioni di #onsapevolezza attraverso il movimento, o diverse di queste combinazioni. .utti questi percorsi sono esperienziali. %on potete ricavare dei benefici dal 2etodo solo leggendo o pensando ad esso, dovete essere partecipi. ' benefici provengono direttamente dal coinvolgimento esperienziale> il 2etodo ! semplicemente uno strumento per dare forma e dirigere quel coinvolgimento. )a particolare combinazione che funziona meglio per ognuno di voi dipender* dalle circostanze individuali. )e lezioni devono adattarsi ai bisogni di un certo numero di persone simultaneamente mentre le sessioni individuali possono essere focalizzate pi& direttamente sui bisogni particolari. )e sessioni individuali vanno spesso meglio per coloro che hanno contratto danni significativi, o che vogliono esplorare un particolare problema in profondit*. )e lezioni di gruppo sono meno costose delle lezioni individuali, e prevedono un diverso genere di coinvolgimento. Alcune persone cominciano con le lezioni individuali e poi passano alle lezioni di gruppo quando sentono che possono muoversi con maggior facilit*. Altre persone cominciano con le lezioni di gruppo integrandole possibilmente con lezioni individuali quando incontrano un problema che sembra pi& opportuno debba essere affrontato in quel modo. )e audiocassette con le lezioni di #onsapevolezza attraverso il movimento sono economici e facili da usare. Potete ascoltarli quando vi pare e potete esplorare le stesse lezioni in modi diversi. Si pu/ apprezzare meglio il valore dei nastri dopo che si sono compresi i significati del procedimento sotto la guida di un

insegnante, tuttavia si possono utilizzare in proprio se non vi ! la possibilit* di lavorare con un insegnante. Per quanto tempo una persona debba seguire il 2etodo dipende da voi. Alcune persone vengono per un breve periodo di tempo per trattare un problema particolare e andarsene quando il problema ! stato risolto. Altre persone scoprono livelli pi& profondi di s+ da esplorare e praticano il 2etodo per un periodo prolungato, oppure ci ritornano di tanto in tanto alla ricerca di nuove ispirazioni. 'l processo di crescita e di auto=esplorazione ! un processo che dura una vita intera. 'l 2etodo 4elden5rais ! uno strumento da usare in quel processo e persone differenti lo troveranno utile in modi differenti. )e decisioni in merito a come utilizzare al meglio quello strumento sono alla fine vostre, non sono delle decisioni che un insegnante pu/ prendere al vostro posto. Controindicazioni, avvertimenti, precauzioni 'l 2etodo 4elden5rais ! gentile e non ! invasivo, e non ha controindicazioni nel senso medico del termine. 7i sono, nondimeno, alcune cautele e avvertimenti da osservare. 'l 2etodo 4elden5rais dovrebbe essere pensato come uno strumento che agisce a lungo termine e non come un trattamento in condizioni acute. 'l lavoro diretto su aree infiammate dovrebbe essere in genere evitato, sia lavorando indirettamente attraverso altre aree del corpo, oppure aspettando che l'infiammazione si attenui. 'l dolore ! un segnale che qualcosa non va> non dovrebbe essere ignorato. "li insegnanti 4elden5rais non hanno fatto un addestramento di tipo medico e non hanno la qualifica per fare diagnosi o per fare trattamenti in senso medico. Se avete un dolore persistente o altri sintomi dovreste richiedere i consigli di un medico per stabilire se sono presenti alcune condizioni che richiedono un trattamento medico. 3na volta compresa la situazione da un punto di vista medico, potete allora decidere come utilizzare intelligentemente il 2etodo 4elden5rais, da solo o in combinazione con altre modalit*. (%iente dolore, nessun miglioramento( %O% ! un motto 4elden5rais 9%.d.,. = in 'ng. no pain no gain, niente sforzi nessun risultato, se non si soffre non si guadagna il miglioramento in termini di salute:. Se avvertite del disagio durante una sessione di 'ntegrazione 4unzionale dovreste farlo presente all'insegnante. %elle lezioni di #onsapevolezza attraverso il movimento dovreste muovervi all'insegna della gentilezza e della naturalezza con voi stessi. Se fate quest'esperienza invece all'insegna del disagio, dovreste fare meno, anche se ci/ implica immaginare il movimento o fermarvi temporaneamente. 'l processo riguarda l'apprendimento non l'esercizio, e non otterrete alcunch+ dallo sforzo o dalla tensione. $ueste cautele sono particolarmente importanti quando voi lavorate con le audiocassette in quanto siete da soli, senza alcuno che vi controlli. )e lezioni possono comportare molte ripetizioni dello stesso movimento. 4atte con

gentilezza e consapevolezza, queste ripetizioni possono aiutarvi ad imparare a muovervi con pi& facilit*. ,seguite invece alla buona e con sforzo le stesse ripetizioni possono provocarvi dei problemi. *lcune considerazioni finali 8opo la loro prima 'ntegrazione 4unzionale talvolta i clienti domandano ('n che modo una cosa cos? gentile e non invasiva pu/ essere cos? potente?( )a risposta ! riposta nella natura dell'interazione tra cliente e insegnante. 3n cliente fa questa domanda, io credo, a causa di una precedente esperienza con certe modalit* di lavoro dove lo scopo dell'insegnante era di produrre qualche cambiamento fisico, come riallineare la spina dorsale o, forse, riorganizzare il suo tessuto connettivo. Per farlo l'insegnante ha bisogno di esercitare una certa qual forza fisica per ottenere quel cambiamento, tanto che il cliente arriva a paragonare la forza con l'efficacia. %ell''ntegrazione 4unzionale, non ! previsto alcun cambiamento fisico, cos? non viene richiesto alcun uso della forza. )a vostra interazione con l'insegnante ! uno scambio di informazioni. )'insegnante esplora e controlla la vostra organizzazione e le vostre risposte al tocco e al movimento, dandovi poi un fee"-ac# sensoriale di rimando relativamente a quello che state facendo e alle possibili alternative. $uesto scambio richiede poco sforzo, cos? che viene percepito come qualcosa di gentile e non invasivo. 3n'altra domanda che spesso viene fatta ! questa (#he cosa rende diverso il 2etodo 4elden5rais da altre modalit*?( Qo risposto almeno in parte a questa domanda, e cio! che il 2etodo ! un processo di apprendimento e non ! una cura, e che ha delle modalit* gentili e non invasive. 7oglio illustrare ora una ulteriore differenza che, io credo, sta alla base del 2etodo, e cio! la basilare fonte di conoscenza sul quale esso si basa. Per la maggior parte dei diversi approcci di lavoro la risorsa di base proviene dall'esterno. 'n medicina, per esempio, essa risiede nel corpo della conoscenza medico=scientifica per ci/ che riguarda la patologia, gli effetti della cura, ecc. Si presume che il medico ne sappia di pi& riguardo a questo tipo di conoscenze rispetto a voi, e per questa ragione riveste il ruolo dell'autorit*. 'l suo ruolo ! stabilire in che modo vi scostate dall'ideale fissato da quella conoscenza, e quindi riportarvi pi& in linea rispetto a quell'ideale. )a massima fonte di conoscenza alla quale il 2etodo 4elden5rais fa riferimento ! il vostro innato senso organico di ci/ che ! giusto e comodo. )'insegnante 4elden5rais non ! un'autorit* che vi insegner* il (giusto( modo di muovervi, o a fare qualcos'altro. 'nvece, il suo lavoro consiste nell'aiutarvi a scoprire e rimuovere i blocchi inconsci che vi trattengono dall'accedere al vostro senso organico rispetto a ci/ che ! giusto e comodo, cos? che possiate sfruttarlo pi& liberamente ed efficacemente. #i/ vi permette di avvicinarvi alla persona che dovreste essere.

)a cosa che, pi& di ogni altra, personalmente trovo attraente di questo 2etodo ! l'opportunit* che esso ci offre di un maggior controllo sulle nostre vite. $uesto non ! un qualcosa che qualcun altro fa per voi> ! un modo di entrare in contatto con la conoscenza e la capacit* che voi non sapevate di possedere usandola poi per rendere la vostra vita migliore. $uesto aspetto del mio lavoro ! immensamente soddisfacente per me come insegnante. %on ! solo il mio intervento che aiuta i miei clienti nel breve termine> ma li metto in grado e do loro quegli strumenti grazie ai quali essi possono trarre beneficio per il resto delle loro vite. .rovo anche che le idee basilari a fondamento del 2etodo soddisfino profondamente anche da un punto di vista intellettuale. %ella mia carriera iniziale di matematico, la mia ricerca era diretta all'uso dell'informazione per migliorare il processo decisionale. $uesto ! ci/ di cui il 2etodo 4elden5rais si occupa. 7i aiuta ad imparare a fare un uso migliore delle informazioni disponibili provenienti dal vostro corpo, per migliorare i movimenti e le interazioni col mondo circostante. $uando incontrai 2oshe 4elden5rais, una parte di ci/ che mi attraeva di lui, era il modo in cui nel suo lavoro venivano applicati principi e concetti in cui credevo, per migliorare il modo in cui noi, singoli esseri umani, funzioniamo. 4iferimenti bibliografici 4elden5rais, 2oshe. "0o"1 an" Mature 0ehavior %eP Oor5, @AGA 9.rad. 't. 'l corpo e il comportamento maturo = Astrolabio, Roma @AA<: 4elden5rais, 2oshe. "A2areness 3hrough Movement" %eP Oor5, @AGH. 9.rad. 't. #onoscersi attraverso il movimento = #eluc libri 2ilano @AGF: 2ote X Ralph Strauch, @AA<. $uesto articolo ! tutelato dai diritti d'autore, tutti i diritti sono riservati. ,' possibile riprodurlo e distribuirlo liberamente a condizione che non sia venduto, che questo avviso e le informazioni per entrare in contatto siano accluse all'articolo. Per essere autorizzati a una distribuzione commerciale, contattate l'autore a rstrauchYsomatic.com. $uesto articolo ! stato preparato per essere incluso in 'Choices in 4ealth Care: A resource /ui"e to Contemporar1 Me"icine an" 3herap15. Adriana ,lmes, ,d. 4alph %trauch, Ph.1., lavora privatamente col 2etodo 4elden5rais a Pacific Palisades #alifornia, un sobborgo di )os Angeles. ,gli ! stato formato dal 8ott. 2oshe 4elden5rais, ha una lunga esperienza e il suo lavoro abbraccia un vasto campo. Qa preso la libera docenza in Statistica presso l'3niversit* di #alifornia ed ! stato nel passato un Senior 2athematician con la Rand #orporation, dove la sua ricerca era focalizzata sui processi decisionali da un punto di vista

umano e organizzativo. Qa iniziato ad esplorare la relazione tra il corpo e la mente attraverso il .ai #hi e attraverso altre discipline negli ultimi anni '<;. Ralph ! autore di ")ealit1 Illusion: 4o2 1ou ma#e the 2orl" 1ou e6perience" e di numerosi articoli sul ruolo della consapevolezza nell'essere umano. 3ra"uzione "i An"rea 7ianello

"elden . C0%*'

di La!ren e "#$ Gold%ar& , il momento stava per arrivare, quel temuto momento. 2i trovavo alla festa di compleanno del mio amico 2arcello, mi stavo godendo la musica brasiliana quando uno degli altri ospiti mi coinvolse in una conversazione amichevole. #ominciammo a parlare delle solite cose, del tempo e di come avevamo conosciuto il padrone di casa. Peter aveva appena terminato di riferirmi della sua ricerca in ingegneria quando accadde. "Che mestiere fai+" (Sono un insegnante 4elden5rais.( "Fel"en,cosa+" (4elden5rais. ,' un metodo di rieducazione del movimento, che prende il nome dalla persona che lo ha sviluppato 2oshe 4elden5rais.( "Fel"en,Christ+" (in inglese il suono "i Christ , Cristo , 8 molto simile a quello "i #rais) ($uasi, ma non proprio. 4elden5rais 4 = , = ) = 8 = , = % = Z = R = A = ' = S. 4a rima con rice( 9rice=rais [ riso:(. "Fel"en#rais9" (,sattamente. 'l 4elden5rais ! un modo di insegnare il movimento. )avoro con persone che soffrono di limitazioni fisiche, come dolori cronici o problemi neurologici, o con persone che vogliono migliorare le loro prestazioni, come attori, musicisti o atleti. 'nsegno anche dei corsi all'universit* nei programmi di educazione fisica.( "Cosa insegni+" ("eneralmente i miei allievi vengono da me perch+ sentono una qualche specie di limitazione, qualcosa che interferisce con la loro vita quotidiana o che

ostacola il loro progresso o le loro prestazioni. 'l mio lavoro consiste nel capire come loro si muovono e come questo ! in relazione col problema che loro sentono di avere, e come possono imparare a muoversi diversamente cosicch+ quel problema cessi-( "*em-ra interessante. $ una specie "i esercizio+ : mostri alla gente come correggere la loro postura+" ''Ceh, non ! facile rispondere, principalmente perch+ ci/ che insegno e come lo insegno e abbastanza diverso dall'esercizio o dalla postura. $uesti ultimi sono entrambi basati su presupposti simili se sei debole, allora devi fare esercizio per rinforzare i tuoi muscoli. Se, d'altro canto, pensi che la causa del tuo problema sia la cattiva postura, allora devi correggerla per poter stare in piedi dritto. ,ntrambi partono dal presupposto che il corpo sia qualcosa che debba essere plasmato, rimodellato, messo al posto giusto. %essuno di questi due, esercizio e postura, ci d* la possibilit* di vedere che ci/ che stiamo facendo potrebbe contribuire al problema che stiamo affrontando. %essuno dei due approcci guarda al modo in cui ci muoviamo e come ci/ possa essere in relazione col problema che sperimentiamo.( "*tai "icen"o che non si "ovre--e fare esercizio+" (%o, non sto dicendo questo. Sto dicendo che il solo esercizio non ! sufficiente. )'idea che sta dietro l'esercizio ! che noi non siamo forti abbastanza, che i nostri muscoli devono essere in migliori condizioni. Perci/ un programma di esercizi ! designato per incrementare la capacit* di lavoro dei muscoli. 'o penso che questo sia spesso un punto di vista che d* luogo a fraintendimenti, poich+ i problemi di cui io mi occupo, = dolori cronici, difficolt* neurologiche, impedimenti nelle prestazioni = non hanno nulla a che fare con la forza che possediamo, tutti quei problemi devono avere a che fare con il modo in cui ci muoviamo in generale. Ritengo che si possa dire sono interessato a insegnare alla gente a muoversi pi& intelligentemente, e non con pi& forza-' "*tai "icen"o che il movimento pu! causare pro-lemi+" (S?, proprio cos?. 'l modo in cui ti muovi pu/ causare problemi. , ci/ che ! pi& interessante ! che possiamo essere del tutto inconsapevoli che il movimento ! alla radice del problema.( "Cosa inten"i per: essere inconsapevole che il movimento 8 la causa "el pro-lema+" ()a maggior parte di noi ! inconsapevole del modo in cui si muove. %oi prestiamo attenzione a dove stiamo andando o a ci/ che stiamo facendo, non a come ci muoviamo. Per esempio pensa a come ti metti in piedi da seduto. #ome lo fai? #osa accade? #osa si muove e quando?(

Peter si alza e si rimette a sedere alcune volte, e dice "Capisco cosa vuoi "ire. $5 pi; complicato "i quello che pensavo. A-itualmente penso "i alzarmi e quin"i la cosa che so successivamente 8 che sono in pie"i. Cre"o "i non averci mai pensato molto prima." ($uesto ! ci/ che intendevo. )a maggior parte di noi non pensa al proprio corpo fino a quando non sente dolore o qualche tipo di problema. 2a questo significa che probabilmente ci siamo mossi in un modo inefficiente o pericoloso per un lungo periodo di tempo sino al momento in cui notiamo che qualcosa va storto. $uesto ! un campo dove il detto 'se funziona non aggiustarlo' non si pu/ applicare.( "Ma perch< e cos=+ >erch< non lo notiamo+" (Perch+ i nostri movimenti diventano abituali, automatici. %oi ripetiamo continuamente gli stessi movimenti senza pensarci o notarli. $uando qualcosa accade ripetutamente si distacca dalla nostra coscienza. $uesto non ! necessariamente un male, ! parte del processo di apprendimento.( "?uesto significa che noi impariamo a muoverci in mo"i inefficienti+" (Si(. ">erch<+" (Ceh, perch+ noi ci muoviamo bene proporzionalmente a quanto e come abbiamo imparato a muoverci, e l'apprendimento dei movimento ! molto casuale. #i sono molte cose che influenzano come ci muoviamo lo sviluppo infantile, l'adattamento a lesioni subite, le richieste di attivit* specializzate in cui siamo impegnati 9come sport, strumenti musicali o tipi di lavori che richiedono movimenti specifici:. , infine, siccome noi non comprendiamo realmente come si muovono i nostri corpi, spesso ci muoviamo in modi che non si confanno al modo in cui siamo costruiti.( ">uoi farmi un esempio+" (#ertamente. )e persone pensano che il loro corpo faccia perno nella zona della vita e si muovono come se fosse cos?. Sfortunatamente la zona lombare non permette questo tipo di movimento> ! la struttura dell'articolazione delle anche che permette al tronco di farlo. ' muscoli della schiena non sono progettati per farlo.( "Capisco. Muoversi come se la schiena potesse incernierarsi alla linea "ella vita pu! con"urre a "istorsioni e "olori "i schiena."

(Proprio cos?, hai capito bene. 2a, comunque, questa discussione e gi* durata abbastanza a lungo e non voglio farti perdere altro tempo. 2i dispiace ma ho la tendenza a dilungarmi troppo quando parlo del mio lavoro.( "'iente affatto tutto ci! 8 molto interessante. $5 sicuramente meglio "i tutte le chiacchiere che si fanno alle feste. Mia ma"re ha un "olore cronico alla schiena "a anni cos= sono curioso "el tuo lavoro. *tavo per chie"erti cosa potresti fare per lei." (%on ! facile da dire, perch+ dovrei vedere come lei si muove-( ">uoi "irmi cosa fai generalmente quan"o inizi a lavorare con qualcuno+" (S?, posso descrivere cosa accadrebbe se lei venisse a trovarmi. 'ncomincerei guardando come si muove, chiedendole di girarsi a destra e sinistra, di piegarsi in avanti, indietro e di lato. )a toccherei per sentire quali muscoli lavorano, quali non sono impegnati, e quelli che non lasciano la presa. #ercherei qualche specie di abitudine o schema che interferisce con altri movimenti.( "?ua mi per"o. Cosa inten"i nel "ire che 5uno schema che interferisce con altri movimenti5+" (#i/ che voglio dire con questo ! che spesso sembra come se le persone si siano bloccate nel fare un movimento, o nell'organizzare se stesse, inconsapevolmente, in un certo modo. Per esempio, se ti fai male ad una gamba cambi il tuo modo di camminare e incominci a zoppicare. 'l zoppicare pu/ essere appropriato immediatamente dopo la lesione, ma pu/ durare molto pi& a lungo della lesione stessa. Spesso continua pi& di quanto ! necessario, pu/ condurre direttamente al dolore, rigidit* e altri problemi. 2a questo ! solo un esempio, noi possiamo (zoppicare( con una spalla, col collo, o con la schiena. 'n realt* noi non abbiamo bisogno di farci male per sviluppare questa specie di movimento. Possiamo acquisire un'abitudine analoga suonando uno strumento musicale, ripetendo certi movimenti nel lavoro tutti i santi giorni, giocando certi tipi di sport, e cos? via. 'l punto ! che noi sviluppiamo uno schema motorio nel quale poi restiamo bloccati, un modello che sta alla radice di ogni nostro movimento, e che interferisce con tutte le attivit* che vanno in senso contrario-( "Continua." (Per esempio, recentemente stavo lavorando con un'autista di autobus che aveva un dolore di schiena ricorrente. $uando ho visto i suoi movimenti mi ! parso chiaro che i muscoli della parte inferiore del tronco erano cronicamente contratti e la sua zona lombare era serrata rigidamente. Anche quando lei cercava di stirarsi non riusciva a lasciar andare la sua zona lombare. ,ra come

se avesse perso il controllo di quei muscoli. )ei riteneva che la sua schiena dovesse stare dritta, cos? dopo i suoi primi sintomi di mal di schiena, molti anni prima, aveva imparato a mantenere la sua schiena piatta. $uando muoveva il tronco sovraffaticava i muscoli della parte superiore della schiena, cosicch+ questi avevano incominciato a dolere continuamente. Sebbene il medico non le trovasse nessun disturbo, l'autista pensava tuttavia che ci fosse qualcosa di sbagliato nella sua colonna vertebrale. Potei aiutarla facendole vedere che erano i suoi movimenti che causavano il problema.( "@na volta che lei si 8 resa conto "i questo ha potuto cam-iare il suo mo"o "i agire+" (%on immediatamente. 7edi, nel corso degli anni lei aveva perso il contatto con ci/ che quei muscoli stavano facendo. ,ra come se lei avesse messo il pilota automatico e avesse dimenticato come recuperare il controllo manuale.( "Allora cosa faresti a questo proposito+ >enso che "e--a essere incre"i-ilmente frustrante compren"ere la causa "el pro-lema e non essere in gra"o "i farci nulla." ( $uesto ! il punto in cui entra in gioco il metodo. #i sono due modi con i quali io lavoro con le persone lezioni pratiche individuali e lezioni di gruppo. ,ntrambe le modalit* di lavoro sono basate sull'idea di insegnare alle persone ad essere consapevoli del modo in cui si muovono, di come potrebbero muoversi, e incrementare la loro possibilit* di scelta e comodit*. 8urante la lezione di gruppo, guido le persone con la voce ad eseguire una sequenza di movimenti dolci> durante la lezione individuale uso le mie mani per creare dei movimenti nello studente.( "Fa male+" (Per niente. 'l 4elden5rais ! una pratica gentile. )'idea di base ! che i cambiamenti saranno pi& facili se i nuovi movimenti insegnati sono pi& comodi di quelli vecchi. #'! un motto che mi piace ripetere (nessun dolore, maggior guadagno(. ("'o pain more gain(. Il "etto in inglese in realtA "ice: "'o pain no gain" letteralmente: 'iente sofferenza niente gua"agno9 , '.".C.)" "$5 qualcosa come i massaggi o la chiropratica+" (%on esattamente. )a cosa comune ! che tocchiamo le persone, ma al di l* di questo sono molto diversi. %el massaggio, il praticante lavora direttamente con i muscoli, nella chiropratica con le ossa. 'l 4elden5rais consiste nel lavorare con la nostra abilit* di regolare e coordinare i movimenti, che significa che il 4elden5rais lavora con il sistema nervoso.( "Cosa vuoi "ire+"

(Ricordi l'autista che ti ho citato prima? ' suoi muscoli erano tesi perch+ il suo sistema nervoso stava dicendo loro di contrarsi. ,ssi non hanno deciso di contrarsi di propria iniziativa, i muscoli non hanno una volont* propria. 'l cervello dice loro cosa fare. #os? il mio lavoro ! aiutare le persone a imparare a controllare nuovamente i loro muscoli. , lo faccio attraverso movimenti guidati molto dolci, restando sempre entro limiti d'ampiezza confortevoli.( "Fantastico. >ensi veramente che la gente possa cam-iare senza avere "olore+" (Assolutamente. $uesta ! una delle ragioni per cui amo il lavoro che faccio.( "Ma aspetta mia ma"re ha "ei pro-lemi nei "ischi interverte-rali. Il Fel"en#rais pu! curarla+" ('l 4elden5rais non si occupa di curare o aggiustare le persone. %on ! un trattamento medico, ! un approccio di tipo educativo. #onsiste nell'aiutare le persone ad assumere di nuovo il controllo della loro vita comprendendo perch+ si sentono come si sentono, e imparando a muoversi diversamente in modo che non devono continuare a sentirsi in quel modo. Anche quando qualcuno ha un disturbo organico, sono in grado di aiutarlo. Per esempio, quando lavoro con persone che hanno l'artrite, il mio lavoro non consiste nel liberarle dall'artrite ma nell'aiutarle a muoversi in modo che non carichino e sollecitino troppo le articolazioni colpite, e in maniera tale che esse possano trovare modi di fare ci/ che vogliono fare pi& confortevolmente e con maggiore sicurezza. )a stessa cosa si applica ai problemi dei dischi, anche quando c'! un problema strutturale, la questione ! come pu/ la persona muoversi meglio, in modo da aumentare il suo benessere e evitare problemi futuri.( (Oh, oh- Stanno accendendo le candeline. %e riparliamo dopo i festeggiamenti ...( B %a2rence Cm. /ol"far- DEEF

P.4 )2* P4.%.2/*;-02. 1.L !./010 ".L1.234*-%

di Paul 1oron:1oroftei 'l 2etodo 4elden5rais, sviluppato dallo scienziato israeliano e maestro di Judo 2oshe 4elden5rais, ha per tema l'apprendimento e il movimento, visti sotto gli aspetti neurologico, fisiologico e comportamentale. Si occupa degli schemi posturali e dei movimenti che impariamo durante la vita, e che spesso si rivelano inefficienti 9infatti molti soffrono di tensione muscolare, o di dolori, o di sintomi patologici:, cos? come di complicati casi di invalidit*, come paresi cerebrali, ipotonia, sclerosi multipla, e cos? via.

'l 2etodo 4elden5rais si considera insegnamento, non trattamento terapeutico o manipolazione nella comune accezione del termine, perch+ invece di trattare organi danneggiati o schemi comportamentali difettosi, avvia un processo di apprendimento per conseguire un progressivo miglioramento. ,sso differisce in parecchi punti essenziali da altri metodi attualmente praticati. 4ondamentali, nel 2etodo 4elden5rais, sono l'approccio funzionale all'uomo e al suo comportamento, e una prassi basata sulle leggi dello sviluppo umano durante la primissima infanzia e i primi anni di vita. 'n altre parole, esso vede l'organismo umano come un complesso di funzioni 9e non di organi o riflessi: e come il prodotto di tali funzioni. 'l 2etodo attiva le facolt* di apprendimento che sono richieste e promosse dal processo di crescita e dallo sviluppo funzionale dei primi anni di vita, ma che vengono poi trascurate nella vita adulta, e usa queste facolt* per migliorare o rimediare disturbi motori di varia origine, sia psicosomatica, sia, in certi casi, psichica. 3n'ulteriore caratteristica del 2etodo 4elden5rais ! il suo atteggiamento 9risultato della conoscenza eIo di intuizioni sulle leggi di sviluppo del sistema nervoso: rispetto al ruolo svolto dal soggetto nel proprio processo di guarigione. )a maggior parte delle terapie cerca e tratta solamente gli schemi che il paziente non ! in grado di eseguire, e ritiene proprio compito richiedere al paziente la prestazione auspicata = che spesso non ! una vera competenza, cio! non ! un arricchimento motorio spontaneamente utilizzabile, ma ! (figlia dello sforzo( o, per cos? dire, (una confessione estorta sotto tortura(. Al contrario il 2etodo 4elden5rais parte l* dove la persona disabile ! ancora in grado di compiere un movimento con facilit*, fosse pure, questo movimento, solo quello di respirare. 'l 2etodo 4elden5rais considera e tratta il singolo individuo cercando di alleviare la sua sofferenza e di estendere e raffinare le sue abilit*, dal suo punto di vista, cio! da come egli vede e sente i propri handicap o le limitazioni delle proprie abilit*. 'l recupero e il miglioramento della funzione si pu/ conseguire solo attraverso l'apprendimento e un trattamento sensibile 9cio! attento al paziente e alla sua situazione, alla sua speciale unicit*:, e non orientato a ottenere la prestazione. 8ecisivo, per l'evoluzione della persona, ! l'atteggiamento positivo di quest'ultima nel processo di apprendimento. 'l 2etodo 4elden5rais si concentra primariamente su funzioni che per il paziente sono pi& facili e pi& gradevoli e agevoli. Ritiene infatti che qualsiasi intervento terapeutico che non espanda il respiro, che lo rallenti o ne distrugga la regolarit* non pu/ attivare e promuovere un processo di apprendimento organico. 'l 2etodo 4elden5rais ! basato sui concetti che seguono. 'l sistema nervoso, nel corso della lunga storia della sua evoluzione, ! stato attrezzato di funzioni primarie, fondamentali, il cui compito era quello di

assicurare la sopravvivenza e lo sviluppo dell'individuo 9apprendimento ontogenetico: e della specie 9apprendimento filogenetico:. 8a queste funzioni originarie 9come, ad es., la capacit* di gestire la forza di gravit* o di reagire agli stimoli:, ulteriori funzioni si sono sviluppate e ancora si sviluppano, che vieppi& raffinano e perfezionano le nostre strategie di sopravvivenza e le nostre capacit* di sviluppo. 3na funzione ! l'abilit*, sviluppata dal e nel sistema nervoso, di assicurare, attraverso specifici schemi comportamentali adatti alle richieste dell'ambiente, la sopravvivenza e lo sviluppo della specie e dell'individuo. )a capacit* o incapacit* di compiere un movimento o uno schema comportamentale ! soprattutto condizionata dallo stadio di sviluppo a cui ! arrivata la funzione che richiede l'uso di questo specifico schema di movimento o comportamento, e non 9come in genere si crede: dalla condizione (buona( o (cattiva( in cui si trovano i muscoli o organi effettori. Al contrario, questa stessa condizione (buona( o (cattiva( pu/ essere la conseguenza di un adattamento appropriato o inappropriato alle richieste imposte dall'ambiente. ' muscoli di una persona normalmente sviluppata che non sa nuotare si comporteranno in un modo pi& o meno controllato nel caso che la persona camminasse sulla terraferma, ma del tutto incontrollato nel caso che, al contrario, si trovasse improvvisamente in acque profonde. Se a terra compisse i movimenti che usa nell'acqua profonda, questa persona sarebbe considerata ammalata. #i/ che ! cambiato, qui, ! l'ambiente, che impone al sistema nervoso condizioni e richieste diverse da quelle dell'ambiente terragno. 8unque il sistema nervoso ha sviluppato le funzioni richieste dall'ambiente della terraferma, e pu/ quindi eseguire i movimenti appropriati a tale ambiente, mentre gli schemi di movimento richiesti dall'ambiente acquatico, in questo sistema nervoso, semplicemente non sono disponibili. ,' questa la causa dei movimenti incontrollati, scoordinati e apparentemente handicappati. Se la persona compie questi movimenti (malati( per un tempo sufficientemente lungo, i suoi muscoli lo sentiranno. .ornata a terra, avr* crampi, probabilmente dolorose fitte intercostali e addominali, conseguenza di muscoli addominali troppo tesi e di un sistema respiratorio che ha funzionato e funziona in modo inappropriato, e cos? via. ,bbene, tutto ci/ ! la conseguenza non di qualche malattia, ma di un tentativo di eseguire uno schema di movimento completamente sconosciuto o insufficientemente sviluppato. .ra l'altro val la pena ricordare qui che tutto ci/ che ! inappropriato sembra davvero (ammalato(, e come tale viene classificato. ,' l'effetto della percezione, per lo pi& inconsapevole, del fatto che salute significa adattamento ai requisiti posti dall'ambiente, quello esterno come quello interno. )a domanda circa la localizzazione del deficit e circa i mezzi per conseguire il richiesto adattamento trova risposta nel 2etodo 4elden5rais, che agisce su una base funzionale, essenzialmente diversa dalla maggior parte dei metodi di terapia classica, in cui la persona avverte il miglioramento soprattutto localmente e passivamente, in questo modo rimanendo pi& suscettibile a ricadute.

Ogni nuova funzione si sviluppa sulla base di una corrispondente funzione antecedente e inferiore, pi& primaria. Per essere in grado di stare in piedi, occorre prima saper strisciare> per poter strisciare occorre prima padroneggiare funzioni antecedenti primarie, come girarsi dalla schiena alla pancia e viceversa 9si pensi, ad esempio, al funambolo:. Pi& la funzione ! antica, e cio! pi& ! basso il livello di evoluzione del sistema nervoso sulla base del quale la funzione si ! sviluppata 9livello filogenetico:, pi& tale funzione ! affidabile, rispetto a quelle ontogenetiche, che sono pi& recenti, pi& specializzate e complesse. Pi& una funzione ! recente 9caratteristica dell'individuo, o ontogenetica, e non della specie: pi& possibilit* ha di essere disturbata, distorta o distrutta. ,cco perch+ il sistema nervoso, seguendo l'istinto di autopreservazione, in condizioni di pericolo come in situazioni nuove, sorprendenti o sconosciute, ricorre a funzioni pi& antiche, primarie, comuni a tutta la specie. 'l 2etodo 4elden5rais ! praticato secondo due modalit* come 'ntegrazione 4unzionale 9'4 in breve: e come #onoscersi Attraverso il 2ovimento 9#A2 in breve:. Orientata a rispondere a bisogni strettamente personali, l'-ntegrazione "unzionale ! una sessione individuale. #rea le condizioni per un processo di apprendimento al livello cinestesico, e d* avvio al processo di apprendimento, nel corso del quale il sistema nervoso ripristina o raffina le funzioni secondo i personali bisogni dell'individuo. 'l miglioramento conseguito nella seduta di '4 influenzer* in maniera corrispondente la qualit* di tutti gli altri schemi di movimento e comportamento usati quotidianamente, che in questo modo si integreranno nel repertorio cinestesico. ,' questa integrazione, questa (infiltrazione( generale degli schemi di movimento, che rende resistente alle ricadute il miglioramento conseguito. 'n una seduta di 'ntegrazione 4unzionale l'insegnante fa uso del tocco e del movimento che, essendo indotto dalla mano dell'insegnante, ma anche da semplici oggetti come una palla, un rullo, e cos? via, non hanno un compito manipolativo, ma lo scopo di rendere la persona consapevole dei suoi schemi posturali e motori incontrollati, facendoglieli sentire a un livello cinestesico 9senso=motorio:> nel contempo viene costantemente impegnato l'appropriato adattamento al campo gravitazionale. 3sando stimoli funzionali che coinvolgono e attivano il livello delle funzioni filogenetiche 9cio! delle funzioni comuni alla specie e non solo a un numero pi& o meno grande di individui:, il lavoro 4elden5rais d* al sistema nervoso la possibilit* di individuare schemi motori parassitari originatisi in uno sviluppo individuale errato 9o non appropriato:, che disturbano lo schema funzionale originale, e in questo modo lo mette in grado di eliminarli. Conoscersi attraverso il !ovimento, concepito come sessione di gruppo 94elden5rais ha creato pi& di H;;; lezioni di #A2:, ha lo scopo di estendere i risultati della seduta di '4 a un numero anche grande di persone.

#onsiste in una rete di varie sequenze di movimenti costruiti per arrivare a un risultato finale coerente> questi movimenti vengono introdottiIinsegnati verbalmente al gruppo dall'insegnante. 8unque qui ! il movimento eseguito attivamente dal soggetto, e specialmente il modo in cui viene eseguito, a mettere il sistema nervoso in grado di percepire, nella lezione di #A2, i molteplici aspetti degli schemi comportamentali e motori, e di eliminare gradualmente quelli disturbanti e parassitari. ,' importante sottolineare che non ! il movimento in s+ lo strumento del miglioramento. 'l movimento acquisisce significato solo in connessione con la consapevolezza di ci/ che la persona avverte nel corpo 9le sue sensazioni: mentre lo fa. $uando applico il 2etodo 4elden5rais, anzitutto cerco il livello funzionale al quale la persona si sente ancora a suo agio e comoda nel movimento, e solo a questo livello e a partire da questo livello 9che ! sempre molto individuale: cerco di ampliare il suo (repertorio( con schemi motori che abbiano la stessa facilit* che la persona avvertiva al suo livello iniziale di sviluppo. 'n altre parole, non si va alla ricerca di ci/ che la persona non ! capace di fare 9che di fatto vorrebbe dire molte, se non infinite, possibilit*:, ma di ci/ che la persona pu/ ancora compiere con facilit*, fosse anche solo respirare con facilit* in una data postura. #i/ non ! sempre facile, anche con persone sane. $uesto genere di approccio pedagogico=terapeutico ! simile al sostenere da sotto le articolazioni che non riescono ad aprirsi, per permettere ai tendini tesi che le tengono chiuse di ridurre quell'attivit* futile. Aprire le articolazioni con la forza provocherebbe solamente ulteriore resistenza all'apertura.

L&.4.1-/A %-L.2;-0%*
di /homas 8anna %ell'agosto del @AGG 2oshe 4elden5rais concludeva con successo il suo primo corso americano di formazione sulla tecnica dell''ntegrazione 4unzionale. )a formazione era proseguita per tre estati consecutive presso il )one 2ountain #ollege, un imponente edificio in stile gotico, avvolto nella nebbia, che dall'alto della collina domina la citt* di San 4rancisco. 'l gruppo era formato da sessantacinque persone, provenienti per lo pi& da Stati 3niti e #anada, a parte qualcuno da 'sraele. ,ra la prima formazione di 4elden5rais fuori dai confini israeliani nel @A<A aveva tenuto un corso a .el Aviv, al quale avevano partecipato quattordici suoi connazionali. ,ra stata una formazione intensiva, che aveva suscitato l'entusiasmo degli studenti. )e sessioni, della durata di due mesi, si erano svolte d'estate. Alla fine di ciascuna sessione gli studenti si esercitavano sui rudimenti dell''ntegrazione 4unzionale appena appresi. )avoravano con volontari, utilizzando le leggere manipolazioni insegnate dal maestro e sperando forse di riuscire a ripetere le stesse miracolose trasformazioni del corpo che avevano visto realizzare da 4elden5rais. )'ultimo giorno della formazione venne posta una domanda estremamente sorprendente, e altrettanto sorprendente fu la risposta. 8urante l'ultima ora di corso uno studente, preso il coraggio a due mani, chiese esitando (2oshe, vorresti dirci in poche parole che cos'! l''ntegrazione 4unzionale?( %onostante i tre anni di formazione e di discussioni, nessuno rise di quella domanda. Al contrario, cal/ un pesante silenzio, come a indicare che per quanto si fosse nella fase finale dell'apprendimento, quella stessa domanda, in un modo o nell'altro, era ancora nella testa di tutti. 4elden5rais, un maestro dallo sguardo glaciale, fiss/ la persona che aveva posto la domanda e, dopo qualche istante, emise un grugnito di impazienza. #hiese a uno degli studenti, un tipo alto e sgraziato, di alzarsi e di avvicinarsi a lui. 'l maestro, rimanendo in piedi, di una testa pi& basso dell'allievo, guard/ verso l'alto, il petto, le spalle e la testa del giovane, poi alz/ le mani e, proprio come uno scultore, prese a modellare quelle parti del corpo come fossero di mastice. )e sue mani si muovevano con destrezza verso l'alto e verso il basso, andando a toccare la parte posteriore del bacino, poi lo sterno, il bordo inferiore della gabbia toracica, la parte posteriore della testa, la parte alta della schiena, la parte superiore dell'addome. #on questi movimenti la postura dell'allievo cominci/ a cambiare come per magia. A tutti sembr/ sensibilmente pi& alto, pi& diritto, pi& umano. 8opo due minuti di questi movimenti dolci e abili delle mani, 4elden5rais fece un passo indietro per vedere come quel corpo si era trasformato ora stava in piedi con una postura che si poteva definire addirittura eroica. 'l giovane sembrava positivamente colpito. Allora 4elden5rais si rivolse alla persona che aveva fatto la domanda e, quasi urlando, rispose (,' questa l''ntegrazione 4unzionale-( Se era straordinario che dopo tre anni di formazione si potesse ancora porre una domanda del genere, era ugualmente straordinario che 4elden5rais avesse risposto non (in poche parole( ma attraverso una dimostrazione silenziosa. %ella domanda e nella risposta si celava il mistero e l'evanescenza del sistema 4elden5rais, oltre che il punto nodale del suo genio senza dire nulla, 4elden5rais aveva detto tutto sull''ntegrazione 4unzionale. #he tipo di sistema !, allora, se non lo si pu/ definire con le parole? #ome fa a essere un sistema se non lo si pu/ determinare verbalmente con precisione n+ definire con chiarezza? 3n sistema ! per definizione razionale e coerente, articolato in maniera precisa, altrimenti il suo impianto sistemico cadrebbe a pezzi. Per questo motivo si riesce a solidarizzare con lo studente che ha posto la domanda se hai elaborato un sistema, perch+ non ci fornisci una definizione semplice della sua natura? %on era una domanda buttata l?. Anzi era assolutamente intelligente e rifletteva lo sconcerto di uno stato d'animo che esige con passione dei chiarimenti. 2oshe 4elden5rais ! morto il H luglio @AF1. 'n eredit* ha lasciato un enorme beneficio umano. 2a se si vuole comprendere la natura di questa sua eredit*, ! essenziale riconoscere che fornendo una dimostrazione del suo sistema, non una definizione verbale, 4elden5rais diede la sola risposta possibile alla domanda (#he cos'! l''ntegrazione 4unzionale?(

3na qualche risposta questa domanda la richiede, per il semplice fatto che il segreto della natura umana rivelato da 4elden5rais ! un importante passo avanti nella nostra comprensione della salute e della possibilit* di educare l'umanit*. 'n maniera ormai pressoch+ automatica, 4elden5rais viaggi/ per pi& di trent'anni da un capo all'altro del mondo, dimostrando che le trasformazioni (miracolose( sul corpo umano sono possibili. Ovunque andasse, gli zoppi cominciavano a camminare, i muti a parlare, i paralitici a muoversi, i sofferenti a perdere i loro malanni cronici e le persone goffe a diventare sciolte e coordinate. $uesti miracoli meccanici non erano una forma di (lavoro corporeo( 4elden5rais non lavorava sul corpo, si occupava abilmente del cervello dell'uomo e della consapevolezza umana. $ueste trasformazioni non erano neppure una forma di progresso medico 4elden5rais non manipolava i corpi, n+ chimicamente n+ chirurgicamente. Piuttosto, si occupava di una cosa che in medicina era inesistente la coscienza umana. $ueste trasformazioni non erano neppure una forma di educazione fisica 4elden5rais non esercitava l'attitudine esteriore del corpo quanto piuttosto la sua sensibilit* interiore e la sua consapevolezza del controllo. 'n senso lato, l'eredit* di 4elden5rais rientra nell'ambito dell'educazione umana. Pi& in specifico, e nella sua applicazione pratica, l'eredit* di 4elden5rais rientra nell'ambito dell'educazione somatica, vale a dire della capacit* umana di imparare e di trasformare tutti i processi di vita di un individuo dal punto di vista fisiologico, psicologico, emozionale e della coscienza. , la genialit* delle sue scoperte ! direttamente legata alla natura assolutamente non verbale del sistema da lui scoperto. )''ntegrazione 4unzionale, alla fin fine, ! riducibile a una spiegazione verbale non pi& di quanto lo siano la \$uinta Sinfonia' di Ceethoven, \"uernica' di Picasso o l'(Apr!s=2idi d'un 4aune( di %izins5iV. Per comprendere come mai le cose stiano in questi termini, basterebbe volgere brevemente lo sguardo all'itinerario percorso da 4elden5rais nel suo cammino verso queste scoperte somatiche. %ato in Russia in una famiglia colta di classe media, 4elden5rais cominci/ a viaggiare molto presto e all'et* di quindici anni prese la sorprendente decisione di lasciare i genitori per mettersi letteralmente in cammino verso la Palestina. Prima di partire, per/, apprese qualcosa che avrebbe segnato tutte le sue esperienze successive. 2entre si trovava nel vicino villaggio russo da dove venivano i suoi nonni, scopr? che suo nonno era venerato come uno tsaddi5, un santo per gli ebrei, e che nella locale sinagoga ardeva una fiamma perenne in memoria di tale santit*. Animato da un forte sentimento di identificazione con il nonno, che peraltro non aveva conosciuto, e da un sentimento di non=identificazione e di rivolta nei confronti del padre, che invece aveva conosciuto, 4elden5rais si mise in marcia verso la .erra Santa. )* cominci/ a lavorare come semplice operaio, e pi& avanti come agrimensore, disciplina centrata sulla gravit*, la verticale del filo a piombo e l'orizzontalit*. 8opo cinque anni di questa attivit* decise di portare a termine gli studi e si iscrisse al liceo. Oltre ad avere molti pi& anni dei suoi compagni di scuola, 4elden5rais era anche molto precoce quanto a interessi. A parte il coinvolgimento immediato nei programmi scolastici del ginnasio, aveva interessi in campo psicologico, educativo e nel pi& vigoroso Viu=Vitsu. $uest'ultimo divenne una vera e propria passione per l'eD operaio di solida costituzione, al punto che presto cominci/ a insegnarla all'Qaganah 9la lega per la difesa della Palestina: facendone oggetto del suo primo libro, \Jiu=Vitsu e Autodifesa', pubblicato a .el=Aviv nel @AHA. )'interesse per il Viu=Vitsu 9e pi& avanti, dopo aver incontrato Zano, per lo Vudo: lo assorb? intellettualmente per il resto della sua vita, e cos? fu anche per i suoi iniziali interessi in ambito psicologico, centrati sulla filosofia dell'auto=miglioramento di ,mile #ou+. .erminato il manoscritto sul Viu=Vitsu, il giovane ambizioso autore cominci/ un secondo volume una traduzione commentata del celebre libro di #ou+ sull'autosuggestione, che avrebbe pubblicato in ebraico, come il primo, nel @A0;. )e frenetiche attivit* accademiche e di scrittore di quel periodo erano in parte finanziate dall'insegnamento delle tecniche di autodifesa e in parte dall'opera di precettore che svolgeva presso giovani recalcitranti di famiglie ricche. 4elden5rais andava fiero del successo ottenuto aiutando a interessarsi allo studio, senza per/ costringerli contro la loro volont*, ragazzi che avevano dei blocchi di apprendimento. $uesta precoce attitudine pedagogica era impregnata della filosofia del Viu=Vitsu mai affrontare direttamente la resistenza del rivale ma utilizzare la forza stessa dell'avversario per controllarlo al massimo. Per quanto non ancora affinata, quest'idea era il germoglio di un tema che sarebbe divenuto poi centrale in tutto il pensiero di 4elden5rais sull'educazione somatica non andare mai direttamente contro i meccanismi di resistenza di un altro essere umano, ma piuttosto lavorare positivamente con essa per aiutare la persona a migliorarsi. %on ! sorprendente che questa spettacolare carriera di liceale gli meritasse il sostegno di una borsa di studio per un lavoro universitario avanzato in ,uropa. 'l richiamo della 4rancia era gi* forte, e 4elden5rais scelse studi di ingegneria elettrotecnica presso l'3niversit* di Parigi. %el @A00 ottenne, primo della sua classe, il diploma di 'ngegnere 8iplomato ,...P., e nello stesso anno divenne ricercatore associato di 4r+d+ric Joliot=#urie nel famoso )aboratorio del Radio dove 2adame #urie aveva realizzato i propri lavori. 'n quel momento le ricerche del laboratorio erano centrate sulla fissione nucleare, e il ruolo iniziale di 4elden5rais era quello di costruire apparecchiature ad alta tensione, in particolare un generatore elettrostatico di 7an=de="raaff. %el @A0B 4r+d+ric e 'r!ne Joliot=#urie ricevettero il premio %obel per le loro scoperte sulla sintesi dei nuovi elementi radioattivi. ,ra quindi prevedibile che 4elden5rais, mentre continuava la sua collaborazione di lunga data con il laboratorio di fisica delle Alte ,nergie, si sarebbe iscritto alla facolt* di Scienze della Sorbona per avviare un lavoro di dottorato. %on aveva dimenticato, per/, l'altra sua passione le arti marziali. A Parigi insegnava Viu=Vitsu e continuava a scriverne. )a sua prima pubblicazione in francese, %a &<fense "u Fai-le Contre l5Agresseur ])a difesa del debole contro l'aggressore^ 9@A0H:, divenne un classico con oltre G; ristampe. 'l fascino esercitato su 4elden5rais dalle arti marziali ebbe un ulteriore affinamento dopo l'incontro con il dottor Jigoro Zano, fondatore dello Vudo, riformulazione sofisticata della pi& vecchia e pi& combattiva disciplina del Viu=Vitsu. Zano si era recato a Parigi per tenere una conferenza all'ambasciata giapponese. .ra il pubblico c'era anche 4elden5rais, che alla fine dell'incontro cominci/ a porre qualche domanda pratica su questo nuovo sport. Per fornire una risposta pi& completa, Zano, a quell'epoca gi* avanti negli anni, chiam/ 4elden5rais di fronte alla platea per una dimostrazione. 8ate le sue prodezze in Viu= Vitsu, 4elden5rais bad/ soprattutto a non ferire Zano, e accett/ di buon grado di trovarsi bruscamente rovesciato sulla schiena. 2a tentativi successivi, nei quali 4elden5rais non bad/ pi& a non ferirlo, si conclusero con lo stesso esito. 'l fisico, vinto, accrebbe il suo rispetto per Zano e per lo Vudo, gli divenne amico e successivamente, nel @A0<, fu proclamato primo Vudo5a europeo cintura nera. %el @A01 aveva gi* fondato il Viu=Vitsu #lub di 4rancia, una organizzazione che si diffuse rapidamente in tutto il paese. ,' necessario ricordare che il Vudo sviluppato da Zano ! un'arte di autodifesa pi& che di aggressione, e che si basa sull'abilit* e l'agilit*. %on vi ! alcun interesse ad accoppare l'avversario, ma piuttosto a immobilizzarlo sfruttandone i punti deboli e gli squilibri. )'obiettivo ! quello di arrivarci con il minimo dispendio di energia e il massimo di efficacia. )'idea di ridurre l'entropia a un livello quanto pi& possibile basso non poteva che piacere a un giovane fisico che lavorava quotidianamente per ridurre al minimo gli effetti del secondo principio della termodinamica. 2a la sua invidiabile carriera di celebrit* scientifico=atletica a Parigi si concluse brutalmente con l'invasione tedesca della 4rancia. 2entre i nazisti invadevano il paese a est e a nord, a 0< anni il nostro fisico era costretto alla fuga per trovare rifugio in "ran Cretagna, dove lavor/ con la 2arina Critannica in 'nghilterra e Scozia. Si trattava di un lavoro legato alla guerra anti=sommergibile. 4elden5rais era coinvolto nell'invenzione dei primi apparecchi di rilevazione sonora. 'ntanto continuava i suoi scritti sulle arti marziali, questa volta in inglese 9in quel momento 4elden5rais parlava correntemente inglese, francese, ebraico e russo, e aveva una buona conoscenza del tedesco:. Pubblic/ tre volumi, uno dopo l'altro, sullo Vudo, alcuni dei quali erano ancora in circolazione quarant'anni dopo. 'noltre cominci/ a insegnare nelle classi di formazione specificamente pensate per l'addestramento di allievi di Vudo. , proprio queste sue esperienze di applicazione delle idee dello Vudo all'apprendimento del movimento, unite all'approfondita conoscenza della meccanica, furono all'origine dei suoi celebri (,sercizi di 4elden5rais(, che avrebbero poi preso il nome di (#onoscersi Attraverso il 2ovimento(. #ome insegnare efficacemente il movimento divenne un altro punto focale delle riflessioni di 4elden5rais. )e incursioni nella psicologia, e in particolare nella psicanalisi nella fase in cui egli stesso si sottopose ad analisi, continuarono negli anni della guerra, affiancate per/ allo studio dell'anatomia e della neurofisiologia. Altre esperienze significative di questo periodo gli vennero dall'interesse per il lavoro di 4. 2athias AleDander, inventore della .ecnica AleDander 9senza alcun rapporto con la danese "erda AleDander, fondatrice dell',utonia: e per la filosofia di "urdVieff. ,ra stato AleDander il primo a dimostrare come la postura del corpo non sia fissa ma possa essere permanentemente modificata e migliorata attraverso un insieme di pratiche specifiche. ,ra stato "urdVieff a dimostrare fra le altre cose come lo sviluppo personale sia un processo a vita di cambiamento continuo e di miglioramento della consapevolezza di s+ tanto a livello del corpo che dello spirito. %el @A1A 4elden5rais diede alle stampe CodN and 2ature Cehaviour ].rad. 't. 'l #orpo e il #omportamento 2aturo^, un libro ingombrante e particolarmente provocatorio. 'l sottotitolo era una sintesi del composito insieme di interessi che l'avevano catturato fin da quando aveva vent'anni (Sul sesso, l'ansia e la forza di gravit*(. )? c'era tutto psicoterapia, 4reud, fisica e auto=educazione. ' concetti esposti in \'l #orpo e il #omportamento 2aturo', scientificamente avanzati ma non concretamente documentati in tutti i loro dettagli, fanno comunque dell'opera la fonte migliore per passare in rassegna l'insieme delle complesse preoccupazioni che attraversavano il pensiero di 4elden5rais. )'assenza di documentazione concreta non ! tanto una debolezza dell'opera quanto piuttosto una dimostrazione che gli esempi concreti si adattano meglio a essere illustrati che definiti (in poche parole(.

'l punto centrale del libro ! che il fenomeno psicologico della paura e dell'ansia sia fondato sul riflesso incondizionato della paura di cadere, una reazione autonoma scatenata dall'eccitazione dell'apparato vestibolare, gestita dall'7''' nervo cranico che provoca una contrazione di tutti i muscoli flessori con simultanea inibizione di tutti i muscoli antigravitazionali. .rattandosi di un riflesso incondizionato del neonato, 4elden5rais sfida l'intero campo della psicoterapia = e in particolare della psicanalisi = sostenendo che tutte le altre paure e i sentimenti di ansia emergono in risposte condizionate e acquisite implicanti la paura innata di cadere. %ella misura in cui 4reud aveva sostenuto che l'ansia ! il problema centrale della nevrosi, 4elden5rais sosteneva che ogni nevrosi ! creata da una concatenazione di condizionamenti fondati sulla paura incondizionata di cadere. Pertanto, qualsiasi trattamento psicoterapeutico incapace di frenare queste reazioni acquisite dell'abitudine muscolare non riuscir* a eliminare la nevrosi. )'approccio pi& vicino a questo punto di vista era quello di Lilhelm Reich il quale, fondamentalmente attraverso una somatizzazione della posizione di 4reud, sosteneva che alla base dell'ansia ci sia l'impotenza orgasmica. %el suo \'l #orpo e il #omportamento 2aturo', 4elden5rais porta questo punto di vista ben al di l* della posizione dottrinale di Reich, collocando l'origine dell'ansia in un meccanismo fisiologico della specie umana universalmente noto. 8etto in termini clinici, Reich sosteneva che il nevrotico sia affetto da una disfunzione sessuale. )'argomentazione di 4elden5rais era pi& generale il nevrotico ! ipso facto una persona dai muscoli flessori abitualmente contratti, che serrando i muscoli addominali imbavaglia le funzioni respiratorie e digestive provocando per estensione nausee, vertigini e senso di ansia. Respirazione superficiale e petto e stomaco serrati sono, secondo 4elden5rais, l'accompagnamento universale dello stato di ansia> in effetti, questa condizione ! il fondamento fisiologico del contenuto sensoriale dell'altra condizione. )'impotenza orgasmica dovuta a rigidit* del bacino non ! che una delle tante disfunzioni fisiologiche che emergono da questo riflesso flessorio. )'obiettivo di CodN and 2ature Cehaviour non era per/ di criticare la teoria e la pratica della psicanalisi il pensiero di 4reud serviva semplicemente da contenitore per un obiettivo pi& generale, quello di esporre un programma educativo volto a correggere la disfunzione umana. $uesto programma era centrato sull'insegnamento e sull'apprendimento pi& che sulla malattia e la cura. )a questione dell'ansia e della nevrosi fornisce un punto di partenza dal quale poter considerare questi eterni problemi umani in termini molto pi& generali che non unicamente psicologici problemi generali derivati da un cattivo adattamento, di origine innegabilmente somatica. Alla base delle preoccupazioni psicoterapiche c'era un contesto pi& ampio e pi& profondo dell'apprendimento e dell'adattamento psicologico. 3na volta che questo contesto pi& ampio diventasse esplorabile, diventerebbe evidente come la disfunzione nevrotica non possa essere efficacemente corretta limitandosi a rendere conscio l'inconscio, ma soltanto cambiando l'abituale schema fisiologico che forma la sottostruttura dell'inconscio profondo del comportamento umano. $uarant'anni prima che lo proclamassero neurofisiologi come il Premio %obel Roger SperrN, l'ipotesi di 4elden5rais era che il prodotto principale della funzione del cervello ! l'attivit* motoria il sistema nervoso ! agente dell'azione. , a parte le azioni interne di comando dell'equilibrio endocrinologico vero e proprio, le azioni del cervello nel mondo sono tutte muscolari. Osservando le personalit* e gli schemi corporei dei suoi allievi e operando una sintesi della complessa informazione scientifica acquisita, 4elden5rais vide con lucidit* nel proprio corpo che la motricit* ! al centro di qualsiasi attivit* umana e che abitudini acquisite dell'attivit* motoria sono alla radice e all'origine di instabilit* emotiva e di disordine comportamentale. $uesto contesto pi& ampio ! somatico. , suggerisce come la rieducazione delle abitudini muscolari e della postura sia l'unico modo rigoroso per migliorare l'intero organismo psicofisiologico. )a sola (terapia( non basta la psicanalisi sfiora soltanto superficialmente le profondit* fisiologiche sottostanti al comportamento verbale. 'l punto di partenza appropriato ! la rieducazione muscolare> in effetti, una volta modificate le abitudini muscolari dello schema dell'ansia, la maggior parte delle persone non ha alcun bisogno di psicoterapia. $ualora per/ lo desiderassero ugualmente, la rieducazione muscolare le avr* preparate a trarne vantaggio in maniera ottimale. .uttavia, una volta dissolti i (contorni dell'ansia( mediante il riassorbimento di tensioni muscolari incontrollabili, la maggior parte delle persone osservate da 4elden5rais ! in grado di farsi carico dello sviluppo della propria vita in maniera abbastanza adeguata. A questo proposito si pu/ notare quanto, nella valutazione della posizione di 4reud, 4elden5rais rimanga sulla linea di #ou+, sua guida spirituale originaria. Riponendo grande fiducia nel potere della coscienza, 4reud era convinto che i desideri inconsci possano essere elusi una volta riportati alla coscienza, mentre #ou+ sosteneva il contrario la sfera dell'inconscio ha il potere di trasformare la sfera del comportamento cosciente, e cos? i suggerimenti rivolti all'inconscio modificherebbero le abitudini comportamentali manifeste dell'individuo. Ricerche recenti, descritte in )'apprentissage #r+pusculaire ])'Apprendimento crepuscolare^ da .homas CudzNns5i e altri fra cui )azanov, confermano la posizione di #ou+. $uesto contrasto pu/ essere letto anche in altro modo. )'innovazione di Lilhelm Reich fu di somatizzare 4reud, che lo riportava ai genitali. )'innovazione di 2oshe 4elden5rais fu di somatizzare #ou+, che lo riportava interamente al cervello e al motorio e al sensorio. A livello umano, la differenza ! fra parte e tutto, fra periferico e centrale. 'n CodN and 2ature Cehaviour veniva quindi formulata la teoria dell'educazione somatica e proposto, ma non formulato in concreti dettagli, un programma di esercizi pratici. #i/ che generalmente veniva proposto era che l'educazione somatica avvenisse all'interno di gruppi. 4elden5rais prese in considerazione la possibilit* di lezioni all'interno delle quali un gran numero di persone avrebbe appreso di nuovo il controllo efficace ed equilibrato dei propri schemi di movimento, smussando cos? i confini delle proprie ansie e diventando pi& competenti come individui. %on si trattava, per/, del suggerimento di un'ipotesi che si sarebbe potuta realizzare era ci/ che a quell'epoca lui gi* faceva a )ondra. %elle sue lezioni di movimento, ispirate alla filosofia dello Vudo, 4elden5rais aveva scoperto le stesse trasformazioni psicologiche ed emozionali a proposito delle quali scriveva. Sapeva che erano cose possibili perch+ le faceva. , le faceva in due modi conducendo gruppi di persone attraverso schemi di movimento per mezzo di istruzioni verbali o eventualmente fermandosi a mostrarli tenendo le loro braccia in determinate posizioni, aiutandole a scivolare con certi movimenti delle gambe, assistendole nella rotazione, facendo loro vedere come reagire, rispondere e prendere nuovi sviluppi al contatto con gli altri, con il suolo e con altri oggetti. 2a i principianti, proprio perch+ principianti, sono rigidi, scoordinati, lenti a reagire. , 4elden5rais doveva insegnare loro come superare queste limitazioni di movimento. 3no dei modi pi& efficaci di insegnare veniva direttamente dall'affinamento della tradizione delle arti marziali da parte di Zano quando nell'effettuare determinati movimenti un allievo era bloccato o resisteva inconsciamente, 4elden5rais non lo costringeva mai a superare consapevolmente la resistenza inconscia. Al contrario, accompagnava l'allievo secondo il suo schema persistente, muovendone il corpo secondo il medesimo schema di resistenza che l'allievo eseguiva abitualmente. %el momento in cui 4elden5rais stesso guidava il movimento passivo dell'allievo fino al punto programmato di resistenza acquisita, questi scopriva che in un modo o nell'altro stava diventando volontariamente libero di controllare lo schema di contrazione muscolare un tempo programmata. 'mpiegando la propria forza muscolare per muovere il corpo rilassato dell'allievo secondo le espressioni estreme del suo schema di resistenza, 4elden5rais scopriva che il programma di resistenza muscolare era rilassato, lasciando i muscoli di nuovo liberi. )'allievo, che si era fatto mostrare lo schema abituale mentre era passivo, prendeva sensorialmente coscienza dello schema che normalmente eseguiva inconsciamente. 4elden5rais sapeva molto bene che questo rilassamento muscolare non era un evento localizzato nelle fibre muscolari quanto piuttosto un evento localizzato a un livello superiore, nel sistema nervoso centrale. 'l programma di resistenza muscolare non era (fissato( nel cervello si trattava di una risposta acquisita che avrebbe potuto essere dimenticata rapidamente. 3tilizzando il proprio sforzo muscolare anzich+ quello dell'allievo per eseguire il movimento, la corteccia dell'allievo si liberava diventando consapevole del movimento questa tecnica consentiva all'allievo di diventare spettatore del proprio movimento pi& che esecutore. $uesta ! la tecnica che io chiamerei lo (specchiarsi in movimento(, una tecnica distillata da una teoria orientale di non=violenza e applicata direttamente alla rieducazione neurologica. )o (specchiarsi in movimento(, come modo di andare attivamente con uno schema di resistenza muscolare, ! una tecnica di base del metodo 4elden5rais nell''ntegrazione 4unzionale, esattamente come lo ! dello Vudo. )a scoperta di 4elden5rais fu che un'antica concezione orientale, in precedenza dissimulata nel mistero, fosse un principio neurologico inespresso, in grado di risolvere alcuni dei problemi pi& difficilmente trattabili del comportamento umano. $uesta scoperta, per/, veniva effettuata da un fisico, che aveva @: consapevolezza della gravit*, H: consapevolezza delle leggi della termodinamica, 0: consapevolezza dei modi in cui funzionano i sistemi elettrici, 1: consapevolezza di come costruire apparecchiature elettriche pi& complesse e, soprattutto, B: una profonda consapevolezza di se stesso grazie agli anni di formazione nel Viu=Vitsu e nello Vudo. A questo punto non ! affatto sorprendente che 4elden5rais abbia distillato le tecniche di educazione somatica dal suo insegnamento di gruppo 9chiamate poi \#onoscersi attraverso il 2ovimento': in una modalit* quasi magicamente trasformatrice di lavoro diretto con gli individui 9che avrebbe poi preso il nome di \'ntegrazione 4unzionale':. 8i conseguenza, 4elden5rais 9@: teneva l'allievo seduto o sdraiato in modo che le risposte muscolari acquisite dal cervello in relazione alla gravit* venissero sospese riducendo cos? l'eccitazione neurologica globale nel cervello. $uesta sospensione dei riflessi antigravitazionali e delle risposte acquisite lasciava il cervello pi& disponibile ad assolvere il proprio compito al fine dell'apprendimento. Poi 9H:, mediante lo specchiarsi in movimento e altre tecniche propriocettive, guidava il sistema sensomotorio ad acquisire un tono pi& equilibrato e una minor resistenza al movimento, in modo da ridurre la frizione globale e la perdita di energia del sistema organico dell'allievo. $uesto teneva direttamente conto della seconda legge della termodinamica, riducendo l'entropia del sistema corporeo dell'allievo e aumentando di conseguenza la capacit* di conservare energia da parte del corpo durante il suo lavoro.

2entre dava all'allievo questa lezione propriocettiva, 4elden5rais 90: serbava decisamente ben impresso nella mente tutto quanto aveva appreso sui sistemi elettrici e sui meccanismi retroattivi, sugli effetti dell'ammortizzamento e della risonanza oltre che tutto ci/ che era implicato in operazioni sistemiche. %orbert Liener aveva inventato il concetto di cibernetica proprio mentre 4elden5rais, a )ondra, stava programmando dei sistemi nervosi umani ad autocorreggersi e autoguidarsi. 4elden5rais fu il primo cibernetico somatico. , 91: il suo pensiero di cibernetico era completato dall'abilit* manuale e dalla destrezza ingegneristica di un uomo che aveva dedicato anni alla costruzione di apparecchi elettrici ad alta tensione. )e mani dell'insegnante che istruivano l'allievo lungo i percorsi di un funzionamento pi& efficace erano le stesse che, tempo addietro, costruivano i circuiti del generatore 7an de "raaff per la divisione degli atomi in particelle. , 9B: questo insegnante straordinario utilizzava il tocco e il movimento come mezzi per istruire l'allievo, guidato in ci/ dalla propria consapevolezza del senso esatto del movimento che egli aveva insegnato al proprio sistema sensomotorio in anni di intenso allenamento nelle arti marziali. 8i tutti e cinque i livelli, ci/ che 4elden5rais inser? nella propria eredit* di 'ntegrazione 4unzionale e #onoscersi Attraverso il 2ovimento era una fusione di quell'evidenza oggettiva e soggettiva che a lui balzava agli occhi. ,rano tante e tali le verit* convergenti verso la medesima conferma integrale che, una volta che l'aveva colta, si stupiva che nessun altro ne vedesse l'evidenza. )a fusione di questi cinque livelli ha messo in luce tutto un insieme di aspetti fondamentali e di abilit* dell'individuo che rendono l''ntegrazione 4unzionale una disciplina di straordinaria complessit*. %on ! di facile padronanza per comprendere e praticare efficacemente un sistema del genere ! richiesta una sofisticazione di conoscenze e di abilit* che lo pongono quantomeno al livello della formazione medica tradizionale. , il grado di sofisticazione implicato nell''ntegrazione 4unzionale ! suggerito da ci/ che esige una sua pratica efficace perfetta conoscenza dell'anatomia e della fisiologia> precisa comprensione tridimensionale della 5inesiologia> comprensione di base del sistema nervoso centrale e chiara distinzione delle sue funzioni in rapporto agli eventi che appartengono al sistema nervoso periferico> nozioni di psicologia e di fisiologia dello sviluppo> conoscenza del sistema dell'equilibrio e delle funzioni del movimento della testa nonch+ delle funzioni visive> conoscenza della meccanica della postura su due piedi> conoscenza della teoria dell'apprendimento e delle tecniche di rinforzo> conoscenza della corrispondenza fra consapevolezza soggettiva e funzioni sensorial=motorie> distinzione, nella consapevolezza, fra parti prossimali e distali del corpo e struttura della resistenza> capacit* personale di equilibrio e di coordinazione dei propri movimenti e percezioni fino al punto di essere in grado di riflettere delicatamente, come in uno specchio, i movimenti dell'allievo apprendista> il senso di come utilizzare il tocco e il movimento in maniera educativa pi& che correttiva> possedere una consapevolezza personale della 5inesiologia al punto da poter arrivare a sentire e tracciare una direzione di movimento con esattezza 9! un'abilit* che appartiene all'emisfero destro:> essere a conoscenza dell'arte di focalizzare l'attenzione dell'allievo sul processo propriocettivo pi& che su obiettivi esterni> e ben altro ancora. 'n precedenza ! stato detto che 4elden5rais aveva elaborato un sistema non=verbale, nella misura in cui sono non=verbali la musica e altre forme artistiche. Rivedendo i percorsi di 4elden5rais verso queste scoperte somatiche ! evidente che le conoscenze e le abilit* implicate in questo sistema sono sia quelle dell'emisfero destro del cervello che quelle del sinistro. )a capacit* di interpretare e di seguire forme, schemi e direzioni dell'input propriocettivo ! un'abilit* che appartiene all'emisfero destro, simile a quella sviluppata da musicisti e danzatori. $uest'ultima !, naturalmente, quasi disprezzata dall'educazione accademica e scientifica, bench+ sia essenziale se si vuole trarre vantaggio dalla plasticit* del soma umano. 'n campo medico, esistono vaste zone che presentano problemi non diagnosticabili e non curabili, e altre dove invece ! possibile fare una diagnosi ma le cure prescritte sono di scarso aiuto e permettono soltanto il mantenimento in vita. )'educazione accademica e scientifica ! deliberatamente emisferico=sinistra ! la sua fierezza e il suo vanto. 2a ci/ che un medico con una formazione emisferico=sinistra vede come indiagnosticabile e incurabile diventa spesso palesemente diagnosticabile e curabile per un practitioner che ha sviluppato le capacit* dell'emisfero destro. #on questo non si vuole sostenere che l''ntegrazione 4unzionale sia una forma alternativa della medicina. 'nfatti non lo !. Si tratta piuttosto di una nuova forma di educazione, fondata sul riconoscimento lucido, emisferico=destro, della plasticit* dell'organismo umano. Anzich+ fare concorrenza alla medicina, l''ntegrazione 4unzionale getta una luce su quella tradizione medica che mette in risalto le zone innegabilmente adatte al miglioramento dell'uomo e quelle che per inadeguatezza sono quasi (medioevali(. 3n insegnante efficace ! colui che illumina quelle zone d'ombra della medicina fisica e psichiatrica che abitualmente non lasciano spazio alla speranza o dove ci si accontenta anche solo di un miglioramento. )'effetto principale dell''ntegrazione 4unzionale ! il miglioramento della funzione, e questo non si ottiene in forma di (terapia( ma in forma di educazione. )a qualit* emisferico=destra di questo sistema di miglioramento educativo veniva costantemente sottolineata da 4elden5rais nella sua analogia fra l''ntegrazione 4unzionale e l'insegnamento della danza si tenta garbatamente di mostrare all'allievo come muoversi, non forzandolo ma suggerendo, fluttuando con lui finch+ comincia finalmente ad averne il (feeling(, e rapidamente sia il movimento che la sua coordinazione scorrono e l'allievo dice (S?, ho afferrato- Posso farlo-( 'n quel momento l'insegnante ! in risonanza con l'informazione propriocettiva che viene elaborata attraverso l'emisfero destro. Qa l'immagine di una possibilit* di movimento che sta cercando di insinuare nel sistema motorio dell'allievo. )'insegnante di danza, cos? come il musicista, ha la sua consapevolezza in risonanza con il carattere fluido e con la ritmicit* del movimento. , la sua attitudine a rilevare all'istante i cambiamenti nel movimento, le prime avvisaglie di tensione, le sollecitudini o gli (addensamenti( d'armonia, ! precisa, esatta e istantanea. 'n termini di precisione, accuratezza e istantaneit*, le funzioni dell'emisfero destro sono le stesse dell'emisfero sinistro. , il (sistema( razionale, coerente e precisamente articolato su cui poggia l''ntegrazione 4unzionale ! la struttura del sistema nervoso centrale, con le sue funzioni sensorial=motorie, letta nei minimi dettagli dall'emisfero destro. #ome il danzatore o il musicista che improvvisa, l'insegnante di 'ntegrazione 4unzionale si accorda al ritmo e alla chiave armonica del sistema sensomotorio dell'allievo, integrandosi, riflettendosi in lui come in uno specchio, guidandolo dolcemente verso variazioni, differenziazioni, e nuove armonie e ritmi che sono, di fatto, l'insegnamento di nuovi schemi neuronali del movimento. %el @A1A 4elden5rais lasci/ l''nghilterra per tornare in 'sraele, dove assunse l'incarico di 8irettore del 8ipartimento di ,lettronica presso il 2inistero della 8ifesa. %el frattempo, mentre continuava a sviluppare e a praticare l''ntegrazione 4unzionale, cominci/ a tenere a .el Aviv regolari corsi di #onoscersi attraverso il 2ovimento. )a sua fama si diffuse rapidamente in 'sraele, legata soprattutto al fatto che era in grado di risolvere enigmi patologici che sfidavano la saggezza convenzionale e le capacit* diagnostiche. $uesto successo dest/ l'interesse di 2ia Segal, una ragazza adorabile e di grande talento, che insegnava la tecnica AleDander e allo stesso tempo era cintura nera di Vudo. 2ia Segal cominci/ a studiare informalmente il sistema 4elden5rais, e fu la prima persona ammessa ad assistere al suo lavoro. 3n giorno, un piccolo gruppo dei suoi pi& ardenti ammiratori convinse 4elden5rais a insegnar loro le sue abilit*, cosa che egli fece come una formazione sia emisferico=destra che sinistra. %el @AGH venne pubblicato un altro libro, APareness .hrough 2ovement ].rad. 't. #onoscersi attraverso il movimento^, diffuso e tradotto in molte lingue. $uello stesso anno 4elden5rais tenne il suo primo seminario negli Stati 3niti un mese di esercizi presso l',salen 'nstitute, in #alifornia. 'l seminario venne ripetuto, sempre a ,salen, nel giugno del @AG0, e fu l? che io stesso incontrai 4elden5rais per la prima volta. .rovatomi a essere testimone del suo lavoro individuale con alcune persone gravemente handicappate, rimasi colpito dall'originalit* di un uomo in possesso di capacit* rivoluzionarie e relativamente sconosciuto, nonostante avesse gi* <A anni. 4ino a quel momento 4elden5rais non aveva dato un nome al suo sistema di esercizi di gruppo n+ al suo lavoro individuale. Siccome avevo deciso di scrivere un articolo sul suo lavoro destinato al pubblico americano, gli chiesi come riferirmi al suo sistema di lavoro individuale. 8opo una notte di riflessione, e con un orecchio rivolto nella direzione dell''ntegrazione Strutturale di 'da Rolf = che proprio allora stava diventando famosa negli Stati 3niti = il giorno successivo 4elden5rais mi inform/ che l'avrebbe chiamato 'ntegrazione 4unzionale. Avevo avuto la fortuna di diventare direttore del Qumanistic PsNchologN 'nstitute di San 4rancisco, una scuola fondata da ,leanor #risPell. #onsiderato che malgrado l'et*, quest'uomo, autore di scoperte straordinarie, non aveva ancora insegnato le sue abilit* al di fuori di 'sraele, gli offrii un incarico di 7isiting Professor all'istituto, e nel @AGB cominci/ la sua formazione di tre anni al )one 2ountain #ollege. Pi& o meno in quel periodo 4elden5rais decise di chiamare il suo sistema di esercizi (#onoscersi Attraverso il 2ovimento(, dandogli cio! lo stesso titolo del suo libro dov'erano descritti dieci esercizi. %ei tre anni di insegnamento a San 4rancisco il nome di 4elden5rais si impose a livello nazionale e qualche anno pi& tardi pot+ cominciare una seconda formazione che ebbe luogo a Amherst, in 2assachusetts, nel @AF; e @AF@. 4u proprio al termine del secondo anno di questa formazione che, all'inizio dell'autunno del @AF@, a Kurigo, in Svizzera, gli venne scoperta un'emorragia cerebrale a cui si pot+ porre rimedio con un intervento chirurgico immediato. 8urante la convalescenza 4elden5rais torn/ in 'sraele e riprese il lavoro nei suoi uffici di %achmani Street. 2a

non si ristabil? mai completamente dagli effetti dell'emorragia. )a sua grande energia fu enormemente compromessa da una serie di attacchi che nei primi mesi del @AF1 finirono per inchiodarlo al letto. 4u costantemente curato dal meraviglioso e fedele fratello Caruch, editore a .el Aviv. 4elden5rais mor? nel mese di luglio nel suo appartamento di via 4rug, dopo settimane e settimane di tenda a ossigeno, tenuto in vita mediante alimentazione endovenosa. )'eredit* di 4elden5rais ! enorme. )a sua complessit* ! tale che occorrer* del tempo prima che venga assorbita dalle nostre tradizioni educative e terapeutiche. 2a il suo valore ! tale che certamente l'assorbimento si realizzer* ! inevitabile. Occorrer* del tempo prima che venga utilizzata in quanto insieme di concetti e di procedure che non sono una semplice aggiunta a quanto gi* noto = un nuovo virgulto nel movimento olistico. #ome metodi di trasformazione del funzionamento fisiologico in un contesto individuale e di gruppo, 'ntegrazione 4unzionale e #onoscersi attraverso il 2ovimento sono sistemi rivoluzionari rispetto a qualsiasi altra componente da noi oggi associata all'olismo, termine di per s+ poco appropriato nella misura in cui nessuno all'interno del movimento di salute olistica ha una teoria che definisca il tutto. Cernard )a5e ! un medico, cardiologo e scrittore australiano che ha condotto uno studio approfondito su 4elden5rais. #ome egli ha osservato ]..^ siamo sedotti dalle glorie apparenti del cervello e siamo arrivati a considerare il corpo un'appendice fastidiosa del nostro passato evolutivo. 2a l'idea emergente ! che l'asse cervello=corpo ! un'unit* dalle uguali potenzialit* per mutua interazione. 'l sistema messo a punto da 2oshe 4elden5rais, che ha chiamato in modo pertinente e rivelatore 'ntegrazione 4unzionale, ha lo stesso potenziale per la comprensione della relazione cervello=corpo di quanto la teoria della relativit* di ,instein ne aveva per la fisica ]...^ 9Somatics, '7, H, P.@0:. Occorre del tempo perch+ un potenziale di questo genere trovi una realizzazione concreta. Possiamo quindi capire lo sguardo glaciale e l'infastidita impazienza di 4elden5rais alla richiesta di descrivere l''ntegrazione 4unzionale in poche, semplici parole. )'assimilazione di un nuovo paradigma non ! semplice. A mano a mano che compaiono validi insegnanti di 'ntegrazione 4unzionale, a mano a mano che un sempre maggior numero di persone migliora attraverso la pratica, e a mano a mano che un sempre maggior numero di persone comincia a essere testimone di queste straordinarie trasformazioni somatiche, un nuovo livello di comprensione prender* corpo. 'l pensiero e la pratica di 2oshe 4elden5rais erano molto in anticipo sul suo tempo. 3na comprensione pi& ampia e pi& profonda di questo pensiero e di questa pratica emerger* a poco a poco, rendendone il contenuto evidente tanto quanto lo era per 4elden5rais. )e vere rivoluzioni sono tutte di lenta realizzazione. 4elden5rais sar* nella tomba gi* da molto tempo prima che la sua impazienza si sia esaurita.

8a Somatics, autunnoIinverno @AF1=FB

)2 C04P0 P.4 L* !.2/.


)na presentazione del pensiero di !oshe "elden#rais e della filosofia e teoria sottostanti la pratica del !etodo di "ranz Burm di "ranz Burm 'G3A &$%%5A@3G)$ 'ell5intro"uzione alla sua "%ezione sull5etica" %u"2ig Cittgestein scrive: ">er spiegarvi una materia scientifica sare--ero necessarie moltissime lezioni e non un semplice articolo. @n5altra possi-ilitA sare--e stata impartirvi quella che 8 comunemente "efinita una lezione scientifica popolare in altre parole intesa a farvi cre"ere "i compren"ere qualcosa che in realtA non avete assolutamente capito. *imilmente potrei cercare "5essere comprensi-ile nell5am-ito "i quest5articolo. 'on posso essere "comprensivo". Mi allevierete la coscienza "a un grosso far"ello se terrete a mente quest5osservazione.

)'uomo cammina sulle sue gambe. %ulla di nuovo in questo, e anche noi tendiamo a darlo per scontato. 2a dare le cose per scontato pu/ essere un modo fuorviante per osservarle. Supponete dovessimo porre delle domande su determinate cose, specialmente su fatti che sono stati di fronte ai nostri occhi per tutta la vita> per non parlare di secoli e millenni durante i quali sono stati dati per scontati dalle generazioni precedenti, cos? come era accettata la credenza che l'universo ruotasse attorno alla terra. %on abbiamo alcun motivo per dare per scontato il nostro modo di procedere eretti alla nascita non sappiamo camminare, dobbiamo imparare a farlo. Osservate le persone per strada. 7edrete che nessuna di loro cammina allo stesso modo. Pu/ essere che i loro corpi siano cos? differenti? Possono aver imparato a camminare in modo cos? diverso? 8urante il corso della loro vita ognuna di loro ha sviluppato il proprio modo di muoversi? , qual ! lo scopo del camminare? Perch+ non avanzare a quattro zampe? ,' pi& stabile, non ! cos?? Per dirla in un altro modo fino a che punto veniamo influenzati dall'ereditariet*? 4ino a che punto siamo plasmati dall'influenza di circostanze e modelli di comportamento che c'imponiamo da soli? 2a innanzi tutto, proviamo a porre un altro interrogativo quale vantaggio pu/ comportare il trasportare le cose in posizione eretta? Si ! desunto che l'uomo, non avendo pi& necessit* delle mani per muoversi, fu in grado di impiegarle per qualche altro fine. 2a allora, anche le scimmie, gli scoiattoli, i canguri, gli orsi, ed altri animali a volte camminano eretti, e utilizzano le loro zampe anteriori per qualcos'altro. Per il momento, tutto quello che possiamo dire ! che l'uomo utilizza le sue mani in una maniera che ! del tutto umana possiamo descrivere come utilizza le sue mani, ma non perch+ lo faccia. Per il momento non possiamo aggiungere altro 9ritorneremo sull'argomento in seguito:. Ora ritorniamo alla postura eretta. Supponete di avvitare un bullone ad occhio in fondo ad un bastone, di legare una corda, di attorcigliarvela. 'l bastone inizierebbe a girare quasi immediatamente. Poi di spostare il bullone e di avvitarlo nel mezzo del bastone, di legare la corda e di arrotolarcela, come prima. 'l bastone, ora in posizione orizzontale, inizierebbe a ruotare molto pi& lentamente _ ma solo dopo avere arrotolato pi& volte la corda. Se vogliamo che ruoti alla stessa velocit* angolare, ! necessaria una maggiore energia per far s? che si metta a ruotare nella nuova posizione, anche se la sua massa 9o peso: ! la stessa di prima. ,' ovvio che nel movimento rotatorio non ! la massa che ricopre un ruolo fondamentale, ma un qualcosa che caratterizza la massa e la posizione allo stesso tempo. ,' l'intervallo d'inerzia, e gioca nel movimento di rotazione lo stesso ruolo che la massa ha nel movimento lineare. .anto inferiore sar* l'intervallo d'inerzia, tanto minore sar* l'energia necessaria per spingere il corpo a muoversi> e l'intervallo d'inerzia cresce rapidamente assieme alla distanza dall'asse di rotazione. #onfrontando il corpo umano a quello d'altri animali, scopriremo che l'intervallo d'inerzia attorno all'asse verticale 9che attraversa il centro di gravit*: + molto ridotto. %e consegue che il corpo umano ! quanto di pi& simile esista ad una struttura ideale progettata per il movimento, e quanto di meno adatto esista per restare immobile. 'l breve intervallo d'inerzia ! il risultato della disposizione di bacino, tronco, e testa _ disposti in modo verticale, l'uno al di sopra dell'altro _ che, allo stesso tempo, porta il centro di gravit* al massimo livello di compatibilit* con la struttura corporea> e quindi permette di ottenere un equilibrio instabile. ,' quest'equilibrio precario ed instabile 9e le deviazioni da esso: che governa la totalit* del comportamento umano. 3n movimento orizzontale in una qualsiasi direzione a partire da questa posizione d'equilibrio comporta un piccolo consumo d'energia o di lavoro. Per ripristinare l'equilibrio, quando esso sia stato disturbato, ! richiesto il medesimo consumo d'energia e lavoro. 'n questo equilibrio precario, essendo il centro di gravit* il pi& alto possibile, l'energia potenziale ! massima. %on ! necessario alcun apporto d'energia da parte di un'altra fonte per modificare la posizione. 'l corpo in posizione eretta ! perci/ sempre pronto a mettersi in movimento al minimo preavviso, senza spendere energia. Sotto questo punto di vista, ! pi& mobile del corpo di qualsiasi altro animale un animale si potr* muovere velocemente in una particolare direzione, ma non possiede la libert* che l'uomo ha di potersi muovere in qualsiasi direzione. Ovviamente, notevoli deviazioni dalla posizione d'equilibrio precario pregiudicheranno la mobilit*. Aggiunger/ qualcosa in pi& al riguardo successivamente. )a postura eretta ! un dono biologico della struttura umana. Ragione per cui essa non deve comportare alcuna sensazione di fatica o di sforzo in alcun modo. )a nostra postura ! il risultato di meccanismi inerenti alla struttura, e di quanto abbiamo appreso adattando noi stessi all'ambiente, sia fisico sia sociale. .uttavia, gran parte di quello che abbiamo appreso ! a danno del sistema, perch+ ! stato appreso dietro l'obbligo della necessit* o lo stress della difficolt*, in un periodo in cui la nostra immediata dipendenza dagli altri distorceva i bisogni reali. )'azione abituale di stare in piedi per un lungo periodo ci fa sentire bene> quindi la sensazione che proviamo al riguardo non ! affidabile, a meno che non badiamo a rieducare il nostro senso cinestetico basandoci su norme testate nella realt*. Avrete notato che ho considerato il corpo umano in rapporto alla forza di gravit*. Appare strano che nessuna scienza che riguardi l'uomo non abbia finora reputato degno di nota evidenziare come noi 9e qualsiasi altra cosa in questo mondo: viviamo all'interno di un campo di gravit* e siamo ad esso soggetti. ,' abituale iniziare gli studi di meccanica con la statica, considerata pi& semplice o elementare rispetto alla dinamica. 'n modo piuttosto singolare, l'uomo approda ad una situazione di movimento in modo pi& agevole e rapido rispetto ad una situazione d'immobilit*. 3n bambino inizia a gattonare in avanti molto prima di quanto non riesca a stare in piedi immobile senza

sostegni, e ci/ si pu/ verificare anni prima che sia in grado di stare in piedi su di una sola gamba. 2olti adulti non raggiungono mai quella perfezione statica richiesta per essere in grado di stare in equilibrio su di una sola gamba per un certo tempo, specialmente se mantengono gli occhi chiusi, anche se sono in grado di eseguire ogni sorta di movimento. %otate che camminiamo, ci sediamo o ci sdraiamo quando vogliamo riflettere poche persone pensano che stare fermi in piedi possa essere produttivo per pensare. #i sdraiamo anche quando siamo ammalati, o stanchi, o siamo dal dottore. #irca il A;T del nostro sistema nervoso ! occupato a regolare il nostro comportamento in relazione alla gravit* perci/, ! rilassato maggiormente quando ! libero dal faticoso compito di doverci mantenere in piedi contro, o nonostante, la spinta della forza di gravit* _ in altre parole, quando siamo sdraiati. 4acciamo un breve riassunto il corpo umano _ che considereremo come una delle manifestazioni dell'uomo _ ! costruito in modo tale da resistere alla gravit* senza alcuno sforzo e da muoversi all'interno del campo della gravit* senza quasi consumare energia. Sono stati elaborati e stabiliti gli standard della postura e del movimento corretti, tenendo ovviamente conto delle differenze individuali. A causa di tali differenze, qualsiasi deviazione dal comportamento funzionalmente corretto non deve essere interpretata come una malattia, e nemmeno sono le sue cause rilevanti. Pu/ essere notata e corretta. )a correzione, o per meglio dire, il miglioramento, ! un processo d'apprendimento _ vale a dire, di formazione di nuove risposte che siano pi& appropriate da un punto di vista funzionale. ,' questione d'abilit*, se preferite. 2a per comprendere quello che sapete, dovete anche (sentirlo( _ e non si tratta qui solo di una osservazione grammaticale riguardo al termine (comprensione(. %egli anni $uaranta, 2oshe 4elden5rais aveva osservato che il trattamento psichiatrico raggiungeva un effetto permanente solo se il progresso era accompagnato da un qualche cambiamento a livello corporeo. )a ricerca ha mostrato che tali cambiamenti sono in sintonia con il principio che ho tentato di esporre precedentemente> vale a dire, tali progressi tendevano tutti quanti a ridurre lo sforzo non necessario nel comportamento in relazione alla gravit*. 4elden5rais, del quale cercher/, in quest'occasione, di presentare pensiero ed opera in modo sintetico, collegando queste osservazioni al principio di (minima azione( di 2aupertuis ed al principio di correlazione di #uvier, scopr? che i disturbi emotivi e mentali, cos? come la cattiva condotta del corpo dal punto di vista funzionale, erano dovuti ad un funzionamento disturbato del nostro sistema nervoso. $uindi, cos? come un trattamento mentale poteva comportare dei cambiamenti all'interno dell'organismo, un miglioramento del comportamento corporeo avrebbe, per inverso, apportato corrispondenti modifiche a livello mentale. Si pu/ rilevare ancora qualcosa. 4reud sostenne = anche se poi non ne fece uso = che l'inconscio si basasse sulla chimica dei processi fisiologici. ' neurofisiologi e neuropsicologi trovano ancora difficile al giorno d'oggi individuare la connessione tra la struttura e la funzione di alcuni dei centri superiori del cervello ed il resto del corpo. )'osservazione di 4reud e l'opera di 4elden5rais sembrano indicare una traccia. #onsiderate il seguente quesito perch+ nella psicoanalisi un cambiamento del comportamento corporeo = cio! della funzionalit* fisica in generale = ! poi sottolineato attraverso le parole? Per il momento potremmo concludere che quasi tutte le situazioni da noi definite come (malattia( dovrebbero rispondere in modo eguale al trattamento, sia che avvenga attraverso la psiche, sia attraverso il corpo. Se si dimostrasse la verit* di tale affermazione, il metodo 4elden5rais non risulterebbe semplicemente un rimedio. 3lteriori ricerche ed esperimenti lo pongono in evidenza. Pochi anni dopo 9@A10:, in una serie di lezioni presso l'Associazione degli Operatori scientifici inglesi, 4elden5rais illustr/ le fondamenta della sua opera e le implicazioni pratiche derivanti. )e cosiddette (malattie nervose( o, come le definiremmo al giorno d'oggi (disturbi psicosomatici( _ essendo gli appellativi sintomatici del nostro livello di conoscenza = rispondevano al suo metodo di trattamento, non meno di quanto facessero le artrosi, i problemi alla colonna vertebrale, le lombaggini, lo spasticismo, la paralisi cerebrale, alcuni casi di paralisi corporea, e, spesso, anche la comune infreddatura, per citare solamente alcuni esempi. .utto considerato, si pu/ affermare che i problemi, le malattie e le deficienze croniche non infettive _ a patto che non siano n+ ereditarie, n+ dovute ad un danno organico irreparabile e n+ l'abbiano tantomeno gi* causato _ possano essere trattate attraverso questo metodo. Se avete perso un arto, non si pu/ di certo farlo ricrescere> ma vi si pu/ insegnare come usare il vostro corpo e l'arto che vi resta in modo pi& efficace di quanto voi prima non utilizzaste entrambi gli arti. 'l confine oltre il quale il danno diventa irreparabile dipende dalla persona coinvolta, cos? come dall'abilit* e dalla saggezza dell'insegnante. 'l comportamento in rapporto alla gravit* comporta il vantaggio di poter essere osservato e misurato. .utti quanti possiamo esserne resi consapevoli ed imparare a migliorarlo. 8alla struttura del corpo dell'individuo e dalla sua meccanica pu/ essere desunto uno standard ideale, che pu/ essere impiegato come un'ipotesi di lavoro> ma le deviazioni da questo standard non devono essere considerate a priori come sintomi di malattia. Parlando da un punto di vista storico, la medicina ! una scienza dei rimedi ci rechiamo dal medico quando ci sentiamo meno bene del solito, e da lui ci aspettiamo che ci faccia sentire di nuovo bene. .uttavia sembriamo incapaci di accorgerci dei disturbi che ormai sono divenuti abituali sono diventati parte e componente del modo in cui ci sentiamo (solitamente(. )a postura eretta, ad esempio, potrebbe esserne un riflesso, non richiedendo alcun'azione da parte dei muscoli volontari> nella postura ottimale, la reazione elastica dello scheletro porta la compressione a zero. 2a una volta abituati ad un qualsiasi difetto nella postura, non percepiamo pi& lo sforzo superfluo che viene richiesto da questo stesso difetto> e, inconsciamente, tendiamo addirittura ad identificarci con esso. $uella che noi comunemente chiamiamo malattia ! di solito preceduta ed accompagnata, a volte addirittura seguita, da qualche difetto o deviazione. 2a prima di interpretare una deviazione come malattia, dovremmo innanzi tutto sapere cosa s'intende per (malattia(. , non mi risulta che la medicina abbia ancora trovato un criterio adeguatamente preciso per definire (malattia( e (stato di benessere(, il che ! uno dei motivi per cui ! preferibile impiegare il termine (deviazione(. Ancor pi& preferibile ! la possibilit* d'individuare e descrivere da che cosa esse siano deviazioni. )e deviazioni sono segni di quello che potremmo definire una cattiva condotta funzionale. Possono divenire abituali e anche condurre a malattie, o piuttosto ad una propensione a contrarle. 8i solito si parla di malattia quando le deviazioni sono di grado elevato e di numero limitato> ma possono anche essere numerose e di grado inferiore. 8a esse si possono predire con anni d'anticipo gli acciacchi che affliggeranno la nostra vecchiaia, e la quasi totalit* di questi problemi potrebbe essere prevenuta o curata imparando a correggere le deviazioni. )a vecchiaia, ad esempio, ha inizio con la limitazione che noi stessi ci imponiamo nella formazione di nuovi schemi corporei in altre parole, quando smettiamo di imparare, nel senso appropriato del termine. Anzitutto, una persona sceglie attitudini e posture che si confanno alla dignit* della sua posizione, rifiutando in questo modo altre azioni, che ben presto risulteranno impossibili da compiere. ,' sufficiente osservare qualcuno che ! seduto sul pavimento o che sta saltando, per comprendere come questo rifiuto diventi un fattore importante quando una persona invecchia. 'l recupero e la reintegrazione di tali schemi nella vita di tutti i giorni ha un effetto spiccatamente ringiovanente, non semplicemente sulla meccanica del corpo, ma anche sulla personalit*. A parte tare ereditarie e danni a cui non si pu/ rimediare, potremmo affermare che ognuno di noi ! potenzialmente in uno stato di perfetta salute, ma che non sa come raggiungerlo. #ollegandolo al modo in cui impieghiamo le nostre facolt* latenti, ad esempio il nostro cervello, si pu/ dedurre che potenzialmente ciascuno ! un genio- .enuto conto di tutte queste premesse, il metodo sviluppato da 4elden5rais, che conduce essenzialmente ad un recupero del nostro naturale processo d'apprendimento, si ! mostrato in grado di essere d'aiuto. %on abbiamo modo di seguire direttamente i processi del nostro sistema nervoso centrale. Possiamo divenire consapevoli di tali processi solo quando i nostri sensi, incluso quello cinestetico e muscolare, ce li fanno notare. $uesto ! quello che intendiamo con (consapevolezza(- )o stesso accade non solo per tutta la percezione sensoriale, ma anche per le nostre sensazioni e i nostri pensieri. 4intanto che non si fanno sentire attraverso la mobilitazione delle nostre regioni del movimento, noi non ne siamo coscienti> e, qualsiasi sia l'intento o lo scopo, essi per noi non esistono. Possiamo essere coscienti di un cambiamento nel nostro stato di benessere, oppure di sentirci ammalati, senza essere consapevoli del cambiamento fisiologico che sottost* alla situazione> vale ad affermare che spesso percepiamo le sensazioni, ma non quello che le determina. Riassumendo, non ci pu/ essere percezione sensoriale, emozione, pensiero, o movimento senza che ve ne siano manifestazioni evidenti nel comportamento del nostro corpo. %on possiamo divenire consapevoli di una sensazione o di un pensiero prima che sia espresso da una mobilitazione motoria. $uindi, non c'! pensiero o sensazione finch+ non si verifica un determinato comportamento a livello corporeo> allo stesso modo, dei cambiamenti a livello d'attitudine corporea alterano le sensazioni ed i pensieri. 3n bambino appena nato ! praticamente insensibile agli stimoli esterni. Alla nascita, reagisce a malapena agli effetti della luce, del rumore, degli odori, o anche di piccoli tocchi. Reagisce violentemente se ! immerso in acqua molto fredda o calda. 'noltre se il neonato viene improvvisamente abbassato o se gli ! sottratto bruscamente il sostegno, si pu/ osservare una violenta contrazione di flessori con trattenimento del respiro, seguita dal pianto, da pulsazioni accelerate e da diffusi disturbi vasomotori, con inibizione degli estensori. .utto ci/ viene spiegato come reazione istintiva alla caduta. %egli adulti, questa reazione ! percepita come paura> anche all'interno della lista pi& ampia dei nostri istinti, l'unica che viene riconosciuta in grado di bloccare il movimento ! la paura. Ora, la questione di (riuscire( o (non riuscire( a fare qualcosa ! fondamentalmente una questione di (fare( 9cio! di inibire la nostra attivit* muscolare:. Anche il non fare nulla comporta un'attivit* muscolare di grande complessit*. Potremmo quindi sperare di gettare luce sui fenomeni accompagnati da tensione muscolare cronica. 4ino a poco tempo fa, si riteneva che l'unica risposta primaria che si potesse ottenere da un neonato 9a parte il succhiare: fosse la risposta a rumori particolarmente forti. ,' risaputo che stimoli pi& forti di quelli abituali si diffondono e si irradiano a causa dell'incompleta mielinizzazione 9un tipo d'isolamento dei percorsi nervosi:> nel bambino appena nato, perci/, la diffusione di uno stato d'eccitazione ! pi& rapida che negli adulti. Per citare 4elden5rais Rumori molto alti stimolano il ramo cocleare dell'ottavo nervo cranico o auditivo in modo sufficiente da diffondersi ed eccitare il ramo vestibolare dello stesso nervo. $uesta irradiazione non avviene a livello nervoso, ma a livello dei primi collegamenti, e forse nei centri superiori, anche negli adulti. )'ottavo nervo cranico si divide, nella zona periferica, in due rami _ quello della coclea, che riguardo l'udito, e quello del vestibolo, che riguarda l'equilibrio`questi due rami sono strettamente interconnessi`Pi& in alto, delle forti sollecitazioni, prodotte da rumori molto alti, si diffonderanno e stimoleranno il decimo nervo cranico, che far* trattenere il respiro. 4orti impulsi provenienti dal ramo vestibolare si diffonderanno allo stesso modo, provocando l'arresto della respirazione. )'arresto respiratorio ! un disturbo improvviso a livello della zona cardiaca. ,' questo disturbo nelle regioni del diaframma e del cuore che viene percepito come ansia` 'l ramo vestibolare dell'ottavo nervo cranico innerva i canali semicircolari e l'apparato otolitico. ,' il primo che percepisce ogni modifica nell'accelerazione, mentre l'apparato otolitico percepisce i lenti movimenti del capo relativi all'orientamento verticale. $uindi, la reazione che gli adulti interpretano come paura di cadere ! ereditaria, innata, e non necessita d'alcuna esperienza personale perch+ sia operativa. ,, se noi

chiniamo repentinamente e bruscamente un neonato verso il basso, si scatener* la serie completa di riflessi che costituisce la reazione del corpo alla caduta. )a prima esperienza di uno stato d'ansia ! quindi collegata alla stimolazione del ramo vestibolare dell'ottavo nervo cranico. 8urante i primi quindici giorni di vita, il bambino ! quasi insensibile al rumore. Poco dopo, risponder* ai rumori molto alti, che saranno gli unici che lo condizioneranno. )o stimolo sar* dunque molto forte, e si diffonder* lungo il percorso vestibolare`'l bambino sar* sorpreso, il che aggiunger* la stimolazione diretta dei canali semicircolari, dovuta allo scatto del capo. 9p. FB: 'l corpo in caduta tende a contrarre i flessori per far s? che la testa non colpisca il suolo e per rafforzare la colonna vertebrale, formando con essa un arco. %ell'adulto, lo stesso tipo di risposta fa chinare il capo, spinge a rannicchiarsi, a flettere le ginocchia e ad arrestare il respiro` $uesto comportamento assicura la migliore protezione possibile, e conferisce un senso di sicurezza. $uesto schema di contrazione dei flessori viene abilitato ogni volta che l'individuo tende a proteggere in modo passivo la sua persona, quando gli mancano i mezzi per opporre una resistenza attiva, o quando dubita delle sue forze` la testa e le anche vengono` attirate l'una vicino alle altre. )a (salvezza( attraverso la torsione del corpo viene raggiunta per mezzo di una deviazione o contorsione` `ogni schema d'impulsi che raggiunge il sistema nervoso centrale dall'interno del nostro corpo e dai muscoli ! associato ad uno stato emotivo. ,ssendo la contrazione muscolare volontariamente controllabile, conferisce una sensazione di potere e di controllo sulle sensazioni e sulle emozioni` ad ogni stato emotivo corrisponde uno schema di contrazione muscolare condizionato da noi stessi, senza il quale l'emozione non esiste. 9p. AH: Qo citato ampiamente 4elden5rais a proposito delle reazioni alla caduta perch+ egli fornisce un esempio fondamentale dell'interdipendenza tra comportamento del corpo 9o movimento: e fenomeni mentali 9come la paura e l'ansia:. .ra parentesi, l'uso di droghe che agiscono sulla psiche, o dell'elettroshoc5 nei casi di disturbi mentali, ! un passo nella medesima direzione> implica che i disturbi mentali o emotivi dipendano dalla struttura e dall'attivit* del sistema nervoso e possano essere influenzati attraverso espedienti chimici o fisici. Abbiamo solamente un sistema muscolare. ,' solo attraverso questo sistema che pu/ essere espresso il comportamento mentale e fisico. ' muscoli vengono attivati da impulsi del sistema nervoso. %on pu/ dunque avvenire alcun cambiamento fisico o mentale senza un corrispondente cambiamento nel sistema nervoso> in altre parole, qualsiasi cambiamento nel comportamento mentale o fisico di un uomo equivale ad un cambiamento nel sistema nervoso, e si esprime o si mostra nell'attivit* dei nostri muscoli Per ritornare al nostro esempio se il cadere sollecita una risposta alla caduta e l'ansia ! un sinonimo di questa reazione, il rapporto tra il cervello ed i muscoli ! inscindibile> poich+ un muscolo, per contrarsi o rilassarsi, deve ricevere gli appropriati impulsi dal sistema nervoso. Se si indurr* un cambiamento di tono all'interno di un muscolo o di un complesso di muscoli, avverr* un corrispondente cambiamento in quella parte del sistema nervoso = o cervello = che determina il tono del muscolo o dei muscoli coinvolti. 8ato che abbiamo solamente un sistema di muscoli, solo un corpo, e che questo ! anche lo strumento della nostra espressione mentale, i cambiamenti operati nel corpo si verificheranno solo quando saranno avvenute corrispondenti modifiche anche a livello mentale. 8ipende dal nostro punto di vista il considerare un pennN come tale = vale a dire come una moneta = oppure come un pezzo rotondo di metallo> secondo il nostro punto di vista, le propriet* e le funzioni che gli attribuiremo saranno differenti. )a medesima cosa avviene per il corpo e per la mente sono due aspetti di un unico _ e dello stesso _ sistema. Se poteste osservarmi mentre parlo, notereste il movimento delle mie labbra, delle mascelle, degli occhi, e forse delle mani> e sapreste, in base alla vostra esperienza, quali altri organi starei attivando al fine di produrre i suoni. 2entre mi ascoltate, considerereste il significato delle mie parole. Ragione per la quale dipende dal punto di vista dell'osservatoreIascoltatore l'interpretazione della mia attivit* come fisica piuttosto che mentale. Per esprimermi in modo pi& essenziale un cervello non pu/ pensare senza le funzioni del movimento> la continuit* delle funzioni mentali ! assicurata da corrispondenti funzioni motorie. 3n esempio semplice ci ! necessario pi& tempo per contare da venti a trenta di quanto non ne serva per contare da uno a dieci, eppure gli intervalli numerici dei due gruppi sono identici. )a differenza ! dovuta agli intervalli, che sono proporzionali al tempo necessario a pronunciare le sillabe corrispondenti. $uesto suggerisce che noi attiviamo i meccanismi cerebrali che regolano la parola ancora mentre stiamo pensando. ,d ancora di solito, quando contiamo degli oggetti, normalmente ci accorgiamo che il legame tra le componenti attive dello sguardo e la verbalizzazione mantiene la velocit* del pensiero a livello degli elementi concernenti il movimento. )a maggior parte delle persone non ! in grado di pensare chiaramente senza attivare le funzioni motorie del cervello in modo sufficiente da rendersi conto degli schemi verbali che rappresentano il pensiero`che, a loro volta, tendono a limitare il pensiero all'utilizzo tradizionale ed abituale delle parole. #on un discreto allenamento, naturalmente, ! possibile inibire parzialmente l'aspetto motorio del pensiero, accrescendone in questo modo la velocit*. ,' stato mostrato come, una volta raggiunto uno stato di rilassamento, risulti difficoltoso, o addirittura impos=sibile, pensare senza mostrare almeno un accenno di tensione a livello muscolare. Anche quando ci si raffigura un oggetto ad occhi chiusi, si percepisce tensione dei muscoli dell'occhio. 7i prego anche di notare come tendiamo a conservare gli stessi pensieri o modi d'agire, gli stessi schemi di reazione emotiva, e come tendiamo a ricorrere agli stessi modelli dell'apparato verbale, producendo lo stesso tipo di voce, in modo tale da essere identificati attraverso essa. )o stesso discorso vale anche per il nostro modo di scrivere, il nostro modo di camminare, le nostre frasi ricorrenti, ecc.` 4intanto che non avverranno sostanziali cambiamenti, non saranno riscontrabili modifiche anche nel nostro modo di comportarci, e nei nostri atteggiamenti. .utti i movimenti, qualsiasi sia il loro scopo, come chiudere gli occhi quando stiamo ricordando o pensando, sono, in ultima analisi, un'attivit* nel campo della gravit*. %on solo il bulbo oculare si muove come massa all'interno del campo, ma anche il resto del corpo si colloca in un determinato modo e si oppone alla tendenza della gravit* ad attrarlo verso il suolo. Siamo scarsamente consapevoli di questo costante adeguamento a richieste cos? pressanti, ma il sistema nervoso ! costantemente e continuamente reattivo nei riguardi della gravit*, fintanto che in esso ci sar* vita. Per questo motivo, quando parliamo di funzione anti_gravit*, ci riferiamo, pi& in generale, alla motilit*. 8i regola, ci interessiamo a (cosa( una persona fa, o ! riuscita a fare, piuttosto che a (come( lo ha fatto. Spostando la nostra attenzione verso l'analisi della qualit* dell'azione, la facilit* con la quale ! eseguita, il tempo necessario ad intraprenderla, e il numero d'interferenze che una persona riesce ad affrontare prima che l'azione sia portata a termine _ in breve, se esaminiamo il percorso anzich+ il risultato _ gli adattamenti non adeguati emergeranno pi& prontamente. ,sistono dunque due modi per modificare il comportamento di una persona attraverso la psiche o il corpo. #ome abbiamo osservato, questa distinzione, o alternativa, ! puramente verbale> perch+ il cambiamento sia reale, deve essere effettuato in modo tale da consentire a corpo e psiche di modificarsi contemporaneamente. Se il cambiamento non sar* integrale _ sul piano mentale, potrebbe corrispondere al conoscere qualcosa senza comprenderla _ resister* solo finch+ il soggetto non ne perder* la consapevolezza> vale a dire, soltanto finch+ non ricomincer* ad agire o reagire in modo abituale. ,' semplicemente sufficiente che egli si ritrovi di nuovo coinvolto nei suoi problemi di routine, e non sar* pi& in grado di riprendere senza un'ulteriore aiuto. ,saminando la propria immagine corporea, si potr* individuare la ricomparsa dei soliti schemi muscolari indesiderati prima ancora che siano evidenti, e li si potranno addirittura inibire od agevolare attraverso un atto volontario. )a capacit* umana di creare schemi nervosi e muscolari personali ! associata al fatto che le innervazioni che riguardano il movimento volontario crescono mentre si apprende a controllare l'azione. .utte le nuove risposte apprese vengono integrate in un ampio panorama d'attivit* vegetative e di riflesso. 'l soggetto impara a parlare, a camminare, a adattarsi ai genitori ed agli altri membri della societ*, tutto accade contemporaneamente. .utti questi schemi di sviluppo diversi e simultanei sono intrecciati sul piano mentale e corporeo. Ad ogni comportamento non solo corrisponde uno stato emotivo, ma anche uno schema muscolare. Ogni funzione, nel suo sviluppo, presenta dei punti vulnerabili, nei quali e pi& probabile si verifichino difetti. Ad esempio, nella psicoanalisi esistono diversi complessi 9d',dipo, di castrazione`:, che si collocano in periodi cruciali dello sviluppo della libido> e se il processo d'apprendimento si ! arrestato a questo punto, ci troviamo di fronte ad un caso chiaro. )'adattamento alla gravit* ha una sua storia. 8urante la prima infanzia, la colona vertebrale ! praticamente diritta, e la curva cervicale inizia a formarsi prima di quella lombare. $uesta ! la ragione per cui le spalle, il collo e le regioni sacro=lombari sono quelle nelle quali un apprendimento incompleto od erroneo trover* una barriera. 8al punto di vista meccanico queste sono le zone in cui ! richiesto un adattamento maggiore a causa delle pesanti masse che devono essere allineate con grande precisione. 'noltre, molti dei muscoli di queste regioni agiscono su pi& di una giuntura, ed il loro controllo risulta pi& delicato. Ancora, la rotazione o la torsione del corpo lungo l'asse verticale, attraverso il centro di gravit*, sul quale ! plasmata la figura umana, avviene principalmente in queste due regioni. 'n una persona che costantemente conservi una postura diversa da quella per la quale siano idonei i meccanismi di riflesso, il controllo cosciente _ i cui elementi vengono acquisiti attraverso l'esperienza personale _ ! responsabile del cattivo funzionamento. %ella maggior parte dei casi, ! esclusa una lesione anatomica, e si conclude che il controllo primario impartisce ordini che contraddicono gli impulsi dei riflessi provenienti da tutti i centri che si occupano della gravit*. Se ! questo il caso, deve esserci una contrazione muscolare non indispensabile per mantenere l'appropriata postura eretta. Studi ravvicinati mostrano che ci troviamo di fronte ad un'erronea ripartizione dell'attivit*, vale a dire che alcuni gruppi di muscoli svolgono un'attivit* non necessaria, mentre altri sono non operativi e senza tono. 'n breve, uno sviluppo disturbato o interrotto lascia il segno su tutte le funzioni, senza eccezione digestione, respirazione, controllo muscolare, attivit* sessuale`, tutte vengono interessate simultaneamente. Solo dei seri disturbi emotivi possono affiggere il controllo cosciente in modo simile, al punto da distorcere la valutazione dell'ambiente e lasciare il soggetto in una situazione d'ignoranza, cos? che egli continui a vivere in un suo mondo immaginario. 'l vantaggio del raggiungimento di unit* mentale e muscolare attraverso il corpo ! che l'espressione muscolare diventa pi& concreta, facile da localizzare, e non richiede interpretazione 9come ad esempio di simboli verbali: o domande su quali ne siano le cause. ,' dunque facile rendere una persona consapevole di quanto stia accadendo, e, dunque, ottenere risultati pi& rapidi e diretti. 'noltre, il soggetto stesso potr* verificare tali risultati in qualsiasi momento. Agendo sulle parti pi& significative del corpo _ occhi, collo, bacino, respirazione e relativo apparato _ ! semplice effettuare cambiamenti istantanei sull'immagine corporea. Anche 4elden5rais ha raggiunto tali risultati con una tecnica di gruppo da lui denominata (#onsapevolezza Attraverso il 2ovimento ( e che pu/ essere auto=appresa. Prima di procedere ulteriormente, mettiamo in chiaro alcuni dei termini che forse sono stati impiegati un po' troppo liberamente. 3n'azione pu/ essere di riflesso, inconscia, automatica, consapevole o consapevole. ' riflessi incondizionati sono innati e caratterizzano tutte le specie animali> sono trasmessi ereditariamente e sono indipendenti dall'esperienza dell'individuo.

' riflessi condizionati non sono ereditari, e dipendono dalle condizioni in cui si viene a trovare ogni individuo. Sono essenzialmente temporanei. Ai bambini, tramite il contatto personale con gli adulti 9ed in generale con la societ*:, sono gradualmente insegnate serie di risposte che col tempo diverranno pi& o meno automatiche. )a differenza tra le abitudini ed un comportamento di riflesso consiste nel fatto che le abitudini tendono soltanto a ripetersi, mentre i riflessi sono tali per definizione. )e azioni ontogenetiche 9vale a dire acquisite individualmente: appartengono all'ambito dei sensi. Possono essere modificate, perch+ si pu/ divenire consapevoli di qualificazioni che appartengono all'ambito della realt*, come, ad esempio, portata dello sforzo, coordinazione nel tempo, sensazioni corporee, configurazioni spaziali di segmenti corporei, stare in piedi, respirare, parlare` $uando consideriamo gli esseri viventi, di solito distinguiamo due stati quello di veglia e quello di sonno. $uando un animale ! sveglio, si muover* in questa o quella direzione, ed altrettanto facciamo noi. ,, come un animale, possiamo avanzare in questa direzione o in quell'altra senza necessariamente realizzare che lo stiamo facendo _ che stiamo girando verso destra o verso sinistra, oppure come ci stiamo muovendo, e via dicendo. Possiamo star pensando a qualcosa di totalmente differente, a qualcosa che abbiamo visto, oppure a quello che faremo la sera. Siamo in uno stato di veglia, siamo coscienti> ci fermeremo di fronte ad un semaforo rosso, riconosceremo un amico che incontriamo per caso. 'n altre parole, la (consapevolezza( significa spesso, pi& semplicemente, l'essere svegli> siamo consapevoli e coscienti quando non stiamo dormendo, n+ siamo morti, quando non siamo svenuti, e quando non stiamo sognando. 2a possiamo voltare verso destra o sinistra, andare avanti o indietro, e sapere che lo stiamo facendo. Possiamo ricordarci, nel nostro stato di veglia, di quello che abbiamo sognato durante il sonno, e saper che lo abbiamo sognato. A volte i bambini non riescono ad operare tale distinzione, vale a dire che non hanno del tutto imparato a distinguere tra i segnali che provengono dal loro corpo e quelli che provengono invece dall'esterno tra ('o( e (non _ 'o(. .ale distinzione segna l'inizio della consapevolezza. 'l primo barlume ! il riconoscimento che l'('o(, il corpo, ! orientato verso il (non _ 'o(, l'esterno, nel senso pi& ampio del termine, inclusi, ad esempio, il campo sociale e tutte le sue ramificazioni. Per dare un altro esempio spesso salgo le scale di casa con il mio cane. #redo che il cane non sappia quanti gradini abbia la scala, e nemmeno io. 2a salendo o scendendo, posso contare i gradini con movimenti dei miei occhi, posso ripetere questi movimenti a memoria, attraverso la mia immaginazione, e contarli in questo modo. 'n ognuno di questi casi, focalizzo la mia attenzione sia sulle mie sensazioni 9l'interno:, che su quanto mi circonda 9l'esterno: _ o, nell'ultimo caso, sull'astrazione di quest'ultimo _ finch+ non diventa congruente. $uesto ! quello che sperimento come consapevolezza. )'azione diviene abituale attraverso una ripetizione a cui si ! acconsentito. 'l modo abituale di agire appare giusto a causa della ripetuta approvazione. Allo stesso modo, naturalmente, un apprendimento consapevole ! completo quando il nuovo schema d'azione diventa automatico, come avviene per tutte le nostre azioni abituali. )a differenza tra un'abitudine consolidata ed una acquisita attraverso la consapevolezza ! che quando l'ultima si dimostra inadatta o non appropriata rispetto alla realt*, facilmente risveglia la consapevolezza, e quindi consente di effettuare un ulteriore e pi& efficace cambiamento. Se volete sperimentarlo direttamente, cercate, dal momento in cui vi sveglierete il prossimo sabato o la prossima domenica, di eseguire ogni azione, fin nel pi& piccolo dettaglio, in modo lievemente diverso 9ad esempio, anche in diverso ordine di tempo:, e vedete per quanto tempo riuscite a continuare. 8iamo ora un breve sguardo al nostro sistema nervoso centrale. 'n base al nostro comportamento, possiamo considerare il cervello come diviso in tre parti il sistema rinico, quello limbico, e super_limbico. 'l sistema rinico matura nell'embrione dopo poche settimane. Regola e controlla le funzioni degli organi interni e della maggior parte dei muscoli piatti, come l'iride e lo sfintere. Regola anche i processi chimici e la temperatura del corpo _ e, quindi, le condizioni di vita dell'intero sistema nervoso. )e sue strutture sono simmetriche, e la loro configurazione ed i loro modi di funzionamento sono del tutto ereditari. 'l secondo gruppo di strutture, il sistema limbico, si occupa di comunicare al mondo esterno tutte le esigenze vitali interne = fame, sete, eliminazione delle scorie_ esprimendo quei bisogni interni che vanno crescendo finch+ non vengono soddisfatti, con il loro soddisfacimento si placano, e in seguito, col passare del tempo, crescono di nuovo ed il ciclo periodico inizia da capo. 'l sistema limbico esprime dunque i bisogni di quello rinico. Si occupa anche di qualsiasi cosa riguardante il movimento all'interno del campo della gravit*. #ontrolla gli organi simmetrici, le membra, ed i muscoli striati. "ran parte di quanto ! normalmente definito 9o considerato: istinto, trae origine da questo sistema. )a maggior parte della sua struttura, organizzazione, ed attivit*, ! ereditaria, ma solo la parte principale si tende a considerare che gli istinti siano fissati in modo pi& definitivo _ e che siano pi& numerosi _ rispetto al caso. Si tratta di differenze individuali, o variazioni di grado, ed esiste una certa adattabilit*. Ad esempio, i volatili sono di solito alla ricerca di determinati materiali con cui fabbricare il nido. Se costretti a scegliere altri materiali, alcuni di essi riescono a adattarsi con minore o maggiore difficolt*> altri possono invece non riuscirci. "li istinti appaiono flessibili o adattabili in una direzione della comprensione o dell'apprendimento. 'l terzo gruppo di strutture nel cervello si occupa di attivit* specificamente umane. $uesta parte, il sistema super_limbico, si ! maggiormente evoluta nell'uomo che negli altri esseri viventi. Si sviluppa basandosi sugli altri due sistemi ed ! strettamente connessa ad essi. )e sue strutture e i suoi tessuti sono ereditari, ma il loro funzionamento dipende largamente dall'esperienza individuale. ,' questo il sistema che si occupa della manipolazione, dell'orientamento, del discorso e, in particolare dell'apprendimento consapevole. "razie al sistema super=limbico, noi non solo parliamo ed agiamo in un determinato modo, ma ne siamo anche consapevoli. $uesta terza parte del cervello vanta alcune caratteristiche peculiari per dirne una, non ! mai del tutto ricoperta da una determinata sostanza isolante nota come mielina. Significa che non ! mai del tutto fissa, ma che pu/ svilupparsi in ogni momento in qualsiasi attimo, o a qualsiasi et*, le sue attivit* possono modificarsi, ampliarsi, aumentare di numero, o migliorare. 'n quanto opposta a quella degli altri due sistemi, la sua attivit* ! asimmetrica, e tale asimmetria ! alla base della nostra capacit* di distinguere tra destra e sinistra. $uesta polarizzazione ! accresciuta dall'opposizione del pollice con le altre dita, e dall'incongruenza fra le nostre due mani. 'l pensiero primitivo era incline a considerare coppie di termini opposti _ a pensare in termini di dicotomie 9come buono e cattivo, bene e male, giusto e sbagliato, alto e basso, ricco e povero, bianco e nero, paradiso ed inferno, grande e piccolo, giorno e notte, caldo e freddo, e cos? via: _ anche se il pensiero di tipo semantico avrebbe potuto riconoscerli non come opposti, ma come coppie arbitrariamente 9o, dal nostro punto di vista, anatomicamente: determinate, che non corrispondono alla realt* il buio non ! l'opposto della luce, ma l'assenza della luce> e la relazione tra il caldo ed il freddo ! ancora pi& complessa. #hiunque ricorra a queste dicotomie non si appella alla nostra ragione, ma cerca di far emergere gli atavismi latenti nei nostri pensieri. 'l nostro pensiero ! spesso distorto, e molte delle nostre azioni sono falsificate dal nostro pensiero e dalle nostre sensazioni in termini di opposizioni invece che di differenze di grado. Per i nostri obiettivi, le caratteristiche principali del sistema super_limbico sono @. )e sue connessioni con il talamo sono pi& libere rispetto a quelle degli altri due sistemi, cos? che ! strutturalmente protetto dall'interferenza delle emozioni forti che pregiudicano la chiarezza del pensiero. 2a un pensiero totalmente slegato dalle sensazioni potrebbe anche essere visto come distaccato dalla realt*. 8obbiamo, almeno, aver la sensazione che sia (corretto(, vale a dire rapportato con la nostra realt* soggettiva. H. ' percorsi nervosi di tale sistema sono pi& lunghi rispetto a quelli degli altri due. Anche se esistono percorsi che da esso conducono direttamente ai sistemi esecutivi, la gran parte delle azioni che genera vengono poi eseguite dagli altri sistemi. $uesto determina un ritardo nell'esecuzione di un'azione. ('nnanzi tutto rifletti( non ! solo una frase fatta. )'intervallo esistente tra la costituzione dello schema di un'azione nel cervello e la realizzazione attraverso i muscoli degli impulsi che da esso derivano ! abbastanza lungo da rendere possibile l'inibizione totale dell'azione. Significa che noi possiamo avvertire l'impulso di sorridere, e che poi possiamo farlo, oppure rimandarlo, oppure rifiutarci. Allo stesso modo, quando pensiamo a qualcosa che potremmo dire, possiamo prenderla in considerazione, e poi dirla, o cambiarla, o trattenerci dal dirla. 'l ritardo ci concede tempo, e questo costituisce le basi per la nostra immaginazione ed il nostro giudizio. $ueste sono le basi fisiche di quella che definiamo consapevolezza. #i consente di osservare cosa succede al nostro interno quando sorge in noi l'intenzione di compiere una determinata azione controllare non solo cosa stiamo facendo, ma anche come _ ! questo il modo in cui utilizziamo noi stessi. 0. )a funzione del sistema super_limbico ! ampiamente modellata sull'esperienza individuale. "razie a ci/, ognuno apprende la lingua del paese in cui ! nato, sia o meno la stessa lingua dei suoi antenati si potrebbe imparare qualsiasi altra lingua in questo modo. A sua volta, questo determiner* lo sviluppo dei muscoli di lingua, bocca, palato _ dell'intero apparato della parola _ in un modo tale che risulter* pi& o meno marcato nelle lingue che verranno apprese successivamente. 'noltre, la struttura della lingua influenzer* la struttura del pensiero, delle sensazioni, e quindi la totalit* del comportamento. Alcune delle nostre convinzioni pi& salde, indipendentemente dal fatto che siano vere o false, ci sono state inculcate attraverso strutture della nostra lingua che avevano avuto origine quando queste credenze si erano sviluppate, anni ed anni fa> ed ! quasi impossibile rendersi conto di questo circolo vizioso fintanto che pensiamo attraverso le parole. Ricapitolando, ribadirei che il sistema super_limbico si occupa dei modi specificamente umani di manipolare, orientarsi ed apprendere, del discorso, e di ogni altra cosa che da essi derivi. $uesto fa dell'apprendimento 9la costituzione di nuove risposte a degli stimoli forniti: un'attivit* normale ed appropriata. ,' come se questo sistema fosse in grado di operare con qualsiasi combinazione possibile di inter=connessioni nervose, finch+ l'esperienza personale non andr* a costituire la combinazione che sar* poi preferita ed operante. )o schema d'azione che ci caratterizza ! dunque essenzialmente personale e fortuito, ed ! diverso dai modelli genetici e dalle combinazioni limitate che si danno negli altri animali. $uesta capacit* di creare percorsi nervosi individuali e schemi muscolari pu/ fare per/ in modo che vengano appresi modi di funzionamento erronei. .anto prima si verificher* l'errore, tanto pi& apparir*, e sar*, radicato. 'l comportamento erroneo si mostrer* a livello dei meccanismi d'esecuzione dei movimenti. Persister* a meno che i percorsi nervosi che hanno prodotto lo schema non vengano sciolti e rielaborati in una configurazione migliore. , proprio questo ! l'obiettivo della fisiologia applicata di comportamento e del metodo d'insegnamento di 4elden5rais. 'l modo in cui concepiamo noi stessi ! il frutto della sensazione riguardo l'orientamento del nostro corpo nello spazio. )'immagine di noi stessi ! quella dei contorni del nostro corpo 9della relazione spaziale tra le sue membra: _ in altre parole, della relazione spazioI temporale e delle nostre sensazioni cinetiche. Ognuno di noi agisce in base a questa immagine. 2angia, cammina, siede, parla, pensa, ama, e via dicendo, in un proprio modo particolare, ed identifica se stesso con la sua immagine da qui la difficolt* nel modificare un'azione, e anche nel migliorarla. )a difficolt* nel modificare un'abitudine, fisica o mentale, ! in gran parte dovuta alla necessit* di variare un'abitudine gi* acquisita, e solo in parte ereditariamente. Per darvi una vaga idea delle lacune esistenti nell'immagine che ognuno ha di se stesso, provate ad eseguire il seguente esercizio sdraiatevi supini e chiudete gli occhi. Ripercorrete metodicamente e mentalmente il vostro corpo, dai talloni in su. A mano a mano che indirizzerete la vostra attenzione sulle diverse parti del vostro corpo, scoprirete di potervi accostare ad alcune di esse con maggior facilit*, e che di solito non siete consapevoli di queste parti mentre state compiendo un'azione. 'nfatti, alcune

parti del vostro corpo non figurano nell'immagine di voi stessi mentre agite. Oppure, provate a chiudere gli occhi e ad allungare le braccia in fronte a voi stessi, senza che le mani si tocchino, e cercate di indicare quale sia l'ampiezza della vostra bocca con gli indici. %on ! insolito scoprire un errore per eccesso o per difetto che arrivi fino al 0;;T. #hiudete di nuovo gli occhi e cercate di indicare con le mani l'ampiezza del vostro torace, prima cercando di mostrare la differenza lateralmente, da sinistra a destra> poi dal dietro al davanti, infine, verticalmente. Sarete sorpresi di scoprire che il vostro giudizio cambia in base alla posizione delle mani, e che il risultato cambier* ad ogni tentativo. %el momento in cui la concezione della propria immagine differir* dalla realt* di una percentuale vicina al @;;T, il comportamento di quella parte del corpo risulter*, normalmente, difettoso. Siamo convinti di agire correttamente, ma non lo sappiamo. , ci sembra preferibile credere di saperlo. All'inizio ho affermato che gli standard d'azione o di comportamento corretto possono derivare dal modo in cui siamo costruiti. )e lezioni ideate da 4elden5rais non solo ci rendono consapevoli del senso, latente in noi, di questi standard, ma ci insegnano anche come impiegarli. Sotto questo punto di vista, il metodo ! essenzialmente educativo. )a sua validit* come prevenzione e come rimedio ! solo (effetto laterale(. %on opera imitando esempi presi a modello, ma attraverso l'esperienza individuale. )'intera procedura ! di rieducazione, non di trattamento. ,' una questione di apprendimento, non di malattia e di cura> ci/ ! dimostrato anche nelle numerose lezioni che 4elden5rais ha elaborato non sono specifiche, anche se il loro effetto sull'individuo ! specifico. 3n migliorato comportamento generalizzato emerge da una completa esplorazione delle nostre possibilit*. Spesso, limitazioni imputate ad una mancanza di flessibilit* sono invece dovute alla contrattura dei muscoli ed alla mancanza di una valutazione cosciente. $ueste abitudini producono deformazioni ed un movimento non equilibrato. )a degenerazione dell'articolazione scheletrica automaticamente rinforza una nuova limitazione dei muscoli, che cercano di evitare movimenti difficoltosi o dolorosi. 'n questo modo ha inizio il circolo vizioso che porta ad una deformazione dell'apparato scheletrico, della colonna vertebrale, delle vertebre` 'l corpo invecchia prematuramente, e la gamma e la variet* del suo movimento risultano ridotte _ e con esse qualsiasi altra cosa le riguardi. )'esperienza mostra che l'et* reale ha solo una minima influenza su tali limitazioni, e che la capacit* d'eseguire tutti i movimenti consentiti dalla struttura anatomica e scheletrica pu/ essere ripristinata. )a nostra mancanza di consapevolezza ! cos? grande che a volte agiamo in modo opposto alle nostre reali intenzioni. 'l seguente esempio si pu/ riferire alla maggior parte delle persone. )a mano ! uno strumento davvero versatile lo si pu/ impiegare in una variet* di situazioni. Ponete il palmo della vostra mano sulla pancia, nella zona dell'ombelico, in modo tale che, se utilizzate la destra, le dita siano rivolte verso sinistra. #ercate di muovere il braccio destro in avanti, in modo tale da formare un angolo retto tra avambraccio e palmo della mano, che rimarr* poggiato sul ventre. Se non vi riuscite, poggiate il palmo sulla coscia 9o sul pavimento, o sul tavolo, o qualsiasi altro posto adatto: e cercate di convincervi che ! possibile formare un angolo retto tra il dorso della mano e l'avambraccio. Ottenuto l'angolo retto, cercate di poggiare di nuovo il palmo sull'ombelico. Osservate se riuscirete ad eseguire l'esercizio. Se non vi siete riusciti, avete notato il momento preciso in cui la mano ha abbandonato la posizione esatta che volevate conservasse e si ! spostata nella direzione opposta, per andare a poggiarsi sull'ombelico? 'n che momento ha fatto esattamente l'opposto di quello che voi intendevate? , perch+ la vostra mano, che ! la parte del corpo che utilizzate di pi& per eseguire movimenti intenzionali e che richiedono molta abilit*, ha agito in modo indipendente dalla vostra volont*, contraendo i flessori, mentre voi cercavate di contrarre gli estensori? Siete certi che le altre parti del vostro corpo = impiegate con minor frequenza, o meno deliberatamente, e che non sono al centro della vostra attenzione = vi obbediscano maggiormente nel portare a compimento le vostre intenzioni? -l !etodo "elden#rais )e due tecniche impiegate da 4elden5rais sono @. )'insegnamento individuale, chiamato 'ntegrazione 4unzionale> H. )'insegnamento a gruppi, chiamato #onsapevolezza Attraverso il 2ovimento. 'l metodo non pu/ essere definito specifico nel senso letterale del termine un soggetto non viene (trattato( per le sue deviazioni individuali o per i suoi problemi, ma nell'interezza della sua persona. 'mpara ad organizzarsi correttamente. 'mparando a sopprimere i comportamenti errati 9o, come io li ho definiti, cattive condotte funzionali:, l'allievo si accorger* che presto i suoi problemi svaniranno da soli. Poich+ ognuno ! (disorganizzato( in modo diverso, si pu/ affermare che il metodo ! specifico negli effetti che mostra sul singolo soggetto _ e, grazie a questo, pu/ essere impiegato per gruppi di persone. 3na lezione #A2 si apre con le persone sdraiate supine. ,' una posizione che non solo limita l'influenza della forza di gravit* sul corpo, ma alleggerisce anche il peso a livello di sistema nervoso. )a reazione del sistema nervoso all'attrazione della gravit* ! oramai diventata di routine> fintanto che rimarr* tale, non ci sar* modo di portare i muscoli a reagire in modo differente ai diversi stimoli. ,' ovvio allora che sar* difficoltoso apportare un qualunque cambiamento al sistema nervoso senza ridurre l'effetto della gravit*. %el loro corso, le lezioni si focalizzeranno su diverse situazioni, tra cui lo stare seduti, in piedi, camminare, bilanciarsi, e via dicendo. )a lezione inizia con un esame del corpo ognuno esamina il contatto del proprio corpo col pavimento, e gradualmente impara a discernere differenze notevoli _ punti nei quali il contatto ! minimo o inesistente, altri dove ! forte e distinto, asimmetrie di contatto in zone simmetriche. Si sviluppa la consapevolezza della locazione di quei muscoli che producono un contatto debole, di una tensione eccessiva nel trattenere parti del corpo dal contatto col pavimento. Si potr* migliorare solo attraverso una consapevolezza muscolare, ma a parte questo, non si potr* approdare ad alcun miglioramento nella vita di tutti i giorni, a meno che non si ottenga una maggior consapevolezza del nostro scheletro e del suo orientamento. )e giunture che creano maggiori problemi sono quelle delle anche la nostra consapevolezza della loro locazione e della loro funzione ! praticamente inesistente, in confronto a quella di persone che abitualmente siedono sul pavimento invece che su una sedia. )e persone che siedono su sedie sbagliano, quasi senza eccezione, quando si chiede loro di localizzare le giunture delle proprie anche. 'noltre utilizzano le gambe come se fossero articolate in quei punti dove credono si trovino le giunture nell'immagine mentale che si sono creati proprio corpo _ e non dove invece sono davvero localizzate. Si dichiara subito allo studente, o al gruppo, che lo scopo del lavoro ! raggiungere la consapevolezza nelle proprie azioni =_la capacit* di stabilire contemporaneamente un contatto col proprio scheletro e coi muscoli, cos? come con l'ambiente circostante _ e non si tratta di rilassarsi, perch+ la situazione di rilassamento si raggiunge solo quando si ! in assoluto riposo. ,' necessario che venga ridotta la tensione perch+ un movimento efficiente non comporti sforzo. )'inefficienza ! percepita come sforzo ed impedisce al soggetto di agire maggiormente, ed in modo migliore. ,' necessaria la riduzione graduale dello sforzo inutile per accrescere la sensibilit* cinestetica, senza la quale una persona non si pu/ auto_regolare. )a legge di Leber 9Leber _ 4echner: mostra che ! effettivamente cos?. Sostiene che, per un'ampia gamma di sensazioni ed attivit*, la differenza nello stimolo, che produce la minima differenza a livello di sensazione, presenta sempre la stessa proporzione rispetto all'intero stimolo. Se state sostenendo un peso di venticinque libbre, non vi accorgerete di una mosca che si posa al di sopra di esso perch+, per il peso, la differenza pi& difficilmente rilevabile nello stimolo ! compresa tra un ventesimo ed un quarantesimo del peso> quindi deve essere aggiunta o tolta almeno mezza libbra dal peso sostenuto perch+ ve ne rendiate conto. .uttavia, se state portando una piuma, il peso di una mosca far* grande differenza> questo ! il motivo per cui l'ultimo filo di paglia spezza la schiena del cammello. )'indice per il peso ! dunque di circa uno a quaranta, per la luce, di uno a centottanta, per il suono, di uno a duecento. Per individuare le differenze nello sforzo, ! innanzi tutto necessario limitarlo. 3na prestazione migliore ! possibile solo qualora venga migliorata la sensibilit* cinestetica 9la capacit* di percepire la differenza:. 'l senso cinestetico ! quello attraverso il quale vengono percepiti l'attivit* muscolare, il peso, la posizione nello spazio` Senza di esso _ senza il movimento _ la nostra percezione sarebbe bidimensionale. "li organi che sono interessati da questo senso sono sparsi per tutto il corpo. 4inch+ il labirinto coordina l'accelerazione, pu/ essere considerato come il centro del senso cinestetico. $uello che percepiamo come sforzo ! una sollecitazione eccessiva derivante da un'azione non appropriata. 'n casi estremi, equivale a viaggiare su di una strada a tutto gas, con una marcia bassa ed il freno tirato _ il risultato ! un danno a tutte le parti coinvolte. )'effetto di tale sforzo ! simile all'inciampare mentre stiamo cercando di correre. 3n'importante caratteristica delle lezioni ! la continua novit* delle situazioni. 3na volta esaurita la novit*, ! probabile che la consapevolezza venga a meno, e che non si verifichi alcun apprendimento. Per evitare una ripetizione di tipo meccanico, ogni configurazione potr* essere insegnata con innumerevoli variazioni. Ogni lezione ! predisposta in modo da provocare, a livello di sensazione, un cambiamento evidente, effetto che perdurer* di solito per qualche tempo. $uesto permette allo studente di individuare connessioni tra le differenti parti del proprio corpo 9ad esempio, tra la spalla sinistra e la giuntura dell'anca destra, o tra i muscoli dell'occhio e le punte dei piedi:, e di rendersi conto dell'influenza delle circostanze sul suo comportamento. Prima o poi inizier* a trasferire quanto appreso dall'azione su cui ha lavorato ad altre azioni del tutto differenti. 'l trasferimento dell'apprendimento ! essenzialmente individuale e variabile da persona a persona. $ualcuno potr* avvertire un cambiamento nel suo modo di parlare, qualcun altro nel suo modo di seguire ed osservare, un altro ancora nel modo in cui opera la memoria, e via dicendo. .utte le lezioni 4elden5rais aspirano a migliorare la coordinazione mentale e fisica, la postura eretta e il modo corretto d'agire. Procedono insegnando allo studente il modo in cui agire ed apprendere _ non come eseguire una determinata azione o raggiungere un preciso scopo. 'n questo modo, l'allievo impara a valutare ed a differenziare dal punto di vista cinestesico la qualit* della prestazione come criterio, piuttosto che come qualit* meccanica dello sforzo. )a sua immagine di se stesso, incluso il suo comportamento, diventer* maggiormente distinta e precisa, cos? come il senso dello spazio che lo circonda ed il suo orientamento all'interno di esso. Osservando il portamento della testa di numerose persone si pu/ notare con chiarezza con quale parte dello spazio che le circonda siano meno in contatto la posizione del capo ! tipica della postura generale di ogni soggetto e del suo modo d'agire. 'l corpo pu/, anzi dovrebbe, essere organizzato in modo tale da poter iniziare qualsiasi movimento in avanti, all'indietro, a destra, a sinistra, in basso, in alto, e di rotazione in qualsiasi direzione, senza prima dover riassestare le parti del corpo, senza modificare improvvisamente la respirazione, senza tensione a livello di mascella o dei muscoli del collo, o senza sguardo fisso. 'n queste condizioni, la testa non ! bloccata, ma libera di muoversi in tutte le direzioni, senza alcun preavviso. Se si mantengono tali condizioni durante l'azione, allora anche il sollevamento del corpo di un'altra persona non viene percepito come sforzo. 4lettete gentilmente l'indice destro ed osservate la condizione d'assenza di qualsiasi sforzo. #hinate il torace in avanti lo sforzo ! il medesimo di quando avete piegato il dito. 4lettete il gomito, o sollevate dolcemente il braccio, oppure abbassate e sollevate la testa, o il tronco la sensazione di sforzo ! la stessa di quando sollevate l'indice. 2a il lavoro sostenuto per sollevare l'indice ! di circa @;;grIcm, quello del torace, di @.;;;grIcm, quello del tronco di B;;.;;;grIcm. )a sensazione di movimenti eseguiti correttamente non aumenta proporzionalmente al

lavoro eseguito entro limiti cos? ampi come quelli di uno a cinquemila, o anche di uno ad un milione, dato che la sensazione di sforzo non misura il lavoro eseguito> ! un indicatore del grado e della qualit* dell'organizzazione che produce lo sforzo. $uesto ! in relazione al tipo di struttura corporea. )a misura e la forza dei muscoli _ numero delle loro fibre, dimensione della loro sezioni trasversali _ aumentano in proporzione a mano a mano che si passa dalla periferia 9nell'esempio sopracitato, l'indice: al centro del nostro corpo. )a percentuale di sforzo !, dunque, identica in tutti i momenti del lavoro. Per sollevare o abbassare il tronco, entrano in gioco i muscoli del bacino, come le natiche 9i muscoli del gluteo: e i muscoli della coscia, con la loro enorme sezione trasversale 9se paragonati ai muscoli che muovono l'indice:. Avvertiamo la sensazione di assenza di sforzo nell'azione _ non in assenza di lavoro, ma in presenza di un lavoro correttamente coordinato. Si pu/ definire meglio un'azione corretta, nel modo seguente @. )a traiettoria di ogni osso dello scheletro quando quest'ultimo si sposta da una posizione ad un'altra _ come se da sdraiati si passa a sedere, o da seduti in piedi _ ! la stessa che seguirebbe se fosse sollevato da una mano o da un braccio teso per assumere una delle posizioni citate, seguendo dunque la traiettoria pi& breve. H. ' muscoli agiscono in modo tale da raggiungere la posizione finale dettata dalle traiettorie 9come spiegato in precedenza:. 0. %ell'azione ideale, l'intensit* della mobilitazione ! identica in tutti i muscoli, e lo sforzo in ogni muscolo ! proporzionale alla sua sezione trasversale. 1. )e tre condizioni insieme soddisfano il principio di 2aupertuis nell'ambito della meccanica teoretica, vale a dire il principio di minima azione. B. 'l consumo totale di lavoro ! minimo. <. 'n ogni istante e posizione intermedia la percentuale d'aumento dell'entropia ! al livello minimo. $ueste condizioni sono sufficienti per trascrivere le equazioni differenziali per ogni osso o muscolo> la loro integrazione per tutto il corpo fornir* tutte le informazioni necessarie ad ogni articolazione perch+ essa produca il movimento corretto. 4elden5rais e Zatzir scrissero tutte le equazioni in un periodo in cui non esistevano i computer per elaborarle. 3n movimento che soddisfi le condizioni sopraelencate soddisfa anche il principio della reversibilit*, vale ad affermare che, lungo tutta la traiettoria, in ogni punto, il centro di gravit* del corpo e quello di ogni osso particolare ! in grado, in ogni momento, di proseguire il movimento, di cambiarne la direzione, o d'iniziare un nuovo movimento senza consumo d'energia. ,' un modo pi& concreto per affermare che il corpo umano ! costruito cos? da resistere alla gravit* senza sforzo, e da muoversi all'interno del campo della gravit* quasi senza spendere energie. #onsiderando questo come (azione corretta(, allora tutte queste ultime saranno reversibili fintanto che anche la pi& piccola parte del corpo rimanga in contatto col suolo. Poich+ il linguaggio ! seriale, dobbiamo descrivere quello che avviene simultaneamente quando agiamo come avviene durante una sequenza. )'azione ! integrale, ma ! essenzialmente composta da quattro elementi movimento, percezione, sensazione, e pensiero _ anche se quantit* e qualit* del loro coinvolgimento in un'azione particolare varia da un individuo all'altro. a 'l movimento include tutti i cambiamenti, nello spazio e nel tempo, del corpo come totalit* o nelle sue parti nel suo stato cos? come nella configurazione delle sue parti, come respirazione, nutrimento, parola, circolazione, digestione, visione` a )a percezione include i cinque sensi ed il senso cinestesico, e vi appartengono dolore, orientamento nello spazio, senso del tempo, ritmo... a )a sensazione include gioia, rabbia, pena, noia, ansia, ma anche sensazioni meno familiari come inferiorit*, ambizione, depressione, indifferenza, impazienza, fatica, passioni` a 'l pensiero include tutte le funzioni intellettive opposizione di destra e sinistra, giusto e sbagliato`> comprensione, consapevolezza della comprensione, riconoscimento di regole e leggi, classificazione, consapevolezza di percepire e sentire, ricordo di ognuna di queste sensazioni, e cos? via. Per poterci muovere, necessiteremo di almeno uno di questi sensi> per poterlo impiegare, dovremo necessariamente anche sentire e pensare. Per percepire, la percezione dovr* rispondere ad uno stimolo. #oinvolge dunque l'orientamento. 'l percepire includer* quindi il movimento, la sensazione ed il pensiero. Per sentire, dovremo trovarci in una determinata posizione ed in un certo rapporto con una persona o un oggetto. )a sensazione dunque, include il movimento, la percezione, ed il pensiero. .eoreticamente, ognuno di questi elementi o parti potrebbe servire come punto di partenza per l'apprendimento 9educazione, rieducazione, trattamento:. 2a tra le quattro, il ruolo della muscolatura ! talmente preponderante che se una persona dovesse cancellare i propri schemi e le proprie configurazioni dalla parte della corteccia che riguarda il movimento, le altre parti delle configurazioni interessate svanirebbero. $uesta parte della corteccia si trova vicino alle zone del cervello nelle quali avvengono i processi associativi 9in alcune zone, i percorsi e le fibre associative sono localizzati a meno di B;I@;; cellule al di sotto di quest'area della corteccia:. Poich+ gli impulsi e gli eccitamenti del cervello hanno una tendenza ad espandersi ed irradiarsi ai tessuti confinanti, modifiche in quest'area della corteccia opereranno cambiamenti corrispondenti a livelli di pensiero e sensazioni. 'n un qualsiasi momento preciso, tutte le parti 9inclusi processi chimici ed ormonali: costituiranno una totalit* integrale, che il corpo esprimer* in quel determinato momento. Abbiamo visto come ci rendiamo conto di tale integrazione fintanto che i muscoli abbiano un ruolo al suo interno, e come un cambiamento a livello muscolare opererebbe corrispondenti modifiche nella parte di corteccia deputata al movimento, e da qui si irradierebbe cos? come la paura di cadere produrr* lo schema corporeo 9e, naturalmente, la sensazione: dell'ansia, l'ansia a sua volta produrr* lo schema corporeo della paura di cadere. 8a quanto detto, ! forse possibile realizzare l'ampia portata delle idee di 4elden5rais, e le conseguenze della scoperta che, cronologicamente, la risposta umana primaria ! la paura di cadere, e che essa ! una risposta alla gravit*. )'intensit* della mobilitazione nell'azione ideale ! costante in tutta la muscolatura #omprendiamo un discorso interpretandone i segni. 'l comportamento in relazione alla gravit*, ed i suoi schemi muscolari, si possono sottoporre a verifica senza interpretazione. 2odificando un tale schema, le configurazioni che nella corteccia ad esso corrispondono vengono automaticamente interessate> si dissolvono o si modificano, e cos? avverr* per le sensazioni ed i pensieri ad essa collegati. 'n questo modo gli schemi perderanno le fondamenta su cui poggiavano, ed avendo perso il suo supporto pi& forte, l'abitudine potr* essere deliberatamente modificata. Attraverso entrambe le tecniche del metodo 4elden5rais 9di gruppo o individuale:, il soggetto viene reso consapevole degli schemi d'azione difettosi 9deviazioni dal modo corretto o ottimale dal punto di vista funzionale:, e ci/ equivale a metterli a sua deliberata disposizione ed a fornirgli i mezzi per modificarli, correggerli, e migliorarli a suo modo, se desidera farlo. %on gli viene dunque (insegnato qualcosa(, ma gli si insegna (come( imparare. 'n quest'ambito si pu/ considerare accidentale il fatto che i motivi sottostanti l'azione difettosa possano emergere con il difetto. .uttavia, poich+ l'azione difettosa spesso deforma il proprio scopo e pu/ condurre ad un danno organico, come ad una tendenza alla malattia, l'insegnamento attraverso il metodo 4elden5rais deve essere considerato non solo come rimedio e prevenzione, ma anche come (educativo( nel senso pi& ampio del termine.