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Relazione:

Ottimizzazione del segnale in tensione di un fotodiodo mediante polarizzazione inversa

Francesco Dulio

Università degli Studi di Pavia Anno Accademico 2013/2014

Scopo dell’esperienza

L’esperienza verterà nel seguenti punti:

  • 1. studio della curva caratteristica del LED e del fotodiodo;

  • 2. studio della risposta del fotodiodo illuminato dal LED;

  • 3. miglioramento del segnale in tensione con circuito chiuso;

  • 4. miglioramento delle qualità del segnale con polarizzazione inversa del fotodiodo.

Lo scopo dell’esperienza è quello di ottimizzare, in un circuito al cui interno è presente un fotodiodo, la relazione tra la tensione generata dal fotodiodo con l’intensità della luce incidente su esso, rendendola la più lineare possibile e con una buona risposta in frequenza in temini di banda passante.

Materiale

I dispositivi e i materiali utilizzati sono:

1 fotodiodo al silicio BPW 34 OSRAM (limiti di funzionamento: V max = 1 V e I max = 2 mA);

1 LED giallo (InGaAlP) L-53SYC Kingbright (caratterizzato in tensione- corrente);

1 basetta su cui disporre gli elementi circuitali; 1 generatore di funzioni; 1 cilindretto metallico forato (oscuratore del fotodiodo); 1 oscilloscopio; 1 sorgente di alimentazione continua regolabile; 2 multimetri digitali; alcuni cavi coassiali di connessione:

alcune resistenze (1-5 k).

Procedimento

1. Curva caratteristica del LED e del fotodiodo

LED La curva caratteristica del LED è simile a quella di una giunzione p-n con una tensione di ginocchio di 1.8 V ; per analizzare la curva del LED preso in esame il circuito utilizzato è composto da un generatore di tensione, una resistenza di protezione da 1 kin serie, ovviamente, al LED medesimo. Bisogna utilizzare, inoltre, due multimetri per misurare la tensione ai capi del LED e la corrente presente nel circuito. Qui di seguito sono riportati i valori misurati già riportati in un grafico:

2

15

10

5

I LED (mA) V LED (V ) 0.5 1 1.5 2
I LED (mA)
V LED (V )
0.5
1
1.5
2

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi affetto da incertezza strumentale di lettura pari a metà della cifra meno significativa in eccesso o in difetto.

Fotodiodo Analogamente al LED si analizza la curva caratteristica del fotodiodo, anch’esso inteso come una giunzione p-n.

Di seguito sono riportati, in un grafico, i valori misurati:

2 I ( m A ) 1 . 5 1 0 . 5 V ( V
 

2

I ph (mA)

 

1.5

 
1 . 5
 

1

 

0.5

 
V ( V )

V ph (V )

V ( V )
0 . 2 0 . 4 0 . 6

0.2

0.4

0.6

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi affetto da incertezza strumentale di lettura pari a metà della cifra meno significativa in eccesso o in difetto.

Beninteso che le curve caratteristiche seguono l’andamento previsto si passa al secondo punto.

2. Fotodiodo in presenza di illuminazione

Misurando un multimetro la tensione a circuito aperto (o la corrente a cirucito chiuso) relativa al fotodiodo mentre si varia l’intensità di corrente (e quindi luminosa) del LED, permette di valutare la relazione cercata, almeno in uno stadio iniziale.

Si ottengono quindi i seguenti valori:

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I LED (mA) I ph (µA)

  • 1.14 1.4

  • 2.22 2.8

  • 4.40 6.1

  • 7.38 10.4

  • 8.74 12.4

    • 10.06 14.3

    • 11.47 16.3

    • 13.17 18.5

    • 14.94 20.9

    • 16.80 23.2

    • 18.18 24.8

    • 19.28 26.1

riportati poi in un grafico a dispersione:

I ph (µA) 20 10 I LED (mA) 5 10 15 20
I ph (µA)
20
10
I LED (mA)
5
10
15
20

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi affetto da incertezza strumentale di lettura pari a metà della cifra meno significativa in eccesso o in difetto.

I dati si prendono inserendo all’interno del cilindretto metallico il LED, conside- rando questo come unica sorgente di luce incidente sul fotodiodo, e oscurando con il cilindretto il fotodiodo.

La seconda serie di dati si riferisce alla tensione fotogenerata V ph sempre in funzione della I LED .

4

I LED (mA) V ph (V )

  • 1.14 0.217

  • 2.22 0.236

  • 4.40 0.256

  • 7.38 0.272

  • 8.74 0.276

    • 10.06 0.280

    • 11.47 0.284

    • 13.17 0.288

    • 14.94 0.291

    • 16.80 0.294

    • 18.18 0.296

    • 19.28 0.298

e vengono riportati in un grafico, il seguente:

0.3 V ph (V ) 0.28 0.26 0.24 0.22 I LED (mA) 5 10 15 20
0.3
V ph (V )
0.28
0.26
0.24
0.22
I LED (mA)
5
10
15
20

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi affetto da incertezza strumentale di lettura pari a metà della cifra meno significativa in eccesso o in difetto.

I valori registrati mettono in evidenza un andamento di tipo logaritmico: proprio il raddrizzamento di questo andamento è lo scopo dell’esperienza.

3. Comportamento in frequenza del fotodiodo

Per ottenere il comportamento in frequenza si alimenti il LED con un segnale variabile (si è utilizzata soprattutto un’onda quadra): ciò che si legge nell’oscilloscopio (la V ph ) non è proporzionale all’intensità luminosa.

Per ovviare al problema si può chiudere il circuito con una resistenza di valore adatto; sfortunatamente però avviene anche una diminuzione del valore assoluto del massimo dell’oscillazione utilizzando questo metodo. Per motivi di tempo sono stati raccolti solo pochi dati sulla V ph in funzione della V LED in questa confgurazione:

5

I LED (mA) V ph (mV )

  • 0.43 2.40

  • 3.36 3.20

  • 5.53 4.00

Per i valori della V ph , che sono i valori di picco delle oscillazioni di onda quadra registrate dall’oscilloscopio a una frequenza di 1 kHz, le incertezze sui valori misurati sono incertezze di lettura sullo schermo: con il fondo scala adottato esse non superano il valore di ±0.05 mV .

4

3.5

3

2.5

V ph (V ) I LED (mA) 1 2 3 4 5 6
V ph (V )
I LED (mA)
1
2
3
4
5
6

Il grafico mostra un qualche miglioramento in quanto a linearizzazione, anche se i dati raccolti non sono in numero soddisfacente per dare la certezza di funzionamento del metodo, inoltre gli effetti di integrazione compaiono adesso per frequenze superiori ai 50 kHz (immagine in Appendice). Si vuole però migliorare il risultato sia in termini di banda passante che di valore assoluto del segnale in uscita, per questo si passa al prossimo punto.

4. Polarizzazione in inversa del fotodiodo

(Resistenza utilizzata: 5k, V pol = 5 V ) Si va ad esaminare la risposta in frequenza del circuito: la tensione di polarizza- zione inversa modifica gli effetti capacitivi allargando la regione di svuotamento e diminuendo la capacità di transizione della giunzione. Gli effetti di distorsione del segnale sono ridotti e non compaiono prima di frequenze dell’ordine dei 100 kHz. Si può quindi analizzare il legame tra V ph e l’intensità luminosa (considerando I LED ). Vengono riportati i dati raccolti:

I LED (mA) V ph (mV )

  • 1.60 3.2

  • 3.13 6.4

  • 4.71 10.4

  • 5.99 12.8

6

In questo caso i valori della V ph sono misurati prendendo come riferimento la tensione di polarizzazione, che è negativa. Sono ora riproposti in un grafico:

V ph (mV ) 12 10 8 6 4 I LED (mA) 2 3 4 5
V ph (mV )
12
10
8
6
4
I LED (mA)
2
3
4
5
6

Ciascuno dei valori presentati deve ritenersi affetto da incertezza strumentale di lettura pari a metà della cifra meno significativa in eccesso o in difetto.

Commenti e conclusioni

Eímportante notare che durante la presa dei dati per la curva caratteristica del fotodiodo è altamente consigliabile oscurare con il cilindretto di metallo il dispositivo per impedire all’illuminazione ambientale di introdurre un’eccessiva distorisione di fondo. Bisogna considerare che esiste una relazione che intercorre tra la luce emessa e la corrente che scorre nel LED:

V

I ph = I 0 (e V (T ) 1) + I LED .

Essa è lineare e questo permette di giustificare l’utilizzo dei dati relativi alla corrente come sostitutivi di quelli relativi alla luminosità. Il valore della resistenza utilizzata nella risposta in frequenza va bilanciato per ottenere equilibrio tra le richieste di linearizzazione (che richiedono valori alti di resistenza) e quelle di effetiva misurabilità con la strumentazione messa a disposizione:

il più appropriato in questa fase è risultato quello di 1 k(posta in parallelo). Utilizzando la polarizzazione inversa la banda passante si allarga decisamente. Si può quindi affermre che l’esperienza ha confermato gli andamenti attesi per le curve di caratterizzazione dei dispositivi. La soluzione della polarizzazione inversa è stata adeguata e ha prodotto un miglioramento nella qualità del segnale di uscita.

Trucchetto per vedere il segnale non integrato Si inserisca una resistenza piccola (rispetto in generale a quella dell’oscilloscopio): nella curva caratteristica I-V si vede un qualcosa di più proprozionale alla corrente ma più piccolo. Esso è tanto più piccolo quanto più è piccola la resistenza; al limite per R=0 è come chiudere il circiuto, si leggerebbe la corrente ma non la tensione.

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Appendice

Anche i dati raccolti giustificano la relazione lineare tra la I LED e la I ph : se ne riporta il grafico:

I ph (µA) 20 10 I LED (mA) 5 10 15 20
I ph (µA)
20
10
I LED (mA)
5
10
15
20

Con A si indica la traccia del segnale emesso dal generatore di funzioni, con B la traccia del segnale raccolto ai capi del fotodiodo.

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(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto

(a) 15 Hz

(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto

(b) 0.6 kHz

(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto

(c) 3 kHz

(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto

(d) 20 kHz

Figura 1: Segnale raccolto a circuito aperto.

(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto
(a) 15 Hz (b) 0.6 kHz (c) 3 kHz (d) 20 kHz Figura 1: Segnale raccolto
(a) 0.2 kHz (b) 1 kHz
(a) 0.2 kHz
(b) 1 kHz

(c) 50 kHz

Figura 2: Segnale raccolto inserendo una resistenza da 1 k.

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(a) 100 Hz (b) 50 kHz (c) 100 kHz (d) 200 kHz Figura 3: Segnale raccolto

(a) 100 Hz

(a) 100 Hz (b) 50 kHz (c) 100 kHz (d) 200 kHz Figura 3: Segnale raccolto

(b) 50 kHz

(a) 100 Hz (b) 50 kHz (c) 100 kHz (d) 200 kHz Figura 3: Segnale raccolto

(c) 100 kHz

(a) 100 Hz (b) 50 kHz (c) 100 kHz (d) 200 kHz Figura 3: Segnale raccolto

(d) 200 kHz

Figura 3: Segnale raccolto polarizzando inversamente il fotodiodo.

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