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FOREIGN POLICY

INTRODUZIONE
L'analisi della politica estera tenta di spiegare la struttura delle relazioni internazionali e di capire le sfide che affrontano i policy makers, giudicando se prendano o meno decisioni corrette. Bisogna comprendere che cos' la politica estera, chi la fa e come giudicare la sua implementazione. L'attuale rilevanza della politica estera L'analisi della politica estera ha influenzato gli studi di politica internazionale in due modi: riguardo agli obiettivi posti 9 !! e al rapporto tra politica estera e relazioni internazionali. !" #l tema dominante del dopo guerra fredda riguardava la struttura del sistema $bipolare, multipolare, unipolare". %opo il 9 !! la discussione si spostata sulla decisioni prese dagli stati e da altri attori indipendenti e a come si siano trovati disadattati i servizi di intelligence &sa e &k. La politica estera pu' essere fatta anche da attori non statali ed definita come (una serie di azioni che riguardano obiettivi, condizioni e attori specifici, sia governativi che non, che si intende influenzare). *er alcuni studiosi di +# la globalizzazione e l'interdipendenza sminuiscono il ruolo dello stato come attore primario, mentre per altri ne restringono le libert, ma ne rafforzano la centralit, perch sempre l'input principale delle politiche intraprese. ." La seconda area in cui contribuisce l'analisi della politica estera riguarda il modo in cui si guarda il comportamento internazionale degli attori, che non deve essere per forza osservato secondo il paradigma realista, ma cosi come nelle +# esistono approcci differenti. /eorie della politica estera # primi approcci di analisi della politica estera si concentravano su: attenzione sul policy making della politica estera attenzione sulla dimensione psicologica della politica estera l'intento di creare una teoria comparativa 0ueste teorie erano di corto raggio e si concentravano sopratutto sulla politica di alcuni tipi di stati e solamente in situazioni specifiche, difatti persero appeal a fine anni '12. L'analisi odierna non privilegia gli stati come attori principali del sistema. #n particolare 3ay enuncia 4 punti che descrivono lo studio della politica estera attuale: !" L'analisi dovrebbe studiare i casi ma giudicarli in modo neutrale e non tramite lenti preimpostate attraverso cui si osserva la realt,. ." 5anno prese in considerazione sia la struttura che gli stati per spiegare i comportamenti di politica estera. 6" La politica non avviene solo a livello governativo ma agiscono nel sistema anche organizzazioni non governative. 7" Bisogna confrontare le varie teorie e non giudicare seguendone solamente una. 4" # decisori politici si trovano ad agire in un contesto non di completa libert, ma hanno comun8ue la facolt, di prendere delle decisioni infine, 9" le decisioni assunte dai leader come individui contano, sono sempre individui a fare scelte e non gli stati che sono entit, astratte.

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LA STORIA E L'EVOLUZIONE DELL'ANALISI DELLA POLITICA ESTERA
#ntroduzione: 6 lavori paradigmatici L'analisi della politica estera ha le sue origini a fine anni '42@inizio anni '92 basandosi su 6 libri: %ecision making as an approach to the study of international politics $snyder" pre@theories and theories of foreign policy $rosenau" Aan@milieu relationship hypotheses in the conteBt of international politics $<prout" Lo stato il livello di analisi primario e i decisori politici operano su un doppio piano, interno ed esterno, che collegato. 3a grande importanza l'individuo come essere umano nel prendere importanti decisioni politiche. <tudio della politica estera classico $!947@!996" Cli studi classici della prima e della seconda generazione esaminano entrambi come le caratteristiche di una nazione portano a differenze nelle scelte e nei comportamenti di politica estera, studiando modelli generalizzabili e applicabile a livello globale. Decisioni di gruppo <nyder si concentra sul processo e sulla struttura dei gruppi, in particolare 8uelli ristretti, che prendono decisioni di politica estera. Danis in (5ictims of groupthink) mostra che la volont, di mantenere il consenso del gruppo e l'accettazione personale pu' causare un deterioramento nella 8ualit, delle decisioni. Cli studi di seconda generazione si concentrano su nuove tematiche come il modo in cui un gruppo capisce e rappresenta una situazione di politica estera, in che modo gli attori umani arrivano a un accordo. Processi organizzativi e burocrazia politica #l primo periodo vede anche una forte ricerca sull'influenza dei processi organizzativi e della burocrazia politica sulle decisioni di politica estera. >rganizzazioni e burocrazia hanno come obiettivo primario la loro stessa sopravvivenza. #noltre favoriscono procedure operative standard che gli consentono di agire riflessivamente pur lasciando un margine di flessibilit,. #n (essence of decision), :llison offre 6 modelli di spiegazione per la crisi dei missili di ?uba, aggiungendo al modello dell'attore razionale anche il modello dei processi organizzativi e 8uello della burocrazia politica. Politica estera comparata *arte dal presupposto che la politica estera non pu' essere studiata in maniera aggregata ma i comportamenti di politica estera si. 0uesti possono essere disposti su varie dimensioni e poi aggregati e comparati per dargli un significato teorico. L'obiettivo era 8uello di avere una grande teoria unificata di tutti i comportamenti di politica estera per tutte le nazioni di tutti i tempi. Events data +iguardano la collezione e la catalogazione di eventi significativi di politica estera attraverso codici.

# mezzi psicologici e sociali delle decisioni di politica estera Le decisioni di politica estera sono prese da uomini reali che hanno le loro idee, attitudini, esperienze e che possono influenzare le prime. Caratteristiche individuali &na differenza tra +# e :*= riguarda il fatto che decisioni di politica estera non possono essere trattate in maniera esogena, poich- le caratteristiche degli individui contano. ;ella seconda ondata di ricerche gli studiosi comparano le differenti personalit, per individuare schemi comuni, osservando come politica 8uali la mutua deterrenza possano essere soggette a errori di percezione dipendenti dalla personalit, degli individui. Caratteristiche sociali e nazionali La concezione del ruolo nazionale, ovvero in che modo una nazione si colloca nell'arena internazionale, influenza il modo in cui 8uesta si comporta in politica estera. <i pone attenzione allo studio della cultura e dei gruppi sociali e la relazione coi limiti dell'autonomia dello stato. #n particolare si osserva come le opinioni pubbliche abbiano influenza sulle decisioni di politica estera prese dai policy maker. %urante la seconda ondata si sviluppa la concezione della teoria della pace democratica, secondo la 8uale le democrazie, seppur non siano piE pacifiche di altri regimi politici, non combattano tra loro. 0uesto un esempio di come differenze di tipo politico producano differenze sui comportamenti di politica estera. #nfine l':*= rifiuta il realismo strutturale Faltziano perch- non in grado di spiegare la variazione di comportamenti 8uando la struttura non cambia. Le spiegazioni vanno 8uindi cercate a livelli di analisi inferiori. :uto riflessioni sulla politica estera nel !9G2@!912 ;egli anni '12 ci fu un periodo di autocritica sopratutto nei riguardati della politica estera comparata. #nnanzitutto le informazioni richieste per un'analisi di 8uesto sono spesso considerate segreto di stato, 8uindi i dati utilizzabili riguardavano eventi passati e non potevano essere utili per ragionare su situazioni attuali. Cli studiosi cercarono di rimediare a 8uesto problema in due modi: isolando i processi burocratici tramite studi statistici storici per produrre previsioni per le decisioni di politica estera attuali sviluppando indicatori innovativi per predizioni migliori Cli studi politica estera comparata persero appeal negli anni '12 per i seguenti motivi: !" la tensione tra il desiderio di sviluppare una grande teoria generale e la necessit, di analisi a livello micro per sviluppare e predire i comportamenti di politica estera. ." L'incompatibilit, tra la necessit, di variabili 8uantificabili matematicamente con 8uelle necessarie all'analisi, come percezione, memoria, cultura. 6" L'inconsistenza dei data events creati con larghi investimenti. #l cambiamento prevedette l'abbandono di una grande teoria unificata e dei test empirici aggregati per far spazio ad una teoria di medio raggio piE capace di catturare il particolare. ?onclusioni: l'analisi della politica estera contemporanea ?on la fine della guerra fredda l'analisi della politica estera ha una rinascita poich- le teorie delle relazioni internazionali tipiche di 8uel tempo, come lo strutturalismo neorealista e il modello dell'attore razionale, focalizzate sulle macrocostrizioni del sistema, non sono in grado di prevedere il collasso dell'&nione <ovietica. L':*= invece si concentra sulla personalit, di Corbachev, sull'attivit, di gruppi transnazionali, sul ruolo dell'economia e della societ,. L':*= nel post guerra fredda ha le seguenti caratteristiche: uno sguardo non solo verso lo stato ma anche a livelli di analisi piE specifici riguardanti gli

attori la costruzione di una teoria di medio raggio tra gli attori e il mondo reale spiegazioni multicausali su piE livelli di analisi l'utilizzo di teorie in tutto l'ambito delle scienze sociali l'e8uiparazione tra il processo di decisioni di politica estera e conseguenze delle stesse.

Nuove domande <tudiando l'effetto delle scelte individuali dei leader bisogna capire in che modo la loro personalit, influenzi le scelte e le preferenze. : livello di gruppo bisogna capire come i problemi siano percepiti e rappresentati, come il gruppo impara e interpreta le situazioni, ecc. : livello di competizione politica e sociale come cambia l'opinione dei leader con 8uella del pubblico, 8ual l'effetto di cambi sistemici sulla politica estera, ecc. : livello metodologico ci si deve chiedere se i dati possono essere utilizzati per analisi contemporanee, se ci sono modi di legare le variabili non aritmetici ecc. Un disaccordo atlantico? Lo studio dell':*= ha origini americane e vi sono 8uindi differenze nell'affrontare la materia tra americani ed europei. 3adfield e 3udson notano piE enfasi da parte degli americani per 8uanto riguarda le teorie cognitive, con piE uso di metodi 8uantitativi rispetto allo studio dei processi preferito dagli europei. ?' anche un senso comunitario maggiore negli americani ma la scienza europea piE inclusiva a livello di teorie, con un campo di analisi che abbraccia anche grandi teorie e approcci costruttivistici. Nuovi tentativi di connessione tra RI e APE i tentativi di legare i due campi sono il realismo neoclassico e le relazioni internazionali comportamentali. #l realismo neoclassico afferma che le variabili a livello unitario costringono o facilitano l'abilit, di tutti gli stati a rispondere a imperativi sistemici. Aentre la distribuzione di potenza pu' essere spiegata con una grande strategia, l'implementazione della strategia tramite decisioni non pu' dipendere dal livello strutturale. Le +# comportamentali offrono un approccio socio@psicologico della politica mondiale per unificare la comprensione di attori, relazioni e azioni di politica estera.

REALISMO E POLITICA ESTERA


#ntroduzione #l realismo la scuola di pensiero fondamentale della politica internazionale. *er applicarlo all':*= bisogna coniugare le ampie teorie generiche con l'analisi di casi specifici. ?os' il realismoH #l realismo una scuola di pensiero basata su tre assunti principali: !" Cruppi: gli umani si interfacciano come membri di gruppi. Le persone nei gruppi sono piE coese e oggi i gruppi piE importanti sono costituiti dalle nazioni. ." =goismo: gli interessi personali guidano i comportamenti politici. 6" +uolo centrale della potenza: la potenza un'aspetto fondamentale della politica, che marcata da forti ineguaglianze sia sul controllo che sulle risorse. Le conseguenze di 8uesto approccio sono: # gruppi hanno molta influenza sugli affari umani gli interessi dei gruppi sono fondamentali

&n':*= di stampo realista avr, 8uindi un particolare interesse verso i gruppi $stati" piE influenti in un certo periodo storico, l'analisi dei loro interessi e come le relazioni di potenza conciliano interessi contrastanti. Lo sviluppo delle teorie realiste La teoria piE generale del realismo riguarda la condizione anarchica del sistema internazionale: poich- non c' un'autorit, superiore agli stati, nessuno pu' sentirsi al sicuro e 8uindi gli stati si armano per difendere la propria sicurezza. /uttavia ci' pu' sfociare in tensioni e condurre a guerre. Scuole teoriche del realismo #l realismo classico solitamente inteso come 8uello che va da /ucidide a met, della guerra fredda. Ialtz espone una sua variante, il neorealismo, che critica la non distinzione del realismo classico tra natura umana, attributi dello stato e costrizioni del sistema. :ll'interno di 8uesta branca si sviluppano due scuole di pensiero: +ealismo difensivo: afferma che in certe condizioni il potenziale anarchico che causa la guerra attenuato. Aaggiore l'identit, del gruppo, piE difficile sar, la con8uista e 8uindi meno probabile sar, la guerra. ?rede che la guerra non sia un risultato indispensabile e che si possano trovare metodi di difesa pacifici, analizzando la politica domestica per scopirire le cause di guerra pace. +ealismo offensivo: crede fermamente nelle costrizioni anarchiche del sistema. Cli stati non possono mai essere certi della propria sicurezza e l'incertezza porta a tentativi di rafforza la propria posizione o a indebolire 8uella degli altri, rinforzando l'argomento del realismo classico riguardo alla natura competitiva del sistema anarchico. ;eorealismo classico: cerca un bilanciamento tra le due teorie. ;on ha una visione univoca del mondo ma afferma che sia il realismo offensivo che 8uello difensivo possono applicarsi in varie regioni del mondo e in vari periodi storici. eorie del realismo Bilanciamento di potenza: gli stati guardano se gli altri accumulano potenza e la accumulano a loro volta o formano alleanze per contrastare l'eventuale avversario. Bilanciamento di minaccia: gli stati bilanciano le minacce, che sono costituite da: capacit, complessive, geografia e intenzioni dello stato. #n 8uest'ottica si pu' vedere perch- dopo la ## II mondiale si sono alleati tutti con gli &<: e non con L'&rss, piE debole ma piE aggressiva e geograficamente piE vicina, 8uindi piE minacciosa. /eoria della stabilit, egemonica: la potenza egemone contribuisce all'e8uilibrio del sistema. *iE diseguaglianza di potere c' nel sistema, maggiore sar, la stabilit, dello stesso. /eoria della transizione di potere: spiega come l'ordine si trasforma in guerra partendo dalla stabilit, egemonica. *iE diminuisce la diseguaglianza nella distribuzione del potere, piE sar, probabile che 8ualcuno tenti di sfidare la potenza egemone che reagir, alla minaccia. Assunti condizioni e teorie! L':*= deve capire 8uando applicare le varie teorie. Bisogna comun8ue tenere presente che nl'anarchia n- il conflitto sono assunti del realismo. # realisti creano teorie che spiegano cosa accade in condizioni di anarchia, e identificano le condizioni nelle 8uali le relazioni tra stati saranno conflittuali, non danno 8ueste due caratteristiche per scontate. Cli assunti non vanno confusi con le condizioni. *oich- l'anarchia nel sistema variabile, ci saranno parti del mondo piE o meno conflittuali. #noltre, gli assunti non vanno confusi con le predizioni. Le teorie realiste si applicano anche in condizioni di pace, poich- sono assenti le cause che scatenano il conflitto, come una particolare configurazione di potere o un'alleanza contro 8ualcuno.

:nalisi realista della politica estera: *er spiegare la politica estera bisogna combinare le cause generali con i particolari di certe situazioni. Approcci di politica estera pratici Juropatkin nel !922 stila un 8uadro della politica +ussa: essendo una potenza soddisfatta non dovrebbe espandersi ulteriormente per non spaventare gli altri stati e indurli a controbilanciare la minaccia. #n 8uesto caso un aumento della potenza bellica avrebbe portato a un indebolimento dello stato. ;el !92G ?roFe afferma, citando la teoria del bilanciamento di potenza, che la Cran Bretagna dovrebbe concentrare le sue risorse nel contenere la potenza tedesca. ;el !979 Jennan enuncia una politica di contenimento dell'&nione <ovietica. ;egli anni 'G2, alla luce del declino &sa, Jissinger dice che si dovrebbero cercare piE alleati e diminuire le tensioni con gli eventuali nemici. Approcci di politica estera degli studiosi realisti <pesso gli studi di politica estera vengono affrontati con teorie realiste. :d esempio Aorgenthau suppose che una guerra globale al comunismo durante la guerra fredda avrebbe solamente moltiplicato i nemici degli &<: e i suoi impegni. ;egli anni '12 la guerra fredda sembrava potesse durare per molto tempo, tuttavia non era stato calcolato l'ingresso di un nuovo attore come Corbachev che adott' una nuova strategia diplomatica di apertura e concessioni verso l'ovest. <estanovich suppose che 8uesta politica fosse in realt, una risposta al declino dell'&rss, che scelte la via diplomatica piuttosto che 8uella dell'uso della forza. :nche analisi realiste da parte di studiosi russi, dapprima vietate, vanno in 8uesta direzione, criticando Corbachev perch- rimanda decisioni importanti sopratutto nei confronti della Cermania. :ltri esempi di politica estera realista si applicano all'opposizione all'intervento &sa in #ra8 nel .226 e a 8uello ;ato in Libia nel .2!!, riprendendo le giustificazioni elaborate da Aorgenthau 72 anni prima. &sare il realismo per analizzare la politica estera "inee guida ;on sempre le teorie realiste riescono ad eseguire chiare analisi di politica estera. Esempio #! la guerra $redda in$inita Ialtz nel !911 credeva che la guerra fredda fosse insita nella struttura del sistema internazionale e sarebbe durata ancora a lungo. #l contrasto con il pensiero di <estanovich e degli analisti russi dato dalla differenza di importanza che viene data all'analisi di politica estera russa. Ialtz invece applica la teoria senza applicarne i dettagli, cadendo in errore. Esempio %! &aggiori potenze europee negli anni '() Aearsheimer suppose che la fine della guerra fredda avrebbe portato a situazioni di rischio di guerre maggiori in =uropa. #l problema non considerato fu l'incapacit, dell'&rss di mantenere una massiccia presenza di truppe. :nche supponendo che il multipolarismo sia piE rischioso del bipolarismo, non considera come si applichi la condizione in =uropa, dove gli &sa, continuano ad essere uno scudo protettivo. Esempio *! Controbilanciamento anti+usa negli anni '() Ialtz ed altri realisti pensavano che con la fine della guerra fredda ci sarebbe stato un bilanciamento di potenza da parte delle altre potenze contro gli &sa, dato dall'espansione della ;ato agli eB alleati russi e all'interventismo &sa. #n realt, ci' non avvenne. # realisti applicarono la teoria del bilanciamento di potere a una situazione in cui non era applicabile. %ifatti gli &sa si trovavano

gi, in una posizione di unipolarismo, mentre la teoria del bilanciamento si applica in situazioni in cui una potenza non ancora egemone tenta di diventarlo. Evitare le trappole Le teorie realiste applicate alla politica estera possono portare a buoni o cattivi risultati a seconda dell'utilizzo che se ne fa. K importante sapere a 8uali situazioni applicare ogni teoria, poich- non sono universali ma si applicano a certe particolari condizioni. ?onclusioni: ricci, volpi e analisi di politica estera: <pesso gli analisti commettono errori nel riconoscere la realt, a cui applicare una certa teoria. #n particolare i realisti hanno due incentivi a trattare le teorie come universali piuttosto che come applicabili solo a certe situazioni: !" Le teorie sono piE chiare se le variabili sono dicotomiche. :d esempio la nozione di anarchia, che per i realisti una condizione del sistema, in realt, negli studi di politica estera una variabile che aumenta o diminuisce a seconda dei contesti in cui si applica. ." # realisti lavorano in un ambito competitivo nel 8uale le teorie sono spesso in contrasto tra loro e non ci sono incentivi alla collaborazione, mentre gli analisti di politica estera non hanno ragione di incrementare la competizione tra teorie, considerandole complementari anzich- competitive. Cli analisti non devono essere dogmaticamente realisti o anti realisti, ma dovrebbero applicare le teorie che piE si adattano al contesto.

LIBERALISMO E POLITICA ESTERA


#ntroduzione #l liberalismo aiuta a capire la politica estera considerando come gli individui, le forze sociali e le istituzioni politiche possono avere effetti sulle relazioni estere. K in contrasto con gli assunti realisti riguardo al ruolo determinante della struttura e all'assunto dell'omogeneit, dello stato, razionale e attore unitario. Liberalismo #l liberalismo un principio basato sulla libert, dell'individuo. #n particolare 6 diritti fondamentali sono il diritto di propriet, privata, i diritti economici e sociali e l'uguaglianza nelle opportunit, e la partecipazione e rappresentazione democratica. /uttavia talvolta 8uesti diritti possono essere in contrasto tra loro. Le due strade intraprese dal liberalismo per raggiungere i suoi obiettivi sono il Lasseiz@fare e il social Felfare. =ntrambe condividono 7 assunti: !" i cittadini hanno uguaglianza giuridica e altri diritti come libert, di religione e stampa. ." #l governo rappresentativo e deriva dal consenso dell'elettorato. 6" L'economia riconosce il diritto alla propriet, privata. 7" Le decisioni economiche sono prese tramite i meccanismi di domanda e offerta del mercato, libere dal controllo burocratico. #l laissez@fare prevede un ruolo dello stato minore per esaltare propriet, privata e mercato, mentre il liberalismo del Felfare espande il ruolo statale riducendo 8uello del mercato. #n realt,, pur il suo successo e diffusione, il liberalismo presenta problemi come la partecipazione elettorale, il controllo burocratico, la riduzione della disoccupazione e dell'inflazione. +elazioni estere liberali Le relazioni liberali estere sono caratterizzate da pace tra stati liberali ma aggressioni con gli stati

non liberali. "a zona liberale di pace #l primo e piE importante effetto del liberalismo la pace tra gli stati che lo adottano. %al !122 si creata una zona di pace tra stati liberalisti. ?ome esempi ci sono i rapporti &sa@&k, l'#talia nel !9!7 alleata con &k e Lrancia e l'alleanza &sa nella ## II. &na zona di pace che dura da .22 anni significativa. Le relazioni tra stati simili con altri regimi non portano alla pace $es. comunisti". 0uesta zona di pace separata ha portato ad alleanze consolidate come 8uella &sa@=u e alla creazione di organizzazioni come la ;ato. Aggressivit, imprudente #l secondo effette del liberalismo l'aggressione verso stati non liberali. La pace sembra funzionare solo tra stati liberali e sebbene molte guerre siano state difensive, molte, come l'espansione coloniale di &k e Lrancia o le ingerenze &sa in messico, sono state aggressive. Cli stati liberali tendono ad attaccare i deboli stati non liberali $gli &sa post ## II intervengono in :frica piE dell'&rss". Cli attacchi ricadono sia sotto governi liberali conservatori che liberali Felfare, seppur con stili diversi. Ciustificazioni alle aggressioni imperiali sono state la protezione dei diritti dei nativi, che introducendo concetti liberali distrugge la cultura e le tradizioni locali, subordinando l'autodeterminazione dei popoli alla sicurezza dell'impero. L'espansione del liberalismo ha portato anche a risultati stabili, come in Cermania, Ciappone e #talia. #n altri interventi la protezione dei diritti o la sicurezza dello stato vengono meno, come nel caso del 5ietnam. *er i liberali conservatori spesso si posto il dilemma di scelta tra autoritarismi e regimi comunisti, con un netto supporto per il primo tipo $sono i nostri figli di puttana, +oosevelt maybe su <omoza, ;igaragua". ?i' port' a inteventismo in #ran, Cuatemale, ?ile $:llende" per scongiurare la minaccia comunista. Cli interventi sono stati spesso giustificati come sostegno e aiuto alla democrazia. Compiacenza e isolazionismo #l terzo apparente effetto la compiacenza, che prende due forme: il fallimento nel supportare gli alleati e il fallimento ad opporsi ai nemici. L'isolazionismo e la riluttanza a sopportare i costi fiscali hanno portato a uno scarso supporto a regimi liberali che erano in crisi $<pagna !962". L'unica occasione in cui i regimi liberali sono riusciti ad esercitare un ruolo pivotale fu durante i periodi nei 8uali avevano un ruolo egemonico $&sa e &k". &n altro aspetto la reazioni all'eccesso di interventismo, in 8uanto le legislature democratiche solitamente alla fine della guerra hanno minor supporto pubblico nello state building dei paesi e la politica interna ac8uista un ruolo maggiore. Analisi di politica estera liberale #l liberalismo ha implicazioni complicate con la politica estera e cerca di individuare come i diritti civili e gli interessi commerciali la influenzano. ?ome i realisti sono d'accordo sulla condizione anarchica del sistema, ma dissentono riguardo la sua natura. L'anarchia non per loro una situazione di guerra perenne $intesa come sempre possibile" ma dipende dai contesti in cui gli stati si trovano. #l dilemma della sicurezza 8uindi risolto spesso tramite accomodazione piuttosto che bilanciamento. ?ome i realisti anche i liberali fanno supposizioni sulla natura umana, societ, interna e struttura internazionale, ponendo piE attenzione per' sulla struttura domestica piuttosto che sul sistema internazionale. ?i sono 6 tipi di liberali:

Lockiani, ?ommercialisti, Jantiani. Lockiani: # lockiani credono, come i realisti, che il sistema sia anarchico, ma che lo stato sia basato sul consenso del popolo. Cli individui sono razionali ma, a differenza di 3obbes, attribuiscono importanza fondamentale a vita, libert, e propriet,. ?ommercialisti: <ottolineano l'effetto pacificante del mercato e del commercio capitalista. Aentre <mith e <chumpeter pensavano che il governo rappresentativo portasse alla pace, per i commercialisti la pace data dal commercio, poich- la guerra danneggia il commercio tra stati. ?ome i realisti credono nell'anarchia del sistema e trattano gli individui come razionali ed egoisti. <chumpeter crede che la combinazione di democrazia e capitalismo trasformi lo stato domestico e la struttura sociale e che gli individui razionali tendano a domandare governi democratici. ?i' porta a politiche estera pacifiche perch- sono la soluzione razionalmente migliore per societ, capitaliste. Locke tuttavia fornisce una spiegazione debole della pace liberale, mentre <chumpeter non spiega perch- si facciano le guerre contro i non liberali. Jantiani: Jant nel !G94 scrive il trattato (*er la pace perpetua) offrendo una spiegazione alla tendenza degli stati liberali di essere simultaneamente portati alla pace tra loro e alla guerra contro i non liberali. *er la pace sono necessari e sufficienti un governo democratico, il rispetto dei diritti liberali e l'interdipendenza economica. Coverno democratico: comporta un esecutivo eletto, separazione dei poteri e regole certe di legge. +ispetto dei principi non discriminatori liberali: comporta il rispetto dei principi civili individuali. #nterdipendenza economica: il liberalismo incentiva la cooperazione perch- tra stati liberali non ci sono motivi di dubbi di sicurezza che comporterebbero restrizioni. 0uando supportati da minacce internazionali o spinte da interessi commerciali, le democrazie liberali tendono ad essere aggressive contro i governi non liberali. Aitigare i trade@off <e si vuole espandere il range di democrazie liberali bisogner, adottare politiche estere guidate da principi liberali: rigettare 8uindi il bilanciamento di potenza 8uando riguarda democrazie liberali, aggirare i limiti del diritto internazionale per difendere i principi liberali, discriminare i non liberali e aggirare la sovranit, statale per salvare i diritti umani ecc. *er evitare estremismi la politica estera liberale dovrebbe valutare le conseguenze delle proprie azioni, bilanciando scopi e risorse, minimizzando le minacce e aiutando gli alleati. ;on dovrebbero essere fatte crociate per la democrazia perch- sono destabilizzanti e potrebbero incrementare l'insicurezza. La strategia liberale dovrebbe essere difensiva cercando prima di preservare la zona liberale e poi di espanderla , con tre metodi: Preservazione La politica estera liberale dovrebbe preservare l'unione di repubbliche simili. Cli stati liberali dovrebbero difendersi ed allearsi tra loro contro eventuali minacce esterne. /uttavia la risoluzione di problemi globali dovrebbe dipendere dalla diplomazia coinvolgente tutti gli stati. Cli stati liberali dovrebbero sorpassare le divisioni ideologiche e unire maggiormente le istituzioni internazionali, ma anche aumentare la loro sicurezza collettiva tramite istituzioni ad hoc come la ;ato. #l controllo dell'interdipendenza globale richiede aggiustamenti economici, comprendenti aiuti per i paesi del terzo mondo in via di sviluppo. Espansione *reservare la comunit, importante perch- ci sono poche misure che il mondo liberale pu'

prendere per aumentare la stabilit, e il numero di regimi liberali democratici. L'abilit, sta nel supporto e nel favorimento dell'instaurazione di istituzioni democratiche in stati autoritari. #n particolar modo risultano importanti le zone in transizione socio economica, stati che che hanno raggiunto uno sviluppo economico tipicamente associato alla democrazia e che necessiterebbero di maggior supporto per strutture elettorali. Ispirazione &na strategia liberale consiste nel vivere secondo i propri principi e aspettare che gli altri si modernizzino. Lukuyama nella sua (fine della storia) concettualizza il fallimento delle autocrazie e la vittoria del capitalismo e della democrazia. /uttavia 8uest'oggi con la crisi finanziaria 8uest'affermazione non piE cosM evidente. La continua espansione del modello di mercato leninista cinese tuttavia non mette da parte completamente il liberalismo. :nche 8uando i leader non hanno interessi a promuovere la democrazia e la popolazione non mobilitata, la democrazia pu' avvenire. :d esempio i contatti transnazionali coi liberali hanno liberato forze democratizzanti nei confronti di stati dell'est =uropa. Intervento # principi liberali possono anche servire per capire 8uando gli stati liberali dovrebbero intervenire contro governi che opprimono la popolazione. /radizionalmente gli stati hanno diritto all'autodifesa, aiuto ad altri stati e adozione di mezzi per difendere i propri cittadini da ingiustizie. /uttavia il diritto internazionale moderno permette l'intervento del ?< >nu per 8uelle che sono definite minacce alla pace e alla sicurezza. &na politica di non intervento incoraggia l'ordine e le aspettative, basandosi sul diritto degli individui di scegliere come vivere e sulla norma di sovranit, statale che sancisce il non intervento. /uttavia spesso gli stati liberali sono intervenuti per portare civilizzazione, senza rispetto per gli individui che dovrebbero decidere da s- 8uali principi etici e morali rispettare. <econdo un criterio soggettivo non si dovrebbe intervenire contro stati che hanno il supporto della popolazione, ma 8uesto spesso difficile da calcolare sopratutto in stati autoritari. <econdo un criterio oggettivo nessun individuo pu' veder violati i suoi diritti fondamentali come vita, cibo, libert,. /uttavia la violazione di diritti umani non sufficiente per legittimare l'intervento perch- bisogna avere la certezza che l'intervento determini la fine dell'oppressione e che in caso di democratizzazione essa sia effettiva. ;on si possono distruggere i paesi con l'obiettivo di salvarli $#ra8" e l'intervento deve minimizzare le vittime civili ed avere un ampio supporto della comunit, internazionale. ?onclusione =siste una pace separata tra stati liberali, ma le relazioni con i non liberali rimangono insicure e in un contesto molto piE anarchico.

COSTRUTTIVISMO E POLITICA ESTERA


#ntroduzione ?on la fine del patto di 5arsavia del !99! finisce la contrapposizione tra stati sovietici ed alleanza ;ato. Aolti realisti, come Ialtz, presumettero che la ;ato avrebbe avuto vita breve non avendo piE motivo di esistere. ;- loro n- i liberali presupposero correttamente ci' che avvenuto, un maggior impegno della ;ato. ;onostante il costruttivismo si sia dimostrato una valida alternativa gli studiosi ragionano comun8ue in un'ottica realista liberalista. ?os' il costruttivismo

#l fallimento del realismo e del liberalismo nel prevedere ci' che sarebbe successo dopo la fine della guerra fredda a facilitato l'affermazione del costruttivismo nelle +#. /uttavia le origini del costruttivismo si possono far risalire alla met, degli anni '12. <ebbene da molti 8uesto sia considerato un approccio piuttosto che una teoria, poich- non offre soluzioni specifiche o direzioni politiche e non compete con le convinzioni ideologiche di realismo e costruttivismo, offre comun8ue modi alternativi per capire concetti centrali come l'anarchia e il bilanciamento di potenza. ?ostruttivismo applicato <ebbene il costruttivismo non sia una teoria nel senso stretto del termine, ha comun8ue implicazioni importanti nella comprensione della politica estera, specialmente in relazione alla sicurezza europea. #l costruttivismo applicato afferma che la rivalit, e la guerra pu' essere cambiata tramite l'istituzionalizzazione, che modifica identit,, interessi e pratiche. %eutsch teorizz' che il cambio nelle interazioni avrebbe potuto portare a nuove relazioni sociali e a una comunit, di sicurezza. =videnza empirica si ha nell'allargamento della ;ato e dell'&e, con relazioni basate sulla cooperazioni piuttosto che sulla rivalit,. #n :narchy is Fhat states make of it, Iendt afferma che non vero che l'assenza di un governo mondiale nel sistema internazionale forzi gli stati a temere continuamente per la propria sicurezza, come prevede l'assunto realista. #l dilemma della sicurezza non infatti un problema strutturale ma un'istituzione basata sul rapporto tra stati. Cli stati si comportano differentemente tra loro, a seconda che siano amici o nemici. Iendt afferma che ci sono tre culture dell'anarchia: ?onflittuali, come detto dai realisti, competitive e rivali, come detto dai liberalisti o amichevoli e cooperativi, come detto da %eutsch. La cultura dell'anarchia pu' essere cambiata tramite la condivisione di conoscenze, identit, e interessi. L'essenza del costruttivismo #l costruttivismo si differenzia dal realismo e dal liberalismo su molti punti. # 8uattro concetti chiave del costruttivismo sono i seguenti: !" La credenza nella costruzione sociale della realt, ." ?oncentrazione sulla struttura materiale e ideologica 6" ?oncentrazione sul ruolo dell'identit, nel formare le azioni politiche 7" La credenza nella mutua influenza tra agenti e struttura. Costruzione sociali e $atti sociali # costruttivisti credono che la realt, sia continuamente in costruzione. La nostra interpretazione della realt, deriva dalle nostre conoscenza e interpretazioni della natura sociale. ;onostante alcuni fatti siano dati per scontati, cambia il mondo in cui sono visti $es. nucleare visto da prospettiva iraniana o israeliana". 0ueste differenze comporteranno differenti scelte di politica estera. &n'altra caratteristica la considerazione di fatti che esistono solo tramite l'accordo sociale $es. stato, moneta, relazioni internazionali". Struttura materiale e ideologica <econdo i costruttivisti la struttura non pu' essere capita riferendosi solo a risorse naturali e potere militare, ma consiste anche di fattori materiali ed ideologici. ;onostante la struttura sia composta anche da fatti materiali, 8uesto non hanno senso se non c' la comprensione dei contenuti sociali $se la ;ord ?orea si nuclearizza l':merica sar, piE preoccupata rispetto allo stesso evento in Lrancia, perch- cambia l'anarchia". La struttura spesso codificata in norme e regole che specificano i comportamenti da tenere. # costruttivisti credono che le norme abbiano una funzione strutturale costrittiva e costitutiva e che siano fondamentali per costruire relazioni sociali e per diventare membri di certi gruppi. &e e ;ato ad esempio hanno provato a socializzare le norme in =uropa basandosi su principi democratici e

liberali e cambiando le identit, e le relazioni, modificando 8uindi anche la logica dell'anarchia in =uropa e trasformandola in pratica e cooperazione. Identit,- interessi e logica dell'azione #l terzo punto del costruttivismo si concentra sull'identit,. L'identit, consente la comprensione di sstessi e anche se relativamente stabile un processo in continua evoluzione. L'identit, importante perch- comporta un particolare set di interessi e preferenze, a differenza di realisti e liberalisti che danno allo stato un'identit, predefinita di interessi egoistici. %are peso all'identit, comporta dare peso a contenuti storici, culturali, politici e sociali di uno stato. <econdo i costruttivisti una particolare identit, far, seguire allo stato particolari norme associate con la sua identit,. : differenza di realisti e liberalisti, i costruttivisti credono che gli individui non agiscono solamente in una logica costi@benefici ma che considerano anche opzioni che sono piE appropriate alla propria identit,. Cli agenti cercheranno di tenere il comportamento migliore in accordo ai loro principi e non 8uindi detto che sia sempre valido il principio dell'attore razionale. Agenti- struttura e pratica La struttura e gli agenti interagiscono tra loro e si influenzano a vicenda $structuration, Ciddens". Crande importanza data alle pratiche di routine che consentono l'abitudine all'interazione e all'interdipendenza. La pratica pu' anche creare strutture e identit, e costituire un ambiente stabile. ;onostante sia tramite la pratica che le relazioni tra agente e struttura sono operazionalizzate e tramite la pratica che il cambiamento possibile, proprio a causa della pratica che difficile da raggiungere poich- gli agenti riproducono le proprie costrizioni nelle pratiche 8uotidiane. #l costruttivismo incontra la politica estera #l ruolo della ;ato post guerra fredda pu' essere definito come il mantenimento della sicurezza dei membri, il mantenimento di un'identit, comune e la continuazione di relazioni e pratiche amichevoli tra stati membri. #l ruolo rimasto pressapoco lo stesso ma con una differente concezione di s- stessi e degli altri e con piE stati favorevoli a tenere comportamenti in linea con le norme dell'alleanza. &antenere la sicurezza dei membri Nato La ;ato usci dalla guerra fredda con una crisi identitaria e un senso di inconsistenza. /uttavia riuscM a ridefinire il suo ruolo come alleanza piE politica e interessata al contrasto di instabilit, e incertezze. La presa di posizione nel conflitto nei balcani rafforz' la sua identit, come ombrello di sicurezza europeo e stabilendo nuove prerogative come l'uscita dall'area prestabilita. #l ruolo mutato da alleanza difensiva statica a organizzazione di sicurezza moderna che interviene e contrasta le sfide alla sicurezza anche esterne al sistema europeo. &antenere la coesione La ;ato ha avuto il compito di mantenere la coesione tra L'europa e il ;ord :merica, senza la 8uale non sarebbe stata un'organizzazione credibile. *er mostrare unit, stata necessaria un'intensa pratica di negoziazione prima delle decisioni. /utti i nuovi membri che sono entrati, pur non avendo un background democratico di lungo periodo hanno interiorizzato velocemente i processi di socializzazione, favorendo la cooperazione e la coesione dentro la ;ato. Ricostituzione di nuove relazioni sociali La ;ato ha sempre cercato di mantenere un'unit, ben definita ma recentemente ha anche cercato di stabilire nuove relazioni e interazioni. ?on la fine della guerra fredda ha allargato il suo ombrello protettivo anche nei confronti di stati dell'=uropa centrale e orientale. +ecentemente ha anche aperto ad una parziale cooperazione con la

+ussia per 8uando riguarda uno scudo missilistico, che potrebbe portare a relazioni basate sulla cooperazione piuttosto che sulla rivalit,. ?onclusioni La ;ato in 8uesta prospettiva ha sicuramente seguito un approccio costruttivista, basandosi su una cultura dell'anarchia di amicizia e cooperazione mantenendo l'identit, di alleanza difensiva. ;- il realismo n- il liberalismo hanno capito che la ;ato non solamente una cooperazione basata su interessi egoistici ma riguarda le identit, e il rafforzamento di relazioni amichevoli piuttosto che basate sulla rivalit,.

ANALISI DEI DISCORSI, POST-STRUTTURALISMO E POLITICA ESTERA


#ntroduzione L'analisi dei discorsi arrivata nelle +# tramite l'approccio del post@strutturalismo. :shley e %erian posero l'attenzione sulla potenza del linguaggio. # post@strutturalisti mostrano che la distinzione tra +# e politica domestica mantenuta tramite discorsi accademici e politici, creando una rappresentazione del paese e delle persone che riflette determinate norme, valori ed identit,. %urante gli anni '92 e '22 i post@strutturalisti hanno espanso il loro campo occupandosi anche di interventi umanitari e guerra al terrore. *ost@strutturalismo # primi studiosi post@strutturali, come :shley e %erian subirono notevolmente gli influssi realisti, sebbene fossero molto critici con lo strutturalismo tipico del neorealismo. #n particolare mossero critiche agli assunti dei gruppi, egoismo e ruolo centrale della potenza. .ruppi+dall'universale allo storico #l realismo assume che gli umani si riuniscano in gruppi per sopravvivere. # post@strutturalisti sono d'accordo sul fatto che lo stato sia il cuore del sistema politico odierno, ma aggiungono che la sovranit, comporti la distinzione tra sfera interna ed esterna, che sancita dalla pace di 5estfalia. Cli stati hanno sovranit, sul proprio territorio e sulla propria popolazione e non riconoscono alcuna autorit, superiore ad essi. ;onostante gli interventi militari possano sembrare ridurre la sovranit,, in realt, non sono altro che l'affermazione di una sovranit, esterna maggiore di un altro stato. /uttavia ci sono tre punti in cui il post@strutturalismo si discosta dal realismo: !" i realisti non si fanno problemi sull'assunto dei gruppi, mentre i post@strutturalisti credono che l'assunto regga finch- sostenuto dalla pratica. ." # gruppi vanno inoltre in8uadrati in un contesto storico, perch- prima della pace di 5estfalia esistevano comun8ue gruppi ben diversi da come considerati oggi. 6" #nfine, secondo i post@strutturalisti la distinzione interno@esterno funziona non perchidentifica come va il mondo ma perch- definisce l'ambiente domestico e 8uello internazionale come opposti tra loro. Egoismo+dalla natura umana alla prestazionalit, #l secondo assunto dei realisti che i comportamenti politici sono egoistici cosM come la natura umana. # post@strutturalisti sono concordi sul fatto che la politica sia guidata da interessi, ma credono che 8uesti siano di natura discorsiva, siano costruzioni sociali costituite durante i discorsi. <ono anche critici sul fatto che gli umani siano egoisti e che agiscano sempre in modo razionale. ;on credono per' che gli umani siano altruisti o irrazionali, ma si concentrano sui testi pubblici. *ortando l'analisi dalla struttura umana allo stato, se ne deduce che 8uesto non razionale ma

interessato al mantenimento di un'identit, politica. 0uesta identit, spesso basata sul raffronto con un nemico esterno $es. guerra coi talebani perch- proteggiamo i valori che ci definiscono". #n 8uesto si stacca dai costruttivisti che credono che l'identit, sia costituita da concetti intrinseci e presociali, al contrario dei post@strutturalisti che credono sia sociale e costituita tramite discorsi. Potenza+dalla capacit, al discorso #l terzo assunto realista che la potenza un elemento fondamentale della politica. La potenza altrettanto fondamentale per i post@strutturalisti, che per' la intendono come potenza del linguaggio. ;el post@strutturalismo il concetto di potenza discorsivo, tuttavia ci' non significa che il potere materiale non sia importante, ma che esso non sufficiente a generare effetti politici poich- bisogna osservare anche il linguaggio $es. se l'#ran ha la bomba atomica diverso se ce l'ha l'#talia". La replica all'osservazione che il linguaggio non sempre esprime la realt, riguarda il fatto che il linguaggio il modo in cui gli attori cercano di legittimare la loro politica estera, sta poi ai cittadini decidere se credere a ci' che dicono o meno <tudiare i discorsi di politica estera #l post@strutturalismo provvede alla fondazione teorica dalla 8uale gli studiosi sviluppano studi di politica estera piE concreti. "e politiche di rappresentanza # post@strutturalisti vedono il linguaggio come il mezzo principale attraverso cui si genera il consenso. La politica estera deve 8uindi essere giustificata dai discorsi e resa necessaria e plausibile, rappresentando il problema e trovando una soluzione ad esso. :d esempio la guerra in Bosnia pu' essere vista come una guerra tra balcani o un genocidio e ci' pu' generare due politiche estere differenti, rispettivamente di non intervento e di intervento. Lo scopo dell'analisi dei discorsi di politica estera identificare la struttura principale dei discorsi per trovare differenze e variazioni tra essi. "o scopo e la stabilit, della politica estera <pesso testi che non sembrano essere di politica estera possono risultare significativi. #l vantaggio di usare anche discorsi non ufficiali che consente di capire meglio 8uali sono le posizioni che le dichiarazioni ufficiali devono combattere o sostenere. La stabilit, dei discorsi si pu' osservare dalla stabilit, dei testi ufficiali e anche se non si pu' dire se un testo intenzionalmente instabile si pu' sempre collocare il testo in un contesto e vedere come evolve la situazione. Cambiamenti e genealogia La politica estera dinamica e di conseguenza necessaria un'analisi dei discorsi che interpreti come i politici cambino la loro rappresentazione dei problemi. # cambiamenti in politica estera possono essere prodotti: tramite pressioni, da attori domestici che muovono critiche alla gestione ma anche da attori esteri che magari non vogliono sopportare dei costi. /ramite cambiamenti della politica estera in s-. :d esempio il cambio nei discorsi politici, che avvenuto gradualmente, dopo la politica di apertura di Corbachev. :nche la storia gioca un ruolo importante nei discorsi di politica estera perch- spesso usata per giustificare o meno alcuni comportamenti $identit, dell'=uropa, guerra in Bosnia una (guerra tra balcani)". ?onclusione@ lo scopo, le forze e le debolezze dell'analisi dei discorsi L'analisi dei discorsi parte dall'assunto che le politiche estere si basano sulla rappresentazione, che articolata tramite il linguaggio. 0uesto tipo di approccio meno interessato alle decisioni di gruppo rispetto alla difesa in pubblico delle decisioni stesse. L'analisi dei discorsi post@strutturalista richiede conoscenze dei discorsi presenti e passati e ci' porta a un piccolo numero di casi di studio, in contrasto con il largo numero di dati di cui ha

bisogno un'analisi comparata. # punti di forza risiedono nell'abilit, a fornire ricche analisi della struttura discorsiva. # punti deboli possono essere l'incapacit, di identificare le cause che spiegano la politica estera, la scarsa importanza data ai processi psicologici o l'irrilevanza riservata a gruppi o individui che sono marginalizzati dalla societ,. ;eumann critica l'analisi dei discorsi poich- i testi non presentano differenti tipi di dati contestuali. L'analisi dei discorsi potrebbe: !" espandere i suoi studi a come i policy maker attuano la politica estera ." collegarsi agli studi di decisioni di piccoli gruppi assumendo che le discussioni e le implementazioni di policy debbano essere correlate ai discorsi politici 6" studiando testi pubblici applicando il metodo di analisi dei discorsi

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ATTORI, STRUTTURE E ANALISI DELLA POLITICA ESTERA
#ntroduzione La politica estera riguarda sia la sfera interna che 8uella esterna di uno stato ed il risultato di interazioni tra gruppi, attori e strutture situati sia all'interno che all'esterno dello stato. :ttori e strutture sono sempre presenti e strettamente collegati. Cli attori piE importanti sono i capi di stato e i ministri esteri, 8uelli che sono responsabili politicamente delle decisioni. =sistono tuttavia anche altri attori, come esperti, militari, servizi di intelligence, lobby, media, che interagiscono tra loro e con le loro controparti estere nonch- con organizzazioni governative e non. :nche le strutture @politiche, culturali, regionali, tecnologiche, idealistiche@ sono onnipresenti nella societ, in misura piE o meno marcata e sono fondamentali per capire le decisioni di politica estera. K 8uindi necessario per gli studiosi adottare una struttura analitica come punto di partenza per l'analisi. Background storico #n &sa l'analisi della politica estera si afferma dopo la ## II, subendo per' la concorrenza del realismo, che dominer, gli studi di politica estera durante la guerra fredda. Aorgenthau credeva di poter spiegare i comportamenti esterni di 8ualun8ue stato collegando il concetto di potenza a 8uello di interesse nazionale. %urante 8uesto periodo si sviluppa anche il comportamentalismo, che presuppone che le scienze sociali dovrebbero diventare piE scientifiche adottando i metodi delle scienze naturali. ?i' port' a un incremento degli studi di politica estera comparata, mentre l'impatto sul realismo fu minore. 0uest'ultimo si divise in due branche, il neorealismo che dava alla struttura del sistema un ruolo fondamentale e il realismo neoclassico, che conservava la centralit, del concetto di potenza ma rifiutava l'esclusione della politica interna nella spiegazione della politica estera. &n altro obiettivo fu 8uello di capire 8uale fosse l'oggetto di politica estera da analizzare e spiegare $la variabile dipendente". #l ruolo degli attori e delle strutture nel processo: approcci alla politica estera 3udson teorizz' che l'oggetto dell'analisi di politica estera riguarda ci' che i decisori pensano e fanno, il loro comportamento finale. #l loro scopo prendere parte nel processo di formazione di decisioni in nome dello stato. La politica estera 8uindi fatta dagli esseri umani. Aentre i realisti vedono lo stato come l'attore indipendente principale della politica estera,

l'approccio di politica estera vede lo stato non come un attore unitario ma come una struttura istituzionale nella 8uale gli individui predono decisioni. 0uesto tipo di approccio favorisce una ripartizione su piE livelli di analisi: livello individuale, statale e internazionale. #l ruolo degli attori e delle strutture in politica: approcci alla politica estera Le scelte di politica estera sono il risultato di decisioni di individui, non sono decisioni ma il prodotto di decisioni. /uttavia bisogna capire in che modo si arrivati a 8uella sceltaN :llison mostr' che la stessa decisioni pu' essere spiegata in modi differenti usando modelli concettuali diversi. ?i' porta a vedere gli attori e le strutture in nessuna maniera particolare, perch- la focalizzazione non sui comportamenti ma sulle scelte che hanno portato a 8uei comportamenti. Approcci basati su una prospettiva strutturale Realismo #l neorealismo si pu' distinguere in offensivo e difensivo. #l primo, con esponente Aearsheimer, supponeva che, nonostante la guerra fredda e tutti i suoi prodotti, cio il bipolarismo, il bilanciamento di potenza e le armi nucleari avessero prodotto la pace in =uropa, 8uesta sarebbe venuta meno nel lungo periodo a causa della struttura del sistema che porta al conflitto e al bisogno di strategie offensive da parte degli stati per aumentare la sicurezza. # neorealisti difensivi invece non condividono 8uesta visione hobbesiana e credono che i fattori sistemici non possono essere l'unica causa dei comportamenti degli stati, poich- sono importanti anche le fonti e la direzione delle minacce dipendenti da fattori tecnologici, geografici e intenzioni percepite. #l realismo neoclassico condivide con il neorealismo l'assunto che la politica estera di uno stato sia formata dal suo ruolo nel sistema internazionale e dal suo potere relativo. L'impatto dei fattori sistemici per' piE indiretto e complesso, poich- pu' agire solo tramite l'influenza di fattori a livello domestico. #l realismo essenzialmente un orientamento strutturale con al centro la potenza dello stato definita in termini di struttura del sistema o come combinazione della struttura con le risorse di potenza interne. Lo stato l'attore principale e agisce tramite fattori materiali. Is i !"io#alismo #eoli$e%ale =' un approccio alternativo sia al realismo che all'analisi di politica estera. Cli stati rimangono gli attori principali, che massimizzano gli interessi in un sistema anarchico. <ebbene sia per i neorealisti che per i neoliberalisti le scelte di politica estera siano frutto di scelte degli stati che agiscono razionalmente e strategicamente, per gli ultimi il sistema anarchico pu' essere influenzato dalla creazione di istituzioni con informazioni e regole comuni che aumentano la cooperazione. Cli istituzionalisti neoliberali credono nell'importanza delle organizzazioni internazionali e nella loro capacit, di influenzare il comportamento degli stati. Cos %! i&ismo so'iale L'assunto principale che la realt, un costrutto sociale formato da regole che influenzano la visione del mondo e gli interessi. L'intento dimostrare come i comportamenti sono influenzati da fattori normativi e idealistici. &na seconda focalizzazione sulla nozione di identit, e su come sia usata per costruire la natura sociale della stato e dei suoi interessi. +imane comun8ue un approccio strutturale perch- la spiegazione delle politiche vista in termini di effetti della struttura sociale sull'attore. 0uesti tre tipi di approcci non escludono gli attori dall'analisi, tuttavia credono che i fattori strutturali sono 8uelli che causano un particolare comportamento di politica estera. # prossimi approcci si concentrano invece sul potere degli attori. Approcci basati sugli attori A((%o''i (si'olo)i'i e 'o)#i i&i 0uesto tipo di approcci si differenziano per essere contro l'assunto della scelta razionale dell'attore,

che visto come un individuo con credenze e modi di interpretare le situazioni che subisce influenze diverse. 0uesto tipo di rivoluzione cognitiva emerge negli anni 'G2 e incentiva lo studio delle caratteristiche dei leader come credenze, motivazioni e decisioni per vedere in che modo influiscono sulle scelte di politica estera. Le differenze principali con il decisioni making di politica estera sono: Aentre per il decision making la spiegazione risiede nel processo decisionale, 8ui ci si chiede perch- un particolare tipo di politica estera stato scelto *er il decisioni making il livello di attore individuale ha meno importanza, mentre 8ui si discutono soprattuto le cause psicologiche e cognitive A((%o''i (oli i'i $!%o'%a i'i :llison spiega le decisioni non in termini di preferenze e mosse strategiche ma in relazione al potere degli attori in 8uestione. #l potere burocratico e non personale, poich- gli attori rappresentano gruppi e non interessi individuali. Bisogna 8uindi esaminare l'interazione degli individui nella loro organizzazione piuttosto che, come nell'approccio precedente, in termini di predisposizione come decision makers. N!o&o li$e%alismo Aoravcsick l'esponente principale del nuovo liberalismo che ha tre assunti principali: !" il primato degli attori sociali sulle istituzioni politiche. Cli attori sono piE importanti perchelaborano interessi indipendentemente dalle politiche. ." Le preferenze dello stato sono in realt, le preferenze degli ufficiali di stato, e 8uindi di una piccola parte di societ,. 6" #l comportamento di uno stato nel sistema internazionale subisce costrizioni dipendenti dalle preferenze degli altri stati. La differenza con l'approccio basato sugli attori individuali data dall'enfasi sul ruolo degli attori sociali e non su individui sotto l'aspetto prettamente politico. P%os(e i&a *ell'a o%e i# e%(%e a i&o 0uesto approccio basa le spiegazioni di politica estera concentrandosi sui pensieri e sulle azioni dei decision makers individuali. La politica estera degli stati dipende 8uindi da come gli individui con capacit, di scelta percepiscono e analizzano le situazioni. L'azione collettiva la combinazione di azioni individuali. ?onclusione :bbiamo visto che alcuni studiosi danno piE importanza al ruolo degli attori mentre altri al ruolo della struttura. #nfine un terzo gruppo si concentra sul processo di decision making che incorpora sia attori che struttura. Aentre i primi due approcci ragionano per esclusione dando piE importanza a uno o all'altro campo, la focalizzazione sui processi include tutti i fattori che possono avere un ruolo, ragionando non con approcci top@doFn $visione strutturale e poi analisi individuale" o bottom@up $viceversa" ma analizzando ogni livello in maniera separata. # problemi principali sono: !" trattare struttura e attori in maniera separata, senza che interagiscono tra loro come avviene nella realt,. ." #l bisogno di trovare un modo di incorporare sia struttura che attori in interazione dinamica.

DECISION MA+ING DI POLITICA ESTERA, MODELLI RAZIONALI, PSICOLOGICI E NEUROLOGICI


#ntroduzione ?ome si concilia il concetto di razionalit, con le decisioni degli attori in politica esteraH

%efinizione comune di razionalit, ?i sono due modelli comuni di razionalit,: !" il processo di decisione razionale riguarda le scelte che un individuo dovrebbe preferire. &n attore razionale deve 8uindi saper ordinare logicamente le sue preferenze secondo il criterio di transitivit,. # decisori dovrebbero elaborare le nuove informazioni e aggiornare le loro decisioni in base a 8ueste, in maniera logica e coerente. ." # decisori dovrebbero fare una stima probabilistica delle conseguenze dello loro azioni e scegliere 8uella che massimizza la loro utilit,. 0uesti modelli trattano le preferenze e le aspettative come esogene e date, assumendo che le persone sia strumentalmente razionali. ;on cercano di spiegare le credenze e le aspettative che portano ad una scelta, tralasciando 8uindi aspetti fondamentali per spiegare la politica estera. Aodelli psicologici: la rivoluzione cognitiva 0uesti modelli analizzano come i processi cognitivi delle persone influenzano le decisioni che dovrebbero prendere. %ifficilmente gli individui si adattano ai modelli razionali, a causa della difficolt, a fare deduzioni e ai limiti della natura umana. Cli esseri umani infatti hanno preferenza per la semplicit, e sono di solito avversi al rischio. ?i' influenza la loro capacit, di elaborazione di probabilit, rendendoli pessimi estimatori e inficiando la loro capacit, di prendere scelte razionali. Semplicit, # leader per prendere decisioni spesso hanno bisogno di semplificare il mondo tramite modelli che ne escludono alcuni contenuti. /uttavia 8ueste semplificazioni possono ridurre le scelte da considerare facendo prendere decisioni sbagliate, poich- non si considera il mondo nel suo ambiente complesso. Consistenza Cli individui generalmente tendono ad essere coerenti con le loro idee di fondo e rifiutano informazioni che vanno contro di esse. ?i' pu' limitare i processi di stima e giudizio. Ceneralmente davanti all'evidenza di scelte politiche sbagliate interviene un meccanismo di difesa cognitiva, per il 8uale si cercano giustificazioni che scarichino la colpa su altri individui o fattori esterni per giustificare il fallimento $fattori inaspettati, c'ero 8uasi, indeterminatezza, avr' ragione col tempo". ?ambiare le credenze di fondo molto difficile ma pu' essere facilitato se le informazioni arrivano tutte insieme e non un po' per volta. #noltre cambiano piE facilmente le credenze che portano a conseguenze di breve termine rispetto a 8uelle di lungo periodo. ?i sono differenze nelle resistenze a cambiare opinioni tra gli individui: Le persone scettiche riguardo agli approcci deduttivi cambiano opinione piE facilmente osservando i fatti, mentre 8uelli che credono fortemente nell'influenza della struttura sono piE restii a cambiare le proprie opinioni. Scarsi stimatori Le persone difficilmente pensano in maniera probabilistica e spesso commettono errori di valutazione, ad esempio sovrastimando le probabilit, di guerra. Le probabilit, in 8uesto campo sono difficili da valutare perch- non ci sono esperimenti ripetuti e 8uindi non si ha accesso ad una distribuzione probabilistica che consenta di calcolare le possibilit, di un avvenimento. #n 8uesta incertezza gli esperti cercano 8uindi categorie per ancorare i loro giudizi. /re categorie importanti sono la disponibilit,, rappresentanza e l'ancoraggio. La disponibilit, si riferisce alla tendenza delle persone a valutare informazioni nel modo piE facile per loro. La rappresentanza si riferisce alla tendenza a esagerare simiglianze con contesti precedenti. L'ancoraggio si riferisce alla stima basata su un valore iniziale utilizzato come metro di paragone. ?i sono anche errori cognitivi, poich- le persone sovrastimano la possibilit, che le azioni degli altri siano il risultato delle proprie scelte. &n errore comune l'errore di attribuzione fondamentale, nel

8uale le persone spiegano il comportamento sfavorevole degli altri come risultato della loro disposizione, mentre spiegano il proprio basandosi su costrizioni a cui sono sottoposti. L'errore del senno di poi dato dal dimenticarsi le predizioni errate precedenti. Avversione al rischio # decisori politici non sono neutrali riguardo al rischio, poich- le perdite sono molto piE dolorose comparate ai guadagni. # leafer tendono ad essere piE avversi al rischio 8uando le cose vanno bene e a prendere piE rischi per proteggere ci' che gi, hanno, oltre che a prendere rischi piE grossi per recuperare le perdite $come <adat per riprendersi il <inai da #sraele, guerra !9G6". 0uelle che vengono considerate deviazioni del modello razionale in realt, sono cosM sistematiche che il modello dell'attore razionale empiricamente sbagliato nell'analisi della politica estera. ;euroscienza, emozione e stima <econdo recenti studi neurologici, molte decisioni non sono il risultato di ragionamenti ma scelte istintive in risposta a stimoli emozionali. Le emozioni venendo processate per prime hanno un ruolo dominante nell'influenzare i comportamenti. La scelta avviene in un conflitto tra emozioni e razionalit, anche se spesso la parte irrazionale riguarda la maggior parte delle decisioni. La neuroscienza sta 8uindi influenzando gli studiosi di relazioni internazionali per 8uanto riguarda problemi come la logica della deterrenza, la collaborazione a problemi comuni, la proliferazione nucleare ecc. La credibilit, 8uindi anche influenzata dalle credenze del ricevente e non solo dall'oggettivit, e che la paura scatena reazioni irrazionali, mentre la rabbia provoca reazioni piE certe. ?onclusione Bisogna fare attenzione 8uando si passa dall'individuale al collettivo, poich- le entit, collettive sono diverse dagli individui. &n governo non prende decisioni razionali, ma sono frutto di contrasti tra i ministri. # modelli di scelta individuali risultano 8uindi molto importanti nell'analisi della politica estera. ?ome incide sulle decisioni il fatto che molto spesso sia influenzate dalle emozioni e non razionaliH ?ome si pu' aumentare la 8ualit, delle decisioniH # modelli decisionali razionali possono comun8ue essere utile come norme generali o per evidenziare paradossi e trappole che i decisori devono conoscere.

IMPLEMENTAZIONE E COMPORTAMENTO
#ntroduzione La fase di implementazione 8uella in cui gli attori interagiscono con gli ambienti e gli ambienti interagiscono con loro. ;el capitolo verr, prima osservato come concettualizzare l'implementazione della politica estera come interazione strategica e dialettica tra attori e ambienti. <uccessivamente si analizzer, il contesto e come si accorda con la politica estera. 0uando gli attori incontrano il loro ambiente O problemi teorici L'implementazione un'attivit, politica che riflette lo scontro tra attori diversi. :ttori e ambiente esterno non sono isolati e lo scenario internazionale composto da una moltitudine di attori, statali e non, con obiettivi e interessi diversi che interagiscono tra loro. 5a 8uindi adottato un approccio strategico@razionale per concettualizzare comportamenti e implementazione. #l punto focale che i comportamenti di politica estera sono prodotti dall'interazione tra strategie dell'attore e contesto e 8uindi non spiegabili analizzando solo uno di 8uesti.

#l contesto non 8uello inteso come struttura nelle +#, bensM riguarda l'insieme di relazioni tra gli attori e ci' che generano. ?' un'interazione continua tra attori e contesto che produce i comportamenti. #nfine c' un riscontro costante tra attori e contesto, che si adattano l'un l'altro mutando con il mutare delle decisioni prese. Idee di internazionale! una visione /da 0ualche parte1 Lo scenario internazionale diverso a seconda degli attori. %alla prospettiva del singolo pu' essere visto su due dimensioni: orizzontale e verticale. >rizzontalmente si va dal regionale al globale, verticalmente composto da una serie di livelli: politico, sociale, economico, militare ecc. La sfida riuscire ad armonizzare entrambe le dimensioni. <ul livello orizzontale l'implementazione di politica estera parte dagli ambienti piE vicini all'attore, 8uelli regionali, anche poich- gli attori che possono aspirare a ragionare a livello globale sono solamente le superpotenze. La seconda dimensione 8uella orizzontale, nella 8uale le priorit, tra i livelli non sono fisse ma cambiano a seconda degli attori. #noltre 8uesti livelli sono interconnessi tra loro e si influenzano a vicenda. #n un mondo globalizzato, la dimensione politica comporta tre conseguenze: !" La politica domestica di alcuni stati influenza la politica estera di altri attori. ." La formazione di una sfera pubblica globale porta l'interdipendenza politica a diventare piE elevata 6" ?onvivono una moltitudine di attori che interagiscono tra loro, anche se non su un piano di parit,. La difficolt, degli attori sta nel coniugare tutte le dimensioni senza contraddirsi. 2ilanciamento interno e esterno! implementando la politica estera L'implementazione di obiettivi di politica estera riguarda anche componenti domestiche, con un bilanciamento tra processi interni ed esterni. L'implementazione presuppone la capacit, del governo di mobilitare risorse pubbliche, e, specialmente nelle democrazie, necessario il consenso interno per ottenere obiettivi di politica estera. L'implementazione, come supposto da *utnam, un gioco a due livelli, domestico ed internazionale. *er raggiungere gli obiettivi necessaria una politica estera compatibile col contesto e con un supporto interno. <pesso obiettivi di politica estera hanno ripercussione sulla politica interna e viceversa $adesione all'&e, risentimento verso gli islamici dopo l'!! 9". =sercitare influenza Bisogna anche esaminare i problemi pratici riguardanti i processi di politica estera che collidono con l'ambiente circostante. L'implementazione ha diversi significati: *u' essere #l modo in cui la politica prodotta in pratica oppure le difficolt, che hanno gli stati ad operare nell'ambiente internazionale. 0uesti due significati sono esplorati secondo le seguenti categorie: La variet, di relazioni che esiste nel mondo a causa delle differenze tra <tati. Cli strumenti di politica estera che hanno i decisori per trasformare le loro intenzioni in azioni di successo. # problemi teorici dell'implementazione come la razionalit, e la complessit,. L'importanza pratica del contesto Le scelte e i trade off non sono le uniche determinanti dei risultati. .randi potenze- piccole potenze *er capire l'implementazione bisogna fare una distinzione tra attori che producono politica estera e

tra relazioni che ci sono tra loro. <i potrebbe pensare che le grandi potenze abbiano meno problemi nell'implementazione della politica estera, ma ci' non sempre vero perch- bisogna guardare 8uali obiettivi si pongono. Le piccole potenze potrebbero rischiare anche complicazioni maggiori adottando politiche estere aggressive, mentre i paesi piccoli con poche pretese avranno pochi problemi. Cli stati uniti hanno spesso incontrato problemi di implementazione causa dei loro interessi globali e dell'overstrech, ovvero la tendenza delle grandi potenze a esporsi troppo finanziariamente e militarmente. : causa dell'interdipendenza tra strategia e contesto, un'implementazione di successo ha bisogno di un certo grado di flessibilit, oltre che dipendere dalla relazione tra obiettivi e mezzi. &ultilateralismo e la complessit, dell'azione # problemi di implementazione non si hanno solo nella dimensione militare, poich- ogni politica estera dipende anche da altri attori e richiede 8uindi la cooperazione di 8uesti. La maggior parte delle implementazioni richiede forme di multilateralismo, poich- gli <tati hanno bisogno di supporto e di neutralizzazione delle ostilit,. L'implementazione richiede vari livelli di cooperazione internazionale, sia bilaterale che multilaterale, oltre che transgovernativa. La dipendenza dagli altri attori sia necessaria che complicante, poich- potrebbe compromettere obiettivi di strategie razionali. Cli strumenti di politica estera Cli strumenti di politica estera variano a seconda degli <tati: Cli stati grandi hanno piE strumenti potenziali, oltre che alla capacit, di agire a livello globale, mentre i microstati possono solo sperare di conservare la loro autonomia. /ra 8uesti due estremi si colloca la maggior parte degli altri <tati, che hanno limitati strumenti, armamenti di vario livello e 8ualit,, e la capacit, di influenzare l'economia a seconda dei contesti in cui si trovano. Cli strumenti sono funzione delle risorse a disposizione dello <tato. *er risorse si intende la somma dei vantaggi derivanti da clima, posizione, geografia, popolazione, educazione e livello di sviluppo. Le risorse sono un fattore decisivo nella determinazione della politica estera dello <tato, anche se non sufficiente per l'esercizio di influenza. ?i' che rende effettiva una politica estera sono le capacit,, ovvero le risorse rese operative ma non ancora trasformate in strumenti. #n 8uesta categoria rientra la valuta nazionale, la dimensione degli armamenti militari, le competenze della popolazione. # decisori sono limitati nelle scelte sia dal livello del loro paese, sia dalle decisioni prese dai decisori precedenti nello sviluppare determinate capacit,. Cli strumenti di politica estera, ovvero le forme di pressione e influenza a disposizione dei decisori vanno dalla semplice diplomazia all'attacco armato, con vari gradi tra 8uesti due estremi. #l fallimento di uno strumento di politica estera pone la 8uestione se aumentare il livello della tensione oppure decidere di limitare le perdite affrontando un'umiliazione internazionale $&sa@&k vs embargo #ra8". Le grandi potenze possono decidere di usare diversi strumenti se simultaneamente o in rotazione, mentre 8uelle minori hanno meno opzioni. Potenza e relazione tra mezzi e $ini in politica estera3 0ualsiasi azione presuppone l'esercizio di potere, sia in senso formale, ovvero in relazione ad un altro soggetto, sia in senso laterale, a seconda del contesto. #l modello razionale, ovvero il fissaggio di un obiettivo e la scelta di uno strumento per raggiungerlo, raramente utilizzato nella politica estera. %avanti ad un problema inaspettato infatti, molti decisori si affidano alla prima soluzione potenziale di cui dispongono, cercando il supporto di altri governi. L'implementazione della politica estera spesso devia dai suoi obiettivi a causa di costi di transazione, frizioni politiche e disillusioni. ?onclusione #l punto focale che emerge dal confronto tra politica estera e il mondo nei 8uali opera l'importanza dell'interazione tra contesto e politica, tra struttura ed attori. Le decisioni di politica estera devono

essere viste come un continuo processo di azioni, reazioni e contro reazioni a livelli differenti e coinvolgenti diversi attori.

IL RUOLO DEI MEDIA E DELL'OPINIONE PUBBLICA


#ntroduzione # media e l'opinione pubblica hanno ruolo molto importante nell'interpretazione della politica estera. #l loro ruolo nella disciplina delle relazioni internazionali ha poca attenzione a causa della dominanza del realismo, che trascura 8uesto tipo di variabili. *er l'analisi della politica estera invece, media e opinione pubblica hanno un grande significato analitico. ?i sono due prospettive: il modello pluralista, che afferma che il potere disperso tra la societ, e che non c' un gruppo di interesse dominante, cosicch- media e opinione pubblica riescono a fare pressioni sul governo e il modello dell'elite che afferma che il potere concentrato in un gruppo dominante sia politica che societ,, relegando i media ad un ruolo minore. >pinione pubblica e politica estera #n democrazia si presuppone che il governo debba rendere conto al popolo. #l modo in cui il popolo fa valere le sue decisioni avviene attraverso le elezioni. ?i si aspetta 8uindi che in una democrazia il modello pluralista sia piE efficace. /uttavia il popolo si pu' distinguere in categorie con interessi differenti per 8uanto riguarda la politica estera. #n particolare :lmond, screditando il modello pluralista, afferma che la maggior parte del popolo ha scarse conoscenze ed opinioni volubili sull'andamento della politica estera e 8uindi ha poco rilievo nella sua applicazione. #l modello pluralista ha ripreso vigore dopo la guerra del 5ietnam, fortemente osteggiata dall'opinione pubblica e da una tesi di Aueller che sostiene l'esistenza di una correlazione statistica tra il numero di soldati caduti e il declino al supporto dell'opinione pubblica in una guerra. #l dibattito aperto, e anche ai media vengono riservate differenti posizioni: *er i pluralisti l'opinione pubblica indipendente poich- i media presentano oggettivamente l'informazione e il pubblico in grado di recepirla e farsi una sua opinione. *er gli elitari l'opinione pubblica conta poco poich- i media comunicano solamente il punto di vista dei decisori politici e il pubblico assorbe passivamente le informazioni. Aedia e politica estera ;egli stati democratici si suppone che i media debbano facilitare il dibattito sui temi piE importanti. *er far ci' devono essere obiettivi, fatto garantito dalla pluralit, di informazione tipica delle repubbliche democratiche. ;egli <tati autoritari invece, prevale il modello elitario poich- i media sono soggetti al controllo dello <tato. Le prime analisi sull'influenza dei media ne sottovalutarono l'importanza poich- pur sollevando 8uestioni ai decisori, non avevano la capacit, di modificare le scelte. %opo la guerra in 5ietnam si iniziato a parlare del ?;; effect, ovvero la grossa esposizione al pubblico di eventi internazionali con l'effetto di plasmarne le opinioni. Cli elitari riservano un ruolo minore a 8uest'effetto poich- secondo loro i giornalisti si adeguano alla linea di politica estera del governo al posto che agire in maniera indipendente e 8uindi la capacit, del pubblico di formarsi un'opinione indipendente molto ridotta. L'agenda setting la capacit, dei media di evidenziare certi temi rispetto ad altri, il priming l'abilit, di indirizzare il pubblico verso i problemi sui 8uali dovr, giudicare i leader e il framing il modo in cui la presentazione di informazioni influenza la percezione del pubblico. ?ritiche ed influenze procedurali vs sostanziali L'effetto ?;; incompatibile con il modello elitario. La difficolt, nel misurare 8uesto effetto spesso data dall'incapacit, nel valutare 8uanto effettivamente i media influenzino la popolazione. /uttavia le due posizioni non si escludono a vicenda, ma riguardano un influenza procedurale o sostantiva. L'influenza procedurale riguarda le critiche dei media riguardanti il dibattito sull'attuale

implementazione delle decisioni politiche, mentre l'influenza sostanziale riguarda le critiche mosse nei confronti delle ragioni e giustificazioni nell'intraprendere una determinata politica estera $non stiamo vincendo la guerra in 5ietnamPprocedurale, stiamo bombardando civili con il napalmPsostanziale". L'evidenza indica che i media hanno sicuramente un'influenza a livello procedurale, mentre piE contenuta a livello sostanziale. Aentre l'effetto ?;; pone grande enfasi sul ruolo dei media nell'influenzare le decisioni politiche, il modello elitario considera le relazioni media@stato in maniera piE servile con scarse possibilit, di influenza. Aedia, opinione pubblica e strutture teoriche <i possono ora integrare le analisi descritte finora con i principali modelli delle +#. Realismo <econdo il realismo media e opinione pubblica sono irrilevanti nella politica internazionale, che il risultato dello scontro tra relazioni di potenza tra stati. L'attore fondamentale lo stato e non importa se democratico o totalitario, poich- la natura anarchica del sistema rende i suoi interessi primari per la sopravvivenza. La politica estera generata da -lite dipendenti da forze esterne allo stato. #mplicitamente si afferma 8uindi che la politica estera dovrebbe essere immune dall'opinione pubblica poich- 8uesta potrebbe boicottare decisioni che perseguono l'interesse nazionale. K 8uindi moralmente corretto che i media supportino una guerra che serve gli interessi dello stato. #l modello elitario compatibile con il realismo, al contrario del modello pluralista. K compatibile anche il fatto che le critiche si muovano solo a livello procedurale. "iberalismo #l liberalismo d, una grande importanza analitica al ruolo dell'opinione pubblica e dei media. %ifatti si concentra sui comportamenti che possono portare a gradi maggiori di cooperazione tra stati, riducendo i conflitti. ?rede nella teoria della pace democratica sostenendo che le democrazie liberali sono avverse alla guerra perch- richiesto il consenso dell'opinione pubblica. #n 8uesto senso ritengono corretto il modello pluralista. : livello internazionale le rivendicazioni liberali sono state spesso associate con il progressivo allargamento dei valori liberali, tramite anche la proiezione di soft poFer attraverso la tecnologia. :ltri argomenti liberali riguardano la tendenza di #nternet a delegittimare il controllo degli <tati autoritari sulla popolazione e all'effetto liberatorio che ha la globalizzazione nel mondo. :ffermano inoltre che un ruolo fondamentale nella creazione della dottrina dell'intervento umanitario stato dato dei media e dalle descrizioni delle sofferenze della popolazione. Approcci critici Cli approcci critici come 8uello marBista sono simili empiricamente a 8uello realista. =ntrambi affermano la sottomissione dei media allo strato, ma per gli approcci critici ci' dipende dalla struttura politica ed economica dominata dalle -lite, non dagli interessi statali. #l ruolo dei media 8uindi mantenere l'ineguaglianza propagando gli interessi delle -lite. #l cuore delle critiche radicali consiste nel fatto che i media perpetuano l'immagine delle democrazie come benigne e pacifiche mentre in realt, sono guidate da interessi economici e obiettivi politici che le portano anche ad adottare politiche violente. # media non sono 8uindi autonomi ma mobilitano la popolazione in supporto all'azione governativa, legittimando il modello elitario e non 8uello pluralista. ?onclusione: nuove tecnologie e (guerra al terrore) +ecentemente ci si chiesti come il ruolo dei media sia stato influenzato dalla proliferazione di nuove forme di comunicazione come internet e tv globali come la ?;;, ma anche come sia diminuita l'influenza a causa di nuove politiche problematiche come la guerra al terrore.

Nuove tecnologie L'emergere di nuove forme di comunicazione come internet ha pluralizzato le relazioni tra media, pubblico e stato, rendendo i governi meno capaci di manipolare idee e informazioni. 0ueste affermazioni supportano il modello liberale andando contro il modello realista e marBista. /uttavia l'evidenza empirica che gruppi marginalizzati siano effettivamente diventati piE potenti a causa dello sviluppo tecnologico scarsa, e la maggior parte dei media americani rispondono ai problemi in maniera congeniale al governo $torture in #ra8 solo da parte di pochi soldati ecc.". "a /guerra al terrore1 &n altro dibattito riguarda l'impatto che ha avuto la politica di guerra al terrore nel limitare l'autonomia dei media dal governo. <econdo alcuni studiosi la guerra al terrore ha sostituito la minaccia comunista tipica della guerra fredda, dando ai giornalisti un modo per interpretare gli eventi globali e giustificare una politica piE interventista, confermando le teorie realiste e gli approcci critici. ?omun8ue la si pensi, il ruolo dei media rimane importante nelle teorie delle +#, sia come se visto come una costrizione all'azione dello stato $liberali", sia come fonte di mobilitazione $realismo", sia come meccanismo attraverso il 8uale si perpetua il dominio delle -lite $approcci critici".

IL PRIMATO DELLA SICUREZZA NAZIONALE


#ntroduzione La sicurezza nazionale un concetto chiave nella politica estera ed uno degli obiettivi primari di uno stato. /uttavia un termine che si presta a molte interpretazioni. La definizione standard 8uella protezione dello stato nazione dalle minacce esterne sotto forma di attacchi militari. /uttavia ci' non esaurisce tutte le possibili spiegazioni. La sicurezza solo contro minacce militari o dovrebbe includere anche salute, economia e sviluppoH ?hi si vuole difendeH Lo statoH La famigliaH Cli individuiH #l concetto di sicurezza umana pone l'accento sulla difesa degli individui, sollevando 8uestioni 8uando lo stato stesso pu' rappresentare una minaccia alla sicurezza dei suoi cittadini $Libia e <iria". #noltre, cosa si intende per minacciaH La visione realista di vedere le minacce solo come uso della forza militare anti8uata, poich- in un mondo globalizzato possono venire dal terrorismo, dalle privazioni economiche e dalla cyberguerra. %a dove vengono le minacceH Aentre per i realisti sono solamente esterne allo stato, dipendenti dall'anarchia del sistema, i teorici critici si concentrano anche su minacce interne come povert,, degrado e repressione dei diritti umani. +ealismo e sicurezza nazionale <econdo il realismo l'obiettivo fondamentale della politica estera di uno stato riguarda la sua sopravvivenza, e 8uindi la sicurezza nazionale. Statismo lo stato l'attore principale e la sovranit, il suo tratto distintivo. Buzan sostiene che lo stato sia centrale per il concetto di sicurezza e che difenda i 7 elementi da cui composto: !" base fisica $popolo e territorio" ." idea di stato $nazionalit, e ideologia" 6" istituzioni $governo" 7" sovranit, Aentre internamente lo stato ha monopolio legittimo dell'uso della forza, esternamente in una situazione di parit, con altri stati sovrani, che porta ad insicurezza, pericoli e minacce. # realisti strutturali attribuiscono competizione e guerra all'assenza di un governo mondiale e alla distribuzione di potenza relativa del sistema internazionale. L'anarchia vista come un sinonimo dello stato di guerra, intesa come conflitto sempre possibile.

Sopravvivenza La priorit, di uno stato assicurare la propria sopravvivenza. # realisti credono che la guerra, poich sempre possibile, porta gli stati a temersi tra loro. #noltre, poich- la maggior parte degli stati ha un certo potenziale bellico e c' incertezza nei confronti delle intenzioni degli altri stati, si ha l'incentivo a massimizzare la propria potenza per garantirsi sicurezza. Aa cosa si intende per potenzaH *er i realisti strutturali definita in termini di capacit,, ovvero la somma degli attributi nazionali come popolazione, territorio, forza militare. # realisti classici come Aorgenthau includono anche elementi non tangibili come carattere nazionale e morale e 8ualit, della diplomazia. ?i sono anche controversie riguardo al fatto se gli stati siano massimizzatori di potenza o meno. *er il realismo difensivo gli stati sono massimizzatori di sicurezza, credono che la potenza vada perseguita nelle giuste misure perch- politiche espansionistiche porterebbero a un bilanciamento di potenza con diminuzione della sicurezza. # realisti offensivi invece credono che gli stati siano massimizzatori di potenza e che la struttura anarchica porta a cercare di raggiungere il massimo livello di potenza per poter garantire la sicurezza. Auto+aiuto La sicurezza nazionale un problema individuale. >gni stato deve assicurarsi autonomamente la propria sopravvivenza nel sistema internazionale, ed poco prudente affidarsi per la sicurezza ad altri attori o ad organizzazione internazionali. La possibilit, di raggiungere la sicurezza dipende sia dalle capacit, dello stato che da 8uello che faranno gli altri attori. &n problema noto il dilemma della sicurezza, il continuo accumulo di potenza di uno stato pu' portare un altro stato a credere che abbia intenzioni aggressive anche se magari accumula potenza solo per difendersi, scatenando una corsa agli armamenti con tensioni sempre maggiori. #l bilanciamento di potenza un altro degli assunti del realismo: se una potenza tenta di diventare l'egemone del sistema internazionale, gli altri stati si alleeranno tra loro in modo da controbilanciare la potenza e ristabilire l'e8uilibrio del sistema. <tudi sulla sicurezza nazionale L'assetto della guerra fredda ha aiutato l'affermarsi del primato della sicurezza nazionale, soprattuto con l'introduzione delle armi nucleari. Aentre nei primi anni del '922 si tentava di giungere alla sicurezza focalizzandosi su istituzioni internazionali come la <dn, il disarmo e la sicurezza collettiva, con l'avvento della ## II prende il sopravvento il paradigma realista che si concentra sulle capacit, militari. L'avvento delle armi nucleari alla formulazione di teorie come la mutua deterrenza nucleare basata sulla mutua distruzione assicurata in caso di attacco atomico da parte di una delle due superpotenze. >ggigiorno il realismo ha meno importanza riguardo agli studi sulla sicurezza per 6 motivi: !" La rivalutazione del pensiero su armi nucleari e sicurezza nazionale: poich- nessun attore razionale si suiciderebbe, le armi atomiche non hanno potenziale militare per essere sfruttate. ." &na nuova generazione di studiosi che si oppone al concetto realista di sicurezza basato sulla minaccia militare. 6" una nuova visione di sicurezza riguardante l'umanit,, che ha sostituito 8uella statale. <icurezza nazionale e grande strategia americana *er grande strategia si intende la visione generale degli obiettivi di sicurezza nazionale di uno stato e la determinazione dei mezzi migliori per raggiungerli. #l processo articolato su tre livelli: #nizialmente si determina 8uali sono gli obiettivi vitali di sicurezza, poi si identificano le fonti di minaccia a 8uesti obiettivi e infine si cercano le risorse politiche, economiche e militari che possono essere utilizzate per raggiungere gli obiettivi. %alla fine della guerra fredda c' stato un dibattito su 8uale sia la miglior grande strategia per gli <tati &niti considerandone tre: il neoisolazionismo, il

liberalismo internazionale e il primato. Neoisolazionismo 0uesta politica stata adottata in un periodo in cui l':merica non era coinvolta negli affari degli altri <tati e non aveva il ruolo di egemone globale. +itiene che il metodo migliore per preservare la sicurezza nazionale sia perseguire i propri interessi nazionali in termini di protezione del territorio e delle persone, oltre che di prosperit, economica. L':merica infatti sicura dalle minacce esterne a causa della sua posizione insulare, vicini deboli e immense capacit, militari e dovrebbe ridurre la sua presenza in =uropa e in :sia. %ovrebbe smantellare la ;ato, rimuovere le truppe da <tati come Ciappone e Cermania, ridurre le spese della difesa e concentrarsi su interessi e bisogni americani per preservare la propria sicurezza. Le critiche maggiori sono arrivate dopo gli attentati dell'!! settembre, ma i neoisolazionisti hanno risposto che il terrorismo islamico legato alla presidenza degli <tati &niti nel Aedioriente e potrebbe essere una minaccia molto minore ritirandosi da 8uelle regioni. "iberalismo internazionale <econdo i liberali internazionalisti i neoisolazionisti sbagliano poich- la sicurezza dell':merica deriva dal fatto che ha esercitato un ruolo di leadership globale fin dalla fine della seconda guerra mondiale. L':merica ha interessi globali soprattutto nel mantenimento della pace e nel rispetto dei diritti umani, poich- violazioni in una parte del mondo possono rapidamente espandersi nelle zone limitrofe. Cli stati uniti in un mondo globalizzato non sono immuni dalle minacce militari e per combattere minacce globali come il terrorismo e il cambiamento climatico hanno bisogno della cooperazione degli altri stati. La sicurezza americana richiede 8uindi un ruolo attivo nella pace mondiale, nel libero scambio, nell'espansione della democrazia e dei diritti umani. 0uesta strategia strettamente legata al liberalismo, soprattutto nei suoi tre elementi chiave, ovvero democrazia, interdipendenza tra stati e ruolo delle istituzioni. Primato La strategia del primato punta a difendere la posizione americana come potenza preminente del sistema internazionale. %alla fine della guerra fredda l':merica la sola superpotenza del sistema internazionale, e poich- ci' porta ad una posizione estremamente vantaggiosa si dovrebbe prevenire l'emergere di 8ualsiasi altra potenza che vuole sfidare l'egemonia americana. *er far ci' bisogna avere truppe in 8ualsiasi angolo del mondo, limitare l'ascesa di potenze come ?ina e #ran e assicurare sicurezza agli alleati. ?i sono differenze tuttavia con i liberali internazionalisti: #nterventi per allargare la democrazie o difendere i diritti umani non sono vitali per la sicurezza nazionale americana. ;on sempre necessaria la cooperazione ma agire unilateralmente pu' avere dei benefici. Le istituzioni agiscono piE come costrizioni che come aiuto nel raggiungere la sicurezza nazionale americana. ?' evidenza che gli <tati &niti abbiano usato una politica estera basata sulla strategia del primato, ma ci si chiede se 8uesta sia sostenibile nel lungo periodo. %ifatti, stati egemoni impauriscono gli altri attori del sistema politico internazionale, portandoli ad aumentare il loro capacit, militari. #noltre l'egemonia potrebbe portare a spinte imperialiste e a guerre non necessarie. ?onclusione # realisti credono che la sicurezza dello stato consista nella sua protezione fisica e per raggiungerla sia necessario accumulare potenza. /uttavia ultimamente ci si soffermati anche sul primato dei diritti individuali su 8uelli dello stato. #nfine, lo studio delle grandi strategie rivela che ci sono differenti politiche estere che possono essere adottate per raggiungere la sicurezza nazionale.

LEADERS-IP ECONOMICA
#ntroduzione # governi hanno a disposizione vari strumenti per ottenere obiettivi di politica estera, come 8uelli diplomatici, militari od economici. 0uelli economici possono essere negativi, come sanzioni, oppure positivi, come relazioni economiche. *ossono inoltre essere unilaterali oppure multilaterali. <trumenti economici sono stati utilizzati sempre di piE durante il QQ secolo con l'aumento dell'interdipendenza, soprattutto dalle grandi potenze come gli &<:. Le ;& hanno usato raramente 8uesto strumento durante la guerra fredda $<udafrica e +hodesia", mentre dalla sua fine sono risultate piE attive applicando sanzioni ad #ra8, <omali, Libia, <erbia, +uanda ed #ran. <pesso le sanzioni economiche sono usate insieme ad altri tipi di strumenti diplomatici e militari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Leadership economica: strumenti e obiettivi # governi hanno molti strumenti a loro disposizione per esercitare leadership economica, tra cui restrizioni sui commerci. <tati che si basano molto su import ed eBport sono molto vulnerabili a 8uesto tipo di politiche $>pec !9G6, ;u vs #ra8, &sa vs ?uba". Le sanzioni finanziare sono diventate sempre piE popolari, comprendendo tagli sugli aiuti economici e militari, congelamento degli assetti finanziari dei governi e restrizioni sugli investimenti esteri. =sistono anche le sanzioni monetarie, ovvero la vendita e l'ac8uisto di grandi 8uantit, di moneta per influenzare il tasso di cambio. # governi usano le sanzioni economiche per raggiungere alcuni obiettivi politica estera come l'alterazione della politica interna di altri stati o il comportamento di 8uesti nello scenario internazionale $;u, vs #ran e Libia, no terrorismo". Le sanzioni talvolta mirano anche ad un cambiamento di regime $<udafrica, +hodesia, ?uba". %all'altro lato i governi possono incrementare gli aiuti, incoraggiare gli investimenti esteri o supportare la moneta di un paese se in cambio di determinati comportamenti di politica estera $piano Aarshall". <anzioni economiche: non sempre di successo, ma ancora utili La brutalit, della guerra moderna ha portato la diplomazia a concentrarsi su forme differenti di risoluzione dei conflitti, come le sanzioni economiche. 0ueste sono state utilizzate fin dall'avvento della <ociet, delle nazioni, tuttavia con scarsi risultati: &sate per la prima volta contro l'#talia che invase l'=tiopia, la loro mancata incisivit, port' all'umiliazione della societ, delle nazioni. %opo la seconda guerra mondiale vennero applicate sanzioni da parte degli <tati occidentali ad unione sovietica, ?ina, <udafrica, +hodesia del sud e ?uba, con risultati molto discutibili. Perch4 5 di$$icile che le sanzioni abbiano successo? Le sanzioni economiche puntano a un cambiamento politico creando divisioni nel governo oppure mobilitando la popolazione sofferente. /uttavia incontrano diversi problemi: !" %ifficolt, nell'applicazione: <pesso gli stati vittime di sanzioni economiche cambiano semplicemente partner economici come ha fatto ?uba nei confronti dell'unione sovietica o come la Dugoslavia verso i paesi non comunisti. ." L'applicazione di sanzioni spesso non porta a cambiamenti politici ma viceversa a radicalizzazioni poich- la popolazione vede le sanzioni come un attacco alla propria patria. 6" Le sanzioni possono risultare costose anche per chi le applica se ha interessi e interdipendenze economiche con lo <tato sanzionato.

7" Le sanzioni possono creare problemi nell'opinione pubblica se portano alla sofferenza di vittime innocenti come la popolazione civile. <oprattutto 8uest'ultimo problema ha portato all'applicazione di sanzioni intelligenti che limitano i danni alla popolazione concentrandosi sul regime come il congelamento di conti bancari e limiti di espatrio. *erch- i governi trovano le sanzioni ancora utili # governi trovano le sanzioni economiche ancora strumenti utili di leadership perch- aiutano nel raggiungimento di certi obiettivi minori. %ifatti, seppur gli obiettivi primari sono spesso disattesi, 8uelli secondari vengono la maggior parte delle volte raggiunti $non si ferma l'avanzata economica dell'&rss ma si rende difficile la sua ac8uisizione di nuove tecnologie". #noltre i governi usano le sanzioni economiche come parte di una strategia di politica estera piE ampia che coinvolge anche altri strumenti compreso l'eventuale uso della forza $#ra8 !992". #nfine vengono usate se sono l'unica alternativa disponibile o la meno sgradita $<anzioni vs &rss che invade :fghanistan, non si pu' rimanere indifferenti pena delegittimazione in Aedioriente ma neanche ### II". Le sanzioni hanno piE successo 8uando gli obiettivi sono modesti, lo stato colpito piccolo e debole e i sanzionatori supportano pochi costi. 6uanto conta la $ine della guerra $redda? Le sanzioni economiche sono state sempre piE fre8uenti dopo la fine della guerra fredda. /uttavia non sono riuscite ad essere piE incisive nonostante i cambiamenti dell'economia globale portati dalla globalizzazione e al nuovo ambiente internazionale piE partecipativo. %ifatti, nonostante la fine della divisione tra =st e ovest abbia aperto le possibilit, a una collaborazione tra grandi potenze, 8ueste non sono state in grado di avere una politica estera condivisa per lungo tempo nei confronti dei paesi sanzionati. La globalizzazione invece, sebbene abbia reso la diversificazione della produzione molto piE complicata e gli stati piE vulnerabili alle sanzioni economiche, ha anche aumentato la possibilit, di sviluppare mercati alternativi verso <tati che non aderiscono agli embarghi. Le sanzioni inoltre portano spesso al risultato di colpire la popolazione civile ma non le elite al potere e 8uindi non apportano significativi cambiamenti politici. #nfine, sebbene le democrazie siano piE inclini a cambi di regime dati dalle sanzioni economiche poich- devono rispondere del consenso del popolo, c' sempre la possibilit, dell'emergere di nazionalismi che legittimerebbero maggiormente il governo in carica. #ncentivi economici: uno strumento di leadership sottovalutatoH Cli incentivi economici positivi sono promesse di benefici economici per indurre un cambiamento nel comportamento di uno <tato. *ossono essere di due tipi: !" ?ollegamento tattico: +iguarda la promessa di specifiche concessioni economiche in cambio di specifici cambiamenti nella politica estera o interna. ." ?ollegamento strutturale: +iguarda un coinvolgimento di lungo termine con benefici economici che portano alla riconfigurazione degli interessi politici di un paese. #l collegamento strutturale incondizionato, ci si aspetta un cambiamento spontaneo della politica a causa delle manovre economiche intraprese. Aentre i collegamenti tattici lavorano a un livello immediato, 8uelli strutturali agiscono a un livello piE profondo in modo da formare un esercizio di influenza su un determinato paese di lungo periodo. La fine della guerra fredda ha portato ha una riscoperta degli incentivi economici a causa della maggiore cooperazione economica, dimostrata dalle politiche di &sa ed &e nei confronti della +ussia e nei paesi dell'=uropa dell'est a favore di una maggiore integrazione economica. "eadership economica positiva e negativa ?i sono buone ragioni per supporre che le misure economiche positive abbiano piE risultati di 8uelle negative. ;on ispirano resistenze e risentimento, non provocano nazionalismi ma tendono a

far cooperare governi, al contrario di 8uelle negative. # lati negativi riguardano la possibilit, di continue richieste di pagamenti oltre che a ripercussioni sul piano politico a causa delle relazioni con stati considerati nemici. *ossono tuttavia essere utilizzati come strumenti complementari di politica estera per ottenere cambiamenti nello status 8uo. #nterdipendenza economica: fonte di armonia politica o conflittoH ?i si spesso chiesto se l'interdipendenza economica porti a relazioni piE pacifiche tra gli <tati. # liberali affermano che l'interdipendenza economica diminuisca le possibilit, di conflitto poichaumentano i costi, mentre i realisti affermano il contrario poich- le frizioni politiche sono molto piE probabili. *oich- c' supporto empirico per entrambe le posizioni, piE utile cercare le variabili che spieghino le circostanze in cui l'interdipendenza economica porta alla pace o alla guerra. :lti livelli di interdipendenza possono portare rispettivamente pace o guerra a seconda delle aspettative dei decisori politici, sia a livello economico che militare. ?onclusione 0uesto capitolo ha esposto 8uattro argomenti: !" K difficile che le sanzioni economiche raggiungano i maggiori obiettivi di politica estera. ." # governi le trovano comun8ue utili per segnalare le proprie intenzioni o come strumento complementare ad altri di politica estera. 6" L'uso di incentivi economici positivi potrebbe portare risultati maggiori. 7" ;on c' una risposta univoca sul fatto che l'interdipendenza economica porti piE pace o piE guerra.

DOVERI FUORI DAI CONFINI


#ntroduzione La maggior parte delle analisi politica estera vedono lo <tato come interessato esclusivamente ai propri interessi, basandosi sulla realt, empirica e su un richiamo normativo. =mpiricamente si pu' notare che la maggior parte degli <tati conduce una politica estera che massimizzi la propria sicurezza. #l richiamo normativo che i governi dovrebbero superare 8uesta visione e proteggere gli interessi del popolo. #l fatto che ultimamente gli <tati impegnino molte risorse al di fuori dei propri confini per l'aiuto ai paesi poveri o in interventi umanitari un'anomalia che contrasta con il pensiero che siano interessati esclusivamente propri interessi. &no dei motivi di 8uesto coinvolgimento dato dalla forte interdipendenza e dall'intensificazione delle connessioni transnazionali. %overi fuori dai confini Cli individui hanno obblighi e responsabilit, morali tra loro. Cli studiosi di relazioni internazionali pensano che i doveri e diritti si fermino sui confini degli <tati ed esistano solamente tra <tato e cittadini. ?i' perch- esiste un contratto sociale tra <tato e cittadini e perch- i confini territoriali delineano la comunit, con la 8uale si condivide storia e identit,. &n'altra prospettiva non limita gli obblighi dello stato solo sul territorio di cui sovrano, poichesistono anche principi etici e morali come la promozione di diritti umani o l'aiuto a popolazioni in difficolt, che riguardano il concetto di umanit, intera. #l concetto di umanitarismo si evoluto nel tempo per molte ragioni: Le crescenti relazioni tra organizzazioni di attivisti, i governi che credono che sia nei loro interessi aiutare popolazioni fuori dai propri confini, crescenti forme di interdipendenza e connessioni transnazionali creano nuovi modi di giudicare la politica estera degli <tati, creando un senso di comunit, con persone di altri stati.

/eorie di politica estera e doveri fuori dai confini Le teorie standard sottostimano l'esistenza di doveri fuori dai confini: # realisti credono che gli <tati non debbano avere doveri verso gli altri poich- l'interesse nazionale 8uello di proteggere la nazione e, in assenza di un'autorit, superiore, ogni <tato deve difendersi da solo. =siste una comunit,, ma confinata dentro lo <tato. 0uesto principio porta a due conseguenze: !" Lare attenzione 8uando uno <tato ne aiuta un altro, poich- spesso lo far, nei propri interessi $5ietnam@?ambogia, #ndia@*akistan, interventi umanitari provocati da interessi geostrategici". ." *oich- la funzione di uno stato 8uella di difendere l'interesse nazionale, non ce guadagno nello sperperare le risorse aiutando gli altri <tati. #l liberalismo invece afferma che ci sono molti motivi per i 8uali gli stati dovrebbero avere doveri fuori dai propri confini: !" L'influenza della politica domestica e dei gruppi di pressione pu' modificare la politica estera di uno <tato $Cruppi antischiavitE in CB". ." L'interdipendenza e lo sviluppo di tecnologie rende le persone piE empatiche nei confronti dei popoli in difficolt,. 6" L'identit, liberale porta a un senso di obbligazione verso gli altri a causa di una credenza nella ragione umana, autonomia e libert,. ?i' ha portato a giustificare il colonialismo e gli interventi umanitari in 8uesta ottica, mentre molti critici sostengono che sia parte di un progetto imperialista. # costruttivisti analizzano come l'identit, di uno <tato formi i suoi interessi e come 8uesti siano influenzati dalla societ, internazionale. :nche loro credono che ci siano doveri fuori dai confini: !" Cli interessi statali non sono dati solo da sicurezza ma anche da principi come gli interessi per i diritti umani e la democrazia. ." Cli stati sono interessati alla propria reputazione e agiscono in modo da farsi rispettare difendendo principi universali. 6" =siste una comunit, transnazionale che pu' anche essere a livello regionale. Le teorie dei decisori infine si concentrano sui processi che portano a prendere determinate decisioni ed esaminano le ragioni date per vedere se si conformano alle aspettative della teoria. Le politiche estere stanno diventando piE generose e gentiliH ?' sempre piE evidenza che gli <tati esse siano motivati ad aiutare le popolazioni straniere, come si pu' notare dagli interventi umanitari e dalle mobilitazioni di movimenti cittadini nei confronti dei diritti umani. ?ome si spiega tutto ci'H <econdo i realisti bisogna trovare i veri motivi che riguardano sempre sicurezza, potenza e benessere. <pesso azioni etiche esse servono ad avanzare l'interesse nazionale e comportamenti da benefattori aumentano il prestigio degli <tati. Cli stati non si aiutano mai senza ricevere nulla in cambio. <econdo i liberali ci' dovuto a vari sviluppi soprattutto nella globalizzazione che porta i cittadini ad interessarsi a ci' che accade nel mondo. Le organizzazioni umanitarie riescono 8uindi a mobilitare la popolazione domestica per fare pressione sui governi affinch- reagiscano alle sofferenze di altri popoli. # costruttivisti credono che le crescenti interconnessioni della societ, internazionale abbiano un impatto sugli interessi e sull'identit, degli <tati. *oich- gli <tati democratici che rispettano le regole del diritto sono piE stabili e rispettosi dei diritti dei propri cittadini, c' una crescente promozione di democrazia e diritti umani perch- ci' aumenta la sicurezza dell'intero sistema internazionale. #noltre la crescente interdipendenza e la centralit, dei diritti umani ha formato l'opinione di molti leader nazionali sulla propria politica estera. La tragedia del +uanda #l caso del +uanda un esempio dell'inefficienza che ha avuto l'>nu in 8uesta vicenda. ;onostante

l'uccisione di 122.222 persone in poco piE di tre mesi, l'>nu ridusse le sue unit, e gli ordin' di non proteggere la popolazione. #n +uanda c'erano due gruppi etnici, gli 3utu e i /utsi. # /utsi erano la minoranza ma la classe sociale dominante, mentre gli 3utu erano la maggioranza ma su un gradino economico piE basso. 0uesta distinzione si perpetr' anche durante il mandato coloniale belga, aumentando il conflitto tra gruppi etnici. 0uando il +uanda divento indipendente nel !99!, gli 3utu presero il potere. L'instabilit, politica si perpetr' e arriv' al culmine nel !997 con l'uccisione del presidente. L'>nu non pot rinforzare la missione di peacekeeping a causa della riluttanza degli stati, 8uindi per evitare di mettere a rischio il suo contingente inutilmente fu costretta a ridurla. Cli stati non vollero mandare truppe perch- c'erano pochi interessi nel salvare i cittadini del +uanda. La decisione degli <tati &niti pu' essere fatta risalire sia ai suoi scarsi interessi economici nello <tato, sia al recente intervento in <omalia che aveva portato alla morte di !1 soldati e a un rapido ritiro a causa delle proteste dei cittadini. ?'erano 8uindi poche ragioni per farsi coinvolgere nuovamente in un conflitto di tipo umanitario. L'inattivit, davanti al massacro non preoccup' n- #L congresso n- l'opinione pubblica. # media iniziarono ad interessarsi della vicenda a causa dei milioni di rifugiati nei paesi confinanti, portando ad aiuti umanitari da parte della comunit, internazionale. L'inattivit, del consiglio di sicurezza lo delegittim' fortemente e port' il segretario generale delle ;azioni &nite Jofi :nnan a considerare l'adozione di una dottrina dell'intervento umanitario. La dottrina della responsabilit, di proteggere afferma che 8uando lo <tato non in grado di proteggere i propri cittadini, deve farsene carico la comunit, internazionale. Libia: caso di interessi o responsabilit,H # movimenti di protesta in Libia sono da ricondurre al contesto delle primavere arabe, che ha colto di sorpresa sia i leader autocratici che 8uelli delle democrazie occidentali. Cli &sa si sono trovati a dover scegliere tra una serie di alleanze come Bahrain ed =gitto e la spinta dei loro ideali democratici e di rispetto dei diritti umani. &na politica estera cauta divenne impossibile dopo le violente repressioni di Cheddafi sulla popolazione in Libia, che spinsero a un intervento per proteggere i civili sostenuto addirittura dalla Lega :raba. L'amministrazione >bama rispose che l'intervento, oltre ad essere nei suoi interessi, era anche a salvaguardi dei diritti umani, con appello al genocidio del +uanda e alla dottrina della responsabilit, di proteggere. ?onclusione Cli stati sono 8uindi spesso combattuti tra il primato dell'interesse nazionale e i principi etici e morali. ?on la globalizzazione si tuttavia prodotto un insieme di regole e principi che lega le societ,, un'internazionalizzazione dell'etica. ?' 8uindi l'aspettativa che gli stati non perseguano solo i propri interessi nazionali ma anche gli interessi etici delle persone, creando spesso un chiasmo tra 8uesti.

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INSEGNARE CASI DI POLITICA ESTERA
#ntroduzione <tudiare casi concreti di politica estera pu' essere utile per coinvolgere maggiormente gli studenti e farli imparare a pensare in maniera critica 0uali sono le differenze tra un caso ricerca e un caso insegnamentoH La differenza principale tra un caso ricerca e un caso insegnamento che 8uest'ultimo richiede una discussione tra gli studenti per trovare la risposta tramite un processo di confronto, mentre nel caso

ricerca 8uesta viene gi, fornita. &n buon caso insegnamento deve avere le seguenti caratteristiche: nessuna soluzione ovvia un'accurata descrizione dei punti focali abbastanza informazioni per consentire un'analisi ampia delle posizioni abbastanza pezzi per sviluppare un pensiero critico sullo sviluppo delle situazioni abbastanza informazioni iniziali per capire come funziona un processo di politica ?asi retrospettive e di decisioni forzate =sistono due tipi di casi studio: casi retrospettivi e casi di decisioni forzate. 0uelli retrospettivi presentano la storia di un determinato evento dalla prospettiva dei suoi attori piE rilevanti in maniera molto dettagliata, focalizzandosi sugli interessi e sulle decisioni prese. # casi di decisione forzata incoraggiano gli studenti a trovare risposte a problemi complessi, esponendo un problema senza risposte ovvie giuste. Lo studente deve poi analizzare le domande e decidere come avrebbe agito analizzando costi e benefici delle sue decisioni. #mparare riguardo ai processi di politica estera con i casi =ntrambi i tipi di casi studio possono esse usati per imparare i processi decisionali politici. ?i sono 8uattro fasi del processo di politica estera: La prima la fase iniziale, dove ci si interessa agli attori che portano i problemi all'attenzione dei policy makers, come le >ng o i media. La seconda fase riguarda la formulazione della politica, che coinvolge agenzie burocratiche o branche del governo. La terza fase 8uella dell'implementazione che descrive come agenzie e individui portano avanti la linea politica. L'ultima fase 8uella di valutazione, dove le commissioni parlamentari rivedono il processo di politica estera e apportano aggiustamenti alla linea intrapresa. ?on i casi studio gli studenti sono in grado di entrare nei processi politici e capire come i decisori politici pensano ed agiscono. &n'altro obiettivo dell'analisi l'esplorazione degli aspetti critici delle politiche estere e il modo in cui la politica interna influenza 8uella estera. #nfine sono anche utilizzati per presentare la storia dalla prospettiva degli attori chiave del processo. /estare le teorie di medio raggio Lo studio dei casi d, la possibilit, di studiare le teorie applicate non solo basandosi sui livelli di analisi ma anche di struttura. <i pu' osservare come le variabili interagiscono sui 8uattro livelli di analisi $individuale, domestico, sistemico e globale" e come influenzano le decisioni. *er spiegare la politica estera bisogna considerare le decisioni individuali e come la politica domestica ed economica contribuisce a 8uello che i leader decidono, in contrasto con i neorealisti. ?onclusione: perch- i casi funzionano cosM bene # casi studio non sono solo discussioni aperte ma ci si concentra sulla struttura della discussione per incoraggiare gli studenti a esplorare problemi sia teorici che pratici, interagendo ed aiutandoli a pensare criticamente riguarda al comportamento degli stati.

LA CRISI DEI MISSILI DI CUBA


#ntroduzione La crisi dei missili di ?uba stato il momento in cui l'umanit, stata piE vicino allo scoppio di una guerra nucleare tra <tati &niti e +ussia.

>perazione :nadyr #l governo sovietico inizi' a fornire di armi ?uba dal !949, fino esse ad arrivare all'installazione di missili di raggio medio e intermedio con testate nucleari nel !99.. Le decisioni venivano prese dal comitato di governo sovietico, ma i dettagli erano delegati a specifiche organizzazioni. <ebbene il trasporto fino a ?uba delle testate nucleari fosse stato un successo, nel momento dell'installazione vennero a crearsi primi sospetti che gli <tati &niti si fossero accorti dei movimenti gi, dal !1 ottobre. #l .. ottobre il ?remlino pensava che Jennedy stesse per annunciare l'invasione di ?uba, ma fortunatamente agM maniera conservativa e non autorizz' l'utilizzo di armi nucleari senza autorizzazione da Aosca. *erch- i missili: 7 ipotesi 0uando il !4 e il !9 ottobre l'amministrazione Jennedy scoprM l'installazione dei missili sovietici a ?uba si chiese perch- la +ussia si stesse prendendo un simile rischio di confronto nucleare, formulando 8uattro principali ipotesi. Ipotesi #! di$esa di Cuba <i potrebbe pensare che l'unione sovietica abbia fornito i missili a ?uba poich- suo alleato a rischio invasione in modo da potenziarne le difese, come ha sostenuto Jhrushchev. /uttavia 8uesta spiegazione non regge ad un esame piE attento: <e l'obiettivo fosse stata la deterrenza, sarebbe stato piE adeguato l'impiego di truppe sovietiche sul suoloN :nche in caso di deterrenza nucleare si sarebbe potuto optare per missili a raggio piE corto, con costi minori, piE facilit, di trasporto e meno probabilit, di essere scopertiN #nfine 8uesta mossa rese la posizione di ?uba piE pericolosa al posto che piE sicura. Ipotesi %! politiche di guerra $redda *oich- il cuore della guerra fredda stata la competizione globale tra valori americani e sovietici, si potrebbe pensare che la +ussia abbia voluto estendere il suo potere globale con 8uesta mossa. Cli esperti americani dell'intelligence supposero che l'obiettivo fosse di dimostrare che il bilanciamento di forza era dalla parte dell'unione sovietica e l'inattivit, e gli <tati &niti avrebbe aggravato 8uesta situazione. Jennedy disse che l'unione sovietica voleva dimostrare che era capace di supportare rivoluzioni comuniste, ridefinire il contesto della situazione di Berlino e dare uno scacco politico agli &sa. /uttavia 8uesta tesi ignora cin8ue aspetti chiave: !" *erch- testare le intenzioni americane subito dopo la loro presa di posizione su Berlino del !99!H ." *erch- agire su una scala cosM ampia se si hanno solo obiettivi politiciH 6" La dimensione degli armamenti non rese possibile renderli operativi, mettendo a rischio la manovra. 7" *erch- lanciare 8uesta provocazione proprio nell'autunno del !99.H 4" *erch- scegliere ?ubaH Ipotesi *! potenza dei missili #l !9 ottobre Jennedy prov' anche pensare che la motivazione dell'unione sovietica fosse un bilanciamento di potenza strategico. La +ussia aveva un problema di vulnerabilit,, a causa dei pochi missili in grado di colpire il suolo americano e un arsenale nucleare nettamente inferiore agli <tati &niti. *er risolvere il problema si potrebbe supporre che si dovevano spostare le armi nucleari in un posto da dove poter colpire l':merica. /uttavia 8uesta tesi ha due obiezioni: !" *erch- Jrusciov aveva cosM tanta urgenza nel ribilanciare l'e8uilibrio di potenzaH ." *erch- Jrusciov era disposto a prendersi cosM tanti rischi per risolvere il problemaH Ipotesi 7! 2erlino +vittoria- trattativa o trappola

Jennedy suppose anche che il problema riguardasse Berlino. Jrusciov avrebbe usato i missili per risolvere il problema di Berlino, poich- se l':merica non avesse fatto niente sarebbe riuscito a spingere le potenze occidentali fuori da Berlino usando i missili a ?uba come deterrente. <e invece l':merica avesse reagito, si sarebbe potuta intraprendere una trattativa su ?uba e Berlino, avendo come risultato un'altra vittoria di Jrusciov oltre al risentimento degli alleati europei verso gli &sa. "e 7 ipotesi rivisitate Le ipotesi 6 e 7 sono le piE convincenti anche se non riescono a spiegare alcuni aspetti della vicenda: !" /utte le ipotesi si basano sul fatto che la +ussia abbia avuto l'intenzione di implementare la decisione installando difese aeree e inviando armi nucleari, ma le azioni sembrano inconsistenti con 8uesto piano a causa del timing sbagliato. ." Jrusciov aveva in programma una visita negli <tati &niti a novembre, 8uando i missili non sarebbero ancora stati operativi ed difficile ipotizzare perch- ci sia stato 8uesto fallimento di coordinazione. 6" *erch- il camuffaggio dell'operazione avvenuto solo per il trasporto e non anche per l'installazioneH 7" *erch- l'unione sovietica ha continuato nonostante gli avvisi ripetuti di JennedyH *erch- l'embargo americano Cli uomini della task force di Jennedy avevano opinioni molto differenti tra loro: Jennedy era determinato ad agire in fretta poich- un suo fallimento avrebbe convinto l'opposizione della sua incapacit, come leader e la maggioranza del suo partito avrebbe smesso di difenderlo. # capi di <tato maggiore erano a favore di un'invasione ma il loro presidente /aylor stim' fosse preferibile un attacco aereo. #l segretario di <tato avrebbe voluto agire per vie diplomatiche convincendo castro a cacciare i sovietici da ?uba. #nfine il segretario della difesa Ac ;amara propose l'idea di un embargo sulle armi destinate a ?uba. Jennedy si oppose all'idea di un attacco aereo improvviso paragonandolo a *earl 3arbour ed inoltre consider' che ci' avrebbe provocato un contrattacco su Berlino. #l consiglio era diviso tra attacco immediato aereo oppure embargo: Jennedy propose una soluzione mediata, prevedendo l'embargo accompagnato da un ultimatum a Jrusciov per la rimozione dei missili. #n caso di mancata risposta ci sarebbe stato un attacco aereo sui siti missilistici. 0uesta soluzione aveva notevoli vantaggi: era a met, strada tra un'azione aggressiva e la non azione, portava il possibile confronto su un terreno in cui l':merica era invincibile, 8uello navale nell'area caraibica e lasciava a Jrusciov la possibilit, di reagire senza fare nulla, ovvero fermando l'invio di ulteriori armi. L'embargo inizi' il .7 ottobre e la prima nave sovietica che approcci' la linea americana torn' indietro prima di iniziare un confronto. *erch- i sovietici ritirarono i missili da ?uba Jennedy rese chiaro che l'embargo era solo il primo passo verso un'escalation che avrebbe potuto portare ad attacchi aerei e ad un'invasione. Jrusciov, che pensava che l'invasione fosse imminente, prese con sollievo la decisione di un embargo. #n una lettera personale a Jennedy si disse favorevole alla rimozione dei missili in cambio della non invasione di ?uba. /uttavia, in una lettera pubblica il giorno dopo, pose un altra ulteriore condizione: la rimozione dei missili nato dalla /urchia. L'amministrazione Jennedy si chiedeva come agire, poich- la rimozione dei missili della /urchia sarebbe stata vista dagli alleati ;ato come un abbandono. ;el frattempo castro disse a Jrusciov che era imminente un'invasione e suggerM 8uindi di attaccare nuclearmente per primo, ricevendo un netto no. Jennedy nel frattempo rispose molto diplomaticamente che uno smantellamento dei missili a ?uba sarebbe stato il primo passo per un successivo accordo sulla rimozione di altri armamenti, come sarebbe avvenuto sei mesi piE tardi in /urchia e in #talia. #l .1 ottobre i leader sovietici annunciarono il ritiro dei missili da ?uba.

K importante notare che non fu tanto l'embargo a cambiare l'opinione di Jrusciov, 8uanto l'opinione che Jennedy fosse intenzionato ad agire in maniera molto piE decisa, senza temere un'escalation.

=pilogo: tre strutture concettuali per analizzare la politica estera &n esame piE attento della spiegazione di eventi come l'installazione dei missili a ?uba rivela strutture concettuali piE complesse: !" <ia analisti che gente comune pensano ai problemi di politica estera in termini di modelli concettuali che hanno conseguenze sui contenuti. *er spiegare un particolare evento non basta descrivere lo stato del mondo ma bisogna ricorrere ad un modello concettuale. ." La maggior parte degli analisti prevede i comportamenti dei governi in termini del modello dell'attore razionale $modello #" Cli eventi vengono visti come un atto unitario del governo, concentrandosi sugli obiettivi e sui mezzi che ha per raggiungerli. # modelli piE complessi includono anche calcoli sulla situazione nella 8uale il governo si trova e nella 8uale sceglier, l'alternativa che produce maggiormente i suoi interessi, considerando sia le opzioni che i costi@benefici stimati. *er spiegare un fenomeno Q: si assume: Q l'azione dello stato lo stato un attore unitario lo stato coerente lo stato agisce in relazione a minacce esterne lo stato massimizza le proprie azioni ci si chiede: 8uali sono le minacce e le opportunit,H ?hi l'attoreH 0ual il suo obiettivoH 0ual la miglior scelta per massimizzare l'obiettivoH 6" %ue modelli concettuali alternativi, il modello di comportamento organizzato $modello ##" e il modello di politica governamentale $modello ###" offrono la base per maggiori spiegazioni. <econdo il modello ## le scelte del governo sono il risultato delle scelte di organizzazioni che agiscono secondo stili di comportamento regolari. ?i si concentra sulle organizzazioni esistenti per ac8uisire informazioni, definire le opzioni e implementare il programma. #l modello spiegato 8uando si individuano le organizzazioni sovietiche rilevanti e si mostrano i modelli di comportamento organizzativi che hanno determinato l'azione. Le azioni dei governi non vengono considerate come individuali ma come il risultato di modelli organizzativi che si conformano a determinati comportamenti. 0uesto modello si differenzia molto dal modello #: nel modello # si parla di attori individuali $Jrusciov" o collettivi $&sa", mentre nel ## i soggetti sono le organizzazioni. #l modello ### si concentra sulla politica interna del governo e gli eventi non sono caratterizzati nda una scelta unitaria n- da organizzazioni. ;ell'analisi ci si chiede 8uale trattativa tra i decisori ha portato a una determinata decisioneH Le azioni sono il risultato delle trattative tra gli interessi diversi e conflittuali dei vari decisori politici. Aodello #: 0uali sono le circostanze che uno stato vede come minacce o opportunit,H 0uali sono gli obiettivi dello statoH 0uali sono le opzioni per risolvere il problemaH 0uali sono i costi e i benefici di ogni azioneH

0ual la scelta migliore dello statoH Aodello ##: %a 8uali organizzazioni composto il governoH 0uali capacit, e costrizioni hanno 8ueste organizzazioni nel produrre informazioni sulle minacce e sulle opportunit,H 0uali capacit, e costrizioni creano nel generare le opzioni richieste per l'azioneH 0uali capacit, e costrizioni stabiliscono per implementare la sceltaH 0uale organizzazione ha il vantaggio maggiore nel risultato che viene sceltoH Aodello ###: 0uali visioni e valori contano nel modellare le scelte e le azioniH 0uali fattori determinano le percezioni e le azioni dei decisoriH 0uali fattori determinano per ogni decisore l'impatto sulle sue scelteH 0ual il processo di aggregazione delle percezioni e delle preferenze che porta a una decisioneH 0uale decisori ha i maggiori vantaggi nella decisione presaH # migliori modelli di analisi cercano di conciliare tutti e 6 i modelli nelle spiegazioni. *er spiegare la crisi dei missili di ?uba ci si spesso affidati al modello #, affermando che: finch- la guerra nucleare sarebbe stata un mutuo suicidio nessuna l'avrebbe sceltaN a causa del loro vantaggio strategico gli &sa potevano iniziare azioni militari di basso livello senza rischiare un escalationN le crisi nucleari sono gestibili, se non sono in gioco interessi vitali e se i leader agiscono razionalmente. # modelli ## e ### sono piE cauti sull'impossibilit, di una guerra nucleare. <econdo il modello ## il risultato dato anche da rigidit, organizzative ed errori, oltre che ad una dose di fortuna $cosa sarebbe successo scegliendo un attacco militareH ?osa sarebbe successo se Jrusciov avesse sottovalutato le minacce di JennedyH". #l modello ### afferma che il processo che ha portato all'embargo emerso da molti fattori incerti $la composizione del gabinetto di decisori, la personalit, dei vari decisori". <econdo 8uesto modello i decisori possono fare scelte che possano realmente implicare un escalation di guerraN il processo di gestione della crisi oscuroN l'interazione tra attori pu' portare come risultato alla guerra.

CANADA E MINE ANTIUOMO, IL CASO DELLA SICUREZZA UMANA COME PRIORITA' DI POLITICA ESTERA
#ntroduzione Le mine antiuomo sono uno degli strumenti di morte piE subdoli, poich- rimangono attive anche dopo la fine di un conflitto e continuano a uccidere civili innocenti. /ramite ampia collaborazione i trattati che ne bannano l'uso erano stati firmati da !49 stati nel .22G. 0uesto il risultato di un processo di softpoFer che riuscito ad agire su scala globale ed stato visto come un modo differente di approcciarsi alla politica internazionale. #l processo di >ttaFa ha agito come precursore per limitare l'uso della forza, portando ad una visione nella 8uale non sono solo le grandi potenze a determinare la politica mondiale tramite l'uso della forza. #l banno sulle mine antiuomo fa parte di un processo interessato alla sicurezza umana, emerso nel principio sottoscritto nel .224 dall'>nu della responsabilit, di proteggere. #l contesto #l processo di >ttaFa il risultato dell'emergere di un gruppo di >;C che si interessarono a met, degli anni '92 delle devastazioni causate dalle mine antiuomo, mobilitando il sostegno dell'opinione pubblica. #l supporto degli stati stato tuttavia indispensabile, formando una coalizione di interessi basata sul principio della sicurezza umana.

Stati! stallo :gli inizi degli anni '92 il problema delle mine antiuomo viene posto all'attenzione di un significativo numero di stati, a cominciare dagli &sa. : 8uesti seguM il governo francese, che chiese una revisione della convenzione su certe armi convenzionali. ?linton davanti all':C chiede l'eliminazione delle mine antiuomo, e poco dopo Belgio e ;orvegia ne annunciano il banno. /uttavia la revisione della convenzione fu resa difficile dalle resistenze di alcuni stati come #ndia, ?ina e ?uba oltre ai membri permanenti del ?< che volevano avere piE controllo sulla discussione. 8ng! una strategia innovativa La mobilitazione delle >ng sulle mine antiuomo inizi' negli &sa, formando una forte lobby composta da gruppi di veterani del 5ietnam, croce rossa, varie >ng e molti individui vittime di mine antiuomo, che formarono la campagna internazionale per il bando delle mine antiuomo. La strategia fu 8uella di concentrarsi sul rischio delle mine per gli individui innocenti, spostando il confronto dalla sicurezza dello stato alla sicurezza umana e provocando un supporto pubblico a livello globale, nel 8uale gioc' un forte ruolo la documentazione della croce rossa. Cli attivisti delle >ng si concentrarono sul fatto che solo un bando avrebbe posto fine alle sofferenze umane, e ci' pose le basi per il processo di >ttaFa che port' in primo piano la sicurezza umana come nuova dinamica della struttura di sicurezza internazionale. Stati e 8ng insieme ad 8tta9a nel #((: ?i sono due aspetti importanti della conferenza di >ttaFa: il primo che erano rappresentati non solo piE di G2 stati, ma anche molte delegazioni di >ng, in una sessione inusuale poich- tutti avevano lo stesso peso al tavolo. #l secondo che la sessione si svolse lontano da Cinevra, aprendo nuovi scenari politici inusuali. #l meeting serviva a trovare una strategia alternativa dopo il fallimento della revisione sulla convenzione di certe armi convenzionali. La maggior parte dei governi per' volevano agire nel contesto della struttura delle nazioni unite, mentre le >ng si opposero accusando le grandi potenze di non voler agire in modo effettivo. #n 8uesto processo il ?anada pose una sfida agli stati reticenti invitando tutte le delegazione a firmare un trattato sul bando delle mine antiuomo entro un anno da 8uella conferenza, suscitando la reazione stupita di molti stati. #l processo #l risultato fu non solo il bando delle mine antiuomo, ma anche un modello alternativo rispetto a 8uello proposto dagli &sa della coalizione dei volonterosi per supportare la guerra in #ra8. #l ?anada per arrivare a 8uesto risultato agM con una strategia basata su 6 livelli: il raggiungimento del pieno appoggio del governo, lo sviluppo di partnership con le >ng e lo sviluppo di un negoziato credibile tra i governi. .uadagnare il supporto domestico #l ?anada avrebbe ovviamente dovuto dare l'esempio distruggendo il suo arsenale e finanziando il programma di mine antiuomo in maniera credibile. *er raggiungere 8uesti risultati il supporto del primo ministro fu essenziale. #l maggior ostacolo fu l'accordo sull'eliminazione delle mine che doveva avere il supporto del dipartimento della difesa, accordo trovato grazie al ministro della difesa. &n altro fattore di aiuto fu l'esperienza delle truppe canadesi nell'eliminazione delle mine antiuomo nei Balcani, dove la testimonianza di famiglie di soldati caduti aument' la convinzione nei confronti dell'eliminazione. Agire insieme alle 8ng #l ruolo delle >;C fu l'elemento piE innovativo del processo di >ttaFa. 0uesti gruppi ebbero un enorme impatto sulla mobilitazione dell'opinione pubblica, facendo pressione sui governi e forzandoli al bando delle mine antiuomo. Le relazioni tra rappresentanti di governo e delle >;C non fu sempre pacifica a causa dei diversi interessi rappresentati.

So$t po9er diplomatico L'obiettivo della diplomazia di raggiungere risultati attraverso la persuasione e la negoziazione. #l ?anada inizi' a mobilitarsi insieme ad un altro gruppo di medio piccole potenze come l':ustria, la ;orvegia, il <udafrica, la <vizzera, il Belgio e il Aessico per agire in maniera coordinata. /utti 8uesti stati erano contro il possesso di mine antiuomo ma anche di altri armamenti come 8uelli nucleari e insieme inviarono un messaggio riguardante la sicurezza umana, ponendo gli oppositori del trattato sulla difensiva. La mobilitazione si allarg' anche a grandi potenze come la Cermania, la Lrancia e il regno unito grazie al supporto del loro elettorato, dando ancora piE credibilit, al processo. Lo stesso risultato si ebbe anche in altre aree del globo come l':frica, una delle regioni piE martoriate, dove molti <tati dichiararono il loro supporto allo smantellamento delle mine. #n >ccidente solo gli <tati &niti e ?uba non firmarono, mentre in :sia c'era riluttanza da parte di ?ina, #ndia e ?orea del sud, mentre il Ciappone support' il trattato grazie al suo ministro degli esteri. America e la strada verso 8slo #l test maggiore per il soft poFer era ad >slo, dove si sarebbero tenuti i negoziati prima della firma di >ttaFa. La posizione degli <tati &niti era molto controversa, a causa dei contrasti tra ?linton e la sua amministrazione, poich- molti repubblicani erano contrari a costrizioni di trattati nei confronti del *entagono. Le riserve erano soprattutto nei confronti dell'esclusione della zona delimitarizzata in ?orea, nell'eccezione nell'uso come oggetti di difesa e nel periodo di tempo in cui il trattato avrebbe iniziato ad avere effetto. ;onostante il forte consenso internazionale gli <tati &niti non hanno ancora firmato il trattato sulle mine antiuomo. "'incontro di 8slo :ll'incontro di >slo del ! settembre !999 parteciparono 1G <tati e 66 osservatori. <i pose il dilemma se accettare le riserve degli <tati &niti pur di averli nel trattato oppure se agire in maniera piE risoluta e non modificarlo. Le contrattazioni diplomatiche provate del ?anada non riuscirono a modificare la situazione e gli <tati &niti decisero di non firmare. #l trattato venne comun8ue firmato nel dicembre del !99G da !.. <tati, vennero stanziati piE di 422 milioni per il progetto, e il ! marzo !999 entr' in vigore. *er 8uesto risultato fu cruciale il forte supporto domestico in ?anada, l'iniziatore, per guadagnare credibilit, nelle relazioni diplomatiche. 0uesto supporto, unito alla pressione delle piccole medio potenze e al supporto delle >;C svilupp' un modello di persuasione e diplomazia opposto a 8uello della forza usato solitamente nell'arena internazionale. <tabilire un lascito L'impatto del trattato sulle mine anti uomo ha avuto, oltre al risultato diretto di salvare delle vite, anche 8uello di essere un catalizzatore per una nuova forma di diplomazia multi attore. #l supporto continuato a crescere nel tempo e il trattato rappresenta ormai l'12R degli <tati, ponendo degli obblighi anche ai non firmatari poich- il trattato agisce ormai come una norma globale. /uttavia il problema delle mine non stato ancora eliminato, perch- ci sono ancora stati affetti da 8uesto problema e si registrano tuttora vittime casuali. #l processo di >ttaFa ha comun8ue posto un precedente in politica estera, dimostrando il successo a cui pu' portare l'applicazione del soft poFer. %ifatti, dal concerto europeo fino al sistema attuale del consiglio di sicurezza, le grandi potenze hanno sempre avuto un ruolo centrale. #l ruolo delle medio potenze come nuovo collettivo, insieme ad attori non statali come le >;C, rappresenta una forza alternativa di politica estera. #l risultato stato raggiunto inizialmente grazie alla mobilitazione cittadina che si concentrata sull'impatto umanitario, ponendo la protezione dell'individuo al centro della politica estera al posto dei problemi di sicurezza statali tipici. #l processo ha portato una sfida per la sovranit, degli <tati, avanzando il concetto di sicurezza e protezione degli individui in contrasto con l'unit, statale. L'intervento in Josovo ha evidenziato il contrasto tra protezione dei diritti umani e il principio di sovranit,. = cosM che iniziato a definirsi un nuovo concetto di sovranit, basato sulla responsabilit,

di proteggere i propri cittadini. 0ualora lo <tato non fosse in grado di mantenere 8uesta premessa, la comunit, internazionale avrebbe il dovere di farlo al posto suo. 0uesto principio rappresenta un'enorme sfida alla nozione di sovranit, statale e ha trovato applicazione nel caso libico. L'evoluzione del concetto di sicurezza e responsabilit, di proteggere pu' essere fatta risalire fino al processo di >ttaFa.

NEOCONSERVATORISMO E LE RISORSE DOMESTIC-E DELLA POLITICA ESTERA AMERICANA, IL RUOLO DELLE IDEE NELL'OPERAZIONE DI LIBERAZIONE DELL'IRA.
#ntroduzione # sentimenti di vicinanza all':merica successivi all'attacco dell'!! settembre si trasformarono in risentimento dopo la guerra preventiva contro l'#ra8. #l fallimento nel trovare armi di distruzione di massa e lo scoppio di una guerra civile rese la comunit, internazionale dubbiosa riguardo alle intenzioni e alla statura morale degli <tati &niti. 0uesto capitolo analizzer, il ruolo dei neoconservatori e delle loro idee nella guerra contro l'#ra8. 0uesti enfatizzano una differenza tra forze del bene del male nell'arena internazionale, l'importanza di mantenere il dominio militare americano, la facilit, nell'uso della forza e la sfiducia nelle istituzioni internazionali. /uttavia 8ueste idee da sole sono ben lontane dall'essere decisive dell'iniziare una guerra, perchvanno considerati almeno altri tre fattori: !" L'attacco di :l@8aeda dell'!! settembre, senza il 8uale non sarebbe iniziata nemmeno la guerra in #ra8. ." #l fatto che le idee dei neoconservatori siano nate prima dell'attacco dell'!! settembre. 6" L'idea che l'intervento sarebbe stato estremamente facile e che anche una minima probabilit, che <addam 3ussein abbia delle armi di distruzione di massa vada presa come certa. Lu 8uindi la concomitanza dell'!! settembre, della paura della vulnerabilit,, delle idee neoconservatrici e delle probabilit, stimate che port' gli &sa alla guerra in #ra8. #l neoconservatorismo come risorsa domestica della politica estera americana ;on sempre le decisioni di politica estera sono facilmente prevedibili, come nel caso dell'!! settembre o dell'attacco di *earl 3arbor. ;ella maggior parte dei casi la politica estera influenzata da dinamiche domestiche che possono coinvolgere il presidente, il congresso, le lobby, le organizzazioni non governative o la pubblica opinione. *er 8uanto riguarda gli aspetti sociali ed economici la prima generazione di neoconservatori criticava l'approccio del partito democratico nei confronti del Felfare state che prevedeva alte tassazioni. #n politica estera i neocon erano fortemente anticomunisti e auspicavano il mantenimento di una forte potenza militare in modo da mantenere il prestigio e la potenza degli <tati &niti. ;egli anni 12 si svilupp' la seconda generazione di neoconservatori, di cui faceva parte anche Lukuyama e che ebbe un ruolo dell'amministrazione di +eagan e di Bush senior. :lla fine della guerra fredda i neocon si ritrovarono senza una minaccia esterna, ed alcuni sostennero fortemente un'azione contro la <erbia in Bosnia, mentre durante gli anni dell'amministrazione ?linton si ritrovarono politicamente ai margini. # 7 pilastri del pensiero neoconservatore di politica estera ;egli scritti di Jristol e Jagan si pu' trovare la base dell'approccio neocoservatore alla politica estera, basato su 7 principi: !" La chiara distinzione tra buoni e cattivi. ?' una forte differenza tra democrazie liberali e regimi dittatoriali. *er i neocon la moralit, e gli interessi viaggiano insieme, giusto agire

contro regimi non moralmente corretti. ?i' in contrasto con il classicismo realista a cui poco importa del regime politico degli stati se serve a mantenere gli interessi del paese $come *inochet in ?ile durante la guerra fredda". ." #l mantenimento della supremazia militare. Cli &sa dovrebbero esercitare un'egemonia benevola basandosi sul predominio di potenza, a differenza dei realisti che credono che troppa superiorit, potrebbe portare ad un bilanciamento di potenza da parte degli altri stati. 6" Cli &sa dovrebbero usare il loro potere militare per raggiungere i propri obiettivi. <e i fini sono giusti bisognerebbe usare tutti i metodi a propria disposizione per raggiungerli. # realisti, sebbene siano propensi all'uso della forza, negato il suo uso per fini morali e lo delegano solo ad interessi statali. 7" # neocon sono scettici nei confronti delle istituzioni internazionali nel portare pace e giustizia nel mondo. <ia i realisti che i neocon apprezzano le funzioni delle istituzioni internazionali, ma i neocon sono molto piE propensi ad ignorarle 8uando ostruiscono la loro politica estera. ;eoconservatori e l'uccisione del mostro ira8eno Jristol e Jagan, insieme ad altri studiosi neocoservatori, scrissero una lettera a ?linton nel '91 sostenendo che la politica di contenimento dell'#ra8 non stava funzionando e che era necessario eliminare la possibilit, che il regime ac8uisisse armi di distruzione di massa. <ebbene ?linton lasci' 8uesto appello insoluto, molti dei firmatari della lettere ebbero ruoli importanti nell'amministrazione Bush. K tuttavia indubbio che senza la spinta data dal 9 !! difficilmente si sarebbe intrapresa una guerra contro l'#ra8 per far cadere <addam 3ussein. 0uest'ultimo si era gi, messo contro l'occidente dopo l'invasione del JuFait che ha portato all'operazione desert storm, che tuttavia non ha considerato indispensabile rimuoverlo. Lasciarlo in carica ha comun8ue portato problemi, come la soppressione degli sciiti e l'espulsione di ispettori >nu sulle armi chimiche nel !991. #l segretario della difesa +umsfeld era mosso nella guerra in #ra8 da interessi tutt'altro che morali, essendo la sua motivazione 8uella di dimostrare la potenza americana al resto del mondo. Bush e la sua amministrazione credevano che <addam avesse armi di distruzione di massa, mentre la ?ia era molto piE cauta nei confronti di un legame con :l@8aeda. ?i' che porto all'intervento fu la visione della minaccia ira8ena secondo la dottrina dell'!R. "a dottrina dell'#; La dottrina dell'!R afferma che anche una minaccia che abbia solo l'!R di probabilit, di essere materiale, vada presa come certa e si debba agire per eliminarla. 0uesto un elemento chiave della dottrina della guerra preventiva di Bush, con la 8uali <tati &niti agiscono per rimuovere le fonti di pericolo anche se considerate minime. La guerra in #ra8 viene 8uindi legittimata sulla base di 8uesta dottrina e con l'aspettativa che sia l'abbattimento del regime sia la ricostruzione democratica saranno imprese raggiunte facilmente. ;eoconservatorismo nel contesto di altri fattori #l neoconservatorismo ha avuto certamente un ruolo importante nel supporto alla guerra in #ra8, anche se non stato la causa decisiva, poich- sono stati necessari altri fattori come la vulnerabilit,, l'aspettativa di successo e la dottrina dell'!R. :ltre cause come la lobby israeliana, il petrolio e la geopolitica sono considerate non preminenti. ?onclusione La politica neoconservatrice 8uindi necessaria ma non sufficiente per giustificare l'inizio dell'operazione in #ra8. <enza l'!! settembre difatti non avrebbe avuto l'influenza che ha avuto. /uttavia uscita screditata dalla guerra e non si pu' affermare che l'amministrazione >bama abbia agito in Libia secondo tale dottrina. #l problema stato nel sovrastimare l'abilit, della forza militare ad ottenere i risultati voluti come la stabilizzazione democratica. #l danno in termini di prestigio e

reputazione stato enorme e l'idea degli <tati &niti come egemone benevolo stata screditata dal progetto in #ra8. &n altro motivo per aspettarsi un declino di 8uesta teoria la fine di uno dei suoi assunti, ovvero un'economia imponente, che sta attraversando una crisi dal .221. #n assenza di un'economia forte infatti difficile giustificare un impegno militare elevato. La decisione di >bama di rinforzare le truppe in :fghanistan nel .229 e di intraprendere un intervento in Libia nel .2!! non sono da vedere in chiave neoconservatrice ma come un modo per stabilizzare la situazione che stava degenerando nel primo caso, e di evitare il ripetersi di una tragedia come 8uella del +uanda nel secondo.

LA CINA E LA STRAGE DI PIAZZA TIENANMEN DEL GIUGNO /010


Le conseguenze esterne della politica di apertura della ?ina %opo la morte di Aao del !9G9 il partito unico in ?ina era in crisi. La grande rivoluzione proletaria in realt, era stata sia economicamente che politicamente disastrosa per il paese ed occorrevano nuove basi per aiutare lo sviluppo della classe media cinese. Qiaoping nel !9G1 introdusse una serie di riforme politiche estremamente rivoluzionario rispetto al passato. Conseguenze economiche della ri$orma Le riforme di apertura sul mercato aprirono nuove opportunit, in campo economico culturale e politico aumentando i contatti tra cinesi e resto del mondo. L'economia inizi' a crescere con tassi in doppia cifra e la ?ina divenne membro della Iorld Bank e del fondo monetario internazionale nel !912. ;el !917 divenne legale in :merica l'esportazione di armi verso la ?ina, che nel !919 era gi, il suo maggior importatore. #nfine anche gli studenti beneficiarono di 8ueste aperture potendo avere l'opportunit, di studiare all'estero e accedere a pubblicazioni di paesi stranieri. Conseguenze politiche e la $ine della guerra $redda Cli intellettuali cinesi oltre che delle disparit, economiche si occuparono anche di attivare campagne per la democrazia. : met, degli anni 12 ci furono una serie di cambiamenti politici nel blocco sovietico, soprattutto dopo l'avvento di Corbaciov e la sua politica di perestroSka $ristrutturazione". ;el !91G liber' tutti prigionieri politici e nel !919 approv' i tentativi europei di ristrutturazione. #n *olonia ritorn' legale il partito solidarity che pot partecipare alle elezioni, l'&ngheria riaprM i confini con l':ustria e alla fine del !919 croll' al muro di Berlino, seguito da tutta l'&nione <ovietica due anni dopo. 0uesti sviluppi interessarono il partito unico cinese per due motivi: Lurono di ispirazione per gli intellettuali nel chiedere riforme. #l valore strategico che aveva la ?ina durante la guerra fredda per gli <tati &niti inizi' a calare. #l problema dei diritti umani prima di /ienanmen #l fatto che la ?ina non si stesse democratizzando non ebbe molto risalto politico a livello internazionale, come dimostr' l'amministrazione ?arter che, pur avendo i diritti umani come base della sua politica estera, inizi' piene relazioni diplomatiche con la ?ina a fine anni G2. ?i' avvenne perch- l'unione sovietica era considerata il nemico fondamentale e perch- la ?ina aveva gi, iniziato un vasto programma di riforme a cui bisognava dare il tempo di agire. /uttavia le maggiori aperture resero impossibile sfuggire al giudizio esterno di organizzazioni come :mnesty, che inizi' un primo rapporto sui diritti umani, la tortura e la detenzione senza processo. 5enne dato molto risalto alla causa del /ibet soprattutto dopo l'approvazione delle leggi marziali da parte della ?ina nel !919. La sempre maggiore consapevolezza dei cinesi riguardo ai loro diritti port' il governo a firmare convenzioni come 8uella contro la tortura. *oich- la protezione dei diritti umani iniziava ad essere un'aspettativa di uno <tato moderno, l'uso della forza per sopprimere la manifestazione del !919 non pot- far altro che essere condannato.

La repressione di /ienanmen Le dimostrazioni iniziarono dopo la morte di 3u Taobang, il leader riformista, a causa di un infarto nel !919. Le proteste erano formate da lavoratori, intellettuali, giornalisti ma soprattutto da studenti universitari, che si radunarono in segno di protesta vicino alla citt, proibita. #l governo cinese era diviso tra chi voleva negoziare e chi considerava necessario reprimere la rivolta. #noltre era previsto un incontro con Corbaciov per porre fine alle tensioni tra i due paesi, che avrebbe avuto grande risalto internazionale. Cli studenti videro 8uest'incontro come un'opportunit, per mettere in risalto le loro cause e iniziarono ad occupare piazza /ienanmen. #l segretario generale di partito, che aveva dimostrato solidariet, verso i manifestanti, venne arrestato e sostituito. <ubito dopo entr' in vigore la legge marziale e si inizi' la mobilitazione delle forze armate. #l ! giugno il ministro della sicurezza fece rapporto sulle infiltrazioni estere, accusando gli <tati occidentali e in particolare gli <tati &niti di usare la loro influenza per rovesciare il regime comunista, incoraggiando i dimostranti nelle loro azioni. #l partito decise 8uindi che l'uso della forza era necessario e inizi' a descrivere i dimostranti come terroristi. Entra l'esercito La maggior parte delle morti si registr' a circa tre miglia dalla piazza, dove l'esercito spar' sulla folla. 0uesto entr' a *iazza /ienanmen a mezzanotte del 7 giugno e la ripulM entro alllee cin8ue di mattina senza perdite di vite. /uttavia nei dintorni della piazza le violenze e le morti continuarono. #l governo parl' di .7! morti, ma fonti esterne presumono possano essere molti di piE, senza considerare il fatto che molti dimostranti vennero arrestati, alcuni condannati a morte dopo un processo sommario ed altri spediti in campi di lavoro. ?onseguenze politiche estere immediate Sanzioni # governi di tutto il mondo espressero indignazione, e la dimostrarono con una serie di sanzioni: <tati &niti sospesero la vendita di armi, fermarono gli scambi con il governo cinese a livello amministrativo = dissero ai loro rappresentanti alla Iorld Bank di fare piE considerazione riguardo a nuovi prestiti alla ?ina. :lcuni membri del congresso avrebbero voluto anche punizioni maggiori, preoccupandosi non solo dei diritti umani ma anche dell'indipendenza di /aiFan e della sfida che proponeva la crescita economica cinese. /uttavia il presidente non era d'accordo perch- per lui erano piE importanti strategie di lungo periodo che risposte ad eventi di breve periodo. :nche la comunit, europea impose sanzioni simili a 8uelle americane, che costarono alla ?ina, in totale, circa !! miliardi di dollari in 8uattro anni. : livello di ;azioni &nite ci fu una risoluzione di condanna dell'assemblea generale che critic' la ?ina per le sue violazioni dei diritti umani. Partecipazione estera percepita e la decisione della Cina di usare la $orza *erch- il governo cinese decise di reprimere la rivolta pur sapendo che sarebbe andato incontro alla condanna della comunit, internazionaleH Qiaoping diede la colpa alla propaganda dei governi occidentali, in particolare degli <tati &niti, che fomentavano l'agitazione popolare per rovesciare il partito comunista. <i appell' 8uindi al fatto che la sicurezza e la sovranit, del paese debbano sempre essere le priorit, primarie, avendo l'obiettivo costante di raggiungere la stabilit, interna e nell'ambiente esterno. +isposte di politica estera della ?ina alle sanzioni La ?ina cerc' di reagire alle sanzioni usando il suo mercato in espansione, la sua importanza strategia e la sua posizione di membro permanente del ?<. Diplomazia bilaterale *echino si rese subito conto che l'anello debole della sanzioni era il Ciappone, a causa dei suoi interessi economici in ?ina, la sua appartenenza alla regione asiatica e la sua volont, di mantenere

la stabilit, nella regione. # due primi ministri si diedero rassicurazioni reciproche e il Ciappone riinizi' gli scambi commerciali subito dopo la fine delle leggi marziali. :nche i governi europei si mossero in maniera simile e Lrancia, #talia e Cermania offrirono nuovi prestiti. *er 8uanto riguarda gli <tati &niti, il presidente Bush sr. =ra convinto che buone relazioni con la ?ina fossero di interesse nazionale e tent' 8uindi un riavvicinamento nei rapporti. %opo un primo incontro segreto e una serie di atti unilaterali tra i segretari di stato, ci fu una seconda visita e una prima conciliazione con il governo cinese. La sospensione delle leggi marziali e il rilascio di prigionieri di piazza /ienanmen facilitarono maggiormente la ripresa dei rapporti, consentendo infine anche a Lang Lizhi $promotore delle idee di democrazie che portarono alle rivolte di piazza /ienanmen" di lasciare l'ambasciata &sa per gli <tati &niti. "a guerra del gol$o #(()+#((# e l'azione del consiglio di sicurezza La ripresa di stretti rapporti tra <tati &niti e ?ina stata dovuta anche all'invasione del JuFait da parte di <addam 3ussein. %ifatti, per approvare le decisioni del consiglio di sicurezza era necessario l'appoggio della ?ina 8uale membro permanente. #l segretario di <tato Baker offrM 8uindi alla ?ina un alleggerimento delle sanzioni se avesse votato a favore delle risoluzioni riguardanti l'#ra8, come avvenne. #l crescente coinvolgimento della ?ina nei diritti umani ;onostante non tutti gli <tati usano i diritti umani come base delle loro relazioni con la ?ina, 8uesta dovette considerarli per migliorare i suoi rapporti con l'>ccidente. Lurono svolti incontri e fatte pressioni da parte dei governi democratici per adattarsi alle norme piE basilari del diritto umano. :lla fine degli anni 92 la ?ina firm' la convenzione sui diritti economici sociali e culturali e 8uella sui diritti civili e politici, accettando anche ispettori delle ;azioni &nite e rivisitando in parte la sua legislazione interna. /uttavia 8ueste modifiche non impedirono al governo cinese carcerazioni di massa per chiun8ue usasse dissentire dalla formula del partito unico propagando i valori della democrazia $come il nobel per la pace Liu Qiaobo". L'emergere della ?ina come attore globale significativo ?on il sorpasso dell'economia della ?ina sul Ciappone, gli altri governi ebbero meno capacit, di influenzare la sua politica interna, ma tuttavia i diritti umani vennero enfatizzati, lasciando spazio anche a criticismi, forti dell'aver portato milioni di persone fuori dalla povert,. ?ome membro permanente del consiglio di sicurezza ha adottato risoluzioni come la responsabilit, di proteggere, oltre all'autorizzazione di missioni di peace keeping e di protezione dei diritti umani come in Ayanmar e <udan. ?' stato 8uindi un notevole cambio di posizione dal !919, dove la risoluzione di condanna veniva considerata un interferenza negli affari domestici, all'adesione alla responsabilit, di proteggere nel .224. ?onclusione # diritti umani sono diventati un aspetto della politica cinese sopratutto dopo le riforme di apertura del !9G1. # segretari del partito, consci del fatto di essere economicamente e civilmente arretrati rispetto al mondo occidentale, favorirono l'accesso agli stranieri e sovvenzionarono studi all'estero da parte degli studenti in modo da ac8uisire competenze tecniche maggiori. #l massacro di piazza /ienanmen fece precipitare bruscamente le relazioni con l'occidente a periodi stessi pre apertura, apportando gravi danni d'immagine nonostante le riforme. # rapporti ripresero velocemente, ma l'attenzione dei governi, dei media e delle organizzazioni non governative nei riguardi dei diritti umani fu sempre considerata importante. #n 8uesto senso la ?ina ha mostrato parziali apertura dopo l'accettazione della dottrina della responsabilit, di proteggere.

L'INDIA E L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO


#ntroduzione

La crescita e lo sviluppo economico della ?ina sono stati enormi, favoriti in parte dall'enorme tasso di nascite che si mantenuto elevato nonostante la crisi attuale. L'ac8uisizione di armi nucleari in seguito ai test del !991 essi non l'ha resa uno stato canaglia, avendo raggiunto un accordo bilaterale con gli <tati &niti per il riconoscimento di potenza nuclearizzata. #n 8uesto capitolo si analizza l'emergere dell'#ndia come attore fondamentale nel Ito. 0uesto caso importante per due ragioni: *er illustrare la politica estera indiana necessario analizzare il contesto delle istituzioni internazionali, poich- l'ascesa dell'#ndia il prodotto di decenni di negoziati e specifici accordi multilaterali nelle organizzazioni. #l caso illustra che anche nel caso si abbiano certe condizioni strutturali, come un grande mercato e una rapida crescita economica, il riconoscimento di uno stato come grande potenza non automatico. La crescita schizofrenica dell'#ndia L'importanza dell'#ndia non si vede solamente in un'istituzione: >ltre ad essere un leader del Ito e un membro del C .2, anche un serio candidato a un posto permanente nel consiglio di sicurezza >nu. La politica essere indiana per' ambivalente: %a un lato ha accordi di coalizione di lungo periodo con i paesi in via di sviluppo, rintracciabili gi, negli anni 42, poich- fondatore del movimento degli stati non allineati. *osizioni che non ha abbandonato nonostante le sue liberalizzazioni economiche e il suo progresso. %all'altro si pu' notare il bilateralismo sule armi nucleari con gli <tati &niti che l'ha resa una potenza nuclearizzata legittima, che per' ora vuole impedire l'ac8uisizione di armi atomiche ad altri paesi, come ha dimostrato il supporto alla risoluzione contro le attivit, nucleari dell'#ran. 0uesti due lati non si conciliano facilmente, in parte per la burocrazia interna all'#ndia: #nfatti le relazioni piE strette con le <tati &niti sono frutto del Ainistero degli :ffari =steri, mentre il ministro del ?ommercio si occupa delle negoziazioni nel Ito. %ai margini del Catt al cuore del Ito /re indicatori fanno dell'#ndia una potenza emergente nel Ito: la partecipazione ai processi di negoziazione, l'uso effettivo del meccanismo di accordo sulle dispute e l'abilit, di bloccare le negoziazioni fin 8uando non sono soddisfatti alcuni aspetti. *er 8uanto riguarda il primo punto, diventato un membro regolarmente invitato ai grandi gruppi decisionali del Ito. *er 8uanto riguarda il secondo indicatore si pu' notare la sua crescente influenza tramite la partecipazione attiva nella risoluzione di dispute dell'organizzazione. #nfine l'ultimo indicatore riguarda la capacit, dell'#ndia di sbloccare con successo alcune negoziazioni fin 8uando non sono raggiunti i suoi obiettivi. #nfatti, sebbene il meccanismo decisionale del Ito si basi sul consenso, sono in realt, pochi gli stati che possono effettivamente bloccare le decisioni esercitando un potere di veto. L'#ndia non solo si riconosce la capacit, di bloccare le negoziazioni, ma vista anche dagli altri stati in 8uesta maniera, rendendo il suo consenso fondamentale a livello istituzionale. L'economia politica di crescente influenza *er spiegare l'ac8uisizione di influenza dell'#ndia nel Ito vengono esaminate tre spiegazioni: L'ampiezza del mercato, il ruolo delle idee e i gruppi di interesse domestici. "'esca del mercato <i potrebbe spiegare l'incremento di potere dell'#ndia solo in termini di mercato, attribuendo uno spostamento di potere causato dalla rapida crescita economica. /uttavia 8uesta spiegazione insufficiente poich- il mercato di import ed eBport dell'#ndia relativamente piccolo a livello globale ed 8uindi necessario cercare altre motivazioni.

Il ruolo delle idee! norme di liberalizzazione &n'altra spiegazione suppone che il fallimento nel Ito era dato dall'imposizione di norme protezionistiche e che tutti i paesi in via di sviluppo stanno mostrando una maggior convergenza politica che porta a una partecipazione piE effettiva nel Ito. L'#ndia ha 8uindi un ruolo maggiore perch- ha iniziato un processo di liberalizzazione. 0uesta spiegazione ha per' due difetti: #l primo che l'#ndia continua ad essere un negoziatore difficile negli accordi multilaterali e usa spesso strategie dure con coalizione che comprendono paesi in via di sviluppo. #l secondo che nonostante ci sia effettivamente un programma di liberalizzazione economica, 8uesto differisce molto da 8uello di altri paesi come l':merica Latina. Politica domestica <econdo 8uesta spiegazione la politica indiana pu' essere spiegato esaminando la politica domestica economica. # processi di decisione sono il risultato della consultazione tra inviati indiani al Ito e il ministro del ?ommercio, il 8uale consulta e riceve input da organizzazioni settoriali specifiche. <ebbene 8uesta influenza sia evidente in alcuni settori, in realt, il ministro del ?ommercio ha ruolo dominante, poich- decide autonomamente chi consultare e 8uando. #l ministero del ?ommercio 8uindi una delle burocrazie piE potenti del paese e 8uesta spiegazione offre solo supporti empirici limitati. <piegazioni riguardanti le istituzioni: imparare a negoziare con successo ?' infine una spiegazione alternativa che utilizza l'analisi delle negoziazioni: l'ascesa dell'#ndia nel Ito pu' essere spiegata analizzando i processi di negoziazione, focalizzandosi sulle negoziazioni tra coalizioni, strategie negoziali e adattamento. Coalizioni La partecipazione dell'#ndia coinvolgendo coalizioni di paesi in via di sviluppo non certo nuova, tuttavia le nuove coalizioni sono differenti: # blocchi tradizionali erano formati da stati con molti interessi diversi che condividevano un'ideologia comune ed erano 8uindi soggetti piE facilmente a frammentazioni. Le coalizioni dell'#ndia ultimamente sono rivolte a un particolare problema verso il 8uale si converge. :d esempio il C.2 si concentrato sull'agricoltura, usando un'agenda attiva e focalizzandosi su un problema comune per tutti i paesi in via di sviluppo. ;on soffre inoltre di peso limitato poichrappresentato da potenze come #ndia e Brasile e focalizzandosi su un tema solidifica i rapporti tra paesi. %ifatti per evitare frammentazioni necessario creare coalizioni selezionando la membership e adottando un'agenda coerente. Scelte di strategia negoziale 0ueste scelte si basano sia sulla cultura politica domestica, sia sulle coalizioni nelle 8uali il paese coinvolto. ;el caso dell'#ndia ci si basati su una strategia distributiva ristretta, con richieste ampie e poche concessioni. 0uesta strategia non porta automaticamente al successo perch- potrebbe favorire accordi bilaterali che frammenterebbero la coalizione. ;onostante i rischi l'#ndia non ha abbandonato 8uesta strategia, che ha portato ad una maggiore coerenza nelle coalizioni, poichbasate su un problema specifico e costituite da paesi coerenti con 8uel problema, preservando la lealt, degli stati minori e mostrando 8uindi un maggior livello di stabilit,. Adattamento La terza spiegazione dell'aumento dell'influenza dell'india a livello ideologico. ;el tempo ha imparato ad adattare le sue richieste in modo da renderle attraenti per un particolare elettorato, per farle stare bene nel contesto istituzionale e per sfruttare 8uest'ultimo a suo favore. #l modo migliore per legittimare le sue posizioni stato l'uso della richiesta di onest,. ;ei primi 72 anni del Ito l'#ndia e i paesi in via di sviluppo si sono concentrati su una nozione di onesta che sottolinea

l'importanza dell'e8uit,. Lin 8uando le diseguaglianze non fossero state corrette non ci si poteva aspettare nessuna concessione ai paesi in via di sviluppo. La richiesta nel Catt era nata per garantire trattamenti speciali per i paesi in via di sviluppo che li sottraessero dalle regole della liberalizzazione. %urante l'incontro di &ruguay si continu' a parlare di onest, ma concentrandosi piE sulla legittimit, che sull'e8uit,. %opo l'istituzione del Ito molti paesi in via di sviluppo riconobbero che nonostante la partecipazione al Catt secondo le norme della liberalizzazione e dell'e8ua partecipazione, i loro guadagni erano stati minimi, e 8uindi adattarono la loro strategia. La nuova strategia di onest, si bas' sia sui processi che sulla sostanza delle negoziazioni, iniziando a denunciare nella conferenza ministeriale di <eattle i processi di negoziazioni dai 8uali erano stati esclusi. La richiesta fu una maggiore trasparenza e incontri aperti a chiun8ue. ;elle negoziazioni successive l'#ndia ha continuato a fare richieste per una maggiore e8uit, di trattamento per *5<. /utto ci' per' fortemente in contrasto con gli accordi bilaterali fatti con gli &sa sul nucleare . #l peso di una potenza crescente #l potere di blocco non tuttavia sempre traslato nell'abilita di raggiungere determinati obiettivi. :d esempio le negoziazioni di %oha furono sospese nel .229 per il continuo rifiuto di scendere a compromessi. L'uso di una strategia di distribuzione ridotta pu' portare i *5< a un grande peso nel processo decisionale, ma per raggiungere effettivamente dei risultati deve essere integrato con una leadership effettiva che richiede di fare alcuni compromessi. ?onclusione 0uesto capitolo ha portato 6 conclusioni: !" L'ascesa del'l#ndia il prodotto di un comportamento negoziale imparato con un maggior coinvolgimento nelle istituzioni. ." L'ascesa al potere dipende dal contestoN 8uesta strategia infatti tipica nel contesto del Ito e non c' ragione di pensare che l'#ndia si comporter, nella stessa maniera in altre situazioni e in altri contesti $ 8uindi perfettamente logico aspettarsi una politica schizofrenica come ha dimostrato l'accordo bilaterale sul nucleare". 6" #l potere di dire (no) non sempre accompagnato dal potere di raggiungere determinati obiettivi.

L'ASCESA DEL BRASILE E DEL SUD AMERICA


#ntroduzione Lin dalla met, del .222 il Brazile ha iniziato a raggiungere una serie di traguardi che ne hanno aumentato il peso a livello globale, diventando l'1 economia del mondo, uno dei B+#?<, il piE grande produttore di zucchero da canna, caff, manzo, pollo, succo d'arancia, il piE grande tasso di crescita economica e stabilit, finanziaria. Lula ha a che fare con 8uesto cosM come il suo predecessore ?ardoso. 0uest'ultimo ha avuto il merito di fermare l'iperinflazione e stabilizzare la democrazia. #l nuovo corso del Brazile stato dato anche da un cambio di rapporti con i suoi vicini, accrescendo il suo potere regionale aumentando l'interdipendenza con i paesi del sudamerica e aumentando l'ordine e la stabilit,, riavvicinandosi a rivali storici come l':rgentina e contenendo l'influenza statunitense. %iplomazia brasiliana: metodi e meccanismi La politica estera brasiliana ha avuto una serie di principi ed obiettivi che sono rimasti spesso inalterati lungo il tempo e i vari governi. %opo l'indipendenza, la sovranit, e il non intervento divennero pietre basilari della politica brasiliana. 0uesto atteggiamento pu' essere spiegato

geopoliticamente, essendo il Brasile circondato da altri stati sudamericani nei 8uali durante il QQ secolo gli &sa hanno spesso esercitato ingerenze. &n secondo principio di politica estera il pacifismo. :l contrario di altri <tati dell':merica latina, il ministro degli affari esteri +io Branco consolid' i confini del Brasile agendo tramite la diplomazia piuttosto che con violenza. &n terzo aspetto la difesa del multilateralismo e il rispetto delle leggi internazionali, che hanno permesso di proteggersi dall'influenza delle grandi potenze anche se talvolta il rispetto per le leggi stato messo da parte favorendo il non intervento. L'obiettivo agli inizi del .2U secolo fu 8uello di consolidare e preservare l'integrit, territoriale del Brasile. %opo la guerra l'obiettivo chiave divenne lo sviluppo, adottando posizioni internazionali che rispecchiavano 8uelle della commissione economica per l':merica Latina, agendo con un intervento attivo dello stato e proteggendo l'industria locale. ;egli anni 92 insieme allo sviluppo divenne importante anche l'autonomia politica, e la forte identificazione con gli <tati &niti venne rimpiazzata dalla ricerca di indipendenza e aperture verso il terzo mondo. La politica brasiliana 8uindi oscillata sia nei rapporti con gli <tati &niti, a causa della diversificazione per incrementare il suo potere, sia nella visione del sistema internazionale in maniera anarchica oppure regolato da un insieme di norme e cooperazione. #l Brasile si pu' definire uno stato neutrale nelle sue relazioni estere perch- raramente ha fatto distinzioni tra governi democratici o meno, amici o nemici o industrializzati o meno. /re chiavi dell'ascesa del Brasile ;el periodo post guerra fredda il Brasile esse abbracci' i valori, le regole e le norme tipici dell'economia liberale. ?ardoso fu l'autore principale di 8uesta strategia, poich- pensava che l'inserimento in un contesto globale e politico fosse una condizione necessaria per consolidare la democrazia e aumentare lo sviluppo. <i basava sull'idea che gli interessi nazionali come lo sviluppo e l'autonomia potevano essere raggiunti in un mondo globalizzato uniformando l'economia e la politica domestica ai valori dell'>ccidente, diversificando le relazioni estere e incrementando il suo ruolo nelle istituzioni multilaterali. Le relazioni con gli &sa si fecero piE fredde e la guerraal terrorismo non fece altro che rimarcare 8uesta distanza. Il ruolo del Sudamerica #l <udamerica fu un banco importante della strategia per molte ragioni: *rimo, la transizione alla democrazia coincise con la fine delle tensioni con l':rgentina che era diventata a sua volta democratica. l'integrazione tra le economie in maniera bilaterale favorM la stabilit, del processo democratico. <econdo, la regione era vista con un banco di prova per l'inserimento del Brasile in un contesto globale. #n 8uesto senso il commercio con l':rgentina e la creazione di un mercato comune del sud vengono visti come una preparazione per la competizione globale. /erzo, con l'aumento delle aspirazioni globali del Brasile, il consolidamento del blocco sudamericano fu visto come un passaggio cruciale per il riconoscimento internazionale. 0uarto, con l'intensificazione dei tentativi degli <tati &niti di creare un'area di commercio libero tra le :meriche, il Brasile vide il <udamerica in maniera sempre piE importante per diminuire l'influenza degli <tati &niti. &ultilateralismo La partecipazione attiva nelle istituzioni multilaterali divenne un secondo punto della politica estera brasiliana. #l punto di svolta fu la conferenza dell'>nu sull'ambiente e lo sviluppo tenutasi a +io de Daneiro nel 9.. #l Brasile intensific' la sua partecipazione come membro non permanente del consiglio di sicurezza figurando piE volte dopo la fine della guerra fredda e incrementando il suo coinvolgimento nelle missioni di peacekeeping. Lula fece dell'ac8uisizione del potere globale uno dei suoi obiettivi espliciti e diede piE visibilit, ai problemi del terzo mondo soprattutto nella riduzione della povert, e dell'ineguaglianza.

Cooperazione Sud+sud #l Brasile stato un partecipante attivo nelle contrattazioni multilaterali nel Catt e uno dei promotori della creazione del Ito. %ivent' una guida per i paesi in via di sviluppo, cercando di sensibilizzare gli altri governi a causa della vulnerabilit, dei primi. ;el .226 venne creato un forum di dialogo tra #ndia, Brasile e <udafrica che fece sentire sempre maggiormente la sua voce nelle negoziazioni al Ito, soprattutto chiedendo un cambiamento del regime di sussidi agricoli, riformando il fondo monetario internazionale e democratizzando il consiglio di sicurezza delle ;azioni &nite, dando 8uindi piE visibilit, ai paesi in via di sviluppo. La maggior cooperazione con l':frica si pu' anche vedere con la moltiplicazione delle ambasciate e con i diversi viaggi tenuti dal presidente Lula durante il suo mandato. *erch- il <ud americaH 2rasile+Argentina! dalla rivalit, all'avvicinamento &n importante punto nel riconoscimento dell'importanza del <udamerica avvenne dopo la transizione della democrazia e l'adozione di un mercato comune e una maggiore integrazione tra Brasile ed :rgentina. /ra 8uesti due stati vi erano state due guerre nel !122 e continue tensioni dovute alla visione dell':rgentina come una minaccia alla sicurezza per la ricerca dell'egemonia nella regione. %opo la seconda guerra mondiale il Brasile si avvicin' agli <tati &niti mentre l':rgentina si opponeva all'interventismo statunitense nella regione. %opo i colpi di <tato in entrambi i paesi negli anni 92@G2 ci fu una corsa verso il nucleare per guadagnare piE influenza regionale. /uttavia nel !914, con il ritorno alla democrazia, se i governi firmarono un accordo per porre fine alla contesa sul nucleare, ratificarono il trattato di non proliferazione e provvidero alla creazione di una zona denuclearizzata nell':merica Latina. Brasile ed :rgentina crearono un'agenda economica e politica comune firmando nel !911 un trattato sull'integrazione la cooperazione e lo sviluppo. ;el !99! venne creato il Aercosur, un mercato comune del <udamerica che facilitava le aperture economiche nel blocco regionale e favoriva l'economia brasiliana che era dominante. ;el !991 il mercato si allarg' ulteriormente e democrazia, integrazione regionale e cooperazione divennero piE maturi. *er scongiurare l'influenza statunitense nel .222 ?ardoso coltiv' (l'idea sudamericana), che prevedeva una divisione del potere tra emisfero occidentale, dove l':merica aveva influenza, e il <ud america, dove 8uesta influenza si fermava. 5enne anche finanziato un progetto per costruire trasporti, comunicazioni ed energia attraverso tutto il continente. Aentre per ?ardoso il <udamerica era solo un mezzo per raggiungere l'obiettivo di un'espansione globale, sotto la presidenza di Lula il <udamerica continu' ad avere un ruolo sempre piE importante. %opo la guerra globale al terrorismo la maggior parte degli <tati sudamericani dissentM dagli <tati &niti e nel .227 si form' la comunit, delle nazioni del sud :merica, con l'obiettivo di migliorare il dialogo politico, assicurare una cooperazione regionale, migliorare l'integrazione e gli indicatori sociali. %urante il secondo mandato di Lula il Brasile spinse per la creazione di un sistema di sicurezza comune e nel dicembre .221 venne creato un consiglio della difesa del <udamerica, con l'obiettivo dell'adozione di politiche comuni riguardanti la difesa e la consolidazione di una zona di pace. *otenza senza leadership %urante l'amministrazione ?ardoso e Lula sono stati fatti importanti passi avanti per raggiungere l'obiettivo di diventare una potenza globale. Cuadagna influenze in sudamerica stato il cuore di 8uesta strategia. *er raggiungere un potere globale era infatti necessario dimostrare l'abilit, di mantenere l'ordine e la stabilit, e di dominare gli affari in <udamerica. Lula spost' l'enfasi dal commercio alla costruzione di un potere politico per l'aspirazione globale, intervenendo in crisi

regionali come 8uella di 3aiti e discostandosi fortemente dalla politica di non intervento che aveva caratterizzato il Brasile fino a 8uel momento. /uttavia l'interventismo in <udamerica ha avuto dei limiti soprattutto nei confronti del vicino colombiano legati alla forte presenza statunitense nella regione e al suo allineamento con Iashington. #l caso brasiliano 8uello di una potenza emergente che tenta di assumere un ruolo globale ed il primo passo stato il riconoscimento come potenza regionale. 0uesto potere ha per' creato aspettative riguardo investimenti, scambi e assistenza lo sviluppo non ancora del tutto chiariti, oltre che fomentare sospetti di egemonia da parte degli altri stati, come hanno dimostrato le tensioni con la Bolivia e il *araguay. >ltre alla mancanza del riconoscimento emerso anche un avversario a livello regionale, il presidente venezuelano 3ugo ?havez. 0uesto, alleandosi con ?uba, ha iniziato una politica aggressiva antiamericana e antimperialista che ha attratto numerosi partner. #nfine, sebbene il potere statunitense nella regione sia calato, rimane sempre intenso a livello bilaterale in ?olombia e *erE, dove esercita anche influenza sulle politiche regionali, mentre il Brasile sempre stato cauto nei confronti americani. ?onclusione 0uesto capitolo ha valutato il ruolo di <udamerica nella politica estera brasiliana, dove il Brasile ha fatto importanti passi avanti per accreditarsi come leader a livello mondiale, aumentando la sua influenza nella regione. /uttavia la strategia brasiliana non ancora del tutto chiara, perch- da un lato stato incapace di raggiungere alcuni obiettivi necessari per la potenza, come la provvigione di beni economici e politici ad altri <tati sudamericani e il riconoscimento della sua leadership, mentre dall'altro bisogner, vedere se sar, sufficiente il suo soft poFer per consolidare l'attuale strategia. ;on chiaro se il nuovo presidente %ilma +oussef continuer, la linea dei suoi predecessori, anche se gli obiettivi di sviluppo economico e di autonomia politica probabilmente continueranno ad essere primari. /uttavia +oussef sembra avere minor leadership rispetto a ?ardoso e Lula, che si erano rispettivamente impegnati uno nei confronti dell'=uropa e degli <tati &niti e l'altro verso le regioni del sud ed in particolare dell':frica.

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