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Libro II, 22

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bocca del leone, poich vedeva, per opera dello Spirito, l'immi nenza della sua morte; per questo aggiunge all'espressione: 5 . Sono stato liberato dalla bocca del leone queste parole: Il Signo re mi protegger da ogni male e mi salver nel suo regno cele ste ac , presagendo con esse l'imminente martirio, che ancora pi chiaramente precorre nella stessa lettera dicendo: Sono gi of /erto in sacrificio, ed giunto il momento della mia dipartita ad . 6. Ora, nella Seconda lettera a Timoteo, dichiara che solo Luca era con lui nel momento in cui egli la scriveva, mentre in occa sione della sua precedente difesa neppure lui era presente; per cui verosimilmente Luca scrisse in questo tempo gli Atti degli Apostoli, circoscrivendo la sua narrazione al tempo in cui rima se con Paolo n . 7 . Ho raccontato questi avvenimenti per dimo strare che il martirio di Paolo non avvenne in occasione del suo soggiorno a Roma, di cui parla Luca e . 8. probabile che Ne rone, essendo stato, al principio del suo regno, meno crudele, abbia tollerato la difesa della fede tenuta da Paolo; ma divenu to poi audace oltre ogni limite, commise, fra le altre scellera tezze, anche quella di infierire contro gli apostoli 93 .

ac

2 Tm 4, 18.

ad 2 Tm 4, 6.

ae At 28, l l ss.

92 Questa affermazione di Eusebio addita come data di composizione degli Atti un periodo anteriore al 64 d.C., anno in cui Paolo fu martirizzato. Ci in netta contrapposizione per con le tendenze degli studiosi moderni, che datano l'opera in un periodo compreso tra 1'80 e il 90 d.C. 93 Dopo un primo periodo di buon governo ispirato ai principi stoici insegnatigli da Seneca, Nerone si diede ad ogni genere di efferatezze: nel 55 infatti mand a morte il fratellastro Britannico, nel 59 la madre Agrippina, nel 62 Ottavia, sua prima moglie, nel 65 Poppea, sua seconda moglie, e nello stes so anno , in seguito alla scoperta della congiura dei Pisoni, personaggi illustri quali Seneca, Lucano e Petronio.